tribunale di pesaro 9 settembre 2015 n. 701

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tribunale di pesaro 9 settembre 2015 n. 701
sentenza 9 settembre 2015 n. 701
N. R.G. 321/2013
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO IL TRIBUNALE di PESARO
nella persona del G.O.T. Dott. Sandro GIANNI, in funzione di Giudice Unico Monocratico, ha
pronunciato la seguente
SENTENZA
nella causa civile iscritta al N. 321/2013 R.G. iniziata con atto di citazione notificato il dì 01.02.2013 e
depositato in atti il dì 08.02.2013, avente per oggetto: “Lesione Personale”, così promossa,
DA
MURATORI PAOLO, rappresentato e difesa dall’Avv. Paolo Chiarabini del Foro di Pesaro, con
domicilio eletto presso lo stesso procuratore e difensore in Pesaro, Viale Trieste n. 122, giusta procura
alle liti, posta in calce all’atto di citazione,
- ATTORECONTRO
ISRAIRLINES AND TOURISM LTD, in persona del legale rappresentante pro tempore,
rappresentata e difesa dall’Avv. Anna Masutti del Foro di Bologna e dall’Avv. Roberto Giovannelli del
Foro di Pesaro, con domicilio eletto in Pesaro, Via Porta Rimini n. 5, presso lo studio dello stesso
Avv.Roberto Giovannelli, giusta procura notarile alle liti, come in atti, così costituito con comparsa di
costituzione e risposta,
- CONVENUTO –
posta in decisione all’udienza del dì 16.04.2015 sulle conclusioni delle rispettive parti in controversia,
qui tutte date per richiamate e trascritte, atteso che la causa è stata istruita documentalmente e che la
stessa è stata considerata matura per la decisione, senza svolgere
ulteriore attività istruttoria, così
concedendo ai procuratori delle parti costituite il relativo
termine, ex art. 190 c.p.c., per il deposito
delle memorie conclusionali e delle eventuali
repliche, come qui pure riscontrato in atti e la stessa
causa è sta trattenuta in decisione.
SVOLGIMENTO DELLA CAUSA
Il Giudice –G.O.T, preliminarmente, con espresso riferimento all’art. 118 disp. att. c.p.c., così
come novellato dalla L. n. 69/2009, intende uniformarsi, per quanto di ragione, alla redazione di una
succinta motivazione, e, prendendo in esame la relativa ed articolata vicenda processuale, inizia la
propria analisi, in ordine alla intera vicenda, qui in esame, a partire dall’atto introduttivo del giudizio,
tenendo conto, altresì, di quanto pure espresso nella succinta narrativa, che qui precede.
Con atto di citazione, notificato in data 01.02.2013, a mezzo del servizio postale, Muratori Paolo
– da ora anche Muratori -, con procuratore e difensore Avv. Paolo Chiarabini, ha convenuto in giudizio
la società ISAIR AIRLINES and TOURISM LDT – da ora anche ISAIR-, in persona del legale
rappresentante pro tempore, esponendo puntuali e variegate argomentazioni, sia in fatto, sia in diritto,
al fine di ottenere, per l’evento dannoso, occorso il 31 luglio 2010, il risarcimento di tutti i danni fisici,
morali e patrimoniali, subiti dall’attore e quantificati in €14.143,88, salvo la maggiore e/o minore
somma, che sarebbe risultata in corso di causa, ad istruttoria esperita, oltre interessi legali e
rivalutazione monetaria, come per legge; il tutto con vittoria di spese, competenze ed onorario di
giudizio, come emerge dalle conclusioni, così rassegnate, e qui tutte date per richiamate.
La società ISAIR AIRLINES and TOURISM LDT, in persona del legale rappresentante pro
tempore, si è costituita nel relativo giudizio, con procuratore e difensore nella persona del Prof. Avv.
