Scarica - attivita` recupero primo quadrimestre

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Un laboratorio in casa
Un laboratorio in casa costituisce l’ambizione di qualsiasi appassionato di lavori artistici. Per
alcuni lavori, come l’origami, le lavorazioni con le perline, il macramè, non è indispensabile un
locale attrezzato in modo particolare. La stampa su tessuto, la cartapesta, la costruzione di ceste, o
la pittura possono essere fatte in qualsiasi locale con un po’ di posto libero, i materiali richiesti da
queste tecniche non sono pericolosi se vengono usati con un po’ di buon senso; non ci vuole molto
tempo per ripulire e bastano uno scaffale od un cassetto per riporre i materiali.
Al contrario altre tecniche, come la ceramica o la lavorazione del legno richiedono un laboratorio
od uno studio separati dal resto dell’abitazione, con un accesso che risulti comodo nel caso di
acquisti di grosse quantità di argilla e di pezzi di legno di grandi dimensioni. Occorrerà anche molto
spazio per riporre gli utensili ed i materiali in lavorazione.
Tutti i lavori che comportano l’uso di composti velenosi o infiammabili e la formazione di vapori o
di polveri richiedono un ambiente esterno ed isolato dai locali di normale abitazione, chiudibile a
chiave, specialmente se ci sono bambini, questo vale naturalmente anche nel caso in cui si usino
apparecchiature elettriche o utensili da taglio.
Se si dovrà lavorare per molto tempo in presenza di polveri o di vapori occorrerà ventilare il locale
in modo adeguato, inoltre alcuni materiali possono risultare nocivi, quando si usano per lunghi
periodi, se non si prendono le necessarie precauzioni.
La Ventilazione dei locali.
Esistono due modalità di ventilazione : quella locale e quella generale.
I sistemi di ventilazione locale sono costituiti nella maggior parte dei casi da impianti di aspirazione
che catturano le sostanze contaminanti alla loro origine e le rimuovono dall’ambiente di lavoro
prima che possano inquinarlo, convogliandole verso l’esterno dell’edificio. Questi impianti sono
costituiti da una da una cappa con la forma adatta per intrappolare vapori e polveri man mano che
vengono prodotti, a sua volta la cappa è collegata ad un tubo che porta ad un aspiratore che aspira le
sostanze contaminanti nel condotto stesso, espellendole all’esterno. Questo sistema può essere
completato da un dispositivo di filtrazione e lavaggio che pulisce l’aria contaminata prima di
espellerla.La cappa dovrebbe essere posizionata il più possibile vicina alla sorgente di
contaminazione, senza intralciare eccessivamente i movimenti dell’operatore. La velocità di
aspirazione, definita in litri di aria al secondo che passano in una determinata sezione, deve essere
superiore alla normale velocità dell’aria nella zona di lavoro. A parità di potenza, un impianto di
aspirazione sarà tanto più efficiente quanto più sarà piccola la sezione da cui passa l’aria aspirata,
bisogna però tenere conto del fatto che una velocità di aspirazione eccessiva può intralciare
notevolmente il lavoro. In conclusione si tratta di impianti piuttosto costosi e rumorosi , spesso
difficili da regolare. Inoltre bisogna tener conto di dove vengono convogliate le sostanze nocive,
specialmente se si abita in un condominio.
I sistemi di ventilazione generale possono essere costituiti semplicemente da finestre o porte aperte,
piuttosto scomodi in inverno o nel caso di pioggia o di vento forte, da un ventilatore applicato ad
una finestra o da un impianto di condizionamento dell’aria, tutti questi sistemi portano aria fresca
nel locale ed abbassano la concentrazione di sostanze inquinanti ma non le eliminano del tutto.
Comunque, anche se non basta a purificare del tutto l’aria, almeno un minimo di ventilazione
generale è indispensabile per introdurre aria fresca ed ossigenata dall’esterno e sostituire quella
asportata dall’impianto di ventilazione locale o consumata da reazioni di combustione, ad esempio
dalla fiamma del gas o da una stufa a legna accesa.
Precauzioni da seguire nell’uso di alcuni materiali.
Molti materiali usati nei lavori artistici possono risultare dannasi per la salute se si rimane esposti ad
essi per un lungo periodo. Esistono però molti modi per proteggersi, sistemi talvolta semplicissimi,
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come il mantenere pulito e ben arieggiato il locale in cui si lavora, oppure indossare una mascherina
o dei guanti.
