guida alle piante legnose

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guida alle piante legnose
Guida alle piante legnose
del Parco Nazionale della Majella
(versione stampabile della guida interattiva)
Giampiero Ciaschetti, Pier Luigi Nimis, Stefano Martellos, Luciano Di Martino,
Mirella Di Cecco, Maria Peroni, Teodoro Andrisano
Foto di Andrea Moro
2010
Questa guida è stata creata in collaborazione con il progetto europeo KeyToNature,
coordinato dal Dipartimento di Scienze della Vita dell'Università di Trieste, grazie al
contributo della Regione Abruzzo per la “Tutela della biodiversità vegetale e la
gestione dei giardini ed orti botanici” (L.R. 35/97).
Essa cerca di rispondere alle richieste dei visitatori del Parco Nazionale della Majella:
conoscere i nomi delle piante che osservano durante le escursioni, i campeggi, i picnic, o che studiano da amatori.
L’identificazione delle piante è solitamente appannaggio di pochi esperti, sia perché
solo essi conoscono le differenze, talora minime, tra specie simili, sia perché i
caratteri che permettono di distinguere le famiglie o i generi sono spesso osservabili
solo con uno stereomicroscopio.
Questa chiave utilizza solo caratteri facilmente osservabili, che nella versione
interattiva sono riccamente illustrati da foto e disegni creati da Andrea Moro. Può
essere usata anche da chi si avvicina per la prima volta all'identificazione delle piante.
E' una guida "facile", ma realizzata con rigore scientifico. Comprende tutte le specie e
le sottospecie di piante legnose (alberi, arbusti e liane), presenti allo stato spontaneo o
subspontaneo nel territorio del Parco Nazionale della Majella, più alcune delle più
comuni piante coltivate a scopo ornamentale o negli impianti di riforestazione. Ad
ogni pianta è associata una scheda che ne descrive brevemente nomenclatura (nome
comune, sinonimi), morfologia, distribuzione, ecologia e l’uso nella tradizione locale.
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Piante parassite attaccate a tronchi e rami di alberi o
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arbusti
Piante radicanti nel suolo
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Foglie caduche in inverno, con nervi pennati indistinti. Fiori tutti con calice e
corolla. Bacca gialla
Loranthus europaeus Jacq.
Morfologia: Arbusto dioico caducifoglio, lungo fino a 80-100 cm,
molto ramificato. Foglie opposte, lunghe fino a 25 mm e larghe fino
a 10 mm, da ellittiche a oblanceolate, verdi scure e cuoiose, con una
nervatura principale ed alcune secondarie. Fiori giallo-verdastri,
riuniti in cime lunghe 1-3 cm. Il frutto è una bacca sferica, gialla, di
6-10 mm di diametro.
Areale: Europa centro-meridionale e orientale, Asia Minore.
Habitat: Specie emiparassita che vegeta sui rami di querce
caducifoglie, raramente anche su castagno, faggio e olivo, fino a
800-1000 m.
Presenza nel Parco: Piuttosto comune.
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Foglie sempreverdi, con 5(-7) nervi paralleli. Calice assente nei fiori maschili. Bacca
bianca
Viscum album L. subsp. album
Nome comune: Vischio comune.
Morfologia: Arbusto dioico sempreverde, lungo fino a 70-80 cm,
molto ramificato e di aspetto globoso. Foglie opposte, lunghe 3-6 cm
e larghe 1,5-3 cm, lanceolato-spatolate, coriacee, a nervature
parallele. Fiori verdastri, riuniti in fascetti. Il frutto è una bacca
sferica, bianco-perlacea, di 5-10 mm di diametro.
Areale: Europa, Asia centro-orientale, Asia Minore e Africa nordoccidentale.
Habitat: Pianta emiparassita che vegeta sui rami di vari alberi e
arbusti, fino a 1000-1200 m.
Presenza nel Parco: Piuttosto comune.
Note: Viene usata nelle feste natalizie come pianta augurale e
propiziatrice.
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Pianta con fusti carnosi
Opuntia ficus-indica (L.) Mill.
Sinonimi: Opuntia ficus-barbarica A. Berger
Nome comune: Fico d’India.
Morfologia: Pianta succulenta alta generalmente fino a 3 m, con
fusto legnoso alla base, ramosissimo; articoli (pale) obovato-ellittici,
di 10-20 x 20-50 cm, con numerose piccole spine gialle ed isolate
spine bianche lunghe fino a 1 cm. Fiori gialli, isolati, di 6-7 cm.
Frutto ovoide, da giallo a porporino, commestibile.
Areale: Originaria dell’America tropicale, è coltivata per il frutto.
Tende a spontaneizzarsi nelle zone calde dell’Italia meridionale e
delle isole.
Note: Nel Parco è stata segnalata anche Opuntia stricta (Haw.) Haw.
che differisce per le spine maggiori, gialle anziché bianche e per le
areole intorno alle spine non lanate.
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Piante con fusti legnosi
Piante senza vere e proprie foglie (foglie ridotte a
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squame giallastre o sostituite da fusti modificati simili
a foglie)
Piante con foglie ben evidenti
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Fusti divisi in articoli, con una piccola guaina alla base di ciascun articolo, non
pungenti
Ephedra nebrodensis Guss. subsp. nebrodensis
Sinonimi: Ephedra major Host subsp. major, E. nebrodensis Tineo
Nome comune: Efedra maggiore, efedra dei Nebrodi.
Morfologia: Piccolo arbusto di (20-)50-150 cm con aspetto
ginestroide o giunchiforme e rami molto numerosi, contorti, striati,
con corteccia roseo-bruna e desquamantesi; rami più giovani verdi.
Foglie ridotte a squame membranacee chiare situate in
corrispondenza dei nodi. Infiorescenze maschili subsferiche con 2-4
paia di fiori, quelle femminili uniflore. Ovuli con tegumento
carnoso, di color rosso-corallo a maturità.
Areale: Mediterraneo centro-occidentale.
Habitat: Rupi e stazioni rocciose calcaree.
Presenza nel Parco: Rara.
Note: Contiene l’efedrina, un alcaloide cardiotonico dall’azione
simile all’adrenalina ma meno potente e più duratura.
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Fusti non articolati, in parte trasformati in strutture
simili a foglie (cladodi o cladofilli), spesso pungenti
Cladodi aghiformi, larghi al massimo 4 mm
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Asparagus acutifolius L.
Nome comune: Asparago selvatico.
Morfologia: Piccolo arbusto rizomatoso con numerosi fusti legnosi
che si dipartono dalla base, più o meno flessuosi, cilindrici,
finemente pubescenti, lunghi fino a 3 m. Rami giovani di colore
verde o violaceo-scuro, afilli o con foglie lineari-lanceolate.
Cladofilli lineari, angoloso-solcati, lunghi 3-10 mm, disposti in
fascetti di 3-12. Fiori giallo-verdastri, riuniti in gruppi di 1-4. Il
frutto è una bacca sferica nera, larga 4-6 mm.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Siepi, arbusteti, garighe, macchie e boschi termofili di
caducifoglie.
Presenza nel Parco: Comune alle quote più basse.
Note: I turioni (getti giovani) sono molto apprezzati in cucina per
varie preparazioni alimentari.
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Cladodi appiattiti, più larghi di 4 mm
Cladodi ad apice non pungente, lunghi 5-10 cm
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Ruscus hypoglossum L.
Nome comune: Ruscolo maggiore, bislingua, erba bonifica.
Morfologia: Piccolo arbusto sempreverde alto fino a 60 cm, di
colore verde scuro, con fusto poco ramificato; rami trasformati in
strutture simili a foglie (cladodi o cladofilli), lunghi 5-12 cm, ellittici
e non pungenti. Foglie ridotte a piccole squame inserite alla base dei
cladofilli. Specie dioica, con fiori maschili e femminili su individui
diversi, collocati al centro dei cladofilli. Il frutto è una bacca rossa,
sferica larga 10-15 mm.
Areale: Europa e Asia Minore.
Habitat: Boschi di latifoglie della fascia montana (faggete e cerrete)
fino a 1400 m
Presenza nel Parco: Poco comune.
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Cladodi ad apice pungente, lunghi 1.5-4 cm
Ruscus aculeatus L.
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Nome comune: Pungitopo.
Morfologia: Piccolo arbusto sempreverde alto fino ad 80 cm, di
colore verde scuro, con fusto molto ramificato; rami trasformati in
strutture simili a foglie (cladofilli o cladodi), muniti all’apice di una
punta acuminata. Foglie ridotte a piccole squame inserite alla base
dei cladofilli. Specie dioica, con fiori maschili e femminili su
individui diversi, collocati al centro dei cladofilli. Il frutto è una
bacca rossa, sferica, larga 10-15 mm.
Areale: Europa e Asia Minore.
Habitat: Boschi collinari e montani fino a circa 1300 m.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Insieme all’Agrifoglio è una delle piante tradizionali del
Natale: la raccolta sconsiderata a fini commerciali ne ha minacciato
la presenza allo stato spontaneo. Nella credenza popolare è
considerata pianta augurale. I getti giovani sono commestibili e
vengono consumati come gli asparagi. In alcune regioni, con i rami
spinosi della pianta venivano protetti i formaggi in stagionatura
contro i morsi dei topi: da ciò il nome italiano "pungitopo".
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Foglie aghiformi o squamiformi
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Foglie non aghiformi né squamiformi
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Foglie squamiformi, più brevi di 8 mm, strettamente
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appressate ai rami
Foglie aghiformi, più lunghe di 8 mm, non appressate
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ai rami
Piante con fiori ermafroditi muniti di petali bianchi o
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rosei (Angiosperme)
Piante con fiori unisessuali senza petali
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(Gimnosperme)
Foglie lanceolate. Stami 10, con filamenti fusi verso il basso
Myricaria germanica (L.) Desv.
Nome comune: Tamerice alpina, tamerice di torrente.
Morfologia: Arbusto di 1-3 m, glabro, con fusto cilindrico eretto,
arrossato. Foglie squamiformi, lanceolate, glauche, fittamente
embriciate. Fiori bianco-rosei riuniti in racemi strettamente cilindrici
lunghi fino a 12 cm. Frutto a capsula di forma piramidale.
Areale: Aree montane dell’Europa e dell’Asia occidentale.
Habitat: Greti ciottolosi di torrenti.
Presenza nel Parco: Rara.
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Foglie triangolari. Stami 5, con filamenti liberi
Tamarix africana Poir.
Nome comune: Tamerice africana, tamerice maggiore.
Morfologia: Arbusto o piccolo alberello alto fino a 5 m, con
corteccia scura, striata longitudinalmente. Foglie piccole,
squamiformi, amplessicauli, trasparenti sul bordo. Fiori piccoli,
bianchi, riuniti in racemi a forma di spiga. Frutto a capsula.
Areale: Mediterraneo occidentale, Canarie.
Habitat: Scarpate e pendii franosi, argini fluviali.
Presenza nel Parco: Comune a quote basse.
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Rami prostrati, raramente più alti di 1 m. Pigne carnose o cuoiose
Juniperus sabina L.
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Nome comune: Ginepro sabino.
Morfologia: Arbusto alto fino a 1,5 m, a portamento prostrato, con
forte odore sgradevole; corteccia rossastra tendente a desquamarsi in
strisce longitudinali negli individui adulti. Foglie a forma di piccole
squame, strettamente appressate. Specie dioica con fiori maschili in
gruppi ascellari o terminali; coni femminili (galbuli) di colore verdebluastro e carnosi a maturità, ricoperti di pruina cerosa biancastra.
Areale: Europa, Asia occidentale.
Habitat: Ambienti rupestri, tra 700 e 1800 m.
Presenza nel Parco: Raro.
Note: E’ storicamente documentata la sua applicazione in campo
veterinario per facilitare l’espulsione della placenta nelle vacche
partorienti.
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Rami eretti, più alti di 1 m. Pigne legnose
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Pigne più lunghe che larghe. Rametti appiattiti, tendenti a disporsi sullo stesso piano
Thuja orientalis L.
Nome comune: Tuia orientale.
Morfologia: Arbusto o alberello sempreverde con rami più o meno
eretti. Foglie squamiformi appressate, opposte-decussate, lunghe 1-2
mm, disposte su rametti appiattiti tendenti a disporsi in piani
verticali. Pigne più o meno ovoidi di 2-3 cm, con squame ad apice
ricurvo ad uncino.
Areale: Asia orientale.
Habitat: Specie comunemente coltivata nei giardini e negli arredi
verdi urbani, talora anche a scopo forestale; non si spontaneizza.
Note: Thuja occidentalis, anch’essa coltivata, si differenzia per i
rametti disposti in piani orizzontali, bicolori (verde-scuro di sopra,
verde-pallido di sotto) con forte profumo resinoso, e per le pigne più
piccole con squame ad apice non uncinato.
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Pigne sferiche. Rametti angolosi, disposti in tutti i
sensi
Foglie glauche (di color verde-azzurro)
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Cupressus arizonica Greene
Nome comune: Cipresso dell’Arizona, cipresso argentato.
Morfologia: Albero sempreverde alto fino a 15-20 m, con
portamento colonnare o conico-piramidale; corteccia di aspetto
fibroso che nelle piante mature si stacca in piccole strisce. Foglie
squamiformi, di colore verde-azzurro, appressate a rametti angolosi
disposti in tutti i sensi. Pianta monoica con coni maschili terminali di
colore giallo, coni femminili tondeggianti con squame munite di una
protuberanza centrale.
Areale: Specie originaria dell’Arizona e del Messico settentrionale,
molto utilizzata a scopo ornamentale e negli impianti di
rimboschimento.
Presenza nel Parco: Coltivato presso gli abitati.
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Foglie non glauche
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Chioma cilindrica, colonnare. Foglie lunghe 0.5-1 mm, non ricurve all'apice. Pigne
grigio-giallastre a maturità
Cupressus sempervirens L.
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Nome comune: Cipresso comune.
Morfologia: Albero sempreverde alto fino a 20 m, con portamento
colonnare. Foglie squamiformi, di colore verde scuro, molto piccole
(circa 1 mm), appressate a rametti angolosi disposti in tutti i sensi.
Pianta monoica con coni maschili terminali di colore giallo, quelli
femminili tondeggianti che a maturità evolvono in pigne (galbuli)
legnose di colore marrone.
Areale: Specie originaria dell’Asia Minore e del Mediterraneo
orientale, da tempi antichissimi molto utilizzata in Italia sia a scopo
ornamentale sia negli impianti di rimboschimento.
Presenza nel Parco: Coltivato presso gli abitati e sporadicamente
usato per rimboschimenti a quote basse.
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Chioma prima piramidale, poi più o meno ombrelliforme. Foglie lunghe 1-2 mm,
leggermente ricurve all'apice. Pigne brune a maturità
Cupressus macrocarpa Hartw.
Nome comune: Cipresso di Monterey.
Morfologia: Albero sempreverde alto fino a 25 m, con portamento
prima piramidale, poi ombrelliforme. Foglie squamiformi, di colore
verde scuro, lunghe circa 2 mm, appressate a rametti angolosi
disposti in tutti i sensi. Pianta monoica con coni maschili terminali di
colore giallo, quelli femminili tondeggianti o più spesso un
po'allungati che a maturità evolvono in pigne (galbuli) legnose di
colore marrone.
Areale: Specie originaria della California.
Presenza nel Parco: Rara allo stato subspontaneo, di solito coltivata
presso gli abitati.
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Foglie opposte, con forte odore di rosmarino
Rosmarinus officinalis L.
Nome comune: Rosmarino.
Morfologia: Arbusto sempreverde dall’odore aromatico intenso, con
fusti rigidi e contorti e rami ascendenti. Foglie più o meno lineari,
sessili, revolute sul bordo, lunghe fino a 3-4 cm, scure e lucide di
sopra, bianco-tomentose di sotto. Fiori di color azzurro-chiaro o
violetti, raramente bianchi, bilabiati, con labbro inferiore trilobo.
Frutto un tetrachenio (4 nucule disposte a croce).
Areale: Bacino del Mediterraneo, tipica pianta delle garighe su
substrato calcareo.
Habitat: Comunemente coltivata, si spontaneizza in garighe e
macchie.
Presenza nel Parco: Comunemente coltivata presso gli abitati.
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Foglie non opposte, senza odore di rosmarino
Fusti verdi. Fiori con petali
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Asparagus acutifolius L.
Nome comune: Asparago selvatico.
Morfologia: Piccolo arbusto rizomatoso con numerosi fusti legnosi
che si dipartono dalla base, più o meno flessuosi, cilindrici,
finemente pubescenti, lunghi fino a 3 m. Rami giovani di colore
verde o violaceo-scuro, afilli o con foglie lineari-lanceolate.
Cladofilli lineari, angoloso-solcati, lunghi 3-10 mm, disposti in
fascetti di 3-12. Fiori giallo-verdastri, riuniti in gruppi di 1-4. Il
frutto è una bacca sferica nera larga 4-6 mm.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Siepi, arbusteti, garighe, macchie e boschi termofili di
caducifoglie.
Presenza nel Parco: Comune alle quote più basse.
Note: I turioni (getti giovani) sono molto apprezzati in cucina per
varie preparazioni alimentari.
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Fusti grigi o bruni. Fiori senza petali
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Foglie con una o due linee chiare di sopra
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Foglie senza linee chiare di sopra
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Foglie con una sola linea chiara di sopra. Frutti
aromatici, glauco-pruinosi, di solito più stretti di 7
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mm
Foglie con 2 linee chiare di sopra. Frutti insipidi,
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brunastri, più larghi di 7 mm
Pianta con rami eretti. Foglie distanziate di 3-10 mm tra un verticillo e l'altro, più o
meno diritte
Juniperus communis L. var. communis
Nome comune: Ginepro comune.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero sempreverde alto fino a 10-12
m, molto ramificato, con corteccia dapprima liscia e sottile, poi
grigio-bruna tendente al rossiccio e desquamantesi in strisce
longitudinali. Foglie aghiformi, rigide, pungenti, verticillate a tre,
lunghe fino a 15-17 mm, con una sola banda bianca (linea
stomatifera) sulla pagina superiore. Specie dioica con fiori maschili
piccoli, disposti in gruppi ascellari o terminali; coni femminili
(galbuli) di colore blu-viola e carnosi a maturità, ricoperti di pruina
cerosa biancastra.
Areale: Europa, Asia centro-occidentale, America settentrionale.
Habitat: Arbusteti, pascoli, boschi aperti.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: Il legno duro e compatto è ricercato per lavori di ebanisteria e
per la costruzione di utensili. Con i galbuli si aromatizzano le
acquaviti di cereali, ottenendo il famoso “gin”. I galbuli possiedono
anche proprietà balsamiche e sono utilizzati nelle affezioni delle vie
respiratorie e urinarie.
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Pianta con rami appressati al suolo. Foglie dense, distanziate di 1-3 mm tra un
verticillo e l'altro, più o meno incurvate
Juniperus communis L. var. saxatilis Pall.
Sinonimi: Juniperus communis L. subsp. alpina Celak., Juniperus
communis L. subsp. nana Syme in Sowerby
Nome comune: Ginepro di montagna.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero sempreverde con rami
prostrati, raramente più alto di 1 m, molto ramificato, con corteccia
dapprima liscia e sottile, poi grigio-bruna tendente al rossiccio e
desquamantesi in strisce longitudinali. Foglie aghiformi, rigide,
pungenti, verticillate a tre, lunghe fino a 15-17 mm, con una sola
banda bianca (linea stomatifera) sulla pagina superiore. Specie
dioica con fiori maschili piccoli, disposti in gruppi ascellari o
terminali; coni femminili (galbuli) di colore blu-viola e carnosi a
maturità, ricoperti di pruina cerosa biancastra.
Areale: Europa, Asia centro-occidentale, America settentrionale.
Habitat: Pascoli ed arbusteti d'altitudine.
Presenza nel Parco: Ristretto alle quote più alte.
Note: Il legno duro e compatto è ricercato per lavori di ebanisteria e
per la costruzione di utensili. Con i galbuli si aromatizzano le
acquaviti di cereali, ottenendo il famoso “gin”. I galbuli possiedono
anche proprietà balsamiche e sono utilizzati nelle affezioni delle vie
respiratorie e urinarie.
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Foglie larghe al massimo 2 mm. Frutto rosso-bruno, lucido, non od appena pruinoso
largo 7-11 mm
Juniperus oxycedrus L. subsp. oxycedrus
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Nome comune: Ginepro rosso.
Morfologia: Specie arbustiva o arborea, sempreverde, alta fino a 5
m, molto ramificata e con chioma relativamente ampia. Corteccia
dapprima liscia e sottile, poi grigio-bruna tendente al rossiccio e
desquamantesi in strisce longitudinali. Foglie aghiformi, rigide,
pungenti, verticillate a tre, lunghe fino a 25 mm, con due bande
bianche (linee stomatifere) sulla pagina superiore. Specie dioica con
fiori maschili in piccoli in gruppi ascellari o terminali; coni
femminili (galbuli) di colore rosso-bruno, lucidi, non od appena
pruinosi, larghi 7-11 mm.
Areale: Bacino del Mediterraneo, Asia occidentale.
Habitat: Dune costiere.
Presenza nel Parco: Rarissimo e limitato ai confini del Parco.
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Foglie larghe sino a 2.5 mm. Frutto bruno, pruinoso, largo 8-15 mm
Juniperus oxycedrus L. subsp. macrocarpa (Sibth. & Sm.) Neilr.
Nome comune: Ginepro rosso macrocarpo.
Morfologia: Specie arbustiva o arborea, sempreverde, alta fino a 5
m, molto ramificata e con chioma relativamente ampia. Corteccia
dapprima liscia e sottile, poi grigio-bruna tendente al rossiccio e
desquamantesi in strisce longitudinali. Foglie aghiformi, rigide,
pungenti, verticillate a tre, lunghe fino a 25 mm, con due bande
bianche (linee stomatifere) sulla pagina superiore. Specie dioica con
fiori maschili in piccoli in gruppi ascellari o terminali; coni
femminili (galbuli) di colore bruno, pruinosi, larghi 8-15 mm.
Areale: Bacino del Mediterraneo, Asia occidentale.
Habitat: Dune costiere.
Presenza nel Parco: Rarissimo e limitato ai confini del Parco.
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Foglie chiaramente appiattite
Foglie non appiattite
Foglie disposte tutt'attorno al ramo
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Abies cephalonica Loudon
Nome comune: Abete greco, abete della Cefalonia.
Morfologia: albero alto 20-30 m, con tronco colonnare a palchi
regolari. Foglie aghiformi, lineari-appiattite, lunghe sino a 3 cm,
solitarie, disposte radialmente, scanalate lungo la nervatura centrale
e con 2 linee longitudinali bianche di sotto, ad apice acuto e
pungente. Le infiorescenze maschili sono amenti riuniti in gruppi
nella parte inferiore dei rami dell’anno precedente, i fiori femminili
sono disposti in strobili eretti che a maturità si trasformano in pigne
lunghe 10-16 cm.
Areale: Pianta originaria della Grecia e dalle Isole Ionie. Tollera
climi più aridi e secchi dell'abete bianco, con optimum su terreni
calcarei. Nelle zone originarie forma sia boschi misti con castagni e
querce che boschi puri.
Presenza nel Parco: Pianta coltivata per rimboschimento.
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Foglie disposte a pettine sui rami, in due ranghi più o
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meno opposti
Foglie senza linee chiare di sotto. Con un solo seme avvolto da una coppa carnosa
rossa
Taxus baccata L.
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Nome comune: Tasso.
Morfologia: Albero alto fino a 20 m, a portamento piramidale;
tronco con corteccia liscia e rossastra, desquamentesi in scaglie;
foglie aghiformi, appiattite, persistenti e disposte in due serie
opposte sui rami, lunghe 1-3 cm. Specie dioica con fiori maschili
riuniti in coni gialli all’ascella delle foglie e fiori femminili isolati di
colore verde. Seme a maturità parzialmente circondato dall’arillo, un
involucro carnoso rosso-vivo e di sapore dolciastro che è l’unica
parte non velenosa della pianta.
Areale: Europa meridionale, Caucaso, Nordafrica.
Habitat: Faggete, soprattutto in quelle ben conservate.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il Tasso è un relitto dell’epoca Terziaria. La sua tossicità, nota
sin dall’antichità, giustifica il nome di “albero della morte”. La
medicina popolare impiegava il decotto di semi e foglie come
abortivo. Il legno era utilizzato nella costruzione di archi, gli
Egiziani lo impiegavano per la costruzione di sarcofagi (l’albero non
cresceva in Egitto, prova delle relazioni commerciali tra Egitto e
Asia Minore: a volte la Botanica aiuta la Storia!). Oggi il Tasso è
usato soprattutto a scopo ornamentale, grazie alla capacità di
sopportare potature anche drastiche e quindi assumere svariate
sagome.
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Foglie con due linee chiare di sotto. Con numerosi semi rinchiusi in pigne legnose
Abies alba Mill.
Nome comune: Abete bianco.
Morfologia: Albero alto fino a 40-50 m, superante facilmente i 300
anni di età. Portamento eretto con chioma piramidale in gioventù,
cilindrica a maturità quando, grazie all'accrescimento ridotto
dell’apice rispetto ai rami laterali, il cimale assume un caratteristico
aspetto a “nido di cicogna”. Corteccia grigio-argentea, liscia nelle
piante giovani, più scura e suddivisa in placche nelle piante adulte.
Foglie aghiformi, lunghe 2-3 cm, disposte a pettine sui rami, di
colore verde scuro di sopra, con 2 linee stomatifere bianche e cerose
di sotto, ad apice arrotondato o smarginato. Pigne cilindriche, erette,
di colore rosso bruno, lunghe 10-18 cm, spesso coperte di
essudazioni di resina.
Areale: Europa e Africa settentrionale.
Habitat: Specie autoctona, ma spesso anche ampiamente utilizzata
negli impianti di riforestazione e nei coniferamenti.
Note: Il legno, di colore chiaro e con poca resina, è leggero, tenero
ed elastico e si presta per la costruzione di travi, mobili, lavori di
carpenteria, imballaggi e pannelli. In passato i tronchi colonnari
erano usati per le alberature navali. Oggi il legno si usa nella
produzione di pasta da cellulosa.
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Foglie solitarie ed omogeneamente sparse sui rami
Picea abies (L.) H. Karst.
Sinonimi: Picea excelsa (Lam.) Link, P. vulgaris Link
Nome comune: Abete rosso.
Morfologia: Albero alto anche più di 35 m, con corteccia dapprima
grigio-rossastra, poi grigio-bruna, desquamantesi in piccole piastre.
Foglie aghiformi, appena pungenti, inserite singolarmente
tutt’attorno ai rami. Pigne pendule, subcilindriche, lunghe 3-4 x 8-15
cm.
Areale: Specie Eurosiberiana con distribuzione boreal-montana in
Europa, spontanea in Italia solo sulle Alpi e sull'Appennino
settentrionale.
Presenza nel Parco: Non è spontanea, ma è spesso utilizzata negli
impianti di rimboschimento, nel Parco difficilmente tende a
spontaneizzarsi.
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Foglie riunite alla base in fascetti di 2, oppure
disposte in ciuffetti su brevi rami laterali
Foglie disposte in ciuffetti su brevi rami laterali
Foglie riunite alla base in fascetti di 2
Pianta decidua. Pigne più strette di 4 cm
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Larix decidua Mill.
Sinonimi: Larix europaea DC.
Nome comune: Larice comune.
Morfologia: Albero caducifoglio alto sino a 25 m, con corteccia
grigio-bruna desquamantesi a piccole piastre; rami un po'penduli,
con striature longitudinali. Foglie aghiformi, molli, riunite a 30-40
su brevi rametti (brachiblasti). Pigne ovali, lunghe fino a 3 cm.
Areale: Specie Eurosiberiana, presente in Europa settentrionale e su
alcune montagne dell’Europa centro-meridionale, in Italia spontanea
solo sulle Alpi.
Habitat: Sulle Alpi forma il limite degli alberi.
Presenza nel Parco: Nel Parco - sito troppo a Sud rispetto alle Alpi
- non è spontanea: i Forestali l'hanno coltivata negli impianti di
rimboschimento, raramente si spontaneizza.
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Piante sempreverdi. Pigne più larghe di 4 cm
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Foglie lunghe 3-5 cm. Rami giovani molli e penduli
Cedrus deodara (Rosb. ex D. Don) G. Don
Nome comune: Cedro dell’Himalaya.
Morfologia: Albero alto fino a 75 m, con rami giovani pendenti;
corteccia grigio-scura. Foglie aghiformi, sempreverdi, lunghe sino a
5 cm, molli e riunite a ciuffi su brevi rametti laterali (brachiblasti).
Pigne erette, che impiegano due anni per maturare.
Areale: Originario della regione himalayana.
Habitat: Coltivato in parchi e giardini della fascia collinare e
montana in tutta Italia.
Note: Ampiamente utilizzato come specie ornamentale, dal legno
profumato e dolciastro si ottiene per distillazione un olio volatile
(“olio di cedro”), usato in profumeria come base per numerosi
preparati.
Presenza nel Parco: Comunemente coltivato presso gli abitati.
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Foglie lunghe al massimo 3 cm. Rami giovani rigidi, non penduli
Cedrus atlantica (Endl.) Carrière
Nome comune: Cedro dell’Atlante.
Morfologia: Albero alto fino a 75 m, con rami giovani rigidi e non
pendenti; corteccia grigio-scura. Foglie aghiformi lunghe 1-3 cm,
sempreverdi, rigide e pungenti, riunite a ciuffi su brevi rami laterali
(brachiblasti). Pigne globose ed erette che impiegano due anni per
maturare.
Areale: Originario dell’Africa del Nord (montagne dell’Atlante).
Habitat: coltivato in parchi e giardini della fascia collinare e
montana.
Note: Il cultivar 'glauca', con foglie di color verde-azzurro, è
comunemente coltivato come pianta ornamentale.
Presenza nel Parco: Coltivato presso gli abitati.
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Arbusto ramificato sin dalla base, raramente più alto di 4 m
Pinus mugo Turra subsp. mugo
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Nome comune: Pino mugo.
Morfologia: Arbusto policormico a portamento prostrato, alto 2-4
m. Foglie aghiformi lunghe fino a 4 cm, riunite in fascetti di due,
robuste, un po’ incurvate, subpungenti, di color verde scuro. Coni
maschili gialli, ovato-conici, lunghi circa 1 cm. Coni femminili
dapprima verdi, poi rosso-violetti, solitari o accoppiati all’apice dei
rami. Pigne sessili, lunghe 2-5 cm.
Areale: Montagne dell'Europa centro-meridionale.
Habitat: Arbusteti della fascia subalpina, con optimum oltre il
limite della vegetazione arborea.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Dalle gemme si estrae un olio balsamico utilizzato negli stati
di raffreddamento.
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Alberi con tronco principale ben sviluppato,
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ramificato solo in alto
Foglie mediamente più brevi di 6.5 cm (misurare
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almeno 10 foglie!)
Foglie mediamente più lunghe di 6.5 cm
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Guaine avvolgenti le foglie interamente brunastre. Foglie larghe 0.6-1 mm. Pigne
lunghe 5-12 cm
Pinus halepensis Mill.
Nome comune: Pino d’Aleppo.
Morfologia: Albero alto fino a 20 m, con chioma piramidale o
globosa; corteccia dapprima grigia, poi bruno-rossastra e
profondamente fessurata. Foglie aghiformi, lunghe fino a 6 cm,
riunite in fascetti di due, sottili e flessuose, di colore verde chiaro.
Coni maschili gialli, coni femminili di color verde-violaceo. Pigne
ovato-coniche, lunghe 5-12 cm, con brevi peduncoli ricurvi.
Areale: Originario della regione Mediterranea, è ampiamente
utilizzato sia per impianti di rimboschimento sia per l’arredo urbano.
Tende a spontaneizzarsi, soprattutto su suoli primitivi.
Presenza nel Parco : Coltivato a quote basse.
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Guaine brunastre nella metà inferiore, trasparenti in quella superiore. Foglie larghe
1.2-1.4 mm. Pigne raramente più lunghe di 5 cm
Pinus sylvestris L.
Nome comune: Pino silvestre.
Morfologia: Albero alto fino a 30 m, con chioma piramidale;
corteccia con strati interni di colore arancio-rossastro, sfaldantesi in
placche. Foglie aghiformi lunghe 4-5 cm, riunite a due, di color
verde-glauco. Coni maschili giallastri. Pigne sessili, strettamente
coniche, di circa 2 x 5 cm.
