137 - Dante Valente

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137 - Dante Valente
LINGUAGGIO
ASTRALE
dal 1970
Pubblicazione Trimestrale
del Centro Italiano di Astrologia
ANNO XXXIV n. 137
Inverno 2004
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Argomento
SOMMARIO
101 Sul Congresso Faes del 6-7 novembre 2004 a Milano ..............................................
3
1180 Massimo Fornicoli: Saturno ri-velato ........................................................................
7
190 Fulvio Mocco: L’astrologia di Giano Bifronte..............................................................
13
170 Maddalena Patti: Sei gradi di separazione: un film “Gemelli” ....................................
19
CASA QUARTA
410 Alessandro Guzzi: I ritorni solari ed i gradi zodiacali .................................................
26
455 Fabrizio Corrias: Tecniche didattiche e giochi per sviluppare l’atteggiamento
interpretativo ............................................................................................................
37
CASA SESTA
612 Ivan Gatti: Prima della luce ......................................................................................
54
645 Margherita Fiorello: I temperamenti, i quattro elementi e la carta di “decubito” ........
65
671 Nadia Paggiaro: I messaggi dell’acqua (l’elemento acqua e la salute) ......................
70
CASA OTTAVA - SPECIALE PLUTONE
810 Orlando Miglionico: Plutone in Capricorno, l’anticamera della metamorfosi .............
82
810 Brian Clark: Plutone e… la mezza età .......................................................................
91
826 Brian Clark: Ade come luogo panorama dei transiti plutoniani .................................
101
820 Carla Boccherini: Lo sposo infernale ........................................................................
112
850 Massimo Michelini: La storia siamo noi. Il ruolo di Plutone nel divenire della storia ..
141
890 Eleonor Buckwalter: Plutone Singleton .....................................................................
151
CASA NONA
912 Claudio Cannistrà: Un’astrologa per le nuove generazioni: ricordo di
Germaine Holley (1904-1995)..................................................................................
160
925 Patrizia Troni: …dal viaggio-studio in Tunisia ...........................................................
167
980 Stefano Vanni: Tre modalità per diventare Socio Certificato .....................................
169
990 Recensioni ...............................................................................................................
173
980 Elenco dei Delegati e Corrispondenti CIDA ..............................................................
175
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Un’ampia parte di questo numero è dedicata a
PLUTONE
un omaggio a questo Dio degli Inferi (solitamente confuso
con Pluto o Ploutos, il fratello cieco di Proserpina che distribuiva
a casaccio la ricchezza, attribuita a torto al Plutone “verace”)
Se Urano ha segnato la settecentesca epoca dei lumi, delle scoperte scientifiche e delle rivoluzioni, così come Nettuno nell’ Ottocento
la pienezza del romanticismo e la coscienza dei diritti delle folle,
che cosa caratterizzò l’era plutoniana del secolo scorso?
Probabilmente sono due le principali componenti inedite:
– la trasmutazione atomica, che in senso esteso comprende anche
l’arte di scandagliare l’infinitamente piccolo con strumentazioni
d’avanguardia, le nanotecnologie, e
– la “scoperta” dell’inconscio, questo intruso sconosciuto che ci fa
stupire per l’assurdità dei nostri comportamenti. Già i Greci ne
avevano intuito l’esistenza quando ammonivano “conosci te stesso”.
Siamo passati dalla schiavitù reale, saturnina del mondo esterno
feudale, inquisitorio, condizionante, a quella – forse peggiore – del
mondo interiore, del male oscuro, del magma profondo quiescente
che erutta senza preavviso.
I sismologi sembrano di scarso aiuto per prevedere le “effusioni...
plutoniche”, forse noi potremmo essere più utili nel nostro campo
per prevedere le “effusioni ... plutoniane”, i periodi a rischio.
Chissà che questa capacità previsionale non ci permetta di essere
rivalutati, più che per acrobatiche previsioni grezze, in competizione - per lo più perdenti - con altre forme mantiche.
(D.V.)
A partire da pagina 81
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Casa Prima
SUL CONGRESSO FAES
del 6-7 novembre 2004
Milano - Hotel Michelangelo
L.A. 137-101
In questo Congresso sono state sperimentate delle novità rispetto agli standard del mondo astrologico europeo e americano.
Anzitutto desideriamo segnalare l’efficienza e la cortesia della struttura
ospitante, l’Hotel Michelangelo, che ci ha fatto rivivere la Milano di 50 anni fa,
funzionale, sollecita e con un personale felice di fornire la migliore qualità del
proprio lavoro, magari imponendoci soluzioni migliori di quelle da noi richieste.
Poi l’estremo rispetto degli orari delle conferenze, da parte di tutti i relatori,
che hanno compresso in 30’ lavori assai corposi, contenuti per esteso negli
Atti.
Vista la attuale recessione, le quote di iscrizione sono state particolarmente
ridotte: per due giornate piene in una struttura elegante e funzionale da 4 stelle
fino al 10 agosto per i Soci del nostro Meridione e per gli stranieri bastavano
45 Euro, e 65 Euro per gli altri Soci. In compenso è stata maggiorata la quota
– facoltativa – degli Atti (48 Euro) in modo da privilegiare comunque la partecipazione al Congresso; peraltro gli Atti sono andati a ruba in breve tempo.
Con questa scelta il bilancio economico è risultato ampiamente positivo, che il
CIDA utilizzerà per il potenziamento delle attività delle Delegazioni.
I duecentoventi partecipanti hanno ricevuto a domicilio la tessera con i relativi attestati di pagamento, nonchè le istruzioni per raggiungere la sede, per
cui non si è verificato il consueto affollamento iniziale alla Segreteria.
CONTATTI COI RELATORI
Si è chiesto ai Relatori di restare a fine lavori di giornata (ore 16.30) a disposizione del pubblico per discussioni più “ravvicinate”, sincere e dettagliate.
TRADUZIONE
Erano presenti 4 relatori francesi e tre spagnoli, oltre allo svizzero Dieter Koch
e all’olandese Erik Van Slooten (“italofoni”); gli iscritti francesi, spagnoli e
svizzeri ammontavano a una trentina.
Casa Prima
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Si è sperimentata una traduzione visiva, ossia si proiettava in contemporanea su un maxischermo la traduzione nelle altre due lingue (es. italiano e francese se il relatore era spagnolo) su due colonne affiancate (il testo era stato
tradotto in precedenza).
È un esperimento nuovo, non soggetto alla fantasia dell’interprete simultaneo – spesso inesperto di astrologia – e meno fugace della parola.
Unica eccezione l’amico Denis Labouré che ha desiderato parlare “a braccio”, ma abbiamo prontamente assunto come traduttrice (inedita) la nostra
Delegata di Varese, Geneviève Jama, la prima a restare sorpresa ... della sua
stessa bravura!
CONTENUTI
I titoli sono stati ampiamente riportati nei numeri precedenti. Data la varietà
delle relazioni, da quelle elementari a quelle assai complesse è presumibile
che ogni partecipante abbia trovato quelle consone ai propri gusti.
Sulla base dei nostri riscontri e delle richieste pervenute, è stato particolarmente apprezzato il lavoro di Bezza, che ha mostrato quanto alcune intuizioni
galileiane fossero già espresse dagli antichi; il lavoro di Verdù, che ha intravisto contenuti astrologici nei geroglifici dell’antico Egitto, l’astrogenealogia di
Catherine Gestas e molti altri.
ESPOSIZIONI
Altra novità per i Congressi del Sud Europa : la presenza di inglesi e americani, in particolare delle due Riviste più prestigiose del mondo: l’Astrological Association e il The Mountain Astrologer (di cui il lettore avrà apprezzato numerosi articoli tradotti su questa Rivista e cha ha ospitato la traduzione di un articolo di Fulvio Mocco).
Altrettanto quotate le Riviste spagnole Mercurio-3, gemellata con la nostra;
il Cyclos, nonchè particolarmente gradita la presenza del CEDRA francese del
nostro caro amico Maurice Charvet di Lione, che ha dato ampio risalto al nostro Congresso in Francia. In totale c’erano 13 espositori, fra cui alcune Delegazioni CIDA presenti “in proprio” (Toscana e Verona).
LIBRETTI
In occasione del Congresso il CIDA ha voluto allestire delle Edizioni speciali,
rappruppando argomenti monotematici in volumetti appositi, fra cui:
– Le relazioni affettive di Stefano Vanni
– Raccolta di articoli di Mario Zoli comparsi sulla Rivista
– Raccolta di articoli di Roberto Sicuteri
– L’astrologia karmica nuova edizione arricchita
– Raccolta di articoli di Renzo Baldini
(tutti ancora disponibili in Segreteria)
È disponibile una nuova ristampa degli Atti (40 euro compresa spedizione).
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Casa Prima
SERATA MUSICALE
Dedicata alla città di Milano, la serata di festa si è svolta il sabato con un rigoroso rispetto dei tempi: per accelerare i tempi, a cinque minuti dall’ingresso
dei 120 partecipanti il risotto alla milanese era già servito, seguìto da un menu
sempre milanese (ossobuco e meneghina). Hanno aperto lo spettacolo tre
giovani artisti con danze rinascimentali in costumi d’epoca (un omaggio alla
fastosa corte leonardesca di Ludovico il Moro).
Vittoria Allegranza ha cantato una canzone in milanese, per far notare la
somiglianza col francese (Lassa pur che el mund al disa… Laissez bien que ‘l
monde dise… mais Milan est un grand Milan).
Una coppia di cantanti lirici ha ricordato la Scala e la scuola di canto di Milano, ritenuta ancora la prima nel mondo. Monica Mariani in costumi da flamenco e con tanto di nacchere ha cantato una zarzuela per gli amici spagnoli.
Erik Van Slooten che parla un perfetto italiano, ci ha offerto uno spassosissimo cabaret, in cui dopo le sue rimostranze per le sevizie storiche degli spagnoli e dei Farnese sugli olandesi, ha fatto la parodia delle manie di tanti
astrologi, proponendo …la “rettifica del luogo di nascita” per far quadrare gli
eventi ad ogni costo!… (sul sito Cida è riportato anche un piccolo video a proposito).
Come congedo per gli ospiti Vittoria e Geneviève hanno cantato in quattro
lingue Tornerai - j’attendrai - komm zuruck - volveras!
Alle 23.30 tutti a riposare, per affrontare i densi lavori dell’indomani!
Oltre alle immagini a colori su questo numero, altre foto e video sono consultabili nel sito www.cida.net sotto le ultimissime.
Un ringraziamento particolare ai vari Collaboratori del Congresso; in particolare alla Sig.na Susan Briones. Inoltre allo staff di Segreteria diretto da Stefano Birion, a M.Grazia LaRosa e ad Ave Roman.
E inoltre allo staff dell’Hotel con Luigi, Marco, Laura, Monica, Ayla, Federico, Mauro che vi segnaliamo se doveste raccomandare questa struttura organizzativa.
E infine tutti coloro numerosi – italiani e stranieri – che ci hanno inviato calorosi apprezzamenti per l’atmosfera serena e accogliente del congresso.
Dante Valente
Casa Prima
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Massimo Fornicoli
SATURNO RI-VELATO
L.A. 137-180
«Io non so come il mondo mi vedrà un giorno, disse [Newton] prima di morire,
per quanto mi riguarda, mi sembra di essere un ragazzo che gioca sulla spiaggia e trova di tanto in tanto una pietra o una conchiglia, più belli del solito,
mentre il grande oceano della verità resta sconosciuto davanti a me».
Secondo il mito Saturno è un antichissimo dio italico, identificato erroneamente, come cercherò di dimostrare, con Chronos/Tempo. In tempi antichissimi, allorché Zeus/Giove lo detronizzò e lo fece precipitare dall’Olimpo,
era giunto dalla Grecia in Italia. Si stabilì sul Campidoglio dove fondò un villaggio fortificato che portava il nome di Saturnia tellus, espressione che fu poi
usata per indicare tutta l’Italia. Si diceva che era stato accolto da un dio più
antico ancora, Giano. Questo regno venne chiamato Latium perché il dio vi
era nascosto, dal latino lateo, rifugiarsi, celarsi, non essere celebrato.
Presso i Latini era una divinità agraria, il cui nome era legato a sata, i
campi arati e seminati proprio in autunno. Saturno proseguì l’opera civilizzatrice iniziata da Giano e dette le prime leggi (Bilancia) agli abitanti, ancora oggi
la giustizia nei tribunali è raffigurata dalla Bilancia forse in ricordo di questa
antica circostanza. Veniva rappresentato armato di falce e roncola e a quanto
pare contribuì a diffondere la coltivazione e la potatura della vite (Nettuno in
trasparenza in Bilancia).
Ma chi è veramente questo Saturno?
«Saturno – dice Jorge de Santillana – dà le misure essendo residente in
Canopo». E ancora: «canopo – il peso – rappresenta il piombo all’estremità del
filo con cui venivano misurate le profondità del mare. Va sottolineato come la
riluttanza dei filologi a riconoscere il collegamento essenziale fra Chronos /
Tempo e Kronos / Saturno poggi sulla convinzione rigorosa che il dio Saturno
non abbia nulla a che vedere con il pianeta omonimo».
«Il piombo di Saturno – dice Hillman – è l’attrazione gravitazionale verso il
basso e l’interiore, che porta entro la soggettività. (Non a caso Newton è un
Capricorno asc. Bilancia) Lento, pesante, cronico, plumbeo: qualità, queste,
che producono peso: La coscienza senex pondera, soppesa le cose, come facevano le bilance nei templi romani dedicati a Saturno, e come testimonia la
lunga storia dell’immagine della bilancia associata a Saturno e alla malinco-
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Casa Prima
nia. La voce di questa coscienza ha il suo peso ed è talvolta sentita “pesante
come il piombo”, troppo pessimista e arida, e assolutamente intempestiva,
come se provenisse da una prospettiva antiquata e insieme profetica».
«Nelle raffigurazioni medievali e rinascimentali, all’immagine di Saturno
venivano spesso associati gli strumenti della geometria e dell’astronomia.
Struttura e astrazione additano qualcosa di ancora più profondo: il principio
stesso dell’ordine. Saturno, quale sovrano originario dell’universo, è il nous –
concetto che può essere fatto risalire a Platone. (Le Leggi) Il Kronos di Esiodo
regnava al principio di tutte le cose. Il Senex, come lo identifica Hillman, fornisce l’ordine originale, la forma ideale, i fondamenti, i principi, e gli assiomi su
cui uno stato si edifica. È lui che ne promulga le leggi e l’ordinamento. Lo stato e il suo governo sono anche lo stato del complesso e la fantasia dominante
che lo governa».
Nell’Astronomica di Manilio, libro II, ho trovato dei versi interessantissimi
(929 ssg.) che presagiscono già quello che Lisa è andata elaborando con gli
altri Zodiaci: qui appare ancor più chiara l’importanza di Saturno come la stella dello Zodiaco B: «Ma, in quella parte del cielo, dal vertice capovolto, dove
sono le fondamenta dell’Universo, che vede al di sopra di sé sospeso, e che
giace nel mezzo della notte, là Saturno esercita la sua potenza, proprio lui che
fu scacciato un tempo dall’impero dell’Universo e dal trono degli dei e come
padre ha influsso sui destini dei padri e sulla sorte dei vecchi; una sola tutela è
per due». (Liuzzi).
Saturno corrisponde all’etrusco Satre, come divinità della luce che annuncia il giorno. Il lucem facere nel rito celebrativo di Saturno, rappresentazione del sole notturno; per arrivare a Saturno antichissimo re del Lazio e divinità, occorre partire dalla base corrispondente all’accadico sa-etru, sa-atru,
«quello che è preminente».
È chiaro come una errata interpretazione etimologica lo abbia associato a
Chronos; nei Saturnalia di Microbio, come giustamente fa notare Ornella Faracovi, si legge come con l’inizio del tempo dopo la castrazione di Urano sia nata questa falsa identificazione con Chronos / Tempo.
L’inizio del tempo non indica quello solare ma «un altro inizio… la possibilità alternativa di un altro tipo di vita», come fa notare Lisa Morpurgo: «un atteggiamento esclusivamente “solare” avrebbe effetti disastrosi sulla specie
umana, e Saturno ne rappresenta il salutare deterrente».
Le feste Cronie, come riporta Cattabiani, erano celebrate in Atene d’estate, per solennizzare la raccolta delle messi e quindi siamo nel segno solare del
Leone.
I Saturnali invece cominciavano poco prima del solstizio invernale e duravano fino al 23 dicembre, proprio quando il giorno riprende ad allungarsi.
Queste feste erano caratterizzate dal capovolgimento delle classi sociali –
gli schiavi comandavano i loro padroni – e rappresentavano un invito a iniziare
un cammino spirituale di purificazione, di ritorno alle origini. Renato Del Ponte
dice: «Soltanto coloro che riusciranno a recuperare dentro di sé il senso delle
condizioni “anteriori all’inizio” potranno “tornare alle origini”, cioè riottenere lo
Casa Prima
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stato di perfezione naturale che era proprio dell’umanità primordiale». È questo l’insegnamento del mito e della solennità di Saturno, in quelle occasioni il
potere del Senex – ancora Hillman – veniva onorato con l’anarchia e propiziato
per scongiurare l’irrigidimento nella sua tendenza dispotica. La struttura rigida
del complesso curava se stessa, se così si può dire, creando le condizioni per
la propria “destruzione”. Il suo ordine includeva l’anarchia; queste feste consentivano e favorivano una fantasia di ozio, di pace e liberalità. Noi non ricorriamo più a questi rimedi omeopatici; ci sforziamo invece di abbattere il potere
del Senex dall’esterno, introducendo la violenza per rovesciare la struttura.
«Questi attacchi che gli portiamo non fanno altro che rafforzare il complesso
dominante, potenziando il rigore della legge e il vigore del suo ordine». Chiaro
riferimento all’asse Ariete - Bilancia.
Il piombo a cui il pianeta viene associato era particolarmente importante
nell’opera alchemica di “redenzione”. Ogni volta che facciamo ordine, ci ammonisce Hillman, invitiamo il Senex ad entrare. In omeopatia il rimedio Plumbum metallicum, che si rifà più direttamente a Saturno, viene usato per l’atrofia progressiva dei muscoli, paralisi a livello somatico, psichico per la depressione melanconica in cui il malato teme di essere avvelenato dalle persone
che lo circondano. Sono presenti i tratti di rigidità e diffidenza propri del pianeta.
«Sempre in Manilio si evidenzia come le proprietà astronomiche e fisiche
di Saturno come corpo celeste, poterono essere condensate in tipi di natura e
destino. La lentezza della sua rivoluzione conferiva ai nati sotto di lui il carattere dell’indolenza e faceva sì che lo si considerasse preposto al piombo (.)»
(Saxl).
Parlando delle funzioni planetarie e delle professioni ad esse legate, Barbault dice di Saturno che in situazione favorevole dà uomini di scienza e di
studio in generale: filosofi matematici economisti teologi architetti ecc.In situazione mediocre, agricoltori monaci ed eremiti.
Dal punto di vista caratterologico parla di «introversione e ristrettezza del
campo delle coscienza» che mi sembra in contrasto con le professioni attribuitegli.
Il mito di Crono che erroneamente si fa coincidere con Saturno, ci narra
che egli evira suo padre Urano con un falcetto, a causa di una profezia che lo
vuole detronizzato da uno dei suoi figli, li divora man mano che crescevano.
Sempre Barbault, aderendo alla “tradizione”, ci dice che la presenza di Saturno in decima o in quarta casa non fa morire i figli, come avremmo dovuto
aspettarci, ma li rende orfani di padre o di madre. Qui è testimoniata la vera
funzione del pianeta, quella di rinuncia e privazione, e già si rileva un distinguo
tra le due divinità allontanandoci anche dal mito di Crono/tempo.
Saturno, secondo Lisa Morpurgo, suggerisce una visione realistica delle
cose: ad esso appartengono la razionalità e la logica. Nella sua esaltazione in
Bilancia opponendosi all’Ariete pone dei limiti all’egopatia esclusivista in una
sorta di bilanciamento da cui nasce il concetto di giustizia, affiancato da due
pianeti femminili, Venere e X.
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Casa Prima
In Capricorno associandosi con Marte assume la simbologia di potere in
una struttura patriarcale, dove l’aggressività marziana si presta ad un uso ragionato diventando un’arma invincibile di ascesa. Infine solo in Aquario assume il suo carattere di anti-solarità contestando lucidamente il desiderio leonino-solare di riprodurre fedelmente la propria immagine, e affiancato da Nettuno esaltato spinge verso una metamorfosi ragionata di una diversa possibilità
di vita. Proprio rimanendo nel campo della funzione di riflessione e dell’evento
che maggiormente scatena il pianeta vorrei offrirvi un identikit dei filosofi e
pensatori e in generale coloro che sono più soggetti all’influenza di Saturno, il
dio che mira a condurci attraverso il ripiegamento interiore al mondo della verità.
Per chiarire ulteriormente la funzione di questo bistrattato pianeta, richiamerò in sintesi le case cosignificanti dei segni dove Saturno assume certe sue
peculiarità.
In casa VII, casa della sua esaltazione, rappresenta un sovraccarico frenante per slanci passionali e induce nel soggetto una iper-valutazione degli Altri: ciò riesce a minare in qualche modo la sicurezza della I, che dipende soprattutto da gratificazioni sul piano emozionale piuttosto che logico-razionale.
Può suggerire una scelta ragionata del coniuge dettata da circostanze di opportunità e non certamente da attrazione sessuale o trasporto sentimentale,
talvolta ci si sposa per avere una propria indipendenza, per uscire di casa. In
una donna spesso suggerisce la ricerca di un uomo simile al padre che in
qualche modo lo ricordi, e ispira un fondamentale rispetto per i diritti degli Altri. Questa posizione del pianeta è ottima per un diplomatico che debba valutare e soppesare le proprie mosse per avere dei vantaggi sul piano sociale.
In casa X, quella del domicilio primario, ha forse la migliore posizione: indice di stabilità della fortuna in ambito professionale, spesso poggia su sventure altrui, ignora qualsiasi emozione ed è intento a mantenere la propria indipendenza e autonomia; netto è il distacco dalla propria famiglia. Il successo è
garantito soprattutto dalla scelta dei mezzi migliori per raggiungere il potere,
quali sono la tenacia e la fiduciosa attesa su tempi lunghi. Anche la razionalità
trova il suo impiego pratico in questo settore, come facoltà atta a far raggiungere al soggetto una propria autonomia. In un tema maschile può indicare una
rivincita sul padre mentre in quello femminile la figura di un padre idealizzato.
In casa XI del domicilio notturno può indicare una rinuncia agli amici comuni mentre è indice di amicizia con i potenti oppure, per l’opposizione alla V,
rinuncia alla sessualità o ai figli; un distacco razionale che frena il calore erotico. Rafforzate appaiono le qualità diplomatiche del soggetto e l’insofferenza
verso il potere, se non in senso mentale e intellettuale; qui la logica si manifesta come negazione dei pregiudizi correnti e alimenta una sorta di credo vissuto dal soggetto con grande rigore. Chiariti queste funzioni particolari passo
agli effetti che può produrre.
Dalle biografie consultate di pensatori e filosofi e dagli appunti raccolti
per la relazione di anni fa intitolata Dimmi cosa mangi ti dirò che pensi si evince una chiara influenza del pianeta su questa categoria di persone. Sappiamo
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come chi è segnato dal pianeta della privazione affettiva possa rimanere orfano precocemente. Per farvi solo alcuni esempi: Platone e Sartre perdono il padre in fasce, Rousseau perde la madre a 10 giorni, Cartesio a pochi mesi, Marc’Aurelio e Hume e Pascal a 3 anni, Nietzsche a 4 anni, Aristotele a 11, Kant e
Hegel a 13, Agostino a 16, Leibniz perde il padre a 6 e la madre a 17 anni,
Croce entrambi i genitori a 17 ecc.
Ho provato a vedere quali siano i segni più occupati da Saturno; ebbene,
la distribuzione è abbastanza equa: su 45 filosofi le presenze si concentrano
mediamente in Leone – la vitalità leonina si riduce sul ripensamento – seguito
da Capricorno e Aquario che sono plausibili; molto rara la presenza in Gemelli
e Sagittario, segni cosignificanti di case che riguardano la comunicazione che
sarebbe stata penalizzata, escludendo del tutto l’aspetto filosofico dell’insegnamento attraverso il dialogo (III-IX).
Meritano senz’altro un approfondimento le congiunzioni tra Saturno e i
pianeti lenti.
Con Giove la congiunzione si verifica ogni 20 anni: è avvenuta nel 1901
in Capricorno, nel ’21 in Vergine nel ’40-41 in Toro, nel ’61 in Capricorno,
nell’80-81 in Bilancia, ed infine nel 2000 in Toro. I due pianeti suggeriscono
due opposte visioni della vita: l’uno ottimista spinge l’individuo verso un pensiero concreto, l’altro induce a una mentalità severa, austera più che pessimista, e alimenta un pensiero astratto; entrambi ci dicono che la durata e la sicurezza sono garantite dal possesso. Tendono a compensarsi limitandosi nelle
loro rispettive funzioni: al godimento immediato si sostituisce una tendenza all’accumulo, oppure la smania di divorare tutto può essere esasperata sia in
senso materiale che morale. Molto dipende dal segno in cui si verifica la congiunzione: i segni di terra rafforzano la possessività mentre quelli d’aria tendono a una visione meno materialistica, pur tuttavia rimane come base un clima
di lucida e razionale fiducia.
La congiunzione con Urano accade ogni 45 anni: dopo quella del 1942 in
Toro, vi fu nel 1988 in Sagittario. Costituisce un nucleo di razionalità che consente di agire costruttivamente nella vita senza eccessivi slanci vitalistici.
Con Nettuno si ha la congiunzione ogni 35 anni. Dopo quella del 1917 in
Leone, seguì nel 1952-53 in Bilancia e poi nel 1989 in Capricorno; qui ci troviamo dinnanzi ad un contrasto apparente tra la durata saturniana e la mutevolezza nettuniana, che trova in uno slogan la sua sintesi: “la durata è assicurata dal cambiamento”. Si esprime qui un adattamento estremo alle varie circostanze della vita che permette la sopravvivenza. Può essere senz’altro indice
di un temperamento aquariano con Urano positivo nel tema, e indica una certa stabilità emozionale limitando gli aspetti fantastici e il rigore di una ferrea
logica.
Con Plutone si verifica ogni 33 anni circa la troviamo nel 1914-15 in Cancro, poi nel 1947 in Leone e nel 1982 in Bilancia; esalta al massimo le caratteristiche del segno in cui avviene: nel Cancro portò a livelli altissimi il culto
della patria e agevolò la diffusione di idee conservatrici pronte a scattare sulla
difensiva. In Leone il protagonismo plutonico venne molto ridimensionato dal-
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Casa Prima
la saggezza saturniana, spesso è un aspetto tipico di persone frustrate che non
si sentono soddisfatte della loro vita. In Bilancia, sede dell’esaltazione di Saturno, ha scatenato una grande sete di giustizia e grazie a Plutone sono emersi
scandali che si credevano del tutto sommersi.
“Convinti di avere un piano ben costruito, i due demiurghi si dedicarono a
percorrere la Terra per parlare con gli uomini. Erano così pochi e così inclini
all’imitazione che l’operazione fu rapida. Tutto lascia pensare che i demiurghi
abbiano seminato più tipi di lingue, il che spiegherebbe le attuali differenze;
ma non è che un’ipotesi”. Queste parole, del fisico teorico Roland Omnès, si
riallacciano al discorso di Lisa dei quattro Zodiaci con i loro due demiurghi, il
Sole e Saturno.
Sintetizzerò in breve, ognuno di voi avrà letto il Convitato di pietra: lo Zodiaco A, maschile e femminile, ha il Sole come stella e come satellite la Luna,
quello B, femminile e maschile, ha Saturno come stella e come satellite Urano. Ogni segno ricorda l’altro pianeta che ivi era esaltato come in “trasparenza” fornendo rispetto ai tre un quarto che ne completa il significato. Per chi
fosse ancora digiuno di questa teoria, a cui io aderisco totalmente, sono: partendo dall’Ariete Y, Toro Saturno, Gemelli Urano, Cancro Mercurio, Leone X,
Vergine Marte, Bilancia Nettuno, Scorpione Sole, Sagittario Luna, Capricorno
Giove, Acquario Plutone, Pesci Venere. “Ho definito trasparenza la presenza
occulta di questi luminari e pianeti che si piazzano dietro i nostri ben noti segni
zodiacali e riescono ad agire su di essi, mescolando le loro influenze a quelle
abituali, quasi per ricordarci che altri tre Zodiaci hanno collaborato alla formazione del nostro” (Morpurgo).
BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE
AVENI A., Conversando con i pianeti, Ed. Dedalo
BARBAULT A., Trattato pratico di Astrologia, Ed. Morin
BARBAULT A., Saturno e gli orfani, Linguaggio Astrale 114
CATTABIANI A., Planetario, Ed. Mondadori.
CATTABIANI A., Calendario, Ed. Rusconi
DEL PONTE R., La religione dei Romani, Milano
DE SANTILLANA J., Il mulino di Amleto, Ed. Adelphi
FARACOVI O., A proposito di Saturno, Linguaggio Astrale 115
FRAZER J. G., Il ramo d’oro, Ed. Newton Compton
GRAVES R., I miti greci, Ed. Longanesi
HILLMAN J., Trame perdute, Raffaello Cortina Editore
MANILIO M., Astronomica, trad. Liuzzi D. Ed. Congedo
MORPURGO L., Lezioni di Astrologia, I Manuali Longanesi
QUINZI A., Saturno le immagini e le forme, Eco dei Feaci
SEMERANO G., Le origini della cultura europea, Ed. Leo S. Olschki
ZOLLA E., Archetipi, Ed. Marsilio
Mitologia, Le Garzantine
Antichità classica, Le Garzantine
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Fulvio Mocco
L’ASTROLOGIA DI GIANO BIFRONTE
L.A. 137-190
Il dio Giano era definito Bifronte, perché aveva un volto che guardava il passato ed un altro rivolto al futuro. Strana immagine di una concezione mitica del
tempo in cui il più remoto passato e il più lontano futuro sembrano confondersi. Gli antichi erano sensibili alla sfera celeste ed ai suoi movimenti, ma sentivano quelle forze sul piano sottile, senza bisogno di conoscerne le leggi fisiche. Era come se vivessero in quel cielo, e non avevano nessun bisogno di dimostrazioni pratiche, d’analisi statistiche, ma solo di sentirne la forza. L’uso
del mito come forza, evita la necessità di parlare di funzioni psichiche. La verità è espressa mediante storie senza tempo.
Sappiamo che il passaggio meta-storico da un’astrologia stellare e politeistica, apparentemente caotica, ad una solare e stagionale, che non tiene più
conto della precessione degli equinozi, è racchiusa nel mito di Ercole. Fra le
sue imprese, l’uccisione dell’Idra e il taglio delle sue sette teste, danno forma
planetaria e gerarchica al cosmo, un universo reso più olimpico ed ordinato,
dopo la codificazione nel pensiero greco.
Nell’oroscopo, il Sole si personifica nel padre o nel re, la Luna in un vagabondo, un poeta o un sognatore; immagini che “ci parlano”, indipendentemente dalla gerarchia psichica in cui sono inserite. Naturalmente possiamo
considerarli come concetti dinamici, per esempio come forza centripeta e centrifuga, ma ingabbiandoli in funzioni all’interno di qualche “sistema”. Bisogna
evitare di diventare negromanti che cercano di resuscitare una scienza nata
morta, dove i concetti non sono più mitici (in altre parole, validi sempre), ma
solo all’interno del rigagnolo di discutibili se non fantasiose scuole e teorie,
che descrivono la psiche in modo provvisorio e ipotetico. Del resto, all’astrologia non può bastare l’approccio psicologico, visto che vuole occuparsi del futuro, vale a dire del tempo, e non può farlo che attraverso le forze dei miti, che
riescono a rendere metaforicamente percorribile questa dimensione.
Parlare del passaggio da una astrologia siderale ad una solare e stagionale non ha comunque lo stesso impatto che narrare di come Ercole abbia sottratto la “cintura di luce stellare” alla regina delle Amazzoni, o quella zodiacale
alla dea degli animali Artemide. Un curioso mito pelasgico, pre-ariano cioè,
narra che Eurinome, dea oceanica uscita dal Caos, prima è fecondata dal vento del Nord, Borea, in forma di serpente, poi si trasforma in colomba per de-
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porre l’uovo del mondo. Il serpente cova l’uovo con sette spire, ma alla schiusa rivendica il mondo come sua creazione. La dea, però, gli schiaccia il capo
sotto i piedi, esiliandolo nel mondo sotterraneo. Possiamo affermare che il serpente rappresenta il tempo, mentre le sette spire sono le “virtù” planetarie tradizionali.
Possiamo richiamarci all’Apocalisse: anche qui la Donna vestita di sole
schiaccia la testa al drago-serpente, ma così qualcosa della “favola” si stempera e va perduto. Istintivamente, troviamo delle soluzioni utilizzando cose affini, per esempio le gemme o i metalli corrispondenti a quelle sette spire e ai
pianeti del mondo sotterraneo e minerale. Del resto, mettersi in tasca uno
smeraldo grezzo, prima di un incontro galante, è una superstizione più grande
che sbirciare le effemeridi per osservare in quale grado transiti Venere o in che
fase si trovi la Luna? Possiamo chiamare scienza l’ultimo gesto e magia il primo?
Questo è il mistero, quest’affinità irrazionale fra cielo e terra che non possiamo più decifrare, perché nata in un’epoca in cui l’armonia delle sfere celesti
era avvertita istintivamente: un modo di vivere o di percepire più che un’interpretazione o una scienza. L’astrologia, infatti, è ferma al sistema Tolemaico,
superstizione scientifica, che insiste nel porre la coscienza umana – opportunamente – al centro dell’universo; per questo forse la terra prima era piatta ed
ora rotonda: sono cambiate le cosmologie, o la coscienza e la percezione
umana?
Insomma, spesso ci si scervella per capire l’azione dei pianeti, che non
sembra basata sul principio di causa-effetto, e allora si evocano i pianeti interiori, di cui quelli nel cielo sarebbero solo un riflesso. Tra il pianeta che si muove negli abissi siderali e quello che pulsa e irradia nei soffici labirinti del nostro
io, ed il fenomeno o evento che si riflette sulla nostra vita, esiste dunque questa misteriosa “simpatia”. Molte strane relazioni sono accettate con altrettanta
disinvoltura. Il cioccolato fa venire a molti le pustole. Allergia? Forse solo senso di colpa. Ancora una volta non c’è un rapporto di causa-effetto chiaro.
Quale oscura analogia o affinità lega cioccolato, epidermide, piacere, dovere,
colpa, infanzia, tra loro o, in sostanza, anima e corpo?
Eraclito dice appunto che, come il ragno sulla sua tela quando vi cade
una mosca, appena si riceve un’offesa, l’anima corre subito premurosa in
quella parte del corpo... Non il cielo di nascita crea allora la nostra natura o
anima, ma è proprio questa natura a dare forma e luogo alla nascita e alle sue
condizioni presenti e future. Un concetto espresso notoriamente da Platone,
parlando del destino come di un “daimon”.
Il “tutto” si manifesta quindi in infinite possibilità, di cui noi rappresentiamo una cellula non clonabile (ci sono oroscopi uguali ma non due persone
identiche), perché se mancasse anche solo uno di noi, ciò sminuirebbe le infinite possibilità della vita, della “Manifestazione” stessa.
La Tradizione Esoterica, ed anche il mondo ellenistico, attraverso Esiodo,
hanno condensato le tappe dell’Umanità Zodiacale nel mito delle quattro età
del mondo.
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L’ETÀ DELL’ORO (metallo solare) corrisponde ad uno stato paradisiaco
originario, in cui Adamo ed Eva (o Lucifero e Lilith) vivevano forse in unico
corpo angelico, l’androgino primordiale o monade platonica. Qui dominava il
piano astrale o spirituale, la coscienza globale-solare.
L’ETÀ DELL’ARGENTO (metallo lunare) rappresenta la caduta nella materia, con separazione del potere maschile da quello femminile nel mondo della dualità (essere o non essere). E’ una fase preistorica e matriarcale, definita
anche atlantidea. Dominava la coscienza lunare, eterica o sottile.
L’ETÀ DEL BRONZO (metallo di Giove, re dell’Olimpo). Segna il prevalere della coscienza individuale e fisica, anche attraverso le invasioni ariane
“storiche”. Il maschile è dapprima titanico, poi eroico. Nel femminile, Demetra
diventa Amazzone, poi si trasforma in Afrodite. Nascono immagini antitetiche:
il dio della folgore e la regina delle acque; Ercole e le Amazzoni, la sacra collina Tum che sorge dall’abisso Nun; la dea del cielo stellato Nut che lascia spazio alla stella polare ed al sole come centro.
L’ETÀ DEL FERRO (metallo di Marte), la triste Età Nera od Oscura, in
cui il piano fisico guida e intrappola gli altri che diventano invisibili o inconsci.
Un altro mito, in India, illustra questo processo nella famosa immagine
della Vacca Celeste che perde una zampa ad ogni passaggio ad una nuova
era. In ambito biblico o giudaico-cristiano è invece la statua nel sogno di Giuseppe ad avere lo stesso significato.
Le quattro ere sono spesso sovrapposte alle razze umane dalla pelle di diverso colore, o alle caste, presso i Veda. Probabilmente tutto è iniziato con una
natura dello spirito differente che poi si è manifestata ANCHE in diversità genetiche, che hanno fatto nascere i ceppi razziali. Le attribuzioni potrebbero
spiegarsi anche quali simboli dei quattro elementi, aria, fuoco, terra, acqua,
spesso assimilati ai temperamenti rispettivi: il sanguigno, il bilioso, l’atrabile, il
linfatico. Questi fluidi immaginali non sembrano corrispondere troppo ai colori
della pelle e al temperamento razziale. I bianchi linfatici? I gialli biliosi e fegatosi? I neri malinconici e nervosi? I rossi sanguigni?
Esistono molte altre curiose analogie di questo tipo; ad esempio con i colori dei quattro Cavalli dell’Apocalisse. C’è poi chi ha ipotizzato una Quinta
Era, quella dei senza casta o Paria, che avrebbe il significato peggiore possibile ma ironicamente potrebbe anche avere il migliore: non è questo il senso
della quintessenza che muove gli altri quattro elementi (caste/colori) al di fuori
del divenire, della croce degli elementi e delle categorie?
Mitologicamente, per noi Latini, teorici eredi della civiltà di Roma, vediamo che Romolo era figlio del dio Marte e della sacerdotessa di Venere, Rea Silvia. Enea, invece, della dea Venere e del suo sacerdote Anchise. Un incrocio
perfetto. È il passaggio da Venere a Marte, ma in una sorta di compromesso
metastorico, in cui il lupo iperboreo simbolo della luce polare diventa la lupa
che allatta i due gemelli.
Gli ormai rozzi ma eroici e solari Achei dell’Età del Bronzo vincono la pia
e lunare Troia, la cui guerra avviene in una sorta di terza o quarta dimensione
storica, geograficamente poco collocabile, ma il risultato è, in Enea, una fusio-
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ne di Nordico e Mediterraneo, Orientale ed Occidentale, che darà luogo alla civiltà marziale ma anche spirituale di Roma.
Quegli Achei non erano più gli Iper-Borei (cioè oltre Borea, la nordica terra del cinghiale poi soppiantata dall’orso) originali, e le loro caste erano forse
una semplice barriera razziale già di tipo politico o burocratico, da qui il compromesso con gli Asiatici, per cui il fuoco celeste (Beleno) si sovrappose a
quello sotterraneo (Vesta-Vulcano).
Sul quaternario delle Ere e degli elementi, rotanti attraverso i tre mondi, si
inseriranno le famose sfere planetarie dell’astrologia, riconsiderate secondo le
varie correnti esoteriche, come centri, stati, mondi che sarebbe persino possibile visitare. Le scuole occultistiche, quelle di Levi, Papus, Steiner, Heindel,
Bailey, Blavatsky, e così via, hanno tutte “lavorato” con l’astrologia, ma qui le
fantasie personali spesso hanno bruciato ogni tipo di carburante, come sempre accade quando l’astrologo introduce le “sue” interpretazioni oroscopiche,
perché l’universo che vediamo non può che essere il “nostro mondo”.
Sembra quindi che se si vuole dare un valore aggiunto all’astrologia, si
debba prima di tutto scegliere l’etichetta in cui identificarci e in cui “credere”,
data l’estrema varietà di spiegazioni anche contraddittorie. Rudolf Steiner, Sole
Pesci e Luna Vergine, con Mercurio e Nettuno congiunti, è un mirabile esempio di misticismo criogenico. Ebbene, aveva dichiarato che se un astronauta
avesse abbandonato il nostro mondo terrestre sarebbe stato istantaneamente
distrutto. Dopo le passeggiate lunari è stato necessario, da parte dei seguaci,
correggere il tiro: i cosmonauti hanno solo viaggiato dentro la propria coscienza terrestre. Forse, ma mi chiedo se il “dottor Steiner” intendesse proprio questo. Ho citato il più fantasioso dei vari occultisti e i suoi epigoni, solo perché
esemplificano come per molte persone ciò che conta non sia sempre la verità,
ma rassicurarsi attraverso l’appartenenza ad una scuola, meglio se legata ad
un “maestro” da cui ricevere, come la luna dal Sole, luce riflessa, e dove operare quali vigili custodi dell’ortodossia e dell’infallibilità.
Chi vuole scoprire un’astrologia più occulta, nei termini descritti prima, si
trova di fronte a queste complesse identificazioni. Viceversa, chi si rifiuta di
farlo, resterà nel suo limitato orticello dei temi di personaggi, facendo il gioco
delle tre carte fra i “mostri sacri” Hitler, Bush e Saddam, da buon “voyeur” informatizzato. Egli farà ancora viaggi astrali, ma nelle sfere sigillate della vita
altrui: pianeta finanza, asteroide salute, stella fissa anima gemella, cometa
guerra, e così via. Non così appoggiandoci alla Tradizione Esoterica. Certo,
identificare la vera Tradizione non è sempre facile, dato che molti prodotti della New Age, ed anche antroposofia, spiritismo, meditazioni e terapie varie, salutismo californiano, e la stessa astrologia di massa, quali panacee per il sottile “disagio della civiltà”, sono piene di melassosi sentimenti che però stridono
col mondo che ci circonda.
Per certi versi, si può aggiungere alla schiera dei discutibili maestri, forse
suo malgrado, persino Jung, che un anno dopo la scoperta di Plutone, ha definito l’inconscio collettivo con immagini familiari agli astrologi, quando specchiano se stessi in una carta del cielo.
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“Se si potesse personificare l’inconscio, esso apparirebbe come un uomo
collettivo, di là della giovinezza e della vecchiaia, della nascita e della morte:
con l’esperienza umana pressoché immortale di uno o due milioni d’anni.
Quell’uomo sarebbe senza dubbio superiore al mutare dei tempi. L’epoca attuale avrebbe per lui lo stesso significato di un tempo posto centomila anni prima di Cristo ; egli sarebbe un sognatore di secoli e, sulla base della sua infinita
esperienza, capace di previsioni incomparabili. Giacché egli avrebbe vissuto un
numero infinito di volte la vita del singolo, della famiglia, della stirpe, del popolo, e possederebbe in un sentimento intimo e vivissimo, il ritmo del divenire,
della nascita e della morte. Purtroppo, o forse per nostra fortuna, esso sogna ;
perlomeno a noi sembra che quell’inconscio collettivo non racchiuda in sé una
propria coscienza dei suoi contenuti, rispetto ai quali regna del resto per noi altrettanta incertezza quanta di fronte agli istinti degli animali. Ci sembra anche
che quell’uomo collettivo non sia propriamente una persona, ma piuttosto come una corrente infinita, o fors’anche un mare di figure e di forme che affiorano talora alla nostra coscienza, nel sogno o negli stati psichici abnormi” (C.G.
Jung: “Realtà dell’anima”, Boringhieri, Torino 1963).
Jung si pone qui soprattutto sul piano della psiche, del mondo di mezzo,
mentre con un piccolo sforzo poteva situarsi su quello spirituale. E’ sintomatico che i titoli di due sue opere, “Realtà dell’anima” e “Simbolica dello spirito”,
mostrino inconsapevolmente le caratteristiche dell’oscura era moderna, in cui
lo spirito è solo più simbolico, mentre l’anima (in Greco: psiche) resta reale e
se n’avverte acutamente la voce. Certo, Jung conosceva la differenza fra i due
livelli, ma forse non intendeva urtare maggiormente il mondo accademico,
che già lo accusava di misticismo, e d’aver inventato il “delirante” inconscio
collettivo coi suoi archetipi.
Qui si parla dell’Uomo Assoluto o Zodiacale, in cui non l’inconscio, ma il
suo Sé superiore sa tutto, mentre la coscienza normale “non sa di saperlo”.
Questa distinzione fra subconscio e stati superiori di coscienza, va fatta, malgrado o forse proprio per l’eccessiva simpatia di Jung per astrologia e alchimia, che lo ha fatto spesso assumere quale stampella giustificativa d’ogni irrazionalità. Jung, del resto, è sempre stato fenomeno ambiguo, ora accusato
d’essere filo-nazista e ora filo-americano, religioso e laico, apollineo e dionisiaco, classico e romantico, scienziato e mistico.
Nella sua peraltro interessante autobiografia, Jung consiglia di dedicare la
seconda parte della propria vita allo spirito, in mezzo alla natura e in una casa
di proprietà personale. Un suggerimento davvero molto, molto originale, tipico
di una mentalità più borghese che aristocratica, con un Sole Leone ed una Luna Toro, ciò sia detto senza offesa per nessuno.
Anni fa, una sua frase, derivata vagamente da Plutarco, “gli dei sono diventati malattie” ha fatto gridare al miracolo gli junghiani, me compreso, ma a
ben vedere, essa poteva anche solo significare che la psicoanalisi era in grado
di sostituire la religione e che il medico è oggi il nuovo stregone della messa
domenicale. Sono il primo a sostenere che ci sono parti di noi da accettare
come tali, ma fare della malattia una divinità benefica è un’altra cosa, che po-
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trebbe piacere solo alle multinazionali farmaceutiche e ai loro esperimenti in
quel laboratorio a cielo aperto che è l’Africa. Un elogio dell’ombra mi pare eccessivo, altrimenti si corre il rischio di giustificare ogni languore e piaga romantica all’interno di un’Arcadia astrologica.
Non che la conoscenza della psiche non sia utile, ma in quest’epoca caotica sarebbe preferibile una conoscenza spirituale. L’esoterico “camminare sulle acque” significa saper cavalcare le passioni, le quali vanno e vengono,
mentre ciò che abbiamo compreso intellettualmente lo sappiamo per sempre,
e questo tesoro nessuno può portarcelo via. Forse non è proprio nient’altro il
“tesoro nascosto nel campo” di cui parla il Vangelo, e cui forse si riferisce
l’enigmatico “a chi ha sarà dato, e a chi non ha sarà tolto anche quello che
ha”: portiamo oltre la vita solo ciò che ci ha illuminato.
Naturalmente, anche se è meglio conoscere che credere, la fede non è
inutile se è diretta verso un Centro o un valore più elevato che appartenga alla
nostra vera natura spirituale, che non è sempre tutta visibile in un oroscopo.
Ho trovato una conferma che fede e speranza, raccattate dal fondo del
vaso di Pandora, non sono vane, in questa diabolica parabola di Robert Sheckley (da “What a man believes”, Ziff-Davis 1953) che condivido qui con voi.
Un tizio muore e va all’inferno. Qui i diavoli gli mostrano varie pene facoltative, e lui sceglie di navigare per sempre su una barca alla deriva in un mare
di tenebre. Si ritrova a fluttuare, a galleggiare in quel limbo angoscioso, per un
tempo che gli pare davvero infinito. Dopo un’eternità, non ce la fa più ad
aspettare non si sa cosa, e si getta in acqua. Fa appena in tempo ad intravedere una spiaggia lontana, che affonda. Naturalmente non può più morire, e
cosa trova in fondo a quel mare oscuro? Il vero autentico inferno col fuoco e
i tormenti.
Era un’ultima prova di fede… persino lì all’inferno.
Sembra inquietante voler conoscere ciò che forse è meglio ignorare, il futuro, o peggio, delegare all’astrologo il compito di guardarci dentro, quando
nessuno meglio di noi può guardare nello “specchio delle nostre brame”. Solo
chi sa riconoscere la saggezza del citato Giano Bifronte può evitare la scelta
fra queste due facce della medaglia astrologica: la psicologica e la spirituale.
Certo, è meglio sbagliare che non scegliere per nulla, restando nel dantesco
vestibolo o limbo delle anime afflitte dal “desio senza speme”. Una scelta chiara di livello va fatta, anche se, nonostante la speranza di conoscere e anticipare il futuro, pare che meno sappiamo e più viviamo sereni; ma quel cielo stellato è un invito irresistibile, e dopo il primo scalino bisogna pur continuare a
salire, se non altro per coerenza.
A quanto pare, chiudere la porta delle effemeridi in faccia ai dubbi non ci
basta, come le contraddizioni dei “maestri” che ho citato prima non sembrano
arrestare la nostra speranza che l’antico sentiero sia ancora vagamente rintracciabile, nonostante tutte le ombre della dantesca selva oscura che ci circonda.
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Maddalena Patti
SEI GRADI DI SEPARAZIONE:
UN FILM «GEMELLI»
L.A. 137-170
«Sei gradi di separazione», prima che titolo e tessuto tematico di un film, è una
teoria espressa sulla base di calcoli matematici da uno psicologo americano,
Stanley Milgram. Ogni essere umano è legato ad ogni altro essere umano (e
quindi a tutti gli esseri umani) da una catena di sei persone. Trovare gli anelli
giusti di questa catena significa, innanzi tutto, trovare un modo per esprimersi,
trovare gli interlocutori giusti; significa poter modificare la propria storia entrando in contatto (comunicando) con gli altri, e, inevitabilmente, modificare
anche la storia degli altri (“Siamo tutti porte aperte su altre porte”). Nel bene
o nel male.
È un film assolutamente inclassificabile dal punto di vista del genere; ha
una sceneggiatura ricchissima, dal dialogo fitto, tuttavia contiene elementi
simbolici (anche dal punto di vista iconografico) di portata tale da generare
una sorta di sdoppiamento, o meglio di «raddoppiamento» di senso. Un dramma umano, il dramma umano della ricerca di sé e del proprio perché, travestito da commedia brillante.
Il clima è d’apparente frivolezza, la sceneggiatura è colta, brillante, divertente, tuttavia la parabola umana che viene tracciandosi è assolutamente
drammatica, cioè le conseguenze delle azioni dei protagonisti sono radicali.
Il film è un «racconto nel racconto». I coniugi Kittredge, Stan e Ouiza, narrano, in occasioni più o meno mondane, la loro curiosa esperienza con un ragazzo di nome Paul.
Paul, fascinosissimo ragazzo di colore, una sera si presenta ferito nel lussuoso appartamento newyorchese dei Kittredge, coppia (bianca) di mezza età,
agiati e colti mercanti d’arte. Paul è ferito, apparentemente è stato assalito e
derubato e bussa alla porta di costoro perché compagno d’università dei figli.
Il colpo di fulmine è immediato. Paul è educato, brillante, istruito, pieno di savoir faire e, come se non bastasse, è il figlio della più celebre star nera del cinema: Sydney Poitier. Nel corso della serata, letteralmente, incanta i propri
ospiti esponendo i temi della sua bellissima tesi di laurea che ha per oggetto i
temi della paralisi e del cambiamento.
L’impossibilità a cambiare (nella vita) sarebbe dovuta all’incapacità di
usare l’immaginazione in senso attivo. L’immaginazione è, male del secolo,
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Casa Prima
imbrigliata, deviata, superficializzata (“Braciole di maiale con spicchi d’arancia, il Signore degli anelli con tutti quei nanetti, quanta immaginazione!”, dice
con ironia Paul).
L’immaginazione, parafrasando Jung, non deve essere via di fuga, bensì
chiave d’accesso alla realtà.
La simpatia tra Paul e i suoi ospiti è reciproca. I Kittredge, sedotti dall’intelligenza di Paul, gli mostrano le opere d’arte che posseggono e che più amano (e che, aggiungo io, sono correlativo oggettivo delle linee tematiche del
film), un dipinto di Cezanne e un Kandinskij dipinto sui due lati, da una parte
geometrico e rigoroso, dall’altra astratto e caotico. Quest’ultimo dipinto, che
viene fatto ruotare alternando «ordine e disordine», compare più volte nel corso del film.
I Kittredge invitano infine Paul a trascorrere la notte da loro, rassicurati
dalle sue ottime maniere, ma soprattutto, affascinati dalla sua carica vitale e
dalla sua intelligenza.
Salvo trovarlo la mattina seguente a letto con un uomo e quindi cacciarlo
in malo modo da casa. E salvo poi, scoprire di non essere state nemmeno le
uniche «vittime» di tale messa in scena. Apparentemente superflua e insensata, dato che Paul non è un ladro e non ha avuto alcun tornaconto materiale.
A questo punto scatta il giallo. Chi è Paul? Da dove viene? Ma, soprattutto, perché fa quello che fa? I protagonisti tentano appassionatamente di ricostruirne le mosse e l’identità, ma ricavano ben poco, se non scoprire che Paul
viene letteralmente dal «nulla» e rimette a punto, di volta in volta, la propria
identità e quella dei genitori.
Entrano in scena diversi altri personaggi, tutti coppie entro le quali Paul si
è, più o meno insidiosamente, insinuato, inventandosi un’identità ogni volta diversa pur di essere accettato. Tra costoro c’è anche una coppia giovane; Paul
seduce il ragazzo il quale, in seguito, si suicida.
Al suicidio del giovane segue una denuncia. A questo punto Paul è braccato dalla polizia. Prima di essere arrestato c’è una lunga, bellissima scena,
durante la quale il ragazzo parla al telefono con Ouiza Kittredge. Lei racconta
della visita alla Cappella Sistina (nel ’93 in fase di restauro), lui, in un certo
senso la prega di adottarlo, di prenderlo come «apprendista» insegnandogli i
segreti del commercio e dell’Arte.
Tra i due, che pure si sono visti una sola volta, si è creato un filo rosso
d’enorme empatia, con forti proiezioni filiali-genitoriali. Il momento clou di tale
telefonata è rappresentato dalla rievocazione di lei della visita alla cappella Sistina; Ouiza, in cima ad un’impalcatura, incitata da uno sfacciato operaio italiano a «dare uno schiaffo alla mano di Dio», a sporgersi per sfiorare con la
propria mano l’affresco di Michelangelo, la Creazione di Adamo.
La telefonata s’interrompe e Paul viene arrestato. Di lui non sapremo più
niente di sicuro.
I Kittredge terminano il loro racconto ad un pranzo di gala, ma le due versioni iniziano a stridere. Il racconto del marito riduce la vicenda di Paul ad un
aneddoto raccontato quasi a comando per divertire chi ascolta, la moglie, pro-
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fondamente e radicalmente toccata, ne ha fatto un’esperienza. Il divario tra i
due è insanabile; Ouiza, improvvisamente, dà «uno schiaffo alla mano di Dio»
e lascia il marito e una vita di agi. Cammina sola lungo la Quinta, oppressa e
triste, finché non rievoca l’immagine di Paul riflessa in una vetrina. La bellissima voce del ragazzo le sussurra: «Ricorda, il Kandinskji è dipinto sui due lati».
Lei sorride e va incontro alla nuova vita.
Dunque..
Paul ha tutta la forza, l’irruenza e la carica eversiva di Plutone. Non è né
buono né cattivo, semplicemente è. Istinto vitale, desiderio profondo, vita che
per vivere inevitabilmente distrugge qualcos’altro (un matrimonio che non ha
più senso, un giovane che non riesce a tollerare l’impatto con la propria sessualità).
Alla fine del film Paul probabilmente si suicida in carcere, ma Ouiza in un
certo senso nasce, ricomincia da zero. La creatività insita in Paul è vivificante
e mortifera, in ogni caso stimolante. La notte dopo l’incontro con lui Stan e
Ouiza sognano intensamente.
Paul, inoltre, ha tutta la leggiadria e l’impalpabile grazia di Mercurio; è ladro di suoni, di movenze, di nomi. Per arrivare alla creazione del personaggio
Paul Poitier, vedremo, è andato «a scuola di buone maniere» da un ragazzo dell’alta società, il quale, sostanzialmente, gli ha insegnato a pronunciare la lingua diversamente, gli ha insegnato che «i ricchi vanno pazzi per i vasetti di
marmellata», in altre parole gli ha trasmesso rapidamente un codice comportamentale esclusivo quanto superficiale, che Paul ha imparato a mimare. E un
po’ ladro Paul lo è davvero. È inoltre psicopompo, veicolatore di contenuti psichici. Si presenta nelle case dei ricchi sotto mentite spoglie, seducendo con la
propria mente e con la propria parlantina, per il puro gusto di piacere. È veicolatore di messaggi divini, come Mercurio. Che cos’è altrimenti lo «schiaffo alla
mano di Dio?», se non un momento di contatto profondo e inafferrabile con il
tutto, con il senso misterioso della vita che fa sì che un incontro di una sera
modifichi il corso di un’esistenza?
Inoltre, è grazie all’improvvisa irruzione di Paul a casa dei Kittredge, con
l’atmosfera improvvisamente stimolante che provoca, che questi riescono a
portare a termine la vendita di un quadro ad un loro ricco ospite, anch’esso affascinato spettatore del racconto di Paul. Quest’ultimo, come Mercurio, presiede ad un prezioso commercio.
Anche i Kittredge non sono esenti da tematiche Gemelli. Sono una coppia
di mercanti d’arte (e, sottolineano, «non vendiamo quarti di bue!»), divertenti,
raffinati, snob e il tema della recitazione riguarda anche loro: è proprio attraverso un lungo racconto, scandito tra mostre, pranzi e battesimi, racconto fatto con profonda auto-ironia, che si snoda davanti ai nostri occhi la storia di
Paul.
La mercurialità di Paul è a mio avviso anche concentrata nel suo imperante bisogno di essere «figlio», prima il figlio di Sydney Poitier (e in tal senso
davvero figlio dell’opera al nero del Sogno Americano), poi quello elettivo di
Stanley Kittredge, padre ideale, in quanto agiato, sapiente, un potenziale me-
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cenate. E in tal senso siamo sempre sull’asse dialettica Gemelli-Sagittario. Il
fortissimo transfert-controtransfert che si crea tra la coppia e il giovane è,
inoltre, improntato a tematiche fortemente gioviali /mercuriali. È vero che si
crea, da ambo i lati, una fantasia di adozione, ma questa avviene principalmente su basi di affinità elettive. Ouiza ama di certo i propri veri figli, per
quanto questi siano viziatelli e un po’ corti di comprendonio, ma in fondo vede
in Paul un figlio «elettivo», un possibile prolungamento intellettuale ricettivo e
critico di sé stessa, e a maggior ragione Stanley, che però non è in grado di
accogliere la carica innovativa auto-generatasi dall’incontro.
L’affabulazione di un’identità è nel film un tema assai complesso e delicato.
L’affabulazione che Paul mette in atto è affabulazione di un’identità sociale (sono il figlio di Sydney Poitier, vado ad Harvard con i vostri figli), perché
l’identità che si viene creando tra il giovane di colore e la coppia è, in un certo
senso reale, è identità di aspirazioni, di passioni. La conoscenza dell’arte di
Paul è reale, come reale e originale è il materiale espresso nella sua tesi.
