Cani addestrati alla ricerca del tartufo.pages

Commenti

Transcript

Cani addestrati alla ricerca del tartufo.pages
a cura di
www.olidus.com
Giuseppe Carletti, micologo
e Ada Maria Incolla’, micologa in formazione
Come addestrare il proprio cane alla ricerca del tartufo
Consigli utili
Molti pensano che i cani di razza diano maggior risultati
nell’addestramento a trovare il tartufo ma, posso assicurarvi che tanti
meticci imparano bene e con un adeguato addestramento possono dare
molte soddisfazioni all’addestratore e/o al padrone. Personalmente
preferisco cani di piccola, media taglia per molti motivi: trasportarli sul
campo di “battaglia” è più agevole, si muovono facilmente nei boschi.
Naturalmente i cani di taglia grande apprendono alle stessa maniera di
quelli piccoli, semplicemente è una questione di preferenze. Quando il
cucciolo è nella fase di addestramento ci vuole tanto amore, pazienza e
costanza nell’insegnargli le cose che poi dovrà mettere in pratica nel
bosco. Se a volte siamo stanchi o abbiamo qualche problema di vita
quotidiana che ci assilla è bene sospendere l’addestramento poiché il cane
lo intuisce e ne risente. Quando lo alleniamo per noi e per il cane deve
essere un momento di relax e di tranquillità, quasi un gioco. Vedrete che il
cane imparerà molto presto e soprattutto, avvertendo la nostra serenità, si
divertirà anch’esso e darà il massimo. In pratica l’addestramento inizia da
quando il cucciolo nasce, si può in questa fase, fargli sentire l’odore del
tartufo che memorizzerà e in seguito cercherà istintivamente incitato dal
padrone. Dopo lo svezzamento e fatti i primi vaccini si prosegue con la
scuola: si nasconde il tartufo e lo si stimola a cercarlo. Si può nascondere
il tartufo in mezzo all’erba, lo si può mettere sotto terra e così facendo il
cucciolo lo dovrà trovare affidandosi solo al suo olfatto. Ogni volta che il
cane ritrova deve essere premiato col cibo che lui predilige: pezzettini di
carne, di formaggio o semplicemente con crocchette che si trovano in
commercio e con lodi e carezze. Se il cucciolo va alla ricerca dei tartufi
insieme alla madre (se si ha l’opportunità), la osserverà all’opera e la
imiterà. Farà così passi da gigante nell’imparare. I cuccioli che avranno un
scuola costante e ripetitiva saranno pronti per trovare i loro primi tartufi
già all’età di sette otto mesi. Ricordiamoci di non forzare mai
l’apprendimento nella fase di addestramento (per loro è un gioco) e se
vediamo che il cucciolo per vari motivi “non è in giornata” non
facciamone un dramma ma assecondiamo la bestiola nei suoi bisogni
momentanei.
Non diamo per scontato che il cane, completato l’addestramento, non
abbia più nulla da imparare ma, seguendolo costantemente, osservandolo e
dandogli gli stimoli appropriati il cane migliorerà.
E’ opportuno, quindi, ripetere un breve ciclo di addestramento una volta
all’anno.
Non tutti i cani imparano a riportare ma indicano e scavano nel punto dove
cresce il tartufo. Un cane che avevo addestrato non riportava e ha imparato
a farlo all’età di cinque anni proprio perché lo addestravo ogni anno.
Riassumendo l’addestramento inizia dopo la nascita, il cane deve essere
premiato per i suoi successi, non necessariamente deve essere un cane di
razza soprattutto non puntate solo al cane etichettato “da tartufi”, evitate di
addestrarli nelle giornate in cui non siete sereni, l’addestramento non
finisce mai, date tanto affetto al vostro cane.
Potrete scrivermi, per avere o dare consigli in merito, al seguente
indirizzo:
E mail [email protected]