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FEDERTRASPORTO
___________________________________________________________________________________________________________
Scenari dei trasporti
L’internazionalizzazione del trasporto:
la posizione dell’impresa italiana
Numero 11
Giugno 2009
FEDERTRASPORTO
Viale Pasteur, 10 - 00144 Roma
Tel. 06.5903972
Telefax 06.5903987
www.federtrasporto.it
Aderente a CONFINDUSTRIA
NOTA
Federtrasporto è stata costituita nel 1993 e raccoglie le associazioni di operatori e gestori
di infrastruttura del settore dei trasporti, logistica e turismo aderenti a Confindustria.
I soci che attualmente vi aderiscono sono ACI, AGENS, AISCAT, ANAV, ANITA, ASSAEREO,
ASSAEREOPORTI, ASSOLOGISTICA, CONFITARMA, FEDERTURISMO, FISE, UIR.
Scenari dei trasporti è la pubblicazione che Federtrasporto dedica alle analisi strategiche
e statistiche dello sviluppo dei sistemi di trasporto. Sino ad oggi sono state realizzate:
- tre edizioni sul mercato del trasporto di passeggeri;
- sei edizioni sull'internazionalizzazione del trasporto.
Gli Scenari sull'Internazionalizzazione del trasporto sono realizzati in collaborazione con
Nomisma – Società di Studi Economici SpA e prevedono un Rapporto biennale ed una
edizione flash intermedia.
Le pubblicazioni sono disponibili sul sito internet www.federtrasporto.it. I contenuti di
questo numero non sono coperti da copyright e sono riproducibili citando la fonte:
“Federtrasporto – Nomisma, Scenari dei trasporti n. 11”.
INDICE
L’INTERNAZIONALIZZAZIONE
DELL’IMPRESA ITALIANA
DEL TRASPORTO: LA POSIZIONE
PARTE I
UN QUADRO DI SINTESI
Pag.
1
1.
Lo scenario globale
1.1. La crisi economico-finanziaria
1.2. Le dinamiche di internazionalizzazione dei trasportii
1.3. L’Europa e l’Italia
3
3
5
10
2.
La posizione competitiva delle imprese italiane
22
PARTE II
IL QUADRO DELL’INTERSCAMBIO
Pag. 29
1.
Il trasporto internazionale: flussi, modalità e nazionalità delle imprese
1.1. Le merci
1.2. I passeggeri
31
31
45
2.
La bilancia dei pagamenti dei servizi di trasporto
2.1. Il quadro d’insieme
2.2. Le singole modalità
50
50
56
Appendice statistica
PARTE III
L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE
1.
63
Pag. 65
Il trasporto merci e la logistica
67
1.1. Le integrazioni di filiera
IL CASO AGILITY LOGISTICS
CASO STUDIO: LO SVILUPPO DEL PONTE TERRESTRE EURO-ASIATICO
67
1.2. Le integrazioni di settore
1.2.1. Il settore marittimo
1.2.2. Il settore portuale
1.2.3. Il settore ferroviario merci
1.2.4. Il settore cargo aereo
98
2.
3.
4.
Il trasporto passeggeri
Pag. 164
2.1. Il settore terrestre
164
2.2. Il settore aereo
2.2.1. Il trasporto aereo
2.2.2. L'attività aeroportuale
176
2.3. Il settore marittimo passeggeri
2.3.1. La crocieristica
2.3.2. Il cabotaggio marittimo
196
Il mercato italiano delle M&A nel contesto globale: i processi di
ed acquisizione
209
3.1. Il mercato globale delle M&A: le dinamiche dei trasporti
3.1.1. I comparti trainanti a livello globale
3.1.2. I processi di integrazione a livello globale
3.1.3. Il livello di internazionalizzazione tra aree geoeconomiche
3.1.4. Il mercato globale per tipologia di operazione
3.1.5. Le strategie di acquisizione e cessione sul mercato globale
209
3.2. Il mercato delle M&A in Italia
3.2.1. Il mercato italiano dei trasporti per tipologia di operazione
3.2.2. Il mercato italiano dei trasporti per settore
3.2.3. Il livello di internazionalizzazione dell’impresa italiana: le M&A
222
Appendice 1 – Le principali operazioni italiane di M&A
229
Il mercato italiano degli accordi nel contesto globale
231
4.1. Il mercato globale degli accordi: dinamiche in atto e paesi target
4.1.1. I processi di integrazione e i comparti trainanti: gli accordi
4.1.2. Le tipologie di accordo prevalenti sul mercato globale
4.1.3. Le strategie delle alleanze sul mercato globale
231
4.2. Il mercato degli accordi in Italia
4.2.1. Il mercato italiano degli accordi: le strategie di investimento
4.2.2. Il livello di internazionalizzazione dell’impresa italiana: gli accordi
237
Appendice 2 – I principali accordi siglati tra operatori italiani ed esteri
240
PARTE I
UN QUADRO DI SINTESI
Un quadro di sintesi
La nuova edizione degli Scenari1 aggiorna al biennio 1° aprile 2007–31 marzo 2009:
- l’andamento della bilancia dei pagamenti italiana per i servizi di trasporto, nonché la misurazione
delle quote di mercato servite da vettori italiani nel traffico transfrontaliero (Parte II),
- le rilevazioni sulle operazioni di M&A o di partnership nei settori del trasporto e della logistica
sul mercato globale e sul mercato italiano (Parte III).
L’obiettivo è fare il punto, a due anni di distanza, sulla posizione competitiva delle imprese italiane
di trasporto e logistica sia nell’interscambio che interessa il territorio nazionale, sia rispetto ai
processi di internazionalizzazione del settore e alle strategie di posizionamento degli operatori
leader nel mercato globale.
1. Lo scenario globale
1.1. La crisi economico-finanziaria
Tratto saliente del biennio in esame è, senza dubbio, il sisma che ha attraversato
l’economia globale, sfociato in una recessione preoccupante nell’autunno 2008.
Senza approfondire in questa sede i fattori che hanno determinato la crisi finanziaria e la
sua rapida propagazione all’economia reale, è utile richiamarne alcuni passaggi perché gli
elementi di discontinuità sono stati tali da produrre effetti diretti sul commercio mondiale,
sui flussi di traffico che lo alimentano, sulle scelte di investimento o di riposizionamento
degli operatori del trasporto e della logistica, oggetto di osservazione in questo volume.
Non a caso le dinamiche di internazionalizzazione del settore rilevate tra il 2007 e fine
marzo 2009 non sono omogenee.
Dal 2007, sullo scenario economico globale si è assistito in sequenza a:
- una strisciante restrizione del credito, iniziata nel 2007, per effetto di reazioni a catena,
all’interno dei mercati finanziari, moltiplicate dal downrating dei derivati collegati ai
crediti immobiliari statunitensi, con i primi clamorosi fallimenti di istituti di credito. A
fine anno gli Stati Uniti entravano in recessione,
- l’impennata del greggio, raddoppiato nel primo semestre 2008 e salito fino ai 147
dollari al barile di luglio, mentre l’accesso al credito manifestava segnali sempre più
evidenti di sofferenza, sia in termini di quantità sia in termini di costo,
1
La pubblicazione è curata dall’Area Economica, Studi e Politiche Settoriali di Federtrasporto. Le Parti I e II
sono realizzate rispettivamente da Valeria Battaglia e da Flavia Di Castro, con la collaborazione di Monica
Salvatore, Margherita Palladino, Ezio Civitareale e Francesca Borghese. La Parte III è realizzata da
Nomisma, nelle persone di Chiara Pelizzoni (Responsabile di Progetto) e Francesca Pagnini.
3
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
-
-
la rincorsa al ribasso delle principali Borse del mondo dall’inizio del 2008 e, a
settembre, l’esplosione della crisi finanziaria su scala globale, infiammata dal
fallimento di Lehman Brothers e trasmessa all’economia reale con una rapidità inedita,
in un arco di tempo misurabile in settimane: a novembre l’Eurozona è entrata in
recessione,
da allora e fino ai primi mesi del 2009 il mondo ha navigato a vista, tra la caduta
verticale della fiducia e della domanda, il monitoraggio costante degli indicatori
economici e monetari per capire le dinamiche della crisi e attivare contromisure mirate
e di impatto immediato, a partire dal sostegno pubblico al comparto creditizio per
evitare, prima di ogni altra cosa, il tracollo del sistema globale.
La scarsa percezione iniziale, da parte degli operatori economici non finanziari, dei rischi
di avvitamento del sistema creditizio che si stavano preparando è testimoniata
dall’evoluzione dei volumi del commercio mondiale, che nel 2007 ha registrato ancora
una crescita del 7,2%. Ma è testimoniata anche dal trend spiccatamente dinamico delle
operazioni di M&A e di partnership su scala globale rilevato nel 2007 nei settori del
trasporto e della logistica, in continuità, anzi in accelerazione, rispetto ai processi di
internazionalizzazione e di integrazione dei mercati emergenti degli anni
immediatamente precedenti. I noli marittimi hanno mantenuto il trend al rialzo iniziato
nel 2006.
Chiari segnali di difficoltà sono emersi nel primo semestre 2008, anche nei settori che qui
interessano più da vicino, in un contesto destabilizzato da fattori tuttavia eterogenei e,
all’epoca, di incerta lettura: il rialzo persistente dei prezzi del greggio, di cui non erano del
tutto chiare né le ragioni né il possibile punto di massimo; le restrizioni e i costi crescenti
del credito; la ripresa dell’inflazione.
Le preoccupazioni allora prevalenti riguardavano il settore marittimo e aereo, vettori
portanti dell’economia globalizzata, per almeno due ordini di ragioni: da un lato, il timore
che la flotta mercantile mondiale non riuscisse ad assorbire i traffici, ancora in crescita, a
causa della raffica di cancellazioni degli ordinativi di nuove navi determinata – già a inizio
2008 – dalla stretta creditizia, e, dall’altro, le ricadute del caro petrolio su tutto il sistema
dei trasporti. Le navi riducevano la velocità di crociera per contenere i consumi e i vettori
aerei, più sensibili alle variazioni del carburante, erano forzati ad alzare i prezzi,
razionalizzare le rotte, ridurre le frequenze e, nonostante ciò, iniziavano a registrare perdite
importanti. Nella primavera 2008, per la prima volta, è diminuito il numero dei passeggeri
trasportati per via aerea tra l’Europa e gli Stati Uniti.
I temi di approfondimento messi all’ordine del giorno dagli organismi internazionali di
4
Un quadro di sintesi
regolazione o di cooperazione, come l’Ue, l’Ocse, il Fondo Monetario, l’International
Transport Forum, per maturare politiche in grado di affrontare l’evoluzione prossima del
sistema globale dei trasporti riguardavano ancora, nel primo semestre del 2008, il mercato
petrolifero, l’impatto del caro petrolio sui trasporti, i modelli emergenti di integrazione del
comparto marittimo e logistico. Analisi e previsioni travolte dagli eventi.
Lo scenario è drasticamente mutato a settembre 2008, con il fallimento di istituti cardine
del sistema finanziario internazionale negli Usa e in Gran Bretagna, la paralisi del
mercato interbancario, la rarefazione generalizzata del credito, l’ingresso in una fase
recessiva globale segnata dal crollo della domanda aggregata, della fiducia e degli
investimenti, dalla caduta verticale del prezzo del greggio (da 147$ a 40$ in cinque
mesi), dal rallentamento repentino del commercio mondiale, in calo a fine 2008. Per il
2009, con le avvertenze ormai di rito sull’incertezza degli scenari, le previsioni stimano
una contrazione dei volumi attorno al 10%. Un’inversione di segno è attesa per il 2010.
Questa inedita sequenza di eventi costituisce lo sfondo nel quale si collocano le rilevazioni
illustrate in questo volume. La transizione da uno scenario previsto in espansione alla presa
d’atto di un’implosione generalizzata è avvenuta in modo repentino e ha lasciato tutti gli
attori, dai decisori pubblici agli operatori economici, senza radar né bussola davanti alla
necessità di reagire con prontezza, cercando di conciliare equilibrismi di emergenza con la
progettazione di nuovi equilibri all’interno di nuove regole.
1.2. Le dinamiche di internazionalizzazione dei trasporti
Quanto detto fin qui spiega l’evidenza, tratta dalle rilevazioni del biennio, di sostanziali
cambiamenti di rotta nel 2008 sul 2007, in alcuni segmenti del mercato o nei percorsi di
internazionalizzazione. Tentiamo di darne una lettura quantitativa e qualitativa.
In termini quantitativi, la notevole espansione del numero di operazioni di M&A
registrata in ambito internazionale nel 2007 subisce una brusca frenata nel 2008, con 188
operazioni censite contro le 249 dell’anno precedente (-24,5%) e un ulteriore
rallentamento nel primo trimestre 2009 (-51,9%). La flessione maggiore è a carico del
comparto aeroportuale (3 operazioni, -81,3%), del trasporto marittimo merci (44
operazioni, -48,8%) e della portualità (26 operazioni, -23,5%). Resta stabile il segmento
della logistica2, che mantiene sostanzialmente invariato, attorno a 50, il numero di
operazioni nel 2006, nel 2007 e nel 2008, e risulta nell’ultimo anno e ancora nel I
2
Comprende integratori logistici, poste e operatori del trasporto su gomma.
5
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
trimestre 2009 il segmento più dinamico. La consistenza maggiore di fusioni e
acquisizioni rispetto al totale è quindi da imputare al comparto logistico e al trasporto
marittimo merci, che presidiano ciascuno circa un quarto delle operazioni totali del 2008.
Ma non mancano di rilievo le 39 e le 44 operazioni condotte, rispettivamente nel 2007 e
nel 2008, nei segmenti passeggeri, in prevalenza nel trasporto aereo, nel cabotaggio
marittimo e nel trasporto pubblico locale (Tpl).
Si consolida la preferenza per scelte di integrazione di settore (129 su 188), passate nel
biennio dal 64,2% delle operazioni nel 2006 al 68,6% nel 2008, e al 73,1% nel primo
trimestre 2009, a crisi ormai conclamata. Di esse, oltre il 66% afferisce a porti, logistica e
trasporto marittimo merci. Ricadono tutte nella tipologia delle integrazioni orizzontali le 11
operazioni registrate nel Tpl sia nel 2007 sia nel 2008.
Tab. 1. Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, per tipologia di
integrazione – Anni 2006-2008, I trimestre 2008 e 2009 e quote %
Integrazione di filiera
25
38
38
2008
I trim
9
Integrazione di settore
106
154
129
36
19
34
57
21
9
4
165
249
188
54
26
Tipo di integrazione
2006
2007
2008
Integrazione di filiera
15,2%
15,3%
20,2%
2008
I trim.
16,7%
2009
I trim.
11,5%
Integrazione di settore
64,2%
61,8%
68,6%
66,7%
73,1%
Tipo di integrazione
Altri investitori
Totale
Altri investitori
Totale
2006
2007
2008
2009
I trim
3
20,6%
22,9%
11,2%
16,7%
15,4%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Senz’altro minoritarie, le operazioni di integrazione verticale, o di filiera sono tuttavia
cresciute nel biennio sia in numero sia in percentuale (Tab.1), erodendo nel 2008 la
significativa quota conquistata negli anni recenti da investitori esterni al mondo dei
trasporti, prevalentemente finanziari.
I settori che, pur con dinamiche diverse nel biennio, mantengono interesse ad un maggior
controllo di filiera sono, di nuovo, il marittimo merci (31,6% del totale nel 2008, in calo) e la
logistica (23,7% nel 2008, in aumento), che si confermano dunque attivi nella direzione
dell’integrazione sia orizzontale sia verticale. Merita notare che la dinamica registrata nel 2007
dal cargo aereo (21,1% delle operazioni) non trova conferma nel 2008 (10,5%) e si annulla nel
primo trimestre 2009. Di interesse, inoltre, il peso progressivo del comparto ferroviario
merci che – sempre in tema di integrazioni di filiera – sale dal 4% del 2006 al 5,3% nel
2007 e al 15,8% nel 2008 (Fig.1).
6
Un quadro di sintesi
Fig. 1. Operazioni di integrazione di filiera, a livello globale: contributo dei settori principali
al totale - Anni 2006-2008
100%
90%
T rasporto m arittim o
80%
70%
60%
Trasporto ferroviario
50%
P orti
40%
30%
Logistica
20%
C argo aereo
A eroporti
10%
0%
2006
2007
2008
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Sul piano della distribuzione geografica delle dinamiche di internazionalizzazione, il
graduale affacciarsi di nuovi player o di nuovi Paesi nell’arena dei contendenti e dei
contesi, in un mondo che guarda a Oriente, e, d’altra parte, gli effetti della crisi
sopravvenuta possono essere letti attraverso i dati di seguito offerti.
La prevalenza di operazioni cross-border su quelle domestiche è confermata nel biennio di
osservazione (Tab.2); tuttavia la propensione all’internazionalizzazione, vistosamente
cresciuta nel 2007 (63,9%) e ancora a inizio 2008 (70,4%), si affievolisce nei mesi
seguenti, fino al più prudente 57,7% del I trimestre 2009. Si torna ai livelli del 2006.
Tab. 2. Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, a livello domestico e
internazionale – Anni 2006-2008 e I trimestre 2008 e 2009 (quote %)
Operazioni concluse
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
2006
2007
n.
Tra soggetti connazionali
Tra soggetti di diversa
nazionalità
Totale
2008
2008
I trim
2009
I trim
%
72
90
68
16
11
43,6%
36,1%
36,2%
29,6%
42,3%
93
159
120
38
15
56,4%
63,9%
63,8%
70,4%
57,7%
165
249
188
54
26
100%
100%
100%
100%
100%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
È più netta l’inversione di rotta in termini di incidenza delle operazioni di M&A condotte
tra soggetti appartenenti ad aree geoeconomiche diverse (Tab.3). Lo scarto tra la notevole
quota di operazioni extra-area concluse nel 2007 e nel primo trimestre 2008 (~ 44%)
rispetto all’intero anno 2008 (39,9%) segnala una preferenza crescente per transazioni
interne ad aree più omogenee a fronte di un contesto che si destabilizza sul piano
finanziario, valutario e creditizio. Il dato relativo al 2009 (I trimestre), in piena crisi
globale, allarga la forbice, con una brusca contrazione delle transazioni tra aree diverse
(15,4%) a livelli sensibilmente inferiori al 2006 (26,1%).
7
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 3. Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, tra aree
geoeconomiche – Anni 2006-2008 e I trimestre 2008 e 2009 (quote %)
Operazioni concluse
2008
I trim
2009
I trim
2006
2007
2008
n.
113
30
22
73,9%
56,2%
109
75
24
4
26,1%
249
188
54
26
100%
2006
2007
2008
122
140
43
165
Tra soggetti della stessa area
Tra soggetti di area diversa
Totale
2008
I trim
2009
I trim
%
60,1%
55,6%
84,6%
43,8%
39,9%
44,4%
15,4%
100%
100%
100%
100%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Ancora con riferimento alle operazioni di M&A concluse tra aree geoeconomiche diverse,
le rilevazioni sul 2008 disegnano una mappa in cui l’Asia si assesta nel duplice ruolo,
ormai bilanciato, di bacino di interesse primario per investitori esterni e di protagonista
dell’internazionalizzazione attiva (Fig.2). Nell’anno precedente, benché fosse chiaro il
progressivo ingresso di operatori asiatici (Cina, Giappone, Singapore) nell’arena dei
contendenti, e non solo dei contesi, le operazioni attive erano ancora 10 contro 17 passive.
Fig. 2. M&A nel settore trasporti, sul mercato globale, tra aree geoeconomiche diverse:
operazioni effettuate da soggetti acquirenti e da soggetti acquisiti – Anno 2008
0
5
Africa
10
15
25
30
4
13
Asia
Australia
20
1
14
2
Balcani
3
Baltico
Central Asia
1
3
2
Est Europa
8
Europa Occidentale
20
11
Medioriente
Mediterraneo
28
3
1
Nord America
8
Scandinavia
7
Area geografica acquirente
Sud America
Turchia
3
Area geografica acquisita
1
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
È probabilmente congiunturale la circostanza che il Nord America e l’Australia
regrediscano sensibilmente nel 2008 rispetto al maggior attivismo mostrato nel 2007, il
Nord America soprattutto in qualità di acquisita (16 operazioni, contro 10 da acquirente),
l’Australia soprattutto come acquirente (13 operazioni, contro 8 da acquisita). Tra coloro
che segnano una progressione di tutto rispetto nel ruolo di acquirenti extra-area va
8
Un quadro di sintesi
segnalato il Medio Oriente (Dubai, Kuwait) con 11 operazioni attive nel 2008 (erano 8 nel
2007) e 3 passive (2 nel 2007) e, in area scandinava, la Norvegia. Inversamente, l’Est
Europa si conferma – per il momento – come destinataria di prevalenti investimenti esterni
e si affacciano nella mappa delle aree di crescente interesse i Balcani e il Sud America
(Brasile, Argentina, Ecuador, Colombia, Venezuela).
Le dinamiche tra aree geoeconomiche diverse restano dunque significative, perché lo
scacchiere si amplia e anche perché emergono strategie di irrobustimento messe in atto tra
operatori di economie emergenti (Cina, India, Kuwait, Qatar, Kazakistan) affrancate dalla
partecipazione di investitori occidentali, ma nell’ultimo periodo tornano a prevalere
obiettivi di consolidamento sui mercati regionali. In Europa, dopo la stagione di forti
concentrazioni societarie del biennio 2005-2006, i principali player prediligono strategie
orientate al presidio di network a maglie più strette nel mercato continentale.
Anche da questo punto di vista, offre ulteriori elementi di interesse la rilevazione su scala
globale dei principali accordi. Rimandando per approfondimenti su questo “mercato” al
capitolo ad esso dedicato, ci limitiamo ad alcune notazioni.
Gli accordi censiti nel 2007 sono 181, nel 2008 sono 185 e 32 nel I trimestre 2009. I
comparti maggiormente coinvolti nel processo globale delle alleanze sono, ancora una
volta, quello logistico (55 accordi nel 2008, 29,7% sul totale), portuale (52 accordi nel
2008, 28,1%) e marittimo merci (30 accordi nel 2008, 16,2%) (tab.2). I dati del I trimestre
2009 indicano un raffreddamento, se confrontati al risultato dello stesso periodo dell’anno
precedente (-40,7%). L’unico segmento che, ancora una volta, non varia è quello logistico.
Tab. 4. Accordi stipulati nel settore trasporti, sul mercato globale, per comparto e tipologia
di operazione – Anno 2008
Comparto
Aeroporti
Accordo di
partnership
Concess. di
servizi
Tipologia di operazione
Costruz. e
Contract
Gestione
gestione
logistics
terminal
terminal
Joint
venture
3
Cargo aereo
6
Logistica
17
Porti
12
Trasporto aereo
5
Ferroviario merci
10
Ferroviario pax
Totale
3
27
14
1
14
2
4
10
11
55
12
52
1
6
4
17
1
Marittimo merci
14
Tpl
1
6
Marittimo pax
1
1
Totale
69
8
1
16
30
1
8
1
28
16
15
3
49
185
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
9
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Risulta interessante lo spaccato per aree target. La scelta della tipologia di accordo è
funzionale alla strategia di aggressione dell’area target (Fig.3). In Asia e Medio Oriente,
nel 2008, la tipologia di accordo più praticata (54% e 50% degli accordi, rispettivamente)
riguarda la costituzione di joint venture, spesso siglate tra un partner occidentale, che ha
mire di espansione nella regione, e un partner residente nell’area. Nel Mediterraneo
prevalgono, nel 2008, gli accordi per la costruzione e gestione di terminal portuali (44%
degli accordi), mentre in Europa il contributo maggiore al totale delle operazioni è dato
dagli accordi di partnership (44%) e dai contratti di contract logistics (29%).
Fig. 3. Accordi per area (ripartizione %) – Anno 2008
Asia
Contract
logistics; 4%
Joint
venture;
54%
Joint
venture;
13%
Accordo di
partnership;
17%
Costruzione
e gestione
terminal;
17%
Europa
Accordo di
partnership;
44%
Costruzione
e gestione
terminal; 4%
Contract
logistics;
29%
Concessione
di servizi;
10%
Gestione
terminal; 8%
Mediterraneo
Joint venture
28%
Medioriente
Accordo di
partnership
22%
Contract
logistics
6%
Gestione
terminal
22%
Costruzione
e gestione
terminal
22%
Joint venture
49%
Intesa
governativa
0%
Accordo di
partnership
12%
Contract
logistics
13%
Costruzione
e gestione
terminal
Gestione 13%
terminal
13%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
1.3. L’Europa e l’Italia
Nella passata edizione del 2007 avevamo dedicato in apertura un focus specifico all’area
cinese, in ragione del salto di qualità che nel biennio 2005-2006 essa aveva maturato, in
termini di rapida strutturazione di una compagine articolata di politiche pubbliche e di
operatori, anch’essi spesso pubblici, in grado di affermarsi da co-protagonisti dello
sviluppo del mercato logistico, marittimo, portuale, crocieristico e aereo dell’area, e di
porre solide teste di ponte nel Mediterraneo e nel Nord Europa.
10
Un quadro di sintesi
Oggi ci sembra interessante tornare a guardare all’Europa, nelle sue proiezioni eurasiatiche
e mediterranee, sia perché l’Europa resta di gran lunga il primo bacino di origine e
destinazione delle M&A su scala globale (Fig.2), sia per cogliere quale sia la fisionomia
che va assumendo il mercato che ci interessa più da vicino nell’attuale stagione di profonda
destabilizzazione.
Le dinamiche qui sintetizzate riflettono le tendenze del mercato emerse in prevalenza
prima che la crisi fosse conclamata, giacché la vivacità degli investimenti esteri si è
contratta nei mesi successivi. Se ne vedranno meglio gli effetti in un periodo più esteso.
Tuttavia è inevitabile che la crisi acceleri, da parte degli operatori più solidi, le scelte
aziendali di razionalizzazione o di consolidamento e le strategie di alleanza a fini di
razionalizzazione. In questo senso è agevole prevedere che alcuni dei processi evolutivi
emersi negli anni più recenti, incidenti sulla struttura del mercato si consolidino, e
assumano un passo più veloce. Tra questi certamente la propensione a contrattualizzare
alleanze di settore o di filiera finalizzate a ridurre il rischio commerciale degli investimenti
di medio-lungo periodo. Interessanti, sotto tale profilo, sono le alleanze multilaterali che
iniziano a prendere forma in vari settori anche in Europa (tra compagnie ferroviarie, tra
interporti, tra autolinee, tra porti) e le alleanze, più spesso bilaterali, tra operatori di
comparti diversi sulla medesima filiera. È di tutta evidenza, ad esempio, la convergenza di
interesse strategico tra i grandi terminalisti portuali globali e i maggiori player ferroviari
europei rispetto all’individuazione di corridoi terra-mare su cui investire.
Nel comparto logistico e postale, operatori leader – tra questi Kuehne+Nagel (CH),
CEVA Logistics (ex TNT Logistics, NL), Norbert Dentressangle (F), Rhenus Logistics
(D), DB Shenker (gruppo Deutsche Bahn, D), Dachser (D), DSV Road Holdings (DK),
Austrian Post (AT) – hanno messo a segno una rete di acquisizioni e partnership
domestiche e internazionali, in area europea, su operatori che portano in dote network subregionali già strutturati da integrare nel proprio. I nuovi network logistici, spesso
specializzati per filiera di prodotto, assumono carattere tendenzialmente paneuropeo, con
molto interesse per la Gran Bretagna, la Penisola Iberica e l’est, dai Balcani alla Russia.
Si estende al territorio italiano l’attenzione di operatori come Norbert Dentressangle (F),
CEVA Logistics (NL), Kuehne+Nagel (CH) attraverso takeover su imprese italiane
(logistica dell’abbigliamento, trasporto prodotti fragili e di valore, distribuzione editoriale),
e ad essi si sono rivolte, mediante numerosi accordi di contract logistics, produttori
nazionali come Danone Italia, Pearson Paravia, Gruppo Mondadori, Daikin Italia, Pirelli,
Piaggio, Jal, per la logistica dei propri prodotti, non solo in Italia.
11
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Dall’Italia verso l’estero, un’iniziativa di rilievo strategico è il progetto INLOG-China,
promosso dagli interporti di Bologna, Jesi, Padova, Parma, Rivalta Scrivia e Verona in
collaborazione con il Ministero del Commercio Internazionale, l’ICE e l’Associazione
degli Interporti UIR, per realizzare un distretto industriale/logistico italiano a servizio delle
pmi italiane a Tianjin, terza città cinese, principale porto del nord, grande hub ferroviario e
aeroportuale cargo.
In un’ottica di rete si colloca in Europa anche il grande dinamismo del comparto
ferroviario merci, con 7 operazioni di concentrazione, 6 di filiera e un cospicuo numero di
accordi di partnership, che integrano spesso operatori marittimi e portuali per sviluppare
trasporti intermodali.
Un colpo d’occhio sulle trasformazioni che si preparano lo offre il percorso di Deutsche
Bahn. Il gruppo allarga il network mediante: acquisizioni ferroviarie in Gran Bretagna,
Spagna e Italia del nord (Ferrovie Nord Cargo); una joint venture dal significativo nome di
Eurasia Rail Logistics con operatori ferroviari di Russia, Polonia e Bielorussia; accordi di
filiera con l’armatore israeliano Zim per il trasporto di container in Gran Bretagna e con il
colosso armatoriale francese CMA CGM per l’intermodale continentale; accordi di
collaborazione con FS, Rail Cargo Austria e la francese SNCF per il traffico merci e con il
Porto di Rotterdam per potenziare i flussi container. La joint venture Trans-Eurasia
Logistics, costituita nel 2008 con la compagnia nazionale russa RZD per presidiare
l’intermodale terrestre tra Europa e Cina, ha raccolto l’impegno formale del governo cinese
per lo sviluppo dei traffici, e si affianca all’ingresso di DB, insieme ai già citati CMA
CGM e Zim, nella prevista privatizzazione della China United International Rail
Containers, con una quota dell’8% ciascuno.
L’Italia non sfugge alla progressiva creazione di un mercato integrato europeo. Alcune
novità interessanti riguardano sia l’incumbent che i competitor, e in particolare si
segnalano:
-
12
gli accordi siglati da Fs e Trenitalia nel biennio, nell’ambito di un piano di
potenziamento della presenza sui corridoi internazionali di traffico: con i colossi
portuali PSA (Singapore) e COSCO (Cina), con i quali ha vinto la gara per il sesto
molo di Genova-Voltri; con la Regione ed enti locali piemontesi per attrezzare ad
Alessandria una piattaforma con funzioni di retroporto degli scali liguri; con il nuovo
operatore ferroviario GMC, a sua volta attivo su Gioia Tauro, per il potenziamento dei
collegamenti tra il nord Italia e la Sicilia; con Italcontainer per nuovi collegamenti
diretti tra Norimberga e l’Interporto di Bologna, destinati a servire traffici anche dai
porti di Livorno, Ravenna, La Spezia, Taranto, Catania, Bari; con Poste Italiane,
Un quadro di sintesi
-
-
costituendo una joint venture paritetica a vocazione logistica; oltre all’accordo già
citato con DB;
l’ampliamento al 3%, piccolo ma significativo, della quota azionaria detenuta da
Ambrogio Trasporti nella svizzera BLS Cargo, in crescita sull’asse Italia-Germania,
accanto alla capogruppo BLS e DB Schenker (gruppo Deutsche Bahn);
la nascita, a inizio 2009, di FerCargo, alleanza tra i vettori ferroviari – alcuni già
presenti sul mercato italiano, altri nuovi entranti - SNCF Fret Italia, Railion Italia (DB),
RTC, INEA, CFI - Compagnia Ferroviaria Italiana, Veolia Cargo Italia, Crossrail,
InRail e SBB Cargo Italia, con lo scopo di promuovere la modalità ferroviaria
all’interno del sistema logistico nazionale.
Complessivamente, e quand’anche colpito dal rallentamento dell’economia, il settore
ferroviario appare impegnato in una competizione di portata epocale, nella quale i grandi
player cercano di posizionarsi su scala continentale, intercettando soprattutto i traffici
portuali – cuore della globalizzazione – e scegliendosi i corridoi in relazione alle
prospettive di traffico, coincidenti o ulteriori rispetto a quelli programmati dalle politiche
pubbliche europee.
Sul fronte della portualità e del trasporto marittimo, la dimensione dei player, la portata
e la dinamicità delle operazioni che li interessano, le forti politiche pubbliche che li
riguardano in molte aree del pianeta disegnano un mondo difficile da sintetizzare, ma da
cui non si riesce a prescindere per leggere una prospettiva europea.
Limitandoci qui al trasporto marittimo containerizzato, osserviamo che nel biennio esso ha
attraversato un’ulteriore fase di concentrazione con un altrettanto significativo livello di
integrazione di filiera, in particolare sulle attività terminalistiche, allo scopo di fruire di
servizi portuali personalizzati, specializzati, a minor rischio di congestione e a minor costo.
I processi di concentrazione hanno portato le prime 25 compagnie a livello mondiale a
detenere circa il 90% della quota di mercato complessiva, contro l’84% del 2006 e il 75%
del 2000; rispetto a tale risultato, le prime 5 compagnie controllano una quota pari al 45%,
e di queste quattro sono europee e una di Taiwan, nell’ordine: A.P. Moeller-Maersk Group
(Dk), MSC (Ch), CMA CGM Group (F), Evergreen Group (Taiwan), Hapag-Lloyd (G).
Tab. 5. Il livello di concentrazione nel comparto del trasporto marittimo containerizzato
TEU
2008
TEU (var %)
2008/2006
5.609.700
45,8%
TOP 5
7.828.872
42,9%
TOP 10
11.124.672
45,5%
TOP 25
12.374.731
35,5%
TOP 100
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati AXS-Alphaliner
quota di mercato
2008/2000
232,4%
208,4%
189,4%
140,3%
2008
45,3%
63,3%
89,9%
100,0%
2006
42,1%
60,0%
83,7%
100,0%
2000
32,8%
49,3%
74,6%
100,0%
13
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Per offrire, in questa sintesi, almeno una prospettiva degli interessi che si appuntano sul
nostro continente e sul nostro Paese, ci limitiamo a passare in rassegna alcune delle
operazioni che hanno interessato la portualità europea e mediterranea nel biennio.
Sul fronte settentrionale, la compagnia di navigazione israeliana Zim, già citata per gli accordi
con il gruppo ferroviario tedesco DB, ha rilevato da A.P. Moller Maersk il 20% della società
terminalistica Antwerp Gateway, partecipata dal terminalista cinese COSCO Pacific, dal
gruppo armatoriale francese CMA CGM e della tedesca Duisport che gestisce il porto di
Duisburg.
RREEF, divisione di Deutsche Bank dedicata ad investimenti in infrastrutture, ha acquisito
partecipazioni nel capitale dell’operatore portuale di Lubecca, mentre il gruppo
terminalistico tedesco Eurogate è entrato nel capitale del Baltic Container Terminal del
porto russo di Ust-Luga.
Nell’area di espansione del porto di Rotterdam, i due nuovi Terminal 1 e 2 sono stati
assegnati il primo al consorzio Rotterdam World Gateway (di cui fanno parte il
terminalista arabo DP World, la compagnia di navigazione francese CMA CGM, l’alleanza
orientale The New World Alliance) e l’altro all’olandese APM Terminals, controllata dalla
compagnia danese Moller Maersk.
Il fondo australiano Babcock and Brown ha acquisito una serie di partecipazioni in aziende
portuali e logistiche che operano nei porti belgi di Anversa e Gand, di Rostock in
Germania, nonché in Finlandia e nel Regno Unito.
Nel Mediterraneo, Zim Port, divisione portuale della più volte nominata compagnia
armatoriale israeliana Zim, ha rilevato il 40% della spagnola Contarsa, che ha in
concessione il terminal di Terragona. Il restante 60% è stato rilevato dal gruppo arabo DP
World. Esse intendono promuovere lo sviluppo del terminal come hub regionale, grazie
alle buone connessioni che ha con la rete ferroviaria spagnola. Zim ha inoltre stretto
accordi con i porti di Palermo e Catania per servizi feeder regolari con Livorno e Napoli.
L’olandese APM Terminals, controllata dalla danese Moller Maersk, ha ottenuto dal
Marocco la concessione trentennale del futuro porto di Tanger Med II, mentre il terminal 4
è stato assegnato al gruppo PSA di Singapore. Sono parte di un sistema portuale che il
governo marocchino intende sviluppare per competere nell’arena mediterranea, e non solo.
Il porto di Tanger Med ha infatti siglato un’intesa con quello di Barcellona e lo scalo
statunitense di Norfolk per promuovere l’istituzione di linee marittime tra i tre punti.
Il colosso arabo DP World ha acquisito il controllo della Egyptian Container Handling Co.
che controlla la società che opera il porto egiziano di Sokhna. Mentre la compagnia China
14
Un quadro di sintesi
Shipping ha acquisito il 20% del capitale del nuovo terminal container di Damietta, e
affianca così il terminalista Terminal Link, di CMA CGM, il gruppo armatoriale
kuwaitiano United Arab Shipping, il gruppo di investimenti del Kuwait KGL Ports
International Aref e General Electric.
Il governo tunisino intende realizzare un nuovo insediamento portuale a Enfidha, che
comprenderà anche una zona industriale, un aeroporto e strutture per la logistica. In Albania,
si progetta un terminal container di ragguardevoli dimensioni, che potrebbe intersecare i
traffici sul corridoio VII europeo e vorrebbe diventare il maggiore scalo mediterraneo per
portacontainer post-panamax, in sinergia con la zona franca industriale circostante.
La cinese COSCO ha rilevato dalla danese A.P. Moller Maersk un ulteriore 20% del
capitale della Suez Canal Container Terminal, che opera il container terminal di Port Said
allo sbocco del Canale, e si è altresì aggiudicata la concessione trentennale di due banchine
del container terminal del Pireo, in corso di privatizzazione in Grecia, mentre la cinese
Hutchison si è aggiudicata la concessione per il terminal di Salonicco.
In Italia, l’armatore tedesco Rickmers Linie è entrato nel capitale di Terminal S.Giorgio
del porto di Genova, partecipato dal gruppo Gavio e Finterminal, per sviluppare servizi tra
Medioriente, India e Sud Est Asiatico.
Ancora su Genova, PSA di Singapore (già citata per l’accordo siglato con FS sul sesto
molo di Voltri) ha siglato un accordo per uno scambio azionario con la genovese Gruppo
Investimenti Portuali (GPI), che dovrebbe portare la PSA a detenere il 40% di due terminal
nel porto di Genova e la GIP a detenere il 40% di Sinport, società di PSA (Singapore) che
controlla il VTE-Voltri Terminal Europa e il terminal Vecon di Venezia
Il fondo australiano Babcock and Brown, già citato per le acquisizioni diffuse nel nord
Europa, ha rilevato il 50,3% di Terminal Rinfuse Italia Spa che opera terminal rinfuse nei
porti di Genova, Vado Ligure e Venezia.
L’Autorità Portuale di Savona ha assegnato la piattaforma contenitori di Vado Ligure a un
consorzio costituito da Maersk, Grandi Lavori Fincosit e Technital, a conferma dell’interesse
di Maersk per il presidio del Mediterraneo occidentale, ove opera servizi verso gli Usa.
Il porto di Trieste ha avviato programmi di collaborazione con il porto sudcoreano di
Pusan, interessato a sbocchi marittimi sull’Adriatico, sulla direttrice est, per le attività
industriali in cui la Corea del Sud sta investendo in Ungheria, Slovacchia e Polonia.
L’elvetica MSC, secondo armatore al mondo, ha rilevato quote del Roma Terminal
Container del Porto di Civitavecchia.
15
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Il terminalista cinese Hutchison Port Holdings, già presente ad Alessandria d’Egitto e a
Barcellona, ha rilevato il 50% del capitale azionario del Taranto Container Terminal,
rimanendo il restante 50% nella mani della taiwanese Evergreen.
In questo contesto, e pur nel drammatico calo dei traffici mondiali degli ultimi mesi,
assumono evidente significato e urgenza, in Italia, i propositi di cooperazione tra Autorità
Portuali e tra Autorità Portuali e Regioni formalizzati al sud, tra Puglia e Basilicata per lo
sviluppo di un sistema portuale coerente con i piani di infrastrutturazione di terra, e al nord
tra le Autorità Portuali di Genova, La Spezia e Savona per un Sistema dei Porti Liguri.
Grande movimento si è visto anche nel settore aereo, cargo e passeggeri, e aeroportuale.
Nel cargo, il periodo in esame è stato segnato da forti alleanze tra vettori leader e
dall’ingresso di nuovi operatori, nonché dalla diffusione di accordi verticali tra vettori
cargo e aeroporti per la realizzazione e gestione di hub cargo dedicati. Molte le operazioni
e le intese sui mercati in crescita, per le quali rinviamo agli approfondimenti interni.
In Europa, di nuovo, il percorso di internazionalizzazione della tedesca Lufthansa è
paradigmatico rispetto alle trasformazioni rilevabili sul mercato, con la ricerca del presidio
attivo del segmento cargo e delle tre direttrici di rilievo per il traffico passeggeri: l’Europa,
i mercati emergenti, il segmento low cost.
Nel cargo ad esempio, in joint venture paritetica con Deutsche Post Net (attraverso le
rispettive controllate Lufthansa Cargo e DHL Express) Lufthansa ha dato vita alla nuova
compagnia cargo AeroLogic, destinata ai servizi espressi tra Europa, Asia e Usa, in diretta
concorrenza con i colossi statunitensi UPS e FedeEx, e si è assicurata l’accesso allo scalo
siberiano di Krasnojarsk mediante accordi con partner locali. Verso oriente, ha rafforzato
la partecipazione nella joint venture Jade Cargo con la cinese Shenzen Airlines e detiene
ormai il 46% della Tianjin Airport Hua Yu Air Cargo Terminal. Nell’ottica della
liberalizzazione del mercato indiano da inizio 2008, che consente a soggetti esteri di
rilevare fino al 74% del capitale delle compagnie cargo nazionali, ha avviato trattative con
due vettori indiani per costruire alleanze nella regione.
Nel passeggeri, ha acquisito il controllo totale di Swiss International; ha rilevato il 45% dei
Sn Brussels Airlines, principale operatore belga, con un’opzione sul restante 55%; ha
acquisito due vettori low cost, l’americana Jet Blue Airways e la britannica Bmi che porta
in dote interessanti slot su Heathrow. Ha costituito Lufthansa Italia per attivare nuovi
collegamenti europei da Malpensa, utilizzando capacità aeroportuali liberate da Alitalia.
Ha siglato un’intesa con il gruppo tedesco TUI, che controlla due compagnie, finalizzato
all’incorporazione dei due vettori nella propria Eurowings. Ha inoltre tentato la scalata ad
16
Un quadro di sintesi
Austrian Airlines (operazione sospesa dal governo austriaco per non cedere il controllo
nazionale sul vettore) e ha manifestato interesse per la scandinava SAS, in cerca di un
partner industriale. Mediante accordi di code sharing con Egypt Air, la russa Air Union e
la kazaka Air Astana, ha ampliato l’offerta verso est e verso il Mediterraneo e, ancora,
grazie ad una partnership con Continental Airlines, quarto vettore statunitense, ha strappato
quest’ultima all’alleanza globale SkyTeam per portarla nella “propria” Star Alliance.
Di rilievo, sul mercato europeo, è anche l’espansione di Air France-KLM, con l’ingresso
nella nuova Alitalia (al 25%), il takeover sul vettore regionale VLM Airlines specializzato
nel segmento business, l’attivazione di nuovi collegamenti transatlantici in accordo con
Delta Air Lines (Usa) sulla base delle opportunità offerte dai recenti accordi Open Sky tra
Ue e Usa. Un altro vettore, la scandinava SAS, che peraltro come Air France-KLM ha
accusato perdite già nella primavera 2008, ha messo in vendita le due controllate Spanair e
Air Baltic per attivare accordi orientati ad attivare nuovi collegamenti tra la Scandinavia e
le destinazioni croate dai propri hub in Austria e Germania.
Ad est, di grande interesse è l’acquisizione di nuove quote, fino all’8,8%, nella russa
Aeroflot da parte di Deutsche Bank, mentre la banca statale russa Vnesheconomobank ha
acquisito il 40% del capitale di AirBridge, che controlla la compagnia ungherese Malev.
Per questa via il governo russo accede al mercato comunitario: Malev sarà il partner
strategico di Aeroflot, la quale ha manifestato attivo interesse per la privatizzazione di
Czech Airlines e della serba Jat Airways.
Nel nord Europa, nel ramo cargo, è nata West Atlantic, newco della britannica West Air
Europe e della svedese Atlantic Airlines. Mentre DHL Express (Deutsche Post) ha
acquisito il 49% della statunitense Polar Air Cargo, ha inaugurato il proprio hub europeo
presso l’aeroporto di Lipsia, con localizzazione mirata ai mercati dell’Est, ha formalizzato
intese per piattaforme logistiche in India, Arabia Saudita e a Panama, ha programmato
investimenti in territorio russo.
L’Italia, che attende l’assestamento del mercato dopo le sofferte, note vicende della
transizione dalla vecchia alla nuova Alitalia, ha quindi visto l’ingresso di Lufthansa e Air
France-KLM, cui si aggiunge la creazione della divisione italiana di CargoLux
(Lussemburgo) per attivare dal 2009, da Malpensa, collegamenti verso 45 destinazioni
internazionali, incluse Asia e Usa, a fianco di Lufthansa Cargo che da Malpensa volerà per
New York e Chicago, e che serve ormai il 14% del mercato italiano. L’italiana ALIS, nata
nel 2007, ha acquisito la giovane Cargoitalia, ha formulato un’offerta per l’acquisto della
divisione all-cargo della vecchia Alitalia e ha concluso un’alleanza con la Etihad Crystal
Cargo (gruppo Etihad Airways, Emirati AU) per attività congiunta sulle rispettive rotte
17
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
nord-sudamericane e quelle di India, Medioriente, Africa Orientale.
Sul fronte degli accordi internazionali, si segnalano due iniziative di grande portata:
l’accordo Usa-Cina per il raddoppio dei voli passeggeri e una maggior liberalizzazione dei
voli cargo tra i due Paesi e l’avvio del dialogo tra Ue e l’Unione Africana per lo sviluppo
congiunto del trasporto aereo tra Europa e Africa.
Molto meno numerose, anche rispetto al periodo precedente, ma di notevole importanza
sono le riorganizzazioni finalizzate nel biennio, in Europa, in ambito aeroportuale.
Fraport, gestore dello scalo di Francoforte, è il primo operatore estero a fare ingresso nel
capitale di uno scalo cinese (Xi’an). ADP Aéroports de Paris e il gruppo Schipol di
Amsterdam, entrambi sotto controllo pubblico, hanno dato vita alla prima alleanza a livello
mondiale nel settore aeroportuale, con uno scambio azionario che di fatto rafforza
l’alleanza Air France-KLM e prelude a forti sinergie sul piano degli investimenti. Baa,
gestore dei 7 maggiori scali britannici dovrà cedere gli scali londinesi di Gatwick e
Stansted e uno scalo scozzese, per ripristinare sufficienti condizioni di concorrenza tra gli
aeroporti. Per subentrare negli scali in cessione sono in corsa Fraport, la tedesca Hochtief,
Ryanair, il fondo Global Infrastructure Partners (Crédit Suiss e General Electric), il Changi
Airports International dello Stato di Singapore, il Manchester Airport Group e l’investitore
australiano Macquarie Group.
Interessante, in Italia, è l’iniziativa di una cordata italo-argentina (Corporacion America,
gestore aeroportuale, e Miro Radici Finance, che controlla un vettore cargo italiano),
entrata in partecipazione negli scali di Crotone e Trapani, con mire di espansione su
Reggio Calabria e Genova. Appare forte l’interesse di investitori esteri verso il sistema
aeroportuale nazionale. La quota di maggioranza di Sogeap, gestore dello scalo di Parma, è
stata conquistata dal fondo austriaco Meinl Airports International. Morgan Stanley
Infrastructure è entrata nella compagine societaria che controlla la SAVE di Venezia,
attraverso Finanziaria Internazionale. Monte Paschi di Siena ha rafforzato (al 42,8%) la
quota detenuta nella società aeroportuale di Siena, a fianco della Camera di Commercio e
degli enti locali, allo scopo di sviluppare lo scalo mediante investimenti infrastrutturali e
accordi con altri investitori, anche internazionali.
Infine si segnala l’intesa conclusa tra Gesar (aeroporto di Olbia-Costa Smeralda) e
l’Autorità portuale di Olbia e Golfo Aranci per lo sviluppo del settore crocieristico e
l’integrazione del sistema porto-aeroporto.
Il mercato europeo del trasporto terrestre di passeggeri, su gomma e su ferro, conferma
i percorsi di concentrazione che da diversi anni si sviluppano attorno ai grandi gruppi
18
Un quadro di sintesi
Arriva (GB), Veolia, Transdev, Keolis e RATP (F), i quali hanno intensificato operazioni
di acquisizione e accordi con imprese che potevano vantare un presidio consolidato dei
mercati di destinazione.
Arriva ha ampliato la rete in Portogallo, in Spagna (Madrid), in Danimarca, con l’acquisto
di Veolia Denmark, e in casa ottenendo la concessione ferroviaria maggiore del Regno
Unito, la New Cross Country. Ha portato all’80% la quota azionaria nella holding che
opera servizi autobus in Ungheria e Slovacchia ed è entrata nel mercato polacco con una
joint venture con un operatore ferroviario cargo nazionale.
Veolia ha invece diversificato, con il Tpl in Francia, una concessione ferroviaria regionale
in Germania, una joint venture per il trasporto collettivo in tre città del Marocco, per non
parlare delle iniziative di penetrazione, in joint venture con partner locali o con la
connazionale RATP, nei mercati cinesi, indiani e sudcoreani.
Transdev, ormai il 4° operatore in Europa, partecipato al 68% dalla Cassa Depositi e
Prestiti francese, ha vinto la gara per la privatizzazione della belga Connexxion, primo
operatore passeggeri nazionale.
RATP Développement, controllata al 75% dalla parigina RATP, dopo un biennio impegnato
ad aprire prospettive ad oriente, si è concentrata sul mercato domestico, con acquisizioni di
partecipazioni in operatori turistici e di Tpl interni ed esterni all’Ile de France.
Keolis, operatore ferroviario leader nel Tpl, partecipato al 45% da SNCF, ha seguito
percorsi di diversificazione nel mercato francese (turismo, scolastici, collegamenti
ferroviari aeroportuali, trasporto urbano ed extraurbano). All’estero, ha acquisito il 50% di
una compagnia ferroviaria olandese, un’autolinea belga, la concessione per la gestione di
una rete ferroviaria regionale tedesca per 16 anni.
Anche in Italia sono evidenti le spinte alla concentrazione nel tpl, tra aziende pubbliche
locali, prevalentemente al nord, in un contesto normativo incerto e sempre sull’orlo di
un’altra riforma. Le sinergie vengono esplorate anche in opposizione all’ingresso di grandi
gruppi stranieri: alcune amministrazioni hanno avviato parziali privatizzazioni mediante
selezione con gara del socio privato di minoranza e, delle 8 principali operazioni di M&A
portate a termine nel biennio, tutte nel centro-nord, tre hanno visto i citati gruppi francesi
Transdev e RATP nel ruolo di acquirenti.
Nuove alleanze si costruiscono, o si rafforzano, sul versante delle compagnie private di
autolinee, nazionali e internazionali, in concorrenza con la ferrovia e l’aereo, soprattutto
sulle direttrici tra il nord e il sud del Paese.
19
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Sulla lunga percorrenza ferroviaria, le spinte alla liberalizzazione modificano il
panorama di riferimento anche per il settore passeggeri, nel quale nove società hanno dato
vita alla prima alleanza mitteleuropea, Railteam Alliance, allo scopo di mettere in comune
le proprie reti ad alta velocità su scala continentale, in concorrenza con la modalità aerea:
la tedesca DB, l’olandese NS, l’austriaca OBB, la svizzera SBB, la belga SNCB, la
francese SNCF e le joint venture internazionali Eurostar, Thalys e Tgc Lyria.
Non a caso Air France-KLM ha stretto accordi con Veolia per partnership nel segmento
dell’alta velocità, inaugurando un cammino destinato ad essere seguito anche altrove. E
DB ha manifestato l’interesse ad entrare nel consorzio franco-belga-britannico Eurostar,
gestore del servizio AV tra Londra, Parigi e Bruxelles attraverso la Manica (DB guarda al
mercato britannico anche nel segmento passeggeri, dove è già presente con partecipazioni,
anche al 100%, in diverse compagnie ferroviarie).
Infine uno sguardo alla crocieristica e al cabotaggio marittimo. In ambito europeo i
mercati leader della crocieristica sono, nell’ordine, Italia, Spagna, Grecia, Francia e
Norvegia; tra i mercati in crescita emerge la Croazia, che nei primi otto mesi del 2008 ha
registrato un aumento del 43,2% delle presenze. Sono poche le operazioni di M&A censite,
più interessanti gli accordi di partnership.
Il predominio del mercato mediterraneo e di quello baltico ha condotto quindici tra i
maggiori porti atlantici europei a siglare un accordo - la Atlantic Alliance - mirato a
promuovere gli scali del versante atlantico; al progetto aderiscono i maggiori scali del settore
crocieristico: Amburgo, Bremerhaven, Amsterdam, Anversa, Bordeaux, Brest, Cherbourg,
Ijmuiden, La Rochelle, Lisbona, Nantes, Rotterdam, Santander, St. Malo e Vigo. Hanno
manifestato interesse per i mercati del nord Europa Carnival UK, filiale britannica della
statunitense Carnival Corporation, leader mondiale del settore, con un accordo ventennale
sottoscritto con Associated British Ports (ABP), che gestisce lo scalo di Southampton, per
dotare il porto di un quarto terminal crocieristico, e il gruppo tedesco TUI che ha siglato un
accordo con Royal Caribbean Cruises per la costituzione di una joint venture paritetica TUI Cruises - finalizzata al presidio del mercato tedesco.
L’Italia si mantiene al vertice continentale: è capofila del mercato crocieristico europeo,
con una quota di mercato pari a circa il 16%. Innovativi sono gli accordi siglati da Costa
Crociere, compagnia italiana controllata dal colosso statunitense Carnival Corporation, e
finalizzati a promuovere strategie di integrazione di filiera. Tra questi, un interessante
accordo con Air France, per rafforzare la sinergia commerciale a livello mondiale; la joint
venture Iberocruceros, costituita con il gruppo turistico Orizonia, che opera esclusivamente
sul mercato spagnolo e di cui Costa detiene il 75% del capitale; un accordo con il leader
20
Un quadro di sintesi
low cost Ryanair per la promozione degli itinerari che comprendono tratte aeree, da e per i
porti del Mediterraneo e del Nord Europa scalati dalla compagnia.
Molte operazioni di M&A hanno invece segnato il comparto del cabotaggio. Il mercato
mediterraneo e quello baltico si confermano come i più attivi. Forti ristrutturazioni sono in
corso nel mercato greco, mentre nel Mediterraneo occidentale la compagnia di navigazione
spagnola Balearia ha effettuato il takover su Buquebus Espana, che opera sulla rotta
Algeciras-Ceuta con due traghetti ad alta velocità, direttrice sulla quale Balearia è già
presente e su cui, con questa acquisizione, intensifica il presidio.