Areale: Specie boreal-montana diffusa nell'Eurasia settentrionale, in
Italia spontanea solo sulle Alpi.
Presenza nel Parco: Utilizzata sporadicamente per il
rimboschimento. Difficilmente tende a spontaneizzarsi.
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Tronco rossastro. Albero a forma di ombrello
Pinus pinea L.
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Nome comune: Pino domestico, pino da pinoli.
Morfologia: Albero alto fino a 25 m, con chioma ad ombrello e
corteccia rossastra desquamantesi in larghe placche. Foglie
aghiformi, lunghe 7-12 cm, riunite alla base in fascetti di due. Pigne
poco più lunghe che larghe, di 7-12 x 8-14 cm; semi senz’ala,
commestibili.
Areale: Specie forse originaria dall'Asia minore, in Italia coltivata
da tempi antichissimi a scopo ornamentale o per la produzione dei
pignoli.
Presenza nel Parco: Coltivata a quote basse, difficilmente tende a
spontaneizzarsi.
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Tronco grigiastro. Albero non a forma di ombrello
Pinus nigra J.F. Arnold subsp. nigra
Nome comune: Pino nero.
Morfologia: Albero alto fino a 30 m con chioma piramidale. Foglie
aghiformi lunghe 7-11 cm, riunite alla base in fascetti di due, di
color verde scuro, piuttosto pungenti. Fiori maschili giallastri,
disposti in gruppi terminali ai rami. Pigne ovoidi, di 4-6 x ca. 3 cm,
con squame debolmente mucronate.
Areale: Specie delle montagne dell'Europa Meridionale.
Habitat: Ambienti rupestri.
Presenza nel Parco: Raro.
Note: Nel Parco sono presenti sia la var. italica Du Roi - il Pino nero
di Villetta Barrea - molto rara ed endemica dell’Appennino centrale,
che la var. austriaca (Höss) Badoux - il Pino nero d’Austria comune in quanto ampiamente utilizzata per il rimboschimento. Le
due varietà sono indistinguibili ad un esame macroscopico.
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Foglie disposte in verticilli (più foglie originanti dallo stesso punto del fusto)
Rubia peregrina L. subsp. peregrina
Nome comune: Robbia selvatica.
Morfologia: Pianta lianosa, sempreverde, scabra per brevi aculei
rivolti verso il basso su fusti e foglie. Fusti striscianti o rampicanti,
quadrangolari, con 4 ali cartilaginee. Foglie verticillate a 6, coriacee,
con un solo nervo centrale ben evidente. Fiori bianchi o giallastri,
disposti in pannocchie. Frutto una bacca nero-lucida a maturità.
Areale: Bacino del Mediterraneo, Macaronesia.
Habitat: Leccete, macchie, boschi e arbusteti termofili.
Presenza nel Parco: Comune solo a quote basse.
Note: Nel Parco è sporadicamente presente anche Rubia tinctoria L.
- con fusti erbacei - un tempo coltivata ed oggi a volte spontanea.
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Foglie non verticillate (opposte od alterne)
Foglie opposte
Foglie alterne
Piante lianose, con fusti rampicanti o volubili
Alberi o arbusti
Foglie intere. Fiori a simmetria bilaterale. Frutto
carnoso
Foglie composte. Fiori a simmetria raggiata. Frutto
secco, sormontato da una resta piumosa
Infiorescenza chiaramente peduncolata
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Lonicera etrusca Santi
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Nome comune: Caprifoglio etrusco, madreselva etrusca.
Morfologia: Liana sempreverde con fusti rampicanti lunghi fino a 3
m. Foglie opposte a lamina ovale-ellittica, le basali picciolate, le
superiori concresciute alla base. Fiori subsessili, di color biancocrema screziati di rosa, riuniti in fascetti su un peduncolo comune di
2-3 cm; i peduncoli sono a loro volta inseriti al centro di una brattea
ellittica a forma di coppa. Frutti: bacche di colore rosso-lucido,
concresciute tra loro in numero variabile.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Boschi termofili di caducifoglie e loro margini, leccete,
siepi.
Presenza nel Parco: Comune solo a quote basse.
Note: Il nome generico è dedicato al medico e botanico tedesco A.
Lonitzer-Lonicerus (1528-1585).
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Infiorescenza sessile, inserita direttamente sopra
l'ultimo paio di foglie (brattee), che sono
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completamente unite tra loro
Foglie decidue, non coriacee. Lobi corollini più lunghi di 15 mm. Stilo glabro (lente!)
Lonicera caprifolium L.
Nome comune: Caprifoglio comune, madreselva comune.
Morfologia: Liana sempreverde con fusti rampicanti, lunghi fino a 5
m. Foglie opposte, ovali-ellittiche, le inferiori spatolate e ristrette in
breve picciolo, le superiori sessili e concresciute fra loro. Fiori
subsessili, bianco-crema screziati di rosa, disposti in fascetti inseriti
al centro di una brattea ellittica a forma di coppa, più grandi rispetto
a L. implexa. I frutti sono bacche di colore rosso-arancio, lucide,
concresciute tra loro in numero variabile.
Areale: Bacino del Mediterraneo e Caucaso.
Habitat: Boschi misti di caducifoglie e loro margini, siepi.
Presenza nel Parco: Comune a quote basse.
Note: Il nome generico è dedicato al medico e botanico tedesco A.
Lonitzer-Lonicerus (1528-1585).
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Foglie sempreverdi, un po' coriacee. Lobi corollini più brevi di 12 mm. Stilo peloso
Lonicera implexa Aiton subsp. implexa
Nome comune: Caprifoglio mediterraneo, madreselva mediterranea.
Morfologia: Liana sempreverde con fusti rampicanti lunghi fino a 6
m. Foglie opposte a lamina ovale-ellittica, le inferiori spatolate e
ristrette in breve picciolo, le superiori concresciute fra loro. Fiori
sessili, bianco-rosei, in fascetti inseriti al centro di una brattea
ellittica a forma di coppa. I frutti sono bacche di colore rossoarancio, concresciute in numero variabile.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Boschi termofili di Roverella, macchie.
Presenza nel Parco: Poco comune, ristretta a quote basse.
Note: Il nome generico è dedicato al medico e botanico tedesco A.
Lonitzer-Lonicerus (1528-1585).
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Foglie 2-pennato-sette. Petali pelosi solo sulla faccia inferiore (lente!). Frutti con
resta di 1-2 cm
Clematis flammula L.
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Nome comune: Clematide fiammola, fiammola, viticcio.
Morfologia: Pianta lianosa con fusti volubili, tenaci, angolosi.
Foglie opposte, pennato-sette, con segmenti di 2° ordine interi o
appena lobati. Fiori bianchi, con petali pelosi di sotto, riuniti in
pannocchie dense. Frutto un achenio con appendice piumosa.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Leccete, macchie, garighe, siepi, boschi termofili.
Presenza nel Parco: Comune solo a quote basse.
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Foglie semplicemente pennate. Petali pelosi su entrambe le facce. Frutti con resta di
2-3 cm
Clematis vitalba L.
Nome comune: Clematide vitalba, vitalba, viorna.
Morfologia: Pianta lianosa lunga fino a 15 m con fusti legnosi,
volubili, a sezione stellata. Foglie caduche, opposte, imparipennate,
con 3-7 segmenti interi o lobati. Fiori bianchi, riuniti in racemi, con
tepali pelosi. Frutto un achenio con lunga appendice piumosa.
Areale: Europa, Nordafrica, Asia minore.
Habitat: Boschi collinari e submontani, arbusteti, siepi.
Presenza nel Parco: Molto comune.
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Foglie composte (divise in foglioline completamente
separate tra loro)
Foglie non composte
Foglie palmate
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Aesculus hippocastanum L.
Nome comune: Ippocastano.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 25 m. Foglie opposte,
palmato-composte, con 7 segmenti oblanceolati, a margine
doppiamente ed irregolarmente seghettato ed apice acuminato. Fiori
a simmetria bilaterale, bianchi con una chiazza gialla o rossa al
centro, disposti in racemi eretti. Il frutto, simile ad una castagna,
contiene da 1 a 3 semi.
Areale: Originario dell’Europa orientale, introdotto in Italia intorno
al 1500 ed oggi ampiamente utilizzato a scopo ornamentale.
Presenza nel Parco: Coltivato presso gli abitati, non tende a
spontaneizzarsi.
Note: L'ippocastano è un albero ornamentale di origine balcanicoasiatica introdotto da Clusius nei giardini imperiali di Vienna nel
1576 e poi diffuso in tutta l'europa centro-meridionale. A volte è
subspontaneo nei boschi termofili della fascia collinare. Le
alberature sono oggi attaccate da un lepidottero (Cameraria
ohridella) che causa il precoce appassimento delle foglie. I semi
contengono saponine e servivano a produrre sapone in tempo di
guerra.
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Foglie pennate
Foglie di odore sgradevole se sfregate tra le dita. Frutto carnoso
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Sambucus nigra L.
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Nome comune: Sambuco nero.
Morfologia: Arbusto o alberello alto fino a 5-8 m, con corteccia
grigio-verde da giovane, poi brunastra con solchi profondi e rade e
grosse lenticelle. Foglie opposte, composte, con 3-7 foglioline
pennate, a margine seghettato. Infiorescenza corimbosa con fiori
bianchi molto profumati. Il frutto è una drupa nero-violacea.
Areale: Europa e Asia occidentale.
Habitat: Boschi umidi, schiarite, siepi e ambienti ruderali su suoli
freschi, profondi e ricchi di nutrienti.
Presenza nel Parco: Comune, soprattutto a quote basse e presso gli
abitati.
Note: Il sambuco è una pianta con molte proprietà: con i frutti si
preparano marmellate, con i fiori uno sciroppo dissetante. Ha
proprietà sudorifere, purgative e diuretiche.
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Foglie non odorose. Frutto secco
Frutto rigonfio, non alato
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Staphylea pinnata L.
Nome comune: Lacrime di Giobbe.
Morfologia: Arbusto o alberello caducifoglio, alto fino a 6 m.
Foglie opposte, imparipennate, con 5-7 foglioline lanceolate, a
margine finemente dentellato. Fiori in grappoli ascellari pendenti,
con 5 sepali caduchi e 5 petali biancastri a volte soffusi di rosa. I
frutti sono capsule membranose, rigonfie, terminanti in una breve
appendice ricurva, con 1-2 semi grandi quanto un pisello.
Areale: Europa sudorientale sino al Mar Nero.
Habitat: Boschi termofili di latifoglie, su suoli profondi.
Presenza nel Parco: Rarissima.
Note: La stazione della Majella è l’unica conosciuta per la Regione
Abruzzo.
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Frutto non rigonfio, alato (cercate i frutti alla base
dell'albero!)
Frutti appaiati su un peduncolo comune
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Acer negundo L.
Nome comune: Acero americano.
Morfologia: Albero caducifoglio dioico, alto fino a 20 m. Foglie
opposte, imparipennate con 3-5 (raramente 7) foglioline lanceolatoellittiche, irregolarmente dentate. Fiori piccoli, i maschili riuniti in
corimbi, i femminili in amenti sboccianti prima dell’emissione delle
foglie. Frutto a disamara (due frutti accoppiati sullo stesso
peduncolo), con ali ad angolo acuto.
Areale: Originario del Nordamerica.
Habitat: Specie coltivata nei giardini urbani, talora si spontaneizza,
soprattutto alle basse altitudini.
Presenza nel Parco: Raro.
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Frutti non appaiati
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Gemme grigie o bruno chiare. Fiori bianchi, con petali
Fraxinus ornus L. subsp. ornus
Nome comune: Orniello, frassino da manna.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 10-15 m, con corteccia
dapprima liscia e grigiastra, poi più scura, opaca e lievemente
screpolata; gemme grigie o cenerine. Foglie pennate opposte, con
foglioline lanceolate o ellittiche, larghe generalmente 1/3 della
lunghezza, denticolate al margine. Fiori bianchi, profumati, con
petali lineari. Frutto a samara.
Areale: Europa meridionale, Turchia.
Habitat: Boschi e boscaglie termofile e semi-mesofile, macchie.
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Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: La manna, sostanza zuccherina contenente mannite, veniva
estratta con incisioni praticate nella corteccia e lasciata rapprendere
all’aria.
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Gemme scure (nere o bruno scure). Fiori verdastri,
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senza petali
Foglioline con più denti che nervi secondari. Gemme nere
Fraxinus excelsior L. subsp. excelsior
Nome comune: Frassino maggiore, frassino comune.
Morfologia: Albero alto fino a 35-40 m. Gemme nere o nero-brune.
Foglie opposte, imparipennate, con foglioline lanceolate, acuminate
all’apice, dentellate al margine con denti più numerosi dei nervi
laterali. Fiori senza petali. Frutto una samara.
Areale: Europa, Caucaso.
Habitat: Faggete fresche e boschi di forra.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Il legno, elastico e che si lucida con molta facilità, viene
utilizzato per remi, sci, racchette da tennis e mobili.
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Foglioline con tanti denti quanti i nervi secondari. Gemme bruno scure
Fraxinus angustifolia Vahl subsp. oxycarpa (Willd.) Franco & Rocha Afonso
Sinonimi: Fraxinus oxycarpa Bieb., F. oxyphylla Bieb., F.
angustifolia Auct. Fl. Ital., F. rostrata Guss.
Nome comune: Frassino meridionale, frassino ossifillo.
Morfologia: Albero alto fino a 20-25 m, con corteccia grigia,
fessurata fin da giovane; rami giovani glabri; gemme brune. Foglie
opposte, imparipennate, con foglioline lanceolate, acuminate
all’apice, dentellate al margine, con denti in numero uguale rispetto
ai nervi laterali. Fiori privi di perianzio. Frutto a samara.
Areale: Europa sudorientale, Asia minore, Africa settentrionale.
Habitat: Boschi umidi e forre nella fascia collinare.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Come dall’orniello, anche da questa specie si estraeva la
manna, una sostanza zuccherina contenente mannite, dalle proprietà
debolmente lassative.
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47
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Foglie palmato-lobate
Foglie non lobate
Foglie con 3 lobi
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Acer monspessulanum L. subsp. monspessulanum
Nome comune: Acero minore, acero di Montpellier.
Morfologia: Piccolo albero o arbusto caducifoglio alto fino a 10-12
m, con corteccia grigio-chiara da giovane, poi più scura. Foglie
opposte, con lamina a 3 lobi a margine intero, lunga circa quanto il
picciolo. Fiori piccoli, verde-giallognoli, riuniti in corimbi prima
eretti, poi penduli. Frutto a disamara (due frutti accoppiati sullo
stesso peduncolo), con ali quasi parallele o ad angolo molto acuto.
Areale: Europa meridionale, Asia Minore e Africa Settentrionale.
Habitat: Boschi di caducifoglie termofile, leccete.
Presenza nel Parco: Comune a quote basse.
Note: Il legno duro e compatto è utilizzato per lavori al tornio.
Specie frugale e pioniera, adatta nei rimboschimenti.
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Foglie con 5 lobi
Ali del frutto formanti tra loro un angolo ottuso o
perpendicolari al peduncolo (cercate i frutti sotto
l'albero!)
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Ali del frutto formanti tra loro un angolo acuto
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Foglie (senza picciolo) più brevi di 10 cm (misurare almeno 10 foglie e fare la
media). Apice dei lobi ottuso o debolmente acuto
Acer campestre L.
Nome comune: Acero campestre.
Morfologia: Albero caducifoglio di piccola taglia, raramente alto
fino a 15-16 m; molto ramificato e a tronco spesso contorto, con
chioma larga e rotondeggiante; corteccia prima verde-bruna e liscia,
poi bruno-giallastra, divisa in placche verticali. Foglie opposte,
lungamente picciolate, a lamina leggermente coriacea, palmatolobata,di 5-8 x 6-10 cm, con (3-)5 lobi incisi ad apice ottuso; pagina
inferiore chiara e spesso un po'pubescente. Fiori riuniti in corimbi
eretti. Il frutto è una disamara ad ali opposte, formanti tra loro un
angolo piano.
Areale: Europa, Asia occidentale, Africa nord-occidentale.
Habitat: Boschi di caducifoglie collinari e montani e loro margini,
siepi.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: Spesso è stato utilizzato dall’uomo come tutore della vite. Il
legno è adatto a lavori di ebanisteria e per la fabbricazione di oggetti
vari di uso domestico. Per la varietà e l’eleganza del fogliame e per i
suoi cambiamenti cromatici, gli Aceri sono preziose piante
ornamentali adatte per viali, parchi e giardini. Trovano utilissimo
impiego anche nei rimboschimenti, come specie definitive per
arricchire naturalisticamente le cenosi forestali, nelle pinete e abetine
artificiali, nelle radure, ecc. Gli Aceri sono specie forestali “nobili”,
in quanto il loro legno ha notevole interesse economico.
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Foglie più lunghe di 10 cm. Apice dei lobi terminante
51
in punta strettamente acuta
Lobi fogliari a margine intero
Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) Murray
Sinonimi: A. lobelii Ten.
Nome comune: Acero di Lobel.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 20 m con tronco liscio e
slanciato. Foglie opposte, con lamina palmato-lobata a 5 lobi
terminanti in punta acutissima, senza denti laterali. Fiori giallognoli,
riuniti in infiorescenze corimbiformi che compaiono prima delle
foglie. Frutto a disamara (due frutti accoppiati sullo stesso
peduncolo), con ali divergenti ad angolo ottuso o piatto.
Areale: Appennino centro-meridionale.
Habitat: Faggete e boschi misti di latifoglie mesofile (tigli, aceri,
olmi, frassini), su suoli profondi, sciolti, ricchi di nutrienti, da
alcalini a moderatamente acidi.
Presenza nel Parco: Raro.
Note: La sottopecie è dedicata al medico e botanico belga Matthias
de Lobel (Matthaeus Lobelius) (1538-1616).
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Lobi fogliari a margine dentato
Acer platanoides L.
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Nome comune: Acero riccio.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 30 m con tronco dritto e
slanciato
con
corteccia
grigio-cenerina
fessurantesi
longitudinalmente e chioma arrotondata. Foglie opposte con lamina
palmato-lobata a 5 lobi e denti acutissimi, spesso aristati e lunghi
fino a 1 cm, separati da insenature a semicerchio. Fiori giallognoli,
bisessuali o unisessuali, riuniti in infiorescenze corimbiformi che
compaiono prima delle foglie. Frutto a disamara (due frutti
accoppiati sullo stesso peduncolo), con ali divergenti ad angolo
ottuso o piatto.
Areale: Europa, Caucaso.
Habitat: Faggete e boschi misti di latifoglie mesofile (tigli, aceri,
olmi, frassini), su suoli profondi, sciolti, ricchi di nutrienti, da
alcalini a moderatamente acidi.
Presenza nel Parco: Poco comune.
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Apice dei lobi fogliari acuto. Fiori e frutti disposti in racemi più lunghi che larghi
Acer pseudoplatanus L.
Nome comune: Acero di monte.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 30-35 m, con tronco
robusto, colonnare e chioma espansa e rotondeggiante; la corteccia,
liscia nello stadio giovanile, da adulta si fessura formando placche
più o meno simili a quelle del Platano, con colorazione dal grigio al
bruno rossastro. Foglie opposte, lungamente picciolate, con lamina
palmato-lobata di 14-22 x 12-16 cm, a 5 lobi ovali con incisioni tra i
lobi lunghe 1/2-2/3 della nervatura centrale; margine dentato. Fiori
riuniti in racemi allungati, penduli, lunghi fino a 15-20 cm. Il frutto è
una disamara (due frutti accoppiati sullo stesso peduncolo), con ali
divergenti di circa 90 gradi, ristrette alla base e dilatate all’apice.
Areale: Europa, Asia occidentale.
Habitat: Boschi freschi di latifoglie submontani, montani e di forra.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Non ha particolari usi, tranne quelli validi per tutti gli Aceri e
relativi alla facile lavorazione del loro legno.
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Apice dei lobi fogliari ottuso. Fiori e frutti disposti in corimbi più larghi che lunghi
Acer opalus Mill. subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams
Nome comune: Acero opalo.
Morfologia: Albero alto fino a 20 m, con tronco dritto e slanciato e
chioma espansa; corteccia grigio-violetta tendente a desquamarsi con
l’età. Foglie opposte, con lamina lunga 6-11 cm e larga 5-9 cm, a 5
lobi poco marcati il cui margine presenta una dentatura smussata,
densamente pubescenti di sotto; il picciolo è lungo circa quanto la
lamina. Fiori piccoli e giallastri riuniti in corimbi. Il frutto è una
disamara (due frutti accoppiati sullo stesso peduncolo), con ali
divergenti 60-90 gradi, slargate nel mezzo e larghe 6-10 mm.
Fiorisce ad aprile e matura i frutti a settembre.
Areale: Europa sud-orientale.
Habitat: Boschi fresco-umidi della fascia supramediterranea, come
ostrieti e cerrete, spingendosi verso l’alto nelle faggete termofile e,
verso il basso, nelle formazioni di sclerofille sempreverdi.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: L’utilità e gli impieghi di quest’acero sono volti alla
lavorazione del legno, o al suo uso per rimboschimenti.
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Piante con rami terminanti in spine
Piante senza spine
Foglie con picciolo più lungo di 1 cm e lamina lunga 3- 5 cm
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Rhamnus cathartica L.
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Sinonimi: Rhamnus catharticus L.
Nome comune: Spinocervino.
Morfologia: Arbusto o piccolo alberello alto fino a 1-6 m, con rami
spinescenti all’apice. Foglie opposte, con lamina ovale, verde-scura
di sopra, più chiara di sotto, dentellate al margine, con nervature
convergenti verso l’apice. Il frutto è una drupa nera che matura in
settembre-ottobre.
Areale: Europa e Asia fino alla Siberia. Africa nord-occidentale.
Habitat: Boschi planiziari e submontani e loro margini, arbusteti,
generalmente su suoli poco profondi e detritici.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: La pianta - soprattutto i frutti - è velenosa ed i frutti, come
indica il nome specifico, venivano usati quale drastico purgante.
Quelli acerbi erano un tempo utilizzati per colorare le stoffe.
54
55
Foglie con picciolo di 1-5 mm e lamina di 1-3 cm
55
Foglie ca. 2 volte più lunghe che larghe, più lunghe di 1.5 cm, cuneate alla base.
Picciolo più lungo delle stipole. Frutto con 2-4 semi
Rhamnus saxatilis Jacq. subsp. saxatilis
Nome comune: Ranno spinello.
Morfologia: Arbusto alto 50-150 cm, con corteccia bruno-rossastra
e rami spinescenti all’apice. Foglie ovate-lanceolate, circa 2 volte
più lunghe che larghe e con base cuneata, pelose inferiormente,
lunghe 1.5-3 cm, con picciolo più lungo delle stipole. Fiori piccoli,
con 4 petali verdastri o bruno-verdastri. Drupa nerastra, con 2-4
semi.
Areale: Europa sud-orientale.
Habitat: Rupi, macereti.
Presenza nel Parco: Piuttosto comune.
55
Foglie poco più lunghe che larghe, più brevi di 1.5 cm, arrotondate alla base.
Picciolo più breve delle stipole. Frutto con 2 semi
Rhamnus saxatilis Jacq. subsp. infectoria (L..) P. Fourn.
Nome comune: Ranno spinello.
Morfologia: Arbusto alto 50-150 cm, con corteccia bruno-rossastra
e rami spinescenti all’apice. Foglie ovate, poco più lunghe che
larghe e con base arrotondata, pelose inferiormente, lunghe 6-10
mm, con picciolo più breve delle stipole. Fiori piccoli, con 4(-5)
petali verdastri o bruno-verdastri. Drupa nerastra, con 2 semi.
Areale: Europa sud-orientale, è la stirpe più comune sull'Appennino.
Habitat: Rupi, macereti.
Presenza nel Parco: Piuttosto comune.
56
Foglie con forte odore di rosmarino
Rosmarinus officinalis L.
Nome comune: Rosmarino.
Morfologia: Arbusto sempreverde dall’odore aromatico intenso, con
fusti rigidi e contorti e rami ascendenti. Foglie più o meno lineari,
sessili, revolute sul bordo, lunghe fino a 3 cm, scure e lucide di
sopra, bianco-tomentose di sotto. Fiori azzurro-chiari o violetti,
raramente bianchi, bilabiati, con labbro inferiore trilobo. Frutto un
tetrachenio (4 nucule disposte a croce).
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Comunemente coltivato, si spontaneizza in garighe e
macchie su substrato calcareo.
Presenza nel Parco: Coltivato presso gli abitati.
22
56
57
57
58
Foglie senza odore di rosmarino
Piccoli arbusti con fiori bianchi o rosa più larghi di 3
cm e foglie formente rugose
Alberi o arbusti con fiori più stretti di 3 cm, o se più
larghi allora di color giallo vivo
Fiori bianchi
57
58
60
Cistus salviifolius L.
Nome comune: Cisto femmina.
Morfologia: Piccolo arbusto verde-grigiastro alto fino a 80 cm,
ramosissimo, peloso per peli stellati, aromatico ma non vischioso.
Foglie ovali o ellittiche, più o meno arrotondate all’apice, reticolate
di sotto. Fiori bianchi di 3-5 cm, isolati o in gruppi di 2-3. Caspula
globoso-troncata, scarsamente pelosa, a maturità con infossature
laterali.
Areale: Mediterraneo, fino all’Asia minore.
Habitat: Macchie, garighe, leccete.
Presenza nel Parco: Poco comune, ristretto a quote basse.
58
59
Fiori rosa
59
Foglie a margine piano. Pianta senza peli ghiandolari, non vischiosa, senza odore
aromatico
Cistus creticus L. subsp. eriocephalus (Viv.) Greuter & Burdet
Sinonimi: Cistus incanus L., Cistus villosus Auct.
Nome comune: Cisto rosso.
Morfologia: Piccolo arbusto alto fino a 1 m, ramosissimo, lanosotomentoso. Peli ghiandolari assenti o molto rari. Odore erbaceo.
Foglie ellittiche, con superficie rugosa e margine piano o
debolmente ondulato, provvisto di un feltro biancastro. Fiori roseoviolacei. Frutto a capsula ovoideo-globosa, generalmente villosa.
Areale: Mediterraneo centro-orientale, Asia occidentale.
Habitat: Macchie e garighe.
Presenza nel Parco: Poco comune, ristretto a quote basse.
59
Foglie a margine ondulato. Pianta con abbondanti peli ghiandolari, vischiosa, con
odore aromatico
Cistus creticus L. subsp. creticus
Nome comune: Cisto di Creta.
Morfologia: Piccolo arbusto di 3-10 dm, ramosissimo, lanosotomentoso e vischioso per abbondanti peli ghiandolari su rami,
foglie e infiorescenze. Odore aromatico. Foglie ellittiche o più o
meno arrotondate, con superficie rugosa e margine ondulato, pelose
ma senza feltro biancastro. Fiori rosei o purpurei. Frutto a capsula
più o meno globosa, generalmente villoso-ghiandolosa.
Areale: Mediterraneo centro-orientale.
Habitat: Macchie e garighe.
Presenza nel Parco: Comune solo a quote basse.
60
60
61
Foglie bianco-pelose, grigie o argentine oppure
glauche almeno su una faccia
Foglie verdi su entrambe le facce
Foglie sempreverdi, coriacee
61
63
Olea europaea L.
23
Nome comune: Olivo.
Morfologia: Piccolo albero con corteccia grigia, fessurata con l’età,
e rami striati all’apice. Foglie lanceolate, coriacee, a margine intero,
grigio-verdi di sopra, più chiare di sotto. Frutto a drupa ovale (oliva),
lungo fino a 3,5 cm.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Specie ampiamente coltivata.
Note: Nel Parco si trova solo la var. europaea, coltivata.
61
62
Foglie decidue, non coriacee
62
Foglie almeno 3 volte più lunghe che larghe, glabre e glauche di sotto, senza picciolo.
Fiori senza petali. Frutto secco
Salix amplexicaulis Bory
Nome comune: Salice con foglie amplessicauli.
Morfologia: Arbusto alto 3-8 m, con tronco grigio-verdastro e rami
giovani rossastri. Foglie lilneari-spatolate, quasi tutte opposte, sessili
o quasi, con base abbracciante parzialmente il fusto, verdi di sopra,
glauche di sotto. Fiori unisessuali, disposti in spighe erette. Frutto a
capsula.
Areale: Specie a distribuzione prevalentemente balcanica, con
poche stazioni nell'Italia centro-meridionale.
Habitat: Luoghi umidi.
Presenza nel Parco: Rarissimo.
62
Foglie meno di 3 volte più lunghe che larghe, bianco-pelose di sotto, picciolate. Fiori
con petali. Frutto carnoso
Viburnum lantana L.
Nome comune: Viburno lantana, lentaggine.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto 1-3 m con rami giovani
pubescenti. Foglie opposte, lunghe 6-12 cm e larghe 4-6 cm, con
lamina ovale-lanceolata o ellittica, cuoiose, ottuse, dentellate, verdi
scure ed increspate di sopra, ruvide e con tomento bianco-grigio di
sotto. Fiori bianchi, più o meno arrossati nel boccio, ermafroditi,
profumati, riuniti in densi corimbi. Il frutto è una drupa ovoide,
appiattita lateralmente, nero-lucida a maturità, larga 5-9 mm.
Areale: Europa centro-meridionale, Africa nord-occidentale e Asia
occidentale.
Habitat: Boschi aperti submontami, arbusteti, siepi.
Presenza nel Parco: Comune a quote basse.
Note: Il nome generico era già usato dai Romani. Quasi tutte le parti
della pianta sono tossiche, inclusi i frutti crudi.
63
63
64
Margine della foglia dentato o dentellato
64
Margine della foglia intero
67
Pianta sempreverde con foglie coriacee. Fiori disposti all'ascella delle foglie. Frutto
carnoso
Phillyrea latifolia L.
Nome comune: Fillirea, filaria, ilatro comune.
Morfologia: Arbusto o alberello sempreverde di 1-5 m, con
corteccia grigia, liscia. Foglie opposte, coriacee, ovato-lanceolate,
lunghe fino a 7 cm, verdi scure di sopra, con 6-12 paia di nervi
secondari robusti inseriti quasi ad angolo retto. Fiori piccoli, biancoverdastri o bianco-rosei, riuniti in brevi racemi all’ascella delle
foglie. Frutto a drupa, nero-bluastro a maturità.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Macchie, boschi termofili.
Presenza nel Parco: Poco comune e ristretta a quote basse.
24
64
65
Piante decidue. Fiori non disposti all'ascella delle
65
foglie. Frutto secco (una capsula con 4-5 lobi)
Rami giovani più o meno cilindrici, coperti da evidenti verruche nere
Euonymus verrucosus Scop.
Nome comune: Fusaggine rugosa, fusaria rugosa.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto fino a 3 m, con rami
cilindrici e glabri; corteccia di colore grigio-verde con numerose
verruche scure. Foglie opposte, con lamina ovale e acuminata a
margine dentellato, verdi-scure di sopra. Fiori piccoli, gialloverdastri, con 4 petali arrotondati, riuniti in cime ascellari pauciflore.
Frutto a capsula con 4 lobi, prima verde poi rosa: in ciascun lobo è
presente un seme circondato da un involucro di color rosso-scarlatto.
Areale: Europa sud-orientale, Asia minore, Iran.
Habitat: Boschi misti di caducifoglie, soprattutto querceti a
Roverella; arbusteti.
Presenza nel Parco: Raro.
65
66
Rami giovani più o meno quadrangolari, senza
66
verruche nere
Fiori in gruppi di 2-6 su peduncoli lunghi 1-3 cm. Foglie di solito più brevi di 8 cm.
Petali 4
Euonymus europaeus L.
Nome comune: Fusaggine comune, fusaria comune, berretta da
prete.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto fino a 5 m, con rami opposti,
cilindrici, di colore verde-grigiastro. Foglie opposte, con lamina
ellettico-acuminata, verde-scura di sopra. Fiori piccoli, gialloverdastri, con 4 petali, riuniti in cime ascellari. Frutto a capsula con
4 lobi, prima verde, poi rosa: in ciascun lobo è presente un seme
circondato da un involucro di color arancione.
Areale: Europa, Siberia e Asia minore.
Habitat: Siepi, arbusteti, boschi misti di caducifoglie, fino a 800 m
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Dal legno della Fusaggine nel medioevo si ottenevano fusi per
filare la lana. I frutti e la corteccia erano utilizzati per le proprietà
emetiche, purganti ed insetticide: in passato la polvere dei frutti
seccati e macinati veniva usata per combattere i pidocchi ed un
decotto di frutti e corteccia veniva usata contro la rogna.
