L`ORO BLU: una ricchezza chiamata ACQUA (a cura di Alberto

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L`ORO BLU: una ricchezza chiamata ACQUA (a cura di Alberto
L’ORO BLU: una ricchezza chiamata ACQUA
(a cura di Alberto Angela)
L’acqua è una risorsa sempre più preziosa per l’uomo, il cui corpo è composto per il 65%
di acqua, e per la vita sulla terra: l’acqua ricopre infatti il 71% dei 510 milioni di Kmq che
costituiscono la superficie terrestre, per un totale di 1.400 milioni di miliardi di metri cubi; di
questi, solo una piccola parte (40 milioni di miliardi di metri cubi) è costituita da acqua
dolce.
E’ un bene talmente indispensabile al punto da essere, nella graduatoria delle emergenze
a cui la Terra dovrà sempre più frequentemente far fronte, al primo posto assoluto (seguito
a breve distanza da energia, cultura e sicurezza).
Se per Platone l’acqua è “il liquido della verifica” (senza di essa non c’è vita), per l’Articolo
25 della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” redatta dall’ONU, “l’acqua è il più
importante elemento, necessario affinché a ciascuno sia assicurato il diritto umano
universale a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere”.
L’acqua si dimostra risorsa fondamentale e insostituibile fin dalle origini dell’umanità. Lo è
stata soprattutto per gli antichi Romani, che hanno realizzato imponenti acquedotti, veri e
propri capolavori di ingegneria, architettura e idraulica in grado di rifornire di acqua, grazie
a un capillare sistema di irrigazione, anche gli stabilimenti termali e i principali giardini
privati.
L’acqua, che nel sistema solare è presente in forma liquida solo sulla Terra, delinea inoltre
il paesaggio naturale del nostro pianeta ed è quindi fondamentale nel lavoro dell’uomo.
Dalla fine del XX secolo l’acqua si è trasformata da risorsa a disposizione di tutti (con le
naturali disuguaglianze) in merce, all’interno della logica del diritto d’impresa e del profitto.
La forbice dei consumi tra i diversi Paesi tenderà quindi ad allargarsi sempre più: si
prevede che nei prossimi vent’anni la quantità media di acqua pro-capite scenderà di
almeno il 33% rispetto a oggi, contribuendo ad aggravare i problemi della fame nel mondo.
L’emergenza acqua è strettamente collegata anche ai mutamenti del clima e le
conseguenze si preannunciano disastrose: innalzamento della temperatura con
conseguente scioglimento dei ghiacciai, desertificazione, estinzione di molte specie
animali e vegetali, incremento delle malattie. Quasi tutti i Paesi europei subiranno impatti
negativi, con forti ripercussioni a livello economico e sanitario.
L’area mediterranea sarà la più colpita da siccità, incendi, perdita delle biodiversità lungo
le coste e sulle Alpi, contrazione del turismo invernale ed estivo, calo della produzione
agricola e delle disponibilità energetiche.
Per Jeremy Rifkin (uno fra i maggiori studiosi di problemi ambientali) siamo di fronte a un
vero e proprio olocausto ecologico, una crisi senza precedenti nella storia dell’umanità.
In Italia, la regione Emilia-Romagna ha già cominciato ad affrontare questo problema, con
un pacchetto anti-siccità che mira a ridurre i consumi di acqua nei campi dal 10 al 20% (in
Italia, l’obiettivo di riduzione media è del 5%) tramite questa serie di provvedimenti:
- razionalizzazione dell’uso dell’acqua nei campi, modulata in base alle esigenze
delle singole coltivazioni e al livello di siccità;
- potenziamento della rete di pompaggio dell’acqua dal Po per renderla più efficiente,
evitando inutili sprechi;
- incentivazione alla sostituzione dei vecchi impianti idrici nelle aziende agricole;
- adozione di impianti aziendali di irrigazione che distribuiscano l’acqua a gocce e
che siano alimentati dall’energia solare;
incentivazione della costruzione di invasi aziendali, per trattenere l’acqua e
utilizzarla quando scarseggia;
- ricorso a sistemi sperimentali di irrigazione che riutilizzino le acque reflue dei
depuratori.
Se occorre diminuire l’uso dell’acqua per l’agricoltura (che in Emilia assorbe il 66% del
totale delle risorse) nel rispetto di una agricoltura di qualità, occorre che ciascuno
acquisisca una nuova cultura, che, evitando gli spechi, preveda il massimo risparmio di
acqua anche nella vita di tutti i giorni.
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Per questa nuova cultura saranno determinanti le azioni di informazione e di educazione
da parte di mass media, politici, scuole, università, amministratori pubblici e privati,
istituzioni, organizzazioni governative e non.