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LUNEDÌ 5 DICEMBRE 2011 ANNO 50 - N. 47
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Il dossier
Mercati
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La guida alle nuove misure
Crisi e risparmio
come guadagnare
Dieci pagine di esempi e casi concreti
CorrierEconomia
Gli approfondimenti da pagina 6 a pagina 17
Il canale per veri affictionati.
Canale 25
di Giuditta Marvelli
nell’inserto
del digitale terrestre
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Varata una manovra da 20 miliardi netti. L’Irpef non viene toccata ma cresce l’addizionale regionale. Monti rinuncia allo stipendio da premier
Tasse, case e pensioni: pesanti sacrifici
Per le abitazioni si pagherà tra lo 0,4 e lo 0,75 delle rendite catastali rivalutate del 60%
Il contante solo sotto i 1.000 euro, bolli sulle attività finanziarie, tagli a Enti e Province
UN’AMARA MEDICINA
I PROVVEDIMENTI
PENSIONI
di DARIO DI VICO
Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art. 1, c1, DCB Milano
N
ella conferenza
stampa che ieri sera ha fatto seguito
al Consiglio dei ministri il nuovo governo presieduto dal professor Mario
Monti ha dato una confortante prova di stile. Ha mostrato
agli italiani che hanno potuto seguirla in tv o via Internet competenza e senso di
responsabilità. E l’annuncio
che il primo ministro rinuncerà ai compensi che gli spettano è un segno di compartecipazione ai sacrifici richiesti che va sicuramente apprezzato. Può servire a ricreare quel feeling tra il Palazzo
e il Paese reale di cui avremo
sicuramente bisogno nei
giorni e nelle prove difficili
che ci attendono. Del resto
la settimana che si apre oggi
si presenta decisiva per il futuro dell’Europa e il governo
di Roma persegue l’obiettivo
di presentare l’Italia dal lato
delle soluzioni e non da quello dei problemi.
Siccome lo stile è importante ma i contenuti dell’azione di governo di più, è
del merito del decreto approvato ieri che bisogna discutere senza timore di sottolinearne alcune evidenti contraddizioni. Il completamento
della riforma previdenziale e
la riduzione dei costi delle
Province, solo per limitarsi a
due esempi, sono sicuramente provvedimenti che vanno
nella direzione giusta e che
rispondono a esigenze complementari. Mettere in sicurezza il nostro sistema pensionistico ma nel contempo
dimostrare la volontà di ridurre i costi della politica, di
cominciare a tagliare quell’eccesso di intermediazione
che prevede tra il cittadino e
lo Stato ben tre livelli di rappresentanza politica (Comuni, Regioni e per l’appunto le
Estensione dal 2012 del metodo contributivo a tutti
i lavoratori, aumento dell’età del ritiro a 62 anni per le
donne, a 66 per gli uomini. Parità uomo donna a 66 anni
nel 2018. Abolizione delle quote e delle finestre per le
pensioni d’anzianità: si uscirà in anticipo rispetto all’età
di vecchiaia solo con 41 anni e un mese di contributi per
le donne e 42 e un mese per gli uomini. Contributo
di solidarietà dalle pensioni più ricche e mancato
adeguamento all’inflazione per quelle sopra i 936 euro
Province). Il cuore della manovra però — purtroppo —
non sta tanto in questi pur
importanti provvedimenti,
quanto in un’amara medicina: l’aumento della tassazione che colpisce duramente
la casa e riesuma qua e là un
vecchio armamentario di imposte e balzelli. Fortunatamente alla fine il Consiglio
dei ministri ha scelto di soprassedere all’idea di dar corso a un aggravio delle aliquote Irpef che avrebbe sbilanciato ancor di più il decreto
dal lato dell’imposizione fiscale. Certo è che rimarrà
nel ceto medio italiano la
sensazione di essere considerato dai governi di turno —
politici o tecnici che siano
— come una sorta di bancomat, un portatore sano di liquidità che può essere drenata con facilità.
Nei tempi ristretti che ha
avuto a disposizione il governo dei tecnici non ha potuto
produrre riforme incisive e
strutturali per ridurre il dualismo del mercato del lavoro
e rilanciare davvero la crescita. Alcune prime norme sono state previste, altre sono
state annunciate e scadenzate per un prossimo e non
lontano «secondo tempo».
Se le aspettano le organizzazioni internazionali che avevano messo all’indice il governo Berlusconi proprio
per questa carenza di iniziativa e se le aspettano le parti
sociali. Imprenditori e sindacati sanno che almeno sul
breve l’introduzione di nuove imposte, necessaria come
tampone, non potrà che acuire i segni della recessione e
aprire un pericoloso gap
temporale tra i sacrifici richiesti agli italiani e la tenuta dell’economia reale.
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Giannelli
L’appello
«Chiamatelo
decreto
salva Italia»
DA PAGINA 2 A PAGINA 23
Sui trattamenti minimi
di MARIO MONTI
❜❜
Aumento dell’Iva del 2% (dal 21 al 23%) nel secondo
semestre del 2012, se non ci saranno gli introiti previsti
dal riordino delle agevolazioni fiscali. Una tantum
dell’1,5% sui capitali rientrati in Italia grazie allo scudo.
Rialzo dell’addizionale regionale Irpef tra lo 0,9 e l’1,23%.
Arriva una sorta di minipatrimoniale: estesa a tutti i
prodotti finanziari l’imposta di bollo per i conti correnti
Le lacrime in diretta
del ministro Fornero
di ALDO CAZZULLO
I
BENI DI LUSSO
Tassa sul lusso per le auto superiori a 170
chilowatt, sulle barche sopra i 10 metri,
su elicotteri e aerei privati in base al peso
l ministro Fornero annuncia
in lacrime i sacrifici. A PAGINA 2
CONTINUA A PAGINA 38
Esteso il sistema contributivo. Vecchiaia: dal 2018 uomini e donne a 66 anni
CASA
Al posto della vecchia Ici arriva l’imposta municipale
unica (Imu). Si pagherà anche sulla prima casa.
Previsto un 60% di rivalutazione degli estimi
catastali. Aliquote dello 0,4% sulla prima casa
e dello 0,75% per le altre
COSTI DELLA POLITICA
Abolizione delle giunte provinciali e riduzione dei
consiglieri a dieci. Calo dei membri delle Authority da
50 a 28. Accorpamento di Inpdap e Enpals nell’Inps.
Niente doppio stipendio per premier, ministri
sottosegretari se grava sulle casse dello Stato
LIBERALIZZAZIONI
Deliberato un insieme di liberalizzazioni per la vendita
di farmaci, per i trasporti e per gli orari degli esercizi
commerciali. Per i professionisti bisognerà attendere
La rivoluzione delle anzianità
Almeno 42 o 41 anni di lavoro
Ecco come cambia la previdenza. Contributivo per tutti i
lavoratori a partire dal 2012 e
pareggio per uomini e donne a
66 anni dal 2018, per le pensioni di vecchiaia. Un nuovo quadro si prospetta anche per quelle di anzianità: si uscirà in anticipo solo con 41 anni e 1 mese
di contributi per le donne e 42 e
un mese per gli uomini.
ALLE PAGINE 6 E 7 Comegna, Marro
CRESCITA
Rafforzamento del fondo di garanzia per le imprese.
Deducibilità integrale dell’Irap. Prevista la ricostituzione dell’Istituto per il commercio estero. Agevolazioni
fiscali per gli utili reinvestiti, che rafforzano il capitale
d’impresa. Sblocco dei fondi per le infrastrutture
NO AL CONTANTE
Tracciabilità fiscale per i pagamenti oltre mille euro
La lettera
Colpito sempre
il ceto medio?
di SALVATORE SCHILLACI
Costi della politica
Credito alle imprese
Ma sulla Casta
è ancora poco
Prestiti bancari
Lo Stato garante
di SERGIO RIZZO
di NICOLA SALDUTTI
I
I
nutile girarci intorno: ci
aspettavamo di più. Guerra
ai «privilegi», era stata la prima
promessa di Mario Monti. Il
presidente del Consiglio disse che
era necessario liberare un Paese
stritolato da egoismi corporativi
e rendite di posizione. E in cima
alla lista ci dovevano essere
necessariamente i «privilegi» di
una classe politica ingorda,
costosa e inefficiente.
A PAGINA 14
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il partito del leader resta primo ma crolla nei consensi. I comunisti raddoppiano
Metà dei russi vota contro Putin
Lo Zar vince
(però è nudo)
P
utin è riuscito nell’impresa di perdere vincendo.
Trasformate in referendum
sul ritorno di zar Vladimir al
Cremlino, le elezioni di ieri
hanno confermato Russia
Unita come maggior partito
della nuova Duma.
CONTINUA ALLE PAGINE 26 E 27
Metà dei russi vota contro Vladimir Putin. Il partito del leader, secondo gli
exit poll, rimane al primo
posto, ma scende nelle preferenze. Il commento: «Restiamo i più forti». La Russia assiste intanto al ritorno dei comunisti, che raddoppiano i consensi. «Con
questi numeri sarà opposizione dura». Medvedev:
«Questa è la prova che siamo in democrazia».
ALLE PAGINE 26 E 27
Dragosei, Valentino
V
orrei
rivolgermi
per un
momento ai cittadini
italiani. Il governo ha
ricevuto dal capo dello
Stato e dalla fiducia del
Parlamento un mandato
di corta durata e di
severo impegno, quello
di aiutare l’Italia a
uscire da una crisi
gravissima.
FISCO
di FRANCO VENTURINI
11 2 0 5>
Tasse, case e pensioni: pesanti
sacrifici con il pacchetto di misure anticrisi. Il governo Monti vara la manovra da 20 miliardi netti. L’Irpef non è stata toccata. Il
premier rinuncia allo stipendio.
Serie A, battuto il Cesena (2-0)
Super Marchisio
La Juve vola
e torna in vetta
Paura Del Piero
Servizi e commenti
DA PAGINA 45 A PAGINA 48
CONTINUA A PAGINA 12
l centro della crisi dei mercati
è racchiuso nei possibili timori
di tenuta degli istituti di credito.
Da questione puramente
finanziaria, dopo almeno sette
mesi di tempesta, la crisi sta
facendo sentire i suoi effetti
anche sull’economia reale. La
corsa dello spread, il differenziale
tra i titoli tedeschi e italiani, ora è
un problema non solo per lo
Stato ma anche per le imprese.
A PAGINA 17
2
#
Primo Piano
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
italia: 515249535254
❜❜
Il governo Le decisioni
I sacrifici di oggi sono sacrifici su cui costruire la crescita, lo sviluppo e la
creazione dei posti di lavoro dei prossimi anni Corrado Passera, ministro Sviluppo economico
Monti: sacrifici, ma ce la faremo
L’appello al Paese: la crisi è gravissima, bisogna tirare la cinghia
«Questo è un decreto salva Italia» E annuncia: non avrò alcuno stipendio
Gli incontri
Il Forum dei giovani
Le parti sociali
Le forze dell’ordine
Soddisfazione, Ici per under 35 e previdenza
I costi della politica e la rabbia dei sindacati
Il riconoscimento e l’attesa degli sviluppi
Ricevuto per la seconda volta in 15 giorni dal premier,
il Forum dei giovani ha caldeggiato alcuni temi, come
la previdenza e un’eventuale formulazione dell’Ici per
gli under 35. Al termine, il portavoce Antonio De
Napoli si è detto «molto soddisfatto»
I costi della politica verranno ridotti, a partire dal
governo», ha detto il premier nell'incontro di ieri con
le parti sociali. Ma i sindacati: «Si fa cassa con i
pensionati». Annunciati anche la patrimonializzazione
delle imprese e un intervento sull’Irap
Forze dell’ordine e forze armate costituiscono «il
cuore pulsante del Paese». Si è rivolto così, ieri,
Monti, nel colloquio con i rappresentanti dei
sindacati di Polizia e con i Cocer. Che hanno detto,
al termine, di attendere gli sviluppi della manovra
L’annuncio
Il presidente
del Consiglio
Mario Monti, 68 anni,
ieri ha presentato
ufficialmente
la manovra
economica
approvata dal
Consiglio dei ministri
ROMA — Si rivolge e ci tiene ai «cittadini italiani» per spiegare e anche un po’ per giustificarsi, per chiarire che i sacrifici che chiede sono necessari, perché viceversa «l’Italia rischia di macchiarsi della responsabilità di far andare in negativo» l’economia europea.
Si rivolge, e lo fa in piedi, prima di sedersi per
la conferenza stampa, agli italiani, ai giovani, alle donne, citando persino «i bambini», per rimarcare che le misure del suo governo servono
a risollevare il presente e il futuro del nostro Stato, perché «abbiamo il potenziale per dire che
siamo un grande Paese», che purtroppo nel tempo «ha accumulato gravi squilibri».
Ne indaga le cause, prima di entrare nel merito: quei partiti che dovranno votare il decreto
legge nei prossimi giorni rappresentano anche
un modo di intendere il servizio pubblico che «è
stato negli anni il vero costo della politica, e cioè
non avere orizzonte», non riuscire a considerare
nella misura dovuta il destino di «figli e nipoti».
Far comprendere la necessità dei sacrifici
(«per certi aspetti dobbiamo tirare la cinghia»),
illustrarne la causa («il nostro debito pubblico
non è colpa degli europei ma degli italiani»), è il
primo sforzo di comunicazione di Mario Monti
al termine del Consiglio dei ministri. La conferenza stampa non si svolge a Palazzo Chigi ma a
qualche centinaio di metri di distanza, in altri uffici del governo, nella galleria Alberto Sordi.
Un’altra conferenza si svolgerà stamane, con la
stampa straniera.
Premette il capo del governo che «ci è stato
chiesto di salvare e sviluppare l’Italia», dal capo
dello Stato (che «mi ha dimostrato un’incredibile fiducia») e dal Parlamento. Quello appena varato lo definisce «decreto Salva-Italia», un provvedimento che «ci permetterà di essere guardati
di nuovo come un punto di forza» dell’Europa e
«non più come un focolaio» di crisi. Guardati
dal mondo intero, da Washington a Pechino sino a Tokyo, rimarca nel corso della giornata, durante le ultime consultazioni a Palazzo Chigi.
Lo dice rimarcando con un pizzico di orgoglio, e con un lieve sorriso di soddisfazione, il
lavoro svolto («ovviamente il massimo possibile nel tempo limitato che ci è stato dato, ovvero
17 giorni»), mentre accanto a sé Elsa Fornero illustra le novità del sistema previdenziale, Corrado Passera quelle del sistema produttivo, Vittorio Grilli le cifre della finanza pubblica e Piero
Giarda si diverte a correggere gli errori, veniali,
dei colleghi, e anche dello stesso premier, che
ha «solo» dimenticato di comunicare che a dispetto delle indiscrezioni l’Irpef non verrà modificata.
La commissione
L’Europa
promuove
la manovra
La manovra? Un
pacchetto «tempestivo e
ambizioso», che
rappresenta «un passo
molto significativo per
rimettere in ordine le
finanze pubbliche e
sostenere la crescita
economica»: lo afferma
in una nota Olli Rehn.
Per il vicepresidente
della commissione
europea è comunque
«cruciale mantenere il
ritmo nelle riforme
economiche».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nella sua introduzione il presidente del Consiglio usa espressioni come «risveglio della società italiana», parla di «sacrifici distribuiti in modo equo», auspica che il risultato primo di questo decreto, e del lavoro ulteriore che attende il
suo esecutivo (lavoro in ogni caso «breve e temporaneo») aiuti «gli italiani a non sentirsi derisi», perché possano tornare ad «essere orgogliosi di quello che siamo».
Alle parti sociali, prima della riunione del governo, Monti ha tratteggiato una cornice che in
parte replica di fronte alle telecamere: senza queste misure l’Italia corre il rischio di «essere additata come responsabile di aver distrutto l’euro,
sarebbe il default dell’Europa per infamia del nostro Paese»; e per questo motivo i provvedimenti appena adottati «non hanno alternative».
La conferenza stampa coglie un record difficilmente battibile, almeno di durata: 126 minuti.
Ha diversi elementi di sorpresa: la commozione
del ministro Fornero, la rinuncia di Monti («mi
è sembrato doveroso, mentre chiedo sacrifici»)
agli stipendi da premier e da ministro dell’Economia, alcuni momenti di leggerezza, accompagnati dall’ironia del protagonista (ancora sullo
stipendio: «per ora non ho percepito nulla perché non ho avuto il tempo di dare le mie coordinate bancarie»).
Il caso E il presidente del Consiglio la aiuta: commuoviti pure ma correggimi
Sul decreto appena varato il governo non
esclude l’apposizione della fiducia in Parlamento: «Abbiamo riflettuto più sulla produzione del
provvedimento, che non sull’iter parlamentare.
Non escludo nè confermo nessuna ipotesi - dice
Monti - sulla modalità mi metterò nelle mani
dei presidenti delle Camere». Camere alle quali
si rivolgerà oggi pomeriggio per illustrare la manovra.
Quindi la risposta a una domanda sul suo futuro politico, potrebbe essere nel futuro uno dei
candidati a guidare il Paese? «Credo che se porterò bene a termine questo compito ne avrò abbastanza. Quel che mi preoccupa ora è una buona
riuscita di questa partita, per l’Italia e l’Europa».
In complesso il capo del governo ritiene di
aver varato un manovra equa, che non modifica
il prelievo fiscale sul reddito del lavoro dipendente, e che dunque non tocca le solite categorie: «La via più semplice di gravare sui soliti noti
sarebbe stata quella di alzare l'aliquota Irpef, cosa già condannata da frettolosi e valenti economisti amici (il riferimento è al fondo del Corriere di ieri, firmato da Francesco Giavazzi e Alberto Alesina) che si sono fidati più delle vostre indiscrezioni che del nostro buonsenso».
Il ministro del Welfare evoca il «costo psicologico» delle decisioni
co...», «sentiti libero anche nei miei
confronti» – che da momento storico.
Fino a quando il ministro del Welfare
non ha tradito un’emozione collettiva,
la consapevolezza di stare cambiando
percorsi di vita, sottraendo aspettati-
Commossa
Il ministro del
Welfare, Elsa
Fornero,
durante la
conferenza
stampa di ieri
si è
commossa
quando ha
dovuto parlare
dei sacrifici
chiesti ai
cittadini sulle
pensioni
ve, deludendo speranze, sia pure per
un fine superiore e di «lungo orizzonte». Così i lineamenti del bel volto di
Elsa Fornero si sono increspati, il suo
accento torinese si è fatto muto, e
l’espressione che finirà per diventare
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il caso
Quelle lacrime in diretta della Fornero
È stato l’unico squarcio nel velo, il
solo momento di vita in un’atmosfera
rarefatta, davvero da consiglio di facoltà: «Non so se il collega mi vuole
correggere», «No, credo che il professore si sia espresso in modo adeguato...». Per fortuna, a un certo punto la
Fornero ha pianto. Per fortuna del governo, in evidente deficit di comunicazione, e un po’ anche dei contribuenti
e dei pensionati: i quali si sono resi
conto che la frustrazione e il dispiacere, la tensione e la sofferenza, non erano soltanto dei governati, ma pure
dei governanti. Immagini che oggi faranno il giro del mondo, e diventeranno il simbolo della «Quaresima dopo
il carnevale».
Fino a quel momento, i sacrifici erano stati comunicati con asciuttezza chirurgica. I sessantenni avevano appreso
che avrebbero dovuto lavorare qualche anno in più, commercianti e consumatori si erano sentiti annunciare il secondo aumento dell’Iva in pochi mesi,
le famiglie andavano calcolando quanto sarebbe costata la reintroduzione
dell’imposta sulla prima casa; il tutto
in un bon ton più da aula universitaria
– «come diceva il mio vicino di ban-
Marco Galluzzo
la parola chiave del governo Monti –
«sacrificio» – è stata sopraffatta dal
pianto. Ed è significativo che sia avvenuto sull’annuncio del provvedimento
socialmente più doloroso, il taglio del
meccanismo che adeguava le pensioni
al costo della vita. Alla fine la parola –
«sacrificio» – l’ha detta Monti, preside
sino alla fine: «Commuoviti pure, ma
correggimi».
Il presidente del Consiglio si è rivolto direttamente agli italiani e all’orgoglio nazionale. Ma il pathos era tutto
nelle parole, per nulla nei toni. Espressioni drammatiche come «emergenza
gravissima», «decreto salva Italia», «rischio di vanificare sacrifici di sessant’anni», «responsabilità verso l’Europa, verso i bambini, verso le generazioni future» sono scivolate via, porte
con un periodare asciutto, atono, su
uno sfondo nero da teatro esistenzialista. La commozione della Fornero ha
dato volto e sentimento alla circostanza, ha mostrato plasticamente che la serata era davvero storica, e che dietro la
manovra c’è un «costo psicologico»,
per usare le parole della ministra, che
pesa su tutti. Il resto della conferenza
stampa, onestamente, è stato meno ef-
L’annuncio
Il ministro del
Welfare Elsa
Fornero, ieri,
durante la
conferenza
stampa di
presentazione
della manovra,
è scoppiata a
piangere
quando ha
dovuto
annunciare
«sacrifici» per
chi andrà in
pensione
Il premier
Dopo che Elsa
Fornero si è
commossa e,
quindi, si è
bloccata, ha
preso la parola
il premier
Mario Monti,
che ha
proseguito il
discorso
interrotto dalla
titolare del
Welfare
ficace. La polemica sui «frettolosi e valenti economisti amici», la distinzione
tra «outsiders» e «incumbents», l’evocazione (per bocca di Giarda) della Destra storica. Monti si è rifatto invece,
senza nominarli, agli sforzi «sotto l’egida dell’Europa» dei governi Amato,
Ciampi, Prodi, «apprezzabili ma non
sufficienti». Ha segnato un punto rinunciando al compenso da premier e
da ministro. Ha avuto anche momenti
di autoironia, come quando gli hanno
chiesto se continuerà a fare politica an-
Toni
Dopo le scelte comunicate con
asciuttezza chirurgica, arriva il
crollo al momento di
pronunciare la parola «sacrificio»
che dopo la fine del governo («se sarò
riuscito nel compito, ne avrò avuto abbastanza»). A un altro giornalista ha
detto: «Non vado oltre perché penso
di averla persuasa anche troppo». Un
rischio che è stato evitato: gli italiani
forse apprezzeranno nel «lungo orizzonte»; per il momento non sembrano
«troppo persuasi». Se non altro, ora
sanno che i professori – o almeno le
professoresse – ci mettono il cuore, oltre alla testa.
Aldo Cazzullo
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Codice cliente:
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
❜❜
Primo Piano
italia: 515249535254
Queste cose dovevano essere fatte. E dato il poco tempo a disposizione
le abbiamo fatte al meglio possibile
Piero Giarda, ministro Rapporti con il Parlamento
❜❜
3
#
Nel 2012 avevamo previsto una tappa dell'1,6% del deficit e stiamo
cercando di confermare quell'obiettivo Vittorio Grilli, viceministro dell’Economia
❜❜
Non dirò mai
agli italiani di
fare qualcosa
perché lo chiede
l’Europa. Certe
cose dobbiamo
farle per noi e
per i nostri figli
una tantum aggiuntivo dell’1,5% sui fondi
rimpatriati lo scorso anno con lo scudo fiscale (sui quali è stata già pagata una tassa
del 5%). Scatterà poi una tassa sullo stazionamento e il rimessaggio delle grandi imbarcazioni (superiori a dieci metri di lunghezza), una tassa di possesso sugli aerei
ed elicotteri privati, un superbollo aggiuntivo sulle auto con potenza superiore ai 170
cavalli.
Non è tutto, perché anche la ricchezza finanziaria darà il suo contributo alla manovra. L’imposta di bollo sui conti correnti
bancari, viene infatti estesa anche al deposito titoli e ad altri strumenti e prodotti finanziari, come le polizze assicurative sulla vita
ed i fondi comuni.
Le misure
Ici sulla prima casa ed estimi più alti
Via alle nuove pensioni, l’Irpef resta fuori
20
i miliardi di euro netti, 30
lordi: il valore della manovra,
20 andranno alla riduzione
del deficit e 10 saranno
utilizzati per gli interventi a
favore della crescita
0,4%
la tassa sulla prima
casa con una
detrazione di 200 euro.
Dalla seconda casa
l'aliquota sarà dello
0,75/0,76%
Conti pubblici
blindati
-0,5%
Con il decreto il governo interviene anche per blindare ulteriormente i risparmi di
spesa già iscritti in bilancio per 4 miliardi
nel 2012, 12 nel 2013 e altri 4 nel 2014 che
dovrebbero derivare dalla riforma dell’assistenza e delle invalidità. Se non arriveranno
misure alternative, per coprire quel poten-
la contrazione del
prodotto interno lordo per
il 2012 nelle previsioni del
viceministro Grilli. Nel
2013 il Pil dovrebbe
essere piatto
ziale «buco» di bilancio scatterà l’aumento
di 2 punti delle aliquote Iva del 10 e del 21%
a partire da giugno del 2012, con un ulteriore scatto di mezzo punto dal giugno del
2014. E, sempre a proposito di tasse, il governo ha previsto un nuovo aumento delle
accise sulla benzina a partire dal primo gennaio, anche per finanziare il trasporto pubblico locale e l’aumento delle addizionali regionali Irpef (dallo 0,9 all’1,23%) per evitare
il taglio del Fondo sanitario.
Tutto servirà per garantire il pareggio di
bilancio nel 2013, un obiettivo che si stava
allontanando a causa della minor crescita
dell’economia, di cui il governo prenderà atto con la revisione delle stime. Nel 2012, secondo i nuovi dati, il prodotto interno lordo diminuirà dell0 0,4-0,5%, mentre per il
2013 la nuova previsione è di una crescita
pari a zero. Per confermare l’obiettivo di un
rapporto tra deficit e pil dell’1,6% del 2012 e
il pareggio l’anno successivo, come il governo intende fare, servirà dunque uno sforzi
maggiore.
Da gennaio l’Imu
sugli immobili
A fare la parte del leone nella manovra saranno le nuove imposte sulla casa, che da
sole dovrebbero valere circa 7-8 miliardi di
euro. L’Imposta municipale unica che il federalismo fiscale riserva ai Comuni, sarà anticipata al gennaio 2012 e ad essere tassate
saranno anche le prime case di abitazione.
L’aliquota di base dell’Imu è stata fissata allo 0,76%, ma per la prima casa sarà ridotta
allo 0,4%, con la possibilità per i sindaci, in
funzione delle esigenze del proprio bilancio, di alzare o ridurre l’aliquota base di 0,3
punti e quella agevolata sulla prima casa
dello 0,2%.
L’Imu sarà applicata sul valore catastale
degli immobili, calcolato in base a nuovi coefficienti di moltiplicazione. Per ottenere il
valore, la rendita catastale di un appartamento dovrà essere moltiplicata non più
per 115,5, o per 126 se si tratta di seconde
case, ma per 160. E come per gli appartamenti aumenteranno i coefficienti di moltiplicazione per gli esercizi commerciali, i terreni, le aree fabbricabili. È come se si fossero rivalutati gli estimi catastali di un buon
60%, ha detto il vice ministro dell’Economia, Vittorio Grilli.
Il ritorno della tassazione patrimoniale
sulla sola prima casa porterà maggiori entrate per quasi 5 miliardi. Mentre l’Imu sulle seconde case potrebbe addirittura essere
più conveniente dell’attuale Ici, che ha
un’aliquota media effettiva dello 0,64%, visto che l’imposta comunale assorbe anche
l’Irpef sui redditi fondiari. Insieme all’Imu,
però, dovrebbe arrivare anche la nuova
Res, cioè l’imposta sui rifiuti ed i servizi,
con un’aliquota dello 0,2 per mille, per sostituire Tarsu e Tia.
Le tasse
sui ricchi
Saltato l’aumento dell’Irpef, oltre a quelle
sulla casa, sui "ricchi" piove un diluvio di
altre imposte. A cominciare dal prelievo
Scontata, con la manovra arriva anche la
nuova ennesima riforma delle pensioni.
Dal 2012 spariscono di fatto le pensioni di
anzianità e scatta il calcolo dell’assegno con
il sistema contributo pro-rata per tutti. Salta la finestra mobile, ma l’età minima di
pensione per gli uomini sarà elevata a 66
anni e per le donne a 62 anni. A prescindere
dall’età si potrà accedere alla pensione «anticipata» con 42 anni e un mese di contributi per gli uomini e 41 anni e un mese per le
donne. Viene rivisto anche il meccanismo
di indicizzazione degli assegni all’inflazione: per le pensioni fino a due volte il minimo (circa 950 euro al mese) la perequazione sarà integrale, ma tutte quelle di importo superiore resteranno ferme.
Gli interventi
sullo sviluppo
Il pacchetto contiene circa 10 miliardi di
interventi per finanziare lo sviluppo, cominciare dalla deducibilità dell’Irap sul costo
del lavoro pagata dalle imprese. Per favorire la loro capitalizzazione arrivano anche
gli incentivi fiscali, mentre è stato deciso il
rafforzamento del fondo di garanzia sui prestiti alle piccole e medie imprese. Nel decreto ci sono le nuove norme per accelerare la
realizzazione delle infrastrutture, e le liberalizzazioni delle attività commerciali, delle
farmacie, della rete carburanti, delle attività professionali con la riforma degli Ordini.
Confermato il nuovo limite di mille euro
per l’uso del denaro contante, il decreto
contiene anche nuove norme contro l’evasione fiscale. Non con interventi punitivi,
ma con una serie di incentivi e agevolazioni
per i professionisti e le piccole imprese che
accettano la piena tracciabilità dei propri ricavi. E con l’esclusione categorica di ogni
possibile condono.
Mario Sensini
© RIPRODUZIONE RISERVATA
*prezzo al pubblico consigliato
ROMA — L’Irpef non aumenterà, neanche per i redditi più alti. Ma sui «ricchi» arrivano almeno 12 miliardi di euro di nuove
tasse, sui 18 complessivi che il decreto «Salva-Italia», come l’ha definito il presidente
del Consiglio, Mario Monti, dovrà pescare
nelle tasche degli italiani per far quadrare i
conti pubblici, garantendo il pareggio di bilancio e un po’ di ossigeno alla crescita con
le misure di rilancio dell’economia.
La manovra complessiva vale in tutto 30
miliardi di euro: sono 12-13 miliardi di tagli alla spesa pubblica, compresa quella previdenziale e quella di Regioni, Province e
Comuni, e 17-18 miliardi di nuove tasse,
due terzi delle quali riguardano «proprietà», cioè la casa, la ricchezza finanziaria,
compresa quella rimpatriata con lo scudo fiscale, e poi auto di lusso, barche, aerei privati. Dei 30 miliardi recuperati (20 netti),
20 andranno alla riduzione del deficit pubblico e 10 saranno utilizzati per finanziare
gli interventi a favore della crescita economica, come l’abbattimento dell’Irap sul costo del lavoro e gli incentivi fiscali per la capitalizzazione delle imprese.
La nuova riforma
previdenziale
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Il governo La trattativa
Primo Piano
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Le misure sono durissime, ma le argomentazioni di Monti mi
sono sembrate solide e convincenti
Pier Ferdinando Casini, Udc
La conferenza
Il presidente del
Consiglio Mario
Monti durante la
conferenza stampa
di presentazione
della manovra
finanziaria, al
termine del Consiglio
dei ministri. «Il Capo
dello Stato mi ha
dimostrato
un’ incredibile
fiducia»: ha detto il
premier. Sui tempi
dell’iter del decreto
Monti ha dichiarato:
«Non escludo nè
confermo nessuna
ipotesi per
quanto riguarda le
modalitá... mi
metterò nelle mani
dei presidenti
delle Camere»
ROMA — La partita di risiko è
iniziata. E tutti al tavolo da gioco sono consapevoli che la manovra
muoverà le leve della finanza e della politica, in un gioco a incastro
che mostrerà i propri effetti nelle
prossime ore, nei prossimi giorni e
nelle prossime settimane. Ieri Monti ha lanciato i dadi sapendo che i
partiti di «maggioranza» lo asseconderanno sul decreto portandosi
appresso un retropensiero: la durata del governo dipenderà dall’andamento delle borse e dello spread,
sarà cioè determinata dalla credibilità del provvedimento sui mercati
internazionali. Ecco il motivo per
cui ieri notte a palazzo Chigi hanno
atteso l’apertura della borsa di Tokio, prima di verificare le reazioni
Spunta il «piano fiducia»
per evitare fughe in Parlamento
delle piazze europee stamattina. E
non a caso il premier ha avvisato i
suoi interlocutori politici che «non
è finita qui», che l’esecutivo è pronto a intervenire di nuovo — e a breve — per correggere i conti dello
Stato e trovare le risorse necessarie
allo sviluppo. È chiaro che se l’operazione non si rivelasse risolutiva,
l’appeal di Monti precipiterebbe in
poco tempo.
Ma c’è un’altra variabile, niente
affatto secondaria, legata alla capacità dei partiti della «maggioranza»
di reggere l’effetto tenaglia a cui saranno sottoposti fin da oggi: da un
lato dovranno subire la pressione
del governo, che impone l’accettazione del decreto, dall’altro dovranno sopportare la pressione dell’elettorato di riferimento. Ecco cosa fa
dire al segretario dell’Udc Cesa che
«nelle prossime settimane andrà
monitorata la situazione» e che
«più forte sarà la reazione delle parti sociali alla manovra economica,
più forte sarà la fibrillazione politica». Tutto ciò non escluderebbe
quindi l’ipotesi del voto anticipato
già l’anno prossimo: uno scenario
messo nel conto dalle forze politiche della «maggioranza», un’opzione su cui scommette la Lega che ha
annunciato un referendum contro
la riforma delle pensioni già prima
che il governo la rendesse nota.
La deriva elettorale sarebbe insomma la conseguenza di due fallimenti: sul versante del governo e
su quello dei partiti. È un’opzione
che resta in campo, ma che i segretari del Pdl e del Pd non possono
nemmeno permettersi di pensare.
Ecco perché ieri sera, all’unisono,
si sono affrettati a sottolineare i risultati della loro mediazione sul governo: a fronte del pesante aumen-
Alfano e Bersani rivendicano i risultati ottenuti
Berlusconi: non consegniamo Monti alla sinistra
to dell’Ici, Alfano ha detto che «è
passata la nostra linea sull’Irpef»; e
dinnanzi al drastico intervento sul
sistema previdenziale, Bersani ha rilevato come sia però «passata la nostra proposta sullo scudo fiscale a
vantaggio delle pensioni minime».
È un modo bipartisan per tentare
di attutire l’impatto della manovra
sul Paese, ma anche sui rispettivi
gruppi dirigenti, dove ci sono tensioni fortissime. I Democratici in
particolare devono gestire il rapporto con la Cgil — contraria al provvedimento — che rischia di alimentare il malcontento nei gruppi parlamentari.
Proprio per questo motivo i vertici del Pd spingono su Monti affinché metta la fiducia al decreto. E poco importa se il metodo fu criticato
ai tempi del governo Berlusconi. In
nome dell’«emergenza», vista la necessità di approvare subito la manovra che serve a «salvare l’Italia», i
Democratici si garantirebbero un
vantaggio tattico: metterebbero la
Strategie
L’Idv si prepara a dare
battaglia in Parlamento
sugli emendamenti alla
manovra
sordina ai maldipancia di partito e
non sarebbero incastrati nel gioco
degli emendamenti che l’Idv è pronta a presentare sul tema più controverso e bruciante per il «popolo di
sinistra»: quello delle pensioni. E
c’è un motivo se il Pdl a sua volta
non si opporrebbe all’ipotesi della
fiducia: per tener fede al «senso di
responsabilità» espresso all’atto di
nascita del governo, garantirebbero il loro appoggio e troncherebbero sul nascere le proposte di quanti
— nel partito di Alfano — vorrebbero astenersi sulla manovra.
Sarebbe «una follia», secondo
Berlusconi, contrario in questa fase
ad ogni iniziativa di sganciamento
dall’esecutivo, che consegnerebbe
Monti «alla sinistra». La strategia
dei «Cento giorni» studiata insieme al segretario del Pdl, prevede invece di appoggiare il governo in
maniera «credibile» nei primi tre
mesi, per poi risultare altrettanto
credibili se in seguito si aprisse una
fase critica verso il premier. Non
c’è alcun patto con il Pd, ma è evidente che le due maggiori forze politiche stiano attuando lo stesso piano. L’obiettivo è di lasciare al governo tecnico l’onere di riforme onerose, senza perdere il controllo del
gioco politico, e cercando anzi di arrivare a un’intesa con l’avversario
su un nodo decisivo per le sorti del
5
L’agenda
Le consultazioni
con i partiti
Sabato il presidente del
Consiglio ha incontrato i
leader e i rappresentanti dei
partiti per illustrare i punti
della manovra da 25 miliardi
di euro
Il premier
in Aula
Oggi Monti terrà una
informativa sui
provvedimenti adottati dal
governo prima alla Camera
(alle 16) e in seguito al
Senato (alle 18)
Le Camere
e i tempi
Il Parlamento avrà 60 giorni
di tempo per convertire
il decreto legge: se saranno
rispettati i tempi ipotizzati
il testo sarà varato
il 22 dicembre
bipolarismo: la legge elettorale.
Casini deve aver intuito la mossa, sa che un eventuale accordo
Pdl-Pd lo incastrerebbe, ma sul sistema di voto prende tempo: «Cominceremo a discuterne se la Consulta ammetterà i referendum», ha
detto nei giorni scorsi allo stato
maggiore dell’Udc, mostrandosi fiducioso sulla bocciatura dei quesiti
da parte della Corte costituzionale.
Il tema tuttavia non è all’ordine del
giorno, non adesso. La priorità spetta alla manovra che sta creando problemi nel partito centrista e nel Terzo polo. L’impatto del decreto non
risparmia nemmeno chi si è speso
per Monti, se è vero che la base dell’Udc — il ceto medio — viene colpito dalle misure e da giorni manda segnali al gruppo dirigente. Si è
notata poi una certa dissonanza tra
l’appoggio «acritico» di Casini al
premier e la linea di Fini, che alla
vigilia del Consiglio dei ministri ha
sottolineato come il governo avesse «l’imperativo morale dell’equità».
Il fatto è che il capo del governo
ha messo la «maggioranza» dinnanzi a una strada senza bivio. L’unica
a suo modo di vedere che possa
portare l’Italia fuori dall’emergenza. «Ho parlato con Schauble», ha
rivelato Monti raccontando di un
colloquio con il titolare delle Finanze tedesco: «Mi ha detto che la Germania non si muoverà finché non
ci sarà la prova che noi applichiamo una politica di rigore». Basterà?
Francesco Verderami
Enti locali
E le Province
si ribellano:
sono misure
incostituzionali
MILANO — «Abbiamo
adottato un decreto legge
che sottoporremo al capo
dello Stato, nel quale
abbiamo deliberato che
l’organizzazione delle
Province venga modificata».
Lo ha detto ieri il presidente
del Consiglio, Mario Monti,
nel corso della conferenza
stampa al termine del Cdm
che ha dato il via libera alla
manovra finanziaria. «Nel
decreto abbiamo modificato
profondamente le strutture
dei consigli provinciali
riducendo il numero dei
componenti a soli 10 eletti,
nominati dai consigli
comunali e dal territorio.
Vengono quindi eliminate le
giunte provinciali e la
gratuità delle cariche
elettive territoriali non
previste dalla Costituzione».
Immediata la reazione del
presidente dell’Upi
Giuseppe Castiglione:
«Provvedimento
incostituzionale. Inoltre, a
quanto abbiamo appreso,
nella manovra economica
per le Province ci sarebbero
ulteriori 800 milioni di euro
di taglio, oltre ai 500
milioni su cui siamo stati
informati. Consideriamo
questa misura inaccettabile,
e troviamo poco corretto
che il Governo,
illustrandoci la manovra,
non abbia fatto alcun cenno
a questo intervento».
Secondo quanto appreso
dall’Upi, infatti, il testo del
decreto prevederebbe che
800 milioni di euro,
l’ammontare del recupero
dell’addizionale energia
elettrica assegnato alle
Province dopo la
soppressione del tributo dal
2012 con il decreto legge
sull’autonomia finanziaria
delle Province di attuazione
della legge 42 (federalismo
fiscale), resterebbe nelle
casse dello Stato. «Se cosi
fosse — ha spiegato
Castiglione — vorrebbe dire
che le Province vedrebbero
ridotte nel 2012 le proprie
risorse di 1 miliardo e 300
milioni. Mettendo a rischio
lo stesso pagamento degli
stipendi al personale».
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Primo Piano
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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Le misure
La previdenza
Illustrazioni
di Umberto Grati
PER ANDARE IN PENSIONE
41 O 42 ANNI DI LAVORO
CONTRIBUTIVO PER TUTTI
Donne, vecchiaia a 62 anni
dal 2012. Niente aumenti legati
all’inflazione oltre i 936 euro
Dal 2012 pensione di anzianità solo con
42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni
e un mese per le donne. Via il meccanismo
delle quote. Sale già dal 2012 da 60 a 62
anni l’età per la rendita di vecchiaia per le
donne lavoratrici del settore privato. Sì al
contributivo pro rata per tutti dall'anno
prossimo, abolizione delle finestre di uscita (i 12 mesi di attesa), blocco dell'adeguamento all'inflazione per il 2012 e 2013, ad
eccezione dei trattamenti pensionistici fino a 936 euro. Introduzione di disincentivi
per chi chiede la pensione di anzianità prima dei limiti anagrafici previsti per la vecchiaia. Aumento delle aliquote per artigiani e commercianti (+0,3%). Queste le misure del pacchetto previdenziale, il più importante, contenuto nella manovra del governo di Mario Monti. Ma vediamo cosa
cambia in concreto.
Via i 40 anni
Il pensionamento anticipato con 40 anni, a prescindere dall'età anagrafica,
stavolta non è rimasto in
piedi. A partire dal 2012
per ottenere la pensione
prima dell'età della vecchiaia occorrono
agli uomini 42 anni ed un mese e alle donne 41 e un mese. Nel 2013 il requisito sale
a 42 e 2 mesi, per attestarsi a 42 e 3 mesi a
partire dal 2014 (per le donne rispettivamente 41 e 2 mesi, 41 e 3 mesi). Anche questi requisiti saranno parametrati alle speranze di vita dal 2013. Ma non basta. Se si
chiede la pensione di anzianità prima dell’età prevista per la vecchiaia, l'assegno ver-
rà corrisposto, per la quota retributiva,
con una riduzione pari al 2% per ogni anno
di anticipo. Incentivi, invece, per chi prolunga l’attività.
Contributivo per tutti
E' un’idea che il neo ministro Elsa Fornero ha sempre sostenuto. Si tratta di una misura che accelera quanto previsto dalla riforma Dini del 1995, dalla quale restarono
esclusi coloro che avevano, a quella data,
più di 18 anni di servizio e che mantennero il vantaggioso metodo di calcolo retributivo (2% dello stipendio per ogni anno di
lavoro). Dal 2012 i versamenti di questi lavoratori saranno calcolati col meno vantaggioso metodo contributivo. Sistema che
tiene conto di quanto effettivamente versato e della speranza di vita media al momento del pensionamento, come succede per
2018
L’anno nel quale
l’età minima di
uomini e donne
sarà di 66 anni
tutti quelli che hanno cominciato a lavorare dopo il '95 e per coloro che a quella data
avevano meno di 18 anni, i cui versamenti
dal '96 in poi vengono appunto calcolati
con il sistema contributivo.
Si applicherà il meccanismo pro-rata. E
cioè riguarderà la sola contribuzione versata dopo il 31 dicembre 2011. Una novità
tutto sommato poco dolorosa, che incide
in maniera modesta sul calcolo della pen-
anni di contributi nel '95 è già andata in
pensione). I risparmi saranno quindi modesti, e gli interessati ci rimetteranno poco. Più si è vicini alla pensione e meno si
verrà penalizzati.
Le donne e la vecchiaia
La lenta equiparazione dell'età pensionabile delle donne con i 65 anni degli uomini
e poi con i 66 anni per tutti è stata e accelerata, e in maniera piuttosto brusca. Dal 1˚
gennaio 2012, infatti, l'età sale a 62 anni. Il
limite sarà ulteriormente elevato a 64 anni
nel 2014. I 64 anni diverranno poi 65 nel
2016 per attestarsi a 66 nel 2018. Per le lavoratrici autonome (commercianti, artigiane e coltivatrici dirette), invece, lo scalone
del 2012 è di 3 anni e 6 mesi (l'età sale a da
60 a 63 anni e mezzo). Il resto del percorso, sino al traguardo dei 66 anni nel 2018,
è lo stesso di quello delle dipendenti. Per
gli uomini il limite sale a 66 anni dal 2012
perché già incorpora la finestra.
Età flessibile
All'innalzamento dell'età viene affiancata anche una certa flessibilità nell'uscita
dal lavoro. Dall'età 62 all'età 70 vige il pensionamento flessibile, con applicazione
dei relativi coefficienti di trasformazione
del capitale accumulato con il metodo contributivo (che oggi arriva al massimo a 65
anni) calcolati fino a 70 anni. Per gli uomini (e per le dipendenti pubbliche), la fascia
di flessibilità è compresa tra 66 o 66,5 (età
minima, oggi prevista per il pensionamento di vecchiaia) e 70 anni.
La vita si allunga
Dal momento che si vive più a lungo, occorre andare in pensione più tardi. E' questa la filosofia di base che ha ispirato la legge del 2010, con la quale è stato deciso che
i requisiti anagrafici dovranno nel tempo
fare riferimento all'incremento della speranza di vita. La manovra economica del
luglio scorso ha anticipato al 2013 (doveva
partire dal 2015) tale adeguamento, che avverrà con cadenza triennale in base ai dati
forniti dall'Istat. A questo proposito, la riforma Monti stabilisce che, se l'incremento dato dalle variazioni demografiche non
dovessero arrivarci, a partire dal 2022 l'età
del pensionamento non può avvenire prima di 67 anni.
L’analisi
IL (VERO) CONTO
DEI SACRIFICI PIÙ PESANTI
di ENRICO MARRO
L
Adeguamento Istat
Sarà bloccato nel 2012 e 2013 l'adeguamento annuale delle pensioni all'inflazione, salvaguardando solo gli assegni fino a
936 euro. E' uno dei punti più avversati dalle organizzazioni sindacali.
e pensioni contribuiranno pesantemente alla manovra.
Circa metà dei pensionati, quelli che prendono un assegno superiore a due volte il minimo (circa 960 euro, ha
detto il premier Mario Monti) non avranno per i prossimi
due anni l’adeguamento all’inflazione, perdendo così potere
d’acquisto. È una misura imposta dalla necessità di far cassa:
il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, non lo ha nascosto. Non
voleva chiedere questo sacrificio, ma alla fine si è dovuta piegare alle urgenze di bilancio ed è solo riuscita a escludere dal
taglio le pensioni più basse.
Poi c’è la riforma strutturale. Il metodo di calcolo contributivo per tutti andava introdotto molto prima, ma il ministro
non c’entra. Se sindacati e governo nel ’95 (riforma Dini)
non fossero stati miopi, scaricando tutto sui giovani, forse ci
saremmo risparmiati le riforme successive. Oggi il provvedimento arriva troppo tardi, ma è meglio di niente. La gran
parte dei lavoratori che nel ’95 aveva più di 18 anni di contributi è già andata in pensione col più vantaggioso metodo
retributivo. Quei pochi che si vedranno calcolare gli ultimi
anni col contributivo ci rimetteranno pochissimo.
Di fatto, dal 2012, spariscono le pensioni di anzianità.
Non ci sono più le «quote»: significa lavorare 5-6 anni in
più. Questa è la misura che farà più male. Prendiamo il caso
limite di uno che ha cominciato a lavorare a 15 anni. Oggi
potrebbe andare via a 56 anni, dopo 41 di servizio (compresa la «finestra mobile»). Dal 2012 ne saranno invece necessari 42. Ma se il lavoratore del nostro esempio volesse uscire prima dell’età di vecchiaia avrebbe un assegno ridotto
del 2% per ogni anno di anticipo. Qui il sacrificio, rispetto
alle regole attuali, è davvero grande. Notevole, inoltre, l’aumento dell’età per la pensione di vecchiaia per le donne del
settore privato.
In prospettiva lavoreremo tutti fino a 70 anni d’età e per
più di 40 anni. Un brusco risveglio dopo gli eccessi del passato. Ora però vorremmo essere sicuri che questa pensione-miraggio, quando arriverà, sia almeno adeguata a vivere. Spetta a questo governo e ai prossimi rassicurarci.
Domenico Comegna
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Finestre
L'inasprimento dei requisiti per ottenere la pensione è in parte mitigato dalla soppressione della famosa «finestra mobile»
introdotta dalla manovra economica dell'
estate 2010. La pensione verrà erogata il
mese successivo alla maturazione dei requisiti.
sione finale. Per alcuni, il contributivo poteva rappresentare addirittura un miglioramento. Chi restava a lavorare più a lungo,
anche oltre i 40 anni, infatti, avrebbe avuto la soddisfazione di vedersi incrementare la pensione, in quanto 40 anni, lo ricordiamo, è il tetto massimo dell'anzianità utilizzata per il calcolo retributivo. Così però
non è. Nella bozza del testo, c'è una clausola di salvaguardia (evidentemente dei conti pubblici), in base alla quale l'importo
della pensione calcolata con il pro-rata,
non può comunque superare quello che sarebbe scaturito dal calcolo tutto retributivo. Il nuovo sistema riguarderà solo una
minoranza dei lavoratori più anziani (la
maggioranza di coloro che aveva più di 18
✒
SPECIALE MANOVRA
6
Chi si salva.
Le nuove regole sulle pensioni non trovano applicazione nei confronti dei soggetti, entro il limite di 50 mila unità, che maturano i requisiti (di oggi) entro il 31 dicembre 2011 e i lavoratori in mobilità, alla
data del 31 ottobre 2011, e quelli interessati ai cosiddetti piani di esubero (banche e
assicurazioni, ecc.), anche se raggiungono
i requisiti dopo la fine dell'anno in corso.
Restano fuori anche gli ex lavoratori che
sono stati autorizzati ai versamenti volontari entro il 31 ottobre 2011.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
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Addio all’anzianità, al sistema delle quote e alle finestre mobili
Disincentivi del 2% l’anno per chi si ritira prima dell’età di
vecchiaia. Dal 2018 il requisito sarà parificato per tutti a 66 anni
Che cosa cambia
Impiegato, con 35 anni
di contributi versati
Perderà il 7 per cento
Lavoratore dipendente,
39 anni di anzianità
In attesa fino al 2015
Nessun aumento nel 2012
per gli assegni
da mille euro in su
Secondo le stime, l'introduzione del sistema di
calcolo contributivo pro-rata, porterebbe un
perdita che potrebbe arrivare al massimo al 2-3%.
Gli interessati non sono molti, anche perché
l'effetto annuncio circa possibili modifiche alle
regole previdenziali ha indotto molti a andarsene
appena possibile. E quelli rimasti sul posto di
lavoro non avranno penalizzazioni assimilabili a
quelle che avranno le nuove generazioni che
dovranno fare i conti con il calcolo interamente
contributivo. Le stime parlano di una riduzione
dell'assegno finale intorno ad un punto percentuale
per ogni anno di contributivo. In sostanza tanto più
sarà vicina la pensione e tanto più alta sarà l'età,
meno perderà. Qualche esempio. Un impiegato,
con uno stipendio
di 30 mila euro,
Il rendimento
con 35 anni di
lavoro alle spalle
La riduzione
che decide di
dell’aliquota di
mollare tra 5 anni
rendimento scende
all'età di 62, con il
dal 2 all1%
passaggio al
contributivo
perderà all'incirca
un 7%. Perdita che scende al 3-4%, se la sua
anzianità al 31 dicembre del 2011 anziché di 35
anni è di 37 anni. Per il funzionario con 70 mila
euro di stipendio, invece, il taglio dell'assegno
mensile si ridurrebbe sensibilmente. Questo perché
il vantaggio del conteggio retributivo, si attenua
man mano che la retribuzione pensionabile sale.
Infatti, al sopra del cosiddetto «tetto» (oggi pari a
43.042 euro), l'aliquota di rendimento del 2%, per
ogni anno di contributi, si assottiglia sino a
raggiungere l'1%, per la parte di retribuzione
pensionabile eccedente gli 81.780 euro.
Quarant’anni di lavoro non bastano più. È caduto
uno degli ultimi tabù del sistema previdenziale. Fino
a qualche anno fa, per chi iniziava a lavorare molto
giovane, questo era il massimo della carriera
professionale.
Da un po’ di tempo non è più così, e la manovra
dell’estate scorsa aveva ulteriormente spostato in
avanti la soglia, che nel 2014 sarebbe arrivata di fatto
a 41 anni e 3 mesi e anche di più per i lavoratori
autonomi. Non si trattava però, è bene dirlo, del
diritto alla pensione di anzianità, che era rimasto
fissato a 40 annualità, indipendentemente dall’età
anagrafica. Non era stato messo in discussione
neppure dal meccanismo che lega le pensioni
all'aspettativa di vita: di triennio in triennio verranno
incrementati i vari
limiti di età, ma non
I limiti
il tetto dei 40 anni.
Nel 2012, invece,
Nel 2012 per
pensionarsi in
pensionarsi in maniera per
maniera anticipata
anticipata occorrono
occorre un minimo
42 anni e un mese
di 42 e un mese; nel
2013 ci vogliono 42
anni e 3 mesi. Dal
2014 in poi saranno richiesti 42 anni e 3 mesi. Per le
donne i limiti sono, rispettivamente, di 41 anni e un
mese, 41 e 2 mesi, 42 e tre mesi.
Questo significa che un lavoratore con 39 anni di
lavoro alle spalle, alla data del 31 dicembre 2011, che
contava di raggiungere i 40 anni nel 2012 e incassare
la pensione nel 2013 (dopo un anno e due mesi) ora
dovrà aspettare il mese di aprile del 2015. Non solo,
ma se la sua età nel 2015 è inferiore ai limiti di età
previsti, il trattamento che riceverà dall’Inps sarà
ridotto nella misura del 2% per ogni anno di anticipo.
Nel parlare dei tagli alla scala mobile delle
pensioni il neo ministro del Welfare Elsa Fornero
si è commosso. Ai pensionati viene, infatti,
richiesto un ulteriore sacrificio. Secondo i testi non
ufficiali la manovra prevede il congelamento della
cosiddetta perequazione (adeguamento all’indice
Istat di inflazione) per il biennio 2012 e 2013.
Salvaguardando solo gli assegni fino a due volte il
minimo. In proposito, occorre dire che già oggi,
per via della manovra economica varata a ridosso
di Ferragosto, la cosiddetta perequazione è
congelata per le pensioni che superano cinque
volte il minimo Inps (superiori a 2.400 euro al
mese). Il blocco che ci sarà il prossimo anno e
quello successivo comunque non interesserà i
trattamenti minimi
(le pensioni di 469
L’adeguamento
euro mensili), che
avranno il 100%
Ci sarà il
dell'indice Istat.
congelamento della
Copertura integrale
perequazione per il
anche per gli
biennio 2012 e 2013 assegni eccedenti il
minimo e fino a un
importo mensile di
936 euro, il doppio del trattamento minimo. Le
pensioni da mille euro in su, l'anno prossimo non
vedranno alcun aumento. Ma facciamo qualche
conto. Il dato di inflazione provvisorio per
l'adeguamento del 2012 è 2,6% (come da decreto
ministeriale in attesa di pubblicazione in Gazzetta
Ufficiale). Ciò vuol dire che la nuova pensione
minima del 2012 sale a 481 euro, come previsto. La
fascia di importo (al dicembre 2011) compresa tra
482 e 936 euro beneficerà lo stesso di un aumento
del 2,6%. Chi invece al 31 dicembre del 2011 aveva
una pensione di 950 euro non avrà alcun aumento.
D.Co.
D. Co.
D. Co.
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Le misure
Il fisco
SALE L’ADDIZIONALE REGIONALE
SCUDO FISCALE, PRELIEVO DELL’1,5%
Clausola di salvaguardia, possibile aumento Iva al 12 e 22% da metà 2012
Niente aumento Irpef sui redditi medio-alti, ma sono molti gli interventi della
manovra sul fronte delle tasse. Rimangono invariate quindi le aliquote Irpef del
41% per lo scaglione di reddito tra 55.000
e 75.000 euro e del 43% per i redditi superiori ai 75.000 euro.
Si tratta di circa 1.500.000 di contribuenti Irpef (pari a meno del 4% del totale dei
41 milioni) che dichiarano un reddito medio-alto e che avrebbero altrimenti subìto
un ulteriore incremento delle già elevate
imposte pagate. Rimane in vigore il contributo di solidarietà del 3% sui redditi superiori a 300.000 euro introdotto con la Manovra dello scorso agosto.