Quest’ultima è non solo pensata (quindi concepita), ma vive di vita
propria. Il discorso che Paul fa durante la cena, avente per oggetto la tematica
dell’uso dell’immaginazione come chiave di accesso alla realtà, è più che
un’idea, già, di per sé, fatto. Di fatto, Paul si è inventato un personaggio socialmente accettabile e, grazie alla messa in scena di ques’ultimo, è entrato
nella casa dei Kittredge. In inglese recitare è «to act», agire. L’incontro magico
che avviene tra il ragazzo e la coppia è già, di per sé, immaginazione attiva.
L’esposizione della tesi di Paul è attuazione della tesi stessa, ma da spettatori
lo vedremo in seguito. L’immaginazione attiva che nei Gemelli è, in primo luogo, invenzione di sé, di un proprio personaggio che richiede la presenza degli
altri che guardino, per infondere il soffio vitale della partecipazione, per regalare, di volta in volta, un motivo (cioè una spinta). In altre parole nessuna storia ha senso senza qualcuno che la sappia ascoltare, senza qualcuno cui poterla dire. E, soprattutto, ogni storia può essere modificata da un’altra storia.
E qui siamo ad un punto cruciale. La concezione-invenzione di un’identità
diversa è un nodo assai pregnante del film, oltre che un nodo gemellare che
andrebbe considerato in termini più profondi di quanto non venga generalmente fatto. La visione che abbiamo della storia, alla fine, è persistentemente
ambigua. Il film non ha lasciato «messaggi», non ha espresso tesi. Abbiamo un
finale doppio: una morte per suicidio e una vita che ricomincia da zero. La
morte dovuta alla menzogna (le bugie di Paul gli permettono sì di aprire delle
porte ma lo chiudono, letteralmente, dentro un carcere nel quale s’impicca).
D’altro canto non possiamo assolutamente ignorare il fatto che senza alcune
di queste bugie Paul sarebbe senz’altro rimasto fuori dalla porta dei Kittredge.
Dunque vediamo che l’inventiva di Paul, effettivamente, gli è servita come «passaporto per accedere al reale», anche se poi, alla fine, vediamo che
questa stessa scorciatoia, come nella favola di Cappuccetto Rosso, è stata insidiosa. In altre parole Paul non è stato in grado di creare una dialettica, una
fusione tra l’ordine e il disordine (chaos-control nell’originale) e per questo
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non ce l’ha fatta. Si è cioè compulsivamente abbandonato al «disordine» (cioè
alle proprie innate capacità creative, alla propria capacità di rompere uno status quo) senza però poterlo incanalare entro un «ordine». L’immaginazione è
stata, esclusivamente, una chiave d’accesso. Però la provocazione è aperta,
perché senza la sua capacità di reinventarsi e di contraffare tutte le proprie diversità Paul non avrebbe mai vinto i pregiudizi della coppia borghese e, senza
l’impatto devastante dell’incontro «rubato» di una sera, Ouiza sarebbe rimasta
la stessa donna, prigioniera dei suoi rituali privi di senso, con occhi chiusi sul
resto del mondo, sull’Altro da Sé.
Rispetto alla coppia «normale» (eterosessuale, bianca, ricca) Paul stigmatizza tutto il «diverso», cioè l’altro da sé (omosessuale, nero, povero). Non possiamo ignorare e questo è spunto di riflessione parallelo a quello delle bugie,
che solo fingendosi parte di una «casta», quella dei suoi ospiti, Paul ha messo
piede nel loro appartamento.
In ultima analisi, il film ci lascia con una visione ambigua della storia; in
un certo senso il ladro e bugiardo è stato punito, ma colei che ha saputo coglierne il messaggio più vero e profondo, che ha ascoltato la voce del desiderio (proprio e di Paul) a prescindere dalla maschera, vive. E vive con la benedizione e la maledizione di sapere che il «Kandinskij è dipinto sui due lati».
Ancora è poi Gemelli il divario, scatenatore di crisi, tra l’esperire e il raccontare.
Tematica profondamente gemellare, acutamente sottolineata da Lisa Morpurgo ne La Natura dei Segni. C’è una sorta di distacco schizofrenico nel Segno, che induce i nativi a prendere una distanza critica (che poi diviene emotiva) rispetto a quanto succede loro: da qui la difficoltà a fare vera esperienza
della vita e a tentare di riappropriarsi di un fantasma della stessa attraverso la
messa in scena di un racconto frivolo e, in ogni caso, divertente. La crisi finale, repentina, che separa alla fine del film il marito dalla moglie, è proprio giocata su questo nodo; Stanley si fossilizza sul nodo-Gemelli superficiale che
esorcizza la vita col filtro dell’umorismo, mentre Ouiza la quale ha elaborato
(inconsciamente e dolorosamente) il senso dell’incontro con Paul ha fatto
esperienza, cioè è stata toccata da un avvenimento della vita e, in tal senso,
non è più in grado di fingersi la stessa donna di prima.
È, inoltre, giocata sull’asse Gemelli-Sagittario l’esplorazione eminentemente sociale. È vero i Kittredge e Paul hanno anche la pelle di colori diversi,
ma quello di cui Paul va in cerca è un gradino più alto della scala sociale.
La grande colonna portante tematica del film è senz’altro intessuta sulla
dialettica paralisi-cambiamento. È sicuramente riduttivo attribuire il cambiamento al segno dei Gemelli, in quanto, si sa, il segno stesso ha nei confronti
della parola «cambiamento» un atteggiamento nevrotico compulsivo che è di
per sé promessa di paralisi. Il cambiamento vero è solo quello che ha luogo
nel profondo e che si cristallizza in evento solo in seguito ad una radicale trasformazione, possibilmente problematica, è, quindi, ai sensi di quello che il
film trasmette, tematica ovviamente plutoniana. Affinché tale cambiamento
sia possibile, bisogna prendere contatto con il proprio lato pulsionale più forte,
24
Casa Prima
bisogna avere la capacità di sentire un desiderio, di ascoltare una vocazione.
In tal senso non sono paradigmatici solo i destini di Paul e Ouiza, ma anche
quelli di Stanley (rimane fossilizzato sulle proprie posizioni) e quello del giovane che muore suicida.
Il Kandinskij che ruota sui due lati, facendo vedere prima la faccia geometrica e poi quella caotica, è, per me, ancora una volta, paradigma della
profonda ambiguità del reale, della difficoltà a capire come e soprattutto perché le cose sono successe in un determinato modo.
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LISA
in ricordo della indimenticata Lisa Morpurgo
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CASA QUARTA
Alessandro Guzzi
I ritorni solari ed i gradi zodiacali
Fabrizio Corrias
Tecniche didattiche e giochi
per sviluppare l’atteggiamento
interpretativo
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Casa Quarta
Alessandro Guzzi
I RITORNI SOLARI
ED I GRADI ZODIACALI
Introduzione ai Ritorni Solari Simbolici
L.A. 137-410
La dinamica dei gradi zodiacali
Più ci si addentra nell’osservazione della correlazione tra simbolismo astrologico ed effetti sul nostro piano terrestre, più ci si accorge che un elemento base
di tale manifestazione è quello di esprimersi in un movimento continuo. La
continuità non fa scattare in avanti le lancette dell’orologio cosmico neanche
per tratti tanto piccoli da essere invisibili all’occhio umano, ma si dovrebbe
immaginare il massimo dell’elasticità e della fluidità. Nella fluidità il viaggio
della linea da A a B è omogeneo, puro movimento continuo. Pensiamo ad
esempio al susseguirsi delle stagioni, che avviene con gradualità, e questa
gradualità è caratterizzata in natura dal lento ritrarsi delle caratteristiche della
stagione che va a finire, e contemporaneamente dal lento manifestarsi delle
caratteristiche della stagione che sta subentrando.1
In questa luce anche l’istante del Ritorno Solare non va considerato come
isolato, come una fatidica ora x che sposta in modo essenziale il tragitto ed il
significato del prima e del dopo. L’istante del Ritorno solare è preceduto da
tutta la storia della propria vita che si è dipanata fino a quel momento, ed è
seguito da tutto ciò che vivremo successivamente. In esso sono iscritti l’esito e
le conseguenze di scelte, vicissitudini ed eventi che si sono realizzati fino a
quel momento.
L’eclittica è un cerchio attraverso il quale viaggia il nostro Sole apparente
nell’anno ed è costituita da 360 Gradi. La simbologia di questi Gradi costituisce una storia che si dipana dal Primo di Ariete fino al Trentesimo di Pesci.
Anche i Gradi non vanno dunque pensati come entità tra loro distaccate ed indipendenti, ma come stazioni in cui ciò che precede è la premessa, e ciò che
segue è la conseguenza di uno di essi.
Da questo punto di vista Rudhyar 2 volle applicare un ordine ai 360 Gradi
dello Zodiaco, che potesse svelare il senso profondo del loro dipanarsi, del loro succedersi. Per Rudhyar i 360 Gradi dello Zodiaco si suddividono in 72 sequenze di 5 Gradi ciascuna. Il 5 è il numero che, precedendo il 6 che simbolizza lo Spirito, attiene alla Mente ed alla sua attività, e si adatta alle condizioni
generali della nostra società per come si è costituita in una storia millenaria. Il
Casa Quarta
27
numero 4 invece si riferisce allo stadio puramente materiale e corporeo della
nostra presenza.
In queste sequenze pentaritmiche visionate da Rudhyar che in tutto sono
72,3 ciascun primo, secondo, terzo, quarto e quinto Grado espletano una funzione sempre fondamentalmente identica, sebbene lo stadio di attività ed energia che vengono implicati siano diversi a seconda del punto del cerchio da dove la singola sequenza prende inizio.
Il Primo Grado o Prima Fase di ciascuna sequenza “suggerisce un intento
evolutivo, ovvero il carattere essenziale di una nuova fase di attività”.
Il Secondo Grado o Seconda Fase vede “germinare il seme divino interno
(Il Mandala dell’io individuale). L’azione segue alla meditazione. L’energia che
nel primo passo era orientata verso l’interno ora si dirige verso l’esterno. È
questo il Principio del Contrasto”.
Il Terzo Grado o Terza Fase “si riferisce al bisogno di alimentare qualunque attività germinativa. In un certo senso ciò significa riferire ciò che si è iniziato al suo ambiente, o a qualche più ampia struttura di riferimento. (…) In un
altro senso esso suggerisce un qualche tipo di riconciliazione delle due precedenti fasi contrastanti.”
Il Quarto grado o Quarta Fase “definisce sempre o per lo meno evoca un
certo tipo di metodo, procedura o tecnica atti a far sì che il processo operi in
modo efficace. (…) Ciò che è in azione in questa quarta fase della sequenza
pentapartita è il Principio dell’Effettiva Espressione del Sè - ma qui per Sè si
può intendere qualunque forma di integrazione, dall’io più possessivo al Sè
universale.”
Il Quinto Grado o Quinta Fase “porta gli sviluppi relativi ai quattro stadi
precedenti, ad una nuova dimensione, potenza o livello di coscienza. Esso di
solito suggerisce l’operatività di un Principio di Trasformazione, e qui assistiamo al preludio di un nuovo ciclo o livello di attività”.4
Come i Segni dello Zodiaco nella loro completezza rappresentano un intero ciclo che è quello dell’anno astrologico, così all’interno di ciascun segno si
dipana una storia che è la storia simbolica di quel segno, attraverso le energie
di ciascuno dei 30 Gradi di quel segno, ma sembrerebbe evidente che tutti i
Primi Gradi, tutti i Secondi e così via tutti i Ventisettesimi o tutti i Trentesimi
abbiano qualcosa di importante in comune, proprio per il fatto di trovarsi in
un’uguale posizione rispetto all’ordine interno di ciascun segno.
È illuminante la sequenza pentaritmica di Rudhyar, ma certamente se ne
potrebbero trovare altre, che partendo dal fattore numerologico, scoprirebbero
omogeneità e coerenza nella diacronia dei Gradi Zodiacali, ma anche il semplice singolo avanzare da uno all’altro ha molta importanza dal punto di vista
dello studio dei Gradi e dunque dell’Eclittica nel suo insieme. Anche in questo
caso il passaggio da un grado all’altro avviene non come uno scatto, ma in
modo fluido: il “destino” di un certo Grado si compie e dal suo compiersi inizia
il “destino” del Grado successivo, in un modo tale che necessariamente, nella
diacronia, le azioni, le energie, i campi evolutivi e dunque le sfide del Grado
precedente portano alla necessità della messa in azione di tutto quanto viene
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Casa Quarta
rappresentato dal Grado seguente, esattamente allo stesso modo in cui l’Ariete alla fine dei suoi gradi prepara il Toro…
Ciascun Grado è collegato intimamente con ciascun altro che si trovi nella stessa posizione all’interno di un qualunque segno: ad esempio il settimo
Grado di Capricorno è legato a tutti i settimi Gradi di ciascun segno. Nella sequenza pentaritmica rudhyariana il settimo Grado appartiene al secondo stadio di una sequenza di cinque che inizia con il sesto, sequenza che Rudhyar
definisce “emozionale-culturale”.5 Oltre al legame numerologico dovuto alle
loro “settime” posizioni all’interno di ogni segno, tutti i settimi Gradi dello Zodiaco sono collegati tra loro (come ciascun Grado con gli altri) da aspetti planetari, che sono, dalla Tradizione, chiamati maggiori o minori:
30
semisestile
60
sestile
90
quadrato
120
trigone
150
quinconce
180
opposizione
210
(ovvero 150) quinconce
240
(ovvero 120) trigone
270
(ovvero 90) quadrato
300
(ovvero 60) sestile
330
(ovvero 30) semisestile
Prendendo a schema base di riferimento il ciclo di lunazione, i primi
aspetti fino all’opposizione sono “crescenti”, mentre dall’opposizione in poi sono “calanti”.
Il ciclo dei Settimi Gradi
Voglio a questo punto percorrere a mo’ di esempio, tutti i settimi Gradi Zodiacali, da Ariete a Pesci, e scelgo, per il nostro viaggio lungo l’Eclittica proprio i
settimi Gradi perché su uno di loro ho buoni motivi di credere si trovi il mio
Ascendente natale.6 Evidentemente lo stesso lavoro potrebbe essere realizzato
(e con quale profitto!) con tutti i Gradi dello Zodiaco, mettendo in relazione
tutti i primi, tutti i secondi e così via.
È importantissimo studiare la progressione completa di un un certo Grado in tutte le stazioni zodiacali, sia per cercare di intravedere la funzione simbolica di base da esso intrinsecamente contenuta, come profondità ancora più
profonda dell’immagine simbolica stessa, sia per vedere come questa radice o
matrice riesca ad esprimersi nei vari segni, in modo evidentemente più o meno consono alla manifestazione più naturale di quel Grado, ma sempre in modo necessario in relazione ai vari stadi di sviluppo. Ciò che avviene in Ariete è
ben diverso da ciò che avviene in Acquario: la progressione evolutiva è comunque molto importante da considerare.
Ricordo inoltre che il settimo Grado è il secondo della sequenza pentaritmica di Rudhyar,7 ovvero quello che, contrapponendosi al primo, vede la par-
Casa Quarta
29
tecipazione più profonda dell’io interno rispetto al puro livello dinamico rappresentato dal primo grado. Inoltre i settimi Gradi appartengono al secondo livello, quello emotivo-culturale. La seguente lettura interpretativa dei simboli
tiene conto di quella di Dane Rudhyar.
Il settimo Grado di Ariete: “Un uomo riesce ad esprimersi simultaneamente in due dimensioni”.
In questa fase molto primordiale del ciclo zodiacale, l’uomo è in grado di
distinguere due dimensioni a cui appartiene e sulle quali può operare. Si tratta
dunque di un aprirsi della complessità costitutiva dell’uomo che si realizza oltre il primo impulso semplicemente lineare ed univoco. La realtà viene vista
nella sua complessità e la capacità/versatilità di espressione dell’uomo prende
atto di una duplicità di livelli a cui si partecipa, e ciò è come l’alba di una necessaria integrazione di piani che sarà il tema ricorrente dei Gradi settimi.
Il settimo Grado di Toro: “La donna di Samaria presso il pozzo ancestrale”.
È proprio a questa donna, umile e disprezzata anche dalla sua gente (per
la sua condotta morale), che Gesù rivela la Sua identità di Uomo-Dio.8 La conoscenza di ciò, qualcosa di straordinario e sconvolgente, può essere comunicata solo a chi – per sue condizioni personali o sociali – non ha più dentro di
sé i valori del vecchio mondo, che possono ostacolare l’accoglimento di tale
spaventosa rivelazione. Ed è l’amore universale a sostituirsi alla vecchia legge.
Il pozzo simbolizza la profonda tradizione (biblica) che contiene anche l’avvento del Cristo, l’acqua di vita, ma solo per chi ha fede.
Il settimo Grado di Gemelli: “Un pozzo con secchia e corda, all’ombra di
alberi maestosi”.
Anche qui compare un pozzo, che contiene l’acqua necessaria alla vita.
L’acqua è stata raccolta grazie alla conformazione geologica della terra, ma
per attingerla è necessario utilizzare secchia e corda. E’ dunque necessaria
un’operazione da parte dell’uomo. Gli alberi maestosi attorno danno testimonianza della ricca presenza di acqua in profondità, e gettano ombra sul pozzo,
che dunque, per donare la sua acqua, richiede un’operazione ai limiti del conscio. Tutta l’immagine è un corale al potere di vita della natura ed un invito a
partecipare alla sua ricchezza.
Il settimo Grado di Cancro: “Due spiriti della natura danzano alla luce della Luna”.
In questa immagine fantasiosa si da testimonianza delle forze “occulte”
che operano dietro le quinte della coscienza o del mondo visibile. Il “danzare
degli spiriti della natura” rivela il modo incomprensibile, per la nostra mente,
di operare di queste forze, ben diverso dall’ansia e dalla fatica a cui siamo abituati nel nostro operare conscio sulla materia. La Luna è l’unica luce di quella
dimensione, sebbene ciò che chiamiamo Luna rappresenti in realtà quella parte dei raggi del Sole che attengono al non-visibile.9 Come sempre dovremmo
fare, guardando all’indietro al sesto Grado, quello degli uccelli che costruiscono il loro nido, troviamo qui una sorta di contrapposizione o “altra faccia della
medaglia”, che in questo caso è rappresentata dalla controparte invisibile o
“astrale” della realtà, che partecipa segretamente a qualunque operazione. In
30
Casa Quarta
questa fase ci si dice che dall’altra parte c’è un gaio partecipare al canto generale della natura, e che non c’è bisogno di avere paura della notte e delle
forze che in essa abitano.
Il settimo Grado di Leone: “Le costellazioni risplendono brillanti nel cielo
notturno”.
Qui ancora una volta osserviamo un simbolo notturno che svela la potenza del vasto campo di energia in cui è possibile rinvenire l’ordine dal quale dipendiamo e attraverso cui operiamo; è notevole il fatto che ci troviamo in un
Grado di Leone, il segno del Sole! La controparte del giorno è la notte, che
mostra ciò che la luce del Sole nasconde. L’uomo ha proiettato il suo ordine
interno sul firmamento delle costellazioni, che si è donato come campo degli
Archetipi, ma anche il firmamento stesso si è proiettato sull’uomo, donandogli
la sua intrinseca natura (Rudhyar), e questo è dunque il segreto della creazione. Anche nel caso di questo settimo grado si crea la polarizzazione rispetto al
sesto precedente: qui eternità dell’ordine cosmico, nel sesto Grado mutevolezza e variazione. La notte dunque non rappresenta un confuso infinito dove ci si
perde, ma un ordinamento splendente e rassicurante nella fede.
Il settimo Grado di Vergine: “Un Harem”.
In questo genere di comunità si realizza in modo ordinato il sogno ingenuo e fantasioso dell’uomo in uno stadio puerile della sua evoluzione (una sorta di “organizzazione sociale” del divertimento della giostra del grado precedente). A fronte di ciò, qualunque nuova ospite dell’Harem diviene però un
nuovo anello della catena che imprigiona quell’uomo, e l’immersione nell’inconscio - in questo genere di luogo - diviene inarrestabile. Le donne “internate” nell’Harem sono al servizio (Vergine) del loro signore, che da parte sua
soddisfa tutti i loro bisogni e vanità, sebbene l’energia delle loro presenze, produca un potente condensato emotivo-sensibile (forse trasformativo) che non
può non riflettersi su quell’uomo. Nel simbolo c’è in effetti anche una sorta di
sacrificio dell’elemento animico, che rinuncia a qualcosa per ottenere altro,
più grande ed inclusivo. Per Rudhyar questo grado indica “vuota attesa” che
necessita di essere utilizzata in qualche modo, ma va compreso che la difficile
richiesta rappresentata dalla settima posizione dei Gradi Zodiacali può essere
più o meno consona alla natura dei vari segni zodiacali.
Il settimo Grado di Bilancia: “Una donna alleva galline e le protegge dai
falchi”.
Le forze oscure e dannose sono sempre in agguato quando si metta in atto un’energia creativa, e questa polarizzazione è implicita nel processo; ricordo
a tal proposito il settimo Grado di Ariete (le due dimensioni) che è opposto a
questo settimo di Bilancia. La duplicità insita nei settimi Gradi si esprime qui
come un’energia antagonistica e pericolosa che va tenuta a bada fin quando
non sarà possibile una domazione definitiva. In questo grado si definisce la capacità dell’uomo di distinguere: di alimentare ciò che deve esserlo e di rigettare le forze nocive, ma in altri termini si legge anche la doppia costituzione dell’anima dell’uomo che si pone sempre tra conservazione e sviluppo. Il simbolo
è tipicamente Bilancia, giacché è la messa in atto di un processo di giudizio di
Casa Quarta
31
valori, ma si lamenta ancora una notevole separazione ed una certa difficoltà
di utilizzo delle forze inconscie a fin di bene (una loro “conversione”). In definitiva la polarizzazione a questo livello appare (necessariamente) molto drastica, ed il processo di integrazione ancora lontano.
Il settimo Grado di Scorpione: “Dei sommozzatori”.
Nel segno dello Scorpione il Grado settimo riesce ad esprimersi in modo
molto appropriato giacché l’oscuro, il profondo, il buio (l’acqua del pozzo), e
dunque l’inconscio non sono visti come minaccia, ma come un mondo accessibile ed accogliente che è bello esplorare. L’avventura e l’esplorazione sono
qui in effetti un viaggio nelle profondità dell’inconscio, ben differente viaggio
rispetto alla “corsa all’oro” del grado precedente. L’andare in profondità non è
tuttavia privo di pericoli, occorre “forte volontà e buon fiato, ovvero un certo
grado di forza spirituale. Si tratta in genere di una sfida nei confronti di forze
nascoste nelle profondità dell’inconscio” (Rudhyar).
Il settimo Grado di Sagittario: “Cupido bussa alla porta del cuore umano”.
Questa volta, nello stadio rappresentato dal segno del Sagittario, l’integrazione delle due dimensioni, ed il “salto nel buio” che si rendono necessari,
in misura maggiore o minore, sin dal primo dei settimi Gradi, avviene attraverso quel travalicamento causato dall’amore sentimentale, grazie al quale l’assetto soggettivo viene messo in crisi dall’ingresso potente nell’anima dell’immagine dell’altro che diviene potente proprio perché richiama contenuti che risiedono in zone inconscie (animus, anima) che vogliono e debbono partecipare all’evoluzione ulteriore dell’uomo. Si tratta sempre di tendere ad un’integrazione e rinnovamento che portano con sé maggiore partecipazione all’insieme
delle forze, nonché ad uno sviluppo importante dell’evoluzione individuale.
Il settimo Grado di Capricorno: “Un profeta velato parla, posseduto dalla
potenza di un Dio”.
Nel Capricorno il settimo Grado si esprime nell’individuazione piena della
possibilità di attingere alle forze che sono nella profondità della natura, dando
la proprio totale disponibilità allo spirituale che ci pervade. Si può, a questo
stadio, utilizzare la propria identità per canalizzare forze invisibili che possono
rinnovare l’assetto delle operazioni di qualunque genere sulla terra. L’immagine è vagamente biblica e l’acqua del pozzo del settimo Grado di Toro è la potenza attraverso cui parla il “profeta” dell’immagine. Egli è “velato” perché la
sua identità è resa indifferente proprio a causa della sua dedizione al Dio che
lo anima. In ciò il superamento di un livello ego-centrato dell’individualità
umana.
Il settimo Grado di Acquario: “Si vede un bimbo nascere da un uovo”.
Qui si assiste all’emergenza di un uomo nuovo che sembra nascere come
del tutto rinnovato dalle radici socio-culturali che ricreano perennemente un
“forma” psichica che come uno stampo ricrea struttura e limiti. Qui l’altra dimensione del settimo di Ariete o l’acqua del pozzo ancestrale, del settimo di
Toro, o ancora le profondità marine del settimo di Scorpione, sono state del
tutto assorbite ed il risultato è l’enucleazione di un nuovo tipo umano. Alla pe-
32
Casa Quarta
nultima stazione del ciclo si raggiunge un’evoluzione potente, che Rudhyar
chiama addirittura “mutazione”, attraverso la quale l’uomo si rinnova e si apre
ad un livello di coscienza molto più inclusivo ed evoluto.
Il settimo Grado di Pesci: “Illuminata da un raggio di luce, una grande
croce giace sulle rocce, circondata dalla nebbia marina”.
Alla fine del ciclo troviamo l’ultima verità del destino dei settimi gradi.
Ben al di là del sesto Grado precedente che glorifica l’appartenenza ed il sacrificio dell’uomo ad un ruolo sociale e nazionale, qui l’uomo nuovo che nasce
appunto al settimo di Acquario, è svincolato da quel ruolo e diviene consapevole della sua reale dimensione: la sua sofferenza (la croce) si pone all’unisono con la passione del Cristo Gesù. La croce giace sulle rocce (asperità e ferite) ed è circondata da nebbia marina (la confusione dalla quale spesso siamo
circondati e che abitiamo), ma un raggio di luce dal cielo illumina questa croce, e ciò ci pone in contatto diretto con Dio, che proprio nella sofferenza di
questa ultima scena si manifesta in un modo molto potente ed inequivocabile.
Il ciclo dei Gradi nei Ritorni Solari
La coscienza di quanto abbiamo visto fin a questo punto, porta una serie di
conseguenze teoriche che possono essere applicate ad almeno due importanti
campi dell’astrologia: ai Ritorni solari ed alla domificazione, ma sono ancora
molti i possibili utilizzi.
Vediamo intanto cosa avviene nel campo delle carte di Ritorno solare.10
In effetti potrebbe trattarsi di un nuovo modo di intendere queste carte, in
quanto la permanenza di un fondo unico, di un’unica profonda matrice nei
Gradi che sono ordinati in modo uguale all’interno dei vari segni, è come se
allargasse a tutto lo Zodiaco la possibilità di influenzare il singolo individuo. Se
il mio Sole è a 26°47’23” di Leone, ovvero sul ventisettesimo Grado Zodiacale
di Leone, il transito del Sole su qualunque ventisettesimo Grado non può non
influenzare la mia vita, il mio destino.
Nel mio ultimo lavoro sui Ritorni solari avevo già parlato dei Quartisolar
Return e dei Demisolar Return,11 ovvero delle carte calcolate per il Ritorno del
Sole sugli esatti punti di quadratura (Quartisolar) e di opposizione (Demisolar)
alla sua posizione natale. Qui la questione si amplia, in quanto si rende teoricamente possibile il calcolo di 12 carte calcolate per il transito del Sole sull’esatto grado-minuto-secondo natali, ma in ciascun segno dello Zodiaco.
Chiamerò queste carte Ritorni Simbolici Mensili.12
Il simbolo del Grado del mio effettivo Sole natale sarà il punto di partenza,
la nota base della vita di un certo individuo, ma va assolutamente pensato che
quel certo Grado fa parte della schiera dei Gradi zodiacali che sono numerati
in modo identico in ciascun segno zodiacale. La corona di tutti e 12 i Gradi, ad
esempio dei ventisettesimi, rappresenta un intero che ha un suo inizio, un suo
sviluppo ed una sua fine.
Dunque tornando all’esempio di un Sole natale su 26°47’23” di Leone ovvero sul ventisettesimo di Leone, dovremo ritenere che il Sole transitante su
Casa Quarta
33
uno qualunque dei successivi ventisettesimi Gradi, a parte i rapporti angolari
che sono già significativi, sarà in un’importante correlazione di matrice con il
Grado radicale che ospita il Sole, e darà un accento consono alla natura del
Grado ventisettesimo per come si esprime appunto nel segno, ed in relazione
alla fase della sequenza nella quale ci troveremo di volta in volta. Così quando
il Sole transiterà su 26°47’23” di Vergine, quel ritorno sarà caratterizzato dalla
natura del simbolo del ventisettesimo Grado Vergine; altrettanto in Bilancia a
26°47’23”, il ritorno simbolico sarà caratterizzato dalla natura del Grado ventisettesimo di Bilancia e così via.
È la matrice profonda del Grado del Sole della nostra nascita ad essere
attivata ogni qual volta il Sole ritorni su un grado numerato come il Grado del
Sole stesso, e l’istante in cui il Sole transita quella frazione di arco produce
una configurazione transitaria importante la cui gittata previsionale è di circa
un mese di tempo. Dopo un mese infatti il Sole transiterà lo stesso grado del
segno seguente.
Il Ritorno maggiore sarà sempre quello che si è realizzato al compleanno.
Le carte simboliche mensili non vogliono modificare la filosofia gerarchica del
nostro vedere e comprendere: sono da ritenersi sotto-cicli, sempre in riferimento alla carta fondamentale del Ritorno solare, ma in grado di localizzare
nel tempo lo svolgersi degli eventi interiori ed esterni. La loro ottica sarà soprattutto quella evolutiva, perché esse si incatenano alla matrice profonda del
Grado del Sole.
Se i Ritorni solari maggiori rappresentano una rinascita annuale che avviene al compleanno, questi Ritorni mensili è come se simbolizzassero delle
minori rinascite mensili, tenendo presente che in un’ottica religiosa, noi “rinasciamo” ogni giorno.
Ognuno di noi parte con il Sole in un certo segno, ovvero in una certa fase del ciclo completo dei 12 Gradi zodiacali numerati allo stesso modo. Se io
parto con il Sole in Leone, al compleanno mi trovo nella quinta fase di quel ciclo; dopo un mese nella sesta, dopo due mesi nella settima e così via. Il tono
generale del Ritorno simbolico sarà colorito dal simbolo del Grado transitato
dal Sole. Guardiamo con attenzione la sequenza completa del ciclo dei Gradi
che ci appartiene, perché le stazioni sono molto importanti ed influenzano in
modo considerevole il mese che segue il transito solare.
Teniamo a mente qual’è il senso profondo, il destino del nostro Grado: esso inizia in Ariete e termina in Pesci per poi ricominciare sempre ad un nuovo
livello di coscienza. Non isoliamo il Grado del nostro Sole senza considerare
tutta la sequenza: rischieremmo di non capire il senso di un’intera storia, la
nostra storia!
Questa nuova maniera di considerare i Ritorni solari come un mandala
può essere ritenuta un passo avanti per sentire il proprio essere come più totale, più libero sia dal destino, che dalla propria ristretta cifra personale, terrorizzata o esaltata da carte di Ritorno avverse o favorevoli. Per molti infatti proprio
i Ritorni solari divengono una sorta di “forma-pensiero” diabolica, che diviene
vera in quanto creduta nella sua fatalità assoluta, irrelata al passato ed al sen-
34
Casa Quarta
so delle esperienze, un vero inferno di paure infantili, traumi o altro che si condensano in una credenza che sembra logica, ineluttabile, che non ha saggezza, che fa impallidire, che ti fa sentire solo contro il destino.
Pensare che proprio i Ritorni solari fomentano un terrore che spinge alcuni a passare il compleanno lontano, tra i ghiacci o nelle contrade delle foreste,
o in villaggetti sperduti, con la speranza di allontanare il male, il pericolo! Ma
ricordiamo con Orazio: “Coelum, non animum mutant, qui trans mare currunt”.13
Il superamento delle ristrettezze astrologiche verso un’ampiezza che ponga l’uomo nel contatto diretto con i cieli aperti, con l’intero cerchio, con Dio, è
l’unico modo in cui l’astrologia da il meglio di sé, e non rischia di diventare un
campo tanto limitato, modesto, sottoculturale, ansiogeno, che andrebbe sostituito subito, e con vantaggio, con una buona pratica religiosa, politica, culturale o sportiva.
L’intero cerchio dell’Eclittica e tutta la sequenza dei 12 Gradi a partire da
quello occupato dal Sole rappresentano il campo di attività dell’anno (e della
vita). Il destino si forma in relazione e non in modo automatico: agli appuntamenti successivi del Sole con il nostro grado simbolico, ad esempio il ventisettesimo nei vari segni, ci fa vedere situazioni aperte e cangianti a cui dovremo
rispondere con rinnovata capacità e risorse. Le risorse saranno quelle del segno in cui il Sole transiterà e quelle della natura simbolica del grado transitato.
Il ciclo dei Gradi nella Domificazione
Lo studio della sequenza dei 12 Gradi zodiacali che portano lo stesso numero
e che dunque sono ordinati in modo identico all’interno dei 12 segni, conduce
ad un’altra possibile utilizzazione. Conosciamo infatti la domificazione in case
uguali (di 30° ciascuna); di questo tipo di domificazione esistono 2 versioni:
quella che parte dal Grado Ascendente, e quella che parte dal Grado del Medio Cielo.
È proprio nell’ambito della domificazione per case uguali, soprattutto
quella che parte dall’AS, che si rende possibile la costruzione di una raggiera
altamente significativa. Occorre però una notevole sicurezza sul Grado occupato dal proprio AS, e a tale scopo si utilizzino i vari metodi suggeriti dalla
Tradizione per una rettifica efficace del tema, e soprattutto si cerchi con una
lettura spirituale quale immagine, tra quelle dei 4 o 5 Gradi sui quali si è in
dubbio, sia quella che maggiormente corrisponde al proprio essere e destino.
Fatto questo si divida la carta di 30 Gradi in 30 Gradi a partire dall’AS, in
modo tale che, se ad esempio il mio AS è sul settimo di Capricorno, sulla cuspide della casa seconda ci sarà il settimo di Acquario, su quella di terza il settimo di Pesci, su quella di dodicesima il settimo di Sagittario. MC e FC non saranno più le cuspidi di decima e quarta, ma risulteranno all’interno di una delle case così suddivise, in genere la terza o la quarta.
Nel caso in cui non si possa contare su un’ora natale sicura e dunque non
si conosca il proprio Ascendente al Grado, potremo utilizzare un sistema alter-
Casa Quarta
35
nativo, valido anch’esso: porremo il Grado del Sole all’Ascendente, dividendo
equamente in sezioni di 30° Gradi il cerchio intero. Questa carta è chiamata
Solar Equilibrium 14 e rivela la dinamica interna del Sole nel suo dipanarsi in
12 stazioni evolutive.
Con questo genere di domificazione avremo che ogni casa o settore verrà
ad essere influenzato dalla stazione simbolica rappresentata dal simbolo del
Grado occupato dalla cuspide, in modo tale che la sequenza completa dei 12
Gradi impegnerà l’intero cerchio. Evidentemente se il nostro AS risulterà ad
esempio su un certo Grado di Leone, dovremo pensare che il ciclo è iniziato in
precedenza in casa nona (Ariete), e terminerà in ottava in Pesci; nel caso di un
AS in Capricorno, il ciclo è iniziato in quarta in Ariete e terminerà in terza in
Pesci. Analogo ragionamento per tutti gli altri segni. Dovremo dunque tenere
presente l’inizio e la fine, ma anche il riinizio che avviene all’AS, in quella certa fase che per ciascuno di noi rappresenta l’alfa, e che, salvo in casi patologici, è sempre connotata da un più elevato livello di coscienza.
In questo genere di domificazione abbiamo la visione della completa raggiera dei Gradi dello stesso numero alla cuspide di ciascuna casa, e sarà molto evidente, nello studio dei simboli dei Gradi medesimi, una sorta di progetto
completo del destino che va da ciò che ritroviamo come energia ereditata, a
ciò che sulla base delle nostre capacità fisiche e spirituali dovremo fare per
evolverci.
Questo scritto non è che una breve introduzione ad un argomento ampio
che potrà essere arricchito da chiunque vorrà sperimentare i Ritorni simbolici
mensili e la domificazione che vede ogni casa intonata al Grado sulla sua cuspide.15
L’astrologia può aiutare nella sofferenza, nelle prove, nella ricerca di un
equilibrio. Essa può insegnare la speranza e la fiducia nella vita.
NOTE
1 Ricordiamo le parole di Gesù: “Mio Padre opera senza interruzione, e così faccio anch’io”. Giovanni 5,17.
2 Vedi: DANE RUDHYAR, An Astrological Mandala, The Cycle of Transformation and its
360 Symbolic Phases, Vintage Books, New York; pagg. 314 e seguenti.
3 360 : 5 = 72.
4 I brani tra virgolette sono tratti dall’opera di Rudhyar citata, pagg. 324 e segg.
5 Ricordo che la prima sequenza di cinque, dal primo al quinto è per Rudhyar “Dinamica”, la seconda, dal sesto al decimo è appunto “emozionale-culturale”, mentre la terza,
dall’undecimo al quindicesimo è “individuale-mentale”. Poi si ricomincia con la prima, in
modo tale che il segno nel suo insieme è diviso in due fasi di quindici gradi ciascuna.
6 Sul settimo Grado di Capricorno, per l’esattezza.
7 Questa sequenza inizia con il sesto e finisce con il decimo.
8 Giovanni 4.
9 Non vi è nulla che non sia contenuto nel Sole. I vari pianeti non sono che rifrazioni
della sua luce.
10 Sull’argomento è uscito nel Maggio 2004, per i tipi delle Edizioni Federico Capone
di Torino, il mio volume: I Ritorni solari in Astrologia.
11 ALESSANDRO GUZZI, op. cit., pag 177 e segg.
36
Casa Quarta
12 Per quanto riguarda la tecnica di calcolo di queste possibili 11 carte, oltre il Ritorno
solare maggiore, si opererà esattamente come per il classico Ritorno solare, stabilendo però come longitudine eclittica (grado-minuto-secondo) che il Sole deve raggiungere, quella
del grado numerato come quello del Sole natale, nel segno che ci interessa. Con software
astrologico molto evoluto (come Solar Fire) basterà, nella finestra dei Ritorni, chiedere advanced options, e segnare la longidudine del prossimo ritorno che ci interessa. Con software meno evoluto, si vada per tentativi, agendo sull’ora, aumentandola o diminuendola. Il
luogo sulle cui coordinate geografiche la carta va calcolata, deve essere quello dell’effettiva
residenza del soggetto (vedi nota seguente). L’interpretazione di queste carte ricalca quella
dei Ritorni solari, dando molta importanza al Sole, alla Luna ed alla Parte di Fortuna, oltre
che ai Punti Cardinali ed al Signore del mese (il pianeta che governa il segno all’AS della
carte). Il raffronto va fatto evidentemente rispetto al Ritorno solare maggiore.
13 QUINTO ORAZIO FLACCO, Epistole, I,11,27. In italiano: “L’animo non muta, ma solo il
cielo, a quelli che attraversano il mare”. Sull’argomento dell’orientamento delle carte di Ritorno solare (il problema della località) ho dedicato varie parti del mio libro già citato. Vedi
soprattutto il Cap. 5.
14 Alcuni software astrologici come Astrowin calcolano queste carte.
15 Copyright © 2004 Dr. Alessandro Guzzi.
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Casa Quarta
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Fabrizio Corrias
TECNICHE DIDATTICHE E GIOCHI
PER SVILUPPARE L’ATTEGGIAMENTO
INTERPRETATIVO
L.A. 137-455
SOMMARIO:
1. La materia prima del linguaggio interpretativo. I Significati. Le 34 SCHEDE: 10 significati per ogni simbolo.
2. Segni-Pianeti-Case. Pianeta (funzione), nel Segno (Come funziona la funzione), nella Casa (dove la funzione si esprime in modo preferenziale).
3. Interpretazione attraverso la sequenza delle 12 Case. Interpretazione delle
case (1a 12a), una sequenza che è un’interpretazione; Interpretazione
di una Casa con ciò che contiene scrivendo una frase alla volta: Cuspide
nel segno, cuspide nel segno+eventuale estensione ad un secondo segno,
cuspide nel segno+eventuale secondo segno nella casa+pianeta più vicino alla cuspide (con aspetti), ecc
4. Lettura cronologica delle Case.
5. Interpretazione attraverso la sequenza planetaria. Asc.-Sole-Luna…Plutone.
6. Aspetti attraverso la logica della Gerarchia.
7. Vedere “l’altra faccia della medaglia”.
8. Interpretazione libera.
9. Indovina chi viene a cena?
10. Questionario
Proprio in apertura di questa monografia sento di dover fare un’affermazione che può sembrare paradossale: secondo me la “capacità” di interpretare
non si può imparare, e non si può imparare perché non è una facoltà che attiene alla mente soggettiva (razionale e legata al funzionamento delle necessità quotidiane). Credo invece sia una “qualità” della Mente Superiore (spirituale
e in contatto con i principi universali) ed attinente all’Intuizione (percezione
immediata globale). Essendo una qualità insita della Mente Superiore si devono favorire le condizioni perché l’interpretazione si manifesti. Si deve perciò lavorare, seminare ed annaffiare il terreno nel modo opportuno. L’interpretazione è una qualità olistica, sintetica.
Perché si manifesti dobbiamo imparare ad averne fiducia, a permettere
che prenda spazio in noi una dimensione di non-razionalità, che non è nega-
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Casa Quarta
zione del razionale, ma integrazione delle funzioni razionali ed irrazionali. D’altronde l’Astrologia si basa sulla legge dell’Analogia, che è corrispondenza tra
forme, cicli, simboli e significati. Per sviluppare la sensibilità a questo mondo
di significati è necessario imparare a “vedere” l’intreccio, il legame, tra le varie
forme di manifestazione. Significa sostituire la visione attuale, frammentata,
della realtà con una visione interconnessa, dove non esiste più spazio né per il
“caso” né per una visione separante delle varie forme di energia (pensiero,
azione o materia grezza). In questo tipo di visione ciò che guida l’occhio non è
la razionalità ma l’intuito, un naso da segugio che segue tracce senza una vera
e propria logica.
Perché si creino le condizioni per lo sbocciare dell’interpretazione ho maturato alcune mie convinzioni, che non reputo né un punto di arrivo né una verità valida per tutti. Le espongo sperando possano essere utili a chi si affaccia
a questa arte, invitandoli nel contempo a sviluppare un proprio approccio
creativo.
Il senso di questo lavoro è di offrire l’opportunità e i metodi per osservare
un Tema Natale sotto varie prospettive e dinamiche, così da sviluppare una visione integrale e multidimensionale. Non cercherò di mostrare il significato di
configurazioni o modelli planetari, tenterò di creare linee guida per costruire
un “senso”, per formare un percorso interpretativo all’interno del grafico. È un
gioco, una specie di canovaccio del quale voi dovrete scrivere la storia. Sono
percorsi logici, in quanto basati su un assunto astrologico ben definito e sensato: la sequenza delle Case, la sequenza dei pianeti, la gerarchia planetaria,
ecc., che serviranno per sviluppare la capacità di osservare lo stesso significatore sotto varie prospettive e di cogliere intuitivamente una “linea di interpretazione”. In questo senso direi che l’interpretazione non “si fa” ma “si forma”
dentro di noi.
È questo esercitarsi a guardare uno stesso significatore da diversi punti di
vista che rappresenta lo scopo delle tecniche che esporremo.
1) La materia prima del Linguaggio Interpretativo: I Significati
Lavoriamo con i simboli, questo è un dato di fatto. Il simbolo è una sintesi di
significati, un marchio comune di vari prodotti raggruppati da un’analogia. Un
simbolo non può essere individuato da un solo significato, se ne snaturerebbe
l’essenza. Volendo utilizzare qualsiasi simbolo se ne devono indicare svariati
significati, perché limitare i significati significa passare dal mondo dei simboli
(un mondo fatto di archetipi) a quello delle manifestazioni (un mondo fatto di
molteplicità). L’abbondanza dei significati di uno stesso simbolo, in particolare
in Astrologia, significa trovare di ogni simbolo quelle sfaccettature che ci permetteranno di incrociarli nell’interpretazione. Ad esempio se devo interpretare
Giove in 5° campo non userò Giove=Giudice e 5° =erotismo e quindi “Giudice
erotico”, a meno di particolari situazioni, ma magari mi orienterò verso Giove=rettitudine e 5°=educazione dei figli e quindi “educazione dei figli attraverso
il principio della rettitudine morale”.
Casa Quarta
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Per questa ragione il primo punto che dovremo sviluppare è la disponibilità di un certo numero di significati per ogni simbolo.
Per far ciò dobbiamo raccogliere almeno (e dico almeno) 10 significati o
Parole Chiave per ogni Pianeta, Casa e Segno. Potrete raccogliere i significati
da qualsiasi fonte libraria, meglio ancora se di vari autori (ogni studioso alla
fin fine ha sempre delle preferenze e delle fisse), curando di scegliere significati che non siano sinonimi tra loro e che coprano tutta la vasta gamma di manifestazioni (materiali, psicologiche, emozionali e interiori).
Come organizzare la raccolta di significati?
Le schede
Per ogni pianeta, casa e segno prenderemo un foglio bianco che titoleremo
con il nome del pianeta, casa o segno preso in considerazione. Elencheremo
poi 10 significati relativi all’elemento considerato, uno per riga. I dieci significati saranno frutto della nostra scelta, della nostra attuale visione del simbolo
in questione. Questo lavoro vi permetterà di costruire una scheda con 10 significati per ogni pianeta, segno e casa, per un totale di 34 schede. Esse rappresenteranno un primo serbatoio di significati, che è auspicabile venga col
tempo arricchito. Il linguaggio interpretativo è simile ad una qualsiasi lingua,
più termini si conoscono più ricca ed articolata sarà la capacità di esprimere
concetti.
2) Segni-Pianeti-Case
In questo paragrafo cercheremo di comprendere cosa veramente rappresentano i Segni Zodiacali, i Pianeti e le Case ed il loro ruolo nell’interpretazione.
Cercheremo di comprendere questi elementi base per trovare una formula che
semplifichi al massimo l’operazione interpretativa.
Nella nostra Astrologia Tropicale i Segni zodiacali sono strettamente correlati al Sole, senza il quale la presenza della Terra e degli altri pianeti sarebbe
impossibile. In effetti i cardini dello zodiaco (0°Ariete e 0° Bilancia = gli Equinozi; 0°Cancro e 0° Capricorno = i Solstizi) segnalano specifiche posizioni solari e i correlati fenomeni stagionali. Il significato dei segni deriva dalle qualità
stagionali espresse dal Sole. Ogni segno è perciò espressione di una qualità
solare specifica.
Potremmo perciò vedere i segni zodiacali come serbatoi di energie universali. In questo senso potremmo vedere il simbolo solare (che tra i tanti significati annovera anche quello del Divino) attraverso il detto: “Dio è una circonferenza che comprende tutto l’universo e con il centro in ogni cosa”. Il cerchio rappresenta il cielo, ciò che si manifesta, l’osservato. Il punto rappresenta
ciò che origina, la coscienza focalizzata, l’osservatore.
Anche la base geometrica sulla quale disegniamo il Tema Natale non è
altro che un cerchio con un punto al centro (il luogo o la persona alla quale
accade il fatto significativo). In questo caso l’elemento universale (cerchio) è
osservato o vissuto nel particolare (il punto). A significare l’onnicomprensività
40
Casa Quarta
di questo simbolo vi è la sua stessa natura grafica; mentre tutti gli altri simboli
planetari e dei segni hanno un loro verso, una loro direzione, il simbolo del Sole è insensibile a qualsiasi rotazione. È interessante richiamare alcuni parallelismi tra il numero 12 ed il Sole: si dice che il Cristo sia il Sole di Verità e che ad
ognuno dei 12 apostoli sia collegato un segno. Il Cristo è il centro, i 12 apostoli la circonferenza. I 12 apostoli come le 12 tribù di Israele, ognuna delle quali
ha un compito specifico nel Corpo di Israele.
Così mentre il punto rappresenta l’unicità, una cosa sulla quale noi umani
possiamo dire ben poco, la circonferenza rappresenta la molteplicità con tutte
le sue tonalità e regole. E questa molteplicità è rappresentata dalle 12 tonalità
solari rappresentate dai segni. Il segno rappresenta il “clima solare” nel quale
un pianeta o un qualsiasi elemento del Tema si trova ad operare. Il pianeta o
l’elemento oroscopico subisce l’atmosfera del segno, è dignificato o debilitato
secondo la sua affinità con quel clima. Ma cosa rappresenta il Pianeta? Il pianeta è una funzione particolare della personalità modulata da una qualità solare. Per “funzione” intendo un’attività specifica, una catena di analogie aventi
caratteristiche comuni.
Potremmo perciò affermare che: “L’interpretazione pianeta nel segno è
un tutt’uno ed è rappresentata da come la funzione-pianeta opera nel segno zodiacale”.
Come per il Sole, anche per i pianeti il nostro modo di descriverli attraverso i miti o le loro caratteristiche peculiari è un’astrazione che non ha riscontro
nella realtà, se non in quella degli archetipi. Voglio dire che quando definiamo
le caratteristiche di un pianeta facciamo un lavoro di astrazione, quel pianeta
che descriviamo non esiste nella pratica, vuoi perché si trova in un segno,
vuoi perché, anche trovandosi nel suo domicilio primario, sarà posto in una
casa ed intratterrà rapporti angolari con altri pianeti. La sua archetipica natura
viene perciò modificata e ciò che possiamo sperimentare è la modulazione del
pianeta attraverso la molteplicità zodiacale e gli aspetti che esso intrattiene.
Le case hanno la loro origine nella visione del cielo del luogo di nascita.
Le case esprimono il nostro spazio personale, il nostro modo di interpretare le
energie originali. Come i segni segnalano le energie stagionali solari, così le
case segnano il nostro spazio locale, delimitano settori ed interessi, rappresentano le “ore della nostra giornata”. Da questo punto di vista è interessante osservare che se consideriamo nascite contemporanee, ma in luoghi diversi del
pianeta, avremo posizioni dei pianeti nei segni identiche ma in case diverse. In
questo senso la sfera locale (parte visibile della sfera celeste) rappresenta il
nostro modo particolare di guardare l’universo, ciò che è universale per tutti
gli esseri umani. Quella visione “particolare” potremmo in qualche modo collegarla alla cultura del posto. Come a dire che tutti vediamo lo stesso cielo (e
anche qui ci sarebbe da obiettare) ma con prospettive diverse.
Le case sono il “nostro modo soggettivo di vedere e sentire”.
Ci porremo ora il problema di trovare una formula che faciliti l’interpretazione
del trittico “Pianeta nel Segno e nella Casa”.
Casa Quarta
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Prenderemo in considerazione la funzione Marte. Tra i vari significati Marte rappresenta la funzione Volontà, capacità di fare nostro qualcosa e difenderlo, focalizzazione dell’energia, aggressività, ecc. Questa funzione si esprimerà
in modo diverso secondo che si trovi in un segno piuttosto che in un altro.
Troveremo molto utili, in questo caso, le schede con le 10 parole chiave.
Prenderemo ora la scheda di un pianeta (Marte) e la accosteremo a quella di vari segni zodiacali:
Marte in Ariete
= Volontà (Marte) di difendere (Ariete)
Marte in Toro
= Volontà (Marte) caparbia
(Toro)
Marte in Gemelli = Volontà (Marte) scaltra
(Gemelli)
Marte in Cancro = Volontà (Marte) volubile
(Cancro)
Marte in Leone
= Volontà (Marte) arrogante
(Leone)
Ecc.
In effetti qui vediamo come la funzione base, rappresentata da Marte, si
esprime attraverso i vari filtri zodiacali. In una prima fase dell’esercizio converrà scegliere un significato del pianeta e conseguentemente il significato del segno. Una volta familiarizzati con questa operazione sarà divertente e creativo
cercare di fare degli accoppiamenti casuali. Richiederà e favorirà una visione
meno schematica del simbolo. Vedrete che in effetti ogni significato della
scheda di Marte potrà essere accordato con i significati dei segni. In alcuni casi il significato interpretativo non sarà immediato, ma vi assicuro che con un
po’ di fantasia e cercando di comprendere il senso più vasto delle parole,
avrete l’opportunità di costruire delle interpretazioni decisamente originali ed
impreviste. È ovvio che questo lavoro evidenzierà la naturale incompatibilità
tra alcuni segni e pianeti o pianeti e case: basterà ricordarsi delle dignità e debilità essenziali!
Inserendo il significato del pianeta nel segno, in ognuno dei 12 settori, vedremo in quale settore della vita la persona in oggetto tenderà ad esprimere
primariamente la sua “volontà di difendere”. Avremo perciò:
Marte in Ariete in Prima
= Volontà (Marte) di difendere (Ariete) come
espressione della propria personalità (Prima).
Marte in Ariete in Seconda = Volontà (Marte) di difendere (Ariete) i propri
interessi (Seconda).
Marte in Ariete in Terza
= Volontà (Marte) di difendere (Ariete) il proprio
modo di pensare (Terza).
Ecc.
Questa è ovviamente una semplificazione. Ma ricordiamo che la meta che
ci siamo prefissati non è quella di costruire l’interpretazione del Tema Natale,
per ora, ma quella di sviluppare, passo-passo, la capacità di connettere i simboli, di modularli, a seconda delle varie combinazioni che incontreremo.
Come abbiamo fatto per il pianeta nel segno, anche per il pianeta nel segno e nella casa inizieremo dapprima con lo scegliere il significato del pianeta
nel segno e poi aggiungeremo il significato della casa più compatibile. In seguito, una volta familiarizzati con questo metodo, inizieremo a mettere in sequenza interpretativa dei significati casuali. Così dovendo interpretare Giove in
42
Casa Quarta
Gemelli in Settima potrebbe capitare di interpretarlo, in una scelta casuale,
come “prete” (Giove) “chiacchierone” (in Gemelli) durante le “cerimonie di
matrimonio” (Settima).
Possiamo perciò concludere che per interpretare il Pianeta nel Segno e nella Casa dobbiamo considerare il Pianeta nella sua espressione zodiacale ed indirizzare la sua azione nel settore ove è situato.
L’utilizzo delle schede favorirà la memorizzazione dei significati; con il
passare del tempo potremo incontrare altri significati che potremo aggiungere
nella scheda e che entreranno nel nostro bagaglio interpretativo.
Schema standard di progressione nell’uso delle schede:
1. Essendo il lavoro interpretativo un lavoro di decodifica e di comunicazione credo sia fondamentale imparare ad usare il linguaggio nel modo più
corretto possibile. Il nostro pensiero è molto spesso verbale, per questa
ragione credo sia utile sottolineare l’importanza della comprensione dei
significati che utilizzeremo nelle schede e più in generale della nostra capacità di comprendere e di descrivere verbalmente sfumature. È ovvio
che questo lavoro è principalmente indirizzato verso se stessi. Credo perciò sia fondamentale inserire tra gli strumenti dell’allievo un buon vocabolario, meglio ancora se si tratta di vocabolario etimologico. Far analizzare
il significato delle parole e dei concetti elencati nelle schede, in particolare quei concetti fondamentali sui quali, in realtà, nessuno o pochi hanno
le idee chiare. Es.: Amore, Intelligenza, Saggezza, Comprensione, Sentimento, Felicità, Spirito, Anima, Logica ecc. L’Astrologia usa significati,
quindi l’astrologo deve saper distinguere.
2. Scegliere un pianeta, quindi la sua scheda, e vedere come la sua funzione
si modifica se messo in relazione con i dodici segni (le loro schede) e poi
le dodici case (le loro schede). Fare ciò scegliendo una funzione-parola
chiave del pianeta, modificandola prima secondo i segni e poi secondo le
case.
3. Prendere in considerazione il trittico “Pianeta, nel Segno, nella Casa”.
Scrivere su un foglio i tre simboli correlati. Nel collegare i significati tenere sempre presente i simboli di riferimento, altrimenti si finisce con il lavorare sulle parole e non sui simboli. Scrivere sulla seconda riga, in corrispondenza del simbolo, le parole scelte. La scelta sarà del tipo: correlazioni logiche. Scrivere sulla terza riga una frase che, strettamente correlata
alle tre parole chiave scelte, abbia un senso, sia cioè un’informazione utile. Lo scrivere facilita la connessione dei significati e permette di prendere
tempo, senza dimenticare il lavoro fatto.
4. Scegliere un trittico “Pianeta-Segno-Casa” e dopo i simboli scrivere nella
seconda riga tre parole chiave selezionate casualmente. La scelta casuale
favorirà la capacità astrattiva e creativa dell’allievo. La combinazione dei
significati delle tre schede permette di ottenere 10x10x10 = 1000 interpretazioni. È interessante far notare che queste interpretazioni hanno tutte
validità, sempre che la scelta dei significati sia corretta. Il fatto che non le
Casa Quarta
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riconosciamo, nel caso si tratti del nostro T.N., può dipendere dal contesto del Tema, che fa prevalere alcuni significati piuttosto che altri, o perché si tratta di tonalità secondarie del carattere che possono mostrarsi, in
seguito a transiti o direzioni, solo in determinati periodi della nostra vita.
Per il resto operare come nel punto precedente.
Considerazioni ed appunti su questa tecnica:
Come primo elemento da notare e far notare nella scelta dei significati
delle schede c’è le difficoltà incontrate nella stesura. Una delle più frequenti è la difficoltà a distinguere i segni dalle case (cosignificanza). Il segno è l’elemento universale, celeste, l’energia potenziale che determina il
“funzionamento” della “funzione” planetaria. La casa è quella parte della
vita del soggetto, elemento terrestre, investita primariamente dalla funzione planetaria.
Invitare gli allievi a munirsi di vocabolario e quando si inizia a creare percorsi interpretativi conviene usare i temi dei presenti. Sarà un’ottima opportunità per far notare le scelte “su misura” che ognuno opererà per se
stesso e come verranno evitati percorsi poco onorevoli o sconvenienti.
Osservazione: “Per interpretare bisogna lasciare tutte le porte aperte”.
Interessante è l’eventualità nella quale la persona non si identifica nell’interpretazione di alcuni aspetti del proprio tema. È l’occasione per sottolineare quanto la personalità non sia la somma dei vari pianeti, aspetti e
quant’altro la tecnica possa suggerire, ma un’entità inscindibile seppur
contraddittoria. Prendere in considerazione la posizione di un pianeta in
un segno ed in una casa o qualsiasi altro aspetto separato dal contesto
generale è come togliere un organo dal corpo umano e pretendere che
continui a funzionare.
Sottolineare senza sosta che non si sta interpretando un tema ma imparando a connettere significati.
3) Interpretazione attraverso la sequenza delle 12 Case
Quest’altro “gioco” ci permette di focalizzare l’attenzione sul nostro approccio
generale alla vita. La sequenza delle 12 case descrive la vita dell’individuo dalla nascita alla chiusura del suo ciclo vitale, passando attraverso tutte le esperienze canoniche. Poco importa se non avremo figli (Quinta) o non ci sposeremo (Settima), perché comunque attraverseremo esperienze erotiche (Quinta)
e tenderemo a collaborare (Settima), o ci creeremo un nemico (Settima). Le
12 case rappresentano le esperienze cardine del nostro “essere umani”.
Divideremo questo nostro esercizio interpretativo in tre fasi:
1. Nella prima interpreteremo solo le case, senza considerare affatto i pianeti;
2. Nella seconda introdurremo nella sequenza delle case anche l’interpretazione dei pianeti, senza considerare gli aspetti;
3. Nella terza aggiungeremo gli aspetti.
Questo per aumentare gradualmente la difficoltà interpretativa.
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Casa Quarta
1° fase:
In questa prima fase cercheremo di utilizzare la sequenza naturale che dalla prima casa si conclude con la dodicesima.
Il percorso che vi propongo è un canovaccio che, compreso il senso, potrete modificare creativamente nel rispetto della peculiarità dei simboli.