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sentenza 9 settembre 2015 n. 701
Anna Masutti del Foro di Bologna e dell’Avv. Roberto Giovannelli del Foro di Pesaro, con domicilio
eletto in Pesaro, presso lo studio dello stesso Avv. Roberto Giovannelli, così depositando la comparsa
di costituzione e risposta, datata 24.06.2013, attraverso cui sono state rassegnate le relative conclusioni,
qui tutte richiamate, e qui succintamente pure riportate, così eccependo, in via preliminare, per le
ragioni ivi esposte, l’intervenuta decadenza della parte attrice in ordine al diritto di proporre azione
giudiziale nei confronti della stessa società convenuta, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 35 della
Convenzione di Montreal, così richiedendo di dichiarare inammissibile l’azione e/o il rigetto della
medesima, mentre, in via principale e nel merito, è stato pure richiesto il rigetto di tutte le relative
domande risarcitorie, così avanzate dalla stessa parte attrice, in quanto infondate, sia in fatto, sia in
diritto, con riferimento all’an ed al quantum debeatur e, comunque, perché carenti di qualsiasi idoneo
supporto probatorio.
Inoltre, deve essere qui ricordato che è stata avanzata anche richiesta di rimessione in termini,
perché la parte convenuta è venuta a conoscenza del fatto che, in data 20.06.2013, si sarebbe tenuta la
prima udienza, per detta causa, con dichiarazione di contumacia nei confronti della medesima
convenuta, con rinvio all’udienza del 14.11.2013 e con concessione dei termini, ex art. 183, VI
comma, del codice di rito. In realtà, però, è stato pure fatto presente che l’atto di citazione, che risulta
notificato alla convenuta, reca la data della prima udienza al 17.07.2013, e ciò anche se nella versione
inglese è riportata la data del 17.06.2013 e, quindi, si è insistito per l’accoglimento di detta istanza. Il
Giudice dell’epoca, Dott. Francesco Nitri, peraltro, ritenuta giustificata detta istanza, con apposito
prevedimento, posto in calce alla stessa comparsa di costituzione, ha rimesso in termini la parte
convenuta, così fissando la prima udienza di comparizione delle parti per la data del 28.11.2013, come
qui pure riscontrato in atti.
Pertanto, la presente causa è pervenuta all’udienza del dì 03.04.2014, ove il sostituto processuale
di parte attrice, peraltro, ha richiesto la concessione dei termini, ex art. 183, VI comma, del codice di
rito, così opponendosi, altresì, alla richiesta del procuratore di parte convenuta, in quanto teso ad
ottenere la fissazione della relativa udienza di precisazione delle conclusioni, per le ragioni ivi
specificate e qui pure date per riportate. Lo stesso Giudice dell’epoca, Dott. Francesco Nitri, peraltro,
nonostante le diverse argomentazioni, così spiegate, ha concesso i relativi termini, di cui al citato art.
183 c.p.c., provvedendo a rinviare la causa alla successiva udienza del 27.11.2014, per l’ammissione
delle eventuali istanze probatorie.
In ogni caso, poi, occorre qui dare atto dell’intervenuto deposito delle rispettive memorie dei
diversi procuratori delle parti, nei termini assegnati, ma all’udienza del dì 27.11.2014, nella quale i
medesimi difensori hanno illustrato le relative e rispettive argomentazioni, il Giudice – G.O.T., Dott.
Sandro GIANNI, così subentrato al precedente Giudice, in quanto lo stesso è stato trasferito ad altra
sede ed incarico, non ha avuto la possibilità, in buona sostanza, di visionare la relativa
documentazione, inerente il fascicolo di causa, in quanto già depositata telematicamente, ma visibile,
in quel preciso momento, solo da parte del precedente Giudice; ciò, in quanto il sistema telematico
della “Consolle del Magistrato”, attualmente in uso, non ha consentito, allo stato, la visibilità degli atti
di causa e della relativa documentazione.
Pertanto il Giudice G.O.T. ha disposto, con apposito provvedimento, così steso in calce al
menzionato verbale di udienza che “.. le parti stesse, tramite i rispettivi procuratori provvedano al
deposito in cartaceo della documentazione, già depositata in via telematica ..” cosi rinviando la causa
alla successiva udienza del 22.01.2015, riservando l’emissione di ogni altro provvedimento.