Aumento dell'addizionale regionale
La manovra dispone invece l'aumento
dell'aliquota base dell'addizionale regionale che passa dallo 0,90% al 1,23%. L'addizio-
nale regionale Irpef è composta da una
quota fissa di base disposta su base nazionale, che era pari allo 0,90% e che oggi viene aumentata al 1,23%, e da una quota disposta dalle singole regioni fino ad un
massimo dello 0,50% che poteva portare finora l'aliquota complessiva al 1,40% (aumentata allo 1,70% se la regione presenta
un disavanzo di gestione del servizio sanitario).
Aumento differito dell'Iva
Sul fronte degli inasprimenti fiscali, la
manovra Monti prevede l'aumento di due
punti percentuali dell'Iva, ma soltanto in
futuro. In base alle bozze del provvedimento, l'aumento dell'Iva si dovrebbe applicare a partire dal secondo semestre 2012 e
riguarderà sia l'aliquota ordinaria dal 21%
al 23%, sia quella ridotta che crescerà dal
10% al 12%. L'aumento dell'Iva è a garan-
zia dei risparmi previsti nella manovra
estiva per il taglio delle agevolazioni fiscali e quindi si dovrebbe applicare solo se tali risparmi non dovessero realizzarsi.
Una tantum sugli importi dello scudo
fiscale
Per i soggetti che si sono avvalsi dello
«scudo fiscale» per il rimpatrio o la regolarizzazione dei capitali detenuti all'estero
viene introdotto un «contributo» aggiuntivo dell'1,5% sugli importi «scudati». Il contributo così introdotto si aggiunge a quan-
L’incremento all’1,23%
Nella manovra l’aumento
dell’aliquota dell’addizionale
regionale dallo 0,90% al 1,23%
to già pagato a suo tempo per lo scudo fiscale realizzato tra il 2009 ed il 2010 e che
prevedeva un'aliquota del 5% entro il 15 dicembre 2009, poi aumentata al 6% e al 7%
per i rimpatri o le regolarizzazioni effettuati entro febbraio o aprile 2010.
Sgravi per il costo del lavoro
L'Irap pagata sul costo del lavoro diventa integralmente deducibile ai fini delle imposte sui redditi delle società e delle imprese. Sin dalla sua istituzione l'Irap era indeducibile ai fini delle imposte sui redditi.
Da qualche anno è stata introdotta la
deducibilità dall'Ires del 10% dell'Irap pagata per i soggetti che avevano lavoratori
dipendenti o interessi passivi. L'intervento approvato intende ridurre la penalizzazione per le imprese che hanno un costo
significativo per il personale dipendente e
che pagano l'Irap anche su vari costi inde-
ducibili, tra cui appunto il costo del personale.
Se una società ha ad esempio 400.000
euro di costo del personale dipendente indeducibile ai fini dell'imposta regionale e
quindi paga 15.600 euro di Irap su tale costo del personale (aliquota del 3,9%), l'importo di 15.600 euro sarà deducibile dall'
imposta sui redditi con un beneficio di
4.290 euro di minore Ires (aliquota del
27,5%). Allo scopo di fornire un «Aiuto alla Crescita Economica» (definito con
l'acronimo «ACE») e di favorire la capitalizzazione delle imprese, viene introdotta a
partire dal 2011 un'agevolazione alle società ed imprese che aumentano il capitale
proprio, mediante nuovi apporti di capitale o utili accantonati a riserva, rispetto al
patrimonio esistente al 31 dicembre 2010.
L'agevolazione consiste nella deduzione
dalle imposte sui redditi di un «rendimento nozionale» figurativo per gli importi
che incrementano il capitale proprio. L'aliquota del rendimento figurativo sarà fissata entro il 31 gennaio di ogni anno.
Aumento delle accise
Previsti alcuni aumenti per le accise sulla benzina, benzina con piombo e gasolio
usato come carburante. Alcuni aumenti
avranno effetto a partire dal 1˚ gennaio
2012 e altri dal 1˚ gennaio 2013.
Stefano Poggi Longostrevi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
✒
L’analisi
ADESSO
PIÙ CORAGGIO
ANTI-EVASORI
di MASSIMO FRACARO
N
pericolosi viaggi dei pensionati
all’ufficio postale a rischio scippo, il governo si adopererà per
facilitare l’apertura di conti agevolati. Entro tre mesi Abi e ministero dell’Economia dovranno
mettersi d’accordo su un «conto
corrente base», con adeguato
numero di operazioni, costi trasparenti e comparabili e carta di
debito, che verrà utilizzato per i
pagamenti non più eseguibili in
contanti e più in generale per
ampliare il più possibile la platea di cittadini titolari di conto.
Uno strumento che, appunto,
per le «fasce socialmente svantaggiate», che verranno individuate dalla convenzione tra banche e governo, dovrà essere gratuito.
ella manovra appena approvata manca un articolo che molti italiani attendono da tanto tempo di leggere: «Lotta (definitiva) all’evasione fiscale». L’ho cercato spulciando il testo non definitivo ma non
l’ho trovato. L’ho cercato e ricercato... magari
arriverà con i prossimi provvedimenti. Speriamo.
Qualche misura, anti-evasione, è sparsa
qua e là: come le limitazioni all’uso del contante, la riduzione del limite per la
tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro, le
semplificazioni per alcune attività produttive, l’introduzione di un’imposta dell’1,5% per
i capitali rientrati in Italia con lo scudo, l’Isee
per poter beneficiare di agevolazioni fiscali.
Piccole misure per cercare di scalfire la grande montagna del sommerso.
Per fortuna, però, le anticipazioni della vigilia non si sono tradotte in realtà. Non ci sarà alcun aumento delle aliquote Irpef, nemmeno per quelle che gravano sui redditi più elevati. Da 55.000 a 75.000 euro si continuerà a
pagare il 41% e oltre i 75.000 il 43%. E questo
è una bella notizia perché si sarebbe commesso ancora una volta lo stesso errore, quello di
colpire i soliti noti: i finti ricchi (risparmiando i finti poveri).
Non rincara l’Irpef, ma dovrebbero aumentare le addizionali regionali: una misura che
contribuirà a far crescere ulteriormente la
pressione tributaria.
Lo Stato preleverà ancora maggiori imposte dai carburanti, come se non bastassero
quelle attuali che pesano per oltre due terzi
sui prezzi di benzina e gasolio. Già nel 2012
rincareranno di nuovo le aliquote Iva, o verranno tagliate le detrazioni o deduzioni (spese mediche, mutui, ristrutturazioni edilizie, risparmio energetico). Una misura già prevista
dal governo Berlusconi e che appesantirà il
730 e il modello Unico se non si riuscirà a fare
una riforma di Fisco e assistenza che vale 28
miliardi. Una scommessa azzardata che questo governo si trova in eredità.
C’è anche il tentativo di aumentare l’imposizione sui patrimoni, senza però ridurre quella sui redditi. Ma la maggior parte delle entrate deriva dalle imposte sugli immobili. Contentino: arriva la tassa su auto di lusso, imbarcazioni ed aerei. Il gettito? Risibile.
Poco di fronte al tesoretto di 120 miliardi
che ogni anno gli evasori sottraggono, spesso
sotto il naso e alla piena luce del sole, al Fisco.
G. Mar.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Pagamenti Né tasse né spese per i conti correnti dei pensionati sociali e titolari del trattamento minimo
Alt ai contanti, tracciabilità oltre mille euro
Mille euro. Questa è la nuova
soglia stabilita dalla manovra
per mettere un freno alla circolazione del contante. E, quindi,
nelle intenzioni del governo,
per dare un colpo all’evasione fiscale. Il complesso delle norme
sulla tracciabilità obbliga poi le
amministrazioni pubbliche a pagare pensioni e stipendi — se
gli importi superano i 500 euro
— utilizzando solo denaro virtuale. Infine, per «alzare il livello di sicurezza» la manovra incentiva l’apertura di conti correnti per i titolari di pensioni minime e sociali senza imposte di
bollo e senza costi in generale.
Ma che cosa significa mettere
la barriera dei mille euro? Oggi
ogni acquisto di beni e servizi
(dalla lavatrice al compenso per
l’idraulico o l’imbianchino) pos-
sono avvenire in contanti fino a
2.500 euro. Da quando la manovra diventerà legge questa soglia scende a mille euro, compresi gli assegni al portatore. Questo significa che qualsiasi spesa
superiore a questa cifra deve essere fatta utilizzando bonifici, assegni non trasferibili o carte di
credito. Strumenti, insomma,
che lascino traccia della transazione avvenuta. Pagare (e farsi
pagare in nero) diventa quindi
più difficile perché l’uso di soldi
liquidi oltre i mille euro diventerebbe, di per sé stesso, fuori dalle regole. Il maggior uso del denaro di plastica — secondo il governo — non dovrà però portare aggravi di spese commissionali per i cittadini.
La norma dedica poi diversi
articoli ai pagamenti elettronici
che diventeranno la norma per
la pubblica amministrazione. Stipendi, pensioni e «i compensi
comunque corrisposti dalla pubblica amministrazione centrale
e locale e dai loro enti, in via
continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a cinquecento
euro, debbono essere erogati
con strumenti diversi dal denaro contante».
Una soglia che lascia quindi la
possibilità di riscuotere in contanti assegni pensionistici che
non raggiungono la soglia dei
500 euro. Ma per «incrementare
i livelli di sicurezza fisica e tutelare i soggetti che percepiscono
pensioni minime e sociali», il
provvedimento chiarisce che i
conti correnti su cui venissero
addebitate queste pensioni saranno del tutto esenti da imposte di bollo, mentre a banche ed
intermediari finanziari «è fatto
divieto» di addebitare alcun costo. Dunque, leggendo l’articolato della manovra, sembra di capire che per ridurre al minimo i
2.500 euro
La soglia della tracciabilità era
stata messa a questo livello dal
precedente governo. E quindi,
scendendo a mille, viene ridotta di
una volta e mezzo. Chi farà
acquisti di beni e servizi per
importi superiori a mille euro
dovrà, d’ora in poi, fare uso di
carta di credito o bonifico,
lasciando traccia della transazione
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Le misure
Gli immobili
PRIMA CASA, TORNA L’ICI
ESTIMI CATASTALI, PIÙ 60%
Aliquota dello 0,4%, lo 0,76% per gli altri fabbricati
Sulle seconde case si pagherà fino al 75% in più
✒
L’analisi
IL BERSAGLIO
IMMOBILE
ANTI DEFICIT
di MASSIMO FRACARO
Q
uando scoppiano le grandi crisi i
proprietari immobiliari sono sempre chiamati a mettere mano al
portafoglio. Successe così nel 1992, quando l’Italia uscì dal Sistema monetario europeo e fu introdotta l’Isi, poi trasformatasi subito in Ici. La staffetta immobiliare
si ripete, ancora sotto l’incedere della crisi. L’Imu sostituisce l’Ici. La nuova imposta municipale avrà un’aliquota base
dell0 0,76%, con aumenti o decrementi
dello 0,3% su base locale.
L’imposta era già prevista dal provvedimento sul federalismo: ne è stata, quindi, soltanto anticipata l’entrata in vigore.
La grande novità è che ritorna ad essere
tassata l’abitazione principale, e relative
pertinenze (box, cantine), esentate invece dal 2008. L’abolizione dell’Ici sulla casa di residenza è stata, probabilmente,
un errore che ha sottratto a Stato-comuni risorse preziose — 3,5 miliardi all’anno — proprio mentre la crisi si stava aggravando. La sua reintroduzione non è
quindi uno scandalo. La nuova imposta
si applicherà, però, su una base imponibile rivalutata del 60% per le abitazioni:
quindi si farà sentire. Eccome. Una misura che vuole cercare di colmare l’evidente
distanza tra valore fiscale e valore di mercato. Ad esempio, con una rendita di
1.000 euro la nuova imposta graverà su
un valore di 168.000 euro, mentre l’Ici colpiva solo fino a 105.000 euro. L’entità dei
sacrifici che verranno richiesti dipenderà
molto dai comuni visto che l’aliquota base dello 0,4% può scendere (ma anche salire) dello 0,2%. Difficile, vista la stretta
attuata da anni sugli enti locali, che i sindaci decidano di allentare la presa.
E' la stangata sull'Ici il piatto forte
della manovra sul fronte delle entrate. Chi possiede una ampio trilocale
in una zona semicentrale di Milano e
vi risiede potrebbe trovarsi a pagare
l'anno prossimo da un minimo di
213 a un massimo di 1.038 euro in
più. Se in quella stessa abitazione
non risiede, non pagherà più 645 euro come quest'anno, ma dovrà preparasi a fare fronte a un minimo di 949
euro, sborsando 304 euro in più rispetto al 2011, a un massimo di
2.188, con un aggravio di 1.543 euro.
Il fortunato proprietario di una villetta in una buona zona della Capitale
rimpiangerà l'esenzione di imposta
di cui ha goduto dal 2008 al 2011: infatti pagherà un tributo che potrà
partire da 479 euro per arrivare a
1.837. Se poi nella villetta non ha la
residenza dovrà prepararsi a sborsare fino a 3.600 euro il prossimo anno.
Sono gli effetti della rimodulazione del tributo comunale sugli immobili, realizzata non puntando su una
progressività delle aliquote in funzione del patrimonio mobiliare e immobiliare del contribuente, forse più
equa ma complicata da realizzarsi soprattutto se si vuol fare immediatamente cassa, ma tenendo la classica
distinzione tra abitazione principale
(quella in cui si ha la residenza) e le
altre abitazioni. Molte meno preoccupazioni per chi possiede abitazioni di
scarso valore fiscale. In questo caso
infatti il tributo potrebbe anche essere nullo
Dal punto di vista tecnico il risultato, che cerchiamo di illustrare nella
tabella di questa pagina con esempi
di calcolo nelle principali città italiane, si ottiene aumentando del 60% i
valori catastali che quest'anno costituivano la base imponibile e stabilendo una griglia di aliquote che ha come base il 7,6 per mille che costituisce l'aliquota prevista per l'Imu, l'Imposta municipale sugli immobili che
avrebbe dovuto mandare in pensione l'Ici nel 2014, mentre lo farà anche
dal punto di vista terminologico (di
gran lunga il meno importante) sin
da subito.
200
euro il livello
della detrazione
prevista per la
nuova Imu
sull’abitazione
principale
60%
La base imponibile
dei fabbricati ai
fini dell’Imu,
sostitutiva dell’Ici,
viene rivalutata
del 60%
0,4%
Sulle abitazioni
principali
l’aliquota dell’Imu
sarà dello 0,4%,
ma i comuni
possono ridurla
0,75%
Dalla seconda
casa in poi,
l’aliquota
Ici-Imu sarà
dello
0,75-0,76%
Ma come si è rivisitata l'imposta
meno amata dagli italiani? Ai comuni
viene lasciata una grande libertà di
manovra. Sull'abitazione principale
l'aliquota di riferimento è il 4 per mille del valore catastale rivalutato come dicevamo sopra del 60%: per tornale all'abitazione semicentrale di Milano del nostro primo esempio, se la
casa quest'anno valeva per il fisco
129mila euro dal 2012 ne varrà
206.400. Su questa cifra il tributo
standard sarebbe di 826 euro, da cui
però andranno dedotti obbligatoriamente 200 euro, portando così il totale a 626. Il Comune può però, sempre
tenendo fermo l'obbligo di concedere la franchigia di 200 euro, aumentare o diminuire l'aliquota di due millesimi di punto, e quindi far oscillare il
tributo da 213 a 1038 euro, disponendo nei fatti di una discrezionalità che
le vecchie norme non gli concedevano. L'amministrazione municipale
può anche decidere di aumentare la
franchigia fino ad annullare del tutto
l'entità del tributo, ma è una strada
che allo stato appare decisamente improbabile per due ottime ragioni. La
prima è che la manovra taglia ulteriormente i trasferimenti agli enti locali e nessun Comune probabilmente
oggi, da Milano a Roma al più piccolo borgo montano, può realmente fare a meno del gettito dell'Ici; il secondo è che il decreto prevede l'impossibilità per le municipalità che applichino franchigie superiori a 200 euro
di poter anche imporre aliquote superiori a quella base per le unità immobiliari tenute a disposizione. In pratica si impedisce ai comuni turistici di
cedere alla tentazione di non tassare
i pochi residenti (ed elettori) per tartassare i molti proprietari di case per
le vacanze.
Per quanto riguarda le seconde case invece le amministrazioni potranno far oscillare l'aliquota base del 7,6
per mille sul valore catastale rivalutato di ben tre punti millesimali in più
o in meno, senza la facoltà di introdurre franchigie, e quindi si potrà andare da un minimo 4,6 a un massimo
del 10,6 per mille. Considerando che
con le regole precedenti l'aliquota tipica per le seconde case arrivava al
massimo al 7 per mille (con punte
del 9 per mille solo nelle città ad alta
tensione abitativa e solo per le case
sfitte da più anni) si può calcolare in
poco meno del 75% l'inasprimento
medio del tributo: in pratica dove
quest'anno si sono pagati 700 euro il
conto salirà a poco più di 1200.
Il provvedimento potrebbe avere
conseguenze non irrilevanti su un
mercato immobiliare già in difficoltà, anche perché nel testo ufficioso
che abbiamo avuto modo di consultare (per la conferma bisognerà aspettare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) è sparita una disposizione a favore degli immobili dati in locazione
e per i quali si prevedeva una aliquota fissa al 4 per mille. Tassare gli immobili da investimento alle aliquote
degli immobili tenuti a disposizione
significa abbassare le perfomance di
circa un punto e rendere decisamente poco appetibile l'investimento.
Rispetto alle anticipazione della vigilia però non compare anche un'altra norma molto temuta: l'adeguamento indiscriminato degli estimi catastali. L'incremento del 60% si applica soli ai fini Ici-Imu e non sull'Irpef
(dovuta sugli immobili diversi dall'
abitazione principale e sue pertinenze) e nemmeno sulle compravendite.
La manovra prevede anche l'introduzione, ma a partire dal 2013, del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi, cui sarà assoggettato chi utilizza
l'immobile (e quindi l'inquilino, nel
caso di locazione). Per sapere quanto
si pagherà di più rispetto alla Tarsu
oggi in vigore bisognerà aspettare ancora dieci mesi: il Ministero dell'Economia infatti dovrà varare il regolamento di attuazione entro il 31 ottobre 2012.
Gino Pagliuca
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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#
Le misure
Il risparmio
In banca Il prelievo ora vale soltanto per il deposito
FONDI, POLIZZE E TITOLI
MINI-PATRIMONIALE
Il bollo esteso a tutte le attività finanziarie
Attualmente si pagano da 34 a 680 euro
La tassazione sul deposito titoli, protagonista di un frenetico balletto estivo che ne ha cambiato i connotati, volta ancora pagina. Il governo Monti ha deciso di rimodulare il prelievo applicato alla comunicazione annuale che le
banche e gli intermediari mandano ogni anno sulla propria posizione finanziaria, già ritoccato dalla manovra di
Giulio Tremonti. «Si tratta di una piccola patrimoniale
sulle attività finanziarie», ha detto il vice ministro dell'
economia Vittorio Grilli, dando una definizione di quello
che era stato ribattezzato «superbollo» più aderente alla
realtà dei fatti.
La correzione, in pratica, dovrebbe eliminare l'arbitraggio che penalizzava certi investimenti — che per legge
vanno tenuti sul depositi titoli, come i titoli di Stato, le
azioni e i corporate bond — e ne avvantaggiava altri, che
invece non contemplano obbligo di deposito. Come i fondi comuni, i fondi immobiliari, le polizze e, secondo alcune interpretazioni, anche i pronti contro termine.
Nella nuova formulazione della norma — che non è
ancora stata pubblicata in forma definitiva — si dice chiaramente che all'imposta di bollo sono soggetti anche
«tutti gli strumenti finanziari e i prodotti non soggetti ad
obbligo di deposito, ad esclusione dei fondi pensione e
dei fondi sanitari».
Ieri il governo ha sottolineato la volontà di cancellare
la disparità di trattamento, ma non ha chiarito se verranno anche cambiate le modalità di applicazione. Nella bozza è previsto un innalzamento della soglia di esenzione
totale dal bollo (pari a 34,2 euro per gli importi fino a 50
mila euro) che era ferma a 1.000 euro e che viene portata
a 5.000. In attesa di conoscere le intenzioni definitive del
governo, ricordiamo quindi qual è l'attuale disciplina. Il
bollo — che varrà quindi per tutti gli strumenti finanziari, indipendentemente dalla collocazione nel deposito titoli — a oggi ammonta a 70 euro per chi possiede investimenti superiori a 50 mila euro e inferiori a 150 mila. Ma
dal 2013 questa fascia sale ancora, fino a 230 euro annui.
Per chi invece possiede importi compresi tra 150 mila e
500 mila per quest'anno e per l'anno prossimo si pagano
1.100
240 euro, mentre dal 2013 il prelievo annuale abbinato
all'estratto conto sale a 780 euro. E infine per chi possiede patrimoni investiti per cifre che superano i 500 mila
euro, il prelievo attuale sarà di 680 euro, mentre dal 2013
si passa a 1.100.
La misura concepita del governo Berlusconi si applica
al conto titoli, non al conto corrente classico che mantiene l'attuale imposta a 34,2 euro, indipendentemente dalle somme depositate.
G. Mar.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
✒
Lusso Addizionale sui veicoli immatricolati dal 2008
MA POCO
GETTITO
di MARIO SENSINI
E
ni «l’80% delle barche nuove vendute vale meno di 20 mila euro.
La verità è che si stanno solo cancellando le opportunità di lavoro
e a rimetterci saranno gli operai e
non i ricchi».
Istituita anche un’imposta sugli
aerei privati (elicotteri, alianti,
motoalianti, autogiri e aerostati)
che varia a seconda del peso del
mezzo. Da 1,50 euro per i velivoli
fino a mille chili, a 7,55 euro al chilo per i mezzi oltre dieci mila chili. Per gli elicotteri la tassa sarà il
doppio rispetto ai velivoli di corrispondente peso. La misura, in
questo caso, sarà varata entro sessanta giorni dall’entrata in vigore
della manovra, con un provvedimento del direttore dell’Agenzia
delle entrate Attilio Befera.
quità. Se lo Stato non arriva a
garantire l’agganciamento
all’inflazione di una pensione
di mille euro al mese, a chi ne
spende 5 milioni per acquistare una
barca da 25 metri, può ben
chiederne 150 al giorno per tenerla
ormeggiata in un porticciolo vip.
Così come può chiedere di pagare 3
mila euro di tasse l’anno a chi
possiede un aeroplanino
monomotore quadriposto comprato
a 150 mila euro a prezzi di saldo.
Semplicemente, si tratta di
equità. Giustizia sociale, perché non
si creda che dalla cosidetta tassa sul
lusso varata ieri dal governo per
colpire l’usufrutto dei motoscafi e
dei maxi-yacht, ed il possesso di
aeroplani, elicotteri e automobili
extra lusso, possano arrivare molti
soldi. Poca roba: secondo le prime
stime, approssimative, il maggior
incasso previsto sarebbe di poche
decine di milioni di euro.
È appena una goccia, rispetto ai
30 miliardi lordi di euro della maxi
manovra approvata dal governo
Monti, ma vale un tesoro. Perché è
solo con questo tipo di scelte, come
il taglio dei costi della politica, che
si può rendere meno amara la
pillola per gli italiani. A patto che si
faccia sul serio. In Sardegna la tassa
sulle barche e gli aerei privati è
stata un flop clamoroso. Il gettito di
quella tassa non è arrivato neanche
alla metà della spesa per l’esazione
del tributo. Con la beffa finale della
bocciatura europea e dell’obbligo di
rimborso ai contribuenti.
Corinna De Cesare
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Nel mirino le vetture
a benzina, diesel e ibride
re i 225. Si trattava in questo caso
di supercar stile Ferrari, Porsche e
Lamborghini nonché berline di
rappresentanza. Ora l’elenco si allarga. Mano «leggera» per il Gruppo Fiat, che vede nel lunghissimo
elenco delle auto a cui applicare la
nuova tassa soltanto la nuova Lancia Thema nella versione a gasolio con il Multijet 3.0 V6 che, erogando 176 kW, pagherà 120 euro
di tassa. Entrano nella lista anche
tre modelli della gamma Jeep, con
la massima tassazione per la Jeep
Grand Cherokee che dovrà pagare
1.780 euro in più. Per le Ferrari il
«balzello» oscillerà tra 3.360 e
6.300 euro ma il record della sovrattassa spetta alla Lamborghini
Aventador, che con i suoi 515 chilowatt di potenza pagherà 6.900
euro.
Pesanti nel decreto gli interventi sulle barche: dal primo maggio
2012 navi e imbarcazioni nazionali o estere che stazioneranno, navigheranno o saranno ancorate in
acque pubbliche, saranno soggette al pagamento di una tassa giornaliera. Si va da un minimo di sette euro al giorno per le imbarca-
L’analisi
UN SEGNALE
SUPERBOLLO AUTO
SOPRA 170 CHILOWATT
STRETTA ANCHE
SU JET E BARCHE
MILANO — Extra bollo per le
superauto, nuove tasse per barche, yacht, elicotteri e jet privati.
Il lusso sarà pure un diritto
(per chi se lo può permettere) ma
va tassato. Così ha stabilito la manovra da 30 miliardi lordi presentata ieri in consiglio dei ministri.
Se n’era già parlato nei giorni scorsi, ma ieri le ipotesi si sono fatte
misure vere e proprie.
Dal primo gennaio 2012, parte
per le auto con motore benzina,
diesel e — salvo ripensamenti —
anche ibrido, un super bollo di
venti euro per ogni chilowatt di
potenza oltre i 170 (228 cavalli).
«Addizionale che varrà — si legge
nella bozza della manovra — limitatamente alle auto immatricolate
a decorrere dal 1 gennaio 2008».
In caso di omesso o insufficiente
versamento del bollo, si applicherà una sanzione pari al 30% dell’importo non versato. Una misura non nuova in realtà. A luglio infatti, erano stati colpiti gli automobilisti con macchine oltre i 225
chilowatt (pari a 310 cavalli) con
una maggiorazione del bollo di
dieci euro ogni chilowatt superio-
euro. Il livello del
bollo per i patrimoni
oltre 500 mila euro
dal 2013
zioni da 10 a 12 metri, a un massimo di 150 euro per le navi da 24
metri in su. Non che non se lo possano permettere ma al Regina
d’Italia di Dolce e Gabbana (51 metri di lunghezza), tanto per fare degli esempi, costerà un bel po’, così come al Force blue di Flavio
Briatore (di 60 metri). Saranno
escluse dalla misura solo le navi
di proprietà o in uso allo Stato e
ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio e ai battelli di servizio. Non sarà contento il presidente di Ucina-Confindustria Nautica Anton Francesco
Albertoni che nei giorni scorsi
aveva definito l’ipotesi «un colpo
di grazia» per un settore che nel
2010 ha dimezzato il proprio contributo al Pil, passato da 6,5 a 3,2
miliardi. In più, ha detto Alberto-
Il caso
Lo Stato
prende le
ultime lire
Nel passaggio dalla lira all'euro era prevista
la possibilità di poter cambiare le
banconote, fino al 28 febbraio 2012. Ora
potrebbe essere introdotta la prescrizione
immediata delle lire ancora in circolazione,
a beneficio dell'erario. In totale sarebbero
(in euro) circa 1,3 miliardi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
12 Primo Piano
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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Le misure
Le spese ridotte
PROVINCE SVUOTATE: SOLO DIECI ELETTI
Abolito l’Ente turismo, quasi dimezzati i vertici di Authority e Cnel
✒
L’analisi
MA NIENTE
TAGLI
AI PARTITI
SEGUE DALLA PRIMA
Non fosse altro, per un fatto
simbolico mai tanto
importante come nel momento
in cui si stanno per chiedere
sacrifici abnormi ai cittadini.
Ma quella classe politica,
spiace dirlo, sembra davvero
essersela cavata con poco.
Speriamo di sbagliarci, perché
la sensazione che si ricava
leggendo la bozza della
manovra è questa. Sensazione
che il proposito di dare
pubblicità «integrale» alle
situazioni patrimoniali dei
ministri, già enunciato un paio
di settimane fa e ribadito ieri
da Monti, non può certo
attenuare. La misura più forte
sembra essere quella che
risponde chiaramente a un
suggerimento contenuto nella
lettera della Banca centrale
europea di un mese fa.
Parliamo della norma che
trasferisce ai Comuni le
funzioni delle Province, le cui
strutture politiche vengono
ridimensionate in modo
consistente. In questo modo
quegli enti vengono svuotati,
rendendo forse inevitabile la
loro futura abolizione che si
può fare solo con legge
costituzionale. Applausi. Per il
resto, molte cose già viste.
Come la cancellazione di
qualche ente: stavolta è toccato
fra gli altri all’Isa, dove pochi
mesi fa era stata nominata
amministratrice delegata con
altri 140 mila euro l’anno di
stipendio la consigliera
regionale della Campania
Annalisa Vessella, moglie del
deputato «responsabile»
Michele Pisacane. Sono poi
previsti il dimagrimento del
Cnel, il taglio delle poltrone
delle authority... Ma niente,
Province a parte, che entri
nella carne viva dei partiti. Di
abrogare quella leggina infame
che rende più fiscalmente
conveniente dare soldi ai
politici piuttosto che alle
associazioni benefiche,
neppure a parlarne. Niente che
imponga trasparenza ai
finanziamenti privati, che oggi
possono rimanere legalmente
occulti fino a 50 mila euro.
Nessun taglio ai rimborsi
elettorali, che fanno dell’Italia
il Paese europeo che spende di
più per mantenere i partiti.
Niente per affamare i
costosissimi apparati regionali.
E nemmeno una limatina alle
dotazioni di Camera e Senato,
possibile senza intaccare
formalmente l’«autonomia»
del parlamento, mantenute
scandalosamente intatte (un
miliardo e mezzo l’anno fra
Montecitorio e palazzo
Madama) ancora per il
prossimo triennio, durissimo
per tutti gli italiani: questo sì
che sarebbe stato un modo per
costringere il Palazzo alla
sobrietà. Ma forse ci voleva
coraggio. Decisamente più
coraggio.
ROMA — Cura dimagrante
per le Province che perderanno
la giunta e il Consiglio che avrà
solo un massimo di dieci componenti. Vertici più snelli, quasi dimezzati, anche per Authority e Cnel. Arrivo del SuperInps
con relativo accorpamento dell’Inpdap (dipendenti pubblici)
e dell’Enpals (spettacolo). Soppressione dell’Enit (Ente per il
turismo) e di una serie di consorzi di fiumi e laghi che confluiranno in un unico Consorzio nazionale. E poi tagli pesanti a Regioni, Province e Comuni
per un totale di oltre 5 miliardi
di euro. C’è un passaggio, nelle
86 cartelle della bozza anticipata alla stampa, che si occupa anche della retribuzione di dirigenti pubblici chiamati a fare i
ministri, i vice o i sottosegretari secondo il quale se viene remunerato di meno non perde i
trattamenti di favore per la previdenza e la liquidazione. Sem-
brerebbe disegnato apposta per
l’ex direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli e l’ex direttore
generale dell’Ambiente Corrado Clini chiamati entrambi a fare i ministri o vice.
I tempi sono abbastanza rapidi. Entro sessanta giorni i ministeri del Lavoro e del Tesoro do-
vranno emanare appositi decreti per l’abolizione di Enpals e
Inpdap per disporre il trasferimento dei dipendenti all’Inps il
quale ha tempo sei mesi per ridefinire la nuova pianta organica e il nuovo assetto organizzativo. A nessun dipendente verrà ridotto lo stipendio ma i ri-
sparmi da questa operazione ci
dovranno essere: 20 milioni di
euro nel 2012, 50 nel 2013 e
100 nel 2014. Tra gli enti soppressi figura anche l’Eipli, l’Ente per lo sviluppo dell’irrigazione in Puglia e Lucania e l’Isa,
l’istituto agroalimentare che
verrà «sciolto e posto in liquidazione con le modalità previste
dal codice civile».
I dipendenti dell’Enit, della
cui soppressione si parla da alcuni lustri senza che mai sia avvenuta, dovrebbero finire al ministero dello Sviluppo economico con apposite tabelle di retribuzione che saranno approvate
con uno o più decreti del ministro per la Funzione pubblica.
Tutti manterranno lo stesso inquadramento previdenziale di
provenienza mentre invece se
lo stipendio passato è superiore alle tabelle verrebbe compensato con un assegno ad personam.
Anche gli enti non soppressi
avranno vita dura. Entro dieci
giorni dall’approvazione della
manovra, tutti gli enti ed organismi pubblici che ricevono aiuti dallo Stato dovranno trasmettere i bilanci alle amministrazioni vigilanti e al ministero dell’Economia. La sforbiciata per il
Cnel prevede che l’attuale numero di componenti (120 più il
presidente) scenda a 66 (più il
presidente e il segretario generale) al di sotto della soglia di
70 fissata dal governo Berlusconi. Per la definizione del nuovo
assetto ci sarà un apposito decreto entro 30 giorni.
❜❜
Via la giunta,
resta
il Consiglio
molto
ristretto
Sergio Rizzo
La ristrutturazione delle Autorità è piuttosto complessa. I
componenti delle comunicazioni saranno dimezzati da 8 a 4;
dei contratti pubblici da 7 a 5;
dell’energia da 5 a 3; della Consob da 5 a 3 presidente compreso; dell’Isvap da 6 a 3 compreso
il presidente; dei fondi pensione da 5 a 3; dell’Antitrust da 5 a
3; della commissione di garanzia sullo sciopero da 9 a 5. Per
tutti ci sarà il rispetto del turn
over senza aumentare il numero dei dipendenti.
Lo snellimento delle Province, che dovrebbe portare complessivamente un risparmio di
oltre 500 milioni di euro, occupa una cartella piuttosto fitta
della manovra. Alle Province
verranno riservate solo le funzioni di «indirizzo politico e di
coordinamento delle attività
dei Comuni nelle materie e nei
limiti indicati con legge statale
o regionale». Il consiglio provinciale sarà composto solo da
dieci componenti eletti dai consigli elettivi (rispetto ad un
massimo di 45 attuali). Verrà
abolita la giunta e tutte le cariche decadranno entro il 30 novembre 2012. Le funzioni saranno trasferite entro fine aprile e
il personale eccedente sarà trasferito nelle Regioni e nei Comuni. Mario Monti ieri ha precisato che, non potendo abolire
le Province con una legge ordinaria, questa era l’unica via per
dare un forte segnale al costo
della politica.
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Roberto Bagnoli
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Codice cliente:
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Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
Primo Piano 13
italia: 515249535254
Le misure
Gli imprenditori
✒
ARRIVA L’IRAP DEDUCIBILE
PER AIUTARE LE IMPRESE
dere che nelle norme di attuazione ci
saranno riferimenti precisi a queste categorie di lavoratori che si potranno capire meglio in una fase successiva.
«Questo minor flusso — ha precisato
Giarda — nelle casse delle Regioni sarà
rimpiazzato dallo Stato».
Importante anche la garanzia, da parte dello Stato italiano, delle passività
delle banche italiane e sulle loro obbligazioni, presa dopo una valutazione da
parte della Banca d'Italia per stabilire
«l’adeguatezza patrimoniale della banca richiedente». «Il ministro dell'Economia e delle finanze, fino al 30 giugno
2012 — si legge nella bozza di decreto
— è autorizzato a concedere la garanzia dello Stato sulle passività delle banche italiane, con scadenza da tre mesi
fino a cinque anni o, a partire
dal 1 gennaio
Ricapitalizzazioni 2012, a sette anni per le obbligaReintrodotta
zioni bancarie
la «dual income
garantite». La
tax». Prevista
garanzia dello
la rinascita dell’Ice
Stato è incondizionata e irrevocabile. «L'ammontare delle garanzie inoltre — si legge — è limitata a quanto strettamente
necessario per ripristinare la capacità
di finanziamento a medio-lungo termine delle banche beneficiarie».
Nella versione definitiva del decreto
ci sarà anche un rafforzamento del fondo garanzia per un importo massimo
garantito per singola impresa di 2,5 milioni di euro. Ci sarà anche un credito
di imposta del 12% per le attività di ricerca fino a un massimo di un milione
di euro. Così come dovrebbero esserci
agevolazioni per chi investe nel «venture capital».
Bonus fiscale alle aziende che rafforzano il capitale
ROMA — «Tra le misure per lo sviluppo ci sarà un provvedimento che favorisce la patrimonializzazione, sul
fronte Irap ci sarà una defiscalizzazione su parte del lavoro, un nuovo credito per il fondo di garanzia per le Pmi
che a regime sarà di qualche decina di
miliardi, internazionalizzazione, un
nuovo Ice e misure a sostegno del risparmio energetico». Questo è il piatto
abbastanza ricco per le imprese e la crescita spiegato ieri dal ministro per lo
Sviluppo economico e le infrastrutture
Corrado Passera illustrando la manovra economica alle parti sociali. Non ci
sono invece nel primo pacchetto del governo Monti nuove regole di assunzione nel mondo del lavoro dei giovani
con il contratto unico (legge Ichino) né
la soluzione dei crediti da parte dell’amministrazione pubblica (70-80 miliardi
di euro) alle imprese trasformati in certificati pluriennali del Tesoro scontabili dal sistema bancario. Di questo se ne
parlerà più avanti.
Il ministro Passera, nella conferenza
stampa, ha anticipato che per le imprese ci sarà un fondo centrale di garanzia
per le piccole e medie aziende che dovrebbe arrivare a 20 miliardi di euro.
Così come ci sarà una ridefinizione dell’Istituto per il commercio estero nell’ambito del ministero dello Sviluppo e
nel ministero degli Esteri. Era una misura fortemente chiesta da Confindustria per assistere al meglio l’avventura
estera delle imprese nei mercati emergenti. Il ministro dello Sviluppo ha aggiunto che ci saranno provvedimenti
anche per aumentare l’efficienza energetica.
Nella bozza della «manovra per la salvezza dell’Italia», queste indicazioni ancora non sono elencate. Ricordiamo
che, almeno secondo le indiscrezioni
apparse nei giorni scorsi, dovrebbero
riguardare la ridefinizione del conto
energia sulle rinnovabili che al momento pesa per circa 7 miliardi all’anno sulle bollette dei consumatori. Così come
dovrebbe essere confermato il bonus fiscale del 55% (ma forse viene ridotto al
52 o al 41%) per i prossimi tre anni per
tutti gli interventi che riguardano il risparmio energetico nei lavori edili nuovi o di ristrutturazione.
Fabrizio Barca, ministro per la Coesione territoriale, ha sottolineato la forte volontà di riattivare l’uso dei fondi
strutturali europei spesso finiti negli
angoli delle amministrazioni locali e
perduti.
Nella bozza della manovra appare al-
Le parole
ACE
‘‘
ACE è un acronimo che
significa Aiuto alla crescita
economica. Si tratta di una serie
di agevolazioni fiscali per gli
imprenditori che decidono di
rafforzare la patrimonializzazione della propria azienda.
Rispetto alla vecchia Dit (dual
income tax) si rivolge anche alle
piccole aziende.
DIT
‘‘
Irap. È l’Imposta regionale
sulle attività produttive
introdotta dall’ex ministro
Vincenzo Visco per accorpare una
serie di imposte locali che
gravavano sulle imprese.
Complessivamente vale diverse
decine di miliardi di euro ed è
destinata a coprire le spese
sanitarie.
l’articolo 1 l’Ace, un acronimo che sta
per Aiuto alla crescita economica che
in pratica prevede forti agevolazioni
per gli imprenditori che vogliono aumentare il capitale proprio dell’azienda. È una revisione in chiave moderna
della vecchia Dit (Dual income tax) introdotta dall’ex ministro del Tesoro
Vincenzo Visco nel 1996. Questa versione si applica anche alle piccole imprese
di persone fisiche, società in nome collettivo e in accomandita semplice. Questa norma verrà regolata con una serie
di disposizioni attuative da emanare
entro il 20 dicembre. L’Ace dovrebbe
valere circa 2 miliardi di euro l’anno
ma è una stima ancora sommaria.
La misura forse più significativa per
il mondo delle imprese è la
deducibilità integrale del costo del lavoro Irap per un importo di 1,5 miliardi nel 2012, e 2 miliardi nel 2013 e nel
2014. Vengono previsti con l'Irap interventi a favore di donne e giovani per 1
miliardo di euro per ciascuno degli anni del periodo considerato. È un provvedimento che il ministro per i Rapporti con il Parlamento Piero Giarda ha definito «non banale» perché dovrebbe
dare «grossi stimoli per l’assunzione di
giovani e donne». Questo lascia inten-
Roberto Bagnoli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cantieri Aumenta la durata delle concessioni fino a 50 anni
Lo sblocco delle infrastrutture
ROMA — Il primo Cipe (comitato interministeriale programmazione economica) dell’era Monti si terrà martedì
prossimo e rimetterà in circolo «alcune
decine di miliardi» in progetti e cantieri.
L’ha anticipato ieri il ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera, annunciando
l’approvazione di un pacchetto di misure
per velocizzare l’iter delle opere pubbliche e attirare nuovi capitali.
Preliminare è la riprogrammazione
del piano delle opere strategiche con l’indicazione di quelle prioritarie e il cronoprogramma della loro attuazione, l’individuazione delle fonti di finanziamento,
comprese quelle private. Di ciascuna infrastruttura lo studio di fattibilità sarà
esaminato entro 60 giorni, prorogabili di
altri 30 in caso di necessità di integrazioni. L’approvazione del progetto preliminare da parte del Cipe dovrà indicare un
termine perentorio, a pena di decadenza,
per l’approvazione di quello definitivo
che avverrà tramite decreto del ministero delle Infrastrutture e nel rispetto del
limite di spesa definito dal Cipe.
È prevista poi la possibilità di cedere
gli immobili pubblici per favorire la realizzazione in concessione di un’opera e si
stabilisce che la durata delle concessioni
superiori a un miliardo non potrà essere
inferiore a 50 anni per assicurare il rientro del capitale investito. Viene messo in
cantiere un piano-carceri finanziato in
project financing. E sempre per reperire
Trasporto pubblico
Più risorse per finanziare
il trasporto pubblico
locale, un centesimo
sulle accise per le Regioni
altre risorse è consentito alle compagnie
assicurative di destinare le riserve tecniche agli investimenti in infrastrutture. Alle società costituite al fine di realizzare
una singola opera, è reso poi possibile
emettere obbligazioni per investitori
qualificati. Vi sono poi una serie di norme dedicate alla semplificazione degli aggiornamenti delle convenzioni autostradali e degli impianti tecnologici relativi.
Sul fronte dei Trasporti, dove presto arriverà un’Authority, come anticipato da
Passera, va segnalata la possibilità offerta alle Regioni di finanziare il Trasporto
pubblico locale, anche ferroviario, elevando l'accise «fino a un centesimo di euro per litro, ulteriore rispetto alla misura
massima consentita». Rifinanziato anche per il 2011 il servizio svolto da Trenitalia per le Regioni.
Antonella Baccaro
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L’analisi
E L’OCCUPAZIONE
PUÒ ATTENDERE
di DANIELE MANCA
D
i buono ci sono le intenzioni.
Far capire al Paese che, stando
agli impegni presi dal governo, si vuole creare un ambiente favorevole al lavoro, alle aziende e all’economia. Ma di per sé le intenzioni non
creano occupazione e crescita. E anche i provvedimenti presi con il decreto approvato ieri dal Consiglio dei ministri sono di quadro. I loro effetti, se
e quando ci saranno, sono rimandati
al futuro. Alcune scelte non sono nemmeno contenute nelle decisioni prese,
rinviate anche queste a prossime delibere. Nel caso specifico, quelle misure
relative alla riforma dei contratti di lavoro decisive per lo sviluppo.
Di risorse non ce ne sono. Si dirà
che non potevano esserci in una fase
come questa. E soprattutto che si proverà a sbloccare fondi, come quelli
strutturali, che esistono ma che non
sono stati di fatto utilizzati. Si tenterà
di fare in modo che le infrastrutture,
già finanziate, possano finalmente essere messe in opera. Come spesso accaduto in passato si tratterà di superare ritardi, colli di bottiglia burocratici.
Di fare in modo che meccanismi arrugginiti negli anni possano rimettersi in movimento. Tutte intenzioni però che questo governo condivide con
la totalità di quelli che lo hanno preceduto. C’è solo da sperare che la situazione così deteriorata dal punto di vista finanziario possa essere d’aiuto e
di spinta anche in questo caso.
Certo, la volontà di defiscalizzare
l’impatto dell’Irap sui risultati aziendali è meritorio. Come pure il ritorno
di quell’Istituto per il commercio con
l’estero la cui cancellazione aveva creato un vuoto di non poco conto per
un Paese come il nostro che sull’export costruisce buona parte della
ricchezza. E ancora le liberalizzazioni
(del commercio soprattutto, per le
professioni bisognerà invece attendere); il fondo di garanzia per garantire
credito alle piccole e medie imprese.
Provvedimenti infine come quelli
che puntano alla crescita dimensionale delle aziende non possono che essere positivi. Ecco l’agevolazione fiscale
di quelle imprese che investono capitale su se stesse attraverso utili non distribuiti o nuove risorse. Ma in una situazione di pochi profitti, di mancanza di liquidità come quella attuale, le
perplessità sono comprensibili. Gli
impegni sarebbero bastati in condizioni normali. Ma l’Italia non è in una situazione normale.
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14 Primo Piano
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
italia: 515249535254
Le misure
Le lettere
Caro direttore, vivo giorni di profonda
frustrazione e rabbia. Insegno in una
scuola secondaria superiore dal 1976; al
31 agosto 2012 avrò pertanto un’anzianità
effettiva di servizio di 36 anni, 8 mesi e 3
giorni. Ora, a tre anni dall’uscita, mi vedo
fortemente penalizzato rispetto ai miei
colleghi già in pensione da tutta una serie
di provvedimenti. Merita un trattamento
del genere questo insegnante
«fannullone» che in 36 anni di lavoro non
si è assentato per più di 40 giorni in
tutto, sebbene abbia subito a distanza di
20 mesi due interventi al cuore,
apprezzato da tutti gli allievi e dai
colleghi? Come se ciò non bastasse, i
provvedimenti del governo mirano a
colpire il patrimonio immobiliare. Sanno
questi professori i sacrifici e le rinunce
che la mia famiglia si è sobbarcata in 37
anni per arrivare a costruire tutto questo?
Non conosciamo vacanze esotiche, né
viaggi all’estero, né centri benessere, né
settimane bianche; al ristorante andiamo
solo, e non sempre, in occasione di feste
di famiglia: non già per taccagneria, ma
per garantire ai quattro figli risorse
finanziarie necessarie per l’avvenire.
Stando così le cose, obtorto collo, mi
aggiungo al club dei babbei che nella vita
hanno sempre fatto il proprio dovere,
cercato di dare il meglio di sé, amato il
proprio Paese, rispettato le sue leggi per
vedersi bistrattati da uno Stato che
protegge, difende e premia solo i
malfattori e i furfanti. Se la situazione del
Paese è tanto grave come si dice, perché
partire dal ceto medio, da quelli che ce
l’hanno fatta con le proprie forze e con un
tenore di vita sobrio e temperante?
Salvatore Schillaci
«SONO SEMPRE I SOLITI
CHE PAGANO PER TUTTI
IL MEDICO
Il destino del Tfr
L’editoriale
Sulla prima pagina di ieri del
Corriere della Sera, Alberto
Alesina e Francesco Giavazzi
hanno criticato — sulla base
delle indiscrezioni trapelate — le
prime mosse della manovra che
l’esecutivo di Mario Monti porterà
in Parlamento perché fatta «per
tre quarti di maggiori tasse e solo
per un quarto di minori spese»
Classe ’52, medico ospedaliero, cambio
delle regole pensionistiche al termine
della vita lavorativa. Mi rendo conto della
necessità di modificare le regole per
adeguarle a quanto esistente in Europa,
ma nessuno parla del destino del Tfr.
Attualmente si devono aspettare due anni
per avere la prima di tre rate annuali. È
ingiusto: trattasi di soldi accantonati
negli anni, entrarne in possesso
completamente dopo 5 anni è follia. Si
tratta di un ammortizzatore economico
per le famiglie a reddito medio basso:
serve a coprirsi le spalle, ad affrontare
con più serenità un mutuo. Invece si va in
pensione più tardi, con un assegno più
basso del previsto, non arriva il Tfr per
un bel pezzo. Risultato finale: il numero
di famiglie insolventi con le banche salirà
in modo esponenziale. Va bene cambiare
le regole ma togliamo norme penalizzanti
e pericolose, il cui vantaggio economico
per lo Stato è minimo rispetto alla
modifica strutturale in corso.
Paolo Marabelli
IL PROFESSIONISTA
Non colpire i patrimoni
Sono un professionista di mezza età che,
come si dice, si è fatto da solo. Ho
conquistato, studiando e lavorando, una
posizione invidiabile. Insomma sono un
uomo fortunato, ma anche previdente e
morigerato. Oggi forse dovrei pentirmene
perché dopo aver pagate tutte le tasse che
i governi di tutti i colori ci hanno inflitto
nel tempo, dispongo ancora di un
«patrimonio» che la nuova crisi impone
di «colpire»: è la nuova parola d’ordine
politically correct per garantire l’«equità
sociale» anche se non si vede dove sia
l’equità nel colpire le famiglie che hanno
investito quanto resta loro dopo aver
pagato tutte le tasse dovute.
Vittorio Domenichelli
L’ARCHITETTO
I vitalizi dei politici
Sono un architetto titolare di uno studio
di architettura e quindi libero
professionista che, come tanti e
sopratutto come donna, naviga
faticosamente nel mondo del lavoro nella
speranza di riuscire a sopravvivere alla
crisi che ha duramente colpito l’edilizia, il
mio settore di riferimento. Oggi viene
chiesto a tanti come me (i «soliti noti», il
ceto medio) di sopportare altri sacrifici.
Posso condividere la riforma delle
pensioni, ma non che la stessa non sia
accompagnata da una norma «calata
dall’alto» in cui anche gli amministratori
delle Regioni non subiscano un taglio
immediato alle «pensioni d’oro», unendo
a questo l’innalzamento dell’età
pensionabile che deve diventare uguale
tra tutti, lavoratori e politici.
Virginia Tentori
L’OPERAIO
Noi giovani e il futuro
Sono un operaio di 37 anni di Vicenza,
vivo in Italia da sempre e ho sempre
pagato le tasse. Quelli della mia
generazione devono solo pagare i benefici
avuti dai predecessori? Io andrò in
pensione a 65 anni con il 40 per cento, il
mio Tfr è dirottato in una assicurazione
per poter avere una seconda pensione che
permetterà, speriamo, di sopravvivere!
Paghi chi ha goduto e lasciate ai giovani
la possibilità di lavorare e farsi un futuro.
Denis Bonato
PROSSIMO ALLA PENSIONE
Quelle regole cambiate
Lavoro da 34 anni. Mai un giorno in nero,
ma sempre pagando le tasse e i contributi
previdenziali, pensando di far bene e di
vivere in un Paese normale. Adesso,
d’improvviso, cambiano le regole. Penso
sia un mio diritto chiedere all’Inps di
calcolare il valore dei contributi da me
versati, di applicare sugli stessi l’indice
storico Istat per definire gli interessi
maturati e di liquidarmi tutto il
corrispettivo al raggiungimento del
quarantesimo anno di lavoro e di
contributi. Ho a disposizione 8 anni per
questa battaglia di principio. E penso che
ci saranno molte altre persone oneste che
seguiranno questa mia idea di equità.
Ennio Ferrarini
Codice cliente:
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
Primo Piano 15
italia: 515249535254
Le misure
Le liberalizzazioni
MEDICINE AL SUPERMERCATO E ORARI LIBERI
Novità per i prodotti di fascia C: quelli con ricetta medica ma non rimborsabili
Negli esercizi commerciali si
potranno vendere solo farmaci
di fascia C e in un reparto
delimitato. Quanto alle farmacie,
le nuove autorizzazioni
dovranno fare sì che ce ne sia
una ogni 4 mila abitanti
NEGOZI
Viene liberalizzato l’orario degli
esercizi commerciali. Le nuove
disposizioni ampliano una
normativa che il precedente
esecutivo aveva già imposto
(anche se con forti limitazioni) e
ricorda le disposizioni europee
FARMACIE
qualsiasi clausola di esclusiva
nell’approvvigionamento per
la parte eccedente il 50% della
fornitura complessivamente
pattuita e comunque per la
parte eccedente il 50% di
quanto erogato nel precedente anno.
Ordini professionali. Non
ci sono norme nuove per abbattere le corporazioni. La
manovra si limita a una norma-catenaccio ma molto severa. Si prevede che se entro
13 agosto 2012 non saranno
varate le norme per la riforma degli ordini professionali,
Negozi aperti. L’orario degli
esercizi commerciali è liberalizzato. Viene così ampliata
una normativa che il precedente governo aveva già imposto ma con due forti limitazioni, rendendola cioè soltanto «sperimentale» e circoscrivendola ai «Comuni inclusi
negli elenchi regionali delle
località turistiche o città d’arte».
Il decreto ricorda peraltro
che la disciplina europea stabilisce la libertà di apertura
di nuovi esercizi commerciali
sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura,
esclusi quelli connessi alla tutela della salute, dei lavoratori, dell’ambiente e dei beni
culturali. Le Regioni e gli enti
locali dovranno adeguarsi a
questi verranno in ogni caso
soppressi.
A questo pacchetto si affianca un certo numero di
norme sulla semplificazione,
come la possibilità di far lavo-
PROFESSIONI
rare gli immigrati che hanno
chiesto il permesso di soggiorno ma non l’hanno ancora ricevuto.
Antonella Baccaro
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L’analisi
APRIRE
UNA STAGIONE
DI LOTTA
ALLE RENDITE
di MARCELLO MESSORI
D
❜❜
Stretta sugli
Ordini: o si
riformano
entro agosto
o spariscono
questo principio entro 90
giorni dalla data di entrata in
vigore della legge di conversione del decreto.
Numero delle farmacie. La
vendita dei farmaci negli esercizi commerciali è limitata a
quelli della fascia «C» e circoscritta a un apposito reparto
delimitato. Saranno considerate pratiche commerciali sleali quelle che si risolvano in
«una ingiustificata discriminazione tra farmacie e parafarmacie quanto ai tempi, alle condizioni, alle quantità ed
ai prezzi di fornitura».
Quanto al potenziamento
della rete delle farmacie, il numero delle autorizzazioni è
stabilito in modo che vi sia
una farmacia ogni 4 mila abitanti.
Gestori dei carburanti. Per
favorire la concorrenza nel
settore della distribuzione
dei carburanti, i gestori dei
singoli punti di vendita al dettaglio possono liberamente rifornirsi da qualunque produttore o rivenditore. Sarà perciò nulla dal gennaio 2012,
I gestori al dettaglio possono
rifornirsi da qualunque
produttore o rivenditore. Sarà
nulla ogni clausola di esclusiva
nell’approvvigionamento per la
parte eccedente il 50% della
fornitura
✒
ROMA — Orari dei negozi,
farmacie, distribuzione carburanti e ordini professionali. È
questo il menù delle liberalizzazioni contenuto nella manovra e tenuto fino all’ultimo
tra le misure «eventuali ulteriori».
CARBURANTI
Secondo la manovra se entro il
13 agosto 2012 non si
riformano gli ordini
professionali, questi verranno
soppressi. Al pacchetto si
affiancano alcune norme che
puntano alla semplificazione
SCEGLI LA BCC PER LA
TUA PREVIDENZA COMPLEMENTARE.
PERCHÉ NOI SAPPIAMO COSA
SIGNIFICA GUARDARE AVANTI.
i recente l’Istat e altri
istituti statistici
dell’Unione Europea
hanno effettuato una
revisione dei macrodati
relativi ai prodotti netti
nazionali. Per l’Italia, questa
revisione ha attenuato il
quadro di stagnazione del
periodo pre-crisi ma non ha
cancellato il fatto che,
durante il primo decennio
del Duemila, il nostro Paese
ha realizzato le peggiori
variazioni relative nella
produttività del lavoro e in
altre forme di produttività.
Il ristagno della produttività
è uno dei maggiori ostacoli
alla crescita economica
italiana e, di conseguenza,
una delle principali cause di
fragilità del nostro bilancio
pubblico. Tale ristagno ha
molte spiegazioni interne ed
esterne alle attività
produttive di mercato; fra
quelle esterne, hanno un
peso importante le posizioni
di rendita che caratterizzano
l’offerta di molti servizi alle
imprese e ne innalzano i
prezzi. È per esempio noto
che le imprese italiane
devono sopportare costi per
l’energia molto più elevati
delle concorrenti europee.
L’aspettativa è che il
governo Monti cancelli
queste aree di rendita.