Nel Nord Europa, prendono corpo strategie di ritorno al core business o finalizzate allo
sviluppo di rami di attività. Nel periodo di riferimento Scandlines, joint venture paritaria di
Deutsche Bahn e del governo danese, è stata ceduta ad un consorzio partecipato dalle società
di private equity 3i, Allianz Capital Partners e dall'armamento tedesco Deutsche Seereederei,
e ha intrapreso un percorso di cessione dei servizi traghetto per concentrare le proprie attività
sulle rotte internazionali, lasciando spazio sul mercato danese a Clipper, uno dei maggiori
gruppi a livello globale. L’appetibilità del settore è confermata dall’interesse suscitato negli
investitori esterni al comparto. Oltre all’operazione che ha visto protagonista 3i, infatti, ne
sono prova gli investimenti effettuati da Marfin Investment Group (MIG), che ha acquisito il
51% della greca Blue Star Maritime (già controllata di Attica Holdings) e il 49,9% del
capitale azionario del gruppo Attica, che a sua volta possiede l'intero controllo della
connazionale Superfast Ferries.
Meritevoli di attenzione, per le prospettive di integrazione oltreché di internazionalizzazione
che implicano, sono le operazioni portate a termine da operatori appartenenti da altri
comparti, in un’ottica di sviluppo di filiera. Tra queste l’operazione con cui la francese
Veolia Transport ha acquisito la quota del 38% della compagnia di navigazione Société
Nationale Corse Méditerranée (SNCM) ceduta dal fondo Butler Capital Partners; in questo
modo Veolia arriva a detenere il 66% delle azioni della compagnia, a fianco dello Stato
francese (25%) e dei dipendenti della compagnia (9%).
In Italia, Grimaldi rimane il soggetto più attivo anche nel biennio in esame. All’inizio del
2008 il Gruppo ha condotto una strategia di riorganizzazione della propria presenza sul
mercato greco: attraverso uno scambio azionario con la società cipriota Sea Star Capital,
Grimaldi ha rafforzato la propria quota nella cretese Minoan Lines, di cui è in seguito arrivato
a controllare quasi l’85%. Sulle tratte che interessano i porti domestici nel 2009 Grimaldi ha
annunciato l'apertura di nuove Autostrade del Mare su rotte nazionali ed internazionali:
Sardegna e Sicilia in collegamento con Civitavecchia, Genova, Barcellona e Malta.
21
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Nel Mediterraneo occidentale, e in particolare nei traffici Italia-Francia, Corsica-Sardinia
Ferries conferma nel 2008 la propria posizione di player dominante guadagnando una
quota di mercato del 64%, con un forte potenziamento di servizi sia dalla Francia sia
dall’Italia. La compagnia ha proseguito inoltre nella strategia di investimento in Italia,
acquisendo dal fondo 21 Investimenti - che fa capo alla famiglia Benetton - oltre un quarto
del capitale di Strade Blu, compagnia marittima che opera un servizio di Autostrada del
Mare non accompagnata tra Genova e Termini Imerese.
Sul fronte degli accordi cross-border, alcuni operatori di primaria importanza hanno
siglato contratti di concessione: nello specifico, Grandi Navi Veloci (GNV) ha ottenuto la
concessione per un terminal nello scalo francese di Marsiglia per il proprio traffico ro-pax.
2. La posizione competitiva delle imprese italiane
L’analisi della posizione competitiva delle imprese italiane emerge dalla valutazione
congiunta dei risultati economici che il settore dei trasporti e della logistica registra
nell’interscambio con l’estero (si veda la Parte II per il dettaglio) e delle rilevazioni sulla
partecipazione di attori italiani ai processi di internazionalizzazione sopra accennati e
diffusamente descritti nella Parte III della pubblicazione.
Ciò che rende critica, questa volta, la misurazione dello stato di salute della competizione
di bandiera italiana è la destabilizzazione generalizzata dei mercati, sopravvenuta
nell’ultimo semestre del periodo di rilevazione e destinata a durare ancora, probabilmente
per un tempo non breve. L’utilità di questo esercizio tuttavia non viene meno perché offre,
di fronte ad una congiuntura avversa, indicazioni sulla capacità di tenuta, o di reazione,
delle nostre imprese rispetto ai competitor esteri e mette in luce le ricadute dell’opacità
delle politiche nazionali seguite negli anni, in molti comparti, sulla solidità delle aziende e
sulla struttura del mercato nazionale.
Alla fine del biennio di rilevazione, i dati di settore relativi all’interscambio con l’estero e
alla bilancia dei pagamenti risentono pesantemente della contrazione dei traffici globali,
della connessa caduta dei noli internazionali ma anche, nel segmento aereo, delle
discontinuità / riduzioni dell’offerta nazionale legate alla sofferta crisi e poi alla cessazione
della vecchia Alitalia.
Si riporta, di seguito, una sintesi delle risultanze relative all’interscambio di merci e di
passeggeri, alle quote servite da vettori italiani e alla bilancia dei pagamenti di settore. Il
quadro si chiude con una fotografia, essenzialmente quantitativa, del grado di
internazionalizzazione maturato o subìto dalle imprese italiane nel biennio.
22
Un quadro di sintesi
Nel segmento merci, i dati dell’interscambio con l’estero registrano nel 2008 una flessione
dei flussi quantitativi: il totale import+export segna un -4,9% sull’anno precedente,
determinato dal calo delle merci sia in entrata, -4,3%, sia in uscita, -6,5%. Molto più forte
la contrazione nel I trimestre 2009 che, secondo i dati disponibili, si attesta a -19% in
quantità e a -22% in valore.
La relativa ripartizione tra le modalità di trasporto indica che, in tonnellate, nel 2008 il
58% delle merci in ingresso e in uscita dal territorio nazionale è stato trasportato via mare,
il 21% su strada, il 10% per ferrovia, lo 0,2% per via aerea (Tab.6). Il restante 11%
afferisce al trasporto per condotte. Negli ultimi anni, tale ripartizione evidenzia un leggero
calo della quota servita dal vettore marittimo (più marcato nel 2008 per ragioni connesse
con l’andamento del commercio internazionale) a beneficio delle altre modalità.
Diversa è la ripartizione in termini di valore, dove il trasporto stradale si conferma il primo
vettore, con il 43%, il trasporto marittimo si attesta al 33%, la ferrovia al 15% (+1,4 punti
percentuali sul 2006) , l’aereo al 7%, le condotte al 3% (Tab.6).
Tab. 6. Flussi quantitativi ed economici con l’estero per modalità di trasporto
Anni 2004-2008 - Composizioni percentuali
Anni
Marittima
Stradale
Ferroviaria
Flussi quantitativi
62,3
19,2
8,5
2004
61,8
19,1
8,6
2005
60,4
20,1
8,6
2006
59,5
21,2
9,2
2007
57,8
21,3
9,7
2008
Flussi economici
34,5
39,7
13,2
2004
36,0
37,8
13,5
2005
33,2
43,0
13,1
2006
33,1
43,6
13,6
2007
32,9
42,5
14,5
2008
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
Aerea
Condotte
Totale
0,2
0,2
0,2
0,2
0,2
9,8
10,4
10,7
9,9
11,1
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
10,8
10,4
7,7
7,3
6,8
1,9
2,4
3,0
2,5
3,2
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Graf. 1. Flussi quantitativi ed economici di importazioni ed esportazioni: composizione
percentuale per modalità di trasporto – Anno 2008
75%
60%
Comp.%
62%
30%
15%
48%
38%
36% 38%
45%
47%
30%
15%
15%
8%
14%
0%
16%
14%
6% 6%
8%
0% 0%
0%
0%
Tonnellate
Euro
Tonnellate
Marittima
Stradale
Euro
Esportazioni
Importazioni
Ferroviaria
Aerea
Condotte
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
23
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Uno degli indicatori che tradizionalmente aggiorniamo in questo studio, per valutare la
tenuta degli operatori italiani rispetto ai competitor diretti, è la misurazione della quota
servita da vettori residenti in Italia sul totale dei viaggi in ingresso e in uscita dal territorio
nazionale (Tab.7)3. Rinviando alle precedenti edizioni per maggiori dettagli sull’erosione
maturata nell’ultimo decennio, a valle dell’apertura delle frontiere intracomunitarie, ci
limitiamo ad osservare che:

i vettori stradali nazionali hanno continuato ad arretrare nel biennio, sia in ingresso sia
in uscita dal territorio nazionale, cedendo complessivamente altri 4 punti percentuali,
fino al 30,7% del 2008. La contrazione è leggermente più marcata nel 2007, prima
della crisi e in condizioni di crescita dell’economia e dell’interscambio;

i vettori aerei nazionali, che nel 2007 avevano perso terreno sull’import e compensato
sull’export, mantenendo complessivamente la quota attorno al 30%, tendenzialmente
in recupero dal 2001, chiudono il 2008 al 25,7% (con una caduta di 12 punti
sull’import rispetto ai valori raggiunti nel biennio 2005-2006 e di quasi 8 punti sui
valori del 2007);

i vettori marittimi nazionali, in recupero nel 2007, cedono un punto percentuale nel
2008 (15,8%), anno critico per il trasporto via mare a causa della crisi internazionale.
L’arretramento è interamente imputabile ai traffici in ingresso. Questo dato in realtà relativamente stabile da molti anni – non è rappresentativo della competitività del
comparto armatoriale italiano, storicamente molto internazionalizzato e attivo di
preferenza nei mercati estero su estero.
Tab. 7. Flussi quantitativi con l’estero: quote di mercato dei vettori residenti in Italia per
modalità di trasporto (%) - Anni 2004-2008
Anni
Aerea (1)
Stradale
Marittima
Import Export Totale
Import Export Totale
Import
Export Totale
2004
36,1
36,1
36,1
14,9
14,9
14,9
29,7
19,6
23,6
2005
35,8
34,6
35,2
15,4
15,4
15,4
37,8
23,7
29,3
2006
35,7
33,8
34,7
17,0
14,6
16,5
37,2
25,4
30,3
2007
33,9
30,5
32,1
17,4
15,3
16,9
33,2
28,5
30,2
2008
31,5
29,9
30,7
15,8
15,7
15,8
25,7
25,7
25,7
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
(1) Dati 2008 provvisori
3
La modalità ferroviaria non è inclusa, sino al 2008, nelle rilevazioni Banca d’Italia a cui questo studio fa
riferimento. È in corso la definizione di una metodologia appropriata al comparto.
24
Un quadro di sintesi
Nel segmento passeggeri, i flussi alle frontiere italiane risultano in aumento nel 2008, con
5,4 milioni di passaggi in più (+4%), dopo gli incrementi già rilevati nel 2006 (+10%) e nel
2007 (+6%). Non sorprende che i transiti internazionali avvengano in misura prevalente in
automobile e, in seconda battuta, in aereo, lasciando quote marginali alla ferrovia e al
mare. Tra le due modalità preferite, tuttavia, nel 2008 si registra un’inversione di tendenza
rispetto agli anni precedenti, con un incremento dei passaggi su strada (+6 milioni, per lo
più di italiani) e una perdita di passeggeri aerei (-1,4 milioni, tutti stranieri), che si
riflettono sulla ripartizione modale con un recupero della strada sull’aereo (Tab.8).
Tab. 8. Flussi di persone alle frontiere italiane per tipo di frontiera (%)
Anni 2004-2008
Anni
Stradale
Ferroviaria
Aerea
Marittima
Totale
2004
2005
2006
2007
2008
67,1
65,1
65,4
64,7
66,9
3,3
2,9
2,5
2,3
2,0
26,6
28,8
29,5
30,9
28,5
3,0
3,2
2,6
2,2
2,6
100
100
100
100
100
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
L’analisi dei dati sulla nazionalità delle imprese di trasporto aereo e marittimo che hanno
servito questo mercato nel 2008 è piuttosto allarmante. La presenza degli operatori
stranieri si è fortemente affermata nel tempo: se nel 2007 le imprese italiane avevano
soddisfatto il 28% della domanda di trasporto aereo e il 16% della domanda di trasporto
marittimo, tali percentuali scendono nel 2008 rispettivamente a 21% e 11% (Tab.9.).
Tab. 9. Flussi di persone alle frontiere italiane - Quote di mercato dei vettori residenti in
Italia (%) - Anni 2004-2008
Anni
Stranieri
2004
2005
2006
2007
2008
27,8
25,8
24,1
23,5
17,0
Trasporto aereo
Italiani
35,4
30,1
36,2
34,6
26,3
Totale
30,7
27,5
28,5
27,8
20,8
Trasporto marittimo
Stranieri
Italiani
Totale
10,2
15,2
10,7
10,2
7,9
22,8
22,4
27,2
21,9
15,0
15,4
18,4
18,1
15,6
11,0
Fonte: Banca d’Italia
La progressiva perdita di quote nei mercati che servono l’interscambio si riflette sul saldo
dei Trasporti nella Bilancia dei pagamenti, che nel biennio in esame registra uno scarto,
in negativo, particolarmente importante. Dopo un quadriennio in cui il saldo ha oscillato
attorno a -5 miliardi di euro, il 2007 ha chiuso a -6,6 miliardi di euro, in un contesto
segnato ancora da tassi positivi di crescita dell’economia e degli scambi. Nel 2008, in
condizioni cambiate di segno, il saldo si attesta a -6,9 miliardi di euro.
25
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Uno sguardo, pur rapido, alla distribuzione per modalità di trasporto e per attività (Tab.10)
consente di leggere le variazioni più significative. Per effetto del rallentamento degli
scambi internazionali e dunque dei trasporti, nel 2008 l’attività “merci” ha generato un
risultato complessivo migliore, riducendo il disavanzo da -4,8 a -3,6 miliardi di euro.
All’interno della voce merci spicca la variazione della componente stradale, che subisce
invece un incremento del 52% tra il 2006 e il 2008 (da -921 a -1.398 milioni), maturato
soprattutto nel 2007, prima della crisi. L’attività “passeggeri” mette in evidenza un brusco
peggioramento, raddoppiando il deficit nel 2007 sul 2006 e raddoppiandolo ancora nel
2008 sul 2007, fino a sfiorare i -3 miliardi di euro. La variazione è sostanzialmente
imputabile alla modalità aerea.
Tab. 10.
Saldi per modalità e attività dei Trasporti nella Bilancia dei pagamenti
Anni 2006-I bim. 2009 (Milioni di euro)
Modalità
2006
Marittima
Aerea
Stradale
Ferroviaria
Merci
Passeggeri
Servizi
Totale
-2.237
-279
-921
-479
-34
-797
35
84
-340
412
-194
---
-2.611
-665
-1.080
-395
-3.916
-712
-122
-4.751
-2.768
-279
-1.271
-530
-55
-1.483
31
93
-386
280
-198
---
-3.209
-1.482
-1.438
-437
Totale
2008
Marittima
Aerea
Stradale
Ferroviaria
-4.848
-1414
-304
-6.566
-1.685
-210
-1.398
-280
-86
-2.969
40
79
-340
162
-193
---
-2.112
-3.018
-1.552
-201
Totale
Gen-feb.’09
Marittima
Aerea
Stradale
Ferroviaria
-3.573
-2936
-371
-6.883
-5
-36
-178
-34
-5
-585
2
5
-58
-38
-24
---
-68
-660
-200
-29
-253
-583
-120
-957
Totale
2007
Marittima
Aerea
Stradale
Ferroviaria
Totale
Fonte: Banca d’Italia
I saldi 2008 sono tutti negativi, per modalità e per attività, con le tre consuete eccezioni: il
trasporto ferroviario di passeggeri (+79 Mio euro), il trasporto stradale di passeggeri (+40
Mio euro), i servizi di assistenza nel trasporto aereo (+162 Mio euro).
26
Un quadro di sintesi
Per quanto riguarda il grado di internazionalizzazione delle imprese italiane, nel 2008 il
numero complessivo delle operazioni di M&A censite che hanno coinvolto almeno un
operatore italiano del settore dei trasporti sono 32, in aumento rispetto alle 26 dell’anno
precedente e sostanzialmente vicine ai più alti livelli del 2006 (35).
Nel 2008, tuttavia, si registra un rilevante aumento delle acquisizioni passive, che vedono nel
ruolo di soggetti acquirenti grandi compagnie estere che mirano a rafforzare la propria
posizione nel mercato italiano, a fronte di un’ulteriore diminuzione dell’incidenza delle
operazioni interne al mercato domestico rispetto al 2006 (40,6% contro 62,9%) (Tab.11;
Fig.4). Nel 2008 si contraggono anche, in misura rilevante rispetto al 2007, le iniziative di
internazionalizzazione attiva (3 operazioni, 9,4% del totale).
Non molto dissimile è la dinamica di internazionalizzazione, prevalentemente passiva
nell’ultimo anno, rilevabile dai dati relativi agli accordi, che passano da 36 nel 2007 a 45 nel
2008 (Tab.11; Fig.5). Anche in questo caso, il 2008 segna una netta progressione delle
iniziative ad opera di soggetti esteri sul mercato italiano. Le intese estero su Italia, nel 2008,
riguardano circa 1 accordo su 2 (46,7%, contro il 13,9% del 2007), mentre diminuisce
l’incidenza sia degli accordi di operatori italiani all’estero (20%, contro il 25%), sia degli
accordi siglati tra operatori italiani (33,3%, contro 61,1%) (Tab.11; Fig.5).
Rispetto al recente passato, gli accordi stipulati sono in minor misura finalizzati
all’apertura di nuovi mercati (33% delle intese, contro il 53% del 2007) e più spesso tesi al
rafforzamento di una posizione già dominante nel mercato di riferimento (1 accordo su 5).
Gli accordi tra integratori logistici e partner industriali (contract logistics) rappresentano il
22% del totale degli accordi stipulati in Italia.
Tab. 11. M&A sul mercato italiano, per nazionalità dell’impresa acquirente, e Accordi, per
mercato target, Anni 2006-2008 e I trimestre 2009
M&A
2006
2007
2008
2009 I trim
Accordi
2007
2008
2009 I trim
Estero su Italia
Italia su Estero
Italia su Italia
Totale
n.
%
n.
%
n.
%
n.
%
9
6
16
2
25,7%
23,1%
50,0%
28,6%
4
6
3
1
11,4%
23,1%
9,4%
14,3%
22
14
13
4
62,9%
53,8%
40,6%
57,1%
35
26
32
7
100%
100%
100%
100%
Estero su Italia
Italia su Estero
Italia su Italia
Totale
n.
%
n.
%
n.
%
n.
%
5
21
4
13,9
46,7
40,0
9
9
2
25,0
20,0
20,0
22
15
4
61,1
33,3
40,0
36
45
10
100,0
100,0
100,0
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
27
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Fig. 4.
M&A sul mercato italiano, per nazionalità dell’impresa acquirente, Anni 2007-2008
2007
2008
Italia su
Italia
53,8%
Italia su
estero
23,1%
Italia su
estero
9,4%
Italia su
Italia
40,6%
Estero su
Italia
50,0%
Estero su
Italia
23,1%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Fig. 5.
Accordi con partner italiani, per mercato target, Anni 2007-2008
2007
2008
Estero su
Italia
14%
Italia su
Italia
61%
Italia su
Estero
25%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
28
Italia su
Italia
33%
Italia su
Estero
20%
Estero su
Italia
47%
PARTE II
IL QUADRO DELL’INTERSCAMBIO
Il quadro dell’interscambio
1. IL TRASPORTO INTERNAZIONALE: FLUSSI, MODALITÀ E NAZIONALITÀ
DELLE IMPRESE1
1.1. Le merci
1.1.1. I flussi quantitativi e monetari
Il trasporto internazionale di merci (tab.1.) ha servito nel 2008 un mercato complessivo di
circa 506 milioni di tonnellate, di cui il 72% come importazioni ed il restante 28% come
esportazioni, percentuali che, rispetto ai primi anni del nuovo millennio, sono
rispettivamente in leggera diminuzione e, di pari misura (circa due punti percentuali), in
aumento. Dopo una lunga serie di variazioni positive, la quantità di merce movimentata
(import+export), ha registrato un andamento negativo rispetto al 2007 con una flessione
del -4,9%, determinato dal calo sia delle importazioni, -4,3%, sia delle esportazioni, -6,5%,
coerentemente con la crisi generalizzata che ha coinvolto tutti i paesi ed il conseguente
rallentamento degli scambi internazionali che ha caratterizzato il 2008.
Tab. 1. Importazioni ed esportazioni - Anni 2000-2009 (1)
Anni
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
I trim.’09
Tonnellate (migliaia)
Import
329.028
330.035
334.807
343.784
360.282
361.179
375.680
378.105
361.959
76.889
Export
119.299
123.118
118.611
121.354
128.184
134.711
136.940
153.724
143.750
28.076
Milioni di euro
Import
258.507
263.757
261.226
262.998
285.634
309.292
352.465
373.340
377.284
73.475
Export
260.413
272.990
269.064
264.616
284.413
299.923
332.013
364.744
365.806
69.040
Saldi
1.907
9.233
7.838
1.618
-1.221
-9.369
-20.452
-8.596
-11.478
-4.435
(1) Dati 2008-’09 provvisori.
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Istat
Per il quinto anno consecutivo, il saldo in termini economici2 è negativo, pari a –11
miliardi di euro. Rispetto al 2007, tale indicatore è peggiorato di circa 3 milioni di euro
(pur risultando comunque nettamente migliore rispetto al risultato del 2006 quando aveva
1
2
I dati illustrati nel paragrafo 1.1.1. sono tratti dal sito Internet dell’Istat, nella sezione dedicata ai risultati
dell’indagine sul Commercio con l’estero. La fonte di tutte le informazioni riportate nei paragrafi
successivi è Banca d’Italia. A questo proposito, si ringrazia il dott. Tosti per la preziosa collaborazione.
I dati si riferiscono alla valutazione delle importazioni e delle esportazioni Cif-Fob.
31
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
raggiunto i -20 miliardi) a causa di un incremento del valore delle importazioni superiore a
quello delle esportazioni, rispettivamente pari a 1,1% e 0,3% (variazioni notevolmente più
modeste rispetto a quelle rilevate negli ultimi anni). Nel 2008, il valore medio per
tonnellata, è stato di 2.545 e 1.042 euro rispettivamente per le esportazioni e le
importazioni; per le merci in entrata, la variazione rispetto all’anno precedente è risultata
positiva (così come dal 2004 ad oggi), circa 6%, mentre per le esportazioni, dopo la
riduzione rilevata nel 2007 di circa il 2%, tale indicatore segna un incremento del 7%.
In base ai dati disponibili per il 2009 (I trimestre), la crisi del commercio internazionale si
acuisce ulteriormente e le transazioni complessive in termini quantitativi (import+export)
diminuiscono del 19%; si ferma al 18% la flessione dei flussi in entrata mentre raggiunge il
21% il calo delle esportazioni italiane. In termini economici, in entrambi i casi, si registra
una flessione di circa il 23% ed il saldo a fine trimestre è ancora negativo, pari a -4,4
miliardi di euro mentre aveva superato i cinque miliardi nello stesso periodo del 2008.
Passando all’analisi della distribuzione dei flussi economici in uscita per settore di attività
economica nel 2008 (tab.2.), i “prodotti trasformati e manufatti”, che come sempre
determinano quasi tutte le esportazioni (95%), segnano una battuta di arresto dopo quattro
anni di tassi positivi e sostenuti, registrando una variazione decisamente modesta, ma di
segno negativo (-0,2%). Fra le voci più significative di questa categoria, hanno avuto un
andamento particolarmente negativo:
 i “prodotti tessili, abbigliamento, pelli e accessori”, quota sul totale dell’11%, che
diminuiscono del 4% corrispondente in valore assoluto alla flessione più elevata, -1,8
miliardi di euro rispetto al 2007,
 i “computer, apparecchi elettronici e ottici” (incidenza del 3%) che per il secondo anno
consecutivo segnano un calo del 10%, ossia di 1,2 miliardi,
 i “prodotti delle altre attività manifatturiere” e gli “articoli in gomma e materie plastiche,

altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi”, che dopo un quadriennio di
crescita registrano, entrambi, una flessione del 5%, circa -1,1 miliardi di euro,
i “mezzi di trasporto”, 11% delle esportazioni totali, che negli ultimi due anni avevano
riportato variazioni superiori al dieci per cento, calano dell’1,5%, ossia poco più di
mezzo miliardo in meno rispetto all’anno precedente.
Di converso, le voci che hanno avuto un andamento positivo sono state:

i “prodotti alimentari, bevande e tabacco” (quota del 6%) che per il quinto anno
consecutivo chiudono in positivo: +8%, corrispondente in valore a +1,5 miliardi di euro
in più rispetto all’anno precedente,
32
Il quadro dell’interscambio


i “macchinari ed apparecchi n.c.a.”, la voce più significativa con un’incidenza sul totale
del 19%, che seppur in misura decisamente inferiore rispetto al passato, continuano a
crescere riportando su base annua un aumento del 3%, ossia +1,8 miliardi di euro,
infine, l’incremento più elevato si registra per la voce “coke e prodotti petroliferi
raffinati”, in aumento (come nel quinquennio precedente) del 16%, ossia circa +2
miliardi di euro (incidenza del 4%).
La composizione dei flussi economici in uscita per settore di attività economica non
presenta variazioni sensazionali negli ultimi anni. Le dinamiche più rilevanti sono, infatti,
un rafforzamento del peso dei “macchinari ed apparecchi n.c.a.” e dei “metalli di base e
prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti” – rispettivamente di circa due e quattro
punti percentuali e mezzo dal 2000 ad oggi – e quello della voce “coke e prodotti
petroliferi raffinati” (anche se modesta 4%, era la metà nel 2000) e, invece, una riduzione
dell’incidenza delle vendite di “prodotti dell’industria tessile e dell’abbigliamento” (dal
15% all’11%) e di “prodotti delle altre industrie manifatturiere” (di circa due punti
percentuali), confermando la tendenza in atto ormai da qualche anno di una flessione delle
esportazioni dei prodotti classici del made in Italy.
Dal lato delle importazioni, è sempre il settore dei “prodotti trasformati e manufatti” a
determinare la maggior parte degli scambi, 75%, che segna nel 2008 una flessione
complessiva del 4% dopo un quadriennio di variazioni positive e sostenute. A determinare
questo trend negativo sono in particolare le seguenti voci:
 i “mezzi di trasporto”, 11% del totale, risultati in diminuzione del 9% (-4 miliardi di
euro rispetto al 2007) ed a seguire i “metalli di base e prodotti in metallo, esclusi
macchine e impianti”, quota del 12%, che registrano un calo del 7% (-3,3 miliardi); in
entrambi i casi, ciò si verifica dopo un quadriennio di variazioni di crescita,
 le “sostanze e prodotti chimici” ed i “computer, apparecchi elettronici e ottici”, con

un’incidenza rispettivamente dell’8% e 6%, sono risultati in diminuzione del 5% e 6%,
in termini assoluti corrispondenti a circa un milione e mezzo di euro; nel primo caso ciò
avviene dopo ben cinque anni di variazioni positive mentre nel secondo caso anche il
2007 aveva chiuso con una flessione,
ed, infine, con una riduzione annua di circa un milione di euro sono diminuite le
importazioni sia di “legno e prodotti in legno; carta e stampa” sia di “prodotti tessili,
abbigliamento, pelli e accessori”, in percentuale corrispondenti a flessioni del 10% e 4%
(rappresentano nell’ordine il 3% e 7% delle merci in entrata complessive), dopo che nei
quattro anni precedenti erano sempre risultate in aumento.
33
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 2. Esportazioni ed importazioni per settore di attività economica
Anni 2005-2008 - Composizioni percentuali annue (1)
Settori
2005
2006
2007
Imp. Exp. Imp. Exp. Imp. Exp.
Prod.agricoltura, silvicoltura e pesca
Prod.dell’estrazione di minerali da cave
e miniere
Prod. delle attività manifatturiere
Prodotti alimentari, bevande e tabacco
Prod.tessili, abbigl., pelli e accessori
Legno e prod.in legno; carta e stampa
Coke e prodotti petroliferi raffinati
Sostanze e prodotti chimici
Articoli farmaceutici, (2)
Articoli in gomma (3)
Metalli di base (4)
Computer, app. elettronici e ottici
Apparecchi elettrici
Macchinari ed apparecchi n.c.a.
Mezzi di trasporto
Prod.delle altre attività manifatturiere
E.elettrica.,gas,vapore e aria cond.
Altri prodotti
Totale
3,0
1,4
2,8
1,3
2,8
1,4
2008
Imp. Exp.
2,8
1,4
14,1
0,3 15,6
0,3 14,5
0,4 18,2
0,5
78,9 95,4 77,6 95,6 79,1 95,5 75,1 95,0
6,6
5,5
6,3
5,4
6,3
5,3
6,3
5,6
7,0 12,8
7,0 12,3
6,8 11,6
6,5 11,1
3,0
2,1
2,9
2,1
2,9
2,0
2,6
1,9
1,8
3,2
1,9
3,4
1,9
3,6
2,2
4,2
9,3
6,4
9,0
6,3
9,0
6,1
8,4
6,0
3,8
3,7
3,7
3,5
3,8
3,3
3,8
3,3
3,1
6,8
2,9
6,6
3,0
6,4
2,9
6,1
9,7 10,0 11,5 11,3 12,7 12,2 11,7 12,3
8,3
4,5
7,5
4,2
6,9
3,4
6,4
3,0
3,2
6,2
3,2
6,3
3,3
6,0
3,3
5,9
7,1 17,6
6,8 17,9
7,3 18,9
7,0 19,3
13,1 10,5 12,2 10,4 12,5 11,0 11,3 10,8
2,7
6,1
2,6
6,0
2,7
5,9
2,5
5,6
0,7
0,0
0,6
0,0
0,6
0,0
0,6
0,1
3,2
2,8
3,4
2,7
3,0
2,7
3,3
3,0
100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0 100,0
(1) Rispetto ai flussi economici; dati 2008 provvisori.
(2) Articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici.
(3) Articoli in gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi.
(4) Metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti.
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Istat
All’interno di questa categoria, sono invece risultate in aumento, per il quinto anno
consecutivo, le importazioni di “coke e prodotti petroliferi raffinati” del 21%, +1,4 miliardi
di euro (incidenza 2% del totale) ma, considerando tutti i settori di attività economica,
l’incremento in assoluto più elevato spetta ai flussi in entrata dei “prodotti dell’estrazione
di minerali da cave e miniere” (18% delle importazioni totali) che, dopo la lieve riduzione
rilevata nel 2007, sono aumentati del 26%, pari a ben +14 miliardi di euro rispetto al 2007.
Negli ultimi anni, la distribuzione per settore di attività economica mette in evidenza una
graduale crescita del ruolo dei “prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere”, di
circa sette punti percentuali dal 2000 ad oggi, a fronte di una riduzione dell’incidenza dei
“prodotti delle attività manifatturiere” (da 83% a 75%). All’interno di quest’ultima categoria,
le variazioni più elevate riguardano: da un lato, un incremento del peso dei “metalli di base e
34
Il quadro dell’interscambio
prodotti e metallo, esclusi macchine e impianti” (dal 10% al 12% dei flussi totali) dall’altro
la flessione dell’incidenza dei “computer, apparecchi elettronici e ottici” (scende da 10% a
6%), dei “mezzi di trasporto” (da 13% a 11%), dei “macchinari ed apparecchi n.c.a.” (da 9%
a 7%) e della voce “sostanze e prodotti chimici” (da 10% a 8%).
Ad influenzare in modo determinante il deficit della bilancia dei pagamenti è, come in
passato, il saldo degli scambi di “prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere”
- quasi il 10% delle transazioni (import+export) - che chiude il 2008 con un valore di –67
miliardi di euro, disavanzo che, dopo un lieve miglioramento nel 2007, peggiora di ben 14
miliardi di euro; a questo si aggiungono, come in passato, –5 miliardi totalizzati dai
“prodotti dell’agricoltura e della pesca” (2% delle transazioni complessive). A seguire, i
risultati peggiori provengono dagli scambi internazionali di due settori che hanno
un’incidenza sul totale inferiore addirittura all’un per cento (rispettivamente dello 0,7% e
0,3%): il deficit relativo ai “prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento”
- quasi -3 miliardi, un dato peggiore rispetto all’anno precedente di circa 400 milioni - e,
infine, il disavanzo di circa 2 miliardi per “l’energia elettrica, gas e acqua” (in lieve
recupero rispetto al 2007). Non riesce a controbilanciare questi dati il saldo positivo
relativo ai “prodotti trasformati e manufatti” (85% di import+export), pari a 64 miliardi di
euro, ossia 11 in più rispetto a quello rilevato l’anno precedente.
All’interno di questo settore, hanno contribuito positivamente all’avanzo complessivo
soprattutto gli scambi di “macchinari e apparecchi n.c.a.” che, con un’incidenza sul totale
degli scambi del 13%, hanno determinato un saldo di ben +44 miliardi di euro (in aumento
negli ultimi anni). Significativi anche i valori assunti dal saldo relativo ai “prodotti tessili,
abbigliamento, pelli ed accessori” (+16 miliardi, anche se tale avanzo, fatta eccezione per il
2007, è in graduale diminuzione dal 2002), quello attinente gli scambi di “articoli in
gomma e materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi” e
dei “prodotti delle altre attività manifatturiere”, pari rispettivamente a +11 e +10 miliardi
(in entrambi i casi risultano inferiore a quelli rilevati nel 2007)3. Seppur con un valore
decisamente più modesto, nel 2008 si distingue l’andamento del saldo relativo ai “metalli
di base e prodotti in metallo, escluse macchine e impianti”, 12% degli scambi complessivi,
che dopo una lunga serie di risultati negativi cambia di segno passando negli ultimi due
anni da -2,9 miliardi di euro a +841 milioni.
Come in passato, rimangono invece negativi i saldi rilevati per gli scambi4 di “computer,
3
4
Questi tre settori rappresentano nell’ordine il 13%, 9% e 4% delle transazioni complessive del 2008.
Le 4 attività indicate di seguito incidono in misura del 5%, 7%, 11% e 6% sul totale degli scambi.
35
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
apparecchi elettronici e ottici” (-13 miliardi di euro, risultato di poco inferiore a quello
rilevato nel 2007), di “sostanze e prodotti chimici” (quasi -10 miliardi di euro, anche in
questo caso un valore che migliora rispetto all’anno precedente, interrompendo fra l’altro
così la tendenza al deterioramento in atto dal 2002) e di “mezzi di trasporto”. In
quest’ultimo caso, il disavanzo, pari a 3 miliardi di euro, subisce una notevole contrazione,
era il doppio nel 2007 e risulta comunque il più basso dal 2000 ad oggi; migliora
sensibilmente anche il deficit relativo agli scambi di “prodotti alimentari, bevande e
tabacco” che fra i due anni a confronto scende da -4,3 a -3,2 miliardi di euro (anche in
questo caso è il valore più basso del nuovo millennio).
Sulla base dei dati disponibili per il 2009 (gennaio-marzo), si rileva una generalizzata
diminuzione delle importazioni; i maggiori decrementi sono stati osservati per i “prodotti
delle attività manifatturiere” (-22%, -15 miliardi di euro rispetto allo stesso periodo del
2009) e, come nel 2007 per i “mezzi di trasporto”, “metalli di base e prodotti in metallo,
esclusi macchine e impianti” e “sostanze e prodotti chimici”, mentre l’unica merce
all’interno di questa categoria ad aumentare riguarda gli “articoli farmaceutici, chimicomedicinali e botanici” 5. In questo primo trimestre, contrariamente a quanto avvenuto nel
2008, scendono sensibilmente anche le importazioni di “prodotti dell’estrazione di minerali
da cave e miniere”, in termini percentuali di ben trenta punti (-5 miliardi). Anche per le
esportazioni, le singole variazioni sono tutte negative6: all’interno dei “prodotti delle
attività manifatturiere”, che registrano complessivamente una contrazione della domanda
del 23% (quasi 20 miliardi in meno rispetto allo stesso trimestre del 2008). I maggiori
decrementi in valore assoluto sono stati registrati per i “macchinari e impianti n.c.a.” (-3,8
miliardi, in percentuale -22%), i “mezzi di trasporto” (-3,5 miliardi, -36%) e per i “metalli
di base e prodotti e metallo, esclusi macchine e impianti” (-2,9 miliardi, -27%).
Come nel 2008, il disavanzo trimestrale di circa 4,4 miliardi di euro è stato determinato
essenzialmente dal deficit registrato per gli scambi di “prodotti dell’estrazione di minerali
da cave e miniere” (-12 miliardi, 4 in meno in termini tendenziali dato che la flessione
delle importazioni in valore assoluto è stata di gran lunga superiore a quella delle
esportazioni) e dall’avanzo rilevato invece per i flussi dei “prodotti delle attività
manifatturiere” (+9 miliardi, 4 in meno rispetto al primo trimestre del 2008, in questo caso
5
6
36
Le altre variazioni positive riguardano i “prodotti delle attività professionali”, i “prodotti delle attività
artistiche” e “energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata” che però hanno un’incidenza, in
particolare le prime due, del tutto marginale sui flussi di importazioni totali.
Le uniche variazioni positive riguardano i “prodotti delle attività professionali”, i “prodotti delle altre
attività di servizi” e “energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata” che però hanno un’incidenza del
tutto marginale sui flussi di esportazioni totali.
Il quadro dell’interscambio
a causa di un calo dei flussi in uscita superiore a quello relativo ai flussi in entrata).
All’interno di questa categoria, considerando i valori congiunturali più significativi, sono,
come nel 2008, positivi i contributi delle transazioni relative a “macchine e apparecchi
n.c.a.”, ai “prodotti tessili, abbigliamento, pelli ed accessori” ed agli “articoli in gomma e
materie plastiche, altri prodotti della lavorazione di minerali non metalliferi”; in tutti i casi
però risultano inferiori a quelli relativi allo stesso periodo del 2008. Trova invece conferma
la crescita, già sottolineata per il 2008, degli scambi di “metalli di base e prodotti in
metallo” il cui saldo fra i due trimestri a confronto passa da -137 a 1.836 milioni di euro. Si
confermano invece negativi i saldi rilevati per gli scambi di “computer, apparecchi
elettronici e ottici”, di “sostanze e prodotti chimici” e di “mezzi di trasporto”, registrando
rispetto allo stesso periodo del 2008, una contrazione del disavanzo nei primi due casi ma
un ampliamento nel terzo.
Dall’analisi per aree geografiche nel 2008 (tab.3.), circa il 71% delle esportazioni in valore
sono state destinate al mercato europeo (59% nei paesi dell’UE27 e 12% in quelli non
UE27), il 13% a quello asiatico, il 10% a quello americano – 6% la quota relativa ai soli
Stati Uniti – e il 5% a quello africano. In Europa, i nostri principali acquirenti sono la
Germania, 13% delle merci esportate, seguita dalla Francia con l’11%, la Spagna ed il
Regno Unito, con un’incidenza sul totale delle merci in uscita di circa il 7 e 5%.
Dal 2000 ad oggi, le dinamiche più rilevanti riguardano da un lato una riduzione
dell’incidenza degli scambi con l’America che passa dal 15% nel 2000 al valore attuale del
10%, che a sua volta risente dell’andamento degli scambi con gli Stati Uniti (quota che
diminuisce dal 10% al 6%) dall’altro un aumento, seppur contenuto, degli scambi con gli
altri continenti. In Europa, dove il 2008 ha segnato comunque un rallentamento di questa
crescita, sono esclusivamente i paesi europei non UE a trainare lo sviluppo delle
transazioni sottraendo fra l’altro quote agli scambi con gli altri paesi europei.
Rispetto al 2007, la crisi del commercio internazionale si è tradotta in una diminuzione
degli scambi soprattutto con i paesi europei, con i quali le esportazioni sono diminuite del
2%, ossia di circa 4 miliardi di euro (dopo un quinquennio di tassi positivi). Tale risultato,
però, è frutto di una sensibile riduzione (4%, -8 miliardi rispetto al 2007) dei flussi con i
paesi dell’Unione Europea 27 (fra cui si distinguono le flessioni con la Spagna, -13% ossia
-3,5 miliardi, e con il Regno Unito, -10%, -2 miliardi) attutita invece da un ingente
incremento (+10%, +4 miliardi) delle transazioni con i paesi europei non UE (fra questi,
Svizzera e Russia con incrementi che oscillano intorno al 9%, ossia circa un miliardo di
euro in più). Dopo quattro anni di tassi positivi, sono andate invece male le esportazioni
37
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
con l’America, -3%, in valore -1,2 miliardi rispetto all’anno precedente, (con gli Stati
Uniti, dopo la flessione del 2007, gli scambi continuano a scendere, -5%, -1,2 miliardi).
Come negli ultimi quattro anni, un sostegno alla crescita è stato invece fornito dalle
esportazioni negli altri continenti: in Africa del 23%, ossia circa +3,4 miliardi di euro, e in
Asia, +5%, +2,3 miliardi.
Anche in termini di importazioni (tab.3.), l’Europa ha un ruolo predominante, 65%, quota
che però, ormai da diversi anni, ha un trend decrescente (fra cui spicca la flessione del peso
dei paesi dell’UE27 dal 63% al 54% fra il 2003 ed il 2008). Ad avere una dinamica
positiva è invece il peso dei flussi dall’Asia, che raggiunge nel 2008 il 18% rispetto al 13%
nel 2000 (fra cui significativo è sempre il dato relativo alla Cina che nel periodo passa da
2,7% a 6,3%), così come quello relativo all’Africa, da 7,7% a 10%. Infine, il ruolo delle
transazioni con l’America che, in lenta ma graduale diminuzione dall’8,5% nel 2000 al
6,1% nel 2006, mette in evidenza in questi ultimi anni, seppur di pochi decimali, un
lievissimo recupero (6,5%).
In Europa, il 54% delle importazioni proviene dall’UE27 e l’11% dagli altri paesi
europei, fra cui la Svizzera che da sola ha un’incidenza sul totale del 3%. Fra i paesi
UE27, i mercati di approvvigionamento più importanti sono, come sempre, la Germania
(16%), la Francia (9%) e i Paesi Bassi (5%). Di particolare rilievo è la dinamica della
quota relativa alla Francia che, dal 2000 ad oggi, ha un andamento decrescente (era quasi
il 12%). Analogo l’andamento dell’incidenza relativa al Regno Unito che passa dal 5,5%
al 3%.
Ad influenzare in modo sostenuto la crescita delle importazioni, +1% ossia +4 miliardi
di euro rispetto al 2007, è, come in passato, l’aumento sostenuto dei flussi provenienti
dall’Asia, 9%, in valore assoluto +5 miliardi e, soprattutto, quelle in arrivo dall’Africa,
21%, +6,7 miliardi di euro. Anche i flussi in entrata dall’America continuano ad
aumentare, seppur con tassi più bassi rispetto al passato, 5%, in valore assoluto circa
1,1 miliardi in più. Sono invece in calo, per la prima volta dopo tanti anni, le
importazioni provenienti dall’Europa, -4%, -9 miliardi e, anche in questo caso, sono
opposti i contributi dei paesi appartenenti e non all’UE27. Per i primi, infatti, le
transazioni diminuiscono del 5%, ossia di ben 11 miliardi (fra cui sono in sensibile calo
quelle con la Germania), mentre per i secondi si registra un incremento percentuale del
6% in valore assoluto pari a +2,4 miliardi di euro.
38
Il quadro dell’interscambio
Tab. 3. Esportazioni ed importazioni per gruppi di paesi - Anni 2005-2008
Composizioni percentuali annue (1)
Paesi
2005
2006
2007
Europa
Unione Europea 27
Francia
Paesi Bassi
Germania
Regno Unito
Grecia
Spagna
Austria
Polonia
Paesi europei non UE
Russia
Svizzera
America
Stati Uniti
Asia
Cina
Giappone
Africa
Oceania ed altri territori
Mondo
- Opec
2008
Imp.
Exp.
Imp.
Exp.
Imp.
Exp.
Imp.
Exp.
70,0
59,4
10,0
5,7
17,3
4,0
0,5
4,3
2,5
1,3
10,5
3,8
3,0
6,4
3,5
15,1
4,6
1,6
8,0
0,6
100,0
8,8
71,8
61,2
12,3
2,4
13,2
6,6
2,0
7,5
2,5
1,9
10,6
2,0
3,9
11,6
8,0
11,3
1,5
1,5
3,8
1,4
100,0
4,0
68,4
57,6
9,3
5,6
16,8
3,6
0,6
4,3
2,6
1,6
10,9
3,9
2,9
6,1
3,0
16,0
5,1
1,5
8,9
0,6
100,0
9,6
72,2
61,2
11,8
2,4
13,2
6,1
2,1
7,4
2,5
2,1
11,0
2,3
3,8
11,2
7,4
11,6
1,7
1,4
3,8
1,3
100,0
4,3
68,4
57,7
9,1
5,5
17,1
3,4
0,5
4,3
2,5
1,7
10,7
3,9
3,0
6,2
2,9
16,3
5,8
1,4
8,5
0,6
100,0
9,1
72,0
60,9
11,5
2,4
13,0
5,8
2,1
7,5
2,4
2,5
11,1
2,6
3,6
10,7
6,6
11,9
1,7
1,2
4,0
1,4
100,0
4,9
65,3
54,1
8,6
5,4
16,0
3,0
0,5
3,9
2,3
1,8
11,2
4,3
3,0
6,5
3,1
17,6
6,3
1,3
10,1
0,6
100,0
11,3
70,6
58,5
11,2
2,3
12,8
5,3
2,1
6,5
2,3
2,6
12,1
2,9
4,0
10,3
6,3
12,5
1,8
1,2
4,9
1,7
100,0
5,8
(1) Rispetto ai flussi economici; dati 2008 provvisori.
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Istat
Considerando i singoli saldi, a livello di continente, continuano a generare un saldo positivo
gli scambi con l’America (8% di import+export), +13 miliardi di euro; tale avanzo è però,
inferiore a quello del 2007 di ben due miliardi e segna così una battuta di arresto del trend di
crescita rilevato invece in questi ultimi anni, incidendo notevolmente sul peggioramento
complessivo della bilancia dei pagamenti; analoga la dinamica del saldo con gli Stati Uniti
che chiude il 2008 con un valore positivo di 11 miliardi (2 in meno rispetto al 2007). Come in
passato, anche se in misura minore, contribuisce positivamente anche il saldo relativo agli
scambi con i paesi di “Oceania e altri territori” (1% di import+export), pari nel 2008 a quasi 4
miliardi di euro, avanzo che migliora rispetto al 2007 di quasi un miliardo di euro.
Sono invece negativi, elevati ed in crescita, i saldi con i paesi dell’Africa e quelli dell’Asia
(8% e 15% di import+export). Nel primo caso, il deficit supera i 20 miliardi di euro,
rispetto ai 17 del 2007. Il mercato asiatico chiude con un disavanzo analogo ed anche in
questo caso con un ampliamento di ben 3 miliardi rispetto all’anno precedente. Incidono in
39
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
particolare gli scambi con la Cina (27% del totale import+export con l’Asia7) il cui
disavanzo è stato di 17,2 miliardi (oscillava intorno ai –5 miliardi nei primi anni del 2000)
rispetto a -15,4 miliardi del 2007.
Ad attutire questi risultati – da un lato la riduzione dell’attivo come per l’America e
dall’altro l’ampliamento del disavanzo come per l’Asia e l’Africa – sono le transazioni con
i paesi europei (dove la flessione delle importazioni ha superato quella delle esportazioni).
Nel 2008, è stato registrato un avanzo complessivo di 12 miliardi di euro, un valore
superiore a quello rilevato nel 2007 di ben 4,7 miliardi. A determinare questo risultato,
l’aumento sostenuto dell’avanzo derivante dagli scambi sia con i paesi non UE27 (da 0,6 a
2 miliardi di euro) sia con i paesi UE27 (da 6,7 a 9,9 miliardi di euro). Fra questi, hanno
contribuito positivamente le dinamiche dei saldi con la Germania (sempre negativo, -13,7
miliardi di euro ma quasi tre in meno rispetto al 2007) e con la Francia (8,6 miliardi circa
700 milioni in più rispetto al 2007); di converso hanno inciso negativamente gli scambi
con la Spagna (+9 miliardi, ossia due in meno rispetto al 2007) ed il Regno Unito (7,9
miliardi circa 850 milioni in meno rispetto all’anno precedente).
Infine, si segnala il disavanzo con i paesi esportatori di petrolio (Opec), in assoluto il più
elevato, pari nel 2008 a quasi 21 miliardi di euro, circa 5 in più rispetto al 2007 (anno in
cui però aveva invece registrato un risultato migliore rispetto all’anno precedente, -16,4
rispetto a -19,7 miliardi), influenzato naturalmente dalla dinamica del prezzo del petrolio
nella prima parte dell’anno.
In base ai dati disponibili per il 2009 (primo trimestre), i flussi sia in entrata sia in uscita
diminuiscono in tutti i continenti e, nella maggior parte dei casi, le variazioni sono addirittura
a due cifre. In Europa, importazioni ed esportazioni scendono su base tendenziale
rispettivamente del 20% e 24% (contrazione in valore assoluto di 12 e 15 miliardi di euro); le
transazioni con i paesi UE27 subiscono un calo in percentuale analogo e, contrariamente a
quanto avvenuto nel 2008, si registra anche una flessione degli scambi con gli altri paesi
europei (per le importazioni del 17%, decremento che arriva al 25% per le esportazioni).
Analoga tendenza è espressa dai paesi africani ed asiatici: dopo gli incrementi del 2008,
infatti, il primo trimestre 2009 segna una contrazione delle esportazioni rispettivamente del
3% e 17% e delle importazioni addirittura del 29% e 25%. Prosegue, invece, il calo degli
scambi con l’America che in questo periodo supera il 30% considerando le merci in uscita
dall’Italia e si attesta al 24% per quelle in entrata nel nostro paese.
7
40
Quota di dodici punti percentuali in più rispetto al 2000.
Il quadro dell’interscambio
In termini di saldi, la diminuzione delle importazioni più ingente rispetto a quella delle
esportazioni genera una notevole contrazione del disavanzo con l’Asia (fra i due trimestri a
confronto, da -5,5 a -3,2 miliardi di euro e con l’Africa (da -5,9 a -3,1 miliardi). Invece, la
flessione dei flussi in uscita superiore a quella dei flussi in entrata determina una riduzione
dell’avanzo con l’America (da 3,4 a 1,8 miliardi) e, soprattutto, un cambiamento di segno nel
saldo degli scambi con i paesi europei che da +2 miliardi passa a meno mezzo miliardo.
Infine, considerando i paesi dell’Opec, si registra una flessione del deficit da -5,7 a -2,1
miliardi di euro.
1.1.2. La distribuzione dei flussi per modalità di trasporto
Nel trasporto internazionale di merci in termini fisici (importazioni+esportazioni), la modalità
marittima è sempre di gran lunga la più rilevante: nel 2008, sono state infatti trasportate via
mare il 58% delle merci, a seguire la modalità stradale con un’incidenza del 21% mentre il
trasporto ferroviario e quello relativo alle condotte hanno movimentato rispettivamente il 10%
e 11% delle merci (del tutto marginale il peso del vettore aereo, 0,2%). Negli ultimi anni8, tale
distribuzione mette in evidenza un leggero ma graduale calo della quota relativa al vettore
marittimo a beneficio, a seconda degli anni, di tutte le altre modalità.
Tab. 4. Flussi quantitativi con l’estero per modalità di trasporto - Anni 2000-2008
Composizioni percentuali annue
Anni
Marittima
Stradale
Ferroviaria
Aerea
Condotte
Totale
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
61,2
62,2
61,3
62,9
62,3
61,8
60,4
59,5
57,8
20,0
19,0
19,6
19,0
19,2
19,1
20,1
21,2
21,3
10,0
10,1
9,4
8,7
8,5
8,6
8,6
9,2
9,7
0,2
0,2
0,1
0,1
0,2
0,2
0,2
0,2
0,2
8,6
8,5
9,5
9,2
9,8
10,4
10,7
9,9
11,1
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
Come sempre, il ruolo delle singole modalità è invece nettamente diverso se si misurano le
merci in termini economici9. Considerando i valori medi unitari delle merci per modalità di
trasporto - il valore più basso è quello delle merci in entrata nel nostro paese con le
condotte, 433 euro/tonnellata, ed il più elevato quello relativo alle esportazioni via aereo,
62 mila euro/tonnellata, in forte aumento rispetto al 2007 dopo un biennio di flessioni - la
8
9
Dopo che, negli anni ’90, la distribuzione modale del traffico ha messo in evidenza una graduale flessione
della quota relativa al vettore marittimo, da 69% nel 1990 a 61% nel 2000, a beneficio soprattutto di un
aumento del ruolo della strada, da 14% a 20%.
Nella valutazione delle esportazioni in termini economici non è considerato il ruolo delle condotte.
41
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
distribuzione dei flussi economici vede la quota del vettore marittimo al 33% e quella
relativa alle condotte al 3%; assumono invece maggior rilievo l’incidenza del trasporto
stradale, 43%, ferroviario, 15%, e aereo, 7%.
Graf. 1.
Flussi con l’estero per modalità di trasporto – Anno 2008
Flussi quantitativi
Flussi economici
0%
7% 3%
11%
33%
15%
10%
21%
58%
43%
Marittima
Aerea
Stradale
Condotte
Ferrov.
Marittima
Aerea
Stradale
Condotte
Ferrov.
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
Negli ultimi anni, tale distribuzione (tab.5.), seppur in presenza di valori annui particolari,
mette in evidenza una lieve diminuzione dell’incidenza relativa alla modalità sia marittima
sia aerea a favore della quota del vettore stradale e delle condotte (si tratta comunque di
variazioni di pochi punti percentuali).
Tab. 5. Flussi economici con l’estero per modalità di trasporto
Anni 2000-2008 - Composizioni percentuali annue
Anni
Marittima
Stradale
Ferroviaria
Aerea
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
34,3
34,3
32,7
33,9
34,5
36,0
33,2
33,1
32,9
39,9
39,4
43,7
42,4
39,7
37,8
43,0
43,6
42,5
14,6
15,2
14,7
13,9
13,2
13,5
13,1
13,6
14,5
9,5
9,1
7,0
7,8
10,8
10,4
7,7
7,3
6,8
Condotte
Totale
1,7
1,9
1,9
2,0
1,9
2,4
3,0
2,5
3,2
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
Come sempre, considerando separatamente importazioni ed esportazioni10 si rileva che la
composizione dei flussi in entrata in termini quantitativi per modalità di trasporto vede
privilegiare – a causa del peso preponderante fra le importazioni delle materie prime - il
trasporto marittimo e quello relativo alle condotte (graf.2.).
Nel 2008, sono infatti arrivate via mare il 62% delle importazioni, il 15% sia con le
condotte sia con la modalità stradale e l’8% per ferrovia (il ruolo dell’aereo si conferma
10
42
In appendice sono riportate le tabelle con le serie storiche delle distribuzioni per modalità di trasporto dei
flussi di importazioni e di quelli di esportazioni in termini sia quantitativi sia economici.
Il quadro dell’interscambio
decisamente marginale, 0,1%). Seppur in misura più contenuta rispetto a quanto avvenuto
nel decennio passato, nel nuovo millennio la distribuzione per modalità continua a mettere
in evidenza un modesto ma continuo aumento del ruolo delle condotte e della strada
sottraendo invece spazio a quello marittimo.
Considerando le importazioni in termini economici, l’autotrasporto ha movimentato il 38%
dei flussi in entrata, una percentuale di circa due punti superiore a quella relativa alla
modalità marittima. A seguire, il vettore più significativo è quello ferroviario, 14% ed
infine le altre due modalità con quote che oscillano intorno al 6%. Dal 2000 ad oggi, tale
distribuzione presenta negli anni indicazioni diverse ma la tendenza generale sembra essere
quella di una lenta ma progressiva riduzione dell’incidenza del vettore sia ferroviario sia
aereo a fronte di andamento di crescita del ruolo della strada e delle condotte.