Conseguentemente, alla successiva udienza del dì 22.01.2015, così fissata, deve qui darsi atto che
la relativa documentazione, occorrente per dirimere la questione della decadenza dall’azione
risarcitoria de qua essendo ora presente in atti, sia in via telematica, sia attraverso la produzione di
documenti in cartaceo, è stata oggetto di ulteriore discussione tra le parti in causa, come da relativo
verbale, ed il Giudice G.O.T., peraltro, sulle rispettive argomentazioni, così ampiamente svolte dai
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diversi procuratori e difensori delle parti in controversia, ha riservato la decisione sul punto qui
controverso. Pertanto, a scioglimento della riserva, così a suo tempo formulata, lo stesso Giudice
G.O.T con apposita ordinanza, datata 22.01.2015, qui pure unita al fascicolo telematico, con
apposizione della firma digitale, ritenendo la causa matura, comunque, per la decisione, ha rinviato la
medesima alla successiva udienza del dì 16.04.2015, per la relativa precisazione delle rispettive
conclusioni.
Conseguentemente, all’udienza del dì 16.04.2015, davanti al G.O.T., Dott. Sandro GIANNI, che
ha sostituito il Giudice Dott. Francesco NITRI, passato ad altro incarico e sede, come appena sopra
pure già ricordato, i procuratori delle parti hanno precisato le rispettive conclusioni, come in atti, qui
tutte richiamate, così richiedendo la concessione dei termini, ex art. 190 c.p.c., poi regolarmente
accordati, e la causa è stata trattenuta, quindi, in decisione.
MOTIVI DELLA DECISIONE
La domanda svolta con il richiamato atto di citazione, come in atti, da parte attrice, non è fondata
e la stessa non può essere accolta, con ogni conseguente statuizione, anche in ordine alle spese del
presente giudizio, essendo rimasta soccombente.
In ogni caso deve essere qui affrontata la eccezione preliminare, così avanzata dai nominati
procuratori e difensori della menzionata parte convenuta, che se riscontrata fondata ed accolta,
inevitabilmente, comporta il rigetto della domanda attorea, restando qui assorbite, quindi, le ulteriori
domande di parte attrice.
Il giudicante, peraltro, deve dare qui atto dello svolgimento delle diverse e suggestive
argomentazioni, nonchè riconoscere, in particolare, lo sforzo compiuto dal difensore e procuratore
della parte attrice nel cercare di avvalorare il proprio assunto, anche in sede di redazione della
comparsa conclusionale, ove è stato fatto puntuale riferimento alla più recente e conosciuta
giurisprudenza di merito (cfr. Tribunale di Milano, Sez. XI, sentenza del dì 10 dicembre 2008 n.
14634) in forza della quale è stata contestata l’eccezione di decadenza, così svolta dalla parte
convenuta. Ciò, in quanto, prendendo spunto proprio dalle affermazioni giurisprudenziali citate è stata
contestata la pretesa ed intervenuta decadenza della parte attrice in ordine al diritto di proporre azione
giudiziale, come sostenuta dalla stessa società, qui convenuta, ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 35
della Convenzione di Montreal; ciò, principalmente, per il fatto che è stata avvalorata l’ipotesi che, nel
caso di specie, si tratta, invece, di domanda soggetta a prescrizione, e non decadenza dall’azione
risarcitoria, come assunto, invece, dalla difesa di parte convenuta.
In buona sostanza, comunque, è noto anche allo stesso giudicante il motivo per il quale si è
espressa la giurisprudenza di merito sul punto, qui controverso secondo cui è stato affermato che:
“....Le operazioni di imbarco al volo non possono essere ricomprese tra quelle attività di gestione dei
servizi aeroportuali affidate a soggetti terzi estranei al trasporto aereo, ma restano nelle operazioni
proprie del vettore aereo che ne risponde direttamente. Si osserva che la convenzione di Varsavia del
1929 è stata trasfusa nella convenzione di Montreal del 28 maggio 1999. Alla luce dell'art. 35, che di
fatto ha superato l'art. 29 della vecchia convenzione, non possono esservi dubbi sull'interpretazione
del termine che non è di decadenza ma di prescrizione e che è suscettibile di interruzione. L'eccezione
di decadenza avanzata è, dunque, destituita nel merito. (Fattispecie: l'attore riportava una lesione
durante le operazioni di imbarco e chiamava in giudizio il vettore. Quest'ultimo chiedeva
l'autorizzazione per chiamare in causa il terzo: la compagnia aerea che aveva in gestione l'aeroporto.
