1D storia- I Fenici - IIS CESTARI

Transcript

1D storia- I Fenici - IIS CESTARI
I Fenici, antica popolazione, abitarono fin dagli inizi del 2500 a.C. nella
regione che da loro prese il nome Fenicia (attuale Libano), situata sulla
sponda del Mediterraneo, tra la Palestina e la Siria. I Fenici
chiamavano la loro terra “Canaan” ma indicavano se stessi come
“Sidoni”.
Il nome“Fenici”, proviene dal vocabolo greco Phoinikes che significa
“rosso” con cui i Greci designavano solitamente questo
popolo,”riferendosi alla pratica dei Fenici di colorare con la porpora i
loro tessuti. Ma il loro nome potrebbe avere avuto origine dal colore
della loro pelle resa rossa dal sole.
IL TERRITORIO
La Fenicia (territorio lungo 200 km e largo 30 km) offriva un territorio
fertile ma insufficiente a nutrire l’intera popolazione. Non potendosi
espandere nell’entroterra per la vicinanza di popoli più forti di loro, i
fenici si videro costretti al intraprendere la navigazione in cerca di
terre per potenziare gli scambi commerciali, spinti dalla grande
quantità di legname che offrivano i boschi di cedro sulle pendici del
Libano per la costruzione di navi.
L' ARTIGIANATO
Nel campo dell’artigianato, i Fenici, raggiunsero lusinghieri risultati
specialmente per quanto riguarda la fabbricazione del vetro
trasparente e soffiato ( vasi detti “sidonii”), la lavorazione dei metalli
(oro, argento, bronzo), l’intaglio della pietra, la creazione di oggetti in
avorio, di vasi e statuette di terracotta.
Ma i Fenici erano soprattutto noti nell’antichità per la maestria nell’arte
della tessitura ed in particolare nella colorazione delle stoffe mediante
la porpora, i tessuti di lino e cotone, erano enormemente apprezzati,
tanto da divenire quasi uno status symbol, sicuro indice di ricchezza e
raffinatezza.
Il nome di questo colorante sembra derivare dal termine greco
porphyra, la sostanza è un colorante organico tratta dalla secrezione
dei molluschi della famiglia purpuridae, appartenente al genere detto
murex( murice) ed è reperibile in tutti i mari caldi. Per ottenerne 1g. si
dovevano bollire per quindici giorni ben 2000 murici.
POPOLO DI NAVIGATORI
I Fenici chiamati “ I Carrettieri del mare” introdussero importanti
innovazioni per la sicurezza della navigazione : perfezionarono il remotimone e inventarono l’ancora. Potevano viaggiare sicuri anche la
notte orientandosi con l'Orsa minore (la Stella Polare), che e i Greci
chiamavano «stella fenicia».
Sceglievano itinerari nautici poco utilizzati da altri popoli che
collegavano le isole del Mediterraneo: Cipro, Creta, Malta, Pantelleria,
la Sicilia, la Sardegna, le Baleari. Navigavano costeggiando le coste
del bacino del Mediterraneo e sceglievano degli approdi che nel corso
del tempo si trasformarono in colonie.
Si racconta che, gelosissimi della loro supremazia sul mare, questo
popolo teneva in segreto le rotte da seguire e diffondeva leggende
terribili per scoraggiare la concorrenza. Sono stati, infatti, i fenici ad
inventare l’esistenza di Scilla e Cariddi: i due mostri che affondavano
le navi nello stretto di Messina.
LE NAVI
Con i maestosi cedri del Libano, i fenici costruivano agili imbarcazioni
per navigare nel Mediterraneo,così sulle coste raggiunte nascevano
porti fiorenti.
Due erano i tipi più diffusi di imbarcazione:
- il primo da guerra, con la poppa fortemente ricurva e lo sperone a filo
d'acqua;
- il secondo tipo, da commercio, presentava entrambe le estremità
rialzate e fianchi molto ampi capaci di accogliere carichi rilevanti di
merci di ogni genere (cereali, legnami, stoffe, marmi, spezie).
POPOLO DI MERCANTI
Marinai e commercianti i Fenici lo diventarono per necessità politicoeconomica. Nel momento in cui la striscia di terra che abitavano non
fu più in grado di soddisfare i bisogni alimentari della popolazione,
cominciarono a frequentare prima i porti dell’area Mediterranea
