Notizie Verdi

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Notizie Verdi
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Organo ufficiale
d’informazione
della Federazione
dei Verdi
Sped. in Abb. Post. D.L.
353/2003 (conv. in L.
27/02/2004 n. 46) art. 1
comma 1 DCB - Roma
Gli anni trascorsi
dai drammatici
attacchi terroristici
di Madrid
che provocarono
191 morti
©YASKY/ANGELI/LAPRESSE
Anno V - n. 56
giovedì 12
marzo 2009
Cronaca nera Germania, Usa, Spagna, Italia. In una giornata, la follia omicida ha fatto strage ovunque
Il mondo nel centro del mirino
In fondo
riprendiamoci
la libertà
Per errore, al quotidiano di ieri, mercoledì 11 marzo 2009, è stato attribuito il numero 56 anziché il 55. Ce ne scusiamo con i lettori.
Aldo Garzia
Salvo ripensamenti, dovrebbe
chiamarsi “Sinistra e libertà” la lista per le elezioni europee, (previste con sistema proporzionale per il 6 e 7 giugno, per eleggere 72 eurodeputati) che raccoglie
insieme Verdi, Sinistra democratica, Partito socialista e Movimento per la sinistra. I grafici
hanno pronto anche un bel logo,
dove “sinistra” è in rosso e “libertà” in verde. Se fosse questa la soluzione finale, sarebbe molto efficace. La parola “libertà” tornerebbe a pieno titolo tra noi, come
non accadeva da troppo tempo.
Si può scomodare la rivoluzione francese del 1789, ma anche
la resistenza italiana tra le cui fila
ci fu un importante gruppo che si
chiamava “Giustizia e libertà” (rimase purtroppo minoritario nella successiva storia della sinistra
italiana a causa dell’egemonia
di comunisti e socialisti). Nomi
come Carlo Rosselli, Leo Valiani, Ferruccio Parri, Ernesto Rossi, Alessandro Galante Garrone ma anche quelli di Vittorio Foa e
Bruno Trentin che in quel gruppo mossero i primi passi politici
- fanno parte del patrimonio di
“Giustizia e libertà”. Quelle personalità, per la prima volta in Italia, misero a rapporto la tradizione della sinistra con quella del liberalismo politico della tradizione di John Locke. Proprio come aveva fatto ancor prima Piero Gobetti, che però morì nel
1926 dopo il pestaggio di squadracce fasciste. Oggi una sinistra
moderna non può che pensarsi
come ecologista, libertaria, impegnata nei diritti di cittadinanza, capace di proporre nuove libertà individuali e collettive come orizzonte della propria azione che deve sapersi muovere in
una dimensione europea e internazionale. Ed è assai positivo, cosa che non fu possibile nell’esperienza improvvisata di Sinistraarcobaleno, che questa volta si
esalti la contaminazione tra culture diverse: rossi e verdi insieme, finanche nel logo. I verdi e gli
ecologisti trovano la loro migliore collocazione a sinistra e la sinistra, a sua volta, non può che dare risalto nella sua identità ai temi
del cambiamento climatico, delle nuove fonti energetiche e dello sviluppo sostenibile che sono
vere e proprie discriminanti politiche e ideali. Dire che l’ecologia
è né di destra né di sinistra, almeno qui in Italia, è una tonteria. La
scelta a favore del nucleare e il via
libera al Piano casa da parte del
governo Berlusconi ce lo ricordano ancora una volta.
contro il suo liceo, facendo 17
morti, ed è stato poi ucciso dalla
polizia. Bilancio simile a quello
registrato in Alabama, dove un
uomo ha seminato vittime lungo
il suo percorso in auto tra le contee. Sterminata la sua famiglia,
il killer si è poi tolto la vita. E la
lista continua. In Spagna un pensionato ha fatto fuoco su un ospe-
dale, mentre a Roma un 60enne
ha somministrato alla moglie una
dose letale di farmaci.
Ravidà a pagina 6
L’ecologia fa
il passo giusto
Giustizia
2
Dalla Procura di Velletri
partono importanti
inchieste e operazioni
contro la criminalità. Ma
il Tribunale della cittadina
vive in una costante
emergenza amministrativa
Green economy
3
La società americana
Space energy lancia un
progetto per catturare
l’energia solare dallo spazio.
Satelliti muniti di pannelli
fotovoltaici per un nuovo
paradigma economico
Mobilità
L’Italia torna a respirare. Nel prossimo week end Milano ospita la Fiera
del consumo critico e della sostenibilità, a Roma il 22 marzo si corre
la prima maratona del mondo “a impatto zero”
Servizi alle pagine 2, 4 e 5
Naufragio di Natale
Condannato l’armatore
C
i sono voluti 12 anni e
due processi per condannare l’armatore Tourab
Ahmed Sheik come responsabile
della morte di 283 migranti, periti nel cosiddetto “naufragio di
Natale”. Il Tribunale di Catania
ha ribaltato la sentenza di primo
grado, e inflitto una condanna a
30 anni per omicidio volontario
plurimo, con l’obbligo di risarcire le vittime. Era la notte tra il 25
e il 26 dicembre del 1996 quando la nave Yohan, con a bordo
400 immigrati, decise, per evitare
la Guardia costiera, di non effet-
tuare direttamente lo sbarco, ma
di affidarsi a una nave più piccola,
che venne speronata e affondata
con il suo carico di centinaia di
persone. Nonostante le denunce
dei migranti e dell’unico pescatore che ammise che nella zona «si
ripescavano cadaveri», per anni
nessuno ha fatto niente per chiarire la vicenda. Solo quando nel
2001 la notizia è apparsa su Repubblica le autorità si sono mosse. La barca e i resti dei migranti giacciono ancora in fondo alle
acque di Porto Palo.
©Tachus
Paola Mirenda
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I Verdi lombardi accusano
Formigoni: più soldi al
trasporto su gomma che a
quello ferrato. Dalla Regione
nessun aiuto ai pendolari
e aumento di smog e
inquinamento
Medici senza frontiere
Quelle crisi dimenticate
U
n mese di colera nello Zimbabwe ha avuto
un terzo dell’attenzione
dell’estate di Briatore e della Gregoraci, un anno di violenze in Sudan un quarto dei servizi rispetto a Carla Bruni. Il nuovo rapporto di Medici senza frontiere conferma il calo d’interesse dei tg nazionali per le crisi umanitarie, che
nel 2008 sono state citate solo nel
6 per cento delle notizie, contro
il 10 di due anni fa. L’elenco delle prime dieci crisi ignorate stilato da Msf è tragico: la catastrofe umanitaria in Somalia, la situa-
zione sanitaria in Myanmar, la crisi sanitaria nello Zimbabwe, i civili nella morsa della guerra nel
Congo orientale, la malnutrizione
infantile, la situazione critica nella regione somala dell’Etiopia, i
civili uccisi o in fuga nel Pakistan
nord-occidentale, la violenza e
la sofferenza in Sudan, i civili iracheni bisognosi di assistenza e la
coinfezione Hiv-Tbc. Cenerentola: la notizia del popolo etiope intrappolato negli scontri tra gruppi
ribelli e forze governative, trattata
solo in sei servizi.
Sofia Basso
©Tachus
© LaPresse
Giornata di sangue quella di ieri,
con atti di follia che hanno spezzato decine di vite. Nella cittadina tedesca di Winnenden, un
17enne ha sparato all’impazzata
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Italia
giovedì 12 marzo 2009
Giustizia
Tribunale di
Velletri al collasso
Alla maratona di Roma
si corre per l’ambiente
La competizione podistica della Capitale è la prima
al mondo ad aderire al progetto “Parchi per Kyoto”
P
Nella provincia
capitolina si susseguono
importanti operazioni
contro la criminalità
organizzata. Ma le carenze
amministrative rischiano
di vanificare le indagini
Vincenzo Mulè
L’
operazione dei giorni scorsi, che a Colleferro ha portato tredici persone ai domiciliari per traffico illecito di rifiuti e violazione dei limiti delle emissioni ambientali, ha messo
in luce un pericoloso sistema criminale. I provvedimenti di custodia cautelare sono stati emessi dalla Procura di Velletri, per un totale di 25 persone indagate. C’è però un problema che rischia di ingolfare l’intero sistema giudiziario,
con il concreto rischio che le indagini vengano vanificate: la cronica
carenza di personale del Tribunale
della località in provincia di Roma.