Entrambe le compagnie eccepivano la decadenza dell'attore poiché aveva fatto valere l'azione oltre i
due anni previsti dalla convenzione di Varsavia applicabile, nel caso di specie, perché i fatti di causa
erano antecedenti alla convenzione di Montreal)....”(cfr. Tribunale di Milano, Sez. XI, sentenza del dì
10 dicembre 2008 n. 14634, in De Iure, EDIZIONI INFORMATICHE GIUFFRE) di cui comunque,
non si condividono le relative motivazioni e conclusioni per giungere all’accoglimento della presente
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domanda attorea.
Infatti, lo stesso giudicante rileva che la questione è stata in parte trattata dalla autorevole Corte di
Cassazione (cfr. Cass. Civ., sentenza 17 aprile 2008 n. 10108) pure conoscendo, altresì, le argomentazioni
della giurisprudenza di merito, che si è pronunciata, comunque, nel senso sopra rapportato.
Infatti, si osserva che la responsabilità del vettore aereo per il trasporto internazionale di persone,
bagagli e merci, comunque, è ora disciplinata dalla Convenzione di Montreal dell’anno 1999, che,
come noto, ha integralmente sostituito la convenzione di Varsavia del 1929) che qui si ricorda essere
entrata in vigore in Italia il 28.06.2004, a seguito di ratifica, così avvenuta con L. 10.01.2004 n. 12) .
Vero è, però, che in forza della richiamata Convenzione per “trasporto internazionale” deve essere
considerata la ipotesi in cui il luogo di partenza ed il luogo di arrivo sono situati o sul territorio di due
Stati parti, o sul territorio di un medesimo Stato parte, qualora sia previsto uno scalo sul territorio di
altro Stato, anche se tale Stato non è parte. E’ del tutto evidente, comunque, che nella dedotta
fattispecie, si renda applicabile la relativa normativa; ciò, in quanto qui si tratta di trasporto
internazionale di passeggeri dall’Italia in Israele, perché entrambi detti Paesi sono aderenti alla citata
Convenzione di Montreal.
Vero è, comunque, che ai sensi dell’art. 35 della stessa Convenzione, appena sopra citata, il
diritto al risarcimento del preteso danno si estingue nel termine dei due anni “.. decorrenti dal giorno
di arrivo a destinazione o dal giorno previsto per l’arrivo dell’aeromobile o dal giorno in cui il
trasporto è stato interrotto.”.
Pertanto, il giudicante ritiene, più verosimilmente, che il termine biennale de quo ha natura di
decadenza e non di prescrizione, contrariamente a quanto sostenuto dalla difesa di parte attrice. Inoltre,
a tale proposito, occorre qui citare, peraltro, la recente giurisprudenza di merito che si è pronunciata
sulla relativa questione in quanto la decadenza dall’azione risarcitoria è stata anche affermata dal
Tribunale di Verbania (cfr. Tribunale di Verbania sentenza del dì 08 giugno 2010 n. 402) e dalla Corte
di Appello di Madrid (vedasi doc. n.4 di parte convenuta, come in atti) oltre che dalla stessa
giurisprudenza di legittimità (Cass. Civ., sentenza 17 aprile 2008 n. 10108) anche a tale principio, quindi,
occorre fare qui espresso riferimento, al fine di risolvere la insorta controversia tra le parti.