In realtà molti di questi pericoli esistono soprattutto per le persone che, a causa del proprio lavoro,
per molti anni sono esposte a sostanze tossiche per otto o più ore al giorno, per cinque o sei giorni
alla settimana. Infatti tutte le ricerche fatte sulla tossicità di molte sostanze sono state condotte in
rapporto al loro uso industriale. D’altra parte chi, anche solo per hobby, si vuole impegnare in un
lavoro che comporta l’uso di tali sostanze,dovrebbe tenere presente che, se comincia a lavorare per
parecchie ore al giorno, finisce con il maneggiarle per periodi molto lunghi, aumentando così i
rischi associati ad una lunga esposizione.
Consultate immediatamente un medico al primo manifestarsi di eruzioni cutanee, mal di testa,
vertigini, problemi di respirazione, nausea o qualsiasi altro “nuovo” disturbo fisico, diverso da un
normalissimo affaticamento, in qualche modo correlabile al vostro lavoro. Se alcuni di questi
sintomi spariscono o si attenuano quando si sta un po’ di giorni lontani dal lavoro e ricompaiono
quando si riprende a lavorare si può pensare ad una esposizione a sostanze tossiche.
Se il locale adibito a laboratorio è situato all’interno della propria casa, anche tutta la famiglia può
essere esposta continuamente all’azione di eventuali sostanze tossiche.
I centri antiveleni ( www.centroantiveleni.it )
Nel caso in cui si verifichi una situazione potenzialmente pericolosa, come l’ingestione di prodotti
chimici, parti di piante velenose, funghi, detersivi , oppure un sovradosaggio od uno scambio di
medicinali si può contattare il centro antiveleni più vicino. Ad esempio:
Milano – Ospedale Niguarda- Tel. 02/66101029 http://www.ospedale-niguarda.it/cav
Pavia – Fondazione S. Maugeri – Tel. 0382/ 24444
Per contattare in modo adeguato un centro antiveleni è estremamente importante essere in grado di
fornire alcuni dati, in particolare :
1) identificare nel modo più preciso possibile il composto con cui si è venuti a contatto,
fornendo il nome commerciale, la concentrazione ed i numeri di eventuali indicazioni di
rischio.
2) Fornire indicazioni circa la quantità di materiale ingerito.
3) Indicare il tipo di esposizione ( inalazione, ingestione,contatto cutaneo o altro), indicare il
luogo e la durata dell’esposizione.
4) Indicare il tempo trascorso tra l’esposizione e la comparsa dei sintomi.
Quando si parla di pericolosità delle sostanze chimiche è consuetudine riportare la famosa frase di
Paracelso : “ Tutte le sostanze sono veleni, nulla è senza veleno; solo la dose fa sì che il veleno sia o
non sia.“ Nel secolo scorso, l’utilizzazione incontrollata delle tecnologie chimiche in numerosi settori
applicativi ha introdotto nell’ambiente grandi quantità di sostanze nuove ed estranee alla fisiologia
sia dell’uomo che degli altri esseri viventi. Si tratta non solo di sostanze sintetiche, inesistenti in
natura, ma anche di sostanze naturali, sebbene relegate, una volta, in depositi difficilmente accessibili,
come i vari componenti del carbone e del petrolio. Tutte queste nuove sostanze dovrebbero essere
perlomeno sospettate come potenzialmente tossiche. Ciò non significa affatto che queste sostanze
debbano essere escluse dall’uso tecnologico; è solo necessario assicurare condizioni rigorose di
utilizzo di ogni singolo composto. Ogni prodotto dovrebbe essere manipolato con un livello di
precauzione correlato al grado di conoscenza che si ha di esso, meno è noto, maggiori devono essere
le precauzioni
Informazioni sulla pericolosità delle sostanze
La pericolosità di molte sostanze commerciate può essere dedotta essenzialmente in due modi:
Tramite l’etichettatura del prodotto
Tramite la Scheda di Sicurezza relativa al prodotto
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Di conseguenza se dovesse capitarvi di usare un prodotto che non conoscete e privo di regolare
etichettatura, partite sempre dal presupposto che potrebbe essere tossico o comunque pericoloso.
L’etichettatura dei prodotti
Leggete le avvertenze e le istruzioni riportate sulla confezione di qualsiasi prodotto, prima di usarlo,
non solo di quelli che siamo abituati a considerare “composti chimici” come l’acido solforico o la
soda caustica, anche l’acqua è un composto chimico e non del tutto innocuo. ( Su internet potete
trovare dei siti dedicati alle malefatte del famigerato monossido di diidrogeno, l’acqua appunto).
Anche i prodotti alimentari, i medicinali, i cosmetici, i detersivi, ..... tutto, insomma, è costituito da
composti chimici.