Inizieremo dalla cuspide della Prima casa (Ascendente) nel segno, descrivendo le questioni relative al settore secondo il segno in cui si trova la cuspide
e aggiungendo, come interpretazione secondaria, l’eventuale estensione del
settore nel segno successivo. E’ utile scrivere le frasi interpretative e, scrivendo la frase della fase successiva, riprendere quella della fase precedente ampliandola.
Cerchiamo perciò di costruire la prima frase interpretativa:
1) Prima Casa = La persona si presenta con un carattere… (caratteristiche
del segno in Ascendente ed eventuali estensioni della casa);
2) Seconda Casa = I suoi valori/attaccamenti (o no) sono… (come sopra);
3) Terza Casa = Il suo modo di comunicare (o no) con gli altri è… (c.s.);
4) Quarta Casa = I valori che lo fanno sentire sereno (o no) sono… (c.s.);
5) Quinta Casa = La sua creatività (o no) è stimolata (o repressa) da… sessualità di tipo… (c.s.);
6) Sesta Casa = Il suo senso del dovere (o no) e la sua capacità di imparare
dalle esperienze quotidiane (o no) viene acquisita attraverso le energie…
(c.s.);
7) Settima Casa = La sua capacità di relazionarsi (o no) con gli altri si basa
sui valori… (c.s.);
8) Ottava Casa = La capacità di trasformare la propria visione (o no), mediandola con il rispetto per quella degli altri, è legata alle energie… (c.s.);
9) Nona Casa = I suoi principi (spirituali o materiali) di riferimento sono… e
l’ampiezza (o no) della propria visione del Tutto in cui vive è… (c.s.);
10) Decima Casa = La sua capacità di realizzare (o no) concretamente un
proprio successo personale poggia sulle energie… la sua sensibilità (o
no) alla propria reputazione è… (c.s.)
11) Undicesima Casa = La sicurezza delle proprie idee è legata alla condivisione dei valori… tende ad associarsi (o no) con altri per motivi… (c.s.);
12) Dodicesima Casa = Acquisisce serenità/squilibrio da esperienze di tipo…
la porta interiore Suprema per entrare in contatto con il Divino ha le caratteristiche… (c.s.).
I punti di sospensione indicano il segno zodiacale su cui poggia la casa.
Ovviamente non possiamo cavarcela dicendo: “I valori che lo fanno sentire sereno sono Virginiani”, ma dovremo enumerarli ed adattarli al contesto del discorso.
Così pure quando nelle frasi troviamo delle opzioni: “Tende ad associarsi
(o no)”, oppure “I suoi principi (spirituali o materiali)”, la possibilità che si manifesti l’una o l’altra delle opzioni dipenderà prevalentemente dalla compatibilità tra la natura della Casa e del Segno.
Casa Quarta
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2° fase:
In questo secondo momento inseriremo nell’interpretazione la posizione
dei pianeti nelle case.
Ovviamente riprenderemo il lavoro realizzato nella prima fase integrandolo con questo ulteriore passo interpretativo. Ricordiamo che i pianeti rappresentano le funzioni della personalità e che la casa che occupano diventa la via
preferenziale della loro manifestazione. Il progressivo ampliamento a tutti gli
indicatori del Tema Natale personalizza sempre più la visione dell’energia che
stiamo analizzando.
Immaginiamo di dover interpretare un 1° campo in Sagittario con Marte
nel campo ed in Sagittario.
Riprendendo lo schema precedente:
Prima Casa = La persona si presenta con un carattere (vedi 1°fase)… gioviale e desideroso di conoscere (1°settore in Sagittario), ma con la tendenza
ad entrare in competizione con gli altri (Marte in Sagittario). Vuole sempre essere il primo (Marte in Prima).
Qualora, e non è cosa infrequente, più pianeti si trovino in un settore, il
pianeta più vicino alla cuspide tenderà a prevalere su quello più lontano in relazione agli affari della casa. È un po’ come se si trattasse dell’ordine di arrivo
di una gara. Il primo è il più importante ed ha comunque vinto la gara, il secondo è senz’altro migliore di tutti gli altri, ma non ha vinto la gara!
Facciamo un esempio:
Cuspide della VII casa in Toro, con Giove, Venere e Plutone, dove Giove è
il pianeta più vicino alla cuspide. “L’integrazione con l’altro passa attraverso il
godimento e la condivisione sensuale (VII Toro con Giove). Al di là di questo
primo approccio molto spontaneo vi è però la necessità di controllare o manipolare il rapporto per ottenere sicurezza affettiva (Venere e Plutone in VII).”
Potremmo perciò affermare che l’elemento primario nei rapporti è l’elemento gioviano. Ad esso si aggiunge l’elemento “intensità emotiva” di Venere
e Plutone.
3° fase:
In questa fase riprenderemo il lavoro realizzato nella 2° fase e lo amplieremo ulteriormente inserendo l’interpretazione degli aspetti.
Seguiremo sempre lo schema I…12 casa. In un primo tempo consiglierei
di leggere gli aspetti semplificando la loro interpretazione attraverso l’uso di
parole chiave. Esempio:
– ASPETTI ARMONICI: (Giove in VII trigono Marte) …”L’integrazione con
l’altro passa attraverso il godimento e la condivisione sensuale (VII Toro con
Giove), ed è facilitata (aspetto armonico) ed esaltata dalla spinta al superamento ottimistico di qualsiasi ostacolo (Giove trigono Marte).”
– ASPETTI DISSONANTI: (Giove in VII quadrato Marte) …”L’integrazione
con l’altro passa attraverso il godimento e la condivisione sensuale (VII Toro
con Giove), ma è ostacolata (aspetto dissonante) dalla necessità impellente di
esaudire le proprie necessità egoistiche (Giove quadrato Marte).”
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Casa Quarta
Ho usato parole chiave generiche quali “facilitare” ed “ostacolare”, ma è
chiaro che per ogni aspetto e coppia di pianeti andrà scelto un verbo appropriato. Ovviamente se un pianeta riceve aspetti armonici e dissonanti questo
vorrà dire che la sua funzione base sarà facilitata da alcune energie e ostacolata da altre.
Una volta raggiunta la terza fase di questo processo interpretativo più lo
si padroneggerà maggiore sarà la possibilità di estrarre significati.
4) Lettura cronologica delle case
Abbiamo finora considerato il Tema Natale come segnalatore di attitudini. Con
quest’altro metodo cercheremo di porre attenzione alle case in quanto “spazi”,
ogni casa ha una sua estensione, ha un inizio ed una fine. Parlando di case la
loro estensione può dipendere da fattori prevalentemente temporali (domificazione Placido), da fattori prevalentemente spaziali (domificazione Regiomontano o Campano), o misti, cioè spazio-temporali (domificazione Aequalis).
La lettura cronologica delle case presuppone un evoluzione temporale dell’atteggiamento della persona.
È possibile fare due tipi di letture in chiave cronologica:
1) Leggere tutta la serie delle dodici case in quanto rappresentanti del cammino della vita. La Prima sarà la nascita, la Seconda la fase orale, l’alimentazione, la Madre come proprio mondo, la Terza i primi contatti con i
fratelli, il parlare, … la Settima il matrimonio, … la Decima il raccogliere il
riconoscimento del proprio lavoro, … la Dodicesima la fine della vita e la
capacità di affidarsi totalmente alla Vita in una logica-illogica.
2) Leggere ogni casa in quanto in essa possiamo capire come tendiamo ad
approcciare le tematiche da essa significate e quale sia l’evoluzione del
nostro comportamento nel tempo.
La cuspide (ed eventuali pianeti ad essa congiunti) rappresenterebbe
l’approccio iniziale, l’atteggiamento iniziale. Mano a mano l’atteggiamento
muterebbe secondo la presenza di altri pianeti nella parte centrale della casa e
si esaurirebbe secondo le caratteristiche del segno e di eventuali pianeti nella
parte finale della casa. È inoltre logico che volendo indagare qualcosa che sia
riconducibile al fattore tempo si utilizzi un sistema di domificazione basato sul
fattore tempo, quindi il Placido.
Cercherò di essere più chiaro e per far ciò utilizzerò un esempio. Considererò la casa Quinta nell’accezione di “rapporto amoroso”. Analizzando questa
casa vedremo le sequenze comportamentali con le quali l’individuo affronta
questa tematica. Ipotizziamo una Quinta in Ariete con Marte in Ariete. La casa
si estende fino a 15° nel Toro ed a 3° nel Toro troviamo Venere.
“L’approccio alle questioni amorose del soggetto è prevalentemente istintuale (Quinta Ariete e Marte in Ariete-Quinta), se il rapporto non si limita ad
“una botta e via” e dura nel tempo allora questo atteggiamento tenderà a trasformarsi in un amore più possessivo e tenace (Quinta in Toro con Venere Toro-Quinta).”
Casa Quarta
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È bene, per facilitarsi il compito, costruire l’interpretazione “passo-passo”, come abbiamo fatto nei casi precedenti.
Continuo a ripetere che questi esercizi sono utili per imparare a guardare
gli stessi simboli da prospettive diverse; non vanno intesi come metodi per interpretare ma per imparare ad interpretare.
5) Interpretazione attraverso la sequenza planetaria
In questo caso la logica che seguiremo è quella della sequenza Ascendente,
Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno, Plutone.
Ai pianeti abbiamo aggiunto l’Ascendente in quanto rappresentante principale
e indicatore massimo della nostra individualità. Anche in questo caso elaboreremo un canovaccio che faciliti il primo approccio.
Ascendente: “Il soggetto si presenta con le caratteristiche … (Segno
ascendente ed eventuali pianeti congiunti all’Ascendente), con pregi …
(aspetti armonici) e difetti … (aspetti dissonanti).
Altro elemento da inserire nell’analisi dell’Ascendente è il suo Governatore. Questo aggiungerà alle “caratteristiche” dei sottotoni (qualità energetiche
ulteriori) estremamente significativi.
Sarà bene eseguire l’interpretazione dei 10 pianeti secondo 3 fasi:
1-Pianeta nel Segno;
1-2-Pianeta nel Segno e nella Casa;
1-2-3-Pianeta nel Segno, nella Casa e con gli Aspetti.
Sole:
1 - “Ciò che più di ogni altra cosa desidera realizzare sono i valori….(Segno
in cui si trova il Sole)
2 - ed in particolare nel settore … (casa in cui si trova il Sole);
3 - ad aiutarlo in questo senso saranno le energie…..(pianeti che danno
aspetti armonici al Sole), ad ostacolarlo saranno invece le energie …
(pianeti che danno aspetti dissonanti al Sole).”
Luna:
1 - “La sua sensibilità è di tipo … (Segno in cui si trova la Luna);
2 - e la esprime principalmente nell’ambito … (Casa in cui si trova la Luna);
3 - a favorire l’applicazione della propria sensibilità sono … (pianeti che danno aspetti armonici alla Luna) e ad ostacolarla … (pianeti che danno
aspetti dissonanti alla Luna).”
Mercurio:
1 - “Trova consono esprimersi attraverso modalità … (Segno dove si trova
Mercurio);
2 - che si esprimono a pieno nel settore … (Casa dove si trova Mercurio);
3 - è stimolato ad esprimersi dai valori … (pianeti che danno aspetti armonici
a Mercurio) mentre complicano la comunicazione i valori … (pianeti che
danno aspetti dissonanti a Mercurio).”
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Casa Quarta
Venere:
1 - “Esprime il proprio amore in modo … (Segno in cui si trova Venere);
2 - e lo fa specialmente nell’ambito … (Casa in cui si trova Venere);
3 - esprime più facilmente i propri sentimenti grazie a … (pianeti che danno
aspetti armonici a Venere) e sente come un ostacolo all’espressione dei
propri sentimenti … (pianeti che danno aspetti dissonanti a Venere).”
Marte:
1 - “La volontà è di tipo … (Segno in cui si trova Marte);
2 - e la applica principalmente nell’ambito … (Casa in cui si trova Marte);
3 - la capacità di affrontare qualsiasi evento è favorita … (pianeti che danno
aspetti armonici a Marte) e trova ostacoli a causa di … (pianeti che danno aspetti dissonanti a Marte).”
Giove:
1 - “Trova motivi di crescita nei valori … (Segno in cui si trova Giove);
2 - occupandosi di questioni inerenti … (Casa in cui si trova Giove);
3 - favoriscono una visione più ampia della realtà energie … (pianeti che
danno aspetti armonici a Giove), mentre tendono a bloccare/esasperare
questa ricerca le energie … (pianeti che danno aspetti dissonanti a Giove).”
Saturno:
1 - “Riconosce (o no) i propri limiti in modo … (Segno in cui si trova Saturno);
2 - ed in particolare per quanto concerne … (Casa in cui si trova Saturno);
3 - è aiutato in ciò da … (pianeti che danno aspetti armonici a Saturno),
mentre le energie … (pianeti che danno aspetti dissonanti a Saturno) ne
rendono problematico il riconoscimento.”
Considerando i pianeti collettivi o generazionali ricordiamo che la loro
valenza individuale è relativa ed è maggiormente riconducibile alla loro posizione terrestre ed agli eventuali aspetti con i pianeti personali (fino a Marte).
Se non sono in congiunzione con gli angoli e non hanno aspetti con i pianeti
personali divengono modalità comportamentali automatiche e pressoché inconsce.
Urano:
1 - “Concepisce il senso di libertà, indipendenza e fratellanza attraverso valori … (Segno dove si trova Urano);
2 - che esprime primariamente nel settore … (Casa dove si trova Urano);
3 - favorito da energie … (pianeti che danno aspetti armonici ad Urano) ed
ostacolato da … (pianeti che danno aspetti dissonanti ad Urano).”
Nettuno:
1 - “Le aspirazioni più spinte sono di tipo … (Segno dove si trova Nettuno);
2 - e vengono espresse nel settore … (Casa dove si trova Nettuno);
3 - le energie che favoriscono la loro realizzazione sono … (pianeti che danno
aspetti armonici a Nettuno) e quelle che le rendono utopie o irrealizzabili
sono … (pianeti che danno aspetti dissonanti a Nettuno).”
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Plutone:
1 - “La fonte nascosta di potere proviene da valori … (Segno dove si trova
Plutone);
2 - e riguarda principalmente il settore … (Casa dove si trova Plutone);
3 - a favorire le trasformazioni più radicali sono le energie … (pianeti che
danno aspetti armonici a Plutone) e ad ingenerare ossessioni e manie di
potenza sono le energie … (pianeti che danno aspetti dissonanti a Plutone).”
Ripetiamo ancora che tale canovaccio va inteso come un punto di partenza. Ad esso possiamo poi aggiungere valutazioni diverse secondo i vari tipi
di aspetto e secondo le case occupate dai pianeti che fanno l’aspetto. Le frasi
qui indicate possono essere sostituite da altre, sempre inerenti i significati del
pianeta considerato. Inoltre gli aspetti che abbiamo semplicemente classificato armonici o dissonanti vanno attentamente valutati; non sempre un aspetto
armonico è tale o viceversa. Sono molto più determinanti i nostri preconcetti e
abitudini nei confronti di certe energie.
Sia per la tecnica 3 che per la 5 l’esperienza mi ha convinto che è meglio
scrivere l’interpretazione in ognuna delle tre fasi previste. Così facendo si ricorda l’interpretazione precedente e si oggettiva l’idea, facilitando l’elaborazione.
6) Aspetti attraverso la logica della Gerarchia Planetaria
Passiamo ora ad un esercizio interpretativo riguardante in modo specifico gli
Aspetti. Sposteremo ora la nostra attenzione sui rapporti gerarchici tra i pianeti. Cosa intendiamo per Gerarchia? La Gerarchia è un “ordine di dipendenza,
secondo il principio della maggiore o minore dignità”. Per ciò che ci riguarda
la caratteristica che governa questo ordine è la velocità planetaria. Più un pianeta è lento maggiore è la sua capacità di condizionare, agendo a livelli più
sottili. In effetti più che di velocità dovremmo parlare di lentezza; Urano con i
suoi 7 anni di permanenza per segno, Nettuno con 14 anni e Plutone con
un’oscillazione tra 11 e 30 anni (a causa dell’orbita fortemente ellittica) sono
significatori di energie tanto lente quanto distanti dalla nostra percezione soggettiva. Per fare un paragone pratico la lancetta dei minuti, che pure noi percepiamo praticamente immobile, compie 24 rotazioni di 360° al giorno. La nostra percezione non ci permette di apprezzarne il movimento, la consapevolezza del movimento ci deriva dall’osservazione della lancetta ad intervalli di
tempo. Parlando però dei pianeti transaturnini mi sembra opportuno fare una
distinzione. Con Urano siamo, a mio parere, al limite della percezione umana
almeno per due fattori; 1) Nei periodi in cui si trova in apogeo e con condizioni
ottimali esso è visibile ad occhio nudo; 2) La sua rivoluzione intorno al Sole è
di 84 anni, periodo ormai molto vicino alla durata media della vita umana.
La visibilità ad occhio nudo e la possibilità di sperimentare tutte le fasi del
ciclo planetario sono elementi che a mio parere simbolizzano la possibilità di
accesso a quel tipo di energia come fattore individuale, non più collettivo. E’
un segno dell’evoluzione dell’umanità.
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Casa Quarta
Invece Nettuno e Plutone con 156 e 248 anni circa di rivoluzione sono
decisamente fuori portata dell’esistenza umana attuale. Questo ha un significato per me molto importante: per un essere umano è impossibile sperimentare tutte le fasi del ciclo nettuniano e plutoniano; sono cioè energie fuori dalla
nostra portata individuale. Né credo che Urano sia alla portata di tutti! Quella
della presunta libertà (valenza iraniana) è una delle più affascinanti e deleterie
illusioni!
Potremmo perciò dire che più il pianeta è lento più è rappresentativo di
fattori condizionanti sociali (Giove e Saturno) e poi generazionali (Urano, Nettuno e Plutone).
Nel nostro caso prenderemo in considerazione una gerarchia basata sulle
velocità medie dei pianeti, ma è ovvio che nel prendere in considerazione uno
specifico Tema Natale vada considerata la velocità in valore assoluto (senza
cioè tener conto se il pianeta è diretto o retrogrado) in relazione alla velocità
del giorno considerato. Ricordo che quando ogni due anni circa Marte fa il suo
stazionamento in circa 10° dello zodiaco, per i 6 mesi circa di durata del fenomeno, esso viene considerato come un pianeta semi-lento, alla stregua di Giove e Saturno.
La sequenza gerarchica che utilizzeremo è perciò dettata dalla velocità
media dei pianeti ed è, in ordine gerarchico crescente, la seguente:
Luna-Mercurio-Venere-Sole-Marte-Giove-Saturno-Urano-Nettuno-Plutone.
La lettura degli aspetti tramite l’ordine gerarchico sottintende che il pianeta più veloce subisca l’azione, nella funzione che esso rappresenta, del pianeta
più lento. Una Quadratura tra Marte e Saturno sarà letta perciò come un “Marte saturnizzato attraverso crisi (Quadratura).”
Quest’effetto gerarchico si accentua quando i due pianeti in aspetto sono
molto distanti nella scala gerarchica (un pianeta personale ed uno generazionale) ed è molto più attenuato se i pianeti appartengono ad uno stesso gruppo
(personali, sociali, generazionali).
7) Vedere “l’altra faccia della medaglia”
Prima di pensare di aver sviluppato una benché minima capacità oggettiva di
valutazione è bene sperimentare quanto in realtà siamo condizionati dai nostri
pregiudizi. Propongo perciò questo gioco interpretativo che, per quella che è la
mia esperienza, ha il pregio di evidenziare molti lati erronei della nostra mente.
Capita spesso, durante l’interpretazione di un T.N., che ci si faccia condizionare dal rapporto che ci lega a quella particolare persona; è necessario,
quindi, per una maggior obiettività di giudizio, e per comprendere quanto siamo condizionati dai nostri pregiudizi (= convinzione senza fondamento o basata su valutazioni superficiali) utilizzare una tecnica che ci consenta di mettere
in luce il lato della personalità che istintivamente non prenderemmo in considerazione. Con “l’altra faccia della medaglia” evidenzieremo il lato positivo di
chi ci è meno affine (eufemismo per definire qualcuno la cui sola visione sca-
Casa Quarta
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tena sentimenti poco nobili) e, viceversa, quello negativo di persone con cui
siamo in sintonia. Meglio ancora se cercheremo di interpretare nel modo più
cattivo possibile il nostro Tema Natale. Potremmo fare delle interessanti scoperte!
8) Interpretazione libera
Questa tecnica si può utilizzare in due tempi:
1ª fase:
Si prende un Tema Natale e lo si osserva per 5 minuti in silenzio. Poi si
chiede ai presenti di interpretare un aspetto di quel Tema che più li ha colpiti.
Osservare se il lato del carattere considerato non sia in realtà un leit-motiv
particolarmente sentito da chi interpreta. Chi sente particolarmente il problema dei rapporti con i genitori andrà probabilmente a vedere i problemi con la
madre che quel tema sembra evidenziare, ecc. Far notare questa naturale tendenza, affatto apprezzabile in chi interpreta, di proiettare sugli altri le proprie
angosce o aspettative.
Introdurre perciò l’importanza di sviluppare l’atteggiamento dell’Osservatore, che in realtà è anche un Ascoltatore. Qualsiasi “istantanea” del cielo
esprime una qualità energetica, ed è questa qualità che dovremmo leggere ed
interpretare. Provate a parlare (non facendo un bla-bla senza senso, ma esprimendo delle idee) mentre sta parlando qualcun altro. Provate poi a riassumere
quello che ha detto e vi renderete conto di quanto avete percepito. Provate poi
ad ascoltare qualcuno, lasciandovi in qualche modo “possedere” da ciò che
l’altro vi sta comunicando. Non dovete pensare a ciò che dovrete dirgli dopo,
non dovete fare commenti mentali, dovete immaginarvi come un registratore
(anche se il percepire è una facoltà passiva-attiva) il cui compito è comprendere il senso, più che le parole, che vi vengono dette. Dicevo che il percepire è
una facoltà passiva-attiva, in quanto mantenere l’atteggiamento di ascolto attento è frutto dello sviluppo della capacità di concentrazione. E’ dirigere l’attenzione in un’unica direzione, focalizzarla. Si sviluppa con l’esercizio e col
tempo.
2ª fase:
Dopo la spiegazione dell’Osservatore e la riflessione sull’opportunità di
“ascoltare” cosa ogni Tema Natale abbia da raccontarci si può organizzare il
seguente esercizio.
Scegliere un Tema Natale per tutti o uno per ognuno (secondo l’opportunità), l’importante è che sia anonimo, facendo osservare da prima tutti gli elementi, poi facendo fissare il punto centrale del grafico e facendo mantenere lì
lo sguardo per alcuni minuti. Sguardo fisso, respiro regolare, nessuna domanda, nessuna risposta, … solo esserci. Poi scrivere ciò che ci viene in mente
senza censure. Analisi dei risultati di tutti i partecipanti.
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Casa Quarta
9) Indovina chi viene a cena?
Scegliere un personaggio famoso e, prima di prendere visione del Tema Natale, ipotizzare quali tipi di configurazioni o dominanti ci aspetteremmo di trovare. Analisi del tema e commenti.
10) Questionario
Dare ad ogni allievo dei grafici di persone famose e non, tutti con i nomi cifrati. Fornire un questionario con domande sui grafici del tipo: chi di questi grafici è senz’altro una persona gelosa? … oppure: una di queste persone è un
campione sportivo. Chi è e quale configurazione è collegabile a questa affermazione?
COFFEE BREAK
Una pausa ludica
MAGIA PER INTERNET!
Collègati al sito
http://www.dslextreme.com/users/exstatica/psychic.swf
Pensa un numero di due cifre. Somma fra loro queste due cifre.
(es. per 23: 2+3 = 5).
Sottrai questo valore dal numero originale
(23-5=18).
Cerca il numero risultante nella tabella.
Osserva intensamente il simbolo a fianco del numero e poi clicca.
Comparirà quel simbolo per magia!
Difficile capire il trucco...
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CASA SESTA
Ivan Gatti
Prima della luce
Margherita Fiorello
I temperamenti, i quattro elementi
e la carta di “decubito”
Nadia Paggiaro
I messaggi dell’acqua
(l’elemento acqua e la salute)
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Casa Sesta
Ivan Gatti
PRIMA DELLA LUCE
L.A. 137-612
Introduzione alla Rivoluzione Solare Prenatale
La rivoluzione solare dell’anno precedente la nascita potrebbe rivelare sorprendenti analogie con il tema natale.
Le premesse
Da che l’uomo ha memoria, tenta di trovare le risposte ad alcune domande
fondamentali per il proprio cammino evolutivo. La nostra coscienza e la nostra
conoscenza affrontano ancora oggi gli stessi quesiti: perché siamo qui, da dove veniamo, dove andiamo.
Filosofi, scienziati, religiosi hanno affrontato i più spinosi nodi esistenziali
alla luce delle loro conoscenze, e le opinioni prevalenti in merito sono andate
evolvendo verso forme sempre più complesse, rimaste tuttora inadatte a spiegare qualcosa di veramente speciale, come il momento esatto in cui la vita
inizia o si conclude.
I termini di riferimento temporale sono tutt’ora materia del contendere!
Forse quando comprenderemo ciò che accade prima di venire alla luce, o
allorché il fuoco vitale si sia spento, allora potrebbero cadere anche le ultime
frontiere… e tutto il resto assumerebbe un significato completamente nuovo.
Per un tempo immemorabile non sono stati fatti passi significativi in questa direzione, ma durante il secolo scorso l’incontro tra le culture orientali e
occidentali, fondendo il pensiero razionale e il sapere intuitivo, ha riacceso
l’interesse per questi argomenti e favorito un rifiorire delle ricerche.
Dal punto di vista astrologico se si analizza quanto accade nella società
attuale, dobbiamo riconoscere che il modello “a spirale decrescente” di morpurghiana intuizione, è sostanzialmente adatto a spiegare la legge dell’evoluzione sul nostro pianeta.
Negli ultimi decenni abbiamo assistito al cambiamento di un modello di
vita, con ritmi, argomenti e protagonisti tipici di Mercurio, sino a giungere oggi
ad un altro archetipo, quello lunare, che sembra ormai aver sostituito il precedente e che propone le donne, i giovanissimi e gli infanti a calcare le scene.
Casa Sesta
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Da questa linea di tendenza nessuno sembra essere escluso. Anche gli
psicologi infatti che per lungo tempo hanno cercato di comprendere quanto
avveniva nell’infanzia, nodo cruciale dell’esistenza dei pazienti, ora rivolgono
la loro attenzione a periodi antecedenti, come quello della gestazione. Nonostante i limiti evidenti che questa pratica di analisi “pre parto” presenta, sta divenendo sempre più un nuovo importante terreno di ricerca.
La linea di confine
È certamente noto che l’attenzione degli astrologi del passato era concentrata
sul momento del concepimento, dedotto da un particolare calcolo, e del cui
istante (teorico) si coglieva l’intrinseco valore, facendovi riferimento per erigere il tema dell’oroscopo personale.
La successiva scelta del momento della nascita per costruire il tema natale, più facilmente riconducibile con il taglio del cordone ombelicale che sancisce un istante ben preciso per l’inizio di una esistenza autonoma, non ha cancellato in molti studiosi della materia un interesse particolare per il tema di
concepimento (Trutina Ermetics) il quale, nonostante le mode (anche l’Astrologia ha le sue), ha saputo conservare nel tempo una sua vitalità, ancora oggetto di riscoperta.
Uguale interesse suscita la tecnica della luna nuova prenatale, vero crogiuolo collettivo, da cui estrinsecare le energie planetarie e a cui soggiacciono
e si uniscono tutti i nati nei vent’otto giorni successivi.
C’è però una linea di confine, una demarcazione netta che quasi nessuno
osa oltrepassare, un muro oltre il quale, o meglio prima del quale, dovrebbe
esserci solo il nulla, e pertanto il conteggio del tempo, del nostro tempo individuale, e quindi del nostro inizio, avverrebbe, nel migliore dei casi, con l’attraversamento di questo recinto, in un istante speciale, che generalmente è quello della nascita, o se vogliamo tornare ancora più indietro, quello del concepimento.
Le Leggi
Non è facile credere che, una vita che disporrà di affetti, sentimenti, elaborazioni mentali e coscienza di sé, abbia inizio improvvisamente, dal nulla, per un
caso fortuito.
Che dire poi di destini così diversi che hanno privilegiato alcuni di salute,
bellezza e perché no anche ricchezza, mentre ad altri è capitata una sorte avversa, carica di difficoltà e prove, che cominciano nell’infanzia e si snodano
lungo il corso di tutta l’esistenza?
Che impressione di arbitrio e di ingiustizia c’è in tutto questo!
Preferisco pensare che tutto si muova in termini evolutivi con un fine ultimo orientato verso l’armonia e la giustizia.
Risalire al filo conduttore che lega le cause più remote da cui si originano
gli accadimenti e comprenderne la ragione, non è certo facile, anzi, talvolta si
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Casa Sesta
trovano risposte solo riconducendosi all’origine, in un luogo o in un tempo assai lontano, addirittura in un’altra esistenza.
La terra di nessuno
I confini non mi sono mai piaciuti e forse per questo anni fa ho deciso di avventurarmi in un terreno di ricerca davvero impervio, varcare le colonne di Ercole che rappresentano il passaggio per entrare nella terra di nessuno, quella
terra che precede non solo il tempo della nascita, ma anche quello del concepimento.
Così utilizzando la tecnica delle Rivoluzioni Solari ho deciso di indagare in
senso inverso all’andare del tempo e ho cominciato ad erigere una serie di temi per l’anno precedente la nascita, per lo stesso luogo e per l’istante esatto
del passaggio del Sole sulla (futura) posizione natale.
Devo riconoscere che le obiezioni a questo modo di procedere si sono
dissolte molto rapidamente dinanzi ai riscontri. Sin dai primi temi sperimentali,
scelti perché ero a conoscenza di particolari situazioni che avevano accompagnato il periodo di gestazione, la tecnica delle Rivoluzioni Solari Prenatali si è
dimostrata molto interessante ed estremamente “parlante” al riguardo delle
condizioni vissute dal feto nell’anno precedente la nascita.
Ma con l’andar del tempo, dopo aver eretto molte RSPrenatali sono cominciate ad arrivare le sorprese, che andavano ben al di là dell’analisi di un
periodo di vita, sebbene particolare, perché, concedetemelo, 365 giorni prima
della nascita non dovremmo essere nulla! E invece forse non è proprio così…
Immagini di luce
Nel sovrapporre innumerevoli temi di RSP a quelli di nascita mi sono accorto
che:
a) per chiunque, in ogni tempo e per ogni luogo del pianeta, l’Ascendente
di RSP cade sempre e solo in tre case natali: l’ottava, la nona e la decima;
b) la prima casa copre sempre, in ogni caso, almeno una parte della decima radix.
Oggi dopo tanti anni e tante RSP non sono ancora riuscito a comprendere
perché questo accada, e cioè perché solo queste tre case, su dodici, ospitino
sempre l’Asc di RSP; posso solo prendere atto che sinora non ho mai ricevuto
smentite, e proporre la mia idea in proposito, che tiene anche conto di un’ipotesi reincarnazionistica.
Chi nasce con l’Asc di RSP sull’ottava casa natale durante il corso della
gestazione può aver corso un rischio grave che potrebbe aver messo a repentaglio la vita propria o quella della propria madre; in termini caratteriali fisici
e/o destinici, non di rado questi soggetti possono esprimere marcate valenze
scorpioniche. Costoro potrebbero essersi reincarnati sotto il peso di un pesante fardello di debiti karmici che potrebbero essere stati contratti nel corso di
Casa Sesta
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vite precedenti, a seguito di un uso distruttivo del danaro, del sesso, del potere; nel corso di quest’esistenza l’Entità potrebbe aver scelto di vivere esperienze evolutive necessarie per comprendere gli errori commessi, e forse, riuscire
ad integrare armoniosamente queste componenti della personalità nelle qualità acquisite per sempre dall’anima.
Possiamo immaginare invece che Chi nasce con l’Asc di RSP sulla nona
casa natale possa aver vissuto il periodo precedente la nascita come un avventura, un viaggio emozionante durante il quale prepararsi a frequentare
quella straordinaria scuola di esperienze che è la vita; potrebbe trattarsi di
un’Entità che è stata nuovamente attratta dalla vita per la sete di ampliare i
propri confini, ed espandere le proprie conoscenze, siano esse mentali, fisiche
o materiali, nel qual caso si tratterebbe di un’anima relativamente “giovane”
colma di sogni e di una certa ingenuità, ma potrebbe anche trattarsi al contrario di un’Entità che si è mossa per fini ideali, filosofici, religiosi o culturali. In
tutti i casi questi soggetti spesso manifestano nella loro esistenza qualche tratto di tipo sagittariano.
Chi nasce infine con l’ASC di RSP in decima casa natale potrebbe aver atteso con grande impazienza il momento della nascita come prima conquista
dell’autonomia e aver assaporato con essa il primo successo, cogliendo un
imprintig determinante per future promettenti situazioni. Questi soggetti manifestano di frequente una forte volontà emancipativa che si esprime con il desiderio di superare le condizioni familiari iniziali per riuscire ad imporsi nell’ambito della società, utilizzando strumenti capricorniani. A. Volguine dice a questo proposito che un Asc di RS che si sovrappone alla decima casa natale rappresenta una decisione votata al successo: in questo caso potrebbe trattarsi di
quella effettuata dall’Entità, prima di nascere, e cioè una scelta consapevole di
rinascere per proseguire volontariamente il percorso evolutivo.
Altre luci
Con l’andar degli anni, la tecnica delle RSP continua a stupirmi, riservandomi
nuove sorprese e fornendomi ulteriori interessanti spunti di ricerca.
Ho notato per esempio che molto spesso il tema di RSP si dimostra più
espressivo addirittura del tema natale e così quando quest’ultimo mi appare a
volte ambiguo o poco parlante, mi affido con fiducia al tema di RSP che frequentemente risulta dotato di una chiarezza interpretativa davvero notevole.
Con questo non voglio dire che il tema di RSP debba sostituire il tema natale, ma solo consigliare a coloro che come me praticano la “professione sul
campo” di sperimentare ed eventualmente aggiungere questa tecnica di lavoro, perché da ciò potrebbero trarne sicuramente un gran vantaggio.
Gli elementi da prendere in considerazione quando si esamina un tema di
RSP sono ancora quelli classici, dando rilevanza oltre al segno ASC, anche
eventuali pianeti presenti agli assi, oppure accumuli planetari posti nei segni o
nelle case, ed è comunque interessante seguire il percorso che i pianeti seguono dal tema di RSP al tema natale.
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Casa Sesta
Elemento in comune dei temi di RSP e natale è il grado del Sole, che è lo
stesso in ambedue i temi e questo attribuisce al significato dei gradi sabiani
una grande importanza, perché legata all’interpretazione del grado del Sole
può esserci “qualcosa” che varcando il tempo di un’esistenza, può unire più
vite, oppure fare da ponte verso…
Devo aggiungere inoltre che il tema di RSP si è dimostrato particolarmente sensibile alla lettura dei transiti planetari, che non di rado si dimostrano
straordinariamente più “chiari” del tema natale.
L’esempio
C’è da dire come premessa che tra il tema natale e la RSP le differenze pur
evidentissime, non si risolvono mai in contraddizioni, o contrapposizioni, ma
piuttosto sembrano necessarie per dare maggiore risalto e/o enfasi a certe
particolarità che altrimenti potrebbero rimanere un po’ nell’ombra, a volte si
rivelano inoltre particolarmente utili per comprendere aspetti caratteriali o destinici difficili da spiegare altrimenti.
In buona sostanza tra il tema natale e la RSP si attua una sorta di integrazione, uno scambio d’informazioni, come se fossero complementari l’uno dell’altro.
A titolo esemplificativo ho scelto il tema di Rivoluzione Solare Prenatale di
Mohandas Karamchhand Gandhi, il Mahatma, che nasce a Porbandar (Bombay) in India il 2/10/1868.
A differenza del tema natale che vede Marte e il bellicoso segno dello
Scorpione nella prima casa dell’oroscopo, la RSP presenta invece come
Ascendente il luminoso e carimastico segno del Leone, con Venere e il Nodo
lunare ascendente congiunti: direi non male per il condottiero di una guerra
che non vide la violenza!
Anche la cuspide della prima casa di RSP che cade sulla decima natale
può contribuire a spiegare il carattere di Gandhi e il suo destino personale e
sociale; spesso si riscontra infatti in soggetti che essendo animati da una forte
spinta emancipativa, riescono ad elevarsi dal loro ambiente sino ad occupare
un ruolo di rilievo anche nella Società, e per alcuni ciò accade come se fossero spinti da una forza inarrestabile, nel caso in oggetto la particolare qualità
dell’energia coinvolta nell’azione potrebbe essere dovuta a Plutone che, congiunto al Medio Cielo, potrebbe aver contribuito anche alla scelta dell’indirizzo
politico.
Sono comunque le disarmonie tra l’ASC e Plutone a testimoniare i conflitti con l’autorità a causa del proprio comportamento e quelle tra la dodicesima
e la nona casa a far comprendere i motivi ideali che hanno portato Gandhi a
sperimentare l’esperienza del carcere, a cui tra l’altro la quadratura tra Marte
Cancro in dodicesima (lotte occulte per il proprio Paese) e Mercurio Scorpione
in terza (scritti eversivi) non è certamente estranea.
Ma è ancora Marte, comunque, nella simbologia di coraggio e forza di volontà, in trigono a Saturno in quarta (la Patria), a spiegare la grande determi-
Casa Sesta
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Tema natale di Gandhi
nazione con la quale Gandhi ha portato avanti le battaglie per il suo popolo,
incurante che gli obiettivi sembrassero troppo ambiziosi e/o lontani nel tempo.
Il suo sogno, rappresentato dalla Luna in nona congiunta a Giove e Nettuno, era quello di costruire una grande nazione indiana, liberale e tollerante,
unita al di sopra delle differenze religiose e di casta, ma i contrasti presenti nel
tema di RSP con la nona e la dodicesima, possono spiegare le grandi difficoltà
incontrate da Gandhi per motivi economici con Sua Maestà Britannica, che
non voleva rinunciare allo sfruttamento della colonia indiana, e con le comunità religiose degli Hindu e dei musulmani che in alcune regioni si disputavano il
predominio.
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Casa Sesta
Rivoluzione solare prenatale di Gandhi
Le armi usate dal Mahatma e dai suoi seguaci furono il dialogo serrato e
logico e la disubbidienza civile, rintracciabili nella forte presenza planetaria
presente sull’asse della comunicazione, occupato in terza dal Sole Bilancia,
parte diurna e razionale della personalità, che si è espresso anche nell’attività
di giornalista e scrittore, in opposizione al settore degli ideali più nobili e della
fede, sia essa politica o religiosa, che ha trovato nel focoso Ariete il più importante, non solo numericamente, accumulo planetario della RSP, con la presenza della Luna, Giove e Nettuno, responsabili della scelta “professionale” di
Gandhi, per l’attività di avvocato difensore dei più deboli.
E sono proprio questi due ultimi pianeti, Giove e sopratutto, Nettuno,
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rappresentanti della Legge, ma anche della fede e degli ideali più elevati, ad
occupare una posizione nettamente dominante nella RSP, sia per la posizione
in nona casa, cosignificante del segno del Sagittario in cui hanno il loro domicilio, sia per gli aspetti che intrattengono con i luminari e l’ASC., ad essere
forse la ragione della scelta di vita di Gandhi; in termini reincarnazionistici
tutto ciò potrebbe assumere un grande rilievo sino al punto di spiegare anche
un’eventuale decisione di ri-nascere, per portare avanti un ideale collettivo di
solidarietà e giustizia.
Del resto la vita del futuro Mahatma si sviluppa in un clima del tutto particolare sin dall’infanzia.
La madre, profondamente religiosa e votata a pratiche ascetiche, è donna
severa con se e con gli altri che inculca il rispetto più rigoroso dei precetti religiosi (Luna in nona congiunta a Giove e Nettuno); il padre, uomo non colto,
possiede esperienza, generosità, incorruttibilità e doti di persona equilibrata e
giusta, il che gli consente di essere spesso chiamato alle corti dei principi in
veste di consigliere (Sole Bilancia in terza-Saturno in quarta).
L’adolescenza del giovane Mohandas è tormentata dai dubbi e dalle tentazioni.
A tredici anni quando, secondo l’uso, si sposa con una ragazza della sua
età, si fa travolgere dalla sensualità, dalla gelosia e dalla volontà di possesso,
sino a rendere impossibile la vita alla sposa-bambina.
Si lascia inoltre influenzare da un giovane amico che gli fa credere che la
supremazia degli inglesi sia dovuta al consumo di carne, da quel momento inizia a cibarsi di un gran quantitativo di carne, nonostante un precetto della religione proibisca severamente tale tipo di alimentazione .
La crisi arriva per il giovane Gandhi come un duro colpo.
Si rende conto di essersi allontanato dagli insegnamenti ricevuti dalla famiglia e teme di essere precipitato nel più terribile ateismo. A questo punto
solo un grande autocontrollo gli impedisce di compiere un gesto inconsulto e
decide di scrivere al padre per confessare tutte le sue colpe in un gesto quasi
liberatorio (Mercurio Scorpione in terza quadrato a Marte in dodicesima).
Ma quando si presenta a testa china di fronte all’austero e rigoroso patriarca, sente il “ giudice” singhiozzare: in lui non c’è ira, ma solo dolore per la
sofferenza del figlio, a cui fa seguito un intenso abbraccio e il perdono(Sole Bilancia in terza opposto a Nettuno).
Scriverà Gandhi “quella fu per me la prima lezione di ahimsa”. Questo
concetto che significa non violenza, capacità di comprensione, amore verso
gli altri, diverrà in seguito la base della sua religiosità e del suo impegno civile.
Con i transiti di Giove, Lilith e Urano sull’asse terza/nona Gandhi si reca a
Londra per completare gli studi e conseguire la laurea in giurisprudenza; sono
anni molto importanti per la formazione del giovane che domerà il leone d’Inghilterra, anni in cui le sue idee, sebbene solide e ben radicate, accusano l’impatto con la cultura e l’ambiente occidentale e ne subiscono inizialmente il fascino: Gandhi si trasforma in un damerino, un vero dandy, dedito alla vita
mondana.
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Ma il giovane non smette di leggere i testi filosofico-religiosi che tanto lo
affascinano e ben presto, accompagnato dal transito di Saturno all’Ascendente, conquista la sua maturità e recupera la propria identità culturale e religiosa, lascia l’ambiente elegante nel quale vive per trasferirsi in un piccolo locale
nel quale rimane a terminare gli studi sino al suo rientro in Patria.
Il ritorno in India fa però prendere contatto a Gandhi con la triste realtà,
accanto alle difficoltà economiche in cui versano la maggior parte degli indiani, anche quelli come lui che hanno potuto studiare in occidente. C’è l’incontro
con quella violenza che gli è insopportabile e contro la quale non riesce ad ottenere risultati; neppure la sua cultura o la sua professione riescono infatti a
permettergli di difendere il fratello da un’accusa ingiusta, per la quale subirà
una pesante condanna.
Profondamente deluso Gandhi accetta di andare in Africa per trattare una
questione legale per un’azienda commerciale, ma anche qui si scontra con
una realtà non molto dissimile, vige infatti l’apartheid più rigido, e a tutte le
persone di colore è negato il godimento dei diritti civili, anche di quelli elementari.
Da allora, per oltre vent’anni, Gandhi si batte per difendere i più deboli e
per raggiungere l’obiettivo dell’uguaglianza sociale e politica, subisce il carcere più volte e varie forme di violenza, ma nel frattempo diviene il leader carismatico di coloro che avevano scelto la non violenza e la disobbedienza civile
come forma di lotta politica.
Finalmente, sotto la pressione dell’opinione pubblica internazionale nel
1914 giunge il primo vero risultato importante, il governo è costretto a cedere
e ritirare parte delle vecchie leggi discriminatorie;(Giove transita in settima casa al trigono del Sole natale).
La strada è segnata, il seme lanciato, e venuto il momento di far rientro in
Patria, così l’anno successivo, preceduto dalla fama di leader carismatico,
Gandhi fa ritorno in India, dove da tempo serpeggiano fermenti di ribellione.
Nel 1917 con l’entrata in guerra della Gran Bretagna il governo inglese
promette a Gandhi, divenuto leader del Congresso nazionale indiano, che se
ne fa portavoce, in cambio dell’arruolamento degli indiani nell’esercito britannico, di favorire uno sviluppo graduale di istituzioni autonome.
Si tratta in realtà dell’ennesima beffa, perché dall’iniziativa nascono organismi bicamerali che hanno solo diritto di critica e di elaborazione dei progetti,
mentre il potere legislativo rimane saldamente nelle mani del governo inglese
(Urano transita in settima casa e Nettuno in dodicesima).
Gandhi dà allora l’avvio alla prima campagna satyagraha, durante la quale chi aderisce s’impegna a disobbedire alle leggi che un apposito comitato
condanna giudicandole ingiuste, astenendosi tuttavia da ogni forma di violenza contro persone o cose.
La risposta dell’autorità non si fa attendere: a Delhi la polizia inglese spara sulla folla (Marte transita sul M.C. di Gandhi congiungendosi a Plutone) ferendo un migliaio di persone, ma anche parecchi dimostranti si lasciano andare ad episodi di violenza e così Gandhi dà ordine di sospendere la protesta.
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Il 1° febbraio del 1922 Gandhi lancia una nuova satyagraha con un messaggio chiaro determinato e definitivo : o l’India diverrà autonoma entro il 15
febbraio o si dichiarerà fuori dall’impero britannico(Saturno transita sul Sole
natale, Nettuno sull’Asc).
Ma ancora una volta episodi di violenza turbano la protesta e Gandhi, che
non vuole assolutamente costruire la libertà della sua Nazione attraverso la
violenza sospende nuovamente l’azione di lotta.
Da allora si susseguono numerose campagne di lotta non violenta, che
contribuiscono a sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale e costringono lentamente il governo britannico a cedere, ma a questo punto sono le religioni a
divenire il grande ostacolo.
Musulmani e hindu sono su posizioni opposte ed esigono l’elettorato separato e una quota di seggi garantita: per Gandhi che si è battuto da sempre
contro le caste e per dare un’opportunità di cambiamento agli “intoccabili”,
ciò e inaccettabile, lascia la sede delle trattative e inizia un digiuno che dichiara di non voler cessare sino a quando la norma degli elettorati separati non sarà cancellata dalla Costituzione.
Dopo pochi giorni il Mahatma è ormai morente e la notizia scuote la coscienza dei leader religiosi che accettano di ripulire la nascente Costituzione
Indiana dalle iniquità odiate da Gandhi (Saturno transita disarmonicamente in
sesta, Giove trionfalmente sull’Asc).
Il 15 agosto 1947 l’India diviene indipendente, ma Gandhi trascorre la
giornata in digiuno e in preghiera, è molto triste, perché le trattative politiche
hanno sancito la divisione fra hindu e musulmani creando due stati indipendenti, l’Unione Indiana e il Pakistan, al cui interno vi sono importanti regioni in
cui gli appartenenti alle due religioni sono strettamente frammisti e il Mahatma
teme giustamente, perché accadrà realmente, che ciò possa portare a rancori,
odi, violenza, uccisioni.(Saturno transita sull’Asc.)
Il 30 gennaio 1948 due colpi di pistola sparati da un fanatico hindu pongono fine all’esistenza di Gandhi.(Plutone si trovava perfettamente congiunto
all’Asc., mentre anche Saturno e Marte si trovavano in prima casa), quella
violenza che tanto ripudiava ha finito per avere il sopravvento(?!).
Nel calendario tebaico i gradi occupati dai luminari illustrano “Un uomo
che trafigge un orso con la lancia” e “Un uomo che brandisce una spada
sguainata”, in entrambi i casi si parla di uno spirito battagliero e di un carattere aggressivo, ma l’esperienza della vita del Mahatma che a 37 anni ha deciso
di rinunciare all’attività sessuale, per dare più forza alle sue lotte, dimostra come Gandhi sia riuscito a sublimare con lo yoga, l’autocontrollo, e l’osservanza
delle pratiche religiose, le energie istintive e ataviche di Marte e Plutone riuscendo a incanalarle verso una forma altamente evoluta e/o spirituale, che
non prevede l’uso della violenza, forse perché nella Rivoluzione Solare Prenatale di Gandhi la stella reale “il cuore del Leone” brilla congiunta a Venere in
prima casa?
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Delle conclusioni
Quando penso al tema di RSP mi piace immaginare che prima della ri-nascita,
vi sia un momento del tutto particolare in cui l’anima, o meglio l’Entità, si trovi
a fare il punto del proprio cammino evolutivo, e dopo aver valutato qualità e
difetti comportamentali accumulati nel corso delle esistenze precedenti, così
come sono leggibili nel tema di RSP, vero oroscopo dell’anima, decida in piena consapevolezza quali lezioni siano ormai divenute improcrastinabili al fine
del proprio sviluppo spirituale.
Dopo aver proceduto a questa valutazione l’Entità è pronta a decidere
quindi, serenamente e liberamente, quali esperienze vorrà sperimentare nel
corso della successiva incarnazione e non le rimarrà che attendere che tra cielo e terra si creino le condizioni indispensabili affinché le sue scelte possano
trovare corrispondenza in un tema Natale, o oroscopo della personalità, e
una nuova (?!) vita possa proseguire nuovamente il suo cammino verso la luce.
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e la voce “ultimissime”.
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Margherita Fiorello
I TEMPERAMENTI,
I QUATTRO ELEMENTI
E LA CARTA DI “DECUBITO”
L.A. 137-645
L’Astrologia applicata alla medicina, ha delle origini molto antiche che ritroviamo in tutte le civiltà tradizionali, come quella greca, cinese, araba, ma ha
conosciuto la sua fioritura nel periodo che va dal Medioevo fino al 1700, prima
di essere soppiantata dalla moderna medicina “organicistica”.
Traccia di quest’associazione tra la medicina e la divinità, rimane ancora
nel gergo medico. Ad esempio la parola “prescrizione”, che nel significato
odierno ha assunto il significato della lista di medicine individuate dal medico
come necessarie alla cura, deriva dalle parole latine “scrivo prima” ed indica
l’usanza del medico di iniziare la ricetta con il simbolo di Giove. Questo “scrivere prima” era un’invocazione al Grande Benefico, per ottenere l’ispirazione
giusta e favorire la cura.
Per quanto riguarda la nostra tradizione occidentale, si fonda sulle teorie
d’Ippocrate – il padre della medicina vissuto nel quarto secolo a.C. – e la sua
teoria degli umori (dal latino humor che significa liquido, fluido). Secondo
questa teoria, l’Uno si manifesta nel Mondo secondo una quadruplice modalità:
Elemento
Umore
Senso
Organo
Governatori
Qualità
Stagione
Terra
Melanconico
(Bile nera)
Tatto
Milza
Saturno
Freddo e secco
Autunno
Acqua
Flemmatico
(Flemma)
Gusto
Polmoni
Luna
Venere
Freddo e umido
Inverno
Cuore
Mercurio
Etere
(Forza vitale)
Fuoco
(Bile gialla)
Collerico
Vista
Bile
Sole
Marte
Caldo e secco
Estate
Aria
Sanguigno
(Sangue)
Udito
Fegato
Giove
Caldo e umido
Primavera
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Tutti i quattro elementi si sviluppano da un quinto, che sottende e riepiloga tutti gli altri: l’Etere o Forza vitale. Essa ci anima dal momento del concepimento, ci sostiene e ci nutre per tutta la vita, fino al momento della morte, facendo del nostro corpo lo specchio dell’anima.
Dall’Etere, infatti, provengono tutte le Idee, che vanno a formare il nostro
stato mentale. Le nostre attitudini mentali influenzeranno il nostro stato emotivo, che a sua volta condizionerà il nostro stato di salute. Quando invece la forza vitale che fluisce nel nostro corpo subisce un blocco, lo stato di disequilibrio che ne consegue, la mancanza o la prevalenza di un elemento, si trasforma in malattia.
Gli umori
Tutti gli esseri animati sono creati dalla commistione dei quattro umori, che si
trovano in equilibrio in Natura e nel microcosmo del nostro corpo. In condizioni di equilibrio i temperamenti collerico, melanconico e flemmatico sono indistinguibili dal temperamento sanguigno che li riassume tutti. Se c’è un blocco,
invece, ecco che si presentano i sintomi legati al temperamento squilibrato e
ci ammaliamo.
Il temperamento SANGUIGNO corrisponde all’umore del sangue e ha la
sua sede nel fegato. È associato all’Aria in quanto il sangue è il veicolo dell’ossigeno nel nostro corpo e a Giove, che come il mito di Prometeo ci ricorda,
governa il fegato, il più grande organo interno. Nella concezione ippocratica il
sangue riveste un ruolo
centrale: esso circola
dal fegato fino al cuore
ed al cervello, irrorando tutti gli organi che
incontra al suo passaggio e rinnovando la forza vitale che li anima.
Una volta completato il
suo percorso, esso viene trasformato in nuovo tessuto e struttura
corporea. Il sangue è
quindi il ponte che unisce il sottile ed il grosso, l’immateriale e il
materiale.
L’umore COLLERICO è rappresentato
dalla spuma del sangue, dalla circolazione,
dalla pressione e dal-
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l’energia che anima le cellule sanguigne. Esso viene associato al Fuoco, alla
febbre e alla vitalità complessiva dell’individuo. È governato da Marte.
L’umore FLEMMATICO corrisponde all’Acqua e alla linfa ed al plasma in
cui le cellule sanguigne sono immerse. Il pianeta corrispondente è la Luna.
L’umore MELANCONICO è associato alla Terra ed alle proteine che forniscono vischiosità al sangue e permettono la cicatrizzazione dopo una ferita. È
governato da Saturno.
La particolare composizione degli umori è il temperamento, dal latino
temperare, cioè mischiare. L’equilibrio – ovvero il temperamento – degli umori,
permette alla Forza Vitale di fluire liberamente nel corpo, ma quando questo
prezioso equilibrio è perduto e uno degli umori prevale, subentra la malattia
con i suoi sintomi e le qualità del caldo, del freddo, del secco e dell’umido
vengono evidenziate. Il raffreddore e tutte le malattie da raffreddamento, ad
esempio, derivano da una prevalenza dell’umore flemmatico e delle qualità del
freddo e dell’umido, mentre la febbre deriva da un eccesso del caldo e del secco.
L’azione terapeutica, piuttosto che contrastare i sintomi dovrebbe quindi
cercare di riportare l’equilibrio ripristinando l’elemento mancante.
Nel caso della febbre, ad esempio, occorre bilanciare le qualità del caldo
e del secco ad essa associate, con le qualità del caldo e l’umido, con l’elemento corrispondente Acqua e con il suo governatore, la Luna. Un rimedio efficace potrebbe essere ad esempio una tisana con una pianta associata a questo pianeta, ad esempio il salice.
Non è un caso che questa pianta contenga lo stesso principio attivo –
l’acido salicilico – presente in una delle medicine più utilizzate per la febbre,
l’aspirina. L’acido salicilico, infatti, combatte la febbre incrementando la sudorazione e favorendo così l’evaporazione del calore.
Un contributo particolarmente importante nell’individuazione delle cause
della malattia e della sua cura può venirci dall’astrologia, data la flessibilità del
suo uso a seconda del tema astrologico che si sta studiando. La medicina
astrologica, infatti, riesce ad essere allopatica (allos = opposto) quando cerca
di bilanciare gli squilibri temperamentali (ad esempio di fronte ad un transito
di Marte sul Sole si consiglieranno rimedi che hanno una qualità Fredda) ed
allo stesso tempo omeopatica (omos=uguale), quando la malattia è “causata”
da una posizione planetaria debole (ad esempio un pianeta in esilio o in caduta).
Una tecnica particolarmente efficace è quella basata sulla scelta di un
momento determinato della vita del consultante. La carta eretta per il momento in cui il paziente si mette a letto, viene chiamata “decubito”, dalla parola latina decumbere, sdraiarsi.
Come tutte le carte orarie, il momento per il quale viene tracciata la carta
è fondamentale e deve essere scelto con cura.
La scelta migliore è sicuramente quella di prendere in considerazione il
momento in cui il malato si mette a letto per la prima volta, riconoscendo il
suo stato di malessere. Se non fosse possibile determinare questo momento,
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Casa Sesta
l’ora del primo appuntamento con il medico (prendendo in considerazione
eventuali ritardi o anticipi sull’ora fissata) potrà essere ugualmente usato con
buoni risultati.
Una volta tracciata la carta sono da considerarsi le seguenti case ed i loro
governatori:
Casa prima: rappresenta il paziente e le sue condizioni generali quando è
lui stesso che pone la domanda, oppure quando, non essendo in grado di fare
lui stesso la domanda, designa un’altra persona. Se la domanda viene posta
da un familiare, si utilizzerà la corrispondente casa derivata, secondo le regole
dell’astrologia oraria.
Casa sesta: rappresenta la malattia e le sue cause, ovvero lo squilibrio
nella composizione dei quattro temperamenti. Occorre analizzare il segno in
cui cade la cuspide dalla casa, il suo governatore e la casa in cui esso si trova.
Un altro fattore fondamentale nel decorso della malattia è la Luna. Aspetti
armonici indicano un decorso positivo, aspetti disarmonici indicano un peggioramento delle condizioni.
Casa settima: è l’astrologo o il medico. Se la casa settima è mal aspettata sarebbe meglio affidarsi ad altre mani.
Casa ottava: la morte; gli astrologi rinascimentali potevano prevedere il
pericolo di vita o addirittura la morte, interpretando gli aspetti del governatore
di questa casa.
Casa decima: la cura: dopo aver studiato le cause della malattia e la possibilità di guarigione (nonché l’imperizia di qualche medico), la carta di decubito offre anche una cura. In genere essa consiste in una dieta alimentare, o
nella somministrazione di tisane e decotti, mirati ad integrare la mancanza o a
bilanciare l’eccesso di un elemento.
L’esempio seguente è tratto da una articolo pubblicato sul Traditional
Astrologer dall’astrologo Dylan Warren Davis.
Lo studio del decubito può essere utilizzato anche in patologie più leggere: nel caso in questione, ad esempio, si tratta di un’erborista punta da un ape
su un dito mentre raccoglieva dei fiori di tiglio .
Il paziente. La donna che pone la domanda è rappresentata da Venere,
governatrice dell’ascendente in Bilancia in casa undicesima (in effetti la donna
è un’amica dell’astrologo).
La malattia. Il pianeta meglio posizionato, che risulta essere la chiave di
volta dell’intero tema, è Giove nel suo domicilio in Pesci in sesta casa.
Esso è associato tradizionalmente ai tigli e si trova in sesta casa che è
contemporaneamente la casa del lavoro (la donna è stata punta mentre lavorava) e dei piccoli animali. Come abbiamo visto poi, la sesta casa è anche
quella che indica la malattia.
Giove è anche il governatore della terza casa (2° del Sagittario) che sul
corpo umano corrisponde alla braccia e alle mani. Essendo di natura calda ed
umida, descrive molto bene l’infiammazione provocata dalla puntura. Allo
stesso modo la Luna nel Leone indica il bruciore che la donna deve aver provato.
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Il medico o l’astrologo. Anche Marte – governatore della settima casa (9*
dell’Ariete) è ben posizionato, quindi il medico sa quel che fa.
La cura. Sulla parte dolorante sono state applicate delle fette di cipolla,
nota per le sue qualità curative per scottature e abrasioni, che tradizionalmente è associata a Marte e alla Luna .
La casa decima è governata dalla Luna che troviamo in un segno di Fuoco (caldo e secco); da considerare anche la presenza del Sole (caldo e secco)
sul MC. Le qualità calde e secche della cipolla andranno a bilanciare le qualità
fredde ed umide di Giove.
