4 - Lungarno

Commenti

Transcript

4 - Lungarno
GENNAIO 2013
N°3
scenari
THE ITALIAN GAME
teatro
PEP BOU
palco
SUBSONICA
SP
EC
IA
LE
CA
PO
DA
N
N
O
AGENDA EVENTI
di GENNAIO
Sommario
N° 3 • GENNAIO 2013
pag. 4 | the italian game
scenari italiani anni ‘70 e ‘80
di ivan carozzi
Editoriale
di Matilde Sereni
pag. 5 | musical
frankenstein junior
Se state leggendo queste righe significa che siete tra i sopravvissuti alla
fine del mondo.
di chiara barbucci
pag. 6 | sipario
pep bou
Ma non al nuovo Lungarno.
di tommaso chimenti
pag. 7 | palestra robur
casa martelli
di leandro ferretti
pag. 8 | un sex symbol al mese
skuhravy
La cosa già di per sé dovrebbe attutire l’ansia da prestazione del capodanno, considerando che vi aiuteremo anche a districarvi nel marasma
di eventi e fuochi d’artificio.
Resta il fatto che, terminati i sollazzi,
ad aspettarci ci sarà gennaio.
il moderatore
State tranquilli, non vi farò la solita tiritera sul nuovo mese, nuovo anno,
nuove speranze e tutto il resto della
fuffa.
Il 1° gennaio è solamente un nuovo
giorno. E ogni giorno è un nuovo
giorno da cui ripartire.
Non lo carichiamo di importanza
spergiurando su diete che non seguiremo, abbonamenti pulisci-coscienza o promesse impossibili.
pag. 10 | eventi
Immagine istituzionale
agenda gennaio 2013
Restyling e identificazione del marchio dell’Amministrazione Comunale e dello stemma della città di Firenze
5. Il marchIo
Possibili composizioni
a colori
e in bianco e nero.
pag. 11 | firenze
Marchio
dell’Amministrazione
Comunale è da intendersi
il complesso degli elementi
che lo compongono. Il
giglio e le scritte Comune
di Firenze hanno sempre
la stessa proporzione, in
una delle due impaginazioni
indicate qui a fianco.
speciale capodanno
pag. 16 | palco
subsonica
Concerto di Capodanno
in 5 piazze.
11
Comune di Firenze, 2009
di riccardo morandi
Piedi in terra ma testa sulle nuvole;
gambe in spalla ma cuore in gola.
Se vi avanza una mano, agguantateci
Lungarno e prendete appunti.
pag. 18 | itinerari
go contemporary
di leonardo bressan
pag. 16 | domande
Sarà un altro mese carico di iniziative
e concerti, rassegne e divertimenti,
cultura e intelligenza; sfogliare per
credere.
sub pop
di leonardo cianfanelli
pag. 21
pag. 22
parole
suoni
di sara loddo
di gabriele giustini
pag. 23 | matite
Tanto ormai avrete capito che neanche nel 2013 vi libererete di noi.
Buon anno?
nitido
di nicola formosa
Iscrizione al Registro Stampa del Tribunale di Firenze n. 5892 del 21/09/2012
N. 3 - GENNAIO 2013 - Rivista Mensile - www.lungarnofirenze.it
Editore
Associazione Culturale Lungarno
Via dell’Orto, 20 - 50124 Firenze
P.I. 06286260481
Direttore Responsabile
Marco Mannucci
Direttore Editoriale
Matilde Sereni
Responsabile di redazione
Leonardo Cianfanelli
Stampa
Nova Arti Grafiche srl - Signa (Fi)
Distribuzione
Ecopony Express - Firenze
Hanno collaborato
Ivan Carozzi, Leonardo Bressan, Riccardo
Morandi, Gabriele Giustini, Chiara Barbucci,
Il Moderatore, Tommaso Chimenti, Leandro
Ferretti, Sara Loddo, Nicola Formosa.
Nessuna parte di questo periodico può essere
riprodotta senza l’autorizzazione scritta dei
proprietari. La direzione non si assume alcuna
responsabilità per marchi, foto e slogan usati
dagli inserzionisti, né per cambiamenti di
date, luoghi e orari degli eventi segnalati.
Per sapere dove trovare Lungarno, cerca la
lista completa dei punti di distribuzione su
www.lungarnofirenze.it
4
the italian game
di ivan carozzi
scenari italiani
anni ’70 e ’80 in una prospettiva
retromaniaca
theitaliangame.tumblr.com
22 luglio 1982: Mostro di Firenze: una
coppia si rifugia in una casa del Popolo, credendo di essersi imbattuta nel
mostro di Firenze.
27 novembre 1981: Giancarlo
Antognoni, numero dieci della
Fiorentina, e la moglie Rita, pochi giorni dopo il terribile scontro fra Antognoni e il portiere
del Genoa Silvano Martina.
1970: le disavventure di una discendente del poeta.
1977: 4 hippie e un cane
posano per un quotidiano, su Ponte Vecchio.
C’è anche una chitarra.
Lo scatto sembra perfetto per la copertina di
un disco.
1977: Una bomba
scagliata contro la
chiesa del Sacro
Cuore da un fantomatico
gruppo
abortista.
22 marzo 1970: Si sparge la voce che tale Don Ottenio stia per abbandonare il celibato e sposarsi presso la comunità dell’Isolotto, ma il fondatore Don Mazzi smentisce e aggiunge: “I problemi dei preti, sia che
rimangano celibi sia che si sposino, restano sempre problemi di una
classe privilegiata”.
6 novembre 1984: Si celebra
a Firenze il processo a Carol
Compton, baby sitter scozzese accusata di aver tentato più volte d’incendiare,
all’Isola d’Elba, la casa della
famiglia presso la quale
aveva lavorato. Secondo la
stampa inglese si trattarono
di episodi pirocinetici e di
autocombustione, dato che
Carol sarebbe una strega,
dotata di poteri paranormali.
musical
5
di chiara barbucci
dal 3 al 6 gennaio 2013
Teatro Verdi - Firenze
S
Frankenstein
Junior
i può fare!!! Oltre al Dottor Frederick
Frankenstein deve averlo esclamato
anche La compagnia della Rancia
che, dopo molti tentativi, è riuscita
a portare in Italia la versione musical del film
culto di Mel Brooks, da più di tre anni in replica tra le scintillanti luci di Broadway.
La compagnia della Rancia, che ha esordito
con il musical lo scorso novembre a Fermo,
ha subito incontrato l’entusiasmo di critica e
pubblico nelle serate romane al teatro Brancaccio. Scritto da Mel Brooks in persona le
aspettative sulla trasposizione italiana erano
tante. Frankenstein Jr oltre ad essere un film
con un prepotente zoccolo duro di fans e
cultori è anche la commedia più acquistata
in dvd nel nostro paese (più di cinquecento mila copie vendute). La sfida a cui sono
andati incontro il regista Saverio Marconi e
il suo cast non è affatto semplice. Sostituire nell’immaginario comune i personaggi
come lo stimato Dottor Frankenst”i”n interpretato da uno spettacolare Gene Wilder o
l’insolito aiutante Igor è quasi un’impresa
impossibile.
Il cast è stato selezionato tra oltre settecento
aspiranti giovani Frankenstein.
Nel difficile ruolo del protagonista ci sarà
Giampiero Ingrassia che da oltre trenta anni
calca i palcoscenici di tutta Italia e che con i
musical ha un legame particolarmente stretto. Il ruolo di Igor, che fu di Marty Feldman, è
di Mauro Simone (Grease, Pinocchio il grande
musical, regia di Tre metri sopra il cielo). La
mostruosa “creatura” riportata in vita è interpretata dal baritono Fabrizio Corucci.
