Articolo n. 2 - Il cellulare: usi e abusi

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Articolo n. 2 - Il cellulare: usi e abusi
Liceo Scientifico Marsala
Articolo n. 2 - Il cellulare: usi e abusi - autore Roberto Casano IVE
venerdì 21 settembre 2007
Il telefono cellulare, popolarmente conosciuto come telefonino, è un apparecchio per la comunicazione in radiotelefonia,
collegato alla rete telefonica di terra tramite centrali di smistamento, denominate BTS o stazioni radio base, molto spesso
dotate di tre o più celle, ciascuna capace di diverse connessioni con gli apparecchi mobili.Il telefono cellulare consente di
avere sempre disponibile un collegamento telefonico fino a che l'apparecchio si trovi nel raggio di copertura delle relative
frequenze.La paternità dell'invenzione è controversa. La versione che gode più credito in Italia attribuisce l'invenzione del
telefono attorno al 1860 ad Antonio Meucci, che lo chiamò “teletrofono”, anche se forse il primato spetta ad
un altro italiano, Innocenzo Manzetti, che fu in grado di costruire un apparecchio elettrico che permetteva di comunicare
a distanza già negli anni Cinquanta dell'Ottocento, ma senza riuscire a sviluppare ulteriormente il progetto. Manzetti
battezzò la sua invenzione, basata sull'induzione elettromagnetica, "télégraphe parlant", come riportano numerose
testimonianze dell'epoca (giornali italiani ed esteri del 1864/65 che parlarono della dimostrazione pubblica). Invece il
primo dispositivo di Meucci consisteva in due fili attorcigliati e stretti tra i denti. Meucci, avuta notizia dai giornali, scrisse
a Manzetti discutendo della loro invenzione.Ma il telefono cellulare è stato inventato con molta probabilità da Martin
Cooper, geniale dipendente della Motorola, che fece la sua prima telefonata da un cellulare il 3 aprile 1973. Ma solo
dopo 10 anni la Motorola decise di produrre un modello commercializzabile alla "modica" cifra di 4000 dollari.Solo
successivamente, nel corso degli anni il telefono portatile ha preso il nome di cellulare. Esso ebbe grandissimo successo
in tutto il mondo e ancora oggi è lo strumento più utilizzato dagli Italiani. Infatti è stata fatta una ricerca da parte
dell’ICT(1), che conferma il primato italiano. Questo ricerca ha rivelato che il 70% delle famiglie italiane possiede
un cellulare, il 47,5% possiede un computer e il 35,9% ha un collegamento a internet. I pareri degli italiani sulle
conseguenze della diffusione del cellulare sono differenti: il 60% dice che il cellulare avrà effetti positivi in futuro, il
rimanente 40% afferma che le nuove tecnologie finiranno per impoverire i rapporti umani a discapito di quelli virtuali. In
Italia(2), coloro che utilizzano maggiormente il cellulare sono gli adolescenti di età compresa fra i 14 e i 19 anni, tanto da
essersi meritati l’appellativo di telefonino-dipendenti. Il 91% di essi inoltre ha dichiarato di possederlo
personalmente.Uno scrittore italiano, B. Severgnini(3), afferma che l’oggetto del 2000 è il telefono cellulare,
aggiungendo che in Europa gli Italiani sono “quelli del telefonino”. Severgnini continua dicendo che
nessuno al mondo tira fuori, maneggia, coccola ed esibisce il cellulare come lo fa un italiano, anche perché questi non
ha alcuna vergogna a mostrarlo agli altri, anzi lo porta appeso alla cintura o al collo, e lo sfodera a tal punto di puntarlo al
posto del dito indice. Siamo i cosiddetti “pistoleri telematici” del duemila e gli stranieri rimangono un
po’ meravigliati.Un altro dei paesi dove l’utilizzo del cellulare è frequentissimo sono gli Stati Uniti(4),
soprattutto New York. Gli Americani, a differenza degli Italiani, usano il cellulare anche per esperimenti che siano utili per
evitare eventuali danni dovuti ad attentati (per esempio quello dell’11 Settembre), uragani, terremoti o altri
particolari tipi di disastri ambientali. Infatti una delle più importanti invenzioni, che ha tra l’altro riscontrato molto
successo in America, è stata quella del microchip che, inserito all’interno di appositi apparecchi elettronici,
attraverso un segnale d’allarme, permette di avvisare il destinatario su possibili imminenti uragani, alluvioni o
