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CORRI, RAGAZZO, CORRI
di Pepe Danquart
SCHEDA DI LETTURA
Sinossi:
Jurek ha circa nove anni quando fugge dal ghetto di Varsavia. Costretto a separarsi dai fratelli e dai genitori per
salvarsi dai nazisti vivrà i durissimi tre anni che lo separano dalla fine della guerra nei boschi e nei villaggi vicino alla
capitale. Imparerà a dormire sugli alberi e a cacciare per nutrirsi. Sopravviverà ai gelidi inverni chiedendo ospitalità,
contraccambiandola con manodopera. In questo duro viaggio, Jurek incontrerà persone che lo aiuteranno ed altre che
lo tradiranno ma non perderà mai la forza per andare avanti...
Corri ragazzo corri è un film avvincente, ispirato a fatti realmente accaduti, potente ed emozionante, una vera fonte
di ispirazione per giovani e meno giovani.
“Dimentica il tuo nome, ma non dimenticare mai che sei ebreo!”. Oggi Yoram Friedman ha 79 anni e vive con la
sua famiglia in Israele, ma non può cancellare dalla sua mente quei due anni passati come un nomade tra le foreste
della Polonia, all’età di nove anni. Nel 1943, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, è costretto a lasciare il suo
villaggio vicino Varsavia, separandosi dai fratelli e dai genitori per la propria sopravvivenza, nel tentativo di fuggire
alle truppe naziste.
Ha raccontato la sua storia lo scrittore israeliano Uri Orlev in un romanzo che racconta quella storia di coraggio e
resistenza. Il regista Pepe Danquart ha scelto di adattarla per il grande schermo realizzando il film Corri Ragazzo
Corri, distribuito da Lucky Red e nelle sale italiane il 26, 27 e 28 Gennaio 2015 in occasione della Giornata della
Memoria. Il piccolo Srulik, che poi prende il nome di Jurek Staniak per non farsi riconoscere come ebreo, è
interpretato dal giovane attore Andrzej Tkacz. Vive in continua fuga tra gli alberi, resistendo alle insidie dei boschi
innevati e gelidi. Caccia per nutrirsi e bussa alla porta delle varie fattorie cercando ospitalità in cambio di piccoli
lavori di manodopera.
A differenza dei numerosi film che hanno presentato queste tristi e violente pagine della storia, Corri Ragazzo
Corri propone un punto di vista nuovo, la Shoah vista con gli occhi di un bambino, che mette alla prova se stesso e
la propria resistenza, respingendo la sua vera identità e reinventandosi come un piccolo orfano cattolico polacco.
La tragedia dell’Olocausto sembra ancora più tragica se si affronta nell’età dell’infanzia. Il regista segue senza
sosta il piccolo Andrzej nei panni di Jurek, che si rivela la guida univoca di una storia di formazione, un’avventura
esistenziale in cui il protagonista non perde mai la speranza e la fiducia nel prossimo. Sul suo cammino incontra
brave persone che lo accolgono in casa, ma altri sono crudeli e diffidenti, e lo denunciano ai violenti ufficiali della
Gestapo, alla continua ricerca di ebrei da sacrificare. Il racconto intorno al quale si costruisce il film si eleva a
documento storico, sullo stile del Diario di Anna Frank.
“Questa è la storia di quanti riuscirono ad elevarsi al di sopra delle uccisioni sistematiche di uomini e donne che,
rischiando la loro vita, aiutarono coloro che altrimenti non sarebbero sopravvissuti” ha aggiunto il regista in
un’intervista. I dolori e le brutalità della guerra restano sullo sfondo, mentre l’azione è limitata alle avventure di
Jurek, che affronta sfide immani per la sua età. Scene suggestive si susseguono accompagnate da una colonna
sonora poetica e romantica, che non tradisce le emozioni. L’attenzione è tutta sul piccolo protagonista, che regala
espressioni sincere ed estremamente verosimili. La fuga incessante verso la libertà è rotta dai suoi continui incubi,
nei quali riecheggiano i suoni, le luci e le immagini del ghetto abbandonato e i ricordi della sua famiglia, che lo
spingono a non arrendersi, perfino nei momenti più drammatici. Una memoria che non si spezza quella di Jurek e
di tanti altri perseguitati di guerra, per ricordare e non dimenticare, non solo il dolore e le prove della malvagità
umana, ma anche una stoica solidarietà.
