Untitled - Comune di Grigno

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COMUNE DI GRIGNO
(PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO)
RISTRUTTURAZIONE DELLE SCUOLE ELEMENTARI DI TEZZE
PROGETTO ESECUTIVO
CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO
COMUNE DI GRIGNO
(PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO)
RISTRUTTURAZIONE DELLE SCUOLE ELEMENTARI DI TEZZE
PROGETTO ESECUTIVO
CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO
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TITOLO I – PARTE AMMINISTRATIVA
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CAPO 1 – NATURA ED OGGETTO DELL’APPALTO
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Art. 1 Oggetto dell’appalto
Art. 1 bis Descrizione dei lavori
Art. 2 Ammontare dell’appalto
Art. 3 Modalità di stipulazione del contratto
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CAPO 2 – DISCIPLINA CONTRATTUALE
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Art. 4 Interpretazione del contratto e del capitolato speciale di appalto e disciplina di riferimento
Art. 5 Documenti che fanno parte del contratto
Art. 6 Disposizioni generali riguardanti l’appalto
Art. 7 Fallimento e altre vicende soggettive dell’appaltatore
Art. 8 Rappresentante dell’appaltatore e domicilio
CAPO 3 – TERMINI PER L’ESECUZIONE
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Art. 9 Consegna e inizio dei lavori
Art. 10 Termini per la realizzazione e l’ultimazione dei lavori
Art. 11 Sospensioni e proroghe
Art. 12 Penali in caso di ritardo
Art. 13 Programma dei lavori dell’appaltatore
Art. 14 Inderogabilità dei termini di esecuzione
Art. 15 Risoluzione del contratto per grave inadempimento, grave irregolarità e grave ritardo
CAPO 4 DISCIPLINA ECONOMICA
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Art. 16 Anticipazione
Art. 17 Pagamenti in acconto
ART. 18 Norme per la valutazione dei lavori e per i pagamenti in acconto
Art. 19 Pagamenti a saldo e modalità di erogazione del corrispettivo
Art. 20 Ritardi nel pagamento delle rate di acconto
Art. 21 Ritardi nel pagamento della rata a saldo
Art. 22 Disciplina economica dell’esecuzione dei lavori pubblici
Art. 23 Cessione del contratto e cessione di crediti
CAPO 5 - CAUZIONI E GARANZIE
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Art. 24 Cauzione Provvisoria
Art. 25 Cauzione definitiva
Art. 26 Coperture Assicurative
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CAPO 6 – VARIAZIONI
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Art. 27 Variazione al progetto
Art. 28 Prezzi applicabili ai nuovi lavori e nuovi prezzi, lavori in economia
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CAPO 7 -DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA
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Art. 29 Norme di sicurezza generale
Art. 30 Piani di sicurezza
Art. 31 Piano operativo di sicurezza
Art. 32 Osservanza e attuazione dei piano di sicurezza
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CAPO 8- DISCIPLINA DEL SUBAPPALTO
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Art. 33 Subappalto
Art. 34 Responsabilità in materia di subappalto
Art. 35 Pagamento dei subappaltatori
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CAPO 9- DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LAVORATORI
Art. 36 Identificabilità dei lavoratori
Art. 37 Tutela dei lavoratori
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CAPO 10 - CONTROVERSIE E RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
Art. 38 Controversie
Art. 39 Cause espresse di risoluzione del contratto
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CAPO 11- DISPOSIZIONI PER L’ULTIMAZIONE DEI LAVORI
Art. 40 Ultimazione dei lavori e gratuita manutenzione
Art. 41 Termini per il collaudo ed accertamento di regolare esecuzione
Art. 42 Presa in consegna dei lavori ultimati
CAPO 12 - NORME FINALI
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Art. 43 Qualità e accettazione di materiali in genere
Art. 44 Oneri ed obblighi diversi a carico dell'appaltatore
Art. 45 Spese contrattuali, imposte, tasse
TITOLO II – PARTE TECNICA
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CAPO 1 - SPECIFICHE TECNICHE OPERE EDILI
OPERE EDILI - Art.1 OPERE PROVVISIONALI, MACCHINARI, MEZZI D’OPERA
OPERE EDILI - Art.2 DEMOLIZIONI – RIMOZIONI – DISFACIMENTI - TRACCE
OPERE EDILI - Art.2.1 DEMOLIZIONE DI FABBRICATI
OPERE EDILI - Art.2.2 DEMOLIZIONE DI MURATURE E CONGLOMERATI
OPERE EDILI - Art.2.3 DEMOLIZIONE DI SOLAI – VOLTE
OPERE EDILI - Art.2.4 DISFACIMENTI DI TETTI – COPERTURE PIANE - ACCESSORI
OPERE EDILI - Art.2.5 DEMOLIZIONE DI TAVOLATI
OPERE EDILI - Art.2.6 RIMOZIONE CONTROSOFFITTI
OPERE EDILI - Art.2.7 VERIFICA DI STABILITA’ INTONACI E SCROSTAMENTO
OPERE EDILI - Art.2.8 DEMOLIZIONE DI PAVIMENTI, MASSETTI E SOTTOFONDI INTERNI
OPERE EDILI - Art.2.9 DEMOLIZIONE DI PAVIMENTI E SOTTOFONDI ESTERNI
OPERE EDILI - Art.2.10 RIMOZIONE RIVESTIMENTI – ZOCCOLINI
OPERE EDILI - Art.2.11 RIMOZIONE MANUFATTI IN PIETRA NATURALE O ARTIFICIALE
OPERE EDILI - Art.2.12 RIMOZIONE OPERE DA FALEGNAME
OPERE EDILI - Art.2.13 DEMOLIZIONE OPERE DA FABBRO
OPERE EDILI - Art.2.14 RIMOZIONE OPERE DA LATTONIERE
OPERE EDILI - Art.2.15 RIMOZIONE DI APPARECCHI IDRO - TERMO – SANITARI
OPERE EDILI - Art.2.16 RIMOZIONE TUBAZIONI - CANNE
OPERE EDILI - Art.2.17 RIMOZIONI IMPIANTI ASCENSORE
OPERE EDILI - Art.2.18 ESECUZIONE TRACCE E CHIUSURE
OPERE EDILI - Art.2.19 BONIFICA DA AMIANTO
OPERE EDILI – ART 3 SCAVI – MOVIMENTI TERRE
OPERE EDILI - Art.3.1 SCAVO GENERALE
OPERE EDILI - Art.3.2 SCAVI A SEZIONE
OPERE EDILI - Art.3.3 SCAVI A MANO
OPERE EDILI - Art.3.4 ARMATURA PARETI SCAVI – PALANCOLE
OPERE EDILI - Art.3.5 RINTERRI
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OPERE EDILI - Art.3.6 FORMAZIONE RILEVATI
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OPERE EDILI – ART 4 PALIFICAZIONI
OPERE EDILI – ART 5 OPERE IN C.A.
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OPERE EDILI - Art.5.1 GETTO DI MAGRONE FONDAZIONI
OPERE EDILI - Art.5.2 GETTO DI FONDAZIONI ARMATE
OPERE EDILI - Art.5.3 GETTO DI MURATURE ARMATE
OPERE EDILI - Art.5.4 GETTO DI STRUTTURE VARIE IN C.A.
OPERE EDILI - Art.5.5 SOVRAPPREZZI ALLE OPERE IN C.A.
OPERE EDILI - Art.5.6 CASSEFORME PER CEMENTO ARMATO
OPERE EDILI - Art.5.7 ACCIAIO PER CEMENTO ARMATO
OPERE EDILI - Art.5.8 MANUFATTI IN CEMENTO
OPERE EDILI - Art.6 GIUNTI SISMICI STRUTTURALI
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OPERE EDILI - Art.6.1 GIUNTI STRUTTURALI PEDONABILI
OPERE EDILI - Art.6.2 GIUNTI STRUTTURALI PER PARETI
OPERE EDILI - Art.6.3 COPRIGIUNTI STRUTTURALI
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OPERE EDILI - Art.7 SOLAI – PARTIZIONI ORIZZONTALI
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OPERE EDILI - Art.7.1 SOLAI MISTI GETTATI IN OPERA
OPERE EDILI - Art.7.2 SOLAI IN PANNELLI ALVEOLARI
OPERE EDILI - Art.7.3 VESPAI AREATI
OPERE EDILI - Art.8 STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE
OPERE EDILI - Art.9 MURATURE – TAVOLATI – ANCORAGGI – PARTIZIONI VERTICALI
OPERE EDILI - Art.9.1 MURATURE IN LATERIZIO
OPERE EDILI - Art.9.2 TAVOLATI IN LATERIZIO
OPERE EDILI - Art.9.3 MURATURE IN BLOCCHI DI CALCESTRUZZO CELLULARE
OPERE EDILI - Art.9.3 MODIFICHE MURATURE NELLE RISTRUTTURAZIONI
OPERE EDILI - Art.10 INTONACI
OPERE EDILI - Art.10.1 INTONACO INTERNO PREMISCELATI DI FONDO A BASE DI CALCE
OPERE EDILI - Art.10.1 INTONACO INTERNO PREMISCELATO FINO A BASE DI CALCE
OPERE EDILI - Art.11 SOTTOFONDI
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OPERE EDILI - Art.11.1 MASSETTO PREMISCELATO AUTOLIVELLANTE
OPERE EDILI - Art.11.2 SOTTOFONDI E MASSETTI CON MALTE TRADIZIONALI
OPERE EDILI - Art.12 PROTEZIONE ANTINCENDIO
OPERE EDILI - Art.12.1 CHIUSURA REI VARCHI
OPERE EDILI - Art.12.2 PORTE TAGLIAFUOCO REI 60, REI 120 e REI 180 A BATTENTE
OPERE EDILI - Art.12.3 SPECCHIATURE VETRATE PER PORTE TAGLIAFUOCO METALLICHE REI 60
OPERE EDILI - Art.12.4 MANIGLIONI ANTIPANICO ED ACCESSORI
OPERE EDILI - Art.12.5 FERMOPORTA ELETTROMAGNETICO
OPERE EDILI - Art.12.6 CASSETTONATO REI 120 IN SILICATO DI CALCIO
OPERE EDILI - Art.13 ISOLAMENTI TERMICI ED ACUSTICI
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OPERE EDILI - Art.13.1 ISOLAMENTO TERMICO COPERTURE PIANE PEDONABILI
OPERE EDILI - Art.13.2 ISOLAMENTO TERMICO COPERTURE A FALDE
OPERE EDILI - Art.13.3 ISOLAMENTO TERMICO SOLAI
OPERE EDILI - Art.13.4 ISOLAMENTO PANNELLI IN VETRO CELLULARE PER SOLAI
OPERE EDILI - Art.13.5 ISOLAMENTO TERMICO GIUNTI STRUTTURALI SISMICI
OPERE EDILI - Art.13.6 RIVESTIMENTO ISOLANTE A CAPPOTTO IN POLISTIRENE
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OPERE EDILI - Art.13.6 ISOLAMENTO ACUSTICO PARETI DIVISORIE INTERNE
OPERE EDILI - Art.13.6 ISOLAMENTO ACUSTICO SOTTO TAVOLATI
OPERE EDILI - Art.14 SISTEMI COPERTURA
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OPERE EDILI - Art.14.1 PAVIMENTO GALLEGGIANTE COPERTURA
OPERE EDILI - Art.14.2 MANTO IN TEGOLE DI CEMENTO PER COPERTURA A FALDE
OPERE EDILI - Art.14.2 DISPOSITIVO LINEARE FISSO ANTICADUTA COPERTURE UNI EN 795 Classe C
OPERE EDILI - Art.14.3 DISPOSITIVO LINEARE FISSO ANTICADUTA UNI EN 795 Classe D
OPERE EDILI - Art.14.3 DISPOSITIVO PUNTUALE ANTICADUTA SOTOTEGOLA UNI EN 795 Classe A1
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OPERE EDILI - Art.14.3 DISPOSITIVO PUNTUALE ANTICADUTA COPERTURE UNI EN 795
Classe A2
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OPERE EDILI - Art.14.4 COMIGNOLI
OPERE EDILI - Art.14.4 EVACUATORE DI FUMO E CALORE
OPERE EDILI - Art.15 TUBAZIONI – CANALIZZAZIONI – POZZETTI
OPERE EDILI - Art.15.1 TUBI IN PVC
OPERE EDILI - Art.15.2 TUBI IN POLIETILENE (PEAD - PEHD)
OPERE EDILI - Art.15.3 PREFABBRICATI VARI
OPERE EDILI - Art.15.4 POZZETTI - CHIUSINI
OPERE EDILI - Art.16 OPERE DI IMPERMEABILIZZAZIONE - SIGILLATURE
OPERE EDILI - Art.16.1 SCHERMO SOTTOTEGOLA BITUMINOSO
OPERE EDILI - Art.16.2 MEMBRANA BITUMINOSA PER BARRIERA VAPORE
OPERE EDILI - Art.16.3 BARRIERA VAPORE IN POLIETILENE
OPERE EDILI - Art.16.4 MEMBRANA BITUMINOSA INTERRATA VERTICALE PER DRENAGGIO
OPERE EDILI - Art.16.5 RETE CUSPIDATA DRENANTE PE/AD ACCOPPIATA POLIPROPILENE
CARRABILE
OPERE EDILI - Art.16.5 DOPPIA MEMBRANA BITUMINOSA ZAVORRATA PER COPERTURE PEDONALI
OPERE EDILI - Art.17 OPERE DA LATTONIERE
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OPERE EDILI - Art.17.1 LATTONERIE SAGOMATE IN ALLUMINIO
OPERE EDILI - Art.17.2 PLUVIALI E CANALI DI GRONDA IN ALLUMINIO
OPERE EDILI - Art.17.3 SOGLIE, SCOSALINE, RIVESTIMENTI IN LAMIERA DI ALLUMINIO
OPERE EDILI - Art.18 PAVIMENTAZIONI PER ESTERNO
OPERE EDILI - Art.18.1 PAVIMENTO IN PORFIDO DEL TRENTINO
OPERE EDILI - Art.18.2 PAVIMENTI IN MASSELLI DI CALCESTRUZZO AUTOBLOCCANTI
OPERE EDILI - Art.19 OPERE IN PIETRA NATURALE
OPERE EDILI - Art.19.1 SOGLIE ESTERNE IN MARMO
OPERE EDILI - Art.20 PAVIMENTI INTERNI
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OPERE EDILI - Art.20.1 PAVIMENTI IN PIASTRELLE DI GRES PORCELLANATO
OPERE EDILI - Art.20.3 PAVIMENTI IN GRES ROSSO
OPERE EDILI - Art.20.4 PAVIMENTO SPORTIVO IN PVC ETEROGENEO
OPERE EDILI - Art.20.5 GRADINO IN GRES PORCELLANATO ANTISCIVOLO
OPERE EDILI - Art.20.6 ZOCCOLINI
OPERE EDILI - Art.21 RIVESTIMENTI INTERNI ED ESTERNI
OPERE EDILI - Art.21.1 RIVESTIMENTI IN PIASTRELLE DI CERAMICA
OPERE EDILI - Art.22 CONTROSOFFITTI
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OPERE EDILI - Art.22.1 CONTROSOFFITTO IN LANA MINERALE RESISTENTE AGLI URTI
OPERE EDILI - Art.22.2 CONTROSOFFITTO METALLICO IN DOGHE
OPERE EDILI - Art.22.3 CONTROSOFFITTO IN ACCIAIO ZINCATO PER AMBIENTI SPORTIVI
OPERE EDILI - Art.22.4 CONTROSOFFITTO IN SOLFATO DI CALCIO REI 120'
OPERE EDILI - Art.22.5 CASSONETTI IN GESSO RIVESTITO
OPERE EDILI - Art.22.6 CONTROSOFFITTO A MEMBRANA REI 60
OPERE EDILI - Art.22.7 CONTROSOFFITTO IN LEGNO MINERALIZZATO
OPERE EDILI - Art.23 OPERE DA FALEGNAME
OPERE EDILI - Art.23.1 PORTE PIENE LISCE LAMINATE CON TELAIO IN LEGNO
OPERE EDILI - Art.23.3 FINESTRATURE RICAVATE NEI BATTENTI
OPERE EDILI - Art.23.4 PORTE SCORREVOLI A SCOMPARSA
OPERE EDILI - Art.23.5 PARETI MODULARI A LIBRETTO
OPERE EDILI - Art.24 OPERE DA FABBRO
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OPERE EDILI - Art.24.1 CARPENTERIA METALLICA
OPERE EDILI - Art.24.2 PARAPETTI –INFERRIATE – CANCELLI
OPERE EDILI - Art.24.3 PARAPETTI E CORRIMANI METALLICI
OPERE EDILI - Art.24.4 ELEMENTI METALLICI PER PICCOLE STRUTTURE
OPERE EDILI - Art.24.5 SERRAMENTI IN ALLUMINIO PER FINISTRE E PORTE
OPERE EDILI - Art.24.6 PAVIMENTI E MANUFATTI VARI IN GRIGLIATO ZINCATO
OPERE EDILI - Art.24.7 RECINZIONI IN RETE
OPERE EDILI - Art.24.7 EVACUATORE DI FUMO
OPERE EDILI - Art.25 OPERE DA VETRAIO
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OPERE EDILI - Art.25.1 VETRATE ISOLANTI
OPERE EDILI - Art.25.2 CRISTALLI DI SICUREZZA STRATIFICATI
OPERE EDILI - Art.26 OPERE DA VERNICIATORE - TAPPEZZIERE
OPERE EDILI - Art.26.1 IDROPITTURA MURALE TRASPIRANTE
OPERE EDILI - Art.26.2 IDROPITTURA MURALE LAVABILE
OPERE EDILI - Art.26.3 SMALTO IDROSOLUBILE PER METALLI FERROSI
OPERE EDILI - Art.27 INFISSI IN PVC
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OPERE EDILI - Art.27.1 FINESTRE/PORTEFINESTRE IN PVC RIGIDO/BIANCO
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CAPITOLO II
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SPECIFICHE TECNICHE IMPIANTI MECCANICI
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IMPIANTI MECCANICI - Art.1 PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
IMPIANTI MECCANICI - Art.1.1 RIFERIMENTI DI LEGGE E NORMATIVI
IMPIANTI MECCANICI - Art.1.2 DEFINIZIONI RELATIVE AGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E DI
CONDIZIONAMENTO DI ARIA
IMPIANTI MECCANICI - Art.1.3 PRESCRIZIONI DI PARAMETRI GENERALI PER GLI IMPIANTI DI
RISCALDAMENTO E CONDIZIONAMENTO INVERNALE
IMPIANTI MECCANICI - Art.1.4 PRESCRIZIONE DI PARAMETRI GENERALI PER GLI IMPIANTI DI
CONDIZIONAMENTO D'ARIA ESTIVO
IMPIANTI MECCANICI - Art.2 QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.1 TUBAZIONI IN MULTISTRATO
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.2 TUBAZIONI IN ACCIAIO PER GAS
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.3 TUBAZIONI IN PEAD PER METANO
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.4 VALVOLAME E ACCESSORI
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.5 ELETTROPOMPE
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.6 CIRCOLATORI PER RICIRCOLO A.C.S.
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.7 INVERTER PER ELETTROPOMPE
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.8 TARGHETTE IDENTIFICATIVE
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.9 PANNELLI RADIANTI A PAVIMENTO
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.10 RADIATORI
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.11 ISOLAMENTI
IMPIANTI MECCANICI - Art.3 CENTRALE TECNOLOGICA
IMPIANTI MECCANICI - Art.3.1 POMPA DI CALORE
IMPIANTI MECCANICI - Art.3.2 CALDAIA A CONDENSAZIONE
IMPIANTI MECCANICI- Art.4 PRESCRIZIONI ESECUTIVE CIRCUITI
IMPIANTI MECCANICI - Art.4.1 CIRCUITI IMPIANTO TERMICO
IMPIANTI MECCANICI - Art.4.2 COLLETTORI DISTRIBUZIONE GAS METANO FUORI TERRA
IMPIANTI MECCANICI - Art.4.3 COLLETTORI DISTRIBUZIONE GAS METANO INTERRATE
IMPIANTI MECCANICI - Art.4.4 DISTRIBUZIONE GAS METANO CUCINA
IMPIANTI MECCANICI - Art.5 IMPIANTO PANNELLI RADIANTI (CALORE DIFFUSO)
IMPIANTI MECCANICI - Art.5.1 PANNELLI RADIANTI
IMPIANTI MECCANICI - Art.5.2 ALIMENTAZIONE DELL'IMPIANTO
IMPIANTI MECCANICI - Art.5.3 VASI DI ESPANSIONE
IMPIANTI MECCANICI - Art.6 IMPIANTO DI VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA
IMPIANTI MECCANICI - Art.6.1 TRATTAMENTO ARIA
IMPIANTI MECCANICI - Art.6.1 CANALI DI DISTRIBUZIONE ARIA
IMPIANTI MECCANICI - Art.6.2 TERMINALI DI DISTRIBUZIONE ARIA
IMPIANTI MECCANICI - Art.6.3 GRIGLIE
IMPIANTI MECCANICI - Art.6.4 SERRANDE
IMPIANTI MECCANICI - Art.7 MODO DI ESECUZIONE DEI LAVORI
IMPIANTI MECCANICI - Art.8 VERIFICHE E PROVE PRELIMINARI DELL'IMPIANTO
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CAPITOLO III
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SPECIFICHE TECNICHE IMPIANTI IDRICO-SANITARI
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IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.1 PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.2 QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
IMPIANTI IDRICO-SANITARI- Art.2.1 TUBAZIONI IN MULTISTRATO
IMPIANTI IDRICO-SANITARI- Art.2.2 TUBAZIONI IN ACCIAIO ZINCATO RIVESTITE
IMPIANTI IDRICO-SANITARI- Art.2.3 TUBAZIONI IN PEAD PER ACQUA
IMPIANTI IDRICO-SANITARI- Art.2.4 TUBAZIONI PER CONDOTTE DI SCARICO
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IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.3 ALIMENTAZIONE, PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE
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IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.3.1 ALIMENTAZIONE E DISTRIBUZIONE ACQUA FREDDA
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.3.2 PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE ACQUA CALDA
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IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.4 - PRESCRIZIONI ESECUTIVE
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.4.1 CIRCUITI ACQUA POTABLE AD USO SANITARIO E ANTINCENDIO
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.4.2 APPARECCHI SANITARI E RUBINETTERIA
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IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.5 RETI DI SCARICO ACQUE USATE E METEORICHE
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IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.5.1 PRESCRIZIONI GENERALI PER TUBAZIONI DI SCARICO
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.5.2 TUBAZIONI DI SCARICO IN PEAD o PVC
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IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.6 PANNELLI SOLARI TERMICI
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.7 MODO DI ESECUZIONE DEI LAVORI
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IMPIANTI IDRICO SANITARI - Art.8 VERIFICHE E PROVE PRELIMINARI DELL'IMPIANTO
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CAPITOLO IV
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SPECIFICHE TECNICHE IMPIANTI IDRICI ANTINCENDIO
123
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.1 RIFERIMENTO NORMATIVO
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.2 QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
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IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.2.1 TUBAZIONI IN ACCIAIO ZINCATO
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.2.2 TUBAZIONI IN ACCIAIO ZINCATO RIVESTITE
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.2.3 TUBAZIONI IN PEAD PER ACQUA
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.2.4 VALVOLE ED APPARECCHIATURE AUSILIARIE
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IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3 PRESCRIZIONI ESECUTIVE SULL’IMPIANTO
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IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.1 PRESCRIZIONI GENERALI SUI CICUITI
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.2 CIRCUITI ACQUA ANTINCENDIO IN ACCIAIO
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.3 CIRCUITI IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO IN PEAD
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.4 ATTACCO PER MANDATA AUTOPOMPA
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.5 ANCORAGGI E SOSTEGNI
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.6 VALVOLE DI INTERCETTAZIONE
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.7 ALIMENTAZIONI
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.8 COLLEGAMENTO
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.9 SEGNALAZIONI
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IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.4 PROGETTAZIONE DELL’IMPIANTO
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.5 DIMENSIONAMENTO DELLE TUBAZIONI
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.6 COLLAUDI E VERIFICHE PERIODICHE
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CAPITOLO V
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SPECIFICHE TECNICHE IMPIANTI ELETTRICI
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IMPIANTI ELETTRICI - Art.1 PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
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IMPIANTI ELETTRICI - Art.1.1 APPARECCHIATURE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.1.2 RIFERIMENTI DI LEGGE E NORMATIVI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.1.3 SICUREZZA
IMPIANTI ELETTRICI - Art.1.4 FATTORE DI POTENZA
IMPIANTI ELETTRICI - Art.1.5 EQUILIBRATURA DEI CARICHI
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IMPIANTI ELETTRICI - Art.2 QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
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IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.1 TUBAZIONI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.2 CASSETTE E MORSETTI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.3 APPARECCHI ILLUMINANTI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.4 COMANDI (INTERRUTTORI, DEVIATORI, PULSANTI E SIMILI) E PRESE A
SPINA
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.5 APPARECCHIATURE MODULARI CON MODULO NORMALIZZATO
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.6 INTERRUTTORI SCATOLATI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.7 INTERRUTTORI AUTOMATICI MODULARI CON ALTO POTERE DI
INTERRUZIONE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.8 QUADRI DI COMANDO IN LAMIERA
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.9 PROVE DEI MATERIALI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.10 ACCETTAZIONE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3 CIRCUITI ELETTRICI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.3 POSA DI CAVI ELETTRICI ISOLATI, SOTTO GUAINA, INTERRATI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.4 PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.5 COORDINAMENTO DELL'IMPIANTO DI TERRA CON DISPOSITIVI DI
INTERRUZIONE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.6 PROTEZIONE MEDIANTE DOPPIO ISOLAMENTO
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.7 PROTEZIONE DELLE CONDUTTURE ELETTRICHE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.8 COORDINAMENTO CON LE OPERE DI SPECIALIZZAZIONE EDILE E
DELLE ALTRE NON FACENTI PARTE DEL RAMO D'ARTE DELLA DITTA APPALTATRICE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.9 MATERIALI DI RISPETTO
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.10 PROTEZIONE DA SOVRATENSIONI PER FULMINAZIONE INDIRETTA E DI
MANOVRA
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.11 MAGGIORAZIONI DIMENSIONALI RISPETTO AI VALORI MINORI
CONSENTITI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3,.12- PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER DERIVAZIONI D'IMPIANTO
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3,.13- PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER IMPIANTI LPS
-
Art.4-
DISPOSIZIONI
133
133
134
134
134
135
135
135
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.1 CAVI E CONDUTTORI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.2 TUBI PROTETTIVI - PERCORSO TUBAZIONI - CASSETTE DI DERIVAZIONE
IMPIANTI ELETTRICI
ILLUMINAZIONE
132
133
133
PARTICOLARI
PER
GLI
IMPIANTI
135
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138
140
140
140
141
141
141
141
141
144
DI
145
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.1 APPARECCHIATURA ILLUMINANTE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.2 ASSEGNAZIONE DEI VALORI DI ILLUMINAZIONE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.3 LUCE RIDOTTA
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.4 ILLUMINAZIONE SCALE, ATRI E CORRIDOI COMUNI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.5 PRESCRIZIONI ESECUTIVE IMPIANTI ILLUMINAZIONE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.6- PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA
6
145
145
146
146
146
151
IMPIANTI ELETTRICI - Art.5 DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER IMPIANTI PER SERVIZI
TECNOLOGICI E PER SERVIZI GENERALI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.5.1 QUADRO GENERALE DI PROTEZIONE E DISTRIBUZIONE E QUADRI DI
SETTORE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.5.2 PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER QUADRI ELETTRICI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.5.3 PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER INTERRUTTORI, AZIONAMENTI E
APPARECCHIATURE IN GENERE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.6 IMPIANTI DI SEGNALAZIONE COMUNI PER USI CIVILI
ALL'INTERNO DEI FABBRICATI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.6.1 ALIMENTAZIONE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.6.2 TRASFORMATORI E LORO PROTEZIONI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.6.3 CIRCUITI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.6.4 MATERIALE VARIO DI INSTALLAZIONE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7 SISTEMI DI PREVENZIONE E SEGNALAZIONE DI FUGHE GAS ED
INCENDI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7.1 SENSORI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7.2 CENTRALE RILEVAZIONE FUMI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7.3 ALLARME ACUSTICO GENERALE SUPPLEMENTARE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7.4 ALIMENTAZIONE DELL'IMPIANTO
152
152
153
154
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164
164
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7.5 PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER APPARECCHIATURE DI SEGNALAZIONE
INCENDIO
164
IMPIANTI ELETTRICI - Art.8 IMPIANTO TELEFONICO/DATI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.9 IMPIANTI GENERALI DI DIFFUSIONE SONORA
IMPIANTI ELETTRICI - Art.9.1 INDICAZIONI RIGUARDANTI GLI APPARECCHI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.9.2 INDICAZIONI RIGUARDANTI GLI IMPIANTI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.9.3 INDICAZIONI RIGUARDANTI LE RETI DI COLLEGAMENTO
IMPIANTI ELETTRCI - Art.10 ESECUZIONE DEI LAVORI
IMPIANTI ELETTRCI - Art.11 VERIFICHE E PROVE IN CORSO D'OPERA DEGLI IMPIANTI
165
166
166
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169
169
CAPITOLO VI
170
SPECIFICHE TECNICHE IMPIANTI ELEVATORI
170
IMPIANTI ELEVATORI - Art.1 RIFERIMENTI DI LEGGE E NORMATIVI
IMPIANTI ELEVATORI - Art.2 TIPOLOGIA DELL’IMPIANTO
IMPIANTI ELEVATORI - Art.3 PRESCRIZIONI RELATIVE AL MACCHINARIO
IMPIANTI ELEVATORI - Art.4 PRESCRIZIONI RELATIVE AL GRUPPO DI MANOVRA
IMPIANTI ELEVATORI - Art.5 PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE GUIDE
IMPIANTI ELEVATORI - Art.6 PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA CABINA
IMPIANTI ELEVATORI - Art.7 PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE SEGNALAZIONI
IMPIANTI ELEVATORI - Art.8 MANUTENZIONE
170
170
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170
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171
171
171
CAPITOLO VII
172
OPERE STRADALI
172
OPERE STRADALI - Art.1 OPERE PROVVISIONALI, MACCHINARI, MEZZI D’OPERA
OPERE STRADALI - Art.2 QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
OPERE STRADALI - Art.2.1 MATERIALI PAVIMENTAZIONE
OPERE STRADALI - Art.3 FORMAZIONE DEL CORPO STRADALE E RELATIVE PERTINENZE
OPERE STRADALI - Art.3.1 TRACCIAMENTI
OPERE STRADALI - Art.3.2 SCAVI
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172
173
173
173
173
OPERE STRADALI - Art.4 STRATI DI FONDAZIONE E CONGLOMERATI BITUMINOSI
OPERE STRADALI - Art.4.1 STRATI DI FONDAZIONE
OPERE STRADALI - Art.4.2 CONGLOMERATO BITUMINOSO – STRATO DI BASE
OPERE STRADALI - Art.4.3 CONGLOMERATO BITUMINOSO – STRATI DI COLLEGAMENTO (BINDER) E
DI USURA
OPERE STRADALI - Art.4.4 OPERECOMPLEMENTARI
174
174
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185
CAPITOLO VIII
191
FOGNATURE
191
FOGNATURE - Art.1 PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
FOGNATURE - Art.2 QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
FOGNATURE - Art.2.1 TUBAZIONI
FOGNATURE - Art.2.2 TUBAZIONI
FOGNATURE - Art.2.3 CHIUSINI E GRIGLIE
FOGNATURE - Art.2.4 SABBIA, GHIAIA E PIETRISCO
FOGNATURE - Art.3 MODALITÀ DI ESECUZIONE DEI LAVORI
FOGNATURE - Art.3.1 TRACCIAMENTI
FOGNATURE - Art.3.2 CONSERVAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE - SGOMBERI E RIPRISTINI
7
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194
FOGNATURE - Art.3.3 SCAVI
FOGNATURE - Art.3.4 SCAVI A SEZIONE OBBLIGATA E RISTRETTA
FOGNATURE - Art.3.5 RILEVATI E RINTERRI
FOGNATURE - Art.3.6 POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
FOGNATURE - Art.3.7 CAMERETTE
FOGNATURE - Art.3.8 RIVESTIMENTO ANTICORROSIVO
FOGNATURE - Art.3.9 POZZETTI DI SCARICO DELLE ACQUE STRADALI
FOGNATURE - Art.3.10 ALLACCIAMENTO AI CONDOTTI DI FOGNATURA DEGLI SCARICHI E DEI
POZZETTI STRADALI
FOGNATURE - Art.4 VERIFICHE E PROVE PRELIMINARI
194
194
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195
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196
197
197
197
CAPITOLO IX
199
SPECIFICHE TECNICHE PUBBLICA ILLUMINAZIONE
199
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.1 PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.1.1 CONSEGNA - TRACCIAMENTI - ORDINE DI ESECUZIONE DEI
LAVORI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.2 QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.3 NORME PER LA MISURAZIONE E LA CONTABILIZZAZIONE
DEI LAVORI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4 CAVIDOTTI - POZZETTI - BLOCCHI DI FONDAZIONI - PALI DI
SOSTEGNO
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.1 CAVIDOTTI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.2 POZZETTI CON CHIUSINO IN GHISA
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.3 POZZETTO PREFABBRICATO INTERRATO
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.4 BLOCCHI DI FONDAZIONE DEI PALI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.5 PALI DI SOSTEGNO
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.5 LINEE
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.6 CASSETTE - GIUNZIONI - DERIVAZIONI - GUAINE ISOLANTI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.7 APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.8 FORNITURA E POSA DEL CONTENITORE DEL GRUPPO DI
MISURA E DEL COMPLESSO DI ACCENSIONE E PROTEZIONE
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.9 IMPIANTO DI TERRA - DISPERSORI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.1 PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.1.1 CONSEGNA - TRACCIAMENTI - ORDINE DI ESECUZIONE DEI
LAVORI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.2 QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.3 NORME PER LA MISURAZIONE E LA CONTABILIZZAZIONE
DEI LAVORI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4 CAVIDOTTI - POZZETTI - BLOCCHI DI FONDAZIONI - PALI DI
SOSTEGNO
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.1 CAVIDOTTI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.2 POZZETTI CON CHIUSINO IN GHISA
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.3 POZZETTO PREFABBRICATO INTERRATO
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.4 BLOCCHI DI FONDAZIONE DEI PALI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.5 PALI DI SOSTEGNO
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.5 LINEE
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.6 CASSETTE - GIUNZIONI - DERIVAZIONI - GUAINE ISOLANTI
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.7 APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.8 FORNITURA E POSA DEL CONTENITORE DEL GRUPPO DI
MISURA E DEL COMPLESSO DI ACCENSIONE E PROTEZIONE
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.9 IMPIANTO DI TERRA - DISPERSORI
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COMUNE DI GRIGNO
(PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO)
RISTRUTTURAZIONE DELLE SCUOLE ELEMENTARI DI TEZZE
CAPITOLATO SPECIALE D’APPALTO
TITOLO I – PARTE AMMINISTRATIVA
CAPO 1 – NATURA ED OGGETTO DELL’APPALTO
Art. 1
Oggetto dell’appalto
1. L’oggetto dell’appalto consiste nell’esecuzione di tutti i lavori e forniture necessari per l’esecuzione
della “Ristrutturazione delle scuole elementari di Tezze in comune di Grigno”.
2. Sono compresi nell’appalto tutti i lavori, le prestazioni, le forniture e le provviste necessarie per
dare il lavoro completamente compiuto, secondo le condizioni stabilite dal presente capitolato
speciale d’appalto, con le caratteristiche tecniche, qualitative e quantitative previste dal progetto
esecutivo dell’opera di cui al precedente comma e relativi allegati, con riguardo anche ai particolari
costruttivi dei quali l’appaltatore dichiara di aver preso completa ed esatta conoscenza.
3. L’esecuzione dei lavori è sempre e comunque effettuata secondo le regole dell’arte e l’appaltatore
deve conformarsi alla massima diligenza nell’adempimento dei propri obblighi.
4. Si intendono completamente comprese e compensate nei prezzi a corpo delle opere
impiantistiche e specialistiche incluse nell’appalto tutte le assistenze murarie necessarie ad un
corretto inserimento delle suddette opere nel contesto architettonico e strutturale, in modo da dare
i lavori finiti e funzionanti a perfetta regola d’arte.
Art. 1 bis
Descrizione dei lavori
Le opere e provviste comprese nell’appalto sono le seguenti:
A) Opere murarie
•
allestimento del cantiere, comprensivo di recinzione, accessi, baraccamenti etc.;
•
esecuzione delle opere di demolizione nella scuola esistente e degli scavi necessari per dare
pronto il piano di spiccato delle fondazioni dei nuovi corpi di fabbrica;
•
esecuzione delle strutture di fondazione, plinti, cordoli, compresi i fori per l’areazione del cavedio e
per il passaggio dei collettori degli scarichi dei wc (da eseguire prima della posa dei pannelli
alveolari), dei collettori di scarico annegati nella platea di fondazione, etc., fino alla formazione
del piano di calpestio a livello terra con pannelli prefabbricati alveolari in c.a.p. nelle zone esterne
alla platea, e formazione di vespaio areato a mezzo di igloo in pvc con sovrastante caldana in c.a.
al di sopra della platea stessa ove previsto;
•
esecuzione di vespaio areato al di sopra del pavimento del piano terra della scuola esistente;
•
struttura in elevazione costituita da pilastri, setti, solette e travi in c.a., solai di piano e di copertura
in laterocemento tipo gettato in opera con idonei copriferro per garantire una resistenza al fuoco
almeno REI 60;
•
realizzazione all’interno del volume della scuola esistente del muovo corpo scala e vano
ascensore previa demolizione dei solai intermedi esistenti, realizzazione dei solaietti di piano nel
vecchio vano ascensore previo smontaggio del macchinario;
•
chiusura esterna dell’involucro, comprensiva della sistemazione della copertura
(impermeabilizzazione, isolamento, massetto pendenze, lattoneria varia, linea vita) e delle pareti
di tamponamento (chiusura con blocchi alveolati, isolamento termico esterno a cappotto), il tutto
completo e comprensivo di rifiniture varie come da disegni di progetto;
•
infissi esterni in PVC bianco e in alluminio verniciato a taglio termico e giunto aperto (ove
previsto), tutti muniti di vetratura ad alta efficienza energetica con camera riempita di gas argon,
lastre interna ed esterna in vetro stratificato 6/7 mm con trattamento bassoemissivo, compresa
fornitura dei controtelai a sezione maggiorata per assorbire lo spessore dell’isolamento a
cappotto;
•
modifica delle aperture della scuola esistente ove previsto nei disegni e realizzazione nuovi infissi
in PVC bianco muniti di vetratura ad alta efficienza energetica con camera riempita di gas argon,
lastre interna ed esterna in vetro stratificato 6/7 mm con trattamento bassoemissivo;
•
complesso di tutte le finiture interne, impermeabilizzazione e coibentazione del calpestio piano
9
•
•
•
terra, divisori normali e tagliafuoco, intonaci, massetti e sottofondi in genere, pavimenti,
rivestimenti, controsoffitti, soglie, tinteggiature, infissi normali e tagliafuoco secondo distinta,
finiture varie e quant’altro come da progetto;
opere di sistemazione dell’area esterna comprensive di: muretti controterra; realizzazione rete
fognaria acque chiare e scure completa di caditoie, impianto pubblica illuminazione; marciapiedi;
strade asfaltate complete di segnaletica; sistemazione a verde, recinzione;
opere minori di finitura e completamento.
smantellamento finale del cantiere.
B) Impianti
•
impianto idricosanitario e di scarico, comprensivo di linee di distribuzione, collettori, apparecchi
sanitari, rubinetteria, accessori, il tutto anche per disabili, ove previsto secondo disegni;
•
impianto antincendio completo fino ai punti di erogazione, questi compresi, comprese altresì tutte
le necessarie tubazioni complete di staffaggi, coibentazioni etc.;
•
impianto termico costituito da sistema di riscaldamento a pannelli radianti a pavimento e radiatori
come indicato nei grafici di progetto, sistema aria primaria a canali, compresa realizzazione di
centrale di produzione e CTA per impianto aria, il tutto dato completo e funzionante compresi
eventuali adempimenti di legge con istruzione delle relative pratiche e pagamento degli oneri fino
ad ottenere il benestare alla installazione;
•
impianti elettrici e speciali, comprensivi di quadri, linee di distribuzione, punti di utilizzazione e
comando, impianto di illuminazione comprensivo di corpi illuminanti, impianto di terra ed
equipotenziale, trasmissione dati, rivelazione incendi, diffusione sonora etc., compreso e
compensato ogni onere per dare gli impianti finiti e funzionanti secondo progetto;
•
fornitura e installazione di impianto elevatore elettrico a quattro livelli, caratteristiche come da
progetto compreso ogni onere per darlo completo e funzionante compresi eventuali adempimenti
di legge con istruzione delle relative pratiche e pagamento degli oneri fino ad ottenere il benestare
alla installazione.
COIBENTAZIONE DELL’INVOLUCRO EDILIZIO:
Si evidenzia che il nuovo edificio deve rispettare le normative energetiche vigenti e che
l’Amministrazione si riserva la facoltà di incaricare un soggetto terzo per la certificazione energetica
dell’immobile ai sensi dell’art.8, comma 2 del decreto legislativo n.192 del 2005 e s.m.i. nonché i
relativi provvedimenti attuativi. L’appaltatore dovrà quindi eseguire i lavori di coibentazione con la
massima cura e diligenza, in particolare in corrispondenza di tutte le situazioni critiche quali ad
esempio i giunti strutturali, i collegamenti infissi/parete, le angolate, le velette della copertura, ecc.
A fine lavori e prima del rilascio del certificato di collaudo la stazione appaltante potrà far eseguire una
verifica termografica dei ponti termici al fine di controllare la corretta esecuzione dei lavori e, laddove
venissero riscontrate delle significative anomalie, l’appaltatore dovrà eseguire a proprio carico tutti gli
adeguamenti comunque necessari.
ACUSTICA ARCHITETTONICA
Si evidenzia ancora che il nuovo edificio dovrà rispettare i seguenti parametri acustici:
A) limiti minimi di potere fonoisolante dei singoli elementi degli edifici alla frequenza di 500 Hz. Di cui al
punto 8 dell’allegato D del D.P.G.P. 4 agosto 1992, n.12-65/Leg - Approvazione del regolamento di
esecuzione della legge provinciale 18 marzo 1991, n. 6: Provvedimenti per la prevenzione ed il
risanamento ambientale in materia di inquinamento acustico:
Strutture divisorie interne
Infissi verso l'esterno
Griglie e prese d'aria verso l'esterno
Strutture divisorie interne orizzontali
Strutture divisorie esterne verticali senza serramento
Strutture divisorie esterne verticali con serramento
≥40 dB
≥25 dB
≥20 dB
≥42 dB
≥45 dB
≥35 dB
L’appaltatore dovrà quindi eseguire i lavori di isolamento acustico con la massima cura in particolare:
- realizzare in maniera corretta tutte le partizioni interne avendo cura di evitare la formazione di ponti
acustici, sigillando adeguatamente ogni foro di passaggio per impianti, tenuto conto che gli impianti
elettrici e speciali sono stati previsti proprio per evitare per quanto possibile l’insorgere di ponti acustici
tra locali contigui;
- posare con la massima cura i controsoffitti fonoassorbenti nella palestra e negli altri locali in cui sono
previsti.
10
A fine lavori e prima del rilascio del certificato di collaudo l’amministrazione appaltante si riserva di far
eseguire da tecnico competente in acustica iscritto negli appositi albi provinciali le misurazioni di
verifica ritenute opportune ed in particolare:
• l’isolamento acustico fra due locali adiacenti;
• l’isolamento acustico tra due locali sovrapposti;
• il livello di rumore di calpestio tra due locali sovrapposti.
e, laddove venissero riscontrate delle significative anomalie, l’appaltatore dovrà eseguire a proprio
carico tutti gli adeguamenti comunque necessari.
NOTA BENE
Per quanto riguarda gli impianti, si ribadisce che nei prezzi sono comprese e compensate tutte le
opere murarie e di assistenza muraria, di qualsiasi tipo esse siano.
Sono ancora compresi nei prezzi tutti gli ulteriori oneri evidenziati in altre parti del presente capitolato,
tra cui in particolare quelli indicati agli artt. 3, 44 e 45.
Per una più dettagliata descrizione delle varie categorie di lavoro si rimanda a quanto riportato nelle
specifiche tecniche allegate al presente capitolato speciale e alla declaratorie delle singole voci di
elenco prezzi.
Art. 2
Ammontare dell’appalto
1. L'importo complessivo dei lavori compresi nell'appalto ammonta presuntivamente alla somma di
Euro 2.878.826,71 come risulta dalla stima di progetto e come risulta nel prospetto sotto riportato:
Importo Euro
lavori da assoggettare a ribasso d’asta
€
2.768.748,90
oneri per la sicurezza non ribassabili
€
110.077,81
TOTALE
€
2.878.826,71
2. L'importo di cui al precedente comma comprende gli oneri della sicurezza di cui all’art. 131,
comma 3, del D. Lgs. 163/2006, stimati in Euro 110.077,81, somma che non è soggetta a ribasso
d’asta, nonché l’importo di Euro 2.768.748,90, per i lavori soggetti a ribasso d’asta.
3. Le categorie di lavoro previste nell’appalto sono le seguenti:
a) CATEGORIA PREVALENTE:
Categoria OG1 (opere edili) per Euro 2.246.913,91 di cui:
• Euro 85.915,34 per quota parte oneri di sicurezza non soggetti a ribasso d’asta;
• Euro 2.160.998,57 per lavorazioni soggette a ribasso.
Percentuale incidenza della manodopera 35 %
b) CATEGORIE SCORPORABILI E SUBAPPALTABILI PER INTERO, diverse dalla categoria
prevalente, eseguibili direttamente, scorporabili o subappaltabili, singolarmente d’importo superiore al
10% dell’importo complessivo dell’opera ovvero singolarmente d’importo eccedente € 150.000,00
Categoria OS28 (impianti meccanici), per Euro 410.167,78 di cui:
• Euro 15.683,60 per quota parte oneri di sicurezza non soggetti a ribasso d’asta;
• Euro 394.484,18 per lavorazioni soggette a ribasso;
Percentuale incidenza della manodopera 25 %
Categoria OS30 (impianti elettrici), per Euro 221.745,02 di cui:
• Euro 8.478,87 per quota parte oneri di sicurezza non soggetti a ribasso d’asta;
• Euro 213.266,15 per lavorazioni soggette a ribasso;
Percentuale incidenza della manodopera 25 %
c) CATEGORIE SCORPORABILI E SUBAPPALTABILI NEL LIMITE FISSATO PER LA
CATEGORIA PREVALENTE, diverse dalla categoria prevalente, scorporabili ai sensi dell’art. 37,
comma 11 del D.Lgs. 12 aprile 2006 n. 163 e s.m. (strutture, impianti e opere speciali di cui all’art. 72,
comma 4, del D.P.R. n. 554/99), d’importo superiore al 15% dell’importo totale dei lavori, parzialmente
subappaltabili e da eseguire esclusivamente dai soggetti affidatari (per cui, nel caso le imprese
singole non siano qualificate per tali lavorazioni, è obbligatoria la costituzione di associazioni
temporanee di tipo verticale)
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(NESSUNA)
d) ALTRE LAVORAZIONI, RICOMPRESE NELLA CATEGORIA PREVALENTE, INDIVIDUATE AI
SOLI FINI DELL’EVENTUALE AFFIDAMENTO IN SUBAPPALTO (lavorazioni che richiedono una
speciale abilitazione: categorie protette), non scorporate in quanto d’importo inferiore al 10%
dell’importo totale dei lavori)
Categoria OS3 (impianti idricosanitari), per Euro 135.579,39 di cui:
• Euro 5.184,15 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso d’asta;
• Euro 130.395,24 per lavorazioni soggette a ribasso;
Percentuale incidenza della manodopera 28 %
Categoria OS4 (ascensori), per Euro 32.469,82 di cui:
• Euro 1.241,55 per oneri di sicurezza non soggetti a ribasso d’asta;
• Euro 31.228,27 per lavorazioni soggette a ribasso;
Percentuale incidenza della manodopera 25 %
L’offerta deve essere formulata con riferimento alle lavorazioni soggette a ribasso e tenuto conto che
gli importi devono essere espressi al netto degli oneri per la sicurezza ancorché la descrizione delle
singole voci, in alcuni casi, possa comprendere riferimenti anche ai dispositivi per la sicurezza stessa.
Art. 3
Modalità di stipulazione del contratto
1. Il contratto è stipulato a corpo.
2. L’importo del contratto, come determinato in seguito all’offerta complessiva in sede di gara, resta
fisso e invariabile, senza che possa essere invocata da alcuna delle parti contraenti, per tali lavori,
alcuna successiva verificazione sulla misura o sul valore attribuito alla quantità di detti lavori.
3. I prezzi unitari offerti dall’aggiudicatario in sede di gara non hanno efficacia negoziale e l’importo
complessivo dell’offerta, anche se determinato attraverso l’applicazione dei predetti prezzi unitari
alle quantità, resta fisso e invariabile, ai sensi del comma 2; allo stesso modo non hanno efficacia
negoziale le quantità indicate dalla Stazione appaltante negli atti progettuali e nella lista, ancorché
rettificata, essendo obbligo esclusivo del concorrente il controllo e la verifica preventiva della
completezza e della congruità delle voci e delle quantità indicate dalla stessa Stazione appaltante,
e di formulare l’offerta sulla sola base delle proprie valutazioni qualitative e quantitative,
assumendone i rischi.
4. I prezzi unitari offerti dall’aggiudicatario in sede di gara sono per lui vincolanti esclusivamente per
la definizione, valutazione e contabilizzazione di eventuali varianti, addizioni o detrazioni in corso
d’opera, qualora ammissibili ed ordinate o autorizzate ai sensi dell’art. 51 della L.P. 26/93 e ss.mm.
e che siano estranee ai lavori a corpo già previsti. Per le categorie di lavori non previste in
contratto si provvede alla formazione dei nuovi prezzi ai sensi dell’art. 28 del presente capitolato
speciale.
CAPO 2 – DISCIPLINA CONTRATTUALE
Art. 4
Interpretazione del contratto e del capitolato speciale di appalto e disciplina di riferimento
1. In caso di discordanza tra i vari elaborati di progetto vale la soluzione più aderente alle finalità per
le quali il lavoro è stato progettato e comunque quella meglio rispondente ai criteri di
ragionevolezza e buona tecnica esecutiva.
2. In caso di norme del capitolato speciale tra loro non compatibili o apparentemente non compatibili,
trovano applicazione in primo luogo le norme eccezionali o quelle che fanno eccezione a regole
generali, in secondo luogo quelle maggiormente conformi alle disposizioni legislative regolamentari
ovvero all’ordinamento giuridico, in terzo luogo quelle di maggior dettaglio e infine quelle di
carattere ordinario.
3. L’interpretazione delle clausole contrattuali, così come delle disposizioni del capitolato speciale
d’appalto, deve essere fatta tenendo conto delle finalità del contratto e dei risultati ricercati con
l’attuazione del progetto approvato; per ogni altra evenienza trovano applicazione gli articoli 1362,
1363, 1364, 1365, 1366, 1367, 1368 comma 1 e 1369 del codice civile.
4. Per chiarezza, si elencano i principali atti normativi di riferimento per il contratto:
a. la L.P. 10 settembre 1993, n. 26 e relativo regolamento di attuazione;
b. il D.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 e relativi regolamenti attuativi di cui al D.P.R. 554/1999 e al
D.M. 19 aprile 2000, n.145, per quanto applicabili nell’ordinamento provinciale;
c. D.Lgs. n.81 del 2008.
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Art. 5
Documenti che fanno parte del contratto
1. Formano, a tutti gli effetti, parte integrante e sostanziale del Contratto di Appalto le norme ed i
documenti di seguito elencati e di cui l’Appaltatore dichiara di avere preso particolareggiata e
perfetta conoscenza:
• il presente capitolato speciale di appalto;
• il Capitolato Generale sui lavori pubblici approvato per i lavori pubblici approvato con D.M. 19
aprile 2000, n. 145, ancorché non materialmente allegato;
• il piano di sicurezza e di coordinamento ed il piano generale di sicurezza redatti ai sensi del
D.Lgs. n.81 del 2008;
• l’elaborato tecnico della copertura
• il piano operativo di sicurezza di cui 131, comma 2 del D. Lgs. 163/2006;
• il Cronoprogramma economico di cui all’art. 42 del DPR 554/1999;
• la Lista delle categorie di lavoro e delle forniture di offerta;
• l’elenco descrittivo delle voci desunto dall’elenco prezzi posto a base di gara;
• gli elaborati di progetto:
Art. 6
Disposizioni generali riguardanti l’appalto
1. La sottoscrizione del contratto e dei suoi allegati da parte dell’appaltatore equivale a dichiarazione
di perfetta conoscenza e accettazione delle norme vigenti in materia di lavori pubblici, delle norme
che regolano il presente appalto nonché del progetto e delle condizioni che attengono
all’esecuzione dell’opera.
2. La sottoscrizione del contratto e dei suoi allegati da parte dell’appaltatore equivale altresì a
dichiarazione della sussistenza delle condizioni che consentono l’immediata esecuzione dei lavori.
Art. 7
Fallimento e altre vicende soggettive dell’appaltatore
1. In caso di fallimento dell’appaltatore o di risoluzione del contratto per grave inadempimento del
medesimo, la stazione appaltante si avvale, impregiudicati i diritti e le azioni a tutela dei propri
interessi, delle facoltà previste dall’art. 140 del D.Lgs. 163/2006.
2. Con riferimento alle vicende soggettive dell’appaltatore, di cui all’art.116 del D.Lgs n.163 del 2006,
la stazione appaltante prende atto della modificazione intervenuta con apposito provvedimento,
verificati i requisiti richiesti dalla legge.
3. Ai fini del rispetto dell’obbligo di cui all’articolo 37, comma 13 del d.lgs. 163 del 2006, e ferma
restando la sussistenza dei requisiti di qualificazione, eventuali modificazioni delle percentuali di
esecuzione dei lavori rispetto alle quote di partecipazione al raggruppamento indicate in sede di
gara o in sede di stipulazione del contratto, devono essere comunicate tempestivamente
all’amministrazione mediante l’invio dell’atto di modifica redatto nelle stesse forme dell’atto in cui
sono contenute le indicazioni originarie e non richiedono la stipulazione di apposito atto aggiuntivo
al contratto. La mancata produzione dell’atto di modifica delle quote di partecipazione al
raggruppamento sospende il pagamento del corrispettivo, senza diritto per l’appaltatore al
riconoscimento di interessi o altri indennizzi.
Art. 8
Rappresentante dell’appaltatore e domicilio
1. Nel contratto l’Appaltatore elegge il suo domicilio legale, per tutti gli effetti del contratto, nel luogo
ove ha sede l’ufficio della Direzione lavori, ovvero presso gli uffici comunali o lo studio di un
professionista o gli uffici di società legalmente riconosciute nel comune ove ha sede l’ufficio di
Direzione lavori.
2. L’appaltatore che non conduce personalmente i lavori ha altresì l’obbligo di comunicare, ai sensi
dell’articolo 3 del Capitolato generale d’appalto, le generalità delle persone autorizzate a
riscuotere, ricevere e quietanzare le somme ricevute in conto o saldo, anche per effetto di
eventuali cessioni di credito preventivamente riconosciute dalla stazione appaltante.
3. Qualora l’appaltatore non conduca direttamente i lavori deve depositare presso la stazione
appaltante, ai sensi dell’articolo 4 del Capitolato generale d’appalto, il mandato con
rappresentanza, conferito con atto pubblico a persona idonea.
4. Tutte le intimazioni, le assegnazioni di termini ed ogni altra notificazione o comunicazione
dipendenti dal contratto di appalto sono fatte dal Direttore dei lavori o dal responsabile del
procedimento, ciascuno relativamente agli atti di propria competenza, a mani proprie
dell’appaltatore o di colui che lo rappresenta nella condotta dei lavori o presso il domicilio eletto ai
sensi del comma 1.
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CAPO 3 – TERMINI PER L’ESECUZIONE
Art. 9
Consegna e inizio dei lavori
1. L’esecuzione dei lavori ha inizio dopo la stipula del formale contratto, in seguito a consegna,
risultante da apposito verbale, da effettuarsi non oltre 45 giorni dalla stipula stessa, secondo le
modalità degli articoli 129 e seguenti del DPR 554/1999 . E’ fatto salvo quanto indicato nella lettera
di invito in applicazione dell’articolo 46 della L.P. 26/93, nel cui caso l’Impresa non può sollevare
alcuna eccezione o richiedere compensi di sorta.
2. Se nel giorno fissato e comunicato l’appaltatore non si presenta a ricevere la consegna dei lavori,
viene fissato un termine perentorio, non inferiore a 5 giorni e non superiore a 15, decorso
inutilmente il quale la Stazione Appaltante ha facoltà di risolvere il contratto e di incamerare la
cauzione, senza che ciò possa costituire motivo di pretese o eccezioni di sorta da parte
dell’appaltatore. Qualora sia indetta una nuova procedura per l’affidamento del completamento dei
lavori, l’aggiudicatario è escluso dalla partecipazione in quanto l’inadempimento è considerato
grave negligenza accertata.
3. Per consentire l’occupazione anche parziale delle aree oggetto di esproprio l’Amministrazione
potrà attivare l’ingresso alle aree, anche parziale, sotto la forma della consegna parziale dei lavori
con le modalità dell’art. 130 del DPR 554/99 . L’occupazione delle aree è finalizzata all’attività di
esbosco e taglio delle piante, perimetrazione delle aree, approntamento delle aree di cantiere ed
individuazione di sottoservizi o altre interferenze legate agli stessi. Tali lavorazioni rientrano negli
obblighi posti a carico dell’Aggiudicataria. L’Aggiudicataria si impegna a non richiedere per tutta la
durata della consegna parziale finalizzata all’effettuazione delle attività sopra indicate, maggiori
oneri o proroghe dei tempi contrattuali.
Art. 10
Termini per la realizzazione e l’ultimazione dei lavori
1. Il tempo di esecuzione dei lavori è stabilito in 600 giorni naturali consecutivi decorrenti dalla data
risultante dal verbale di consegna dei lavori.
2. L’appaltatore si obbliga alla rigorosa ottemperanza del programma temporale dei lavori disposto
dalla Stazione appaltante, che potrà fissare scadenze inderogabili per l’esecuzione di singole
lavorazioni.
3. Nel caso di sospensione o di ritardo dei lavori per fatti imputabili all'impresa, resta fermo lo
sviluppo esecutivo risultante dal Cronoprogramma allegato al contratto.
Art. 11
Sospensioni e proroghe
1. La sospensione dei lavori può essere disposta dal direttore dei lavori nei casi e nei modi di cui alla
normativa statale vigente. In particolare, qualora cause di forza maggiore ovvero altre circostanze
speciali tra cui le condizioni climatologiche avverse impediscano in via temporanea che i lavori
procedano utilmente a regola d’arte, la sospensione può essere disposta dal direttore dei lavori
previo accordo scritto con il responsabile del procedimento. Cessate le cause della sospensione la
direzione dei lavori ordina la ripresa dei lavori redigendo l’apposito verbale.
2. Le sospensioni disposte dal direttore lavori ai sensi del comma 1, per la parte rientrante nei giorni
di andamento sfavorevole indicati all’art.10 non comportano lo slittamento del termine finale dei
lavori. Eventuali sospensioni parziali sono calcolate ai sensi dell’art. 24, ultimo comma, del
capitolato generale.
3. Fuori dai casi di cui ai commi 1 e 2 il responsabile del procedimento può, per ragioni di pubblico
interesse o necessità, ordinare direttamente all’appaltatore la sospensione dei lavori, nei limiti e
con gli effetti previsti dal capitolato generale.
4. Non appena siano venute a cessare le cause della sospensione il direttore dei lavori redige il
verbale di ripresa dei lavori indicando il nuovo termine contrattuale; detto verbale è firmato
dall'appaltatore. Qualora le ragioni che hanno determinato l'interruzione dei lavori siano venute
meno solo in parte, potrà essere disposta la ripresa parziale dei lavori per le parti eseguibili. In
caso di ripresa parziale il nuovo termine contrattuale di ultimazione lavori verrà conteggiato,
analogamente a quanto disposto dall'art. 24 comma 7 del capitolato generale d'appalto.
5. Resta salva la facoltà del direttore dei lavori di posticipare, mediante ordini di servizio, l’esecuzione
di alcune tipologie di opere se, in rapporto alle modalità esecutive adottate dall’Appaltatore, queste
non possano essere realizzate a perfetta regola d’arte, anche durante i periodi invernali individuati
all’articolo 10. In tal caso non é riconosciuto all’Appaltatore alcun compenso o indennizzo.
6. I verbali di sospensione e di ripresa lavori devono essere trasmessi al responsabile del
procedimento nel termine di cinque giorni dalla data di emissione. Qualora il responsabile del
procedimento riscontri irregolarità ovvero discordanze con gli ordini impartiti alla direzione lavori,
può, nell’ulteriore termine di due giorni dal ricevimento degli atti, sospendere l’efficacia dei verbali.
7. L’appaltatore, qualora per causa a esso non imputabile, non sia in grado di ultimare i lavori nei
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termini fissati, può chiedere con domanda motivata proroghe, che se riconosciute giustificate, sono
concesse dalla Stazione appaltante purché le domande pervengano con almeno trenta giorni di
anticipo sulla scadenza contrattuale.
8. La disposizione di sospensioni e di riprese lavori nonché la concessione di proroghe determinano
l’onere in capo all’appaltatore di rivedere il programma lavori, eventualmente aggiornandolo,
secondo le modalità e con gli effetti dell’art. 13.
Art. 12
Penali in caso di ritardo
1. Nel caso di mancato rispetto del termine indicato per l’esecuzione delle opere, per ogni giorno
naturale consecutivo di ritardo nell’ultimazione dei lavori viene applicata una penale giornaliera pari
allo 0,3‰ (zero virgola tre per mille) dell’importo contrattuale al netto delle eventuali varianti
contrattuali contenute nel limite del 20% e nel rispetto della normativa fiscale.
2. In ogni caso l’importo complessivo delle penali non può superare il 10 per cento dell’importo
contrattuale; qualora il ritardo nell’adempimento determini un importo massimo della penale
superiore al 10 per cento il responsabile del procedimento promuove l’avvio delle procedure di cui
all’articolo 136 del D.Lgs. 163/2006.
3. L’applicazione delle penali di cui al presente articolo non ristora eventuali danni o ulteriori oneri
sostenuti dalla Stazione appaltante a causa dei ritardi.
4. Le penali, valutate dalla Direzione lavori, vengono iscritte a debito dell’appaltatore nel conto finale
con detrazione dalla rata di saldo. In ogni caso, qualora in corso d’opera la Direzione lavori ritenga
che il ritardo nell’adempimento possa essere tale da far temere che il credito residuo
dell’appaltatore da esporre sul conto finale non sia sufficiente a coprire l’importo delle penali, le
stesse possono essere applicate anche sugli stati di avanzamento precedenti.
Art. 13
Programma dei lavori dell’appaltatore
1. Il cronoprogramma economico di cui all’art. 42 del DPR 554/1999, allegato al contratto, dispone
convenzionalmente i lavori ed il relativo importo globale da eseguire per ogni anno decorrente dalla
data di consegna lavori.
2. Ai fini della consegna lavori ed entro 15 giorni antecedenti la data prevista per la consegna
medesima, l’appaltatore deve predisporre e consegnare alla direzione lavori un proprio programma
dei lavori, elaborato in relazione alle proprie tecnologie, alle proprie scelte imprenditoriali e alla
propria organizzazione lavorativa. Qualora l'appaltatore non presenti il programma dei lavori entro
il termine stabilito, il responsabile del procedimento fissa una nuova data e il termine per la
consegna dei lavori rimane sospeso. Qualora sia inutilmente trascorso il nuovo termine assegnato
dal responsabile del procedimento, la stazione appaltante ha facoltà di risolvere il contratto e di
incamerare la cauzione.
3. Il programma deve essere coerente con i tempi contrattuali di ultimazione, con l'eventuale
programma dei lavori predisposto dalla stazione appaltante e deve essere 11 approvato dalla
stazione appaltante, mediante apposizione di un visto del responsabile del procedimento, sentito il
Direttore lavori. La stazione può chiedere all’appaltatore di apportare modifiche al programma dei
lavori; in tal caso il termine per la consegna dei lavori rimane sospeso dalla data della richiesta
medesima. Qualora la stazione appaltante non si sia pronunciata entro la data prevista per la
consegna lavori, il programma si intende accettato, fatte salve palesi illogicità o indicazioni erronee
palesemente incompatibili con il rispetto del termine di ultimazione.
4. Il programma dei lavori dell’appaltatore deve riportare, per ogni pacchetto di lavorazioni, le
previsioni circa il relativo periodo di esecuzione nonché l'ammontare presunto, parziale e
progressivo, dell'avanzamento dei lavori alle date/agli importi contrattualmente stabiliti per la
liquidazione dei certificati di pagamento.
5. La Stazione appaltante può disporre, mediante ordine di servizio del responsabile del
procedimento, modifiche o integrazioni al programma dei lavori dell’appaltatore, anche
indipendentemente dal cronoprogramma allegato al contratto, purchè compatibili con il termine
contrattuale e senza alcun compenso o indennizzo per l’appaltatore medesimo, ogni volta che sia
necessario alla migliore esecuzione dei lavori e in particolare:
a. per il coordinamento con le prestazioni o le forniture di imprese o altre ditte estranee al
contratto;
b. per l’intervento o il mancato intervento di società concessionarie di pubblici servizi le cui reti
siano coinvolte in qualunque modo con l’andamento dei lavori, purché non imputabile ad
inadempimenti o ritardi della Stazione appaltante;
c. per l’intervento o il coordinamento con autorità, enti o altri soggetti diversi dalla Stazione
appaltante, che abbiano giurisdizione, competenza o responsabilità di tutela sugli immobili, i
siti e le aree comunque interessate dal cantiere; a tal fine non sono considerati soggetti diversi
le società o aziende controllate o partecipate dalla Stazione appaltante o soggetti titolari di
diritti reali su beni in qualunque modo interessati dai lavori intendendosi, in questi casi,
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ricondotta la fattispecie alla responsabilità gestionale della Stazione appaltante;
d. per la necessità o l’opportunità di eseguire prove su campioni, prove di carico, di tenuta e
funzionamento degli impianti, nonché collaudi parziali o specifici;
e. qualora sia richiesto dal coordinatore per la sicurezza e la salute nel cantiere, in ottemperanza
all’articolo 92 del decreto legislativo n. 81 del 2008.
6. L’appaltatore si impegna a consegnare alla Direzione lavori, ogni due mesi, il programma dei lavori
aggiornato secondo l’andamento effettivo dei lavori. Qualora l’appaltatore non adempia a quanto
disposto dal presente comma, la Stazione appaltante può sospendere il pagamento degli acconti
maturati; inoltre, anche in caso di ritardato adempimento oltre 10 giorni successivi alla scadenza
dei due mesi, l’appaltatore decade dal diritto di avanzare riserve e pretese di sorta relativamente
ad eventuali ritardi accumulati fino a quel momento.
Art. 14
Inderogabilità dei termini di esecuzione
1. L’appaltatore non può vantare alcuna pretesa né avanzare richiesta di proroga del termine di
ultimazione dei lavori o delle scadenze intermedie individuate all’art.10 per le seguenti cause:
a. ritardo nell’installazione del cantiere e nell’allacciamento alle reti tecnologiche necessarie al
suo funzionamento, per l’approvvigionamento dell’energia elettrica e dell’acqua;
b. esecuzione di accertamenti integrativi che l’appaltatore ritenesse di dovere effettuare per
l’esecuzione delle opere di fondazione, delle strutture e degli impianti, salvo che siano ordinati
dalla direzione dei lavori o concordati con questa;
c. tempo necessario per l’espletamento degli adempimenti a carico dell’appaltatore comunque
previsti dal Capitolato speciale d’appalto;
d. eventuali controversie tra l’appaltatore e i fornitori, subappaltatori, affidatari, altri incaricati;
e. eventuali vertenze a carattere aziendale tra l’appaltatore e il proprio personale dipendente;
f. ogni altro fatto o circostanza attribuibile all’Appaltatore.
Art. 15
Risoluzione del contratto per grave inadempimento, grave irregolarità e grave ritardo
1. I comportamenti dell’appaltatore che, accertati dal Direttore Lavori, concretano grave
inadempimento alle obbligazioni di contratto tale da compromettere la buona riuscita dei lavori
sono causa di risoluzione del contratto, ai sensi dell’articolo 136 del D.Lgs. 163/2006.
2. L’eventuale grave ritardo dell’appaltatore sui termini per l’ultimazione dei lavori o sulle scadenze
esplicitamente fissate allo scopo dal programma temporale è causa di risoluzione del contratto, ai
sensi dell’articolo 136 del D.Lgs. 163/2006.
3. In ogni caso, l’appaltatore è obbligato al risarcimento dei danni subiti dalla stazione appaltante
conseguenti la risoluzione del contratto.
CAPO 4 DISCIPLINA ECONOMICA
Art. 16
Anticipazione
1. Ai sensi dell’art.46 bis della L.P. 26/93 è dovuta all’appaltatore una somma, a titolo di
anticipazione, pari al 5 per cento dell’importo di contratto.
2. In ogni caso l’erogazione dell’anticipazione è subordinata all’avvenuta consegna dei lavori e alla
costituzione dell’appaltatore di idonea garanzia fideiussoria di un importo almeno pari
all’anticipazione, maggiorato dell’I.V.A. all’aliquota di legge; l’importo della garanzia è
gradualmente ridotto in corso d’opera dal totale dell’anticipazione ancora da recuperare.
3. L’anticipazione è gradualmente recuperata in corso d’opera, mediante trattenute sui pagamenti in
conto effettuate in una percentuale pari a quella dell’anticipazione stessa.
4. L’anticipazione, per la parte non ancora recuperata mediante detrazione graduale in occasione
dell’emissione dei singoli certificati di pagamento, è revocata qualora l’esecuzione del contratto
non prosegua secondo gli obblighi pattuiti e, in tale caso, spettano alla Stazione appaltante anche
gli interessi legali sulle somme anticipate con decorrenza dalla data di erogazione
dell’anticipazione.
Art. 17
Pagamenti in acconto
1. Gli stati di avanzamento (SAL) sono disposti a cadenza bimestrale e comunque in misura pari
almeno al 10 per cento dell'importo netto di contratto; ne deriva che se, decorsi i primi due mesi
dalla consegna lavori, non è stato ancora raggiunto il 10% dell’importo netto di contratto, per
emettere il SAL si dovrà aspettare il raggiungimento di tale percentuale. Il successivo SAL viene
emesso allo scadere del secondo mese decorrente dalla data di riferimento per il SAL precedente,
purché sia stato raggiunto un ulteriore 10 per cento dell'importo netto di contratto; altrimenti si
aspetta il raggiungimento di detta percentuale. Analogamente si procede per i SAL successivi. A
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11.
fine lavori, dopo l’emissione del relativo certificato, viene rilasciato l’ultimo stato di avanzamento
lavori, a prescindere dai limiti temporali e di valore disposti per gli altri stati di avanzamento. In ogni
caso, il credito residuo dell’appaltatore da esporre nel conto finale deve essere pari al 2,5 per
cento dell’importo contrattuale, fatti salvi le trattenute di legge e gli eventuali importi sospesi ai
sensi dei commi seguenti.
Fino al raggiungimento del 50 % dell’importo di contratto i pagamenti possono essere disposti sulla
base di una registrazione effettuata dal direttore lavori in partita provvisoria sui libretti delle misure
e di conseguenza sugli ulteriori documenti contabili, delle quantità dedotte da misurazioni
sommarie, fatte salve le lavorazioni le cui misurazioni non possono essere effettuate
successivamente. L’eventuale riserva da parte dell’appaltatore è considerata tempestiva fino a
quando in sede di contabilizzazione definitiva delle categorie di lavorazioni interessate vengono
portate in detrazione le partite provvisorie.
Alla determinazione degli importi di cui al comma 1 concorrono gli oneri per la sicurezza e pertanto
anche questi ultimi si applicano le previste trattenute di legge; ad ogni stato di Avanzamento Lavori
verrà corrisposta all’Impresa anche la quota relativa agli oneri per la sicurezza previo benestare
rilasciato dal coordinatore per la sicurezza in fase esecutiva, se nominato.
Entro 45 giorni dall’avvenuto raggiungimento dell’importo dei lavori eseguiti di cui al comma 1,
deve essere redatta la relativa contabilità ed emesso il conseguente certificato di pagamento,
ferma restando la completezza e la regolarità della documentazione richiesta ed in particolare di
quella prevista dall’art. 37.
Nel caso di raggruppamenti temporanei di imprese, la fatturazione del corrispettivo deve
corrispondere alle quote di lavoro indicate in sede di gara o in sede di stipulazione del contratto,
eventualmente modificate secondo le disposizioni dell’art.7, comma 3. La mancata corrispondenza
tra la fatturazione e le quote di partecipazione al raggruppamento note alla stazione appaltante
sospende il pagamento del corrispettivo, senza diritto per l’appaltatore al riconoscimento di
interessi o altri indennizzi.
La stazione appaltante deve disporre il pagamento del certificato entro i successivi 30 giorni, ferme
restando la completezza e la regolarità della documentazione richiesta, mediante l’emissione
dell’apposito mandato e l’erogazione a favore dell’appaltatore.
Qualora l’amministrazione aggiudicatrice rilevi, anche attraverso la documentazione di cui all’art.25
ter comma 1 del regolamento di attuazione della l.p. 26/1993 emanato con DPGP 30 settembre
1994, 12-10/Leg, l’accertamento del totale o parziale inadempimento nella corresponsione delle
retribuzioni e nell’effettuazione del versamento delle ritenute previdenziali, assicurative e
assistenziali da parte dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori, la liquidazione del certificato
di pagamento in acconto rimane sospesa per l'importo equivalente alle inadempienze accertate.
Se l’importo relativo alle inadempienze accertate non è quantificabile la liquidazione rimane
sospesa, senza applicazione di interessi per ritardato pagamento: per una quota pari al 20%
dell’intero certificato di pagamento, se le inadempienze riguardano l’appaltatore oppure nel caso di
impedimento nell’acquisizione della documentazione di cui all’art. 25 ter comma 1 del regolamento
di attuazione della l.p. 26/1993 emanato con DPGP 30 settembre 1994, 12-10/Leg per cause
dipendenti dall’appaltatore stesso; per una quota pari al 20% dell’importo autorizzato del contratto
di subappalto, se le inadempienze riguardano il subappaltatore oppure nel caso di impedimento
nell’acquisizione della documentazione di cui all’art. 25 ter comma 1 del regolamento di attuazione
della l. p. 26/1993 emanato con DPGP 30 settembre 1994, 12-10/Leg per cause dipendenti dal
subappaltatore.
Qualora la documentazione di cui all’art. 25 ter, comma 1 del regolamento di attuazione della l.p.
26/1993 emanato con DPGP 30 settembre 1994, 12-10/Leg non perviene all’amministrazione per
cause non imputabili all’appaltatore o agli eventuali subappaltatori, il certificato di pagamento è
liquidato rinviando improrogabilmente la verifica della documentazione al successivo pagamento.
Il corrispettivo non liquidato di cui al comma 8 viene svincolato solo previa dimostrazione di
avvenuta regolarizzazione da parte dell’appaltatore o, per il suo tramite, da parte del
subappaltatore, salvo che l’importo non sia utilizzato dall’amministrazione aggiudicatrice per il
pagamento diretto dei dipendenti dell’appaltatore o degli enti previdenziali e assicurativi, compresa
la cassa edile , che ne facciano richiesta nelle forme di legge. L’amministrazione provvede a dare
comunicazione agli enti previdenziali ed assicurativi della sospensione operata sui pagamenti, per
le valutazioni di merito.
Quando i lavori rimangano sospesi con specifico verbale disposto dal Direttore dei lavori o dal
Responsabile del procedimento, per un periodo superiore a 60 gg. per cause non dipendenti
dall’appaltatore, si provvede alla redazione dello stato di avanzamento e all’emissione del
certificato di pagamento, prescindendo dall’importo minimo di cui al comma 1.
Qualora sia stata erogata l’anticipazione, sull’importo di ogni certificato di pagamento è operata la
trattenuta di importo percentuale pari alla percentuale dell’anticipazione a titolo di graduale
recupero della medesima.
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ART. 18
Norme per la valutazione dei lavori e per i pagamenti in acconto
1. Per il pagamento degli stati di avanzamento lavori si osservano le seguenti prescrizioni:
a. Lavori a misura: Dei lavori appaltati a misura sono portate nel suddetto conto le quantità che
risulteranno effettivamente eseguite all'atto del loro accertamento, applicando alle stesse i
prezzi unitari offerti.
b. Provviste: I manufatti il cui valore sia superiore alla spesa per la loro messa in opera, se
riconosciuti ed accettati dal Direttore dei lavori, potranno essere inseriti in contabilità prima
della loro messa in opera in misura non superiore al 50% del prezzo a piè d’opera del
manufatto stesso; non saranno invece inseriti in contabilità i prezzi dei materiali provvisti a piè
d’opera prima del loro impiego.
c. Lavori imprevisti: Per lavori non descritti nell'elenco succitato é applicato il prezzo stabilito con
le norme di cui all’art. 28 del presente capitolato speciale di appalto.
2. Per tutte le opere di appalto le quantità di lavoro saranno determinate con misure geometriche,
escluso ogni altro metodo. Si stabilisce che:
a. Scavi in genere - Oltre gli obblighi particolari emergenti dal presente titolo del Capitolato
Speciale d'Appalto e salvo diversa espressa indicazione precisata nell'elenco prezzi unitari
(alternativamente nell'elenco descrittivo delle voci) o in subordine nelle norme tecniche del
medesimo capitolato, coi prezzi di offerta per scavi in genere, l'Appaltatore deve ritenersi
compensato per tutti gli oneri che esso dovrà incontrare:
• per taglio piante, estirpazioni di ceppaie, radici ecc., e per lo scavo con qualsiasi mezzo
delle materie sia asciutte che bagnate, in presenza di acqua e di qualsiasi consistenza;
• per paleggi, innalzamento, carico, trasporto e scarico in rilevato o rinterro od a rifiuto alla
distanza prevista dall'Elenco, sistemazione della materie di rifiuto, deposito provvisorio e
successiva ripresa, per ogni indennità di deposito temporaneo o definitivo;
• per la regolarizzazione delle scarpate o pareti, per lo spianamento del fondo, per la
formazione di gradini, per il successivo rinterro attorno alle murature, attorno e sopra le
condotte di acqua ed altre condotte in genere, e sopra le fognature e drenaggi secondo le
sagome definitive di progetto;
• per puntellature, sbadacchiature ed armature di qualsiasi importanza e genere, secondo
tutte le prescrizioni contenute nelle presenti condizioni tecniche esecutive;
• per ogni altra spesa infine necessaria per l'esecuzione completa degli scavi.
b. Scavi e rilevati per la formazione del corpo stradale - Il volume degli scavi e dei rilevati
occorrenti per la formazione del corpo stradale e relative scarpate e cunette secondo
l'andamento di progetto o di spostamenti eventuali, per la costruzione di rampe d'accesso alla
strada, verrà determinato con il metodo delle sezioni ragguagliate (la cui superficie potrà
venire calcolata anche col planimetro o con sistemi informatici) che saranno rilevate in
contraddittorio dell'Impresa in base alle sezioni convenzionali di progetto. Nel prezzo di offerta
dei rilevati eseguiti con materie provenienti dagli scavi è compreso il carico, trasporto, scarico
e formazione del rilevato a regola d'arte come prescritto dall'articolo relativo.
c. Murature in genere - Tutte le murature in genere, salvo le eccezioni in appresso specificate,
saranno misurate geometricamente a volume od a superficie, secondo la loro categoria, in
base a misure prese sul vivo dei muri, esclusi cioè gli intonaci. Dal volume delle murature
saranno dedotti solo i vani di luce superiori ai decimetri quadrati 50 (cinquanta), salvo
l'eccezione di cui al periodo seguente. I vani dei pozzetti dei tombini compenetrati nelle
murature in controripa non verranno però, in eccezione a quanto sopra, dedotti intendendosi
compensata la maggiore lavorazione delle spallette e l'architrave. Nei prezzi di tutte le opere,
tanto di fondazione quanto in elevazione in muratura, si intenderà sempre compresa ogni
qualunque spesa per le impalcature ed i ponti di servizio di qualsiasi importanza, per il carico,
trasporto, innalzamento o discesa o scarico a pie' d'opera dei materiali d'ogni peso e volume e
per tutte le manovre diverse, occorrenti per la costruzione delle opere stesse, qualunque sia la
loro altezza o profondità di esecuzione, e qualunque sia la grossezza e la forma delle murature
in elevazione, il paramento di faccia vista, del tipo indicato nel relativo prezzo di offerta delle
murature, sempre ché non sia previsto con pagamento separato. E' sempre compresa la
formazione di feritoie regolari e regolarmente disposte nei muri per lo scolo delle acque,
l’eventuale tubazione a perdere, la formazione delle immorsature e la costruzione di tutti gli
incassi per la posa in opera della pietra di taglio. Nei prezzi unitari delle murature da eseguire
con pietrame di proprietà dell'Amministrazione, come, in generale, per tutti i lavori per i quali
s'impiegano materiali di proprietà dell'Amministrazione (non ceduti all'Impresa), si intende
compreso ogni trasporto, ripulitura ed adattamento dei materiali stessi per renderli idonei alla
messa in opera, nonché la messa in opera degli stessi. Le murature eseguite con materiali
ceduti all'Impresa saranno valutate con i prezzi suddetti delle murature con pietrame fornito
dall'Impresa, intendendosi in questi prezzi compreso e compensato ogni trasporto ed ogni
onere di lavorazione, messa in opera ecc., come sopra, del pietrame ceduto. Qualunque sia la
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d.
e.
f.
g.
h.
i.
j.
k.
incurvatura data dalla pianta e alle sezioni trasversali dei muri, anche se si debbono costruire
sotto raggio, le relative murature non potranno essere comprese nella categoria delle volte e
saranno valutate coi prezzi delle murature rette senza alcun compenso in più.
Murature in pietra da taglio - La pietra da taglio a pagarsi a volume sarà sempre valutata a
metro cubo in base al volume del minimo parallelepipedo retto rettangolare, circoscrivibile. Le
lastre ed altri prezzi, da pagarsi a superficie, saranno valutati in base al minimo rettangolo
circoscrivibile. Per le pietre, di cui una parte viene lasciata greggia, si comprenderà anche
questa nella misurazione, non tenendo però alcun conto delle eventuali maggiori sporgenze
dalla parte non lavorata in confronto alle dimensioni assegnate alla medesima dati tipi
prescritti.
Calcestruzzi - I conglomerati cementizi di qualunque genere, saranno contabilizzati a metro
cubo, in base alle dimensioni prescritte, esclusa quindi ogni eventuale eccedenza ancorché
inevitabile dipendente dagli scavi aperti e trascurando soltanto la deduzione delle eventuali
smussature previste agli spigoli di cateto inferiore ed al più uguale a cm 10. Per le opere in
cemento armato non verrà dedotto il volume del ferro nelle stesse compenetrato.
Opere in ferro - Il peso delle strutture in ferro verrà computato desumendolo dalle tabelle che
risultano da manuali o da quelle delle ferriere, o con pesatura diretta.
Tubi in cemento - I tubi di cemento verranno valutati a metro lineare. Le frazioni di metro di
lunghezza verranno valutate come metro intero.
Delineatori stradali - Indicatori chilometrici - Termine di confine - Nel prezzo unitario dei
delineatori stradali, indicatori chilometrici e termini di confine, è compresa ogni operazione e
provvista del materiale occorrente per la messa in opera, nonché per ultimo le incisioni delle
lettere e dei numeri.
Mano d'opera - Gli operai per i lavori in economia dovranno essere idonei al lavoro per il quale
sono stati richiesti e dovranno essere provvisti dei necessari attrezzi. L'Appaltatore è obbligato,
senza alcun compenso, a sostituire tutti gli operai che non riescono di gradimento alla
Direzione dei Lavori. Resta tassativamente stabilito che gli operai in economia devono essere
messi a disposizione solo su richiesta della Direzione Lavori, e che quindi non saranno
riconosciute e non saranno contabilizzate spese per prestazioni di mano d'opera, se non
preventivamente autorizzate dalla Direzione Lavori.
Noleggi - Le macchine ed attrezzi dati a noleggio debbono essere in perfetto stato di servibilità
e provvisti di tutti gli accessori necessari per il loro regolare funzionamento. Sono a carico
esclusivo dell'Appaltatore la manutenzione degli attrezzi e delle macchine affinché siano
sempre in buono stato di servizio. Il prezzo comprende la mano d'opera, il combustibile, i
lubrificanti, i materiali di consumo, l'energia elettrica e tutto quanto occorre per il
funzionamento delle macchine. Per l'applicazione dei prezzi di noleggio di meccanismi in
genere, il noleggio va inteso corrisposto per tutto il tempo durante il quale i meccanismi sono
effettivamente utilizzati nell'ambito dei lavori oggetto dell'appalto, previo benestare della
direzione lavori. Nel prezzo di noleggio sono compresi e compensati gli oneri e tutte le spese
di trasporto a pie' d'opera, montaggio, smontaggio ed allontanamento dei detti meccanismi.
Per il noleggio dei carri e degli autocarri verrà corrisposto soltanto il prezzo per le ore di
effettivo lavoro, rimanendo escluso ogni compenso per qualsiasi altra causa o perditempo.
Trasporti - Nei prezzi dei trasporti s'intende compresa ogni spesa, la fornitura dei materiali di
consumo e la mano d'opera del conducente. I mezzi di trasporto per i lavori in economia
debbono essere forniti in pieno stato di efficienza e corrispondente alle prescritte
caratteristiche.
Art. 19
Pagamenti a saldo e modalità di erogazione del corrispettivo
1. Il conto finale dei lavori è redatto entro 120 giorni dalla data della loro ultimazione, accertata con
apposito certificato, previa acquisizione della documentazione prevista.
2. Ai sensi dell’articolo 174 del D.P.R. 554/1999, il conto finale è sottoscritto dall’appaltatore entro 30
giorni dalla sua redazione.
3. La rata di saldo è pagata entro 90 giorni dalla data di approvazione del certificato di collaudo,
ferma restando la completezza e la regolarità della documentazione richiesta ed in particolare di
quella prevista dall’art. 37.
4. Qualora l’amministrazione aggiudicatrice rilevi, anche attraverso la documentazione di cui all’art.25
ter comma 1 del regolamento di attuazione della l.p. 26/1993 emanato con DPGP 30 settembre
1994, 12-10/Leg, l’accertamento del totale o parziale inadempimento nella corresponsione delle
retribuzioni e nell’effettuazione del versamento delle ritenute previdenziali, assicurative e
assistenziali da parte dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori, la liquidazione del certificato
di pagamento a saldo, rimane sospesa per l'importo equivalente alle inadempienze accertate. Se
l’importo relativo alle inadempienze accertate non è quantificabile la liquidazione rimane sospesa,
senza applicazione di interessi per ritardato pagamento: per una quota pari al 20% dell’intero
certificato di pagamento, se le inadempienze riguardano l’appaltatore oppure nel caso di
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impedimento nell’acquisizione della documentazione di cui all’art. 25 ter comma 1 del regolamento
di attuazione della l.p. 26/1993 emanato con DPGP 30 settembre 1994, 12-10/Leg per cause
dipendenti dall’appaltatore stesso; per una quota pari al 20% dell’importo autorizzato del contratto
di subappalto, se le inadempienze riguardano il subappaltatore oppure nel caso di impedimento
nell’acquisizione della documentazione di cui all’art. 25 ter comma 1 del regolamento di attuazione
della l. p. 26/1993 emanato con DPGP 30 settembre 1994, 12-10/Leg per cause dipendenti dal
subappaltatore. In tali evenienze è comunque possibile svincolare la cauzione definitiva.
5. Salvo quanto disposto dall’articolo 1669 del codice civile, l’appaltatore risponde per la difformità ed
i vizi dell’opera, ancorché riconoscibili, purché denunciati dal soggetto appaltante prima
dell’approvazione del certificato di collaudo.
Art. 20
Ritardi nel pagamento delle rate di acconto
1. Non sono dovuti interessi per i primi 45 giorni intercorrenti tra il verificarsi delle condizioni e delle
stesse circostanze per l’emissione del certificato di pagamento ai sensi dell’articolo 18 e la sua
effettiva emissione; trascorso tale termine senza che sia emesso il certificato di pagamento, per
causa imputabile alla Stazione Appaltante, sono dovuti all’appaltatore gli interessi legali per i primi
60 giorni di ritardo rispetto al predetto termine di 45 giorni. Trascorso infruttuosamente anche
questo termine spettano all’appaltatore gli interessi di mora nella misura stabilita con l’apposito
decreto ministeriale di cui all’articolo 133, comma 1 del D.Lgs. 163/2006.
2. Non sono dovuti gli interessi per i primi 30 giorni intercorrenti tra l’emissione del certificato di
pagamento e il suo effettivo pagamento a favore dell’appaltatore; trascorso tale termine senza che
sia stato eseguito il pagamento per causa imputabile alla Stazione Appaltante, sono dovuti
all’appaltatore gli interessi legali per i primi 60 giorni di ritardo. Trascorso infruttuosamente anche
questo termine spettano all’appaltatore gli interessi di mora nella misura stabilita con l’apposito
decreto ministeriale di cui all’articolo 133, comma 1 del D.Lgs. 163/2006.
Art. 21
Ritardi nel pagamento della rata a saldo
1. Per il pagamento della rata a saldo in ritardo rispetto al termine stabilito all’art. 19, comma 3, per
causa imputabile all’Amministrazione, sulle somme dovute decorrono gli interessi legali.
2. Qualora il ritardo nelle emissioni dei certificati o nel pagamento delle somme dovute a saldo si
protragga per ulteriori 60 giorni, oltre al termine stabilito al comma 1, sulle somme sono dovuti gli
interessi di mora.
Art. 22
Disciplina economica dell’esecuzione dei lavori pubblici
1. In materia di disciplina economica dell’esecuzione dei lavori pubblici si applica l’art. 46 ter della
l.p.26/1993.
2. Ai fini dell’applicazione del prezzo chiuso di cui all’art. 133, comma 3 del D.lgs 163/2006, si fa
riferimento al cronoprogramma economico allegato al contratto.
Art. 23
Cessione del contratto e cessione di crediti
1. E’ vietata la cessione del contratto sotto qualsiasi forma e ogni atto contrario è nullo di diritto, fatto
salvo quanto previsto dall’art. 116 del D.Lgs.163/2006.
2. La cessione dei crediti, ai sensi dell’art. 117 del D.Lgs. 163/2006 e della L. 21 febbraio 1991, n. 52
e pertanto qualora il cessionario sia una banca o un intermediario finanziario disciplinato dalle leggi
in materia bancaria e creditizia il cui oggetto sociale preveda l’esercizio dell’attività di acquisto di
crediti d’impresa, è efficacie e opponibile alla stazione appaltante qualora questa non la rifiuti con
comunicazione da notificarsi al cedente e al cessionario entro quarantacinque giorni dalla notifica
della cessione stessa.
3. Il contratto di cessione dei crediti deve essere stipulato, ai fini della sua opponibilità alla stazione
appaltante, mediante atto pubblico o scrittura privata autenticata e deve essere notificato
all’amministrazione appaltante. Il contratto di cessione deve recare in ogni caso la clausola
secondo cui l’amministrazione ceduta può opporre al cessionario tutte le eccezioni opponibili al
cedente in base al contratto di appalto, pena l’automatica inopponibilità della cessione alla stazione
appaltante.
CAPO 5 - CAUZIONI E GARANZIE
Art. 24
Cauzione Provvisoria
1. All’atto della presentazione dell’offerta le Imprese devono presentare, ai sensi dell’articolo 34 della
l.p.26/1993, i documenti comprovanti la costituzione di un deposito cauzionale, secondo le
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modalità specificate negli atti di gara.
Art. 25
Cauzione definitiva
1. Precedentemente alla stipulazione del contratto di appalto l’Impresa aggiudicataria dovrà
provvedere a costituire una garanzia fideiussoria, a titolo di cauzione definitiva, dell’importo e
secondo le modalità specificati negli atti di gara.
2. La garanzia fideiussoria deve essere presentata mediante polizza bancaria o assicurativa, emessa
da istituto autorizzato e dovrà essere svincolata secondo le modalità stabilite nell'art. 113 D.Lgs.
163/2006.
3. L’amministrazione potrà avvalersi della garanzia fideiussoria parzialmente o totalmente, per gli
oneri derivanti dal mancato o inesatto adempimento dell’appaltatore ed in particolare per le spese
sostenute per il completamento dei lavori nel caso di risoluzione del contratto disposta in danno
dell’Appaltatore, per il rimborso delle maggiori somme pagate durante l’appalto rispetto ai risultati
della liquidazione finale, nonché per provvedere al pagamento di quanto dovuto dall’Appaltatore
per le inadempienze derivanti dall’inosservanza di norme e prescrizioni dei contratti collettivi, delle
leggi e dei regolamenti sulla tutela, protezione, assicurazione, assistenza e sicurezza fisica dei
lavoratori presenti in cantiere; l’incameramento della garanzia avviene con atto unilaterale
dell’amministrazione senza necessità di dichiarazione giudiziale.
4. La garanzia fideiussoria deve essere tempestivamente reintegrata qualora, in corso d’opera essa
sia stata incamerata parzialmente o totalmente, dall’amministrazione; in caso di inottemperanza la
reintegrazione si effettua a valere sui ratei di prezzo da corrispondere all’appaltatore.
5. La mancata costituzione della garanzia determina la decadenza dell’affidamento e l’acquisizione
della cauzione provvisoria da parte della stazione appaltante che può avvalersi della facoltà di
aggiudicare al concorrente che segue nella graduatoria ai sensi dell’articolo 113, comma 4, D.Lgs.
163/2006.
Art. 26
Coperture Assicurative
1. Ai sensi delI’art. 129, comma 1, del D.Lgs. 163/2006, deIl’art. 103 del regolamento 554/1999 e
dell’art. 23 della L.P. 26/93 l’appaltatore è obbligato, almeno 10 giorni prima della consegna dei
lavori, a stipulare una polizza di assicurazione che copra i danni subiti dalla stazione appaltante a
causa del danneggiamento o della distruzione totale o parziale di impianti ed opere, anche
preesistenti, verificatesi nel corso dell’esecuzione dei lavori oggetto del presente capitolato. La
polizza deve inoltre assicurare la stazione appaltante contro la responsabilità civile per danni
causati a terzi nel corso dell’esecuzione dei lavori medesimi.
2. Fermo restando quanto previsto al successivo comma 3, le clausole della polizza devono essere
conformi allo Schema Tipo di polizza 2.3, concernente “Copertura assicurativa per danni di
esecuzione, responsabilità civile terzi e garanzia di manutenzione”, approvato con decreto del
Ministro delle Attività produttive 12 marzo 2004, n.123, adottato di concerto con il Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti.
3. In relazione alla necessità di adattare i contenuti dello Schema Tipo di polizza 2.3 alla disciplina
provinciale in materia di lavori pubblici dettata dalla L.P. 26/93 e dal relativo regolamento di
attuazione emanato con D.P.G.P. 30 settembre 1994 n. 12-10/Leg, la copertura assicurativa di cui
al presente articolo dovrà prevedere espressamente che:
a. in deroga all’art. 2, comma 1, lettera b, dello Schema Tipo 2.3, l’assicurazione è prestata nei
confronti dei progetti approvati ai sensi della L.P. n. 26/93 la quale non prevede la verifica di
cui all’art. 112 del D.Lgs. 163/2006 (validazione del progetto);
b. ogni riferimento al “collaudo provvisorio” contenuto nello Schema Tipo 2.3 si intende fatto
semplicemente al “collaudo”;
c. qualora il certificato di collaudo (o di regolare esecuzione) non sia approvato nei termini di cui
all’art. 26, comma 1, della L.P. n. 26/1993 , ai sensi del comma 2 della medesima
disposizione, la validità della polizza cessa decorsi sei mesi dalla scadenza dei termini di cui al
predetto art. 26, comma 1, salvo che la mancata approvazione del certificato di collaudo (o di
regolare esecuzione) non dipenda da fatto imputabile all’appaltatore;
d. per ogni controversia che dovesse insorgere con la stazione appaltante, il foro competente è
esclusivamente quello ove ha sede la medesima stazione appaltante;
e. ogni altro riferimento fatto dallo Schema Tipo di polizza 2.3 alle norme del D.Lgs. 163/2006 e
del Regolamento D.P.R. n. 554/1999 deve intendersi fatto alle corrispondenti norme della L.P.
n. 26/1993 e s.m. e del regolamento di attuazione emanato con D.P.G.P. 30 settembre 1994
n. 12-10/Leg, ogni qual volta la normativa statale non sia applicabile nell’ordinamento
provinciale.
4. Tutte le predette clausole dovranno essere riportate in una apposita appendice alla Scheda
Tecnica 2.3 del decreto del Ministro delle Attività produttive 12 marzo 2004, n.123 e dovranno
essere debitamente sottoscritte.
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5. La Scheda Tecnica 2.3 e l’appendice contenente tutte le clausole sopra elencate devono essere
trasmesse alla stazione appaltante almeno 10 giorni prima della consegna dei lavori.
6. La polizza dovrà prevedere un periodo di garanzia di manutenzione della durata di 24 mesi
7. La Scheda Tecnica 2.3 deve prevedere:
Sezione A - Copertura assicurativa dei danni alle opere durante la loro esecuzione e garanzia di
manutenzione.
Partita I Opere e impianti permanenti e temporanei: importo di aggiudicazione
Partita 2 Opere ed impianti preesistenti Euro 1.000,000,00 (Euro un milione / zero cent) massimo
indennizzo
Partita 3 Spese di demolizione e sgombero Euro 200.000,00 (Euro duecentomila / zero cent)
Sezione B - Copertura assicurativa della responsabilità civile durante l’esecuzione delle opere.
Il massimale deve essere pari al 5% della somma assicurata per le opere nella Sezione A (somma
degli importi delle Partite 1, 2 e 3), con un minimo di Euro 500.000,00 ed un massimo di Euro
5.000.000,00.
La copertura assicurativa della responsabilità civile verso terzi durante
l’esecuzione dei lavori deve comprendere:
a) i danni a cose dovuti a vibrazione importo Euro 200.000,00 (Euro duecentomila / zero cent)
b) i danni a cose dovuti a rimozione, franamento o cedimento del terreno, di basi di appoggio o di
sostegni in genere importo Euro 200.000,00 (Euro duecentomila / zero cent)
c) danni a cavi o condutture sotterranee. Importo Euro 200.000,00 (Euro duecentomila / zero cent)
8. Le inclusioni sopra elencate dovranno essere poste in calce alla Scheda Tecnica o dovranno
essere riportate nell’appendice alla Scheda Tecnica e debitamente sottoscritte.
9. In caso di sinistro l’esecutore dei lavori ha l’obbligo di provvedere al reintegro delle somme
assicurate nelle Sezioni A e B della Scheda Tecnica 2.3.
10. In caso di proroga o di aggiornamento della somma assicurata l’esecutore dei lavori dovrà
trasmettere alla stazione appaltante la Scheda Tecnica 2.3 bis del citato decreto ministeriale.
CAPO 6 – VARIAZIONI
Art. 27
Variazione al progetto
1. Le singole quantità di progetto esposte nella lista delle lavorazioni e delle forniture potranno in fase
esecutiva variare tanto in aumento quanto in diminuzione, ovvero essere soppresse nell’interesse
della buona riuscita e della economia dei lavori, nel rispetto di quanto previsto dal presente
articolo. Inoltre potranno essere ordinate all’appaltatore lavorazioni e forniture non previste in fase
progettuale.
2. Le variazioni di cui al comma 1 devono avvenire nel rispetto delle disposizioni dell’art. 51 della L.P.
n. 26/93 nonché, per quanto compatibili degli art. 10 e 12 del D.M. 19 aprile 2000 n. 145. Le
variazioni ai lavori proposte dall’Appaltatore e accettate dall’Amministrazione comporteranno a
carico dell’appaltatore tutti gli oneri per la riprogettazione, per l’ottenimento delle autorizzazioni e
per il deposito dei documenti richiesti dagli organi di controllo.
3. Nel caso di varianti in diminuzione migliorative proposte dall’appaltatore si applica l’art. 11 del D.M.
19 aprile 2000 n. 145.
4. Ai fini dell’eventuale applicazione delle disposizioni di cui all’art. 10, comma sesto del Capitolato
generale di Appalto (equo compenso) si intendono gruppi di lavorazioni omogenee quelli indicati
nella seguente tabella:
Nr. progr. Descrizione dei gruppi di lavorazione
1
Opere edili
2
Impianti
2.078.864,69
799.962,02
Art. 28
Prezzi applicabili ai nuovi lavori e nuovi prezzi, lavori in economia
1. Qualora si rendano necessari nuovi lavori, nel limite del 20% dell’importo originario di contratto, per
i quali non si trovi assegnato il relativo prezzo di offerta, l’Appaltatore ha l’obbligo di eseguirli e la
stazione appaltante li valuterà previa la determinazione dei nuovi prezzi con le norme dell’articolo
136 del D.P.R. 554 del 1999 e, per quanto con questo non in contrasto, secondo quanto
specificatamente indicato al comma 4 del presente articolo ed all’art. 13 della L.P. 26/93 e s.m.,
ovvero si provvederà alla loro esecuzione con operai, mezzi d’opera e provviste forniti
dall’Appaltatore.
22
2. Gli operai per lavori in economia dovranno essere idonei ai lavori da eseguirsi e provvisti dei
necessari attrezzi. Saranno a carico dell’Appaltatore le manutenzioni degli attrezzi e delle
macchine nonché le eventuali riparazioni al fine del loro mantenimento in perfetto stato di servizio
perché tali oneri sono compresi nei compensi orari della mano d’opera e dei noli. Le macchine, i
mezzi di trasporto e gli attrezzi dati a noleggio dovranno essere in perfetta efficienza e provvisti di
tutti gli accessori necessari per il loro perfetto funzionamento. La mano d’opera, i noli e i trasporti
saranno pagati ai prezzi di offerta; si provvederà alla stesura dei nuovi prezzi secondo la procedura
di cui al comma 1, qualora non si trovino assegnati i relativi prezzi di offerta.
3. Tutti i lavori, prestazioni e forniture da eseguirsi in economia, dovranno essere preventivamente
autorizzati dalla Direzione Lavori l’Appaltatore alla fine di ogni giornata dovrà presentare all’ufficio
della Direzione Lavori la nota analitica dei lavori, prestazioni e forniture effettuati in economia; in
caso di impossibilità, tale nota sottoscritta dall’Impresa, dovrà essere inviata via fax entro il giorno
stesso.
4. I nuovi prezzi possono essere determinati con i tre diversi criteri di seguito elencati in ordine di
preferenza. Ai nuovi prezzi relativi a lavori, prestazioni e forniture da eseguirsi in economia, ai
sensi dell’art.153 del DPR n.554 del 1999, non si applicano il ribasso, ovvero il ribasso
convenzionale, derivante dall’offerta globale dell’impresa.
CRITERIO DEL RAGGUAGLIO.
Il compenso per il nuovo prezzo si determina comparando la nuova voce ad analoghe di contratto
al netto degli oneri di sicurezza.
CRITERIO DEL RIFERIMENTO ALL’ELENCO PREZZI DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI
TRENTO.
Per definire il nuovo prezzo si fa riferimento ai prezzi dell’Elenco prezzi P.A.T. di cui all’art.13 della
L.P. 26/93 relativo all’anno di formulazione dell'offerta.
• Se i prezzi di progetto sono stati aggiornati con l’applicazione del coefficiente di rivalutazione di
cui all’art. 10 comma 2 lettera d) della L.P. 26/93 e s.m., per definire il nuovo prezzo si fa
riferimento ai prezzi del sopracitato Elenco Prezzi P.A.T. aggiornati con il medesimo
coefficiente.
• Se per definire il nuovo prezzo si fa riferimento ai prezzi dell’Elenco Prezzi PAT in vigore al
momento della formulazione del nuovo prezzo, questi sono omogeneizzati a quelli di progetto
(non aggiornati) applicando l’inverso del coefficiente di rivalutazione di cui all’articolo 10
comma 2, lettera d) della L.P. 26/93 e s.m.
(per appalti con offerta a prezzi unitari)
I nuovi prezzi sono così determinati:
NP= Prif*(1-(Rcon/100))
con:
Prif= prezzi di riferimento, ovvero prezzi dell’Elenco prezzi PAT
Rcon= ribasso convenzionale derivante dall’offerta globale dell’impresa
Il NP è quindi al netto degli oneri della sicurezza.
(per appalti con offerta a massimo ribasso)
I nuovi prezzi sono così determinati:
NP= Prif*
con:
Prif= prezzi di riferimento, ovvero prezzi dell’Elenco prezzi PAT
Il ribasso percentuale di offerta verrà successivamente applicato sull’importo lordo globale del SAL
o del saldo.
Il NP è quindi al netto degli oneri della sicurezza.
CRITERIO DELL’ANALISI DEI PREZZI.
Qualora non sia possibile applicare i precedenti criteri, il NP sarà formulato con Analisi dei Prezzi
utilizzando per quanto possibile l’elenco Prezzo PAT di progetto nella descrizione delle voci di
costo elementari del NP medesimo (mano d’opera, noli, materiali).
In mancanza il NP si formula mediante Analisi dei Prezzi di mercato omogeneizzato ai prezzi
elementari di mano d'opera, materiali, noli e trasporti alla data di formulazione dell'offerta.
(per appalti con offerta a prezzi unitari)
I nuovi prezzi sono così determinati:
NP= Pan*(1-(Rcon/100))
Con:
Pan= prezzo derivante da regolare “Analisi prezzi” come sopra definita
Rcon= ribasso convenzionale derivante dall’offerta globale dell’impresa
Il NP è quindi al netto degli oneri della sicurezza.
(per appalti con offerta a ribasso unico percentuale)
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NP= Pan*
Con:
Pan= prezzo derivante da regolare “Analisi prezzi” come sopra definita
Il ribasso percentuale di offerta verrà successivamente applicato sull’importo lordo globale del SAL
o del saldo.
Il NP è quindi al netto degli oneri della sicurezza.
CAPO 7 -DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA
Art. 29
Norme di sicurezza generale
1. I lavori appaltati devono svolgersi nel pieno rispetto di tutte le norme vigenti in materia di
prevenzione degli infortuni e igiene del lavoro e in ogni caso in condizioni di permanente sicurezza
e igiene.
2. L’appaltatore è altresì obbligato ad osservare scrupolosamente le disposizioni del vigente
regolamento locale di Igiene, per quanto attiene la gestione del cantiere.
3. L’appaltatore predispone per tempo e secondo quanto previsto dalle vigenti disposizioni, gli
appositi piani per la riduzione del rumore, in relazione al personale e alle strutture utilizzate.
4. L’appaltatore non può iniziare o continuare i lavori qualora sia in difetto nell’applicazione di quanto
stabilito nel presente articolo.
Art. 30
Piani di sicurezza
1. L’appaltatore è obbligato ad osservare scrupolosamente e senza riserve o eccezioni il piano di
sicurezza e di coordinamento predisposto dal coordinatore per la sicurezza e messo a
disposizione da parte della stazione appaltante ai sensi del D.Lgs. n. 81 del 2008, salvo quanto
espressamente precisato al comma 2.
2. L’appaltatore può presentare al coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione una o più
proposte motivate di modificazione o di integrazione al piano di sicurezza e di coordinamento, nei
seguenti casi:
a. per adeguarne i contenuti alle proprie tecnologie ovvero quando ritenga di poter meglio
garantire al sicurezza del cantiere sulla base della propria esperienza, anche in seguito alla
consultazione obbligatoria e preventiva dei rappresentanti per la sicurezza dei propri lavoratori
o a rilievi da parte degli organi di vigilanza;
b. per garantire il rispetto delle norme per la prevenzione degli infortuni e al tutela della salute dei
lavoratori eventualmente disattese nel piano di sicurezza, anche in seguito a rilievi o
prescrizioni degli organi di vigilanza.
3. L’appaltatore ha il diritto che il coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione si pronunci
tempestivamente con atto motivato da annotare sulla documentazione di cantiere,
sull’accoglimento o il rigetto delle proposte presentate; le decisione del coordinatore sono
vincolanti per l’appaltatore.
4. Qualora il coordinatore non si pronunci entro il termine di tre giorni lavorativi dalla presentazione
delle proposte dell’appaltatore, prorogabile una sola volta di altri tre giorni lavorativi nei casi di cui
al comma 2, lettera a), le proposte si intendono accolte.
5. Qualora il coordinatore non si sia pronunciato entro il termine di tre giorni lavorativi dalla
presentazione delle proposte dell’appaltatore, prorogabile una sola volta di altri tre giorni lavorativi
nei casi di cui al comma 2, lettera b), le proposte si intendono rigettate.
6. Nei casi di cui al comma 2, lettera a), l’eventuale accoglimento delle modificazioni e integrazioni
non può in alcun modo giustificare variazioni o adeguamenti dei prezzi pattuiti, né maggiorazioni
del corrispettivo o pretese risarcitorie di alcun genere.
7. Nei casi di cui al comma 2, lettera b), qualora l’eventuale accoglimento delle modificazioni ed
integrazioni comporti maggiori oneri a carico dell’impresa, e tale circostanza sia debitamente
provata e documentata, trova applicazione la disciplina delle varianti.
Art. 31
Piano operativo di sicurezza
1. L’appaltatore e, per suo tramite, i subappaltatori hanno l’obbligo di trasmettere all’amministrazione
aggiudicatrice prima dell’inizio dei lavori la documentazione prevista dalla vigente normativa
relativamente agli adempimenti assicurativi e antinfortunistici, nonché una copia del piano
operativo di sicurezza di cui all’art. 89, comma1, lettera h), del decreto legislativo n. 81 del 2008.
2. L’appaltatore ha l’obbligo di consegnare all’ente appaltante il piano operativo di sicurezza nel
rispetto delle vigenti disposizioni, prima della consegna dei lavori; se questo obbligo non viene
rispettato l’amministrazione aggiudicatrice non procede alla consegna dei lavori e diffida
l’appaltatore a ottemperare entro un termine massimo di 30 giorni, trascorso inutilmente il quale si
procede alla risoluzione del contratto secondo le disposizioni vigenti; in tal caso l’amministrazione
24
aggiudicatrice affida l’esecuzione dei lavori oggetto dell’appalto all’impresa che segue in
graduatoria.
3. L’appaltatore ha l’obbligo, nei casi di immediata consegna dei lavori prima della stipula del relativo
contratto ai sensi dell'articolo 46 della L.P. 26/93, di presentare il piano operativo di sicurezza non
oltre trenta giorni dalla consegna dei lavori; se questo obbligo non viene rispettato l'ente appaltante
diffida l'appaltatore a ottemperare entro un termine massimo di trenta giorni, trascorso inutilmente
il quale non si procede alla stipula del contratto e si affidano i lavori oggetto dell'appalto all'impresa
che segue in graduatoria.
4. L’appaltatore ha l’obbligo di indicare, all’atto della consegna del piano operativo di sicurezza, il
direttore tecnico del cantiere responsabile del rispetto del piano.
Art. 32
Osservanza e attuazione dei piano di sicurezza
1. L’appaltatore è obbligato ad osservare le misure generali di tutela di cui all’articolo 15 del decreto
legislativo n. 81 del 2008, con particolare riguardo alle circostanze e agli adempimenti descritti agli
articoli 95, 96 e 97 e all’allegato XIII del predetto decreto legislativo n. 81 del 2008.
2. I piani di sicurezza devono essere redatti in conformità alle direttive 89/391/CEE del Consiglio, del
12 giugno 1989, 92/57/CEE del Consiglio, del 24 giugno 1992, alla normativa nazionale di
recepimento, ai regolamenti di attuazione e alla migliore letteratura tecnica in materia.
3. L’impresa esecutrice è obbligata a comunicare tempestivamente prima dell’inizio dei lavori e quindi
periodicamente, a richiesta del committente o del coordinatore, l’iscrizione alla camera di
commercio, industria, artigianato e agricoltura, l’indicazione dei contratti collettivi applicati ai
lavoratori dipendenti e la dichiarazione circa l’assolvimento degli obblighi assicurativi e
previdenziali. L’affidatario è tenuto a curare il coordinamento di tutte le imprese operanti nel
cantiere, al fine di rendere gli specifici piani redatti dalle imprese subappaltatrici compatibili tra loro
e coerenti con il piano presentato dall’appaltatore. In caso di associazione temporanea o di
consorzio di imprese detto obbligo incombe all’impresa mandataria capogruppo. Il direttore tecnico
di cantiere è responsabile del rispetto del piano da parte di tutte le imprese impegnate
nell’esecuzione dei lavori.
4. Il piano di sicurezza e di coordinamento costituisce parte integrante del contratto di appalto. Le
gravi o ripetute violazioni dei piani stessi da parte dell’appaltatore, comunque accertate, previa
formale costituzione in mora dell’interessato, costituiscono causa di risoluzione del contratto.
CAPO 8- DISCIPLINA DEL SUBAPPALTO
Art. 33
Subappalto
1. Le singole lavorazioni sono subappaltabili o affidabili in cottimo secondo le modalità specificate nel
bando di gara e previste dall’art. 42 della L.P. 26/93 e dell’art. 25, del relativo Regolamento di
Attuazione, nonché dell’art. 118 del D.Lgs. 163 del 12 aprile 2006 e dell’art. 141 del D.P.R.
554/1999, e comunque nel rispetto della normativa statale di riferimento.
2. Gli oneri per la sicurezza concorrono a determinare l’importo delle opere da subappaltare ai sensi
dell’articolo 118 D.Lgs. 163/2006 .
