Ceramica altomedievale a vetrina pesante e sparsa in

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Ceramica altomedievale a vetrina pesante e sparsa in
ABRUZZO
Ceramica altomedievale a vetrina pesante e sparsa in Abruzzo
1. INTRODUZIONE
Recenti ricerche condotte in Abruzzo hanno restituito nuovi dati su produzioni ceramiche
quali la vetrina pesante e la vetrina sparsa che erano sinora ben poco note nella regione.
Materiali da quattro siti della provincia di Teramo, da tre di quella di Pescara, da tre di
quella dell'Aquila, e da due siti della provincia di Chieti, testimoniano di una diffusione regionale di
tali produzioni, riferibili sinora, esclusivamente ad età altomedievale.
I siti che hanno restituito materiale sono i seguenti:
1. Civitella del Tronto (TE), loc. Piano d'Ischia, abitato altomedievale (inedito).Fuseruola in vetrina
pesante.
1. Cellino Attanasio (TE), loc. Cellino Vecchio, abitato altomedievale (STAFFA 1986, pp. 453-454).
Frammento di forma chiusa in vetrina pesante.
3. Atri (TE), loc. Colle S. Giovanni, abitato altomedievale (STAFFA 1986, Fig. 6, nn. 80-82, 84).
Frammenti di forme chiuse in vetrina pesante (nn. 80-82) e a vetrina sparsa (n. 84), anche con
decorazione a pettine (n. 81).
4. Castilenti (TE), loc. Masseria Egler, abitato altomedievale (STAFFA 1986, Fig.6, n. 83).
Frammento di forma chiusa in vetrina pesante.
5. Cepagatti (PE), loc. Ventignano, abitato altomedievale (STAFFA 1989, Fig. 12, nn. 46-59).
Frammenti di forme chiuse, brocche e anforette, in vetrina pesante (nn. 47, 48, 51, 52, 57) e in vetrina
sparsa (nn. 46, 49, 50, 53-56, 58, 59), nonché fuseruola in vetrina pesante (n. 60).
6. Rosciano (PE), loc. Coccetta di Villabadessa, abitato altomedievale (DE POMPEIS , 1980, p. 461).
Frammenti di forme chiuse in vetrina pesante e sparsa.
7. Pescara, scavi 1990 presso il Bagno Borbonico, a P. Unione e V. Orazio: resti del centro romano ed
altomedievale di Ostia Aterni-Aternum (STAFFA 1991, c.s.). [475] Frammenti di forme chiuse in vetrina
pesante, frammenti di ceramica anche decorata a pettine con macchie di vetrina sparsa.
8. Ovindoli (AQ), loc. S. Potito, resti di villa romana abitata anche in età altomedievale (scavi Accademia
Nazionale Ungherese; vedi PAROLI, infra, pp. 481-483).
Frammenti di forme chiuse in vetrina pesante.
9. Lecce dei Marsi (AQ), resti di santuario italico romano con sovrapposizione di edificio di culto
cristiano (vedi SPANU, infra, pp. 484-486). Frammenti di forme chiuse in vetrina sparsa [476]
10. Casoli (CH), loc. Piano La Roma, resti dell'abitato romano di Cluviae a continuità di vita nell'altomedioevo
(scavi 1988 F. La Torre, inedito).
Frammenti di forme chiuse in vetrina pesante e sparsa.
11. Chieti, Corso Marrucino, scavi nei sotterranei di Palazzo De Majo.
Due frammenti di brocca in vetrina pesante.
11. Introdacqua (AQ), torre medievale, livelli sconvolti, relativi a strutture precedenti la torre (vedi “Archeologia
Medievale”, XVII, 1990, p. 534).
Un frammento di brocca in vetrina pesante.
2. D ESCRIZIONE
DEI MATERIALI
I materiali presentati in questa sede sono tutti riferibili ad età altomedievale ed
inquadrabili in una cronologia fra VIII-IX e XII secolo.