Non trascurate alcuna informazione anche se, a prima vista, può sembrarvi superflua o addirittura
banale È vero che talvolta alcune case produttrici allegano fogli di istruzioni che possono apparire
ovvie od esagerate, questo è dovuto essenzialmente ad un motivo: prevenire eventuali cause legali
da parte del consumatore per danni attribuibili all’uso del prodotto.
A proposito di etichette, cercate di conservare i vari materiali che acquistate nella loro confezione
originale. Se, per una qualsiasi ragione, vi sembra più pratico travasarli in altri contenitori, prendete
almeno alcune precauzioni :
- conservate i contenitori originali, o almeno le etichette ed eventuali fogli di istruzioni.
- accertatevi che il nuovo contenitore sia costituito da un materiale (cartone, vetro, plastica.
metallo, o altro) adatto a contenere il prodotto che volete travasare.Ad esempio la glicerina
rammollisce il PET (polietilentereftalato, usato per le bottiglie dell’acqua minerale), il sale
da cucina in soluzione acquosa corrode l’alluminio, il solfato di rame, sempre in soluzione,
attacca anche l’acciaio, sui bordi interni dei coperchi metallici dei vasetti di vetro, se non
sono lavati ed asciugati perfettamente, si formano facilmente delle muffe che possono
contaminare il contenuto.
- togliete o coprite l’etichetta originale del nuovo contenitore e sostituitela con una nuova
etichetta su cui avrete trascritto i dati principali del prodotto.
- conservate questi nuovi contenitori in un luogo sicuro, assicuratevi che nessuno, nemmeno
voi, possa essere tratto in inganno dal tipo di contenitore e dal colore del contenuto. Per
intenderci, non travasate una soluzione di soda caustica in una bottiglia di acqua minerale
per poi lasciarla sotto al lavandino. Esagerato? É gia successo diverse volte !
A seconda della tipologia del prodotto sulle etichette possiamo trovare:
Il nome del prodotto, talvolta in più lingue.
La formula chimica, se si tratta di un unico composto
I dati analitici : composizione qualitativa : nome dei composti presenti
composizione quantitativa : concentrazione dei singoli componenti
altri dati analitici, come il pH.
concentrazione massima di eventuali impurezze.
Codici di identificazione del prodotto, caratteristici della casa produttrice.
Il numero CAS ( Chemical Abstract Service ) assegnato ad ogni sostanza chimica descritta nella
letteratura scentifica ( http://it.wikipedia.org/wiki/ Numero_CAS)
Simboli di pericolosità
Frasi di rischio
Consigli di prudenza
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I SIMBOLI DI PERICOLOSITA’
Comburente – Sigla O - Pericolo : sostanze ossidanti che possono agevolare la
combustione di materiali combustibili o alimentare incendi già in atto rendendo più
difficili le operazioni di spegnimento – Precauzioni : tenere lontano da materiale
combustibile.
Facilmente infiammabile – Sigla F - Pericolo : sostanze autoinfiammabili, prodotti
infiammabili all’aria. Precauzioni : tenere lontano da qualsiasi fonte di accensione.
Pericolo : prodotti che, a contatto con l’acqua formano gas infiammabili, Precauzioni
: evitare il contatto con umidità o acqua. Pericolo: liquidi con punto di infiammabilità
inferiore a 21°C, Precauzioni tenere lontano da fiamme libere, sorgenti di calore e scintille.
Pericolo : sostanze solide che si infiammano facilmente dopo breve contatto con fonti di
accensione. Precauzioni : conservare lontano da qualsiasi fonte di accensione.-
Estremamente infiammabile – Sigla F+ - Pericolo : liquidi con punto di
infiammabilità inferiore a 0°C o con punto di ebollizione inferiore a 35°C. Precauzioni
: tenere lontano da qualsiasi fonte di accensione. Pericolo : sostanze gassose
infiammabili a contatto con l’aria a temperatura ambiente ed a pressione atmosferica.
Precauzioni : evitare la formazione di miscele aria-gas infiammabile e tenere lontano
da fonti di accensione.