Nei ruoli femminili troviamo Giulia Ottonello
(Cantando sotto la pioggia, Cats) una delle
poche che, uscita dal talent “Amici”, è riuscita
a togliersi il marchio di prodotto televisivo,
grazie alla sua spiccata vena comica e le sue
indubbie capacità vocali. La sua Elizabeth, la
frigida fidanzata del dottor Frederik, è uno
dei momenti più esileranti del musical. La
Frau Blücher, l’inquietante governante del
castello, è Altea Russo (La Piccola Bottega degli Orrori, A Qualcuno Piace Caldo, Bulli e Pupe,
Hello, Dolly!) mentre la procace assistente
Inga è la brava Valentina Gullace (Jesus Christ
Superstar, Cabaret, High School Musical, Aladin, Salvatore Giuliano).
L’adattamento italiano curato da Saverio
Marconi e Michele Renzullo procede a ritmo
spedito e l’umorismo è elegante e rimane
costante per tutto lo spettacolo. La traduzione di testi e canzoni è curata da Franco
Travaglio. Le coreografie di Gillian Bruce non
hanno niente da invidiare a quelle originali
di Susan Stroman. La scenografia è invece
frutto dell’ottimo lavoro di Gabriele More-
schi che con i suoi effetti tridimensionali
riproduce in maniera perfetta le ambientazioni del film.
La qualità principale di questo musical è
quello di non essere una copia sbiadita del
genitore new yorkese ma di avere una propria identità grazie soprattutto alla bravura
degli interpreti, che non ci stanno ad essere
classificati come attori di “serie b”.
Ma per quei pochi che non hanno ancora visto il film del 1974 ecco un piccolo riassunto.
È il 1913 e il Dottor Frederick Frankenstein,
stimato professore e medico all’università di
Boston, eredita in Transilvania il castello del
defunto nonno, il Barone Viktor von Frankenstein del quale però rigetta le sue sperimentazioni sul ritorno in vita dei defunti.
Arrivato in Romania il giovane medico si
trova circondato da una serie di personaggi
tanto strani quanto divertenti. Il gobbo Igor,
suo aiutante, la svampita e sexy assistente
Inga e l’ex amante del nonno Frau Blücher
(suono di cavalli imbizzariti) che lo incastrerà
e lo spingerà a proseguire il lavoro iniziato
dal barone.
L’esperimento di riportare in vita una creatura prenderà immediatamente una piega
inaspettata quando per un errore dell’assistente Igor verrà impiantato nel cadavere un
cervello anormale e non quello del prescelto
professor e scienziato Hans Delbrück. Il resto
è storia.
E questa storia verrà portata in scena dal 3
al 6 gennaio al Teatro Verdi di Firenze. Vi potrebbe andare meglio? Sì, potrebbe anche
non piovere.
6
sipario
di tommaso chimenti
Pep
Bou
S
e a Firenze vuoi assistere a proposte
teatrali internazionali devi affidarti
al Teatro di Rifredi che soltanto negli
ultimi anni ci ha fatto conoscere da
Serra Yilmaz, ormai fiorentina adottata dopo
le nove stagioni dell’“Ultimo Harem”, ai francesi “Duel”, riportato a casa Paolo Nani, da
anni in Danimarca, la coreografa spagnola
Marta Carrasco, i berlinesi Familie Floz. Una
ricerca che ogni estate porta Angelo Savelli
e Giancarlo Mordini, regista e direttore artistico di Rifredi, ad ispezionare Avignone, a
scovare perle ad Edimburgo.
Torna a Firenze il mago delle bolle di sapone:
il catalano Pep Bou (dal 4 al 6 gennaio). Ha lo
stesso nome di Guardiola, l’allenatore dei record del Barcellona. Le bolle di sapone fanno
pensare ai bambini, alla loro felicità nel vedere creare dal nulla questi minuscoli, e fragilissimi, dirigibili perfetti, talmente rotondi
e sferici e giotteschi che soltanto a guardarli
scoppiano. Immaginazione, fantasia, sogno,
gioco, destrezza, abilità.
Proprio a Rifredi, Pep ha mostrato prima “Bu-
dal 4 al 6 gennaio 2013
Teatro di Rifredi - Firenze
fablanetes”, che è dell’82, e poi “Sabò sabò”,
nato nel ‘90. Con queste due performance
ha vinto il “Festival di Vienna” nel ’85, il premio speciale al “Cannes Theatre” dell’86, il
“Sebastià Gasch Award” del ’90 e il premio
tedesco “Knuhrrhalm” del ’93.
La magia è sempre la stessa, sempre diversa,
intatta, integra, un gioco nel gioco continuo,
una meraviglia che sbalordisce anche i cuori più duri, anche i ghigni più cinici. Le bolle
di sapone sono ecologiste e non violente.
Stupisce il pubblico con le sue creazioni
che resistono il tempo di un sorriso, quanto un lieve battimano, piccoli o giganteschi
palloncini gonfiati fatti d’aria e genio, quasi
Barbapapà, illusioni che si liquefanno in un
arcobaleno di colori, in un puff improvviso.
Il “Buster Keaton del biodegradabile”. È un
alchimista che toccando un liquido stregato
riesce a dargli forma e vita. Soffia dentro un
tubo-flauto come il pifferaio magico o l’incantatore di serpenti, domatore di nuvole.
Le costruzioni fragili si muovono e si contorcono ai suoi voleri, traballano come gelatine.
Pep crea, inventa, disegna nuove forme fluttuanti nell’aria: amebe, ectoplasmi, pianeti
pronti a svanire nel nulla come dal niente
sono apparsi. Tutto è magia, incantesimo e
sortilegio, tutto è colmo di bellezza e fascino, ritmo. Fragilità e perfezione, fallibilità e
bellezza: “Mi piacciono le bolle di sapone, e
mi piacciono perché alla fine scoppiano”. Le
mani di Pep si muovono leggere con infinita
grazia accarezzando con dolcezza le nuove
creature, le tocca come fossero figli propri,
le dispone con cura come uova nel vimini.
Pep è un Mangiafuoco che tira i suoi “burattini di sapone” con ragnatele invisibili, è un
domatore che attrezza l’arena. Trasparenza,
ma anche distorsione, immagini che si sovrappongono e si scambiano, mutano miscelandosi, cambiano confondendosi. Per
riscattare il fanciullino ingabbiato dentro
ognuno di noi.
palestra robur
Casa
I
Martelli
7
di leandro ferretti
lezioni di ginnastica culturale per fiorentini
l mondo non finisce da Feltrinelli.