Graf. 2.
75%
60%
Flussi quantitativi ed economici di importazioni ed esportazioni: composizione
percentuale per modalità di trasporto – Anno 2008
Comp.%
62%
48%
45%
36%
47%
38%
38%
30%
30%
15%
15 %
15%
8%
14%
0%
0% 0%
Euro
Tonnellate
Importazioni
Marittima
Stradale
8%
6%
0%
Tonnellate
16 %
14%
6%
0%
Euro
Esportazioni
Ferroviaria
Aerea
Condotte
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
Passando ai volumi quantitativi di esportazioni, nel 2008 è sempre il vettore marittimo a
detenere la quota di mercato più elevata (48%), seppur con un valore inferiore rispetto alle
importazioni ed in graduale diminuzione dal 2003 ad oggi. La differenza è assorbita dal vettore
stradale - influenzata in particolare dal maggior peso di beni manufatti nelle esportazioni - che
ha movimentato il 38% delle merci vendute all’estero (15% la quota relativa alle
importazioni). Fra le altre modalità, l’incidenza del trasporto ferroviario si attesta al 14%, una
percentuale in forte espansione rispetto al 2007 (dopo essere rimasta costante, circa 10%, per
diversi anni), mentre risultano come sempre marginali quella sia del vettore aereo (0,3%) sia
delle condotte (0,1%).
Considerando ora i flussi in uscita in termini economici, come in passato, diventa
prevalente il ruolo dell’autotrasporto, con una quota del 47% nel 2008, seguito da quello
relativo al vettore marittimo, 30%. Entrambi questi valori, rispetto all’anno precedente,
43
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
sono in diminuzione, flessioni assorbite invece dal trasporto ferroviario la cui incidenza,
fra i due anni a confronto, passa dall’11% al 16%. Infine, il vettore aereo che, nonostante
quantitativi trasportati marginali (0,3%), rappresenta l’8% dei flussi economici (anche in
questo caso, in leggera diminuzione rispetto al 2007).
1.1.3. La distribuzione dei flussi per nazionalità delle imprese di trasporto
La domanda di trasporto merci internazionale è, ancora più che in passato, servita
prevalentemente dagli operatori stranieri (tab.6.). Nel 2008, in ambito stradale, il 31% del
traffico è stato soddisfatto dai vettori italiani, si riduce al 26% la quota di traffico servita
dai vettori nazionali per il trasporto aereo mentre si attesta al 16% quella relativa al vettore
marittimo. Rispetto ai primi anni ‘90, la situazione si è deteriorata in modo sostenuto per
tutte le modalità e, dal 2000 ad oggi, la presenza di operatori residenti in Italia per le
singole modalità è caratterizzata da andamenti diversi.
Il trasporto stradale soddisfatto dagli operatori nazionali, dopo la flessione del 2001, la
stabilità nel biennio successivo e l’aumento del 2004, è progressivamente diminuito negli
anni successivi. E, seppur con andamenti annuali diversi, il ruolo degli italiani è toccato
sempre più dalla concorrenza degli operatori esteri nei flussi sia di importazioni sia di
esportazioni. La presenza dei vettori nazionali nei flussi in entrata del nostro paese, pari al
36% negli anni 2004-2006, è scesa al 34% nel 2007 ed ha perso altri due punti percentuali
l’anno successivo. Dal lato delle esportazioni, il ruolo dell’autotrasporto italiano è
progressivamente diminuito a partire dal 2004, in misura più sostenuta nei primi anni
mentre nel 2008 la flessione è stata di circa mezzo punto percentuale.
Tab. 6. Flussi quantitativi con l’estero: quote di mercato dei vettori residenti in Italia per
modalità di trasporto (%) - Anni 2000-2008
Anni
Stradale
Marittima
Aerea (1)
Import Export Totale
Import Export
2000
38,9
36,8
37,9
19,4
21,2
2001
30,7
35,3
33,0
19,4
21,2
2002
32,1
34,0
33,0
17,5
17,5
2003
32,1
34,0
33,0
20,6
20,6
2004
36,1
36,1
36,1
14,9
14,9
2005
35,8
34,6
35,2
15,4
15,4
2006
35,7
33,8
34,7
17,0
14,6
2007
33,9
30,5
32,1
17,4
15,3
2008
31,5
29,9
30,7
15,8
15,7
(1) Dati provvisori per il 2008.
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
Totale
19,8
19,8
17,5
20,6
14,9
15,4
16,5
16,9
15,8
Import
32,0
26,9
26,9
24,5
29,7
37,8
37,2
33,2
25,7
Export Totale
32,6
32,2
27,5
27,2
27,5
27,2
24,5
24,5
19,6
23,6
23,7
29,3
25,4
30,3
28,5
30,2
25,7
25,7
Diversa la dinamica dal 2000 ad oggi del ruolo dei vettori residenti per il trasporto aereo: in
questo caso, infatti, la presenza di tali operatori ha avuto un trend decrescente nei primi quattro
44
Il quadro dell’interscambio
anni del nuovo millennio a cui si è però contrapposta una tendenza a rafforzarsi negli anni
successivi (tale indicatore è passato dal 32% nel 2000 al 24% nel 2004 ma è risalito al 30%
2007). Nel 2008, però, si assiste ad un inversione di questa tendenza e la presenza italiana si
ferma al 26%. A determinare tale contrazione sono entrambe le componenti. Dal lato delle
importazioni, dove la quota nazionale aveva raggiunto il 38% nel biennio 2005-2006 ed era poi
scesa al 33% l’anno successivo, la contrazione è particolarmente evidente (26%). Più modesta
è invece la flessione della presenza dal lato delle esportazioni, dal 28% al 26%, ma in questo
caso sono già diversi anni che tale valore non supera la soglia del 30%.
In merito alla modalità marittima - a differenza delle altre due è rimasta sostanzialmente stabile
a partire dalla seconda metà degli anni ’90 - dopo la diminuzione rilevata nel 2004 si assiste ad
un lento ma graduale recupero di quote di mercato nei tre anni successivi (dal 15% al 17% nel
2007). Anche in questo caso, però, il 2008 segna una battuta di arresto e, seppur in misura
modesta, la presenza nazionale in questo settore diminuisce al 16%. Per questa modalità, sono
inoltre disponibili anche le informazioni relative a diverse tipologie di trasporto. I dati 2008
indicano che la presenza dei vettori residenti in Italia è del 18% nel caso dei “bulk liquidi”, per
i “bulk solidi” del 12%, percentuali in diminuzione rispetto al 2007 mentre invece risultano in
aumento le quote relative al “general cargo”, 19% ed ai “container”, 11%.
1.2. I passeggeri11
1.2.1. I flussi quantitativi
Nel 2008, i passaggi alle frontiere italiane (tab.7.), pari a 129 milioni, sono risultati
complessivamente in aumento, seppur in misura inferiore rispetti all’ultimo biennio. Dopo
gli incrementi del 10% e 6% rilevati nel 2006 e 2007, infatti, il 2008 chiude con un tasso di
crescita del 4%, in valore assoluto corrispondente a +5,4 milioni di passaggi di viaggiatori.
Tab. 7. Passaggi di viaggiatori italiani e stranieri alle frontiere italiane
Anni 2000-2009 (Dati in milioni)
Italiani
Stranieri
Totale
2000
49,4
64,9
114,3
2001
49,1
63,2
112,3
2002
49,6
65,5
115,1
2003
51,0
65,2
116,2
2004
43,3
59,5
102,8
2005
46,0
60,2
106,3
2006
49,1
67,5
116,6
2007
52,5
71,2
123,7
Gen.2008
57,4 mar.’09
12,4
71,7
13,0
129,1
25,4
Fonte: Banca d’Italia
11
Nel mese di aprile 2003, l’Ufficio Italiano Cambi ha aggiornato le serie storiche relative agli anni 2001-‘02,
attraverso un affinamento della metodologia dell’indagine, dei dati sul turismo internazionale di passeggeri.
Questa revisione ha provocato un salto di serie tra il 2000 ed il 2001 che, però, considerato il livello generale
dei dati esposti in questo studio non influenza in modo rilevante le considerazioni generali sull’andamento
delle variabili oggetto di studio. Anche nel 2004 la metodologia di rilevazione è stata perfezionata e, in
particolare, ciò ha influenzato la dinamica, molto positiva, rilevata per la modalità aerea.
45
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
A determinare tale dinamica sono stati principalmente gli spostamenti degli italiani che,
rispetto al 2007, segnano un incremento del 9%, una variazione addirittura superiore a quella
rilevata nell’ultimo triennio (di circa due punti percentuali). Decisamente meno brillante è
invece la crescita degli stranieri. Dopo gli incrementi sostenuti rilevati nel biennio precedente
(12% e 6%), infatti, nel 2008 i passaggi degli stranieri alle frontiere italiane sono stati
complessivamente 72 milioni, ossia appena lo 0,7% in più rispetto all’anno precedente.
Come in passato, questi rappresentano ancora la quota prevalente del traffico internazionale
(56%), seppur in misura leggermente inferiore rispetto agli anni precedenti.
In base agli ultimi dati disponibili, primo trimestre 2009, però, tale quota subisce
un’ulteriore flessione ed i passaggi complessivi si ripartiscono fra italiani e stranieri in
misura rispettivamente del 49% e 51%. Ciò si verifica a causa di un robusto calo degli
stranieri entrati in Italia che, nei tre mesi considerati, diminuiscono su base tendenziale di
ben otto punti percentuali. Lo stesso segno negativo caratterizza l’andamento dei passaggi
alle frontiere degli italiani, anche se in questo caso la flessione si ferma al 2%; di
conseguenza questo primo trimestre dell’anno in corso chiude con una flessione dei
passaggi complessivi alle frontiere italiane del 5%.
1.2.2. La distribuzione dei flussi per modalità di trasporto
Come in passato, nel 2008 è sempre la strada la modalità di gran lunga più significativa
con una quota complessiva di passaggi alle frontiere italiane del 67% (tab.5.). Segue a
distanza il trasporto aereo, incidenza del 29%, mentre quello ferroviario e marittimo
rappresentano una quota decisamente più modesta, rispettivamente 2% e 3%. Rispetto al
2007, tale distribuzione presenta un leggero incremento della quota stradale - che invece
nell’ultimo triennio era rimasta sostanzialmente stabile (intorno al 65%, dopo la graduale
flessione dal 1996 al 2005 di circa 12 punti percentuali) - a fronte di una riduzione di circa
due punti percentuali della quota relativa al trasporto aereo, caratterizzata invece negli
ultimi anni da una graduale dinamica di crescita. Prosegue, invece, la contrazione annua,
seppur ogni volta di pochi decimali, del ruolo del trasporto ferroviario mentre quello
marittimo recupera qualche decimale rispetto al 2007, assestandosi sul livello raggiunto
l’anno ancora precedente. Tali dinamiche trovano inoltre conferma nell’analisi dei dati
disponibili per il primo trimestre del 2009.
Per quanto riguarda la ripartizione per modalità di trasporto distintamente per i viaggiatori
italiani e quelli stranieri negli ultimi anni, si conferma un maggiore ricorso all’uso della strada
degli italiani rispetto agli stranieri, rispettivamente 70% e 64% ma per entrambe le categorie
46
Il quadro dell’interscambio
di viaggiatori tali quote sono in aumento rispetto al 200712. Viceversa, il ricorso al vettore
aereo, ancora più frequente fra gli stranieri rispetto agli italiani seppur meno che in passato,
perde valore rispetto al 2007, fermandosi nel primo caso al 30% e nel secondo a 26%13. Per
le altre due modalità si conferma una leggera preferenza degli stranieri per gli spostamenti sia
in treno (2,5% e 1,4% per gli italiani) sia in nave (rispettivamente 3% e 2%); rispetto al 2007,
comunque, per entrambe le tipologie di viaggiatori si registra una flessione seppur debole
dell’uso del treno (come negli ultimi anni), e per la nave un debole incremento.
Tab. 8. Passaggi di viaggiatori italiani e stranieri alle frontiere italiane per tipo di frontiera
Anni 2000-2009 - Composizioni percentuali annue
Stradale
Ferroviaria
Italiani
2000
76,4
4,0
2001
76,0
3,9
2002
73,0
4,2
2003
73,3
3,8
2004
71,0
3,1
2005
69,3
2,3
2006
70,2
2,0
2007
68,5
1,7
2008
70,2
1,4
I trim.’09
72,6
1,4
Stranieri
2000
73,5
4,7
2001
72,9
4,7
2002
72,9
4,2
2003
72,3
4,0
2004
64,2
3,5
2005
61,9
3,3
2006
62,0
2,9
2007
61,9
2,7
2008
64,4
2,5
I trim.’09
67,8
2,1
Totale
2000
74,8
4,4
2001
74,3
4,4
2002
72,9
4,2
2003
72,7
3,9
2004
67,1
3,3
2005
65,1
2,9
2006
65,4
2,5
2007
64,7
2,3
2008
66,9
2,0
I trim.’09
70,1
1,8
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
12
13
Aerea
Marittima
Totale
18,0
18,3
20,9
21,0
23,4
25,6
25,6
27,9
26,4
25,2
1,6
1,7
1,9
2,0
2,5
2,7
2,3
1,9
2,1
0,9
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
17,1
17,9
18,3
19,1
28,9
31,3
32,3
33,1
30,2
28,1
4,7
4,4
4,6
4,6
3,4
3,5
2,8
2,3
3,0
2,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
17,5
18,1
19,4
19,9
26,6
28,8
29,5
30,9
28,5
26,7
3,4
3,2
3,4
3,4
3,0
3,2
2,6
2,2
2,6
1,4
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Per gli stranieri, la quota della modalità stradale, dopo essersi ridotta in modo decisamente veloce e
sostenuto (circa dieci punti percentuali) tra il 2003-2005, oscillava nell’ultimo triennio intorno al 62%;
anche per gli italiani, tale indicatore è diminuito, seppur in misura meno ampia, fino al 68% nel 2007 (il
valore più basso rilevato fino ad oggi).
In passato, la quota relativa al trasporto aereo era cresciuta in modo più marcato e deciso per gli stranieri,
nel 2007 pari a 33%, ma, negli ultimi anni, anche la quota di tale vettore per gli italiani è aumentata
gradualmente, risultando pari nel 2007 al 28%.
47
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Rispetto al 2007, sono aumentati in particolare i passaggi alle frontiere stradali, con un
incremento percentuale dell’8%, pari a 6 milioni in più, di cui 2 effettuati da viaggiatori di
nazionalità straniera e 4 da connazionali; in crescita anche quelli portuali, in valore
percentuale elevato, 25%, corrispondenti a +671 mila passaggi in prevalenza di stranieri
(+472 mila). Hanno avuto invece un andamento negativo le altre modalità. Il trasporto
aereo, caratterizzato negli ultimi anni da dinamiche di crescita, anche sostenute, registra
nel 2008 una flessione complessiva di circa un milione e mezzo di passaggi (in percentuale
-4%), attribuibili esclusivamente alle scelte degli stranieri. Per il trasporto ferroviario, che
invece presenta un andamento negativo già da qualche anno, prosegue nel 2008 la
contrazione della domanda soddisfatta, in valore assoluto -215 mila passaggi ossia in
percentuale -8%, dovuta alle preferenze di viaggio sia degli italiani sia degli stranieri.
Nel primo trimestre del 2009, per quanto riguarda la ripartizione per modalità di trasporto,
si confermano in linea generale le tendenze in atto. Prosegue il recupero della quota della
modalità stradale che, fra i due periodi a confronto, ha una dinamica crescente (sia per gli
italiani sia per gli stranieri) a scapito del trasporto aereo che anche in questi tre mesi perde
ancora quote di mercato. Seppur in misura più lieve (pochi decimali), anche il trasporto
ferroviario continua ad avere un ruolo sempre più modesto nell’ambito delle scelte di
entrambe le categorie di viaggiatori.
Nonostante la flessione complessiva degli attraversamenti delle frontiere, i passaggi stradali
hanno ancora un andamento complessivamente positivo, seppur molto lieve (variazione nulla
per gli stranieri e dello 0,3% per gli italiani) mentre di converso diminuiscono tutti quelli
relativi alle altre modalità indipendentemente dalla nazionalità dei viaggiatori (fatta
eccezione per la modalità marittima per gli italiani che chiude il trimestre in positivo).
1.2.3. La distribuzione dei flussi per nazionalità delle imprese di trasporto14
L’analisi dei dati sulla nazionalità delle imprese di trasporto aereo e marittimo che hanno
servito questo mercato nel 2008 è piuttosto allarmante. Infatti, la presenza degli operatori
stranieri si è fortemente accresciuta nel tempo: se nel 2007 le imprese italiane avevano
soddisfatto il 28% della domanda di trasporto aereo ed il 16% della domanda di trasporto
marittimo, tali percentuali scendono nel 2008 rispettivamente a 21% e 11% (tab.9.).
Per quanto riguarda il mare, dopo la brusca caduta nel 2001, la quota di mercato è
gradualmente aumentata fino al 2006, dal 7% al 18%. Questa tendenza si è interrotta nel
2007 quando ha subito una flessione di circa tre punti percentuali (determinata dalle scelte
14
48
Escluse la modalità ferroviaria e quella stradale.
Il quadro dell’interscambio
degli italiani la cui quota passa dal 27% al 22%), inversione confermata anche dai dati del
2008. Infatti, la quota si ferma complessivamente all’11% a causa di una flessione, ancora
una volta, delle preferenze degli italiani (che provocano un calo della presenza degli
operatori nazionali dal 22% al 15%) ma anche delle scelte degli stranieri che generano una
quota del mercato dell’8%, ossia due punti in meno rispetto all’anno precedente.
Tab. 9. Flussi di persone alle frontiere italiane - Quote di mercato dei vettori residenti in
Italia (%) - Anni 2000-2008
Anni
Trasporto aereo
Trasporto marittimo
Stranieri
Italiani
Totale
Stranieri
Italiani
Totale
2000
24,2
32,2
27,7
5,1
22,1
8,7
200115
23,7
33,3
27,8
3,2
16,4
6,8
2002
25,1
40,7
32,3
6,1
13,4
8,1
2003
26,8
42,5
34,1
8,9
12,1
9,8
2004
27,8
35,4
30,7
10,2
22,8
15,4
2005
25,8
30,1
27,5
15,2
22,4
18,4
2006
24,1
36,2
28,5
10,7
27,2
18,1
2007
23,5
34,6
27,8
10,2
21,9
15,6
2008
17,0
26,3
20,8
7,9
15,0
11,0
Fonte: Banca d’Italia
Nel trasporto aereo, dopo un triennio di oscillazioni intorno al 28% (un valore simile a
quelli rilevati all’inizio del millennio ma inferiore a quelli registrati tra il 2002 ed il 2004),
il ruolo degli operatori italiani s’indebolisce notevolmente nel 2008. La quota di mercato si
ferma infatti al 21% visto che sia gli italiani che gli stranieri si sono orientati sempre con
maggiore frequenza verso gli operatori esteri. Nel primo caso, la quota passa dal 35% al
26% e, per gli stranieri, dal 24% al 17%. Negli anni, tale dinamica ha risentito del ruolo
sempre più rilevante assunto dai voli low-cost che sono principalmente offerti da
compagnie estere.
15
Dai dati Enac, la quota di passeggeri trasportati da vettori italiani nel 2001 è più elevata, circa il 37%; tale
differenza, negli anni, ha un andamento decrescente.
49
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
2.
LA BILANCIA DEI PAGAMENTI DEI SERVIZI DI TRASPORTO16
2.1. Il quadro d’insieme
E’ sempre più negativo il quadro dei conti correnti della Bilancia dei pagamenti (tab.10.).
Nel 2008, chiudono con un disavanzo pari a 54 miliardi di euro, peggiorando di circa 16
miliardi rispetto al 2007. Ad influenzare questo risultato è in particolare il saldo relativo ai
redditi che tra i due anni a confronto passa da -20 a -30 miliardi di euro ed a quello relativo
agli scambi di merci che da +3,2 miliardi raggiunti l’anno precedente, chiude il 2008 con
un valore, seppur contenuto (0,7 miliardi), di segno negativo (su cui ha pesato il rincaro dei
prodotti energetici). Seppur in misura decisamente inferiore, peggiora anche il dato relativo
ai trasferimenti unilaterali, da -14 a -16 miliardi di euro.
Tab. 10.
I conti correnti nella Bilancia dei pagamenti - Anni 2000-2008 (1)
(Saldi in miliardi di euro)
Voci
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Merci (fob)
10,4
17,4
14,0
9,9
8,9
0,5
-10,2
Servizi
1,2
..
-3,0
-2,4
1,2
-0,5
-1,3
- Trasporti (2)
-4,2
-3,7
-4,0
-4,8
-4,8
-5,0
-4,8
Redditi
-13,1
-11,6
-15,4
-17,8
-14,8
-13,6
-13,6
Trasferimenti unil.
-4,7
-6,5
-5,6
-7,1
-8,3
-10,0
-13,3
Totale
-6,3
-0,7
-10,0
-17,4
-13,1
-23,6
-38,3
2007
3,2
-7,1
-6,6
-19,6
-14,2
-37,7
2008
-0,7
-7,4
-6,9
-29,5
-16,0
-53,6
(1) Dati 2008 provvisori.
(2) Esclusi i dati relativi alle condotte.
Fonte: Banca d’Italia
Nel 2008, il saldo dei Trasporti nella Bilancia dei pagamenti si attesta a -6,9 miliardi di
euro, un valore peggiore rispetto a quello rilevato nel 2007 (in quanto la contrazione dei
crediti è stata più forte di quella dei debiti) di circa 300 milioni (5% in termini percentuali)
anno in cui però, dopo un quadriennio di valori che oscillavano intorno ai –5 miliardi di
euro, era salito a -6,5 miliardi di euro. In merito alla distribuzione per attività (tab.11.),
come in passato i saldi sono tutti negativi fra cui il più ingente è quello relativo alle merci.
La differenza fra crediti e debiti relativi a questa attività ha raggiunto nel 2008 quota -3,6
miliardi di euro, quella relativa ai passeggeri a -2,9 miliardi mentre, come in passato,
risulta più contenuta quella relativa ai servizi di assistenza, pari a -372 milioni.
Rispetto al 2007, però, l’attività connessa agli scambi di merci (43% di crediti+debiti,
quota analoga rispetto all’anno precedente ma gradualmente in aumento negli ultimi anni),
per effetto del rallentamento degli scambi internazionali e dunque dei servizi di trasporto,
16
50
Le tabelle di questo capitolo non comprendono il trasporto per condotta.
Il quadro dell’interscambio
ha generato un risultato complessivo migliore visto che il saldo è sceso da -4,8 a -3,6
miliardi di euro (il valore più basso dal 2005). Di converso, quello relativo ai passeggeri
(20% di crediti+debiti, incidenza stabile negli ultimi anni), che già nel 2007 era risultato
pari a –1,4 miliardi di euro, risultando circa il doppio rispetto al 2006 (seppur simile a
quelli rilevati all’inizio di questo millennio), mette in evidenza un ulteriore brusco
peggioramento, sfiorando i 3 miliardi di euro, ancora una volta pari a circa il doppio
rispetto a quello rilevato nell’anno precedente che, come vedremo più avanti, è fortemente
connesso al trasporto aereo e dunque alla ben nota vicenda Alitalia.
Infine, il saldo relativo ai servizi di assistenza (37% di crediti+debiti, quota simile a quella
rilevata lo scorso anno ma gradualmente in diminuzione rispetto agli anni precedenti)
continua ad avere una dinamica di crescita, da -305 a -372 milioni di euro, deficit che
aumenta in valore assoluto di circa 67 milioni di euro ed in percentuale del 22% (nel 2007
era già notevolmente peggiorato, considerando che nel 2006 era risultato pari ad appena
-122 milioni di euro).
Tab. 11.
I trasporti nella Bilancia dei pagamenti per attività
Anni 2001-2009 (Milioni di euro)
Voci
Crediti
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
Debiti
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
Saldi
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
Gen.feb.’09
2.920
1.226
5.141
9.286
3.080
1.390
5.389
9.860
3.093
1.189
5.080
9.362
3.635
2.009
6.351
11.995
4.013
2.467
5.406
11.886
4.437
2.696
5.769
12.903
4.725
2.540
5.893
13.159
5.011
1.729
5.698
12.438
697
139
701
1.536
5.257
2.462
5.268
12.988
5.448
2.859
5.565
13.872
5.754
2.781
5.620
14.154
7.203
2.905
6.666
16.773
7.816
3.543
5.480
16.839
8.354
3.407
5.892
17.653
9.573
3.954
6.198
19.725
8.585
4.666
6.070
19.320
950
721
821
2.493
-2.338
-1.236
-128
-3.701
-2.368
-1.469
-175
-4.012
-2.661
-1.592
-539
-4.793
-3.568
-896
-315
-4.778
-3.803
-1.076
-74
-4.953
-3.917
-712
-122
-4.750
-4.848
-1.414
-305
-6.566
-3.573
-2.937
-372
-6.882
-253
-583
-121
-957
Fonte: Banca d’Italia
Dall’analisi degli introiti e degli esborsi nel 2008 emerge che:
 dal lato delle uscite, aumenta il peso del trasporto passeggeri - fra i due anni a confronto
passa dal 20% al 24% - a scapito del peso delle attività relative alle merci che passa dal
49% al 44%; la quota connessa ai servizi di assistenza si attesta al 31%, un valore simile
a quello rilevato nel 2007 ma di gran lunga inferiore a quelli rilevati nella prima parte
degli anni 2000 quando era superiore al 40%,
51
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana

dal lato delle entrate, sono come sempre i servizi di assistenza a determinarne la quota
più elevata, 46%, anche se tale percentuale risulta, negli ultimi quattro anni, inferiore di
circa otto punti percentuali rispetto a quelle rilevate in precedenza; tale diminuzione
fino al 2007 è andata a beneficio sia dell’incidenza connessa ai trasporti passeggeri (tra
il 2003 ed il 2007, da 13% a 20%) sia di quella relativa ai servizi relativi al trasporto
merci (da 33% a 36%). Il 2008 interrompe però questa tendenza. Si rileva infatti che
l’incidenza del trasporto passeggeri scende al 14% (un valore analogo a quelli rilevati
all’inizio del millennio) mentre aumenta decisamente la quota dei servizi di trasporto
connessi alle merci che raggiunge il 40%.
Le dinamiche dei saldi relative alle attività appena descritte trovano conferma nei dati
disponibili per il 2009 (gennaio-febbraio). Infatti, rispetto allo stesso periodo del 2008,
il disavanzo generato dalle transazioni relative alle merci diminuisce sensibilmente, da 695 a -253 milioni di euro mentre, di converso, continua ad accrescersi quello inerente il
trasporto di passeggeri, da -285 a -583 milioni; seppur in misura meno marcata continua
a peggiorare anche il deficit relativo ai servizi di assistenza che fra i due bimestri a
confronto passa da -96 a -121 milioni di euro. Nonostante l’ampliarsi di tali disavanzi,
la brusca contrazione del deficit relativo agli scambi di merci – che pur rimanendo
l’attività principale (41% di crediti+debiti), in questo periodo perde peso a beneficio
delle transazioni relative al trasporto di passeggeri - origina, comunque, un
miglioramento complessivo della bilancia dei pagamenti dei trasporti, il cui saldo risulta
di poco inferiore al miliardo (ossia circa 120 milioni in meno rispetto allo stesso periodo
del 2008).
Per quanto riguarda la modalità di trasporto (tab.12.), è come sempre quella marittima ad
essere la più importante, con una quota sul totale (crediti+debiti) del 39%, seguita da quella
aerea (35%) e stradale (24%) mentre il restante 2% è relativo al trasporto ferroviario. Tale
distribuzione, negli ultimi anni, non subisce variazioni di particolare entità se non un lieve
calo della quota del vettore marittimo e di quello ferroviario a favore di quello stradale (si
tratta per ora di variazioni che in quattro anni risultano comunque inferiori a due punti
percentuali) .
Dall’analisi dei crediti e dei debiti nel 2008 si rileva che:
 dal lato delle uscite, la ripartizione annua per modalità, più o meno costante negli ultimi
anni, mette in evidenza nel 2008 alcuni elementi di novità; il peso più elevato spetta
come in passato al trasporto marittimo, 38%, una percentuale che risulta però di circa
quattro punti inferiore a quella rilevata nel 2007, assorbiti soprattutto dall’incremento
52
Il quadro dell’interscambio

dell’incidenza del trasporto aereo, che raggiunge il 37%, ma anche da quello relativo al
trasporto stradale, 24%; il trasporto ferroviario rappresenta invece il 2% dei debiti
complessivi, un valore di un punto inferiore rispetto a quello registrato nel 2007,
dal lato delle entrate, la modalità marittima torna ad essere la più significativa17, 42%,
seguita da quella aerea, 33%, percentuali che rispetto al 2007 hanno una dinamica
rispettivamente di crescita e di diminuzione; circa il 24% deriva dal trasporto stradale,
quota in aumento rispetto all’anno precedente, ed il restante 1% (come avviene ormai
negli ultimi anni) da quello ferroviario.
Tab. 12.
Voci
Crediti
Marittima
Aerea
Stradale
Ferroviaria
Totale
Debiti
Marittima
Aerea
Stradale
Ferroviaria
Totale
Saldi
Marittima
Aerea
Stradale
Ferroviaria
Totale
I trasporti nella Bilancia dei pagamenti per modalità di trasporto
Anni 2001-2009 (Milioni di euro)
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
Gen.feb.’09
4.298
2.896
1.881
210
9.286
4.480
3.104
1.991
285
9.860
4.499
2.669
1.981
213
9.362
5.187
4.141
2.482
185
11.995
4.715
4.585
2.407
179
11.886
4.962
5.016
2.753
172
12.903
5.074
5.044
2.869
171
13.159
5.183
4.092
2.997
167
12.438
753
410
354
18
1.536
5.611
4.182
2.515
680
12.988
6.009
4.678
2.606
580
13.872
6.294
4.638
2.622
600
14.154
7.616
5.122
3.413
623
16.773
7.068
5.677
3.527
567
16.839
7.574
5.681
3.832
566
17.653
8.283
6.527
4.307
608
19.725
7.295
7.109
4.548
368
19.320
821
1.070
554
47
2.493
-1.312
-1.285
-634
-470
-3.701
-1.529
-1.574
-614
-295
-4.012
-1.795
-1.969
-641
-387
-4.793
-2.429
-981
-930
-438
-4.778
-2.353
-1091
-1.121
-388
-4.953
-2.611
-665
-1.080
-395
-4.750
-3.209
-1.482
-1.438
-437
-6.566
-2.112
-3.018
-1.552
-201
-6.882
-68
-660
-200
-29
-957
Fonte: Banca d’Italia
Contrariamente a quanto avvenuto nell’ultimo quinquennio, quando era la modalità
marittima ad incidere in misura ingente sul deficit della bilancia dei pagamenti dei
trasporti, nel 2008 il contributo più significativo proviene dal trasporto aereo. Rispetto al
totale di -6,9 miliardi, infatti, tale modalità chiude il 2008 con un valore negativo di 3
miliardi di euro, di gran lunga il deficit più elevato degli ultimi anni, segnando infatti un
ampliamento annuo del disavanzo di ben 1,5 miliardi (in particolare connesso al trasporto
di passeggeri e, come già anticipato, alla crisi Alitalia).
17
Nel triennio 2005-2007, il trasporto marittimo e aereo presentavano una quota simile, intorno al 38-39%.
53
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
A seguire, le attività connesse al trasporto marittimo il cui deficit, dopo aver superato i tre
miliardi di euro nel 2007, si ferma a 2,1 miliardi, il valore più basso dal 2004 ad oggi. Le
attività connesse al trasporto stradale chiudono l’anno con un saldo negativo di circa un
miliardo e mezzo, un valore ancora una volta superiore a quello rilevato l’anno precedente.
Opposta la dinamica del trasporto ferroviario: il 2008 segna un disavanzo di appena 200
milioni, circa la metà di quello rilevato nel 2007, e comunque nettamente inferiore a quelli
rilevati nel nuovo millennio.
In base ai dati disponibili per il 2009 (primo bimestre), è ancora la modalità aerea quella
che maggiormente influenza il deficit complessivo: rispetto al totale di -957 milioni di
euro, infatti, il disavanzo del trasporto aereo è di -660 milioni di euro, un valore nettamente
peggiore rispetto allo stesso periodo del 2008 (era circa la metà). A seguire, contrariamente
a quanto avvenuto nel 2008, il deficit relativo alla strada che, seppur leggermente migliore
rispetto al passato, raggiunge i -200 milioni di euro. In questi primi due mesi, il trasporto
marittimo genera invece un disavanzo decisamente più modesto, fermandosi addirittura a
70 milioni rispetto al mezzo miliardo totalizzato nello stesso bimestre dell’anno
precedente. Infine, diminuisce anche il disavanzo del trasporto ferroviario, da -41 a -29
milioni.
Anche nel 2008, la vendita e l’acquisto di servizi di trasporto relativi alle singole modalità
e attività (tab.13.) hanno generato soprattutto saldi negativi fatta eccezione, come in
passato, per:
 i servizi di assistenza connessi al trasporto aereo il cui avanzo si attesta a 162 milioni di
euro, un risultato sicuramente positivo seppur in notevole diminuzione rispetto al
passato,
 il trasporto ferroviario di passeggeri, +79 milioni di euro, un valore di poco inferiore
a quelli rilevati negli ultimi anni (ma sicuramente migliore rispetto a quelli

precedenti);
il trasporto stradale di passeggeri, che registra un avanzo di 40 milioni di euro, nove
in più rispetto a quello rilevato l’anno precedente e, seppur inferiore a quelli rilevati
tra il 2002 ed il 2004, si conferma comunque superiore ai valori rilevati negli anni
’90.
Considerando i dati disponibili per il 2009, però, solo il trasporto di passeggeri ferroviario
e stradale generano risultati positivi dato che, per la prima volta dopo diversi anni, i servizi
di assistenza relativi al trasporto aereo chiudono il bimestre in rosso (-38 milioni).
54
Il quadro dell’interscambio
Tab. 13.
Saldi per modalità e attività dei Trasporti nella Bilancia dei pagamenti
Anni 2004-2009 (Milioni di euro)
Modalità
Merci
Passeggeri
Servizi
2004
Marittima
-1.990
-85
-354
Aerea
-273
-957
249
Stradale
-790
69
-209
Ferroviaria
-514
77
--2005
Marittima
-2.117
-71
-165
Aerea
-265
-1.128
301
Stradale
-945
35
-210
Ferroviaria
-476
88
--2006
Marittima
-2.237
-34
-340
Aerea
-279
-797
412
Stradale
-921
35
-194
Ferroviaria
-479
84
--2007
Marittima
-2.768
-55
-386
Aerea
-279
-1.483
280
Stradale
-1.271
31
-198
Ferroviaria
-530
93
--2008
Marittima
-1.685
-86
-340
Aerea
-210
-2.969
162
Stradale
-1.398
40
-193
Ferroviaria
-280
79
--Gen-feb.’09
Marittima
-5
-5
-58
Aerea
-36
-585
-38
Stradale
-178
2
-24
Ferroviaria
-34
5
---
Totale
-2.429
-981
-930
-438
-2.353
-1.091
-1.121
-388
-2.611
-665
-1.080
-395
-3.209
-1.482
-1.438
-437
-2.112
-3.018
-1.552
-201
-68
-660
-200
-29
Fonte: Banca d’Italia
I principali segmenti in cui la posizione delle imprese italiane risulta invece più debole
sono:
 contrariamente a quanto avvenuto negli ultimi anni, il risultato negativo più elevato
spetta al trasporto aereo di passeggeri che, dopo il peggioramento già rilevato nel 2007,
raggiunge nel 2008 quasi i 3 miliardi di euro (risultando il doppio del disavanzo del
2007), un settore su cui hanno fortemente pesato le vicissitudini della compagnia di
bandiera nazionale,
 il trasporto marittimo di merci, invece, chiude il 2008 con un deficit di 1,7 miliardi,
55
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
ossia ben un miliardo in meno rispetto al 2008, interrompendo così la serie di risultati in
continuo deterioramento nel nuovo millennio,
il trasporto stradale di merci, con un saldo negativo di circa 1,4 miliardi di euro nel
2008, continua ad essere caratterizzato, ormai da diversi anni, da una dinamica negativa
(anche se nel 2006 era rimasto circa costante).

Le altre attività presentano invece disavanzi nettamente inferiori. Il più elevato è quello
relativo alle transazioni nel settore marittimo dei servizi di assistenza, -340 milioni di euro,
un valore simile a quelli rilevati negli ultimi anni18, seguito dal deficit del trasporto merci
ferroviario, -280 milioni di euro, un risultato decisamente migliore rispetto a quello
rilevato nel 2007 e comunque il più modesto da tanti anni. Oscillano invece intorno ai 200
milioni i disavanzi del trasporto aereo di merci e quello relativo ai servizi di assistenza del
trasporto stradale (in entrambi i casi, in diminuzione rispetto al 2007) ed, infine, il deficit
più basso riguarda il trasporto marittimo di passeggeri, -86 milioni di euro (rispetto però ai
-55 totalizzati l’anno precedente).
Considerando, infine, i risultati nel periodo gennaio-febbraio 2009, ciò che maggiormente
cattura l’attenzione è, da un lato, la contrazione del disavanzo relativo al trasporto
marittimo di merci che fra i due bimestri confrontati passa da -410 a -5 milioni di euro,
dall’altro l’ampliamento del disavanzo del trasporto aereo di passeggeri che aumenta da
-291 a -585 milioni di euro.
2.2. Le singole modalità
2.2.1. I trasporti marittimi
Nel 2008 (tab.14.), il trasporto di merci ed i servizi di assistenza determinano
rispettivamente il 60% e 38% delle transazioni relative al trasporto marittimo, lasciando ai
noli passeggeri un ruolo decisamente marginale (1%). Il peso delle merci ha in questo
nuovo millennio un andamento variabile: è infatti inizialmente diminuito per poi risultare
invece gradualmente in aumento fino al 2007 ed evidenziare invece nel 2008 di nuovo un
calo, di circa due punti percentuali. Viceversa, l’incidenza dei servizi di assistenza è
gradualmente aumentata fino al 2005 per poi diminuire di anno in anno fino al 2007 e
recuperare invece nel 2008.
Dal lato degli introiti, continua ad aumentare il contributo del trasporto delle merci, 56%
18
Fatta eccezione per il 2005 in cui era risultato nettamente inferiore.
56
Il quadro dell’interscambio
nel 2008, e viceversa ha una dinamica decrescente quello dei servizi di assistenza che si
ferma al 43% (nel 2000 tali percentuali risultavano pari rispettivamente a 48% e 52%)
mentre, come negli ultimi quattro anni, il ruolo del trasporto passeggeri ha un peso
costante, di poco inferiore all’1%.
Tab. 14.
I trasporti marittimi nella Bilancia dei pagamenti per attività
Anni 2001-2009 (Milioni di euro)
Voci
Crediti
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
Debiti
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
Saldi
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
Gen.feb.’09
1.979
9
2.310
4.298
1.865
24
2.591
4.480
1.939
22
2.538
4.499
2.157
17
3.013
5.187
2.391
41
2.283
4.715
2.575
40
2.348
4.962
2.761
35
2.279
5.074
2.917
41
2.225
5.183
456
3
293
753
3.058
69
2.484
5.611
3.165
85
2.758
6.009
3.341
96
2.856
6.294
4.147
101
3.368
7.616
4.508
112
2.448
7.068
4.812
74
2.688
7.574
5.529
89
2.665
8.283
4.602
127
2.566
7.295
462
8
352
821
-1.079
-59
-174
-1.312
-1.301
-62
-167
-1.529
-1.403
-74
-318
-1.795
-1.990
-85
-354
-2.429
-2.117
-71
-165
-2.353
-2.237
-34
-340
-2.611
-2.768
-55
-386
-3.209
-1.685
-86
-340
-2.112
-5
-5
-58
-68
2001
Fonte: Banca d’Italia
Dal lato degli esborsi, il ruolo delle merci risulta pari al 63%, un valore inferiore a quello
rilevato nel 2007 ma simile a quelli relativi al biennio precedente. Di converso, l’incidenza
dei servizi di assistenza si attesta al 35%, una percentuale superiore a quella rilevata nel
2007, ma analoga a quelle relative ai due anni precedenti.
Il saldo complessivo nel 2008 è stato di –2.112 milioni di euro, registrando rispetto al
2007 un netto miglioramento (pari allora a -3,2 miliardi) determinato dalla dinamica del
deficit relativo alle merci, la componente come sempre negli ultimi anni più significativa,
che fra i due anni a confronto, passa da -2,8 a -1,7 miliardi euro (il deficit più basso dal
2005 ad oggi), per effetto della riduzione del commercio internazionale e soprattutto
della riduzione dei noli che si è verificata nella seconda parte del 2008. In particolare,
tale miglioramento è il risultato combinato di un lieve incremento delle entrate e di un
ingente calo dei debiti. Risulta invece decisamente più modesto l’apporto negativo del
saldo relativo ai servizi di assistenza, -340 milioni, un valore leggermente migliore
rispetto a quello rilevato nel 2007 e, fatta eccezione per il risultato del 2005, simile a
57
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
quelli rilevati dal 2003 ad oggi19. Infine, il saldo relativo ai passeggeri, dopo aver
registrato un certo miglioramento nell’ultimo biennio, è risultato pari a –86 milioni di
euro, il valore più elevato nel nuovo millennio.
I dati disponibili per il 2009 (gennaio-febbraio) sono decisamente indicativi della crisi in
atto a livello internazionale. Il disavanzo complessivo si riduce su base tendenziale da -480
a -68 milioni di euro in ragione della brusca contrazione del deficit relativo alle merci, da
-410 a -5 milioni di euro, a sua volta determinata da un’ingente flessione dei debiti (pari a
462 milioni, circa la metà del valore 2008).
2.2.2. I trasporti aerei
Fino al 2004, il trasporto di passeggeri ed i servizi di assistenza hanno determinato quasi
tutte le transazioni con una leggera prevalenza del peso relativo alle attività connesse al
traffico passeggeri20. Da allora, tale attività acquista invece un ruolo più significativo e, nel
2008, rappresenta il 54% delle transazioni complessive a fronte del 40% raggiunto dai
servizi di assistenza. Il restante 7%, più o meno come in passato, è rappresentato dal
trasporto di merci (tab.15.).
Per quanto riguarda i singoli contributi nel 2008 su crediti e debiti si rileva che:
 dal lato delle entrate, negli ultimi quattro anni le attività di trasporto passeggeri avevano
acquisito un ruolo sempre più importante rispetto a quello relativo ai servizi di
assistenza; tale tendenza viene però interrotta nel 2008, anno in cui diminuisce
sensibilmente il ruolo del trasporto passeggeri (dal 46% al 37%) a favore dei servizi di
assistenza (dal 49% al 56%), distribuzione che si riavvicina a quella rilevata nei primi
anni del 2000; continua invece ad avere una dinamica crescente il peso del trasporto
merci che nel 2008 raggiunge quasi il 7%,
 dal lato delle uscite, il trasporto passeggeri genera il 63% dei debiti complessivi,
percentuale in aumento negli anni mentre i servizi di assistenza il 30%, quota che, di
converso, ha un trend decrescente; infine l’incidenza del trasporto merci nel 2008 è del
7%, un valore di poco inferiore a quello rilevato l’anno precedente.
La bilancia dei pagamenti dei trasporti aerei nel 2008 ha registrato un risultato
particolarmente negativo, -3 miliardi di euro, ossia il doppio del deficit rilevato l’anno
precedente ed in assoluto il valore negativo più elevato fino ad oggi. A determinare
19
20
58
E simili ai valori rilevati nella seconda metà degli anni ’90.
Nel triennio 1999-2001, però, il peso dei servizi risultava di poco superiore a quello del trasporto dei
passeggeri (come nel decennio precedente, oggi si verifica la situazione opposta).
Il quadro dell’interscambio
questo notevole ampliamento del disavanzo, è il trasporto di passeggeri il cui saldo passa
fra i due anni a confronto da -1,5 a -2,9 miliardi di euro (peggioramento dovuto sia ad
un’ampia diminuzione degli introiti sia di un consistente aumento degli esborsi,
rispettivamente in percentuale del -35% e +18%); tale ampliamento, ovviamente, è stato
influenzato dalla crisi che ha avuto come protagonista l’Alitalia nell’anno appena
trascorso che ha fortemente inciso sui volumi di traffico internazionale realizzati dalla
compagnia. E’ negativo anche il risultato relativo agli scambi di merci ma questo risulta
in valore assoluto decisamente più modesto, -210 milioni euro, e, dal 2000 ad oggi, fra i
più contenuti. Si conferma invece di segno positivo il saldo delle transazioni relative ai
servizi di assistenza, +162 milioni di euro, seppur in valore assoluto inferiore a quelli
rilevati negli ultimi anni.
Tab. 15.
I trasporti aerei nella Bilancia dei pagamenti per attività
Anni 2001-2009 (Milioni di euro)
Voci
Crediti
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
Debiti
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
Saldi
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
Gen.feb.’09
124
1.007
1.766
2.896
152
1.067
1.886
3.104
102
921
1.646
2.669
136
1.739
2.266
4.141
175
2.230
2.180
4.585
182
2.474
2.361
5.016
267
2.328
2.449
5.044
271
1.512
2.309
4.092
22
120
268
410
379
2.222
1.581
4.182
245
2.628
1.805
4.678
307
2.554
1.777
4.638
409
2.695
2.017
5.122
440
3.358
1.878
5.677
461
3.271
1.949
5.681
546
3.810
2.170
6.527
481
4.481
2.147
7.109
58
706
307
1.070
-255
-1.215
185
-1.285
-94
-1.561
81
-1.574
-206
-1.633
-131
-1.969
-273
-957
249
-981
-265
-1.128
301
-1.091
-279
-797
412
-665
-279
-1.483
280
-1.482
-210
-2.969
162
-3.018
-36
-585
-38
-660
Fonte: Banca d’Italia
Anche considerando i dati del 2009, l’ampliamento del disavanzo generato da questa
modalità è particolarmente evidente. Pari a circa -320 milioni nel I bimestre 2008, è il
doppio nello stesso periodo del 2009 e, anche in questo caso, è sostanzialmente dovuto
all’attività di trasporto passeggeri il cui deficit raggiunge quasi i seicento milioni rispetto ai
trecento rilevati nel 2008. Tale dinamica, a sua volta, è determinata sia da una contrazione
dei crediti sia da un aumento dei debiti. Seppur in valore assoluto più modesto, è negativo,
dopo una lunga serie di valori annui positivi, anche il saldo dei servizi di assistenza -38
milioni di euro mentre era risultato pari a +3 milioni nel bimestre del 2008.
59
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
2.2.3. I trasporti stradali
Ancora più che in passato21, per questa modalità l’incidenza delle transazioni relative alle
merci risulta sempre più elevata, raggiungendo nel 2008, il 66% (57% nel 2002) mentre
quella dei servizi si ferma al 33% (42% nel 2002); il restante 1% è determinato dal
trasporto passeggeri, quota superiore a quelle rilevate negli anni ‘90 (tra il 1995-’98 era
appena lo 0,2%) che, dopo aver sfiorato i due punti percentuali tra il 2002 ed 2004, oscilla
negli ultimi anni intorno a tale valore.
Considerando la distribuzione dei crediti per attività, il peso del trasporto merci raggiunge
il 60% e quello dei servizi di assistenza il 39%, distribuzione che si presenta
sostanzialmente stabile negli ultimi quattro anni (dopo il consistente incremento rilevato
nel 2005 dell’autotrasporto e viceversa per i servizi di assistenza)22, così come si conferma
anche la riduzione del peso relativo al trasporto di passeggeri, di poco inferiore al 2% (pari
al doppio nel 2004).
Anche dal lato degli esborsi, si conferma l’aumentata incidenza dell’autotrasporto che
registra negli anni un graduale incremento raggiungendo, nel 2008, il 70% mentre il peso
relativo ai servizi di assistenza diminuisce, fermandosi al 30%.
Il saldo relativo ai trasporti stradali è risultato nel 2008 pari a –1.552 milioni di euro
(tab.16.), risultando superiore di circa 114 milioni a quello rilevato nel 2007
(deterioramento che segue quello, ancora più sostenuto, rilevato l’anno scorso di ben
quattrocento milioni euro) dovuto ad un’espansione dei debiti superiore a quella rilevata
comunque anche per i crediti. Negli anni 2000-‘2003 il disavanzo era rimasto più o meno
costante, intorno ai 630 milioni di euro, ma da allora ha messo in evidenza una discreta
dinamica di crescita (fatta eccezione per il 2006) e, dal nuovo millennio ad oggi, è più che
raddoppiato. Questo andamento è determinato essenzialmente dal saldo relativo alla
vendita ed all’acquisto dei servizi di trasporto merci, la voce più importante per questa
modalità, il cui disavanzo cresce di anno in anno, passando da circa 0,5 ad 1 miliardo tra il
2000 ed il 2005 e raggiungendo quasi 1,6 miliardi nel 2008.
21
22
60
Fino al 2001, invece, le transazioni si ripartivano in modo più o meno equo fra attività connesse al
trasporto delle merci e servizi di assistenza, con una leggera prevalenza di questi ultimi.
Si ricorda che nel 2002, l’incidenza delle merci sui crediti, dopo un triennio di flessione, era
sensibilmente aumentata (dal 41% al 51%); di converso, quella dei servizi di assistenza, pari al 57% nel
2001, era scesa al 46% l’anno successivo.
Il quadro dell’interscambio
Tab. 16.
I trasporti stradali nella Bilancia dei pagamenti per attività
Anni 2001-2009 (Milioni di euro)
Voci
Crediti
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
Debiti
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
Saldi
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
Gen.feb.’09
768
49
1.065
1.881
1.007
72
912
1.991
1.019
66
897
1.981
1.324
86
1.072
2.482
1.416
47
943
2.407
1.645
46
1.061
2.753
1.663
42
1.165
2.869
1.782
50
1.164
2.997
212
3
139
354
1.300
12
1.204
2.515
1.593
11
1.001
2.606
1.624
11
987
2.622
2.114
17
1.281
3.413
2.361
12
1.154
3.527
2.566
11
1.255
3.832
2.933
10
1.363
4.307
3.180
11
1.357
4.548
390
1
163
554
-532
37
-139
-634
-587
61
-89
-614
-605
55
-90
-641
-790
69
-209
-930
-945
35
-210
-1.121
-921
35
-194
-1.080
-1.271
31
-198
-1.438
-1.398
40
-193
-1.552
-178
2
-24
-200
Fonte: Banca d’Italia
In misura decisamente inferiore, il risultato è influenzato anche dal saldo relativo alla
vendita e l’acquisto dei servizi di assistenza, –193 milioni di euro, un valore simile a quelli
rilevati negli ultimi anni ma peggiore rispetto a quelli di inizio millennio (tra il 2004 e
2005 aveva però raggiunto i -210 miliardi di euro). Infine, il trasporto passeggeri, l’unica
voce in attivo per questa modalità, registra un avanzo nel 2008 di 40 milioni di euro, il
valore più elevato dal 2005 ad oggi.
In relazione ai dati disponibili per il 2009, il disavanzo relativo a questa modalità si riduce
lievemente, da 237 a 200 milioni di euro fra il I bimestre del 2008 e quello dell’anno in
corso, grazie soprattutto ad una contrazione del deficit legato al trasporto delle merci, in
quanto la flessione dei debiti è risultata superiore a quella dei crediti.
2.2.4. I trasporti ferroviari
A partire dal 2002, il traffico merci ha avuto un peso sempre maggiore nell’ambito delle
transazioni connesse a questa modalità, dal 58% al 77% nel 2007 e, viceversa per il
trasporto di passeggeri la cui incidenza è scesa dal 42% al 23%. Nel 2008, invece, questa
tendenza si interrompe bruscamente ed il peso degli scambi relativi alle merci si ferma al
68% mentre quello relativo ai passeggeri raggiunge il 32%.
61
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 17.
I trasporti ferroviari nella Bilancia dei pagamenti per attività
Anni 2001-2009 (Milioni di euro)
Voci
Crediti
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
Debiti
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
Saldi
Merci
Passeggeri
S.assistenza
Totale
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
Gen.feb.’09
49
161
0
210
57
228
0
285
33
180
0
213
18
167
0
185
30
148
0
179
36
136
0
172
35
136
0
171
41
125
0
167
7
11
0
18
520
160
0
680
444
135
0
580
481
119
0
600
532
91
0
623
507
60
0
567
515
52
0
566
565
43
0
608
321
46
0
368
41
6
0
47
-471
1
0
-470
-387
92
0
-295
-448
61
0
-387
-514
77
0
-438
-476
88
0
-388
-479
84
0
-395
-530
93
0
-437
-280
79
0
-201
-34
5
0
-29
Fonte: Banca d’Italia
Queste percentuali continuano però ad essere il risultato di contributi sostanzialmente
diversi considerando crediti e debiti. Infatti, risulta che:
 la movimentazione delle merci ha generato il 25% delle entrate, una percentuale in
crescita negli ultimi anni, ma l’87% delle uscite, un risultato inferiore a quello rilevato
nell’ultimo triennio ma superiore a quelli precedenti,
 il trasporto passeggeri, a fronte di debiti che incidono in misura del 13% sul totale delle
uscite relative a questa modalità, fornisce il 75% dei crediti totali, percentuali che, negli
ultimi anni, risultano rispettivamente in aumento (comunque inferiore a quelle rilevate
nei primi anni del nuovo millennio) ed in diminuzione.
Il saldo dei trasporti ferroviari (tab.17.) è stato nel 2008 pari a –201 milioni di euro,
registrando un notevole miglioramento rispetto al passato e risultando, fra l’altro, il valore più
contenuto da tanti anni. In particolare, questa contrazione del disavanzo è dovuta al saldo dei
servizi relativi alle merci che, fra il 2007 ed il 2008, è passato da –530 a –280 milioni di euro
ricollegabile sia alla caduta generalizzata della domanda sia alla riduzione dei noli che hanno
provocato una riduzione dei debiti molto significativa (da 565 a 321 milioni di euro) a cui si è
aggiunta anche un’espansione, seppur modesta, delle entrate (da 35 a 41 milioni). Si conferma
invece di segno positivo il risultato relativo ai passeggeri, +79 milioni di euro, seppur con un
valore leggermente inferiore rispetto a quelli ottenuti negli ultimi anni (comunque migliore
rispetto a quelli rilevati negli anni ’90 e nei primi anni del 2000).
Considerando i dati gennaio-febbraio 2009, continua a diminuire il saldo generato da questa
modalità, da -41 a -29 milioni di euro e, come per la strada, tale risultato è determinato dalla
contrazione del disavanzo del trasporto delle merci (a sua volta influenzato da una riduzione dei
debiti).
62
Il quadro dell’interscambio
APPENDICE STATISTICA
Tab. 1. Commercio con l'estero: flussi per modalità di trasporto
Anni 2000-2008 - Composizioni percentuali annue
Anni
Maritt.
Stradale
Ferrov.