Irritante – Sigla : Xi - Pericolo : sostanze che possono avere un effetto irritante per la
pelle, gli occhi, l’apparato respiratorio o altre parti del corpo.. Gli organi più esposti
sono la pelle e gli occhi nel caso di sostanze liquide o solide, i polmoni nel caso di
sostanze gassose. Mole sostanze classificate come irritanti hanno effetti quasi
inavvertibili in seguito a singoli e brevi contatti, ma esposizioni ripetute e prolungate possono dar
luogo a malattie professionali come le dermatiti da contatto. Precauzioni : non respirare i vapori,
evitare il contatto con la pelle
Nocivo – Sigla : Xn – Pericolo : nocivo per inalazione, ingestione o contatto con la
pelle. Possibilità di effetti irreversibili in seguito ad esposizioni occasionali, ripetute o
prolungata. Precauzioni : Evitare il contatto diretto, inclusa l’inalazione di vapori;.
consultare immediatamente un medico in caso di malessere
Tossico – Sigla T - Molto tossico - Sigla T+ - Pericolo : Sostanze molto pericolose
per la salute in seguito ad inalazione, ingestione o contatto con la pelle, possono causare
effetti irreversibili in seguito ad esposizioni occasionali, ripetute o continuate e morte
anche in tempi brevi. Le sostanze classificate come tossiche o nocive possono provocare
lesioni alle cellule dell’organismo e possono alterare una o più funzioni biologiche. Le
sostanze classificate come cancerogene possono causare tumori o ne aumentano la probabilità di
incidenza quando sono inalate o ingerite o se penetrano nella pelle. . Le sostanze classificate come
mutagene sono in grado di modificare il patrimonio genetico delle cellule. Le sostanze classificate
teratogene agiscono sull’embrione durante il suo sviluppo nell’utero producendo malformazioni. Le
sostanze classificate come allergeniche o sensibilizzanti possono determinare dei disturbi di tipo
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allergico nei soggetti predisposti. Precauzioni : Evitare in contatto, inclusa l’inalazione di vapori,
in caso di malessere consultare immediatamente un medico.
Esplosivo – Sigla : E - Pericolo : prodotti che possono esplodere in determinate
condizioni. Precauzioni : evitare urti, attriti, scintille e calore
Corrosivo - Sigla . C – Pericolo : prodotti che, per contatto, possono danneggiare e
perfino distruggere sia tessuti viventi sia le attrezzature. Precauzioni : non respirare i
vapori ed evitare il contatto con la pelle, occhi ed indumenti.
Pericoloso per l’ambiente - Sigla : N – Pericolo : sostanze nocive per l’ambiente
acquatico e terrestre o che possono avere un effetto dannoso a lungo termine.
Precauzioni : non disperdere nell’ambiente.
Le Frasi di Rischio ( Frasi R )
Le frasi di rischio sono indicate da una sigla costituita dalla lettera R seguita da un numero a cui
corrisponde una determinata valutazione di pericolosità. Le frasi di rischio possono essere
classificate in base:
- alle proprietà chimico-fisiche della sostanza a cui si riferiscono ( infiammabile, esplosivo,
ecc. )
- alla sua tossicità per le persone ( cancerogeno, corrosivo, irritante, ecc. )
- alla sua tossicità per gli animali e l’ambiente
Alcuni esempi di frasi di rischio
- R5 Pericolo di esplosione per riscaldamento
- R7
Può provocare un incendio
- R14 Sostanza che reagisce violentemente con l’acqua
- R39 Pericolo di effetti irreversibili molto gravi
- R34 Provoca ustioni
- R45 Può provocare il cancro
- R49 Può provocare il cancro per inalazione
- R46 Può provocare alterazioni genetiche ereditarie
- R50 Altamente tossico per gli organismi acquatici
- R54 Tossico per la flora
I consigli di prudenza ( Frasi S )
I consigli di prudenza sono indicati da una sigla costituita dalla lettera S seguita da un numero a cui
corrispondono alcune norme e precauzioni da usare nell’uso del prodotto.
Alcuni esempi di consigli di prudenza
- S2 Conservare fuori della portata dei bambini
- S15 Conservare lontano da fonti di calore
- S16 Conservare lontano da fiamme e scintille. Non fumare durante l’uso
- S24 Evitare il contatto con la pelle
- S29 Non gettare i residui nelle fognature
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Le schede di sicurezza
La scheda di sicurezza di un prodotto è un documento di più pagine, anche più di 5 o 6, che il
produttore è obbligato a fornire, su richiesta, agli utilizzatori professionali. Questo documento deve
essere fornito anche per i prodotti non classificati come pericolosi ma che contengono sostanze,
classificate come pericolose, anche solo come impurezze o additivi.
Una scheda di sicurezza è suddivisa in quindici punti :
01)
02)
03)
04)
05)
06)
07)
08)
09)
10)
11)
12)
13)
14)
15)
Nome del prodotto e del produttore
Composizione, comprese le eventuali impurezze, codici di identificazione del prodotto.
Tipologie di pericolosità del prodotto
Interventi di primo soccorso in caso di contaminazione con il prodotto
Misure antincendio
Interventi in caso di dispersione accidentale.