Nel Tribunale al momento operano solamente 32 magistrati, a fronte di una esigenza di gran lunga
maggiore. Già nel 1999, un decreto firmato dall’allora ministro Diliberto prevedeva per la Procura 37
magistrati. Ma la situazione è ulteriormente peggiorata dopo la riforma del giudice unico e del Tribunale dei Castelli romani, a seguito dell’incremento vertiginoso della domanda di giustizia. Nello stesso Tribunale, tra pochi mesi, inizieranno importanti processi per la cosiddetta tangentopoli di
Velletri, senza considerare che sarà la stessa struttura a doversi pronunciare circa l’inchiesta sulla malasanità nel distretto dell’Asl Rm H
che ha coinvolto la famiglia Angeluccci e numerosi dirigenti dell’Asl
accusati di frodi milionarie. Presso
il Tribunale di Velletri, inoltre, risultano pendenti due maxi processi contro il clan Gallace, attivo tra
Anzio e Nettuno. Il Tribunale so-
Eventi
I Noe di Roma sequestrano due termovalorizzatori dell’impianto di Colleferro
pra indicato, competente per un
bacino di 500mila abitanti e con
una diffusa illegalità e penetranti attività mafiose, deve fare i conti anche con risorse economiche
ridotte al minimo. «Questa situazione di grave carenza di organico
- denunciano l’Associazione antimafia Anzio Nettuno e la Cgil - assieme alla legge ex Cirielli rischia
di vanificare le importanti inchieste della Procura di Velletri garantendo impunità ai colpevoli. Lanciamo perciò un appello al Parlamento, al Csm e al ministro della
Giustizia affinché questa grave situazione venga risolta». Un quadro in cui anche le sezioni del lavoro e del civile sono al collasso. E
la situazione non è migliorata neanche dopo la nomina di altri due
magistrati lo scorso novembre che
sarebbero dovuti andare a coprire
le carenze proprio nei settori delle
cause di lavoro e civili. «Qui nessuno li ha mai visti», denuncia la
Cgil. Quello di Velletri è un problema comune a molti tribunali del Lazio, in special modo nella parte sud della regione. Una criticità che allunga di molto la macchina della giustizia. A Latina la
durata media dei procedimenti civili è di 1.298 giorni, ma va peggio a Frosinone (1.323) e Velletri (1.315) e non meglio a Cassino (1.159), Tivoli (1.091), Viterbo (1.036), Rieti (1.018), Roma
(951) e Civitavecchia (750). Il totale della durata media nel distretto della Corte di appello di Roma
dei procedimenti presso i tribunali
è di 1.116 giorni.
Va molto meglio, invece, la durata
dei procedimenti davanti al giudice di pace. In questo caso è proprio
Velletri l’ufficio giudiziario più lento, con una media di 592 giorni.
odisti di tutto il mondo,
sensibilizzatevi. La quindicesima edizione della maratona di Roma si propone un duplice obiettivo oltre a
quello agonistico. Il comitato
organizzatore della popolare
manifestazione ha infatti deciso di aderire al progetto “Parchi
per Kyoto”, l’iniziativa promossa da Federparchi e Kyoto club,
in collaborazione con Legambiente e con il supporto tecnico di AzzeroCO2, per informare circa gli effetti del cambiamento climatico e promuovere gli obiettivi del celebre protocollo.
Così le future edizioni della maratona compenseranno
progressivamente le emissioni di gas climalteranti generate dell’evento stesso, fino a divenire, grazie anche all’appoggio dell’Assessorato regionale all’ambiente e all’Agenzia regionale per i parchi del Lazio, la
prima manifestazione del genere a impatto zero del mondo.
«L’idea nasce per unire due
realtà ambientali - spiega Elena Piazza, coordinatrice “Parchi per Kyoto” del Kyoto club quelle dei parchi naturali e delle riserve boschive con il mondo aziendale e della comunicazione. Il tutto per promuovere e tutelare il patrimonio verde italiano e diminuire al contempo le emissioni di anidride
carbonica.
La decisione di coinvolgere
la maratona di Roma si deve
all’impegno delle associazioni
ambientaliste e degli organizzatori della competizione».
La finalità ultima è quella di
creare una rete di parchi e mantenerli. «Preservare gli alberi vuol dire combattere la CO2,
il cui assorbimento dipende da
due fattori: l’accrescimento delle aree e delle specie, e la densità stessa del legno. A cui va aggiunta anche la zona geografi-
ca, perché un albero a Palermo
non ha lo stesso impatto di uno
a Roma». L’iniziativa muoverà
i primi passi proprio grazie alla manifestazione podistica. Si
comincerà il 22 marzo: le circa
60 tonnellate di anidride carbonica che, si stima, verranno
prodotte per consentire lo svolgimento della maratona, saranno compensate grazie a un intervento nel parco dei Castelli
romani, un’area regionale protetta che ha un’estensione di
15mila ettari e che interessa 15
comuni laziali per un totale di
350mila abitanti.
«L’azione si svolgerà attraverso
criteri di biodiversità e secondo un preciso codice etico - aggiunge Elena Piazza -. Innanzitutto una corretta realizzazione
degli interventi, e poi la permanenza e la tracciabilità degli interventi stessi. Ogni operazione sarà registrata, resa pubblica
e dunque visibile da tutti. Così un utente potrà vedere in che
modo e dove è stata bilanciata
l’emissione di gas».
In particolare, la maratona
compenserà le proprie emissioni (da intendersi sia dal punto di vista della carta usata che
per gli spostamenti degli organizzatori e dei consumi elettrici
degli uffici) tutelando gli spazi
all’interno del parco a sud della Capitale, che vanta una superficie di castagni per 6 ettari:
«Gli arbusti di questi boschi,
per esempio, verranno preservati per tutto il loro ciclo di vita.
Ma questo sarà solo un primo
passo, perché si punta a rendere
questa straordinaria iniziativa
un processo normale per ogni
evento sportivo. In pratica, un
avvicinamento a quanto sottoscritto dal nostro Paese nel protocollo di Kyoto».
Il progetto per un futuro sostenibile corre all’ombra del Colosseo.
Alessio Nannini
Bioetica
Il testamento in ballo è quello del Pd
Entro marzo l’iter per
agevolare o accanirsi
sul fine vita. Dogmi e
propaganda rischiano
di peggiorare il quadro
legislativo. E le già deboli
sorti di Franceschini
Andrea Boraschi
L’
iter parlamentare per la
legge che dovrebbe istituire nel nostro Paese il testamento biologico è fissato. La
conferenza dei capigruppo del
Senato ha stabilito per venerdì 13, alle 19.00, il termine per
la presentazione degli emendamenti al provvedimento (in verità, in base ai lavori può slitta-
re tutto alle 15 di lunedì 16 marzo). La stessa conferenza ha deciso per mercoledì 18 l’incardinamento del testo in aula e per giovedì la discussione. Le votazioni
cominceranno il 24 e si concluderanno entro il 26: sono previste 18 ore di votazione, escluse le
dichiarazioni di voto. Ieri mattina, intanto, è saltato il comitato
di confronto su idratazione e nutrizione artificiali, voluto dal presidente della Commissione, Antonio Tomassini. Il Pd sembra
serrare i ranghi e il Pdl gli risponde - per bocca di Raffaele Calabrò, primo firmatario del testo
in discussione - che su questi temi non c’è disponibilità alcuna a
mediazioni che smentiscano l’interpretazione di quei trattamenti come forme di sostegno im-
Organo ufficiale d’informazione della Federazione dei Verdi
Registrazione Tribunale di Roma n. 34 del 7/2/2005
Sped. in Abb. Post. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1 comma 1 DCB - Roma
La testata fruisce dei contributi di cui alla legge 7/10/ 1990 n. 250 - Stampato su carta ecologica
prescindibili, non disponibili alle facoltà di scelta della persona.
Invero, l’aria che tira è un’altra. I
più informati ritengono che si arrivi a una mediazione, in cui si riconosca il valore del consenso informato, su cui c’è già accordo; e
che, per contropartita, veda il
partito di Franceschini disposto
a riconoscere come idratazione e
nutrizione siano forme di “sostegno vitale”, in cambio della possibilità che queste vengano sospese solo in “casi eccezionali”. Non
è difficile intendere come la supposta “eccezionalità” in questione
rischi di fare di una norma prossima e inedita la replica di formule giuridiche opache e aperte al
contenzioso, come già ne esistono, in gran numero, nel nostro
Paese. Ancor più, ci si sta avvian-
via del Porto Fluviale, 9/a - 00154 Roma
tel. 06.45.47.07.00 - fax 06.42.01.31.31
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do, a dispetto di una conflittualità di facciata, verso l’approvazione di un testo che si presenta peggiorativo della situazione attuale:
ovvero di un testo che - vietando
in sostanza l’interruzione di nutrizione e idratazione, come di
ogni intervento di “sostegno vitale”, se non in casi eccezionali non consentirebbe le soluzioni
già determinatesi nei casi Englaro e Welby, se non con l’incriminazione per suicidio assistito od
omicidio per coloro che hanno
accompagnato Eluana e Piergiorgio nelle loro ultime ore di vita.
Lunedì, intanto, la commissione
Sanità ha approvato l’articolo 1
del testo in discussione, in cui si
affermano i principi generali che
presiedono alla norma e si chiarisce il valore del consenso in-
Direttore responsabile: Pino Di Maula
Direttore editoriale: Giovanni Nani
Vicedirettore: Vincenzo Mulè
Caporedattore: Valerio Ceva Grimaldi
formato da parte del paziente ai
trattamenti sanitari. Pdl compatto, Pd spaccato ancora una volta: 6 contrari e 3 astenuti. Tra cui
Dorina Bianchi, discussa capogruppo in Commissione dopo la
sostituzione di Ignazio Marino.
«Non si tratta di una spaccatura
del Pd, ma c’è un diverso modo
di vedere», dice la senatrice teodem con un fragile gioco di parole. Quanto al nodo della nutrizione artificiale: «Su tale punto
c’è un emendamento a prima firma Finocchiaro che rappresenta
il gruppo. Su questo punto il Pd
ha sempre lasciato libertà di coscienza e ci sono opinioni diverse». Libertà di coscienza nel Pd e
nel Pdl. E tutti a chiedersi di quale libertà e di quale coscienza si
vada cianciando...