Aerea
Condotte (1)
Totale
Composizioni percentuali annue
Flussi quantitativi
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
61,2
62,2
61,3
62,9
62,3
61,8
60,4
59,5
57,8
20,0
19,0
19,6
19,0
19,2
19,1
20,1
21,2
21,3
10,0
10,1
9,4
8,7
8,5
8,6
8,6
9,2
9,7
0,2
0,2
0,1
0,1
0,2
0,2
0,2
0,2
0,2
8,6
8,5
9,5
9,2
9,8
10,4
10,7
9,9
11,1
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Flussi monetari
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
34,3
34,3
32,7
33,9
34,5
36,0
33,2
33,1
32,9
39,9
39,4
43,7
42,4
39,7
37,8
43,0
43,6
42,5
14,6
15,2
14,7
13,9
13,2
13,5
13,1
13,6
14,5
9,5
9,1
7,0
7,8
10,8
10,4
7,7
7,3
6,8
1,7
1,9
1,9
2,0
1,9
2,4
3,0
2,5
3,2
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
(1) Esclusi i dati sulle esportazioni nei flussi monetari.
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
Tab. 2. Importazioni ed esportazioni per modalità di trasporto - Anni 2000-2008
Composizioni percentuali annue
Anni
Marittima
Stradale
Ferroviaria
Aerea
Condotte
Totale
11,7
11,5
12,4
12,3
13,1
14,0
14,6
13,6
15,4
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Composizioni percentuali annue
Importazioni
Flussi quantitativi
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
65,0
65,9
65,3
66,0
65,3
64,2
63,7
63,2
61,6
13,8
13,2
13,7
13,3
13,1
13,5
13,4
14,2
14,9
9,3
9,3
8,6
8,4
8,4
8,2
8,3
8,9
8,0
0,1
0,1
0,1
0,1
0,1
0,1
0,1
0,1
0,1
(continua)
63
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
(Segue Tab. 2)
Flussi monetari
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
37,2
36,0
34,6
35,0
34,9
36,9
35,3
35,1
36,2
33,9
34,6
40,6
37,8
36,2
34,3
37,3
38,3
38,3
16,6
17,3
16,8
16,9
16,6
16,4
15,1
15,9
13,6
8,9
8,2
4,2
6,5
8,5
7,8
6,2
5,9
5,5
3,4
3,9
3,8
3,9
3,7
4,7
6,0
4,9
6,4
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Flussi quantitativi
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
50,7
51,6
50,3
53,6
53,4
54,9
51,5
50,2
48,0
37,1
35,6
36,4
36,1
36,9
34,8
38,4
39,1
37,8
11,9
12,3
11,6
9,7
9,1
9,7
9,5
9,8
13,8
0,3
0,3
0,3
0,3
0,4
0,4
0,4
0,5
0,3
n.d.
0,2
1,4
0,2
0,2
0,2
0,2
0,4
0,1
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Flussi monetari (1)
2000
2001
2002
2003
2004
2005
2006
2007
2008
31,5
32,7
30,9
32,7
34,1
35,1
30,9
31,0
29,6
45,8
44,1
46,7
47,4
43,2
41,4
48,8
49,1
46,8
12,7
13,2
12,7
10,8
9,7
10,5
11,1
11,2
15,5
10,0
10,0
9,7
9,1
13,0
13,0
9,2
8,7
8,2
-------------------
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
100,0
Esportazioni
(2) Escluse le condotte.
Fonte: Elaborazioni Federtrasporto su dati Banca d’Italia
64
PARTE III
L’INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE
L’internazionalizzazione delle imprese
1.
IL TRASPORTO MERCI E LA LOGISTICA
1.1. Le integrazioni di filiera
Lo scenario internazionale: gli integratori logistici
In questa sezione vengono analizzate le dinamiche che, nel periodo di riferimento (1 aprile
2007 – 31 marzo 2009) abbiano riguardato:
- tipologie di operatori attivi nel settore della logistica in senso stretto: integratori
logistici (MTO), corrieri espresso ed operatori logistici (contract logistics, logistica
distributiva, della supply chain…);
- tipologie di operatori, attivi in diversi comparti del trasporto merci che hanno seguito
nel periodo di riferimento strategie di integrazione nella filiera logistica; tra questi:
compagnie marittime, operatori ferroviari, imprese aeroportuali, portuali e terminaliste.
Per questo motivo vengono riportate sia le operazioni e gli accordi di integrazione
orizzontale e verticale (di filiera) degli operatori logistici in senso stretto, sia le
operazioni di integrazione verticale degli operatori degli altri comparti del trasporto
merci.
A livello generale, sul mercato globale degli operatori logistici sono state confermate
alcune dinamiche:
- per i maggiori raggruppamenti del settore, si segnala il raggiungimento di performance
positive, con tassi di crescita del fatturato superiori a due cifre; in particolare si noti
come ad aumenti straordinari di fatturato corrispondano le operazioni di acquisizione e
integrazione rilevate nel periodo e di seguito descritte;
- continuano i processi di concentrazione, soprattutto nel settore logistico e marittimo-
-
portuale, con alcune operazioni rilevanti di rebranding e unificazione sotto un unico
marchio;
la tendenza dei player globali a procedere a percorsi di specializzazione di ritorno al
core business, con contestuale dismissione/ridimensionamento delle attività non
core.
Alcuni tra i maggiori player del mercato globale hanno portato avanti strategie di
espansione condotte attraverso crescita per vie esterne: in Europa, il gruppo elvetico
Kuehne+Nagel, la compagnia olandese CEVA Logistics, il leader danese DSV Road
Holding, le tedesche Rhenus Logistics e DB Schenker (del gruppo Deutsche Bahn), nel
67
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Pacifico, il gruppo australiano Toll Holdings e, in Medio Oriente, Agility Logistics,
compagnia con base in Kuwait.
La compagnia araba infatti ha iniziato nel 2007 una campagna acquisti worldwide su alcuni
mercati maggiori europei e negli Stati Uniti, nonché in Africa, Asia Centrale, Medio
Oriente, Europa dell’Est, Far East, Australia. Proprio qui ha acquisito lo spedizioniere
internazionale LEP International che guida un network di società operanti in Australia e
Nuova Zelanda, diventando così uno dei più importanti operatori dell'Oceania. In
particolare, nell’Europa Occidentale, Agility Logistics ha acquisito lo spedizioniere
francese Medgroup, che ha filiali in Gran Bretagna e Nord Africa, e la spagnola Combalia,
attraverso la quale il gruppo ha consolidato la propria posizione sul mercato dell’Europa
meridionale.
Tab. 1. Performance segnata dai maggiori raggruppamenti nella logistica - Anno 2008
Società
Paese
Valuta Rank Rank Fatturato
2008 2007 2008 (M)
(1)
(1)
Var.
2008/07
Var.
2007/06
Deutsche Post DHL
DE
EUR
1
1
57.210
1,5%
-6,9%
UPS
USA
USD
2
2
51.486
3,6%
4,5%
Gruppo Deutsche Bahn
DE
EUR
3
3
33.453
6,8%
4,2%
FedEx
USA
USD
4
4
37.953
7,8%
9,0%
Kuehne + Nagel
CH
CHF
5
5
21.599
3,0%
15,3%
TNT-TPG
NL
EUR
6
6
11.152
1,2%
9,5%
CSX
USA
USD
7
7
11.255
12,2%
4,9%
CEVA Logistics (ex TNT Logistics)
NL
EUR
8
10
6.329
32,4%
36,8%
Panalpina
CH
CHF
9
8
8.878
2,2%
12,3%
Géodis (2)
FR
EUR
10
9
5.200
8,7%
26,4%
Agility (ex PWC Logistics) (2)
KW
KD
11
12
1.930
15,8%
25,7%
DSV(3)
DK
DKK
12
11
34.589
-0,9%
9,2%
Norbert Dentressangle (3)
FR
EUR
13
13
3.107
71,9%
12,4%
(1)
La classifica è stilata in valori decrescenti di fatturato consolidato (conversione in euro al 31/12 dell’anno
corrispondente, dati Banca d’Italia).
(2)
Dati provvisori.
(3)
A seguito delle acquisizioni portate a termine, i fatturati di DSV e Norbert Dentressangle comprendono quelli di
DFDS, Frans Maas, ABX Logistics e di Christian Salvesen, rispettivamente.
Fonte: elaborazione Nomisma su dati di bilancio delle compagnie
68
L’internazionalizzazione delle imprese
I mercati consolidati
In ambito europeo, l’operazione di M&A più interessante – in considerazione del maggiore
livello di concentrazione che comporta e dell’importo della transazione - è quella che ha
visto protagonisti due leader europei, il gruppo danese DSV Road Holding e la belga ABX
Logistics, ceduta dal fondo di private equity 3i per 750 milioni di euro. L'operazione, per la
quale si è reso necessario il nulla osta dell’antitrust europeo, coinvolge anche l'italiana
Saima Avandero, controllata di ABX. L’espansione sul continente di DSV ha proseguito
con l’acquisto della britannica Roadferry Holdings, ceduta dal gruppo Peel Ports, integrata
nella divisione trasporto stradale di DSV, che nel passato recente aveva già ottenuto il
controllo dei marchi DFDS Transport e Frans Maas, e che costituisce ad oggi uno dei
maggiori operatori in Europa.
Di grande rilevanza è anche il takeover della scozzese Christian Salvesen da parte del
gruppo francese Norbert Dentressangle, operazione che è costata 366 milioni di euro e con
la quale il leader francese si aggiudica un network consolidato paneuropeo, in Gran
Bretagna, Francia, Benelux, Irlanda, Portogallo e Spagna.
Altri operatori leader hanno intrapreso veri e propri percorsi di crescita e di allargamento
del network.
-
Si segnala innanzitutto l’elvetica Kuehne+Nagel che ha continuato la strategia di
espansione condotta con determinazione dal 2003, sia attraverso operazioni di
integrazione di filiera che di settore; la compagnia mira da una parte al rafforzamento
nell’area continentale (segnatamente, in Germania, Francia e Austria) e dall’altra
all’ingresso e consolidamento sul mercato statunitense e sui mercati in crescita, anche
attraverso percorsi di forte specializzazione. Tra le operazioni principali si segnalano:
in Germania, l’acquisizione di G.L. Kayser Spediteur seit 1787 & Co. e Coredes &
Simon, attiva in particolare nel settore siderurgico; in Austria, l’acquisizione di un asset
di rilevanza sovraregionale, il centro logistico sito a Vienna della Beiersdorf CEE,
società leader dell’industria cosmetica per la quale la compagnia gestisce la
distribuzione logistica; in Francia, l’acquisizione della società di groupage Alloin, per
cui si è reso necessario il nulla osta della Commissione Europea in considerazione della
concentrazione dell’offerta sul mercato francese che tale operazione comporta; nel
Regno Unito, la collaborazione strategica con il network di trasporto espresso di pallet
Pall-Ex; in Slovenia, l’acquisizione dello spedizioniere Censped, che opera nel porto di
Koper (Capodistria).
69
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Anche negli Stati Uniti, Kuehne+Nagel ha siglato operazioni di M&A e accordi: con
lo spedizioniere californiano Romero and McNally Brokers e con Elite Air, società
di spedizioni di Houston specializzata nel settore petrolifero e gasiero; e in
Norvegia, con J. Martens. Inoltre la compagnia si è aggiudicata la contract logistics
di Airbus, con la gestione delle piattaforme di Francia, Germania, Spagna e Gran
Bretagna. E ancora, con riferimento all’area mediorientale, il gruppo sta portando
avanti progetti di consolidamento con l’apertura nella Dubai Logistics City del suo
secondo hub regionale; inoltre la compagnia ha acquisito il restante 50% della
propria filiale in Arabia Saudita, Orient Transport Company, divenendone unico
azionista.
-
Allo stesso tempo anche CEVA Logistics (ex TNT Logistics) rafforza la presenza in
Medio Oriente, con la costituzione dell’headquarter per l’area nella Jebel Ali Free
Zone di Dubai. Il periodo di riferimento è stato momento di grande espansione del
gruppo olandese: l’operazione principale, che vale 2 miliardi di dollari, riguarda la
fusione con l’operatore logistico statunitense EGL e ha dato vita ad uno tra i primi
operatori integrati a livello globale.
Per quanto riguarda la contract logistics CEVA ha stretto accordi con grandi partner
industriali sia in ambito europeo – in Germania (Buderus, gruppo Bosch), nel Regno
Unito (Rolls Royce e Tangerine Confectionery) e in Finlandia (Wartsila) – sia
oltreoceano (con Goodyear-Dunlop), e, nel Far East, con la thailandese Central Food
Retail e il leader cinese Haier Group.
-
Anche Rhenus Logistics ha consolidato la presenza sui maggiori mercati europei grazie
ad un percorso di crescita per via esterna, effettuato tramite operazioni di M&A in
Germania - acquisendo la bavarese Werndl Spedition, specializzata in merci pericolose -,
nei Paesi Bassi - dove ha portato a termine la fusione con TMI - e in Francia. Nel paese
d’oltralpe, in particolare, ha rafforzato il network acquisendo lo spedizioniere Hamann
International, che ha portato in dote una rete di rotte diffuse in Europa Occidentale,
Centrale ed Orientale; contestualmente ha aperto una nuova filiale a Tolosa. La
compagnia ha inoltre potenziato la presenza in Polonia, grazie ad un accordo con la
polacca ComerTrans, che porta in dote quattro filiali tra cui Varsavia, Poznan,
Wroclaw e Olkusz.
Con riferimento ai mercati in crescita, la strategia di Rhenus ha previsto l’ingresso nel
mercato russo, dove è stato inaugurato il primo hub presso l'aeroporto di MoscaSheremetyevo, a cui fanno capo le maggiori direttrici commerciali del paese.
70
L’internazionalizzazione delle imprese
-
Grande dinamismo si riscontra anche nelle decisioni strategiche del gruppo Deutsche
Bahn che ha potenziato la divisione logistica attraverso operazioni portate a termine
dalla controllata DB Schenker e mirate al rafforzamento del mercato europeo ed Est
europeo. Le principali operazioni riguardano l'acquisizione della società di
spedizioni rumena Romtrans, presente in Germania, Austria, Benelux, Ungheria,
Moldavia e Georgia; l’acquisizione del gruppo logistico spagnolo Spain-TIR, che
vanta un forte presidio sui mercati della penisola iberica; l’accordo di partnership
con l'elvetica BLS di cui DB Schenker ha ottenuto ulteriori quote di capitale fino a
detenerne il 45%.
L’interesse di DB Schenker non si limita ai mercati consolidati e continentali. Ne è
prova l’attivazione di due interessanti alleanze: una con la vietnamita Gemadept per la
costruzione di una piattaforma che diventerà l'hub logistico in Vietnam, l’altra con
BAX Global di Dubai per una collaborazione sui mercati mediorientali.
Le mire degli operatori occidentali per l’area mediorientale sono confermate da molte
altre operazioni: quella del leader olandese TNT che ha stretto un accordo di
cooperazione in Libano, di Kuehne+Nagel in Arabia Saudita, le due operazioni della
statunitense UTI Worldwide in Israele; e, ancora, il takeover di Barloworld su Dubai
Swift Group, con cui la compagnia britannica si aggiudica una rete logistica nel Far East,
India, Emirati Arabi, Africa e Germania per i trasporti combinati mare-cielo gestiti
attraverso l’hub di Dubai.
Nel Far East, il colosso australiano Toll Holdings, dopo la serrata campagna di acquisizioni
e fusioni domestiche del biennio precedente, ha portato a termine due operazioni che
indicano chiaramente il perseguimento di una strategia di espansione verso l’Asia. Il
gruppo ha infatti acquisito ulteriori quote di SWKT, arrivando a detenere la quota di
maggioranza; l’acquisita è la maggiore società di logistica marittima e mineraria di
Singapore, che ha una forte presenza nel sud est asiatico e in particolare in Indonesia. Toll
ha inoltre portato a termine il takeover sulla società di spedizioni BALtrans Holdings di
Hong Kong.
Si riportano di seguito le principali operazioni e gli accordi realizzati sui mercati
consolidati, da operatori ed integratori logistici.
71
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 2. Operazioni di integratori logistici leader sui mercati consolidati
Acquirente
Anno Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
Walsh Western
International (IR)
2007
TDS Logistics
(USA)
Global Logistics
Acquisition
(USA)
2007
Clark Group
(USA)
CEVA (NL)
2007
EGL (USA)
Green Carrier
(SE)
2007
UTI Worldwide
(USA)
2007
Corneel Geerts
Intrenational
Transport
Sverige (gruppo
Transportgroup
Corneel Geerts)
(asset) (BE)
Newlog (Israele)
Fusione tra le due società, specializzate nella logistica dei
settori hi-tech ed automotive, con l’obiettivo di diventare
leader mondiali. La compagnia è presente in America, Asia
ed Europa.
Global Logistics Acquisition, società specializzata
nell'acquisizione di compagnie di trasporto e logistica, ha
acquisito Clark Group, società statunitense specializzata nel
trasporto e logistica per l'industria della stampa. Questa è la
prima operazione di GLA di una certa rilevanza, dopo la
sua nascita nel 2005.
Il gruppo CEVA ha sottoscritto un accordo definitivo di
acquisizione e fusione con la statunitense EGL per 2
miliardi di dollari. La fusione creerà il quarto maggiore
operatore integrato a livello globale.
La società svedese di logistica Green Carrier ha comprato la
connazionale Corneel Geerts, filiale della belga
Transportgroup Corneel Geerts. La società opera servizi di
autotrasporto da e per il Benelux, la Francia e il Regno
Unito.
Menlo Worldwide
(USA)
2007
Toll Express Asia
(gruppo Toll
Holdings)
(Australia)
JF Hillebrand
Group (UK)
2007
2007
Trans Ocean
Distribution
(UK)
Maersk Logistics
(gruppo AP
Moller Maersk)
(DK)
2007
Damco Sea &
Air (NL)
DB Schenker
(gruppo Deutsche
Bahn) (DE)
2007
Spain-TIR (ES)
72
La statunitense UTI Worldwide ha acquistato la società di
spedizione israeliana Newlog, filiale del gruppo armatoriale
israeliano Zim. Ne nascerà una jv controllata per il 75% da
UTI e per il 25% da Zim.
Transclal
La statunitense UTI Worldwide ha acquistato la società di
(Israele)
spedizione israeliana Transclal Trade.
Cougar Holdings Menlo Worldwide ha comprato la Cougar Holdings di
(Singapore)
Singapore e la sua filiale Cougar Express Logistics. Le due
società operano attività logistiche e di spedizione nel sud
est asiatico.
Chic Holdings
Menlo ha acquisito Chic Holdings e le sue due filiali
(Cina)
Shanghai Chic Logistics e Shanghai Chic Supply
Management.
SWKT
Toll possiede già il 26% di SWKT, ereditato dalla
(Singapore)
precedente acquisizione di SembLog e con l'acquisizione
raggiunge quota 57%.
KF Hillebrand Group, specializzata nella logistica a
servizio dell'industria produttrice di bevande, ha comprato
l'intero capitale della Trans Ocean Distribution che si
occupa di rinfuse liquide.
Dopo aver acquisito nel 2005 lo spedizioniere olandese
Damco, Maersk lo fonde con la sua divisione logistica,
creando un solo marchio per le attività di spedizione e
logistica. Damco era passata a Maersk con l'acquisto di
P&O Nedlloyd.
Schenker, compagnia del gruppo DB, acquisirà il gruppo
logistico spagnolo Spain-TIR, che verrà integrata
nell'organizzazione Schenker. La società è ben inserita sui
mercati di Spagna e Portogallo.
(continua)
L’internazionalizzazione delle imprese
Cobelfret (BE)
2007
Norbert
Dentressangle
Group (FR)
2007
Kuehne+Nagel
(Svizzera)
2007
2008
2009
DSV Air & Sea
(gruppo DSV)
(DK)
Agility Logistics
(Kuwait)
2007
2007
2008
(segue Tab. 2)
Cobelfret ha comprato una quota della nuova società
olandese Ge-eX Logistics, la cui attività è incentrata sui
servizi multimodali al settore industriale.
Christian
Norbert Dentressangle Group ha acquisito l'intero capitale
Salvesen (UK)
di Salvesen, storica azienda scozzese in difficoltà, per 366
milioni di euro e con una scalata non ostile. La società
scozzese opera in Gran Bretagna, Francia, Benelux, Irlanda,
Portogallo e Spagna e occupa 14mila persone.
Censped (SL)
Il leader elvetico Kuehne+Nagel ha acquisito lo
spedizioniere marittimo sloveno Censped, che opera nel
porto di Capodistria.
Romero &
Kuehne+Nagel ha acquisito il capitale di Romero and
McNally Brokers McNally Brokers, spedizioniere californiano specializzato
(USA)
nei traffici con gli Stati Uniti.
G.L. Kayser
Kuehne+Nagel ha acquisito la tedesca G.L. Kayser
(DE)
Spediteur seit 1787 & Co. La società che ha sede a Mainz,
ha circa 700 dipendenti e registra un fatturato annuo di 120
milioni di euro. La società dispone di magazzini per un
totale di 120.000 metri quadrati.
Cordes & Simon Kuehne+Nagel ha acquisito Cordes & Simon società di
(DE)
trasporto che opera nella regione del Nord Reno-Westfalia
ed offre servizi di collettame nazionale ed internazionale
con una specializzazione forte nel settore siderurgico.
Elite Airfreight
Kuehne+Nagel ha acquisito la statunitense Elite Airfreight,
(USA)
società specializzata nel settore petrolifero e gasiero e in
particolare nel trasporto di merci pericolose utilizzate nelle
attività di perforazione.
Beiersdorf CEE Kuehne + Nagel ha rilevato il centro logistico di Vienna
(AT)
dell'austriaca Beiersdorf CEE.
Alloin (FR)
Kuehne+Nagel ha sottoscritto un accordo per acquisire la
società francese di groupage Alloin. L'azienda, che ha sede
nei pressi di Lione, ha 3.000 dipendenti ed un fatturato
annuo di circa 300 milioni di euro.
J. Martens
Il gruppo logistico Kuehne + Nagel ha siglato un accordo
Holding
per acquisire la storica società di spedizioni norvegese J.
(Norvegia)
Martens Holding.
Campbell Freight DSV Air & Sea Holding, divisione del gruppo DSV,
(IR)
comprerà le società di spedizione irlandesi Campbell
Freight Agencies e Campbell Freight Agencies (Ireland).
LEP
Agility ha acquisito lo spedizioniere internazionale LEP
International
International che guida un network di società operanti in
(Australia)
Australia e Nuova Zelanda, diventando così uno dei più
importanti opreratori dell'Oceania.
WTC Houston
Agility ha acquisito WTC Houston, compresa l'affiliata
(USA)
World Transportation Services che possiede Global Express
Line. WTC é specializzata nella logistica per l'industria del
petrolio e del gas.
Medgroup (FR)
Agility ha acquisito lo spedizioniere francese, che ha filiali
in Gran Bretagna e Nord Africa. Agility potenzia così la sua
posizione in Europa.
Combalia (ES)
Agility ha concluso l'acquisizione di tutte le attività di
trasporto e magazzinaggio della Combalia Transportes
Internacionales con sedi a Barcellona e Madrid.
(continua)
Ge-ex Logistics
(NL)
73
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Agility Qatar
(Kuwait)
2009
Gulf
Warehousing
Company
(GWC) (Qatar)
Braemar Shipping
Services plc (UK)
2007
NYK Logistics
(Americas)
(Giappone)
Rhenus Logistics
(DE)
2008
Fred. Olsen
Freight Limited
(FOFL) (UK)
Bruni
International
(USA)
Hamann
International
(FR)
2008
TMI (NL)
Werndl Spedition
(DE)
ABX Logistics
(BE)
2008
AIT (FR)
DSV Road
Holding (DK)
2008
ABX Logistics
(BE)
Roadferry
Holdings (gruppo
Peel Ports) (UK)
Gebruder Weiss
(DE)
2008
InTime (DE)
2008
Aerspeed e
Freight Factory
(Svizzera)
RS Logistik (DE)
Palletways UK
(UK)
2008
X2 (UK)
Matson Global
Distribution
Services (gruppo
Alexander &
Baldwin) (USA)
2008
Pacific American
Services (Pacam)
(USA)
(segue Tab. 2)
Agility Qatar, filiale del colosso logistico, ha operato la
fusione con Gulf Warehousing Company (GWC) allo scopo
di creare una grande impresa per offirire servizi di
stoccaggio, trasporto, movimentazione e pratiche doganali
ai clienti attuali delle due imprese. La nuova società si
chiamerà GWC Agility.
La londinese Braemar Shipping Services plc ha comprato
l'80% del capitale azionario della società di spedizioni e
agenzia marittima britannica Fred.
La NYK Logistics (Americas) divisione statunitense del
gruppo giapponese NYK Logistics, ha comprato la società
di spedizioni Bruni International, che ha sede in Texas.
Rhenus ha acquisito lo spedizioniere francese Hamann
International, media azienda che gestisce linee di
spedizione internazionale in particolare per le rotte di
Germania, Benelux, Italia, Spagna e Europa orientale.
Rhenus,
compagnia
logistica
tedesca,
completa
l'acquisizione del gruppo olandese TMI, operando la
fusione. Tutte le attività di TMI prendono così la
denominazione Rhenus. Rhenus è recentemente cresciuta in
Francia attraverso l'acquisizione di Hamann.
Rhenus Logistics ha acquisto il trasportatore tedesco
Werndl Spedition. Con questa operazione, Rhenus rafforza
la sua attività in due settori: in quello del trasporto di merci
pericolose e nel sud della Germania.
Il gruppo belga ABX Logistics ha comprato la francese
AIT, società di logistica, spedizioni e groupage. ABX
occupa 600 persone in Francia con un giro di affari di 200
milioni di euro all’anno.
Il gruppo leader danese DSV ha acquisito la belga ABX
Logistics dal fondo di private equity 3i, per 750 milioni di
euro. L'operazione comprende anche la controllata di ABX,
l'italiana Saima Avandero.
La danese DSV Road Holding ha acquisito la britannica
Roadferry Holdings (gruppo Peel Ports), che opera
principalmente servizi di autotrasporto nel Regno Unito e in
Irlanda attraverso le proprie filiali Roadferry Transport Ltd.
e Roadferry Transport (Ireland).
Gebrüder Weiss ha ampliato il network europeo attraverso
l'acquisizione di Aersped e Freight Factory da parte della
filiale svizzera.
I due trasportatori tedeschi InTime e RS Logistik hanno
annunciato la fusione per potenziare le attività nel mercato
nazionale e europeo.
Palletways UK ha acquisito una partecipazione di
minoranza nella società britannica X2 specializzata in
distribuzione e stoccaggio. Con questa operazione
Palletways entra nel settore 4PL.
Matson Global Distribution Services (gruppo Alexander &
Baldwin) ha acquisito la società statunitense di logistica
Pacific American Services (Pacam) con sede ad Oakland.
(continua)
74
L’internazionalizzazione delle imprese
Ryder System
(USA)
2008
Ninatrans (BE)
2008
Wincanton (UK)
2008
Geodis (FR)
2007
2008
2009
Azkar (ES)
2009
GT (FR)
2009
Dachser (DE)
2008
2009
(segue Tab. 2)
Il gruppo statunitense Ryder System ha siglato un accordo
per comprare le società logistiche canadesi Transpacific
Container Terminal Ltd. e CRSA Logistics Ltd. L'intesa
include l'acquisizione delle attività della CRSA ad Hong
Kong e Shanghai.
Ninatrans ha acquisito l'intero capitale del concorrente
olandese Balkenende Air Cargo Handling. L'operazione si
inserisce nella strategia di espansione europea del
trasportatore belga.
Hanbury Davies Il gruppo logistico britannico Wincanton ha acquisito la
(UK)
connazionale Hanbury Davies, società di spedizioni
specializzata nel settore dei container.
ELI (DE)
Wincanton, società logistica britannica ha esteso il suo
network europeo attraverso l'acquisizione dell'intero
capitale del gruppo tedesco ELI, che gestisce diverse
piattaforme logistiche.
CEL Group (UK) Wincanton, società logistica britannica ha acquisito l'intero
capitale della connazionale CEL Group, che offre servizi di
trasporto, stoccaggio e manutenzione di container in tutta la
Gran Bretagna.
R&L (DE)
Il gruppo francese ha comprato la società di spedizioni
tedesca Rohde & Liesenfeld, che consentirà a Geodis di
operare in nuovi mercati internazionali, in particolare in
Sudafrica e America Latina.
IBM Global
Geodis acquisisce il ramo d'impresa IBM Global Logistics
Logistics (USA) del
colosso
statunitense
dell'informatica
IBM.
Contestualmente a Geodis viene affidata la gestione
dell'intera supply chain.
Giraud
Il colosso della logistica Geodis (Gruppo SNCF) ha
International
acquisito parte delle attività del trasportatore Giraud
(FR)
International, relative al trasporto di prodotti siderurgici e di
tutte le attività di trasporto e logistica attivate nell'Europa
centrale ed orientale.
Geodis
La società spagnola Azkar acquisisce tutte le attività di
Calberson (asset) Geodis Calberson (società spagnola delle Ferrovie francesi)
(ES)
che opera nel settore della distribuzione espressa nazionale
ed internazionale in Spagna e Portogallo. Geodis Calberson
continua ad operare nella logistica e nelle spedizioni.
Ewals Cargo
La società di trasporto GT ha rilevato due piattaforme della
Care (asset) (NL) filiale francese di Ewals Cargo Care, a Lieusaint, vicino a
Parigi, e Angers. GT opera come fornitore di trasporti di
Ewals per il territorio francese.
Tank (DE)
Il leader tedesco Dachser ha acquisito il trasportatore
tedesco Tank, società specializzata nel trasporto di prodotti
refrigerati che resterà autonoma. In questo modo, la
divisione Dachser Food Logistics rafforza la propria
presenza sul mercato.
Azkar (ES)
Il trasportatore tedesco Dachser potenzia la presenza in
Spagna attraverso l'acquisizione di una quota pari al 10%
del capitale di Azkar, una delle più grandi società di
spedizione e logistiche spagnole. Le due società
collaborano strettamente sulle rotte internazionali da
qualche anno.
Transpacific
Container
Terminal;
CRSA Logistics
(Canada)
Balkenende Air
Cargo Handling
(NL)
Fonte: Nomisma
75
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 3. Accordi di integratori logistici sui mercati consolidati
Anno
2007
2007
2007
2007
2008
2008
2008
2008
2008
2008
2008
2008
2008
2009
2009
Partners
ABX Logistics Worldwide (BE);
Penske Logistics (USA)
ABX Logistics Worldwide (BE);
Vantec World Transport (Giappone)
ABX ha siglato un accordo di collaborazione con Vantec, una
delle prime dieci imprese di logistica giapponesi. L'intesa si
svilupperà in modo prevalente sulla logistica integrata.
CargoLine (DE);
Il network CargoLine ha stretto un accordo di cooperazione
Unimasters Freight-Xpress (BG)
con l'operatore bulgaro Unimasters FreightXpress che
consente al network europeo di servire il paese orientale.
Geodis (FR);
La compagnia francese ha stilato un accordo strategico con
xpedx (USA)
xpedx, società di logistica e di spedizioni statunitense. La
rete di xpedx si estende anche in Messico e Canada.
InterBulk (UK);
La britannica InterBulk e il gruppo francese Norbert
Norbert Dentressangle (FR)
Dentressangle hanno siglato un accordo di cooperazione per le
spedizioni di prodotti sfusi chimici, minerari ed alimentari.
BLG Logistics (DE);
BLG Logistics ha costituito la joint venture paritetica BLG
CTL Car Transport Logistics (DE) Autorail con la CTL Car Transport Logistics (Meinz).
L'iniziativa ha l'obiettivo di dare a BLG Logistics accesso al
settore del trasporto ferroviario di autovetture.
Kuehn +Nagel (Svizzera);
Kuehne+Nagel ha formalizzato una collaborazione
Pall-Ex (UK)
strategica con il network di trasporto espresso di pallet PallEx che opera nel Regno Unito.
DHL Global Forwarding (DE);
DHL Global Forwarding ha siglato un accordo a livello
Envirotainer (SE)
globale con Envirotainer. Envirotainer ha potenziato di
recente la sua presenza nella penisola iberica, quinto
mercato europeo nel settore farmaceutico.
DHL (DE);
La tedesca DHL e la statunitense UPS hanno siglato un
UPS (USA)
accordo per la movimentazione aerea negli Stati Uniti dei
clienti DHL. L'accordo ha durata decennale.
Intercontainer-Interfrigo (Svizzera); I due operatori hanno dato vita ad una cooperazione nel
TFG Transfracht (DE)
trasporto intermodale tra gli scali tedeschi di Amburgo e
Bremerhaven e l'hub ungherese di Sopron.
Hellman (AT);
I due grandi trasportatori hanno rafforzato la trentennale
Gebruder Weiss (DE)
collaborazione nell'Europa centrale ed orientale attraverso
una maggiore frequenza dei collegamenti. I paesi target
sono: Albania, Bosnia-Erzegovina, Bulgaria, Germania,
Macedonia, Moldavia, Montenegro, Romania, Serbia,
Slovenia e Ungheria.
Dachser (DE);
La compagnia logistica tedesca Dachser ha avviato una
Seacon Logistics (NL)
joint-venture paritaria con l'olandese Seacon Logistics per le
spedizioni overseas. La nuova società focalizzerà le proprie
attività sull'aerocargo, aprendo un hub internazionale
nell'aeroporto di Maastricht.
Wincanton (UK);
Wincanton e Culina Logistics hanno siglato un accordo per
Culina Logistics (UK)
unire le attività nel trasporto a temperatura controllata in
Gran Bretagna.
Geodis (FR);
Geodis Logistics, divisione logistica del grouppo Geodis, ha
Nova Natie Holding (BE)
siglato una joint venture con il fornitore logistico Nova
Natie allo scopo di creare una società dedicata allo sviluppo
delle attività logistiche nel porto di Anversa.
Sernam (FR); Rhenus Freight
Il trasportatore francese Sernam e Rhenus Freight Logistics
Logistics (DE)
hanno iniziato una collaborazione per ampliare la copertura
geografica e l'offerta.
Fonte: Nomisma
76
Operazione ed effetti rilevanti
Le due società costituiranno una jv che avrà sede in Brasile.
L’internazionalizzazione delle imprese
I mercati in crescita
Si consolida ulteriormente l’interesse degli integratori logistici per i mercati delle
economie in crescita: Cina in primis, ma anche India, Russia, Turchia, Vietnam e, a livello
regionale, Asia Centrale e Africa. Aumentano inoltre le operazioni effettuate tra operatori
di paesi in crescita, a conferma di quanto già segnalato nel Rapporto 2005-2007: a meno di
un decennio dall’ingresso a pieno titolo sui mercati trasportistici globali, infatti, economie
in forte crescita come Cina, India, Russia e Medio Oriente, al ruolo di aree destinatarie di
interessi occidentali, sovrappongono ora il ruolo attivo di soggetti investitori.
Caso emblematico, e pertanto vero protagonista del periodo di riferimento in termini di
strategie di espansione, è Agility Logistics, compagnia del Kuwait che ha riprodotto le
dinamiche di altri due player mediorientali - DP World nel settore portuale e Emirates in
quello aereo - che hanno registrato negli ultimi anni elevati saggi di crescita. La compagnia
araba, oltre alle acquisizioni sul mercato europeo, statunitense ed australiano - già ricordate
- ha siglato operazioni e accordi su mercati in crescita di Africa, Asia Centrale e Cina.1
Particolare attenzione meritano i mercati di Cina, India, Asia Centrale e Medio Oriente.
In Cina, alcune operazioni hanno visto il coinvolgimento della tedesca DHL (gruppo
Deutsche Post) e della francese Gefco, che hanno rilevato l’intero capitale di joint venture
costituite negli anni passati, divenute così vere e proprie controllate. Sulla regione è attiva
anche l’australiana Toll che ha portato a termine il takeover di BALtrans Holdings di Hong
Kong, seguendo la strategia di rafforzamento della propria posizione al di fuori del proprio
paese.
In India, si segnalano in particolare due interessanti operazioni:
- quella che ha visto l’acquisizione della cinese Shenzen Dida Logistics, da parte
-
1
dell’indiana Direct Logistics, che opera già sui mercati di Russia, Afghanistan e
Ucraina: l’operazione è rilevante per la connotazione che ricopre, dal momento che per
la prima volta una società di trasporto indiano effettua un’acquisizione in Cina, e
perché conferma la reazione dell’economia del paese alla forte crescita di traffici tra i
due paesi asiatici;
quella che riguarda due tra i player principali del paese - la compagnia privata Reliance
e quella pubblica Concor – che insieme hanno costituito Infine Logistics, società
dedicata al trasporto intermodale.
Un approfondimento sulle attività di Agility Logistics è riportato nel Case Study di questo capitolo.
77
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Le due operazioni confermano le strategie di irrobustimento messe in atto tra compagnie di
economie emergenti, indipendentemente dal ruolo degli investitori occidentali. Ne è
ulteriore prova la fusione, che ha avuto luogo in Kazakistan, tra i due operatori Kazagy e
Astana Contracts, che dà vita al maggiore operatore logistico dell’area. E’ interessante
notare come l’area dell’Asia Centrale stia assumendo progressivamente peso all’interno
degli scenari trasportistici mondiali, come punto di scambio per i flussi terrestri tra Asia,
Africa ed Europa.
In Russia, invece, due società di trasporto asiatiche fanno l’ingresso sul mercato
dell’autotrasporto, attraverso la costituzione di una joint venture paritaria con sede a
Mosca: protagonisti dell'accordo sono la giapponese Kintetsu World Express (KWE) e la
sudcoreana Unico Logistics che intendono attivare un network che include destinazioni
russe (San Pietroburgo, Kiev) ed europee (Slovacchia e Finlandia).
Al mercato russo sono interessate anche compagnie occidentali: si pensi alle operazioni
delle tedesche Dachser e BLG Logistics.
Da ultimo, si segnalano diverse operazioni portate a termine sui mercati dell’Est europeo,
con le acquisizioni di compagnie slovacche, ceche, polacche e rumene da parte di soggetti
europei.
Tab. 4. Operazioni di integratori logistici sui mercati in crescita
Acquirente
Agility
Logistics
(Kuwait)
Anno
2007
2008
Acquisita
Guangzhou
Runtong
International
Transportation
Company (Cina)
Baisui United
Logistics (Cina)
Cosa Freight
(Cina)
Starfreight
Logistics (Kenya)
Hitachi
Transport
System
(Giappone)
2007
ESA (CZ)
Operazione ed effetti rilevanti
La società mediorientale potenzia la sua presenza in Asia. Con
questa operazione infatti Agility ha in Cina una rete di 14
uffici. Le due società hanno collaborato per anni prima
dell'acquisizione.
Agility Logistics ha siglato un accordo per acquisire l'intero
capitale di Baisui United Logistics, società cinese con sede a
Shangai che fornisce servizi completi di trasporto e logistica.
Baisui opera soprattutto nei settori chimico e automotive.
Agility Logistics prosegue la sua espansione globale e ora
potenzia la propria struttura cinese, attraverso l'acquisizione
integrale di Cosa Freight. Con questa operazione, la
compagnia del Kuwait incrementa l'offerta nel settore delle
spedizioni, che fa da complemento alla già buona posizione di
Agility sulle coste statunitensi.
Agility, provider di servizi logistici internazionale, ha
acquisito Starfreight Logistics, che ha sede a Nairobi, in
Kenya. Con questa acquisizione Agility rafforza notevolmente
la presenza sul mercato dell'Africa orientale.
La divisione logistica della multinazionale giapponese Hitachi
acquisisce la maggioranza della ceca ESA.
(continua)
78
L’internazionalizzazione delle imprese
(segue Tab. 4)
Per la prima volta una società di trasporto indiano ne
acquisisce una cinese. La società indiana opera verso Russia,
Afghanistan e Ucraina.
Direct
Logistics
(India)
2007
Shenzhen Dida
Logistics (Cina)
CS Cargo
(CZ)
2007
mGal (SK)
DHL Exel
Supply Chain
(Hong Kong)
(gruppo
Deutsche Post
World Net)
(DE)
2007
Exel-Sinotrans
DHL Exel Supply Chain (Hong Kong) (Gruppo Deutsche Post
Freight
World Net) acquisirà il 50% del capitale azionario della
Forwarding (Cina) società di spedizioni Exel-Sinotrans Freight Forwarding,
diventandone unica proprietaria. La transazione ha un valore di
circa 61 milioni di euro.
Toll
(Australia)
2008
BALtrans
Holdings (Cina)
L’asutraliana Toll ha portato a termine il takeover sulla società
di spedizioni cinese BALtrans Holdings con sede a Hong
Kong.
Gefco (FR)
2008
Gefco
International
Logistics China
(Cina)
La francese Gefco ha acquisito l'intero capitale di una joint
venture stretta nel 2004 con il gruppo logistico cinese Dtw.
Gerald Binz
(DE)
2008
CTL Car Transport La polacca CTL Logistics ha venduto il 75% delle sue azioni
Logistics (Mainz) in CTL Car Transport Logistics (Mainz) a Gerald Binz, che
(PL)
deteneva il 25% della società.
Barloworld
(UK)
2008
Swift Group
(Dubai)
La britannica Barloworld Logistics ha effettuato il takeover
della compagnia di Dubai Swift Group e di tutte le sue filiali,
per 70 milioni di dollari. La società araba ha filiali dirette nel
Far East, in India, negli Emirati, in Africa. In Europa, Swift ha
una solida presenza in Germania.
Kazagy
(Kazakistan)
2008
Astana Contracts
(Kazakistan)
La società di logistica cazaca Kazagy ha acquisito il 90% di
Astana Contracts, società connazionale concorrente, per una
somma pari a circa 36,5 milioni di euro. La fusione delle due
compagnie forma il più grande operatore di logistica nella
regione.
Kuehne+
Nagel
(Svizzera)
2008
Orient Transport
Company (Arabia
Saudita)
Il gruppo Kuehne+Nagel ha acquisito il restante 50% del
capitale della propria filiale saudita divenendo unico
proprietario della società. La società opererà come filiale di
Kuehne+Nagel in Arabia Saudita.
DB Schenker
(DE)
2008
Romtrans (RO)
DB Schenker del gruppo ferroviario Deutsche Bahn, ha portato
a termine l'acquisizione della società di spedizioni rumena
Romtrans, che ha sede a Bucarest ed è presente in Germania,
Austria, Benelux, Ungheria, Moldavia e Georgia.
Gebruder
Weiss (GW)
(DE)
2009
Hellmann
Worldwide
Logistics (asset)
(CZ)
Gebruder Weiss (GW) ha acquisito le attività terrestri di
Hellmann Worldwide Logistics nella Repubblica Ceca. Si
rafforza così la collaborazione tra le due imprese e la presenza
dell'acquirente sul mercato ceco.
CS Cargo acquista l'intero capitale di mGal che sarà inglobata
nella compagnia. L'operazione si inserisce all'interno della
strategia di espansione di CS Cargo nell' Est europeo, dove ha
aperto filiali in Ungheria, Polonia e Romania.
Fonte: Nomisma
79
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 5. Accordi di integratori logistici sui mercati in crescita
Anno
2007
2007
2007
2007
2007
2008
2008
2008
2008
2008
Partners
Christian Salvesen (UK);
Ulustrans (Turchia)
DHL (DE);
Lemuir (India)
Operazione ed effetti rilevanti
La compagnia britannica Christian Salvesen ha siglato un accordo
con la turca Ulustrans per i trasporti tra Europa e Turchia.
DHL (gruppo Dutsche Post World Net) e Lemuir hanno
costituito una joint venture, di cui detengono rispettivamente il
76% e il 24%.
Sinotrans e STX Pan Ocean hanno costituito una joint venture
Sinotrans (Cina);
STX Pan Ocean (Corea del Sud) che avrà sede a Tianjin e offrirà servizi di spedizione e di
logistica in conto terzi. La nuova società si chiamerà Tianjin
Shiyun Logistics.
I due colossi del trasporto indiano, la compagnia privata
Reliance, Concor (India);
Reliance e quella pubblica Concor, costituiscono Infinite
Infinte Logistics (India)
Logistics, nuova società per l'intermodalità. Reliance ha il 51%
del capitale, mentre Concor il 49%.
Lo spedizioniere tedesco Schenker (gruppo DB) avvia una
Schenker (gruppo Deutsche
collaborazione con la vietnamita Gemadept per la costruzione di
Bahn) (DE);
una piattaforma di 15mila mq in Vietnam. La piattaforma sarà
Gemadept (Vietnam)
l'hub logistico di Schenker nel paese.
La compagnia tedesca Dachser e la russa Intellect Logistics
Dachser (DE);
hanno costituito una joint venture paritetica, denominata OOO
Intellect Logistics (Russia)
Dachser, con quartier generale a Mosca.
La compagnia olandese GLS e l'indiana Gati hanno stretto
GLS (NL);
un'alleanza per sviluppare la distribuzione in Europa e in India,
Gati (India)
ottimizzando le economie dei due network. La rete distributiva
di Gati copre 594 dei 604 distretti indiani.
La tedesca BLG Logistics ha costituito una joint venture con la
BLG Logistics (DE);
russa OOO RoL Trans SPB (RoL) per realizzare e gestire un
OOO RoL Trans SPB (RoL)
nuovo terminal per auto nel porto di San Pietroburgo.
(Russia)
Rhenus Freight Logistics (DE); La tedesca Rhenus Freight Logistics ha potenziato la presenza
in Polonia, grazie ad un accordo con la polacca ComerTrans,
ComerTrans (PL)
che porta in dote quattro filiali tra cui Varsavia, Poznan,
Wroclaw e Olkusz.
Il gruppo olandese GLS ha siglato un accordo con il trasportatore
GLS (NL);
turco MNG Cargo, terzo corriere per volumi trasportati in Turchia.
MNG Cargo (Turchia)
Kintetsu World Express (KWE) La giapponese Kintetsu World Express (KWE) e la sudcoreana
Unico Logistics entrano nel mercato russo, attraverso una joint
(Giappone);
Unico Logistics (Corea del Sud) venture paritaria. La nuova società si chiamerà Kintetsu-Unico
Logistics e opererà alcune rotte fisse tra Mosca, San
Pietroburgo, Kiev ed alcune località di Slovacchia e Finlandia.
La tedesca DB Schenker (gruppo DB) ha costituito una joint
2008
Schenker (gruppo Deutsche
venture con la BAX Global LLC di Dubai. La nuova società
Bahn) (DE);
avrà sede a Dubai e occuperà 100 dipendenti.
BAX GLOBAL LLC (Dubai)
Il trasportatore tedesco Dachser ha costituito una joint venture
2009
Dachser (DE);
paritetica con la cilena Gesto-Log (nata dalla fusione tra
Gesto-Log (Cile)
Logística Industrial e Rolf Gremler). Obiettivo della nuova
società, Dachser Chile, è quello di avviare attività di spedizioni
marittime ed aeree per l'intera America Latina. La nuova
impresa si affianca alle altre filiali americane di Dachser in
Brasile, Messico e Stati Uniti.
Il trasportatore tedesco Dachser ha costituito una joint venture
2009
Dachser (DE);
con l'indiana AFL Dachser (joint venture a sua volta) per il
Dachser AFL Thailand
mercato thailandese. La nuova Dachser AFL Thailand è
(Thailandia)
partecipata per il 90% dalla filiale indiana. In Asia, Dachser ha
filiali in Cina, India, Taiwan e Corea del Sud.
Fonte: Nomisma
2008
80
L’internazionalizzazione delle imprese
Gli accordi di outsourcing
Relativamente ai maggiori accordi di contract logistics, si segnalano in particolare le molte
intese siglate da CEVA Logistics in ambito europeo, oltreoceano e nel Far East (Cina e
Thailandia); i contratti di Kuhene+Nagel negli Stati Uniti e in Austria; il contratto di
Agility Logistics con il Governo degli Stati Uniti per la logistica militare in Medio Oriente;
l’accordo della francese Geodis con il colosso statunitense dell'informatica IBM e la
contestuale acquisizione del ramo d'impresa IBM Global Logistics.
Di seguito si riportano gli accordi di outsourcing censiti nel periodo di riferimento.
Tab. 6. Accordi di outsourcing delle attività di logistica sul mercato internazionale
Partner logistico
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
Agility Logistics
(Kuwait);
2008
Governo degli
Stati Uniti (USA)
Agility Logistics ha siglato un contratto con l'esercito degli
Stati Uniti che prevede che per un anno la società si occupi
del rifornimento delle truppe dei prodotti non legati ai
sistemi d'arma in Iraq e Kuwait. Il contratto è di 2,8
miliardi di dollari.
CEVA Logistics
(NL);
2007
Rolls Royce (UK)
2008
Buderus (Gruppo
Bosch) (DE)
CEVA Logistics ha siglato un contratto quinquennale con
la Rolls-Royce Marine per la fornitura di servizi logistici
per lo stabilimento di Bergen.
Ceva Logistics ha siglato un contratto con Buderus,
azienda tedesca del gruppo Bosch, con numerose filiali in
Italia, specializzata nella commercializzazione di sistemi
termotecnici completi.
Central Food
Ceva Thailandia, filiale del Gruppo CEVA Logistics, ha
Retail (Thailandia) siglato un contratto di logistica nel settore alimentare
rinnovando per tre anni l'accordo con Central Food Retail,
la principale catena di GDO della Thailandia.
Goodyear-Dunlop CEVA Logistics ha siglato un accordo con Goodyear(USA)
Dunlop per la distribuzione degli pneumatici in Spagna,
attraverso il proprio hub di Madrid.
Haier Group
Il leader olandese Ceva ha siglato un contratto triennale
(Cina)
con Haier Group, quarto produttore mondiale di
elettrodomestici e tecnologie per la casa. L'intesa è
importante anche per l'Italia, dove Haier ha stabilito il
quartier generale europeo.
Tangerine
Ceva Logistics ha sottoscritto un nuovo contratto in Gran
Confectionery
Bretagna con Tangerine Confectionery, azienda del settore
(UK)
dell'abbigliamento, per la gestione delle attività logistiche.
Wärtsilä (FI)
Ceva Logistics ha sottoscritto un nuovo contratto in
Finlandia con Wärtsilä (motori martini), per la gestione
delle attività logistiche.
DHL Exel Supply 2008
Chain (DE);
Jaguar;
Land Rover (UK)
DHL Exel Supply Chain ha siglato con Jaguar e Land
Rover un contratto triennale di logistica per un valore
complessivo di 400 milioni di euro per il rifornimento di
tre stabilimenti britannici di automobili.
(continua)
81
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Fiege (Svizzera);
2008
Beiersdorf CEE
Holding (AT)
Whirlpool (USA)
Geodis (FR);
2008
IBM (USA)
Kuehne+Nagel
(Svizzera);
2008
Airbus (USA)
Beiersdorf CEE
Holding (AT)
DHL (DE);
2008
Mars (IT)
Agility Logistics
(Kuwait);
2009
Governo Stati
Uniti (USA)
CEVA Logistics
(NL);
2009
Macron (IT)
(segue Tab. 6)
Il gruppo Fiege ha siglato un contratto con Beiersdorf per
la logistica di prodotti cosmetici. La società detiene tra gli
altri il marchio Nivea. La filiale Fiege Far East gestirà la
realizzazione di un centro logistico in Cina, presso
Shanghai.
Il gruppo Fiege ha siglato un contratto con Whirlpool per
la gestione delle attività logistiche in Portogallo. Allo
scopo Fiege sta sviluppando un nuovo centro logistico a
Lisbona.
Geodis sigla un accordo di contract logistics con il colosso
statunitense dell'informatica IBM. Contestualmente Geodis
ne acquisisce il ramo d'impresa IBM Global Logistics.
Lo spedizioniere svizzero Kuehne+Nagel ha siglato un
contratto di sei anni con Airbus con cui collabora dal 2003.
KN seguirà l'intera logistica di Airbus gestendo anche le
piattaforme di Francia, Germania, Spagna e Gran
Bretagna.
Lo spedizioniere svizzero Kuehne+Nagel ha siglato un
contratto con Beiersdorf CEE Holding per la logistica dei
prodotti cosmetici. Kuehne+Nagel gestisce l'hub di
Vienna.
DHL ha ottenuto da Mars il rinnovo del contratto per la
gestione della supply chain, della gestione magazzino,
distribuzione e trasporto per tutto il territorio italiano.
La divisione di Agility Logistics specializzata nella
fornitura di servizi logistici alle forze armate ha siglato un
contratto da quasi un miliardo di dollari con la Defense
Logistics Agency degli Stati Uniti per il rifornimento del
desposito militare di Tobyhanna, nella Pennsylvania,
specializzato nel settore delle comunicazioni e
dell’equipaggiamento elettronico. L’accordo prevede la
fornitura di logistica per quattro anni, con la possibilità di
estenderla ad otto anni.
Ceva Logistics ha siglato un accordo di contract logistics
con Macron, che commercializza capi d'abbigliamento ed
accessori sportivi. Le attività saranno gestite nella
piattaforma di Monselice (Padova), dove CEVA dedica
3500 mq a Macron.
Fonte: Nomisma
Gli operatori postali
Per gli operatori postali, va rilevato un minor dinamismo rispetto al passato. Dopo un
biennio (2005-2007) di grande fervore in termini di operazioni di M&A e accordi, il
periodo di riferimento vede protagonisti solo alcuni grandi soggetti. Fanno eccezione
Austrian Post, estremamente attiva, che ha perseguito una strategia di consolidamento e di
espansione nei mercati attigui dell’Est europeo, e le operazioni di rafforzamento e
espansione messe in campo da alcuni operatori del Nord Europa.
Austrian Post in particolare si afferma sul mercato domestico conquistando la quota di
82
L’internazionalizzazione delle imprese
maggioranza di Scherubl Transport, società specializzata nel trasporto refrigerato di
prodotti farmaceutici; in questo settore le poste austriache hanno già rilevato Thermomed
dal gruppo Trans-o-flex e ora vantano una presenza di primo piano in Austria, Germania e
Benelux. Inoltre ha acquisito:
- le ungheresi Road Parcel Logistics Services, che offre servizio door-to-door, e Merland
Express Logistics Services, specializzata nel trasporto di collettame e merce pallettizzata;
- la bosniaca 24VIP Logistics Services, con sede a Sarajevo, specializzata in parcel
espresso; l’operazione è strategica dal momento che la piccola società balcanica
gestisce collegamenti internazionali con Bosnia, Austria e Germania.
Il crescente potenziale del mercato dell’Est europeo è di grande interesse anche per gli
operatori extra-europei: ne è prova il takeover portato a termine dalla statunitense UPS sul
trasportatore rumeno Trans Courier Service, partner locale dai primi anni Duemila e ora
società controllata.
Conseguono invece strategie di rafforzamento di posizione dominante Posten e Post
Denmark - società postali di Svezia e Danimarca – che hanno condotto un’operazione di
fusione dando vita ad un unico gruppo in grado di competere a livello europeo, in vista
della privatizzazione prevista dall'Unione Europea nel 2011.
Sempre in area scandinava Itella Group - già Finland Post - ha acquisito l'intero capitale di
National Logistic Company (NLC), una delle principali imprese di stoccaggio esistenti in
Russia. Con questa operazione la società finlandese mira a collocarsi sul mercato come uno
dei principali operatori logistici del Nord Europa.
Sempre in vista della liberalizzazione del settore, il gruppo TNT - proprietario di Royal
TNT Post, le poste olandesi - ha attuato un programma di buyback di proprie azioni
ordinarie nell’ottica di un potenziamento delle attività postali, anche fuori dal paese. Va in
questo senso l’acquisizione di un quarto del capitale della società tedesca Nordwest Mail,
che svolge distribuzione postale e fa parte del consorzio Citipost che opera nella Germania
nord-occidentale in concorrenza con Deutsche Post. TNT ha inoltre stretto un accordo di
cooperazione con Net Holding, vettore libanese, per utilizzare il Libano come punto di
scambio tra il network mediorientale e quello europeo.