Norme perla manipolazione e l’immagazzinamento.
Protezione personale
Proprietà chimiche e fisiche del prodotto.
Stabilità e reattività del prodotto.
Informazioni tossicologiche
Informazioni ecologiche
Trattamento dei reflui
Informazioni relative al trasporto
Informazioni generali
Ogni produttore fornisce schede di sicurezza solo per i suoi prodotti. Per alcuni prodotti esistono più
schede di sicurezza : una per il prodotto puro ed altre per il prodotto fornito in varie concentrazioni.
Le schede di sicurezza di molti prodotti sono facilmente reperibili e scaricabili su Internet.
I SOLVENTI
L’uso dei solventi è indispensabile nella preparazione dei colori ed in molti interventi di restauro
delle opere d’arte. Inoltre li troviamo nella composizione di molti prodotti come nelle vernici, negli
adesivi e nei comuni detersivi per le pulizie di casa. Nella maggior parte dei casi si tratta di
sostanze organiche con un basso punto di ebollizione, di conseguenza sono quasi tutti più o meno
infiammabili e, essendo volatili, possono formare miscele esplosive con l’ossigeno presente
nell’aria. Inoltre, ricordando che “I simili sciolgono i simili”, siccome molti composti usati
nell’arte, specialmente nella pittura, sono costituiti da derivati di grassi, zuccheri e proteine,
dobbiamo considerare anche gli effetti che le sostanze usate come solventi possono avere sul nostro
organismo, che è costituito da sostanze di natura molto simile.
Infiammabilità
L’infiammabilità è una misura della possibilità che i vapori sviluppati da alcuni liquidi possano
formare, con l’aria, delle miscele capaci di incendiarsi o di esplodere a contatto con una fiamma.
Minore è la temperatura a cui si verifica tale fenomeno, più infiammabile è il liquido. Per ogni
solvente è stata determinata la temperatura minima alla quale esso può incendiarsi, ossia il
cosiddetto punto di infiammabilità L’infiammabilità di un solvente dipende anche dalla
concentrazione delle miscele che i suoi vapori (il combustibile) formano con l’aria o, più
precisamente, con l’ossigeno contenuto nell’aria (il comburente).. Ogni liquido presenta un limite
inferiore di concentrazione, ed uno superiore (limiti di infiammabilità o di esplosione) al di sotto o al
di sopra dei quali, anche in presenza di una fiamma, non si incendia. Parliamo di esplosione quando la
reazione di combustione avviene in tempi brevissimi, con produzione di gas ad alta temperatura e
conseguente aumento, praticamente istantaneo, di volume. La combustione può essere innescata da
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qualsiasi fonte, come una sigaretta accesa, una spia di accensione, la fiamma del gas o una scintilla
provocata nell’accendere un apparecchio elettrico. I vapori della maggior parte dei solventi hanno
una densità maggiore di quella dell’aria quindi tendono a rimanere in basso; se, su un tavolo, avete un
recipiente aperto contenente, ad esempio, etere dietilico e ad un metro o due avete una fiamma del gas
accesa, i vapori di etere che escono dal recipiente tendono a scivolare sul piano del tavolo e, attratti
dalle correnti di convezione determinate dalla fiamma accesa, la possono raggiungere e prendere
fuoco.
Tossicità
I solventi possono costituire un pericolo per la salute in relazione alla loro tossicità intrinseca, alla
loro concentrazione nell’atmosfera dell’ambiente di lavoro ed alla durata di esposizione, ossia al
tempo per il quale un operatore viene a trovarsi in contatto con i vapori. Nel caso di sostanze che si
accumulano nell’organismo anche esposizioni brevi ma ripetute frequentemente per un periodo più o
meno lungo possono portare, ad un certo punto, a raggiungere una concentrazione pericolosa od
addirittura letale. La tossicità può variare a seconda della natura della sostanza, del meccanismo
fisiologico di azione, delle condizioni generali dell’organismo e degli organi interessati.
L’assorbimento dei solventi da parte del corpo umano avviene soprattutto attraverso le vie
respiratorie, ma alcuni di essi possono essere assorbiti anche attraverso la pelle, ad esempio l’acetone,
l’etere dietilico, il toluene, gli xileni possono passare attraverso la pelle integra e provocare dermatiti
perché rimuovono le sostanze grasse presenti. Gli organi interessati più frequentemente dall’azione
dei solventi sono il fegato, i reni, le vie respiratorie e gli occhi. A proposito degli occhi, viene
segnalata la pericolosità dell’uso delle lenti a contatto durante l’impiego di solventi organici perché i
loro vapori potrebbero interagire con il materiale delle lenti stesse.