Rimuovendo i vincoli
regionali alla flessibilità
negli orari di apertura degli
esercizi commerciali e
smantellando i monopoli
nella distribuzione dei
prodotti farmaceutici e dei
carburanti, la bozza del
capitolo sulle
liberalizzazioni contiene
efficaci interventi a favore
dei consumatori; tuttavia,
essa non interviene
direttamente sulle
macroscopiche rendite che
pesano sulle imprese
italiane esposte alla
concorrenza di mercato. È
vero che altri capitoli della
manovra alludono a
liberalizzazioni rilevanti
anche per i produttori (per
esempio, riguardo ai servizi
locali); ma tali segnali non
bastano ad aprire quella
stagione di «lotta alle
rendite» che è una delle
scommesse essenziali per le
nostre possibilità di
crescita.
Messaggio pubblicitario con finalità promozionali.
Per avere maggiori informazioni rivolgiti alla BCC più vicina. Consulta i fogli informativi a disposizione della clientela.
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Le misure
Gli istituti di credito
Effetto spread
Il caro-tassi
✒
IL SALVAGENTE STATALE
SUI PRESTITI DELLE BANCHE
ORA PIÙ IMPIEGHI
(SENZA ALIBI)
Arriva la garanzia pubblica per le emissioni da 3 mesi a 7 anni
MILANO — Una garanzia statale «incondizionata e irrevocabile» per le obbligazioni emesse dagli istituti che lo «meritano», e cioè che si presentano «a posto»
sotto il profilo di redditività e patrimonio. Il «salvagente» è previsto dall’articolo 6 della bozza di decreto sulla manovra,
relativo alle «misure per la stabilità del sistema creditizio».
Il provvedimento, che rappresenta l’applicazione di uno degli impegni presi in
sede comunitaria all’interno del quadro
«uscito» dal Consiglio europeo del 26 ottobre, vuole assicurare ai bond bancari
una sorta di «bollino blu» che ha tre
obiettivi: la ripresa della fiducia sul mercato obbligazionario e quindi della raccolta da parte delle banche; la possibilità per
gli istituti di accedere alla liquidità della
Bce; contrastare di conseguenza il rischio
di «credit crunch» (oggi fortissimo) derivante dal prosciugamento delle risorse
da parte degli istituti. Tanto è vero che
nel testo si sottolinea che la garanzia «è
limitata a quanto strettamente necessario per ripristinare la capacità di finanziamento a medio-lungo termine delle banche beneficiarie».
Secondo l’articolo 6, dunque, il ministro dell’Economia è autorizzato fino al
30 giugno 2012 a concedere il «timbro»
dello Stato sulle passività delle banche,
con scadenza da tre mesi fino a cinque
anni o, a partire dal gennaio 2012, a sette
anni per le obbligazioni garantite. In particolare la «polizza», concessa su capitale
e interessi, è riservata agli strumenti solo in euro, a tasso fisso, che rappresentano un debito non subordinato nel rimborso del capitale e nel pagamento degli
interessi e che sono «semplici», cioè
«non devono essere titoli strutturati o
prodotti complessi né incorporare una
componente derivata».
Per ottenere la garanzia statale «incondizionata, irrevocabile e a prima richiesta» le banche interessate devono rivolgersi simultaneamente a Banca d’Italia e
al dipartimento del Tesoro. La concessione avrà luogo sulla base della valutazione
di Via Nazionale sull’adeguatezza patrimoniale dell’istituto e sulla sua capacità
di fare fronte alle obbligazioni assunte,
quindi sulla redditività. Bankitalia avrà
in sostanza il compito di valutare il «merito di credito» degli istituti che chiedono
la garanzia che, una volta assegnata, corrisponde anche per certi versi a un «voto»
ottenuto su criteri oggettivi. Perciò, viene sottolineato nel testo, le banche che ricorrono agli interventi, che per ammontare massimo vanno comparati al patrimonio di vigilanza, non devono «abusare»
del sostegno ricevuto per «conseguire indebiti vantaggi». In particolare, punto importante rivolto al rapporto con la clientela retail che potrà sottoscrivere i bond garantiti dallo Stato, «nelle comunicazioni
commerciali rivolte al pubblico». Pena la
«squalifica»: il ministero dell’Economia,
15
13
miliardi gli aumenti di
capitale richiesti
dall’autorità di
vigilanza europea alle
banche italiane
in percentuale, il
tasso massimo a cui,
alcune banche, stanno
prestando il denaro
alle imprese
L’analisi
di NICOLA SALDUTTI
I
sempre su segnalazione del Governatore,
può escludere la banca interessata. Tutte
attenzioni e valutazioni che richiedono
un monitoraggio continuo su operazioni
ed effetti. Attività che, secondo la bozza,
sarà attuata con scansione semestrale da
parte del ministero dell’Economia con il
supporto di Bankitalia, e «i risultati delle
verifiche saranno comunicati alla Commissione europea». Ovviamente la garanzia ha un costo per la banca in termini di
commissioni annuali il cui calcolo viene
indicato nel testo in corrispondenza a vari parametri, come la durata dell’obbligazione, il suo grado di rischio, la presenza
o no di rating. Infine è prevista la possibilità di garanzia statale su interventi di
emergenza: «Nel rispetto della normativa
europea in materia di aiuti di Stato», il ministro dell’Economia può rilasciare fino
al 30 giugno 2012 la garanzia su «finanziamenti erogati discrezionalmente dalla
Banca d’Italia per fronteggiare gravi crisi
di liquidità». Quindi una garanzia sui crediti concessi da Via Nazionale come «prestatore di ultima istanza».
l cuore della crisi dei mercati è lì.
Racchiuso nei possibili timori di
tenuta degli istituti di credito.
Un’onda che nelle ultime settimane ha
attraversato tutto il sistema finanziario
europeo. Da questione puramente
finanziaria, dopo almeno sette mesi di
tempesta, sta facendo sentire i suoi effetti
anche sull’economia reale. La corsa dello
spread, il differenziale tra i titoli tedeschi
e quelli italiani, adesso è diventato un
problema non solo per i conti dello Stato
ma anche per quelli delle imprese. Le
aziende che hanno chiesto credito in
queste settimane e le famiglie che hanno
chiesto un mutuo hanno potuto verificare
come sia diventato più difficile ottenere
prestiti. Credit crunch, il nome. Ovvero la
chiusura graduale dei rubinetti. Così la
scelta di ieri, che va nella direzione di un
adeguamento ai criteri dell’Unione
Europea appare come un primo segnale.
Certo, le banche dovranno pagare per
ottenere questa garanzia sulle emissioni
da tre mesi a sette anni. Ma soprattutto
adesso non avranno più alibi per non fare
la loro parte per la crescita.
Sergio Bocconi
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18 Primo Piano
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
italia: 515249535254
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Il governo I partiti
Il quadro è di estrema gravità, ma è chiaro che si tratta di una
manovra lacrime e sangue
Fabrizio Cicchitto, Pdl
Dal Pdl sì tra dubbi e rabbia
Misure «dure» per Berlusconi
Le posizioni
Le norme e la linea
del segretario
1
Alfano: non si tocca l’Irpef, merito nostro. Sacconi: troppi squilibri
Il congresso
Il Prc rielegge
Ferrero:
una stangata
dei tecnocrati
MILANO — La richiesta alla
Cgil di uno sciopero
generale come risposta
immediata alla manovra di
Monti, la difesa della propria
identità partitica, ma «senza
essere settari», e un appello
a tutte le forze della sinistra,
«cuore dell’opposizione alla
costituente Terza
Repubblica». Così Paolo
Ferrero, riconfermato alla
segreteria, ha chiuso ieri a
Napoli l’ottavo congresso del
Partito della rifondazione
comunista. La manovra del
governo è «una stangata
pazzesca» — ha detto
Ferrero — le politiche di
Monti portano l’Italia al
default, questa manovra è
peggio di quella che avrebbe
potuto fare Berlusconi».
Ferrero ha parlato per oltre
un’ora nella replica a una
platea di circa 800 tra
delegati e militanti riuniti al
teatro Mediterraneo della
Mostra d’Oltremare. «Deve
partire un’opposizione netta
alle politiche della Bce e al
direttorio della Merkel — ha
detto —. Dobbiamo usare il
"too big to fail" per
obbligare la Germania a
cambiare le sue politiche e
dire con chiarezza che il
governo italiano non paga il
debito delle banche
tedesche». «La classe
dirigente fatta di tecnocrati
— ha aggiunto il segretario
di Rifondazione comunista
— ha spostato le decisioni
lontano dall’Italia,
determinando una
sospensione della
democrazia, che va
ricostruita dal basso, sul
modello di quanto accaduto
a Napoli con le ultime
amministrative e
intercettando le istanze dei
movimenti come Occupy
Wall Street». Ferrero ha
rilanciato l’appello all’unità
di tutte le forze della
sinistra. Non solo a Vendola,
che ha declinato l’invito al
congresso, ma anche alle
forze che sono fuori dalla
Federazione della sinistra,
che potranno cominciare a
discutere negli «Stati
generali dell’opposizione»,
in programma a gennaio.
Verso il Pd, «partito che ha
scelto di entrare nella
maggioranza, proponiamo
posizioni nette ma non
settarismo», ha annunciato.
«Alzare un muro con il Pd e
dire che loro sono al di là
della barricata giova a
Veltroni. Invece dobbiamo
favorire il traffico dal Pd
verso di noi». No ribadito
all’attuale legge elettorale.
«È fatta per garantire il
sistema bipolare, «è un
coltello puntato alla nostra
gola e dobbiamo evitare di
essere sgozzati».
ROMA — La notizia che il
Pdl sperava arrivasse alla fine
della conferenza stampa,
quando il ministro Giarda rivela che l’Irpef non sarà ritoccata. Per Angelino Alfano,
che nell’incontro con Monti
si era battuto perché la croce
non ricadesse solo sulle spalle dei ceti medi, è un successo personale, che addolcisce
almeno un po’ l’amara pillola
dell’Imu. Alle dieci di sera il
segretario del Pdl esulta dalla
sua pagina Facebook: «Se confermato, il no all’aumento dell’Irpef vuol dire che è passata
la nostra impostazione per
non colpire i soliti noti. Di
questo sono contento...».
A caldo il leader si compiace, ma la reazione del partito
è assai più articolata. La manovra è dolorosa e anche per
il Pdl farla digerire agli elettori non sarà facile. L’ordine di
scuderia, arrivato da Silvio
Berlusconi, è tirare dritto.
«Sostenere il governo e votare compatti le misure in Parlamento», per quanto impopolari. Chi ha parlato con l’ex
premier lo descrive convinto
ad andare avanti nel sostegno a Monti (che ieri lo avrebbe chiamato) e però «stupito», a dir poco, per la «durezza» delle misure: «Chissà cosa sarebbe successo — si è
sfogato con i collaboratori —
se decisioni così impopolari
le avessimo assunte noi».
Quando la manovra sarà in
Aula il Pdl si batterà per cambiarla. «Il quadro è di estrema gravità, ma è chiaro che si
tratta di una manovra lacrime e sangue — è la prima impressione di Fabrizio Cicchitto — È molto rilevante che
sia uscito dall’orizzonte il te-
ma dell’Irpef, però resta il peso eccessivo sulla casa». È il
ritorno dell’Ici il problema
del Pdl, e non solo. Quel che
ancora non convince è il tema delle libere professioni,
che Alfano ha chiesto a Monti
di trattare «senza traumi».
Oggi il segretario riunirà
l’ufficio di presidenza per
mettere a punto la strategia,
poi toccherà ai gruppi di Camera e Senato. Tra i parlamentari c’è nervosismo per
una manovra che molti giudicano «recessiva» e «tutta tasse», tanto che una progressiva presa di distanza dal governo sembra già nelle cose. Tra
gli ex ministri, la preoccupa-
L’impopolarità
L’ex premier ai suoi: che
sarebbe successo se
decisioni così impopolari
le avessimo assunte noi?
zione prende accenti di rabbia. Maurizio Sacconi non si
intenerisce per le lacrime di
Elsa Fornero e ritiene ingiustificati i tagli alle pensioni: «Un
grande partito è tenuto a comportamenti responsabili, ma
turarsi il naso e votare non significa chiudere gli occhi sugli squilibri di questa manovra, tutta tasse, pensioni e
ben poca crescita». Anche
Sandro Bondi prevede effetti
recessivi, teme che una manovra «sbilanciata sul piano delle tasse» inevitabilmente deprimerà i consumi, rivelandosi «ingiusta» quanto «inutile». Margherita Boniver parla
di «randellata fiscale» e attacca, sarcastica: «Non ci voleva
un governo elitario per aumentare le tasse, lo poteva fare persino l’uomo della strada». Parole che rivelano con
quanta insofferenza i parlamentari del Pdl si preparino
ad accogliere oggi in Aula il
premier. Nunzia De Girolamo
giudica la manovra «poco etica» e a Monti chiede, retorica, se non sarebbe stato meglio varare un «concordato fiscale straordinario con annessa galera per gli evasori»,
piuttosto che «demolire quel
che resta delle famiglie». La
famiglia è solo uno dei nodi.
Tra i rospi da ingoiare c’è la
tassa sulle auto di grossa cilindrata e quella sulle barche,
che fa infuriare il presidente
della Sardegna, Ugo Cappellacci: «Provvedimenti frettolosi e superficiali, che avranno ripercussioni sull’occupazione». Antonio Martino contesta la manovra alla radice e
sferza l’«amico» Monti: «Io
non chiamerei l’idraulico per
chiedergli cosa fare, ma all’idraulico bisogna dire cosa
fare».
Martino non voterà la manovra e potrebbe non essere
il solo. Osvaldo Napoli chiede
di pensarci bene prima di dire di sì a tutto: «Una manovra
tre quarti tasse e un quarto tagli è un cocktail micidiale».
Eppure Alfano resta convinto
che un’altra via non c’è, non
esiste «un’alternativa tra una
manovra leggera o una pesante». Il bivio, per il segretario,
è «tra una manovra pesante
oggi o il fallimento domani».
Bene l’Irpef, bene la
tracciabilità del denaro contante a mille euro e non a 500
(«sarebbe stato illiberale»),
ma poiché la pancia del parti-
Il segretario del Pdl
Angelino Alfano ha
sostenuto di essersi
battuto per ottenere la
tracciabilità del denaro
a mille euro e non a
500 («sarebbe stato
illiberale») e il
ripensamento sull’Irpef:
«Se confermato il no
all'aumento
dell'Irpef vuol dire che
è passata la nostra
impostazione per
non colpire i soliti noti»
L’ex ministro
e i tagli alle pensioni
2
L’ex ministro del Welfare
Maurizio Sacconi ritiene
ingiustificati i tagli alle
pensioni, crede che le
donne siano state
troppo penalizzate.
Inoltre per l’ex ministro
«alcune delle maggiori
spese ipotizzate non
sembrano giustificare i
tagli alle pensioni, come
il generoso
trasferimento al
trasporto pubblico
locale»
I nodi Ici
e tassa sul lusso
3
Nel Pdl
Per il segretario nazionale
del Pdl Angelino Alfano,
41 anni, il bivio è «tra una
manovra pesante oggi
o il fallimento del Paese
domani»
to si sente già in campagna
elettorale e guarda al voto nel
2012, il segretario tiene a dire
che la colpa delle lacrime e
del sangue ricadrà sul governo in carica: «Tutti abbiamo
scelto la manovra e la giudicheremo in Parlamento, i contenuti però non attengono alla scelta dei partiti...».
Il nodo indigesto
principale per il partito
è il ritorno dell’Ici.
L'imposta municipale
(Imu) ha un'aliquota
ordinaria dello 0,76%,
che scende allo 0,4%
nel caso dell'abitazione
principale. Nel mirino
anche la tassa sui beni
di lusso. Per il
governatore sardo Ugo
Cappellacci si tratta di
«provvedimenti
frettolosi e superficiali»
Monica Guerzoni
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il caso La titolare del Lavoro ha abbandonato il tavolo con il Forum. Poi è rientrata per riprendere il confronto
Giovani al vertice senza donne. E il ministro protesta
La Fornero indignata per la delegazione tutta al maschile. La replica: noi eletti
ROMA — In serata, il presidente del Consiglio ha voluto
ringraziare innanzitutto lei, il
ministro del Lavoro Elsa Fornero, per l’impegno profuso in questi 17 giorni e ha quindi sorvolato sull’episodio che, già di prima mattina, aveva marcato la
differenza tra il carattere di questa battagliera (e a tratti emotiva) professoressa di Economia
dell’università di Torino e gli altri ministri del governo Monti.
A Palazzo Chigi — molte ore
prima di commuoversi in conferenza stampa parlando di sacrifici e di deindicizzazione delle
pensioni — Elsa Fornero ha infatti rotto lo stile fin qui sobrio
La delegazione La delegazione del Forum dei giovani che ieri ha incontrato il ministro del Welfare Elsa Fornero
del governo Monti. E lo ha fatto
fino al punto di abbandonare
In mancanza di una risposta
il governo ha iniziato a ricevere,
(temporaneamente) in segno di
per il tour finale delle consulta- soddisfacente, il ministro, visi- Il contributo
protesta uno degli incontri con
zioni, i sindacati e le parti socia- bilmente contrariata, avrebbe La frase: se
le parti sociali. La motivazione è
li. E così quando è toccato alla con cortesia addotto una scusa neanche loro
stata più che nobile, perché ridelegazione del Forum dei gio- per abbandonare l’incontro. Per
guarda la cronica assenza delle
vani sedersi davanti a Monti, al- poi commentare a caldo: «Se ne- valorizzano il
donne ai tavoli che decidono le
la Fornero e al sottosegretario anche i giovani hanno la consa- contributo delle
sorti del Paese, e così lo «scatto
Antonio Catricalà, nella grande pevolezza che il contributo delle donne non si va
di reni» del ministro non è pasSala Verde è calato il gelo: la pro- donne deve essere valorizzato da nessuna parte
sato inosservato.
fessoressa ha subito rimarcato non si riesce ad andare da nessuLa professoressa Fornero si è
che nella delegazione dei giova- na parte...». La protesta è durata
«No alle quote rosa». È
mossa seguendo l’istinto, e non
ni non c’era neanche una don- una manciata di minuti perché
l’idea
del
ministro
Cancellieri
la collegialità tante volte raccona. «Come mai?», ha chiesto in- poco dopo la professoressa ForIeri la titolare dell’Interno ha
mandata dal premier al suo gocredula la Fornero che oltre al nero è voluta rientrare nella Sala
ricevuto dal pdl Berselli
verno. Tutto è successo di buon
Welfare ha anche la delega alle Verde anche per prendere atto
una sciarpa della Roma
delle spiegazioni di Carmelo
Pari opportunità.
mattino a Palazzo Chigi quando
Lentino a nome della delegazione del forum dei giovani: «È vero che nella nostra rappresentanza non ci sono donne ma anche
dall’altra parte del tavolo ce
n’era una sola. Al congresso che
ci ha eletto c’erano anche le donne candidate ma non sono state
votate. Ci auguriamo che al prossimo congresso la rappresentanza femminile sia numerosa».
Eppure — nonostante il movimentato episodio avvenuto a Palazzo Chigi — anche altre donne
presenti nel governo Monti hanno idee ben precise sulle cosiddette quote di genere. Il ministro dell’Interno, prefetto Anna
Maria Cancellieri, ha ripetuto ieri al Salone della Giustizia quanto aveva già anticipato in occasione del suo incontro al Viminale con i giornalisti: «Non credo
alle quote rosa perché noi donne possiamo offrire qualcosa in
più con le nostre doti intrinseche di fermezza e determinazione». Questo ha detto il prefetto
Cancellieri (la seconda donna,
dopo la Jervolino, a guidare il Viminale) parlando alle tante donne arruolate nei ranghi delle forze di polizia. Che in molti casi
hanno superato in termini di
professionalità i colleghi.
Dino Martirano
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Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
Primo Piano 19
italia: 515249535254
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Pia illusione pensare che Monti potesse avere la mano
leggera. La sua rotta era segnata
Marco Follini, Pd
Non si possono non toccare i privilegiati, come chi in
pensione c’è già andato con cifre da capogiro Antonio Di Pietro, Idv
A sinistra Il segretario evoca per due volte le elezioni
Pd in imbarazzo
Bersani: decisioni
non del tutto eque
E arrivano le proteste degli elettori
556
Sarà il capogruppo a parlare, salvo sorprese dell’ultima
ora, e non il segretario. E per
lui non sarà facile, perché se è
vero che lo stato maggiore del
Pd alla fine ha tirato un sospiro di sollievo perché poteva
anche andare peggio, è altrettanto vero che queste non sono misure che collimano alla
perfezione con le proposte del
Partito democratico. «È una
manovra dura e non ancora
del tutto equa», ammette Bersani. E infatti il Pd subisce già
i primi contraccolpi della manovra. La periferia è in agitazione, nel territorio le federazioni sono in allarme, e sono
già tante le email di protesta
degli elettori che i parlamentari stanno ricevendo.
A sera Bersani è provato e
non è certo nelle condizioni
di fare salti di gioia. Però qualcosa ha ottenuto. Sui costi della politica, un suo chiodo fisso, per esempio. E non solo.
Tanto ha fatto e tanto ha detto, tampinando il governo per
tutto il giorno, che ha strappato pure la tassazione aggiunti-
va dei capitali scudati, anche
se ben inferiore a quella proposta dal Partito democratico:
«Non è tantissimo, diciamolo
pure, ma continueremo il confronto in Parlamento per correggere questo punto». Altri
fronti, a cominciare dal capitolo previdenza, sono rimasti
scoperti e hanno lasciato il
fianco del partito esposto ai
i deputati che hanno dato
il loro sostegno al governo
Monti
malumori della Cgil e della sinistra. «Sapevo che non
avremmo potuto cantare vittoria, che questa partita era difficilissima, perché certe misure
proprio non vanno: non si fa
abbastanza sull’evasione, sulla tassazione dei grandi patrimoni e sulla previdenza si accelera troppo, benché ci siano
le indicizzazioni che rappresentano un buon segnale»,
spiega il segretario.
Ciò nonostante, il Pd non
verrà certamente meno agli
impegni che si era assunto nei
confronti di questo governo:
«Terremo i nervi saldi e la barra ferma», assicura Bersani
che però non esclude di riuscire a ottenere cambiamenti in
Parlamento. Sempre che la manovra non sia blindata. E secondo molti parlamentari del
Pd non dovrebbe essere, come afferma Paola Concia:
«Dobbiamo lavorarci sopra
per migliorarla».
Ma il segno più evidente
dell’imbarazzo del Partito democratico è un altro. È rappresentato dall’insistenza con cui
Bersani, per ben due volte nell’arco della giornata di ieri,
evoca le elezioni. Non pronuncia mai esplicitamente questo
termine, ma lascia capire che
questo è il prossimo traguardo del Pd, finita la fase dell’allarme economia. «Questa —
spiega il segretario — è una fase di emergenza e il nostro
orizzonte va oltre. La nostra
prospettiva è un’altra. Verrà il
momento in cui ci assumeremo davanti ai cittadini le nostre responsabilità». Una frase
che il segretario ripete a sera,
ospite di Fabio Fazio a «Che
tempo fa», mentre è in corso
la conferenza stampa che il governo ha indetto per illustrare
la manovra. Il conduttore gli
chiede se l’orizzonte sono le
elezioni e Bersani non nega,
anche se preferisce continuare a chiamarle una «nuova
prospettiva».
Insomma, il leader del Pd è
convinto che «ci sia troppo da
fare perché si riesca a dare risposte al Paese con una transizione». Come a dire, questo è
Nel Pd Il leader del Partito democratico Pier Luigi Bersani, 60 anni, ieri ha parlato di manovra molto dura
un governo eccezionale per
tempi eccezionali, dopodiché
la parola deve ripassare alla
politica: «Il Paese verrà messo
di fronte a una nostra posizione chiara perché noi abbiamo
un nostro orizzonte di ricostruzione economica e sociale
del Paese».
E sicuramente, stasera, si
parlerà anche di questo, oltre
Punti deboli
Il leader: non si fa
abbastanza sull’evasione
e sulla tassazione dei
grandi patrimoni
Il congresso Psi
Nencini: non voteremo
queste misure ingiuste
Nel Psi
Riccardo
Nencini, 52
anni, è
segretario
nazionale del
Psi
MILANO — Una convenzione nazionale
liberalsocialista di cui faranno parte i
partiti, i movimenti e i pezzi della società
civile che si riconoscono nella cultura laica
e riformista. Ad annunciarne la nascita il
segretario nazionale del Psi, Riccardo
Nencini, durante la relazione conclusiva
all’assemblea congressuale del partito a
Fiuggi. Sarà strutturata come un
parlamento, spiega il segretario, sarà
formata da 150 persone (un terzo elette,
un terzo indicate dai partiti, un terzo
espressione delle professioni e della
società civile) e si riunirà una volta al
mese, da oggi alle elezioni, in giro per
l’Italia. Chiudendo i lavori, Nencini ha
ribadito le linee guida dell’azione
socialista: equità, riforme istituzionali, con
l’elezione diretta del capo dello Stato e
attenzione alle «tante apartheid dei diritti
che ci sono in Italia, prima fra tutte quella
che investe oltre tre milioni di giovani
precari». Sulla manovra, in attesa del testo
definitivo, Nencini ha ribadito che «se
sarà nei termini presentati da Monti ai
partiti e alle parti sociali, difficilmente i
socialisti la voteranno, perché manca del
tutto l’equità: pagheranno i soliti noti e
saranno colpiti i cittadini più deboli, quelli
che ad esempio hanno nella casa il loro
unico salvadanaio».
che dell’impatto della manovra, nel coordinamento che il
segretario ha convocato per
le venti. Perché, come osserva un autorevole esponente
del Pd, «il conto della manovra è salato e la sfiducia rischia di investire anche noi».
Nell’immediato i vertici del
Partito democratico dovranno darsi da fare per rassicurare non solo elettori e militanti, ma anche dirigenti e parlamentari. Uniti dalla stessa preoccupazione, quella che è comune a Enrico Rossi, Ignazio
Marino e Cesare Damiano:
«Non è giusto che paghino
sempre i soliti noti».
Maria Teresa Meli
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PH GUIDO CASTAGNOLI ⁄ AD DESIGNWORK
ROMA — Imbarazzo è una
parola che i dirigenti del Pd
non amano leggere negli articoli quando viene usata per descrivere lo stato in cui versa il
loro partito. Imbarazzo, però, è
una parola che ieri hanno utilizzato spesso pensando all’intervento che oggi Franceschini dovrà pronunciare a Montecitorio, dopo il discorso di Monti.
L’intervista L’esponente pd
Colaninno jr:
scelte d’emergenza
Bisognava osare
contro l’evasione
ROMA — «Naturalmente, quello di ieri è un intervento di emergenza. Ma adesso bisogna ristrutturare
la spesa improduttiva della pubblica amministrazione, che non può continuare a bruciare ricchezza come una fornace».
Dal tono della voce si comprende che il deputato
Pd Matteo Colaninno, imprenditore, sembra sia rimasto deluso dalla manovra di Monti.
È così?
«Non sono deluso perché tutti sapevamo che l’Italia doveva fare una manovra credibile e pesante, tuttavia l’equilibrio e la distribuzione dei sacrifici ha un
peso altrettanto fondamentale».
Insomma?
«La situazione del nostro Paese è stata vicinissima
al punto di non ritorno. L'Italia non aveva di fronte a
sé una mezza possibilità in più. Ma proprio per questo, la coesione del Paese è un asset non deteriorabile. Lo dico proprio per la riuscita della manovra. Per
questo l’equità ha un valore fondamentale, magari anche osando
una patrimoniale compensabile
Coraggio
con forti agevolazioni per le persone che investono capitali in attività produttive».
Il presidente del Consiglio ha
detto che presto verranno tassate
le rendite...
«La prima forma di equità è il
contrasto all’evasione fiscale che
non deve essere persecuzione fiscale nei confronti dei soliti noti.
Avrei avuto più coraggio subito
nella limitazione dell’uso del contante, sarei andato ben sotto i 500
Io avrei
euro. Bisogna esercitare la tolleavuto più
ranza zero verso chi ogni anno
coraggio nel evade 120 miliardi di euro di tasse. Poco disturbo del resto è stato
bloccare
anche dato ai capitali scudati: solo
l’enorme
l'1,5 per cento di una tantum sui
circolazione capitali che hanno utilizzato lo
di denaro in scudo fiscale».
Più dei due terzi della nuove
contante
imposizioni, ha detto Monti, gravano sulla ricchezza e sui patrimoni...
«Si è andati a incidere sui patrimoni delle famiglie.
Per questo il governo adesso deve garantire che tutto
ciò si accompagni a una severa ristrutturazione della
spesa pubblica improduttiva che rischia di incenerire
i pesanti sacrifici richiesti».
Arrivano anche la deduzione dall'Ires e dall'Irpef
della quota di Irap riferita al costo del lavoro...
«Sono misure importanti come anche quella sulla
ricerca e poi c'è una misura importantissima e fondamentale che è un primo intervento fiscale per favorire chi mette capitale nell'azienda per crescere, consolidarsi e fare investimenti».
Il ministro Passera ha assicurato lo sblocco di
cantieri per 40 miliardi...
«Questo è veramente ottimo e così pure i fondi di
garanzia per le piccole e medie imprese».
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Il governo L’opposizione
Bossi: scateniamoci,
per la Padania
una finestra storica
Il leader: noi andremo con la Germania
«Tremonti sarà il nostro ambasciatore»
DAL NOSTRO INVIATO
VICENZA – «Oggi si apre
una finestra importante della
storia: l’Italia ha perso la guerra economica e la Padania ha
vinto». E dato che «alla fine
delle guerre arrivano i trattati», questo è il momento di
«scatenarsi». Umberto Bossi
riapre a Vicenza il parlamento
della Padania e fornisce il nuovo verbo: «Difficilmente l’euro resterà in piedi», anche perché «Sarkozy e la Merkel
avranno difficoltà a spiegare
ai loro elettori che devono pagare i debiti di Grecia e Italia». E allora – la scommessa
leghista è questa - si dovrà
presto arrivare al «doppio euro», uno per le economie più
forti e uno per quelle più deboli. Insomma, la Lega dovrà
«lavorare» per giocare in serie A. Anche se a detta di Bossi, l’Europa ha già «previsto
che la Padania starebbe con la
Germania».
Eppure, se le parole sono
forti, i toni dicono qualcosa
di diverso. «Secessione» inneggia la platea di Vicenza.
Ma i dirigenti, in realtà, parlano assai più spesso di «macroregioni». Del resto, lo stesso
Bossi sull’argomento ci va
ben cauto. Esclude l’uso dei
fucili su cui lo interrogano i
cronisti e osserva: «Ci vuole
un po’ di fortuna e un po’ di
attenzione. Attendere non ci
ha fatto male». È il doppio registro sintetizzato dal titolo
della Padania di ieri. Che parla sì di indipendenza: «Ma
consensuale».
La strategia prevede diversi
passaggi. Primo: il sostegno
di Roberto Formigoni all’idea
della macroregione. Oggi Bossi, Maroni, Calderoli, Cota e
Zaia sonderanno il governatore lombardo in via Bellerio.
L’idea è quello di un fronte comune delle Regioni del Nord
per chiedere al governo tutti i
possibili spazi di autonomia
consentiti dalla riforma del Titolo V della Costituzione: competenze e risorse corrispondenti. «Tra l’altro – racconta
La protesta anti-Carroccio
I manifestanti del «No Dal Molin» hanno
protestato ieri contro l’apertura del
parlamento padano, definendola
una «pagliacciata»
un dirigente padano – la cosa
getterebbe anche scompiglio
nel Pdl, il che per noi è un valore aggiunto».
In secondo luogo, ci vuole
un uomo di vaste e internazio-
nali relazioni. Quello c’è già, e
si chiama Giulio Tremonti.
Umberto Bossi ha ormai accolto «l’amico Giulio» nel Carroccio, dato che nel Pdl l’ex superministro è ormai innomi-
nabile. Certo, anche nella Lega la cosa creerà qualche problema. Ma il capo padano ha
superato le obiezioni spiegando che Tremonti sarà una sorta di «ambasciatore» o «ministro degli Esteri» della Padania.
A Roma sarà necessaria
una figura di grande visibilità
mediatica, immagine indiscussa e anche buone relazioni: con ogni probabilità, Roberto Maroni tornerà ad essere il capogruppo della Lega a
Montecitorio. Roberto Calderoli, neoeletto presidente del
Parlamento padano, lo ha detto a chiare lettere di fronte ai
militanti in tripudio: «Roberto Maroni sarà il nostro ambasciatore a Roma. Chiedo il
mandato all’assemblea per affidargli l’incarico e vada a fare
il culo a Monti in Parlamento».
Quarto punto: nuovo coinvolgimento di militanti ed
elettori. Il Parlamento padano, pur avendo sede nella villa La Favorita di Sarego (Vi),
si riunirà «una volta al mese»
in varie località della Padania.
Soprattutto, saranno lanciate
campagne su temi ad alto potenziale di mobilitazione. Calderoli ha parlato di una raccolta di firme per un referendum
abrogativo della nascitura riforma delle pensioni, ma è
stata evocata anche la rivolta
fiscale.
Infine, corsa solitaria del
Carroccio alle prossime amministrative. Ne ha parlato, unico nel movimento (l’argomento è comunque spinoso), Roberto Maroni. Il «liberi da tut-
ti», almeno nei calcoli padani,
dovrebbe garantire il pieno di
voti nei Comuni e nelle Province. Poi, chissà: per le politiche, magari, qualche chiacchiera con il Pdl si potrà fare.
Ma partendo dalla forza dell’ultimo risultato utile.
Marco Cremonesi
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Primo Piano 21
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Questa manovra è iniqua perché colpisce chi ha un reddito fisso e i pensionati. E’ recessiva perché prevede
soltanto aumenti di pressione fiscale, anche odiosi come quello sulla prima casa
L’intervista
L’ex ministro dell’Interno: Berlusconi ricattato sul salvataggio delle sue imprese? Lo ha detto Bossi
Maroni: il Pdl sfiduci l’esecutivo
Questi sono schiaffi ai nostri elettori
«L’Ici sulla prima casa e le pensioni sono una rapina»
A Sarego Sopra, lo
stato maggiore della
Lega ieri. Sotto, uno
striscione dei
militanti che
annuncia che
l’indipendenza
«parte da Vicenza»
ROMA — «Per varare questa manovra non era davvero necessario
consegnare il Paese ai professori».
Non usa mezzi termini Roberto Maroni per bocciare senza appello i
provvedimenti proposti dal governo guidato da Mario Monti. E aggiunge: «Hanno accettato i diktat
di Bruxelles sui conti e hanno perso di vista i valori». Per questo si
appella agli ex alleati: «Sfiducino
l’esecutivo e consentano ai cittadini di votare. Dire sì all’Ici sulla prima casa è uno schiaffo a tutti coloro che li hanno votati».
L’Italia rischia il fallimento. Vede altre strade?
«Ce ne sono moltissime e sono
tutte diverse da quella imboccata.
Questa manovra è iniqua perché
colpisce chi ha un reddito fisso e i
pensionati. È recessiva perché prevede soltanto aumenti di pressione
fiscale, anche odiosi come quello
sulla prima casa, che vanno a colpire il ceto medio vale a dire la parte
sana e produttiva del Paese che consente la stabilità sociale».
Andiamo su esempi concreti.
Le pensioni, qual è il problema?
«Secondo la commissione europea il sistema italiano è in equilibrio per i prossimi cinquanta anni.
Dunque se si decide di toccarlo è
per fare cassa, come hanno sempre
contestato i sindacati. Allora chiedo: visto che per ogni anno di lavoro si accumula il 2 per cento del
rendimento, se passiamo da 40 anni di anzianità a 42 passeremo anche dall’80 per cento all’84 per cento di rendimento? Se così non fosse il lavoratore resterebbe due anni
in più ma gratuitamente. E dunque
subirebbe una rapina».
Addirittura?
«Non è finita. Se a questo aggiungiamo le modifiche all’applicazione dell’adeguamento Istat la rapina
diventa aggravata perché diminuisce il potere d’acquisto. E così potrebbe capitare che il pensionato in
affitto avrà meno soldi, ma pagherà di più per l’aumento Istat applicato dal proprietario di casa».
Perché è contrario all’Ici sulla
prima casa?
«Perché possedere un immobile
non è un lusso ma un patrimonio
della famiglia, che in Italia ha un valore particolare. C’è chi ha messo
da parte i risparmi di una vita per
comprarla o per ristrutturare quella ereditata. E saranno loro a pagare».
Almeno sulla tracciabilità del
contante sarà d’accordo.
«Certo, purché tutti i costi aggiuntivi siano a carico delle banche. Su questo faremo le barricate
e coinvolgeremo i commercianti.
Chiederemo a loro quali sono le
misure eque e li coinvolgeremo
nell’iniziative contro l’innalzamento dell’Iva e poi vediamo che cosa succederà».
Lei è stato ministro dell’In-
L’«orazione» di Gobbo
in dialetto veneto
I lumbard non capiscono
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fine hanno fatto
gli «Indignati».
E dov’è finita
Confindustria
che il 10
novembre
chiedeva "fate
presto"
lusso rischia di
rivelarsi una
vera e propria
truffa. Tassare
il posto barca è
come mettere
la tassa sui box
per l’auto
DAL NOSTRO INVIATO
M. Cre.
❜❜
Mi chiedo che
❜❜
La tassa sul
Il caso I nodi dell’«identità» padana
VICENZA – «A se l’è adree a dì?». Il militante di certissima origine
bergamasca ascolta Gian Paolo Gobbo con la bocca aperta. Il sindaco
di Treviso, nonché segretario della Liga veneta, ha iniziato il suo
intervento – peraltro assai applaudito - in dialetto stretto della Marca,
quasi una canzone. Di cui il leghista orobico ha capito nulla («Ma cosa
sta dicendo?»). Allo stesso modo, il sindaco ex rugbista certo non
comprende (come nessun altro in Italia) la forte parlata delle «valli».
Se la lingua è una delle caratteristiche fondamentali di un popolo, per
la Padania non c’è speranza. Nel dibattito sulla terra promessa
leghista questo è un problema che Umberto Bossi, abilissimo creatore
di miti, ha sempre avuto assai presente. Già nel 1989, durante
l’ultimo congresso della Lega lombarda prima della svolta federale del
1991, il gran capo dimostrava di esserne ben consapevole. Al punto
da spiegare esplicitamente che l’allora Repubblica del Nord non era
entità basata sull’etnia, ma su ragioni «politiche ed economiche».
Mentre la discesa del Po da Monviso a Venezia è la festa «dei» popoli
padani. La recentemente ribadita scomunica all’associazione Terra
Insubre, attivissima e meritoria
nella riscoperta della storia e
Il problema
dell’archeologia varesina e ticinese,
secondo chi la sa lunga nasce
Nel dibattito sulla
soprattutto da inimicizie antiche
Padania il problema
dentro il mondo leghista. Ma è
delle lingue diverse è anche vero che il neo celtismo è per
ben noto a Bossi
nulla adatto a fungere da
fondamento ancestrale della
Padania. Esclude vastissime
porzioni di Veneto, tutta la Liguria e persino ampie zone della
Lombardia: i Camuni vivevano nell’arcileghista provincia di Brescia. E
comunque, basta andare a una festa padana in Veneto. Prima della
fine della serata arriverà immancabile la discussione sul fatto che i
veneti sono popolo mentre i lombardi sono poco più che un
patchwork: «Che c’entra un bergamasco con un mantovano?». Per
tacer delle ironie sul «ventilatore», il soprannome che i veneti danno
al Sole delle Alpi caro al sindaco di Adro. Ed ecco che la Padania,
soprattutto nei discorsi di molti dirigenti, viene sostituita da un
termine assai meno evocativo, e anzi decisamente amministrativo,
come «macroregione». Ieri, a Vicenza, per l’omaggio appassionato
rivolto alla memoria di Gianfranco Miglio dal suo erede e nuovo
ideologo del Carroccio, il professor Stefano Bruno Galli. Tra l’altro,
l’analisi di Miglio sul tramonto degli Stati nazionali è ancora oggi
musica alle orecchie leghiste. Come, del resto, la sua ostilità
all’alleanza con Silvio Berlusconi nel 1993. Insomma: più facile
ripartire da Miglio che dalla Padania.
Il ruolo
L’ex ministro
dell’Interno
Roberto
Maroni,
56 anni
È nato l’OIV - Organismo Italiano
di Valutazione: lo standard setter
domestico nel campo delle valutazioni
- di aziende, di strumenti finanziari
e di attività reali - e il naturale
referente dell’IVSC- International
Valuation Standard Council.
Fo n d a t o r i
AIAF
ANDAF
ASSIREVI
Borsa Italiana
CNDCEC
Università Bocconi
Pe r e s s e r e i n f o r m a t o s u l l ’ a t t i v i t à
e sulle iniziative dell’OIV iscriviti
alla newsletter su
www.fondazioneoiv.it
❜❜
La prima casa è
un patrimonio.
C’è chi ha
messo da parte
i risparmi di
una vita per
comprarla. E
saranno loro a
pagare
❜❜
Se il Pdl dirà sì
a tutto ci
saranno
conseguenze
sul piano
elettorale.
Alfano lo sa ma
tenta di
barcamenarsi
terno fino al mese scorso. Adesso
invoca la piazza?
«No, però mi chiedo che fine
hanno fatto gli "Indignati". Mi chiedo dove è finita la Confindustria
che il 10 novembre, non un anno
fa, si appellava al governo e gridava "Fate presto" riferendosi alle misure per la crescita. Spero di essere
smentito, ma non mi pare sia stato
previsto nulla in tema di sviluppo».
Non crede sia prioritario pensare alle entrate?
«Sì, ma per farlo così non serviva un governo di fenomeni! Forse
sono troppo esperti per comprendere che i ricchi non sono quelli
che guadagnano 80mila euro l’anno e hanno una casa. La cosa più
sorprendente è che questi venti
giorni sembrano passati invano.
Non è stato definito alcun meccanismo di intervento sulla spesa, nessun intervento per la crescita delle
piccole e medie imprese».
La tassa sul lusso però la salva?
«No, assolutamente. Perché rischia di rivelarsi una vera e propria
truffa. Chiunque ami il mare e abbia una piccola imbarcazione lo sa
bene: tassare il posto
barca e come mettere
la tassa sui box per
l’auto. Definire lusso
un mezzo di dieci metri significa non avere la percezione della
realtà. Se l’intenzione
fosse davvero quella
di inseguire i patrimoni, dovremmo parlare di ben altre misure».
Possibile che non
ci sia neanche un
provvedimento che
potete condividere?
«Sembra assurdo
ma è così, perché non siamo d’accordo con questo metodo che ha
fatto prevalere l’aspetto finanziario
su quello sociale. Vincono i banchieri rispetto alla società in cui i
banchieri operano».
Eravate al governo fino a un mese fa, perché non siete intervenuti per contrastare la crisi economica?
«Ci eravamo impegnati a non aumentare le tasse e ci hanno detto
che strizzavamo l’occhio ai mafiosi
e che eravamo contaminati dai corrotti. È arrivato Monti e non mi pare che ci sia stato un intervento
straordinario per lottare contro
l’evasione fiscale come tutti si
aspettavano. O anche loro strizzano l’occhio a cosche e corrotti o forse non era così semplice. E allora
questo presidente del Consiglio dovrebbe avere il coraggio di andarsene e restituire onore alla democrazia».
Lo dice perché siete l’unico partito all’opposizione?
«Il disegno era proprio questo:
far fuori Berlusconi e cercare di eliminare la Lega».
Silvio Berlusconi si è dimesso,
vuole sostenere che fosse complice?
«Si è arreso».
Ricattato sul salvataggio delle
sue imprese come sostiene Bossi?
«Lo ha detto Bossi».
Lei gli ha parlato?
«Lo faccio spesso perché noi
non ci arrendiamo all’idea che possano approvare queste misure. Anche perché il sostegno a questa manovra diventerebbe la ratifica della
fine dell’alleanza tra Lega e Pdl, ma
soprattutto la certificazione della
loro incoerenza. Se diranno sì a tutto, credo avranno conseguenze sul
piano elettorale».
Ne ha parlato anche con Angelino Alfano?
«Certo, lo sa ma tenta di barcamenarsi. Adesso che il provvedimento è stato illustrato mi chiedo
come potranno votarlo in Parlamento. Io penso che l’unica via possibile sia dire no a questa manovra
imposta da Bruxelles che certamente non servirà a salvare l’Italia».
Fiorenza Sarzanini
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Il governo I lavoratori
«Manovra senza equità»
Sindacati di nuovo uniti
Camusso: «Si fa cassa sui poveri del Paese»
ROMA — «La manovra grava solo su lavoratori e pensionati», dice Raffaele Bonanni,
leader della Cisl. «Si fa cassa
sui poveri del Paese. Si interviene su redditi e consumi,
ampliando gli effetti recessivi», dice Susanna Camusso, segretario generale Cgil. E Luigi
Angeletti, Uil, che appare il
più cauto: «Solo in parte c’è rigore ed equità».
Sulla manovra i tre più
grandi sindacati ritrovano —
con gradazioni diverse — gli
stessi toni. E la conferenza
stampa serale di Monti rassi-
Gli analisti
cura per qualche verso (Irpef,
perequazioni), ma non ribalta
le valutazioni. Il punto critico
è il capitolo pensioni. Bonanni: «Passaggio al contributivo
e innalzamento dell’età: assieme hanno un effetto devastante». Sull’innalzamento degli
«Patto sociale»
Bonanni: niente sciopero
ma un «patto sociale»
con il governo facendo
leva sui ministri cattolici
anni di contribuzione (42 per
gli uomini, 41 per le donne),
Camusso tiene il punto: «Quarant’anni è ancora un numero
magico da cui non si può prescindere». Inoltre, la manovra
«mette in discussione la normativa varata con il governo
Prodi sui lavori usuranti».
Che fare, adesso? Sabato Camusso aveva pregato Monti di
«non rovinare la festa» per la
fine del governo Berlusconi.
La festa sembra però messa seriamente in discussione. E Camusso ha invitato Cisl e Uil a
«iniziative comuni», dopo la
Critici Da sinistra: Luigi Angeletti (Uil), Raffaele Bonanni (Cisl), Susanna Camusso (Cgil), Emma Marcegaglia (Confindustria)
netta rottura dell’unità sindacale nell’era Berlusconi. Camusso non fa cenno a mobilitazioni, né pronuncia la parola «sciopero», anche se ha una
minoranza interna pronta a
scendere in piazza (il 16 c’è in
calendario una manifestazione Fiom). Il prossimo passo
per la Cgil sarà presentare le
modifiche da apportare alla
manovra, affinché tutte le forze politiche ne tengano conto.
Bonanni invece annuncia «reazioni forti», ma dice esplicitamente: «Nessuno sciopero.
Noi siamo per la trattativa ser-
rata con il governo». Il piano
di Bonanni è quello di un «patto sociale» fra governo, sindacati e associazioni di categoria. La strategia di Bonanni,
protagonista del ritorno dei
cattolici in politica, è di fare
pressione sui ministri cattolici e sulle forze di riferimento
(Udc e parte del Pd). Monti
sul patto sociale non ha risposto, ma Bonanni torna alla carica: «Spero che gli altri sindacati, se vorranno iniziative
con noi, si battano per arrivare a una mediazione, a una
concertazione».
I sindacati e il presidente
della Confindustria Marcegaglia hanno incontrato Monti e
il ministro dello Sviluppo, Passera, poco prima delle 10 di ieri. Cosa propongono i sindacati a Monti e alla sua squadra?
Camusso, innanzitutto, innesca il paragone Monti-Berlusconi: «Senza equità, pur nel
rigore, rischia di esserci continuità con il passato governo».
Poi afferma che, per aumentare le entrate, si possono fare
cose subito, come un accordo
con la Svizzera per il pagamento delle imposte sui depositi
bancari. E «si può cancellare
la spesa per i bombardieri
F35, che vale 13 miliardi». E si
deve affondare di più contro
gli evasori, anche se si apprezzano alcune «buone intenzioni» del governo. Bonanni sostiene una patrimoniale sui valori immobiliari. Angeletti preme per «spostare il peso fiscale a vantaggio del lavoro».
Per il momento, i tre sindacati marciano divisi (per colpire uniti, forse).
Andrea Garibaldi
[email protected]
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Lo studio della banca d’affari italiana sulla «settimana di passione» della moneta unica
«Intervento-ponte della Bce contro la crisi»
Rapporto di Mediobanca: nell’attesa degli eurobond che sono il vero antidoto
Che cosa si pensa in Mediobanca, la più importante banca d’investimento italiana, dei cinque giorni che, da oggi, potranno sconvolgere
l’Europa? E che cosa bolle in pentola oltre la manovra da 25 miliardi, deliberata ieri dal governo Monti, e oltre quanto la stessa Mediobanca
scrive nel rapporto che viene diffuso questa
mattina?
La settimana di passione inizia nel contesto
di una crescente penuria di liquidità. Giovedì 1
dicembre, in un seminario dei dirigenti delle
Bcc, si è constatato come perfino nelle banche
di credito cooperativo siano sparite le banconote da 500 euro, tutte stipate nel materasso o nelle cassette di sicurezza, non per caso introvabili.
Negli stessi giorni, una grande banca italiana ha
mendicato da due casse previdenziali private il
prestito dei loro Btp per scontarli presso la Banca centrale europea in cambio di liquidità. Più
in generale, in tutt’Europa le banche principali
non sono riuscite a rinnovare per intero gli 800
miliardi di obbligazioni in scadenza quest’anno:
mancano all’appello 150 miliardi. Non siamo ancora al post Lehman, ma di questo passo ci torneremo, e con un’aggravante: i governi europei
non potranno più giocare, a regole costanti, la
briscola dei salvataggi bancari a carico del debito pubblico.
Da Londra, Mediobanca Securities dice: o facciamo un passo in avanti decisivo verso l’unione
fiscale e la garanzia comune dei debiti pubblici o
torniamo indietro. Le chiavi di volta sono due, e
stanno nelle mani dei due Mario: Monti e Draghi. Dal primo Mediobanca si aspetta non solo la
manovra, ma anche un colpo d’ala per ridurre di
100 miliardi il debito pubblico e un’iniziativa in
politica estera capace di passare dall’aspirina dell’Efsf (European Financial Stability Facility) all’arma totale degli Eurobond. Il colpo d’ala consiste nell’offrire alle banche e alle assicurazioni, ol-
tre che ai risparmiatori, l’opportunità di scambiare titoli di Stato dei loro portafogli contro beni
patrimoniali dello Stato e degli enti locali. Potrebbero essere messi in campo 42 miliardi di immobili pubblici già disponibili per la vendita, 45
miliardi di partecipazioni del Tesoro in società
quotate e non quotate e 3,8 miliardi delle partecipazioni degli enti locali nelle ex municipalizzate.
E qui il rapporto si ferma.
Si può tuttavia immaginare che un tale scambio verrebbe facilitato da un veicolo societario
che emetta obbligazioni garantite dai medesimi
beni da scambiare con i Btp con i quali pagare lo
Stato che, così, cancellerebbe quei Btp. Al Corriere risulta che al ministero dell’Economia stiano ristudiando la KfW tedesca e la Caisse des Dépôts
francese. Il veicolo, ancorché a controllo parzialmente pubblico, resterebbe fuori dal perimetro
del debito pubblico. A seconda dei valori dello
scambio, potrebbero guadagnare qualcosa entrambi i lati del tavolo e, attraverso una gestione
professionale degli
attivi, il veicolo potrebbe anche riconoscere allo Stato parte
della rivalutazione
futura.
L’attesa di una più
incisiva politica estera non è immotivata
se, come notano gli
analisti Antonio Guglielmi e Alex Tsirigotis, in Europa si è tornati a parlare di Eurobond e di quantitative easing (la Bce che
presta e garantisce a
volontà per evitare
crisi di liquidità e
spiazzare la speculazione) solo da quando Mario Monti è entrato a palazzo Chigi.
Del resto, secondo
McKinsey, citata nel
rapporto, il costo annuale della rottura
dell’euro sarebbe di
80-120 miliardi per la Germania, quella stessa
Germania che dal 2000 al 2007 ha aumentato l’attivo della sua bilancia commerciale verso il resto
dell’Eurozona da 46 a 126 miliardi.
Dal secondo Mario, e cioè da Draghi, Mediobanca si attende la rapidissima adozione
di un regime transitorio che traghetti gli Stati e le banche dalle incertezze attuali, che portano diritte alla crisi di liquidità, verso la sicurezza degli Eurobond. In tal modo e per il
tempo che serve, ogni banca potrebbe scontare presso la Bce i suoi attivi senza andare
troppo per il sottile, e dunque senza più pietire i Btp altrui, in cambio della liquidità con
cui poter fare prestiti alla clientela e tonificare un’economia altrimenti esangue.
Mediobanca non crede all’efficacia dell'Efsf,
nemmeno dopo che la sua dotazione è stata elevata a 440 miliardi. E questo per la semplice ragione che da qui alla fine del 2013 vengono a scadenza circa 900 miliardi di obbligazioni pubbli-
che greche, portoghesi, irlandesi, spagnole e, soprattutto, italiane, oltre il 30% del totale in circolazione. E se scattasse il default dei cinque, ci sarebbe un problema immediato da 2 mila miliardi. La soluzione vera, per Mediobanca, restano
gli Eurobond e un ponte della Bce per arrivarci
vivi, mentre i governi rivedono i Trattati. Ed è
Passaggio necessario
Un regime transitorio che
traghetti Stati e banche
verso il risanamento
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di MASSIMO MUCCHETTI
qui che si misurerà Mario Draghi. Una marcia di
avvicinamento sicura verso gli Eurobond farebbe gradualmente convergere i tassi d’interesse
oggi così divaricati tra i diversi Paesi. Banche come Intesa Sanpaolo e Unicredit ne trarrebbero
vantaggio. Deutsche Bank che paga la raccolta
obbligazionaria la metà degli altri grazie allo scudo dei Bund avrebbe un problema serio. E qualche problemino lo avrebbero anche le banche
francesi. Ma, conclude Mediobanca, se Italia e
Spagna devono soffrire per mettere a posto la loro finanza pubblica, perché Germania e Francia
mettono a rischio l’Europa per proteggere le loro
banche che hanno giocato troppo con i debiti?
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Esteri
Il voto Batosta per il partito del premier che però mantiene la maggioranza dei seggi
Mezza Russia scarica Putin
«Ma restiamo i più forti»
E Medvedev: è la prova che siamo in democrazia
MOSCA — Russia Unita, il
partito del Cremlino, ottiene
la maggioranza assoluta dei
seggi nella nuova Duma, ma
dovrà iniziare a fare i conti
con gli altri partiti perché non
potrà più godere dell’ampio
margine che aveva nella precedente legislatura. Il fatto
che Vladimir Putin non abbia
stravinto potrebbe far pensare che i brogli e le forzature
denunciate dall’opposizione
non sono stati così numerosi,
se si sono verificati. O anche,
secondo i più maligni, che tutti gli sforzi degli uomini del
potere concentrati soprattutto nelle zone più periferiche
(in Cecenia il partito ha ottenuto il 99,47%, in Tatarstan
l’84,6% e così via) non hanno
conseguito lo scopo sperato.
Il presidente Dmitrij Medvedev e il primo ministro sono
apparsi ieri sera in tv per commentare il risultato: secondo
il «tandem», il voto ha dimostrato come la Russia sia veramente una democrazia. Quando il Paese andava forte perché il petrolio era a 110 dollari il barile, Russia Unita prendeva il 64,3%, ha detto in so-
stanza Medvedev. Oggi che
c’è la crisi il partito arriva comunque al 50% (per l’esattezza 49,95% con il 76,1% dei voti scrutinati) e, grazie all’esclusione dalla Duma di tutte le
formazioni al di sotto del 7%,
conquista circa 239 seggi su
450.
La Camera bassa
Non è una maggioranza comoda, ma Putin potrà contare quando necessario sui 62
deputati del partito amico
Russia Giusta (ha preso quasi
il 13%) e, con qualche contrattazione, sui 56 liberal-democratici di Vladimir Zhirinovskij (11,8%). Meno malleabiLa ripartizione dei seggi
Partito
comunista
2007
Russia
Unita
57
315
Liberaldemocratici
40
Russia
Giusta
TOTALE
OGGI
450
38
Partito
comunista
Risultati non definitivi
Russia
Unita
93
239
Russia
Giusta
62
Liberaldemocratici
TOTALE
450
56
D’ARCO
li saranno certamente i comunisti del Kprf, la vera sorpresa
di queste consultazioni. Il quasi raddoppio dei seggi (con
un incremento dei voti dall’11,6 al 19,3%) ha galvanizzato il loro leader Gennadij Zyuganov, accusato nella precedente legislatura di rappresentare una opposizione di cartapesta. La popolarità di Putin è
confermata e la sua corsa verso la presidenza a marzo non
incontrerà ostacoli insuperabili. Medvedev con ogni probabilità prenderà il suo posto
di primo ministro come annunciato in settembre.