A conferma dell’interesse per l’area cinese, si riporta inoltre che DHL Exel Supply Chain,
del gruppo Deutsche Post, ha rilevato tutte le azioni della società di spedizioni cinese ExelSinotrans Freight Forwarding, joint venture paritetica costituita in passato con Sinoair,
acquisendone il controllo totale. Sempre al di fuori d’Europa, DHL ha costituito una joint
83
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
venture con l’indiana Lemuri Logistics, che consoliderà la posizione del vettore tedesco in
India, e ha siglato un accordo di grande importanza strategica con il colosso americano
UPS per la movimentazione aerea negli Stati Uniti.
In tema di accordi, si segnala quello di UPS con l’aeroporto di Shangai, che prevede la
realizzazione dell'UPS International Air Hub al Pudong International Airport di Shanghai:
la rilevanza dell’accordo deriva dal fatto che il centro rappresenta il primo hub
aeroportuale realizzato in territorio cinese da un vettore statunitense.
Tab. 7. Operazioni di operatori postali sui mercati internazionali
Acquirente
Austrian Post
(AT)
Anno
2007
2007
Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
Road Parcel Logistics
Services (HU)
Austrian Post ha acquisito l'ungherese, Road Parcel
Logistics Services, che offre servizio pacchi door-to-door.
Scherubl Transport
(AT)
Austrian Post ha acquisito la quota di maggioranza di
Scherubl Transport, società specializzata nel trasporto
refrigerato di prodotti farmaceutici.
Merland Express
Logistics Services
(HU)
Austrian Post ha acquisito l'ungherese, Merland Express
Logistics Services, sorta nel 2002 e specializzata nel
trasorto di collettame e merce pallettizzata.
24VIP Logistics
Services (BosniaErzegovina)
Austrian Post ha acquisito l'intero capitale della bosniaca
24VIP Logistics Services, con sede a Sarajevo,
specializzata in parcel espresso.
TNT Royal
Post (NL)
2007
Nordwest Mail (DE)
Nel piano di sviluppo del settore postale, TNT ha
acquistato il 25,1% del capitale della società tedesca
Nordwest Mail. La società svolge la distribuzione postale
e fa parte del consorzio Citipost che opera in Germania in
concorrenza con Deutsche Post.
Itella Group
(FI)
2008
National Logistic
Company (NCL)
(Russia)
Itella Group, già Finland Post, ha acquisito l'intero
capitale della russa National Logistic Company (NLC),
una delle principali imprese di stoccaggio del paese.
Posten (SE)
2008
Post Danmark (DK)
Le società postali di Svezia e Danimarca hanno deciso di
unire le proprie strutture, Posten e Post Denmark. La
nuova società impiegherà 50mila persone e avrà sede a
Stoccolma. Il capitale sarà per il 60% di Posten e per il
40% di Post Denmark.
UPS (USA)
2008
Trans Courier Service
(RO)
UPS acquisisce l'intero capitale del trasportatore rumeno
Trans Courier Service, con cui collabora dal 2000. La
compagnia rafforza così la propria presenza in Romania
ed acquisisce il controllo dell'ultimo miglio.
Fonte: Nomisma
84
L’internazionalizzazione delle imprese
Tab. 8. Accordi di operatori postali sui mercati internazionali
Anno
Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
2007
DHL (DE);
Lemuir (India)
DHL (gruppo Dutsche Post World Net) e Lemuir hanno
costituito una joint venture, di cui detengono rispettivamente il
76% e il 24%. In India, il gruppo DHL conta 150 impianti e
2000 dipendenti.
2007
UPS (USA);
AFL WiZ Express (India)
UPS ha stretto un'alleanza strategica con l'indiana AFL. In
questo modo, UPS aggiunge 200 punti di presa e consegna alla
sua rete.
UPS (USA);
Shanghai Airport Authority
(Cina)
Il gruppo americano ha siglato un accordo con la Shanghai
Airport Authority che prevede la costruzione dell'UPS
International Air Hub al Pudong International Airport di
Shanghai, primo hub aeroportuale di UPS in territorio cinese.
2008
DHL (DE);
UPS (USA)
DHL e UPS hanno siglato un accordo per la movimentazione
aerea negli Stati Uniti dei clienti della compagnia tedesca,
controllata da Deutsche Post. L'accordo ha durata decennale.
2008
TNT (NL);
Net Holding (Libano)
Il leader olandese TNT ha stretto un accordo di cooperazione
con Net Holding, vettore libanese, per utilizzare il Libano come
punto di scambio tra il network mediorientale e quello europeo.
Fonte: Nomisma
Le operazioni di integrazione di filiera per settore
Si riportano di seguito le operazioni di M&A e gli accordi di integrazione di filiera portati a
termine sui mercati consolidati e in crescita dagli operatori attivi nei diversi comparti del
trasporto merci. Tra questi: operatori logistici e ferroviari, compagnie marittime e cargo
aereo, e operatori portuali.
Le operazioni trovano spazio per il commento nei paragrafi dedicati ai singoli comparti.
Tab. 9. Operazioni di integrazione di filiera riguardanti MTO e operatori logistici sui
mercati consolidati e sui mercati in crescita
Anno
Acquirente
Acquisita
2007
Austrian Post (AT)
Road Parcel Logistics Services (HU) Poste
Logistica
Scherubl Transport (AT)
Poste
Logistica
Merland Express Logistics Services Poste
(HU)
24VIP Logistics Services (Bosnia- Poste
Erzegovina)
Logistica
2008
Comparto Comparto
Acquirente Acquisita
Logistica
2007
Wallenius Wilhelmsen Logistics,
EUKOR Car Carriers (Norvegia)
Agencie Maritime Holdings
(Nuova Zelanda)
Logistica
Marittimo
2007
Samskip (Islanda)
Icepak (UK)
Marittimo
Logistica
(continua)
85
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
2008
Trade Trans Terminal (SK)
Adria Terminal (SL)
Logistica
(segue Tab. 9)
Porti
2008
UPS (USA)
Trans Courier Service (RO)
Poste
Logistica
2008
Itella Group (FI)
National Logistic Company (NCL)
(Russia)
Poste
Logistica
2008
HHLA (DE)
HHLA Rhenus Logistics e HHLA
Porti
Rhenus Logistics Altenwerder (DE)
Logistica
2008
DB Schenker (DE)
BLS Cargo (Svizzera)
Logistica
Ferroviario
2008
Sinotrans (Cina)
China Changjiang National
Shipping (CSC) (Cina)
Logistica
Marittimo
2008
Aegeus Transport (UK)
Roadways Container Logistics
(RCL) (UK)
Marittimo
Logistica
2008
Universal Cargo Logistics
Holding (UCLH) (NL)
OJSC Tuapse Seaport (TMTP)
(Russia)
Logistica
Porti
Fonte: Nomisma
Tab. 10.
Operazioni di integrazione di filiera riguardanti operatori ferroviari sui mercati
consolidati e sui mercati in crescita
Anno
Acquirente
Acquisita
2007
Ewals Cargo Care (NL)
2007
EWS (gruppo DB) (UK)
Crossrail Duisburg (gruppo
Crossrail - Babcock & Brown)
(DE)
Piattaforma logistica (UK)
2008
TransContainer (Russia)
2008
SNCF (FR)
Comparto Comparto
Acquirente Acquisita
Ferroviario Logistica
Ferroviario
Logistica
Western Port (ZP) (Russia)
Ferroviario
Porti
Geodis (FR)
Ferroviario
Logistica
Import Transport Logistik (ITL)
(DE)
Governo Nuova Zelanda (Nuova Toll Holdings (asset) (Australia)
Zelanda)
Ferroviario
Logistica
Soggetto
pubblico
Ferroviario
2008
VTG (DE)
Vopak North China (NL)
Ferroviario
Porti
2008
Eurogate Intermodal (gruppo
Eurogate) (DE)
Floyd (HU)
Logistica
Ferroviario
2008
Fonte: Nomisma
Tab. 11.
Operazioni di integrazione di filiera riguardanti operatori marittimi sui mercati
consolidati e sui mercati in crescita
Anno
Acquirente
Acquisita
2007
FESCO (Russia)
Transgarant (Russia)
2007
Wilh. Wilhelmsen, "K" Line,
Kaplan Funds Management
(Internazionale)
P&O Wharf Management Pty
(POWM) (Australia)
Comparto Comparto
Acquirente Acquisita
Marittimo
Ferroviario
Marittimo
Porti
(continua)
86
L’internazionalizzazione delle imprese
2007
Horizon Lines (USA)
Hawaii Stevedores (USA)
Marittimo
(segue Tab. 11)
Porti
2007
2007
Cofimar (FR)
P&O Automotive and General
Stevedoring (P&O AGS)
(Australia)
Antwerp Gateway (BE)
Marittimo
Marittimo
Logistica
Porti
Marittimo
Porti
2007
Clarkson (UK)
Wilh. Wilhelmsen, "K" Line,
Kaplan Funds Management
(Internazionale)
Zim Integrated Shipping Service
(Israele)
Pacific Basin (Cina)
Marittimo
Porti
2007
Eimskip (Islanda)
Marittimo
Logistica
2007
2007
2007
2007
Horizon Lines (USA)
Imprenditore olandese (NL)
Rickmers-Linie (DE)
China Shipping (Cina)
Marittimo
n.d.
Marittimo
Marittimo
Logistica
Marittimo
Porti
Porti
2007
Inchcape Shipping Services
(ISS) (UK)
CMA CGM (FR)
Nanjing Longtan Tianyu
Terminal Company (Cina)
Versacold Income Fund
(Canada)
Aero Logistics (USA)
Dockwise (NL)
Wallmann Terminal (DE)
Damietta International Port Co.
(DIPCO) (Egitto)
East-Mar Shipbrokers (PL)
Marittimo
Logistica
Terminal Busan 2-3 (Corea del
Sud)
Attica Holdings (GR)
Marittimo
Porti
Marittimo
Caribtrans (USA)
Marittimo
Marittimo
passeggeri
Logistica
China Shipping Terminal
Development (Cina)
Aboitiz Transport System Corp.
(Filippine)
Maputo Car Terminal
(Sudafrica)
Marittimo
Porti
Marittimo
Logistica
Marittimo
Porti
London Thamesport (UK)
ECT Delta (NL)
DSV (DK)
Tasco (Malaysia)
Marittimo
Marittimo
Marittimo
Marittimo
Porti
Porti
Logistica
Logistica
2007
2008
2008
2008
Marfret Compagnie Maritime
(FR)
Tropical Shipping (gruppo
Nicor) (USA)
China Shipping Container Lines
(CSCL) (Cina)
KGLI-NM (Filippine)
2008
Hoegh Autoliners (Norvegia)
2008
Evergreen (Taiwan)
2009
2009
JL-Fondet (DK)
Nippon Yusen Kaisha (NYK)
(Giappone)
2008
2008
Fonte: Nomisma
Tab. 12.
Operazioni di integrazione di filiera riguardanti operatori portuali sui mercati
consolidati e sui mercati in crescita
Anno
Acquirente
Acquisita
2007
Far Eastern Shipping
Co.(FESCO) (Russia)
Odfjell (Norvegia)
Aegean Marine Petroleum
Network Inc. (GR)
Nippon Yusen Kaisha (NYK)
(Giappone)
Porto di Vladivostok (M-Port)
(Russia)
AVR - Maritiem (DE)
Portland Bunkers International
(UK)
Europe Container Terminals
(ECT) (NL)
2007
2007
2008
Comparto Comparto
Acquirente Acquisita
Marittimo
Porti
Marittimo
Marittimo
Porti
Porti
Marittimo
Porti
Fonte: Nomisma
87
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 13.
Operazioni di integrazione di filiera riguardanti operatori cargo aereo sui mercati
consolidati e sui mercati in crescita
Anno
Acquirente
Acquisita
Comparto
Acquirente
Marittimo
Comparto
Acquisita
Cargo aereo
2007
Tochiki Kisen (Giappone)
2007
FedEx (USA)
Nippon Airship Corporation
(Giappone)
Flying-Cargo Hungary (HU)
Logistica
Cargo aereo
2007
2007
DSV Air & Sea (gruppo DSV)
(DK)
NYK (Giappone)
Campbell Freight (IR)
Cargo aereo
Logistica
Jett8 Airlines Cargo
(Singapore)
Marittimo
Cargo aereo
2007
DHL Express (DE)
Polar Air Cargo (USA)
Logistica
Cargo aereo
2007
Compagnie Maritime Belge
(CMB) (BE)
Air Contractors Group (ACL),
(IR)
Marittimo
Cargo aereo
2007
China National Aviation (gruppo
Air China) (Cina)
Air China Cargo (Cina)
Aereo
Cargo aereo
2008
Menzies Aviation (UK)
MMA Consolidators
(Sudafrica)
Cargo aereo
Logistica
2008
Abu Dhabi Aviation (Abu Dhabi)
Maximus Air Cargo (EAU)
Aereo
Cargo aereo
2008
KLM (NL)
Martinair (NL)
Aereo
Cargo aereo
Fonte: Nomisma
Lo scenario italiano
Con riferimento al mercato italiano, il periodo in esame non registra – come già accaduto per
il biennio precedente – una presenza attiva degli integratori logistici nazionali sugli scenari
internazionali.
Alcune compagnie nazionali hanno riscosso tuttavia l’interesse di grandi operatori esteri, con
Norbert Dentressangle che ha acquisito la divisione logistica di Macron, società italiana di
abbigliamento sportivo, e CEVA Logistics, che ha effettuato il takover su Spedimacc e
Transitalia. La strategia di CEVA in Italia rimane caratterizzata da una forte propensione alla
specializzazione: Spedimacc è infatti attiva nel trasporto e nella movimentazione di prodotti
fragili e di valore, mentre Transitalia è operatore di riferimento della distribuzione editoriale,
mercato di cui il player olandese arriva a detenere una quota del 20%.
Sul mercato interno, hanno avuto luogo alcune operazioni di integrazione orizzontale, che
tuttavia, per l’esiguità del numero, non consentono di riconoscere un rinnovato dinamismo
nelle operazioni interne di M&A. Si segnalano, al riguardo, l’acquisizione di Atiesse da
parte di Transmec Group, e due operazioni portate a termine da soggetti interportuali:
88
L’internazionalizzazione delle imprese
-
Magazzini Generali e Interporto di Padova hanno siglato un accordo finalizzato alla
nascita di un nuovo soggetto unico per la logistica e l'intermodalità;
GF Group (gruppo Orsero) ha acquisito, dal gruppo Pacorini di Trieste, l'intero capitale
di Interporto di Vado-Intermodal Operator (VIO), piattaforma logistica intermodale
con circa 60.000 mq coperti di cui 15000 mq di magazzini frigoriferi.
Si assiste invece ad un maggiore dinamismo nella stipula di accordi tesi ad entrare su
mercati esteri. E’ interessante, ad esempio, l’accordo portato a termine sempre da società
interportuali – e segnatamente Bologna, Padova, Marche, Parma, Rivalta Scrivia e
Quadrante Europa di Verona – per la creazione di una piattaforma logistica in Cina, a
Tianjin, al servizio delle PMI italiane.
Tab. 14.
Operazioni di integratori logistici sul mercato italiano
Acquirente
Anno Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
Norbert
Dentressangle
Group (FR)
2007 Macron (asset)
(IT)
Macron, società italiana di abbigliamento sportivo, cederà a
Norbert Dentressangle tutte le attività di logistica, compresa il
ramo di azienda dedicato. Norbert Dentressangle potenzierà la
piattaforma di Bologna per coprire tutto l'intero ciclo logistico.
CEVA Logistics
(NL)
2008 Spedimacc (IT) CEVA Logistics ha acquisito l'italiana Spedimacc, società già
divisione di TNT Express, che opera come technical courier
specializzato nel trasporto e movimentazione di prodotti fragili
e di valore. Spedimacc registra un fatturato di 17 milioni di
euro. CEVA intende così rafforzare la presenza in Italia.
Transitalia (IT) CEVA Logistics ha acquisito l'italiana Transitalia, trasportatore
specializzato nella distribuzione editoriale. Con l'operazione
CEVA arriva a detenere una quota di mercato del 20% nel
settore italiano della distribuzione editoriale.
Transmec Group
(IT)
2008 Atiesse (IT)
Transmec Group ha acquisito Atiesse del gruppo PowerLog,
azienda con sede a Bologna che opera nel settore della logistica
e dell'outsourcing.
Interporto di
Padova (IT)
2008 Magazzini
Generali (IT)
Magazzini Generali e Interporto di Padova hanno siglato un
accordo per far nascere nel 2009 un nuovo soggetto unico per la
logistica e l'intermodalità.
GF Group
(gruppo Orsero)
(IT)
2008 Interporto di
VadoIntermodal
Operatore
(VIO) (IT)
GF Group (gruppo Orsero) ha acquisito l'intero capitale di
Interporto di Vado-Intermodal Operator (VIO) dal gruppo
Pacorini di Trieste. Il VIO è una piattaforma logistica
intermodale a Vado Ligure (Savona) con circa 60.000 mq
coperti di cui 15.000 mq di magazzini frigoriferi.
Fonte: Nomisma
Con riferimento alle partnership e agli accordi commerciali, le intese siglate dagli
operatori italiani possono dirsi non numerose, ma interessanti dal punto di vista strategico e
geografico. Si pensi ad esempio:
- in Cina, oltre al già citato accordo di alcuni interporti italiani, alla joint venture di Due
89
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
-
Torri con la cinese CMST per lo sviluppo di traffici tra Italia e Cina;
in Egitto, alla joint venture di Villanova con la holding egiziana Ecas finalizzata allo
sviluppo della logistica porta a porta di prodotti alimentari tra Italia e Egitto;
in Spagna, all’accordo tra Fercam e la spagnola Azkar;
in Brasile, alla joint venture per la logistica dei prodotti sanitari nell'America Latina
costituita dall’italiana Bomi e dalla brasiliana Luft Express.
Tab. 15.
Accordi commerciali e partnership di integratori logistici sul mercato italiano
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
Artoni (IT);
VTL (DE)
2007
Due Torri (IT);
CMST (Cina)
Interporti di Bologna, Padova,
Marche, Parma, Rivalta Scrivia
e Quadrante Europa di Verona
(IT);
Piattaforma logistica Tianjin
BLG Logistics (DE);
ICO (gruppo NYK) (IT)
Il trasportatore emiliano attiva un servizio giornaliero in
Germania di servizio espresso collettame grazie ad una
collaborazione con la tedesca VTL.
Due Torri ha siglato un accordo di costituzione per una joint
venture italo-cinese.
I sei Interporti italiani danno vita ad un'alleanza per creare una
piattaforma logistica in Cina al servizio delle PMI italiane.
L'impianto, vero e proprio distretto industriale e logistico, verrà
costruito a Tianjin, a 120 km da Pechino.
2007
2007
BLG Italia, filiale del gruppo tedesco BLG Logistics, e ICO
(gruppo giapponese NYK) hanno dato vita a ICO BLG
Automobile Logistics Italia, impresa che ha lo scopo di creare a
Gioia Tauro un hub per la distribuzione di autovetture provenienti
dall'Asia per il mercato mediterraneo.
La compagnia piemontese Villanova ha avviato con la holding
egiziana Ecas una joint venture per la logistica porta a porta dei
prodotti alimentari tra Italia e Egitto. La nuova società, Villanova
Egypt è partecipata per l'85% da Villanova Spa e per il 15% da Ecas.
2008
Villanova (IT);
Ecas (Egitto)
2008
Palletways Italia (UK);
Miniero Trasporti (IT)
Palletways Italia ha acquisito un nuovo concessionario in
Calabria, la Miniero Trasporti, che copre le province di Catanzaro
e Crotone.
Palletways Italia (UK);
Gambino Group (IT)
Palletways Italia ha acquisito un nuovo concessionario in Sicilia,
Gambino Group, azienda di trasporto e logistica con sede a
Palermo e una flotta di 82 veicoli.
L'italiana Bomi e la brasiliana Luft Express hanno costituito in
Brasile una joint venture per la logistica dei prodotti sanitari
nell'America Latina. Bomi gestisce il 25% della logistica
farmaceutica brasiliana.
Il trasportatore altoatesino Fercam e quello spagnolo Azkar hanno
siglato un accordo per attivare un collegamento regolare
quotidiano tra Italia e Spagna.
2008
Bomi (IT);
Luft Express (Brasile)
2008
Fercam (IT);
Azkar (ES)
Fonte: Nomisma
In tema di contract logistics2, poi, si è assistito nel periodo di riferimento all’espansione sul
mercato italiano del leader olandese CEVA Logistics (ex TNT Logistics) e, in misura minore,
2
90
Si tratta della logistica in outsourcing, curata cioè da providers 3PL.
L’internazionalizzazione delle imprese
dell’elevetico Kuehne+Nagel. Tra gli italiani si segnalano Arcese e Gruppo Logistico LD.
Tab. 16.
Accordi di outsourcing delle attività di logistica realizzati sul mercato italiano
Partner logistico
Kuehne+Nagel
(Svizzera);
Anno
2007
Partner
Agorà Network
(IT)
Benetton (IT)
2009 Emak (IT)
Danone Italia (IT)
CEVA Logistics
(NL);
2007
Pearson Paravia
Bruno Mondadori
(IT)
2007
Press-Di (gruppo
Mondadori) (IT)
2008
Daikin Italia (IT)
Pirelli (IT)
Piaggio (IT)
Komatsu Utility
(Giappone)
JAL (IT)
Gruppo Logistico
LD (IT);
2008
Uragme (IT)
Wrigley Italia
(USA)
Oggetto ed effetti dell’accordo
La compagnia svizzera Kuehne+Nagel cresce nella GDO
italiana siglando un contratto con il network distributivo.
La distribuzione farà capo alla piattaforma KN di MilanoBrignano.
Kuehne+Nagel ha siglato un contratto con Benetton, stilato
dalle filiali di Taiwan delle due società. Nel paese,
Benetton ha 60 punti vendita.
Emak, società del gruppo Yama, ha affidato a
Kuehne+Nagel la gestione della piattaforma italiana che
distribuisce macchine agricole.
Il colosso svizzero Kuehne+Nagel ha siglato un contratto
triennale per la fornitura di servizi logistici con Danone
Italia, per la gestione delle attività di magazzino e
distribuzione nel Centro-Sud Italia.
Ceva Logistics ha siglato un contratto con Pearson Paravia
Bruno Mondadori, società del gruppo britannico Pearson
Education Publishing Group che si occupa di editoria
scolastica.
Il contratto affida a Ceva parte della logistica editoriale
della società per i prossimi cinque anni. Ceva utilizzerà il
proprio magazzino di Melzo, alle porte di Milano.
La filiale italiana di Ceva ha siglato un contratto di
contract logistics con Daikin Italia, che servirà anche i
mercati dell'Europa meridionale. L'operazione fa parte
della strategia di CEVA di ristrutturazione della catena
logistica in Europa meridionale.
Ceva Romania, filiale del gruppo Ceva Logistics, ha siglato
un contratto di logistica triennale con Pirelli per la
distribuzione degli pneumatici prodotti a Slatina in Romania.
CEVA Logistics ha rafforzato il rapporto con Piaggio, che
ha affidato alla società olandese il trasporto dei prodotti
finiti di marca Piaggio e Aprilia presso la rete di
rivenditori di tutta Europa. Con questa estensione di
contratto, CEVA ha in mano la logistica completa del
gruppo. CEVA distribuirà 400mila veicoli l'anno.
Komatsu Utility Europe ha siglato un contratto con Ceva
Logistics nell'ambito della logistica inbound degli impianti
italiani della multinazionale giapponese che costruisce
macchine per movimento terra. Ceva gestirà le attività
connesse alla preparazione.
CEVA Logistics ha siglato un contratto con l'italiana JAL,
secondo produttore mondiale di scarpe antinfortunistiche.
CEVA servirà la logistica di JAL a livello globale.
Il Gruppo Logistico LD ha stretto un contratto con
Uragme, società che produce e commercializza prodotti
farmaceutici e cosmetici.
Gruppo Logistico LD ha siglato un contratto con Wrigley
Italia per la gestione della catena logistica della società
dolciaria.
(continua)
91
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
time:matters
(DE);
2008
Gruppo Arcese
(IT);
2008
FM Logistics
(FR);
2008
DHL Exel Supply
Chain (DE)
(segue Tab. 16)
time:matters ha siglato un accordo con Siemens Healthcare,
che produce e distribuisce equipaggiamenti sanitari, per la
consegna espressa di ricambi in Scandinavia ed in Italia.
Ideal Standard (IT) Il Gruppo Arcese ha siglato un contratto per la gestione
della logistica di IdealStandard. Il contratto vale 4 milioni
di euro e la piattaforma utilizzata sarà quella di Brescia.
Siemens
Healthcare (NL)
Saiwa (IT)
2009 Alviero Martini
(IT)
La società francese FM Logistics ha siglato un accordo di
contract logistics con Saiwa. La logistica di Saiwa è
gestita dalla nuova piattaforma in provincia di Alessandria.
DHL Exel Supply Chain ha siglato con la casa di moda
Alviero Martini un accordo di contract logistics per la
gestione delle attività di logistica. Con l'accordo il
fornitore tedesco rafforza la propria presenza nel settore
moda, che vale in Italia l'11% del fatturato.
Fonte: Nomisma
In tema di investimenti, si dà notizia del finanziamento di 42 milioni di euro concessi
all’Interporto di Catania Bicocca per la realizzazione del secondo lotto, progetto che rientra
tra le azioni previste dagli accordi di programma siglati dai Ministeri dello Sviluppo
Economico e dei Trasporti, Regione Sicilia e Interporto. Gli accordi riguardano sia la
struttura di Catania, che quella di Termini Imerese.
Le operazioni di integrazione di filiera in Italia
In conclusione, si riportano in tabella le principali operazioni e gli accordi di integrazione
di filiera conclusi sul mercato italiano, che saranno oggetto di trattazione nei paragrafi
successivi.
Tab. 17.
Operazioni di integrazione di filiera riguardanti operatori logistici e MTO,
operatori ferroviari, compagnie marittime, operatori portuali e cargo aereo sul
mercato italiano
Anno Acquirente
Acquisita
Grimaldi Holding (IT)
Comparto
Acquirente
Logistica
Comparto
Acquisita
Marittimo
2008
DFDS (DK)
2009
Ambrogio Trasporti (IT)
BLS Cargo (Svizzera)
Logistica
Ferroviario
2008
Rickmers-Linie (DE)
Terminal San Giorgio (TSG) (IT)
Marittimo
Porti
2008
Marittimo
Logistica
2008
Med Reefer Sud America
XM Global (Argentina)
(Clerici Logistics Group) (IT)
MSC (Svizzera)
Roma Container Terminal (RTC) (IT)
Marittimo
Porti
2008
NGC Medical (IT)
Soggetto
industriale
Cargo aereo
Fonte: Nomisma
92
Avionord (IT)
L’internazionalizzazione delle imprese
Tab. 18.
Accordi di integrazione di filiera riguardanti operatori logistici e MTO, operatori
ferroviari, compagnie marittime, operatori portuali e cargo aereo sul mercato
italiano
Anno
Partner
Comparto
Partner 1
Aereo
Comparto
Partner 2
Aeroporti
2008
Lufthansa (DE);
Aeroporto di Milano Malpensa (IT)
2007
Gesar (Aeroporto di Olbia Costa Smeralda) (IT);
Porto di Olbia-Golfo Aranci (IT)
Aeroporti
Autorità
Portuale
2008
Emirates SkyCargo (EAU);
Aeroporti di Roma, Milano Malpensa, Venezia (IT)
Cargo aereo
Aeroporti
2008
Etihad Airways (EAU);
Aeroporti di Roma e Milano Linate (IT)
Cargo aereo
Aeroporti
2008
Thetis (IT);
Porto di Venezia (IT)
Ferroviario
Marittimo
2007
Ferrovie dello Stato (IT);
Porto di Genova - Sesto molo (IT)
Ferroviario
Autorità
Portuale
2008
Ferrovie dello Stato (IT);
Poste Italiane (IT)
Ferroviario
Poste
2008
Trenitalia (IT); PSA,
COSCO (Singapore)
Ferroviario
Porti
2008
TX Logistics (IT);
Fercam (IT)
Ferroviario
Logistica
2007
Consorzio Zai (Quadrante Europa), Cepim-Interporto di Parma
(IT);
Porto di La Spezia (IT)
Logistica
Porti
2008
Fortune International Trasnport (IT);
Pota Global Management (PGM) (Australia)
Logistica
Marittimo
2008
LSI (Logistica e Servizi Intermodali - Gruppo GMC) (IT);
Trenitalia (IT)
Logistica
Ferroviario
2007
Consorzio Maersk, Grandi Lavori Fincosit, Technital (DK);
Porto di Savona (IT)
Marittimo
Autorità
Portuale
2008
Zim Integrated Shipping Services (Israele);
Porto di Catania, Porto di Palermo (IT)
Marittimo
Porti
2008
Hamburg Sud (DE);
Gruppo Gallozzi (IT)
Marittimo
Porti
2008
Adria Terminali (Gruppo Luka Koper) (SL);
Pacorini, Ocean (IT)
Porti
Logistica
2007
TNT Express (NL);
Aeroporto di Milano Linate (IT)
Poste
Aeroporti
Fonte: Nomisma
93
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
IL CASO AGILITY LOGISTICS
Tra le aree in rapida crescita, il Medio Oriente esprime interessanti potenzialità grazie alla
presenza di player di grande rilevanza in diversi settori strategici. Si pensi al ruolo di
Etihad e Emirates nel settore aereo e cargo o a quello di DP World nel settore portuale.
Tra le compagnie in rapida crescita dell’area, Agility Logistics – compagnia quotata alla
borsa di Kuwait – ha registrato, nel panorama degli operatori logistici globali, un saggio di
crescita annuale del 25% nel 2007 e del 16% nel 2008, posizionandosi, nella classifica
internazionale, su valori di fatturato superiori a quelli della danese DSV e della francese
Norbert Dentressangle, e appena dietro a operatori del calibro di CEVA Logistics,
Panalpina e Géodis.
Agility nasce nel 2006 dalla fusione, e dal contestuale rebranding, tra la compagnia
kuwatiana PWC Logistics e le sue controllate, tra cui GeoLogistics, TransOceanic e TransLink. Dal 2007 la compagnia ha portato avanti una serrata campagna di espansione
condotta su vari fronti, siglando operazioni e accordi su mercati consolidati e in crescita su
scala globale, rafforzando così la propria posizione sui maggiori mercati europei, negli
Stati Uniti, in Africa, in Asia Centrale, in Medioriente, in Europa Orientale, nel Far East e
in Australia.
Il processo di crescita dell’ultimo biennio è stato pianificato esclusivamente attraverso
operazioni di acquisizione totale e secondo strategie di integrazione orizzontale. Più nello
specifico, in Europa, il gruppo ha condotto una riorganizzazione delle attività, attraverso
l’insediamento dell’headquarter europeo in Svizzera e l’apertura di nuove strutture
nell’intera area continentale - Paesi Bassi, Francia, Spagna e Germania -. In Spagna inoltre
ha concluso l'acquisizione di tutte le attività di trasporto e magazzinaggio della Combalia
Transportes Internacionales, con lo scopo di rafforzare la presenza sui mercati dell’Europa
del Sud; e ancora in Francia ha acquisito Medgroup, spedizioniere che presidia le direttrici
continentali nord-sud con filiali in Gran Bretagna e Nord Africa.
Sui mercati in crescita, l’acquisizione della kenyota Starfreight Logistics ha consentito un
notevole rafforzamento della presenza in Africa Centrale; mentre in Asia Centrale, la
creazione di Agility Kurdistan ha posto le basi per un’ampliamento della rete di servizi
nell’intera area geografica, finalizzata a creare, in particolare, una rete logistica nella
regione dell’Iraq. In Qatar, la filiale locale ha operato la fusione con Gulf Warehousing
Company (GWC), operazione recente che ha portato alla nascita di GWC Agility.
94
L’internazionalizzazione delle imprese
Allo stesso tempo la compagnia ha attivato percorsi di forte specializzazione, tra i quali ad
esempio, la nascita di una divisione Defense & Government Services a servizio
dell’amministrazione degli Stati Uniti, anche con riferimento alla logistica delle operazioni
in Iraq: la compagnia ha infatti siglato un’intesa annuale di 2,8 milardi di dollari che
prevede il rifornimento dell’esercito statunitense in Iraq e Kuwait.
Ancora, nel Far East, Agility ha portato a termine operazioni che rivelano il ruolo
strategico assegnato all’area nella propria programmazione strategica: nel Pacifico infatti
ha acquisito lo spedizioniere australiano LEP International, che guida un network di
società operanti in Australia e Nuova Zelanda, divenendo così uno dei più importanti
operatori dell'Oceania. E contestualmente ha rafforzato il proprio posizionamento sul
mercato cinese, attraverso diverse operazioni – il takeover su Cosa Freight, uno dei
principali spedizionieri della regione, su Baisui United Logistics, che opera nei settori
chimico e automotive, su Guangzhou Runtong International Transportation Company –
che favoriscono ulteriormente i traffici sul versante transpacifico, soprattutto in virtù della
rete capillare sulla costa occidentale degli Stati Uniti.
CASO STUDIO: LO SVILUPPO DEL PONTE TERRESTRE EURO-ASIATICO
Come spesso segnalato nel corso del Rapporto, l’interesse degli operatori internazionali,
soprattutto occidentali, per le economie in crescita va ulteriormente consolidandosi. Al
tempo stesso tali economie, abituate a ricoprire il ruolo di destinatarie di interessi,
rivestono ad oggi il ruolo attivo di soggetti investitori, portando a termine acquisizioni o
stringendo alleanze con operatori occidentali o di altri paesi in crescita. Tra queste vi sono
come è noto Cina, India, Estremo e Medio Oriente e Russia. E proprio su quest’ultima e
sulle forti potenzialità che esprime si intende condurre questo approfondimento.
Un mix di fattori strategico caratterizza di fatto la regione russa: la posizione geopolitica,
che ne fa uno storico ponte tra Europa ed Asia; la presenza di grandi capitali; la tradizione
infrastrutturale (si pensi a quella portuale e ferroviaria); le potenzialità in termini di
competitor terrestre della modalità marittima con riferimento ai traffici da/per il Far East.
Per queste ragioni operatori di diversi settori e di diverse aree geografiche hanno portato a
termine investimenti in Russia nel periodo di riferimento o hanno stretto alleanze con
partner russi.
95
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Si pensi ad esempio a due società di trasporto asiatiche – la giapponese Kintetsu World
Express e la sudcoreana Unico Logistics – che hanno costituito una joint venture nel
settore dell’autotrasporto con sede a Mosca, da cui governare un network che include
destinazioni russe (San Pietroburgo, Kiev) ed europee (Slovacchia e Finlandia). O al Porto
sudcoreano di Busan che ha siglato un accordo per investire 140 milioni di dollari nello
sviluppo del terminal container e multipurpose nel porto russo di Nakhodka
Al mercato russo sono interessate anche compagnie occidentali: lo confermano le
operazioni delle tedesche Dachser e BLG Logistics, e di Rhenus che ha realizzato un hub
presso l'aeroporto di Mosca-Sheremetyevo, a cui fanno capo le maggiori direttrici
commerciali del Paese. Itella Group - già Finland Post - ha acquisito l'intero capitale di
National Logistic Company (NLC), una delle principali imprese di stoccaggio russe,
puntando a collocarsi sul mercato come uno dei principali operatori logistici del Nord
Europa. Sono molti i rapporti di scambio con l’area scandinava: la norvegese Oslo Marine
Group ad esempio ha costituito una compagnia di navigazione con la società terminalista
Onega di San Pietroburgo, dedicata al trasporto di legname, con lo scopo di creare una rete
tra Russia, Baltico e il Nord Europa. Non nasconde le proprie ambizioni verso il mercato
russo nemmeno la tedesca DHL Express, controllata da Deutsche Post, che dal nuovo hub
di Lipsia intende investire circa 162 milioni di euro entro il 2011 sul mercato russo.
Tra le dinamiche degli anni più recenti, vi sono le alleanze o le operazioni di M&A tra il
comparto logistico-ferroviario e il marittimo-portuale. L’interesse per la modalità
ferroviaria deriva dalle possibilità di costituire un ponte terrestre ferroviario che intercetti
le importazioni, ma soprattutto le esportazioni, delle economie crescenti del Far East verso
l’Europa Occidentale.
Vanno in questa direzione le operazioni portate a termine dall’operatore logistico olandese
Universal Cargo Logistics e dal terminalista russo OJSC Tuapse Seaport; o dall’armatore
russo FESCO che ha acquisito la connazionale Transgarant, diventando azionista unico
della società ferroviaria.
Proprio nel settore ferroviario, hanno avuto luogo alleanze di grande portata strategica, che
hanno le potenzialità di modificare alcuni assetti competitivi dell’Est europeo.
Il colosso tedesco Deutsche Bahn, attraverso la propria compagnia cargo DB Schenker, ha
messo in atto strategie per il presidio del ponte ferroviario eurasiatico. In particolare la
compagnia ha avviato un collegamento regolare container dalla Cina all'Europa, grazie ad
un accordo con la società nazionale russa RZD e il governo cinese; l’obiettivo è
96
L’internazionalizzazione delle imprese
aggiudicarsi una posizione dominante sulla futura linea Pechino-Berlino. RZD e Deutsche
Bahn hanno inoltre creato in joint venture, Trans-Eurasia Logistics, che gestirà i traffici
intermodali terrestri da Mosca alla Germania, attraverso Polonia e Bielorussia.
Anche la società russa JSC è entrata in joint venture con Deutsche Bahn, insieme alle
compagnie ferroviarie polacche e bielorusse PCC Rail e Belarussian Railways per la
gestione dei traffici sui mercati dell’Est europeo.
Il crescente interesse degli investitori esteri per il mercato russo ha indotto la reazione degli
operatori domestici, che puntano al presidio della modalità sia ferroviaria che marittimoportuale sia in ambito nazionale, che internazionale.
La compagnia ferroviaria nazionale RZD, ha acquisito attraverso l’operatore intermodale
controllato Transcontainer, l'intero capitale della Western Port (ZP), società che gestisce il
porto di Rostov sul Don, dove è in progetto la costruzione di un container terminal da
50.000 Teu l'anno. E al contrario la compagnia armatoriale russa FESCO ha completato
l’acquisizione della connazionale Transgarant, diventando azionista unico della società
ferroviaria.
Nel contempo, RDZ esporta la propria presenza su mercati emergenti, siglando accordi, da
una parte, con il governo nordcoreano per collegare la rete coreana a quella transiberiana
nel più ampio progetto del ponte ferroviario euroasiatico, e vantando la propria presenza
sui lavori della Trans Korean Main Line, linea ferroviaria di portata politica epocale, che
unirà le due Coree. Dall’altra, con il governo libico per la realizzazione di una linea
ferroviaria di collegamento dei centri principali del paese lungo il percorso costiero, in un
grande progetto che farà parte del futuro corridoio ferroviario del Nord Africa e sulla cui
realizzazione RDZ compete con China Railway Construction.
Il fermento per i collegamenti Est-Ovest nella regione non si esaurisce tuttavia nel
territorio russo. Le operazioni portate a termine nella regione dell’Asia Centrale
suggeriscono l’avvio di strategie di irrobustimento messe in atto tra le compagnie dell’area,
indipendentemente dal ruolo degli investitori occidentali. Ne è prova la fusione, che ha
avuto luogo in Kazakistan, tra i due operatori Kazagy e Astana Contracts, che dà vita al
maggiore operatore logistico dell’area. È infatti evidente come l’Asia Centrale si candidi in
prospettiva a costituire il territorio commutatore dei flussi terrestri tra Asia, Africa ed
Europa.
97
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
1.2. Le integrazioni di settore
1.2.1 Il settore marittimo
Lo scenario internazionale
Data la vastità del comparto, la presente sezione si limiterà, come nelle passate edizioni, a
fornire gli elementi strutturali e di mercato necessari alla collocazione dei numerosi accordi
e operazioni del settore e all’individuazione delle strategie poste in essere dai principali
operatori.
L’attenzione si concentrerà sui servizi di linea, in quanto caratterizzati da precise strategie
industriali e oggetto della competizione dei grandi gruppi armatoriali, distinguendo tra il
trasporto di merce containerizzata e il cargo convenzionale (break bulk cargo e roll on-roll
off cargo); non sono pertanto presi in considerazione i servizi occasionali (tramp), per i
quali l’irregolarità delle attività e la polverizzazione degli operatori non consentono
l’individuazione puntuale delle dinamiche industriali in atto.
Il comparto del containerizzato
Di particolare interesse per il presente rapporto è il segmento del trasporto marittimo
containerizzato, caratterizzato per sua natura dal peso preponderante dei servizi di linea, da
un elevato grado di concentrazione, e da un altrettanto significativo livello di integrazione
di filiera, che si manifesta attraverso il controllo dei contenitori lungo l’intera catena
logistica da parte delle principali compagnie di navigazione.
Il mercato globale è presidiato da 3 player principali: la danese Maersk Line, la svizzera
MSC e la francese CMA CGM, cui seguono la taiwanese Evergreen, la tedesca HapagLloyd e la cinese COSCO Container Lines. In particolare MSC e CMA CGM hanno
registrato, anche grazie ad operazioni di M&A, una crescita rispettivamente pari al 87,5% e
al 95% in termini di TEU, nel biennio in esame.
Tab. 19.
rank
2008
1
2
3
4
5
98
I 25 maggiori operatori di trasporto marittimo containerizzato*
rank
2006
1
2
3
4
5
Compagnia
Nazionalità
A.P. Moeller-Maersk Group
MSC
CMA CGM Group
Evergreen Group
Hapag-Lloyd
Danimarca
Svizzera
Francia
Taiwan
Germania
TEU 20081
2.033.374
1.470.466
990.707
624.536
490.617
Var %
2008/2006
+22,1%
+87,5%
+95,0%
+30,7%
+19,0%
(continua)
L’internazionalizzazione delle imprese
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
9
7
6
10
11
8
12
17
14
16
13
15
18
19
21
20
22
25
23
> 25
COSCO Container Lines
APL
CSCL
NYK
Mitsui - OSK Line (MOL)
Hanjin / Senator
OOCL
Hamburg Sud Group
K Line
Yang Ming Line
CSAV Group
Zim
Hyundai Merchant Marine
Pacific International Lines (PIL)
United Araba Shipping Co. (UASC)
Wan Hai Lines
IRIS Lines
MISC Bhd
Regional Container Lines (RCL)
Sea Consortium
Cina
Singapore
Cina
Giappone
Giappone
Corea del Sud
Cina (Hong Kong)
Germania
Giappone
Cina
Cile
Israele
Corea del Sud
USA
Kuwait
Singapore
USA
Malaysia
Cina
Singapore
487.480
473.170
446.678
433.451
378.393
377.375
360.928
324.021
319.773
307.075
299.438
270.618
254.832
185.517
152.618
132.212
102.549
96.749
57.763
54.332
(segue Tab. 19)
+51,2%
+42,8%
+28,9%
+43,4%
+56,8%
+14,8%
+54,1%
+75,7%
+40,3%
+63,2%
+28,0%
+34,3%
+72,2%
+38,1%
+106,2%
+15,6%
+91,6%
+138,6%
+18,8%
n.d.
* Dati riferiti al totale della capacità disponibile in TEU sulle navi gestite dai primi 25 operatori di linea.
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati AXS-Alphaliner
Nel comparto container la crescita del mercato è consolidata: le prime 25 compagnie a
livello mondiale, nel biennio 2007-2008 hanno registrato una crescita del +46%, contro il
+11% del 2003-2004 e il +20% del 2005-2006. Tra queste ben 5 compagnie sono di
nazionalità cinese.
Il crescente livello di concentrazione dell’industria del trasporto marittimo containerizzato
ha portato le prime 25 compagnie a livello mondiale a detenere circa il 90% della quota di
mercato complessiva, contro l’84% del 2006 e il 75% del 2000; rispetto a tale risultato, le
prime 5 e le prime 10 compagnie detengono rispettivamente una quota pari al 45% e al
64% del mercato.
Tab. 20.
Il livello di concentrazione nel comparto del trasporto marittimo containerizzato
TEU
TOP 5
TOP 10
TOP 25
TOP 100
2008
5.609.700
7.828.872
11.124.672
12.374.731
TEU (var %)
2008/2006
45,8%
42,9%
45,5%
35,5%
2008/2000
232,4%
208,4%
189,4%
140,3%
quota di mercato
2008
45,3%
63,3%
89,9%
100,0%
2006
42,1%
60,0%
83,7%
100,0%
2000
32,8%
49,3%
74,6%
100,0%
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati AXS-Alphaliner
99
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Nei primi mesi del 2009 è proseguita la tendenza delle grandi compagnie di trasporto
container verso una riduzione dell’offerta di stiva, iniziata nel trimestre precedente e
conseguente alla recessione globale in atto:
- Maersk Line – ad esempio - ha optato per il fermo semestrale di sei portacontainer da
6500 teu, a seguito di una ristrutturazione dei collegamenti Asia-Europa, Asia-America
Centrale e transpacifici; la compagnia inoltre ha siglato un accordo con il competitor
francese CMA CGM per la realizzazione congiunta di servizi pendulum nel Pacifico;
- allo stesso tempo, in Asia, Neptune Orient Line (NOL) di Singapore, ridurrà del 9% la
propria forza lavoro; mentre l’alleanza marittima CKYH Alliance - che comprende
player primari come Coscon, K Line, Yang Ming e Hanjin Shipping – ha attuato misure
di razionalizzazione del servizio invernale tra Asia e Nord Europa che prevede una
riduzione dell'offerta del 30% in termini di tonnellaggio movimentato.
In Europa le maggiori operazioni hanno avuto luogo in Germania e Scandinavia.
- Da segnalare è senza dubbio la cessione da parte del gruppo tedesco TUI dell'intero
pacchetto azionario di Hapag-Lloyd, quinto armatore mondiale, acquisito dal consorzio
di investitori Hamburg Solution. Il consorzio, che esprime gli interessi del governo di
Amburgo e di rilevanti investitori locali, era rimasto l’unico in gara per l'acquisizione
dopo il ritiro di NOL di Singapore. L’operazione è di grande portata, sia dal punto di
vista economico - l’offerta del consorzio vale 4,45 miliardi di euro – sia dal punto di
vista politico, dal momento che la compagnia armatoriale rimane saldamente in mani
tedesche. Al termine dell’operazione il gruppo TUI acquisirà un terzo del capitale della
nuova Hapag-Lloyd per 700 milioni di euro.
- Con riferimento alle mire espansionistiche delle compagnie asiatiche nei mercati del
Nord Europa, è da segnalare l’azione di consolidamento di APL di Singapore, settimo
armatore a livello globale, che ha rilevato da Scan Shipping il 40% del capitale della
joint venture APL Scandinavia, divenendone unico proprietario.
-
Sempre sui mercati scandinavi, la norvegese Wilson ha rilevato la quota dell'islandese
Eimskip nella joint venture paritetica Euro Container Line (ECL) per 7 milioni di
dollari, acquisendone il controllo totale.
Allo stesso tempo la compagnia armatoriale norvegese, Frontline, ha acquisito sul mercato
americano, una quota di minoranza della statunitense Overseas Shipholding Group (OSG).
Ma l’operazione più rilevante nella regione riguarda l’alleanza della danese Torm e della
canadese Teekay Shipping Corporation che hanno acquisito la società armatoriale
statunitense OMI Corporation, con una transazione di valore complessivo pari a circa 2,2
miliardi di dollari.
100
L’internazionalizzazione delle imprese
Anche CMA CGM ha effettuato un’operazione negli Stati Uniti, allo scopo di rafforzare il
proprio ruolo sulle rotte transpacifiche verso Cina e Australia-Nuova Zelanda, acquisendo
US Lines. Interessante è anche il forte consolidamento nel Mediterraneo, dell’armatore
francese che ha ottenuto dal governo marocchino il 99,49% del capitale di Comanav,
principale compagnia pubblica: all’operazione è seguita una joint venture paritaria con la
compagnia di navigazione spagnola Balearia che effettuerà servizi marittimi tra Francia,
Spagna, Nord Africa, Italia.
Inoltre si segnala la riorganizzazione del gruppo taiwanese Evergreen, quarto armatore
mondiale, che con un’operazione di rebranding, ha fuso sotto la denominazione di
Evergreen Line quattro società, tra cui Italia Marittima (ex Lloyd Triestino) e tre
controllate asiatiche.
In Medio Oriente nel periodo di riferimento si assiste invece:
- all’espansione della compagnia di navigazione Emirates Shipping Line (ESL) di Dubai,
che ha allargato il proprio network in Africa, costituendo due nuove agenzie marittime
in Tanzania e Kenya, con le quali presidia anche il mercato ugandese;
- alla strutturazione dell’industria marittima del Qatar, dal momento che le compagnie di
navigazione Qatar Navigation Company e Qatar Shipping Company opereranno una
fusione, stabilita dal governo del paese, con l'obiettivo di far fronte alla competizione
crescente nell’area.
Allo stesso tempo un buon numero di accordi orizzontali o verticali hanno avuto luogo sui
mercati asiatici e transpacifici, e nel Mediterraneo. Tra le intese di maggiore rilevanza vi è
quella siglata da due tra i più importanti cartelli marittimi del comparto container, Grand
Alliance e The New World Alliance. Dopo l’accordo per lo scambio di slot tra Asia e Stati
Uniti, via Panama, gli armatori delle due alleanze coopereranno sulla rotta tra AsiaMediterraneo occidentale, che vede ai due capi estremi della rotazione i porti di Busan e
Barcellona.
Accordi di vessel sharing sono stati stretti anche tra la tedesca Hapag-Lloyd e MSC sulle
rotte del Nord Europa - Grecia/Turchia; tra i tre colossi europei Maersk Line, MSC e
CMA CGM sulle rotte transpacifiche; tra la APL di Singapore, le tedesche Hamburg Süd
e Hapag-Lloyd, la cinese Hyundai Merchant Marine (HMM) e la taiwanese Evergreen
sulle rotte tra Asia nord-orientale e Australia; infine tra la giapponese K Line e la Pacific
International Lines (PIL) di Singapore per il servizio congiunto Asia-Sud Africa.
101
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 21.
Principali operazioni nel segmento del trasporto marittimo containerizzato
Acquirente
Teekay Shipping
Corporation
(Canada), Torm
(DK)
Taiwan Evergreen
(Taiwan)
Anno
2007
CMA CGM (FR)
2007
2007
2008
Inter Marine
Container Lines
(IMCL) (CY)
2007
GAC (Kuwait)
2007
NYK Reefers
(Giappone)
2007
NYK (Giappone)
2007
Frontline
(Norvegia)
2008
APL (Singapore)
2008
Combined
Container Services
(CCS) (NL)
2008
Cory Brothers
Shipping Agency
(UK)
2008
102
Acquisita
OMI Corporation
(USA)
Operazione ed effetti rilevanti
Teekay Shipping Corporation e Torm hanno acquisito la
società armatoriale statunitense OMI Corporation.
L'operazione avrà un valore complessivo di circa 2,2
miliardi di dollari.
Hatsu Marine (UK) Taiwan Evergreen incorpora sotto il nuovo nome di
Evergreen Line 4 società tra cui Italia Marittima (ex
Lloyd Triestino). Le altre compagnie coinvolte sono:
Evergreen Marine (Taiwan), Hatsu Marine e Evergreen
Marine (Hong Kong).
Comanav
Il governo marocchino ha ceduto al gruppo armatoriale
(Marocco)
francese CMA CGM le azioni detenute dallo Stato
marocchino, dall'OCP, dall'OCE, dalla Fipar-Holding e
da Finance.com nella Comanav, pari al 99,49% del
capitale.
U.S. Lines (USA)
Il gruppo armatoriale francese CMA CGM ha siglato un
accordo per comprare la società di navigazione
americana U.S. Lines (USL), che opera linee
transpacifiche verso la Cina e l'Australia/Nuova Zelanda.
Maersk Line (DK) CMA CGM ha acquisito slot da Maersk Line nel servizio
settimanale transatlantico TA3 che collega il Nord
Europa con i porti americani di Newark, Savannah e
Miami.
Baltic Container
La cipriota Inter Marine Container Lines, che fa capo
Lines (PL)
alla Lemissoler Shipping Group, ha acquisito l'intero
capitale azionario della compagnia di navigazione Baltic
Container Lines (BCL), che nel 2006 ha trasportato oltre
145.000 teu.
Ole R. Olsen
La kuwaitiana GAC ha comprato l'80% della Ole R.
(ORO) (Norvegia) Olsen (ORO), la più antica agenzia marittima norvegese.
NYK
NYK Reefers, società interamente controllata da NYK,
LauritzenCool
ha comprato dalla J. Lauritzen il restante 50% del
(Giappone)
capitale della joint venture NYK LauritzenCool, che sarà
ribattezzata NYKCool.
Grupo Multimar
La compagnia di navigazione giapponese Nippon Yusen
(Argentina)
Kaisha (NYK) ha comprato il 60% del capitale azionario
dell'agenzia marittima argentina Grupo Multimar.
Overseas
La compagnia armatoriale norvegese Frontline ha
Shipholding Group acquisito, in pool con altre società controllate dal proprio
(OSG) (USA)
management, il 5,2% del capitale della statunitense
Overseas Shipholding Group (OSG).
APL Scandinavia
La compagnia di navigazione APL ha acquisito dalla
(Norvegia)
Scan Shipping il 40% del capitale della joint venture
APL Scandinavia diventandone unica proprietaria.
Contargo (NL)
Combined Container Services (CCS) e Interfeeder hanno
operato una fusione con rebranding creando Contargo,
con sede a Rotterdam. La nuova compagnia conta una
flotta totale di venti imbarcazioni per il trasporto fluviale
di container e opererà lungo il Reno.
Sealion Shipping
La britannica Cory Brothers Shipping Agency (gruppo
(Singapore)
Braemar Shipping Services), ha comprato le attività della
Sealion Shipping (S) Pte. Ltd, azienda di Singapore che
opera come agenzia marittima e società di spedizioni.
(continua)
L’internazionalizzazione delle imprese
Marathon
Acquisition Corp.
(USA)
2008
Global Ship Lease
(gruppo CMA
CGM) (FR)
Wilson (Norvegia)
2008
Euro Container
Line (ECL)
(Norvegia)
AP Moller Maersk
(DK)
2008
Brostrom (SE)
Hamburg Solution
(DE)
2008
Hapag-Lloyd (DE)
Qatar Navigation
Company (Qatar)
2008
Qatar Shipping
Company (Qatar)
Containerships (FI) 2009
Contaz (Turchia)
(segue Tab. 21)
La statunitense Marathon Acquisition Corp. ha
annunciato il completamento della fusione con la Global
Ship Lease, Inc. (GSL), società del gruppo armatoriale
francese CMA CGM.
La norvegese Wilson ha rilevato la quota dell'islandese
Eimskip nella joint venture paritetica Euro Container
Line (ECL) per 7 milioni di dollari, divenendone unica
proprietaria. La transazione è soggetta all'approvazione
dell'autorità antitrust norvegese.
Il gruppo armatoriale danese A.P. Møller-Mærsk ha
acquisito quote della compagnia di navigazione
Broström da due principali azionisti della società, la
Odin Funds e la Case Asset Management, arrivando a
detenere oltre un terzo delle azioni della compagnia.