BIBLIOGRAFIA E RIFERIMENTI:
COSTANTINO MARIO, Qualità prime, elementi ed umori. http://www.cieloeterra.it/articoli.
umori/umori.html (pubblicato su Linguaggio Astrale n.108).
LILLY WILLIAM, Grammatica Astrologica.
DAVIS DYLAN WARREN, An introduction to decumbiture (pubblicato su The Traditional
Astrologer).
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Casa Sesta
Nadia Paggiaro
I MESSAGGI DELL’ACQUA
L’elemento acqua e la salute
L.A. 137-671
Vorrei parlare di un esperimento particolare e unico, ovvero le prime fotografie
al mondo di “cristalli d’acqua ghiacciati”. Sono immagini molto belle, recanti
messaggi di “misteriosa saggezza”, che mi hanno colpita particolarmente e
che vorrei condividere con voi.
Questo esperimento è stato portato a termine, dopo anni di prove, dallo
studioso giapponese Masaru Emoto, nato a Yokohama nel luglio del 1943
(Cancro). Il dr. Emoto è riuscito a fotografare gocce d’acqua provenienti da
luoghi diversi e sottoposte a trattamenti diversi, con i risultati che vedremo attraverso le stesse foto.
Proseguirò con un accenno, in relazione alla salute, relativo all’elemento
Acqua e alla Luna, da sempre compagna di viaggio nei miei studi astrologici.
L’acqua, come è noto, ha una “memoria”e questo è stato scientificamente dimostrato da tempo. L’acqua ha la più alta capacità di trattenere e di trasmettere informazioni.
Il dr. Emoto ha scoperto un congegno che permette di fotografare al microscopio i cristalli d’acqua, presi a campione dall’acqua di rubinetto, da sorgenti, fiumi o altro ancora.
Non starò a descrivervi tutti i vari procedimenti, peraltro interessanti, ma
passerò subito alle foto, a cominciare con l’acqua di rubinetto di: Tokyo – Londra – Parigi. (v. foto relative 1-2)
Noterete che, per le prime tre, le immagini sono piuttosto sgradevoli.
L’acqua naturale che diventa innaturale (disinfettanti, cloro, etc) fa difficoltà a
formare un cristallo vero e proprio, che ha sempre una forma esagonale. Solo
Katano (foto 3) ha un cristallo completamente formato, perché il 60% dell’acqua proviene dal sottosuolo, forse non ancora inquinato.
L’acqua in origine è naturale e ha la capacità di autopurificarsi, ma l’uomo sta facendo del suo meglio per inquinare tutto. Bisogna fare grandi sforzi
per trovare ancora acqua “naturale” nel vero senso della parola. L’acqua circola nel mondo liberamente ed assorbe e diluisce tutte le sostanze inquinanti.
L’acqua è sorgente di vita, se viene inquinata tutti ci avveleneremo lentamente
(non dimentichiamoci che il 75% della Terra è coperto dall’acqua, così come il
nostro corpo, anch’esso composto in pari misura da acqua). Quindi, visto che
Casa Sesta
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con l’acqua ampiamente conviviamo, se la Terra si ammala anche noi, di conseguenza, ci ammaliamo.
Osserviamo ora le foto di acqua prelevata da sorgenti naturali: è evidente
la differenza con le foto precedenti (foto sorgente giapponese Tenkawa-Saijo e
Lourdes)
A proposito di Lourdes, apro una piccola parentesi sulle acque cosiddette
miracolose, o acque a “luce bianca”.
La dr.ssa Ciccolo di Milano, biologa (ha scritto più libri sull’argomento),
dopo molti anni di studio ha individuato le proprietà terapeutiche delle acque
che sgorgano da fonti miracolose, cioè da luoghi in cui sono avvenute manifestazioni spirituali eccezionali (come le apparizioni Mariane): Lourdes, Medjugorye, Fatima, S.Damiano, Efeso, Montichiari, S.Maria alla Fontana.
Tutto ebbe inizio durante un suo viaggio a Lourdes nel 1984. Non particolarmente credente, rimase stupita (da brava ricercatrice) da come, nelle vasche in cui ogni giorno si immergevano migliaia di persone affette da ogni tipo
di malattia, non si potesse verificare la trasmissione delle malattie stesse. Incuriosita prese un campione di quell’acqua, la analizzò e trovò che essa era
purissima, anzi era “informata” di Luce. Un’acqua che rispondeva alle 7 frequenze di base che caratterizzano lo spettro luminoso costituito dai 7 colori
dell’arcobaleno, dalla cui fusione deriva la “luce bianca”, cioè la struttura della
materia vivente.
Cominciò allora il suo peregrinare attraverso i restanti luoghi di apparizioni già menzionati, nei quali l’acqua rispondeva alle stesse frequenze di Luce,
come se queste acque fossero state “informate” nel momento dell’apparizione
della Madonna, ognuna di esse in risonanza con un particolare momento
astrologico (interessante ma da sviluppare a parte). Va sottolineato che ha
analizzato ulteriori diverse fonti naturali, senza però riscontrare queste particolari vibrazioni.
Se interpretiamo le indicazioni di Ippocrate, il quale diceva “sono le forze
naturali che guariscono le malattie, i rimedi portatori di luce o di vibrazioni positive”, viene naturale concordare con questa sua teoria, che non si distanzia
molto dagli studi del dr. Emoto fatti in collaborazione con il dr. Lorenzon, un
americano assertore convinto che le condizioni fisiche delle persone possono
essere migliorate con l’acqua (egli ha guarito la moglie da un cancro). Da parte sua Emoto dice: “se la ricerca in questo campo andrà avanti, il XXI secolo
sarà un’era in cui l’acqua vivrà in simbiosi con la medicina”.
Tornando alle acque di Luce della Dr.ssa Ciccolo, ciò che può essere di
interesse per noi è che questa terapia attiene all’astrologia. Infatti essa segue il
moto solilunare, si basa sui cicli di lunazione, sui segni zodiacali e le parti del
corpo da essi governate, sui punti cardinali, sulle ore planetarie. Ognuna di
queste acque risuona meglio in un determinato momento della giornata che
corrisponde con un punto cardinale; c’è l’acqua del mattino, quella del mezzogiorno, del tramonto e della notte. (i 4 punti più importanti dell’oroscopo).
Esistono anche le “acque del mese” (zodiacale). L’acqua dell’Ariete, raccolta quando il Sole è nel segno, è diversa da quella dei Pesci o dell’Acquario.
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È come se l’acqua fotografasse il momento cosmico e lo memorizzasse.
Conosco persone che si curano qualsiasi malanno con questi rimedi.
Certo, ci si può credere o meno. Io consiglio solo una semplice prova.
Aggiungete 9 gocce d’acqua di Lourdes ad ogni litro d’acqua di un vaso con
dei fiori recisi, potrete così constatare che i fiori durano molto più a lungo,
l’acqua non emana cattivo odore e resta sempre limpida.
I paralleli tra omeopatia e acque di luce sono numerosi, dato che si parte
dal presupposto che, anche quando non esiste più traccia della materia, rimane la sua impronta energetica, anzi nella diluizione si entra in risonanza con i
corpi sottili e con il cosmo. La stessa cosa vale per i fiori di Bach, i rimedi che
curano l’anima.
Guardiamo la trascrizione nell’acqua (dr. Emoto) dell’informazione contenuta negli oli essenziali per aromaterapia. Si vede chiaramente come l’acqua
abbia trattenuto in sé la memoria dei fiori (foto 5 -camomilla )
Osserviamo altre foto di acqua presa da un fiume nel suo percorso (fiume
Fuji). Notate come cambia l’acqua dalla sorgente, a metà percorso e poi alla
foce sul mare. Sembra il simbolismo del trigono d’acqua: Cancro (acqua sorgiva) - Scorpione (acqua torbida, paludosa) – Pesci (acqua che vuole ritornare
ad essere pura, sta tentando di riformare l’esagono.) (foto fiume 6-7-8)
L’acqua ascolta i suoni
Vediamo ora quale effetto producano sull’acqua la musica e le parole.
Le vibrazioni sia della musica che delle parole (parlate o scritte) influenzano l’acqua più di qualsiasi altro elemento. Le persone (che ricordiamo essere composte per il 75% da acqua), le piante, i vegetali, subiscono dei cambiamenti notevoli a seconda della musica o delle parole che sentono (musicoterapia, parlare alle piante, etc).
L’acqua è la sostanza più duttile e permeabile che esista, perciò le è molto facile “informare” tutte le proprie molecole della “vibrazione” con cui è venuta a contatto e di “ricordare”. L’acqua ricorda, l’acqua è circuito conduttore
di messaggi, l’acqua ha memoria. Guenon definisce la Luna (elem. acqua)
“memoria cosmica”.
L’acqua è l’elemento che più facilmente cambia stato: da ghiaccio passa
allo stato liquido, poi gassoso e aeriforme. Questo le permette di salire e scendere nel creato portando le informazioni dal basso verso l’alto e viceversa.
L’esperimento con la musica consiste in questo: posta una boccetta con
dell’acqua (questa volta distillata, priva di memoria) fra 2 casse acustiche che
diffondono musica a volume normale, lasciata riposare una notte, messa in
frigo, e poi fotografata. Mozart (foto 9) – Bach – Kawaci (10)
Vedete come sono armoniosi questi cristalli, sembrano opere d’arte. Kawaci è una musica popolare ed il cristallo che si è formato sembra un fiore di
campo (trovo tutto ciò straordinario).
Guardate ora invece cosa può provocare una musica “forte” come l’heavy metal. (foto 16)
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Il cristallo sembra impazzito. Si può immaginare come i ragazzi possano
uscire da una discoteca dopo ore di musica assordante? Come potrà reagire
l’acqua di cui sono composti?
Parlare all’acqua, scrivere all’acqua: (questo ha dell’incredibile)
Il dr. Emoto ha provato questo esperimento prima parlando (anche in lingue
diverse) ma ha ottenuto risultati diversi perché il suono evidentemente cambiava la forma del cristallo, ma non l’effetto (nel senso che una parola buona
dava risposte positive e una cattiva, invece, negative).
Ha deciso così di scrivere, stampate, varie parole di cui vedremo la reazione dell’acqua.
Presi 2 campioni d’acqua. Su uno incollata un’etichetta con scritto “scemo” (inteso come offesa), sull’altro un’etichetta con scritto “grazie”. Lasciati
così per una notte intera, il giorno dopo fatti congelare e fotografati i cristalli
che si erano formati: con la scritta “scemo” l’acqua si deforma, non ne vuole
sapere di formare una pur minima parvenza di cristallo. Va precisato che “non
fare lo scemo” inteso in modo scherzoso dava una risposta completamente diversa, positiva.
Poi osserviamo la differenza fra angelo e diavolo (foto 11-12 ) come pure
la differenza fra “fallo!” e una più collaborativa: “facciamolo”(13-14). Visto il
risultato dobbiamo riflettere su come ci proponiamo (o come ci dovremmo
proporre) agli altri.
Il Dr. Emoto asserisce: “Le parole sono le vibrazioni della natura, per questo le belle parole creano una bella natura, le parole brutte creano una natura
brutta. Questa è la radice dell’Universo”.
Possiamo anche essere scettici, ma siamo di fronte ad esperimenti provati. E poi, come disse Einstein:” Chi non ammette l’insondabile mistero, non
può neanche essere scienziato”. Non si può credere solo a ciò che si tocca
con mano.
Dalle foto mostrate abbiamo potuto osservare come l’acqua possa reagire ad una parola buona o cattiva.
Che sconquasso possono subire il nostro fisico (75% acqua), la nostra interiorità, la psiche, l’anima (Luna/acqua) quando vengono travolti da parole o
fatti pesanti? Uno choc emotivo può provocare dentro di noi un cataclisma, un
maremoto che ci sommerge completamente. Certo non tutti siamo uguali, la
sensibilità è diversa per ognuno di noi, quindi le reazioni possono essere diverse a seconda delle caratteristiche personali e caratteriali e anche l’acqua contenuta nel nostro corpo è diversa. Ognuno di noi ha una vibrazione particolare
che lo identifica.
L’organismo vivente è un’unità fisico-emozionale. Le emozioni (Luna)
possono essere la chiave d’ingresso verso piani superiori, quali l’animistico e
lo spirituale.
Le emozioni però possono essere anche la miccia che innesca un processo di malattia o che crea disagio psicologico.
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Casa Sesta
Anche secondo l’Ayurveda e la medicina cinese “le emozioni sono spesso
responsabili della rottura dell’equilibrio e causa di malattia”. Malattia che è
una forma di disarmonia con l’ordine cosmico, sempre secondo l’Ayurveda.
Vengono a mancare quelle vibrazioni positive che mantengono l’organismo
sano.
Tutto comincia e finisce nella mente e l’acqua (Luna) è lo specchio della
mente.
È stato ormai appurato che quasi tutte le malattie sono di origine psicosomatica (a meno che non siano genetiche o karmiche). L’etologo Konrad Lorenz, nel “Declino dell’uomo”, afferma che è la nostra psiche l’ambiente più
devastato da questo millennio, che va di pari passo col degrado ambientale e
sociale.
Anche i mezzi di comunicazione contribuiscono notevolmente a creare
ansie e timori. Si tende ad evidenziare troppo il male (ci sarà pure anche qualche fatto positivo, ma non fa notizia). Di questi tempi la gente è bombardata
giorno e notte da un’overdose di barbarie che traumatizza anche gli animi più
coriacei… proporrei di fare uno sciopero mediatico ogni tanto.
Passiamo agli esempi astrologici
L‘elemento Acqua, secondo il mio modesto parere, ha una grande importanza
per quanto riguarda la salute ed è facile dedurlo dal momento che il nostro
corpo è composto principalmente di acqua.
Una forte prevalenza di pianeti in segni d’acqua, una Luna o Nettuno molto forti, rendono le persone interessate molto più fragili di altre, anche di fronte
agli avvenimenti della vita. Le emozioni, l’ansia, l’apprensione, possono diminuire le difese e togliere energia vitale.
Nei numerosi casi che ho potuto studiare, con Luna ed elemento acqua
predominanti, si evidenziano disturbi di varia natura, sempre riferiti ad una forte emotività e ad una sensibilità particolare. Ho potuto inoltre constatare che
la donna riesce a recuperare meglio dell’uomo certi squilibri, forse perchè più
in sintonia con la Luna, pianeta femminile per eccellenza. Non solo l’abbondanza, ma anche l’assenza dell’elemento Acqua in un tema può creare problemi di salute, fisici o psicologici, e in questo caso sembra essere la donna a subirne maggiormente gli effetti (per il motivo inverso a quanto detto precedentemente).
Esempio:
Come sintetico esempio propongo Enzo Tortora:
Mi è venuto in mente questo personaggio pensando alla sua storia e il “tema natale” conferma quanto sopra esposto. Sappiamo che è morto di cancro,
sopraggiunto in seguito alle note vicende giudiziarie.
Quattro pianeti più AS. in segni d’acqua e Nettuno al MC.
AS Scorpione con i governatori dell’AS, Marte e Plutone, che “inquadrano” la Luna, tutto nel segno del Cancro, tra l’8° e la 9° casa: trauma psicologi-
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co causato da calunnie e accuse, risultate poi infondate, che lo hanno costretto a subire l’onta di processi, prigionia, discredito pubblico. Enzo Tortora non
è riuscito a “digerire” il duro colpo, introiettando (Cancro) il suo dolore e le
sue angosce. La Luna, che da Marte si dirige verso Plutone, ha fecondato la
malattia degenerativa. Il Punto di Malattia è in 6° casa, Ariete; il Punto di Morte
è congiunto all’AS, entrambi a confermare la forte influenza di quella triplice
congiunzione in Cancro.
*
*
*
Luna-acqua-memoria = forse, per stare bene, basterebbe, il più spesso
possibile, rivolgersi verso il più profondo di noi stessi e cercare di trovare qualche frammento di quella vita interiore inconscia che lega ognuno di noi al resto dell’universo. Lasciar perdere le idee preconcette, la cultura e il sapere artificiale e ascoltare più spesso l’istinto, che è una certa forma di saggezza, che
le persone semplici (o non “civilizzate”, se la nostra si può chiamare attualmente civiltà) ancora oggi possiedono. Ritrovare l’armonia tra conscio e inconscio evita la malattia.
La nostra epoca malata ha tacitato la voce dell’anima, ha messo la spiritualità in un cassetto, ma io spero che piano piano riemerga una nuova coscienza collettiva che ci faccia ritrovare l’Unità per cui siamo nati.
Per finire: stiamo attenti a come parliamo e agiamo con il nostro prossimo (chiunque esso sia). Evitiamo parole spiacevoli (ricordiamo l’effetto foto)
e cerchiamo di non creare mai disarmonia intorno a noi. Ne trarremo tutti
grandi benefici.
E infine cerchiamo di trattare bene la nostra Madre Terra (è un essere vivente anche lei, come tutto ciò che contiene e che in lei vive). Amare e conservare la Natura vuol dire aprire una finestra sulla Spiritualità, significa contribuire a mantenere integra “l’anima mundi” cui la nostra anima individuale è
collegata. Un tutt’uno interdipendente dove il benessere dell’uno determina il
benessere dell’altro.
Foto tratte da: “I messaggi dall’acqua” – di Masaru Emoto
(I.H.M. General Research Institute) – HADO Publishing - Amsterdam
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1 - Londra.
2 - Parigi.
3 - Fontepura.
4 - Lourdes.
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5 - Camomilla.
6 - Fiume 1.
7 - Fiume 2.
8 - Fiume 3.
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9 - Mozart.
10 - Canzone.
11 - Angelo.
12 - Diavolo.
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13 - Fallo.
14 - Facciamolo.
15 - Uccido.
16 - Heavy metal.
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Jan Weber dall’Olanda segnala tramite l’ISAR che:
La Luna Nuova del 12 dicembre è stata speciale a 01.29 GMT su
20:52 Sagittario in quanto in quel giorno la successione zodiacale
dei pianeti segue quella della lontananza dal Sole,
Plutone:
Nettuno:
Urano:
Saturno:
Giove:
Marte:
Venere:
Mercurio:
22 grado di Sagittario
14 grado di Aquario
4 grado di Pesci
27 grado di Cancro
15 grado di Libra
21 grado di Scorpione
24 grado di Scorpione
17 grado di Sagittario
Una sequenza che non si è mai verificata nel XX secolo e che non
avverrà più nel XXI.
*
*
*
NOTIZIE AGGIUNTIVE PER CHI VOLESSE
RAGGIUNGERE YORK DALL’ITALIA
(vedi allegato sul Congresso di fine settembre)
York è situata a circa metà strada fra Londra e Edimburgo. L’aeroporto più vicino è LEEDS o Manchester.
Si può scegliere il volo per Londra (99 Euro) o per Manchester
(più caro, 4 voli al giorno da Malpensa), indi treno fino a York +
15’ di taxi.
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CASA OTTAVA
SPECIALE PLUTONE
Se si pensa all’esplosione dell’integralismo religioso con il
passaggio di Plutone in Sagittario, alla estrema libertà sessuale col passaggio precedente in Scorpione e così via per
i segni precedenti, è doveroso chiederci quali saranno i
suoi eccessi nel prossimo ingresso in Capricorno nel 2008.
Orlando Miglionico ha fatto delle proiezioni sulla base dei
precedenti storici in cui sembra costante un rafforzamento
di un nuovo potere di tipo imperialistico. Conclusioni analoghe per Michelini.
Questa grande lancetta cosmica che segna il fluire delle
generazioni (v. Plutone in Leone di Brian Clark) è anche
oggetto di paure (v. l’articolo successivo “l’Ade come luogo”) e insieme di attrazione (Lo sposo degli inferi di Carla
Boccherini).
Il massimo della potenza sembra manifestarsi quando nel
tema personale si presenta come “singleton” (ossia unico
pianeta in un elemento, terra, acqua ecc.), analizzato da
Eleanor Buckwalter per vari personaggi.
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Casa Ottava
Orlando Miglionico
PLUTONE IN CAPRICORNO
L’ANTICAMERA DELLA METAMORFOSI
L.A. 137-810
Plutone inizierà ad entrare in Capricorno nel gennaio 2008, definitivamente a
fine novembre, per restarvi fino al 2024 circa.
È facilmente intuibile che questo periodo sarà importantissimo dal punto
di vista geopolitico, perché pianeta e segno hanno in comune le simbologie di
“politica e potere”, e sembrano galvanizzarsi reciprocamente, costituendo una
sorta di punto fermo; l’importanza di tale passaggio è anche da mettersi in relazione alla struttura stessa del ciclo zodiacale, che vede nel Capricorno una
sorta di densissimo punto di non ritorno, in cui il mondo nuovo creato dal
transito in Ariete arriva al massimo della sua espressione; i transiti successivi
in Aquario e Pesci prepareranno l’avvento del nuovo ciclo.
Il Capricorno, poi, rappresenta una fase di condensazione, strutturazione,
d’imposizione di uno status quo che ha però caratteristiche necessariamente
precarie, sia perché blocca temporaneamente l’embrionale processo evolutivo
iniziato in Sagittario, sia perché l’imposizione (esaltazione di Marte) rigorosa e
tecnica (Saturno e Urano) di qualsiasi status quo si esaurisce nel momento in
cui la metamorfosi aquariana prenderà inevitabilmente il sopravvento; nel momento stesso in cui si raffinano al massimo gli strumenti del Potere e le strutture di una Tradizione – anche accogliendo e contemporaneamente imbrigliando i fremiti critico-rinnovatori dei passaggi che vanno dalla Bilancia allo Scorpione e al Sagittario – si creano le condizioni di una metamorfosi di tale potere, una sorta di rovescio della medaglia in cui questo Marte fortissimo ma snaturato e “svuotato” della sua abituale impulsività (l’ebbrezza dell’esaltazione in
Capricorno si paga con la disciplina rigorosa e un’efficiente organizzazione)
dovrà cedere il posto a un altrettanto fortissimo Nettuno, che sembra utilizzare
le efficienti strutture proposte dal Capricorno per snaturarne i fini. Si noti anche la successione: Scorpione- domicilio base di Marte/Sagittario domicilio
base di Nettuno/Capricorno -esaltazione di Marte/ Aquario -esaltazione di Nettuno/ Pesci-domicilio primario di Nettuno/ Ariete-domicilio primario di Marte.
Nettuno e Marte si trovano quindi appaiati in un gioco ritmico di successione che dopo aver toccato i toni estremi di una scala (domicilio base-esaltazione) finiscono per esprimere i loro connotati più “naturali” in Pesci e in Ariete, rispettivamente l’ultimo e il primo del ciclo! 1
Casa Ottava
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Ciò potrebbe significare che la metamorfosi nettuniana non potrà mai essere per così dire “pura “e spiegare il relativo fallimento delle ideologie, il carattere spesso velleitario che il pianeta ispira; e anche il reinserimento di movimenti rivoluzionari in uno schema comunque più o meno impositivo e prevaricatorio.
La metamorfosi-Aquario/gestazione-Pesci sarebbe quindi sempre condizionata da una “marzianità” di fondo: non sarà difficile constatare che la storia
dell’umanità ha di fatto caratteristiche più marziane che nettuniane;2 d’altra
parte Marte lasciato a se stesso non solo sarebbe pericolosamente incline ad
una spirale di violenza e aggressività senza fine, ma la sua azione risulterebbe
sempre meno incisiva, perché non avrebbe l’appoggio dell’idea nettuniana, né
ci sarebbe la necessaria metamorfosi-gestazione per far nascere un nuovo ciclo.
L’ultimo transito di Plutone in Capricorno va dal 1762 al 1778; è un periodo che vede la conquista dell’indipendenza dei futuri Stati Uniti, di quella cioè
che sarà una futura potenza a livello mondiale (Capricorno-indipendenza dalla
madre-patria-Cancro e Capricorno-eminenza-potenza-egemonia e anche ambizione ad essere sempre protagonista, ad avere sempre la leadership in campo internazionale, probabile effetto congiunto di Plutone-protagonismo e Capricorno-potere). In Europa c’è un po’ ovunque il “dispotismo illuminato” che
traveste la monarchia assoluta del vecchio regime in un potere sempre assoluto, ma più razionale, più saggio, che accoglie e contemporaneamente imbriglia le istanze illuministiche (il che è una perfetta sintesi di Plutone in Capricorno). La Francia è l’unica a rimanere vittima di un conservatorismo cieco, probabilmente perché la sua natura virginea è estremizzata dal transito di Plutone
al trigono; l’Austria e la Prussia taurine hanno invece sovrani e sovrane dal
grande carisma (come la Russia-Pesci con Caterina) che si occupano un po’ di
tutto e lo fanno con sincero interesse nei confronti delle idee illuministiche.
Bisogna anche notare che gli Stati Uniti diedero il primo esempio di uno
stato repubblicano, democratico e moderno: qui Plutone, nel momento in cui
intensifica al massimo la simbologia di “potere e blocco temporaneo della metamorfosi” in Europa, accompagnandola sull’orlo della rivoluzione, accettando
bizzarri compromessi come il dispotismo illuminato ne fa intravedere anche
l’esaurimento, la precarietà, appunto, proponendo una variante del Potere, ma
pur sempre dalle fondamenta solide e durature; non è un caso poi che il 4 luglio 1776 ci fosse la Luna in Aquario: la Luna è anche “anticipazione” e si sa
come la rivoluzione americana, pur creando ex novo una nazione, farà da detonatore a quella francese.
Andando a ritroso, arriviamo al transito di Plutone che va dal 1516 al
1532. Troviamo subito un sovrano di grande importanza come Carlo V
d’Asburgo, il quale si troverà ad ereditare il regno di Spagna con relative colonie e l’impero di Germania, nonché ad essere arbitro indiscusso in Italia (nel
1530 ne diventerà re).
Carlo V è quindi, secondo me, una sorta di paradigmatica icona di Plutone in Capricorno: l’estensione dei suoi territori, il carisma e il prestigio che eb-
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be sono una mirabile somma delle simbologie tra pianeta e segno: Plutoneprotagonismo-carisma-politica e Capricorno-potere-dominio-autorità e autorevolezza.
In questo periodo vediamo anche l’avvio da parte di Martin Lutero (altra
“icona” di Plutone in Capricorno) della sua rivolta contro la chiesa di Roma.
Notiamo subito un’analogia simbolica con la rivoluzione americana: anche qui
si tratta di una ricerca di autonomia, d’indipendenza dalla madre chiesa.
Lutero si scaglia contro le pratiche d’indulgenza, contro la “morbidezza”
dei costumi alla corte papale (tutte caratteristiche associabili evidentemente
all’edonistico, indulgente, morbido e passivamente egoista Cancro).
Propone il sacerdozio universale, la possibilità d’interpretare autonomamente le Sacre Scritture, di aver un rapporto immediato e diretto con la divinità; il protestantesimo ha poi caratteri notoriamente spartani, scevri da qualsiasi edonismo (basti pensare al significato del termine “luterano”), da qualsiasi
speranza, da qualsiasi lunare velleità di redenzione: la grazia è solo per un minoritario gruppo di predestinati (Capricorno-selezione naturale); la divinità si
fa in un certo senso più distante, soprattutto più imperscrutabile, il Paradiso
(l’Eden di cancerina memoria, l’infanzia innocente dell’umanità) per i protestanti è più difficile da raggiungere.
Occorre sottolineare che accanto a Plutone in Capricorno, Nettuno era in
Aquario; si può supporre che la fortissima spinta al cambiamento di Nettuno
abbia per così dire modificato l’azione di Plutone, e abbia stimolato il lato speculativo-dottrinario del Capricorno; ma anche che la tensione tra mantenimento di uno status quo (il papa e l’imperatore all’inizio) e l’esigenza di metamorfosi e rigenerazione spirituale siano uscite nel medesimo tempo allo scoperto,
provocando l’urto frontale tra conservatorismo capricorniano e rinnovamento
aquariano.
La presenza di Plutone e Nettuno in Capricorno e Aquario ha stimolato
dialetticamente, come in parte abbiamo già visto, gli opposti Cancro e Leone:
come a dire una contestazione “nordica” contro i valori “latini” espressi dai
due segni estivi; l’opposizione al Leone da parte di Nettuno la si può riferire al
sacerdozio universale e alla contestazione dell’autorità ecclesiastica; l’opposizione al Cancro si riferisce anche nel particolare di non considerare il battesimo (acqua santa-Luna) e le opere buone - ed in generale i sacramenti come
sufficienti, nella sostanza, a redimere il credente: il peccato è giustificato gratuitamente solo da Dio, l’uomo vive perennemente nella macchia del peccato
originale, come se il super-Io -Saturno-Capricorno impedisse qualsiasi indulgenza, qualsiasi rilassamento; la divinità, anzi, diventa in un certo senso un
super-Io macroscopico; mentre le estasi dei santi latini hanno probabilmente
radici nel calore solare da una parte, e nella sensibilità lunare dall’altra.
Alla lunare pietà, al leonino gusto della liturgia , dei fasti e delle opere
meritorie prende il posto il saturnino ed uraniano esercizio del proprio dovere
civile.
Lo Scorpione Lutero (ri) svela anche la precarietà dell’uomo, precarietà
che consiste proprio nell’impossibilità pragmatica di assurgere alla vita eterna
Casa Ottava
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e, capricornianamente, non si fa illusioni; l’uomo è più solo (Capricorno-solitudine), in balìa del suo destino (il “servo arbitrio”) che si può “esorcizzare” con
la fede; il mistero della morte e del destino ritornano con il protestantesimo di
attualità.
Il rigore morale e la lucidità saturnine derivanti dalla consapevolezza della
condizione permanente di errore e dalla separazione tra la fede e le opere,
avranno poi i loro indubbi effetti nella formazione di una mentalità protestante-capricorniana dove il senso del dovere per il dovere, il lavoro e l’arricchimento conseguente 3 finiranno per far sperare in un recupero tutto mondano
delle illusioni perdute: le capacità imprenditoriali diverranno, per i calvinisti,
un segno dell’elevazione divina.
Anche valutando i precedenti transiti, sembrerebbe proprio che determinino la presenza di uomini di potere di grande spessore e importanza per il
corso della storia.
448-428 a.C. - età di Pericle: politica imperialista ed aggressiva; egemonia nel Peloponneso da parte di Atene. Edificazione di edifici pubblici e religiosi che confermano il prestigio raggiunto: il Partenone (riflesso dialettico del
Cancro-architettura)
203-183 a.C. - i Romani sconfiggono definitivamente i Cartaginesi, anche grazie ad uno stratega come Scipione l’Africano; nel 197 sconfiggeranno
la Macedonia, nel 189, sempre per merito di Scipione l’Africano, anche la Siria: Roma adotta una politica militarista e imperialista (letterale traduzione di
Plutone-politica e Capricorno-imperialismo), che mira però, almeno per ora,
ad un coinvolgimento indiretto, senza la responsabilità di annessioni territoriali, cercando di mantenere una sorta di status quo. Di fatto, con questo transito,
Roma inizia la sua egemonia nel Mediterraneo.
42-60 d.C. - imperatore Claudio fino al 54; poi Nerone , con il quale il
principato si avvia sempre più a diventare autocratico anche nella forma.
287-305 d.C. - imperatore Diocleziano, che risollevò l’impero dopo cinquant’anni di anarchia militare (corrispondenti ai transiti di Plutone in Scorpione e Sagittario), rallentandone la decadenza; con questo imperatore il principato si trasforma definitivamente in una monarchia assoluta di diritto divino.
Assai significativo è che viene introdotto a corte l’atto di prostrarsi davanti all’imperatore. Diocleziano, oltre a bloccare le incursioni dei barbari ai confini, è
l’artefice dell’ultima persecuzione dei cristiani, ritenendo che la conservazione
ad oltranza dei valori tradizionali fosse salutare per mantenere l’unità geopolitica. Il successivo transito di Plutone in Aquario segnerà invece il decisivo
cambiamento nel rapporto tra l’Impero e la Chiesa: del 313 è l’Editto di Milano
(tolleranza e libertà di culto) che porterà all’Editto di Tessalonica del 380 (Plutone in Ariete!), con il quale nasce anche formalmente (dopo la “gestazione”
di Plutone in Pesci) l’Impero Romano-Cristiano. Plutone in Ariete segna insomma la definitiva conquista della storia da parte del Cristianesimo.
532-550 d.C. - Giustiniano imperatore d’Oriente, definito nei libri di storia come il più grande sovrano bizantino, il quale finirà per scacciare gli Ostrogoti dall’Italia, realizzando il sogno di restaurare l’Impero Romano almeno nel
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Casa Ottava
Mediterraneo (“Renovatio Imperii”); sogno destinato a svanire nel successivo
transito di Plutone in Aquario: nel 569 iniziano ad arrivare dalla Pannonia
(odierna Ungheria) i Longobardi.
778-796 d.C. - ascesa di Carlo Magno re di Francia dal 771, che manda
via i Longobardi dall’Italia settentrionale, assoggetta i Sassoni (nel 782, a Verden, ne giustiziò 4500) stermina gli Avari e fonderà poco dopo (800) il Sacro
Romano Impero, parendo ai contemporanei che egli sia riuscito a resuscitare i
fasti dell’Impero a Occidente. Non credo necessiti di particolari commenti il
prestigio, il carisma ed il potere che questo sovrano raggiunse. Nel 794 stabilirà come capitale Aquisgrana, costruendovi gli edifici simbolo del potere carolingio, una “nuova Roma” dal punto di vista simbolico; il Capricorno-potere
sfrutta l’opposto Cancro-architettura, come già nell’Atene di Pericle. Si ricorderà come l’unità geopolitica di Carlo non sopravviverà a lungo, di fronte all’emergere degli stati nazionali.
1024-1042 d.C. - imperatore di Germania è Corrado II il Salico, il quale
promulga la Constitutio de feudis (1037) che riconosce la successione dei feudi minori: il suo scopo era quello di rafforzare in questo modo il potere regio,
trovando alleati nei valvassori e mirando ad indebolire i grandi proprietari terrieri, la grande aristocrazia, soprattutto in Italia, sempre più insofferente al dominio imperiale.
1270-1287 d.C. - imperatore è questa volta Rodolfo d’Asburgo che riconquista l’Austria, la Stiria, la Carinzia e la Carniola nel 1276; è l’ascesa della
casata degli Asburgo. In Italia meridionale si vede l’insediamento di Carlo
d’Angiò, il quale con la sua politica fiscalmente oppressiva scatenò la ribellione dei siciliani (vespri siciliani del marzo 1282) che chiesero aiuto agli Aragona, scatenando una guerra tra Angioini e Aragonesi conclusasi solo nel 1302.
È interessante notare come, a quanto pare, Plutone in questo caso esalti la
simbologia di “indipendenza” e di “isola”.
Da queste note mi sembra di poter dedurre delle costanti di Plutone in
Capricorno, indipendentemente dalle posizioni degli altri pianeti lenti:
I – Affermazione e consolidamento di un potere e di una politica di tipo
imperialistico frutto della somma tra la simbologia “politica” di Plutone e quella di imperium del Capricorno (nel senso originario latino di dominio, comando, che può anche prescindere dalle nazionalità e dei popoli dell’opposto Cancro). Si vedano l’Attica di Pericle, l’egemonia di Roma nel Mediterraneo con la
sconfitta di Cartagine, la restaurazione di Diocleziano, la conquista dell’Italia
con Giustiniano (col sogno della renovatio imperii), il Sacro Romano Impero di
Carlo Magno, l’ascesa degli Asburgo; ma anche la nascita di quella che sarà
effettivamente una potenza imperialista come gli Stati Uniti, senza dimenticare
l’Impero di Carlo V, vero coacervo di popoli differenti.
II – Tale potere è concentrato in modo autorevole, prima ancora che
eventualmente autoritario – visti i tempi in cui ancora non esisteva la moderna
democrazia – nelle mani di personaggi che comunque hanno effettivamente il
carisma e, soprattutto, un profilo di statisti e leader, come si direbbe oggi;
questo è risultato della fusione tra Plutone-carisma-protagonismo-leader e Ca-
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pricorno-autorità-potere-razionalità (si pensi alla successione di questi nomi:
Pericle, Scipione l’Africano, Claudio, Diocleziano, Giustiniano, Carlo Magno,
Carlo V); da questo punto di vista, mi sembra di poter escludere, almeno considerando la posizione in sé e per sé , derive autoritarie.
III – Plutone sembra intensificare il carattere di preservazione dello status
quo, ora restaurando, ora cercando di contrastare e rallentare e/o frenare
eventuali fremiti di cambiamento che siano presenti; la posizione successiva di
Plutone in Aquario metterebbe in evidenza quali aspetti di cambiamento il
passaggio precedente abbia bloccato e rallentato.
IV – Parallelamente alla formazione di entità geo-politiche complesse
sembra anche stimolata la simbologia del Capricorno di “indipendenza” da
qualsiasi tradizione che possa ricordare per analogia l’immagine della madre
(sia essa per esempio, la madre-Patria o la madre-Chiesa).
Il prossimo transito di Plutone in Capricorno è innanzi tutto segnato nella
sua prima metà (2010-2016) dalla quadratura da parte di Urano in Ariete4,
quadratura che è analoga a quella degli anni trenta, avvenuta con Plutone in
Cancro. Quella quadratura accompagnò (complice l’alienato Nettuno in Vergine, che ha esaltato ideologicamente la componente reazionaria del segno) la
terrificante realizzazione pratica del nazi-fascismo, miscuglio di nazionalismo
(Plutone in Cancro) e aggressività autoritaria organizzata politicamente (Urano
in Ariete), di abbandono passivo e rinunciatario delle masse a sistemi autoritari privi di ogni logica; l’esito fallimentare e distruttivo era implicito nell’aspetto
del quadrato.
In questo caso l’aspetto era accomunato dalla carenza saturnina dei due
segni, donde la completa irrazionalità del fenomeno, il completo abbandono
agli istinti più negativi ; il carattere “sadico” di Plutone, sotto la pressione negativa di Urano, si era introvertito nelle interiora dell’inconscio collettivo, dando luogo ad una passività destinata ad essere modellata in un’acquiescenza
estrema nei confronti dell’autorità anti-democratica e anti-liberale (quadrati alla Bilancia) e dove il Potere abbandona la sua tradizionale distanza dalla massa indistinta (quadrati al Capricorno). Sembra quasi che lo Zodiaco ci inviti a
diffidare saturnianamente dei movimenti politico-ideologici che fanno sfoggio
di ampi ed eccessivi consensi. La democrazia-Bilancia è fatta di una mediazione tra il popolo nel suo complesso ed il potere, che è poi in definitiva il tanto
disprezzato parlamento e si oppone al massimo all’autorità che si appoggia
sull’aggressività, o che basa il suo consenso, per esempio, su una campagna
militare.
Collocato in questa prospettiva il futuro quadrato mi sembra indicare anziché l’insorgere di regimi totalitari di massa, l’affermarsi di una classe dirigente che va contro le aspettative e i desideri dell’umanità nel suo complesso, avvertita quindi come distante e anche lesiva dei diritti del prossimo in generale.
Penso sia qualcosa di differente da un “normale” potere di tipo autoritario come siamo abituati a considerarlo, perché è appunto il consenso sia passivo
(Cancro) che democratico (Bilancia) a venire meno.
Abbiamo scritto che una delle caratteristiche di Plutone in Capricorno sia
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Casa Ottava
proprio l’imposizione di uno status quo, il tentativo di arrestare il cambiamento; ebbene, poiché questo avverrà dopo un periodo di forti tensioni ideologiche
, è chiaro che sarà un tentativo di bloccare le conseguenze di queste tensioni,
conseguenze quali, per esempio, una eventuale trasformazione della globalizzazione (affermatasi con Plutone in Sagittario) in una società aperta e relativista.
Ciò non sarebbe poi così negativo, se non fosse che la quadratura di Urano in Ariete pone seri interrogativi sull’efficacia pratica e sulla validità etica di
tale tentativo restauratore; pur di mantenere uno status quo, di conservare una
Tradizione, la politica ed i suoi leader potrebbero essere disposti a tutto, poiché Plutone leso esaspera le ambizioni e il conservatorismo del Capricorno, al
di là di qualsiasi opportunità (Urano leso); e ciò, come si può intuire, potrebbe
essere pericolosamente dannoso; d’altra parte, Urano può far mancare concretamente i mezzi - o dare mezzi sbagliati- per imporre una situazione sociopolitica il più possibile duratura: Urano in Ariete mette effettivamente l’accento
sulla precarietà, sull’instabilità, vuoi anche sull’aggressività (nel senso più
esteso) di situazioni che minacciano la stabilità di qualsiasi potere, mettendone in evidenza proprio il carattere che in fondo Plutone vorrebbe occultare:
quello di non essere eterno.
Insomma, il tentativo di Plutone in Capricorno di mantenere un certo tipo
di status quo è destinato in quegli anni ad essere in qualche modo frustrato o
perché i detentori del potere useranno mezzi sbagliati, impopolari e magari anti-democratici o perché un contingente uraniano imprevedibile, impulsivo, irruente e aggressivo impedisce un minimo di durata.
Il quadrato in questione potrebbe mettere in primo piano anche questioni
legate all’indipendenza di popoli che ancora non hanno uno stato; vi potrebbe
essere una recrudescenza di movimenti separatisti o comunque legati all’esigenza di autonomia da uno stato preesistente
Personalmente ritengo che sarà un periodo duro per istituzioni sovranazionali tipicamente libriche come l’ONU e che azioni unilaterali saranno più
frequenti, nonché le politiche “imperialiste” magari perpetuate senza vera necessità .
Un certo spirito anti-associativo e tendente a rifuggire qualsiasi compromesso potrebbe pervadere sia la politica interna ai paesi sia quella delle relazioni internazionali.
Anche la giustizia-Bilancia non penso godrà di particolari favori, perché
sarà piegata alla volontà dei pochi, e perché sarà facilmente manipolata dagli
interessi egoistici o del potere stesso.
I deboli-Cancro e gli altri-Bilancia non saranno quindi al massimo della
considerazione; Ariete e Capricorno hanno in comune infatti Marte il quale è
poco indulgente, poco sensibile a questioni affettive e altruistiche; viceversa
l’autonomia, l’egoismo, l’individualismo, un superomismo volontarista ad oltranza saranno più diffusi, così come sembrerebbero profilarsi tempi difficili
per le associazioni di volontariato, per l’assistenza pubblica, per la previdenza
sociale; e anche per le donne e i loro diritti, in un rinnovato fervore tradiziona-
Casa Ottava
89
lista e maschilista, magari con il beneplacito religioso di Nettuno in Pesci. A
meno che (o forse proprio per questo) il transito non rispecchi un sempre più
forte rinnegamento da parte della donna stessa dei ruoli proposti dal Cancro e
dalla Bilancia a livello sociale di madre e moglie; la famiglia-Cancro e l’istituzione matrimoniale-Bilancia potrebbero trovarsi veramente in crisi; ed è interessante notare che lo stesso Nettuno in Pesci esalta la solitudine e la deviazione dalla norma dei legami convenzionali.
Poiché Nettuno sarà in Pesci dal 2012 è chiaro che le questioni ideologico-religiose, le questioni inerenti ai modelli-Nettuno di civiltà differenti rimarranno importantissime; ma dopo il sia pur violento impatto di Nettuno in
Aquario, Nettuno in Pesci può indurre a forme regressive, ad un certo distacco
e disinteresse dal mondo, che può appoggiare sotterraneamente il “menefreghismo” di Urano in Ariete e Plutone in Capricorno.
La tecnica-Urano potrebbe iniziare ad avere sempre meno risorse da
sfruttare (quadrato a Plutone, tra l’altro simbolo del petrolio, ma in generale di
tutte le risorse nascoste alla vista, da estrarre fuori), scatenando comportamenti irrazionali e poco interessati al bene comune. La quadratura in questione è anche preoccupante per la natura-Cancro, per la madre-terra, per l’acqua. Il transito successivo di Urano in Toro, in questa logica, sembra indicare
effettivamente il fare i conti con l’ambiente-Toro, forse con uno sfruttamento di
risorse più ecologiche (e si noti che il Toro è opposto allo Scorpione-petrolioinquinamento, così come tra il 2012 e il 2013 Saturno sarà proprio in Scorpione).
Urano è anche simbolo della medicina e della chimica e il Capricorno
sappiamo essere il segno della chirurgia; Nettuno in Pesci è forte d’altra parte
nella sua simbologia di metamorfosi, ma anche di sistema immunitario, oltre
che essere genericamente legato alla malattia e alle epidemie. Non voglio certo azzardare previsioni in questo campo, ma mi limito a segnalare che il conflitto tra Urano e Plutone e la contemporanea presenza di Nettuno in Pesci non
favoriscono certo la medicina, intesa come scienza che si prefigga di sconfiggere qualsiasi tipo di malattia.
A livello statistico potrebbe esservi un incremento di malattie che colpiscono le ossa e la spina dorsale, nonché la scatola cranica e chiaramente, per
la dialettica, le malattie legate agli organi del Cancro e della Bilancia. Forse
anche un incremento delle difficoltà procreative per gli uomini (Urano-realizzazione pratica in Ariete-virilità che subisce un quadrato da Plutone-seme non
è certo il massimo).5
Tempi molto più positivi per la medicina e la chirurgia (magari con la risoluzione dei problemi eventualmente aperti dal quadrato) saranno sicuramente con la congiunzione di Saturno e Plutone in Capricorno (2019-2020) ,
bellissimo aspetto questo per tutte le attività scientifiche e intellettuali, anche
per la speculazione filosofica; non per nulla al sestile (se pur debole) di Nettuno in Pesci, e “antipasto” rigoroso e speculativo di Plutone in Aquario al trigono di Urano in Gemelli, trigono che sarà certo importantissimo dal punto di vista scientifico.
90
Casa Ottava
Il quadro sembra comunque “tranquillizzarsi” nel 2019 con l’ingresso di
Urano appunto in Toro, ma anche con Saturno in Capricorno, che poi si congiungerà a Plutone tra il 2019 e il 2020; ritengo più probabile in questo periodo l ‘avvento di una personalità politica di grande rilievo, magari – complice
Urano in Toro – in Europa, un’Europa sempre più forte a livello istituzionale e
quindi internazionale.
Sarà un periodo meno pesante del precedente, dove i caratteri fondamentali di Plutone in Capricorno riacquisiranno la razionalità e la praticità appannate dal quadrato di Urano, e dove certamente il potere, pur non abbandonando certe sue caratteristiche, saprà meglio e più saggiamente imporsi, con una
ponderata moderazione anche degli stessi istinti plutonici.
NOTE
1 È interessante constatare che questi due pianeti sono importantissimi dal punto di
vista dello sviluppo della malattia, perché Marte è in analogia con gli stati in cui si è attaccati dagli agenti patogeni , mentre Nettuno è depositario della funzione immunitaria; si noti
infine che N. governa la 12ª casa, e Marte la 1a, che sono divise dalla cuspide dell’Ascendente, la quale allora non andrebbe solo considerata quale inizio della prima casa, ma anche quale fine della dodicesima.
2 Non mi pare che Urano prima e Nettuno poi in Aquario siano riusciti ad esprimere
quello che sarebbe piaciuto a molti; la loro forte caratterizzazione ideologica si è risolta nell’aberrazione del fanatismo religioso, aggressivo e violento, nonché nella altrettanto aberrante dottrina della guerra preventiva ossia a scopi umanitari. Del resto l’esaltazione della
simbologia “metamorfosi” porta allo scoperto la eterogeneità delle diverse civiltà, nonché il
relativo problema dell’identità e quindi della tolleranza, problemi trascurati dal semplicismo
ottimista della globalizzazione sagittariana, dall’euforia di un mercato sempre più esteso.
Tutto ciò, almeno per il momento, non è affrontato in maniera veramente nettuniana, cioè
con una vera trasformazione delle identità, ma con modalità già marziane, con la lotta e
l’antitesi tra le diversità.
3 A mio parere questa è una bella conferma dell’“esaltazione B” di Giove nel Capricorno; così come forse la corrispondente caduta di Mercurio potrebbe significare l’insofferenza nei confronti di una chiesa troppo avvezza all’intrigo, al maneggio, all’astuzia, alle
sottigliezze teologiche; Lutero vuole infatti tornare alla parola originaria del Vangelo e della
Bibbia.
4 Di tutti i passaggi che ho preso in considerazione, cioè dall’età di Pericle in avanti,
Plutone in Capricorno non è mai stato quadrato a Urano in Ariete.
5 Che questa frustrazione procreativa diffusa possa essere poi il viatico di atteggiamenti aggressivi e distruttivi? La crisi della famiglia e del matrimonio che abbiamo visto più
sopra potrebbe avere anche questo movente.
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Brian Clark
PLUTONE E… LA MEZZA ETÀ
Il progredire del tempo nella generazione con Plutone in Leone
TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO
L.A. 137-810
“Non si può vivere il pomeriggio della vita come se fosse il mattino; perché ciò
che era splendido al mattino diventerà insignificante la sera, e ciò che era vero
all’alba diventerà una bugia al tramonto.”1
Carl G. Jung
Il titolo di copertina del Bollettino, la versione australiana del Newsweek,
dice: “50: la nuova mezza età. Si usava dire che la vita incomincia a quarant’anni. Non più. Adesso, il meglio deve ancora venire a cinquanta”.2
La data della rivista è del 23 gennaio, 1999, più di undici anni fa, quando
la prima ondata generazionale di Plutone in Leone incominciava ad approssimarsi ai 50. Credendosi investiti dal ruolo di eterna giovinezza, questi individui
continueranno certamente a ricreare in modo ottimistico, vivace e irriverente
le pietre miliari della loro vita. Ma ora che hanno superato i sessanta 3 è necessaria un’ulteriore verifica. Ironicamente, dal punto di vista astrologico si portano dietro uno stridente contrasto tra l’archetipo dell’eterno fanciullo e quello
della morte, che diventa più evidente man mano che oltrepassano la soglia
della vecchiaia.
Autoconcentrati come sono, hanno stabilito coerentemente i cambiamenti che si avvicendano nelle stagioni della vita. Quando si avvicinavano alla metà dei 30 anni, il passaggio alla mezza età divenne una chiara esperienza da
manuale scritta per la maggior parte da loro stessi. (Sarà ancora utile il loro
tracciato per la generazione di Plutone-in-Vergine che sta percorrendo adesso
lo stesso territorio?) E ora, mentre attraversano l’ultimo quarto del loro ciclo,
essi sono pronti a prendere coscienza del processo di invecchiamento Tuttavia, devono prima liberarsi del bambino interiore onnipotente che nega con
forza il calo della forza vitale. Tale fatica richiede il lutto per lo spirito giovanile
e il dolore per il potenziale non vissuto – un compito eroico per il Plutone leonino! Ed è questo compito trasformativo dei 50 che illumina il cammino verso
i sessanta ed oltre. Compito che, inoltre, investe Plutone/Leone del ruolo di
mentore e guida per coloro che seguiranno.
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Casa Ottava
La generazione di Plutone in Leone abbraccia un arco di 20 anni (vedi Tavola 1).
Tavola 1: Ingressi di Plutone in Leone (retrogradazioni comprese)
7 ottobre 1937
–
25 novembre 1937
3 agosto 1938
–
7 febbraio 1939
14 giugno 1939
–
20 ottobre 1956
15 gennaio 1957 –
19 agosto 1957
11 aprile 1958
–
10 giugno 1958
Al 1° gennaio 2001:
La generazione di Plutone in Cancro ha compiuto almeno 61 anni.
Quella di Plutone in Leone è tra i 42 e i 63.
Di Plutone in Vergine è tra i 28 e i 44.
Di Plutone in Bilancia è tra i 16 e i 29.
Di Plutone in Scorpione è tra i 5 e i 17.
Di Plutone in Sagittario è sotto i 5.
Essa può essere distinta in tre sottosistemi: quello dei più vecchi, dei medi, dei più giovani, come si può vedere nella Tavola 2.
Tavola 2: Plutone nei sottosistemi del Leone
1937-1945
1941
1940-1941
1941
1942
1943
1945-1951
1945
1945
1947
1951-1958
1952-1953
1954-1955
1955-1956
I più vecchi: I figli della guerra
Urano in Toro e Gemelli, Nettuno negli ultimi gradi
della Vergine e in Bilancia
Congiunzione Chirone-Plutone in Leone
Congiunzione Giove-Saturno in Toro
Congiunzione Giove-Urano in Toro
Congiunzione Saturno-Urano in Toro
Congiunzione Giove-Plutone in Leone
I medi: I figli del Boom.
Urano in Gemelli e Cancro, Nettuno in Bilancia
Congiunzione Chirone-Nettuno in Bilancia
Congiunzione Giove-Nettuno in Bilancia
Congiunzione Saturno-Plutone in Leone
I più giovani: I figli rampanti
Urano in Cancro e Leone, Nettuno in Bilancia
e primi gradi dello Scorpione
Congiunzione Saturno-Nettuno in Bilancia
Congiunzione Giove-Urano in Cancro
Congiunzione Giove-Plutone in Leone
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Dopo la mezza età
“La mezza età si distingue come un periodo di transizione molto importante poiché ci offre la prima opportunità, da adulti, per riflettere e rinegoziare
l’identità originaria saldamente fissata durante l’adolescenza”.4
Il passaggio verso la mezza età va dalla metà dei trenta alla metà dei quaranta (dipende dalle teorie che vengono citate). Astrologicamente, invece, si
verificherebbe tra la terza e la quarta rivoluzione di Giove (dai 36 ai 47 anni).5
Durante questo periodo, i tre pianeti lenti sono in aspetto dinamico alle rispettive posizioni natali: Plutone e Nettuno in quadrato di applicazione,6 e Urano al
midpoint del suo ciclo. Il quadro psicologico che ne deriva è notevole. Questo
periodo, infatti, offre all’anima la possibilità di recuperare gli aspetti non vissuti della vita, di approfondire le proprie esperienze interiori attraverso l’autoanalisi, e di forgiare un sé più autentico. Nello stesso tempo, può essere un aiuto
per riorientarsi, assumersi dei rischi, e fare scelte alternative. La forza vitale è
ancora crescente e trionfante. Chi entra in questa fase prepara il cammino per
la parte calante della vita, che incomincia a spuntare verso i 50 anni. Da allora
in poi si prospetta un nuovo decennio che introduce al rito di passaggio per
l’ultimo stadio del ciclo vitale.7
Il decennio dei cinquanta è racchiuso in due potenti simboli astrologici: il
primo è la rivoluzione di Chirone che avviene proprio all’inizio dei 50; il secondo è quella di Saturno, in coincidenza con la quinta rivoluzione di Giove che si
verifica verso i 58-59 anni, cioè alla fine del decennio e del processo di transizione. Il periodo viene enfatizzato da altre due importanti rivoluzioni spesso
sottovalutate: quella della seconda Luna progressa (54,6 anni) e la terza dei
Nodi lunari (56 anni). Prima di queste rivoluzioni lunari, l’individuo è spesso
inconsapevole del grande cambiamento che avviene nell’ambito dei suoi valori e delle sue priorità. La rivoluzione della Luna progressa offre l’opportunità di
integrare ed accettare questi cambiamenti. In questa fase, il desiderio di nutrire l’anima pervade l’aspetto terreno della vita. La rivoluzione di Chirone e gli
anni che seguono ci mostrano gli aspetti malati di noi stessi che il corpo e la
psiche sono costretti a riequilibrare. Tutto ciò che era stato sacrificato per aiutarci a trovare la nostra nicchia nella società in modo da conformarci alle sue
aspettative adesso ritorna e ci sfida a riconsiderare le nostre prime scelte. (per
approfondire la rivoluzione di Chirone, vedi l’articolo di Brian Clark Il Ciclo di
Chirone, in L. A., n° 133, pp. 15, 16, e 17 - n.d.t)
Inoltre, durante la metà dei cinquanta i tre pianeti lenti si mettono in trigono alla loro posizione natale,8 un evidente indizio della potenziale integrazione
psicologica che si sta realizzando e della varietà di opzioni disponibili in grado
di sostenere il processo. La danza dei pianeti esterni si esprime anche con alcune interessanti opposizioni: Plutone opposto ad Urano, Urano opposto a Plutone, Nettuno opposto a Plutone. In tutto, nel decennio si rinnovano cinque cicli (vedi Tavola 3). Al momento, stanno vivendo questo passaggio i gruppi più
vecchi e quelli mediani della generazione di Plutone in Leone. I primi hanno
raggiunto i 63 anni agli inizi del 2001 mentre i loro fratelli più giovani sono sui
94
Casa Ottava
42 (9). Essi che avevano venerato l’immortalità, l’eternità, la giovinezza e la
magica infanzia stanno navigando in uno spazio che sfida tali principi.
Tavola 3: Il decennio dei cinquanta
(Le età elencate sono approssimative. Si consultino le effemeridi dei
propri cicli vitali. Quelle tra parentesi indicano le età in cui sono
precedentemente avvenuti gli stessi aspetti).
Prima rivoluzione di Chirone
52 Secondo quadrato di Saturno in separazione al Saturno natale (22)
Quinta opposizione di Giove (6, 18, 30, 42)
Seconda rivoluzione della Luna Progressa (27)
52-56 Trigono di Nettuno in applicazione al Nettuno natale
Urano in trigono di separazione ad Urano natale
Plutone in trigono di applicazione al Plutone natale
Terza rivoluzione nodale (19, 37)
Seconda rivoluzione di Saturno (29)
Quinta rivoluzione di Giove (12, 24, 36, 47)
60+ Urano in quadrato di separazione
A causa dell’irregolarità dell’orbita di Plutone, gli aspetti del pianeta
si verificano in tempi diversi per le diverse generazioni.
Rimembranze: La rivoluzione della Luna progressa a 55 anni
“Durante i loro cinquanta anni, uomini e donne si sentono più vicini alle storie
della loro vita”.10
La natura mitologica della Luna è trina, quindi in grado di amplificare la
nostra capacità di comprenderne l’essenza segreta e profonda. Il ciclo della
Luna progressa ha tre fasi separate e, nello stesso tempo, strettamente connesse. Ogni suo ciclo dura approssimativamente 27,3 anni segnalando importanti cambiamenti nella vita individuale e familiare. In media, esso si ripete per
tre volte 11 e definisce tre distinti livelli di sviluppo: giovinezza, maturità, vecchiaia. I tre livelli corrispondono alle sue tre fasi: la ragazza (la dea bianca) è
analoga alla Luna crescente, la Luna Piena alla donna adulta (la dea rossa), e
la Luna oscura alla vecchia (la strega).12 L’alchimia che si produce contribuisce a distillare le esperienze della vita. Prima del 55° compleanno la Luna progressa ritorna alla sua posizione natale e incomincia il suo terzo ciclo. Quest’ultima fase lunare è associata ad Ecate. In latino, Ecate era tradotto in Trivia, che significava letteralmente “tre strade” o “tre modalità”.
Al terzo ciclo, dunque, quando abbiamo 55 anni, incontriamo Ecate. Ci
volgiamo allora indietro per ricordare la nostra gioventù, considerare il sentiero della vita adulta che abbiamo appena lasciato e guardiamo avanti, al sentiero della vecchiaia ancora da percorrere. A questo punto ci può essere uno
Casa Ottava
95
sviluppo sincronico di tipo analogo nella famiglia: forse un nipote sta incominciando a percorrere il sentiero della nostra giovinezza, e magari uno dei figli si
sta incamminando verso la maturità che noi ci siamo lasciati dietro. I rituali familiari e le svolte significative includono la nascita di nipoti, la morte dei genitori, il matrimonio dei figli. Simbolicamente, il figlio, l’adulto e il vecchio nella
sua fase iniziale si incontrano al crocicchio. Per la generazione di Plutone in
Leone questo ritorno risulta particolarmente coinvolgente anche perché si ricollega al simbolo della rinascita del bambino, spesso in sincronia con quella
di un nipote. Infatti, i miei clienti in tale periodo si presentano di frequente con
sogni relativi ai figli, alla madre o alla nonna - oppure ad eventi esterni o crisi
che caratterizzano i grandi cambiamenti che ad ogni livello della vita familiare.