Fonti: www.ilfattoquotidiano.it › FQ Magazine › Cinema; www.agiscuola.it/schede-film/item/439-corri-ragazzo-corri.html
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CORRI, RAGAZZO, CORRI
di Pepe Danquart
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FOCUS STORICO
L'invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche,
avvenuta il 1° settembre 1939, decretò l'inizio della
seconda Guerra Mondiale. L'intervento di Francia e Gran
Bretagna non fu tempestivo e in meno di un mese la
Polonia si arrese. Il suo territorio, smembrato, violato,
spartito, fu scenario, tra il 1940 e il 1945, di gravissimi
crimini contro l'umanità. Si pensi che su dieci campi di
sterminio, creati dai nazisti, sette erano su suolo polacco,
precisamente nelle zone più orientali e meno popolate,
tra questi Auschwitz, Belzec, Chelmno, Sobibór,
Treblinka.
Una volta
raggiunta Varsavia, l'esercito tedesco, affiancato
anche dalle SS, trovò di fronte a sé la più grande
comunità ebraica europea, seconda nel mondo solo a
quella di New York.
Nell'ottobre del 1939, ai 350.000 ebrei presenti in città,
se ne aggiunsero altri 150.000 deportati dalle province
limitrofe. In poche settimane nel ghetto di Varsavia
furono concentrati circa 500.000 ebrei. Uno spazio
venti volte più piccolo dell'intero suolo cittadino
conteneva la metà degli abitanti di Varsavia. Gli ebrei
del ghetto dovevano indossare un bracciale
raffigurante la stella di David per essere ben identificati
e potevano
uscire solo per
motivi di lavoro.
Successivamente, però, con la costruzione del muro di
recinzione, le restrizioni furono più aspre: non era più consentito
uscire per nessuna ragione, furono interrotte le comunicazioni
telefoniche e postali, ridotte le razioni di cibo, soppresse le linee
di collegamento tramviarie, negata la fornitura di energia
elettrica e di gas.
Le condizioni di vita erano tali da determinare una mortalità
media mensile di 2.000 individui.
Questa drammatica situazione, cui purtroppo ne è seguita una
ancora ancora più atroce, ha avuto luogo fino al 1943 quando,
per volontà di Himmler (Capo delle SS), il ghetto fu smantellato e
i residenti deportati nei vicini campi di sterminio.
Non mancarono tentativi di resistenza da parte
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dell'organizzazione ebraica di combattimento ma la tragica operazione Reinhard, che prevedeva
l'eliminazione fisica del popolo ebraico, era iniziata con la tragica ferocia che conosciamo. Alla fine
della Guerra nel popolo ebraico si piangeranno circa sei milioni di vittime ebree, di ogni sesso ed età.
Il 27 gennaio 1945 l'Armata Rossa liberò il campo di sterminio di Auschwitz e in quella data, così
significativa e importante, le Nazioni Unite hanno deciso di ricordare le vittime dell'Olocausto.
FOCUS GEOGRAFICO
Il film inizia nell’inverno 1942/43 e termina nell’estate del 1945.
Le stagioni si succedono; le differenze fra esse, soprattutto fra estate ed inverno, sono marcate. Cerca
le caratteristiche del clima continentale nell’Europa centrale e verifica se esse coincidono con le
immagini del film.
Cerca sulla carta il fiume Vistola, in modo da mettere a fuoco i luoghi in cui si svolge la fuga di Jurek; se
riesci, prova a vedere se il corso del fiume coincida o meno con il confine fra le zone di occupazione
tedesca e sovietica.
Un ruolo importante nel film è rappresentato dalle foreste; ancor oggi in Polonia esistono delle foreste
“primigenie”; fai una ricerca a tal proposito.
Nella prima metà del XX secolo, la Polonia, come d’altronde quasi tutti i paesi europei, aveva
un’economia prevalentemente agricola; che tipo di produzione agricola prevaleva nelle campagne
polacche? Prova a rispondere rievocando le immagini del film.
LA VICENDA: comprensione
1.
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7.
La scena iniziale presenta una situazione che anticipa molte circostanze che si ripresenteranno
in seguito: prova a ricordare che cosa succede, chi sono i personaggi, e come questa scena si
conclude.
Solo nel bosco, intirizzito, nel primo dei tanti Flash Back del film, a che cosa sta pensando
Srulik in quel momento di grande difficoltà per lui? La conclusione del film, in cui questa scena
ritorna, ci permette di comprendere meglio il valore di quel ricordo.