Nel senso che poco dopo venendo dalla Stazione (o poco prima
se arrivate dal Duomo, fate voi)
c’è una strada dedicata a Ferdinando Zannetti, ovvero il chirurgo che
operò la gamba di Garibaldi ferito in
Aspromonte e che aveva magione
nell’attigua via de’ Conti. Si apre in
questa strada uno dei grandi tesori
poco conosciuti della talora stereotipata Firenze, Casa Martelli, palagio da
tre anni dopo lungo riassetto aperto
alla fruizione museale, seppur due
sole mezze giornate a settimana. Dimora di un’antica famiglia fiorentina
della quale si hanno notizie fino dalla
prima metà del Trecento nella persona dell’avo Martello di Ghetto, fu
fatto costruire nel Seicento da Marco
di Francesco Martelli, uomo assai ben
introdotto alla Corte medicea e abile
restauratore delle fortune finanziarie
della famiglia, basate su una compa-
gnia mercantile. Più volte rimaneggiato da allora, rimane uno straordinario
esempio di palazzo gentilizio con una
quantità inesauribile di trucchi teatrali, di trompe l’oeil, di spazi immaginari
che lo rendono prima di tutto un luogo sognato. Se non bastasse l’imponente quadreria del primo piano, con
i dettagli del mobilio e degli accessori, l’ingresso e il piano terra sono uno
stupefacente percorso nell’illusione
spaziale: il finto Giardino d’Inverno,
così dipinto perché non c’era posto
per un giardino vero, e la Sala da Bagno, che ha persino delle finte rovine
realizzate col pennello. Nel silenzio
delle stanze ci si dimentica di essere
a due passi da San Lorenzo, dalle Cappelle Medicee e dal Duomo. Curiosità,
ci vuol curiosità per andare oltre la
buccia sovente spessa di questa città.
Perdersi nelle strade, dimenticare le
storie consuete e ascoltarne di nuove.
Buon duemiladodici a tutti.
Cara Valentina
Qualche sera fa ero seduta al solito tavolo del solito bar. Una ragazza, piuttosto sbronza, mi mette una mano sulla spalla e...
scusa, scusa! ... ti ho scambiato per... oh, scusa, davvero, ma tu... sei così sorridente e... e... ti vedo saltellare per i prati senza
paura di farti male. Insegnami a non farmi male. Per favore...
Ora.
Se c’è una persona poco solare e poco incline a quella dinamica di socializzazione per cui gli sconosciuti chiaccherano in
treno, quella sono io. Credo che l’alcol ingerito abbia proverbialmente trasformato un cavolo in una capra saltellante nella
povera testa della povera tizia.
Ma sapete com’è, a volte gli eventi casuali colpiscono l’attenzione anche più del dovuto e il mio cervello ha cominciato a ruminare canticchiando sottovoce “Cara Valentina il tempo non fa il suo dovere e a volte peggiora le cose...”
Mi sono chiesta perché una sconosciuta venisse da me a chiedere aiuto, mi sono chiesta perché alcune delle conversazioni
più imbarazzanti avvengono in chat o perché molte persone pagano qualcuno per essere ascoltati. Abbiamo bisogno dell’anonimato per non vergognarci e di un occhio esterno e distaccato, perché è da lontano che si riesce ad avere una chiara
visione di insieme. Bene cari miei, ho deciso: metto il mio occhio (e la mia penna) a disposizione. Da oggi potrete scrivermi
per chiedere un consiglio, per raccontare una storia o per mandare quella lettera, scritta tra lacrime e sangue e mai spedita.
Metteteci il cuore, perchè tutto ciò che ci serve è l’amore. Di me e del mio giudizio fregatevene, il vostro anonimato è garantito ed io in fondo non esisto.
Valentina
scrivete a [email protected]
8
clubbing
un sex symbol al mese
di andrea mi
“Si chiama Thomas Skuhravy / Con le sue reti si vola...
Fai un’ altra capriola / Fai un’ altra capriola...”
L
il moderatore
Una non precisata (ma di certo illuminata) mente alle
prese con la vera essenza della bellezza
a Boemia è una regione della attuale repubblica Ceca, che ai calciofili è nota più che altro
per aver dato i natali all’oracolo Zeman, ma vorrei ricordare che, proprio all’inizio dell’escalation dell’allenatore con il suo “Foggia dei Miracoli”, una ingombrante figura giunse in
Italia da quelle stesse latitudini, dopo un ottimo biglietto da visita ai mondiali del ’90.
Fu il Genoa infatti ad ingaggiare l’attaccante dopo i suoi cinque goal con la maglia dell’allora Cecoslovacchia, per inciso una maglia indimenticabile con motivi magnificamente sospesi fra lo stalinismo ed il proto-hipsterismo, che lo incoronarono vice-capocannoniere (alle spalle di Schillaci)
dell’estate mondiale italiana.
Skurhavy arrivò nella città della lanterna con tutto il fardello del suo monolitico fascino, pancia da
birra e mullet inclusi, facendo perdere la testa alla passionale tifoseria rossoblu, pronta a ricoprire
di incondizionato amore quel gigantesco bomber venuto dall’Est, che celebrava ogni rete con una
capriola che nessuno si spiega ancora come potese risucire sistematicamente a chiudere in modo
perfetto, data la stazza che si ritrovava...
Sei anni per entrare nella storia del Genoa, a suon di goals e di scorribande fra i vicoli della Città
Vecchia – d’altra parte non è colpa sua se si è ritrovato come compagno di attacco quel “Pato” Aguilera in seguito condannato per sfruttamento di prostituzione – e poi il ritiro a Varazze, dove tuttora
vive e dà il meglio di se in una emittente locale commentando le partite (spero) a forza di rutti.
Skuhravy
Ricordi di un capodanno
scombinato, romantico, nostalgico.
Manda uno scatto di un tuo capodanno recente o remoto a [email protected]
entro il 5 febbraio 2013 e diventa nostro fan su facebook per scoprire chi sarà ospite di
Lungarno al concerto di Glen Hansard al Viper Theatre il 22 febbraio 2013.
www.facebook.com/lungarnofirenze
follow us @LungarnoFirenze
Gennaio
07 lun
14 lun
CANCER BATS - Cycle Club (Calenzano) ing. NP
RICORDA CON RABBIA - Teatro Verdi (Santa Croce sull’Arno) ing. 13/18 euro
01 mar
08 mar
15 mar
IL LIBRO DELLA JUNGLA - Teatro di Cestello (Firenze) ing. NP
NEW YORK GOSPEL CHOIR - Teatro Metastasio (Prato) ing. 12 euro
LA CUCINA DEGLI ANGELI - Teatro Reims (Fireze) ing. 12 euro
LA BEFFA DEL GRASSO LEGNIAIUOLO - Teatro di Rifredi (Firenze) ing. 14
euro
AMLETO² - Teatro della Pergola (Firenze) Ing. 15/30 euro
LE GORILLE - Glue (Firenze) ing. gratuito
PITTI IMMAGINE UOMO - Fortezza da Basso (Firenze) ing. NP
QUESTA SERA SI RECITA A SOGGETTO - Teatro della Pergola (Firenze) ing.
15/30 euro
ENRICO BRIGNANO - Mandela Forum (Firenze) ing. 28/69 euro
DIE WALKÜRE DI RICHARD WAGNER - Teatro del Maggio Musicale
Fiorentino (Firenze) ing. NP
LA RESISTIBILE ASCESA DI ARTURO UI - Teatro Excelsior (Empoli) ing. 19
euro
02 mer
09 mer
16 mer
JEALOUSY PARTY + GUEST - Capanno Blackout (Prato) ing. gratuito
HOLIDAYS JAM - Ex Wide (Pisa) ing. gratuito
IL TESORO NASCOSTO DEL MUSEO - Museo Marino Marini (Firenze) ing.