Le tre esperienze si trovano contemporaneamente ad un punto cruciale. Il
bambino e l’adulto sono pronti ad essere interiorizzati attraverso le memorie
del passato per lasciare libero il sentiero della vecchiaia che si snoda davanti a
noi.
Le tre fasi del ciclo lunare si intrecciano durante questa rivoluzione. Noi
viviamo in una cultura dove la vecchia (la rappresentazione della terza fase) è
rifiutata ed emarginata, di modo che noi tendiamo a rifiutare sia la vecchiaia
sia il nostro ruolo di mentori. La società ci incoraggia a rimanere incollati alle
immagini giovanili. Ne segue una possibile regressione dovuta al rivisitare parti inappropriate della psiche e al tentativo di sfidare il naturale processo di invecchiamento invece di abbracciare i misteri che si prospettano davanti a noi
insieme alla parte oscura della Luna.
La rivoluzione della Luna progressa sottolinea un altro ciclo completo di
sviluppo emotivo e fisiologico. Il corpo ha già subito diversi cambiamenti ormonali. Per le donne, l’inizio della menopausa è con ogni probabilità il cambiamento più ovvio ma anche gli uomini incominciano a sentirne il peso: sudori notturni, la perdita della libido, dolori vari, instabilità dell’umore. Entrambi
i sessi sperimentano il naturale riaggiustamento del corpo che non è più quello
della giovinezza. Quando entriamo nei cinquanta “qualcosa cambia, e non solo la nostra parte fisica”.12
Le nostre priorità emotive e psicologiche si sono riordinate durante la prima metà dei cinquanta. Ciò che spesso incomincia ad emergere è il senso più
equilibrato del sé e una maggiore sintonia con la propria natura androgina.
Gail Sheehy suggerisce nel suo Passaggi che le più grandi differenze di genere
si manifestano negli ultimi anni dei trenta, all’inizio della mezza età, ma che
“intorno alla metà dei cinquanta, uomini e donne diventano più simili, con la
tendenza, da parte degli uomini, di assumere gli attributi femminili e, da parte
delle donne, quelli maschili”.13 Psicologicamente, si stanno integrando le parti
della nostra sessualità inespressa.
Durante la seconda rivoluzione della Luna progressa è tempo sia di ricordare sia di dimenticare. Le memorie lunari sono immagazzinate nella psiche come immagini, simboli, impressioni, istinti – oppure impresse nel corpo – attraverso malattie, allergie, dolori e sofferenze. La memoria della Luna non è lineare – come memorizzare date e statistiche – ma richiamata, appunto, da so-
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gni e sensazioni. La Luna progressa incarna Mnemosine, la dea della memoria
e la madre delle Muse. Essa recupera la memoria attraverso le percezioni sia
interne che esterne. Adesso, a metà dei cinquanta, siamo pronti a rimettere
insieme i fili della nostra vita per tesserne la storia, raccogliendo e ricordando.
Per la generazione attuale che si trova in questa situazione, Urano, Nettuno e
Plutone sono in trigono alle posizioni natali - un’eccezionale sincronia simbolica.
Una nuova direzione: La rivoluzione nodale a 56 anni
“Il grande salto alla svolta dei cinquantasette anni si traduce spesso nell’impulso ad operare uno dei più grandi cambiamenti direzionali della nostra vita, secondo soltanto all’entrata nella mezza età”.14
Rahu, la demoniaca rappresentazione vedica del Nodo Nord, si trova sull’eclittica e fa il giro dell’oroscopo in 18,6 anni, indicando la posizione in cui
divorerà il Sole ed eclisserà l’eroe. Ogni rivoluzione nodale ripete anche la nostra eclisse pre e post-natale. Il dragone che ingoia il tempo è il nemico dell’eroe; ed ogni volta che effettua la sua rivoluzione sfida l’identità solare in
quanto si manifesta come un richiamo, un incontro con il destino, un risveglio
significativo, ed un evocatore delle aspirazioni dell’anima. La terza rivoluzione
si verifica all’incrocio tra la mezza età e la vecchiaia, segnalando una nuova
deviazione del sentiero. Il ritorno del Nodo Sud suggerisce il completamento
del ciclo trascorso - svuotando i contenuti conservati nel passato e permettendo così di rafforzare il movimento in avanti. Lo spostarsi delle priorità e dei valori nei primi cinquanta ha reso possibile il cammino verso il futuro. A questo
punto, incomincia una ricerca più autentica, quando l’ego eroico abbandona
la lotta contro i dragoni del mondo per il conforto e la sicurezza di un rapporto
con il mondo interiore. La rivoluzione di Chirone agli inizi dei cinquanta aveva
segnalato il ritirarsi dell’eroe. Quella nodale indica l’ingresso nel regno dello
spirito. Erin Sullivan descrive questo periodo come “ un insight nei veri obiettivi della propria vita. In quanto il ciclo nodale sottolinea il ritorno dell’ispirazione e la rivalutazione del proprio sentiero spirituale, quando è tempo di riesaminare gli impegni religiosi e dell’anima”.15
I transiti nodali sono spesso vissuti come importanti incontri con gli altri o
come eventi speciali che modificano le nostre convinzioni, valori o attitudini.
Adesso possiamo raccogliere i frutti degli sforzi che abbiamo compiuto durante il passaggio della mezza età, incominciato nell’ultima rivoluzione nodale. La
ricerca di autenticità e di una comprensione più profonda di significato culmina con questa rivoluzione nodale. La spiritualità emergente non rappresenta
un risveglio evangelico ma piuttosto la certezza della nostra morale e dei nostri valori. È l’inizio di un nuovo ciclo per il progredire dell’anima, che ci prepara ad altre due importanti rivoluzioni per la fine del decennio: quella di Giove e quella di Saturno.
Casa Ottava
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Il recupero nella saggezza: Le rivoluzioni di Giove e Saturno
«Tu sei vecchio, Padre William – disse il giovane –
I tuoi capelli sono diventati completamente bianchi;
E tuttavia stai incessantemente capovolto sulla testa
Pensi che sia giusto alla tua età?»
«Quando ero giovane – rispose al figlio Padre William –
avevo paura che ciò potesse danneggiare il cervello;
Ma adesso che sono completamente sicuro di non averne,
posso tranquillamente farlo quando voglio».
Lewis Carrol
Chi ha raggiunto il settimo decennio nel 2001 appartiene al gruppo più
anziano della generazione di Plutone in Leone. Qualcuno si ritroverà nel nuovo
decennio con il quadrato di separazione di Urano alla sua posizione natale, insieme alla rivoluzione di Giove. La combinazione di Giove ed Urano significa
libertà e nuove possibilità; è un simbolo carico di promesse per il prossimo ciclo di Saturno.
Naturalmente, libertà e possibilità sono basate sui cambiamenti evolutivi
che si sono verificati durante l’ultimo decennio. May Sarton scrive il Diario della Solitudine alla sua seconda rivoluzione di Saturno. La lotta da lei descritta è
quella per fare spazio nella sua vita all’essere, per costruirsi un equilibrio tra riflessione e rapporto, per trovare la solitudine. Il decennio dei cinquanta aiuta a
riorganizzare le nostre priorità in modo da poter creare il tempo per questa solitudine. Il ritorno di Saturno ci offre l’opportunità di costruire le basi per il
nuovo modo di essere che sta emergendo. Le sovrastrutture imposte dall’esterno hanno ormai realizzato le loro potenzialità; adesso l’anima anela a
rafforzare la sua vita interiore.
All’età di 60 anni, Tina Turner decise di intraprendere il suo ultimo tour
degli stadi. «Non ho problemi ad avere 60 anni – disse – ma voglio appendere
le mie scarpette da ballo. So di avere l’energia necessaria per continuare, ma
non voglio essere la caricatura di me stessa né cancellare la memoria dei miei
favolosi e ridottissimi abiti e delle mie gambe eccezionali. Non voglio che la
gente dica “oh, una volta era bella, ed era grande”. Sono troppo orgogliosa».16
A 30, la nostra visione è focalizzata sull’esterno, sul mondo davanti a noi. A
60, viene interiorizzata nel nostro sé creativo. May Sarton era convinta che la
seconda rivoluzione di Saturno fosse relativa all’essere, non al fare. La fine dei
cinquanta è contrassegnata da due potenti rivoluzioni che caratterizzano il ritorno alla saggezza, non l’informazione o la conoscenza. Gli archetipi di Giove
e Saturno sono maturati ed interiorizzati. Per la generazione di Plutone in Leone, questa saggezza è stata sempre diretta verso l’appassionata ricerca del sé.
Il secondo ritorno di Saturno insieme al quinto di Giove, indica per loro l’inizio
di una vita immersa nel mondo dell’interiore e del sacro. Come nelle società
tradizionali, essi diventeranno “gli anziani della tribù” quali “depositari della
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Casa Ottava
verità e della sacra dottrina” per “dare forma agli aspetti non materiali dell’essere”.17
Se si vuole che il ruolo dell’anziano sia accolto favorevolmente bisogna
prima riconoscere il dolore per la perdita della giovinezza. Solo allora lo spirito
eroico potrà agevolmente rivendicare le sue aspirazioni: l’integrità e l’autenticità del proprio essere. Plutone in Leone concede ad un’intera generazione
l’opportunità di riconoscere le profondità trasformative celate nel sé.
Germaine Greer scrisse La Donna Integrale alla seconda rivoluzione del
suo Saturno. I critici ipotizzarono che si trattasse della continuazione della sua
opera innovativa intitolata L’Eunuco Femminile, scritto durante la prima rivoluzione del pianeta. La Greer era stata una valida portavoce dei problemi femminili. In un’intervista condotta durante il secondo ritorno di Saturno, confessò
che la più grande tristezza della sua vita era quella di non aver avuto mai un figlio. Attualmente, il suo sogno segreto è sempre quello di poter dare alla luce
un bambino. Tuttavia, la saggezza derivata dalla seconda rivoluzione di Saturno è stata elaborata proprio da questa esperienza di perdita e rimpianto: “Sebbene non abbia un figlio, sogno ancora di essere incinta. Mi trovo a galleggiare
in un grande addome, nel caldo mare della mia infanzia. Aspetto con grande
gioia e fiducia. Ma aspetto per qualcosa che non avverrà mai”.18 La Greer rappresenta la perdita dell’infanzia magica del Plutone in Leone: una perdita che
aiuta ad iniziare questa generazione alla saggezza della terza età.
Tuttavia, l’atmosfera è cambiata; il pensionamento (in inglese si traduce
con retirement - n.d.t.) non è più l’opzione preferita o l’obiettivo agognato, come era una volta per gli anziani. La domanda è: da cosa ci ritiriamo? La preparazione consapevole elaborata durante il decennio precedente ha contribuito a definire il cammino dopo i 60.
Tutto ciò che di creativo, di gratificante, di valido è emerso può essere seguito ed onorato. Fortunatamente, adesso la ricerca di Saturno per l’indipendenza può essere realizzata, e la sua esigenza di consapevolezza interiorizzata.
Il Plutone in Leone non va in pensione; effettua soltanto una modifica nel modo di vivere. Giunti a questo stadio, dipendiamo sempre più da ciò che abbiamo investito, e l’investimento su se stessi produce i più grandi guadagni.
L’angoscia di agire si è consumata e l’inevitabile è giunto. I doni di Saturno sono il tempo e l’incoraggiamento a proseguire la vera opus della propria
vita insieme alla convinta dedizione nello strutturare il nuovo mondo. Giove
fornisce l’ottimismo e la visione di nuovi orizzonti. May Sarton scrisse anche:
“Sono fiera dei miei 58 anni, ancora viva e vegeta, innamorata, creativa, equilibrata e forte come non mai”.19
Il Risveglio: Il quadrato di Urano dopo i 60 anni
Ogni decennio prepara quello seguente e noi abbiamo visto come le rivoluzioni planetarie abbiano illuminato i cinquanta. Il nuovo decennio dei 60 è stato
introdotto dal quadrato di separazione di Urano. Il quadrato di applicazione si
era formato durante i venti anni proiettandoci nei primi anni della vita adulta.
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Con il quadrato separante siamo stati spinti nei primi anni della vecchiaia.
Urano carica l’atmosfera di elettricità, elimina ciò ch’è sorpassato e sostiene
l’individualità. Queste caratteristiche riguardano maggiormente la parte interiore, mentre il pianeta si trova nella fase separante – piuttosto che in quella di
applicazione – quando esse tendono ad essere esternate. Sulla soglia dei sessanta, veniamo risvegliati per liberarci dalle pastoie dei rituali quotidiani di una
volta: le richieste pressanti di una carriera a tempo pieno, il peso finanziario
delle persone che dipendono da noi, la fatica delle responsabilità quotidiane.
Diventiamo liberi di esplorare il mondo interiore, non soltanto per un weekend,
una vacanza, un anno sabbatico ma per il resto della nostra vita. Rudhyar definì il quadrato di separazione come “crisi della coscienza” Con questo quadrato
ci viene data la libertà di separarci dal mondo esterno. Non si tratta di una separazione dal lavoro o dalla carriera (anche se spesso viene vissuta come tale) ma piuttosto di una separazione dai valori falsi e non autentici del mondo
esterno. Noi ci “ritiriamo” dal falso sé, non dal mondo reale. Questo quadrato
proietta lo spirito in un periodo di esaltazione e cambiamenti che promettono
nuove opportunità e scoperte. Aspettiamo, dunque, il verdetto di Plutone in
Leone mentre i suoi figli varcano la soglia dei sessanta!
NOTE E REFERENZE
1 C.G. JUNG, The Collected Works, Vol.8, The Structure and Dynamiics of the Psycche,
tard. Di R.F. Hull, London: Routledge & Kegan Paul, 1960, p. 784
2 The Bulletin, Australian Consolidated Press, Sydney: 23 gennaio, 1990
3 Sulle riviste continuano ad essere pubblicati articoli relativi alla generazione di Plutone, che sta invecchiando La storia di copertina della rivista Hello pubblicata nel giugno
del 2000 parlava della famosa reporter Esther Rantzen che entrava nei 60. Un settimanale
australiano aveva pubblicato recentemente un articolo su Tina Turner e i suoi 60 anni mentre un altro recente articolo, “Immaginate John Lennon a 60 anni”, ipotizzava ciò che
avrebbe fatto l’attore a quell’età! Il tono degli articoli è ottimistico: “la Generazione del Me”
è sicura ed orgogliosa delle sue azioni.
4 PETER O’ CONNOR, Facing the Fifties: From Denial to Reflection, Sydney: Allen and
Unwin, 2000, p. 52.
5 Cosa piuttosto interessante, la World Health Organization stabilisce che ora l’adolescenza va dai 12 ai 24 anni, in contemporanea con la prima e la seconda rivoluzione di
Giove.
6 La sequenza cambia per ogni generazione a causa dell’orbita di Plutone. Attualmente, la generazione di Plutone in Vergine riceve il quadrato di Plutone all’età di 35 o 36 anni.
Nettuno quadra la sua posizione natale ai 41 anni, e l’opposizione di Urano si verifica tra i
38 e i 42 anni.
7 Per una valutazione psicologica approfondita del periodo di transizione dei cinquanta vedi O’ CONNOR, Facing the fifties.
8 Urano si trova in trigono separante alla sua posizione natale verso i 54-56 anni.
Nettuno è in trigono di applicazione alla sua posizione natale verso i 55. Queste età variano
a causa dell’orbita planetaria ellittica e del ciclo di retrogradazione. Per chi si trova alla metà del decennio, Plutone sarà in trigono alla sua posizione natale verso i 54-55 anni. Inoltre,
durante questo transito, Urano sarà opposto a Plutone mentre Plutone sarà opposto ad Urano. Sempre per la ragione su esposta. Per coloro che si trovano alla fine del decennio Nettuno si trova opposto a Plutone.
9 Plutone entrò per la prima volta in Leone (Tempo Universale) il 7 ottobre 1937 per
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uscirne l’ultima volta il 10 giugno 1958 (Neil Michelsen, Tables of Planetary Phenomena,
San Diego, CA: ACS Publications, 1990).
10 BERQUIST e altri, In Our Fifties, p. 27.
11 Recenti statistiche hanno ipotizzato che la vita media di una donna australiana dura
82 anni, il che sarebbe in sincronia con la terza rivoluzione della Luna progressa.
12 Vedi BRIAN CLARK, La Luna Progressa: I Ricordi di Mnemosine, in Apollon, n° 4, dicembre 1999.
13 DRUSILLA MODJEESJA, La vita a 50, in The Age, Melbourne: 19 agosto, 2000
14 GAIL SHEEHY, New Passages, New York: Random House, 1955, p. 320
15 ERIN SULLIVAN, Saturn in transit, London: Arkana, 1991, p. 85
16 Ibid.
17 TINA TURNER, citata nell’articolo Tina Turner raggiunge i 60, di Robin Egger, nella rivista Herald Sun Sunday Magazine, Melbourne: 16 aprile, 2000. Dati anagrafici AA riportati
dall’AstroDatabank di Lois Rodden.
18 O’CONNOR, Facing the Fifties, p. 199
19 GERMAINE GREER, Amore per i figli, Herald Sun Sunday Magazine, Melbourne: 16
aprile, 2000. Dati anagrafici A secondo l’ AstroDatabank di Lois Rodden.
20 MAY SARTON, citata in La vita a 50 anni, in The Age, 19 agosto, 2000
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Brian Clark
ADE COME LUOGO
PANORAMA DEI TRANSITI PLUTONIANI
TRADUZIONE DI ANGELA CASTELLO
L.A. 137-826
“La gente ha tendenzialmente paura di Plutone, e per ottimi motivi, in quanto
si tratta del dio della morte il cui dominio si estende nell’oscuro mondo sotterraneo pieno di ombre”.1
Nei miti greci, Ade non è soltanto la personificazione del dio Plutone ma
anche, per estensione, del suo regno. Chiaramente, la tradizione e l’epica distinguono tra il dio che ne è il reggente e il suo mondo. La topografia e l’atmosfera di quest’ultimo ci dà la simbologia della sfera di influenza in cui siamo
spinti durante un transito di Plutone e fornisce il contesto adatto per la struttura e le sfumature delle emozioni profonde sperimentate durante tale
periodo.La discesa agli inferi, o catabasi, che è un motivo ricorrente nel mito,
viene intrapresa per svariate ragioni.
Il viaggio in tale regno significa oltrepassare la soglia tra questo e “l’altro
mondo” ed è rilevante per la psicoanalisi in quanto rappresenta una efficace
metafora della discesa terapeutica nel represso, nei tabù e negli aspetti sconosciuti di se stessi. Ne parla nella sua autobiografia anche Carl Jung,2 che lo
aveva sperimentato in prima persona all’età di 38 anni. Egli scrive: “la terra
era letteralmente sprofondata sotto i miei piedi ed io ero precipitato nelle profondità più oscure”.3 Uno storico ha recentemente condotto un’indagine riferibile a 2500 anni sugli atteggiamenti verso la malinconia e la depressione concludendo che due immagini erano ricorrenti in questo stadio, “esser immersi
nell’oscurità ed essere oppressi da un enorme peso”:4 in altre parole, era la discesa agli inferi. La discesa di Jung in questo “spazio vuoto” seguiva alla sua
rottura con Freud e all’irrompere di sentimenti conflittuali nell’ambito del suo
matrimonio, attivati dalla sua relazione con Toni Wolff. In seguito egli avrebbe
descritto questo episodio come la sua Nekyia, lo stesso rituale attraverso cui
Odisseo convoca le ombre (le anime dei morti) per ottenere consigli circa la
fase furtura del suo viaggio. Anche lui come l’eroe greco, avrebbe trovato le
ombre e le guide per la sua discesa nel mondo sotterraneo. Nello stesso periodo, il Plutone ancora da scoprire entrava in Cancro, collocandosi al mid-point
del suo quadrato Luna-Urano.
Il familiarizzarsi con l’atmosfera infera aiuta psicologicamente ad accetta-
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re il mondo alieno in cui si precipita durante le fasi di depressione, disillusione,
dubbi esistenziali, o passaggi vitali importanti. Per gli astrologi ciò significa
l’allargamento della nostra comprensione di Plutone ed il processo ciclico che
avviene durante i transiti del dio.
Il destino di Ade
Dopo aver sconfitto i Titani, i tre fratelli Zeus, Poseidone ed Ade tirarono a sorte per dividersi il mondo governato in precedenza dal loro padre titano, Saturno. Non fu il caso ma la mano del destino che guidò la scelta delle rispettive
sfere di dominio. Ce lo dice Poseidone parlando attraverso la voce del poeta
Omero nell’Iliade:
“Quando i dadi furono lanciati, a me venne assegnato
il mare grigio in cui vivere
per sempre; Ade ebbe in sorte le nebbie e l’oscurità,
e Zeus il cielo immenso con le nuvole e l’aria brillante.
Ma la terra e l’alto Olimpo appartengono ad ognuno di noi”.5
La parte di Ade corrisponde al regno sotterraneo delle ombre e del buio.
Come signore della morte e della rinascita, egli è il fratello invisibile che si allontana dalla famiglia olimpica e tuttavia la percepisce a livelli più profondi.
Come guardiano delle ombre, Ade ha il ruolo di prendersi cura di tutto ciò che
rimane represso sia nell’individuo sia nella famiglia: segreti, vergogna, passioni occulte, perdite e rimpianti inespressi, separazioni, legami finiti o irrisolti,
emozioni negative e velenose. È il custode di ciò che viene sepolto e che diventa poi l’insieme dei complessi ereditati e dei modelli di comportamento per
le generazioni future. Diversamente dai suoi fratelli, si accontenta di una sola
partner e, con la benedizone del fratello Zeus, rapisce Kore 6 per condurla nella
sua reggia sotterranea. E sebbene condivida con gli altri l’Olimpo vi si avventura soltanto una, o forse due volte, scegliendo di rimanere nell’Oltretomba.7
Ade era stato divorato da Crono ed aveva trascorso i suoi anni formativi
nel “ventre” del suo terribile padre. Crono era consapevole del ciclo del destino e temeva di essere spodestato dalla sua progenie così come aveva fatto lui
stesso con il padre Urano. Al contrario di Zeus che era sfuggito al destino di
essere divorato, Ade si abituò a vivere nel grembo del padre, e si familiarizzò
con la sensazione di essere invisibile e nascosto. I suoi mitici regni sono anche
interiori e introversi; rimangono, infatti, poche immagini o altari per ricordarci
l’importanza del suo culto. Non si ha notizia di templi eretti per lui né di sue
rappresentazioni in sculture o vasi dipinti.8 Non divenne nemmeno padre di
eroi come i suoi fratelli Zeus e Poseidone. Come dio che rappresenta anche un
luogo Ade è stato sia ri-collocato sia dis-locato: 9 termini che costituiscono forti indizi di ciò che abbiamo fatto, culturalmente e psicologicamente, con il suo
archetipo.
Il territorio di Ade si è allontanato dalla nostra consapevolezza sin dall’antichità. Dapprima, nelle società agricole, gli dei della terra e quelli degli inferi
erano più vicini poiché condividevano la natura ciclica della vita e della morte.
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Ma, ad iniziare dall’ 8° secolo A.C., gli inferi diventarono il luogo della disperazione, come attesta l’epica omerica. L’ombra di Achille lo conferma quando
dice ad Odisseo che la vita di uno schiavo sulla terra è più desiderabile di
quella di un re nell’Ade.10 Governare su tale immensa distesa non rappresentava certo un premio per un eroe omerico!
L’Ade viene relegato ai margini della vita quotidiana e diventa la terra desolata delle ombre, un asilo per le anime dei trapassati. Lo spostamento verso
le polis,11 lontane dalla terra e dall’agricoltura, aveva contribuito alla perdita
della conoscenza istintiva dell’alternarsi stagionale e della natura ciclica della
nascita, morte e rinascita. Il passaggio dal pragmatismo terreno e sotterraneo
alle altezze ispiratrici del cielo aveva lasciato isolato Ade (il dio più lontano da
esso) nella sua oscura dimora. Non aveva più posto nell’Olimpo per ricordarci
la sua presenza; né c’erano templi o culti che ci ricordassero il suo potere.12
Poiché Ade non aveva templi od altari, i suoi fedeli lo invocavano battendo la terra con le mani, dove si nascondeva. Infatti, man mano che veniva
bandito dalla consapevolezza, diveniva sempre più segreto e meno affidabile.
(Ironicamente, gli individui accentuatamente plutoniani spesso costellano forti
emozioni nascoste di invidia, risentimenti o intimidazioni verso gli altri; eppure, nel loro intimo, essi sono persone fidate su cui si può contare in situazioni
di vita-o-di morte.) Come reggente di questo luogo, un tempo oscuro ma fertile, Ade viene ora associato con una oscurità temibile, segreta, intoccabile.
Simboleggia tutti le zone più buie della vita psichica, una volta accessibile anche se nascosta, i cui aspetti sono perdita, rabbia, gelosia, dolore e morte.13
La cultura che nega Ade bandisce la morte, il buio, e le emozioni negative. Ma
se apertamente identificate con l’ego queste emozioni represse emergono come disperazione, perdita di significato, instabilità, oppure sensazione di essere
perduti o invisibili agli altri. È su questo terreno arcaico che discendiamo durante i transiti di Plutone.
Omero ha descritto Ade come “il più ripugnante” di tutti gli dei.14 Il suo
viso ci appare adesso così terribile e spaventoso che abbiamo imparato a parlarne eufemisticamente. Come studenti di astrologia, tendiamo a ricordare la
parola chiave “trasformazione” dimenticando la morte e tutte le negatività associate a questo archetipo. Idealizzando le possibilità trasformatrici del dio
cerchiamo di evitare o superare le sue caratteristiche invece di accettarle,
ignorando volutamente il lato oscuro della vita. Nella nostra civiltà, il suo culto
è straniero ed alieno, non più parte integrante dei misteri che ci sono stati insegnati.
Ci sono diversi nomi associati con Ade. Spesso, non gli veniva dato alcun
nome perché coloro che lo sentivano venivano colti da un grande terrore (il
che avviene ancora adesso quando accenniamo ai transiti di Plutone). Tuttavia, come si è soliti fare quando si parla di entità terribili, si usavano generalmente degli epiteti più gradevoli per dissipare la paura ed alleviare l’ansietà
dell’ignoto. I suoi diversi nomi aiutano a conoscerlo meglio e a riconsiderare la
sua eredità astrologica, soprattutto in relazione ai transiti. Inoltre, essi servono
a ricordarci il fruttuoso processo che si origina dall’incontro con il dio.
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I nomi di Ade
Plutone, il più comune di questi nomi, deriva da Plutus, che significa “ricchezza”.15 La denominazione di “ricco” o “agiato” allude ai tesori che si trovano
sotto terra, un’analogia con il ricco mondo interiore. L’epiteto si rifà all’antico
legame tra tra il mondo sotterraneo e gli dei agricoli suggerendo nuove possibilità nascoste sotto le esperienze consapevoli. Queste ricchezze si riferiscono
anche all’enorme quantità di ombre e fantasmi che popolano il territorio di
Ade. La soggettività è il regno di Plutone; quando viene accettato, la ricchezza
del mondo psichico può essere richiamata attraverso i sogni, le immagini, e i
simboli. I sogni appaiono durante l’immobilità del sonno quando il mondo
esteriore diventa invisibile e la consapevolezza cede all’inconscio. Il mondo
delle ombre e dei fantasmi così pieno di risorse rappresenta l’aspetto trasformativo di Plutone dal punto di vista astrologico. Il trovarsi davanti a ciò che
prima era invisibile ci permette di scoprire tutto quanto era sepolto o nascosto
alla nostra coscienza. Far risorgere i valori nascosti riportandoli a livello cosciente diventa parte dell’opera di un transito di Plutone.
Ais (o Aides) era uno dei nomi di Ade, che significa “l’invisibile” o “colui
che non si vede.” Durante la guerra tra suo fratello Zeus e il padre Crono, i Ciclopi gli avevano donato un casco che, se indossato, lo rendeva invisibile. Ciò
gli aveva permesso di rubare a Saturno la sua arma senza essere scoperto.
L’elmetto copre i pensieri, le idee e le intenzioni indebolendo le nostre strategie naturali.
Quando Ade emerge dal suo regno è invisibile e quindi non è possibile riconoscerlo. In termini psicologici, questo significa assenza di persona; non c’è
“niente” per sottrarsi a questo dio. Ade ci mette di fronte a quanto si trova dietro la maschera della nostra personalità esterna e della nostra identità. Spesso, durante un transito importante di Plutone, la maschera viene strappata e
mostra ciò che si cela dietro di essa. Ade appare dalle ombre senza preavviso;
perciò nessun meccanismo consapevole è in grado di reagire a ciò che svela.
Le nostre difese sono impotenti di fronte a lui. Durante un suo transito, possiamo anche sentirci invisibili e impotenti. Dopo aver dato una nuova direzione
alle energie generalmente profuse nel mondo, siamo incapaci di avere un impatto su di esso, e vaghiamo nella vita del tutto ignorati.
Un altro epiteto di Ade è Eubuleo,16 che significa “il buon consigliere” o
“il benevolo consigliere” e si riferisce ai saggi consigli che emergono dalla profondità della psiche attraverso immagini ed emozioni, sebbene possano essere
etichettati come irrazionali. Nella mitologia greca, Eubuleo era anche un guardiano di porci indovino, testimone del ratto di Persefone da parte del dio. Il regno di Ade è quello della perdita, specialmente il distacco dalle nostre dipendenze. Quando appare nella nostra vita egli chiede un sacrificio, quello di lasciare andare ciò che non è più destinato a far parte di noi. Il nome Eubuleo ci
ricorda la saggezza istintiva verso la natura ciclica della vita, il senso della
“conoscenza viscerale”, l’onestà aperta e senza compromessi: tutte qualità
evocate da Plutone.
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Talvolta, il dio degli inferi viene denominato Zeus Ctonio. Ctonio significa
“nella terra” e, in questo caso, “Zeus del mondo inferiore.” Quando Zeus divenne il fulgido dio dell’Olimpo, la sua parte oscura venne proiettata nell’Ade.
Come fratelli, i due dei simboleggiano la polarità luce-buio: Zeus è trionfante e
celeste; Ade è invisibile e sotterraneo. Questo nome ci ricorda che la saggezza
(la sfera di Zeus e quella di Plutone) comprende entrambi i regni. Ade era stato divorato dal padre Crono mentre Zeus no. Ognuno dei due fratelli accede a
due modalità diverse di conoscenza. Zeus ha continuato l’eredità paterna inghiottendo Metis (la dea della saggezza e della comprensione istintiva); il suo
modo di conoscere è conquistare e trionfare. Ade ha maggiore familiarità con
il non conoscere essendo stato inghiottito nell’incertezza e nell’oscurità; l’intelligenza di Ade è istintiva e profondamente intuitiva.
Con l’epiteto Polidemone “colui che riceve molti ospiti”, Ade viene definito come il dio che riceve i suoi ospiti. Il rapporto amichevole con gli ospiti era
una tradizione importante nell’antica Grecia. (“Ghost/fantasma”, condivide
una radice comune con “guest/ospite”,”host/anfitrione”, “hospitality”, e “hospice”). Ade, in qualità di Polidemone, ci invita ad offrire un rifugio sicuro ai
fantasmi del nostro passato e alle ombre dell’al di là. Se i fantasmi vengono
banditi si trasformano in aspetti dell’anima che ci perseguitano finché non li riconosciamo e ne prendiamo atto. Durante i transiti di Plutone è molto probabile che incontriamo fantasmi dissepolti. Questo è l’aspetto di Ade che vuole riceverci e tuttavia chiede di conformarci alle regole del suo regno. Esso esige
che ci togliamo la maschera e ci esponiamo interamente ai nostri impulsi più
profondi. Se non lo facciamo corriamo il rischio di diventare l’ombra del nostro precedente sé, perduto o imprigionato negli oscuri recessi degli inferi.
Quando ci avviciniamo al regno di Ade dobbiamo essere preparati.
La geografia dell’oltretomba
Le entrate nel regno sotterraneo sono costituite da caverne, voragini, pozze o
sorgenti; fessure o spaccature sulla superficie terrestre da cui scorrono sorgenti di acqua calda o vapori velenosi; o anche da laghi sotterranei. Queste
entrate, alcune sacre, altre proibite, si trovavano generalmente in zone remote
e selvagge. L’eroe poteva incominciare la sua discesa agli inferi da una di esse
oltrepassando il cancello sorvegliato dal mostruoso cane tricefalo, Cerbero.17
La separazione tra il mondo inferiore e quello superiore era costituita da
fiumi spesso tossici e tumultuosi. Le anime che lasciavano le loro spoglie mortali dovevano attraversare lo Stige, il fiume più velenoso e terribile, aiutati dal
nocchiero Caronte. Tuttavia, prima che l’anima fosse in grado di attraversare il
fiume, il corpo doveva essere sepolto. Senza la cerimonia della sepoltura le
anime erano condannate a girovagare senza scopo lungo le rive dello Stige,
senza poter raggiungere la loro sede finale. Psicologicamente, qualsiasi cosa
non sia stata completata ci ossessiona come un’ombra insepolta. Astrologicamente, durante i transiti di Plutone noi siamo soggetti ad incontrare le ombre
di ciò che abbiamo emotivamente tagliato fuori dalla nostra consapevolezza.
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Metaforicamente, possiamo essere spinti nell’Ade attraverso le caverne e
i vuoti formati dalla nostra depressione o disperazione. Anche il dolore e la
perdita di significato della vita possono proiettarci in questo luogo. Oppure il
vortice aperto dall’eruzione vulcanica di emozioni profonde. Una catarsi emotiva può lasciare un buco nero attraverso cui siamo costretti ad entrare nel
mondo sotterraneo per incontrare l’anima, come sperimentò Jung. Durante i
passaggi critici della vita, quando abbiamo bisogno di abbandonare il livello
raggiunto per entrare in un altro, ci troviamo spesso di fronte ad una delle porte di Ade. Come, per esempio, quando ci troviamo sulla soglia della “mezza
età.” Attualmente, la generazione di Plutone in Vergine, sta per entrare in questa fase durante il quadrato crescente del Plutone di transito sulla sua posizione natale.
Secondo la tradizione, Ade si divide in tre parti. Il Tartaro costituisce la
zona inferiore, dove sono eternamente puniti coloro che hanno gravemente
peccato. Erebo rappresenta la zona di mezzo dove si aggirano le ombre dei dipartiti. (Spesso, l’Ade viene chiamato Tartaro o Erebo) La terza zona, infine, è
chiamata Eliso, o Campi Elisi, ed è riservata agli eroi scelti dagli dei.18
Il Tartaro è la parte più oscura dell’Ade. Qui sono puniti i crimini più gravi, quelli contro gli dei: tradimento, inganno, arroganza o inflazione dell’ego attraverso l’autoidentificazione con un dio. Il Tartaro (nella sua polarità con
l’Olimpo/Cielo) è popolato da coloro che hanno osato entrare nel regno degli
dei o paragonarsi ad essi oppure sfidarli. Qui la vita è un’infinita ripetizione di
futili compiti, un ciclo senza senso di lavori senza scopo, dove tutto si riduce in
depressione, sofferenza contorta, comportamenti compulsivi, perdita di memoria, disperazione, e mancanza di significato. Intrappolate in questa zona ci
sono spesso le ombre familiari ed ancestrali, che cercano la redenzione attraverso di noi.
Questo è il luogo che raccoglie i sedimenti e le emozioni non filtrate. Molto al di sotto della consapevolezza, murato e sterile, si trova il deposito dei nostri più oscuri turbamenti, l’archetipo del tormento e dell’impotenza. Qui potremmo ritrovarci avvolti dalle nebbie del dolore e della perdita, magari durante un episodio depressivo quando la vita perde di significato e noi perdiamo la
fede. Questo è il luogo della totale resa agli dei. Durante i transiti di Plutone
siamo spesso spinti nel Tartaro per tornare in contatto con emozioni torturanti
ed arcaiche. Tuttavia, come l’eroico Enea, possiamo oltrepassare questo luogo sfuggendo alla palude delle ombre ancestrali e, per la prima volta, differenziarle da quelle personali. Enea sente le grida disperate e i lamenti pietosi degli abitanti mentre viaggia per ritrovare suo padre nei Campi Elisi ma viene
opportunamente guidato per sfuggire alla deviazione che lo porterebbe nel
Tartaro.
Erebo è la sezione attraverso cui le anime dei morti passano per raggiungere il luogo del loro riposo. Qui le anime disincarnate assomigliano a ombre
o immagini di sogno e sono impalpabili. Sono i fantasmi di se stessi, vivendo
a spese del sangue e della forza vitale degli altri. Erebo è l’immagine della situazione psicologica in cui ciò ch’è morto si trova in fase di transizione oppure
Casa Ottava
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non è stato ancora consapevolmente liberato. Le persone che continuano a
negare che qualcosa sia morto vagano senza scopo attraverso questa terra di
ombre, attingendo la forza vitale da coloro che sono più vicini; Erebo è la fase
in cui entriamo nei periodi di incredulità e diniego circa le nostre perdite - un
luogo in cui inaspettatamente ci identifichiamo coi morti. Durante i transiti di
Plutone spesso ci sentiamo come nel limbo, disorientati, incapaci di lasciar
andare il superfluo e di abbracciare una nuova forma esistenziale.
L’Eliso – o la magica Isola dei Beati – è riservata a coloro che hanno
compiaciuto gli dei durante la vita. Vi sono destinati, in genere, gli eroi e gli
iniziati ai Misteri eleusini (i riti che onoravano la morte). Questa parte dell’al di
là è idillica e i suoi abitanti vivono l’altra vita benedetti dagli dei. In contrasto
con il Tartaro e l’Erebo, l’Eliso rappresenta il risultato di un rapporto più consapevole con Ade e la morte.
I cinque fiumi che scorrono negli inferi simboleggiano la vita emotiva. Essi sono nascosti al di sotto della superficie del mondo visibile e trasportano i
sentimenti inconsci. I fiumi sono o tossici, inquinati da emozioni represse incapaci di scorrere liberamente, o turbolenti, carichi della possente forza di contenuti repressi.
Lo Stige è il fiume “dell’odio”, il confine più esterno dell’Ade. È la soglia
che le anime adeguatamente sepolte attraversano per giungere al riposo finale. È un fiume sacro anche agli dei, che giurano su di esso. Un dio che infrange tale giuramento viene messo all’ostracismo dal consesso degli dei. L’Acheronte è il fiume della “tristezza”, che contiene le sensazioni di dolore, depressione, e disperazione. Il Cocito è il fiume “che piange”, pieno dei suoni e della
sofferenza provati per la perdita, la separazione, il cambiamento, o la morte. Il
Flegetonte è il fiume “che brucia”, il fuoco che divora le scorie e i sedimenti
delle emozioni represse liberando frutrazioni, passioni e desideri. Il poter esprimere i nostri desideri e le nostre passioni apertamente diventa un processo
catartico che brucia i sentimenti repressi. Il Lete è il fiume “dell’oblio”; l’anima
lo attraversa quando entra e quando lascia l’oltretomba dimenticando le esperienze precedenti, come è successo a Semele, Persefone, Orfeo, Psiche Il dimenticare traccia una potente linea di demarcazione tra i due mondi e forma
un importante aspetto dei transiti plutoniani. I transiti di Plutone ci incoraggiano a liberarci del passato e a quanto non ci serve più, a lasciar perdere gli
strati inutili del sé e a procedere senza le ossessionanti memorie di qualcosa di
incompiuto. La dimenticanza implica che il sé consapevole è pronto ad andare
avanti, non più oppresso dall’oscurità.
La discesa agli Inferi
Nella mitologia greca vi sono molte ragioni per discendere agli inferi: liberare
una persona morta, conquistare l’immortalità personale, attingere informazioni, ricevere aiuto, riunirsi con una persona amata, o persino cercare di conquistare tale regno.19 Anche oggi abbiamo motivi simili: la discesa nell’altro mondo costituito dalla psiche è necessaria per riunirci con gli aspetti smembrati
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del nostro sé. Tuttavia, intraprendere questo viaggio pericoloso ha sempre richiesto una guida e delle istruzioni precise.
Due guide divine, Atena ed Ermes, hanno facilitato il viaggio di Ercole
negli inferi.20 Nell’Eneide, Enea viene istruito dal padre e guidato dalla profetessa di Apollo, Sibilla. Questa lo informa su ciò che deve fare e gli ricorda
quanto sia facile la discesa ma come sia ingannevole e irta di pericoli la via
del ritorno, sottolineando la necessità di una guida ispirata e di un atteggiamento rispettoso nell’avvicinarsi al mondo sotterraneo. La Sibilla placa, inoltre, gli spiriti i cui lamenti potrebbero distrarre Enea dal suo obiettivo; egli deve concentrarsi sul suo cammino e non essere sviato dall’assistenza verso le
anime o dal coinvolgimento nel loro destino. Questo è un tema comune per i
viaggi nell’al di là: le richieste di aiuto e i lamenti dei morti potrebbero catturare l’attenzione dell’eroe facendogli dimenticare il suo scopo.
Il buon esito della discesa dipende dunque da un’adeguata iniziazione, da
corrette istruzioni e da una guida affidabile. Spesso le istruzioni sono date da
un dio o da una fonte soprannaturale. Ma anche la saggezza del “sé superiore”
può agire da guida o da valida scorta. Utile, inoltre, risultava l’iniziazione ai Misteri Eleusini in quanto serviva a rendere familiare tutto ciò che era ultraterreno. Nella sua discesa nell’inconscio, Jung fu guidato dalla sua attiva immaginazione e dalla sua Sibilla, la nuova compagna Toni Wolff.
Diventa estremamente pericoloso e sciocco entrare nel mondo sotterraneo senza un’adeguata preparazione o senza motivazioni plausibili. Piritoo,
con l’aiuto di Teseo, discende nell’Ade per portar via Persefone. Gli eroi sono
sopraffatti dall’arroganza e vengono presi da un mutuo narcisismo. Qui, il motivo della discesa è quello di conquistare e catturare i contenuti dell’inconscio.
Pertanto, l’ego inflazionato cade vittima della sua stessa grandiosità. Privi di
guide o istruzioni, e confidando soltanto sulle loro abilità eroiche, i due si introducono illecitamente da un’entrata secondaria. Ade li accoglie ugualmente ed
offre loro di sedersi accanto a lui. Ma quelle che indica sono “le sedie dell’oblio”, così Piritoo vi rimane eternamente incollato, dimenticando chi è e dove si trova, e ricevendo la retribuzione che si merita.
Jung offre una interpretazione psicologica del destino di questo eroe: “La
mente consapevole, avanzando nelle zone sconosciute della psiche, viene sopraffatta dalle forze arcaiche dell’inconscio”.21 In altre parole, l’eroe privo di
iniziazione, guida o istruzioni, viene paralizzato da Ade. Le forze di tale regno
schiacciano quelli che tentano di conquistarlo, poiché lo status e il potere propri del mondo superiore sono qui inutili; infatti, vengono dimenticati, come dimostra il fato di Piritoo. Mentre Ercole porta avanti la sua ultima fatica riesce a
liberare Teseo dalla sua sedia dell’oblio e lo aiuta a fuggire. Sfortunatamente
Piritoo è costretto a rimanere. Ade non si lascia impressionare dalla potenza
dell’ego.
Anche i risultati di un transito di Plutone sono relativi alle nostre motivazioni e obiettivi. Plutone chiede che venga abbandonato qualcosa perché possa essere concepita una nuova vita. Il successo dell’ iter dipende da quanto
noi rispettiamo il regno di Ade mentre lo percorriamo.
Casa Ottava
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Onorare Ade
I transiti di Plutone sono periodi in cui è molto probabile rivivere i mitici temi di
Ade e del regno sotterraneo. Questi temi appaiono più evidenti quando Plutone transita gli angoli o si trova in aspetto di conflitto con uno dei pianeti personali. È inevitabile, allora, che qualcosa finisca. Siamo chiamati ad abbandonare gli attaccamenti inutili e interrompere l’attività rutinaria nel mondo esterno.
Sospesi come crisalidi tra il passato e ciò che che può cambiare il nostro
mondo familiare mettendolo sottosopra, siamo costretti a ri-orientarci nei labirinti di questo mondo sotterraneo.
Il quadrato crescente di Plutone al Plutone natale è un altro momento del
ciclo in cui potremmo trovarci sulla soglia di Ade alla ricerca di una guida. Il
cammino di Plutone attraverso lo zodiaco è estremamente ellittico, e incrocia
l’orbita di Nettuno per 20 anni.22 Plutone viaggia più lentamente nel segno del
Toro (31,5 anni) e più rapidamente in quello dello Scorpione (11,5 anni). A
causa della velocità variabile del pianeta, il quadrato crescente di Plutone alla
sua posizione natale avviene in età differenti per ogni generazione. Per esempio, le persone nate con Plutone in Toro, nel 19° secolo, hanno vissuto il quadrato crescente tra i diciassette e i diciotto anni. Sigmund Freud, nato con Plutone in Toro, morì all’età di 84 anni mentre il suo primo quadrato crescente di
Plutone entrava in orbita insieme alla rivoluzione completa di Urano e alla settima rivoluzione di Giove. Oggi, per la generazione di Plutone in Vergine, questo quadrato inizia verso l’età di 35 anni, annunziando una successione di cicli
sincronici con il passaggio alla mezza età. Questo primo quadrato di Plutone è
un richiamo a discendere o a rimanere sospesi. Esso spinge gli appartenenti a
tale generazione ad un profondo incontro interiore con se stessi. Il che li mette
di fronte alla totalità delle loro credenze e del loro stile di vita, e fa emergere a
livello di coscienza il dolore inespresso.
Sembra inevitabile in questo periodo un incontro con l’inconscio personale e familiare. I segreti di famiglia che vengono alla luce, l’ossessionante consapevolezza di ciò che si è perduto e che non sarà più riacquistato, i sentimenti di depressione e disperazione, il confronto con la morte, l’angoscia della solitudine e del disorientamento: sono tutte esperienze che i clienti con Plutone
in Vergine hanno condiviso con me attraverso questo quadrato. I confronti con
la perdita, soprattutto con la perdita dell’innocenza, sono pietre miliari del
transito di Plutone. Eppure, per questa generazione si tratta anche di un periodo di rafforzamento. Insieme alla sofferenza c’è spesso la consapevolezza che
sta iniziando il processo della guarigione.
Il transito di Plutone attraverso i segni imprime su ogni generazione una
diversa esperienza del mondo sotterraneo. Per la generazione con Plutone in
Vergine la paura dell’ultraterreno è quella del dis-ordine. Con il quadrato, questi individui possono trovarsi a dover affrontare il caos per rinnovare la loro vita. Rendere omaggio ad Ade significa prepararsi per la discesa, avere il coraggio di proporsi nudi e vulnerabili, di rispettare insomma il territorio infero. È
necessaria una guida ma, come nel caso di Jung, essa può emergere dalla
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stessa crisi come una sibilla interiore. Quasi sincronicamente, quando lasciamo andare tutto e smettiamo di resistere al cambiamento, riusciamo a trovare
la determinazione e la forza interiore per accettare l’inevitabile processo. Il regno dell’Ade è anche il luogo di metamorfosi che noi non eravamo ancora in
grado di vedere. La sua capacità di trasformazione dissipa la paura non appena riusciamo a sentire il suo richiamo e lo assecondiamo con tutto il nostro
impegno.
Fonti e dati
Carl G.Jung
26 luglio 1875, 7:32 pm Kesswil, Switzerland. La figlia di Jung, Gret
Baumann, che era astrologa, ha usato quest’ora di nascita (Gret BaumannJung, Some Reflections on the Horoscope of C. G. Jung, Spring 1975. Oltre
l’ora di nascita, che è sospetta, c’è da considerare un altro fattore incerto: il
tempo corretto di zona. L’Atlante Internazionale, ACS, S.Diego, CA:1988 colloca il luogo di nascita, Kesswill (47n36, 9E20) nella zona di tempo di 30’; tale misurazione iniziò il 12 settembre del 1848. Al contrario, molte carte, inclusa quella usata da Gret Baumann-Jung, sono calcolate per l’ LMT (Tempo Medio Locale. N.d.t.) Tale differenza sposta il MC) Probabilmente Jung usò questa stessa ora e, data la sua tendenza verso il misticismo e il simbolismo, pare
che abbia riferito di essere nato ‘quando gli ultimi raggi del sole al tramonto illuminavano la stanza’ ( citazione di Lois Rotten in The American Bookk of
Charts, Astro Computing Service, S. diego, Ca: 1980, pag.321.)
Sigmund Freud
6 maggio 1856, 6:30 pm Freiberg, Moravia (Germania). Fonti: Ronald
Clark, Freud The Man and His Cause, Jonathon Cape/Weuidenfeld & Nicolson,
London: 1980. L’autore afferma che quest’ora era stata impressa sulla Bibbia
di famiglia dal padre di Freud, Jacob.
REFERENZE E NOTE
1
HOWARD SASPORTAS, The Gods of Change, London: Penguin Arkana, 1989, p.221
C.G. JUNG, Psychology and Alchemy, The Collected Works (CW), trans. R. F. C.
Hall, London: Routledge & Kegan Paul, 1953, 12:439. “La paura e la resistenza che ogni
essere umano prova istintivamente quando incomincia a scavare troppo in se stesso è, in
fondo, la paura della discesa agli inferi. Se ci fosse soltanto resistenza non sarebbe poi troppo male. In realtà, invece, il substrato psichico, l’oscura area dell’ignoto, esercita una fatale
attrazione che minaccia di diventare sempre più potente quanto più si penetra in esso”.
3 CARL G. JUNG, Memories, Dreams, Reflections, trans. R. & C. Winston, New York:
Pantheon Books, 1973, p. 172
4 STANLEY W. JACKSON, Melancholia and Depression: From Hippocratic Times to Modern Times, citado nell’articolo “A Melancholia of Mine Own” di Joshua Wolf Shenk, Psychotherapy Networker, luglio/agosto 2001
5 OMERO, L’Iliade, trad. Richmond Lattimore, Chicago, IL: University of Chicago Press,
1961, 15:187-193
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6 Kore è il nome dato a Persefone quando era una fanciulla e non era stata ancora
portata nel regno ultraterreno per diventarne la regina
7 Ade si decide ad andare sull’Olimpo per essere curato da Paeone, il guaritore apollineo dell’Olimpo, dopo essere stato ferito (vedi OMERO, l’Iliade, 5:393-402). Un’altra ipotesi
è quella che voleva ricevere l’approvazione di Zeus prima di rapire Persefone; vedi ROBERTO
CALASSO, The Marriage of Cadmus and Harmony, London: Jionathon Cape, 1993. Sasportas fece ricorso a questa immagine per amplificare due grandi analogie durante i transiti di
Plutone: salute e rapporti; vedi SASPORTAS, The Gods of Change, p. 234.
8 Il vaso di Neckya, datato 450 A.C circa (ora nel Museo Metropolitano di Arte di New
York), è uno dei pochi vasi che raffigura Ade. Con le sue rosse immagini attiche, esso mostra Ade e Persefone nell’Oltretomba insieme ad una folla di personaggi.
9 Dis è l’equivalente romano di Ade. Il prefisso è usato come termine di discordia o
negatività, ma il nome romano deriva dalla radice che significa “ricco”. Thomas Moore scrive: “Quando vedo le tre lettere ‘dys’ in ‘dis-funzionale’, penso a ‘Dis’, l’antico nome romano
per il mitologico mondo degli inferi. Vedi THOMAS MOORE, Care of the Soul, New York: Harper
Collins, 1944, p. 26.
10 OMERO, L’Odissea, trad. Richmond Lattimore, New York: Harper Collins, 1991,
11:488-4.
11 ERWIN RHODE, Psyche: Il Culto dell’Anima e la credenza nell’Immortalità in Grecia,
New York: Kegan Paul, 1925, p. 158.
12 La polis si riferisce all’organizzazione della città, le leggi, i comportamenti e la gente che ha innalzato la città-stato.
13 Psiche, in Grecia, era sinonimo di “anima”.
14 Omero, l’Iliade, 9:62.
15 Anche oggi, un “plutocrate” è colui che diventa potente accumulando ricchezza.
16 Nella tradizione argiva, era il figlio di un sacerdote, Trochilo, e il fratello di Trittolemo, che era stato istruito da Demetra per diffondere la conoscenza dell’agricoltura.
17 Cerbero è spesso denominato come “Il Cane degli Inferi” e talvolta descritto come
il cane dalle 1000 teste. È il mostruoso risultato dell’unione tra Tifone ed Echidna.
18 Il regno del paradiso è conosciuto anche come l’Isola dei Beati, che non si trovavano necessariamente nell’oltretomba. Queste isole sono posizionate sul fiume Oceano, in
una lontana regione del mondo superiore.
19 Vedi J. G. BISHOP, La discesa dell’Eroe nel Mondo Sotterraneo, in Viaggio nell’Altro
Mondo, ed. H. R. Ellis Davidson, Cambridge, U.K.: Cambridge University Press, 1975.
20 Anche Ercole era un iniziato ai Misteri Eleusini. Nell’Iliade, 8:362-369, Atena parla
di dare aiuto ad Eracle durante la sua fatica nel Mondo Sotterraneo.
21 JUNG, Psychology and Alchemy, CW, 12:438.
22 Plutone ha incrociato l’orbita di Nettuno il 23 gennaio 1979, mentre si trovava nel
segno tropicale della Bilancia, ed ancora il 15 marzo 1999, nel segno del Sagittario. Vedi
Larousse Astronomy, ed. Mark, R. Morris and Philippe de La Cotardiere, Hamlyn, Twichenham, UK:1986.
Brian Clark è uno dei co-fondatori del multidisciplinare Centro Chirone, in Melbourne,
Australia dove esercita come tutor capo di un programma quadriennale in astrologia applicata, chiamato Astro*Synthesis. Dà conferenze sulla mitologia per il Programma Nesso ed
ha ricevuto un Award dalle associazioni canadese ed australiana per il suo contributo alla
cultura. È stato nominato due volte per l’UAC Award for Community Service and Education. È l’autore del The Sibling Constellation: The Astrology and Psychology of Sisters and
Brothers (Penguin Arkana 1999) e Celestial Tarot (US Games, Inc. 2004). Si può contattare
via e-mail a: [email protected] o visitando il suo sito web www.AstroSynthesis.com.au.
2001 Brian Clark - Tutti i diritti riservati
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Carla Boccherini
LO SPOSO INFERNALE
L.A. 137-830
“.…sono lo spirito che tutto nega, e con ragione,
poiché tutto ciò che esiste va distrutto…”
dice Mefistofele a Faust, nel “Faust” di F. von Goethe
Il Nome, il Mito e il Simbolo
Giove aveva due fratelli che fece risputare al padre Saturno, uno era Nettuno,
l’altro Plutone. Dopo la cacciata di Saturno nell’Isola dei Beati, ciascuno di essi ebbe assegnato un regno nel quale sarebbe stato padrone assoluto. Erano
tutti figli della coppia di Titani Saturno e Rea, dunque Titani essi stessi, compreso Giove; ma Giove riscattò se stesso e i fratelli dalla titanità nel momento
in cui spodestò il padre senza spargerne il sangue. Con questi tre fratelli ha infatti inizio la stirpe degli dèi olimpici.
Giove ebbe in dote il regno più divertente, quello degli dèi che hanno dato
nome ai pianeti del nostro sistema solare: gli archetipi che, nel nostro oroscopo individuale, corrispondono agli istinti e alle funzioni psicologiche primarie.
Tutti i pianeti dopo Giove, i cosiddetti pianeti lenti, possiedono un valore
più collettivo che personale nell’oroscopo, e segnano le caratteristiche generali di una generazione più che la personalità di un individuo.
Nel mito Nettuno e Plutone appaiono in veste di padroni incontrastati di
ambiti immensi e insondabili per una mente ordinaria centrata sull’io di veglia;
e perciò essi sono paurosi per l’io solare, ma sono per così dire assimilabili al
principio di Giove, il jivanmukta, colui che si è liberato dalla catena del karma, sottomettendo gli istinti alla ragione e aprendosi alla grazia.
L’assimilazione dei valori rappresentati da Giove dei Pesci è il preludio per
l’apertura della coscienza ai valori di Nettuno e di Plutone; lo spartiacque fra la
coscienza ordinaria è segnato dalla comparsa nel nostro Zodiaco dell’altro Titano irredento: Urano.
L’avvenuta assimilazione del valore di Giove-Sagittario, che corrisponde
al periodo di apprendistato di Giove sotto la guida del maestro Chirone, introduce l’uomo alla Porta degli Dei dominata da Saturno-Capricorno, il quale segna il dominio della ragione sugli istinti; mentre, al termine dello Zodiaco, l’at-
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tivazione di Giove-Pesci, cioè la ragione dominata dalla compassione e aperta
alla grazia, apre la porta del Cielo che sarà poi simbolizzato da Urano emergente nel nostro cielo terreno nell’epoca di Lumi.
In un certo senso, Nettuno e Plutone si occuperanno di addomesticare
Urano, anche se il verbo addomesticare mal si adatta al precursore della titanità; o forse bisognerebbe dire riscattarlo, vale a dire assimilarlo all’io di veglia.
Uno stato di coscienza capace di tenere in sé e di accogliere i valori di
Nettuno e di Plutone sarà allora abbastanza stabile da poter passare indenne
per la rivoluzione di Urano senza che l’io di veglia ne sia irrimediabilmente
frantumato; sperimentando l’irruzione di Urano, il numinoso, la rotondità dell’io è infranta, ma poi si ricompone su un piano più alto o, meglio, più vasto: si
pone in ascolto del Sé.
In un certo senso, quei due, Nettuno e Plutone, dovranno agire nei confronti di Urano come Giove agì verso il padre Saturno. Come se le funzioni psicologiche da essi significate debbano ora pescare nella memoria ancestrale,
l’avo Urano, l’origine di tutto, per iniziare da lì a lavorare, onde inaugurare uno
stato di coscienza che, questa volta, non tenderà a liberare l’io dalla necessità
del karma, ma piuttosto a far sbocciare davvero i semi dell’origine di tutto tenuti prigionieri da Urano nelle cavità rocciose di Gaia.
Se Nettuno Oceano genera angoscia a causa della sua vastità incommensurabile per l’io solare, Plutone-sottosuolo provoca semplicemente terrore.
La fanciulla dovette essere rapita da Plutone per trasformarsi in Persefone. Non fu per amore, né per uno sforzo della volontà solare, né per ubbidienza alla madre Demetra o al celeste padre Giove, che la Core seguì Plutone negli Inferi: fu necessario un rapimento.
Tuttavia, malgrado la disperazione della madre Demetra, la Core, divenuta Persefone, restò nel regno di Ade. Prima dovette però assaporare il succo
del melograno, che il suo sposo infernale le fece bere non appena l’ebbe condotta negli Inferi.
Cos’è che terrorizza di Ade-Plutone? In Grecia non si erigevano templi in
suo onore; forse perché era inutile invocare il suo nome.
Ade era il dio della morte e signore dell’aldilà. Vediamo allora di capire
cosa ci dicono il suo nome e il suo simbolo.
Il nome Plutone viene dal greco plutos, che significa ricchezza. In realtà,
la morte che il nume sovrintende è vista dall’io solare come un ammasso di
aride ossa. Plutone, allora, il plutocrate, della vita sembra mantenere krazia, il
dominio dell’energia, non le ossa, che sono invece sotto il dominio di Saturno.
L’energia di Plutone compare a uno stato indifferenziato, privo di forma: il
suo nome evoca una pluralità di energie, una concentrazione di energia allo
stato magmatico: molto diversa da quella di Urano, che è insostanziale: quella
di Plutone è carica di sostanza, è “ricca” e plurima.
Il suo nome greco è Adès, la cui radice è id dall’ eidon, il perfetto del verbo orao, vedere: da cui a-idès: ciò che non è (a) stato visto (idès), dunque è
sconosciuto all’occhio. Il dio Adès è infatti colui che vede nell’oscurità.