Redazione: Diego Carmignani,
Pierpaolo De Lauro, Alessandro
De Pascale, Alessio Nannini, Gloria
Ravidà, Paolo Tosatti, Federico Tulli
Editore: undicidue srl
via del Porto Fluviale, 9/a - Roma
Stampa: Rotopress
via E. Ortolani, 33 - Roma
Green economy
Svezia
La Saab
sceglie il vento
La Saab, storico gruppo
automobilistico svedese,
potrebbe presto abbandonare il settore auto per
buttarsi sulla produzione di
torri e turbine eoliche. Non
si tratta solo di un’ipotesi,
ma di un vero e proprio aut
aut imposto dal ministro del
Commercio di Stoccolma,
Maud Olofsson, dopo aver
rifiutato di finanziare la casa
automobilistica, sull’orlo del
fallimento: «Iniziate a produrre torri e turbine eoliche»,
ha detto. Secondo la rivista
di settore Greentechmedia, la
dura posizione del governo
svedese dovrebbe essere colta
alla luce delle ambizioni di
Stoccolma di creare una filiera della tecnologia “verde” da
esportare in tutto il mondo,
specie alla luce della crisi del
settore automobilistico.
Mercato
L’autorità indaga
sui consumi
L’autorità per l’energia e il
gas ha avviato delle ispezioni
nei confronti di 6 imprese
di distribuzione di energia
elettrica per verificare la corretta rilevazione e la messa a
disposizione alle imprese di
vendita, dei dati di consumo
dei clienti domestici e delle
piccole imprese. Le verifiche
sono state disposte a seguito
di segnalazioni che hanno
evidenziato problemi nelle
misurazioni dei consumi.
L’autorità verificherà anche il
rispetto degli obblighi legati
all’installazione dei misuratori orari per le mediegrandi imprese. Le ispezioni
mirano infatti a verificare
l’applicazione di norme che,
se correttamente seguite,
facilitano lo sviluppo di un
libero mercato favorevole a
consumatori e imprese.
Borsa
Scende il prezzo
dell’elettricità
Nell’ultima settimana il
prezzo medio di acquisto
dell’energia nella Borsa
elettrica è stato pari a 70,43
euro/MWh, in calo di 6,37
euro/MWh (–8,3 per cento) rispetto alla settimana
precedente. Diminuiti anche
i volumi di energia elettrica
scambiati in Borsa, pari a 4,1
milioni di MWh (–0,6%) e la
liquidità media del mercato
attestatasi a 66,5% (–0,6 punti percentuali). I dati sono del
Gestore del mercato elettrico
(la società responsabile in
Italia dell’organizzazione e
della gestione economica
del mercato elettrico), che
ha altresì comunicato che
il prezzo medio di vendita
dell’energia è variato tra
68,57 euro/MWh del Sud e
80,55 euro/MWh della Sicilia.
Per saperne di più è possibile
collegarsi al sito internet del
Gestore: www.mercatoelettrico.org
giovedì 12 marzo 2009
Innovazione
L’energia solare
va in orbita
Rivoluzionario progetto
americano: usare i
satelliti come centrali
fotovoltaiche. Un
chilometro di pannelli
equivale a un anno di
trivellazioni petrolifere
Alessio Postiglione
I
l futuro dell’energia solare è
nello spazio. è, infatti, possibile attivare pannelli fotovoltaici che catturano i raggi del
Sole direttamente in orbita, dove si captano 1.366 watt/m2; superando problemi fisici come la
situazione meteorologica, il rapporto esposizione solare/ore
e la latitudine. La società Space energy ha annunciato di voler lanciare in orbita satelliti che
funzionano come centrali fotovoltaiche, in grado di generare e trasmettere energia elettrica
ai ricevitori sulla Terra, attraverso onde radio a bassa frequenza.
Da una pannellazione di un chilometro si può, infatti, ricavare
energia equivalente alla produzione annua di tutti i giacimenti di petrolio esistenti.
Così come nel caso di tante altre recenti rivoluzioni nella cultura e nella società - basti pensare a internet - il progetto della Space energy ricalca un precedente studio militare del governo degli Stati Uniti che risale all’ottobre 2007. Lo Us National security strategy, infatti, aveva il mandato, da parte del dipartimento della Difesa, di ricercare alternative all’attuale paradigma energetico basato sul petrolio, al fine di garantire la sicurezza energetica nazionale.
Gli Usa sono un importatore
netto; quindi, i principali strateghi del Pentagono hanno incominciato a sottoporre ad analisi costi-benefici modelli energetici alternativi che non fosse-
L’energia dallo spazio per un nuovo paradigma economico
ro legati a risorse esauribili o localizzate in Paesi terzi sui quali
gravano incognite di tipo geopolitico. Lo Us National security strategy ha, infine, aggiornato
un progetto, chiamato Space based solar power (Sbsp), che risale a 40 anni fa.
L’evoluzione tecnologica, oltre
all’aumento del costo del petrolio al barile, ha reso subito praticabile questa opzione, nonostante la ricerca vi abbia destinato solo 80 milioni di dollari,
contro i 21 miliardi drenati dagli studi sul nucleare. Dopo l’11
settembre, quando il barile di
petrolio è passato da 15 a 80 dollari, gli esperti americani hanno
capito che era necessaria un’accelerazione allo Sbsp. L’unione fa la forza, e abbassa anche i
costi. Non aveva senso - almeno
per gli esperti - portare avanti il
progetto solo in ottica nazionale. Da un punto di vista schiettamente militare, inoltre, molti conflitti attuali sono legati alla scarsità di energia immediatamente disponibile per tutti. Più
energia può quindi significare
meno guerre. D’altronde il Sole
è un bene pubblico, e la tecnologia usata nel progetto può essere
alla portata di molte nazioni.
Così, a marzo 2007, il National security space office (Nsso) e l’Advanced concepts office hanno lanciato un forum internet aperto a tutti gli esperti
del mondo e alle aziende pronte
a investire. Con il progetto della
Space energy prende forma, forse, un nuovo paradigma energetico. Pulito, universale ed economicamente sostenibile.
3
Prospettive
L’impresa
ecologica
Sergio Ferraris
Investire nell’ambiente. Questa sembra la parola d’ordine
con la quale molti settori economici guardano con attenzione alle attività sostenibili, focalizzandosi specialmente su settori come le rinnovabili, ma non solo, sostenuti in
ciò da una serie di dati macroscopici che già da mesi confermano questa tendenza. Ma
cosa si intende esattamente per ecoindustria? Secondo
l’Ocse (Organizzazione per
la cooperazione e lo sviluppo
economico) e l’Eurostat, l’ecindustria si definisce come
l’insieme delle «attività che
producono beni e servizi per
misurare, prevenire, limitare, minimizzare e correggere
i danni ambientali all’acqua,
all’aria e al suolo come per
esempio quelle relativi ai rifiuti, al rumore e agli ecosistemi». Questa definizione include le tecnologie, i prodotti e i servizi che riducono i rischi ambientali e minimizzano l’inquinamento e l’utilizzo delle risorse. E che il settore delle ecoenergia abbia dimostrato dei trend di crescita
elevati lo dimostrano diversi
dati, primo tra tutti il rapporto “Global trends in sustainable energy investment” voluto dall’Unep. «Il settore delle
rinnovabili è cresciuto del 43
per cento, tra il 2006 e il 2007
nei Paesi Ocse e del Nord del
mondo, - afferma il rapporto
- toccando un giro d’affari di
quasi 71 miliardi di dollari ed
è stato trainato dall’eolico, dal
fotovoltaico e dai biocombustibili». Il mix che ha portato a questi risultati è costituito dalla maturità tecnologica,
dagli incentivi e dall’affidabilità che gli investitori danno
al settore. Prova di ciò risiede
anche nella composizione di
prodotti finanziari che molte banche stanno proponendo ai risparmiatori in fatto di
sostenibilità. E lo sviluppo
di strumenti simili dovrebbe
portare ulteriore liquidità al
settore delle rinnovabili.