6 euro
VEDERE LE STELLE - Palazzo Medici Riccardi (Firenze) ing. 4/7 euro
GUITARRISMO [STORIE DI CHITARRE, SESSO, INCOMPRENSIONI - VOL. 1] Glue (Firenze) ing. gratuito
THE RUST AND THE FURY - Capanno Blackout (Prato) ing. gratuito
MOSTRA DI PITTURA DI MARCELLO SCARSELLI - Limonaia Palazzo Medici
Riccardi (Firenze) Ing. NP
RASSEGNA DI TEATRO AMATORIALE - Teatro Puccini (Firenze) ing. NP
STORIA DEL CINEMA FRANCESE - Institut Français (Firenze) ing. NP
UNMADE BED - Capanno Blackout (Prato) ing. gratuito
03 gio
10 gio
17 gio
CHRONICLE di Josh Trank - Glue (Firenze) ing. gratuito
WALKING THE COW - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
FRANKENSTEIN JUNIOR - Teatro Verdi (Firenze) ing. 25/37 euro
WERNER - Palazzo Strozzi (Firenze) ing. gratuito
… E ORA PARLIAMO DI KEVIN di Lionel Shriver - Glue (Firenze) ing. gratuito
FLORA E FAUNA - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
CON FIRENZE NEL CUORE DI E CON RICCARDO MARASCO - Teatro di
Cestello (Firenze) ing. NP
LE BEATRICI DI STEFANO BENNI - Teatro di Rifredi (Firenze) ing. 14 euro
LA GUERRA È DICHIARATA di Valerie Donzelli - Glue (Firenze) ing. gratuito
NICCOLÒ CARNESI - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
ARTÙ E MERLINO - Teatro Cantiere Florida (Firenze) ing. 15 euro
75° PITTI IMMAGINE BIMBO - Fortezza da Basso (Firenze) ing. NP
IMPROZERO 2.0 - Circolo Vie Nuove (Firenze) ing. gratuito
L’ULTIMO HAREM - Teatro di Rifredi (Firenze) ing. 14 euro
COSÌ È (SE VI PARE) - Teatro del Popolo (Castel F.no) ing. NP
04 ven
11 ven
18 ven
IL MAGO DI OZ - Teatro Puccini (Firenze) ing. 16 euro
KING OF THE OPERA - Glue (Firenze) ing. gratuito
UOMO PIGIAMA+ CECCO & CIPO - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
10° CONTEMPOARTE FESTIVAL - Firenze-Prato ing. gratuito
PEP BOU - Teatro di Rifredi (Firenze) ing. 14 euro
HALLO DOLLY ! HALLO - Teatro Le Laudi (Firenze) ing. NP
REBUFAPLANETES - Teatro di Rifredi (Firenze) ing. 14 euro
NASCOSTO DOVE C’È PIÙ LUCE - Teatro Puccini (Firenze) ing. 18/22 euro
THE VENKMANS - Ex Fila (Firenze) ing. 3 euro
FIRENZE SUONA PROG feat. LE PORTE NON APERTE, GOAD, SPETTRI, IL
TEMPIO DELLE CLESSIDRE - Viper Theatre (Firenze) ing. 10 euro
DRUNK IN PUBBLIC - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
SEX MACHINE - Teatro Cantiere Florida (Firenze) ing. 15 euro
VIBRANITE - Auditorium FLOG (Firenze) ing. 3 euro
OCCIDENTE SOLITARIO - Teatro Puccini (Firenze) ing. 18/22 euro
UMBERTO MARIA GIARDINI (ex Moltheni) - Glue (Firenze) ing. gratuito
MARK TESLA + GO-ZILLA - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
MARGHERITA HACK E GINEVRA DI MARCO - Teatro Nazionale (Quarrata)
ing. 14/16 euro
LA SIGNORINA MARGHERITA -Teatro Lumiere (Firenze) ing. 15 euro
UN ISPETTORE IN CASA BIRLING - Teatro Dante (Campi Bisenzio) ing. NP
05 sab
12 sab
19 sab
PARTY DJ-SET - Glue (Firenze) ing. gratuito
THE ELECTRIC FLASHBACKS - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
DIAFRAMMA - Auditorium Flog (Firenze) ing. 10 euro
VISION OF JOHANNA + INTIMISSIMO - Capanno Blackout (Prato) ing.
gratuito
NOBRAINO - Karemaski (Arezzo) ing. 10 euro
HANG ON NIGHT - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
JOHNNY MOX / HOLY / MALAISE / LA PIRAMIDE DI SANGUE - Karemaski
(Arezzo) ing. 5 Euro
GATTI MEZZI + I MATTI DELLE GIUNCAIE - Auditorium FLOG (Firenze) ing. 8
PINOCCHIO LIVE JAZZ - Circolo Vie Nuove (Firenze) ing. 10 euro
CENERENTOLA - Teatro Verdi (Firenze) ing. 4 euro
IL CAPPOTTO Di Nikolaj Vasil’evic Gogol’ - Teatro Le Laudi (Firenze) ing. NP
TENAX EXHIBITION - IED (Firenze) ing. gratuito
GINO E LUNGALÙ - PARTY DJ SET - Glue (Firenze) ing. gratuito
LE FURIE - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
THE PLAYER - Museo Marino Marini (Firenze) ing. 4 euro
NOBRAINO + MARTINICCA BOISSON - Auditorium FLOG (Firenze) ing. 10
MAGELLANO - Capanno Blackout (Prato) ing. gratuito
ASSOLI: KOHLHAAS - Teatro di Cestello (Firenze) ing. NP
06 dom
13 dom
20 dom
CAVALCATA DEI MAGI - Centro Storico (Firenze) ing. gratuito
MERCATO DEL PICCOLO ANTIQUARIATO - Fiesole (Firenze) ing. gratuito
NEL PARCO UNA DOMENICA D’INVERNO - Parco Mediceo di Pratolino
(Firenze) ing. 5 euro
SUSSI E BIRIBISSI - Teatro della Pergola (Firenze) ing. 6 euro
IL CLOWN DEI CLOWN - Teatro Verdi (Firenze) ing. 19/31 euro
FIERA DI S. SPIRITO - Piazza Santo Spirito (Firenze) ing. gratuito
MALDAMORE - Teatro Shalom (Empoli) ing. 17/19 euro
I DUE GOBBI - Teatro Puccini (Firenze) ing. 7 euro
ARTIGIANI IN PIAZZA - Fiesole (Firenze) ing. gratuito
FIERUCOLA D’INVERNO - Piazza S. Spirito (Firenze) ing. gratuito
HEIDI IL MUSICAL - Teatro Politeama Pratese (Prato) ing. 15/20 euro
Perché a Firenze non c’è mai niente da fare...