66
Fiori in gruppi di 5-15 su peduncoli lunghi 4-6 cm. Foglie di solito più lunghe di 8
cm. Petali 4 o 5
Euonymus latifolius (L.) Mill.
Nome comune: Fusaggine maggiore, fusaria maggiore.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto fino a 5 m, con rami opposti
e cilindrici, di colore verde-grigiastro. Foglie opposte, con lamina
ovale larga 4-6 cm, verde-scura di sopra. Fiori piccoli, rosa, con 5
petali arrotondati, riuniti in cime ascellari. Frutto a capsula con 5
lobi, prima verde, poi rosa: in ciascun lobo è presente un seme
circondato da un involucro di color arancione.
Areale: Europa, Asia occidentale, Africa nord-occidentale.
Habitat: Boschi freschi di caducifoglie, soprattutto faggete.
Presenza nel Parco: Rara.
67
Foglie parzialmente abbraccianti il fusto. Fiori gialli più larghi di 1 cm
Hypericum androsaemum L.
25
Nome comune: Iperico arbustivo, tutta-sana, erba-sana.
Morfologia: Arbusto sempreverde alto fino a 1,5 m, con rami
rossastri percorsi da due linee longitudinali. Foglie opposte,
semiamplessicauli, ovate, un po'glauche di sotto. Fiori gialli, con
numerosi stami, riuniti in cime corimbose pauciflore. Frutto a bacca
circondata dai petali persistenti.
Areale: Europa sudoccidentale, Africa nordoccidentale, Asia
occidentale.
Habitat: Boschi e margini forestali in stazioni umide e ombrose.
Presenza nel Parco: Rara.
Note: La specie è ritenuta efficace nei confronti di numerose
malattie.
67
68
68
69
Foglie non abbraccianti il fusto. Fiori di aspetto
68
diverso
Foglie sempreverdi, coriacee
69
Foglie decidue, non coriacee
72
Foglie senza picciolo o con picciolo lungo al massimo 4 mm. Fiori disposti all'ascella
delle foglie
Buxus sempervirens L.
Nome comune: Bosso comune.
Morfologia: Arbusto (raramente piccolo alberello) sempreverde alto
generalmente fino a 3 m, molto ramificato, con fusti all’apice per lo
più pubescenti, quadrangolari. Foglie opposte, ovali, con apice
retuso e margine intero, coriacee, brevemente picciolate, lucide di
sopra, verdi-chiare di sotto. Fiori in glomeruli giallastri con 1 fiore
femminile centrale circondato da numerosi fiori maschili. Frutto a
capsula sormontata da 3 stili lunghi 1/3 di essa.
Areale: Europa atlantica e submediterranea fino al Caucaso.
Habitat: Garighe, arbusteti e boschi termofili su substrati
carbonatici.
Presenza nel Parco: Poco comune, presente solo a quote basse.
Note: Specie ad accrescimento lento, molto longeva. Il legno, molto
compatto, è l’unico tra quello delle piante legnose europee che non
galleggia sull’acqua. Le foglie sono velenose per il bestiame a causa
della presenza di alcaloidi. Il nome generico deriva dal Greco pykos
= saldo, per la durezza del legno.
69
70
Foglie con picciolo più lungo di 4 mm. Fiori e frutti
70
disposti in racemi o corimbi all'apice dei rami
Foglie pelose almeno di sotto. Fiori e frutti disposti in corimbi più larghi che lunghi
Viburnum tinus L. subsp. tinus
Nome comune: Laurotino.
Morfologia: Arbusto sempreverde alto 1-3 m. Foglie opposte, con
lamina ovale od ovale-lanceolata di 4-8 x 2-4 cm, coriacea, a
margine intero, lucida e verde scura di sopra, più chiara di sotto, ove
sono presenti ciuffi di peli lungo le nervature. Fiori bianchi o bianchi
sfumati di rosa, riuniti in densi corimbi composti terminali. Il frutto
è una drupa ovoide di colore bluastro-metallico, larga 4-6 mm.
Areale: Regione mediterranea.
Habitat: Macchia mediterranea, leccete, boschi di caducifoglie
termofile; siepi.
Presenza nel Parco: Comune a quote basse.
Note: La specie è molto utilizzata per la realizzazione di siepi.
70
71
Foglie glabre. Fiori e frutti disposti in racemi più
lunghi che larghi
Foglie ellittico-lanceolate, lunghe meno di 6 cm. Racemi più brevi di 8 cm. Asse
26
71
dell'infiorescenza finemente pelosa
Ligustrum vulgare L.
Nome comune: Ligustro.
Morfologia: Arbusto alto fino a 3 m, con rami numerosi e flessibili.
Foglie opposte, caduche o persistenti, generalmente coriacee,
ellittiche o lanceolate, a margine intero, lunghe fino a 12 cm, verdi
scure di sopra, più chiare di sotto. Fiori bianchi, riuniti in pannocchie
terminali lunghe fino a 8 cm. Frutto a bacca subsferica, nera e lucida
a maturità.
Areale: Europa, Asia occidentale.
Habitat: Boschi collinari e submontani, formazioni legnose
ripariali, arbusteti.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: Il succo dei frutti era un tempo utilizzato per la preparazione
di inchiostri. E’ un’ottima pianta mellifera e viene comunemente
utilizzata per la formazione di siepi.
71
Foglie ovali-ellittiche, lunghe almeno 7 cm. Racemi più lunghi di 8 cm. Asse
dell'infiorescenza glabra
Ligustrum lucidum Aiton
Nome comune: Ligustro del Giappone.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero sempreverde con foglie
opposte, coriacee, ovali-acuminate lunghe fino a 12 cm, a margine
intero. Fiori bianchi, riuniti in pannocchie piramidali. Frutto a bacca
ovoide, nero-bluastra a maturità.
Areale: Originario della Cina.
Habitat: Coltivato come pianta ornamentale negli arredi verdi, si
spontaneizza qua e là.
72
72
73
Fiori e frutti disposti in racemi o corimbi all'apice dei
73
rami
Fiori e frutti disposti lungo i rami all'ascella delle
74
foglie
Picciolo più lungo di 1 cm. Petali liberi. Infiorescenza ombrelliforme, più larga che
lunga
Cornus sanguinea L. subsp. hungarica (Kárpáti) Soó
Nome comune: Corniolo sanguinello, sanguinello.
Morfologia: Arbusto caducifoglio molto ramificato, alto 1-5 m, con
numerosi rami e corteccia rossastra. Foglie opposte, con lamina
ellittico-acuminata, a 3-4 nervature. Fiori bianchi e peduncolati,
riuniti in corimbi terminali. Il frutto è una drupa sferica, nerobluastra a maturità.
Areale: Europa ed Asia occidentale.
Habitat: Siepi, arbusteti, boschi misti di caducifoglie, fino a 1300
m.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: In passato i semi macinati fornivano un olio combustibile per
le lampade, mentre dalla corteccia si estraeva una tintura brunastra
per tingere tessuti di lana, lino, cotone e seta.
73
Picciolo più breve di 1 cm. Petali fusi tra loro. Infiorescenza piramidale, più lunga
che larga
Ligustrum vulgare L.
27
Nome comune: Ligustro.
Morfologia: Arbusto alto fino a 3 m, con rami numerosi e flessibili.
Foglie opposte, caduche o persistenti, generalmente coriacee,
ellittiche o lanceolate, a margine intero, lunghe fino a 12 cm, verdi
scure di sopra, più chiare di sotto. Fiori bianchi, riuniti in pannocchie
terminali lunghe fino a 8 cm. Frutto a bacca subsferica, nera e lucida
a maturità.
Areale: Europa, Asia occidentale.
Habitat: Boschi collinari e submontani, formazioni legnose
ripariali, arbusteti.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: Il succo dei frutti era un tempo utilizzato per la preparazione
di inchiostri. E’ un’ottima pianta mellifera e viene comunemente
utilizzata per la formazione di siepi.
74
Fiori gialli, a simmetria raggiata, formantisi prima delle foglie. Frutto ovale
Cornus mas L.
Nome comune: Corniolo maschio.
Morfologia: Arbusto, a volte con aspetto arborescente, alto fino a 8
m, con numerosi rami e corteccia grigia con crepe rossastre. Foglie
opposte, con lamina ellittico-acuminata a 3-5 nervature e margine
intero. Fiori gialli, riuniti in ombrelle alla base dei giovani rami,
sviluppantisi prima delle foglie. Frutto a drupa ovoide, rossa e
carnosa.
Areale: Europa ed Asia occidentale.
Habitat: Siepi, arbusteti e margini di boschi misti di caducifoglie,
fino a 1400 m.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: I frutti possono essere consumati freschi oppure utilizzati
nella preparazione di marmellate. Il legno, assai duro, è ricercato per
la costruzione di piccoli utensili come pestelli da mortaio, ingranaggi
dei mulini, etc.; gli antichi Romani lo impiegavano per la
fabbricazione delle aste dei giavellotti.
74
75
Fiori non gialli, a simmetria bilaterale, formantisi
dopo le foglie. Frutto subsferico
Frutto nero. Foglie ad apice ottuso
75
Lonicera nigra L.
Nome comune: Caprifoglio nero.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto fino a 1,5 m, con rami brunonerastri coperti da scorza facilmente desquamantesi. Foglie a lamina
ovale-arrotondata, opposte e picciolate, verdi-chiare, a margine
intero. Fiori rosa esternamente e bianchi all’interno, appaiati su un
peduncolo di 2-4 cm originante alla base delle foglie. I frutti sono
delle piccole bacche nero-pruinose concresciute a coppie.
Areale: Europa ed Asia centrale.
Habitat: Brughiere subalpine, al limite superiore della faggeta.
Presenza nel Parco: Rarissima.
Note: Specie comune nell’arco alpino, molto rara nell’Appennino,
con poche stazioni nel settore centro-settentrionale; sulla Majella è
presente in una sola località, nella Valle di Macchialunga, la stazione
più meridionale della specie in Italia. Il nome generico è dedicato al
medico e botanico tedesco A. Lonitzer-Lonicerus (1528-1585).
75
76
Frutto rosso. Foglie ad apice acuto
76
Foglie lunghe 10-14 cm. Fiori rossastri. Bacche fuse in un frutto unico. Rami con
midollo solido, bianco
Lonicera alpigena L. subsp. alpigena
28
Nome comune: Caprifoglio alpino, madreselva alpina.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto fino a 3 m, a portamento
eretto, con giovani rami bruno-rossastri. Foglie ovali, acuminate
all’apice, opposte e picciolate, a margine intero. Fiori rosso-bruni (o
verde giallastri), appaiati su un peduncolo di 2-5 cm originante alla
base delle foglie. I frutti sono delle piccole bacche rosse,
concresciute a coppie sino a formare un frutto unico di colore rosso
lucido.
Areale: Montagne dell'Europa meridionale.
Habitat: Vegeta nei boschi di latifoglie della fascia montana,
soprattutto faggete, ai margini e nelle schiarite fino a 2000 m.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il nome generico è dedicato al medico e botanico tedesco A.
Lonitzer-Lonicerus (1528-1585).
76
Foglie lunghe 5-6 cm. Fiori biancastri. Bacche saldate solo alla base. Rami con
midollo marrone, presto cavi
Lonicera xylosteum L.
Nome comune: Caprifoglio peloso, madreselva pelosa.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto fino a 2 m, molto ramificato,
con rami giovani pelosi. Foglie a lamina ovale-arrotondata, opposte
e picciolate, a margine intero. Fiori bianchi (giallastri o rosei a
maturità) appaiati su un peduncolo di 1-2 cm originante alla base
delle foglie. I frutti sono delle piccole bacche lucide di colore nero o
rosso scuro incompletamente concresciute a coppie.
Areale: Europa meridionale.
Habitat: Boschi di latifoglie, soprattutto della fascia montana.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Il nome generico è dedicato al medico e botanico tedesco A.
Lonitzer-Lonicerus (1528-1585). L’epiteto specifico "xylosteum"
allude alla durezza del legno, un tempo ricercato per la costruzione
di pipe e calci di fucile.
77
77
78
78
79
79
80
Foglie composte (divise in foglioline separate tra loro)
Foglie non composte
Piante spinose
Piante non spinose
Fiori a simmetria bilaterale. Frutto secco (un legume)
Fiori a simmetria raggiata. Frutto carnoso
Foglie pennate. Fiori bianchi
78
120
79
103
80
82
Robinia pseudacacia L.
Nome comune: Robinia, acacia, gaggia.
Morfologia: Albero o arbusto caducifoglio alto fino a 25 m, con
corteccia profondamente fessurata longitudinalmente e tronco e rami
spinosi. Foglie imparipennate con segmenti ellittici, arrotondati
all’apice, chiari di sotto, glabri. Fiori bianchi in racemi penduli di
10-20 cm, molto profumati. Legume appiattito, glabro.
Areale: Specie di origine nordamericana, introdotta a Parigi dal
Canada nel 1601 dai giardinieri di corte J. e V. Robin - cui è
dedicato il genere - e poi diffusasi ampiamente con tendenza submediterraneo-continentale.
Habitat: Si spontaneizza lungo i margini stradali, negli incolti, nelle
scarpate, nelle siepi e sui terrazzi fluviali.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: Specie invasiva la cui diffusione costituisce un pericolo per il
patrimonio vegetale naturale.
80
Foglie trifogliate. Fiori gialli
81
29
81
Piccolo arbusto alto al massimo 60 cm. Calice con 5 denti acuti
Cytisus spinescens C. Presl
Sinonimi: Cytisus subspinescens Briq., Chamaecytisus spinescens
(C. Presl) Rothm.
Nome comune: Citiso spinoso.
Morfologia: Arbusto di 20-70 cm, a rami rigidi con apici
spinescenti e sericei. Foglie trifogliate, con foglioline argentinosericee di sotto. Fiori solitari o riuniti a 2 all’ascella delle foglie;
corolla giallo-pallida con vessillo spesso macchiato di rosso-bruno.
Legume villoso o pubescente solo lungo le suture, scuro, lungo fino
a 4 cm.
Areale: Europa centrale, meridionale e orientale; Asia occidentale.
Habitat: Pascoli aridi, garighe, macchie e boschi aperti.
Presenza nel Parco: Molto comune.
81
Arbusto molto più alto di 1 m. Calice senza denti, con margine troncato o con
piccole incisioni ottuse
Calicotome spinosa (L.) Link
Nome comune: Ginestra spinosa.
Morfologia: Arbusto sempreverde alto fino a 3 m con rami striati
longitudinalmente e spine acute divergenti bianco-pubescenti
all’apice. Foglie trifogliate, subglabre di sopra, bianco-argentine di
sotto. Fiori gialli, per lo più isolati, con peduncolo e calice biancosericei. Legume glabro o quasi.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Macchie, garighe.
Presenza nel Parco: Rara e ristretta quote basse.
82
82
83
Fiori più stretti di 3 cm. Frutto a mora
(ATTENZIONE: gruppo molto difficile e qui non
83
trattato a fondo, nel dubbio fermatevi a Rubus sp.)
Fiori più larghi di 3 cm. Frutto diverso da una mora
89
Mora rossa, sfilantesi facilmente da un ricettacolo allungato, vuota all'interno.
Foglie pennate o trifogliate
Rubus idaeus L. subsp. idaeus
Nome comune: Lampone.
Morfologia: Arbusto pollonante con fusto dritto, ricoperto di spine
sottili. Foglie composte da 3–7 foglioline pennate, bianco tomentose
di sotto, con margine irregolarmente seghettato. Fiori con petali
bianchi, riuniti in pannocchie di pochi fiori. Frutto subsferico
composto da piccole drupe feltrose di colore rosso.
Areale: Europa, Asia settentrionale, Nord America.
Habitat: Margini di faggeta, radure.
Distribuzione nel Parco: Comune.
Note: I frutti sono commestibili e si prestano per la preparazione di
marmellate e sciroppi.
83
84
84
85
Mora nera o blu, non sfilantesi dal ricettacolo, non
cava all'interno. Foglie palmate o trifogliate
Mora con meno di 20 unità. Stipole lanceolate,
ristrette alla base
Mora solitamente con più di 20 unità. Stipole filiformi
Mora pruinosa. Foglie trifogliate
84
85
86
Rubus caesius L.
30
Nome comune: Rovo bluastro.
Morfologia: Arbusto con fusti sarmentosi sottili, cilindrici, arcuati e
radicanti all’apice, glauco-pruinosi, con sottili aculei setoliformi
acutissimi. Foglie palmate a 3 foglioline largamente lanceolate. Fiori
bianchi riuniti in corimbo con asse ghiandoloso. Frutto composto di
poche drupeole bluastre-pruinose.
Areale: Europa; Asia centro-occidentale.
Habitat: Boschi e boscaglie ripariali, ambienti umidi.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Il nome specifico in Latino significa "azzurro", ed allude al
colore delle more leggermente pruinose, che sono commestibili.
85
Mora non pruinosa. Foglie con 3-5 foglioline
Rubus sect. Corylifolii Lindl.
Gruppo eterogeneo di stirpi generalmente a distribuzione locale. I caratteri morfologici sono piuttosto
variabili, ma si distinguono dagli altri rovi per le stipole lanceolate o lineari-lanceolate (come Rubus caesius
L.) ed il picciolo scanalato.
86
86
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Spine robuste, tutte di più o meno uguale grossezza.
87
Polloni (getti giovani) senza peli ghiandolari
Spine molto diverse: alcune più grosse, altre molto
più sottili. Polloni con peli ghiandolari più o meno
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abbondanti
Fiori solitamente rosa. Polloni pruinosi. Stami lunghi al massimo quanto gli stili
Rubus ulmifolius Schott
Sinonimi: Rubus rusticanus Mercier, R. discolor Auct. Fl. Ital. non
Weihe & Nees
Nome comune: Rovo comune.
Morfologia: Arbusto con fusti sarmentosi arcuati o striscianti,
radicanti all’estremità, angolosi e provvisti di robusti aculei più o
meno arrossati. Foglie persistenti, coriacee, palmate a 3-5 foglioline
con pagina superiore glabra e verde-scura, l’inferiore tomentosa.
Fiori generalmente rosa, raramente bianchi, in dense infiorescenze a
pannocchia. Frutti composti (more) di drupeole nere a maturità.
Areale: Europa occidentale e centro-meridionale; Africa
settentrionale.
Habitat: Boscaglie aperte, siepi, arbusteti, incolti.
Presenza nel Parco: Molto comune.
87
Fiori solitamente bianchi. Polloni non pruinosi. Stami più lunghi degli stili
Rubus candicans Weihe
Nome comune: Rovo bicolore.
Morfologia: Arbusto con fusti sarmentosi arcuati o striscianti,
radicanti all’estremità, angolosi e provvisti di robusti aculei più o
meno arrossati. Foglie persistenti, coriacee, palmate a 3-5 foglioline
con pagina superiore glabra e verde-scuro, l’inferiore tomentosa.
Fiori generalmente bianchi, raramente rosa, in dense infiorescenze a
pannocchia. Frutti composti (more) di drupeole, nere a maturità.
Areale: Europa occidentale e centro-meridionale; Africa
settentrionale.
Habitat: Boscaglie aperte, siepi, arbusteti, incolti.
Presenza nel Parco: Raro.
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Foglie bianco-pelose di sotto (almeno da giovani) per peli stellati
Rubus canescens DC.
31
Sinonimi: R. tomentosus Borkh. p.p., R. australis Kerner
Nome comune: Rovo tomentoso.
Morfologia: Arbusto con rami sarmentosi, angolosi, arcuati e
radicanti, tomentosi e ghiandolosi, non pruinosi, con spine ineguali e
distribuite su tutta la superficie. Foglie con 5 foglioline palmate,
ellittiche, di sopra glabre nei polloni, grigio-feltrose nei rami
fioriferi, di sotto bianco-tomentose. Fiori bianchi. Frutti composti
(more) di drupeole nere a maturità.
Areale: Europa centro-meridionale, Asia occidentale.
Habitat: Radure e margini di boschi termofili.
Presenza nel Parco: Comune.
88
Foglie senza peli stellati, verdi o verdi-grigie di sotto
Rubus hirtus Waldst. & Kit.
Sinonimi: R. glandulosus Auct. Fl. Ital. non Bellardi, R. fruticosus
L. var. glandulosus Fiori
Nome comune: Rovo ghiandoloso.
Morfologia: Arbusto con rami sarmentosi, cilindrici, arcuati e
radicanti, tomentosi e ghiandolosi, con aculei sottili. Foglie
composte di 3 foglioline ovali, leggermente pelose di sopra, pelose e
grigio-verdi di sotto. Fiori bianchi. Frutti composti (more) di
drupeole nere a maturità.
Areale: Specie a distribuzione Europea.
Habitat: Boschi freschi submontani e montani (cerrete, faggete).
Presenza nel Parco: Comune.
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89
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Stili concresciuti in una colonnina cilindrica
Stili liberi, raggruppati in un cuscinetto più largo che
lungo
Foglie sempreverdi, lucide, coriacee. Spine superiori ricurve
90
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Rosa sempervirens L.
Nome comune: Rosa di San Giovanni.
Morfologia: Arbusto strisciante o rampicante, con aculei sparsi,
piccoli, debolmente curvi o uncinati. Foglie sempreverdi, foglioline
3-7, lanceolate, di colore verde, quasi lucide nella pagina superiore,
glabre e coriacee; margine fogliare a denti semplici. Fiori in genere
solitari o in gruppi di 2-3, grandi (2-5 cm), portati da peduncoli
allungati e ghiandolosi; sepali interi, ghiandolosi, riflessi e caduchi
prima della maturazione del frutto; petali candidi. Ricettacolo
fruttifero subsferico, glabro e liscio, rosso a maturità.
Areale: Bacino del Mediterraneo, Europa sudoccidentale.
Habitat: Macchia mediterranea, leccete e boschi di caducifoglie
termofile.
Presenza nel Parco: Comune a quote basse.
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Foglie dcidue, opache, non coriacee. Spine superiori diritte e sottili
Rosa arvensis Huds.
Nome comune: Rosa dei campi.
Morfologia: Arbusto alto 30-100 cm, con i rami arcuati, gracili,
striscianti o lianosi, glabri e pruinosi, spesso di colore bluastro;
aculei generalmente piccoli e gracili, dritti o debolmente arcuati.
Foglie caduche, foglioline 5-7, eccezionalmente 9, da ovate a
ellittiche, glabre e di colore verde chiaro di sopra, pelose sulle
nervature e di colore più pallido di sotto; rachide e picciolo
leggermente pelosi, talora con rare ghiandole; margine fogliare a
denti semplici, piuttosto larghi. Fiori isolati o a gruppi di 2-3, grandi
(2-5 cm), portati da peduncoli allungati irti di peli ghiandolari; sepali
sottili, gli esterni con appendici laterali strette, riflessi all’antesi e
caduchi prima della maturità del frutto; fiori di colore bianco,
inodori. Ricettacolo fruttifero ovoide, glabro, di colore rosso.
32
Areale: Europa occidentale, meridionale e sudorientale, fino
all’Asia occidentale.
Habitat: Boscaglie e margini dei boschi, su suoli profondi.
Presenza nel Parco: Comune.
91
91
92
Sepali interi. Foglie con 7-11 foglioline
92
Sepali (almeno 3 di essi) con appendici laterali. Foglie
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con 5-7 foglioline
Fiori di color rosso carminio vivace. Spine deboli e rade, assenti sui rami fioriferi.
Frutto maturo oblungo-ovoide
Rosa pendulina L.
Sinonimi: Rosa alpina L.
Nome comune: Rosa alpina.
Morfologia: Arbusto debole, spesso prostrato, alto da 30 a 150 cm,
senza o con pochi e deboli aculei; rami fioriferi senza aculei. Foglie
decidue, glabre o pubescenti; foglioline 7-11, ellittiche; margine
fogliare a denti composti e ghiandolosi. Fiori isolati, larghi fino a 5
cm, bratteati, su peduncoli con numerosi peli ghiandolari; sepali
interi, ghiandolosi, spesso allargati verso l’apice, eretti dopo l’antesi
e persistenti fino a maturità del frutto; petali di colore rosso o rosa
vivo, intensamente profumati. Ricettacolo fruttifero rosso, ovoide o
globoso, glabro o ghiandoloso, portato da un peduncolo reclinato.
Areale: Europa centromeridionale.
Habitat: Schiarite di boschi freschi, luoghi sassosi ed ombrosi, fino
a 2.200 m.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il nome “pendulina” (= che pende), si riferisce al ricettacolo
fruttifero maturo.
92
Fiori bianchi. Spine numerose anche sui rami fioriferi. Frutto maturo globoso
Rosa spinosissima L.
Sinonimi: Rosa pimpinellifolia L.
Nome comune: Rosa spinosissima.
Morfologia: Piccolo arbusto alto fino ad un metro, con fusti eretti di
colore marrone rossiccio ricoperti di aculei aghiformi, piccoli, diritti
e sottili, più o meno abbondanti, misti a setole. Foglie caduche, con
picciolo e rachide provvisti di radi aciculi; foglioline 9-11, brevi e
larghe, glabre, di colore verde chiaro con margine a denti semplici.
Fiori solitari, larghi 2-4 cm, su peduncoli di 1-3 cm; sepali interi,
sottili, senza ghiandole, da patenti a eretti, persistenti fino alla
maturità del frutto; petali bianchi (raramente giallo-pallidi o
leggermente rosati). Ricettacolo fruttifero globoso, glabro, piccolo
(10-18 mm), di colore nero purpureo.
Areale: Europa nordoccidentale, centrale e meridionale fino al
Caucaso, Iran nordoccidentale, Asia centrale ed orientale.
Habitat: Comunità arbustive della fascia montana; individui sparsi
su pascoli pietrosi e/o rocciosi.
Presenza nel Parco: Poco comune.
93
93
94
Sepali eretti o patenti, generalmente persistenti nel
94
frutto
Sepali reclinati verso il basso, presto caduchi nel
96
frutto
Peduncoli fiorali e fruttiferi ghiandolosi. Frutti densamente ghiandolosi. Fusti
giovani non glauco-pruinosi
Rosa montana Chaix
33
Nome comune: Rosa montana.
Morfologia: Arbusto eretto alto fino a 3 metri, con aculei sottili,
diritti o debolmente ricurvi, dilatati alla base. Foglie caduche, con
picciolo e rachide ghiandolosi e stipole larghe; foglioline 7, ovatoarrotondate, glabre, verdi o grigio-verdi di sopra, più chiare di sotto;
margine con denti composti e ghiandolosi. Fiori solitari o a gruppi di
2-3, larghi 2,5-4 cm, portati da peduncoli ghiandolosi lunghi quanto
il ricettacolo; sepali laciniati, ghiandolosi, eretti e persistenti fino
alla maturità del frutto; petali di colore rosa pallido. Ricettacolo
fruttifero urceolato, ghiandoloso, di colore rosso.
Areale: Europa meridionale.
Habitat: Radure di boschi e pascoli sassosi della fascia montana.
Presenza nel Parco: Rara.
94
95
Peduncoli fiorali e fruttiferi glabri o quasi. Frutti non
95
o poco ghiandolosi. Fusti giovani glauco-pruinosi
Ricettacolo fruttifero ovoide. Disco stilare con al centro un orifizio molto largo
(circa 2 mm)
Rosa glauca Pourr. non al.
Sinonimi: Rosa rubrifolia Vill.
Nome comune: Rosa paonazza, rosa glauca.
Morfologia: Arbusto eretto alto fino a 3 metri, con fusti glaucopruinosi, provvisti di aculei ricurvi con base decorrente, piuttosto
sottili. Foglie caduche, con caratteristico colore verde-bluastro,
pruinose; foglioline 7, ellittiche e glabre, con margine a denti
semplici. Fiori portati in corimbi di 1-5, disposti su peduncoli corti,
spesso nascosti dalle brattee, lisci o ghiandolosi; sepali lanceolati,
uguali o più lunghi della corolla, interi o laciniati, glabri sul dorso,
eretti fino alla maturità del frutto; petali di colore rosso-carminio o
rosa vivo. Ricettacolo fruttifero ovoide, solitamente glabro, di colore
rosso scuro a maturità.
Areale: Aree montane dell’Europa meridionale.
Habitat: Radure dei boschi, arbusteti meso-termofili, rupi e ghiaioni
montani.
Presenza nel Parco: Rara.
95
Ricettacolo fruttifero globoso. Orifizio più stretto di 2 mm
Rosa dumalis Bechst.
Sinonimi: Rosa canina L. var. dumalis, Rosa glauca Vill. ex Loisel.
non Pourr.; Rosa vosagiaca Desportes
Nome comune: Rosa delle boscaglie, rosa dei Vosgi.
Morfologia: Arbusto alto fino a 2 m, con fusti eretti e rami giovani
di colore glauco, leggermente pruinosi; aculei arcuati o debolmente
uncinati, più o meno compressi. Foglie caduche, glabre, a 5 o 7
foglioline, ellittiche o ovate, più o meno glaucescenti; margine a
denti semplici, doppi o composti. Fiori solitari o a gruppi di 2-5,
larghi 3-5 cm; peduncoli glabri, molto corti, spesso completamente
coperti dalle brattee, sepali con appendici laterali, eretti o patenti
fino alla maturità del ricettacolo; petali rosa. Ricettacolo fruttifero
globoso, glabro, polposo, di colore rosso-scuro.
Areale: Europa centro-meridionale fino al Caucaso e all’Anatolia,
Paesi Baltici e Ucraina.
Habitat: Boschi di faggio, ostrieti e querceti mesofili, arbusteti e
boscaglie aperte della fascia montana.
Presenza nel Parco: Poco comune.
96
96
97
Foglie densamente vischioso-ghiandolose di sotto
Foglie senza ghiandole di sotto, o con ghiandole
confinate a picciolo, asse fogliare e nervi principali
Peduncoli fruttiferi glabri
34
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98
Rosa agrestis Savi
Nome comune: Rosa delle siepi, rosa agreste.
Morfologia: Arbusto eretto alto fino a 2 m, con fusti glabri spesso
tortuosi; aculei radi, robusti e ricurvi, raramente dritti o deboli.
Foglie caduche, con picciolo e rachide provvisti di numerose
ghiandole; stipole strette e allungate, con margine ghiandoloso;
foglioline 5-7, da ovali a ellittiche, più o meno glabre di sopra,
intensamente ghiandolose di sotto, odorose di mela acerba; denti del
margine fogliare composti e ghiandolosi. Fiori isolati, o in corimbi
pauciflori, larghi fino a 4 cm, odorosi, con peduncoli glabri e lunghi;
sepali laciniati, più o meno riflessi, con dorso non ghiandoloso,
caduchi alla maturazione del frutto; petali di colore generalmente
bianco. Ricettacolo fruttifero ovale, liscio, di colore rosso.
Areale: Europa meridionale, Africa nordoccidentale, Asia
sudoccidentale.
Habitat: Arbusteti ai margini dei boschi, campi abbandonati e siepi,
in ambito collinare e montano. Si rinviene in esemplari sparsi e non
tende a formare colonie.
Presenza nel Parco: Poco comune.
97
Peduncoli fruttiferi con peli ghiandolari
Rosa micrantha Borrer ex Sm.
Nome comune: Rosa a fiori piccoli.
Morfologia: Arbusto eretto alto fino a 3 m, con fusti spesso tortuosi;
aculei radi, robusti e ricurvi o diritti. Foglie caduche, con picciolo e
rachide provvisti di numerose ghiandole; stipole strette e allungate,
con margine ghiandoloso; foglioline 5(-7), da ovali a ellittiche, più o
meno glabre ed un po' lucide di sopra, ghiandolose di sotto, odorose
di mela acerba; denti del margine fogliare composti e ghiandolosi.
Fiori isolati, o in corimbi pauciflori, larghi fino a 4 cm, odorosi, con
peduncoli glabri e lunghi; sepali laciniati, più o meno riflessi,
caduchi alla maturazione del frutto; petali di colore generalmente
rosa. Ricettacolo fruttifero ovale, di colore rosso. Peducoli fruttiferi
irti di grosse ghiandole stipitate e spesso anche di aculei.
Areale: Specie pontico-mediterranea.
Habitat: Arbusteti ai margini dei boschi, campi abbandonati e siepi,
in ambito collinare e montano.
Presenza nel Parco: Rara.
98
98
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Foglie pelose di sotto almeno sui nervi
99
Foglie glabre
100
Foglie semplicemente dentate. Asse della foglia senza ghiandole
Rosa corymbifera Borkh.