3. L’affidamento in subappalto è sottoposta alle seguenti condizioni:
a. che l’appaltatore abbia indicato all’atto dell’offerta nonché nel caso di variante in sede di
sottoscrizione dell’atto di sottomissione o dell’atto aggiuntivo, i lavori o le parti di opere che
intenda subappaltare o concedere in cottimo; l’omissione delle indicazioni sta a significare che
il ricorso al subappalto o al cottimo non può essere autorizzato;
b. che l’appaltatore dimostri la sussistenza delle condizioni previste all’articolo 118 del d.lgs. 163
del 2006, producendo la seguente documentazione:
documentazione dell’Impresa aggiudicataria:
• Richiesta in bollo di autorizzazione al subappalto corredata di copia fotostatica di un
documento di identità del sottoscrittore (qualora la domanda non sia firmata in presenza
del dipendente addetto);
• Contratto di subappalto (o copia autentica) con indicazione dei prezzi unitari delle
lavorazioni che si intendono subappaltare e con il relativo ribasso del subappaltatore, con
la clausola sospensiva. Ai sensi dell’art. 26 del d.lgs. n.81 del 2008, nel contratto di
subappalto devono essere specificamente indicati a pena di nullità i costi relativi alla
sicurezza del lavoro con particolare riferimento a quelli propri connessi allo specifico
appalto.
• Dichiarazione, resa ai sensi del dpr. 445 del 2000, circa la sussistenza o meno di forme di
collegamento/controllo ai sensi dell’art. 2359 C.C. con l’impresa destinataria del
subappalto.
25
•
Dichiarazione dell’appaltatore, resa ai sensi del dpr. 445/2000, attestante l’eseguita verifica
dell’idoneità tecnico-professionale del subappaltatore, secondo le modalità di cui
all’allegato XVII del D.Lgs. 9 Aprile 2008, n. 81.
documentazione dell’Impresa destinataria del subappalto:
• Se l’impresa subappaltatrice è una società per azioni o una società in accomandita per
azioni o una società a responsabilità limitata o una società cooperativa o consortile per
azioni o a responsabilità limitata: Dichiarazione , resa ai sensi del dpr. 445 del 2000,
relativa alla composizione societaria sia nominativa che per quote percentuali, all’esistenza
di diritti reali di godimento o di garanzia sulle azioni con diritto di voto, ai soggetti muniti di
procura irrevocabile che hanno esercitato il voto nelle assemblee societarie nell’ultimo
anno antecedente la dichiarazione.
• Dichiarazione, resa ai sensi del dpr. 445 del 2000, attestante l’inesistenza di cause
d’esclusione dalle pubbliche gare di cui all’art. 35 della L.P. 26/93 e s.m. e degli ulteriori
requisiti di ordine generale previsti dall’art. 38 del D.Lgs. n. 163/2006;
Per subappalti di importo superiore ad Euro 51.645,69.= (al lordo dell’IVA):
• Modello GAP
Per subappalti di importo inferiore ad Euro 150.000,00.=:
• certificazione della Camera di Commercio (ai sensi dell’art. 34 L.P. n. 26/1993) riportante
la seguente dicitura “Nulla osta ai fini dell’art. 10 della Legge 31 maggio 1965 n. 575 e
s.m.” e di data non anteriore ai 6 mesi.
Per subappalti di importo superiore ad Euro 150.000,00.=:
• attestazione SOA (D.P.R. 34/2000).
Per subappalti di importo superiore ad Euro 154.937,07.=:
• certificazione della Camera di Commercio riportante la seguente dicitura “Nulla osta ai fini
dell’art. 10 della Legge 31 maggio 1965 n. 575 e s.m.” di data non anteriore a 6 mesi al
fine di consentire l’avvio delle informazioni prefettizie.
Per subappalti di importo superiore ad Euro 1.239.495,60.= (comprensivo dell’aumento
del 20% di cui all’art.3 del DPR 34/2000)
• certificazione sistema di qualità o dichiarazione, resa ai sensi del dpr. 445 del 2000,
attestante il possesso dei requisiti generali di cui all’art. 38 del D.Lgs 12 aprile 2006 n. 163.
4. Il subappalto e l’affidamento in cottimo devono essere autorizzati preventivamente all’inizio dei
relativi lavori dalla Stazione appaltante, previa richiesta scritta dell’appaltatore; l’autorizzazione è
rilasciata entro 30 giorni dal ricevimento della richiesta; tale termine può essere prorogato una sola
volta per non più di 30 giorni, ove ricorrano giustificati motivi; trascorso il medesimo termine,
eventualmente prorogato, senza che la Stazione appaltante abbia provveduto, l’autorizzazione si
intende concessa a tutti gli effetti qualora siano verificate tutte le condizioni di legge per
l’affidamento in subappalto. Per i subappalti o cottimi di importo inferiore al 2% dell’importo di
contratto di appalto o di importo inferiore a 100.000 Euro, i termini per il rilascio dell’autorizzazione
sono ridotti della metà.
5. Le lavorazioni previste in contratto con un’unica voce nella lista delle categorie non possono
essere affidate in subappalto separando la posa in opera dalla fornitura.
6. L’affidamento in subappalto è permesso nei confronti di associazioni di impresa. In tal caso,
unitamente alla richiesta di autorizzazione al subappalto, deve essere prodotto anche il mandato
collettivo speciale con rappresentanza, relativo all’associazione subaffidataria, conferito all’Impresa
capogruppo dalle Imprese mandanti, nella forma di scrittura privata autenticata (o copia
autenticata di esso) dal cui testo risulti espressamente:
• che le imprese che assumono il subappalto si sono costituite in raggruppamento
temporaneo tra loro;
• che detto raggruppamento temporaneo fra imprese persegue il fine di eseguire lavori in
subappalto, con espressa indicazione dell’appalto principale nonché dei lavori affidati in
subappalto;
• che l'esecuzione del subappalto determina la responsabilità solidale di tutte le imprese
facenti parte del raggruppamento stesso nei confronti dell’appaltatore committente oppure,
se presentata da imprese costituite in raggruppamento temporaneo di tipo "verticale" o ai
sensi dell'art. 95, comma 4 D.P.R. 554/99, determina, nei confronti dell’appaltatore
committente, la responsabilità dell'Impresa capogruppo per la parte di opera dalla stessa
assunta e la responsabilità dell'Impresa capogruppo e delle Imprese mandanti per le parti
di opera da queste 31 ultime assunte;
• che il mandato stesso è gratuito ed irrevocabile e che la sua revoca per giusta causa non
ha effetti nei confronti dell’appaltatore committente;
• che all'Impresa capogruppo spetta la rappresentanza esclusiva, anche processuale, delle
Imprese mandanti nei confronti dell’appaltatore committente in relazione al subappalto,
anche dopo il collaudo dei lavori principali fino all'estinzione di ogni rapporto;
26
•
la quota di partecipazione al raggruppamento di ciascuna impresa riunita, in relazione
all’obbligo stabilito dall’art. 37 comma 13 del D. Lgs. 163/2006, qualora non risulti da
ulteriore documentazione presentata.
7. Ai sensi dell’art. 3 della Legge 13 agosto 2010 n. 136 “Piano straordinario contro le mafie, nonché
delega al Governo in materia di normativa antimafia”, il contratto di subappalto deve contenere a
pena di nullità assoluta la clausola secondo la quale i subappaltatori e subcontraenti della filiera
delle imprese a qualsiasi titolo interessati ai lavori si assumono gli obblighi di tracciabilità dei flussi
finanziari di cui alla L. 136/2010.
Art. 34
Responsabilità in materia di subappalto
1. L’appaltatore resta in ogni caso responsabile nei confronti della Stazione appaltante per
l’esecuzione delle opere oggetto di subappalto, sollevando la Stazione appaltante medesima da
ogni pretesa dei subappaltatori o da richieste di risarcimento danno avanzate da terzi in
conseguenza all’esecuzione di lavori subappaltati.
2. Il subappalto non autorizzato comporta le sanzioni penali previste dall’art.21 del D.Lgs. n.646 del
1982 (ammenda fino a un terzo dell’importo dell’appalto, arresto da sei mesi ad un anno).
Art. 35
Pagamento dei subappaltatori
1. La Stazione appaltante non provvede al pagamento diretto dei subappaltatori e dei cottimisti.
L’appaltatore è obbligato a trasmettere alla Stazione appaltante, entro 20 giorni dalla data di
ciascun pagamento effettuato nei confronti del subappaltatore o cottimista, copia delle fatture
quietanziate relative ai pagamenti da esso corrisposti ai medesimi subappaltatori o cottimisti, con
l’indicazione delle ritenute di garanzia effettuate.
2. La Stazione appaltante procede al pagamento previa trasmissione delle fatture quietanzate del
subappaltatore che dovranno indicare in aggiunta agli estremi del contratto di subappalto e del
contratto principale anche i prezzi e le quantità di lavorazioni eseguite, o in assenza di pagamento,
in presenza di specifica liberatoria del subappaltatore.
3. In mancanza degli adempimenti di cui ai commi 1 e 2, si applica l’art. 25 del regolamento di
attuazione della l.p. 26/1993 emanato con DPGP 30 settembre 1994, 12-10/Leg.
CAPO 9- DISPOSIZIONI IN MATERIA DI LAVORATORI
Art. 36
Identificabilità dei lavoratori
1. L’appaltatore e gli eventuali subappaltatori devono munire il personale occupato di apposita
tessera di riconoscimento corredata di fotografia, contenente le generalità del lavoratore e
l’indicazione del datore di lavoro, la data di assunzione nonché, in caso di subappalto, gli estremi
della relativa autorizzazione. I lavoratori sono tenuti ad esporre detta tessera di riconoscimento.
Tale obbligo grava anche in capo ai lavoratori autonomi che esercitano direttamente la propria
attività nei cantieri, i quali sono tenuti a provvedervi per proprio conto evidenziando, oltre ai propri
dati identificativi, anche gli estremi del committente, ovvero nei confronti dei datori di lavoro con
meno di dieci dipendenti. Lo schema della tessera di riconoscimento e le sue modalità di
emissione sono allegate al verbale di consegna lavori.
Art. 37
Tutela dei lavoratori
1. L'appaltatore e gli eventuali subappaltatori si obbligano ad applicare o far applicare integralmente,
nei confronti di tutti i lavoratori dipendenti impiegati nell'esecuzione dell'appalto, anche se assunti
al di fuori della provincia di Trento condizioni economiche e normative previste dai contratti
collettivi nazionali e territoriali di lavoro per i dipendenti del settore relativo ai lavori pubblici affidati,
vigenti in provincia di Trento durante il periodo di svolgimento degli stessi, compresa, se prevista
da questi contratti collettivi, l'iscrizione alla Cassa edile della provincia autonoma di Trento. Le
medesime condizioni devono essere garantite ai soci lavoratori dipendenti da società cooperative.
2. L'Appaltatore e gli eventuali subappaltatori sono tenuti ad osservare le norme e prescrizioni delle
leggi e dei regolamenti in materia di tutela, sicurezza e salute, assicurazione, previdenza e
assistenza dei lavoratori, assolvendo agli obblighi previdenziali, assicurativi e fiscali nei confronti
degli Enti preposti.
3. L’appaltatore è obbligato in solido con l’eventuale subappaltatore a corrispondere ai lavoratori del
subappaltatore medesimo i trattamenti retributivi e i connessi contributi previdenziali e assicurativi
dovuti. Tale responsabilità è estesa anche all’effettuazione e al versamento delle ritenute fiscali
dovute.
4. A garanzia dell’osservanza degli obblighi di cui ai commi precedenti relativamente all’appaltatore
ed agli eventuali subappaltatori, sull'importo netto progressivo dei lavori è operata una ritenuta
27
5.
6.
7.
8.
9.
dello 0,5 per cento. Le ritenute possono essere svincolate soltanto dopo la liquidazione del conto
finale, previa approvazione del collaudo (o certificato di regolare esecuzione) e comunque qualora
le eventuali irregolarità riscontrate siano state sanate. L'amministrazione può disporre il
pagamento a valere sulle ritenute di cui al presente comma, di quanto dovuto per le inadempienze
rispetto agli obblighi di cui al presente articolo, accertate dagli enti competenti che ne richiedano il
pagamento nelle forme di legge, ovvero al pagamenti dei dipendenti ai sensi dell’art. 13 del DM
145/2000, con riferimento al solo appaltatore e salvo le maggiori responsabilità dell'appaltatore
medesimo.
In caso di ritardo nel pagamento delle retribuzioni dovute al personale dipendente dell’appaltatore il
responsabile del procedimento invita per iscritto il soggetto inadempiente a provvedervi entro i
successivi quindici giorni. Decorso infruttuosamente il suddetto termine e ove non sia stata
contestata formalmente e motivatamente la legittimità della richiesta entro il termine sopra
assegnato, le amministrazioni aggiudicatici possono pagare anche in corso d’opera direttamente ai
lavoratori le retribuzioni arretrate, detraendo il relativo importo dalle somme dovute all’appaltatore
ad ogni stato di avanzamento. I pagamenti eseguiti sono provati dalle quietanze predisposte a cura
del responsabile del procedimento e sottoscritte dagli interessati. Per gli adempimenti connessi ai
pagamenti disposti ai sensi del presente comma, nel caso di contestazioni, il responsabile del
procedimento si avvale della struttura competente in materia di lavoro.
L'amministrazione aggiudicatrice provvede al pagamento del corrispettivo dovuto all'appaltatore a
titolo di acconto, previa verifica degli adempimenti connessi con le prestazioni di lavoro dipendente
concernenti l’esecuzione dei lavori, mediante consegna da parte dell’appaltatore del documento
unico di regolarità contributiva positivo riferito all’appaltatore e agli eventuali subappaltatori, nonché
la dichiarazione di regolarità retributiva rilasciata dall’Autorità competente, nei confronti degli
eventuali subappaltatori che abbiano concluso i lavori in subappalto nel periodo di riferimento dello
stato di avanzamento. L’appaltatore comunica all’amministrazione aggiudicatrice la data di inizio e
di fine di ciascun subappalto entro dieci giorni dal suo termine; nel medesimo termine
l’amministrazione aggiudicatrice chiede all’autorità competente la dichiarazione di regolarità di
retributiva nei confronti del subappaltatore. La dichiarazione è rilasciata entro trenta giorni dalla
richiesta, decorsi inutilmente i quali si intende concessa. Nel caso in cui, con riferimento al solo
subappaltatore, la struttura provinciale competente in materia di lavoro non provvede
all’accertamento definitivo della regolarità retributiva, per mancanza di dati o impossibilità di
reperirli e conseguentemente archivia il procedimento senza l’accertamento, l’amministrazione
aggiudicatrice procede ugualmente alla liquidazione del pagamento nei confronti dell’appaltatore.
In tal caso è necessario acquisire la preventiva richiesta di pagamento da parte dell’appaltatore
corredata dalla dichiarazione dell’effettiva impossibilità di reperire la documentazione necessaria
per la verifica di regolarità nonché dall’impegno di provvedere al diretto adempimento Per il
pagamento del saldo è richiesta tutta la documentazione prevista per il pagamento degli acconti
nonché la dichiarazione di regolarità retributiva rilasciata dall’Autorità competente, nei confronti
dell’appaltatore e degli eventuali subappaltatori che hanno concluso i lavori in subappalto
successivamente all’ultimo S.A.L. liquidato .
Con riferimento ai pagamenti in acconto, il documento unico di regolarità contributiva (DURC) è
richiesto per i seguenti soggetti:
• Impresa o ATI appaltatrice; nel caso di A.T.I. il DURC è richiesto nei confronti delle imprese
che hanno effettivamente operato nel periodo considerato dal S.A.L.;
• Imprese subappaltatrici che hanno eseguito i lavori in subappalto durante il periodo
considerato dal SAL. Per le imprese subappaltatrici che hanno concluso i lavori nel periodo di
riferimento del SAL, il relativo DURC è richiesto con riferimento alle date di effettivo
svolgimento dei lavori, come dichiarata dall’appaltatore ed accertata dal Direttore lavori.
Con riferimento al pagamento del saldo, il DURC è chiesto con riferimento all’impresa o all’ATI
appaltatrice nonché ai subappaltatori che hanno concluso i lavori in subappalto successivamente
all’ultimo SAL liquidato.
Per il pagamento degli stati di avanzamento dei lavori, il DURC deve recare date di riferimento per
le posizioni certificate uguali o posteriori alla data finale del periodo di tempo considerato dallo
stato di avanzamento; per il pagamento del saldo finale, il DURC deve recare date di riferimento
per le posizioni certificate uguali o posteriori alla data ultima effettiva di conclusione dell’opera,
comprensiva degli eventuali lavori richiesti dall’organo di collaudo.
CAPO 10 - CONTROVERSIE E RISOLUZIONE DEL CONTRATTO
Art. 38
Controversie
1. Ai sensi dell’art. 58 bis della L.P. 26/1993, a seguito dell’iscrizione di riserve sui documenti
contabili, l’importo economico dei lavori affidati dalle amministrazioni aggiudicatrici possa variare
per più del 10 percento del corrispettivo contrattuale o comunque in misura sostanziale, il
28
2.
3.
4.
5.
responsabile del procedimento acquisisce le osservazioni del direttore dei lavori e dell’organo di
collaudo eventualmente costituito e, sentito l’appaltatore formula una proposta motivata di accordo
bonario entro novanta giorni dal ricevimento delle osservazioni dell’organo di collaudo
eventualmente costituito. Il responsabile della struttura competente per la realizzazione dell’opera
si pronuncia sulla proposta entro sessanta giorni dal suo ricevimento. Qualora l’accordo bonario
non venga raggiunto, la risoluzione delle controversie è devoluta all’Autorità giudiziaria ordinaria
competente del foro di Trento, escluso l’arbitrato.
Sulle somme riconosciute ai sensi del comma 1, gli interessi legali cominciano a decorrere 60
giorni dopo la data di sottoscrizione dell’accordo bonario, previamente approvato dalla Stazione
appaltante.
Nelle more della risoluzione delle controversie l’appaltatore non può comunque rallentare o
sospendere i lavori, né rifiutarsi di eseguire gli ordini impartiti dalla Stazione appaltante.
Qualora l’importo delle riserve iscritte nei documenti contabili non soddisfi le condizioni di cui al
comma 1, la definizione delle stesse riserve verrà rinviata a collaudo.
Ai sensi dell’art. 240-bis del D.Lgs. n.163 del 2006, le domande che fanno valere pretese già
oggetto di riserva non possono essere proposte per importi maggiori rispetto a quelli quantificati
nelle riserve stesse.
Art. 39
Cause espresse di risoluzione del contratto
1. La Stazione appaltante può risolvere il contratto, oltre che nei casi previsti dagli articoli 135 e 136
del D.Lgs. 163/2006 anche nei seguenti casi:
a. quando risulti accertato il mancato rispetto delle ingiunzioni o diffide fattegli dal direttore dei
lavori, nei termini imposti dagli stessi provvedimenti, in relazione alla violazione delle norme
sostanziali sul subappalto;
b. nel caso di mancato rispetto delle ingiunzioni fattegli dalla Stazione appaltante nei modi e nei
termini previsti dall’articolo 136 del D.Lgs. 163/2006, con le modalità precisate con il presente
articolo, per il ritardo nell’inizio o per ingiustificata sospensione dei lavori o per il ritardo rispetto
al programma di esecuzione dei lavori, inadempienza che, in relazione alle caratteristiche e
alle finalità dell’appalto, viene contrattualmente configurata come negligenza grave o
contravvenzione da parte dell’appaltatore agli obblighi alle condizioni stipulate;
c. nel caso di gravi mancanze rispetto della normativa sulla sicurezza e la salute dei lavoratori di
cui al decreto legislativo n. 81 del 2008 o ai piani di sicurezza di cui all’art. 131 comma 2 lettera
a) e c) del D.Lgs. 163/2006 integranti il contratto, e delle ingiunzioni fattegli al riguardo dal
coordinatore della sicurezza.
2. Nei casi di risoluzione del contratto in conformità di quanto previsto dall’articolo 136 del D.Lgs.
163/2006, la comunicazione della decisione assunta dalla Stazione appaltante è fatta
all’appaltatore nella forma dell’ordine di servizio o della raccomandata con avviso di ritorno, con
contestuale indicazione della data alla quale avrà luogo l’accertamento dello stato di consistenza
dei lavori.
3. La Stazione Appaltante nel comunicare all’Appaltatore la determinazione di risoluzione del
contratto, dispone con un preavviso di almeno 20 giorni la redazione dello stato di consistenza dei
lavori, all’inventario dei materiali, delle attrezzature e dei mezzi d’opera esistenti in cantiere,
nonché l’accertamento di quali di tali materiali, attrezzature e mezzi d’opera debbono essere
mantenuti a disposizione della Stazione appaltante per l’eventuale riutilizzo e alla determinazione
del relativo costo.
4. In sede di liquidazione finale dei lavori dell’appalto risolto è determinato l’onere da porre a carico
dell’appaltatore inadempiente in relazione alla maggiore spesa sostenuta per affidare ad altra
impresa i lavori, ove la stazione appaltante non sia avvalsa delle facoltà previste dall’art. 140,
commi 1 e 2 del D.Lgs. 163/2006.
CAPO 11- DISPOSIZIONI PER L’ULTIMAZIONE DEI LAVORI
Art. 40
Ultimazione dei lavori e gratuita manutenzione
1. Al termine dei lavori e in seguito a comunicazione formale dell’Appaltatore, il Direttore dei Lavori,
effettuati i necessari accertamenti in contraddittorio con l’Appaltatore della regolarità dell’opera
eseguita, redige il certificato di ultimazione dei lavori.
2. Il certificato di ultimazione può prevedere l'assegnazione di un termine perentorio, non superiore a
sessanta giorni, per il completamento di lavorazioni di piccola entità, accertate da parte del
direttore dei lavori come del tutto marginali e non incidenti sull'uso e sulla funzionalità dei lavori. Il
mancato rispetto di questo termine comporta l’inefficacia del certificato di ultimazione e la
necessità di redazione di nuovo certificato che accerti l'avvenuto completamente delle lavorazioni
sopraindicate.
3. In sede di accertamento sommario, senza pregiudizio di successivi accertamenti, sono rilevati e
29
verbalizzati eventuali vizi di difformità di costruzione che l’impresa appaltatrice è tenuta a eliminare
a sue spese nel termine fissato e con le modalità prescritte dal direttore dei lavori, fatto salvo il
risarcimento del danno dell’ente appaltante. In caso di ritardo nel ripristino, oltre il termine indicato
nel certificato di ultimazione, si applica la penale per i ritardi prevista dall’apposito articolo del
presente capitolato speciale, proporzionale all’importo della parte dei lavori che direttamente e
indirettamente traggono pregiudizio dal mancato ripristino e comunque all’importo non inferiore a
quello dei lavori di ripristino.
4. Dalla data del verbale di ultimazione dei lavori decorre il periodo di gratuita manutenzione; tale
periodo cessa con l’approvazione del collaudo da parte dell’ente appaltante, da effettuarsi entro i
termini previsti dall’art.41.
Art. 41
Termini per il collaudo ed accertamento di regolare esecuzione
1. Il collaudo tecnico amministrativo verrà effettuato entro il termine di un anno dall’ultimazione dei
lavori accertata dal certificato del Direttore dei lavori.
2. Nel caso che, su richiesta dell’Amministrazione venga nominato un collaudatore in corso d’opera,
visite dei collaudo in corso d'opera e/o parziali saranno effettuate anche durantel’esecuzione dei
lavori.
3. Nel caso di difetti o mancanze riscontrate nei lavori all’atto della visita di collaudo, l’appaltatore è
tenuto ad eseguire i lavori di riparazione o di completamento ad esso prescritti dal collaudatore nei
termini stabiliti dal medesimo. Il certificato di collaudo non potrà essere rilasciato prima che
l’appaltatore abbia accuratamente riparato, sostituito o completato quanto indicato dal
collaudatore. Il periodo necessario alla predetta operazione non potrà essere considerato ai fini del
calcolo di eventuali interessi per il ritardato pagamento.
4. Oltre agli oneri di cui all’art. 193 del D.P.R. 554/99, sono ad esclusivo carico dell’Appaltatore le
spese di visita del personale della stazione appaltante per accertare l’intervenuta eliminazione dei
difetti e delle mancanze riscontrate dall’organo di collaudo ovvero per le ulteriori operazioni di
collaudo rese necessarie dai difetti o dalle stesse mancanze. Tali spese sono prelevate dalla rata
di saldo da pagare all’appaltatore.
Art. 42
Presa in consegna dei lavori ultimati
1. La Stazione appaltante si riserva di prendere in consegna parzialmente o totalmente le opere
realizzate, alle condizioni di cui all’art. 200 del DPR 554/1999.
2. Qualora la Stazione appaltante si avvalga di tale facoltà, che viene comunicata all’appaltatore per
iscritto, lo stesso appaltatore non può opporvisi per alcun motivo, né può reclamare compensi di
sorta.
3. Egli può richiedere che sia redatto verbale circa lo stato delle opere, onde essere garantito dai
possibili danni che potrebbero essere arrecati alle opere stesse.
4. La presa di possesso da parte della Stazione appaltante avviene nel termine perentorio fissato
dalla stessa per mezzo del Direttore dei lavori o per mezzo del responsabile del procedimento, in
presenza dell’appaltatore o di due testimoni in caso di sua assenza.
5. Qualora la Stazione appaltante non si trovi nella condizione di prendere in consegna le opere dopo
l’ultimazione dei lavori, l’appaltatore non può reclamare la consegna ed è altresì tenuto alla gratuita
manutenzione fino ai termini previsti dal presente Capitolato Speciale.
6. La stazione appaltante può disporre lo sgombero in maniera tempestiva del suolo pubblico e di uso
pubblico, delle aree di cantiere e di deposito, mediante ordine di servizio del responsabile del
procedimento, su richiesta del Direttore dei Lavori, per necessità inerenti all'agibilità dell'opera. Lo
sgombero avviene previa ricognizione da parte della Direzione Lavori e dell’organo di collaudo, se
costituito, per garantire la sicurezza e l’agibilità dei luoghi, pur restando a completo carico
dell'Impresa la manutenzione dell'opera.
CAPO 12 - NORME FINALI
Art. 43
Qualità e accettazione di materiali in genere
1. I materiali da impiegare per i lavori compresi nell’appalto devono corrispondere, come
caratteristiche, a quanto stabilito nelle leggi e nei regolamenti ufficiali vigenti in materia; in
mancanza di particolari prescrizioni, devono essere delle migliori qualità esistenti in commercio, in
rapporto alla funzione cui sono destinati; in ogni caso i materiali, prima della posa in opera, devono
essere riconosciuti idonei e accettati dalla direzione Lavori, anche in seguito di specifiche prove di
laboratorio o di certificazioni fornite dal produttore.
2. Qualora la direzione dei lavori rifiuti una qualsiasi provvista di materiali in quanto non adatta
all’impiego, l’impresa deve sostituirla con altra che corrisponda alle caratteristiche volute; i
materiali rifiutati devono essere allontanati immediatamente dal cantiere a cura e a spese della
30
stessa impresa.
3. In materia di accettazione dei materiali, qualora eventuali carenze di prescrizione comunitarie (
dell’Unione Europea) nazionali e regionali, ovvero la mancanza di precise disposizioni nella
descrizione contrattuale dei lavori possono dare luogo a incertezze circa i requisiti dei materiali
stessi, la direzione lavori ha facoltà di ricorrere all’applicazione di norme speciali, ove esistano,
siano esse nazionali o estere.
4. Entro 60 giorni dalla consegna dei lavori o, in caso di materiali o prodotti di particolare complessità,
almeno 60 giorni prima del loro utilizzo, l’appaltatore presenta alla Direzione dei Lavori, per
l’approvazione, la campionatura completa di tutti i materiali, manufatti, prodotti, ecc. previsti o
necessari per dare finita in ogni sua parte l’opera oggetto dell’appalto.
5. L’accettazione dei materiali da parte della direzione dei lavori non esenta l’appaltatore dalla totale
responsabilità della riuscita delle opere, anche per quanto può dipendere dai materiali stessi.
Art. 44
Oneri ed obblighi diversi a carico dell'appaltatore
1. L'Appaltatore dovrà provvedere a dirigere, in cantiere, i lavori per il tramite del proprio titolare o di
un suo rappresentante debitamente delegato, di riconosciuta competenza; dovrà impiegare
materiale di buona qualità ed eseguire le opere a regola d'arte, secondo i requisiti richiesti; dovrà
eseguire direttamente i lavori principali, adottando impianti e attrezzature adeguate: qualora faccia
ricorso a ditte specializzate per opere minori particolari, risponderà direttamente della buona e
regolare esecuzione dei lavori.
2. E' obbligo dell'Appaltatore di adottare nell'esecuzione dei lavori tutti i provvedimenti e le cautele
necessarie, sui posti di lavoro o in vicinanza di essi, per garantire l'incolumità delle persone.
L'Appaltatore risponderà totalmente e incondizionatamente della stabilità dell'opera sia civilmente
sia penalmente tenendo sollevate e indenni, per qualsiasi infortunio o evenienza, anche nei
confronti di terzi, sia l'Amministrazione che la Direzione dei Lavori, i cui compiti e responsabilità
sono quelli indicati dal D.P.R. 554 del 1999; egli risponderà pure di tutte le opere da esso eseguite
o fornite sia rispetto alla stabilità, alla rispondenza ai dati di progetto e alla loro perfetta riuscita, sia
rispetto alla sicurezza delle persone addette e non addette ai lavori, sia ancora rispetto ai danni
che potessero derivare alle parti di costruzioni già eseguite o di terzi o a beni di terzi ivi comprese
le aree oggetto di occupazioni temporanee. Qualunque danno o ammenda derivante
dall'esecuzione delle opere appaltate sarà perciò a carico dell'Appaltatore.
3. Oltre agli oneri generali prescritti dal Capitolato Generale e a quelli particolari inerenti alle singole
operazioni, da eseguirsi in base al presente Capitolato, sono a totale ed esclusivo carico e spese
dell'Appaltatore e compresi nel corrispettivo di appalto i seguenti ONERI O OBBLIGHI:
a. L'esecuzione di tutte le opere e provviste occorrenti per l'apprestamento del cantiere,se non
già previste nel piano di sicurezza e di coordinamento, quali:
• protezione e recinzione in genere, atte a impedire un facile accesso agli estranei;
• passaggi e allacciamenti stradali provvisori, ma in modo da rendere sicuri il transito e la
circolazione dei veicoli e delle persone addette ai lavori e che comunque siano autorizzate
ad accedervi;
• baraccamenti per il ricovero degli operai con i rispettivi spogliatoi e servizi igienicosanitari,
• tettoie per il deposito di materiali e per gli uffici di cantiere dell'Impresa stessa e della
Direzione dei Lavori, dotate di telefono e di idoneo sistema di riscaldamento per la
stagione invernale, comprese le spese di esercizio;
• allacciamenti provvisori di acqua, di luce elettrica e di forza motrice, canalizzazioni e simili
necessari per il funzionamento del cantiere, e le spese per le utenze e i consumi
dipendenti dai sopraddetti servizi;
• la fornitura di tutte i materiali di consumo, attrezzi utensili, carburanti, lubrificanti, ecc.,
necessari per l'esecuzione dei lavori, manutenzione segnaletica e sicurezza del lavoro;
• l'adozione di tutti i provvedimenti e cautele necessarie per garantire l'incolumità degli
operai e delle persone, addetti ai lavori, e dei terzi comunque presenti o passanti dal luogo
di lavoro e per evitare danni ai beni pubblici o di interesse pubblico e privato;
• l’osservanza delle norme emanate in materia di sicurezza e di salute da osservare nei
luoghi di lavoro e/o nei cantieri temporanei o mobili;
b. L'installazione e l'impiego di tutte le attrezzature e i mezzi d'opera adeguati per il
funzionamento con efficienza e modernità del cantiere, il quale dovrà essere attrezzato con
impianti e macchinari in numero e potenzialità tali per una corretta, buona e tempestiva
esecuzione delle opere appaltate con risultati efficaci; la compatibilità dei mezzi impiegati con il
tipo di lavoro da eseguirsi e con la sicurezza della viabilità stradale; tali mezzi sono comunque
soggetti, prima dell'uso, al preventivo benestare della Direzione Lavori.
c. La prestazione gratuita degli strumenti occorrenti e di personale esperto per effettuare:
tracciamenti; picchettazioni; apposizione di capisaldi; livellazioni; misurazioni; rilevamenti;
verifiche; saggi; accertamenti dei lavori relativi alle operazioni di consegna; attività di supporto
31
alle operazioni di misurazione per la contabilità e di collaudo.
d. La fornitura di fotografie delle opere in corso, in numero e dimensioni idonei a documentare
tutte le lavorazioni realizzate, fermo restando ulteriori e specifiche richieste che potranno
essere avanzate dalla Direzione Lavori.
e. L'Appaltatore è tenuto ad effettuare a proprie spese, nel corso dell'esecuzione dei lavori, le
indagini di controllo e verifica che la Direzione dei Lavori o l’organo di collaudo, se costitutito,
riterranno necessarie, anche ai sensi del D.M. 11 marzo 1988 e s.m., nonché a controllo dei
materiali impiegati o da impiegarsi (acciaio, leganti e conglomerati cementizi e bituminosi,
miscele inerti e quanto altro aggiudicato opportuno dalla Direzione Lavori). La Direzione Lavori
o l’organo di collaudo possono stabilire che talune prove siano effettuate avvalendosi di Istituti
e Laboratori di prova, ufficialmente riconosciuti, con oneri a carico dell’appaltatore.
f. La custodia e la sorveglianza diurna e notturna del cantiere di lavoro, dei materiali e dei mezzi
d'opera, anche in periodo di sospensione dei lavori e nei giorni di sosta dei lavori per festività,
con il personale necessario; ogni responsabilità per sottrazioni o danni, che comunque si
verificassero (anche in periodo di sospensione dei lavori), per colpa di chiunque, ai materiali
approvvigionati e posti in opera o comunque presenti in cantiere resta a carico dell'Appaltatore
fino alla ultimazione dei lavori. La custodia del cantiere deve essere affidata a persone
provviste della qualifica di "guardia particolare giurata" (Art. 22 della Legge 13 settembre 1982,
n. 646). L'Appaltatore è obbligato a sostituire, a sua cura e spese, i materiali sottratti,
danneggiati e ad eseguire la riparazione conseguente. In particolare per le pavimentazioni
bituminose e cementizie e per i giunti di dilatazione, l'Appaltatore dovrà provvedere alla
manutenzione, fino ad approvazione del collaudo (o del certificato di regolare esecuzione),
rispettando tutte le precauzioni necessarie per non intralciare o rendere pericoloso il traffico,
rimanendo comunque tenuto all'osservanza delle norme di legge sulla circolazione e
l'incolumità pubblica, addossandosi ogni responsabilità sia civile che penale. La manutenzione
importa l'obbligo della conservazione della pavimentazione (e quindi degli elementi che ne
fanno parte integrante, tipo i giunti di dilatazione) in ottima efficienza, assicurando alla stessa
la completa regolarità della sagoma tanto in senso longitudinale quanto in quello trasversale.
Gli interventi di manutenzione dovranno essere immediati, a semplice richiesta verbale della
Direzione Lavori, la quale, in caso di mancato adempimento entro 48 ore dall'invito scritto si
riserva di provvedere d'ufficio addebitando all'Appaltatore la spesa sostenuta e gli eventuali
danni subiti; per ragioni particolari di stagione o per altre cause potranno essere tollerati
provvedimenti di carattere provvisorio, procedendo poi appena possibile alla sistemazione
definitiva.
g. Non verrà accordato all'Appaltatore alcun indennizzo per perdite, avarie o danni che si
verificassero durante il corso dei lavori. Per i casi di forza maggiore si applicano le disposizioni
dell’art. 139 del D.P.R. 554 del 1999 e dell'art. 348 della legge 2248/1865. I danni riconosciuti
esclusivamente di forza maggiore perché provocati da eventi eccezionali saranno compensati
dall'Appaltatore ai sensi e nei limiti stabiliti dall'art. 20 del D.M.145 del 2000 e dall'art. 139 del
D.P.R. 554 del 1999, sempre che i lavori siano stati misurati e iscritti nel libretto restando
peraltro ferme le disposizioni ivi prescritte per quanto riguarda la negligenza dell'Appaltatore.
Sono perciò a carico esclusivo dell'Appaltatore sia i lavori occorrenti per rimuovere il corroso
da invasione di acque provocate dall'Appaltatore sia per riparare guasti imputabili a negligenze
dell'Appaltatore o delle persone delle quali è tenuto a rispondere che non abbiano osservato le
regole d'arte e le prescrizioni della Direzione Lavori. Nessun compenso è dovuto per danni o
perdite di materiali non ancora posti in opera, di utensili, di ponti di servizio. Nessun indennizzo
o maggiore compenso sarà riconosciuto all’appaltatore per scoscendimenti, le solcature e altri
guasti alle scarpe degli scavi e dei rilevati, gli interramenti degli scavi stessi e delle cunette,
causati da precipitazioni anche di eccezionale intensità. Pertanto l’appaltatore dovrà
provvedere in ogni caso alle riparazioni ed alle attività di ripristino conseguenti ai predetti
eventi, a sua cura e spese.
h. La fornitura ed il mantenimento in efficienza di tutta la segnaletica di deviazione installata e/o
consegnata mediante verbale, per tutto il periodo di durata dei lavori, in conformità alle
disposizioni vigenti, intendendo compresi, se del caso, anche gli eventuali impianti semaforici
e/o altre segnalazioni luminose richieste dalla stazione appaltante, salvo diversa espressa
previsione. L'Amministrazione pertanto rimane sollevata da ogni e qualsiasi responsabilità
civile e penale per danni alle persone e alle cose, derivanti da deficienze in materia. Soltanto
nel caso di lavori di manutenzione ordinaria di carattere eccezionale non ricorrente,
l'Amministrazione provvederà anche al mantenimento in efficienza di tutta la segnaletica di
deviazione installata.
i. La protezione delle opere: l'Impresa dovrà provvedere all'idonea protezione dagli agenti
atmosferici, anche mediante capannoni, di quei lavori le cui operazioni dovranno essere
eseguite all'asciutto e/o al riparo e all'adozione di ogni provvedimento necessario per evitare di
pregiudicare il risultato e l'efficacia di dette operazioni, restando a carico dell'Appaltatore
l'obbligo del risarcimento di eventuali danni conseguenti a mancato o insufficiente rispetto della
32
presente prescrizione.
La Direzione del cantiere: l'Appaltatore dovrà affidare, per tutta la durata dei lavori, la direzione
del cantiere ad un tecnico abilitato iscritto agli albi professionali, e dovrà altresì assumere
tecnici esperti ed idonei per tutta la durata dei lavori, in modo che gli stessi possano essere
condotti con perizia e celerità secondo le direttive dell'Ufficio Dirigente. L'Appaltatore dovrà
comunicare per iscritto alla Stazione Appaltante, prima dell'inizio dei lavori, il nominativo del
Direttore del cantiere e l'accettazione di questi; dovrà inoltre comunicare per iscritto alla
Stazione Appaltante ogni sostituzione che si dovesse verificare. Inoltre l'appaltatore è tenuto a
specificare se il Direttore di cantiere svolge anche le mansioni di Responsabile della sicurezza
ai sensi del comma 3 dell’art. 131 del D.Lgs. 163/2006 ovvero, se tale compito è stato affidato
ad un soggetto distinto, l’appaltatore ha l'obbligo di comunicarne il nominativo nonché
l'accettazione per iscritto da parte dello stesso affidatario.
k. L'osservanza dei Regolamenti Edilizi Comunali ed il provvedere a tutti gli adempimenti e
relativi oneri nei confronti delle Autorità Amministrative (ivi compresa l’Autorità per la vigilanza
sui lavori pubblici), Enti ed Associazioni aventi il compito di esercitare controlli di qualsiasi
genere e di rilasciare licenze di esercizio, come ad esempio V.V.F., Ministero degli Interni,
Uffici Comunali e Prefettizi, UTIF, CEI, SIT, ENEL, TELECOM (o altri concessionari di
telefonia), ISPELSS, Azienda Sanitaria, STET, Aziende Erogatrici ecc.. L’appaltatore è tenuto,
a proprie spese, ad adeguarsi alle prescrizioni imposte dai predetti Enti nonché ad adottare
tutti gli accorgimenti necessari e conseguenti.
l. Denunciare all'Ente appaltante le scoperte che venissero effettuate nel corso dei lavori di tutte
le cose di interesse archeologico, storico, artistico, paleontologico, ecc. o soggette comunque
alle norme del D.Lgs. 29 ottobre 1999 n. 490. L'Ente appaltante ha soltanto la figura di
scopritore, nei confronti dello Stato, coi connessi diritti e obblighi. L'Appaltatore dovrà
provvedere alla conservazione temporanea delle cose scoperte, lasciandole nelle condizioni e
nel luogo in cui sono state rinvenute in attesa degli accertamenti della competente autorità, al
loro prelevamento e trasporto, con le necessarie cautele e alla loro conservazione e custodia
in adatti locali, dopo che la Sovrintendenza competente ne avrà autorizzato il trasporto. L'Ente
appaltante sarà tenuto al rimborso delle spese verso l'Appaltatore a norma dell'art. 35 del
Capitolato generale dei lavori pubblici approvato con D.M. n. 145/2000.
m. Il fornire alla Direzione Lavori e al coordinatore per l’esecuzione in forma scritta tutte le
indicazioni e prescrizioni necessarie all'uso ed alla manutenzione dell’opera. In particolare tutte
le informazioni per adeguare il fascicolo delle manutenzioni durante la realizzazione dell’
opera.
n. Assicurare il transito lungo le strade ed i passaggi pubblici e privati, che venissero intersecati e
comunque disturbati nella esecuzione dei lavori, provvedendo all'uopo a sue spese con opere
provvisionali e con le prescritte segnalazioni, oppure studiando con la Direzione dei Lavori
eventuali deviazioni di traffico su strade adiacenti esistenti.
o. Assicurare in ogni momento l'esercizio della strada nei tratti della medesima interessati dalla
sistemazione in sede.
p. Osservare le norme in applicazione della legge sulla Polizia mineraria, nonché ad osservare
tutte le prescrizioni, leggi e regolamenti in vigore per l'uso delle mine, senza possibilità di
chiedere alla stazione appaltante indennizzi o maggiori compensi, anche qualora ciò incida
sulla programmazione dei lavori e sulla organizzazione e produttività del cantiere.
q. Espletare tutte le pratiche e sostenere tutti gli oneri per l'occupazione temporanea e definitiva
delle aree pubbliche o private, diverse o maggiori rispetto a quelle previste nel progetto
allegato al contratto, occorrenti per le strade di servizio per l'accesso ai vari cantieri, per
l'impianto dei cantieri stessi, per cave di prestito, per discariche di materiali dichiarati
inutilizzabili dalla Direzione dei Lavori, per cave e per tutto quanto occorre alla esecuzione dei
lavori.
4. Resta altresì contrattualmente stabilito che:
a. L'Appaltatore é obbligato a garantire, contro eventuali danni prodotti da terzi, le opere eseguite,
restando a suo carico le spese occorrenti per riparare i guasti avvenuti prima dell'apertura al
transito.
b. L'Appaltatore è anche obbligato a mantenere e conservare tutte le servitù attive e passive
esistenti sul tratto di strada oggetto dell'appalto, rimanendo responsabile di tutte le
conseguenze che l'Appaltante, sotto tale rapporto, dovesse sopportare per colpa di esso
Appaltatore.
c. L'Appaltatore deve apprestare, nei pressi dei cantieri di lavoro, dei locali ad uso alloggio ed
ufficio del personale di direzione ed assistenza, completamente arredati, illuminati ed
eventualmente riscaldati a seconda delle richieste che saranno fatte dalla Direzione dei Lavori,
nonché, durante i sopralluoghi di cantiere da parte delle persone autorizzate, provvedere a
fornire i dispositivi antinfortunistici di protezione individuale. L’appaltatore deve altresì
provvedere alla fornitura dell'acqua potabile agli operai ed alla installazione degli
apprestamenti igienici, di ricovero od altro per gli operai stessi.
j.
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d. E' fatto assoluto divieto all'Impresa di servirsi dell'opera di personale della Stazione appaltante.
e. L'Impresa è obbligata a collocare le tabelle indicative del cantiere entro 5 gg. dalla data del
verbale di consegna e comunque in momento antecedente all’inizio dei lavori. Tali tabelle, di
dimensioni non inferiori a 1,00 x 1,00 m e nei colori rosso e bianco secondo le indicazioni
dell’ufficio della Direzione Lavori, dovranno essere collocate in sito ben visibile. Per il
contenuto di detta tabella si rimanda alla circolare del Ministro dei LL.PP. 1 giugno 1990 n°
1729 e la stessa dovrà essere conforme all’art. 30 del regolamento del Codice della Strada;
l'Impresa esecutrice dovrà ordinare le prescritte tabelle corrispondenti alle specifiche tecniche
richieste dalle disposizioni vigenti.
f. L'Impresa si obbliga a procedere - prima dell'inizio dei lavori e durante lo svolgimento di essi
ed a mezzo di Ditta specializzata, ed all'uopo autorizzata dalle competenti Autorità - alla
bonifica, sia superficiale che profonda, dell'intera zona sulla quale si svolgono i lavori ad essa
affidati, sino ai confini dei terreni espropriati dall'Amministrazione, per rintracciare e rimuovere
ordigni ed esplosivi di qualsiasi specie, in modo che sia assicurata l'incolumità di tutte le
persone addette ai lavori, alla loro sorveglianza, alla loro direzione. Pertanto l'Impresa
esecutrice sarà responsabile di qualsiasi incidente che potesse verificarsi per incompleta o
poco diligente bonifica, rimanendone invece sollevata in tutti i casi l'Amministrazione. Resta
inteso che l’attività di cui alla presente lettera non costituisce subappalto.
g. L'Impresa è obbligata a richiedere l'assistenza delle società di gestione e/o proprietarie dei
sottoservizi qualora fossero interrati nella zona interessata dai lavori e dovrà adottare tutte le
cautele e gli accorgimenti tecnici che saranno suggeriti dalle predette Società affinché siano
evitati danneggiamenti, senza per questo avanzare richieste di indennizzi o di ulteriori
compensi, anche qualora ciò incida sulla programmazione dei lavori e sulla organizzazione e
produttività del cantiere.
h. L'Impresa è obbligata al mantenimento del transito sulle vie pubbliche e private interessate alle
lavorazioni, nonché al mantenimento degli scoli delle acque e delle canalizzazioni esistenti.
i. L’impresa è obbligata, a fine lavori, a ripristinare a sua cura e spese i cippi, eventualmente
rimossi e/o danneggiati che delimitano l'area ricevuta in consegna dalla Stazione appaltante
per la realizzazione dell'opera.
j. L’appaltatore è tenuto alla custodia e buona conservazione delle opere fino a collaudo
ultimato.
k. Alla presentazione alla D.L. dei calcoli statici e disegni esecutivi delle opere in c.a., c.a.p. e
strutture metalliche, che eventualmente verranno richiesti, in relazione ad aspetti costruttivi di
dettaglio.
l. Alle spese per le operazioni del collaudo statico, ove necessario, ai sensi della L. 5 novembre
1971 n. 1086 e al D.M. 4 maggio 1990 sui ponti, con esclusione delle competenze spettanti al
collaudatore statico che sono a carico dell'Amministrazione.
m. L'Appaltatore deve adottare nell'esecuzione dei lavori, tutti i procedimenti e le cautele
necessarie per garantire la vita e l'incolumità degli operai, delle persone addette ai lavori stessi
e dei terzi, nonché per evitare danni alle proprietà pubbliche e private. Ogni più ampia
responsabilità in caso di infortuni ricadrà pertanto sull'Appaltatore, restandone sollevata
l'Amministrazione ed il personale della stessa preposto a direzione e sorveglianza.
n. L’appaltatore deve produrre, dopo la fine lavori, i disegni “as built” delle parti impiantistiche e
meccaniche dell’opera realizzata. La mancata produzione dei predetti disegni sospende la
liquidazione del saldo.
o. Il fornire alla D.L. o ad altra persona da essa designata prima dell'ultimazione dei lavori tutte le
indicazioni e prescrizioni necessarie all'uso ed alla manutenzione degli edifici con particolare
riguardo agli impianti.
p. Il concedere l'uso anticipato dell'edificio con i relativi impianti o di parte di esso, che venisse
richiesto dalla D.L., senza che l'Appaltatore abbia perciò diritto a speciali compensi; prima di
occupare i locali dovrà essere constatato lo stato delle opere compilando e firmando apposito
verbale in contraddittorio fra le parti a norma delle vigenti disposizioni con particolare riguardo
al D.P.R. n. 554/1999.
q. A lavori ultimati e prima dell’approvazione del certificato di collaudo o di regolare esecuzione,
l'Appaltatore dovrà fornire le Dichiarazioni di Conformità, secondo quanto previsto dall'art. 7
del D.M. 22 gennaio 2008 n. 37 "Regolamento concernente l’attuazione dell’art. 11quaterdecies, comma 13, lettera a) della Legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino
delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici”;
r. A lavori ultimati e prima della consegna dell'edificio e/o di parti di esso l’impresa dovrà
provvedere alla pulizia generale ed accurata dell'edificio stesso, serramenti compresi, in modo
da acconsentire l’immediata utilizzazione dello stabile. Qualora l’impresa intenda eseguire la
lavorazione avvalendosi di altro soggetto verrà concessa l’autorizzazione al subappalto,
indipendentemente dal fatto che l’impresa ne abbia manifestato l’intenzione in sede d’offerta,
purchè non venga superato il limite del 30% delle lavorazioni subappaltabili. Il subappaltatore
candidato deve possedere tutti i requisiti di legge per l’assunzione del contratto.
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Nell'eventualità che l'appaltatore non ottemperasse adeguatamente alla pulizia,
l'Amministrazione si riserva di far eseguire le operazioni addebitando il relativo costo
all'Appaltatore medesimo.
5. Si richiamano infine i seguenti ulteriori oneri:
a. allestimento di idoneo locale ufficio ad esclusivo uso della Direzione Lavori, debitamente
attrezzato con luce, prese elettriche, riscaldamento, elementi di arredo (tavoli, sedie,
scaffalature ecc.), dimensioni minime 9 mq., corredato in particolare di servizio igienico (w.c. e
lavabo) indipendente dai servizi destinati alle maestranze;
b. connessione ADSL a banda larga munita di modem idoneo per la connessione wireless con
ripetitore di antenna su palo atto a garantire la connessione in ogni punto del cantiere da parte
dello staff componente l’ufficio direzione lavori;
c. prove di laboratorio sui prelievi di calcestruzzo e d’acciaio impiegati nella costruzione dell’opera
(i prelievi saranno comunque effettuati dal personale dell’Ufficio Direzione Lavori, al quale
l’Impresa è tenuta a fornire tutta la necessaria collaborazione ed assistenza);
d. le prove di carico sui solai richieste dal Direttore dei lavori e/o dal Collaudatore in base alle
vigenti Norme Tecniche sulle Costruzioni;
e. Verifica
lunghezza delle sonde
geotermiche a servizio delle pompe di calore ad
assorbimento, mediante un sondaggio preliminare e calcolo della conducibilità termica reale
del terreno. Stima della lunghezza necessaria delle sonde, dimensionamento pompe e
scambiatore sempre a servizio delle sonde.
6. Tutti gli oneri specificati nei precedenti commi si intendono compensati nel prezzo
Art. 45
Spese contrattuali, imposte, tasse
Sono a carico dell’appaltatore senza diritto di rivalsa:
le spese contrattuali di cui all’art. 112 del D.P.R. 554/1999 ed all’art. 8 del DM 145/2000;
le tasse e gli altri oneri per l’ottenimento di tutte le licenze tecniche occorrenti per l’esecuzione dei
lavori e la messa in funzione degli impianti;
le tasse e gli altri oneri dovuti ad enti territoriali (per occupazione temporanea di suolo pubblico, passi
carrabili, permessi di scarico, canoni di conferimento a discarica ecc.) direttamente o indirettamente
connessi alla gestione del cantiere e all’esecuzione dei lavori, non previsti in contratto;
le spese, le imposte e le tasse relativi al perfezionamento e alla registrazione del contratto e degli atti
connessi, compresi gli accordi bonari e le eventuali transazioni.
A carico dell’appaltatore restano inoltre le imposte e gli altri oneri, che, direttamente, o indirettamente
gravino sui lavori e sulle forniture oggetto d’appalto.
Il contratto è soggetto all’imposta sul valore aggiunto (I.V.A.); l’I.V.A. è regolata dalla legge; tutti gli
importi citati nel presente Capitolato speciale si intendono I.V.A. esclusa.
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TITOLO II – PARTE TECNICA
CAPO 1 - SPECIFICHE TECNICHE OPERE EDILI
OPERE EDILI - Art.1
OPERE PROVVISIONALI, MACCHINARI, MEZZI D’OPERA
Le armature, centine, puntellature, sbadacchiature, casseri, impalcature, ponteggi e tutte le opere
provvisionali di qualunque genere metalliche o in legno, comunque occorrenti per l’esecuzione di ogni
genere di lavoro, dovranno essere realizzate in modo da impedire qualsiasi deformazione di esse o
delle opere che debbono sostenere; l’esecuzione, gli spostamenti e lo smontaggio dovranno essere
effettuati a cura e spese dell’Appaltatore.
RESPONSABILITÀ DELL’APPALTATORE
L’Appaltatore in ogni caso rimane il solo responsabile dei danni alle persone, alle cose, alle proprietà
pubbliche e private ed ai lavori per la mancanza ed insufficienza delle opere provvisionali, alle quali
dovrà provvedere di propria iniziativa ed adottando tutte le cautele necessarie.
Si precisa anche che quei materiali che non potessero essere tolti dall’opera senza menomare la
buona riuscita dei lavori e che andassero comunque perduti, dovranno essere abbandonati senza che
per questo spetti all’Appaltatore alcun compenso.
MACCHINARI E MEZZI D’OPERA
Le stesse norme e responsabilità di cui al precedente capoverso valgono per i macchinari, mezzi
d’opera, attrezzature simili, impiegate dall’Appaltatore per l’esecuzione dei lavori o comunque esistenti
in cantiere.
OPERE EDILI - Art.2
DEMOLIZIONI – RIMOZIONI – DISFACIMENTI - TRACCE
I prezzi si applicano all'unità di misura utilizzata per i singoli elementi da demolire o rimuovere.
Tali prezzi comprendono e compensano le opere provvisionali necessarie per la esecuzione delle
demolizioni, quali ponti di servizio, puntellazioni, segnalazioni diurne e notturne, nel pieno rispetto di
tutte le norme di sicurezza vigenti, il ripristino ed il compenso per danni arrecati a terzi; la demolizione
con l'impiego di macchine adeguate al tipo e dimensione della demolizione. La rimozione, cernita e
abbassamento al piano di carico con qualsiasi mezzo manuale e/o meccanico di qualsiasi materiale
costituente l'edificio, il carico comunque eseguito, manuale e/o meccanico, ed il trasporto dei materiali
di rifiuto agli impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica autorizzata (esclusi eventuali oneri di
smaltimento), compresa l'eventuale ripetuta movimentazione e deposito nell'ambito del cantiere prima
del trasporto alle discariche autorizzate, quando necessario; queste operazioni verranno nel seguito
spesso abbreviate nella definizione "movimentazione con qualsiasi mezzo nell'ambito del cantiere".
Comunque tutto quanto occorrente per la completa demolizione dei corpi di fabbrica nelle loro singole
parti e strutture. E' da computare in aggiunta solo l'onere del ponteggio esterno di facciata, quando
risultasse necessario per la sola esecuzione delle demolizioni. Nelle successive voci di listino le
predette operazioni di rimozione, cernita, abbassamento al piano di carico e trasporto dei materiali di
rifiuto agli impianti di stoccaggio, saranno abbreviate nella dicitura "carico e trasporto", che deve
intendersi quindi comprensiva e compensativa di tutte le fasi di demolizione sino agli impianti di
discarica.
Le demolizioni di muratura, parziali o complete, di qualsiasi genere, devono essere eseguite con ordine
e con le necessarie precauzioni in modo da non danneggiare le residue murature e prevenire qualsiasi
infortunio agli addetti al lavoro. Sia le murature in genere che i materiali di risulta devono essere
raccolti e depositati al suolo senza sollevare polvere e quindi opportunamente bagnati. Nelle
demolizioni e/o rimozioni l'Appaltatore deve inoltre provvedere alle eventuali necessarie puntellature
per sostenere le parti che devono restare in loco e adottare gli opportuni accorgimenti per non
deteriorare i materiali di risulta che potranno essere ancora utilizzati, sotto pena di rivalsa di danni a
favore dell'Amministrazione. Le demolizioni inoltre devono limitarsi esclusivamente alle parti e alle
dimensioni prescritte; qualora per mancanza di opere provvisionali o di altre precauzioni venissero
demolite anche parti di opere non previste, quest’ultime devono essere ripristinate a cura e spese
dell'Appaltatore. Tutti i materiali provenienti dalle demolizioni, rimozioni, disfacimenti, che a giudizio del
direttore dei lavori siano riutilizzabili, sono di proprietà dell'Amministrazione ed i prezzi compensano la
cernita, il deposito nell'ambito del cantiere, il trasporto ai depositi comunali, ovvero il trasporto alle
discariche autorizzate dei materiali non utilizzabili. I prezzi per le demolizioni in genere si applicano al
volume effettivo delle strutture da demolire. Tali prezzi sono comprensivi di tutti gli oneri precisati a
carico dell'Appaltatore. Tutte le opere provvisionali inerenti e conseguenti la demolizione di strutture, di
qualsiasi genere ed entità, devono intendersi a totale carico dell'Appaltatore.
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Gli allontanamenti di materiali a "discarica", si riferiscono sempre a "discarica autorizzata" (anche se
per brevità la dicitura è abbreviata), quindi soggetti alla presentazione della documentazione relativa al
trasporto e scarico per giustificare il rimborso dei costi di smaltimento eventuali.
Il trasporto a depositi dell'Impresa o della Amministrazione, a impianti di riciclaggio o di stoccaggio
provvisorio, comunque soggetto alla presentazione della documentazione relativa al trasporto e
scarico, non può mai dar luogo a rimborso di costi di smaltimento materiali commercializzati per il
riciclaggio (ferro e metalli vari, in alcuni casi gli inerti di scavo, di demolizioni, ecc.) non danno luogo a
rimborsi per oneri di smaltimento, mentre i relativi compensi restano di proprietà della Impresa, salvo
diversa pattuizione contrattuale.
L’onere di smaltimento viene riconosciuto, in base ai prezzi di listino, a presentazione di idonea
documentazione comprovante l’avvenuto smaltimento in discarica regolarmente autorizzato.
OPERE EDILI - Art.2.1
DEMOLIZIONE DI FABBRICATI
La demolizione dei fabbricati interi o porzioni di fabbricati, di ogni tipo e struttura, deve essere
obbligatoriamente compensata a metro cubo vuoto per pieno per la effettiva consistenza, computata
moltiplicando l'area di base per l'altezza misurata dalla quota inferiore di inizio della demolizione fino
all'estradosso della gronda, intendendosi compresa e compensata la demolizione dei volumi tecnici e
delle falde del tetto; eventuali cubature di arretramenti a cielo libero verranno dedotte da quella totale.
Gli sporti dal filo del fabbricato, quali balconi o gronde, non vengono computati. Non è compresa la
demolizione delle parti interrate e delle fondazioni, essendo escluse dal volume come sopra
computato. Nel caso in cui sia richiesta anche la demolizione delle parti interrate e fondazioni, l'altezza
di calcolo della volumetria deve essere computata a partire dall'estradosso della soletta o calpestio a
quota più bassa e le fondazioni sono considerate quali sporti e quindi già ricomprese e compensate nel
prezzo. Nella demolizione, totale o parziale di edifici, anche pericolanti, di tipo sia residenziale che tipo
industriale, prefabbricati di qualsiasi tipo e materiale ed opere similari con struttura in muratura, sono
sempre compresi il carico ed il trasporto alle discariche autorizzate, oltre alla demolizione della
eventuale base di appoggio, che deve essere inclusa nel volume computato e demolito. Per quanto
riguarda la demolizione delle strutture in ferro sono compresi l’abbassamento, il carico, il trasporto agli
impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica, i ponti di servizio, le impalcature e le armature.
OPERE EDILI - Art.2.2
DEMOLIZIONE DI MURATURE E CONGLOMERATI
La demolizione di parti di strutture, se non diversamente disposto nella voce di prezzo, è computata in
relazione al volume realmente demolito, senza deduzione dei vuoti inferiori a 0,20 mc. Le demolizioni,
se non diversamente precisato, si intendono eseguite con mezzi meccanici adeguati alla entità della
demolizione, e sono sempre comprensive di qualsiasi intervento manuale necessario per il
completamento dell'intervento. La demolizione di strutture, se non diversamente disposto nella voce di
prezzo, è computata in base alle misure effettive, con deduzione, quindi, di tutti i vuoti. Nella
demolizione totale o parziale, entro e fuori terra, a qualsiasi altezza, con relativi intonaci e rivestimenti,
con l'impiego di attrezzature meccaniche adeguate alla dimensione della demolizione, è compreso
ogni intervento manuale, per tagli di murature, aperture vani porte e finestre, fori passanti,
sottomurazioni e qualsiasi altro scopo, oltre alla movimentazione con qualsiasi mezzo manuale o
meccanico nell'ambito del cantiere, il carico ed il trasporto alle discariche autorizzate. Sono invece
esclusi gli oneri di smaltimento.
OPERE EDILI - Art.2.3
DEMOLIZIONE DI SOLAI – VOLTE
Nella demolizione totale o parziale di solaio di qualsiasi spessore, sia piano che inclinato, sono
comprese le opere provvisionali di sostegno e protezione; l'abbassamento e l’accatastamento delle
parti riutilizzabili nell'ambito del cantiere; il carico ed il trasporto delle macerie agli impianti di
stoccaggio, di recupero o a discarica. Sono invece esclusi gli oneri di smaltimento. Nello svuotamento
e/o demolizione di volta di qualsiasi tipo sono invece comprese le opere provvisionali di sostegno, la
centinatura e la protezione, la rimozione degli inerti di riempimento, la demolizione di tutte le parti
costituenti l'ossatura. La misurazione e da considerarsi per la superficie in pianta.
OPERE EDILI - Art.2.4
DISFACIMENTI DI TETTI – COPERTURE PIANE - ACCESSORI
La rimozione e/o demolizione, parziale e/o totale di copertura, comprende l'abbassamento ed il carico
delle macerie con qualsiasi mezzo, l’eventuale movimentazione delle stesse nell'ambito del cantiere, la
cernita e la pulizia del materiale riutilizzabile, il carico ed il trasporto agli impianti di stoccaggio, di
recupero o a discarica; esclusi gli oneri di smaltimento.
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OPERE EDILI - Art.2.5
DEMOLIZIONE DI TAVOLATI
Nella demolizione di tavolati e tramezzi, realizzati con materiali di qualsiasi tipo, sono inclusi i relativi
intonaci, i rivestimenti, ecc., valutati per l'effettivo spessore misurato. Sono compresi: i piani di lavoro,
le opere provvisionali e di protezione; la movimentazione con qualsiasi mezzo meccanico o manuale
delle macerie nell'ambito del cantiere; il carico ed il trasporto agli impianti di stoccaggio, di recupero o a
discariche autorizzate. Esclusi gli oneri di smaltimento.
OPERE EDILI - Art.2.6
RIMOZIONE CONTROSOFFITTI
Nella rimozione di controsoffitti, fino ad altezza di 4,00 m, sono compresi i piani di lavoro o trabatelli, le
opere provvisionali e di protezione; la cernita e l'accatastamento degli elementi riutilizzabili; la
movimentazione delle macerie nell'ambito del cantiere; il carico e trasporto agli impianti di stoccaggio,
di recupero o a discariche autorizzate. Esclusi gli oneri di smaltimento.
OPERE EDILI - Art.2.7
VERIFICA DI STABILITA’ INTONACI E SCROSTAMENTO
La verifica di stabilita consiste nella battitura e delimitazione della zona da rimuovere identificata con
segno colorato su pareti esterne di facciata, su soffitti e su pareti interne di locali con altezza fino a 5
m. Compreso il montaggio e smontaggio dei paini di lavoro, spostamento e copertura di piccole
suppellettili presenti. Nell’operazione di scrostamento di intonaco interno od esterno, di qualsiasi tipo,
sia rustico che civile, sono compresi i piani di lavoro, l'umidificazione, la scrostatura fino al vivo della
muratura; la spazzolatura finale, il lavaggio e la pulizia della superficie scrostata; la movimentazione
delle macerie nell'ambito del cantiere; il carico e trasporto agli impianti di stoccaggio, di recupero o a
discarica. Esclusi gli oneri di smaltimento. Nel caso di intonaco in buono stato viene effettuata
picozzatura al fine di rendere la superficie scabra ed idonea a ricevere i successivi rivestimenti. Tale
operazione comprende i piani di lavoro, la spolveratura, pulizia ed allontanamento dei detriti.
OPERE EDILI - Art.2.8
DEMOLIZIONE DI PAVIMENTI, MASSETTI E SOTTOFONDI INTERNI
Nella demolizione di pavimenti interni sono comprese le opere provvisionali di protezione, la
movimentazione con qualsiasi mezzo delle macerie nell'ambito del cantiere; la cernita, pulizia ed
accatastamento del materiale di recupero; il carico e trasporto delle macerie agli impianti di stoccaggio,
di recupero o a discarica. Sono esclusi gli oneri di smaltimento. Tali opere devono essere computate
per la loro superficie effettiva deducendo tutti i vani superiori a 1,00.
OPERE EDILI - Art.2.9
DEMOLIZIONE DI PAVIMENTI E SOTTOFONDI ESTERNI
Tutte le opere di demolizione di pavimenti e sottofondi esterni, possono essere eseguite con l’ausilio di
qualsiasi mezzo meccanico o manuale e sono comprensive di movimentazioni nel cantiere, di opere
provvisionali di protezione e segnaletica, cernita, pulizia ed accatastamento del materiale di recupero; il
carico e trasporto delle macerie agli impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica.
OPERE EDILI - Art.2.10
RIMOZIONE RIVESTIMENTI – ZOCCOLINI
Nelle opere di rimozione di rivestimenti e di zoccolini sono compresi il carico, il trasporto e
l’accatastamento delle macerie nell'ambito del cantiere; pulizia ed accatastamento del materiale
riutilizzabile; il carico ed il trasporto agli impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica. Esclusi gli
oneri di smaltimento. Queste operazioni sono da contabilizzarsi solo se eseguite su supporti che
verranno mantenuti; se i muri o tavolati interessati verranno demoliti, questi interventi sono da
considerarsi nella demolizione del tavolato e non devono essere contabilizzati in aggiunta.
OPERE EDILI - Art.2.11
RIMOZIONE MANUFATTI IN PIETRA NATURALE O ARTIFICIALE
Nelle opere di rimozione di masselli, di manufatti e lastre in pietra naturale o artificiale sono compresi e
compensati: le opere provvisionali di sostegno e di protezione, il carico ed il trasporto,
l’accatastamento nell'ambito del cantiere, la cernita, la pulizia e lo stoccaggio del materiale
riutilizzabile; il carico ed il trasporto delle macerie agli impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica.
Esclusi gli oneri di smaltimento
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OPERE EDILI - Art.2.12
RIMOZIONE OPERE DA FALEGNAME
La rimozione dei serramenti in genere viene valutata in base alla loro luce (luce netta di passaggio
delle porte e luce di foro della muratura per le finestre, essendo le misure piu rilevabili dai disegni) ed il
prezzo comprende e compensa lo smuramento dei telai o dei controtelai, i tagli, la cernita dei vari
componenti, il carico e trasporto nell'ambito del cantiere e, per i manufatti non riutilizzabili, il carico e
trasporto agli impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica autorizzata.
Tutti gli altri manufatti in legno sono computati in base alle loro effettive dimensioni. Per le rimozioni
sono comprese tutte le operazioni di smuratura e smontaggio, l'assistenza specialistica ove
necessaria, i ponteggi e piani di lavoro interni, il taglio, la cernita di eventuali parti in vetro e materiali
diversi da smaltire separatamente, la movimentazione in cantiere con qualsiasi mezzo manuale o
meccanico, il carico e trasporto a deposito o discarica. Gli eventuali ponteggi esterni, se necessari e
non esistenti, devono essere computati a parte.
OPERE EDILI - Art.2.13
DEMOLIZIONE OPERE DA FABBRO
I serramenti in metallo da rimuovere, di qualunque natura e dimensione, sono valutati in base alla loro
luce (luce netta di passaggio delle porte e luce di foro della muratura per le finestre ed impennate,
essendo le misure più rilevabili dai disegni) ed il prezzo comprende e compensa lo smuramento dei
telai o controtelai, i tagli, la cernita dei vetri e dei vari componenti, il carico e trasporto nell'ambito del
cantiere e, per i manufatti non riutilizzabili, il carico e trasporto agli impianti di stoccaggio, di recupero o
a discarica autorizzata, con tutti gli oneri descritti in 1C.01.010. Tutti gli altri manufatti sono da valutarsi
in base alle loro effettive dimensioni o pesi. Per i rottami di materiali metallici, normalmente
commercializzati, non vengono riconosciuti oneri di smaltimento, mentre l'eventuale ricavo resta a
favore dell'Impresa, salvo diversa pattuizione contrattuale. Per le rimozioni sono comprese tutte le
operazioni di smuratura e smontaggio, i ponteggi o piani di lavoro, l'assistenza specialistica se
necessaria, il taglio, la cernita di eventuali parti in vetro o materiali da smaltire separatamente, la
movimentazione in cantiere con qualsiasi mezzo manuale o meccanico, il carico ed il trasporto a
deposito o discarica. Gli eventuali ponteggi esterni, se necessari e non esistenti, devono essere
computati a parte.
OPERE EDILI - Art.2.14
RIMOZIONE OPERE DA LATTONIERE
La lattoneria da rimuovere deve essere valutata in base alle effettive dimensioni lineari ed il relativo
prezzo comprende e compensa la rimozione dei fissaggi, i tagli, l'abbassamento ed il trasporto
nell'ambito del cantiere, il carico e trasporto agli impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica, con
tutti gli oneri descritti in 1C.01.010. Per i rottami di materiali metallici, normalmente commercializzati,
non sono riconosciuti oneri di smaltimento, mentre l'eventuale ricavo e a favore dell'Impresa, salvo
diversa pattuizione contrattuale.
OPERE EDILI - Art.2.15
RIMOZIONE DI APPARECCHI IDRO - TERMO – SANITARI
Nella rimozione di apparecchi igienico - sanitari e incluso lo smontaggio delle apparecchiature, delle
rubinetterie e degli accessori, rimozione delle linee di alimentazione degli apparecchi igienico- sanitari
fino alle valvole di intercettazione e delle relative tubazioni di scarico fino alla colonna principale nelle
murature non demolite. Sono comprese le opere di demolizione a parete e a pavimento, i tagli, le
opere provvisionali di sostegno e protezione, l'abbassamento, il carico e il trasporto delle macerie agli
impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica. Esclusi gli oneri di smaltimento.
OPERE EDILI - Art.2.16
RIMOZIONE TUBAZIONI - CANNE
Le tubazioni di impianti e fognature devono essere contabilizzate e riconosciute quando rimosse da
elementi strutturali o murature che non vengono demolite. La demolizione di tubazioni e canne inserite
in elementi murari che verranno demoliti, e gia compresa nel prezzo. La rimozione dei tubi in ferro per
condotte, dei tubi in cemento gres, in PVC e la demolizione di canne fumarie, devono comprendere
qualsiasi tipologia di tubazioni: interrate, immurate, appese, inclusi lo smontaggio degli accessori di
fissaggio, le curve, qualsiasi tipo di pezzo speciale, derivazione ecc., l'apertura di tracce, la
demolizione dei rinfianchi. Inclusi i tagli, le intercettazioni dei fluidi, il carico e trasporto delle macerie ad
impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica autorizzata. Esclusi invece gli scavi.
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OPERE EDILI - Art.2.17
RIMOZIONI IMPIANTI ASCENSORE
La rimozione completa di impianto ascensore, di qualsiasi tipo, deve sempre prevedere lo smontaggio
della cabina e delle porte di piano, delle guide, dei pistoni o argani di sollevamento, delle
apparecchiature del locale macchine e di qualsiasi altra attrezzatura esistente e si intendono inclusi i
tagli, il distacco dell'impianto elettrico, la movimentazione, il carico e trasporto dei materiali di risulta ad
impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica autorizzata.
OPERE EDILI - Art.2.18
ESECUZIONE TRACCE E CHIUSURE
Tutte le demolizioni, perforazioni, incassettature, aperture di tracce su qualsiasi tipo di muratura,
necessarie per la realizzazione degli impianti tecnologici, in edifici nuovi o ristrutturazioni complete
sono compensate nelle relative voci di prezzo e non devono quindi essere computate a parte.
L’esecuzione di tracce sulle murature deve comprendere la successiva chiusura con malta,
l’accatastamento, il carico ed il trasporto delle macerie ad impianti di stoccaggio, nel caso di
esecuzione di tracce su pavimenti deve essere anche compresa la rimozione delle piastrelle, la
demolizione del sottofondo ed il successivo ripristino.
OPERE EDILI - Art.2.19
BONIFICA DA AMIANTO
Chi intende rimuovere materiali contenenti amianto deve predisporre un Piano di lavoro prima
dell'inizio dei lavori di demolizione o di rimozione dell'amianto, ovvero dei materiali contenenti amianto,
dagli edifici, strutture, apparecchi e impianti, nonché dai mezzi di trasporto. Questo Piano, redatto a
cura dell'impresa di bonifica, deve prevedere le misure necessarie per garantire la sicurezza e la salute
dei lavoratori e la protezione dell'ambiente esterno. I materiali contenenti amianto devono essere
smaltiti mediante ditte specializzate iscritte all’albo nazionale delle imprese esercenti servizi degli
smaltimenti dei rifiuti. E’ bene richiedere copia dell’iscrizione all’albo e verificare che il documento
contempli la specifica categoria del rifiuto. Dovrà inoltre essere conservato il “formulario
d’identificazione” del rifiuto firmata e datata dal destinatario. Il produttore del rifiuto è la ditta che
effettua la bonifica.
Le operazioni di bonifica d’amianto devono prevedere:
•
la pulizia preliminare di coperture in lastre di cemento amianto mediante bagno a getto d'acqua
diffuso a bassa pressione evitando il ruscellamento;
•
l’incapsulamento temporaneo e permanente di lastre di copertura in cemento amianto degradate
e da rimuovere, compreso il rinforzo delle zone fessurate con rete in fibre sintetiche da applicare
tra la prima e la seconda mano;
•
la rimozione del manto di copertura in lastre di cemento amianto già incapsulate. Sono compresi
l'incapsulamento delle zone di sovrapposizione, l'abbassamento, l'imballaggio con teli di
polietilene, lo stoccaggio provvisorio in apposita area del cantiere, il carico e trasporto alle
discariche.
E’ compresa la nebulizzazione di soluzione diluita di incapsulante su tutte le superfici; la pulizia con
aspiratori muniti di filtri; la pulizia dei pavimenti con segatura bagnata; lo smontaggio dei teli di
polietilene; l'imballaggio di tutti i rifiuti in sacchi, lo stoccaggio in apposita area di cantiere, il carico ed il
trasporto a discarica. Escluso l'onere di smaltimento.
La pulizia e l’incapsulamento delle lastre ondulate di copertura è da computarsi in base alle dimensioni
delle falde senza alcuna maggiorazione per lo sviluppo delle onde e con detrazione dei vuoti con
superficie superiore ad 1,00 mq. La predisposizione di eventuali pratiche e/o autorizzazioni ASL che si
renderanno necessarie, saranno a carico e spese dell Impresa.
OPERE EDILI – ART 3
SCAVI – MOVIMENTI TERRE
Gli scavi in genere per qualsiasi lavoro a mano o con mezzi meccanici devono essere eseguiti
secondo i disegni di progetto e le particolari prescrizioni che sono date all’atto esecutivo dalla Direzione
dei Lavori.
Nell'esecuzione degli scavi in genere l'Appaltatore si deve procedere in modo da impedire
scoscendimenti e franamenti, restando esso totalmente responsabile di eventuali danni alle persone e
alle opere, è inoltre obbligato a provvedere a suo carico e spese alla rimozione delle materie franate e
deve provvedere a sue spese affinché le acque scorrenti alla superficie del terreno siano deviate in
modo che non abbiano a riversarsi nei cavi.
Gli scavi dovranno, quando occorra, essere solidamente puntellati e sbadacchiati con robuste
armature in modo da assicurare abbondantemente contro ogni pericolo gli operai, e impedire ogni
slittamento di materia durante l'esecuzione tanto degli scavi che delle murature, pertanto l'Appaltatore
è responsabile di eventuali danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private, provvedendo
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di propria iniziativa alla protezione dell’area oggetto di lavori, adottando anche tutte le altre precauzioni
riconosciute necessarie, senza rifiutarsi per nessun motivo di ottemperare ad altre prescrizioni che al
riguardo gli fossero impartite dalla Direzione lavori.
Le materie provenienti dagli scavi in genere, ove non siano utilizzabili, o non ritenute adatte, a giudizio
insindacabile della Direzione dei Lavori, ad altro impiego nei lavori, devono essere portate a rifiuto fuori
della sede del cantiere, ai pubblici scarichi, ovvero su aree che l’Impresa deve provvedere a sua cura e
spese.
L'Appaltatore deve inoltre provvedere a sue spese affinché le acque scorrenti alla superficie del
terreno siano derivate in modo che non abbiano a riversarsi negli scavi.
Il prezzo dello scavo è da intendersi comprensivo di: trasporto dei materiali provenienti dagli scavi.
Per il trasporto si terrà conto del volume effettivo dello scavo senza alcuna maggiorazione per
l’aumento di volume della terra.
PUNTELLATURE E SBADACCHIATURE DEGLI SCAVI
Qualora per la incoerenza delle materie, oppure debbano essere effettuati al di sotto dell’acqua sorgiva
o in qualunque modo siano soggetti a riempirsi di acqua, ed ogni qualvolta occorra, gli scavi sia di
sbancamento che di fondazione dovranno essere solidamente puntellati e sbadacchiati con robuste
armature in modo da assicurare abbondantemente contro ogni pericolo le persone e le cose, ed
impedire smottamenti di materie durante l’esecuzione degli scavi o successivamente. Le pareti armate
dovranno altresì essere assicurate con tiranti saldamente fissati a traversoni disposti sopra la bocca
dei cavi.
Le armature che a giudizio della D.L. non potessero essere tolte durante il procedere dei lavori per il
recupero di esse, dovranno essere abbandonate restando stabilito che nessun compenso spetterà
all’appaltatore per le armature dovute abbandonare. L’appaltatore è responsabile dei danni ai lavori,
alle persone, alle cose, alle proprietà pubbliche e private che potessero accadere per la mancanza od
insufficienza delle armature, alle quali egli deve provvedere di propria iniziativa adottando anche tutte
le precauzioni necessarie ed opportune.
ONERI DELL’APPALTATORE
Oltre agli oneri ed obblighi prescritti negli articoli 4 e 5 del presente capitolato e quelli relativi alle opere
provvisionali, il prezzo di appalto comprende e compensa anche quelli che seguono:
•
il taglio di piante ed alberi, l’estirpazione di ceppaie e radici, lo scoticamento, il dissodamento e la
regolarizzazione del suolo, l’allontanamento delle materie di risulta;
•
il taglio e lo scavo con qualsiasi mezzo, qualunque sia la profondità e l’altezza, la larghezza, la
forma e la superficie, delle materie di ogni consistenza, asciutte bagnate, anche in presenza di
notevole quantità di acqua da aggottarsi se necessario con mezzi meccanici idonei e personale
necessario per il funzionamento continuo nelle 24 ore onde mantenere attivo il prosciugamento
per tutto il tempo necessario al completamento del lavoro; la spaccatura di massi, di falde
rocciose, di strutture murarie di qualsiasi genere e specie o di altro materiale che si trovasse in
qualunque misura negli scavi;
•
regolarizzazione, profilatura ed accigliatura degli scavi, lo spianamento del fondo, ecc.;
•
i movimenti orizzontali e verticali se l’appaltatore riterrà di sua convenienza, il deposito delle
materie scavate e trasporto su automezzi ai pubblici scarichi qualora non siano utilizzabili per
rinterri, ecc.;
•
ogni indennità di passaggio, di deposito temporaneo e permanente;
•
rampe di accesso e di uscita per automezzi, puntellature e sbadacchiature delle pareti, gli impianti
meccanici di escavazione, i provvedimenti per impedire e prevenire scoscendimenti ecc..
OPERE EDILI - Art.3.1
SCAVO GENERALE
Per scavi generali s’intendono tutti quelli occorrenti per la sistemazione del terreno su cui dovranno
sorgere la costruzione, per tagli di terrapieni, per la formazione di scantinati e piani d’appoggio di
platee generali di fondazioni, vespai, rampe incassate, ecc.; in generale qualsiasi scavo eseguito a
sezione aperta su vasta superficie.
Per scavi di sbancamento o sterri andanti s’intendono quelli occorrenti per lo spianamento o
sistemazione del terreno su cui dovranno sorgere le costruzioni, per tagli di terrapieni, per la
formazione di cortili, giardini, scantinati, piani d’appoggio per platee di fondazione, vespai, rampe
incassate o trincee stradali ecc., e in genere tutti quelli eseguiti a sezione aperta su vasta superficie
ove sia possibile l’allontanamento delle materie di scavo evitandone il sollevamento, sia pure con la
formazione di rampe provvisorie, ecc.
Devono essere pertanto considerati scavi di sbancamento anche quelli che si trovano al di sotto del
piano di campagna o del piano stradale (se inferiore al primo), quando gli scavi rivestano i caratteri
sopra accennati.
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Quando per la particolare natura del terreno o per causa di piogge, di infiltrazione, di gelo o disgelo, o
per altri motivi, siano da temere frane o scoscendimenti, deve essere provveduto all’armatura o al
consolidamento del terreno.
Il volume degli scavi di sbancamento è da computarsi col metodo delle sezioni ragguagliate rilevate,
all’atto della consegna dei lavori, in contraddittorio con l’Impresa.
OPERE EDILI - Art.3.2
SCAVI A SEZIONE
Per scavi parziali e di fondazione s'intendono tutti quelli incassati e a sezione ristretta necessari per far
luogo alle fondazioni di muri e pilastri per l'esecuzione di canalizzazioni di fognature per la fossa di
condutture di qualsiasi genere, cordonature, fossi e cunette.
Il volume degli scavi a sezione obbligata deve essere determinato geometricamente in base alle
dimensioni prescritte e risultanti dalle tavole di progetto.
Sono invece da considerarsi scavi a pozzo, e come tali valutati e compensati, gli scavi eseguiti
verticalmente o con inclinazione non superiore a 60° rispetto alla verticale, con un’altezza, misurata dal
piano di campagna o dal piano dello scavo generale, superiore a 5,00 m e con un’area della sezione
corrente inferiore a 80,00 mq.
Per scavi di fondazione in generale si intendono quelli incassati ed a sezione ristretta necessari per dar
luogo ai muri o pilastri di fondazione propriamente detti.
In ogni caso sono considerati come scavi di fondazione quelli per dar luogo alle fogne, condutture,
fossi e cunette.
Qualunque sia la natura e la qualità del terreno, gli scavi per fondazione devono essere spinti fino alla
profondità che dalla Direzione dei Lavori verrà ordinata all’atto delle loro esecuzioni tenendo in debito
conto le istruzioni impartite dal Ministero dei lavori pubblici con il D.M. 21 gennaio 1981 e successive
modifiche ed integrazioni.
Le profondità, che si trovino indicate nei disegni di consegna, sono quindi di semplice avviso e
l’Amministrazione appaltante si riserva piena facoltà di variarle nella misura che reputerà più
conveniente, senza che ciò possa dare all’Impresa motivo alcuno di fare eccezioni o domande di
speciali compensi, avendo essa soltanto diritto al pagamento del lavoro eseguito, coi prezzi contrattuali
stabiliti per le varie profondità da raggiungere.
È vietato all’Impresa, sotto pena di demolire il già fatto, di por mano alle murature prima che la
Direzione dei Lavori abbia verificato ed accettato le fondazioni.
I piani di fondazione devono essere generalmente orizzontali, ma per quelle opere che cadono sopra
falde inclinate, dovranno, a richiesta della Direzione dei Lavori, essere disposti a gradini ed anche con
determinata contropendenza.
Nello scavo di pozzi e di trincee profondi più di m. 1,50, quando la consistenza del terreno non dia
sufficiente garanzia di stabilità, anche in relazione alla pendenza delle pareti, si deve provvedere, man
mano che procede lo scavo, alla applicazione delle necessarie armature di sostegno, in modo da
assicurare abbondantemente contro ogni pericolo gli operai, ed impedire ogni smottamento di materia
durante l’esecuzione tanto degli scavi che delle murature.
Le tavole di rivestimento delle pareti devono sporgere dai bordi degli scavi di almeno 30 centimetri.
L’Impresa è responsabile dei danni ai lavori, alle persone, alle proprietà pubbliche e private che
potessero accadere per la mancanza o insufficienza di tali puntellazioni e sbadacchiature, alle quali
essa deve provvedere di propria iniziativa, adottando anche tutte le altre precauzioni riconosciute
necessarie, senza rifiutarsi per nessun pretesto di ottemperare alle prescrizioni che al riguardo le
venissero impartite dalla Direzione dei Lavori.
Nello scavo dei cunicoli, a meno che si tratti di roccia che non presenti pericolo di distacchi, devono
predisporsi idonee armature per evitare franamenti della volta e delle pareti. Dette armature devono
essere applicate man mano che procede il lavoro di avanzamento; la loro rimozione può essere
effettuata in relazione al progredire del rivestimento in muratura. Idonee armature e precauzioni
devono essere adottate nelle sottomurazioni e quando in vicinanza dei relativi scavi vi siano fabbriche
o manufatti, le cui fondazioni possano essere scoperte o indebolite degli scavi. Compiuta la muratura
di fondazione, lo scavo che si fosse dovuto fare in più attorno alla medesima, deve essere
diligentemente riempito e costipato, a cura e spese dell’Impresa, con le stesse materie scavate, sino al
piano del terreno naturale primitivo.
Col procedere delle murature l’Impresa deve poter recuperare i legami costituenti le armature, sempre
che non si tratti di armature formanti parte integrante dell’opera, da restare quindi in posto in proprietà;
i legnami però, che a giudizio della Direzione dei Lavori, non potessero essere tolti senza pericolo o
danno del lavoro, devono essere abbandonati negli scavi.
Gli scavi di fondazione sono da computarsi per un volume uguale a quello risultante dal prodotto della
base di fondazione per la sua profondità sotto il piano degli scavi di sbancamento o del terreno
naturale, quando detto scavo di sbancamento non viene effettuato.
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OPERE EDILI - Art.3.3
SCAVI A MANO
Sono scavi a sezione obbligata di materie di qualsiasi natura e consistenza quelli eseguiti con una
profondità minima di 0,80 m con paleggiamento e deposito a bordo scavo delle terre o con carico e
trasporto ad impianti di stoccaggio, di recupero o a discarica.
Nel caso di scavo per sottomurazioni sono inclusi anche gli eventuali trovanti rocciosi o relitti di
muratura fino a 0,750 mc. Sono comprese le opere provvisionali di segnalazione, la protezione ed il
sostegno del cavo e della muratura. Il carico ed il trasporto delle macerie agli impianti di stoccaggio.
Esclusi invece gli oneri di smaltimento.
OPERE EDILI - Art.3.4
ARMATURA PARETI SCAVI – PALANCOLE
Nell’armatura di pareti di scavi è compreso il nolo, la perdita parziale di materiali, il disarmo.
Nell’impiego di palancole metalliche di qualsiasi tipo sono invece compresi i tracciamenti, la
preparazione degli accessi e dei piani di lavoro, il trasporto e l'allontanamento di tutte le attrezzature,
l'infissione in terreni di qualsiasi natura e consistenza, l'estrazione, il noleggio delle palancole per i
primi 30 giorni (o periodo inferiore), l'assistenza dell'impresa e quant'altro necessario per la formazione
e l'utilizzo della palancola.
OPERE EDILI - Art.3.5
RINTERRI
Per qualunque opera di rinterro, fino alle quote prescritte dalla Direzione dei Lavori, devono essere
impiegate in generale, e, salvo quanto segue, fino al loro totale esaurimento, tutte le materie
provenienti dagli scavi di qualsiasi genere eseguiti sul lavoro, in quanto disponibili ed adatte, a giudizio
della Direzione dei Lavori, per la formazione dei rilevati.
Nel caso vengano a mancare in tutto o in parte i materiali di cui sopra, si deve provvedere alle materie
occorrenti prelevandole ovunque l’Impresa crederà di sua convenienza, purché i materiali siano
riconosciuti idonei dalla Direzione dei Lavori.
Nell'esecuzione dei suddetti rinterri, deve essere usata ogni diligenza perché la loro esecuzione
proceda per strati orizzontali di eguale altezza, distribuendo le materie bene sminuzzate e con la
massima regolarità e precauzione.
Le materie trasportate in rinterro non devono essere scaricate direttamente contro le murature, ma
devono essere depositate in vicinanza dell’opera per essere riprese poi e trasportate con carriole,
barelle ed altro mezzo, purché a mano, al momento della formazione dei suddetti rinterri.
Per tali movimenti di materie deve sempre provvedersi alla pilonatura delle materie stesse, da farsi
secondo le prescrizioni che verranno indicate dalla Direzione dei Lavori.
Tutte le riparazioni o ricostruzioni che si rendessero necessarie per la mancata o imperfetta
osservanza delle prescrizioni del presente articolo, devono essere a completo carico dell’Impresa.
Se i rinterri sono da computarsi separatamente dagli scavi, il conteggio deve esser eseguito sulla base
del volume del vano interrato senza tener conto del maggior quantitativo di materiali reso necessario
dal costipamento.
Nella formazione dei rinterri è compreso l’onere per la stesa a strati delle materie negli spessori
prescritti e nel computo non dovrà tenersi conto del maggior volume dei materiali che l’Impresa
dovesse impiegare per garantire i naturali assestamenti.
Il volume dei rinterri e dei rilevati deve essere misurato con il metodo delle sezioni ragguagliate.
OPERE EDILI - Art.3.6
FORMAZIONE RILEVATI
Nella formazione dei rilevati e compreso l’onere per la stesa a strati delle materie negli spessori
prescritti e nel computo non bisogna tenere conto del maggior volume dei materiali che l’Impresa
dovesse impiegare per garantire i naturali assestamenti. Il volume dei rinterri e dei rilevati deve essere
misurato con il metodo delle sezioni ragguagliate. Per la formazione di rilevati, fino alle quote prescritte
dalla Direzione lavori, si devono sempre impiegare materie sciolte, o ghiaiose, restando vietato in
modo assoluto l'impiego di quelle argillose ed in genere, di tutte quelle che, con l'assorbimento
d’acqua, possono causare spinte.
Nell'esecuzione dei suddetti rilevati, deve essere usata ogni diligenza perche la loro esecuzione
proceda per strati orizzontali di eguale altezza, distribuendo le materie bene sminuzzate e con la
massima regolarità e precauzione affinché le murature siano sottoposte ad un carico uniforme
distribuito per evitare pressioni e spinte pregiudizievoli alla stabilita delle stesse.
E' vietato ad ogni modo addossare terrapieni a murature di fresca costruzione.
Tutte le riparazioni o ricostruzioni che si dovessero rendere necessarie per la mancata od imperfetta
osservanza delle prescrizioni sopra dette sono a tutto carico dell'Appaltatore.
43
I rilevati devono essere misurati geometricamente in base ai profili ed alle sezioni del progetto
restando a carico dell’appaltatore i ricarichi eventualmente occorrenti in seguito a costipamento od a
cedimenti che si manifestassero entro i termini del collaudo.
OPERE EDILI – ART 4
PALIFICAZIONI
OMISSIS
OPERE EDILI – ART 5
OPERE IN C.A.
Tutti i calcestruzzi impiegati per la realizzazione delle opere strutturali in cemento armato, devono
essere a resistenza caratteristica garantita (non è ammesso il dosaggio) e devono rispondere i alle più
recenti disposizioni legislative. Devono essere confezionati con un numero adeguato di pezzature di
inerti, per avere una granulometrie adatta alle necessità dell'opera e gettati con o senza l'impiego di
casseri di qualsiasi tipo, ed è sempre compresa nei prezzi una adeguata truccatura o vibratura dei
getti. Sono compresi tutti gli oneri necessari per dare il calcestruzzo gettato in opera, con la sola
esclusione dell'impiego della pompa quando sia in aggiunta all'uso della gru o di altro mezzo di
sollevamento o trasporto; in questa ipotesi è stato previsto un costo del pompaggio che tiene conto
della integrazione del lavoro. Quando il getto viene eseguito esclusivamente e direttamente con la
pompa, è stato previsto un prezzo adeguato, che deve essere aggiunto al puro costo di produzione o
fornitura dei conglomerati e compensa la mano d'opera e la vibratura. I casseri e le armature in ferro
devono essere contabilizzate a parte. Nei prezzi delle casserature sono compresi la fornitura di tutti i
materiali necessari per la realizzazione (legname vario, chiodi, filo di ferro ecc.) ed il relativo
montaggio; sono inoltre compresi il disarmo e lo smontaggio, gli sfridi, le eventuali perdite di materiale,
la fornitura e applicazione di idonei disarmanti, l'utilizzo di ponteggi di altezza adeguata ai casseri da
realizzare. Nei prezzi degli acciai di armatura, sono compresi, oltre alla fornitura del materiale, la
lavorazione e posa di barre di qualsiasi diametro e lunghezza, il filo di ferro per le legature, i
distanziatori, eventuali saldature di giunzioni, la lavorazione a disegno con gli sfridi conseguenti,
l'impiego ove necessario di ponteggi e relativo disarmo, l'assistenza, il trasporto e lo scarico, la
movimentazione in cantiere, il sollevamento alle quote di utilizzo e l'avvicinamento al luogo di
montaggio, e quant'altro necessario.
TRACCIAMENTO DELLE STRUTTURE PORTANTI
L’appaltatore ha l’obbligo del tracciare, a sua cura e spese, per ogni piano, segnando con precisione
tutte le aperture, sfondi, gole e passaggi di tubazioni in genere.
L’appaltatore resta il solo responsabile di ogni errore, per cui sarà tenuto alla demolizione e
ricostruzione delle opere costruite in difformità del giusto tracciamento, nonché alla ricostruzione di
quanto connesso con le predette opere dovute demolire.
COMPOSIZIONE DEL CONGLOMERATO CEMENTIZIO
Inerti – Le caratteristiche e la granulometria degli inerti debbono essere preventivamente studiate.
Gli inerti debbono essere privi di sostanze dannose ai fini della presa e dell’indurimento, ad essere
conformi alle norme tecniche allegate alle leggi e decreti vigenti.
Le miscele degli inerti fini e grossi, mescolati in percentuale adeguata, devono dar luogo a una
composizione granulometrica costante, che permetta di ottenere i requisiti voluti sia nell’impasto fresco
(consistenza, omogeneità, pompabilità, aria inglobata, ecc.) che nell’impasto indurito (resistenza,
permeabilità, modulo elastico ritiro, fluage, ecc.).
Gli inerti debbono essere suddivisi in più classi, di cui la classe più fine non dovrà contenere più del 5%
di materiale trattenuto al vaglio a maglia quadra da 4,76 mm. Di luce.
Le singole classi non dovranno contenere sottoclassi (frazioni granulometriche che dovrebbero
appartenere alle classi inferiori), in misura superiore al 15% e sopraclassi (frazioni granulometriche
che dovrebbero appartenere alle classi superiori), in misura superiore al 10% della classe stessa.
La dimensione massima dei grani dell’inerte deve essere tale da permettere che il conglomerato possa
raggiungere ogni parte del manufatto, tenendo conto dell’armatura metallica e delle caratteristiche
geometriche della carpenteria.
Leganti – Debbono impiegarsi esclusivamente legnati idraulici definiti come cementi, rispondenti ai
requisiti di accettazione delle disposizioni vigenti in materia.
Il dosaggio, la classe e il tipo del cemento, debbono essere idonei a soddisfare le esigenze tecniche
dell’opera.
Additivi – Gli additivi per migliorare le caratteristiche del calcestruzzo debbono essere integrati
secondo le prescrizioni del produttore.
Il produttore deve esibire i risultati provenienti da una ampia sperimentazione pratica sul tipo e la dose
dell’additivo da usarsi.
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Il produttore di additivi dovrà inoltre esibire prove di laboratorio ufficiali che dimostrino la conformità del
prodotto alle disposizioni vigenti; deve essere inoltre garantita la qualità e la costanza di caratteristiche
del prodotto stesso.
Il produttore di additivi dovrà mettere a disposizione su richiesta propri tecnici qualificati, specializzati
nell’impiego degli additivi, per la risoluzione dei problemi tecnici connessi con l’esecuzione dell’opera.
Acqua – L’acqua deve essere aggiunta nella quantità compatibile con la consistenza voluta e la
resistenza prescritta del conglomerato.
Deve essere esente da sostanze che danneggiano la reazione chimica del cemento.
IMPIANTI PER LA PRODUZIONE
L’impasto del conglomerato deve essere fatto con mezzi meccanici idonei. Si preferisce l’impiego di
impianti di betonaggio che abbiano in dotazione dispositivi di dosaggio o contatori tali da garantire un
accurato controllo della quantità dei componenti.
I componenti dell’impasto (cemento, inerti, acqua e additivi), debbono poter essere misurati a peso. E’
ammessa anche la misurazione a volume dell’acqua e degli additivi.
I dispositivi di misura del cemento, dell’acqua e degli additivi, debbono essere di tipo individuale; le
bilance per la pesatura degli inerti possono essere di tipo cumulativo (peso delle varie classi con
successione addizionale).
I dispositivi di misura debbono essere collaudati periodicamente.
I silos del cemento debbono essere progettati in modo da impedire il contatto tra il cemento insilato e
l’umidità atmosferica.
CONFEZIONE DEGLI IMPASTI
Gli impasti debbono essere confezionati in betoniere aventi capacità tali da contenere tutti gli aggregati
della pesata senza debordare.
Il tempo di mescolamento deve essere tale da produrre un conglomerato omogeneo, rispondente ai
requisiti della prova di uniformità di cui al successivo paragrafo 9.3.
TRASPORTO E POSA IN OPERA DEGLI IMPASTI
Il trasporto del conglomerato cementizio dell’impianto di betonaggio al luogo di impiego, deve essere
effettuato con mezzi atti a non alterare le caratteristiche dell’impasto e impedire la segregazione dei
componenti.
Il tempo intercorso tra l’inizio delle operazioni di impasto ed il termine della posa in opera, non deve
essere tale da causare una diminuzione di consistenza superiore di cm. 5 alla prova del cono, di cui al
punto 9.2.
E’ assolutamente vietato aggiungere acqua agli impasti dopo lo scarico della betoniera.
Prima della posa in opera si dovrà controllare la consistenza dell’impasto. Se questa eccederà i limiti
previamente concordati, per ciascun getto (prova del cono), l’impasto sarà scartato (o se possibile
corretto).
Qualora il trasporto del conglomerato avvenga con autobetoniere, sarà opportuno all’atto dello scarico,
controllare l’omogeneità dell’impasto con la prova dell’uniformità (paragr. 9.3).
Se all’atto dello scarico dell’autobetoniera si dovesse constatare una consistenza sensibilmente
inferiore a quella richiesta, si potrà aggiungere, a giudizio della D.L., la quantità di acqua necessaria
purché si provveda – a velocità normale – ad un ulteriore mescolamento corrispondente ad almeno 30
giri della betoniera. Tale aggiunta non potrà comunque essere fatta se la perdita di consistenza
dell’impasto al luogo dello scarico, supererà i 5 cm. alla prova del cono.
POSA IN OPERA DEL CONGLOMERATO CEMENTIZIO
Lo scarico del conglomerato dal mezzo di trasporto deve avvenire con tutti gli accorgimenti atti ad
evitare la segregazione. E’ importante a questo scopo che il conglomerato cada verticalmente al centro
della cassaforma e venga steso in strati orizzontali dello spessore da 20 a 50 cm. a seconda delle
dimensioni della struttura, prima della successiva vibrazione.
La vibrazione deve avvenire immergendo il vibratore verticalmente in punti distanti tra loro da 40 a 80
cm., ritirandolo lentamente a vibrazione ultimata in modo da lasciare fori o impronte nel conglomerato.
E’ vietato scaricare il conglomerato in unico cumulo e distenderlo con l’impiego del vibratore.
Se si constatasse che la vibrazione produce separazioni nel conglomerato, lo slump dello stesso dovrà
essere convenientemente ridotto.
Affinché il getto sia considerato monolitico, il tempo trascorso fra la posa in opera di uno strato
orizzontale e il ricoprimento con lo strato successivo non deve superare le tre ore virtuali (vedi punto
5.8) a meno che non sia stato aggiunto all’impasto un idoneo additivo ritardante.
Nel caso in cui l’interruzione superi le tre ore virtuali (vedi punto 5.8) e non sia stato impiegato un
additivo ritardante, si deve stendere sulla superficie di ripresa uno strato di malta (sabbia più cemento),
dello spessore di cm. 1-2, con un dosaggio di cemento di almeno Kg. 600 per metro cubo.
Nel caso l’interruzione superi le otto ore virtuali (punto 5.8) si deve lavare la superficie di ripresa con
acqua e sabbia in pressione in modo di metterne a nudo lo scheletro inerte a procedere come al punto
45
5.6. Se il conglomerato deve avere caratteristiche di impermeabilità sulla superficie deve essere steso
prima del getto di apporto, uno strato di malta speciale per riprese di getti secondo istruzioni della D.L..
Lo stesso trattamento è prescritto se la ripresa dei getti avverrà dopo qualche giorno e non sia più
possibile un perfetto ravvivamento della superficie di ripresa.
Si intende per “tempo virtuale”, il tempo riferito alla temperatura media ambientale di 20° c, calcola to a
mezzo della seguente formula:
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tv = te ---------- ,
ove:
Ta + 10
tv = tempo virtuale in ore;
te = tempo effettivo in ore;
Ta = temperatura media ambientale in °C.
STAGIONATURA DEL CONGLOMERATO CEMENTIZIO
Prima del disarmo delle casseforme, tutte le superfici non protette del conglomerato debbono essere
mantenute umide con continua bagnatura o con altri idonei accorgimenti, per almeno sette giorni.
Il disarmo delle casseforme delle superfici laterali dei getti deve avvenire quando il conglomerato abbia
raggiunto una resistenza di almeno 40 Kg./cmq..
Il disarmo delle strutture di sostegno dei getti potrà essere effettuato quando si siano sicuramente
raggiunte le resistenze prescritte dal progettista o D.L.. In assenza di specifici accertamenti, attenersi a
quanto stabilito dalle norme tecniche allegate al decreto legge n. 1086.
Subito dopo il disarmo si dovrà provvedere alla bagnatura delle superfici, in modo da impedire
l’evaporazione dell’acqua contenute nel conglomerato, fino al almeno sette giorni dal getto.
PRECAUZIONI PARTICOLARI PER L’ESECUZIONE DEI GETTI DURANTE LA STAGIONE PREDDA
Nei periodi invernali si deve particolarmente curare che non si formino blocchi di materiale
agglomerato con ghiaccio negli inerti e particolarmente nella sabbia. A tale scopo si dovranno
predisporre opportune protezioni, che potranno comprendere il riscaldamento degli inerti stessi con
mezzi idonei.
La temperatura dell’impasto, all’atto della posa in opera non deve in nessun caso essere inferiore ai
13° C per il getto di sezioni strutturali di spesso re minimo di 20 cm. e 10° C negli altri casi. Per o ttenere
tali temperature, occorrerà, se necessario, provvedere al riscaldamento degli inerti e dell’acqua di
impasto. Si dovrà però evitare che l’acqua venga a contatto diretto con il cemento, se essa avrà una
temperatura superiore ai 40° C.
Quando la temperatura dell’acqua superi i 40° C si adotterà la precauzione di immettere nella
betoniera dapprima la sola acqua con gli inerti e di aggiungere poi il cemento quando la temperatura
della miscela acqua + inerti sarà scesa al di sotto di 40° C.
Nei periodi freddi è consigliabile l’aggiunta di acceleranti invernali (impropriamente chiamati antigelo)
ed eventualmente di un additivo aderente, in modo da ottenere un inglobamento di aria del 3 – 5%.
Durante la stazione fredda, il tempo per lo scasseramento delle strutture deve essere protratto, per
tener conto del maggiore periodo occorrente al raggiungimento delle resistenze necessarie (almeno 40
Kg./cmq.). Fino al momento del disarmo, si deve controllare, per mezzo di termometri introdotti in fori
opportunamente predisposti nelle strutture, che la temperatura del conglomerato non scenda al di
sotto dei + 5° C.
PRECAUZIONI PARTICOLARI PER L’ESECUZIONE DEI GETTI DURANTE LA STAGIONE CALDA
Durante la stagione calda bisognerà particolarmente curare che la temperatura dell’impasto non venga
a superare i 30° C. Bisognerà a questo scopo impedi re l’eccessivo riscaldamento degli aggregati, sia
proteggendo opportunamente i depositi dia mantenendo continuamente umidi gli inerti (in modo che
l’evaporazione continua dell’acqua alla superficie degli stessi ne impedisca il surriscaldamento).
Qualora la temperatura dell’impasto non possa venire mantenuta al di sotto di 30° C i getti debbono
essere sospesi, a meno che non venga aggiunto agli impasti un opportuno ed efficace additivo
plastificante-ritardante, atto ad eliminare gli inconvenienti dell’elevata temperatura (perdita di
consistenza e quindi maggior bisogno di acqua di impasto: acceleramento della presa).
Quando la temperatura ambiente risulterà elevata, particolare cura deve essere posta nell’accelerare il
tempo intercorrente fra la confezione e la posa in opera dell’impasto. Qualora si usino pompe per il
trasporto del conglomerato, tutte le relative tubazioni debbono essere protette dal sovrariscaldamento.
Durante la stagione calda deve essere eseguito un controllo più frequente della consistenza. Con
temperatura ambiente particolarmente elevata la direzione lavori potrà vietare l’aggiunta d’acqua
prevista al punto 4.6.
La stagionatura dei conglomerati deve essere effettuata in ambiente tenuto continuamente umido e
protetto dal sovrariscaldamento. In luogo delle bagnature, le superficie dei getti possono essere
trattate con speciali vernici antievaporanti, tenuto conto di quanto disposto al punto 6.5.
QUALITA’ DEL CONGLOMERATO CEMENTIZIO FRESCO
46
Il conglomerato cementizio fresco deve essere frequentemente controllato come consistenza,
omogeneità, resa volumetrica, contenuto di aria e, quando prescritto, come rapporto acqua – cemento.
La prova di consistenza consisterà normalmente nella misura dell’abbassamento al cono di Abrams,
eseguita secondo le norme vigenti. Tale prova sarà considerata significativa per abbassamenti
compresi tra i 2 e i 18 cm.. Per abbassamenti inferiori ai 2 cm., si dovrà eseguire la prova con la tavola
a scosse secondo il metodo DIN 1048, o con l’apparecchio VEBE.
La prova di omogeneità è prescritta in modo particolare quando il trasporto del conglomerato avviene
mediante autobetoniera. Essa verrà eseguita vagliando due campioni di conglomerato presi a 1/5 e 4/5
dello scarico della betoniera, attraverso il vaglio a maglia quadra da 4,76 mm.. La percentuale in peso
di materiale grosso nei due campioni, non dovrà differire più di 3 cm..
La prova di resa volumetrica dell’impasto, verrà eseguita attraverso la misura del peso di volume del
conglomerato, eseguita con il metodo UNI 6394-68 e il controllo del peso totale dell’impasto.
La prova del contenuto d’aria è richiesta ogni qualvolta si impieghi un additivo areante. Essa deve
essere eseguita con il metodo UNI 6395 – 72.
Il rapporto acqua-cemento dovrà essere ovviamente computato sommando, all’acqua aggiunta
all’impasto, l’umidità superficiale degli inerti.
QUALITA’ DEL CONGLOMERATO CEMENTIZIO INDURITO
La classe di conglomerato viene definita come “resistenza caratteristica” ad una stagionatura
specificata. La resistenza caratteristica deve essere calcolata con il metodo indicato nelle norme
tecniche di cui all’Art.21 del D.L. Legge n. 1086 del 05/07/1971. Trattandosi di un metodo di calcolo
statistico, la resistenza caratteristica dovrà essere determinata con un numero di prelievi ciascuno di
quattro provini, non inferiore a 30. Solo in casi particolari potrà essere consentita una stima con meno
di 30 prelievi, fino a un minimo di 10 prelievi.
Per il prelevamento dei campioni, le dimensioni e la stagionatura dei provini e le prove, si debbono
eseguire le norme UNI n. 6126-67; 6126-67; 6130-67; 6132-67.
Per il controllo della qualità del conglomerato preconfezionato, il conglomerato deve essere prelevato
all’atto dello scarico della betoniera.
La qualità del conglomerato potrà essere richiesta oltre che come resistenza caratteristica, anche
come permeabilità massima, ritiro massimo, fluage massimo, modulo elastico, resistenza ai cicli di
gelo e disgelo, resistenza ad agenti aggressivi, basso sviluppo di calore, resistenza all’abrasione, ecc..
Per particolari strutture si potrà inoltre prescrivere il valore massimo ammissibile per lo scarto
quadratico medio delle resistenze.
La resistenza caratteristica richiesta non deve essere ottenuta con dosaggi di cemento troppo elevati,
che potrebbero dar luogo a valori di ritiro inaccettabili. Inoltre lo scarto quadratico medio delle
resistenze deve essere il più basso possibile.
I cementi di maggior resistenza (tipo 425 e 525), debbono essere impiegati quando non sia possibile
raggiungere la resistenza prescritta con un cemento 325 o quando le esigenze di lavoro richiedono la
riduzione dei tempi di disarmo. I cementi di tipo speciale (ad esempio ferrici o ferrici-pozzolanici),
debbono essere impiegati quando siano richieste resistenze ad agenti aggressivi oppure valori di ritiro
particolarmente bassi, sviluppo di calore non superiore ad un certo limite, ecc..
Non è permesso mescolare fra loro cementi di diverso tipo e provenienza; per ciascuna struttura si
deve impiegare un unico tipo di cemento.
Per migliorare la qualità del conglomerato, potranno essere usati particolari additivi di provata efficacia
e rispondenti alle norme UNI-CEMENTO o di altre organizzazioni di vasta rinomanza (ASTM, DIN,
ecc.).
Il controllo di qualità del conglomerato indurito potrà essere eseguito a fini orientativi anche
direttamente sulle strutture, con lo sclerometro, gli ultrasuoni o il prelievo di carote da sottoporre alle
prove volute. In particolare i dati sclerometrici saranno ritenuti sufficienti per stabilire i tempi di
scasseratura e di disarmo.
Non vengono qui date particolari prescrizioni per il controllo dei materiali impiegati nella confezione del
conglomerato. L’appaltatore deve provvedere a detti controlli nelle forme prescritte dalle vigenti leggi o
regolamenti anche perché possono venire accertate le relative responsabilità.
RISPONDENZA DELLE STRUTTURE AI PROGETTI
Prima dell’inizio dei getti, la D.L. deve verificare che il dimensionamento dei casseri, la posizione dei
ferri di armatura, la posizione dei giunti, ecc. corrispondano alle caratteristiche indicate nel progetto.
La D.L. deve verificare inoltre lo stato della superficie delle casseforme che debbono comunque
presentare superfici regolari e senza incrostazioni. Le varie parti della casseratura debbono essere a
perfetto contatto per impedire la fuoriuscita di boiacca durante la vibrazione del conglomerato.
La D.L. deve controllare che il disarmante impiegato non sia tale da macchiare o danneggiare le
superfici del conglomerato.
Nel caso di getti contro terreni, rocce, ecc. si deve verificare che la pulizia del sottofondo, il
posizionamento di eventuali drenaggi, la stesura di materiale isolante, ecc., siano eseguiti in
conformità alle disposizioni del progetto e del capitolato.
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Ultimata l’ispezione, la D.L. rilascerà al cantiere l’autorizzazione scritta per l’inizio della operazioni di
getto.
OPERE EDILI - Art.5.1
GETTO DI MAGRONE FONDAZIONI
Le sottofondazioni in conglomerato cementizio vengono realizzate mediante getto, con l'ausilio di gru o
qualsiasi altro mezzo di movimentazione con resistenza Rck = 15N/mm2 o Rck = 20 N/mm2.
OPERE EDILI - Art.5.2
GETTO DI FONDAZIONI ARMATE
Le fondazioni armate in conglomerato cementizio (plinti, travi rovesce, platee), vengono realizzate
mediante getto, con l'ausilio di gru o qualsiasi altro mezzo di movimentazione, di calcestruzzo
confezionato in impianto di betonaggio, con inerti ad assortimento granulometrico adeguato alla
particolare destinazione del getto, compresa la vibratura, esclusi i casseri ed il ferro.
OPERE EDILI - Art.5.3
GETTO DI MURATURE ARMATE
Nell’esecuzione di murature armate in conglomerato cementizio, entro e fuori terra, realizzate
mediante getto, con l'ausilio di gru o qualsiasi altro mezzo di movimentazione, di calcestruzzo
confezionato in impianto di betonaggio, con inerti ad assortimento granulometrico adeguato alla
particolare destinazione del getto, per spessori non inferiori a 17 cm, è compresa la vibratura, sono
esclusi ferro e casseri;
OPERE EDILI - Art.5.4
GETTO DI STRUTTURE VARIE IN C.A.
Realizzate mediante getto, con l'ausilio di gru o qualsiasi altro mezzo di movimentazione, di
calcestruzzo confezionato in impianto di betonaggio, con inerti ad assortimento granulometrico
adeguato alla particolare destinazione del getto. E’ compresa la vibratura, esclusi ferro e casseri.
Nella esecuzione delle opere in cemento armato l'Appaltatore deve attenersi strettamente a tutte le
prescrizioni contenute nella legge N. 1086 del 5-11-1971 e relative Norme Tecniche di attuazione per
la esecuzione delle opere in conglomerato cementizio armato, precompresso ed a struttura metallica.