Ma non c’è dubbio che questo gioco delle parti concordato con largo anticipo ha rotto
l’incantesimo. E la possibilità
di perdere la maggioranza assoluta si è dimostrata concreta. Il nervosismo del partito
di governo è stato palese nella capitale per l’intera giornata. Più dei cento arresti operati dalla polizia moscovita sulla ex Piazza Majakovskij (l’opposizione aveva organizzato
una manifestazione di protesta) a tradire lo stato di fibrillazione dei colonnelli di Putin
è stato l’intervento senza precedenti e in perfetto «stile cinese» sulla rete: sono stati
bloccati per gran parte della
giornata i portali Internet della popolare Radio Echo Moskvy e di Golos, l’unica organizzazione indipendente di
controllo della regolarità del
voto. Ma era soprattutto ai
seggi, che si respirava l’aria
della mareggiata in arrivo. Siamo stati a Lubertsy, periferia
sudoccidentale di Mosca, il
quartiere che ha fatto da sfondo alla società amorale e cinica, raccontata da Andrei Zviagintsev nel film Yelena. L’idea
di un voto «contro Russia Unita» ci è stata ripetuta in molte
varianti. Con l’inquietante co-
rollario che i giovani diciottenni incontrati, Denis, Vadim, Aleksandr e Viktor avevano tutti votato per i nazionalisti di Vladimir Zhirinovskij.
E perfino chi sceglieva la
formazione al potere lasciava
perplessi quanto a motivazioni: «Voto per il partito del presidente Medvedev e sa perché? Perché lui come me è fanatico dei Deep Purple. Mi ba-
sta questo per sapere che è
una persona degna», ha detto
Boris, 49 anni, operaio qualificato in un’azienda di condutture. All’Università Lomonosov, sulla Collina dei Passeri
che domina la città, la percentuale dei giovani decisi a far
sentire la loro voce di protesta era straripante. «Non ci
piace la monarchia e se lei
chiede in giro, vedrà che tutti
La «spiegazione»
Secondo il presidente il
risultato va imputato alla
crisi: «Col petrolio a 110
dollari avevamo il 64%»
Le proteste
La polizia moscovita ha
arrestato oltre cento
manifestanti sulla ex
Piazza Majakovskij
Il commento
rebecca.it
LO SGAMBETTO ALLO ZAR
E IL NUOVO DISSENSO
SEGUE DALLA PRIMA
collezione HALFMOON
Ma il consenso dei votanti è sceso dal 64
per cento del 2007 al 50 di oggi, la maggioranza qualificata dei deputati che serviva a
poter modificare la Costituzione è stata spazzata via, quella assoluta è stata difesa a fatica, e mentre il partito del potere arretrava rovinosamente le altre tre formazioni rappresentate alla Camera bassa hanno tutte progredito permettendo ai comunisti, considerati
l’unica vera opposizione e dunque beneficiati dal voto di protesta, di arrivare vicini al
raddoppio dei suffragi.
Si capisce perché l’ancora primo ministro
Putin, apparso ieri notte in televisione accanto all’ancora presidente Medvedev, appariva nervoso e aveva il volto tirato mentre
difendeva la «vittoria» di Russia Unita.
Egli sapeva bene di essere lo sconfitto numero uno, anche se alle elezioni non era
candidato, anche se la patata bollente
del capolista era stata affidata al povero
Medvedev. Quale fosse l’umore dei cittadini lo avevano ben spiegato i sondaggi più credibili condotti prima dell’apertura delle urne: Russia Unita aveva
perso nove punti percentuali in una settimana quando si era appreso che a marzo
prossimo Putin e Medvedev si sarebbero
scambiati le poltrone, che il giochino era stato deciso già quattro anni fa, e che zar Vladimir poteva così restare presidente fino al
2024. La realtà dei risultati è ora andata oltre
quei sondaggi, ma nella direzione da essi indicata. Putin resta il politico più popolare della Russia, e in marzo sarà eletto. Ma un numero ormai molto consistente di cittadini e
in particolare di giovani che andavano per la
prima volta alle urne si è stancato della passività, ha deciso di impegnarsi in una avventura di opposizione che in Russia non è priva
di rischi, e ha affidato alle urne di questo virtuale «primo turno» delle presidenziali un
messaggio che alla diarchia rovesciata Putin-Medvedev arriva forte e chiaro.
Putin esce dalla prova fortemente indebolito. Non è tanto l’impossibilità di modificare
la Costituzione a pesare: se fosse davvero ne-
cessario, non gli sarebbe difficile trovare i numeri richiesti presso gli altri partiti della Duma. Piuttosto, la vittoria a dir poco dimezzata di ieri mostra al presidente in pectore che
non potrà prendere sottogamba l’irrequietezza e le nuove richieste di una società russa in
movimento per lo meno nei grandi centri urbani ma non più soltanto in essi. Il dissenso,
insomma, è entrato a far parte del panorama
Dmitrij
Medvedev
e la moglie
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
Esteri 27
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Russia Unita è il partito dei corrotti e dei ladri
Aleksej Navalny, blogger
L’intervista Il partito di Gennadij Zyuganov al venti per cento
Il ritorno dei comunisti:
«Con questi numeri
faremo opposizione dura»
i nostri colleghi la pensano allo stesso modo», hanno detto
Sasha e Tania, 20 anni, studentesse l’una a Geografia, l’altra
a Matematica.
Chi rivendica e canta con
un po’ di esagerazione una vittoria personale è Aleksej Navalny, il blogger anticorruzione che ha guidato una campagna all’insegna dello slogan,
«votate tutti tranne Russia
Unita»: «L’urna degli zombie
mostra che il partito dei truffatori e dei ladri è al 46%», ha
commentato su Twitter, subito dopo l’uscita delle prime
proiezioni.
Fabrizio Dragosei
Paolo Valentino
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Giornata elettorale Il premier russo Vladimir Putin nel suo seggio
a Mosca. In alto, l’arresto di una manifestante «anti brogli»
politico russo. Fino a ieri soprattutto su Internet, da ieri anche nelle urne. E se si pensa a
quello che avrebbe potuto essere il risultato
senza l’aiuto delle «risorse amministrative»
di Russia Unita, senza la preventiva esclusione di partiti e candidati, senza il rigido controllo dei media tradizionali, e probabilmente senza il ricorso a una certa quantità di brogli, allora viene da chiedersi se Putin avrà
davvero la forza di rimanere al Cremlino fino
al 2024 dovendo essere rieletto tra sei anni.
La nuova sfida, per Putin e per la Russia, è
proprio questa. Se non vuole che la sua quota di consenso cali ulteriormente zar Vladimir deve, come annuncia egli stesso, «modernizzare» il Paese. Ma non gli basteranno
l’imminente ingresso nell’Organizzazione
mondiale del commercio, l’eventuale aumento degli investimenti o la tanto invocata diversificazione di una economia energia-dipendente. Perché in un modo o nell’altro dovrà essere affrontata la questione della democrazia. Cosa farà Putin con le voci incontrolla-
Disagio
La vittoria dimezzata mostra al
presidente in pectore che non potrà
prendere sottogamba l’irrequietezza e
le richieste di una società in movimento
te sempre più numerose sul web, sceglierà
una repressione di tipo cinese oppure le accetterà innescando ulteriori progressi libertari? Putin sarà quello che già conosciamo,
quello della «verticale del potere» che si affida interamente al vertice e non ammette disturbatori, oppure avrà la capacità di comprendere le urne di ieri, di mostrarsi sensibile ai loro messaggi d’allarme pur senza mettere a rischio la stabilità interna della Russia?
Putin continuerà a servirsi di una burocrazia
corrotta, degli oligarchi a lui fedeli e dei suoi
ex colleghi del Kgb ora chiamati siloviki, oppure avrà il coraggio di aprire a energie nuove e scalpitanti?
L’interesse dell’Occidente è che da queste
elezioni nasca un Putin rinnovato, futuro artefice di una Russia sì stabile ma anche meno autoritaria. La speranza è lecita. Ma il realismo ci dice piuttosto che Putin continuerà
ad essere quello che già conosciamo. E l’incognita, allora, riguarda il futuro della Russia.
MOSCA — Quando arriva nell’ex palazzo dei pionieri per votare, Gennadij
Zyuganov è preoccupato soprattutto dei
possibili brogli. «Mi ha appena telefonato un collega del partito: al seggio 1393
di Mosca hanno infilato nell’urna un
pacchetto di 300 schede già compilate.
Una vergogna». Per il leader del Partito
comunista (Kprf) queste sono le seste
elezioni, se non teniamo conto delle votazioni ai tempi dell’Urss. Una continua
e progressiva emorragia di elettori. Fino
a ieri, quando il vento è cambiato.
Prima di ricevere la scheda, Zyuganov
gironzola tra i banchetti che offrono prodotti a prezzi scontatissimi, una tradizione che è sempre servita ad attirare gli
elettori ai seggi. Poi, dopo aver fatto il
suo dovere, accetta di rispondere alle domande del Corriere.
Le aspettative del suo partito erano
alte. Un risultato attorno al 20 per cento, giusto?
«Dobbiamo prendere, alla fine, quello
che ci spetta. Non vogliamo voti altrui
ma non vogliamo regalare i nostri a nessuno».
E qual è la percentuale che spetta al
Kprf? Nei giorni scorsi parlavate del
30 per cento anche se alle elezioni precedenti avete preso l’11 per cento.
«Come minimo, visto che alle ultime
amministrative abbiamo ottenuto successi ben maggiori. In molte città abbia-
«Nuovo Lenin» Gennadij Zyuganov (Ap)
mo superato Russia Unita».
I suoi continuano a denunciare brogli.
«A un seggio di Mosca li ha visti con i
suoi occhi il nostro deputato Oleg Smolin. Ma in tutto il Paese succedono cose
incredibili. Non rispettano alcuna regola».
E voi cosa farete se alla fine vi verranno assegnati meno seggi?
«Faremo comizi di protesta. Ci dobbiamo preparare. Se non daranno subito le copie dei verbali, sono sicuro che
tanti russi decideranno di manifestare».
Nella Duma uscente non è che voi
abbiate fatto un’opposizione feroce
contro il Cremlino. Le cose cambieranno ora?
«Abbiamo sempre votato contro, solo
che loro controllavano comodamente il
Parlamento. Ora ci troveremo di fronte
a una situazione del tutto diversa. Avremo un pacchetto di deputati molto significativo. In determinate circostanze
potremmo anche arrivare a sfiduciare il
governo».
Con chi pensate di allearvi in Parlamento?
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L’alleanza possibile
L’unico sbocco
per il Paese sarebbe
una coalizione
di centrosinistra
«Secondo noi, l’unico sbocco per il Paese sarebbe una coalizione di centrosinistra. Siamo pronti al dialogo costruttivo
con le forze responsabili. Adesso vedremo chi è veramente all’opposizione».
Quindi lei prevede cambiamenti nel
Paese.
«Al potere fino ad ora è sempre restata la stessa squadra, quella che ha contribuito a portare il Paese in un vicolo cieco. Sono andati alle elezioni sempre con
la stessa squadra, la stessa bandiera, la
stessa Russia Unita che ha fatto venire la
nausea alla gente».
Del ritorno di Putin alla presidenza
cosa dice?
«Oggi da noi il presidente ha più potere di un faraone, dello zar e del Segretario Generale del Pcus messi assieme».
E il tandem tra Putin e Medvedev? In
un’intervista al quotidiano «Vedomosti» lei ha detto che non esiste e che a
comandare c’è sempre stato solamente il gruppo di amici di Putin che aveva
la dacia nello stesso villaggio.
Zyuganov sorride ammiccando. Poi
decide che si è fatto tardi e si avvia sotto
una leggera nevicata, circondato da un
gruppo di fedelissimi.
F. Dr.
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Franco Venturini
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La scrittrice Abdel Aal spiega il suo voto agli islamici «moderati»
L’analisi
«Noi donne egiziane
adesso temiamo
una deriva iraniana»
IL SUPER DRONE USA
NELLA RETE DI TEHERAN
di GUIDO OLIMPIO
Gli integralisti salafiti volano al 25%
L’onda islamica travolge l’Egitto: sommati fra loro, islamici
moderati e radicali ottengono il 65% dei voti. Il partito Libertà
e Giustizia della Fratellanza Musulmana ha preso il 36,6%, i
salafiti di Al Nour il 24,3%, gli islamici moderati di Al Wasat il
4%. Sono i risultati del primo turno delle legislative (in 9 su
27 province). Seguono, a grande distanza, due gruppi liberali,
il Blocco egiziano con il 13% e il partito Wafd con il 7%. Gli
altri due turni sono previsti il 14 dicembre e il 3 gennaio.
farmacista e blogger, poi autrice a sorpresa di un bestseller internazionale da cui l’anno scorso è stata tratta una sitcom trasmessa con grande
successo nei Paesi arabi, Ghada si definisce una «normale
egiziana della classe media,
né liberale né conservatrice,
che ama il suo Paese». In realtà da quando ha scritto Aiza
Atgawez («voglio sposarmi»), pubblicato in Italia per
Epoché come «Che
il velo sia da sposa», la sua vita è
uscita dalla normalità. Il racconto satirico, ma lei dice
«molto veritiero»
della vita delle trentenni egiziane che
«puntano solo al
matrimonio per
pressione sociale e
sono nel panico
perché non trovano il marito giuBlogger Ghada Abdel Aal, farmacista
sto», le ha portato
32enne, ha scritto il libro «Che il velo
il soprannome di
sia da sposa» (Epoché, 2009)
Bridget Jones (che
non conosceva) del
Medio Oriente,
Abdel Aal, commentando dalla città operaia di Mehalla do- viaggi e interviste anche in
ve vive i dati della prima fase Occidente. Poi è arrivata la rielettorale che danno agli inte- voluzione che lei ha appoggiagralisti il 25% dei voti. «Que- to «per cambiare finalmente
sta affermazione mi fa molta le cose», insieme a tante rapaura, hanno una mentalità gazze che come lei portano il
chiusa e ancorata al passato, velo. Ma in una cosa Ghada è
vogliono cancellare le leggi a «normale» ovvero in linea
favore delle donne approvate con la maggioranza dell’Egitsotto Mubarak con la scusa to «che non è solo il Cairo coche le ha volute sua moglie me credono i politici laici».
Suzanne, anche per i copti so- Come almeno metà del Paese
no pericolosi, per i diritti alle urne preferisce un partito
umani in generale. Ed è per islamico, non salafita ma
questo che io come molti ami- quello della Fratellanza.
«Mi rendo conto che anche
ci, compresi tanti cristiani, sosteniamo i Fratelli Musulma- i Fratelli Musulmani sono un
ni che nelle elezioni stanno possibile rischio — spiega intrionfando con il 40% dei vo- fatti —. Ma io amo troppo il
ti. Se dobbiamo scegliere tra mio Paese, più ancora dei
Iran e Turchia non abbiamo miei diritti di donna, e loro
sono gli unici che adesso posdubbi».
Trentadue anni e single, sono farlo uscire dal caos in
«Il successo dei salafiti mi
sorprende ma neanche tanto,
molta gente che conosco qui
in provincia li ha votati perché conosce i candidati e li
considera persone per bene,
timorati di Dio e rispettosi
delle tradizioni, vicini alla
gente comune e ai suoi problemi soprattutto economici,
che non parlano difficile come i partiti laici o i rivoluzionari di Tahrir», dice Ghada
cui siamo». Ghada, che sta
scrivendo un secondo libro
dal titolo «Buona a niente»
ovvero un «Dalla parte delle
bambine» in chiave satirica,
sostiene che l’obiettivo è sicuramente uno Stato secolare.
«Ma le forze laiche litigano
tra loro, non sono organizzate. E intanto la crisi è assoluta, tutti siamo convinti che se
va avanti così l’Egitto andrà
in bancarotta. Non voglio pro-
Modello turco
«Ho scelto i Fratelli
Musulmani perché il loro
modello non sono gli
ayatollah, ma la Turchia»
Manifestazione Salafiti egiziani in piazza Tahrir, al Cairo (Afp)
testare tutta la vita, nessun
giovane deve più morire.
Tahrir è stato uno strumento
fondamentale per mandar via
quel vampiro immortale di
Mubarak, ma ora è lontana
dal Paese con i suoi 82 milioni di abitanti». E ancora: «Vo-
glio un Paese normale, senza
lutti e tanta tristezza a cui il
mio popolo non è abituato. E
soprattutto ora che i salafiti
stanno avanzando, l’unica alternativa sono i Fratelli. In futuro vedremo».
L’Iran avrebbe messo a segno un colpo non da poco: ha
abbattuto un sofisticato velivolo senza pilota americano.
Nella rete sarebbe caduto la «Bestia di Kandahar», un drone
impegnato in una missione di spionaggio nella parte
orientale dell’Iran, vicino alla frontiera afghana. «Reagiremo
a questa violazione — hanno affermato da Teheran — anche
al di fuori dei nostri confini». La notizia, diffusa dai media
locali, non è stata confermata da fonti indipendenti. Ma un
portavoce alleato (Isaf) ha precisato che potrebbe trattarsi di
un drone scomparso nei cieli dell’Afghanistan: i controllori
— è stato spiegato — hanno perso i contatti con il mezzo. E
ciò farebbe pensare a un’avaria. Secondo la versione ufficiale
il drone è precipitato sul confine dove è stato poi recuperato
dai pasdaran. Il velivolo — hanno aggiunto i portavoce — «è
parzialmente danneggiato». Una precisazione che apre altri
scenari. I tecnici iraniani possono esaminare la tecnologia
avanzata del mezzo e, nel caso, offrirla anche a qualche Paese
amico. A cominciare da Cina e Russia. Il velivolo fino a due
anni fa era un oggetto misterioso. Poi qualcuno è riuscito a
scattare una foto del drone nella base afghana di Kandahar.
Da qui il soprannome di «Bestia di Kandahar». Solo in
seguito gli Usa hanno rivelato che si trattava dello «RQ 170
Sentinel» della Lockheed. Un velivolo studiato per condurre
missioni di spionaggio, dotato di telecamere, sensori e
apparati concepiti per «leggere» il sottosuolo, dunque ideali
per scoprire la presenza di bunker. Il suo arrivo in
Afghanistan è stato collegato a operazioni segrete in Iran. Ma
non solo. Il «Sentinel» ha partecipato alla missione
conclusasi con l’uccisione di Bin Laden.
Cecilia Zecchinelli
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Foto inedita della leader brasiliana
La «guerrigliera» Dilma
La presidente brasiliana a 22 anni, davanti a giudici
militari che si coprono il volto: la foto (pubblicata dalla
rivista Epoca) mostra un’inedita Dilma Rousseff nel 1970
quando militava in un gruppo rivoluzionario marxista e
fu chiamata a testimoniare in un tribunale della dittatura
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Cronache
Palermo La donna è tossicodipendente. Denunciato il compagno: la droga era sul tavolo
Bimbo di un anno e mezzo
in overdose di cocaina
Bruciature e graffi, fermata la madre. «È caduto»
PALERMO — Le condizioni
di Samuele sono ancora gravi
e resta ricoverato nel reparto
di rianimazione dell’Ospedale
dei Bambini di Palermo dove è
entrato sabato mattina per problemi respiratori. Ad accompagnarlo la giovane madre che
aveva raccontato di una notte
insonne col bambino che tossiva e respirava a fatica. Ma dopo i primi accertamenti e l’esame delle urine i medici hanno
scoperto ben altro. Graffi al
volto, ematomi al collo e alla
schiena, bruciature alle mani e
sulle gambe ma soprattutto
scompensi dovuti a un’overdose di droga. «Mai visto nulla del genere — dicono i sani-
tari — su un bambino a quell’età». Samuele ha appena 18
mesi e sembra uscito da un inferno di sevizie e maltrattamenti all’interno dello stesso
nucleo familiare, in un contesto a rischio come può essere
il quartiere dell’Albergheria.
Quanto basta per far scattare l’indagine della procura che
ieri ha disposto il fermo della
madre, una ragazza di 25 anni
con un passato difficile e tre figli avuti da tre uomini diversi.
Da ieri è rinchiusa nel carcere
dell’Ucciardone con l’accusa di
maltrattamenti aggravati e cessione di stupefacenti. Denunciato a piede libero anche il
suo convivente, un uomo di
28 anni che lavora al mercato
ortofrutticolo. Stando alle prime indagini, coordinate dal sostituto Carlo Marzella, sarebbero entrambi tossicodipendenti. L’uomo lo ha anche ammesso mentre la donna continua a
negare. Sostiene inoltre che
quei segni sul corpo del bambino sarebbero la conseguenza
di una caduta dal seggiolone,
In rianimazione
È ricoverato in
rianimazione. I medici:
quando è arrivato
respirava a fatica
mentre responsabile delle bruciature sarebbe un fratellino
più grande. Ma davanti al pm
il convivente l’ha sconfessata
descrivendola come una persona particolarmente violenta.
«La sua versione non ha trovato riscontri — spiegano gli inquirenti — ha detto che tutto
si è verificato a casa sua a Bagheria e invece erano nell’abitazione del convivente all’Albergheria. Dove tra l’altro non
abbiamo trovato alcun seggiolone».
Ma resta tutto da chiarire
l’aspetto più sconcertante di
questa storia: l’overdose da cocaina. Secondo la versione fornita dall’uomo lui e la compa-
La tragedia di Torino
gna ne avevano fatto uso la sera prima lasciando incustodito un sacchetto con dei residui
di droga. «Mi sono fatto due
piste sul tavolo della cucina —
ha raccontato — poi sono andato in bagno e quando sono
tornato il sacchetto con la droga non c’era più». Il bimbo potrebbe averlo preso per gioco,
quindi ingerito o respirato involontariamente la cocaina.
Ma non si escludono altre ipotesi. Durante la notte per aiutare Samuele a respirare la madre avrebbe fatto uso di una
macchinetta per l’aerosol anche se non è stato ancora possibile capire quale sia il farmaco o la sostanza utilizzata. Per
questo sono in corso esami di
laboratorio che potrebbero
svelare altri particolari agghiaccianti. Tra l’altro i medici
che hanno in cura il piccolo Samuele tengono a precisare che
sono soprattutto le conseguenze delle violenze subite a rendere ancora «instabile e critico
il quadro clinico».
Alfio Sciacca
[email protected]
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Famiglia travolta,
i codici del pirata
nel fanale dell’auto
DAL NOSTRO INVIATO
corpi. «Dal numero dovremmo risalire alla vettura, pare
una Clio — si augurano gli
agenti — faremo un giro di
concessionari e poi vedremo. Magari il responsabile
si consegna prima, converrebbe anche a lui».
Omicidio colposo e omissione di soccorso, i reati che gli
vengono contestati dalla procura di Torino dove ieri sera
c’era l’onnipresente procuratore Raffaele Guariniello:
«Non mi sto occupando del
caso direttamente ma posso
comunque dire che il fenomeno dei pirati della strada
dev’essere preso in seria considerazione e combattuto
con un’efficace attività di repressione». Torino, Cremona. Anche lì un uomo è stato
TORINO — In una stanzetta
del reparto c’è lei, Simonetta, che ha appena tirato un
urlo per aver saputo della
morte del suo bambino,
Alessandro, sette anni, travolto a Torino dall’auto pirata; in quella vicina lotta il
marito, Calogero, che non
apre ancora gli occhi e nessuno sa se ce la farà. Poi ci sono loro, zio Francesco, i cugini Valentina e Fabrizio e un
sorprendente gruppo di colleghi, tutti autotrasportatori, tutti padroncini, tutta
gente molto affezionata a Calogero «perché è il più buono di noi, il più prudente,
perché lui su quelle strisce
si sarebbe fermato di sicuro
anche solo per far
passare un cane».
Alcuni hanno gli occhi umidi, altri scuotono la testa e fremono di rabbia per «il
criminale che non pagherà, vedrai se pagherà». Agguerritissimo è Corrado,
vent’anni di spedizioni alle spalle, amico
di lavoro e di famiDolore In alto un pezzo della
glia di Calogero Sgrò
mascherina persa dall’auto pirata
di Caselle. Corrado
Qui biglietti e fiori il giorno dopo
ha deciso di dare la
l’incidente (Photomasi/Fotogramma)
caccia al pirata a modo suo, così, come
nel Vecchio West:
«Non devono prenderlo loro perché loro non gli fanno niente, deve prenderlo
qualcun altro e io so
chi». Ha concordato
con il ragazzo del carro attrezzi un controllo a tappeto della zona: «Lui conosce le teste cal- ucciso il mese scorso, anche
de perché con il carro ne ve- lì il conducente è scappato e
de di incidenti e sa: lo sta cer- le forze dell’ordine hanno
potuto risalire alla vettura incando».
Insomma, lo vorrebbero ducendo forse il colpevole a
prendere con le loro mani. costituirsi.
Ma la polizia municipale spe- Dalla stanzetta di Calogero
ra e conta di arrivarci prima esce la cugina: «Gli hanno
anche perché ha un forte in- dato un pizzicotto e ha reagidizio: il numero di matricola to». Dall’altra esce uno zio
dell’auto pirata, seppure con i capelli bianchi: «Simonon interamente visibile. netta tace e piange». Tutti soL’ha trovato su un pezzo di spirano mentre l’autotrafanale rotolato per terra do- sportatore Fulvio ricorda
po il violento impatto con i che oggi Calogero sarebbe arrivato con La Stampa in mano, il sorriso juventino «e
In ospedale
poi sarebbe andato a lavorare, a 60 all’ora». Ieri sera l’ulGli amici del padre
timo bollettino: coma farmadella piccola vittima,
cologico, rianimazione. Corautotrasportatori
rado: «Lo prendo io».
«Lo prendiamo noi»
Andrea Pasqualetto
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
Cronache 31
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Novi Ligure Lettera di don Mazzi: ti aspetta una struttura
Contro Omar La lettera (sotto)
scritta da Erika (sinistra) a Omar
(destra) e pubblicata su «Qn»
Pronta per Erika
una casa all’estero
Libera dopo 11 anni. «Omar un viscido»
MILANO — Non andrà sulla
tomba della madre e del fratellino e nonostante la riacquistata libertà non metterà subito
piede fuori della comunità di
don Antonio Mazzi che la sta
ospitando. Erika De Nardo, la
ragazza autrice dieci anni fa
del massacro di Novi Ligure, si
trasferirà all’estero per proseguire il suo cammino di recupero e continuare la sua attività nel mondo del volontariato.
Lo stesso sacerdote e fondatore della comunità Exodus le
ha dato ieri la sua «benedizione» attraverso una lettera.
Per Erika, dunque, oggi termina il periodo di detenzione:
era stata condannata a 16 anni, da qualche mese si trovava
non più in carcere ma in una
struttura protetta a Lonato
(Brescia), adesso il meccanismo sugli sconti di pena le
consentirà di essere anzitempo una donna libera. «Nessuno è irrecuperabile — scrive alla giovane, oggi ventisettenne,
don Mazzi — come nessuno è
santo per decreto divino. La
bestia è sempre in agguato
dentro noi. Il domatore talvolta viene travolto, altre volte è
immolato, spesso inascoltato.
Vorrei che tu capissi quanto è
importante rileggere il tuo passato, non per pescare nel torbi-
to della presenza della «preda». Erika, cercherà di evitare
il clamore mediatico legato alla sua liberazione, trascorrerà
qualche giorno con il padre
per poi tornare sotto l’ala protettrice di Exodus ma in una
comunità all’estero.
Ieri intanto il Quotidiano
Nazionale ha pubblicato
un’aspra lettera che la ragazza
ha indirizzato a Omar Favaro,
ex fidanzatino e suo complice
nel massacro: «Si vede chiaramente quanto sei viscido e senza dignità, usare mia madre e
mio fratello per farti popolarità. Per fare soldi ti sei fatto fotografare al cimitero, ma non
do ma per rigenerarlo e tradurlo, in novità di vita. La straordinaria dignità di tuo padre, ti
sia di stimolo. Sai bene che ti
vorrei mandare, per alcuni anni, all’estero in una mia struttura, per trasformare una tragedia così sconvolgente in
un’avventura impegnativa e testimoniale».
Il sacerdote rivela anche un
dettaglio divertente: a ottobre
Erika ha partecipato con altri
ragazzi a un campeggio a Sirmione (dove in una messa ha
scelto di leggere la parabola
del Figliol Prodigo). A Sirmione era presente un noto paparazzo, che però non si è accor-
ti vergogni. Ti chiedo per l’ultima volta di non speculare sulla mia famiglia».
Omar, pure lui tornato libero, aveva dichiarato di voler
rincontrare Erika per guardarla negli occhi e chiarire.
Come sempre accade in queste circostanze, su internet si è
già scatenato il tam tam dei
commenti sdegnati contro il ritorno in libertà degli assassini
di Novi Ligure. Un gruppo su
Facebook contrario alla scarcerazione della ragazza ha raccolto in poche ore oltre 200 iscritti.
Claudio Del Frate
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il ritratto
L’abisso di quel padre: «Vivo per lei»
L’ingegnere in Loden che ha perso moglie e figlio e poi si è aggrappato alla loro assassina
Come rumore di fondo c’era un brusìo, un vociare continuo. Andò avanti così per tutta la sera.
Davanti alla caserma dei carabinieri di Novi Ligure c’è un prato rettangolare, come un piccolo campo da calcio. Trecento persone erano rimaste ferme ad aspettare nel gelo.
Il male assoluto aveva bisogno di una certificazione. Arrivò con il passaparola di un maresciallo, «li hanno arrestati», che rimbalzò fino alle ultime file. Si spense ogni voce. Il prato venne invaso da un silenzio nel quale galleggiavano sgomento, paura, ancora incredulità. La gente se ne
andò veloce, consapevole di essere testimone di
un evento da rimuovere al più presto, l’epilogo
ancora più atroce del più atroce delitto della storia d’Italia.
Nel cortile della caserma apparve un uomo
stretto in un Loden blu, che osservava quella ritirata con espressione spaesata. Era Francesco De
Nardo, l’ingegnere della Novi, socio del Lions cittadino, persona conosciuta e rispettata che ogni
tanto parlava alle tivù locali delle ultime novità
dell’azienda dolciaria che in questo angolo di Piemonte dava da vivere a molti. Era anche lui la vittima del delitto, il marito di Susy Cassini, il genitore del piccolo Gianluca, al quale aveva promesso che la domenica seguente lo avrebbe portato a
Milano per vedere l’Inter. Ma al tempo stesso era
anche il padre di Erika, la ragazza che insieme al
fidanzato Omar aveva ucciso il sangue del suo
sangue. Qualcuno scrisse che in quel preciso
istante, quando gli avevano detto che era stata
lei, a compiere quel massacro, l’ingegnere di Novi Ligure era diventato l’uomo più solo e disperato del
mondo. Non c’erano altre definizioni, per dire della posizione pazzesca nella quale si
trovava, del pozzo di dolore
nel quale era stato gettato.
Naturalmente il rumore di
fondo che giungeva da Novi
Ligure si estese al villaggio
globale italiano. Nel marzo
del 2001 costrinse i magistrati a chiedere un silenzio stampa sulla vicenda, ed era la prima volta che accadeva per vicende non legate al terrorismo. La voglia di sapere e di
guardare del pubblico e dei
media, forse, era meno riconducibile alla curiosità e più allo sgomento. In quella villetta era accaduto l’indicibile, a differenza della vicenda di Pietro Maso senza neppure un vero perché, fatto che
a tutt’oggi resta il vero grande mistero mai esplorato di Novi Ligure.
Le domande suscitate da quel sangue erano
tante, tutte legittime. Quell’orrore era vicino a
noi, un germoglio sbocciato in famiglie normali,
uguale a tante. Uguali, magari, alle nostre. «Abbiamo perso la sicurezza degli affetti» scrisse Giuseppe De Rita.
Ma l’interesse era quasi tutto per lei, per Erika,
per questa figura di figlia diabolica, e di riflesso
per il padre, vittima e padre della carnefice. Il 6
marzo 2001 Francesco De Nardo incontrò alcuni
giornalisti nel cortile del Ferrante Aporti, il carcere minorile di Torino. Stretto nello stesso Loden
blu di quella sera, contestò con garbo la definizione di uomo più solo e disperato sulla faccia della
terra. «Io ho Erika, e devo continuare a vivere
per lei». Si allontanò, e una volta certo di non essere seguito, attraverso le sbarre di una finestra
al pianterreno passò all’assistente sociale un pacchetto. Dentro c’erano due libri di scuola. E in
quel gesto c’era già tutto. La vita doveva continuare.
L’ingegnere di Novi Ligure, magari perché era
Il padre
❜❜
l’unica via per sopravvivere, ha scelto sua figlia
nel solo modo possibile. Decidendo di guardare
avanti, rinunciando ad affacciarsi sull’orlo dell’abisso. Ci sono decisioni che devono essere prese subito, e sono definitive. Le intercettazioni ambientali in carcere rimandano colloqui al limite
della banalità, come va a casa, come stanno le tartarughe del giardino. Quando la casa venne disse-
Scheda
Non posso
abbandonarla, devo
vivere per
lei. Una
della sua
età deve
avere un
futuro. Ma
quando la
guardo
penso:
dove ho
sbagliato?
I delitti
Susy
Cassini e il
figlio
Gianluca
vengono
uccisi con
97
coltellate
nella casa
a Novi
Ligure il 21
febbraio
2001 da
Erika e dal
fidanzato
Omar
Favaro
(Newpress)
L’ingegnere
Francesco
De Nardo,
padre
di Erika
L’ha sempre
protetta e
non ha mai
parlato
in pubblico
del duplice
omicidio
(foto Ap)
Le
condanne
Il Tribunale
dei minori
di Torino
condanna
a dicembre
del 2001
Erika a 16
anni di
carcere e
Omar a 14
anni
questrata, De Nardo riverniciò da solo le pareti ancora imbrattate del sangue della moglie, di suo
figlio. Qualcuno ha letto in questo atteggiamento
una forma di espiazione da chissà quali colpe.
Nelle poche telefonate con alcuni giornalisti era
quasi costretto a giustificarsi. Nella mia vita è passato un tornado, diceva, e io cosa posso fare, posso solo rimettermi in piedi, dedicarmi a chi ha bisogno di me, lo so che per voi è difficile da capire.
Su questo aveva ragione, l’unico enigma di Novi Ligure è diventato questa figura di padre, un
borghese sempre gentile nei modi e nei toni, granitico in una scelta di vita quasi monastica, centrata tutta sul bene di una figlia che per il resto
d’Italia era un diavolo moderno. Non tutti hanno
approvato questo suo schierarsi con Erika, proteggerla per aiutarla, in apparenza senza farsi domande, sopportando l’implicita accusa di praticare la
rimozione come una medicina per se stesso. Non
tutti hanno valutato cosa ha vissuto e continua
vivere quest’uomo. Il prezzo da pagare, per lui, è
stato una ulteriore solitudine.
A suo modo Francesco De Nardo è diventato
un personaggio per contrasto, per la sua integrità, rifiutando ogni ribalta pubblica, cercando di
tutelare sua figlia da ogni clamore. In dieci anni
ha saltato «al massimo» due colloqui in carcere,
riferiscono psicologi e assistenti sociali. Agli avvocati ha sempre dato disposizioni draconiane nei
contatti con i media, lasciando filtrare disappunto ogni volta che qualcosa filtrava dalla nuova vita di Erika. Uno di loro lo racconta «addolorato e
furioso» quando nel 2009 Matrix mandò gli interrogatori di Erika. E le recenti comparsate di Omar
tornato in libertà lo hanno fatto stare malissimo,
come avverrà anche oggi per una giornata che dovrebbe chiudere, illuminandola per l’ultima volta, una storia che tutti vorrebbero dimenticare.
La nuova lettera di Erika segna invece l’inizio
di un tempo supplementare affatto piacevole,
quello del commercio delle epistole dei due ex fidanzati. E solleva legittime domande sul percorso fatto finora in carcere, visto che le comparsate
televisive di Omar non dovrebbero essere, per lei,
il primo motivo di rabbia e preoccupazione. Ma
almeno quelle poche righe dimostrano voglia di
ribellarsi a un destino pubblico, all’esposizione di
se stessi alla quale si è consegnato il suo complice, una volta espiata la pena.
Nel rifiuto annunciato del rumore di fondo che
verrà c’è almeno l’adesione di Erika alla scelta dell’unico essere umano che non l’ha mai abbandonata, l’unico che si è sempre rifiutato di considerarla un mostro. L’ingegner Francesco De Nardo
oggi ritroverà una ragazza diventata donna in carcere, che undici anni fa diede 97 coltellate a sua
moglie e al suo Gianluca. Una figlia che gli ha preso tutto, ma è tutto quel che gli rimane.
Marco Imarisio
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32 Cronache
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
italia: 515249535254
Moda Oggi il lancio, in mostra 47 anni di successi. «Non solo quello che ha creato ma anche il contesto, lo stile e il privato»
New media
Alcune delle oltre
5mila immagini del
sito internet che
illustrano la storia
dello stilista
Valentino mette in Rete il suo museo
Dopo l’addio a Roma, esposizione virtuale di bozzetti e documenti inediti
MILANO — Che Valentino,
designer in fondo intimista,
con un forte senso
dell’esclusività — nella lunga
carriera ha lavorato con poche
persone e per poche persone,
mantenendo sulla propria vita
un riserbo anacronistico — si
lanci in un’avventura da pioniere del web, lo strumento
per antonomasia più democratico e accessibile, è un esempio di quanto la moda oggi si
nutra della dimensione virtuale, conducendo in Rete quasi
una seconda vita.
Apre il Museo Valentino,
quello di cui si parla da anni,
quello che avrebbe dovuto avere sede a Roma — città dello
stilista — se non fosse rimasto
prigioniero di una serie infinita di cavilli, di incomprensioni, di lungaggini che ne hanno
frenato la corsa (la maison sta
«Guide» speciali
Lo stilista farà da guida
con Giancarlo Giammetti
e Anne Hathaway
ancora trattando con il Comune, il discorso non è chiuso).
Apre sul web e per sede ha
un indirizzo internet: www.valentino-garavani-archives.org. Oggi il lancio, con una
diretta su You Tube, tanto per
restare in tema di new media.
Valentino, affiancato dal socio
storico, Giancarlo Giammetti
— l’ideatore del museo — e da
Anne Hathaway, accompagnerà i visitatori a colpi di mouse,
facendo da guida nelle stanze
che raccolgono oltre 5 mila immagini fra abiti (fotografati a
360 gradi) e bozzetti, oltre a filmati e documenti, scorci di un
mondo scomparso.
La stanza degli abiti rossi,
quella degli abiti bianchi, gli
Anni Sessanta, il ribaltone dei
Settanta, le dive sul red carpet, le prime pubblicità sui
giornali, i filmati delle sfilate
fino a quella dell’addio, nel
2007. E poi le frequentazioni
pubbliche e private, Jackie
Kennedy e Soraya (erano i tempi in cui si diceva che Valentino non sedesse
mai pubblicamente
a un tavolo dove
non avesse già trovato posto almeno
una principessa).
Materiale in
gran parte inedito,
47 anni di moda
ma anche molto
d’altro.
«Nel museo non
c’è solo quello che
Valentino ha creato
nella sua lunga carriera — racconta
Giammetti —. C’è anche quello che è accaduto intorno a lui,
c’è l’abito ma anche il contesto in cui è nato, ci sono lo stile e l’epoca in cui quello stile
ha potuto crescere ed affermarsi. Così sarà più facile scoprire
il legame che unisce la moda
con il proprio tempo».
Non vengono sparate subito tutte le cartucce: online da
oggi ci sarà una bella fetta del
tesoro valentiniano, ma altro
materiale andrà ad aggiungersi nei mesi successivi. In un video, Valentino racconterà dieci fra i suoi abiti più iconici, indossati da Natalia Vodianova,
scendendo fin nei minimi dettagli: la difficoltà tecnica di un
drappeggio, il primo tessuto
double, lo chiffon in pizzo, il
mantello animal print in pail-
lettes decorato con piume di
struzzo, il primo abito disegnato all’età di 17 anni.
«Purtroppo ci siano accorti
troppo tardi di quanto fosse
importante documentare e raccogliere — continua Giammetti —. Ma chi pensava, nel
1960, che un giorno sarebbero
nati i video delle sfilate? Era
tutto da scrivere, da inventare».
Seguiranno altre «video lezioni», per tenere acceso l’interesse sull’opera dello stilista.
Coinvolto nella progettazione
Online
In alto, l’interno del museo
(www.valentino-garavaniarchives.org) che oggi sarà
presentato su YouTube
del museo anche Amit Sood,
creatore del Google Art
Project. Un museo in cui «entri in pantofole», come dicono
gli americani. L’applicazione
del Valentino Garavani Virtual
Museum è collegata a un database che impiega la tecnologia
3 D.
Appuntamento per la prima
oggi alle 17 (ora italiana): la
conferenza stampa di New
York verrà trasmessa live su
You Tube. Mercoledì il party,
ma questa volta servirà l’invito.
Daniela Monti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Edimburgo
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Festa per Tian Tian e Yang Guang
I nuovi panda giganti dello zoo
Tian Tian e Yang Guang, una coppia di panda giganti,
sono atterrati ieri a Edimburgo, in Scozia, provenienti
da Sichuan, in Cina. Accolti con tutti gli onori riservati ai
vip, saranno ospitati nello zoo cittadino per 10 anni.
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
Cronache 33
italia: 515249535254
La Natività
e i tre
calendari
Ebraico
Le diverse datazioni del giorno
di nascita di Gesù si comprendono
con il calendario Ebraico.
Sarebbe nato il 25esimo giorno
del mese invernale di Tevet
Giuliano
Nell’anno 5 a.C. il giorno 25
del mese di Tevet
del calendario Ebraico
coincideva con il 6 Gennaio
del calendario Giuliano
Gregoriano
Il calendario Giuliano è
rimasto in vigore sino alla
notte del 4 ottobre 1582.
Fu rimpiazzato dal
calendario Gregoriano
I calcoli Dall’errore di Dionigi il Piccolo fino agli ultimi studi
Il rebus dei calendari
sul giorno del Natale
Un monsignore indica un giovedì del 5 a.C.
di ARMANDO TORNO
Chi è
Q
uando nacque Gesù? I vangeli di Matteo
e Luca offrono alcuni dati. Il primo ricorda che vide la luce a Betlemme al tempo
di Erode, re della Giudea. Il quale, stando alla
narrazione dei fatti, era ancora vivo. Luca, con
un racconto totalmente diverso, rammenta
che sotto Erode nacquero Giovanni il Battista
e, sei mesi dopo, Gesù. In base al calcolo del
monaco Dionigi il Piccolo (V-VI secolo), che introdusse il computo degli anni dalla venuta di
Cristo, il Salvatore sarebbe diventato uomo nel
753˚ anno dalla fondazione di Roma. Ma il religioso commise un errore. Erode, stando allo
storico Giuseppe Flavio e a quanto scrisse nelle sue Antichità Giudaiche (XVII, 191 e 213),
scomparve tra un’eclisse totale di luna e una
Pasqua. Ora, sappiamo che nel 5 a.C. vi furono
appunto due eclissi totali; una parziale si verificò nel marzo del 4
a.C., e di nuovo
Epoca ebraica
una totale nell’1
a.C. Per questo si
La data originale
presume che il re
dell’epoca
morisse nel 4 a.C.,
ebraica era
poco prima della
il 25 di Tevet
Pasqua. Quindi Gesù nacque prima
del 4 a.C.
E il giorno? Si è ripetuto che non lo conosciamo con precisione. Le ipotesi non sono mancate e nemmeno i primi cristiani sembrano essere d’accordo. Le chiese orientali lo fissano il 6
gennaio, le occidentali il 25 dicembre. Si giustificava l’incertezza ricordando che la nostra tradizione avrebbe cominciato a festeggiare il Natale il 25 dicembre dopo il Concilio di Nicea
(325), quando il cristianesimo si diffuse grazie
alla libertà di culto. Soppiantava, di fatto, la festa del Sol Invictus nel mondo del paganesimo
agonizzante. La vera luce diventava Cristo.
Gianantonio Borgonovo, docente di teologia
ed esegesi del primo testamento presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, dotto-
Gianantonio
Borgonovo
è docente
di Teologia
ed esegesi
del Primo
Testamento
alla facoltà di
Teologia dell'Italia
Settentrionale
Caravaggio L’«Adorazione dei pastori» (1609)
re dell’Ambrosiana e canonico del Duomo di
Milano, traduttore dall’ebraico per la Bibbia
Cei del 2008, sta terminando complesse ricerche su calendari e computo del tempo nel mondo antico. Verranno pubblicate tra non molto.
Si è imbattuto in dati che possono recare chiarimenti alla annosa discussione riguardante il
natale di Gesù.
La prima osservazione, sottolinea Borgonovo, è la seguente: «Il 25 dicembre e il 6 gennaio
fanno riferimento alla stessa data, ovvero il 25
di Tevet del calendario ebraico». «Il 25 dicembre — prosegue — sarebbe la trascrizione popolare del giorno ebraico, mentre il 6 gennaio
ne sarebbe l’equivalente preciso». Certo, il calendario allora in uso nel mondo latino era
quello giuliano, in vigore sino al 1582. Papa
Gregorio XIII, d’accordo con gli scienziati dell’epoca, decise di «saltare» i giorni dal 4 al 14
ottobre di quell’anno per riordinare il computo
Atlante
Un calendario
tratto
dall’opera
Harmonia
Macrocosmica del
cartografo
tedesco
Andreas
Cellarius
L’atlante
delle stelle
fu pubblicato
nel 1660 ad
Amsterdam
(foto Corbis)
del tempo. Da quel momento la riforma creò
una duplicazione di date del Natale. Borgonovo aggiunge: «Ho confrontato il calendario
ebraico dal 10 a.C al 10 d.C.: ebbene un solo
anno presenta l’equivalenza del 25 di Tevet
con il 6 gennaio. Precisamente è il 3.756 dalla
creazione del mondo secondo il computo ebraico. È il nostro 5 a.C.».
È possibile anche individuare, per monsignore, seppur approssimativamente, il momento in cui nacque Gesù: «Il calendario giuliano stabilisce l’inizio del giorno a mezzanotte;
per quello ebraico comincia con il tramonto
del sole, grosso modo alle 18. Si può dunque
dire che nell’anno 5 a.C., il 25 di Tevet iniziasse
intorno alle 18 del
5 gennaio e terminasse attorno alle Le teorie
18 del 6 gennaio. Il dibattito è antico:
Era un giovedì». nemmeno
Detto in soldoni,
l’equivalenza tra il i primi cristiani
25 di Tevet e il 6 erano d’accordo
gennaio è solo per
le ore dalla mezzanotte alle 18 del giorno dopo. Gesù sarebbe nato in questo arco di tempo.
Il lavoro di Borgonovo costituisce l’ultimo
di un’infinita teoria. Gerolamo Cardano mezzo
millennio fa scrisse un Oroscopo di Cristo (c’è
una traduzione da Mimesis) ed ebbe più guai
che consensi. Ora, un gruppo formato tra gli
altri da un archeoastronomo dell’osservatorio
di Brera e da un’astrologa, ha compiuto ricerche sulla data di nascita e di morte di Gesù.
Una combinazione di pianeti spiegherebbe l’apparizione della cometa. Fu così? Ma questa, direbbe Kipling, è un’altra storia. Magari riusciremo a raccontarvela.
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Un secolo dopo l’incidente
Torino
Titanic affondato,
una ricerca
accusa il timoniere
Ottomila in maschera
davanti all’ospedale
per i bambini malati
Il film
Una scena
del «Titanic»,
la pellicola
diretta
nel 1997
da James
Cameron (Ap)
Solidarietà
I Babbi Natale
davanti
all’ospedale
infantile
Regina
Margherita di
Torino (Ansa)
LONDRA — Non l’iceberg visto troppo tardi,
ma 30 secondi di indecisione del timoniere
furono la causa della sciagura del Titanic. A
questa la nuova tesi sul più drammatico e
celebre incidente della navigazione tra Europa
e Nord America che nell’aprile del 1912 fece
1.496 vittime. Secondo uno studio pubblicato
dal Telegraph, la nave aveva tempo più che
sufficiente per scansare la massa di ghiaccio
che ne segna il tragico destino, ma William
Murdoch, il timoniere, aspettò mezzo minuto
prima di cambiare rotta. I ricercatori hanno
basato la loro teoria sulle nuove testimonianze
di due marinai. Oltre all’errore del timoniere,
secondo i ricercatori, a causare la morte di
centinaia di persone fu anche la decisione del
capitano Edward Smith di non fermare la nave
che, a quel punto, affondò presto.
MILANO — Spettacoli di musica e magia con
oltre 8.000 persone vestite da Babbo Natale
hanno regalato ieri un sorriso ai bambini
ricoverati nell’ospedale « Regina Margherita»
di Torino. All’iniziativa «Babbo Natale in
Forma», organizzata dalla Fondazione
dell’ospedale piemontese, ha partecipato
Marco Berry con uno show di musica e magia
davanti a centinaia di bimbi che assistevano
dalle finestre delle proprie camere di degenza.
Si è esibita anche la Fanfara degli Alpini, i
volontari della Protezione Civile insieme a
Vigili del Fuoco e acrobati che si sono calati
dal tetto dell’ospedale vestiti anche loro da
Babbo Natale. Nel corso della giornata sono
stati anche raccolti fondi per il progetto di pet
therapy con i cani «gli angeli custodi a
quattro zampe».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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Codice cliente:
Codice cliente:
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FidenzaVillage.com
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
Autostrada A1, uscita Fidenza
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
IN PAGINA
✒
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italia: 515249535254
Kant, gentiluomo charmant
di ARMANDO TORNO
Immanuel Kant, il filosofo che ha lasciato all’umanità la Critica della
ragion pura, è stato una vittima degli aneddoti. Ne sono circolati su
dieta, abitudini, indifferenza per donne (perché preferiva la castità
ai problemi sentimentali) e, tra gli altri, anche sulla gradita musica
per banda. Ora di Manfred Kuehn, professore alla Boston University,
è stato tradotto il saggio Kant. Una biografia (il Mulino, pp. 664,
e 60), la cui edizione originale è del 2001. Con queste pagine
documentatissime si smonta finalmente l’immagine caricaturale del
sommo pensatore, purificando il suo ricordo da quei facili cliché che
sono diventati la sostanza dei libri di filosofia più stupidi, pieni di
materiale raccogliticcio. Ritorna, insomma, il gentiluomo che fu,
ricco di spirito e pronto a partecipare alla vita sociale della sua
Königsberg; un vero protagonista del suo tempo, che prese parte al
grande dibattito settecentesco e non ignorò le idee della Rivoluzione
francese. Un uomo che ha vissuto senza eccessi, considerato
brillante e charmant dai suoi frequentatori.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Cultura
Inediti Un racconto di E. L. Doctorow indaga il rapporto tra scrittura e realtà. E il mistero di come nasce l’ispirazione artistica
Perché i poeti non sono tutti uguali
La scoperta del talento nei banchi del college, gli allori, il declino:
la vita di James Arlington è una grande lezione di letteratura
di E. L. DOCTOROW
Il brano
È
possibile che qualcosa di veramente
grave mi sia successo. È possibile che
io mi sia allontanato dalla mia vocazione. Ma come può essere avvenuto? L’ho
seguita fedelmente, passo dopo passo, ne ho
accettato la logica, non ho mai vacillato, sono
stato fermo e tutto questo mi ha condotto a
questo deserto, questo orizzonte piatto. Continuo a girarmi e girarmi intorno e mi ritrovo
solo. C’è forse una catastrofe insita nella missione? Si attraversa un limite invisibile, nella
logica e nella fede, e a un certo punto un universo senza nome ti soffia negli occhi. È possibile che io lo abbia attraversato.
Una volta volevo scrivere un romanzo sul vescovo Pike. Ora capisco perché, ne vedo la connessione: devo aver riconosciuto quell’adorazione da strabuzzare gli occhi, quella fede fatta di nervi che finisce per
assorbirti e fa a pugni con il magma.
Il buon vescovo, con ancora indosso
il colletto, aveva seguito il proprio
amore per Dio, là dove questo lo aveva portato, nel campo dell’occultismo. Il figlio era morto di overdose
e c’era questo mezzo che poteva metterlo in contatto col figlio morto.
Oh, che dolore, che dolore. Il libro
delle preghiere che gli cade dalle dita. Se si crede veramente in Dio, come non chiedere l’aiuto del soprannaturale? Se Lui può essere pregato perché non può venire fuori da una
tavola Ouija, in una sala buia, attraverso la voce
soffocata di un truffatore? Il vescovo non sospettò mai che avrebbe lasciato il vescovado,
povero pazzo fottuto, e sarebbe scomparso nel
Negev con una bottiglia di Coca-Cola.
Una volta, anni fa, il mio amico Arlington
venne a casa nostra nel Connecticut e si fermò
a dormire. Lo sentimmo gemere nel sonno. Ma
al mattino lo trovai seduto in compagnia dei
miei figli al tavolo dove facevamo colazione.
Un uomo grosso, dalla costituzione simile a
quella di un giocatore di football, seduto lì in
una canottiera a costine, una Pall Mall in una
mano e un bicchiere colmo di bourbon nell’altra. Arlington aveva una memoria fotografica e
] Questo
brano è tratto
da «Lives of the
poets» («Vite
dei poeti»),
racconto di E. L.
Doctorow che
dà il titolo alla
raccolta uscita
nel 1984 negli
Stati Uniti e
inedita in Italia
gton adorò quella scena, rise con questa risata
forte, vistosa, vulnerabile che lo contraddistingueva, lui, un vero poeta che amava ascoltare i
dischi di lieder di Elisabeth Schwarzkopf, ma a
cui piaceva anche cantare Sam Sam the shithouse man mentre camminava lungo il margine — bracciante del centro Ohio che si ritrovava fra confraternite di ragazzi coi loro pantaloni di flanella grigia e bianca. E per tutte le settimane che seguirono mi avrebbe divertito col
suo «Le foglie cadono, guarda guarda, le foglie
cadono!». Entrò a far parte del suo repertorio
di ricordi, delle frasi di tutti noi di cui lui teneva memoria — eravamo i disadattati, gli emarginati, i paria di quel campus e lui ci riuniva
intorno a sé e questo ci rendeva orgogliosi, fieri — ricordava per noi le frasi e i gesti con cui
cercavamo di ottenere il suo apprezzamento. E
poi, passano trent’anni e lui è un famoso poeta, vive in un’inerme intensità, in una furiosa
sottomissione alla poesia, gli atteggiamenti tipici del condannato. Ed è un bevitore prodigioso, un bevitore mostruoso e, infine, all’età di
cinquant’anni, decide di ripulirsi e questa diventa per lui la lotta, il tormento: rimanere sobrio. E ci sta ancora lavorando su dopo un po’
Carisma
Eravamo i disadattati, gli emarginati,
i paria di quel campus. Ma lui
ci riuniva intorno a sé e questo
privilegio ci rendeva orgogliosi
] Il testo
uscirà su
«Satisfiction»,
free press
culturale
in libreria dal
15 dicembre; il
16 sarà online il
sito della rivista:
www.satisfiction.me
l’idea che aveva di conversazione consisteva
nel recitare poesie. Era in grado di improvvisare intere antologie di cose che aveva letto e
amato. Quindi c’erano i miei figli, piuttosto piccoli, all’epoca, seduti davanti ai loro Rice Krispies, coi cucchiai in pugno, che lo fissavano,
dimenticandosi di mangiare. E c’era Angel nel
suo accappatoio, al bancone della cucina, che
preparava panini al burro di arachidi per i sacchetti del pranzo e scuoteva la testa incredula.
E c’ero io che stringevo la mia tazza di caffè e
cercavo di mettere a fuoco la scena che stavo
vedendo. E James Arlington, traendo spunto da
Green groweth the holly, aspirava dalla sigaretta, si aggrappava al bicchiere di bourbon e iniziava a recitare una poesia di Trackl sulla decadenza della Germania fascista. E non erano ancora le otto del mattino!
Ah che poeta! Voglio raccontare un episodio
solo per mostrare che memoria avesse. Eravamo compagni di classe a Kenyon. C’erano molti poeti nel campus e la poesia era la nostra attività principale a Kenyon, così come nello Stato
dell’Ohio lo è il football. E tre o quattro di quei
poeti collegiali erano buoni e promettenti, come Arlington, ma c’erano anche poeti pessimi
e poetastri e affettati esteti e a noi piaceva prenderli in giro, deridere la loro rarefatta sensibilità.