Evitate del tutto l’uso di solventi segnalati come cancerogeni o mutageni, come il benzene, il
cloroformio o il tetracloruro di carbonio.
Evitate anche di inalare direttamente i vapori concentrati all’imboccatura del contenitore di vernici,
lacche ed adesivi. Molti composti volatili possono causare dei sintomi spiacevoli se vengono inalati in
concentrazione elevata; se durante il lavoro avvertite mal di testa, vertigini o nausea uscite
immediatamente all’aria aperta, possibilmente dopo aver chiuso il contenitore del materiale che state
usando. Se i sintomi persistono a lungo recatevi da un medico portando con voi il contenitore del
materiale che ritenete sia la causa del vostro malessere.
Un odore acre e fastidioso non è sempre sufficiente a segnalare la presenza nell’aria di una
concentrazione elevata di solvente potenzialmente pericoloso. Ad esempio l’odore dell’acetone è
abbastanza gradevole, eppure l’acetone, pur essendo tra i solventi considerati meno pericolosi,
produce dei vapori che possono irritare occhi, naso e gola
Molti solventi, specialmente quelli usati per sciogliere cere e grassi possono sgrassare eccessivamente
la pelle, hanno cioè la stessa azione dei comuni saponi e detersivi, ma agiscono più velocemente e con
maggiore intensità, in questo caso è utile indossare dei guanti.
Naturalmente assicuratevi che i guanti siano fatti di materiale che resista al solvente che intendete
usare; ad esempio il PVC ( polivinilcloruro) viene attaccato dall’acetone mentre la gomma naturale
può essere attaccata dall’acqua ragia o dalla paraffina.
Se la pelle viene a contatto con un solvente è meglio lavarsi immediatamente con acqua fredda, se ne
entra un po’ negli occhi bisogna sciacquare subito con abbondante acqua fredda,
Sul sito della scuola potete trovare delle dispense relative ai solventi più usati in campo artistico.
Acidi ed Alcali o Basi
Si tratta di due gruppi di sostanze, classificate come corrosive o irritanti, con un grado variabile di
causticità, ossia possono provocare ustioni o abrasioni dei tessuti organici con cui vengono a contatto.
Il grado di pericolosità dipende dalla natura dell’acido o della base e dalla sua concentrazione.
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Tra gli acidi più comuni e più pericolosi ricordiamo l’acido solforico ( il vetriolo degli alchimisti, se
concentrato brucia letteralmente i tessuti organici trasformandoli in una poltiglia di acido, acqua e
particelle di carbonio quasi puro ), l’acido nitrico (l’acqua forte degli alchimisti) e l’acido cloridrico,
quest’ultimo un po’ meno pericoloso, specialmente se diluito in acqua ( in questo caso è chiamato
anche acido muriatico) ma si tratta di un gas sciolto in acqua quindi dovete fare attenzione a non
respirarlo. Anche l’acido fluoridrico, usato per l’incisione artistica del vetro, è molto pericoloso.
Riguardo alla concentrazione possiamo prendere come esempio l’acido acetico, è contenuto in
concentrazione attorno al 6% in peso nel comune aceto di vino ma può essere molto pericoloso in
forma pura o concentrata.
In campo artistico gli acidi vengono usati specialmente per incidere lastre metalliche, in questo caso
occorre fare molta attenzione anche ai prodotti di reazione. L’acido nitrico reagisce con il rame e altri
metalli producendo una miscela di ossidi di azoto che può risultare molto pericolosa per i polmoni .
(in base a quanto riporta il Vasari è molto probabilmente questa la causa principale della morte
precoce del Parmigianino). Altri acidi, con i metalli producono idrogeno che, con l’ossigeno forma
una miscela esplosiva o, meglio, implosiva,
Tra le basi più comuni e pericolose ricordiamo la soda caustica (idrossido di sodio), la potassa
caustica (idrossido di potassio) e la calce spenta (idrossido di calcio). Queste basi, in soluzione
acquosa concentrata distruggono le macromolecole che costituiscono le proteine riducendole in
“frammenti” costituiti da pochi monomeri e trasformano i grassi e le cere in saponi. Non per niente la
calce veniva usata per disinfettare gli ambienti abitati dopo le epidemie di peste.
Per l’ammoniaca vale quanto detto per l’acido cloridrico, è un po’ meno pericolosa delle basi
nominate sopra se è diluita in acqua ma si tratta di un gas, tra l’altro piuttosto irritante, sciolto in
acqua. In forma gassosa e concentrata, oltre a bruciare la pelle, può danneggiare seriamente gli occhi
ed i polmoni.