Il gruppo tedesco TUI ha ceduto l'intero controllo di
Hapag-Lloyd, società tra le prime cinque compagnie
mondiali di trasporto marittimo, al consorzio Albert Ballin
di Amburgo unico rimasto in gara dopo il ritiro della NOL
di Singapore. L'offerta presentata ha un valore di 4,45
miliardi di euro. TUI acquisirà il 33,33% della nuova
Hapag-Lloyd al prezzo di 700 milioni di euro.
Le compagnie di navigazione Qatar Navigation
Company e Qatar Shipping Company opereranno una
fusione. L'operazione è stata stabilita dal governo del
Qatar con l'obiettivo di sviluppare l'industria marittima
del paese.
La compagnia di navigazione finlandese Containerships
ha acquisito l'intero capitale azionario della turca Contaz
Maritime Transport & Trade (CMTT) che, con il
marchio Contaz Lines, opera servizi di linea tra la
Turchia e i porti europei. Dalla fusione nasce una flotta
di 15 navi operata tra Baltico, Mare del Nord e
Mediterraneo.
Fonte: Nomisma
Tab. 22.
Anno
2007
2007
2007
Accordi commerciali nel segmento del trasporto marittimo containerizzato
Partners
MCC Transport
Singapore, Mercantile
Ocean Maritime (gruppo
A.P. Møller-Mærsk)
(DK);
Aboitiz Transport
System (Filippine)
FESCO (Russia);
ESF Euroservices (NL)
Operazione ed effetti rilevanti
La filippina Aboitiz Transport System (ATS) ha siglato un accordo di
joint venture con la MCC Transport Singapore e la Mercantile Ocean
Maritime Co. (Filipinas), entrambe del gruppo armatoriale A.P. MollerMaersk, per costituire la nuova compagnia di navigazione MCC
Transport Philippines (MCC Philippines - MCCP) che si occuperà di
trasporto containerizzato nelle Filippine.
La compagnia di navigazione russa FESCO e quella olandese ESF
Euroservices hanno costituito la joint venture FESCO ESF, di cui
FESCO detiene il 70% del capitale ed ESF il restante 30%. Nella nuova
compagnia confluiranno i servizi feeder operati dalla ESF e delle sue
filiali nel Baltico, tra l'Europa continentale e la Russia.
Nippon Yusen Kaisha
Le compagnie di navigazione della Grand Alliance - Hapag-Lloyd,
(NYK), Orient Overseas MISC, Nippon Yusen Kaisha (NYK) e Orient Overseas Container Line
Container Line (OOCL); (OOCL) - hanno siglato un accordo per rinnovare la cooperazione fino
Hapag-Lloyd (DE)
al 2017.
(continua)
103
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
2008
2008
Nippon Yusen Kaisha
(NYK) (Giappone);
Hyundai Merchant
Marine (HMM)
(Giappone)
Maersk Line (DK);
Evergreen (Taiwan)
(segue Tab. 22)
Le compagnie di navigazione Nippon Yusen Kaisha (NYK) e Hyundai
Merchant Marine (HMM) opereranno congiuntamente un servizio tra
Asia, Sud Africa e costa orientale del Sud America. La nuova linea si
chiamerà New Horizon Express (NHX).
Maersk Line e Evergreen hanno siglato una cooperazione nei rispettivi
servizi AE2 e CEM che collegano Asia e Europa.
Maersk Line, CMA
CGM (DK);
Mediterranean Shipping
Company (MSC)
(Svizzera)
I primi tre gruppi armatoriali del settore container - rispettivamente la
danese Maersk Line, l'elvetica Mediterranean Shipping Company
(MSC) e la francese CMA CGM - hanno stretto un accordo di vessel
sharing relativo alle rotte transpacifiche. L'intesa prevede la
realizzazione di tre rotazioni tra Asia e Nord America.
2008
Hapag-Lloyd (DE);
Mediterranean Shipping
Company (MSC)
(Svizzera)
La tedesca Hapag-Lloyd ristrutturerà i servizi European Express
Service sulla rotta Nord Europa - Grecia/Turchia grazie ad un accordo
di cooperazione con Mediterranean Shipping Company (MSC).
2008
APL, Hamburg Süd,
Hapag-Lloyd e Hyundai
Merchant Marine
(HMM);
Evergreen (Taiwan)
Le compagnie di navigazione APL, Hamburg Süd, Hapag-Lloyd e
Hyundai Merchant Marine (HMM), partner sulle rotte AAS (Asia
Australia Services), collaboreranno con la taiwanese Evergreen nei
traffici tra l'Asia nord-orientale e l'Australia.
2008
Maersk Line (DK);
CMA CGM (FR)
Le compagnie di navigazione danese Maersk Line e francese CMA
CGM hanno sottoscritto un Vessel Sharing Agreement (VSA) relativo a
due nuovi servizi transpacifici all-water, di cui uno attraverso il canale
di Suez e l'altro via il canale di Panama. I due servizi sono operati con
21 portacontainer.
2008
Grand Alliance (GA);
I consorzi armatoriali Grand Alliance (GA) e The New World Alliance
The New World Alliance (TNWA) hanno stretto un accordo relativo alla rotta Cina meridionale (TNWA)
Costa Est degli Stati Uniti sulla quale opereranno un servizio congiunto
per un periodo di 18 settimane.
(segue) I due consorzi armatoriali hanno stretto un accordo relativo alla
rotta Asia-Mediterraneo occidentale. Alla rotazione, che vede ai due
estremi Busan e Barcellona, sarà aggiunto lo scalo di Chiwan.
2008
Kawasaki Kisen Kaisha
(“K” Line) (Giappone);
Pacific International
Lines (PIL) (Singapore)
La compagnia di navigazione giapponese Kawasaki Kisen Kaisha (“K”
Line) e la Pacific International Lines (PIL) di Singapore hanno
annunciato il prossimo avvio di un servizio congiunto tra l'Asia e il Sud
Africa.
2008
China Shipping
Development Hong
Kong (Cina);
Shanghai Puyuan
Shipbuilding Co. (Cina)
China Shipping Development Co., attraverso la filiale CS Development
Hong Kong, costituirà una nuova compagnia di navigazione con la
Shanghai Puyuan Shipbuilding Co., joint venture partecipata da
Shanghai International Port (Group) Co. (con il 35% del capitale),
COSCO Bulk Carrier Co. (5%), Brade Industry (Shanghai) (11%) e
Jiali Holdings (Hong Kong) (49%).
2009
Yang Ming (Taiwan);
Egekont Container
Transport (Turchia)
Grand Alliance (GA)
(Internazionale);
ZIM (Israele)
La compagnia di navigazione taiwanese Yang Ming Line ha costituito
una nuova agenzia marittima in Turchia in joint venture con il suo
rappresentante locale Egekont Container Transport.
Le compagnie del consorzio armatoriale Grand Alliance (Hapag-Lloyd,
MISC, NYK e OOCL) hanno siglato un accordo di partnership con
l'israeliana Zim sulla rotta Asia - Mediterraneo orientale/Mar Nero.
2009
Fonte: Nomisma
104
L’internazionalizzazione delle imprese
Infine, numerose operazioni confermano, nel periodo di riferimento, l’interesse dei gruppi
armatoriali a procedere ad intese con operatori terminalisti in un’ottica di integrazione di
filiera.3 Tali accordi e operazioni presentano per i gruppi armatoriali un duplice vantaggio:
se da un lato rispondono all’esigenza di garantire alle rispettive attività di navigazione
servizi portuali personalizzati, a minor rischio di congestione e a costi minori, dall’altro
consentono la commercializzazione dei servizi portuali presso vettori terzi, confermando le
forti sinergie esistenti tra operazioni terminalistiche e di linea.
Molto interessante dal punto di vista dell’ingresso negli asset europei degli operatori di
altre aree geo-economiche, è anche l’acquisizione di minoranza (20% del capitale), portata
a termine dalla compagnia di navigazione israeliana Zim Integrated Shipping Services su
Antwerp Gateway. La società terminalistica del Northern Range, la cui quota è stata ceduta
da A.P. Moller-Maesk, è partecipata anche dal terminalista mediorientale DP World (con il
42,5% del capitale), dal terminalista cinese COSCO Pacific (20%), dal gruppo armatoriale
francese CMA CGM (10%) e dalla tedesca Duisport (7,5%), società che gestisce il porto di
Duisburg.
Zim sta conducendo una politica di espansione: oltre all’acquisizione in Europa, la
compagnia ha potenziato i servizi per il Sud America introducendo uno scalo a Puerto
Cabello, in Venezuela, e inaugurando un servizio feeder sul Rio de La Plata.
Da ultimo si segnala l’ingresso di una compagnia cinese in uno scalo in crescita del
Mediterraneo: China Shipping ha acquisito il 20% del capitale del nuovo terminal
container del porto di Damietta. Il gruppo affianca gli altri azionisti di primo piano tra cui
la società terminalista Terminal Link del gruppo armatoriale francese CMA CGM (che
partecipa con il 20%), il gruppo armatoriale kuwaitiano United Arab Shipping (UASC)
(5%), il gruppo terminalista kuwaitiano KGL Ports International (30%), la Damietta Port
(5%), il gruppo kuwaitiano di investimenti Aref (10%) e il gruppo statunitense General
Electric (10%).
Tra gli accordi di filiera principali ai fini dell’internazionalizzazione delle imprese di
trasporto, si segnalano quelli tra Hamburg Sud e l’egiziana Tabadol e Mesco in Egitto, e
tra China Merchants Group e la vietnamita Vinalines per lo sviluppo di un terminal
container.
3
Allo stesso modo, nel paragrafo relativo agli operatori portuali vengono analizzate le operazioni di
integrazione promosse da questi ultimi verso gli armatori.
105
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 23.
Operazioni di integrazione di filiera realizzate da operatori del trasporto
marittimo containerizzato e operatori terminalisti
Acquirente
Horizon Lines
(USA)
Anno Acquisita
2007 Hawaii
Stevedores
(USA)
China Shipping
(Cina)
2007
KGLI-NM
2008
(Filippine, Paesi
Bassi, Kuwait)
Operazione ed effetti rilevanti
La compagnia di navigazione americana Horizon Lines ha
siglato una lettera d'intenti per acquisire la società terminalistica
e portuale Hawaii Stevedores, Inc. (HSI) di Honolulu. Il valore
della transazione non è stato reso noto.
China Shipping acquisisce il 20% del nuovo container terminal del
porto di Damietta. Il gruppo armatoriale cinese affianca gli altri
azionisti CMA CGM, UASC, KGL Ports International, Damietta
Porto, Aref e General Electric. ll container terminal sarà realizzato e
gestito dalla jv Damietta International Port Co. (DIPCO).
La filippina KGLI-NM ha rilevato la Aboitiz Transport System
(ATS) dal gruppo connazionale Aboitiz Equity Ventures, che
dismette la divisione trasporti. KGLI-NM è una joint venture
partecipata con il 60% dalla compagnia filippina Negros
Navigation Co., e con il 40% dall'olandese KGL Investment
che fa capo al gruppo kuwaitiano KGL Holding.
Damietta
International
Port Co.
(DIPCO)
(Egitto)
Aboitiz
Transport
System Corp.
(Filippine)
CMA CGM
(FR)
2008
Terminal Busan
2-3 (Corea del
Sud)
Evergreen
(Taiwan)
2008
London
Thamesport
(UK)
ECT Delta (NL)
Zim Integrated
Shipping
Service
(Israele)
China Shipping
Container Lines
(CSCL) (Cina)
2007
Antwerp
Gateway (BE)
2008
China Shipping
Terminal
Development
(Cina)
La compagnia di navigazione francese CMA CGM ha acquisito
il 12% del capitale di un nuovo container terminal che sarà
realizzato nel porto sudcoreano di Busan. Il terminal sarà gestito
in partnership con Macquarie, Bouygues, Hyundai, KMTC,
Busan Port Authority e gli operatori locali KUKJE and KCTC.
A seguito dell'accordo di scambio azionario, con il quale il
gruppo terminalista cinese Hutchison Port Holdings è divenuto
azionista della Taranto Container Terminal, Evergreen acquisisce
una partecipazione minoritaria nella filiale di HPH, London
Thamesport, importante container terminal deep-sea nei pressi di
Londra.
(segue) Nell’ambito della stessa operazione, Evergreen acquisisce
una partecipazione minoritaria nella filiale di HPH, ECT Delta,
importante container terminal deep-sea nel porto di Rotterdam.
La compagnia di navigazione israeliana Zim Integrated
Shipping Services ha acquisito il 20% del capitale della società
terminalista Antwerp Gateway, che è stato ceduto dal gruppo
armatoriale danese A.P. Moller-Maesk.
China Shipping Container Lines (CSCL) acquisirà dalla
capogruppo China Shipping (Group) Co. l'intero capitale
azionario della società terminalista China Shipping Terminal
Development Co. (CS Terminal) per 379 milioni di dollari.
Fonte: Nomisma
Tab. 24.
Accordi di integrazione di filiera tra compagnie marittime ed operatori
terminalisti
Anno Partner
2007
106
Oggetto ed effetti dell’accordo
Oslo Marine Group (Norvegia); La russa Oslo Marine Group costituirà una compagnia di
Onega (Russia)
navigazione in collaborazione con la società terminalista Onega di
San Pietroburgo. La nuova compagnia sarà specializzata nel
trasporto di legname in esportazione dalla Russia. Oslo Marine
Group intende creare una rete tra Russia, le nazioni del Baltico e il
Nord Europa.
(continua)
L’internazionalizzazione delle imprese
2008
2008
2008
2007
(segue Tab. 24)
La compagnia di navigazione malese MISC Berhad ha siglato un
accordo di joint venture con la Port Tanjung Pelepas (PTP), che
gestisce il porto di Tanjung Pelepas.
La compagnia di navigazione danese Maersk Line ha siglato un
accordo con Hutchison Ports (UK), filiale britannica del gruppo
Hutchison Port Holdings (HPH) di Hong Kong, per l'utilizzo del
Trinity Terminal del porto inglese di Felixstowe, che è gestito da
Hutchison Ports, da parte delle navi dell'armamento danese.
L'intesa ha una durata di dieci anni.
Hamburg Sud (DE);
Hamburg Sud ha costituito una joint venture con Tabadol e Mesco,
Tabadol, Mesco (Egitto)
denominata Hamburg Sud Maritime Agencies Egypt, con sede ad
Alessandria. Mesco e Tabadol erano in precedenza agenti
rispettivamente di Costa Container Lines e di Hamburg Sud in
Egitto.
China Merchants Group (Cina); China Merchants Group (CMG) ha siglato un accordo con la
Vinalines (Vietnam)
Vietnam National Shipping Lines (Vinalines) che prevede la
collaborazione delle due società allo sviluppo del porto di Ben Ding
Sao Mai, situato nel Vietnam meridionale, a 90 km da Ho Chi Minh
City.
MISC Berhad (Malaysia);
Port Tanjung Pelepas (PTP)
(Malaysia)
Maersk Line (DK);
Hutchison Port Holdings
(HPH) (Cina)
Fonte: Nomisma
Il trasporto marittimo di merce non containerizzata (specialized cargo, ro-ro, rinfuse)
I servizi di trasporto marittimo di merce non containerizzata non presentano generalmente
livelli di concentrazione analoghi a quelli del settore container, in particolare per quanto
riguarda le rinfuse. In quest’ultimo segmento, tuttavia, trova conferma nel periodo di
riferimento il consolidamento di accordi e operazioni di M&A che denotano una
progressiva concentrazione societaria ed un contestuale processo di razionalizzazione dei
servizi.
Nel periodo di riferimento, tra le operazioni di rilievo, si dà notizia - ad esempio – delle
acquisizioni portate a termine sul mercato australiano dal consorzio formato dall’armatore
norvegese Wilh. Wilhelmsen, da Kawasaki Australia (del gruppo giapponese K Line) e dal
fondo Kaplan Funds Management che ha rilevato le attività australiane cedute dal colosso
arabo DP World – e derivanti dall’acquisizione di P&O - con un’operazione della portata
finanziaria di 200 milioni di dollari.
Una compagnia che si è mostrata particolarmente attiva, worldwide, è Eitzen Maritime
Services (EMS): la società norvegese ha siglato un’importante acquisizione in Spagna, con
l’agenzia marittima Provimar – ceduta dal fondo britannico 3i - che porta in dote un
importante network di scali di Spagna, Portogallo, Marocco, Uruguay e Stati Uniti; ha poi
effettuato una campagna di acquisizioni in India e nelle Bermuda, rilevando quote di
minoranza di una serie di joint ventures; e da ultimo, nell’area mediorientale, ha acquisito
107
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
la Seven Seas Shipchandlers di Dubai con le filiali di Gibuti, Bahrain, Oman, Qatar e
Kuwait, con una transazione da 115 milioni di dollari.
Altre compagnie di nazionalità norvegese hanno portato a termine operazioni su mercati
extra-continentali: Hoegh Autoliners ha siglato un accordo con la sudafricana Grindrod per
acquisire una partecipazione nel Maputo Car Terminal del porto di Maputo; mentre Odfjell
ha rilevato dalla connazionale KGJS il restante 50% del capitale azionario della brasiliana
Flumar Transportes de Quìmicos e Gases, di cui ora è unica azionista. L'armatore
norvegese Frontline, inoltre, ha sottoscritto un accordo di partnership con il gruppo
canadese Teekay per unire le flotte all’interno del pool Gemini di Teekay.
Gli operatori norvegesi sono stati anche protagonisti di M&A passive nel settore non
containerizzato, dato che conferma l’appetibilità dell’area scandinava già evidenziata nel
biennio precedente: si porta ad esempio l’acquisizione di Actibe Subsea da parte della
statunitense Trico Marine Services, per 247 milioni di dollari; e della Ocean Rig, il cui
30% è stato acquisito dalla greca DryShips. Tra le acquisizioni più interessanti vi è quella
di J.B. Ugland Shipping (JBUS) da parte della compagnia indiana Siva Ventures per circa
300 milioni di dollari, che conferma l’interesse dei nuovi player cresciuti sui mercati
emergenti per gli operatori delle economie consolidate.
Allo stesso modo, sul mercato interno europeo, si segnala un’operazione interessante per la
nazionalità dell’acquirente e dell’acquisita, che ha visto la polacca Odratrans - compagnia
che opera una flotta di unità fluviali per il trasporto di rinfuse – portare a termine
l’acquisizione della tedesca Deutsche Binnenreederei (DBR). Tale accordo dà vita alla
creazione di una delle compagnie leader del trasporto fluviale in Europa.
Persiste l’interesse degli operatori occidentali verso i mercati in crescita, testimoniato da
molte acquisizioni: si segnala ad esempio l’acquisizione dell’egiziana Ocean Marin
Services da parte dell’olandese SMIT o della cinese Jinhui Shipping and Transportation da
parte della statunitense Genco Shipping & Trading.
Allo stesso tempo, alcuni accordi e operazioni sono stati registrati sui mercati
mediorientali: si ricordano le intese tra la britannica Stolt-Nielsen e la Gulf Navigation
Holding di Dubai; e tra la banca islamica Venture Capital Bank del Bahrain e la cipriota
Lemissoler Shipping Group per la costituzione di una jont venture con sede nell’emirato
arabo.
In tema di privatizzazioni, si segnala poi che il governo bulgaro ha approvato la vendita del
108
L’internazionalizzazione delle imprese
70% del capitale azionario della Navigation Maritime Bulgare (Navibulgar) al consorzio
formato dalle connazionali KG Maritime Shipping e Martrade Shipping + Transport, per
un controvalore di 349 milioni di dollari.
Da ultimo, per quanto concerne gli investimenti portati a termine da soggetti non facenti
parte del settore dei trasporti, si segnala che la società londinese di private equity 3i Group
ha investito oltre 161 milioni di dollari nella Krishnapatnam Port Company (KPC), società
che fa capo al gruppo indiano Navayuga e che ha ottenuto la concessione per la
costruzione e gestione del porto indiano. 3i sta perseguendo il proprio serrato piano di
investimenti nel paese emergente attraverso la controllata indiana 3i India Infrastructure
Fund.
Dal punto di vista macroeconomico, non si può non fare un accenno al fatto che la crisi
globale in atto sta ingenerando ripercussioni anche sul settore dei noli marittimi e dei
derivati finanziari ad essi collegati. Il comparto sta infatti affrontando gli effetti legati al
rallentamento del ciclo economico di colossi emergenti - come India e Cina - che dal 2002
ne hanno sostenuto lo sviluppo. A dimostrazione, si dà conto del fatto che il Baltic
Exchange Dry Index, indice guida dei noli per l’affitto delle navi cargo per il trasporto dry
bulk quotato alla Borsa di Londra, nel novembre 2008 è sceso al livello più basso mai
raggiunto dal febbraio 1999, registrando una variazione negativa dell’1,5%. Tale livello è
inoltre inferiore del 90,3% al picco verificatosi in maggio 2008. I noli sono scesi in molti
casi al di sotto dei costi operativi.
Di seguito si riportano le principali operazioni e gli accordi che hanno avuto luogo nel
comparto, nel periodo di riferimento.
Tab. 25.
Principali operazioni nel segmento del trasporto marittimo non containerizzato
(bulk e rinfuse liquide, …)
Acquirente
Anno Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
Wilhelmsen
Lines
Shipowning
(Norvegia)
Dockwise
(NL)
2007
Eidsiva Rederi
(Norvegia)
2007
Sealift (gruppo
Frontline) (USA)
La compagnia di navigazione norvegese Wilh. Wilhelmsen,
attraverso la filiale Wilhelmsen Lines Shipowning AS, ha
acquisito il 21,5% di Eidsiva, compagnia che fornisce navi garage
alle società del gruppo per un totale di 15,9 milioni di dollari.
Dockwise, compagnia di navigazione olandese che opera una
flotta di 15 navi semisommergibili per il trasporto di carichi
pesanti, ingloberà la Sealift, nuova società nata come spin off
delle attività heavy-lift del gruppo armatoriale Frontline.
Wilh. Wilhelmsen, Kawasaki Australia (gruppo K Line) e
Kaplan Funds Management (KFM) hanno rilevato, unitamente,
le attività australiane cedute da DP World. L’operazione vale
200 milioni di dollari. La transazione comprende:
a) l'acquisizione del 50% del capitale azionario della Oversea
and General Stevedoring Co Pty (O&GS);
(continua)
Wilh.
2007
Wilhelmsen,
"K" Line,
Kaplan Funds
Management
Oversea and
General
Stevedoring Co
(Australia)
109
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
P&O Wharf
Management
(Australia)
Pacific Basin 2007
Shipping
(Cina)
P&O Automotive
and General
Stevedoring (P&O
AGS) (Australia)
Nanjing Longtan
Tianyu Terminal
Company (Cina)
(segue Tab. 25)
b) il 49% della P&O Wharf Management Pty (POWM), società
che a sua volta detiene il 50% della società portuale Australian
Amalgamated Terminals (AAT). DP World ha mantenuto il
51% di quote di POWM;
c) il 75% della società portuale P&O Automotive and General
Stevedoring (P&O AGS), che è stato comprato per circa 115
milioni di dollari.
La compagnia di navigazione Pacific Basin Shipping, attraverso
la filiale Asia Pacific Martime & Infrastructure Group, ha
siglato un accordo con la società pubblica cinese Nanjing Port
Group (NJP) per acquisire il 45% di Nanjing Longtan Tianyu
Terminal Company, nuovo terminal per rinfuse secche nel porto
di Longtan. L'investimento è di 74 milioni di USD, di cui 16 a
carico della Pacific Basin.
Australian Maritime Pacific Basin Shipping di Hong Kong, che ha una flotta di 89
Services (asset)
navi specializzata nel trasporto di rinfuse secche, ha acquisito
(Australia)
l'90% della società di rimorchio Australian Maritime Services
(AMS) di intera proprietà dell'australiana Anglo Ports. AMS
opera principalmente servizi nei porti di Sydney, Melbourne e
Brisbane.
Genco
Shipping
(USA)
2007
Jinhui Shipping
(Cina)
Odratrans
(gruppo
Fundusz
Mistral
Holding)
(PL)
SMIT (NL)
2007
Deutsche
Binnenreederei
(DBR) (DE)
2007
Ocean Marine
Services (Egitto)
The Diamond 2007
Ferry
(Giappone)
Blue Highway Line
West Japan
(Giappone)
Eitzen
Maritime
Services
(EMS)
(Norvegia)
Provimar (ES)
2007
2008
110
Joint ventures
(India)
Joint ventures
(Bermuda)
Seven Seas
Shipchandlers
(Dubai)
La compagnia di navigazione statunitense Genco Shipping &
Trading, specializzata nel trasporto di rinfuse secche ha il
10,2% della cinese Jinhui Shipping and Transportation società
che ha una flotta costituita da 12 portarinfuse.
La società finanziaria polacca Fundusz Mistral, che detiene il
controllo della connazionale Odratrans, compagnia che opera
una flotta di unità fluviali per il trasporto di rinfuse, ha acquisito
una quota di maggioranza della Deutsche Binnenreederei AG
(DBR) di Berlino.
L'olandese SMIT ha comprato il 50% del capitale azionario
dell'egiziana Ocean Marine Services. L'azienda nordafricana
fornisce servizi marittimi a supporto dell'industria offshore.
Il gruppo armatoriale giapponese Mitsui O.S.K. Lines (MOL)
ha annunciato la fusione e il rebranding delle filiali The
Diamond Ferry Co.e Blue Highway Line West Japan, che
operano servizi traghetto in Giappone. Le società opereranno
sotto il solo marchio The Diamond Ferry Co.
EMS ha acquisito la provveditoria marittima Provimar, presente
in 27 porti in Spagna, Portogallo, Marocco, Uruguay e Stati
Uniti. La transazione ha un valore di 31 milioni di euro.
EMS ha acquisito quote di minoranza in una serie di joint
venture con sede in India.
EMS ha acquisito quote di minoranza in una serie di joint
venture con sede nelle Bermuda.
La norvegese Eitzen Maritime Services ASA (EMS) acquisirà
la Seven Seas Shipchandlers LLC di Dubai e le sue filiali di
Gibuti, Bahrain, Oman, Qatar e Kuwait. La transazione vale 115
milioni di dollari.
(continua)
L’internazionalizzazione delle imprese
Samskip
(Islanda)
2007
Camillo
Eitzen & Co
(Norvegia)
2007
Inchcape
(UK)
2007
Norddeutsche 2007
Reederei
(DE)
Hubline
(Malaysia)
2007
PT Berlian
2007
Laju Tanker
(Indonesia)
Trico Marine 2007
Services
(USA)
Louis
2007
Dreyfus (FR)
DryShips
2007
(GR)
Vroon (NL)
2007
Torm (DK)
2008
Excel
Maritime
Carriers
(Bermuda)
Palmali
Shipping
(Turchia)
2008
2008
(segue Tab. 25)
Team Lines (gruppo La compagnia di navigazione Samskip ha comprato le attività
Delphis) (DE)
door-to-door della Team Lines. Team Lines focalizzerà la
propria attività sul trasporto marittimo e garantirà slot a Samkip.
Dampskibsselskabet L'armamento norvegese Camillo Eitzen & Co ha comprato il
Orion (DK)
93,1%
della
compagnia
di
navigazione
danese
Dampskibsselskabet Orion, al prezzo complessivo di otto
milioni di dollari.
Oceania Maritime
La londinese Inchcape Shipping Services (ISS) ha comprato
Services (Australia) l'intero capitale azionario dell'agenzia marittima australiana
Oceania Maritime Services Pty. (OMS), che è stato ceduto dalla
P&O Maritime Services.
Reederei Karl
La compagnia armatoriale tedesca Norddeutsche Reederei
Schlüter (DE)
Holding ha acquisito la connazionale Reederei Karl Schlüter &
Co. Attualmente Norddeutsche Reederei ha una flotta costituita
da 55 navi.
Highline Shipping
La compagnia di navigazione Hubline ha siglato un accordo per
(Malaysia)
acquisire il restante 49,77% del capitale azionario della Highline
Shipping non ancora in suo possesso. Il vettore malese aveva
comprato il 50,23% della Highline nel febbraio 2007. La flotta
della Highline è specializzata nel trasporto di rinfuse secche.
Chembulk Tankers La società armatoriale indonesiana PT Berlian Laju Tanker Tbk
(USA)
comprerà la statunitense Chembulk Tankers LLC per 850
milioni di dollari.
Active Subsea
L'americana Trico Marine Services, che ha una flotta a servizio
(Norvegia)
dell'industria petrolifera e gasiera offshore, ha comprato l'intero
capitale azionario della norvegese Active Subsea per circa 247
milioni di dollari. L'azienda norvegese opera nel medesimo
settore ed è specializzata nelle attività di manutenzione e
riparazione con l'utilizzo di ROV (Remote Operated Vehicles).
Fairmount Marine
La francese Dreyfus Armateurs ha acquisito la Fairmount
(NL)
Marine, società di Rotterdam.
Ocean Rig
La greca DryShips ha comprato il 30,4% circa del capitale
(Norvegia)
azionario della Ocean Rig ASA, compagnia norvegese che
possiede e gestisce le navi per perforazioni in grado di operare
in acque profonde attualmente noleggiate alla ExxonMobil e
alla Shell.
Nomis Shipping
L'olandese Vroon ha siglato un accordo per comprare la
(UK)
britannica Nomis Shipping, società con uffici ad Aberdeen e
Singapore che opera una flotta di navi appoggio per l'industria
offshore.
FR8 (Singapore)
La danese Torm ha comprato il 50% del capitale azionario della
compagnia di navigazione FR8 Holdings Pte. dalla FR8 Ltd.,
filiale della trading company Projectorc che opera nel settore
petrolifero.
Quintana Maritime Excel Maritime Carriers, società di navigazione con sede alle
(GR)
Bermuda quotata alla Borsa di New York, comprerà l'intero
capitale azionario della greca Quintana Maritime per circa 2,45
miliardi di dollari.
JRB (Serbia)
La società di ship management turca Palmali Shipping ha
annunciato di aver vinto la gara per la privatizzazione del 70%
della società di navigazione serba AD Jugoslovensko Recno
Brodarstvo (JRB), che opera servizi fluviali sul fiume Dunai
con una flotta di 210 imbarcazioni dedicate principalmente al
trasporto delle merci.
(continua)
111
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Hoegh
Autoliners
(Norvegia)
2008
Maputo Car
Terminal
(Sudafrica)
Odfjell
(Norvegia)
2008
Flumar Trasnportes
de Quìmicos e
Gases (Brasile)
Finnlines
2008
(gruppo
Grimaldi
Napoli) (FI)
Siva
2008
Ventures
(SVL) (India)
Nordic Forest
Terminals (asset)
(UK)
Hanjin
Shipping
(Corea del
Sud)
2008
Keoyang Shipping
(Corea del Sud)
KG Maritime 2008
Shipping;
Martrade
Shipping +
Transport
(BG)
AP Moller
2008
Maersk
(DK)
Navigation
Maritime Bulgare
(Navibulgar) (BG)
J.B. Ugland
Shipping (JBUS)
(Norvegia)
Hoegh Autoliners
(Norvegia)
Swift Tankers
Management
(Canada)
Interstream
2008
Barging (NL)
Vopak Barging
Europe (NL)
General
Maritime
Corporation
(GenMar)
(USA)
Stena Bulk
(SE)
2008
Arlington Tankers
(Bermuda)
2008
Paradise Tankers
Holding (GR)
112
(segue Tab. 25)
La norvegese Höegh Autoliners ha siglato un accordo con la
sudafricana Grindrod per acquisire una partecipazione nel
Maputo Car Terminal del porto di Maputo. Il terminal in futuro
potrà essere ampliato fino ad una capacità di 255.000 auto
all'anno.
La compagnia di navigazione norvegese Odfjell ha rilevato
dalla connazionale Kristian Gerhard Jebsen Skibsrederi (KGJS)
il restante 50% del capitale azionario della brasiliana Flumar
Transportes de Quìmicos e Gases, di cui ora è unica azionista.
Finnlines, società di navigazione controllata dal gruppo
Grimaldi di Napoli, ha siglato accordi per comprare dalla
Nordic Forest Terminals quattro navi ro-ro. Il valore
complessivo della transazione ammonterà a 121 milioni di euro.
Siva Ventures (SVL), filiale del gruppo indiano Sterling
Infotech Group, ha comprato la società di navigazione
norvegese J.B. Ugland Shipping (JBUS), che è stata ceduta
dalla J.B. Ugland Holding per circa 300 milioni di dollari.
La società armatoriale sudcoreana Hanjin Shipping ha
annunciato la fusione per incorporazione della filiale Keoyang
Shipping. Principale motivo è una riorganizzazione delle attività
tesa ad evitare la sovrapposizione delle attività di trasporto e a
sviluppare la flotta rinfusiera. Con l'operazione Hanjin Shipping
prenderà possesso di 17 navi portarinfuse, di cui 13 di proprietà
della Keoyang Shipping.
Il governo bulgaro ha approvato la vendita del 70% del capitale
azionario della Navigation Maritime Bulgare (Navibulgar) al
consorzio formato dalla KG Maritime Shipping e dalla
Martrade Shipping+Transport, che acquisterà la quota per 349
milioni di dollari.
AP Moller-Maersk ha acquisito il 37,5% della norvegese Hoegh
Autoliners, compagnia di navigazione specializzata nel
trasporto di autovetture di cui Leif Hoegh & Co. resterà il
principale azionista. Con l'acquisizione, 18 car carrier del
gruppo danese confluiranno nella flotta del vettore norvegese.
Il gruppo armatoriale danese AP Moller Maersk ha siglato un
accordo per acquisire la quota pari al 50% detenuta
dall'armamento canadese Teekay Corp. nel pool Swift Tankers
Management che i due partner armatoriali avevano costituito
alla fine del 2006.
Il gruppo olandese Royal Vopak ha ceduto la filiale Vopak
Barging Europe che opera una flotta di circa 40 chiatte alla
Interstream Barging, joint venture costituita dalla stessa Vopak
e dalla connazionale Van der Sluijs Groep.
General Maritime Corporation (GenMar) e Arlington Tankers
procederanno alla fusione, tramite scambio azionario. GenMar
deterra il 73% della nuova compagnia e Arlington Tankers il
27%.
La compagnia armatoriale svedese Stena Bulk ha comprato il
35% del capitale azionario della compagnia di navigazione
greca Paradise Tankers Holding con una transazione di 250
milioni di dollari.
(continua)
L’internazionalizzazione delle imprese
Royal
Boskalis
Westminster
(NL)
2008
Stolt-Nielse
(NL)
2008
V.Ships
(UK)
2009
(segue Tab. 25)
Il gruppo olandese Royal Boskalis Westminster ha elevato la
propria partecipazione nella Smit Internationale al 20,01% del
capitale azionario della società, che opera servizi di rimorchio,
salvataggio e trasporto. In precedenza, Boskalis deteneva il
10,5%.
Taby (asset) (DE)
Il gruppo armatoriale Stolt-Nielsen ha siglato un accordo per
acquisire la flotta di 5.000 container cisterna dalla tedesca Taby.
La flotta entrerà a far parte della divisione Stolt Tank Container
(STC).
International
V.Ships ha acquisito da Wilhelmsen Ship Management (WSM),
Tanker
del gruppo armatoriale norvegese Wilh. Wilhelmsen, la filiale
Management (ITM) International Tanker Management (ITM) di Dubai. Attualmente
(gruppo Wilh.
ITM opera la gestione di 45 navi.
Wilhelmsen)
(Dubai)
Smit Internationale
(NL)
Fonte: Nomisma
Tab. 26.
Anno
2007
2008
Accordi tra compagnie nel segmento del trasporto marittimo non containerizzato
(bulk e rinfuse liquide, …)
Partner
Mineral Transport Holdings
(Gruppo Restis) (GR);
Constellation Bulk Energy
Holdings (gruppo Constellation
Energy) (USA)
Delphin Shipping (Singapore);
Entraco Venture Corp.
(Singapore)
2008
China Shipping (Cina);
Baosteel Trading (Cina)
2008
CMA CGM (FR);
Baleària (ES)
2008
Venture Capital Bank (VC
Bank) (Bahrain);
Lemissoler Shipping Group
(CY)
2008
Overseas Shipholding Group
(OSG) (USA);
Seaarland Shipping (Gruppo
Zucchelli) (IT)
Oggetto ed effetti dell’accordo
La Mineral Transport Holdings, società che fa capo al gruppo
greco Restis, ha costituito la joint venture Bulk Energy Transport
con la statunitense Constellation Bulk Energy Holdings (gruppo
Constellation Energy) con l'obiettivo di formare una flotta di
bulkcarrier per il trasporto di carbone ed altre rinfuse.
La Dolphin Shipping Co., società interamente di proprietà della
SembCorp Marine, ha costituito una joint venture 50:50 con la
Entraco Venture Corporation Pte Ltd di Singapore che avrà una
flotta di navi appoggio. La nuova società sarà denominata
Dolphin Workboats Pte Ltd.
China Shipping Development Co., compagnia del gruppo
armatoriale China Shipping, ha costituito una joint venture con
Baosteel Trading Co. (del gruppo siderurgico cinese Baosteel)
che sarà dedicata al trasporto marittimo di rinfuse secche, in
particolare all'importazione in Cina di minerale di ferro.
La compagnia di navigazione spagnola Baleària ha costituito una
joint venture 50:50 con il gruppo armatoriale francese CMA
CGM. Baleària Sur Comanav effettuerà servizi marittimi tra
Francia, Italia, Spagna e Nord Africa, collegando i porti
marocchini di Tangeri Nador e Alhucemas con quelli spagnoli di
Algeciras e Almería, con lo scalo francese di Séte e con i porti
italiani di Savona e Genova.
La banca islamica Venture Capital Bank (VCBank) del Bahrain,
e la società cipriota Lemissoler Shipping Group costituiranno in
joint venture la nuova compagnia di navigazione Lemissoler
Maritime Company, con sede nel Bahrain. Il progetto prevede un
investimento di 166 milioni di dollari.
L'americana Overseas Shipholding Group (OSG) e l'olandese
Seaarland Shipping Management (Gruppo italiano Zacchello)
hanno costituito il nuovo pool Suezmax International,
inizialmente dotato di quattro petroliere Suezmax e
successivamente di altre sette unità in costruzione.
(continua)
113
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
2008
Stolt-Nielsen (UK);
Gulf Navigation Holding PJSC
(Dubai)
2008
Ceylon Shipping Corp. (CSCL)
(Ceylon);
Pyrros Vardinoyannis (GR)
2008
Bocimar (BE);
Conti 7 (Gruppo Conti-Lines)
(BE)
2008
Mitsui O.S. K. Lines (MOL)
(Giappone);
Mitsui O.S. K. Lines (MOL)
Tokyo Marine Co. (Giappone)
Frontline (Norvegia);
Teekay Corporation (Canada)
2008
(segue Tab. 26)
Il gruppo armatoriale Stolt-Nielsen (SNSA), attraverso la filiale
Stolt-Nielsen Indian Ocean and Middle East Service, ha
costituito due joint venture paritetiche con la Gulf Navigation
Holding PJSC di Dubai. Le due società gestiranno una flotta
costituita da sei nuove navi chimichiere.
La compagnia di navigazione pubblica singalese Ceylon
Shipping Corporation Ltd. (CSCL) ha siglato un accordo di joint
venture con l'armatore greco Pyrros Vardinoyannis per operare
congiuntamente nel settore del trasporto delle rinfuse liquide e
del bunkeraggio. La nuova società è denominata CSC Kandia.
Le società di navigazione belghe Bocimar International e Conti 7
(gruppo Conti-Lines) hanno costituito la joint venture BoConti
Shipping NV che opererà nel settore delle rinfusiere Handysize
(25.000 - 45.000 tonnellate di portata lorda).
Il gruppo armatoriale giapponese Mitsui O.S. K. Lines (MOL) ha
costituito una nuova organizzazione con la connazionale Tokyo
Marine Co. nel settore del trasporto di rinfuse liquide.
L'armatore norvegese Frontline e il canadese Teekay hanno
stretto un accordo di partnership per unire le flotte. La flotta navi
cisterna Suezmax della Frontline entrerà a far parte del pool
Gemini di Teekay.
Fonte: Nomisma
Da ultimo si dà notizia della stipula di accordi e protocolli di intesa di carattere
governativo. Si segnala, in primo luogo, come dopo alcuni anni sia divenuto operativo
l’accordo sul trasporto marittimo siglato nel 2002 tra Unione Europea e Cina, che prevede
maggiore collaborazione tra i due governi e il pacchetto liberalizzazione che implica
l’apertura dei mercati dei servizi marittimi, il libero accesso a navi e rotte e il trattamento
paritario nell'uso dei porti e la libera presenza degli operatori.
Nel periodo di riferimento, ha avuto luogo anche lo storico accordo di Cina e Taiwan sui
collegamenti marittimi diretti. E, sempre con riguardo alla Cina, si evidenzia
un’operazione di privatizzazione: il gruppo China Merchants Holdings di Hong Kong ha
proceduto all’acquisizione del 45% del capitale della società Zhanjiang Port, scalo di
interesse per i traffici di rinfuse, di cui la municipalità mantiene il restante 55%.
L’operazione è interessante se contestualizzata nel quadro economico e politico cinese, che
fino ad oggi mira a mantenere un forte controllo pubblico sugli asset strategici.
Infine, rilevante, in considerazione dei governi interessati, è l’accordo dei governi di Iran e
Cuba per la costituzione di una nuova compagnia.
Lo scenario italiano
Con riferimento al mercato italiano, l’ultimo biennio è stato caratterizzato da un numero
114
L’internazionalizzazione delle imprese
esiguo di operazioni. Le acquisizioni e gli accordi registrati sono imputabili
prevalentemente ad operazioni estero su Italia, con una prevalenza del ruolo delle
compagnie tedesche nel processo di ingresso sul mercato nazionale.
Tra le operazioni che hanno avuto maggiore impatto sull’assetto del comparto, si segnala
quella con cui Hamburg Sud ha acquisito le attività di Costa Container Lines (CCL),
cedute da GF Group. Hamburg Sud ha ora messo in atto il rebranding delle attività di CCL
che, dopo l’acquisizone, verranno operate con il marchio tedesco.
Per quanto riguarda i processi di integrazione di filiera, sempre una compagnia tedesca,
Rickmers-Linie, è entrata in partnership con il gruppo Gavio e Finterminal acquisendo il
12,5% del capitale azionario della Terminal San Giorgio (TSG), società di proprietà delle
due aziende italiane che opera il terminal multipurpose di Ponte Libia nel porto di Genova.
Dall’ingresso in partecipazione nel terminal, la compagnia tedesca si attende in particolare
uno sviluppo dei servizi operati tra Medio Oriente, India e Sud Est asiatico.
Dopo le attività di ristrutturazione già segnalate nel biennio precedente, Italia Marittima
(ex Lloyd Triestino) è stata incorporata dalla controllante - il gruppo taiwanese Evergreen,
quarto operatore mondiale - nel nuovo brand Evergreen Line, che raggruppa quattro
società controllate dal gruppo; le altre compagnie coinvolte nell’operazione, già filiali del
gruppo, sono di nazionalità taiwanese, cinese e britannica.
Da ultimo, si dà notizia dell’ingresso del colosso svizzero MSC, secondo armatore
container mondiale, nel capitale del Roma Terminal Container (RTC) nel porto di
Civitavecchia, tramite acquisizione di quote societarie detenute dall’imprenditore
Ferdinando Bitonte.
Tab. 27.
Principali operazioni riguardanti compagnie marittime sul mercato italiano
Acquirente
Anno
Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
Taiwan Evergreen
(Taiwan)
2007
Italia Marittima
(IT)
Taiwan Evergreen incorpora sotto il nuovo nome di
Evergreen Line quattro società tra cui Italia Marittima (ex
Lloyd Triestino). Le altre compagnie coinvolte sono:
Evergreen Marine (Taiwan), Hatsu Marine (Regno Unito) e
Evergreen Marine (Hong Kong).
Gruppo
Italcementi (IT)
2007
Sider Navi (IT)
Italcementi attraverso Medcem entra con il 20% in Sider
Navi, affiancando i soci Duferco, Premuda, Romeo Group e
Nina Finance. Con il closing dell'operazione, la
partecipazione in capo a Premuda sarà trasferita alla
controllante Navigazione Italiana.
(continua)
115
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
(segue Tab. 27)
Hamburg Sud
(DE)
2007
Costa Container
Lines (IT)
La tedesca Hamburg Süd ha acquisito le attività dell'italiana
Costa Container Lines (CCL), che nel 2006 hanno generato
ricavi per circa 440 milioni di euro ed hanno riguardato il
trasporto di un volume di container pari a circa 360mila teu.
L'accordo è siglato con l'italiana GF Group, che controlla la
Costa Container Lines. Dal 2009 tutte le attività sono
operate con il marchio Hamburg Süd.
Rickmers-Linie
(DE)
2008
Terminal San
Giorgio (TSG)
(IT)
La compagnia di navigazione tedesca Rickmers-Linie è
entrata in partnership con il gruppo Gavio e con la
Finterminal del gruppo Scerni acquisendo il 12,5% del
capitale azionario della Terminal San Giorgio (TSG), società
di proprietà delle due aziende italiane che opera il terminal
multipurpose di Ponte Libia nel porto di Genova.
Med Reefer Sud
America (Clerici
Logistics Group)
(IT)
2008
XM Global
(Argentina)
Clerici Logistics Group, attraverso la filiale Med Reefer Sud
America, ha acquisito una partecipazione nella XM Global,
azienda che fa capo ad alcuni imprenditori logistici argentini
per espandere le attività nel mercato argentino e cileno.
MSC (Svizzera)
2008
Roma Container
Terminal (RTC)
(IT)
La compagnia armatoriale svizzera MSC ha acquisito le
quote del Roma Terminal Container (RTC) nel Porto di
Civitavecchia detenute dall’imprenditore Ferdinando
Bitonte.
Fonte: Nomisma
In tema di accordi Italia su estero, si segnala il dinamismo del gruppo Clerici Logistics che
ha rafforzato la propria posizione sui mercati internazionali: in Argentina, la controllata
Med Reefer Sud America è stata nominata agente generale per la francese ETB Seafrigo,
mentre Med Refeer Italia è stata nominata agente generale per la danese Lauritzeen Cool
Logistics (LCL), colosso del reefer shipping mondiale. Il gruppo è stato anche
protagonista, nel periodo di riferimento, di un’operazione di espansione nel mercato
argentino e cileno, attraverso l’acquisizione di una quota di partecipazione nella XM
Global, azienda che fa capo ad alcuni investitori argentini nel settore logistico.
Tra le compagnie che hanno raggiunto intese finalizzate all’attivazione di servizi di
autostrade del mare vi sono, invece, il Gruppo Grimaldi di Napoli e la spagnola Flota
Suardiaz che hanno costituito una joint venture per la gestione di un servizio congiunto tra
Livorno e Barcellona.
Con riferimento alle intese estero su Italia, invece, si segnala in particolare l’accordo di
filiera tra la compagnia israeliana Zim Integrated Shipping Services e i porti italiani di
Palermo e Catania, per operare un servizio feeder settimanale in rotazione sui due scali
siciliani e sui porti nazionali di Livorno e Napoli.
116
L’internazionalizzazione delle imprese
Tab. 28.
Accordi di partnership e joint venture riguardanti il segmento del trasporto
marittimo sul mercato italiano
Anno
2008
Partner
ETB Seafrigo (FR);
Med Reefer Sud America
(Clerici Logistics Group) (IT)
Oggetto ed effetti dell’accordo
La francese ETB Seafrigo, nota per il suo network internazionale
dedicato ai contenitori groupages di prodotti alimentari, ha
nominato la controllata del gruppo italiano Clerici Logsitics, Med
Reefer Sud America, suo agente in Argentina.
2008
Laurtitzen Cool Logistics
(LCL) (DK);
Med Reefer Italia (Clerici
Logistics Group) (IT)
Med Reefer Italia, società del gruppo Clerici Logistics, è stata
nominata agente generale di Lauritzeen Cool Logistics (LCL).
2008
Overseas Shipholding Group
(OSG) (USA);
Seaarland Shipping (Gruppo
Zucchelli) (IT)
2008
Zim Integrated Shipping
Services (Israele);
Porto di Catania, Porto di
Palermo (IT)
Hamburg Sud (DE);
Gruppo Gallozzi (IT)
L'americana Overseas Shipholding Group (OSG) e l'olandese
Seaarland Shipping Management (Gruppo italiano Zacchello)
hanno costituito il nuovo pool Suezmax International, inizialmente
dotato di quattro petroliere Suezmax e successivamente di altre
sette unità in costruzione.
L'israeliana Zim Integrated Shipping Services ha stretto un accordo
con i porti italiani di Palermo e Catania per operare il nuovo
servizio feeder su base settimanale che prevede la rotazione
Catania, Palermo, Livorno, Napoli.
Hamburg Sud ha costituito una joint venture con il Gruppo Gallozzi
di Salerno, denominata Hamburg Sud Agency South Italy (HSASI).
La nuova società raccoglie l'eredità di due agenzie che cesseranno
l'attività: Costamar (agente di Costa Container Lines) e Joint
Maritime Agencies, precedente agente di Hamburg Sud.
Il Gruppo Grimaldi e la spagnola Flota Suardiaz hanno siglato un
accordo per una joint venture finalizzata allo sviluppo delle
Autostrade del Mare tra Italia e Spagna, in particolare tra i porti di
Livorno e Barcellona. La nuova società si chiamerà GrimaldiSuardiaz.
2008
2008
Gruppo Grimaldi (Napoli)
(IT);
Flota Suardìaz (ES)
Fonte: Nomisma
Quanto alle intese governative, è di interesse l’accordo messo a punto tra Italia e Egitto
sulla navigazione e il trasporto marittimo, che intende favorire l’apertura di nuove
autostrade del mare e il potenziamento di quelle esistenti, nonché lo sviluppo dei trasporti
marittimi di corto raggio di merci e passeggeri.
1.2.2. Il settore portuale
Lo scenario internazionale
L’attenzione di questa sezione si concentra sugli attori del mercato le cui strategie di
crescita inducono ad un grande numero di operazioni di M&A ed accordi nel settore
portuale. Segnatamente si tratta di enti portuali o imprese terminaliste di:
- porti con funzione prevalente o rilevante di hub per il transhipment di carichi
containerizzati, all’interno di un network hub and spoke (ad esempio, Singapore,
Dubai, Gioia Tauro);
117
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
-
scali interessati da primari servizi di linea point to point, di attività general cargo,
specialized cargo, ro-ro oltre che container, sostanzialmente a vocazione merceologica
mista (si pensi ai principali porti del Nord Europa, quali Amburgo, Anversa,
Rotterdam);
scali caratterizzati da una rilevante specializzazione in una data merceologia (rinfuse,
idrocarburi, ….) o da una specifica tipologia di trasporto marittimo (ro-ro o specialized
cargo con tankers, bulk carriers, car carriers, ...), riconducibili a fattori quali
l’evoluzione storica, la prossimità al luogo di origine/estrazione o al mercato di
destinazione, la scelta strategica,…4.
-
Nella tabella che segue è riportata la classifica dei primi 20 porti a livello mondiale per
movimentazione di contenitori. Vi rientra la tipologia di scali di cui ai primi due punti
precedenti; sono invece escluse le attività di movimentazione di merce non condizionata in
container.
Tab. 29.
Rank
2007
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
La movimentazione dei 20 porti leader nel traffico container, anno 2007 e
variazione percentuale sull’anno precedente
Rank
var
Porto
Nazionalità
TEU 2007
2006
2007/06
1
Singapore
Singapore
27.935.500
12,7%
3
Shanghai
Cina
26.150.000
20,5%
2
Hong Kong
Cina
23.990.000
1,9%
4
Shenzhen
Cina
21.099.000
14,2%
5
Busan
Sud Corea
13.270.000
10,3%
7
Rotterdam
Paesi Bassi
10.800.000
12,5%
8
Dubai
UAE
10.700.000
19,9%
6
Kaohsiung
Taiwan
10.256.829
4,9%
9
Hamburg
Germania
9.890.000
11,6%
11
Qingdao
Cina
9.462.000
22,9%
13
Ningbo-Zhousan
Cina
9.360.000
32,4%
15
Guangzhou
Cina
9.259.000
39,2%
10
Los Angeles
USA
8.355.039
-1,4%
14
Anversa
Belgio
8.176.164
16,5%
12
Long Beach
USA
7.316.465
0,4%
16
Port Klang
Malaysia
7.120.000
13,0%
17
Tianjin
Cina
7.103.000
19,4%
19
Tanjung Pelepas
Malaysia
5.500.000
15,3%
18
New York/New Jersey USA
5.299.105
4,1%
20
Bremerhaven
Germania
4.900.000
11,4%
Fonte: Container Management e ci online, luglio 2008
4
Come è noto, è questo il caso di diversi scali portuali italiani.
118
L’internazionalizzazione delle imprese
A due anni di distanza dal precedente Rapporto sull’internazionalizzazione, emergono
alcuni elementi di novità circa il posizionamento competitivo dei porti a livello globale.
Tra i dati più interessanti vi è il fatto che il porto di Hong Kong non conferma il primato a
livello globale ed anzi, già dal 2006, scende nella graduatoria in terza posizione. Il porto di
Singapore raggiunge invece il primo posto nella classifica mondiale con quasi 28 milioni
di teu movimentati nell’anno ed una crescita nella movimentazione del 12,7% dal 2006 al
2007.
La performance più sostenuta è ancora una volta da attribuire al sistema portuale cinese,
che ha registrato una variazione annua complessiva pari al +22%5; crescono anche gli altri
porti asiatici, con ottimi risultati per gli scali malesi di Tanjung Pelepas (+15%) e Port
Klang (+13%). Superano la battuta d’arresto registrata nel biennio passato sia il porto
taiwanese di Kaohsiung (+5% contro -2,5% del 2005) sia quello sudcoreano di Busan
(+10,3% contro -5%), che negli ultimi anni hanno messo in atto strategie di contrasto nei
confronti dei porti cinesi competitor riuscendo a inserirsi con successo nelle direttrici di
traffico tra Far East e Occidente. In tale contesto, il sistema portuale giapponese ha messo
in atto misure per contrastare il dinamismo dei porti asiatici nel comparto container
attraverso accordi di cooperazione siglati tra i principali scali del paese: Tokyo, Yokohama
e Kawasaki.
In Medio Oriente, il porto di Dubai migliora ulteriormente la performance rispetto agli alti
livelli di crescita del passato recente, con un aumento percentuale della movimentazione
container pari al 20%, contro il 18% del 2005. Mentre in Occidente, dove i porti europei di
Anversa, Amburgo, Bremerhaven e Rotterdam registrano complessivamente una crescita
interessante (+13%), gli scali statunitensi segnano una evidente battuta d’arresto, con una
peformance complessiva che non arriva ad un punto di crescita percentuale (0,6%), e con
risultati negativi per lo scalo di Los Angeles (-1,4%), che nella classifica mondiale scende
dalla 10° alla 13° posizione.
La crisi globale in atto ha tuttavia influenzato il volume dei traffici dei maggiori porti
container. Tra i porti asiatici, si segnala che i dati di gennaio 2009 mostrano una flessione a
doppia cifra sia in Asia, sia in Europa. Il primo dato negativo è imputabile a Hong Kong,
che ha registrato una flessione del 23,3% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente,
scendendo sotto la soglia dei 2 milioni di teu. La stessa dinamica ha interessato il primo
porto a livello globale, Singapore (-19,6%).
5
Il dato esclude il porto di Hong Kong (crescita pari a +1,9), in quanto scalo maturo e pertanto estraneo alla
recente dinamica di crescita della regione cinese.