Un giorno d’autunno, passeggiando con
Jim, saltai dentro a un mucchio di foglie e le
feci volare in aria calciandole e, mentre queste
cadevano intorno alla mia testa, svolazzando e
piroettando, alzai il polso molle e sollevai il
mento e gridai, in tremante apprezzamento:
«Le foglie cadono, le foglie cadono!». Arlin-
Modelli
«La
musa»
(1935)
di Pablo
Picasso
(18811973),
Centre
Pompidou, Parigi
di tempo, tenendosi lontano dal bere, assumendo quell’aspetto più magro, quel pallore
da derelitti che loro hanno e in quello stato ecco un mal di gola che si rivela essere un cancro.
E vado a trovarlo un giorno, in ospedale, e
ora non può parlare, gli hanno impacchettato
la bocca con una sorta di ovatta medica e ha
una benda attorno al collo per tenere aperta
una tracheotomia così che possa respirare. Fa
dei cenni alla moglie, Molly, perché gli dia il
blocco degli appunti e poi ci scrive sopra e me
lo porge e la scrittura sono gli stessi scarabocchi di quel bracciante di campagna di trent’anni prima e sopra che cosa c’è scritto?
Le foglie cadono.
(traduzione di Nicola Manuppelli)
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36
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REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Il Tribunale di Milano - sent. 2665/2011
Sezione specializzata per la proprietà industriale ed intellettuale
Nella causa n. 29476/008 promossa da Vittoria
Assicurazioni spa
Contro
Immobiliare Vittoria srl (c.f. 02462560984)
...omissis...
accertato e dichiarato che la convenuta Immobiliare Vittoria srl è responsabile della contraffazione del marchio nazionale n. 000084581 di
titolarietà dell’attrice Vittoria Assicurazioni spa,
inibisce alla convenuta la prosecuzione dell’utilizzo nella propria denominazione sociale della
parola “Vittoria” in relazione a servizi immobiliari;
fissa a carico della parte convenuta una penale
di € 200,00 per ogni giorno di ritardo per l’adeguamento all’inibitoria di cui alla presente sentenza decorsi quindici giorni dalla sua
notificazione in forma esecutiva.
-omissisCosì deciso in Milano nella Camera di Consiglio
del 21 febbario 2011
dr. Marina Tavassi dr. Claudio Marangoni
Presidente
Giudice astensore
Depositata in Cancelleria il 24.2.2011
Atac S.p.A. Azienda per la Mobilità
www.atac.roma.it
Sede Legale: Via Prenestina, 45 - 00176 - Roma
AVVISO PER ESTRATTO BANDO DI GARA N. 30/2011
Si informa che sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (G.U.R.I.) n. 143 del 05/12/2011, parte V serie
speciale, è pubblicato il Bando di Gara relativo alla Procedura Ristretta per l’affidamento delle attività di manovra,
pronto intervento in esercizio e servizi complementari per autobus e vetture tranviarie nel territorio del Comune
di Roma, da esperire mediante il sistema dell’e-Procurement. Il suddetto Bando è stato inviato alla Gazzetta
Ufficiale dell’Unione Europea in data 25/11/2011 e sarà disponibile unitamente a tutta la documentazione tecnico-amministrativa dedicata sul sito informatico del Ministero delle Infrastrutture, sul sito dell’Osservatorio dal
05/12/2011 e sul sito internet www.atac.roma.it nella sezione “Gare e Albo Fornitori” e sull’Albo Pretorio.
IMPORTO COMPLESSIVO PRESUNTO DELL’APPALTO: euro 39.000.000,00 oltre I.V.A., compresi gli oneri per
la sicurezza, non soggetti a ribasso di gara. DURATA DELL’APPALTO: è fissata in 6 (sei) anni a partire dalla data
dell’avvio dell’esecuzione del contratto, con possibilità di recesso in favore del solo committente a partire dalla
scadenza del 3° (terzo) anno, da esercitarsi previa comunicazione al fornitore con almeno 6 (sei) mesi di anticipo
a mezzo raccomandata A/R. TERMINE ULTIMO PER LA PRESENTAZIONE DELLE DOMANDE DI PARTECIPAZIONE: ore 12.00 del 18/01/2012. CIG 3586950CC4.
ATAC S.p.A.
Direzione Acquisti, Contratti e Servizi Generali
Il Direttore - Franco Middei
Società con Unico Socio, soggetta all’attività di direzione e coordinamento dell’Automobile Club d’Italia
Via Fiume delle Perle, n. 24 - 00144 Roma
mail gara: [email protected]
CIG: 3589220E07
AVVISO PER ESTRATTO DI GARA
E’ indetta una gara a procedura aperta per l’acquisizione di servizi di call center a favore del cittadino. La base d’asta dell’appalto è di
€ 1.140.000,00 (unmilionecentoquarantamila/00), IVA esclusa, di cui € 760.000,00 per i primi 24 mesi ed € 380.000,00 per i successivi
12 mesi qualora venga esercitata la facoltà di rinnovo, per un numero stimato di circa 180.000 telefonate che dovranno essere gestite
su base annua. Si precisa che gli oneri per la sicurezza derivanti da rischi interferenziali sono pari a zero. La gara è effettuata secondo la
procedura fissata dal D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 e successive modifiche ed è aggiudicata in favore dell’offerta economicamente più
vantaggiosa. Il Bando di gara è pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale UE e su quella della Repubblica Italiana, alle quali è stato inviato in
data: 23/11/2011. Le Imprese interessate possono ritirare la documentazione ufficiale di gara (Disciplinare di gara e relativi allegati), mediante presentazione di specifica richiesta con delega a favore dell’incaricato al ritiro, tutti i giorni feriali, escluso il sabato, dalle 9.00 alle
12.00, entro il 10/01/2012, presso gli uffici della ACI Informatica S.p.A. siti in Roma, in Via Fiume delle Perle n. 24, secondo le indicazioni
in evidenza sul Bando di gara. La documentazione non ufficiale di gara è disponibile sul sito www.informatica.aci.it. Le offerte dovranno
essere presentate entro il termine perentorio delle ore 12:00 del 10/01/2012, pena la non ammissione alla gara. Informazioni e/o chiarimenti sul Bando di gara, Disciplinare di gara, Schema di contratto, Capitolato Tecnico e gli altri atti di gara, potranno essere richiesti
esclusivamente mediante fax al n. 06-523078640 entro le ore 12:00 del 19/12/2011.
ACI Informatica S.p.A. - Divisione Informatica
Il Direttore Generale - Ing. Daniele Bettarelli
ASL Cagliari
COMUNE DI FUCECCHIO (FI)
AVVISO ASTE PUBBLICHE PER VENDITA IMMOBILI
Il Comune di Fucecchio RENDE NOTO di avere indetto aste pubbliche, con il metodo delle offerte segrete da confrontarsi con il
prezzo a base d’asta, per la vendita dei seguenti immobili: Fabbricato colonico, con terreno agricolo circostante, denominato
“Podere Pannocchino” posto in zona Cerbaie - loc. Massarella.
Dati dimensionali immobile: circa mq. 274 - mc. 670 - superficie
terreno ha 4,2. Prezzo a corpo a base d’asta: € 410.000,00=.
Data asta: 10 gennaio 2012 - Scadenza offerte: 9 gennaio 2012;
Complesso immobiliare “ex macelli pubblici” sito in Via Sottolavalle del Capoluogo, insistente su area della superficie catastale
di mq. 2.090. Intervento da realizzare mediante piano di recupero
con potenzialità edificatoria di mq. 1.400 di S.U.L. Prezzo a corpo
a base d’asta: € 750.000,00=. Data asta: 13 gennaio 2012 Scadenza offerte: 12 gennaio 2012; Fabbricati rurali con annessi
terreni agricoli - “PODERE COLMATE” sito in Fucecchio - Via Burello/Via Colmate. Dati dimensionali: fabbricato principale S.U.L.
complessiva di circa mq. 1000; fienile S.U.L. di circa mq. 290;
terreni agricoli pianeggianti per la superficie catastale complessiva di mq. 245.420. Prezzo a corpo a base d’asta: €
1.740.000,00=. Data asta: 20 gennaio 2012 - Scadenza offerte:
19 gennaio 2011; Per informazioni e sopralluoghi: Settore LL.PP.
- Geom. Danilo Desideri - previo appuntamento Fax 0571268246
- [email protected]
Fucecchio, lì 30 novembre 2011
Il Dirigente - Ing. Giorgio Savini
Servizio Acquisti
AVVISO ESITO DI GARA
A PROCEDURA APERTA
Amministrazione aggiudicatrice: ASL Cagliari
- via Piero della Francesca, 1 - 09047 Selargius.
Oggetto dell’appalto: Procedura aperta mediante asta elettronica per la fornitura di vaccino antinfluenzale per aziende sanitarie diverse
facenti parte dell’Unione di acquisto della Macroarea territoriale Sud della regione Sardegna.
Aggiudicazione: prezzo più basso. Dettaglio
aggiudicazione: Appalto 1: Aggiudicatario:
Crucell Italy SRL, Appalto 2: lotto deserto, Appalto 3: Aggiudicatario: Sanofi Pasteur Msd,
Appalto 4: Aggiudicatario: Sanofi Pasteur
Msd, Appalto 5: Aggiudicatario: Kedrion SpA.
Data invio alla GUUE: 07/11/2011.
Il Responsabile Servizio Acquisti
Dott.ssa M. Alessandra De Virgiliis
L’AMIAT S.p.A. con socio unico, indice
la seguente gara: *[Rif. PA 31/11] - Fornitura in forma frazionata di ricambi
(originali o di qualità corrispondente)
per spazzatrici RAVO. Importo a base di
gara: € 220.000,00 + IVA. La documentazione di gara è disponibile sul sito
aziendale: http://www.amiat.it - Sezione “Appalti e Gare”. Il bando è stato
inviato alla G.U. della Comunità il
21/11/2011.
L’Amministratore Delegato
Dott. Maurizio Magnabosco
Unità Acquisti
CASSA DEPOSITI E PRESTITI SPA
ESTRATTO BANDO DI GARA
1) Ente aggiudicatore: Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. Via
Goito, 4 00185 - Roma.
2) Tipo di procedura e criterio di aggiudicazione: Procedura
ristretta per la fornitura delle licenze d’uso di un sistema
“chiavi in mano” personalizzato per CDP S.p.A. di Asset &
Liability Management (ALM) e dei relativi servizi manutentivi
e specialistici -, ai sensi dell’art. 55, comma 2, del D.Lgs. n.
163/2006 e s.m.i., con il criterio dell’offerta economicamente
più vantaggiosa.
3) Oggetto dell’appalto: Fornitura di un sistema Asset & Liability Management (ALM) e dei relativi servizi manutentivi e
specialistici - CIG: 3551885439.
4) Durata dell’appalto: 36 mesi con facoltà di rinnovo per ulteriori 36 mesi.
5) Importo dell’appalto: L’importo del servizio è stimato in un
importo presunto complessivo pari a € 1.750.000,00, comprensivo delle opzioni ed oltre IVA.
6) Termine per la presentazione delle offerte: entro le ore
12,00 del 20/12/2011 presso il seguente indirizzo: Cassa depositi e prestiti S.p.A. Unità Acquisti Via A. Farnese n. 1 00192 Roma - All’attenzione dell’avv. Anna MAZZEO.
7) Bando: pubblicato sulla GUUE il 28/11/2011 (rif. 2011/S
223-362337) e sulla GURI n. 140 del 28/11/2011.
8) Bando integrale e tutti i documenti di gara sono disponibili
sul sito www.cassaddpp.it.
9) Responsabile del procedimento: il Responsabile dell’Unità
Acquisti di CDP S.p.A., Anna Mazzeo.
Il Responsabile del Procedimento - Anna Mazzeo
REGIONE DEL VENETO
AZIENDA SANITARIA ULSS N. 3
36061 - BASSANO DEL GRAPPA (VI)
ESTRATTO BANDO DI GARA A PROCEDURA
APERTA PER L’AFFIDAMENTO DELL’APPALTO
INTEGRATO PER LA PROGETTAZIONE ESECUTIVA E L’ESECUZIONE DEI LAVORI DI ADEGUAMENTO DELL’OSPEDALE DI ASIAGO.
CIG: 35190625D3 CUP: H49H10000740008
• Amministrazione aggiudicatrice:
Azienda Sanitaria ULSS n. 3 - Via dei Lotti, n.
40 - 36061 Bassano del Grappa (VI). Profilo
committente: www.aslbassano.it.
• Luogo di esecuzione dei lavori:
Asiago - Via Martiri di Granezza, n. 42.
• Descrizione dell’appalto:
Progettazione esecutiva ed esecuzione di tutte
le opere e forniture necessarie per l’adeguamento strutturale e tecnologico dell’ospedale
di Asiago.
• Importo dell’appalto:
€. 22.867.817,74.= così suddiviso: o €.
16.951.664,37.= importo soggetto a ribasso; o
€. 5.916.153,37.= importo non soggetto a ribasso;
• Categorie e classi dei lavori oggetto della
progettazione esecutiva:
Classe Id €. 6.599.956,70.=; Ig €.
5.204.817,60.=; IIIa €. 589.067,57.=; IIIb €.
5.621.962,28.=; IIIc €. 4.375.513,59.=.
• Classificazione dei lavori:
Categoria prevalente OG1 €.11.802.123,75 class. VII. Altre categorie: OS3 €. 929.285,06 class. III scorporabile a qualificazione obbligatoria OS28 €. 5.294.783,93 - class. VI scorporabile a qualificazione obbligatoria OS30 €.
4.365.125,00 - class. V scorporabile a qualificazione obbligatoria.
• Durata dell’appalto:
1180 giorni di cui: - 90 giorni naturali e consecutivi per progettazione esecutiva; - 1090 giorni
per esecuzione lavori (728 giorni di 1ª fase, 180
giorni per trasferimenti, 182 giorni per 2ª fase).
• Soggetti ammessi alla gara:
I concorrenti di cui all’art. 34, comma 1 del
D.Lgs. n. 163/06 e smi in possesso dei requisiti
stabiliti nel disciplinare di gara.
• Ulteriori informazioni:
Il bando integrale, completo di disciplinare di
gara, è disponibile presso: - il sito internet
dell’Azienda Sanitaria ULSS n. 3 - www.aslbassano.it; - l’Albo dell’Azienda Sanitaria ULSS n.
3; - il sito della Regione Veneto: www.regione.veneto.it; - la Gazzetta Ufficiale Comunità Europea (GUCE); - la Gazzetta Ufficiale
Repubblica Italiana (GURI); - Sito Ministero Infrastrutture e Trasporti: www.serviziocontrattipubblici.it.
• Il Responsabile del Procedimento ing. Siro Fornasiero
Il Direttore Generale - dr. Valerio Alberti
AUTORITA’ PORTUALE DI MESSINA
Republic of Iraq
Iraq - SUPPLY PROCUREMENT NOTICE
Object: Supply of Dredgers, service boats, service vehicles, crawler excavators and wheel loaders for the Italian Soft Loan to the Republic of Iraq
Contracting Authority:
Iraqi Ministry of Water Resources
Funding:
Soft Loan of the Italian Ministry of Foreign Affairs for rebuilding Iraq’s agriculture and irrigation sector
Tender Value:
Approximately 12.757.500 Euro
Deadline for receipt of tenders:
Monday, February 20th 2012 at the
Ministry of Water Resources Head
Quarter, Palestine St., Baghdad, Iraq
The Procurement Notice will be available starting 5th December 2011, at the
following website address: http://www.mowr.gov.iq/italianloan/
Republic of Iraq
ASL Cagliari
Servizio Acquisti
ESTRATTO AVVISI DI GARA
Si rende noto che sono indette le seguenti gare
a procedura aperta:
- per la fornitura, in più lotti, in modalità service, di sistemi analitici per lo screening delle
droghe d’abuso. Le offerte dovranno pervenire
entro le ore 12.00 del giorno 23/01/2012. L’avviso è stato inviato in GUUE in data 14/11/2011.
- per la fornitura, in unico lotto e in modalità
service, di sistemi analitici per genotipo HCV
e mutanti virus HBV. Le offerte dovranno pervenire entro le ore 12.00 del giorno 26/01/2012.
L’avviso è stato inviato in GUUE in data
16/11/2011. La documentazione di gara dovrà
essere scaricata dal sito aziendale www.aslcagliari.it sezione ‘bandi e gare”, alla voce inerente
le presenti procedure. Ulteriori informazioni possono essere richieste al fax: n. 070.6093225 o
all’indirizzo e-mail [email protected] Gli
avvisi sono pubblicati integralmente sul sito
www.aslcagliari.it e sul sito della Regione
www.regione.sardegna.it.
Il Responsabile Servizio Acquisti
Dott.ssa M. Alessandra De Virgiliis
Regione autonoma Friuli Venezia Giulia
Direzione centrale lavoro, formazione, commercio e pari opportunità
AVVISO APPALTO AGGIUDICATO
Amministrazione aggiudicatrice: Regione Autonoma FVG - Direzione Lavoro, Formazione,
Commercio e Pari Opportunità - Servizio Programmazione e gestione interventi formativi,
Via San Francesco, 37 - 34133 Trieste, tel.
040/3775298, 040/3775092; e-mail: [email protected], sito internet:
www.regione.fvg.it. Procedura aperta con criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’aggiudicazione dei servizi volti a
valutare l’attività complessiva dell’autorità di
gestione nei processi di programmazione e gestione delle operazioni. Programma Operativo
Regionale Fondo sociale europeo Obiettivo 2 2007/2013 Competitività regionale e Occupazione, Asse 6 - Assistenza tecnica. Codice CIG:
12968491A6. Codice CUP: D94C11000020009
Numero offerte ricevute: 5. Aggiudicatario:
Ecoter s.r.l., via Panaro, 14 00199 Roma. Data
di aggiudicazione: 7 ottobre 2011. Valore dell’offerta: euro 147.000,00 (IVA esclusa). Data
pubblicazione bando di gara: 9 marzo 2011.
Data comunicazione avviso: 23 novembre
2011.
Direttore servizio programmazione
e gestione interventi formativi
(Ileana Ferfoglia)
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
Iraq - SUPPLY PROCUREMENT NOTICE
Object: Supply of Vehicles and equipments for drilling operations for the Italian Soft Loan to the Republic of Iraq
Contracting Authority:
Iraqi Ministry of Water Resources
Funding:
Soft Loan of the Italian Ministry of Foreign Affairs for rebuilding Iraq’s agriculture and irrigation sector
Tender Value:
Approximately 17.520.500 Euro
Deadline for receipt of tenders:
Monday, February 6th, 2012 at the Ministry of Water Resources Head Quarter, Palestine St., Baghdad, Iraq
The Procurement Notice will be available starting 5th December 2011, at the
following website address: http://www.mowr.gov.iq/italianloan/
Republic of Iraq
Iraq - SUPPLY PROCUREMENT NOTICE
Object: Supply of Equipments and Vehicles for Trimming and Lining Operations for the Italian Soft Loan to the Republic of Iraq
Contracting Authority:
Iraqi Ministry of Water Resources
Funding:
Soft Loan of the Italian Ministry of Foreign Affairs for rebuilding Iraq’s agriculture and irrigation sector
Tender Value:
Approximately 9.600.300 Euro
Deadline for receipt of tenders:
Monday, February 13th 2012 at the
Ministry of Water Resources Head
Quarter, Palestine St., Baghdad, Iraq
The Procurement Notice will be available starting 5th December 2011, at the
following website address: http://www.mowr.gov.iq/italianloan/
Sistema Portuale di Messina e Milazzo
Servizio Appalti e Gare
ESTRATTO BANDO DI GARA
Stazione appaltante: Autorità Portuale di Messina, Via Vittorio Emanuele n. 27 - 98100
Messina, tel. +39 0906013210 - fax +39 090710120. Luogo di esecuzione: Comune di
Milazzo (Messina). Aggiudicazione: Procedura aperta ai sensi degli artt. 3 comma 37),
art. 11 comma 3), art. 53 comma 2) lettera b) e art. 55 comma 5) del Decreto Legislativo
163/2006 e smi con l’aggiudicazione mediante il criteri dell’offerta economicamente più
vantaggiosa ai sensi dell’art. 83 del medesimo D.Lgs. 163/2006 e smi, per la progettazione esecutiva, il coordinamento della sicurezza in fase di progettazione e l’esecuzione
dei lavori di realizzazione di un pontile industriale a giorno in località Giammoro nel Comune di Pace del Mela (Me) e delle relative opere di raccordo a terra. Importo delle opere
poste a bando, interamente e corpo, è pari ad €. 22.787.551,58 così composto: Somme
da assoggettare a ribasso d’asta, al netto degli oneri di sicurezza €. 22.161.280,55; Progettazione esecutiva e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione:
€. 174.000,00, Totale somme da ribassare € 22.335.280,55, Oneri della sicurezza non
soggetti a ribasso € 452.271,03. Le categorie dei lavori, stabilite nel progetto definitivo
ai sensi dell’art. 61 DPR 207/2010 (ex art. 3 del DPR 25/01/2000 n. 34), risultano essere:
Categoria Prevalente Art. 61 DPR 207/2010 (ex art. 3 DPR 34/2000) OS 21: Opere strutturali speciali - Classifica VII per € 12.075.645,32 (comprensivi oneri sicurezza); OG
7: Opere Marittime - Classifica VI per € 8.929.228,30; Categoria scorporabile e/o subappaltabile DPR 207/2010 art. 109 (ex DPR 554/99 art. 74 c.2) OG 3: Strade, ponti,
viadotti - Classifica IV per € 1.608.677,96. Termine ricezione offerte: entro ore 13 del
08/02/2012. Documenti e modalità presentazione offerte: vedasi Bando, Disciplinare
gara ed allegati disponibili sul sito www.porto.messina.it. Data, ora e luogo apertura
buste: 15/02/2012 ore 10.00, Messina, via Vittorio Emanuele n. 27.
IL PRESIDENTE - Prof. Ing. Dario Lo Bosco
MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO
UFFICIO PER GLI AFFARI GENERALI E LE RISORSE
Divisione XI - Sistemi Informativi
Estratto avviso di appalto aggiudicato
I.1) Amm.ne aggiudicatrice: Ministero dello sviluppo economico - Ufficio Affari Generali e Risorse - Divisione XI Sistemi informativi, Via Molise, 2 - 00187 Roma. II.2.1) Oggetto: Affidamento dei servizi di assistenza evolutiva del sistema informativo del Ministero dello Sviluppo
Economico (C.U.P. B81D10000290001). Lotto 1 - Evoluzione dell’assistenza specializzata del
sistema informativo mediante l’affidamento dei servizi di conduzione dei sistemi comuni (CIG
0737355497). Lotto 2 - Evoluzione del supporto agli utenti del sistema informativo mediante
l’affidamento dei servizi di assistenza e gestione delle postazioni di lavoro informatizzate (CIG:
0737361989). IV.1.1) Procedura: aperta. IV.2.1) Aggiudicazione: offerta economicamente più
vantaggiosa ai sensi degli artt. 81 e 83 del D.Lgs 163/2006. IV.3.2) Data di pubblicazione del
Bando di gara: GUUE 2011/S/046/075737 del 08/03/2011. V) Aggiudicazione lotto 1. V.1)
Data aggiudicazione: 18/11/2011. V.2) Offerte ricevute: 9. V.3) Aggiudicatario: Business-e
Spa. V.4) Valore totale inizialmente stimato dell’appalto: € 835.000,00 (IVA esclusa). Valore
finale totale appalto: € 474.790,00 (IVA esclusa). V.5) Subappalto: no. V) Aggiudicazione lotto
2. V.1) Data aggiudicazione: 18/11/2011. V.2) Offerte ricevute: 11. V.3) Aggiudicatario: Nova
Systems Roma Srl. V.4) Valore totale inizialmente stimato dell’appalto: € 530.000,00 (IVA
esclusa). Valore finale totale appalto: € 311.490,00 (IVA esclusa). V.5) Subappalto: no. VI.4)
Data di pubblicazione del presente avviso: GUUE 2011/S/226/366521 del 24/11/2011.
IL DIRIGENTE
(Ing. Antonio Maria Tambato)
ANAS S.p.A.
Compartimento della viabilità
per la Lombardia
AVVISO VOLONTARIO PER LA TRASPARENZA PREVENTIVA
ai sensi dell’art. 79 bis del d.lgs. 163/2006 s.m.
A) DENOMINAZIONE E RECAPITO DELLA STAZIONE APPALTANTE
Trentino Sviluppo S.p.A. in via F. Zeni n. 8 a Rovereto (TN), tel. 0464 – 443111 fax 0464 – 443112
B) DESCRIZIONE DELL'OGGETTO DEL CONTRATTO
Affidamento dei lavori di realizzazione opere provvisionali, scavi, bonifica bellica inerenti la realizzazione del
Parco Tecnologico – Impresa, Incubazione, Ricerca c/o il Polo della Meccatronica. Codice CIG: 343630616B
C) MOTIVAZIONE DELLA DECISIONE DELLA STAZIONE APPALTANTE DI AFFIDARE IL
CONTRATTO SENZA LA PREVIA PUBBLICAZIONE DI UN BANDO DI GARA NELLA GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Procedura negoziata (10 inviti) senza previa pubblicazione del bando ai sensi dell’art. 33 comma 5 della L.P.
26/93 e del relativo Regolamento di attuazione.
D) DENOMINAZIONE E RECAPITO DELL'OPERATORE ECONOMICO A FAVORE DEL QUALE
È AVVENUTA L'AGGIUDICAZIONE DEFINITIVA.
Lago Rosso soc. coop. Strada Romana, 7 38010 TASSULLO / TN Euro 672.016,24, ribasso del 21,762%
rispetto alla base d’asta.
E) ALTRE INFORMAZIONI
Applicazione dell'art. 24 del D.P.G.P. 12-10 Leg. del 1994 e s.m. in materia di esclusione automatica delle
offerte anomale.
Rovereto, 25 novembre 2011
In fede, TRENTINO SVILUPPO S.p.A - Il Presidente - Diego Laner
ESTRATTO DI BANDO DI GARA
È indetta procedura aperta ai sensi del D.Lgs. n. 163/2006, col criterio dell’offerta
economicamente più vantaggiosa: GARA n. MI012-11. S.S. n. 342 “Briantea” - Lavori
di verniciatura della galleria San Roberto in ordine ai lavori di completamento del
1° lotto dell’Asse Interurbano di Bergamo con nuovo collegamento alla S.S. n. 342.
IMPORTO LAVORI: € 540.400,00 di cui € 22.000,00 per oneri sicurezza non soggetti a
ribasso. Categoria prevalente: OS7 classifica II. Le offerte, in lingua italiana, dovranno
pervenire entro e non oltre le ore 19.30 del giorno 09.01.2012. Il bando pubblicato
sulla G.U.R.I. n. 143 il giorno 05.12.2011 è visibile presso l’Albo Pretorio dei Comuni di
Milano e Bergamo, presso il Compartimento della Viabilità di Milano, sul sito internet
www.stradeanas.it, sul sito internet www.serviziocontrattipubblici.it e sul sito internet
www.osservatorio.oopp.regione.lombardia.it.
Il Dirigente Amministrativo
Avv. Nicola Rubino
VIA C. D’ASCANIO, 3 - 20142 MILANO
Tel. 02/826851 - Fax 02/82685501 • sito internet www.stradeanas.it
COMUNE DI PIACENZA
Direzione Operativa Risorse
Servizio Acquisti e Gare
Affidamento dei servizi socio educativi rivolti ai minori
del Comune di Piacenza per il periodo dal 01/09/2011
al 31/07/2011. Procedura aperta suddivisa in tre lotti
esperita con il criterio dell’ offerta economicamente più
vantaggiosa. Lotto n. 1: Servizi Socio educativi territorializzati: Offerta e pervenuta ed ammessa n. 1 aggiudicatario: Coop. Soc. EUREKA, Via Gervasi 28 Piacenza,
importo complessivo aggiudicato pari a € 1.861.394,74
oltre IVA di Legge CIG: 2204150A1C; Lotto n. 2. Servizi
Socio educativi in ambito scolastico: Offerta e pervenuta ed ammessa n. 1 aggiudicatario Soc. Coop. Soc.
OLTRE arl, Piazza Cittadella 28 Piacenza, importo complessivo aggiudicato pari a € 827.662,36 oltre IVA di
Legge CIG 22041856FF; Lotto n. 3 Servizi Socio educativi con semiresidenzialità, offerte pervenute ed ammesse n. 1, aggiudicatario: Soc. Coop. Sociale Casa del
Fanciullo, Via Casa del Fanciullo 1, loc. IVACCARI (PC)
importo complessivo aggiudicato € 392.646,30 oltre
IVA di Legge, CIG: 22042089F9. Determina Dirigenziale
di aggiudicazione definitiva n. 1308 del 18/8/2011.
Il Responsabile del Servizio - Sergio Fuochi
AGENZIA INTERREGIONALE
PER IL FIUME PO - A.I.PO
Strada Garibaldi, 75 - 43121 PARMA
ESTRATTO ESITO DI GARA MEDIANTE
PROCEDURA APERTA
AGGIUDICAZIONE DEFINITIVA EFFICACE
Si comunica l’esito della gara espletata in
data 04/08/2011 relativa ai lavori di ripristino
e adeguamento delle sezioni di deflusso del
deviatore Olona per il miglioramento della sicurezza idraulica dell’area metropolitana di
Milano. MI E-786 - C.I.G.: 2706555FD3 C.U.P.: B49H10000320001. Importo a base
d’asta € 3.836.076,00.=. Importo oneri di sicurezza € 115.000,00.=. Numero Operatori
Economici partecipanti: 6. Numero Operatori
Economici esclusi: 6. Criterio di aggiudicazione: Art. 83 del D.Lgs. 163/06 e s.m.i. Aggiudicataria: Cavicchini Costruzioni Generali
di Cavicchini Gaetano & C. S.n.c. con sede
legale in Bagnolo San Vito (MN). Importo
netto offerto € 3.207.830,83.=. L’esito integrale di gara, con i nominativi degli Operatori
Economici partecipanti, è pubblicato sul sito
internet “www.agenziapo.it” - “Appalti e Contratti” e sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - V^ Serie Speciale - n. 143 del
05/12/2011.
Il Dirigente Vicario - Dr. Giuseppe Barbieri
Comando Generale
dell’Arma dei Carabinieri
Reparto Autonomo - Servizio Amministrativo
Sezione Contratti
ESITO DI GARA
Sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
n. 141 del 30/11/2011 - 5^ Serie Speciale “Contratti Pubblici” è stato pubblicato l’esito della
gara per la fornitura ed installazione di reti in
ponte radio. L’esito di gara anzidetto può essere
visionato, altresì, presso questo Comando Generale - Ufficio Relazioni con il Pubblico, Piazza
Bligny, n. 2 Roma, ovvero sui siti internet
www.carabinieri.it sez. “Le gare d’appalto” e
www.serviziocontrattipubblici.it.
d’ordine
Il Capo del Servizio Amministrativo
COMUNE DI CASATENOVO (LC)
Avviso di appalto aggiudicato CIG: 308988803E
Servizio: Raccolta differenziata rifiuti solidi urbani
ed assimilati - altri servizi. Quadriennio 2012/2015.
Procedura: Aperta. Data di aggiudicazione:
09/11/2011. Offerte ricevute: n. 3. A.T.I. aggiudicataria: Luigi Frigerio srl di Besana B.za (MB) / San
Germano srl di Pianezza (TO).Valore finale appalto:
€ 2.060.313,14.
Il Responsabile di Servizio - Arch. Deborah Riva
Codice cliente:
Codice cliente:
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
Terza Pagina 37
italia: 515249535254
Elzeviro
Il caso Esposto di Italia Nostra e raccolta di firme per fermare i lavori a Firenze. La replica: «Demagogia»
Torna «Di qua dal paradiso» di Fitzgerald
Battaglia di Anghiari in tribunale
I BACI DELLE RAGAZZE
E IL MURO DELLA VITA
«La ricerca del leggendario dipinto di Leonardo rovina il Vasari»
di GIORGIO MONTEFOSCHI
«P
oi le loro labbra si sfiorarono come fiorellini selvatici
mossi dal vento». È il primo
dei numerosi baci che costellano Di qua dal Paradiso, il romanzo con il quale Francis
Scott Fitzgerald esordì giovanissimo nel 1920 — dopo il rifiuto di due precedenti manoscritti e parecchi rimaneggiamenti necessari ad arrivare alla versione finale — ottenendo subito un immenso successo. Se lo scambiano, nemmeno quindicenni, nel salottino
di un club di Minneapolis per
famiglie ricche, alla fine di
una festa con slittini organizzata dalla mamma di lei, Myra
St. Claire e Amory Blaine. «Baciami ancora» chiederà di lì a
poco Myra, poggiandogli dolcemente la testa sulla spalla.
Ma Amory, sorprendendo se
stesso, risponderà: «Non mi
va».
Di qua dal paradiso, che oggi rileggiamo in una nuova traduzione, molto buona, di Veronica Raimo (Minimum Fax,
pp. 410, € 13), è un romanzo tenero e terribile, lieve e a tratti
pesante a causa di un disordinato affollamento di materiali,
❜❜
Soltanto la sapienza
femminile riesce a
superare le sconfitte
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La riesumazione della salma
di MARCO GASPERETTI
S
i voleva la battaglia e battaglia alla fine è
stata. Non quella di Anghiari, il dipinto di
Leonardo che si sta cercando con sonde e
miniendoscopi computerizzati in un’intercapedine della parete est del Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio a Firenze, dietro un maestoso affresco del Vasari, bensì l’attacco lanciato
ai ricercatori del «Leonardo perduto» da un lungo elenco di studiosi e uomini di cultura: dall’accademico dei Lincei, già direttore della Normale,
Salvatore Settis, al vicepresidente emerito della
Corte costituzionale Paolo Maddalena, da Keith
Christiansen, curatore capo della pittura europea
al Metropolitan di New York, allo storico e scrittore Carlo Ginzburg. Centouno intellettuali, insieme con altri trecento firmatari, hanno sottoscritto un drammatico appello per bloccare la ricerca,
convinti non solo della probabile inesistenza del
Leonardo fantasma («si cerca oltretutto sulla parete sbagliata» denunciano), ma preoccupati per
i «possibili danni all’opera del Vasari» che i tecnici guidati da Maurizio Seracini, ingegnere e docente all’Università della California, stanno trafiggendo con microsonde.
E non c’è solo l’appello dell’intellighenzia a fomentare le polemiche, ma un esposto — firmato
dal presidente di Italia Nostra, Alessandra Mottola Molfino — che stamani l’associazione presenterà alla procura della Repubblica per violazione
dell’articolo 635 del codice penale, danneggiamento di un’opera d’arte (la Battaglia di Scannagallo, l’affresco del Vasari appunto) con tanto di
richiesta di sequestro preventivo del «cantiere»
installato su un ponteggio alto una decina di metri nel Salone dei Cinquecento. Le ricerche (sponsorizzate da «National Geographic» con 250 mila
dollari) sarebbero dovute durare sino a ieri, ma si
è deciso poi di prorogarle per altri tre giorni.
Come in ogni battaglia che si rispetti, c’è anche
un antefatto: la decisione di Cecilia Frosinini, responsabile del settore pitture murarie dell’Opificio delle Pietre Dure (uno dei centri di restauro
Dopo la riesumazione del cadavere di Salvador Allende,
lo scorso luglio, il Cile è alle prese con un nuovo caso di
«morte eccellente». Il grande poeta Pablo Neruda morì il
23 settembre del 1973 nella clinica di Santa Maria, 12
giorni dopo il colpo di Stato del generale Augusto
Pinochet. Il giudice Manuel Carroza, che ha accolto la
richiesta del Partito comunista cileno di riesumare la
salma, dovrà verificare se la versione ufficiale, ovvero che
Neruda morì per un cancro, sia vera. Oppure se il poeta fu
avvelenato, come afferma il Pcc, anche sulla base di una
testimonianza dell’autista di Neruda, Manuel Araya. Araya
sostiene che lo stesso Neruda gli disse, la mattina del 22
settembre del ’73, di aver ricevuto un’«iniezione».
L’accusa
«È del tutto improbabile che Vasari
abbia sigillato qualcosa
di ancora leggibile dietro un muro»
La difesa
«Queste polemiche ci amareggiano
Appare un tentativo degli esclusi
di fermare una ricerca straordinaria»
Improvvisi
UN’ANTOLOGIA
DI STORIE
SENZA L’AMORE
di SEBASTIANO VASSALLI
Ucciso dal cancro o avvelenato
Indagine sulla morte di Neruda
più importanti al mondo, con sede a Firenze), di
dissociarsi dalla ricerca, approvata però dallo
stesso Opificio, dal ministero e dalla sovrintendenza. «Ho rinunciato a "bucare" il muro — ha
spiegato l’esperta — per una mia precisa posizione etica. Non voglio che l’affresco ben conservato
di Giorgio Vasari sia sacrificato. Le prove di Seracini non sono sufficienti e devono essere verificate». Polemiche anche dal Pdl, che aveva ipotizzato un possibile «scempio inimmaginabile dell’affresco di Vasari del quale il sindaco Matteo Renzi
dovrà assumersi la responsabilità». Insomma:
enigmi storici, arte e politica.
«La dissociazione della dottoressa Frosinini —
scrivono i 101 intellettuali — ha mostrato che all’interno dell’Opificio stesso non c’è accordo sulla
natura e sui rischi di questi interventi». Ritengono poi «del tutto improbabile che Vasari abbia sigillato qualcosa di ancora leggibile sotto un muro» e si dicono preoccupati per la sottovalutazione «dei più attendibili risultati della ricerca storico-artistica, i quali mostrano che la Battaglia di
Anghiari era con ogni verosimiglianza sulla parete opposta a quella che ora si sta forando».
Tomaso Montanari, docente di Storia dell’arte
moderna all’Università Federico II di Napoli e tra
i firmatari dell’appello, suona la carica. E denuncia: «Gli affreschi del Vasari a Palazzo Vecchio cadono a pezzi e, invece di concentrarsi sul salvatag-
✒
scritto in alcuni momenti meravigliosamente bene, nel quale i lettori che già conoscono i
due successivi capolavori di Fitzgerald, e cioè Il Grande Gatsby e Tenera è la notte, vedranno affacciarsi, alle soglie di
quella medesima epoca, il medesimo protagonista da ragazzo. Lo vedranno e lo scopriranno — proiettandosi, insieme a
lui, in quegli altri due romanzi
— con pena e sgomento. Perché quel «non mi va» infantile
e cieco, pronunciato nel tepore del salottino, è assai meno
banale di quanto appare.
Se il bacio (essere baciate,
concedere baci, sottrarsi a un
bacio violento, fare in modo
che non si sappia di essere state già baciate, baciare chiunque e dovunque e infischiarsene a costo di perdere la reputazione) è il crinale delle tumultuose avventure sentimentali
che squassano il cuore delle ragazze per bene nell’America
puritana degli Anni Dieci e
Venti del Novecento, per i ragazzi che vogliono essere e
non solo apparire o «diventare» qualcosa o qualcun altro,
in un inesausto inseguimento,
la salita è assai più dura. Le ragazze, quasi tutte (meno una:
Eleanor, diciottenne e già ge-
niale e mezza pazza), sono futili, sciocche, ingenue, deliziosamente perverse. Baciano, soffrono, piangono nelle loro
stanze dipinte di rosa, nel salotto di casa davanti al camino, nelle vecchie ville di campagna: ma, in fondo, devono
trovare un marito che non sia
troppo sbagliato e principalmente ricco. E l’inesauribile sapienza femminile (quasi sempre) le aiuta a districarsi, a superare le delusioni e le sconfitte: persino quando la vita le
«ammanta» di dolore.
I ragazzi, invece, non sanno.
Protetti da patrimoni cospicui,
si iscrivono alle università che
contano, come Yale e Princeton; frequentano i club giusti;
vanno alle feste; si ubriacano;
trasgrediscono; scrivono poesie mediocri; cominciano a leggere libri partendo da ignoranze colossali («Conosci Oscar
Wilde?», «Chi l’ha scritto?»);
distesi sui letti del college, discutono e «fumano sigarette
turche con precisa contemplazione»; prendono il treno e se
ne vanno a New York e bevono
cocktail al Plaza, entrano nei
teatri e nei locali dove trovano
le ragazze compiacenti o soltanto si lasciano travolgere dalla folla nella Quinta Strada che
talvolta, nel mese di maggio,
regala un’aria simile a «un vino delicato e leggero»; tornano a Princeton; vanno in guerra in Europa e o muoiono o tornano; e cominciano un lavoro… ma in fondo, alla fine delle interminabili discussioni
notturne, alla fine delle interminabili passeggiate solitarie
fra le torri di Princeton bagnate dalla luna, non sanno. Continuano a non sapere nulla: di
se stessi, delle proprie ambizioni, del proprio futuro.
Sono come dinnanzi a un
muro. E quello, non è il muro
della vita: il muro costituito
dalle insormontabili difficoltà
della vita, che peraltro dovranno affrontare. Sarebbe troppo
semplice. Quello è un muro
che coincide con l’oscuro rifiuto che hanno nel cuore. È un
muro che cela un mistero. Ma
quale mistero? Forse, il mistero che si nasconde dietro alla
felicità — che non esiste? O
quello che si nasconde dietro
all’amore — che non esiste? O
quello che si nasconde dietro
alla maschera grottesca della
bellezza — e può addirittura
coincidere con il male? Loro
non lo sanno. Ma Amory Blaine, l’egotista romantico, il ragazzo alto uno e ottanta, di carnagione rosea, biondo, che
sempre si interroga allo specchio, domandandosi se è sufficientemente fascinoso e bello,
e pian piano vede lo specchio
appannarsi, conoscerà presto
le difficoltà di valicare questo
muro.
D
a che mondo è mondo, l’amore è il
carburante che muove la letteratura.
In ogni lingua: anche nelle più
periferiche e nelle più dimenticate,
un’antologia di storie d’amore è sempre
possibile. In Italia l’ha fatta, scegliendo il
meglio del meglio, Guido Davico Bonino per
Rizzoli (D’amore si vive): ed è un tomo di
quasi mille pagine. Ci vorrebbero invece tutte
le letterature del pianeta per produrre una
(smilza) antologia del disamore: una
raccolta, cioè, di autori per cui l’amore è una
cosa banale (per Pascal l’orgasmo è «uno
starnuto») o irrilevante (A. Jarry: «L’amore
è un fatto senza importanza, perché si può
fare all’infinito»). Un posto di rilievo, in
quell’antologia, spetterebbe a Henri-Frédéric
Amiel, autore di un Journal intime che ebbe
una certa notorietà e un certo seguito nelle
letterature europee tra Ottocento e
Novecento. Tema centrale del Journal è
l’amore: che però soltanto una volta, il 6
ottobre 1860, diventa rapporto fisico con la
donna amata: «Per la prima volta ho avuto
un’avventura galante e, francamente,
accanto a ciò che l’immaginazione si figura,
è poca cosa. È quasi un secchio d’acqua
fresca. Mi ha raffreddato istruendomi» ecc.
P.S. Colgo l’occasione per segnalare la bella
collana dell’editore Armando Dadò, «I
cristalli», che ha pubblicato testi rari e
introvabili, oltre che di Amiel, di Victor
Hugo, Stefan Zweig, Benjamin Constant,
Robert Walser e tanti altri.
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L’opera
La battaglia
di Anghiari
era una
pittura
murale
di Leonardo,
databile al
1503, andata
perduta
In alto: studio
preparatorio
per la
battaglia:
disegno
a carboncino
su carta
bianca
chiazzata
di giallo
(Windsor,
Royal
Library)
gio di queste opere straordinarie, si cerca un’opera fantasma che, se dovesse essere scoperta, cosa
molto improbabile, sarebbe solo un’ombra, una
larva inguardabile anche perché non avrebbe senso smontare la parete con i dipinti del Vasari».
Critiche anche al sindaco Renzi: «Invece di sentire il parere di pochi, doveva quanto meno istituire un comitato internazionale di esperti, soprattutto storici dell’arte, che invece mancano nell’équipe guidata dall’ingegner Seracini».
La ricerca, intanto, continua, «nonostante le
polemiche che sinceramente non capisco. Mi
amareggiano — dice Seracini — e mi sembra siano solo un tentativo pretestuoso degli esclusi di
bloccare una ricerca straordinaria. Gli esperti di
sovrintendenza e Opificio hanno dimostrato che
i nostri sette piccoli fori nelle microfessure dell’affresco del Vasari non provocheranno danni. E
ci consentiranno invece di svelare un enigma che
dura da cinque secoli, anche se la Battaglia di Anghiari non si trovasse».
Seracini parla apertamente di un «attacco demagogico» che a suo avviso rischia di farci deridere dal mondo, che sta ammirando questa ricerca.
Oggi pomeriggio, nel Salone dei Cinquecento, riunione per valutare i primi quattro giorni di lavori.
Ma difficilmente non si parlerà delle polemiche e
dell’esposto che rischia di bloccare la ricerca.
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Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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Idee&opinioni
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IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
✒
Quote rosa sì o quote rosa no? Il
ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri, intervenuta ieri al Salone
della Giustizia, dove ha incontrato le donne impegnate nei vari corpi delle Forze Armate, pur avendo sottolineato con grande
energia l’assoluta necessità della presenza
femminile — preziosa per sua determinazione, praticità e concretezza — in tutti
gli ambiti, non soltanto in quello politico,
ha però aggiunto di non riporre particolare fiducia nelle tanto discusse quote rosa.
Sempre ieri, tuttavia, la sua collega di
governo Elsa Fornero, ministro del Lavoro e delle Pari opportunità, all’ultimo giro di incontri con le parti sociali svoltosi
nella Sala Verde di Palazzo Chigi, con sua
grande sorpresa e disappunto, si è trovata di fronte a una delegazione del Forum
giovanile che non contava neppure una
donna. Cosa che ha stigmatizzato proprio per il fatto che di giovani si trattava,
dai quali si sarebbe aspettata maggiore
apertura.
Sembra, dunque che, dopo tutto, le
quote rosa, comprensibilmente rifiutate
da moltissime donne per il loro significa-
to di «protezione della specie» («Non siamo panda» — è l’obiezione più frequente), nel nostro Paese siano purtroppo ancora necessarie, e la delegazione tutta al
maschile del Forum dei giovani pare confermarlo. Il non aver immaginato che presentarsi davanti al ministro — anzi, alla
ministra — delle Pari opportunità senza
nemmeno una donna nelle loro file non
sarebbe stato particolarmente apprezzato
suggerisce, infatti, che il concetto di parità continua a restare mille miglia distante
perfino nella mentalità dei più giovani.
Se ne deve perciò desumere che ancora
non ci possiamo permettere l’orgoglioso
rifiuto — perché di questo si tratta — delle quote rosa, le quali, per il semplice fatto di esistere, contraddicono, come giustamente sottolineano i numerosissimi (uomini e donne) che le contestano, la tanto
invocata parità. Senza, è abbastanza probabile che ci vorranno ancora anni e anni
prima che una non sporadica presenza
femminile in tutti gli ambiti diventi da
noi davvero normale.
Isabella Bossi Fedrigotti
© RIPRODUZIONE RISERVATA
E-BOOK CON COLONNA SONORA
TROVATA CHE UCCIDE LA LETTURA
✒
Cosa non si fa per vendere un libro. Anzi, cosa non si fa per riuscire a convertire i non-lettori. Che, non si
sa mai, dovessero un giorno iniziare a leggere, potrebbero trasformare il mestiere
dello scrittore in un’attività redditizia. Lo
stesso non vale per l’editore, a quanto sembra, che rischia di rimanere tagliato fuori
dal gioco. Perché da quando le vendite degli e-book stanno crescendo (in America) a
un ritmo travolgente, e da
quando Amazon, che è nato
come rivenditore, si è messo a fare concorrenza agli
editori anche in Italia, non
solo non ci sarà più bisogno
di librerie, ma non ci sarà
più bisogno neanche di
agenti, redattori e, appunto,
editori, per pubblicare un libro. Nella peggiore delle
ipotesi si andrà «dal produttore al consumatore», cioè dallo scrittore
al lettore senza bisogno di intermediari come quei poveri diavoli che in cambio di un
magro stipendio sono capaci di dare forma, ritmo e smalto a romanzi o a traduzioni ancora grezzi.
Pazienza. Ora la notizia è che uno
start-up americano di nome Booktrack ha
lanciato gli e-book con colonna sonora.
L’idea è venuta a un certo Marc Cameron,
che durante un viaggio in traghetto a Hong
Kong si è trovato a cambiare continuamen-
te la musica del suo iPod perché era inadatta al libro che stava leggendo, e guardandosi intorno ha notato di non essere il solo a
fare quel gesto. Il risultato è un’applicazione in vendita negli Apple Store, che permette di scaricare e-book accompagnati da
musica appropriata che si sincronizza automaticamente sulla velocità di lettura del lettore.
Ma la domanda è: siamo sicuri che la musica aiuti a concentrarsi, e a
leggere meglio? Una ricerca
di Liel Leiboviz, professore
di comunicazione alla New
York University, sostiene
che la musica giusta aiuta a
ritenere nel cervello più informazioni del semplice
e-reading. Non siamo convinti. Anzi, non siamo convinti per niente. Chi legge
con o senza musica continuerà a fare come ha sempre fatto. Però
quell’immensa fetta di mercato che non legge potrebbe essere indotta a scambiare un
romanzo per un’estensione dell’iPod. Ecco.
Questa sì potrebbe essere una rivoluzione.
Non colonne musicali per romanzi, ma prosa per accompagnare selezioni musicali.
McInerney e Rushdie hanno già firmato un
paio di uscite con Booktrack. Chissà se sono stati sfiorati dal possibile paradosso.
Livia Manera
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Sacrifici ed equità per risalire la china
«Chiamatelo decreto salva Italia»
di MARIO MONTI
SEGUE DALLA PRIMA
Una crisi internazionale, una crisi e un disagio
dell’economia e della società italiane che rischiano di compromettere quanto è stato costruito in
sessant’anni di sacrifici da almeno quattro generazioni di italiani.
È un momento nel quale l’Italia rischia di macchiarsi della responsabilità di contribuire a fare
andare in senso negativo l’economia europea e
l’eurozona, ma è anche un momento nel quale
l’Italia ha il potenziale per far vedere che è un
grande Paese, capace di trovare in sé la forza per
risolvere in un quadro europeo i propri problemi.
Siamo un Paese che ha accumulato nel corso
di decenni dei gravi squilibri. Vedete, quando si
parla di costi della politica, e io ho un profondo
rispetto per la politica, quando si parla di costi
della politica e noi abbiamo, come dirò fra un attimo, adottato misure per ridurli da subito in misura significativa, si pensa al costo che i cittadini
sopportano per gli apparati amministrativi a livello locale e a livello nazionale; ma non si pensa al
vero costo della politica come purtroppo è stata
fatta per decenni in Italia. Qual è il vero costo della politica? È che chi governa prenda decisioni miranti più all’orizzonte breve delle prossime elezioni che all’orizzonte lungo dell’interesse del Paese, dei nostri figli, dei nostri nipoti. Molte volte
in passato, soprattutto quando l’Italia non era così intimamente inserita nel quadro europeo, quella politica aveva prevalso e molto concretamente
è a causa di quella politica che oggi i giovani italiani fanno così fatica a trovare lavoro, che abbiamo squilibri territoriali rilevanti tra Nord e Sud,
che abbiamo un debito pubblico molto grande. Il
debito pubblico grande degli italiani non è colpa
degli europei, è colpa degli italiani, che in passato non hanno dato abbastanza peso, abbastanza
attenzione al benessere dei bambini, dei futuri
adulti italiani, delle generazioni future.
Ebbene, dopo gli ultimi anni in cui sono stati,
sotto l’egida europea, realizzati progressi significativi ma non ancora sufficienti, questo è il momento in cui il capo dello Stato e il Parlamento
hanno chiesto a questo governo di aiutare a, direi, salvare l’Italia e a sviluppare l’Italia. Oggi abbiamo adottato una serie di provvedimenti di
emergenza che leggerete domani nei giornali e
che illustrerò fra un attimo in conferenza stampa
e abbiamo però, nel prendere questi provvedimenti, tenuto molto presente la necessità di creare al tempo stesso le condizioni per la crescita
dell’Italia. A un tempo la necessità di mettere sotto forte controllo il nostro disavanzo e debito
pubblico, essere guardati quindi non come un focolaio sospetto di infezione dall’Europa ma co-
DORIANO SOLINAS
DELEGAZIONE TUTTA AL MASCHILE
QUOTE ROSA CONTESTATE MA NECESSARIE
me, di nuovo, un punto di forza e abbiamo anche
dato un peso molto particolare all’equità, abbiamo dovuto distribuire dei sacrifici e abbiamo però avuto grande cura nel distribuirli in un modo
che c’è parso equo. Abbiamo preso misure significative contro l’evasione fiscale, voi direte è una
cosa che è stata promessa tante volte in passato e
che non ha avuto gli sviluppi che avrebbe dovuto:
vedrete che i nostri provvedimenti sono piuttosto incisivi a questo riguardo. E abbiamo anche
sottoposto noi stessi a una disciplina dimagrante
significativa (anche di questo vedrete).
Quindi la pluralità di sacrifici che noi chiediamo agli italiani vogliamo che siano visti nella prospettiva di un risveglio dell’economia italiana,
della società italiana. Per ora abbiamo guardato a
molti settori, non ancora al mercato del lavoro e
agli ammortizzatori sociali, questo sarà compito
delle prossime settimane, ma voi vedrete che sarà un passo significativo dell’Italia verso un maggiore ruolo al merito, alla concorrenza, alla lotta
contro i privilegi, contro i nepotismi, contro le
rendite e a favore di una maggiore concorrenza e
di una maggiore apertura. Ci sono provvedimenti
specifici che pur nelle ristrettezze finanziarie mirano a favorire la condizione delle donne, a favorire la condizione dei giovani, a favorire una migliore coesione territoriale e uno sviluppo del
Mezzogiorno. E tutto questo quindi dà l’idea che
contemporaneamente abbiamo per certi aspetti
da tirare la cinghia e per altri aspetti però mettiamo in opera da subito meccanismi per la crescita
dell'Italia.
Noi vogliamo che ci sia un’Italia che si senta
orgogliosa di essere Italia, che gli italiani non si
sentano derisi come qualche volta può essere accaduto in passato e che, diciamo fino in fondo,
noi italiani, che siamo considerati giustamente
delle individualità di spicco simpatiche, capaci e
inventive, cerchiamo anche di lavorare meglio insieme, con una maggiore coesione per cercare di
svilupparci nella armonia. Usciamo da una fase
politica nella quale l’obiettivo sembrava quasi
quotidiano, era il confronto brutale tra le opposte posizioni politiche. Noi ci troviamo, non politici, ad essere stati chiamati ad un servizio che
intendiamo svolgere in modo umile nei confronti del Parlamento e del Paese, vogliamo risanare
l’economia italiana, vogliamo riavere, ridare all’Italia grande peso nel concerto delle nazioni e
soprattutto in Europa e vogliamo anche aiutare la
politica, che rispettiamo, a recuperare con l’opinione pubblica un rapporto più disteso perché
della buona politica un Paese ha bisogno e nel
nostro breve, temporaneo servizio vogliamo anche a questo contribuire. Insieme ce la faremo.
Ho voluto darvi un messaggio di grave preoccupazione ma insieme di grande speranza. (...) Questo, se volete, potete chiamarlo decreto salva Italia.
Discorso che il presidente del Consiglio
Mario Monti ha tenuto ieri sera prima di
illustrare le misure anticrisi
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DIBATTITO SULLA COSTITUZIONE
Pareggio di bilancio e poteri del governo
di GIUSEPPE CALDERISI
LA PUGLIA AUTORIZZA ESPIANTO DI ULIVI
FERITA ALL’AMBIENTE E ALLA CULTURA
✒
Il suo ramo era simbolo d’Italia
nel conio da due lire, eppure
l’ulivo, secondo la rete ecologista del Salento — decine di comitati formati da giovani — viene sacrificato alla lobby delle
rinnovabili e all’edilizia. Ragione di sdegno è l’approvazione all’unanimità, in
quella Puglia di cui l’albero è lo stemma,
di un disegno di legge che modifica l’interpretazione della Legge regionale 14/07.
Grazie all’emendamento, battezzato «ammazza-ulivi» e proposto dal consigliere
pdl Massimo Cassano col sostegno dell’assessore all’Ambiente Lorenzo Nicastro, l’espianto di alberi secolari potrà effettuarsi
anche senza il parere delle commissioni
competenti, oggi obbligatorio e mai abbastanza restrittivo, introducendo il silenzio-assenso a 90 giorni dalla richiesta.