L’incontro con il gruppo di ragazzi nel bosco insegna a Srulik molti stratagemmi per
sopravvivere nella foresta; ricordane alcuni.
Inoltre, il protagonista sente parlare per la prima volta dei “partigiani”; tu sai chi sono i
partigiani? Questa è un’informazione che ci permette di capire che quel paese è occupato da
un invasore: infatti, nonostante la storia si svolga in Polonia, i soldati sono tedeschi.
Durante il breve periodo passato da Srulik nel bosco con gli altri ragazzini, c’è un altro FB che
serve al regista per far capire la differenza fra la vita “normale” e quella che il protagonista sta
conducendo adesso; egli dice infatti “nella foresta ci sono già stato, per giocare e raccogliere
funghi, non per viverci”; che cosa si vede nel Flash Back?
“Non abbassare le mutande, se un polacco può vederti” è un consiglio prezioso che gli viene
dato, infatti …
Quando Srulik, che è divenuto ormai Jurek, si sveglia, si rende conto di essere ospite nella casa
di una donna buona. Perché ha deciso di cambiare nome? Perché la donna è buona?
Un altro FB ci fornisce delle informazioni sul passato del protagonista, nel ghetto di Varsavia:
che cosa ricorda Jurek nel sogno?
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8. Costretto ad abbandonare quella casa così rassicurante, Jurek è di nuovo solo; troverà
ospitalità in un’altra casa di contadini e si farà un nuovo amico: chi?
9. Nella foresta, dopo il ferimento del cane, Jurek fa un incontro inaspettato: con chi?
10. Di nuovo costretto alla fuga, riceve un passaggio sul carretto di una coppia di contadini i quali
lo consegnano ai tedeschi: perché lo fanno?
11. Interrogato dal comandante delle SS, come si comporta Jurek? E il comandante? Definisci il
comportamento di Jurek nelle sequenze nella prigione tedesca.
12. Un’altra fattoria, altri polacchi generosi, ma anche un incontro pericoloso con un nemico.
Come si comporta il comandante quando lo riconosce? Secondo te, perché non infierisce
contro di lui?
13. A questo punto succede l’incidente più drammatico della storia di Jurek: racconta che cosa gli
succede nella fattoria; chi lo aiuta all’ospedale e chi non fa quello che dovrebbe.
14. Braccato dalle SS e dai cani, Jurek non ha alternative che cercare rifugio presso la donna che
già è stata generosa ed affettuosa con lui; ma questa sua mossa è la causa di una grave
rappresaglia: spiega che cosa succede.
15. “Non tornare nella foresta, vai verso est, sull’altra sponda della Vistola” gli consiglia la sua
amica, nonostante per averlo nascosto abbia perso la casa; perché gli dà questo consiglio? È un
buon consiglio?
16. Nelle sequenze successive, vediamo Jurek a tavola con famiglie diverse, in cui lui cerca di
rendersi utile, come può. E intanto il racconto delle sue gesta diventa sempre più mitico …
Infine viene “adottato” con affetto da una famiglia in cui lui cerca di integrarsi al meglio; fai
degli esempi di alcune decisioni che testimoniano il suo desiderio di far parte della nuova
comunità.
17. Nella casa di adozione è nascosto un uomo, di cui si capisce l’identità solo attraverso i suoi
comportamenti successivi, che rivelano chi è e come mai era nascosto. Egli dirà: “non
brindiamo alla sconfitta dei tedeschi, i russi non sono migliori”, perché, secondo te?
Quest’uomo prende una decisione che sarà fondamentale nella vita di Srulik-Jurek: quale?
18. A proposito dei russi, o meglio dei sovietici (qual è la differenza fra questi due termini?), i due
ragazzini entrano in un accampamento dell’Armata Rossa (l’esercito sovietico) dove si
rendono conto che a Varsavia, poco lontano, infuria la battaglia fra tedeschi e polacchi;
chiedono come mai l’esercito sovietico non intervenga ad aiutare i polacchi, nessuno risponde.
Tu hai capito come mai succeda questo?
19. Stiamo avviandoci alla fine della fuga di Srulik-Jurek; l’intervento di Moshe, dell’orfanatrofio
ebraico di Varsavia, strappa Jurek alla sua nuova famiglia e lo obbliga a recuperare la sua
origine e le sue radici ebraiche.