Lavoro
Cercasi manager disperatamente
Le professioni verdi
si moltiplicano, ma
mancano i profili di
vertice adeguati. Mentre
l’Unione europea corre,
l’Italia cammina ancora
a passo di gambero
Elida Sergi
F
atte le aziende bisogna creare i manager. Il settore delle rinnovabili in Italia è promettente e in espansione, ma gli
addetti ai lavori lanciano un grido d’allarme che, si spera, interesserà quanti sono alla ricerca di
un lavoro: c’è carenza di project
manager e project leader, ma anche dei cosiddetti business developer, che si occupano di gestire
i lavori mentre sono in corso di
svolgimento. In particolare, come spiega Silvia Macchini, responsabile del settore energy di
Prometec international (azienda
leader nel settore della resinatura
di lastre e filagne), «capita sempre più spesso di ricevere incarichi anche in ambito internazionale per ricercare figure di questo
tipo e si incontrano più difficoltà del previsto a individuare candidati adeguati». Non c’è quindi nessuno che abbia un profilo
formativo così elevato, oppure la
questione è più complessa e non
tutti sono messi in grado di poter
cogliere le opportunità di lavoro offerte? Le difficoltà maggiori derivano dal fatto che il settore
delle rinnovabili nel nostro Paese
è relativamente “giovane”, quindi non sono stati ancora immaginati profili manageriali ad hoc
che vanno invece presi in prestito
da altre professioni. Bisogna anche aggiungere che l’Italia rimane comunque in ritardo rispetto
agli altri membri dell’Unione europea (i nuovi posti di lavoro creati dalla green energy nell’anno
2009 saranno 1.000 in più, mentre in tutta Europa la cifra si atte-
sterà a 520mila). Il rischio, quindi, che, a fronte di una richiesta
di manager in costante crescita (i
dati parlano di un 40 per cento in
più rispetto al 2007), ci siano dei
posti di lavoro vacanti è quantomai tangibile, perché quello delle energie verdi è un settore che
cresce a dismisura e a cui si fatica quasi a stare dietro. Faticano
soprattutto le istituzioni, le prime a essere chiamate in causa dagli addetti del settore che, peraltro, a sentir parlare di nucleare
proprio non ci stanno: «La nostra speranza - spiega ancora Silvia Macchini - è che le istituzioni
si prendano carico di questa problematica e affrontino finalmente il cambio di paradigma energetico, inserendolo nelle loro priorità. Perché il piano sulla produzione energetica si realizzi dobbiamo cambiare totalmente rotta riguardo alle energie sostenibili». Nel frattempo la crescita
delle rinnovabili nel nostro Paese
non si arresta e sempre più azien-
de scelgono le energie alternative: a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza, è nato un nuovo megaparco logistico che fornirà energia a 900 famiglie della zona e anche la Upim, la catena di
grandi magazzini, ha annunciato che si servirà dell’azienda Ecostream Italy (del gruppo internazionale Econcern e specializzata nella realizzazione di impianti
fotovoltaici di taglia industriale)
per realizzare un impianto che a
pieno regime produrrà una quantità di energia pari a 2,8 megawatt. Un circolo virtuoso che valorizza le risorse energetiche pulite e innesca una moltiplicazione di posti di lavoro dalle ottime
prospettive per il futuro. Per chi
voglia cogliere l’occasione e lavorare nel settore delle rinnovabili, il consiglio è di andare sul sito dell’Executive search di Milano, società che si occupa della ricerca di personale di livello altamente specializzato (www.whirlwindsearch.com/).
4
5
Primo
xxxxxx
piano
giovedì 12 marzo 2009
13 - 15 marzo, Milano: Fiera del consumo critico
La responsabilità
nella lista della spesa
La coscienza
in cassaforte
Da dieci anni Banca etica
coinvolge i propri clienti in
iniziative che perseguono
finalità sociali, nel rispetto
della dignità umana e della
natura. Sestuplicati dal
2001 i capitali investiti
Rossella Anitori
U
n’altra finanza è possibile. Cooperative sociali, associazioni ambientaliste e
no profit, aziende che operano nel
settore delle energie rinnovabili
anche in Italia possono oggi contare sul sostegno di un valido alleato.
Sono dieci anni che Banca etica finanzia chi vuole provare a costruire un mondo migliore. Questo innovativo istituto di credito orienta
il risparmio dei soci verso iniziative economiche che perseguono finalità sociali, operando nel pieno
rispetto della dignità umana e della
natura. «Quando abbiamo mosso
i primi passi, sembrava un’utopia:
oggi è un’esperienza concreta» ricorda Fabio Silva, vicepresidente
di Banca etica. Oggi l’istituto conta 12 filiali e una rete di banchie-
ri ambulanti su tutto il territorio
nazionale. Conti correnti, libretti di risparmio, certificati di deposito, carte di credito, mutui e obbligazioni: Banca etica offre tutti i
servizi di una tradizionale banca,
ma con un approccio diverso. Si fa
promotrice di un modello di economia responsabile: garantendo
l’accesso al credito a chiunque, cura i diritti dei poveri e degli emarginati, finanzia attività di promozione umana, sociale e ambientale, valuta i progetti col duplice criterio di vitalità economica e utilità
sociale. In più assicura trasparenza ed equità, coinvolgendo soci e
risparmiatori nelle scelte dell’impresa. «I nostri prodotti reggono
bene la concorrenza dei competitor più speculativi - continua Silva
-, soprattutto in un periodo di forte contrazione delle Borse, in cui
i rendimenti delle azioni sono diminuiti in misura minore rispetto agli altri prodotti, mentre fondi monetari e obbligazionari hanno mantenuto una redditività positiva al di sopra della media della
loro categoria. I severi criteri di responsabilità sociale e ambientale prosegue il vicepresidente - in base ai quali selezioniamo dove inve-
Open source,
diritti in Rete
Per garantire lo sviluppo di
tutti bisogna condividere le
conoscenze, a partire dalla
pubblica amministrazione.
Il software libero è la
soluzione tecnologica più
equa, efficiente e veloce
Luigi Menichilli
F
lessibile, economico e affidabile. L’open source, come
risposta alle esigenze quotidiane di un mondo sempre più
tecnologico. Rispetto ai software
commerciali dove è il marketing a
definire le caratteristiche del prodotto, il software libero permette agli utenti di deciderne l’evoluzione in base alle proprie necessità. «I vantaggi sono molti
- spiega Marco Pantò, presidente della Linux Shell Italia - perché garantisce trasparenza e sicurezza. Il prodotto viene costantemente monitorato da una comunità di programmatori liberi e indipendenti e, rispetto al software
proprietario, è regolamentato dal
copyleft, una licenza che lascia
agli utenti i diritti di utilizzo». Le
sue applicazioni vengono dunque
modellate sulle esigenze segnalate da chi utilizza il programma.
In più, se emergono dei problemi è possibile risolverli velocemente, dato che il codice sorgente (l’insieme delle istruzioni necessarie al suo funzionamento) è
aperto in modo tale che qualsiasi programmatore può intervenire e migliorarlo. Gli sviluppatori di software libero forniscono
servizi, consulenza e formazione.
L’open source rappresenta inoltre una soluzione economica: nel
2008 l’Italia ha speso 274 milioni
di euro in licenze e manutenzione
dei programmi. «Con questo tipo di sistemi i costi si ridurrebbero significativamente - continua
Pantò - perché viene meno qualsiasi obbligo di sottoscrivere contratti di assistenza, che il più delle volte sono a esclusivo beneficio
del produttore. Le licenze costano molto - prosegue il presidente della Linux Shell Italia - e non
danno nulla in cambio: se per un
qualsiasi motivo perdi il file su
cui stai lavorando, non hai diritto ad alcuna tutela». Inoltre questi software riescono a utilizzare
hardware datato in modo più efficiente dei sistemi proprietari. È
del 2000 la direttiva della Comunità europea che auspica l’utilizzo dell’open source nell’ambito
della pubblica amministrazione.
«Il problema è etico - sottolinea
Pantò -. Quando un ufficio pubblico mette in Rete un documento usando un formato proprietario, presuppone e obbliga il cittadino a possedere una copia ufficiale del programma per leggerlo.
Lo Stato - conclude il presidente - dovrebbe invece pubblicare
documenti in un formato aperto senza favorire alcuna azienda,
che a conti fatti è sempre la stessa: Microsoft». Il Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione (Cnipa),
che redige ogni anno un rapporto
sullo stato dell’arte in ambito statale, ha più volte segnalato la validità del software libero dando indicazioni sul da farsi. «Il mondo
aperto della comunicazione non
può rimanere prigioniero di una
visione feudale della proprietà»
sosteneva Gilberto Gil e in più se
la condivisione delle conoscenza
è alla base dello sviluppo: porte
aperte all’open source.
stire sono anche un’assicurazione
sulla loro solidità». Con una raccolta di risparmio pari a 560 milioni di euro, senza contare il patrimonio di 230 milioni affidato alla
società di gestione del risparmio
Etica Sgr, l’istituto finanzia attualmente oltre 3.000 iniziative di economia sociale per un totale di 432
milioni di euro: una cifra che si è
più che sestuplicata rispetto ai 69
milioni del 2001. «La crisi ha reso evidenti le storture della finanza che persegue il massimo profitto nel breve termine - conclude
Silva -. Né la Banca né i fondi di
Etica Sgr hanno investito un centesimo in titoli tossici: così, mentre si è registrata una fuga di investitori dagli altri fondi, a noi questo non è successo. La ripresa economica non verrà solo dalle nuove
norme proposte dai governi e dalle istituzioni internazionali ma da
quel numero crescente di cittadini
e investitori che punteranno sulla
finanza etica». Investire nel sociale, nell’ambiente e nel commercio
solidale ha dato i suoi frutti: Banca etica ha oggi un bilancio solido.
In piena recessione economica,
quest’esperienza assume il valore
di un’utopia diventata realtà.
Il settore biologico
decolla. Una scelta che
fa anche risparmiare:
la minore distanza
tra produttore e
consumatore taglia i
costi di distribuzione
N
onostante crisi economica
e calo dei consumi, la produzione biologica è in crescita. Secondo un’indagine della
Coldiretti, negli ultimi cinque anni i consumatori di prodotti bio
sono aumentati del 23 per cento
e l’Italia, con più di 50mila imprese agricole, è il primo produttore
in Europa. A sostenere il consumo di questi prodotti non c’è solo una maggiore attenzione verso
stili di vita sostenibili ma anche il
risparmio all’acquisto. La forbice
dei prezzi che separa gli alimenti biologici da quelli convenzionali si è ridotta in maniera sensibile grazie alla minore distanza tra
produttore e consumatore che taglia i costi legati alla distribuzione.
Cifre in positivo anche per quanto riguarda la spesa responsabile,
attenta alla qualità e all’ambiente: i farmer market, luoghi in cui
il contadino vende i propri prodotti direttamente al consumato-
Fa’ la casa giusta
Da domani nel capoluogo
lombardo va in scena
la riconversione ecologica
dell’economia italiana.