In pochi giorni si sono già raccolte migliaia di firme per chiedere al governatore
Nichi Vendola di bloccare subito l’iter di
una pericolosa follia, adatta a facilitare
scempi di cui non si avverte necessità. All’indice edilizia, strade, fotovoltaico a terra e impianti per biomasse, dove si sospetta siano destinate le potature delle piante
capitozzate e pure l’olio. Per ricavare spazio, gli alberi vengono severamente mutilati, quindi sradicati e ripiantati uno sull’altro ai margini dei terreni, come abnormi bordure. Molti muoiono; altri, deformi, sopravvivono a costo di sofferenze,
qualcuno finisce come decoro nei parchi
di ville o resort, persino all’estero: comunque il paesaggio è stravolto per sempre.
L’esempio di Carpignano, dove sono
stati sradicati migliaia di ulivi antichi di
cui 140 monumentali, le voci che anticipano un mega espianto a Lequile, la dispersione di diossina che ha condotto alla
chiusura, nel 2010, della centrale a biomasse legnose di Maglie e costretto all’uccisione di bestiame, oltre all’isolamento di chilometri di terra contaminata: tutto riconduce a una politica che ha cavalcato l’ambientalismo galoppando in opposta direzione. Volto storico e magnifico della Puglia, gli uliveti andrebbero tutelati come
difese agroforestali, puntando, come suggerisce la rete del Salento, sul biologico;
olio, miele e pascoli naturali.
Margherita d’Amico
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C
aro direttore, l’editoriale del professor Galli della Loggia sulla necessità
di una decisa revisione dell’impalcatura dei poteri disegnata dalla Carta
del 1948, in particolare quelli del presidente della Repubblica e del presidente del
Consiglio (Corriere del 30 novembre), è pienamente condivisibile. In sintesi, si tratta della
grave scissione tra potere e responsabilità che
caratterizza la nostra Costituzione, in contrasto
con il principio non scritto del costituzionalismo liberale secondo il quale essi devono andare sempre di conserva.
Occorre scegliere: o attribuiamo al presidente del Consiglio il corredo dei poteri previsti
nelle maggiori democrazie parlamentari europee, in particolare un adeguato meccanismo di
stabilizzazione dell’esecutivo in grado di assicurare il buon funzionamento del bipolarismo
(compreso il ricorso anticipato alle elezioni, a
mio avviso necessario un anno fa: non avremmo avuto un governo in condizioni di
precarietà, il nuovo governo sarebbe stato legittimato dal voto popolare e forse non vi sarebbe
stata la necessità di ricorrere al «motore di riserva», cioè al ruolo di supplenza del Capo dello Stato); oppure eleggiamo direttamente il presidente della Repubblica in un equilibrato sistema presidenziale.
Auspicando anch’io, come il professor Galli
della Loggia, che una discussione vera porti a
una revisione costituzionale chiara e condivi-
sa, devo purtroppo segnalare un’occasione
mancata rappresentata dalla importantissima
legge costituzionale che introduce finalmente
nella Costituzione il principio del pareggio di
bilancio, approvata mercoledì scorso dalla Camera, quasi all’unanimità. Purtroppo non è stata approfondita e recepita la proposta (già avanzata da Einaudi all’Assemblea Costituente) di
attribuire al governo il potere di opporsi a deliberazioni parlamentari che comportino maggiori oneri per le finanze pubbliche, come previsto nelle maggiori democrazie europee, quali
Gran Bretagna, Germania e Francia (sul tema è
intervenuto anche il professor Augusto Barbera sul Sole 24 Ore del 9 agosto scorso). Un potere che forse avrebbe contenuto l’esplosione del
nostro gigantesco debito pubblico e che è a
maggior ragione essenziale nel momento in
L’editoriale di
Ernesto Galli
della Loggia sul
«Corriere» del
30 novembre
cui sono seguiti
interventi di
Piero Ostellino
(2 dicembre)
e Michele Ainis
(ieri)
cui, con il principio del pareggio di bilancio,
l’eventuale carenza di copertura finanziaria di
una legge determinerebbe un problema di legittimità costituzionale non limitato alla stessa
legge ma esteso all’intero bilancio dello Stato,
mettendo in causa, di fatto, la responsabilità
del governo.
La questione merita quanto meno un approfondimento. Il principio del pareggio di bilancio non è una questione meramente contabile e
finanziaria, coinvolge la concezione stessa della
democrazia e richiede nuove regole tra gli attori istituzionali, in particolare quelle tra governo
e Parlamento. Quest’ultimo deve sviluppare il
proprio ruolo soprattutto nella funzione — finora mai esercitata davvero — di controllo della qualità e dell’efficacia della spesa (come prevede un emendamento, presentato da me e dall’onorevole Bressa, accolto dalla Camera), auspicabilmente attraverso una Commissione bicamerale a composizione paritaria tra maggioranza e opposizione. Ma, d’altro canto, non si può
lasciare il governo in condizione di grave debolezza istituzionale anche in questa materia.
Mi auguro che il Senato, nel seguito dell’esame del provvedimento, possa porre rimedio a
questa lacuna (insieme ad altre che non ho spazio di indicare), apportando le necessarie correzioni al testo di questa fondamentale riforma
costituzionale.
Deputato Pdl
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Codice cliente:
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
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Lettere al Corriere
IL FUTURO IN PERICOLO
DI UN GRANDE ENTE CULTURALE
Risponde
Sergio Romano
Il giorno prima della nomina
del governo Monti, il Tesoro
comunicava la ratifica del
decreto di «liquidazione
coatta amministrativa»
dell’Istituto italiano per
l’Africa e per l’Oriente, uno
degli enti culturali più
antichi e prestigiosi d’Italia
(Isiao). Significa, molto
semplicemente, la chiusura
del glorioso Istituto, afflitto
da gravi problemi finanziari,
dovuti soprattutto a un
taglio del 60% delle entrate
statali avvenuto dalla sera
alla mattina. Cosa
vergognosa: il personale non
percepisce lo stipendio da sei
mesi. Basterebbe
l’erogazione del
finanziamento ordinario
stabilito dalla Legge di
bilancio (mai pervenuto) per
riavviare il processo di
risanamento voluto dai
nuovi organi. Da esperto di
lingue, prima ancora che da
presidente, io le domando: è
mai possibile che in questo
Paese il verbo «liquidare»
possa significare insieme
«pagare ai manager pubblici
buonuscite di milioni di
euro» e «cancellare enti
pubblici di tradizione
secolare»?
Marco Mancini, presidente
dell’Istituto italiano
per l’Africa e per l’Oriente
IL PARCO DI NEW YORK
gratuità di ore dedicate agli
altri, la gratuità di un
sorriso. Nella società
attuale che tutto ha un
valore, dove tutto viene
quantificato e misurato la
Giornata mondiale del
volontariato che ricorre oggi
ci ricorda le tante donne e
uomini, anziani e giovani
che ogni giorno compiono
nel completo anonimato
gesti di altruismo e
solidarietà. Per tutto quello
che donate, ogni giorno,
disinteressatamente: grazie!
Per John Zuccotti
Caro Romano, chi era
Zuccotti, a cui è stato
intitolato un parco a New
York? Per caso un italiano?
Enrico Maria Matteo
Gessner
[email protected]
Il parco è il risultato di un
compromesso negoziato fra
i proprietari del terreno e la
città di New York. I proprietari desideravano rialzare di
qualche piano un edificio in
costruzione e ottennero la licenza con un vincolo: la creazione di una zona verde, accanto all’edificio, che, pur rimanendo privata, sarebbe
stata aperta al pubblico. Il
parco si chiamò dapprima Liberty Plaza Park e successivamente, dopo il rinnovamento del 2006, Zuccotti Park, in
onore di John Zuccotti, presidente della società Brookfield Office Properties che
ne è proprietaria.
Le lettere, firmate con nome, cognome e città, vanno inviate a:
«Lettere al Corriere» Corriere della Sera
via Solferino, 28 20121 Milano - Fax al numero: 02-62.82.75.79
Caro Mancini,
o letto il decreto con
cui «il ministro degli
Affari esteri di concerto con il ministro dell’Economia e delle finanze» ha deciso la «liquidazione coatta amministrativa» dell’Isiao. Non
conosco lo stato patrimoniale dell’ente. Non sono in grado di dare un giudizio tecnico sul piano di risanamento
predisposto dai nuovi organi
H
Andrea Sillioni
Bolsena (Vt)
NELLE SCUOLE
Dicembre «occupato»
Cominciano a dicembre le
occupazioni delle scuole.
LA GIORNATA MONDIALE
Un grazie ai volontari
La gratuità di un gesto, la
La tua opinione su
corriere.it/opinioni/
L’ex terrorista Cesare
Battisti dal Brasile:
«Ci vuole un’amnistia
di riconciliazione».
Siete d’accordo?
installati al vertice dell’Istituto negli scorsi mesi. Ma vorrei sapere se il ministro degli
Esteri, in particolare, si sia reso conto dell’effetto che quelle parole — «liquidazione coatta amministrativa» —
avrebbero avuto sugli ambienti accademici e sui responsabili della politica culturale dei Paesi in cui l’Ismeo
(Istituto italiano per il Medio
ed Estremo Oriente), prima
della sua fusione con l’Istituto italiano per l’Africa (Iia),
ha lavorato per più di settant’anni. L’Isiao non è soltanto il depositario dello straordinario lavoro di Giuseppe
Tucci in India e nel Tibet.
Non è soltanto il custode
Sembra quasi un rituale che
si ripete ogni anno. Gli
studenti chiedono spazi e
opportunità per dialogare
con le forze sociali e
politiche, imputando alla
scuola un certo distacco
dalle loro tematiche, dai
loro problemi e dalle loro
aspirazioni. Ma perché non
fare tutto ciò d’estate,
quando finisce l’anno
scolastico e le scuole sono
chiuse? Sarebbe un’ottima
occasione di confrontarsi
tra loro e di appropriarsi
proficuamente di spazi
pubblici, magari poi
elencando suggerimenti e
SUL WEB Risposte alle 19 di ieri
Sì
6
R
scientifico del materiale raccolto nel corso delle grandi
spedizioni archeologiche in
Iran, Afghanistan, Oman, Yemen, Thailandia. Non è soltanto il proprietario di una
delle maggiori biblioteche europee di studi orientali, l’organizzatore di convegni e di corsi per l’apprendimento delle
lingue asiatiche, il luogo in
cui si sono formate tre generazioni di orientalisti italiani.
È stato anche il maggiore interlocutore italiano delle élite
culturali dei Paesi in cui ha
studiato, esplorato, scavato.
Nel corso del Novecento
l’archeologia e le esplorazioni
culturali sono state spesso
usate dai governi per le loro
ambizioni imperiali e coloniali. Anche gli archeologi, come
le missioni religiose e il commercio, seguivano o precedevano la bandiera e approfittavano dei successi politici del
loro Paese. L’Isiao non è una
eccezione. Ma è sempre stato
distinto, nel corso della sua
storia, dalla convinzione che
l’ospite, quando lavora in un
Paese straniero, debba rispettare le sensibilità e suscettibilità del padrone di casa. Mentre nelle relazioni politiche vi
è quasi sempre un vinto e un
vincitore, nelle buone relazioni culturali vi sono sempre
due vincitori. Creando rapporti di amicizia e collaborazione
in tutti i Paesi in cui ha operato, l’Isiao ha avuto una straordinaria influenza sull’immagine culturale dell’Italia. So che
in questo momento abbiamo
grande bisogno di rigore amministrativo e finanziario. Ma
con la «liquidazione coatta
amministrativa» di questa istituzione culturale non faremmo un risparmio. Butteremmo via un investimento.
proposte nate dalle loro
assemblee, da discutere con
professori e presidi all’inizio
del nuovo anno scolastico.
senza cassa integrazione.
Questi Paesi «perfetti» sono
esenti da clientelismo e
corruzione e la delinquenza
è quasi nulla, la
dichiarazione dei redditi è
pubblica e gli stipendi e le
spese dei politici sono noti
ai cittadini: tutto ciò
sarebbe un modello da
imitare per l’Italia.
Elvi Quintavalle
[email protected]
hotmail.it
MENO RECESSIONE
Nel Nord Europa
Si legge che i Paesi nordici
come Danimarca,
Finlandia, Norvegia e
Svezia sono quelli che
hanno avuto meno problemi
dalla crisi economica. In
comune questi Paesi hanno
un fortissimo welfare e che
rende gratuiti tutti i servizi
pubblici e inoltre chi viene
espulso dal mondo del
lavoro viene aiutato a
rientrare rapidamente e
La domanda
di oggi
R
No
94
Il segretario della Cisl
Bonanni: «Manovra
sbagliata, grava solo su
lavoratori e pensionati».
Ha ragione?
© RIPRODUZIONE RISERVATA
PierAngelo Paleari
[email protected]
forgiadibollate.com
NON SOLO ECONOMICA
La crisi morale
Ascoltiamo intimoriti i
telegiornali che parlano di
rischio di default
economico, ci indigniamo
leggendo sui quotidiani
storie di ordinario
malaffare. C’è una
«recessione» morale prima
che finanziaria. Per il
riscatto dell’Italia ci
vorrebbe un po’ più di
pulizia etica. Giovenale
scriveva: «L’onestà è lodata
da tutti, ma muore di
freddo».
Margherita De Napoli
[email protected]
Interventi & Repliche
Firenze: la bolletta dell’acqua
Apprendiamo dall’articolo «L’energia e
l’acqua. I rincari delle bollette» (Corriere,
27 novembre) che a Firenze si paga la
bolletta dell’acqua più alta d’Italia con un
costo annuo di 503 euro in media.
Purtroppo, a differenza del gas o
dell’elettricità o delle telecomunicazioni,
in Italia non esiste ancora un’Authority
nazionale indipendente pubblica
dell’acqua con un credibile sistema di
monitoraggio e controllo utile agli utenti
e utilissimo alle aziende per porre fine al
balletto di cifre assurde. Sarebbe una
riforma a costo zero che
tranquillizzerebbe milioni di italiani sui
costi in tariffa e sulla proprietà pubblica
di impianti e risorsa e il pubblico
controllo delle gestioni. Persino l’Agenzia
nazionale, varata in pompa magna con
decreto nel giugno scorso, come unica
risposta al voto referendario con la
funzione di aggiornare il metodo
normalizzato in base al quale si forma la
tariffa idrica, è incredibilmente ancora
sulla carta. È una riforma a costo zero,
ma il Parlamento non riesce a nominare i
tre membri. Questo vuoto legislativo
genera una sorta di «terra di nessuno»
che produce non solo incertezze sugli
investimenti, ma alimenta classifiche
virtuali sulle tariffe e permette di sparare
bollette fantasiose, quasi ai livelli
europei, quando in gran parte d’Italia
superano di poco i 100 euro l’anno.
Purtroppo sono basate su studi teorici,
fonte di molti equivoci, e su consumi
medi inesistenti pari a 200 metri cubi
annui. A chi conviene continuare a
giocare a chi la spara più grossa? Non è
il tempo delle verità, anche scomode? Ed
ecco le nostre bollette reali decise dai
Sindaci di 49 Comuni delle province di
Firenze, Prato, Pistoia e Arezzo serviti da
Publiacqua con 1.3 milioni di abitanti: il
consumo medio di acqua è di 117 metri
cubi l’anno e il costo medio della bolletta
è di 240 euro, Iva compresa. Dai 30 ai 50
euro in meno rispetto alla media di
quella vera bolletta occulta pagata dalle
nostre famiglie per l’acquisto di acque
minerali, un iperconsumo non
giustificato da carenze idriche o qualità
dell’acqua pubblica, ma che non suscita
lamentele, proteste o classifiche.
Bisogna anche sapere che in Italia è la
sola bolletta che fa quadrare i nostri
conti, che deve pagare servizio e
investimenti su acquedotti, fognature e
depurazione. Cresce quando crescono gli
© 2011 RCS QUOTIDIANI S.P.A.
DIRETTORE RESPONSABILE
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Giulio Lattanzi
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Particelle elementari
di Pierluigi Battista
Bavaglio a Giannino
Nessuno si indigna
P
erché nessuno si indigna quando le squadracce a Milano impediscono a Oscar Giannino di parlare, lo
bersagliano di uova e vernice, soffocano un’opinione discordante? E quando le forze dell’ordine consigliano a Giannino, cioè la vittima di una prepotenza, di andarsene, di non provocare incidenti, come mai gli
indignati eticamente vidimati spariscono, evitano di esporsi,
si rifugiano nel silenzio degli ipocriti e dei codardi? Semplice, purtroppo: perché appare sempre più normale, quasi ovvio, tappare la bocca a qualcuno con la violenza, esercitare il
sopruso delle minoranze intolleranti, guardare con sospetto
la discussione pubblica tra posizioni diverse, sanamente conflittuali, addirittura inconciliabili.
Non c’entra nemmeno il doppio standard, forse. Non c’entra soltanto la grottesca abitudine di difendere unicamente i
professionisti del martirio politicamente corretto e di essere
insensibili alla censura che colpisce un giornalista o un intellettuale considerati di «destra» («fascista» addirittura, come
gridavano gli energumeni concettualmente cavernicoli e totalmente ignari della storia e della biografia di Giannino). È che
proprio cominciamo ad avere il ’22 nella testa. Siamo immersi
in una mentalità che assolve i prepotenti con l’argomento del
«diritto al fischio» e condanna due volte, al silenzio e all’indifferenza per il silenzio, chi subisce
il divieto di esercitare un diritto.
Il diritto di parlare, di dire la propria, di obiettare. Per poi evenessere contestato, ma
Violenze contro tualmente
solo «poi», non «prima» di aver
parlato. «Poi» è dissenso, «priil giornalista
ma» è imbavagliamento. Non ci
cui è stato
vuole Einstein per capirlo. Il pronegato il diritto blema è perché non si voglia capirlo. Perché si assiste accondidi parola
scendenti ai manganelli che colpiscono con ferocia primitiva. Non
lo vogliamo capire perché, come nel ’22, ricominciamo ad avere un rapporto con la violenza fatto di assuefazione. Se bersagliano Giannino, il conformista scemo subito deve parlare dell’abito eccentrico di Giannino, non di chi gli ha ululato nefandezze comportandosi con lui come i bulletti che agiscono
sempre in gruppo, dieci contro uno, vigliacchi nel più profondo dell’animo. La vittima se l’è sempre un po’ cercata. Pure
lui, con quelle opinioni strambe. Con quelle sue idee provocatorie. Con quei discorsi così bizzarri. Non può pretendere che
qualcuno non gli metta il bavaglio, e che diamine.
Appunto, l’assuefazione. L’incapacità di misurarsi con il
dissenso, anche il più estremo. Di capire che è più bello un
mondo dove ci siano pensieri diversi, e non monolitici, irreggimentati, monocromatici. Tutta la retorica sulla «differenza» e poi la violenza sul «differente». Inutile richiamare la
contraddizione, chiedere come mai si predica l’apertura alla
«differenza» ma si è indifferenti se a un «differente» viene
sottratto il diritto di parlare. Il ’22 nella testa sta già diffondendo i suoi veleni. Non tra gli energumeni, ma tra noi gente
«civile».
❜❜
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Bozzetto
4
DEL LUNEDÌ
@
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investimenti per i quali Publiacqua è in
testa alle classifiche nazionali con oltre
50 milioni di euro l’anno nei suoi primi
10 anni. Infine, per eliminare ogni
equivoco, se uno dei nostri 370 mila
utenti con consumi medi mi porta una
bolletta da 503 euro, stia tranquillo.
Gliela pago di tasca mia.
Erasmo D’Angelis
Presidente di Publiacqua Firenze
Le disgrazie di Cicerone
Nell’articolo di Luciano Canfora
«Cicerone assassinato due volte»
(Corriere di ieri, inserto «La Lettura») si
leggeva che Cicerone non avrebbe
sopportato «civilmente», anziché
«virilmente», le disgrazie che lo
colpirono. Ci scusiamo con i lettori.
EDIZIONI TELETRASMESSE: Tipografia RCS Quotidiani S.p.A. 20060 Pessano con Bornago - Via R. Luxemburg - Tel. 02-95.74.35.85 S RCS Produzioni S.p.A. 00169 Roma - Via
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PREZZI: * Non acquistabili separati, il giovedì (nella regione Sardegna la domenica) Corriere della
Sera + Sette e 1,50 (Corriere e 1,20 + Sette e 0,30); il sabato Corriere della Sera + IoDonna e 1,50
(Corriere e 1,20 + IoDonna e 0,30) . A Como e prov., non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera +
Cor. Como e 1,00 + e 0,20; gio. Corsera + Sette + Cor. Como e 1,00 + e 0,30 + e 0,20; sab. Corsera +
IoDonna + Cor. Como e 1,00 + e 0,30 + e 0,20. In Campania, Puglia, Matera e prov., non acquistabili separati: lun. Corsera + CorrierEconomia del CorMez. e 0,80 + e 0,40; m/m/v/d Corsera + CorMez.
e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorMez. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna +
CorMez. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Veneto, non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorVen.
e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna +
CorVen. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. In Trentino Alto Adige, non acquistabili separati: m/m/v/d
Corsera + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,40; gio. Corsera + Sette + CorTrent. o CorAltoAd. e
0,80 + e 0,30 + e 0,40; sab. Corsera + IoDonna + CorTrent. o CorAltoAd. e 0,80 + e 0,30 + e 0,40. A
Bologna e prov. non acquistabili separati: m/m/v/d Corsera + CorBo e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera +
Sette + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67; sab. Corsera + Io Donna + CorBo e 0,53 + e 0,30 + e 0,67. A
Firenze e prov. non acquistabili separati: l/m/m/v/d Corsera + CorFi e 0,53 + e 0,67; gio. Corsera +
Sette + CorFi e 0,53 + e 0,30 + e 0,67; sab. Corsera + Io Donna + CorFi e 0,53 + e 0,30 + e 0,67.
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e 8,10; con "Supereroi. Le leggende Marvel" e 11,19; con "Vasco Manifesto" e 11,10; con "Un secolo di guerre" e 11,19; con "Dieci giorni" e 4,00; con "Vivere verde" e 2,20; con "Eros Ramazzotti" e 11,10; con "Giorgio Gaber" e 14,10; con "Le Grandi Fiabe" e 8,10; con "Genesis. The definitive collection" e 14,10; con "Il Mondo" e 4,00; con "Laicicattolici + Sette" e 4,20
40
italia: 515249535254
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
Codice cliente:
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
41
italia: 515249535254
Spettacoli
Cinema a Berlino
Oscar europeo
a Von Trier
L’Italia a secco
Melancholia di Lars von Trier è il miglior film europeo del
2011. È questo il verdetto degli European Film Awards. Colin
Firth (The King'S Speech) e Tilda Swinton (We Nee to Talk
About Kevin) hanno vinto come miglior attore e attrice.
All’Italia, presente con Habemus Papam, nessun premio.
Palcoscenico
Peter Mattei e Bryn Terfel
nel «Don Giovanni»
Appello al governo
Lissner e i fondi
«I privati
non bastano»
La «primina»
L’opera
mozartiana in un
gioco del teatro
nel teatro. Alla
fine dieci minuti
di applausi
MILANO — Miracolo alla
Scala. Ieri sera, alla prima del
Don Giovanni dedicata ai giovani, la sala del Piermarini si è
moltiplicata all’infinito trasformando il teatro in un unico, caleidoscopico, palcoscenico. A
compiere la magia il regista Robert Carsen che, per il suo primo spettacolo ideato apposta
per Scala, ha voluto dedicarle
un omaggio straordinario. Non
solo trasformando palchi e pla-
Nel cast
Scala, «Don Giovanni»
seduce i giovani
tea in fondali, ma usando gli ori
e i velluti rossi, il celebre «rosso
Scala», per i costumi dei protagonisti. E con un colpo di teatro
che subito svela il gioco del teatro nel teatro, inizia l’opera di
Mozart diretta da Daniel Barenboim, alla sua prima apertura di stagione come direttore
musicale. Alle prime note dell’ouverture infatti, Don Giovanni (un aitante Peter Mattei) arriva di corsa dalla platea, balza sul
palco e con uno strappo fa cadere di colpo il pesante sipario cremisi, rivelando un secondo teatro, identico a quello reale, riflesso nella parete a specchio
del fondale.
Un avvio da prestigiatore che
ha incantato i ragazzi accorsi numerosi per questa «primina» inventata per loro dal sovrintendente Stéphane Lissner e ormai
diventata consolidata tradizione. Perfetta per aprire l’opera lirica a un nuovo pubblico e a
sdrammatizzare nel contempo
le eccessive tensioni che prima
si accumulavano per il fatale 7
dicembre. Data che resta comunque ufficiale, quella delle autori-
MILANO — Al termine della «primina» che lo riempie di orgoglio
(«stiamo educando un nuovo pubblico») il sovrintendente Stéphane Lissner ha parole d’entusiasmo per i cantanti («cast eccezionale») e di speranza verso il nuovo esecutivo. «Lorenzo
Ornaghi è il quarto ministro alla Cultura», sorride. «Spero che il governo
dia attenzione a tutti i teatri, che sono in difficoltà». E lo è anche la Scala,
sebbene il pareggio di bilancio raggiunto (anche grazie agli enti pubblici, ieri il sindaco Pisapia era in sala)
stia assicurando un 7 dicembre tranquillo. Sono circolate solo una lettera
della Cgil sulle maschere e una della
Uil sull’autonomia che non arriva.
«Vorrei fare un appello al governo
e chiedere dei fondi. Il teatro deve essere pubblico, mentre da noi i finanziamenti privati prevalgono. Ho cerca-
Gli Under 30 conquistati anche dalla regia
I palchi e la platea trasformati in fondali
tà e della mondanità. La presenza più attesa, anche stavolta, sarà il presidente Giorgio Napolitano. Con lui il primo ministro Mario Monti. Ieri sera intanto è arrivato il sindaco Giuliano Pisapia.
Grande successo, grandi applausi (dieci minuti), grande entusiasmo tra i giovani in sala, e
durante l’intervallo fitti commenti nel foyer. Perché ormai
molti di loro si sentono di casa
alla Scala. Merito della community di 1.800 iscritti che in questi
anni si è formata intorno agli
«Under 30», attratti dal fascino
inossidabile del teatro milanese, dalla curiosità per una forma
di spettacolo insolita per loro e,
non ultimo, dal prezzo «politico» del biglietto. Una serata pre-
cisa identica a quella di Sant’Ambrogio, ma invece delle poltrone a 2.000 euro, qui se ne spendono solo 10. Un’offerta troppo
allettante per resistere. E difatti
i posti sono andati esauriti in poche ore. Nel foyer, accanto a
quelli che commentano con piglio da esperti voci, regia, direzione, altri visi ancora un po’
spauriti. Emblematico un terzetto, due ragazze e un giovane ca-
I costumi
Un festival di ori e di
velluti rossi, il «rosso
Scala», per i costumi
dei protagonisti
valiere. Lui preparatissimo: «Ho
già visto Don Giovanni alla Fenice, conosco bene il libretto e anche la musica», le due che non
conoscono la trama. Ma chi è
per voi Don Giovanni? «Un
avventuriero?», azzarda
una. «Uno intraprendente con le donne?», ribatte l’altra. E poi si illumina: «Forse è quello di
Kierkegaard! Il campione della vita estetica?». Esatto.
Tra le più giovani, un quartetto di fanciulline tra gli 11 e i 13 anni.
«Siamo venute da sole»,
raccontano fiere Sveva,
Ilaria, Silvia e Giulia. Sveva per l’occasione ha
La «prima»
La Scala di Milano
apre mercoledì la
stagione lirica con
il «Don Giovanni»
di Wolfgang
Amadeus Mozart.
Il soprano Anna
Netrebko è Donna
Anna (nella foto
sotto), il direttore
è Daniel
Barenboim,
la regia di Robert
Carsen
saccheggiato l’armadio della
mamma: orecchini più grandi
di lei, collier di perle al collo e
tacchi smisurati per le sue gambette sottili. «E’ stata mia nonna
a trasmettermi la passione per
l’opera. Questo è il mio secondo
Don Giovanni, nell’altro Donna
Elvira arrivava in Vespa», ricorda citando l’allestimento di Mussbach.
Stavolta invece Elvira arriva a
piedi, ma con cameriera e due
trolley al seguito. Del resto Don
Giovanni gira tirandosi dietro
uno stand con il suo guardaroba, adatto a ogni occasione, il tight per il matrimonio di Zerlina, l’abito da passeggio per Elvira, lo smoking per entrare di
soppiatto da Donna Anna e subito toglierselo per infilarsi nel
suo letto. E una marsina di velluto rosso per il ballo mascherato per sedurre Zerlina...
Tra le trovate più d’effetto, l’apparizione del
Commendatore, non
nel consueto cimitero,
ma nel Palco Reale.
Mercoledì sera ne resteranno stupefatti anche
Napolitano e Monti, che,
seduti lì, vedranno comparire di botto tra loro il famoso Convitato di Pietra.
Foyer Tre ragazzi ieri alla Scala
to di diminuire le spese generali e ridurre i costi, ma non possiamo più
andare avanti così. Venite a controllare — conclude Lissner — perché la
gestione è assolutamente trasparente».
Sarà un controllo facilissimo da effettuare, visto che un membro del
Consiglio di amministrazione della
Scala è diventato ministro alle Infrastrutture (Corrado Passera) e che altri
due dell’esecutivo sono grandi appassionati d’opera. Uno è il primo ministro, Mario Monti, sempre alle «prime» (ci sarà anche quest’anno insieme a Napolitano) e frequentatore estivo del Festival di Salisburgo, dove
quest’estate ha assistito al Don Giovanni diretto da Harding con regia di
Claus Guth. L’altro è Piero Giarda, ministro per i Rapporti con il Parlamento, che è stato vicepresidente della
Fondazione Milano per la Scala, componente del cda del Teatro dell’Opera
di Roma e melomane appassionato.
Giuseppina Manin
Pierluigi Panza
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Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
La storia
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Spettacoli 43
Il regista racconta il suo nuovo film tratto dal romanzo di Morpurgo
Un ragazzo, il cavallo, la fiaba
«Porto l’amore nella guerra»
Spielberg e «War Horse»: c’è bisogno di meravigliarsi
NEW YORK — Steven Spielberg
conserva a 65 anni la stessa
passionalità cinematografica di
quando, poco più che ragazzo, presentò al Festival di Taormina Duel.
Parla del film War Horse che ha diretto e che sarà distribuito dalla Disney. «Non ho voluto dirigere War
Horse per puntare agli Oscar con
una uscita che avrà luogo nel giorno di Natale. Tratto da un libro inglese «per giovani adulti» di Michael Morpurgo, il film è praticamente
tutto visto da un cavallo, Joey, che è
il tessuto connettivo dell’intera vicenda, d’amore più che di guerra».
Spiega: «È un film classico, che
omaggia il cinema e il senso del pa-
esaggi di John Ford, che s’inchina a
Kurosawa e a David Lean. Penso alla grandiosità del rapporto uomini
e natura in La figlia di Ryan».
Il film è ambientato durante la
prima guerra mondiale, nel 1914.
«Joey viene venduto e strappato al
ragazzo che lo ama, i due erano indivisibili. Il cavallo viene mandato
in guerra a combattere prima per
gli inglesi poi, requisito e fatto anche lui prigioniero, per i tedeschi
e i francesi. Ma Joey non ha nazionalità: è la "creatura" che deve aprire il cuore degli spettatori in nome
della pace, della difesa di uomini e
animali uccisi a centinaia, a migliaia. Nel film si parla una sola lingua, l’inglese, anche i tedeschi e i
francesi si esprimono in inglese e
il doppiaggio sarà in una sola lingua ovunque. Perché la verità del
Il film
La trama
War Horse è la
storia di un cavallo
ceduto all’esercito
inglese da una
famiglia in crisi
durante la Grande
Guerra. L’animale
finisce al fronte e
il giovane della
famiglia (Jeremy
Irvine (nella
foto col
cavallo) farà di
tutto per ritrovarlo
Il regista
Steven Spielberg
(qui sopra) aveva
raccontato gli
orrori della guerra
in Schindler's List
(7 Oscar nel ’94)
e Salvate il soldato
Ryan (5 Oscar
nel ’99)
cuore e l’identità del film vanno al
di là di qualsiasi linguaggio e conflitto».
Impegnato nelle riprese del colossal storico Lincoln, Spielberg ritorna con War Horse ai temi più
classici del grande cinema tradizionale angloamericano. «Perché —
dichiara — sono valori autentici,
come il rapporto con la terra, la speranza del ragazzo, troppo giovane
per la guerra, di ritrovare il suo cavallo e la solidarietà che proprio Joey è in grado di generare tra soldati
nemici quando resta impigliato nel
filo spinato. Non temo la retorica
della fiaba perché quello che il cavallo crea è un incontro ravvicinato
per tutti, tra continenti, alleati, nemici e armi». Spielberg ha voluto
nel cast anche attori sconosciuti,
come Jeremy Irvine, il giovane pro-
tagonista che cercherà ovunque di
ritrovare il suo Joey. Non mancano le star, come Emily Watson/la mamma del protagonista, David Thewlis, Peter Mullan. «Questo viaggio
con un cavallo — dice ancora il regista — è stato rigenerante per me perché conserva
quel nocciolo di onestà che va
oltre qualsiasi modo di fare cinema o teatro, tanto che funzionavano alla perfezione anche i
cavalli meccanici che abbiamo
usato sul set».
Un cinema, quello di Spielberg, che si nutre dei classici valori americani. «C’è bisogno di ridare fiducia nella famiglia e di
rilanciare il
senso della
meraviglia, così anche in
una guerra (e
la mente va al
suo soldato
Ryan) possono nascere
sentimenti di
coraggio e altruismo. Ho
usato allegorie, tramonti
di fuoco, figure in controluce, come nel
cinema del
passato, per risalire alle radici dell’umanesimo. I cavalli non fanno scelte politiche, ma sono fedeli,
onesti e dimostrano anche un senso del sacrificio».
In tempi di tecnologia globalizzata, Spielberg rilancia dunque attraverso un cavallo, quello che definisce «il mio agente speciale di pace», il suo messaggio contro l’atrocità della guerra senza essere costretto a mostrarla.
«Guardare attraverso l’innocenza di Joey l’orrore della trincea è stata una vittoria e una avventura. Ritengo che riscoprire i sentimenti attraverso la natura, che spesso calpestiamo, sia un atto di coraggio maggiore che non cancellare le emozioni in nome dello spettacolo o del
box office».
Giovanna Grassi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L’intervista Il comico dopo il successo del programma: forse era meglio una sola puntata
Zalone: «Divido i critici?
Penso solo a far ridere
Ho sbagliato su Misseri»
MILANO — Ci risiamo. Checco
Zalone torna in tv e riparte l’analisi del suo pensiero. Ogni battuta
diventa una interpretazione sociologica, ogni gag una critica alla realtà. Neanche le parolacce restano
più solo parolacce. Dopo la prima
puntata di «Resto umile world
show» (venerdì su Canale 5 l’ultima) è tornato evidente che il comico, con Fiorello, è uno dei pochi
che quando fa spettacolo alimenta
la fenomenologia. Il perché non se
lo spiega nemmeno lui: «Con tutti
i problemi che ha l’Italia non capisco perché si parli tanto di uno
che prova a far ridere. Se fossi un
giornalista non mi considererei».
Analizzi lei il suo show...
«Sono sincero: non avrei fatto
due puntate. È stato un errore, se
ne poteva fare una ma più forte».
Ma come? Ha fatto il 22,42%,
ci sono state lodi sperticate...
«Io mi sono fatto un po’ ca... O
meglio, ci sono state cose molto
buone come Saviano, Vendola o
Maremoto a Porto Cervo. Misseri
me lo potevo risparmiare».
Si è pentito della parodia?
«Sì. Aveva un intento nobile, di
critica. Ma un pezzo così andava
provato di più. E in generale mi sono visto un po’ impacciato, non
guardavo mai in camera».
È rimasto umile davvero...
«Vedo anche i meriti. Sono stato coraggioso: in pochi dopo il successo al cinema si sarebbero rimessi in gioco».
Che difficoltà ha avuto?
«Gli ospiti che hanno detto no.
Il governo: doveva cadere ora?
Avevo tanti pezzi. E Fiorello? È stato a casa a grattarsi per anni sto...
— ride —. Mi ha chiamato per
leggere i commenti su di me. Solo quelli positivi: è un bravo ragazzo, proprio da Rai1».
C’è competizione con lui?
Classe ’77
Checco
Zalone
(Luca
Medici)
«No, lui è uno showman molto
più bravo di me. Nemmeno ambivo a fare i suoi risultati».
Al contrario, lui farebbe i suoi
risultati al cinema?
«No. Lo dico anche perché così
si fa i fatti suoi e non me lo ritrovo
anche lì».
Perché si analizza tutto quello che fate voi due?
«Perché ci danno la possibilità di fare uno show in prima serata. E perché prima di Fiorello la
tv generalista non destava attenzione da tempo. Ora ci sono le
scuole di pensiero: i noiosisti e i
fan».
Sabina Guzzanti su Twitter ha
detto che Fiorello l’ha annoiata e
lei invece divertita...
«Ma ’ste cose non si dicono su
Twitter. Ci sono amici su cui spettegoliamo ma a cui vogliamo bene. Ma non si fa su Twitter».
In cosa è meglio di Fiorello?
«Mi sento più musicista. Siamo
diversi, io non sono da Rai1».
Stasera lui chiude lo show.
Gli manda un messaggio?
«Che se fa meno del 55% per
me è un flop».
Chiara Maffioletti
twitter @ChiaraMaff
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Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
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Sportlunedì
Serie A
14ª giornata
1-0
0-1
0-0
3-0
0-2
BOLOGNA-SIENA
CATANIA-CAGLIARI
CHIEVO-ATALANTA
FIORENTINA-ROMA
GENOA-MILAN
Mercato
INTER-UDINESE
JUVENTUS-CESENA
LAZIO-NOVARA
NAPOLI-LECCE
PARMA-PALERMO
0-1
2-0
oggi
4-2
0-0
Classifica
*una partita in meno
29
27
27
22
20
JUVENTUS
MILAN
UDINESE
LAZIO*
NAPOLI
20
17
17
17
16
PALERMO
CAGLIARI
ROMA
CATANIA
FIORENTINA
CHIEVO
16
PARMA
16
ATALANTA (-6) 15
GENOA*
15
SIENA
14
INTER*
BOLOGNA
NOVARA*
CESENA
LECCE
14
14
10
9
8
Nerazzurri al quint’ultimo posto in classifica
di MONICA COLOMBO
Il ribelle
Tevez
sempre
più vicino
al Milan
MILANO — La settimana che sta
per iniziare sarà con tutta
probabilità quella decisiva per
comprendere gli orientamenti del
Manchester City e per verificare gli
sviluppi della faccenda Tevez.
Mercoledì la squadra dello sceicco
Mansour sarà impegnata in una
delicatissima sfida di Champions
League con il Bayern Monaco: con
la qualificazione ancora in bilico,
gli inglesi hanno per il momento
accantonato la pratica relativa
all’Apache.
di FABIO MONTI
Moratti
costretto
a intervenire
sulla crisi
dell’Inter
MILANO — Qualche volta la storia
può essere utile, non solo per
ricordare, ma per (ri)programmare
il futuro. Mercoledì 11 marzo 2009
l’Inter perde 2-0 a Old Trafford e
viene eliminata negli ottavi di
Champions League dal Manchester
United. Moratti era sceso negli
spogliatoi e vedendo i giocatori
che si scambiavano le maglie con
gli avversari, aveva abbassato la
voce e aveva trattato con durezza
tutti, compreso Mourinho,
costretto ad ascoltare in silenzio.
CONTINUA A PAGINA 48
CONTINUA A PAGINA 48
Leadership Prima il gol del centrocampista e poi il rigore (inesistente) del cileno piegano il Cesena
Notte in ospedale
E la Juve va
Festa bianconera
Paura Del Piero
Ferito alla testa
8 punti di sutura
Chiellini e Marchisio esultano:
la Juventus batte il Cesena
e torna da sola in testa
alla classifica grazie ai gol
dello stesso Marchisio
e del cileno Vidal (LaPresse)
Marchisio
e Vidal
riportano
i bianconeri
in testa
alla classifica
di uno dei nostri inviati
PAOLO TOMASELLI
TORINO — Le mani serrate sulla testa
insanguinata. I compagni attorno
preoccupati. E quelle gambe che non
smettono di agitarsi sull’erba per il
dolore. La partita che poteva riportare
Alessandro Del Piero al centro della Juve
dura 6 minuti e finisce contro lo
scarpino di Marco Rossi: il terzino destro
del Cesena alza la gamba, l’attaccante
abbassa la testa. Il risultato è un trauma
non commotivo con una profonda ferita
lacero contusa alla tempia sinistra che
costringe Del Piero a uscire in barella
dopo alcuni minuti di apprensione, in
campo e in tribuna, dove anche Andrea
Agnelli si guarda attorno con aria
preoccupata. L’intervento dell’equipe
della Croce Rossa, coordinata dal dottor
Cencio, è comunque rapido. Il capitano
bianconero può contare subito anche sul
dottor Fraccalvieri, chirurgo plastico e
consulente dello staff medico juventino.
A PAGINA 46
Perrone
CONTINUA A PAGINA 46
Il commento La Juventus ha giocato con il Cesena da grande squadra, facendo a meno di Pirlo
Non solo agonismo, anche tanta qualità
di MARIO SCONCERTI
L’
impressione è che ci sia una metamorfosi nella percezione della
Juve. La partita con il Cesena non era
un grande riferimento ma lo è diventato per l’assenza di Pirlo, per il salto
degli attaccanti tra il primo e il secondo tempo, e poi con l’infortunio di Del
Piero. È stata una Juve che ha dovuto
rifondarsi molte volte in una partita
non eroica, ma certamente difficile in
cui serviva soltanto vincere. Perché
l’agonismo della Juve può continuare
a generare se stesso solo se la squadra continua a vincere. Se ti scopri di
colpo terzo, molto del sogno frana. La
Juve è andata invece oltre la partita
con il tempo della grande squadra,
senza giocare in modo eccezionale
ma insistendo sempre e alla fine trovando il gol con il suo uomo migliore.
La scoperta adesso è che non è più so-
lo agonismo; la Juve adesso è anche
qualità individuale, proprio come il
Milan. È la squadra di Pirlo (di cui
ha saputo fare a meno ieri), di Marchisio, anche più importante; di Vidal, dalla corsa diversa, senza un paragone certo nel nostro calcio però
straordinariamente utile; di Matri,
da tempo il miglior centravanti italiano, eppoi Vucinic, Barzagli, per non
parlare di Pepe. Vista oggi, la Juve ha
tutto. Può darsi che il Milan abbia di
più, ma alla Juve non manca niente.
È la prima volta dal 2006 che questo
parere diventa evidenza. La domanda è semmai cosa bisogna aspettarsi
dall’Udinese. La mia risposta è molto
ma non troppo. Ha meno uomini. Allegri ha impiegato 25 giocatori, Guidolin, seriamente, meno di 20, la Juve 21. Ha soprattutto meno giocatori
decisivi, li deve trovare volta per volta, ma è difficile fare la storia in un
colpo solo. La crescita delle ultime
partite è dovuta all’evoluzione di Isla
come incursore, mentre Di Natale
sembra un po’ sotto fiato. L’inferiorità dell’Udinese è in questa mancanza
di riserve per i giocatori importanti.
La Juve cambia dopo il primo tempo
Vincino
sia Matri che Vucinic, l’Udinese non
può cambiare mai Di Natale. Però, come organizzazione, è sullo stesso livello di Juve e Milan. Anzi, di più. Gli
altri hanno più qualità individuale,
l’Udinese è ancora in una specie di
adolescenza scortese e quasi certamente impossibile.
È molto serio il problema dell’Inter, come d’altra parte previsto. Non
c’è rimonta, c’è solo una squadra da
rifondare. Arriva sempre questo tempo per tutti. Sorprende che per l’Inter
sia diventato evidente solo adesso.
Ma davvero si pensava che i giovani
avrebbero retto? Un anno fa l’Inter
era sesta a 9 punti dal Milan e aveva
Eto’o capocannoniere con 10 reti. Oggi ha Milito e Pazzini a un gol su azione ed è a 15 punti dalla Juve. Niente
nasce a caso. È l’ora di pensarci.
Le proposte del giorno
Lazio - Novara
Risultato Finale
1
X
2
1,40
4,25
8,00
ore 20.45
Under/Over 2,5
Under
1,85
Over
1,80
Doppie Chances
X/2
2,72
1/2
1,17
Bari - Cittadella
Risultato Finale
1
X
2
1,95
2,95
4,50
ore 20.45
Under/Over 2,5
Under
1,55
Over
2,25
Doppie Chances
1/X
X/2
1/2
1,15
1,75
1,33
Siviglia - Getafe
Risultato Finale
1
X
2
1,65
3,60
5,00
ore 21.00
Under/Over 2,5
Under
1,83
Over
1,83
Doppie Chances
1/X
X/2
1/2
1,11
2,05
1,22
Fulham - Liverpool
Risultato Finale
1
X
2
3,25
3,30
2,10
ore 21.00
Under/Over 2,5
Under
1,73
Over
1,95
Doppie Chances
1/X
X/2
1/2
1,60
1,26
1,25
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Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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Capolista Gol del centrocampista e rigore (fantasioso) di Vidal: il Cesena cede
Marchisio alla Tardelli
Continua il viaggio Juve
Conte: squadra matura. Del Piero, ferito alla testa, sangue e paura
DA UNO DEI NOSTRI INVIATI
TORINO — Dopo 72 minuti
da Marchisio, ricompare il Tardelli (o meglio Gerrard, il suo
preferito) della Juventus. Inserimento su assist di Vidal, controllo di destro, palla sul sinistro e tiro nell’angolo, imprendibile per Francesco Antonioli.
Sesto gol in campionato (come
Matri). Una nuova vita da (mediano) goleador per il ragazzo
della cantera bianconera, che risolve una partita tutt’altro che
Crescita
Il goleador: «Ora con le
piccole non sbagliamo
più». Il tecnico incide
ancora con i suoi cambi
facile. E meno male che la Juventus inconcludente e attanagliata dal nervosismo, incupita
dall’assenza di Pirlo e indispettita dal buon catenaccio del Cesena, non riconquisti la vetta
grazie al rigore fantasioso fischiato 10 minuti dopo dall’arbitro Doveri per un’uscita senza colpe di Antonioli su Giaccherini, altrimenti saremmo
sommersi dalle polemiche.
«Tre punti importanti, la partita era difficile, loro stavano tutti dietro. La differenza? Un anno fa le partite con le piccole le
sbagliavamo tutte, ora no», dice il nuovo Tardelli eletto da Pavel Nedved tra i migliori del
mondo.
Vidal trasforma il primo tiro
dal dischetto della stagione
chiudendo una partita che, in
realtà, non è mai cominciata:
75 per cento di possesso bianconero della palla contro il 25
del Cesena. È una faticaccia,
perché pesa la prima assenza
di Pirlo. La squadra penultima
in classifica, infatti, sapendo di
non avere davanti l’uomo che è
capace di disinnescare anche il
più irsuto catenaccio con una
delle sue aperture, si vota unicamente alla difesa per la difesa. Tutti dietro, con le buone e
con le cattive, e a tentare qualche contropiede, se la capacità
di palleggio regge il rilancio, cosa che si verifica raramente.
L’idea paga. Tra l’altro, a parte qualche calcione distribuito
con parsimonia, non è neanche una prova affannosa quella
del Cesena. C’è ordine sulle barricate. Infatti la prima, unica e
vera parata di Antonioli si verifica al 45’ su un’incursione di
Vucinic, molto attivo nel cercare di scardinare l’arcigna predisposizione tattica avversaria.
Per tutto il resto della prima
parte della gara, la Juventus
mantiene solo uno sterile controllo delle operazioni.
«Abbiamo fatto la partita dal
primo all’ultimo minuto. Nel-
l’intervallo ho detto ai ragazzi:
non facciamoci prendere da ansia, da nervosismo, la sbloccheremo. Prova di maturità». Antonio Conte istruisce il gruppo e
nel secondo tempo, effettivamente, la Juve si ripresenta più
pericolosa e creativa: Vucinic
impegna nuovamente Antonioli e, sulla ribattuta di Pepe, il
Juventus
Cesena
2
0
Marcatori: Marchisio 27’, Vidal
(rig.) 38’ s.t.
JUVENTUS (4-3-3): Buffon 6;
Lichtsteiner 6, Barzagli 6, Bonucci
6, Chiellini 6,5; Vidal 7, Pazienza
6,5, Marchisio 7; Pepe 6, Matri 5
(Quagliarella 6 6’ s.t.), Vucinic 6,5
(Del Piero s.v. 11’ s.t., Giaccherini
6,5 18’ s.t.). All.: Conte 7
CESENA (4-4-2): Antonioli 6;
M. Rossi 5,5, Von Bergen 6,
Rodriguez 5,5, Lauro 6; Ghezzal 5,
Parolo 5,5, Guana 5,5, Martinho 5
(Candreva s.v. 33’ s.t.); Bogdani 5
(Malonga 5 1’ s.t., Eder s.v. 33’ s.t.),
Mutu 5. All.: Arrigoni 5
Arbitro: Doveri 4,5
Espulso: Antonioli 38 s.t.
Ammoniti: Ghezzal, M. Rossi
Recuperi: 1’ più 3’
portiere più anziano della serie
A si ritrova la palla tra le braccia. Poi l’eroe di Napoli manda
fuori di poco di testa (cross di
Chiellini). C’è solo la Juve nella
metà campo del Cesena: venti
giocatori ammassati, spazi scarsi. Urge fantasia. E allora Alex
Del Piero passa dai 3 minuti di
Napoli ai possibili 35 del Cesena. Possibili perché, dopo cinque minuti, si prende una scarpata di Marco Rossi sulla tempia (tra il disinteresse della quaterna arbitrale): maschera di
sangue e barella, verso otto
punti di sutura. Una iella. Però
Conte ha dimostrato, non da
ora, di essere bravo a gestire le
sostituzioni. Sia Quagliarella,
che ha rilevato Matri, che Giaccherini, al posto di Del Piero (a
sua volta entrato per Vucinic),
si dimostrano bravi nell’aprire
più di una falla nel collaudato
catenaccio del Cesena. Marchisio ne sfrutta una e la Juve va:
Conte salta quasi in tribuna, liberato.
La reazione del Cesena non
esiste (primo e unico tiro in
porta con qualche complicazione per Buffon: Martinho al 20’
della ripresa) poi arriva il rigore. Fine. La Juventus vince la
terza partita consecutiva in casa. Nel campionato 2010-2011
non c’era mai riuscita. Eh sì,
qualcosa è cambiato.
Roberto Perrone
L’infortunio
La sfortuna di Ale
alla 500ª partita
«Che spavento»
SEGUE DALLA PRIMA DI SPORT
Il dottore, presente in tribuna, scende
negli spogliatoi e sutura la ferita alla
tempia del giocatore con 8 punti. Del
Piero non perde mai conoscenza e
dopo la fine della partita resta a lungo
negli spogliatoi: «Ci siamo spaventati
— confessa Claudio Marchisio —.
Quando siamo rientrati era ancora
sdraiato perché ha subito una ferita
Spiaciuto
Marco Rossi:
«Non ho fatto
apposta, gli
chiedo scusa»
importante. Però dopo era già lì che
scherzava, si è ripreso». La «festa»
per la 500ª partita in campionato con
la Juve è proseguita all'Ospedale
Molinette, dove Del Piero (nelle foto
l’incidente) è stato sottoposto a una
Tac che ha escluso complicazioni ed è
stato visitato dal professor Franch
Benech. Il giocatore è stato
comunque tenuto in osservazione
per la notte e lascerà oggi la clinica,
non prima di aver effettuato un
ulteriore elettroencefalogramma di
controllo. Lo staff medico juventino
sarebbe comunque ottimista per un
recupero già in vista della gara di
lunedì prossimo con la Roma. «È un
peccato perché il suo impatto sulla
partita era stato subito molto buono
— osserva Conte —. Sono d’accordo
con Mazzarri quando dice che
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Le pagelle Juventus
Le pagelle Cesena
Vucinic crea pericoli
Antonioli espulso e furioso
6 BUFFON La partita è tutta nell’altra metà campo
e lui se la gode senza prendere nemmeno freddo.
Solo una parata, in due tempi su Martinho.
6 LICHTSTEINER Intenso, ma meno chirurgico del
solito. Il cross da cui scaturisce il rigore è la cosa
migliore.
6 BARZAGLI Non perde la concentrazione,
nonostante la mollezza dell’attacco avversario.
6 BONUCCI Trova giustamente il tempo di farsi
vedere in avanti e dietro ritrova un po' di sicurezza.
6,5 CHIELLINI Tonico sulla sinistra. È una presenza
costante e pericolosa nella metà campo romagnola.
7 VIDAL Senza Pirlo è un po’ caotico, ma non si
ferma un attimo. Dà la palla gol a Marchisio e
segna il rigore (senza portiere) Indispensabile.
6,5 PAZIENZA Senza Pirlo non pensa a imitarlo,
ma fa il suo gioco. Preciso, solido e utile.
7 MARCHISIO Senza Pirlo fatica più del solito, ma
trova il sesto gol con un controllo e un tiro di
sinistro da vero bomber.
6 PEPE Nel labirinto smarrisce un po’ la via. Ha due
buone occasioni (soprattutto una di testa) ma
stavolta non lascia il segno.
5 MATRI Gli spazi sono ridottissimi, però ha due
palloni interessanti e si perde in errori tecnici
banali.
6,5 VUCINIC Interpreta bene la partita, giostrando
ad ampio raggio. Crea i pericoli maggiori quando
parte largo e si accentra. Lascia per un fastidio
muscolare.
6,5 QUAGLIARELLA Porta qualità e agilità al centro
dell’attacco. È fondamentale per scardinare il
catenaccio e non a caso l’azione dell’1-0 parte da
lui.
S.V. DEL PIERO In 6 minuti fa in tempo a regalare
un bel colpo di tacco smarcante e un cross. Poi
Rossi lo abbatte.
6,5 GIACCHERINI Nella mischia al posto del
capitano ferito, vola un paio di volte sulla fascia. E
soprattutto vola in area per anticipare Antonioli,
guadagnando il rigore.
6 ANTONIOLI Il radar segna allarme continuo, ma
la prima vera parata arriva al 45’ su Vucinic. Si
ripete a inizio ripresa sul montenegrino e su Pepe
in rapida sequenza, poi su Marchisio può fare poco.
Il rigore e soprattutto l'espulsione per il presunto
fallo su Giaccherini lo mandano in bestia.
Giustamente.
5,5 ROSSI Partita sofferta ma dignitosa. Il calcio in
faccia a Del Piero sarà anche involontario ma
meritava il secondo giallo.
da uno dei nostri inviati a Torino
7 CONTE Un po’ troppo caotica, non sempre
efficace sulle fasce, ma la sua Juve attacca a testa
bassa dal primo minuto. L’assenza di Pirlo passa
quasi inosservata. Le riserve si battono bene. E la
vittoria alla fine arriva: la sua arrampicata sulle
balaustre nei festeggiamenti per l’1-0 è la
fotografia perfetta di una capolista arrembante.
da uno dei nostri inviati a Torino
6 VON BERGEN Spazza l’area che è un piacere.
Nel finale soffre, senza andare mai in crisi.
5,5 RODRIGUEZ Buttafuori minaccioso e efficace.
Solo la magia di Marchisio lo mette a sedere.
Chiude in porta, con bella parata su Quagliarella.
6 LAURO Non va per il sottile. Nonostante la
pressione costante si rivela abbastanza solido.
5 GHEZZAL Partita a tratti indisponente: ha
pochissimi palloni giocabili e li sciupa in malo
modo.
5,5 PAROLO La rivelazione del vecchio Cesena
fatica forse a calarsi nella mentalità catenacciara.
Di sicuro potrebbe fare qualcosa di più per far
ripartire l'azione.
5,5 GUANA Primo tempo coraggioso: gli manca
solo la baionetta ma è sempre in prima linea.
Chiude con le buone e soprattutto con le cattive
quasi tutti i pertugi, fino a quando viene preso in
mezzo da Quagliarella e Vidal nell’azione dello 0-1.
5 MARTINHO Due fiammate per tempo: un
contropiede sprecato malamente e un diagonale
(primo tiro in porta del Cesena) parato da Buffon.
Quanto basta per scottarsi.
5 BOGDANI Di attaccare non se ne parla. Ma anche
come primo difensore non è che si sbatta molto.
5 MUTU Si guarda attorno e fatica a vedere
qualche compagno con cui impostare un
contropiede. Dopo un po’ non ci prova nemmeno
più.
5 MALONGA Entra per dare un po’ più di
dinamismo e profondità di Bogdani. Missione
incompiuta: Arrigoni si spazientisce e toglie pure lui.
5 ARRIGONI Difendersi a oltranza fin dal primo
minuto senza i titolari della fascia destra non è un
peccato mortale. Ma senza superare la metà campo
o tenere uno straccio di pallone sulla trequarti
prima o poi la punizione arriva. Meritata.
p.tom.
p.tom.