Sinonimi: Rosa canina L. var. corymbifera (Borkh.) Rouy, Rosa
dumetorum Thuill.
Nome comune: Rosa corimbifera.
Morfologia: Arbusto eretto, alto fino a 2 m, con fusti legnosi, glabri,
spesso scandenti; aculei robusti, arcuati o uncinati, a base allargata.
Foglie caduche con picciolo e rachide pubescenti; foglioline 5-7,
pubescenti sulle nervature di sotto, da ellittiche a ovate, con margine
a denti semplici, irregolari. Infiorescenze di 1-4 fiori larghi 4-5 cm,
portati da peduncoli glabri; sepali riflessi, caduchi prima della
maturità del frutto, gli esterni con appendici laterali; petali rosa,
raramente bianchi. Ricettacolo fruttifero di forma variabile, di colore
rosso scuro a maturità.
Areale: Europa, Africa nordoccidentale e Asia sudoccidentale.
Habitat: Arbusteti meso-termofili, inclusi quelli su pareti rocciose,
pietraie, ruderi e materiale detritico.
Presenza nel Parco: Comune.
35
99
Foglie doppiamente dentate. Asse della foglia con ghiandole sparse
Rosa balsamica Besser
Sinonimi: Rosa obtusifolia Desv., Rosa canina L. var. tomentella
(Léman) Baker
Nome comune: Rosa finemente tomentosa.
Morfologia: Arbusto eretto, caducifoglio, alto fino a 2 m, con fusti
legnosi, glabri, spesso scandenti; aculei robusti, arcuati o uncinati, a
base allargata. Foglie pubescenti su una o su entrambe le facce,
ghiandolose su picciolo, rachide e nervatura centrale; foglioline 5-7,
da largamente ovate a orbicolari, piccole, con margine a denti
composti e ghiandolosi. Infiorescenze di 1-4 fiori larghi 4-5 cm, su
peduncoli glabri; sepali riflessi, caduchi prima della maturità del
frutto, gli esterni fortemente appendicolati; petali biancastri o rosa.
Ricettacolo fruttifero di forma variabile, glabro, rosso scuro a
maturità.
Areale: Europa.
Habitat: Arbusteti su pietraie, ghiaioni e in ambienti ruderali;
schiarite dei boschi termofili di faggio e dei querceti mesofili.
Presenza nel Parco: Poco comune.
100
Peduncoli di fiori e frutti con peli ghiandolari
Rosa nitidula Besser
Sinonimi: Rosa canina var. blondeana (Ripart) Duffort, Rosa
blondeana Ripart ex Déséglise.
Nome comune: Rosa selvatica.
Morfologia: Arbusto eretto alto fino a 3 m, con fusti legnosi, glabri,
spesso scandenti; aculei robusti, arcuati o uncinati, a base allargata.
Foglie caduche, glabre, ghiandolose su picciolo, rachide e nervatura
centrale; foglioline 5-7, da ellittiche a ovate, con margine a denti
composti e ghiandolosi. Infiorescenze di 1-4 fiori larghi 4-5 cm,
portati da pedicelli ispido-glandulosi; sepali riflessi all’antesi,
caduchi prima della maturità del frutto, gli esterni con appendici
laterali; petali rosa, raramente bianchi. Ricettacolo fruttifero glabro,
di colore rosso scuro a maturità.
Areale: Europa, Asia occidentale e centro-meridionale, Africa
settentrionale.
Habitat: Formazioni arbustive e boscaglie aperte, pascoli e campi
abbandonati.
Presenza nel Parco: Poco comune.
100
101
Peduncoli di fiori e frutti glabri o con peli sparsi, ma
101
senza peli ghiandolari
Foglie con ghiandole su picciolo, asse principale e nervatura centrale delle foglioline
Rosa squarrosa (Rau) Boreau
Sinonimi: Rosa canina L. var. squarrosa Rau
Nome comune: Rosa selvatica.
Morfologia: Arbusto eretto, alto fino a 3 m, con fusti legnosi glabri,
spesso scandenti; aculei robusti, arcuati o uncinati, a base allargata.
Foglie glabre, con ghiandole sparse su picciolo, rachide e nervatura
centrale; foglioline 5-7, da ellittiche a ovate, con margine a denti
composti e ghiandolosi. Infiorescenze di 1-4 fiori larghi 4-5 cm,
portati da peduncoli glabri; sepali riflessi, caduchi prima della
maturità del frutto, gli esterni con appendici laterali; petali rosa.
Ricettacolo fruttifero di forma variabile, glabro, di colore rosso
scuro a maturità.
Areale: Europa, Asia occidentale e centromeridionale, Africa
settentrionale.
Habitat: Arbusteti, boscaglie aperte, pascoli abbandonati e incolti.
Presenza nel Parco: Comune.
36
101
102
Foglie senza ghiandole
Disco stimmatico con orifizio largo 0.5-0.7(-0.8) mm
102
Rosa canina L.
Sinonimi: Rosa lutetiana Léman
Nome comune: Rosa selvatica, rosa canina.
Morfologia: Arbusto eretto, alto fino a 3 m, con fusti legnosi, glabri,
spesso scandenti; aculei robusti, arcuati o uncinati, a base allargata.
Foglie glabre anche sul picciolo e sul rachide; foglioline 5-7, da
ellittiche a ovate, margine a denti semplici, talora irregolari.
Infiorescenze di 1-4 fiori larghi 4-5 cm, portati da peduncoli glabri;
sepali riflessi all’antesi, caduchi prima della maturità del frutto, gli
esterni con appendici laterali; petali rosa, raramente bianchi.
Ricettacolo fruttifero glabro, di colore rosso scuro a maturità.
Areale: Europa, Asia occidentale e centro-meridionale, Africa
settentrionale.
Habitat: Arbusteti, boscaglie aperte, pascoli e campi abbandonati.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: In fitoterapia si usano i cinorrodi che contengono carotenoidi,
vitamine e acidi organici, pectine, glucosidi polifenolici e sali
minerali. Si usano in tisana nelle malattie dei reni, della vescica, nel
diabete, nelle diete e per i sintomi influenzali.
102
Disco stimmatico con orifizio largo 0.9-1.1 mm (lente!)
Rosa subcanina (Christ) Vuk.
Sinonimi: Rosa reuteri L. f. subcanina Christ
Nome comune: Falsa rosa canina.
Morfologia: Arbusto eretto, caducifoglio, alto fino a 2 m, con fusti
legnosi, glabri, spesso scandenti; aculei robusti, arcuati o uncinati, a
base allargata. Foglie glabre anche sul picciolo e sul rachide;
foglioline 5-7, da ellittiche a ovate, con margine a denti semplici,
senza ghiandole, oppure a denti composti e ghiandolosi. Fiori solitari
o a 2-3, larghi 3-5 cm, portati da peduncoli glabri lunghi 2-3 cm;
sepali non ghiandolosi sul dorso, riflessi e caduchi prima della
maturità del frutto, gli esterni con appendici laterali; petali da rosa
pallido a bianchi; stili liberi, glabri o pelosi, più o meno sporgenti.
Ricettacolo fruttifero glabro, di colore rosso scuro a maturità.
Areale: Europa e Asia occidentale.
Habitat: Arbusteti, pascoli, incolti e boscaglie aperte.
Presenza nel Parco: Poco comune.
103
103
104
104
105
Foglie trifogliate (con 3 foglioline)
104
Foglie pennate (con più di 3 foglioline)
108
Fiori e frutti disposti in racemi penduli. Foglioline di
105
1-3 x 3-6 cm. Alberelli solitamente più alti di 2 m
Fiori e frutti non disposti in racemi penduli.
Foglioline molto più piccole. Arbusti solitamente più
106
bassi di 2 m
Foglie e legumi giovani grigio-pelosi. Legume con sutura superiore acuta, non alata
Laburnum anagyroides Medik. subsp. anagyroides
37
Nome comune: Maggiociondolo comune.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero caducifoglio alto fino a 6-7
m, con tronco eretto; corteccia liscia color verde cenerino e rami
giovani tomentosi. Foglie alterne, formate da tre foglioline ellittiche,
grigio-verdi sulla pagina superiore e con peli sericei bianchi su
quella inferiore. Fiori gialli, dolcemente profumati, riuniti in lunghi
racemi penduli. Legume di 4-8 cm, pubescente, con sutura non alata;
i legumi restano sulla pianta in inverno e contengono semi di colore
nero.
Areale: Europa sud-orientale.
Habitat: Boschi di caducifoglie e loro margini.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: In Abruzzo è legato ad un antico e romantico rito: un ramo
dell’albero in fiore veniva piantato dal giovane innamorato davanti
alla porta di casa dell’amata; se il ramo veniva raccolto ed esposto
sul davanzale l’amore era corrisposto. Tutta la pianta, soprattutto
semi e foglie, produce un alcaloide tossico (neurotossina), la citisina,
che paralizza i centri nervosi provocando avvelenamenti anche
mortali.
105
Foglie e legumi giovani subglabri. Legume con sutura superiore munita di un'ala di
1-2 mm
Laburnum alpinum (Mill.) Bercht. & J. Presl
Nome comune: Maggiociondolo alpino.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero caducifoglio alto fino a 6-7
m; tronco eretto con corteccia liscia color verde cenerino e rami
glabri. Foglie alterne, formate da tre foglioline ellittiche, grigioverdidi sopra e con peli sericei bianchi di sotto. Fiori gialli,
dolcemente profumati, riuniti in lunghi racemi penduli più lassi
rispetto a L. anagyroides. Legume di 4-8 cm, pubescente, alato lungo
la sutura; i legumi restano sulla pianta in inverno e contengono semi
di colore nero.
Areale: Europa sud-orientale.
Habitat: Boschi di caducifoglie mesofile, soprattutto faggete, e loro
margini.
Note: In Abruzzo è legato ad un antico e romantico rito: un ramo
dell’albero in fiore, veniva piantato dal giovane innamorato davanti
alla porta di casa dell’amata; se il ramo veniva raccolto ed esposto
sul davanzale l’amore era corrisposto. Tutta la pianta, soprattutto
semi e foglie, produce un alcaloide tossico (neurotossina), la citisina,
che paralizza i centri nervosi provocando avvelenamenti anche
mortali.
106
Pianta glabra. Almeno le foglie inferiori sessili o quasi
Cytisophyllum sessilifolium (L.) O. Lang
Sinonimi: Cytisus sessilifolius L.
Nome comune: Citiso a foglie sessili.
Morfologia: Arbusto di 1-2 m, molto ramificato, con rami glabri e
lisci a sezione circolare. Foglie trifogliate glabre, picciolate nei rami
non fioriferi, sessili in quelli fioriferi. Fiori gialli, disposti in racemi
terminali allungati, eretti. Legume glabro, appiattito, lungo fino a 4
cm.
Areale: Europa centro-occidentale, Africa settentrionale.
Habitat: Arbusteti e mantelli forestali, boschi aperti di caducifoglie
termofile.
Presenza nel Parco: Molto comune.
106
107
Piante pelose. Foglie tutte chiaramente picciolate
Pianta alta 5-10 dm. Calice con tubo lungo al massimo 3 mm
107
Cytisus villosus Pourr.
38
Nome comune: Citiso villoso.
Morfologia: Arbusto di 5-20 dm con rami più o meno eretti, striati e
pelosi soprattutto da giovani. Foglie trifogliate, con foglioline
ellittiche glabre o quasi di sopra, bianco-sericee di sotto. Fiori gialli,
spesso con macchie bruno-rossastre, riuniti a 2-3 all’ascella delle
foglie superiori. Legume oblungo, peloso, lungo fino a 4 cm.
Areale: Europa meridionale e Africa nord-occidentale.
Habitat: Macchie, boschi aperti di caducifoglie termofile.
Presenza nel Parco: Poco comune.
107
Pianta alta 2-4 dm. Calice con tubo lungo più di 5 mm
Cytisus hirsutus L. s.l.
Sinonimi: Cytisus triflorus Lam., Chamaecytisus triflorus (Lam.)
Skalicka, Chamaecytisus hirsutus (L.) Link
Nome comune: Citiso peloso.
Morfologia: Arbusto di 30-100 cm, ascendente-eretto, con rami
giovani villosi. Foglie trifogliate, con foglioline glauche, pelose di
sotto. Fiori riuniti a 1-3 in racemi fogliosi; calice e vessillo pelosi,
quest’ultimo spesso macchiato di bruno. Legume irsuto, lungo fino a
4 cm.
Areale: Europa centrale, meridionale e orientale; Asia occidentale.
Habitat: Pascoli aridi, macchie e boscaglie aperte, generalmente su
suoli subacidi.
Presenza nel Parco: Poco comune.
108
108
109
Foglioline a margine intero (raramente con qualche
dentello appena accennato)
Foglioline a margine chiaramente dentato o dentellato
Fusti scandenti. Fiori violetti. Frutto una bacca rossa
109
116
Solanum dulcamara L.
Nome comune: Dulcamara, morella rampicante.
Morfologia: Pianta rampicante con fusti molto ramosi e rami con
pubescenza appressata. Foglie caduche, lunghe fino a 10 cm, con
picciolo alato e lamina triangolare, le superiori con 1-2 lobi basali.
Fiori violacei riuniti in cime ombrelliformi. Frutto a bacca, rosso a
maturità.
Areale: Europa, Asia occidentale, Africa nord-occidentale.
Habitat: Boschi umidi, incolti freschi e ombrosi.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il nome generico deriva dal Latino solamen = sollievo, ma la
dulcamara è velenosa per l'alto contenuto in solanina dei frutti
acerbi.
109
110
110
111
Fusti eretti. Fiori non violetti. Frutto diverso
110
Foglie fortemente odorose se sfregate tra le dita.
111
Frutto diverso da un legume
Foglie non odorose. Frutto un legume
113
Foglie con più di 11 foglioline, di odore sgradevole se sfregate tra le dita. Frutto
alato
Ailanthus altissima (Mill.) Swingle
39
Sinonimi: Ailanthus glandulosa Desf.
Nome comune: Ailanto.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 20-25 m, con fusto
slanciato e chioma ampia. Foglie alterne, imparipennate, lunghe 4070 cm, con 13-25 foglioline lanceolate, alla base asimmetriche e
irregolarmente dentate, di odore sgradevole. Fiori giallo-verdognoli,
riuniti in dense pannocchie ramificate lunghe 10-20 cm. Il frutto è
una samara rossastra ad ala bislunga di 3-5 cm, con seme in
posizione centrale.
Areale: Originario della Cina, è stato introdotto in Italia nel 1760
per l’allevamento di una farfalla che doveva sostituire il baco da seta
minacciato dalle malattie.
Habitat: In Abruzzo è attualmente, insieme alla robinia, la specie
legnosa spontaneizzata più diffusa ed infestante, soprattutto negli
incolti, lungo le scarpate o ai margini delle strade.
Presenza nel Parco: Comune.
111
112
Foglie con al massimo 11 foglioline, di odore
112
aromatico se sfregate tra le dita. Frutto non alato
Foglie lunghe 20-50 cm, con fogliolina terminale molto più grande di quelle laterali.
Frutto più largo di 2 cm. Albero
Juglans regia L.
Nome Comune: Noce.
Morfologia: : Albero caducifoglio alto fino a 30 m, a chioma ampia.
Foglie imparipennate, con 5-7(-9) foglioline ellittiche, lunghe 20-50
cm, coriacee ed aromatiche. Specie monoica con fiori maschili
riuniti in amenti penduli lunghi fino a 15 cm, fiori femminili in
gruppi di 1-5 all’apice dei giovani rami. Il frutto è una drupa globosa
di 4-5 cm, formata da uno strato esterno carnoso-coriaceo di color
verde, detta “mallo”, e da un nocciolo duro e rugoso che contiene il
seme commestibile, a sua volta diviso in quattro lobi rugosi.
Areale: : Originaria dell’Europa Orientale e dell’Asia, la specie è
ampiamente coltivata sia come albero da legname, sia per il frutto,
oltre che a scopo ornamentale.
Note: : Il legno, molto pregiato, è impiegato nella fabbricazione di
mobili. Con i frutti acerbi, da raccogliere nel giorno di San Giovanni
Battista il 24 giugno, si prepara il liquore “nocino”. I semi, le
cosiddette “noci”, sono largamente utilizzate nell’alimentazione
umana.
112
Foglie lunghe 10-20 cm, con fogliolina terminale simile a quelle laterali. Frutto più
stretto di 2 cm. Arbusto o alberello raramente più alto di 4 m
Pistacia terebinthus L. subsp. terebinthus
Nome comune: Terebinto.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero alto fino a 5 m con corteccia
bruno-rossastra, nei rami giovani glabra e con lenticelle lineari
longitudinali. Odore resinoso. Foglie coriacee, glabre,
imparipennate, con segmenti ellittici o lanceolati, arrotondati
all’apice. Fiori bruni, piccoli, in pannocchie piramidali. Frutto a
drupa, ovoide, rosso scuro a maturità, largo 6-7 mm.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Pendii aridi e rupestri, garighe, macchie e boschi termofili,
su substrato calcareo.
Presenza nel Parco: Poco comune e ristretto a quote basse.
Note: Le galle venivano usate per tingere di rosso i tessuti. Il legno,
duro e rossastro, è utilizzato in ebanisteria e per lavori di intarsio.
113
Fiori bianchi
Robinia pseudacacia L.
40
Nome comune: Robinia, acacia, gaggia.
Morfologia: Albero o arbusto caducifoglio alto fino a 25 m, con
corteccia profondamente fessurata longitudinalmente e tronco e rami
spinosi. Foglie imparipennate con segmenti ellittici, arrotondati
all’apice, chiari di sotto, glabri. Fiori bianchi in racemi penduli di
10-20 cm, molto profumati. Legume appiattito, glabro.
Areale: Specie di origine nordamericana, introdotta a Parigi dal
Canada nel 1601 dai giardinieri di corte J. e V. Robin - cui è
dedicato il genere - e poi diffusasi ampiamente con tendenza submediterraneo-continentale.
Habitat: Si spontaneizza lungo i margini stradali, negli incolti, nelle
scarpate, nelle siepi e sui terrazzi fluviali.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: Specie invasiva la cui diffusione costituisce un pericolo per il
patrimonio vegetale naturale.
113
114
Fiori gialli
Infiorescenza a racemo pendulo. Frutto fortemente rigonfio
114
Colutea arborescens L.
Nome comune: Vescicaria.
Morfologia: Arbusto a foglie decidue, alterne, imparipennate, con 713 foglioline ellittiche o rotondeggianti, a margine intero. Fiori
giallo-dorati, spesso striati di marrone, riuniti in racemi ascellari di 2
-8 fiori. Il legume è rigonfio a vescica, di consistenza pergamenacea.
Areale: Europa, Asia Minore e Africa settentrionale.
Habitat: Boschi radi di caducifoglie termofile e loro margini,
arbusteti.
Presenza nel Parco: Poco comune.
114
115
Infiorescenza ad ombrella. Frutto lungo e stretto, non
115
rigonfio, ristretto tra i semi
Corolla più lunga di 12 mm. Vessillo (petalo superiore) ristretto alla base in
un'unghia lunga 2-3 volte il calice. Foglie glauche solo di sotto
Emerus major Mill. subsp. emeroides (Boiss. & Spruner) Soldano & F. Conti
Sinonimi: Coronilla emerus L. susbp. emeroides (Boiss. & Spruner)
Hayek, Hippocrepis emerus (L.) Lassen subsp. emeroides (Boiss. &
Spruner) Lassen
Nome comune: Emero, cornetta dondolina.
Morfologia: Arbusto alto fino a 2 m, con fusti striati, ramosissimi.
Foglie imparipennate, con segmenti obovati o obcuneati, glauche
inferiormente; stipole triangolari. Fiori gialli di 14-20 mm, disposti
in ombrelle lungamente peduncolate. Legumi penduli, incurvati,
striati, divisi in 6-10 articoli.
Areale: Mediterraneo centro-orientale, Ponto.
Habitat: Boschi termofili, arbusteti.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: nel Parco è probabilmente presente anche la subsp. major, che
si differenzia per le foglioline più piccole, la mancanza di
glaucescenza, peduncoli fiorali molto maggiori della foglia
ascellante (nella subsp. emeroides uguali o poco più lunghi); vegeta
in stazioni più fresche.
115
Corolla più breve di 12 mm. Vessillo con unghia lunga circa quanto il calice. Foglie
glauche su entrambe le facce
Coronilla valentina L.
41
Nome comune: Cornetta di Valenza.
Morfologia: Arbusto sempreverde, di colore glauco, alto 30-80 cm.
Foglie imparipennate, con 2-6 paia di foglioline ad apice troncato e
mucronato; stipole cuoriformi. Fiori gialli, riuniti in ombrelle di 4-12
fiori. Legume articolato in tanti segmenti, ognuno dei quali ha un
solo seme.
Areale: Mediterraneo e Nord Africa.
Habitat: Garighe e arbusteti su pendii rocciosi o pietrosi.
Note: Il nome generico è il diminutivo del latino "corona", e
richiama la disposizione dei fiori, quello specifico si riferisce alla
città di Valencia (Spagna).
116
Foglie di odore aromatico se sfregate tra le dita
Juglans nigra L.
Il noce nero o noce americano è originario del Nord America. Si
distingue facilmente dal noce nostrano per le foglie con 10-22
foglioline lanceolate ed acuminate all’apice (simili a quelle del
Frassino maggiore); il seme non è edule. Appare sporadicamente
allo stato subspontaneo in alcune aree del Parco.
116
117
Foglie non odorose o con odore sgradevole
Fiori solitari, rossi o di color rosa vivace, più larghi di 4 cm
117
Rosa pendulina L.
Sinonimi: Rosa alpina L.
Nome comune: Rosa alpina.
Morfologia: Arbusto debole, spesso prostrato, alto da 30 a 150 cm,
senza o con pochi e deboli aculei; rami fioriferi senza aculei. Foglie
decidue, glabre o pubescenti; foglioline 7-11, ellittiche; margine
fogliare a denti composti e ghiandolosi. Fiori isolati, larghi fino a 5
cm, bratteati, su peduncoli con numerosi peli ghiandolari; sepali
interi, ghiandolosi, spesso allargati verso l’apice, eretti dopo l’antesi
e persistenti fino a maturità del frutto; petali di colore rosso o rosa
vivo, intensamente profumati. Ricettacolo fruttifero rosso, ovoide o
globoso, glabro o ghiandoloso, portato da un peduncolo reclinato.
Areale: Europa centromeridionale.
Habitat: Schiarite di boschi freschi, luoghi sassosi ed ombrosi, fino
a 2.200 m.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il nome “pendulina” (= che pende), si riferisce al ricettacolo
fruttifero maturo.
117
118
Fiori riuniti in racemi o corimbi, bianchi o verdastri,
118
più stretti di 3 cm
Foglie irsute, con rachide alato. Fiori verdastri, disposti in racemi eretti. Frutto
secco
Rhus coriaria L.
Nome comune: Sommacco siciliano.
Morfologia: Arbusto di 1-4 m, con rami giovani pelosi. Foglie
imparipennate, lunghe fino a 18 cm, vellutate, con segmenti
lanceolati seghettati sul bordo, che in autunno si colorano di un bel
rosso vivo. Fiori piccoli, bianco-giallastri, riuniti in pannocchia
lunga circa quanto le foglie. Frutto a piccola drupa subglobosa
coperta di peli porporino scuri.
Areale: Bacino del Mediterraneo, Asia occidentale.
Habitat: Incolti e pascoli aridi, siepi, scarpate, spesso come relitto
42
di antiche coltivazioni.
Presenza nel Parco: Raro.
Note: Le foglie giovani erano utilizzate per la concia delle pelli. In
Medio Oriente dai frutti secchi si ricava un’ottima spezia, il Sumac.
La corteccia del fusto e delle radici veniva utilizzata anche per
tingere, rispettivamente, di giallo e di bruno.
118
119
Foglie glabre o sparsamente pelose, con rachide non
alato. Fiori bianchi, disposti in corimbi
119
ombrelliformi. Frutto carnoso
Gemme glabre, attaccaticce. Stili 5 (lente!). Frutto maturo largo almeno 2 cm, giallo
con macchie scure
Sorbus domestica L.
Nome comune: Sorbo domestico.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 15-20 m, con tronco
diritto e corteccia bruna tendente a sfaldarsi con l’età. Foglie alterne,
imparipennate, lunghe fino a 20 cm, con 6-10 paia di foglioline
intere nel terzo prossimale e seghettate nel resto. Fiori bianchi,
riuniti in densi corimbi tomentosi. Il frutto, la sorba, è un piccolo
pomo subgloboso, dapprima di colore giallo-rossiccio, poi bruno e
dolce a maturità.
Areale: Europa meridionale.
Habitat: Boscaglie termofile a dominanza di roverella o carpino
nero.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Un tempo la coltivazione della specie a frutti commestibili, le
sorbe, era molto diffusa. Queste sono ricche di vitamina C e
sorbitolo, un alcool utilizzato come succedaneo dello zucchero per i
diabetici.
119
Gemme pelose, non attaccaticce. Stili 3-4. Frutto maturo largo meno di 1 cm, rosso
Sorbus aucuparia L. s.l.
Nome comune: Sorbo degli uccellatori.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 15 m, con tronco diritto,
molto ramificato e chioma rada; corteccia bruna tendente a fessurarsi
con l’età. Foglie alterne, imparipennate, lunghe fino a 22 cm, con 49 paia di foglioline intere nel quarto prossimale e seghettate nel
resto, verdi scure di sopra e glauche di sotto. Fiori bianchi, riuniti in
densi e vistosi corimbi. I frutti sono piccoli e rossi, raccolti in una
grande infruttescenza.
Areale: Europa e Caucaso.
Habitat: Quercete, cerrete e faggete.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: L’epiteto “aucuparia” deriva dal latino aucupium =
uccellagione, e allude al fatto che i frutti, molto graditi dagli uccelli,
venivano utilizzati per la loro cattura.
120
120
121
Piante lianose, rampicanti o volubili
Alberi o arbusti
Pianta spinosa
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Smilax aspera L.
43
Nome comune: Smilace, salsapariglia, stracciabraghe.
Morfologia: Pianta lianosa sempreverde con abbondanti spine
rivolte all’indietro su fusti, margine fogliare e nervature. Fusti
tenaci, sottili, zigzaganti. Foglie cuoriformi-sagittate, coriacee,
lucide, a margine intero, lunghe fino a 10 cm. Fiori unisessuali
piccoli, bianchi, riuniti in ombrelle ascellari con lungo peduncolo a
zigzag. Frutto a bacca sferica di 5-10 mm, rosso a maturità.
Areale: Europa meridionale, Nordafrica.
Habitat: Leccete, macchie, boschi e arbusteti termofili.
Presenza nel Parco: Comune, soprattutto a quote basse.
121
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Piante non spinose
Foglie sempreverdi. Fiori e frutti disposti in ombrelle
122
Hedera helix L. s.l.
Nome comune: Edera.
Morfologia: Pianta sempreverde, rampicante o strisciante, con fusti
sterili provvisti di radici avventizie per l’ancoraggio e fusti fioriferi
non radicanti. Foglie coriacee, lucide, con 3-5 lobi triangolari nei
fusti sterili, intere ed ovato-romboidali in quelli fertili. Fiori piccoli,
giallo-verdognoli, disposti in ombrelle. Frutto a bacca, nero-bluastro
a maturità.
Areale: Europa, Africa settentrionale, Asia occidentale.
Habitat: Boschi, con optimum in ambienti freschi submontani e
montani.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: Comunemente coltivata, la pianta è tossica (saponine) e può
originare reazioni fotoallergiche.
122
123
Foglie non sempreverdi. Fiori e frutti non disposti in
ombrelle
Pianta con viticci prensili. Fiori verdastri
123
Vitis vinifera L. subsp. vinifera
Nome comune: Vite da vino.
Morfologia: Pianta caducifoglia, lianosa e rampicante, lunga fino a
10-15 m e oltre, con rami sarmentosi bruno-rossastri provvisti di
viticci opposti alle foglie. Foglie alterne, con lamina arrotondatoreniforme o divisa in 3-5 lobi palmati, con margine dentato; pagina
superiore glabra o sparsamente pelosa, l’inferiore più o meno
lanuginosa. Fiori verdastri, ermafroditi, profumati e riuniti in dense
pannocchie. Il frutto è una bacca dolce di 6-35 mm.
Areale: Specie tipicamente mediterranea: introdotta con molta
probabilità nei paesi occidentali dai Fenici, è ampiamente coltivata
da tempi antichissimi. Tende a spontaneizzarsi in siepi e boscaglie,
soprattutto su suoli umidi.
123
Pianta senza viticci. Fiori violetti
Solanum dulcamara L.
Nome comune: Dulcamara, morella rampicante.
Morfologia: Pianta rampicante con fusti molto ramosi e rami con
pubescenza appressata. Foglie caduche, lunghe fino a 10 cm, con
picciolo alato e lamina triangolare, le superiori con 1-2 lobi basali.
Fiori violacei riuniti in cime ombrelliformi. Frutto a bacca, rosso a
maturità.
Areale: Europa, Asia occidentale, Africa nord-occidentale.
Habitat: Boschi umidi, incolti freschi e ombrosi.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il nome generico deriva dal Latino solamen = sollievo, ma la
dulcamara è velenosa per l'alto contenuto in solanina dei frutti
acerbi.
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124
124
125
125
126
Foglie lobate
Foglie non lobate
Piante con spine sui fusti o con rami terminanti in
spina
Piante non spinose
Foglie palminervie. Fiori e frutti verdastri
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Ribes uva-crispa L.
Nome comune: Uva-spina.
Morfologia: Arbusto caducifoglio provvisto di 1-3 spine ai nodi,
con rami fitti ed intricati, alto fino ad 1,5 m; foglie piccole, incise e
lobate, glabre o pelose. Fiori solitari o a gruppi di 2-3, gialloverdastri o porporini. Il frutto è una bacca giallastra, dapprima
ispida, e poi più o meno glabra, dal sapore aromatico.
Areale: Europa, Asia centro-meridionale, Africa settentrionale.
Habitat: Boschi freschi e loro margini, soprattutto faggete, radure,
arbusteti montani.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Con la polpa dei frutti, molto ricca di pectina, si possono
preparare delle ottime gelatine e delle efficaci bevande lassative;
inoltre l’elevato contenuto di vitamina C rende i frutti ricercati dalle
industrie farmaceutiche.
126
127
Foglie penninervie. Fiori bianchi, frutti rossi
127
Foglie profondamente lobate. Margine dei lobi con qualche dentello solo all'apice,
per il resto intero. Fiori con 1 solo stilo, frutti con 1 solo seme
Crataegus monogyna Jacq.
Nome comune: Biancospino.
Morfologia: Arbusto, raramente albero alto sino a 5 m, con
corteccia nella fase giovanile di colore grigio chiaro, in seguito
bruno-rossastra; rami glabri e spinosi. Foglie profondamente incise,
alterne, semplici, rombiche o ovali, con una o due incisioni, a
margine dentato. Fiori ermafroditi, con 5 petali bianchi, raramente
rosati, riuniti in corimbi terminali. I frutti sono ovali, di colore rosso
vivo, e contengono un solo seme.
Areale: Europa, Asia sud occidentale, Nord Africa.
Habitat: Boschi di latifoglie collinari e submontani e loro margini,
arbusteti, siepi, sino a 1.200 m.
Presenza nel Parco: Comune.
127
Foglie debolmente lobate. Margine dei lobi dentellato tutt'attorno. Fiori con 2 stili,
frutto con 2 semi
Crataegus laevigata (Poir.) DC.
Sinonimi: Crataegus oxyacantha L.
Nome comune: Biancospino.
Morfologia: Arbusto, raramente albero alto sino a 6 m, con rami
glabri e spinosi. Foglie di forma elittico-ovata con incisioni poco
profonde e base acutamente cuneata. Fiori ermafroditi, con 5 petali
bianchi, raramente rosati, riuniti in corimbi terminali. I frutti sono
ovali, di colore rosso vivo, con due semi.
Areale: Europa settentrionale e centro-occidentale.
Habitat: Boschi di latifoglie e radure, per lo più nella fascia
montana.
Presenza nel Parco: Comune.
128
Pianta laticifera (rompendo un picciolo esce un latice bianco)
Ficus carica L.
45
Nome comune: Fico comune.
