La virtù della semplicità

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La virtù della semplicità
La virtù della semplicità
Ritorno a scrivere di leadership, ritorno a scrivere molto volentieri di rugby.
Durante questo mese si sta svolgendo il forse poco conosciuto per noi boreali “4Nations” ma per i nostri amici australi è il torneo di rugby per nazioni più bello e avvincente, è
il torneo tra New Zealand, Sud Africa, Australia e Argentina.
Guardando questa partite, di una intensità agonistica impressionante, sono spesso colpito dalla semplicità con cui i giocatori eseguono gli schemi tattici collettivi o i gesti
tecnici individuali.
Una sorta di disarmante quanto avvincente ed efficace semplicità.
Dico disarmante perché in molte situazioni la ricerca del complicato è stata e continua ad essere per molti una
prerogativa. Molti allenatori propongono ai loro atleti, junior o senior che siano, schemi tattici quasi coreografici,
soluzioni tattiche complicate e gesti tecnici tanto elaborati quanto da sembrar confusi.
Ho sempre pensato che questo tipo di atteggiamento sia frutto di insicurezza, di non chiarezza nelle proprie
competenze, che assume l’aspetto di giustificazione, o meglio, in una protettiva aurea rispetto quello che stiamo
facendo o proponendo, appiglio per un comodo e pronto alibi.
La semplicità della proposta tecnica o tattica, che confluisce nella proposta di una strategia esecutiva è invece
frutto di una forte e limpida chiarezza, chiedere semplicità, esercitare semplicità nelle richieste e nei
comportamenti è un atteggiamento da vero leader, da leader che sicuro e forte delle sue conoscenze e delle sue
competenze non teme di essere considerato un semplice, un banale, è sicuro di ciò che sono le sue competenze
e conoscenze.
Ed allora l’esercizio della semplicità, la virtù della semplicità, adottata da un coach con responsabilità di gestione o da un singolo giocatore, è l’espressione di una profonda
sicurezza di se, una profonda fiducia nelle proprie capacità.
La virtù della semplicità è una ricerca costante di strategie senza fronzoli, di strutture di gioco senza coreografie inutili di gesti tecnici “economici”, massimo risultato con minor
sforzo, meglio ancora massimo risultato senza disperdere energie o attenzioni in qualcosa che nel render più complicata l’esecuzione diventa anche quel qualcosa che
giustifica l’insuccesso.
In un mio editoriale scorso ho parlato di un mio allenatore francese, Pierre Villepreux, il filosofo del rugby, nel suo modo di essere, di proporre il rugby la semplicità era
prepotente, le sue indicazioni ti apparivano talmente semplici da essere efficaci perché unica via da adottare, una sorta di verità che ti conquistava.
Le sue squadre negli anni ’80 hanno vinto tutto!
Fabio Coppo
[email protected]
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La virtù della semplicità
Prendendo spunto dai pensieri di Fabio ho provato a ricercare dei collegamenti con il mondo aziendale. Come sempre un bella sfida!!!
Ho rivisto con la mente gli innumerevoli manager-professionisti-imprenditori incontrati nelle diverse aziende e ho cercato i tratti della semplicità. Ritornano evidenti in
particolare i concetti di semplicità come eliminazione di fronzoli inutili e di semplicità come evoluzione suprema. Mi piace pensare che la ricerca dell’essenza e delle linee
portanti siano frutto di uno sfidante continuo esercizio di studio, conoscenza, elaborazione…..
Ho ricercato una citazione che sintetizzasse questi pensieri liberi e ho trovato una frase che il grande Jack Welch un giorno disse: “I dirigenti insicuri creano la complessità. I
dirigenti spaventati e nervosi utilizzano libri di pianificazione grossi e complicati e dispositivi pieni di tutto ciò che hanno imparato sin dall’infanzia. I veri leader non hanno
bisogno di confondere. La gente deve avere fiducia in se stessa per essere chiara, precisa, ed essere sicura che ogni persona all’interno della sua organizzazione, dalla più
importante all’ultima ruota del carro, capisca qual è l’obiettivo fondamentale. Ma non è facile. E’ incredibile quanta fatica faccia la gente ad essere semplice; quanta paura
faccia la semplicità. La preoccupazione è che se ci mostriamo semplici le persone possano pensare che siamo stupidi. E’ esattamente il contrario. La gente con la mente più
chiara e preparata è quella più semplice“.
Credo che il concetto sia semplice e chiaro!!!
Auguro a tutti voi una ricerca continua di semplicità.
Marco Toffanin
[email protected]
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