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Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
Sport 47
italia: 515249535254
Il n. 1 del Coni
Destini Difficile la posizione dello spagnolo, l’effetto Rossi
La Roma affonda
La Fiorentina riemerge
Contestato Luis Enrique che esclude Totti
DAL NOSTRO INVIATO
FIRENZE — Di due crisi conclamate, ne resta una sola: quella
della Roma. La Fiorentina festeggia un 3-0 ben più largo della reale differenza vista a lungo in campo: per qualche sera i giocatori viola potranno uscire senza essere
pedinati da tifosi inferociti. Lo saranno quelli della Roma che, alla
sesta sconfitta in campionato su
13 gare (quasi un terrificante
50%), contestano a fine partita le
scelte di Luis Enrique e alzano cori per Francesco Totti, lasciato
per 90’ in panchina. È la prima
volta che, apertamente, la tifoseria si schiera contro l’allenatore
asturiano che, su Totti, spiega:
«Non sta al 100%, farlo entrare
sullo 0-2 e in 10 non mi sembrava giusto per lui».
Alla Fiorentina riesce tutto:
nel finale c’è persino il gesto da
libro Cuore di Jovetic, che lascia
tirare il rigore del 3-0 al Tanque
Silva, che non aveva ancora segnato in campionato. Delio Rossi, al posto di Mihajlovic, non ha
fatto miracoli: ha ridato serenità
alla squadra, riportato Montolivo nella sua posizione naturale e
messo un trequartista dietro Jovetic e Gilardino. Piccoli passi,
che hanno rimesso la Fiorentina
in strada. Delio Rossi è un uomo
felice, anche se la sua espressione sul viso è sempre triste: «Questa squadra ha ancora grandi
margini di miglioramento. Jove-
Decisivo
Il gol
di Marchisio
(Sport Image)
bisogna tutelare chi fa la partita. Il
fallo su Ale andava sanzionato come
minimo con il secondo giallo...».
Marco Rossi, il «colpevole», si muove
nell’area interviste timidamente,
dopo una partita giocata fin troppo
sulle barricate: «Era una normale
azione di gioco — premette il
difensore di scuola Parma — io
avevo la gamba un po’ troppo alta e
lui ha abbassato un po’ troppo la
testa. Purtroppo l’ho colpito sulla
tempia sinistra con lo scarpino ma
non avevo alcuna intenzione di fargli
male e in campo non mi ero accorto
di nulla. Però voglio scusarmi per
averlo ferito e spero di riuscire a
contattarlo in qualche modo, per
dirgli che mi dispiace».
Paolo Tomaselli
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Parma
Stasera la Lazio
Mangia, pari
fuori casa
Lecce cambia
Ecco Cosmi
PARMA — Non ci vuole molto a ipotizzare che, il 4 dicembre, una gara in notturna in
uno stadio della Pianura Padana potrebbe incontrare problemi dal punto di vista meteorologico. Ma si sa, il potere del denaro e della tv, è forte come la nebbia che ieri sera gravava sul Tardini. All’arbitro Banti, però,
non è affatto balenata l’idea di
rinviare l’incontro. E così, in
uno stadio surreale, il Parma ha
cercato la vittoria per allontanare la crisi dopo la sconfitta di
Novara e contro il Verona in
Coppa Italia. Il Parma attacca,
ma non sfonda (ci prova due
volte Giovinco). Il Palermo continua ad essere una formazione
che macina gol e gioco in casa e
soffre in trasferta. Il Bologna supera il Siena con un gol di Di Vaio, il Lecce ha esonerato Di Francesco e assunto Cosmi.
Stasera si chiude con la Lazio
che all’Olimpico ospita il Novara: Reja rilancia Rocchi e lascia
in panchina Cissé.
Giancarla Ghisi
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Roma, ore 20.45
Lazio
Novara
(4-3-1-2)
83 Marchetti
29 Konko
33 Stankevicius
20 Biava
26 Radu
15 Gonzalez
24 Ledesma
19 Lulic
8 Hernanes
25 Klose
9 Rocchi
(4-3-1-2)
1 Ujkani
14 Morganella
30 Centurioni
5 Ludi
28 Garcia
17 Porcari
23 Radovanovic
22 Pesce
10 Rigoni
21 Mazzarani
9 Rubino
Arbitro: GAVA di Conegliano
Tv: ore 20.45 Sky Calcio 1, Premium Calcio,
Premium calcio HD2
Palermo
0
0
PARMA (4-4-1-1):
Mirante 6; Zaccardo 6, Paletta
6, A. Lucarelli 6, Gobbi 6;
Biabiany 6,5, Morrone 6,
Galloppa 6, Valiani 6; Giovinco
6,5; Pellè 5,5 (Musacci s.v.
45’ s.t.). All.: Colomba 5
PALERMO (4-3-2-1):
Benussi 6; Pisano 5, Silvestre 5,
Migliaccio 6, Balzaretti 6;
Acquah 6, Bacinovic 5 (Bertolo
5,5 10’ s.t.), Barreto 6; Ilicic 5,
Varela 5 (Alvarez 6 21’ s.t.);
Pinilla 5,5 (Della Rocca s.v.
39’ s.t.). All.: Mangia 6
Arbitro: Banti 4
Ammonito: Migliaccio
Recuperi: 0’ più 2’
Bologna
Siena
Chievo
Atalanta
tic ha 22 anni, quando imparerà
a giocare senza palla sarà immarcabile. Il talento glielo ha dato
Dio, ora sta a me guidarlo».
Alla Roma non riesce nulla: 3
gol subiti, 3 espulsi (Juan, Gago e
Bojan), seconda sconfitta di fila,
rischio della prova tv per Heinze
(gomitata a Gamberini), primi
cori dei tifosi contro Luis Enri-
Fiorentina
Roma
CHIEVO (4-3-1-2): Sorrentino
6; N. Frey 6, Andreolli 5,5, Cesar
6, Dramé 5,5; Luciano 5, Vacek
5 (Hetemaj 5,5 21’ s.t.);
Sammarco 5 (Paloschi s.v. 37’
s.t.); Pellissier 6, Moscardelli 5
(Thereau 5,5 21’ s.t.).
All.: Di Carlo 6
ATALANTA (4-4-1-1): Consigli
6; Masiello 6, Lucchini 5,5,
Manfredini 6, Peluso s.v. (Bellini
5,5 6’ p.t.) ; Bonaventura 5
(Gabbiadini 5,5 17’ s.t.) Cigarini
6, Carmona 6, Padoin 5,5;
Morales 5 (Ferreira Pinto s.v.
27’ s.t.), Denis 6.
All.: Colantuono 6
Arbitro: Pinzani 6
Ammoniti: Pellissier, Andreolli,
Lucchini, Manfredini
Recuperi: 2’ più 3’
1
0
Catania
Cagliari
0
1
Marcatore: Di Vaio 28’ p.t.;
Marcatore: Ibarbo 19’ s.t.
BOLOGNA (4-3-2-1): Gillet 7;
Raggi 6 (Garics 6 7’ s.t.),
Portanova 6,5, Antonsson s.v.
(Cherubin 6 17’ p.t.), Morleo 6;
Pulzetti 6,5, Mudingayi 6,
Casarini 6; Ramirez 5 (Crespo 5,5
22’ s.t.), Diamanti 7,5; Di Vaio 6,5.
All.: Pioli 6,5
CATANIA (3-5-2): Andujar 6;
Bellusci 5,5, Legrottaglie 5,
Spolli 6; Alvarez 5 (Barrientos 6
10’ s.t.), Almiron 5 (Maxi Lopez
6 23’ s.t.), Lodi 5,5, Biagianti 6
(Sciacca 5 30’ p.t.), Marchese
5,5; Bergessio 6, Gomez 6,5.
All.: Montella 5
SIENA (4-4-2): Brkic 6,5; Vitiello
5,5, Rossettini 5,5, Terzi 6, Del
Grosso 6; Mannini 5 (Reginaldo
s.v. 26’ s.t.), D’Agostino 6,5, Gazzi
6, Angelo 5 (Grossi 6,5 14’ s.t.);
Calaiò 5,5, Larrondo 5 (Gonzalez 6
20’ s.t.). All.: Sannino 6
CAGLIARI (4-3-1-2): Agazzi 7;
Pisano 6, Canini 6, Ariaudo 6,
Agostini 6,5; Perico 6 (Biondini
6 1’ s.t.), Conti 6,5, Ekdal 6;
Cossu 5,5 (Sampaio s.v. 44’
s.t.); Larrivey 5 (Thiago Ribeiro
6 16’ s.t.), Ibarbo 8.
All.: Ballardini 8
Arbitro: Mazzoleni 5,5
Ammoniti: Pulzetti, D’Agostino,
Vitiello
Recuperi: 1’ più 3’
3
0
Marcatori: Jovetic (rig.) 17’,
Gamberini 44’ p.t.; Silva (rig.)
41’ s.t.
FIORENTINA (4-3-1-2): Boruc
6; De Silvestri 6, Gamberini 7,
Nastasic 6,5, Pasqual 6,5;
Behrami 7 (Munari s.v. 45’ s.t.),
Montolivo 6, Vargas 6,5; Lazzari
5,5 (Salifu s.v. 36’ s.t.); Jovetic
7,5, Gilardino 5,5 (S. Silva 6 18’
s.t.). All.: Rossi 6,5
ROMA (4-3-1-2): Stekelenburg
6; Cicinho 4,5 (Greco s.v. 29’
s.t.), Juan 4, Heinze 4,5, Taddei
5,5; Perrotta 4,5 (José Angel 5
14’ s.t.), De Rossi 6,5, Gago 5;
Pjanic 5 (Simplicio s.v. 26’ s.t.);
Lamela 5, Bojan 4,5.
All.: Luis Enrique 4
Arbitro: Damato 6
Espulsi: Juan 16’ p.t.; Gago 32’,
Bojan 40’ s.t.
Recuperi: 1’ più 4’
0
0
Arbitro: Bergonzi 6
Ammoniti: Barrientos, Biondini
Recuperi: 1’ più 5’
que e a favore di Francesco Totti.
Ieri mancavano Osvaldo e Borriello, ma per lui non c’era posto.
La gara è girata al 15’: Juan si è
addormentato in area, Jovetic gli
ha preso il tempo ed è stato astuto a farsi tamponare in area. Rigore ed espulsione. Sulla regola si
può discutere: nella sostanza è ingiusta il 90% delle volte (compre-
Giornata nera
Luis Enrique abbandona il
campo sotto il diluvio e a testa
bassa. A Firenze la sua Roma
è stata duramente sconfitta
e lui per la prima volta è stato
contestato dai tifosi (Ansa)
sa questa) perché è una mattanza sulla partita; però, fino a che
sarà in vigore, i giocatori devono
conoscerla. Luis Enrique ha mantenuto le due punte in campo, abbassando De Rossi difensore centrale. Un atto di coraggio che ha
pagato per mezz’ora, quando la
Roma ha tenuto palla e attaccato.
Poi, quando il primo tempo stava per finire, secondo episodio:
corner, Heinze non blocca Gamberini e incornata del 2-0.
Il calcio è fatto di errori e di
episodi. La Roma non sfrutta quasi mai quelli a suo favore e patisce al massimo tutti quelli contro. Dal caso Osvaldo alle 3 espulsioni di ieri è ormai chiaro che la
squadra vive sull’orlo della crisi
di nervi. È un problema gravissimo nell’immediato, chissà se la
città avrà la pazienza di aspettare il progetto.
Franco Baldini ha
difeso il suo allenatore, dopo un
vertice allo stadio
con DiBenedetto
e Fenucci, ma anche lui ha notato
che l’aria sta cambiando: «I tifosi
hanno dimostrato impazienza».
Luis Enrique, per
la prima volta, è
sembrato provato: «La squadra
non è più con
me? Chiedetelo a
loro. Ma senza microfono, però, se
no possono non
dire la verità. Però non credo sia
così, altrimenti me ne sarei già
andato via». Martedì lo chiederà
lui ai giocatori, e se gli diranno
che, sì, il problema è l’allenatore,
lascerà Roma.
Petrucci duro
«Alla Lega
serve un vero
presidente»
Luca Valdiserri
ROMA — Intervenendo a «5’
di recupero» (Raiuno), il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha parlato del tavolo della pace (14 dicembre): «È un incontro per riportare serenità nel
calcio, non una missione impossibile. Ci saranno persone
che possono portare il loro contributo. Ce ne sono tante altre,
ma non posso fare un’assemblea di Lega, anche perché ormai le assemblee di Lega finiscono con un nulla di fatto.
Non dimentico che per un anno non si sono presentati in
consiglio federale; che la prima
giornata di campionato non si
è giocata; che al contratto collettivo manchino i lodi arbitrali.
Sono cose che non mi lasciano
soddisfatto».
E sulla Lega di A che non ha
un presidente a tempo pieno?
«Ho un buon rapporto con Beretta, ma la Lega deve avere un
rappresentante a tutti gli effetti. Io non sono soddisfatto».
Sul doping legale: «C’è un ricorso eccessivo alla magistratura,
così non si può andare avanti.
La Lega deve avere il culto dell’appartenenza; i presidenti devono vedersi per fare le riforme, per proporre le riforme perché poi è la Figc che dovrà deliberare. La Figc ha il potere, il
fatto che il presidente non gridi
non vuol dire che non conti. La
Lega è autonoma, ma deve eleggere il presidente. Adesso così
non va bene. E non si devono
offendere: il Coni sovrintende
tutto lo sport, Lega compresa».
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Emergenza Il presidente di umore nero tra problemi societari e tecnici
Inter, ora tocca a Moratti
giocare la partita salvezza
Alvarez e Zarate, «festa» in discoteca dopo l’Udinese
SEGUE DALLA PRIMA DI SPORT
È venuto il momento che Moratti, descritto da chi gli ha parlato di umore nero, riprenda in mano la situazione, con interventi
forti e mirati, perché con l’Inter
al 14˚ posto in classifica servono
misure straordinarie. L’impressione, maturata all’esterno, è che
il presidente abbia perso quell’entusiasmo che lo aveva spinto in
cima al mondo, proprio un anno
fa (18 dicembre 2010), dopo un
percorso quanto mai accidentato, anche per questioni extracalcistiche. Siccome la situazione è di
segno opposto, come si è capito
anche nella visita di venerdì alla
squadra o nel discorso post-Udinese, sarebbe il caso che Moratti
lo spiegasse bene, mettendo fine
ai rumors che lo danno pronto
a vendere la società. Sempreché questa sia la sua idea.
Qui si inserisce il vero problema dell’Inter di oggi: la necessità di ridurre i costi del
club nel suo complesso, non
soltanto per il fair play imposto dall’Uefa, ma anche perché come si è scritto più volte, non si
può passare la vita a spendere il
doppio di quello che si produce,
sperando nelle risorse dell’azionista di maggioranza.
Con un budget ridotto e la necessità di stabilizzare il bilancio,
è necessario che tutta l’Inter raddoppi le energie e impari (o cominci) a lavorare meglio. C’è sta-
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
italia: 515249535254
Disperazione
Pazzini dopo aver fallito
il rigore contro l’Udinese
(dopo otto penalty
segnati); nel tondo,
Oriali: ha lasciato l’Inter
14 mesi fa (Cannas, Epa)
to un momento in cui si poteva
chiamare Moratti di notte, per costringerlo a prendere Quaresma.
Adesso non è più così.
E allora bisognerebbe sapere
chi ha preso Jonathan, Zarate e
Poli (va in panchina, ma non entra mai), che per motivi diversi risultano non all’altezza e perché
non è stato spiegato al presidente che Alvarez, da lui voluto, non
era adatto al campionato italiano, come Forlan, lui pure con anni di carriera alle spalle, in una
squadra già vecchia e logora e
con un gruppo di intoccabili. Anche con un budget ridotto, le al-
ternative non mancavano; da
Estigarribia ad Aquilani, da Nocerino a Klose. E perché è rimasto
Coutinho, se non gioca quasi
mai e si infortuna sempre? Resterebbe da capire dov’era la società
dopo la Supercoppa e prima dell’inizio del campionato, quando
Gasperini ha sviluppato le sue teorie, con risultati negativi.
Dopo il triplete, Branca, che
negli anni aveva elevato la qualità degli acquisti nerazzurri, aveva preteso la testa di Oriali ed era
stato accontentato, con il medesimo Oriali che, infuriato, invece
di rimanere in società con altro
Giorni decisivi
Champions
V Gruppo A
Mercoledì, ore 20.45
Manchester City-Bayern
Villarreal-NAPOLI
Classifica: Bayern 13;
NAPOLI 8; Manchester
City 7; Villarreal 0
V Gruppo B
Mercoledì, ore 20.45
INTER-Cska Mosca
Lille-Trabzonspor
Classifica: INTER 10;
Trabzonspor 6;
Lille e Cska 5
V Gruppo C
Mercoledì, ore 20.45
Benfica-Otelul Galati
Basilea-Manchester Utd
Classifica: Benfica
e Manchester Utd 9;
Basilea 8; Otelul Galati 0
V Gruppo D
Mercoledì, ore 20.45
Ajax-Real Madrid
Dinamo Zagabria-Lione
Classifica: Real Madrid
15; Ajax 8; Lione 5;
Dinamo Zagabria 0
V Gruppo E
Domani, ore 20.45
Chelsea-Valencia
Genk-Bayer Leverkusen
Classifica: Bayer
Leverkusen 9; Chelsea
e Valencia 8; Genk 2
V Gruppo F
Domani, ore 20.45
Olympiacos-Arsenal
Borussia D.-Marsiglia
Classifica: Arsenal 11;
Marsiglia 7; Olympiacos
6; Borussia Dortmund 4
V Gruppo G
Domani, ore 20.45
Porto-Zenit
Apoel-Shakhtar Donetsk
Classifica: Apoel 9; Zenit
8; Porto 7; Shakhtar 2
V Gruppo H
Domani, ore 20.45
Barcellona-Bate Borisov
Viktoria Plzen-MILAN
Classifica: Barcellona
13; MILAN 8; Viktoria
Plzen 4; Bate Borisov 2
ruolo, aveva deciso di andarsene. La posizione di Oriali non è
stata coperta da nessuno, con la
conseguenza che la società è nei
fatti assente (o quasi) nel rapporto con allenatore e squadra. I primi che gradirebbero il ritorno di
Oriali sono i giocatori e forse sarebbe il caso di pensare concretamente a questa ipotesi, pur mettendo nel conto l’ira di qualcuno.
E a proposito di società, sarebbe interessante sapere che cosa
pensa il d.t. nerazzurro, del quale
si sono perse le tracce in queste
ore, del fatto che due giocatori
(Alvarez e Zarate) abbiano celebrato la sconfitta con l’Udinese
con una notte in discoteca. Così
come certi infortuni, con ricaduta (e con recuperi infiniti), sono
indice di situazioni non professionali, sulle quali la società ha
scelto la linea morbida.
In tutto questo si inserisce la
L’assenza di Oriali
La squadra avverte anche
l’assenza della società
e di una figura come Oriali
questione tecnica. Ranieri ha dimostrato di aver capito le cause
del disastro, ma di essere ben lontano dall’aver trovato le contromisure, come dimostrano i cambiamenti nel sistema di gioco e i
risultati (quattro sconfitte su nove gare), al di là degli slogan.
Quello che è certo è che i soldi
per la campagna acquisti di gennaio sono pochi e servirà una
sforzo di fantasia per trovare soluzioni che possano cambiare faccia a una squadra costretta a lottare per salvarsi dalla serie B.
Fabio Monti
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Il Milan lavora
su Tevez
Si può fare
SEGUE DALLA PRIMA DI SPORT
Ieri Roberto Mancini sulla latitanza
dell’attaccante ventisettenne
(ancora in Argentina a giocare a
golf) così ha risposto: «Non so dove
Tevez sia e non so cosa stia facendo.
Aveva un problema ed è
scomparso». Di certo Carlitos vuole
solo il Milan, di certo i rossoneri
presenteranno agli inglesi un’offerta
che si basa sul prestito gratuito con
il diritto di riscatto del giocatore a
giugno. Kia Joorabchian, il potente
agente della punta argentina, ha già
affrontato l’argomento con i
dirigenti del City che sarebbero più
favorevoli a una cessione del
giocatore al Corinthians. Galliani
che oggi verrà premiato a Firenze
insieme a Platini molto
probabilmente non seguirà il Milan
a Praga dove domani sera affronterà
il Viktoria Plzen. Sono ore decisive
per lo sviluppo dell’affare: non è
previsto il viaggio dell’ad milanista
a Manchester ma la situazione è
fluida e tutto è possibile. Allegri in
Champions manderà in campo
Mexes, al suo debutto da titolare in
questa tribolata stagione (prima la
convalescenza dopo la rottura dei
legamenti del ginocchio poi
l’intervento in seguito alla
microfrattura della mano). Oltre
agli infortunati resterà a casa
Aquilani, squalificato in zona
Cesarini dalla Uefa: graziato
dall’arbitro Stark che in
Milan-Barcellona aveva ammonito
Nesta per errore al suo posto dopo
un fallo su Xavi, è stato poi
(giustamente) punito.
Monica Colombo
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
Sport 49
italia: 515249535254
#
Il lutto È morto a San Paolo per un’infezione: aveva 57 anni
Paganini lancia
il pubblico
che non c’è
Tacchi, alcol e utopia
La dottrina di Socrates
di LUCA BOTTURA
tra utopia, marketing e emulazione dall’estero. All’indomito
fumatore, bevitore e seduttore
Socrates non piacevano regole,
orari e ritiri, e guardava come modello agli arancioni dell’Olanda, quelli
che per primi aprirono
le porte alle mogli. Altre regole di convivenza dovevano essere decise tutti insieme, basta con
la dittatura dell’allenatore e
della società.
Infine la trovata di Washington Olivetto,
il Socrates della pubblicità
brasiliana: tutti in campo
con la scritta
«democrazia» sulla maglia e i numeri al contrario, per sollecitare le elezioni ai
militari al potere. Il bello è che
funzionò, il Corinthians tornò
al vertice del calcio brasiliano
dopo anni di oblio. Per la democrazia politica ci volle qualche
anno in più.
Intanto il calcio italiano uscito trionfatore dalla Spagna si
comprava pezzo per pezzo la
squadra dei mostri umiliati al
Sarrià. Dopo Falcao, Toninho
Cerezo, Zico, Junior, Dirceu, Careca. Un’offerta dalla Fiorentina
arrivò anche al Dottore. Socrates l’accettò senza troppa convinzione e lo si capì subito quando scese in campo. In maglia viola rimase appena un campionato segnando 6 reti.
SOCIAL FARD V Problemi per Simona Rolandi, conduttrice di «Dribbling»
su Raidue: vista la quantità di cerone
utilizzata per truccarla, il Carnevale di
Viareggio l’ha denunciata per plagio.
LA MALA EDUCATÉS V «Di Vaio ha
fatto bene a protestare con grande
educatezza» (Maurizio Iorio, Bologna-Siena, Sky).
UN BEL TACER... V «Questa è una trasmissione che mi piace molto, quest’anno è la prima puntata che vedo»
(Damiano Tommasi, «Quelli che
aspettano», Raidue).
MI RACCOMANDO V «A Pazienza ho
detto di non fare il Pirlo» (Antonio
Conte, «Stadio Sprint», Raidue).
GRAZIE AR CADIA V «Scene d’amore
quasi stilnovista tra i giocatori dell’Udinese» (Fabio Caressa, Inter-Udinese,
Sky).
RIVELAZIONI V Pare che il Ministro
Fornero sia scoppiata in lacrime alla
notizia che la Roma non ha alcuna intenzione di pensionare Luis Enrique.
LACRIME E SANGUE V Del Piero precisa: l’incidente di ieri col Cesena è stato concordato con Mario Monti per dimostrare che anche i calciatori sono
disponibili a tagli dolorosi.
CASPITERINATE V «Vediamo se Di
Marzio ci sa dire quando caspiterina
si recupererà Padova-Torino» (Lia Capizzi è visibilmente innervosita poffarbacco, Sky Sport 24).
MANI NEGATE V «Guidolin, aspetti!
Un bell’applauso del nostro pubblico...
(silenzio)» (Paolo Paganini realizza
con un attimo di fatale ritardo di non
avere pubblico in studio, «Sabato
Sprint», Raidue).
UOMINI COL DISCHETTO V La Can
comunica: dopo il clamoroso rigore regalato alla Juve contro il Cesena, l’arbitro Doveri prenderà il nome di Dov’eri.
ESIBIZIONISMI V «È evidente il fallo
in una zona del campo dove non c’era
certo il bisogno di affondarlo» (Federico Zancan, Genoa-Milan, Sky).
TESTE DI PAZZO V Damiano Tommasi contro Pazzini: l’Italia non è ancora
pronta, certi rigori osceni è meglio calciarli nel chiuso degli spogliatoi.
Rocco Cotroneo
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Un campione unico: «Solo la sconfitta insegna»
RIO DE JANEIRO — Per chi
oggi ha più di 30 anni, l’apparizione di Socrates, il «dottore»
della Seleção brasiliana, sono
pochi fotogrammi di storia del
calcio italiano. Quarti di finale,
Spagna 1982. Primo dei due
(momentanei) pareggi del Brasile. Zico apre sulla destra dove arriva di corsa lui, il barbuto alto
ed elegante, che appena di sfuggita guarda negli occhi Zoff e lo
infila sul primo palo. Semplice e
sublime l’azione, e non c’è tifoso azzurro che in quel momento non pensi al peggio. Quei mostri promettevano una catastrofe. Invece vincemmo noi 3-2. In
Italia nacque la leggenda di Pablito; per il Brasile fu «a tragedia do Sarrià», oppure «il più
grande furto della storia».
Socrates è morto ieri all’alba
di San Paolo, ad appena 57 anni. In quel pomeriggio catalano
portava il numero 8 sulla maglia. Una vita esagerata, troppa
birra, cachaça, sigarette, troppa
passione e umanità, troppa rabbia per quello che nel mondo
gli pareva andare storto, cioè
quasi tutto. Fulminato da una
infezione contratta al ristorante
due sere prima, mangiando una
schifezza. Ma era già stato ricoverato due volte quest’anno, il fisico era al limite e l’ultima scarica di batteri non ha perdonato.
Socrates anche molto signore, quando gli si chiedeva del famoso 2-3 del Sarrià. A differenza di tutti i suoi connazionali,
su quella partita non ha mai piagnucolato, pur essendone stato
in qualche modo la quintessenza. Il calcio da godere, da sambare, senza pensare al fatto che
può bastare un pareggio, come
quel pomeriggio sarebbe bastato. Il calcio semplice, dove spa-
Serie A/14ª giornata
MILAN
INTER
UDINESE
LECCE
0-1
4-2
Lavezzi (Na) 26', Cavani (Na) 33',
Dzemaili (Na) 41' p.t.; Muriel (Le) 9',
Cavani (Na) 37', Corvia (Le) 48' s.t.
Arbitro: Romeo di Verona
CATANIA
CAGLIARI
0-1
Ibarbo (Ca) 19' s.t.
Arbitro: Bergonzi di Genova
BOLOGNA
SIENA
1-0
Di Vaio (Bo) 28' p.t.
Arbitro: Mazzoleni di Bergamo
CHIEVO
ATALANTA
0-0
Arbitro: Pinzani di Empoli (Fi)
FIORENTINA ROMA
3-0
Jovetic (Fi) rig. 17', Gamberini (Fi) 44'
p.t.; Silva (Fi) rig. 41' s.t.
Arbitro: Damato di Barletta
JUVENTUS
CESENA
2-0
Marchisio (Ju) 27', Vidal (Ju) rig. 38' s.t.
Arbitro: Doveri di Roma 1
PARMA
PALERMO
0-0
Arbitro: Banti di Livorno
LAZIO
Socrates Brasileiro Sampaio
de Souza era nato a Belem, il
19 febbraio 1954. Ha giocato
nel Botafogo, Corinthians,
Fiorentina, Flamengo
e Santos. Con la nazionale
Gentile lo piange
«Pensava sempre
ai più deboli»
Claudio Gentile (foto),
lei Socrates lo ha conosciuto proprio bene.
«Alla Fiorentina, un anno solo. Avevamo caratteri
diversi, ma siamo diventati
molto amici e uscivamo
spesso a cena. Socrates era
un campione e un uomo
straordinario».
A Firenze, però, non è stato il solito Dottore...
«Era abituato a un altro calcio, più tecnico e meno fisico. Gli allenamenti italiani lo distruggevano, in ritiro a Pinzolo la prima volta lo abbiamo
perso nei boschi. Ma aveva anche problemi all’in-
0-2
Isla (Ud) 28' s.t.
Arbitro: Gervasoni di Mantova
NAPOLI
Sessanta volte in nazionale
Serie A Classifica
Ibrahimovic (Mi) rig. 11', Nocerino (Mi)
34' s.t.
Arbitro: Celi di Cambobasso
NOVARA oggi 20,45
Arbitro: Gava di Conegliano Veneto (Tv)
Inghilterra
NEWCASTLE UNITED CHELSEA
0-3
BLACKBURN ROVERS SWANSEA
4-2
MANCHESTER CITY
NORWICH CITY
5-1
QUEEN'S PARK RANGERS WEST BROMWICH ALBION 1-1
TOTTENHAM HOTSPUR BOLTON WANDERERS
3-0
WIGAN ATHLETIC
ARSENAL
0-4
ASTON VILLA
MANCHESTER UNITED
0-1
EVERTON
STOKE CITY
0-1
WOLVERHAMPTON
SUNDERLAND
2-1
FULHAM
LIVERPOOL
oggi ore 21,00
Classifica: 38 Manchester City 33 Manchester United 31 Tottenham Hotspur 28 Chelsea 26 Arsenal,
Newcastle United 23 Liverpool 18 Stoke City 16
Aston Villa, Everton, Norwich City, Queen'S Park Rangers 15 West Bromwich Albion 14 Swansea, Wolverhampton 12 Fulham 11 Sunderland 10 Blackburn
Rovers 9 Bolton Wanderers, Wigan Athletic
rabbiato poi diventato presidente. Negli spogliatoi del Corinthians, la squadra dove militava
— è il caso di dire — Socrates si
inventava la «democrazia corintiana». Era un curioso cocktail
brasiliana ha giocato 60
partite e segnato 22 gol.
In alto, la famosa foto
del Corinthians
con i numeri e la scritta
«democracia» a rovescio
Il ricordo Rivali al Mondiale, compagni a Firenze
* una partita in meno
GENOA
da, aveva smesso di torturare e
ammazzare, ma i militari non
volevano mollare il potere. Nelle fabbriche della cintura industriale di San Paolo sorgeva la
stella di Lula, il sindacalista ar-
lanca praterie un solo colpo di
tacco: era la sua specialità. «La
sconfitta delude, ma fa imparare molte cose. A differenza della
vittoria, che ti fa sentire Dio e
non serve a nulla. Non so se l’Italia meritò o no, poco importa. Il
calcio non premia i più regolari,
ma coloro che sanno approfittare delle occasioni».
Il Dottore, lo chiamavano, e
non solo per gli studi giovanili
in medicina. Ma per tutto quello di diverso, avanzato e in controtendenza che la sua comparsa nel calcio brasiliano aveva
rappresentato. Gli anni Ottanta
in Brasile furono come il nostro
’68, epoca di speranze e utopie.
La dittatura era ormai moribon-
JUVENTUS
MILAN
UDINESE
LAZIO*
NAPOLI
PALERMO
CAGLIARI
ROMA
CATANIA
FIORENTINA
PARMA
CHIEVO
ATALANTA (-6)
GENOA*
SIENA
INTER*
BOLOGNA
NOVARA*
CESENA
LECCE
terno della squadra: non andava d’accordo con Passarella. Però con Socrates
l’Italia ha perso l’occasione di ammirare
un grande giocatore. I brasiliani lo hanno venerato: un’icona, quasi come Pelè e
Zico. Forse è nato troppo presto. Fosse arrivato adesso, con gli allenamenti differenziati, sarebbe stato diverso. Non essere riuscito a imporsi a Firenze era uno dei suoi
due crucci. L’altro è facile da intuire...»
Il Mondiale dell’82...
«Al Sarrià fece gol, ma ad andare avanti
fu l’Italia. Per lui una mazzata. Me lo ripeteva in continuazione: ‘‘Abbiamo perso il Mondiale pur avendo la squadra più forte della
storia’’. Non riusciva a darsi pace. Una croce
che si è portato avanti sino all’ultimo».
Chi era Socrates?
«Un uomo buono e generoso, che si preoccupava degli altri prima ancora che di se stesso. Se questo vuol dire essere di sinistra, allora
Socrates era un uomo di sinistra. Io lo piangerò come un grande amico».
Alessandro Bocci
© RIPRODUZIONE RISERVATA
U Punti totali U In casa U Fuori casa
G giocate V vinte N nulle P perse F reti fatte S reti subite
Punti
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27
27
22
20
20
17
17
17
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16
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15
14
14
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13 8
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13 5
13 6
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13 5
13 4
13 4
13 5
13 4
13 5
12 4
13 3
12 4
13 4
12 2
13 2
13 2
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16
12
18
18
21
15
23
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Serie B Classifica
U Punti totali U In casa U Fuori casa
* una partita in meno
TORINO*
VERONA
PESCARA
SASSUOLO
PADOVA*
REGGINA
VARESE
GROSSETO
SAMPDORIA
JUVE STABIA (-4)
VICENZA
CROTONE (-1)
EMPOLI
CITTADELLA*
LIVORNO
BARI (-2)*
ALBINOLEFFE
BRESCIA
MODENA
NOCERINA
GUBBIO
ASCOLI (-10)
G giocate V vinte N nulle P perse F reti fatte S reti subite
Punti
38
34
33
33
31
29
26
26
25
24
21
21
21
21
20
20
20
19
16
15
14
8
G
17
18
18
18
17
18
18
18
18
18
18
18
18
17
18
17
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18
18
18
18
18
V
11
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10
9
9
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20
26
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26
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25
25
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24
18
18
14
25
16
16
26
15
21
RETI: Cavani (NAP), Giovinco (PAR) 6 RETI: Klose (LAZ), Marchisio (JUV), Matri (JUV),
Jovetic (FIO) 5 RETI: Calaio' (SIE), Nocerino (MIL), Osvaldo (ROM), Palacio (GEN), Rigoni
M. (NOVARA)
18ª giornata
ALBINOLEFFE-NOCERINA 2-2
JUVE STABIA-GUBBIO
1-0
PADOVA-TORINO
Sospesa
REGGINA-SAMPDORIA
0-0
PROSSIMO TURNO:
Sabato 10/12, ore 18.00: Lecce-Lazio. ore 20.45: Inter-Fiorentina, Palermo-Cesena,
Siena-Genoa. Domenica 11/12, ore 15.00: Atalanta-Catania, Bologna-Milan,
Cagliari-Parma, Udinese-Chievo. ore 20.45: Novara-Napoli.
Lunedì 12/12, ore 20.45: Roma-Juventus
PROSSIMO TURNO: Venerdì 9/12, ore 20.45: Sampdoria-Juve Stabia.
Sabato 10/12, ore 15.00: Ascoli-Varese, Cittadella-Reggina,
Grosseto-Modena, Gubbio-Padova, Nocerina-Crotone, Sassuolo-Livorno,
Torino-Pescara, Verona-Albinoleffe, Vicenza-Empoli.
Domenica 11/12, ore 12.30: Brescia-Bari.
Spagna
Lega Pro 1ª div./A
MARCATORI: 10 RETI: Denis (ATA) 9 RETI: Di Natale (UDI) 8 RETI: Ibrahimovic (MIL) 7
RACING SANTANDER VILLARREAL
1-0
SPORTING GIJON REAL MADRID
0-3
BARCELLONA
LEVANTE
5-0
VALENCIA
ESPANYOL
2-1
ATLETICO MADRID RAYO VALLECANO
3-1
REAL SOCIEDAD MALAGA
3-2
OSASUNA
BETIS SIVIGLIA
2-1
MAIORCA
ATHLETIC BILBAO
1-1
GRANADA CF
REAL SARAGOZZA
SIVIGLIA
GETAFE
oggi 21,00
Classifica: 37 Real Madrid 31 Barcellona 30 Valencia 26 Levante 23 Malaga 21 Siviglia, Osasuna 19
Atletico Madrid 18 Athletic Bilbao 17 Espanyol 16
Rayo Vallecano 15 Real Sociedad 14 Maiorca, Villarreal 13 Getafe, Betis Siviglia 12 Granada Cf, Racing
Santander, Sporting Gijon 10 Real Saragozza
Germania
BAYER LEVERKUSEN HOFFENHEIM
2-0
BAYERN MONACO
WERDER BREMA
4-1
BORUSSIA M.
BORUSSIA DORTMUND 1-1
FRIBURGO
HANNOVER 96
1-1
KAISERSLAUTERN
HERTHA BERLINO
1-1
WOLFSBURG
MAINZ 05
2-2
STOCCARDA
COLONIA
2-2
AMBURGO
NORIMBERGA
2-0
SCHALKE 04
AUGSBURG
3-1
Classifica: 31 Bayern Monaco 30 Borussia Dortmund, Borussia Monchengladbach 28 Schalke 04
26 Werder Brema 25 Bayer Leverkusen 22 Stoccarda 21 Hannover 96 19 Hertha Berlino 18 Hoffenheim 17 Amburgo, Colonia, Wolfsburg 16
Mainz 05 15 Norimberga 14 Kaiserslautern 13 Friburgo 11 Augsburg
CROTONE-SASSUOLO
1-1 EMPOLI-ASCOLI
LIVORNO-VERONA
0-2 MODENA-VICENZA
PESCARA-GROSSETO
1-2 VARESE-BRESCIA
BARI-CITTADELLA
oggi 20,45
CARPI
PISA
2-2
LUMEZZANE
FOGGIA
2-0
PAVIA
AVELLINO
2-3
SORRENTO
TRITIUM
2-0
SPAL
BENEVENTO
0-2
TARANTO
FOLIGNO
1-0
VIAREGGIO
REGGIANA
2-1
TERNANA
PRO VERCELLI
1-0
MONZA
COMO
oggi 20,45
Classifica: 34 Ternana 30 Taranto (-1) 26
Carpi, Pro Vercelli 25 Sorrento (-2) 24 Pisa,
Lumezzane 23 Como (-1) 22 Tritium, Avellino 16 Benevento (-6), Reggiana (-2) 15
Foggia (-1) 11 Monza, Viareggio (-1) 10
Spal (-2) 8 Pavia 3 Foligno (-4)
S
8
19
27
12
19
20
20
23
16
23
24
20
28
22
17
18
33
23
30
32
30
27
3-2
0-3
2-2
Lega Pro 1ª div./B
FERALPI SALO' CARRARESE
2-2
BARLETTA
CREMONESE
1-0
BASSANO
PRATO
0-0
LATINA
PIACENZA
2-2
PERGOCREMA VIRTUS LANCIANO 0-2
PORTOGRUARO FROSINONE
1-0
SUDTIROL
SPEZIA
1-2
TRIESTINA
TRAPANI
2-1
SIRACUSA
ANDRIA
2-0
Classifica: 27 Siracusa (-3) 25 Portogruaro, Virtus Lanciano (-1) 23 Barletta 22 Cremonese (-6), Carrarese (-1), Trapani, Pergocrema 21 Triestina, Sudtirol 20 Spezia
19 Frosinone 16 Latina, Andria 15 Bassano
14 Piacenza (-4) 13 Prato 11 Feralpi Salo'
Fischio finale
di Paolo Casarin
Falli in area e fuori
È l’anarchia del fischio
A
nche in questo fine settimana abbiamo visto
arbitraggi privi di un livello di coerenza tecnica accettabile, che si sono tradotti in
una clamorosa mancanza di
interventi sulle scorrettezze
fuori area, alternata a una severità non sempre giustificata
all’interno dei sedici metri. Ovviamente ogni arbitro procede
secondo metri di valutazioni
personali, che finiscono per
abbattere l’uniformità globale
di interpretazione. Damato
ha ben diretto Fiorentina-Roma, con esiti pesanti per i giallorossi a partire dal rigore di
Juan (espulso), su Jovetic, seguito dal doppio giallo mostrato a Gago per due falli meritevoli dei provvedimenti e per finire con un secondo penalty
contro la Roma per salvataggio con le mani di Bojan (poi
espulso), sulla linea di porta.
Le decisioni di Damato sono
state precise e non persecutorie.
Doveri, alla 12ª gara di serie A, ha invece diretto Juve-Cesena con molta imprecisione. Gli esempi: un chiaro
fallo di Rodriguez su Lichtsteiner, ai limiti dell’area cesenate, è stato trasformato in corner; a una scarpata di Rossi
sulla faccia di Del Piero, a metà campo, con il difensore del
Cesena già ammonito, Doveri
ha risposto con... la norma del
vantaggio; infine un’uscita
tempestiva di Antonioli sul
pallone, seguita da un inevitabile contrasto con Giaccherini, ha prodotto il rigore per la
Juve e l’espulsione del portiere. Decisione ingiusta. Bisognerebbe conoscere, nei casi
nelle aree di rigore, il grado di
effettiva collaborazione che
gli assistenti di linea sono in
grado di fornire.
Gervasoni, in Inter-Udinese, dopo alcune incertezze sui
falli a metà campo (di rilievo
un secondo giallo condonato
ad Armero dopo una entrata
su Stankovic), ha visto e deciso con coerenza sugli interventi che hanno portato ai due rigori, uno per squadra, nel finale di gara. Magnifico il gesto di Zanetti che, espulso per
fallo su Asamoah, ha stretto
la mano a Gervasoni prima di
uscire. Incerto Bergonzi (Catania-Cagliari), in occasione di
una prolungata trattenuta di
Canini su Maxi Lopez cominciata fuori area e finita dentro: il silenzio di Bergonzi non
trova alcuna giustificazione.
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Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
Sport 51
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Volley, persa l’occasione World Cup ne restano ancora due
Due set di troppo tra l’Italia e l’Olimpiade di Londra
«Oggi è uno dei giorni più tristi e duri della mia carriera».
Quello che Mauro Berruto consegna al suo blog, nella notte
giapponese più cupa di tutta la Coppa del mondo, è il riassunto
di un’occasione mancata. Per un soffio, per di più. La nazionale
di pallavolo è giù dal podio per la differenza set (due) che
passa tra Italia e Brasile. E pensare che questa è la parte del
bicchiere mezza piena. Quella mezza vuota è che grazie a quei
due set, i brasiliani volano ai Giochi olimpici di Londra. Gli
azzurri no. Ma la lotteria dei rimpianti è piena di occasioni
mancate. Scegliete voi. La sconfitta con Cuba, i set (guarda caso
due) lasciati a Stati Uniti e Serbia. La partita vinta (2-0) e poi
persa (2-3) contro la Polonia. Hai voglia a dire che ha il tuo
stesso numero di vittorie, la Polonia. O che hai battuto sul
campo i tre volte campioni del Mondo del Brasile dopo 8 anni.
Sono proprio loro, adesso, che ti fanno «ciao, ciao» con la
mano dal finestrino dell’aereo. Stesso volo di Russia e Polonia.
Destinazione Gran Bretagna. L’Italia comunque avrà altre due
possibilità di andare ai Giochi: la prima nel torneo continentale
di Sofia, dall’8 al 13 maggio (8 squadre, tra cui Serbia e
Bulgaria, per un posto solo) la seconda nel torneo
intercontinentale di Roma, 8-10 giugno, con 4 formazioni e un
altro posto disponibile. La rabbia e il talento ci sono. Serve
razionalizzare le emozioni. «L’Italia è di nuovo fra le squadre
più forti del mondo. Senza se e senza ma. Questo torneo però
ci ha insegnato che non basta fare le cose bene. Bisogna farle
straordinariamente bene, in ogni momento a disposizione. Ci
emozioneremo ancora e tanto. Oggi è uno dei giorni più belli
della mia carriera». Parola di Berruto.
Eleonora Cozzari
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tennis Argentini ko 3-1 a Siviglia. Ma Rafa annuncia: «Nel 2012 non la gioco»
Nella corrida della Davis
risorge il vecchio Nadal
Dà il punto decisivo alla Spagna: «Gioia speciale»
Di corazòn e di muscolo, le
specialità della casa, raschiando dal piatto le ultime gocce di
gazpacho in cima a una stagione che si ostina a definire
«muy buena» nonostante il terrificante 6-0 incassato da Novak Djokovic in sei finali (Wimbledon e Us Open inclusi), imbottito di adrenalina e antidolorifici per contrastare il logorio del tennis moderno, a Siviglia Rafa Nadal torna momentaneamente il vecchio se stesso per battere Juan Martin Del
Potro (1-6, 6-4, 6-1, 7-6) in
una corrida di bicipiti e bandiere e regalare sull’amata terra
rossa all’amatissima Spagna la
quinta Coppa Davis in undici
anni, la terza negli ultimi quattro, a testimonianza di un dominio personale e di squadra
che l’Argentina (già superata
nel 2008 a Mar del Plata) ha appena scalfito, finendone per essere ammaliata e tramortita.
«È uno dei giorni più speciali della mia carriera. Ho giocato un match di grande tensione emotiva, che poteva decidere le sorti della sfida: vincerlo
in questa situazione l’ha reso
ancora più speciale» ha twittato nell’iperspazio Rafa assecondando il vizo degli sportivi
(twittare prima di parlare),
con le dita incerottate e l’animo in tumulto, sporco di polvere di mattone, sudato, rabbioso e invecchiato di vent’anni nell’espressione del volto,
così simile al Nadal che non temeva Djokovic su nessuna superficie (succedeva solo dodici
mesi fa, prima che cambiasse
tutto) e che si annetteva tonnellate di rosso. È chiaro che
non sono né Monaco né Del
Potro, gli avversari della
Selecciòn strapazzati durante
questa finale di Davis mentre
Ferrer dava il suo contributo e
il doppio spagnolo naufragava
Protagonista
La gioia di Nadal, sotto con
squadra e coppa (Reuters)
miseramente, le tacche del termometro che ci rassicurano
sullo stato di salute del numero 2 del mondo, presto chiamato, dopo le sacrosante vacanze
maiorchine, a una reazione nel
tennis globale, e solitario, a
partire dall’Australian Open
2012. «Conquistare la coppa è
stato un modo dolce di concludere l’anno» ha detto Rafa accomiatandosi dalla Davis che
ritroverà, forse, solo nel 2013,
perché nell’anno olimpico il
25enne più attempato del mondo non può permettersi di
sprecare alcuna stilla d’energia: c’è da migliorare il bottino
di questa stagione («solo» tre
titoli, ma doc: Montecarlo, Barcellona, Parigi), lanciare l’arrembaggio a una medaglia ai
Giochi («Un traguardo a cui
tengo molto, perché solo in Davis e all’Olimpiade posso
giocare per il mio paese») e riprendersi una
centralità nel pianeta di
Djokovic, con un occhio
ai colpi di coda (vedi il Master) di Federer. Tutto ciò,
giocando sempre meno:
«Non voglio più strafare:
sono uno dei giocatori che
in una stagione partecipa a
più tornei. Non succederà
più. D’ora in poi desidero
un calendario coerente». E
una vita normale. E un fisico
sano. È chiedere troppo?
Gaia Piccardi
Fotofinish
CIO
Sospensione in arrivo
Havelange si dimette
Joao Havelange, 95 anni, ha
lasciato il posto di membro
Cio (Comitato olimpico
internazionale) che occupava
dal ’63. Lo avrebbe fatto per
evitare una sospensione in
arrivo nei prossimi giorni per
un caso di corruzione ai tempi
nei quali Havelange era
presidente della Fifa (la
Federazione mondiale di calcio),
carica detenuta dal ’74 al ’98.
SCI ALPINO
Lo slalom a Hirscher
Poker della Vonn
Il gigante di Beaver Creek è
andato all’austriaco Hirscher
in 2’38’’45 davanti a Ligety e
Dopfer. Italia modesta con il
miglior azzurro, Davide
Simoncelli, 13˚; 17˚ Borsotti,
arretratissimi Moelgg e
Blardone. Poker stagionale
della Vonn nel superG di
Lake Louise. L’Italia si
accontenta del 6˚ posto della
Schnarf, 10ª Elena Fanchini.
SCI NORDICO
A Svezia e Norvegia
le staffette sprint
La Svezia ha battuto Russia
e Norvegia in volata nella
staffetta sprint a coppie tl di
Düsseldorf, in Germania.
Italia B (Fulvio Scola-Davide
Hofer) ha concluso 12ª.
Tra le donne trionfo della
Norvegia; 18ª Italia B
(De Martin-Laurent).
Runggaldier 5˚ e Pittin 10˚
in combinata e Morassi 8˚
nel salto a Lillehammer.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
ATLETICA
Basket Campioni d’Italia convincenti e sempre soli in testa. Milano doma Cremona
Siena stende Cantù. Gallo, saluto vincente
MILANO — Questa mattina
il Gallo sta volando, verso Denver e la Nba. Ieri sera Danilo Gallinari ha salutato gli amanti milanesi del basket con la vittoria
contro Cremona. All’addio Danilo è stato il miglior realizzatore
della squadra (14), il miglior
rimbalzista (6), il migliore per
valutazione (25): il tutto in soli
18 minuti. Ecco chi se ne va! Se
ci sono altre stelle, adesso che é
libero il cielo di Milano, si facciano vedere. Si potrebbe cogliere nella miglior prestazione stagionale di Niccolò Melli (12
punti, 5 rimbalzi in 22’), se non
altro la volontà di raccogliere il
testimone.
La ribalta della 9ª giornata
era a Siena, dove si affrontavano le ultime due finaliste scudetto. Siena contro Cantù, squadre depauperate dagli infortuni, fuori Kaukenas e Lavrinovic
(che verrà operato questa mattina alla schiena) per i toscani,
senza Scekic i brianzoli. Spietata la Montepaschi, che respinge
l’assalto della Bennet, tiene il
primato solitario e manda il primo vero segnale di fumo al
campionato.
Uomini che conoscono il
basket, che sentono le motivazioni, inizio spettacolare di Bo
McCalebb (10 punti nel primo
tempo), contro vecchi leoni, Ba-
Saluto Danilo Gallinari
Serie A
9ª giornata
Roma-Caserta
82-89
Montegranaro-Treviso 85-71
Milano-Cremona
80-66
Bologna-Sassari
85-80
Biella-Avellino
dts 84-82
Teramo-Pesaro
82-62
Venezia-Casale M.
87-84
Siena-Cantù
73-64
Ha riposato: Varese
Classifica
Montepaschi Siena (7-2) 14
EA7 Armani
(6-2) 12
Angelico Biella
(6-3) 12
Cimberio Varese
(5-3) 10
Pepsi Caserta
(5-3) 10
Umana Venezia
(5-3) 10
Canadian S. Bologna (5-3) 10
Bennet Cantù
(5-4) 10
Sidigas Avellino
(5-4) 10
Sidigas Avellino
(5-4) 10
B. Sardegna Sassari (4-4) 8
Scavolini S. Pesaro (4-4) 8
Acea Roma
(4-5) 8
Benetton Treviso
(3-5) 6
Fabi Montegranaro (2-6) 4
Vanoli B. Cremona (2-7) 4
Novipiù Casale M. (2-7) 4
B. Tercas Teramo (2-7) 4
sile (9) e Marconato (8), che conoscono il valore dell’orgoglio:
9-9, in una partita a decollo verticale, subito dura e bellissima.
Allenatori che sono il sesto uomo in campo e vogliono giocarsela anche loro, la sfida, come
Pianigiani che fin dalle prime
mosse della battaglia alterna difese a zona e pressioni improvvise, che producono il primo allungo della Montepaschi
(21-11, dopo 9’), A spaventare
la Bennet compare il famigerato fantasma del «sistema di Siena»: se Zisis (18) sostituisce McCalebb (14), forse si ha meno
potenza, ma più geometria, e
anche invertendo l’ordine dei
fattori il risultato non cambia,
anzi, aumenta. Siena sembra
un «treno ciclistico», dove, dopo McCalebb e Zisis, si mette a
«tirare» David Andersen (23
punti).
Werther Pedrazzi
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ndambiri battezza
la maratona di Fukuoka
Il keniano Josphat Muchiri
Ndambiri ha vinto la
maratona di Fukuoka
coprendo la distanza in
2.07’36’’: era la prima volta
che Ndambiri, 26 anni, si
cimentava sulla distanza dei
42 km e 195 metri. Il
keniano, che vive in
Giappone, ha preceduto il
connazionale Macharia e il
giapponese Kawauchi.
EUROBASKET
Turchia avversaria
degli azzurri
Effettuato ieri il sorteggio dei
gironi di qualificazione per gli
Europei di basket 2013
maschili e femminili: la
nazionale di Simone
Pianigiani è stata inserita nel
gruppo F con Turchia,
Portogallo, Repubblica Ceca e
Bielorussia, mentre le ragazze
di Roberto Ricchini
affronteranno nel girone D
Lettonia, Grecia, Finlandia e
Lussemburgo.
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Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
italia: 515249535254
Il 3 dicembre, circondato dalla sua famiglia, a
cui ha dedicato con infinito amore tutta la sua
vita, ci ha salutati il
Dott. Claudio De Vecchi
marito, papà, nonno.- Medico vero, uomo buono
che ha vissuto una vita virtuosa e felice, circondato da amici meravigliosi.- Ciò che è stato resta
vivo in sua moglie Paola, nei figli Mattia con Lucia
e Leonardo con Margherita, nei nipoti adorati Tobia e Davide.- Per i funerali contattare il n.
02.9831945. - Milano, 4 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Francesca Vercelli Valerio coi figli.
– Maria Chiara e Fabrizio Baudo.
– Giancarlo e Lucia.
– Gippi e Rosmunda.
– Anna Arlati con Benedetta e Davide.
– Gigio Righini e Bambina.
– Roberta e Franco Monfrini.
– Carla e Franco Lo Baido.
– Giovanni Anna Sale.
– Paolo, Carola Borroni.
I cugini De Vecchi di Villambrera sono vicini a
Paola, Mattia e Leonardo, e commossi partecipano al dolore per la scomparsa di
Claudio
- Villambrera, 4 dicembre 2011.
Alberto con Giaele e Barbara affranto piange
insieme alla cugina Paola e figli l'improvvisa
scomparsa di
Claudio
- Milano, 4 dicembre 2011.
Gaetano e Grazia ricordando le bellissime ore
passate insieme all'amico
Claudio De Vecchi
abbracciano con affetto Paola, Mattia e Leonardo. - Milano, 4 dicembre 2011.
Franco e Vivien, Marco e Luisa con i figli sono
affettuosamente vicini a Paola, Mattia e Leonardo nel commosso ricordo del carissimo
Claudio
- Milano, 4 dicembre 2011.
Sergio, Valeria e Ilaria con Enrico, Ceci e Duda
abbracciano con immenso affetto Paola, Mattia
e Leonardo, profondamente addolorati e attoniti
per la morte del fraterno insostituibile amico
Claudio
Claudio
Claudio
- Milano, 4 dicembre 2011.
Ciao
Claudio
un grande abbraccio con molto affetto.- Gastone
con Laura, Federica, Filippo.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Il Rotary Club Milano Brera, profondamente
colpito e commosso, è vicino a Paola ed ai suoi
ragazzi per l'improvvisa scomparsa di
Claudio De Vecchi
- Milano, 4 dicembre 2011.
socio stimato e amico indimenticabile.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Partecipa al lutto:
– Angela Tetti.
Christian e Paola, con profondo affetto e amicizia, si stringono a Paola nel ricordo dello straordinario
Sergio, Elena e i ragazzi abbracciano forte Paola, Mattia e Leonardo nel ricordo del carissimo
amico
Claudio
- Milano, 4 dicembre 2011.
Giovanni e Maria Ballerini, Roberto e Luciana
Bossi, Henri e Yvonne Didier, Vittorio e Paola Antonietti sono vicini a Paola e ai figlioli per la scomparsa dell'indimenticabile amico
Claudio De Vecchi
- Milano, 4 dicembre 2011.
Ci piace immaginarti insieme a papà, immersi
in una partita dove le regole non vanno rispettate.- Ciao zio
Profondamente commossi Anna e Alberto abbracciano Paola e i suoi ragazzi ricordando con
sincero affetto e gratitudine il carissimo amico
Riccardo e Luciana ricorderanno sempre
Claudio
Claudio
- Milano, 4 dicembre 2011.
Giuliana Aldi Pompili con i figli Tomaso, Annamaria, Giovanni è vicina a Luca e Cristina nel
dolore per la perdita del padre
Milo Balzarini
amico carissimo da una vita.
- Milano, 3 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Cecilia e Mario Morpurgo.
– Gianluca e Silvia De Cardenas.