Per la progettazione e l'esecuzione di queste opere l'Appaltatore deve, a proprie spese, nominare un
Ingegnere calcolatore che ottemperi alle disposizioni della citata legge ed assuma le inerenti
incombenze, tenendo sollevato da ogni responsabilità al riguardo l'Amministrazione e la Direzione
lavori.
Restano quindi ferme anche per queste opere, come per ogni altra, le disposizioni del Capitolato
Generale.
Prima dell'inizio delle opere suddette l'Appaltatore deve notificare per iscritto all'Amministra-zione il
nome del calcolatore e, contemporaneamente, quello del tecnico qualificato (che può essere il
calcolatore stesso) preposto alla Direzione dei lavori delle opere stesse, con le firme di accettazione di
entrambi, sollevando così l'Amministrazione Comunale e la Direzione dei lavori di ogni responsabilità
al riguardo.
Avvenuto il disarmo la superficie delle opere deve essere regolarizzata con malta cementizia.
L'applicazione viene fatta previa pulitura e lavatura della superficie delle gettate e la malta deve essere
ben conguagliata con cazzuola e fratazzo, con l'aggiunta di opportuno spolvero di cemento puro.
Il conglomerato per le opere in c.a. di qualsiasi natura e spessore è valutato per il suo volume effettivo
senza detrazione del volume del ferro, che deve essere pagato a parte.
Nei prezzi dei conglomerati armati sono compresi e compensati gli oneri e obblighi previsti
all'Art.4.11.E18 e tutte quelle opere provvisionali di servizio, noleggi di macchinari e mano d'opera
necessari per la lavorazione, innalzamento, trasporto e costipamento del conglomerato.
Nei prezzi delle casseforme per il contenimento del conglomerato, sono compresi e compensati gli
oneri per la loro formazione, posa in opera, rimozione a opera ultimata, sfrido, nonché l'onere di tutte
quelle opere provvisionali indispensabili per la loro installazione e rimozione.
OPERE EDILI - Art.5.5
SOVRAPPREZZI ALLE OPERE IN C.A.
Per lavorazione facciavista con tavole piallate è riconosciuto un sovrapprezzo per l'esecuzione di
casseforme in legno orizzontali e verticali, per strutture in c.a.
OPERE EDILI - Art.5.6
CASSEFORME PER CEMENTO ARMATO
Nelle casseforme per getti in calcestruzzo con impiego di pannelli in qualsiasi tipo, sono comprese le
armature di sostegno, il disarmante, la manutenzione ed il disarmo Nell’utilizzo di casseforme per
impalcato di solai misti in calcestruzzo e laterizio gettati in opera il costo è già compreso nel prezzo dei
solai gettati in opera.
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Nel banchinaggio rompitratta per solai prefabbricati il costo è già compreso nel prezzo dei solai
prefabbricati.
OPERE EDILI - Art.5.7
ACCIAIO PER CEMENTO ARMATO
Nella fornitura e posa di acciaio tondo in barre per cemento armato, in opera è compresa la
lavorazione, la posa, lo sfrido, le legature, mentre sono compresi tagli, sfridi, legature nella posa in
opera della rete di acciaio elettrosaldata.
OPERE EDILI - Art.5.8
MANUFATTI IN CEMENTO
Fornitura e posa di cunette rettilinee in cemento dimensione 40x60x8.
Compreso lo scavo, il rinfianco in calcestruzzo, la posa con gli opportuni adattamenti, il carico e lo
scarico e trasporto delle macerie ad impianto di stoccaggio.
OPERE EDILI - Art.6
GIUNTI SISMICI STRUTTURALI
I giunti sismici realizzati in base alle prescrizioni di progetto devono essere finiti a seconda dei casi di
specifici profili.
In ogni caso tutti i giunti dovranno essere opportunamente isolati termicamente con l’apposizione di
lastre in polistirene espanso estruso di spessore idoneo adeguatamente fissate alle strutture onde
evitare scorrimenti e sfilamento, prima della posa dei profili di finitura.
OPERE EDILI - Art.6.1
GIUNTI STRUTTURALI PEDONABILI
Il giunti strutturali che si trovano all’interno di locali praticabili saranno protetti e rifiniti con profili
portanti.
I profili portanti saranno completi di ali di ancoraggio perforate, in alluminio con inserti in materiale
sintetico nero o grigio, idoneo per scuole e uffici pubblici, come riportato nelle relative voci di elenco.
OPERE EDILI - Art.6.2
GIUNTI STRUTTURALI PER PARETI
In corrispondenza dei giunti strutturali antisismici presenti in parete verranno posati su superfici finite,
piane, profili con ali di ancoraggio in alluminio con guarnizioni per la perfetta tenuta, inserto di
dilatazione in materiale sintetico nero o grigio, come riportato nelle relative voci di elenco.
OPERE EDILI - Art.6.3
COPRIGIUNTI STRUTTURALI
In parete e sui soffitti saranno posti in opera in corrispondenza dei giunti strutturali antisismici appositi
coprigiunti all’esterno in rame naturale spessore 20/10 ed internamento in alluminio verniciato RAL
spessore 20/10 mm, comprensivi di guarnizioni e fissati in modo da per assicurare lo scorrimento
conseguente a movimenti strutturali.
OPERE EDILI - Art.7
SOLAI – PARTIZIONI ORIZZONTALI
Nei prezzi dei solai sono già compresi i costi delle casserature per i solai misti da gettare in opera, e
dei banchinaggi per i solai prefabbricati. Non sono compresi i costi delle armature aggiuntive e di
distribuzione in acciaio tondino o rete elettrosaldata, molto variabili in funzione di spessore, luce e
carico utile, che devono quindi essere contabilizzati in base ai calcoli dei cementi armati. Sono
comprese le armature in acciaio normale e di precompressione inserite nei travetti prefabbricati, nei
casi nei quali vengono utilizzati. Durante lo svolgimento di lavori la Direzione lavori ha la facoltà di
prescrivere particolari sistemi e tipi di solaio; per ogni tipo stabilirà anche il sovraccarico da considerare
e l'Appaltatore dovrà, senza eccezioni, eseguire le prescrizioni della Direzione lavori al riguardo.
Tutti i tipi di solai devono essere misurati al netto fra le pareti in rustico dei locali che coprono, non
tenendo conto delle parti rientranti nei muri.
Per i solai in cemento armato a travetti incrociate, coprenti locali a pianta rettangolare, si deve
assumere come luce del locale netto la media delle luci libere del locale. Verranno dedotti i vani
superiori a un metro quadrato.
Nel prezzo dei solai misti in cemento armato o cemento armato precompresso e laterizi o altro
materiale di alleggerimento sono comprese le casseforme, le impalcature di sostegno di qualsiasi
entità con tutti gli oneri specificati per le casseforme delle opere in c.a., il conglomerato, i laterizi e il
ferro.
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I solai in c.a. senza laterizi, quando non sono previsti nell'elenco prezzi, sono da valutarsi come ogni
altra opera in cemento armato. Dal volume geometrico dei calcestruzzi si deducono le cubature di
eventuali strutture incorporate, salvo il ferro di armatura.
La parte del solaio in c.a. rientrante nei muri perimetrali deve essere computata al prezzo della
muratura, mentre le travi, gli architravi e le piattabande che servono invece a sostegno dei solai in c.a.
devono essere misurati a parte nella loro effettiva cubatura.
OPERE EDILI - Art.7.1
SOLAI MISTI GETTATI IN OPERA
Nelle opere di getto dei solai sono compresi i blocchi in laterizio, il calcestruzzo con resistenza Rck 25
N/mm² gettato in opera e vibrato per nervature, i travetti di ripartizione e massetti all'incastro, la soletta
superiore di spessore non inferiore a 4 cm, il cassero e l'armatura provvisoria di sostegno fino a 4,50
m di altezza dal piano di appoggio, il relativo disarmo.
Escluso il ferro tondo di armatura. Nel caso di solaio in cemento armato a nervature incrociate sono
compresi i rompitratta.
OPERE EDILI - Art.7.2
SOLAI IN PANNELLI ALVEOLARI
Nei solai composti da pannelli prefabbricati autoportanti tipo alveolare in calcestruzzo armato
precompresso a fili aderenti realizzato in stabilimento con procedimento di estrusione aventi una
larghezza modulare di cm 120, ad intradosso finito come da getto contro cassero metallico sono
compresi: la fornitura dei pannelli prefabbricati autoportanti realizzati con calcestruzzo con Rck=55
Mpa e acciaio armonico di precompressione delle dimensioni e quantità previste nei calcoli statici; getti
di completamento in opera per riempimento di giunti, fresature di testata, con calcestruzzo di classe
Rck=30 Mpa e classe di esposizione secondo le disposizioni del capitolato; la rasatura all'intradosso; le
armature integrative superiori in acciaio lento resistenti ai momenti negativi e gli spezzoni inferiori
taglio-resistenti; l'esecuzione di fori agli estremi degli alveoli della lastra. Sono esclusi: il getto
dell'eventuale soletta superiore in calcestruzzo strutturalmente collaborante con i pannelli qualora
necessaria per aumentare la rigidezza e la ripartizione nel caso di forti carichi concentrati o per
esigenze sismiche e l'eventuale rete elettrosaldata da inserire nel getto della soletta, che saranno
contabilizzati con prezzi a parte.
Misurato per la superficie effettiva al netto degli appoggi.
OPERE EDILI - Art.7.3
VESPAI AREATI
Il vespaio è formato da un sottofondo di appoggio degli elementi in plastica dello spessore di cm 8 con
calcestruzzo Rck = 15 N/mm³, posa degli elementi in plastica a perdere nelle varie altezze, getto di
riempimento con calcestruzzo Rck 25 N/mm², fino a costituire una solettina superiore dello spessore
minimo di 3 cm. È esclusa e pagata a parte l’eventuale armatura in ferro e i bordi di contenimento se
necessari mentre sono comprese tutte le attività ed i materiali necessari a dare l'opera finita in ogni
sua parte.
OPERE EDILI - Art.8
STRUTTURE IN LEGNO LAMELLARE
OMISSIS
OPERE EDILI - Art.9
MURATURE – TAVOLATI – ANCORAGGI – PARTIZIONI VERTICALI
I laterizi da impiegare per lavori di qualsiasi genere devono essere delle migliori fornaci di pasta fine,
compatta, omogenea, privi di noduli e di calcinelli e devono risultare sonori alla percussione, non
contorti, né vetrificati, né screpolati.
Sono prese in considerazione anche le murature impiegate per le compartimentazioni REI, in quanto
usualmente impiegate anche come normali partizioni, indipendentemente dalla specifica caratteristica
antifuoco. Anche quando per ragioni di brevità non è estesamente ripetuto in tutte le voci, si intende
sempre compresa e compensata nei prezzi la formazione di mazzette, spalle, voltini, sguinci, parapetti,
collegamenti trasversali, lesene, immorsature, piattabande e architravi; inclusi i piani di lavoro interni, i
sollevamenti e tutte le forniture e gli oneri per dare l'opera finita in ogni sua parte, con malte con
caratteristiche adatte alla destinazione d'impiego dell'opera finita. Sono inoltre comprese tutte le attività
ed assistenze d'impresa, anche per le opere (p.e. tavolati in gesso, rasature ecc.) che vengono
eseguite da squadre specializzate. I ponteggi esterni di facciata non sono compresi nei prezzi, quindi
se il ponteggio esterno non è già esistente per l'esecuzione dell'assieme delle opere, dovrà essere
computato in aggiunta.
Nella costruzione delle murature in genere si deve porre la massima cura per la perfetta esecuzione
degli spigoli, delle piattabande, archi, voltini, ecc.
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Nelle murature sono lasciate tutte le canne occorrenti debitamente intonacate, nella quantità, località,
dimensioni e forme che verranno ordinate dalla Direzione dei Lavori.
All'innesto con muri da costruirsi in tempo successivo si devono essere lasciate opportune
ammorsature in relazione al materiale impiegato.
I lavori di muratura, qualunque sia il sistema costruttivo adottato, devono essere sospesi nel periodo di
gelo nei quali la temperatura si mantenga, per molte ore, al disotto di zero gradi centigradi.
Quando il gelo si verifichi solo per alcune ore della notte, le opere in muratura ordinaria devono
eseguirsi nelle ore meno fredde del giorno purché, vengano adottati i necessari provvedimenti per
difendere le murature dal gelo.
Le facce delle murature di malta devono essere mantenute bagnate almeno per giorni 15 dalla loro
ultimazione o anche più se sarà richiesto dalla Direzione dei Lavori.
Nel punto di passaggio fra le fondazioni entro terra e la parte fuori terra, sui muri deve essere disteso
uno strato isolante composto o di asfalto o di malta di cemento opportunamente miscelato con
idrofugo dello spessore non inferiore a cm. 2. La muratura sopra di esso deve essere ripresa solo
dopo il consolidamento dello strato impermeabile.
Per assicurare un perfetto collegamento e la maggior rigidità alla costruzione sulle murature di ogni
piano devono eseguirsi cordoli di conglomerato cementizio opportunamente dimensionati ed armati
con tondini di ferro.
I prezzi delle murature in genere comprendono e compensano tutti gli oneri per la formazione di spalle,
voltini, incassature per imposte di archi, volte e piattabande; per l’esecuzione in curva. Sono altresì
compresi i ponti interni di servizio, i tra battelli, qualunque sia l’altezza delle murature da eseguire.
Le murature in genere sono da misurarsi geometricamente, in base al loro volume o alla loro specifica
superficie, secondo la categoria, al vivo dei muri con esclusione, quindi, degli intonaci. Sono detratti i
vuoti delle aperture e di tutte le parti eseguite con materiali diversi con superficie superiore a 0,50 m².
I tavolati ed i divisori in genere, eseguiti in laterizio o di qualunque altro materiale, si misurano a vuoto
per pieno, al rustico, deducendo i vani di superficie superiore a 1,00 m².
OPERE EDILI - Art.9.1
MURATURE IN LATERIZIO
Sono conteggiate nell'effettivo loro spessore, che deve essere quello segnato nei progetti o nelle
istruzioni fornite dalla Direzione lavori, tenendo presente che per le murature di mattoni gli spessori da
prescriversi dovranno essere in relazione alle dimensioni dei mattoni in uso sulla piazza.
Se le murature risultano di minor spessore del prescritto e venissero tollerate, la misura deve essere
fatta tenendo conto dell'effettivo minor spessore.
Si indica, per norma, che con mattoni delle dimensioni di cm. 23 x 11 x 6 gli spessori prescritti dei muri
sono i seguenti: muro di due teste m. 0,24; di tre teste m. 0,36; di quattro teste m. 0,48; di cinque teste
m. 0,60, ecc.
Dal volume dei muri si deducono tutti i vani, gli sfondati e le aperture di luce netta superiore a mezzo
metro quadrato senza tener conto degli squarci, ossia facendo deduzione del solo volume che si
ottiene moltiplicando la luce netta dell'apertura per lo spessore del muro e dello sfondato (profondità di
esso) ritenendosi che il volume degli squarci vada a compenso della maggior lavorazione occorrente.
Le strombature alle finestre di cantina sono dedotte dal volume della muratura di fondazione e valutate
geometricamente.
La misurazione viene fatta in ogni caso, sul rustico e cioè prima dell’applicazione di intonachi e
rivestimenti, decorazioni in pietra, ecc.
Per le aperture di finestre, anche di sotterraneo, la deduzione viene fatta tenendo conto dell'apertura
come spingentesi fino al piano di pavimento e computando a parte il tavolato o il muro di parapetto o
controterra.
Le deduzioni per le aperture con superiore arco si devono conteggiare come aventi altezze uguali
all'imposta dell'arco più i due terzi della freccia dell'arco stesso.
Quando venisse ordinato di lasciare vani interni o intermedi ad archi, piattabande, volte, ecc. (sordine),
questi devono essere dedotti nel loro effettivo volume, salvo conteggiare a parte le chiusure con
tavolato o altro dei vani stessi, come sarà prescritto di fare.
Si devono dedurre dalla muratura tutte quelle parti che nella stessa fossero occupate da pietre naturali
o artificiali, cementi armati o altri materiali che fossero conteggiati e compensati a parte.
Non si farà però deduzione per i vari dei condotti, delle canne per camini, immondezzai, stufe,
caloriferi, acque, ecc. né per griglie scorrevoli, avvolgibili e simili, ritenendosi che tali mancate
deduzioni vadano a compenso degli intonachi dei vani e delle chiusure con tavolato, da eseguirsi
secondo le prescrizioni della Direzione lavori, anche quando gli intonachi dovessero essere in cemento
lisciato e con angoli arrotondati e le chiusure con tavolati di una testa.
Sono da considerarsi di sotterraneo le murature fino al livello del pavimento del piano terreno, anche
se questo sia rialzato sopra il piano di spiccato.
51
OPERE EDILI - Art.9.2
TAVOLATI IN LATERIZIO
I tavolati in foglio sono misurati nell'effettiva loro superficie finita al rustico e si devono detrarre tutti i
vani superiori a un metro quadrato.
I muricci per le chiusure o riduzioni dei vani, ivi compresi anche quelli per i rulli delle avvolgibili, per
parapetti, ecc., devono essere conteggiati come sopra nell'effettiva misura, non finiti al civile.
Per la chiusura delle aperture arcuate si deve tenere, come altezza, quella effettuata nella deduzione
della muratura.
I voltini occorrenti per la riduzione delle aperture sono compensati come tavolati di pari spessore.
I tavolati di quarto e le murature di una testa devono essere eseguiti con mattoni scelti, esclusi i rottami
e i laterizi incompleti e quelli mancanti di spigolo. Devono essere eseguiti con le migliori regole d'arte, a
corsi orizzontali e a due fili per evitare il forte impiego di malta per l'intonaco delle due facce.
I mattoni, prima del loro impiego, devono essere bagnati fino a saturazione per immersione prolungata
in appositi bagnaroli e mai per aspersione.
Essi devono mettersi in opera con le connessure alternate in corsi ben regolari e normali alla superficie
esterna; devono essere posati sopra un abbondante strato di malta e premuti sopra di esso in modo
che la malta refluisca all'ingiro e riempia tutte le connessure.
Nella costruzione dei muri si deve avere la massima cura di non rompere i mattoni, escludendosi
l'impiego di scaglie per il riempimento dei vani e tollerandosi solo l'uso dei quarti di mattone, quando
siano indispensabili per ragioni costruttive.
Il letto di malta di ciascun corso deve avere lo spessore non maggiore di un centimetro, mentre i giunti
verticali non devono essere maggiori di due centimetri. I giunti non vengono rabboccati durante la
costruzione per dare maggior presa all'intonaco.
Le malte da impiegarsi per l'esecuzione di questa muratura devono essere passate al setaccio per
evitare che i giunti fra i mattoni riescano superiori al limite di tolleranza fissato.
Nel caso in cui la muratura debba eseguirsi a parametro visto, si deve avere cura di scegliere per le
facce esterne i mattoni di migliore cottura, meglio formati e di colore più uniforme, disponendoli con
perfetta regolarità e ricorrenza nelle connessure orizzontali, alternando con precisione i giunti verticali.
In questo genere di parametro le connessure di faccia vista non devono avere grossezza maggiore di
5 millimetri e, previa loro raschiatura e pulitura, devono essere profilate con malta idraulica o di
cemento, diligentemente compresse e lisciate con apposito ferro, senza sbavatura.
Le sondine, gli archi, le piattabande e le volte devono essere costruite in modo che i mattoni siano
sempre disposti in direzione normale alla curva dell'intradosso tracciata sopra la cen-tinatura e le
connessure dei giunti non dovranno mai eccedere la larghezza di mm. 5 all'intradosso e mm. 10
all'estradosso.
La chiusura dell'ultimo corso sotto il soffitto deve essere ben serrata da eseguirsi anche, se occorra, in
un secondo tempo.
OPERE EDILI - Art.9.3
MURATURE IN BLOCCHI DI CALCESTRUZZO CELLULARE
Parete realizzata con blocchi di calcestruzzo cellulare posati con malta adesiva di classe adeguata.
Il muro deve assicurare una protezione REI in unzione dello spessore, come segue:
Cm.12= REI 180.
E' compreso l'onere per la formazione di spalle, voltini, spigoli, lesene, ancoraggi metallici per
collegamenti, piani di lavoro interni:
OPERE EDILI - Art.9.3
MODIFICHE MURATURE NELLE RISTRUTTURAZIONI
Nelle ristrutturazioni possono essere adottati per la chiusura di vani, muricci e simili, i seguenti tavolati:
- Tavolati in mattoni pieni per singoli o più interventi ma limitati e circoscritti, comprese immorsature e
piani di lavoro interni, con mattone pieno di costa spessore 6 cm o mattone pieno di piatto spessore 11
cm;
- Tavolati in mattoni forati per singoli o piu interventi ma limitati e circoscritti comprese immorsature,
piani di lavoro interni, con spessore forato 8 o 12 cm;
- Nella chiusura di vani porta e similari (dimensione indicativa da cm 100x100 a cm 200x250) con
murature in mattoni pieni o forati, e compresa l’esecuzione intonaco di finitura e rappezzi con raccordo
all'esistente sui due lati, per singoli o piu interventi ma limitati e circoscritti, comprese immorsature e
piani di lavoro interni
- Chiusura di vani finestra, porta finestra, porte e similari (dimensione indicativa da cm 100x100 a cm
200x250), su murature portanti perimetrali o interne, con muratura piena in blocchi svizzeri o foratoni
semiportanti, compresa esecuzione intonaco di finitura e rappezzi con raccordo all'esistente sui due
lati, per singoli o piu interventi ma limitati e circoscritti, comprese immorsature e piani di lavoro interni,
di spessore
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- Apertura di vani porta e similari (dimensione indicativa da cm 100x100 a cm 200x250) su tavolati in
mattoni pieni o forati, compresa fornitura e posa falso telaio, rappezzi a raccordo dell'esistente sul
perimetro, sui due lati, per singoli o più interventi ma limitati e circoscritti, comprese immorsature e
piani di lavoro interni,
- Apertura di vani finestra, porta finestra, porta e similari (dimensione indicativa da cm 100x100 a cm
200x250) su murature portanti perimetrali o interne, compresa posa falso telaio, riquadratura con
muratura in blocchi svizzeri o foratoni semiportanti, esecuzione intonaco di finitura e rappezzi a
raccordo dell'esistente sul perimetro, sui due lati; per singoli o piu interventi ma limitati e circoscritti,
comprese immorsature e piani di lavoro interni.
OPERE EDILI - Art.10
INTONACI
Gli intonaci siano interni che esterni non dovranno essere eseguiti prima che le malte allettanti le
murature su cui andranno applicati non abbiano fatto conveniente presa. Gli intonaci non dovranno
essere fatti nei periodi di temperatura troppo rigida od elevata.
Lo spessore totale dell’intonaco dovrà risultare non inferiore a cm. 1. Negli intonaci su pareti interne
dovranno essere eseguiti canaletti di distacco tra le pareti e i soffitti, applicazioni di paraspigoli in
metallo levigatura delle pareti eseguita in modo tale da consentire l’applicazione di tinte lavabili; in
questo caso sull’intonaco grezzo dovranno essere applicati strati di polvere di marmo, e calce spenta.
Gli intonaci di qualunque specie non dovranno mai presentare peli, crepature, irregolarità negli
allineamenti e negli spigoli, nei piani, nei piombi, distacchi delle murature ecc.. Gli intonaci che
presentassero comunque difetti compresi gli schioppettii, sfioriture o screpolature dovranno essere
demoliti e rifatti a spese dell’appaltatore, restando a suo carico i necessari ripristini, nonché il
risarcimento di eventuali danni. Nell’esecuzione degli intonaci dovranno essere rispettate le seguenti
prescrizioni: si dovranno predisporre opportune fasce poste alla distanza di ml. 1 in modo da ottenere
un intonaco ben piano e verticale, verrà applicato quindi alla muratura un primo strato di malta, gettato
con forza in modo da penetrare in tutti gli interstizi e li riempia, si provvederà poi alla regolarizzazione
con il regolo. Quando il rinzaffo avrà ottenuto una leggera presa si applicherà su di esso un leggero
strato di malta fina che si conguaglia con cazzuola e fratazzino stuccando ogni fessura e togliendo ogni
asperità affinché le pareti siano regolari. Appena l’intonaco grezzo di cui al paragrafo precedente avrà
preso consistenza, dovrà essere disteso si di esso uno strato formato con la corrispondente colla di
malta fina che verrà conguagliata in modo tale che l’intera superficie risulti perfettamente uniforme e
piana. L’intonaco grezzo dovrà essere abbondantemente bagnato per l’applicazione dello strato di colla
qualora risulti già essiccato.
Nei prezzi di tutti gli intonaci si intende sempre compreso il trasporto, il sollevamento, lo scarico, la
pulizia e l'allontanamento di tutti i materiali e le attrezzature occorrenti per la loro esecuzione.
Sono altresì comprese tutte le attività necessarie per la esecuzione a regola d'arte, quali la
disposizione di guide, la esecuzione dei raccordi degli angoli, la profilatura degli spigoli compresa
fornitura e posa di paraspigoli in lamiera zincata o alluminio di qualsiasi altezza, gli scuretti, ecc. su
qualsiasi tipo di superficie, in ambienti di qualsiasi dimensione, e per qualsiasi spessore. Le finiture dei
vari tipi di intonaco dovranno essere eseguite con idonee attrezzature (frattazzo lungo, frattazzo fine,
frattazzo metallico, frattazzo a spugna, a spatola, sotto staggia, ecc.) in modo da evitare rugosità e
gobbe. La tolleranza ammessa per la complanarità e l'appiombo è di 1,5 mm al metro per gli intonaci
di finitura.
Per gli intonaci esterni è compreso l'uso dei ponteggi di facciata, se esistenti; se non sono esistenti
devono essere computati a parte; è sempre compreso l'uso dei piani di lavoro interni, per operare fino
ad una altezza dal piano di 4,00 m.
Nei prezzi dei vari tipi di intonaci sono sempre comprese tutte le operazioni precedenti tecnicamente
necessarie per la regolare esecuzione: l'intonaco rustico è costituito da rinzaffo e rustico, l'intonaco
civile è costituito da rinzaffo, rustico ed arricciatura; computando la finitura finale, sono compresi tutti
gli interventi intermedi necessari, ed in condizioni normali non è corretto computare l'intonaco completo
come sommatoria di varie fasi di lavoro. Pertanto il rinzaffo (definito anche strollatura o sbruffatura)
può essere computato a parte solo se eseguito come intervento a se stante, espressamente richiesto
per particolari necessità, e non seguito da altri intonaci; l'arricciatura (definita anche rasatura o
lisciatura nei premiscelati) può essere computata a parte solo se eseguita a completamento di intonaci
rustici preesistenti.
Gli intonaci, le rasature ed i rivestimenti a spessore di qualsiasi tipo, applicati su pareti e soffitti a
qualunque altezza sono da valutarsi in base alla superficie effettiva con le detrazioni dei vuoti superiori
ad 1 mq.
OPERE EDILI - Art.10.1
INTONACO INTERNO PREMISCELATI DI FONDO A BASE DI CALCE
L’intonaco di fondo rustico su superfici interne, verticali ed orizzontali, in ambienti di qualsiasi
dimensione, viene eseguito ad applicazione manuale con premiscelato a base di leganti aerei ed
53
idraulici, inerti selezionati ed additivi, tirato a staggia e ultimato a frattazzo fino, compreso rinzaffo e i
piani di lavoro o ad applicazione meccanica con premiscelato a base di calce, inerti selezionati e
additivi, tirato a staggia e ultimato a frattazzo, applicato su supporti stabili e assorbenti, compreso
rinzaffo e i piani di lavoro.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la formazione degli spigoli sia vivi che
smussati, le lesene, i marcapiani, i riquadri per vani di porte e finestre, la formazione ed il disfacimento
dei piani di lavoro interni, i sollevamenti, il rispetto di eventuali incassature ed attacchi per impianti
tecnici.
OPERE EDILI - Art.10.1
INTONACO INTERNO PREMISCELATO FINO A BASE DI CALCE
L’intonaco di finitura per interni da applicare dove non è previsto il rivestimento in gres smaltato
completo impiegato per interni può essere ad esecuzione ad applicazione manuale con premiscelato a
base di calce, inerti selezionati ed additivi, tirato a staggia e ultimato a frattazzo fino, compreso rinzaffo
e i piani di lavoro o ad applicazione meccanica con premiscelato a base di calce e cemento, inerti
selezionati e additivi, tirato a staggia e ultimato a frattazzo, applicato su supporti stabili e assorbenti,
compreso rinzaffo e i piani di lavoro.:
OPERE EDILI - Art.11
SOTTOFONDI
Si definisce sottofondo l'assieme degli strati a supporto del pavimento, e lo strato eventuale sottostante
di riempimento; si definisce massetto lo strato (unico o finale) sul quale viene posato il pavimento.
Nella definizione delle voci relative alla formazione di sottofondi o massetti per pavimenti, si fa
riferimento ai sistemi attualmente più utilizzati. Per spessori limitati, fino a 8 cm, si sono previsti
massetti monostrato con spessori variabili normalmente da un minimo di 5 cm ad un massimo di 8 cm,
che possono essere realizzati sia con materiali tradizionali sia con materiali speciali, purché di
adeguata resistenza, e con finitura fine, specialmente per i pavimenti vinilici e similari. Per spessori dai
9 cm in poi, si dovrebbe prevede la realizzazione di sottofondi a due (o più) strati. I sottofondi inferiori
di riempimento vengono generalmente realizzati con impasti alleggeriti e con minori caratteristiche di
resistenza, con spessori da un minimo di 4 cm a valori anche considerevoli ove necessario, finiti
superficialmente in modo grossolano. Il massetto superiore di finitura, generalmente dello spessore
minimo di circa 5 cm, viene realizzato con materiali di adeguata resistenza e con finitura fine, in
particolar modo per i materiali di tipo vinilico e similari. Per i massetti sui quali devono essere incollati
pavimenti vinilici, linoleum, gomma, moquette ecc. devono essere impiegati impasti in grado di
garantire una resistenza finale non inferiore a 130 kg/cm². Se non è specificato l'uso solo per interni, i
massetti possono essere utilizzati anche all'esterno.
Il sottofondo può essere costituito, secondo il progetto o le disposizioni della Direzione lavori, da un
massetto di calcestruzzo idraulico o cementizio, da un gretonato, da pomice o prodotti simili quando si
voglia ottenere un sottofondo leggero o isolante, di spessore non minore di cm. 3 in via normale, che
dovrà essere gettato in opera a tempo debito per la stagionatura. Prima della posa in opera del
pavimento le lesioni eventualmente manifestatesi nel sottofondo devono essere riempite e stuccate
con boiacca di cemento.
OPERE EDILI - Art.11.1
MASSETTO PREMISCELATO AUTOLIVELLANTE
Massetto autolivellante dello spessore di 4 cm per sottofondo di pavimenti, eseguito con malta
premiscelata composta con sabbie fini classificate ed additivi chimici. Nel prezzo si intendono
compresi e compensati gli oneri per la pulizia e preparazione del fondo, la tiratura a livello con idoneo
rastrello per ricevere la posa di pavimentazioni da incollarsi, il rispetto della marcatura CE per i prodotti
da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
E’ previsto uno specifico compenso per spessori maggiori.
OPERE EDILI - Art.11.2
SOTTOFONDI E MASSETTI CON MALTE TRADIZIONALI
Si impiegano le malte tradizionali nelle opere di:
•
Sottofondo di riempimento, con impasto a 150 kg di cemento 32,5 R per m³ di sabbia, costipato e
tirato a frattazzo lungo senza obbligo di piani, spessore fino a cm 5 (minimo 4 cm):
•
Massetto per pavimento in ceramica, gres, marmi sottili prefiniti e simili, posati con malta di
allettamento, o cappa di protezione di manti, con impasto a 200 kg di cemento 32,5 R per m³ di
sabbia, costipato e livellato a frattazzo lungo, spessore cm 6:
•
Massetto per pavimenti incollati in ceramica, parquet, resilienti, linoleum, moquette, marmi sottili
prefiniti e simili, con impasto a 300 kg di cemento 32,5 R per m³ di sabbia, tirato in perfetto piano,
spessore cm 6;
54
•
Massetto per pavimento in parquet a listoni inchiodati su magatelli, con impasto a 250 kg di
cemento 32,5 R per m³ di sabbia, costipato e livellato a frattazzo fino, compresa la fornitura e
posa dei magatelli, spessore cm 6:
•
Massetto in calcestruzzo per formazione pendenze su lastrici, con impasto a 250 kg di cemento
32,5 R per m³ di sabbia, con superficie tirata a frattazzo fine, spessore medio cm 6.
Aggiunta di prezzo per ogni cm in più o in meno, in aggiunta o detrazione, (spessore totale minimo 6
cm) sui prezzi delle singole voci precedenti.
OPERE EDILI - Art.12
PROTEZIONE ANTINCENDIO
Oltre alle murature previste nei precedenti articoli in blocchi di calcestruzzo cellulare sono inoltre
ovviamente REI le murature in mattoni pieni ed in conglomerato cementizio, negli spessori previsti
dalle normative nelle varie condizioni di impiego.
OPERE EDILI - Art.12.1
CHIUSURA REI VARCHI
In corrispondenza dei giunti strutturali sismici di larghezza fino a 100 mm, saranno posti in opera
pannelli tagliafuoco con caratteristiche, a seconda dei casi REI 120' o REI 180, costituiti da pannelli in
espanso ignifugo con rivestimento esterno in lamina di alluminio.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per il posizionamento, il taglio, lo sfrido, il
rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla direttiva 89/106/CEE recepita
dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.12.2
PORTE TAGLIAFUOCO REI 60, REI 120 e REI 180 A BATTENTE
Caratteristiche tecniche:
Fornitura e posa in opera porta tagliafuoco ad uno o due battenti, REI 60, REI 120 o REI 180 a
seconda delle previsioni di progetto, reversibile, omologata a norme UNI 9723, costituita da: - battente
spessore minimo mm.52, totale 60 mm, in lamiera di acciaio Sendzimir o zincata, con rinforzi interni
per maniglioni e chiudiporta, con rostri d'irrigidimento lato cerniere; completamente preverniciata colori
RAL; telaio con profilo a Z o similare in lamiera d'acciaio zincata, munito di zanche o tasselli da
murare; serratura incassata con cilindro Yale e 3 chiavi, maniglia atermica antinfortunistica in plastica
con anima acciaio; n 2 cerniere, una munita di molle tarabili per la chiusura automatica ed una
registrabile verticalmente; guarnizioni termoespandenti e antifumo nelle misure relative alle produzioni
di serie.
Per le porte fuori standard è prevista la contabilizzazione a mq di passaggio utile.
OPERE EDILI - Art.12.3
SPECCHIATURE VETRATE PER PORTE TAGLIAFUOCO METALLICHE REI 60
Fornitura e posa in opera di specchiature vetrate per porte tagliafuoco isolanti REI 60, in possesso di
omologazione integrale (intera porta vetrata) secondo norma UNI 9723, debitamente certificata
dall'Appaltatore ed accettata dalla D.L.
La specchiatura dovrà essere realizzata con cristallo tagliafuoco isolante REI 60 con idonei profili
fermavetro montati tramite viti con finitura in analogia all'anta od al telaio.
Nel prezzo si intende compreso e compensato l'onere per la predisposizione della specchiatura, le
idonee guarnizioni e/o sigillature di tenuta, il vetro, i profili fermavetro, il taglio, lo sfrido, l'idonea
campionatura completa di accessori che l'Appaltatore dovrà presentare prima dell'inizio dei lavori e
quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.12.4
MANIGLIONI ANTIPANICO ED ACCESSORI
Maniglione antipanico modulare ambidestro, di tipo e colore a scelta della D.L., costituito da carter di
alloggiamento, barra orizzontale agente a pressione su meccanismo alloggiato nella scatola laterale,
da montare su qualsiasi tipo di serramento sia interno che esterno fino a 1.50 m di larghezza e
predisposto con serrature antipanico ad infilare.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per meccanismi ed accessori particolari
necessari all'adattamento ai vari tipi di porta, per l'idonea campionatura completa di accessori che
l'Appaltatore dovrà presentare prima dell'inizio dei lavori e quanto altro necessario per dare il lavoro
finito a regola d'arte.
Accessori:
maniglia esterna con foro chiave.
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OPERE EDILI - Art.12.5
FERMOPORTA ELETTROMAGNETICO
Fermoporta elettromagnetico esterno, nel tipo a scelta della D.L. da applicare a porte e portoni
tagliafuoco dotati di chisura automatica normalmente trattenuti in posizione aperta, costituito da:
- elettromagnete/i a pavimento od a parete nel tipo a scelta della D.L. completo di piastra di riscontro
orientabile ed ammortizzata in acciaio zincato da montare sul serramento;
- pulsante di sblocco manuale per l'uso normale od il collaudo;
- alimentatore di rete 220V-AC/24V-DC;
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per l'allacciamento alle linee elettriche (queste
escluse) di collegamento a rilevatori di fumo locali od a centrali di fumo esterni.
OPERE EDILI - Art.12.6
CASSETTONATO REI 120 IN SILICATO DI CALCIO
A protezione delle canne fumarie della centrale termica sarà posto in opera un cassettonato REI 120 in
lastre in silicato di calcio a matrice cementizia fissate su struttura metallica in lamiera zincata da 6/10
con montanti e guide:
OPERE EDILI - Art.13
ISOLAMENTI TERMICI ED ACUSTICI
Le descrizioni degli isolanti tengono conto per quanto ora possibile delle normative di recente adozione
(UNI EN da 13162 a 13172) che stanno entrando nella pratica applicazione, delle Euroclassi di
resistenza al fuoco e, ove richiesta, della marcatura CE.
Per i coefficienti di conduttività termica ci si è riferiti alla UNI 10351.
Per un rapido reperimento delle opere compiute, i prezzi sono suddivisi in base all'elemento costruttivo
da isolare; per ogni categoria si sono individuati i materiali di ogni tipo che meglio rispondono allo
specifico impiego, in base alle indicazioni delle schede tecniche, alle norme ed alla pratica di cantiere.
Naturalmente non si sono potuti né individuare né elencare tutti i materiali presenti sul mercato, quindi
le soluzioni proposte sono solo esemplificative e tese a semplificare le scelte in fase di stima, senza
escludere in alcun modo la possibilità di diverse soluzioni progettuali del tutto valide.
I prezzi degli isolanti che fanno parte di pacchetti di impermeabilizzazione, comprendono solo tutte le
operazioni di fornitura e posa dell'isolante, altri elementi richiesti per la formazione della
impermeabilizzazione (barriere al vapore, strati di scorrimento ecc.) devono essere computati a parte a
seconda delle necessità.
OPERE EDILI - Art.13.1
ISOLAMENTO TERMICO COPERTURE PIANE PEDONABILI
Isolamento termico di coperture piane pedonabili con pannelli rigidi in schiume di polistirene espanso
estruso monostrato con pellicola superficiale su entrambe le facce, marchiati CE secondo la norma
UNI EN 13164, appartenenti alla Euroclasse XPS200 e Classe E di reazione al fuoco.
Posati a secco su impermeabilizzazione, pagata a parte, a secco in due strati, secondo spessori di
progetto, con giunti sfalsati tra i singoli strati per eliminare difetti e ponti termici tra la giunzione dei
pannelli, ben accostati tra loro.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli onere per il taglio, lo sfrido, il rispetto della
marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR
21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.13.2
ISOLAMENTO TERMICO COPERTURE A FALDE
Isolamento termico di coperture a falde a falde inclinate o tetti rivestiti in lamiera, con pannelli rigidi in
schiume di polistirene espanso estruso monostrato con pellicola superficiale su entrambe le facce,
marchiati CE secondo la norma UNI EN 13164, appartenenti alla Euroclasse XPS200 e Classe E di
reazione al fuoco.
Posati a due strati su barriera vapore pagata a parte, secondo spessori di progetto, con giunti sfalsati
tra i singoli strati per eliminare difetti e ponti termici tra la giunzione dei pannelli, ben accostati tra loro.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli onere per il taglio, lo sfrido, il rispetto della
marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR
21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.13.3
ISOLAMENTO TERMICO SOLAI
Isolamento di soali in piano su locali non riscaldati o a terra con pannelli rigidi in schiume di polistirene
espanso estruso monostrato con pellicola superficiale su entrambe le facce, marchiati CE secondo la
norma UNI EN 13164, appartenenti alla Euroclasse XPS200 e Classe E di reazione al fuoco.
Spessore 12 cm, ridotti a 10 cm nel caso in cui sia abbinato a pannello per impianto radiante a
pavimento.
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Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli onere per il taglio, lo sfrido, il rispetto della
marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR
21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
I prezzi degli isolamenti realizzati all'intradosso del solaio comprendono tutti i costi relativi alla fornitura
e posa con qualsiasi mezzo, comprese assistenze murarie e piani di lavoro, mentre sono esclusi i costi
di eventuali finiture superficiali (controsoffitti, intonaci, perlinature ecc.).
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli onere per il taglio, lo sfrido, il rispetto della
marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR
21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.13.4
ISOLAMENTO PANNELLI IN VETRO CELLULARE PER SOLAI
Al di sotto dell’imposta dei tramezzi e delle murature verranno poste in opera strisce ricavate da taglio
di pannelli in vetro cellulare completamente inorganico, di vetro puro (min. 50% riciclato), ecologico,
senza leganti aggiuntivi, pannelli ricoperti sulle due facce da un film in velo di vetro politenato, posti in
opera a secco con giunti accostati senza incollaggio, compresi materiali di fissaggio, sfrido e altre
prestazioni accessorie. Densità 130-140 kg/m3, resistenza media alla compressione 1,00-1,05
N/mm2, massima conducibilità termica 0,045 W/mK; impermeabile al vapore acqueo, non
infiammabile (Euroclasse A1).
OPERE EDILI - Art.13.5
ISOLAMENTO TERMICO GIUNTI STRUTTURALI SISMICI
Isolamento termico di giunti strutturali sismici a parete o in copertura, realizzato con pannelli rigidi
tagliati da blocco in polistirene espanso sinterizzato, marchiati CE secondo la norma UNI EN 13163,
appartenenti alla Euroclasse EPS100 e Classe E di reazione al fuoco, posati nello spessore
dell’intercapedine, anche come cassaforma a perdere.
E’ compensato nel prezzo l’onere dell’eventuale ancoraggio dei pannelli stesse alla muratura di
supporto mediante l'uso di malta cementizia o fissaggi meccanici del tipo da concordarsi con la D.L..
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli onere per il taglio, lo sfrido, gli eventuali ancoraggi,
il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita
dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.13.6
RIVESTIMENTO ISOLANTE A CAPPOTTO IN POLISTIRENE
Rivestimento termoisolante a cappotto a ciclo integrale, da realizzarsi sulle murature esterne, completo
di strato di finitura superficiale in vista, per pareti e soffitti esterni mediante applicazione di strato
termoisolante costituito da
- PER UNA FASCIA DI 60 CM DA TERRA, a protezione dell'umidità: pannelli rigidi in schiume di
polistirene espanso estruso monostrato con pellicola superficiale su entrambe le facce, marchiati CE
secondo la norma UNI EN 13164, appartenenti alla Euroclasse XPS200 e Classe E di reazione al
fuoco, posati a secco a giunti accostati.
- PER LA RESTANTE PARTE DELLA PARETE: pannelli rigidi preformati in schiume di polistirene
espanso sinterizzato a ritardata propagazione di fiamma della densità di 15-20 kg/m³, marchiati CE
secondo la norma UNI EN 13163, appartenenti alla Euroclasse EPS100 e Classe E di reazione al
fuoco.
posati a giunti accostati, ancorati al supporto murario sottostante mediante l'ausilio di malta adesiva
minerale, confezionata in cantiere, a base calce/cemento bianco stesa lungo tutto il perimetro del
pannello, per punti centrali e comunque per una superficie non inferiore al 40% dell'area del pannello.
L'ancoraggio sarà integrato da fissaggi meccanici realizzati con chiodi ad espansione in PVC in
numero non inferiore a 6/m² e comunque giudicato idoneo dalla D.L.. L'ancoraggio dei pannelli nel suo
complesso dovrà essere effettuato in conformità a quanto previsto dalle norme ETAG.
L'intonachino di rasatura superficiale dei pannelli isolanti sarà effettuata mediante frattazzo in acciaio
inox per uno spessore di 3-7 mm realizzato, anche a più riprese, con malta minerale adesiva con
interposta armatura in rete apprettata antialcali in fibra di vetro a maglie strette delle dimensioni di circa
4x4 mm e del peso di circa 150 g/m².
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la preparazione del fondo di finitura
superficiale in vista con una mano di primer acrilico al quarzo colorato, la finitura superficiale
silossanica, mediante applicazione con taloscia in acciaio inox di una mano di premiscelato protettivo
in pasta pronta all'uso, con finitura superficiale a struttura piena, nei colori pastello chiari e nell'aspetto
a scelta della D.L., a base di resine silossaniche, cariche minerali e pigmenti fini.
Sono altresì compresi e compensati gli oneri per tutti i pezzi speciali di partenza e bordatura in
alluminio anodizzato, tutti i profili in plastica con rete in fibra di vetro premontata quali paraspigoli,
gocciolatoi, giunti, ecc., la protezione dei pavimenti con teli in nylon, il mascheramento con nastro
adesivo in carta di battiscopa in genere, la raccolta differenziata del materiale di risulta, il carico, lo
scarico, ed il conferimento con trasporto a qualsiasi distanza stradale del materiale, l'indennità dovuta
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per lo smaltimento (codici CER 15.01.01, 15.01.02, 15.01.06, 17.01.07, 17.09.04), il rispetto della
marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR
21.04.93, n. 246, il rilascio di polizza assicurativa di durata decennale da primario Istituto di
assicurazioni italiano che garantisca il materiale utilizzato e la posa in opera della lavorazione eseguita
e quanto altro necessario per dare il lavoro finito secondo le migliori tecniche correnti.
OPERE EDILI - Art.13.6
ISOLAMENTO ACUSTICO PARETI DIVISORIE INTERNE
Pannelli autoportanti in lana di vetro trattati con resine termoindurenti, posati a secco a giunti accostati
nelle intercapedini di murature sovrapponendo i corsi a giunti sfalsati. Nelle intercapedini, con
larghezza maggiore dello spessore delle lastre isolanti, si dovrà procedere all'ancoraggio delle stesse
alla muratura di supporto per punti mediante l'uso di malta cementizia o fissaggi meccanici del tipo da
concordarsi con la D.L.. I pannelli inoltre dovranno possedere le seguenti caratteristiche tecniche
debitamente documentate dall'Appaltatore ed accettate dalla D.L. :
•
- densità nominale
30 kg/m³;
•
- conducibilità termica
0.04 W/mK;
•
- reazione al fuoco "classe 0".
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli onere per il taglio, lo sfrido, gli eventuali ancoraggi,
il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita
dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.13.6
ISOLAMENTO ACUSTICO SOTTO TAVOLATI
Isolazione acustica su solai formata da stuoie preconfezionate in agglomerato di sfilacciatura di
gomma ossidata spessore 10 mm, impregnata con lattice speciale fissata su supporto in cartonfeltro
bitumato. La posa dovrà avvenire con la faccia in cartonfeltro bitumato rivolta verso l'alto.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la posa in opera con i bordi sovrapposti di
almeno 10 cm, le fasce di risvolto lungo le pareti di altezza adeguata in modo da ottenere un
pavimento completamente galleggiante, nonché le fasce da posizionare sotto i tramezzi, il taglio, lo
sfrido, il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE
recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.14
SISTEMI COPERTURA
Nei prezzi indicati si considera che i ponteggi esterni, se necessari, siano disponibili. Se i ponteggi
esterni devono essere montati appositamente, il relativo costo dovrà essere contabilizzato in aggiunta.
Come di consueto, tutti i ponteggi o piani di lavoro interni, trabattelli ecc. necessari per la esecuzione
dei lavori sono compresi nei prezzi.
In tutte le lavorazioni relative a qualsiasi tipo di copertura, anche se non e compiutamente ripetuto in
ogni voce, si intendono sempre comprese tutte le operazioni di posa e assistenza muraria di qualsiasi
tipo, necessarie per dare l'opera perfettamente finita ed utilizzabile, senza ulteriori oneri, ad
integrazione della posa ed assistenza specialistica.
OPERE EDILI - Art.14.1
PAVIMENTO GALLEGGIANTE COPERTURA
Pavimento eseguito in quadroni prefabbricati pressati di conglomerato cementizio vibrato delle
dimensioni di 50x50x4 cm e con finitura superficiale in ghiaino di fiume lavato, posati accostati su
supporti a pianta circolare in materia plastica compatibile con il fondo di appoggio. Il pavimento inoltre
dovrà essere in possesso di un coefficiente di attrito conforme a quanto previsto dal DPR 24 luglio
1996, n°503 recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi
pubblici.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la fornitura e posa dei supporti e dei
livellatori, le eventuali zeppe stabilizzatrici, il taglio, lo sfrido, il rispetto della marcatura CE per i prodotti
da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.14.2
MANTO IN TEGOLE DI CEMENTO PER COPERTURA A FALDE
Manto di copertura in tegole onda di cemento posate con sovrapposizione minima di 10 cm. Le tegole
dovranno essere impermeabili, resistenti alla rottura, antigelive, conformi alle norme UNI 8626-8635 e
colorate in pasta in modo uniforme nel colore ed aspetto a scelta della D.L.. Il peso di ogni tegola, delle
dimensioni di circa 33x42 cm, non dovrà essere inferiore a 4.40 kg.
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Nasi paraneve, per manto di copertura in tegole o coppi di qualsiasi genere, realizzati in lamiera
nervata e sagomata dello spessore di 8/10 di mm.
OPERE EDILI - Art.14.2
DISPOSITIVO LINEARE FISSO ANTICADUTA COPERTURE UNI EN 795 Classe C
Dispositivo lineare fisso anticaduta per coperture conforme alle norme UNI EN 795 Classe C idoneo
per fissaggio a superfici piane orizzontali o a falde inclinate e costituito dai seguenti elementi:
- montanti tubolari, posti ad interasse di 10-15 m, in acciaio Fe 510 zincato a caldo di altezza 500 mm
e sezione 80x80x5 mm saldati centralmente su piastra di ancoraggio forata di in acciaio Fe 510 zincato
a caldo delle dimensioni di 150x250x10 mm e completi di golfari ellittici in acciaio zincato a caldo in
sommità dei montanti tubolari
- fune di collegamento dei montanti in acciaio inox di diametro 8 mm composta da 49 fili con doppia
redancia e completa di molle in acciaio al carbonio ad alta resistenza e tenditori in acciaio zincato M14;
- ferramenta di ancoraggio alla struttura della copertura costituta da viti o tasselli ad espansione in
numero e dimensioni sufficienti a garantire stabilità e tenuta all'intero dispositivo.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per il carico, lo scarico ed ogni genere di
trasporto, il posizionamento, la tabella di segnalazione del dispositivo, il fascicolo d'uso e montaggio e
la copia del certificato di collaudo, il rispetto della marcatura CE per i dispositivi di protezione
individuale prevista dalla Direttiva 89/686/CEE recepita dal D.LGS. 475/1992, il puntuale e scrupoloso
rispetto delle normative vigenti in materia antinfortunistica nei cantieri edili in particolare il DLGS
81/2008 e successive modifiche ed integrazioni e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a
regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.14.3
DISPOSITIVO LINEARE FISSO ANTICADUTA UNI EN 795 Classe D
Dispositivo lineare fisso anticaduta per coperture conforme alle norme UNI EN 795 Classe D idoneo
per fissaggio a superfici piane orizzontali o a falde inclinate e costituito dai seguenti elementi:
- rotaia di ancoraggio dotata di due punti d'ancoraggio mobili per il collegamento contemporaneo di
due operatori.
- ferramenta di ancoraggio alla struttura della copertura costituta da viti o tasselli ad espansione in
numero e dimensioni sufficienti a garantire stabilità e tenuta all'intero dispositivo.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per il carico, lo scarico ed ogni genere di
trasporto, il posizionamento, la tabella di segnalazione del dispositivo, il fascicolo d'uso e montaggio e
la copia del certificato di collaudo, il rispetto della marcatura CE per i dispositivi di protezione
individuale prevista dalla Direttiva 89/686/CEE recepita dal D.LGS. 475/1992, il puntuale e scrupoloso
rispetto delle normative vigenti in materia antinfortunistica nei cantieri edili in particolare il DLGS
81/2008 e successive modifiche ed integrazioni e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a
regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.14.3
DISPOSITIVO PUNTUALE ANTICADUTA SOTOTEGOLA UNI EN 795 Classe A1
Dispositivo puntuale regolabile anticaduta per coperture conforme alle norme UNI EN 795 Classe A1
idoneo per fissaggio a superfici piane orizzontali o a falde inclinate e costituito dai seguenti elementi:
- piastra forata di ancoraggio in acciaio Fe 510 zincato a caldo delle dimensioni di 300x300x10 mm;
- montante tubolare in acciaio Fe 510 zincato a caldo di altezza 500 mm e sezione 80x80x10 mm
ancorato centralmente alla piastra di ancoraggio attraverso due fazzoletti semicircolari forati e graduati
che permettono di compensare l'inclinazione della copertura;
- golfare in acciaio zincato a caldo rotante sull'asse verticale ed in sommità del montante tubolare con
sistema a bronzina;
- ferramenta di ancoraggio alla struttura orizzontale della copertura costituta da viti o tasselli ad
espansione in numero e dimensioni sufficienti a garantire stabilità e tenuta all'intero dispositivo.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per il carico, lo scarico ed ogni genere di
trasporto, il posizionamento, la tabella di segnalazione del dispositivo, il fascicolo d'uso e montaggio e
la copia del certificato di collaudo, il rispetto della marcatura CE per i dispositivi di protezione
individuale prevista dalla Direttiva 89/686/CEE recepita dal D.LGS. 475/1992, il puntuale e scrupoloso
rispetto delle normative vigenti in materia antinfortunistica nei cantieri edili in particolare il DLGS
81/2008 e successive modifiche ed integrazioni e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a
regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.14.3
DISPOSITIVO PUNTUALE ANTICADUTA COPERTURE UNI EN 795 Classe A2
Dispositivo puntuale anticaduta sottotegola per coperture conforme alle norme UNI EN 795 Classe A2
idoneo per fissaggio a superfici a falde inclinate e costituito da piastra sagomata forata di ancoraggio in
acciaio Fe 510 zincato a caldo delle dimensioni di 650x5x4mm con naso ricurvo e forato all'estremità
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in vista e fissato alla struttura della copertura mediante viti o tasselli ad espansione in numero e
dimensioni sufficienti a garantire stabilità e tenuta all'intero dispositivo.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per il carico, lo scarico ed ogni genere di
trasporto, il posizionamento, la tabella di segnalazione del dispositivo, il fascicolo d'uso e montaggio e
la copia del certificato di collaudo, il rispetto della marcatura CE per i dispositivi di protezione
individuale prevista dalla Direttiva 89/686/CEE recepita dal D.LGS. 475/1992, il puntuale e scrupoloso
rispetto delle normative vigenti in materia antinfortunistica nei cantieri edili in particolare il DLGS
81/2008 e successive modifiche ed integrazioni e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a
regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.14.4
COMIGNOLI
Le canne di areazione saranno protette in copertura da comignoli ‘prefabbricati in conglomerato
cementizio alleggerito delle dimensioni indicative nette interne di 40x50 cm.
OPERE EDILI - Art.14.4
EVACUATORE DI FUMO E CALORE
Evacuatore di fumo e calore realizzato in conformità alla norma UNI 9494:2007, completo di dispositivo
appositamente studiato per garantire l'apertura fino a 165° in modo completamente meccanico,
autonomo e garantito. Dotato di certificazione ai sensi della norma citata rilasciata da laboratorio
autorizzato e di marcatura CE.
Apertura manuale o elettrica comandata da attuatore pirotecnico collegato elettricamente a bassa
tensione alla centrale di rilevazione ottica dei fumi.
Completo di
- cupolino a parete tripla in policarbonato compatto opaco termoformato a caldo Uw=1,9 W/mqK,
- basamento in lamiera di acciaio al carbonio debitamente sagomato onde garantire una perfetta
resistenza agli agenti atmosferici e per assorbire lo spessore dell'isolamento e della pavimentazione,
- staffe di aggancio alla base di appoggio, bracci di movimentazione ed accessori di fissaggio e
collegamento e quanto altro necessario per darlo in opera a regola d'arte.
Delle dimensioni di 800x1300 mm..
OPERE EDILI - Art.15
TUBAZIONI – CANALIZZAZIONI – POZZETTI
La posa può essere effettuata da operai impiantisti o da personale edile: in ogni caso sono comprese
tutte le assistenze murarie necessarie, anche per l'attraversamento delle strutture orizzontali o verticali,
compresa la esecuzione o predisposizione dei fori, i piani di lavoro interni, la movimentazione di tutti i
materiali ecc. E' escluso e da valutare in aggiunta l'onere di ponteggi esterni che risultassero
necessari, e non esistenti anche per altri impieghi. Per le canalizzazioni interrate sono da computare a
parte lo scavo, la formazione della livelletta di posa, la esecuzione del rinfianco ed il rinterro,
trattandosi di interventi molto variabili da caso a caso; opere tutte che devono essere eseguite nel
pieno rispetto delle normative vigenti, per i vari tipi di tubazioni, di terreno e delle condizioni di carico
previste, con riferimento alle EN 1610 ed alle raccomandazioni dell'IIP. Nel computo dei costi delle
tubazioni in opera si sono considerati - oltre a tutti gli oneri di posa, anche gli sfridi, ma non l'incidenza assai variabile - dei pezzi speciali (curve, braghe, sifoni, riduzioni, ecc.). Per i diametri inferiori a 80
mm, ogni pezzo speciale può essere valutato pari ad un ml di tubazione. Per i diametri superiori a 80
mm e di uso più frequente si sono considerati i principali tipi di pezzi speciali; per quelli non elencati si
può procedere per similitudine con quelli previsti. Nei diametri maggiori i costi dei pezzi speciali
possono assumere valori molto elevati, da definire in caso di necessita. Nella posa in opera delle
tubazioni in genere si devono evitare, per quanto possibile, gomiti, cercando di seguire il minimo
percorso. Le tubazioni di scarico devono permettere il rapido e completo smaltimento delle materie
senza dar luogo a ostruzioni o formazioni di depositi. Le tubazioni non interrate devono essere
convenientemente fissate con staffe, mensole, braccialetti e simili in numero tale da garantire il
perfetto ancoraggio alle strutture di sostegno. Tutti i sostegni devono permettere la rapida rimozione
dei tubi in caso di sostituzione. Inoltre i sostegni dei tubi dovranno permettere il normale scorrimento
per dilatazione. Tutte le tubazioni devono essere provate prima della loro messa in funzione a cura
dell'Appaltatore.
Sono a carico dell'Appaltatore tutte le spese per le riparazioni di perdite o altri difetti che si
verificassero anche dopo l'entrata in funzione delle tubazioni e ciò fino al collaudo.
Le tubazioni di qualsiasi natura devono valutate in base al loro sviluppo con misurazione sull’asse ed i
prezzi di listino comprendono e compensano tutti i pezzi speciali necessari per raccordi, giunzioni,
braghe, elementi di fissaggio a soffitto o pareti e simili.
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OPERE EDILI - Art.15.1
TUBI IN PVC
Le norme relative alle tubazioni nei vari materiali plastici sono in continua evoluzione; quelle indicate
nel testo possono quindi non essere aggiornate al momento della consultazione. E' quindi da
intendersi che tutte le tubazioni devono rispettare tutte le norme vigenti al momento dell'effettivo
utilizzo. Ogni singolo pezzo, e le barre di tubo per l'intera lunghezza, devono essere marcati con
l'indicazione della società produttrice o della provenienza, con le normative di riferimento e le
caratteristiche di resistenza, il diametro e lo spessore, il marchio dell'Istituto che certifica il processo di
produzione con numero di concessione e data di produzione. Le misure che identificano le tubazioni, a
seconda del materiale, sono: DN = diametro nominale interno; Di = diametro interno; De = diametro
esterno; s = spessore; tutte le misure sono espresse in millimetri.
Si possono cosi classificare:
•
tubi in PVC, con bicchiere ad incollaggio, per ventilazione e pluviali, serie 301 (UNI 7443 + F.A.
178) - UNI EN 1329. Colori avorio, grigio (Ral 7037), marrone (Ral 8017);
•
tubi in PVC con bicchiere e giunzione ad anello elastomerico per scarico (non interrato) di
fognature ed acque calde (permanente 70° C, max per 1 minuto = 95° C), conforme alle norme
UNI EN 1329, Applicazione B-BD: serie 302 (UNI 7443 + F.A. 178). Colore arancio (Ral 2008)
•
tubi in PVC compatto o strutturato, per condotte di scarico interrate, o sub-orizzontali appoggiate,
con giunti a bicchiere ed anello elastomerico, secondo UNI EN 1446, colore rosso mattone RAL
8023. Temperatura massima permanente 40°. Tubi con classe di rigidità SN 2 KN/m2;
•
tubi in PVC compatto o strutturato, per condotte di scarico interrate, o sub-orizzontali appoggiate,
con giunti a bicchiere ed anello elastomerico, secondo UNI EN 1401, colore rosso mattone RAL
8023. Temperatura massima permanente 40°. Tubi con classe di rigidità SN 4 KN/m2;
•
tubi in PVC compatto o strutturato, per condotte di scarico interrate, o sub-orizzontali appoggiate,
con giunti a bicchiere ed anello elastomerico, secondo UNI EN 1401, colore rosso mattone RAL
8023. Temperatura massima permanente 40°. Tubi con classe di rigidità SN 8 KN/m2;
•
curve aperte e chiuse per tubi in PVC (rif. 1C.12.010.0010), con bicchiere ad incollaggio, per
ventilazione e pluviali: serie 301 (UNI 7443 + F.A. 178) - UNI EN 1329
•
braghe a 45°, 67,5° e TE semplici per tubi in PVC (rif. 1C.12.010.0010), con bicchiere ad
incollaggio, per ventilazione e pluviali: serie 301 (UNI 7443 + F.A. 178) - UNI EN 1329;
•
braghe a 45° doppie e TE doppi, per tubi in PVC (r if. 1C.12.010.0010), con bicchiere ad
incollaggio, per ventilazione e pluviali: serie 301 (UNI 7443 + F.A. 178) - UNI EN 1329;
•
sifoni Torino aperti e chiusi e sifoni Firenze orizzontali, per tubi in PVC (rif. 1C.12.010.0010), con
bicchiere ad incollaggio, per ventilazione e pluviali: serie 301 (UNI 7443 + F.A. 178) - UNI EN
1329;
•
curve aperte e chiuse per tubi in PVC (rif. 1C.12.010.0020, 0030, 0040, 0050), compatto o
strutturato, per condotte di scarico libere o interrate, con giunti a bicchiere ed anello elastomerico;
•
braghe a 45°, 67,5° e TE semplici per tubi in PVC (rif. 1C.12.010.0020, 0030, 0040, 0050),
compatto o strutturato, per condotte di scarico libere o interrate, con giunti a bicchiere ed anello
elastomerico;
•
braghe a 45° doppie e TE doppi, per tubi in PVC (r if. 1C.12.010.0020, 0030, 0040, 0050),
compatto o strutturato, per condotte di scarico libere o interrate, con giunti a bicchiere ed anello
elastomerico.
•
sifoni Torino aperti e chiusi e sifoni Firenze orizzontali, per tubi in PVC (rif. 1C.12.110.0020, 0030,
0040, 0050), compatto o strutturato, per condotte di scarico libere o interrate, con giunti a
bicchiere ed anello elastomerico.
OPERE EDILI - Art.15.2
TUBI IN POLIETILENE (PEAD - PEHD)
Ogni singolo pezzo, e le barre di tubo per l'intera lunghezza, devono essere marcati con l'indicazione
della società produttrice o della provenienza, con le normative di riferimento e le caratteristiche di
resistenza, il diametro e lo spessore, marchio dell'Istituto che certifica il processo di produzione con
numero di concessione e data di produzione. I tubi in polietilene ad alta densità (PEAD) malleabilizzato
verranno utilizzati per condotte di scarico acque civili e industriale, libere o interrate. Di colore nero,
conforme norme UNI 7613 tipo 303, da giuntare mediante saldatura o con manicotti elettrici; compresi
gli oneri di fissaggio a pareti e soffitti e di attraversamento delle strutture.
Per condotte di scarico acque civili e industriale, libere o interrate possono essere impiegati tubi in
polietilene alta densità (PEAD) malleabilizzato colore nero, conforme norme UNI 7613 tipo 303, da
giuntare mediante saldatura o con manicotti elettrici, curve aperte (45°) e chiuse (88,5°) con marchio di
controllo qualità, da giuntare mediante saldatura o con manicotti elettrici; posa in verticale o suborizzontale non interrata, o tubi in polietilene alta densità (PEAD) PE 63 - PN 3,2 colore nero, conforme
norme UNI 7613 tipo 303, da giuntare mediante saldatura o con manicotti elettrici, Braghe semplici a
45° e 88,5°, o braghe doppie a 45° e a Y a 60°,
61
OPERE EDILI - Art.15.3
PREFABBRICATI VARI
Canali prefabbricati in conglomerato cementizio vibrocompresso, in opera, e compresa la fondazione
ed il rinfianco in calcestruzzo, mentre è escluso lo scavo.
OPERE EDILI - Art.15.4
POZZETTI - CHIUSINI
Anello con fondo in conglomerato di cemento per pozzetti di raccordo, ispezione o raccolta, compreso
il calcestruzzo di sottofondo ed il raccordo delle tubazioni, scavo e rinterro;
anello di prolunga senza fondo (o pozzetti senza fondo) in conglomerato di cemento per pozzetti di
raccordo, ispezione o raccolta, compreso il raccordo delle tubazioni, scavo e rinterro;
Chiusino completo di telaio, o soletta di chiusura, in conglomerato di cemento per pozzetti, pozzetto
per immissione pluviali, completo di chiusura in conglomerato di cemento, compreso il calcestruzzo di
sottofondo ed il raccordo delle tubazioni, scavo e rinterro;
OPERE EDILI - Art.16
OPERE DI IMPERMEABILIZZAZIONE - SIGILLATURE
Le impermeabilizzazioni, di qualsiasi genere, devono essere eseguite con la maggiore accuratezza
possibile, specie in vicinanza di fori, passaggi canne, ecc.; le eventuali perdite che si dovessero
manifestare in esse, anche a distanza, di tempo e sino al collaudo, devono essere riparate ed
eliminate dall'Appaltatore, a sua cura e spese, compresa ogni opera di ripristino. Si precisa che il
periodo di garanzia e di dieci anni per tutte le impermeabilizzazioni di nuova fattura.
Le impermeabilizzazioni su pareti verticali, su piani orizzontali o inclinati devono essere valutate in
base alla superficie effettiva, senza deduzioni dei vani per camini, canne, lucernari ed altre parti
emergenti purché non eccedenti ciascuna la superficie di 1,00 m2 restando, in tal modo, compensati i
risvolti e gli oneri conseguenti alla loro presenza Non sono considerati oneri per i ponteggi perimetrali
di facciata che, se necessari e non esistenti, devono essere computati in aggiunta. E' compresa la
formazione di tutti i piani di lavoro, di qualsiasi tipo, fino all’altezza di 4,00 m.
OPERE EDILI - Art.16.1
SCHERMO SOTTOTEGOLA BITUMINOSO
Sui tetti a falde verrà applicato sul doppi tavolato maschiato, prima della posa del pannello isolante in
lana di roccia, schermo sottotegola freno vapore specigfico nella costruzione di sistemi
impermeabilizzanti per opere di copertura in legno a falde inclinate, costituto da teli di doppio
geotessile non tessuto in fibre di polipropilene impregnati di bitume e parzialmente permeabili al
vapore, posati a secco, sovrapposti sulle giunture di almeno 10 cm e saldati con nastro biadesivo
butilico di larghezza 15 mm. In particolare i teli dovranno essere in possesso delle seguenti
caratteristiche tecniche debitamente documentate dall'Appaltatore ed accettate dalla D.L.:
- peso
430 g/m²;
- carico rottura longitudinale 250 N/5cm;
- carico rottura trasversale
180 N/5cm;
- valore Sd
7.4 m.
OPERE EDILI - Art.16.2
MEMBRANA BITUMINOSA PER BARRIERA VAPORE
Sui tetti piani verrà posta in opera , prima dei pannelli isolanti membrana impermeabile con funzione di
barriera al vapore, prefabbricata con processo industriale e formata da bitume polimero
elastoplastomerico armata con lamina di alluminio dello spessore di 60 microns accoppiata a feltro di
vetro ad elevata resistenza alla fiamma. In particolare la membrana impermeabile, con riferimento allo
spessore di 4 mm, dovrà essere in possesso delle seguenti caratteristiche tecniche debitamente
certificate dall'Appaltatore ed accettate dalla D.L.:
- carico rottura longitudinale 400 N/5cm;
- carico rottura trasversale
300 N/5cm;
- allungamento rottura
2 %;
- flessibilità freddo
-10 °C.
Tutte le prove saranno conformi alle norme UNI EN.
La posa sarà effettuata a giunti sovrapposti di almeno 10 cm e saldata autogenamente con apposito
bruciatore e dovranno essere seguite puntualmente le direttive della Ditta produttrice. Particolare cura
dovrà essere adottata nell'esecuzione di raccordi degli spigoli, tubazioni fuoriuscenti, giunti,
rivestimento di rilevati, muretti e parti verticali in genere.
OPERE EDILI - Art.16.3
BARRIERA VAPORE IN POLIETILENE
Sui solai a terra e su quelli sovrastanti locali non riscaldati verrà posta in opera, prima della posa delle
lastre isolanti o dei massetti, barriera al vapore costituita da teli in polietilene estrusi a bassa densità,
62
posati a secco, sovrapposti sulle giunture di almeno 10 cm e saldati con nastro biadesivo butilico di
larghezza 15 mm. In particolare i teli dovranno essere in possesso delle seguenti caratteristiche
tecniche debitamente documentate dall'Appaltatore ed accettate dalla D.L.:
- densità
900 kg/m³;
- valore Sd
>100 m.
OPERE EDILI - Art.16.4
MEMBRANA BITUMINOSA INTERRATA VERTICALE PER DRENAGGIO
A protezione dei muri controterra e in corrispondenza dei drenaggi esterni alle murature verrà posta in
opera membrana impermeabile BPP prefabbricata con processo industriale e formata da bitume
polimero elastoplastomerico poliolefinico armata con tessuto non tessuto in poliestere da filo continuo,
imputrescibile, isotropo, termofissato e ad elevatissima resistenza meccanica. In particolare la
membrana impermeabile, con riferimento allo spessore di 4 mm, dovrà essere in possesso delle
seguenti caratteristiche tecniche debitamente certificate dall'Appaltatore ed accettate dalla D.L.:
- carico rottura longitudinale 700 N/5cm;
- carico rottura trasversale
500 N/5cm;
- allungamento rottura
50 %;
- flessibilità freddo
-15 °C.
Tutte le prove saranno conformi alle norme UNI EN.
La posa sarà effettuata in totale aderenza a giunti sovrapposti di almeno 10 cm e saldata mediante
termorinvenimento a gas od aria calda e dovranno essere seguite puntualmente le direttive della Ditta
produttrice. Particolare cura dovrà essere adottata nell'esecuzione di raccordi degli spigoli, tubazioni
fuoriuscenti, giunti, rivestimento di rilevati, muretti e parti verticali in genere.
OPERE EDILI - Art.16.5
RETE CUSPIDATA DRENANTE PE/AD ACCOPPIATA POLIPROPILENE CARRABILE
A protezione della membrana bituminosa interrata sia verticale che orizzontale,sarà applicata rete
drenante estrusa in polietilene ad alta densità con faccia piana destinata al contatto con la struttura e
faccia opposta cuspidata a maglia quadrangolare accoppiata con feltro non tessuto in polipropilene.
In particolare la rete drenante dovrà essere in possesso delle seguenti caratteristiche tecniche
debitamente documentate dall'Appaltatore ed accettate dalla D.L.:
- peso minimo 1300 g/m²;
- spessore del sistema 12 mm.
La posa in opera sarà eseguita mediante fissaggio meccanico delle estremità a giunti accostali con
geotessile sovrapposto di circa 10 cm, dovranno inoltre essere seguite puntualmente le direttive
generali della Ditta produttrice.
OPERE EDILI - Art.16.5
DOPPIA MEMBRANA BITUMINOSA ZAVORRATA PER COPERTURE PEDONALI
Sui tetti piani pedonabili, saldata direttamente sul pannello in lana di roccia rivestito di bitume, sarà
applicata doppia membrana impermeabile BPP, prefabbricata con processo industriale e formata da
bitume polimero elastoplastomerico armata con tessuto non tessuto in poliestere da filo continuo,
imputrescibile, isotropo, termofissato e ad elevatissima resistenza meccanica. In particolare la
membrana impermeabile, con riferimento allo spessore di 4 mm, dovrà essere in possesso delle
seguenti caratteristiche tecniche debitamente certificate dall'Appaltatore ed accettate dalla D.L.:
- carico rottura longitudinale 800 N/5cm;
- carico rottura trasversale
700 N/5cm;
- allungamento rottura
50 %;
- flessibilità freddo
-15 °C.
Tutte le prove saranno conformi alle norme UNI EN.
La posa della prima membrana sarà effettuata in totale aderenza al supporto, a giunti sovrapposti di
almeno 10 cm e saldata autogenamente con apposito bruciatore, la seconda membrana sarà posata a
cavallo delle giunture precedenti seguendo le medesime modalità della prima membrana ed inoltre
dovranno essere seguite puntualmente le direttive della Ditta produttrice. Particolare cura dovrà essere
adottata nell'esecuzione di raccordi degli spigoli, tubazioni fuoriuscenti, giunti, rivestimento di rilevati,
muretti e parti verticali in genere.
OPERE EDILI - Art.17
OPERE DA LATTONIERE
Nell'esecuzione delle opere da lattoniere, zincatore ed affini con metalli diversi e relativi accessori, per
finimento di tetti, di grondaie, di coperture diverse, scarichi, condotti con canali e tubi, cappe per fornelli
con relativi condotti da fumo, ecc., deve essere posta la massima cura nella lavorazione specialmente
per quanto riguarda le saldature, aggraffature, chiodature e giunti in genere che dovranno pertanto
garantire la perfetta tenuta.
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I giunti dei canali devono essere chiodati con chiodi di rame e saldati a stagno, e la connessura dei tubi
dovrà essere aggraffata e saldata a stagno; gli sporti devono essere a collo d'oca, escludendosi
senz'altro i gomiti a spigolo vivo.
I canali di gronda, le converse, i colmi, le scossaline, i pluviali devono essere valutati in base agli
sviluppi effettivi senza tenere conto di giunzioni, sovrapposizioni. Non sono considerati oneri per i
ponteggi perimetrali di facciata che, se necessari e non esistenti, devono essere computati in aggiunta.
E' compresa la formazione di tutti i piani di lavoro, di qualsiasi tipo, fino all’altezza di 4,00 m.
NORME DI CARATTERE GENERALE
Per tutte le somministrazioni valutate a peso, deve essere redatto apposito verbale di pesatura
autenticato dall'Appaltatore e dalla Direzione Lavori.
Dal peso dei canali, tubi, doccioni ecc. e escluso quello dei tiranti, cicogne, regge di ferro, braccialetti,
ornati e simili, da valutarsi a parte.
Nei prezzi delle somministrazioni di canali, scossaline e accessori in lamiera sono compresi: il
trasporto al cantiere, le prestazioni da lattoniere per la posa in opera e la verniciatura con una mano
antiruggine da applicarsi prima della posa. Di tutte le opere ordinate, l'Appaltatore deve
preventivamente presentare un campione non verniciato. A tale campione, ancorché corrisponda
all'ordinazione e ai disegni, l'Appaltatore deve apportare quelle modifiche che la Direzione lavori
crederà di introdurvi senza che perciò possa eccepire sui prezzi e condizioni del contratto, che
rimangono inalterati. Tutta la somministrazione deve uniformarsi esattamente al campione approvato,
il quale rimarrà depositato presso la Direzione lavori.
OPERE EDILI - Art.17.1
LATTONERIE SAGOMATE IN ALLUMINIO
A completamento del manto di copertura saranno poste in opera lattonerie a fissaggio diretto in
lamiera sagomata in lastra di alluminio preverniciato spessore 8/10 mm per la realizzazione di raccordi
di colmi, compluvi e displuvi per laminati grecati e laminati piani, mantovane, lamiere forate,
scossaline, rivestimenti di gronde e coprifuga.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la lavorazione secondo le indicazioni della
D.L., le sigillature, il taglio, lo sfrido, il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista
dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il
lavoro finito a regola d'arte. I canali di gronda devono essere completi di cicogne o tiranti; pluviali, e
compresa la posa dei braccioli; converse, scossaline, copertine. Devono essere tutti lavorati con
sagome e sviluppi normali, in opera, comprese le assistenze murarie e accessori di fissaggio. Sono
invece esclusi i pezzi speciali di canali di gronda, pluviali, lattonerie speciali e nei seguenti materiali:
OPERE EDILI - Art.17.2
PLUVIALI E CANALI DI GRONDA IN ALLUMINIO
I tubi pluviali di scarico saranno realizzati in laminato di alluminio preverniciato dello spessore di 7/10 di
mm e con sezione circolare.
I canali di gronda saranno in lamiera di alluminio dello spessore di 7/10 di mm con sezione
semicircolare.
OPERE EDILI - Art.17.3
SOGLIE, SCOSALINE, RIVESTIMENTI IN LAMIERA DI ALLUMINIO
Gli imbotti e le soglie delle finestre, ove previsto sono realizzati in lamiera di alluminio spessore 10/10
mm, verniciata colori RAL
Sono compresi: sottostruttura in acciaio per fissaggio anche a sbalzo, tagli, sfridi, schiuma
poliuretanica per isolamento termico, siliconature e quant'altro necessario per dare soglie, scossaline e
i rivestimenti perfettamente finiti a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.18
PAVIMENTAZIONI PER ESTERNO
I pavimenti, di qualunque genere, vengono valutati per la loro superficie in vista, con esclusione delle
parti ammorsate sotto intonaco o comunque incassate. Nella misurazione non vengono detratte le
zone non pavimentate purché di superficie, ciascuna, non superiore a 0,25 m2.
I prezzi di Listino comprendono e compensano i tagli, gli sfridi, gli adattamenti, le assistenze
dell’imprenditore edile per scarico, custodia, carico e sollevamento a pie d’opera di tutti i materiali, la
pulizia finale con segatura.
Per i pavimenti in marmette e marmettoni sono compresi nel prezzo il letto di malta cementizia grassa,
l’arrotatura e la levigatura, la stuccatura dei giunti.
Per i pavimenti in piastrelle di ceramica e compreso nel prezzo il letto di malta cementizia, lo spolvero
di puro cemento asciutto, la sigillatura dei giunti.
La graniglia, per pavimenti, di marmo o di altre pietre idonee deve corrispondere, per tipo e grana, ai
campioni prescelti e risultare perfettamente scevra da impurità.
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Le voci sono da intendersi comprensive di assistenza muraria, adattamenti, tagli, sfridi, sigillatura dei
giunti, pulizia finale.
OPERE EDILI - Art.18.1
PAVIMENTO IN PORFIDO DEL TRENTINO
Il piazzale antistante la palestra sarà pavimentato in lastre a correre di porfido del Trentino rispondente
alle caratteristiche del Porfido Trentino Controllato, dello spessore minimo di 20 mm e della larghezza
minima 20 cm, con faccia vista e faccia inferiore a piano naturale di cava e coste ortogonali al piano,
posate su massetto di sottofondo dello spessore di 6 cm eseguito in malta cementizia dosata a 250 kg
di cemento tipo R 3.25 per metrocubo di sabbia a granulometria idonea. Il pavimento, inoltre, dovrà
essere in possesso di un coefficiente di attrito conforme a quanto previsto dal DPR 24 luglio 1996,
n°503 recante norme per l'eliminazione delle barrie re architettoniche negli edifici, spazi e servizi
pubblici.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la fornitura e posa del massetto, lo
spolvero superficiale con cemento in ragione di minimo 6 kg/m², la formazione delle pendenze
necessarie allo smaltimento delle acque meteoriche, la battitura, la sigillatura degli interstizi eseguita
con boiacca di cemento e sabbia, la sucessiva pulitura superficiale con segatura, il taglio, lo sfrido, il
rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita
dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.18.2
PAVIMENTI IN MASSELLI DI CALCESTRUZZO AUTOBLOCCANTI
Il vialetto pedonale lungo il lato est del lotto sarà pavimentato con pavimento autobloccante nel colore
e nell'aspetto a scelta della D.L., eseguito in mattonelle prefabbricate di conglomerato cementizio
vibrato delle dimensioni comunemente in commercio, posate secondo le geometrie correnti su
sottofondo dello spessore di 5 cm eseguito in sabbia a granulometria idonea. Il pavimento inoltre dovrà
essere in possesso di un coefficiente di attrito conforme a quanto previsto dal DPR 24 luglio 1996,
n°503 recante norme per l'eliminazione delle barrie re architettoniche negli edifici, spazi e servizi
pubblici.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la fornitura e posa del sottofondo, la
formazione delle pendenze necessarie allo smaltimento delle acque meteoriche, lo spargimento di
sabbia fine sufficiente a colmare gli interstizi, la bagnatura e la contemporanea battitura mediante
adeguato vibratore meccanico, l'eventuale sostituzione di mattonelle rotte o deteriorate in corso
d'opera, il taglio, lo sfrido, il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla
Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro
finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.19
OPERE IN PIETRA NATURALE
I manufatti in pietra naturale da valutarsi a superficie vengono misurati in base al minimo rettangolo
circoscritto ritenendosi, in tal modo, compensati i tagli e gli sfridi. Quelli da valutarsi a volume vengono
misurati in base al minimo parallelepipedo retto circoscritto, ritenendosi, in tal modo, compensati i tagli
e gli sfridi. I manufatti da valutarsi in base allo sviluppo lineare vengono misurati secondo il lato di
maggiore lunghezza. Le lavorazioni particolari sono valutate e compensate a parte secondo le
previsioni del Listino prezzi. Relativamente alla superficie in vista, i prezzi di Listino compensano, per le
lastre, la levigatura media e le coste fresate a giunto, per i masselli la levigatura media o la
bocciardatura.
Per i pavimenti interni con lavorazione come da casellario e scelta del materiale, da lucidare in opera o
da finire con qualsiasi altra lavorazione, alle lastre fornite con superficie grezza di sega si applicano i
prezzi base.
Per i pavimenti esterni con lavorazione come da casellario e scelta del materiale, da lucidare in opera
o da finire con qualsiasi atra lavorazione, alle lastre, fornite con superficie grezza di sega compreso lo
smussino fino ad 1 cm di larghezza, si applicano i prezzi base. La posa in opera delle lastre e masselli
e degli elementi rettilinei viene misurata per la superficie, il volume o lo sviluppo effettivo ed i prezzi di
Listino comprendono e compensano le prestazioni per scarico, accatastamento, custodia, carico e
trasporto dei manufatti a pie d’opera; le malte, gli adesivi, le stuccature.
In linea generale le pietre e i marmi da impiegarsi nelle costruzioni devono essere omogenee, a grana
compatta, con esclusioni di parti tratte dal cappellaccio, esenti da screpolature, peli, venature,
inclusioni di sostanze estranee, nodi, scaglie o tasselli, spaccature, cavità, ecc.
Sono escluse senz'altro da qualsiasi impiego le pietre marnose, gessose o solubili, gelive e non aventi
le caratteristiche di resistenza statica richiesta.
REQUISITI DELLE PIETRE NATURALI –
Le pietre e i marmi dovranno avere le seguenti caratteristiche del carico unitario di rottura per cm2:
•
Porfidi kg. 1.800/2.500
65
•
Sieniti kg. 1.400/1.800
•
Graniti kg. 900/1.400
•
Serizzi kg. 900/1.200
•
Marmi kg. 400/ 800
•
Travertini kg. 350/ 550
•
Ceppi kg. 350/ 400
Peso per m3:
•
Porfidi ql. 24/27
•
Sieniti ql. 27/30
•
Graniti ql. 25/28
•
Serizzi ql. 23/26
•
Marmi ql. 27/28
•
Travertini ql. 22/25
•
Ceppi ql. 22/23
Le opere in pietra naturale devono corrispondere perfettamente ai disegni forniti dalla Direzione lavori,
ed essere lavorate in conformità alle prescrizioni delle presenti specifiche tecniche nonché a quelle che
saranno impartite dalla Direzione lavori, all'atto dell'esecuzione.
L'Appaltatore, prima di iniziare la fornitura deve presentare a sua cura e spesa i campioni dei vari tipi di
marmi o pietre e delle loro lavorazioni per la necessaria approvazione da parte della Direzione lavori.
I campioni verranno conservati negli Uffici della Direzione, fino al collaudo dei lavori, per i relativi
confronti e riferimenti, ad opera ultimata o a fornitura eseguita. Per le opere di maggior o speciale
importanza, la Direzione lavori può ordinare, senza compenso alcuno, la costruzione di modelli in
gesso al vero, completati con degli elementi che vi si collegano. Tali modelli vengono sottoposti
all'esame della Direzione lavori per le eventuali correzioni e modificazioni e per la definitiva
approvazione.
Nella lavorazione dei pezzi devono essere rispettate rigorosamente le dimensioni e le indicazioni
segnate nei disegni e nei casellari, riportandole chiaramente su ciascun pezzo. Tutti i pezzi devono
essere muniti delle occorrenti incassature per l'assicurazione delle chiavelle e simili, provvedendosi
pure, all'atto della posa in opera, agli eventuali adattamenti che si rendessero necessari per la
connessione dei pezzi, alle successive suggellature dei giunti, ritocchi, stuccature e riparazioni da
eseguirsi a perfetta regola d'arte.
Per tutte le opere e fatto obbligo all'Appaltatore di rilevare e controllare, a propria cura e spese, la
corrispondenza delle varie opere ordinate dalla Direzione lavori con le strutture rustiche esistenti,
segnalando tempestivamente a quest'ultima ogni divergenza od ostacolo, restando esso Appaltatore in
caso contrario unico responsabile della perfetta rispondenza dei pezzi all'atto della posa in opera. Esso
ha pure l'obbligo di apportare alle stesse, in corso di lavoro, tutte quelle modifiche che potessero
essere richieste dalla Direzione lavori.
L'Appaltatore e obbligato a provvedere a sue cure e spese alla sostituzione dei pezzi che risultassero
difettosi (smussature, cavità nelle facce, masticature, tassellature, ecc.) anche se i difetti si
verificassero dopo la posa e sino al collaudo.
Per i pavimenti in pietra naturale si prescrive che gli stessi devono essere posti in opera con il piano
greggio o lavorato a sega e, successivamente, levigati e lucidati in opera.
OPERE EDILI - Art.19.1
SOGLIE ESTERNE IN MARMO
Le soglie esterne degli ingressi e delle uscite di sicurezza saranno realizzate in marmo rosso di Trento,
eseguite a lastra unica dello spessore di 30 mm e larghezza variabile, con faccia vista levigata e
semilucidata fuori opera, faccia inferiore grezza di sega, coste fresate ortogonali al piano con lati in
vista levigati, lucidati e smussati, posata su massetto di sottofondo dello spessore di 6 cm eseguito in
malta cementizia dosata a 250 kg di cemento tipo R 3.25 per metrocubo di sabbia a granulometria
idonea. La soglia, inoltre, dovrà essere in possesso di un coefficiente di attrito conforme a quanto
previsto dal DPR 24 luglio 1996, n°503 recante norm e per l'eliminazione delle barriere architettoniche
negli edifici, spazi e servizi pubblici.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la fornitura e posa del massetto, lo
spolvero superficiale con cemento, la formazione di gocciolatoio, il taglio, lo sfrido, il rispetto della
marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR
21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.20
PAVIMENTI INTERNI
I pavimenti, di qualunque genere, sono valutati per la loro superficie in vista, con esclusione delle parti
ammorsate sotto intonaco o comunque incassate. Nella misurazione non devono essere detratte le
zone non pavimentate purché di superficie, ciascuna, non superiore a 0,25 m2.
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I prezzi di Listino comprendono e compensano i tagli, gli sfridi, gli adattamenti, le assistenze
dell’imprenditore edile per scarico, custodia, carico e sollevamento a pie d’opera di tutti i materiali, la
pulizia finale con segatura.
Per i pavimenti in marmette e marmettoni sono compresi nel prezzo il letto di malta cementizia grassa,
l’arrotatura e la levigatura, la stuccatura dei giunti
Per i pavimenti in piastrelle di ceramica e compreso nel prezzo il letto di malta cementizia, lo spolvero
di puro cemento asciutto, la sigillatura dei giunti.
La graniglia, per pavimenti, di marmo o di altre pietre idonee deve corrispondere, per tipo e grana, ai
campioni prescelti e risultare perfettamente scevra da impurità.
Le voci sono da intendersi comprensive di assistenza muraria, adattamenti, tagli, sfridi, sigillatura dei
giunti, pulizia finale.
Nell'esecuzione dei pavimenti si deve curare la disposizione a perfetto piano, completamente liscio e
regolare, con giunti bene chiusi e suggellati; ultimata la posa, i pavimenti devono essere puliti in modo
che non resti la minima traccia di sbavature, macchie ed altro.
L'Appaltatore deve provvedere, a sua cura e spese alla difesa di tutti i pavimenti, come d'uso,
mediante strato di pula di riso o segatura, piani di tavole od altre protezioni.
Resta comunque contrattualmente stabilito che per un congruo periodo dopo l'ultimazione di ciascun
pavimento, l'Appaltatore ha l'obbligo di impedire a mezzo di chiusura provvisoria l'accesso di
qualunque persona nei locali; e ciò anche per pavimenti costruiti da altre Ditte.
Qualora i pavimenti risultassero in tutto o in parte danneggiati per il passaggio abusivo di persone e
per altre cause, l'Appaltatore dovrà a sua cura e spese ricostruire le parti danneggiate.
L'Appaltatore ha l'obbligo di presentare alla Direzione lavori i campioni dei pavimenti che saranno
prescritti. La Direzione lavori ha piena facoltà, a suo insindacabile giudizio, di effettuare la scelta
definitiva rispetto alla campionatura visionata e l'Appaltatore, se richiesto, ha l'obbligo di provvedere
alla posa in opera al prezzo indicato nell'elenco ed eseguire il sottofondo secondo le disposizioni che
saranno impartite dalla Direzione stessa.
OPERE EDILI - Art.20.1
PAVIMENTI IN PIASTRELLE DI GRES PORCELLANATO
I pavimenti saranno in genere eseguiti in piastrelle ceramiche di prima scelta, pressate a secco, non
smaltate, a sezione piena omogenea a tutto spessore, comunemente denominate grés ceramico,
conformi alle norme UNI EN, di forma quadrata o rettangolare, nel colore e finitura superficiale grezza
o antiscivolo secondo i disegni di progetto, posate a giunto unito mediante spalmatura con spatola
dentata di collante a base cementizia additivato con lattice resinoso. Il pavimento inoltre, esclusa la
finitura superficiale lucida, dovrà essere in possesso di un coefficiente di attrito conforme a quanto
previsto dal DPR 24 luglio 1996, n°503 recante norm e per l'eliminazione delle barriere architettoniche
negli edifici, spazi e servizi pubblici.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la pulizia del fondo di appoggio con
detergenti caustici, la fornitura e posa del collante, la formazione di giunti elastici di frazionamento in
PVC formanti riquadri da 4.00x4.00 m e comunque non superiori a 20.00 m², gli eventuali profili in
ottone forato per separazione di pavimenti diversi, la sigillatura degli interstizi eseguita con malta
premiscelata per fughe nel colore a scelta della D.L., la successiva pulitura superficiale con idonei
detergenti, la risciacquatura assorbendo l'acqua in eccesso con idonei sistemi, il taglio, lo sfrido, la
pulizia e l'asporto del materiale di risulta a fine lavoro, la raccolta differenziata del materiale di risulta, il
carico, lo scarico, ed il conferimento con trasporto a qualsiasi distanza stradale del materiale,
l'indennità dovuta per lo smaltimento (codici CER 17.01.07, 17.09.04), il rispetto della marcatura CE
per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e
quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte..
OPERE EDILI - Art.20.3
PAVIMENTI IN GRES ROSSO
I depositi e locali tecnici al piano interrato saranno pavimentati con piastrelle di gres rosso a superficie
liscia, posato con boiacca di puro cemento su letto di malta di legante idraulico, o incollato su idoneo
sottofondo; comprese assistenze murarie, escluso il sottofondo, con piastrelle 7,5 x 15 cm, spessore 8
÷ 9 mm.
OPERE EDILI - Art.20.4
PAVIMENTO SPORTIVO IN PVC ETEROGENEO
Nella palestra sarà posto in opera un pavimento vinilico eterogeneo conforme alle norme UNI EN 649
e UNI EN 12466 per attività sportive al coperto, costituito da parte superiore di usura, composta da
mescola di legante termoplastico a base di resine viniliche, plastificanti e pigmenti colorati, con finitura
superficiale leggermente goffrata nel colore a scelta della D.L., unito a sottostrato di sopporto
composto da mescola di legante termoplastico a base di resine viniliche espanse a cellule chiuse
rinforzato con fibra di vetro stabilizzante. Il pavimento, prodotto in teli di altezza 150 cm, dovrà essere
67
in possesso delle seguenti caratteristiche tecniche debitamente documentate dall'Appaltatore ed
accettate dalla D.L.:
- spessore minimo strato usura 1 mm;
- spessore complessivo
4 mm;
- peso
2.6 kg/m²;
- reazione al fuoco "classe 1".
Il pavimento inoltre dovrà essere in possesso di un coefficiente di attrito conforme a quanto previsto
dal DPR 24 luglio 1996, n°503 recante norme per l'e liminazione delle barriere architettoniche negli
edifici, spazi e servizi pubblici.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per l'aspirazione del massetto, la posa con
idonei adesivi su massetto perfettamente deumidificato, la saldatura a caldo previa fresatura dei giunti
con cordone continuo in PVC nel colore a scelta della D.L., il taglio, lo sfrido anche dovuto ad
irregolarità dei vani, la pulizia e l'asporto del materiale di risulta a fine lavoro, la raccolta differenziata
del materiale di risulta, il carico, lo scarico, ed il conferimento con trasporto a qualsiasi distanza
stradale del materiale, l'indennità dovuta per lo smaltimento (codici CER 17.01.07, 17.09.04) e quanto
altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.20.5
GRADINO IN GRES PORCELLANATO ANTISCIVOLO
I gradini delle scale saranno rivestiti in elementi di gres porcellanato antiscivolo, formato da pezzo
speciale per grado e sottogrado compreso ogni onere per la sagomatura e preparazione del
sottofondo, i tagli, gli sfridi, i collanti, la stuccatura dei giunti e quanto altro necessario per l'esecuzione
a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.20.6
ZOCCOLINI
Gli zoccolini saranno
•
in legno duro per i pavimenti in PVC.
•
in gres porcellanato nei pavimenti in gres, dotato di sguscio nei locali cucina, come indicato nei
disegni di progetto.
•
In gres rosso nei locali tecnici e depositi
•
Gli zoccolini delle scale saranno sagomati in conformità alla forma del gradino.
Nell’installazione di zoccolini sono compresi: tagli, sfridi ed assistenza muraria.
OPERE EDILI - Art.21
RIVESTIMENTI INTERNI ED ESTERNI
I rivestimenti di qualsiasi genere (piastrelle o tesserine di grès porcellanato, vetroso, maiolicato, ecc.)
devono essere eseguiti a perfetta regola d'arte tenendo presente le seguenti prescrizioni e norme:
•
il materiale da impiegarsi deve risultare uguale a quello dei campioni che di volta in volta verranno
eseguiti a cura e spese dell'appaltatore su richiesta della Direzione lavori;
•
la posa in opera deve essere eseguita in modo che a lavoro ultimato il rivestimento risulti
perfettamente aderente al sottostante intonaco di sottofondo;
•
prima della posa il materiale deve essere immerso nell'acqua fino a saturazione;
•
prima di procedere all'applicazione del rivestimento, l'intonaco di sottofondo deve essere
abbondantemente bagnato;
•
le piastrelle o tesserine devono risultare perfettamente combacianti fra loro e coi giunti
perfettamente allineati;
•
i rivestimenti devono essere stuccati con cemento bianco e/o colorato se richiesto,
convenientemente lavati e puliti con l'impiego in dose prestabilita anche di acido;
•
salvo prescrizioni contrarie della Direzione lavori, tutti i rivestimenti si intendono dati completi di
guscie di raccordo ai pavimenti e agli spigoli.
Per i rivestimenti di linoleum, gomma e prodotti similari, si devono osservare le norme stabilite per i
pavimenti avendo cura di assicurarsi che le superfici da rivestire siano ben asciutte.
I rivestimenti di qualsiasi tipo verranno valutati in base alla loro superficie effettiva, qualunque sia la
sagoma, la posizione delle pareti o strutture da rivestire, i motivi decorativi, le modalità di posa. Nella
misurazione si detrarranno le zone non rivestite di superficie, ciascuna, superiore a 0,25 m²
I prezzi di Listino comprendono e compensano i tagli, gli sfridi, gli adattamenti, i pezzi speciali, le
assistenze dell’imprenditore edile per scarico, custodia, carico e sollevamento a piè d’opera di tutti i
materiali, la malta di allettamento, gli adesivi.
OPERE EDILI - Art.21.1
RIVESTIMENTI IN PIASTRELLE DI CERAMICA
Nei bagni e nelle cucine saranno posti in opera, secondo le geometrie correnti nel tipo a scelta della
D.L., rivestimenti in piastrelle ceramiche monocottura di prima scelta, pressate a secco, smaltate,
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comunemente denominate grés ceramico, conformi alle norme UNI EN, di forma quadrata o
rettangolare, nel colore e nell'aspetto a scelta della D.L., posate a giunto unito mediante spalmatura
con spatola dentata di collante a base cementizia additivato con lattice resinoso.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la fornitura e posa del collante, i pezzi
speciali, gli eventuali decori, la sigillatura degli interstizi eseguita con malta premiscelata per fughe nel
colore a scelta della D.L., il taglio, lo sfrido, la pulizia e l'asporto del materiale di risulta a fine lavoro, la
raccolta differenziata del materiale di risulta, il carico, lo scarico, ed il conferimento con trasporto a
qualsiasi distanza stradale del materiale, l'indennità dovuta per lo smaltimento (codici CER 17.01.07,
17.09.04), il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva
89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a
regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.22
CONTROSOFFITTI
I controsoffitti di qualsiasi tipo devono essere misurati in base alla loro superficie effettiva senza
deduzioni delle superfici di fori, incassi operati per il montaggio delle plafoniere, bocche di ventilazione
e simili.
I prezzi di Listino comprendono e compensano l’impiego di trabattelli, la fornitura e posa degli elementi,
i tagli, gli sfridi, gli adattamenti, l’orditura di sostegno, la posa secondo le indicazioni di progetto.
OPERE EDILI - Art.22.1
CONTROSOFFITTO IN LANA MINERALE RESISTENTE AGLI URTI
Controsoffitto orizzontale, ispezionabile e fonoassorbente, costituito da pannelli rigidi di gesso rivestito
delle dimensioni di 60x60 cm con finitura superficiale verniciata piana, fessurata o perforata,
nell'aspetto a scelta della D.L., posati su struttura portante e trasversale costituita da profili a T
rovescio con maglia di idonee dimensioni, pendinature rigide regolabili in altezza, molle e cornici
perimetrali ad L o doppia L. Tutti i profili metallici dovranno essere in acciaio zincato e preverniciati
quelli eventualmente in vista. Il controssoffitto dovrà soddisfare le seguenti caratteristiche tecniche
debitamente documentate dall'Appaltatore ed accettate dalla D.L.:
- spessore dei pannelli 12.5 mm;
- "classe 1" di reazione al fuoco.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la fornitura e posa in opera di tutti i profili
metallici, le incassature dei corpi illuminanti, il taglio, lo sfrido anche dovuto ad irregolarità dei vani, la
formazione ed il disfacimento dei piani di lavoro interni, la pulizia e l'asporto del materiale di risulta a
fine lavoro, la raccolta differenziata del materiale di risulta, il carico, lo scarico, ed il conferimento con
trasporto a qualsiasi distanza stradale del materiale, l'indennità dovuta per lo smaltimento (codici CER
17.01.07, 17.09.04), il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva
89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a
regola d'arte..
OPERE EDILI - Art.22.2
CONTROSOFFITTO METALLICO IN DOGHE
Controsoffitto orizzontale costituito da doghe larghe 85 mm, a bordi arrotondati e scuretto aperto, in
lamierino di alluminio dello spessore di 5/10 di mm preverniciato nel colore ed aspetto a scelta della
D.L.. La posa sarà eseguita a scatto ad interasse di 100 mm su struttura portante costituita da profili
ad U rovescio in acciaio zincato preverniciato colore nero disposta ortogonalmente alle doghe ad
opportuno interasse ed ancorata alla struttura superiore esistente mediante pendinature rigide in
acciaio regolabili in altezza e cornici perimetrali ad L o doppia L in alluminio preverniciato.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la fornitura e posa in opera di tutti i profili
metallici, le incassature dei corpi illuminanti, il taglio, lo sfrido anche dovuto ad irregolarità dei vani, la
formazione ed il disfacimento dei piani di lavoro interni, la pulizia e l'asporto del materiale di risulta a
fine lavoro, la raccolta differenziata del materiale di risulta, il carico, lo scarico, ed il conferimento con
trasporto a qualsiasi distanza stradale del materiale, l'indennità dovuta per lo smaltimento (codici CER
17.01.07, 17.09.04, 17.04.02, 17.04.05, 17.04.07), il rispetto della marcatura CE per i prodotti da
costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.22.3
CONTROSOFFITTO IN ACCIAIO ZINCATO PER AMBIENTI SPORTIVI
Controsoffitto in acciaio zincato specifico per ambienti sportivi tipo SPORTSLINE a pannelli dimensioni
fino a mm. 1500*750, testato contro colpi di pallone secondo le specifiche di sicurezza dettate dalla
norma DIN 18032, e contro atti vandalici. Il controsoffitto è munito di uno strato acustico in willitec A2 a
base di resina melamminica per attutire i rumori, nel rispetto dei requisiti acustici previsti per legge.
Reazione al fuoco classe 0 (per definizione secondo il D.M. del 14/01/1985), percentuale di foratura
62,50%
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Il controsoffitto è formato da:
1) profili di supporto con staffe integrate di fissaggio preassemblate in fase di produzione;
2) pannelli in lamiera stirata tipo SPORTSLINE V.
I profili di supporto saranno installati su una struttura secondaria composta da profili di supporto
tradizionali tipo CD su cui vengono inseriti i pannelli in lamiera stirata e serrati nelle staffe di fissaggio
con forza torcente non superiore a 3 Nm.
Compresi agganci di sospensione ed altri materiali di consumo e quanto altro necessario per dare il
lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.22.4
CONTROSOFFITTO IN SOLFATO DI CALCIO REI 120'
Controsoffitto orizzontale antincendio omologato REI 120' realizzato mediante assemblaggio di singole
lastre di calcio silicato idrato o solfato di calcio ed esenti da amianti, fissate con viti autoperforanti alla
struttura portante, costituita da profili a C incrociati con maglia di dimensioni idonee, pendinature rigide
regolabili in altezza, clips di fissaggio e cornici perimetrali. Tutti i profili metallici dovranno essere in
acciaio zincato. Il controssoffitto dovrà soddisfare le seguenti caratteristiche tecniche debitamente
documentate dall'Appaltatore ed accettate dalla D.L.:
- spessore della lastra 12 mm;
- reazione al fuoco "classe 0".
E' compreso lo strato isolante superiore l'orditura composto da pannelli nudi in lana di vetro trattati con
resine termoindurenti, autoportanti, incombustibili ed idrorepellenti, dello spessore di 50 mm e densita
50 kg/m³, è altresì compresa la stuccatura della testa delle viti di fissaggio nonchè la stuccatura e
sigillatura dei giunti di accostamento delle lastre eseguita con idoneo stucco.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per il taglio, lo sfrido anche dovuto ad
irregolarità dei vani, la formazione ed il disfacimento dei piani di lavoro interni, la pulizia e l'asporto del
materiale di risulta a fine lavoro, la raccolta differenziata del materiale di risulta, il carico, lo scarico, ed
il conferimento con trasporto a qualsiasi distanza stradale del materiale, l'indennità dovuta per lo
smaltimento (codici CER 17.01.07, 17.09.04), il rispetto della marcatura CE per i prodotti da
costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.22.5
CASSONETTI IN GESSO RIVESTITO
Cassonetti realizzati mediante assemblaggio,sia orizzontale che verticale, di singole lastre di gesso
rivestito a bordi assottigliati, fissate con viti autoperforanti alla struttura portante, costituita da profili con
sezione di dimensioni idonee, pendinature rigide regolabili in altezza, clips di fissaggio e cornici
perimetrali. Tutti i profili metallici dovranno essere in acciaio zincato e preverniciati quelli
eventualmente in vista. I cassonetti dovranno soddisfare le seguenti caratteristiche tecniche
debitamente documentate dall'Appaltatore ed accettate dalla D.L.:
- spessore della lastra 12.5 mm;
- "classe 1" di reazione al fuoco.
I controsoffitti saranno dotati di botole di ispezione in gesso rivestito, per la manutenzione degli impianti
retrostanti, sostenute da profili metallici in alluminio anodizzato delle dimensioni idonee, fissate con viti
autoperforanti alla struttura portante opportunamente predisposta.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la stuccatura della testa delle viti di
fissaggio, la fornitura e posa in opera di tutti i profili metallici, il taglio, lo sfrido, i paraspigoli, la
formazione ed il disfacimento dei piani di lavoro interni, il rispetto della marcatura CE per i prodotti da
costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.22.6
CONTROSOFFITTO A MEMBRANA REI 60
Controsoffitto a membrana REI 60 costituito da:
- struttura metallica principale e secondaria realizzata con profili in lamierino con sezione a T
rovescia da 38x24x0,4 mm e posta ad interasse di 600 mm; pendinaggio realizzato con filo di
acciaio ritorto da 1 mm posto ad interasse di 600 mm; cornice perimetrale profilo metallico con
sezione a L da 24x24x0,4 mm, ancorata alle murature a mezzo tasselli metallici ad espansione.
- rivestimento realizzato con pannelli composti di dimensione 593x593 mm di spessore 6+30 mm,
uniti a mezzo di graffe metalliche e strato puntiforme di colla antincendio, smontabili per ispezione.
- guarnizione termoespandente perimetrale di dimensioni 15x1,8 mm, ingraffata perimetralmente sui
pannelli.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per il taglio, lo sfrido anche dovuto ad
irregolarità dei vani, la formazione ed il disfacimento dei piani di lavoro interni, la pulizia e l'asporto del
materiale di risulta a fine lavoro, la raccolta differenziata del materiale di risulta, il carico, lo scarico, ed
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il conferimento con trasporto a qualsiasi distanza stradale del materiale, l'indennità dovuta per lo
smaltimento (codici CER 17.01.07, 17.09.04), il rispetto della marcatura CE per i prodotti da
costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.22.7
CONTROSOFFITTO IN LEGNO MINERALIZZATO
Controsoffitto in pannelli isolanti termoacustici tipo CELENIT, certificati biocompatibili, costituiti da lana
di legno extrasottile di abete rosso proveniente da foreste certificate sostenibili (PEFC), mineralizzata e
legata con cemento portland bianco ad alta resistenza, conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2008,
euroclasse B-s1, d0 di reazione al fuoco dimensioni 240 x 60, 200 x 60 spessore 35 mm, posto in
opera su listelli in legno o profilati di acciaio zincati fissati direttamente al soffitto di altezza idonea ad
ospitare un materassino in lana di vetro classe 0, spessore 4 cm, compreso nel prezzo.
Posto in opera con viti autofilettanti a vista compresi tagli e fori per fissaggio pendini plafoniere e
passaggio impianti, sfridi e ogni altro onere per dare il lavoro finito a regola d'arte.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per il taglio, lo sfrido anche dovuto ad
irregolarità dei vani, la formazione ed il disfacimento dei piani di lavoro interni, la pulizia e l'asporto del
materiale di risulta a fine lavoro, la raccolta differenziata del materiale di risulta, il carico, lo scarico, ed
il conferimento con trasporto a qualsiasi distanza stradale del materiale, l'indennità dovuta per lo
smaltimento (codici CER 17.01.07, 17.09.04), il rispetto della marcatura CE per i prodotti da
costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.23
OPERE DA FALEGNAME
I legnami destinati alla costruzione degli infissi dovranno essere di prima scelta, di struttura e fibra
compatta e resistente non deteriorata, perfettamente sana, diritta e priva di spaccature sia in senso
radiale sia circolare.
Essi devono essere perfettamente stagionati, anche artificialmente, presentare colore e venatura
uniforme, essere privi di alburno ed esenti da nodi, cipollature, buchi o altri difetti.
Nell'esecuzione delle opere in legno (serramenti, rivestimenti, gronde decorative e simili) si devono
osservare oltre all'assoluta precisione per quanto concerne la forme e le dimensioni la massima cura
nella lavorazione, dovendo ogni pezzo essere regolarmente e uniformemente piallato su tutte le facce,
sia piane sia curve, le quali ultime dovranno essere bene arrotondate e con curvatura uniforme. Le
sagome devono corrispondere esattamente alle sezioni prescritte ed essere profilate perfettamente.
Tutte le parti in vista, tanto lisce quanto sagomate, devono essere prive di ondulazioni, lacerazioni,
ammaccature. I giunti in genere e risvolti di sagoma dovranno essere eseguiti con la massima
precisione, evitando le tassellature, filettature, stuccature per ottenere la connessione dei pezzi: questi
saranno collegati mediante robusti cantonali da applicarsi in spessore, in modo che le connessure non
possano mai aprirsi. Le dimensioni e gli spessori indicati nei disegni e nell'elenco prezzi si intendono
per legname lavorato, per cui non saranno tollerate eccezioni a tale riguardo dovendo l'Appaltatore
provvedere legname di spessore superiore a quello richiesto per il lavoro finito. Tutte le opere in legno,
prima della loro posa in opera e dopo l'avvenuto esame e accettazione provvisoria da parte della
Direzione lavori, dovranno essere verniciate con una mano di olio di lino cotto, accuratamente
applicata in modo da impregnare totalmente il legname. L'accettazione delle opere in legno diventa
definitiva solo al collaudo, per cui l'Appaltatore sarà obbligato a provvedere a sua cura e spese alla
riparazione o sostituzione di qualsiasi genere, per l'impiego di materiali scadenti e difettosi per non
regolare esecuzione. Per ogni partita della appaltata fornitura dovrà essere eseguito, senza compenso,
un campione da sottoporsi all'esame della Direzione lavori per le eventuali correzioni e modifiche e per
la definitiva approvazione. Le guarnizioni, le ferramenta di chiusura ed i finimenti in metallo, dovranno
essere del tipo prescelto, ben lavorati, conformi ai campioni approvati dalla Direzione lavori e
saldamente infissi e assicurati alle parti in legno. A posa ultimata si dovrà provvedere alla revisione e
alle piccole riparazioni che potessero rendersi necessarie, nonché alla registrazione dei serramenti e
dei singoli organi di manovra e di chiusura al fine di garantire il perfetto funzionamento.
La rimozione dei serramenti in genere verrà valutata sulla loro luce ed il prezzo comprende e
compensa lo strumento dei controtelai, i tagli, la cernita dei vari componenti, il carico ed il trasporto
nell’ambito del cantiere e, per i manufatti non riutilizzabili, il carico e trasporto agli impianti di
stoccaggio, di recupero o a discarica.
Tutti gli altri manufatti in legno verranno computati in base alle loro effettive dimensioni.
Tutti i ponteggi o piani di lavoro interni, trabattelli ecc. necessari per la esecuzione dei lavori sono
compresi nei prezzi.
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OPERE EDILI - Art.23.1
PORTE PIENE LISCE LAMINATE CON TELAIO IN LEGNO
Le porte degli altri locali saranno con anta piena liscia rivestita in laminato plastico melaminico,
composte dai seguenti elementi principali:
- falso telaio in legno di abete dello spessore minimo di 20 mm, posto in opera mediante zanche in
lamiera d'acciaio e/o zocchetti in numero e dimensioni sufficienti per dare stabilità e tenuta all'intero
serramento;
- telaio fisso in legno di abete di prima scelta dello spessore minimo di 30 mm, rivestito sulle parti in
vista da impiallacciatura in noce tanganica, completo di mostre (normali o maggiorate per locali
piastrellati) fissate con incastri e collanti od altro sistema idoneo (sono escluse le chiodature in vista);
falso telaio e telaio fisso di larghezza idonea per muri finiti fino a 15 cm;
- battente, con battute in legno duro, in pannelli di truciolare forato, classe E1 (a bassissimo contenuto
di formaldeide) dello spessore minimo di 35 mm, rivestito sulle due facce con pannelli in MDF
(mediumdensity) o con compensato di pioppo di prima scelta dello spessore di 4 mm, rifinite con
laminato plastico melaminico liscio (lucido od opaco) o bucciato dello spessore di 1.2 mm nel colore e
nell'aspetto a scelta della D.L.;
- ferramenta di portata, manovra e bloccaggio con caratteristiche e qualità idonee all'uso cui è
destinata composta da tre cerniere in acciaio bronzato del tipo incassato od a tre gambi filettati,
serratura con relative chiavi, gruppo maniglie in alluminio anodizzato del tipo antinfortunistico con
eventuale sblocco di emergenza esterno, complete di placche, di tipo e colore a scelta della D.L.;
- finitura superficiale delle parti in legno mediante applicazione di due mani successive di vernice
poliuretanica trasparente (neutra o colorata), nell'aspetto a scelta della D.L., previa opportuna
preparazione del fondo in modo da ottenere un supporto idoneo al successivo trattamento.