Testimoniano della cultura materiale non solo di centri romani con forme di continuità
insediativa (siti n. 7, 10, 11) o interessati da fenomeni di probabile rioccupazione (siti nn. 8, 9), ma
soprattutto di quella tipologia di abitati rurali aperti che trovano origine nel primo riassetto del
quadro insediativo connesso alla riarticolazione del popolamento sparso intorno ai grandi centri
monastici (cfr. STAFFA 1986, pp. 456-60, STAFFA 1989, pp. 576-578). Sono le villae e casalia
menzionate dalle fonti altomedievali abruzzesi (siti nn. 1,2, 3, 4, 5, 6) prima della nascita dei
castra fra XI e XII secolo.
L'articolazione delle produzioni presenta connotazioni simili a quelle dei materiali coevi di
area romana.
Le forme sono tutte chiuse, per lo più brocche, presentano una vetrina verde giallastra
(nn. 1, 4, 5, 6, 7, 8, 10, 11, 12), o verde oliva scura (nn. 2, 3, 9).
Gli impasti sono di colore arancio, arancio-rossastro o arancio grigiastro (simili al n. 4 in
STAFFA 1989: nn. 1, 3, 4; simili al n. 3 in STAFFA 1989: nn. 5, 6, 7, 8, 9, 10, 11, 12) e sono,
almeno a giudicare dalle analisi condotte, di produzione locale abruzzese.
La vetrina è in alcuni esemplari assolutamente omogenea ed interamente coprente (nn. 1, 2,
3), e sono forse le produzioni più antiche, mentre risulta in altri esemplari, seppur estesa ancora a
buona parte del frammento, presentare chiazze irregolarmente risparmiate (nn. 4, 5, 6, 7) ed avere
minore consistenza.
Come in area romana potrebbe trattarsi delle produzioni che segnano il passaggio ai tipi
in vetrina sparsa, anch'essi attestati (nn. 8, 9, 10, 11, 12) e relativi significativamente alle fasi di
vita più tarde degli abitati altomedievali di provenienza. [477]
Vetrina pesante
1. Sito 5
Brocca a corpo quasi globulare con becco (STAFFA 1989, Fig. 12 n. 49).
Ad essa è probabilmente riferibile il corpo tipo STAFFA 1986 Fig. 6 n. 81, dal sito 3.
2. Sito 7
Brocca a corpo globulare (Bagno Borbonico, scavi 1990, amb. C, u.s. 15). Esemplare
analogo dal sito 3 (STAFFA 1986, Fig. 5 n. 80).
3.
Sito 5 Vaso ad alto collo stretto e svasato (S TAFFA 1989, Fig. 12 n. 48).
4. Sito 5
Brocca ad alto collo quasi verticale (STAFFA 1989, Fig. 12 n. 47).
5. Sito 3
Brocca ad alto collo quasi verticale (STAFFA 1986 Fig. 6 n. 82).
6. Sito 7
Brocchetta (Pescara, Bagno Borbonico, amb. C, US 15).
7. Sito 5
Brocchetta (STAFFA 1989, Fig. 12 n. 51).
Vetrina sparsa
8.
9.
10.
11.
12.
Sito 5
Brocca probabilmente a becco (STAFFA 1989, Fig. 12 n. 46).
Sito 5
Brocca probabilmente a becco (ID., Fig. 12 n. 49).
Sito 5
Brocca con collo largo e alto (ID., Fig. 12 n. 50).
Sito 5
Grande Brocca con decorazione a pettine (ID., Fig. 12 n. 59).
Sito 7
Fondo forse riferibile ad esemplare analogo al precedente (Pescara, Bagno Borbonico,
amb. C, US 15).
3. C ONCLUSIONI
A conclusione di questo primo contributo sulle produzioni a vetrina pesante e sparsa in
Abruzzo non può non raccogliersi, sia pure a livello di contributo preliminare, quanto va
emergendo da ricerche recentissime della Soprintendenza in corso alla data del seminario e poi
sviluppatesi per l'intero anno 1990.