21 lun
28 lun
Dove
22 mar
29 mar
UN MARITO IDEALE - Teatro della Pergola (Firenze) ing. 15/30 euro
VUOTI A PERDERE - Teatro Puccini (Firenze) ing. 13/15 euro
KAFKA ON THE SHORE - Glue (Firenze) ing. gratuito
TANGO MACHO - Teatro Verdi (Firenze) ing. 25/37 euro
LA TORRE D’AVORIO - Teatro della Pergola (Firenze) ing. 15/30 euro
22° EDIZIONE DEL PREMIO ‘BEL SAN GIOVANNI’ - Palazzo Vecchio
(Firenze) ing. NP
VARIAZIONI ENIGMATICHE - Relais Santa Croce (Firenze) ing. NP
CAMERATISTICO - Ridotto del Politeama Pratese (Prato) ing. NP
23 mer
30 mer
IMPROVISTI - Glue (Firenze) ing. gratuito
VINTAGE SELECTION - Stazione Leopolda (Firenze) ing. 5 euro
STADIO - Teatro Verdi (Firenze) ing. 20/36 euro
ADRIANO MODICA - Capanno Blackout (Prato) ing. gratuito
24 gio
31 gio
LA TEMPESTA - Teatro della Pergola (Firenze) ing. 13/15 euro
MARCO PARENTE - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
SQUARCICATRICI - Capanno Blackout (Prato) ing. gratuito
JAZZ WIDE SESSIONS FEAT. DIMITRI J. ESPINOZA & TITO MANGIALAJO Ex Wide (Pisa) ing. gratuito
ALDO GIOVANNI E GIACOMO TOUR TEATRALE - Teatro Verdi (Firenze)
ing. NP
STADIO - Teatro Verdi (Firenze) ing. 20/36 euro
ADRIANO MODICA - Capanno Blackout (Prato) ing. gratuito
25 ven
ARTY DJ SET - Glue (Firenze) ing. gratuito
NICCOLÒ FABI - Teatro Puccini (Firenze) ing. 20/25 euro
THE HACIENDA - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
THANK YOU FOR THE DRUM MACHINE - Karemaski (Arezzo) ing. 8 euro
IL CORSARO NERO - Teatro Cantiere Florida (Firenze) ing. 15 euro
IL MATRIMONIO PUÒ ATTENDERE - Teatro Lumiere ing. 15 euro
TIPPA IRIE + BENNY PAGE - Auditorium FLOG (Firenze) ing. 8 euro
26 sab
CLAUDIO GIOVAGNOLI QUARTET - Pinocchio Jazz (Firenze) ing. 10 euro
ALESSANDRO FIORI - Sala Vanni (Firenze) ing. 10 euro
HYPE NIGHT con “Drop Circles” - Tender Club (Firenze) ing. gratuito
MEG + COLAPESCE - Auditorium Flog (Firenze) ing. 12 euro
PINOCCHIO NON C’È - Teatro della Pergola (Firenze) ing. 6 euro
FUZZ ORCHESTRA - Capanno Blackout (Prato) ing. gratuito
MARLENE KUNTZ - The Cage Theatre (Livorno) ing. 15 euro
27 dom
L’OUTLET DELLA MUSICA - Villa Medicea La Magia (Quarrata) ing. 5 euro
DOMENICHE DA FAVOLA - Teatro Everest (Firenze) ing. NP
CIOMPI MENSILE ANTIQUARIATO - Piazza de’ Ciompi (Firenze) ing. gratuito
Auditorium Flog
Via Michele Mercati, 24 Firenze
Biblioteca delle Oblate
Via dell’Oriuolo, 26 Firenze
Caffè LaCité
Borgo San Frediano, 20 Firenze
Cinema Odeon
Via dÈ Sassetti, 1 Firenze
Circolo Aurora
Viale Vasco Pratolini, 2 Firenze
Ex Fila
Via Mons. Leto Casini, 11 - Firenze
GLUE - Alternative Concept Space
Viale Manfredo Fanti, 20 - Firenze
Museo Marino Marini
Via della Spada, 1 - Firenze
Nelson Mandela Forum
Viale Malta, 6 - Firenze
NOF Gallery
Borgo San Frediano, 17 - Firenze
Nuovo Teatro dell’Opera
Viale Fratelli Rosselli, 1 - Firenze
Palazzo Strozzi
Piazza degli Strozzi - Firenze
Sala Vanni
Piazza del Carmine, 14 - Firenze
Stazione Leopolda
Viale Fratelli Rosselli, 5 - Firenze
Teatro della Pergola
Via della Pergola, 18 Firenze
Teatro di Rifredi
Via Vittorio Emanuele II Firenze
Teatro ObiHall
Via Fabrizio De André, 50 - Firenze
Teatro Puccini
Via delle Cascine, 41 - Firenze
Teatro Verdi
Via Ghibellina, 101 - Firenze
Tender Club
Via Alamanni - Firenze
Viper Theatre
Via Pistoiese - Via Lombardia - Firenze
per scaricare la versione digitale www.lungarnofirenze.it
LIKE US ON FACEBOOK
www.facebook.com/lungarnofirenze
FOLLOW US ON TWITTER
@LungarnoFirenze
per segnalare i tuoi eventi
[email protected]
per collaborare con noi
[email protected]
per la tua pubblicità
[email protected]
16 palco
di riccardo morandi
Nuvole rapide
Riassunto improvvisato su una band nata per fare ballare
C
osa sono i Subsonica? Gioventù.
Menischi sofferenti. Cappellino
anche a letto. Triplo microfono.
Tastiere sciancate. Batterie filiformi ma con suoni degni di un club berlinese. Casse in quarti. Casse. Distorsioni. Stilosi
chitarristi “maturati”. Testi al limite dell’incompresibilità, pieni di splendide assonanze
letterali, in una specie di preludio a quello
che sarebbe diventato lo stile giovane dei
cantautori disagiati del nostro tempo, degli
anni zero diciamo.
Una band improbabile? Se hai ventitre anni
assolutamente no. Se avevi ventitre anni
quando la musica rock mescolata all’elettronica era in auge era praticamente la musica
perfetta.
Facciamo un passettino indietro, una breve
storiella. C’erano i Chemical Brothers, questi
due londinesi che sparavano bene e mescolavano bene chitarre e casse. C’era Fatboy
Slim, al secolo Norman Cook, ex bassista dei
grandi The Housemartins. Lui faceva presto,
due campioni e cassa a diritto.
Arrivò Moby, che sembrava (sembra ancora)
un commesso psicolabile della periferia di
Birmigham.
“E che noi in Italia stiamo a guardare?”, si
domandò Max Casacci? Chiamati a raccolta
Samuel e Boosta dagli Amici di Roland, una
tribute band il cui repertorio erano in pratica sigle TV, si aggiunsero Ninja, batterista di
Ornella Vanoni e PierFunk, musicista della
zona.
La formula c’era. A Samuel imposero il cappellino per coprire la fluente capigliatura
che drammaticamente lo faceva somigliare
a Bruce di Holly e Benji. A Boosta non imposero niente, se non una lucertola nelle mutande per farlo muovere: poi lui si inventò
la tastiera col mollone, roba che l’avessero
visto i Kraftwerk l’avrebbero fatto internare.
Gli altri c’erano, ma come è normale in ogni
band, erano defilatissimi. Casacci, il “vecio”
li dominava col suo stile sobrio da quarantenne musicista. La città era perfetta, Torino.
C’erano i locali, i famosi Murazzi, luogo mitologico in quei fine ‘90. C’era la gente. C’erano
i soldi, in quell’Italia oramai lontana della
“new economy”. C’era MTV in Italia, quella
del primo MTV Day. La tv con la Maugeri coi
capelli blu, del suo inglese inutilmente perfetto. Con il grande Massimo Coppola ed il
meno grande Marco Maccarini. Con Andrea
17
Pezzi, meteora di lusso per la televisione.
Con Francesco Mandelli ancora “non giovane”.
C’erano tante altre band in quella specie di
rinascimento italiano del rock laccato. Bluvertigo con Morgan giovane che ancora riusciva a cantare. I Prozac+ di “Acido Acida”.
Carmen Consoli che non cantava in siciliano
le storie delle madri catanesi bastonate dai
mariti. C’erano i primi mp3 scaricabili. C’erano le prime chat, internet col modem (i ricchi avevano l’ISDN).
C’ero io.
A me piacevano i Subsonica, sono sincero.
Non ho mai capito un testo, ma mi piacevano perché ai concerti era una festa. Tutti a
saltare. Piacevano anche ai cosiddetti truzzi,
perché diciamocelo, anche loro erano un po’
truzzi. Piacevano perché il pubblico ai concerti era per la maggioranza femminile.