Lydia con Federica, Francesca e Fabrizia Malerba abbraccia affettuosamente Luca e Cristina
e tutta la famiglia per la perdita del caro
Milo
Gabriella e Gaia. - Milano, 4 dicembre 2011.
con immenso affetto.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Camillo e Antonietta con Daniele, Bianca e figli, Max, Vali e figlie ricordano con affetto il caro
Giordano e Patrizia con Ilaria si uniscono commossi al dolore di Paola, Mattia e Leo per la perdita di
Franco e Cristina, Alberto e Susanna, Paolo e
Simonetta si stringono all'amico Luca in questo
triste momento per la scomparsa del padre
Claudio
Dott. Emilio Balzarini
Claudio
e si uniscono al dolore di Paola, Mattia e Leonardo. - Milano, 4 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Piero e Luisa Torielli.
– Beppe e Anna Garini e famiglie.
– Ambrogio, Margherita, Nicoletta e Riccardo
Reina.
Marinella e Ciro, Eraldo, Giovanna e Ludovico
sono vicini con grande affetto a Paola, Mattia e
Lucia, Leonardo e Margherita nel dolore per l'improvvisa scomparsa di
Claudio
amato cognato e zio.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Carissimo
Claudio
l'improvviso vuoto che lasci è immenso, ma potrà
essere colmato dall'amore, dal bene e dal coraggio che hai donato alla tua adorata Paola, ai tuoi
figli Mattia e Leonardo, alle tue nuore Lucia e
Margherita e ai tuoi nipotini Tobia e Davide.- Resterai sempre nei nostri cuori.- Antonio, Monica
e CesareUberto Bartorelli.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Maria Luisa Cusani Bartorelli.
– Franco e Anna Rocco.
– Luca e Patrizia Bartorelli.
– Stefano e Luisa Cassamagnaghi.
– Bernardo e Giorgia Rocco.
Gli amici di sempre abbracciano con grandissimo affetto Paola, Mattia, Leonardo, Lucia e
Margherita, vicini nel dolore per la perdita di
Claudio
- Milano, 4 dicembre 2011.
Leo, con infinita tristezza e affetto ci stringiamo
a te e alla tua famiglia nel dolore per la perdita
di tuo papà
Claudio
Isa e Pone. - Milano, 4 dicembre 2011.
Claudio
abbracciano Paola, Mattia e Leo.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Sul cuore e nei pensieri teniamo stretto il grande, il caro amico
Claudio
e abbracciamo smarriti Paola, Mattia, Leo con le
loro famiglie.- Anita Carlo e figli, Carla Alberto
e figli, Wanda e Roberto.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Caro Leo, siamo vicini a te, tua mamma, Mattia
e le vostre famiglie per la perdita del tuo papà
Claudio
Un grande abbraccio dai tuoi amici Ambro e Cami, Anto e Vale, Bebo e Viki, Cate, Cecio e Isa,
Dodo e Ele, Filo, Gigi e Uru, Gio e Chiara, Lolli
e Lisa, Nella e Laura, Marta, Pippo e Anna, Teo,
Vale. - Milano, 4 dicembre 2011.
Luca, Francesca, Nicolò e Vittoria si uniscono
al dolore della famiglia per la scomparsa
dell'amico
Claudio
- Bogogno, 4 dicembre 2011.
Gianluca e Silvia De Cardenas ricordano con
grande affetto il caro
Domenico e Cristina con Giuseppe e Tomaso
abbracciano con tanto affetto Paola, Mattia e
Leonardo nel ricordo di
Roberto e Antonella, Stefano e Aurelia abbracciano con affetto Paola e ragazzi ricordando il
caro amico
Claudio
- Milano, 4 dicembre 2011.
Vittorio Quagliuolo e i colleghi dell'Unità Operativa di Chirurgia Generale Oncologica dell'Humanitas sono affettuosamente vicini all'amico e
collega Luca per la perdita del caro papà
Dott. Emilio Balzarini
- Rozzano, 3 dicembre 2011.
Paolo, Adriana, Filippo, Daniela addolorati per
la perdita dell'indimenticabile amico
l'amico di tanti momenti importanti vissuti insieme.- Lisa Sala Antonioli, Mario Elsa Monti, Ettore
Mimma Moretti, Enrico Dolli Rocca, Franco Paola
Luraschi, con i figli e le loro famiglie.
- Milano, 4 dicembre 2011.
- Valnogaredo, 4 dicembre 2011.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Claudio
- Milano, 4 dicembre 2011.
Claudio
- Milano, 4 dicembre 2011.
Marta Oldrà Longobardi
ci ha lasciati.- Con grande dolore lo annuncia il
figlio Emanuele con Roberta e i piccoli Riccardo
e Tommaso.- Il funerale avrà luogo martedì 6 dicembre nella chiesa della Natività di Maria Vergine in Cuoricino a Cardano al Campo (Varese).
- Cardano al Campo, 4 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Paolo Tagliabue e famiglia.
Enrico, Aldo e famiglie sono vicini a Emma, Aldo, Claudio e Martina nel ricordo del carissimo
cugino
Cici
- Milano, 4 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Silvano Rezzaghi.
– L'Avvocato Giovanni Gueli.
– Pieralberto Colombo.
Alfonso Pellegatta, Nella, Amalita, Camillo,
Caterina, Lorenza, Nicoletta e Piero abbracciano
Emma e figli nel dolore per la scomparsa di
Giancesare
- Milano, 4 dicembre 2011.
L'Immobiliare Diana SpA partecipa con il Consiglio di Amministrazione, il Collegio Sindacale e
con i collaboratori tutti al dolore della Presidente
signora Emma Rivolta Sala e dei familiari per la
scomparsa del marito
Avv. Giancesare Sala
- Milano, 4 dicembre 2011.
Giuliarosa piange con Emma e figlioli l'indimenticabile carissimo amico
Cici
- Milano, 4 dicembre 2011.
Roberto, Marianita, Barbara, Costanza sono
affettuosamente vicini a Emma, Aldo, Claudio,
Martina e loro famiglie per la triste perdita di
Cici
- Asciano, 4 dicembre 2011.
Addolorati siamo vicini a Emma, Aldo, Claudio
e Martina nel loro dolore per la scomparsa di
Cici
Aldo, Claude e Paola.
- Milano, 3 dicembre 2011.
Elga è vicina ad Emma e ricorda con nostalgia
l'amico
Cici
- Montecatini Val di Cecina, 4 dicembre 2011.
Pierluigi Greppi con i figli Francesco, Pupa, Caterina, Giovanni rimpiange la scomparsa
dell'amico
Cici Sala
ed è vicino ad Emma nel suo dolore.
- Vezio di Perledo, 4 dicembre 2011.
Luisetta Fioruzzi con Maria Augusta, Mario e
Pietro con le loro famiglie è affettuosamente vicina a tutti i Sala nel ricordo di
Cici
- Roma, 4 dicembre 2011.
Il dottor Franco Festorazzi unitamente ai dipendenti ed ai collaboratori della Finanziaria Immobiliare d'Este Srl partecipa al lutto dell'Avvocato
Claudio Sala per la perdita del padre
Avv. Giancesare Sala
- Milano, 4 dicembre 2011.
Cara, cara
Marta
hai raggiunto il tuo amato Lello ma lasci noi in
una grande tristezza.- Lidia, Peppe, Simona, Raffaella con Massimo.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Silvana, Federico.
– Gianna, Roberto Carbonari.
– Graziella, Augusto Brianza.
– Elena, Piero Borgazzi.
È mancata
Mariuccia Mazzola
in Discacciati
Ne danno il triste annuncio il marito Anselmo, i
figli Claudio e Marco con le loro famiglie.- I funerali in Rovellasca lunedì 5 dicembre alle ore
10.30 nella chiesa parrocchiale.
- Rovellasca, 4 dicembre 2011.
Renata e Tino con le loro famiglie sono vicini
allo zio Anselmo, Claudio e Marco per la perdita
di
zia Mariuccia
- Rovellasca, 4 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– I dipendenti della DSC Discacciati e figli.
Partecipa al lutto:
– Il dottor Paolo Langé.
Paolo Manzoni con Marzia, unitamente ai collaboratori della Gespi SpA, partecipa al cordoglio
della famiglia Sala per la scomparsa del caro
avv. Giancesare Sala
- Milano, 3 dicembre 2011.
Il giorno 4 dicembre è mancato all'affetto dei
suoi cari il
Con l'amore e il calore della sua famiglia ha
lasciato questa vita
Gaetano Pace
Alfredo Pozzi
La famiglia Pace ringrazia calorosamente l'Istituto dei Tumori di Milano, in particolare il Dottor
Buzzoni, la sua equipe, la Dottoressa Galassi, il
Dottor Saita e tutto l'ottavo piano per l'umanità e
la professionalità prestate.- I funerali si svolgeranno martedì 6 dicembre, ore 11, presso la parrocchia di Santa Gemma, via Lissoni 16, Monza.
- Milano, 5 dicembre 2011.
Lo annunciano con profonda tristezza la moglie
Mariella Radaelli, i figli Cesare con Pina, Antonella con Roberto, Marialuisa con Manlio.- Un
caloroso grazie a Maria, si ringraziano i medici e
il personale del padiglione Marcora Ospedale
Policlinico, l'assistenza domiciliare dell'Istituto dei
Tumori.- Per informazioni sul funerale telefonare
al n. 02.32867. - Milano, 4 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Pierluigi e Luisa Pozzi con figli e nipoti.
– Franco, Monica, Daniela Eterno.
Sei stato un nonno fantastico, il tuo ricordo ci
accompagnerà per tutta la vita.- Ciao
nonno Alfredo
Giulia, Michele, Silvia, Matteo, Chiara, Luca.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Paola e Paolo sono vicini con affetto alla cugina Mariella, a Cesare, Antonella e Maria Luisa
nel triste momento della scomparsa del caro
Alfredo
- Milano, 4 dicembre 2011.
Gabriele, Bianca, Luisa e Francesco con i figli
abbracciano affettuosamente Mariella, Cesare,
Antonella e Marialuisa per la perdita del caro
Alfredo
- Milano, 4 dicembre 2011.
Pinuccio e Graziella abbracciano con affetto
Mariella e i figli Cesare, Antonella e Maria Luisa
nel dolore per la perdita del caro
Alfredo
- Colturano, 4 dicembre 2011.
Goffredo, Irene, Giovanna con David, Alessandro e Sarah sono vicini a Mariella, Cesare, Antonella, Maria Luisa e loro famiglie nel ricordo di
zio Alfredo
- Milano, 4 dicembre 2011.
Umberto, Elisa, Antonio e Francesco abbracciano Mariella e figli ricordando lo
zio Alfredo
nelle camminate in Torcola.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Anna Bettazzi e Laura, Sandro, Marta, Silvia e
con Giannino e Lorella si uniscono al dolore di
Cesare, Mariella, Antonella e Luisa nel ricordo
del caro
Alfredo Pozzi
Gli amici liberali Alberto Banfi, Daniela Benini,
Cristoforo Cagnoni, Bruno Dapei, Fabrizio De Pasquale, Giulio Gallera, Marchetti-Zimmaro, Pierangelo Rossi, Aldo Salafia salutano l'amico
"L'anima mia magnifica il Signore e il
mio spirito esulta in Dio, mio salvatore".
Marialba Zveteremich
ci ha lasciato.- Antonio, Guido e Renata Bazzani.- Per giorno ed ora della funzione religiosa telefonare allo 02.468281.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Luigi Gorgoglione
e si unisce affettuosamente alla famiglia in questo doloroso momento.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Console Generale Onorario
di Finlandia
N.H.
Partecipano al lutto:
– I Consigli di Amministrazione, i dipendenti e
i collaboratori delle società Gurta AG e Sineco SpA.
Vale, Susi, Benni, Albi, Dile e Teresa si stringono al dolore di Antonio, Fiorella e la loro mamma
per la scomparsa dell'amatissimo papà
Gaetano
- Milano, 4 dicembre 2011.
Avv. Antonio Serra
Cavaliere di Grazia e Devozione
del Sovrano Militare Ordine di Malta
I funerali si svolgeranno in Arese (MI) martedì 6
dicembre alle ore 15 nella chiesa parrocchiale
SS. Pietro e Paolo (via Caduti).
- Arese, 2 dicembre 2011.
Roberto e Claudio Beretta con i propri familiari
tutti, ricordano con affettuosa nostalgia la cara
Luigina Marotta
Ambrogino d'Oro
spentasi a 102 anni che per oltre quaranta anni
fu preziosa collaboratrice del loro padre.
- Milano, 5 dicembre 2011.
Partecipano al lutto:
– Patrizia e Maurizio Beretta.
Pietro Traini con Mattia e Mavi è affettuosamente vicino a Fiorella per la perdita del padre
Gaetano
Manuela ed i figli David, Paul e Johnny piangono con commozione i carissimi
Giorgio Zendali
- Milano, 4 dicembre 2011.
e
Carlo e Claudia con i bimbi Anna, Carlo Edoardo e Camilla ricordano con affetto il caro amico
Nino
- Milano, 4 dicembre 2011.
L'Avvocato Enrico Rotondi e la Professoressa
Luisa Secchi Tarugi partecipano al lutto che ha
colpito la famiglia del
Rag. Gaetano Pace
e ne ricordano le eccezionali doti di professionalità, onestà e serenità.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Valerio Tavormina ed i colleghi tutti dello studio sono vicini a Fiorella e familiari nel dolore per
la perdita del papà
Monique Zolikofer Zendali
a cui, insieme ad Andrea, erano legati da profonda amicizia. - Milano, 4 dicembre 2011.
Carla e Nico partecipano con affetto al dolore
di tutti i familiari per la perdita della indimenticabile
N.D.
Flora Perris Cirese
- Milano, 4 dicembre 2011.
I condomini e l'amministratore del condominio
di via Legnano 18, Milano, partecipano al lutto
della famiglia per la scomparsa del
Dott. Aldo Ribolzi
con le più sentite condoglianze.
- Milano, 4 dicembre 2011.
rag. Gaetano Pace
Questo anno i nostri genitori
- Milano, 4 dicembre 2011.
Tullio
I colleghi di Credit Suisse si stringono con affetto ad Antonio ed alla sua famiglia per la scomparsa del padre
Gaetano Pace
- Milano, 4 dicembre 2011.
Federico, Guido ed Andrea sono affettuosamente vicini ad Antonio ed alla sua famiglia per
la scomparsa del padre
Gaetano Pace
- Milano - Londra, 4 dicembre 2011.
e
Merope Bracco
avrebbero compiuto cento anni.- Rossella ed Elio
Filippo li ricordano con una messa martedì 6 dicembre nella chiesa di San Carlo al Corso alle
ore 18. - Milano, 5 dicembre 2011.
5 dicembre 2001 - 5 dicembre 2011
Ricordando
Maria Brioschi Cherubini
con amore.- I tuoi cari.
- Milano, 5 dicembre 2011.
Alfredo Pozzi
Conte
L'Istituto Comprensivo via Scialoia ricorda il caro e stimato professor
La moglie Pernille annuncia che improvvisamente è mancato all'affetto dei suoi cari, il
e si uniscono al dolore della famiglia.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Prof. Francesco Guarienti
Torello
Ne danno il triste annuncio la moglie Myra, i figli
Mariangela, Carlina con Elsa e Francesco, Francesca e Chicco con Maria e Carlo, Marco e Beatrice con Rebecca e Carolina.- I funerali si svolgeranno il giorno mercoledì 7 dicembre alle ore
10.30 in Duomo (Verona).- La presente serve di
partecipazione e ringraziamento.
- Verona, 5 dicembre 2011.
Gaetano Pace
al quale sono stati legati per decenni da profonda e sincera amicizia.
- Milano, 4 dicembre 2011.
Alfredo Pozzi
- Milano, 4 dicembre 2011.
Gaetano
- Londra, 4 dicembre 2011.
Gianluigi e Maria Teresa Ghezzi sono vicini alla moglie Cristina e ai figli Antonio e Fiorella condividendone il dolore per la scomparsa di
- Milano, 4 dicembre 2011.
Gli amici Guia, Elisa, Maurizio, Maddy, Stefano, Federico, Gisella, Tito, Diana, Roberta, Marco, Alberto, Lorella, Camillo, Gabriella, Francesca, Francesco, Monica, Carlo partecipano al
dolore di Cesare e famiglia per la scomparsa di
Andrea, Deborah, Allegra e Olivia Negri sono
vicini con tanto affetto e amicizia ad Antonio ed
alla sua famiglia per la scomparsa dell'amato
babbo
Andrea, Maria Alessandra, Giovanni con Mariapaola e Maria Paola abbracciano affettuosamente Antonio, Guido e Renata nel dolore per la
perdita di
Mara
- Milano, 4 dicembre 2011.
Con immenso amore e rimpianto Giovanna
con la famiglia annuncia la perdita del carissimo
marito
Dott. Ing. Giulio Castiglioni
- Varese, 5 dicembre 2011.
Via Rizzoli, 8 - 20132 Milano
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SERVIZIO FATTURAZIONE NECROLOGIE:TEL. 02 50956632 - FAX 02 25886632 - E-MAIL: [email protected]
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
53
italia: 515249535254
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Bari
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LE PREVISIONI
7:00
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Palermo Bologna Firenze
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DOMANI
LA LUNA
MERCOLEDÌ
Nuova
Primo quarto
Piena
Ultimo quarto
25 nov.
3 dic.
10 dic.
17 dic.
VENERDÌ
GIOVEDÌ
Trento
Trieste
Aosta
Venezia
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Torino
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Genova
Firenze
Ancona
Perugia
Nei prossimi giorni il nostro Paese generalmente sarà interessato da condizioni meteorologiche variabili, perché su gran parte delle regioni annuvolamenti e
precipitazioni o nebbie si alterneranno a schiarite in modo piuttosto irregolare. Anche le temperature di conseguenza avranno un andamento non ben
definibile, in prevalenza non si discosteranno molto dalle medie della prima parte di dicembre sia nei valori minimi che nei valori massimi.
L’Aquila
ROMA
Campobasso
IN EUROPA
Bari
Potenza
Napoli
Catanzaro
Cagliari
LE TEMPERATURE DI OGGI
10 Aosta
10 Torino
16 Genova
15 Bologna
15 Roma
12 Campobasso
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16 Catania
12
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12
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17
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15
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18
Milano
Trento
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Palermo
Palermo
Alghero
Cagliari
a cura di
Olbi
VENTO
Sole
Nuvolo
Coperto
Pioggia
Rovesci Temporali
Neve
Ancona
Aosta
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Bolzano
Brescia
Cagliari
S = Sereno
max
Moderato
Forte
Molto forte
Calmo
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4
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3
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19
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20
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N
N
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N
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P = Pioggia
7
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0
10
11
12
12
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18
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N = Nuvoloso
N
S
S
S
N
N
S
L’Aquila
Lecce
Messina
Milano
Napoli
Olbia
Palermo
T = Temporale
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11
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B
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Perugia
Pescara
Pisa
Potenza
R. Calabria
Rimini
V = Neve
min
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16
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B
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Trento
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10
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5 Puzzles by Pappocom
LA SOLUZIONE DI IERI
4
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3
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Kiev
10
Berlino
Amsterdam
5
Bassa
Pressione
0
4
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5 Varsavia
7
Praga
Fronte
Caldo
7
Londra
5
7
Parigi
Milano
Vienna
10 Belgrado
Ankara
14
16
Bucarest
12
Roma
Barcellona
Madrid
15
15
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Lisbona
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Algeri
Fronte
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19
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NORD AMERICA
Pechino
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14
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20
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ai successi di Eros
Ramazzotti: disponibile
da domani «Dove
c’è musica».
Il Cairo
17
22
21
Vancouver 4
32
Casablanca
Lima
15
Bangkok
24
13
13
Delhi Shanghai
AFRICA
Caracas
Bogotà
Tokyo
S
N
SUD AMERICA
Seul
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I successi
di Eros:
secondo cd
Come si gioca
Bisogna riempire la
griglia in modo che
ogni riga, colonna e
riquadro contengano
una sola volta i
numeri da 1 a 9
5
1
3
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6
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7
4
2
L
Stoccolma
2
Copenaghen
Edimburgo
4
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B = Nebbia
Sudoku Difficile
2 5 6
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7 5 1
Oslo
Agitato
2
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Catania
Crotone
Cuneo
Firenze
Genova
Imperia
Mosso
ASIA AUSTRALIA
min
4
Helsinki
MARE
Debole
Nebbia
LE TEMPERATURE DI IERI IN ITALIA
min
H
Alta
Pressione
Una depressione con
nucleo sulla Scandinavia
domina saldamente su
gran parte del
continente europeo
eccezion fatta per le
zone più occidentali e
meridionali, dove è
contrastata da un
anticiclone di origine
atlantica. L'Italia
prossimamente si
troverà in una posizione
intermedia rispetto
questi due diversi
sistemi di circolazione,
venendo influenzata a
tratti dall'uno e a tratti
dall'altro.
Rio
de Janeiro
Buenos Aires
23
Luanda
26
Città del Messico
Nairobi
Lagos
26
26 Città del Capo
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Manovra di Monti
I gol della domenica
Videoinchiesta
La clip con le nuove
misure del governo
presentate dal premier.
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partite di Serie A e B.
Soffocati dalla ’ndrangheta
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Pensioni
Celentano a Genova
La videochat
Su invito di Grillo canta
«Il ragazzo della via
Gluck» agli alluvionati.
Alle 15.30 il punto della
situazione con Daniele
Manca. Scrivete.
Mtv News
Il pianto
Fornero in lacrime
Il ministro piange
presentando i sacrifici
sulle pensioni.
Ragazzi del Nordest
Storia di Nasty, la russa
che adora il suo accento
veneto, uscita dal
tunnel della droga.
«Noi, disarmati contro le
mafie». La denuncia anonima
di un funzionario della Direzione
Investigativa Antimafia.
Seconda
puntata del
viaggio in
Lombardia,
la Calabria
del Nord.
Codice cliente:
Codice cliente:
54
Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
italia: 515249535254
Tv in chiaro
Teleraccomando
presenta
Rai1
di Maria Volpe
PER RIDERE
PER CONOSCERE
Benigni (e Jova) La Bbc ci spiega
con Fiorello
l’universo
Anche volendo come si fa a
non «raccomandare» lo
show di Fiorello? Uno dei
pochi casi televisivi dove la
quantità (di telespettatori) si
coniuga con la qualità (dello
spettacolo). Stasera
purtroppo è la quarta e
ultima puntata e la
immaginiamo ancora più
scoppiettante delle tre
precedenti. Anche perché
stasera c’è Roberto Benigni
(foto), artista comico
travolgente e acuto. Non
osiamo pensare cosa
riusciranno a fare questi due
talenti insieme sul palco. E
chissà quanti milioni di
persone li seguiranno...
Ospite anche Jovanotti
Al via per la prima volta in
Italia una serie di grande
impatto: grazie all’utilizzo
di innovative tecnologie
potremo vedere illustrati
concetti come la luce, la
gravità, l’energia, la
materia e il tempo. Il prof.
Brian Cox cerca di spiegare
l’universo, un «mistero» di
età stimata intorno ai 13,7
miliardi di anni, e composto
da 100 miliardi di galassie.
Questa serie viaggia anche
attraverso il mondo
naturale: dalle aride
pianure africane alle cime
innevate delle montagne
rocciose canadesi. E non
mancano neppure
esplosioni di raggi gamma...
Il più grande spettacolo...
Rai1, ore 21.10
Le meraviglie dell’universo
Bbc Knowledge, ore 21
Rai2
rai.it
Rai3
rai.it
Rete4
Canale5
Italia1
La7
MTv
rai.it
mediaset.it/rete4
mediaset.it/canale5
mediaset.it/italia1
la7.it
6.45 UNOMATTINA.
Attualità
10.55 CHE TEMPO FA.
11.00 TG 1.
11.05 OCCHIO ALLA SPESA.
Attualità
12.00 LA PROVA DEL
CUOCO. Varietà
13.30 TELEGIORNALE.
14.00 TG 1 ECONOMIA.
Attualità
TG1 FOCUS. Attualità
14.10 VERDETTO FINALE.
Attualità. Con
Veronica Maya
15.15 LA VITA IN DIRETTA.
Attualità. Con
Marco Liorni, Mara
Venier. Nel
programma: Tg
Parlamento; Tg 1;
Che tempo fa
18.50 L’EREDITÀ. Quiz. Con
Carlo Conti
20.00 TELEGIORNALE.
20.30 QUI RADIO LONDRA.
Attualità. Con
Giuliano Ferrara
SERA
20.35 SOLITI IGNOTI.
Varietà
21.10 IL PIÙ GRANDE
SPETTACOLO DOPO
IL WEEKEND. Varietà.
Con Rosario Fiorello
TG1 60 SECONDI.
0.15 PORTA A PORTA.
Attualità. Con Bruno
Vespa
6.30 CARTOON FLAKES.
Ragazzi
9.30 PROTESTANTESIMO.
Attualità
10.00 TG2PUNTO.IT.
Attualità
11.00 I FATTI VOSTRI.
Attualità
13.00 TG 2 GIORNO.
13.30 TG 2 COSTUME E
SOCIETÀ. Attualità
13.50 MEDICINA 33.
Rubrica di attualità
medica
14.00 L’ITALIA SUL DUE.
Attualità
16.10 GHOST WHISPERER.
Telefilm
16.50 HAWAII FIVE-0.
Telefilm. Con Jack
Lord, James
MacArthur
17.45 TG 2 FLASH L.I.S.
17.50 RAI TG SPORT.
18.15 TG 2.
18.45 NUMB3RS. Telefilm
19.35 SQUADRA SPECIALE
COBRA 11. Telefilm
8.00 AGORÀ. Attualità
9.00 AGORÀ - BRONTOLO.
Attualità
9.50 DIECI MINUTI DI...
Attualità
10.00 RAI 150 ANNI. LA
STORIA SIAMO NOI.
Attualità
11.00 APPRESCINDERE.
Talk show
12.00 TG 3.
12.25 TG 3 FUORI TG. Att.
12.45 LE STORIE - DIARIO
ITALIANO. Attualità
13.10 LA STRADA PER LA
FELICITÀ. Telefilm
14.00 TG REGIONE - METEO.
14.20 TG 3 - METEO 3.
14.50 TGR LEONARDO. Att.
15.00 TG 3 L.I.S.
15.05 LASSIE. Telefilm
15.55 COSE DELL’ALTRO
GEO. Varietà
17.40 GEO & GEO. Doc.
19.00 TG 3.
19.30 TG REGIONE - METEO.
20.00 LA CRISI. IN 1/2 H.
Attualità
7.25 STARSKY E HUTCH.
Telefilm
8.20 HUNTER. Telefilm
9.40 R.I.S. DELITTI
IMPERFETTI. Telefilm
10.50 RICETTE DI
FAMIGLIA. Attualità
11.25 ANTEPRIMA TG 4.
11.30 TG 4 - TELEGIORNALE.
12.00 DETECTIVE IN
CORSIA. Telefilm
13.00 LA SIGNORA IN
GIALLO. Telefilm
13.50 IL TRIBUNALE DI
FORUM ANTEPRIMA. Attualità
14.05 IL TRIBUNALE DI
FORUM. Attualità
15.10 HAMBURG
DISTRETTO 21.
Telefilm
16.15 SENTIERI. Soap
16.50 IL COMMISSARIO
CORDIER. Telefilm.
18.50 ANTEPRIMA TG 4.
18.55 TG 4 - TELEGIORNALE.
19.35 TEMPESTA D’AMORE.
Soap Opera
6.00 TG 5 PRIMA PAGINA.
Attualità
8.00 TG 5 MATTINA.
8.40 LA TELEFONATA DI
BELPIETRO. Attualità
8.50 MATTINO CINQUE.
Varietà. Con
Federica Panicucci,
Paolo Del Debbio.
Nel programma:
Grande Fratello; Tg
5 Ore 10
11.00 FORUM. Attualità.
Con Rita Dalla
Chiesa
13.00 TG 5.
13.40 BEAUTIFUL. Soap
Opera
14.10 CENTOVETRINE. Soap
14.45 UOMINI E DONNE.
Talk show. Con
Maria De Filippi
16.15 AMICI. Reality
16.55 POMERIGGIO
CINQUE. Varietà
18.50 AVANTI UN ALTRO.
Quiz.
20.00 TG 5.
8.20 DUFFY DUCK. Cartoni
8.25 WILLCOYOTE. Cartoni
8.30 UNA MAMMA PER
AMICA. Telefilm
10.35 GREY’S ANATOMY.
Telefilm
12.25 STUDIO APERTO.
13.00 STUDIO SPORT.
13.40 I SIMPSON. Cartoni
14.35 DRAGON BALL.
Cartoni
15.00 BIG BANG THEORY .
Serie
15.35 NO ORDINARY
FAMILY. Telefilm
16.25 LA VITA SECONDO
JIM. Serie
16.50 GIOVANI
CAMPIONESSE.
Telefilm
17.45 DRAGON BALL.
Cartoni
18.30 STUDIO APERTO.
19.00 STUDIO SPORT.
19.25 DR. HOUSE MEDICAL DIVISION.
Telefilm.
Con Hugh Laurie
7.00 OMNIBUS. Attualità.
9.40 COFFEE BREAK.
Attualità
10.35 L’ARIA CHE TIRA.
Attualità
11.25 SOS TATA. Reality
12.25 I MENÙ DI
BENEDETTA. Attualità
13.30 TG LA7.
14.05 FILM TOTÒTRUFFA
‘62. (Commedia,
Italia, 1961). Regia
di Camillo
Mastrocinque . Con
Totò, Nino Taranto,
Lia Zoppelli.
16.15 ATLANTIDE - STORIE
DI UOMINI E DI
MONDI.
Documentario
17.25 MOVIE FLASH.
Attualità
17.30 THE DISTRICT.
Telefilm. Con Craig
T. Nelson, Roger
Aaron Brown
19.20 G DAY. Tg Satirico.
Con Geppi Cucciari
20.30 TG 2 20.30.
21.05 SENZA TRACCIA.
Telefilm
23.25 TG 2.
23.30 FILM SAW V - NON
CREDERAI AI TUOI
OCCHI. (Horror,
Canada/usa, 2008).
Regia di David
Hackl
20.20 BLOB. Attualità
20.35 UN POSTO AL SOLE.
Soap
21.05 FILM HURRICANE - IL
GRIDO
DELL’INNOCENZA.
(Drammatico, Usa,
1999). Di Norman
Jewison. Con
Denzel Washington
20.30 WALKER TEXAS
RANGER. Telefilm.
Con Chuck Norris
21.10 FILM TICKER.
(Azione, Usa, 2001).
Regia di Albert
Pyun. Con Steven
Seagal, Dennis
Hopper, Tom
Sizemore
20.30 STRISCIA LA NOTIZIA
- LA VOCE DELLA
CONTINGENZA. Tg
Satirico
21.10 GRANDE FRATELLO.
Varietà. Con Alessia
Marcuzzi
0.15 MAI DIRE GRANDE
FRATELLO. Varietà
1.00 TG 5 NOTTE.
20.20 C.S.I. - SCENA DEL
CRIMINE. Telefilm.
Con Marg
Helgenberger,
George Eads
21.10 C.S.I. - NEW YORK.
Telefilm. Con Gary
Sinise, Carmine
Giovinazzo, Hill
Harper
20.00 TG LA7.
20.30 OTTO E MEZZO.
Attualità. Con Lilli
Gruber
21.10 L’INFEDELE.
Attualità. Con Gad
Lerner
23.55 INNOVATION.
Attualità. Con Lucia
Loffredo, Ivo Mej
1.20 TG1 NOTTE.
TG1 FOCUS. Attualità
1.50 CHE TEMPO FA.
1.55 QUI RADIO LONDRA.
Attualità. Con
Giuliano Ferrara
0.55 TG PARLAMENTO.
Attualità
1.05 SORGENTE DI VITA.
Attualità
1.35 L’ITALIA SUL DUE.
Attualità
23.40 CORREVA L’ANNO.
Attualità
24.00 TG3 LINEA NOTTE.
1.05 FUORI ORARIO. COSE
(MAI) VISTE.
Attualità
23.10 I BELLISSIMI DI RETE
4. Attualità
23.15 FILM FULL METAL
JACKET.
(Drammatico,
Gb/usa, 1987)
1.30 STRISCIA LA NOTIZIA
- LA VOCE DELLA
CONTINGENZA. Tg
Satirico. Con Ezio
Greggio, Enzo
Iachetti
Rai
Storia
Rai
Movie
23.00 UNDERCOVERS.
Telefilm.
1.30 MODAMANIA.
Varietà.
2.05 POKER1MANIA.
Varietà
0.30 TG LA7.
0.40 (AH)IPIROSO.
Attualità. Con
Antonello Piroso
1.35 PROSSIMA
FERMATA. Attualità
mtv.it
11.00 MADE. Varietà
12.05 DISASTER DATE.
Varietà
13.05 HITLIST ITALIA.
Musica
14.05 SCRUBS. Serie
15.00 MTV NEWS.
15.05 GINNASTE: VITE
PARALLELE. Varietà
16.00 MADE. Varietà
17.00 TEEN MOM. Varietà
18.00 DISASTER DATE.
Varietà
19.05 GINNASTE: VITE
PARALLELE. Varietà
20.00 I SOLITI IDIOTI.
Varietà
21.00 JERSEY SHORE.
Telefilm
23.00 SPECIALE MTV
NEWS.
Deejay TV
14.00 LOREM IPSUM.
Musicale
14.20 VIA MASSENA. Serie
15.00 THE FLOW. Musicale
16.00 POPCAKE. Musicale
17.30 ROCK DEEJAY. Mus.
18.30 DEEJAY TG.
18.35 PLATINISSIMA
PRESENTA: GOOD
EVENING. Musicale
20.00 LOREM IPSUM.
Musicale
20.20 VIA MASSENA. Serie
21.00 DJ STORIES - ALL
AREAS. Musicale
22.00 DEEJAY CHIAMA
ITALIA. Varietà
DATI DI PROGRAMMAZIONE
FORNITI DA COMPUTIME
Film e programmi
Washington
star del pugilato
I Beatles simbolo
degli Anni 60
Rai4
Denzel Washington è Rubin
Carter, detto «Hurricane»,
campione di pugilato accusato
di aver ucciso tre persone.
Condannato all’ergastolo, poi
il caso venne riaperto.
Hurricane
Rai3, ore 21.05
«I Beatles e altre manie. La
musica negli Anni '60» di
Giancarlo Di Giovine. I Fab Four
(foto) e non solo, raccontati
con filmati d’epoca. Alla fine
l’editoriale di Paolo Mieli.
Correva l’anno
Rai3, ore 23.40
La manovra Monti La propaganda
studiata da Lerner durante la guerra
Gad Lerner e la manovra di
Mario Monti: ospiti Eugenio
Scalfari, Raffaele Cattaneo,
Michela Murgia, Aldo
Bonomi, i musicisti della
Scala di Milano.
L’infedele
La7, ore 21.10
La propaganda nazista si
manifesta nei documentari di
Leni Riefenstahl. Al fronte
anche gli americani si
servono dei migliori registi di
Hollywood.
Dixit
RaiStoria, ore 21.05
Rai5
rai.it
rai.it
10.30 BROTHERS AND
SISTERS III. Telefilm
11.10 ALIAS V. Telefilm
11.50 LOST WORLD. Serie
12.40 MEDIUM. Serie
13.20 DESPERATE
HOUSEWIVES III.
Serie
14.05 BROTHERS AND
SISTERS III. Telefilm
14.50 ALIAS V. Telefilm
15.35 90210 III. Serie
16.15 ONE TREE HILL III.
Serie
17.00 BEING ERICA II. Serie
17.45 LEGEND OF THE
SEEKER. Serie
18.30 LOST WORLD. Serie
19.20 DOCTOR WHO
SPECIAL IV. Serie
20.25 SUPERNATURAL IV.
Serie
21.10 FILM L’IMPLACABILE.
(Thriller). Regia di
Paul Michael Glaser.
22.45 FILM THE ORDER.
(Azione). Regia di
Sheldon Lettich.
0.15 APPUNTAMENTO AL
CINEMA. Attualità
13.50 TOP 5. Attualità
14.05 PASSEPARTOUT.
Attualità
14.35 DAVID LETTERMAN
SHOW. Talk show
15.25 COOL TOUR. Attualità
16.00 LES NOUVEAUX
EXPLORATEURS.
Reportage
16.55 TOP 5. Attualità
17.10 GORDON RAMSAY’S
F-WORD. Doc.
18.05 AVVENTURE
IMMOBILIARI.
Documentario
19.00 DAVID LETTERMAN
SHOW. Talk show
19.50 LES NOUVEAUX
EXPLORATEURS.
Reportage
20.45 PASSEPARTOUT.
Attualità
21.15 POSSO VENIRE A
DORMIRE DA VOI?
Documentario
22.10 DINASTIE.
Documentario
23.05 FILM THIS IS MY
LAND... HEBRON.
(Documentario)
rai.it
15.00 RAI 150 ANNI.
Attualità
15.05 DIXIT STELLE. Att.
17.00 MILLE PAPAVERI
ROSSI. Attualità
17.05 QUESTO SECOLO.
VIAGGIO NEGLI ANNI
CHE CONTANO: 1935
E DINTORNI. Attualità
18.00 RESELECTION.
Attualità
19.00 RES GESTAE FATTI.
Attualità
19.05 SKETCH LE TRE LUCI.
Attualità
19.10 LE TRE LUCI.
Attualità
19.40 LE CITTÀ DEL JAZZ NEW ORLEANS.
Attualità
20.00 VIAGGIO IN ITALIA.
Attualità
21.00 RAI 150 ANNI.
Attualità
21.05 DIXIT GUERRA.
Attualità
23.00 L’ITALIA VISTA DAL
CIELO. Attualità
24.00 MILLE PAPAVERI
ROSSI. Attualità
rai.it
6.30 FILM LA VALLE DEI
MOHICANI.
7.50 FILM L’AMANTE
PERDUTA.
9.35 APPUNTAMENTI AL
CINEMA. Attualità
9.40 FILM LE FAREMO
TANTO MALE.
11.20 FILM LUV VUOL DIRE
AMORE?
13.00 FILM SCHERZI DEL
CUORE.
15.15 FILM SOTTOVENTO!
16.55 FILM VATEL.
19.00 FILM I
PROFESSIONISTI.
21.00 FILM LA BATTAGLIA
DI ALAMO.
(Western). Regia di
John Wayne.
23.45 FILM L’AVARO.
(Commedia). Regia
di Tonino Cervi.
1.40 FILM TOTÒ
DIABOLICUS.
(Commedia).
3.15 FILM FILM PER NON
DORMIRE: AFFITTASI.
(Horror). Regia di
Jaume Balagueró.
Rai
Gulp
rai.it
Rai
YoYo
Boing
La7d
rai.it
boingtv.it
la7.it
18.40 GRACHI. Telenovela
19.30 LOLA E VIRGINIA.
Cartoni
19.45 TOOGULP. Ragazzi
19.50 SUMMER IN
TRANSYLVANIA I.
Telefilm
20.10 REBELDE WAY.
Telefilm
21.00 SKYLAND. Cartoni
21.25 KARKU II. Cartoni
19.40 L’ALBERO AZZURRO.
Attualità
20.00 BEAR NELLA
GRANDE CASA BLU
III. Pupazzi animati
20.25 UKI. Cartoni
20.30 MUSTI. Cartoni
20.40 INSIEME A ROSIE.
Cartoni
20.50 LA STELLA DI LAURA
2. Cartoni
18.50 LEONE CANE FIFONE.
Cartoni
19.00 BEN 10 ULTIMATE
ALIEN. Cartoni
19.25 LE NUOVE
AVVENTURE DI
SCOOBY DOO. Cartoni
19.50 SPONGEBOB. Cartoni
20.40 THE GARFIELD SHOW.
Cartoni
21.10 NINÌ. Cartoni
17.40 THE OPRAH WINFREY
SHOW. Varietà
18.40 CUOCHI E FIAMME.
Attualità
19.40 I MENÙ DI
BENEDETTA. Attualità
20.40 TG LA7.
21.10 MISSIONE NATURA.
Documentario
23.30 THE DR. OZ SHOW.
Varietà
Iris
Cielo
La5
Tv
2000
iris.mediaset.it
cielo.it
17.11 NOTE DI CINEMA. Att.
17.19 FILM IL GIOCATORE ROUNDERS.
19.27 CRIMINAL INTENT
VII. Telefilm
20.17 LAW & ORDER:
UNITÀ SPECIALE VII.
Telefilm
21.08 FILM VIRUS.
22.55 FILM PROFONDO
ROSSO.
16.00 X FACTOR. Varietà
19.00 HELL’S KITCHEN - IL
DIAVOLO IN CUCINA.
Varietà
20.00 UNO PSICOLOGO DA
CANI - DOG
WHISPERER. Doc.
21.00 NON LO SAPEVO! Doc.
23.00 MOST DANGEROUS PERICOLO REALE.
Varietà
mediaset.it
20.40 GRANDE FRATELLO.
Reality
21.00 GRANDE FRATELLO
LIVE. Reality
21.10 FILM UNO
SCONOSCIUTO NEL
MIO LETTO.
23.05 GRANDE FRATELLO
LIVE. Reality
23.35 UOMINI E DONNE.
Talk show
tv2000.it
20.30 NEL CUORE DEI
GIORNI - BLU.
20.55 NEL CUORE DEI
GIORNI - (TGTG).
21.20 PRESENTAZIONE
CRITICO TEATRALE.
21.25 OPERA TEATRALE: LE
COMMEDIE DI
EDUARDO FILUMENA
MARTURANO.
Codice cliente:
Corriere della Sera Lunedì 5 Dicembre 2011
55
italia: 515249535254
Pay Tv
Film
e programmi
Douglas torna
a fare il pescecane
Gordon Gekko (Michael
Douglas) esce dal carcere. È
solo. Prende sotto le ali il
fidanzato (Shia LaBeouf, foto
con Douglas) della figlia.
Wall Street - Il denaro non
dorme mai
Sky Cinema 1, ore 21.10
Caccia al tesoro
per Rowan Atkinson
Forum «Televisioni»: www.corriere.it/grasso
Videorubrica «Televisioni»: www.corriere.tv
Sky
Cinema
A fil di rete
Sport
14.00 ONE EYED KING - LA TANA DEL
DIAVOLO Mantenendo un patto
fatto in gioventù, Frankie cerca il
responsabile della morte del suo
più caro amico.
Sky Cinema Max HD
15.00 L’AMORE INFEDELE UNFAITHFUL Edward e Connie
sono una coppia felicemente
sposata finchè la donna non viene
colpita da una folgorante passione
per un giovane. Sky Cinema
Passion HD
16.55 FAIR GAME - CACCIA ALLA SPIA
La storia vera dell’agente della Cia
Valerie Plame che, per essersi
opposta alle menzogne sulla guerra
in Iraq, viene denigrata. Sky
Cinema 1 HD
17.20 AUDREY ROSE Un uomo sconvolge
la vita di una coppia: è convinto che
la loro figlia è in realtà la
reincarnazione della sua, morta da
anni. Con A. Hopkins. MGM
18.50 IL MISTERO DEI TEMPLARI La
ricerca del tesoro dei Templari per
l’ultimo discendente di una famiglia
in cerca da sei generazioni. Con N.
Cage. Sky Cinema 1 HD
19.05 IL GIORNO DELLA CIVETTA Il film
di D. Damiani - tratto da L. Sciascia
- quando uscì nel 1967 fu vietato ai
minori di 18 anni. Splendida C.
Cardinale. Sky Cinema Classics
21.00 CHE COSA È SUCCESSO TRA MIO
PADRE E TUA MADRE? J. Lemmon
nei panni dell’industriale sessuofobo,
parte per Ischia e trova l’amore.
Pellicola di B. Wilder, realizzata nel
1972. MGM
LA PRINCIPESSA SISSI La storia
vera, anche se romanzata,
dell’imperatrice d’Austria Sissi.
Magda e Romy Schneider, madre e
figlia nella realtà e sul set.
Sky Cinema Classics
RAT RACE Un magnate di un casinò
inventa una nuova sfida: il rat race.
In palio c’è una borsa contenente
due milioni di dollari. Con W.
Goldberg. Sky Cinema Family
THE VILLAGE In un villaggio
immerso nei boschi tutti vivono in
armonia con la natura finchè il
giovane Lucius non risveglia
misteriose creature...
Sky Cinema Max HD
INSIEME PER CASO Commedia
romantica in difesa della diversità,
con Kathy Bates e Rupert Everett.
Sky Cinema Passion HD
21.10 WALL STREET: IL DENARO NON
DORME MAI Secondo capitolo, a
distanza di 23 anni, del film di Oliver
Stone. Ora è il 2001 e Gordon Gekko
è appena uscito dal carcere.
Sky Cinema 1 HD
22.50 SIAMO UOMINI O CAPORALI? Un
classico tra i numerosissimi film
interpretati dal principe De Curtis: il
mondo è diviso in sfruttatori ed
oppressi... Sky Cinema Christmas
22.55 IO SONO VALDEZ ll vicesceriffo
Valdez (B. Lancaster) uccide per
legittima difesa Johnson, un nero.
Western a tinte forti, ma troppo
confuso. Sky Cinema Classics
23.00 LA BANDA DEI COCCODRILLI Kai,
un ragazzino in carrozzella, sogna di
entrare a far parte Coccodrilli, la
banda dei ragazzi del quartiere. Sky
Cinema Family
23.10 BELOVED Oprah Winfrey è la padrona
di una casa dove vive anche Danny
Glover. Regia di Jonathan Demme.
Sky Cinema Passion HD
23.25 SCAPPATELLA CON IL MORTO
Marjorie, moglie inquieta,
va a letto con uno sconosciuto, che
muore durante il rapporto sessuale.
MGM
23.30 TRON LEGACY Indaga sulla
scomparsa del padre, Sam scopre
che l’uomo è intrappolato nel
videogioco che lui stesso aveva
programmato. Sky Cinema 1 HD
0.30 I SOLITI IGNOTI Imperdibile
commedia diretta nel 1958 da
Monicelli. V. Gassman, M. Mastroianni,
Totò e C. Pisacane tentano il colpo
della vita. Sky Cinema Christmas
14.00 PALLAVOLO: IRAN - ITALIA Coppa
del Mondo Maschile
Sky Sport 2 HD
16.15 CALCIO: WIGAN - ARSENAL
2009/10 Premier League Classics
ESPN
16.45 MOTOCICLISMO: BRNO 22/07/07
Superbike Highlights ESPN
18.30 CURLING: GERMANIA - SVEZIA
Campionato Europeo. Diretta
Eurosport
19.05 CALCIO: CHIEVO - JUVENTUS
27/01/02 Serie A Story ESPN
20.30 CALCIO: MONZA - COMO
Campionato Italiano Lega Pro. Diretta
RaiSport 1
20.40 CALCIO: BARI - CITTADELLA Serie
B. Diretta Sky Sport 1 HD
21.00 WRESTLING: THIS WEEK ON WWE
Eurosport
21.30 WRESTLING: VINTAGE
COLLECTION Eurosport
22.00 CALCIO: BRESCIA - ATALANTA
06/04/03 Serie A Story ESPN
23.00 CALCIO: LAZIO - NOVARA Speciale
Sabato Sprint. Diretta RaiSport 1
23.45 BASKET: EUROLEGA HIGHLIGHTS
RaiSport 1
23.55 AUTOMOBILISMO: EP. 1 Grand Prix
Story ESPN
24.00 BILIARDO: 3ª GIORNATA
Campionato Regno Unito Eurosport
0.25 AUTOMOBILISMO: EP. 2 Grand Prix
Story ESPN
Serie Tv
Intrattenimento
Ragazzi
Documentari
15.35 I MAGHI DI WAVERLY Disney
Channel
16.50 GIUDICE AMY Fox Life
17.50 WINGIN’ IT Disney Channel
I SIMPSON Fox HD
19.10 BUONA FORTUNA CHARLIE!
Disney Channel
20.00 BUONA FORTUNA CHARLIE!
Disney Channel
20.35 I SIMPSON Fox HD
20.50 LIFE BITES Disney Channel
21.00 CRIMINAL MINDS Fox Crime HD
I SIGNORI DELLA FUGA Fox HD
BONES Fox Life
21.50 UNFABULOUS III Rai Gulp
21.55 CRIMINAL MINDS Fox Crime HD
TERRA NOVA Fox HD
22.05 THE SLEEPOVER CLUB Disney
Channel
15.00 GIARDINIERI IN AFFITTO LEI
16.20 MERLINO E LA BATTAGLIA DEI
DRAGHI Sky Cinema Family
17.05 X FACTOR WEEKLY Sky Uno
17.35 EXTREME MAKEOVER HOME
EDITION Sky Uno
18.25 HELL’S KITCHEN USA Sky Uno
19.30 KENDRA E!
20.10 AMERICA’S NEXT TOP MODEL Sky
Uno
20.15 INCONTRI CONTEMPORANEI MANZONI Classica
20.30 KEEPING UP WITH THE
KARDASHIANS E!
21.00 KHLOE AND LAMAR E!
GLI SGOMMATI Sky Uno
21.10 HELL’S KITCHEN USA Sky Uno
21.50 SERATISSIMA - I ROBINSON K2
22.00 KENDRA E!
18.10 POKÉMON NERO & BIANCO K2
18.15 LE NUOVE AVVENTURE DI
SCOOBY-DOO Boomerang
18.35 LA PANTERA ROSA Boomerang
18.45 PHINEAS & FERB Disney Channel
19.20 A TUTTO REALITY: IL TOUR K2
19.55 TOM & JERRY TALES Boomerang
PIPPI CALZELUNGHE DeAkids
20.10 DUE FANTAGENITORI K2
20.20 I PUFFI Boomerang
20.25 PIPPI CALZELUNGHE DeAkids
20.30 SPONGEBOB Nickelodeon
20.35 ADVENTURE TIME Cartoon Network
DUE FANTAGENITORI K2
20.45 THE GARFIELD SHOW Boomerang
21.00 LO STRAORDINARIO MONDO DI
GUMBALL Cartoon Network
MISSIONE CUCCIOLI CLUB
DeAkids
14.20 MEGASTRUTTURE: IL PONTE
AKASHI KAIKO National
Geographic
16.00 PESCA A MANI NUDE Discovery
Channel HD
17.50 INDAGINI AD ALTA QUOTA
National Geographic
19.00 FACTORY MADE Discovery
Channel HD
19.55 MEGAFABBRICHE - L’M1 ABRAMS
National Geographic
20.35 AFFARI DI FAMIGLIA: LA
BATMOBILE History Channel
21.55 GLI INDISTRUTTIBILI National
Geographic
DANGEROUS WATERS Yacht &
Sail
22.00 COME È FATTO Discovery
Channel HD
17.13 IMMATURI. Film Premium Cinema
17.20 UNA NUOVA OCCASIONE. Film Tv
MYA
17.25 I VICINI DI CASA. Film Studio
Universal
17.44 PARENTHOOD II. Telefilm JOI
18.20 R.I.S. ROMA 2 DELITTI
IMPERFETTI. Telefilm STEEL
18.37 PACKED TO THE RAFTERS I.
Telefilm JOI
19.05 GRILLED. Film Studio Universal
19.20 R.I.S. ROMA 2 DELITTI
IMPERFETTI. Telefilm STEEL
19.29 SOMEWHERE. Film Premium
Cinema
19.30 RESCUE SPECIAL OPERATIONS III.
Telefilm JOI
19.33 CLOSE TO HOME II - GIUSTIZIA AD
OGNI COSTO. Telefilm MYA
20.16 CAMELOT I. Telefilm JOI
20.26 CLOSE TO HOME II - GIUSTIZIA AD
OGNI COSTO. Telefilm MYA
21.15 LAST NIGHT. Film Premium
Cinema
21.15 IL CAVALIERE OSCURO. Film JOI
21.15 FAIRLY LEGAL I. Telefilm MYA
21.15 MOONLIGHT I. Telefilm STEEL
21.15 FOCUS. Show Studio Universal
21.22 LA TAVERNA DELL’ALLEGRIA. Film
Studio Universal
di Aldo Grasso
Tv super-generalista
con Fiorello e Checco
L
a televisione generalista «riscopre» gli eventi come proprio «specifico»? In attesa dell’ultima
puntata dello show di Fiorello, in onda stasera,
venerdì Canale 5 ha affidato il proprio palco a
Checco Zalone, col suo «Resto umile world
show». Due show, e due showman, lontanissimi, accomunati oggi dalla capacità di ridare fiato alle ammiraglie
Rai e Mediaset. Se ai due
show si aggiunge la perTop & Flop
formance di Beppe Fiorello, e delle due puntate delIl più grande spettacolo
la fiction «Sarò sempre
tuo padre», ecco tracciati i
Rosario e Beppe Fiorello
programmi «top» della settimana (cui va aggiunto
l’immarcescibile Don Matteo, che tocca quasi 8 milioni e mezzo di spettato11.736.000 spettatori,
ri). Del programma di Fio43,18% di share
rello si è già detto della
Raiuno, Lunedì 28
sua capacità di attrarre
novembre, ore 21.23
spettatori che, altrimenti,
Minuto picco: 14.443.0000
non guarderebbero la tv, o
spettatori
la vedrebbero meno fedelRosario e Beppe Fiorello
mente: «Il più grande spetassieme, ore 22.16
tacolo dopo il weekend»,
alla terza emissione, si è attestato su una media di
Dark Tide
11.147.000 spettatori, con
Halle Berry fra gli squali
una forte prevalenza femminile (quasi il 45% di share, contro il 38% maschile), e un ascolto inter-generazionale che, curiosa919.000 spettatori, 3,16%
mente, vede prevalere adodi share
lescenti (43% di share) e
Raitre, giovedì 1 dicembre,
ultra 65ennni (45,5%). Alore 21.08
tro dato curioso: Fiorello
Minuto picco: 749.000
sfonda in tutto il CenKate Mathieson (Halle
tro-sud (53% in Abruzzo),
Berry) nuota tra gli squali,
mentre resta un po’ più
ore 21.10
contenuto al Nord (34% in
Lombardia). «Resto umile
world show» ha totalizzato poco più della metà degli
spettatori di Fiorello, che pure resta una cifra notevole di
questi tempi: 5.607.000 individui, 22,4% di share. Qui però la mappa degli ascolti è completamente diversa. Spariscono gli ultra65enni (per i quali Zalone non è un catalizzatore), trionfano gli adolescenti (41%) e i giovani in generale (32%). Resta un dubbio: perché mandare in onda
Checco il venerdì, quando molto del suo pubblico d’elezione rischia di esser fuori casa?
In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca Italia su dati Auditel.
Un gruppo di disperati partecipa
a una caccia al tesoro. C’è
l’ebreo ortodosso, due fratelli
sboccati, un arbitro odiato da
tutti, un italiano narcolettico
(Rowan Atkinson, foto).
Rat Race
Sky Family, ore 21
Strane presenze
dentro il bosco
In un villaggio la vita sembra
scorrere felice. Ma la paura è
dietro l’angolo, nessuno s'
addentra nel bosco popolato di
strane presenze. Lucius (Joaquin
Phoenix, foto) sfaterà il mito.
The Village
Sky Max, ore 21
I disegni di Pazienza
e Santamaria
Mediaset Premium
Ispirato al disegnatore Andrea
Pazienza. Bologna, fine anni 70.
Pentothal, sognatore, Enrico,
studente fuoricorso, e Zanardi,
liceale ripetente, condividono casa.
Nella foto Claudio Santamaria.
Paz!
Cult, ore 1.05
15.00 CITY OF ANGELS - LA CITTÀ
DEGLI ANGELI. Film Studio
Universal
15.13 BEING ERICA I. Telefilm MYA
15.19 FIREWALL - ACCESSO NEGATO.
Film Premium Cinema
15.30 SMALLVILLE III. Telefilm STEEL
15.54 BACKSTAGE. Show JOI
16.00 BEING ERICA I. Telefilm MYA
16.02 MONK VIII. Telefilm JOI
22.05
22.05
22.55
22.57
SHAMELESS I. Telefilm MYA
MOONLIGHT I. Telefilm STEEL
HAVEN II. Telefilm STEEL
SAW 3D - IL CAPITOLO FINALE.
Film Premium Cinema
23.15 DREAMGIRLS. Film Studio
Universal
23.18 THE VAMPIRE DIARIES II. Telefilm
MYA
23.40 WAREHOUSE 13 II. Telefilm STEEL
23.48 AMERICANA. Show JOI
23.57 MIAMI MEDICAL. Telefilm JOI
0.05 THE VAMPIRE DIARIES II. Telefilm
MYA
0.30 SMALLVILLE III. Telefilm STEEL
0.37 PLANET TERROR. Film Premium
Cinema
0.46 MIAMI MEDICAL. Telefilm JOI
0.55 UNITED STATES OF TARA I.
Telefilm MYA
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Lunedì 5 Dicembre 2011 Corriere della Sera
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