119
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Come già segnalato in passato, è sempre maggiore l’interesse dei soggetti investitori nel
settore portuale.
Tra i soggetti più attivi nel periodo di riferimento emerge per diversificazione regionale
degli investimenti, il fondo australiano Babcock & Brown, che attraverso varie società
controllate, ha condotto un’intensa campagna acquisti in Europa, Scandinavia e negli Stati
Uniti, rilevando:
- in Belgio, una quota di maggioranza nella Manuport Group, che opera nei porti di
Anversa e Gand, e il 43% del capitale azionario del Westerlund Group, azienda
portuale e logistica a servizio dell'industria della carta con uffici in Europa e in Asia; in
Germania, il 50% del capitale azionario di Seehafen Rostock (SHRU), che opera nel
porto di Rostock; nel Regno Unito il 19,6% del gruppo portuale britannico Forth Ports;
e da ultimo, in Italia il 50,3% del capitale azionario di Terminal Rinfuse Italia Spa
(TRI) per 79 milioni di dollari;
- in Finlandia, l'intero capitale di Rauma Stevedoring, specializzata nel traffico
containerizzato, e Botnia Shipping, che gestisce tutte le attività del porto di Pietarsaari
ed è specializzata nei traffici di carta e prodotti forestali;
- negli Stati Uniti, il 50% di ICS Logistics, che opera nel porto di Jacksonville, nel quale
movimenta il 78% del traffico complessivo dello scalo.
Rilevanti sul mercato americano, sono invece le acquisizioni portate a termine dal gruppo
statunitense AIG Global Investment Group: in particolare, della connazionale Amports ceduta da un altro fondo, il Lincolnshire Equity Fund III - e di Marine Terminal
Corporation (MTC), operatore portuale che opera 32 terminal della Costa occidentale.
AIG, che controlla il leader terminalista Ports America, ha siglato con Marine Terminals e
Amports un accordo in base al quale verrà creata la più grande società terminalistica
americana denominata Ports America Group. Come si ricorderà dalle edizioni precedenti di
questo Rapporto, Ports America era nata dalle attività statunitensi ottenute da DP World
nell’ambito dell’acquisizione degli asset del colosso P&O; tali asset sono stati poi ceduti
ad AIG, in seguito alle pressioni politiche interne dovute al fatto che una compagnia araba
controllasse i principali porti degli Stati Uniti. Nel 2009 inoltre Ports America si è
aggiudicata, in joint venture con Terminal Investments, il contratto di concessione relativo
ad un container terminal del porto di Oakland, la cui durata - cinquantennale - è inusuale
per gli scali americani e crea un interessante precedente.
Allo stesso tempo sul mercato europeo, RREEF, divisione di Deutsche Bank dedicata agli
investimenti in infrastrutture di trasporto, ha acquisito il 25% dell'operatore portuale del
120
L’internazionalizzazione delle imprese
porto di Lubecca, per 30 milioni di euro; mentre il fondo di private equity britannico,
Global Infrastructure Partners, porta a termine i propri progetti di espansione al di fuori
del continente, acquisendo il 25% del capitale del porto indiano Chennai Container
Terminal ed entrando così in partnership con il colosso arabo DP World che ne detiene la
maggioranza.
Alcuni primari operatori extraeuropei hanno condotto strategie finalizzate
consolidamento della propria posizione o all’apertura di nuovi mercati in Europa.
al
-
Il primo è il caso dell’accordo tra il colosso cinese Hutchison Port Holdings (HPH) e il
gruppo armatoriale giapponese Nippon Yusen Kaisha (NYK) che hanno effettuato uno
scambio azionario con cui HPH diventerà azionista di maggioranza del Ceres
Container Terminals Europe (CTE) di Amsterdam e NYK avrà una quota di minoranza
nello Europe Container Terminals (ECT) di Rotterdam.
-
Il secondo è quello di Zim Port, divisione portuale di Zim, compagnia marittima
israeliana, che ha stretto, di fatto, una partnership strategica con il gruppo arabo DP
World, acquisendo il 40% della spagnola Contarsa che ha in concessione il Terragona
Container Terminal; al momento dell’acquisizione il 60% del capitale era stato da poco
rilevato da DP World. Il takeover delle due imprese su Contarsa ha come obiettivo lo
sviluppo del terminal come hub regionale, anche in considerazione delle possibilità di
integrazione modale che il terminal offre grazie all’efficiente connessione con la rete
ferroviaria spagnola.
Allo stesso tempo DP World continua nella strategia di rafforzamento della propria
posizione sui mercati emergenti. Si pensi ad esempio:
- al takeover sul Chennai Container Terminal (CCTL), che gestisce il porto indiano di
Chennai, tramite acquisizione di quote utleriori;
-
-
all’operazione di acquisizione del 48,5% del capitale azionario della mozambicana
Portus Indico, che controlla la società che gestisce i porti di Maputo e Matola; il
terminalista arabo è già presente nel porto di Maputo attraverso la società che opera il
container terminal del porto, la Maputo International Port Services (MIPS);
al raggiungimento del controllo del container terminal Qasim International Container
Terminal Pakistan (QICT), tramite acquisizione di una quota ceduta dall'olandese APM
Terminals, società che gestisce il container terminal del porto pakistano di Port Qasim.
Anche APM Terminals, controllata dal gruppo armatoriale danese A.P. Moller-Maersk, ha
mostrato un forte attivismo sui mercati in crescita, acquisendo il controllo del consorzio
121
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Alinport, che sta realizzando un nuovo porto container in Ecuador, e di Cearà Terminal
Operator (CTO), che opera il porto brasiliano di Pecém; e infine raggiungendo una quota
pari a circa il 30% di South Asia Gateway Terminals (SAGT) – società attiva nel porto di
Colombo - ceduta da Asian Development Bank, attraverso acquisizione di quote ulteriori.
Molti operatori europei hanno condotto strategie di espansione in regioni già presidiate. E’
il caso:
- della società terminalista olandese APM Terminals – del gruppo armatoriale danese AP
Moller-Maersk - che ha acquisito il controllo di Alinport, che costruirà un nuovo porto
container in Ecuador;
- del gruppo terminalistico tedesco Eurogate che ha investito nel porto russo di Ust-Luga
acquisendo il 20% del capitale azionario del Baltic Container Terminal (BCT), terminal
che, a regime, avrà una capacità di movimentazione di tre milioni di teu;
- di Vopak in Estonia, Malaysia e Indonesia, dove il gruppo terminalista olandese ha
raggiunto il controllo di operatori portuali strategici.
Gli investimenti di due grandi terminalisti nei porti egiziani, ad esempio, confermano
l’interesse del settore mondiale per i traffici mediterranei via Suez:
- il colosso arabo DP World ha infatti acquisito da investitori egiziani il controllo (90%)
della Egyptian Container Handling Co. (ECHCO), che controlla la società che opera il
porto egiziano di Sokhna, con una transazione del valore di 670 milioni di dollari;
- il gruppo cinese COSCO ha invece rilevato un ulteriore 20% del capitale azionario della
Suez Canal Container Terminal (SCCT), azienda che opera il container terminal del
porto di Port Said situato allo sbocco del canale di Suez; la quota è stata ceduta da una
controllata di APM Terminals (gruppo danese A.P. Moller-Maersk) che deteneva il 60%.
Non si ferma intanto l’espansione di COSCO sul mercato interno cinese, in seguito alla
stipula di accordi per tre nuovi terminal: il primo è relativo ad una struttura che sorgerà ad
est di Hong Kong, nel porto di Haikou ed avrà una capacità di 450mila teu l'anno; il
secondo ha riguardato l'acquisto del 30% della società Fuzhou Port Group, che gestisce
l'omonimo porto situato nel sudest del paese; il terzo è stato siglato con l’autorità portuale
di Yangzhou per l’espansione del proprio terminal nel porto fluviale, principale porta
marittima del paese. Il colosso cinese ambisce ad occupare l'intera filiera del trasporto
container e, allo scopo, ha acquistato la società cantieristica Jiangdu Shipping Company
per la produzione di portacontainer panamax. Da ultimo il gruppo ha siglato un accordo di
cooperazione strategica con la Bank of China in base al quale si è assicurato una linea di
credito fino a 10,8 miliardi di dollari.
122
L’internazionalizzazione delle imprese
Tab. 30.
Operazioni riguardanti società terminaliste di terminal container
Acquirente
Anno Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
Hutchison Ports
Yantian (gruppo
Hutchison
Whampoa)
(Cina, Hong Kong)
APM Terminals
(NL)) (gruppo AP
Moller Maersk)
(DK)
2007
Shenzhen Yantian
West Port
Terminals (Cina)
Hutchison Ports Yantian ha siglato un accordo per
l’acquisizione di un ulteriore 23,33% del capitale
azionario della Shenzhen Yantian West Port Terminals,
joint venture partecipata attualmente con il 41,67%.
Alianza
Internacional
Portuaria
(Alinport)
(Ecuador)
La società terminalista olandese APM Terminals, che fa
parte del gruppo armatoriale danese A.P. MollerMaersk, ha acquisito il controllo del consorzio Alianza
Internacional Portuaria (Alinport), che costruirà un
nuovo porto container in Ecuador.
Cearà Terminal
Operator (CTO)
(Brasile)
Il gruppo olandese APT Terminals, del gruppo danese
AP Moller Maersk, ha assunto il controllo della Cearà
Terminal Operator (CTO), società che opera il porto
brasiliano di Pecém. La brasiliana Unilink detiene una
partecipazione di minoranza.
South Asia
Gateway
Terminals (SAGT)
(Sri Lanka)
APM Terminals (gruppo Moller Maersk) e John Keells
Holdings (JKH) hanno rilevato il 7,5% del capitale
azionario della società terminalista South Asia Gateway
Terminals (SAGT) del porto di Colombo ceduta da
Asian Development Bank. APM ha acquisito il 3,28%
elevando la propria quota al 29,5%.
Baltic Container
Terminal (BCT)
(Russia)
Il gruppo terminalistico tedesco Eurogate ha finalizzato
le lunghe trattative per un investimento nel porto russo
di Ust-Luga acquisendo il 20% del capitale azionario
del Baltic Container Terminal (BCT).
2007
2008
APM Terminals
(gruppo AP Moller
Maersk) (DK);
John Keells
Holdings (Sri
Lanka)
Eurogate (DE)
2007
COSCO Pacific
(Cina)
2007
Suez Canal
Container
Terminal (SCCT)
(Egitto)
COSCO Pacific ha acquisito il 20% del capitale azionario
della Suez Canal Container Terminal (SCCT), azienda che
opera il container terminal del porto di Port Said situato allo
sbocco del canale di Suez. La quota è stata ceduta dalla
Egyptian International Container Terminal, filiale della
APM Terminals, società terminalista del gruppo armatoriale
danese A.P. Moller-Maersk che deteneva il 60%.
Ports America
(gruppo AIG)
(USA)
2008
Marine Terminals
Corporation
(MTC) Holdings;
Amports (USA)
La AIG Highstar Capital (gruppo AIG), società che
possiede l'azienda portuale Ports America, e le imprese
terminalistiche Marine Terminals Corporation (MTC)
Holdings e Amports hanno siglato un accordo in base al
quale verrà creata la più grande società portuale e
terminalistica americana denominata Ports America
Group. Il gruppo avrà sede a Iselin, nel New Jersey.
ABG Kolkata
Container
Terminal (India)
Il gruppo terminalistico PSA di Singapore ha siglato un
accordo con l'indiana ABG Infralogistics e con la sua
filiale ABG Kolkata Container Terminal in base al quale
la filiale PSA India acquisirà il 49% del capitale
azionario della ABG Kolkata Container Terminal.
Porto di Seattle
(USA)
Il gruppo armatoriale China Shipping partecipa con SSA
Terminals alla gestione di un nuovo container terminal
nel porto di Seattle. Il Terminal 30 verrà convertito dal
traffico crocieristico a quello container con un
investimento di 120 milioni di dollari.
PSA International
(Singapore)
China Shipping
(Cina)
2008
2008
(continua)
123
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
DP World (Dubai)
2007
2008
Zim Port (Israele)
2008
Hutchison Port
Holdings (HPH)
(Cina, Hong Kong)
2008
NYK (Giappone)
APM Terminals
(gruppo AP Moller
Maersk);
JKH (DK)
2009
Tianjin Port
Development
(Cina)
2009
Fonte: Nomisma
124
(segue Tab. 30)
DP World ha acquisito il 90% della Egyptian Container
Handling Co. (ECHCO), che controlla la società che
opera il porto egiziano di Sokhna. La quota è stata
acquisita per 670 milioni di dollari dall'egiziana
Orascom Construction Industries (OCI), che deteneva il
50% del capitale e dall'egiziana Amiral Holdings, che
deteneva il restante 50% e che ora mantiene una
partecipazione del 10% nella ECHCO.
Channai Container DP World ha ottenuto l'intera proprietà del capitale
Terminal (CCTL) azionario della Chennai Container Terminal (CCTL)
(India)
avendo acquisito il restante 25% della società terminalistica
indiana in mano a Chettinad Logistics (20%) e Jakari
Group (5%). CCTL opera il container terminal del porto di
Chennai, in India, che movimenta due milioni di teu.
Portus Indico
Il gruppo terminalistico mediorientale DP World ha
(Mozambico)
comprato il 48,5% del capitale azionario della
mozambicana Portus Indico, azienda che a sua volta
possiede il 51% del capitale azionario della Maputo Port
Development Co. (MPDC), società che gestisce i porti
di Maputo e Matola. Il restante 49% del capitale della
MPDC è detenuto dal governo del Mozambico. DP
World è già presente nel porto di Maputo attraverso la
società che opera il container terminal del porto.
Qasim
Il gruppo terminalista DP World, azionista di
International
maggioranza del container terminal Qasim International
Container
Container Terminal Pakistan (QICT), acquisisce una
Terminal Pakistan ulteriore quota del 20% del capitale azionario della
Ltd. (QICT)
società, ceduta dall'olandese APM Terminals. QICT
(Pakistan)
gestisce il container terminal del porto di Port Qasim.
Contarsa (ES)
Il gruppo terminalistico DP World di Dubai ha acquisito il
60% del capitale della spagnola Contarsa, società che ha in
concessione il container terminal del porto di Tarragona.
Contarsa (ES)
L'israeliana Zim PORT, divisione portuale della
compagnia marittima Zim, acquisisce il 40% della
spagnola Contarsa che ha in concessione il Terragona
Container Terminal.
Ceres Container
La società terminalista Hutchison Port Holdings (HPH) e il
Terminals Europe gruppo armatoriale giapponese Nippon Yusen Kaisha (NYK)
(NL)
hanno effettuato uno scambio azionario: HPH diventerà
azionista di maggioranza della società terminalista Ceres
Container Terminals Europe (CTE) di Amsterdam;
Europe Container mentre NYK avrà una quota di minoranza nella società
Terminals (ECT)
terminalista Europe Container Terminals (ECT) di
Rotterdam.
South Asian
La società terminalista olandese APM Terminals, che fa parte
Gateway
del gruppo armatoriale danese A.P. Møller-Mærsk, e il
Terminals (SAGT) gruppo cingalese John Keells Holdings (JKH) hanno incre(Sri Lanka)
mentato la propria partecipazione nella società terminalista
South Asian Gateway Terminals Limited (SAGT), che opera
un container terminal nel porto di Colombo.
Tianjin Port
Tianjin Port Development, uno dei principali
Holdings (Cina)
terminalisti del porto di Tianjin, ha siglato un accordo
per acquisire il 56,81% della società terminalista
concorrente Tianjin Port Holdings dalla Tianjin Port
(Group), società che gestisce il porto cinese. La
transazione ha un valore di 1,4 miliardi di dollari.
Egyptian
Container
Handling Co.
(ECHCO) (Egitto)
L’internazionalizzazione delle imprese
Relativamente ai servizi portuali per cargo non container, alcuni operatori hanno
rafforzato la propria presenza su mercati già presidiati. Si pensi, ad esempio, tra gli altri, al
colosso olandese Vopak che è entrato nel capitale di proprie joint venture o ha fatto
l’ingresso in società in Estonia, Malaysia, Indonesia, Stati Uniti e Giappone, ottenendo il
controllo di operatori portuali strategici.
Tab. 31.
Operazioni riguardanti servizi portuali per cargo non container (general cargo, roro,…)
Acquirente
Anno
Yangzhou
2007
Yuanyang
International
Ports (gruppo
COSCO
Pacific) (Cina)
Oiltanking
2007
(gruppo
petrolifero
Marquard &
Bahls) (DE)
Acquisita
Yangzhou Port
(asset) (Cina)
Operazione ed effetti rilevanti
La Yangzhou Yuanyang International Ports Co., jv
partecipata da COSCO Ports (gruppo COSCO Pacific), da
Yangzhou Port e da Zhangjiagang, ha siglato un accordo per
comprare la banchina numero 1 del porto fluviale cinese di
Jiangdu (Yangzhou).
Porto di Nanjing Terminal
cisterniero Xiba
(Cina)
Vopak (NL)
Pakterminal (ET)
Il gruppo Oiltanking di Amburgo (gruppo petrolifero
Marquard & Bahls) ha acquisito il 60% del capitale del
terminal cisterniero Xiba, situato sul fiume Yangtze a
Nanjing e partecipato dalla Nanjing Chemical Industry Park
(NCIP) e dalla Porto di Nanjing. Il terminal sarà ribattezzato
Oiltanking Nanjing e sarà gestito dall'azienda tedesca.
Il gruppo olandese Vopak ha siglato un accordo con la società
di investimenti Trans Kullo per comprare il 50% del capitale
della joint venture Pakterminal e diventarne unico azionista. Il
terminal cisterniero Pakterminal è situato nel porto estone di
Muuga, che fa parte del sistema portuale di Tallinn.
L'olandese Royal Vopak ha siglato un accordo con la Puma
Energy di Nassau a Bahamas per acquisire un terminal per
rinfuse liquide costruito recentemente nel porto brasiliano di
Suape.
Il gruppo olandese Vopak ha siglato un accordo con la
giapponese Mitsui & Co. e con la malese Tejana Trading
Corp. per acquisire Intercontinental Terminals, che opera un
terminal cisterniero nella zona franca del porto di Johor. Il
gruppo olandese è già presente in Malaysia con una jv che
opera il Kertih Terminals.
Il gruppo olandese Vopak ha raggiunto un accordo per
acquisire il 95% del capitale azionario della società
terminalista PT Pro-Intercontinental Terminals Indonesia
(Prointal) dal gruppo giapponese Mitsui & Co.
2007
Puma Energy
(USA)
2008
Nippon Vopak
(Gruppo
Vopak, NL)
(Giappone)
Merchant Sea
Port of
Novorossiysk
(NMTP)
(Russia)
2008
Intercontinental
Terminals
(Malaysia)
PT ProIntercontinental
Terminals
Indonesia
(Prointal)
(Indonesia)
Porti di Nagoya e
Moji-Terminal
container
(Giappone)
Lomonosov Cargo
Terminal (LCT).
(Russia)
La giapponese Nippon Vopak, di cui il gruppo terminalistico
olandese Vopak detiene il 40% del capitale, ha acquisito da
Mitsui & Co. l'intero capitale dei terminal cisternieri
giapponesi di Nagoya e Moji.
La Merchant Sea Port of Novorossiysk (NMTP) ha stretto un
accordo con Frameno per l'acquisizione del 50% di
Lomonosov Cargo Terminal (LCT).
(continua)
125
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Bunge Asia
(gruppo
Bunge) (USA)
2008
SEA-Invest
(BE)
2008
ICS Logistics
(USA)
2009
(segue Tab. 31)
Porto di Phu My
Bunge Asia, divisione asiatica del gruppo Bunge di New
Port (Baria Serece) York, ha acquisito il 50% del porto vietnamita di Phu My
(Vietnamita)
Port (Baria Serece), specializzato nel traffico di rinfuse
secche.
Port Polnocny (PL) La belga SEA-Invest ha acquisito dall'autorità portuale di
Danzica la quota di maggioranza della società portuale
polacca Port Polnocny. L'azienda opera un terminal del porto
di Danzica per l'esportazione di carbone e combustibili
liquidi.
Coastal Maritime
L'americana ICS Logistics, del gruppo australiano Babcock
Stevedoring
& Brown, ha acquisito la società portuale Coastal Maritime
(PORTI)
Stevedoring (CML) di Jacksonville e le sue filiali.
Fonte: Nomisma
Tab. 32. Operazioni di integrazione di filiera riguardanti operatori portuali
Acquirente Anno Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
Far Eastern
Shipping
Co.(FESCO)
(Russia)
2007
Porto di
Vladivostok (MPort) (Russia)
Odfjell
(Norvegia)
2007
AVR-Maritiem
(DE)
Aegean
Marine
Petroleum
Network Inc.
(GR)
2007
Portland Bunkers
International (UK)
Nippon Yusen
Kaisha (NYK)
(Giappone)
2008
Europe Container
Terminals (ECT)
(NL)
Il gruppo armatoriale russo Far Eastern Shipping Co.
(FESCO) comprerà il 100% of M-Port Ltd., società che a sua
volta detiene il 95,2% del capitale azionario della OJSCCommercial Port of Vladivostok, che gestisce il porto russo.
L'acquisizione sarà effettuata in due fasi.
Il gruppo armatoriale norvegese Odfjell ha acquisito la AVR
- Maritiem, società che opera una dei più grandi terminal
portuali per rinfuse liquide in Europa. Il terminal è situato nel
porto di Rotterdam.
L'Aegean Marine Petroleum Network Inc., gruppo greco che
si occupa principalmente della commercializzazione e della
logistica dei combustibili ad uso marittimo, ha comprato la
britannica Portland Bunkers International Ltd. (PBI), società
di bunkeraggio che gestisce un terminal cisterniero nel porto
di Portland, situato sul canale della Manica, che in
precedenza era di proprietà della BP Marine.
La società terminalista Hutchison Port Holdings (HPH) di
Hong Kong e il gruppo armatoriale giapponese Nippon
Yusen Kaisha (NYK) procederanno ad uno scambio
azionario in base al quale HPH diventerà azionista di
maggioranza della società terminalista Ceres Container
Terminals Europe (CTE) di Amsterdam, e NYK avrà una
quota di minoranza nella società terminalista Europe
Container Terminals (ECT) di Rotterdam.
Fonte: Nomisma
Prosegue nel periodo di riferimento un’intensa attività di alleanze messe a segno dagli
operatori portuali, che più che in accordi di partnership, prende corpo attraverso
costituzione di joint venture e concessioni per la costruzione e gestione di terminal.
Gli accordi più rilevanti sono stati intrapresi da PSA e Pacific International Lines per la
gestione di un container terminal nel porto di Singapore; da PSA con la britannica Port
Holdings per lo sviluppo dei traffici in Argentina; da DP World, che intende sviluppare la
propria attività nella regione araba, e segnatamente nello Yemen.
126
L’internazionalizzazione delle imprese
Tab. 33.
Principali accordi di partnership e di joint venture riguardanti società terminaliste
di terminal container
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
COSCO Pacific (Cina);
Porto di Haikou (Cina)
COSCO Pacific, che segue le attività terminalistiche del
gruppo China Ocean Shipping, ha siglato un accordo per una
struttura che sorgerà nel porto di Haikou e avrà una capacità
di 450mila teu anno.
2007
Eimskip (Islanda);
Porto di Qingdao (Cina)
Il porto cinese di Qingdao ha raggiunto un accordo con
l'islandese Eimskip per la realizzazione di un grande
magazzino refrigerato. Qingdao è il più grande scalo cinese
nel settore dei carichi a temperatura controllata. La nuova
struttura comprende due impianti da 60.000 tonnellate
ciascuno, che coprono un'area di 55mila metri quadrati.
2008
Eurogate (DE);
Mindener Hafen, Magdeburger
Hafen, Container Terminal
Dortmund, Auto-Terminal-Wiesau
con Pöhland Speditionsgesellschaft,
Gernsheimer Umschlags-und
Terminalbetriebsgesellschaft & Co e
BLG Logistics (DE)
PSA International (Singapore);
International Port Holdings (IPH)
(gruppo Global Infrastructure
Partners) (UK);
Roman Group (Argentina)
Eurogate ha siglato contratti con sei gestori di terminal
trimodali per lo sviluppo di una rete di terminal interni per lo
smistamento dei container per affrontare l'intasamento dei
porti del Mare del Nord. Lo sviluppo della rete è in fase
avanzata ed il sistema diventerà operativo all'inizio del 2009.
Vopak (NL);
N-Trans (Russia)
L'olandese Vopak ha costituito la jv Vopak EOS insieme
alla russa N-Trans, società che possiede il terminal
cisterniero Estonian Oil Service (EOS) nel porto di Tallin,
scalo dove già opera il Pakterminal, di cui ha acquisito il
controllo.
2008
2008
Il gruppo PSA International di Singapore, la britannica
International Port Holdings (gruppo Global Infrastructure
Partners) e l'argentina Roman Group hanno costituito una jv
per sviluppare ulteriormente l'International Trade Logistics
(ITL), società argentina specializzata nei settori portuale e
logistico che gestisce l'Exolgan Container Terminal del
porto di Buenos Aires.
Fonte: Nomisma
Tab. 34.
Accordi di partnership e di joint venture riguardanti servizi portuali per cargo non
container (general cargo, ro-ro,…)
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
PSA Singapore Terminals
(gruppo PSA International)
(Singapore);
NYK, Kawasaki Kisen Kaisha
("K" Line) (Giappone)
La società terminalista PSA Singapore Terminals ha siglato un
accordo di jv con i gruppi armatoriali giapponesi Nippon Yusen
Kaisha (NYK) e Kawasaki Kisen Kaisha ("K" Line) con
l'obiettivo di istituire il primo terminal portuale di Singapore
dedicato esclusivamente al traffico delle autovetture.
2007
DP World (Dubai);
Conti-Lines (BE);
Rickmers-Linie (DE)
DP World e le compagnie di navigazione belga Conti-Lines e
tedesca Rickmers-Linie hanno costituito una jv che opererà un
terminal per merci breakbulk al Churchilldock del porto di
Anversa. La nuova società, denominata DP World Breakbulk, è
partecipata per il 60% da DP World e con quote del 20% ciascuna
da Conti-Lines e Rickmers-Linie.
(continua)
127
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
2008
Vopak (NL);
First Reserve Corporation
(USA)
2008
MMC Corporation (Malaysia);
Saudi Binladin Group (SBG),
Jazan Economic City Land
(Arabia Saudita)
(segue Tab. 34)
Il gruppo olandese Vopak ha siglato un accordo per costituire una
jv con la società di private equity First Reserve Corporation per la
proprietà e la gestione del terminal petrolifero della Borco situato
a Freeport, nelle Bahamas. Il terminal, è il più grande impianto
petrolifero di stoccaggio nei Caraibi.
Il gruppo malese MMC Corporation ha siglato un accordo di
collaborazione con la saudita Saudi Binladin Group (SBG) e la
Jazan Economic City Land (partecipata dalle stesse MMC e SBG)
per lo sviluppo di un porto industriale nella Jazan Economic City,
nell'area sud-ovest dell'Arabia Saudita.
Fonte: Nomisma
Di seguito vengono riportati gli accordi per la concessione di terminal portuali. Si dà
notizia in particolare:
- delle strategie di ingresso nei mercati dell’Asia centrale dell’operatore portuale
filippino ICTSI, che ha acquisito la concessione per realizzare ed operare un nuovo
-
container terminal, un terminal rinfuse e un terminal traghetti nel porto di Batumi, in
Georgia;
dello sforzo di consolidamento della sudcoreana Hanjin Shipping sulle rotte per il Nord
Europa e Nord Africa, attraverso l’aggiudicazione della concessione per la gestione del
terzo terminal container di Algeciras, in cui investirà 55 milioni di euro;
dell’alleanza siglata tra le asiatiche COSCON, "K" Line, Yang Ming Line and Hanjin
Shipping, COSCO Pacific e Europe Container Terminals (ECT) - controllata di
Hutchison Port Holdings (HPH) - per la realizzazione e gestione del container terminal
Euromax Terminal nel porto di Rotterdam;
del tentativo di presidio della cinese Hutchison Port Holdings (HPH) del traffico di
interscambio crescente tra Australia e Cina, attraverso l’aggiudicazione della
concessione della durata di 42 anni di due banchine container nel porto di Brisbane,
terzo porto container dell'Australia e scalo in più rapida crescita del paese, con un
investimento di 177 milioni di dollari USA.
-
-
COSCO Pacific e HPH espandono gli interessi anche nel Mediterraneo, beneficiando del
processo di privatizzazione che la Grecia sta mettendo in atto per i porti maggiori; COSCO
si aggiudicata infatti la gara per la concessione trentennale delle banchine 2 e 3 del
container terminal del porto del Pireo, gara a cui aveva partecipato anche Hutchison che si
è invece poi aggiudicato la concessione del terminal di Salonicco.
Nel Northern Range, il consorzio Rotterdam World Gateway (RWG), formato dal
terminalista arabo DP World, dalla compagnia di navigazione francese CMA CGM e
dall'alleanza The New World Alliance - composta dalle compagnie Mitsui OSK Lines,
128
L’internazionalizzazione delle imprese
Hyundai Merchant Marine e APL - ha ottenuto la concessione per la gestione del terminal
1 del Maasvlakte II, area di espansione del porto di Rotterdam, che sarà operativo nel
2013. Il Terminal 1 farà concorrenza al Terminal 2 contenitori, che verrà gestito da APM
Terminals e che verrà inaugurato a pochi mesi di distanza.
Nel periodo di riferimento, prende ulteriore vigore il processo di espansione nella sponda
sud del Mediterraneo messo in atto da APM Terminals, controllata da AP Moller-Maersk.
Le ambizioni del colosso danese – che è, lo si ricorda, il maggiore operatore a livello
globale – hanno trovato accordo con le intenzioni del governo marocchino di sviluppare un
sistema portuale in grado di competere nell’area mediterranea. Il governo ha infatti
assegnato alla compagnia la concessione trentennale del container terminal 3 del futuro
porto di Tanger Med II, che avrà una capacità di traffico annua pari a tre milioni di teu.
Allo stesso tempo il terminal 4 è stato aggiudicato ad un consorzio guidato dal gruppo
terminalista PSA di Singapore. L’operazione nell’insieme è di grande rilevanza se si pensa
che ai due concessionari sono richiesti investimenti complessivi per 600 milioni di euro.
La sponda nordafricana ha di fatto attivato imponenti progetti infrastrutturali per entrare a
pieno titolo nella competizione portuale mediterranea. Dopo il progetto Tanger Med I e II
in Marocco, nuovi programmi di sviluppo sono stati intrapresi dall’Egitto, relativamente
all’area circostante al Canale di Suez, e dalla Tunisia. Il governo tunisino ha infatti aperto
la gara per la concessione del nuovo insediamento portuale di Enfidha, che comprenderà,
oltre al terminal marittimo, una zona industriale, un aeroporto e strutture per la logistica.
Tab. 35.
Accordi riguardanti concessioni per la costruzione e/o gestione di terminal
container
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
Dublin Port Company (IR);
Porto di Sabang (Sabang Free Trade
Zone and Free Port) (Indonesia)
2007
PSA International (Singapore);
International Port Holdings (IPH)
(gruppo Global Infrastructure Partners)
(UK)
APM Terminals (gruppo AP MollerMaersk);
Porto di Shenzhen (Cina)
CMA CGM (FR);
NYK (Giappone)
CMA CGM (FR);
Governo Brasile (Brasile)
Costruzione di un nuovo container terminal nel porto di
Sabang, nell’isola di Sumatra. Obiettivo dell'iniziativa è di
fare del porto un hub di transhipment che attragga quote di
traffico dalle affollate rotte che attraversano lo Stretto di
Malacca.
Concessione per operare un container terminal dedicato al
traffico short sea nel nuovo porto foraneo di Great
Yarmouth, per navi di grandi dimensioni.
2007
2007
2007
Costruzione e gestione della seconda fase dello Shenzhen
Dachan Bay Container Terminal del porto di Shenzhen.
Costruzione del nuovo Duisburg Trimodal Terminal
(D3T); è previsto un investimento di 20 milioni di euro.
Costruzione di un porto di transhipment in Brasile per un
investimento di 400 milioni di euro.
(continua)
129
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
2007
Tianjin Port (Group), Nippon Yusen
Kaisha (NYK) e Wallenius Wilhelmsen
Terminals North;
Porto di Tianjin (Tianjin Port) (Cina)
(segue Tab. 35)
Costruzione e gestione di un nuovo terminal ro-ro nel
porto di Tianjin. La nuova società sarà partecipata con il
51% dalla Tianjin Port, con il 34% dalla NYK e con il
15% dalla Wallenius Wilhelmsen Terminals North.
2007
APM Terminals (gruppo AP MollerMaersk) (NL);
Akwa Group (Marocco)
Gestione del nuovo terminal container di Tangeri. La
struttura è in fase d'espansione e sarà completata nel 2011,
con una capacità di 1.392.000 teu l'anno.
2007
Wallenius Wilhelmsen Logistics
Americas (Norvegia);
Porto di Vancouver (Vancouver Port
Authority) (Canada)
ICTSI (Filippine);
Porto di Batumi (Batumi Sea Port)
(Georgia)
Costruzione e gestione di un nuovo terminal nel porto
canadese di Vancouver dedicato all'importazione di
autovetture, per un investimento di oltre 450 milioni di
dollari.
Costruzione e gestione di un nuovo container terminal, un
terminal rinfuse e un terminal traghetti nel porto di
Batumi, in Georgia.
2007
PSA (Singapore);
Governo Panama (Panama)
2007
Costruzione e gestione di un nuovo container terminal allo
sbocco sul Pacifico del canale di Panama, nell'area dell'ex
base navale statunitense di Rodman.
Costruzione e gestione del container terminal Euromax
Terminal nel porto di Rotterdam. CKYH Alliance è
formata da COSCON, "K" Line, Yang Ming Line and
Hanjin Shipping.
Costruzione e gestione del terzo container terminal del
Tusdeer Container Terminal (TCT) del porto di Jeddah.
COSCO Pacific (Cina), Europe
Container Terminals (ECT);
CKYH Alliance (alleanza
internazionale)
MMC Corporation (MMC) (Malaysia);
Saudi Industrial Services Co., Xenel
Industries, Saudi Trade and Export
Development Co. (Tusdeer) (Arabia
Saudita)
Hutchison Port Holdings (HPH) (Cina); Costruzione di un nuovo container terminal nell'area di
Porto di Kochi (Kochi Port Trust)
Keamari Groyne del porto pakistano di Gwadar. Il nuovo
(Pakistan)
impianto rappresenterà la prima fase del progetto Pakistan
Deep Water Container Port.
2007
2007
2007
2007
Oiltanking (DE);
Nanjing Chemical Industry Park
(NCIP), Porto di Nanjing (Cina)
2007
Mitsui Europe, Intercontinental
Terminals Compagnie (Giappone);
Rubis Terminal (gruppo Rubis) (FR)
2007
Pan Asia International Shipping (Cina); Costruzione e gestione di una seconda banchina nello scalo
Porto di Qingdao (Cina)
cinese. L'investimento complessivo ammonta ad 1
miliardo di dollari. L'intero sistema portuale potrà
movimentare 14 milioni di teu.
CMA CGM (FR);
Sviluppo dell'area portuale Haicang nel porto di Xiamen.
Municipalità di Xiamen, NWS
CMA CGM investirà 307 milioni di dollari nel progetto,
Holdings (Cina)
che prevede la costruzione e la gestione di un nuovo
container terminal.
Dragados (ES);
Concessione trentennale per la costruzione e la gestione
Porto di Mumbai (India)
del nuovo container terminal del porto di Mumbai. Il
consorzio investirà 166 milioni di euro.
Hanjin Shipping (Corea del Sud);
Gestione del terzo terminal container di Algeciras, in
Port Authority di Algeciras (ES)
Spagna, con investimenti per 55 milioni di euro.
2007
2007
2008
Costruzione di alcune banchine per il traffico di rinfuse
petrolchimiche nella Huizhou Daya Bay. Il terminal,
ribattezzato Oiltanking Nanjing, sarà gestito dall'azienda
tedesca.
Costruzione e gestione di un nuovo terminal per la
movimentazione e lo stoccaggio di prodotti chimici, di gas
e di prodotti petroliferi nel porto di Anversa.
(continua)
130
L’internazionalizzazione delle imprese
2008
2008
2008
2008
(segue Tab. 35)
Hutchison Port Holdings (HPH) (Cina); Concessione per 42 anni di due nuove banchine dedicate al
Porto di Brisbane (Australia)
traffico container nel porto di Brisbane, con un
investimento di 177 milioni di dollari USA.
DP World (Dubai);
Costruzione e gestione del nuovo porto commerciale
Emaar E.C. (Dubai)
nell'ambito del progetto King Abdullah Economic City
(KAEC). Lo scalo sarà il piu grande del Mar Rosso.
SNC-Lavalin (Canada);
Costruzione e gestione di un nuovo container terminal 2
APM Terminal (NL-DK)
del porto di Vancouver.
Cai Mep International Terminal
Costruzione e gestione di un nuovo container terminal in
(CMIT) (Vietnam);
Vietnam, nella provincia di Ba Ria - Vung Tau, con
POSCO E&C e Samwhan Corporation capacità di traffico di 1,1 milioni di teu. L’investimento
(Corea del Sud)
vale 112 milioni di dollari.
2008
Eurogate (DE);
APM Terminals (gruppo AP Moller
Maersk) (NL)
2008
Ust Luga (Russia);
UC Rusal (Russia)
2008
PD Ports (gruppo Babcock & Brown
Infrastructure) (Australia);
Hull Container Terminal (HCT) (UK)
A.P. Møller-Mærsk, APM Terminal,
Akwa (DK);
Governo Marocco (Marocco)
PSA, Marsa Maroc, Société Nationale
d'Investissement (SNI) (Singapore);
Governo Marocco (Marocco)
APM Terminals (gruppo AP MollerMaersk) (NL);
Vinashin (Vietnam)
2008
2008
2008
2008
2008
2008
2008
2008
Terminal Link (gruppo armatoriale
francese CMA CGM) (FR);
Tianjin Port Development Holdings;
Asia International Shipping (Cina)
Terminales Internacionales del Ecuador
(TIDE) (gruppo Hutchison Port
Holdings) (Cina);
Porto di La Manta (Ecuador)
Hutchison Port Holdings (HPH) (Cina);
Shenzhen Yantian Port Group Co.
(YPG) (Cina)
PSA International Lines (Singapore);
Pacific International Lines (PIL) (USA)
Mediterranean Shipping Company
(MSC) (Svizzera);
Ceres Gulf (USA)
Costruzione e gestione di un nuovo container terminal
JadeWeserPort nel porto di Wilhelmshaven. Con l'accordo
potrà essere dedicata alle navi della Maersk Line fino al
49% della capacità del terminal. Si ricorda che Eurogate
controlla anche Contship Italia.
Costruzione di due nuovi terminal di transhipment nello
scalo russo. UC Rusal investirà oltre 300 milioni di dollari
nel progetto.
Concessione relativa all'Hull Container Terminal (HCT)
del porto di Hull nell'Inghilterra orientale.
Concessione della durata di 30 anni del terminal container
3 del futuro porto di Tanger Med II.
Concessione della durata di 30 anni del terminal container
4 del futuro porto di Tanger Med II.
Costruzione e gestione di un nuovo container terminal nel
porto di Haiphong. Il terminal diventerà operativo alla fine
del 2010 e sarà il secondo gestito in Vietnam da APM
Terminals.
Costruzione e gestione di un nuovo container terminal nel
porto di Tianjin. La joint venture avrà una durata di 50
anni.
Costruzione e gestione del nuovo container terminal del
porto di Manta, in Ecuador.
Costruzione della prima fase di un nuovo container
terminal nel porto di Yantian. Il progetto prevede la
costruzione di quattro banchine su un'area di 138 ettari.
La compagnia di navigazione Pacific International Lines
(PIL) e il gruppo terminalista PSA Singapore Terminals
(PSA) hanno costituito una jv che gestirà un container
terminal dedicato ai servizi della PIL nel porto di Singapore.
Il gruppo armatoriale Mediterranean Shipping Company
(MSC) e la Ceres Gulf, società terminalista del gruppo
statunitense Ceres Terminals, hanno costituito una jv
denominata New Orleans Terminals che gestirà la metà
della prima fase del Napoleon Avenue Container Terminal.
(continua)
131
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
2008
MISC Berhad (Malaysia);
Porto di Tanjung Pelepas (Cina)
2008
Shangai International Port Group
(SIPG) (Cina);
Porto di Jiujiang (Cina)
2008
China Merchant Holdings (CMHI)
(Cina);
Ningbo Port Group (Cina)
China Merchants Holdings (CMHI)
(Cina);
Shanghai CITIC Port Investment,
Ningbo Port (Cina)
2008
DP World (Dubai);
Yemen Gulf of Aden Port Corporation
(Yemen)
2009
Zumax (Svizzera);
Governo Albania (Albania)
2009
Ports America Oakland (USA);
Porto di Oakland (USA)
2009
DP World (Dubai);
Porto di Algeri (Algeria)
2009
APL (Singapore);
Port of Salalah (Oman)
Fonte: Nomisma
132
(segue Tab. 35)
La compagnia di navigazione malese MISC Berhad ha
siglato una lettera d'intenti con la Port of Tanjung Pelepas
(PTP) che prevede la costituzione di una jv che gestirà un
container terminal nel porto di Tanjung Pelepas.
Shangai International Port Group (SIPG) e l'autorità del
porto di Jiujiang intendono costituire una jv che si
occuperà dello sviluppo e dell'operatività del Jiujiang port
nel Sud-Est della Cina. SIPG deterrà il 91,67% delle
azioni, mentre l'8,33% rimarrà in mano pubblica.
China Merchants Ningbo, società interamente controllata
dalla China Merchants Holdings (CMHI), ha siglato un
accordo con Ningbo Port Group, per la costituzione della
jv Ningbo Port Co. La nuova società sarà partecipata da
China Merchants per il 5,4% del capitale, da Ningbo Port
Group per il 90% e dagli altri portatori di interesse per il
4,6%.
Il gruppo China Merchants Holdings (CMHI) ha costituito
una jv con la Shanghai CITIC Port Investment e con la
Ningbo Port, società partecipata dalla stessa CMHI, con
l'obiettivo di realizzare un nuovo container terminal nella
Ningbo Daxie Development Zone del porto di Ningbo.
DP World ha costituito una jv con la Yemen Gulf of Aden
Port Corporation per la gestione dei container terminal del
porto di Aden. L'accordo include le concessioni relative ai
due terminal Aden Container Terminal e Ma'alla Container
Terminal e prevede che nell'arco di cinque anni la jv
investa circa 220 milioni di dollari per potenziare e
attrezzare i terminal.
Il governo albanese ha approvato la costruzione di un
porto container nell'area di Pylli i Sodes, nei pressi del
porto di Vlora. Il progetto prevede la costruzione e la
gestione del terminal da parte dell'elvetica Zumax,
promotore del progetto, nell'ambito di un contratto di
concessione di 35 anni.
La joint venture Ports America Oakland, costituita da Ports
America e da Terminal Investments, si è aggiudicata il
contratto di concessione relativo ad un container terminal
del porto di Oakland. La durata del contratto, di 50 anni, è
inusuale per gli scali americani e crea un precedente
interessante. Per lo scalo sono previsti investimenti per 2,5
miliardi di dollari.
DPW ha costituito una joint-venture con l'Autorità
Portuale di Algeri, che si chiamerà Djazair Port World. La
nuova impresa gestirà i terminal container degli scali di
Algeri e di Djen Djen.
La compagnia di navigazione APL del gruppo Neptune
Orient Lines (NOL) di Singapore e la Port of Salalah,
società che gestisce il porto omanita di Salalah e che è
partecipata con il 30% dall'olandese APM Terminals
(gruppo A.P. Møller-Mærsk), hanno costituito una joint
venture 50:50 che opererà un container terminal nel porto
mediorientale.
L’internazionalizzazione delle imprese
In tema di accordi tra autorità portuali, finalizzati allo sviluppo degli scali, è rilevante
l’intesa siglata dal porto marocchino di Tanger Med, con quello di Barcellona e quello
statunitense di Norfolk, che ha l’obiettivo principale di promuovere l'istituzione di linee
marittime tra lo scalo nordafricano, la Spagna e gli USA.
Alcuni sistemi portuali nazionali hanno anche operato sforzi per l’irrobustimento della
propria posizione, procedendo ad alleanze sul mercato interno. E’ questo il caso dei porti
tedeschi di Duisburg, Essen e Gelsenkirchen; e di quello, già citato, dei porti giapponesi di
Tokyo, Yokohama e Kawasaki.
Il governo albanese, invece, ha approvato il progetto per la costruzione di un terminal
container nel porto di Valona, presentato dall'elvetica Zumax, che prevede un investimento
di 500 milioni di euro; la compagnia svizzera mira in particolare alle ricadute derivanti
dallo sviluppo del Corridoio VIII, asse stradale-ferroviario che collega i Balcani fino a
Varna. Nelle ambizioni dei costruttori, lo scalo potrebbe diventare uno dei maggiori del
Mediterraneo nella gestione di portacontainer post-panamax, in sinergia con la zona franca
industriale circostante.
Da ultimo, con riferimento al Nord Europa, si segnala che la Banca Europea per gli
Investimenti (BEI) erogherà un prestito di 40 milioni di euro all’autorità portuale di Tallinn
per il finanziamento di opere portuali tra cui il container terminal dell'area portuale di
Muuga e la costruzione di banchine dedicate al traffico di rinfuse secche, per un
investimento complessivo stimato in circa 80 milioni di euro.
Tab. 36.
Principali accordi riguardanti Governi e Autorità Portuali
Anno
2008
Partner
Porti di Duisburg, Essen e
Gelsenkirchen (DE)
Oggetto ed effetti dell’accordo
I tre porti fluviali tedeschi di Duisburg, Essen e Gelsenkirchen
hanno stretto un accordo di collaborazione. L'intesa, che è stata
siglata dai rispettivi enti portuali ha l'obiettivo di potenziare le
attività logistiche nell'area della Ruhr ed è aperta ad altri porti
della regione.
2008
Agence Special Tanger
Mediterranee (TMSA)
(Marocco);
Virginia Port Authority (VPA),
(USA) e Autoridad Portuaria de
Barcelona (ES)
L'Agence Spéciale Tanger Méditerranée (TMSA), che gestisce
per conto dello Stato marocchino il nuovo porto di Tanger Med,
ha siglato accordi con l'Autoridad Portuaria de Barcelona (APB)
e con la Virginia Port Authority (VPA) che hanno l'obiettivo
principale di promuovere l'istituzione di linee marittime tra lo
scalo africano e i porti di Barcellona e di Norfolk.
2008
Porto di Le Havre (FR);
Porto di Duisburg (DE)
Le Autorità Portuali di Le Havre e Duisburg hanno siglato un
accordo per promuovere la collaborazione nel trasporto di
container. L'accordo prevede l'istituzione di programmi
operativi per il trasferimento di container su strada o per
ferrovia tra il porto atlantico francese e quello interno tedesco.
(continua)
133
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
(segue Tab. 35)
Luka Koper, società che gestisce il porto sloveno di Capodistria,
e il governo rumeno hanno sottoscritto un accordo di
cooperazione tra i porti di Capodistria e Costanza. Obiettivo di
Luka Koper è quello di esplorare nuove opportunità di business
per il nuovo inland terminal situato nei pressi della città rumena
Arad e sulle possibilità di collaborazione tra i due porti nel
settore dello short sea shipping.
2008
Porto di Capodistria (Luka
Koper) (SL);
Governo Romania (RO)
2008
Porto di Savannah (Georgia Ports La Georgia Ports Authority (GPA) ha siglato un accordo di
Authority) (USA);
cooperazione con la Suez Canal Authority che ha l'obiettivo di
Suez Canal Authority (Egitto)
promuovere le rotte marittime all-water tra l'Asia e la costa
orientale del Nord America, e in particolare il porto di
Savannah, attraverso il canale di Suez.
2008
Porto di Barcellona (ES);
Governo Marocco (Marocco)
Il porto di Barcellona ha siglato un accordo di cooperazione con
l'Office D'Exploitation des Ports (ODEP), ente incaricato della
gestione dei porti del Marocco. L'accordo, che ha una durata di
tre anni prorogabile, riguarda i settori tecnico, economico e
commerciale ed ha l'obiettivo della crescita dei traffici marittimi
tra il porto di Barcellona e i porti marocchini.
2008
Porti di Tokyo, Yokohama e
Kawasaki (Giappone)
I maggiori porti giapponesi (Tokyo, Yokohama e Kawasaki)
hanno siglato un accordo per l'integrazione delle operazioni nel
settore dei container. Il sistema portuale formato dai tre scali
movimenta oltre 7 milioni di teu l'anno.
2008
Porto di Rotterdam (NL);
Porto di Suape (Brasile)
La Port of Rotterdam Authority ha siglato un accordo con il
porto di Suape per una collaborazione sulle rotte mercantili.
2008
Porto di Busan - Busan Port
L'Autorità Portuale del porto sudcoreano di Busan ha siglato un
Authority (BPA) (Corea del Sud); accordo per investire 140 milioni di dollari nello sviluppo di
Porto di Nakhodka (Russia)
attività di movimentazione di terminal container e multipurpose
nel porto russo di Nakhodka.
Fonte: Nomisma
Lo scenario italiano
Nel periodo di riferimento il sistema portuale italiano ha dimostrato una buona vivacità
nel comparto del traffico container, registrando un aumento complessivo della
movimentazione pari al 7,5%. I migliori risultati in termini di acquisizione di quote di
mercato sono imputabili a Gioia Tauro e Genova, primo e secondo scalo nazionale, che
hanno registrato un aumento della movimentazione rispettivamente pari a +17% e
+12%, a Livorno, quinto scalo, (+13%), Trieste (+21%) e Ravenna (+27%). Il traffico
container ha subito invece un rallentamento a Taranto e Cagliari, quarto e sesto scalo
italiano.
In ambito mediterraneo, si segnala come la leadership di Gioia Tauro come hub di
transhipment della regione sia venuta meno nel 2008 a causa del volume di traffico
registrato dello scalo spagnolo di Valencia (3,6 milioni di teu), che si posiziona davanti
allo scalo italiano (3,5 milioni) e allo scalo connazionale di Algeciras (3,3).
134
L’internazionalizzazione delle imprese
Tab. 37.
La movimentazione di container nei porti italiani (migliaia di teu), anno 2007*
2007
var %
2007/06
quota di mercato
2007
1
3.445.337
17,3%
32,4%
2
2
1.855.026
11,9%
17,5%
La Spezia
3
3
1.187.040
4,4%
11,2%
Taranto
4
4
755.934
-15,3%
7,1%
Livorno
5
6
745.557
13,4%
7,0%
Cagliari - Sarroch
6
5
547.336
-20,4%
5,2%
Napoli
7
7
460.812
3,6%
4,3%
Salerno
8
8
385.306
7,1%
3,6%
Venezia
9
9
329.512
4,1%
3,1%
Trieste
10
11
265.863
20,7%
2,5%
Savona - Vado
11
10
242.720
4,9%
2,3%
Ravenna
12
12
206.580
27,5%
1,9%
Ancona
13
13
87.193
14,0%
0,8%
Palermo
14
15
31.767
16,6%
0,3%
Civitavecchia
15
14
31.143
-7,1%
0,3%
Catania
16
16
22.578
37,9%
0,2%
Trapani
17
17
9.000
-2,9%
0,1%
Brindisi
18
19
5.359
82,0%
0,1%
Marina di Carrara
19
18
2.330
-48,1%
0,0%
Monfalcone
20
20
1.519
-0,3%
0,0%
Bari
21
22
64
-
0,0%
10.619.983
7,5%
100,0%
Rank
2007
Rank
2006
Gioia Tauro
1
Genova
Porto
Totale
*Ultimi dati disponibili.
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Assoporti e dati Container Management, 2009.
Quanto alla movimentazione di merce non containerizzata, il bilancio 2007 dei porti
italiani smentisce una tendenza rilevata nella scorsa edizione di questo Rapporto, che
riferiva una maggiore dinamicità dei porti minori rispetto a quelli maggiori. Il dato medio
relativo alla crescita del sistema portuale italiano non è di fatto rappresentativo dei risultati
dei singoli scali: la non brillante performance complessiva (+1,5%) è espressa infatti da
una media che scaturisce per lo più da variazioni negative dei volumi movimentati e solo
in alcuni casi da dinamiche di crescita estremamente positive. E’ senza dubbio questo il
caso di Gioia Tauro (+26,6%), di Salerno (+26,1%) e soprattutto di Livorno (+15%) – in
quanto scalo maturo in quinta posizione nella classifica nazionale - e di Palermo (7,9%).
135
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 38.
Movimentazione di merce (escluso container) nei primi 20 porti italiani (migliaia di
tonnellate), anno 2007
Porto
Genova
Taranto
Trieste
Cagliari - Sarroch
Livorno
Augusta
Venezia
Gioia Tauro
Ravenna
Messina-Milazzo
Napoli
La Spezia
Savona - Vado
Salerno
Brindisi
Ancona
Piombino
Civitavecchia
Olbia - Golfo A.
Palermo
Totale primi 20
Totale Italia
Rank
2007
Rank
2006
2007*
di cui:
Rinfuse
liquide
Rinfuse
solide
Merci
varie
var %
2007/06
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
1
2
3
4
7
5
6
10
8
9
11
12
13
18
14
15
16
17
19
20
57.190
47.221
46.116
35.279
32.935
32.562
30.215
30.180
26.305
23.814
20.269
19.416
16.051
10.893
10.535
9.157
9.002
7.690
7.340
6.630
21.475
8.309
34.767
26.843
9.037
31.061
12.734
643
4.532
15.813
4.455
3.125
8.152
0
2.783
4.522
275
1.464
0
811
5.993
21.988
2.115
317
1.170
1.500
8.516
120
12.721
1.173
4.706
1.610
3.964
90
7.650
1.584
7.156
1.654
107
115
29.722
16.925
9.235
8.119
22.727
0
8.964
29.417
9.052
6.828
11.109
14.681
3.936
10.803
102
3.052
1.571
4.572
7.233
5.705
4,0%
-4,5%
-4,3%
-3,1%
15,0%
0,6%
-2,3%
26,6%
-1,7%
-1,5%
-2,6%
0,6%
-2,7%
26,1%
0,4%
-0,8%
0,3%
-11,6%
4,7%
7,9%
478.800
511.725
189.072
196.586
83.500
89.072
203.651
221.138
1,5%
1,5%
quota di
mercato
2007
11,2%
9,2%
9,0%
6,9%
6,4%
6,4%
5,9%
5,9%
5,1%
4,7%
4,0%
3,8%
3,1%
2,1%
2,1%
1,8%
1,8%
1,5%
1,4%
1,3%
93,6%
100,0%
*Ultimi dati disponibili.
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Assoporti, 2009
Alcune operazioni rilevanti estero su Italia hanno interessato il comparto portuale italiano,
portate a termine da soggetti investitori o da operatori portuali dell’area asiatica. Si
segnala, ad esempio, che il terminalista cinese, Hutchison Port Holdings (HPH) ha
acquisito una quota pari al 50% del capitale azionario di Taranto Container Terminal
(TCT) dalla taiwanese Evergreen, ottenendone così il controllo paritetico. Lo scalo di
Taranto è interessante per HPH soprattutto in quanto baricentrico rispetto alla rotta tra
Alessandria e Barcellona, dove hanno sede gli altri due terminal mediterranei del colosso
cinese. Per l’operazione è stato necessario il parere della commissione antitrust europea.