La sostenibilità
passa anche attraverso
la bioedilizia
Alessandro De Pascale
A
nche in Italia la bioedilizia, l’architettura sostenibile, è diventata realtà. Sempre di più per realizzare nuovi edifici, ristrutturarli o edificare interi
quartieri vengono utilizzate tecniche di costruzione innovative, adottando materiali naturali e sostenibili. Un fenomeno diventato di costume che si rivolge al grande pubblico. C’è chi sostiene che progettare
case adottando antichissime tecniche o filosofie - come la scelta della posizione in base al sole - a risparmio energetico, e armonizzandole
con il paesaggio derivi dall’impen-
nata del prezzo del petrolio, ma la
realtà è che il fenomeno coinvolge
da diversi anni tutto il mondo. Sono oltre 5.000 le pagine web dedicate all’argomento, i più grandi nomi dell’architettura si sono convertiti all’edilizia “verde”, la Comunità
europea finanzia i progetti migliori e anche gli enti locali hanno fiutato l’affare. Un trend che potrebbe
arrestarsi a causa dell’eliminazione
di una serie di buoni provvedimenti
varati a suo tempo dal governo Prodi: tra questi, l’abolizione della norma che prevedeva l’obbligo per le
nuove costruzioni di essere alimentate da fonti rinnovabili. Tanto che
anche i Verdi, tramite la portavoce
Grazia Francescato, ritengono necessaria una «riconversione ecologica dell’economia attraverso investimenti su fonti rinnovabili, bioedilizia, mobilità sostenibile ed efficienza energetica». Esattamente
l’opposto di quello che ha fatto l’attuale governo. Per fortuna in alcuni casi ci hanno pensato enti locali,
privati cittadini ed Europa. L’esem-
pio più meritevole è sicuramente
quello di Faenza. La città emiliana
ha vinto diversi premi realizzando
i primi quartieri italiani interamente sostenibili. Santa Lucia è un progetto di edilizia agevolata i cui lavori sono iniziati nel 2001 e la consegna, divisa in lotti, è avvenuta a partire dal 2003. Si tratta di un’area residenziale di 42mila metri quadri,
in aperta campagna: tutte case di
due piani al massimo, costruite con
materiale biocompatibile, isolate
acusticamente, senza dispersioni di
calore e con la zona giorno esposta
a Sud, verso il sole. In questo modo,
in bolletta si risparmia il 20 per cento. Niente asfalto nei vialetti e i terreni sono permeabili per raccogliere l’acqua piovana. È stato il primo
intervento italiano di bioedilizia per
prime case in Italia. Prezzo: 1.300
euro al metro quadro. Il secondo intervento più ambizioso, il Comune
lo ha fatto a San Rocco. In questo
caso si tratta del primo progetto nazionale di biourbanistica, fondato
sulla sostenibilità sociale e ambien-
re, sono un fenomeno in espansione: per Coldiretti, nel 2008, un
italiano su due ha fatto ricorso al
produttore. I vantaggi del mercato contadino non sono esclusivamente economici, rendendosi infatti possibile una relazione di fiducia tra chi produce e chi consuma: l’alimento è fresco e garantito.
Acquistare da un coltivatore locale significa poter verificare i metodi di coltivazione e sincerarsi della genuinità del prodotto. Per conoscere il mercato più vicino alla
propria abitazione è nato il portale web mercatidelcontadino.it che
offre anche consigli e notizie utili
sia ai produttori che ai consumatori. Nati in Alto Adige, i farmer
market ormai si stanno diffondendo ovunque. Le regioni più rappresentative di questa nuova realtà sono Lombardia, Emilia Romagna, Toscana e Veneto. Ma crescono anche le iniziative in Sicilia, nel
Lazio e in Puglia. Il settore biologico decolla: solamente negli ultimi
sei mesi del 2008 sono nati ottanta nuovi mercati in tutta la penisola. Agricoltura biologica, biodinamica e prodotti a chilometri zero,
provenienti da aziende distanti fino a settanta chilometri dal luogo di consumo, sono il trend di
un’Italia in recessione che si rivolge alla saggezza del passato per costruire il futuro.
r.a.
L’abbigliamento,
questione di stile di vita
tale. Tanto che l’Unione europea ha
contattato l’amministrazione per finanziarlo con 118mila euro e inserendolo nei progetti Med-EcoQuartiers. L’innovazione è data dal
fatto che il progetto si rifà al modello di città storica utilizzato per non
creare quartieri dormitorio, ma spazi che favoriscano la socialità, l’inserimento di servizi, la diversità delle
funzioni. In pratica, un centro storico con tanto di porte di accesso,
modernizzato e tecnologicamente
avanzato, portato in periferia. Case basse ravvicinate, con una corte
centrale pensata come una successione di piazze e verde, luoghi d’incontro, piste ciclabili, parcheggi sotterranei, energie alternative ad alimentare il tutto, acqua piovana raccolta e riciclata, teleriscaldamento e
pannelli termici in tutte le case. Edilizia popolare per rispondere a ogni
richiesta abitativa con progetti innovativi, anche in questo caso da
meno di 1.800 euro al metro quadro. Non è fantascienza ma la realtà, replicabile, di Faenza.
Tre giorni in rassegna:
istruzioni per l’uso
Dagli scarti alle fondamenta.
Abitare secondo natura
Vip, modelle e stilisti.
Il marchio diventa eco-friendly
Dal 13 al 15 marzo lo spazio espositivo di Milano
ospita Fa’ la cosa giusta, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Per entrare basta
comprare il catalogo 2009, oppure il libro La spesa
in cascina. Nel 2008 erano stati 40mila i visitatori
e 400 gli espositori, ma questa sesta edizione sarà
ancora più ricca con 500 stand, 20mila metri quadrati, ristoranti bio, spettacoli e 110 tra convegni,
approfondimenti e laboratori pratici. Organizzata
da Terre di mezzo, la manifestazione cerca di diffondere sul territorio nazionale valori e contenuti
della sostenibilità ambientale e sociale, in sinergia
con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale. La fermata della metro più vicina è
quella di Lotto della linea rossa. Info: 02/87365602.
Pareti realizzate con scarti di bottiglie e vetro mischiati al cemento. Piastrelle smaltate con vetri
rotti di neon esausti, scarti forestali e della lavorazione della lana trasformati in isolanti termici,
ma anche vecchi copertoni usati nei pannelli per
isolare acusticamente i pavimenti degli appartamenti. La sperimentazione nell’ecoedilizia diventa
sempre più originale e avanzata. Si chiamano materie prime-seconde e sono state utilizzate la scorsa settimana per realizzare un prototipo di Casa
ecologica ad Albenga (Savona), per Energethica, il
quarto Salone internazionale dell’energia rinnovabile e sostenibile. Una volta ultimato, l’edificio in
fase di costruzione, sarà composto da 24 alloggi
che ospiteranno anche alcuni uffici comunali.
Anche sulle passerelle italiane della moda la parola d’ordine è “think green!”. Dalla gente comune,
passando per i vip, l’abbigliamento eco-friendly
è arrivato anche a Milano moda donna. Ha iniziato Jo Squillo lanciando la prima collezione di
Ecomoda con maglioncini fatti in latte «morbidi
ed ecosostenibili». Anche la pelletteria si accorge
dell’ambiente e la Braccialini ha lanciato la borsa
ecologica Dodicidodici recycled di Gherardini, realizzata insieme ad AmazonLife, storico marchio
di accessori ecologici. A loro si aggiunge lo stilista
Ermanno Scervino che nelle sue collezioni usa solo
la pelle degli scarti alimentari. Insomma, sulle passerelle di Milano, nell’ultima settimana di febbraio,
la moda ha cambiato faccia e colore.
La capitale della moda si
colora di verde. Con
la rassegna Ethical
fashion show scendono in
passerella abiti e accessori
fatti di materiali naturali
e riciclati garantiti
Renata De Renzo
B
orse e cappelli in plastica riciclata, abiti da sera in bambù e colori vegetali. Anche
in Italia, nel mondo della moda,
c’è fermento: il trendy veste ecologico e diventa sostenibile, dimostrando che è possibile coniugare etica ed eleganza. Oltre alle associazioni no profit, da tempo impegnate nel promuovere la moda
verde, sono sempre più i designer
e i giovani stilisti che riuniscono i
loro sforzi per dimostrare, con le
loro creazioni, che una moda migliore è possibile. Tra chi ha contribuito a far emergere un mercato
che era di nicchia e riservato solo a
pochi privilegiati c’è
Gabriella Ghidoni,
psicologa milanese, che dall’Onu
è passata a confezionare abiti solidali con le donne
di Kabul.
Il progetto si chiama “Royah” e
unisce moda, cultura e ambiente,
ispirandosi alla tradizione dei tessuti e dei ricami afgani. Tanti gli
italiani che hanno scelto di puntare sulla moda ecologica, su tessuti naturali o riciclati garantiti da
una filiera che non utilizza prodotti chimici, fertilizzanti e pesticidi,
riducendo così le emissioni CO2.