Come spieghi la sua frase: “i bambini dispersi sono il nostro futuro”? chi sono i bambini
dispersi? Essi costituiscono il futuro di chi?
Accompagnandolo al suo paese d’origine, Moshe ottiene che Srulik ricordi e ricostruisca il
passato che avrebbe preferito dimenticare; il FB del suo ultimo dialogo con il padre ci fa capire
molti passaggi della sua lunga fuga e dei suoi comportamenti durante la fuga.
20. Le scene finali ci riportano alla realtà e ci fanno capire che tutta l’avventura di Srulik-Jurek non
è finzione, ma storia vera. La vita di Srulik-Jurek ci aiuta a vedere la Shoà da un punto di vista
diverso dal solito (qui non ci sono campi di concentramento) e a capire le origini dello Stato di
Israele. Documentati e approfondisci.
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Spunti di Riflessione di Olga Brucciani
1) Corri ragazzo corri è un film ricco di temi su cui riflettere. La tragica vicenda storica in primo piano, rappresentata
dalla Shoah, offre infatti la possibilità di affrontare un'ampia discussione su temi estremamente attuali come
l'integrazione, i valori della diversità e dell'identità, della solidarietà e dell'accoglienza.
Ad inizio film Jurek, sotto una tempesta di neve, ripensa al padre e alle parole che gli ha detto prima di separarsi da
lui: Potrai dimenticare tutto... il tuo nome, tua madre e me... però non devi mai dimenticare che sei ebreo.
Riflettendo su queste parole, secondo voi perché il regista ha voluto che le ascoltassimo sia all'inizio che sul finale
del film? Quale pensate sia la ragione per cui il padre vorrebbe che la memoria di Jurek, per lui Srulik, sacrificasse i
ricordi più intimi ma non la religione cui appartiene?
2) Come avete potuto vedere, durante il suo viaggio, Jurek ha dovuto affrontare numerose avversità: il freddo, la
fame, la solitudine, la paura, la cattiveria umana... Quale di queste difficoltà ha particolarmente toccato la vostra
sensibilità? Al suo posto come avreste affrontato quella triste e drammatica condizione?
3) Con l'arrivo dell'Armata Rossa, l'esercito sovietico che nel 1945 ha liberato la Polonia, Jurek viene "adottato" da
una famiglia cattolica polacca che gli trasmette l'affetto di cui aveva bisogno e le tradizioni di una nuova cultura. In
quei giorni Jurek accetta il sacramento della comunione, tradendo quindi la promessa fatta al padre; quella di non
dimenticare mai di essere ebreo. Secondo voi perché lo fa? La guerra è finita, gli ebrei non sono più perseguitati ma,
nonostante questo, continua a nascondere la sua vera identità. Perché?
4) Questo ragazzo non deve vivere per sempre nella paura come me! Queste sono le parole pronunciate dal vicino
della nuova famiglia di Jurek, all'arrivo del Signor Frenkiel dell'orfanotrofio ebraico di Varsavia.
Cosa nascondono quelle parole? Quale paura sta provando quell'uomo adulto, sopravvissuto ai rastrellamenti e ora
apparentemente inserito in una comunità?
5) La missione di Frankiel è quella di ritrovare i piccoli ebrei sopravvissuti all'Olocausto per portarli in Israele.
Dicendo "i bambini dispersi sono il nostro futuro" invita a una importante e profonda riflessione sull'identità, ovvero
la concezione che un ognuno ha di sé in un contesto sociale. L'identità è il modo in cui ciascuno si costruisce
all'interno di un gruppo sociale, come, ad esempio, la nazione, la religione, la cultura, il campo professionale,
l'orientamento sessuale, il partito politico...
Tutelare la propria identità, nel rispetto di quella altrui, è importante. Provare il piacere di appartenere ad una
"community", ad un contesto in cui condividere gli stessi interessi, passioni, storia, è una ricchezza. Riuscite a
definirvi in questi termini, come un individuo appartenente ad un gruppo sociale? Se sì, provate a raccontare la
vostra esperienza di condivisione.