Nel prezzo si intende compreso e compensato l'onere per le guarnizioni di tenuta, le sigillature, l'idonea
campionatura completa di accessori che l'Appaltatore dovrà presentare prima dell'inizio dei lavori e
quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.23.3
FINESTRATURE RICAVATE NEI BATTENTI
Realizzazione di finestratura rettangolare ricavata nel batente, nelle dimensioni a scelta della D.L.,
completa di bordature perimetrali fermavetro in filetti di legno massiccio con finitura in analogia al
battente complete con vetro stratificato di sicurezza.
Nel prezzo si intende compreso e compensato l'onere per eventuali guarnizioni e sigillature, l'idonea
campionatura completa di accessori che l'Appaltatore dovrà presentare prima dell'inizio dei lavori e
quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte
OPERE EDILI - Art.23.4
PORTE SCORREVOLI A SCOMPARSA
Sono composte da un telaio metallico da murare, e dall'assieme di battente, stipite e cornici coprifilo
che vengono quotati separatamente.
Il telaio sara in lamiera zincata di contenimento del battente, per porte scorrevoli ad un'anta o a due
ante , dotato di meccanismo per lo scorrimento dell'anta, con garanzia di funzionamento di 12 anni.
Adatto per l'impiego sia in tavolati in muratura sia di cartongesso, per spessori da 9 a 14,5 cm.;
l'intonaco o cartongesso di contenimento del telaio si intendono compresi nella valutazione della
parete. Compresa la posa in opera nonché le prestazioni di assistenza muraria per movimentazioni,
pulizia ed allontanamento dei materiali di risulta.
Per le dimensioni di luce libera di passaggio riportate nei disegni di progetto.
L’anta scorrevole tamburata, avrà spessore mm 44 e finitura in laminato plastico, con stipiti e cornici
coprifilo, adatta per il completamento dei telai incassati; cerniere e serratura in acciaio ottonato,
compresa la maniglietta a scomparsa in oro lucido. Compresa la posa in opera nonché le prestazioni
di assistenza muraria per movimentazioni, pulizia ed allontanamento dei materiali di risulta.
Controtelaio prefabbricato rettilineo dello spessore grezzo esterno fino a
80 mm idoneo
all'alloggiamento di un'anta scorrevole rigida a scomparsa, costituito da doppi fianchi laterali in lamiera
zincata grecata dello spessore di 7/10 di mm completo di traversine di rinforzo orizzontali e rete
elettrosaldata con maglia di 25 x 50 mm fissata senza saldature e debordante dalla struttura,
sopraporta e traversa di sostegno del binario in lamiera zincata, sottoporta in lamiera zincata
asportabile a strappo, anche dopo la posa in opera, per correggere eventuali modifiche di
pavimentazione o errori di livellazione, binario di scorrimento estraibile con sistema di aggancio a
baionetta, guida porta posato a piano pavimento autocentrante fissato direttamente al telaio con due
viti, qualora espressamente richiesto dalla D.L. e n° 2 carrelli a quattro ruote con due cuscinetti a sfera
rivestiti di nylon elasticizzato con portata massima 80 kg.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per la posa a livello secondo le quote di
progetto, il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva 89/106/CEE
recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
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OPERE EDILI - Art.23.5
PARETI MODULARI A LIBRETTO
Ppareti mobili modulari a libretto costituite da:
- Pannellature cieche in metallo: costituite da elementi a guscio in acciaio zincato plastificato (STO)
con finitura superficiale opaca, goffrata, antigraffio, autoestinguente, risvoltati sui quattro lati con bordi
leggermente arrotondati, di spessore 6/10 di mm, predisposti di cerniere verticali.
- Isolamento acustico: assicurato da materassini in lana di roccia imbustata posti all’interno della
intercapedine esistente tra i due pannelli, spessore circa 60 mm, densità circa 50 Kg/m3. Classe di
Reazione al Fuoco : Classe 0
- binari di scorrimento in acciaio zincato fissato a quota controsoffitto con sovrastruttura di rinforzo.
Fornite in opera, compreso trasporto , imballo, posa, asporto imballaggi e rifiuti, e quanto altro
necessario a dare l'opera finita a perfetta regola d'arte.
OPERE EDILI - Art.24
OPERE DA FABBRO
I prezzi comprendono e compensano tutti gli oneri di carattere generale quali lo scarico,
l’accatastamento, la custodia, il trasporto, il sollevamento a piè d’opera dei manufatti; le lavorazioni, il
montaggio e la posa da parte del fabbro. Sono esclusi gli oneri di carattere edile connessi ai lavori
preparatori e susseguenti al montaggio dei manufatti metallici quali demolizioni, basamenti, formazione
di alloggiamenti, ancoraggi, ripristini e simili.
I prezzi dei manufatti in ferro comprendono, altresì, la verniciatura con una mano di antiruggine.
La carpenteria metallica viene valutata in base alla massa dei manufatti computando le travature e
tutte le parti accessorie.
I serramenti in ferro sono valutati in base alla massa ed i prezzi comprendono e compensano tutti gli
accessori d’uso con esclusione dei soli vetri.
Le serrande di sicurezza sono valutate in base alla superficie tenendo conto delle misure effettive degli
elementi.
Le porte basculanti sono valutate in base alla superficie, con misure riferite al filo esterno del telaio
fisso.
I serramenti in lega leggera di alluminio vengono misurati al filo esterno dei telai, salvo specifiche
superfici minime previste nei singoli articoli del Listino prezzi.
Tutti i lavori in metallo sono in generale valutati a peso e i relativi prezzi vengono applicati al peso
effettivo dei metalli stessi a lavorazione completamente ultimata e determinato prima della loro posa in
opera, con pesatura diretta fatta in contraddittorio e a spese dell'Appaltatore.
I serramenti da rimuovere in metallo, di qualunque natura e dimensione, verranno valutati in luce netta
ed il prezzo comprende e compensa lo smuramento, i tagli, la cernita dei componenti, il carico ed il
trasporto nell’ambito del cantiere dei manufatti riutilizzabili, il carico e trasporto agli impianti di
stoccaggio, di recupero o a discarica di quelli inutilizzabili.
Tutti gli altri manufatti verranno valutati in base alle loro effettive dimensioni o pesi.
In genere i materiali ferrosi da impiegarsi nei lavori devono essere esenti da scorie, soffiature,
bruciature, paglie o da qualsiasi altro difetto apparente o latente di fusione, laminazione, trafilatura,
fucinatura e simili. Essi devono essere conformi alle norme UNI per l'accettazione dei materiali ferrosi:
FERRO COMUNE: Il ferro comune deve essere di prima qualità di natura fibrosa a grana fine
omogenea, senza slegamenti, sfogliature, peli, ruggine, di vena diritta e continua, di colore bianco
azzurrognolo e dovrà resistere senza rompersi ad una trazione di 40 kg./mm² di sezione. Deve essere
malleabile tanto a freddo che a caldo, senza pagliette, sfaldature o altri difetti anche non visibili, dovrà
saldarsi bene, non fendersi o spezzarsi sotto la percossa del martello, non sfaldarsi attorcigliandolo,
non guastarsi agli orli perforandolo.
ACCIAI DA COSTRUZIONE: Sono gli acciai per cemento armato normale e precompresso, gli acciai
laminati, per getti, per strutture saldate: devono rispondere ai requisiti previsti dalla legge 5.11.1971 n.
1086 e relativo regolamento.
GHISA: La ghisa deve essere di prima qualità e di seconda fusione, dolce, tenace, leggermente
malleabile, facilmente lavorabile con la lima e con lo scalpello; di fattura grigia, finemente granosa e
perfettamente omogenea, esente da screpolature, vene, bolle, sbavature, asperità ed altri difetti capaci
di menomarne la resistenza. Deve inoltre essere perfettamente modellata. E' assolutamente escluso
l'impiego di ghise fosforose.
ACCIAIO INOSSIDABILE: Sulla superficie non devono essere visibili difetti di origine meccanica od
inclusioni, queste ultime dannose perché funzionano da innesco per la corrosione, le superfici devono
essere lisce, lucidate a specchio.
METALLI NON FERROSI
STAGNO: Lo stagno deve essere puro, malleabile, flessibile, del colore e della lucentezza dell'argento,
piegandolo, accostato all'orecchio, deve dare quel caratteristico crepitio la cui intensità deve essere in
proporzione diretta alla sua purezza
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RAME: il rame deve essere sonoro, duttile, malleabile; nella fattura deve risultare granulare, scintillante
e compatto, del colore tendente al giallo rossastro. Il rame dovrà rispondere ai seguenti requisiti:
rame crudo: in barre, lastre (puro); carico di rottura a trazione: 35/45 kg./mm² ; allungamento 2-5%;
rame semicrudo: in fili; carico di rottura a trazione: 29/34 kg./mm² ; allungamento: 1-3%;
rame ricotto: in barre, in lastre (puro); carico di rottura a trazione: 21/24 kg./mm² ; allungamento: 35%;
carico di rottura a compressione: 150 kg./mm²
PIOMBO: il piombo deve essere duttile, di colore grigio, tagliato di recente deve presentare una
superficie brillante; percuotendolo non deve dare alcun suono.
BRONZO: il bronzo deve rispondere ai seguenti requisiti:
bronzo crudo: barre, nastri, fili; lega ottenuta per fusione dei componenti Cu 94/90 e Sn 6/10;
bronzo ricotto: nastri, latte, fili: lega come sopra;
bronzo di fusione: per rubinetteria costituito da: Cu 88,12 + Sn 11,67 + Pb 0,11 + Zn 0,10;
bronzo di fusione per serramenti, maniglie ecc., costituito da: Cu 83,86 + Sn 15,32 + Pb 0,43 + Zn
0,28.
ZINCO: Lo zinco deve essere duttile, di colore bianco azzurrognolo; al fuoco, reso rosso, deve bruciare
nell'aria dando dei fiocchi leggeri di ossido di zinco.
OTTONE: L'ottone è una lega di rame e zinco delle proporzioni del 30% di zinco e 70% di rame con
tolleranze non superiori del 2%. Molto duttile, è più duro del rame; normalmente è di colore giallo,
tendente al rosso quando la percentuale dello zinco è minore del 30% e al giallo chiaro quando la
percentuale dello zinco è superiore al 30%. L'ottone dovrà corrispondere ai seguenti requisiti:
ottone di fusione composto da Cu 67 + Zn 30 + Pb 3; carico di rottura a trazione 18-30 kg./mm² ;
ottone laminato in lastre, composto da Cu 60 + Zn 40; carico di rottura a trazione 48-58 kg./mm² ;
ottone laminato in lastre, composto da Cu 70 + Zn 30; carico di rottura a trazione 42-52 kg./mm²
ALLUMINIO: Ne è prescritto l'impiego, in particolare per le coperture, col titolo del 99,5%.
OPERE EDILI - Art.24.1
CARPENTERIA METALLICA
Nell’impiego di carpenteria metallica limitata a parti di edifici per travature per solai, coperture,
ossature, rampe e ripiani scale, pensiline, balconi e simili, in opera imbullonata o saldata. Acciaio del
tipo Fe 360 sono compresi i profilati di qualsiasi tipo, sezione e dimensione, piastre, squadre, tiranti,
bulloni, fori, fissaggi; mano di antiruggine; i trasporti ed i sollevamenti; le opere di sostegno e
protezione, mentre sono esclusi oneri per demolizioni e ripristini di opere murarie.
OPERE EDILI - Art.24.2
PARAPETTI –INFERRIATE – CANCELLI
Nell’impiego di opere in ferro tra cui inferriate, cancellate fisse, cancelli in ferro, (peso medio indicativo
30 kg/m²), parapetto di scale, ballatoi, balconi, terrazze e simili (peso medio indicativo 25 kg/m²) ,
grigliati a pavimento, (peso medio indicativo 50 kg/m²) è sempre compresa una mano di antiruggine, le
assistenze per lo scarico, il deposito, il sollevamento a piè d'opera, la posa da fabbro e muraria, i
fissaggi, gli accessori d'uso.
OPERE EDILI - Art.24.3
PARAPETTI E CORRIMANI METALLICI
Parapetti e recinzioni metalliche, realizzati con profilati normalizzati laminati a caldo a sezione sia piena
che tubolare, completi di eventuali corrimano metallico, piastre di appoggio, ecc., eseguiti ed
assemblati come da disegni esecutivi e calcoli statici. Il prezzo si applica anche per la parte di struttura
metallica di parapetti e recinzioni da completare successivamente con altri materiali quali legno,
grigliati metallici prefabbricati, ecc., che saranno invece compensati separatamente. Nel prezzo si
intende compensato, e quindi non rientrante nel peso, il maggior onere per lo sfrido, la bulloneria ad
alta resistenza (dadi, bulloni, viti e tasselli ad espansione o per fissaggi chimici), le saldature (compresi
elettrodi ed energia), ed ogni altro materiale accessorio. Il peso del manufatto è da determinarsi in
base al peso teorico dei singoli elementi (profilati, barre, ecc.) costituenti il manufatto stesso, al netto
della zincatura e/o verniciatura nonché della bulloneria necessaria ai fissaggi. La direzione lavori potrà
disporre, ad insindacabile giudizio, eventuali pesature di verifica dei manufatti. Nel prezzo si intendono
inoltre compresi e compensati gli oneri per i trasporti, sollevamenti ed abbassamenti e quanto altro
necessario per dare il lavoro finito a regola d'arte.
Corrimano metallici realizzati con profilati tubolari normalizzati, completi di mensole, eventuali piastre di
appoggio, ecc., eseguiti ed assemblati come da disegni esecutivi, posti in opera mediante zanche a
murare e/o viti e tasselli ad espansione in numero e dimensioni sufficienti a garantire stabilità all'intero
manufatto. Nel prezzo si intende compensato, e quindi non rientrante nel peso, il maggior onere per lo
sfrido, la bulloneria ad alta resistenza (dadi, bulloni, viti e tasselli ad espansione o per fissaggi chimici),
le saldature (compresi elettrodi ed energia) ed ogni altro materiale accessorio. Il peso del manufatto è
da determinarsi in base al peso teorico dei singoli elementi (profilati, barre, ecc.) costituenti il
manufatto stesso, al netto della zincatura e/o verniciatura nonché della bulloneria necessaria ai
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fissaggi. La direzione lavori potrà disporre, ad insindacabile giudizio, eventuali pesature di verifica dei
manufatti.
OPERE EDILI - Art.24.4
ELEMENTI METALLICI PER PICCOLE STRUTTURE
Gli rinforzi dei tavolati in gesso non contrastati a soffitto sono realizzati con elementi metallici per
l'esecuzione di piccole strutture realizzati con profilati in acciaio Fe 44, laminati a caldo, assemblati in
opera come da disegni esecutivi e calcoli statici, in conformità alle normative vigenti od emanate prima
dell'inizio dei lavori. Sono considerati elementi metallici, oltre alle parti principali, travature e colonne,
anche tutte le parti complementari necessarie, quali piastre per appoggio o giunzione, fazzoletti,
controventi, ecc.
Nel prezzo si intende compensato, e quindi non rientrante nel peso, il maggior onere per lo sfrido, la
bulloneria ad alta resistenza (dadi e bulloni) o le saldature (compresi elettrodi ed energia), la
formazione di strutture o controventature provvisorie ed ogni altro materiale accessorio.
Nel prezzo si intendono inoltre compresi e compensati gli oneri per trasporto, sollevamento ed
abbassamento fino ad altezze di 25.00 m e quanto altro necessario per dare il lavoro finito a regola
d'arte. Zincatura di carpenteria metallica realizzata a caldo o elettrolitica; verniciatura antiruggine di
carpenteria metallica pesante o leggera
OPERE EDILI - Art.24.5
SERRAMENTI IN ALLUMINIO PER FINISTRE E PORTE
Serramenti in alluminio per finestre e portefinestre ad una o più ante, a wasistas o a bilico con o senza
parti fisse, eseguiti con profilati estrusi in lega di alluminio a giunto aperto, spessore 50 ÷ 55 mm
realizzazione con profilati speciali a taglio termico, anodizzazione e verniciatura spess. 50 micron,
completi di ferramenta adeguata di movimento e chiusura, serrature tipo Yale ove previsto, maniglie di
alluminio, guarnizioni in EPDM o neoprene e fornitura dei controtelai. Sono comprese altresì la posa in
opera del falso telaio, la sigillatura tra falso telaio e telaio con nastro autoespandente, tutte le
assistenze murarie, i piani di lavoro interni, il montaggio, i fissaggi, gli accessori d'uso.
Completo di vetrocamera antisfondamento bassoemissivo 3/1f/3/12g/3/1f/3 con trattamento
bassoemissivo e riempimento intercapedine con gas Argon (Ug=1,4 W/m²K ai sensi di EN 673)
Devono essere prodotte le documentazioni che certificano la rispondenza alle seguenti norme:
Resistenza al carico del vento UNI EN 12210 classe C2/B3
Tenuta all'acqua EN 12208 Classe E900
Permeabilità all'aria UNI EN 12207 classe 4
Forze di azionamento EN13115 Classe 1
Sollecitazione meccanica EN13115 Classe 3
Durabilità meccanica EN 12400 Classe 2
Dovranno inoltre essere certificati l' isolamento termico da 2,2 W/m²K ed il potere fonoisolante pari a
25 dB (ISO 717).
Misurazione riferita all'imbotte esterno, o in mancanza al perimetro esterno visibile del serramento, è
compresa nel prezzo la fornitura dei profili di allargamento della dimensione necessaria ad assorbire lo
spessore dell'isolamento a cappotto come ai disegni di progetto.
OPERE EDILI - Art.24.6
PAVIMENTI E MANUFATTI VARI IN GRIGLIATO ZINCATO
Fornitura e posa in opera di grigliato per la realizzazione di pavimenti, gradini, bocche di lupo, caditoie
e manufatti vari, eseguito con semilavorato in acciaio zincato assemblato ad idonea struttura metallica
valutata a parte, come da disegni esecutivi e calcoli statici,in conformità alle normative vigenti od
emanate prima dell'inizio dei lavori.
Il semilavorato sarà costituito da pannelli ribordati in acciaio zincato ad orditura elettrosaldata composti
da longherine portanti piatte e distanziali tondi od a quadro ritorto con maglia e sezione idonee.
Nel caso di bocche di lupo, caditoie o simili, allo stesso prezzo sarà valutato l'eventuale telaio di
contenimento eseguito in profili di acciaio zincato completo di zanche a murare in numero e dimensioni
sufficienti a dare stabilità all'intero manufatto.
OPERE EDILI - Art.24.7
RECINZIONI IN RETE
Recinzione in rete metallica con finitura superficiale in resina termoplastica composta dai seguenti
elementi principali:
- piantane di sostegno in acciaio poste ad interasse di 1.50÷2.00 m, sezione a T, complete di zanche a
murare, saette di rinforzo, ecc., il tutto nelle dimensioni sufficienti a garantire stabilità all'intero
manufatto;
- rete metallica a maglia quadrata 45x45 mm, posta in opera mediante filo di tensione, tendifilo e filo di
legatura;
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- finitura superficiale delle piantane e della rete, mediante zincatura a caldo e, se richiesto, rivestimento
in resina termoplastica a base di pvc realizzato ad immersione previa preparazione del fondo mediante
sgrassatura e sabbiatura in modo da ottenere un supporto idoneo al successivo trattamento.
OPERE EDILI - Art.24.7
EVACUATORE DI FUMO
Evacuatori di fumo con sistema di apertura automatico costituiti da:
- telaio di base è realizzato in acciaio zincato pressopiegato dello spessore di 15/10mm di altezza
idonea ad assorbire lo spessore dell'isolamento termico e del pacchetto di copertura a tetto verde.
- doppio telaio in alluminio naturale della sezione di 45x30x2mm, per quello fisso, e 45x58x2mm, per
quello apribile, uniti tra loro per mezzo di cerniere in alluminio provviste di perni in acciaio inox.
- sistema di apertura per mezzo di un cilindro pneumatico azionato da un circuito di sicurezza e frenato
da una molla a gas in apertura. Il meccanismo è attivato da un’ampolla termosensibile ad una
temperatura di 68°/93°C, che fa innescare il meccan ismo di perforazione della bomboletta di CO2,
aprendo l’Efc di circa 165°.
- copertura costituita da una cupola termoformata, parete doppia, forma a Vela, in polimetacrilato
originale di sintesi, fissata alla base d’appoggio con staffe, realizzate in lega di alluminio anodizzato
argento, studiate per un’installazione veloce, “a scatto”, senza utilizzo
di viti.
PRESTAZIONE E CLASSIFICAZIONE Affidabilità RE50 - Apertura sotto carico SL1000 - Bassa
temperatura ambiente (T00) - Carico vento
WL 1500 - Resistenza al calore B300.
OPERE EDILI - Art.25
OPERE DA VETRAIO
Le lastre di vetro e di cristallo devono essere di spessore uniforme, di prima qualità, perfettamente
incolori e quindi totalmente trasparenti, oppure colorate secondo la richiesta, prive di scorie, bolle,
soffiature, nodi o ondulazioni, opacità lattiginose, macchie e di qualsiasi altro difetto.
I criteri di scelta dei vetri da usare, sia in applicazioni esterne sia interne, vengono indicati dalla norma
UNI 7697,ai fini di assicurare la rispondenza tra le prestazioni dei vetri utilizzati ed i requisiti necessari
per poter garantire la sicurezza dell’utenza.
Nei paragrafi da 1C.23.050 ad 1C.23.450 sono elencate le voci relative alla fornitura in opera di vari tipi
di materiali vetrari.
Per tutte le voci si intende compresa la fornitura dei materiali già tagliati in misura, la posa in opera a
regola d'arte su qualsiasi tipo di serramento o telaio, con qualsivoglia tipo di fissaggio, con fornitura e
posa delle opportune guarnizioni, e/o sigillature con idonei mastici; la consegna in cantiere, tutte le
assistenze murarie, i piani di lavoro interni, la pulizia finale sia dell'elemento posato sia della zona di
lavoro, e l'allontanamento alla discarica dei residui. La contabilizzazione è riferita alle reali dimensioni
delle lastre messe in opera, tenendo conto del minimo rettangolo circoscritto nel caso di forme
irregolari, e di una superficie minima di contabilizzazione pari a 0,20 m², che compensa qualsiasi onere
riferito alla ridotta dimensione della lastra. Sono esclusi i ponteggi esterni quando necessari. Nel
paragrafo 1C.23.500 sono elencate le sole pose in opera, che possono essere utilizzate quando si
impiegano materiali non previsti nel Listino.
OPERE EDILI - Art.25.1
VETRATE ISOLANTI
Tutti gli infissi esterni saranno dotati di vetrata isolante ad alte prestazioni termiche, costituite da
vetrocamera antisfondamento 3/1f/3/12g/3/1f/3 con trattamento bassoemissivo e riempimento
intercapedine con gas Argon (Ug=1,4 W/m²K ai sensi di EN 673)
In opera in conformità alle normative in vigore ed alle prescrizione generali di montaggio; sigillatura in
silicone.
OPERE EDILI - Art.25.2
CRISTALLI DI SICUREZZA STRATIFICATI
Ove previsto sono forniti cristalli stratificato spessore 6/7 mm. secondo UNI EN ISO 12543 parti 1-6.
La posa dovrà essere eseguita nel rispetto della norma UNI 6534, mediante l'uso di tasselli di
spessoramento di adeguata durezza, di lunghezza idonea a sopportare il peso della lastra e comunque
non inferiore a 10 cm.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per le eventuali sigillature in mancanza di
guarnizioni, il taglio, lo sfrido, la formazione ed il disfacimento dei ponteggi e quanto altro necessario
per dare il lavoro finito a regola d'arte.
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OPERE EDILI - Art.26
OPERE DA VERNICIATORE - TAPPEZZIERE
I prezzi delle preparazioni e delle pitturazioni comprendono e compensano la fornitura dei materiale di
consumo, i prodotti vernicianti, la mano d’opera ed i piani di lavoro per l’esecuzione dei lavori fino a
4,00 m dal pavimento. Oltre tale altezza verrà compensato a parte il nolo di trabattelli o di ponteggi
sempre che gli stessi vengano forniti e montati.
PITTURAZIONI MURALI
1 – PITTURAZIONI PER INTERNI
Le preparazioni, le pitturazioni, i rivestimenti plastici per interni saranno misurate in base ai seguenti
criteri:
su tavolati in foglio o ad una testa si computeranno le superfici effettive con deduzione di tutti i vuoti e
le parti non tinteggiate;
su muri d’ambito di spessore maggiore di una testa le superfici saranno calcolate a vuoto per pieno
senza detrazione dei singoli vuoti con superfici fino a 4,00 m² a compenso delle superfici degli squarci;
su muri interni di spessore maggiore di una testa trattati su entrambe le parti, non si opererà la
detrazione per i singoli vuoti fino a 4,00 m² soltanto dalla parte in cui il vuoto presenta la superficie
maggiore, compensandosi, in tal modo, le superfici degli squarci;
su soffitti a volta, la superficie misurata in pianta verrà maggiorata del coefficiente 1,50;
su sottorampe, sottoripiani, pareti di scale e ascensori, la superficie calcolata con criteri geometrici
verrà maggiorata del coefficiente 1,25
2 – PITTURAZIONI PER ESTERNI
Le preparazioni, comprese le sabbiature, le pitturazioni con qualsiasi prodotto verniciante per esterni,
saranno misurate per le superfici effettive senza detrazione dei singoli vuoti aventi superficie inferiore a
4,00 m² compensandosi, in tal modo, le superfici degli squarci. I singoli vuoti con superficie maggiore
di 4,00 m² verranno detratti e si computeranno le superfici relative agli squarci.
VERNICIATURA OPERE IN LEGNO
Le preparazioni e le verniciature con qualsiasi prodotto verniciante su manufatti in legno si
misureranno in base ai seguenti criteri:
per le porte, i portoni e, in genere, tutte le superfici piene, verniciate sulle due parti, la valutazione verrà
effettuata computando due volte la superficie apparente in proiezione verticale e comprendente le
mostre, i coprifili. I sopraluce di porte piene saranno valutate maggiorando la superficie di proiezione
per il coefficiente 2,50; qualora la verniciatura fosse eseguita su una sola parte, la valutazione verrà
effettuata computando la metà della superficie apparente.
Per le porte a vetri, le impennate e le porte finestre, verniciate su entrambe le facce, la superficie
apparente in proiezione verticale sarà maggiorata con un coefficiente pari a 2,50.
Per le finestre verniciate su entrambe le facce, la superficie apparente sarà maggiorata del coefficiente
2,50.
Per le persiane, le tapparelle verniciate su entrambe le facce, la superficie di massima proiezione sarà
maggiorata del coefficiente 3.
Per gli stipiti, controstipiti, cielini, scossini e simili, la superficie sarà maggiorata del coefficiente 1,50.
VERNICIATURA OPERE IN METALLO
Le preparazioni e le verniciature con qualsiasi prodotto verniciante su manufatti in metallo si
misureranno in base ai seguenti criteri:
•
Per le porte tamburate, trattate su entrambe le facce, la superficie di massima proiezione verrà
computata due volte.
•
Per le porte vetrate, le impennate, le finestre, i sopraluce, trattate su entrambe le facce, la
superficie apparente verrà maggiorata del coefficiente 2,50.
•
Per i cancelli, i parapetti, le inferriate, la superficie di massima proiezione verrà maggiorata dei
seguenti coefficienti:
•
per i tipi semplici con sviluppo dell’area laterale dei ferri inferiore o pari al 25% della superficie di
proiezione, si applicherà il coefficiente 1,50.
•
Per i tipi complessi con sviluppo dell’area laterale dei ferri compresa tra il 26% ed il 50% della
superficie di proiezione si applicherà il coefficiente 2,50.
•
Per i tipi ornati con sviluppo dell’area laterale dei ferri superiore al 50% della superficie di
proiezione si applicherà il coefficiente 3.
•
Per i manufatti di tipo semplice costituiti da tubi, ferri piatti, angolari (archetti, corrimani, transenne
e simili) la valutazione sarà effettuata in base allo sviluppo lineare.
•
Per le reti metalliche la superficie della massima proiezione è aumentata del coefficiente 3.
•
Per le saracinesche di lamiera ondulata o stampata l’area della massima proiezione è aumentata
del coefficiente 3.
•
Per le saracinesche a maglia, i cancelletti riducibili, l’area della massima proiezione è aumentata
del coefficiente 4.
•
Per i lucernari e velari, l’area della massima proiezione sarà maggiorata del coefficiente 2.
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•
•
•
•
Per i grigliati in genere l’area della massima proiezione è aumentata del coefficiente 3.
Per le lamiere striate la superficie effettivamente verniciata sarà aumentata del coefficiente 1,50
Per le lamiere ondulate e grecate la superficie di proiezione verrà maggiorata del coefficiente 1,25
Per i radiatori ed elementi radianti, la superficie di ciascun elemento sarà maggiorata del
coefficiente 3.
•
Per le carpenterie in ferro si assumerà lo sviluppo effettivo senza deduzione delle parti
combacianti.
L'esecuzione delle opere - ove non diversamente specificato - è prevista su superfici nuove, o
completamente ripristinate, quindi in perfette condizioni e tali da poter ricevere i normali cicli di finitura
senza la necessità di particolari trattamenti di preparazione della superficie.
Le valutazioni sono valide per qualsiasi colore, e per l'applicazione sullo stesso elemento di una o più
tinte; nel caso di utilizzo di più tinte diverse sulla stessa superficie, viene riconosciuta la profilatura o
filettatura.
Le rese indicate sono quelle dichiarate dai produttori, riferite a supporti con medie caratteristiche di
assorbenza, e relative al numero di mani necessarie per dare - in condizioni normali - il lavoro finito a
regola d'arte; non possono quindi che essere indicative, e non sono in alcun modo rapportabili alla
valutazione dei prezzi.
Le precisazioni inserite nelle singole voci, se difformi, sono prevalenti rispetto alle norme generali. Nel
caso di applicazione di più mani, ogni mano dovrà essere di colore diverso dalle altre, in modo di poter
facilmente verificare la stesura di tutte le mani, anche a posteriori; ovviamente la mano finale visibile
dovrà essere corrispondente alla tinta prescritta.
Nella parte finale sono descritti e valutati, a titolo esemplificativo, alcuni cicli completi di trattamento.
In tutti i prezzi sotto riportati sono comprese tutte le attività e le assistenze murarie necessarie per dare
le opere finite in ogni loro parte. A titolo esemplificativo e non esaustivo, sono compresi - oltre alla
fornitura di tutti i materiali e le attrezzature necessarie - i piani di lavoro interni ed esterni fino a 4 m, la
movimentazione di tutti i materiali ed attrezzature, le opere di protezione, l'isolamento dei ponteggi
delle facciate, la pulizia e l'allontanamento dei materiali di risulta. Esclusi solo i ponteggi esterni quando
necessari, se non esistenti.
OPERE EDILI - Art.26.1
IDROPITTURA MURALE TRASPIRANTE
Tinteggiatura di pareti e soffitti interni, in ambienti sgomberati di ogni forma di arredo, mediante
applicazione con rullo e pennello od a spruzzo di due mani, opportunamente diluite, di pittura a base di
polimeri acrilici e pigmenti coloranti in dispersione acquosa nei colori pastello chiari e nell'aspetto a
scelta della D.L..
Nel prezzo si intendono compresi e compensati esclusivamente gli oneri per la protezione dei
pavimenti con teli in nylon, il mascheramento con nastro adesivo in carta di battiscopa in genere, la
raccolta differenziata del materiale di risulta, il carico, lo scarico, ed il conferimento con trasporto a
qualsiasi distanza stradale del materiale, l'indennità dovuta per lo smaltimento (codici CER 15.01.01,
15.01.02, 15.01.06), il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva
89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito
secondo le migliori tecniche correnti.
OPERE EDILI - Art.26.2
IDROPITTURA MURALE LAVABILE
Le pareti interne ed i soffitti, esclusi quelli al di sopra dei controsoffitti, saranno tinteggiati mediante
applicazione con rullo e pennello od a spruzzo di due mani, opportunamente diluite, di pittura lavabile a
base di polimeri acrilici e pigmenti coloranti in dispersione acquosa nei colori pastello chiari e
nell'aspetto a scelta della D.L.. La tinteggiatura dovrà garantire una resistenza al lavaggio compresa
tra 1'000 e 3'000 cicli come previsto dalla norma UNI 10560.
Nel prezzo si intendono compresi e compensati esclusivamente gli oneri per la protezione dei
pavimenti con teli in nylon, il mascheramento con nastro adesivo in carta di battiscopa in genere, la
raccolta differenziata del materiale di risulta, il carico, lo scarico, ed il conferimento con trasporto a
qualsiasi distanza stradale del materiale, l'indennità dovuta per lo smaltimento (codici CER 15.01.01,
15.01.02, 15.01.06), il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione prevista dalla Direttiva
89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per dare il lavoro finito
secondo le migliori tecniche correnti.
OPERE EDILI - Art.26.3
SMALTO IDROSOLUBILE PER METALLI FERROSI
Parapetti e corrimani scale non esposti agli agenti atmosferici saranno verniciati mediante applicazione
con rullino e pennello od a spruzzo di due mani, opportunamente diluite, di smalto a base di polimeri
acrilici e pigmenti coloranti stabili alla luce in dispersione acquosa con finitura superficiale sia lucida
che satinata nei colori pastello chiari e nell'aspetto a scelta della D.L..
78
Nel prezzo si intendono compresi e compensati gli oneri per l'eventuale carteggiatura intermedia, la
protezione dei pavimenti con teli in nylon, gli eventuali mascheramenti necessari con nastro adesivo in
carta, la raccolta differenziata del materiale di risulta, il carico, lo scarico, ed il conferimento con
trasporto a qualsiasi distanza stradale del materiale, l'indennità dovuta per lo smaltimento (codici CER
15.01.01, 15.01.02, 15.01.04, 15.01.06), il rispetto della marcatura CE per i prodotti da costruzione
prevista dalla Direttiva 89/106/CEE recepita dal DPR 21.04.93, n. 246 e quanto altro necessario per
dare il lavoro finito secondo le migliori tecniche correnti.
OPERE EDILI - Art.27
INFISSI IN PVC
I profili vanno realizzati in PVC rigido modificato in conformità con EN ISO 1163 parte 1 e parte 2,
altamente resistente agli urti, materiale da stampaggio conforme ad ISO 1163 PVC-U-D-(G)-E-076-3523. I profili estrusi da materiale fresco devono essere stabilizzati senza l’uso di cadmio e piombo ed
essere accompagnati dal marchio di qualità comprovato mediante un certificato di prova rilasciato da
un ente certificatore autorizzato dallo Stato.
Il profilo del telaio deve presentare una profondità di almeno 68 mm. Il profilo sarà realizzato come
profilo a cinque camere. I profili sono composti da due precamere esterne, una camera principale
come sede dei profili di rinforzo e due camere interne. La camera verso l’interno deve sostenersi
contro la parete interna del profilo mediante un apposito elemento trasversale. La battuta esterna del
telaio deve essere smussata ed in armonia con il battente sotto il profilo estetico. L’incavo esterno
deve essere realizzato inclinato per favorire il deflusso dell’acqua.
Il profilo del battente deve presentare una profondità di almeno 80 mm Il profilo deve essere realizzato
come profilo a cinque camere. Il profilo è composto da tre precamere esterne, una camera principale
destinata ad alloggiare il profilo di rinforzo e una precamera interna. La battuta del battente va
realizzata in modo da consentire il fissaggio della ferramenta mediante due astine in PVC. La battuta
fissa per il vetro deve trovarsi sul lato esposto agli agenti atmosferici. La scanalatura per i listelli
fermavetro deve essere realizzata sul lato verso l’interno del locale. I listelli fermavetro andranno
collegati al profilo del battente in modo continuo e ad accoppiamento di forza. La scanalatura del vetro
sarà realizzata inclinata.
I profili del telaio, profili del battente e fermavetro vanno progettati in modo tale che gli elementi della
vetratura nel telaio e nel battente presentino lo stesso spessore e possano essere applicati al telaio e
al battente con gli stessi profili per fermavetro e guarnizioni. I profili devono essere realizzati in modo
da consentire spessori della vetratura fino a 36 mm. Tutti i bordi visibili dei profili del telaio, del
battente, del montante, del nodo centrale e del fermavetro saranno arrotondati con raggio di 5 mm.
I collegamenti al telaio saranno realizzati con elementi riscaldanti mediante saldatura di testa senza
speciali additivi. Il giunto non deve presentare fessurazioni o inclusioni di corpi estranei. Anche i profili
del piantone vanno collegati al telaio della finestra mediante saldatura. I cordoni di saldatura vengono
asportati per unghiatura. Vanno evitati i procedimenti che comportano un irruvidimento dello strato
protettivo superficiale. E’ consentito lucidare e levigare solamente le realizzazioni speciali (ad es. ad
arco).
I profili di allargamento vanno progettati come profili a tre camere. Per ragioni termiche, la camera
centrale va schiumata (ad eccezione delle strutture ad arco).
Se non sono previsti falsi telai, i profili inferiori dei telai devono essere realizzati con un profilo
aggiuntivo come collegamento non complanare per i davanzali interno ed esterno.
Nel caso di elementi accoppiati, tra di essi andrà posizionato un profilo di accoppiamento.
E’ consentito il solo utilizzo di profili colorati bianchi in modo omogeneo.
Misurazione foro muro (luce architettonica): misura minima: 1,00 m².
OPERE EDILI - Art.27.1
FINESTRE/PORTEFINESTRE IN PVC RIGIDO/BIANCO
GUARNIZIONI
Nella zona dell’incavo vanno predisposte tre guarnizioni. Una guarnizione di battuta all’esterno, una
guarnizione centrale nel battente – contro una battuta fissa – e una guarnizione di battuta all’interno. Le
guarnizioni di battuta del telaio e del battente e quella centrale vanno posizionate perimetralmente,
fissate in alto al centro ed assicurate contro il ritiro.
La guarnizione esterna della vetratura deve essere posizionata perimetralmente e fissata in alto al
centro. La guarnizione della vetratura esterna e quella interna devono poter essere sostituite ed
assicurate contro il ritiro.
PROFILI DI RINFORZO
I profili del telaio vanno rinforzati con profili in acciaio a partire da una larghezza di 1000 mm e da
un’altezza di 1000 mm. I battenti saranno rinforzati in verticale a partire da un’altezza di 1322 mm e in
orizzontale a partire da una larghezza del battente di 922 mm. Il momento d’inerzia del rinforzo del
battente deve essere pari ad almeno 3,8 cm4 sull’asse delle y.
I profili in alluminio vengono zincati per essere protetti dalla corrosione e sono fissati con viti.
79
FERRAMENTA
La ferramenta per apertura ad anta-ribalta e ad anta deve essere dotata di cavallotto e forbice
regolabili.
La regolazione della pressione contro il battente avviene mediante nottolini di chiusura.
A partire da una larghezza e/o altezza del battente di 941 mm andrà previsto un punto di chiusura in
orizzontale ovvero in verticale.
Nel caso delle finestre a due battenti senza piantone, il battente secondario verrà chiuso mediante
fermo a scatto o apposito meccanismo.
Nel caso di comandi vasistas a vista, per sicurezza andrà installata una cerniera di sicurezza per
apertura a ribalta a scomparsa.
Bisogna montare una seconda cerniera a partire da larghezze del battente di 1024 mm. A partire da
un’altezza del battente di 1024 mm vanno montate chiusure verticali.
Nel caso dei battenti a ribalta, a partire da una larghezza del battente di 941 mm si monteranno tre
cerniere e a partire da una larghezza del battente di 1841 mm quattro cerniere.
VETRATURA
La vetratura deve essere realizzata con elementi il cui produttore sia in possesso di certificazione di
qualità. La canalina viene realizzata in alluminio o acciaio nobile. Le canaline vanno realizzate
perimetralmente (angoli curvati) e congiunte con un elemento di collegamento lineare. Sono ammesse
canaline tagliate solo in realizzazioni speciali (ad es. rotonde e trapezoidali).
I pannelli devono essere realizzati isolati termicamente.
Le superfici dei pannelli sono realizzate come quelle dei profili del telaio.
L’incavo del vetro verrà aerato mediante fori praticati sfalsati. Il diametro dei fori deve essere di almeno
6 mm.
Come cunei di spessoramento si utilizzano elementi in plastica realizzati in modo da restare in
posizione anche durante l’utilizzo e il trasporto, anche in caso di capovolgimento.
PARAMETRI FISICI
L’isolamento termico Il valore Uw richiesto va comprovato mediante un certificato di prova rilasciato
da un ente certificatore autorizzato dallo Stato. Il certificato di prova deve riferirsi all’intera finestra. Ciò
significa che non sono ammessi certificati di prova relativi a singoli elementi (telaio della finestra e/o
vetro isolante).
Isolamento acustico. I valori di isolamento acustico richiesti vanno comprovati mediante un certificato
di prova rilasciato da un ente certificatore autorizzato dallo Stato. La verifica dell’isolamento acustico
deve avvenire conformemente alla norma EN 20140-3 e la sua valutazione secondo EN ISO 717-1. Il
certificato di prova deve riferirsi all’intera finestra. Non sono ammessi certificati di prova relativi ai soli
elementi di vetro.
- permeabilità all'aria: UNI EN 12207, classe A4 nelle finestre ad un battente, A3 a due battenti;
- tenuta all'acqua: UNI EN 12208, classe 9;
- resistenza al carico del vento: UNI EN 12210, classe C3/B4 (C2/B3 per portefinestre).
La classe di appartenenza va comprovata mediante un certificato di prova rilasciato da un ente
certificatore autorizzato dallo Stato. La verifica della permeabilità all’aria avviene ai sensi di EN 1026 e
la sua classificazione deve essere conforme ad EN 12207. La verifica della tenuta alla pioggia battente
avviene ai sensi di EN 1027 e la sua classificazione deve essere conforme ad EN 12208.
Resistenza alla trazione e allungamento a rottura:
40 N/mm²
Modulo di elasticità:
almeno 2200 N/mm²
Resilienza doppia V
almeno 40 kJ/m²
Fattore di saldatura
almeno 0,9
MONTAGGIO
All’installazione delle finestre si applicano le relative direttive per le finestre in PVC. L’isolazione tra
finestra e opera muraria deve essere conforme ai requisiti fisico-costruttivi in materia di isolamento
termico ed acustico, di protezione dall’umidità e di movimento dei giunti.
Vanno rispettate le distanze di fissaggio conformemente alle indicazioni del produttore. Qualora si
utilizzino ai fini del montaggio viti o tasselli, andrà scelto un sistema in cui gli elementi di fissaggio non
siano visibili sul profilo del telaio (sistemazione nella camera e copertura del foro).
ULTERIORI ONERI
L'impresa dovrà presentare i disegni di officina di un elemento, con sezione orizzontale e verticale per
preventiva approvazione.
Il controllo della produzione deve avvenire conformemente al sistema di gestione della qualità EN ISO
9000 e segg.
Compresa fornitura e posa in opera falsi telai completi di profilo in alluminio per montaggio su pareti
isolate a cappotto, trasposto , tiro al piano, assistenza opere murarie, e quanto altro necessario per
dare l'opera finita a regola d'arte.
Infisso contabilizzato foro muro finito, senza tener conto dei controtelai maggiorati.
80
CAPITOLO II
SPECIFICHE TECNICHE IMPIANTI MECCANICI
IMPIANTI MECCANICI - Art.1
PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
IMPIANTI MECCANICI - Art.1.1
RIFERIMENTI DI LEGGE E NORMATIVI
Gli impianti devono rispondere alle disposizioni in materia contenute nella legge 13.7.66 n° 615 e
relativo regolamento di esecuzione, nella circolare del Ministero dell'Interno 29.7.71 n° 73, nel D.M.
1.12.75, nella legge 9/01/1991 n° 10 e D.L.19/08/20 05 n° 192 nonché in tutte le disposizioni di legge,
decreti e circolari ministeriali, decreti Regionali, Regolamenti Comunali, e Regolamenti d’Igiene in
vigore al momento dell'appalto, che regolano la specifica materia. La loro progettazione ed esecuzione
deve rispettare la regola d'arte, nei modi stabiliti oltre le norme del Comitato Termotecnico Italiano in
vigore al momento dell'esecuzione del Lavoro, alle Normative UNI vigenti.
In particolare:
•
Legge n.1083/71: sicurezza impianti a gas
•
Decreto Ministero Industria 26/11/98: Norme UNI-CIG per impianti A GAS
•
UNI 7129 - Impianti a gas per uso domestico alimentati da rete di distribuzione (Progettazione,
installazione e manutenzione)
•
UNI 8364 - Impianti di riscaldamento: Controllo e Manutenzione
•
UNI 10845 - Sistemi per l'evacuazione dei prodotti della combustione asserviti ad apparecchi
alimentati a gas (Criteri di verifica, risanamento, ristrutturazione ed intubamento)
•
Legge 818/84: norme di prevenzione incendi;
•
LEGGE 46/90: sicurezza degli impianti;
•
D.P.R. 447/91: regolamento di attuazione;
•
UNI 10339: impianti di climatizzazione;
•
UNI 10779: protezione attiva contro gli incendi;
•
UNI 5104 Impianti di condizionamento dell'aria - norme per l'ordinazione, l'offerta e il collaudo.
•
UNI 8065 Trattamento dell'acqua negli impianti termici ad uso civile.
•
UNI 8211 Impianti di riscaldamento ad energia solare - Terminologia, funzioni, requisiti, e
parametri per l'integrazione negli edifici.
•
UNI 8364 Impianti di riscaldamento controllo e manutenzione.
•
UNI 9317 Impianti di riscaldamento - Conduzione e controllo
•
UNI 9615 Calcolo delle dimensioni interne dei camini - Definizioni, procedimento di calcolo,
fondamentali.
•
UNI 9711 impianti termici utilizzanti energia solare . dati per l'offerta, l'ordinazione e collaudo.
•
UNI 9731 Camini - Classificazione in base alla resistenza termica di - misure e prove.
•
UNI 10381 Impianti aeraulici. Condotte. Classificazione, progettazione, dimensionamento e posa
in opera.
•
UNI 10412 Impianti di riscaldamento ad acqua calda. Prescrizioni per la sicurezza
•
UNI EN 832:2001 - Prestazione termica degli edifici - Calcolo del fabbisogno di energia per il
riscaldamento - Edifici residenziali.
•
UNI EN ISO 13788:2003 - Prestazione igrotermica dei componenti e degli elementi per edilizia Temperatura superficiale interna per evitare l'umidità superficiale critica e condensazione
interstiziale - Metodo di calcolo.
•
UNI EN ISO 10077-1:2002 - Prestazione termica di finestre, porte e chiusure - Calcolo della
trasmittanza termica - Metodo semplificato.
•
UNI EN ISO 14683:2001 - Ponti termici in edilizia - Coefficiente di trasmissione termica lineica Metodi semplificati e valori di riferimento.
•
UNI EN ISO 13370:2001 - Prestazione termica degli edifici - Trasferimento di calore attraverso il
terreno - Metodi di calcolo.
•
D.P.R. 547/55: norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro;
•
Legge 81/08;
•
Leggi, decreti e regolamenti governativi prefettizi, comunali e di ogni autorità riconosciuta, nonché
delle disposizioni che, indirettamente o direttamente, avessero attinenza con l'appalto in oggetto,
in vigore all'atto dell'appalto.
81
IMPIANTI MECCANICI - Art.1.2
DEFINIZIONI RELATIVE AGLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E DI CONDIZIONAMENTO DI ARIA
Nei riguardi degli impianti di riscaldamento e di condizionamento d'aria, valgono le seguenti definizioni:
• Diretto e quello che si ottiene mediante l'adozione di corpi scaldanti compresi i pannelli radianti
posti negli ambienti da riscaldare o condizionare.
• Indiretto e quello in cui i corpi scaldanti o raffreddanti sono collocati fuori degli ambienti
rispettivamente da riscaldare e da condizionare, trattando l'aria prima di immetterla negli ambienti
medesimi.
• Ventilazione naturale, o ricambio naturale di aria, e il rinnovo di aria che si produce negli ambienti
per effetto della differenza di temperatura interna ed esterna, o per la azione del vento.
• Ventilazione artificiale, o ricambio artificiale di aria,e la circolazione di aria che si produce negli
ambienti a mezzo di canne, di aperture convenientemente ubicate, comunicanti con l'esterno, atte
ad ottenere i ricambi di aria senza o con l'ausilio di ventilatori. In quest'ultimo caso ha luogo la
ventilazione meccanica.
• Ricambi di aria - Come unita del ricambio di aria s'intende il volume del locale riscaldato,
condizionato o ventilato.
• Condizionamento dell'aria trattamento volto a conseguire la qualità dell’aria e le caratteristiche
termoigrometriche richieste (caldo e freddo).
• impianto aeraulico, insieme di apparecchiature,(frigorifere/termiche) con dispositivi per ottimizzare
la qualità dell’aria in condizioni prefissate, canalizzazioni per la distribuzione dell’aria trattata.
•
•
•
•
•
•
•
•
IMPIANTI MECCANICI - Art.1.3
PRESCRIZIONI DI PARAMETRI GENERALI PER GLI IMPIANTI DI RISCALDAMENTO E
CONDIZIONAMENTO INVERNALE
Temperatura esterna - La temperatura esterna convenzionale da tenere a base del calcolo
dell'impianto e di - 5°C.
Temperatura dei locali - l'impianto deve essere capace di assicurare nei locali riscaldati le
temperature fissate dalle normative vigenti e regolamentazioni in materia.
Ricambi d'aria - Per il riscaldamento diretto con ventilazione naturale ci si deve attenere alle
normative che indicano il calcolo del fabbisogno termico 1/2 ricambio/ora. per il riscaldamento
diretto con ventilazione artificiale. Per il riscaldamento indiretto con ventilazione meccanica, e
condizionamento invernale ci si dovrà attenere ai valori previsti dalla normativa vigente.
Condizione igrometrica – La condizione igrometrica ottimale da considerare negli ambienti, trattati
con ventilazione meccanica o condizionamento, l’umidità relativa dovrà essere del 50% più o meno
5% considerando l’aria esterna con un gradiente di umidità pari all’ 80%,/ 85% massima.
IMPIANTI MECCANICI - Art.1.4
PRESCRIZIONE DI PARAMETRI GENERALI PER GLI IMPIANTI DI CONDIZIONAMENTO D'ARIA ESTIVO
Temperatura esterna e l'umidità relativa da tenere quale base del calcolo sono rispettivamente di
+32°C e 80%.
La temperatura dell'aria nei locali da condizionare deve essere di 7°C. inferiore alla temperatura
esterna fissata come sopra in caso di temperature inferiori a 7°C si dovrà prevedere appositi locali
per permettere il passaggio graduale a dette temperature.
Stato igrometrico - L'umidità relativa dell'aria nei locali da condizionare e indicata nella misura del
50% e dovrà essere mantenuta costante anche al variare della temperatura interna dei locali con
una tolleranza del 5% in più o in meno.
Ricambi di aria - Ai fini della determinazione della potenzialità dell'impianto si prescrivono i valori
dettati dalle normative vigenti e regolamenti in materia (regolamenti d’igiene).
IMPIANTI MECCANICI - Art.2
QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
Tutti i materiali dell'impianto devono essere della migliore qualità, ben lavorati e corrispondere
perfettamente al servizio a cui sono destinati, secondo quanto indicato nella L. 5 marzo 1990, n. 46.
Qualora la Direzione dei lavori rifiuti dei materiali, ancorché messi in opera, perché essa, a suo
motivato giudizio, li ritiene di qualità, lavorazione e funzionamento non adatti alla perfetta riuscita
dell'impianto e quindi non accettabili, l'Impresa, a sua cura e spese, deve sostituirli con altre che
soddisfino alle condizioni prescritte.
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.1
TUBAZIONI IN MULTISTRATO
Tubazioni MULTISTRATO con PE-X/AL/PE-X costruiti in base alle indicazioni riportate nella norma
UNI 10954-1 e conformi al DMS 174 del 06/04/2004 per la realizzazione della rete idrosanitaria e di
impianti di riscaldamento a pavimento.
82
Raccorderia: in ghisa malleabile o in materiale plastico idoneo.
Le guarnizioni saranno in gomma adatte per uso alimentare.
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.2
TUBAZIONI IN ACCIAIO PER GAS
Le tubazioni da impiegarsi per la realizzazione dei collettori del gas saranno in acciaio in acciaio nero
senza saldatura UNI 6363.84
Le curve in acciaio nero da saldare di testa UNI 7929.79
I raccordi e derivazioni in acciaio nero da saldare di testa ISO 3419
Le flange in acciaio a collarino da saldare UNI 2281.67, risalto UNI 2229.67 per tutti i diametri, flange
cieche UNI 6093.67
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.3
TUBAZIONI IN PEAD PER METANO
Tubazioni in pead per metano PE 80 UNI/ISO 4437 tipo 316 S 8 - SDR 17,6 MOP 3 (massima
pressione operativa in bar).
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.4
VALVOLAME E ACCESSORI
Per circuiti acqua ad uso sanitario
Valvole a sfera:
− corpo in ottone stampato e nichelato;
− sfera in ottone cromato;
− guarnizioni delle sedi e guarnizioni di tenuta dello stelo in PTFE;
− leva di duralluminio plastificato od in acciaio zincato rivestito di nylon;
− pressione di esercizio: 1600 kPa;
− temperatura di esercizio: 100°C;
− giunzioni filettate, per DN ≤ 40;
− giunzioni flangiate, per DN > 40.
Saracinesche di intercettazione, rubinetti di arresto a stelo inclinato, valvole di taratura:
− corpo e coperchio in bronzo di fusione;
− otturatore in bronzo per le saracinesche a piattello con guarnizione per le valvole a stelo inclinato;
− pressione ammissibile: 1600 kPa;
− temperatura di esercizio: 100°C;
− giunzioni filettate, per DN ≤ 40;
− giunzioni flangiate, per DN > 40.
Raccoglitore di impurità:
Tipo ad “Y” con attacchi flangiati
Temperatura max 100°C
Pressione max 1600 kPa
Attacchi filettati a manicotto passo gas, per DN ≤ 40 flangiati, per DN > 40
− corpo e coperchio ottone
− cestello filtrante a rete in acciaio inox
− rete acciaio inox
Valvole di ritegno:
Tipo a otturatore
Temperatura max 100°C
Pressione max 1600 kPa
Attacchi a manicotti filettati gas, per DN ≤ 40
flangiati, per DN > 40
Materiali:
− corpo ottone stampato o nichelato
− otturatore ottone con guarnizione di PTFE
− molla acciaio inox
Giunti antivibranti:
Tipo assiali in gomma
Temperatura max 100°C
83
Pressione max 1600 kPa
Attacchi a manicotti filettati gas, per DN ≤ 40
flangiati, per DN > 40
corpo di gomma cilindrico in materiale di caucciù particolarmente elastico vulcanizzato
Rubinetti intercettazione ad incasso:
Tipo a sfera con cappuccio cromato
Attacchi a manicotto filettati gas
Materiali:
corpo ottone
sfera ottone cromato
guarnizioni sedi teflon
Filtro acqua autopulente
Temperatura 15°C
Pressione 1600 kPa
Attacchi filettati a manicotto passo gas/flangiati
Comando automatico a pressione differenziale
Filtrazione ≤ 100 micron
− corpo bronzo
− elemento filtrante anello in acciaio inox
− manometri
− raccordo di scarico
Per circuiti acqua calda
Valvolame in bronzo e ottone fino a DN 40:
− Rubinetti a maschio
− corpo e coperchio in bronzo di fusione;
− otturatore a maschio in ottone;
− tenuta verso l’esterno mediante bussola precompressa in amianto grafitato;
− pressione massima ammissibile: 1600 kPa;
− dotati di chiave quadra e portagomma;
− guarnizioni filettate.
Valvole a sfera
− corpo in ottone stampato e nichelato;
− sfera in ottone cromato;
− guarnizioni delle sedi e guarnizioni di tenuta dello stelo in PTFE;
− leva di duralluminio plastificato od in acciaio zincato rivestito di nylon;
− pressione di esercizio: 1600 kPa;
− temperatura di esercizio: 100°C:
− giunzioni filettate.
Saracinesche di intercettazione, rubinetti di arresto a stelo inclinato, valvole di taratura
− corpo e coperchio in bronzo di fusione;
− otturatore in bronzo per le saracinesche a piattello con guarnizione per le valvole a stelo inclinato;
− pressione ammissibile: 1600 kPa;
− temperatura di esercizio: 100°C;
− giunzioni filettate.
Valvole di intercettazione oltre DN 40:
Tipo a sfera monoblocco a passaggio totale
Temperatura max 100°C
Pressione max 1600 kPa
Frangiatura dimensione e foratura secondo UNI 2281 PN 16 con gradino di tenuta UNI 2229
− sfera ottone cromato
− corpo in ghisa GG 25
− asta ottone
− guarnizioni di tenuta PTFE
− leva in duralluminio plastificato o in acciaio zincato rivestito in nylon
84
Riduttore manuale per valvola DN ≥ 125
− vite di regolazione fermo acciaio
− corpo alluminio
− corona dentata ghisa sferoidale
− bussola bronzo
− vite senza fine acciaio
− bussola asse lento bronzo
− guarnizione gomma nitrilica
− indicatore di posizione acciaio
− cuscinetto reggispinta a sfere
Raccoglitore di impurità
> DN 40
Tipo ad “Y” con attacchi flangiati
Temperatura max 100°C
Pressione max 1600 kPa
Frangiatura dimensione e foratura secondo UNI 2281 PN 16 con gradino di tenuta UNI 2229
− corpo e coperchio ghisa GG 22
− cestello filtrante a rete in acciaio inox
≤ DN 40
Tipo ad “Y” con attacchi filettati
Temperatura max 100°C
Pressione max 1600 kPa
Attacchi filettati a manicotto passo gas
− corpo e coperchio ottone
− cestello filtrante a rete in acciaio inox
Valvola di ritegno:
> DN 40
Tipo a disco con doppio battente e molle di richiamo
Temperatura max 100°C
Pressione max 1600 kPa
Materiali:
− corpo e coperchio ghisa GG 25
− battenti bronzo alluminio
− guarnizioni in BUNA N
− molle in acciaio inox
≤ DN 40
Tipo a otturatore modello EUROPA
Temperatura max 100°C
Pressione max 1600 kPa
Attacchi a manicotti filettati gas
Materiali:
− corpo ottone stampato o nichelato
− otturatore ottone con guarnizione di PTFE
− molla acciaio inox
Giunti antivibranti:
Tipo assiali in gomma
Temperatura max 100°C
Pressione max 1600 kPa
Flangiatura dimensione e foratura secondo UNI 2281
PN 16 con gradino di tenuta UNI 2229
− corpo di gomma cilindrico in materiale di caucciù
Particolarmente elastico vulcanizzato, contenuto tra flange di acciaio.
Valvole di taratura e bilanciamento:
Funzioni Taratura, intercettazione, misura della pressione differenziale e della portata
Apparecchio di misura Manometro differenziale elettronico programmato con le curve di regolazione
delle valvole in
modo che la differenza di pressione misurata possa essere letta direttamente quale misura di portata
Temperatura max 100°C
Pressione max 1600 kPa
Attacchi ≤ DN 40 filettati attacco gas
85
> DN 40 flangiati UNI 2281 PN 16
− corpo bronzo, ghisa
− volantino materiale plastico
− tenuta otturatore teflon
− volantino a lettura diretta;
− attacchi piezometrici con tenuta metallica di chiusura;
− attacco per scarico adatto alla connessione di raccordo con portagomma, con tappo di protezione;
− chiave per attacchi piezometrici;
− coppelle isolanti preformate per la coibentazione delle valvole installate nei circuiti di acqua
refrigerata.
Valvola di regolazione motorizzata:
− Servizio Regolazione temperatura acqua calda e/o refrigerata
− Temperatura fluido 100°C max/6°C min
− Perdita di carico kPa richiesto
− Coefficiente di portata CV richiesto
− Dp max con valvola chiusa kPa richiesto
− Posizione valvola senza alimentazione chiusa
− Corpo globo
− Materiale packing std/costr.
− Materiale corpo ghisa
− Caratteristiche di portata
− A - B equipercentuale
− Tipo di otturatore parabolico
− Materiale otturatore AISI 316
− Materiale sede AISI 316
− Materiale stelo AISI 316
Per valvolame gas metano
Valvole a sfera:
Pressione max 1000 kPa
Tipo passaggio totale
Comando leva
− corpo in ghisa
− sfera in ottone cromata
− albero in ottone
− guarnizioni in nylon e gomma nitrilica
Filtri:
Tipo con elemento filtrante
Temperatura max 100°C
Pressione max 1000 kPa
Attacchi a manicotto
− corpo e coperchio alluminio pressofuso
− elemento filtrante VILEDON con rete di rinforzo in alluminio
Giunti antivibranti:
Tipo assiali in acciaio
Temperatura max 100°C
Pressione max 1000 kPa
Attacchi a manicotto filettati gas
• soffietto acciaio inox AISI 321
• perni acciaio al carbonio
Valvole di sicurezza elettromagnetiche:
Tipo valvola a solenoide a due vie normalmente chiuse
Attacchi filettati gas
Pressione differenziale 0 - 3.000 kPa
Valore kV richiesto
Pressione max 1000 kPa
Temperatura max 100°C
86
Bobina 24V
Assorbimento richiesto
Protezione IP 65
Materiale del corpo ottone (ott. 58)
Rispondenti alle normative di prevenzione incendi, come da certificazione della Direzione Generale
della Protezione Civile e dei Servizi Antincendi.
Accessori
Disconnettore idrico
Temperatura 15°C
Pressione 1600 kPa
Tipo a zona di pressione ridotta
Attacchi flangiati PN10
• corpo bronzo
• sede valvole di ritegno in materiale plastico
• dischi valvole di ritegno in elastomero
• valvola di scarico
• raccordo di scarico
• valvole di ritegno
• attacchi piezometrici
Pressione differenziale di intervento
• kPa 14
Vaso di espansione chiuso a membrana
Il vaso di espansione a membrana dovrà essere costruito con lamiera di acciaio di forte spessore e
dovrà contenere una membrana interna di materiale sintetico resistente ad alte temperature.
I vasi, del tipo precaricato con azoto, dovranno essere collaudati ISPESL per capacità superiori a 24
litri.
N.B. - La precarica dovrà essere corretta in relazione alla effettiva altezza statica di colonna d’acqua,
conseguente al punto di installazione.
Gruppo di riempimento automatico:
Ove previsto il gruppo di reintegro automatico dovrà essere del tipo tarabile e ridurre la pressione della
rete ad un valore tarabile di pressione superiore di circa 30 kPa alla pressione idrostatica.
Il gruppo sarà completo di valvola di ritegno automatico, di manometro per il controllo della pressione
ridotta e di filtro acqua posto all’ingresso.
Valvole di sicurezza
Tipo: a squadra con molla ad alzata totale
Temperatura max 100°C
Pressione taratura corrispondente alla pratica ISPESL
Sovrappressione max %
Pressione max 600 kPa
Scarico convogliato si
Leva di controllo si
Seggio piano si
Attacchi a manicotto filettato passo gas
• corpo ottone OT 58 UNI 5705/65
• sede ed otturatore acciaio inox AISI 304
• molla acciaio inox AISI 304
N.B. Le valvole devono essere qualificate e rispondenti alle specificazioni tecniche ISPESL applicative
del D.M. 1/12/1975.
Devono essere corredate di certificato del Costruttore con descrizione dati e omologazione per
collaudo.
Termometri
Termometri per acqua
Diametro nominale 100 mm/150 mm.
Cassa in ottone cromato, a tenuta stagna IP55, verniciata a forno.
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Guarnizioni di tenuta in gomma sintetica.
Anello di chiusura in materiale sintetico.
Schermo in vetro.
• Elemento termometrico in acciaio, meccanismo amplificatore in ottone orologeria.
• Quadrante in metallo, fondo bianco, numeri litografati in nero; indice in acciaio brunito con
dispositivo micrometrico di azzeramento.
• Guaina in ottone nichelato.
• Pozzetto termometrico in acciaio con riempimento liquido dell'intercapedine.
• Indicazione in gradi centigradi.
• Ampiezza e campi di scala adeguati alla grandezza rilevata (indicativamente: acqua calda 0/+
120°; acqua refrigerata 0/+50°; acqua fredda di con sumo 0/+60°; acqua calda di consumo
0/+120°).
• Bulbo rigido inclinato o diritto a seconda del luogo d'installazione; nei casi in cui la lettura dei
termometri a gambo rigido sia difficoltosa, prevedere termometri con bulbo capillare.
• Precisione ±1% del valore di fondo scala.
• Ritaratura con vite interna.
N.B.: Per i termometri da montare sui circuiti vapore, i pozzetti corrispondenti dovranno essere in
acciaio e saldati alla tubazione.
Termometri per aria
•
•
•
•
Esecuzione come la precedente ma con bulbo e capillare di lunghezza adeguata alla dimensione
frontale del canale.
Campi di scala adeguati alla grandezza rilevata (indicativamente: presa aria esterna -30°/+50°C;
canali mandata,
ripresa, espulsione 0/+50°C).
Precisione ± 1% del valore di fondo scala.
Termostati
Il controllo della temperatura di sicurezza in tubazioni d’acqua, del tipo ON/OFF, sarà effettuato tramite
termostati omologati aventi le seguenti caratteristiche:
• elemento sensibile a bulbo;
• campo di funzionamento adeguato alle escursioni della variabile controllata;
• differenziale fisso;
• capillare di collegamento a bulbo o di media;
• riarmo manuale;
• interruttore/i micro SPDT (in deviazione), con portata dei contatti 15 A a 230V c.a.;
• custodia con grado di protezione IP 44.
Manometri
Manometri per acqua
− Diametro nominale 100 mm/150 mm.
− Elemento elastico in lega di rame. Tipo Bourdon con molla tubolare o con tubo a spirale in relazione
alle pressioni di esercizio.
− Cassa in ottone cromato, tenuta stagna protezione IP55.
− Guarnizioni di tenuta in gomma sintetica.
− Tipo a riempimento di liquido per applicazioni a sistemi vibranti (pompe, compressori, gruppi
frigoriferi).
− Anello di chiusura in materiale sintetico.
− Schermo in vetro.
− Quadrante in alluminio verniciato bianco a forno; numeri litografati in nero, indice metallico, con
dispositivo di azzeramento, lancetta rossa graduabile.
− Guarnizione e numerazione secondo norme UNI.
− Campi di scala in accordo con le pressioni nominali di esercizio.
− Valore di fondo scala indicativamente superiore del 50% al valore della pressione massima o
secondo ISPESL per circuito acqua calda.
− Montaggio sempre con rubinetto a tre vie con flangetta di prova e spirale in rame.
− Pressioni espresse in MPa.
− Precisione ± 1% del valore di fondo scala.
− Ritaratura con vite interna.
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Manometri per aria
Per applicazioni con differenze di pressione non superiori a 400 Pa:
• tipo a spostamento di fluido, con tubo inclinato in materiale plastico;
• corpo in materiale plastico antiurto e termostabile, schermo di protezione in materiale acrilico
trasparente;
• vite di regolazione ed indicazione di messa in bolla;
• raccordi a compressione, elementi sensibili per pressione statica, tubazione di raccordo e rubinetti
di spurgo per taratura dello zero.
• Per applicazioni con differenze di pressione superiori od uguali a 400 Pa:
• tipo a membrana a trasmissione magnetica;
• corpo in alluminio rivestito in Teflon;
• schermo in materiale plastico fissato al corpo con guarnizione O-ring;
• quadrante a fondo bianco con numeri litografati e lancetta in alluminio direttamente montata sulla
barra elicoidale magnetica, con movimento smorzato da silicone ad alta velocità;
• precisione ±1% del valore di fondo scala.
Gruppi di caricamento
Gruppo di riempimento. Attacchi filettati 1/2"M a bocchettone x 1/2"F. Corpo e coperchio in ottone.
Membrana e guarnizioni di tenuta in NBR. Tmax d'esercizio 70°C.
Pmax in entrata 16 bar. Campo di regolazione 0,3 ÷ 4 bar. Completo di rubinetto, filtro e ritegno.
Riduttore di pressione
Riduttore di pressione a sede compensata. Attacchi filettati a bocchettone. Corpo in ottone. Sede e
filtro in acciaio inox.
Membrana e guarnizione di tenuta in NBR.
Tmax d'esercizio 70°C. Pmax a monte 25 bar. Campo d i taratura pressione a valle da 0,5 a 6 bar.
Superfici di scorrimento rivestite a caldo con PTFE. Cartuccia con membrana, filtro, sede ed
otturatore, estraibile per operazioni di manutenzione.
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.5
ELETTROPOMPE
I fluidi che interessano il funzionamento delle elettropompe centrifughe saranno i seguenti:
•
acqua refrigerata per impianti di condizionamento (temperatura di esercizio: 7°C);
•
acqua calda per impianti di condizionamento (temperatura di esercizio: 80°C);
•
acqua fredda per impianto idrico-sanitario (temperatura di esercizio: 15°C);
•
acqua calda per impianto idrico-sanitario (temperatura di esercizio: 45°C).
Le pompe saranno progettate per esercizio continuo a pieno carico (8.000 ore/anno).
La portata di progetto, riferita alla girante montata, dovrà essere preferibilmente situata in prossimità
del punto di massimo rendimento.
Le curve caratteristiche prevalenza-portata, dovranno risultare tali che la prevalenza sia sempre
crescente al diminuire della portata, sino all'annullamento di questa.
La prevalenza a mandata chiusa, deve essere compresa tra il 110% ed 120% della prevalenza
richiesta con portata di progetto.
Valori al di fuori di detti limiti richiedono esplicita approvazione del Progettista e saranno verificati nella
prova di funzionamento d’officina senza tolleranza.
Quando sono previste due o più pompe in parallelo, le curve caratteristiche dovranno essere
perfettamente uguali.
Ciascuna altra pompa dovrà poter funzionare continuamente nel campo di portata da 30 a 100% di
quella di progetto. Il funzionamento della pompa dovrà essere stabile dal 30% fino al 120% della
portata di progetto per sufficiente NPSH.
Materiali: DIN
Corpo: GG-25
Albero: C45 Cr
Girante: GG-25
Piano di base: STEEL
Caratteristiche costruttive:
Gli spessori dei corpi e delle volute saranno previste per le pressioni di progetto e con un
sovraspessore di corrosione di almeno 3 mm.
La pressione di progetto sarà uguale alla pressione massima di esercizio a mandata chiusa alla
velocità continua.
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Le giranti dovranno essere costruite in un sol pezzo. Le giranti saranno progettate per resistere alla
massima velocità di rotazione.
Le flange di aspirazione dovranno essere atte a sopportare anche la pressione di prova idraulica della
carcassa.
I cuscinetti a sfere o a rulli dovranno avere una durata nominale, nelle condizioni di carico previste dal
progetto non inferiore a 40.000 ore.
I cuscinetti a bronzina dovranno avere corpo in acciaio.
Tutti i cuscinetti dovranno essere del tipo autolubrificante.
I motori elettrici dovranno avere una potenza resa, incluso l’eventuale fattore di servizio, non inferiore a
quella assorbita dalle pompe moltiplicate per un coeff. Di maggiorazione 1,15.
La potenza nominale non dovrà comunque essere inferiore alla potenza assorbita dalla pompa.
La potenza assorbita dalla pompa dovrà essere calcolata nel punto di funzionamento richiesto nelle
peggiori condizioni di esercizio previste.
Motore elettrico:
MOTORE ASINCRONO TRIFASE / MONOFASE
Tipo chiuso ventilato esternamente
Rotore in corto circuito
Tensione alimentazione 400 V / 230 V
Frequenza 50 Hz
N. poli 4
CARATTERISTICHE COSTRUTTIVE:
Gabbia rotorica pressofusa particolarmente resistente alle sollecitazioni elettrodinamiche.
Calotta di ghisa dotata di ingrassatori con chiusura a sfera per lubrificazione a pressione dei cuscinetti.
Cuscinetti a rotolamento.
Scatola morsettiera disposta su parte superiore della carcassa.
Avvolgimenti impregnati con resine sintetiche ad alto potere isolante ed ad azione fungicida.
Protezione IP 55
Dimensioni di accoppiamento secondo IEC 72
Il corpo pompa dovrà essere dotato di opportuni sfiati aria per il riempimento e drenaggi di diametro
non inferiore a 1/2”.
Installazione:
Ogni pompa sarà munita di manometri per il controllo della prevalenza, valvole di intercettazione,
valvola di ritegno sulla mandata e filtro sull’aspirazione.
Le pompe dovranno essere collocate in opera mediante idonei giunti antivibranti di connessione alle
tubazioni (escluse le pompe in linea) i giunti dovranno avere lunghezza sufficiente ed essere di
materiale flessibile.
Le pompe in linea dovranno essere opportunamente staffate; le pompe orizzontali dovranno invece
essere sistemate su basamenti realizzati come di seguito descritto.
Il basamento di appoggio per le pompe dovrà essere realizzato mediante un blocco di conglomerato
cementizio, delle dimensioni occorrenti completamente staccato dalle pareti laterali della sede ove il
blocco stesso risulta collocato.
L’appoggio della base del blocco di conglomerato dovrà essere realizzato con l’interposizione di idoneo
strato di materiale resistente smorzante le vibrazioni.
Selezione:
La selezione di ogni elettropompa dovrà essere fatta in una zona della curva caratteristica prescelta
nella quale per differenza di prevalenza del 100% la differenza di portata non superi il 10%.
Caratteristiche costruttive funzionali:
Il tipo, la portata, la potenzialità del motore ed il numero dei giri delle elettropompe dovranno essere
quelli indicati dagli elaborati tecnici e allegati.
I tipi di elettropompa dovranno essere:
AD ASSE ORIZZONTALE
con accoppiamento pompa-motore elettrico mediante interposizione di giunto di trasmissione elastico.
Il complesso motore-giunto-pompa sarà fissato su unico basamento metallico con perfetto
allineamento sull’asse di rotazione;
con girante direttamente accoppiata a motore elettrico tipo monoblocco, autoventilato esterno, con
staffa per base a terra.
AD ASSE VERTICALE
con accoppiamento diretto pompa-motore elettrico tipo monoblocco, adatte per installazione con base
a terra oppure per montaggio diretto sulle tubazioni;
90
potranno essere in esecuzione singola o gemellare.
Dove indicato saranno complete di inverter, con regolazione automatica in funzione della pressione nei
circuiti, correlata al grado di utilizzo delle utenze.
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.6
CIRCOLATORI PER RICIRCOLO A.C.S.
Caratteristiche:
•
•
•
•
•
•
•
•
Circolatori centrifughi a rotore immerso con selettore a 3 velocità incorporato.
Adatti per montaggio direttamente sulle tubazioni.
Completi di:
giunti antivibranti sull’aspirazione e sulla mandata;
un filtro a Y;
due valvole di intercettazione;
una valvola di ritegno;
due manometri completi di rubinetti portamanometro.
Motore elettrico:
MOTORE ASINCRONO MONOFASE/TRIFASE
• tipo rotore immerso
• tensione 230 V/400 V
• frequenza 50 Hz
• protezione minima IP 42
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.7
INVERTER PER ELETTROPOMPE
Composti da quadro elettrico, trasduttore di pressione e da tutti i necessari componenti:
Quadro elettrico di controllo e protezione in cassetta metallica IP54 ad avviamento diretto.
Composto da:
• Interruttori automatici protezione motori.
• Sezionatore principale bloccoporta.
• Teleruttori comando motori.
• Ventola di raffreddamento inverter.
• Interruttore comando esclusione inverter.
• Interruttori emergenza comando motori.
• Microprocessore PFU completo di:
• logica sequenza scambio pompe;
• potenziometro regolazione SET POINT;
• Convertitore statico di frequenza;
• Morsettiera componibile per seguenti segnali:
• sensore di pressione;
• comando interblocco marcia a secco (galleggiante/pressostato) ;
• allarme generale di funzionamento;
• pompe in marcia.
Funzionamento:
Installazione sulla portella del quadro elettrico dell’unità elettronica di controllo, con possibilità di
impostare/variare dati e monitorare il funzionamento dell’impianto tramite i pulsanti ed il display LCD
2x24 caratteri:
Impostazione locale di 3 setpoint di funzionamento.
Numero di elettropompe in funzione e loro stato di funzionamento.
Percentuale del carico della elettropompa sotto convertitore di frequenza.
Pressione dell’erogazione.
Pressione prestabilita.
Ore di funzionamento delle singole elettropompe.
Inserimento e disinserimento delle elettropompe.
Possibilità di remotare un contatto ON/OFF ed eventuali sicurezze o apportare variazione di set point.
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.8
TARGHETTE IDENTIFICATIVE
Tutte le apparecchiature saranno dotate di targhette di denominazione dell’utilizzo a cui sono asservite.
La dimensione dei caratteri sarà tale da rendere agevole la lettura da una distanza minima di 2 m o
comunque da distanza superiore in caso di montaggio su tubazioni e/o dispositivi non accessibili.
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Le targhette saranno in alluminio anodizzato o plastica dura con scritte pantografate e dotate di
distanziatore per consentire la posa della coibentazione.
Il fissaggio delle targhette avverrà mediante viti o chiodi a strappo o catenella metallica.
N.B. – La cartellonistica regolamentare di legge (ad esempio per i VV.F.) da apporre in prossimità delle
apparecchiature (es. elettrovalvole sicurezza gas, valvole intercettazione varie, componenti
dell’impianto antincendio ecc.) è compresa.
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.9
PANNELLI RADIANTI A PAVIMENTO
La tubazione sarà in polietilene ad alta densità (HDPE) con un peso molecolare molto superiore a
quello dei normali tipi di polietilene, reticolato ad altra pressione con una elevatissima resistenza
all’usura, all’urto e al calore. La tubazione denominata sarà protetta contro la diffusione dell’ossigeno
tramite una pellicola a 5 strati di un polimero speciale saldato unitamente al tubo di base secondo la
normativa DIN 4726.
La tubazione sarà del tipo a “memoria termica” quindi nessun danno al materiale in seguito a una
piegatura secca, non permette nessuna formazione di incrostazioni e quindi nessuna corrosione.
L’isolante su cui sarà sviluppata la maglia delle serpentine sarà in polistirene estruso ad alta densità di
spessore pari a 4 cm minimo. Offrirà doti di resistenza e qualità e risponderà alle severe norme per la
salvaguardia dell’ambiente. Il pannello isolante sarà esente da CFC e HCFC (gas dannosi all’ozono)
come la normativa europea impone. La resistenza a compressione per deformazione del 10% del
pannello isolante non dovrà essere inferiore a 3 kg/cmq. Altre importanti caratteristiche del pannello
saranno:
- densità ±35 kg/m³,
- Resistenza termica: 1,38 m²K/W
- Temperature limite esercizio: -50°C + 70°C
Le tubazioni saranno posate mediante l’utilizzo di clips di fissaggio tubazione, in poliammide tenero
senza spigoli vivi e da applicarsi sulla rete rialzata
Le tubazioni andranno a raccogliersi nei collettori posati ad incasso o nel pavimento. Nei punti di
maggiore infittimento le tubazioni saranno poste in guaina isolante al fine di evitare che in quei tratti le
temperature superficiali dei pavimenti superino i limiti sopra riportati.
I collettori saranno costituiti secondo questo schema generale:
•
collettore compatto di distribuzione in poliammide rinforzata con fibra di vetro, completo di
materiale di fissaggio alla parete;
•
valvole di mandata con regolazione micrometrica;
•
detentori di ritorno con possibile montaggio per la regolazione elettronica singola zona;
•
valvoline manuali di sfogo aria con tubicino;
•
attacchi collettore in ottone;
•
compensatori flessibili in acciaio inox;
•
predisposto per raccordi di diametro pari a quello delle tubazioni;
•
Pompa interna di circolazione con inverter
Tutti gli accessori saranno tra di loro compatibili.
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.10
RADIATORI
L’impianto a radiatori sarà realizzato con elementi tubolari a colonna in acciaio, completi di mensole
per il sostegno, valvole a squadro, valvole termostatiche con testa a cera. Nei locali bagno i radiatori
saranno tubolari in acciaio a tubi orizzontali, anch’essi completi di ogni accessorio per il montaggio e il
collegamento alla rete, valvole termostatiche incluse.
IMPIANTI MECCANICI - Art.2.11
ISOLAMENTI
Coibentazioni canali d’aria in lamiera
Coibentazione per canali con lastra incollata in elastomero espanso a cellule chiuse senza alogeni né
pvc, resistenza alla fiamma classe 1, fattore di permeabilità µ minimo 4.000.
Protezione dei canali posti all’esterno
All’esterno i canali saranno protetti con lamierino in alluminio spessore 6/10 o 7/10 secondo progetto.
Coibentazioni tubazioni
Coibentazione per tubazioni con elastomero espanso a cellule chiuse senza alogeni né pvc, resistenza
alla fiamma classe 1, fattore di permeabilità µ minimo 4.000, in guaine o lastre spessore minimo 13
mm.
92
IMPIANTI MECCANICI - Art.3
CENTRALE TECNOLOGICA
La produzione dell’acqua calda e refrigerata ad uso dell'impianto termico e dell’impianto di trattamento
dell’aria avverrà tramite un sistema di pompe di calore alimentate a gas metano con tecnologia ad
assorbimento. I picchi di fabbisogno termico saranno coperti da una caldaia a condensazione. Le
caratteristiche tecniche della centrale termica sono:
n. 2 pompe di calore geotermiche ad assorbimento alimentate a gas metano ciascuna con: potenza
termica =42.5W, potenza frigorifera = 17.5kW
Caldaia a condensazione Ptermica totale= 50kW
IMPIANTI MECCANICI - Art.3.1
POMPA DI CALORE
Verrà installato un sistema di pompe di calore ad assorbimento alimentate a gas metano costituito da
n. 2 gruppi pompa di calore ciascuno con le seguenti caratteristiche:
POMPA DI CALORE AD ASSORBIMENTO ACQUA-ACQUA GAHP-WS
Unita ad assorbimento acqua-ammoniaca alimentata a gas in pompa di calore acqua-acqua a
condensazione per produzione contemporanea di acqua calda fino alla temperatura di mandata di
65°C e di acqua refrigerata, per applicazioni geote rmiche, idonea per installazione interna o esterna,
con condensazione ed evaporazione ad acqua, funzionante con metano o GPL, composta da un
circuito termofrigorifero ermetico in acciaio al carbonio, scambiatore di calore con funzione di
evaporatore realizzato a fascio tubiero in acciaio al titanio, scambiatore di calore con funzione di
condensatore/assorbitore realizzato a fascio tubiero in acciaio al titanio, sistema di recupero del calore
di condensazione lato fumi, dotata di termostato limite - valvola di sicurezza sovrapressione pressostato e termostato fumi – bruciatore premiscelato multigas in acciaio inox - scheda elettronica
con microprocessore per il controllo di tutte le funzioni - misuratore di portata – flussostato acqua centralina controllo fiamma - valvola gas – pannellatura in lamiera zincata verniciata - condotti
evacuazione fumi e scarico condensa in polipropilene.
Portata termica nominale (al bruciatore) 25,70 kW
Potenza termica nominale (W10/W50) 41,60 kW
Potenza frigorifera nominale (W10/W50) 16,60 kW
Tensione alimentazione 230 V 1N - 50 Hz
Assorbimento elettrico 0,47 kW
Peso in funzionamento 300 kg
Diametro attacchi acqua (uscita e ingresso) 1 ." F
Diametro attacco gas .” F
Ingombri: larghezza/profondita (848 mm x 690 mm), altezza 1278 mm
Comprensivo di ingegnerizzazione, programmazione e messa in servizio e di ogni accessorio, anche
se non espressamente indicato, al fine di consentire una installazione a perfetta regola d'arte, nel
rispetto della normativa vigente.
Le pompe di calore saranno allacciate ad un sistema di sonde per scambio geotermico in PEAD, con
una lunghezza totale stimata di 600 m, tipologia a doppio tubo a U, Numero perforazioni 4, con
sistema a ritorno inverso.
Tra le sonde ed il terreno scavato andrà posato materiale ad alta conducibilità.
La lunghezza delle sonde andrà verificata e ricalcolata a carico dell'impresa dopo aver
effettuato un sondaggio preliminare e calcolato la conducibilità termica reale del terreno. In
base alla lunghezza reale delle sonde si dimensioneranno le pompe a servizio della sonda e lo
scambiatore sempre a carico dell’impresa.
Variazioni in più o in meno fino al 15% della lunghezza prevista per le sonde non daranno adito
a compensi o detrazioni in contabilità lavori.
IMPIANTI MECCANICI - Art.3.2
CALDAIA A CONDENSAZIONE
Verrà installato un generatore di calore ad acqua calda a condensazione per installazione in esterno di
potenza paria 50kW con lo scopo di coprire i picchi di fabbisogno termico
Verrà installato un generatore di calore ad acqua calda a condensazione e a basse emissioni
inquinanti, costituito da uno scambiatore con serpentina corrugata bimetallica, bruciatore a
microfiamma con singolo elettrodo e a basse emissioni inquinanti con funzionamento modulante.
Completa di termoregolazione climatica con sonda esterna per la gestione a temperatura variabile
della temperatura acqua in mandata all'impianto nella serie M (master).
Il generatore è a servizio del solo impianto di riscaldamento.
La massima pressione di esercizio è di 6 bar.
Potenza utile massima: 49.8 kW
Descrizione costruttiva:
•
mantello esterno formato da pannelli in lamiera di colore bianco, assemblati con innesti a scatto e
93
•
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rimovibili per una totale accessibilità alla caldaia idoneo per l’installazione in esterno.
bruciatore a microfiamma e a basse emissioni inquinanti
accensione elettronica con controllo di fiamma a ionizzazione con elettrodo unico
scambiatore da 50 kW con serpentina corrugata bimetallica: rame lato acqua e acciaio
inossidabile lato fumi
rapporto di modulazione > 3:1 (50 kW)
funzionamento in climatico con sonda esterna
display con visualizzazione stato caldaia, temperatura, parametri ed autodiagnosi
interruttore bipolare accessibile dall'esterno
interruttore di sezionamento per ciascun elemento termico
termostato di sicurezza a riarmo manuale su ogni elemento termico
sonde caldaia di tipo NTC di mandata e ritorno
valvola di sfiato automatica
sezionatore mandata e ritorno sul collettore
valvola di non ritorno
sonda fumi su ogni elemento
sistema antigelo di primo livello per temperatura fino a 3°C
sistema anti-bloccaggio del circolatore e delle valvole a tre vie
funzione antilegionella per l'eventuale bollitore abbinato
predisposizione per gestire fino a 60 segnali (elementi termici/distribuzione) comandati dalla
caldaia, con rotazione della sequenza e selezione della strategia di cascata
ingresso 0-10 Vdc lineare per richiesta di calore in potenza o in temperatura
uscita a relè per segnalazioni a distanza degli allarmi
predisposizione per possibile collegamento a bollitore esterno completo di sonda/termostato e
circolatore, un impianto diretto con circolatore e termostato e un impianto miscelato con
circolatore, valvola miscelatrice e termostato oppure una valvola miscelatrice indipendente la cui
pompa è gestita esternamente da un termostato ed un circolatore caldaia
pressione massima di esercizio riscaldamento 6 bar
conforme alle norme CEI
grado di protezione elettrica IPX0D
basse emissioni classe 5 NOx : 10/20 ppm (17,6/35,2 mg/kW)
conforme alla direttiva 90/396/CEE - marcatura CE
conforme alla direttiva 89/336/CEE (compatibilità elettromagnetica)
conforme alla direttiva 73/23/CEE (bassa tensione)
conforme alla direttiva 92/42/CEE (rendimenti) - 4 stelle Materiale a corredo
kit trasformazione GPL
rubinetto gas per ogni elemento termico
rubinetto di carico e scarico per ogni elemento termico
attacchi idraulici da 1"
sonda esterna NTC (50 metri)
kit collettore fumi
IMPIANTI MECCANICI- Art.4
PRESCRIZIONI ESECUTIVE CIRCUITI
IMPIANTI MECCANICI - Art.4.1
CIRCUITI IMPIANTO TERMICO
Saranno realizzati:
•
con tubazioni in multistrato;
•
con tubazioni preisolate in acciaio nero.
Le tubazioni dovranno seguire il minimo percorso, compatibilmente con il miglior funzionamento
dell'impianto, ed essere disposte in modo non ingombrante.
In genere tutte le tubazioni devono essere complete dei collegamenti e delle derivazioni, a vite o
manicotto, o a flangia, oppure a mezzo di saldature autogene, dei sostegni e fissaggi; le stesse
tubazioni devono pure essere provviste di valvole di intercettazione delle diramazioni principali e degli
occorrenti giunti di dilatazione, in relazione anche alla eventuale esistenza di giunti di dilatazione nelle
strutture in cemento armato.
Inoltre tutte le tubazioni correnti in locali non riscaldati dovranno essere rivestite con idoneo materiale
isolante termico, secondo quanto indicato nell'allegato B del D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412.
L'isolamento dovrà essere eseguito con particolare accuratezza, con i materiali coibenti appropriati,
non combustibili né comburenti, non igroscopici, inattaccabili da agenti chimici, fisici e da parassiti.
Per l’installazione delle tubazioni metalliche dovrà essere prescritto di attenersi alle seguenti modalità:
94
Posa delle tubazioni - SALDATURE
Le giunzioni delle tubazioni saranno realizzate mediante l’impiego di pezzi speciali filettati in ghisa
malleabile bordata e rinforzata per il diametro 3/8” e mediante saldatura autogena per i diametri
superiori.
Le diramazioni delle reti collettrici dovranno essere realizzate mediante raccordi ad invito nel senso di
circolazione del fluido. Le giunzioni tra tubazioni di diametro diverso dovranno essere realizzate con
raccordi conici.
Le saldature saranno eseguite con metodo ad arco od ossiacetilenico come in appresso:
•
smussatura dei raccordi a 37,5°,
•
eliminazione delle scorie con martello o scalpello
•
fusione completa del metallo di apporto con quello base in modo omogeneo.
Le saldature dovranno essere eseguite da saldatori qualificati.
Non saranno ammesse saldature a bicchiere ed a finestra, cioè quelle saldature eseguite dall’interno
attraverso una finestrella praticata sulla tubazione, per quelle zone dove non sarà agevole lavorare con
il cannello all’esterno.
Le tubazioni saranno, pertanto, sempre disposte in maniera tale che anche le saldature in opera
possano essere eseguite il più agevolmente possibile; a tal fine le tubazioni saranno opportunamente
distanziate fra loro, anche per consentire un facile lavoro di coibentazione, come pure saranno
sufficientemente distaccate dalle strutture dei fabbricati.
Particolare attenzione dovrà essere prestata per le saldature di tubazioni di piccolo diametro (< 1") per
non ostruire il passaggio interno.
L’unione delle flange con il tubo dovrà avvenire mediante saldatura elettrica od autogena.
Posa delle tubazioni – ALTRE GIUNZIONI
Saranno accettate altre tipologie di giunzioni qualora siano espressamente previste dal progetto o
comunque concordate con la Direzione dei Lavori.
In alternativa alle giunzioni e raccorderia a saldare, potranno essere usati per i tubi fino a 4” (UNI - EN
10255.87), raccorderia e giunzioni a vite-manicotto: la raccorderia filettata sarà in ghisa malleabile a
cuore bianco e la tenuta sarà realizzata con nastro di teflon oppure con appositi mastici sigillanti.
In alternativa, ancora, saranno utilizzabili anche raccordi, di tipo omologato al fine specifico, composto
da conchiglie di giunzione verniciate con corpo autocentrante che racchiude e trattiene le teste delle
tubazioni e la guarnizione con innesto in scanalature rullate o tornite, dadi e bulloni temperati a testa
tonda con colletto ovale, guarnizione a forma di C (Temperature da -40°C a + 110°C). I raccordi
utilizzati potranno essere di tipo flessibile o rigido, a flangia, di riduzione, speciali, raccordi scanalati
quali curve e tee, filtri, valvole di farfalla e ritegno.
In alternativa potranno essere utilizzati, fino al diametro 4”, giunti e raccordi non separabili ermetici
permanenti con guarnizione O-RING tipo Kontur o equivalenti, giuntati con pinza a pressare, specifici
per l’impiego su tubazione di acciaio al carbonio.
Tali prodotti possono essere utilizzati per gli impianti di riscaldamento a circuito chiuso con una
temperatura sino a 120 gradi C, nonché per tutti i sistemi ad acqua a circuito chiuso.
I giunti a pressare saranno rispondenti alle seguenti caratteristiche:
•
Materiale : acciaio non legato - RSt 34-2. (Materiale N. 1.0034 secondo la norma DIN 2394)
oppure Acciaio inossidabile al nikel/cromo (Materiale N. 1.4301 secondo la norma DIN EN
10088). Dimensioni da d=76,1 - 108 mm.
•
Guarnizione : anello di tenuta di colore nero, resistente all'invecchiamento, realizzato in
butilgomma (CIIR).
•
Pressione di esercizio : max 16 bar (Sicurezza : pressioni di collaudo fino a 40 bar)
•
Temperatura di esercizio : da -20° fino ad una tem peratura permanente massima di 120°C
(secondo DIN 4751) .
Colonne montanti
Le colonne montanti e discendenti devono essere provviste alle estremità inferiori di valvole di arresto
per la eventuale loro intercettazione e di rubinetti di scarico.
Le colonne montanti devono essere provviste alle estremità superiori di prolungamenti per lo scarico
automatico dell'aria. Tali prolungamenti saranno collegati - nei loro punti più alti - da tubazioni di
raccolta fino al vaso di espansione, oppure fino all'esterno, sopra il livello idrico. Ove occorra, le
condotte di sfogo di aria dovranno essere munite di rubinetti di intercettazione. Per impianti in cui siano
previsti vasi di espansione chiusi, le tubazioni di sfogo dell'aria potranno essere sostituite da valvole di
sfogo automatiche o manuali.
Prescrizioni diverse
E’ vietato l’uso di tubazioni fortemente ossidate la cui incidenza superi 1/100 dello spessore del tubo.
95
Le tubazioni saranno posate con spaziature sufficienti per consentire lo smontaggio nonché la facile
esecuzione del rivestimento isolante e saranno opportunamente sostenute con particolare riguardo ai
punti di connessione con pompe, batterie, valvole, ecc. affinché il peso non gravi in alcun modo sulle
flange di collegamento.
Occorrerà prevedere una pendenza minima dell’1-2% per tutte le tubazioni convoglianti acqua, allo
scopo di facilitare le operazioni di sfogo dell’aria e di svuotamento dell’impianto, in modo che in caso di
impianto fermo per più giorni con temperature inferiori a 0 °C non si verifichino inconvenienti.
Qualora per ragioni particolari non ci fosse la possibilità di dare alla tubazione la pendenza minima
bisognerà prevedere scarichi d’acqua e sfoghi d’aria in numero maggiore di quanto normalmente
necessario.
Per tubazioni attraversanti muri esterni la pendenza dovrà essere data, fatto salvo quanto suddetto,
dall’interno verso l’esterno.
Tutti i punti di scarico saranno accessibili per le ispezioni e la sostituzione degli organi
d’intercettazione, i quali saranno muniti di tappo.
Gli sfoghi d’aria saranno realizzati con barilotti di raccolta aria, le relative intercettazioni saranno in
posizioni accessibili e, possibilmente, centralizzate.
In tutti i punti bassi saranno previsti gli opportuni drenaggi con valvola dotata di portagomma (se di
pressione adeguata) o con valvole di intercettazione tappate.
Dovrà essere assicurata la libera dilatazione delle tubazioni.
L’allungamento delle tubazioni sarà di 0.012 mm per metro lineare e per grado centigrado di differenza
fra la temperatura del fluido e la temperatura ambiente, al momento dell’installazione.
Per tubazioni acqua surriscaldata ed acqua calda sarà sempre da considerarsi la massima
temperatura (di mandata) anche per le tubazioni di ritorno.
Sarà ammesso compensare le dilatazioni dei tratti rettilinei con i bracci relativi ai cambiamenti di
direzione delle tubazioni, sempre che non si vengano a creare spinte eccessive non compatibili con le
strutture esistenti e le apparecchiature collegate.
Dove necessario saranno installati opportuni giunti di dilatazione.
I compensatori di dilatazione eventualmente necessari saranno del tipo plurilamellare in acciaio inox,
con estremità flangiate. Per le tubazioni d’acqua refrigerata e/o fredda, se richiesto, potranno essere
usati compensatori in neoprene.
La pressione nominale dei compensatori non sarà mai inferiore a PN 10, e in ogni caso sarà adeguata
alle condizioni di temperatura e pressione del fluido.
Saranno previsti gli opportuni punti fissi e guide.
Sarà evitato, per quanto possibile, il passaggio delle tubazioni sotto pavimenti o soffitti realizzando
tubazioni in vista, collocate in modo da non riuscire di pregiudizio né all'estetica, né all'uso libero delle
pareti, alla distanza di circa 0,03 m dai muri, sostenute da staffe che ne permettano la dilatazione.
Qualora non sia possibile posarle in vista, le tubazioni incassate nelle murature devono essere
realizzate in modo che siano consentiti loro movimenti per effetti termici, utilizzando i seguenti
accorgimenti:
•
nel caso di posa di tubazioni incassate in pavimento od a parete le tubazioni saranno rivestite con
guaine isolanti aventi sia la funzione di consentire l’eventuale dilatazione che di prevenire
condensazione nel caso di tubi freddi oltre che di proteggere le superfici contro eventuali
aggressioni di natura chimica.
•
nel caso non fosse possibile assicurare con altri mezzi il libero scorrimento delle tubazioni
attraverso i muri ed i solai, il relativo passaggio deve eseguirsi entro tubo murato.
Il collegamento delle tubazioni alle varie apparecchiature quali pompe, scambiatori, serbatoi,
valvolame, ecc. dovrà essere sempre eseguito con flange o con bocchettoni in tre pezzi.
Le riduzioni saranno realizzate secondo gli standards delle riduzioni commerciali.
Le riduzioni potranno essere concentriche oppure eccentriche secondo le varie esigenze.
Le derivazioni a "T" saranno realizzate usando la raccorderia in commercio.
Tutte le tubazioni non zincate, saranno pulite prima o dopo il montaggio con spazzola metallica onde
preparare le superfici alla successiva verniciatura che dovrà essere fatta con due mani di antiruggine
resistente alla temperatura del fluido passante, ognuna di colore diverso.
Per lo scarico dell’acqua di condensa e per la formazione degli scarichi soggetti al bagnasciuga, si
dovranno adottare tubazioni zincate con raccordi filettati in ghisa malleabile zincata (diam. sino a 4").
Sulle tubazioni, nelle posizioni più opportune concordate con la Direzione Lavori, saranno predisposti
gli attacchi per l’inserimento di termometri, manometri e strumenti di misura in genere, che consentano
di rilevare le diverse grandezze in gioco, sia per un corretto esercizio degli impianti che per un
completo collaudo.
Supporti
Le tubazioni saranno fissate a soffitto o sulle pareti mediante mensole o staffe e supporti apribili a
collare.
96
Se usate in impianti antincendio saranno rispettate altresì le normative specifiche di staffaggio previste
nella normativa tecnica UNI vigente.
Tutti i supporti, indistintamente, saranno previsti e realizzati in maniera tale da non consentire la
trasmissione di rumore e vibrazioni dalle tubazioni alle strutture impiegando materiali antivibranti.
I collari di fissaggio, le mensole e le staffe le barre filettate e gli ulteriori accessori, saranno in acciaio al
carbonio Fe37, zincato a bagno.
Particolare attenzione dovrà essere prestata per l’ancoraggio dei punti fissi posti sulle tubazioni calde
ed in particolare per acqua surriscaldata e vapore.
Tali ancoraggi saranno adeguati alle spinte cui saranno sollecitati.
In ogni caso l’Appaltatore dovrà sottoporre a preventivo benestare della Direzione Lavori posizioni e
spinte relative ai punti fissi.
Per le tubazioni convoglianti fluidi caldi/freddi saranno previsti supporti mobili.
Tubazioni non coibentate potranno essere posate direttamente sui rulli.
Per tubazioni calde/fredde da coibentare sarà necessario invece prevedere apposita sella di tipo
approvato fra tubo e rullo, di altezza maggiore dello spessore dell’isolamento; non sarà ammessa
l’interruzione del rivestimento coibente in corrispondenza dei sostegni.
Per le tubazioni fredde, i rulli saranno in PTFE.
Le tubazioni recanti acqua refrigerata saranno possibilmente installate con supporti appesi e non
appoggiati al fine di preservare le staffe dall’azione corrosiva della condensa.
Le selle dei supporti mobili dovranno avere una lunghezza tale da assicurare che essi, sia a freddo che
a caldo, appoggino sempre sul rullo sottostante.
In prossimità ai cambiamenti di direzione del tubo occorrerà prestare particolare attenzione nella scelta
della lunghezza del rullo, in considerazione dell’eventuale movimento del tubo nel senso trasversale al
suo asse.
Dove necessario, ed accettato dalla Direzione Lavori, saranno usati supporti a pendolo.
In ogni caso, tutti i supporti saranno preventivamente studiati, disegnati e sottoposti all’approvazione
della Direzione Lavori.
Non saranno accettate soluzioni improvvisate o che non tengano conto del problema della
trasmissione delle vibrazioni, delle esigenze di realizzazione degli isolamenti (particolare cura dovrà
essere posta nello staffaggio delle tubazioni di acqua fredda e refrigerata onde l’isolamento con
barriera vapore possa essere fatto senza alcuna soluzione di continuità), dell’esigenza di
ispezionabilità e sostituzioni, delle esigenze dettate dalle dilatazioni (punti fissi, guide, rulli, ecc.).
Distanza massima fra supporti:
Il distanziamento dei supporti dovrà essere effettuato adottando le massime distanze riportate nella
seguente tabella:
Massima Distanza tra gli
ancoraggi delle tubazioni (m)
10 ÷ 20 (1/2” ÷ ¾”)
1,5
25 (1”)
2,0
30 ÷ 46 (11/4” ÷ 11/2”)
2,5
50 ÷ 65 (2” ÷ 21/2”)
3,0
80 (3”)
3,5
100 ÷ 125 (4” ÷ 5”)
4,0
150 ÷ 175 (6” ÷ 7”)
5,0
200 ÷ 250 (8” ÷ 10”)
5,5
300 (12”)
7,0
400 (16”)
8,0
Fatte salve prescrizioni diverse della D.L. in fase esecutiva
Diametro [mm]
Le presenti distanze massime non valgono qualora valvole o altre componenti di linea creino carichi
concentrati tra i due più prossimi punti di supporto o qualora la struttura edile stessa non supporti il
conseguente carico concentrato.
Il diametro dei tiranti dei supporti dovrà essere verificato in funzione dei pesi sopportati.
I supporti dovranno essere collocati il più vicino possibile ai carichi concentrati (valvole, flange, etc..)
nonché sui tratti dritti piuttosto che su gomiti e curve.
Le tubazioni non dovranno essere fissate rigidamente a parti diverse dell’edificio che possano
muoversi in modo differente durante il terremoto (ad esempio muro/parete e tetto). Alle tubazioni
sospese dovrà essere lasciata una certa libertà di movimento ed i collegamenti ai terminali
(componenti ed attrezzature) dovranno essere realizzati con giunti elastici.
Per eventuali attraversamenti di giunti sismici dovranno essere adottati giunti ad omega e/o tubazioni
flessibili.
97
Per tutte le tubazioni con diametro maggiore di 65 mm dovranno essere previsti controventi sia
longitudinali che trasversali.
Per gli attraversamenti di murature e solai dovranno essere previsti manicotti generosi per consentire
movimenti differenziali.
Tubazioni e strutture
Tutti gli attraversamenti di pareti e pavimenti dovranno avvenire in manicotti d’acciaio zincato o in
P.V.C pesante di diametro sufficiente al passaggio della tubazione ovvero della tubazione isolata, se
prevista, al fine di garantirne la dilazione e la continuità del rivestimento isolante.
L’Appaltatore dovrà fornire tutti i manicotti di passaggio necessari e questi saranno installati e sigillati
nei relativi fori prima della posa delle tubazioni.
Il diametro dei manicotti dovrà essere tale da consentire la libera dilatazione delle tubazioni.
Le estremità dei manicotti affioreranno dalle pareti o solette e sporgeranno dal filo esterno di pareti e
solette di 25 mm.
I manicotti passanti attraverso le solette, saranno posati prima del getto di calcestruzzo; essi saranno
otturati in modo da impedire eventuali penetrazioni del calcestruzzo.
Lo spazio libero fra tubo e manicotto, dovrà essere riempito con lana di roccia od altro materiale
incombustibile, che possa evitare la trasmissione di rumore da un locale all’altro nonché la
trasmissione di eventuali vibrazioni.
Qualora il passaggio della tubazione avvenga su parete delimitante compartimenti antincendio diversi
si garantirà la continuità della struttura del comparto a contatto con la tubazione metallica.
Se la tubazione in oggetto non risulta permanente carica d’acqua saranno adottati inoltre adeguati
manicotti tagliafuoco omologati per l’impiego specifico.
Quando più manicotti debbono essere disposti affiancati, essi saranno fissati su un supporto comune
poggiante sul solaio, per mantenere lo scarto ed il parallelismo dei manicotti.
Se si dovesse presentarsi l’esigenza di attraversare con le tubazioni i giunti di dilatazione dell’edificio,
si dovranno prevedere dei manicotti distinti da un lato e dall’altro del giunto, come pure dei giunti
flessibili con gioco sufficiente a compensare i cedimenti dell’edificio.
IMPIANTI MECCANICI - Art.4.2
COLLETTORI DISTRIBUZIONE GAS METANO FUORI TERRA
Saranno realizzate, in acciaio nero senza saldatura UNI 6363.84, completi di curve, raccordi,
derivazioni , flange.
Attraversamenti con tubi di protezione:
Il tubo di protezione sarà realizzato con tubazione nera S.S. UNI 7287 messo in opera mediante
saldatura ad arco od ossiacetilenica.
L’intercapedine, fra condotta e tubo di protezione non deve essere minore di 2 cm.
La condotta deve essere tenuta centrata da una corona di tasselli distanziatori di legno
opportunamente trattati con materiale plastico oppure da collari di distanziatori isolanti di materiale
plastico.
I distanziatori devono essere posti in opera a distanza non superiore a 2 m e nel caso di distanziatori in
legno ogni corona deve essere fornita da almeno 4 tasselli.
Il tubo di protezione deve essere chiuso alle estremità con fasce di neoprene od altro materiale
equivalente tenuto in posto da fasce metalliche, oppure con fasce termorestringenti di polietilene od
altro materiale equivalente, oppure con un sigillo di calcestruzzo.
Il tubo di protezione deve avere, ad almeno una delle due estremità, un tubo di sfiato di diametro non
inferiore a 30 mm, posizionato in modo da evitare la formazione di sacche di gas.
IMPIANTI MECCANICI - Art.4.3
COLLETTORI DISTRIBUZIONE GAS METANO INTERRATE
Si useranno tubazioni in pead per metano PE 80 UNI/ISO 4437 tipo 316 S 8 - SDR 17,6 MOP 3
(massima pressione operativa in bar)
Raccordi:
Si useranno manicotti elettrosaldati: in tal caso si deve tagliare il tubo a squadra ed eliminare le
sbavature, asportare con utensile una pellicola di materiale dalla superficie esterna del tubo fino al
limite di inserimento del manicotto, inserire il manicotto fino alla battuta, bloccare il sistema e collegare
i cavi della saldatura al raccordo.
Controllare il voltaggio (39,5 V), selezionare il diametro ed i tempi di saldatura indicati dal costruttore,
rispettando il tempo di raffreddamento consigliato.
Prove di tenuta:
98
Le prove di tenuta dovranno essere eseguite su tutte le reti interrate, prima del reinterro, per una
durata minima di 24 ore e comunque secondo il D.M. 24.11.84.
Le prove dovranno essere eseguite in contraddittorio alla presenza della D.L.
Saranno realizzate tutte le opere provvisionali necessarie per le prove di tenuta e fornite le pompe, gli
strumenti e le apparecchiature necessarie.
Le prove di tenuta dovranno essere eseguite per tratti di tubazioni in modo da non intralciare il
proseguimento dei lavori.
Gli strumenti, le valvole, le apparecchiature e quanto altro potrebbe essere soggetto a
danneggiamento dovrà essere isolato dalle tubazioni mediante l’interposizione di dischi o flange
cieche.
Con il sistema pressato e le valvole chiuse la pressione dovrà essere mantenuta per il periodo
richiesto senza
apprezzabili diminuzioni.
Le perdite ed i difetti riscontrati in sede di ispezione e prove di tenuta saranno riparati immediatamente
e le prove ripetute
fino ad esito favorevole.
Segnalazione tubazioni interrate:
Le tubazioni del gas interrate, prima del reinterro, dovranno essere segnalate stendendo sopra il primo
strato di riempimento la necessaria striscia identificativa.
Questo al fine di evitare rotture accidentali delle tubazioni del gas durante eventuali successivi scavi.
IMPIANTI MECCANICI - Art.4.4
DISTRIBUZIONE GAS METANO CUCINA
La distribuzione del gas nella cucina al piano terra dal collettore di alimentazione al punto di
predisposizione per l’allaccio ai fornelli sarà effettuata con tubazioni in acciaio, complete di raccorderia,
pezzi speciali, giunzioni, guarnizioni e staffaggi.
Gli attraversamenti delle pareti, solai, etc saranno effettuati incamiciando la tubazione con guaina di
tubazione in materiale plastico flessibile.
A monte di tutta la linea gas metano verrà installata elettrovalvola normalmente chiusa, con apertura
comandata da accensione della cappa di aspirazione e sgancio comandato dall’impianto di rilevazione
incendi.
IMPIANTI MECCANICI - Art.5
IMPIANTO PANNELLI RADIANTI (CALORE DIFFUSO)
IMPIANTI MECCANICI - Art.5.1
PANNELLI RADIANTI
Il valore massimo della differenza media di temperatura dell'acqua nei corpi scaldanti tra ingresso ed
uscita non deve superare i 25 °C negli impianti a c ircolazione naturale ed i 15 °C negli impianti a
circolazione forzata.
La differenza di temperatura dell'acqua, fra andata e ritorno, nelle caldaie o nei dispositivi di cui sopra,
deve corrispondere alle suddette differenze medie, aumentate dalla caduta di temperatura per
trasmissione lungo le tubazioni.
Si prevede l’installazione di un sistema di riscaldamento a pavimento con tubazioni in IN PE-Xc in
polietilene ad alta densità reticolato nella sua massa per via elettrofisica, con barriera antiossigeno
prodotto in conformità alla normativa DIN EN 15875, garanzia di reticolazione omogenea e
permanentemente stabile senza rischio di discontinuità per il mantenimento delle caratteristiche nel
tempo. Diametro 17 mm, spessore 2 mm, passo da 25 a 35 cm. Il tubo sarà posato con FERMATUBO
in materiale plastico per fissare il tubo sulle lastre preforate in fibra di legno ad alta densità per
protezione e rinforzo del pannello isolante. Dotata di fori per il fissaggio dei fermatubo con interasse di
83 mm spessore 3 mm. Sarà posata una barriera a vapore costituita da rotoli di carta con trattamento
di idrorepellenza da utilizzare come barriera all'umidità e protezione dello strato isolante, densità 160
g/mq. Il sistema in ogni ambiente sarà rifinito con una cornice perimetrale in feltro di lino naturale
intrecciato.
La regolazione dell’impianto avverrà con KIT PER DISTRIBUZIONE E REGOLAZIONE A DOPPIA
TEMPERATURA PER IMPIANTI A PAVIMENTO, DOTATO DI BY-PASS DI CHIUSURA CIRCUITO
PRIMARIO, COMPLETO DI: armadietto in acciaio zincato con piedini regolabili, staffe, coperchio di
protezione per intonaci e portina bianca a finire con serratura, verniciata a polveri. Collettori di
distribuzione serie CONTROL, valvola di miscelazione a 3 vie con comando termostatico, campo di
regolazione 10-50 °C, detentore micrometrico, circo latore a 3 velocità, valvola unidirezionale,
termometri, detentore di bilanciamento, collettori a 2 vie per circuito alta temperatura (predisposto per
99
testina elettrotermica), valvole di sfiato e carico-scarico impianto, termostato di sicurezza elettronico,
connettore per l'allacciamento elettrico e impianto cablato.
L'emissione termica dei corpi scaldanti dovrà essere conforme alle norme UNI 6514.
Si dovranno realizzare, in coordinamento con la ditta esecutrice del massetto e/o con la D.L., la
realizzazioni di adeguati: giunti di dilatazione, giunti di frazionamento, giunto di costruzione come di
seguito riportato.
Detti giunti saranno realizzati secondo DIN 18560, oltre la separazione mediante l'isolamento
perimetrale, sono da prevedere dei giunti nei seguenti punti:
•
Per superfici di gettata > 40 m2 oppure
•
Per lunghezze dei lati > 8 m oppure
•
Per rapporti tra i lati a/b > 1 /2
•
Sopra giunti di dilatazione dell'edificio
•
Nei punti dove le solette hanno una forma molto irregolare
La disposizione dei circuiti di riscaldamento saranno tali per cui e i giunti dovranno essere disposti nel
modo seguente:
•
I circuiti sono da progettare e da posare in modo che non attraversino i giunti di dilatazione.
•
Solo i tubi di allacciamento possono incrociare i giunti.
•
In queste zone i tubi di riscaldamento devono essere protetti da un tubo (guaina di protezione o
guscio d'isolamento) sui due lati per almeno 20 cm, in modo da proteggerli da eventuali
sollecitazioni.
I giunti di dilatazione dovranno essere ripresi anche nella posa del pavimento e dovranno poi essere
chiusi con del materiale sintetico permanentemente elastico.
Se verrà eseguito un rivestimento duro tipo piastrella di ceramica, parquet, ecc. i giunti dovranno
arrivare fino allo spigolo superiore del rivestimento stesso. Questa misura si consiglia anche per
rivestimenti morbidi (rivestimenti sintetici o tessili) per evitare formazioni di volte o canaletti.
Per tutti i tipi di rivestimento è indispensabile mettersi d'accordo con l’azienda che esegue la posa.
Nelle fasce perimetrali e in corrispondenza di colonne o tramezzature dovrà essere stesa una
fasciatura isolante di bordo verticale che consenta il disaccoppiamento termico e meccanico (al fine di
permettere le dilatazioni termiche del sistema). Tale fascia sarà in polietilene a cellule chiuse, esente
da CFC e HCFC, avrà uno spessore di 10 cm ed avrà sovrapposto un film di PE.