È già da tempo che in Europa si
svolgono eventi per promuovere abiti e accessori ecosostenibili,
ma in Italia la produzione verde è
rimasta limitata alle piccole aziende, con l’inevitabile conseguenza di prezzi elevati. Quest’anno
però la rassegna parigina Ethical
fashion show è sbarcata a Milano
con l’obiettivo di stupire anche le
passerelle della capitale della moda. Lo scorso anno è stata la volta del “Filo che unisce”, un concorso sulla moda sostenibile promosso da Legambiente per diffondere
l’utilizzo di materiali ecologici ed
etici. Altre novità sono attese per
la prossima estate nell’ambito di
Riccione moda Italia, programmata da Federmoda. Terre di mezzo,
il gruppo che organizza Fa’ la cosa
giusta,
giusta la fiera del consumo critico
e degli stili di vita sostenibili, dedica quest’anno uno spazio espositivo al “critical fashion” con una
vetrina esclusiva per tutte le realtà impegnate nel connubio tra etica ed estetica. Lo spazio Selfmade
è un atelier che ospita diversi prototipi, creazioni colorate con tinture naturali, accessori costruiti
con materiali di riciclo e capi con
tessuti ricavati da filati organici.
All’interno della manifestazione
saranno presenti numerosi stilisti:
molti i giovani che da Nord a Sud
scommettono sull’abbigliamento
naturale. Peccato che in Italia, come al solito, i finanziamenti sono
pochi, così come le opportunità
di promozione per realizzare un
mercato accessibile a tutti.
6
Esteri
giovedì 12 marzo 2009
Violenze
Disastro
al largo di Brisbane
L’Australia rischia il disastro
ambientale. A causa delle
cattive condizioni del mare,
la nave Pacific adventurer ha
perso nelle acque a largo di
Brisbane 31 serbatoi contenenti 620 tonnellate di nitrato
di ammonio, una sostanza
usata per esplosivi e fertilizzanti. L’imbarcazione, con
bandiera di Hong Kong, era in
viaggio da Newcastle a Sidney. Le condizioni del mare
rendono difficile le operazioni
di contenimento della macchia di carburante.
Turchia
Quinto Forum
mondiale sull’acqua
I ministri dell’Ambiente di
180 Paesi parteciperanno
al quinto Forum mondiale
sull’acqua, in programma a
Istanbul dal 16 al 22 marzo. Il
presidente della Repubblica
turca Abdullah Gul ha invitato i capi di Stato di circa 25
Paesi. Da parte italiana sarà
presente il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo.
Tra i temi trattati, il collegamento tra l’acqua e lo sviluppo, l’energia, la sicurezza
alimentare e i cambiamenti
climatici.
India
Non diminuiscono
le spose bambine
Un 17enne fa strage nella
sua scuola in Germania.
Un giovane uccide dieci
persone in Alabama. Un
pensionato spagnolo
spara in ospedale. A Roma
uxoricidio coi farmaci
Metà delle donne indiane
si sposa prima dei 18 anni,
malgrado l’esistenza di leggi
che da 80 anni vietano il
matrimonio in tenera età.
L’allarmante dato emerge da
una ricerca pubblicata sul
giornale scientifico The Lancet.
La responsabile indiana
della ricerca, Anita Raj, ha
sottolineato un altro aspetto
preoccupante riscontrato
dall’analisi: un quinto delle
donne (il 22,6%) si è sposata
prima dei 16 anni, mente un
2,6% prima dei 13.
N
elle ultime ventiquattro
ore la follia omicida ha
viaggiato in Germania,
Stati Uniti, Spagna, Italia. Un
uomo in tuta mimetica ha fatto
irruzione in un liceo tecnico tedesco, iniziando a sparare all’impazzata, per poi darsi alla fuga. È
accaduto nella città di Winnenden, vicino a Stoccarda, alle ore
9.30 del mattino, durante lo svolgimento delle lezioni in un istituto frequentato da circa mille
studenti. Elicotteri, agenti, posti
di blocco: subito è partita la caccia all’uomo. Le autorità hanno
chiuso le altre scuole e imposto
il coprifuoco a professori e studenti. Verso mezzogiorno la polizia locale ha affermato di aver
arrestato il killer. Ma dopo qualche minuto la cronaca si è ribaltata: il presunto autore della strage è ancora latitante, viaggia a
bordo di una Volksvagen e ha
preso in ostaggio un uomo. Heribert Rech, ministro dell’Interno
del Baden-Württemberg, parla
di «almeno dieci morti». In tarda mattinata i media locali hanno diramato l’informazione secondo cui l’assassino si è suicidato con un colpo di pistola in un
centro commerciale. Il suo corpo è stato ritrovato dagli agenti.
Ma anche questa volta è arrivata
la smentita: fonti della pubblica
sicurezza hanno riferito all’agenzia Afp che l’uomo non si è tolto la vita, ma è stato ucciso dalla
polizia nel corso di uno scontro a
fuoco. Si chiamava Tim Kretschner, aveva 17 anni, ed era un ex
allievo della scuola. Sembra che
©AP/Lapresse
Australia
Ventiquattro ore
di ordinaria follia
Alabama. Agenti di sicurezza sul luogo della strage
abbia usato una semiautomatica:
nella casa dei genitori sono state rinvenute numerose armi, regolarmente registrate. Mentre il
quotidiano va in stampa il bilancio delle vittime è di 17 persone, tra studenti, insegnanti, passanti e poliziotti. «È inimmaginabile che nel giro di pochi secondi siano stati uccisi studenti
e insegnanti. Questo è un giorno di lutto per l’intera Germania
», ha commentato Angela Merkel. Sempre ieri un giovane sui
trent’anni, Michael McLendon,
ha seminato il terrore in Alabama, ammazzando dieci persone.
Sono ancora poco chiari i contorni della vicenda, ma sembra
che l’omicida sia partito in au-
to da Kinston, vicino la Florida,
per poi spostarsi verso la contea
di Geneva, a Samson. Tra le vittime anche la madre, i nonni e due
zii. Alla fine si è puntato contro
un mitragliatore M16. A poche
ore di distanza anche la Spagna
è stata teatro di un altra follia: un
ex tassista in pensione, non soddisfatto delle cure ricevute, ha
iniziato a sparare in un ospedale
della Murcia, ferendo due persone. Infine Roma: un sessantenne
ha imbottito di farmaci l’ex moglie, trovata morta, e ha poi tentato il suicidio saturando la camera da letto con il gas. Attualmente è in ospedale, piantonato
dalle forze dell’ordine.
g.r.
Spagna
Gratis l’operazione
per il cambio sesso
Il governo catalano ha incluso
gli interventi chirurgici di
cambio sesso tra le prestazioni del servizio sanitario
pubblico. Interventi gratuiti
erano stati offerti finora solo
dall’Andalusia. Otto transessuali si sono già sottoposti
all’operazione all’ospedale
Clinic di Barcellona. Inoltre,
una coppia di omosessuali
ha ottenuto dalla direzione
generale dello stato civile di
Madrid il riconoscimento di
due figli nati da una “madre
in affitto” negli Stati Uniti.
Ambiente
Un oceano di acidità
Dal Congresso sui
cambiamenti climatici
gli scienziati lanciano
l’allarme sulle emissioni
di CO2 in mare. A rischio
ecosistemi e molte specie,
dall’ostrica all’aragosta
Paolo Tosatti
è
allarme per lo stato di salute degli oceani. L’inquinamento prodotto dalle attività umane sta alzando così rapidamente il livello di acidità delle
acque che nei prossimi decenni
si potrebbero ripresentare condizioni simili a quelle esistenti nei
mari al tempo dei dinosauri, con
estinzioni di massa degli ecosistemi e delle forme di vita. A richiamare l’attenzione della comunità internazionale sulla minaccia è stato il dottor Carol Turley, del Laboratorio marino di
Plymouth, in Inghilterra, duran-
te il Congresso sui cambiamenti climatici che si conclude oggi a
Copenaghen. Dai tempi della rivoluzione industriale le emissioni di anidride carbonica scaricate
in mare hanno aumentato del 30
per cento l’acidità degli oceani,
che ha ormai raggiunto il livello
più alto degli ultimi 500mila anni. Questo cambiamento chimico
sta causando una pressione senza
precedenti sulla vita marina: secondo lo scienziato americano,
se l’attuale trend di emissioni di
CO2 non verrà presto fermato,
le stelle marine potrebbe estinguersi prima della fine del secolo, mentre molti crostacei e molluschi, come cozze e ostriche, potrebbero avere enormi problemi
riproduttivi. «La vita negli oceani sta cambiando - ha commentato Carol Turley -. Non sappiamo
esattamente cosa accadrà, ma nei
mari si prepara un’estinzione di
massa di molte forme di vita e di
diversi ecosistemi. Stravolgimenti così profondi non si verificava-
no dai tempi dei dinosauri». Di
parere leggermente diverso è il
professor Andy Watson, biologo
oceanico dell’università dell’Anglia orientale, in Inghilterra. Secondo Watson la prima minaccia alle forme di vita marine verrebbe dai cambiamenti climatici
e dalla pesca eccessiva. Lo scienziato ha evidenziato come il livello di acidità delle acque tenda comunque a variare naturalmente,
e come molte forme di vita potrebbero adattarsi alla differente
composizione chimica prima di
estinguersi. «Negli esperimenti
condotti in laboratorio - ha spiegato il professore - il livello di acidità dell’acqua viene incrementato bruscamente, senza che le
creature marine abbiano il tempo di adattarsi. Questo però non
è quello che accade nella realtà,
dove gli aumenti di anidride carbonica si verificano più gradualmente». Watson ha comunque
condannato l’incremento delle
emissioni di CO2 nei mari.
IL PACCO
DI BERLUSCONI
Volevamo la democrazia energetica e ci ritroviamo il nucleare.