orientale e in un secondo tempo quelli occidentali. Lo fecero per
collocare i prodotti del loro artigianato in cambio di cibarie e di metalli
preziosi. Cercavano sempre di convivere in perfetta armonia con i
popoli con cui entravano in contatto portando quanto di più utile e
bello i popoli orientali potevano produrre. I mercati più frequentati in
origine furono quelli delle isole greche di Cipro, Creta e della città di
Tebe. Man mano punti strategici e stabili mercati furono: Cartagine,
Leptis Magna, Panormos, Solunto, Mozia, Cagliari, Malaga, Cadice.
Cartagine fu la città che ebbe il maggior afflusso commerciale: da essa
infatti ripartiva il naviglio proveniente da iriheria (Spagna) e dall'Africa
carico di oro, argento ed altri metalli ed in essa arrivavano beni
alimentari dalle ricche terre di Sicilia e Grecia. Il commercio e gli
scambi resero ricche le terre toccate dai Fenici.
INVENTORI DELL' ALFABETO
L’esigenza di facilitare i rapporti con i popoli più diversi ha spinto i
fenici ad elaborare una scrittura semplice e veloce: nasce così
l’alfabeto della città di Biblo con ventidue segni corrispondenti ai
principali suoni della voce umana.
La scrittura alfabetica dei Fenici procedeva , come quelle assirobabilonesi ed ebraiche, da destra verso sinistra. Ogni segno
rappresenta un suono o una articolazione del loro linguaggio (scrittura
fonetica innovativa rispetto a quella cuneiforme, fatta di linee
variamenti combinate, ed a quella geroglifica rappresentata da
immagini).
LA RELIGIONE
I fenici adoravano tre divinità ,indicate di solito come baal (Baal
Hammon protettore della città), baalat (Tanit signora della fecondità) e
un dio giovane Melqart la cui sorte è, ogni anno, di nascere, morire e
rinascere, come la vegetazione durante le stagioni. Il culto veniva
praticato in templi, ma più spesso all’aperto su alture e presso alberi.
Notevole importanza avevano i betili (pietra sacra in forma
generalmente conica). L’uso del sacrificio umano, soprattutto di
bambini, è documentato anche dall’archeologia attraverso la scoperta
di “tophet”. “Questo luogo particolare è stato interpretato in diversi
modi: le fonti ci tramandano che fosse il luogo dove venivano
sacrificati i primogeniti delle famiglie più importanti della città per
ottenere prosperità dagli dei. Successivamente, invece di sacrificare i
bambini, venivano sacrificati i primogeniti di animali.
I Fenici
Oggi parliamo dei Fenici.
I Fenici arrivarono dal deserto arabico e si stabilirono in una stretta fascia di terra montuosa del Libano che si
affacciava sul mare Mediterraneo.
la terra dei Fenici
Non vivevano su una terra molto fertile, sulle montagne crescevano in abbondanza alberi di cedro, cipressi e lecci
sicché usarono il legno dei tronchi per costruire navi grandi e sicure.
antica nave
Diventarono abili navigatori; di notte si orientavano con la stella polare e, senza mai avventurarsi in mare aperto,
raggiunsero tutte le terre bagnate dal mare Mediterraneo per commerciare i loro prodotti. Più tardi si spinsero anche
più lontano e raggiunsero la Gran Bretagna.
I Fenici vendevano legname, vino, olio e lana tinta con la porpora, una sostanza di colore rosso ricavata da un
mollusco marino. Compravano oro, metalli preziosi e altri oggetti che poi rivendevano ad altri popoli.
Lungo le coste del mare Mediterraneo fondarono le città-stato e le colonie, che erano dei luoghi abitati lontani dalla
terra dei Fenici; la più importante delle quali fu Cartagine, seguita da Palermo e Cagliari. Crearono porti e magazzini
per il deposito delle merci.
alfabeto dei Fenici
I Fenici semplificarono l' alfabeto composto da 22 segni e fu utile ai mercanti per la sua rapidità di scrittura, ma il
merito più importante che si deve a questo popolo fu quello di mettere in contatto tutti i popoli antichi affinché
potessero scambiare invenzioni e scoperte.

Documenti analoghi