Tutti gli occhi per Boosta il modello: qualche
ragazza preferiva Samuel il pacioccone, affidabile e normale. Qualcuna per Ninja, ma
quello era dettato da una specie di sentimento materno.
Altra parentesi: il prototipo di ragazza dei
concerti dei Subsonica. Presto detto, basta
guardare il video di “Nuova Ossessione”: capello mediamente corto di piglio consoliano, zainetto rigoroso, maglietta preferibilmente usata marca Adidas (sdoganata non
da loro ma da Gian Maria dei Prozac+, va
detto).
Alcune osavano zeppa Fornarina, una scarpa
uscita direttamente dai prototipi per astronauti della missione Apollo III.
Di rock c’era poco, ma era molto bello per
questo. Spesso si cimentavano in cover audaci (ricordo perfettamente un “My blues is
you” dei Neon eseguita a Siena), avevano
il pezzo impegnato del primo disco quale
“Preso Blu” che è veramente un gran brano,
degno della migliore canzone pop.
Avevano delle collaborazioni coi controfiocchi, da Claudio Coccoluto, a Daniele Silvestri, a Morgan. Un’ottima intuizione, funzionava perfettamente. Una potenza.
Portare il club in funzione di un concerto
di massa, cantando in italiano era roba non
da poco. I Subsonica ce l’hanno fatta, unici
e ottimi: dal vivo la loro potenzialità è roba
grossa, una macchina assoluta. Affrontarono
anche Sanremo, ed andò molto molto bene:
il singolo era veramente una hit, al contra-
rio di band che al festival dei fiori fecero una
buona figura ma che non seppero consegnare una canzone forte al loro repertorio.
E più che passa il tempo più che dici: ”Ancora loro?”. Si, ci sono ancora. Lavorano ancora,
fanno bene,fanno dischi e grandi concerti.
Perché intendiamoci, i concerti erano roba
figa. Erano un appuntamento fisso perché se
volevi ballare, loro c’erano, e non c’era modo
di non ballare e non sciancarsi.
Anche se non si capiscono delle frasi, ma si
sa che anche quello che cantava Battisti a
volte definirlo cripitico è ancora un eufemismo.
Ma adesso mi piacerebbe che qualcuno mi
spiegasse come si riesce a scrivere “Oggi il
tuo diagramma del cuore è schermo piatto in
nebulose stagnanti”.
Forse sul palco di capodanno Samuel lo
spiegherà, ma non credo. Forse sai quasi
quasi che faccio?
Mi metto la felpa termica, mi taglio i baffi,
bevo una birra media in plastica e vado a
Firenze a farmi il Capodanno in piazza. In
mezzo a tante altre felpe termiche ed ai ragazzi che ballano divertiti, come facevo io.
La migliore gioventù ancora.
photo: www.subsonica.it
sul cielo di Torino
18 itinerari
di leonardo bressan
Go
Contemporary!
N
asce a Firenze con lo sguardo rivolto alle metropoli del mondo
Go Contemporary!, il primo tour
operator italiano specializzato in
viaggi alla scoperta dei luoghi e dei volti che
ruotano intorno al mondo dell’arte contemporanea. Nell’ultimo decennio si sono moltiplicati i luoghi di fruizione della creazione
contemporanea ed il crescente interesse verso le forme artistiche del mondo in cui viviamo sta generando una domanda sempre più
specifica di viaggi verso mete irrinunciabili
per chi vuole seguire da vicino i trend più attuali del settore. Go Contemporary! nasce con
l’intento di colmare le lacune di un mercato
italiano del viaggio che ancora non soddisfa
le richieste di una clientela esigente alla ricerca di un’esperienza di continua scoperta
dei luoghi dedicati al contemporaneo. Visite
guidate alle mostre evento del momento,
incontri con curatori e artisti locali, ingressi
privilegiati alle più grandi fiere d’arte contemporanea, visite di studi d’artista e di collezioni private. Go Contemporary! si propone
come un passaporto privilegiato per essere
in prima fila ai maggiori eventi dell’arte contemporanea mondiale. Il tutto senza lo stress
dell’organizzazione del viaggio: l’agenzia
offre infatti pacchetti tutto incluso con volo
da Pisa o Firenze, transfer aeroporto /città,
sistemazione in hotel di design con prima
colazione inclusa, visite guidate ed ingressi
inclusi in tutti i luoghi visitati, oltre ad un comodo pass di trasporto urbano per poter godere appieno della libertà di spostarsi in città.
Viaggi per i nuovi
nomadi contemporanei
I tour vengono organizzati in piccoli gruppi
di massimo venti partecipanti, per riuscire
a contenere i costi senza perdere di vista la
qualità di un servizio personalizzato. Gli itinerari Go Contemporary! nascono nell’ottica
di svelare il lato più attuale delle metropoli
mondiali, dove arte, design ed architettura si
fondono per creare luoghi di commistione e
di condivisone delle dinamiche contemporanee. Go Contemporary! nasce dall’idea di creare un’agenzia di viaggi unica nel panorama
italiano, mettendo a disposizione la passione
e la competenza nell’organizzare viaggi abbinandola a quella per l’arte. Dopo un primo
viaggio a Parigi alla scoperta del Palais de Tokyo e della Fondation Cartier con la bellissima
personale dell’artista cinese Yue Minjun, il
programma per il 2013 di Go Contemporary!
si preannuncia decisamente interessante. In
febbraio tappa a Madrid per Arco, la prima
grande fiera d’arte contemporanea dell’anno.
La capitale spagnola per un fine settimana
si trasforma nella capitale europea dell’arte
contemporanea, con eventi sparsi ai quattro
angoli della città, dal Matadero alla Fundacion
Canal, dall’Istituto di cultura italiano che ospiterà un progetto site specific di Patrick Tuttofuoco, al centro Cibeles. In primavera sarà
poi la volta di Berlino e Stoccolma: la prima
non ha bisogno di presentazioni, la capitale
tedesca è la vera capitale europea della produzione contemporanea e grazie ad artisti
e curatori locali con cui Go Contemporary!
collabora, sarà possibile scoprire una Berlino
davvero unica ed affascinante. La capitale
svedese ha invece un enorme potenziale ancora sottovalutato di piccole istituzioni museali e di fondazioni che organizzano mostre ed
eventi legati al contemporaneo di alto livello,
in un ambito urbano stimolante e ricettivo
alle influenze artistiche più ricercate. All’inizio
dell’estate poi tutti a Venezia per la biennale
“giovane” di Massimiliano Gioni e in seguito
rotta su Basilea, per la 44esima edizione di
Art Basel, la fiera d’arte contemporanea più
importante del mondo, che in un solo fine
settimana riesce a “raggruppare” il gotha internazionale dei più grandi artisti, galleristi
e curatori mondiali. Da non dimenticare infine, le collaborazioni con istituzioni museali
italiane che Go Contemporary! intraprenderà
nei prossimi mesi, con programmi di viaggio
specifici ritagliati su misura per ogni museo o
fondazione.
www.gocontemporary.it
nella foto: Kinderkreuzzung, di Martin Honert
Hamburger Banhof - Berlino
domande 19
di leonardo cianfanelli
G
razie ad un abuso di potere, Lungarno è riuscito ad intervistare mr. Ryan Oxley, curioso e simpatico ragazzo di base a
Londra, rappresentante per l’Europa della storica label musicale SUB POP Records (sì sì, proprio quella che ha lanciato i
Nirvana!!!), che tante cose belle
ha sfornato e continua a sfornare in questi anni.