Costa troppo. È pericoloso. È vecchio. E, soprattutto,
avevamo detto no. Inchiesta sulla grande truffa atomica
la notizia
al centro
il cuore
a sinistra
Invia le tue segnalazioni a: [email protected]
Territorio
giovedì 12 marzo 2009
Gli appuntamenti verdi
Formigoni
contro i pendolari
Mobilità
I Verdi accusano la giunta lombarda:
«Mancano i soldi per i treni perché la
Regione investe sul trasporto su gomma,
facendo aumentare solo traffico e smog»
Rocco Vazzana
«I
drammi dei pendolari lombardi non dipendono solo dall’inadeguatezza dell’assessore Cattaneo ma dalla strategia complessiva della giunta sull’allocazione delle risorse in
tema di mobilità e opere pubbliche. Mancano i soldi per i treni perché Formigoni preferisce spenderli in opere che non risolvono i problemi di viabilità e dei pendolari, come le troppe nuove autostrade previste, che danneggiano il territorio e aumentano traffico e smog. è soprattutto Formigoni a meritare una sonora censura, non solo Cattaneo». Sono le parole del consigliere regionale lombardo dei
Verdi Carlo Monguzzi, che ha votato a favore della
mozione di censura dell’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo, presentata dal Pd e da altri
partiti di opposizione. Quella dei pendolari è diventata ormai un’emergenza reale che potrebbe creare
qualche problema alla stessa giunta regionale. Anche la Lega, infatti, per bocca di Stefano Galli, pur
non avendo votato a favore della mozione, ha di fatto ammonito l’assessore Cattaneo chiedendo un
maggiore impegno. «Oggi la Lega Nord vota contro la mozione di censura nei suoi confronti, ma lei
di questo non deve sentirsi rincuorato o rallegrarsi - ha detto Galli a Cattaneo in aula -. A partire da
questo momento, la Lega Nord non potrà più farle
sconti. La invito quindi a cambiare strada, a modificare il suo comportamento. Ai problemi dei cittadini vanno date risposte e se queste non arriveranno
la prossima mozione di censura verrà proposta dal
nostro gruppo».
Da parte sua, Formigoni, senza dare risposte
all’emergenza ambientale e di mobilità dei cittadini,
si è concentrato esclusivamente sull’esito del voto.
«L’opposizione - ha sottolineato il presidente della
Regione Lombardia - non è neppure riuscita a raccogliere tutti i voti perché vi sono state due astensioni e un voto contrario alla loro stessa mozione.
Siamo quindi soddisfatti circa l’esito del voto del
quale non dubitavamo».
Sardegna
Un comitato antinucleare
C
reare un comitato per illustrare ai cittadini i rischi che la Sardegna corre nell’eventualità di
un ritorno al nucleare, in seguito agli accordi
bilaterali siglati da Berlusconi e Sarkozy in barba alle decisioni del popolo italiano. Scelte certificate da
un referendum di iniziativa popolare che disse chiaramente no al nucleare. Costituire un movimento
“dal basso” è l’obiettivo della Federazione dei Verdi
di Cagliari, in riferimento all’ipotesi che anche solo
una delle quattro centrali nucleari previste dal governo possa essere costruita nell’isola, territorio considerato luogo ideale per le sue caratteristiche di scarsa
densità demografica e basso rischio sismico. «La forte specificità ambientale della Sardegna sarebbe irrimediabilmente compromessa - spiegano i Verdi locali-. Costruire centrali nucleari ha costi molto alti (ol-
tre cinque miliardi di euro per ciascun impianto) che
gravano sulle nostre finanze e richiedono tempi di realizzazione molto lunghi (circa 10 anni), e l’energia
che producono costa più di quella ottenuta da fonti rinnovabili. I rischi per il territorio, le persone e gli
ecosistemi sono elevati, perché le centrali continuano ad avere problemi di sicurezza». I Verdi, inoltre,
sottolineano il rischio legato alla possibilità di una
proliferazione di armi nucleari. «Non a caso - concludono gli ambientalisti - le centrali nucleari civili
vengono considerate alla stregua di siti militari». Gli
isolani temono anche che la costruzione di una centrale possa arrecare gravi danni all’ambiente e all’immagine della regione, che non rappresenterebbe più
una meta turistica appetibile.
r.v.
Siracusa
G8, arriva il controvertice ecologista
I
n occasione del G8 sull’ambiente che si terrà
a Siracusa dal 22 al 24 aprile, numerosi movimenti naturalisti, ambientalisti e culturali della
provincia della città siciliana, uniti sotto la sigla della Rete territoriale delle associazioni, hanno stilato
un documento unitario dal titolo: “Giustizia climatica e diritti dei popoli”. Si tratta di un invito rivolto a tutti i cittadini per incontrarsi e discutere, negli stessi giorni in cui si svolgerà il vertice degli otto
grandi, sui temi dei cambiamenti climatici e del risparmio delle risorse naturali. Il documento esprime l’esigenza di ripartire dalla partecipazione diretta per chiedere ai governi e alle amministrazioni locali di adottare scelte coraggiose nel campo della tutela dell’ambiente e della salute delle persone. «Il
G8 - si legge nel documento -, per la Sicilia e per
Siracusa in particolare, può rappresentare anche
un’opportunità per migliorare la qualità del nostro
territorio e accrescere la sensibilità dei cittadini verso i temi dell’ambiente e della salvaguardia della salute. Purtroppo il governo italiano sta rallentando
le trattative internazionali sul clima, indebolendo gli
obiettivi che l’Ue vuole fissare attraverso il Pacchetto energia e clima per il 2020». «Sarebbe paradossale - scrivono ancora le associazioni - che proprio
la città che ospita un evento di tale portata continui
a occupare gli ultimi posti nelle classifiche sulla qualità ambientale per i livelli altissimi di polveri sottili,
il consumo sfrenato di risorse e la totale assenza di
politiche in materia». Una spinta dal basso per costruire un futuro sostenibile.
r.v.
Lombardia
Liguria
Finanza e legalità: un binomio
possibile?
Milano, 28 marzo, ore 11.00,
auditorium Gaber del grattacielo
Pirelli - piazza Duca d’Aosta 3.
Tasformare la crisi economica
in un’opportunità per rilanciare
rispetto delle regole, fiducia e
trasparenza.
Mentre la crisi innescata da una
finanza distorta e speculativa
sta colpendo tutto il mondo,
in molti sono già al lavoro per
trasformare la recessione in
un’opportunità di cambiamento
nella direzione di uno sviluppo sostenibile e pulito. Banca
etica - il primo istituto di credito
italiano che opera nel rispetto
dei principi della finanza etica
- festeggia 10 anni di attività.
In questo periodo è riuscita a
dimostrare che la finanza, se praticata in modo trasparente, può
coniugare efficienza, remunerazione del risparmio e sviluppo di
un’economia reale e orientata al
benessere delle persone e della
collettività. Parteciperanno:
Fabio Salviato, presidente di
Banca popolare etica; Francesco
Greco, procuratore aggiunto di Milano, esperto di frodi finanziarie;
Mario Crosta, direttore generale di
Banca popolare etica.
Modera: Sarah Varetto, SkyTg 24 Economia
Info: www.bancaetica.it
Operazione scuole pulite
Genova. Puntuale come ogni
anno torna “Nontiscordardimé”, la giornata di volontariato
organizzata da Legambiente, che
punta a rendere più vivibili gli
edifici scolastici. L’iniziativa si
svolgerà venerdì 20 marzo e, come
sempre, bambini, ragazzi, giovani,
insegnanti e genitori dedicheranno una parte del loro tempo a
compiere piccoli interventi mirati
a migliorare le condizioni dell’edificio scolastico, del suo cortile,
o dell’area immediatamente
antistante la scuola. Si tratta di
piccoli lavori di manutenzione,
che vanno dalla pulizia di spazi
alla piantumazione di alberi, dalla
verniciature di aule alla costruzione di aiuole.
Per ulteriori informazioni:
[email protected]
Terza Festa di primavera
Trezzo sull’Adda (Mi), Oasi le
Foppe.
Visite guidate, piantumazioni di
alberi, eco-quiz per i bambini e
torte per tutti.
Ingresso libero per tutti.
Info: [email protected]
Campania
XIV Giornata della memoria e
dell’impegno in ricordo delle
vittime delle mafie
Si svolgerà a Napoli, il 21 marzo,
primo giorno di primavera. Ricorda tutte le vittime innocenti
delle mafie e rinnova, in nome di
quelle vittime, il suo impegno di
contrasto alla criminalità organizzata. “Riscattare la bellezza,
liberarsi dalle mafie”, è lo slogan
che accompagnerà questa
giornata, durante la quale si
incontreranno oltre 500 familiari
delle vittime in rappresentanza
di un coordinamento di oltre
3.000 familiari. Saranno presenti
rappresentanti delle Ong provenienti da circa 30 Paesi europei.
Per info: www.libera.it
EnergyMed
Napoli. Alla Mostra d’Oltremare,
appuntamento dal 26 al 28 marzo
con la mostra convegno sulle
fonti rinnovabili e l’efficienza
energetica.
Per informazioni e per consultare
il programma completo degli
appuntamenti: www.energymed.it
Sicilia
IV Lampedusa marine mammals workshop
Parco marino di Lampedusa,
dal 20 marzo al 19 aprile. Per
il quarto anno consecutivo, la
Necton marine reserch society
porta avanti uno studio sui
mammiferi marini che frequentano le acque dell’arcipelago
delle isole Pelagie. Un’occasione
per assistere al passaggio della
balenottera comune e scoprire
il delfino comune nel suo ambiente naturale. All’interno del
progetto saranno organizzati
tre corsi, ognuno di durata settimanale, aperti a tutti coloro che
vogliono accostarsi al mondo
della ricerca sul campo. Il
programma integrale è sul sito:
www.necton.it.