E’ pure vero, comunque, che vero, in ordine alla insorta questione, ed in particolare con
riferimento alla diversa prospettazione del fatto e delle conseguenze giuridiche, così derivanti, come
poste in evidenza dai rispettivi procuratori delle parti in causa, il giudicante ritiene che, nel caso di
specie, contrariamente a quanto assunto dal procuratore di parte attrice, si è in presenza di ipotesi di
decadenza e non di prescrizione, con conseguente rigetto, allo stato, della domanda risarcitoria ed a ciò
si rimanda, peraltro, anche alla precedente ordinanza del 22.01.2015, come già in atti, attraverso cui è
stata respinta, allo stato, la richiesta di rimettere la causa de qua in istruttoria, così rigettando, altresì,
le ulteriori e diverse domande istruttorie, come formulate di parte attrice, tese ad ottenere la
prosecuzione della fase istruttoria, con la escussione dei testi, e la quantificazione del danno stesso,
certo pure non ben determinato, con richiesta di espletamento di una consulenza medico legale, che, se
ammessa, però, avrebbe qui una natura esplorativa.
In realtà, tutto ciò deve essere ponderatamente considerato ai fini del decidere.
Infatti, ritiene il giudicante che nella dedotta fattispecie, qui in esame, si è in presenza di un
termine biennale di decadenza, non soggetto ad atti interruttivi, ai sensi dell’art. 2964 cod. civ., e
quindi l’azione risarcitoria, così promossa dalla parte attrice è tardiva in quanto l’attuale contenzioso è
stato promosso, comunque, solo successivamente, ed oltre il termine previsto per tale specifica
fattispecie, come emerge dalla documentazione presente e versata in atti.
Infatti, risulta per tabulas, e certo indiscutibilmente, che la parte attrice non risulta avere
promosso l’azione giudiziale entro al data del 31 luglio 2012, in quanto l’azione de qua è stata
promossa oltre il termine previsto e sopra menzionato; infatti, deve qui darsi atto che la relativa
domanda introduttiva giudiziale è stata presentata per la notifica alla parte convenuta, a mezzo
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raccomandata a.r. del dì 01.02.2013 e, quindi, ben sette mesi dopo lo spirare del termine, così previsto
dalla citata Convenzione di Montreal.
Inoltre, come pure emerge dall’esame della documentazione, così versata in atti, il volo per cui è
insorta causa, e quindi l’aeromobile, è arrivato a destinazione il 31 luglio 2010, e l’azione è stata
promossa a termine biennale scaduto, con conseguente intervenuta decadenza da qualsiasi pretesa
risarcitoria.
In ogni caso, poi, occorre qui considerare che lo stesso art. 35 della Convenzione di Montreal,
appena sopra menzionato, in buona sostanza, stabilisce che il metodo di calcolo del periodo deve
essere determinato dalla legge dello Stato e, quindi del Tribunale, così chiamato a decidere, e che è
opportuno qui osservare, peraltro, che il Codice della Navigazione, come riformato nel 2005, ove è
espressamente stabilito all’art. 941, che i trasporti aerei di persone e bagagli sono assoggettati alle
norme internazionali in vigore nella Repubblica, e quindi, alla Convenzione di Montreal del 1999,
ratificata dall’Italia e che gli stessi non sono poi assoggettabili, ex art. 943 ter dello stesso Codice della
Navigazione, alle norme che regolano la prescrizione.
E’ del tutto evidente, quindi, da quanto appena sopra argomentato, che nella dedotta fattispecie,
sussiste la decadenza dell’azione risarcitoria, come promossa dalla stessa parte attrice, per tutte le
motivazioni, appena sopra delineate, come pure già è evidenziato al momento della emissione della
procedente ordinanza, come ricordato, peraltro, nella narrativa, che qui precede.
Evidentemente, per tutto quanto sopra evidenziato, il giudicante ritiene, altresì, di richiamare
anche altro autorevole insegnamento, così espresso dalla stessa giurisprudenza di legittimità, al fine di
decidere la dedotta controversia ed a tali principi intende qui fare espresso riferimento. Ciò, in quanto
anche altri eventuali motivi, come sottesi nelle richiamate domande delle diverse parti, restano qui
assorbiti, così richiamando anche concetti espressi, costantemente, dalla giurisprudenza dalla Corte
Suprema di Cassazione. Infatti, occorre qui porre in evidenza che è stato pure affermato,
costantemente ed unanimemente accolto il principio secondo cui: “.. il giudice di merito non ha
l’obbligo di confutare espressamente tutto quanto prodotto ((cfr. ex multis,Corte di Cassazione civile,
sez. V, sentenza del 14 marzo 2002/ 27 settembre 2002 ed anche n. 267/2001, in Corte Suprema di
Cassazione, Centro Elettronico Documentazione, ItalGiureWeb) o dedotto dalle parti <<vedi Cass. n.