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Il mito narra che Ade possedeva un manto che lo rendeva invisibile e portava una luce sulla fronte che gli permetteva di vedere nel buio, di cui lui era
signore e padrone; egli era signore di una tenebra che, più che assenza di oggetti, appare come una concentrazione di materia priva di forma o, meglio, è
deprivata della forma, e soprattutto non è illuminata della luce del Sole; allora
cosa vedeva Ade con quella luce posta sulla fronte?
C’è un termine sanscrito che significa vedere con l’occhio della verità, o
essere in presenza della verità: darshan, che inizia con lo stesso suono -d- dello -id- greco.
Nella letteratura yogica, darshan si riferisce alla visione della verità incarnata. Plutone-Ade sembra dunque rappresentare questo tipo di visione: la verità ultimache permane dopo la morte di ogni forma organizzata secondo categorie concepibili dalla mente lunare.
Egli non si dà all’occhio che vede, è a-idès, non visto, propriamente non
esistente sul terreno illuminato dal Sole, epperò egli è; è l’essere che non è più
esistente: insostanziale.
Il termine sanscrito darshan viene da darsa, che significa “relativo alla luna nuova”, da cui drishti , che significa “percepibile con l’occhio”, e ricorda
l’idès greco, ciò che è visto: darsha è invece la “visione” di quando la luna è
nuova, dunque oscura, dunque non vista; di converso, la Luna luminosa, creando forme, riveste per così dire d’anima la materia della croce; è la mente
che anima la materia.
Dunque, Ade non designa neanche l’anima di colui che è morto. Egli, di
fatto, è non esistente, mentre anima-Luna esiste, seppure in forma di ombra o
nel sembiante dell’immaginazione sempre cangiante.
L’essere non dato di Ade è soprattutto incorrittibile, almeno quanto lo è la
luce del Sole, l’essere dato in sé, non esistente nella carne (Venere) e nelle ossa (Saturno).
Se Nettuno ci consente di vedere una realtà che oltrepassa le apparenze
viste dall’io di veglia o, meglio, dissolve la realtà apparente aprendo un varco
col mondo dei sogni, dunque vede la veste animica della Luna, Plutone vede
nell’oscurità, vede in un ambito in cui l’occhio ordinario non può vedere semplicemente perché non esiste più come organoò non è dato; egli vede dove
l’occhio fisico non può esistere e dove non esiste alcuna cosa percepibile attraverso la vista ordinaria, foss’anche quella dell’anima sognante: vede il termine delle cose, la loro morte. Si direbbe che vede con un occhio spirituale.
Ma cos’è questo occhio spirituale? E cosa è spirito, in fin dei conti?
Dal punto di vista di Ade, il nulla non esiste: nel suo regno di tenebre esiste un abisso di realtà fatta di una verità che non ha preso forma o, meglio,
che ha abbandonato per sempre la forma; a-idès è l’assenza di ciò che è visto,
rappresenta l’estrema conseguenza della dissoluzione delle forme del mondo
immaginato da Luna e visto da Sole, mentre però ne trattiene l’essenza.
La verità di Ade-Plutone appare dunque essenziale, e molto densa; e qui
si darebbe ragione del fatto che Plutone viene associato alla ricchezza, che in
realtà, dal punto di vista materiale, appartiene solo a Venere. La sua è una ric-
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chezza di senso e di verità e non di cose. Ma lo spirito che consente a Plutone
di vedere con quel “terzo occhio” posto al centro della fronte è del tutto reale
o, meglio, funzionale. Perché, se è spirituale, non significa che non esiste, siccome gli consente di vedere.
C’è subito da dire che i tre fratelli, Giove, Nettuno e Plutone, non si curano del Tempo, siccome la loro liberazione deriva precisamente dal fatto di
avere detronizzato il padre Crono.
Ma ciascuno di essi, questo essere fuori dal tempo, lo vive in maniera differente: Giove si libera da una Rea condizionante, Nettuno dissolve Rea e Plutone la uccide.
Ora si capisce perché Demetra si dispera tanto al rapimento di sua figlia.
Rea, realtà tangibile, sposa del Tempo Saturno, muore definitivamente
con Plutone. Plutone uccide così la madre, recidendone le radici alla base, in
quanto le sottrae la funzione primaria; non la trasforma come fa Giove, non la
dissolve come fa Nettuno, semplicemente la inaridisce nella sua veste di Demetra e poi la toglie definitivamente di mezzo nella sua veste di sposa del
Tempo: Rea, la realtà oggettuale.
L’io di Plutone è altro, fuori dal tempo e dallo spazio, se di un io si può
ancora parlare.
Nella guerra fra dèi e Titani, come del resto in tutte le guerre, si può sempre combattere per la propria vita o per proteggere un potere o un privilegio o
i beni acquisiti, ma con Plutone, Re dei morti, come fare a combatterlo quando è giunta la sua ora? Quali armi potranno avere ragione di lui? Non certo le
armi del guerriero Marte, che nell’oroscopo è colui che uccide nell’ottava casa, sotto il segno dello Scorpione. Marte può solo uccidere la carne, mentre
non può uccidere l’idea che ne è sottostante, l’essere non esistente, l’essere
non dato al mondo rea-le.
Invece Plutone uccide ogni idea di forma; nessuno, tranne Mercurio l’ingannevole, può impunemente entrare nel suo regno. E, soprattutto, non ci potrà mai entrare il Sole: l’io solare non conoscerà mai Plutone; o lo conoscerà
solo se è disposto a trasformarsi radicalmente, tanto da perdere la memoria
della sua forma fisica, cioè della sua esistenza sostanziale.
La vista di Ade non dipende dalla luce mandata dal Sole: la sua luce è di
un ordine diverso; è per così dire interna, autoilluminante.
La stessa Psiche, che fu inviata negli Inferi dalla suocera Afrodite, ne uscì
solo grazie ai profumi che la sposa di Ade, Persefone, le consegnò intimandole
di non disperderli; e saranno paradossalmente questi profumi che, dopo averla
fatta cadere in un sonno mortale, la consegneranno all’immortalità per l’intercessione compassionevole di Eros.
Allora, la vista di Plutone, il Signore degli Inferi, genera una morte che
preannuncia una resurrezione, ma a uno stato diverso da quello precedente all’incontro con il nume degli Inferi; infatti, il mito narra che solo dopo l’incontro
con Ade, la principessa Psiche salirà in Cielo fra le braccia di Eros, questa volta con l’assenso della di lui madre Afrodite che fin’allora l’aveva perseguitata
in ogni modo.
116
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Dopo l’incontro con la sposa di Ade, Psiche diventa immortale ed è accolta nell’Olimpo degli dèi.
Esaminiamo ora il glifo di Plutone.
Nel simbolo grafico di Plutone abbiamo, come per Nettuno, un semicerchio aperto verso l’alto. All’interno però c’è
un pallino, completamente isolato dal resto; è un pallino sospeso, in uno stato di perfetto equilibrio che non poggia su
alcunché.
Il semicerchio che lo contiene al suo interno poggia sulla
croce, che non appare più come una componente indispensabile della coppa, come invece era il caso del tridente di Nettuno: la croce
sembra sostenere la coppa: appare quasi un aldiquà della coppa.
Plutone, al pari di Mercurio, reca nel suo glifo le tre componenti: croce,
coppa e cerchio, colla differenza che il cerchio è contenuto all’interno della
coppa: il femminile di Plutone, rappresentato dalla coppa, si prepara così a
una nuova nascita; il pallino che si trova al suo interno non è più un riferimento al cerchio uroborico senza categorie che fu spezzato da Urano, e che ricompare nel glifo di Mercurio come segno di oscurità inserito fra la croce e la coppa.
Il semicerchio di Plutone si presenta inoltre in una posizione affatto diversa dai segmenti rovesciati nel glifo di Urano, che si allontanano in una fuga all’indietro e in avanti; e
naturalmente è diverso dai semicerchi che compongono la
falce lunare che simboleggia la forma così come appare nel
nostro Cielo seguendo i cicli del satellite intorno alla Terra.
Tutti i simboli planetari contengono la croce all’interno del loro glifo. Tutti
tranne Sole e Luna, i simboli, rispettivamente, della luce e della mente.
Siccome ciascuno degli archetipi agisce nel mondo relativo, nel mondo formato
dalla Luna e visto dal Sole, essi devono recare il segno di Rea e di Saturno al loro interno: la croce.
Il Sole contiene all’interno del suo cerchio un punto, che lo rende l’espressione
simbolica più vicina allo spirito. Plutone, questo cerchio solare, lo porta all’interno della sua coppa aperta verso l’alto: ma è un cerchio rimpiccolito, concentrato, densificato.
È come se, dopo Plutone morte, ci fosse un altro Sole, un altro sistema
solare?
Se Marte uccide la carne di Venere, e dunque simbolizza la morte del corpo fisico, ma non può ferire il punto al centro del glifo solare, il punto della co-
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scienza autoreferente, Plutone, in quanto morte assoluta, sembra sfiorare proprio quel punto, operando una trasformazione che lo dilata, come a volerne
evidenziare la realtà operante. È forse questo il suo occhio spirituale?
Plutone indica nel suo segno grafico una realtà separata, parallela, che si
trova all’interno stesso di quella ordinaria regolata in primo luogo da Rea e da
Saturno tramite la croce. Una realtà che è inconoscibile per la croce, che nel
glifo di Plutone compare a sostegno di una riapertura senza però sfiorare il
pallino, che così resta sospeso all’interno della coppa, dunque completamente
indipendente: autoreferente.
Il pallino di Plutone appare come un piccolo Sole condensato, che ha perso il suo punto, e perciò non è più solo spirito; sembrerebbe quasi una materia
spiritualizzata, che ha compresso in sé il punto, quasi rendendolo definitivamente manifesto; il punto geometrico si dilata e prende forma in Plutone: non
è più geometrico, ma carico di sostanza, reso esso stesso sostanziale, in definitiva ucciso come punto, per tornare cerchio, denso, quasi risvegliato nella
materia, divenuto cosciente tramite la visione, il darshan.
Se Giove trasforma Rea in Era, Plutone uccide Rea con la morte che è
parte di lui, parte del suo darshan, della sua visione: la pura vista della morte
sottomette la croce del tempo a un Sole nuovo, denso e separato da tutto: un
Sole che è divenuto tutt’uno col suo punto centrale e spirituale. Cosa illumina
questo Sole oscuro? Quale ambito appartiene alla luce ch’egli espande?
L’avvistamento del nume
La scoperta del pianeta che sarebbe stato chiamato Plutone viene attribuita all’astronomo inglese Lowell, il quale, com’era accaduto all’incirca cinquant’anni prima con Nettuno, era arrivato a ipotizzare l’esistenza di un corpo celeste
ai margini del nostro sistema solare grazie a dei calcoli matematici. Ma fu un
allievo di Lowell che, il 21 gennaio del 1930, poté avvistare il pianeta dall’osservatorio che portava il nome di Lowell, il quale era ormai morto da quindici
anni.
Low- basso e well- bene sembra davvero un nome appropriato per lo
“scopritore” del re degli Inferi, e pare anche perfettamente consenguente che,
quando Plutone fu veramente visto, il suo “scopritore” era morto da quindici
anni: più o meno il tempo che Plutone impiega per transitare in un segno.
L’astronomo Tombaugh vide su una lastra fotografica, presa il 21 gennaio
del 1930, un puntino che sembrava saltare da una parte all’altra: si trattava
del pianeta X, che Lowell aveva cercato per anni immaginandolo dell’estensione di Giove. In realtà era molto più piccolo.
La scoperta del nuovo pianeta fu annunciata al mondo il 21 febbraio del
1930, ma le foto che erano servite a determinarne l’avvistamento avevano cominciato a essere prese giornalmente a partire dal 15 gennaio dello stesso anno.
Dal 21 gennaio al 21 febbraio, il Sole transita nel segno dell’Aquario, dove è tradizionalmente considerato in esilio.
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Casa Ottava
Da parte sua, Plutone si trovava, rispetto alla Terra, nel segno del Cancro,
domicilio della Luna e cosignificante della fine della vita nell’oroscopo domificato: non della morte fisica, ma dell’ultima dimora del corpo: la tomba. Il Cancro e la IV casa, il Fondo del Cielo, segnano l’inizio e la fine della vita: la prima
dimora del feto, cioè l’utero dominato dalla Luna, e l’ultima dimora che è la
tomba e la rinomanza del defunto, sempre sotto l’intendenza della Luna.
Ciò che resta delle spoglie di un morto, quando anche l’ultimo osso è stato consumato dal tempo, è la tomba, o il luogo in cui il corpo è stato sepolto,
e naturalmente può restare di lui il ricordo nella memoria dei posteri, ciò
ch’egli ha lasciato alla sua dipartita: le opere, che sono rappresentate dal segno opposto al Cancro, il Capricorno.
Il Cancro è anche il segno della memoria. Saturno, da parte sua, sovrintende alla durata che permette alla memoria di essere appunto ciò che è:
un’immagine e dei segni che permangono nel tempo: la storia.
Allora, Plutone, scoperto in un giorno sotto il segno dell’Aquario, dove il
Sole è esiliato, appare come prima cosa contrapposto alla stella che ci dà la
luce, mentre sembra, per la sua posizione nel segno del Cancro, essere amico
della Luna.
Però Plutone uccide la mamma.
Cominciamo per il momento a vederlo nella sua contrapposizione al Sole.
Il sistema solare si chiude con Plutone, che è a tutt’oggi il pianeta più lontano dal Sole: si trova ai confini del sistema solare.
Ancora i pianeti X e Y vagheggiati da una certa astrologia di recente formazione in Italia e cosignificanti l’utero e la vagina non sono stati scoperti. E’
stato invece recentemente scoperto un corpo celeste posto oltre i limiti del nostro sistema solare, dunque appartenente a un altro sistema attiguo al nostro,
ma facente parte della nostra stessa galassia. Ciò sembrerebbe confermare
l’estremità di Plutone nel nostro sistema solare.
Ci sarebbe però a questo punto da chiedersi come mai, per questa nuova
astrologia, i due organi di cui sopra debbano essere relegati all’estremità del
sistema solare, lontani dalla luce del Sole, mentre, per esempio, Marte fallo
appare addirittura visibile a occhio nudo. Chissà che non avessero ragione nel
Medio Evo a ravvisare negli attributi della femmina l’infernale demonio.
Comunque, a tutt’oggi, Plutone è l’ultimo pianeta, situato al confine del
nostro sistema solare; e la mitologia ci dice che i tre regni principali erano gestiti dai tre fratelli: Giove, Nettuno e Plutone. Saturno rimase in eterno nell’isola dei Beati.
Il mito greco propone una trinità e una tripartizione del creato, al pari della mitologia indù che parla sempre dei tre mondi, i loka: la Terra degli uomini,
il Paradiso dei deva e gli Inferi dominati dal dio della morte Yama.
Si tratta di regni indipendenti; Plutone è poi così indipendente che nessuno lo può vedere: Adès semplicemente non esiste per i vivi, non è dato alla luce del Sole.
Casa Ottava
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Le tenebre
Per vedere noi abbiamo bisogno della luce del Sole. Plutone, posto alla massima distanza dal Sole, rappresenta dunque il suo avversario: l’antagonista del
Sole. E’ l’altra faccia di Apollo: è l’ombra di Apollo.
Egli rappresenta in un certo senso l’impossibilità del Sole, poiché il Sole,
a differenza di Selene-Luna, non ammette ombre al suo interno.
Solo Mercurio poteva far visita a Plutone, egli aveva libero accesso nel
suo regno. Il pianeta Mercurio offre di fatto una sola faccia al Sole, l’altra appare sempre in ombra. Il mito, inoltre, narra che Mercurio possedeva un cappuccio che lo rendeva invisibile, all’occorrenza. Questo cappuccio non è forse
simbolizzato nel suo glifo dal semicerchio aperto verso l’alto?
Mercurio ci insegna dunque che, per poter entrare e uscire a piacimento
dalle tenebre, è necessario avere in sé le tenebre, non come componente sostanziale del proprio essere, ma come realtà scissa: una specie di cappuccio
che il nume indossa a suo piacimento: quando per esempio deve fare visita al
signore degli Inferi.
Plutone rappresenta le tenebre, e Mercurio contiene l’ombra come realtà
scissa e separata dalla luce: o l’una o l’altra, a differenza della Luna che passa
dall’una all’altra per gradi dati dalle lunazioni, simboleggiando in tal modo la
forma che risalta sotto la luce del Sole. Mentre la tenebra di Plutone non è dipendente dalla visione: non può essere mai vista: a-idès.
Mercurio, in quanto ermafrodita, è solo un messaggero, un mezzo, il traduttore letterale delle cifre che gli vengono consegnate; il suo è perciò spesso
un linguaggio cifrato, un codice, come quello di un agente segreto; ed è in
questa veste, di uno che reca ciò ch’egli stesso non può né vedere né comprendere, che Mercurio compare nel regno di Plutone, inviato dal padre degli
dèi, siccome neanche Giove può entrarci di persona. Quasi che il cappuccio
dell’invisibilità servisse a Mercurio per prendere distanza dal significato dei
messaggi che gli venivano consegnati dal padre olimpico, più che per passare
non visto nei varii regni.
Giove ha fuso in sé luce e ombra in una sintesi che gli consente di entrare
in rapporto dialettico con la realtà visibile e di trasformarla, solo che la trasformazione da lui operata non è neanche lontanamente parente di quella di Plutone: egli non può più scindere la luce dalle tenebre; il semicerchio, che in
Mercurio e in Plutone si rovescia e si apre a forma di coppa, compare nel glifo
di Giove in una posizione che rappresenta il rovesciamento della chiusura operata nel glifo di Saturno dalla croce che comprime il semicerchio: in Giove, alla stessa maniera che in Saturno, ma con intenti opposti, il semicerchio fa un
tutt’uno con la croce, ne è quasi parte integrante; questo è ciò che rende i due
numi davvero diversi dagli altri dèi, che di fatto sono sotto le loro dipendenze.
In Giove, il semicerchio sale e si pone al di sopra della croce, rappresentando
così il karma passato che il dio ha sottomesso alla sua volontà con l’atto di ingoiare il femminile, liberando nel contempo tutte le altre funzioni psichiche
che saranno poi rappresentate dagli dèi personali.
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Casa Ottava
Questo semicerchio è dunque una componente sostanziale del suo glifo,
e non può essere sganciata dalla croce; invece, il semicerchio aperto verso
l’alto, che compare sia in Plutone che in Mercurio, rappresenta quasi un oggetto a sé stante che può essere separato dal resto e restare significante in sé
e per sé: infatti, può anche essere chiamato coppa o cappuccio dell’invisibilità: di fatto, ai due numi non interessa il significato del linguaggio degli esistenti, mortali o immortali.
Giove continua a giocare con le forme immaginate
dalla Luna ormai digerita nel suo stomaco, le forme che
sono rappresentate appunto dal semicerchio; in questo
modo, Giove non dipende più dalla materia di Saturno,
per così dire la trascende e la pone al suo servizio, divenendo così capace di creare ogni forma secondo il suo
piacimento: è tramite questo rovesciamento ch’egli diviene il progenitore degli dèi dell’Olimpo.
E perciò egli resta molto attento al significato di queste forme e del loro
precipuo linguaggio; di fatto, egli si impegna ad amministrarle e a ordinarle
seguendo una logica.
Plutone, invece, annulla tutte le forme lunari, le uccide fino a reciderne le
radici: le cose rapite da Plutone semplicemente scompaiono sull’orizzonte degli eventi: non sono più conosciute, non si danno più alla luce del Sole o all’anima sognante della Luna: esse perdono per sempre il loro significante.
Il semicerchio si sposta al di sopra della croce e si apre a un altro tenebroso: il pallino che fluttua al suo interno.
Io credo che questa sia la componente più significativa del simbolo di
Plutone: il pallino posto al centro del suo semicerchio rovesciato a coppa.
Plutone è le tenebre tout court, così come il Sole è luce tout court.
Si tratta di due estremi.
Ma una cosa accomuna Plutone e Sole: essi portano nel loro simbolo grafico un segno che trascende gli estremi da loro rappresentati: il Sole contiene
al suo centro il punto ideale dello spirito, che nella vuotezza dell’interno del
suo cerchio luminoso appare come un’ombra, per quanto insostanziale, come
di fatto lo è ogni ombra gettata dalle cose sul terreno di Gaia sotto la luce del
Sole; e Plutone contiene il pallino separato all’interno della sua coppa aperta
all’oscurità del nulla: un pallino che è un riferimento abbastanza evidente all’interezza luminosa del Sole, ma senza il punto centrale; o, forse, si tratta di
un punto gonfio in attesa di una nuova
esplosione? Oppure una implosione della
stella Sole? E, questo pallino, non è forse lo
stesso che nel glifo di Urano compare sottomesso alla croce, come ricordo di una totalità frantumata?
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Il pallino, che vediamo in Urano al fondo della croce, risale in alto nel glifo
di Plutone e si separa da tutto, soprattutto dalla croce, ponendosi al centro di
un semicerchio girato in maniera tale da accogliere qualcosa al suo interno.
Cos’è questo oggetto misterioso?
Da qualche decennio la fisica parla dei buchi neri. Si tratta di “punti” nello
spazio, che posseggono un’enorme energia; essi non sono stati avvistati alla
stregua delle stelle e dei pianeti, ma ne è stata dedotta l’esistenza osservando
l’attrazione ch’essi esercitano sui corpi celesti in loro prossimità; la luce in essi
contenuta e compressa viene catturata dall’esterno, quasi aspirata al loro interno.
I buchi neri sono il risultato del collasso di una stella, la quale, con la propria morte, introverte il movimento espansivo. Ogni stella, prima o poi, sembra destinata a fare questa fine: arrivata al limite della sua espansione essa introverte il proprio movimento espansivo, e l’energia che le ha permesso di diffondere la luce all’esterno viene riutilizzata per introiettare la sua stessa luce e
catturarne altra da fuori; in realtà, per questi buchi neri, niente può esistere all’infuori di loro stessi; essi sono per così dire assolutamente autoreferenti; in
realtà, essi non si danno né allo spazio né al tempo.
La luce si trova così a essere imprigionata, non solo, la stella che collassa
assorbe nel suo movimento centripeto qualsiasi fonte di luce si trovi a passare
sul suo orizzonte. La sua luce si trasforma in tenebra, in una specie di nulla,
che però ha effetti mortiferi per ogni oggetto o altra energia che sfiori il suo
campo magnetico.
E poi cosa accade? All’interno cosa succede? Dove va questa energia e
questa luce?
Il pallino separato di Plutone fa davvero pensare a questa luce imprigionata, densificata in un nulla che solo il nulla conosce. Una luce non vista.
Un mio amico astronomo mi ha così raccontato il buco nero: “... immagina una increspatura o una sacca posta ai confini dell’universo, che risucchia
l’energia dell’universo e la condensa fuori da questo, all’interno di questa sacca che pesa al bordo dell’universo”. Subito ho ricevuto l’immagine del glifo di
Plutone.
Una sorta di realtà parallela, un’antimateria, colla quale la realtà da noi
conoscibile, il nostro spazio e il nostro tempo, e naturalmente la materia di cui
siamo formati non può mai venire in contatto pena la perdita della sua stessa
essenza. Non ricorda forse il mito di Ade e Persefone?
In astrologia, Plutone è chiamato il pianeta della morte e della resurrezione.
Ma ressurezione di cosa? Di ciò che era morto forse?
Pare quasi che, con Plutone, si voglia riscattare l’eroe Marte dalla morte
o, forse, redimerlo. Il pensiero dell’uomo non potrà mai rassegnarsi alla morte.
Il pensiero, che è legato all’io dello stato di veglia, è quanto di più contrario ci
possa essere alla morte, è l’unico vero antagonista della morte: laddove è la
morte, l’io solare non può esistere. Ma Plutone, associato alla morte, esiste
come pianeta nel nostro sistema solare, ed esiste, ancorché da tempi recenti,
all’interno dello Zodiaco.
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La morte concepita dall’uomo dopo l’avvento di Plutone deve allora per
forza essere molto diversa dalla morte concepita prima dell’inserimento del
pianeta nel sistema astrologico tradizionale.
Dunque, non può trattarsi di quella resurrezione di quell’io che è morto,
che pensava, che in definitiva nega se stesso con la cessazione del pensiero.
Cogito ergo sum non ha alcun senso per Plutone, il quale però esiste inequivocabilmente come nome nel mito e come pianeta nel nostro sistema solare, e
come simbolo.
Allora di che morte si tratta?
Il mito ce lo propone come dio degli Inferi, ma allo stesso tempo fa entrare e uscire alcuni personaggi dal suo regno, dunque sembra indicare una rinascita oltre la morte; ma ciò che rinasce all’interno della sua coppa - non si
tratta forse della coppa che contiene il succo di melograno che il dio fa bere
alla sua sposa? - non assomiglierà più neanche lontanamente a ciò che era
morto: proprio come accadde alla fanciulla figlia di Demetra. Quando Persefone torna dalla madre, ella riprende il suo sembiante di fanciulla e annuncerà,
con l’avvento di Proserpina, la primavera sulla Terra. Si tratta di due persone
assolutamente distinte e separate: in mezzo c’è stato un rapimento.
Da che cosa e da chi l’uomo può essere rapito? L’uomo è rapito da qualcosa ch’egli non conosce o, almeno, non è in grado di vedere col suo occhio
solare.
Nel linguaggio comune si dice: la morte ci ha rapito il nostro caro. Ma c’è
un’altra parola che si accomuna al rapimento, ed è l’estasi, che non può giammai essere cercata. L’uomo può cercare il piacere, l’estasi la può solo trovare,
forse per disattenzione, come accadde a Psiche che per sbaglio aprì le ampolle dei profumi di Persefone, o come accadde alla Core, la quale bevve il succo
di melograno offertole dal suo sposo infernale; oppure gli capita addosso come una grazia… che lo rapisce.
Ecco perché Plutone viene anche associato al sesso; quasi inconsapevolmente, senza cioè accorgersi che si scambia l’esperienza sessuale con quella
mistica, l’astrologia moderna crede di scorgere l’attività sessuale in Plutone; e,
naturalmente, un Plutone mal messo in un oroscopo maschile segnerà l’impotenza. Secondo la mia esperienza, per giudicare di questa basta osservare la
posizione di Marte e talvolta della Luna con particolari angolazioni di Saturno.
Nel regno di Plutone si faceva l’amore? Con quale corpo? Quale Venere
amoreggiava nel regno di Ade? Ah, qui torna di prepotenza la fatale antinomia
eros e tanathos. Ma Plutone non ha nulla a che vedere né con l’Eros di Venere
né col Tanathos di Marte; egli non li conosce neanche; l’uomo, attraverso il
sesso, cerca coscientemente il piacere e meno consapevolmente l’estasi della
fusione suprema; di certo, vuole esorcizzare la morte, preparandosi al contempo, proprio tramite l’atto sessuale, alla morte del corpo che sarà generato dal
suo stesso tessuto materiale.
L’estasi può essere vagheggiata, l’uomo non la conosce con l’io solare,
né tantomeno con l’intelletto mercuriale, siccome tale esperienza è fuori dall’ordine delle idee che possano essere formulate dalla mente ordinaria; non è
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Luna che promette l’estasi, bensì Venere quando, nell’amplesso, sconfigge
temporaneamente Marte: colla differenza che Venere la vive nella carne e Plutone la promette fuori dalla carne, o trasformando la carne? È forse questa la
sua resurrezione?
Allora, il Sole-vita del nostro sistema rimanda la parola al suo contrario, a
Plutone-morte, e ambedue hanno un punto al centro del loro simbolo; nel Sole
si tratta del punto geometrico, in Plutone è un punto gonfio, “incinto” di nuova
vita; è il paradosso del punto che diventa manifesto pur mantenendo la sua invisibilità all’occhio solare.
Allora, di nuovo, da chi può essere visto questo pallino di Plutone se non
da colui che ha visto in faccia la morte? E, di nuovo, con quale occhio può essere vista tale morte?
La storia a questo punto può ricominciare daccapo: senza l’intervento
della croce di Saturno, oppure oltre la croce di Saturno, ormai relegato nell’isola dei Beati.
La necessità e la rigorosa disciplina di Saturno si trasformano in beatitudine con l’avvento di Plutone.
La memoria
Plutone, “scoperto” sotto il segno del Cancro, si associa simbolicamente alla
Luna, e ha ancora un’altra cosa che lo accomuna alla Luna: la pluralità, la
moltiplicazione. L’altro elemento ancora che lo rende amico della Luna è che,
l’unica cosa che Plutone non può uccidere è proprio la memoria, quella facoltà
della mente-manas, lo specchio che riflette le forme in seno alla coscienza.
Demetra, che sovrintende alle stagioni regolate dalle fasi lunari in rapporto
dialettico con ll Sole, diventa suocera di Plutone: si lega a lui per sempre tramite la figlia.
Il mito narra cha la coltivazione della terra segue l’attività di Demetra, la
buona Terra, la quale si inaridì colla perdita della figlia: sprofondò nelle tenebre.
La Core rapita da Plutone lasciò alla madre l’ombra, che fino a quel momento ella si era incaricata di portare affinché la madre potesse continuare indisturbata a illuminare il lavoro svolto sulla Terra. Senza questo rapimento non
si avrebbe in realtà il susseguirsi delle stagioni che prevedono la morte ciclica
delle messi.
Questa ombra che Proserpina portava era nella sua verginità; colla perdita della verginità, l’ombra ricade sulla madre, la quale comincia a espandere
la morte sulla Terra. A Core resta la luce sottratta alla madre, una luce che illuminerà la sposa di Plutone, Persefone. Persefone, allora, rappresenta quella
luce che Plutone porta al centro della fronte e che non serve a vedere la Terra
di Demetra, bensì “vede” una realtà altra, forse parallela, nel senso proprio
che è impossibile incontrarla nella consueta forma terrena.
Il mistero di Plutone risiede dunque nella sua sposa, in un femminile che
si trasforma radicalmente pur mantenendo del suo stato precedente la memo-
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ria, luminosa, che le consentirà di tornare ciclicamente sulla Terra come Core
figlia nuovamente vergine e, dunque, di nuovo portatrice dell’ombra materna.
A ogni ritorno sulla Terra Core riconsegnerà a Demetra la luce necessaria per
far fiorire le messi.
Demetra voleva proteggere sua figlia dal maschile, dal maschile non marziano bensì solare, cioè la voleva tenere lontana dalla luce della coscienza che
avrebbe potuto illuminare la sua via verso l’individuazione; le impedisce così
di realizzarsi come donna, tanto che Core finisce nel buio più totale, dove, paradossalmente, ritrova la “sua” luce: alla fanciulla non resta che il rapimento,
quasi un lasciarsi portare via da un altro Sole, un Sole oscuro che giunge di
soppiatto, non visto, a-idès, né presagito dalla madre affaccendata colle sue
messi.
Core resta in ombra, cioè inconsapevole delle sue capacità creative, fino
al giorno in cui Plutone non la porta via e le fa bere il succo di melograno dalla
sua coppa.
Forse è lì, con questo rapimento, che si realizza anche Plutone: egli trova
la sua sposa e riceve quella luce: il pallino dentro la coppa, la luce al centro
della fronte che gli consente di vedere nelle tenebre.
Persefone, Signora dell’Ombra, gestisce l’intera oscurità degli Inferi, una
oscurità che non è solo ombra ma tenebre dense di un senso che resta inconoscibile per l’io ordinario; in tal modo, ella consegna al suo sposo la luce sottratta alla madre.
È una luce tutta speciale che non è stata sottratta solo a Demetra ma in
definitiva anche al Sole.
La Signora dell’Ombra mantiene però di Core la memoria, altrimenti non
potrebbe mai tornare sulla Terra. E, di nuovo, è l’intervento di Giove che, tramite i servigi di Mercurio, le restituisce la memoria, ponendola per così dire in
un rapporto dialettico fra il dentro, gli Inferi, e il fuori, la Terra degli uomini.
Il mito sembra così indicare che la fanciulla diventa donna abbandonandosi a un Sole sconosciuto dalle istanze genitoriali – neanche Giove può farci
nulla –; cioè, l’evoluzione psicologica del femminile avviene tramite un ritrarsi
dalla luce del Sole o, meglio, tramite un assimilare all’interno di sé la luce: una
luce interiore che serve alla gestazione di nuova vita.
Io non credo però che il mito dia ragione della visione storica della donna che rifletta al pari di Luna la luce solare, bensì sembra mettere piuttosto
l’accento sul fatto che la creatività femminile necessita in primo luogo di un
distacco dalla madre e, in secondo luogo, di una sorta di introversione del
pensiero o della volontà (Sole), che di per sé non nega l’uso dell’intelletto –
non è forse Mercurio a porsi al servizio di Persefone? – ma per così dire lo approfondisce nel sentimento, che è simboleggiato da Venere, unico vero archetipo generale della donna. Astronomicamente, il pianeta Venere, al pari
della stella Sole, non si distanzia mai troppo da Mercurio, il quale invece può
trovarsi anche in contrapposizione a Marte. Detto questo, sembrerebbe quasi
che Mercurio intelletto vada più d’accordo con Venere vagina che con Marte
fallo.
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Il logos di Marte porta l’uomo a esaltarsi nell’opera – Marte si esalta nel
segno del Capricorno che domina la professione e la gloria nel mondo –, mentre l’eros di Venere porta la donna a esaltarsi – esaltazione di Venere nel segno
dei Pesci – nella compassione, l’estrema espressione del sentimento: la mente
che sente, che patisce con l’altro. Per questo motivo, Marte cerca la divisione
e la disputa con tutto e con tutti, mentre Venere cerca la conciliazione col “nemico” simboleggiato dal guerriero Marte.
Di nuovo, nell’Ade nessuno può avvicinare Plutone mentre può essere avvicinata Persefone; infatti è Persefone che tratta con Psiche. Il mito ci dice così
che è possibile penetrare nel regno dei morti da vivi, a patto che non si guardi
in faccia Plutone, bensì ci si faccia aiutare dalla sua sposa.
In questo senso, egli appare come il simbolo dell’antimateria, e la sua
sposa, cioè il suo femminile, deve mantenere, almeno nel ricordo, una porzione di luce terrena o solare che le consenta di trattare con gli ospiti per così dire temporanei del suo regno. Questo starebbe a indicare un riscatto dalla morte. Ma come può avvenire tale riscatto per noi mortali?
La stella Sole, datore di luce, usufruisce della forma del satellite Luna per
consentire agli uomini di osservarlo nella sua rotondità senza rimanerne accecati; la luce notturna trasmessa dal corpo lunare appare rinfrescante all’occhio
dell’uomo; parimenti, Plutone possiede Persefone che permette ai viventi fatti
di carne di venire in contatto col suo regno e di tornare poi nel mondo ancora
rivestiti di carne: il suo femminile consente agli uomini di “vedere” la sua
oscurità, quasi di assimilarla nella loro carne. Come accadde a Psiche.
I viventi, che in tal modo entrano in contatto con Plutone tramite la sua
sposa, saranno costretti a vederlo con un occhio spirituale, uguale a quello
portato dal Signore degli Inferi: in mezzo alla fronte. E questo penetrare nel
suo regno e uscirne vivi non è di poche conseguenze. Psiche entrò mortale e
uscì immortale dal suo regno, e soprattutto ne uscì con il corpo intatto.
La psiche, rappresentata mitologicamente dalla principessa che nessun
mortale poteva sposare perché era amata da Eros, entra nell’Ade, si presenta
a Persefone che le consegna i suoi profumi e poi ne esce immortale, curiosamente grazie a una fatale disattenzione.
Nel mondo degli Inferi, Persefone rappresenta l’unico possibile trait
d’union fra l’assolutezza della luce del sopra e l’assolutezza della tenebra del
sotto, dato che le ha conosciute entrambe: la prima nel suo abbraccio con la
madre luminosa che l’ha accecata, la seconda nel suo abbraccio con la tenebra che le rende la vista: drishti, la visione, il darshan.
Core-Persefone è una rappresentazione della Luna-mente-anima che,
grazie al rapimento, entra ed esce, seguendo le sue fasi, dall’aldilà. Nello yoga
si chiama Chitta, che significa propriamente “fissità del pensiero su un solo
oggetto”: la mente cosmica fissa su se stessa, sul punto centrale, e che può
dividersi in tante Lune-anime: le tante principesse e gli eroi che entrano ed
escono dal suo regno; Chitta raccoglie in sé ogni manas, che significa senso e
percezione, da cui i termini che in inglese e in tedesco significano Luna: moon
e Mond.
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L’unica maniera, per la mente umana (Luna), di percepire (manas) un aldilà della propria forma (Luna) fisica non è tanto il sonno o il sogno dove l’uomo si veste per così dire di Luna, quanto è necessario sviluppare un organo
spirituale che riporti manas (mente individuale) a Chitta (mente cosmica), fissando cioè lo specchio della mente su quell’unico punto luminoso posto al
centro della fronte - la Core fissa il suo rapitore - che lo yoga conosce molto
bene: si chiama ajna chakra, e lì, in questo vortice di energia posto al centro
della fronte, la letteratura yogica racconta, esiste un veicolo che porta l’anima,
Psiche, in tutti i mondi: i mondi della grande mente cosmica: la plu-ralità dei
mondi che solo l’occhio di Plu-tone può vedere.
La coppia Persefone Plutone può essere paragonata alla Kundalini yogica, l’energia spirituale che si risveglia nel chakra più basso, il muladhara posto alla base della spina dorsale – l’Ade? – e risale poi lungo il canale mediano
chiamato sushumna e infine giunge alla sommità del capo, nel brahmarandra,
dove avviene il supremo sposalizio nella grande luce che viene spesso rappresentata come una “luna piena che brilla come mille soli”: è forse questo il
punto centrale del Sole e il pallino di Plutone? Una luce accecante e assoluta
come il Sole, eppure vestita di Luna anima e forma e dunque visibile con l’occhio interno?
Lo yoga Kundalini spiega inoltre che, al momento della morte, l’anima,
atman, diparte uscendo da uno dei chakra, ma se esce dal chakra più basso
scende nelle zone infernali: si tratta forse dell’oscurità di Plutone prima di
“svegliarsi” e rapire la sua promessa sposa?
Ade, infatti, irrompe dalle viscere della Terra per reclamare la sposa che
Giove gli aveva promesso; la promessa di Giove di dargli in sposa la figlia di
Demetra lo rende impaziente: egli esce come un getto di energia che Giove
stesso non può più controllare; infatti, il mito prosegue dicendo che sarà necessario mandare Mercurio a trattare, per trovare forse la misura di questo
connubio che di fatto è pericoloso per l’io solare? È sempre il principio di Giove Guru che governa dall’esterno e dall’interno questa energia, tramite l’insegnamento impartito al discepolo; l’insegnamento e anche la figura del discepolo sono simbolizzati da Mercurio, il quale tratta con Plutone e poi con la madre Demetra e trova alla fine un compromesso, per così dire una via mediana,
shushumna, lungo la quale far scorrere la forza psichica, la Core risvegliata.
Il mito greco ci dice, e il simbolo di Plutone sembra confermarlo, che Plutone colla sua luce posta sulla fronte, cioè una volta che l’energia è giunta fino
al chakra al centro della fronte, quando insomma si è attivato il terzo occhio,
la fanciulla – manas, atman, mente – non potrà più cadere nelle tenebre, le
viene anzi assicurata una luce anche in questa vita, con tutto il corpo, su questo stesso terreno; e Core potrà sempre giocare colle sue amiche sul prato, in
primavera, e Psiche unirsi a Eros, in un Olimpo dove l’ambrosia rende incorruttibile la carne di Venere, ma soprattutto quella di Psiche, cioè l’anima che si
è incarnata; il mito dice implicitamente che non vi è differenza fra psiche e
materia.
Plutone non può perciò essere visto dalla coscienza diurna.
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Allo stesso modo non può essere vista la totalità della luce del Sole senza
la rotondità della Luna, pena la perdita della visione.
Il Sole, con la sua luce, è altrettanto estremista di Plutone con le sue tenebre; ed è interessante notare come l’uno si adatti al Sole: una sola luce, e la
pluralità si adatti a Plutone: le tenebre; ambedue hanno bisogno di un femminile per entrare in relazione col mondo dei vivi. Sole è simbolo di unicità, Plutone è simbolo di pluralità.
Per questo, il pianeta Plutone chiude il sistema solare. Ma lo chiude con
una speranza che è l’estremità della morte: la morte della Morte. Ce lo dice la
sua sposa.
La morte della Morte risiede nella memoria che la trascende, e la memora
è simboleggiata nel glifo solare da quel punto geometrico; si tratta della memoria dell’io che mantiene la sua identità giorno dopo giorno, da un sogno all’altro; è simboleggiata da un punto che è pura astrazione e che segna più un
nulla che una totalità; in Plutone, la memoria è rappresentata dal pallino posto
al centro della sua coppa – la coppa del succo di melograno? –, un pallino che
evoca una pienezza in formazione.
La memoria di Plutone è allora quella del Sé, sempre presente in ogni
giorno e in ogni notte e ogni sogno.
Il punto del Sole segna impercettibilmente l’avvento di Luna-mente che
contiene la memoria affinché la visione della luce diventi storia; il pallino di
Plutone segna visibilmente l’avvento di una realtà altra da quella vista con la
luce del Sole, quasi una fusione con Luna-mente, che gli consente di “vedere”
comprimendo ogni forma a uno stato magmatico.
Se Sole usa dei servigi di Luna, Plutone si unisce a Luna e da questo processo di totale assimilazione non si avrà, come nel caso di Giove che digerisce
i contenuti mentali, una conoscenza che manda le sue informazioni di notte
coi sogni, ma l’estrazione di un succo che è memoria senza tempo e senza
spazio, per così dire sopra al giorno e sopra alla notte.
Il Sole, che è luce e vita per gli uomini sulla Terra, contiene al suo interno
il segno del non esistente, del nulla; Plutone, che è morte e tenebra, davvero il
nulla per gli uomini sulla Terra, contiene al suo interno il segno di una pienezza: il tutto.
Così come nell’universo esiste il buco nero, che appare come una sacca
di energia introiettata che si stacca dal resto con la sua pesantezza e grava ai
limiti dell’universo mentre tende a ingoiarlo tutto, compresa la luce, e a condensarlo in uno spazio che mangia anche lo spazio e il tempo, parimenti, all’interno dell’atomo, l’elettrone si comporta allo stesso modo del buco nero:
esso contiene la memoria della materia: la psiche che è uguale e indistinta
dalla materia.
In questo senso, sia al buco nero sia all’elettrone della morte non gliene
importa nulla, perché, insieme alla totalità delle cose che essi ingoiano, c’è
anche la memoria del passato da cui vengono e persino il futuro, perché, in
questa totalità introiettata, c’è il tempo intero e indiviso.
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La perdita della memoria
Nell’oroscopo personale Plutone viene generalmente associato alla morte e al
sesso, e perciò viene anche domiciliato nel segno dello Scorpione.
Seguendo però il simbolo e il mito abbiamo visto come sia morte che
sesso siano di pertinenza di Marte, anche se la morte di Marte non è così naturale, bensì è accidentale: egli uccide un organismo vitale. Si tratta, con Marte,
della morte dell’eroe e, a maggior ragione, esso può essere associato al sesso,
almeno quello maschile, che attacca la carne di Venere per conquistare la vittoria sui nemici.
Per i Greci e per i Romani, Ades Plutone era il dio dei morti, della ricchezza e dell’oro.
L’oro è il metallo del Sole, perché è incorruttibile come la pura luce solare. La luce del Sole è altrettanto incorruttibile delle tenebre di Plutone: è, come
quelle, inavvicinabile.
Allora, di quale oro si parla con Plutone? E di quale morte? E di quale ricchezza? Siccome anche per la ricchezza abbiamo un simbolo astrologico che
è Venere.
Plutone sembra quasi voler usurpare le significanze astrologiche di Marte,
di Venere e, non ultimo, addirittura del Sole. Poi, però, si aspetta fino all’anno
1930 per inserirlo nel nostro Zodiaco. Qualcosa deve essere successo nel frattempo.
Dal punto di vista della realtà, di Rea cosa, Plutone rappresenta senz’altro
la morte, perché, se Saturno logora le cose col tempo, in realtà non le trasforma mai, e se Marte uccide l’eroe di certo non fa scomparire le cose, mentre
sembra che Plutone trasformi subito ogni cosa che incontri, come ci fa capire
il mito di Core.
Saturno sovrintende infatti alle ossa dei vivi e dei morti, e Plutone all’aldilà, non all’aldilà delle ossa ma all’aldilà della coscienza o, almeno, all’aldilà di
quella particolare coscienza che è in grado di avere la visione delle ossa quando il corpo è già inerte. Egli non può dunque segnare la morte fisica, ma sembra piuttosto simbolizzare lo spartiacque della coscienza: da una parte la coscienza del Sole e dall’altra parte un’altra coscienza, quella degli Inferi. Qualcuno la conosce davvero?
Se il Sole simboleggia l’io cosciente contrapposto e allo stesso tempo
complementare all’inconscio lunare, di cui l’io non può fare a meno, come ci
dicono tutti i miti lunari, il contrario del Sole, l’antagonista del Sole, Plutone, è
soprattutto il negatore dell’io conscio e l’oro che genera è un oro nero.
A questo punto solo Mercurio ci può aiutare a penetrare nel suo regno.
Quando gli alchimisti si avvicinavano al compimento dell’opera si imbattevano con la nigredo, che compare subito prima della creazione dell’oro alchemico, e naturalmente c’è Mercurio a fare da mediatore in questa operazione: da un metallo all’altro, passando per ogni colore e forma e ogni esperienza
psichica ad essi collegata, poi l’albedo lunare, la quintessenza della forma
senza colore, poi la nigredo : forse comunione di tutti i metalli, di ogni colore e
Casa Ottava
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di ogni forma? E finalmente l’oro incorruttibile. Che colore e che forma ha
questo oro?
Mercurio, di fatto, mette in relazione Apollo-luce con Plutone-tenebre perché accompagna le anime dei morti all’Ade: egli è lo psicopompo. L’anima
dell’alchimista è così accompagnata nell’Ade grazie a Hermes, tramite l’esercizio dell’arte ermetica.
Infatti, la morte che l’uomo teme davvero non è quella fisica, altrimenti
non farebbe mai una guerra, non metterebbe mai in gioco la sua carne per acquisire una sostanza o un potere: l’eroe muore, o si sacrifica, e va nei Campi
Elisi: non perde affatto il suo io separato di eroe. Per questo motivo è stato inventato un paradiso e un inferno in cui l’io continua, quasi con lo stesso involucro reso alleggerito, lunare come il corpo dei sogni, a gioire e a patire: soprattutto a ricordare la sua vita passata.
Gli eroi, i guerrieri morti, che, evocati dalla maga Circe, compaiono al cospetto di Ulisse, nutrono il ricordo nostalgico della loro vita trascorsa sulla Terra: il loro io di eroi non è per nulla trasceso, è anzi irrigidito dalla malinconia e
dalla perdita.
L’uomo teme di fatto la perdita del suo io separato e consapevole del suo
abito fisico rappresentato, rispettivamente, dal Sole e dalla Luna, e poi da
Marte quand’egli si veste da eroe. Per quell’io solare, la memoria gioca un
ruolo molto importante, perché è la memoria che “ci ricorda” la nostra precisa
identità che noi comunque riferiamo all’apparenza fisica, distinta innanzitutto
per generi maschile e femminile, cioè Marte e Venere.
La memoria e la forma fisica appartengono al regno della Luna, ed ecco
perché l’io solare avrà sempre bisogno della Luna. E ciò ribadisce ancora una
volta la non separabilità della coppia soli-lunare, non tanto intesa come antinomia o complementarità ma come assoluta interdipendenza della forma (Luna) con l’occhio (Sole) che la vede.
Nettuno è in grado di offuscare l’identità dell’io con la nebbia ch’egli
espande e quindi può creare sembianti immateriali dove l’io si perde nella fantasmogoria delle forme.
Plutone invece uccide questa identità, e non si tratta più della trasformazione che Giove opera con Meti mettendosela nello stomaco allo scopo di possedere ogni forma per meglio giocarci, ma piuttosto si tratta della negazione
dell’io allo scopo di affermare la vita in assoluto: indipendente da qualsiasi forma alla quale si identifica l’io, e, soprattutto, non più legata al tempo.
Apollo non sposa Selene, Plutone invece sposa Core e la cancella così
dalla memoria della Terra, che perciò inaridisce, e con ciò inaugura uno stato
di coscienza che consente a chi incontra la sua sposa di divenire immortale,
davvero immortale: con tutto il corpo intatto, epperò privo del suo io abituale,
di quell’io che illuminava quel corpo particolare e separato dal resto.
Alora, la vita che Plutone afferma in questo modo non è più l’altra faccia
di una medaglia, non è più la controparte di un’antinomia: eros e tanathos.
Plutone cancella la memoria di una realtà separata, di un io separato, anzi
la restringe, la condensa, tanto da infonderle un’energia che schiaccia tempo e
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spazio. In questo modo, Plutone rende inutile la separazione dell’io, perché l’io
non ha più nulla da vedere se non il suo sposo tenebroso, quel punto mai visto
prima: si fissa su un solo oggetto, si dissolve in Chitta, la mente cosmica.
È una luce che è materia ed energia allo stesso tempo; si tratta di un’impossibilità logica, che è assurda per Giove ma non più tanto assurda per Mercurio, il quale, conoscendo realtà scisse fra loro, è in grado di mediare fra materia (mondo) ed energia (psiche), di pensare cioè una estremità o l’altra senza cadere in contraddizione. Giove lo sa benissimo e, rispettando Plutone,
manda da lui Mercurio e non già Sole o Luna, o un altro “metallo” ogni volta
che desidera trattare la restituzione di un suo protetto.
Ma, di nuovo, non è l’intelletto vicino all’io che può vedere in faccia Plutone, bensì chi può vederlo è la capacità propria di Mercurio di ingannare persino se stesso, passando dal maschile al femminile a piacimento o, meglio, secondo le richieste del tempo: la coppa ch’egli porta in alto al suo simbolo lo
accomuna a Plutone, con quella egli entra in contatto col dio, quasi aprendola
all’accoglimento di quel pallino.
Inoltre, la coppa è un riferimento al femminile che resta aperto: è il cerchio nella sua parte inferiore, che nell’oroscopo domificato corrisponde alle
prime sei case, dall’Ascendente al Discentente, cioè il settore personale soggettivo della vita di un individuo: dall’io all’incontro con l’altro, la formazione
vera e propria, che precede, nell’oroscopo domificato, l’uscita dell’io nel mondo dell’altro.
Questo frammento di cerchio rovesciato a
coppa rappresenta, allora, nel glifo di Plutone, la
preparazione a un altro incontro, che non è più
l’altro da sé o le cose separate del mondo, ma è
l’incontro al pallino stesso che fluttua al suo interno, perciò completamente altro e indipendente
dalla coppa.
Infatti, il semicerchio inferiore dello Zodiaco
domificato è in attesa di trovare completezza con
la parte superiore, quella che corrisponde alla salita dell’io Sole verso la vocazione (Mezzocielo) e infine verso la perdita della propria individualità (dodicesima casa); mentre il semicerchio di Plutone è completo in sé colla coppa
che contiene il pallino al suo centro.
La consapevolezza, rappresentata dal punto solare, non segue perciò più
il perimetro del frammento del cerchio posto in basso, ma quasi ci salta dentro, perché non va all’incontro dell’altro (discendente) ma di se stesso all’interno di sé, ed è così che si densifica e diventa un pallino.
Questa nuova coscienza non si identifica affatto in una forma o nell’altra,
ma è una forma e l’altra, e in questo modo partecipa, al pari del dio Mercurio,
della pluralità delle forme che sono tenute prigioniere da Plutone in quel pallino, così come i Dioscuri sperimentavano assurdamente ora l’immortalità ora
Casa Ottava
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la mortalità pur di restare indivisi. Con Plutone si realizza così anche la gemellarità di Mercurio, ma su un piano diverso, all’interno.
Il terrore che suscita Plutone risiede nel suo rapimento che è mortale per
l’io solare: ma non è mortale per la psiche nella sua totalità: non è cioè mortale per l’anima.
Ciò però non vuole dire che l’anima, dopo la dipartita dal corpo, mantenga di questo il suo ricordo egoico; è quanto pretenderebbero certe teorie reincarnazionistiche di cui si è appropriata anche una moderna astrologia.
Questa astrologia cerca, nella sua ansia divinatoria, di eludere il problema
vita: si chiama morte dell’io. Mentre, con Plutone, Signore dell’aldilà, sembra
che la morte di questo io possa essere conseguita mentre si è ancora in vita, e
naturalmente senza divenire schizofrenici.
Ma, allora, divinare non serve a nulla.
Acquisendo la “Stella del mattino” menzionata dal Cristo, si raggiunge il
centro del Sole, il punto che non esiste, e siccome “non esiste” si acquista automaticamente l’eternità; ma è solo con Plutone che questa eternità prende
una consistenza si direbbe materiale, cioè esperienziale. Com’è reale e provato
l’elettrone all’interno dell’atomo e il buco nero nell’universo.
Così Plutone dà ragione di Venere esaltata nel segno dei Pesci: egli annuncia la ressurrezione della carne. Il punto geometrico del Sole diventa un
punto incinto: si realizza vanificando il suo prefisso: Rea. Rea restò materia
inerte fino al momento in cui Giove non trasformò la madre in Era e con lei
generò, insieme agli altri dèi, Venere carne viva.
Con Plutone questa carne viva sembra diventare finalmente cosciente di
sé aldilà e al disopra della morte che è ineluttabile per la forma fisica del corpo: una materia spiritualizzata?
Plutone nella nostra vita
Nell’oroscopo individuale, che è poi quello che interessa all’astrologo, è necessario trovare una sede per Plutone, o almeno un ambito di azione.
È con Plutone che uccide Rea, la cosa e la realtà apparente, che si fonde
con Luna-mente e forma, e infine spegne l’io solare, il centro della nostra riflessione astrologica, che l’astrologia afferma la sua praticità di applicazione
su un piano molto più ampio del mero divinare. È così che Astrologia ci dimostra di possedere un’energia incommensurabile che è sciocco spendere con la
divinazione.
D’altra parte, affinché l’archetipo acquisti un senso qui e ora, su questo
nostro terreno, conviene cercare di inserire Plutone nell’oroscopo personale al
fine di renderlo attuale.
Trovargli un domicilio è però assurdo, se non altro per la sua lentezza di
rivoluzione: impiega ben 248 anni a fare il giro dello Zodiaco. Vuole forse dire
che la vita dell’uomo raggiungerà questa cifra una volta che sia stato assimilato il suo insegnamento? Ciò è possibile e non è contraddetto in principio né
dal simbolo né dal mito, ma non vale speculare su questo punto che comun-
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Casa Ottava
que resta per ora fuori dall’esperienza personale. D’altronde mi sembra logico
far terminare i domicili dei pianeti con Saturno che è il significatore generale
del domicilio, concetto legato alla sua specialità: il tempo e lo spazio.
Allora niente Scorpione per Plutone, e niente sesso e niente morte, che è
tutta roba sotto l’intendenza di Marte.
Ma morte naturale per Plutone, morte della cosa più naturale che ci sia,
della cosa che agli uomini appare come la più ovvia e imprensindibile: la morte dell’io.
La sua posizione nell’oroscopo personale finirebbe allora per indicare quel
settore dell’esistenza in cui l’uomo è disposto ad abbandonare il proprio io solare, e a farlo in maniera definitiva, e soprattutto naturale.
Niente più abbandono di Venere, che si riprende subito dopo l’amplesso,
o compassione di Nettuno, che ogni tanto esce dall’Oceano per piantare il suo
tridente e far scaturire nuove realtà, né tantomeno la sintesi di Giove che con
l’io ci gioca e si diverte un mondo – e per questo si guarda bene dall’incontrare Plutone –, né l’allontanamento di Saturno che è così attaccato all’io da irrigidirlo come un obelisco, né la svagatezza lunare che l’io ce l’ha, eccome, anche se incosciente come quello dei matti.
Plutone, a tutti questi io individuali, contrappone una pluralità che è la sua
parola chiave, non una folla lunare di incoscienti o una schizofrenia uranica di
io separati e frantumati, ma una condensazione di io belli tondi come il suo
pallino, raggruppati in un unico volume che li contenga: la coppa.
Ecco un altro aspetto di Plutone che gli astrologi hanno intuito e lo chiamano istrionico, uno dalle mille facce e dagli innumerevoli ruoli.
Egli in realtà non uccide affatto il Sole, bensì lo dilata e lo rende davvero
operante all’interno della carne di Venere; il punto geometrico, che nel glifo
solare rappresenta la coscienza assoluta, diventa esistente in Plutone pur
mantenendo la propria assoluta autoreferenza.
Allora, se Plutone ammazza la morte, deve cominciare con l’ucciderne
l’idea che è radicata nella memoria.
In questo senso Plutone non uccide la memoria, bensì la libera di ogni cosa: diventa una memoria che ricorda solo quando le fa comodo, come per Core Persefone, rispettivamente vergine fanciulla e signora dell’oscurità.
La memoria è una funzione senz’altro passiva della mente, non può scegliere se ricordare o meno: non siamo forse troppo spesso perseguitati dai nostri ricordi che si insinuano di soppiatto, anche a nostra insaputa, e generano
sogni, illusioni, ansie e proiezioni? La memoria è dunque obbligata a ricordare,
sennò diventa il suo contrario, l’oblio. Questo è l’altro paradosso di Plutone:
una memoria capace persino di dimenticare, di trasformarsi in oblio senza
svanire a se stessa: un io ben sveglio all’interno di una memoria ormai liberata
dei suoi contenuti predeterminati. Ma ciò può solo avvenire dopo il rapimento.
Dopo il rapimento, tutti questi innumerevoli io usciranno con le loro memorie come conigli dalle maniche di un prestigiatore e saranno separati l’uno
dall’altro, ma anche in grado di assumere i vicendevoli ruoli, non perché siano
identici fra loro ma perché potranno assumere qualsiasi memoria gli conven-
Casa Ottava
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ga, come se ognuno di essi potesse pescare in un enorme serbatoio cosmico
che contiene tutte le memorie del mondo: un guardaroba per ogni minima variazione del tempo; tutti gli oroscopi possibili inscritti in un unico volume,
pronti a fuoriuscire, ciascuno col proprio Sole personale, la sua Luna-forma,
ma soprattutto in possesso della memoria della propria origine: ognuno col
suo bagaglio di memorie accumulate nelle innumerevoli incarnazioni, o nei
differenti stati di coscienza che si sono susseguiti nei tempi.
Senza la comprensione della morte della Morte, Plutone non ha alcun
senso in un oroscopo personale. Un bravo astrologo di mia conoscenza mi
disse una volta: Plutone non esiste! E con ragione.
È anche inutile andare a cercare Plutone quando la persona muore: gli
astrologi del Medio Evo fino ai giorni più recenti erano e sono in grado di calcolare il punto di morte in un oroscopo di natività senza bisogno di calcolare
la posizione di Plutone; e per ciò che concerne il sesso, siamo tutti qui a dimostrare che non c’era bisogno di lui per fare l’amore. Io credo che l’astrologia,
come la natura, sia economica e non proponga diversi segni o simboli per dire
la stessa cosa.
A che scopo attendere il 1930 d.C. per inserire in un oroscopo il simbolo
della morte e del sesso che erano già presenti fin dall’origine della nostra riflessione astrologica? Qualcuno ha provato a dire che Plutone, scoperto in
questo secolo, rappresenta la liberazione sessuale. Ma la riflessione astrologica è anche precedente a quella sui tabù sessuali!
