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Studio dell’Iss francese sulle cause di decesso negli anni dal 1968 al 1996
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Tumori: se anche l’istruzione fa la differenza
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Gli uomini con un titolo di studio superiore (diploma o laurea) hanno
molte meno probabilità di ammalarsi e morire per una neoplasia.
Anche le differenze sociali e, in particolare, il livello di istruzione pesano sul
rischio legato ad un tumore. Secondo uno studio appena pubblicato dal
Bollettino epidemiologico settimanale dell'Istituto superiore di sanità francese,
Politica
infatti, le probabilità di essere sconfitti da una neoplasia sono molto più alte,
Esteri
addirittura quasi doppie, tra gli uomini non diplomati che tra quelli in possesso
Economia
di un titolo di studio.
Spettacoli e cultura
I ricercatori d’oltralpe, partendo dai dati sulle cause mediche di decesso del
Cinema
periodo 1968-1996, hanno rilevato che il tasso di mortalità per cancro fra gli
Sport
uomini tra 30 e 64 anni è circa doppio nella categoria socialmente più
Scienze
svantaggiata: quasi 40 per cento, contro 20 per cento circa tra i diplomati o
ViviMilano
laureati. La differenza è particolarmente accentuata nel caso di tumori delle vie
Italian Life
aereo-digestive superiori (cavo orale, laringe, faringe) e dell'esofago,
probabilmente a causa di un consumo più diffuso di alcol e sigarette, principali
OPINIONI
fattori di rischio, tra i non diplomati.
Editoriali e commenti
E negli anni più recenti il divario è aumentato: se infatti nel periodo 1968-74 la
Forum&Blog
possibilità di morire di cancro per un uomo privo di titolo di studio era 1,52
Italians
volte quella per un diplomato o laureato, nel 1975-81 era pari a 2,20 volte e
Pubblico & Privato
nel 1990-96 addirittura 2,29.
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Diagnosi precoce
«sconosciuta» per le donne
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per la prevenzione dei tumori
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Meno marcate invece le differenze sociali nei tassi di mortalità femminili,
comunque osservabili nei casi di neoplasia all'utero, allo stomaco e al polmone.
Un discorso a parte merita il tumore al seno, per cui alla fine degli anni '60 il
rischio di morte era più basso tra le donne non diplomate, probabilmente
grazie al fatto di avere figli in età più giovane e in numero maggiore, fattori
protettivi per le neoplasie mammarie. La differenza si è però ristretta, fino ad
azzerarsi negli anni '90, a causa della maggiore diffusione della diagnosi
precoce e del migliore accesso alle cure per le donne diplomate o laureate.
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«Ricerche simili a quella francese sono in corso anche in Italia, perché la
relazione fra fattori socio-economici e il pericolo di ammalarsi e morire tumore
è un dato ormai certo», spiega Marina Vercelli, responsabile della
comunicazione dell'Associazione Italiana Registri Tumori (Airtum) e dell’unità di
Epidemiologia descrittiva all’Istituto tumori di Genova.
Resta da appurare in maniera più chiara quali siano e quanto peso abbiano i
legami fra il livello culturale di una persona e il suo rischio-tumore. «Diversi
studi, ad esempio, hanno messo in evidenza come l’essere in possesso di una
certa educazione predisponga a prestare la dovuta attenzione ai programmi di
prevenzione, spesso disattesi nelle aree economicamente e culturalmente più
deboli – continua Vercelli -. Allo stesso modo una buona istruzione aiuta a
comprendere quali siano i fattori di rischio (alcol e fumo primi fra tutti) e quali
gli stili di vita e alimentari più corretti.
D’altro canto, alcune ricerche inglesi hanno sottolineato anche l’influenza del
territorio circostante: i ceti meno abbienti solitamente risiedono e lavorano in
zone degradate, con un qualità dell’aria e dell’ambiente peggiori».
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