Morfologia: Piccolo albero alto fino a 10 m, con corteccia grigia,
liscia. Foglie grandi, con picciolo robusto, ruvide di sopra e
tomentose di sotto, ovali e con 3-5 lobi palmati. Fiori molto piccoli,
unisessuali in tipica infiorescenza a “siconio” che a maturità
costituisce il “fico”; questo contiene numerosi piccoli acheni.
Areale: Originario del Medio Oriente e diffuso fin dall’antichità in
tutto il bacino del Mediterraneo.
Habitat: Rupi, pendici soleggiate, vecchi muri.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Si conoscono centinaia di varietà colturali; attualmente viene
coltivato anche in molte regioni africane, Messico, California, Cina,
Australia e Nuova Zelanda. Il lattice della pianta veniva un tempo
utilizzato per eliminare verruche e porri.
128
129
129
130
Piante non laticifere
129
Piccoli arbusti con foglie palmato-lobate e frutto a
130
bacca (ribes)
Alberi od arbusti con frutto diverso da una bacca
132
Foglie piccole, lunghe 2-3 cm. Fiori unisessuali per aborto di uno dei due sessi
Ribes alpinum L.
Nome comune: Ribes alpino.
Morfologia: Arbusto dioico caducifoglio, inerme, alto 1-3 m; foglie
3-5 lobate, scarsamente pelose. Fiori unisessuali, piccoli e verdastri,
riuniti in racemi eretti. Il frutto è una bacca rossa e glabra, insipida.
Areale: Europa centro-settentrionale, Caucaso, Asia occidentale.
Habitat: Faggete, boschi di conifere e loro margini, arbusteti
montani, stazioni rupestri.
Presenza nel Parco: Raro.
130
131
Foglie grandi, di solito più lunghe di 4 cm. Fiori
131
ermafroditi
Foglie fortemente pelose di sotto. Calice con sepali rivolti verso il basso
Ribes multiflorum Roem & Schult.
Nome comune: Ribes multifloro.
Morfologia: Arbusto caducifoglio inerme, alto 1-2 m; foglie grandi,
3-5 lobate, fittamente pelose sulla pagina inferiore. Fiori piccoli,
verdastro-porporini, riuniti in racemi penduli lunghi fino a 12 cm. Il
frutto è una bacca rossa e glabra dal sapore acidulo.
Areale: Penisole Italiana e Balcanica.
Habitat: Boschi freschi di caducifoglie, soprattutto faggete, margini
forestali, arbusteti montani.
Presenza nel Parco: Raro.
Note: Con la polpa dei frutti, molto ricca di pectina, si possono
preparare delle ottime gelatine e delle efficaci bevande lassative;
l’elevato contenuto di vitamina C rende i frutti ricercati dalle
industrie farmaceutiche.
131
Foglie glabre o con pochi peli sparsi di sotto. Calice con sepali eretti
Ribes petraeum Wulfen
46
Nome comune: Ribes dei sassi.
Morfologia: Arbusto caducifoglio inerme, alto 1-2 m; foglie grandi,
con 5 lobi acuti, scarsamente pelose sulla pagina inferiore. Fiori
piccoli, giallo-verdastri, riuniti in racemi pauciflori, penduli, lunghi
4-6 cm. Il frutto è una bacca rossa e glabra dal sapore acidulo.
Areale: Europa, Asia settentrionale, Africa settentrionale.
Habitat: Faggete, mughete, margini forestali.
Presenza nel Parco: Raro.
132
132
133
Foglie a contorno non pentagonale
133
Foglie a contorno più o meno pentagonale
136
Lobi delle foglie a margine acutamente dentato. Fiori ermafroditi, con petali. Frutto
carnoso
Sorbus torminalis (L.) Crantz
Nome comune: Ciavardello.
Morfologia: Arbusto o albero caducifoglio alto fino a 15-18 m, con
tronco diritto e chioma ampia e globosa; corteccia lucida e liscia da
giovane, poi a piccole scaglie, bruno-scura. Foglie semplici, alterne e
picciolate; lamina glabra e lobata, con 3-4 paia di lobi a margine
irregolarmente dentato, profondi alla base e meno profondi verso
l’apice. Fiori bianchi, riuniti in corimbi. I frutti sono piccoli e bruni a
maturità.
Areale: Europa, Asia occidentale.
Habitat: Boschi di Roverella e Cerro, più sporadicamente Faggio.
Presenza nel Parco: Poco comune.
133
134
Lobi delle foglie a margine intero o ondulato. Fiori
134
unisessuali, senza petali. Frutto secco (ghianda)
Ghiande con cappello distintamente capelluto (cercate le ghiande sotto l'albero!).
Tronco con striature longitudinali rossastre
Quercus cerris L.
Nome comune: Cerro.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 25-30 m, con tronco
dritto e slanciato, molto ramificato, e chioma ampia ed ovale.
Corteccia dura e grigia con profonde e irregolari screpolature che
mostrano il legno rossastro; rami giovani tomentosi. Foglie semplici,
alterne, piuttosto coriacee, con picciolo lungo fino a 2 cm; lamina
profondamente inciso-lobata, larga 4-6 cm e lunga 8-13 cm, verde
scura di sopra, più chiara di sotto; le foglie seccano in autunno, ma
spesso cadono nella primavera successiva. Specie monoica con fiori
unisessuali: i maschili riuniti in amenti penduli, i femminili solitari o
in gruppi di 2-5 con breve peduncolo. Il frutto è una ghianda con la
cupola dal tipico aspetto “arricciato”, che la differenzia dalle altre
Querce.
Areale: Europa sudorientale, Asia Minore.
Habitat: Forma boschi puri o misti con altre latifoglie (roverella,
carpino nero e bianco, aceri, faggio).
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Questa pianta non ha ampi impieghi ad eccezione dell’uso
come legname da ardere. Il legno è comunque adatto a realizzare
traversine ferroviarie, doghe per botti e raggi per ruote. Le ghiande
hanno un elevato contenuto in tannini che le rendono amare, e quindi
non appetibili per il bestiame. Nel Parco sono presenti due esemplari
di Quercus crenata Lam, (= Q. pseudo-suber Santi), entità rara in
tutta la penisola, un ibrido di Q. cerris x Q. suber, che presenta le
foglie sempreverdi di forma simile a quelle del Cerro.
134
Ghiande con cappello coperto da squame appressate.
47
135
135
Tronco senza striature rossastre
Foglie glabre o quasi di sotto (salvo a volte presso i nervi principali). Picciolo assente
o lungo al massimo 4 mm. Ghiande lungamente peduncolate
Quercus robur L. subsp. robur
Sinonimi: Quercus pedunculata Ehrh.
Nome comune: Farnia.
Morfologia: Albero maestoso alto fino a 30-35 m con rami robusti e
chioma
arrotondata;
corteccia
grigio-bruna,
fessurata
longitudinalmente. Foglie alterne, subsessili, obovate (larghezza
massima nel terzo superiore), con lobi arrotondati e base auricolata.
Fiori maschili in amenti penduli, i femminili a gruppi di 1-5.
Ghiande solitarie o a gruppi di 2-3 all’estremità di un peduncolo
lungo 2-7 cm.
Areale: Europa, Asia occidentale.
Habitat: Boschi umidi con falda freatica elevata.
Presenza nel Parco: Rara.
Note: Il legno, al pari di quello della Rovere, è pregiato e di lunga
durata ed utilizzato per costruzioni edili e navali, travature, liste da
pavimento, botti, ecc.
135
Foglie distintamente pelose di sotto. Picciolo lungo almeno 6 mm. Ghiande subsessili
Quercus pubescens Willd. subsp. pubescens
Nome comune: Roverella.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 20-25 m, a fusto molto
ramificato e spesso contorto, con chioma ampia ed irregolare.
Corteccia spessa, profondamente fessurata, di colore grigio scuro
tendente al nerastro; giovani rami tomentosi con peli biancastri.
Foglie alterne, verdi scure e lucide di sopra, tomentose di sotto, con
picciolo lungo 6-15 mm; lamina molto variabile sia nelle dimensioni
che nella forma (obovata, lobata), lunga 5-15 cm e larga 3-8 cm;
foglie persistenti sulla pianta fino alla primavera successiva. Specie
monoica con fiori unisessuali: i maschili riuniti in amenti radi e
penduli, lunghi 4-6 cm; i femminili in gruppi di 1-4, sessili o con
breve peduncolo. Il frutto è una ghianda di forma ovale-allungata di
2-3 cm, coperta per meno della metà dalla cupola.
Areale: Europa centrale e sudorientale, Caucaso, Asia Minore.
Habitat: Albero molto frugale ed indifferente al tipo di suolo,
vegeta dal livello del mare fino a circa 1000 m, formando boschi
aperti e luminosi.
Presenza nel Parco: Comunissimo.
Note: Il legno, grazie alla sua durevolezza, trova impiego nella
costruzione di traversine ferroviarie; in passato veniva usato per
travature, costruzioni navali, ecc. L’infuso della corteccia e dei
giovani rami era utilizzato nella medicina tradizionale come
astringente e febbrifugo. Il decotto di corteccia serviva nelle
infiammazioni della pelle e per accelerare la guarigione delle ferite;
la polvere di corteccia con carbone vegetale e allume si applicava
sulle ferite da basto degli animali per favorirne la cicatrizzazione.
Anche le ghiande hanno avuto molti impieghi, dall’alimentazione
dei suini alla preparazione come surrogato del caffè.
136
Foglie verdi di sopra, bianco-pelose di sotto. Frutto secco
Populus alba L.
48
Nome comune: Pioppo bianco.
Morfologia: Albero alto fino a 30 m, con fusto eretto a corteccia
bianca e liscia e chioma ampia e arrotondata. Foglie dei giovani
turioni lungamente picciolate e con lamina palmato-lobata, di colore
verde intenso di sopra e bianco-tomentosa di sotto; foglie dei rami
adulti brevemente picciolate con lamina ovata a margine
ottusamente dentato. Specie dioica, con fiori riuniti in amenti
unisessuali; frutto a capsula, che sparge i bianchi semi lanosi nel
mese di maggio.
Areale: Europa, Asia, Africa del Nord.
Habitat: Boschi e boscaglie ripariali, ambienti umidi su terreni
alluvionali profondi e freschi.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Dal legno si ottiene un’ottima pasta da carta; è impiegato
anche nella fabbricazione di fiammiferi, compensati, truciolati. Il
portamento maestoso rende adatto questo albero a scopo
ornamentale per parchi e giardini.
136
137
Foglie verdi su entrambe le facce o grigio-pelose di
137
sotto. Frutto carnoso
Foglie densamente grigio-pelose di sotto e sui piccioli. Frutto sferico
Broussonetia papyrifera (L.) Vent.
Nome comune: Gelso da carta.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero caducifoglio alto fino a 6 m,
dioico, con rami giovani pelosi; corteccia chiara con screpolature
che lasciano trasparire lo strato sottostante bruno-violaceo. Foglie
pelose, ruvide, dentellate sul margine, le superiori divise in 3 lobi.
Fiori piccoli, i maschili in amenti cilindrici, i femminili in capolini
sferici. Frutto composto, con diverse piccole drupe color arancio.
Areale: Originario dell’Asia orientale, si spontaneizza in ambienti
ruderali (margini di strade, scarpate, ecc.).
Note: Il genere è dedicato al naturalista francese P. M. A.
Broussonet (1761-1807). In Asia era utilizzata per produrre carta, da
cui il nome specifico.
137
138
Foglie verdi e subglabre di sotto e sui piccioli. Frutto
138
ellissoidale
Frutti subsessili. Foglie molto rigide, di colore verde scuro un po' grigiastro, opache
e piuttosto rugose, a margine con crenatura vistosa e molto regolare (non ci sono
denti), leggermente ripiegato verso il basso
Morus nigra L.
Nome comune: Gelso nero.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero alto fino a 15 m, con corteccia
grigia, liscia. Foglie più o meno triangolari di 4-6 x 7-10 cm,
pubescenti di sotto, spesso lobate, profondamente cuoriformi alla
base. Fiori unisessuali riuniti in amenti. Frutto composto di piccole
drupe (sincarpo), ovale o cilindrico, da porporino a viola scuro.
Areale: Originario dell’Asia sudoccidentale, viene coltivato per il
frutto. Raramente si spontaneizza.
Note: Frequentemente confusa con forme di Morus alba con frutti di
colore scuro, questa specie è molto meno frequente in Italia del gelso
bianco, salvo in alcune aree del meridione.
138
Frutti su peduncoli di almeno 5 mm. Foglie non rigide, lisce e tendenzialmente
lucide, di colore da verde intenso a verde tenero, a margine finemente e un po'
irregolarmente crenato-dentato, sempre perfettamente piano
Morus alba L.
49
Nome comune: Gelso comune.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero alto fino a 10 m, con rami
giovani glabri e corteccia verde-bruna. Foglie più o meno triangolari
di 4-6 x 7-10 cm, glabre, con ciuffi di peli alla biforcazione della
nervatura centrale; quelle dei polloni divise in 3 lobi. Fiori
unisessuali, riuniti in amenti. Frutto composto di piccole drupe
(sincarpo), ovale o cilindrico, bianco-verdastro talora screziato di
scuro.
Areale: Originario dell’Asia orientale, viene coltivato da oltre 4000
anni per l’allevamento del baco da seta. Si spontaneizza lungo i
margini delle strade, nelle siepi, ecc.
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139
140
140
141
Piante con spine sulle foglie, sui rami, o all' apice dei
140
rami
Piante senza spine
153
Spine limitate all'apice o al margine delle foglie
141
Spine limitate al tronco o all'apice dei rami
143
Una sola spina all'apice delle foglie (non sono foglie, ma fusti modificati!)
Ruscus aculeatus L.
Nome comune: Pungitopo.
Morfologia: Piccolo arbusto sempreverde alto fino ad 80 cm, di
colore verde scuro, con fusto molto ramificato; rami trasformati in
strutture simili a foglie (cladofilli o cladodi), muniti all’apice di una
punta acuminata. Foglie ridotte a piccole squame inserite alla base
dei cladofilli. Specie dioica, con fiori maschili e femminili su
individui diversi, collocati al centro dei cladofilli. Il frutto è una
bacca rossa, sferica, larga 10-15 mm.
Areale: Europa e Asia Minore.
Habitat: Boschi collinari e montani fino a circa 1300 m.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Insieme all’Agrifoglio è una delle piante tradizionali del
Natale: la raccolta sconsiderata a fini commerciali ne ha minacciato
la presenza allo stato spontaneo. Nella credenza popolare è
considerata pianta augurale. I getti giovani sono commestibili e
vengono consumati come gli asparagi. In alcune regioni, con i rami
spinosi della pianta venivano protetti i formaggi in stagionatura
contro i morsi dei topi: da ciò il nome italiano "pungitopo".
141
142
Numerose spine ai margini delle foglie
Foglie glabre di sotto. Fiori con petali. Frutto carnoso
142
Ilex aquifolium L.
Nome comune: Agrifoglio.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero sempreverde a portamento
piramidale, con tronco diritto e corteccia da verde-bruna a grigia.
Foglie alterne, persistenti e coriacee, glabre, verdi-scure e lucide di
sopra; da giovani con margine ondulato provvisto di 6-8 spine per
lato, poi a margine intero o con spine meno sviluppate. Specie
dioica, con fiori piccoli: i femminili bianchi, i maschili sfumati di
rosso. Il frutto è una drupa di 8-10 mm con 4 semi, rossa a maturità.
Areale: Europa e Asia minore.
Habitat: Faggete termofile.
Presenza nel Parco: Piuttosto raro.
Note: L’Agrifoglio fa parte di una famiglia che comprende molte
specie tropicali. Come il Tasso (Taxus baccata) è un relitto di una
vegetazione terziaria adattata a climi più caldi ed umidi di quello
attuale. Il legno in passato veniva usato per realizzare manici di
utensili, calci di fucili, ecc. Con la corteccia si preparava la “pania”,
una colla vegetale con cui venivano catturati gli uccelli. Le drupe,
50
velenose per l’uomo, sono fonte di cibo invernale per gli uccelli. I
rami sono usati per le decorazioni natalizie e in passato come
amuleti contro gli spiriti maligni e le streghe. Le foglie e la corteccia
hanno azione sedativa e febbrifuga: sembra che abbia preceduto il
chinino dall’America nella medicina popolare. Il Mattioli, grande
naturalista del XVI secolo, scriveva che con le fronde spinose di
Agrifoglio si difendeva la carne salata dai roditori. Oggi è molto
usato a scopo ornamentale, con molte varietà.
142
Foglie pelose di sotto. Fiori senza petali. Frutto secco (ghianda)
Quercus ilex L. subsp. ilex
Nome comune: Leccio.
Morfologia: Albero sempreverde alto fino a 25 m, con chioma
ampia e densa e tronco massiccio; corteccia dapprima grigia e liscia,
poi scura e screpolata; rami giovani grigio-tomentosi. Foglie lunghe
3-7 cm, semplici, alterne, con picciolo lungo 5-15 mm; lamina ovata
o lanceolata, molto variabile: foglie dei polloni un po’ spinose,
quelle adulte intere, con pagina superiore verde-scura, liscia e lucida,
e pagina inferiore grigio-tomentosa. Specie monoica, con fiori
unisessuali: i maschili in amenti penduli di 4-6 cm, i femminili
riuniti a 3-5 su un peduncolo di 1-2 cm. Il frutto è una ghianda di
colore bruno, affusolata, inserita fino a circa metà nella cupola.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Macchie, boschi termofili di caducifoglie in stazioni aride.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il Leccio ha limitati impieghi artigianali, essendo il suo legno
molto duro e resistente alle alterazioni ma difficile da lavorare e
stagionare. Viene comunque usato per oggetti sottoposti a forti
sollecitazioni e usura, come parti di attrezzi agricoli, pezzi per torchi,
presse e imbarcazioni, ecc. La corteccia è usata per la concia delle
pelli, perché ricca in tannini. Le ghiande sono impiegate
nell’alimentazione dei maiali; un tempo venivano usate anche
dall’uomo, torrefatte, come surrogato del caffè. In Abruzzo il
decotto di corteccia è utilizzato come antidiarroico e per cicatrizzare
le ferite.
143
Foglie sempreverdi, coriacee
Pyracantha coccinea M. Roem.
Sinonimi: Cotoneaster pyracantha Spach.; Crataegus pyracantha
Medik.
Nome comune: Agazzino.
Morfologia: Arbusto sempreverde alto generalmente fino a 2 m, a
corteccia bruno-rosea, con rami pubescenti da giovani, spinosi
all’apice. Foglie oblanceolate lunghe fino a 4 cm, cuneate alla base,
con margine dentellato verso l’apice, glabre, lucide di sopra. Fiori
bianchi, riuniti in densi corimbi. Frutto a piccolo pomo globoso,
rosso scarlatto o arancione.
Areale: Bacino del Mediterraneo, Asia Minore. Di dubbio
indigenato in Italia.
Habitat: Boschi e boscaglie termofile e loro margini, arbusteti,
siepi.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Varietà coltivate con frutti rosso-vivo vengono comunemente
utilizzate come piante ornamentali.
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144
144
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Foglie decidue, non coriacee
Fiori di color giallo vivo. Spine sparse sui rami
Fiori bianchi, rosa o verdastri. Spine limitate all'apice
dei rami
Rami zigzaganti. Frutto secco, alato. Foglie isolate, chiaramente alterne
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144
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Paliurus spina-christi Mill.
Sinonimi: Paliurus australis Gaertner; P. aculeatus Lam.
Nome comune: Marruca, spina di Cristo.
Morfologia: Arbusto caducifoglio di 1-4 m, con corteccia brunorossastra e rami arcuati, zigzaganti all’estremità, con spine
acutissime all’inserzione delle foglie. Foglie alterne, in due file,
ovali-lanceolate, glabre, lunghe fino a 4 cm, con 3 nervature più o
meno parallele e nervi secondari pennati. Fiori piccoli, gialli, in cime
corimbose. Frutto secco, lenticolare, con un’espansione alare
ondulata tutt'attorno.
Areale: Europa sudorientale, Asia occidentale.
Habitat: Pendii aridi, macchie, garighe, arbusteti termofili.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Specie utilizzata in campagna per la formazione di siepi
difensive. Il nome specifico allude alla credenza che la corona di
spine di Cristo fosse stata costruita con i rami di questa pianta.
145
Rami non zigzaganti. Frutto carnoso. Foglie addensate in ciuffetti su brevissimi
rametti laterali
Berberis vulgaris L. subsp. vulgaris
Nome comune: Crespino.
Morfologia: Arbusto caducifoglio spinoso che può raggiungere i 3
metri di altezza, con rami incurvati all’apice. Foglie oblanceolatospatolate, dentate e bordate di ciglia spinose, raggruppate in
mazzetti, che in autunno assumono un colore rossastro. Frutto una
bacca allungata, rossa a maturità.
Areale: Europa e Asia.
Habitat: Margini di faggeta, arbusteti montani, pendii rocciosi.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: dalla corteccia si ottiene un pigmento giallo usato in passato
per tingere lana e pelle. Il legno, di colore giallo, può essere usato
per lavori d’intarsio e di tornio. Questo arbusto è l'ospite intermedio
della ruggine del grano (Puccinia graminis), un fungo che dalle
foglie di Berberis si trasferisce al grano producendo danni enormi.
Sembra che già nei primi anni del '600 alcuni agricoltori si accorsero
della relazione tra la Berberis e la ruggine, ma furono derisi da chi
usava i frutti della Berberis per fare marmellate. La cosa fu chiarita
scientificamente solo nel 1865. A causa del gravissimo impatto della
ruggine sul grano, la coltivazione della Berberis – da noi spontanea è proibita in diversi Paesi.
146
146
147
Petali 4, giallo-verdastri. Frutto solitamente più
stretto di 7 mm. Legno di odore sgradevole
Petali 5, bianchi o rosa. Frutto più largo di 7 mm.
Legno senza odore sgradevole
Foglie con picciolo più lungo di 1 cm e lamina lunga 3- 5 cm
147
149
Rhamnus cathartica L.
Sinonimi: Rhamnus catharticus L.
Nome comune: Spinocervino.
Morfologia: Arbusto o piccolo alberello alto fino a 1-6 m, con rami
spinescenti all’apice. Foglie opposte, con lamina ovale, verde-scura
di sopra, più chiara di sotto, dentellate al margine, con nervature
convergenti verso l’apice. Il frutto è una drupa nera che matura in
settembre-ottobre.
Areale: Europa e Asia fino alla Siberia. Africa nord-occidentale.
Habitat: Boschi planiziari e submontani e loro margini, arbusteti,
generalmente su suoli poco profondi e detritici.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: La pianta - soprattutto i frutti - è velenosa ed i frutti, come
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indica il nome specifico, venivano usati quale drastico purgante.
Quelli acerbi erano un tempo utilizzati per colorare le stoffe.
147
148
Foglie con picciolo di 1-5 mm e lamina di 1-3 cm
148
Foglie ca. 2 volte più lunghe che larghe, più lunghe di 1.5 cm, cuneate alla base.
Picciolo più lungo delle stipole. Frutto con 2-4 semi
Rhamnus saxatilis Jacq. subsp. saxatilis
Nome comune: Ranno spinello.
Morfologia: Arbusto alto 50-150 cm, con corteccia bruno-rossastra
e rami spinescenti all’apice. Foglie ovate-lanceolate, circa 2 volte
più lunghe che larghe e con base cuneata, pelose inferiormente,
lunghe 1.5-3 cm, con picciolo più lungo delle stipole. Fiori piccoli,
con 4 petali verdastri o bruno-verdastri. Drupa nerastra, con 2-4
semi.
Areale: Europa sud-orientale.
Habitat: Rupi, macereti.
Presenza nel Parco: Piuttosto comune.
148
Foglie poco più lunghe che larghe, più brevi di 1.5 cm, arrotondate alla base.
Picciolo più breve delle stipole. Frutto con 2 semi
Rhamnus saxatilis Jacq. subsp. infectoria (L..) P. Fourn.
Nome comune: Ranno spinello.
Morfologia: Arbusto alto 50-150 cm, con corteccia bruno-rossastra
e rami spinescenti all’apice. Foglie ovate, poco più lunghe che
larghe e con base arrotondata, pelose inferiormente, lunghe 6-10
mm, con picciolo più breve delle stipole. Fiori piccoli, con 4(-5)
petali verdastri o bruno-verdastri. Drupa nerastra, con 2 semi.
Areale: Europa sud-orientale, è la stirpe più comune sull'Appennino.
Habitat: Rupi, macereti.
Presenza nel Parco: Piuttosto comune.
149
Ovario semi-infero (disposto sul fondo di un ricettacolo scavato a coppa e visibile da
sopra). Frutto blu, con un solo seme
Prunus spinosa L. subsp. spinosa
Nome comune: Prugnolo
Morfologia: Arbusto alto fino a 3 m, con rami spinosi. Foglie
alterne di forma variabile da lanceolata a ovato-elittica a romboidale,
con margine seghettato. Fiori bianchi che spuntano in marzo aprile
prima dell’emissione delle foglie. Frutti globosi blu-viola di sapore
acidulo, coperti da una pruina.
Habitat: Arbusteti, margini forestali, siepi.
Areale: Europa, Asia minore e Nord Africa.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: I frutti, inizialmente molto aspri ed astringenti, diventano più
gradevoli dopo l'ammezzimento che di solito avviene con i primi
geli.
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Ovario infero (completamente racchiuso nel
ricettacolo). Frutto non blu, contenente più semi
Foglie opache di sopra. Antere biancastre o giallastre
150
Malus sylvestris (L.) Mill.
53
Nome comune: Melo selvatico.
Morfologia: Arbusto o piccolo alberello con rami numerosi,
spinescenti all’apice. Foglie alterne, con lamina ovata di 2-4 x 3-5
cm, a margine dentato, da giovani tomentose e a maturità glabre.
Infiorescenza ombrelliforme, con fiori a 5 petali bianco-rosa. Frutto
più o meno globoso.
Areale: Europa e Asia occidentale.
Habitat: Margini dei boschi di latifoglie e radure, anche in stazioni
aride.
Presenza nel Parco: Comune.
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Foglie un po' lucide di sopra. Antere rossastre
Foglie almeno 2 volte più lunghe che larghe
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Pyrus spinosa Forssk.
Sinonimi: Pyrus amygdaliformis Vill.
Nome comune: Pero mandorlino.
Morfologia: Arbusto o piccolo alberello alto fino a 6 m, con rami
induriti spinescenti all’apice, bianco-tomentosi da giovani. Foglie a
lamina lanceolata, intera, pelosa sulla pagina inferiore. Fiori con
cinque petali, raggruppati in cime ombrelliformi di colore bianco.
Frutto di piccole dimensioni (circa 1 cm), dal sapore acido.
Areale: Bacino mediterraneo, Asia occidentale.
Habitat: Boschi cedui, arbusteti, macchie e garighe soprattutto in
stazioni aride, fino a 1000–1100 m.
Presenza nel Parco: Poco comune.
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Foglie meno di 2 volte più lunghe che larghe
Calice persistente nel frutto
152
Pyrus communis L.
Sinonimi: Pyrus pyraster Burgsd.
Nome comune: Pero selvatico, perastro.
Morfologia: Albero alto fino a 10-20 m, con rami induriti
spinescenti all’apice. Foglie alterne a lamina da rotondo-ovale a
elittica a ovale-lanceolata, con margine intero. I fiori, con corolla di
cinque petali bianchi lunghi 12-15 mm e sepali persistenti, sono
raggruppati in corimbi. Il frutto è piriforme, portato da un peduncolo
largo 1,5-2,8 mm.
Areale: Europa centro–meridionale, Asia occidentale.
Habitat: Boschi di latifoglie e loro margini.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Esemplari di notevoli dimensioni, con circonferenza superiore
ai 4 metri, sono stati censiti nel Bosco di S. Antonio. Nel territorio
del Parco sono presenti anche alcune varietà coltivate (pero
comune), talora spontaneizzate.
152
Calice non persistente nel frutto
Pyrus cordata Desv.
Sinonimi: Pyrus magyarica Terpò
Morfologia: Albero alto fino a 10-20 m, con rami induriti,
spinescenti all’apice. Foglie alterne a lamina da ovale o elittica, con
margine crenato. Fiori con sepali decidui e cinque petali bianchi
lunghi 7,8-12,7 mm, raggruppati in corimbi. Frutto tendenzialmente
globoso, su peduncolo largo 0,8-1,6 mm.
Areale: Europa occidentale con disgiunzioni fino all’Asia
occidentale.
Habitat: Boschi di latifoglie e loro margini.
Presenza nel Parco: Poco comune.
153
Foglie a contorno triangolare o più o meno
romboidale
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154
153
154
Foglie a contorno non triangolare né romboidale
Foglie verdi di sopra, bianco-pelose di sotto
158
Populus alba L.
Nome comune: Pioppo bianco.
Morfologia: Albero alto fino a 30 m, con fusto eretto a corteccia
bianca e liscia e chioma ampia e arrotondata. Foglie dei giovani
turioni lungamente picciolate e con lamina palmato-lobata, di colore
verde intenso di sopra e bianco-tomentosa di sotto; foglie dei rami
adulti brevemente picciolate con lamina ovata a margine
ottusamente dentato. Specie dioica, con fiori riuniti in amenti
unisessuali; frutto a capsula, che sparge i bianchi semi lanosi nel
mese di maggio.
Areale: Europa, Asia, Africa del Nord.
Habitat: Boschi e boscaglie ripariali, ambienti umidi su terreni
alluvionali profondi e freschi.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Dal legno si ottiene un’ottima pasta da carta; è impiegato
anche nella fabbricazione di fiammiferi, compensati, truciolati. Il
portamento maestoso rende adatto questo albero a scopo
ornamentale per parchi e giardini.
154
155
Foglie verdi su entrambe le facce
155
Margine fogliare con denti acuti, ravvicinati. Corteccia bianca, papiracea. Frutti
disposti in infruttescenze simili a piccole pigne
Betula pendula Roth
Nome comune: Betulla.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 25 m, non molto
longevo, con corteccia sottile, negli esemplari giovani liscia, bianca,
desquamantesi in sottili strisce orizzontali argentate papiracee e con
lunghe lenticelle orizzontali; negli esemplari maturi diventa spessa,
nerastra alla base del tronco ed irregolarmente fessurata. Chioma
leggera di forma ovoide, con rami secondari sottili e penduli. Foglie
semplici, alterne, con picciolo di 2-3 cm, di forma romboidale,
lunghe 2-7 cm, con margine doppiamente dentato e denti primari
prominenti; pagina superiore verde intenso, l’inferiore più chiara e
ghiandolosa, con ciuffi di peli sulle nervature. Fiori unisessuali
riuniti in amenti: i maschili lunghi 3-6 cm e riuniti in gruppi di 2-3, i
femminili di 1-2 cm e formanti a maturazione delle infruttescenze
pendule. Il frutto è una nucula provvista di due ali (samara).
Areale: Europa e Asia.
Habitat: Margini di faggeta, soprattutto su pendici detritiche e su
suoli acidi.
Presenza nel Parco: Molto rara.
Note: Il legno di betulla, per la sua elasticità e tenerezza viene
impiegato nella fabbricazione di spazzole, zoccoli e lavori al tornio
(oggetti casalinghi ed utensili) ed è idoneo per la produzione di
cellulosa al solfito. E’ ottimo come legna da ardere. Dalla corteccia
si ricava un olio essenziale usato in profumeria e nella concia delle
pelli che così danno il celebre “cuoio di Russia”. La corteccia ha
potere febbrifugo. Le foglie contengono un principio tintorio giallo
e, da giovani, hanno potere diuretico per la presenza di flavonoidi. I
rami, teneri e flessibili, servivano per produrre ramazze e cerchi per
botti.
155
156
Margine fogliare con denti ottusi, distanziati.
Corteccia non bianca e papiracea. Frutti a capsula,
156
disposti in racemi allungati
Foglie opache. Gemme e rami giovani pelosi. Picciolo fortemente appiattito in senso
perpendicolare alla lamina fogliare
55
Populus tremula L.
Nome comune: Pioppo tremolo.
Morfologia: Albero poco longevo, alto fino a 20 m, con fusto
slanciato e rami raccolti verso l’alto; corteccia liscia, di colore
grigio-verde o grigio-bianco. Foglie rotonde, con margini ondulati,
lunghe fino a 8 cm. Specie dioica con fiori riuniti in amenti
unisessuali; gli amenti femminili spargono i bianchi semi lanosi nel
mese di maggio.
Areale: Europa, Asia, Africa del Nord.