Per contatti: [email protected]
Lazio
L’altra domenica
Roma. A partire dal 15 marzo, alla
Città dell’altra economia c’è “L’altra domenica”, appuntamento
con il mercato contadino dei produttori biologici: uno spazio espositivo per associazioni e artigiani,
musica, teatro, mostre fotografiche e convegni. Ogni domenica
avrà un tema: si parte il 15 marzo
con la ristorazione biologica, il
19 aprile tutto sarà dedicato al
riciclo, mentre il 17 maggio spazio
al turismo responsabile.
Gli eBook a scuola: un’occasione
di innovazione
Roma. All’auditorium di via Rieti
13, martedì 17 marzo, l’appuntamento è con i libri di testo elettronici. Riuniti allo stesso tavolo
ci saranno dirigenti del ministero
dell’Istruzione, docenti, presidi,
genitori, rappresentanti dei consumatori, esperti di didattica e di
nuove tecnologie.
Per maggiori informazioni:
www.garamond.it
Marche
Seminario sui modelli di agricoltura
Urbino, oggi dalle ore 11, la facoltà di Economia dell’università
ospita un convegno sul confronto
tra i sistemi di produzione industriale e quelli legati al rispetto
del territorio. Sala del Consiglio
della facoltà, via Saffi 22.
Per informazioni: www.econ.
uniurb.it, 073164299.
Piemonte
Campagna per l’acqua pubblica
Torino. Il Comitato per la difesa
dell’acqua pubblica di Torino
propone al Comune e alla città
intera di affermare nello Statuto
comunale il principio fondamentale che l’acqua è un servizio da
gestire senza scopo di lucro. Una
definizione semplice e pulita:
sull’acqua non si specula, nessuno deve trarre profitto dal servizio
pubblico più importante e vitale.
Il successo dell’iniziativa - recitano i promotori - dipende anche
da tutti noi: se si andrà a firmare
ai banchetti in tantissimi, nei
prossimi mesi, questa utopia così
concreta potrà farsi reale e aprire
la strada alla ripubblicizzazione
dell’acqua nel Paese.
Si può aderire alla campagna
firmando al banchetto che sabato
14 e domenica 15 marzo sarà presente, dalle 15 alle 18, in piazza
San Carlo 156.
Maggiori informazioni si possono
trovare all’indirizzo internet:
www.acquapubblicatorino.org
7
L’informazione
sostenibile
10
Organo ufficiale
d’informazione
della Federazione
dei Verdi
Anno V - n. 56
mercoledì 11
marzo 2009
milioni di posti
di lavoro se si
investisse nella
gestione “verde”
delle foreste
Sped. in Abb. Post. D.L.
353/2003 (conv. in L.
27/02/2004 n. 46) art. 1
comma 1 DCB - Roma
Fonte: Fao
Geopolitica La nostra energia dipende da colossi petroliferi e governi minacciosi. Anche militarmente
Il terrore corre sull’oleodotto
La prima Rivoluzione industriale
è lontana e l’autosufficienza occidentale un miraggio. Al problema
degli approvvigionamenti si unisce quello della sicurezza ener-
Editoriale
il coraggio
di BAracK
Marco Cappato
Dal 5 al 7 marzo scorso, premi
Nobel, scienziati, parlamentari europei, ministri della Salute
di Belgio, Spagna e Portogallo e
ricercatori europei e statunitensi hanno discusso al Parlamento
di Bruxelles sulle urgenze politiche e scientifiche che hanno portato il presidente degli Stati Uniti Barack Obama alla decisione
di tornare a sostenere, finanziandola pienamente, la ricerca sulle
cellule staminali di provenienza
embrionale. I lavori del secondo
incontro del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica, convocato dall’Associazione
Luca Coscioni e dal Partito radicale, non hanno avuto eco in Italia. Nessuna trasmissione, né del
servizio pubblico né del “concorrente privato” se ne è occupata.
E la mancanza di informazione,
da sempre, ha consentito la manipolazione delle scoperte della
scienza a uso delle posizioni fondamentaliste più oscurantiste, in
particolare in Italia dove i cittadini non sono stati raggiunti tanto
dalla realtà dei fatti quanto dalle
voci alternative come quelle del
leader radicale Luca Coscioni.
Obama, si diceva, ha cancellato
il bando sulla ricerca imposto dal
suo predecessore ma soprattutto ha stanziato, in un momento
di crisi economica mondiale, oltre 10 miliardi di dollari per la ricerca! Nel rendere note le motivazioni di questo provvedimento, il presidente Usa ha ricordato
la lotta del “Luca Coscioni americano”, Christopher Reeve, il superman che per molti anni ha voluto battersi negli Stati Uniti per
la lotta sulla libertà di ricerca. Un
riconoscimento postumo per chi
negli Usa ha praticato quotidianamente contro tutto e tutti “dal
corpo dei malati al cuore della politica”. Un riconoscimento
possibile perché la democrazia
può essere attivata e un presidente sostituito con un altro in virtù
di una piattaforma politica realmente alternativa. In Italia, dove
le istituzioni sono le prime a violare le proprie leggi, e dove dilaga l’ingerenza del potere vaticano in nome di un’etica unica, si
vuole vietare la ricerca scientifica
e uccidere la speranza di cura per
malattie che oggi sono sentenze
di morte per molte persone. Allo Stato etico occorre opporre il
vissuto della gente, che è in linea con le proposte che i Radicali avanzano dentro e fuori dal
Palazzo, in materia di affermazione dei diritti civili e delle libertà
individuali e non solo alla vigilia
delle elezioni.
getica. La dipendenza da risorse
esterne ci assoggetta a potenze,
come Iran, Russia e Venezuela,
con le quali Europa e Stati Uniti
hanno rapporti tutt’altro che ri-
lassati. Gli intrighi di potere e petrolio coinvolgono multinazionali e insospettabili uomini politici.
Qualcuno preferirebbe la via del
nucleare per uscire dall’impasse,
ma l’unica soluzione veramente
efficace è lo sviluppo delle energie rinnovabili.
Postiglione a pagina 4 e 5
Caccia
Napoli capitale
del traffico
3
Gli ambientalisti contro
la proposta di riforma
dell’attività venatoria
avanzata dal senatore
forzista Orsi. Si ingigantisce
in Rete la mobilitazione
contro la libertà di sparare
Obama
6
Dopo la svolta sulle cellule
staminali, le industrie
farmaceutiche esultano e
la Chiesa giudica superflua
e immorale la ricerca. In
Italia, plausi dalla sinistra e
dalla comunità scientifica
Arte
© Franco/LaPresse
L’informazione
ecologista
cambia volto.
Non missione.
Contribuisci
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a rinnovare
Notizie Verdi
Si ferma a Scampia un giro internazionale di sostanze stupefacenti
che partiva dal Sudamerica e arrivava in Italia attraverso la Spagna.
Con il benestare dei clan camorristici
Fantauzzi a pagina 2
Allarme Inps
Crisi dai 370.561 volti
G
li effetti della crisi economica presentano già un
conto pesante. Nei soli mesi di gennaio e febbraio del
2009, infatti, secondo i dati forniti dall’Inps, le richieste di indennità di disoccupazione sono
aumentate del 46,13 per cento rispetto a quelle registrate nell’anno precedente. Sono 370.561 i
lavoratori che hanno perso il lavoro e hanno presentato domanda di sostegno economico,
116.983 in più rispetto allo stesso periodo del 2008. Le richieste
giunte all’Inps riguardano la di-
soccupazione ordinaria, a requisiti ridotti e quella speciale. E il
futuro, a quanto pare, non promette nulla di buono. Per la prima volta dalla fine della Seconda guerra mondiale, nel 2009
potrebbe registrarsi un calo del
Pil a livello globale. è quanto ha
riferito il direttore generale del
Fondo monetario internazionale, Dominique Strauss-Kahn, in
un discorso pronunciato a Dar
es Salaam, in Tanzania. Il mondo, ha detto Strauss-Kahn, «è in
grande recessione».
Rocco Vazzana
7
Un ritratto del pittore
campano contemporaneo
Alfonso Mangone. Negli
scorci metropolitani del suo
ciclo Città percorse, tutte le
contraddizioni e le passioni
della società moderna
Compromesso informatico
Microsoft cede alla Ue
L
a Comunità europea vince
la battaglia contro Microsoft. Il gigante dell’informatica, dopo dodici anni, scioglie l’accoppiata tra il suo sistema operativo Windows e Internet explorer. Il prossimo software, Windows 7, che manderà in
cantina Vista, sarà messo in commercio con un’applicazione che
permetterà di disattivare il browser di casa Microsoft e installare
agevolmente i diretti competitor
come Firefox o Chrome di Google. La notizia è un piccolo passo per garantire la concorrenza in
un mondo, come quello dell’informatica, dominato da poche
e grandi società. La decisione di
Microsoft giunge dopo una serie
di multe che erano state comminate dalla Comunità europea. Il
gigante di Redmond, infatti, dopo aver pagato 497 milioni di euro nel 2004 per violazione delle regole antitrust e dopo aver ricevuto un’ammenda di altri 899
milioni per il 2008, ha deciso che
forse era troppo. Meglio correre
ai ripari che continuare a pagare.
Dopottutto la crisi c’è per tutti.
Pierpaolo De Lauro
www.notizieverdi.it