13802/2000 e 5799/2001>>, ma soltanto il dovere di spiegare in modo chiaro e coerente le ragioni che
lo hanno indotto a privilegiare una determinata soluzione a scapito di altre...”. Conseguentemente,
considerate le argomentazioni, come appena avanti esposte, nel loro complesso, la domanda di parte
attrice debbono essere qui accolte, con ogni altra conseguente statuizione in ordine alle spese di causa.
E’ del tutto evidente, quindi, proprio da quanto appena sopra posto qui in evidenza, che la domanda di
parte attrice non è in alcun modo provata e la stessa deve essere qui disattesa e respinta per tutte le
argomentazioni appena sopra svolte e qui tutte richiamate, con condanna dell’attore al pagamento delle
spese del giudizio a favore della nominata società qui convenuta.
In conclusione, quindi, si deve qui affermare che, essendo la domanda di parte attrice non fondata,
atteso che la stessa è destituita di giuridico fondamento, sia in fatto, sia in diritto, deve essere qui
disattesa e respinta, con ogni conseguente statuizione anche in ordine alle spese del relativo giudizio,
come appena sopra pure specificato.
Infine, con particolare riferimento al regolamento delle spese processuali soccorre la regola, di cui
all’art. 91 c.p.c. e, conseguentemente, la parte attrice, MURATORI PAOLO, rimasto soccombente,
deve essere anche condannato alla rifusione delle spese processuali, riferite al presente giudizio, così
sostenute, dalla parte convenuta, come liquidate nella parte dispositiva, che qui segue, atteso che risulta
essere stata depositata in atti la relativa nota, qui pure riscontrata e presente tra la relativa
documentazione anche nel fascicolo telematico, pur considerando, peraltro, che le relative spese del
giudizio ben possono essere qui quantificate, altresì, secondo i relativi parametri, di cui al noto D.M.
10.03.2014 n. 55, pubblicato in G.U. n.77 del dì 02 aprile 2014, ed entrato in vigore il giorno
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successivo 03 aprile 2014, con determinazione delle stesse, come nel dispositivo, così considerando, sia
una qualche complessità della causa, sia la stessa durata.
P.Q.M.
Il Tribunale di Pesaro, in persona del Giudice Unico, G.O.T., Dott. Sandro GIANNI,
definitivamente pronunciando in composizione monocratica e nel contraddittorio delle parti, ogni altra
eccezione e/o domanda rigettata così decide:
A) rigetta la domanda risarcitoria di MURATORI PAOLO, parte attrice, in quanto non fondata, sia in
fatto, sia in diritto, come emerge dalle argomentazioni qui svolte;
B) condanna la parte attrice, MURATORI PAOLO, in quanto rimasta soccombente, al pagamento
delle spese del relativo giudizio, a favore della parte convenuta, ISRAIRLINES AND TOURISM LTD,
in persona del legale rappresentante pro tempore, che qui liquida, secondo i relativi parametri, ai sensi
e per gli effetti, di cui al noto D.M. n. 55/2014, nella somma complessiva di €4.076,75, di cui €
3.545,00, per compenso onorario, riferito a tutte le fasi, oltre rimborso a forfait al 15%, pari ad €
531,75, e nulla per le spese esenti, ex art. 15 d.p.r. n. 633/1972, nonché I.V.A. al 22% e C.A.P. al 4%,
come per legge, detratta la ritenuta di acconto, se dovuta.
C) dichiara la presente statuizione provvisoriamente esecutiva, ai sensi dell’art. 282 c.p.c., a seguito
della novella di cui alla L. 26.11.1990 n. 353.
Così deciso in Pesaro, in data 31 agosto 2015 dal G.O.T, Giudice Unico Monocratico.
Il Giudice Unico Monocratico - G.O.T Dott. Sandro GIANNI
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