Questo è quello che è venuto
fuori dalla nostra breve, ma interessante chiaccherata:
del settore e al modo in cui alle persone piace ascoltare e acquistare
musica. Ci perdiamo veramente un sacco di tempo e fatica, ma i prodotti che facciamo uscire nel mondo, oltre al nostro doveroso orgoglio, suscitano ancora grande interesse e attenzione nel pubblico. Lavoriamo a
stretto contatto con i nostri artisti e lasciamo loro un sacco di
libertà di esprimere la propria
arte. Noi siamo qui per agevolare questo processo e per
fornire la nostra competenza
in modo che il prodotto finale
sia realizzato nel miglior modo
possibile. Allo stesso tempo
stiamo cercando di guardarci intorno per cercare nuove
forme di guadagno oltre alla
classica vendita di musica registrata.
Sub Pop
Ciao Ryan, sappiamo che sei
una persona piena di impegni
e ti ringraziamo per il tempo e
la disponibilità che ci hai dedicato. Partiamo con la prima
domanda:
- Vuoi raccontarci com’è andata che da consumare i dischi
degli artisti SUB POP nella tua
cameretta, ci sei finito a lavorare insieme?
Non ti nascondo che mi sembra ancora un sogno e ogni
tanto mi ritrovo a darmi pizzicotti da solo da quanto sia
incredibile. Ovviamente la SUB
POP è stata una label molto influente e importante nella mia
vita, colonna sonora costante
nel corso degli anni. Come ho
finito a lavorare qui? Semplice!
Li ho pedinati un paio di giorni a giro per Londra e poi li ho
fatti ubriacare a Camden Town
(ride).
- Sappiamo che hai avuto la
fortuna di andare a Seattle,
nel quartier generale SUB
POP dove TANTO è nato.
Come hai vissuto questa esperienza? Hai qualche
aneddoto particolare da illustrarci?
Un’altra mia grande fortuna è che devo andare a Seattle almeno un paio di volte all’anno per aggiornarmi e formarmi. Quel posto è per metà un museo e
per metà uffici. Il clima è piacevole e giovane, tutti vengono trattati con
rispetto e genuinità. È come essere in una grande famiglia. Gli aneddoti
più divertenti sono probabilmente legati ai canini che circolano nei vari
uffici, col vizietto di pisciare alle scrivanie delle persone...
- L’avvento del digitale, il brusco calo delle vendite dei CD e il ritorno
del vinile in punta dei piedi sono cose note per la scena musicale indipendente e non contemporanea, te come la vedi? È davvero messa
così male?
Penso che la bellezza della SUB POP, come di altre etichette indipendenti, è quella di essere in grado di adattarsi rapidamente ai cambiamenti
- Molto spesso Firenze è superficialmente considerata
“provinciale”, luogo comune
che stiamo cercando di sdoganare anche col nostro giornale. Visto che sei passato di
recente da queste parti, che
impressione ti ha fatto la nostra città?
Purtroppo non ho avuto molto
tempo per scoprire la vostra
città, anche perché durante la
mia breve permanenza sono
stato vittima di una intossicazione alimentare. Non vedo
l’ora di tornare e ripartire da
zero. Comunque sia, da quello
ho potuto vedere, Firenze ha
l’aspetto di una città molto bella e vivibile.
- È fine anno e anche se la domanda è scontata, dobbiamo fartela per forza: i
tuoi dischi migliori del 2012?
Ahhh!! Questa è sempre una domanda molto impegnativa (ride). Non penso di averne uno in particolare, ma una menzione sicuramente potrebbero
averla Daughn Gibson, Mac DeMarco, Cold Pumas, Sauna Youth, Woods,
Joey Bada$$ e i The Babies. Come vedi, non ho incluso uscite SUB POP!
(sorride).
- Guardando un attimo nel futuro, quali artisti pensi che caratterizzeranno il prossimo anno?
Altra questione spinosa... personalmente sono curioso di vedere se gli
Eagulls di Leeds confermeranno quanto di bello hanno fatto fino ad ora.
Spero anche che Daughn Gibson riesca a fare un bel botto!
Grazie ancora, speriamo di rivederti presto da queste parti. Take Care!
GEN 2013 –– MAR 2013|FIRENZE
LE NOZZE DI FIGARO
FIRENZE SUONA PROG CON LE PORTE NON APERTE / GOAD /
SPETTRI / IL TEMPIO DELLE CLESSIDRE 11.01.2013|VIPER THEATRE
NICCOLÒ FABI 25.01.2013|TEATRO PUCCINI
ALESSANDRO FIORI 26.01.2013|SALA VANNI
ALESSANDRO GRAZIAN 10.02.2013|SALA VANNI
BACHI DA PIETRA 21.02.2013|SALA VANNI
GLEN HANSARD 22.02.2013|
22.02.2013|VIPER
VIPER THEATRE
BAUSTELLE 23.02.2013|
23.02.2013|TEATRO
TEATRO COMUNALE
BRAD 24.02.2013|
24.02.2013|VIPER
VIPER THEATRE
EDDA 02.03.2013|SALA VANNI
NEGRITA 07.03.2013| OBIHALL (EX SACHALL)
COMING SOON
ROBERTO ANGELINI / MAX GAZZE’ / FINAZ
GEMELLI DIVERSI / WU MING
WWW.LNDF.IT
Parole
21
di sara loddo
JONATHAN FRANZEN
“Più lontano ancora”
DARIA BIGNARDI
“L’acustica perfetta”
ALI SMITH
“C’è ma non si”
Einaudi – 2012
Mondadori – 2012
Feltrinelli – 2012
“Più lontano ancora” è una raccolta di saggi.
Ventuno episodi, scritti fra il 1998 e il 2011,
in cui l’autore newyorkese riflette su tematiche molto distanti fra loro. Dal dolore per
la perdita dell’amico David Foster Wallace,
metabolizzata e accettata soltanto in seguito ad un’esperienza di estrema solitudine
nell’isola disabitata di “Masafuera” al largo
della costa cilena, allo sterminio degli uccelli migratori nei sempre più silenziosi cieli
europei, passando per l’estrema solitudine
delle tecnologie moderne, la letteratura, il
rapporto dello scrittore con le sue opere,
fino ai rapporti interpersonali. Con uno stile essenziale e una prosa brillante, spesso
molto divertente, Franzen si conferma uno
di quegli autori che, una volta conosciuti,
difficilmente è possibile abbandonare.
Talvolta le convinzioni sono tanto forti da
oscurare il reale. L’idealizzazione e il desiderio di stabilità possono falsare la percezione
delle cose, al punto da ricondurre ad una
dimensione di estraneità totale la stessa
persona che si credeva di conoscere alla perfezione. È quello che accade ad Arno, protagonista del terzo romanzo di Daria Bignardi,
musicista della Scala di Milano, padre di tre
figli che, dopo una vita condivisa con Sara,
l’amore conosciuto da ragazzo e ritrovato in
età adulta, viene abbandonato all’improvviso. Questo gesto inaspettato e privo di spiegazioni lo condurrà, attraverso un percorso
di misteri e segreti svelati, a scoprire la vera
essenza di Sara, di se stesso e di una relazione fatta di compromessi e negazioni.