I pannelli isolanti dovranno essere posati facendo attenzione alla pulizia del nudo solaio su cui
andranno appoggiati, presenza di sporcizie e granuli di materiale resistente potranno infatti
danneggiare il materiale e, ove richiesto, limitare le capacità di isolamento acustico che
intrinsecamente possiede un pavimento galleggiante.
A conclusione delle operazioni di posatura dei pannelli isolanti e delle fasce di bordo andrà posato un
foglio di polietilene, spessore 0,2 mm con funzione di barriera vapore, nei punti di giunzione, secondo
la apposita indicazione impressa sul foglio, i fogli dovranno presentare una sovrapposizione di 8 cm.
Sopra il foglio di polietilene andrà predisposta una rete di supporto in filo liscio di diametro 3 mm,
senza spigoli vivi, con protezione anticorrosione, con piedini di rialzo, calibrata per l'ancoraggio stabile
delle clips per il fissaggio della tubazione.
IMPIANTI MECCANICI - Art.5.2
ALIMENTAZIONE DELL'IMPIANTO
L'acqua per l'alimentazione dell'impianto sarà derivata dalla rete di distribuzione, nell'interno
dell'edificio, nel punto che verrà indicato ed addotta dal serbatoio di carico ad espansione dell'impianto,
dovrà inoltre prevedersi lo scarico fino alla chiavichetta più prossima.
Tenendo conto delle caratteristiche dell'acqua a disposizione, che dovranno essere precisate,
l'Impresa deve prevedere un sistema di depurazione per l'acqua di alimentazione, la cui capacità della
depurazione deve essere tale da consentire l'alimentazione totale dell'intero impianto per cinque giorni.
IMPIANTI MECCANICI - Art.5.3
VASI DI ESPANSIONE
Quando nei corpi scaldanti circola acqua calda, i vasi di espansione, muniti di coperchio (ma in diretta
comunicazione con l'atmosfera) devono avere capacità tale da contenere completamente, con
sufficiente eccedenza, l'aumento di volume che si verifica nell'acqua esistente nell'impianto in
dipendenza della massima temperatura ammessa per l'acqua stessa nelle caldaie ad acqua calda o
nei dispositivi di trasformazione.
Quando occorra, i corpi stessi devono essere ben protetti contro il gelo a mezzo di idoneo rivestimento
coibente e dotati degli accessori, come tubo rifornitore, di spia di sicurezza, in comunicazione con le
caldaie e con i dispositivi di cui sopra, e di scarico.
Lo scarico di spia deve essere portato in luogo visibile nel locale delle caldaie od in altro locale
frequentato continuamente dal personale di sorveglianza.
100
Nessun organo di intercettazione deve essere interposto lungo il tubo di comunicazione tra il vaso di
espansione e le caldaie. Il tubo di sicurezza, il vaso di espansione e quanto altro riguarda la sicurezza
dell'impianto dovranno essere progettati secondo quanto indicato nella raccolta R dell'I.S.P.E.S.L.
Qualora si vogliano adottare vasi di espansione del tipo chiuso, autopressurizzati o pressurizzati,
dovranno essere seguite le indicazioni riportate nella suddetta raccolta R per la progettazione e
l'adozione dei sistemi di sicurezza.
IMPIANTI MECCANICI - Art.6
IMPIANTO DI VENTILAZIONE MECCANICA CONTROLLATA
Nella scelta del tipo di impianto, ci si orienterà verso quello che risulti il più conveniente nei riguardi
della sicurezza e regolarità di funzionamento e che permetta di conseguire il massimo risparmio nelle
spese di esercizio.
L'impianto è costituito da:
centrale termica;
elettropompe e tubazioni per la circolazione dell'acqua calda;
recuperatori di calore ad altissima efficienza (>90%);
canali di distribuzione, di ripresa e di espulsione di aria.
L'aria deve essere attinta all'esterno, dove risulti il più possibile pura, mediante bocche ubicate lontano
da fonti di polvere, fumo e comunque aria inquinata.
L'ampiezza delle bocche deve essere tale da consentire basse velocità dell'aria all'ingresso.
Il condizionamento dell'aria, effettuato mediante una o più unità, disposte in posizione il più possibile
centrale rispetto ai locali compresi nel loro raggio d'azione, è eseguito con centrali di trattamento
dell'aria contenenti i dispositivi per il condizionamento, che vengono in seguito specificati.
L’impianto di ventilazione meccanica controllata garantirà i ricambi necessari nelle varie zone
dell’edificio e l’estrazione nei locali servizio secondo i seguenti parametri:
Aule
Mensa
Servizi
Corridoi
Palestra
Spogliatoi
Mandata
2.5 vol/h
2.5 vol/h
/
1.5 vol/h
0.5 vol/h
6 vol/h
Estrazione
/
/
8 vol/h
/
/
IMPIANTI MECCANICI - Art.6.1
TRATTAMENTO ARIA
Sarà installata una macchina di ventilazione meccanica controllata a servizio della scuola esistente,
una dell’ampliamento, una a servizio della palestra e relativi spogliatoi e una a servizio della mensa.
Ogni unità sarà costituita da:
•
centrale di ventilazione a doppio flusso con filtrazione e preriscaldamento dell'aria immessa
•
pannelli di tamponamento in acciaio zincato di spessore 10/10mm con isolamento termoacustico
di spessore 10mm
•
ventilatori centrifughi pale avanti a doppia aspirazione con motori trifase 4 poli - 1 velocità
completi di inverter
•
scambiatore di calore a flussi incrociati in alluminio con efficienza >90% (mensa >50%)
•
filtri G4 serie standard e filtro F7
•
scarico condensa
•
by-pass per free-cooling
Le macchine saranno dotate di batterie di riscaldamento da canale a 2 ranghi. In particolare la
macchina dedicata alla palestra avrà una batteria dedicata alla zona spogliatoi ed una per la zona
campo.
Tutti i motori collegati ai ventilatori dovranno avere un inverter di tipo elettronico per la regolazione
della portata.
Si dovranno prevedere elettropompe (con adeguata riserva) e tubazioni termicamente isolate, con
relative valvole di intercettazione, per la circolazione dell'acqua calda nelle batterie riscaldanti e
dell'acqua fredda refrigerata, nelle batterie di raffreddamento e deumidificazione.
I ventilatori, preferibilmente a trasmissione con cinghie trapezoidali, potranno essere in numero di uno
o più, essi dovranno servire per l'aspirazione dell'aria esterna, la circolazione dell'aria, la ripresa
101
dell'aria dagli ambienti e l'espulsione. Questi ventilatori dovranno essere a bassa pressione,
silenziosità, limitata velocità periferica delle giranti e perfetta equilibratura statica e dinamica.
I canali d'aria dovranno essere costruiti in lamiera zincata, oppure con altro materiale non
infiammabile, secondo i disegni che fornirà l'Impresa e sotto la sua direzione e sorveglianza. Quando
sia stabilita la costruzione dei canali in lamiera, questi dovranno essere compresi nella fornitura
dell'Impresa. I canali di circolazione dell'aria, ove necessario, debbono essere adeguatamente isolati
termicamente.
Nei canali si dovrà prevedere bassa velocità dell'aria, con valori da precisare nell'offerta, con un
massimo di 6 m/s.
Ove occorra, si dovranno prevedere dispositivi di assorbimento o smorzamento delle vibrazioni sonore.
All'uopo le fondazioni dei macchinari ed i raccordi fra i ventilatori e le canalizzazioni debbono essere
costruiti con materiali ammortizzatori delle vibrazioni.
Comunque, negli ambienti condizionati, i rumori dovuti al funzionamento dell'impianto non debbono
essere tali da determinare un aumento del livello di pressione sonora maggiore di 3 dB(A) rispetto a
quello rilevabile ad impianto fermo.
Per ottenere il mantenimento a regime delle stabilite condizioni ambientali, che dipendono da fattori
esterni e/o interni e sono variabili nel tempo, l'impianto dovrà essere corredato di adatti organi per la
regolazione. Detta regolazione dovrà essere ottenuta automaticamente.
La regolazione automatica della temperatura conseguita con termostati comandanti le valvole
miscelatrici del flusso dell'acqua riscaldante o raffreddante ed eventualmente le serrande di
regolazione dei flussi d'aria.
Si dovrà chiaramente specificare ed illustrare il sistema dell'impianto di regolazione ed il tipo degli
apparecchi proposti.
In ogni caso, la regolazione della temperatura ambiente deve essere indipendente dai rinnovi di aria
esterna prestabiliti, che devono rimanere costanti.
IMPIANTI MECCANICI - Art.6.1
CANALI DI DISTRIBUZIONE ARIA
I canali di distribuzione aria sono formati con lamiera di acciaio zincata.
Le lamiere di acciaio zincato devono avere una zincatura perfettamente aderente alla lamiera e che
non si stacchi nella lavorazione di costruzione dei canali.
Lo spessore delle lamiere risulta determinato dalle dimensioni dei canali e dalle modalità costruttive.
Speciali materiali fibrosi possono essere utilizzati previa campionatura e specifica autorizzazione del
Committente.
I canali in lamiera zincata saranno di norma formati per aggraffatura sugli spigoli, se a forma
prismatica, o sulla generatrice se a forma cilindrica. Le giunzioni di testata saranno effettuate con
collarini interni o con innesti a baionetta.
Le pareti dei canali poligonali potranno essere nervate con croci di S. Andrea per il conseguimento
della voluta rigidità del manufatto; eventuali rinforzi interni saranno eseguiti con profilati di lamiera
zincata o nera come quella di cui è costruito il canale.
Sui condotti zincati saranno evitate la saldatura e la puntatura elettrica oltreché l'uso di profilati di ferro
nero, anche se per flange di giunzioni dei diversi tronchi; eventuali saldature saranno effettuate a
stagno.
Tutte le giunzioni saranno a perfetta tenuta, da realizzarsi con modalità adeguate alla pressione
dell'aria all'interno del condotto.
Tutte le curve, le derivazioni, i raccordi, i pezzi speciali saranno realizzati secondo razionali forme
aerodinamiche.
Le curve e le derivazioni saranno di norma a stretto raggio di curvatura ma dotate di deflettori interni a
profilo rigido ed aerodinamico montati su appositi telai.
Le variazioni di sezione saranno effettuate con angoli di inclinazione non superiori a 15'.
In corrispondenza dei giunti di dilatazione dei fabbricati si dovranno inserire sui canali appositi giunti di
dilatazione a soffietto in rame.
Di norma tutte le derivazioni del condotto principale ai condotti secondari, ma non dai secondari alle
bocchette di erogazione, saranno corredate di captatori regolabili o di serrande ad alette multiple a
movimento contrapposto.
Tali organi di regolazione avranno le alette ruotanti su boccole in bronzo, le quali, unitamente ai levismi
per collegamento cinematico delle alette stesse, saranno esterni alle serrande e protetti da apposito
carter.
Gli organi di manovra saranno del tipo con settore semicircolare di guida in alluminio fuso o in acciaio
con possibilità di bloccaggio in qualsiasi punto della corsa.
Dette serrande devono essere o zincate o verniciate a smalto e complete di guarnizioni, controflange,
bulloni con dadi in ottone e di targhette indicatrici di "aperto e chiuso".
102
Gli staffaggi saranno costituiti con profilati e lamiere di acciaio opportunamente lavorati per renderli
esteticamente accettabili e saranno fissati alle strutture per mezzo di sistemi da campionarsi prima
della esecuzione dei lavori.
Tutti gli staffaggi, se non sono di acciaio zincato, devono essere verniciati con doppia mano di
antiruggine e di due mani di tinta a smalto in colore da precisarsi.
Nella posa in opera e nella costruzione dei canali verranno predisposti gli spazi e gli ancoraggi per
correttamente eseguire dette coibentazioni interne.
Sui canali di grandi dimensioni le predisposizioni per l'ancoraggio dei coibenti devono essere realizzate
per mezzo di spuntoni di lunghezza 1,5 volte lo spessore del coibente finito, fissati o direttamente sul
condotto o su bandelle, che saranno ancorate sulle pareti dei condotti per mezzo di viti e chiodi.
La coibentazione interna sarà espressamente autorizzata dalla Direzione Lavori e sarà realizzata in
modo da garantire per almeno tre anni il corretto fissaggio del coibente alla parete del condotto e la
buona conservazione del materiale senza che di verifichino cioè polverizzazioni ed abrasioni e
trasporto del materiale coibente da parte dell'aria fluente.
La realizzazione verrà effettuata in maniera che sia garantita l'assenza di rumori sensibili ed inadeguati
alla destinazione dell'impianto e derivanti dall'impianto stesso per il suo funzionamento o per il
trasporto di rumori non prodotti dall'impianto ma attraverso l'impianto stesso.
Pertanto, si provvederà all'accurata insonorizzazione dei tronchi di canali nelle posizioni con le
modalità e per le lunghezze più opportune per conseguire i voluti livelli di rumorosità.
Saranno termicamente isolati (salvo esplicite prescrizioni diverse riportate in altre sezioni del presente
capitolato o negli altri elaborati di contratto) i canali di presa dell’aria esterna e di mandata dell’aria
(compresi i plenum). Se esplicitato negli ulteriori elaborati di progetto o indicato nelle quantità di
computo saranno isolati anche i canali di ripresa e espulsione aria.
Gli isolamenti adottati saranno conformi a quanto prescritto per la specifica attività in materia di
prevenzione incendi.
Infatti, qualora fosse descritta dal progetto o da prescrizione di norma per prevenzione incendi la
specifica maggiore classe di resistenza al fuoco, tale obbligo comporta obbligatoriamente
l’annullamento contrattuale di quanto sotto specificato e discordante relativamente alle categorie di
resistenza al fuoco e saranno obbligatoriamente rispettati tali nuovi limiti.
Per l’installazione delle canalizzazioni dovrà essere prescritto di attenersi alla normativa vigente e alle
seguenti modalità:
•
Evitare di sospendere le canalizzazioni ad altri componenti non strutturali (tubazioni, controsoffitti,
etc).
•
Controventare gli staffaggi di sospensione e gli appoggi delle canalizzazioni.
•
Gli attraversamenti delle murature e dei solai dovranno consentire movimenti differenziali.
•
Le canalizzazioni orizzontali dovranno essere ancorate alle strutture portanti ed essere previste di
controventature.
•
I diffusori a soffitto e le serrande di regolazione dovranno essere fissati solidamente alla
canalizzazione di pertinenza.
I diffusori alimentati con flessibili dovranno essere collegati al sistema di sospensione del
controsoffitto.
•
Le bocchette, le griglie, le serrande ed in ogni caso tutti gli elementi di diffusione a parete
dovranno essere fissati solidamente alla canalizzazione di pertinenza e/o alla apertura di
ventilazione.
•
Nel caso di attraversamento dei giunti sismici dovranno essere previsti giunti flessibili in grado di
consentire movimenti differenziati.
•
I collegamenti con le macchine (ventilatori) dovranno essere realizzati con collegamenti flessibili
con materiale sufficiente per consentire la prevista flessione differenziale macchina-condotto
aeraulico.
MATERIALI
Tutti i canali saranno realizzati in lamiera di acciaio zincato a caldo (Sendzimir lock-forming quality) di
prima scelta con spessore minimo di zinco corrispondente al tipo Z 200 secondo Norme UNI 5753-84.
La Direzione Lavori si riserverà di verificare, in qualsiasi momento, la rispondenza delle forniture alle
prescrizioni con analisi (UNI 5741-66) il cui costo sarà addebitato all’Appaltatore in caso di
inadempienza.
Per evitare qualsiasi fenomeno di natura elettrochimica i collegamenti fra differenti parti di metalli
diversi saranno realizzati con l’interposizione di adatto materiale isolante.
In conformità con le eventuali prescrizioni dettate dalle norme di sicurezza (Vigili del Fuoco, ecc.)
saranno previste serrande tagliafuoco di tipo e dimensioni approvate.
Per rendere agevole la taratura delle portate d’aria, ogni derivazione dovrà essere dotata di serranda
con settore esterno con vite di blocco e graduazione onde poter venire a conoscenza della posizione
assunta dalla serranda stessa.
103
I canali a sezione rettangolare con lato di dimensione superiore a 350 mm saranno rinforzati con
nervature trasversali.
I canali con lato maggiore superiore a 1200 mm dovranno avere un rinforzo angolare trasversale al
centro del canale; tale angolare dovrà avere le stesse dimensioni di quelli adottati per le flange.
Salvo casi particolari, da approvarsi di volta in volta, il rapporto tra il lato maggiore e quello minore non
dovrà superare 4:1.
Le flange saranno sempre realizzate con profilati zincati.
Dovunque richiesto o necessario saranno previsti dei fori, opportunamente realizzati, per l’inserimento
di strumenti atti alla misura di portate, temperature, pressioni, velocità dell’aria, ecc.
SUPPORTI DEI CANALI
Nei percorsi orizzontali i supporti saranno costituiti da profilati posti sotto i canali nel caso questi
abbiano sezione rettangolare o da collari composti da due gusci smontabili per i canali circolari.
Per i condotti a sezione rettangolare fino a 800 mm di lato saranno impiegati dei profili stampati ad "L"
(squadrette) di lamiera zincata, fissate al condotto mediante viti autofilettanti oppure rivetti.
Tali supporti, saranno sospesi mediante tenditori regolabili a barra filettata zincata e provvisti di
guarnizione in neoprene per evitare la trasmissione di vibrazioni alle strutture.
I tenditori saranno ancorati alle strutture mediante tasselli ad espansione o altro sistema idoneo
comunque tale da non arrecare pregiudizio alla statica e alla sicurezza delle strutture. L’uso di chiodi "a
sparo" conficcati verticalmente nella struttura, sarà sconsigliato per carichi sospesi. In ogni caso il
sistema d’ancoraggio dovrà essere espressamente approvato dalla Direzione Lavori. Non sarà
consentita la foratura dei canali per l’applicazione d’altri tipi di supporti. Il numero di supporti e la
distanza tra gli stessi dipenderà dal percorso, dalle dimensioni e dal peso dei canali. Di regola
comunque, le condotte con sezione di area sino a 0.5 m² vanno sostenute con staffaggi il cui interasse
non sia inferiore a 3 m, mentre le condotte con sezione di area da 0.5 m² a 1 m² vanno sostenute con
staffaggi il cui interasse non sia superiore a 1.5 m².
Nei percorsi verticali i supporti saranno costituiti da collari, con l’interposizione di uno strato di feltro o
neoprene o altro materiale elastico in grado di assorbire le vibrazioni.
Per le modalità di ancoraggio, il numero e la distanza dei collari vale quanto già indicato in precedenza.
In casi particolari potrà essere richiesta una sospensione munita di sistema a molla oppure con
particolari antivibranti in gomma.
Quando non siano previsti appositi cavedi, nell’attraversamento di pareti, divisori, soffitti, etc. tra il
canale e la struttura attraversata andrà interposto uno spessore di feltro in fibra di vetro che impedisca
la trasmissione di vibrazioni e la formazione di crepe.
PRESCRIZIONI PER L’INSTALLAZIONE
I canali, salvo indicazioni esplicite differenti, dovranno correre parallelamente alle pareti, alle travi ed
alle strutture in genere, oppure in posizione ortogonale ad esse.
Durante il montaggio in cantiere, le estremità e le diverse aperture dei canali, saranno tenute chiuse da
appropriate coperture (tappi, fondelli) in lamiera.
Se richiesto, prima della messa in moto degli impianti, tutte le bocchette di mandata saranno ricoperte
con della tela; dopo due ore di funzionamento questa copertura sarà eliminata e tutte le bocchette
pulite, smontandole se necessario.
PROVE DI TENUTA
Per canali a bassa velocità e bassa pressione non sarà richiesta una specifica prova per la verifica
della tenuta; comunque, la realizzazione e la successiva installazione dei canali saranno sempre
curate perché non si abbiano palesi perdite d’aria nelle normali condizioni d’esercizio.
- CLASSE DI TENUTA "A" - Perdita per fughe d’aria ammessa: 2.4 l/s·m² (a una pressione di prova di
1000 Pa)
Per la realizzazione di distribuzioni aerauliche con condotte aggraffate, per impiego in sale riunioni,
aule, laboratori, uffici, etc.
IDENTIFICAZIONE DEI CANALI
Ogni 10 metri, saranno poste frecce di lunghezza 30 cm indicanti il senso di percorrenza dell’aria.
RINFORZI
I canali a sezione rettangolare con lato di dimensione sino a 600 mm saranno bombati mentre per le
misure superiori saranno rinforzati con angolari in acciaio zincato come segue:
Lato maggiore del canale Dimens. dell'angolare di rinforzo
Distanza max tra gli angolari di rinforzo da 610 mm a 1000 mm 250x250x30 mm 1,00 metro oltre 1000
mm 400x400x40 mm 0,50 metri
I canali con lato maggiore superiore a 1000 mm avranno un rinforzo angolare longitudinale al centro
del lato maggiore.
104
IMPIANTI MECCANICI - Art.6.2
TERMINALI DI DISTRIBUZIONE ARIA
BOCCHETTE DI MANDATA
Le bocchette saranno in acciaio del tipo a doppia fila di alette orientabili, indipendenti, al fine di poter
correggere la sezione di passaggio e, conseguentemente, il lancio (la definitiva scelta del materiale
costituente le bocchette verrà concordata durante le attività di D.L.)
La fornitura dovrà intendersi completa di controtelaio, serranda di regolazione a contrasto e quant’altro
necessiti per il montaggio ed il regolare funzionamento.
Bisognerà, altresì, tener presente le caratteristiche architettoniche dell’ambiente cercando di evitare
ostacoli alla migliore distribuzione dell’aria in modo da avere un flusso regolare senza formazione di
correnti fastidiose.
DIFFUSORI MULTIDIERZIONALI AULA MAGNA
I diffusori rettangolari multidirezionali saranno in alluminio anodizzato, con serranda di
Regolazione, con una cornice esterna e da una parte centrale removibile, ad elementi divergenti
multipli. Saranno del tipo a 3 vie in modo da non creare fastidiose correnti d’aria alle persone presenti
in sala.
DIFFUSORI SCUOLA
I diffusori a servizio della scuola saranno circolari a coni regolabili, in acciaio con serranda di
regolazione, per montaggio a soffitto. Saranno dotati di regolazione della portata d’aria per lancio
verticale per riscaldamento.
IMPIANTI MECCANICI - Art.6.3
GRIGLIE
GRIGLIE DI RIPRESA ARIA
Le griglie di ripresa, saranno in acciaio ad alette fisse con distanziatori montati in modo da eliminare
ogni vibrazione e saranno munite di serranda di taratura. (la definitiva scelta del materiale costituente
le bocchette verrà concordata durante le attività di D.L.).
La velocità d’attraversamento dell’aria dovrà essere inferiore a 1.5 m/s.
L’applicazione avverrà con viti nascoste.
GRIGLIE DI PRESA ARIA ESTERNA E DI ESPULSIONE
Le griglie saranno in acciaio zincato ad alette fisse a speciale profilo antipioggia, con rete zincata
antinsetti.
Dovrà anche essere presa in considerazione l’altezza d’installazione per garantire un’efficace
protezione dalla neve, onde evitare depositi che possano impedire il regolare flusso dell’aria.
La velocità d’attraversamento dell’aria dovrà essere inferiore a 2.5 m/s per griglie di presa aria esterna
e 4 m/s per le griglie di espulsione.
IMPIANTI MECCANICI - Art.6.4
SERRANDE
SERRANDE DI TARATURA IN ACCIAIO ZINCATO
Dovranno corrispondere a quanto prescritto dalle norme DIN 1946, costituite da alette nervate semplici
in lamiera di acciaio zincato, a movimento contrapposto, con assi alloggiati in boccole di nylon e telaio
con profilo ad "U", levismi in lamiera d’acciaio zincato, servocomando elettrico o pneumatico. Complete
di controtelaio in acciaio zincato di fissaggio a canale e di ogni accessorio per la perfetta messa in
opera nel rispetto della normativa vigente.
SERRANDE TAGLIAFUOCO
Le serrande tagliafuoco saranno utilizzate ovunque sarà necessario attraversare solette o pareti
tagliafuoco, dove indicato sui disegni o elaborati di progetto, o comunque se richiesto dai VV.F.
Saranno del tipo certificato, secondo UNI EN 1366-2 per installazione verticale ed orizzontale per
installazione a parete o da canale, costituite da un involucro, ed accessori di funzionamento in lamiera
zincata o in altro materiale come specificato nell’Elenco Prezzi Unitari, complete di dispositivi
automatici di chiusura, battute angolari inferiore e superiore, bussole in plastica e movimento di
sgancio termico tramite fusibile con temperatura di fusione al valore prescritto e tramite dispositivo di
riarmo di tipo motorizzato ed asservito a sistema centralizzato di rilevazione incendi, se richiesto.
Saranno previsti microinterruttori per la segnalazione di stato della serranda.
Tutti i modelli saranno rigorosamente accompagnati da certificazione conforme a quanto prescritto dai
VV.F.
105
L’installazione della pala di chiusura dovrà avvenire perfettamente in asse con la struttura di
compartimento relativa. In tal senso sarà preferibile utilizzare serrande omologate dotate di beveraggio
di rimando a comando remoto fuori parete.
In alternativa saranno fornite serrande dotate di cofanatura in fibrosilicati dotata della medesima
resistenza al fuoco del compartimento.
Sarà comunque evitato lo scasso della parete o di parte di essa al fine dell’inserimento delle
apparecchiature di comando della serranda con relativa riduzione del grado di resistenza della
compartimentazione stessa.
SETTI TAGLIAFUOCO
Nei tratti terminali alle bocchette di mandata e ripresa aria o nelle pareti confinanti locali
compartimentali dove necessiti griglia di transito (per esempio depositi di piano etc.) potranno essere
utilizzati setti tagliafuoco termoespandenti di tipo certificato REI 60/90/120.
Non potranno essere utilizzati qualora installati in canali per i quali debba essere eventualmente
garantito il passaggio d’aria al fine del lavaggio post incendio (se richiesto dai VV.F e/o dagli elaborati
di progetto.
Le portine d’ispezione saranno in lamiera di forte spessore con intelaiatura in profilati, complete di
cerniere, maniglie apribili da entrambi i lati, guarnizioni ed oblò di ispezione.
IMPIANTI MECCANICI - Art.7
MODO DI ESECUZIONE DEI LAVORI
Tutti i lavori devono essere eseguiti secondo le migliori regole d'arte e le prescrizioni della direzione, in
modo che l'impianto risponda perfettamente a tutte le condizioni stabilite nel capitolato speciale
d'appalto ed al progetto.
L'esecuzione dei lavori deve essere coordinata secondo le prescrizioni della direzione dei lavori e con
le esigenze che possano sorgere dal contemporaneo eseguimento di tutte le altre opere nell'edificio
affidate ad altre ditte.
La ditta assuntrice è pienamente responsabile degli eventuali danni arrecati, per fatto proprio e dei
propri dipendenti, alle opere dell'edificio.
IMPIANTI MECCANICI - Art.8
VERIFICHE E PROVE PRELIMINARI DELL'IMPIANTO
La verifica e le prove preliminari di cui appresso si devono effettuare durante l’esecuzione delle opere
ed in modo che risultino completate prima della dichiarazione di ultimazione dei lavori:
a)
verifica preliminare, intesa ad accertare che la fornitura del materiale costituente l'impianto,
quantitativamente e qualitativamente, corrisponda alle prescrizioni contrattuali;
b)
prova idraulica a freddo, se possibile a mano a mano che si esegue l'impianto ed in ogni caso
ad impianto ultimato, prima di effettuare le prove di cui alle seguenti lett. c) e d).
Si ritiene positivo l'esito della prova quando non si verifichino fughe e deformazioni permanenti;
c)
prova preliminare di circolazione, di tenuta e di dilatazione con fluidi scaldanti e raffreddanti.
Dopo che sia stata eseguita la prova di cui alla lett. b), si distingueranno diversi casi, a seconda del
tipo di impianto, come qui appresso indicato:
per gli impianti ad acqua calda, portando a 85°C la temperatura dell'acqua e mantenendola per il
tempo necessario per l'accurata ispezione di tutto il complesso delle condutture e dei corpi scaldanti.
L'ispezione si deve iniziare quando la rete abbia raggiunto lo stato di regime con il suindicato valore
massimo di 85°C.
Si ritiene positivo il risultato della prova solo quando in tutti, indistintamente, i corpi scaldanti l'acqua
arrivi alla temperatura stabilita, quando le dilatazioni non abbiano dato luogo a fughe o deformazioni
permanenti e quando il vaso di espansione contenga a sufficienza tutta la variazione di volume
dell'acqua dell'impianto;
per gli impianti a vapore, portando la pressione al valore massimo stabilito e mantenendolo per il
tempo necessario come sopra indicato.
L'ispezione si deve iniziare quando la rete abbia raggiunto lo stato di regime col suindicato valore
massimo della pressione.
Si ritiene positivo il risultato della prova solo quando il vapore arrivi ai corpi scaldanti alla temperatura
corrispondente alla pressione prevista e quando le dilatazioni non abbiano dato luogo a fughe o
deformazioni permanenti;
d)
per gli impianti di condizionamento invernale dell'aria, una volta effettuate le prove di cui alla
precedente lett. c), si procederà ad una prova preliminare della circolazione dell'aria calda, portando la
temperatura dell'acqua o la pressione del vapore circolanti nelle batterie ai valori massimi previsti;
e)
per gli impianti di condizionamento estivo dell'aria, una volta effettuate le prove di cui alla
precedente lett. c), si procederà ad una prova preliminare della circolazione dell'aria raffreddata,
106
portando la temperatura dell'acqua fredda circolante nelle batterie ai valori corrispondenti alla massima
potenza d'impianto prevista.
La verifica e le prove preliminari di cui sopra devono essere eseguite dalla Direzione dei lavori in
contraddittorio con l'Impresa e di esse e dei risultati ottenuti si deve compilare regolare verbale.
Ove trovi da eccepire in ordine a quei risultati, perché, a suo giudizio, non conformi alle prescrizioni del
presente Capitolato programma, il Direttore dei lavori emette il verbale di ultimazione dei lavori solo
dopo aver accertato, facendone esplicita dichiarazione nel verbale stesso, che da parte dell'Impresa
siano state eseguite tutte le modifiche, aggiunte, riparazioni e sostituzioni necessarie.
S'intende che, nonostante l'esito favorevole delle verifiche e prove preliminari suddette, l'Impresa
rimane responsabile delle deficienze che abbiano a riscontrarsi in seguito, anche dopo il collaudo, e
fino al termine del periodo di garanzia di cui all'articolo relativo alla garanzia dell'impianto.
107
CAPITOLO III
SPECIFICHE TECNICHE IMPIANTI IDRICO-SANITARI
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.1
PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
Gli impianti idrico-sanitari devono essere progettati conformemente a quanto indicato nelle rispettive
norme UNI, in base alla specifica destinazione d'uso dell'edificio e al suo sviluppo planimetrico e
altimetrico, al fine di garantire il regolare e sicuro funzionamento. In particolare:
UNI 9182: impianti di alimentazione e distribuzione d’acqua fredda e calda.
UNI 12056: sistemi di scarico funzionanti a gravità all’interno degli edifici
a) Per il dimensionamento delle condutture di adduzione dell'acqua saranno assunte le portate e le
pressioni nominali dei rubinetti di erogazione per apparecchi sanitari di seguito riportate:
Portata
l/s
Apparecchio
Lavabi
Bidet
Vasi a cassetta
Vasi con passo rapido o flussometro Ø3/4"
Vasca da bagno
Doccia
Lavello di cucina
Lavabiancheria
Vuotatoio con cassetta
Idrantino Ø1/2"
Idrantino Ø 3/4"
Idrantino Ø 1"
0,10
0,10
0,10
1,50
0,20
0,15
0,20
0,10
0,15
0,40
0,60
0,80
Pressione
minima
kPa
50
50
50
150
50
50
50
50
50
100
100
100
Qualora la pressione disponibile non sia sufficiente a garantire le portate degli erogatori sopra indicate,
dovrà essere previsto un sistema di sopraelevazione della pressione.
b)
Per il dimensionamento delle reti di scarico delle acque usate saranno assunti i seguenti valori
di unità di scarico per apparecchio:
Apparecchio
Doccia (per un solo soffione)
Lavabo
Bidet
Vaso con cassetta
Lavello di cucina
Lavapiatti
Lavabiancheria
Lavabo con piletta di scarico Ø > 1 1/2"
Lavabo circolare (per ogni erogatore)
Piletta da pavimento
Combinazione lavabo-bidet-vasca-vaso con cassetta
Combinazione lavabo-bidet-vasca-vaso con flussometro
Combinazione lavabo-vaso con cassetta
Combinazione lavabo-vaso con flussometro
Unità
di scarico
2
1
2
4
2
2
2
2
2
1
7
10
4
8
Qualora non fosse possibile convogliare per gravità le acque di scarico nella fognatura comunale,
dovrà essere previsto un sistema di accumulo e sollevamento fino al punto in cui sia possibile farle
defluire per gravità.
Se espressamente richiesto dai regolamenti d'igiene dei singoli Comuni, dovrà essere previsto un
sistema di depurazione con caratteristiche rispondenti alle indicazioni di detti regolamenti.
108
c)
Per il dimensionamento delle reti di scarico delle acque meteoriche dovranno essere assunti i
valori dell'altezza e della durata delle piogge, pubblicati nell'annuncio statistico meteorologico dell'Istat
relativamente al luogo in cui è situato l'edificio.
Per le superfici da considerare nel calcolo vale quanto indicato nelle norme UNI 9184 punto 7.3.
Qualora non fosse possibile convogliare per gravità le acque di scarico nella fognatura comunale,
dovrà essere previsto un sistema di accumulo e sollevamento fino al punto a partire dal quale sia
possibile farle defluire per gravità.
È consentito, se non espressamente vietato dai regolamenti di igiene dei singoli Comuni, usare un
sistema di accumulo e di sollevamento comune sia per le acque usate sia per quelle meteoriche.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.2
QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
IMPIANTI IDRICO-SANITARI- Art.2.1
TUBAZIONI IN MULTISTRATO
Tubazioni MULTISTRATO con PE-X/AL/PE-X costruiti in base alle indicazioni riportate nella norma
UNI 10954-1 e conformi al DMS 174 del 06/04/2004 per la realizzazione della rete idrosanitaria e di
impianti di riscaldamento a pavimento.
Raccorderia: in ghisa malleabile o in materiale plastico idoneo.
Le guarnizioni saranno in gomma adatte per uso alimentare.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI- Art.2.2
TUBAZIONI IN ACCIAIO ZINCATO RIVESTITE
Le tubazioni saranno in acciaio zincato senza saldatura filettate UNI 8863, con rivestimento esterno in
polietilene triplo strato rinforzato secondo UNI 9099.
Raccorderia, pezzi speciali, giunzioni e staffaggi, come prescritto per i tubi non rivestiti e dalle norme
vigenti.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI- Art.2.3
TUBAZIONI IN PEAD PER ACQUA
Campo di impiego: tubazioni acqua potabile ad uso sanitario.
I tubi saranno in Polietilene rigido (Pead) ad elevata densità (0.955 g/cm³ a 20 °C) di colore nero co n
un campo di applicazione pratico da -20 °C fino a p unte di +100 °C (ISO R 161).
I raccordi, sempre realizzati nel medesimo materiale, ricavati per fusione sotto pressione dovranno
avere le basi rinforzate (spessore maggiorato), questo per consentire:
•
un riscaldamento più lento del raccordo ed una migliore compensazione in caso di carichi termici
irregolari;
•
nessuna deformazione del raccordo, per merito delle forze conseguenti alla dilatazione ad elevata
temperatura.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI- Art.2.4
TUBAZIONI PER CONDOTTE DI SCARICO
Campo di impiego: reti di scarico.
Per condotte di scarico:
Saranno in PEAD, PE63 – PN 3,2, colore nero, conforme alle norme UNI 7613 tipo 303.
Per condotte di scarico interrate:
Saranno in PVC compatto o strutturato, con giunti a bicchiere ed anello elastomerico secondo UNI
1401, colore rosso mattone RAL 8023. Classe di rigidità SN 4 KN/mq
Per ventilazioni e pluviali:
Saranno in PVC rigido con bicchiere ad incollaggio secondo le norme UNI 7443 serie normale tipo
301, colore avorio o grigio (RAL 7037), marrone (RAL 8017).
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.3
ALIMENTAZIONE, PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.3.1
ALIMENTAZIONE E DISTRIBUZIONE ACQUA FREDDA
Alimentazione
109
L'alimentazione dell'acqua necessaria al fabbisogno dell'edificio sarà derivata direttamente
dall'acquedotto cittadino, a valle del contatore (la linea di alimentazione idrica fino alla centrale è
esclusa dall’appalto).
I serbatoi di accumulo dovranno avere i requisiti richiesti nelle norme UNI 9182, al punto 7.6.2.
Distribuzione
Dovrà essere adottata una distribuzione dell'acqua in grado di:
garantire l'osservanza delle norme di igiene;
assicurare la pressione e la portata di progetto alle utenze;
limitare la produzione di rumori e vibrazioni.
La distribuzione dell'acqua deve essere realizzata con materiali e componenti idonei e deve avere le
parti non in vista facilmente accessibili per la manutenzione.
Le tubazioni costituenti la rete di distribuzione dell'acqua fredda dovranno essere coibentate con
materiale isolante, atto ad evitare il fenomeno di condensa superficiale.
È assolutamente necessario evitare il ritorno di eventuali acque contaminate sia nell'acquedotto che
nella distribuzione di acqua potabile, mediante disconnettore idraulico.
Ogni distribuzione di acqua potabile, prima di essere utilizzata, dovrà essere pulita e disinfettata come
indicato nelle norme UNI 9182, punto 25.
Le colonne montanti della rete di distribuzione saranno munite di un organo di intercettazione, con
rubinetto di scarico alla base e ammortizzatore di colpo d'ariete in sommità.
Su ogni conduttura di collegamento di una colonna con gli apparecchi sanitari, da essa serviti in uno
stesso ambiente, sarà installato un organo di intercettazione.
Dovranno comunque essere osservati i criteri riportati nel D.M.L.P. 12 dicembre 1985.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.3.2
PRODUZIONE E DISTRIBUZIONE ACQUA CALDA
Produzione
I sistemi di produzione dell'acqua calda saranno del tipo ad accumulo con n.1 bollitore da lt 800
corredato da scambiatori a serpentino. Il fluido caldo di alimentazione del serpentino principale sarà
prodotto da collettori solari installati in copertura. Tali collettori saranno installati con staffe con
inclinazione dei pannelli di 60° rispetto alla cope rtura. Tali collettori garantiranno una superficie utile
pari a 16 mq e ogni modulo avrà le seguenti caratteristiche:
Modulo solare ad assorbimento 2 mq
vasca in alluminio prestampata
Piastra captante in rame in un unico pezzo con finitura altamente selettiva effettuata tramite un
trattamento che permette altissime prestazioni.
Tubi in rame saldati sulla piastra ad ultrasuoni, di diam. 8x0,5 mm per la conduzione del liquido
termovettore. I tubi collettori sono anch’essi in rame diam. 22x0,8 mm quello superiore è strozzato al
centro per permettere una doppia lunghezza termica e facilità di installazione.
Vetro solare temprato antigrandine da 4 mm, guarnizione in EPDM per la tenuta del vetro in un unico
pezzo, pozzetto in rame per sonda, raccordi olandesi 1” con guarnizione piatta.
SUPERFICIE LORDA: 2,11 MQ
SUPERFICIE NETTA: 1,9 MQ
MISURE: 2036 X 1035 X 98 mm
ISOLAMENTO: lana di roccia 50 mm
ASSORBIMENTO SUP. SELETTIVA: 92% circa
EMISSIONE: 5% circa
TRASMISSIONE ENERGIA VETRO: 90% circa
CONTENUTO DI FLUIDO NEL PANNELLO: 1,4 litri
PERDITA PRESS. DI UN MODULO: Portata 200 l/h 0,1m Ws (a 40° C, 40 % FS)
MAX PRESSIONE D’ESERCIZIO: 10 bar
MAX TEMPERATURA: 180° + temp. Ambiente
PESO A VUOTO: 39 kg
RENDIMENTO MINIMO: testato >525 Kwh/mqa
Il bollitore per l’accumulo avrà capacità paria 800 litri, fornito di 2 scambiatori di calore integrati a tubo
liscio e rivestito in smalto a due strati, è ideale per essere combinato con gli impianti solari. Possibilità
di inserire una resistenza elettrica. Flangia diam. 168 mm, isolamento 50 mm in espanso rigido
(schiumato duro). Lo scaldacqua è provvisto di un anodo di protezione al magnesio e di un
termometro. Pressione massima d’esercizio 6 bar. Nel serbatoio montato e collaudato sono presenti:
un gruppo si ritorno isolato termicamente con valvola di sfiato per una superficie di collettori fino a 16
mq e una centralina solare efficiente e di facile utilizzo. Valvola di sicurezza e collegamenti per il vaso
d’espansione inclusi. Altezza 1805 mm, diam. 750 mm. Serpentino superiore 1,20 mq, inferiore 2,00
mq, peso 187 Kg circa.
110
In soccorso all’impianto solare verrà utilizzato il fluido caldo prodotto dalla centrale termica ed
alimentante il secondo serpentino.
Distribuzione
La distribuzione dell'acqua calda avrà le stesse caratteristiche di quella dell'acqua fredda.
Per gli impianti con produzione di acqua calda centralizzata, dovrà essere realizzata una rete di
ricircolo in grado di garantire la portata e la temperatura di progetto entro 15 s dall'apertura dei
rubinetti.
La rete di ricircolo può essere omessa quando i consumi di acqua calda sono continui, o gli erogatori
servono al riempimento complessivo inferiore a 50 m.
La temperatura di distribuzione dell'acqua calda, negli impianti con produzione centralizzata, non deve
essere superiore a 48°C + 5°C di tolleranza, nel pu nto di immissione nella rete di distribuzione, come
indicato nel D.P.R. 26-8-1993, n. 412.
Le tubazioni delle reti di distribuzione e di ricircolo dell'acqua calda devono essere coibentate con
materiale isolante di spessore minimo come indicato nella tabella I dell'allegato B del D.P.R. n. 412
sopra citato.
Come per la distribuzione dell'acqua fredda, le colonne montanti della rete di distribuzione dell'acqua
calda saranno munite di un organo di intercettazione, con rubinetto di scarico alla base e
ammortizzatore di colpo d'ariete in sommità.
Su ogni conduttura di collegamento di una colonna con gli apparecchi sanitari, da essa serviti in uno
stesso ambiente, sarà installato un organo di intercettazione.
Le colonne di ricircolo dell'acqua calda saranno collegate nella parte più alta del circuito.
Dovranno comunque essere osservati i criteri riportati nel D.M.L.P. 12-12-1985.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.4 PRESCRIZIONI ESECUTIVE
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.4.1
CIRCUITI ACQUA POTABLE AD USO SANITARIO E ANTINCENDIO
Saranno realizzati:
•
fuori terra: in acciaio zincato senza saldature;
•
interrate: in acciaio zincato senza saldature rivestite in polietilene triplo strato
Giunzioni:
Le tubazioni in acciaio zincato non dovranno essere sottoposte per nessun motivo a saldatura sia
autogena che elettrica.
Le estremità dei tubi dopo il taglio e la filettatura dovranno essere prive di bave.
I lubrificanti per il taglio e i prodotti per la tenuta dovranno essere privi di:
•
oli minerali o grafite
•
additivi solubili o no, contenenti prodotti a base di cloro, fosforo e zolfo
•
sostanze in genere che possono compromettere la potabilità dell’acqua.
Saranno ammesse le seguenti tipologie di giunzione:
•
saldatura (solo per tubazioni in acciaio inox)
•
mediante flange per diametri > DN 65 solo per il collegamento di valvole, serbatoi ecc.
•
mediante giunti a tre pezzi, tee, curve, gomiti, manicotti, ecc. per diametri sino a 4” (escluso il
collegamento di valvole, serbatoi, ecc. per diametri superiori a 2”).
Tutte le flange saranno in acciaio UNI 673 Aq 42, forgiate a stampo, tornite esternamente,
internamente e sulla superficie di contatto, zincate dopo lavorazione, del tipo a collarino filettate gas
UNI 2254 PN 10/16 con risalto UNI 2229/67 e rigatura di tenuta.
Guarnizioni:
Le guarnizioni saranno in gomma adatte per uso alimentare.
Bulloneria:
I bulloni saranno zincati e completi di vite del tipo a testa esagonale e di dado esagonale secondo UNI
5727-65.
Installazione tubazioni aeree in genere:
Le tubazioni dovranno essere installate in condizioni di massima sicurezza ed accuratezza con tutti i
necessari accorgimenti per permettere la libera dilatazione delle linee.
Le tubazioni dovranno essere installate nella posizione e alle quote indicate sui disegni di progetto o
secondo le indicazioni della D.L.
111
Saranno prodotti i disegni costruttivi relativi alle posizioni ed ai percorsi a seguito dei rilievi effettuati in
cantiere per gli spazi effettivamente disponibili (cavedi, passaggi a soffitto in aree tecniche, passaggi in
controsoffitto ecc.), verificando in particolare le interferenze con gli altri impianti. I disegni dovranno
essere sottoposti alla D.L. che li confronterà con quelli di progetto e dovrà darne approvazione.
Si dovrà provvedere a modificare, qualora per esigenze realizzative fosse necessario, i percorsi delle
tubazioni, rispetto ai disegni di progetto.
I termometri, i manometri, e le targhette dovranno essere installati in modo da consentire una agevole
lettura dal piano di calpestio o da eventuali piattaforme o passerelle di servizio.
Le strumentazioni (termostati, sonde di temperatura, pressione, portata ecc.) dovranno potersi
agevolmente smontare e senza dover scaricare l’impianto.
Per quanto possibile dovranno essere usate verghe di tubo nella loro completa lunghezza per ridurre il
numero delle giunzioni e saldature.
I raccordi di riduzione dovranno essere prefabbricati di tipo concentrico.
Le valvole, le strumentazioni e le altre apparecchiature necessarie per il normale esercizio degli
impianti dovranno essere installate in posizioni accessibili. In caso contrario si provvederà a realizzare
passerelle di accesso regolamentari.
Le tubazioni dovranno essere installate con la pendenza indicata sui disegni di progetto e comunque in
modo da favorire lo sfogo dell’aria contenuta nell’impianto attraverso i punti alti.
Tutte le tubazioni immagazzinate in cantiere prima della posa dovranno essere protette alle estremità
da idonei tappi che impediscano l’introduzione di corpi estranei.
Tubazioni interrate:
Realizzate con tubazioni rivestite in polietilene.
Se non diversamente specificato le tubazioni interrate verranno posate su letto di sabbia con
sovrastante riempimento composto da sabbia per uno spessore sufficiente a garantire l’incolumità del
tubo.
Nella posa si dovranno seguire i seguenti accorgimenti:
•
il rivestimento delle tubazioni dovrà essere attentamente protetto, se danneggiato dovrà essere
riparato prima della posa nello scavo;
•
i tiranti, i morsetti, la bulloneria ecc. dovranno essere protetti mediante applicazione di una
spalmatura di bitume;
•
le estremità lisce ed i bicchieri di accoppiamento delle tubazioni dovranno essere accuratamente
puliti prima della messa in opera delle guarnizioni di tenuta;
•
la giunzione delle tubazioni dovrà essere eseguita in accordo alle istruzioni del costruttore dei tubi
•
il letto di posa dovrà essere preparato per sopportare idoneamente la tubazione che non dovrà
essere posata in presenza di fango, neve o terreno gelato.
La D.L. dovrà verificare l’idoneità dello scavo, dei materiali di posa impiegati da terzi, la conformità
delle pendenze al progetto di appalto.
Posa delle tubazioni:
Le tubazioni saranno posate con interassi idonei a consentire lo smontaggio ed a permettere la
corretta esecuzione del rivestimento isolante.
I circuiti saranno studiati in modo da consentire il completo svuotamento degli stessi nei punti bassi e
la totale eliminazione dell’aria dai punti alti.
Le dilatazioni dei tratti rettilinei saranno compensate con i bracci relativi ai cambiamenti di direzione
delle tubazioni sempre che non si vengano a creare spinte eccessive non compatibili con le strutture
esistenti e le apparecchiature collegate.
Saranno previsti gli opportuni punti fissi e guide.
Nel caso di tubazioni incassate (a parete od a pavimento) saranno rivestite con guaine isolanti aventi la
duplice funzione di consentire l’eventuale dilatazione e di proteggere le superfici contro aggressioni di
natura chimica.
E’ assolutamente vietato piegare qualsiasi tipo di tubazione ricoperta con guaina isolante senza prima
aver provveduto alla rimozione della stessa; una volta eseguita la piegatura dovrà essere ripristinata la
guaina.
I tee saranno realizzati ad innesto con il sistema “a scarpa” utilizzando una curva in acciaio a 90° d i
adatto diametro ed opportunamente sagomata in modo da ottenere una perfetta corrispondenza con
l’apertura sul fianco del tubo costituente il circuito principale.
Le riduzioni saranno di tipo concentrico od eccentrico senza saldatura in relazione alle varie esigenze e
comunque preventivamente concordate con la Direzione lavori.
I circuiti saranno equipaggiati dei dispositivi per lo sfogo dell’aria in ogni punto alto e di quelli per lo
scarico dell’acqua in ogni punto basso.
L’uso di dispositivi automatici per lo sfogo dell’aria verrà utilizzato solo per brevi tratti di tubazione e
dovrà essere concordato con la Direzione Lavori.
112
Al di sopra del punto di collegamento con la tubazione principale ciascun sfogo d’aria sarà dotato di un
barilotto in acciaio nero, avente capacità non inferiore a 0,4 dm3 atto a contenere tutta l’aria che
tendesse a raccogliersi nel punto alto durante l’intervallo compreso fra due successive manovre di
spurgo.
A valle del barilotto la tubazione di sfogo riprenderà il suo diametro iniziale, sarà piegata a 180° e
scenderà verso il basso fino a quota +1,40 m dal pavimento dove sarà installata una valvola a sfera di
intercettazione.
Ove possibile sotto alla valvola suddetta verrà installato un imbuto collegato alla rete di scarico.
Le dimensioni, la forma dell’imbuto e la posizione della valvola rispetto all’imbuto risulteranno tali da
evitare fuoriuscite di acqua (per traboccamento o spruzzi) durante la manovra di sfogo.
Il sistema di ancoraggio alle strutture dei dispositivi di sfogo aria sarà di tipo rigido per evitare
spostamenti e vibrazioni durante le manovre di sfogo dovuti all’afflusso di acqua mescolata con aria.
Dove possibile si convoglierà su di un unico imbuto più sfoghi d’aria mentre è assolutamente vietato
riunire più tubazioni di sfogo su di un’unica valvola.
Per quanto riguarda i dispositivi di scarico dei punti bassi, relativamente alla valvola ed all’imbuto di
raccolta, valgono le medesime prescrizioni fornite per gli sfoghi d’aria.
Nel caso non sia possibile l’installazione dell’imbuto si prevedrà una tubazione zincata collegata
direttamente con la rete di scarico.
Le tubazioni si installeranno a perfetta regola d’arte e particolare cura sarà riservata nell’assicurare che
gli assi dei tubi siano fra loro allineati, che i tratti verticali risultino perfettamente a piombo e che i tratti
orizzontali siano in bolla.
A quest’ultimo proposito fanno eccezione i tratti orizzontali appartenenti a circuiti per i quali, sui disegni
di progetto, siano date esplicite indicazioni riguardo la direzione ed il valore da assegnare alla
pendenza.
Pulizia e lavaggio interno tubazioni:
Le superfici interne delle tubazioni dovranno essere liberate da ogni traccia di sporcizia, residui di
lavorazione e scorie di ruggine.
Il metodo di pulizia e lavaggio linee dovrà essere concordato con la D.L.
Si provvederà a tutte le opere provvisionali temporanee necessarie per l’adduzione e lo scarico
dell’acqua e/o aria compressa necessari per il lavaggio delle tubazioni ed apparecchiature accessorie.
Se richiesto il lavaggio con detergente e/o gas inerte, si forniranno le apparecchiature ed i prodotti di
consumo necessari.
Per le operazioni di lavaggio le tubazioni dovranno essere isolate da tutte le apparecchiature mediante
flange cieche e tappi metallici.
Qualora ciò non fosse possibile e sulle tubazioni non fossero stati previsti filtri permanenti, si
provvederà ad installare filtri temporanei per la protezione delle pompe e delle valvole di regolazione e
di tutte le altre apparecchiature.
Dopo le operazioni di lavaggio, i filtri temporanei dovranno essere rimossi; i filtri permanenti, se
presenti, dovranno essere smontati ed accuratamente puliti.
Le tubazioni pulite con soluzioni detergente dovranno essere successivamente lavate con acqua per
eliminare ogni traccia di detergente.
Prove di tenuta:
Le prove di tenuta dovranno essere condotte su tutte le linee di tubazioni prima di effettuare i
collegamenti finali alle apparecchiature dell’impianto, applicare l’isolamento o di interramento.
Le tubazioni dovranno essere sottoposte a prova idraulica per la durata minima di 24 ore.
Pressioni di prova idraulica:
Reti acqua fredda potabile, calda sanitaria, addolcita kPa 1400
Le prove dovranno essere eseguite in contraddittorio alla presenza della D.L.
Saranno realizzate tutte le opere provvisionali necessarie per le prove di tenuta e fornire le pompe, gli
strumenti e le apparecchiature necessarie.
Le prove di tenuta dovranno essere eseguite per tratti di tubazioni in modo da non intralciare il
proseguimento dei lavori.
Gli strumenti, le valvole, le apparecchiature e quanto altro potrebbe essere soggetto a
danneggiamento dovrà essere isolato dalle tubazioni mediante l’interposizione di dischi o flange
cieche.
Con il sistema pressato e le valvole chiuse la pressione dovrà essere mantenuta per il periodo
richiesto senza apprezzabili diminuzioni.
Le perdite ed i difetti riscontrati in sede di ispezione e prove di tenuta saranno riparati immediatamente
e le prove ripetute fino ad esito favorevole.
113
Prove di tenuta a caldo:
Le prove di tenuta dovranno essere eseguite portando lentamente in temperatura le reti calde e
mantenendo poi la temperatura di progetto per la durata minima di 48 ore. Dovranno essere verificate
le corrette dilatazioni delle reti e la tenuta idraulica delle medesime.
Le prove dovranno essere eseguite c.p.d. al punto precedente.
Bilanciamento dei circuiti:
Saranno eseguite tutte le verifiche di bilanciamento dei circuiti e le tarature delle portate in accordo alle
specifiche di progetto.
Prove e verifiche funzionali:
Prima della accettazione finale, tutti i sistemi dovranno essere provati alle condizioni di esercizio, in
accordo alle prescrizioni del presente CSA e secondo le indicazioni che fornirà la D.L.
Tutte le valvole dovranno essere manovrate alle condizioni di esercizio per verificarne la funzionalità.
I vari fluidi dovranno circolare senza provocare vibrazioni, rumore e perdite.
Nelle tubazioni di trasporto liquidi non dovranno formarsi sacche d’aria e in quelle per gas ristagni di
condensa.
I drenaggi e gli sfiati dovranno scaricare liberamente travasi o perdite.
I difetti evidenziati dovranno essere rimossi fino alla completa accettazione della D.L.
Staffaggi:
Gli staffaggi dovranno essere realizzati con profilati e mensole di ancoraggio in acciaio al carbonio Fe
37 zincati a caldo, e dovranno rispondere all’attuale normativa antisismica vigente.
Dovranno essere realizzati in modo da eseguire facilmente e rapidamente strutture di sostegno quali
traverse, mensole e strutture autoportanti sul posto di installazione.
I collegamenti e gli ancoraggi vanno eseguiti tramite organi meccanici zincati, quali dadi e bulloni, barre
filettate ecc.
Il sostegno delle tubazioni dovrà avvenire mediante collari pensili con giunto sferico ove necessiti
evitare la deformazione della barra filettata in conseguenza della dilatazione lineare dovuta alla
escursione termica (tubazioni acqua calda > 50°C), senza giunto sferico per le altre tubazioni.
I collari in acciaio zincato dovranno essere corredati di barre filettate e bulloni anch’esse in acciaio
zincato, e di profilato in gomma per insonorizzare le tubazioni.
I supporti e gli staffaggi dovranno essere dimensionati considerando il peso proprio, il peso delle
tubazioni iene di acqua ed il peso dell’isolamento e le spinte statiche e dinamiche.
I supporti e gli staffaggi dovranno essere spaziati in modo da evitare sovraccarichi alle strutture
dell’edificio e spinte anomale ai bocchelli delle macchine collegate alle reti di tubazioni.
La spaziatura dovrà essere tale da evitare inflessioni apprezzabili alle tubazioni supportate.
La tabella che segue prescrive le distanze massime tra gli staffaggi:
Massima Distanza
tra gli ancoraggi
delle tubazioni (m)
DN 25
2,0
DN 32
2,5
DN 40
2,5
DN 50
3,0
DN 65
3,0
DN 80
3,5
DN 100
4,0
DN 125
4,5
DN 150
5,0
DN 200
5,5
DN 250
6,5
DN 300
6,5
Fatte salve prescrizioni diverse
della D.L. in fase esecutiva
Diametro tubo
La tabella non è applicabile nei casi in cui valvole, flange, filtri od altre apparecchiature creino carichi
concentrati fra due punti di staffaggio.
Il sovraccarico permesso dalle strutture dell’edificio potrà porre dei limiti alla posizione degli staffaggi,
in contrasto con la tabella di cui sopra.
114
In questo caso prevarranno i limiti dovuti alla struttura dell’edificio fatto salvo che non dovrà essere
superata la distanza massima assegnata dalla tabella.
Le tubazioni da isolare dovranno essere supportate con distanziatori che permettano la posa del
materiale isolante.
I distanziatori dovranno garantire l’annullamento del ponte termico nel caso di tubazioni convoglianti
acqua refrigerata e potabile fredda ad evitare la formazione di condensa.
Gli staffaggi ed i supporti saranno realizzati e posti in opera in modo da non comprimere o
danneggiare l’isolamento.
Le staffe saranno ancorate alle strutture in calcestruzzo o in muratura dell’edificio.
Per il fissaggio su pareti e strutture in calcestruzzo, ove non siano già state predisposte allo scopo
strutture metalliche dalle opere civili, dovranno essere utilizzati esclusivamente tasselli ad espansione
e su quelle in muratura a zanche murate.
Tutti i sistemi di ancoraggio dovranno essere approvati dalla D.L. prima dell’inizio dei lavori mediante
campionatura.
Non sarà comunque permesso l’uso di chiodi sparati.
Sarà permesso staffarsi alle strutture in calcestruzzo precompresso solo se predisposte allo scopo.
Targhette ed identificazione linee:
Tutte le valvole saranno dotate di targhette di dimensioni unificate riportanti la numerazione della
valvola ed il servizio.
La dimensione dei caratteri sarà tale da rendere agevole la lettura da una distanza minima di 2 m o
comunque da distanza superiore in caso di montaggio su tubazioni e/o dispositivi non accessibili.
Le targhette saranno in alluminio anodizzato o plastica dura con scritte pantografate e dotate di
distanziatore per consentire la posa della coibentazione.
Il fissaggio delle targhette avverrà mediante viti o chiodi a strappo o catenella metallica.
Sarà prodotta la campionatura per approvazione da parte della D.L. prima della installazione di tutte le
tipologie previste.
Le linee saranno identificate con targhette poste nei seguenti punti:
in corrispondenza di valvole di sezionamento sui due rami di una tubazione che attraversa una parete
ad ogni diramazione dalla tubazione principale
La scritta sarà in caratteri tali da potersi leggere facilmente dalla quota del pavimento.
Le linee saranno inoltre identificate con i colori codificati ogni 15 m per mezzo di bande di nastro in
vinile indelebili e della larghezza minima di 50 mm incollate utilizzando l’adesivo raccomandato dalla
casa fornitrice.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.4.2
APPARECCHI SANITARI E RUBINETTERIA
In generale, gli apparecchi sanitari dovranno avere le seguenti caratteristiche:
•
robustezza meccanica;
•
durabilità;
•
assenza di difetti;
•
resistenza all'abrasione;
•
pulibilità di tutte le parti;
•
a resistenza alla corrosione (per usi specifici);
•
adeguatezza alle prestazioni da fornire.
Per il posizionamento degli apparecchi, dovranno essere rispettate le indicazioni riportate nelle norme
UNI 9182, appendice V.
Di seguito si riportano le caratteristiche degli apparecchi.
Vasi
Dovranno essere conformi alla norma UNI 8949/1 se di porcellana sanitaria ed alla UNI 8196 se di
resina metacrilica.
Per tutti gli altri tipi non normati i criteri di scelta sono:
•
tenuta d'acqua del sifone incorporato, visibili e di altezza non minore a 50 mm;
•
superficie interne visibili completamente pulite dall'azione del flusso d'acqua comunque prodotto;
•
nessuna proiezione di schizzi all'esterno durante l'uso;
•
sedili costruiti con materiale non assorbente, di conduttività termica relativamente bassa, con
apertura frontale quando montati in servizi pubblici.
Lavabi
Dovranno essere conformi alle norme UNI 8951/1 se di porcellana sanitaria, ed alle UNI 8194 se di
resina metacrilica.
Per tutti gli altri tipi non normati i criteri di scelta sono:
115
ogni punto deve essere agevolmente raggiungibile per la pulizia;
il bacino di raccolta deve essere di conformazione tale da evitare la proiezione di spruzzi ed il ristagno
di acqua al suo interno a scarico aperto.
Lavelli e pilozzi
Dovranno avere le stesse caratteristiche dei lavabi e cioè: dimensioni delle vasche e collocazione della
rubinetteria tali da consentire la maneggiabilità del più grosso oggetto da sottoporre a lavaggio.
Piatti doccia
Dovranno essere conformi alle norme UNI 8192 se di resina metacrilica. Per tutti gli altri tipi i criteri di
scelta sono:
•
piatto doccia o, più genericamente, superficie di ricevimento ed evacuazione dell'acqua non
scivolosa;
•
conformazione della superficie di ricevimento tale da impedire il ristagno di acqua a scarico
aperto;
•
ogni punto agevolmente raggiungibile per la pulizia.
Bidet
Dovranno essere conformi alle norme UNI 8950/1, se di resina metacrilica. Per tutti gli altri tipi i criteri
di scelta sono:
•
ogni punto agevolmente raggiungibile per la pulizia;
•
nessuna proiezione di schizzi all'esterno durante l'uso;
•
alimentazione d'acqua realizzata in modo tale da non contaminare la distribuzione dalla quale è
derivata.
Rubinetti di erogazione e miscelazione
I rubinetti singoli ed i miscelatori dovranno essere conformi alla UNI prEN 200.
Tutti i tipi non normati devono avere le seguenti caratteristiche:
•
inalterabilità nelle condizioni d'uso previste;
•
tenuta all'acqua nel tempo;
•
conformazione dei getti tale da non provocare spruzzi all'esterno dell'apparecchio, per effetto
dell'impatto sulla superficie di raccolta;
•
proporzionalità fra apertura e portata erogata;
•
minima perdita di carico alla massima erogazione;
•
silenziosità ed assenza di vibrazione in tutte le posizioni di funzionamento;
•
facile smontabilità e sostituzione di pezzi, possibilmente con attrezzi elementari;
•
continuità nella variazione di temperatura fra la posizione di freddo e quella di caldo e viceversa
(per i rubinetti miscelatori).
Scarichi
Dovranno avere le seguenti caratteristiche:
•
inalterabilità;
•
tenuta fra otturatore e piletta;
•
facile e sicura regolabilità per il ripristino della tenuta stessa (scarichi a comando meccanico).
Sifoni
Dovranno avere le seguenti caratteristiche:
•
autopulibilità;
•
superficie interna esente da scabrosità che favoriscano depositi;
•
altezza minima del battente che realizza la tenuta ai gas di 50 mm;
•
facile accessibilità e smontabilità.
Tubi di raccordo rigidi e flessibili
(per il collegamento tra tubi di adduzione e rubinetteria)
I tubi metallici flessibili dovranno essere conformi alle norme UNI 9035.
Per tutti gli altri tipi non normati i criteri di scelta sono:
•
inalterabilità nelle condizioni d'uso previste;
•
indeformabilità in senso radiale alle sollecitazioni interne ed esterne dovute all'uso;
•
superficie interna esente da scabrosità che favoriscano i depositi;
•
pressione di prova uguale a quella dei rubinetti collegati.
116
Rubinetti a passo rapido, flussometri (per vasi, orinatoi e vuotatoi)
Dovranno avere le seguenti caratteristiche:
•
erogazione con acqua di portata, energia e quantità sufficienti ad assicurare la pulizia;
•
dispositivi di regolazione della portata e della quantità di acqua erogata;
•
costruzione tale da impedire ogni possibile contaminazione della rete di distribuzione dell'acqua a
monte per effetto di rigurgito;
•
contenimento del livello di rumore prodotto durante il funzionamento.
Cassette per l'acqua di pulizia (per vasi, orinatoi e vuotatoi)
Dovranno avere le seguenti caratteristiche:
•
troppopieno di sezione tale da impedire, in ogni circostanza, la fuoriuscita di acqua dalla cassetta;
•
rubinetto a galleggiante che regola l'afflusso dell'acqua, realizzato in modo che, dopo l'azione di
pulizia, l'acqua fluisca ancora nell'apparecchio, sino a ripristinare nel sifone del vaso il battente
d'acqua che realizza la tenuta ai gas;
•
costruzione tale da impedire ogni possibile contaminazione della rete di distribuzione dell'acqua a
monte per effetto di rigurgito;
•
contenimento del livello di rumore prodotto durante il funzionamento;
•
spazi minimi di rispetto per gli apparecchi sanitari.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.5
RETI DI SCARICO ACQUE USATE E METEORICHE
Recapiti acque usate
Il recapito delle acque usate deve essere realizzato in conformità al regolamento d'igiene del Comune
in cui è situato l'edificio.
In particolare, per scarichi con presenza di oli o di grassi, deve essere previsto un separatore prima del
recapito.
In prossimità del recapito, lo scarico dovrà essere dotato, nel verso del flusso di scarico, di ispezione,
sifone ventilato con tubazione comunicante con l'esterno, e derivazione.
Ventilazione
Le colonne di scarico, nelle quali confluiscono le acque usate degli apparecchi, attraverso le
diramazioni, saranno messe in comunicazione diretta con l'esterno, per realizzare la ventilazione
primaria. In caso di necessità, è consentito riunire le colonne in uno o più collettori, aventi ciascuno
una sezione maggiore o uguale alla somma delle colonne che vi affluiscono.
Per non generare sovrappressioni o depressioni superiori a 250 Pa, nelle colonne e nelle diramazioni
di scarico, l'acqua usata dovrà defluire per gravità e non dovrà occupare l'intera sezione dei tubi.
Dovrà essere realizzata una ventilazione secondaria per omogeneizzare le resistenze opposte al moto
dell'aria dei vari componenti le reti di scarico, così come indicato nelle norme UNI 9183 punto 8.2.6.
Reti di scarico acque meteoriche
Le reti di scarico delle acque meteoriche dovranno essere dimensionate tenendo conto dell'altezza di
pioggia prevista nel luogo ove è situato l'edificio, la superficie da drenare, le caratteristiche dei materiali
usati, la pendenza prevista per i tratti orizzontali, così come indicato nelle norme UNI 9184.
Le acque meteoriche saranno accumulate in apposito serbatoio d’accumulo modulare in polietilene,
irrigidito con apposite nervature, volume di 4000 Lt, comprensivo di filtro, pompa sommersa con
dispositivo ON-OFF automatico e fori di entrata ed uscita.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.5.1
PRESCRIZIONI GENERALI PER TUBAZIONI DI SCARICO
Il percorso delle tubazioni deve essere tale da non passare su apparecchiature o materiali per i quali
una possibile perdita possa provocare pericolo o contaminazione.
Quando questo non sia evitabile, occorre realizzare una protezione a tenuta al di sotto delle tubazioni
con proprio drenaggio e connesso con la rete generale di scarico.
117
Le curve ad angolo retto non devono essere impiegate nelle tubazioni orizzontali, ma soltanto per
connessioni fra tubazioni orizzontali e verticali. Normalmente non saranno da utilizzarsi neppure
derivazioni doppie piane e raccordi a T.
La connessione delle diramazioni alle colonne deve avvenire, preferibilmente, con raccordi formanti
angolo con la verticale vicino a 90°.
Nei cambiamenti di sezione delle tubazioni di scarico devono essere utilizzate riduzioni eccentriche,
così da tenere allineata la generatrice superiore delle tubazioni da collegare. I cambiamenti di
direzione saranno tali da non produrre perturbazioni nocive al flusso.
Gli attacchi dei raccordi di ventilazione secondaria devono essere realizzati entro le distanze massime
indicate nelle norme UNI 9183, appendice C.
Quando non hanno una connessione diretta con l'esterno, le colonne di ventilazione secondaria
devono essere raccordate alle rispettive colonne di scarico, in alto, a non meno di 15 cm al di sopra del
bordo superiore del più alto troppopieno di apparecchio allacciato ed, in basso, al di sotto del più basso
raccordo di scarico.
I terminali delle colonne uscenti verticalmente dalle coperture devono avere il bordo inferiore a non
meno di 0,15 m oppure di 2,00 m sopra il piano delle coperture, a seconda che le stesse siano o non
frequentate dalle persone.
Inoltre, i terminali devono distare non meno di 3,00 m da ogni finestra, a meno che non siano almeno
0,60 m più alti del bordo superiore delle finestre.
Dovranno essere previste ispezioni di diametro uguale a quello del tubo sino al diametro 100 mm e del
diametro di 100 mm per tubi di diametro superiore, nelle seguenti posizioni:
•
al termine della rete interna di scarico, insieme al sifone e ad una derivazione;
•
ad ogni cambio di direzione con angolo maggiore di 45°;
•
ogni 15 m di percorso lineare, per tubi con diametro sino a 100 mm ed ogni 30 m per tubi con
diametro maggiore;
•
ad ogni confluenza di due o più provenienze;
•
alla base di ogni colonna.
Tutte le ispezioni devono essere accessibili.
Nel caso di tubi interrati, con diametro uguale o superiore a 300 mm, bisogna prevedere pozzetti di
ispezione ad ogni cambio di direzione e comunque almeno ogni 45 m.
In linea generale, le tubazioni orizzontali vanno supportate alle seguenti distanze:
•
sino al diametro 50 mm
ogni 0,50 m
•
sino al diametro 100 mm ogni 0,80 m
•
oltre il diametro 100 mm ogni 1,00 m
Le tubazioni verticali per qualsiasi diametro ogni 2,50 m
Le tubazioni di materiale plastico dovranno essere installate in modo da potersi dilatare o contrarre
senza danneggiamenti.
In linea generale, si deve prevedere un punto fisso in corrispondenza di ogni derivazione o comunque
a questi intervalli:
• 3 m per le diramazioni orizzontali;
• 4 m per le colonne verticali;
• 8 m per i collettori sub orizzontali.
Nell'intervallo fra due punti fissi, devono essere previsti giunti scorrevoli che consentano la massima
dilatazione prevedibile.
In caso di montaggio in cavedi non accessibili, le uniche giunzioni ammesse per le tubazioni di
materiale plastico sono quelle per incollaggio o per saldatura e la massima distanza fra due punti fissi
deve essere ridotta a 2 m.
Gli attraversamenti di pavimenti e pareti possono essere di tre tipi:
•
per incasso diretto;
•
con utilizzazione di un manicotto passante e materiale di riempimento fra tubazione e manicotto;
•
liberi con predisposizione di fori di dimensioni maggiori del diametro esterno delle tubazioni.
Gli scarichi a pavimento all'interno degli ambienti devono sempre essere sifonati e con un secondo
attacco. A quest'ultimo, al fine del mantenimento della tenuta idraulica, possono essere collegati, se
necessario, o lo scarico di un apparecchio oppure un'alimentazione diretta d'acqua intercettabile a
mano.
I bocchettoni ed i sifoni devono essere sempre del diametro delle tubazioni che immediatamente li
seguono.
I sifoni sulle reti di acque meteoriche sono necessari solo quando le reti stesse sono connesse a reti di
acqua miste, convoglianti cioè altre acque oltre a quelle meteoriche.
118
Tutte le caditoie, però, anche se facenti capo a reti di sole acque meteoriche, devono essere sifonate.
Le connessioni in corrispondenza di spostamenti dell’asse delle colonne dovranno possibilmente
essere evitate, o comunque, non avvenire ad una distanza inferiore a 10 volte il diametro del raccordo
e comunque .
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.5.2
TUBAZIONI DI SCARICO IN PEAD o PVC
Le tubazioni sia orizzontali sia verticali, saranno perfettamente allineate al proprio asse, possibilmente
parallele alla parete e con la pendenza di progetto.
Tutta la rete dovrà essere opportunamente dotata d’ispezioni di diametro pari a quello del tubo (fino a
φ 110) o di 110 mm per i diametri superiori; le ispezioni dovranno prevedersi nelle seguenti posizioni:
•
al termine della rete interna di scarico insieme al sifone e ad una derivazione;
•
ad ogni cambio di direzione con angolo maggiore di 45°;
•
ogni 15 m di percorso lineare per tubi con diametro sino a 110 mm ed ogni 30 m per tubi con
diametro maggiore;
•
ad ogni confluenza di due o più provenienze;
•
alla base d’ogni colonna;
•
dove ulteriormente indicato sui disegni.
Nella stesura delle tubazioni dovranno anche essere previsti, lì dove necessario, supporti e punti fissi
coordinati in modo tale che la tubazione possa dilatarsi e contrarsi senza danneggiamenti.
La giunzione avverrà mediante incollaggio utilizzando il collante specifico consigliato dal costruttore.
Le fasi relative al collegamento per incollaggio sono le seguenti:
•
taglio del tubo ad angolo retto;
•
smussare esternamente di 15° il tubo;
•
sbavare internamente il tubo;
•
pulire accuratamente le parti da incollare;
•
mescolare il collante e provarne la consistenza;
•
applicare il collante in quantità maggiore sull’estremità del tubo che sul bicchiere di raccordo;
•
togliere l collante superfluo.
Pilette grigliate di scarico a pavimento:
Con sifone a pavimento in PE con imbuto d’entrata regolabile e griglia in acciaio inossidabile con 3
entrate laterali ø 50 mm e scarico ø 63 mm.
La massima distanza tra la piletta di scarico ed il raccordo di ventilazione sarà in funzione del diametro
della piletta stessa secondo la seguente tabella:
DIAMETRO
PILETTA [mm]
32
40
50
80
100
MASSIMA
DISTANZA [m]
0.75
1.0
1.5
1.8
3.0
Tubazioni di ventilazione primaria e secondaria
La posa delle tubazioni di ventilazione dovrà essere conforme ai disegni di progetto, nonché alla norma
UNI 9183-87; il diametro minimo dei raccordi di ventilazione deve essere di 40 mm per i vasi e di 32
mm per tutti gli altri apparecchi.
Le colonne di ventilazione secondaria saranno raccordate alle rispettive colonne di scarico in alto a
non meno di 15 cm al di sopra del troppo-pieno dell’apparecchio più alto ed in basso, al di sotto, del più
basso raccordo di scarico.
I terminali delle colonne, infine, dovranno sporgere di almeno 2 m se il luogo in cui si trovano è
praticabile da persone.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.6
PANNELLI SOLARI TERMICI
La scuola sarà dotata di sistema adatto alla produzione di ACS con 8 mq (esistente) + 8 mq
(ampliamento) di pannelli solari ad assorbimento due serbatoi di accumulo da 500 e 300 litri di
accumulo con integrazione elettrica.
Il sistema a servizio dell’edificio esistente avrà le seguenti caratteristiche:
119
-n.4 Moduli solare ad assorbimento 2,3 mq, vasca in alluminio prestampata. Piastra captante in rame
in un unico pezzo con finitura altamente selettiva effettuata tramite un trattamento che permette
altissime prestazioni del collettore. Sulla piastra sono saldati ad ultrasuoni tubi in rame diam. 8x0,5 mm
per la conduzione del liquido termovettore. I tubi collettori sono anch’essi in rame diam. 22x0,8 mm
quello superiore è strozzato al centro per permettere una doppia lunghezza termica e una facilità di
installazione. Vetro solare temprato antigrandine da 4 mm, guarnizione in EPDM per la tenuta del vetro
in un unico pezzo, pozzetto in rame per sonda, raccordi olandesi 1” con guarnizione piatta.
SUPERFICIE LORDA: 2,3 MQ SUPERFICIE NETTA : 2,1 MQ, ISOLAMENTO: lana di roccia 50
mm ASSORBIMENTO SUP. SELETTIVA: 92% circa EMISSIONE: 5% circa TRASMISSIONE
ENERGIA VETRO: 90% circa CONTENUTO DI FLUIDO NEL PANNELLO: 1,4 litri PERDITA
PRESS.DI UN MODULO: Portata 200 l/h 0,1m Ws (a 40° C, 40 % FS) MAX PRESSIONE
D’ESERCIZIO: 10 bar MAX TEMPERATURA: 180° + temp. A mbiente PESO A VUOTO: 39 kg
RENDIMENTO MINIMO: testato >525 Kwh/mqa
-n.5 SIST. FISSAGGIO PARALLELO AL TETTO
-n.1 BARRA DI FISSAGGIO 4 PANNELLI
-n.2 GIUNTI BARRE DI FISSAGGIO (coppia)
-n.1Valvola di sfiato 18 mm, isolata contro le intemperie.
-n.1 Il Boiler da 500 litri, fornito di 1 scambiatore di calore integrato a tubo liscio e rivestito in smalto a
due strati, è ideale per essere combinato con gli impianti solari.Flangia diam. 168 mm, isolamento 50
mm in espanso rigido (schiumato duro).Resistenza elettrica da 6 kW per integrazione. Lo scaldacqua
è provvisto di un anodo di protezione al magnesio e di un termometro. Pressione massima d’esercizio
6 bar. Nel serbatoio montato e collaudato sono presenti: un gruppo si ritorno isolato termicamente con
valvola di sfiato per una superficie di collettori fino a 16 mq e una centralina solare efficiente e di facile
utilizzo. Valvola di sicurezza e collegamenti per il vaso d’espansione inclusi. Altezza 1805 mm, diam.
750 mm. Serpentino superiore 1,20 mq, inferiore 2,00 mq, peso 187 Kg circa.
-n.20 Glicole propilenico, adatto per generi alimentari e biodegradabile con protezione anticorrosiva, in
confezioni da 10 litri. Concentrato per collettori piani, liquido chiaro bianco. Mescolata con 50% di
acqua la protezione antigelo è sicura fino a -32°.
-n.1 MISCELATORE TERMOSTATICO REGOLABILE 3/4" 30-65°C
n.1 vaso espansione per impianti solari con membraneEPDM resistenti al glicole propilenico, pressione
massima di esercizio 8 bar. Volume 24 litri.
-n.1 circuito collegamentto dal bollitore ai collettori solari, completo di coibentazioni e valvolame
Il sistema a servizio dell’ampliamento avrà le seguenti caratteristiche:
-n.4 Moduli solare ad assorbimento 2,3 mq, vasca in alluminio prestampata. Piastra captante in rame
in un unico pezzo con finitura altamente selettiva effettuata tramite un trattamento che permette
altissime prestazioni del collettore. Sulla piastra sono saldati ad ultrasuoni tubi in rame diam. 8x0,5 mm
per la conduzione del liquido termovettore. I tubi collettori sono anch’essi in rame diam. 22x0,8 mm
quello superiore è strozzato al centro per permettere una doppia lunghezza termica e una facilità di
installazione. Vetro solare temprato antigrandine da 4 mm, guarnizione in EPDM per la tenuta del vetro
in un unico pezzo, pozzetto in rame per sonda, raccordi olandesi 1” con guarnizione piatta.
SUPERFICIE LORDA: 2,3 MQ SUPERFICIE NETTA : 2,1 MQ, ISOLAMENTO: lana di roccia 50
mm ASSORBIMENTO SUP. SELETTIVA: 92% circa EMISSIONE: 5% circa TRASMISSIONE
ENERGIA VETRO: 90% circa CONTENUTO DI FLUIDO NEL PANNELLO: 1,4 litri PERDITA
PRESS.DI UN MODULO: Portata 200 l/h 0,1m Ws (a 40° C, 40 % FS) MAX PRESSIONE
D’ESERCIZIO: 10 bar MAX TEMPERATURA: 180° + temp. A mbiente PESO A VUOTO: 39 kg
RENDIMENTO MINIMO: testato >525 Kwh/mqa
-n.5 SIST. FISSAGGIO PARALLELO AL TETTO
-n.1 BARRA DI FISSAGGIO 4 PANNELLI
-n.2 GIUNTI BARRE DI FISSAGGIO (coppia)
-n.1Valvola di sfiato 18 mm, isolata contro le intemperie.
-n.1 Il Boiler da 300 litri, fornito di 1 scambiatore di calore integrato a tubo liscio e rivestito in smalto a
due strati, è ideale per essere combinato con gli impianti solari.Flangia diam. 168 mm, isolamento 50
mm in espanso rigido (schiumato duro).Resistenza elettrica da 3 kW per integrazione. Lo scaldacqua
è provvisto di un anodo di protezione al magnesio e di un termometro. Pressione massima d’esercizio
6 bar. Nel serbatoio montato e collaudato sono presenti: un gruppo si ritorno isolato termicamente con
valvola di sfiato per una superficie di collettori fino a 16 mq e una centralina solare efficiente e di facile
utilizzo. Valvola di sicurezza e collegamenti per il vaso d’espansione inclusi. Altezza 1805 mm, diam.
750 mm. Serpentino superiore 1,20 mq, inferiore 2,00 mq, peso 187 Kg circa.
-n.20 Glicole propilenico, adatto per generi alimentari e biodegradabile con protezione anticorrosiva, in
confezioni da 10 litri. Concentrato per collettori piani, liquido chiaro bianco. Mescolata con 50% di
acqua la protezione antigelo è sicura fino a -32°.
-n.1 MISCELATORE TERMOSTATICO REGOLABILE 3/4" 30-65°C
n.1 vaso espansione per impianti solari con membraneEPDM resistenti al glicole propilenico, pressione
massima di esercizio 8 bar. Volume 24 litri.
120
L'installazione del sistema solare deve essere eseguita nella seguente successione:
•
Installazione accumulatore di calore, gruppo pompa e vaso di espansione
•
Posa tubazioni fino al luogo di montaggio dei collettori
•
Montaggio regolatore solare
Montaggio dei collettori
•
Preparazione dei collettori
•
Montaggio dei collettori
•
Collegamento dei collettori con ritorno inverso
•
Prova a pressione
•
Montaggio integrato nel tetto: posa delle lamiere
Messa in servizio
•
Messa in servizio secondo il verbale di messa in servizio
•
Istruzione del gestore
Per garantire un funzionamento sicuro, ecocompatibile e a basso consumo di energia, osservare tutte
le norme, i regolamenti e le direttive in vigore. In particolare:
•
EN 12975 - 1 e 2 Requisiti generali e metodo di collaudo collettori solari
•
EN 12976 - 1 e 2 Requisiti generali e metodo di collaudo impianti assemblati in fabbrica
•
DIN V ENV 1991-2-3-4 Basi per la progettazione di strutture portanti e azioni sulle strutture
portanti – carichi neve e carichi vento
•
DIN EN 516 – Installazioni per l'accesso al tetto
•
DIN EN 517 – Ganci di sicurezza da tetto
Trasporto stoccaggio
•
Non appoggiare o trasportare i collettori con il vetro rivolto verso il basso
•
Non appoggiare o trasportare i collettori in verticale
•
Lasciare i collettori nell'imballaggio fino al luogo di montaggio definitivo, per proteggerli dai
danneggiamenti
•
Non trasportare i collettori tenendoli per gli attacchi
•
Non appoggiare il lato posteriore dei collettori su superfici irregolari
•
Depositare i collettori in luoghi asciutti e senza polvere
•
Coprire sempre il vetro dei collettori fino al momento della messa in servizio
Messa a terra e protezione antifulmini
Le tubazioni metalliche del circuito solare devono essere collegate in modo equipotenziale alla rete di
terra generale con un conduttore verde/giallo di sezione minima 16 mm2 in rame (H07 VU o R). Se è
presente un impianto parafulmine, i collettori possono essere integrati a quest'ultimo. Il collegamento a
massa può essere effettuato tramite un picchetto di terra. Il conduttore di terra deve essere posato
all'esterno lungo la casa. Il dispersore deve essere collegato anche alla rete di terra generale con un
conduttore equipotenziale avente la stessa sezione.
Quest'ultimo è responsabile dell'installazione e della messa in servizio a regola d'arte.
I sistemi di montaggio dovranno essere omologati per la zona III carico neve, 700 m. s.l.m, e la zona II
carico vento. In caso di carichi superiori, deve essere eseguito un calcolo lato committente e, se del
caso, il sistema di montaggio va rinforzato con componenti supplementari.
Messa in servizio - Prova a pressione e riempimento dell'impianto
Regolare la pressione in entrata del vaso di espansione
Misurare e regolare assolutamente la pressione in entrata del vaso di espansione prima di riempire
l'impianto secondo le specifiche della casa fornitrice del prodotto.
Prova a pressione
Eseguire una prova a pressione subito dopo aver montato i collettori e le tubazioni.
•
Riempire l'impianto con acqua.
•
Aumentare la pressione finché si inserisce la valvola di sicurezza; controllare l'ermeticità
dell'impianto e di tutti i raccordi, come pure la funzionalità della valvola di sicurezza.
IMPIANTI IDRICO-SANITARI - Art.7
MODO DI ESECUZIONE DEI LAVORI
Tutti i lavori devono essere eseguiti secondo le migliori regole d'arte e le prescrizioni della direzione, in
modo che l'impianto risponda perfettamente a tutte le condizioni stabilite nel capitolato speciale
d'appalto ed al progetto.
121
L'esecuzione dei lavori deve essere coordinata secondo le prescrizioni della direzione dei lavori e con
le esigenze che possano sorgere dal contemporaneo eseguimento di tutte le altre opere nell'edificio
affidate ad altre ditte.
IMPIANTI IDRICO SANITARI - Art.8
VERIFICHE E PROVE PRELIMINARI DELL'IMPIANTO
SI rimanda alle prescrizioni relative agli impianti meccanici
122
CAPITOLO IV
SPECIFICHE TECNICHE IMPIANTI IDRICI ANTINCENDIO
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.1
RIFERIMENTO NORMATIVO
Agli impianti idrici antincendio si applicano le seguenti norme tecniche:
Norma UNI 10779 "Impianti di estinzione incendi: Reti di Idranti" (Luglio 2007)
Norma UNI EN 12845 "Installazioni fisse antincendio. Sistemi automatici a sprinkler"
Circolare del Ministero dell'Interno n° 24 MI.SA. d el 26/1/1993. Impianti di protezione attiva
antincendio.
D.M. 30/11/1983 Termini, definizioni generali e simboli grafici di prevenzione incendi.
Legge n. 46 del 5/3/1990 Norme per la sicurezza degli impianti
D.P.R. n. 447 - Regolamento di attuazione della Legge n° 46 del 5/3/1990 in materia di sicurezza degli
impianti.
Sono state considerate inoltre le seguenti norme tecniche emanate dall’UNI
UNI 804
UNI 810
UNI 814
UNI 7421
UNI 7422
UNI 9487
UNI EN 671- 1
UNI EN 671- 2
UNI EN 671- 3
UNI EN 694
UNI EN 1452
UNI EN 10224
UNI EN 10225
UNI EN 12201
UNI EN 13244
UNI EN 14339
UNI EN 14384
UNI EN 14540
UNI EN ISO 15493
UNI EN ISO 15494
UNI EN ISO 14692
Apparecchiature per estinzione incendi - Raccordi per tubazioni flessibili.
Apparecchiature per estinzione incendi - Attacchi a vite.
Apparecchiature per estinzione incendi - Chiavi per la manovra dei raccordi,
attacchi e tappi per tubazioni flessibili.
Apparecchiature per estinzione incendi - Tappi per valvole e raccordi per
tubazioni flessibili.
Apparecchiature per estinzione incendi - Requisiti delle legature per tubazioni
flessibili.
Apparecchiature per estinzione incendi - Tubazioni flessibili antincendio di DN
70 per pressioni di esercizio fino a 1.2 MPa .
Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Naspi
antincendio con tubazioni semirigide.
Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni - Idranti
a muro con tubazioni flessibili.
Sistemi fissi di estinzione incendi - Sistemi equipaggiati con tubazioni –
Manutenzione dei naspi antincendio con tubazioni semirigide ed idranti a muro
con tubazioni flessibili.
Tubazioni semirigide per sistemi fissi antincendio.
Sistemi di tubazioni di materia plastica per la distribuzione di acqua –
Policloruro di vinile non plastificato (PVC-U).
Tubi e raccordi di acciaio non legato per il convogliamento di acqua e di altri
liquidi acquosi – Condizioni tecniche di fornitura.
Tubi di acciaio non legato adatti alla saldatura e alla filettatura – Condizioni
tecniche di fornitura.
Sistemi di tubazioni di materia plastica per la distribuzione dell’acqua –
Polietilene (PE)
Sistemi di tubazioni di materia plastica in pressione interrati e non per il
trasporto di acqua per usi generali, per fognature e scarichi – Polietilene (PE)
Idranti antincendio sottosuolo
Idranti antincendio a colonna soprasuolo.
Tubazioni antincendio – Tubazioni appiattibili impermeabili per impianti fissi.
Sistemi di tubazione plastica per applicazioni industriali (ABS, PVC-U e PVCC). Specifiche per i componenti e il sistema. Serie metrica.
Sistemi di tubazione plastica per applicazioni industriali (PB, PE e PP).
Specifiche per i componenti e il sistema. Serie metrica.
Industrie del petrolio e del gas naturale – Tubazioni in plastica vetro-rinforzata.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.2
QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
I componenti dell'impianto saranno costruiti, collaudati ed installati in conformità alla specifica
normativa vigente.
123
La pressione nominale dei componenti del sistema è superiore alla pressione massima che il sistema
può raggiungere in ogni circostanza e comunque non minore a 1.2 MPa.
Valvole di intercettazione
Le valvole di intercettazione saranno di tipo indicante la posizione di apertura/chiusura.
Le valvole di intercettazione saranno conformi alle UNI 6884 e, se a saracinesca, alla UNI 7125.
Idranti
Gli idranti saranno conformi alla UNI-EN 671-2.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.2.1
TUBAZIONI IN ACCIAIO ZINCATO
Le tubazioni saranno in acciaio non legato Fe33 zincato, tipo Mannesmann senza saldatura, ottenute
mediante trafilatura e rispondenti alle norme UNI 8863 serie leggera zincate secondo UNI 5741, con
raccordi filettati.
Raccorderia: in ghisa malleabile filettata zincata secondo UNI 5192.86 oppure con raccordi scanalati
tipo VICTAULIC secondo prescrizioni D.L..
Tutte le flange saranno in acciaio UNI 673 Aq 42, forgiate a stampo, tornite esternamente,
internamente e sulla superficie di contatto, zincate dopo lavorazione, del tipo a collarino filettate gas
UNI 2254 PN 10/16 con risalto UNI 2229/67 e rigatura di tenuta.
Le guarnizioni saranno in gomma adatte per uso alimentare.
I bulloni saranno zincati e completi di vite del tipo a testa esagonale e di dado esagonale secondo UNI
5727-65.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.2.2
TUBAZIONI IN ACCIAIO ZINCATO RIVESTITE
Le tubazioni saranno in acciaio zincato senza saldatura filettate UNI 8863, con rivestimento esterno in
polietilene triplo strato rinforzato secondo UNI 9099.
Raccorderia, pezzi speciali, giunzioni e staffaggi, come prescritto per i tubi non rivestiti e dalle norme
vigenti.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.2.3
TUBAZIONI IN PEAD PER ACQUA
Campo di impiego: tubazioni acqua potabile ad uso sanitario.
I tubi saranno in Polietilene rigido (Pead) ad elevata densità (0.955 g/cm³ a 20 °C) di colore nero co n
un campo di applicazione pratico da -20 °C fino a p unte di +100 °C (ISO R 161).
I raccordi, sempre realizzati nel medesimo materiale, ricavati per fusione sotto pressione dovranno
avere le basi rinforzate (spessore maggiorato), questo per consentire:
•
un riscaldamento più lento del raccordo ed una migliore compensazione in caso di carichi termici
irregolari;
•
nessuna deformazione del raccordo, per merito delle forze conseguenti alla dilatazione ad elevata
temperatura.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.2.4
VALVOLE ED APPARECCHIATURE AUSILIARIE
Valvole di Intercettazione
Le valvole saranno conformi alla UNI 6884 e, se a saracinesca, alla UNI 7125. Le valvole devono
avere PN compatibile con le caratteristiche degli impianti. Le valvole saranno costruite in modo che sia
possibile individuare con immediatezza se sono aperte o chiuse; su di esse sarà chiaramente indicato
il senso di chiusura.
Valvole di Non Ritorno
Le valvole di non ritorno, sia orizzontali che verticali, saranno:
• esclusivamente del tipo a pressione differenziale;
• costruite in ghisa o in bronzo o in acciaio, con sedi di tenuta in metallo o in metallo e gomma;
quelle di dimensioni minori di DN 65 possono essere filettate, quelle di dimensioni maggiori sono
flangiate UNI 2223;
• munite di pannello di ispezione facilmente amovibile tale che attraverso di esso sia possibile
accedere direttamente a tutti gli organi interni.
Valvole di Sicurezza - Sistemi di bloccaggio delle valvole
Per bloccare le valvole di intercettazione nella posizione di servizio corretta saranno utilizzati: cinghie
con piombino, catena con lucchetti o altro sistema equivalente tale da permettere l'immediata
individuazione di una manomissione.
124
Misuratori di Pressione
I misuratori di pressione o depressione avranno fondo scala non minore del 150% della massima
pressione o depressione di esercizio prevista. Essi saranno collegati alle tubazioni tramite un rubinetto
di intercettazione e corredati di un gruppo di prova che consenta il rapido collegamento di strumenti di
controllo senza dover intercettare l'alimentazione.
Misuratori di Portata delle Alimentazioni
I misuratori di portata saranno di tipo idoneo per la verifica delle alimentazioni secondo i procedimenti
indicati nelle UNI ISO 2548 e UNI ISO 3555 con tolleranza 1,5%.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3
PRESCRIZIONI ESECUTIVE SULL’IMPIANTO
La rete di idranti comprenderà i seguenti componenti principali:
•
alimentazione idrica
•
rete di tubazioni fisse permanentemente in pressione, ad uso esclusivo antincendio
•
valvole di intercettazione
•
idranti
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.1
PRESCRIZIONI GENERALI SUI CICUITI
Le tubazioni saranno installate tenendo conto dell'affidabilità che il sistema deve offrire: la chiusura ad
anello dei collettori principali e l'installazione di valvole di intercettazione in posizione opportune,
costituiscono uno dei criteri per il raggiungimento del livello di affidabilità richiesto dal sistema.
Ancoraggio
Le tubazioni fuori terra saranno ancorate alle strutture dei fabbricati a mezzo di adeguati sostegni.
Drenaggi
Tutte le tubazioni saranno svuotabili senza dovere smontare componenti significative dell'impianto.
Protezione Meccanica delle Tubazioni
Le tubazioni saranno installate in modo da non risultare esposte a danneggiamenti per urti meccanici
in particolare per il passaggio di automezzi quali, per esempio, carrelli elevatori.
Protezione dal gelo
Nei luoghi con pericolo di gelo, le tubazioni saranno installate in ambienti riscaldati o comunque tali che
la temperatura non scenda mai al di sotto di 2°C.
Qualora tratti di tubazioni dovessero necessariamente attraversare zone a rischio di gelo, saranno
previste e adottate le necessarie protezioni, tenendo conto delle particolari condizioni climatiche.
Alloggiamento delle Tubazioni fuori terra
Le tubazioni fuori terra saranno installate a vista o in spazi nascosti, purché accessibili.
Attraversamento di strutture verticali e orizzontali
Nell’attraversamento di strutture verticali e orizzontali, quali pareti o solai, saranno previste le
necessarie precauzioni atte ad evitare la deformazione delle tubazioni o il danneggiamento degli
elementi costruttivi derivanti da dilatazioni o da cedimenti strutturali.
Tubazioni Interrate
Le tubazioni interrate saranno installate tenendo conto della necessità di protezione dal gelo e da
possibili danni meccanici e in modo tale che la profondità di posa non sia minore di 0.8 m dalla
generatrice superiore della tubazione.
Particolare cura sarà posta nei riguardi della protezione delle tubazioni contro la corrosione anche di
origine elettrochimica.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.2
CIRCUITI ACQUA ANTINCENDIO IN ACCIAIO
Saranno realizzati:
•
fuori terra: in acciaio zincato senza saldature;
125
•
interrate: in acciaio zincato senza saldature rivestite in polietilene triplo strato
Per il montaggio delle tubazioni in acciaio si rimanda alle prescrizioni relative ai circuiti di acqua
potabile, in quanto applicabili.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.3
CIRCUITI IMPIANTO IDRICO ANTINCENDIO IN PEAD
Saranno realizzate:
•
tubazioni in polietilene ad alta densità AD312 dei seguenti tipi, PN 16.
Tubazioni:
Si useranno
•
a rotoli fino al De 110
•
a barre oltre il De 125.
Le barre possono essere da 6 o 12 metri ognuna.
La pressione nominale delle tubazioni sarà conseguente alla pressione del fluido da convogliare.
Raccordi:
I tubi ed i raccordi, saranno uniti esclusivamente mediante processo di saldatura per polifusione, senza
ausilio d’altri materiali o di mastici, sigillanti o simili; tale saldatura potrà essere realizzata o mediante
unione di testa a specchio oppure per mezzo di manicotti (anch’essi a spessore maggiorato) a
saldatura elettrica con resistenze annegate nell’interno dello stesso.
Particolare attenzione andrà posta al problema delle dilatazioni dei tubi che devono essere assorbite
secondo le indicazioni della casa fornitrice.
I raccordi saranno del tipo a compressione per le tubazioni in rotoli fino al De 110.
Per tubazioni dal De 125 al De 2090,compresi si dovranno utilizzare manicotti elettrosaldabili: in tal
caso si deve tagliare il tubo a squadra ed eliminare le sbavature, asportare con utensile una pellicola di
materiale dalla superficie esterna del tubo fino al limite di inserimento del manicotto, inserire il
manicotto fino alla battuta, bloccare il sistema e collegare i cavi della saldatura al raccordo.
Controllare il voltaggio (39,5 V), selezionare il diametro ed i tempi di saldatura indicati dal costruttore,
rispettando il tempo di raffreddamento consigliato.
Per tubazioni oltre il De 200 si dovranno sempre eseguire saldature testa a testa.
Prove di tenuta:
Le prove di tenuta dovranno essere eseguite su tutte le reti interrate, prima del reinterro, per una
durata minima di 24 ore.
Pressioni di prova idraulica:
•
kPa 1500 per tubazioni PN16
Le prove dovranno essere eseguite in contraddittorio alla presenza della D.L.
Saranno realizzate tutte le opere provvisionali necessarie per le prove di tenuta e fornite le pompe, gli
strumenti e le apparecchiature necessarie.
Le prove di tenuta dovranno essere eseguite per tratti di tubazioni in modo da non intralciare il
proseguimento dei lavori.
Gli strumenti, le valvole, le apparecchiature e quanto altro potrebbe essere soggetto a
danneggiamento dovrà essere isolato dalle tubazioni mediante l’interposizione di dischi o flange
cieche.
Con il sistema pressato e le valvole chiuse la pressione dovrà essere mantenuta per il periodo
richiesto senza apprezzabili diminuzioni.
Le perdite ed i difetti riscontrati in sede di ispezione e prove di tenuta saranno riparati immediatamente
e le prove ripetute fino ad esito favorevole.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.4
ATTACCO PER MANDATA AUTOPOMPA
L'attacco di mandata per autopompa è un'apparecchiatura antincendio, collegata alla rete di idranti,
per mezzo della quale può essere immessa acqua nella rete di idranti in condizioni di emergenza.
L'attacco per autopompa comprenderà i seguenti elementi:
•
una bocchetta di immissione conforme alla specifica normativa di riferimento, con diametro non
inferiore a DN 70, dotati di attacchi a vite con girello (UNI 808-75) protetti contro l'ingresso di corpi
estranei nel sistema;
•
valvola di intercettazione che consenta l'intervento sui componenti senza vuotare l'impianto;
•
valvola di non ritorno o altro dispositivo atto ad evitare fuoriuscita d'acqua dall'impianto in
pressione;
•
valvola di sicurezza tarata a 12 bar, per sfogare l'eventuale sovrapressione dell'autopompa.
126
Gli attacchi saranno contrassegnati in modo da permettere l'immediata individuazione dell'impianto che
alimentano; essi saranno segnalati mediante cartelli o iscrizioni riportanti la dicitura:
ATTACCO PER AUTOPOMPA VV.F.
Pressione massima 12 bar
I gruppi di attacco per autopompe saranno:
•
accessibili alle autopompe, in modo agevole e sicuro, in ogni tempo anche durante l'incendio;
•
adeguatamente protetti da urti, o altri danni meccanici e dal gelo;
•
opportunamente ancorati al suolo o ai fabbricati;
•
dotati di tappo di protezione a chiusura rapida con catenelle di ancoraggio.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.5
ANCORAGGI E SOSTEGNI
Il tipo il materiale ed il sistema di posa dei sostegni delle tubazioni saranno tali da assicurare la stabilità
dell’impianto nelle più severe condizioni di esercizio ragionevolmente prevedibili.
In particolare:
•
i sostegni saranno in grado di assorbire gli sforzi assiali e trasversali in fase di erogazione
•
il materiali utilizzato per qualunque componente del sostegno sarà non combustibile
•
i collari saranno chiusi attorno ai tubi
•
non saranno utilizzati sostegni aperti (come ganci a uncino o simili)
•
non saranno utilizzati sostegni ancorati tramite graffe elastiche
•
non saranno utilizzati sostegni saldati direttamente alle tubazioni né avvitati ai relativi raccordi
Ciascun tronco di tubazione sarà supportato da un sostegno, ad eccezione dei tratti di lunghezza
minore di 0.5 m, dei montanti e delle discese di lunghezza minore a 1 m per i quali non sono richiesti
sostegni specifici.
Il posizionamento dei supporti garantirà la stabilità del sistema, in generale la distanza tra due sostegni
non sarà maggiore di 4 m per tubazioni di dimensioni minori a DN 65 e 6 m per quelle di diametro
maggiore.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.6
VALVOLE DI INTERCETTAZIONE
Le valvole di intercettazione della rete di idranti saranno installate in posizione facilmente accessibile e
segnalata.
La distribuzione delle valvole di intercettazione in un impianto sarà accuratamente studiata in modo da
consentire l'esclusione di parti di impianto per manutenzione o modifica, senza dovere ogni volta
mettere fuori servizio l'intero impianto.
Ogni collettore di alimentazione sarà dotata di valvola di intercettazione primaria in modo tale da potere
essere sezionato singolarmente.
Le valvole di intercettazione saranno bloccate mediante apposito sigillo nella posizione di normale
funzionamento, oppure sorvegliate mediante dispositivo di controllo a distanza.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.7
ALIMENTAZIONI
L’alimentazione idrica è assicurata dall’acqudotto comunale
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.8
COLLEGAMENTO
Sul collegamento, a partire dal punto di entrata nella proprietà, sono installati nell'ordine:
- una valvola di intercettazione bloccata in posizione aperta oppure dotata di controllo automatico di
posizione;
- a valle della precedente una valvola di non-ritorno con il relativo rubinetto di prova di tenuta della
valvola stessa, posta a monte di questa e a valle di quella di intercettazione;
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.3.9
SEGNALAZIONI
I componenti della rete saranno segnalati conformemente alle normative vigenti.
Tutte le valvole di intercettazione riporteranno chiaramente indicata la funzione e l'area controllata dalla
valvola stessa.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.4
PROGETTAZIONE DELL’IMPIANTO
Dati di progetto
La misurazione e la natura del carico di incendio, l'estensione delle zone da proteggere, la probabile
velocità di propagazione e sviluppo dell'incendio, il tipo e la capacità dell'alimentazione disponibile e la
127
presenza di una rete idrica pubblica predisposta per il servizio antincendio sono fattori di cui si è tenuto
conto nella progettazione della rete di idranti.
Criteri di Dimensionamento
I criteri di dimensionamento di seguito riportati sono desunti dalle regole di buona tecnica, affermate a
livello internazionale, e sostituiscono una guida per la definizione dei requisiti prestazionali degli
impianti.
Per l'attività in esame è stata condotta un'analisi del rischio di incendio, in funzione del contenuto
dell'edificio sede dell'attività e della probabilità di sviluppo di un incendio. In funzione del livello di
rischio determinato sono state definite le adeguate portate, pressioni, contemporaneità e, infine, il
periodo minimo di erogazione della rete idrica in esame.
La scelta dell'area di rischio è stata effettuata in conformità con quanto stabilito dalla UNI 10779
facendo riferimento anche alla UNI 9489.
Dimensionamento
L'alimentazione idrica sarà in grado di garantire l'erogazione prevista per almeno 60 minuti.
L'impianto sarà in grado di garantire una portata, per ciascun idrante, non minore di 120 l/min ad una
pressione residua non minore di 1.5bar considerando simultaneamente operativi tre idranti nella
posizione idraulicamente più sfavorevole. L’impianto avrà caratteristiche tali da garantire per ogni
montante le condizioni idrauliche di continuità sopra indicate ed assicurare, per tali condizioni, il
funzionamento contemporaneo di almeno due colonne montanti.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.5
DIMENSIONAMENTO DELLE TUBAZIONI
Il calcolo idraulico della rete di tubazioni consente di dimensionare ogni tratto di tubazione in base alle
perdite di carico distribuite e localizzate che si hanno in quel tratto.
Il calcolo della rete idrica antincendio è stato eseguito sulla base dei dati geometrici (lunghezze dei
tratti della rete, dislivelli geodetici, diametri nominali delle tubazioni).
La procedura di calcolo impiegata ha portato alla determinazione di tutte le caratteristiche idrauliche
dei tratti (portata, perdite distribuite e concentrate), della prevalenza totale, della portata totale e quindi
della potenza minima della pompa da installare a monte rete.
E' stata inoltre eseguita la verifica della velocità massima raggiunta dall'acqua in tutti i tratti della rete;
in particolare è stato verificato che essa non superi in nessun tratto il valore massimo di 10.00 [m/s].
Perdite di Carico Distribuite
Le perdite di tipo distribuito sono state valutate secondo la seguente formula di Hazen-Williams:
dove:
const = 6.05 * 10^7
Hd = perdite distribuite
[kPa]
Q = portata nel tratto
[l/min]
L = lunghezza geometrica del tratto [m]
D = diametro della condotta
[mm]
C = coefficiente di scabrezza
Tubo
Tubi POLIETILENE TIPO 312 PN 16
Tubi ACCIAIO non legato UNI 8863 Serie Leggera
C
(Nuovo)
140
120
C
(Usato)
98
84
Perdite di Carico Localizzate
Le perdite di carico localizzate dovute:
• ai raccordi, curve, Ti e raccordi a croce, attraverso i quali la direzione del flusso subisce una
variazione di 45° o maggiore (escluse le curve ed i Ti su cui sono direttamente montati gli
erogatori);
• alle valvole di controllo e allarme (per le quali le perdite di carico da assumere sono quelle
specificate dai costruttori o nei relativi certificati di prova) e a quelle di non ritorno
sono state trasformate in "lunghezza di tubazione equivalente" come specificato in NFPA e nella
Norma UNI 10779, ed aggiunte alla lunghezza reale della tubazione di uguale diametro e natura.
Nella determinazione delle perdite di carico localizzate si è tenuto conto che:
• quando il flusso attraversa un Ti e un raccordo a croce senza cambio di direzione, le relative
perdite di carico possono essere trascurate;
128
•
quando il flusso attraversa un Ti e un raccordo a croce in cui, senza cambio di direzione, si ha una
riduzione della sezione di passaggio, è stata presa in considerazione la "lunghezza equivalente"
relativa alla sezione di uscita (la minore) del raccordo medesimo;
• quando il flusso subisce un cambio di direzione (curva, Ti o raccordo a croce), è stata presa in
considerazione la "lunghezza equivalente" relativa alla sezione d'uscita.
E' stato inoltre dato un limite alla perdita unitaria massima (per metro di tubo) che si desidera ottenere
nelle tubazioni. Si è posta tale perdita pari a 0.30 KPa/m .
Per il calcolo si è scelto di utilizzare la procedura suggerita nelle norme NFPA 15 alla sezione A
mediante la quale si determinano le portate effettive ai terminali. Tale metodo, infatti, permette un
dimensionamento della rete più preciso, in quanto permette di garantire, tenendo conto delle perdite
distribuite, la portata minima anche al terminale più sfavorito.
Il calcolo si sviluppa secondo il seguente meccanismo:
• per ogni singolo terminale si determina il suo coefficiente di efflusso K mediante la formula,
suggerita anche dalle norme UNI 9489,
K = Q / Sqrt (P)
dove Q = Portata minima da garantire ai terminali (L/Min);
P= Pressione minima espressa in MPa;
• iniziando il calcolo dai tratti terminali di ogni singola diramazione, si determina la perdita di
pressione relativa al tratto considerato in funzione della portata del tratto stesso (mediante la già
citata formula di Hazen-Williams);
• si procede in questo modo, sommando le varie perdite, fino al primo nodo (o terminale)
successivo. Giunti al nodo, si deve scegliere la pressione massima fra tutte quelle relative ai tratti
che convergono allo stesso nodo. Questa sarà la pressione con cui l'acqua entrerà in tutti i tratti
del nodo medesimo;
• a questo punto occorre aggiornare le portate dei tratti suddetti, in quanto è noto che la portata è
proporzionale alla pressione: se mantenessimo le portate minime impostate, là dove la pressione è
superiore a quella minima entrerebbe più acqua di quella minima impostata, detraendola agli
eventuali terminali successivi, che così erogherebbero meno acqua di quella prevista.
L'aggiornamento avviene introducendo il concetto di coefficiente di efflusso anche per le tubazioni:
determinatolo in prossimità del nodo (o del terminale) per ogni singolo tratto e in funzione della
portata e della pressione con cui l'acqua si immette nel tratto medesimo (mediante la formula
sopra citata), si determinano le nuove portate moltiplicando nuovamente il K trovato questa volta
per la radice della pressione massima di cui sopra. La somma delle portate dei tratti uscenti
costituirà quindi la portata del tratto entrante nel nodo;
• andando a ritroso e procedendo come sopra per ogni nodo o terminale, si determineranno alla
pompa la portata e la pressione effettive necessarie al buon funzionamento dell'impianto;
• le portate a questo punto verranno aggiornate secondo gli stessi principi con un calcolo a scendere
partendo dalla pompa e arrivando nuovamente alle diramazioni finali.
A tal proposito, non è superfluo specificare che, nel calcolo che viene di seguito riportato, sono stati
considerati esclusivamente quei terminali che, secondo norma, nel loro funzionamento simultaneo
dovranno garantire al bocchello sfavorito le condizioni idrauliche minime appena citate.
IMPIANTI IDRICI-ANTINCENDIO - Art.6
COLLAUDI E VERIFICHE PERIODICHE
Collaudo degli impianti
La ditta installatrice rilascerà al committente la dichiarazione di conformità dell'impianto, relativamente
alla sua installazione ed ai suoi componenti, nel rispetto delle prescrizioni di legge vigenti in materia.
Il successivo collaudo includerà le seguenti operazioni:
• accertamento della rispondenza della installazione al progetto esclusivo presentato;
• la verifica della conformità dei componenti utilizzati alle disposizioni della normativa richiamate
dalla presente norma tecnica;
• la verifica della possa in opera "a regola d'arte"
• l'esecuzione delle prove specifiche di seguito elencate.
Ogni nuova sezione dell'impianto sarà trattata come un nuovo impianto; lo stesso dicasi per le
modifiche quando variano in modo significativo le caratteristiche dell'impianto.
Operazioni Preliminari
Il collaudo sarà preceduto da un accurato lavaggio delle tubazioni, con velocità d'acqua non inferiore a
2 m/s.
Esecuzione del collaudo
Saranno eseguite le seguenti operazioni minime:
• esame generale dell'intero impianto comprese le alimentazioni, avente come particolare oggetto la
capacità e la tipologia delle alimentazioni, le caratteristiche delle pompe, se previste, i diametri
delle tubazioni, la spaziatura dei idranti, i sostegni delle tubazioni;
129
•
•
•
•
prova idrostatica delle tubazioni ad una pressione di almeno 1.5 volte la pressione di esercizio
dell'impianto con un minimo di 1.4 MPa per 2 h;
prova delle alimentazioni;
verifica del regolare flusso nei collettori di alimentazione, aprendo completamente un idrante
terminale per ogni ramo principale della rete a servizio di due o più idrantii;
verifica delle prestazioni di progetto con riferimento alle portate e pressioni minime da garantire,
alla contemporaneità delle erogazioni, ed alla durata delle alimentazioni.
130
CAPITOLO V
SPECIFICHE TECNICHE IMPIANTI ELETTRICI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.1
PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
IMPIANTI ELETTRICI - Art.1.1
APPARECCHIATURE
Le apparecchiature tecnologiche degli impianti e le apparecchiature elettriche in particolare devono in
ogni caso possedere i requisiti previsti da leggi o circolari ministeriali vigenti all'epoca della fornitura.
In ogni caso è necessario che le apparecchiature siano in possesso dei requisiti previsti dalla
normativa del Comitato Elettrotecnico Italiano, vigente all'epoca delle esecuzione dei lavori o della
fornitura;
IMPIANTI ELETTRICI - Art.1.2
RIFERIMENTI DI LEGGE E NORMATIVI
Gli impianti devono rispondere alle disposizioni in materia contenute nel Decreto Presidente della
Repubblica 27 aprile 1955 n. 547: “Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”, nella Legge 1
marzo 1986 n 186 “Disposizioni concernenti la produzione di materiali, apparecchiature, macchinari,
installazioni ed impianti elettrici ed elettronici”, alla Legge 5 marzo 1990 n. 46 “Norme per la sicurezza
degli impianti”, al Decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001 n. 380 “Testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia”, Decreto del Presidente della Repubblica 22
Ottobre 2001, n. 462 “Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni
e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti
elettrici e di impianti elettrici pericolosi”, nel Decreto Legislativo 12 giugno 2003 n. 233 “Attuazione della
direttiva 1999/92/CE relativa alle prescrizioni minime per il miglioramento della tutela della sicurezza e
della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive”, e in tutte le altre disposizioni di
legge, decreti e circolari ministeriali in vigore al momento dell'appalto, che regolano la specifica
materia.