Habitat: Si rinviene frequentemente in compatti nuclei di prebosco
della faggeta, soprattutto lungo linee di impluvio.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Sembra che il detto popolare “tremare come una foglia” nasca
proprio dall’osservazione del Pioppo tremolo: l’incessante tremolio
delle foglie al più lieve alito di vento, è causato dall’estremo
appiattimento dei lunghi piccioli. La produzione incessante di
polloni, che formano nuovi alberi, rende il Pioppo tremolo un
pioniere nella colonizzazione di nuovi terreni: ciò lo rende adatto al
consolidamento di pendici franose. Dal legno si ottiene un’ottima
pasta da carta; è impiegato inoltre nella fabbricazione di fiammiferi,
compensati e truciolati.
156
157
Foglie lucide. Gemme e rami giovani glabri. Picciolo
157
non fortemente appiattito
Rami giovani cilindrici o quasi. Foglie con brevi denti ottusi, senza ghiandole alla
giunzione con il picciolo
Populus nigra L.
Nome comune: Pioppo nero.
Morfologia: Albero alto fino a 30 m, con tronco molto ramificato e
chioma ampia; corteccia bianco-grigia e liscia da giovane, poi con
l’età profondamente fessurata. Foglie a contorno triangolare o
romboidale, glabre, lucide di sopra almeno da giovani. Specie dioica
con fiori in amenti (infiorescenze) unisessuali; gli amenti femminili
spargono i bianchi semi lanosi nel mese di maggio.
Areale: Originario probabilmente dell’Europa e dell’Asia centrale, il
suo areale primario è di difficile ricostruzione essendo stato coltivato
da tempi remotissimi.
Habitat: Boschi e boscaglie ripariali e altri ambienti umidi, ma
nache presente su suoli primitivi, come specie pioniera.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Dal legno si ottiene un’ottima pasta da carta; è impiegato
inoltre nella fabbricazione di fiammiferi, compensati e truciolati. Il
suo portamento maestoso lo rende adatto come pianta ornamentale.
Nel Parco è presente anche la var. italica, il Pioppo cipressino,
distinguibile per il portamento slanciato e colonnare simile al
cipresso, coltivato a scopo ornamentale.
157
Rami giovani fortemente angolosi. Foglie chiaramente dentate, di solito con 1-2
ghiandole alla giunzione con il picciolo
Populus canadensis Moench
Pianta ibridogena con un pioppo di origine nordamericana, da noi
ampiamente coltivata per la produzione di carta, e diffusa in
innumerevoli forme che non sono sempre facilmente distinguibili dal
pioppo nero. I caratteri più costanti per distinguerlo dal pioppo nero
sono la presenza di 1-2 ghiandole alla base della lamina fogliare ed i
rami giovani fortemente angolosi. Tuttavia, data la natura
ibridogena, questi caratteri non sono sempre molto evidenti.
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158
158
159
Foglie a base cuoriforme
159
Foglie arrotondate od attenuate verso la base
169
Margine della foglia intero. Fiori rosa. Frutto un legume
Cercis siliquastrum L. subsp. siliquastrum
Nome comune: Albero di Giuda.
Morfologia: Piccolo alberello, più raramente arbusto, alto fino a 8
m, con foglie caduche, semplici, rotonde o reniformi, del diametro di
3-10 cm, a margine intero. Fiori a simmetria bilaterale, di colore
rosa-violaceo, riuniti in racemi, che sbocciano prima della comparsa
delle foglie direttamente sui rami grossi e sul tronco (caulifloria). Il
frutto è un legume di 6-12 cm di color bruno-rossiccio.
Areale: Mediterraneo centro-orientale.
Habitat: Pendii rocciosi, arbusteti, boschi radi in stazioni aride e
sassose.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il nome volgare fa riferimento alla leggenda secondo la quale
Giuda si sarebbe impiccato su quest'albero. E’ una specie molto
usata a scopo ornamentale. Grazie alla sua frugalità può essere
impiegata come pianta pioniera nei rimboschimenti.
159
160
Margine della foglia dentato. Fiori non rosa. Frutto
160
diverso da un legume
Semi racchiusi in strutture legnose simili a piccole pigne
Alnus cordata (Loisel.) Loisel.
Sinonimi: Betula cordata Loisel.
Nome comune: Ontano napoletano.
Morfologia: Albero caducifoglio alto 10-15 m, con tronco slanciato
e chioma allungato-piramidale. Foglie alterne, circa tanto lunghe che
larghe, subcoriacee, ovato-suborbicolari, cordate alla base e
dentellato-crenulate sul margine, verdi-lucide nella pagina superiore,
più chiare in quella inferiore dove presentano ciuffi di peli giallastri
all’ascella delle nervature. Fiori riuniti in amenti unisessuali che
compaiono prima delle foglie: quelli maschili lunghi fino a 8-10 cm
e cilindrici, quelli femminili lunghi fino a 3 cm, simili a piccole
pigne, solitari o riuniti in gruppi. Il frutto è una piccola noce
strettamente alata.
Areale: Appennino meridionale.
Habitat: Boschi e cespuglieti; sponde di corsi d’acqua; pendii con
accumuli di detriti.
Presenza nel Parco: Raro.
Note: L’indigenato nel Parco è dubbio: quessto albero è infatti
utilizzato spesso negli impianti di rimboschimento e sono noti molti
casi di spontaneizzazione.
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161
162
162
163
Semi non racchiusi in strutture legnose simili a
piccole pigne
Foglie opache di sopra. Frutto secco
Foglie un po' lucide di sopra almeno da giovani.
Frutto carnoso
Arbusti. Picciolo più breve di 3 cm. Frutti avvolti da
un involucro erbaceo (nocciole)
Alberi. Picciolo più lungo di 3 cm. Frutti portati da
lunghi peduncoli alati
Frutto completamente avvolto dall'involucro
161
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164
Corylus maxima Mill.
57
Nome comune: Nocciolo maggiore.
Morfologia: Arbusto deciduo alto sino a 6 m, con tronco largo sino
a 20 cm. Le foglie sono arrotondate, lunghe 5-12 cm e larghe 4-10
cm, con margine grossolanamente e doppiamente seghettato. I fiori
maschili, prodotti a fine inverno, sono disposti in amenti di colore
giallo pallido, lunghi 5-10 cm, quelli femminili sono di colore rosso
vivo, lunghi 1-3 mm. Il frutto è una noce prodotta in gruppi di 1-5,
lunga 1,5-2,5 cm, completamente racchiusa in una lungo involucro
tubolare.
Areale: Specie originaria di un area che va dai Balcani alla Turchia,
da noi spesso coltivata e a volte presente allo stato subspontaneo.
Presenza nel Parco: Raro allo stato subspontaneo.
Note: La noce è commestibile. Per ornamento si coltiva spesso un
cultivar a foglie purpuree.
163
Frutto avvolto dall'involucro solo alla base
Corylus avellana L.
Nome comune: Nocciolo.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero ramificato dalla base, con
corteccia squamosa marrone, lenticellata. Foglie semplici, alterne,
tomentose da giovani; picciolo lungo fino a 1,5 cm; lamina fogliare
da subrotonda ad obovato-ellittica, con margine doppiamente
seghettato ed apice acuminato, lunga fino a 13 cm e larga fino a 10
cm. Infiorescenze maschili (amenti) pendule, lunghe fino a 10 cm;
fiori femminili piccoli e simili a piccole gemme con rossi stimmi
piumosi. Il frutto, la nocciola, è una noce con pericarpo duro e
legnoso, avvolta alla base da un involucro fogliaceo a margine
lobato.
Areale: Europa, Asia minore e Caucaso.
Habitat: Querceti, faggete, boschi idrofili della fascia collinaremontana; radure e mantelli forestali.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: L’epiteto latino deriva da Avella, un centro della Campania,
noto sin dai tempi dei Romani per la fiorente attività di produzione
di nocciole. Le qualità alimentari della nocciola sono note fin
dall’antichità: in molti siti archeologici del Neolitico si rilevano alte
percentuali di polline di nocciolo. Le nocciole sono un alimento
energetico di grande valore e una preziosa fonte di vitamine e
minerali. L’industria dolciaria utilizza la farina di nocciole per la
produzione di nocciolati, torroni e pasta di gianduia (creata quando
Napoleone bloccò l’importazione delle spezie e si verificò una
penuria di cacao). L’elevata capacità pollonifera ha da sempre
favorito la coltivazione del nocciolo come pianta ornamentale e da
frutto. Il legno, un ottimo combustibile, è utilizzato anche per
palerie. I pastori d’Abruzzo usavano portare bastoni di Nocciolo,
come ci ricorda il D’Annunzio (“…rinnovato hanno verga
d’avellano…”) nella poesia “I pastori”.
164
Pagina inferiore delle foglie con ciuffi di peli ferruginei alla biforcazione dei nervi.
Frutto subsferico, con coste indistinte
Tilia cordata Mill.
Nome comune: Tiglio selvatico.
Morfologia: Albero longevo, alto fino a 30 m, pollonante, con
chioma ampia e corteccia grigia screpolata in età matura. Foglie a
base cuoriforme, con margine finemente seghettato, verdi e glabre di
sopra, grigio-verdi e con ciuffi di peli rossicci all’ascella delle
nervature di sotto. Fiori in infiorescenze pendule di colore gialloverdastro, molto profumate. Frutti globosi, lisci e glabri, inseriti alla
base di una grande brattea che ne favorisce la dispersione ad opera
del vento.
Areale: Europa e Caucaso.
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Habitat: Boschi submontani e montani mesofili: querceti, ostrieti,
faggeti, boschi misti.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: I fiori e le brattee sono usati in erboristeria per la preparazione
di tisane calmanti ed emollienti. Oggi i tigli (spesso in varietà
ibridogene) riempiono gli spazi di verde ritagliati nelle nostre città,
poiché resistono in maniera eccellente all'inquinamento atmosferico.
I Romani utilizzavano la corteccia, tagliata in strisce, seccata e
successivamente macerata, per ricavarne delle fibre usate nella
fabbricazione di corde, tessuti e nella preparazione delle “vincula
tiliae” ossia di bende per fasciare le ferite.
164
Pagina inferiore delle foglie con ciuffi di peli biancastri alla biforcazione dei nervi.
Frutto con 5 coste longitudinali
Tilia platyphyllos Scop. s.l.
Nome comune: Tiglio nostrano.
Morfologia: Albero longevo alto fino a 35 m, pollonante, con
chioma ampia, corteccia grigia e screpolata in età matura. Foglie a
base cuoriforme e margine finemente seghettato, verdi e glabre di
sopra, grigio-verdi e con ciuffi di peli bianchi all’ascella delle
nervature di sotto. Fiori in infiorescenze pendule di colore gialloverdastro, molto profumate. Frutti globosi con 5 costole
longitudinali marcate, inseriti alla base di una grande brattea.
Areale: Europa, Caucaso, Asia minore.
Habitat: Boschi misti mesofili soprattutto di forra, insieme ad aceri,
frassini e olmi.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: I fiori e le brattee sono usati in erboristeria per la preparazione
di tisane calmanti ed emollienti. I Romani utilizzavano la corteccia,
tagliata in strisce, seccata e successivamente macerata, per ricavarne
delle fibre usate nella fabbricazione di corde, tessuti e nella
preparazione delle “vincula tiliae” ossia di bende per fasciare le
ferite.
165
165
166
Fiori senza petali. Frutto simile ad una mora
166
Fiori con petali. Frutto diverso da una mora
168
Foglie densamente grigio-pelose di sotto e sui piccioli. Frutto sferico
Broussonetia papyrifera (L.) Vent.
Nome comune: Gelso da carta.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero caducifoglio alto fino a 6 m,
dioico, con rami giovani pelosi; corteccia chiara con screpolature
che lasciano trasparire lo strato sottostante bruno-violaceo. Foglie
pelose, ruvide, dentellate sul margine, le superiori divise in 3 lobi.
Fiori piccoli, i maschili in amenti cilindrici, i femminili in capolini
sferici. Frutto composto, con diverse piccole drupe color arancio.
Areale: Originario dell’Asia orientale, si spontaneizza in ambienti
ruderali (margini di strade, scarpate, ecc.).
Note: Il genere è dedicato al naturalista francese P. M. A.
Broussonet (1761-1807). In Asia era utilizzata per produrre carta, da
cui il nome specifico.
166
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Foglie verdi e subglabre di sotto e sui piccioli. Frutto
167
ellissoidale
Frutti su peduncoli di almeno 5 mm. Foglie non rigide, lisce e tendenzialmente
lucide, di colore da verde intenso a verde tenero, a margine finemente e un po'
irregolarmente crenato-dentato, sempre perfettamente piano
Morus alba L.
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Nome comune: Gelso comune.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero alto fino a 10 m, con rami
giovani glabri e corteccia verde-bruna. Foglie più o meno triangolari
di 4-6 x 7-10 cm, glabre, con ciuffi di peli alla biforcazione della
nervatura centrale; quelle dei polloni divise in 3 lobi. Fiori
unisessuali, riuniti in amenti. Frutto composto di piccole drupe
(sincarpo), ovale o cilindrico, bianco-verdastro talora screziato di
scuro.
Areale: Originario dell’Asia orientale, viene coltivato da oltre 4000
anni per l’allevamento del baco da seta. Si spontaneizza lungo i
margini delle strade, nelle siepi, ecc.
167
Frutti subsessili. Foglie molto rigide, di colore verde scuro un po' grigiastro, opache
e piuttosto rugose, a margine con crenatura vistosa e molto regolare (non ci sono
denti), leggermente ripiegato verso il basso
Morus nigra L.
Nome comune: Gelso nero.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero alto fino a 15 m, con corteccia
grigia, liscia. Foglie più o meno triangolari di 4-6 x 7-10 cm,
pubescenti di sotto, spesso lobate, profondamente cuoriformi alla
base. Fiori unisessuali riuniti in amenti. Frutto composto di piccole
drupe (sincarpo), ovale o cilindrico, da porporino a viola scuro.
Areale: Originario dell’Asia sudoccidentale, viene coltivato per il
frutto. Raramente si spontaneizza.
Note: Frequentemente confusa con forme di Morus alba con frutti di
colore scuro, questa specie è molto meno frequente in Italia del gelso
bianco, salvo in alcune aree del meridione.
168
Picciolo più breve di 3 cm. Antere giallastre. Frutto nero, con un solo seme
Prunus mahaleb L.
Sinonimi: Cerasus mahaleb Mill.
Nome comune: Ciliegio canino.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero caducifoglio alto fino a 6 m,
con corteccia compatta, lucida, grigio-violetta con striature
trasversali; rami giovani pubescenti. Foglie alterne, ovali-cuoriformi,
riunite a 3-6 su brachiblasti, lucide di sopra, a margine dentato con
denti ghiandolari. Fiori bianchi, riuniti a 3-10 in racemi corimbosi.
Frutto a drupa tondeggiante, nerastra e lucida a maturità.
Areale: Europa centro-meridionale, Asia sud-occidentale.
Habitat: Boscaglie termofile aperte e loro margini, siepi, macereti.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il legno, molto duro, è adatto per lavori di tornitura e per la
fabbricazione di mobili rustici e pipe, quest’ultime molto apprezzate
per l’aroma del legno.
168
Picciolo più lungo di 3 cm. Antere rossastre. Frutto non nero, con più semi
Pyrus communis L.
Sinonimi: Pyrus pyraster Burgsd.
Nome comune: Pero selvatico, perastro.
Morfologia: Albero alto fino a 10-20 m, con rami induriti
spinescenti all’apice. Foglie alterne a lamina da rotondo-ovale a
elittica a ovale-lanceolata, con margine intero. I fiori, con corolla di
cinque petali bianchi lunghi 12-15 mm e sepali persistenti, sono
raggruppati in corimbi. Il frutto è piriforme, portato da un peduncolo
largo 1,5-2,8 mm.
Areale: Europa centro–meridionale, Asia occidentale.
Habitat: Boschi di latifoglie e loro margini.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Esemplari di notevoli dimensioni, con circonferenza superiore
ai 4 metri, sono stati censiti nel Bosco di S. Antonio. Nel territorio
60
del Parco sono presenti anche alcune varietà coltivate (pero
comune), talora spontaneizzate.
169
169
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Base della foglia non simmetrica
170
Base della foglia simmetrica
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Base delle foglie con 3 nervi principali divergenti. Foglie a margine semplicemente
dentato. Frutto carnoso
Celtis australis L. subsp. australis
Nome comune: Bagolaro, spaccasassi.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 25 m con corteccia
grigia liscia e compatta, fessurantesi solo in tronchi longevi. Foglie
alterne, arrotondate o debolmente cuoriformi ed assimetriche alla
base ed acuminate all’apice, verdi-scure e scabre di sopra, verdichiare e pubescenti di sotto, a margine seghettato. Fiori piccoli,
verdastri, solitari o riuniti in piccoli grappoli. Frutto a drupa
tondeggiante di circa 1 cm, nerastra a maturità.
Areale: Bacino del Mediterraneo e Isole Azzorre.
Habitat: Boschi termofili di caducifoglie, colonizza talora rupi e
vecchi muri.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Specie frugale che si presta bene all’utilizzo per il
rimboschimento di pendii aridi. Il fogliame rappresenta un ottimo
foraggio ed è pianta mellifera. I frutti maturi sono commestibili.
170
171
Base della foglia con un solo nervo principale. Foglie
a marine doppiamente dentato. Frutto secco, alato al
171
margine
Rami giovani pelosi. Foglie solitamente più lunghe di 10 cm, con 12-18 nervi per lato
Ulmus glabra Huds.
Nome comune: Olmo montano.
Morfologia: Albero alto fino a 25 m, con corteccia adulta rugosa e
fessurata longitudinalmente. Foglie lunghe anche più di 10 cm, a
base fortemente asimmetrica, alterne e distiche, a margine
doppiamente dentato e con numerose nervature laterali. Fiori piccoli,
rossastri o porpora, riuniti in glomeruli. Il frutto è una samara, di
forma più o meno ovale, appiattita, con un’ala membranosa
interrotta da un’incisione che non arriva alla nucula.
Areale: Europa, Asia occidentale.
Habitat: Boschi montani mesofili, soprattutto in stazioni molto
fresche.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Negli ultimi decenni gli olmi nostrani (campestre e montano)
sono stati colpiti da una grave malattia, la “grafiosi”, causata dal
fungo ascomicete Ceratocystis ulmi; il micelio di questo fungo,
veicolato da coleotteri Scolitidi che scavano gallerie tra il legno e la
corteccia, provoca la chiusura dei vasi conduttori e quindi
l’essiccazione della pianta.
171
Rami giovani glabri o quasi. Foglie più brevi di 10 cm, con 7-12 nervi per lato
Ulmus minor Mill. subsp. minor
Nome comune: Olmo campestre.
Morfologia: Albero alto fino a 30 m, con corteccia adulta fessurata
o scagliosa e rami sovente con creste sugherose. Foglie a base
asimmetrica, alterne e distiche, con picciolo tomentoso, a margine
doppiamente dentato e con numerose nervature laterali. Fiori piccoli,
rossastri o porpora, riuniti in glomeruli. Il frutto è una samara, di
forma più o meno ovale, appiattita, con un’ala membranosa
interrotta da un’incisione che arriva fin quasi alla nucula.
Areale: Europa, Asia minore, Nordafrica.
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Habitat: Boschi e boscaglie ripariali e alluvionali, boschi e
boscaglie di roverella su suoli argillosi.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Negli ultimi decenni gli Olmi nostrani (campestre e montano)
sono stati colpiti da una grave malattia, la “grafiosi”, causata dal
fungo ascomicete Ceratocystis ulmi; il micelio di questo fungo,
veicolato da coleotteri Scolitidi che scavano gallerie tra il legno e la
corteccia, provoca la chiusura dei vasi conduttori e quindi
l’essiccazione della pianta. In passato la corteccia, ricca di tannini e
sostanze coloranti, veniva usata per tingere di giallo le lane e le
conce speciali.
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172
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174
Foglie sempreverdi, coriacee
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Foglie decidue, non coriacee
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Foglie a margine dentato
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Foglie a margine intero
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Foglie grigio-pelose di sotto. Fiori senza petali. Frutto seccco (ghianda)
Quercus ilex L. subsp. ilex
Nome comune: Leccio.
Morfologia: Albero sempreverde alto fino a 25 m, con chioma
ampia e densa e tronco massiccio; corteccia dapprima grigia e liscia,
poi scura e screpolata; rami giovani grigio-tomentosi. Foglie lunghe
3-7 cm, semplici, alterne, con picciolo lungo 5-15 mm; lamina ovata
o lanceolata, molto variabile: foglie dei polloni un po’ spinose,
quelle adulte intere, con pagina superiore verde-scura, liscia e lucida,
e pagina inferiore grigio-tomentosa. Specie monoica, con fiori
unisessuali: i maschili in amenti penduli di 4-6 cm, i femminili
riuniti a 3-5 su un peduncolo di 1-2 cm. Il frutto è una ghianda di
colore bruno, affusolata, inserita fino a circa metà nella cupola.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Macchie, boschi termofili di caducifoglie in stazioni aride.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il Leccio ha limitati impieghi artigianali, essendo il suo legno
molto duro e resistente alle alterazioni ma difficile da lavorare e
stagionare. Viene comunque usato per oggetti sottoposti a forti
sollecitazioni e usura, come parti di attrezzi agricoli, pezzi per torchi,
presse e imbarcazioni, ecc. La corteccia è usata per la concia delle
pelli, perché ricca in tannini. Le ghiande sono impiegate
nell’alimentazione dei maiali; un tempo venivano usate anche
dall’uomo, torrefatte, come surrogato del caffè. In Abruzzo il
decotto di corteccia è utilizzato come antidiarroico e per cicatrizzare
le ferite.
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175
Foglie verdi su entrambe le facce. Fiori con petali.
175
Frutto carnoso
Fiori verdastri. Frutto liscio, più stretto di 1 cm. Legno di odore sgradevole
Rhamnus alaternus L. subsp. alaternus
Nome comune: Alaterno, legno puzzo.
Morfologia: Arbusto, raramente piccolo alberello alto fino a 5 m,
sempreverde con legno di odore sgradevole; corteccia dapprima
grigia che poi tende a diventare bruno-scura. Foglie alterne, di colore
verde scuro e lucide, con margine irregolarmente dentato. Il frutto è
di colore rosso scuro, con 3 semi.
Areale: Europa meridionale, Asia occidentale e Africa
settentrionale.
Habitat: Boschi e arbusteti di caducifoglie termofile, macchie, rupi
calcaree a bassa altitudine.
Presenza nel Parco: Poco comune e ristretto a quote basse.
62
Note: Pianta velenosa. La corteccia era utilizzata in passato per
tingere di giallo i tessuti.
175
Fiori bianchi. Frutto rugoso, più largo di 1 cm. Legno senza odore sgradevole
Arbutus unedo L.
Nome comune: Corbezzolo.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero sempreverde alto fino a 8 m,
molto ramificato. Foglie alterne, addensate all’apice dei rami, con
lamina coriacea ovale-lanceolata di 10-12 x 2-4 cm, con margine
dentellato, verde scura e lucida di sopra, più chiara di sotto. Fiori
bianco-giallastri o sfumati di rosa, riuniti in grappoli penduli. Il
frutto è una bacca sferica carnosa e rossa, ricoperta di tubercoli,
larga circa 2 cm.
Areale: Regione mediterranea.
Habitat: Macchia mediterranea e leccete, soprattutto su suoli
siliceo-argillosi.
Presenza nel Parco: Poco comune e ristretto a quote basse.
Note: I frutti, eduli, sono talora utilizzati per la preparazione di
marmellate o liquori. Il nome dialettale 'Mbriachelle' deriva dal fatto
che i frutti maturi sono leggermente alcolici. Il miele di Corbezzolo,
piuttosto amaro, è apprezzato come curativo per le affezioni
bronchiali.
176
Foglie verdi di sopra, grigio-pelose di sotto. Frutto secco (ghianda)
Quercus ilex L. subsp. ilex
Nome comune: Leccio.
Morfologia: Albero sempreverde alto fino a 25 m, con chioma
ampia e densa e tronco massiccio; corteccia dapprima grigia e liscia,
poi scura e screpolata; rami giovani grigio-tomentosi. Foglie lunghe
3-7 cm, semplici, alterne, con picciolo lungo 5-15 mm; lamina ovata
o lanceolata, molto variabile: foglie dei polloni un po’ spinose,
quelle adulte intere, con pagina superiore verde-scura, liscia e lucida,
e pagina inferiore grigio-tomentosa. Specie monoica, con fiori
unisessuali: i maschili in amenti penduli di 4-6 cm, i femminili
riuniti a 3-5 su un peduncolo di 1-2 cm. Il frutto è una ghianda di
colore bruno, affusolata, inserita fino a circa metà nella cupola.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Macchie, boschi termofili di caducifoglie in stazioni aride.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il Leccio ha limitati impieghi artigianali, essendo il suo legno
molto duro e resistente alle alterazioni ma difficile da lavorare e
stagionare. Viene comunque usato per oggetti sottoposti a forti
sollecitazioni e usura, come parti di attrezzi agricoli, pezzi per torchi,
presse e imbarcazioni, ecc. La corteccia è usata per la concia delle
pelli, perché ricca in tannini. Le ghiande sono impiegate
nell’alimentazione dei maiali; un tempo venivano usate anche
dall’uomo, torrefatte, come surrogato del caffè. In Abruzzo il
decotto di corteccia è utilizzato come antidiarroico e per cicatrizzare
le ferite.
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177
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Foglie verdi su entrambe le facce. Frutto carnoso
177
Foglie con margine ondulato. Alberi o arbusti
178
generalmente più alti di 1.5 m
Foglie con margine non ondulato. Arbusti
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generalmente più bassi di 1.5 m
Foglie senza margine bianco, fortemente odorose. Fiori gialli. Frutto nero
Laurus nobilis L.
63
Nome comune: Alloro, lauro.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero sempreverde, dioico, alto
generalmente fino a 10 m, con corteccia liscia da giovane, poi rugosa
e grigio-scura. Foglie alterne, glabre, coriacee, ellittiche o lanceolate
a margine più o meno ondulato, verdi-scure di sopra, più chiare di
sotto. Fiori piccoli, giallognoli, riuniti in ombrelle ascellari. Frutto a
drupa ovoide di 1 cm, nera a maturità.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Specie ampiamente coltivata, è presente talora allo stato
spontaneo in boschi umidi della fascia collinare.
Note: Le foglie, molto aromatiche, trovano largo impiego in cucina.
L’olio di lauro, estratto dai semi, è un componente dell’olio laurino,
utilizzato contro i dolori reumatici. Considerato già dagli antichi
greci simbolo di gloria, è ancora in uso per l’incoronamento dei
vincitori, dei poeti o di chi supera gli studi universitari (la "laurea").
178
Foglie con un sottile margine bianco, non fortemente odorose. Fiori bianchi. Frutto
rosso
Ilex aquifolium L.
Nome comune: Agrifoglio.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero sempreverde a portamento
piramidale, con tronco diritto e corteccia da verde-bruna a grigia.
Foglie alterne, persistenti e coriacee, glabre, verdi-scure e lucide di
sopra; da giovani con margine ondulato provvisto di 6-8 spine per
lato, poi a margine intero o con spine meno sviluppate. Specie
dioica, con fiori piccoli: i femminili bianchi, i maschili sfumati di
rosso. Il frutto è una drupa di 8-10 mm con 4 semi, rossa a maturità.
Areale: Europa e Asia minore.
Habitat: Faggete termofile.
Presenza nel Parco: Piuttosto raro.
Note: L’Agrifoglio fa parte di una famiglia che comprende molte
specie tropicali. Come il Tasso (Taxus baccata) è un relitto di una
vegetazione terziaria adattata a climi più caldi ed umidi di quello
attuale. Il legno in passato veniva usato per realizzare manici di
utensili, calci di fucili, ecc. Con la corteccia si preparava la “pania”,
una colla vegetale con cui venivano catturati gli uccelli. Le drupe,
velenose per l’uomo, sono fonte di cibo invernale per gli uccelli. I
rami sono usati per le decorazioni natalizie e in passato come
amuleti contro gli spiriti maligni e le streghe. Le foglie e la corteccia
hanno azione sedativa e febbrifuga: sembra che abbia preceduto il
chinino dall’America nella medicina popolare. Il Mattioli, grande
naturalista del XVI secolo, scriveva che con le fronde spinose di
Agrifoglio si difendeva la carne salata dai roditori. Oggi è molto
usato a scopo ornamentale, con molte varietà.
179
Foglie (non sono vere foglie ma fusti modificati!) portanti alla superficie fiori e frutti
Ruscus hypoglossum L.
Nome comune: Ruscolo maggiore, bislingua, erba bonifica.
Morfologia: Piccolo arbusto sempreverde alto fino a 60 cm, di
colore verde scuro, con fusto poco ramificato; rami trasformati in
strutture simili a foglie (cladodi o cladofilli), lunghi 5-12 cm, ellittici
e non pungenti. Foglie ridotte a piccole squame inserite alla base dei
cladofilli. Specie dioica, con fiori maschili e femminili su individui
diversi, collocati al centro dei cladofilli. Il frutto è una bacca rossa,
sferica larga 10-15 mm.
Areale: Europa e Asia Minore.
Habitat: Boschi di latifoglie della fascia montana (faggete e cerrete)
fino a 1400 m
Presenza nel Parco: Poco comune.
179
Piante con vere foglie e fiori raggruppati all'apice dei
64
180
180
rami
Fusti prostrati. Petali 5
Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng.
Sinonimi: Arbutus uva-ursi L.
Nome comune: Uva ursina.
Morfologia: Arbusto strisciante alto 20–40 cm, con foglie
sempreverdi, a lamina coriacea, glabra e lucida. Fiori piccoli,
penduli, di colore rosa pallido, riuniti in racemi. Il frutto è una bacca
di 3–8 mm, di colore rosso.
Areale: Europa, Siberia settentrionale, Nordamerica.
Habitat: Arbusteti alto-montani, fino a 2.500 m di altitudine.
Distribuzione nel Parco: Poco comune.
180
181
Fusti eretti. Petali 4
Fiori bianchi
181
Daphne oleoides Schreb.
Sinonimi: Daphne glandulosa Bertol., D. jasminea Sm. & Sowerby
Nome comune: Dafne spatolata.
Morfologia: Piccolo arbusto sempreverde di 30-80 cm,
generalmente pulvinato, con rami contorti, flessibili e tenaci. Foglie
sempreverdi, coriacee, obovate, lucide di sopra, generalmente
glabre. Fiori bianco-giallastri di 10-15 mm riuniti a 2-6 in capolini
terminali. Frutto a drupa di 6-9 mm.
Areale: Aree montane dell’Europa meridionale e dell’Asia minore.
Habitat: Rupi, pascoli rocciosi, arbusteti prostrati d’altitudine.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Specie fortemente velenosa che veniva utilizzata per le
proprietà farmacologiche emetiche e purgative.
181
182
Fiori rosa o verdastri
Fiori verdastri. Foglie più larghe di 1.5 cm
182
Daphne laureola L.
Nome comune: Dafne laurella, pepe montano.
Morfologia: Piccolo arbusto sempreverde di 6-12 dm con rami
eretti, fogliosi all’apice e corteccia grigio-rosea con cicatrici
trasversali. Foglie addensate all’apice dei rami, oblanceolate, glabre,
verde scuro di sopra, più chiare di sotto. Fiori verde-giallognoli fino
a 17 mm, in fascetti inframezzati alle foglie.
Areale: Europa, Africa settentrionale, Azzorre (subatlantica).
Habitat: Boschi di latifoglie submontani e basso-montani.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Specie velenosa che veniva utilizzata per le proprietà
farmacologiche emetiche e purgative.
182
Fiori rosa. Foglie più strette di 1.5 cm
Daphne sericea Vahl
Sinonimi: Daphne collina Sm., D. oleaefolia Lam.
Nome comune: Dafne olivella.
Morfologia: Piccolo arbusto sempreverde di 5-15 dm con rami
contorti e corteccia scura. Foglie adulte coriacee, lunghe fino a 5 cm,
oblanceolate, lanose di sotto, con margine revoluto e apice
generalmente mucronato. Fiori rosei, lunghi fino a 1 cm, in fascetti
apicali.
Areale: Aree montane del Mediterraneo centro-orientale e dell’Asia
occidentale.
Habitat: Rupi, macchie, garighe.
Presenza nel Parco: Rara.
Note: Specie fortemente velenosa che veniva utilizzata per le
65
proprietà farmacologiche emetiche e purgative.