La casa che Plutone occupa nell’oroscopo domificato e gli aspetti ch’egli
intrattiene con i luminari ci dicono forse in quale settore dell’esistenza e con
quali mezzi la persona è disposta a liberarsi della memoria radicata nell’abitudine a pensare la Morte.
È il punto di maggiore energia in un oroscopo, ma di un’energia di non
facile accesso, come è invece di facile accesso l’energia dei pianeti fino a Saturno.
L’energia di Plutone, per divenire accessibile, non deve neanche trovarsi
in posizione preminente nell’oroscopo, ma dipende piuttosto da un livello di
consapevolezza o, meglio, di coscienza, che l’astrologo ovviamente non può
valutare.
Con Plutone inizia davvero l’era dello studio di Astrologia nelle sue implicazioni collettive, come significatore della storia tutta intera dell’umanità,
compreso il suo divenire, e la promessa di future evoluzioni, che forse porteranno l’uomo a essere, come diceva il filosofo indiano Aurobindo, solo un
anello di una nuova specie che, così prosegue il Maestro indiano, “con l’uomo
che l’ha preceduto avrà in comune tanto quanto glli umani di oggi hanno in
comune con le scimmie”.
Se questo livello di coscienza esiste, se vogliamo assumere per vera la
possibilità di una trasformazione tanto radicale della coscienza e quindi identificarla nel simbolo e nel mito di Plutone, in qualsiasi casa egli si trovi in un
oroscopo domificato e qualsiasi aspetto egli intrattenga con i luminari e gli altri pianeti, il pianeta, una volta inserito in un tema natale, starà soprattutto a
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Casa Ottava
indicare una fonte di energia altrettanto inesauribile o, meglio, imprescindibile,
di quella del Sole: egli significherà l’altro Sole dell’altra coscienza.
Le case e gli aspetti di Plutone ci diranno non la quantità di energia disponibile, ma il colore e l’ambito della sua manifestazione in una data incarnazione, sempre però dopo il suo avvento sull’orizzonte degli eventi astrologici. Intendo dire che, al pari di Urano e di Nettuno, il pianeta non deve essere inserito nei temi di nascita di coloro che sono nati prima della sua scoperta. Di per
sé, si tratta di un’energia priva di qualità.
Mentre ogni pianeta ha una sua personalità ben distinta da sposare con il
resto del tema natale, Plutone di personalità ne ha così tante che è inutile andare a cercarle una per una; ecco perché non esiste per un certo tipo di astrologia: come non esiste l’Aldilà. Egli è il Re del Regno dei Più. Chi sono questi
Più, uno per uno?
La casa in cui si trova Plutone nell’oroscopo personale potrebbe allora indicare il luogo in cui si trova la chiave della porta verso l’Aldilà; non si tratta
però dell’aldilà significato dalla dodicesima casa: quello è un aldilà meditativo,
una segregazione del corpo, forse solo una preparazione al vero corpo spirituale simbolizzato da Plutone, che indica piuttosto una trasmutazione del corpo.
Dal punto di vista dell’Ade inteso come luogo dove vanno gli eroi uccisi
da Marte, cioè le anime senza corpo, può sembrare poco interessante aprire
questa porta, mentre, per il gioco di memoria non memoria e di morte della
Morte in cui ci introdurrebbe l’apertura di questa porta da vivi e col corpo intatto, mi sembra invece interessante darci un’occhiata.
Nulla di esoterico, allora, per la posizione di Plutone nell’oroscopo domificato: forse si tratta del luogo, quello proprio reale, e delle circostanze, quelle
proprio quotidiane, dove, per l’essere umano nato dopo l’avvistamento in Cielo del nume, potrebbe avvenire il rapimento.
Bisogna però dire che l’uomo può benissimo continuare a vivere e a divertirsi sulla Terra senza questo rapimento, senza cioè attingere a questa forza
misteriosa.
Per questo motivo conviene parlare di livello di coscienza, che non è una
cosa che si possa acquisire con la volontà: non è forse Plutone nemico acerrimo del Sole simbolo primario della nostra funzione psichica principale, la volontà?
Plutone, togliendoci la volontà, ci libera davvero di un grande fardello:
l’intenzione che ci porta in paradiso o all’inferno.
Se l’energia solare è assolutamente indispensabile per la vita sulla Terra e
nell’oroscopo rappresenta la funzione primaria dell’io, l’energia di Plutone è un
vero e proprio lusso, neanche un lusso da sapienti, come può dirsi di Saturno
l’ascetico eremita; è una grazia ricevuta, è come la nigredo degli alchimisti,
che per la nostra scienza non sono che un pugno di matti. E, naturalmente,
non può più essere materia di interpretazione in una comune consultazione
astrologo consultante.
Cominciamo allora a osservarlo nelle sue implicazioni collettive. E cominciamo dal primo segno in cui egli è comparso: il Cancro.
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Non credo sia un caso che il Signore della fine di ogni dimora terrena sia
comparso sull’orizzonte degli eventi nel segno che rappresenta la casa, la dimora intima, dunque il senso di appartenenza.
Il Toro segnava l’appartenenza dell’uomo alla stirpe, alla tribù; il segno
seguente dei Gemelli segna il collegamento con il mondo tramite l’informazione, dunque, in un certo senso, l’apertura della tribù alle altre tribù; il Cancro
rappresenta la nazione, in cui le varie tribù si riuniscono per scopi pacifici riconoscendosi nei loro miti portanti.
Mentre, nel 1930, Plutone transitava il segno del Cancro, si esacerbava in
Europa quella follia nazionalista iniziata già nel secolo dei Lumi con l’avvento
di Urano, e che, credo davvero per l’ultima volta, inimicò le differenze nazionali in un ambito, quello europeo, che invece accomunava differenti nazioni
sotto un segno che è di grande significato perché ingloba il sentire intimo di
ogni individuo e non solo il suo senso di appartenenza tribale o nazionale: il
Cristianesimo: un messaggio di fratellanza e di amore fra gli uomini che si dispiega come un manto su una mitologia che era ed è ancora attiva nella psiche di ognuno di noi.
Orbene, Plutone, nel segno del Cancro, ha secondo me ucciso l’idea stessa di nazionalità; ciò che è rimasto, io spero, è lo zoccolo sottostante, l’appartenenza cioè a una cultura che è europea e cristiana, dunque più ampia di
quella solo tribale e nazionale; naturalmente non intendo il termine cristiano
nel senso di appartenenza a un credo religioso, bensì un sentimento che si
matura lungo due millenni di esercizio cristico.
Naturalmente, Plutone, col suo passaggio nel segno del Cancro, ha sollevato il problema dei confini, non tanto nazionali, ma quelli posti al nostro io,
toccando, insieme al Cancro, il suo polo opposto del Capricorno.
Le immagini del sogno custodite dal Cancro, celate nella memoria ancestrale coi loro miti, sono uscite allo scoperto prepotentemente e hanno scoperchiato le mitologie tribali irredente, i resti rimasti occulti perché non erano
stati ancora redenti dal Cristianesimo, primo fra tutti l’idea dell’eroe e della sua
morte.
Non dice forse il Cristo: io sono la vita eterna? In questo modo si può leggere il passaggio del pianeta che, nel popolo germanico cristianizzato con
l’uso della forza alla fine del primo millennio da Carlo Magno, ha risvegliato gli
antichi miti della morte e dell’eroe; egli uccide così Sigfrido, ma, per poterlo
fare, deve prima portarlo allo scoperto.
Plutone appare allora come uno, se non il principale, segno del Nazismo,
e naturalmente di tutti gli altri ismi che, a partire dagli anni 30, devastarono
l’Europa, la quale, ricordiamo, è una ninfa rapita da Giove su una spiaggia
dell’isola di Creta: reca nel suo intimo il mito del Maestro che si attuerà storicamente con l’avvento del Cristo.
Plutone passa poi nel segno del Leone, precisamente durante gli anni della seconda guerra mondiale; non ha forse significato, con la tragica morte degli ultimi grandi dittatori in Europa, la morte dell’ultimo rimasuglio dell’io regale, accompagnato dalle parafrenalia di ogni dignità egoica? Io credo che or-
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mai, per qualsiasi uomo politico, almeno nella nostra civiltà europea, riproporsi sotto quella veste non significherà più altro che accendere il faro del ridicolo
sulla propria persona.
Da un punto di vista più individuale, cominciano a circolare in Europa
quelle idee di ordine psicologico che decentrano l’io solare, e ciò per ogni uomo che passa per strada, mettendolo quasi colla forza di fronte al proprio inconscio.
Il lavoro era già iniziato con l’avvento di Nettuno, che alla fine del XIX secolo aveva aperto la porta dell’inconscio; con Plutone nel Leone si ha la definizione ormai divenuta tragica di un ego che si vuole regale e spadroneggia, e
la sua conseguente caduta anche a livello individuale: nessuno provvisto di un
minimo di buon senso può più affermare di possedere un io solo, centrale, illuminato e illuminante e incorrotto dalle suggestioni che gli vengono dall’inconscio.
Poi Plutone è passato nel segno della Vergine, segno che rappresenta
l’adattamento dell’uomo, del suo lavoro quotidiano, alle condizioni ambientali,
la servitù dell’uomo alla fatica; non è forse in quei decenni che si è avuta una
trasformazione davvero radicale del lavoro umano, grazie alla tecnologia,
sempre rappresentata dalla Vergine; una definitiva vittoria dell’intelletto sopra
al lavoro solo manuale, sempre simboleggiati dal Mercurio vergineo?
In questi ultimi anni ci si avvicina a un lavoro che può essere virtuale – o
virtuoso? –, tramite i computer, un lavoro da svolgere in qualsiasi parte del
globo, che ci consente, come a Mercurio messaggero, di mandare i nostri
messaggi in ogni luogo senza spostarci fisicamente, senza neanche mandare
lettere fatte di carta: sono lettere di luce quelle che invia il computer, e sono
immagini di pura luce quelle della realtà virtuale, che sembra già soppiantare
nella nostra immaginazione le cosiddette forme rea-li che abbiamo finora toccato con mano.
Ma prima di giungere a ciò si è dovuto davvero riflettere sul senso della
nostra fatica quotidiana. Durante il suo passaggio nel segno della Vergine, a
partire dal 1958 e per tutti gli anni sessanta, il dio ha segnato il trionfo del lavoro meccanizzato, per esempio le catene di montaggio, e allora si è parlato di
“alienazione” (Plutone) dell’uomo dal suo ambiente lavorativo.
L’uomo comune, il lavoratore – che dimora nel segno della Vergine – e
non più solo il dotto filosofo, si è posto, per la prima volta nella storia, almeno
quella dell’Occidente conosciuto, a riflettere davvero sul senso del suo asservimento alle necessità materiali.
Poi, negli anni settanta, Plutone è entrato nel segno della Bilancia. Qui,
secondo me, Plutone ha ucciso l’unione matrimoniale, il contratto che sanciva
l’unione di Venere con Marte. Non sto qui a dilungarmi e a elencare le prove di
tale trasformazione; qualsiasi persona provvista di buon senso può osservare,
nel nostro mondo civile e quotidiano, una inconsistenza di tale contratto.
Il paradosso, ma in fin dei conti neanche tanto un paradosso, trattandosi
del Re dei Più, è che, prima di uccidere le cose, Plutone le moltiplica, vanificandone così il centro di esistenza, il riferimento, si può dire che le inflazione;
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e allora, nella Bilancia, egli ha dapprima moltiplicato il numero di matrimoni
contratti da una sola persona in una sola vita, per poi ucciderli definitivamente
colla loro stessa moltiplicazione; allo stesso modo in cui aveva moltiplicato
negli anni della seconda guerra mondiale le arroganze dell’io che infine l’hanno ucciso, o almeno relativizzato.
Quello che mi piace di Plutone è che sembra possedere un raffinato senso
dell’umorismo. Egli non ci priva dei nostri giocattoli preferiti come potrebbe
fare Saturno che ci leva le cose al fine di renderci ascetici, ma ce li rende invisi per indigestione. Il suo pallino continua a proliferare senza sosta.
Sembra che persino gli incontri sentimentali comincino a trovare uno
spazio privilegiato tramite Internet, uno spazio cosmico dove ci si incontra, si
parla, ci si ama col puro spirito.
Discutendo di questo fenomeno davvero straordinario, che segna secondo me più di ogni altro l’ormai già avvenuta svolta psichica dell’umanità, qualcuno giorni fa mi ha detto: “Certo, non ci si incontra più fisicamente perché si
ha paura dell’Aids”. Si può allora dire che Plutone ci ha mandato anche l’Aids,
che non è che un segno inscritto nelle zone vitalistiche irredente dell’avvenuta
trasformazione in seno alla relazione uomo donna.
Lo Scorpione, dove il pianeta è transitato dal 1983 al 1996, è il segno
della morte, e sovrintende, col suo Marte introvertito, all’ano; è allora facile
identificare questo segno nella malattia virale che si trasmette principalmente
attraverso i rapporti sessuali.
Dal punto di vista di Plutone, però, non è tanto importante la modalità in
cui avviene la malattia, quanto i suoi effetti sulla psiche collettiva, e naturalmente nel corpo dove il virus sembra prima di tutto sospendere la consistenza
della materia facendo decadere le difese immunitarie; le difese immunitarie
decadono, forse, per preparare il terreno a un’altra carne, che di difese non
avrà più bisogno, siccome, dal punto di vista di Plutone, non ci sarà più alcuna
materia da difendere.
Forse, il nume ce la restituirà tutta intera questa carne di Venere, così come restituì Psiche fra le braccia di Eros; in questo momento stiamo forse sperimentando il sonno mortale di Psiche, un attimo prima che Eros venga a salvarla dall’ebrezza generata dall’apertura delle ampolle profumate consegnatele
da Persefone. Chissà che nel suo transito nel segno del Capricorno, che avverrà fra qualche anno, Plutone non finisca il lavoro iniziato nel segno polare del
Cancro.
Siccome il Capricorno rappresenta la necessità della materia nel suo
aspetto più duro, la roccia, e dunque un io irrigidito dall’autorità acquisita attraverso l’opera ch’era stato costretto a compiere sulla Terra, probabilmente,
durante il suo transito in questo segno, il nume segnerà la definitiva scomparsa degli ultimi confini da difendere.
Insieme alla roccia dura di Saturno, Plutone ucciderà forse anche l’ultimo
resto dell’io (Leone), quello che si identificava nei ruoli (Capricorno), compreso quello di marito e di moglie (Bilancia), e vanificherà l’ultima forma (Cancro-Luna) circoscritta (Capricorno- Saturno).
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Col suo transito nel segno dello Scorpione, Plutone ha ucciso soprattutto
la vecchia idea della morte; sono infatti dell’ultimo decennio del 1900 le esperienze riportate di persone che si sono trovate in prossimità della morte, di
gente che ha visto il proprio corpo fisico con un occhio non più fatto di carne.
Non entro in merito alla veridicità di tali racconti, mi limito a indicare il fenomeno in sé, per come se ne parla, e per come esso sia argomento di discussione nei media; ciò segna d’altra parte la ribellione, l’ultima possibile rivolta dell’io solare leonino nei confronti della morte, e i tentativi, mai fatti prima di ora, di allungare la vita umana, fino all’escogitare lo stratagemma del
congelamento del corpo.
Ciò non significa forse che l’uomo sta davvero prendendo coscienza della
morte? E lo fa prima di tutto negandola dal suo orizzonte cosciente?
In un primo momento l’ha per così dire bandita dalla sua riflessione giornaliera - pochi muoiono ormai nel proprio letto -, per cominciare poi a pensarla come evento psichico e, ciò che più conta, con la pretesa di farne l’esperienza personalmente, sottraendola di pari tempo al dogma religioso: la ricompensa o la condanna dell’io da esperirsi post mortem.
Avviene d’altra parte una vera e propria rimozione della morte in quanto
tale, così come l’hanno ancora sperimentata i nostri nonni che l’accoglievano
come fatto ineluttabile partecipante alla vita, mentre oggi, in ambito scientifico, e non nelle fucine segrete degli alchimisti, ci si adopera per sconfiggerla, e
addirittura ci si chiede se sia davvero possibile un contatto con l’aldilà.
Non è straordinario che degli scienziati, oggi, si “abbassino” a discutere
del fenomeno dello spiritismo? Ah, Plutone ha reso popolare persino Nettuno,
l’esoterista.
Plutone, nel suo transito nel segno dello Scorpione, segno della morte, ci
ha forse davvero regalato la morte della Morte; per fare ciò ha dovuto prima
rimuovere dal nostro affaccendato e vitalistico quotidiano l’immagine familiare
della morte come la sperimentavano i nostri nonni, affinché ci restasse lo spazio per riflettere su di essa in un senso più spirituale, e personale; addirittura i
morti di guerra ci vengono propinati ogni giorno in grande quantità, attraverso
un video luminoso, col contrappunto della pubblicità che promette eterna giovinezza a chi assapora la bibita magica – ma la coppa di Plutone è forse quella
del Graal? – e li rende, questi morti ammazzati, insostanziali, infatti non puzzano, perciò noi tranquillamente ceniamo nella comodità delle nostre case mentre li vediamo in uno schermo luminoso; ha inoltre, alla fine, ricongiunto, e
dunque vanificato, l’antinomia eros e tanathos, scardinando, proprio tramite
l’atto sessuale che dovrebbe dare la vita, quelle difese immunitarie che sono il
presupposto stesso della continuità del corpo fisico: la morte non seguirà più
una nascita ma è lì presente nell’unico atto di vita che fosse permesso esercitare all’uomo.
E l’aborto? E la contraccezione? Eppoi i trapianti di organi? Non sono
queste le orme che il nume ha lasciato al suo passaggio nel segno dello Scorpione?
Il guerriero Marte, ricordate, in questo segno diventa Efesto e si ingegna
Casa Ottava
139
per trattenere a sé la bellezza e la carne di Venere, e riflette, fatale stoltezza,
sulla morte, al fine di vincerla con le sue armi luccicanti (altra stoltezza?) battute sull’incudine celato nelle viscere del Vulcano.
Il fatto è che i segni lasciati di Plutone sono percepibili solo dopo lungo
tempo dal suo transito nei vari segni; egli non agisce sotto la luce del Sole, e
le trasformazioni ch’egli annuncia al suo cammino avvengono nelle profondità
della psiche collettiva.
Come diceva Mère, la compagna di Aurobindo: “Basta uno solo che abbia
ragione della morte e il lavoro è fatto.” Cito liberamente dall’Agenda di Mère.
Probabilmente, nel suo attuale transito nel segno del Sagittario - nel momento in cui scrivo Plutone è già oltre la metà del segno -, Plutone farà morire
Chirone, l’ultimo maestro, il maestro di Giove. Il Mito racconta che Giove stesso ne permise la morte dopo che il Centauro era stato ferito dalle frecce di Ercole imbevute nel sangue velenoso dell’Idra. Chirone soffriva atrocemente e,
siccome era immortale, dovette chiedere a Giove il permesso di morire. A partire dalla morte di Chirone Giove fu costretto a diventare Guru di se stesso, a
introiettare anche la forma del maestro.
Nel nostro mondo, ciò può corrispondere alla sparizione dell’ultimo papa,
la caduta definitiva della Chiesa, almeno per coloro che avranno appreso l’insegnamento del Guru Giove, e forse saranno in molti; ciò non significa che
crollerà la basilica di San Pietro e il Vaticano; ma, forse, il senso racchiuso in
quelle pietre si sposterà nell’anima di ognuno, e le pietre resteranno in quelle
zone della Terra in cui il messaggio del Cristo – o del Buddha, non fa nulla, è
lo stesso – è ben lontano dall’essere stato assimilato dalla coscienza individuale, e naturalmente intendo zone psichiche più che fisiche; di Giove-Papa e Guru-Baba resterà forse solo Meti-conoscenza nello stomaco di ciascuno di noi.
Senz’altro, Plutone segna, col suo transito nel segno del Sagittario, la
morte di ogni ideologia, sempre per proliferazione inflazionistica naturalmente,
e una trasformazione, che è ormai già in atto, di ogni mezzo di comunicazione,
andando a toccare l’asse intero Gemelli-comunicazione e Sagittario-filosofia.
Nei giorni nostri, in cui sembra che il mercato (Mercurio-Gemelli) sia assurto a morale (Giove-Sagittario) suprema e l’abbia avuta vinta persino sul
senso (Giove) della vita e della morte, tanto che un individuo vale solo finché
è produttivo, osserviamo cosa ci porterà Plutone, il quale, insieme alla morale
di Giove, toccherà per opposizione anche il mercato di Mercurio.
Infatti, si è già cominciato a parlare, discutere, scrivere e infine indirizzare
le persone verso un “commercio etico”.
Può darsi che, insieme alla introiezione dell’insegnamento del Guru, il nume renda morale persino Mercurio, cioè lo asservisca una volta per tutte al
suo naturale babbo e maestro che nel contempo si è accoccolato nel nostro
stomaco.
Ma, per tornare al nostro consultante, che vede disegnato il simbolo di
Plutone nel proprio tema di nascita, tutto ciò che significato può avere?
Assumiamo il rapimento. Facciamo conto che Core, come narra il mito,
sia stata rapita in un campo erboso di primavera, mentre giocava con le ami-
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Casa Ottava
che e coglieva narcisi. Nell’oroscopo della Core, Plutone doveva allora trovarsi
nel Toro, che corrisponde al campo fiorito di primavera, forse in undicesima
casa, la casa degli amici, dei progetti e della sospensione dell’io -opposizione
alla quinta del Leone.
Plutone uccide in lei l’identificazione col corpo di fanciulla: non uccide però lei stessa, anzi se la sposa.
Eppoi immaginiamo quale transito subisse la piccola Core: cioè, al momento del rapimento, dov’era il suo Plutone oroscopico? Allora, per quello,
forse, non è necessario neanche osservare i suoi transiti effettivi, basta che sul
Plutone di nascita transiti, anche solo per direzione simbolica, un pianeta o un
punto cardinale.
Importante è sapere che qualcosa può avvenire solo se la fanciulla è
pronta a divenire Persefone, non nelle intenzioni ma nel suo orologio psichico.
Insomma, se Core è così disattenta o smemorata da farsi rapire.
Perché, se invece è furba, ella si proteggerà sotto le gonne della mamma
e allora addio Plutone e addio Persefone, e ogni posizione di nascita e ogni
transito su quel Plutone, anche se disegnato nel suo oroscopo, non avranno significato assolutamente nulla.
Intendo dire che, in ambito di consultazione, tranne casi straordinari ove
ci sia un preciso accenno da parte del consultante, io mi guardo bene dall’accennare a Plutone.
Il destino di Saturno è feroce con le minime disattenzioni, il destino di Plutone premia le disattenzioni.
L’oro del Sole luccica, l’oro di Plutone non è mai visto.
La ricchezza di Plutone, diversamente da quella di Venere che richiede
un’acuta attenzione, non ha bisogno di alcun tipo di attenzione, ma piuttosto è
la risultanza di innumerevoli attenzioni, anche minuscole che, al pari dei suoi
innumerevoli io, si sono sommate nelle vite che si sono susseguite all’interno
della memoria, per consentirci alfine di diventare smemorati davvero.
Casa Ottava
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Massimo Michelini
LA STORIA SIAMO NOI
IL RUOLO DI PLUTONE
NEL DIVENIRE DELLA STORIA
L.A. 137-850
“… C’è una gravità in giro, più ragione, meno
godimento. La gioventù, che sarà la nostra
stessa nazione tra venti anni, è cambiata…”
Stendhal, Vita di Haydn, Mozart e Metastasio
“Plutone è un principio vitale alla ricerca di una forma” che “… opera a livello profondo […], regolando quelle forze segrete […] che spingono una creatura vivente a inserirsi nella vita con un atto creativo”.1 Come tutti i pianeti
lenti, con il suo passaggio nei vari segni dà una impronta caratteriale a intere
generazioni, un influsso che ha una fortissima valenza anche storica.
L’influenza sulla storia è però duplice. Si sviluppa ovviamente mentre il
pianeta transita in un dato segno e, per così dire, a scoppio ritardato, quando i
personaggi nati in quel periodo, giunti a vita adulta, mentre Plutone attraversa
i segni successivi, interagiranno con la società e con la storia stessa, cercando
di plasmarla secondo le proprie potenzialità e speranze. Ma saranno anche costretti a fare i conti con il segno che in quel momento sta ospitando il pianeta.
Intendiamoci, il fluire della storia non è legato al solo moto di Plutone, che
interagisce comunque e sempre con gli altri pianeti. Un’analisi compiuta del
divenire degli accadimenti umani richiederebbe però una trattazione astrologica che non può essere esaurita in un breve intervento. Meglio quindi limitare il
settore d’indagine.
Se vogliamo usare la simbologia anatomico-fisiologica principale di Plutone,2 gli spermatozoi, per riuscire a fecondare la storia il pianeta dovrà trovare il terreno propizio per far attecchire il suo seme.
Restando a cavallo tra fisiologia e caratteristiche psico-fisiche umane, il
neonato maschio ha nel suo corpo la potenzialità per fecondare, ma potrà far
sì che il suo seme crei nuove vite solo nel momento in cui il suo corpo sarà
maturo per farlo. Anche se già dalla adolescenza potrebbe trasformarsi in padre, solo con la maturità avrà – o potrebbe avere – una paternità consapevole.
E dovrà trovare l’ambiente-società disposto ad accogliere il suo seme e a farlo
vivere dentro di sé. Quel frutto del suo seme, inoltre, avrà una identità precisa,
nonostante metà dei geni appartengano al padre. E a sua volta interagirà con
142
Casa Ottava
una società di cui non potrà non tenere conto, nel bene e nel male. Ogni Plutone dovrà infatti confrontarsi con i Plutoni che verranno dopo di lui.
Fermo restando che cambi di rotta decisivi nelle vite dei singoli ci saranno quando i transiti formeranno aspetti precisi rispetto alle posizioni radix dei
vari pianeti che compongono ciascun tema natale, come vivrà un Plutone in
un dato segno i periodi storici in cui il pianeta attraversa i segni successivi?
In qualche modo il tempo di maturazione della creatività propria di Plutone è dettato dal passaggio del pianeta nel segno successivo a quello natale,
territorio neutrale rispetto alla posizione di partenza. Il semi-sestile che li distanzia è infatti un aspetto astrologico blandamente positivo che, se non ostacola, non dà nemmeno grandi spinte propulsive.3
Il passaggio a due segni seguenti invece formerà un sestile, concedendo
un territorio propizio per un positivo sviluppo delle potenzialità.
L’ingresso di Plutone in tre segni dopo rispetto alla posizione natale, al
quadrato di se stesso, rappresenterà – se non altro – uno scontro di mentalità,
mentre il successivo passaggio in un segno dello stesso elemento porta di solito a un rifiorire di progetti in età matura.
Questo accade ovviamente quando il moto di Plutone, estremamente irregolare, lo consente. Ad esempio, nell’Ottocento il passaggio del pianeta in
Ariete, Toro e Gemelli fu lentissimo, quasi trent’anni per ciascuno di loro. Le
generazioni di quegli anni dunque vissero il suo transito solo in pochi segni.
Per contro i nati nel ventesimo secolo lo hanno visto attraversare una fetta
consistente dello Zodiaco. I nati con Plutone in Cancro hanno finora assistito al
suo passaggio in ben sei segni.
L’idea di questo studio mi è nata rileggendo La certosa di Parma di Stendhal. Per chi non l’avesse letto, ne riassumo la trama.
Il giovanissimo Fabrizio Del Dongo, incantevole adolescente figlio cadetto
di una nobile dinastia – destinato perciò a non ereditare né titolo né capitale di
famiglia – si lascia sedurre dal mito di Napoleone. Sfidando le ire di un padre
ultraconservatore, va in Francia per unirsi alle truppe napoleoniche, giusto in
tempo solo per assistere alla disfatta definitiva di Waterloo.
Deve perciò rientrare in Italia, ma non può tornare al paterno ostello perché il genitore l’ha denunciato come traditore della patria alle autorità austriache. Si ritira quindi nel ducato di Parma e, poiché con la sua bravata adolescenziale si è bruciata ogni possibilità di fare strada nell’esercito, viene dirottato alla carriera ecclesiastica.
Di colpo di testa in colpo di testa, dopo avere sfarfalleggiato di amore in
amore, viene trafitto da una passione impossibile perché la sua amata, che lo
riama, è costretta a sposare un altro per ordine del padre. Fabrizio finirà autorecluso per il dolore nella certosa della città, con ogni sogno infranto.
Tracciando il personaggio di Fabrizio Del Dongo, Stendhal costruiva con
la fantasia una sorta di ritratto autobiografico, perché la sua vita ricalcò per
certi versi quella del suo personaggio. Immaginiamo che Stendhal e Fabrizio
Del Dongo fossero la stessa persona per confrontare astrologicamente le loro
vite parallele.
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Tema di Stendhal, Grenoble, 23 gennaio 1783 , ore 1.
Stendhal era Aquario ascendente Scorpione, due segni che hanno in comune Plutone.4 Senza entrare nei dettagli biografici, ininfluenti allo scopo di
questa ricerca, lo scrittore francese visse sempre in aperto o sotterraneo contrasto con la società del suo tempo. Società che però non rifiuto mai del tutto
perché, soprattutto per motivi economici, fu costretto ad accettare incarichi
governativi.
Nel suo tema natale inoltre un accumulo di pianeti in Aquario e terza casa
gli rendeva imperativo il restare dentro la società del suo tempo, pur con la
forte dose di anomalia esistenziale – ma pure di protagonismo e critica sociale
– che lo contraddistingueva.
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Casa Ottava
Il Plutone di Stendhal è strepitoso. È in terza casa, congiunto a Sole, Venere, Mercurio, in trigono a Nettuno e in sestile a Marte, e non riceve alcuna
lesione. Per semplificare, potremmo dire che è un Plutone libero di dare il meglio di sé, perché non riceve ostacoli. Giusto quel che ci vuole per questa ricerca.
Quando parte per seguire Napoleone, Del Dongo ha tra i sedici e i diciassette anni, e 17 ne aveva Stendhal, quando entrò nell’esercito napoleonico.
C’è però una sfasatura di 15 anni tra i tempi della biografia e quelli del romanzo. Stendhal si arruolò infatti il 10 giugno del 1800, mentre la battaglia di Waterloo – con cui si concluse la parabola di Bonaparte – si compì quindici anni
dopo, nel giugno 1815.5
Diamo un’occhiata alla posizione dei pianeti lenti e semi-lenti per le due
date. Nel 1800 Plutone è a 4° dei Pesci, Nettuno a 14 Scorpione, Urano a 23
Vergine e Saturno a 7 Leone. Nel 1815, Plutone è a 22 dei Pesci, Nettuno a 18
Sagittario, Urano a 4 Sagittario e Saturno a 11 Aquario.
Nel 1800 i transiti indicavano per lo scrittore un periodo di metamorfosi
dell’Io (Nettuno di transito in prima casa), di bruschi cambiamenti abitativi e
lavorativi (Urano congiunto alla Luna, Plutone in trigono a Urano), ma anche
una forma di autorità subita che segna un distacco dall’adolescenza (Saturno
opposto allo stellium in Aquario e casa terza).
Nel 1815 Urano e Saturno stimolano molto positivamente i pianeti in
Aquario dello scrittore. Saturno di transito in trigono al Nettuno radix scioglie
momentaneamente il quadrato quasi a voler testimoniare un adattamento al
fluire della storia e delle proprie vicende umane.
Sembra quindi che Stendhal – transiti alla mano – assistendo alla chiusura di un’era con la disfatta di Waterloo, si adegui comunque a un clima storico
che non gli piace più o che non gli è mai piaciuto, ma all’interno del quale sarà costretto a vivere e ad agire. Gli Aquari, per quanto eversivi e innovatori
siano, sono dei camaleonti capaci di adattarsi a molti ambienti pur di riuscire
ad essere liberi. Se la libertà sociale si rivela un’utopia, bisognerà salvare almeno quella personale. Come vedremo più avanti ciò fu dettato anche dal
passaggio di Plutone in Pesci.
Non potendo analizzare tutte le posizioni del pianeta nei vari segni e i moti successivi del pianeta stesso rispetto al segno natale, meglio limitarsi ad
un’unica posizione, quella del Plutone in Aquario di Stendhal, che mi ha fornito l’idea per lo studio. I nati di queste generazioni sono distanti nei secoli, e
possiamo averne solo testimonianza storica. Inoltre, il prossimo passaggio nell’undicesimo segno inizierà solo nel 2023, per concludersi nel 2041. Davvero
troppo lontano nel tempo.
Tra i personaggi illustri nati con Plutone in Aquario possiamo citare Cervantes, Byron, Elisabetta I d’Inghilterra, Tycho Brahe, Simon Bolivar, Gioacchino Rossini, Silvio Pellico, Alessandro Manzoni. Con l’eccezione del conservatore Manzoni si tratta di personalità eversive e individualiste, mosse da un
lato da uno slancio idealistico, dall’altro ben in grado di preservare la propria
indipendenza, non foss’altro morale.
Casa Ottava
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Chi detenne poi il potere per censo e dinastia, come Elisabetta I, lo conservò strenuamente grazie a una attenta, razionale e opportunistica gestione
dello stesso.
Insofferenti all’autorità precostituita, si ersero a paladini della libertà altrui
(Bolívar, Byron e il Don Chisciotte di Cervantes) per preservare la propria. Ma
poiché Plutone tende comunque a creare personaggi, l’eroismo “alternativo”
di cui erano portatori questi signori nasceva anche dal bisogno di risultare eroi
a loro volta.
In Aquario Plutone, dove agisce per trasparenza, assorbe ovviamente l’influenza dei pianeti in domicilio nel segno, ossia Saturno, Urano e soprattutto
Nettuno. Opponendosi però anche ai pianeti del Leone, Sole, Y e, per trasparenza, X. Se l’influsso di Nettuno si esplica assai bene nell’irrequietudine ideologica, ma anche in una certa dose di fanatismo, Urano e Saturno ancorano
alla realtà. Urano, sommato a Nettuno, dà il mimetismo proprio del segno,
mentre Saturno, sia pure obtorto collo, fa digerire loro la pillola amara di una
realtà poco amata, ma alla quale ci si adatta comunque anche grazie alle speranze di cambiamento suggerite da Nettuno.
Di certo gli ultimi due passaggi di Plutone nel segno – dal 1532 al 1551 e
dal 1779 al 1797 circa – contribuirono a far perdere l’aura di potere quasi sacrale del monarca assoluto, figura politica riconducibile al Sole del Leone, minando l’immobilismo ideologico proprio di Y.
Questo accadde soprattutto nel Settecento, quando i tempi erano maturi
per la Rivoluzione Francese. Ma già nel passaggio precedente, nel Cinquecento, il Plutone aquariano iniziò a minare il potere assolutistico, agendo soprattutto sul braccio ideologico del controllo delle masse, ossia la religione. Un
Dio assoluto per l’Aquario è infatti poco credibile.
In quel periodo gli scismi religiosi tra cattolici e protestanti tesero a spostare l’asse del potere dalla figura del sovrano e della gerarchia cattolica a un
confronto diretto con i testi sacri, gli unici a cui si attribuiva una incontrovertibile autorità morale.
In quegli anni infatti Lutero pubblicò la traduzione della Bibbia in tedesco,
consentendo così al popolo digiuno di latino di attingere direttamente alle sacre fonti. Allo stesso modo in Inghilterra il Book of Common Prayer diventa il
libro della riforma anglicana, mentre in Francia la lingua della burocrazia diventa il francese, lasciando il latino alle sole funzioni religiose.
In un modo o nell’altro si cerca di corrodere l’ideologia al potere, magari
per crearne un’altra alternativa, che consenta comunque una posizione di dominio. Non dimentichiamo infatti che in Aquario Saturno-potere è ben presente. Per quanto alternativo sia, pur sempre potere sarà.
Si trattò in molti casi della creazione di una nuova etica, soprattutto quella protestante e calvinista che, secondo Max Weber,6 puntando sul lavoro e sul
guadagno è alla base del capitalismo.
In entrambi gli ultimi due passaggi, nel Cinquecento e nel Settecento, si
ridisegnano in qualche modo gli assetti sociali, indebolendo lo strapotere aristocratico a vantaggio della borghesia. Il Sole – simbolo anche del padre– per-
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Casa Ottava
de quota a vantaggio di Saturno e Urano. La nuova ideologia (Nettuno) afferma che il potere lo si otterrà, o lo si vorrebbe ottenere, con il lavoro e non con
un semplice passaggio ereditario.7
Grazie al potente influsso di Nettuno, l’Aquario ha comunque bisogno di
un punto di riferimento ideologico, che si fabbrica da sé, non accettando dogmi altrui come propri. Se ha rinnegato come referente ideale il Re-Padre, lo
sostituisce con i dogmi della riforma protestante, o dell’utopia politica dell’égalité, fraternité, liberté. E le illusioni potranno durare per i nati con Plutone in
Aquario anche quando il pianeta transita nei Pesci, governati da Nettuno.
Aquario e Pesci hanno in comune infatti il solo Nettuno. Urano invece,
fortissimo in Aquario, è penalizzato in Pesci. La caduta di Urano sembra togliere a Nettuno il vincolo dell’hic et nunc, quindi gli ideali diventano antipragmatici e rarefatti. Gli altri pianeti che strutturano i due segni non entrano in
ballo, potendo così agire indisturbati ma nemmeno soggetti a forti stimoli in
positivo.
Il Plutone in Pesci (gli ultimi due passaggi avvennero dal 1554 al 1579 e
dal 1798 al 1822 circa) crea un clima di caos creativo a cui attingono “geneticamente” i nati del periodo. Hanno nel loro tema natale questa posizione planetaria geni assoluti del calibro di Galileo, Shakespeare, Caravaggio, Darwin,
Chopin, Wagner, Verdi, Dostoevskij, Poe, Leopardi e Dickens.
La nascita di personaggi creativi non corrisponde invece in quegli anni a
un fiorire di capolavori assoluti, come pure su un piano storico ci troviamo di
fronte a un riassestamento in senso conservatore.
Come nell’ultimo mese di gravidanza, simboleggiato dai Pesci, il feto assume il suo aspetto definitivo che però non vediamo ancora, così assistiamo a
livello politico-sociale a un rimodellamento dei confini degli stati in virtù delle
trasformazioni compiute negli ultimi anni. La “ricerca di una forma” propria di
Plutone si somma alla chiusura di un ciclo stagionale-epocale rappresentata
dai Pesci.
Il congresso di Vienna, che ridefinì l’assetto dell’Europa dopo gli sconvolgimenti della rivoluzione francese e dell’avventura napoleonica, si svolse a ridosso di Waterloo, nel 1815. In quell’ultimo anno Plutone transitava intorno ai
22 gradi dei Pesci, regolati da Giove e Giove con la forma – e l’immagine –
c’entra eccome. Piante tutte le lacrime dei Pesci per disgrazie accadute negli
anni precedenti, ci si prepara a un nuovo ciclo vitale.
In questo periodo si parla molto meno di libertà, e l’uguaglianza sociale è
finita nel dimenticatoio. L’instabilità pare il leit-motiv dominante, dettata soprattutto dall’allargamento o restringimento dei regni, con annesse sanguinose
guerre.
Anche in campo religioso siamo in fase di restaurazione. Nel passaggio di
Plutone in Pesci del ’500 venne stabilita infatti una legge secondo la quale al
sovrano spetta di imporre la propria religione ai sudditi e venne pubblicato anche il famigerato Indice dei libri proibiti dalla gerarchia cattolica. Nell’Ottocento, Chateaubriand dette alle stampe Il genio del Cristianesimo. Si torna quindi
nel grembo protettivo di Santa Madre Chiesa, genitrice a volte perfida e spie-
Casa Ottava
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tata, ma pur sempre madre. In campo di mode intellettuali, esplode pienamente il fenomeno del Romanticismo, corrente ideologica così pescina che
più pescina non si può.
Per citare l’Enciclopedia Zanichelli, vediamo l’affermarsi de “la rivalutazione delle epoche primitive e del medioevo, dello spirito popolare che in tali
epoche si sarebbe manifestato liberamente, dello spirito nazionale, del sentimentalismo che riscopre l’individuo nella sua perenne tensione verso l’infinito,
destinata a non realizzarsi e a tradursi in una perenne insoddisfazione”. È superfluo aggiungere altro.
Insomma, con Plutone in Pesci si vive di sentimento e di indefinita irrequietezza, mentre la Dea Ragione (saturnina) è messa nel dimenticatoio. Come pure il sogno del “siamo tutti uguali” dettato dal tentativo uraniano-ipsilonica di livellare e dal bisogno saturnino di porre un freno alla megalomania
dell’Io. L’eccezione prende invece il potere, sia esso quello del genio, sia quello del monarca che, in nome dell’ordine virgineo, cavalca il disordine per fini
suoi.
Ma torniamo al nostro Stendhal. Nel passaggio in Pesci, lo scrittore visse
tumultuosamente, arrabattandosi per trovare una sua strada senza avere in
mente una carriera precisa. Scrisse sì e pubblicò qualcosa, ma senza successo, che inizierà invece ad arridergli dal 1822, con l’uscita di Dell’Amore. Plutone è già in Ariete. Le esperienze vissute nel periodo precedente sono maturate
e hanno trovato una forma.
Non per tutti i nati con Plutone in Aquario andò ovviamente allo stesso
modo. Lord Byron,8 ad esempio, scrisse quasi esclusivamente con Plutone in
Pesci. Con il suo ingresso in Ariete decise per contro di tuffarsi nella lotta politica vera e propria impegnandosi nella liberazione dei greci dal dominio turco.
Simon Bolívar,9 rivoluzionario di professione, con il transito in Pesci si impegnò nella liberazione dagli spagnoli dal Sudamerica, ma appena Plutone fece capolino in Ariete si investì di poteri dittatoriali. Le utopie di libertà le accantonò lui stesso, a favore di un potere concentrato nelle sue mani.
Dalle biografie di personaggi illustri emerge che il passaggio di Plutone
nell’ultimo segno determinò periodi di grande instabilità anche esistenziale,
dove tutto all’apparenza era possibile. La visionarietà dei Pesci si tradusse in
un’infinita gamma di vicissitudini umane. Ma furono le vite dei singoli, e non le
opere dell’ingegno, a subirne gli influssi maggiori.
I Plutoni in Aquario videro magnificate avventurosità, ideologizzazione e
irrequietudine, mentre furono penalizzati nel pragmatismo, venendo a mancare l’humus favorevole per sviluppare la capacità uraniana di volgere le situazioni a proprio vantaggio. I nativi non riuscirono soprattutto ad ancorare a una
forma stabile le proprie idee o opere, ma non potevano trovarla nel segno governato anche da Nettuno. Vissero però alla grande, all’insegna dell’avventura
e dell’incertezza, esperienze di cui fecero tesoro ma che svilupparono solo
quando Plutone uscì dai Pesci.
Con l’ingresso di Plutone in Ariete (dal 1580 al 1608 e dal 1823 al 1853
circa) assistiamo invece alla nascita di un numero infinito di capolavori, sfor-
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Casa Ottava
nate dalle menti dei Plutoni dei due segni precedenti. L’etimologia latina della
parola è illuminante in tale senso. Caput significa testa, cranio, guarda caso
simboleggiato dall’Ariete. Lavoro inoltre – dal latino laborare – significa fatica
e il dispendio energetico dell’Ariete è di certo una fatica. Il capolavoro pare
quindi, etimologicamente, una fatica dell’ingegno premiata però da una raggiunta posizione di inimitabile capofila.
Sembra quasi che su un piano artistico, la linfa dell’Ariete dia vita ad opere assolutamente originali, che fungeranno da modello per i secoli successivi,
spesso però restando ineguagliate. Tanto per dare un’idea della qualità della
produzione artistica, vennero sfornati in quegli anni il Don Chisciotte, buona
parte dei capolavori di Shakespeare, le tele di Caravaggio, i libri di Stendhal,
Balzac, Poe e Leopardi. Nonostante il clima politico conservatore la creatività
artistica è fortissima.
L’Ariete rappresenta l’inizio di un ciclo, stagionale ma forse anche storico.
Il seme sotterraneo del Plutone scorpionico viene infine alla luce, e ha trovato
una sua identità. È di certo una identità maschilista, perbenista e borghese,
ma ha in sé una vitalità fortissima. Tanto che, a livello sociale, scoppiano ripetutamente eroiche ribellioni – quasi sempre soffocate nel sangue – tese a cercare di ottenere maggiore libertà e garanzie costituzionali. Sul fronte delle
classi sociali, gli operai iniziano ad organizzarsi in sindacati, mentre Marx pubblica Il manifesto del partito comunista. Ma il fronte della censura e della repressione è ancora potente.
Nel penultimo passaggio in Ariete, a cavallo tra Cinque e Seicento, le rivolte sociali non furono così intense ma in molti regni il problema di un unico
culto religioso di stato si risolse in una parziale abdicazione del sovrano rispetto a questo problema. Il protestante Enrico IV di Francia per salire al trono si
convertì al cattolicesimo (è sua la frase “Parigi val bene una messa”), mentre
in Svezia il re dovette giurare di fronte alla nobiltà di non opporsi al culto luterano.
Con Plutone in Ariete pare quindi che ancora si veneri il capo, ma che si
esiga da lui il rispetto per i sottoposti. Più che di autentica democrazia si tratta
forse dell’iniziativa di alcuni singoli eroi che, non sopportando le imposizioni
che subiscono individualmente, ottengono diritti che vanno a favore di tutti.
Sembra diventare obbligatoria l’omogeneità capo-sudditi, nel senso che sono i
sudditi ad esigere un capo a loro omogeneo. Come accade ai militari che rispettano solo il capo in cui possono riconoscersi.
E torniamo a Stendhal, che negli anni di Plutone in Ariete accompagna la
carriera letteraria a quella diplomatica per il re di Francia. Gli sembra di vivere
in una prigione, nonostante i successi letterari, poiché osserva con occhio critico e disincantato la società che lo circonda. Società che non ama, come ben
traspare dalla Certosa di Parma e da Il rosso e il nero. Ma non tenta di cambiare il mondo. Le utopie rivoluzionarie sono relegate in soffitta, Plutone in Ariete
non le permetterebbe. Meglio concentrarsi per sopravvivere, pensando a sé. È
quello che fa Fabrizio del Dongo che, prima di finire carcerato, si concentra
sui propri amori e sulla propria carriera. L’eroismo non sarà più speso per libe-
Casa Ottava
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rare le masse quanto piuttosto per costruire un monumento al proprio Io, sia
pure anomalo e nettuniano.
Del Dongo, archetipo dell’ingenuità utopistica di un Plutone in Aquario da
giovane, così muore recluso. Il suo creatore Stendhal invece sopravvive e diventa immortale grazie a una creazione artistica, la sola concessagli dal Plutone in Ariete.
Rispetto al Plutone aquariano, a fare le spese del passaggio del pianeta in
Ariete sono Saturno e Nettuno, domiciliati o esaltati in Aquario e Bilancia.10
L’acquisizione di un proprio potere (Saturno) o di maggiori diritti per tutti
(sempre Saturno) diventa difficile per la natura dell’Ariete, mentre l’istanza di
cambiamento di Nettuno è bloccata dal Sole A e dall’Y B aretini. Dei pianeti
che costituiscono l’ossatura dell’Aquario possono muoversi senza ostacoli
Urano e, soprattutto, Plutone. Ossia, restano liberi di agire l’opportunismo,
l’adattamento ai tempi e la creatività. Ma dovranno comunque chinare la testa
di fronte alla forza del Sole, esaltato in Ariete. Il re rimane ben ancorato al suo
trono, riverito dai suoi cortigiani. L’Aquario non lo omaggia ma, o pascola nei
regni della fantasia, o si rifugia in una ironia dissacrante ma non diretta. Stendhal disdegna la cortigianeria, odia il re ma, non potendo dirlo a chiare lettere,
sposta il proprio immaginario teatro esistenziale in un piccolo e marginale ducato italiano. L’Ariete non se ne accorge o lascia correre.
L’attacco del Plutone aquariano è indiretto, trasversale e sotto sotto rinunciatario. Sa di non potere sconfiggere la forza repressiva del Plutone arietino,
ma trova ugualmente il modo per dire la sua.
Accade anche a Don Chisciotte un altro eroe creato da un altro Plutone in
Aquario, Cervantes. Gli istinti libertari dell’autore, che non possono trovare
spazio per le condizioni storiche dell’epoca, raggiungono una forma indimenticabile quando, con Plutone in Ariete, Cervantes dà alle stampe la storia del
“Cavaliere dalla triste figura”.
Il seme di una libertà utopica, nato con Plutone in Aquario, trova una sua
espressione chiara con il passaggio del pianeta in Ariete. Don Chisciotte vuole
restare famoso nei secoli per le sue imprese eroiche, ma non distingue tra realtà e fantasia e combatte contro i mulini a vento, scambiandoli per giganti. A
dispetto delle sue intenzioni, la carica vitale e creativa resterà sì impressa per
sempre nella storia dell’umanità, ma per i meriti etici ed artistici.
Non posso analizzare invece come i Plutoni aquariani vissero la permanenza del pianeta in Toro. Esso infatti impiegò circa cinquant’anni a percorrere Pesci e Ariete. E i Plutoni aquariani, almeno quelli celebri, non furono longevi.
Immagino però che avrebbero vissuto con deciso fastidio il suo transito in
Toro, poiché la sua esigenza primaria fu forse quella dell’ampliamento e del
consolidamento del capitale.
Plutone quindi sparge i suoi fecondi semi nella storia. Ma la storia siamo
noi, come cantava Francesco De Gregori, come lo sono stati i personaggi di
ieri che hanno incarnato il solo ruolo che Plutone – come tutti gli altri pianeti –
concedeva loro. Consentendo in tal modo alle vicende umane di evolvere ver-
150
Casa Ottava
so un futuro che, se pure è scritto nelle stelle, riusciamo a cogliere solo a giochi fatti.
BIBLIOGRAFIA
Cronologia universale, BUR Dizionari Rizzoli
MIGUEL DE CERVANTES, Don Chisciotte, 1605
LISA MORPURGO, Tutte le opere
STENDHAL, La certosa di Parma, 1839
MAX WEBER, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, 1905
Questo studio fa parte del volume che racchiude le relazioni presentate al Terzo Congresso in ricordo di Lisa Morpurgo, tenutosi a Rimini il 25 e 26 settembre 2004. Contattare Massimo Michelini, via Allegri, 43, 41100 Modena, o telefonare (059/351398) dal lunedì al giovedì.
E-mail: [email protected]
NOTE
1
LISA MORPURGO, Introduzione all’astrologia, p. 68.
Molte altre sarebbero ovviamente le simbologie di Plutone, menzogna, intrigo, politica, etc. Troppe però per essere trattate esaustivamente in un solo lavoro.
3 Ciò dipende in parte anche dal numero di anni in cui Plutone stazione in un segno.
In parte però va ascritta anche all’eventuale creatività o meno del segno attraversato.
4 In Aquario grazie alla trasparenza degli Zodiaci B.
5 Se pensiamo che per Stendhal il mito di Bonaparte si infranse appena Napoleone si
rivelò un ambizioso dittatore ci accorgiamo che, per lo scrittore e per il suo personaggio, il
mito dell’eroe sul piedistallo dura poco o nulla.
6 MAX WEBER, L’etica protestante e lo spirito del capitalismo, 1905.
7 Sia ben chiaro che siamo ben lontani dalla rivoluzione bolscevica del 1917, quando
in Aquario transitava Urano, mentre erano in Leone Saturno e Nettuno. Resta la constatazione che, coi transiti di pianeti lenti in Aquario, assistiamo a un tentativo di ridisegnare
l’assetto sociale. È tutto da discutere se si arrivi poi ad una autentica democrazia, ammesso
che essa esista.
8 Lord Byron nacque a Londra il 22 gennaio 1788, alle 14,00.
9 Simon Bolívar nacque a Caracas il 24 luglio 1783 alle 22,00
10 Nettuno ha ovviamente in Bilancia la sua esaltazione B.
2
Casa Ottava
151
Eleonor Buckwalter
PLUTONE SINGLETON
TRADUZIONE DI MESKALILA NUNZIA COPPOLA
L.A. 137-890
“Il depositario di potere è sempre impopolare”.
“La conoscenza è essa stessa potere”.
“Permettiamo ad ogni anima d’essere soggetta ai poteri sublimi”.
Se vi è un’energia planetaria che rappresenta una forza collettiva, inconscia,
istintiva, primordiale e transpersonale, questa è l’energia di Plutone. Su Plutone è stato scritto tantissimo, forse perché tutto quello che il pianeta simbolizza
è poco compreso e capito, a livello conscio e intellettivo. Liz Greene gli ha dedicato un libro, “L’Astrologia e il destino”. Jeffrey Wolf Green ha dedicato
gran parte della sua carriera a Plutone, tramite laboratori e libri, come: “Plutone, il viaggio evolutivo dell’anima. Richard Idemon dedicò la sua conferenza
più importante a Plutone, con il titolo: “Eros, Dolore e Trasformazione”. Egli
definì Eros come “una connessione tra due o più persone che condividono
un’esperienza, attraverso la quale, sono entrambi o tutti trasformati “
Verso la fine della vita, Isabel Hickey analizzò Plutone in un libretto intitolato “Plutone o Minerva, a voi la scelta”. Ella descrisse Plutone come “l’energia in noi, sconosciuta in superficie, ma attiva nelle profondità del nostro essere. Essa governa il nostro mondo sotterraneo, così come le parti più alte. Nel
suo aspetto inferiore, sotto la superficie, può lavorare silenziosamente, all’interno e all’insaputa, per poi eruttare con violenza”. “Nel suo aspetto superiore,
come Minerva, Dea della saggezza, Plutone lavora in maniera differente. Cambia l’individuo dall’interno e arriva, impercettibilmente, come l’alba di un nuovo giorno. Cambia l’individuo in modo che egli non sia più nello stesso stato di
consapevolezza. Purificato dalle scorie, egli ne è raffinato e rigenerato”.
Plutone è connesso alle esperienze estreme nelle quali c’è una sorta di
morte e rinascita. Le percezioni della realtà, dopo non saranno più le stesse.
Esempi di questo tipo d’esperienze che tutti noi incontriamo, sono un innamoramento, avere un figlio, un’esperienza di morte (un contatto ravvicinato con
la propria morte o quella di qualcun altro). La guerra ed altri disastri collettivi
sono esperienze plutoniche.
Sino a martedì 11 Settembre 2001, gli U.S.A. non avevano visto la guerra
nel proprio territorio, dai tempi della guerra civile del 1860. Fino a poco tem-
152
Casa Ottava
po fa, nella nostra memoria, non vi era ancora stata l’esperienza collettiva del
disastro, né dell’assoluta devastazione, proprio qui da noi; per questo, nel collettivo, eravamo tesi ad usare l’energia di Plutone come erotismo, sport, droghe e violenza. Da quando il nemico comune, l’USSR, si è dissolto, dodici anni
fa, gli U.S.A. sono diventati anche più violenti e polarizzati su se stessi, mentre
l’uso delle droghe è aumentato. Un Mercurio retrogrado in Cancro, piuttosto
problematico, è opposto al Plutone degli U.S.A. La nostra ingenuità collettiva,
unitamente al tipico modo di pensare fantasioso c’inclinano a scegliere di proiettare Plutone “là fuori” su quei “diavoli”. Adesso, abbiamo Osama Bin Laden,
come principale figura plutoniana; Saddam Hussein è il secondo classificato.
Si noti che, né l’amministrazione del primo Bush, né quella di Clinton, poté o
volle abbattere questo “demone”. Forse, realizzarono, consciamente o inconsciamente, il valore di un nemico esterno per mantenere una certa pace a casa, e cercarono di onorare e placare, in questo modo, il Dio Plutone. Plutone in
Capricorno nel tema degli U.S.A. simbolizza una gran parte della nostra ombra collettiva; include la CIA, le grandi corporazioni e le loro attività, la mafia,
etc. La CIA ha la fama di aver incoraggiato l’ascesa di Bin Laden, durante l’ultimo conflitto dell’USSR in Afghanistan. Adesso, Bin Laden è tornato al pollaio. Non solo noi proiettiamo Plutone negli altri, ma anche gli altri riproiettano
Plutone su di noi.
Come nazione, noi stiamo sperimentando una delle maggiori funzioni di
Plutone: la catarsi, attraverso la pietà e il terrore. Le tragedie classiche greche
sono un esempio di questa epurazione e pulizia, emotiva e psichica, a livello
collettivo; l’intera comunità si raccoglie per assistere al dramma, e attraverso
le intense emozioni della tragedia, condivise con gli altri, esce risanata dal dolore individuale e collettivo. Noi, negli U.S.A. in modo simile e per lo stesso
scopo, andiamo insieme in chiesa, nella sinagoga, nella moschea o assistiamo
alle funzioni pubbliche. Quando Plutone è potente nel tema, un individuo può
leggere la notizia di un orrendo e violento crimine o di una tragedia, provando
l’orrore per l’accaduto, ma nello stesso tempo, provando pietà sia per la vittima che per il carnefice.
Assumersi i rischi è una manifestazione di Plutone. Quando si decide di
dedicare la propria vita all’arte, ad un credo religioso o ad un amore appassionato (per una persona o una cosa), si corre un gran rischio. Questa sorta di rischiosità non è il bisogno temerario, dipendente dall’adrenalina che spinge il
Dale Ernharts di questo mondo a guidare, in modo spericolato. Si tratta, invece, della rischiosità nella quale mettiamo in gioco sulla linea scelta, la nostra
vita, il cuore, l’anima e lo spirito. La vita di Mme. Blavatsky illustra bene questa sorta di rischiosità.
Sfortunatamente, anche le attività terroriste della Jihad agiscono in questo modo. Osservando i temi dubbiosi di alcuni dirottatori suicidi e del signor
Bin Laden, si nota che tutti hanno la congiunzione generazionale Urano/Plutone in Vergine, sestile con Nettuno in Scorpione. Benché non vi siano posizioni
con Plutone singleton, ve ne sono con lo stellium in Vergine; la congiunzione
Urano/Plutone è strettamente configurata con pianeti molto personali. Questa
Casa Ottava
153
congiunzione generazionale in Vergine, è stata ora spostata da un quadrato di
Plutone in transito dal Sagittario, che resterà, sino al 2008. La sub-generazione Urano/Plutone ha avuto un incredibile numero di suicidi, quando i suoi rappresentanti erano adolescenti. Sembravano essere romanticamente affascinati
(Nettuno in Scorpione) dalla morte e dall’improvvisa violenza (Urano/Plutone). Speriamo che anche l’ottava superiore di questa congiunzione sia attivata, così da poter vedere individui dotati di genialità, intuizione e coscienza; così da vedere la consapevolezza purificata, fare un passo avanti per attivare la
risoluzione dei disordini fisici e spirituali (una funzione Vergine) del pianeta.
Il potere e la tentazione per il potere sono problematiche plutoniane.
Faust desiderò il potere terreno e vendette la sua anima per ottenerlo. Gesù
resistette alla tentazione dei poteri terreni, a favore di un potere eterno e immortale. Plutone-Hades (Dio del mondo sotterraneo) rapì Persefone, per poi
farla regina; a lei fu conferito il potere, attraverso l’esperienza della perdita dell’innocenza o dell’ignoranza.
Il potere di Plutone è ipnotico, parte dal mondo sotterraneo, dal profondo
della terra, dall’essenza stessa del corpo. È la Kundalini, è il potere del serpente, nella tradizione yoga. Svegliate questa Dea Kundalini, a vostro rischio! È il
fuoco trasformatore divino, all’interno del nostro essere, che purifica e depura
i corpi fisici, emotivi e mentali. Se questi veicoli non sono pronti, quando
l’energia attraversa la persona, si creano sconvolgimenti vulcanici.