catastrofi ambientali di varia natura.In questi ultimi anni, il cellulare può essere utilizzato anche per videotelefonate,
registrazione e visualizzazione videofilmati, visione di TV e programmi relativi; ma già sono pure in commercio cellulari
con schermi a colori, fotocamere digitali, lettore MP3 e la possibilità di connessione a internet nello speciale protocollo
WAP (Wireless Application Protocol). Una moderna azienda produttrice di computer, l’Opera Software, ritiene che
presto gli utenti potranno utilizzare il cellulare come se fosse un telecomando particolarmente potente. Con il cellulare,
infatti, si potrà comandare, da lontano o da vicino, l'accensione o lo spegnimento di un televisore o di un videoregistratore
e si potranno gestire tutte le attività connesse. Il Mobile Interactive Programming Guide, infatti, consentirà esattamente
attività di questo tipo: ad esempio, con la semplice pressione del tasto Record sul cellulare, potremo comandare la
registrazione di un programma televisivo, anche se ci troviamo fuori casa.Inoltre un’ altra azienda produttrice ha
annunciato la realizzazione di un controller che permette di gestire, anche da lontano, alcune apparecchiature
domestiche. Il controller consente, fra l'altro, di comandare la registrazione di un programma televisivo, di riprodurre sul
terminale il programma registrato, di decidere l'accensione del condizionatore o delle luci e di visualizzare sul terminale
le immagini riprese dalla telecamera integrata nel controller. Dal prossimo aprile, dovrebbero iniziare le prove di questo
interessante erede del vecchio telecomando. L’utilizzo del cellulare è molto utile ma da un paio di anni,soprattutto
i ragazzi,lo usano per fare non solo chiamate e mandare messaggi,ma anche per fare video e foto,sia durante le lezioni
scolastiche a professori o professoresse ma anche fuori dalla scuola. Molto spesso vengono fatti video pornografici o
video in cui vengono messe in mostra i comportamenti sciocchi di uno o più componenti del gruppo. Tutto ciò è in
contrasto con la privacy delle persone che si trovano costrette a porre dei rimedi a tutto ciò.La società odierna sta
diventando grazie a questo continuo evolversi tecnologico,quasi come un “occhio” che osserva tutto ciò che
accade e fa di tutto affinchè l’uomo si adegui a questo modo di fare. Questo “occhio” può essere
considerato quasi come un comportamento mafioso,esso ha permesso l’invenzione dei reality come il grande
fratello dove delle persone vivono tutte insieme sotto lo stesso tetto e vengono osservati dal pubblico attraverso una o
più telecamere violando cosi la loro privacy,esso può essere anche ricondotto al grande romanzo di Orwell(1984) in cui è
il “grande fratello” che tiene costantemente sotto controllo i cittadini,essere immaginario che secondo una
visione futuristica di Orwell comanderà su tutto e tutti.Certo è che ormai sembra non stupirci più nulla. L’uomo si è
dimostrato capace di inventare, grazie alle sue conoscenze scientifiche e tecnologiche, gli oggetti più disparati. Nessuno
vuole metterne in dubbio l’utilità, anche se talvolta, bisogna dirlo, si creano oggetti che appaiono sicuramente
superflui. Ma il vero rischio è che l’uomo diventi schiavo della moderna tecnologia, che passi le sue giornate a
schiacciare tasti e pulsanti di ogni genere, immerso sempre più nel consumismo più gretto e materiale. Le future
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generazioni dovranno essere educate a considerare questi moderni ritrovati della tecnica esclusivamente come strumenti
per migliorare i rapporti umani e sociali, per eliminare rischi e pericoli nell’attività quotidiana, per arricchire anche il
proprio bagaglio culturale e spirituale, altrimenti si perderanno di vista i valori fondamentali dell’esistenza umana,
riducendosi quest’ultima ad una attività inutile e senza senso.(1):Da”Corriere della sera”,16
settembre 2002.(2):Da”Corriere della sera”,10 maggio 2002.(3).Da B.Severgnini,Manuale
dell’imperfetto viaggiatore,Rizzoli,Milano 2000. (4):Da”Corriere della sera”,25 novembre 2002.
Roberto Casano IV E
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