L’esecuzione degli impianti deve rispettare la Regola d'arte e garantire almeno i requisiti di funzionali,
prestazionali e di sicurezza previsti dalla Normativa CEI vigente ovvero da Normative equipollenti.
Le caratteristiche degli impianti stessi, nonché dei loro componenti, devono inoltre essere conformi:
•
alle prescrizioni di Autorità Locali, comprese quelle dei VV.F.;
•
alle prescrizioni e indicazioni dell'ENEL o dell'Azienda Distributrice dell'energia elettrica;
•
alle prescrizioni e indicazioni dell’ente fornitore del servizio di telefonia.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.1.3
SICUREZZA
Allo scopo di conseguire la sicurezza di esercizio nei confronti delle persone e delle cose sono richiesti
i seguenti provvedimenti, puntuali in ordine:
•
Isolamento: l'isolamento dell'impianto, misurato con i valori di tensione stabiliti dalla Norma in
relazione al grado di isolamento della conduttura fra ciascun conduttore attivo (neutro compreso)
e la terra, deve essere almeno pari al minimo previsto dalla Normativa;
•
Messa a terra: il dispersore deve essere dimensionato e realizzato per resistere alle sollecitazioni
elettrodinamiche conseguenti alle correnti di guasto, per resistere alle sollecitazioni meccaniche
normalmente prevedibili ed ai fenomeni di corrosione. Quando l’edificio è provvisto di LPS
esterno collegato all’impianto di messa a terra la stessa deve essere dimensionata tenendo in
considerazione anche le prescrizioni contenute nella Normativa del Comitato CEI 81.
•
Equipotenzialità: deve essere assicurata l'equipotenzialità delle masse e delle masse estranee da
realizzarsi secondo le indicazioni contenute nella Normativa vigente. Le connessioni
equipotenziali dovranno garantire, nel tempo, sia la resistenza meccanica sia la resistenza alla
corrosione.
•
Protezione contro i contatti diretti: la protezione contro i contatti diretti può essere realizzata, in
accordo con il disposto Normativo, mediante isolamento delle parti attive, con involucri o barriere,
ostacoli, distanziamento, e combinata contro i contatti diretti ed indiretti. Le protezioni mediante
ostacoli e distanziamento sono da applicarsi solamente in casi eccezionali ovvero se non è
possibile l’utilizzo delle altre tecniche di protezione.
•
Protezione contro i contatti indiretti: la protezione contro i contatti indiretti può essere realizzata, in
accordo con il disposto Normativo, mediante interruzione automatica dell’alimentazione,
componenti elettrici con isolamento di classe II o equivalente, luoghi non conduttori, collegamento
131
•
•
equipotenziale locale non connesso a terra, separazione elettrica. Le protezioni realizzate
mediante luoghi non conduttori e collegamento equipotenziale locale non connesso a terra sono
da applicarsi solamente in casi eccezionali ovvero se non è possibile l’utilizzo delle altre tecniche
di protezione.
Protezione contro gli effetti termici: dovrà essere garantita la protezione contro gli effetti termici
dovuti al calore sviluppato dagli apparecchi elettrici in accordo con quanto disposto dalla
Normativa tecnica.
Protezione delle condutture contro le sovracorrenti: dovrà essere garantita la protezione delle
condutture contro le sovracorrenti in accordo con quanto disposto dalla Normativa tecnica.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.1.4
FATTORE DI POTENZA
Il fattore di potenza dei singoli utilizzatori fissi alimentati dall'impianto elettrico (apparecchi illuminanti,
motori ecc.) deve essere almeno 0,9. Il rifasamento può essere realizzato, secondo le specifiche
esigenze progettuali, sia concentrato sia distribuito. Qualora non esistano particolari motivi ostativi, di
natura tecnica od economica, è da ritenersi preferibile l’utilizzo del rifasamento concentrato realizzato
in prossimità del quadro generale dell’impianto. I gruppi di rifasamento dovranno possedere opportuni
intervalli di regolazione, automatica, al fine di evitare l’assorbimento di potenza con fattore di potenza
capacitivo ed in generale tali da garantire piccole variazioni, conseguenti alle variazioni di carico, del
fattore di potenza complessivo dell’utenza. I dispositivi di rifasamento dovranno essere provvisti di
circuiti di scarica in accordo con le normative vigenti.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.1.5
EQUILIBRATURA DEI CARICHI
Il carico degli utilizzatori fissi monofasi deve essere distribuito in modo tale da ridurre al minimo
possibile, nelle condizioni di pieno carico, la corrente di circolazione sul conduttore di neutro. Il rispetto
di questa condizione deve essere verificata, mediante appositi rilievi strumentali da parte
dell’Installatore, in corrispondenza delle protezioni generali dei quadri generali e di zona.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2
QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
Ai sensi dell'Articolo 7 della Legge 5-3-1990, n. 46, dovrà essere utilizzato materiale elettrico costruito
a regola d'arte, recante un marchio che ne attesti la conformità (per esempio IMQ), ovvero dovrà
essere verificato che abbia ottenuto il rilascio di un attestato di conformità da parte di uno degli
organismi competenti per ciascuno degli stati membri della Comunità Economica Europea, oppure sia
munito di dichiarazione di conformità rilasciata dal costruttore.
I materiali non previsti nel campo di applicazione della Legge 18 ottobre 1977, n. 791 e per i quali non
esistono norme di riferimento dovranno comunque essere conformi alla Legge 1 marzo 1968, n. 186.
Tutti i materiali e gli apparecchi impiegati negli impianti elettrici devono essere adatti all'ambiente in cui
sono installati e devono avere caratteristiche tali da resistere alle azioni meccaniche, corrosive,
termiche o dovute all'umidità alle quali possono essere esposti durante l'esercizio.
La scelta dei materiali deve essere condotta valutando le condizioni di installazione, di impiego e le
finalità da conseguire; i materiali devono essere nuovi, di primaria marca e di prima qualità, rispondenti
alle descrizioni contrattuali, alle norme CEI-UNEL ovvero a quelle internazionali CENELEC o IEC.
Per i materiali la cui provenienza è prescritta dalle condizioni del capitolato speciale d'appalto,
potranno pure essere richiesti i campioni, sempre che siano materiali di normale produzione.
Tutti gli apparecchi devono riportare dati di targa ed eventuali indicazioni d'uso utilizzando la
simbologia del CEI e la lingua Italiana.
Lo specifico richiamo alla normativa CEI fatto sia nelle presenti NT, sia nella descrizione dei singoli
materiali dell'elenco prezzi, non intende impedire l'eventuale impiego di quei prodotti non nazionali che,
per il solo fatto di essere stati costruiti in conformità della corrispondente normativa dello Stato di
provenienza, non risultano provvisti di certificato o marchio di conformità a quella italiana. L'eventuale
accettazione di tali prodotti, tuttavia sempre riservata all'esclusivo giudizio della Direzione lavori, è
subordinata al fatto fondamentale che la loro sicurezza nei confronti delle persone e delle cose sia
almeno equivalente a quella prescritta dalla normativa italiana, e che siano inoltre verificate tutte le
condizioni in materia poste, dalla Legge n°791 del 18 ottobre 1977 (G.U. n° 298 del 2 novembre 1977).
I materiali e le apparecchiature descritti nell’elenco prezzi, sono da intendersi sempre forniti in opera
collegati e perfettamente funzionanti.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.1
TUBAZIONI
Sono vietate, salvo esigenze particolari da autorizzarsi per iscritto dalla Direzione lavori, le tubazioni di
PVC leggero o flessibile e quelle di acciaio saldato.
Le tubazioni ed i condotti metallici di qualunque tipo devono presentare una sicura ed affidabile
continuità elettrica nelle giunzioni e nelle derivazioni, il percorso delle tubazioni, incassato o a vista,
132
deve essere verticale oppure orizzontale; sono vietati percorsi orizzontali incassati sotto i due metri
d'altezza dal pavimento.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.2
CASSETTE E MORSETTI
Le cassette devono essere dimensionate tenendo conto anche delle ragionevoli esigenze future, ed
avere grado di protezione adatto all'ambiente di installazione.
Le giunzioni interne alle cassette di derivazione possono essere realizzate con morsettiere o morsetti
autoestinguenti. Nel caso di utilizzo di morsettiere la cassetta di derivazione deve essere predisposta
per la sua installazione. Il serraggio dei conduttori deve avvenire preferibilmente mediante viti con
pattino scorrevole interposto e comunque deve essere realizzata in accordo con le indicazioni del
costruttore.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.3
APPARECCHI ILLUMINANTI
Devono possedere requisiti illuminotecnici e grado di protezione idonei all’ambiente di installazione,
devono essere conformi alle Normative relative agli apparecchi illuminanti.
Il fissaggio dell'apparecchio al supporto edile (soffitto, controsoffitto, parete) deve assicurare il
massimo affidamento contro le cadute; gli schermi diffusori devono essere parimenti affidabili; devono
essere valutate, nelle fasi progettuali e di installazione, eventuali problematiche derivanti da vibrazioni
ovvero da sollecitazioni meccaniche aggiuntive L’installazione di qualsivoglia apparecchi o illuminante
deve essere realizzata in accordo con le indicazioni del Costruttore dello stesso.
Gli apparecchi illuminanti devono essere installati in modo tale da rendere agevoli le operazioni di
manutenzione ordinaria degli stessi.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.4
COMANDI (INTERRUTTORI, DEVIATORI, PULSANTI E SIMILI) E PRESE A SPINA
Sono da impiegarsi apparecchi da incasso modulari e componibili.
Le apparecchiature da incasso devono essere installate in apposita scatola di contenimento,
preferibilmente rettangolare, telaio isolante fissato con viti e mostrina fissata al telaio mediante
pressione o viti.
E' vietato installare nella stessa scatola apparecchi collegati su circuiti differenti. E' vietato usare le
scatole per effettuare giunzioni o derivazioni.
Gli interruttori devono avere portata 16 A; è ammesso negli edifici residenziali l'uso di interruttori con
portata 10 A; le prese devono essere di sicurezza con alveoli schermati e far parte di una serie
completa di apparecchi atti a realizzare un sistema di sicurezza e di servizi fra cui impianti di
segnalazione, impianti di distribuzione sonora negli ambienti ecc.
La serie deve consentire l'installazione di almeno 3 apparecchi nella scatola rettangolare; fino a 3
apparecchi di interruzione e 2 combinazioni in caso di presenza di presa a spina nella scatola rotonda.
I comandi e le prese devono poter essere installati su scatole da parete con grado di protezione IP40
e/o IP55.
Trattandosi di costruzione a carattere collettivo-sociale aventi interesse amministrativo, culturale,
giudiziario, economico e comunque in edifici in cui si svolgono attività comunitarie, le apparecchiature
di comando devono essere installate ad un'altezza massima di 0,90 m dal pavimento.
Devono essere inoltre facilmente individuabili e visibili anche in caso di illuminazione nulla (apparecchi
con tasti fosforescenti) D.P.R. 27 aprile 1978, n. 384.
Le prese di corrente che alimentano utilizzatori elettrici con forte assorbimento (forni cucina,
lavastoviglie, lavatrice, ecc.) devono avere un proprio dispositivo di protezione di sovracorrente,
interruttore bipolare con fusibile sulla fase o interruttore magnetotermico.
Detto dispositivo può essere installato in una normale scatola nelle immediate vicinanze
dell'apparecchio utilizzatore.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.5
APPARECCHIATURE MODULARI CON MODULO NORMALIZZATO
Le apparecchiature installate nei quadri di comando e negli armadi devono essere del tipo modulare e
componibile con fissaggio a scatto sul profilato normalizzato DIN, ad eccezione degli interruttori
automatici da 100 A in su che si fisseranno anche con mezzi diversi (vedi norma CEI 17-18).
In particolare:
•
gli interruttori automatici magnetotermici da 1 a 100 A devono essere modulari e componibili con
potere di interruzione fino a 6.000 A, salvo casi particolari;
•
tutte le apparecchiature necessarie per rendere efficiente e funzionale l'impianto (ad esempio
trasformatori, suonerie, portafusibili, lampade di segnalazione, interruttori programmatori, prese di
corrente CEE, ecc.) devono essere modulari e accoppiati nello stesso quadro con gli interruttori
133
•
•
•
automatici di cui al punto a);
gli interruttori con relè differenziali fino a 63 A devono essere modulari e appartenere alla stessa
serie di cui ai punti a) e b). Devono essere del tipo ad azione diretta e conformi alle norme CEI
23-18, e 23-18-V1/2/3 e 4;
gli interruttori magnetotermici differenziali tetrapolari con 3 poli protetti fino a 63 A devono essere
modulari ed essere dotati di un dispositivo che consenta la visualizzazione dell'avvenuto
intervento e permetta di distinguere se detto intervento è provocato dalla protezione
magnetotermica o dalla protezione differenziale. E' ammesso l'impiego di interruttori differenziali
puri purché abbiano un potere di interruzione con dispositivo associato di almeno 4.500 A e
conformi alle norme CEI 23-18, e 23-18-V1/2/3 e 4;
il potere di interruzione degli interruttori automatici deve essere garantito sia in caso di
alimentazione dai morsetti superiori (alimentazione dall'alto) sia in caso di alimentazione dai
morsetti inferiori (alimentazione dal basso).
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.6
INTERRUTTORI SCATOLATI
Gli interruttori magnetotermici e gli interruttori differenziali con e senza protezione magnetotermica con
corrente nominale da 100 A in su devono appartenere alla stessa serie.
Onde agevolare le installazioni sui quadri e l'intercambiabilità, gli apparecchi da 100 a 250 A è
preferibile abbiano stesse dimensioni d'ingombro.
Gli interruttori con protezione magnetotermica di questo tipo devono essere selettivi rispetto agli
automatici fino a 80 A almeno per correnti di c.c. fino a 3.000 A.
Il potere di interruzione deve essere dato nella categoria di prestazione PZ (vedi norme CEI EN 609472 e CEI 17-5-Ec) onde garantire un buon funzionamento anche dopo 3 corto circuiti con corrente pari
al potere di interruzione.
Gli interruttori differenziali da 100 a 250 A da impiegare devono essere disponibili nella versione
normale e nella versione con intervento ritardato per consentire la selettività con altri interruttori
differenziali installati a valle.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.7
INTERRUTTORI AUTOMATICI MODULARI CON ALTO POTERE DI INTERRUZIONE
Negli impianti elettrici che presentano correnti di c.c. elevate (fino a 30 kA) gli interruttori
automatici magnetotermici fino a 63 A devono essere modulari e componibili con potere di interruzione
di 30 kA a 380 V in classe P2.
Installati a monte di interruttori con potere di interruzione inferiore, devono garantire un potere di
interruzione della combinazione di 30 kA a 380 V. Installati a valle di interruttori con corrente nominale
superiore, devono garantire la selettività per i c.c. almeno fino a 10 kA.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.8
QUADRI DI COMANDO IN LAMIERA
I quadri di comando devono essere composti da cassette complete di profilati normalizzati DIN per il
fissaggio a scatto delle apparecchiature elettriche
Detti profilati devono essere rialzati dalla base per consentire il passaggio dei conduttori di cablaggio.
Gli apparecchi installati devono essere protetti da pannelli di chiusura preventivamente lavorati per far
sporgere l'organo di manovra delle apparecchiature e devono essere completi di porta cartellini
indicatori della funzione svolta dagli apparecchi. Nei quadri deve essere possibile l'installazione di
interruttori automatici e differenziali da 1 a 250 A.
Detti quadri devono essere conformi alla norma CEI EN 60439-1 e costruiti in modo da dare la
possibilità di essere installati da parete o da incasso, senza sportello, con sportello trasparente o in
lamiera, con serratura a chiave a seconda della decisione della Direzione Lavori che può essere presa
anche in fase di installazione.
I quadri di comando di grandi dimensioni e gli armadi di distribuzione devono essere del tipo ad
elementi componibili che consentano di realizzare armadi di larghezza minima 800 mm e profondità
fino a 600 mm.
In particolare devono permettere la componibilità orizzontale per realizzare armadi a più sezioni,
garantendo una perfetta comunicabilità tra le varie sezioni senza il taglio di pareti laterali.
Gli apparecchi installati devono essere protetti da pannelli di chiusura preventivamente lavorati per far
sporgere l'organo di manovra delle apparecchiature e devono essere completi di porta cartellini
indicatori della funzione svolta dagli apparecchi.
Sugli armadi deve essere possibile montare porte trasparenti o cieche con serratura a chiave fino a
1,95 m di altezza anche dopo che l'armadio è stato installato. Sia la struttura che le porte devono
essere realizzate in modo da permettere il montaggio delle porte stesse con l'apertura destra o
sinistra.
134
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.9
PROVE DEI MATERIALI
L'Amministrazione indicherà preventivamente eventuali prove da eseguirsi in fabbrica o presso
laboratori specializzati da precisarsi, sui materiali da impiegarsi negli impianti oggetto dell'appalto.
Le spese inerenti a tali prove non faranno carico all'Amministrazione, la quale si assumerà le sole
spese per fare eventualmente assistere alle prove propri incaricati.
Non saranno in genere richieste prove per i materiali contrassegnati col Marchio Italiano di Qualità
(IMQ) od equivalenti ai sensi della legge 18-10-1977, n.791.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.2.10
ACCETTAZIONE
I materiali dei quali sono stati richiesti i campioni, non potranno essere posti in opera che dopo
l'accettazione da parte dell'Amministrazione. Questa dovrà dare il proprio responso entro sette giorni
dalla presentazione dei campioni, in difetto di che il ritardo graverà sui termini di consegna delle opere.
Le parti si accorderanno per l'adozione, per i prezzi e per la consegna, qualora nel corso dei lavori si
dovessero usare materiali non contemplati nel contratto.
L'Impresa aggiudicataria non dovrà porre in opera materiali rifiutati dall'Amministrazione, provvedendo
quindi ad allontanarli dal cantiere.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3
CIRCUITI ELETTRICI
Nella determinazione del numero dei circuiti in uscita dai quadri e centralini elettrici sono specificati i
seguenti criteri generali da utilizzarsi per la progettazione e l’esecuzione degli impianti
•
i circuiti alimentanti le prese devono essere distinti da quelli per l'illuminazione;
•
i circuiti di illuminazione devono essere suddivisi secondo la natura dei locali da servire (ad es. in
un edificio scolastico: circuito aule, circuito corridoi e servizi, circuito scale ecc.), in modo cioè da
raggruppare in uno stesso circuito soltanto locali con affine destinazione d'uso (e non, ad es.,
aule con corridoi, scale con servizi, ecc.)
•
la potenza massima contemporanea di un circuito non deve superare 2000 W
•
il numero delle prese alimentate da un circuito non deve essere superiore a 15 salvo differenti
prescrizioni normative;
•
le utenze monofase devono essere alimentate da circuiti monofase;
•
non possono venire raggruppati in uno stesso tubo protettivo più di tre circuiti monofase o di uno
trifase.
È facoltà del progettista, in relazione a specifiche situazioni od esigenze progettuali, effettuare scelte
differenti rispetto a quelle indicate nei suesposti criteri, le quali devono essere motivate ed in accordo
con la Normativa vigente.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.1
CAVI E CONDUTTORI
Isolamento dei cavi
I cavi utilizzati nei sistemi di prima categoria devono essere adatti a tensione nominale verso terra e
tensione nominale (Uo/U) non inferiori a 450/750V, simbolo di designazione 07. Quelli utilizzati nei
circuiti di segnalazione e comando devono essere adatti a tensioni nominali non inferiori a 300/500V,
simbolo di designazione 05. Questi ultimi, se posati nello stesso tubo, condotto o canale con cavi
previsti con tensioni nominali superiori, devono essere adatti alla tensione nominale maggiore;
Colori distintivi dei cavi
I conduttori impiegati nell'esecuzione degli impianti devono essere contraddistinti dalle colorazioni
previste dalle vigenti tabelle di unificazione CEI-UNEL 00712, 00722, 00724, 00725, 00726 e 00727. In
particolare i conduttori di neutro e protezione devono essere contraddistinti rispettivamente ed
esclusivamente con il colore blu chiaro e con il bicolore giallo-verde. Per quanto riguarda i conduttori di
fase, devono essere contraddistinti in modo univoco per tutto l'impianto dai colori: nero, grigio (cenere)
e marrone;
Sezioni minime e cadute di tensione ammesse
Le sezioni dei conduttori calcolate in funzione della potenza impegnata e dalla lunghezza dei circuiti
(affinché la caduta di tensione non superi il valore del 4% della tensione a vuoto) devono essere scelte
tra quelle unificate. In ogni caso non devono essere superati i valori delle portate di corrente ammesse,
per i diversi tipi di conduttori, dalle tabelle di unificazione CEI-UNEL 35023 e 35024.
Indipendentemente dai valori ricavati con le precedenti indicazioni, le sezioni minime ammesse sono;
135
•
•
•
•
0,75 mm² per circuiti di segnalazione e telecomando;
1,5 mm² per illuminazione di base, derivazione per prese a spina per altri apparecchi di
illuminazione e per apparecchi con potenza unitaria inferiore o uguale a 2,2 kW;
2,5 mm² per derivazione con o senza prese a spina per utilizzatori con potenza unitaria superiore
a 2,2 kW e inferiore o uguale a 3 kW;
4 mm² per montanti singoli e linee alimentanti singoli apparecchi utilizzatori con potenza nominale
superiore a 3 kW;
Sezione minima dei conduttori neutri:
La sezione dei conduttori neutri non deve essere inferiore a quella dei corrispondenti conduttori di fase.
Per conduttori in circuiti polifasi, con sezione superiore a 16 mm², la sezione dei conduttori neutri può
essere ridotta alla metà di quella dei conduttori di fase, col minimo tuttavia di 16 mm² (per conduttori in
rame), purché siano soddisfatte le condizioni dell'Art.3.1.0.7 delle norme CEI 64-8.
Sezione dei conduttori di terra e protezione:
La sezione dei conduttori di terra e di protezione, cioè dei conduttori che collegano all'impianto di terra
le parti da proteggere contro i contatti indiretti, non deve essere inferiore a quella indicata nella tabella
seguente, tratta dalle norme CEI 64-8:
SEZIONE MINIMA DEL CONDUTTORE DI PROTEZIONE
Cond. protez. Facente parte
Cond. protez. non facente parte
Sezione del conduttore di fase
dello stesso cavo o infilato nello
dello stesso cavo e non infilato
che alimenta la macchina o
stesso tubo del conduttore di
nello stesso tubo del condut. di
l'apparecchio
fase
fase
[mm²]
[mm²]
[mm²]
minore o uguale a 16
16
16
uguale a 35
metà della sezione del condutt.
metà della sezione del condutt.
maggiore di 35
di fase; nei cavi multip., la sez.
di fase nei cavi multip., la sez.
specificata dalle rispettive norme specificata dalle rispettive norme
Sezione minima del conduttore di terra
La sezione del conduttore di terra deve essere non inferiore a quella del conduttore di protezione
suddetta con i minimi di seguito indicati:
Sezione minima (mm²)
•
protetto contro la corrosione ma non meccanicamente
16(CU) 16 (FE)
•
non protetto contro la corrosione
25(CU) 50(FE)
In alternativa ai criteri sopra indicati è ammesso il calcolo della sezione minima del conduttore di
protezione mediante il metodo analitico indicato al paragrafo a) dell'Art.9.6.0 1 delle norme CEI 64-8.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.2
TUBI PROTETTIVI - PERCORSO TUBAZIONI - CASSETTE DI DERIVAZIONE
I conduttori, a meno che non si tratti di installazioni volanti, devono essere sempre protetti e
salvaguardati meccanicamente.
Dette protezioni possono essere: tubazioni, canalette porta cavi, passerelle, condotti o cunicoli ricavati
nella struttura edile ecc.
Negli impianti in edifici civili e similari si devono rispettare le seguenti prescrizioni:
nell'impianto previsto per la realizzazione sotto traccia, i tubi protettivi devono essere in materiale
termoplastico serie leggera per i percorsi sotto intonaco, in acciaio smaltato a bordi saldati oppure in
materiale termoplastico serie pesante per gli attraversamenti a pavimento;
il diametro interno dei tubi deve essere pari ad almeno 1,3 volte il diametro del cerchio circoscritto al
fascio di cavi in esso contenuti. Tale coefficiente di maggiorazione deve essere aumentato a 1,5
quando i cavi siano del tipo sotto piombo o sotto guaina metallica; il diametro del tubo deve essere
sufficientemente grande da permettere di sfilare e reinfilare i cavi in esso contenuti con facilità e senza
che ne risultino danneggiati i cavi stessi o i tubi. Comunque il diametro interno non deve essere
inferiore a 10 mm;
il tracciato dei tubi protettivi deve consentire un andamento rettilineo orizzontale (con minima pendenza
per favorire lo scarico di eventuale condensa) o verticale. Le curve devono essere effettuate con
raccordi o con piegature che non danneggino il tubo e non pregiudichino la sfilabilità dei cavi;
ad ogni brusca deviazione resa necessaria dalla struttura muraria dei locali, ad ogni derivazione da
linea principale e secondaria e in ogni locale servito, la tubazione deve essere interrotta con cassette
di derivazione;
136
le giunzioni dei conduttori devono essere eseguite nelle cassette di derivazione impiegando opportuni
morsetti o morsettiere. Dette cassette devono essere costruite in modo che nelle condizioni di
installazione non sia possibile introdurvi corpi estranei, deve inoltre risultare agevole la dispersione di
calore in esse prodotta. Il coperchio delle cassette deve offrire buone garanzie di fissaggio ed essere
apribile solo con attrezzo;
i tubi protettivi dei montanti di impianti utilizzatori alimentati attraverso organi di misura centralizzati e le
relative cassette di derivazione devono essere distinti per ogni montante. E' ammesso utilizzare lo
stesso tubo e le stesse cassette purché i montanti alimentino lo stesso complesso di locali e che ne
siano contrassegnati per la loro individuazione, almeno in corrispondenza delle due estremità;
qualora si preveda l'esistenza, nello stesso locale, di circuiti appartenenti a sistemi elettrici diversi,
questi devono essere protetti da tubi diversi e far capo a cassette separate. Tuttavia è ammesso
collocare i cavi nello stesso tubo e far capo alle stesse cassette, purché essi siano isolati per la
tensione più elevata e le singole cassette siano internamente munite di diaframmi, non amovibili se
non a mezzo di attrezzo, tra i morsetti destinati a serrare conduttori appartenenti a sistemi diversi.
Il numero dei cavi che si possono introdurre nei tubi è indicato nella tabella seguente:
NUMERO MASSIMO DI CAVI UNIPOLARI DA INTRODURRE IN TUBI PROTETTIVI
(i numeri tra parentesi sono per i cavi di comando e segnalazione)
diam. e/o
diam.i
mm
12/8,5
14/10
16/11,7
20/15,5
25/19,8
32/26,4
Sezione dei cavetti in mm²
(0,5)
(4)
(7)
(0,75)
(4)
(4)
(1)
(2)
(3)
(4)
(9)
(12)
1,5
2
4
7
9
2,5
4
6
10
16
2
4
7
12
4
7
9
2
4
7
2
7
3
I tubi protettivi dei conduttori elettrici collocati in cunicoli, che ospitano altre canalizzazioni devono
essere disposti in modo da non essere soggetti ad influenze dannose in relazione a
sovrariscaldamenti, sgocciolamenti, formazione di condensa, ecc. E' inoltre vietato collocare nelle
stesse incassature montanti e colonne telefoniche o radiotelevisive. Nel vano degli ascensori o
montacarichi non è consentita la messa in opera di conduttori o tubazioni di qualsiasi genere che non
appartengano all'impianto dell'ascensore o del montacarichi stesso.
I circuiti degli impianti a tensione ridotta per "controllo ronda" e "antifurto", nonché quelli per impianti di
traduzioni simultanee o di teletraduzioni simultanee, dovranno avere i conduttori in ogni caso sistemati
in tubazioni soltanto di acciaio smaltato o tipo mannesman.
Nei locali aula e negli altri ambienti individuati negli elaborati grafici la distribuzione a vista in parete
avverrà tramite canalina metallica antimanomissione del colore scelto dalla committenza predisposta
per il passaggio separato di linee elettriche e di segnale. La distribuzione a tavolino avverrà
ugualmente con canaline metalliche antimanomissione del colore scelto dalla committenza,
predisposte per l’installazione su basi orizzontali o tavoli in genere e per il passaggio di linee elettriche
e di segnale in scomparti separati. La distribuzione delle linee elettriche a soffitto avverrà in canaline di
pvc del colore scelto dalla committenza.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.3
POSA DI CAVI ELETTRICI ISOLATI, SOTTO GUAINA, INTERRATI
Per l'interramento dei cavi elettrici, si dovrà procedere nel modo seguente:
•
sul fondo dello scavo, sufficiente per la profondità di posa preventivamente concordata con la
Direzione Lavori e privo di qualsiasi sporgenza o spigolo di roccia o di sassi, si dovrà costituire, in
primo luogo, un letto di sabbia di fiume, vagliata e lavata, o di cava, vagliata, dello spessore di
almeno 10 cm, sul quale si dovrà distendere poi il cavo (o dei cavi) senza premere e senza fare
affondare artificialmente nella sabbia;
•
si dovrà quindi stendere un altro strato di sabbia come sopra, dello spessore di almeno 5 cm, in
corrispondenza della generatrice superiore del cavo (o dei cavi); pertanto lo spessore finale
complessivo della sabbia dovrà risultare di almeno cm 15 più il diametro del cavo (quello
maggiore, avendo più cavi);
•
sulla sabbia così posta in opera si dovrà infine disporre una fila continua di mattoni pieni, bene
accostati fra loro e con il lato maggiore secondo l'andamento del cavo (o dei cavi) se questo avrà
il diametro (o questi comporranno una striscia) non superiore a cm 5 od al contrario in senso
trasversale (generalmente con più cavi);
•
sistemati i mattoni, si dovrà procedere al rinterro dello scavo pigiando sino al limite del possibile e
trasportando a rifiuto il materiale eccedente dall'iniziale scavo.
137
L'asse del cavo (o quello centrale di più cavi) dovrà ovviamente trovarsi in uno stesso piano verticale
con l'asse della fila di mattoni.
Per la profondità di posa sarà seguito il concetto di avere il cavo (o i cavi) posti sufficientemente al
sicuro da possibili scavi di superficie per riparazioni ai manti stradali o cunette eventualmente
soprastanti, o movimenti di terra nei tratti a prato o giardino.
Di massima sarà però osservata la profondità di almeno cm 50 ai sensi della norma CEI 11-17.
Tutta la sabbia ed i mattoni occorrenti saranno forniti dall'Impresa aggiudicataria.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.4
PROTEZIONE CONTRO I CONTATTI INDIRETTI
Devono essere protette contro i contatti indiretti tutte le parti metalliche accessibili dell'impianto
elettrico e degli apparecchi utilizzatori, normalmente non in tensione ma che, per cedimento
dell'isolamento principale o per altre cause accidentali, potrebbero trovarsi sotto tensione (masse).
Per la protezione contro i contatti indiretti ogni impianto elettrico utilizzatore, o raggruppamento di
impianti contenuti in uno stesso edificio e nelle sue dipendenze (quali portinerie distaccate e simili)
deve avere un proprio impianto di terra.
A tale impianto di terra devono essere collegati tutti i sistemi di tubazioni metalliche accessibili destinati
ad adduzione, distribuzione e scarico delle acque, nonché tutte le masse metalliche accessibili di
notevole estensione esistenti nell'area dell'impianto elettrico utilizzatore stesso.
Impianto di messa a terra e sistemi di protezione contro i contatti indiretti
Elementi di un impianto di terra
Per ogni edificio contenente impianti elettrici deve essere opportunamente previsto, in sede di
costruzione, un proprio impianto di messa a terra (impianto di terra locale) che deve soddisfare le
prescrizioni delle vigenti norme CEI 64-8 e 64-12. Tale impianto deve essere realizzato in modo da
poter effettuare le verifiche periodiche di efficienza e comprende:
•
il dispersore (o i dispersori) di terra, costituito da uno o più elementi metallici posti in intimo
contatto con il terreno e che realizza il collegamento elettrico con la terra (v. norma CEI 64-8/5);
•
il conduttore di terra, non in intimo contatto con il terreno destinato a collegare i dispersori fra di
loro e al collettore (o nodo) principale di terra. I conduttori parzialmente interrati e non isolati dal
terreno, debbono essere considerati a tutti gli effetti, dispersori per la parte interrata e conduttori
di terra per la parte non interrata o comunque isolata dal terreno (v. norma CEI 64-8/5);
•
il conduttore di protezione parte del collettore di terra, arriva in ogni impianto e deve essere
collegato a tutte le prese a spina (destinate ad alimentare utilizzatori per i quali è prevista la
protezione contro i contatti indiretti mediante messa a terra); o direttamente alle masse di tutti gli
apparecchi da proteggere, compresi gli apparecchi di illuminazione con parti metalliche
comunque accessibili. E' vietato l'impiego di conduttori di protezione non protetti meccanicamente
con sezione inferiore a 4 mm². Nei sistemi TT (cioè nei sistemi in cui le masse sono collegate ad
un impianto di terra elettricamente indipendente da quello del collegamento a terra del sistema
elettrico) il conduttore di neutro non può essere utilizzato come conduttore di protezione;
•
il collettore (o nodo) principale di terra nel quale confluiscono i conduttori di terra, di protezione, di
equipotenzialità ed eventualmente di neutro, in caso di sistemi TN, in cui il conduttore di neutro ha
anche la funzione di conduttore di protezione (v. norma CEI 64-8/5);
•
il conduttore equipotenziale, avente lo scopo di assicurare l'equipotenzialità fra le masse e/o le
masse estranee ovvero le parti conduttrici, non facenti parte dell'impianto elettrico, suscettibili di
introdurre il potenziale di terra (v. norma CEI 64-8/5).
Prescrizioni particolari per locali da bagno
Divisione in zone e apparecchi ammessi
I locali da bagno vengono suddivisi in 4 zone per ognuna delle quali valgono regole particolari:
•
zona 0 - E' il volume della vasca o del piatto doccia: non sono ammessi apparecchi elettrici, come
scalda-acqua ad immersione, illuminazioni sommerse o simili;
•
zona 1 - E' il volume al di sopra della vasca da bagno o del piatto doccia fino all'altezza di 2,25 m
dal pavimento: sono ammessi lo scaldabagno (del tipo fisso, con la massa collegata al conduttore
di protezione) e gli interruttori di circuiti SELV alimentati a tensione non superiore a 12 V in c.a. e
30 V in c.c. con la sorgente di sicurezza installata fuori dalle zone 0,1 e 2;
•
zona 2 - E' il volume che circonda la vasca da bagno o il piatto doccia, largo 60 cm e fino
all'altezza di 2,25 m dal pavimento: sono ammessi, oltre allo scaldabagno e agli altri apparecchi
alimentati a non più di 25 V, anche gli apparecchi illuminanti dotati di doppio isolamento (Classe
II). Gli apparecchi installati nelle zone 1 e 2 devono essere protetti contro gli spruzzi d'acqua
(grado protezione IPx4). Sia nella zona 1 che nella zona 2 non devono esserci materiali di
138
installazione come interruttori, prese a spina, scatole di derivazione; possono essere installati
pulsanti a tirante con cordone isolante e frutto incassato ad altezza superiore a 2,25 m dal
pavimento. Le condutture devono essere limitate a quelle necessarie per l'alimentazione degli
apparecchi installati in queste zone e devono essere incassate con tubo protettivo non metallico;
gli eventuali tratti in vista necessari per il collegamento con gli apparecchi utilizzatori (per esempio
con lo scaldabagno) devono essere protetti con tubo di plastica o realizzati con cavo munito di
guaina isolante;
•
zona 3 - E' il volume al di fuori della zona 2, della larghezza di 2,40 m (e quindi 3 m oltre la vasca
o la doccia): sono ammessi componenti dell'impianto elettrico protetti contro la caduta verticale di
gocce di acqua (grado di protezione IPx1), come nel caso dell'ordinario materiale elettrico da
incasso IPx5 quando è previsto l'uso di getti d'acqua per la pulizia del locale; inoltre
l'alimentazione degli utilizzatori e dispositivi di comando deve essere protetta da interruttore
differenziale ad alta sensibilità, con corrente differenziale non superiore a 30 mA.
Le regole date per le varie zone in cui sono suddivisi i locali da bagno servono a limitare i pericoli
provenienti dall'impianto elettrico del bagno stesso, e sono da considerarsi integrative rispetto a]le
regole e prescrizioni comuni a tutto l'impianto elettrico (isolamento delle parti attive, collegamento delle
masse al conduttore di protezione, ecc.).
Collegamento equipotenziale nei locali da bagno
Per evitare tensioni pericolose provenienti dall'esterno del locale da bagno (ad esempio da una
tubazione che vada in contatto con un conduttore non protetto da interruttore differenziale), è richiesto
un conduttore equipotenziale che colleghi fra di loro tutte le masse estranee delle zone 1-2-3 con il
conduttore di protezione; in particolare per le tubazioni metalliche è sufficiente che le stesse siano
collegate con il conduttore di protezione all'ingresso dei locali da bagno.
Le giunzioni devono essere realizzate conformemente a quanto prescritto dalle norme CEI 64-8; in
particolare devono essere protette contro eventuali allentamenti o corrosioni. Devono essere impiegate
fascette che stringono il metallo vivo. Il collegamento non va eseguito su tubazioni di scarico in PVC o
in gres. Il collegamento equipotenziale deve raggiungere il più vicino conduttore di protezione, ad
esempio nella scatola dove è installata la presa a spina protetta dell'interruttore differenziale ad alta
sensibilità.
E' vietata l'inserzione di interruttori o di fusibili sui conduttori di protezione.
Per i conduttori si devono rispettare le seguenti sezioni minime:
•
2,5 mm² (rame) per collegamenti protetti meccanicamente, cioè posati entro tubi o sotto intonaco;
•
4 mm² (rame) per collegamenti non protetti meccanicamente e fissati direttamente a parete.
Alimentazione nei locali da bagno
Può essere effettuata come per il resto dell'appartamento (o dell'edificio, per i bagni in edifici non
residenziali).
Se esistono 2 circuiti distinti per i centri luce e le prese, entrambi questi circuiti si devono estendere ai
locali da bagno.
La protezione delle prese del bagno con interruttore differenziale ad alta sensibilità può essere affidata
all'interruttore differenziale generale (purché questo sia del tipo ad alta sensibilità) o ad un differenziale
locale, che può servire anche per diversi bagni attigui.
Condutture elettriche nei locali da bagno
Devono essere usati cavi isolati in classe II nelle zone 1 e 2 in tubo di plastica incassato a parete o nel
pavimento, a meno che la profondità di incasso non sia maggiore di 5 cm.
Per il collegamento dello scaldabagno, il tubo, di tipo flessibile, deve essere prolungato per coprire il
tratto esterno, oppure deve essere usato un cavetto tripolare con guaina (fase+neutro+conduttore di
protezione) per tutto il tratto dall'interruttore allo scaldabagno, uscendo, senza morsetti, da una
scatoletta passa cordone.
Altri apparecchi consentiti nei locali da bagno
Per l'uso di apparecchi elettromedicali in locali da bagno ordinari, è necessario attenersi alle
prescrizioni fornite dai costruttori di questi apparecchi che possono essere destinati ad esser usati solo
da personale addestrato.
Un telefono può essere installato anche nel bagno, ma in modo che non possa essere usato da chi si
trova nella vasca o sotto la doccia.
Protezioni contro i contatti diretti in ambienti pericolosi
Negli ambienti in cui il pericolo di elettrocuzione è maggiore sia per condizioni ambientali (umidità) sia
per particolari utilizzatori elettrici usati (apparecchi portatili, taglia erba, ecc.) come per esempio:
cantine, garage, portici, giardini, ecc. le prese a spina devono essere alimentate come prescritto per la
zona 3 dei bagni.
139
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.5
COORDINAMENTO DELL'IMPIANTO DI TERRA CON DISPOSITIVI DI INTERRUZIONE
Una volta attuato l'impianto di messa a terra, la protezione contro i contatti indiretti può essere
realizzata con uno dei seguenti sistemi:
•
coordinamento fra impianto di messa a terra e protezione di massima corrente. Questo tipo di
protezione richiede l'installazione di un impianto di terra coordinato con un interruttore con relè
magnetotermico, in modo che risulti soddisfatta la seguente relazione:
Rt<=50/Is
dove Rt è il valore in ohm della resistenza dell'impianto di terra nelle condizioni più sfavorevoli e Is
è il più elevato tra i valori in ampere, della corrente di intervento in 5 s del dispositivo di
protezione; se l'impianto comprende più derivazioni protette dai dispositivi con correnti di
intervento diverse, deve essere considerata la corrente di intervento più elevata;
•
coordinamento fra impianto di messa a terra e interruttori differenziali. Questo tipo di protezione
richiede l'installazione di un impianto di terra coordinato con un interruttore con relè differenziale
che assicuri l'apertura dei circuiti da proteggere non appena eventuali correnti di guasto creino
situazioni di pericolo. Affinché detto coordinamento sia efficiente deve essere osservata la
seguente relazione:
Rt<=50/Id
dove Rd è il valore in ohm della resistenza dell'impianto di terra nelle condizioni più sfavorevoli e
Id il più elevato fra i valori in ampere delle correnti differenziali nominali di intervento delle
protezioni differenziali poste a protezione dei singoli impianti utilizzatori.
Negli impianti di tipo TT, alimentati direttamente in bassa tensione dalla Società Distributrice, la
soluzione più affidabile ed in certi casi l'unica che si possa attuare, è quella con gli interruttori
differenziali che consentono la presenza di un certo margine di sicurezza a copertura degli inevitabili
aumenti del valore di Rt durante la vita dell'impianto.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.6
PROTEZIONE MEDIANTE DOPPIO ISOLAMENTO
In alternativa al coordinamento fra impianto di messa a terra e dispositivi di protezione attiva, la
protezione contro i contatti indiretti può essere realizzata adottando:
macchine e apparecchi con isolamento doppio o rinforzato per costruzione od installazione: apparecchi
di Classe II.
In uno stesso impianto la protezione con apparecchi di Classe II può coesistere con la protezione
mediante messa a terra; tuttavia è vietato collegare intenzionalmente a terra le parti metalliche
accessibili delle macchine, degli apparecchi e delle altre parti dell'impianto di Classe II.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.7
PROTEZIONE DELLE CONDUTTURE ELETTRICHE
I conduttori che costituiscono gli impianti devono essere protetti contro le sovracorrenti causate da
sovraccarichi a da corto circuiti.
La protezione contro i sovraccarichi deve essere effettuata in ottemperanza alle prescrizioni delle
norme CEI 64-8 (fasc. 668) cap. VI.
In particolare i conduttori devono essere scelti in modo che la loro portata (Iz) sia superiore o almeno
uguale alla corrente di impiego (Ib) (valore di corrente calcolato in funzione della massima potenza da
trasmettere in regime permanente). Gli interruttori automatici magnetotermici da installare a loro
protezione devono avere una corrente nominale (In) compresa fra la corrente di impiego del
conduttore (Ib) e la sua portata nominale (Iz) ed una corrente di funzionamento (If) minore o uguale a
1,45 volte la portata (Iz).
In tutti i casi devono essere soddisfatte le seguenti relazioni:
Ib<=In<=Iz
If<=1,45 Iz
La seconda delle due disuguaglianze sopra indicate è automaticamente soddisfatta nel caso di
impiego di interruttori automatici conformi alle norme CEI EN 60898, 60898/A1, 60898/A11, 60947-2 e
60947-2/A1.
Gli interruttori automatici magnetotermici devono interrompere le correnti di corto circuito che possono
verificarsi nell'impianto in tempi sufficientemente brevi per garantire che nel conduttore protetto non si
raggiungano temperature pericolose secondo la relazione:
Iq <= Ks² (ved. norme CEI 64-8 e 64-8-Ec).
Essi devono avere un potere di interruzione almeno uguale alla corrente di corto circuito presunta nel
punto di installazione.
E' tuttavia ammesso l'impiego di un dispositivo di protezione con potere di interruzione inferiore a
condizione che a monte vi sia un altro dispositivo avente il necessario potere di interruzione (Art.6.3.02
delle norme CEI 64-8).
In questo caso le caratteristiche dei 2 dispositivi devono essere coordinate in modo che l'energia
specifica passante I²t lasciata passare dal dispositivo a monte non risulti superiore a quella che può
essere sopportata senza danno dal dispositivo a valle e dalle condutture protette.
140
In mancanza di specifiche indicazioni sul valore della corrente di cortocircuito, si presume che il potere
di interruzione richiesto nel punto iniziale dell'impianto non sia inferiore a:
•
3.000 A nel caso di impianti monofasi;
•
4.500 A nel caso di impianti trifasi.
Protezione di circuiti particolari
•
devono essere protette singolarmente le derivazioni all'esterno;
•
devono essere protette singolarmente le derivazioni installate in ambienti speciali, eccezione fatta
per quelli umidi;
•
devono essere protetti singolarmente i motori di potenza superiore a 0,5 kW;
•
devono essere protette singolarmente le prese a spina per l'alimentazione degli apparecchi in uso
nei locali per chirurgia e nei locali per sorveglianza o cura intensiva (norme CEI 64-4 Art.3.5.01).
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.8
COORDINAMENTO CON LE OPERE DI SPECIALIZZAZIONE EDILE E DELLE ALTRE NON FACENTI PARTE
DEL RAMO D'ARTE DELLA DITTA APPALTATRICE
Per le opere, lavori, o predisposizioni di specializzazione edile e di altre non facenti parte del ramo
d'arte della Ditta, contemplate nel presente Capitolato speciale, ed escluse dall'appalto, le cui
caratteristiche esecutive siano subordinate ad esigenze dimensionali o funzionali degli impianti oggetto
dell'appalto, è fatto obbligo alla Ditta di render note tempestivamente all'Amministrazione le anzidette
esigenze, onde la stessa Amministrazione possa disporre di conseguenza.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.9
MATERIALI DI RISPETTO
La scorta di materiali di rispetto non è considerata per le utenze di appartamenti privati. Per altre
utenze, vengono date, a titolo esemplificativo, le seguenti indicazioni:
•
fusibili con cartuccia a fusione chiusa, per i quali dovrà essere prevista, come minimo, una scorta
pari al 20% di quelli in opera;
•
bobine di automatismi, per le quali dovrà essere prevista una scorta pari al 10% di quelle in
opera, con minimo almeno di una unità;
•
una terna di chiavi per ogni serratura di eventuali armadi;
•
lampadine per segnalazioni; di esse dovrà essere prevista una scorta pari al 10% di ogni tipo di
quelle in opera.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.10
PROTEZIONE DA SOVRATENSIONI PER FULMINAZIONE INDIRETTA E DI MANOVRA
Al fine di proteggere l'impianto e le apparecchiature elettriche ed elettroniche ad esso collegate, contro
le sovratensioni di origine atmosferica (fulminazione indiretta) e le sovratensioni transitorie di manovra
e limitare scatti intempestivi degli interruttori differenziali, all'inizio dell'impianto deve essere installato
un limitatore di sovratensioni. Detto limitatore deve essere modulare e componibile ed avere il
dispositivo di fissaggio a scatto incorporato per profilato unificato.
Deve essere composto da varistori e scaricatore verso terra per garantire la separazione galvanica tra
i conduttori attivi e la terra di protezione ed avere una lampada di segnalazione di inefficienza.
I morsetti di collegamento devono consentire un sicuro collegamento dei conduttori con sezione non
inferiore a 25 mm² e garantire un sicuro serraggio (per esempio del tipo a piastrina).
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3.11
MAGGIORAZIONI DIMENSIONALI RISPETTO AI VALORI MINORI CONSENTITI
Ad ogni effetto, si precisa che maggiorazioni dimensionali, in qualche caso fissate dal presente
capitolato speciale tipo, rispetto ai valori minori consentiti dalle norme CEI o di legge, sono adottate per
consentire possibili futuri limitati incrementi delle utilizzazioni, non implicanti tuttavia veri e propri
ampliamenti degli impianti.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3,.12PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER DERIVAZIONI D'IMPIANTO
DERIVAZIONE DA INCASSO PER IMPIANTI DI ENERGIA
Eseguita con i seguenti materiali:
•
tubo protettivo flessibile di PVC pesante conforme norme CEI 23-80 e tab. CEI-UNEL 37118;
•
conduttori di rame isolati in PVC, compreso il conduttore di protezione, conformi norme CEI 2020, tipo N07V-K o di pari caratteristiche nelle colorazioni CEI-UNEL 00722;
•
frutto (o frutti) componibile da incassare, con scatola rettangolare senza supporti metallici, telaio
isolante e mostrina a scelta, conformi norme CEI 23-9;
•
in opera incassata nel muro, a partire dalla cassetta di derivazione e fino al punto di utilizzo (ad
141
esempio punto luce presa).
DERIVAZIONE DA INCASSO PER IMPIANTI DI SEGNALAZIONE O DI COMUNICAZIONE
Eseguita con i seguenti materiali:
•
tubo protettivo flessibile di PVC pesante conforme norme CEI 23-80 e tab. CEI-UNEL 37118;
•
conduttori di rame conformi alle norme CEI 20-20, tipo H05 VOU, conduttori per
telecomunicazione, conformi alle norme CEI 46-5, cavo speciale per segnalazioni sottoguaina in
P.V.C. con schermatura a nastro di alluminio e numero di conduttori in relazione alle
apparecchiature da alimentare.
•
frutto (o frutti) componibili da incassare con scatola rettangolare senza supporti metallici, telaio
isolante e mostrine a scelta, dello stesso tipo usato negli impianti di energia;
•
prese o borchie telefoniche o citofoniche;
•
in opera incassata nel muro.
DERIVAZIONE DA
CENTRALIZZATA
INCASSO
PER
IMPIANTO
DI
ANTENNA
TELEVISIVA
Eseguita con i seguenti materiali:
•
tubo protettivo flessibile di PVC pesante conforme norme CEI 23-80 e tab. CEI-UNEL 37118;
•
cavo rame coassiale 75 Ω a bassa perdita;
•
presa coassiale da incasso con mostrina fissata a viti, per linea passante o terminale, compresa
scatola rettangolare senza supporti metallici, telaio isolante e mostrine a scelta, dello stesso tipo
usato negli impianti di energia;
•
in opera incassata nel muro a partire dal derivatore di piano negli impianti centralizzati o dal
montante, non compreso, negli impianti singoli.
ESECUZIONE IN VISTA A PARETE E/O SOFFITTO
Delle derivazioni d'impianto descritte nelle voci precedenti, comprendente i seguenti materiali, nelle
quantità necessarie, in aggiunta o in parziale sostituzione di quelli già elencati:
•
collari fissatubo di ferro zincato a fuoco, o di materiale isolante, in ragione minima di uno ogni 1,5
÷ 2 metri di tubo in vista
•
chiodi filettati zincati infissi nella muratura o nel ferro, per sostenere i collari, le scatole, le cassette
ecc.
•
custodia per frutti componibili con grado di protezione non inferiore a IP44.
DERIVAZIONE PER IMPIANTO DI ENERGIA DI TIPO INDUSTRIALE
Eseguita in vista o parzialmente incassata, per alimentare apparecchi utilizzatori a tensione fino a 380
V:
•
grado di protezione minimo IP 55
•
con interruttore di manovra (nei casi specificati) conforme norme CEI 17-11, in contenitore da
parete grado di protezione IP 55, tensione di esercizio 500V, 50 Hz, installato presso l'utilizzatore
•
con presa e spina (nei casi specificati) di forma circolare, conforme norme CEI 23-12, provvista di
interruttore con blocco contro l'accesso ai fusibili e contro l'inserzione e la disinserzione della
spina sotto tensione
•
con presa e spina (nei casi specificati)di forma circolare, conforme norme CEI 23-12, in cassetta
da parete, provvista di interruttore di blocco contro l'accesso ai fusibili e contro l'inserzione e la
disinserzione della spina sotto tensione;grado di protezione IP 65 a spina inserita o disinserita
•
con presa e spina (nei casi specificati)di forma circolare, conforme norme CEI 23-12, in cassetta
da parete, provvista di interruttore di blocco contro l'accesso ai fusibili e contro l'inserzione e la
disinserzione della spina sotto tensione;grado di protezione IP 65 a spina inserita o disinserita.
CAVIDOTTO CIRCOLARE DI MATERIALE ISOLANTE
Con resistenza meccanica allo schiacciamento di 750 N secondo norme CEI 23-8, in opera in scavo
predisposto (escluso dal prezzo), comprese le eventuali curve e/o raccordi atti a garantire il grado di
protezione della conduttura.
CANALE DI ROBUSTA LAMIERA D'ACCIAIO
Verniciata a forno su trattamento anticorrosivo, continuità elettrica certificata dal Costruttore, installata
perfettamente allineata, sezione a <C>, adatto per contenere cavi elettrici, compresi:
•
supporti interni per fissare i cavi;
•
pezzi speciali di giunzione, derivazione, incrocio, angolo e variazioni di piano;
•
terminali di chiusura delle testate;
142
•
staffaggi per il fissaggio a parete o a soffitto.
CANALETTA IN P.V.C. RIGIDO AUTOESTINGUENTE
Con sezione rettangolare aperta e coperchio a scatto. In opera fissata direttamente a parete o soffitto
con appositi sistemi di fissaggio, completa di pezzi speciali per angoli, giunzioni, derivazioni, variazioni
di piano, e chiusure terminai, perfettamente allineata.
PASSERELLA PORTACAVI DI LAMIERA D'ACCIAIO ZINCATA
•
•
•
sezione rettangolare aperta con bordi ripiegati
supporti, mensole, staffe per sostegno a parete o soffitto (anche di passerelle su piani differenti
od affiancate) interdistanti in accordo con le indicazioni del costruttore e fissati saldamente
all'opera edile
In opera perfettamente allineata
PASSERELLA PORTACAVI IN P.V.C. RIGIDO AUTOESTINGUENTE
•
•
•
•
sezione rettangolare aperta con bordi rinforzati
fondo pieno o traforato
supporti, mensole, staffe dello stesso materiale per sostegno a parete o soffitto (anche di
passerelle su piani differenti od affiancate) interdistanti non più di un metro o fissati saldamente
all'opera edile.
In opera perfettamente allineata.
CASSETTA METALLICA DI DERIVAZIONE DA INCASSO
Costruita con robusta lamiera d'acciaio nervata e verniciata; con feritoie pretranciate per l'ingresso dei
tubi, listello profilato per morsetti componibili, guide fisse per separatori isolanti; provvista di coperchio
bordato fissato con viti imperdibili. In opera compreso il collegamento equipotenziale fra cassetta e
coperchio; dimensioni interne utili non inferiori a quelle precisate in elenco prezzi.
CASSETTA DI DERIVAZIONE DA INCASSO IN MATERIALE PLASTICO
Costruita con materiale isolante nervato; con feritoie pretranciate per l'ingresso dei tubi, listello profilato
per morsetti componibili, guide fisse per separatori; provvista di coperchio particolarmente robusto,
fissato con viti imperdibili; dimensioni interne utili non inferiori a quelle precisate nell’elenco prezzi,
predisposta per l’utilizzo di coperchi alti.
CASSETTA ISOLANTE A TENUTA
•
•
•
•
•
•
•
di materiale termoplastico autoestinguente
piastra metallica interna per montaggio delle apparecchiature elettriche
coperchio di materiale plastico opaco o trasparente fissato con viti imperdibili
finestre laterali con flange predisposte per pressacavi o per accoppiamento con altre cassette
complete dei pressacavi necessari e di ogni accessorio di accoppiamento
grado di protezione IP 55
In opera a parete, nelle dimensioni non inferiori a quelle precisate nel Listino.
MORSETTO UNIPOLARE COMPONIBILE DI DERIVAZIONE
•
•
•
•
•
•
•
•
tensione nominale d'isolamento minima 500 V, 50 Hz
corpo di ottone nichelato o cadmiato
due viti con pattino di pressione sul conduttore
corpo di materiale isolante stampato
innesto a molla su guida profilata
portacartellino e cartellino numerato
piastrina terminale
In opera collegato, compresa la quota-parte della guida.
FRUTTO COMPONIBILE DA INCASSO
•
•
•
conforme norme CEI 23-9 e 23-16 comprensivo di quota-parte di:
per tensione fino a 250V, 50 Hz
In opera collegato, singolo od in combinazione.
FRUTTI COMPONIBILI - APPARECCHI DI COMANDO CON PROTEZIONE
143
Magnetotermica o magnetotermica differenziale, conforme norme CEI 23-3; in opera collegato, singolo
o in combinazione per tensione fino a 250 V, 50 Hz.
CUSTODIA DA INCASSO O DA PARETE PER FRUTTO COMPONIBILE:
•
•
•
•
•
grado di protezione IP 44
in materiale isolante o in lega leggera
adatta per tre frutti
con telaio di supporto
In opera fissata alla muratura, oppure incassata, secondo le indicazioni del Produttore. Il
corrispettivo del sistema di fissaggio è compreso nel prezzo. Mostrina di colore a scelta della
Direzione Lavori
IMPIANTI ELETTRICI - Art.3,.13PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER IMPIANTI LPS
CAPTATORE
Fissato alla copertura dell'edificio attraverso supporti disposti a circa due metri di distanza e comunque
nei punti di cambiamento di direzione o di congiunzione a T od a croce. I supporti devono essere di
acciaio zincato a fuoco, del tipo con piastra di fondo adatta per coperture piane, od a nastro sagomato
per coperture non piane.
Dato in opera secondo la geometria del tetto e con le maglie nelle dimensioni massime stabilite dalle
norme CEI 81-1, inclusi:
•
i supporti suddetti
•
i morsetti di giunzione o derivazione, oppure le saldature forti in loro luogo
•
gli accessori di montaggio (bulloni-viti- ecc.)
•
i collegamenti con le calate naturali (armature dei pilastri di c.a.) e con quelle normali (altri tondini,
o funi, o piatti ecc.)
•
le misure di continuità elettriche fra almeno dieci coppie di punti scelte dalla Direzione lavori.
•
escluso l'eventuale onere dei ponteggi
CALATE
Calata di collegamento tra l'organo di captazione e quello di dispersione, eseguita con i seguenti
materiali a scelta della D.L.:
•
corda rame nuda, tondino di rame, tondino di acciaio zincato a fuoco, bandella d'acciaio zincato a
fuoco.
Eseguita secondo quanto stabilito dalla norma CEI 81-1.
•
In opera, compresi gli accessori di montaggio e di fissaggio, le misure di continuità elettrica fra
almeno dieci coppie di punti scelte dalla D.L.; esclusa la protezione meccanica ed elettrica,
sezionatore di terra ed l'onere dei ponteggi .
DISPERSORE
Disposto nel terreno attorno al perimetro dell'edificio, a profondità di 1 o 2 metri; dato in opera secondo
la geometria del fabbricato, inclusi:
•
le giunzioni e le derivazioni fra i singoli spezzoni, eseguite con saldatura forte o bullonatura
•
i collegamenti con le calate naturali e quelle normali
•
i collegamenti con i dispersori naturali (armature di travi o plinti di fondazione in cemento) ove ne
ricorra la necessità secondo le norme CEI 81-1
•
i collegamenti con i dispersori a picchetto (questi ultimi esclusi) dove la D.L. ne riterrà opportuna
la posa in aggiunta al dispersore ad anello
•
le misure di continuità elettrica fra almeno dieci coppie di punti scelte dalla Direzione lavori.
COLLEGAMENTI EQUIPOTENZIALI DEI CORPI METALLICI
Situati all'interno ed all'esterno dell'edificio (sulle pareti, sulle coperture, nelle immediate vicinanze)
secondo quanto prescritto dalle norme CEI 11-1 (Art.2.1.10), 11-11 (Art.2.2.07), 64-4 e 138-1, come ad
esempio:
•
serramenti
•
tubazioni di qualunque servizio od impianto
•
orditure di controsoffitti
•
tavoli o banconi in posizione fissa
•
conduttori di protezione dell'impianto elettrico
•
condotti protettivi dei collegamenti con i servizi urbani del sottosuolo
144
•
recinzione
•
serbatoi anche interrati
Eseguiti con conduttori di caratteristiche e dimensioni uguali a quelle dei rispettivi elementi
dell'impianto cui sono da collegare, compresi:
•
saldature sui piombi
•
fascette a stringere sui tubi rigidi
•
giunzioni o derivazioni eseguite con saldatura forte, o con morsetti o bulloni, sui piatti, profilati
ecc.
•
eventuali scaricatori di tensione ove tale collegamento non fosse attivabile
•
misure di continuità elettrica fra almeno venti coppie di punti scelte dalla D.L.
•
In opera, a corpo per tutto l'edificio, al prezzo indicato nel contratto d'appalto.
DISPERSORE DI TERRA A PICCHETTO
•
•
•
•
•
di acciaio zincato a caldo o ramato
in spezzoni giuntabili con manicotti di elevata resistenza meccanica e bassa resistenza elettrica
con collare all'estremità libera saldamente fissato al dispersore e provvisto di attacco a bullone
per capocorda di qualunque sezione
compresa quota-parte di sezionatore a barretta fissata alla parete del pozzetto d'ispezione, e di
collegamento in corda di rame fra questo ed il collare
In opera infisso nel terreno con mezzo manuale o meccanico, escluso solo il pozzetto d'ispezione
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER GLI IMPIANTI DI ILLUMINAZIONE
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.1
APPARECCHIATURA ILLUMINANTE
Gli apparecchi saranno dotati di schermi che possono avere compito di protezione e chiusura e/o
controllo ottico del flusso luminoso emesso dalla lampada.
Soltanto per ambienti con atmosfera pulita è consentito l'impiego di apparecchi aperti con lampada non
protetta. Gli apparecchi saranno in genere a flusso luminoso diretto per un migliore sfruttamento della
luce emessa dalle lampade; per installazioni particolari, l'Amministrazione potrà prescrivere anche
apparecchi a flusso luminoso diretto-indietro o totalmente indiretto.
Particolare cura si dovrà porre all'altezza ed al posizionamento di installazione, nonché alla
schermatura delle sorgenti luminose per eliminare qualsiasi pericolo di abbagliamento diretto o
indiretto, come prescritto dalla norma UNI 10380.
In mancanza di indicazioni, gli apparecchi di illuminazione si intendono ubicati a soffitto con
disposizione simmetrica e distanziati in modo da soddisfare il coefficiente di disuniformità consentito.
In alcuni locali è tuttavia consentita la disposizione di apparecchi a parete (applique), per esempio,
nelle seguenti circostanze: sopra i lavabi a circa m 1,80 dal pavimento, in disimpegni di piccole e
medie dimensioni sopra la porta.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.2
ASSEGNAZIONE DEI VALORI DI ILLUMINAZIONE
I valori medi di illuminazione da conseguire e da misurare - entro 60 giorni dall'ultimazione dei lavori su un piano orizzontale posto a m 0,85 dal pavimento, in condizioni di alimentazione normali, saranno
desunti, per i vari locali, dalle tabelle della norma UNI 10380.
Ai sensi della stessa norma il rapporto tra i valori minimi e massimi di illuminazione, nell'area di lavoro
non deve essere inferiore a 0.80.
In fase di progettazione si adotteranno valori di illuminazione pari a 1.25 volte quelli richiesti per
compensare il fattore di deprezzamento ordinario (vedi prospetto II della norma UNI 10380).
Con tutte le condizioni imposte sarà calcolato, per ogni ambiente, l’illuminamento medio mantenuto in
lux, necessaria per ottenere i valori di illuminazione prescritti.
ILLUMINAMENTO
MEDIO
MANTENUTO (lux)
300
200
100
200
200
500
200
UNITA’ SPAZIALI
Aule
Mensa
Corridoi
Spogliatoi
WC
Palestra
Locale Tecnico
145
Uffici/sale insegnanti
300
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.3
LUCE RIDOTTA
Per il servizio di luce ridotta o notturna, sarà opportuno che l'alimentazione venga compiuta
normalmente con circuito indipendente.
Luce di sicurezza fissa
In base alle norme CEI EN 60598-2-22 devono essere installati apparecchi di illuminazione fissi in
scale, cabine di ascensori, passaggi, scuole, alberghi, case di riposo e comunque dove la sicurezza lo
richieda.
Luce di emergenza supplementare
Al fine di garantire un'illuminazione di emergenza in caso di black-out o in caso di intervento dei
dispositivi di protezione, deve essere installata una luce di emergenza estraibile in un locale posto
preferibilmente in posizione centrale, diverso da quelli in cui è prevista l'illuminazione di emergenza di
legge.
Tale luce deve essere componibile con le apparecchiature della serie da incasso, essere estraibile con
possibilità di blocco, avere un led luminoso verde per la segnalazione di "pronto all'emergenza" ed
avere una superficie luminosa minima di 45 X 50 mm.
In particolare nelle scuole e negli alberghi, case di riposo ecc. deve essere installata una luce di
emergenza componibile in ogni aula e in ogni camera in aggiunta all'impianto di emergenza principale
e in tutte le cabine degli ascensori.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.4
ILLUMINAZIONE SCALE, ATRI E CORRIDOI COMUNI
Gli apparecchi di illuminazione devono rispondere ai requisiti indicati nelle norme CEI 34-21 (fasc. 624)
e CEI 34-22 (fasc. 625).
Le lampade di illuminazione devono essere comandate a mezzo di un relè temporizzatore modulare e
componibile con le apparecchiature da incasso per montaggio in scatole rettangolari standard oppure
di tipo modulare componibile con le apparecchiature prescritte all'Art."Qualità e caratteristiche dei
materiali".
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.5
PRESCRIZIONI ESECUTIVE IMPIANTI ILLUMINAZIONE
PLAFONIERA CILINDRICA AD INCANDESCENZA
•
•
•
•
coppa di vetro trasparente stampato a prismi o in policarbonato autoestinguente a scelta della
D.L.
sistema di fissaggio della coppa alla base semplice e di sicuro affidamento
due portalampade edison a norme CEI EN 60598
fissata a soffitto o parete, con tasselli meccanici compresi
DIFFUSORE DA PARETE AD INCANDESCENZA
•
•
•
•
base di lamiera d'acciaio stampata e verniciata al forno su trattamento anticorrosivo
schermo diffusore di policarbonato opalino stampato ad iniezione, fissato alla base con sistema
semplice e di sicuro affidamento
un portalampada edison a norme CEI EN 60598
fissato a parete, tasselli meccanici compresi
FANALE PER LAMPADA AD INCANDESCENZA
•
•
•
•
•
•
corpo in fusione di lega leggera con ingresso a pressacavo
riflettore in lastra d'acciaio zincato e verniciato
gabbia in fili d'acciaio zincato
vetro cilindrico trasparente rigato
portalampada edison a norme CEI EN 60598
fissato a soffitto o parete, tasselli meccanici compresi
FARETTO ORIENTABILE AD INCANDESCENZA
•
corpo di alluminio pressofuso di forma semicubica, con spigolo di circa 160 mm,verniciato di
colore a scelta
146
•
•
•
•
•
•
basetta di fissaggio a parete
snodo e sistema di bloccaggio semplice per orientare il faretto attorno a due assi ortogonali
portalampada edison a norme CEI EN 60598
cavetto flessibile a tre conduttori
16 8
fissato a parete mediante tasselli meccanici, questi compresi
FANALE PORTATILE AD INCANDESCENZA
•
•
•
•
cavo flessibile H07 RN-F di 5 metri di lunghezza
lampada fino a 60W, 24 o 220V
spina non intercambiabile (nel caso 24V) con quelle utilizzate nell'impianto elettrico del resto
dell’edificio
In opera, completo
PROIETTORE PER LAMPADA INCANDESCENZA A VAPORI DI JODIO
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
corpo in fusione o pressofusione di lega leggera, alettato e verniciato a fuoco
parabola riflettente brillantata
staffa di acciaio di sostegno e orientamento in tutte le direzioni, per fissaggio a parete oppure
attacco per binario elettrificato
portalampada o coppia di portalampada elastici
lampada ad incandescenza a vapori di iodio
fissato a parete con bulloni murati, o su apposito palo o installato su binario elettrificato
telaio reggivetro come il corpo, fissato a questo mediante cerniere e viti di chiusura
riflettore di alluminio brillantato, lucido o martellato
vetro trasparente termoresistente
coppia di portalampada elastici
PLAFONIERA FLUORESCENTE PRISMATA
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 34-21
curva fotometrica approvata dalla D.L.
classe I
base di robusta lamiera d'acciaio sagomata e nervata
verniciatura al forno su trattamento anticorrosivo
fissaggio dello schermo alla base mediante sistema a levette od a molle approvato dalla D.L.
fissata a soffitti od a parete,con tasselli meccanici e gancio murato compresi
PLAFONIERA FLUORESCENTE DI FORMA CILINDRICA O QUADRATA
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 34-21
curva fotometrica approvata dalla D.L.
base di robusta lamiera d'acciaio sagomata e nervata
verniciatura al forno su trattamento anticorrosivo
schermo di materiale acrilico di elevata purezza, trasparente, stampato ad iniezione in un pezzo
solo o in policarbonato autoestinguente
fissaggio dello schermo alla base mediante sistema a levette od a molle approvato dalla D.L.
uno o più complessi fluorescenti formati da:
un tubo ø 26-38 mm con tonalità e indice di resa cromatica a scelta D.L.
un alimentatore monolampada 220V
uno starter a luminescenza
un condensatore di rifasamento complessivo almeno a cosfì 0,9
due portalampada elastici di sicurezza
una serie di collegamenti
fissata a soffitti od a parete,con tasselli meccanici e gancio murato compresi
RIFLETTORE FLUORESCENTE ASIMMETRICO
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 34-21
curva fotometrica approvata dalla D.L.
corpo contenitore delle parti elettriche di lamiera d'acciaio verniciata al forno su trattamento antico
riflettore asimmetrico di lamiera come il corpo, fissato a questo mediante viti o godroni
un complesso fluorescente formato dai componenti elencati nella voce precedente
fissato a parete tramite due staffe metalliche ad <U> verniciate, sporgenti fino a 40 cm (queste
147
comprese)
PLAFONIERA FLUORESCENTE CON RETICOLO LAMELLARE
•
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 34-21
curva fotometrica approvata dalla D.L.
corpo scatolato di robusta lamiera d'acciaio verniciata al forno su trattamento anticorrosivo, adatto
per passaggio a soffitto
reticolo metallico formante un vano trapezoidale per ogni tubo fluorescente, con lamelle
trasversali al tubo disposte in modo di contenere entro 45° dalla verticale l'emissione luminosa
diretta; reticolo e lamelle di acciaio verniciato bianco o di alluminio
cerniera e dispositivi di chiusura a scatto del reticolo sul corpo
tegoli interni, mascherati dal reticolo, per sostenere tutte le parti elettriche di ciascun complesso
fluorescente
due o più complessi fluorescenti formati ciascuno dai componenti elencati nelle voci precedenti
fissata a soffitto, tasselli meccanici e gancio murato compresi
PLAFONIERA FLUORESCENTE A BASSA LUMINANZA
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 34-21
curva fotometrica approvata dalla D.L.
corpo idoneo al contenimento delle apparecchiature elettriche, in lamiera d'acciaio spessore
minimo 8/10 mm
verniciatura in elettroforesi con smalto bianco essiccato al forno, su trattamento anticorrosivo
griglia ottica a specchio oppure antiriflesso semispeculare (tipo Batwing o Darklight o BAP) in
alluminio titolo 99,85 o 99,95, ad alveoli parabolici a elevato rendimento luminoso e bassissima
luminanza (50°÷60°_200cd/m²) con massima intensità luminosa emessa tra i 20° e 55°. Fissata
mediante dispositivi a scatto, apertura a cerniera. Scelta e approvata dalla D.L.
uno o più complessi fluorescenti formati da :
tubo fluorescente ø 26-38 mm con tonalità e indice di resa cromatica a scelta della D.L.
alimentatore monolampada 220 V
starter a luminescenza
condensatore di rifasamento complessivo (per mono o bilampada) almeno a cosfì 0,9
due portalampada elastici di sicurezza
una serie di collegamenti
fissata a soffitti con tasselli meccanici e gancio murato compresi.
PLAFONIERA FLUORESCENTE A TENUTA:
•
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 34-21
curva fotometrica approvata dalla D.L.
corpo stampato ad iniezione in un pezzo solo, di materiale isolante infrangibile ed autoestinguente
riflettore interno di lamiera d'acciaio verniciata al forno su trattamento anticorrosivo, portante tutte
le parti elettriche
schermo di materiale acrilico trasparente infrangibile o policarbonato autoestinguente
fissaggio dello schermo alla base mediante ganci elastici o metallici a scelta della D.L.
uno o due complessi fluorescenti formati ciascuno dai componenti elencati nelle voci precedenti
fissata a soffitto od a parete, con tasselli meccanici e gancio murato compresi
PLAFONIERA FLUORESCENTE COMPONIBILE
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 34-21
curva fotometrica approvata dalla D.L.
corpo base scatolato di lamiera d'acciaio verniciata al forno su trattamento anticorrosivo, adatto
per le parti elettriche
testate porta lampada
uno o due complessi fluorescenti formati dai componenti elencati nelle voci precedenti
fissata a soffitto con tasselli meccanici compresi nel prezzo, o applicata a canale metallico, con
squadrette comprese
PLAFONIERA FLUORESCENTE AD INCASSO
Per soffittature in doghe metalliche:
•
conforme norme CEI 34-21
•
curva fotometrica approvata dalla D.L.
148
•
•
•
•
base in robusta lamiera d'acciaio sagomata e nervata spessore min. 8/10 mm
verniciature al forno su trattamento anticorrosivo
riflettore in alluminio brillantato
schermo lamellare verniciato bianco o in metacrilato trasparente o in policarbonato
autoestinguente
Uno o due complessi fluorescenti formati da:
•
tubo fluorescente ø 26-38 mm con tonalità e indice di resa cromatica a scelta della D.L.
•
alimentatore monolampada a 220 V.
•
starter a luminescenza con portastarter
•
un condensatore di rifasamento complessivo (per mono o bilampada) almeno a cosfì0,9
•
due portalampada elastici di sicurezza
•
una serie di collegamenti
•
compresi appositi ganci di fissaggio
PLAFONIERA FLUORESCENTE A BASSA LUMINANZA, AD INCASSO
Per controsoffittature in doghe :
•
conforme norme CEI 34-21
•
curva fotometrica approvata dalla D.L.
•
corpo idoneo al contenimento delle apparecchiature elettriche, in lamiera d'acciaio spessore
minimo 8/10 mm
•
verniciatura in elettroforesi con smalto bianco essiccato al forno, su trattamento anticorrosivo
•
griglia ottica a specchio oppure antiriflesso semispeculare (tipo Batwing o Darklight o BAP) in
alluminio titolo 99,85 o 99,95, ad alveoli parabolici a elevato rendimento luminoso e bassissima
luminanza (50°÷60°_200cd/m²) con massima intensità luminosa emessa tra i 20° e 55°. Fissata
mediante dispositivi a scatto, apertura a cerniera. Scelta e approvata dalla D.L.
Uno o più complessi fluorescenti formati da :
•
tubo fluorescente ø 26-38 mm con tonalità e indice di resa cromatica a scelta della D.L.
•
alimentatore monolampada 220 V
•
starter a luminescenza
•
condensatore di rifasamento complessivo (per mono o bilampada) almeno a cosfì 0,9
•
due portalampada elastici di sicurezza
•
una serie di collegamenti
•
fissata a soffitti con tasselli meccanici e gancio murato compresi.
PLAFONIERA FLUORESCENTE AD INCASSO
Per soffittature a pannelli, in fibre di roccia agglomerata, con strutture in
•
vista o nascosta :
•
conforme norme CEI 34-21
•
curva fotometrica approvata dalla D.L.
•
corpo idoneo al contenimento delle apparecchiature elettriche, in lamiera d'acciaio spessore
minimo 8/10 mm, trattamento anticorrosivo e verniciatura in elettroforesi con smalto bianco
essiccato al forno
•
schermo metacrilato o lamellare verniciato bianco o policarbonato autoestinguente, a scelta della
D.L. e sistema di fissaggio approvato dalla D.L.
•
un complesso fluorescente formato dai componenti elencati nella voce precedente
•
compresi appositi ganci di fissaggio
PLAFONIERA FLUORESCENTE AD INCASSO
Per soffittature a pannelli, in fibre di roccia agglomerata, con struttura in vista o nascosta :
•
conforme norme CEI 34-21
•
curva fotometrica approvata dalla D.L.
•
corpo idoneo al contenimento delle apparecchiature elettriche in lamiera d'acciaio spessore
minimo 8/10 mm, trattamento anticorrosivo e verniciatura in elettroforesi con smalto bianco
essiccato al forno
•
griglia ottica a specchio oppure antiriflesso semispeculare (tipo Batwing o Darklight o BAP) in
alluminio titolo 99,85 99,95 ad alveoli parabolici a elevato rendimento luminoso e bassissima
luminanza (50°÷60°_200cd/m²) con massima intensità luminosa emessa tra i 20° e 55°. Fissata
mediante dispositivi a scatto, apertura a cerniera. Scelta e approvata dalla D.L.
•
un complesso fluorescente formato dai componenti elencati nelle voci precedenti
•
compresi appositi ganci di fissaggio
149
ARMATURA A CASSONCINO CON LAMPADA A SCARICA DI 250W
•
•
•
conforme norme CEI 34-21
curva fotometrica approvata dalla D.L.
corpo scatolato di robusta lamiera d'acciaio verniciata al forno su trattamento antiruggine,
comprendente due vani separati: uno per la lampada e l'altro per l'alimentatore
•
reticolo metallico a maglie quadrate di esecuzione particolarmente robusta, con telaio incernierato
al corpo e dispositivo di chiusura di sicuro affidamento
•
riflettore in lastra di alluminio martellato, ossidato e brillantato
•
schermo piano di materiale acrilico trasparente o in policarbonato autoestinguente, appoggiato e
fissato internamente al reticolo, ad esatta misura di quest'ultimo.
Equipaggiamento elettrico formato da:
•
una lampada a ioduri metallici di 250W-20.000 lumen
•
un alimentatore a 220V-50Hz
•
un accenditore
•
un condensatore di rifasamento almeno a cosfì 0,9
•
un portalampada di porcellana
•
una serie di collegamenti elettrici
•
un fusibile.
Le parti elettriche di alimentazione sono racchiuse nell'apposito scomparto ventilato, accessibile
solamente con la rimozione di un riparo metallico fissato con viti, fissata a soffitto, tasselli metallici e
gancio murato compresi
PROIETTORE PER LAMPADA A SCARICA:
•
•
•
•
•
•
•
•
curva fotometrica approvata dalla D.L.
corpo in pressofusione di lega leggera, alettato e verniciato al forno, con alloggio per l'accenditore
telaio reggivetro incernierato, con godroni o ganci a molla di chiusura
vetro trasparente, termoresistente
riflettore di alluminio purissimo, brillantato, liscio o martellato
uno o due portalampada (secondo il tipo di lampada impiegata), collegati con conduttori per alta
temperatura
staffa metallica di sostegno ed orientamento
In opera fissata a parete, con bulloni murati compresi, o in cima al palo
COMPLESSO CON LAMPADA A SCARICA AD ALTA PRESSIONE:
•
•
•
•
•
•
lampada con attacco edison o bispina
alimentatore a 220V - 50Hz per installazione in cassetta o quadro
accenditore per accensione normale, per montaggio nel proiettore, in cassetta o quadro
condensatore di rifasamento almeno a cosfì 0,9
valvola fusibile
conduttori di collegamento tipo H07 RN-F, oppure H07 V-U oppure G50R/4 fra la lampada e
l'alimentatore, anche nel caso che questo si trovi centralizzato con altri in posizione distante dalla
lampada
LAMPIONE DA GIARDINO PER MONTAGGIO SU PALO:
•
•
•
•
•
curva fotometrica approvata dalla D.L.
riflettore in lastra di alluminio verniciato di bianco inferiormente e tinta a scelta superiormente
schermo troncoconico di materiale trasparente infrangibile prismatizzato
portalampada edison di porcellana a norme CEI 34-11
In opera, nelle dimensioni e per le potenze prescritte.
COMPLESSO CON LAMPADA A BULBO FLUORESCENTE:
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 34-6 e 34-7
alimentatore a 220V 50Hz per installazione in griffa di lampioncino
condensatore di rifasamento almeno a cos  0,9
griffa di lega leggera pressofusa o di materiale isolante stampato, verniciata in colore a scelta
della D.L.
portalampada edison di porcellana a norme CEI 34-11 e lampada b.f. a vapori di mercurio
BINARIO ELETTRIFICATO
•
corpo in alluminio
150
•
•
sezione conduttori min. 4 mm²
in opera, fissato a soffitto o a parete, completo di alimentatore,profilo di chiusura ed eventuali
accessori giunto lineare, giunto a L, giunto a T, giunto a croce, giunto flessibile, deviatore.
REATTORE ALTA FREQUENZA
versione standard, adatto per lampade fluorescenti:
reattore elettronico ad alta frequenza (circa 28 KHz) a bassissime perdite, con elevato fattore di
potenza (cosfì>0,96),accensione immediata(< 1 sec.) senza starter e senza sfarfallamento, adatto per
funzionamento anche a basse temperature (-15 +70°C) e con accensione a caldo (preriscaldamento
degli elettrodi). Il reattore deve essere conforme a quanto prescritto dalle norme VDE 0712 e provvisto
di certificazione da parte di marchio europeo di conformità (IM²/VDE/KEMA ecc.).
In opera funzionante.
REATTORE ALTA FREQUENZA
versione dimming, adatto per lampade fluorescenti :
•
rettore elettronico ad alta frequenza (circa 28÷45 KHz) versione dimming che consenta la
regolazione del flusso luminoso
•
dal 100% al 25%, mediante un potenziometro di comando e/o una fotocellula. Accensione a caldo
(preriscaldamento degli
•
elettrodi). Il reattore deve essere conforme a quanto prescritto dalle norme VDE 0712 e provvisto
di certificazione da parte
•
di marchio europeo di conformità (IM²/VDE/KEMA ecc.). In opera funzionante.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.4.6PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER ILLUMINAZIONE DI SICUREZZA
APPARECCHIO ILLUMINANTE CON ALIMENTAZIONE DA RETE O DA GRUPPO
SOCCORRITORE
•
•
•
con lampada a fluorescenza o ad incandescenza
corpo e diffusore in materiale plastico autoestinguente
In opera collegato all'impianto, completo di lampada e di tasselli di fissaggio per montaggio a
parete e completo di scatola per il montaggio incassato.
APPARECCHIO ILLUMINANTE AUTONOMO PER ILLUMINAZIONE NON PERMANENTE
O PERMANENTE
•
•
•
•
•
•
•
con lampada a fluorescenza o ad incandescenza
corpo e diffusore in materiale plastico autoestinguente
accumulatore al Ni-Cd o Pb ermetiche ricaricabili
circuito di ricarica incorporato
dispositivo di intervento automatico al mancare della tensione di rete e V.V
autonomia di 2 ore
In opera collegato all'impianto, completo di lampada e di tasselli di fissaggio a parete o completo
di scatola per il montaggio incassato.
UNITA' AUTONOMA DI EMERGENZA PER LAMPADA FLUORESCENTE:
•
•
•
•
•
•
•
adatto per lampada lineare da 18 W a 65 W
modulo elettronico con funzione di carica batteria e di inverter c.c./c.a., alimentato a 220V, 50Hz
batteria a secco al Ni-Cd in contenitore di materiale sintetico, capacità di almeno 4Ah
autonomia minima 2 ore
potenza luminosa dal 15% al 25% circa di quella nominale della lampada
tempo di ricarica da 18 a 24 ore
In opera su plafoniera fluorescente esclusa dal prezzo
GRUPPO STATICO DI CONTINUITA'
•
•
•
•
•
•
tensione di alimentazione 220 V - 50 Hz
tensione di uscita 220 V ± 15%
frequenza di uscita 50 Hz ± 5%
rendimento non inferiore a 0,8
soglia d'intervento 220 V -20%
tempo d'intervento da 0,5 sec. a max 1 sec.
151
•
•
•
•
carica automatica
protezione contro : eccessiva scarica, ritardo rientro rete, cortocircuito e sovraccarico lato uscita
strumentazione o indicatori per tensione batteria, corrente di carica, tensione d'uscita, presenza
rete, sovraccarico
In opera, collegato alla batteria pronto per funzionare.
BATTERIA DI ACCUMULATORI ALCALINI (nichel-Cadmio):
•
•
•
tensione nominale per elemento 1,2 V
elementi sigillati in contenitori di materiale isolante
In opera, con telaio di supporto a discrezione della D.L., tavola istruzioni, e accessori pronta per
funzionare.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.5
DISPOSIZIONI PARTICOLARI PER IMPIANTI PER SERVIZI TECNOLOGICI E PER SERVIZI
GENERALI
Tutti gli impianti che alimentano utenze dislocate nei locali comuni devono
essere derivate da un quadro sul quale devono essere installate le apparecchiature
di sezionamento, comando e protezione. La potenza fornita dall’ente erogatore del
servizio dovrà essere di almeno 40 kW.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.5.1
QUADRO GENERALE DI PROTEZIONE E DISTRIBUZIONE E QUADRI DI SETTORE
I quadri devono avere caratteristiche costruttive uguali a quelle prescritte ai paragrafi "Quadri di
Comando In Lamiera" e dell'Art."Qualità e Caratteristiche dei Materiali" ed essere munito di sportello
con serratura.
Sul quadro devono essere montate ed elettricamente connesse, almeno le protezioni ed il comando
dei seguenti impianti.
In particolare, si riportano le seguenti specifiche:
Quadro elettrico GENERALE
Quadro elettrico generale costituito da un armadio in lamiera di acciaio nervata di spessore 20/10 mm
(grado di protezione IP55) verniciata con vernici epossidiche, porte frontali in cristallo, complete di
maniglie più serratura a chiave, equipaggiamento modulare DIN, strumentazione digitale di controllo
delle caratteristiche elettriche costituita da un analizzatore di energia, morsettiera, minuteria varia e le
apparecchiature di comando, protezione e controllo necessaria all’alimentazione dei sottoquadri
derivati.
Potenza elettrica stimata = 55 kW;
Quadro elettrico centrale tecnologica
Quadro elettrico centrale tecnologica costituito da un armadio in lamiera di acciaio nervata di spessore
20/10 mm (grado di protezione IP55) verniciata con vernici epossidiche, porte frontali in cristallo,
complete di maniglie più serratura a chiave, equipaggiamento modulare DIN, strumentazione digitale di
controllo delle caratteristiche elettriche costituita da un analizzatore di energia, morsettiera, minuteria
varia e le apparecchiature di comando, protezione e controllo necessaria all’alimentazione dei
sottoquadri derivati.
Potenza elettrica stimata = 8 kW;
Quadro elettrico SOTTOCENTRALE
Quadro elettrico sottocentrale costituito da un armadio in lamiera di acciaio nervata di spessore 20/10
mm (grado di protezione IP55) verniciata con vernici epossidiche, porte frontali in cristallo, complete di
maniglie più serratura a chiave, equipaggiamento modulare DIN, strumentazione digitale di controllo
delle caratteristiche elettriche costituita da un analizzatore di energia, morsettiera, minuteria varia e le
apparecchiature di comando, protezione e controllo necessaria all’alimentazione dei sottoquadri
derivati.
Potenza elettrica stimata = 20 kW;
Quadro elettrico MENSA
Quadro elettrico mensa costituito da centralino per installazione a parete, completo di sportello
anch’esso in materiale plastico con grado di protezione IP55.
Potenza elettrica stimata = 3.5 kW;
152
IMPIANTI ELETTRICI - Art.5.2
PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER QUADRI ELETTRICI
QUADRO ELETTRICO DI DISTRIBUZIONE DA INCASSO O DA PARETE
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 17-13
telaio-cornice ribordato, da inserire a filo del contenitore, con funzione di coprifilo nella versione
da incasso
intelaiatura interna per il sostegno ed il fissaggio delle apparecchiature elettriche
pannelli incernierati e chiusi con viti, interni al telaio, con funzione di copriapparecchiature
elettriche, provvisti di idonee forature
portello frontale pieno, bordato, ad esatta misura del telaio, fissato a questo con cerniere interne e
chiuso con serratura
accessori elettrici e meccanici per il collegamento interno delle apparecchiature, compresa la
morsettiera per la giunzione con le linee esterne
Il tutto, esclusi gli accessori, di robusta lamiera d'acciaio trattata contro la corrosione e verniciata
finemente in colore a scelta della D.L. In opera, escluse solamente le apparecchiature elettriche.
QUADRO ELETTRICO DI POTENZA AD ELEMENTI DIAFRAMMATI
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
Conforme norme CEI 17-13;
corrente massima degli interruttori 2.000 A
corrente massima di c.to c.to 50kA per 0,5 sec.
costruzione in lamiera d'acciaio 20/10 trattata con procedimenti adatti ad assicurarne la perfetta
conservazione nel tempo (decapaggio, fosfatazione, passivazione, finitura con vernice al forno)
cubicoli adatti per contenere le apparecchiature, completamente segregati da quelli adiacenti e
dalla zona sbarre o collegamenti
una portina con cerniere interne e serratura per ogni cubicolo
chiusura su tutti i lati con pannelli bordati ed avvitati
sbarre di rame a spigoli arrotondati dimensionate termicamente a non più di 2 A/mm²
cablaggio eseguito con conduttori flessibili isolati e contenuti in canalette isolanti, numerati alle
estremità con sistema imperdibile
morsettiera, dove necessaria, con elementi componibili singolarmente isolati e provvisti di viti con
piastrina serrafilo
giunzioni elettriche eseguite con bulloneria trattata o con capocorda a compressione
collegamenti equipotenziali fra tutti gli elementi metallici, in rame flex. di 6 mm².
targhette indicatrici
In opera su basamento o cunicolo (escluso dal prezzo).
ARMADIETTO METALLICO PER APPARECCHI ELETTRICI
•
•
•
•
•
•
corpo rettangolare di lamiera d'acciaio 15/10
portello ribordato di lamiera d'acciaio 20/10, con cerniere interne ed una o due serrature con
pomolo
verniciatura al forno su trattamento anticorrosivo
telaio interno, per il montaggio delle apparecchiature elettriche
pannello interno per la copertura delle parti attive, con finestratura per la sporgenza delle
apparecchiature
In opera a parete, fissato con bulloni murati, compresi i collegamenti elettrici interni; le lavorazioni
e gli aggiustaggi meccanici per montare gli apparecchi.
ARMADIETTO ISOLANTE PER APPARECCHI ELETTRICI
•
•
•
•
•
corpo rettangolare e portello ribordato di resina poliestere rinforzata con fibre di vetro
cerniere interne e due serrature
telaio interno per il montaggio delle apparecchiature elettriche
pannello interno per la copertura delle parti attive, con finestratura per la sporgenza delle
apparecchiature
In opera a parete, fissato con bulloni murati, compresi i collegamenti elettrici interni, le lavorazioni
e gli aggiustaggi meccanici per montare gli apparecchi
TAVOLETTA DI DISTRIBUZIONE
Per fissaggio a parete
•
pannello isolante autoestinguente
153
•
•
cornice metallica zincata o di plastica stampata, con impronte pretranciate per ingresso tubi.
In opera comprese le lavorazioni per il montaggio degli apparecchi elettrici.
QUADRETTO MODULARE
autoestinguente:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
DISTRIBUZIONE
da
incasso
in
materia
plastica
conforme norme CEI EN 60439
isolamento di classe II
costruito interamente in materiale isolante
cassetta da incassare a parete
corpo contenitore aperto posteriormente con telaio porta apparecchi da introdurre nella cassetta
portello incernierato e chiuso con serratura
pannello interno copri apparecchiature con feritoie per la sporgenza delle apparecchiature
una o più guide metalliche profilate per il fissaggio a scatto delle apparecchiature
accessori elettrici e meccanici per i collegamenti interni compresa la morsettiera di uscita
in opera, escluse solamente le apparecchiature elettriche modulari.
QUADRETTO MODULARE
autoestinguente:
•
•
•
•
DI
DI
DISTRIBUZIONE
da
parete
in
materia
plastica
conforme norme CEI EN 60439
isolamento di classe II
costruito interamente in materiale isolante
contenitore esterno da fissare a muro, in materiale isolante con guide metalliche profilate per il
fissa scatto delle apparecchiature
e. portello incernierato e chiuso con serratura
f. pannello interno copri apparecchiature con feritoie per la sporgenza delle apparecchiature
g. accessori elettrici e metallici per i collegamenti interni compresa la morsettiera di uscita
h. in opera, escluse solamente le apparecchiature elettriche modulari.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.5.3
PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER INTERRUTTORI, AZIONAMENTI E APPARECCHIATURE IN GENERE
INTERRUTTORE MODULARE NON AUTOMATICO
•
•
•
•
•
•
esecuzione con modulo di 17,5 mm per ogni polo attivo;
conforme norme CEI 17-11
manovre manuale indipendente con levetta frontale e indicazione di <aperto> - <chiuso>
adatto per montaggio a scatto su guida profilata DIN
tensione nominale d'impiego: 220V unipolare, 380 V multipolare; 50 Hz
In opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti interni allo stesso, la quota parte della
morsettiera in uscita, la morsettiera di ingresso, la quota parte delle canalette di contenimento
cavi ovvero del sistema prefabbricato di cablaggio interno.
INTERRUTTORE MODULARE AUTOMATICO MAGNETOTERMICO:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
esecuzione con modulo di 17,5 mm per ogni polo attivo
conforme norme CEI 23-3
manovra manuale indipendente con levetta frontale e indicazione di <aperto> e <chiuso>
adatto per montaggio a scatto su guida profilata DIN
sganciatore magnetotermico con taratura fissa
tensione nominale di impiego: 220 V unipolare, 380 V multipolare; 50 Hz
potere di interruzione come specificato nel Listino, con caratteristiche limitazione dell’energia
specifica passante elevate;
caratteristica di intervento tipo B, C, D, K, Z come specificato nel Listino
In opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti interni allo stesso, la quota parte della
morsettiera in uscita, la morsettiera di ingresso, la quota parte delle canalette di contenimento
cavi ovvero del sistema prefabbricato di cablaggio interno.
CALOTTA SIGILLABILE DI MATERIALE ISOLANTE
Per contenere e montare a parete gli interruttori automatici s.d., idonea a proteggere i morsetti contro i
contatti accidentali. Montata in opera.
INTERRUTTORE MODULARE DIFFERENZIALE
154
per corrente alternata e/o pulsante unidirezionale, continua secondo le indicazioni riportate nelle voci
del Listino Prezzi:
•
conforme norme CEI EN 61008-1 e CEI EN 61008-2-1
•
tensione di esercizio 380V 50Hz
•
involucro di materiale isolante
•
levetta frontale di manovra
•
tasto di prova senza dispositivo di esclusione
•
adatto per montaggio a scatto su guida profilata DIN
•
In opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti interni allo stesso, la quota parte della
morsettiera in uscita, la morsettiera di ingresso, la quota parte delle canalette di contenimento
cavi ovvero del sistema prefabbricato di cablaggio interno
INTERRUTTORE MODULARE MAGNETOTERMICO-DIFFERENZIALE
per corrente alternata e/o pulsante unidirezionale, continua secondo le indicazioni riportate nelle voci
del Listino Prezzi:
•
conforme norme CEI EN 61009-1 e CEI EN 61009-2-1
•
tensione nominale d'impiego 220/380 V 50 Hz
•
involucro di materiale isolante
•
manovra indipendente con levette frontali, una delle quali per il riarmo del dispositivo differenziale
e per la segnalazione di intervento su guasto a terra
•
tasto di prova senza dispositivo di esclusione
•
sganciatore magnetotermico con taratura fissa su ogni polo
•
potere di interruzione come specificato nel Listino, con caratteristiche limitazione dell’energia
specifica passante elevate;
•
caratteristica di intervento magnetotermico tipo B, C, D, K, Z come specificato nel Listino
•
adatto per montaggio su guida profilata
•
In opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti interni allo stesso, la quota parte della
morsettiera in uscita, la morsettiera di ingresso, la quota parte delle canalette di contenimento
cavi ovvero del sistema prefabbricato di cablaggio interno
INTERRUTTORE AUTOMATICO MAGNETOTERMICO SCATOLATO:
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
in scatola isolante di elevata resistenza meccanica
conforme norme CEI EN 60947-2
manovra manuale indipendente con leva frontale e segnalazione di <aperto> - <chiuso> <intervento sganciatori>
esecuzione fissa con attacchi anteriori
camere d'interruzione con celle dejon
contatti con protezione antiarco
tre poli protetti contro sovracorrenti
quattro contatti
sganciatore termico regolabile
sganciatore magnetico tripolare fisso o regolabile
tensione nominale di isolamento fino a 660 V
termine nominale d'impiego fino a 500 V
frequenza nominale 50 Hz
In opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti interni allo stesso, la quota parte della
morsettiera in uscita, la morsettiera di ingresso, la quota parte delle canalette di contenimento
cavi ovvero del sistema prefabbricato di cablaggio interno.
SGANCIATORE DI MINIMA TENSIONE
Applicabile ai soli interruttori scatolati.
Monofase a funzionamento istantaneo, tensione a scelta fra 110/ 220/380 V a 50Hz oppure
48/110/220 V c.c., montato in opera meccanicamente connesso ad interruttore automatico.
SGANCIATORE A CORRENTE IMPRESSA
Applicabile ai soli interruttori scatolati.
Monofase a funzionamento istantaneo, completo di contatto finecorsa, tensione a scelta fra
110/220/380 V a 50Hz oppure 48/110/220V c.c., montato in opera meccanicamente connesso ad
interruttore automatico.
COMANDO A MOTORE
155
per apertura e chiusura a distanza di interruttore automatico, funzionante a tensione a scelta fra 110 V
e 220V, 50Hz, oppure 48/110/220V c.c., montato in opera meccanicamente connesso all’interruttore e
collegato.
INTERRUTTORE APERTO:
•
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•
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•
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•
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•
•
•
esecuzione aperta
conforme norme CEI EN 60947-11
struttura portante di lamiera d'acciaio zincata
manovra manuale indipendente mediante molle precaricate da leva frontale e pulsanti di chiusura
e di apertura
segnalazione di molle cariche e scariche
segnalazione di <aperto> - <chiuso> - <intervento sganciatori>
blocco a chiave contro la chiusura
esecuzione sezionabile con attacchi posteriori.
completo di base fissa con protezione degli attacchi ad interruttore sezionato, di leva per
l'estrazione, di contatti striscianti per il sezionamento dei circuiti ausiliari
adatto per essere equipaggiato con sganciatori di sovracorrente più avanti descritti.
tensione nominale 660V - Hz
potere di chiusura in c.to c.to: 105KA di cresta fino a 500V
potere di interruttore in cat. P.2 e cosfì = 0,25: 50kA fino a 500 V
corrente ammissibile per 1 sec.: 50kA
In opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti, compresi gli sganciatori se integrati
nell’apparecchiatura.
SGANCIATORE TRIPOLARE DI SOVRACORRENTE
per l'interruttore conforme norme CEI 17-5.
Alimentazione tramite tre trasformatori di corrente montati sui tre poli dell'interruttore e facil-mente
intercambiabili per modificare la corrente di taratura; regolazione di ciascuna grandezza impostata
mediante dispositivi con scale graduate disposti sul fronte esterno dell'interruttore; correnti nominali a
scelta fra 800 e 2.000A in opera montato e collegato su interruttore automatico nei tipi:
•
Normale: protezione contro sovraccarico; intervento a tempo lungo dipendente dal valore della
sovracorrente; campo di regolazione fra 0,5 ed 1 volta il valore nominale; protezione contro corto
circuito: intervento istantaneo (40 microsecondi); soglia d'intervento regolabile fra 3 e 10 volte il
valore nominale.
•
Selettivo: protezione contro sovraccarico: come punto a); protezione contro corto circuito:
intervento con ritardo a tempo breve indipendente dalla corrente di c.to; soglia d'intervento
regolabile fra 3 e 10 volte il valore nominale; tempo di intervento regolabile fra 0,1 e 0,5 sec.
•
Selettivo - istantaneo:
protezione contro sovraccarico: (come pos. a);
protezione contro c.to: (come pos. b)
intervento istantaneo (40 millisecondi): soglia a scelta fra 10, 20 e 30KA
SGANCIATORE DI APERTURA O DI CHIUSURA
monofase istantaneo, tensione a scelta fra 110/ 220 e 380V a 50Hz, oppure 48, 110 e 220V c.c.,
montato in opera e collegato su interruttore dell'Art.4.21.L05, utilizzabile per interruttori aperti.
MOTORE PER LA CARICA DELLE MOLLE
dell'interruttore dell'Art.4.21.L05, monofase, tensione a scelta fra 110V e 220V a 50Hz. oppure
48/110/220V c.c. con fine corsa; montato in opera su interruttore c.s., utilizzabile per interruttori aperti.
INTERRUTTORE DIFFERENZIALE E MAGNETOTERMICO
•
•
•
•
•
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•
•
conforme norme CEI 17-5 per la parte magnetotermica
tensione di esercizio 380V. 50Hz
in custodia isolante con coprimorsetti sigillabili
manovra manuale indipendente con levetta frontale e segnalazione di <aperto> e <chiuso>
sganciatori magnetotermici fissi su ciascuna fase
equipaggiamento di rilevazione differenziato senza necessità di alimentazione ausiliare; di tipo
istantaneo o selettivo
g. tasto di prova dell'intervento differenziale
h. potere d'interruzione 6.000A a 380V in cat. P. 1
sensibilità differenziale regolabile tra 0,03 e 2A
156
•
In opera a parete o su quadro elettrico, compresi i collegamenti.
INTERRUTTORE DIFFERENZIALE MAGNETOTERMICO
•
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•
•
•
conforme norme CEI 17-5 per la parte magnetotermica
tensione di esercizio 380 V 50 Hz
in scatola isolante di elevata resistenza meccanica
manovra manuale indipendente mediante leva frontale con indicazione di <aperto> - <chiuso> <intervento sganciatori>
esecuzione fissa con attacchi anteriori
camera d'interruzione con celle deionizzanti e contatti protetti antiarco
tre poli protetti contro sovracorrenti
sganciatore termico tripolare regolabile
sganciatore magnetico tripolare fisso o regolabile
equipaggiamento elettronico differenziale alimentato direttamente dai morsetti dell'interruttore
oppure da una sorgente ausiliare esterna a tensione continua oppure alternata
sganciatore di apertura a minima tensione od a corrente impressa
tasto di prova e tasto di ripristino
segnalatore luminoso di intervento differenziale
tempo di ritardo regolabile fra 0,1 ed 1 sec. (nei tipi selettivi)
qualunque opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti interni allo stesso, la quota parte
della morsettiera in uscita, la morsettiera di ingresso, la quota parte delle canalette di
contenimento cavi ovvero del sistema prefabbricato di cablaggio interno.
RELE' DIFFERENZIALE DI TERRA
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
soglia di scatto a scelta nei campi fra 300 e 1.500 milli A, fra 1 e 5 A, fra 3 e 15 A, con tempo di
ritardo indipendente regolabile fra 0,02 sec. ed 1 sec.
precisione ± 3%
esecuzione autoprotetta elettricamente (intervento automatico in caso di guasto interno o di
mancata alimentazione)
alimentazione ausiliaria a 220 V, 50 Hz oppure 110 o 125 V c.c.
uno o più contatti ausiliari di scambio e segnalazione di intervento
ripristino manuale a pulsante oppure automatico
pulsante di prova
manopole di regolazione della soglia d'intervento e del tempo di ritardo
in custodia di materiale isolante per montaggio a parete o incasso quadro, compresa la quotaparte dei collegamenti
trasformatore toroidale con diametro interno come specificato
In opera collegato.
RELE' DIFFERENZIALE DI TERRA
•
•
•
•
•
•
•
sensibilità a scelta fra 0,5 - 1 - 2A
equipaggiamenti di rilevazione differenziale senza necessità di alimentazione ausiliaria
intervento istantaneo o selettivo, in questo caso con tempo inversamente proporzionale alla
corrente di guasto a terra
tasto di prova e levetta di ripristino
custodia isolante con coprimorsetti sigillabili
trasformatore toroidale con diametro come specificato
In opera su quadro elettrico, compresi i collegamenti, oppure a parete.
INTERRUTTORE DI MANOVRA A PACCO
•
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 17-11
tensione nominale d'impiego fino a 500 V, 50 Hz
comando con leva o manopola frontale a manovra indipendente
dispositivo di accoppiamento leva/interruttore con blocco all'apertura della portella, su cui è
fissata la leva, quando l'interruttore è chiuso
mostrina frontale con indicazione di aperto e chiuso
adatto per montaggio su fondo quadro elettrico od in cassetta
schermo di protezione dei morsetti di entrata contro i contatti accidentati
In opera, compresi i collegamenti elettrici, nelle portate indicate, riferite alle categorie d'impiego
AC-3 ed AC-23 alla tensione di 380 V
157
COMMUTATORE PER MOTORE
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 17-11 e 17-12
tensione nominale d'impiego fino 500 V, 50 Hz
comando con levetta o manopola frontale a manovra indipendente
mostrina frontale con indicazione delle posizioni o delle funzioni
adatto per il montaggio su portella di quadro elettrico o su coperchio di cassetta (o nei tipi IP 55,
già comprensivo di cassetta isolante)
categoria d'impiego AC 3
in opera compresi i collegamenti elettrici, nelle portate indicate riferite alla tensione di 380 V.
COMMUTATORE AUSILIARIO A CAMME DI COMANDO MANUALE
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 17-12
tensione nominale d'impiego fino a 500 V, 50 Hz
comando con levette o manopola frontale a manovra indipendente
mostrina frontale con indicazione delle posizioni o delle funzioni
adatto per montaggio su portella di quadro elettrico o su coperchio di cassetta
In opera compresi i collegamenti elettrici, nelle portate indicate riferite alla tensione di 380 V.
FUSIBILE A COLTELLO - per uso generale (gG) oppure combinato (aM) in applicazione
industriale
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 32-1 e 32-4
potere d'interruzione non inferiore a 50kA
tensione d'impiego 500 V, 50 Hz
limitatore di corrente
segnalatore di fusione
FUSIBILE CILINDRICO - per uso generale (gG) in applicazione domestica o similare
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 32.1 e 32-5
potere d'interruzione non inferiore a 20kA
tensione di esercizio 380 V - 50 Hz
limitatore di corrente
segnalatore di fusione
CONTATTORE TRIPOLARE IN ARIA
•
Conforme norme CEI 17-3, per applicazioni domestiche e similari conforme norme CEI EN
61095, per applicazioni industriali conforme norme CEI EN 60947-4 -1
•
tensione nominale d'isolamento e di impiego 660 V, 50 Hz
•
comando con bobina silenziosa in corrente alternata o in corrente continua (in tal caso è
compresa la resistenza addizionale) ad una delle tensioni a scelta tra 24/48/110/220 V
In opera su quadro elettrico, compresa la quota parte dei collegamenti di potenza ed ausiliari, od in
cassetta, con le caratteristiche specificate in elenco prezzi ed aventi il seguente significato:
•
Ie: corrente nominale d'impiego riferita alla tensione di 380 V
•
Pm: potenza nominale d'impiego riferita alla tensione di 380 V per comando di motore trifase in
CAT
•
AC-2 o AC-3
•
Pc: potenza nominale d'impiego riferita alla tensione di 380 V di condensatori trifase.
BLOCCO ELETTROMECCANICO PER L'ACCOPPIAMENTO DI DUE CONTATTORI
funzionanti secondo lo schema: 0-0; 0-1; 1-0, compresi i collegamenti elettrici e la piastra di
assemblaggio (esclusi i contattori). In opera
RELE' TERMICO PER LA PROTEZIONE CONTRO SOVRACCARICO DI MOTORI
TRIFASE
•
•
•
•
•
•
avviati tramite contattore
conforme norme CEI 17-7 una volta associato al relativo contattore
montaggio diretto sul contattore o separato
compensato per le variazioni della temperatura ambiente
protezione del motore contro la mancanza di fase
regolazione continua della corrente con nottolino graduato
158
•
•
blocco, escludibile, contro il ripristino automatico del circuito di comando
In opera collegato.
TELEAVVIATORE STELLA-TRIANGOLO
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 17-8
composto da tre contattori aventi caratteristiche come quelle già specificate negli Articoli c.s.;
con relè termico per la protezione contro sovraccarico, dello stesso tipo di quelli già specificati
nelle voci precedenti
con relè a tempo, regolabile fra 1 e 10÷20 sec.
montato su piastra metallica di assemblaggio, collegato e provvisto di morsettiera
In opera su quadro elettrico, compresa quota-parte dei collegamenti, o in cassetta.
CONTATTORE AUSILIARIO
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 17-12
tensione nominale d'isolamento e di impiego 660 V, 50 Hz
comando con bobina silenziosa in corrente alternata o in corrente continua (in tal caso è
compresa la resistenza addizionale) ad una delle tensioni a scelta fra 24, 48, 110 o 220 V
grado di protezione IP00
corrente nominale termica Ith = 16A
In opera su quadro elettrico, compresa la quota parte dei collegamenti, o in cassetta
CONTATTORE AUSILIARIO A MEMORIA
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 17-12
tensione nominale d'isolamento e di impiego 500V, 50Hz
comando con bobina silenziosa in corrente alternata o continua ad una delle tensioni a scelta fra
110 o 220V
comando ad impulso o a contatto permanente con ritenuta meccanica
grado di protezione IP00
corrente nominale termica Ith = 16A
corrente nominale d'impiego Ie:
in cat AC-11: 10A a 220V e 6A a 380V
in cat. DC-11: 6A a 24V, 0,9A a 110V e 0,45A a 220V
nove contatti
In opera su quadro elettrico, compresa la quota-parte dei collegamenti, o in cassetta.
RELE' A TEMPO SINCRONO
•
•
•
•
•
•
•
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•
•
conforme norme CEI 17-12
azionamento con motorino sincrono
tensione nominale d'isolamento e di impiego 380V, 50Hz
grado di protezione IP20
ritardato all'eccitazione
due contatti di scambio: uno istantaneo ed uno ritardato
due campi di regolazione commutabili, per tempi a scelta fra 0,15 sec. e 60 ore
blocco, inseribile, contro il ritorno a zero in mancanza della tensione
corrente nominale d'impiego Ie = 4A a 220V in cat. AC-11
per montaggio sporgente o incassato
In opera su quadro elettrico, compresa la quota-parte dei collegamenti, oppure in cassetta.
RELE' A TEMPO ELETTRONICO
•
•
•
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•
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•
•
conforme norme CEI 17-12
funzionamento statico
tensione nominale di isolamento e di impiego 220V, 50Hz
grado di protezione IP 20
ritardato all'eccitazione
un contatto di scambio ritardato
regolazione continua per campi a scelta fino a 60 sec.
per montaggio sporgente o incassato
In opera su quadro elettrico, compresa la quota-parte dei collegamenti o in cassetta
159
INTERRUTTORE FOTOELETTRICO CREPUSCOLARE:
•
•
•
•
•
•
•
•
elemento sensibile al Cds in custodia per esterno con calotta di vetro e staffa di fissaggio a parete
apparato di regolazione e di intervento in custodia isolante protetta alla polvere, per montaggio a
parete o su quadro
alimentazione 220V, 50Hz
soglia d'intervento regolabile fra 1 e 200 lux
ritardo d'intervento circa 15÷20 sec.
rapporto fra i livelli di spegnimento e di accensione: da 2 a 4
contatto ausiliario in chiusura 5A a 220V
In opera compreso il collegamento fra sensore e regolatore, in cavo 3x1,5 mm
TRASFORMATORE MONOFASE DI ISOLAMENTO
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 14-6
tensione primaria a scelta fra 220 e 380V
tensione secondaria a scelta fra 24, 48, 110 e 220V
idoneo per azionamento di bobina di contattori
con protezione dei terminali attivi contro i contatti diretti accidentali
In opera su quadro o in cassetta, collegato
SALVAMOTORE MAGNETOTERMICO
•
•
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•
•
•
conforme norme CEI 17-7
tensione nominale di isolamento 660 V
sganciatori termici sulle tre fasi regolabili simultaneamente
sganciatori magnetici sulle tre fasi con soglia d'intervento fissa a 10 Ir max.
comando frontale tramite pulsante di marcia e pulsante di arresto
in opera su quadro elettrico o in cassetta, compresa quota parte dei collegamenti
PULSANTE DA INCASSO SU QUADRO
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 44-1 e 17-12 per quanto applicabili
tensione di esercizio 220 V
diametro non inferiore a 20 mm.
versione a scelta fra: pulsante piatto, sporgente, con guardia, a fungo
ghiera cromata
attacchi a vite.
In opera collegato.
MANIPOLATORE O SELETTORE DA INCASSO SU QUADRO
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 44-1 e 17-12 per quanto applicabili
tensione di esercizio 220 V
diametro non inferiore a 20 mm.
versione a scelta fra contatto permanente e contatto ad impulso
ghiera cromata
attacchi a vite.
In opera collegato
LAMPADA DI SEGNALAZIONE DA INCASSO SU QUADRO
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 44-1 per quanto applicabili
tensione di esercizio fino a 220 V
con gemma tonda, sfaccettata o quadrata
diametro non inferiore a 20 mm.
ghiera cromata
attacchi a vite.
In opera collegata.
CARTELLINO INDICATORE
•
di materiale plastico con dicitura incisa, fissato con adesivo o con viti su pannello. In opera con
qualsiasi dicitura o simbolo.
CARTELLO MONITORE METALLICO
160
•
applicato su porte o su pannelli di quadri elettrici, o su pareti di qualsiasi natura, con diciture,
istruzioni o simboli inerenti gli impianti elettrici.