6) Parlando di identità, come ricchezza, è inevitabile non introdurre un altro concetto apparentemente antitetico ma
strettamente collegato: la diversità. L'Olocausto è la persecuzione di altre "minoranze" sono la drammatica
conseguenza dell'arrogante, irrispettosa presunzione che un'identità sia migliore di un'altra. Vedere la diversità
come un valore è un presupposto fondamentale per stabilire un dialogo con gli altri, basato sulla tolleranza e il
rispetto. Provate a compiere l 'esercizio di immaginare un mondo tutto uguale, con un solo credo politico, religioso,
un'unica storia alle spalle e un futuro uguale per tutti. Immaginate cosa significherebbe l'assenza di tradizioni
culturali e di diversità fisiognomiche. Raccogliete queste immagini e confrontatele col mondo in cui vivete,
individuando punti di forza e debolezze.
7) All'inizio di questa avventura Jurek viene accolto in casa dalla signora Janczyk, rimasta sola dopo la partenza del
figlio e del marito partigiani. Durante la convivenza abbiamo modo di vivere, insieme al protagonista, la profonda
fede religiosa della donna. Sullo schermo si incrociano quindi due credi, quello ebraico e quello cattolico. Conoscete
altre religioni? Elencatele tracciandone sinteticamente l'origine e le caratteristiche.
8) Jurek non incontra però solo persone pronte ad aiutarlo, una coppia di contadini, infatti, lo inganna,
consegnandolo ai tedeschi in cambio di soldi. Quella scena ci mostra come la guerra non sia soltanto causa di morte
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e paura ma anche di abbrutimento umano. La fame ha mosso quei contadini a "vendere" un bambino pur
consapevoli che il prezzo per lui sarebbe stato la vita... Credete che avreste potuto comportavi allo stesso modo? Vi
è mai capitato di tradire un amico, una parola data, la fiducia di una persona cara? Se sì, cosa Vi ha spinto a farlo e
come Vi siete sentiti dopo averlo fatto?
9) Come cambia il personaggio di Jurek dall'inizio alla fine del film? Ti sembra che l'esperienza vissuta lo abbia
rafforzato o indebolito?
10) Il film che avete visto è una storia vera. È realmente successo che un bambino di circa nove anni abbia trascorso
da solo tre anni della propria vita lontano dagli affetti, nell'incertezza di continuare a vivere, nel terrore della guerra,
senza una fissa dimora e la sicurezza di un pasto quotidiano. Sapere che non si trattava di finzione ha condizionato la
vostra visione del film?
11) In una scena del film un medico si rifiuta di "operare un ebreo". Tale malvagità è riconducibile a temi già
affrontati, primo fra tutti, l'odio nei confronti del diverso. Anche questo atteggiamento apre una riflessione sui diritti
umani. Aiutandovi con gli strumenti in vostro possesso, approfondite le vostre conoscenze in merito all'argomento.
Leggete la Dichiarazione dei Diritti Umani ed elaborate con i vostri compagni una riflessione: vi sembra completa,
inviolata, necessaria?
12) Come sapete la storia vera di Yoram Fridman, prima ancora di essere raccontata in un film è stata narrata in un
toccante romanzo di Uri Orlev, dallo stesso titolo Corri ragazzo corri, edito in Italia da Salani. Sarebbe interessante
adottare la lettura del libro e provare a cogliere le differenze con il film: evidenziare gli episodi che il regista ha scelto
di non mostrare, provare a cogliere la diversa sensibilità con cui i due autori hanno deciso di raccontare lo stesso
momento. Ma anche esprimere un giudizio sul linguaggio: scoprire se vi ha coinvolto maggiormente il libro o il film.
13) Il film è una storia inedita per il grande schermo. Credete che raccontare il dramma della persecuzione degli
ebrei attraverso un punto di vista nuovo e diverso, anche se non mostra la crudeltà dei campi di sterminio possa
mantenere ugualmente viva la forza del ricordo o la indebolisca?
14) Provate ad immaginare come si fa a ricominciare dopo aver perso tutto. Conoscete persone che sono riuscite a
costruire la propria vita in seguito ad un'esperienza sconvolgente, nel bene e nel male?
15) Jurek, come molti altri bambini ebrei sopravvissuti, ha lasciato la Polonia per raggiungere Israele. Effettuate una
ricerca sulla storia dello stato di Israele. Sulla sua istituzione e sulle conseguenze bellicose con il settore musulmano
della Palestina. Approfondite la questione israelo-palestinese e proponete quali secondo voi potrebbero essere le
soluzioni a questo conflitto.
16) Quale momento del film Vi ha particolarmente emozionato e perché?
17) Pensate ai film che avete visto sul tema dell'Olocausto. Qual è il vostro preferito e per quale ragione?
Graziella Bosco
Dolceacqua, 18 gennaio 2016
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