Un evento inspiegabile, rappresentato dal
gesto di un uomo che, durante una cena a
casa di estranei, si chiude nella stanza degli
ospiti, rimanendovi barricato per un periodo indeterminato di tempo, funge da nucleo
attorno al quale si sviluppa il complesso intreccio di “C’è ma non si”. Quella di Miles, il
signore chiuso dentro la stanza, rimanda direttamente alla reclusione de “L’angelo sterminatore” di Buňuel e a “Buon compleanno
Malcom” di Whitehouse, dove la negazione
del mondo esterno, derivante da motivazioni sconosciute, condiziona in modo totalizzante i comportamenti altrui. Romanzo
frammentario, ma pregno di passione per il
linguaggio, si caratterizza per una narrazione traboccante di giochi di parole, citazioni
e personaggi dotati di un’intelligenza superiore alla norma.
CAN’T EXPLAIN
PATTI SMITH “Just Kids” (Feltrinelli – 2010)
In questo romanzo autobiografico la poetessa del rock racconta la sua gioventù. Partendo dall’infanzia a Chicago, in una
realtà dominata dalla monotonia del lavoro in fabbrica, da cui fugge per approdare a New York: la città dell’arte, degli
stimoli e di una vita non priva di difficoltà. Qui incontrerà Robert Mapplethorpe, il ragazzo bello e gentile con cui condividerà un percorso di crescita, personale e artistico. Con il passaggio dalla letteratura alla musica per lei e la scoperta
dell’omosessualità per lui. Un romanzo che racchiude la bellezza delle cose rare e speciali.
LIBRERIA DI PSICOLOGIA
Via P. F. Calvi, 7b/r - 50137 Firenze
Tel. 055.6266080 - Fax 055.6235889
E-mail: [email protected]
www.voltatepaginalibreria.it
22
Suoni
SACRI CUORI - “Rosario”
Decor
No, non sono di Tucson. D’altronde anche i
set delle pellicole della trilogia del dollaro di
Sergio Leone venivano allestiti ad Almería,
in Spagna, mica in America. Il progetto Sacri
Cuori invece nasce in Romagna, principalmente per mano, corde e mente di Antonio
Gramentieri. Il nuovo “Rosario”, secondo
lavoro dopo il già ottimo debutto “Douglas
and Dawn”, appartiene tanto all’immaginario
felliniano, quanto all’America più meticcia. Nei sedici brani del disco, più tre tracce
bonus, convivono le allucinazioni di David
Lynch, gli sconfinati paesaggi messicani, il
folk, il blues e la psichedelia, Finito qui? No.
Su un paio di brani strumentali ci sono le parole e la voce di Isobel Campbell. Quei due
brani strumentali, poi, sono diventati due
canzoni magnifiche. E Isobel non è certo
sola. Fra gli altri ospiti ci permettiamo di
farvi tre nomi, David Hidalgo dei Los Lobos,
Marc Ribot e John Convertino dei Calexico, a
proposito di Tucson. “Rosario” come ipotetico crocevia fra Nino, Rota, Lee Hazlewood,
Ry Cooder ed Ennio Morricone. Spaghetti
western.
di gabriele giustini
YO LA TENGO - “Fade”
Matador
All’epoca erano un duo - Ira Kaplan e la
compagna Georgia Hublay – quando
debuttarono nel 1986 con “Ride The Tiger”.
Nel mentre sono trascorsi quasi trentanni, la
famiglia si è allargata sino a stabilizzarsi in trio
con James Mcnew, il loro sound, inizialmente
concepito sulla scia di suoni newyorchesi tra
cavalcate velvettiane ulteriormente dilatate
ed echi sincopati à la Feelies, si è evoluto
di disco in disco, trovando sin da subito un
personale marchio di fabbrica riconoscibile
dopo poche note. In questi quasi trentanni,
per gli Yo La Tengo, tanta qualità in una
discografia perlomeno corposa. “Fade”, al
solito, è un disco bellissimo. Per una serie
infinita di motivi. Perchè lega al meglio
i momenti più riusciti della band, quelli
del ’97 di “I Can Hear The Heart Beating As
One” per intendersi, e le ultime soluzioni
pop. Perché già ci immaginiamo dal vivo
le cavalcate del brano d’apertura ‘Ohm’ e
della conclusiva ‘Before We Run’ (quei fiati!).
Perché ci piace quando sussurrano come
in ‘Two Trains’. Perché, fondamentalmente,
è impossibile non amarli. Poi magari un
domani sbagliano un disco. Per ora, non è
mai accaduto. Certezze.
SCOTT WALKER - “Bish Bosh”
4AD
Riassumere la (pazzesca) vita, morte e
resurrezione artistica di un personaggio
come Scott Walker in poche battute, è
impresa ardua. In brevissimo, per capirci
qualcosa, tipo bignami. Partito nei Walker
Brothers a metà anni ’60, incredibile
risposta americana (anche se suonavano
più british dei british) a The Beatles e The
Rolling Stones, intrapresa in seconda
battuta una quasi parallela carriera solista
sulla scia della poetica di Jacques Brel,
Walker si è definitivamente (ri)trovato come
artista all’avanguardia e di ricerca. Da qui,
devozione totale. Ogni sua uscita, sempre
dilatata nel tempo - tant’è che il precedente
“The Drift” risale al 2006 - è ormai attesa e
vissuta come esperienza mistica. Non sfugge
a tutto ciò “Bish Bosh”, nuova opera di Scott.
Un linguaggio crudo e tagliente, humour
nerissimo, il Ku Klux Klan e Ceausescu. La
voce di Walker, narrata e claustrofobica più
che mai, noise, musical, rock, e folk, a modo
suo. Ci vogliono solo un paio di chiavi. Una
per entrare ed una per uscire. Sta a voi,
prima cercarle ed eventualmente decidere
quale delle due usare. Apocalittico.
LA SCENA - Piacevoli incursioni nel sottobosco locale
BLUE WILLA “Blue Willa” (La Famosa Etichetta Trovarobato)
In principio erano Baby Blue. Alla fine il Baby se n’è andato e sono nati i più sperimentali Blue Willa. Nato sotto
l’orecchio e la produzione attenta di Carla Bozulich (Evangelista e tanto altro), il nuovo ed omonimo debutto della
band sposta l’attenzione proprio verso quei territori musicali più cari alla stessa Bozulich. Non stupisca quindi se sono
principalmente le trame punk, noise, blues e folk-noir a costituire la spina dorsale di “Blue Willa”, senza per questo
che l’animo indie-alternative della band ne esca snaturato. Ed è in questi luoghi che si incontrano Blue Willa e Carla
Bozulich. Lì, che funzionano al meglio, in un limbo segreto in cui i Pixies si ritrovano Diamanda Galàs alla voce, tra saturi feedback ed
atmosfere oniriche. L’incontro e le registrazioni sono raccontate in “Ignore the noise in the amp (or How Blue Willa made an album with Carla
Bozulich)”, documentario di circa 30 minuti visibile seguendo un link che troverete all’interno del disco. Experimental Blues.
nitido 23
di nicola formosa
Concerto di Capodanno
in 5 piazze.
Immagine istituzionale
Restyling e identificazione del marchio dell’Amministrazione Comunale e dello stemma della città di Firenze
un evento promosso da
5. Il marchIo
Possibili composizioni
a colori
e in bianco e nero.
Marchio
dell’Amministrazione
Comunale è da intendersi
il complesso degli elementi
che lo compongono. Il
giglio e le scritte Comune
di Firenze hanno sempre
la stessa proporzione, in
una delle due impaginazioni
indicate qui a fianco.
sponsorizzato da
con il contributo di
vini offerti da
11
Comune di Firenze, 2009
una produzione

Documenti analoghi