STRUMENTO DI MISURA INDICATORE DA INCASSO SU QUADRO
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 13-6
per inserzione diretta o con trasformatore di misura escluso dal prezzo
scala di tipo intercambiabile, a 90° o a 240°
quadrato di 96 mm. di lato
classe di precisione 1,5.
In opera collegato.
TRASFORMATORE DI CORRENTE A CAVO O BARRA PASSANTE
•
conforme norme CEI 38-1; in opera collegato.
CONTATORE ELETTRICO A INDUZIONE
•
•
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 13-2
inserzione voltmetrica diretta fino a 380 V
inserzione amperometrica diretta o tramite trasformatori di corrente esclusi dal prezzo
versione da incasso su quadro, di 144 mm. di lato, oppure versione da parete
indicatore a sei cifre, di cui una decimale
morsettiera piombabile.
In opera collegato.
OROLOGIO INTERRUTTORE SINCRONO
•
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•
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•
•
pilotaggio al quarzo
alimentazione 220 V, 50 Hz
riserva di carica almeno 12 ore
un contatto di scambio 10A a 250 V e cosfì = 1 per ogni disco-programma
intervallo minimo fra due comandi: 1 ora su programma giornaliero, 7 ore su quello settimanale
almeno quattro pioli di comando ogni disco
in custodia di materiale isolante con calotta trasparente, adatta per montaggio incassato su
quadro
grado di protezione IP 20
In opera collegato e funzionante.
CONTATORE DI ORE
•
•
•
•
•
•
funzionamento con motorino sincrono
alimentazione 220 V, 50 Hz
numeratore a cinque cifre, di cui una decimale
in custodia di materiale isolante per montaggio incassato su quadro
grado di protezione IP 20.
In opera collegato e funzionante.
TRASFORMATORE PER CAMPANELLI per la installazione in quadri modulari
•
•
•
•
•
•
conforme norme VDE 0551
custodia in materiale isolante
relè termico sul circuito secondario
calotte coprimorsetti
fissaggio su guida metallica profilata
in opera funzionante, compresi i collegamenti elettrici
TRASFORMATORE MONOFASE
•
•
•
•
•
conforme norme CEI 14-4
tensione primaria 220 V
tensione secondaria 24 V
con protezione dei terminali attivi contro i contatti diretti accidentali
in opera su quadro o in cassetta, collegato
161
IMPIANTI ELETTRICI - Art.6
IMPIANTI DI SEGNALAZIONE COMUNI PER USI CIVILI ALL'INTERNO DEI FABBRICATI
Le disposizioni che seguono si riferiscono agli impianti di segnalazioni acustiche e luminose del tipo di
seguito riportato:
a) chiamate semplici a pulsanti, con suoneria, ad esempio per ingressi;
b) segnali d'allarme per ascensori e simili (obbligatori);
c) chiamate acustiche e luminose, da vari locali di una stessa utenza (appartamenti o aggruppamenti
di uffici, cliniche, ecc.);
d) segnalazioni di vario tipo, ad esempio per richiesta di udienza, di occupato, ecc.;
e) impianti per ricerca persone;
f) dispositivo per l'individuazione delle cause di guasto elettrico.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.6.1
ALIMENTAZIONE
Per gli impianti del tipo b) è obbligatoria l'alimentazione con sorgente indipendente dall'alimentazione
principale (con pile o batterie di accumulatori, con tensione da 6 a 24 V).
Per gli impianti del tipo a), c) e d) l'alimentazione sarà ad una tensione massima di 24 V fornita da un
trasformatore di sicurezza montato in combinazione con gli interruttori automatici e le altre
apparecchiature componibili. In particolare gli impianti del tipo a) saranno realizzati con impiego di
segnalazioni acustiche modulari, singole o doppie con suono differenziato, con trasformatore
incorporato per l'alimentazione e il comando.
La diversificazione del suono consentirà di distinguere le chiamate esterne (del pulsante con targhetta
fuori porta) da quelle interne (dei pulsanti a tirante, ecc.). Le segnalazioni acustiche e i trasformatori si
monteranno all'interno del contenitore d'appartamento.
In alternativa si potranno installare suonerie tritonali componibili nella serie da incasso, per la chiamata
dal pulsante con targhetta e segnalatore di allarme tipo BIP-BIP per la chiamata dal pulsante a tirante
dei bagni, sempre componibili nella serie da incasso.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.6.2
TRASFORMATORI E LORO PROTEZIONI
La potenza effettiva nominale dei trasformatori non dovrà essere inferiore alla potenza assorbita dalle
segnalazioni alimentate.
Tutti i trasformatori devono essere conformi alle norme CEI 14-6.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.6.3
CIRCUITI
I circuiti degli impianti considerati in questo articolo, le loro modalità di esecuzione, le cadute di
tensione massime ammesse, nonché le sezioni e il grado di isolamento minimo ammesso per i relativi
conduttori, dovranno essere conformi a quanto riportato nell'articolo "Cavi e conduttori". I circuiti di tutti
gli impianti considerati in questo articolo devono essere completamente indipendenti da quelli di altri
servizi. Si precisa inoltre, che la sezione minima dei conduttori non deve essere comunque inferiore a
1 mm².
IMPIANTI ELETTRICI - Art.6.4
MATERIALE VARIO DI INSTALLAZIONE
Per le prescrizioni generali si rinvia all'Art."Qualità e Caratteristiche dei Materiali".
In particolare per questi impianti, si prescrive:
a) Pulsanti - Il tipo dei pulsanti sarà scelto a seconda del locale ove dovranno venire installati; saranno
quindi: a muro, da tavolo, a tirante per bagni a mezzo cordone di materiale isolante, secondo le norme
e le consuetudini.
Gli allacciamenti per i pulsanti da tavolo, saranno fatti a mezzo di scatole di uscita con morsetti, o
mediante uscita passacavo, con estetica armonizzante con quella degli altri apparecchi.
b) Segnalatori luminosi - I segnalatori luminosi debbono consentire un facile ricambio delle
lampadine.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7
SISTEMI DI PREVENZIONE E SEGNALAZIONE DI FUGHE GAS ED INCENDI
Il sistema di rilevazione incendi dovrà essere realizzato in conformità alla normativa Italiana vigente
UNI9795 edizione Aprile 2005.
Tutti gli apparati utilizzati saranno conformi alla Normativa Europea EN54 alla quale la normativa UNI
9795 fa riferimento.
Per prevenire incendi o infortuni dovuti a fughe di gas provocanti intossicazioni o esplosioni, o dovuti
ad incendi, si devono installare segnalatori di gas, di fumo e di fiamma.
162
I segnalatori di gas di tipo selettivo devono essere installati nei locali a maggior rischio ad altezze
dipendenti dal tipo di gas.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7.1
SENSORI
Il sistema di rilevazione fumi dovrà essere sostanzialmente composto da rilevatori puntiformi.
Il sistema di rilevazione fumi si basa su sensori di tipo analogico, cioè in grado di analizzare l’opacità
dell’aria o la temperatura dell’ambiente che li circonda e di rendere alla centrale un valore numerico
proporzionale al valore misurato. Ne consegue che il sistema dovrà essere in grado di discriminare gli
stati di allarme da quelli di guasto o di “manutenzione”, in altre parole la richiesta di intervento di
manutenzione atta a pulire la camera di analisi ormai resa insensibile da una lunga esposizione al
pulviscolo atmosferico.
I rilevatori di fumo dovranno basare il loro funzionamento sul cosiddetto “Effetto Tyndall”: in una
camera di analisi buia un diodo LED ed un fototransistor sono posizionati in modo che la luce emessa
dal diodo non colpisca direttamente il fototransistor. In caso di incendio, il fumo invade la camera di
analisi; le particelle di cenere riflettono cosi la luce emessa dal LED che, colpendo il fototransistor, ne
aumenta la conduttività. Questo aumento di corrente dovrà essere trasformato dal sensore in un
codice binario interpretato dalla centrale, e di conseguenza, raggiunto un valore prestabilito, la centrale
dovrà segnalare lo stato di allarme.
Col passare del tempo, il pulviscolo che si deposita all’interno della camera di analisi genera lo stesso
effetto della presenza di fumo; in tal caso, un sistema di rilevazione di tipo convenzionale genererebbe
un allarme incendio, con le conseguenze immaginabili (attivazione delle sirene e di tutte le
segnalazioni ottico-acustiche, chiamate automatiche agli organi di sicurezza ed ai vigili del fuoco
eccetera). In un sistema analogico invece, l’aumento della luminosità riflessa lento e costante nel
tempo e interpretato correttamente come un aumento di sporcizia in grado di rendere insensibile al
fumo il sensore. A questo punto il sistema dovrà rendere disponibile una segnalazione di
“manutenzione” senza attivare le segnalazioni ottico-acustiche, ma dando una segnalazione locale
attivando solamente il cicalino della centrale e dei pannelli ripetitori ed inviando al sistema di
supervisione l’informazione relativa.
I sensori del sistema dovranno avere la camera di analisi estraibile senza necessita di ricalibrazione:
ne consegue che per la manutenzione dovrà essere sufficiente aprire il sensore interessato e
sostituirne la camera di analisi con una di scorta. La camera di analisi sostituita dovrà poter essere
pulita semplicemente lavandola ed asciugandola, cosi da poter essere riutilizzata nelle manutenzioni
successive con conseguente evidente risparmio di tempo e di denaro.
All’interno dei controsoffitti saranno installati sensori analogici di fumo con relativo ripetitore luminoso
da posizionarsi al di sotto della controsoffittatura in prossimità del rilevatore.
La rilevazione all’interno dei ribassamenti nei quali non sarà possibile effettuare ispezioni dovrà essere
effettuata attraverso l’utilizzo di sistemi ad aspirazione: trattasi di una centrale e di una rete di
campionamento composta da tubo con diametro 20/25 mm il cui terminale e disposto all’interno del
ribassamento. La centrale, tramite una pompa, dovrà aspirare l’aria all’interno del ribassamento e la
convoglierà all’interno di una camera a tenuta. All’interno della camera un rilevatore analogico
collegato al loop della centrale analizzerà l’aria estratta dal ribassamento segnalando l’eventuale
presenza di fumo.
In ottemperanza alla normativa UNI9795, in tutte le aree, preferibilmente in prossimità delle vie di fuga,
dovranno essere installati pulsanti ad attivazione manuale per la segnalazione manuale di un
eventuale focolaio di incendio, e delle targhe ottico-acustiche per la segnalazione dell’allarme.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7.2
CENTRALE RILEVAZIONE FUMI
La centrale dovrà essere del tipo analogico/indirizzato; si intende che anche i sensori ad essa associati
debbano essere sviluppati con una tecnica di rivelazione analogica.
La centrale dovrà essere conforme ai requisiti indicati nelle norme standardizzate europee EN54 parte
2 e 4. La centrale dovrà essere in grado di gestire non solo gli indirizzamenti delle varie unita di
rivelazione collegate, ma anche di riceverne i relativi valori analogici.
La centrale stessa dovrà, sulla base di livelli pre-programmati, essere in grado di valutare e decidere la
condizione di allarme; il sensore dovrà essere inteso come un apparato di monitoraggio il cui compito
dovrà essere quello di trasmettere attraverso la linea di collegamento digitale ed in tempo reale, il
valore analogico misurato.
Le linee dovranno poter essere configurate con la caratteristica di tipo a loop, richiuse cioè ad anello in
centrale (classe A). Non sarà in ogni caso consentita la formazione di diramazioni nel cablaggio.
L’impianto in oggetto dovrà quindi essere realizzato con
linee esclusivamente in classe A senza diramazioni.
La centrale dovrà essere equipaggiata con minimo 2 linee di rivelazione e con la possibilità di
espandere le stesse.
163
Ogni linea di rivelazione dovrà essere costituita da un cavo schermato ad 1 coppia (2 conduttori). Il
cavo cosi composto dovrà essere in grado di alimentare gli elementi collegati e di trasferire i dati da e
per il campo attraverso la codifica digitale dei segnali sovramodulati sulla tensione di alimentazione.
Ogni linea di rivelazione dovrà consentire il collegamento di minimo 128 elementi indirizzati
(garantendo quindi la possibilità di gestire anche 128 sensori per ciascun loop). Gli elementi dovranno
essere sensori, moduli I/O eccetera, senza limitazioni nei quantitativi rimanendo all’interno della
capacita massima del loop.
Il sistema non dovrà porre vincoli nell'ordine consequenziale di indirizzamento degli elementi. Gli stessi
dovranno poter essere indirizzati secondo le reali necessita determinate dalle condizioni dell'ambiente.
L'indirizzamento non dovrà essere determinato dal software di centrale.
Il LED di indicazione della condizione di allarme posto sull'elemento e su qualsiasi altro indicatore
remoto, dovrà avere un funzionamento non determinato dalla centrale.
Tutte le condizioni di allarme visualizzate dai led dovranno potere essere annullate dalla centrale senza
la necessita di interrompere l'alimentazione delle linee di rivelazione.
La comunicazione verso ogni elemento dovrà essere basata sulla modulazione di impulsi di posizione
o nella modulazione di impulsi di codici. La comunicazione da ogni elemento verso la centrale dovrà
essere basata su impulsi di corrente sincronizzati.
Ogni avvisatore manuale dovrà disporre di un indirizzo proprio ed unico, e la centrale dovrà essere in
grado di identificare e rispondere al funzionamento dell'avvisatore in meno di un secondo.
La linea di rivelazione dovrà essere in grado di acquisire informazioni non solo da sensori termici o di
fumo, ma anche da altri cambiamenti atti a determinare modifiche o variazioni del sistema nella sua
globalità, per esempio quelle determinate dal funzionamento di sistemi sprinkler.
La sorgente di queste informazioni dovrà essere identificabile con un indirizzo proprio. Ogni interfaccia
utilizzato per tale scopo, dovrà essere appartenente ad una linea di prodotti standard di produzione
dello stesso fornitore dei sensori termici ed ottici utilizzati.
La centrale dovrà essere in grado di identificare il tipo di elemento collegato ad ogni indirizzo al fine di
prevenire installazioni non corrette di sensori.
La centrale dovrà essere in grado di identificare l'assenza di un elemento di campo.
Dovrà essere consentita sulla linea di rivelazione l'installazione di basi di fissaggio per sensori
complete di isolatori. Tali isolatori dovranno essere in grado di proteggere la linea stessa da cortocircuiti. La centrale dovrà disporre al suo interno di un isolatore fisso per ogni linea.
La lunghezza totale massima della linea di rivelazione potrà raggiungere i 3 Km.
La capacita totale del cavo non dovrà essere superiore a 900nF per singola linea.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7.3
ALLARME ACUSTICO GENERALE SUPPLEMENTARE
Oltre all'allarme alla centrale, si disporrà di un allarme costituito da mezzo acustico (o luminoso),
installato all'esterno, verso strada o verso il cortile, in modo da essere udito (o visto) a largo raggio.
Tale allarme supplementare deve essere comandato in centrale, da dispositivo di inserzione e
disinserzione.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7.4
ALIMENTAZIONE DELL'IMPIANTO
Deve essere costituita da batteria di accumulatori generalmente a 24 V o 48 V, e l’alimentazione sarà
inoltre sotto gruppo di continuità.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.7.5
PRESCRIZIONI ESECUTIVE PER APPARECCHIATURE DI SEGNALAZIONE INCENDIO
CENTRALINA DI ALLARME SEGNALAZIONE INCENDIO
Per il controllo di più zone fornita in opera mediante l'esecuzione delle seguenti opere:
•
Installazione della custodia fissata a parete mediante tasselli ad espansione e montaggio del
telaio con il cablaggio generale
•
Sistemazione dei cavi, numerazione e prova elettrica dei circuiti, collegamento dei conduttori ai
terminali
•
Montaggio delle schede elettroniche negli appositi alloggiamenti e del complesso di alimentazione
•
Prove di funzionamento e messa a punto dei circuiti
•
Compilazione della documentazione tecnica
RIVELATORI AUTOMATICI D'INCENDIO
forniti in opera compreso il collegamento alla rete cavi, le tarature della sensibilità d'intervento e le
prove di funzionamento
164
IMPIANTI ELETTRICI - Art.8
IMPIANTO TELEFONICO/DATI
In ogni ambiente, ufficio, aula, aula speciale e locali similari devono essere previste le tubazioni
destinate a contenere i cavi destinati alla trasmissione dati.
Nel locale portineria sarà installato un rack di trasmissione dati capace di gestire la rete e smistare
segnali dati e telefonici.
La rete telefonica arriverà direttamente nel locale portineria.
L'appaltatore deve provvedere all'installazione delle tubazioni delle scatole di derivazione delle scatole
porta prese in conformità alle disposizioni della Telecom.
L'impianto telefonico (e per filodiffusione) deve essere separato da ogni altro impianto.
Tutti i prodotti ed i servizi offerti e, quindi, forniti dovranno essere conformi a standard nazionali ed
internazionali di riferimento. Si riportano di seguito gli standard di riferimento per le componenti passive
ed attive.
Gli standard da prendere in maggior considerazione, perché internazionalmente riconosciuti ed attuati,
sono i seguenti:
•
EIA/TIA 568-B Commercial Building Telecommunications Cabling Standard 2001 e relative
Addendum;
•
EIA/TIA 569-A Commercial Building Standard for Telecommunications Pathways and Spa-ces
(Ottobre 1990);
•
EIA/TIA 570 Residential and Light Commercial Building Telecommunications Wiring Standard
(Giugno 1991);
•
EIA/TIA 607 Commercial Building Grounding and Bonding Requirements for Telecommunications
(Agosto 1994);
•
EIA/TIA 606-A Administration Standard for Commercial Telecommunications Infrastructure;
•
ISO/IEC International Standard 11801 2nd Edition (settembre 2002);
•
CENELEC EN 50173 2nd Edition (ratificata in novembre 2002);
•
CEI 306-6;
•
EN50173.
Il cablaggio interno dovrà essere progettato ed eseguito nel pieno rispetto delle normative specifiche
vigenti, anche in sede internazionale, e dovrà garantire un alto grado di affidabilità, gestibilità,
sicurezza e funzionalità, nonché consentire, nel caso di malfunzionamento dell’impianto, una facile e
rapida determinazione delle cause; in particolare dovrà rispettare gli standard d’interconnessione
emanati dai seguenti organismi:
− ANSI, ISO, IEEE, ITU-T, CCITT
Il sistema di cablaggio, nel suo complesso (cavi, elementi di permutazione, connettori, ecc.) dovrà
supportare velocità di trasmissione almeno pari a 100 Mbps, e dovrà rispondere alla normativa EIA/TIA
568A, EIA/TIA 569, ISO/IEC 11801, CEI 303 – 14, EN 50173, EN 50174 – 1,2,3.
Normativa di riferimento:
Tutti gli apparecchi e i materiali impiegati devono essere adatti all’ambiente in cui sono installati e
devono, in particolare, resistere alle sollecitazioni meccaniche, chimiche o termiche alle quali possono
essere esposti durante l’esercizio.
I materiali e gli apparecchi, per i quali sussiste il regime di concessione del contrassegno CEI, devono
essere muniti del suddetto.
I materiali e gli apparecchi, per i quali è prevista la concessione del marchio di qualità, devono essere
muniti di detto marchio (IMQ).
I cavi e tutti gli altri componenti specifici del cablaggio, dovranno essere conformi alla categoria 5e
classe D (o superiore).
I cavi dovranno essere con rivestimento esterno in materiale zero alogeni (LS0H) secondo la norma
NFC 32062 con proprietà ritardanti la fiamma secondo le norme IEC 332-1 e NFC 32070 2.1 (o
categoria C2).
Per quanto riguarda la compatibilità elettromagnetica deve essere prevista l’aderenza agli standard
europei sull’immunità da emissioni elettromagnetiche.
Per tutti gli altri aspetti non esplicitamente citati, deve essere prevista l’aderenza a tutte le direttive
comunitarie europee in vigore, anche se non ancora recepite e/o perfezionate nelle normative nazionali
(Circolare Funzione Pubblica n° 51223 del 21 maggio 1990).
Le tratte di cablaggio di ogni punto di rete dovranno convergere all’interno di un armadio telematico di
concentrazione, opportunamente allocato in una posizione da concordare con la dirigenza (e
comunque, per motivi di sicurezza, posto ad altezza opportuna). Un apparato di switching posto
nell’armadio provvederà a determinare il collegamento dati.
Una ulteriore tratta di collegamento dovrà essere cablata tra l’armadio di edificio e la presa dati di
interconnessione alla rete dell’ospedale (al fine di poter rendere fruibile, internamente a ciascun
laboratorio, le risorse WAN condivise).
La tratta sarà in fibra ottica con protezione antiroditore.
165
IMPIANTI ELETTRICI - Art.9
IMPIANTI GENERALI DI DIFFUSIONE SONORA
Vengono considerati gli impianti elettroacustici atti a diffondere, mediante altoparlanti od auricolari,
trasmissioni vocali e musicali, sia riprese direttamente, sia riprodotte.
L'Amministrazione specificherà il tipo degli impianti, indicandone la destinazione e le caratteristiche di
funzionalità richieste, onde mettere in grado le ditte concorrenti di effettuare un prospetto tecnicamente
ed economicamente adeguato.
A titolo esemplificativo, si indicano i principali tipi di impianti di diffusione sonora che possono
considerarsi:
•
diffusione di messaggistica di allarme antincendio;
Le correzioni acustiche dei locali, che risultassero eventualmente necessarie od opportune, in
relazione alle caratteristiche dei locali stessi ed all'uso cui gli impianti sono destinati, saranno eseguite
a cura ed a carico dell'Amministrazione, consultandosi anche con la Ditta appaltatrice circa gli
accorgimenti necessari.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.9.1
INDICAZIONI RIGUARDANTI GLI APPARECCHI
Poiché gli impianti e le apparecchiature oggetto di questo articolo, costituiscono materia la cui
evoluzione tecnica è, in modo particolare, in continuo e progressivo sviluppo, le indicazioni riguardanti
gli apparecchi, specie se riferite a caratteristiche costruttive degli stessi, espresse in questo paragrafo,
sono formulate a titolo di suggerimenti orientativi od esemplificativi.
Di tutti gli apparecchi dovrà essere indicata la provenienza di costruzione e, prima dell'esecuzione degli
impianti, dovrà essere esibita, se richiesta, la certificazione di rispondenza alle norme da parte del
costruttore.
A)
Microfoni - Dovranno essere preferibilmente del tipo unidirezionale, a bobina mobile od a
condensatore e sempre con uscita di linea a bassa impedenza. Le loro caratteristiche dovranno essere
tali da permetterne il funzionamento con i preamplificatori o gli amplificatori, coi quali dovranno essere
collegati.
Salvo contrarie preventive indicazioni dell'Amministrazione, dovranno avere una caratteristica di
sensibilità di tipo "cardioide".
Il campo di frequenza dovrà estendersi fra 40 e 12.000 Hz.
Saranno corredati di base da tavolo o da terra, con asta regolabile dalla quale possano essere
smontati con facilità. In ogni caso, l'asta dovrà essere completa di cordone di tipo flessibile collegato,
con spinta irreversibile e preferibilmente bloccabile, alle prese della rete microfonica, o direttamente a
quella delle altre apparecchiature.
Se preventivamente richiesto dall'Amministrazione, dovranno essere dotati di interruttore, di lampada
spia di inserzione e di regolatore di volume ad impedenza costante.
Qualora i microfoni facciano parte inscindibile di particolari apparecchi, potranno esservi collegati
meccanicamente ed elettricamente in modo permanente.
Si dovrà curare l'isolamento meccanico ed acustico tra microfoni ed elementi circostanti che possano
trasmettere ad essi vibrazioni e rumori, con particolare riguardo agli eventuali interruttori incorporati.
B) Preamplificatori ed amplificatori di potenza - I preamplificatori e gli amplificatori dovranno essere
di tipo elettronico.
I preamplificatori saranno dotati di almeno un ingresso, ad elevata sensibilità, adatto per i microfoni cui
dovranno collegarsi ed ingressi adatti per radiosintonizzatori, rivelatori di filodiffusioni, giradischi e
magnetofoni, con possibilità di miscelazione di una o più trasmissioni microfoniche in uno di tali altri
programmi.
Se necessario dovranno essere dotati di ampia equalizzazione con comandi separati per basse ed alte
frequenze.
Nel caso che necessitino carichi equivalenti su ogni linea dovranno, per i relativi amplificatori,
prevedersi adeguate morsettiere per le linee in partenza con interruttori o deviatori.
L'uscita dei preamplificatori dovrà essere a livello sufficientemente elevato e ad impedenza bassa in
relazione alle caratteristiche di entrata degli amplificatori di potenza, onde poter all'occorrenza pilotare
vari amplificatori di potenza mediante un unico preamplificatore.
L'alimentazione dovrà essere indipendente tra preamplificatori ed amplificatori, onde permettere un
facile scambio con gli elementi di riserva.
Gli amplificatori finali dovranno, di massima, essere del tipo con uscita a tensione costante, onde
permettere un risparmio nelle linee ed evitare la necessità di sostituire gli altoparlanti che si escludono,
con resistenze di compensazione.
E' consigliabile che i preamplificatori e lo stadio preamplificatore degli amplificatori di potenza, abbiano
ingresso commutabile su canali distinti per "micro", "fono", "radio" e regolazione separata delle
166
frequenze estreme. Gli amplificatori di potenza dovranno avere caratteristiche adatte ed alimentare i
vari altoparlanti installati.
Tutti gli amplificatori dovranno essere dotati di attenuatore di ingresso.
Le loro potenze dovranno essere non troppo elevate per motivi di economia di gestione e di sicurezza
di funzionamento: di norma non si dovranno avere più di 60 W in uscita per amplificatore.
I preamplificatori e gli amplificatori dovranno essere di esecuzione idonea ad un eventuale montaggio
in appositi armati metallici, onde ne sia permessa una facile ispezione dei circuiti senza doverli
rimuovere dal loro alloggiamento.
Ogni canale elettronico (comprensivo di preamplificatore ed amplificatore di potenza) dovrà, se
richiesto dall'Amministrazione, presentare a piena potenza, caratteristiche di distorsione lineare e non
lineare secondo i valori che saranno stati eventualmente precisati dall'Amministrazione, assieme al
valore del rumore di fondo di cui si dovrà tener conto. A titolo orientativo si indicano qui appresso valori
consigliati per la limitazione della distorsione lineare e non lineare e quello di un rumore di fondo
mediamente normale:
•
distorsione lineare fra 40 e 12.000 Hz, minore di 3 dB;
•
distorsione non lineare, misurata alla potenza nominale ed a 1.000 Hz, minore del 3%;
•
rumore di fondo, minore di 60 dB,
Per preamplificatori ed amplificatori di potenza di differenti caratteristiche, dovrà essere fatta
dall'Amministrazione preventiva richiesta.
F)
Altoparlanti - A seconda delle esigenze del locale, l'Amministrazione preciserà il tipo degli
altoparlanti, che potrà essere, ad esempio: singolo a cono, od a colonna sonora, od a pioggia, od a
tromba, ovvero a linea di suono (antiriverberanti); a campo magnetico permanente con densità di
flusso nel traferro maggiore di 10.000 Gauss, o elettrodinamici.
Ciascun altoparlante sarà dotato di apposita custodia, da incasso o per montaggio esterno, nel qual
caso dovrà essere provvisto delle relative staffe o supporti (fissi od orientabili a seconda del caso).
Gli altoparlanti avranno una potenza di 40W e impedenza 8ohm. Dovranno essere completi dei relativi
adatti traslatori di linea e di sistema di taratura locale del volume (con prese multiple sul traslatore o
con potenziometro ad impedenza costante, a seconda della necessità).
La banda di risposta degli altoparlanti dovrà estendersi fra 100 e 10.000 Hz per esigenze musicali
medie e fra 300 e 8.000 Hz per riproduzioni di parola. Per diffusioni musicali di elevata fedeltà, la
banda di risposta degli altoparlanti dovrà estendersi almeno fra 50 e 12.000 Hz.
Se richiesto dall'Amministrazione, dovranno essere previsti altoparlanti-controllo, muniti di comando
per la loro esclusione.
Gli altoparlanti potranno avere alimentazione singola o per gruppi, con circuiti partenti dal centralino.
Per impianti centralizzati di diffusione in luoghi di cura potrà essere richiesto dall'Amministrazione che
l'appalto comprenda la fornitura di un determinato quantitativo di altoparlanti da cuscino, per dotarne i
vari posti letto. Tali altoparlanti da cuscino dovranno essere caratterizzati da sufficiente infrangibilità e
dalla possibilità di sterilizzazione.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.9.2
INDICAZIONI RIGUARDANTI GLI IMPIANTI
Ciascun impianto, di norma, comprenderà essenzialmente:
•
posti microfonici;
•
complessi di comando fissi o portatili;
•
centrali di comando e di amplificazione;
•
posti di ascolto.
La loro quantità, qualità e dislocazione dovrà potersi di volta in volta determinare in base alle
specificazioni date dall'Amministrazione circa le esigenze particolari dell'impianto e dell'ambiente.
Per i posti microfonici, per i complessi di comando portatili ed eventualmente per i posti di ascolto,
potranno essere richieste dall'Amministrazione prese fisse per l'innesto degli apparecchi anche in
numero superiore a quello degli apparecchi stessi.
A)
Posti microfonici - Comprenderanno i microfoni dei tipi come descritti nel comma A) del
paragrafo "Indicazioni riguardanti gli Apparecchi" .
I relativi collegamenti saranno assicurati da un solo cordone flessibile, schermato, completo di robusta
spina multipla irreversibile, pure schermata e con schermo messo a terra.
B)
Centrali di comando e di amplificazione - Saranno di norma di tipo fisso e, a seconda degli
impianti, l'Amministrazione potrà prescrivere che siano previste con sistemazione in armadi metallici.
In tal caso, gli armadi stessi dovranno essere affiancati o affiancabili ad essere capaci di offrire
supporto e protezione agli apparecchi componenti, consentendone nel contempo una comoda e facile
ispezionabilità e possibilità di prima riparazione senza necessità d'asportazione.
167
In tali armadi sarà assicurata una circolazione di aria naturale o forzata sufficiente al raffreddamento
degli apparecchi in essi contenuti.
A seconda degli impianti, potranno essere dotate di:
•
preamplificatori;
•
amplificatori finali;
•
giradischi;
•
compact disk;
•
radiosintonizzatori;
•
rivelatori di filodiffusione;
•
magnetofoni;
•
raddrizzatori per fornire l'alimentazione in corrente continua dei telecomandi, qualora esistano;
•
eventuali teleruttori e relè per telecomandi di accensione;
•
inserzioni di linee in uscita e di circuiti anodici negli amplificatori;
•
comandi per l'inserzione dei posti microfonici delle linee d'uscita verso i posti d'ascolto e per le
combinazioni dei vari programmi;
•
interruttore generale di rete con organi di protezione e segnalazione.
Di massima, ogni amplificatore dovrà essere proporzionato per una potenza di funzionamento
maggiore almeno del 20% della somma delle potenze di funzionamento degli altoparlanti collegati.
Qualora si abbiano più amplificatori in funzionamento per una potenza complessiva superiore a 250 W,
si dovrà prevedere un amplificatore di riserva di potenza pari a quella dell'amplificatore di maggior
potenza.
In casi particolari e con potenze complessive notevolmente maggiori, od a seguito di esplicita richiesta
da parte dell'Amministrazione, la riserva potrà essere rappresentata da più unità di amplificatori ed
estesa anche ai preamplificatori.
Sempre per impianti di una certa importanza, si dovrà prevedere la possibilità di disinserzione, in
entrata ed in uscita, dei singoli amplificatori onde consentire un completo e facile controllo e
l'intercambiabilità delle unità di potenza.
C)
Posti di ascolto - Saranno a carattere collettivo o singolo a seconda che si impieghino
altoparlanti normali od auricolari od altoparlanti da cuscino, o simili.
Gli auricolari e gli altoparlanti da cuscino saranno forniti di cordone e spina per collegamenti in grado
da consentire l'asportabilità.
I posti di ascolto potranno anche essere dotati, a richiesta dell'Amministrazione, di apposito regolatore
di volume e di selezionatore nel caso di pluralità di programmi a disposizione.
La diffusione sonora a carattere collettivo dovrà risultare, nella zona d'ascolto, sufficientemente
uniforme e di qualità tale da permettere la piena comprensibilità della parola in condizioni normali di
ambiente, non trascurando eventualmente l'acustica ambientale ed il livello del rumore di fondo
segnalato preventivamente dall'Amministrazione.
IMPIANTI ELETTRICI - Art.9.3
INDICAZIONI RIGUARDANTI LE RETI DI COLLEGAMENTO
A)
Circuiti di alimentazione - I circuiti di alimentazione degli impianti considerati in questo
articolo, le loro modalità di esecuzione, le cadute di tensione massime ammesse, nonché le sezioni e
gli isolamenti minimi ammessi per i relativi conduttori dovranno uniformarsi alle norme generali
espresse al paragrafo "Prescrizioni riguardanti i Circuiti" dell'Art."Prescrizioni Tecniche Generali".
Si precisa altresì che i circuiti di alimentazione degli impianti considerati in questo articolo dovranno
essere completamente indipendenti da quelli di altri impianti o servizi e che dovrà porsi cura di evitare
percorsi paralleli vicini ad altri circuiti percorsi da energia elettrica, a qualsiasi tensione.
B)
Collegamenti fonici a basso e medio livello - Questi dovranno essere eseguiti mediante
scavi schermati e rivestiti di guaina isolante sull'esterno.
Le coppie di conduttori dovranno essere ritorte.
C)
Linee di collegamento per altoparlanti ed auricolari - I collegamenti per altoparlanti ed
auricolari saranno di norma eseguiti mediante coppie di normali conduttori con isolamento e sezione
proporzionali alla tensione di modulazione, al carico ed alla loro lunghezza.
Qualora più linee con programmi diversi seguano lo stesso percorso, esse dovranno essere
singolarmente schermate per evitare diafonie. A ciò si dovrà provvedere anche nel caso in cui le linee
foniche degli altoparlanti e degli auricolari risultino affiancate a linee microfoniche o telefoniche.
L'allacciamento degli altoparlanti dovrà di norma essere effettuato a mezzo di spine inseribili su prese
fisse incassate e ad esse bloccabili.
Gli auricolari dovranno essere sempre asportabili ed il loro allacciamento dovrà essere effettuato a
mezzo di cordoni e spine, differenziate da quelle degli altoparlanti, inseribili su prese incassate.
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D)
Linee di telecomando - Dovranno essere eseguite con conduttori aventi sezioni ed
isolamento adeguati (tensione consigliata 24 V in corrente continua) e potranno, in deroga a quanto
indicato nel comma A) di questo paragrafo, seguire gli stessi percorsi delle linee microfoniche, purché
la tensione di telecomando sia continua e sufficientemente livellata.
E)
Linee di alimentazione - L'alimentazione potrà essere fatta alla tensione normale della rete
delle prese di forza motrice nell'edificio alimentate sotto gruppo di continuità.
IMPIANTI ELETTRCI - Art.10
ESECUZIONE DEI LAVORI
Tutti i lavori devono essere eseguiti secondo le migliori regole d'arte e le prescrizioni della Direzione
dei lavori, in modo che gli impianti rispondano perfettamente a tutte le condizioni stabilite dal capitolato
speciale d'appalto ed al progetto-offerta concordato.
L'esecuzione dei lavori deve essere coordinata secondo le prescrizioni della Direzione dei lavori o con
le esigenze che possono sorgere dalla contemporanea esecuzione di tutte le altre opere affidate ad
altre ditte.
L'Impresa aggiudicataria è pienamente responsabile degli eventuali danni arrecati, per fatto proprio e
dei propri dipendenti, alle opere dell'edificio e a terzi.
Salvo preventive prescrizioni dell'Amministrazione, l'Appaltatore ha facoltà di svolgere l'esecuzione dei
lavori nel modo che riterrà più opportuno per darli finiti nel termine contrattuale.
La Direzione dei lavori potrà però prescrivere un diverso ordine nell'esecuzione dei lavori, salvo la
facoltà dell'Impresa aggiudicataria di far presenti le proprie osservazioni e risorse nei modi prescritti.
IMPIANTI ELETTRCI - Art.11
VERIFICHE E PROVE IN CORSO D'OPERA DEGLI IMPIANTI
Durante il corso dei lavori, l'Amministrazione si riserva di eseguire verifiche e prove preliminari sugli
impianti o parti di impianti, in modo da poter tempestivamente intervenire qualora non fossero
rispettate le condizioni del capitolato speciale di appalto.
Le verifiche potranno consistere nell'accertamento della rispondenza dei materiali impiegati con quelli
stabiliti, nel controllo delle installazioni secondo le disposizioni convenute (posizioni, percorsi, ecc.),
nonché in prove parziali di isolamento e di funzionamento ed in tutto quello che può essere utile allo
scopo accennato.
Dei risultati delle verifiche e prove preliminari di cui sopra, si dovrà compilare regolare verbale.
169
CAPITOLO VI
SPECIFICHE TECNICHE IMPIANTI ELEVATORI
IMPIANTI ELEVATORI - Art.1
RIFERIMENTI DI LEGGE E NORMATIVI
Gli impianti devono rispondere alle disposizioni in materia contenute nel D.P.R. n. 547 del 27.4.1955,
nel D.P.R. n. 1407 del 29.5.1963, Decreto Presidente della Repubblica 30 aprile 1999, n. 162
“Regolamento recante norme per l'attuazione della direttiva 95/16/CE sugli ascensori e di
semplificazione dei procedimenti per la concessione del nulla osta per ascensori e montacarichi,
nonché della relativa licenza di esercizio” e in tutte le altre disposizioni di legge, decreti e circolari
ministeriali in vigore al momento dell'appalto, che regolano la specifica materia.
La loro progettazione ed esecuzione deve rispettare la regola d'arte, nei modi stabiliti dalle norme del
Comitato Elettrotecnico Italiano in vigore al momento dell'esecuzione del lavoro.
IMPIANTI ELEVATORI - Art.2
TIPOLOGIA DELL’IMPIANTO
l’impianto sarà del tipo ascensore elettrico senza locale macchine conforme alla direttiva ascensori
95/16/CE e Norme Armonizzate EN81, alla Direttiva Europea 89/106/CE sul risparmio energetico,
impatto ambientale e sicurezza d'uso, alla Legge 13/89 per edifici di nuova realizzazione non
residenziali, avente le seguenti caratteristiche:
• Portata: 630 Kg
• Capienza: 8 persone
• Velocità: variabile da 0,63-1,00 m/s con livellamento di precisione
• Corsa 3,60 m circa
• Fermate - Servizi: 2-2, con un accesso sullo stesso lato
• Alimentazione: a corrente alternata monofase 220 Volts 50 Hz
• Potenza: 0,50 kW
• Motore: elettrico gearless a magneti permanenti, con sistema rigenerativo
• Controllo trazione: a frequenza variabile con controllo digitale
• Sospensione: con cinghie piatte
• Manovra: universale, automatica a pulsanti
IMPIANTI ELEVATORI - Art.3
PRESCRIZIONI RELATIVE AL MACCHINARIO
Il macchinario da installare deve rispondere in genere a tutte le disposizioni di legge in vigore e, in
particolare:
Tipologia MRL Gearless compatto con puleggia di 8 cm., posto all’interno del vano corsa e montato
sulle guide, movimentato da cinghie piatte per maggior comfort, silenziosità di marcia e riduzione
dell’usura; azionato in corrente alternata a frequenza e tensione variabili. Motore elettrico sincrono a
magneti permanenti da 48V, con traferro radiale per la massima efficienza elettrica ed il minimo
consumo energetico, protetto ed equipaggiato con opportuna protezione termica. Rapporto
d’intermittenza 40% e minima potenza motore. Sistema di controllo atto ad ottimizzare i tempi di
percorrenza e di attesa: variando la velocità in funzione del carico presente in cabina. Cinghie e
macchina gearless con cuscinetti sigillati che non richiedono l’ aggiunta di olio o lubrificanti inquinanti,
nel totale rispetto dell’ ambiente. Sistema di controllo elettronico che monitora 24h su 24 lo stato dei
trefoli d’acciaio all’interno delle cinghie garantendo così il massimo controllo per il funzionamento in
sicurezza dell’elevatore. Sistema dotato di azionamento rigenerativo, che trasforma l’energia che in
fase di frenatura della cabina verrebbe dissipata sotto forma di calore, in energia elettrica che alimenta
costantemente le batterie.
IMPIANTI ELEVATORI - Art.4
PRESCRIZIONI RELATIVE AL GRUPPO DI MANOVRA
Quadro di manovra: In armadio posto al piano estremo superiore adiacente alla porta di piano (lato
macchina), con dimensioni 400x200x2100 mm, con finitura esterna in lamiera plastificata colore
GRIGIO SCURO. Dotato di sistema di controllo modulare a microprocessore. Azionamento a
frequenza variabile con controllo vettoriale a circuito chiuso. Incluso quadretto degli interruttori generali
170
e batterie di alimentazione. Tutti i componenti che necessitano di regolazioni o che sono interessati alla
manovra di soccorso posizionati in maniera ergonomica per facilitarne l’accesso ed il loro impiego.
Manovra di emergenza: completamente automatica, sfruttando le batterie, consente il funzionamento
dell’impianto in caso di mancanza di energia (black-out) per numerose corse fino al limite di carica;
prima dell’esaurimento delle batterie, l’impianto si fermerà al piano aprendo le porte.
Linee elettriche e organi di manovra: Cavi flessibili per il collegamento con la cabina e il vano, di tipo
precablato ed intestati con connettori e terminali, per un collegamento rapido e sicuro. Pulsante di stop
in fondo fossa, accessibile dall’esterno del vano, posto in prossimità dello sbarco inferiore. Organi di
manovra con sensori magnetici per il conteggio dei piani e comandi di rallentamento e di arresto al
piano, dotati di controllo degli spazi di extracorsa e manutenzione, collegati alla scheda di interfaccia
seriale sul tetto di cabina.
IMPIANTI ELEVATORI - Art.5
PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE GUIDE
Guide in acciaio trafilato a freddo per cabina e contrappeso, che sostengono il peso della macchina
trasferendo i carichi in fondo fossa, consentendo di ridurre l’interfaccia con l’edificio ed suoi costi
strutturali. Arcata del tipo a sedia, integrata con la struttura della cabina, con pattini a rulli, coppia di
blocchi monodirezionali, sistema di arresto in salita tramite freno sulla puleggia di trazione e dispositivo
di rinvio tramite rulli.
IMPIANTI ELEVATORI - Art.6
PRESCRIZIONI RELATIVE ALLA CABINA
Cabina: 1100x1400 mm, altezza interna 2200 mm, doppio accesso, pareti in lamiera plastificata
colore grigio scuro, dispositivo di illuminazione a soffitto tipo SPOT nel tetto con luce di emergenza,
pavimento in gomma liscia grigio chiaro.
Pannello comando cabina: in lamiera plastificata colore grigio scuro, a tutta altezza, comprendente:
pulsanti di comando con led e targhette, numeri in rilievo braille, pulsante di allarme, pulsante apertura
porte, citofono collegato con il locale macchine, allarme inviato/ricevuto, comunicazione bidirezionale
tra cabina e il centro pronto intervento, sovraccarico, sintesi vocale.
Porta cabina: dimensioni larghezza 900 x altezza 2000 mm, automatica a due ante telescopiche
laterali, completa di meccanismo e soglia, controllata in chiusura da fotocellula a raggi infrarossi,
finitura in lamiera plastificata colore grigio scuro.
Porte dei piani: automatiche a due ante telescopiche laterali, accoppiate con la porta di cabina,
complete di meccanismo e soglia, finitura in lamiera plastificata colore grigio scuro. Ove previsto le
porte avranno protezione tagliafuoco REI 120.
Portali: in lamiera plastificata grigio scuro
Bottoniere a indicatori al piano: con led e piastra metallica in acciaio inox montate sui portali.
IMPIANTI ELEVATORI - Art.7
PRESCRIZIONI RELATIVE ALLE SEGNALAZIONI
•
•
•
Telecomando: dovrà essere realizzato un impianto di inserimento e disinserimento dell'elevatore
con comando dalla portineria o locale di custodia. Qualora non esista un locale di custodia, il
comando in questione dovrà essere realizzato ai piedi del vano di corsa.
Impianto di allarme completo di segnalatore acustico: il segnale di allarme dovrà essere portato
nel locale di custodia o portineria, se esistente, oltre che in prossimità dell'impianto stesso.
Segnalazioni luminose: nel locale di custodia o portineria, se esistente, dovrà essere realizzato un
impianto di segnalazione luminosa con l'indicazione di occupato e posizionamento della cabina.
IMPIANTI ELEVATORI - Art.8
MANUTENZIONE
E' fatto d'obbligo all'Appaltatore di provvedere alla regolare manutenzione dell'impianto, a propria cura
e spese, fino a collaudo definitivo avvenuto.
171
CAPITOLO VII
OPERE STRADALI
OPERE STRADALI - Art.1
OPERE PROVVISIONALI, MACCHINARI, MEZZI D’OPERA
QUALITÀ E PROVENIENZA DEI MATERIALI MODO DI ESECUZIONE E ORDINE DA
TENERSI DEI LAVORI
Tutti i materiali devono essere della migliore qualità, rispondenti alle norme del D.P.R. 21/4/
93, n. 246 (Regolamento di attuazione della direttiva 89/106/CEE) sui prodotti da costruzione e
corrispondere a quanto stabilito nel presente capitolato speciale; ove esso non preveda espressamente le caratteristiche per l’accettazione dei materiali a piè d’opera, o per le modalità di esecuzione
delle lavorazioni, si stabilisce che, in caso di controversia, saranno osservate le norme U.N.I., le norme
C.E.I., le norme C.N.R. e le norme stabilite dal Capitolato Speciale d'Appalto dell’ANAS pubblicato
dalla MB&M di Roma nel 1993, le quali devono intendersi come requisiti minimi, al di sotto dei quali, e
salvo accettazione, verrà applicata una adeguata riduzione del prezzo dell’elenco.
La Direzione lavori ha la facoltà di richiedere la presentazione del campionario di quei materiali
che riterrà opportuno, e che l’Appaltatore intende impiegare, prima che vengano approvvigionati in
cantiere.
Inoltre sarà facoltà dell’Amministrazione appaltante chiedere all’Appaltatore di presentare in
forma dettagliata e completa tutte le informazioni utili per stabilire la composizione e le caratteristiche
dei singoli elementi componenti le miscele come i conglomerati in calcestruzzo o conglomerati
bituminosi, ovvero tutti i presupposti e le operazioni di mix design necessarie per l’elaborazione
progettuale dei diversi conglomerati che l’Impresa ha intenzione di mettere in opera per l’esecuzione
dei lavori.
In ogni caso i materiali, prima della posa in opera, dovranno essere riconosciuti idonei ed
accettati dalla Direzione dei lavori.
Quando la Direzione lavori abbia rifiutato una qualsiasi provvista come non atta all’impiego,
l’Impresa dovrà sostituirla con altra che corrisponda alle caratteristiche volute; i materiali rifiutati
dovranno essere allontanati immediatamente dal cantiere a cura e spese della stessa Impresa.
Nonostante l’accettazione dei materiali da parte della Direzione Lavori, l’Impresa resta totalmente responsabile della riuscita delle opere anche per quanto può dipendere dai materiali stessi.
Le opere verranno eseguite secondo un programma dei lavori presentato e disposto
dall'Impresa, previa accettazione dell’Amministrazione appaltante, o dalle disposizioni che verranno
ordinate volta a volta dalla Direzione dei lavori.
Resta invece di esclusiva competenza dell’Impresa la loro organizzazione per aumentare il
rendimento della produzione lavorativa.
L’utilizzo, da parte dell’Impresa, di prodotti provenienti da operazioni di riciclaggio è ammesso,
purché il materiale finito rientri nelle successive prescrizioni di accettazione. La loro presenza deve
essere dichiarata alla Direzione lavori.
Tutte le seguenti prescrizioni tecniche valgono salvo diversa o ulteriore indicazione più
restrittiva espressa nell’elenco prezzi di ogni singola lavorazione, oppure riportate sugli altri elaborati
progettuali.
OPERE STRADALI - Art.2
QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
I materiali occorrenti per la costruzione delle opere dovranno provenire da quelle località che l’Impresa
riterrà di sua convenienza, purché ad insindacabile giudizio della Direzione lavori siano riconosciuti
della migliore qualità della specie e rispondano ai requisiti tecnici di seguito riportati.
In correlazione a quanto è prescritto circa la qualità e le caratteristiche dei materiali per la loro
accettazione, l’Impresa sarà obbligata a prestarsi in ogni tempo alle prove dei materiali impiegati o da
impiegarsi, nonché a quelle di campioni di lavori eseguiti, da prelevarsi in opera, sottostando a tutte le
spese di prelevamento ed invio di campioni al Laboratorio prove ed analisi debitamente riconosciuto.
172
Si richiamano le indicazioni e le disposizioni dell’articolo 15 del Capitolato Generale d'Appalto (D.M.
ll.pp. n. 145/2000). Le relative spese per gli accertamenti di laboratorio e le verifiche tecniche previste
dal presente capitolato sono a completo carico dell’Impresa appaltatrice.
Dei campioni potrà essere ordinata la conservazione nel competente ufficio tecnico o sedi distaccate
dell’Amministrazione appaltante, numerandoli di sigilli e firma del Direttore dei lavori (o dal suo
assistente di cantiere) e dell’Impresa, nei modi più adatti a garantire l’autenticità.
Per i prodotti per i quali sono state emanate le disposizioni attuative che consentono l'apposizione del
marchio di conformità CE o laddove sia prevista una procedura di omologazione/ approvazione dello
stesso che sostituisce la certificazione di conformità.
OPERE STRADALI - Art.2.1
MATERIALI PAVIMENTAZIONE
Bitumi
Le caratteristiche per l’accettazione dei bitumi per usi stradali secondo le norme C.N.R. B.U. n. 68 del 23/5/1978 sono riportate nella seguente tabella:
B 40/50
B 50/70
B 80/100
B 130/150 B 180/220
Caratteristiche
oltre 40
oltre 50
oltre 80
oltre 130
oltre 180
Penetrazione a 25 °C [dmm]
fino a 50
fino a 70
fino a 100 fino a 150 fino a 220
Punto di rammollimento (palla-anello) [°C]
51/60
47/56
44/49
40/45
35/42
Punto di rottura Fraas [ max °C]
-6
-7
-10
-12
-14
Duttilità a 25 °C [min cm]
70
80
100
100
100
Solubilità in CS2 [min %]
99
99
99
99
99
Volatilità max : a 163 °C
0,5
1
1
a 200 °C
0,5
0,5
Penetrazione a 25 °C del residuo della prova di
volatilità: valore min espresso in % di quello del
60
60
60
60
60
bitume originario
Punto di rottura max del residuo della prova di volatilità
-4
-5
-7
-9
-11
[°C]
Percentuale max in peso di paraffina
2,5
2,5
2,5
2,5
2,5
Densità a 25 °C
1,00÷1,10 1,00÷1,10 1,00÷1,07 1,00÷1,07 1,00÷1,07
La Direzione dei lavori, a suo insindacabile giudizio, effettuerà le campionature di bitume, operazione
necessaria per fornire un campione rappresentativo del bitume in esame, secondo le norme C.N.R. B.U. n. 81 del 31/12/1980 “Norme per l’accettazione dei bitumi per usi stradali Campionatura bitume”.
OPERE STRADALI - Art.3
FORMAZIONE DEL CORPO STRADALE E RELATIVE PERTINENZE
OPERE STRADALI - Art.3.1
TRACCIAMENTI
L’Impresa è tenuta ad eseguire la picchettazione completa o parziale del lavoro, prima di iniziare i
lavori di sterro o riporto, in modo che risultino indicati i limiti degli scavi e dei riporti in base alla
larghezza del piano stradale, alla inclinazione delle scarpate e alla formazione delle cunette. A suo
tempo dovrà pure posizionare delle modine, nei tratti più significativi o nei punti indicati dalla Direzione
lavori, utili e necessarie a determinare con precisione l’andamento delle scarpate tanto degli sterri che
dei rilevati, curandone poi la conservazione e rimettendo quelli manomessi durante la esecuzione dei
lavori.
Qualora ai lavori in terra siano connesse opere murarie o in calcestruzzo armato, l'Appaltatore dovrà
procedere al tracciamento di esse, pure con l’obbligo della conservazione dei picchetti ed
eventualmente delle modine, come per i lavori in terra.
OPERE STRADALI - Art.3.2
SCAVI
Gli scavi ed i rilevati occorrenti per la formazione del corpo stradale e per ricavare fossi, cunette,
accessi, passaggi e rampe, cassonetti e simili, nonché per l’impianto di opere d’arte, saranno eseguiti
nelle forme e dimensioni risultanti dai relativi disegni progettuali salvo le eventuali variazioni che
l’Amministrazione appaltante è in facoltà di adottare all’atto esecutivo, restando a completo carico
dell’Impresa ogni onere proprio di tali generi di lavori, non escluso quello di eventuali sbadacchiature e
puntellature provvisorie. L’Impresa nell’eseguire le trincee e i rilevati o altri scavi in genere, dovrà
ultimarle al giusto piano prescritto, inoltre dovrà essere usata ogni esattezza nella profilatura delle
scarpate e dei cigli stradali e nello spianare le banchine stradali.
173
Nel caso che, a giudizio della Direzione lavori, le condizioni nelle quali i lavori si svolgono lo richiedano,
l’Impresa è tenuta a coordinare opportunamente la successione e la esecuzione delle opere di scavo e
murarie, essendo gli oneri relativi compensati nei prezzi contrattuali.
Nell’esecuzione degli scavi in genere l’Impresa dovrà ricorrere all’impiego di adeguati mezzi meccanici
e di manodopera sufficiente in modo da ultimare le sezioni di scavo di ciascun tratto iniziato.
Dovrà essere usata ogni cura nel sagomare esattamente i fossi, nell’appianare e sistemare le
banchine, nel configurare le scarpate e nel profilare i cigli della strada.
Le scarpate di tagli e rilevati dovranno essere eseguite con inclinazioni come previsto dagli elaborati
progettuali o dagli ordinativi scritti della Direzione lavori o appropriate per impedire degli
scoscendimenti in relazione alla natura ed alle caratteristiche fisico-meccaniche del terreno. L’Impresa
rimane la sola responsabile di eventuali danni alle persone ed alle opere e sarà altresì obbligata a
provvedere alla rimozione del materiale franato, a sua cura e spese.
OPERE STRADALI - Art.4
STRATI DI FONDAZIONE E CONGLOMERATI BITUMINOSI
Per le terminologie e le definizioni relative alle pavimentazioni ed ai materiali stradali si fa riferimento
alle norme tecniche del C.N.R. - B.U. n.169 del 1994. Le parti del corpo stradale sono così suddivise:
a) sottofondo (terreno naturale in sito o sull’ultimo strato del rilevato): b) sovrastruttura, così composta:
1) fondazione,
2) base,
3) strato superficiale (collegamento e usura).
In linea generale, salvo diversa disposizione della Direzione dei lavori, la sagoma stradale per tratti in
rettifilo sarà costituita da due falde inclinate in senso opposto aventi pendenza trasversale del
1,5÷2,0%, raccordate in asse da un arco di cerchio avente tangente di m 0,50. Alle banchine sarà
invece assegnata la pendenza trasversale del 2,0÷5,0%.
Le curve saranno convenientemente rialzate sul lato esterno con pendenza che la Direzione dei lavori
stabilirà in relazione al raggio della curva e con gli opportuni tronchi di transizione per il raccordo della
sagoma in curva con quella dei rettifili o altre curve precedenti e seguenti.
Il tipo e lo spessore dei vari strati, costituenti la sovrastruttura, saranno quelli stabiliti, per ciascun
tratto, dalla Direzione dei lavori, in base ai risultati delle indagini geotecniche e di laboratorio.
L’Impresa indicherà alla Direzione dei lavori i materiali, le terre e la loro provenienza, e le
granulometrie che intende impiegare strato per strato, in conformità degli articoli che seguono.
La Direzione dei lavori ordinerà prove su detti materiali, o su altri di sua scelta, presso Laboratori
ufficiali di fiducia dell’Amministrazione appaltante. Per il controllo delle caratteristiche tali prove
verranno, di norma, ripetute sistematicamente, durante l’esecuzione dei lavori, nei laboratori di cantiere
o presso gli stessi Laboratori ufficiali.
L’approvazione della Direzione dei lavori circa i materiali, le attrezzature, i metodi di lavorazione, non
solleverà l’Impresa dalla responsabilità circa la buona riuscita del lavoro.
L’Impresa avrà cura di garantire la costanza nella massa, nel tempo, delle caratteristiche delle miscele,
degli impasti e della sovrastruttura resa in opera.
Salvo che non sia diversamente disposto dagli articoli che seguono, la superficie finita della
pavimentazione non dovrà scostarsi dalla sagoma di progetto di oltre 0,3 mm, controllata a mezzo di
un regolo lungo m 4,00 disposto secondo due direzioni ortogonali.
La pavimentazione stradale sui ponti deve sottrarre alla usura ed alla diretta azione del traffico
l’estradosso del ponte e gli strati di impermeabilizzazione su di esso disposti. Allo scopo di evitare
frequenti rifacimenti, particolarmente onerosi sul ponte, tutta la pavimentazione, compresi i giunti e le
altre opere accessorie, deve essere eseguita con materiali della migliore qualità e con la massima cura
esecutiva.
OPERE STRADALI - Art.4.1
STRATI DI FONDAZIONE
Lo strato di fondazione sarà costituito dalla miscela conforme alle prescrizioni del presente Capitolato
e comunque dovrà essere preventivamente approvato dalla Direzione dei lavori e dovrà essere steso
in strati successivi dello spessore stabilito dalla Direzione dei lavori in relazione alla capacità costipante
delle attrezzature di costipamento usate.
Gli strati dovranno essere costipati con attrezzature idonee al tipo di materiale impiegato ed approvato
dalla Direzione dei lavori, tali da arrivare ai gradi di costipamento prescritti dalle indicazioni successive.
Il costipamento dovrà interessare la totale altezza dello strato che dovrà essere portato alla densità
stabilita di volta in volta dalla Direzione dei lavori in relazione al sistema ed al tipo di attrezzatura da
laboratorio usata ed in relazione al sistema ed al tipo di attrezzatura di cantiere impiegato. Durante la
fase di costipamento la quantità di acqua aggiunta, per arrivare ai valori ottimali di umidità della
miscela, dovrà tenere conto delle perdite per evaporazione causa vento, sole, calore ed altro. L’acqua
da impiegare dovrà essere esente da materie organiche e da sostanze nocive.
174
Si darà inizio ai lavori soltanto quando le condizioni di umidità siano tali da non produrre danni alla
qualità dello strato stabilizzante. La costruzione sarà sospesa quando la temperatura sia inferiore a 3
°C.
Qualsiasi zona o parte della fondazione, che sia stata danneggiata per effetto del gelo, della
temperatura o di altre condizioni di umidità durante qualsiasi fase della costruzione, dovrà essere
completamente scarificata, rimiscelata e costipata in conformità delle prescrizioni della Direzione dei
lavori, senza che questa abbia a riconoscere alcun compenso aggiuntivo.
La superficie di ciascuno strato dovrà essere rifinita secondo le inclinazioni, le livellette e le curvature
previste dal progetto e dovrà risultare liscia e libera da buche e irregolarità.
Fondazione in misto cementato
Gli strati in misto cementato per fondazione o per base sono costituiti da un misto granulare di ghiaia
(o pietrisco) e sabbia impastato con cemento e acqua in impianto centralizzato a produzione continua
con dosatori a peso o a volume. Gli strati in oggetto avranno lo spessore che sarà prescritto dalla
Direzione dei lavori.
Comunque si dovranno stendere strati il cui spessore finito non risulti superiore a 20 cm o inferiore a
10 cm.
Caratteristiche del materiale da impiegare
Inerti:
Saranno impiegate ghiaie e sabbie di cava o di fiume con percentuale di frantumato complessivo
compresa tra il 30% ed il 60% in peso sul totale degli inerti (la D.L. potrà permettere l'impiego di
quantità di materiale frantumato superiore al limite stabilito, in questo caso la miscela dovrà essere tale
da presentare le stesse resistenze a compressione ed a trazione a 7 giorni; questo risultato potrà
ottenersi aumentando la percentuale delle sabbie presenti nella miscela e/o la quantità di passante al
setaccio 0,075 mm) aventi i seguenti requisiti:
1) l’aggregato deve avere dimensioni non superiori a 40 mm, né forma appiattita, allungata o
lenticolare;
2) granulometria, a titolo orientativo, compresa nel seguente fuso e avente andamento continuo ed
uniforme praticamente concorde a quello delle curve limiti:
Serie crivelli e setacci
Miscela passante:
U.N.I.
% totale in peso
Crivello 40
100
Crivello 30
80 ÷ 100
Crivello 25
70 ÷ 95
Crivello 15
45 ÷ 70
Crivello 10
35 ÷ 60
Crivello 5
25 ÷ 50
Setaccio 2
20 ÷ 40
Setaccio 0,4
6 ÷ 20
Setaccio 0,18
4 ÷ 14
Setaccio 0,075
4÷8
3) perdita in peso alla prova Los Angeles eseguita sulle singole pezzature secondo le norme ASTM C
131 - AASHO T 96, inferiore o uguale al 30%; 4) equivalente in sabbia compreso tra 30 e 60; 5)
indice di plasticità non determinabile (materiale non plastico).
Legante:
Verrà impiegato cemento di tipo normale (Portland, pozzolanico, d’alto forno).
A titolo indicativo la percentuale di cemento in peso sarà compresa tra il 3% e il 5% sul peso degli
inerti asciutti.
Acqua:
Dovrà essere esente da impurità dannose, olii, acidi, alcali, materia organica e qualsiasi altra sostanza
nociva. La quantità di acqua nella miscela sarà quella corrispondente all’umidità ottima di costipamento
con una variazione compresa entro ± 2% del peso della miscela per consentire il raggiungimento delle
resistenze appresso indicate. In modo indicativo il quantitativo d'acqua si può considerare pari tra il 5%
e il 7%.
Preparazione
La miscela verrà confezionata in appositi impianti centralizzati con dosatori a peso o a volume. La
dosatura dovrà essere effettuata sulla base di un minimo di tre assortimenti, il controllo della stessa
3
dovrà essere eseguito almeno ogni 1500 m di miscela.
175
Posa in opera
La miscela verrà stesa sul piano finito dello strato precedente dopo che sia stata accertata dalla
Direzione dei lavori la rispondenza di quest’ultimo ai requisiti di quota, sagoma e compattezza
prescritti.
La stesa verrà eseguita impiegando finitrici vibranti. Per il costipamento e la rifinitura verranno
impiegati rulli lisci vibranti o rulli gommati (oppure rulli misti vibranti e gommati) tutti semoventi.
L’idoneità dei rulli e le modalità di costipamento verranno, per ogni cantiere, determinate dalla
Direzione Lavori su una stesa sperimentale, usando le miscele messe a punto per quel cantiere (Prova
di costipamento).
La stesa della miscela non dovrà di norma essere eseguita con temperature ambienti inferiori a 0 °C e
superiori a 25 °C né sotto pioggia. Potrà tuttavia essere consentita la stesa a temperature comprese
tra i 25 °C e i 30 °C. In questo caso, però, sarà n ecessario proteggere da evaporazione la miscela
durante il trasporto dall’impianto di miscelazione al luogo di impiego (ad esempio con teloni); sarà
inoltre necessario provvedere ad abbondante bagnatura del piano di posa del misto cementato. Infine
le operazioni di costipamento e di stesa dello strato di protezione con emulsione bituminosa dovranno
essere eseguite immediatamente dopo la stesa della miscela.
Le condizioni ideali di lavoro si hanno con temperature di 15 °C ÷ 18 °C ed umidità relative del 50%
circa; temperature superiori saranno ancora accettabili con umidità relative anch’esse crescenti;
comunque è opportuno, anche per temperature inferiori alla media, che l’umidità relativa all’ambiente
non scenda al di sotto del 15%, in quanto ciò potrebbe provocare ugualmente una eccessiva
evaporazione del getto.
Il tempo intercorrente tra la stesa di due strisce affiancate non dovrà superare di norma 1 ÷ 2 ore per
garantire la continuità della struttura.
Particolari accorgimenti dovranno adottarsi nella formazione dei giunti longitudinali di ripresa, che
andranno protetti con fogli di polistirolo espanso (o materiale similare) conservati umidi.
Il giunto di ripresa sarà ottenuto terminando la stesa dello strato a ridosso di una tavola, e togliendo la
tavola stessa al momento della ripresa del getto; se non si fa uso della tavola, sarà necessario, prima
della ripresa del getto, provvedere a tagliare l’ultima parte del getto precedente, in modo che si ottenga
una parete verticale per tutto lo spessore dello strato.
Non saranno eseguiti altri giunti all’infuori di quelli di ripresa. Il transito di cantiere sarà ammesso sullo
strato a partire dal terzo giorno dopo quello in cui è stata effettuata la stesa e limitatamente ai mezzi
gommati.
Strati eventualmente compromessi dalle condizioni meteorologiche, o da altre cause, dovranno essere
rimossi e sostituiti a totale cura e spese dell’Impresa.
Protezione superficiale
Subito dopo il completamento delle opere di costipamento e di rifinitura, dovrà essere eseguito lo
stendimento di un velo protettivo di emulsione bituminosa al 55% in ragione di 1 ÷ 2 Kg/mq, in
relazione al tempo ed alla intensità del traffico di cantiere cui potrà venire sottoposto ed il successivo
spargimento di sabbia.
OPERE STRADALI - Art.4.2
CONGLOMERATO BITUMINOSO – STRATO DI BASE
Descrizione
Lo strato di base è costituito da un misto granulare di frantumato, ghiaia, sabbia ed eventuale additivo
(secondo le definizioni riportate nell’art. 1 delle Norme C.N.R. sui materiali stradali
– fascicolo IV/1953), normalmente dello spessore di 10 ÷15 cm, impastato con bitume a caldo, previo
preriscaldamento degli aggregati, steso in opera mediante macchina vibrofinitrice e costipato con rulli
gommati o metallici a rapida inversione.
Lo spessore della base è prescritto nei tipi di progetto, salvo diverse indicazioni della Direzione dei
Lavori.
Nella composizione dell’aggregato grosso (frazione > 4 mm), il materiale frantumato dovrà essere
presente almeno per il 90% in peso. A giudizio della Direzione lavori potrà essere richiesto che tutto
l’aggregato grosso sia costituito da elementi provenienti da frantumazione di rocce lapidee.
Materiali inerti
I requisiti di accettazione degli inerti impiegati nei conglomerati bituminosi per lo strato di base
dovranno essere conformi alle prescrizioni contenute nel fascicolo IV delle norme C.N.R. 1953.
Per il prelevamento dei campioni destinati alle prove di controllo dei requisiti di accettazione così come
per le modalità di esecuzione delle prove stesse, valgono le prescrizioni contenute nel fascicolo IV
delle norme C.N.R. - 1953, con l’avvertenza che la prova per la determinazione della perdita in peso
176
sarà fatta col metodo Los Angeles secondo le norme del B.U. C.N.R. n. 34 (28.3.1973) anziché col
metodo DEVAL.
Aggregato grosso (frazione > 4 mm):
L’aggregato grosso sarà costituito da una miscela di ghiaie e/o brecce e/o pietrisco/pietrischetto/
graniglia che dovrà rispondere ai seguenti requisiti:
•
contenuto di rocce tenere, alterate o scistose secondo la norma C.N.R. B.U. n.104/84, non
superiore all’1%;
•
contenuto di rocce degradabili, secondo la norma C.N.R. B.U. n. 104/84, non superiore all’1%;
•
perdita di peso alla prova Los Angeles eseguita secondo la norma C.N.R. B.U. n. 34/7, inferiore al
25%;
•
quantità di materiale proveniente dalla frantumazione di rocce lapidee non inferiore al 90% in
peso;
•
dimensione massima dei granuli 40 mm (valida per uno spessore finito dello strato di base di
almeno 7 cm);
•
sensibilità al gelo (G), secondo la norma C.N.R. B.U. n.80/80, non superiore al 30% (in zone
considerate soggette a gelo);
•
passante al setaccio 0,075, secondo la norma C.N.R. B.U. n. 75/80, non superiore all’1%;
•
forma approssimativamente sferica (ghiaie) o poliedrica (brecce e pietrischi), comunque non
appiattita, allungata o lenticolare, in ogni caso gli elementi dell’aggregato dovranno essere
costituiti da elementi sani, duri, durevoli, a superficie ruvida, puliti ed esenti da polvere e da
materiali estranei.
Aggregato fino (frazione > 4 mm):
L’aggregato fino sarà costituito da una miscela di graniglie e/o ghiaie e/o brecciolini e sabbia naturale
e/o di frantumazione e dovrà rispondere ai seguenti requisiti:
•
contenuto di rocce tenere, alterate o scistose secondo la norma C.N.R. B.U. n.104/84, non
superiore all’1%;
•
contenuto di rocce degradabili, secondo la norma C.N.R. B.U. n.104/84, non superiore all’1%;
•
equivalente in sabbia determinato secondo la norma B.U. C.N.R. n. 27 (30.3.1972) superiore a
50%;
•
materiale non plastico, secondo la norma C.N.R.-U.N.I. 10014;
•
limite liquido (WL), secondo la norma C.N.R.-U.N.I. 10014, non superiore al 25%.
Additivi:
Gli eventuali additivi, provenienti dalla macinazione di rocce preferibilmente calcaree o costituiti da
cemento, calce idrata, calce idraulica, polveri d’asfalto, dovranno soddisfare ai seguenti requisiti:
•
setaccio UNI 0,18 (ASTM n. 80): % passante in peso: 100;
•
setaccio UNI 0,075 (ASTM n. 200): % passante in peso: 90. La granulometria dovrà essere
eseguita per via umida.
Legante bituminoso
Esso dovrà avere i requisiti prescritti dalle “Norme per l’accettazione dei bitumi” del C.N.R. – B.U. n. 68
del 23/5/1978.
Il bitume dovrà essere del tipo di penetrazione 60 ÷ 70, ovvero avere una penetrazione a 25°C di 60 ÷
70 dmm e le altre caratteristiche rispondenti a quelle indicate per la gradazione B 50/70 nella norma
C.N.R.
Per la valutazione delle caratteristiche di: penetrazione, punto di rammollimento P.A., punto di rottura
Fraas, duttilità e volatilità, si useranno rispettivamente le seguenti normative: B.U.
C.N.R. n. 24 (29.12.1971); B.U. C.N.R. n. 35 (22.11.1973); B.U. C.N.R. n. 43 (6.6.1974); B.U. C.N.R.
n. 44 (29.10.1974); B.U. C.N.R. n. 50 (17.3.1976).
Il bitume dovrà avere inoltre un indice di penetrazione, secondo la tabella UNI 4163 – Ed. Febbraio
1959, calcolato con la formula appresso riportata, compreso fra - 1,0 e ÷ 1,0:
IP: indice di penetrazione = (20 × U – 500 × V) /(U + 50 × V) dove: U = temperatura di rammollimento
alla prova “palla-anello” in °C (a 25 °C); V = log. 800 - log. penetrazione bitume in dmm (a 25 °C.).
Il prelevamento dei campioni di bitume dovrà avvenire in conformità a quanto prescritto dalla norma
C.N.R. B.U. n.81/1980.
Miscela
La miscela degli aggregati da adottarsi dovrà avere una composizione granulometrica contenuta nel
seguente fuso:
Serie crivelli e setacci
Miscela passante:
U.N.I.
% totale in peso
Crivello 40
100
Crivello 30
80 ÷ 100
177
Crivello 25
70 ÷ 95
Crivello 15
45 ÷ 70
Crivello 10
35 ÷ 60
Crivello 5
25 ÷ 50
Setaccio 2
20 ÷ 40
Setaccio 0,4
6 ÷ 20
Setaccio 0,18
4 ÷ 14
Setaccio 0,075
4÷8
Il tenore di bitume dovrà essere compreso tra il 3,5% e il 4,5% riferito al peso secco totale degli
aggregati. Esso dovrà comunque essere determinato come quello necessario e sufficiente per
ottimizzare – secondo il metodo Marshall di progettazione degli impasti bituminosi per pavimentazioni
stradali – la caratteristiche di impasto di seguito precisati:
•
il valore della stabilità Marshall - Prova B.U. C.N.R. n. 30 (15.3.1973) eseguita a 60 °C su provini
costipati con 75 colpi di maglio per faccia, dovrà risultare non inferiore a 700 Kg; inoltre il valore
della rigidezza Marshall, cioè il rapporto tra la stabilità misurata in Kg e lo scorrimento misurato in
mm, dovrà essere superiore a 250;
•
gli stessi provini per i quali viene determinata la stabilità Marshall dovranno presentare una
percentuale di vuoti residui compresi fra 3% e 7%;
•
sufficiente insensibilità al contatto prolungato con l’acqua; la stabilità Marshall, secondo la norma
C.N.R. B.U. n.149/92, dovrà risultare pari almeno al 75% del valore originale; in difetto, a
discrezione della D.L., l’impasto potrà essere ugualmente accettato purché il legante venga
additivato con il dope di adesione e, in tal modo, l’impasto superi la prova.
I provini per le misure di stabilità e rigidezza anzidette dovranno essere confezionati presso l’impianto
di produzione e/o presso la stesa e la stessa Impresa dovrà a sue spese provvedere a dotarsi delle
attrezzature necessarie per confezionare i provini Marshall.
La temperatura di compattazione dovrà essere uguale o superiore a quella di stesa; non dovrà però
superare quest’ultima di oltre 10 °C.
Le carote o i tasselli indisturbati di impasto bituminoso prelevati dallo strato steso in opera, a rullatura
ultimata, dovranno infine presentare in particolare le seguenti caratteristiche:
•
la densità (peso in volume) – determinata secondo la norma C.N.R. B.U. n. 40/73 – non dovrà
essere inferiore al 97% della densità dei provini Marshall;
•
il contenuto di vuoti residui – determinato secondo la norma C.N.R. B.U. n. 39/73 – dovrà
comunque risultare compreso fra il 4% e il 10% in volume.
Controllo dei requisiti di accettazione
L’Impresa ha l’obbligo di fare eseguire prove sperimentali sui campioni di aggregato e di legante, per la
relativa accettazione.
L’Impresa è poi tenuta a presentare con congruo anticipo rispetto all’inizio delle lavorazioni e per ogni
cantiere di confezione, la composizione delle miscele che intende adottare; ogni composizione
proposta dovrà essere corredata da una completa documentazione degli studi effettuati in laboratorio,
attraverso i quali l’impresa ha ricavato la ricetta ottimale.
La Direzione lavori si riserva di approvare i risultati prodotti o di fare eseguire nuove ricerche.
L’approvazione non ridurrà comunque la responsabilità dell’Impresa, relativa al raggiungimento dei
requisiti finali dei conglomerati in opera.
Una volta accettata dalla Direzione lavori la composizione proposta, l’Impresa dovrà ad essa attenersi
rigorosamente comprovandone l’osservanza con esami giornalieri. Non sarà ammessa una variazione
del contenuto di aggregato grosso superiore a ± 5% e di sabbia superiore a ± 3% sulla percentuale
corrispondente alla curva granulometrica prescelta, e di ± 1,5% sulla percentuale di additivo.
Per la quantità di bitume non sarà tollerato uno scostamento dalla percentuale stabilita di ± 0,3%.
Tali valori dovranno essere soddisfatti dall’esame delle miscele prelevate all’impianto come pure
dall’esame delle carote prelevate in sito.
Su richiesta della Direzione lavori sul cantiere di lavoro dovrà essere installato a cura e spese
dell’Impresa un laboratorio idoneamente attrezzato per le prove ed i controlli in corso di produzione,
condotto da personale appositamente addestrato.
In quest’ultimo laboratorio dovranno essere effettuate, quando necessarie, ed almeno con frequenza
giornaliera:
•
la verifica granulometrica dei singoli aggregati approvvigionati in cantiere e quella degli aggregati
stessi all’uscita dei vagli di riclassificazione;
•
la verifica della composizione del conglomerato (granulometria degli inerti, percentuale del
bitume, percentuale di additivo) prelevando il conglomerato all’uscita del mescolatore o a quella
della tramoggia di stoccaggio;
•
la verifica delle caratteristiche Marshall del conglomerato e precisamente: peso di volume (B.U.
C.N.R. n. 40 del 30.3.1973), media di due prove; percentuale di vuoti (B.U. C.N.R. n. 39del
178
23.3.1973), media di due prove; stabilità e rigidezza Marshall.
Inoltre con la frequenza necessaria saranno effettuati periodici controlli delle bilance, delle tarature dei
termometri dell’impianto, la verifica delle caratteristiche del bitume, la verifica dell’umidità residua degli
aggregati minerali all’uscita dall’essiccatore ed ogni altro controllo ritenuto opportuno.
In cantiere dovrà essere tenuto apposito registro numerato e vidimato dalla Direzione lavori sul quale
l’impresa dovrà giornalmente registrare tutte le prove ed i controlli effettuati.
In corso d’opera ed in ogni fase delle lavorazioni la Direzione lavori effettuerà, a sua discrezione, tutte
le verifiche, prove e controlli, atti ad accertare la rispondenza qualitativa e quantitativa dei lavori alle
prescrizioni contrattuali.
La stazione Appaltante si riserva la espressa facoltà di verificare, tramite la Direzione lavori, le varie
fasi di preparazione dei conglomerati. A tal uopo l’Impresa è tassativamente obbligata a fornire
all’Amministrazione appaltante gli estremi (nome commerciale ed indirizzo) della Ditta di produzione
dei conglomerati unitamente al formale impegno di questa a consentire alla Direzione lavori
sopralluoghi in fabbrica in qualsiasi numero ed in ogni momento con la facoltà di operare dei prelievi di
materiali; assistere e verificare le fasi di manipolazione e confezione.
Formazione e confezione delle miscele
Il conglomerato sarà confezionato mediante impianti fissi autorizzati, di idonee caratteristiche,
mantenuti sempre perfettamente funzionanti in ogni loro parte.
La produzione di ciascun impianto non dovrà essere spinta oltre la sua potenzialità per garantire il
perfetto essiccamento, l’uniforme riscaldamento della miscela ed una perfetta vagliatura che assicuri
una idonea riclassificazione delle singole classi degli aggregati; resta pertanto escluso l’uso
dell’impianto a scarico diretto.
L’impianto dovrà comunque garantire uniformità di produzione ed essere in grado di realizzare miscele
del tutto rispondenti a quelle di progetto.
Il dosaggio dei componenti della miscela dovrà essere eseguito a peso mediante idonea apparecchiatura la cui efficienza dovrà essere costantemente controllata.
Ogni impianto dovrà assicurare il riscaldamento del bitume alla temperatura richiesta ed a viscosità
uniforme fino al momento della miscelazione nonché il perfetto dosaggio sia del bitume che
dell’additivo.
La zona destinata allo stoccaggio degli inerti sarà preventivamente e convenientemente sistemata per
annullare la presenza di sostanze argillose e ristagni di acqua che possano compromettere la pulizia
degli aggregati.
Inoltre i cumuli delle diverse classi dovranno essere nettamente separati tra di loro e l'operazione di
rifornimento nei predosatori eseguita con la massima cura.
Si farà uso di almeno 4 classi di aggregati con predosatori in numero corrispondente alle classi
impiegate.
Il tempo di mescolazione effettivo sarà stabilito in funzione delle caratteristiche dell'impianto e
dell’effettiva temperatura raggiunta dai componenti la miscela, in misura tale da permettere un
completo ed uniforme rivestimento degli inerti con il legante; comunque esso non dovrà mai scendere
al di sotto dei 20 secondi.
La temperatura degli aggregati all’atto della mescolazione dovrà essere compresa tra 150 °C e 170 °C,
e quella del legante tra 150 °C e 180 °C, salvo div erse disposizioni della Direzione Lavori in rapporto al
tipo di bitume impiegato.
Per la verifica delle suddette temperature, gli essiccatori, le caldaie e le tramogge degli impianti
dovranno essere muniti di termometri fissi perfettamente funzionanti e periodicamente tarati.
L’umidità degli aggregati all’uscita dell’essiccatore non dovrà di norma superare lo 0,5%.
L’ubicazione dell’impianto di mescolamento dovrà essere tale da consentire, in relazione alle distanze
massime della posa in opera, il rispetto delle temperature prescritte per l’impasto e per la stesa.
Posa in opera delle miscele
La miscela bituminosa verrà stesa sul piano finito della fondazione dopo che sia stata accertata dalla
Direzione lavori la rispondenza di quest’ultima ai requisiti di quota, sagoma, densità e portanza indicati
nei precedenti articoli relativi alle fondazioni stradali in misto granulare ed in misto cementato.
Prima della stesa del conglomerato su strati di fondazione in misto cementato, per garantire
l’ancoraggio, si dovrà provvedere alla rimozione della sabbia eventualmente non trattenuta
dall’emulsione bituminosa stesa precedentemente a protezione del misto cementato stesso.
Procedendo alla stesa in doppio strato, i due strati dovranno essere sovrapposti nel più breve tempo
possibile; tra di essi dovrà essere interposta una mano di attacco di emulsione bituminosa in ragione di
2
0,5÷1 Kg/m , secondo le indicazioni della Direzione lavori.
La posa in opera dei conglomerati bituminosi verrà effettuata a mezzo di macchine vibrofinitrici dei tipi
approvati dalla Direzione lavori, in perfetto stato di efficienza e dotate di automatismo di
autolivellamento.
179
Le vibrofinitrici dovranno comunque lasciare uno strato finito perfettamente sagomato, privo di
sgranamenti, fessurazioni ed esente da difetti dovuti a segregazioni degli elementi litoidi più grossi.
Nella stesa si dovrà porre la massima cura alla formazione dei giunti longitudinali preferibilmente
ottenuti mediante tempestivo affiancamento di una strisciata alla precedente con l'impiego di 2 o più
finitrici.
Qualora ciò non sia possibile, il bordo della striscia già realizzata dovrà essere spalmato con
emulsione bituminosa per assicurare la saldatura della striscia successiva.
Se il bordo risulterà danneggiato o arrotondato si dovrà procedere al taglio verticale con idonea
attrezzatura.
I giunti trasversali, derivanti dalle interruzioni giornaliere, dovranno essere realizzati sempre previo
taglio ed esportazione della parte terminale di azzeramento.
La sovrapposizione dei giunti longitudinali tra i vari strati sarà programmata e realizzata in maniera che
essi risultino fra di loro sfalsati di almeno cm 20 e non cadano mai in corrispondenza delle 2 fasce
della corsia di marcia normalmente interessata dalle ruote dei veicoli pesanti.
Il trasporto degli impasti dovrà essere effettuato con autocarri a cassone metallico a perfetta tenuta,
pulito e, nella stagione o in climi freddi, coperto con idonei sistemi per ridurre al massimo il
raffreddamento dell’impasto.
La temperatura del conglomerato bituminoso all’atto della stesa, controllata immediatamente dietro la
finitrice, dovrà risultare in ogni momento non inferiore a 130 °C.
La stesa dei conglomerati dovrà essere sospesa quando le condizioni meteorologiche generali
possano pregiudicare la perfetta riuscita del lavoro; gli strati eventualmente compromessi (con densità
inferiori a quelle richieste) dovranno essere immediatamente rimossi e successivamente ricostruiti a
cura e spese dell’Impresa.
La compattazione dei conglomerati dovrà iniziare appena stesi dalla vibrofinitrice e condotta a termine
senza soluzione di continuità.
La compattazione sarà realizzata a mezzo di rulli metallici a rapida inversione di marcia, possibilmente
integrati da un rullo semovente a ruote gommate e/o rulli misti (metallici e gommati).
Il tipo, il peso ed il numero di rulli, proposti dall’Appaltatore in relazione al sistema ed alla capacità di
stesa ed allo spessore dello strato da costipare, dovranno essere approvati dalla Direzione lavori.
In ogni caso al termine della compattazione, lo strato di base dovrà avere una densità uniforme in tutto
lo spessore non inferiore al prescritto addensamento in riferimento alla densità di quella Marshall delle
prove a disposizione per lo stesso periodo, rilevata all’impianto o alla stesa. Tale valutazione sarà
eseguita sulla produzione di stesa secondo la norma B.U. C.N.R. n. 40 (30 marzo 1973), su carote di
15 cm di diametro; il valore risulterà dalla media di due prove.
Si avrà cura inoltre che la compattazione sia condotta con la metodologia più adeguata per ottenere
uniforme addensamento in ogni punto ed evitare fessurazioni e scorrimenti nello strato appena steso.
Nelle curve sopraelevate il costipamento andrà sempre eseguito iniziando sulla parte bassa e
terminando su quella alta.
Allo scopo di impedire la formazione di impronte permanenti, si dovrà assolutamente evitare che i rulli
vengano arrestati sullo strato caldo.
La superficie degli strati dovrà presentarsi priva di irregolarità ed ondulazioni. Un’asta rettilinea lunga
m. 4, posta in qualunque direzione sulla superficie finita di ciascuno strato dovrà aderirvi
uniformemente.
Saranno tollerati scostamenti dalle quote di progetto contenuti nel limite di ± 10 mm.
Il tutto nel rispetto degli spessori e delle sagome di progetto.
OPERE STRADALI - Art.4.3
CONGLOMERATO BITUMINOSO – STRATI DI COLLEGAMENTO (BINDER) E DI USURA
Descrizione
La parte superiore della sovrastruttura stradale sarà, in generale, costituita da un doppio strato di
conglomerato bituminoso steso a caldo, e precisamente: da uno strato inferiore di collegamento
(binder) e da uno strato superiore di usura, secondo quanto stabilito dalla Direzione lavori.
Il conglomerato per ambedue gli strati sarà costituito da una miscela di pietrischetti, graniglie, sabbie
ed additivi (secondo le definizioni riportate nell’art. 1 delle “Norme per l’accettazione dei pietrischi, dei
pietrischetti, delle graniglie, della sabbia, degli additivi per costruzioni stradali” del C.N.R., fascicolo
IV/1953), mescolati con bitume a caldo, e verrà steso in opera mediante macchina vibrofinitrice e
compattato con rulli gommati e lisci.
I conglomerati durante la loro stesa non devono presentare nella loro miscela alcun tipo di elementi
litoidi, anche isolati, di caratteristiche fragili o non conformi alle presenti prescrizioni del presente
capitolato, in caso contrario a sua discrezione la Direzione lavori accetterà il materiale o provvederà ad
ordinare all’Impresa al rifacimento degli strati non ritenuti idonei.
Tutto l’aggregato grosso (frazione > 4 mm), dovrà essere costituito da materiale frantumato.
Per le sabbie si può tollerare l’impiego di un 10% di sabbia tondeggiante.
180
Materiali inerti
Il prelievo dei campioni di materiali inerti, per il controllo dei requisiti di accettazione appresso indicati,
verrà effettuato secondo le norme C.N.R., Capitolo II del fascicolo IV/1953.
Per il prelevamento dei campioni destinati alle prove di controllo dei requisiti di accettazione, così come
per le modalità di esecuzione delle prove stesse, valgono le prescrizioni contenute nel fascicolo IV
delle Norme C.N.R. 1953, con l’avvertenza che la prova per la determinazione della perdita in peso
sarà fatta col metodo Los Angeles secondo le Norme B.U. C.N.R. n. 34 (28 marzo 1973) anziché col
metodo DEVAL.
Aggregato grosso (frazione > 4 mm):
L’aggregato grosso (pietrischetti e graniglie) dovrà essere ottenuto per frantumazione ed essere
costituito da elementi sani, duri, durevoli, approssimativamente poliedrici, con spigoli vivi, a superficie
ruvida, puliti ed esenti da polvere o da materiali estranei.
L’aggregato grosso sarà costituito da pietrischetti e graniglie che potranno anche essere di
provenienza o natura petrografica diversa, purché alle prove appresso elencate, eseguite su campioni
rispondenti alla miscela che si intende formare, risponda ai seguenti requisiti.
Miscela inerti per strati di collegamento:
•
contenuto di rocce tenere, alterate o scistose secondo la norma C.N.R. B.U. n.104/84, non
superiore all’1%;
•
contenuto di rocce degradabili, secondo la norma C.N.R. B.U. n.104/84, non superiore all’1%;
•
perdita in peso alla prova Los Angeles eseguita sulle singole pezzature secondo le norme ASTM
C 131 - AASHO T 96 ovvero inerte IV cat. : Los Angeles <25% - coeff. di frantumazione <140;
•
tutto il materiale proveniente dalla frantumazione di rocce lapidee;
•
dimensione massima dei granuli non superiore a 2/3 dello spessore dello strato e in ogni caso
non superiore a 30 mm;
•
sensibilità al gelo (G), secondo la norma C.N.R. B.U. n.80/80, non superiore al 30% (in zone
considerate soggette a gelo);
•
passante al setaccio 0,075, secondo la norma C.N.R. B.U. n.75/80, non superiore all’1%;
•
indice di appiattimento (Ia), secondo la norma C.N.R. B.U. n.95/84, non superiore al 20%,
•
indice dei vuoti delle singole pezzature, secondo C.N.R., fascicolo IV/1953, inferiore a 0,80;
•
coefficiente di imbibizione, secondo C.N.R., fascicolo IV/1953, inferiore a 0,015;
•
materiale non idrofilo, secondo C.N.R., fascicolo IV/1953.
Nel caso che si preveda di assoggettare al traffico lo strato di coIlegamento in periodi umidi od
invernali, la perdita in peso per scuotimento sarà limitata allo 0,5%.
Miscela inerti per strati di usura:
•
contenuto di rocce tenere, alterate o scistose secondo la norma C.N.R. B.U. n.104/84, non
superiore all’1%;
•
contenuto di rocce degradabili, secondo la norma C.N.R. B.U. n.104/84, non superiore all’1%;
•
perdita in peso alla prova Los Angeles eseguita sulle singole pezzature secondo le norme ASTM
C 131 - AASHO T 96 ovvero inerte I cat. :Los Angeles <20% - coeff. di frantumazione <120 ;
•
se indicato nell’elenco voci della lavorazione che si vuole almeno un 30% in peso del materiale
della intera miscela, questo deve provenire da frantumazione di rocce di origine vulcanica
magmatica eruttiva (ovvero del tipo basaltici o porfidi) che presentino un coefficiente di frantumazione minore di 100 e resistenza a compressione, secondo tutte le giaciture, non inferiore a
140 N/mmq, nonché resistenza alla usura minima 0,6. Nel caso in cui tale percentuale risultasse
superiore al valore del 30%, la parte eccedente non verrà ricompensata all’Impresa, ma si
intenderà come necessaria affinché la miscela totale raggiunga i valori minimi prescritti dalla
perdita in peso alla prova Los Angeles;
•
indice dei vuoti delle singole pezzature, secondo C.N.R., fascicolo IV/1953, inferiore a 0,85;
•
coefficiente di imbibizione, secondo C.N.R., fascicolo IV/1953, inferiore a 0,015;
•
materiale non idrofilo, secondo C.N.R., fascicolo IV/1953, con limitazione per la perdita in peso
allo 0,5%;
Per le banchine di sosta saranno impiegati gli inerti prescritti per gli strati di collegamento e di usura di
cui sopra.
In ogni caso i pietrischi e le graniglie dovranno essere costituiti da elementi sani, duri, durevoli,
approssimativamente poliedrici, con spigoli vivi, a superficie ruvida, puliti ed esenti da polvere e da
materiali estranei.
Aggregato fino (frazione compresa tra 0,075 e 4 mm):
L’aggregato fino sarà costituito in ogni caso da sabbie naturali o di frantumazione che dovranno
soddisfare ai requisiti dell’art. 5 delle Norme del C.N.R. fascicolo IV/1953 ed in particolare:
Miscela inerti per strati di collegamento:
•
quantità di materiale proveniente dalla frantumazione di rocce lapidee non inferiore al 40%;
•
equivalente in sabbia, determinato con la prova AASHO T 176, non inferiore al 50%;
•
materiale non idrofilo, secondo C.N.R., fascicolo IV/1953 con le limitazioni indicate per l'aggregato
181
grosso.
Miscela inerti per strati di usura:
•
quantità di materiale proveniente dalla frantumazione di rocce lapidee non inferiore al 50%;
•
equivalente in sabbia, determinato con la prova AASHO T 176, non inferiore al 60%;
•
materiale non idrofilo, secondo C.N.R., fascicolo IV/1953 con le limitazioni indicate per l'aggregato
grosso. Nel caso non fosse possibile reperire il materiale della pezzatura 2 , 5 mm necessario per
la prova, la stessa dovrà essere eseguita secondo le modalità della prova Riedel-Weber con
concentrazione non inferiore a 6.
Additivo minerale (filler):
Gli additivi minerali (fillers) saranno costituiti da polvere di rocce preferibilmente calcaree o da
cemento, calce idrata, calce idraulica, polveri di asfalto e dovranno risultare alla setacciatura per via
secca interamente passanti al setaccio n. 30 ASTM e per almeno il 65% al setaccio n. 200 ASTM.
Per lo strato di usura, a richiesta della Direzione dei lavori, il filler potrà essere costituito da polvere di
roccia asfaltica contenente il 6 ÷ 8% di bitume ed alta percentuale di asfalteni con penetrazione Dow a
25 °C inferiore a 150 dmm.
Per fillers diversi da quelli sopra indicati è richiesta la preventiva approvazione della Direzione dei lavori
in base a prove e ricerche di laboratorio.
Legante bituminoso
Il bitume per gli strati di collegamento e di usura dovrà essere di penetrazione 60 ÷ 70 salvo diverso
avviso, dato per iscritto, dalla Direzione dei lavori in relazione alle condizioni locali e stagionali e dovrà
rispondere agli stessi requisiti indicati per il conglomerato bituminoso di base.
Miscele
Strato di collegamento (binder)
La miscela degli aggregati da adottarsi per lo strato di collegamento dovrà avere una composizione
granulometrica contenuta nel seguente fuso:
Serie crivelli e setacci
Miscela passante:
U.N.I.
% totale in peso
Crivello 25
100
Crivello 15
65 ÷ 100
Crivello 10
50 ÷ 80
Crivello 5
30 ÷ 60
Setaccio 2
20 ÷ 45
Setaccio 0,42
7 ÷ 25
Setaccio 0,18
5 ÷ 15
Setaccio 0,075
4÷8
Il tenore di bitume dovrà essere compreso tra il 4% ed il 5,5% riferito al peso degli aggregati. Esso
dovrà comunque essere determinato come quello necessario e sufficiente per ottimizzare – secondo il
metodo Marshall di progettazione degli impasti bituminosi per pavimentazioni stradali – la
caratteristiche di impasto di seguito precisati:
•
la stabilità Marshall eseguita a 60 °C su provini costipati con 75 colpi di maglio per ogni faccia,
dovrà risultare in ogni caso uguale o superiore a 900 Kg. Inoltre il valore della rigidezza Marshall,
cioè il rapporto tra la stabilità misurata in Kg e lo scorrimento misurato in mm, dovrà essere in
ogni caso superiore a 250;
•
gli stessi provini per i quali viene determinata la stabilità Marshall dovranno presentare una
percentuale di vuoti residui compresa tra 3 ÷ 7%.
•
la prova Marshall eseguita su provini che abbiano subito un periodo di immersione in acqua
distillata per 15 giorni, dovrà dare un valore di stabilità non inferiore al 75% di quello precedentemente indicato.
Riguardo i provini per le misure di stabilità e rigidezza, sia per i conglomeratí bituminosi tipo usura che
per quelli tipo binder, valgono le stesse prescrizioni indicate per il conglomerato di base.
Le carote o i tasselli indisturbati di impasto bituminoso prelevati dallo strato steso in opera, a rullatura
ultimata, dovranno infine presentare in particolare le seguenti caratteristiche:
•
la densità (peso in volume) – determinata secondo la norma C.N.R. B.U. n.40/73 – non dovrà
essere inferiore al 97% della densità dei provini Marshall.
La superficie finita dell’impasto bituminoso messo in opera nello strato di collegamento, nel caso
questo debba restare sottoposto direttamente al traffico per un certo periodo prima che venga steso il
manto di usura, dovrà presentare:
•
resistenza di attrito radente, misurata con l’apparecchio portatile a pendolo “Skid Resistance
Tester” (secondo la norma C.N.R. B.U. n.105/1985) su superficie pulita e bagnata, riportata alla
temperatura di riferimento di 15 °C, non inferiore a 55 BPN “British Portable Tester Number”;
182
qualora lo strato di collegamento non sia stato ancora ricoperto con il manto di usura, dopo un
anno dall’apertura al traffico la resistenza di attrito radente dovrà risultare non inferiore a 45 BPN;
•
macrorugosità superficiale misurata con il sistema della altezza in sabbia (HS), secondo la norma
C.N.R. B.U. n.94/83, non inferiore a 0,45 mm;
•
coefficiente di aderenza trasversale (CAT) misurato con l’apparecchio S.C.R.I.M. (siderway Force
Coefficiente Investigation Machine), secondo la norma C.N.R. B.U. n.147/92, non inferiore a 0,55.
Le misure di BPN, HS, e CAT dovranno essere effettuate in un periodo di tempo compreso tra il 15° ed
il 90° giorno dall’apertura al traffico.
Strato di usura
La miscela degli aggregati da adottarsi per lo strato di usura dovrà avere una composizione
granulometrica contenuta nel seguente fuso:
Serie crivelli e setacci
Miscela passante:
U.N.I.
% totale in peso
Crivello 15
100
Crivello 10
70 ÷ 100
Crivello 5
43 ÷ 67
Setaccio 2
25 ÷ 45
Setaccio 0,4
12 ÷ 24
Setaccio 0,18
7 ÷ 15
Setaccio 0,075
6 ÷ 11
Il tenore di bitume dovrà essere compreso tra il 4,5% ed il 6% riferito al peso totale degli aggregati.
Il coefficiente di riempimento con bitume dei vuoti intergranulari della miscela addensata non dovrà
superare l’80%; il contenuto di bitume della miscela dovrà comunque essere il minimo che consenta il
raggiungimento dei valori di stabilità Marshall e compattezza di seguito riportata.
Il conglomerato dovrà avere i seguenti requisiti:
•
resistenza meccanica elevatissima, cioè capacità di sopportare senza deformazioni permanenti le
sollecitazioni trasmesse dalle ruote dei veicoli sia in fase dinamica che statica, anche sotto le più
alte temperature estive, e sufficiente flessibilità per poter seguire sotto gli stessi carichi qualunque
assestamento eventuale del sottofondo anche a lunga scadenza; il valore della stabilità Marshall
(prova B.U. C.N.R. n. 30 del 15 marzo 1973) eseguita a 60 °C su provini costipati con 75 colpi di
maglio per faccia dovrà essere di almeno 100 N [1000 Kg]. Inoltre il valore della rigidezza
Marshall, cioè il rapporto tra stabilità misurata in Kg e lo scorrimento misurato in mm, dovrà
essere in ogni caso superiore a 300;
•
la percentuale dei vuoti dei provini Marshall, sempre nelle condizioni di impiego prescelte, deve
essere compresa fra 3% e 6%;
•
la prova Marshall eseguita su provini che abbiano subito un periodo di immersione in acqua
distillata per 15 giorni, dovrà dare un valore di stabilità non inferiore al 75% di quello precedentemente indicato.
Le carote o i tasselli indisturbati di impasto bituminoso prelevati dallo strato steso in opera, a rullatura
ultimata, dovranno infine presentare in particolare le seguenti caratteristiche:
•
la densità (peso in volume) – determinata secondo la norma C.N.R. B.U. n. 40/73 – non dovrà
essere inferiore al 97% della densità dei provini Marshall;
•
il contenuto di vuoti residui – determinato secondo la norma C.N.R. B.U. n. 39/73 – dovrà
comunque risultare compreso fra il 4% e il 8% in volume. Ad un anno dall’apertura al traffico, il
volume dei vuoti residui dovrà invece essere compreso fra 3% e 6% e impermeabilità praticamente totale; il coefficiente di permeabilità misurato su uno dei provini Marshall, riferentesi alle
condizioni di impiego prescelte, in permeamometro a carico costante di 50 cm d’acqua, non dovrà
-6
risultare inferiore a 10 cm/sec.
•
resistenza di attrito radente, misurata con l’apparecchio portatile a pendolo “Skid Resistance
La superficie finita dell’impasto bituminoso messo in opera nel manto di usura, dovrà presentare:
Tester” (secondo la norma C.N.R. B.U. n.105/1985) su superficie pulita e bagnata, riportata alla
temperatura di riferimento di 15 °C:
•
inizialmente, ma dopo almeno 15 giorni dall’apertura al traffico non inferiore a 60 BPN
•
dopo un anno dall’apertura al traffico, non inferiore a 50 BPN;
•
macrorugosità superficiale misurata con il sistema della altezza in sabbia (HS), secondo la norma
C.N.R. B.U. n.94/83, non inferiore a 0,55 mm;
•
coefficiente di aderenza trasversale (CAT) misurato con l’apparecchio S.C.R.I.M. (Siderway Force
Coefficiente Investigation Machine), secondo la norma C.N.R. B.U. n.147/92, non inferiore a 0,60.
Le misure di BPN, HS, e CAT dovranno essere effettuate in un periodo di tempo compreso tra il 15° ed
il 90° giorno dall’apertura al traffico.
Sia per i conglomerati bituminosi per strato di collegamento che per strato di usura, nel caso in cui la
prova Marshall venga effettuata a titolo di controllo della stabilità del conglomerato prodotto, i relativi
provini dovranno essere confezionati con materiale prelevato presso l'impianto di produzione o nella
183
stesa ed immediatamente costipato senza alcun ulteriore riscaldamento. La stessa Impresa dovrà a
sue spese provvedere a dotarsi delle attrezzature necessarie per confezionare i provini Marshall. In tal
modo la temperatura di costipamento consentirà anche il controllo delle temperature operative. Inoltre,
poiché la prova va effettuata sul materiale passante al crivello da 25 mm, lo stesso dovrà essere
vagliato se necessario.
Controllo dei requisiti di accettazione
Strato di collegamento (binder)
Valgono le stesse prescrizioni indicate per lo strato di base.
Strato di usura
Valgono le stesse prescrizioni indicate per lo strato di base.
Inoltre indicati con:
M: il valore della stabilità Marshall, espressa in Kg;
Iv: il volume dei vuoti residui a rullatura terminata, espresso in percentuale;
LA: perdita in peso alla prova Los Angeles relativa all’aggregato grosso, espresso in percentuale;
i lavori eseguiti non saranno ritenuti accettabili qualora si verifichi anche una sola delle disuguaglianze
sotto indicate:
Nel caso in cui i risultati delle prove fatte eseguire dalla Direzione lavori presso laboratori ufficiali di
fiducia dell’Amministrazione appaltante, sui campioni prelevati in contradditorio, fornissero dei valori
intermedi tra quelli prescritti dal presente capitolato e quelli rappresentanti i limiti di accettabilità sopra
indicati, si procederà ad una detrazione percentuale sull’importo dei lavori, che risulti dai registri
contabili o in sede di emissione del conto finale, calcolata secondo la seguente formula, che fornisce il
fattore di moltiplicazione da applicare a detto importo per ottenere il corrispondente valore rettificato, a
seguito di riscontrata carenza dei materiali:
C = 1 - 0,3 × (1000 - M) / 200 – 0,2 × (Iv – 8) / 6 – 0,1 × (LA – 20) / 3
Quando il coefficiente C risulti minore o uguale a 0,5 il lavoro non sarà accettato.
Per l’applicazione del fattore di moltiplicazione ( C ) sull’importo dei lavori si dovrà utilizzare, per
ciascun termine (M, Iv e LA), il valore medio tra quelli rilevati su più sezioni (chilometriche) dell’intero
tronco stradale oggetto dell’intervento.
Formazione e confezione degli impasti
Valgono le stesse prescrizioni indicate per lo strato di base, salvo che per il tempo minimo di
miscelazione effettiva, che, con i limiti di temperatura indicati per il legante e gli aggregati, non dovrà
essere inferiore a 25 secondi.
Posa in opera delle miscele
Valgono le stesse prescrizioni indicate per lo strato di base, salvo che saranno tollerati scostamenti
dalle quote di progetto contenuti nei seguenti limiti:
•
strato di collegamento: ± 7 mm,
•
strato di usura: ± 5 mm.
Attivanti l’adesione
Nella confezione dei conglomerati bituminosi dei vari strati potranno essere impiegate speciali
sostanze chimiche attivanti l’adesione bitume aggregato (“dopes” di adesività).
Esse saranno impiegate negli strati di base e di collegamento, mentre per quello di usura lo saranno
ad esclusivo giudizio della Direzione lavori: 1) quando la zona di impiego del conglomerato, in relazione
alla sua posizione geografica rispetto agli impianti più prossimi, è tanto distante dal luogo di produzione
del conglomerato stesso da non assicurare, in relazione al tempo di trasporto del materiale, la
temperatura di 130°C richiesta all’atto della stes a; 2) quando anche a seguito di situazioni
meteorologiche avverse, la stesa dei conglomerati bituminosi non sia procrastinabile in relazione alle
esigenze del traffico e della sicurezza della circolazione.
Si avrà cura di scegliere tra i prodotti in commercio quello che sulla base di prove comparative
effettuate presso i laboratori autorizzati avrà dato i migliori risultati e che conservi le proprie
caratteristiche chimiche anche se sottoposto a temperature elevate e prolungate.
Il dosaggio potrà variare a seconda delle condizioni di impiego, della natura degli aggregati e delle
caratteristiche del prodotto, tra lo 0,3% e lo 0,6% rispetto al peso del bitume.
I tipi, i dosaggi e le tecniche di impiego dovranno ottenere il preventivo benestare della Direzione lavori.
L’immissione delle sostanze attivanti nel bitume dovrà essere realizzata con idonee attrezzature tali da
garantirne la perfetta dispersione e l’esatto dosaggio.
184
OPERE STRADALI - Art.4.4
OPERECOMPLEMENTARI
Cordonate in calcestruzzo
Gli elementi prefabbricati delle cordonate in calcestruzzo con sezione da determinarsi a cura del
Direttore dei lavori, saranno di lunghezza un metro, salvo nei tratti di curva a stretto raggio o nei casi
particolari indicati sempre dalla Direzione lavori. La resistenza caratteristica del calcestruzzo (Rck)
impiegato per la cordonata dovrà essere di classe 300 Kg/cmq. La direzione lavori, a suo insindacabile
giudizio, potrà eseguire dei prelievi, mediante confezionamento di provini cubici di cm 10 di lato, da
sottoporre al controllo della resistenza a compressione semplice.
Gli elementi andranno posati su un letto di calcestruzzo minimo di 10/15 cm di spessore e
opportunamente rinfiancati in modo continuo da ambo i lati. I giunti saranno sigillati con malta fina di
cemento.
Particolare cura, l’Impresa dovrà avere durante la posa per rispettare gli allineamenti di progetto,
mentre gli attestamenti tra i consecutivi elementi di cordonata dovranno essere perfetti e privi di
sbavature o riseghe.
Elementi prefabbricati in calcestruzzo
I manufatti saranno realizzati con calcestruzzo cementizio vibrato, gettato in speciali casseforme
multiple o mediante appositi macchinari, in modo che la superficie in vista o esposta agli agenti
atmosferici sia particolarmente liscia ed esente da qualsiasi difetto, con Rck non inferiore a 300
kg/cmq, stagionati in appositi ambienti e trasportati in cantiere in confezioni.
Caditoie stradali
Le caditoie stradali sono dispositivi opportunamente sagomate che raccolgono le acque defluenti nelle
cunette poste ai lati delle strade o ai bordi di superfici scolanti. Le caditoie sono costituite da un
pozzetto di raccolta interrato ispezionabile e mantenibile con un dispositivo di coronamento (griglia) o
di chiusura (chiusino).
I pozzetti di raccolta delle acque sono costruiti in opera o sono prefabbricati. I pozzetti in opera
possono essere realizzati in muratura o con conglomerato cementizio; le dimensioni e le caratteristiche
dei materiali dovranno essere conformi agli elaborati progettuali o alle indicazioni impartite dalla
Direzione lavori.
I pozzetti in c.a.v. devono essere in conglomerato cementizio armato e vibrato ed avere le seguenti
caratteristiche:
•
Rck ≥ 300 Kg/cmq;
•
armatura con rete elettrosaldata in fili di acciaio del diametro e maglia adeguati;
•
spessore delle pareti dei pozzetti non inferiori a 6,5 cm;
•
predisposizione per l’innesto di tubazioni. Le griglie ed i chiusini vengono impiegati a protezione di
pozzetti e cabalette. Tutti gli elementi costruttivi devono essere conformi alle norme UNI-EN 124.
Sui pozzetti per i quali sia previsto l’eventuale accesso di persone per lavori di manutenzione, il
passo d’uomo deve avere diametro superiore a 600 mm.
Griglie e chiusini con i rispettivi telai di appoggio devono riportare una marcatura leggibile e durevole,
indicante la norma di riferimento, la classe corrispondente, la sigla e/o il nome del fabbricante.
Segnaletica orizzontale
La ditta dovrà presentare una dichiarazione di conformità dei prodotti alle specifiche tecniche del
presente capitolato e secondo i criteri che assicurino la qualità della fabbricazione ai sensi delle norme
UNI EN ISO 9002, dichiarazione ai sensi della norma EN 45014 rilasciata all’impresa installatrice
direttamente dal produttore o fornitore (dichiarazione di conformità).
La vernice da impiegare dovrà essere del tipo rifrangente premiscelato e cioè contenere sfere di vetro
mescolato durante il processo di fabbricazione così che dopo l’essiccamento e successiva esposizione
delle sfere di vetro dovute all’usura dello strato superficiale di vernice stesa sullo spartitraffico svolga
effettivamente efficiente funzione di guida nelle ore notturne agli autoveicoli, sotto l’azione della luce
dei fari.
Inoltre la segnaletica orizzontale dovrà essere priva di sbavature e ben allineata.
Il Direttore dei lavori potrà chiedere, in qualsiasi momento, all’appaltatore la presentazione del
“certificato di qualità”, rilasciato da un laboratorio ufficiale, inerente alle caratteristiche principali della
vernice impiegata.
A) CONDIZIONI DI STABILITÀ
Per la vernice bianca il pigmento colorato sarà costituito da biossido di titanio con o senza aggiunta di
zinco, per quella gialla da cromato di piombo.
185
Il liquido pertanto deve essere del tipo oleo-resinoso con parte resinosa sintetica; il fornitore dovrà
indicare i solventi e gli essiccamenti contenuti nella vernice.
La vernice dovrà essere omogenea, ben macinata e di consistenza liscia ed uniforme, non dovrà fare
crosta né diventare gelatinosa od inspessirsi.
La vernice dovrà consentire la miscelazione nel recipiente contenitore senza difficoltà mediante l’uso di
una spatola a dimostrare le caratteristiche desiderate, in ogni momento entro sei mesi dalla data di
consegna.
La vernice non dovrà assorbire grassi, olii ed altre sostanze tali da causare la formazione di macchie di
nessun tipo e la sua composizione chimica dovrà essere tale che, anche durante i mesi estivi, anche
se applicata su pavimentazione bituminosa, non dovrà presentare traccia di inquinamento da sostanze
bituminose.
Il potere coprente della vernice deve essere compreso tra 1,2 e 1,5 mq/Kg. (ASTM D 1738) ed il peso
suo specifico non dovrà essere inferiore a Kg. 1,50 per litro a 25 gradi C (ASTM D 1473).
B) CARATTERISTICHE DELLE SFERE DI VETRO
Le sfere di vetro dovranno essere trasparenti, prive di lattiginosità e di bolle d’aria e, almeno per il 90 %
del peso totale, dovranno aver forma sferica con esclusione di elementi ovali, e non dovranno essere
saldate insieme.
L’indice di rifrazione non dovrà essere inferiore ad 1,50 usando per la determinazione del metodo della
immersione con luce al tungsteno.
Le sfere non dovranno subire alcuna alterazione all’azione di soluzioni acide saponate a ph 5-5,3 e di
soluzione normale di cloruro di calcio e di sodio.
La percentuale in peso delle sfere contenute in ogni chilogrammo di vernice prescelta dovrà essere
compresa tra il 30 ed il 40 %.
Le sfere di vetro (premiscelato) dovranno soddisfare complessivamente alle seguenti caratteristiche
granulometriche:
.
Setaccio A.S.T.M
% in peso
Perline passanti per il setaccio
n. 70
100
Perline passanti per il setaccio
n. 140
15 – 55
Perline passanti per il setaccio
n. 230
0 – 10
C) IDONEITÀ DI APPLICAZIONE
La vernice dovrà essere adatta per essere applicata sulla pavimentazione stradale con le normali
macchine spruzzatrici e dovrà produrre una linea consistente e piena della larghezza richiesta.
Potrà essere consentita l’aggiunta di piccole quantità di diluente fino al massimo del 4% in peso.
D) QUANTITÀ DI VERNICE DA IMPIEGARE E TEMPO DI ESSICAMENTO
La quantità di vernice, applicata a mezzo delle normali macchine spruzzatrici sulla superficie di una
pavimentazione bituminosa, in condizioni normali, dovrà essere non inferiore a Kg 0,120 per metro
lineare di striscia larga cm 12, mentre per la striscia larga cm 15 non dovrà essere inferiore a Kg 0,150
e di Kg 1,00 per superfici variabili di mq 1,0 e 1,2. In conseguenza della diversa regolarità della
pavimentazione ed alla temperatura dell’aria tra i 15 °C e 40 °C e umidità relativa non superiore al
70%, la vernice applicata dovrà asciugarsi sufficientemente entro 30-45 minuti dell’applicazione;
trascorso tale periodo di tempo le vernici non dovranno staccarsi, deformarsi o scolorire sotto l’azione
delle ruote gommate degli autoveicoli in transito.
Il tempo di essiccamento sarà anche controllato in laboratorio secondo le norme A.S.T.M. D/ 711-35.
E) VISCOSITÀ
La vernice nello stato in cui viene applicata, dovrà avere una consistenza tale da poter essere
agevolmente spruzzata con la macchina traccialinee; tale consistenza misurata allo stormer
viscosimiter a 25 °C espressa in unità Krebs sarà c ompresa tra 70 e 90 (A.S.T.M. D 562). La vernice
che cambi consistenza entro sei mesi dalla consegna sarà considerata non rispondente a questo
requisito.
F) COLORE
La vernice dovrà essere conforme al bianco o al giallo richiesto.
