Comunicato stampa - Museo dell`Ara Pacis

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Comunicato stampa - Museo dell`Ara Pacis
Comunicato Stampa
LA CASA DI RECLUSIONE DI REBIBBIA
APRE LE PORTE ALLA BELLEZZA E APPRODA AL MUSEO DELL’ARA PACIS
Venerdì 14 febbraio il museo accoglie i corsisti del progetto “L’Arte dentro”
Roma, febbraio 2014
Sarà un giorno particolare quello del 14 febbraio per alcuni ospiti della Casa di Reclusione
di Rebibbia. Un San Valentino che li porterà, per qualche ora, fuori dai corridoi del carcere
per incontrare quella bellezza che hanno conosciuto per mesi solo virtualmente.
Infatti anche la sesta edizione del progetto “L’Arte dentro” – promosso da Roma Capitale,
Assessorato alla Cultura Creatività e Promozione Artistica, Sovrintendenza Capitolina ai Beni
Culturali, in collaborazione con Zètema Progetto Cultura – nel corso degli incontri/lezioni
settimanali con i detenuti all’interno della struttura carceraria, avvicina i corsisti a “quanto
di bello” può aspettarli una volta fuori da lì. Un’iniziativa profonda, importante e che
merita tutto il rispetto che si deve dare ad ogni forma di collaborazione inclusiva.
Il corso “La Bellezza a Rebibbia”, iniziato il 25 ottobre 2013 e che si concluderà il 21 luglio
2014, prevede incontri didattici settimanali all’interno della Casa di Reclusione, con
un’archeologa e un botanico supportati a volte, oltre che da testi d’autore, anche da altre
figure professionali, a volte artisti, docenti universitari, personaggi pubblici. E l’articolo 21
– concesso unicamente dal Magistrato di Sorveglianza su indicazione della Direzione
Penitenziaria - permette a gran parte dei partecipanti di visitare i siti museali che fino a
quel momento hanno conosciuto e studiato solo sulla carta e, addirittura, di simulare una
visita guidata nel museo.
Il giorno di San Valentino sarà il museo dell’Ara Pacis ad accogliere la squadra al
completo per una visita che ripercorrerà le tappe dell’ultimo corso di studi. Ma non solo.
Perché durante la mattinata sono previsti anche due flash mob: due corsisti, interpreti del
film “Cesare deve morire” dei fratelli Taviani, dedicheranno i loro monologhi, uno al
ruolo devastante della violenza (Cosimo Rega, l’interprete di Cassio) e l’altro al tentativo
di un giovane estremista di uccidere Pier Paolo Pasolini (Giovanni Arcuri, il Cesare del
film).
Dunque un coinvolgimento totale che vede uniti, in un obiettivo comune, le istituzioni di
Roma Capitale e chi è comunque parte di questa città perché, ricordando lo spirito del
percorso di questo semestre didattico: il segreto di Roma, storia di una grande civiltà che
fece dell’accoglienza e dell’offerta di integrazione la sua più grande fortuna.

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