Indagini condotte a Pescara nel 1990 presso il cd. Bagno Borbonico, in via delle Caserme a
Piazza Unione e a Via Orazio (vedi STAFFA 1991), hanno infatti portato all'individuazione di varie
sequenze stratificate relative ai resti dell'abitato romano ed altomedievale di Ostia AterniAternum da cui provengono numerosi frammenti delle due classi ceramiche. Il materiale
recuperato per la prima volta in Abruzzo da contesti stratificati in un lungo arco cronologico
compreso tra l'età romana ed il XIII secolo permette una serie di valutazioni particolarmente
significative sull'evoluzione delle classi ceramiche con copertura a vetrina in area abruzzese (vedi
STAFFA 1991).
La classe sembra assente dai contesti riferibili al VII secolo mentre è invece ben attestata in
contesti databili all'VIII-IX secolo, associata ad abbondante pietra ollare; presenta una vetrina
verde scura molto compatta, parte brillante e parte opaca anche sul medesimo frammento, con
impasto grigio nerastro e comprende per lo più brocche. [478]
Allo stesso tipo di contenitore possono riferirsi anche frammenti dai livelli di pieno IX-X secolo,
con un'invetriatura verde-giallastra che è anche quella di parte del materiale a vetrina pesante da
altri siti presentato in questa sede (nn. 4, 5, 6, 7) e con un impasto arancio-grigiastro.
Con la fine del X secolo la vetrina perde compattezza, ed è ormai quasi sempre verde­
giallastra, mentre fra gli impasti sono prevalenti quelli di colore arancio-rossastro, anche se non
manca qualche esemplare ancora arancio-grigiastro.
Nell’XI secolo, analogamente a quanto attestato a Roma, si diffondono le prime
produzioni a vetrina sparsa, con vetrina giallastra ed impasti arancio-rossastri o arancio ben
depurati. [479]
Nel XII secolo le vetrine da una caratteristica diffusione a macchie, ancora ben risparmiate,
sempre di colore verde giallastro, si riducono a poche pennellate di vetrina verde-rossastra o
rossastra talvolta quasi trasparente, per lo più data sulla parte superiore del vaso.
Sono questi esemplari, dal caratteristico impasto arancio, a segnare la fine della
produzione, in un'epoca compresa fra gli ultimi decenni del XII e gli inizi del XIII secolo.
Tipologicamente anche le produzioni a vetrina sparsa si caratterizzano, almeno a Pescara,
per la presenza di poche forme, per lo più brocche e brocchette, dall'orlo verticale o lievemente
estroflesso fra X e XI secolo, o estroflesso con qualche articolazione per gli ultimi esemplari
riferibili al XII-inizi XIII secolo.
In conclusione, sia pure in via preliminare, può affermarsi che i materiali da Pescara e
dall'Abruzzo sembrano confermare un'evoluzione delle produzioni locali a vetrina pesante e
sparsa non molto dissimile da quanto sinora noto per l'area laziale (*).
ANDREA R. STAFFA
Bibliografia
C. DE POMPEIS, 1980, Coccetta di Villabadessa (Pescara): indagini archeologiche di interesse
postclassico, “ Archeologia Medievale ”, VII, pp. 461-466.
A. R. STAFFA, 1986, Ricognizioni nel territorio di Atri: problemi di una presenza volturnese, “
Archeologia Medievale ”, XIII, pp. 437-460.
A. R. STAFFA, 1989, Interventi della Soprintendenza archeologica dell'Abruzzo in contesti
altomedievali della valle del Pescara, “ Archeologia Medievale ”, XVI, pp. 561-582.
A.R. STAFFA, 1991, Scavi nel centro storico di Pescara, 1. Primi elementi per una ricostruzione
dell'assetto antico ed altomedievale di Ostia-Aterni-Aternum, “ Archeologia Medievale ”
XVIII, pp. 201-367. [480]
*
Quando il volume era già in corso di stampa sono tornati alla luce a Crecchio (PE), in un contesto del VII secolo,
alcuni frammenti di ceramica a vetrina pesante con decorazione a petali applicati, presentati al Congresso di Rabat
(Marocco) nel novembre 1991 (cfr. PAROLI, supra, pp. 35-37).

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