La determinazione del colore sarà fatta in laboratorio dopo l’essiccamento della stessa per 24 ore.
La vernice non dovrà contenere alcun elemento colorante organico e dovrà scolorire al sole.
Quella bianca dovrà possedere un fattore di riflessione pari almeno al 75% relativo all’ossido di
magnesio, accertato mediante opportuna attrezzatura.
Il colore dovrà conservare nel tempo, dopo l’applicazione, l’accertamento di tali conservazioni che
potrà essere richiesto dalla Stazione Appaltante in qualunque tempo prima del collaudo e che potrà
determinarsi con opportuni metodi di laboratorio.
G) RESIDUO
Il residuo non volatile sarà compreso tra il 65% ed il 75% in peso sia per la vernice bianca che per
quella gialla.
H) CONTENUTO DI PIGMENTO
186
Il contenuto di biossido di titanio (pittura bianca) non dovrà essere inferiore al 14% in peso e quello
cromato di piombo (vernice gialla) non inferiore al 10% in peso.
I) RESISTENZA AI LUBRIFICANTI E CARBURANTI
La pittura dovrà resistere all’azione lubrificante e carburante di ogni tipo e risultare insolubile ed
inattaccabile alla loro azione.
L) PROVA DI RUGOSITÀ SU STRADA
Le prove di rugosità potranno essere eseguite su strade nuove in un periodo tra il 10° ed il 30° giorn o
dalla apertura del traffico stradale.
Le misure saranno effettuate con apparecchio Skid Tester ed il coefficiente ottenuto secondo le
modalità d’uso previste dal R.D.L. inglese, non dovrà abbassarsi al di sotto del 60% di quello che
presenta pavimentazioni non verniciate nelle immediate vicinanze della zona ricoperta con pitture; in
ogni caso il valore assoluto non dovrà essere minore di 35 (trentacinque).
M) DILUENTE
Dovrà essere del tipo derivato da prodotti rettificati dalla distillazione del petrolio e dovrà rispondere al
D.P.R. 245 del 6/3/63 privi di benzolo e con una percentuale minima di componenti di tuololo e fluolo e
quindi inferire alla percentuale prescritta dall’art. 6 della sopracitata legge.
Segnaletica stradale verticale
La Ditta aggiudicataria in ottemperanza ed ai sensi del D.P.R. 573/94 e della Circ. Min. LL.PP.
16/05/96, n. 2357 e successive modificazioni, dovrà presentare: 1) Dichiarazione attestante il
possesso dei requisiti di cui all’art. 45 comma 8 del D.LGS. n. 285 del 30/4/92, rilasciato dal Ministero
LL.PP. o, in alternativa, una dichiarazione impegnativa di rivolgersi ad impresa dotata dei suddetti
requisiti.
2) La certificazione di qualità aziendale.
3) Certificato di conformità di prodotto, redatto secondo quanto stabilito dalla circ. 3652 del 17 giugno
1998 G.U. n. 168 del 21 luglio 1998 e n. 1344 dell’11/3/99 e successive modifiche.
In mancanza delle suddette certificazioni non potrà essere avviata alcuna procedura contrattuale.
MANUTENZIONE SEGNALETICA VERTICALE
Quando a giudizio della Direzione lavori, i sostegni siano ritenuti ancora in condizioni tali da non
necessitare della loro rimozione, mentre il messaggio è ammalorato, all’Appaltatore potrà essere
chiesto, oltre alla fornitura in opera del segnale stradale, anche la manutenzione del sostegno.
Questo dovrà essere reso perfettamente verticale, se del caso, rifacendo o rinforzando il basamento.
È tassativamente vietata la rimozione del cartello stradale ammalorato senza la immediata sostituzione
con uno nuovo in quante il messaggio deve essere comunque sempre visibile.
Gli scavi dovranno essere eseguiti a mano o a macchina su qualunque tipo di pavimentazione.
Nessun maggior compenso verrà riconosciuto all’Appaltatore per presenza di calcestruzzo, macigni, e
per esistenza palese o celata nel terreno di fondazioni, canali, fognature, ecc.
Prima di precedere agli scavi l’Appaltatore dovrà rilevare a propria cura e spese l’esistenza di cavi,
tubazioni e altri servizi che possano ostacolare i lavori.
Nel caso si arrecasse danno a persone e/o cose, l’Appaltatore appaltatrice dovrà sollevare da ogni
responsabilità civile o penale i funzionari e l’Amministrazione stessa.
Dovrà comunque segnalare immediatamente l’inconveniente alla Direzione dei lavori.
I basamenti dovranno essere costruiti in calcestruzzo cementizio, dosaggio ql. 3 di cemento per metro
cubo d’impasto, dimensionato in base alla lunghezza del sostegno e alla dimensione dei segnali
ancorati su di esso.
Quando il lavoro consista solo nella rimozione del sostegno esistente, senza la posa di altro sostegno
nuovo, la ditta dovrà asportare tutte le macerie che si sono prodotte e riempire la buca costipandola e
livellando il terreno. Se poi suddetta buca si trova su una banchina o marciapiede asfaltati, si dovrà
chiudere la buca con un buon strato di malta di cemento anch’esso livellato.
Si ripristinerà in ogni caso la pavimentazione con prodotti di tinta uguale alla zona circostante alla
buca.
Il materiale di risulta (terra, macerie, ecc.), dovrà essere immediatamente rimosso e trasportato alle
pubbliche discariche.
Ai magazzini della stazione appaltante, senza ulteriore onere per l’Amministrazione, dovranno essere
trasportati i manufatti metallici.
Qualora si rendesse necessario rimuovere cestini dei rifiuti o cartelli pubblicitari abusivi, su ordine della
Direzione lavori, la Ditta appaltatrice ha l’obbligo di portare detto materiale presso i magazzini o in altra
località ad essa indicata, comunicando la posizione esatta della località in cui si è rinvenuto suddetto
materiale.
Presso l’ Ufficio Viabilità sono depositati i campioni di sostegni e cartelli stradali ai quali la ditta
aggiudicataria dovrà uniformarsi sia nella struttura che nella qualità dei singoli materiali.
Inoltre per un preliminare accertamento 1’Appaltatore aggiudicatario dei lavori avrà obbligo, su
richiesta della Direzione lavori, prima di iniziare la costruzione in serie dei segnali stradali, di
consegnare alla stessa Direzione dei lavori un campione al vero dei prodotti quali:
187
– sostegno tubolare,
– per i pannelli aggiuntivi più significativi una bozza per verificare la grafica, la dicitura e
l’impaginazione del cartello stesso. L’Appaltatore non potrà dare corso ai lavori se non avrà avuto il
benestare della Direzione dei lavori sulla grafica e l’impaginazione dei segnali e delle bozze sottoposte
all’esame.
Si evidenzia che questo preliminare controllo della grafica non pregiudica la possibilità, da parte della
Direzione lavori di intervenire, in qualunque momento, fino al collaudo finale, per controllare, e nel caso
rifiutare quei materiali che non rispondessero per qualità o lavorazioni alle richieste citate nel presente
Capitolato Speciale d’Appalto.
PRESCRIZIONI TECNICHE SEGNALETICA VERTICALE
NORME TECNICHE PER I SEGNALI ED I SUPPORTI
Tutti i segnali circolari, triangolari, targhe, frecce, nonché i sostegni ed i relativi ai basamenti di
fondazione, dovranno essere costruiti e realizzati sotto la completa responsabilità dell'Appaltatore, in
modo tale da resistere alla forza esercitata dal vento alla velocità di almeno 150 km/ ora.
Tutti i segnali devono essere rigorosamente conformi ai tipi, dimensioni e misure prescritte dal
Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo Codice della Strada approvato con
D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495, e come modificato dal D.P.R. 16 settembre 1996, n. 610.
I segnali stradali dovranno essere prodotti obbligatoriamente da ditte in possesso dei requisiti
specificati all’art. 45, comma 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 e dovranno essere
riconoscibili a vista mediante un contrassegno contenente il marchio o il logotipo del fabbricante e la
dicitura “7 anni” e “10 anni” rispettivamente per la pellicola di classe 1 e di classe 2; pertanto non
potranno essere utilizzate pellicole retroriflettenti a normale e ad alta risposta luminosa sprovviste di
tale marchio.
La Direzione dei lavori si riserva la facoltà di far eseguire a propria cura e spese prove di qualsiasi
genere presso riconosciuti Istituti specializzati, competenti ed autorizzati, allo scopo di conoscere la
qualità e la resistenza dei materiali impiegati e ciò anche dopo la provvista a piè d’opera, senza che la
Ditta possa avanzare diritti e compensi per questo titolo. Qualora dalle analisi e dalle prove fatte
eseguire dalla Direzione dei lavori si abbiano risultati non rispondenti alle prescrizioni, varrà ad ogni
effetto la norma: la Ditta fornitrice è tenuta a sostituire nel minor tempo possibile, a proprie cura e
spese, tutto il materiale che non dovesse essere conforme alle prescrizioni richieste.
La Ditta aggiudicataria è tenuta ad accettare in qualsiasi momento eventuali sopralluoghi, disposti dalla
Direzione dei lavori presso i laboratori della stessa, atti ad accertare la consistenza e la qualità delle
attrezzature e dei materiali usati per la fornitura.
SEGNALI
Requisiti tecnici richiesti dal Nuovo Codice della strada e dal relativo regolamento di esecuzione ed
attuazione, nonché dai Disciplinari tecnici emendati dal Ministero dei Lavori Pubblici e dal progetto
CEN prEN 12899 – edizione giugno 1997 circolari ministeriali LL.PP. n. 3652 del 17 giugno 1998 e
successive integrazioni 1343-1344 D.L. 11 marzo 1999.
– FACCIA ANTERIORE –
Sulla faccia a vista dei supporti metallici, preparati e verniciati come al precedente punto, dovranno
essere applicate, a richiesta dell’Amministrazione, ai sensi dell’art. 79 comma 11 del
D.P.R. 495 del 16 dicembre 1992 e successive modificazioni ed integrazioni, pellicole retroriflettenti
aventi le caratteristiche di cui al Disciplinare Tecnico approvato con D.M. 31 marzo 1995.
Sui triangoli e sui dischi della segnaletica di pericolo e di prescrizione, la pellicola retroriflettente dovrà
costituire un rivestimento continuo di tutta la faccia utile del cartello, nome convenzionale a pezzo
unico, intendendo definire con questa denominazione un pezzo intero di pellicola, stampato mediante
metodo serigrafico con speciali paste trasparenti per le parti colorate e nere opache per i simboli.
La stampa dovrà essere effettuata con i prodotti ed i metodi prescritti dal fabbricante della pellicola
retroriflettente e dovrà mantenere inalterate le proprie caratteristiche per un periodo di tempo pari a
quello garantito per la durata della pellicola retroriflettente.
Per i segnali di indicazione il codice colori, la composizione grafica, la simbologia, i caratteri alfabetici
componenti le iscrizioni devono rispondere a quanto previsto dal Regolamento di esecuzione e di
attuazione del nuovo codice della strada, di cui il D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e succ. modifiche.
L’impiego delle pellicole rifrangenti ad elevata efficienza (classe 2) è obbligatorio nei casi in cui è
esplicitamente previsto e per i segnali: dare precedenza, fermarsi e dare precedenza, dare precedenza
a destra, divieto di sorpasso, nonché per i segnali di preavviso e di direzione di nuova Installazione. Il
predetto impiego è facoltativo per i segnali: divieto di accesso, limiti di velocità, direzione obbligatoria,
delineatori speciali.
Le pellicole retroriflettenti dovranno essere lavorate ed applicate sui supporti metallici mediante le
apparecchiature previste dall’art. 194, comma 1, D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 e succ. modifiche.
L’applicazione dovrà comunque essere eseguita a perfetta regola d’arte secondo le prescrizioni della
ditta produttrice delle pellicole.
– PELLICOLE –
188
Le pellicole retroriflettenti da usare per la fornitura in oggetto del presente appalto dovranno avere le
caratteristiche colorimetriche, fotometriche, tecnologiche di durata previste dal Disciplinare Tecnico
approvate dal Ministero dei LL.PP. con decreto del 31/03/1995 e dovranno risultare essere prodotte da
ditte in possesso del sistema di qualità in base alle norme europee della serie UNI/EN ISO 9000.
Pellicola di Classe 1
A normale risposta luminosa con durata di 7 anni. La pellicola nuova deve avere un coefficiente areico
di intensità luminosa (R’) rispondente ai valori minimi prescritti e deve mantenere almeno il 50% dei
suddetti valori per il periodo minimo di 7 anni di normale esposizione verticale all’esterno nelle medio
condizioni ambientali d’uso.
Dopo tale periodo le coordinate tricromatiche devono ancora rientrare nelle zone colorimetriche.
Fa eccezione la pellicola di colore arancio che deve mantenere i requisiti di cui sopra per almeno tre
anni.
Valori inferiori devono essere considerati insufficienti ad assicurare la normale percezione di un
segnale realizzato con pellicole retroriflettenti di classe 1. Pellicola di Classe 2
Ad alta risposta luminosa con durata di 10 anni. La pellicola deve avere un coefficiente areico di
intensità luminosa rispondente ai valori minimi prescritti e deve mantenere almeno l’80% dei suddetti
valori per il periodo minimo di 10 anni di normale esposizione all’esterno nelle medio condizioni
ambientali d’uso.
Dopo tale periodo le coordinate tricromatiche devono ancora rientrare nelle zone colorimetriche.
Fa eccezione la pellicola di colore arancio che deve mantenere i requisiti di cui sopra per almeno tre
anni.
Valori inferiori devono essere considerati insufficienti ad assicurare la normale percezione di un
segnale realizzato con pellicole retroriflettenti di classe 2.
– RETRO DEI CARTELLI –
Sul retro dei segnali, di colore neutro opaco, il produttore deve apporre, oltre a quanto previsto dal
comma 7 dell’art. 77 del D.P.R. 495/92, nello stesso spazio previsto di cmq. 200, il marchio
dell’Organismo di certificazione ed il relativo numero del certificato di conformità di prodotto rilasciato.
FONDAZIONE E POSA IN OPERA
La posa della segnaletica verticale dovrà essere eseguita installando sostegni su apposito basamento
delle dimensioni minime di cm 30 × 30 × 50 di altezza in conglomerato cementizio dosato a quintali 2,5
di cemento tipo 325 per metro cubo di miscela intera granulometricamente corretta.
Il basamento dovrà essere opportunamente aumentato per i cartelli di maggiori dimensioni.
Le dimensioni maggiori saranno determinate dall’appaltatore tenendo presente che, sotto la sua
responsabilità, gli impianti dovranno resistere ad una velocità massima del vento di km 150/ ora.
Resta inteso che tale maggiorazione è già compresa nel prezzo della posa in opera.
L’Impresa dovrà curare in modo particolare la sigillatura dei montanti nei rispettivi basamenti
prendendo tutte le opportune precauzioni atte ad evitare collegamenti non rigidi, non allineati e pali non
perfettamente a piombo.
I segnali dovranno essere installati in modo da essere situati alla giusta distanza e posizione agli effetti
della viabilità e della regolarità del traffico seguendo gli ordinativi della Direzione dei lavori.
Il giudizio sulla esattezza di tale posizione è riservata in modo insindacabile dalla Direzione dei lavori e
saranno ad esclusivo carico e spese dell’Appaltatore ogni operazione relativa allo spostamento dei
segnali giudicati non correttamente posati.
Le prescrizioni per l’installazione dei segnali verticali devono rispondere a quanto citato nell’art. 81 del
regolamento di esecuzione ed attuazione del codice della strada, di cui al D.P.R. 16 dicembre 1992, n.
495.
SUPPORTI
Dovranno essere realizzati in laminato di alluminio semicrudo puro al 99,5% - 1050 a (UM 4507) valori
aggiornati con Norme UM FA 60 edizione luglio 1975.
Lo spessore del laminato dovrà essere non inferiore a 25/10 di mm. (per dischi, triangoli, frecce e
targhe di superficie entro i 5 mq.) e dello spessore non superiore a 30/10 di mm per targhe superiori a
mq 5 di superficie.
Il supporto dovrà essere scatolato con bordatura d’irrigidimento su tutto il perimetro, non inferiore a
cm. 1,5.
Sul retro dovrà essere munito di attacchi scanalati ove verranno alloggiate le staffe per l'applicazione
dei sostegni.
Gli attacchi scanalati dovranno essere resi solidali al Supporto con idoneo numero di punti di saldatura
che ne impediscano il minimo distacco in fase di serraggio delle staffe con gli appositi dadi e bulloni, o
con nastro d’acciaio.
Gli attacchi scanalati e le staffe dovranno inoltre essere dimensionati in modo tale da non subire la pur
minima deformazione in detta fase di serraggio.
La faccia posteriore dovrà essere verniciata in grigio neutro.
I supporti di superficie superiore a mq 0,4 dovranno essere rinforzati posteriormente con profilati di
alluminio scanalato di larghezza pari a quella della targa ed in numero di due per il primo metro di
altezza, più uno ogni metro o frazione di metro successive.
189
Nella scanalatura verranno alloggiate le relative staffe per l’applicazione sui sostegni.
Qualora i segnali siano costituiti da due o più pannelli, congiunti, questi devono essere perfettamente
accostati mediante angolari anticorodal da millimetri 20x20, spessore millimetri 3, opportunamente
forati e muniti di un numero di bulloncini in acciaio inox da 1/4 x 15 sufficienti ad ottenere un perfetto
assestamento dei lembi dei pannelli.
La lamiera di alluminio dovrà essere resa anche mediante carteggiatura, sgrassamento a fondo e
quindi sottoposta a procedimento di fosfocromatizzazione e ad analogo procedimento di pari
affidabilità su tutte le superfici.
ACCESSORI E TRATTAMENTI
I bulloni e i dadi dovranno essere in acciaio INOX e le staffe in acciaio INOX o alluminio.
I supporti di tutti i cartelli stradali, pannelli, ecc., costruiti con laminati di alluminio, dovranno essere
verniciati sulla faccia posteriore (colore grigie neutro).
II tipo di vernice e di tecnica per l’esecuzione della verniciatura, dovranno essere i più idonei e
rispondenti al tipo di materiale in questione, anche in funzione dell’esposizione agli agenti atmosferici.
SOSTEGNI
Del tipo a bandiera, a farfalla o a portale, nelle misure richieste, in acciaio zincato a caldo, resistenti ad
un’azione del vento spirante a 150 km/h con ritti monolitici di sezione rettangolare, circolare, ottagonale
ecc., tale da avere il massimo modulo resistente a flessione disposto secondo la presumibile direzione
di massima sollecitazione. I sostegni saranno completi di:
–
attacchi e staffe in acciaio zincato per l’aggancio della segnaletica;
–
piastra di base in acciaio zincato a caldo o in acciaio INOX; contropiastra, tirafondi, bulloni e
rondelle in acciaio INOX e quant’altro necessario per la realizzazione a regola d’arte del sostegno;
–
scanalatura per evitare gli effetti rotazionali del pannello della segnaletica installato.
Il sostegno inoltre dovrà essere dimensionato in maniera tale da resistere all’azione degli agenti
atmosferici, ed in particolare ad un’azione del vento spirante alla velocità di 42 m/s. Per ogni altra
indicazione si farà riferimento alle norme UNI, al D.M., alla Circ. del Min. LL.PP. in materia di opere in
acciaio, al D.Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 s.m.e i. e del D.P.R. 16 dicembre 1992, n. 495 s.m.e i.
Il calcolo della stabilità della struttura e della fondazione dovrà essere firmata da un professionista
abilitato; la Ditta appaltatrice, a sua cura e spese, dovrà consegnare alla D.L. in duplice copia la
relazione tecnica comprendente il calcolo di stabilità di cui sopra e i disegni quotati delle strutture con
evidenziati i particolari del fissaggio e dimensioni della bulloneria.
I sostegni per i segnali verticali saranno in ferro tubolare diametro 60, 90, in acciaio Fe360 spessore
minimo 2,9 mm. chiusi alla sommità e, previo decapaggio del grezzo, dovranno essere zincati
conformemente alle norme U.N.I.5101 e ASTM 123, ed eventualmente verniciati con doppia mano di
idonea vernice sintetica opaca in tinta neutra della gradazione prescritta dalla Direzione dei lavori.
Detti sostegni comprese le staffe di ancoraggio del palo di basamento, dovranno pesare rispettivamente per i due diametri sopra citati non meno di 4,2 e 8,00 kg/m.
Previo parere della Direzione dei lavori, il diametro inferiore sarà utilizzato per i cartelli triangolari,
circolari e quadrati di superficie inferiore a metri quadrati 0,8 mentre il diametro maggiore sarà
utilizzato per i cartelli a maggiore superficie.
Il dimensionamento dei sostegni dei grandi cartelli e la loro eventuale controventatura dovrà essere
approvato dalla Direzione dei lavori previo studio e giustificazione tecnica redatta dalla ditta
appaltatrice.
Le paline in acciaio saranno zincate a caldo (spessore della zincatura di almeno 80 micron).
La zincatura dovrà coprire integralmente il sostegno senza che vi siano punti di discontinuità sulla
superficie.
La parte superiore dei sostegni tubolari sarà chiusa alla sommità con tappo in plastica; quella inferiore
avrà un foro alla base per il fissaggio del tondino di ancoraggio saldate diametro 10 mm, lunghezza
200 mm compreso nella fornitura, e comunque conformemente alle prescrizioni previste all’art. 82 del
D.P.R. n. 495 del 16 dicembre 1992.
190
CAPITOLO VIII
FOGNATURE
FOGNATURE - Art.1
PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
Ferme restando le disposizioni di carattere generale riportate negli articoli contenuti nella parte
generale del presente Capitolato, tutti gli impianti da realizzare dovranno osservare le prescrizioni di
seguito indicate oltre a quanto contenuto nei disegni di progetto allegati ed alla normativa vigente.
Sulla base di quanto introdotto nel D.M. 08/01/1997 n° 99 - allegato 1, gli impianti di fognatura, che
possono essere a sistema separato con distinti impianti per le acque bianche (meteoriche) e nere
(provenienti dalle attività umane in genere) o a sistema unitario, sono articolati nelle seguenti sezioni:
•
rete di raccolta, costituita dalle opere necessarie per la raccolta ed il convogliamento delle acque
nere e bianche nell’ambito delle aree servite;
•
impianti di trasporto, per il convogliamento – con collettore od emissario – delle acque agli
impianti di depurazione (trasporto primario) e per il convogliamento al recapito finale o al riuso
(trasporto secondario);
•
impianti di depurazione, destinati ad ottenere caratteristiche dell’acqua compatibili con il ricettore.
Viene inoltre definito il distretto di fognatura come costituito da una porzione di rete di raccolta per la
quale, sia misurato continuamente il volume di acqua in uscita.
Si definiscono infine settori di fognatura, quelle parti di rete di raccolta caratterizzate dalla possibilità di
essere intercettate ed isolate dal sistema generale, in modo che si possano eseguire misure
occasionali di portata in ingresso e in uscita. Un settore può essere una parte di distretto o può
comprendere aree appartenenti a più distretti.
La fognatura nera o mista deve essere dotata di pozzetti di allaccio sifonati ed armati in modo da
evitare l’emissione di cattivi odori. Il posizionamento della fognatura deve essere tale da permettere la
raccolta di liquami provenienti da utenze site almeno a 0,5 metri sotto il piano stradale senza
sollevamenti.
Le fognature nere debbono essere dimensionate, con adeguato franco, per una portata di punta
commisurata a quella adottata per l’acquedotto, oltre alla portata necessaria per lo smaltimento delle
acque di prima pioggia provenienti, se previste, dalla rete di drenaggio urbano.
Ai fini del drenaggio delle acque meteoriche le reti di fognatura bianca o mista debbono essere
dimensionate e gestite in modo da garantire che fenomeni di rigurgito non interessino il piano stradale
o le immissioni di scarichi neri con frequenza superiore ad una volta ogni cinque anni per ogni singola
rete.
Si fa inoltre riferimento al Capo III del d.lgs. 152 dell’11.05.99 relativo alla tutela qualitativa della
risorsa: criteri generali della disciplina degli scarichi.
FOGNATURE - Art.2
QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
I materiali in genere occorrenti per la costruzione delle opere proverranno da quelle località che
l’Impresa riterrà di sua convenienza, purché ad insindacabile giudizio della Direzione dei lavori, siano
riconosciuti della migliore qualità e rispondano ai requisiti previsti dalle normative vigenti.
FOGNATURE - Art.2.1
TUBAZIONI
Tutte le tubazioni e la posa in opera relativa dovranno corrispondere alle caratteristiche indicate dal
presente capitolato, alle specifiche espressamente richiamate nei relativi impianti di appartenenza ed
alla normativa vigente in materia.
L’Appaltatore dovrà, se necessario, provvedere alla preparazione di disegni particolareggiati da
integrare al progetto occorrenti alla definizione dei diametri, degli spessori e delle modalità esecutive;
l’Appaltatore dovrà, inoltre, fornire degli elaborati grafici finali con le indicazioni dei percorsi effettivi di
tutte le tubazioni.
In generale si dovrà ottimizzare il percorso delle tubazioni riducendo, il più possibile, il numero dei
gomiti, giunti, cambiamenti di sezione e rendendo facilmente ispezionabili le zone in corrispondenza
dei giunti, sifoni, pozzetti, ecc.; sono tassativamente da evitare l’utilizzo di spezzoni e conseguente
sovrannumero di giunti.
Tutte le giunzioni saranno eseguite in accordo con le prescrizioni e con le raccomandazioni dei
produttori per garantire la perfetta tenuta; nel caso di giunzioni miste la Direzione Lavori fornirà
specifiche particolari alle quali attenersi.
191
L’Appaltatore dovrà fornire ed installare adeguate protezioni, in relazione all’uso ed alla posizione di
tutte le tubazioni in opera.
Le condutture interrate dovranno ricorrere ad una profondità di almeno 1 m sotto il piano stradale.
Le tubazioni dovranno essere provate prima della loro messa in funzione per garantire la perfetta
tenuta delle stesse a cura e spese dell’impresa; nel caso si manifestassero delle perdite, anche di lieve
entità, queste dovranno essere riparate e rese stagne a spese dell’impresa.
FOGNATURE - Art.2.2
TUBAZIONI
Saranno posti in opera tubi in PVC compatto o strutturato, per condotte di scarico interrate con giunti a
bicchiere ed anello elastomerico secondo UNI EN 1401, colore rosso mattone RAL 8023.
Classe di rigidità SN 4 KN/mq.
Dovrà essere tenuto conto che i materiali forniti oltre a rispondere alle norme UNI dovranno essere
muniti del “Marchio di conformità” rilasciato dall’Istituto Italiano dei Plastici.
In materia si fa richiamo al D.M. 12/12/1985 in G.U. n. 61 del 14/03/86 riguardante “Norme tecniche
relative alle tubazioni”.
Le caratteristiche meccaniche delle tubazioni di mescolanze a base di PVC saranno quelle previsti
dalla relativa norma UNI.
Le tubazioni dovranno assicurare gli stessi requisiti di impermeabilità delle tubazioni in grès. I giunti di
collegamento dovranno prevedere anelli di tenuta in lattice naturale o in altro materiale elastomerico.
FOGNATURE - Art.2.3
CHIUSINI E GRIGLIE
I chiusini di accesso alle camerette d’ispezione ed ai manufatti speciali potranno essere circolari con
diametro interno di cm 60 oppure rettangolari con dimensioni 50 x 70.
Saranno realizzati in ghisa sferoidale da carreggiata a traffico intenso, con coperchio articolato e
guarnizione in elastomero antiodore e antirumore. Classe D400, a norme UNI EN 124, altezza totale
non inferiore a 100 mm.
Tutti i chiusini dovranno avere una resistenza a rottura di 40 ton.
Le superfici di appoggio del coperchio con telaio dovranno essere lavorate con utensile in modo che il
piano di contatto sia perfetto e non si verifichi alcun traballamento.
Il coperchio dovrà essere allo stesso livello del telaio e non sarà ammessa alcuna tolleranza di altezza
in meno.
FOGNATURE - Art.2.4
SABBIA, GHIAIA E PIETRISCO
Inerti ed aggregati
In base al d.m. 09/01/1996, Allegato I, gli inerti, naturali o di frantumazione, devono essere costituiti da
elementi non gelivi e non friabili, privi di sostanze organiche, limose ed argillose, di gesso, ecc., in
proporzioni nocive all’indurimento del conglomerato od alla conservazione delle armature.
Gli inerti, quando non espressamente stabilito, possono provenire da cava in acqua o da fiume, a
seconda della località dove si eseguono i lavori ed in rapporto alle preferenze di approvvigionamento:
in ogni caso dovranno essere privi di sostanza organiche, impurità ed elementi eterogenei.
Gli aggregati devono essere disposti lungo una corretta curva granulometrica, per assicurare il
massimo riempimento dei vuoti interstiziali.
Tra le caratteristiche chimico-fisiche degli aggregati occorre considerare anche il contenuto
percentuale di acqua, per una corretta definizione del rapporto a/c, ed i valori di peso specifico
assoluto per il calcolo della miscela d’impasto. La granulometria inoltre dovrà essere studiata
scegliendo il diametro massimo in funzione della sezione minima del getto, della distanza minima tra i
ferri d’armatura e dello spessore del copriferro.
La ghiaia o il pietrisco devono avere dimensioni massime commisurate alle caratteristiche geometriche
della carpenteria del getto ed all’ingombro delle armature.
Gli inerti normali sono, solitamente, forniti sciolti; quelli speciali possono essere forniti sciolti, in sacchi
o in autocisterne. Entrambi vengono misurati a metro cubo di materiale assestato su automezzi per
forniture di un certo rilievo, oppure a secchie, di capacità, convenzionale pari ad 1/100 di metro cubo
nel caso di minimi quantitativi.
Sabbia
In base al r.d. n° 2229 del 16/11/1939, Capo II, la sabbia naturale o artificiale deve risultare bene
assortita in grossezza, sarà pulitissima, non avrà tracce di sali, di sostanze terrose, limacciose, fibre
organiche, sostanze friabili in genere e costituita di grani resistenti, non provenienti da roccia
decomposta o gessosa.
192
Essa deve essere scricchiolante alla mano, non lasciare traccia di sporco, non contenere materie
organiche, melmose o comunque dannose; deve essere lavata ad una o più riprese con acqua dolce,
qualora ciò sia necessario, per eliminare materie nocive e sostanze eterogenee.
Le dimensioni dei grani costituenti la sabbia dovranno essere tali da passare attraverso un vaglio di fori
circolari del diametro:
– di 2 mm se si tratta di lavori di murature in genere;
– di 1 mm se si tratta degli strati grezzi di intonaci e di murature di paramento;
– di ½ mm se si tratta di colla per intonaci e per murature di paramento.
L’accettabilità della sabbia dal punto di vista del contenuto in materie organiche verrà definita con i
criteri indicati nell’allegato 1 del d.m. 3 giugno 1968 e successive modifiche ed integrazioni, sui requisiti
di accettazione dei cementi.
In base a tale decreto, la sabbia normale è una sabbia silicea, composita, a granuli tondeggianti,
d’origine naturale proveniente dal lago di Massaciuccoli in territorio di Torre del Lago, la cui
distribuzione granulometrica deve essere contenuta nel fuso granulometrico individuato dalla tabella
seguente:
Residuo cumulativo
Designazione della tela
Luce netta (in mm)
(percentuale in peso)
2,00 UNI 2331
2,00
0
1,70 UNI 2331
1,70
5±5
1,00 UNI 2331
1,00
33 ± 5
0,50 UNI 2331
0,50
67 ± 5
0,15 UNI 2331
0,15
88 ± 5
0,08 UNI 2331
0,08
98 ± 2
Per ogni partita di sabbia normale, il controllo granulometrico deve essere effettuato su un campione di
100 g.
L’operazione di stacciatura va eseguita a secco su materiale essiccato ed ha termine quando la
quantità di sabbia che attraversa in un minuto qualsiasi setaccio risulta inferiore a 0,5 g.
Ghiaia e pietrisco
Per la qualità di ghiaie e pietrischi da impiegarsi nella formazione dei calcestruzzi valgono le stesse
norme prescritte per le sabbie.
In base al r.d. n° 2229 del 16/11/1939, Capo II, la ghiaia deve essere ad elementi puliti di materiale
calcareo o siliceo, bene assortita, formata da elementi resistenti e non gelivi, scevra da sostanze
estranee, da parti friabili, terrose, organiche o comunque dannose.
La ghiaia deve essere lavata con acqua dolce, qualora ciò sia necessario per eliminare le materie
nocive.
Qualora invece della ghiaia si adoperi pietrisco questo deve provenire dalla frantumazione di roccia
compatta, durissima, silicea o calcarea pura e di alta resistenza alle sollecitazioni meccaniche, esente
da materie terrose, sabbiose e, comunque, eterogenee, non gessosa né geliva, non deve contenere
impurità né materie pulverulenti, deve essere costituito da elementi, le cui dimensioni soddisfino alle
condizioni indicate per la ghiaia.
Il pietrisco deve essere lavato con acqua dolce qualora ciò sia necessario per eliminare materie
nocive.
Le dimensioni degli elementi costituenti ghiaie e pietrischi dovranno essere tali da passare attraverso
un vaglio di fori circolari del diametro:
•
di 5 cm se si tratta di lavori di fondazione o di elevazione, muri di sostegno, piedritti, rivestimenti di
scarpe e simili;
•
di 4 cm se si tratta di volti di getto;
•
di 3 cm se si tratta di cappe di volti o di lavori in cemento armato od a pareti sottili.
Gli elementi più piccoli delle ghiaie e dei pietrischi non devono passare in un vaglio a maglie rotonde in
un centimetro di diametro, salvo quando vanno impiegati in cappe di volti od in lavori in cemento
armato ed a pareti sottili, nei quali casi sono ammessi anche elementi più piccoli.
Se il cemento adoperato è alluminoso, è consentito anche l’uso di roccia gessosa, quando
l’approvvigionamento d’altro tipo risulti particolarmente difficile e si tratti di roccia compatta, non geliva
e di resistenza accertata.
FOGNATURE - Art.3
MODALITÀ DI ESECUZIONE DEI LAVORI
Nell’esecuzione dei lavori l’Impresa dovrà attenersi alle migliori regole dell’arte, alle prescrizioni di
legge e dei regolamenti vigenti, alle prescrizioni del presente Capitolato, ai documenti di progetto
nonché a quanto indicato dalla Direzione dei Lavori.
Durante la fase di esecuzione di un sistema di fognatura occorre seguire tre principi:
193
•
•
•
deve essere facile e rapida la manutenzione di ogni parte del sistema;
deve essere possibile sostituire ogni parte del sistema;
deve essere possibile estendere il sistema e collegarlo facilmente ad altri impianti simili.
FOGNATURE - Art.3.1
TRACCIAMENTI
Sarà cura e dovere dell’Impresa, prima di iniziare i lavori, procurarsi presso la Direzione Lavori tutti i
dati costruttivi, le misure e gli ordini particolari inerenti, ed in base a tali informazioni completare il
tracciamento a mezzo di picchetti, sagome e modine, ecc. sottoponendoli alla Direzione Lavori per il
controllo e solo dopo l’assenso di questa potrà darsi l’inizio alle opere relative.
Quantunque i tracciamenti siano fatti e verificati dalla Direzione Lavori, l’impresa resterà responsabile
dell’esattezza dei medesimi, e quindi sarà obbligata a demolire e rifare a sue spese quelle opere che
non risultassero eseguite conformemente ai disegni di progetto ed alle prescrizioni inerenti.
Saranno a carico dell’Impresa le spese per i rilievi, tracciamenti, verifiche e misurazioni, per i cippi di
cemento ed in pietra, per materiali e mezzi d’opera, ed inoltre per il personale ed i mezzi di trasporto
occorrenti, dall’inizio delle consegne fino al collaudo compiuto.
FOGNATURE - Art.3.2
CONSERVAZIONE DELLA CIRCOLAZIONE - SGOMBERI E RIPRISTINI
L’Impresa, nell’esecuzione delle opere, dovrà assicurare la circolazione pedonale e, ove possibile,
quella veicolare sulle strade interessate dai lavori.
Essa provvederà pertanto a tutte le necessarie opere provvisionali (passerelle, recinzioni, ecc.),
all’apposizione di tutta la segnaletica regolamentare per l’eventuale deviazione del traffico veicolante,
ed alla sua sorveglianza.
In ogni caso, a cura e spese dell’impresa dovranno essere mantenuti gli accessi a tutti gli ingressi
stradali privati, ovvero tacitati gli aventi diritto, nonché provveduto alla corretta manutenzione ed
all’interrotto esercizio dei cavi e delle condutture di qualsiasi genere interessate ai lavori.
Gli scavi saranno effettuati anche a tronchi successivi e con interruzioni, allo scopo di rispettare le
prescrizioni precedenti.
L’Impresa è tenuta a mantenere, a rinterri avvenuti, il piano carreggiato atto al transito dei pedoni e dei
mezzi meccanici, provvedendo a tal fine allo sgombero di ciottoli ed alla rimessa superficiale di
materiale idoneo allo scopo.
Ultimate le opere, l’Impresa dovrà rimuovere tutti gli impianti di cantiere e sgomberare tutte le aree
occupate, rimettendo tutto in pristino stato, in modo che nessun pregiudizio o alterazione derivino in
dipendenza dei lavori eseguiti.
Dovrà inoltre – qualora necessario – provvedere ai risarcimenti degli scavi con materiali idonei,
all’espropriazione del ciottolame affiorante, ed in genere alla continua manutenzione del piano stradale
in corrispondenza degli scavi, in modo che il traffico si svolga senza difficoltà e pericolosità.
FOGNATURE - Art.3.3
SCAVI
Negli scavi dovranno essere adottate tutte le cautele necessarie a prevenire scoscendimenti e
smottamenti, restando l’Impresa esclusivamente responsabile degli eventuali danni e tenuta a
provvedere, a proprie spese, alle rimozioni delle materie franate ed al ripristino delle sezioni correnti.
Gli scavi ed i trasporti saranno eseguiti con mezzi adeguati e con sufficiente mano d’opera; si avrà
cura di assicurare in ogni caso il regolare smaltimento ed il deflusso delle acque.
I materiali provenienti dagli altri impieghi nei lavori, dovranno essere portati a rifiuto in zone disposte a
cura dell’Impresa; lo stesso dicasi per quelle invece inutilizzabili ed esuberanti le necessità dei lavori.
FOGNATURE - Art.3.4
SCAVI A SEZIONE OBBLIGATA E RISTRETTA
Saranno spinti alla profondità indicata dalla Direzione Lavori, con pareti verticali che dovranno essere
sbadacchiate ed armate per evitare franamenti nei cavi, restando a carico dell’Impresa ogni danno a
persone o cose che potrà verificarsi.
Qualora in considerazione della natura del terreno, l’Impresa intendesse eseguire lo scavo con pareti
inclinate (per difficoltà, ovvero per l’impossibilità di costruire la fognatura in presenza di armature e
sbadacchiature) dovrà sempre chiedersi il permesso alla Direzione Lavori.
L’Impresa è obbligata ad evacuare le acque di qualunque origine esistenti od affluenti nei cavi, ove ciò
sia ritenuto necessario dalla Direzione Lavori, ad insindacabile giudizio, per una corretta esecuzione
delle opere.
Nei prezzi relativi, fra l’altro, sono compresi l’onere delle demolizioni di pavimentazioni stradali e di
qualsiasi genere, di acciottolati, di massicciate e sottofondi stradali, di murature, sottofondi, tombini,
ecc.
194
FOGNATURE - Art.3.5
RILEVATI E RINTERRI
Per la formazione dei rilevati o per qualunque opera di rinterro, si impiegheranno in generale, e, salvo
quanto segue, fino al loro totale esaurimento, tutto il materiale sabbioso, ghiaioso e non argilloso,
provenienti dagli scavi, in quanto disponibile ed adatto, a giudizio della Direzione dei Lavori.
Quando venissero a mancare in tutto o in parte i materiali di cui sopra, si provvederanno le materie
occorrenti prelevandole ovunque l’Impresa crederà di sua convenienza, purché i materiali siano
riconosciuti idonei dalla Direzione dei Lavori.
Nella formazione dei suddetti rilevati, rinterri e riempimenti dovrà essere usata ogni diligenza perché la
loro esecuzione proceda per strati orizzontali successivi di eguale altezza di circa 30-40 cm. di
spessore, ben costipati con adeguate attrezzature, disponendo contemporaneamente le materie ben
sminuzzate con la maggiore regolarità e precauzione.
È obbligo dell’Impresa, escluso qualsiasi compenso, di dare ai rilevati durante la loro costruzione,
quelle maggiori dimensioni richieste dall’assestamento delle terre, affinché all’epoca del collaudo i
rilevati eseguiti abbiano dimensioni non inferiori a quelle ordinate.
L’Impresa dovrà consegnare i rilevati con scarpate regolari e spianate, con i cigli bene allineati e
profilati e compiendo a sue spese, durante l’esecuzione dei lavori e fino al collaudo, gli occorrenti
ricarichi o tagli, la ripresa e la sistemazione delle scarpate e l’espurgo dei fossi.
La superficie del terreno sul quale dovranno elevarsi i terrapieni, sarà scorticata ove occorre, e se
inclinata sarà tagliata a gradoni con leggere pendenze verso monte.
Tutti gli oneri, obblighi e spese per la formazione dei rilevati e rinterri si intendono compresi nei prezzi
stabiliti in elenco per gli scavi e quindi all’appaltatore non spetterà alcun compenso oltre l’applicazione
di detti prezzi. Le misure saranno eseguite in riporto in base alle sezioni di consegna da rilevarsi in
contraddittorio con l’appaltatore.
FOGNATURE - Art.3.6
POSA IN OPERA DELLE TUBAZIONI
Prima di dare inizio ai lavori concernenti la posa delle tubazioni confezionate fuori opera e dei pezzi
speciali relativi, l’Impresa dovrà avere in deposito una congrua parte del quantitativo totale dei tubi
previsti dal progetto al fine di evitare ritardi nei lavori. I tubi che l’Impresa intenderà porre in opera
dovranno corrispondere per forma e caratteristiche ai campioni prelevati dalla Direzione Lavori e
custoditi presso la stazione appaltante. I direttore lavori visionerà i tubi forniti una volta nel cantiere ed
una volta immediatamente prima della loro posa in opera; i tubi che non corrispondano ai campioni
approvati, non confezionati in base alle prescrizioni saranno rifiutati e l’appaltatore dovrà provvedere al
loro immediato allontanamento a sua cura e spese.
La posa in opera dei tubi dovrà avvenire previo assenso della Direzione Lavori e non prima che sia
ultimato lo scavo completo tra un pozzetto di visita ed il successivo.
I tubi saranno posti su una base di calcestruzzo cementizio confezionato a q.li 1,50 di cemento dello
spessore minimo di cm 8. Il loro allineamento secondo gli assi delle livellette di progetto sarà indicato
con filo di ferro o nylon teso tra i punti fissati dalla Direzione Lavori.
I tubi, posti sul letto preventivamente spianato e battuto, saranno collocati in opera con le estremità
affacciate; l’anello elastico, il cui diametro interno sarà inferiore a quello esterno del tubo, verrà infilato,
dopo adeguata pretensione, sulla testa del tubo da posare, poi, spingendo questa dentro il bicchiere
del tubo già posato, si farà in modo che l’anello rotoli su se stesso fino alla posizione definitiva curando
che, ad operazione ultimata, resti compresso in modo uniforme lungo il suo contorno.
Le tubazioni, siano esse orizzontali o verticali, devono essere installate in perfetto allineamento con il
proprio asse e parallele alle pareti. Le tubazioni orizzontali, inoltre, devono essere posizionate con
l’esatta pendenza loro assegnata in sede di progetto.
La testa del tubo non dovrà essere spinta contro il fondo del bicchiere ad evitare che i movimenti delle
tubazioni producano rotture. Nella connessura ortogonale così formata dovrà quindi essere inserito,
con perfetta sigillatura, un nastro plastico con sezione ad angolo retto, eventualmente limitato alla
metà inferiore del bicchiere.
Durante la posa del condotto dovranno porsi in opera i pezzi speciali relativi, effettuando le giunzioni
con i pezzi normati nei medesimi modi per essi descritti. Gli allacciamenti dovranno essere eseguiti in
modo che siano evitati gomiti, bruschi risvolti e cambiamenti di sezione, impiegando pezzi speciali. La
Direzione Lavori potrà autorizzare che il collegamento tra tubazioni ed allacciamenti sia eseguita
mediante foratura del collettore principale, inserimento del tubo del minore diametro e successiva
stuccatura; ove si effettui la foratura questa dovrà essere eseguita con estrema cura, delle minori
dimensioni possibili, evitando la caduta dei frammenti all’interno della tubazione ed asportando con
idoneo attrezzo quanto potesse ciononostante cadervi. Il tubo inserito non dovrà sporgere all’interno
della tubazione principale e la giunzione dovrà essere stuccata accuratamente e rinforzata con un
collare di malta, abbracciante il tubo principale, dello spessore di almeno 3 cm ed esteso a 5 cm a
valle del filo esterno del tubo immesso.
I pezzi speciali ed i raccordi che la Direzione Lavori ordinasse di porre in opera durante la posa delle
tubazioni per derivare futuri allacciamenti dovranno essere provvisti di chiusura con idoneo tappo
195
cementizio. Tali pezzi devono inoltre consentire la corretta connessione fra le diverse parti della rete,
senza creare discontinuità negli allineamenti e nelle pendenze. È sconsigliato l’uso delle derivazioni
piane a doppio T così come non devono mai essere usate curve ad angolo retto nelle tubazioni
orizzontali. È consigliabile realizzare la connessione tra le diramazioni e le colonne con raccordi
formanti angolo con la verticale prossimo a 90°. I cambiamenti di direzione devono essere realizzati
con raccordi che limitino il più possibile, ove non eliminino completamente, variazioni di velocità e/o
altri effetti nocivi.
Nel corso delle operazioni di posa si avrà cura di mantenere costantemente chiuso l’ultimo tratto
messo in opera mediante un consistente tampone sferico assicurato da una fune o mediante tappi
pneumatici, per impedire l’introdursi di corpi estranei nella condotta anche nel caso di allagamento del
cavo.
I tubi in PVC con giunto a bicchiere destinati agli allacciamenti saranno posti in opera su base di
sabbia dello spessore di almeno 30 cm in tutte le altre direzioni.
Le giunzioni dei tubi saranno sigillate con adesivi plastici che garantiscano nel tempo un
comportamento elastico.
È consigliabile che il percorso delle tubazioni di scarico non passi al di sopra di apparecchiature o
materiali per i quali una possibile perdita possa provocare pericolo o contaminazione. Ove questo non
sia possibile è necessario realizzare una protezione a tenuta al di sotto delle tubazioni in grado di
drenare, raccogliere e convogliare alla rete generale di scarico eventuali perdite.
FOGNATURE - Art.3.7
CAMERETTE
Le camerette d’ispezione, di immissione, di cacciata e quelle speciali in genere verranno eseguite
secondo i tipi e con le dimensioni risultanti dal progetto, sia che si tratti di manufatti gettati in opera che
di pezzi prefabbricati.
Nel primo caso il conglomerato cementizio da impiegare nei getti sarà di norma confezionato con
cemento tipo 325 dosato a q.li 2,50 per mc di impasto. Prima dell’esecuzione del getto dovrà aversi
cura che i gradini di accesso siano ben immorsati nella muratura provvedendo, nella posa, sia di
collocarli perfettamente centrati rispetto al camino di accesso ed ad esatto piombo tra di loro, sia di
non danneggiare la protezione anticorrosiva.
I manufatti prefabbricati dovranno venire confezionati con q.li 3,50 di cemento 325 per mc di impasto,
vibrati su banco e stagionati almeno 28 giorni in ambiente umido. Essi verranno posti in opera a
perfetto livello su sottofondo in calcestruzzo che ne assicuri la massima regolarità della base di
appoggio. Il raggiungimento della quota prevista in progetto dovrà di norma venir conseguito per
sovrapposizione di elementi prefabbricati di prolunga, sigillati fra loro e con il pozzetto con malta di
cemento: solo eccezionalmente, quando la profondità della cameretta non possa venir coperta con le
dimensioni standard delle prolunghe commerciali e limitatamente alla parte della camera di supporto al
telaio portachiusino, si potrà ricorrere ad anelli eseguiti in opera con getto di cemento o concorsi di
laterizio.
Tanto le camerette prefabbricate quanto quelle eseguite in opera, se destinate all’ispezione od alla
derivazione, di condotti principali di fognatura, dovranno avere il fondo sagomato a semitubo dello
stesso diametro delle tubazioni in esse concorrenti e di freccia pari a circa ¼ del diametro stesso;
quelle prefabbricate dovranno inoltre essere provviste di fianchi di alloggiamento per le tubazioni
concorrenti con innesti del medesimo tipo di quelli delle tubazioni stesse, salvo contraria disposizione
della Direzione Lavori, di procedere alla parziale demolizione delle pareti del pozzetto.
Le camerette d’ispezione vanno previste:
•
al termine della rete di scarico assieme al sifone e ad una derivazione;
•
ad ogni cambio di direzione con angolo maggiore di 45°;
•
ogni 15 m di percorso lineare per tubi con diametro fino a 100 mm;
•
ogni 30 m di percorso lineare per tubi con diametro oltre i 100 mm;
•
ad ogni confluenza di due o più provenienze;
•
alla fine di ogni colonna.
FOGNATURE - Art.3.8
RIVESTIMENTO ANTICORROSIVO
Ove previsto le tubazioni in cemento armato, nonché le camerette e i manufatti speciali dovranno
essere protette con un rivestimento anticorrosivo realizzato con resine epossidiche.
Prima della stesa della resina dovrà essere applicata una mano di aggrappante.
Il rivestimento dovrà essere steso in due mani successive per uno spessore complessivo non inferiore
a 600 micron. Il tipo di resina da utilizzare dovrà essere approvato dalla Direzione Lavori la quale potrà
richiedere l’esecuzione, presso un Istituto specializzato di sua fiducia, di prove volte ad accertare la
resistenza chimica, l’impermeabilità, la resistenza a compressione ed a trazione, la resistenza ad
abrasione ed ogni altra verifica a suo giudizio necessaria per definire la qualità dei prodotti impiegati.
Lo strato di rifinitura superficiale dovrà essere liscio per non opporre attrito alle acque e anche per
196
ridurre le possibilità di adesione delle parti solide trascinate dall’acqua. Prima di effettuare la
spalmatura occorre spazzolare le superfici per asportare polveri, particelle incoerenti e corpi estranei.
Il prodotto non deve essere applicato in presenza di pioggia, nebbia o formazione di condensa sulle
superfici da trattare, potendo un elevato tasso di umidità nell’aria causare al film una parziale o totale
perdita delle caratteristiche del film secco.
L’applicazione degli strati successivi al primo deve essere eseguita sul prodotto ancora appiccicoso e
nel senso ortogonale al sottostante.
Durante l’applicazione osservare le precauzioni richieste per i prodotti infiammabili in genere e per i
prodotti epossidici in particolare.
FOGNATURE - Art.3.9
POZZETTI DI SCARICO DELLE ACQUE STRADALI
I pozzetti per lo scarico delle acque stradali saranno costituiti da manufatti prefabbricati in calcestruzzo
di cemento di tipo monoblocco muniti di sifone incorporato.
Salvo contrarie disposizioni della Direzione dei Lavori avranno dimensioni interne di cm 50 x 50 x 90
oppure cm 45 x 45 x 90. La copertura sarà costituita da una caditoia in ghisa nel caso che il pozzetto
venga installato in sede stradale o da un chiusino pure in ghisa qualora venga installato sotto il
marciapiede. Il tubo di scarico sarà di norma in calcestruzzo del tipo senza bicchiere, del diametro
interno di cm 12.
I pozzetti saranno posti in opera su sottofondo in calcestruzzo; la superficie superiore del sottofondo
dovrà essere perfettamente orizzontale e a quota idonea a garantire l’esatto collocamento altimetrico
del manufatto rispetto alla pavimentazione stradale.
FOGNATURE - Art.3.10
ALLACCIAMENTO AI CONDOTTI DI FOGNATURA DEGLI SCARICHI E DEI POZZETTI STRADALI
Gli allacciamenti dei pozzetti stradali ai condotti di fognatura dovranno, di norma, essere realizzati
(salvo particolari disposizioni della Direzione Lavori) in tubi di calcestruzzo di cemento opportunamente
rinfiancati.
Gli allacciamenti degli scarichi privati dovranno invece essere realizzati unicamente in tubi di grès
ceramico o PVC rigido.
Nell’esecuzione delle opere di allacciamento si dovrà avere particolare cura per evitare gomiti, bruschi
risvolti e cambiamenti di sezione ricorrendo sempre all’impiego di pezzi speciali di raccordo e di
riduzione.
Le connessioni con gli sghembi dovranno essere accuratamente eseguite ai fini di non creare
sollecitazioni di sorta su di essi, con pericolo di rotture.
Nell’eventualità di dover allacciare al condotto stradale immissioni in punti in cui non esistono sghembi,
le operazioni relative saranno stabilite volta per volta dalla Direzione Lavori.
Per l’inserimento di sghembi in tubazioni prefabbricate in c.a. si dovrà procedere con ogni diligenza
onde evitare la rottura del condotto, limitando le dimensioni del foro a quanto strettamente necessario;
gli sghembi verranno quindi saldati alla tubazione senza che abbiano a sporgere all’interno del tubo e
gettando all’esterno dello stesso un blocco di ammaraggio in calcestruzzo onde ad evitare il distacco
del pezzo speciale.
Per la realizzazione di allacciamenti alle tubazioni di grès ceramico dovranno essere predisposti
appositi pezzi speciali.
In alternativa gli innesti potranno essere realizzati praticando dei fori sulle tubazioni per mezzo di una
macchina carotatrice e inserendo in questi uno sghembo, previa l’interposizione di una apposita
guarnizione di tenuta.
Nel collegamento tra i condotti e gli sghembi dovranno infine prendersi le precauzioni atte ad evitare la
trasmissione su questi ultimi di ogni sollecitazione che ne possa provocare la rottura o il distacco.
L’Impresa resterà in ogni caso responsabile di cedimenti, rotture e danni che si verificassero e dovrà
provvedere a sua cura e spese alle riparazioni e sostituzioni relative, nonché al risarcimento di danni
derivati alla stazione appaltante o a Terzi.
FOGNATURE - Art.4
VERIFICHE E PROVE PRELIMINARI
Durante l’esecuzione dei lavori si dovranno eseguire le verifiche e le prove preliminari di cui appresso:
•
verifica della qualità dei materiali approvvigionati;
•
verifica del montaggio degli elementi costituenti l’impianto e della relativa esecuzione in modo da
garantire la perfetta regola d’arte e la totale assenza di qualunque tipo di inconveniente.
La provenienza dei materiali dovrà sempre essere segnalata alla Direzione dei Lavori che si riserva in
qualunque tempo di prelevare campioni ed inviare, a cura e spese dell’impresa, ai competenti
laboratori per la verifica e l’accertamento delle caratteristiche tecniche richieste. L’Appaltatore non avrà
comunque diritto a nessun compenso, né per i materiali asportati, né per i ripristini dei manufatti
eventualmente rimossi per il prelievo dei campioni.
197
•
Prova di impermeabilità su tratte di tubazioni in opera comprendenti i giunti e le camerette
d’ispezione
La prova di tenuta dovrà essere eseguita su tratte di tubazioni comprendenti almeno una cameretta
d’ispezione.
Si procederà al riempimento con acqua nella tratta in questione lasciando per un’ora il tutto pieno per
consentire l’imbibizione dei calcestruzzi; indi si procederà al successivo riempimento fino a cm 50 al di
sopra dell’estradosso della tubazione.
La prova d’impermeabilità si riterrà superata qualora la perdita in un’ora sia inferiore a 1,5 litri per ogni
metro quadrato di superficie interna bagnata.
198
CAPITOLO IX
SPECIFICHE TECNICHE PUBBLICA ILLUMINAZIONE
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.1
PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
Negli articoli seguenti sono specificate le modalità e le caratteristiche tecniche secondo le quali
l’Appaltatore è impegnato ad eseguire le opere e a condurre i lavori, in aggiunta o a maggior
precisazione di quelle già indicate negli articoli della parte generale.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.1.1
CONSEGNA - TRACCIAMENTI - ORDINE DI ESECUZIONE DEI LAVORI
L’Appaltatore dovrà eseguire a proprie spese, secondo le norme che saranno impartite dalla
Direzione Lavori, i tracciamenti necessari per la posa dei conduttori, dei pali, degli apparecchi di
illuminazione e delle apparecchiature oggetto dell’appalto.
L’Appaltatore sarà tenuto a correggere ed a rifare a proprie spese quanto, in seguito ad
alterazioni od arbitrarie variazioni di tracciato, la Direzione Lavori ritenesse inaccettabile.
In merito all’ordine di esecuzione dei lavori l’Appaltatore dovrà attenersi alle prescrizioni della
Direzione Lavori senza che per ciò possa pretendere compensi straordinari, sollevare eccezioni od
invocare tali prescrizioni a scarico di proprie responsabilità.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.2
QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
I materiali che l’Appaltatore impiegherà nei lavori oggetto dell’appalto dovranno presentare
caratteristiche conformi a quanto stabilito dalle leggi e ai regolamenti ufficiali vigenti in materia o, in
mancanza di tali leggi e regolamenti, dalle “Norme” di uno degli Enti Normatori di un paese della
Comunità Europea, dei Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) e dal presente Capitolato; in ogni caso
essi dovranno essere della migliore qualità esistente in commercio. In particolare gli apparecchi di
illuminazione dovranno soddisfare le richieste della Legge, affinché gli impianti risultino avere
un’emissione nell’emisfero superiore (per angoli g ³ 90°) non superiore allo 0 % del flusso totale
emesso.
Apparecchi di illuminazione con valori superiori di emissione verso l'alto sino al massimo del
tre percento del flusso luminoso totale emesso, potranno, previa preventiva autorizzazione ed a
seguito di reali necessità impiantistiche, essere installati.
L’Appaltatore potrà provvedere all’approvvigionamento dei materiali da fornitori di propria
convenienza, salvo eventuali diverse prescrizioni indicate nei Capitolato o dalla Direzione Lavori,
purché i materiali stessi corrispondano ai requisiti richiesti.
L’Appaltatore notificherà però in tempo utile la provenienza dei materiali stessi alla Direzione
Lavori, la quale avrà la facoltà di escludere le provenienze che non ritenesse di proprio gradimento.
Tutti i materiali dovranno, in ogni caso, essere sottoposti, prima dei loro impiego, all’esame della
Direzione Lavori, affinché essi siano riconosciuti idonei e dichiarati accettabili, come previsto all’articolo
15 del Capitolato Generale d’Appalto approvato con Decreto del Ministero dei LL.PP. 19/04/2000 n°
145.
Il personale della Direzione Lavori è autorizzato ad effettuare in qualsiasi momento gli
opportuni accertamenti, visite, ispezioni, prove e controlli.
Se la Direzione Lavori, a proprio esclusivo giudizio, rifiuterà il consenso per l’impiego di
qualche partita di materiale già approvvigionata dall’Appaltatore, quest’ultimo dovrà allontanare subito
dal cantiere la partita scartata e provvedere alla sua sostituzione con altra di gradimento della
Direzione Lavori, nei più breve tempo possibile e senza avanzare pretese e compensi od indennizzi. La
Direzione Lavori provvederà direttamente, a spese dell’Appaltatore, alla rimozione di tali partite qualora
lo stesso non vi abbia provveduto in tempo utile.
L’accettazione dei materiali da parte della Direzione lavori non esonera l’Appaltatore dalle
responsabilità che gli competono per la buona riuscita degli impianti.
199
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.3
NORME PER LA MISURAZIONE E LA CONTABILIZZAZIONE DEI LAVORI
Tutte le opere comprese nell’appalto saranno compensate a corpo. In nessun caso e per nessun
motivo la Direzione Lavori tollererà per le singole opere dimensioni o portate inferiori a quelle prescritte
e, qualora se ne riscontrassero, esse saranno motivo di rifacimento. In via subordinata, a proprio
giudizio, la Direzione Lavori potrà accettare le opere stesse, detraendo il relativo importo dalla
liquidazione finale.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4
CAVIDOTTI - POZZETTI - BLOCCHI DI FONDAZIONI - PALI DI SOSTEGNO
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.1
CAVIDOTTI
Nell’esecuzione dei cavidotti saranno tenute le caratteristiche dimensionali e costruttive, nonché i
percorsi, indicati nei disegni di progetto. Saranno inoltre rispettate le seguenti prescrizioni:
•
il taglio del tappetino bituminoso e dell’eventuale sottofondo in agglomerato dovrà avvenire
mediante l’impiego di un tagliasfalto munito di martello idraulico con vanghetta. Il taglio avrà una
profondità minima di 25 cm e gli spazi del manto stradale non tagliato non dovranno superare in
lunghezza il 50% del taglio effettuato con la vanghetta idraulica;
•
esecuzione dello scavo in trincea, con le dimensioni indicate nel disegno;
•
fornitura e posa, nel numero stabilito dal disegno, di tubazioni rigide in materiale plastico a
sezione circolare, con diametro esterno di 100 mm, peso 730 g/m, per il passaggio dei cavi di
energia;
•
la posa delle tubazioni in plastica dei diametro esterno di 100 mm verrà eseguita mediante
l’impiego di selle di supporto in materiale plastico a uno od a due impronte per tubi del diametro di
110 mm. Detti elementi saranno posati ad un’interdistanza massima di 1,5 m, alfine di garantire il
sollevamento dei tubi dal fondo dello scavo ed assicurare in tal modo il completo conglobamento
della stessa nel cassonetto di calcestruzzo;
•
formazione di cassonetto in calcestruzzo dosato a 250 kg di cemento tipo 325 per metro cubo di
impasto, a protezione delle tubazioni in plastica; il calcestruzzo sarà superiormente lisciato in
modo che venga impedito il ristagno d’acqua;
•
il riempimento dello scavo dovrà effettuarsi con materiali di risulta o con ghiaia naturale vagliata,
sulla base delle indicazioni fornite dai tecnici comunali. Particolare cura dovrà porsi
nell’operazione di costipamento da effettuarsi con mezzi meccanici; l’operazione di riempimento
dovrà avvenire dopo almeno 6 ore dai termine dei getto di calcestruzzo; trasporto alla discarica
del materiale eccedente.
Durante la fase di scavo dei cavidotti, dei blocchi, dei pozzetti, ecc. dovranno essere approntati tutti i
ripari necessari per evitare incidenti ed infortuni a persone, animali o cose per effetto di scavi aperti
non protetti.
Durante le ore notturne la segnalazione di scavo aperto o di presenza di cumulo di materiali di risulta o
altro materiale sul sedime stradale, dovrà essere di tipo luminoso a fiamma od a sorgente elettrica, tale
da evidenziare il pericolo esistente per il transito pedonale e veicolare. Nessuna giustificazione potrà
essere addotta dall’Appaltatore per lo spegnimento di dette luci di segnalazione durante la notte anche
se causato da precipitazioni meteoriche. Tutti i ripari (cavalletti, transenne, ecc.) dovranno riportare il
nome della Ditta appaltatrice dei lavori, il suo indirizzo e numero telefonico. L’inadempienza delle
prescrizioni sopra indicate può determinare sia la sospensione dei lavori, sia la risoluzione del contratto
qualora l’Appaltatore risulti recidivo per fatti analoghi già accaduti nel presente appalto od anche in
appalti precedenti.
Il reinterro di tutti gli scavi per cavidotti e pozzetti dopo l’esecuzione dei getti è implicitamente
compensata con il prezzo dell’opera. Nessun compenso potrà essere richiesto per i sondaggi da
eseguire prima dell’inizio degli scavi per l’accertamento dell’esatta ubicazione dei servizi nel sottosuolo.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.2
POZZETTI CON CHIUSINO IN GHISA
Nell’esecuzione dei pozzetti saranno mantenute le caratteristiche dimensionali e costruttive, nonché
l’ubicazione, indicate nei disegni allegati. Saranno inoltre rispettate le seguenti prescrizioni:
•
esecuzione dello scavo con misure adeguate alle dimensioni del pozzetto;
•
formazione di platea in calcestruzzo dosata a 200 kg di cemento tipo 325 per metro cubo di
impasto, con fori per il drenaggio dell’acqua;
•
formazione della muratura laterale di contenimento, in mattoni pieni e malta di cemento,
•
conglobamento, nella muratura di mattoni, delle tubazioni in plastica interessate dal pozzetto;
•
sigillature con malta di cemento degli spazi fra muratura e tubo;
•
formazione, all’interno dei pozzetto, di rinzaffo in malta di cemento grossolanamente lisciata;
200
•
fornitura e posa, su letto di malta di cemento, di chiusino in ghisa, completo di telaio, per traffico
incontrollato, luce netta 50 x 50cm, peso ca. 90 kg, con scritta “Illuminazione Pubblica” sul
coperchio;
•
riempimento del vano residuo con materiale di risulta o con ghiaia naturale costipati; trasporto alla
discarica del materiale eccedente.
E’ consentito in alternativa, e compensata con lo stesso prezzo, l’esecuzione in calcestruzzo delle
pareti laterali dei pozzetti interrati con chiusino in ghisa. Lo spessore delle pareti e le modalità di
esecuzione dovranno essere preventivamente concordati con la Direzione Lavori.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.3
POZZETTO PREFABBRICATO INTERRATO
E’ previsto l’impiego di pozzetti prefabbricati ed interrati, comprendenti un elemento a cassa, con due
fori di drenaggio, ed un coperchio rimovibile. Detti manufatti, di calcestruzzo vibrato, avranno sulle
pareti laterali la predisposizione per l’innesto dei tubi di plastica, costituita da zone circolari con parete
a spessore ridotto.
Con il prezzo a corpo sono compensati, oltre allo scavo, anche il trasporto a piè d’opera, il tratto di
tubazione in plastica interessato dalla parete del manufatto, il riempimento dello scavo con ghiaia
naturale costipata, nonché il trasporto alla discarica del materiale scavato ed il ripristino del suolo
pubblico.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.4
BLOCCHI DI FONDAZIONE DEI PALI
Nell’esecuzione dei blocchi di fondazione per il sostegno dei pali saranno mantenute le caratteristiche
dimensionali e costruttive indicate nel disegno allegato.
Saranno inoltre rispettate le seguenti prescrizioni:
•
esecuzione della scavo con misure adeguate alle dimensioni del blocco;
•
formazione del blocco in calcestruzzo dosato a 250 kg di cemento tipo 325 per metro cubo di
impasto;
•
esecuzione della nicchia per l’incastra del palo, con l’impiego di cassaforma;
•
fornitura e posa, entro il blocco in calcestruzzo, di spezzone di tubazione in plastica del diametro
esterno di 100 mm per il passaggio dei cavi;
•
riempimento eventuale dello scavo con materiale di risulta o con ghiaia naturale accuratamente
costipata; trasporto alla discarica del materiale eccedente;
•
sistemazione del cordolo in pietra eventualmente rimosso.
L’eventuale rimozione dei cordoli del marciapiede è compreso nell’esecuzione dello scavo del blocco.
Per tutte le opere elencate nel presente articolo è previsto dall’appalto il ripristino del suolo pubblico.
Il dimensionamento maggiore dei blocchi di fondazione rispetto alle misure indicate in progetto non
darà luogo a nessun ulteriore compenso.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.5
PALI DI SOSTEGNO
I pali per illuminazione pubblica devono essere conformi alle norme UNI-EN 40.
E’ previsto l’impiega di pali d’acciaio di qualità almeno pari a quello Fe 360 grado B o migliore, secondo
norma CNRUNI 7070/82, a sezione circolare e forma conica (forma A2 - norma UNI-EN 40/2) saldati
longitudinalmente secondo norma CNR-UNI 10011/85.
Tutte le caratteristiche dimensionali ed i particolari costruttivi sono indicati nel disegno allegato
“particolari”. In corrispondenza del punto di incastro del palo nel blocco di fondazione dovrà essere
riportato un collare di rinforzo della lunghezza di 40 cm, dello spessore identico a quello del palo
stesso e saldato alle due estremità a filo continuo.
Per il fissaggio dei bracci o dei codoli dovranno essere previste sulla sommità dei pali due serie di tre
fori cadauna sfalsati tra di loro di 120° con dadi riportati in acciaio INOX M10 x 1 saldati prima della
zincatura.
Le due serie di fori dovranno essere poste rispettivamente a 5 cm ed a 35 cm dalla sommità del palo. Il
bloccaggio dei bracci o dei codoli per apparecchi a cima palo dovrà avvenire tramite grani in acciaio
INOX M10 x 1 temprati ad induzione. Sia i dadi che i grani suddetti dovranno essere in acciaio INOX
dei tipo X12 Cr13 secondo Norma UN1 6900/71.
Nei pali dovranno essere praticate numero due aperture delle seguenti dimensioni:
•
— un foro ad asola della dimensione 150 x 50 mm, per il passaggio dei conduttori, posizionato
con il bordo inferiore a 500 mm dal previsto livello del suolo;
•
— una finestrella d’ispezione delle dimensioni 200 x 75 mm; tale finestrella dovrà essere
posizionata con l’asse orizzontale parallelo al piano verticale passante per l’asse longitudinale del
braccio o dell’apparecchio di illuminazione a cima-palo e collocata dalla parte, opposta al senso di
transito del traffico veicolare, con il bordo inferiore ad almeno 600 mm al di sopra dei livello del
suolo. La chiusura della finestrella d’ispezione dovrà avvenire mediante un portello realizzato in
lamiera zincata a filo palo con bloccaggio mediante chiave triangolare oppure, solo nel caso
201
sussistano difficoltà di collocazione della morsettiera e previo benestare dei Direttore dei Lavori,
con portello in rilievo, adatto al contenimento di detta morsettiera, sempre con bloccaggio
mediante chiave triangolare.
Il portello deve comunque essere montato in modo da soddisfare il grado minimo di protezione interna
IP 33 secondo Norma CEI 70-1. La finestrella d’ispezione dovrà consentire l’accesso all’alloggiamento
elettrico che dovrà essere munito di un dispositivo di fissaggio (guida metallica) destinato a sostenere
la morsettiera di connessione in classe II.
Per la protezione di tutte le parti in acciaio (pali, portello, guida d’attacco, braccio e codoli) è richiesta la
zincatura a caldo secondo la Norma CEI 7-6 (1968).
Il percorso dei cavi nei blocchi e nell’asola inferiore dei pali sino alla morsettiera di connessione, dovrà
essere protetto tramite uno o più tubi in PVC flessibile serie pesante diametro 50 mm, posato all’atto
della collocazione dei pali stessi entro i fori predisposti nei blocchi di fondazione medesimi, come da
disegni “particolari”. Per il sostegno degli apparecchi di illuminazione su mensola od a cima-palo
dovranno essere impiegati bracci in acciaio o codoli zincati a caldo secondo Norma UNI-EN 40/4 ed
aventi le caratteristiche dimensionali indicate nei disegno “particolari”.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.5
LINEE
L’Appaltatore dovrà provvedere alla fornitura ed alla posa in opera dei cavi relativi al circuito di
alimentazione di energia.
Sono previsti cavi per energia elettrica identificati dalle seguenti sigle di designazione:
•
— cavi unipolari con guaina con sezione sino a 6 mm2:
Nell’ipotesi che non venga adottata la finestrella d’ispezione e quindi venga realizzato un giunto nel
pozzetto interessato questa prescrizione deve essere annullata.
cavo 1 x a UG5R-0,6/1 kV
•
— cavi unipolari con guaina con sezione superiore a 6 mm2:
cavo 1 x a RG5R-0,6/i kV
•
— cavi bipolari della sezione di 2,5 mm2:
cavo 2 x 2,5 UG5OR-0,6/1 kV
Tutti i cavi saranno rispondenti alla Norma CEI 20-13 e varianti e dovranno disporre di certificazione
IMQ od equivalente. Nelle tavole allegate sono riportati schematicamente, ma nella reale disposizione
planimetrica, il percorso, la sezione ed il numero dei conduttori.
L’Appaltatore dovrà attenersi scrupolosamente a quanto indicato nei disegni, salvo eventuali diverse
prescrizioni della Direzione Lavori.
Tutte le linee dorsali d’alimentazione, per posa sia aerea che interrato, saranno costituite da quattro
cavi unipolari uguali. In alcune tratte terminali d’alimentazione saranno impiegati cavi tripolari con
sezione di 2,5 mm2. I cavi per la derivazione agli apparecchi di illuminazione saranno bipolari, con
sezione di 2,5 mm2.
I cavi multipolari avranno le guaine isolanti interne colorate in modo da individuare la fase relativa. Per i
cavi unipolari la distinzione delle fasi e del neutro dovrà apparire esternamente sulla guaina protettiva.
E’ consentiva l’apposizione di fascette distintive ogni tre metri in nastro adesivo, colorate in modo
diverso (marrone fase R - bianco fase 5 - verde fase T - blu chiaro neutro).
La fornitura e la posa in opera del nastro adesivo di distinzione si intendono compensate con il prezzo
a corpo.
I cavi infilati entro pali o tubi metallici saranno ulteriormente protetti da guaina isolante (vedi art. 27).
Nella formulazione del prezzo a corpo è stato tenuto conto, tra l’altro, anche degli oneri dovuti all’uso
dei mezzi d’opera e delle attrezzature.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.6
CASSETTE - GIUNZIONI - DERIVAZIONI - GUAINE ISOLANTI
La derivazione agli apparecchi di illuminazione, in cavo bipolare della sezione di 2,5 mm2, sarà
effettuata con l’impiego di cassetta di connessione in classe II della ditta “La Conchiglia” tipo SGVP
collocata nell’alloggiamento di cui all’art. precedente con transito nella medesima dei cavi unipari di
dorsale. La salita all’asola dei cavi unipolari sarà riservata unicamente alla fase interessata ed al
neutro escludendo le restanti due fasi; per tratti di dorsali rilevanti dovrà essere previsto altresì un
sezionamento dell’intera linea facendo transitare le tre fasi ed il neutro in una cassetta di connessione
collocato nell’asola di un palo secondo indicazione dei Direttore dei Lavori.
Per le giunzioni o derivazioni su cavo unipolare, con posa in cavidotto, è previsto l’impiego di muffole
tipo 3M SCOTCHCAST o similare. Dette muffole saranno posate esclusivamente nei pozzetti in
muratura o prefabbricati.
Come detto, tutti i conduttori infilati entro i pali e bracci metallici, saranno ulteriormente protetti, agli
effetti del doppio isolamento, da una guaina isolante di diametro adeguato; tale guaina dovrà avere
202
rigidità dielettrica ~ 10 kV/mm; il tipo di guaina isolante dovrà comunque essere approvato dal Direttore
dei Lavori; il prezzo a corpo compensa la fornitura e posa di tale guaina.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.7
APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE
Tutti gli apparecchi di illuminazione devono avere il grado di protezione interno minimo:
•
apparecchi per illuminazione stradale “aperti” (senza coppa o rifrattore) vano ottico = IP X 3 vano
ausiliari = IP23 “chiusi” (con coppa o rifrattore) vano ottico = IP54 vano ausiliari = IP23
•
proiettori su torri faro o parete (verso il basso) IP65
•
proiettori sommersi = IP68
Gli apparecchi dovranno altresì essere realizzati in Classe II ed essere rispondenti all’insieme delle
norme:
•
CEI 34-21 fascicolo n. 1034 Novembre 1987 e relative varianti
•
CEI 34-30 fascicolo n. 773 Luglio 1986 e relative varianti” proiettori per illuminazione”
•
CEI 34-33 fascicolo n. 803 Dicembre 1986 e relative varianti” apparecchi per illuminazione
stradale”
In ottemperanza alla Norma CEI 34-21 i componenti degli apparecchi di illuminazione dovranno essere
cablati a cura del costruttore degli stessi, i quali pertanto dovranno essere forniti e dotati completi di
lampade ed ausiliari elettrici rifasati
Detti componenti dovranno essere conformi alle Norme CEI di riferimento.
Gli apparecchi di illuminazione destinati a contenere lampade a vapori di sodio ad alta pressione
dovranno essere cablati con i componenti principali (lampade, alimentatori ed accenditori) della stessa
casa costruttrice in modo da garantire la compatibilità tra i medesimi.
I riflettori per gli apparecchi di illuminazione destinati a contenere lampade a vapori di sodio ad alta
pressione devono essere conformati in modo da evitare che le radiazioni riflesse si concentrino sul
bruciatore della lampada in quantità tale da pregiudicarne la durata o il funzionamento.
Tali apparecchi devono essere provati secondo le prescrizioni della Norma CEI 34-24 e si riterranno
conformi quando la differenza tra le due tensioni di lampada (in aria libera ed all’interno
dell’apparecchio) è inferiore a:
•
12 V per le lampade do 400 W bulbo tubolare chiaro
•
7 V per le lampade da 400 W bulbo ellissoidale diffondente
•
10 V per le lampade da 250 W (tutti i due tipi)
•
7 V per le lampade da 150 W e 100 W bulbo tubolare chiaro
•
5 V per le lampade da 150 W e 100 W bulbo ellissoidale diffondente
Sugli apparecchi di illuminazione dovranno essere indicati in modo chiaro e indelebile, ed in posizione
che siano visibili durante la manutenzione, i dati previsti dalla sezione 3 - Marcatura della Norma CEI
34-21.
Gli apparecchi di illuminazione dovranno altresì soddisfare i requisiti richiesti dalla Legge.
In particolare i corpi illuminanti posti in opera dovranno avere un'emissione nell’emisfero superiore (
cioè con g ³ 90°) non superiore allo 0 % del flusso totale emesso.
Apparecchi di illuminazione con valori superiori di emissione verso l'alto sino al massimo del tre
percento del flusso luminoso totale emesso, potranno, previa preventiva autorizzazione ed a seguito di
reali necessità impiantistiche, essere installati.
I produttori devono quindi rilasciare la dichiarazione di conformità alla LR 22/97 delle loro
apparecchiature e devono inoltre allegare, le raccomandazioni di uso corretto. La documentazione
tecnica dovrà comprendere la misurazione fotometrica dell’apparecchio, effettuata secondo le norme
in vigore, sia in forma tabellare numerica su supporto cartaceo che sotto forma di file standard in
formato “Eulumdat”.
Tale documentazione dovrà specificare tra l’altro:
•
Temperatura ambiente durante la misurazione;
•
Tensione e frequenza di alimentazione della lampada;
•
Norma di riferimento utilizzata per la misurazione;
•
Identificazione del laboratorio di misura;
•
Specifica della lampada (sorgente luminosa) utilizzata per la prova;
•
Nome del responsabile tecnico di laboratorio;
•
Corretta posizione dell'apparecchio durante la misurazione;
•
Tipo di apparecchiatura utilizzata per la misura e classe di precisione.
Questi dati devono essere accompagnati da una dichiarazione sottoscritta dal responsabile tecnico di
laboratorio che attesti la veridicità della misura.
Gli apparecchi devono inoltre essere forniti della seguente ulteriore documentazione:
•
angolo di inclinazione rispetto al piano orizzontale a cui deve essere montato l’apparecchio in
modo da soddisfare i requisiti della Legge Veneta. In genere l’inclinazione deve essere nulla
(vetro di protezione parallelo al terreno).
203
•
•
diagramma di illuminamento orizzontale (curve isolux) riferite a 1.000 lumen
diagramma del fattore di utilizzazione—classificazione dell’apparecchio agli effetti
dell’abbagliamento con l’indicazione delle intensità luminose emesse rispettivamente a 90° (88°)
ed a 80° rispetto alla verticale e la direzione del l’intensità luminosa massima (I max) sempre
rispetto alla verticale.
Il tipo di apparecchio di illuminazione da installare, nell’ipotesi che non sia già stato definito nel disegno
dei particolari, dovrà comunque essere approvato dal Direttore dei Lavori.
L’Appaltatore provvederà pertanto all’approvvigionamento, al trasporto, all’immagazzinamento
temporaneo, al trasporto a piè d’opera, al montaggio su paio o braccio o testata, all’esecuzione dei
collegamenti elettrici, alle prove di funzionamento degli apparecchi di illuminazione con le
caratteristiche definite in precedenza.
Gli apparecchi di illuminazione saranno, come già precisato, in Classe II e pertanto si dovrà porre la
massima cura nell’esecuzione dei collegamenti elettrici affinché in essi sia mantenuto il doppio
isolamento.
La rispondenza alla Legge Veneta e al complesso delle norme di cui sopra dovrà essere certificato con
la consegna al Direttore dei Lavori della dichiarazione di conformità alle normative stesse rilasciata dal
costruttore degli apparecchi di illuminazione, ai sensi dell’art. 7 della Legge 18 ottobre 1977 n. 791,
oppure tramite l’accertamento dell’esistenza del Marchio di Conformità apposto sugli apparecchi
stessi, ovvero dal rilascio dell’attestato di conformità ai sensi della già citata Legge 791/77.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.8
FORNITURA E POSA DEL CONTENITORE DEL GRUPPO DI MISURA E DEL COMPLESSO DI
ACCENSIONE E PROTEZIONE
L’Appaltatore provvederà alla fornitura e posa presso il punto di consegna indicato dal progetto di un
contenitore in resina poliestere rinforzata con fibre di vetro del formato approssimativo di: larghezza
70-75 cm, altezza da terra 140-150 cm, profondità 30-40 cm con grado di protezione interna minimo
1P 54 (CEI 70-1).
Tale contenitore dovrà essere diviso verticalmente in due vani con aperture separate di cui una
destinata a contenere il gruppo di misura installata dall’Ente Distributore, la relativa serratura di
chiusura dovrà essere installata previo accordi con gli organismi territoriali competenti dall’Ente
medesimo. Il contenitore dovrà appoggiare su apposito zoccolo in c.l.s. prefabbricato o realizzato in
opera che consenta l’ingresso dei cavi sia del Distributore dell’energia elettrica che dell’impianto in
oggetto. Sono altresì a cura dell’Appaltatore le opere di scavo e murarie per l’ingresso nel contenitore
dei cavi dell’Ente Distributore.
Il secondo vano dovrà contenere le apparecchiature di comando, di sezionamento, e di protezione così
come definite nello schema unifilare indicato nel disegno “particolari”. L’apertura di tale vano dovrà
essere munita di apposita serratura concordata con il Committente ove è ubicato l’impianto.
Il quadro elettrico ivi contenuto dovrà essere realizzato con isolamento in Classe II come il resto
dell’impianto di illuminazione.
Le apparecchiature elettriche dovranno essere conformi alle corrispondenti Norme CEI; in particolare i
teleruttori dovranno avere le caratteristiche secondo la Norma CEI 17-3 fascicolo 252.
L’Appaltatore dovrà altresì provvedere alla fornitura, posa e collegamento di un interruttore
crepuscolare fotoelettrico adatto all’installazione esterna in posizione idonea e protetta da eventi
accidentali o vandalici con le seguenti caratteristiche: Classe di Isolamento II, grado IP 54, valore di
intervento 10 + 2 Lux, carico massimo alimentarie 5A.
Gli organi di protezione dovranno essere dimensionati in modo da garantire la protezione contro i
cortocircuiti dell’intero impianto secondo Norme CEI 64-8 fascicolo 1000 ed. Giugno/1987 capitolo VI
sezioni 1 e 3.
Il tipo di contenitore, le apparecchiature ivi contenute ed il relativo quadro dovranno comunque avere la
preventiva approvazione del Direttore dei Lavori.
Il prezzo a corpo compensa la fornitura, il trasporto, la mano d’opera, il collaudo e la messa in servizio
dei componenti
e delle apparecchiature.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.9
IMPIANTO DI TERRA - DISPERSORI
L’impianto non prevede, come già detto, la messa o terra degli apparecchi di illuminazione a delle altre
parti metalliche, in quanto tutto il sistema sarà realizzato con doppio isolamento (Classe II). Qualora,
per particolari esigenze, venissero impiegati apparecchi di illuminazione sprovvisti di isolamento in
Classe II, oppure sia necessario realizzare la protezione delle strutture contro i fulmini occorre
realizzare l’impianto di terra.
204
Gli apparecchi di illuminazione saranno collegati ad una terra di sezione adeguata, comunque non
inferiore ai 16 mm2 , i conduttori di terra e di protezione avranno guaina di colore giallo-verde e
saranno di tipo H07 V.
La linea dorsale sarà collegata al Dispersore Unico mediante conduttore isolato, della sezione minima
di 16 mm2 di tipo H07 V-R, protetto con tubazione nei tratti discendenti.
Tenendo conto che il dispersore sarà unico, sia per la protezione contro i fulmini che per la protezione
contro i contatti indiretti esso dovrà rispondere alle prescrizioni delle Norme CEI 81-1/1 984, 64-8/1987
e 11-8/1989.
I dispersori saranno dei tipo a puntazza componibile, posati entro appositi pozzetti di ispezione di tipo
carreggiabile, in resina rinforzata; tutti i dispersori dovranno essere collegati fra di loro.
Sia i dispersori a puntazza, che i pozzetti di ispezione dovranno essere preventivamente approvati
dalla Direzione dei Lavori.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.1
PRESCRIZIONI TECNICHE GENERALI
Negli articoli seguenti sono specificate le modalità e le caratteristiche tecniche secondo le quali
l’Appaltatore è impegnato ad eseguire le opere e a condurre i lavori, in aggiunta o a maggior
precisazione di quelle già indicate negli articoli della parte generale.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.1.1
CONSEGNA - TRACCIAMENTI - ORDINE DI ESECUZIONE DEI LAVORI
L’Appaltatore dovrà eseguire a proprie spese, secondo le norme che saranno impartite dalla
Direzione Lavori, i tracciamenti necessari per la posa dei conduttori, dei pali, degli apparecchi di
illuminazione e delle apparecchiature oggetto dell’appalto.
L’Appaltatore sarà tenuto a correggere ed a rifare a proprie spese quanto, in seguito ad
alterazioni od arbitrarie variazioni di tracciato, la Direzione Lavori ritenesse inaccettabile.
In merito all’ordine di esecuzione dei lavori l’Appaltatore dovrà attenersi alle prescrizioni della
Direzione Lavori senza che per ciò possa pretendere compensi straordinari, sollevare eccezioni od
invocare tali prescrizioni a scarico di proprie responsabilità.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.2
QUALITA' E CARATTERISTICHE DEI MATERIALI
I materiali che l’Appaltatore impiegherà nei lavori oggetto dell’appalto dovranno presentare
caratteristiche conformi a quanto stabilito dalle leggi e ai regolamenti ufficiali vigenti in materia o, in
mancanza di tali leggi e regolamenti, dalle “Norme” di uno degli Enti Normatori di un paese della
Comunità Europea, dei Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) e dal presente Capitolato; in ogni caso
essi dovranno essere della migliore qualità esistente in commercio. In particolare gli apparecchi di
illuminazione dovranno soddisfare le richieste della Legge, affinché gli impianti risultino avere
un’emissione nell’emisfero superiore (per angoli g ³ 90°) non superiore allo 0 % del flusso totale
emesso.
Apparecchi di illuminazione con valori superiori di emissione verso l'alto sino al massimo del
tre percento del flusso luminoso totale emesso, potranno, previa preventiva autorizzazione ed a
seguito di reali necessità impiantistiche, essere installati.
L’Appaltatore potrà provvedere all’approvvigionamento dei materiali da fornitori di propria
convenienza, salvo eventuali diverse prescrizioni indicate nei Capitolato o dalla Direzione Lavori,
purché i materiali stessi corrispondano ai requisiti richiesti.
L’Appaltatore notificherà però in tempo utile la provenienza dei materiali stessi alla Direzione
Lavori, la quale avrà la facoltà di escludere le provenienze che non ritenesse di proprio gradimento.
Tutti i materiali dovranno, in ogni caso, essere sottoposti, prima dei loro impiego, all’esame della
Direzione Lavori, affinché essi siano riconosciuti idonei e dichiarati accettabili, come previsto all’articolo
15 del Capitolato Generale d’Appalto approvato con Decreto del Ministero dei LL.PP. 19/04/2000 n°
145.
Il personale della Direzione Lavori è autorizzato ad effettuare in qualsiasi momento gli
opportuni accertamenti, visite, ispezioni, prove e controlli.
Se la Direzione Lavori, a proprio esclusivo giudizio, rifiuterà il consenso per l’impiego di
qualche partita di materiale già approvvigionata dall’Appaltatore, quest’ultimo dovrà allontanare subito
dal cantiere la partita scartata e provvedere alla sua sostituzione con altra di gradimento della
Direzione Lavori, nei più breve tempo possibile e senza avanzare pretese e compensi od indennizzi. La
Direzione Lavori provvederà direttamente, a spese dell’Appaltatore, alla rimozione di tali partite qualora
205
lo stesso non vi abbia provveduto in tempo utile.
L’accettazione dei materiali da parte della Direzione lavori non esonera l’Appaltatore dalle
responsabilità che gli competono per la buona riuscita degli impianti.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.3
NORME PER LA MISURAZIONE E LA CONTABILIZZAZIONE DEI LAVORI
Tutte le opere comprese nell’appalto saranno compensate a corpo. In nessun caso e per nessun
motivo la Direzione Lavori tollererà per le singole opere dimensioni o portate inferiori a quelle prescritte
e, qualora se ne riscontrassero, esse saranno motivo di rifacimento. In via subordinata, a proprio
giudizio, la Direzione Lavori potrà accettare le opere stesse, detraendo il relativo importo dalla
liquidazione finale.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4
CAVIDOTTI - POZZETTI - BLOCCHI DI FONDAZIONI - PALI DI SOSTEGNO
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.1
CAVIDOTTI
Nell’esecuzione dei cavidotti saranno tenute le caratteristiche dimensionali e costruttive, nonché i
percorsi, indicati nei disegni di progetto. Saranno inoltre rispettate le seguenti prescrizioni:
•
il taglio del tappetino bituminoso e dell’eventuale sottofondo in agglomerato dovrà avvenire
mediante l’impiego di un tagliasfalto munito di martello idraulico con vanghetta. Il taglio avrà una
profondità minima di 25 cm e gli spazi del manto stradale non tagliato non dovranno superare in
lunghezza il 50% del taglio effettuato con la vanghetta idraulica;
•
esecuzione dello scavo in trincea, con le dimensioni indicate nel disegno;
•
fornitura e posa, nel numero stabilito dal disegno, di tubazioni rigide in materiale plastico a
sezione circolare, con diametro esterno di 100 mm, peso 730 g/m, per il passaggio dei cavi di
energia;
•
la posa delle tubazioni in plastica dei diametro esterno di 100 mm verrà eseguita mediante
l’impiego di selle di supporto in materiale plastico a uno od a due impronte per tubi del diametro di
110 mm. Detti elementi saranno posati ad un’interdistanza massima di 1,5 m, alfine di garantire il
sollevamento dei tubi dal fondo dello scavo ed assicurare in tal modo il completo conglobamento
della stessa nel cassonetto di calcestruzzo;
•
formazione di cassonetto in calcestruzzo dosato a 250 kg di cemento tipo 325 per metro cubo di
impasto, a protezione delle tubazioni in plastica; il calcestruzzo sarà superiormente lisciato in
modo che venga impedito il ristagno d’acqua;
•
il riempimento dello scavo dovrà effettuarsi con materiali di risulta o con ghiaia naturale vagliata,
sulla base delle indicazioni fornite dai tecnici comunali. Particolare cura dovrà porsi
nell’operazione di costipamento da effettuarsi con mezzi meccanici; l’operazione di riempimento
dovrà avvenire dopo almeno 6 ore dai termine dei getto di calcestruzzo; trasporto alla discarica
del materiale eccedente.
Durante la fase di scavo dei cavidotti, dei blocchi, dei pozzetti, ecc. dovranno essere approntati tutti i
ripari necessari per evitare incidenti ed infortuni a persone, animali o cose per effetto di scavi aperti
non protetti.
Durante le ore notturne la segnalazione di scavo aperto o di presenza di cumulo di materiali di risulta o
altro materiale sul sedime stradale, dovrà essere di tipo luminoso a fiamma od a sorgente elettrica, tale
da evidenziare il pericolo esistente per il transito pedonale e veicolare. Nessuna giustificazione potrà
essere addotta dall’Appaltatore per lo spegnimento di dette luci di segnalazione durante la notte anche
se causato da precipitazioni meteoriche. Tutti i ripari (cavalletti, transenne, ecc.) dovranno riportare il
nome della Ditta appaltatrice dei lavori, il suo indirizzo e numero telefonico. L’inadempienza delle
prescrizioni sopra indicate può determinare sia la sospensione dei lavori, sia la risoluzione del contratto
qualora l’Appaltatore risulti recidivo per fatti analoghi già accaduti nel presente appalto od anche in
appalti precedenti.
Il reinterro di tutti gli scavi per cavidotti e pozzetti dopo l’esecuzione dei getti è implicitamente
compensata con il prezzo dell’opera. Nessun compenso potrà essere richiesto per i sondaggi da
eseguire prima dell’inizio degli scavi per l’accertamento dell’esatta ubicazione dei servizi nel sottosuolo.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.2
POZZETTI CON CHIUSINO IN GHISA
Nell’esecuzione dei pozzetti saranno mantenute le caratteristiche dimensionali e costruttive, nonché
l’ubicazione, indicate nei disegni allegati. Saranno inoltre rispettate le seguenti prescrizioni:
•
esecuzione dello scavo con misure adeguate alle dimensioni del pozzetto;
•
formazione di platea in calcestruzzo dosata a 200 kg di cemento tipo 325 per metro cubo di
impasto, con fori per il drenaggio dell’acqua;
206
•
•
•
•
•
formazione della muratura laterale di contenimento, in mattoni pieni e malta di cemento,
conglobamento, nella muratura di mattoni, delle tubazioni in plastica interessate dal pozzetto;
sigillature con malta di cemento degli spazi fra muratura e tubo;
formazione, all’interno dei pozzetto, di rinzaffo in malta di cemento grossolanamente lisciata;
fornitura e posa, su letto di malta di cemento, di chiusino in ghisa, completo di telaio, per traffico
incontrollato, luce netta 50 x 50cm, peso ca. 90 kg, con scritta “Illuminazione Pubblica” sul
coperchio;
•
riempimento del vano residuo con materiale di risulta o con ghiaia naturale costipati; trasporto alla
discarica del materiale eccedente.
E’ consentito in alternativa, e compensata con lo stesso prezzo, l’esecuzione in calcestruzzo delle
pareti laterali dei pozzetti interrati con chiusino in ghisa. Lo spessore delle pareti e le modalità di
esecuzione dovranno essere preventivamente concordati con la Direzione Lavori.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.3
POZZETTO PREFABBRICATO INTERRATO
E’ previsto l’impiego di pozzetti prefabbricati ed interrati, comprendenti un elemento a cassa, con due
fori di drenaggio, ed un coperchio rimovibile. Detti manufatti, di calcestruzzo vibrato, avranno sulle
pareti laterali la predisposizione per l’innesto dei tubi di plastica, costituita da zone circolari con parete
a spessore ridotto.
Con il prezzo a corpo sono compensati, oltre allo scavo, anche il trasporto a piè d’opera, il tratto di
tubazione in plastica interessato dalla parete del manufatto, il riempimento dello scavo con ghiaia
naturale costipata, nonché il trasporto alla discarica del materiale scavato ed il ripristino del suolo
pubblico.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.4
BLOCCHI DI FONDAZIONE DEI PALI
Nell’esecuzione dei blocchi di fondazione per il sostegno dei pali saranno mantenute le caratteristiche
dimensionali e costruttive indicate nel disegno allegato.
Saranno inoltre rispettate le seguenti prescrizioni:
•
esecuzione della scavo con misure adeguate alle dimensioni del blocco;
•
formazione del blocco in calcestruzzo dosato a 250 kg di cemento tipo 325 per metro cubo di
impasto;
•
esecuzione della nicchia per l’incastra del palo, con l’impiego di cassaforma;
•
fornitura e posa, entro il blocco in calcestruzzo, di spezzone di tubazione in plastica del diametro
esterno di 100 mm per il passaggio dei cavi;
•
riempimento eventuale dello scavo con materiale di risulta o con ghiaia naturale accuratamente
costipata; trasporto alla discarica del materiale eccedente;
•
sistemazione del cordolo in pietra eventualmente rimosso.
L’eventuale rimozione dei cordoli del marciapiede è compreso nell’esecuzione dello scavo del blocco.
Per tutte le opere elencate nel presente articolo è previsto dall’appalto il ripristino del suolo pubblico.
Il dimensionamento maggiore dei blocchi di fondazione rispetto alle misure indicate in progetto non
darà luogo a nessun ulteriore compenso.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.4.5
PALI DI SOSTEGNO
I pali per illuminazione pubblica devono essere conformi alle norme UNI-EN 40.
E’ previsto l’impiega di pali d’acciaio di qualità almeno pari a quello Fe 360 grado B o migliore, secondo
norma CNRUNI 7070/82, a sezione circolare e forma conica (forma A2 - norma UNI-EN 40/2) saldati
longitudinalmente secondo norma CNR-UNI 10011/85.
Tutte le caratteristiche dimensionali ed i particolari costruttivi sono indicati nel disegno allegato
“particolari”. In corrispondenza del punto di incastro del palo nel blocco di fondazione dovrà essere
riportato un collare di rinforzo della lunghezza di 40 cm, dello spessore identico a quello del palo
stesso e saldato alle due estremità a filo continuo.
Per il fissaggio dei bracci o dei codoli dovranno essere previste sulla sommità dei pali due serie di tre
fori cadauna sfalsati tra di loro di 120° con dadi riportati in acciaio INOX M10 x 1 saldati prima della
zincatura.
Le due serie di fori dovranno essere poste rispettivamente a 5 cm ed a 35 cm dalla sommità del palo. Il
bloccaggio dei bracci o dei codoli per apparecchi a cima palo dovrà avvenire tramite grani in acciaio
INOX M10 x 1 temprati ad induzione. Sia i dadi che i grani suddetti dovranno essere in acciaio INOX
dei tipo X12 Cr13 secondo Norma UN1 6900/71.
Nei pali dovranno essere praticate numero due aperture delle seguenti dimensioni:
•
— un foro ad asola della dimensione 150 x 50 mm, per il passaggio dei conduttori, posizionato
con il bordo inferiore a 500 mm dal previsto livello del suolo;
•
— una finestrella d’ispezione delle dimensioni 200 x 75 mm; tale finestrella dovrà essere
207
posizionata con l’asse orizzontale parallelo al piano verticale passante per l’asse longitudinale del
braccio o dell’apparecchio di illuminazione a cima-palo e collocata dalla parte, opposta al senso di
transito del traffico veicolare, con il bordo inferiore ad almeno 600 mm al di sopra dei livello del
suolo. La chiusura della finestrella d’ispezione dovrà avvenire mediante un portello realizzato in
lamiera zincata a filo palo con bloccaggio mediante chiave triangolare oppure, solo nel caso
sussistano difficoltà di collocazione della morsettiera e previo benestare dei Direttore dei Lavori,
con portello in rilievo, adatto al contenimento di detta morsettiera, sempre con bloccaggio
mediante chiave triangolare.
Il portello deve comunque essere montato in modo da soddisfare il grado minimo di protezione interna
IP 33 secondo Norma CEI 70-1. La finestrella d’ispezione dovrà consentire l’accesso all’alloggiamento
elettrico che dovrà essere munito di un dispositivo di fissaggio (guida metallica) destinato a sostenere
la morsettiera di connessione in classe II.
Per la protezione di tutte le parti in acciaio (pali, portello, guida d’attacco, braccio e codoli) è richiesta la
zincatura a caldo secondo la Norma CEI 7-6 (1968).
Il percorso dei cavi nei blocchi e nell’asola inferiore dei pali sino alla morsettiera di connessione, dovrà
essere protetto tramite uno o più tubi in PVC flessibile serie pesante diametro 50 mm, posato all’atto
della collocazione dei pali stessi entro i fori predisposti nei blocchi di fondazione medesimi, come da
disegni “particolari”. Per il sostegno degli apparecchi di illuminazione su mensola od a cima-palo
dovranno essere impiegati bracci in acciaio o codoli zincati a caldo secondo Norma UNI-EN 40/4 ed
aventi le caratteristiche dimensionali indicate nei disegno “particolari”.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.5
LINEE
L’Appaltatore dovrà provvedere alla fornitura ed alla posa in opera dei cavi relativi al circuito di
alimentazione di energia.
Sono previsti cavi per energia elettrica identificati dalle seguenti sigle di designazione:
•
cavi unipolari con guaina con sezione sino a 6 mm2:
Nell’ipotesi che non venga adottata la finestrella d’ispezione e quindi venga realizzato un giunto nel
pozzetto interessato questa prescrizione deve essere annullata.
cavo 1 x a UG5R-0,6/1 kV
•
cavi unipolari con guaina con sezione superiore a 6 mm2:
cavo 1 x a RG5R-0,6/i kV
•
cavi bipolari della sezione di 2,5 mm2:
cavo 2 x 2,5 UG5OR-0,6/1 kV
Tutti i cavi saranno rispondenti alla Norma CEI 20-13 e varianti e dovranno disporre di certificazione
IMQ od equivalente. Nelle tavole allegate sono riportati schematicamente, ma nella reale disposizione
planimetrica, il percorso, la sezione ed il numero dei conduttori.
L’Appaltatore dovrà attenersi scrupolosamente a quanto indicato nei disegni, salvo eventuali diverse
prescrizioni della Direzione Lavori.
Tutte le linee dorsali d’alimentazione, per posa sia aerea che interrato, saranno costituite da quattro
cavi unipolari uguali. In alcune tratte terminali d’alimentazione saranno impiegati cavi tripolari con
sezione di 2,5 mm2. I cavi per la derivazione agli apparecchi di illuminazione saranno bipolari, con
sezione di 2,5 mm2.
I cavi multipolari avranno le guaine isolanti interne colorate in modo da individuare la fase relativa. Per i
cavi unipolari la distinzione delle fasi e del neutro dovrà apparire esternamente sulla guaina protettiva.
E’ consentiva l’apposizione di fascette distintive ogni tre metri in nastro adesivo, colorate in modo
diverso (marrone fase R - bianco fase 5 - verde fase T - blu chiaro neutro).
La fornitura e la posa in opera del nastro adesivo di distinzione si intendono compensate con il prezzo
a corpo.
I cavi infilati entro pali o tubi metallici saranno ulteriormente protetti da guaina isolante (vedi art. 27).
Nella formulazione del prezzo a corpo è stato tenuto conto, tra l’altro, anche degli oneri dovuti all’uso
dei mezzi d’opera e delle attrezzature.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.6
CASSETTE - GIUNZIONI - DERIVAZIONI - GUAINE ISOLANTI
La derivazione agli apparecchi di illuminazione, in cavo bipolare della sezione di 2,5 mm2, sarà
effettuata con l’impiego di cassetta di connessione in classe II della ditta “La Conchiglia” tipo SGVP
collocata nell’alloggiamento di cui all’art. precedente con transito nella medesima dei cavi unipari di
dorsale. La salita all’asola dei cavi unipolari sarà riservata unicamente alla fase interessata ed al
neutro escludendo le restanti due fasi; per tratti di dorsali rilevanti dovrà essere previsto altresì un
sezionamento dell’intera linea facendo transitare le tre fasi ed il neutro in una cassetta di connessione
collocato nell’asola di un palo secondo indicazione dei Direttore dei Lavori.
208
Per le giunzioni o derivazioni su cavo unipolare, con posa in cavidotto, è previsto l’impiego di muffole
tipo 3M SCOTCHCAST o similare. Dette muffole saranno posate esclusivamente nei pozzetti in
muratura o prefabbricati.
Come detto, tutti i conduttori infilati entro i pali e bracci metallici, saranno ulteriormente protetti, agli
effetti del doppio isolamento, da una guaina isolante di diametro adeguato; tale guaina dovrà avere
rigidità dielettrica ~ 10 kV/mm; il tipo di guaina isolante dovrà comunque essere approvato dal Direttore
dei Lavori; il prezzo a corpo compensa la fornitura e posa di tale guaina.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.7
APPARECCHI DI ILLUMINAZIONE
Tutti gli apparecchi di illuminazione devono avere il grado di protezione interno minimo:
•
apparecchi per illuminazione stradale “aperti” (senza coppa o rifrattore) vano ottico = IP X 3 vano
ausiliari = IP23 “chiusi” (con coppa o rifrattore) vano ottico = IP54 vano ausiliari = IP23
•
proiettori su torri faro o parete (verso il basso) IP65
•
proiettori sommersi = IP68
Gli apparecchi dovranno altresì essere realizzati in Classe II ed essere rispondenti all’insieme delle
norme:
•
CEI 34-21 fascicolo n. 1034 Novembre 1987 e relative varianti
•
CEI 34-30 fascicolo n. 773 Luglio 1986 e relative varianti” proiettori per illuminazione”
•
CEI 34-33 fascicolo n. 803 Dicembre 1986 e relative varianti” apparecchi per illuminazione
stradale”
In ottemperanza alla Norma CEI 34-21 i componenti degli apparecchi di illuminazione dovranno essere
cablati a cura del costruttore degli stessi, i quali pertanto dovranno essere forniti e dotati completi di
lampade ed ausiliari elettrici rifasati
Detti componenti dovranno essere conformi alle Norme CEI di riferimento.
Gli apparecchi di illuminazione destinati a contenere lampade a vapori di sodio ad alta pressione
dovranno essere cablati con i componenti principali (lampade, alimentatori ed accenditori) della stessa
casa costruttrice in modo da garantire la compatibilità tra i medesimi.
I riflettori per gli apparecchi di illuminazione destinati a contenere lampade a vapori di sodio ad alta
pressione devono essere conformati in modo da evitare che le radiazioni riflesse si concentrino sul
bruciatore della lampada in quantità tale da pregiudicarne la durata o il funzionamento.
Tali apparecchi devono essere provati secondo le prescrizioni della Norma CEI 34-24 e si riterranno
conformi quando la differenza tra le due tensioni di lampada (in aria libera ed all’interno
dell’apparecchio) è inferiore a:
•
12 V per le lampade do 400 W bulbo tubolare chiaro
•
7 V per le lampade da 400 W bulbo ellissoidale diffondente
•
10 V per le lampade da 250 W (tutti i due tipi)
•
7 V per le lampade da 150 W e 100 W bulbo tubolare chiaro
•
5 V per le lampade da 150 W e 100 W bulbo ellissoidale diffondente
Sugli apparecchi di illuminazione dovranno essere indicati in modo chiaro e indelebile, ed in posizione
che siano visibili durante la manutenzione, i dati previsti dalla sezione 3 - Marcatura della Norma CEI
34-21.
Gli apparecchi di illuminazione dovranno altresì soddisfare i requisiti richiesti dalla Legge.
In particolare i corpi illuminanti posti in opera dovranno avere un'emissione nell’emisfero superiore (
cioè con g ³ 90°) non superiore allo 0 % del flusso totale emesso.
Apparecchi di illuminazione con valori superiori di emissione verso l'alto sino al massimo del tre
percento del flusso luminoso totale emesso, potranno, previa preventiva autorizzazione ed a seguito di
reali necessità impiantistiche, essere installati.
I produttori devono quindi rilasciare la dichiarazione di conformità alla LR 22/97 delle loro
apparecchiature e devono inoltre allegare, le raccomandazioni di uso corretto. La documentazione
tecnica dovrà comprendere la misurazione fotometrica dell’apparecchio, effettuata secondo le norme
in vigore, sia in forma tabellare numerica su supporto cartaceo che sotto forma di file standard in
formato “Eulumdat”.
Tale documentazione dovrà specificare tra l’altro:
•
Temperatura ambiente durante la misurazione;
•
Tensione e frequenza di alimentazione della lampada;
•
Norma di riferimento utilizzata per la misurazione;
•
Identificazione del laboratorio di misura;
•
Specifica della lampada (sorgente luminosa) utilizzata per la prova;
•
Nome del responsabile tecnico di laboratorio;
•
Corretta posizione dell'apparecchio durante la misurazione;
•
Tipo di apparecchiatura utilizzata per la misura e classe di precisione.
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Questi dati devono essere accompagnati da una dichiarazione sottoscritta dal responsabile tecnico di
laboratorio che attesti la veridicità della misura.
Gli apparecchi devono inoltre essere forniti della seguente ulteriore documentazione:
•
angolo di inclinazione rispetto al piano orizzontale a cui deve essere montato l’apparecchio in
modo da soddisfare i requisiti della Legge Veneta. In genere l’inclinazione deve essere nulla
(vetro di protezione parallelo al terreno).
•
diagramma di illuminamento orizzontale (curve isolux) riferite a 1.000 lumen
•
diagramma del fattore di utilizzazione—classificazione dell’apparecchio agli effetti
dell’abbagliamento con l’indicazione delle intensità luminose emesse rispettivamente a 90° (88°)
ed a 80° rispetto alla verticale e la direzione del l’intensità luminosa massima (I max) sempre
rispetto alla verticale.
Il tipo di apparecchio di illuminazione da installare, nell’ipotesi che non sia già stato definito nel disegno
dei particolari, dovrà comunque essere approvato dal Direttore dei Lavori.
L’Appaltatore provvederà pertanto all’approvvigionamento, al trasporto, all’immagazzinamento
temporaneo, al trasporto a piè d’opera, al montaggio su paio o braccio o testata, all’esecuzione dei
collegamenti elettrici, alle prove di funzionamento degli apparecchi di illuminazione con le
caratteristiche definite in precedenza.
Gli apparecchi di illuminazione saranno, come già precisato, in Classe II e pertanto si dovrà porre la
massima cura nell’esecuzione dei collegamenti elettrici affinché in essi sia mantenuto il doppio
isolamento.
La rispondenza alla Legge Veneta e al complesso delle norme di cui sopra dovrà essere certificato con
la consegna al Direttore dei Lavori della dichiarazione di conformità alle normative stesse rilasciata dal
costruttore degli apparecchi di illuminazione, ai sensi dell’art. 7 della Legge 18 ottobre 1977 n. 791,
oppure tramite l’accertamento dell’esistenza del Marchio di Conformità apposto sugli apparecchi
stessi, ovvero dal rilascio dell’attestato di conformità ai sensi della già citata Legge 791/77.
PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.8
FORNITURA E POSA DEL CONTENITORE DEL GRUPPO DI MISURA E DEL COMPLESSO DI
ACCENSIONE E PROTEZIONE
L’Appaltatore provvederà alla fornitura e posa presso il punto di consegna indicato dal progetto di un
contenitore in resina poliestere rinforzata con fibre di vetro del formato approssimativo di: larghezza
70-75 cm, altezza da terra 140-150 cm, profondità 30-40 cm con grado di protezione interna minimo
1P 54 (CEI 70-1).
Tale contenitore dovrà essere diviso verticalmente in due vani con aperture separate di cui una
destinata a contenere il gruppo di misura installata dall’Ente Distributore, la relativa serratura di
chiusura dovrà essere installata previo accordi con gli organismi territoriali competenti dall’Ente
medesimo. Il contenitore dovrà appoggiare su apposito zoccolo in c.l.s. prefabbricato o realizzato in
opera che consenta l’ingresso dei cavi sia del Distributore dell’energia elettrica che dell’impianto in
oggetto. Sono altresì a cura dell’Appaltatore le opere di scavo e murarie per l’ingresso nel contenitore
dei cavi dell’Ente Distributore.
Il secondo vano dovrà contenere le apparecchiature di comando, di sezionamento, e di protezione così
come definite nello schema unifilare indicato nel disegno “particolari”. L’apertura di tale vano dovrà
essere munita di apposita serratura concordata con il Committente ove è ubicato l’impianto.
Il quadro elettrico ivi contenuto dovrà essere realizzato con isolamento in Classe II come il resto
dell’impianto di illuminazione.
Le apparecchiature elettriche dovranno essere conformi alle corrispondenti Norme CEI; in particolare i
teleruttori dovranno avere le caratteristiche secondo la Norma CEI 17-3 fascicolo 252.
L’Appaltatore dovrà altresì provvedere alla fornitura, posa e collegamento di un interruttore
crepuscolare fotoelettrico adatto all’installazione esterna in posizione idonea e protetta da eventi
accidentali o vandalici con le seguenti caratteristiche: Classe di Isolamento II, grado IP 54, valore di
intervento 10 + 2 Lux, carico massimo alimentarie 5A.
Gli organi di protezione dovranno essere dimensionati in modo da garantire la protezione contro i
cortocircuiti dell’intero impianto secondo Norme CEI 64-8 fascicolo 1000 ed. Giugno/1987 capitolo VI
sezioni 1 e 3.
Il tipo di contenitore, le apparecchiature ivi contenute ed il relativo quadro dovranno comunque avere la
preventiva approvazione del Direttore dei Lavori.
Il prezzo a corpo compensa la fornitura, il trasporto, la mano d’opera, il collaudo e la messa in servizio
dei componenti
e delle apparecchiature.
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PUBBLICA ILLUMINAZIONE - Art.9
IMPIANTO DI TERRA - DISPERSORI
L’impianto non prevede, come già detto, la messa o terra degli apparecchi di illuminazione a delle altre
parti metalliche, in quanto tutto il sistema sarà realizzato con doppio isolamento (Classe II). Qualora,
per particolari esigenze, venissero impiegati apparecchi di illuminazione sprovvisti di isolamento in
Classe II, oppure sia necessario realizzare la protezione delle strutture contro i fulmini occorre
realizzare l’impianto di terra.
Gli apparecchi di illuminazione saranno collegati ad una terra di sezione adeguata, comunque non
inferiore ai 16 mm2 , i conduttori di terra e di protezione avranno guaina di colore giallo-verde e
saranno di tipo H07 V.
La linea dorsale sarà collegata al Dispersore Unico mediante conduttore isolato, della sezione minima
di 16 mm2 di tipo H07 V-R, protetto con tubazione nei tratti discendenti.
Tenendo conto che il dispersore sarà unico, sia per la protezione contro i fulmini che per la protezione
contro i contatti indiretti esso dovrà rispondere alle prescrizioni delle Norme CEI 81-1/1 984, 64-8/1987
e 11-8/1989.
I dispersori saranno dei tipo a puntazza componibile, posati entro appositi pozzetti di ispezione di tipo
carreggiabile, in resina rinforzata; tutti i dispersori dovranno essere collegati fra di loro.
Sia i dispersori a puntazza, che i pozzetti di ispezione dovranno essere preventivamente approvati
dalla Direzione dei Lavori.
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