183
Pianta laticifera (ATTENZIONE: il latice è irritante!)
Euphorbia characias L. subsp. characias
Nome comune: Euforbia cespugliosa.
Morfologia: Piccolo arbusto di 6-12 dm con fusti eretti, pubescenti,
nudi in basso. Foglie oblanceolato-lineari, lunghe fino a 9 cm,
glaucescenti, pubescenti sul margine che è intero. Infiorescenze a
ciazi, riuniti in ombrelle terminali a 20-23 raggi; brattee concresciute
a piatto. Frutto a capsula profondamente triloba, pubescente, alla
fine pendula.
Areale: Bacino del Mediterraneo.
Habitat: Garighe, macchie.
Presenza nel Parco: Comune, soprattutto a quote basse.
183
184
184
185
Piante non laticifere
Foglie senza picciolo o con picciolo lungo al massimo
3 mm
Foglie chiaramente picciolate
Foglie a margine dentellato
184
185
191
Vaccinium myrtillus L.
Nome comune: Mirtillo nero
Morfologia: Piccolo arbusto caducifoglio alto fino a 40-50 cm con
fusto sotterraneo e rami eretti con andamento a zig-zag. Foglie ovali,
alterne, a bordo seghettato. Fiori penduli, isolati, con petali saldati
tra loro a formare una coppa con apertura stretta. Frutti con l'aspetto
di bacche, blu scuro a maturità.
Areale: Europa fino alla Siberia.
Habitat: Brughiere subalpine, boschi, arbusteti alto montani, su
suoli generamente acidificati.
Presenza nel Parco: Raro
Note: Il frutto del mirtillo contiene un pigmento colorante blu del
tipo degli antociani, noto come mirtillina. Il mirtillo è utile come
antiossidante
nella
prevenzione
di
patologie
dovute
all'invecchiamento.
185
186
186
187
Foglie a margine intero
Fiori a simmetria bilaterale. Frutto secco (un legume)
Fiori a simmetria raggiata. Frutto carnoso
Arbusto molto più alto di 1 m
186
187
189
Spartium junceum L.
Nome comune: Ginestra comune, ginestra odorosa, ginestra di
Spagna.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto generalmente fino a 3 m, con
rami verdi, cilindrici eretti, giunchiformi. Foglie intere, ovalilanceolate, precocemente caduche, sericee sulla pagina inferiore,
lunghe fino a 2,5 cm. Fiori gialli, a simmetria bilaterale, in lassi
racemi terminali. Legume eretto, lineare, lungo fino a 8 cm, glabro a
maturità.
Areale: Regione Mediterranea.
Habitat: Arbusteti e boscaglie termofile.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: I rami sottili venivano utilizzati per la costruzione delle
“friscelle”, cioè le forme per la ricotta ed il formaggio.
187
188
Arbusti nani più bassi di 1 m
188
Fusti eretti. Pianta glabra o con pochi peli sparsi. Calice con denti lunghi meno del
66
tubo
Genista tinctoria L.
Nome comune: Ginestra minore, ginestrella.
Morfologia: Arbusto di 30-60 cm, con rami semplici, erbacei,
angolosi, glabri o sparsamente pelosi. Foglie intere, subsessili,
lunghe fino a 4 cm, un po' lucide di sopra. Fiori in racemi terminali
all’ascella di foglie bratteali lineari; corolla gialla con vessillo eretto
di 8-16 mm. Legume glabro, lungo fino a 3 cm.
Areale: Europa e Asia centro-occidentale.
Habitat: Margini forestali, boschi radi e pascoli magri, su suoli
subacidi.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Dai fiori si ricava un pigmento giallo che veniva utilizzato per
tingere il lino o la lana.
188
Fusti striscianti. Fusti giovani, peduncoli fiorali e calice fortemente pelosi. Calice con
denti più lunghi del tubo
Cytisus decumbens (Durande) Spach
Sinonimi: Genista decumbens (Durande) Willd., G. peduncolata
L’Her., G. procumbens Waldst. & Kit., G. prostrata Lam.
Nome comune: Citiso sdraiato.
Morfologia: Piccolo arbusto o suffrutice di 20-40 cm, a fusti
striscianti-ascendenti, striati, con rami villosi per peli patenti. Foglie
semplici, lunghe fino a 16 mm, pubescenti di sotto, oblanceolate,
arrotondate all’apice. Fiori gialli in racemi terminali. Legume con
peli patenti, lungo fino a 3 cm, quasi nero a maturità.
Areale: Europa centrale, meridionale e occidentale.
Habitat: Garighe e pascoli aridi, su substrato calcareo.
Presenza nel Parco: Rara.
189
Petali 3, gialli, liberi. Rami giovani verdi, striati longitudinalmente
Osyris alba L.
Nome comune: Ginestrella.
Morfologia: Piccolo arbusto sempreverde di 30-70 cm, con fusti
legnosi e rami più giovani verdi e striati. Foglie lineari-lanceolate,
sessili, lunghe fino a 3 cm, erette ed appressate ai rami, quasi
scomparse in estate. Fiori piccoli, giallastri, unisessuali, con 3 petali.
Frutto a drupa, rosso a maturità.
Areale: Mediterraneo e coste atlantiche del Portogallo.
Habitat: Garighe, macchie e boschi termofili.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: I fusti sottili e flessibili venivano utilizzati per la produzione
di scope rustiche.
189
190
Petali 4, bianchi o rosa, fusi alla base. Rami giovani
legnosi, non striati longitudinalmente
Fiori bianchi, formantisi dopo le foglie
190
Daphne alpina L. subsp. alpina
Nome comune: Dafne alpina.
Morfologia: Piccolo arbusto con rami contorti; corteccia a chiazze
nere irregolari sotto cui appare uno strato roseo. Foglie caduche,
spatolate, pubescenti almeno da giovani, opache e scure di sopra.
Fiori bianco-lattei, lunghi fino a 12-13 mm, disposti in fascetti di 410. Frutto a drupa, a maturità avvolta dal perianzio.
Areale: Aree montane del Mediterraneo e dell’Asia minore.
Habitat: Ghiaioni, rupi, macereti.
Presenza nel Parco: Rara.
Note: Specie molto velenosa che veniva utilizzata per le proprietà
farmacologiche emetiche e purgative.
67
190
Fiori rosa, formantisi prima delle foglie
Daphne mezereum L.
Nome comune: Mezereo, fior di stecco.
Morfologia: Arbusto che non supera 1,5 m di altezza, con corteccia
grigio-rosea nei rami giovani, ricoperta di lanugine. Foglie lunghe 410 cm, glabre, ellittiche o lanceolate, raccolte in ciuffetti all’apice
dei rami, verdi di sopra e glauche di sotto. Fiori sessili, con corolla
tubulare di colore rosa intenso, prodotti prima delle foglie. Il frutto è
una drupa rosso brillante.
Areale: Regione Mediterranea, Europa, regioni temperate dell’Asia.
Habitat: Boschi freschi, soprattutto faggete e loro margini;
brughiere, brecciai e macereti.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Tutte le parti della pianta sono estremamente velenose
(l’epiteto specifico mezereum deriva dall’arabo e significa
“mortale”). Le Daphne sono note fin dall’antichità per le loro qualità
farmacologiche, essenzialmente purgative e vescicanti, ma il loro
uso è molto pericoloso, e spesso il solo contatto con l’epidermide
causa arrossamenti e vesciche sulla pelle. I frutti rossi sono stati
impiegati in pittura e anche come fard in Siberia, cosmetico non
meno pericoloso della biacca usata dalle matrone romane.
191
191
192
Foglie almeno 4 volte più lunghe che larghe
192
Foglie meno di 4 volte più lunghe che larghe
197
Foglie generalmente più lunghe di 15 cm. Frutto avvolto da un riccio spinoso
Castanea sativa Mill.
Nome comune: Castagno.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 20-25 m, con tronco
eretto e massiccio, molto ramificato e con chioma ampia; corteccia
dapprima liscia, poi rugosa e con profonde fessurazioni a tipico
andamento a spirale. Foglie semplici, alterne, caduche, brevemente
picciolate, lunghe 13-20 cm; lamina lanceolata, con margine dentato
ed apice acuminato, verde scura e lucida di sopra, più chiara ed
opaca di sotto. Pianta monoica, con tre tipi di infiorescenze: maschili
(amenti eretti lunghi fino a 20 cm, di colore giallo-chiaro), femminili
(alla base degli amenti maschili, piccole e brevi, con pochi fiori
protetti da un involucro di brattee che diventerà la cupola) e misti. I
frutti sono le note castagne, ossia noci protette da un involucro
marrone lucido, racchiusi in una cupola spinosa detta "riccio".
Areale: Europa meridionale, Caucaso; coltivato in molti Paesi
extraeuropei.
Habitat: Boschi di latifoglie submontani, con optimum su substrati
acidi.
Presenza nel Parco: Raro.
Note: Il Castagno è molto longevo, potendo raggiungere i 500 anni
di età; per alcuni individui è stata stimata un’età di 1000 anni. In
Italia, sulle pendici dell’Etna, l’esemplare detto "dei cento cavalli"
avrebbe un’età di 4000 anni. Il Castagno ha avuto un’importanza
notevolissima per molti secoli come alimento primario per le
popolazioni contadine delle regioni montane, diventando "l’albero
del pane". Il legname è molto apprezzato per la sua elasticità e
compattezza per paleria, falegnameria, mobili, travi, botti, ecc. Il
legno è usato per la produzione di cellulosa al solfato. Legno e
corteccia venivano usati per la concia delle pelli, dato l’elevato
contenuto in tannini. Le castagne, ricche di amido e zuccheri,
venivano consumate fresche, secche o ridotte in farina. Oggi sono
molto richieste le varietà di grandi dimensioni, dette "marroni", usate
per la preparazione di marmellate e dei prelibati "marrons glacés".
192
Foglie più brevi di 15 cm. Frutto non avvolto da un
68
193
193
riccio spinoso
Fiori con petali. Frutto carnoso
Prunus dulcis (Mill.) D.A. Webb
Sinonimi: Prunus amygdalus Batsch
Nome comune: Mandorlo.
Morfologia: Albero alto fino a 10 m, con corteccia grigio-bruna,
fessurata longitudinalmente, e tronco spesso ritorto su sé stesso.
Foglie alterne, lungamente acuminate e dentate, piegate a “V” lungo
la nervatura centrale. Fiori bianchi o più spesso rosa, subsessili,
isolati o appaiati, che sbocciano all’inizio della primavera prima
dell’emissione le foglie. I frutti sono delle drupe verdi e vellutate che
maturano in estate, con un "nocciolo" ovale e bucherellato che
contiene la mandorla commestibile.
Areale: Europa e Asia occidentale.
Habitat: Specie coltivata, è spontaneizzata in tutta la fascia collinare
e submontana del territorio, prevalentemente su suoli calcarei.
Note: Le mandorle sono da sempre usate a scopo alimentare e
medicinale. Vengono consumate fresche o usate per la preparazione
di svariati dolci; le mandorle amare, ottenute da una varietà
selezionata, conferiscono ai prodotti di pasticceria un gusto
giustamente celebrato (vanno usate con moderazione per la loro ben
nota tossicità). L’olio di mandorle ottenuto dalla spremitura di
mandorle dolci e soprattutto amare (private della loro essenza
velenosa con una distillazione) è un cosmetico famoso fin
dall’antichità. Il latte di mandorle è un ottimo antinfiammatorio.
193
194
194
195
Fiori senza petali. Frutto secco
194
Foglie adulte molto pelose almeno di sotto
195
Foglie adulte glabre o quasi anche di sotto
196
Arbusto. Foglie 8-20 volte più lunghe che larghe, con margine revoluto. Piccioli non
ghiandolosi
Salix eleagnos Scop. s.l.
Sinonimi: Salix incana Schrank, S. rosmarinifolia Host, S. riparia
Willd.
Nome comune: Salice ripaiolo.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero alto fino a 10 m, con rami
ascendenti sottili, da giovani grigiastri e pubescenti. Foglie lineari,
lunghe fino a 15 cm, 8-20 volte più lunghe che larghe, verdi scure di
sopra, bianco-cotonose sulla pagina inferiore. Stipole assenti o molto
piccole. Amenti maschili fino a 4 cm, i femminili fino a 6 cm.
Brattee ovali, giallastre o verdastre, con base pelosa.
Areale: Europa.
Habitat: Greti di fiumi e torrenti, generalmente su alluvioni
ghiaioso-sabbiose.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Nota: Nel Parco sono presenti sia la sottospecie nominale, con
foglie larghe 1-2 cm, sia la subsp. angustifolia (Cariot) Rech. f., con
foglie larghe 0,5-1 cm.
195
Albero. Foglie 4-8 volte più lunghe che larghe, con margine non revoluto. Piccioli
con 1-3 paia di ghiandole alla sommità (lente!)
Salix alba L.
69
Nome comune: Salice bianco.
Morfologia: Albero o arbusto di 3-30 m, con rami giovani sottili e
flessibili, bruno-rossastri (giallastri nella var. vitellina), rami vecchi
grigi o bruno-olivastri a corteccia fessurata. Foglie lanceolato-lineari
lunghe 5-10 cm, attenuate alle estremità, dentato-ghiandolose al
margine, grigio-argentine e pubescenti di sotto, da giovani anche di
sopra; stipole lineari-setacee, caduche. Amenti cilindrici, lunghi fino
a 6 cm, i maschili densiflori, i femminili più lassi. Squame caduche
dopo l’antesi. Capsula conica, glabra, subsessile.
Areale: Europa, Asia occidentale, Africa nord-occidentale.
Habitat: Boschi e boscaglie ripariali lungo i corsi d’acqua e altre
zone umide d’acqua dolce.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: I rami giovani, soprattutto di piante “capitozzate” ad hoc,
vengono utilizzati come vimini per la costruzione di ceste, sedie,
ecc. Dalla corteccia si estrae l’acido salicilico, componente
essenziale dell’aspirina. Con le foglie si tingeva la lana di giallo.
196
Foglie lucide di sopra, meno di 6 volte più lunghe che larghe, non annerenti da
secche. Piccioli con 1-3 paia di ghiandole alla sommità (lente!). Frutti glabri
Salix triandra L. subsp. amygdalina (L.) Schübl. & G. Martens
Sinonimi: Salix triandra L. subsp. discolor (Koch) Arcang.
Nome comune: Salice da ceste.
Morfologia: Arbusto fino a 5 m con rami verdastri o debolmente
arrossati. Foglie oblanceolato-acuminate, lunghe fino a 10-15 cm,
(3-)4-5 volte più lunghe che larghe, da giovani setose, poi
glabrescenti; margine regolarmente dentato-ghiandoloso; stipole
persistenti, dentate. Amenti maschili di 5-6 cm, i femminili di 4-5
cm. Squame finemente pubescenti, persistenti. Antere gialle.
Areale: Specie a distribuzione Eurosiberiana.
Habitat: Luoghi umidi, sponde di acque correnti.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: I rami giovani, soprattutto di piante “capitozzate” ad hoc,
vengono utilizzati come vimini per la costruzione di ceste, sedie,
ecc.
196
Foglie opache di sopra, sino a 10 volte più lunghe che larghe, annerenti da secche.
Piccioli non ghiandolosi. Frutti pelosi
Salix purpurea L. subsp. purpurea
Sinonimi: Salix monandra Ard., S. pratensis Scop.
Nome comune: Salice rosso.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero fino a 8 m, con rami giovani
rossastri soprattutto in primavera. Foglie lineari-spatolate, lunghe
fino a 12 cm, lucide e scure di sopra, glauche sulla pagina inferiore.
Stipole assenti. Amenti suberetti, lunghi fino a 5 cm. Squame
dapprima porporine, poi nerastre all’apice, lungamente villose.
Stami con filamenti saldati fino all’apice o quasi.
Areale: Zone temperate dell’Europa e dell’Asia, Africa
settentrionale.
Habitat: Greti di fiumi e torrenti, zone umide.
Presenza nel Parco: Comune.
197
Picciolo fortemente appiattito in senso perpendicolare alla lamina fogliare
Populus tremula L.
70
Nome comune: Pioppo tremolo.
Morfologia: Albero poco longevo, alto fino a 20 m, con fusto
slanciato e rami raccolti verso l’alto; corteccia liscia, di colore
grigio-verde o grigio-bianco. Foglie rotonde, con margini ondulati,
lunghe fino a 8 cm. Specie dioica con fiori riuniti in amenti
unisessuali; gli amenti femminili spargono i bianchi semi lanosi nel
mese di maggio.
Areale: Europa, Asia, Africa del Nord.
Habitat: Si rinviene frequentemente in compatti nuclei di prebosco
della faggeta, soprattutto lungo linee di impluvio.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Sembra che il detto popolare “tremare come una foglia” nasca
proprio dall’osservazione del Pioppo tremolo: l’incessante tremolio
delle foglie al più lieve alito di vento, è causato dall’estremo
appiattimento dei lunghi piccioli. La produzione incessante di
polloni, che formano nuovi alberi, rende il Pioppo tremolo un
pioniere nella colonizzazione di nuovi terreni: ciò lo rende adatto al
consolidamento di pendici franose. Dal legno si ottiene un’ottima
pasta da carta; è impiegato inoltre nella fabbricazione di fiammiferi,
compensati e truciolati.
197
198
198
199
199
200
Picciolo non fortemente appiattito
198
Arbusti nani, più bassi di 50 cm a maturità
199
Alberi, oppure arbusti più alti di 50 cm a maturità
202
Fiori senza petali. Frutto secco. Nervature delle foglie
200
formanti una distinta e fitta rete visibile in controluce
Fiori con petali. Frutto carnoso. Nervature delle
201
foglie non formanti una rete ben distinta
Arbusto con rami eretti o suberetti. Brattee fiorali bicolori, rosso-nerastre alla
sommità e più chiare alla base, lungamente barbato-lanose. Foglie solitamente ad
apice acuto, di 2-3 x 4-5 cm
Salix breviserrata Flod.
Sinonimi: Salix myrsinites L. subsp. serrata (Neil.) Schinz & Thell.;
S. myrsinites Auct. Fl. Ital. non L., S. dubia Suter
Nome comune: Salice seghettato, salice a foglie di mirto.
Morfologia: Piccolo arbusto alto fino a 50 cm, con rami brunorossastri. Foglie ellittiche o lanceolate, 1,5-3 volte più lunghe che
larghe, per lo più acute, con margine fittamente serrato-ghiandoloso,
annerenti nel secco, a maturità cerose, opache di sopra, lucide e
untuose inferiormente. Amenti lungamente peduncolati, i maschili di
12-15 mm, i femminili fino a 2 cm. Brattee purpuree, nere all’apice.
Capsule coniche, sessili, glabrescenti o villose, in infruttescenze fino
a 4 cm.
Areale: Zone montane dei Monti Cantabrici, dei Pirenei, delle Alpi
e dell’Appennino centro-settentrionale.
Habitat: Vallette nivali, prati umidi e torbosi.
Presenza nel Parco: Rara.
200
Arbusto a spalliera con rami striscianti alti sino a 20 cm. Brattee fiorali concolori, di
solito verdi-giallastre, più o meno pelose ma mai lungamente barbato-lanose. Foglie
ad apice arrotondato o debolmente bilobo, di 4-10 x 10-25 mm
Salix retusa L.
71
Nome comune: Salice retuso.
Morfologia: Piccolo suffrutice con portamento a spalliera e rami
prostrati. Foglie oblanceolate lunghe fino a 2,5 cm, circa 3 volte più
lunghe che larghe, lungamente cuneate alla base, rotondate o retuse
all’apice, glabre o sparsamente pelose da giovani sulla pagina
inferiore. Amenti di 1-2 cm. Brattee concolori.
Areale: Zone montuose dell’Europa.
Habitat: Vallette nivali e pendii erbosi freschi, oltre il limite
superiore della vegetazione arborea.
Presenza nel Parco: Comune.
201
Fusti aerei verdi, non striscianti sulle rocce. Corolla con petali completamente fusi
tra loro, a forma di botticella. Frutto maturo blu
Vaccinium myrtillus L.
Nome comune: Mirtillo nero
Morfologia: Piccolo arbusto caducifoglio alto fino a 40-50 cm con
fusto sotterraneo e rami eretti con andamento a zig-zag. Foglie ovali,
alterne, a bordo seghettato. Fiori penduli, isolati, con petali saldati
tra loro a formare una coppa con apertura stretta. Frutti con l'aspetto
di bacche, blu scuro a maturità.
Areale: Europa fino alla Siberia.
Habitat: Brughiere subalpine, boschi, arbusteti alto montani, su
suoli generamente acidificati.
Presenza nel Parco: Raro
Note: Il frutto del mirtillo contiene un pigmento colorante blu del
tipo degli antociani, noto come mirtillina. Il mirtillo è utile come
antiossidante
nella
prevenzione
di
patologie
dovute
all'invecchiamento.
201
Fusti aerei grigi, striscianti sulle rocce. Petali fusi solo alla base, quindi corolla non a
forma di botticella. Frutto maturo nero
Rhamnus pumila Turra
Nome comune: Ranno spaccasassi.
Morfologia: Arbusto caducifoglio a portamento strisciante, alto 520 cm, con corteccia grigia. Foglie alterne con lamina da obovata a
subrotonda a lanceolata, lunga fino a 3-4 cm, a margine dentellato.
Fiori piccoli, giallo-verdastri. Frutto a drupa, di 4-8 mm, nera a
maturità.
Areale: Europa meridionale, Africa nord-occidentale.
Habitat: Rupi calcaree asciutte, da 4-500 a 2500 m
Presenza nel Parco: Comune.
202
202
203
Foglie con nervature formanti una rete ben distinta
almeno di sotto o al margine. Piante con fiori
203
unisessuali in spighe maschili e femminili. Frutto a
capsula (Salix)
Foglie con nervature non formanti una rete ben
205
distinta. Piante con altre caratteristiche
Foglie glabre su entrambe le facce, glauche e cerose di sotto
Salix apennina A.K. Skvortsov
72
Sinonimi: Salix nigricans Sm. var. apennina Borzì; S. nigricans
Auct. Fl. Ital. p.p.
Nome comune: Salice dell’Appennino.
Morfologia: Arbusto di 2-4 m, raramente fino a 6-8 m, con rami
giovani olivastri o giallo-brunastri, gli altri grigi con salienze di 6-30
mm sotto la corteccia. Foglie glabre, obovate, oblanceolate o
ellittiche, lunghe 2,5-8 cm, con apice da ottuso ad acuminato e base
cuneata, a margine da dentato ghiandoloso a subintero, verdi di
sopra, cesio-opache di sotto, con nervature prominenti; stipole
semicordate, asimmetriche, dentato-ghiandolose. Amenti maschili
ovati, lunghi fino a 3 cm, i femminili più sottili, lunghi fino a 7 cm.
Capsula da glabra a pubescente.
Areale: Specie endemica della Penisola Italiana.
Habitat: Fossi, torrenti, paludi, letti di frane e altre zone umide.
Presenza nel Parco: Comune.
203
204
Foglie pelose almeno di sotto
204
Albero o alto arbusto. Rami giovani glabri, con legno liscio (scortecciare il rametto!)
Salix caprea L.
Sinonimi: Salix ulmifolia Thuill. non Vill., S. praecox Salisb.
Nome comune: Salicone, salice delle capre.
Morfologia: Albero o arbusto alto fino a 15 m, con corteccia grigia,
fessurata. Rami dapprima grigio-verdastri, poi rosso-brunastri,
glabri; legno di 2-4 anni senza prominenze. Foglie da ovate a
lanceolate, lunghe fino a 12 cm, in genere 0,5-2 volte più lunghe che
larghe, con apice acuto o arrotondato e base arrotondata; margine
intero o debolmente crenato; pagina superiore glabrescente, opaca,
l’inferiore grigio-verdastra e vellutata. Stipole persistenti, reniformi,
dentellate. Amenti maschili fino a 4 cm, ovati, i femminili cilindrici
fino a 6 cm e fino a 10 cm in frutto.
Areale: Specie a distribuzione Eurasiatica.
Habitat: Radure, margini forestali, boschi freschi.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Specie molto rustica può essere efficacemente utilizzata per il
consolidamento di scarpate e per opere di ingegneria naturalistica.
204
Arbusto. Rami giovani finemente pelosi, con legno costolato
Salix cinerea L.
Sinonimi: Salix acuminata Miller, S. caprea Vill. non L.
Nome comune: Salice cenerino.
Morfologia: Arbusto alto fino a 6 m, con corteccia liscia, grigiobrunastra. Rami di 2-3 anni ricoperti di una peluria appressata
grigio-cenere e con lunghe costolature sotto la corteccia. Foglie
ovate o lanceolate, lunghe fino a 11 cm, 2-4 volte più lunghe che
larghe, con apice acuminato e base cuneata; margine subintero,
revoluto; pagina superiore pubescente, l’inferiore grigio-tomentosa.
Picciolo pubescente, stipole caduche. Amenti maschili fino a 4 cm, i
femminili fino a 5 cm e fino a 9 cm in frutto. Brattee villose, nerastre
nella porzione superiore. Capsule di 1 cm circa.
Areale: Europa, Asia occidentale, Africa nord-occidentale.
Habitat: Boscaglie ripariali e aree umide con acque stagnanti.
Presenza nel Parco: Rara.
205
205
206
206
207
Foglie a margine intero
206
Foglie a margine dentato
210
Piccoli arbusti raramente più alti di 2 m
207
Alberi o arbusti più alti di 2 m a maturità
208
Peduncoli fiorali e sepali glabri. Foglie quasi completamente glabre di sopra
Cotoneaster mathonnetii Gand.
73
Sinonimi: Cotoneaster integerrimus Medik.
Nome comune: Cotognastro minore.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto 0,5-1,5 m, con rami
dapprima tomentosi, poi glabri e rossicci. Foglie semplici, alterne, di
forma ellittica (12-22 x 18-40 mm), verdi e glabre sulla pagina
superiore, tomentose inferiormente. Fiori bianco-rosati solitari o
riuniti in corimbi di 2-4; calice e pedicello glabri o quasi. Frutto
subsferico, rosso.
Areale: Europa ed Asia occidentale.
Habitat: Margini dei boschi aridi, arbusteti montani, pendii rupestri
e detritici soleggiati.
Presenza nel Parco: Poco comune.
207
Peduncoli fiorali e sepali grigio-pelosi. Foglie con peli sparsi di sopra
Cotoneaster tomentosus (Aiton) Lindl.
Sinonimi: Cotoneaster nebrodensis auct.
Nome comune: Cotognastro bianco.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto fino a 2 m, con rami giovani
tomentosi. Foglie semplici, alterne, di forma ellittica (2-4 x 3-6 cm),
leggermente pubescenti sulla pagina superiore e bianco-tomentose
inferiormente. Fiori rosei, riuniti in corimbi di 3-10. Frutto
subsferico, rosso.
Areale: Europa centro-meridionale.
Habitat: Boschi radi di caducifoglie e loro margini, arbusteti,
ambienti rupestri e detritici, soprattutto nella fascia montana.
Presenza nel Parco: Poco comune.
208
Foglie grigio-pelose di sotto. Frutto più lungo di 4 cm
Cydonia oblonga Mill.
Nome comune: Cotogno.
Morfologia: Piccolo albero deciduo che può raggiungere i 2-5 m di
altezza. Foglie alterne, semplici, di 3-5 x 5-9 cm, pubescenti
soprattutto di sotto, con margine intero. Fiori solitari, con petali rosei
di circa 15 mm, prodotti dopo l’emissione delle foglie. Frutti di
colore giallo-oro intenso, di dimensioni variabili, asimmetrici, di
forma simile a una mela o a una pera, con buccia ricoperta di una
peluria che scompare a maturazione.
Areale: Specie originaria dell'Asia Occidentale, è sporadicamente
spontaneizzata nella fascia collinare.
Note: Si distinguono due tipologie di cotogno in base alla forma del
frutto: maliformi e piriformi. I frutti contengono un elevato
contenuto di pectina e per tale motivo vengono utilizzati per
addensare le confetture, limitando i tempi di cottura.
208
209
Foglie verdi su entrambe le facce. Frutto più breve di
209
4 cm
Foglie cigliate al margine. Fiori senza petali. Frutto secco
Fagus sylvatica L. subsp. sylvatica
Nome comune: Faggio.
Morfologia: Albero alto fino a 40 m, longevo, con tronco dritto e
cilindrico. Corteccia liscia, sottile e di colore grigio-argenteo; foglie
alterne, con breve picciolo e lamina ovato-ellittica, lunga 5-10 cm e
larga 3-7 cm, verde scura e lucida di sopra, più chiara di sotto, con
peli presenti sul margine e sul picciolo. Pianta monoica, con
infiorescenza maschile rotondeggiante, peduncolata e pendente,
infiorescenza femminile con 2 fiori (a volte 3) posti in un involucro
di spine erbacee non pungenti; impollinazione anemogama. I frutti,
detti faggiole, sono delle noci lunghe 1-2 cm, racchiuse in numero di
due, in una cupola (l’involucro dell’infiorescenza) lignificata che a
maturità si apre in quattro valve. Ogni 5-10 anni si realizza una
74
produzione di frutti molto abbondante, la cosiddetta "pasciona".
Areale: Europa e Asia occidentale, Caucaso; coltivato in molti Paesi
extraeuropei.
Habitat: Terreni profondi e freschi generalmente da 800 m fino a
1900 m, formando ampi e densi boschi tra i 1000 e i 1700 m; in
condizioni particolari si associa all’Abete bianco o a diverse
caducifoglie quali cerro, carpini, aceri e tigli.
Presenza nel Parco: Molto comune.
Note: I faggi rivestono grande importanza forestale ed economica
per gli svariati usi del legname. Sono anche piante molto
ornamentali, disponibili in tante varietà. Il legno, duro e di colore
roseo, si lavora facilmente ed è impiegato per fabbricare mobili,
traversine ferroviarie, lavori da intaglio e per produrre cellulosa. Il
legno ed il carbone sono ottimi combustili, tanto che in passato il
mestiere del "carbonaio" era molto diffuso sulle montagne
appenniniche. I semi, commestibili, venivano un tempo utilizzati sia
per l’alimentazione umana che degli animali domestici, soprattutto
maiali. Le faggiole erano impiegate anticamente per la preparazione
dei famosi confetti di Sulmona.
209
Foglie non cigliate al margine. Fiori con petali. Frutto carnoso
Mespilus germanica L.
Nome comune: Nespolo.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero spinoso, alto fino a 6 m, con
rami giovani pubescenti. Foglie lanceolate di 2-4 x 6-12 cm,
pubescenti almeno di sotto. Fiori bianchi, isolati, grandi (3-4 cm).
Frutto piriforme, bruno.
Areale: Europa sudorientale, Asia occidentale.
Habitat: Boschi subacidi di latifoglie.
Note: Specie di dubbio indigenato, era attivamente coltivata fino al
secolo scorso.
210
210
211
211
212
Foglie verdi di sopra, grigio-o bianco pelose di sotto
211
Foglie verdi su entrambe le facce
214
Piccoli arbusti raramente più alti di 2 m. Petali
almeno 4 volte più lunghi che larghi. Frutto bluastro
212
a maturità
Alberi, o arbusti più alti di 2 m. Petali al massimo 2
volte più lunghi che larghi. Frutto non bluastro a
213
maturità
Foglie con 8-13 nervi per lato. Frutto glabro
Amelanchier ovalis Medik. subsp. ovalis
Nome comune: Pero corvino.
Morfologia: Arbusto alto 1-3 m, con corteccia grigio-tomentosa.
Foglie alterne di forma elittica o ovale, a margine seghettato, con 813 nervature eguali fra loro. Fiori bianchi disposti in racemi
terminali. Il frutto è un pomo di 5-10 mm di colore nero-bluastro,
completamente glabro.
Areale: Europa centro meridionale, Asia occidentale e Africa nord
occidentale
Habitat: Boschi radi di caducifoglie, radure, arbusteti, ambienti
rupestri.
Presenza nel Parco: Poco comune.
212
Foglie con 6-8 nervi per lato. Frutto in estate bianco-lanoso sul picciolo e alla base
del calice
Amelanchier ovalis Medik. subsp. cretica (Willd.) Pignatti
75
Nome comune: Pero corvino.
Morfologia: Arbusto alto 1-3 m, con corteccia grigio-tomentosa.
Foglie alterne di forma elittica o ovale, a margine seghettato, con 6-8
nervi secondari, verdi di sopra e bianco-lanose di sotto. Fiori bianchi
disposti in racemi terminali. Il frutto è un pomo di 5-10 mm di
colore nero-bluastro, in estate bianco-lanoso sul picciolo e alla base
del calice.