La reazione di idratazione di un acido o di una base con l’acqua è esotermica, nel caso di acidi e basi
forti può essere molto violenta con la conseguente proiezione di schizzi di soluzione concentrata ad
alta temperatura, Di conseguenza, quando si diluisce con acqua un acido o una base pura o
concentrata, bisogna sempre versare, lentamente e mescolando, l’acido o la base nell’acqua e mai il
contrario.
Acidi e basi, specialmente quelli più forti e ad alta concentrazione, devono essere maneggiati con
cautela, indossando almeno un camice e dei guanti di protezione.
Le Polveri
La pericolosità di una polvere è determinata :
- dalla sua composizione chimica
- dalla sua concentrazione nell’aria
- dalle dimensioni medie delle particelle
- dalla capacità di trasportare spore, muffe o altri piccoli organismi patogeni.
Se la pericolosità di polveri costituite da materiali notoriamente velenosi, come il cianuro di
potassio o gli ossidi di arsenico è qualcosa di ovvio, è meno facile rendersi conto della pericolosità
di polveri derivanti da materiali considerati innocui, come il marmo, il vetro, la sabbia, l’argilla, il
legno o addirittura la farina di frumento.
Uno dei fattori determinanti della pericolosità di una polvere derivante da un materiale anche non
velenoso è dato dalle dimensioni medie delle particelle che la compongono, finché queste
rimangono al di sopra di un certo valore vengono , in gran parte, bloccate a livello delle vie
respiratorie superiori
In questo caso gli effetti deleteri possono essere:
- Irritante delle mucose e della pelle in genere, tipico di materiali duri che producono
particelle con spigoli taglienti determinanti microlesioni superficiali. Esempi: sabbia, silice,
vetro, smalti per ceramiche, marmo e quasi tutte le altre pietre e minerali.
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Caustico e disidratante delle mucose e della pelle in genere, tipico di materiali che
assorbono avidamente l’acqua, talvolta con una reazione esotermica. Esempi : cenere di
legna, argilla asciutta, talco ( il borotalco è costituito da talco con una piccola quantità di
acido borico), farine di cereali o di altre sostanze alimentari,
I grossi problemi cominciano quando le particelle di polvere sono abbastanza piccole oppure
abbastanza numerose da riuscire, almeno in parte , a raggiungere bronchi e polmoni.
A questo punto, nel meno peggiore dei casi, l’organismo reagisce producendo un materiale solido
che avvolge le particelle estranee, ( è lo stesso meccanismo con cui alcuni molluschi producono le
perle ), determinando la cosiddetta silicosi, una malattia debilitante tipica di minatori e scalpellini.
Nel peggiore dei casi la polvere, costituita da frammenti duri a bordi taglienti prodotti, ad esempio,
da amianto, lana di vetro e lana di roccia, può determinare una forma di tumore polmonare.
Il trasporto di spore e di muffe è tipico di polveri di origine vegetale ed animale, queste possono
risultare molto pericolose se raggiungono i polmoni.
Le polveri derivanti dalla lavorazione dal legno di alcune piante, come il faggio, sono ritenute
cancerogene.
Un particolare tipo di polvere pericolosa è costituita dagli aerosol prodotti usando un aerografo o,
più semplicemente, una comune bomboletta spray. In questo caso abbiamo a che fare con
piccolissime goccioline costituite da un solvente, da un legante costituito da una resina sintetica, le
più usate sono le resine acrilihe e le vinilacetaliche, e da vari pigmenti. In alcune situazioni, ad
esempio “decorando” un muro o altro, lavorando dal basso verso l’alto, oppure con il vento contro,
è facile sottoporsi a poco terapeutiche inalazioni che vanno a formare una pellicola di plastica
colorata sulle pareti interne delle vie respiratorie.
I colori per la pittura
Si tratta di miscugli più o meno complessi dove, oltre al componente principale, il colore sotto
forma di pigmento o di colorante, sono presenti altre sostanze con la funzione di legante, solvente,
diluente, plastificante, emulsionante, conservante, eccetera.
La maggior parte dei pigmenti sono composti inorganici, ossidi, carbonati, solfuri, silicati, ecc. di
metalli, specialmente di metalli di transizione. con numero atomico maggiore di 20. Per la maggior
parte si tratta di minerali presenti in natura, comuni o rari, tuttavia molti di loro, vengono prodotti
artificialmente. Alcuni sono costituiti da composti inesistenti in natura .