I vulcani, infatti, simbolizzano bene l’energia plutoniana. La serena montagna di Fuji o il Mt. Shasta possono eruttare, improvvisamente, con potenza e
violenza, sputando ceneri e lava incandescente nelle aree circostanti. Il territorio è trasformato! Con il trascorrere del tempo, di tantissimo tempo, i prodotti
vulcanici si trasformano in un ricchissimo suolo e nuove vite appaiono al posto di quelle distrutte, ma nel frattempo, regna la totale devastazione.
Quanti di noi sono stati bruciati dal fuoco plutonico, allorché Plutone transitava in cattivo aspetto ad un pianeta natale? Dopo, siamo cambiati. Molto
dopo, quando abbiamo potuto vedere l’evoluzione che ne è conseguita, siamo
stati grati. Non saremmo voluti tornare, dove o con chi eravamo, anche se
fosse stato possibile; cosa che, naturalmente, non è possibile.
Una donna stava sperimentando un transito di Plutone in quarta casa.
Questo, di solito, corrisponde al trasloco in altra casa o in altro luogo. Quando
Plutone in transito, stava quadrando il suo ASC, ella visitò tantissime case in
diversi paesi, ma non riusciva a decidersi. Trovava difetti (Virgine ASC) ad
ogni luogo. Alla fine, quando Plutone in transito quadrò Nettuno e Venere natale, la sua casa fu demolita da un tornado. Non vi era più possibilità di scelta;
ella fu costretta a traslocare! Non volle ricostruire nella valle colpita dal tornado e scelse il sudovest, New Mexico. Se avesse accettato di muoversi nel precedente transito di Plutone, avrebbe trovato un nuovo luogo e avrebbe iniziato
a curare la sua malattia cronica, molto prima. Alla fine, Plutone la forzò a spostarsi e a curarsi. Il potere dell’evoluzione, prima vi chiede di muovervi a vostro piacere, e poi vi fa muovere per forza. Se continuate a rifiutare il movimento, allora Plutone vi elimina (semplicemente, morite)! Nel caso della don-
154
Casa Ottava
na menzionata, ella aveva un’assicurazione (Plutone, Scorpione e ottava casa
governano le assicurazioni o le risorse collettive), e tutto finì alla meglio.
Plutone ha molto da condividere con i tabù sociali e culturali, con tutte
quelle cose cattive che non dovremmo fare o di cui non dovremmo parlare. Se
violiamo un tabù, rischiamo di essere scacciati dalla comunità. Una volta, la
scomunica era una punizione orribile. Adesso, violare i tabù è semplicemente
doloroso perché pone la persona nello “spirito di Lucifero”, dell’iconoclasta,
dell’emarginato. La persona deve abbracciarsi la croce di essere un individuo
autonomo e separato; e qualche volta, in quel luogo, fa freddo e ci si sente
tanto soli! Nel mondo contemporaneo, i tabù sono difficili da trovare. In America, parlare della morte era solito sortire un “No-no”. Adesso, una popolarissima serie televisiva “Sei piedi sotto terra” rappresenta tematiche di morte,
omosessualità, incesto e suicidio. Tutti questi sono i vecchi tabù! Rompere un
tabù, oggi, può significare essere coinvolti nella pornografia infantile o nella
pedofilia o, come Nicholai Soltys, uccidere l’intera famiglia, inclusi neonati e
feti non ancora nati. Questo è per loro, comunque, un orrendo modo di tagliare il cordone ombelicale della famiglia e della cultura!
Plutone è l’oscura, intensa e rigenerativa forza della vita. La forza vitale
selvaggia non riconosce i tabù. Ha del fegato, sale dal basso, come il germoglio di una pianta che, dalla terra, si spinge verso la luce del sole. Le tematiche plutoniane sono potere, erotismo, dolore e trasformazione. Alcuni temi
con Plutone singleton appartengono a persone molto attraenti, intensamente
affascinanti e carismatiche. Altri temi appartengono ad individui che tendono
a provocare una repulsione violenta, al solo vederli. Tutti questi individui sembrano avere effetti ipnotici, e le altre persone non riescono ad essere neutrali
con loro. Le attitudini nei loro confronti vanno dall’amore all’odio, senza mezzi
termini. Alla loro presenza, vi possono essere sensazioni miste di desiderio e
paura; è come se si proiettasse sulla persona la figura dell’angelo o del demonio. I soggetti con Plutone singleton hanno problemi con il potere, con il controllo e il lasciarsi andare. Possono soffrire di particolari forme di paranoia o
depressione e diventare, emotivamente, inaccessibili ai familiari e agli amici.
Molti soggetti con Plutone singleton sono assai potenti, specialmente se il
pianeta è in aspetto con i personali: Sole, Luna, Venere, Mercurio e Marte. Il
potere è certamente una forte tematica di Plutone, ma può manifestarsi in maniere differenti. Ad un individuo cosciente e integro, come pure ad un altro
plutoniano, il soggetto con Plutone singleton piace. Le persone con un complesso di colpa, auto-illuse e ipocrite (e ve ne sono tante, di questi tempi, con
Plutone in Sagittario!), odieranno il plutoniano. Plutone può scovare i loro
piccoli, sporchi segreti; può tirar fuori gli scheletri dagli armadi; può udire il
suono delle loro menzogne, sentire il puzzo delle loro ipocrisie.
Una cosa che emerge dal TN delle persone con Plutone singleton è che
tendono ad essere dei catalizzatori; tendono a cambiare la vostra vita ed anche se non fate loro alcun’impressione, vi cambiano o vi sentite cambiati dal
loro contatto, dalle loro idee.
Quando vediamo un pianeta singleton, naturalmente, cerchiamo di capire
Casa Ottava
155
perché è singleton. Per esempio, nel tema di Lenny Bruce, Plutone è l’unico
pianeta in un segno personale. I segni personali concernono la sopravvivenza,
l’educazione e il modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi. Poi, cerchiamo la
casa governata da Plutone. Da dove viene? Che cosa porta con sé? Il Plutone
di Lenny governa la dodicesima casa, e quindi, porta con sé un sacco di materiale represso e inconscio. Questo materiale entra nelle sue relazioni (Plutone è nella casa settima dei rapporti personali e delle relazioni pubbliche). Il
Plutone proveniente dalla dodicesima dei nemici segreti, va nella casa dei nemici dichiarati, la settima. Giove, il governatore dell’Ascendente, in prima, è
opposto a Plutone. Questa è una “guerra santa” tra Lenny e quei diabolici e
oscuri “altri”. Le opposizioni tendono ad offrire intuizioni sugli altri. Quando
Plutone è coinvolto, gli altri tendono ad essere visti come il diavolo o gli altri
vedono la persona stessa come l’immagine del male. Quale pianeta controlla
il singleton? In questo caso, è la Luna in Vergine nella casa naturale di Plutone,
l’ottava. La Luna forma un quadrato con Venere in dodicesima. Ritorniamo,
così, ai nemici occulti e al disfattismo. Abbiamo l’impressione che vi è qualcosa di molto oscuro per rapporto alle donne, alla madre, all’accudimento. Questo Plutone Singleton è molto più problematico e potente perché condivide
due configurazioni maggiori: un Gran Trigono d’Acqua e una croce a T cardinale con il Sole in decima casa all’apice. Il Gran trigono d’Acqua è, spesso,
associato ad un talento straordinario, come a grandi dolori, a tristezza e delusioni nella vita; entrambe, Marilyn Monroe e Ava Gardner avevano questa configurazione.
Lenny era un satirico dai commenti sociali assai mordenti. Egli scelse come soggetti, e materie che rompevano i tabù culturali. La sua interazione personale con gli altri fu molto plutonica. La sua morte per overdose d’eroina non
ci sorprende. Scelse un modo assai negativo per prendersi cura di se stesso.
Jack Anderson fu pubblicista di un quotidiano e fotografo politico che
espose gli scandali e la corruzione (Plutone governa queste cose), nelle alte
cariche (in pratica, tra i potenti). Plutone è in dodicesima casa, vicino all’ASC,
e governa la quinta. Tale casa governa la politica e i politici. Marte, l’unico
pianeta in segno di Terra, governa la sua decima. Marte è in Capricorno, segno della sua esaltazione, in casa settima, come indicatore della sua carriera e
della relazione con il pubblico. Egli era, senza dubbio, uno stacanovista che
scavò profondamente per portare alla luce le sconcezze. In qualche modo, il
suo tema era simile a quello di Lenny. Anche Jack aveva un croce cardinale a
T con Plutone in opposizione larga a Marte e quadrato ai pianeti in Bilancia.
Jack non aveva il Gran trigono d’Acqua. Non gli era facile annegare nell’alcool, nelle emozioni, nelle droghe.
Muhammad Ali era la personificazione del glorioso gladiatore. Il suo Plutone singleton (unico Fuoco), ascende in Leone e governa la casa quarta. Deve trattarsi di un talento karmico che porta da altre vite. L’unico aspetto maggiore stretto di Plutone è con Marte in Toro nella Nona della fede. Plutone è in
opposizione larga con la Luna in Acquario. La Croce a T fissa gli dona
un’enorme resistenza fisica e mentale. Ali era una forza irresistibile sul ring del
156
Casa Ottava
pugilato. Il Sole singleton, governatore dell’ASC gli dava una grande fiducia. Il
suo mantra era: “Io sono il migliore”. E probabilmente, lo era. Egli infranse un
tabù sociale, rifiutando il servizio militare nel 1967. Cambiò, prendendo una
nuova fede e un nuovo nome, e nel 1970 ritornò sul ring. La sua inclinazione
poetica derivava da Nettuno singleton trigono al Sole. Insieme con Urano in
Toro nella decima, il Sole e Nettuno formano un Gran trigono di Terra. Sicuramente, Ali è ricco e famoso ma, al momento, è intrappolato o imprigionato nel
suo corpo.
Winston Churchill, con Mercurio opposto a Plutone, rispettivamente singletons, nei segni fissi, Toro e Scorpione, era un incomparabile e convincente
oratore. Alla fine della guerra, ero appena una bambina, ma ancora oggi, io
sento le sue parole e il suono della sua voce nella mente. Egli è uno dei più
grandi statisti della storia, una leggenda dei suoi tempi. Molti dubitano ancora
che, senza il suo governo, la Gran Bretagna possa essere uscita dalla seconda
Guerra mondiale. Egli vinse il premio Nobel per la letteratura. Non vi sono
dubbi che sia stato molto potente.
Tra le signore, il potere esiste ugualmente, sebbene in modo quieto e
quasi invisibile. L’ex First Lady, Rosalynn Carter, Sole in Leone, potrebbe quasi essere considerata Pesci ad honorem, perché il Sole è congiunto a Nettuno
in dodicesima. Lei brillava dietro le quinte. Poiché il suo ego era addolcito da
questa configurazione e da un’accettazione attiva del dovere (Marte ascendente in Vergine), noi supponiamo che il suo Plutone singleton abbia agito al livello Minerva. Durante l’amministrazione presidenziale del marito, lei deve aver
giocato il ruolo del “potere dietro il trono”.
Un’altra delle tre potenti signore del segno Leone è Lucille Ball. Ella creò
lo spettacolo “Io amo Lucy”, immortalando se stessa. Come Ali, anche il suo
Sole è singleton e foriero d’autostima. Il suo Plutone singleton, unico pianeta
in segno d’Aria, governa la quinta casa del divertimento e della creatività.
Grazie alla buona combinazione del suo talento come commediografa e come
astuta donna d’affari, divenne molto ricca.
Come Jack Anderson e Muhammad Ali, Ava Gardner ha Plutone singleton in dodicesima casa. Alcuni autori sostengono che Plutone è esaltato in Pesci o in casa dodicesima. Sicuramente, conviene avere Plutone in dodicesima,
piuttosto che come governatore della dodicesima, come nel caso di Lenny
Bruce e Linda Tripp. Ava era una bravissima attrice che emanava un alone
d’erotica e sensuale seduttività, suggerendo qualcosa di un po’ malvagio. Ella
guadagnò molta fama, anche e forse più, per la sua vita personale e per le
storie d’amore. A quei tempi, infranse alcuni tabù.
Helena P. Blavatsky è l’ultima delle nostre signore Leone con Plutone singleton. Basta guardare le foto di Mme. Blavatsky, per vedere spuntare Plutone,
dietro i suoi intensi occhi chiari. Il potere della sua arcana conoscenza attraversa ogni pagina delle sue opere maggiori, “Iside svelata” e “La dottrina segreta”. Con Plutone doppio singleton nella decima della carriera, proveniente
dalla quinta casa della creatività, e disposto da Marte congiunto a Saturno e
Mercurio in Vergine nella terza casa, ella lasciò una profonda e catalizzante im-
Casa Ottava
157
pronta nella cultura. I contemporanei seguaci della New Age devono ai suoi
sforzi l’intero sistema filosofico e le loro convinzioni selvagge e pazzesche.
Mme. Blavatsky fu una vera pioniera (Ariete) nel campo dell’occulto (Plutone).
Marie Curie fu straordinariamente brillante (Urano singleton), oltre ad essere membro dell’elite intellettuale. Plutone, comunque, è il suo singleton più
potente, perché è angolare nella casa quarta ed opposto al Sole in decima, di
cui è dispositore. Plutone forma anche un sestile con la Luna in Pesci e Urano
in Cancro. Ella era potente nel campo scientifico e vinse due premi Nobel, uno
per la fisica e uno per la chimica.
Infine, ritorniamo a Linda Tripp. Plutone può far inciampare o, come nel
caso di Linda, saltare sul potere. Ricordate che l’abbiamo scelta come ragazza
poster per gli esterni perché i suoi tre pianeti esterni sono tutti singletons. Come per Lenny Bruce, il suo Plutone governa la dodicesima casa dell’auto-illusione, dei nemici nascosti e repressi, dei rifiuti psicologici negati e delle tematiche inconsce. Gli altri due singletons, Urano e Nettuno, governano la terza
casa della comunicazione. Mercurio è in dodicesima e governa la settima e la
nona. Questa donna potrebbe essere eccezionale, e lo è con il suo alto Q.I.,
ma con quell’hitleriana congiunzione Luna/Giove in Capricorno, indicatrice di
un io inflazionato, farebbe meglio a non aprire la bocca; perché quando lo fa,
non riesce a controllare ciò che ne viene fuori e ancor meno, le conseguenze
delle sue parole.
Quando tutti i pianeti esterni sono singletons, gli “Dei dirigono la persona”. Aspirare a questo è un atto di superbia non tollerato dalle forze del Cosmo ed è punito severamente. Con Plutone in Leone, ella desiderò intensamente diventare una stella e ci riuscì, grazie alla connivenza e alla manipolazione, mentre il Leone vuole essere ammirato ed amato. Quello che ha ottenuto dalla collettività non è per niente amore! Con una giusta guida psicologica o
spirituale e grazie ad una buona introspezione, Linda potrebbe fare molte cose
buone. Sarebbe adatta alle ricerche, all’insegnamento ed anche alla vita religiosa.
158
Casa Ottava
*SESTILE *
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159
CASA NONA
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Un’astrologa per le nuove
generazioni: ricordo
di Germaine Holley
Patrizia Troni
…dal viaggio-studio in Tunisia
Stefano Vanni
Tre modalità per diventare
socio certificato
Recensioni
Elenco dei Delegati e Corrispondenti
CIDA
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Casa Nona
Claudio Cannistrà
UN’ASTROLOGA PER LE NUOVE
GENERAZIONI: RICORDO DI
GERMAINE HOLLEY (1904-1995)
L.A. 137-912
«Connais la loi et tu seras libre».
Conoscere le leggi del cosmo per essere liberi. Con questa frase del suo
maestro e compagno Charles Vouga, inizia “Comment comprendre votre horoscope”, una delle opere più significative di un’importante interprete dell’astrologia francese degli ultimi cinquant’anni. Mi riferisco a Germaine Holley, di cui
l’8 ottobre 2004 si è celebrato il centenario della nascita.
Le ricorrenze presentano sempre nel fondo un pizzico di tristezza, ma
quando, come in questo caso, riguardano eventi importanti, non possono essere tralasciate. Infatti, ricordare il cammino che altri hanno percorso prima di
noi, può risultare di aiuto per meglio conoscere uno spicchio della grande e
variegata galassia astrologica, sempre in grado di apportarci nuovi insegnamenti.
In Francia questo centenario è stato ricordato, tramite un Congresso,
svoltosi a Parigi il 2 e 3 ottobre scorsi, che aveva per titolo, “Une astrologie
pour le nouvelles générations”. Si tratta di un tema che è sempre stato molto
caro alla Holley, che ha incentrato gran parte delle sue ricerche sui grandi cicli
planetari e sulle prospettive, che si aprono per le nuove generazioni nel passaggio dall’era dei Pesci all’era dell’Acquario. La manifestazione era organizzata dalle éditions du Rocher, la casa editrice che attualmente pubblica le opere dell’astrologa francese, e dall’Univers-site, gruppo che fa capo a Franchon
Pradalier-Roy, una delle sue allieve. Sono intervenuti numerosi astrologi francesi, che in qualche maniera si riconoscono nella linea e nei lavori della Holley, oltre ad Andrè Barbault, che ha aperto l’incontro, tracciando un ricordo
personale di Germaine e di quegli anni fecondi che hanno cambiato la nostra
disciplina.
Nel nostro paese esiste un motivo in più per interessarsi di questo personaggio: la fama in Italia della Holley non è sicuramente all’altezza dei suoi meriti, per il semplice fatto che delle sue numerose opere nulla o quasi è stato
tradotto nella nostra lingua. È quindi giusto far si che i nostri lettori possano
apprezzarla maggiormente.
Casa Nona
161
A questo proposito, basti pensare che di tutta la sua produzione, al momento sul nostro mercato librario risulta disponibile solo quel “Comment comprendre votre horoscope”, citato prima. Tale lavoro fu pubblicato in Francia
per le éditions du Rocher, in due tomi successivi, rispettivamente nel 1977 e
nel 1980. In Italia l’opera è apparsa solo nel 1994, ovvero un anno prima della
morte della sua autrice, pubblicata dalla casa editrice Armenia con la traduzione pregevole e fedele di Enzo Acampora, ma in un unico volume e con un
titolo leggermente differente, “Interpretazione dell’Oroscopo”.
E veniamo a tracciare un ritratto di questo personaggio.
Nata a Besançon, piccola cittadina francese a circa 60 chilometri dal confine con la Svizzera, l’8 ottobre 1904 alle ore 18:20 (vedi tema), Germaine
Holley può essere situata nella corrente della cosiddetta astrologia umanistica.
Oltre a marcare con la sua presenza e con le sue opere la vita astrologica
francese, essa ha contribuito con altri autori, come Alexandre Ruperti, a cambiare la visione dell’astrologia europea, apportando un indirizzo nuovo alla
maniera di interpretare praticamente la mappa natale, sulla scia degli insegnamenti di quel grande personaggio, che è stato Dane Rudhyar
Un’infanzia marcata dalla guerra, studi approfonditi, che le hanno permesso di conseguire una solida preparazione culturale, ed infine numerosi
viaggi all’estero, sono i tre elementi fondamentali, che hanno caratterizzato la
prima parte della vita della Holley, formandone la personalità, prima che il suo
spirito venisse catturato dal “Desiderio di Conoscere” in tutte le sue
for me. Investigare e
scoprire le profondità
dell’Animo umano,
comprendere meglio
cosa si cela dietro un
volto o un’apparenza e
al tempo stesso rendersi conto di cosa ci nasconde la vasta ed intricata trama della Storia: sono questi gli
obiettivi che hanno
marcato il suo percorso
di vita. E con queste
premesse era inevitabile per Germaine l’incontro con l’astrologia!
Germaine Holley nel giardino della sua casa vicino a
Parigi.
162
Casa Nona
La sua ricerca in campo astrologico si è sviluppata con pazienza e continuità, strutturando un metodo ben definito ed applicabile, come richiedeva il
forte Saturno del tema natale, molto aspettato, in relazione con l’asse Ascendente/Discendente e governatore del Medio Cielo in Capricorno.
Tuttavia, l’evento chiave, che cambia completamente la vita della Holley,
è l’incontro con Charles E. Vouga, avvenuto nel 1954. Tale incontro, oltre a
marcare il suo destino, le apporta le risposte che cerca per tutti i suoi dubbi
esistenziali.
Da questo momento, Germaine Holley vivrà e lavorerà accanto a questo
grande personaggio per una decina d’anni, costruendo per l’astrologia una
nuova prospettiva scientifica, psicologica e filosofica al contempo, fino a
quando la morte di lui non li separerà.
La sua vita personale, già ricca di tensioni affettive, come si addice ad
una Venere in Scorpione, fra l’altro molto stimolata, cambia così completamente. La Holley viene appassionatamente trascinata su questa strada della
ricerca; una ricerca, che però utilizza la sperimentazione. Si tratta di un lavoro
quotidiano incessante, che le permette di avanzare sempre più lontano per
una straordinaria maniera di approccio alla conoscenza delle Leggi del Cosmo, Leggi che si nascondono dietro i presupposti astrologici.
Il tema di Germaine Holley, dati riportati dal suo allievo Samuel Djian.
Casa Nona
163
Tale obiettivo è sintetizzato da un’altra frase di Vouga, che desidero riportare. Tale frase rimarca più o meno il concetto già esposto in precedenza sull’importanza di una conoscenza astrologica per migliorare la qualità della vita
umana. L’astrologa francese la pone all’inizio di un altro suo libro molto interessante, “L’Astrologie à la recherche des clés de la Destinée”:
“L’homme est ignorant des lois universelles.
Seule la connaissance de ces lois peut le libérer
- et l’Astrologie est la plus haute définition
de la loi cosmique par rapport à l’individu”
Alla morte di Vouga, avvenuta nel 1963, Germaine Holley si impegna con
tutte le sue energie a diffondere e a strutturare in maniera organica gli insegnamenti ricevuti da questo personaggio straordinario, curando le sue pubblicazioni, diffondendo il suo messaggio e la sua rivoluzionaria maniera di intendere l’astrologia, recuperando i suoi scritti o il materiale delle sue conferenze.
Questo lavoro editoriale la terrà occupata senza soste quotidianamente, come
è evidenziato dalla presenza di tutti e quattro i pianeti veloci (Sole, Luna, Mercurio e Venere) nella casa sesta del suo oroscopo. E sarà proprio dopo la morte di Charles, che comincerà a scrivere i suoi libri, raggiungendo in tarda età
quel successo, annunciato dal Saturno del suo tema natale.
Durante uno dei suoi numerosi soggiorni negli Stati Uniti, in occasione di un congresso conosce
di persona Dane Rudhyar, col quale immediatamente simpatizza, anche per via della lingua natale comune. Con questo grande personaggio rimarrà in stretto contatto
per moltissimi anni, assorbendone
le idee innovative. Sempre negli
Stati Uniti partecipa a vari incontri,
tiene conferenze e seminari interessandosi soprattutto della condi-
Ritratto di Charles Vouga.
164
Casa Nona
zione dei giovani e dei problemi delle nuove generazioni, marcate dai cicli dei
pianeti lenti. In questo periodo, uno dei suoi libri più significativi, quello su
“Plutone/Nettuno”, scritto nel 1965 subito dopo la morte di Vouga e che rappresenta il nucleo centrale del suo pensiero astrologico, viene tradotto in inglese. Il volume, che costituirà la base per “Interpretazione dell’Oroscopo”, citato prima e che uscirà molti anni dopo, è molto apprezzato oltre oceano,
mentre nello stesso periodo le sue previsioni sugli eventi politici negli Stati
Uniti d’America risultano azzeccate. Tutto ciò le procura una notevole fama,
tanto che le vengono richiesti vari articoli per le riviste astrologiche americane.
Di ritorno in Francia dagli Stai Uniti comincia a formare vari gruppi astrologici, prima a Parigi e poi in Belgio e in Svizzera, insegnando questa nuova
maniera di considerare ed utilizzare l’astrologia, che vede integrate psicologia,
scienza e filosofia. Il tutto allo scopo di permettere all’Essere umano di meglio
comprendere le energie di cui dispone, imparando a controllarle e a governarle, per rivolgere la visione a quel periodo della storia nel quale il suo Destino
l’ha fatto nascere.
L’obiettivo dichiarato da Germaine Holley nella prefazione del suo libro
“Comment comprendre votre horoscope” e che impronta tutto il suo modo di
fare astrologia è semplice e al tempo stesso complesso. Esso è sintetizzato in
queste due frasi:
“Non si tratta solamente di studiare attraverso l’intelletto, né di assimilare
la tecnica indispensabile, bensì di meditare sul reale significato del simbolismo
planetario e più ancora di sentirne vibrare la pulsione nella parte più profonda
della nostra psiche e di viverla: perché qualsiasi esperienza la si comprende solo dopo averla vissuta. È solo in questo momento che si riveleranno gli insondabili misteri che muovono il nostro inconscio e ci collegano con quell’Universo di cui siamo partecipi senza saperlo.
Il vero ruolo dell’astrologia deve essere – giustamente - una presa di coscienza, sempre più profonda delle leggi che governano sia i mondi che gli esseri umani, apportando Luce e Pace, nell’aiutare a ritrovare e a mantenere il
proprio centro di gravità”.
E più avanti l’astrologa francese afferma:
“In un secondo momento affronteremo lo studio dei differenti moti astronomici, che creano in cielo nuovi cicli planetari ovvero nuove correnti di energia;
tali correnti vanno a ripercuotersi in chiave analogica su quello specchio più o
meno sensibile, che è l’essere umano, dinamizzandolo. Sarà quello il momento
in cui ognuno di noi potrà decifrare più chiaramente l’Orologio del proprio Destino:
L’Ora dei grandi appuntamenti.
Il Tempo delle Mutazioni.
Il Senso dell’Evoluzione personale.”
Casa Nona
165
In sintesi, seguire, prevedere, verificare ed utilizzare al meglio l’azione di
questa energia universale; leggere il “programma” evolutivo dell’individuo tramite gli “incidenti di percorso”, creati dai vari passaggi planetari.
Germaine Holley continuerà a lavorare alacremente, praticamente fino alla morte, avvenuta nel 1995, cercando di diffondere il rivoluzionario messaggio, che aveva appreso da Charles E. Vouga.
Per facilitare i nostri lettori nella ricerca di nuove informazioni e per un
approccio più costruttivo al metodo interpretativo della Holley, riporto, in ordine cronologico, le sue opere, che sono tutte reperibili nelle librerie francesi. Alle principali ho aggiunto un breve commento:
– Comment comprendre votre horoscope, I et II – éditions du Rocher,
1977, 1980, 1993.
È l’opera più importante della Holley, divisa in due tomi, pubblicati a distanza di tre anni l’uno dall’altro. Nasce dalla riunione dei singoli fascicoli delle
lezioni di astrologia che furono scritte per fornire agli studenti un metodo pratico di lavoro, integrati dalla parte più importante del libro “Plutone-Nettuno”,
scritto nel 1965. Si tratta di un vero e proprio trattato di astrologia, ma che,
proprio per quanto detto prima, mantiene una forma colloquiale ed un notevole spirito didattico. Nella prima parte tecnico-interpretativa vengono analizzate
le varie simbologie planetarie alla luce del nuovo metodo astrologico, mentre
la seconda parte risulta incentrata sui transiti e sulle progressioni planetarie,
dirette e converse, fornendo al lettore spunti realmente interessanti e fuori del
comune. Come detto prima, in Italia tale opera è stata pubblicata con il titolo
“Interpretazione dell’Oroscopo” dalla casa editrice Armenia.
– Astrologie entre deux ères Poissons-Verseau – éditions du Rocher,
1981.
I cicli dei pianeti lenti, in particolare Nettuno/Plutone, vengono analizzati
in dettaglio dal 1940 al 2010 per cercare di comprendere le prospettive del
nuovo millennio e il delicato passaggio dall’era dei Pesci a quella dell’Acquario. Contiene numerosi esempi pratici, legati all’astrologia mondiale (carte di
presidenti e configurazioni planetarie particolari). Molto didattico per chi si avvicina per la prima volta a questo tema.
– Astrologie pour de nouvelles générations: Neptune/Pluton (avec Charles Vouga) – éditions du Rocher, 1982.
Incentrato sui rapporti Nettuno/Plutone e sulle nuove prospettive dell’astrologia riporta le idee innovative di Charles Vouga.
– Astrologie dynamique de l’évolution – éditions du Rocher, 1984.
Si tratta di un’opera astrologico-filosofica, nella quale la Holley tenta di
sintetizzare la sua visione dell’Uomo ed il senso della Vita, alla luce delle conoscenze astrologiche, maturate in trent’anni di esperienza pratica. L’opera contiene in appendice la trascrizione di una conferenza di Charles Vouga del 30
166
Casa Nona
novembre 1960, che ha per titolo “La presenza dell’Essere umano nel mondo”
ed un intervento della stessa Holley tenuto al congresso di Shawinigan nel
1983.
– L’Astrologie à la recherche des clés de la Destinée – Démonstrations
et expérimentations - éditions du Rocher, 1986.
Sintesi sperimentale e pratica, ricca di esempi, trattati in dettaglio per
comprendere il modo di esprimersi delle singole energie planetarie attraverso i
transiti dei pianeti lenti (Saturno, Urano, Nettuno e Plutone) e attraverso le
progressioni del Sole e dei pianeti personali (Luna, Mercurio e Venere).
– Astrologie, karma et rythmes cosmiques - éditions du Rocher, 1986.
I cicli planetari alla luce del karma e delle prospettive di vita.
– Astrologie, au-delà de la rencontre - éditions du Rocher, 1989.
– Lecture astrologique dés années 90, éditions du Rocher,1991.
Desidero terminare questo ricordo di Germaine Holley con una poesia di
Charles Vouga, proprio per il forte feeling, affettivo ed intellettuale, che legava
l’astrologa francese a questo personaggio:
Par Vénus on donne à sa vie une suite perpétuelle,
Vénus présence de l’Eternel dans le temps.
Si petite qu’elle soit en nous, c’est notre degré d’éternité,
Seul lieu où la fatalité n’a pas prise sur nous,
Puisqu’elle en est devenue le maître.
Nous sommes aimés sans le savoir de façons innombrables, invisibles et sûres.
Le thème révèle le mouvement d’union d’un ensemble dont nous sommes partie.
Devant mon devenir je ne sais qu’une chose,
Certaine déjà : j’aimerai et je serai aimé!
Casa Nona
167
Patrizia Troni
…DAL VIAGGIO STUDIO IN TUNISIA
L.A. 137-925
I viaggi CIDA sono un marchio depositato di qualità: apri il barattolo della
vacanza-studio e ti puoi spalmare un ricco strato di sapere, idee, spunti, amicizia, divertimento e quest’anno… anche di benessere. Il tema degli incontri è
stato infatti “la salute ed il benessere”, argomenti sicuramente d’attualità visto
che il ritmo delle giornate e degli impegni quotidiani ci stanno allontanando
sempre di più dall’ascolto del nostro corpo e dei nostri ritmi. “Festina lente”,
affrettati lentamente, dicevano i latini. Forse con la clessidra era più facile!
La scelta della Tunisia, con la sua lunga estate, ci ha consentito di risentire
l’abbraccio del sole in attesa dell’inverno italiano. Mahdia poi - presso Monastir - con la sua lunga spiaggia bianca ed un mare caldo e pulito predisponeva
l’animo alla tranquillità ed al buonumore.
Terapie
“Il mare lava tutti i mali dell’uomo”. Questa frase di Platone riportata da Nadia
ed Arturo sul frontespizio del programma riassume bene l’importanza e la bellezza di quest’elemento.
Tempo per annoiarsi, come al solito, non ce n’è stato. Ognuno di noi ha
scelto liberamente lo scorrere delle giornate fra interessanti visite alle principali città Tunisine (compresi allettanti mercati dall’estenuanti trattative), soste
in spiaggia o sedute salutari nel centro benessere dell’Hotel. I servizi erano
davvero ampi, dall’hammam, ai massaggi, all’idromassaggio ecc. e la novità
della talassoterapia, getti poderosi di acqua marina sul corpo. Io mi sono lasciata allettare da un massaggio anti-cellulite... dolorosissimo, fatto da due ragazze tunisine che al posto delle mani avevano due badili. Dopo l’esperienza
ho preferito la spiaggia, alla faccia della remise en forme!
Al pomeriggio ci si è come al solito ritrovati per il ciclo di conferenze.
L’uniformità del tema ha consentito a tutti di seguire ed approfondire l’argomento salute. Inutile sottolineare l’interesse e la profondità degli argomenti
trattati.
Cultura
Helia Ramos ci ha parlato, con la sua carezzante lingua spagnola, di Paracelso, Tolomeo e dei 4 elementi in rapporto alla salute.
La Dott. Zerilli ha spiegato come esorcizzare il malessere. Molto bello il
brano/poesia che Giordano Bruno aveva scritto su Saturno: “o vecchio lento e
celere...”. Personalmente non amo molto alcune simbologie saturnine, detesto
168
Casa Nona
le faticose strade in salita. È stato bello però sentire che Saturno può sì indicare il sentiero difficile ma che non è poi detto che sia per forza negativo.
Daniele lo Rito ha affascinato tutti con la comparazione dell’iride al tema solare e lunare. Nel nostri occhi rimangono impressi sia gli eventi emozionali che i
problemi di salute ed è stato molto interessante vedere come il tema natale si
integri con precisione alle date segnate nell’iride.
Dante Valente è partito dalle leggi della biologia per sviluppare un’interessante percorso sullo zodiaco, su come gli assi si integrino (cancro-acqua capricorno-sali minerali / necessità corporea di una giusta concentrazione di acqua e sali) e su come ogni segno con sestili o trigoni può aiutare gli altri segni
(se non c’è respirazione/Gemelli, il cuore/Leone accelera per aiutare).
Nadia Paggiaro ci ha immerso nella bellezza delle forme create dall’acqua cristallizzata. Cristalli algidi e perfetti quando l’acqua scorre pura o entra in contatto con emozioni positive. Cristalli amorfi e dissociati quando l’acqua era inquinata o entrava in contatto con emozioni impure. L’elemento acqua ha una
grande capacità di trattenere la memoria, le emozioni, le informazioni del circostante. Sapere che il corpo umano, come il pianeta su cui viviamo, è formato in gran parte da liquidi, fa sicuramente riflettere.
Patrizia Ardujar ci ha parlato di creatività, colori e salute.
Arturo Zorzan ci ha dato l’opportunità di usufruire di una guida astrologica per il sonno. Da eterna sognatrice è stato bello sentire che bisogna fare i
sogni ad occhi aperti per avere quelli ad occhi chiusi!
Maria Luisa Dell’Orto ci ha guidato, attraverso la stella venusiana, alla
scoperta del mezzo punto sole-luna. Il percorso è molto interessante e ci permette di vedere come noi possiamo sviluppare al meglio i 5 sensi.
Claudio Cannistrà ci ha accompagnato in una proficua cavalcata nella Bibliografia di astrologia medica, dall’antichità ai giorni nostri.
La serata finale ha colto di sorpresa. Ma come, vacanza già finita?!?
Lo spettacolo finale allestito dal nostro poliedrico e bravissimo Presidente quest’anno poteva contare sulla bella e sensuale voce di Marianella Laszlo, attrice
professionista, moglie di Gianrico Tedeschi che col suo ineguagliabile “recitar
cantando” è passata da Brecht a canzoni popolari napoletane, romane, milanesi che hanno scaldato i cuori e intenerito gli animi.
Il gruppo delle”CIDA girls” è comunque stato all’altezza della sua ormai
consolidata tradizione, almeno come simpatia, di cotanta bravura. Mentre Marianella recitava la favola in anglo-italiano di Cappuccetto Red, le Girls si esibivano come mime, descrivendo impeccabilmente buie foreste, venti, ululati,
oltre a Lupi nonne e cacciatori.
Sfilando in passerella al suono della “vedova allegra”, in perfetta sintonia
M.L. Dell’Orto, M.G. La Rosa, M. Laszlo e N. Paggiaro, hanno siglato il consueto successo della serata finale.
E poi... i saluti, gli abbracci, gli arrivederci. Una bella vacanza che ha rappresentato sia un momento di svago e benessere sia un momento di arricchimento. Non resta che dire... grazie e alla prossima!
Casa Nona
169
Stefano Vanni
TRE MODALITÀ PER DIVENTARE
SOCIO CERTIFICATO
L.A. 137-980
Con la approvazione del progetto di certificazione delle scuole Cida il
Consiglio ha anche approvato la introduzione della qualifica di socio Cida Certificato. Con questa nuova dizione abbiamo voluto individuare una figura intermedia da collocarsi fra il socio ordinario e il socio che fa parte dell’albo professionale.
Con la introduzione di questa nuova qualifica associativa abbiamo voluto
riconoscere uno status diverso a coloro che dopo avere frequentato un corso
CIDA certificato avevano anche superato l’esame di idoneità previsto dalle
procedure di certificazione.
Inoltre in questo modo il CIDA riesce ad ottemperare ad una nuova esigenza postaci dal regolamento del CNEL (Consiglio Nazionale per l’Economia
e il Lavoro) e dal Disegno di Legge per le professioni non regolamentate che
all’art. 2 prevede che” le associazioni possono rilasciare, previe le necessarie
verifiche, un attesto in ordine al possesso di requisisti professionali, all’aggiornamento professionale, e al rispetto di regole di correttezza dello svolgimento
dell’attività professionale”.
Per fare questo l’associazione deve avere (art. 5 punto b)” adeguate strutture organizzative e tecnico scientifiche per determinare dei livelli di qualificazione professionale, la verifica della professionalità degli iscritti, il relativo aggiornamento professionale, nonché l’effettiva applicazione in sede disciplinare
del codice deontologico”.
Nella sostanza sia il CNEL che gli estensori del Disegno di Legge stanno
chiedendo alle associazioni di farsi garanti della professionalità dei propri associati.
Naturalmente avremmo anche potuto limitarci ad introdurre questa nuova
qualifica attraverso la via maestra della scuola e dell’esame ma in questo modo non si dava una soluzione per il pregresso, ovvero per tutti coloro che, pur
avendo effettuato già dei corsi di astrologia, senza effettuare un esame finale,
hanno però nel tempo maturato un livello di esperienza e di abilità nella pratica astrologica che consente di equipararli a coloro che effettueranno il corso
certificato.
La soluzione che abbiamo trovato cerca di trovare un equilibrio fra la necessità di avere garanzie in modo da non svalorizzare il sistema di certificazio-
170
Casa Nona
ne delle scuole che stiamo avviando, dall’altra non deve essere eccessivamente complicata in modo da non produrre alcun risultato pratico nel recupero
delle situazioni pregresse.
Per questo il Consiglio direttivo ha deciso di individuare la qualifica di socio ne seguente modo: “sono soci CIDA certificati tutti i soci CIDA che:
–
hanno frequentato con profitto un corso CIDA certificato e che hanno superato con esito positivo la prova finale
–
pur non avendo frequentato un corso CIDA certificato hanno acquisito attraverso l’esperienza e un percorso formativo che si è sviluppato nei diversi anni attraverso la partecipazione a corsi di astrologia, seminari e
conferenze, un livello di preparazione sulla materia astrologica sostanzialmente corrispondente a coloro che hanno frequentato un corso CIDA certificato e che hanno superato con esito positivo l’esame finale.
E quindi di apportare le necessarie modifiche allo statuto CIDA introducendo la qualifica di socio certificato riportando la dizione sopraesposta. A tutti i soci certificati verrà consegnato un attestato di certificazione
Ma la formulazione adottata per il recupero delle situazioni richiedeva anche un regolamento attuativo che è stato definito nel seguente modo. Vi sono
tre modalità per richiedere la attestazione di socio certificato:
Il socio che intende acquisire la qualifica di socio certificato deve inviare
una precisa richiesta alla commissione di certificazione dichiarando quale fra
le tre modalità intende scegliere:
MODALITÀ 1: Per titoli e colloquio
A) un curricolo dettagliato nel quale sia evidenziato:
– anno di iscrizione al CIDA
– Gli eventuali percorsi formativi ai quali a partecipato. Corsi di astrologia (base o di livello superiore) seminari, conferenze, di astrologia indicando: sedi date e argomenti che sono stati trattati.
– Eventuali articoli, che sono stati pubblicati
– Eventuali ricerche astrologiche alle quali ha partecipato
– Eventuale partecipazione alle attività della delegazione CIDA
B) disponibilità a partecipare ad un colloquio con la commissione di certificazione.
MODALITÀ 2: come “privatista” dei Corsi CIDA
Partecipare, anche se non ha frequentato il corso, alla prova di esame di un
corso certificato. Nel caso di esito positivo della prova di esame avrà l’attestazione. In questo caso il Cida fornirà al socio la data di effettuazione dell’esame
del Corso Certificato che è geograficamente più vicino alla sua residenza.
MODALITÀ 3: per titoli, con un “garante” o “referente” CIDA
a) Inviare un curricolo dettagliato come nella modalità 1.
b) In alternativa al colloquio dovrà far pervenire alla commissione di certificazione la seguente documentazione:
Casa Nona
171
1)La dichiarazione di un docente (che abbia almeno fatto richiesta di certificazione) che ha seguito un suo corso di astrologia indicando il numero di ore di durata del corso, la sede e l’anno.
2)La dichiarazione di due Consiglieri CIDA nella quale confermano che il
livello di preparazione del socio è da considerarsi “sostanzialmente corrispondente a coloro che hanno frequentato un corso CIDA certificato e
che hanno superato con esito positivo l’esame finale”; inoltre i suoi
comportamenti sono stati conformi al codice etico CIDA.
In ogni caso il socio che intende certificarsi deve sottoscrivere il codice
etico.
La commissione naturalmente si riserva di valutare la documentazione
presentata e accettare o meno la richiesta di certificazione del socio. La qualifica di socio certificato non comporta nessun onere annuale ed è valida per
cinque anni con possibilità di rinnovo.
Resta evidente che tutti i soci hanno le condizioni per fare la richiesta
hanno molteplici vantaggi a acquisire la qualifica di socio certificato.
Acquisiscono un riconoscimento professionale attraverso un processo di
certificazione delle competenze acquisite codificato attraverso un attestato
della associazione CIDA
Se rilasceranno il nulla osta il loro nome sarà pubblicato almeno una volta all’anno nell’elenco dei soci certificati sulle riviste dell’associazione e in prospettiva, sempre sua esplicita rinuncia , potrà far parte dell’elenco che l’associazione fornirà al CNEL
In prospettiva la qualifica di socio certificato sarà il primo livello di competenza astrologica che potrà essere richiesto ai nostri soci per l’accesso ad
alcuni ulteriori percorsi professionalizzanti (seminari sulla docenza, albo professionale ecc.).
Gli interessati possono compilare il modulo che segue allegando la documentazione prevista.
Una quarta possibilità è in fase di studio:
I CREDITI FORMATIVI
L’Associazione sta elaborando la introduzione dei “crediti formativi” ovvero
una sorta di bonus che si acquisisce partecipando a: conferenze seminari, ministages, ecc del CIDA. I crediti saranno ovviamente differenziati in relazione
alla durata dell’iniziativa e saranno gestiti direttamente dalla delegazioni CIDA
. Ogni responsabile di delegazione compilerà un apposito modulo dove saranno indicati: il giorno in cui si è tenuto l’iniziativa, il titolo della conferenza o del
seminario, la sua durata e il numero di crediti attribuiti. Tra breve la questione
sarà chiarita in modo dettagliato, i crediti potranno essere utilizzati per diversi
scopi, per meglio documentare un eventuale preparazione sulla materia astrologica (superando l’autocertifcazione) per l’accesso all’Albo Professionale, per
la partecipazione a determinate iniziative dell’associazione, per le scuole ecc.
172
Casa Nona
MODULO PER LA RICHIESTA DI SOCIO CERTIFICATO CIDA
Nota: per quanto riguarda la par te curricolo è necessario for nire il materiale e la
documentazione dettagliata della attività svolta (corso, seminario, conferenze, ecc.)
COGNOME E NOME ...........................................................................................
DATA NASCITA ...................................................................................................
INDIRIZZO ...........................................................................................................
TEL. .................................... e-mail ...................................................................
CURRICOLO ASTROLOGICO
– iscritto/a al CIDA dal
percorsi formativi astrologici
– Corsi di astrologia
– Conferenze CIDA
– Seminari CIDA
– Articoli su L.Astrale
– Relazioni a Congressi
– Ricerche astrologiche
– Attività di delegazione
Modalità di acquisizione della
qualifica di socio certificato
Modalità 1 curricolo + colloquio
– Invierò il curricolo
– Sono disponibile al colloquio
– Mi impegno a sottoscrivere il codice etico
Modalità 2 come “privatista” dei Corsi CIDA
– Sono disponibile a partecipare alla prova
di esame di un corso CIDA certificato
– Mi impegno a sottoscrivere il codice etico
Modalità 3 per titoli con garante o referente CIDA
– Invierò il curricolo
– Allego dichiarazione del docente relativo
al corso e alla sua durata
– Allego dichiarazione di due consiglieri CIDA
– Mi impegno a sottoscrivere il codice etico
Inviare a: STEFANO VANNI ([email protected])
Data
Relatore /docente
Attività commissione
Certificazione
Verifica documenti
Comunicazione Data
La firma verrà posta
davanti alla
commissione certific.
Comunicazione della data
e della sede di esame
Sottoscrizione in sede
di esame
Verifica documenti
Verifica documenti
Verifica documenti
Sottoscrizione in presenza
dei consiglieri Cida
Casa Nona
173
RECENSIONI
L.A. 137-990
STEFANO VANNI - Astrologia delle relazioni affettive
Da duemila anni la letteratura ha affrontato il mistero dell’affinità di coppia, con ottimi risultati a livello poetico-artistico, ma con scarsa utilità ai fini
della sua comprensione razionale.
Anche Jung, deluso dall’insufficienza di spiegazioni da parte della sua
psicanalisi, tentò la strada dell’Astrologia, pare con modesti successi, visto
l’approccio elementare utilizzato.
Questo lavoro è basato in parte su alcuni articoli di Stefano Vanni comparsi su “Linguaggio Astrale” dai nn. 128-135, ma con ampie aggiunte o integrazioni in modo da fornire al lettore una visione omogenea, ma varia e con
scelte esemplari per lo studio.
Con una felice combinazione di Sole in Capricorno e Luna in Pesci ha voluto indagare con serietà e passione il mondo dei rapporti affettivi, portando
più di una luce su questa dimensione tradizionalmente oscura, ma evidenziando come l’indagine astrologica possa trovare una logica, forse superiore agli
altri mezzi di indagine.
Stefano Vanni è da anni Vicepresidente del CIDA (Centro Italiano di Discipline Astrologiche) e Conduttore dell’Albo promosso dal CIDA stesso per gli
Astrologi professionali.
Fra i meriti di questo lavoro va ascritta la scelta di affrontare l’argomento
per fasi a profondità crescente: si parte dall’importante “senso comune” che
contiene in sè una ampia base sperimentale, e si passa alla spiegazione psicologica e poi psicanalitica delle pulsioni.
Ma è a livello astrologico che si trovano – purtroppo espresse a volte
chiaramente solo per chi ha già assimilato i valori dei simboli – risposte se non
soluzioni verosimilmente più vicini alla realtà dell’inconscio e che meglio spiegano il comportamento “irrazionale” o “immotivato” di ogni soggetto.
Ritengo che per la sua originalità di approccio e contenuti sia un testo
unico, scritto per giunta con stile agevole, penetrante e avvincente.
Può essere richiesto direttamente all’Autore [email protected] (15
euro)
*
*
*
174
Casa Nona
RENZO BALDINI - Nel Segno della salute
Un approccio originale al problema della salute, con un’ampia e dettagliata escursione dettagliata nel mondo dell’omeopatia, in felice connubio con
i valori astrologici.
Il lavoro è suddiviso in tre parti:
–
gli elementi per la diagnosi (case, pianeti, parti arabe) corroborato da
esempi pratici
–
gli elementi per la terapia (sali di Schussler, rimedi omeopatici su base
astrologica) Ad esempio, l’Autore segnala i rimedi indicati per ogni
Ascendente o per ogni pianeta in un segno.
–
gli elementi per la didattica con esempi opportuni.
Il testo, presentato in anteprima al Congresso di Milano, può essere richiesto direttamente all’Autore all’indirizzo [email protected] oppure al
328.4617856; verrà spedito direttamente a domicilio senza nessun aggravio
postale”.
*
*
*
LUCIO CANONICA - ABC dell’Astrologia
L’uomo alla scoperta della legge creativa della Natura e di se stesso
Suvereto (LI) - Ottobre 2004
L’Autore luganese, laureato a Zurigo in ingegneria ha impostato questo
testo didattico in modo originale e personale, sopratutto cercando di rispondere ai vari perchè, quindi con un approccio critico scientifico alla materia. Il tutto corroborato da ottime illustrazioni e da schemi che aiutano in modo nuovo
lo studente ad acquistare familiarità con la materia.
Lucio Canonica, che è il Corrispondente CIDA di Piombino, ha pubblicato
un secondo lavoro, sul quale riporteremo una sintesi nel prossimo numero.
Casa Nona
175
ELENCO
DEI DELEGATI E CORRISPONDENTI
DEL CENTRO ITALIANO DI ASTROLOGIA
Sede centrale dell’Associazione: BOLOGNA - Via della Grada, 4
L.A. 137-980
Presidente:
DANTE VALENTE - Via Monzambano, 13 - 20159 Milano - Tel: 02-69005576
e-mail: [email protected]
Segretario:
CLAUDIO CANNISTRÀ - Via Vizzani, 74 - 40138 Bologna - Tel: 051-342445
e-mail: [email protected]
DELEGATI REGIONALI E LOCALI
ABRUZZO
BIA GATREN - Via dei Cimatori, 14/A - 00186 Roma - Tel:06-6877803
Via Silvino Croce, 11 - 66026 Ortona (Chieti) - Tel: 085–9065565
Collaboratore:
GIANNI D’ANGELO - Viale Riviera, 193 - 65123 Pescara - Tel. 085-4710019 - Cell: 340-1452257
e-mail: [email protected]
CAMPANIA
CLARA NEGRI - Via Trinità degli Spagnoli,33 - 80132 Napoli - Tel: 081-407550
e-mail: [email protected]
EMILIA
ARMANDO BILLI - Via Berengario da Carpi, 7 - 40141 Bologna - Cell: 348-8057972
e-mail: [email protected]
Collaboratore:
ANNA COLACICCO - Via Cracovia, 9- 40139 Bologna - Cell: 347-5600067.
e-mail: [email protected]
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIDIA CALLEGARI - Via F. Bonazza, 61- 34149 Trieste - Tel. 040-941263
e-mail: [email protected]
Segreteria:
LICIA RAINÒ - Via Junker, 6 - 34014 Grignano (Trieste) - Tel: 040-224647
Sede della Delegazione (gruppo ONLUS Tergeste):
Via Mazzini, 30 - V piano – 34121 Trieste
LAZIO
VITTORIO RUATA - Via Antonio Silvani, 108- 00139 Roma - Tel:06-88640922.
e-mail: [email protected]
176
Casa Nona
Consiglieri di Delegazione:
MARIA GRAZIA LA ROSA - Piazza A. Righi, 8- 00146 Roma - Tel: 06-5572242
e-mail: [email protected]
MARY OLMEDA - Via Foglia, 3- 00199 Roma - Tel: 06-86200959
e-mail: [email protected]
Collaboratore:
ROSSELLA BILOTTA - Tel: 06-88640922
e-mail: [email protected]
LECCE
JULY FERRARI - Via M. Laporta, 9 - 73100 Lecce - Tel. 0832-350457 - Cell: 338-7439897
e-mail: [email protected]
LIGURIA
TIZIANA BERTONE - Piazza A. Massena 5 int.11 - 16152 Genova - Tel: 010-6502617 - Cell: 338-6258781
e-mail: [email protected]
LOMBARDIA
ADRIANA RAMPINO CAVADINI - Via Morgantini, 14 - 20148 Milano - Tel: 02.48712992
e-mail: [email protected]
PIEMONTE
ROCCO PINNERI - Via Tetto Nuovo, 10 - 10025 Pino Torinese (TO) - Tel: 011.8111292
e-mail: [email protected]
ROMAGNA
ATTILIO MATTIOLI - Via Papa Giovanni, 9 - 47034 Forlimpopoli (Forli) - Tel. 0543-741158
Collaboratore:
RINO MANEO - Via dell’Aida, 5 –48100 Ravenna - Tel: 0544-270652
e-mail: [email protected]
TOSCANA
NICOLETTA ZIGNANI - Via Rosellini, 10 - 50127 Firenze - Tel: 055-353495
e-mail: [email protected]
TRENTINO-ALTO ADIGE
FRANCA RIGONI BERNARDI - Via Venezia, 25 - 38100 Trento - Tel: 0461-237068.
e-mail: [email protected]
Collaboratore:
ISABELLA LINDEGG PASQUALI - Via Ottaviano Rovereti, 4 - 38100 Trento - Tel: 0461-913591
VENETO
ARTURO ZORZAN - Via S. Bona Nuova, 106 - 31100 Treviso - Tel: 0422-22843 - Cell: 347-4474877
a Venezia: Cannaregio, 6079 – Tel: 041-5226201
e-mail: [email protected]
Collaboratore:
NADIA PAGGIARO - Via Adda, 5 - 30174 Mestre - Tel: 041-5346047.
e-mail: [email protected]
CATANIA
LILIANA COSENTINO - Viale Regina Margherita, 35 B - 95123 Catania - Tel:095-312251
e-mail: [email protected]
Casa Nona
177
CIVITAVECCHIA
FABRIZIO CORRIAS - Via Monti Volsini, 4 - 00053 Civitavecchia (Roma) - Tel: 0766-542307
e-mail: [email protected]
COMO e LECCO
MARIA LUISA DELL’ORTO - Via Dante Alighieri, 11 - 22060 Arosio (Como) - Tel: 031-761042
e-mail: [email protected]
NAPOLI - HINTERLAND
MARIA VACCA - Via Manzoni 24 - 80046 S. Giorgio a C remano (Napoli). - Tel: 081-7711034
e-mail: [email protected]
RAGUSA
PIPPO PALAZZOLO - Via Forlanini, 116 - 97100 Ragusa - Tel:0932-642619
e-mail: [email protected]
SIRACUSA
GIUSEPPE RODANTE - Corso Gelone, 116 - 96100 Siracusa - Tel:0931-465485
e-mail: [email protected]
VARESE
GENEVIÉVE JAMA GIAMMARINO - Via Della Pira, 3 - 21020 Luvinate (Varese) - Tel: 0332-223770
e-mail: [email protected]
VERONA
CARLA PRETTO - Via G. Mameli, 116- 37126 Verona - Tel. e fax: 045-8344149
e-mail: [email protected]
CORRISPONDENTI
AGRIGENTO
SEBASTIANO CATALANO - Piazza Metello, 3 - 92100 Agrigento - Tel:0922-595230
e-mail: [email protected]
ALESSANDRIA
ALDO VISENTIN - Via Testore, 5 A - 15100 Alessandria - Tel: 0131-236445
e-mail: [email protected]
ASCOLI PICENO
STEFANIA PARTINI CENCIARINI - Via M. Federici, 75 - 63100 Ascoli Piceno - Tel: 0736-252576
ASTI
LIVIO MONTANARO - Via Stazione 18/A - 12058 Santo Stefano Belbo (Cuneo) - Tel: 0141-840868
e-mail: [email protected]
BIELLA
LOREDANA BORTOLIN - Regione Valgrande, 4 - 13856 Vigliano Biellese (Biella)
Tel. 0348-7490205 (dalle ore 14 alle ore 17 dei giorni feriali)
e-mail: [email protected]
178
Casa Nona
BOLZANO
GIANNA MASCIS - Via Mendola, 59/B - 39100 Bolzano - Tel: 0471-920015.
e-mail: [email protected]
BRESCIA
FULVIA ROVERE - Via Luzzatti, 6 - 25123 Brescia - Tel: 030-2090283
CASERTA
PAOLO CRIMALDI - Viale Lincoln-Parco Aversano pal/E - 88100 Caserta - Tel. 06-4740910
e-mail: [email protected]
CHIETI
ONOFRIO CEROLI - Via A De Gasperi,18 - 66032 Castel Frentano (Chieti) - Tel: ab. 0872-569454 Tel: uff. 0872-56862
CUNEO
FIORELLA LUNATI - Via Bodina, 46B - 12100 Cuneo - Tel: 0171-65825
e-mail: [email protected]
PESCARA
GIANNI D’ANGELO - Viale Riviera, 193 - 65123 Pescara - Tel. 085-4710019
e-mail: [email protected]
PIOMBINO
LUCIO CANONICA - Località Germandine, 118 - 57028 Suvereto (Livorno) - Tel. 0565-829089
e-mail: [email protected]
REGGIO EMILIA
LAMBERTO GHERPELLI - Via Bisi,10 - 42100 Reggio Emilia - Tel:0522-513635
e-mail: [email protected]
SALERNO
MASSIMO CIAGLIA - Via delle Querce, 95 - 84080 Capezzano (Salerno) - Tel: 338-6913555
e-mail: [email protected]
SASSARI
ARIANNA MENDO - Via del Faro - Residence della Marina, 3 - 07020 Palau (Sassari)
Tel: 0789-708380 (dalle ore 18 alle 20,30) - Cell: 335-8165504
e-mail: [email protected]
SIENA
SUSANNA RINALDI - Via Chiantigiana, 105 - 53100 Siena - Tel: 335-7116003 (dalle ore 21 alle 22,30
ogni lunedi, martedi, mercoledi)
e-mail: [email protected]
VOGHERA
MARINA REGNO - Via Carlo Longa, 3 - 27058 VOGHERA (Pavia) - Tel: 0383-49523 Fax: 0383-363609 - Cell: 338-7344877
e-mail: [email protected]
Casa Nona
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GRUPPI AFFILIATI
PADOVA
Gruppo Zodiaco presieduto da Lonardo Stefano - Via G. Selva, 2 - 35135 Padova
Tel: 049-614038 - e-mail: [email protected]
Segreteria: FIORENZA RAMPIN - Tel: 049-8935396 - e-mail: [email protected]
CORRISPONDENTI ESTERI
ARGENTINA
PIO GOWLAND - Arenales, 1478 2”B” - 10161 Buenos Aires - Argentina - Tel: 54-18128768
AUSTRALIA
ELIDA MARCHISONE - 6, Terry Road - Eastwood NSW2122 - Australia - Tel. 0061-02-8583265
CROAZIA
SLAVEN SLOBODNJAK - 2, Kunc 1- HR 10000 Zagreb - Croatia - Tel: 0385-16159907
e-mail: Slaven [email protected]
GERMANIA
LIANELLA LIVALDI LAUN - 79540 Schlossgasse, 10 – Lorrach - Stetten - Tel: 0049-762112453
e-mail: [email protected]
GRAN BRETAGNA e IRLANDA
ROSEMARIE ADAMS - D.F.Astrol 262 B Kingsbury Road - Kingsburg - London - NW9 OBT
Londra Tel: 0044-1817322717 - Dublino Tel: 00353-12601955
GRECIA
THOMAS GAZIS - Franghiadon, 49 - 18537 Pireas - Grecia
OLANDA
GIOVANNI ZATTINI - Kromstevenwerf, 32 - 2317 DH Leiden - Holland - Tel: 0031-715214017
e-mail: [email protected]
REPUBBLICA CEKA
RADMILA VALTROVA - Trojicka 2 - 12800 Praha 2 - Ceska Republika
RUSSIA
PTOLOMEI SVAROGICH - ap. 352, Kountsevskaia St.41 - 121351 Moscow - Russia Tel. e Fax: 007-091-4177332
e-mail: [email protected]
SPAGNA
JOSÈ LUIS SAN MIGUEL DE PABLOS - Plaza de Matuta, 4 - 4°D - E28012 Madrid - Espana Tel:0034-91-4281897
STATI UNITI
JAMES H. HOLDEN - American Federation of Astrologers - P.O. Box 22040 - 6535 South Rural Road
ad TEMPE - AZ 85285-2040 U.S.A.
180
Casa Nona
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