Areale: Zone montuose dell’Europa meridionale e dell’Asia
occidentale.
Habitat: Boschi radi di caducifoglie, radure, arbusteti, ambienti
rupestri.
Presenza nel Parco: Raro.
213
Fiori e frutti disposti in corimbi. Foglie omogeneamente bianco-pelose di sotto
Sorbus aria (L.) Crantz s.l.
Nome comune: Sorbo montano, farinaccio.
Morfologia: Arbusto o albero caducifoglio alto fino a 12 m, con
tronco molto ramificato e corteccia grigia con chiazze bianche.
Foglie semplici, alterne e picciolate; lamina ovata, di consistenza
spesso coriacea, lucida e verde-scura di sopra, tormentoso-argentea
inferiormente (da qui il nome popolare di "farinaccio"), con margini
irregolarmente seghettati. Fiori bianchi, riuniti in densi e vistosi
corimbi. I frutti sono piccoli e rossi, densamente picchiettati di
piccole lenticelle, per lo più tomentosi.
Areale: Europa, Caucaso, Asia.
Habitat: E’ presente in tutta la fascia montana, soprattutto nei
boschi di cerro e di faggio.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: E’ una pianta elegante, indicata per parchi e giardini. I frutti
sono adatti alla distillazione, e un tempo venivano utilizzati per la
fabbricazione delle conserve. Nel Parco sono presenti sia la
sottospecie nominale che – sporadicamente - la subsp. cretica
(Lindl.) Holmboe, che ha foglie più piccole, obovate (più larghe
nella metà apicale) e frutti con poche lenticelle grandi.
213
Fiori e frutti non disposti in corimbi ombrelliformi. Foglie grigio-pelose ed in parte
verdi di sotto
Malus domestica (Borkh.) Borkh.
Nome comune: Melo.
Morfologia: Il melo è un piccolo albero deciduo di 5-12 metri di
altezza, con una chioma densa ed espansa e apparato radicale
superficiale. Le foglie sono alterne e semplici, a lamina ovale, con
apice acuto e base arrotondata, lunghe 5-12 cm, larghe 3-6 cm,
glabre di sopra e pelose di sotto. Il picciolo è lungo 2-5 cm. I fiori
sono ermafroditi, di colore bianco-rosato esternamente e bianco
internamente. Hanno corolla composta da 5 petali e ovario infero. La
fioritura avviene in primavera, simultaneamente al germogliamento.
Il frutto, detto pomo, si forma per accrescimento del ricettacolo
fiorale insieme all'ovario ed è perciò un falso frutto; ha forma
globosa, generalmente di 5-9 cm di diametro. Il frutto vero, derivato
dall'accrescimento dell'ovario è in realtà costituito dal torsolo. Il
pericarpo contiene cinque carpelli disposti come una stella a cinque
punte; ogni carpello contiene da uno a tre semi.
Presenza nel Parco: Frequentemente coltivato in tutto il territorio
del Parco.
Nota: Il melo coltivato deriva da ibridazione tra Malus sylvestris ed
altre specie.
214
Foglie più lunghe di 15 cm. Frutti avvolti da un riccio spinoso
Castanea sativa Mill.
76
Nome comune: Castagno.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 20-25 m, con tronco
eretto e massiccio, molto ramificato e con chioma ampia; corteccia
dapprima liscia, poi rugosa e con profonde fessurazioni a tipico
andamento a spirale. Foglie semplici, alterne, caduche, brevemente
picciolate, lunghe 13-20 cm; lamina lanceolata, con margine dentato
ed apice acuminato, verde scura e lucida di sopra, più chiara ed
opaca di sotto. Pianta monoica, con tre tipi di infiorescenze: maschili
(amenti eretti lunghi fino a 20 cm, di colore giallo-chiaro), femminili
(alla base degli amenti maschili, piccole e brevi, con pochi fiori
protetti da un involucro di brattee che diventerà la cupola) e misti. I
frutti sono le note castagne, ossia noci protette da un involucro
marrone lucido, racchiusi in una cupola spinosa detta "riccio".
Areale: Europa meridionale, Caucaso; coltivato in molti Paesi
extraeuropei.
Habitat: Boschi di latifoglie submontani, con optimum su substrati
acidi.
Presenza nel Parco: Raro.
Note: Il Castagno è molto longevo, potendo raggiungere i 500 anni
di età; per alcuni individui è stata stimata un’età di 1000 anni. In
Italia, sulle pendici dell’Etna, l’esemplare detto "dei cento cavalli"
avrebbe un’età di 4000 anni. Il Castagno ha avuto un’importanza
notevolissima per molti secoli come alimento primario per le
popolazioni contadine delle regioni montane, diventando "l’albero
del pane". Il legname è molto apprezzato per la sua elasticità e
compattezza per paleria, falegnameria, mobili, travi, botti, ecc. Il
legno è usato per la produzione di cellulosa al solfato. Legno e
corteccia venivano usati per la concia delle pelli, dato l’elevato
contenuto in tannini. Le castagne, ricche di amido e zuccheri,
venivano consumate fresche, secche o ridotte in farina. Oggi sono
molto richieste le varietà di grandi dimensioni, dette "marroni", usate
per la preparazione di marmellate e dei prelibati "marrons glacés".
214
215
Foglie solitamente più brevi di 15 cm. Frutti non
avvolti da un riccio spinoso
Foglie dei polloni lobate. Frutto simile ad una mora
215
Morus alba L.
Nome comune: Gelso comune.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero alto fino a 10 m, con rami
giovani glabri e corteccia verde-bruna. Foglie più o meno triangolari
di 4-6 x 7-10 cm, glabre, con ciuffi di peli alla biforcazione della
nervatura centrale; quelle dei polloni divise in 3 lobi. Fiori
unisessuali, riuniti in amenti. Frutto composto di piccole drupe
(sincarpo), ovale o cilindrico, bianco-verdastro talora screziato di
scuro.
Areale: Originario dell’Asia orientale, viene coltivato da oltre 4000
anni per l’allevamento del baco da seta. Si spontaneizza lungo i
margini delle strade, nelle siepi, ecc.
215
216
216
217
Foglie mai lobate. Frutto diverso da una mora
216
Fiori senza petali. Frutto secco
217
Fiori con petali. Frutto carnoso
220
Foglie ad apice più o meno arrotondato. Rami giovani attaccaticci. Semi racchiusi in
infruttescenze compatte simili a piccole pigne
Alnus glutinosa (L.) Gaertn.
77
Sinonimi: Betula alnus L. var. glutinosa L.
Nome comune: Ontano nero.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 30 m, con tronco
slanciato e chioma piramidale. Foglie alterne, lunghe 4-9 cm, con
lamina obovato-ellittica, margine doppiamente ed irregolarmente
dentato e base cuneata, verdi scure nella pagina superiore, più chiare
in quella inferiore che ha ciuffi di peli all’ascella delle nervature.
Fiori riuniti in amenti unisessuali che compaiono prima delle foglie.
Amenti maschili dapprima violaceo-scuri e compatti, poi rossogiallastri, lunghi 16 cm, cilindrici e penduli; amenti femminili verdi,
lunghi 1-3 cm, strobiliformi e spesso riuniti in gruppo. I frutti sono
piccole noci strettamente alate racchiuse in una infruttescenza ovale
con squame legnose.
Areale: Europa, Asia Minore, Siberia occidentale, Africa del Nord.
Habitat: Boschi e cespuglieti sulle sponde di corsi d’acqua e zone
umide, soprattutto in aree allagate superficialmente oppure con
affioramento di acque sotterranee.
Presenza nel Parco: Poco comune.
217
218
Foglie ad apice acuto. Rami giovani non attaccaticci.
Frutti alati, disposti in infruttescenze pendule simili a
218
quelle del luppolo
Foglie con larghezza massima al di sotto del centro. Ala del frutto intera
Ostrya carpinifolia Scop.
Nome comune: Carpino nero.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 20 m, con chioma di
forma allungata portata da un fusto diritto e regolare. Corteccia
bruno-grigia, liscia ed ornata di lenticelle biancastre trasversali in
gioventù, poi tendente a screpolarsi in scaglie longitudinali fino ad
assumere un colore bruno-scuro. Foglie semplici e caduche,
brevemente picciolate (5-15 mm) e lunghe 5-8 cm; lamina ovale,
acuminata all’apice, con margine doppiamente dentato, di colore
verde scuro di sopra, più chiara e leggermente pelosa soprattutto
presso le nervature di sotto. Specie monoica con fiori unisessuali
riuniti in amenti: i maschili in gruppi di 3-5 all’apice dei rami e
lunghi fino a 12 cm, i femminili di 4-5 cm e formanti a maturazione
delle infruttescenze pendule. Il frutto è un piccolo achenio liscio e
lucido, racchiuso entro due brattee erbacee pelose e biancastre,
saldate ai margini a formare una tasca.
Areale: Europa, Asia minore, Caucaso.
Habitat: Boschi collinari e submontani di caducifoglie.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Il maggior impiego del carpino nero era quello come
combustibile, sia come legna da ardere che di carbone. Per questo
veniva governato a ceduo da cui si ottenevano anche pali per
sostenere le viti. Il legname, pur essendo poco durevole, era
apprezzato per l’elasticità e la fibratura, ed usato per la costruzione
di attrezzi o pezzi di macchinari soggetti a sforzo. Un uso particolare
era la produzione di bottoni. Con la corteccia si riuscivano a tingere i
tessuti stabilmente ed in varie tonalità di arancione, rosso e rosa. In
alcune regioni italiane le foglie sono impiegate per l’alimentazione
del bestiame.
218
219
Foglie con larghezza massima al centro. Ala del frutto
219
trilobata o dentata
Foglie lunghe al massimo 4 cm Picciolo di 2-4 mm. Ala del frutto dentata
Carpinus orientalis Mill. subsp. orientalis
78
Sinonimi: Carpinus duinensis Scop.
Nome comune: Carpino orientale, Carpinella.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero caducifoglio alto fino a 5 m,
con corteccia grigio-rossastra e rami più o meno zigzaganti
all’estremità. Foglie ovate o ellittiche, acuminate, con margine
doppiamente seghettato, lunghe fino a 4-6 cm. Fiori in amenti
penduli di pochi cm. Frutto a nucula con brattea trangolare-ovata a
margine grossamente dentato.
Areale: Europa orientale, Asia occidentale.
Habitat: Boschi termofili di caducifiglie, leccete.
Presenza nel Parco: Poco comune.
219
Foglie più lunghe di 4 cm. Picciolo di circa 1 cm. Ala del frutto trilobata
Carpinus betulus L.
Nome comune: Carpino bianco.
Morfologia: Albero caducifoglio alto fino a 20 m con tronco eretto
provvisto di ampie scanalature e corteccia color grigio-cenerino;
rami espansi, chioma rotondeggiante e molto densa. Foglie semplici,
alterne, lunghe 5-10 cm, con breve picciolo (1-1,5 cm); lamina
ellittica, di color verde intenso di sopra, più chiara di sotto; margine
fogliare doppiamente seghettato con nervature robuste e rilevate che
conferiscono alla foglia un aspetto irregolarmente rigonfio. Specie
monoica, con fiori unisessuali e riuniti in amenti: i maschili lunghi
fino a 6 cm, i femminili di 1-2 cm e formanti a maturazione delle
infruttescenze pendule. Il frutto è una piccola noce portata da
un’ampia brattea verde triloba di 2-3 cm, con lobo mediano 2-3 volte
più lungo dei laterali.
Areale: Europa.
Habitat: Boschi freschi di caducifoglie.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: Il legname del carpino bianco è di difficile lavorazione perché
a fibre contorte, duro e tenace; viene impiegato nella fabbricazione
di arnesi sottoposti a sforzo (manici, ruote dentate, denti di rastrello,
ecc.). Il carbone, un tempo, era impiegato in modo speciale per
preparare la “polvere da schioppo”. Dalla corteccia si ricavano
principi tintori usati per colorare in giallo ed in bruno le sete, le lane
ed il cotone. Le foglie, sia fresche che secche, forniscono un buon
foraggio per ovini e suini.
220
220
221
Fiori verdastri, più stretti di 1 cm. Legno di odore
221
sgradevole (scortecciare un rametto giovane!)
Fiori bianchi o rosa, più larghi di 1 cm. Legno senza
222
odore sgradevole
Rami giovani glabri. Foglie con 6-12 nervi per lato. Frutto largo più di 6 mm
Rhamnus alpina L. subsp. fallax (Boiss.) Maire & Petitm.
Nome comune: Ranno alpino.
Morfologia: Arbusto con foglie caduche, alto 1 - 4 m, con corteccia
grigia e rami giovani glabri. Foglie alterne, con lamina ellittica,
lucida, a margine seghettato, più o meno pelosa inferiormente, con
6-12 paia di nervature. Fiori unisessuali, piccoli, di colore verde–
giallastro. Il frutto è una drupa nera che matura in agosto–settembre.
Habitat: Arbusteti montani, radure, macereti e rupi calcaree.
Areale: Europa meridionale e sud-orientale; Africa settentrionale.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: I frutti del ranno rappresentano una risorsa alimentare di
primaria importanza per l’Orso bruno marsicano.
221
Rami giovani pelosi. Foglie con 13-18 nervi per lato. Frutto largo al massimo 5 mm
Rhamnus alpina L. subsp. alpina
79
Nome comune: Ranno alpino.
Morfologia: Arbusto con foglie caduche, alto 1 - 4 m, con corteccia
grigia e rami giovani pubescenti. Foglie alterne, con lamina ellittica,
lucida, a margine seghettato, più o meno pelosa inferiormente, con
13-18 paia di nervature. Fiori unisessuali, piccoli, di colore verde–
giallastro. Il frutto è una drupa nera che matura in agosto–settembre.
Habitat: Arbusteti montani, radure, macereti e rupi calcaree.
Areale: Europa meridionale e sud-orientale; Africa settentrionale.
Presenza nel Parco: Poco comune.
Note: I frutti del ranno rappresentano una risorsa alimentare di
primaria importanza per l’Orso bruno marsicano.
222
222
223
Petali almeno 3 volte più lunghi che larghi. Arbusto
223
solitamente più basso di 2 m
Petali meno di 3 volte più lunghi che larghi. Alberi,
224
oppure arbusti solitamente più alti di 2 m
Foglie con 8-13 nervi per lato. Frutto glabro
Amelanchier ovalis Medik. subsp. ovalis
Nome comune: Pero corvino.
Morfologia: Arbusto alto 1-3 m, con corteccia grigio-tomentosa.
Foglie alterne di forma elittica o ovale, a margine seghettato, con 813 nervature eguali fra loro. Fiori bianchi disposti in racemi
terminali. Il frutto è un pomo di 5-10 mm di colore nero-bluastro,
completamente glabro.
Areale: Europa centro meridionale, Asia occidentale e Africa nord
occidentale
Habitat: Boschi radi di caducifoglie, radure, arbusteti, ambienti
rupestri.
Presenza nel Parco: Poco comune.
223
Foglie con 6-8 nervi per lato. Frutto in estate bianco-lanoso sul picciolo e alla base
del calice
Amelanchier ovalis Medik. subsp. cretica (Willd.) Pignatti
Nome comune: Pero corvino.
Morfologia: Arbusto alto 1-3 m, con corteccia grigio-tomentosa.
Foglie alterne di forma elittica o ovale, a margine seghettato, con 6-8
nervi secondari, verdi di sopra e bianco-lanose di sotto. Fiori bianchi
disposti in racemi terminali. Il frutto è un pomo di 5-10 mm di
colore nero-bluastro, in estate bianco-lanoso sul picciolo e alla base
del calice.
Areale: Zone montuose dell’Europa meridionale e dell’Asia
occidentale.
Habitat: Boschi radi di caducifoglie, radure, arbusteti, ambienti
rupestri.
Presenza nel Parco: Raro.
224
224
225
Ovario semi-infero, situato sul fondo di un ricettacolo
225
scavato a coppa. Frutto contenente un solo seme
Ovario infero, completamente circondato dal
228
ricettacolo. Frutto contenente più semi
Foglie almeno 3 volte più lunghe che larghe. Frutto vellutato
Prunus dulcis (Mill.) D.A. Webb
80
Sinonimi: Prunus amygdalus Batsch
Nome comune: Mandorlo.
Morfologia: Albero alto fino a 10 m, con corteccia grigio-bruna,
fessurata longitudinalmente, e tronco spesso ritorto su sé stesso.
Foglie alterne, lungamente acuminate e dentate, piegate a “V” lungo
la nervatura centrale. Fiori bianchi o più spesso rosa, subsessili,
isolati o appaiati, che sbocciano all’inizio della primavera prima
dell’emissione le foglie. I frutti sono delle drupe verdi e vellutate che
maturano in estate, con un "nocciolo" ovale e bucherellato che
contiene la mandorla commestibile.
Areale: Europa e Asia occidentale.
Habitat: Specie coltivata, è spontaneizzata in tutta la fascia collinare
e submontana del territorio, prevalentemente su suoli calcarei.
Note: Le mandorle sono da sempre usate a scopo alimentare e
medicinale. Vengono consumate fresche o usate per la preparazione
di svariati dolci; le mandorle amare, ottenute da una varietà
selezionata, conferiscono ai prodotti di pasticceria un gusto
giustamente celebrato (vanno usate con moderazione per la loro ben
nota tossicità). L’olio di mandorle ottenuto dalla spremitura di
mandorle dolci e soprattutto amare (private della loro essenza
velenosa con una distillazione) è un cosmetico famoso fin
dall’antichità. Il latte di mandorle è un ottimo antinfiammatorio.
225
226
Foglie meno di 3 volte più lunghe che larghe. Frutto
226
glabro
Foglie distintamente pelose di sotto. Frutto ovale, bluastro o raramente giallo
Prunus domestica L. subsp. domestica
Nome comune: Susino.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero caducifoglio alto fino a 10 m,
con corteccia rosso-bruna e rami giovani pubescenti. Foglie
oblanceolate con base cuneata, lucide di sopra, pubescenti di sotto, a
margine dentellato. Fiori bianchi, riuniti a 2-3 su peduncoli di 1-2
cm. Frutto a drupa sferoidale o ovale, lunga fino a 7 cm.
Areale: Di origine incerta, è comunemente coltivato e
spontaneizzato.
Note: Il legno ha un caratteristico profumo di mela.
226
227
Foglie glabre o con pochi peli. Frutto sferico, rosso
227
Arbusto od alberello con stoloni sotterranei. Picciolo generalmente più breve di 3
cm. Ghiandole assenti, o situate alla base della lamina fogliare
Prunus cerasus L.
Nome comune: Amarena, maresca.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero caducifoglio alto fino a 10 m,
con corteccia rossiccia, glabra. Foglie ovate o lanceolate lunghe fino
a 12 cm, con margine finemente dentellato. Fiori bianchi, su
peduncoli d 2-4 cm, riuniti a 2-4. Frutto carnoso rosso, acidulo.
Areale: Originario dell’Asia sud-occidentale, spontaneizzato.
227
Albero senza stoloni. Picciolo più lungo di 3 cm, con 2-3 ghiandole rosse all'apice
Prunus avium L. subsp. avium
81
Nome comune: Ciliegio selvatico.
Morfologia: Albero alto fino a 15–20 m, con corteccia liscia, lucida,
di colore grigio o rosso scuro, che tende a distaccarsi in strisce
orizzontali. Foglie pendule, alterne, provviste di lungo picciolo (2-4
cm) con 2-4 ghiandole rosse nel punto di attacco; lamina ovato–
oblunga, a margine doppiamente dentellato, con pagina inferiore
sparsamente pelosa. Infiorescenza in ombrelle, con fiori bianchi. Il
frutto è una drupa di colore rosso scuro (1–3 cm).
Areale: Europa, Asia minore e Nord Africa.
Habitat: Boschi freschi di latifoglie (faggete, cerrete, boschi
ripariali) e loro margini.
Presenza nel Parco: Comune.
228
228
229
Picciolo più breve di 8 (-10) mm
229
Picciolo più lungo di 10 mm
230
Foglie glabre o quasi. Fiori e frutti disposti in corimbi. Frutti rossi
Sorbus chamaemespilus (L.) Crantz
Nome comune: Sorbo alpino.
Morfologia: Arbusto caducifoglio alto fino a 1,5 m, a corteccia
bruno-scura con lenticelle chiare. Foglie semplici, alterne,
brevemente picciolate; lamina glabra, ovato-ellettica, a margine
minutamente seghettato, lucida sulla pagina superiore e pubescente
inferiormente. Fiori rosa chiaro, riuniti in corimbi. I frutti sono
piccoli e rossi-aranciati a maturità.
Areale: Europa centro-meridionale.
Habitat: Brughiere subalpine, pietraie, pendii rocciosi.
Presenza nel Parco: Poco comune.
229
Foglie pelose almeno di sotto. Fiori solitari. Frutti bruni
Mespilus germanica L.
Nome comune: Nespolo.
Morfologia: Arbusto o piccolo albero spinoso, alto fino a 6 m, con
rami giovani pubescenti. Foglie lanceolate di 2-4 x 6-12 cm,
pubescenti almeno di sotto. Fiori bianchi, isolati, grandi (3-4 cm).
Frutto piriforme, bruno.
Areale: Europa sudorientale, Asia occidentale.
Habitat: Boschi subacidi di latifoglie.
Note: Specie di dubbio indigenato, era attivamente coltivata fino al
secolo scorso.
230
Foglie lucide di sopra. Antere rosse. Stili liberi (lente!). Frutto a forma di pera
Pyrus communis L.
Sinonimi: Pyrus pyraster Burgsd.
Nome comune: Pero selvatico, perastro.
Morfologia: Albero alto fino a 10-20 m, con rami induriti
spinescenti all’apice. Foglie alterne a lamina da rotondo-ovale a
elittica a ovale-lanceolata, con margine intero. I fiori, con corolla di
cinque petali bianchi lunghi 12-15 mm e sepali persistenti, sono
raggruppati in corimbi. Il frutto è piriforme, portato da un peduncolo
largo 1,5-2,8 mm.
Areale: Europa centro–meridionale, Asia occidentale.
Habitat: Boschi di latifoglie e loro margini.
Presenza nel Parco: Comune.
Note: Esemplari di notevoli dimensioni, con circonferenza superiore
ai 4 metri, sono stati censiti nel Bosco di S. Antonio. Nel territorio
del Parco sono presenti anche alcune varietà coltivate (pero
comune), talora spontaneizzate.
230
Foglie opache di sopra. Antere biancastre. Stili saldati
alla base. Frutto a forma di mela
82
231
231
Foglie adulte chiaramente pelose di sotto. Frutto più largo di 4 cm
Malus domestica (Borkh.) Borkh.
Nome comune: Melo.
Morfologia: Il melo è un piccolo albero deciduo di 5-12 metri di
altezza, con una chioma densa ed espansa e apparato radicale
superficiale. Le foglie sono alterne e semplici, a lamina ovale, con
apice acuto e base arrotondata, lunghe 5-12 cm, larghe 3-6 cm,
glabre di sopra e pelose di sotto. Il picciolo è lungo 2-5 cm. I fiori
sono ermafroditi, di colore bianco-rosato esternamente e bianco
internamente. Hanno corolla composta da 5 petali e ovario infero. La
fioritura avviene in primavera, simultaneamente al germogliamento.
Il frutto, detto pomo, si forma per accrescimento del ricettacolo
fiorale insieme all'ovario ed è perciò un falso frutto; ha forma
globosa, generalmente di 5-9 cm di diametro. Il frutto vero, derivato
dall'accrescimento dell'ovario è in realtà costituito dal torsolo. Il
pericarpo contiene cinque carpelli disposti come una stella a cinque
punte; ogni carpello contiene da uno a tre semi.
Presenza nel Parco: Frequentemente coltivato in tutto il territorio
del Parco.
Nota: Il melo coltivato deriva da ibridazione tra Malus sylvestris ed
altre specie.
231
Foglie adulte glabre o quasi di sotto. Frutto più stretto di 4 cm
Malus sylvestris (L.) Mill.
Nome comune: Melo selvatico.
Morfologia: Arbusto o piccolo alberello con rami numerosi,
spinescenti all’apice. Foglie alterne, con lamina ovata di 2-4 x 3-5
cm, a margine dentato, da giovani tomentose e a maturità glabre.
Infiorescenza ombrelliforme, con fiori a 5 petali bianco-rosa. Frutto
più o meno globoso.
Areale: Europa e Asia occidentale.
Habitat: Margini dei boschi di latifoglie e radure, anche in stazioni
aride.
Presenza nel Parco: Comune.
83
INDICE
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Abies alba Mill.
Abies cephalonica Loudon
Acer campestre L.
Acer cappadocicum Gled. subsp. lobelii (Ten.) Murray
Acer monspessulanum L. subsp. monspessulanum
Acer negundo L.
Acer opalus Mill. subsp. obtusatum (Waldst. & Kit. ex Willd.) Gams
Acer platanoides L.
Acer pseudoplatanus L.
Aesculus hippocastanum L.
Ailanthus altissima (Mill.) Swingle
Alnus cordata (Loisel.) Loisel.
Alnus glutinosa (L.) Gaertn.
Amelanchier ovalis Medik. subsp. cretica (Willd.) Pignatti
Amelanchier ovalis Medik. subsp. ovalis
Arbutus unedo L.
Arctostaphylos uva-ursi (L.) Spreng.
Asparagus acutifolius L.
Berberis vulgaris L. subsp. vulgaris
Betula pendula Roth
Broussonetia papyrifera (L.) Vent.
Buxus sempervirens L.
Calicotome spinosa (L.) Link
Carpinus betulus L.
Carpinus orientalis Mill. subsp. orientalis
Castanea sativa Mill.
Cedrus atlantica (Endl.) Carrière
Cedrus deodara (Rosb. ex D. Don) G. Don
Celtis australis L. subsp. australis
Cercis siliquastrum L. subsp. siliquastrum
Cistus creticus L. subsp. creticus
Cistus creticus L. subsp. eriocephalus (Viv.) Greuter & Burdet
Cistus salviifolius L.
Clematis flammula L.
Clematis vitalba L.
Colutea arborescens L.
Cornus mas L.
Cornus sanguinea L. subsp. hungarica (Kárpáti) Soó
Coronilla valentina L.
Corylus avellana L.
Corylus maxima Mill.
Cotoneaster mathonnetii Gand.
Cotoneaster tomentosus (Aiton) Lindl.
Crataegus laevigata (Poir.) DC.
Crataegus monogyna Jacq.
Cupressus arizonica Greene
Cupressus macrocarpa Hartw.
Cupressus sempervirens L.
Cydonia oblonga Mill.
Cytisophyllum sessilifolium (L.) O. Lang
Cytisus decumbens (Durande) Spach
Cytisus hirsutus L. s.l.
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Cytisus spinescens C. Presl
Cytisus villosus Pourr.
Daphne alpina L. subsp. alpina
Daphne laureola L.
Daphne mezereum L.
Daphne oleoides Schreb.
Daphne sericea Vahl
Emerus major Mill. subsp. emeroides (Boiss. & Spruner) Soldano & F. Conti
Ephedra nebrodensis Guss. subsp. nebrodensis
Euonymus europaeus L.
Euonymus latifolius (L.) Mill.
Euonymus verrucosus Scop.
Euphorbia characias L. subsp. characias
Fagus sylvatica L. subsp. sylvatica
Ficus carica L.
Fraxinus angustifolia Vahl subsp. oxycarpa (Willd.) Franco & Rocha Afonso
Fraxinus excelsior L. subsp. excelsior
Fraxinus ornus L. subsp. ornus
Genista tinctoria L.
Hedera helix L. s.l.
Hypericum androsaemum L.
Ilex aquifolium L.
Juglans nigra L.
Juglans regia L.
Juniperus communis L. var. communis
Juniperus communis L. var. saxatilis Pall.
Juniperus oxycedrus L. subsp. macrocarpa (Sibth. & Sm.) Neilr.
Juniperus oxycedrus L. subsp. oxycedrus
Juniperus sabina L.
Laburnum alpinum (Mill.) Bercht. & J. Presl
Laburnum anagyroides Medik. subsp. anagyroides
Larix decidua Mill.
Laurus nobilis L.
Ligustrum lucidum Aiton
Ligustrum vulgare L.
Lonicera alpigena L. subsp. alpigena
Lonicera caprifolium L.
Lonicera etrusca Santi
Lonicera implexa Aiton subsp. implexa
Lonicera nigra L.
Lonicera xylosteum L.
Loranthus europaeus Jacq.
Malus domestica (Borkh.) Borkh.
Malus sylvestris (L.) Mill.
Mespilus germanica L.
Morus alba L.
Morus nigra L.
Myricaria germanica (L.) Desv.
Olea europaea L.
Opuntia ficus-indica (L.) Mill.
Ostrya carpinifolia Scop.
Osyris alba L.
Paliurus spina-christi Mill.
Phillyrea latifolia L.
Picea abies (L.) H. Karst.
Pinus halepensis Mill.
Pinus mugo Turra subsp. mugo
Pinus nigra J.F. Arnold subsp. nigra
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Pinus pinea L.
Pinus sylvestris L.
Pistacia terebinthus L. subsp. terebinthus
Populus alba L.
Populus canadensis Moench
Populus nigra L.
Populus tremula L.
Prunus avium L. subsp. avium
Prunus cerasus L.
Prunus domestica L. subsp. domestica
Prunus dulcis (Mill.) D.A. Webb
Prunus mahaleb L.
Prunus spinosa L. subsp. spinosa
Pyracantha coccinea M. Roem.
Pyrus communis L.
Pyrus cordata Desv.
Pyrus spinosa Forssk.
Quercus cerris L.
Quercus ilex L. subsp. ilex
Quercus pubescens Willd. subsp. pubescens
Quercus robur L. subsp. robur
Rhamnus alaternus L. subsp. alaternus
Rhamnus alpina L. subsp. alpina
Rhamnus alpina L. subsp. fallax (Boiss.) Maire & Petitm.
Rhamnus cathartica L.
Rhamnus pumila Turra
Rhamnus saxatilis Jacq. subsp. infectoria (L..) P. Fourn.
Rhamnus saxatilis Jacq. subsp. saxatilis
Rhus coriaria L.
Ribes alpinum L.
Ribes multiflorum Roem & Schult.
Ribes petraeum Wulfen
Ribes uva-crispa L.
Robinia pseudacacia L.
Rosa agrestis Savi
Rosa arvensis Huds.
Rosa balsamica Besser
Rosa canina L.
Rosa corymbifera Borkh.
Rosa dumalis Bechst.
Rosa glauca Pourr. non al.
Rosa micrantha Borrer ex Sm.
Rosa montana Chaix
Rosa nitidula Besser
Rosa pendulina L.
Rosa sempervirens L.
Rosa spinosissima L.
Rosa squarrosa (Rau) Boreau
Rosa subcanina (Christ) Vuk.
Rosmarinus officinalis L.
Rubia peregrina L. subsp. peregrina
Rubus caesius L.
Rubus candicans Weihe
Rubus canescens DC.
Rubus hirtus Waldst. & Kit.
Rubus idaeus L. subsp. idaeus
Rubus sect. Corylifolii Lindl.
Rubus ulmifolius Schott
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Ruscus aculeatus L.
Ruscus hypoglossum L.
Salix alba L.
Salix amplexicaulis Bory
Salix apennina A.K. Skvortsov
Salix breviserrata Flod.
Salix caprea L.
Salix cinerea L.
Salix eleagnos Scop. s.l.
Salix purpurea L. subsp. purpurea
Salix retusa L.
Salix triandra L. subsp. amygdalina (L.) Schübl. & G. Martens
Sambucus nigra L.
Smilax aspera L.
Solanum dulcamara L.
Sorbus aria (L.) Crantz s.l.
Sorbus aucuparia L. s.l.
Sorbus chamaemespilus (L.) Crantz
Sorbus domestica L.
Sorbus torminalis (L.) Crantz
Spartium junceum L.
Staphylea pinnata L.
Tamarix africana Poir.
Taxus baccata L.
Thuja orientalis L.
Tilia cordata Mill.
Tilia platyphyllos Scop. s.l.
Ulmus glabra Huds.
Ulmus minor Mill. subsp. minor
Vaccinium myrtillus L.
Viburnum lantana L.
Viburnum tinus L. subsp. tinus
Viscum album L. subsp. album
Vitis vinifera L. subsp. vinifera
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7, 50
6, 64
69
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