Alcuni pigmenti, molti dei quali presenti in natura, sono velenosi, specialmente quelli che
contengono piombo ( biacca, minio, litargirio,...), cromo, specialmente se con numero di
ossidazione VI come tutti i gialli e gli aranci di cromo, costituiti da cromati, cadmio, arsenico
( realgar, orpimento,...) mercurio, selenio e tellurio. Gli antichi pittori erano consapevoli della loro
pericolosità. Ad esempio, Cennini scrive, a proposito dell’Orpimento :”Questo tal colore é
artificiato e fatto d’archimia, ed è
proprio tosco (tossico).........guardati da imbrattartene la
bocca, che non ne riceva danno la persona”. (Cennino Cennini : Il Libro dell’Arte).
La maggior parte dei coloranti è costituita da composti organici con una particolare struttura
chimica. Rispetto ai pigmenti inorganici. presentano, in genere, un potere colorante e coprente
decisamente migliore e delle tonalità di tinta estremamente brillanti e pulite. Hanno una notevole
stabilità a molti reagenti chimici, meno alla luce. Poiché molti di questi coloranti sono usati anche
per colorare tessuti, oggetti di plastica, come i giocattoli, o addirittura alimenti e contenitori per
alimenti,. in genere non sono, o perlomeno, non dovrebbero essere dannosi per l’organismo umano,
né per ingestione né per contatto con la pelle.
Nonostante questo, vanno sempre maneggiati con cautela, specialmente se si tratta di prodotti
provenienti da nazioni con leggi meno restrittive relative alla produzione di materiali che
contengono coloranti.
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I coloranti organici sono quasi tutti solubili in solventi organici, come gli alcoli, l’acetone, ecc, con
cui formano delle soluzioni colorate che possono risultare utili per riconoscere la loro presenza in
pigmenti dichiarati di origine minerale e, quindi, insolubili in solventi organici.
Nella pittura ad olio alcuni pigmenti velenosi a base di piombo, come la biacca ed il litargirio,
vengono usati per preparare medium a base di vernici e per accelerare l’indurimento degli oli
siccativi,
I dispositivi individuali di protezione
Per dispositivo individuale di protezione ( DPI ) si intende qualsiasi attrezzatura indossata od usata
dal lavoratore per proteggersi dai rischi presenti nell’attività lavorativa.
Per l’acquisto di questi materiali, specialmente per le maschere protettive, è consigliabile rivolgersi
ad un negozio specializzato, specificando accuratamente il tipo di materiale che si intende usare, i
tempi e le modalità di contatto.
Maschere protettive.
Innanzitutto bisogna precisare che le comuni mascherine igieniche in vendita nei supermercati o in
altri negozi non specializzati possono proteggere, in modo parziale, da una esposizione, occasionale
e limitata nel tempo, da polveri chimicamente innocue con un diametro medio superiore a 5 micron.
Impedendovi di toccare la bocca ed il naso con le mani e bloccando le particelle di saliva in
sospensione nell’aria hanno una certa efficacia nella prevenzione di alcune malattie virali, come
raffreddore ed influenza, ma sono inadatte in caso di esposizione prolungata a polveri anche se
relativamente innocue e di diametro relativamente elevato e, nel modo più categorico, queste
mascherine sono del tutto inefficaci ed addirittura dannose se usate in presenza di gas o vapori
nocivi. La classica foto del ciclista munito di mascherina di questo tipo sotto al titolo “ Emergenza
Ozono” è un classico esempio di disinformazione nociva alla salute dei cittadini.
Le maschere a filtro antipolvere sono costituite da maschere o semimaschere in gomma o altro
materiale sintetico con filtro antipolvere, sono adatti per bloccare polveri, fibre, particelle sospese in
fumi e nebbie.
Le maschere antigas funzionano filtrando i gas attraverso carboni attivi modificati in modo da
trattenere una determinata categoria di composti chimici, sono riconoscibili dal colore del filtro.
Esiste quindi una grande varietà di maschere protettive, distinguibile in base al tipo di sostanza
bloccata, alla efficacia, alla durata, alla sicurezza e, naturalmente, al prezzo.
Guanti
Come già accennato è indispensabile che siano costituiti da un materiale inerte nei confronti delle
sostanze che si intende usare ( solventi, acidi, basi, ecc. )
Occhiali e maschere facciali per la protezione da schizzi, aerosol e schegge, sono importanti la
forma, il materiale da cui sono costituiti , il grado di visibilità che consentono ed il tempo che
prevedete di doverli indossare. Considerate anche i problemi di appannamento se portate occhiali da
vista.
Camici e tute
Anche per questi è importante il materiale da cui sono costituiti e quello che volete fare, ad esempio
un camice di nylon può essere adatto per dipingere ma diventa pericolosissimo se intendete usare
fiamme libere.

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