PSA di Singapore, invece, ha scambiato quote azionarie con la genovese Gruppo
Investimenti Portuali (GIP): l'accordo prevede l'acquisizione da parte di PSA del 40% di
Seber, società di GIP che controlla i terminal di SECH e Bettolo, e l'acquisizione da parte di
GIP del 40% di Sinport, società di PSA che controlla il VTE e il terminal Vecon di Venezia.
136
L’internazionalizzazione delle imprese
Tra i soggetti investitori di calibro mondiale è Babcock & Brown Infrastructure (BBI) ad
avere portato a termine un’operazione sul mercato italiano, acquisendo - per un
controvalore di 79 milioni di dollari USA - il 50,3% del capitale azionario di Terminal
Rinfuse Italia Spa (TRI), compagnia italiana che opera terminal rinfuse nei porti di
Genova, Vado Ligure e Venezia. Il gruppo australiano si mostra particolarmente
interessato al mercato italiano della movimentazione portuale di rinfuse, dal momento che
intende aumentare la propria partecipazione in TRI, rafforzando così ulteriormente la
propria posizione nel Mediterraneo settentrionale.
Tab. 39.
Principali operazioni riguardanti terminal portuali sul mercato italiano
Acquirente
Anno
Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
Il gruppo australiano Babcock & Brown Infrastructure (BBI)
ha acquisito il 50,3% del capitale azionario della società
Terminal Rinfuse Italia Spa (TRI) per 79 milioni di dollari
USA. L'operazione è stata effettuata rilevando l'80% del
capitale della Estate Spa (gruppo Italiana Coke), che a sua
volta possiede il 62,9% del capitale di Terminal Rinfuse
Italia.
Babcock &
Brown
Infrastructure
(BBI)
(Australia)
2007
Terminal Rinfuse
Italia (TRI) (IT)
PSA
(Singapore)
2008
Gruppo
Il terminalista asiatico PSE di Singapore ha scambiato quote
Investimenti
azionarie con la genovese Gruppo Investimenti Portuali (GIP).
Portuali (GIP) (IT) L'accordo prevede l'acquisizione da parte di PSA del 40% di
Seber, società di GIP che controlla i terminal di SECH e
Bettolo, e l'acquisizione da parte di GIP del 40% di Sinport,
società di PSA che controlla il VTE e il terminal Vecon di
Venezia.
Hutchison
Port Holdings
(HPH) (Cina)
2008
Taranto Container
Terminal (IT)
Il terminalista cinese ha acquisito il 50% del Taranto Container
Terminal (TCT) dalla taiwanese Evergreen, ottenendone così il
controllo paritetico.
Fonte: Nomisma
Per quanto riguarda gli accordi relativi alla concessione di terminal container, si segnala
che l’Autorità Portuale di Savona ha assegnato la piattaforma contenitori di Vado Ligure
ad un consorzio costituito da Maersk, Grandi Lavori Fincosit e Technital. L’operazione è
una delle tante conferme del fatto che Maersk Line sta perseguendo una strategia di
presidio dell’area del Mediterraneo occidentale: la compagnia marittima ha infatti
rinnovato il servizio settimanale West MED che collega l’area con la costa orientale degli
Stati Uniti e che per l’Italia interessa gli scali di Gioia Tauro, Livorno e Genova.
A Venezia invece un pool di imprese locali guidato da Thetis si è aggiudicato la
costruzione e gestione del nuovo terminal di Fusina, con un investimento di 180 milioni di
euro, garantito da una concessione di 50 anni.
137
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 40.
Accordi riguardanti concessioni di terminal container
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
Consorzio Maersk, Grandi
L’Autorità Portuale di Savona ha assegnato la piattaforma
Lavori Fincosit, Technital (DK); contenitori di Vado Ligure al consorzio costituito da Maersk,
Porto di Savona (IT)
Grandi Lavori Fincosit e Technital. Il nuovo terminal avrà una
capacità di 700mila teu l'anno.
2007
Thetis (IT);
Porto di Venezia (IT)
Un pool di imprese veneziane guidato da Thetis ha siglato un
accordo con il porto di Venezia per la costruzione in project
financing del nuovo terminal di Fusina, con un investimento di
180 milioni di euro (oltre ad un finanziamento pubblico di 22
milioni), a fronte di una concessione di 50 anni. La zona
interessata copre circa 37 ettari.
Fonte: Nomisma
Sempre in tema di accordi, la slovena Adria Terminali (Gruppo Luka Koper) ha costituito
con le italiane Pacorini e Ocean, una nuova joint venture denominata General Cargo
Terminal (GCT), finalizzata alla partecipazione della gara per l'assegnazione della
concessione di un terminal merci nel porto di Trieste.
Tab. 41.
Anno
2008
Accordi di partnership e di joint venture riguardanti terminal e servizi portuali sul
mercato italiano
Partner
Adria Terminali (Gruppo Luka Koper)
(SL); Pacorini, Ocean (IT)
Oggetto ed effetti dell’accordo
La slovena Adria Terminali (Gruppo Luka Koper) e le
italiane Pacorini e Ocean hanno costituito la joint venture
General Cargo Terminal. Le società detengono
rispettivamente il 48%, il 34% e il 18%.
Fonte: Nomisma
Nel periodo di riferimento in Italia sono stati siglati anche accordi di natura istituzionale
volti allo sviluppo del settore della portualità.
Si segnala in particolare l’esperienza-pilota di collaborazione tra Autorità Portuali e
Regioni, attivata da Regione Puglia e Regione Basilicata con le Autorità Portuali di Bari,
Brindisi e Taranto: il protocollo d'intesa è finalizzato allo sviluppo di un sistema portuale
pugliese in un’ottica di ottimizzazione della programmazione infrastrutturale per l’area.
Allo stesso modo, con l’obiettivo di dare vita a sinergie nell’arco ligure, le Autorità
Portuali di Genova, La Spezia e Savona hanno sottoscritto l'accordo per la costituzione
dell'associazione denominata "Ligurian Ports-Sistema dei Porti Liguri".
Sul fronte degli accordi internazionali, invece, i porti di Trieste e Taranto hanno avviato
programmi di collaborazione, rispettivamente con il porto di Pusan - maggiore scalo
sudcoreano - e con quello cinese di Yingkou. Riguardo al primo accordo si segnala che la
138
L’internazionalizzazione delle imprese
Corea del Sud sta investendo ingenti capitali nell’industria dell’Europa dell’Est - in
particolare in Ungheria, Slovacchia e Polonia – ed è pertanto interessata ad ottenere
sbocchi marittimi sull'Adriatico e sulla direttrice dell’Est Europa.
Con riferimento, invece, all’intesa tra i porti di Taranto e Yingkou - nono porto della Cina
per movimentazione - la collaborazione mira a sviluppare progetti comuni nel settore della
logistica e della portualità.
Tab. 42. Accordi istituzionali per lo sviluppo del settore portuale
Anno
2007
Partner
Autorità Portuali di Bari, Brindisi e
Taranto (IT);
Regioni Puglia, Basilicata (IT)
Oggetto ed effetti dell’accordo
Regione Puglia, Regione Basilicata e Autorità Portuali di
Bari, Brindisi e Taranto hanno siglato un protocollo d'intesa
per la costruzione di un sistema portuale pugliese.
2007
Porto di Trieste (IT);
Porto di Pusan (Corea del Sud)
Il porto di Trieste ha stretto un patto di collaborazione con il
porto sudcoreano di Pusan, scalo principale della nazione e
seconda città per importanza.
2008
Porto di Genova,
Porto di Savona,
Porto di La Spezia (IT)
2008
Porto di Taranto (IT);
Porto di Yingkou (Cina)
2009
Porti di Venezia, Trieste e Ravenna
(IT); Porto di Koper (SL)
Le Autorità Portuali di Genova, della Spezia e di Savona
hanno sottoscritto l'accordo per la costituzione
dell'associazione denominata "Ligurian Ports-Sistema dei
Porti Liguri".
Il porto di Taranto e il porto cinese di Yingkou hanno siglato
un accordo di gemellaggio. Il porto movimenta 2 milioni di
teu/anno.
Le Autorità Portuali di Venezia, Trieste, Ravenna e
Capodistria hanno firmato una lettera d’intenti per avviare
una collaborazione operativa e commerciale finalizzata a
presentarsi sul mercato globale come un solo gateway per il
trasferimento delle merci verso l'Europa centrale ed
orientale.
Fonte: Nomisma
1.2.3. Il settore ferroviario merci
Lo scenario internazionale
Nel periodo di riferimento, il comparto ferroviario internazionale ha conosciuto una fase di
grande dinamismo, dovuta principalmente a due ordini di ragioni: i) alle strategie delle
grandi compagnie finalizzate al rafforzamento della posizione sul mercato continentale; ii)
agli sforzi messi in campo per competere sul mercato del trasporto merci intermodale in
sinergia con operatori marittimi e portuali.
Si sta quindi di fatto assistendo ad un interessante processo di concentrazione, portato
avanti sia tramite operazioni di M&A, che tramite accordi di collaborazione.
139
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Ne è prova, ad esempio, a livello europeo, il grande interesse che ha suscitato l’intenzione
della compagnia nazionale svizzera SBB CFF FFS di stringere alleanze operative sulle
attività cargo domestiche e internazionali, a cui sono pervenute 14 offerte di partnership da
altrettanti primari operatori del settore.
Immesse sul mercato, anche le ferrovie britanniche hanno catalizzato l’interesse degli
investitori dentro e fuori dal continente. Il fondo internazionale Arcapita con sede nel
Bahrain ha acquisito dai fondi di private equity 3i ed Electra, quote di Freightliner Group,
secondo operatore ferroviario merci della Gran Bretagna, dopo EWS, acquisita a sua volta
da Deutsche Bahn.
DB ha infatti acquistato il vettore ferroviario cargo britannico da Canadian National
Railways e da un pool di investitori tra cui la banca d'affari neozelandese Fay Richwhite e i
fondi statunitensi Berkshire Partners e Goldman Sachs. L’operazione è di estrema
rilevanza per la compagnia tedesca dal momento che EWS detiene una quota di mercato
ferroviario merci in Gran Bretagna pari al 75% e controlla una parte rilevante del mercato
francese, che interessa particolarmente l’acquirente tedesco.
L’espansione del gruppo DB nel Regno Unito è poi proseguita con l’acquisizione della
britannica Laing Rail, proprietaria di Chitern Railways e comproprietaria di London
Overground Rail Operations e Wrexham, Shropshire and Marylebone Railway.
Sempre in ambito europeo, Deutsche Bahn ha inoltre rilevato la partecipazione di
maggioranza di Tranfesa, primaria compagnia spagnola, specializzata nel settore
automobilistico, operazione che ha richiesto l’approvazione della commissione antitrust
europea per la sua rilevanza.
In area mitteleuropea si è rivelata particolarmente attiva anche Rail Cargo Austria,
divisione merci delle Ferrovie austriache, che ha stretto accordi strategici:
-
-
con la compagnia logistica francese Geodis per l’avvio di una collaborazione nel
trasporto internazionale porta-a-porta che interessa, oltre Francia ed Austria, anche
Italia, Gran Bretagna e Spagna;
con la compagnia logistica belga Tolimpex, per operare una linea di autotrasporto
quotidiana tra Belgio ed Austria.
con la connazionale Intercontainer Austria e le ferrovie austriache OBB per avviare un
servizio tra Austria e Cina, in competizione con le attività recentemente intraprese da
DB Schenker (gruppo Deutsche Bahn) relative a un collegamento ferroviario container
dalla Cina all'Europa.
-
140
L’internazionalizzazione delle imprese
Allo stesso tempo la controllante OBB ha stretto un accordo proprio con Deutsche Bahn
per la costituzione di una joint venture paritetica nel settore cargo merci: la nuova società
RailSelect è partecipata pariteticamente dalle divisioni cargo delle compagnie ferroviarie
Railion e – appunto - Rail Cargo Austria.
E proprio Deutsche Bahn, attraverso Railion, ha consolidato il presidio sui mercati orientali
e scandinavi: entrando con una quota del 35% in una joint venture - Eurasia Rail Logistics
– costituita con la società ferroviaria russa JSC (che detiene il 40%), la polacca PCC Rail
(15%) e la bielorussa Belarussian Railways (10%), che opera sul Corridoio II (BerlinoVarsavia-Minsk–Mosca); e costituendo con la svedese Green Cargo una joint venture Railion Scandinavia - finalizzata a potenziare i servizi merci tra Scandinavia e Europa
centrale.
L’attivismo di Deutsche Bahn trova evidenze negli importanti accordi di filiera con
soggetti rilevanti del panorama armatoriale e terminalistico globale:
- tramite EWS e DB Schenker infatti il gruppo ha stretto un accordo con la compagnia
armatoriale israeliana Zim per il trasporto ferroviario di container, precedentemente
movimentati via strada, nel Regno Unito;
- con il memorandum of understanding siglato con l'autorità portuale del porto di
Rotterdam ha posto le basi per una piu stretta collaborazione finalizzata all'incremento
dei flussi di traffico merci trasportati su rotaia da e per lo scalo olandese;
- con le intese intercorse con il colosso armatoriale francese CMA CGM, ha dato il via
allo sviluppo di forme di collaborazione nel trasporto intermodale; le due compagnie
sono già presenti nel trasporto ferroviario francese: DB con Euro Cargo Rail, società
della compagnia britannica EWS, acquisita dal gruppo tedesco, e CMA CGM con la
compagnia Rail Link Europe, partecipata insieme al colosso francese del trasporto
pubblico Veolia Transport.
A conclusione della sua espansione paneuropea, nel 2009, Deutsche Bahn ha effettuato un
imponente processo di rebranding della divisione merci, raccogliendo le varie acquisizioni
effettuate negli ultimi anni sotto l'unica denominazione di DB Schenker Rail. Qui sono
confluite le società del gruppo Railion, la britannica EWS, la spagnola Transfesa, l'italiana
Nordcargo e la polacca PCC Logistics, che insieme danno vita di fatto ad un colosso
ferroviario con network di rango continentale.
Anche la francese Veolia Cargo – divisione merci di Veolia Group – ha finalizzato le
proprie strategie di consolidamento, creando la principale compagnia privata europea nel
141
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
settore ferroviario; l’operazione è stata possibile anche attraverso l’acquisizione dell'intero
capitale della tedesca Rail4Chem, joint venture di proprietà della società chimica Basf,
degli operatori tedeschi Hoyer e VTG e della svizzera Bertschi.
Più ad Est, si assiste ad un processo di concentrazione tutto interno all’Europa orientale: le
compagnie ferroviarie nazionali ceca e slovacca fonderanno le divisioni merci, CD Cargo e
Slovakia Cargo, in un'unica società, destinata a raggiungere, al secondo posto nella
classifica europea, la compagnia polacca PKP.
In tema di integrazione di filiera, la società ferroviaria ungherese Floyd è passata sotto il
controllo di Eurogate Intermodal, società del gruppo terminalistico e logistico tedesco
Eurogate. La compagnia ungherese era già partner di Eurogate per le attività della joint
venture formata da ERS Railways (del gruppo danese Maersk), TX Logistik (controllata da
Trenitalia) e dalla stessa Eurogate Intermodal, che opera un collegamento intermodale tra i
porti di Amburgo-Bremerhaven e Budapest.
In Romania, invece, la privatizzazione di CFR Marfa, divisione merci delle Ferrovie
romene, suscita l’interesse della compagnia francese SNCF. L’operazione si candida ad
essere la seconda importante privatizzazione di una compagnia ferroviaria merci
nell'Europa orientale, dopo quella dell'ungherese MAV Cargo, acquisita da Rail Cargo
Austria. E proprio con riferimento alla compagnia ungherese, si segnala che la
Commissione Europea ha autorizzato MAV Trakció, fornitore di servizi di trazione,
scorporata dalla holding pubblica, a usufruire di aiuto di Stato del Governo ungherese, per
circa 150 milioni di euro, per l’ammodernamento del servizio.
SNCF, nel frattempo, ha consolidato la propria espansione in Europa e sul mercato
domestico, avviando forme di collaborazione con le compagnie ferroviarie nazionali di due
paesi confinanti: con la svizzera SBB CFF FFS, il cui primo passo consisterà nell'avvio di
un collegamento comune tra Mulhouse e Buchs; con Deutsche Bahn per lo sviluppo delle
relazioni merci tra Francia e Germania.
Gli accordi e le acquisizioni portati a termine da SCNF nel periodo di riferimento bene
esprimono la strategia di rafforzamento della posizione sul mercato continentale, dalla
Francia, alla Svizzera, alla Germania fino all'Est europeo, Ucraina e Russia. Il Gruppo ha
infatti ottenuto il controllo totale del colosso logistico francese Geodis, al termine di
un’Opa da 600 milioni di euro; ed ha acquisito il 75% del capitale della società ferroviaria
privata tedesca Import Transport Logistik (ITL), che porta in dote un network diffuso nei
Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Polonia.
142
L’internazionalizzazione delle imprese
Da ultimo, in tema di integrazione di filiera con operatori terminalisti, il gruppo francese,
in partnership con la compagnia ferroviaria nazionale spagnola Renfe ha siglato con
l'Autorità Portuale di Barcellona un accordo di joint venture per operare collegamenti
merci tra Spagna e Francia. Dal punto di vista dell’autorità portuale, l’alleanza mira a
proporre lo scalo spagnolo – quarto nella classifica 2007 della portualità euromediterranea,
dopo Gioia Tauro e i connazionali Algeciras e Valencia - come gateway continentale dei
traffici marittimi globali.
Tab. 43.
Primi 10 operatori del trasporto ferroviario merci nell’Unione Europea (in milioni
di tonnellate-km trasportate), anno 2007
Compagnia
Paese
Deutsche Bahn
PKP
SNCF
FOC
Trenitalia Cargo
ÖBB
CD Cargo
LDZ
LG
Green Cargo
Totale primi 10
Totale UE
Germania
Polonia
Francia
Regno Unito
Italia
Austria
Rep. Ceca
Lettonia
Lituania
Svezia
Rank
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
tkm
(M)
91.013
43.548
40.635
21.200
21.197
18.440
16.972
16.735
14.373
11.500
295.613
378.986
var %
2007/06
+2,9%
+2,1%
-0,1%
-4,4%
-7,5%
-2,3%
+4,0%
+9,6%
+11,5%
-
quota di
mercato
24,0%
11,5%
10,7%
5,6%
5,6%
4,9%
4,5%
4,4%
3,8%
3,0%
78,0%
100,0%
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati IUR, 2009
Sul mercato nordamericano, le due grandi società ferroviarie canadesi competono per il
primato, attraverso percorsi di crescita per vie esterne realizzati grazie all’acquisizione di
compagnie statunitensi: Canadian Pacific Railway ha acquisito infatti Dakota, Minnesota
& Eastern Railroad, dal fondo di private equity britannico Electra, incrementando le
proprie linee nel Midwest degli Stati Uniti. Mentre Canadian National Railway ha
acquisito da United States Steel Corporation gran parte delle attività della società
ferroviaria Elgin, Joliet & Eastern Railway (EJ&E), che opera una rete nella regione di
Chicago.
Allo stesso tempo, un operatore statunitense, Genesee & Wyoming (GWI) - che opera
linee ferroviarie merci negli Stati Uniti, Canada, Australia e Bolivia e servizi ferroviari in
porti americani ed europei - ha fatto l’ingresso in Europa attraverso l’acquisizione della
Rotterdam Rail Feeding (RRF), società che svolge servizi ferroviari nel porto di Rotterdam
e servizi nel settore ferroviario in tutti i Paesi Bassi.
143
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 44.
Operazioni realizzate da operatori ferroviari
Acquirente
Anno
Deutsche Bahn
(DE)
2007
Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
EWS (UK)
DB ha acquistato la britannica EWS, di proprietà di Canadian
National Railways, della banca d'affari neozelandese Fay
Richwhite e dei fondi statunitensi Berkshire Partners e
Goldman Sachs.
Deutsche Bahn ha acquisito la partecipazione di maggioranza
di Tranfesa, allo scopo di ampliare la presenza sul mercato
europeo. Transfesa è attiva nel trasporto merci su rotaia e nella
logistica, con una specializzazione nel settore automobilistico.
Il gruppo ferroviario tedesco Deutsche Bahn (DB) ha
comprato la PCC Logistics, la principale società ferroviaria
privata della Polonia e divisione logistica del gruppo PCC.
PCC Logistics è specializzata nel trasporto di carbone, prodotti
chimici e materiali da costruzione.
Canadian Pacific Railway comprerà la statunitense Dakota,
Minnesota & Eastern Railroad, dal fondo londinese di private
equity Electra Private Equity incrementando di 2.500 miglia le
proprie linee nel Midwest statunitense.
Transfesa (ES)
2009
PCC Logistics
(PL)
Canadian Pacific
Railway
(Canada)
2007
Canadian
National
Railway
(Canada)
Rail Cargo
Austria (AT)
2007
Veolia Cargo
(FR)
2008
Genesee &
Wyoming Inc.
(GWI) (USA)
2008
CD Cargo (CZ)
2008
Dakota,
Minnesota &
Eastern
Railroad Corp.
(DM&E) (USA)
Elgin, Joliet & Canadian National Railway Co. acquisirà dalla United States
Eastern Railway Steel Corporation gran parte della società ferroviaria Elgin,
(EJ&E) (USA) Joliet & Eastern Railway Co. (EJ&E), che possiede 198 miglia
di linee intorno a Chicago.
MAV (HU)
Il consorzio guidato da Rail Cargo Austria ha vinto la gara per
la privatizzazione della divisione merci delle Ferrovie
Ungheresi, MAV Cargo. Rail Cargo Austria è la divisione
merci delle Ferrovie austriache OBB.
Rail4chem (DE) La compagnia francese Veolia Cargo ha acquisito l'intero
capitale della tedesca Rail4Chem, joint venture di proprietà di
della società chimica Basf, degli operatori tedeschi Hoyer e
Vtg e della svizzera Bertschi.
Rotterdam Rail La Genesee & Wyoming (GWI), azienda statunitense che
Feeding (RRF) opera linee ferroviarie merci negli USA, in Canada, Australia
(NL)
e Bolivia e servizi ferroviari in 16 porti americani ed europei,
ha acquisito l'olandese Rotterdam Rail Feeding (RRF). La
transazione vale 21,4 milioni di dollari.
Slovakia Cargo Le compagnie ferroviarie nazionali ceche e slovacche fondono
(SK)
le divisioni merci, CD Cargo e Slovakia Cargo, in un'unica
compagnia.
2007
Fonte: Nomisma
Tab. 45.
Operazioni di integrazione di filiera realizzate da operatori ferroviari
Acquirente
Anno
Ewals Cargo
Care (NL)
2007
EWS (gruppo
DB) (UK)
2007
144
Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
Crossrail Duisburg
(gruppo Crossrail Babcock & Brown)
(DE)
Piattaforma
logistica (UK)
La società ferroviaria elvetica Crossrail (gruppo Babcock
& Brown) ha ceduto l’attività di spedizione door-to-door
finora effettuata tra il territorio della Ruhr (Duisburg) ed il
Nord Italia (Domodossola) all’olandese Ewals Cargo Care.
EWS, società ferroviaria britannica acquisita da Deutsche
Bahn, ha acquisito un terminal merci in Scozia dalla
compagnia logistica TDG, struttura che sarà uno dei
terminali della nuova rete continentale che si basa
sull'Eurotunnel.
(continua)
L’internazionalizzazione delle imprese
TransContainer
(Russia)
2008
SNCF (FR)
2008
Governo Nuova
Zelanda
(Nuova Zelanda)
2008
VTG (DE)
2008
Eurogate
Intermodal
(gruppo
Eurogate) (DE)
2008
(segue Tab. 45)
Transcontainer, operatore intermodale controllato da
Russian Railways (RZD) ha acquisito l'intero capitale della
Western Port (ZP), società che gestisce il porto di Rostov
sul Don, dove è in progetto la costruzione di un container
terminal da 50.000 Teu l'anno.
Geodis (FR)
La società delle ferrovie francesi SNCF ha acquisito il
controllo del 98,09% del capitale e del 98,22% dei diritti di
voto di Geodis al termine dell'Opa da 600 milioni lanciata
sulla sua filiale di logistica e trasporto merci di cui già
controllava il 42,37%.
Import Transport
Il gruppo ferroviario francese SNCF ha acquisito il 75%
Logistik (ITL) (DE) del capitale della società ferroviaria privata tedesca Import
Transport Logistik (ITL), con filiali in Olanda, Repubblica
Ceca e Polonia. L'acquisizione consentirà a SNCF di
sviluppare le proprie attività internazionali, in direzione
dell'Est europeo, dell'Ucraina e della Russia.
Toll Holdings
Da ultimo, si segnala che il governo neozelandese ha
(asset) (Australia)
acquisito l’attività di trasporto ferroviario e della flotta
traghetti operate dal gruppo australiano Toll Holdings in
Nuova Zelanda per 523 milioni di dollari USA.
L'operazione rappresenta il buy back del Governo sulla
società ferroviaria venduta a Toll negli anni Novanta.
Vopak North China La società di logistica ferroviaria tedesca VTG rileverà da
(NL)
Vopak North China la metà del capitale di Cosco-Vopak
Logistics, joint venture sorta per il trasporto ferroviario di
container nel paese asiatico.
Floyd (HU)
Eurogate Intermodal, società del gruppo terminalistico e
logistico tedesco Eurogate, ha comprato il 51% del
capitale della società ferroviaria ungherese Floyd.
L'azienda è partner di Eurogate sulle tratte dai porti
tedeschi a Budapest.
Western Port (ZP)
(Russia)
Fonte: Nomisma
Tra i più significativi accordi di natura governativa, si riporta quello relativo alla
privatizzazione della compagnia ferroviaria China United International Rail Containers. Il
governo cinese ha infatti siglato un accordo per l’ingresso in partecipazione nella società
con quattro compagnie, tra cui tre primari operatori stranieri: la compagnia pubblica China
Railway Container Transport - che deterrà il 34% del capitale azionario -, la tedesca
Deutsche Bahn, l'armatore francese CMA CGM e l'armatore israeliano Zim, ognuno con
una quota dell' 8%. L’intera operazione vale 1,168 miliardi di euro.
Come già evidenziato, Deutsche Bahn sta attuando importanti sforzi per presidiare il ponte
ferroviario eurasiatico. La compagnia logistica DB Schenker, controllata del gruppo, ha
infatti avviato un collegamento regolare su treno per container dalla Cina all'Europa. La
formalizzazione di tali sforzi è avvenuta con la firma della lettera d’intenti tra Deutsche
Bahn, le società nazionale russa RZD e il governo cinese per lo sviluppo dei trasporti merci
su ferrovia tra Cina ed Europa; l’obiettivo è aggiudicarsi una posizione dominante sulla
145
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
futura linea Pechino-Berlino. I due colossi ferroviari hanno inoltre creato Trans-Eurasia
Logistics, joint venture che gestirà i traffici intermodali terrestri da Mosca alla Germania,
attraverso Polonia e Bielorussia.
Nel contempo, RDZ conferma la volontà di ingresso nei mercati emergenti, confermata dal
fatto che la compagnia ha siglato accordi con il governo nordcoreano e con quello libico.
- In Corea del Nord l’intesa è relativa alla costruzione di un nuovo terminal container nel
porto di Rajin, con l’obiettivo di collegare la rete coreana a quella Transiberiana
nell'ambito del più ampio progetto del ponte ferroviario eurasiatico. Allo stesso tempo,
la compagnia ha inaugurato l’avvio dei lavori della Trans Korean Main Line, linea
ferroviaria che collegherà Khasan (Corea del Nord) con Pusan (Corea del Sud) per poi
connettersi – appunto - alla Transiberiana, infrastruttura strategica per lo sviluppo del
ponte terrestre Asia-Europa.
- In Libia, invece, RDZ ha siglato un accordo per la realizzazione di una linea ferroviaria
di collegamento dei centri principali del paese lungo il percorso costiero tra Sirte e
Bengasi. L’ambizioso progetto, che prevede sei scali merci e due misti mercipasseggeri, farà parte del corridoio ferroviario che dovrebbe attraversare l'intero Nord
Africa: il governo libico ha già assegnato alla cinese China Railway Construction la
realizzazione di due tratte. L’intera operazione conferma che lo sforzo dei paesi
nordafricani di entrare nella competizione trasportistica mediterranea non si limita allo
sviluppo della portualità, ma comprende anche il potenziamento dei sistemi
intermodali, tra cui la ferrovia.
Ancora in tema di accordi governativi, si segnala che l'India ha firmato un protocollo
d'intesa con le Ferrovie iraniane, per una maggiore collaborazione tecnica. L'intesa prevede
temi che preannunciano un'interoperabilità dei treni tra i due paesi, a conferma degli sforzi
del paese indiano di potenziare e modernizzare la propria rete ferroviaria.
Nel periodo di riferimento anche la Germania ha investito sulle infrastrutture ferroviarie,
con lo scopo di sviluppare il trasporto intermodale terrestre a servizio del sistema portuale:
il governo ha avviato infatti un piano di emergenza per potenziare la capacità ferroviaria a
servizio dei porti marittimi e dei porti interni – in particolare quello di Duisburg - che
prevede uno stanziamento di fondi per 255 milioni di euro entro il 2011.
Da ultimo si segnala che nel 2007 la Commissione Europea ha autorizzato l’elargizione di
aiuti di stato alla compagnia ferroviaria nazionale ceca, Czech Railways, finalizzati
all’acquisizione di nuovo materiale rotabile ferroviario; la misura conferma l’interesse
146
L’internazionalizzazione delle imprese
dell’UE nello sviluppo della modalità ferroviaria merci, attivata attraverso lo strumento
della deroga agli aiuti di Stato.
Nel 2008 infatti la Commissione ha adottato nuove linee direttive in materia, che
chiariscono le norme applicabili ai finanziamenti pubblici, di cui possono beneficiare le
imprese ferroviarie. La ratio di queste misure risiede sia nell’accompagnamento del
processo di liberalizzazione del settore, sia nell’obiettivo di sviluppare la mobilità
sostenibile in Europa.
Tab. 46.
Accordi di settore realizzati da operatori ferroviari
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
JSC (Russia), Railion (gruppo
DB, DE); PCC Rail (PL),
Belarussian Railways
(Bielorussia)
Le società ferroviarie russa JSC, tedesca Railion, polacca PCC
Rail e bielorussa Belarussian Railways hanno costituito la jv
Eurasia Rail Logistics. La jv è partecipata con il 40,1% da JSC,
con il 34,9% da Railion, con il 10% dalla società bielorussa e con
il 15% da PCC Rail.
2007
SBB (Svizzera);
SNCF (FR)
Le ferrovie svizzere e francesi hanno avviato forme di
collaborazione nel trasporto merci e passeggeri. Il primo passo
consisterà nell'avvio di un collegamento comune tra Mulhouse e
Buchs.
2007
Railion (gruppo DB, DE);
Green Cargo (SE)
Le società ferroviarie Railion e Green Cargo hanno formalizzato
l'accordo per la costituzione della joint venture Railion
Scandinavia, che avrà sede in Danimarca.
Deutsche Bahn (DE);
SNCF (FR)
Deutsche Bahn e SNCF hanno siglato un accordo di
collaborazione nel settore delle merci. La collaborazione inizierà
nei trasporti tra Francia e Germania.
2008
Deutsche Bahn (DE);
Indian Railways (India)
Deutsche Bahn e Indian Railways hanno siglato un accordo di
cooperazione per lo sviluppo di centri di traffico merci in India.
Al momento è previsto l'avvio di uno studio di fattibilità.
2008
Deutsche Bahn (DE);
RDZ (Russia)
Le compagnie ferroviarie Deutsche Bahn e RDZ hanno creato
Trans-Eurasia Logistics, joint venture che gestirà i traffici
intermodali terrestri tra Asia ed Europa.
Railion (Deutsche Bahn) (DE); L'azienda ferroviaria tedesca Deutsche Bahn (DB) e quella
Rail Cargo Austria (RCA) (AT) austriaca ÖBB sarebbero prossime alla costituzione di una joint
venture 50:50 nel settore del trasporto ferroviario delle merci. La
nuova società si chiamerà RailSelect.
2009
SBB CFF FFS Cargo
(Svizzera);
Train Route Wagon (TRW)
(BE)
L'elvetica SBB CFF FFS Cargo ha siglato un contratto triennale
con l'operatore internazionale di traffico combinato Train Route
Wagon (TRW) in base al quale l'azienda svizzera trasporterà
circa 70 treni merci alla settimana verso l'Italia per conto della
belga TRW. L'attività include la collaborazione con le ferrovie
belghe SNCB.
Fonte: Nomisma
147
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 47.
Anno
2008
2008
2008
Accordi di integrazione di filiera realizzate da operatori ferroviari
Partner
Deutsche Bahn (DE);
Porto di Rotterdam (DE)
Oggetto ed effetti dell’accordo
Deutsche Bahn e l'Autorità Portuale del porto di Rotterdam hanno
siglato una lettera d'intenti che prevede una più stretta
collaborazione finalizzata all'incremento dei flussi di traffico
merci trasportati su rotaia da e per lo scalo olandese.
DB Schenker (gruppo Deutsche La società EWS del gruppo DB Schenker ha stretto un accordo
Bahn) (DE);
con il gruppo armatoriale israeliano Zim per il trasporto
Zim (Israele)
ferroviario dei container, precedentemente movimentati via
strada, nel Regno Unito.
Rail Cargo Austria (AT);
Geodis e Rail Cargo Austria (divisione merci delle Ferrovie
Geodis (FR)
austriache) hanno avviato una collaborazione nel trasporto
internazionale porta-a-porta che interesserà, oltre Francia ed
Austria, anche Italia, Gran Bretagna e Spagna.
OBB, Rail Cargo Austria (AT); La compagnia ferroviaria austriaca ÖBB ha annunciato un
Intercontainer Austria (AT)
accordo con Rail Cargo Austria e Intercontainer Austria per
avviare un servizio tra Austria e Cina, nell'ambito del progetto
Europe Far East Land Bridge (FELB).
Rail Cargo Austria (AT);
Rail Cargo Austria ha siglato un accordo con la compagnia
Tolimpex (BE)
logistica belga Tolimpex. L'intesa prevede una linea di
autotrasporto quotidiana tra Belgio ed Austria.
Porto di Barcellona (ES);
Le compagnie ferroviarie spagnola Renfe e francese SNCF e
SNCF, Renfe (FR)
l'Autorità Portuale di Barcellona hanno siglato una joint venture
per i collegamenti merci tra Spagna e Francia.
Fonte: Nomisma
Lo scenario italiano
Nel complesso appare sfumato l’interesse degli operatori stranieri ad entrare sul mercato
italiano del comparto ferroviario attraverso operazioni di M&A. Nel periodo di riferimento
si può dare notizia solo dell’ingresso di Deutsche Bahn che, attraverso la controllata
Railion, ha acquisito il 49% di Ferrovie NordCargo, divisione merci del gruppo Ferrovie
Nord Milano, di cui la Regione Lombardia è azionista di maggioranza. Le ferrovie
tedesche consolidano così la propria posizione in Italia attraverso Nordcargo, ambita in
fase di gara dalla svizzera Crossrail e dalla francese SNCF Fret.
L’offerta privata – sia italiana che straniera – sembra tuttavia volersi strutturare di fronte
all’incumbent Trenitalia: la quota di mercato interno ad oggi complessivamente detenuta
dalle compagnie private, è pari al 10%, dato che sale al 30% sui traffici transfrontalieri.
Nel 2009 alcune imprese si sono infatti costituite in associazione, dando vita a FerCargo,
con l’obiettivo di promuovere lo sviluppo della modalità ferroviaria. Tra queste vi sono le
divisioni italiane dei principali player dei paesi limitrofi: la compagnia nazionale francese
(SNCF Fret Italia) e tedesca (Railion Italia, gruppo DB), l’operatore francese privato
Veolia Cargo Italia, Sbb Cargo Italia e Crossrail Italia, rispettivamente primo e terzo
operatore svizzero; tra i vettori nazionali, invece, partecipano all’alleanza Rail Traction
148
L’internazionalizzazione delle imprese
Company (RTC), Linea, Compagnia ferroviaria italiana (Cfi) e InRail.
Sempre con riferimento all’ingresso sul mercato, si dà notizia del fatto che, nel biennio
2007-2008, l’offerta domestica di servizi merci si è arricchita di 11 nuove imprese: tra
queste, le svizzere Crossrail Italia e BLS Cargo Italia e le italiane Mediterranean Railways
e GMC, compagnie con base rispettivamente in Campania e Sicilia.6 In particolare, si
segnala che GMC è la prima impresa privata del Mezzogiorno ad aver ottenuto
l’autorizzazione ad operare traffici ferroviari; prima del suo ingresso, infatti, sul mercato
italiano erano presenti solo 4 compagnie totalmente private, tutte operanti al Nord. La
nuova società ha mostrato subito forte attivismo siglando accordi orizzontali e di filiera
con primari operatori, in particolare:
- con la compagnia marittima Maersk Line per la gestione del traffico container sbarcato
a Gioia Tauro e destinato allo scalo ferroviario catanese di Cannizzaro;
- con Trenitalia, attraverso la controllata Logistica e Servizi Intermodali (LSI), per il
raddoppio dei collegamenti di trasporto combinato tra l’hub milanese di Segrate e gli
scali siciliani di Cannizzaro e Alcamo.
Esempio di internazionalizzazione attiva, invece, è l’acquisizione di minoranza della
compagnia svizzera BLS Cargo da parte di Ambrogio Trasporti: il gruppo ha aumentato la
propria partecipazione, arrivando a detenere il 3% del capitale, a fianco di colossi europei
come BLS (capogruppo) e la tedesca DB Schenker (gruppo Deutsche Bahn) che
posseggono rispettivamente il 45% delle quote azionarie. BLS Cargo è una compagnia
interessante anche per gli investitori italiani dal momento che detiene il 40% del traffico
ferroviario in transito dalla Svizzera e che sta progressivamente aumentando la propria
presenza lungo l’asse Germania-Italia.
Tab. 48.
Operazioni nel settore ferroviario sul mercato italiano
Acquirente
Anno
Acquisita
Operazione ed effetti rilevanti
Railion (Gruppo
DB) (DE)
2008
NordCargo (Gruppo
FNM, IT)
La compagnia ferroviaria Railion ha acquisito il 49% di
Ferrovie NordCargo, divisione merci del gruppo Ferrovie
Nord Milano.
Fonte: Nomisma
Come già rilevato in passato, le alleanze siglate nel periodo di riferimento confermano
l’interesse degli operatori continentali per la direttrice del Brennero, punto di accessochiave per le relazioni del trasporto europeo nord-sud.
6
Al 29/01/2009, nel panorama nazionale, sono 48 le licenze rilasciate ad altrettante compagnie, per il
trasporto ferroviario merci, di cui 7 sospese o revocate (Fonte: RFI).
149
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Ne è ulteriore prova l’ingresso sulla tratta dell’operatore olandese Ewals Cargo Care, che
ha investito sul mercato italiano transfrontaliero. Ewals ha infatti rilevato dall’elvetica
Crossrail, controllata dal colosso australiano Babcock & Brown, l’attività di spedizione
door-to-door tra la regione Ruhr (Duisburg) e il Nord Italia (Domodossola). Dal punto di
vista di Crossrail, la dismissione di asset rivela una strategia di ritorno al core business,
intenzionata a concentrare l’attività sui treni blocco operati sul corridoio transalpino tra
Italia, Germania, Belgio e Paesi Bassi.
La scarsa vivacità delle operazioni di M&A trova conferma anche con riferimento agli
accordi, portati a termine esclusivamente all’interno del mercato domestico e di cui sono
protagonisti pressoché esclusivamente il gruppo FS, anche attraverso la controllata
Trenitalia.
Il gruppo prosegue infatti nelle misure finalizzate allo sviluppo di accordi di
collaborazione, all’interno di una più ampia strategia di affermazione della propria
evoluzione da vettore a operatore logistico completo. Allo scopo, sono state siglate alcune
intese del tutto rilevanti e nel panorama trasportistico nazionale riconducibili a processi di
integrazione di filiera.
- Nel comparto portuale, il gruppo si è aggiudicato la gara per la gestione del sesto molo
di Voltri, con un consorzio di cui fanno parte due leader terminalisti asiatici - la cinese
COSCO e la PSA di Singapore - con cui si è successivamente impegnato, tramite
accordo di partnership, ad un investimento di 55 milioni di euro da convogliare nella
società operativa di gestione del molo, denominata The Sixth.
- Nel comparto logistico, il gruppo ha invece costituito con Poste Italiane la joint
venture paritetica Italia Logistica, società che nasce dall'integrazione delle attività di
Omnia Logistica del Gruppo FS e Sda Logistica del Gruppo Poste Italiane; obiettivo
dell’alleanza è il presidio sia del segmento del trasporto di lunga distanza, sia di quello
della distribuzione door-to-door.
Con riferimento agli accordi di settore, invece, la strategia del gruppo mira ad accordi di
partnership finalizzati al potenziamento o ingresso su alcune relazioni domestiche e
internazionali. E’ quest’ultimo il caso degli accordi siglati:
- tra Trenitalia Cargo e Italcontainer, per l'avvio di un collegamento intermodale diretto
tra l'interporto di Norimberga e quello di Bologna, via Brennero, destinazione dal quale
verranno smistati traffici su ferrovia per i porti italiani del Nord e del Sud;
- tra TX Logistics (società controllata al 51% da Trenitalia) e Fercam, per la
collaborazione su un servizio congiunto da Verona a Colonia;
- tra il gruppo FS e Deutsche Bahn, per una cooperazione strategica con l’obiettivo di
150
L’internazionalizzazione delle imprese
sviluppare i servizi ferroviari, sia viaggiatori che merci, lungo alcuni fra i principali
corridoi transeuropei, nell’ambito di un’intesa che si inserisce nel quadro di
cooperazione bilaterale tra Italia e Germania.
Tab. 49.
Accordi realizzati nel settore ferroviario sul mercato italiano
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
Ferrovie dello Stato (IT);
Porto di Genova-Sesto molo
(IT)
Le FS hanno vinto la gara per la gestione del sesto molo di Voltri,
con un consorzio di cui fanno parte anche due gruppi asiatici leader
mondiali, la cinese Cosco e la Psa di Singapore.
2008
Ferrovie dello Stato (IT),
PSA, COSCO (Singapore)
Trenitalia, controllata di FS, ha siglato un accordo di partnership
con gli operatori PSA e COSCO, impegnandosi ad investire 55
milioni di euro nel sesto modulo del porto di Voltri. La società
operativa si chiama The Sixth.
2008
Ferrovie dello Stato (IT);
Poste Italiane (IT)
Ferrovie dello Stato e Poste Italiane hanno dato via ad una joint
venture paritetica che nasce dall'integrazione delle attività di Omnia
Logistica (Gruppo FS) e Sda Logistica (Gruppo Poste Italiane).
2007
GMC (IT);
Maersk (DK)
La nuova compagnia ferroviaria GMC, che controlla l’integratore
intermodale LSI, ha siglato un accordo con la compagnia marittima
Maersk per la gestione dei traffici container sbarcati a Gioia Tauro
e destinati allo scalo ferroviario catanese di Cannizzaro.
2008
LSI (Logistica e Servizi
Intermodali-Gruppo GMC)
(IT); Trenitalia (IT)
LSI (Logistica e Servizi Intermodali - Gruppo GMC) ha siglato un
accordo con Trenitalia per il raddoppio dei collegamenti di
trasporto combinato tra il Nord Italia e la Sicilia sulle rotte Segrate
(Milano)-Cannizzaro (Catania) e Segrate-Alcamo (Trapani).
2008
TX Logistics (IT);
Fercam (IT)
TX Logistics, società partecipata al 51% da Trenitalia, e Fercam
hanno istituito un servizio congiunto per il trasporto di piastrelle da
Verona a Colonia, per 1400 tonnellate di merce.
2008
Trenitalia Cargo (IT);
Italcontainer (IT)
Trenitalia Cargo e Italcontainer hanno siglato un accordo per
l'avvio di un collegamento intermodale diretto tra l'interporto di
Bologna e quello di Norimberga, via Brennero. Da Bologna le
spedizioni potranno essere smistate su ferrovia verso i porti di
Livorno, Ravenna, La Spezia, Taranto, Catania, Lamezia e Bari.
2009
Inter-Rail (IT),
pool di imprenditori (IT);
Friulia Holding (IT)
Friulia Holding, Inter-Rail e un pool di investitori privati hanno
costituito in joint venture una impresa ferroviaria privata che
intende sviluppare i traffici cargo tra il Friuli Venezia Giulia,
Austria e Slovenia. Friulia Holding, finanziaria della Regione FVG,
detiene il 35% della società, mentre Inter-Rail detiene il 14%.
Fonte: Nomisma
Tra gli accordi di natura istituzionale, si segnala che il gruppo Ferrovie dello Stato ha
stretto un accordo con gli Enti locali piemontesi preposti, per lo sviluppo della piattaforma
intermodale di Alessandria, destinata a rivestire il ruolo di retroporto degli scali dell’arco
ligure.
151
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 50.
Anno
2007
2007
Accordi di natura istituzionale nel settore ferroviario sul mercato italiano
Partner
Ferrovie dello Stato (IT);
Regione Piemonte, Enti
locali (IT)
Ferrovie dello Stato (IT);
Deutsche Bahn (DE)
Oggetto ed effetti dell’accordo
Ferrovie dello Stato e Enti locali piemontesi hanno stretto un accordo per la
realizzazione di una piattaforma intermodale ad Alessandria, che avrà il ruolo
di retroporto degli scali liguri. La struttura coprirà un'area di 250mila mq.
Ferrovie dello Stato e Deutsche Bahn hanno stretto una cooperazione
strategica con l’obiettivo di sviluppare i servizi ferroviari, viaggiatori e
merci, lungo alcuni fra i principali corridoi transeuropei. L’intesa raggiunta
si inserisce nel quadro di cooperazione bilaterale tra Italia e Germania.
Fonte: Nomisma
1.2.4. Il settore cargo aereo
Lo scenario internazionale
La situazione del settore a livello mondiale, resa nota dalla IATA, conferma in ottobre
2008 la flessione già registrata nei quattro mesi precedenti, con un valore di -7,9%. Dopo
l’emergenza legata all’aumento dei prezzi del combustibile che ha caratterizzato il biennio
2007-2008, i vettori subiscono ora l’influenza della recessione economica globale. La
flessione dei traffici è stata avvertita dai vettori di quasi tutti i continenti: in Asia-Pacifico,
dove viene gestita una quota pari al 44% del traffico globale, la variazione della
movimentazione è stata pari a -11%, in Nord America del -7,6%, in Europa del -5,4%, in
America Latina del -11,4%. Solo in Medio Oriente e in Africa i traffici hanno registrato un
risultato non negativo, rispettivamente +1% e +3%.
Anche i più recenti dati di fonte IATA (marzo 2009) riferiscono risultati particolarmente
negativi per gennaio 2009, quando il trasporto aereo di merci ha registrato una diminuzione
del traffico pari al 23% rispetto all’anno precedente, con forti contrazioni nell’area AsiaPacifico (-28%), in Europa (-23%), in Africa e Nord America (-19%). In febbraio invece il
traffico registrato è stato inferiore del 22,1% rispetto a quello del 2008.
Tab. 51.
I primi 10 vettori cargo a livello globale, anno 2007*
Compagnia
FedEx
UPS
Korean Air
Lufthansa
Cathay Pacific
Singapore Airlines
China Airlines
Air France/Klm
Emirates
Cargolux
* Ultimo aggiornamento disponibile
Fonte: IATA
152
Paese
USA
USA
Corea del Sud
Germania
Cina
Singapore
Cina
Francia
UAE
Lussemburgo
Rank 2007
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
tkm (M)
15.710
10.968
9.568
8.348
8.225
7.945
6.301
6.126
5.497
5.482
L’internazionalizzazione delle imprese
Più in dettaglio, in Europa, secondo i dati dell’Association of European Airlines (AEA), il
primo segno di recessione del traffico cargo è stato registrato nel luglio 2008, quando ha
avuto luogo una flessione dell’1,2% delle tonnellate-km trasportate rispetto allo stesso
periodo dell’anno precedente. La causa principale del risultato negativo è da imputare ai
traffici verso il Nord America (-4,7%) e ad una sostanziale stagnazione della direttrice del
Far East.
Per il 2009, un’indagine del Financial Times condotta tra le principali compagnie che
operano in Asia segnala che è attesa una diminuzione del traffico merci fino al 20%. Si
riporta inoltre che già in settembre 2008 erano state annunciate perdite da alcune
compagnie dell’area, come i colossi Korean Air e Cathay. Due grandi compagnie cinesi,
China Eastern Airlines e China Southern Airlines, hanno inoltre chiesto aiuti pubblici.
Nella classifica dei primi 30 aeroporti a livello globale, secondo i dati 2007 (ultimi
disponibili), Memphis rimane lo scalo a maggiore traffico, seguito da Hong Kong e
Anchorage. Shanghai continua a sorprendere per la notevole performance, essendo passato
in tre anni dal 9° posto al 4°, con tassi di crescita rispettivamente pari al +13%, +16% e
+18%. Su scala europea invece il primo aeroporto cargo è Parigi-Charles De Gaulle, che
ha registrato una crescita annua del 7,9%, passando dalla 11° alla 6° posizione nella
classifica mondiale; seguono Francoforte (8°), Amsterdam (14°).
Tab. 52.
Il traffico cargo nei primi 30 aeroporti, anno 2007*
Aeroporto
Memphis, TN (MEM)
Hong Kong, CN (HKG)
Anchorage, AK (ANC)
Shanghai, CN (PVG)
Incheon-Seoul, KR (ICN)
Parigi, FR (CDG)
Tokyo, JP (NRT)
Francoforte, DE (FRA)
Louisville, KY (SDF)
Miami, FL (MIA)
Singapore, SG (SIN)
Los Angeles, CA (LAX)
Dubai, AE (DXB)
Amsterdam, NL (AMS)
New York, NY (JFK)
Taipei, TW (TPE)
Paese
USA
Cina
USA
Cina
Sud Corea
Francia
Giappone
Germania
USA
USA
Singapore
USA
UAE
Paesi Bassi
USA
Taiwan
Rank
2007
Rank
2006
Tonnellate
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
1
2
3
6
4
11
5
7
8
12
9
10
17
16
14
13
3.840.491
3.773.964
2.825.511
2.559.310
2.555.580
2.297.896
2.254.421
2.127.646
2.078.947
1.922.985
1.918.159
1.884.317
1.668.505
1.651.385
1.607.050
1.605.681
% sul
totale
7,7%
7,5%
5,6%
5,1%
5,1%
4,6%
4,5%
4,3%
4,2%
3,8%
3,8%
3,8%
3,3%
3,3%
3,2%
3,2%
var.
2007/06
4%
4,5%
0,6%
18%
9,4%
7,9%
-1,2%
8,4%
4,8%
5,1%
-0,7%
-1,2%
11%
5,4%
-1,9%
-5,5%
(continua)
153
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Chicago, IL (ORD)
Londra, GB (LHR)
Bangkok, TH (BKK)
Pechino, CN (PEK)
Indianapolis, IN (IND)
Newark, NJ (EWR)
Lussemburgo, LU (LUX)
Tokyo, JP (HND)
Osaka, JP (KIX)
Bruxelles, BE (BRU)
Dallas/FT W. Airport, TX (DFW)
Atlanta, GA (ATL)
Colonia, DE (GN)
Guangzhou, CN (CAN)
Totale
USA
Regno Unito
Thailandia
Cina
USA
USA
Lussemburgo
Giappone
Giappone
Belgio
USA
USA
Germania
Cina
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
15
18
19
21
20
22
26
24
23
29
27
28
30
25
1.533.606
1.395.905
1.220.001
1.192.553
998.675
963.794
856.741
852.454
845.976
747.434
724.140
720.209
710.244
694.923
50.028.503
(segue Tab. 52)
3,1%
-1,6%
2,8%
3,9%
2,4%
3,2%
2,4%
15,9%
2,0%
1,1%
1,9%
-0,6%
1,7%
13,8%
1,7%
1,8%
1,7%
0,5%
1,5%
11,3%
1,4%
-4,1%
1,4%
-3,5%
1,4%
2,8%
1,4%
6,4%
100,0%
3,7%
* Dati luglio 2008 (ultimo aggiornamento disponibile)
Fonte: Airport Council International
Di fatto nel periodo di riferimento, il settore è stato caratterizzato da forti alleanze tra
vettori leader e dall’ingresso di nuovi operatori.
Tra le notizie di maggior rilievo vi è quella relativa all’alleanza tra Lufthansa e Deutsche
Post World Net che hanno danno vita ad nuova compagnia aerea cargo, AeroLogic, con
partecipazione paritaria, attraverso le controllate Lufthansa Cargo e DHL Express.
L'attività della compagnia sarà focalizzata sui servizi espressi tra Europa, Usa e Asia, in
diretta competizione con i colossi statunitensi Ups e FedEx.
Ancora, Lufthansa Cargo ha aumentato la propria partecipazione nella joint venture
asiatica Jade Cargo di cui finora deteneva il 25%, costituita con la cinese Shenzen Airlines
e il fondo tedesco DEG che appartiene alla banca pubblica KFW. La strategia di
espansione del vettore cargo tedesco nel continente asiatico comprende anche il
trasferimento di alcuni voli dallo scalo di Shenzen a quello di Shanghai Pudong.
Il mercato globale è stato inoltre interessato da una fusione rilevante. La compagnia
statunitense ABX Air ha effettuato il takeover su Cargo Holdings International, creando una
nuova società sotto il marchio di ABX Holdings, che dà vita ad uno dei più grandi fornitori
mondiali di servizi aircargo.
Tra i vettori dei paesi emergenti, si segnala l’inizio dell’operatività nel settore merci per
Air India, operazione sinergica rispetto ai piani del governo indiano di avviare la
154
L’internazionalizzazione delle imprese
costruzione di scali dedicati al trasporto aereo di merci in tutto il paese.
Air India ha esordito infatti con il cargo aereo, operando i primi collegamenti merci tra
Kerala e il Golfo Persico: il piano di espansione triennale nel comparto prevede
l’attivazione di rotte verso il Golfo, gli Stati Uniti e l’Asia.
Anche una nuova compagnia aerea indiana - Quikjet Cargo - ha fatto l’ingresso sul
mercato delle principali rotte domestiche, riscuotendo fin da subito l’interesse del gruppo
indiano Tata e di Lufthansa; nei piani della compagnia vi è il consolidamento della
posizione sul mercato internazionale, verso Medio Oriente e Sud-Est asiatico. E proprio il
gruppo indiano Tata – soggetto investitore esterno al comparto - è entrato con una piccola
quota nel capitale di Quikjet, mentre Lufthansa ha avviato trattative con la compagnia e
con la connazionale Jet Airways per stabilire forme di alleanza strategica nella regione
indiana.
Il fermento sul mercato indiano e l’interesse degli operatori occidentali scaturisce da due
ordini di ragioni: da una parte dal fatto che dal gennaio 2008 il governo indiano ha
liberalizzato il settore, permettendo ad imprese estere di acquisire fino al 74% del capitale
delle compagnie cargo nazionali; dall’altra che le previsioni (per lo meno ante crisi),
prevedevano una crescita del mercato indiano aerocargo a saggi del 9% annuo.
In particolare, continua il processo d'aggregazione nel trasporto aereo asiatico, che vede
come protagonisti le principali compagnie dell'area. Nel periodo di riferimento, cinque
compagnie della regione hanno formato una joint venture per la gestione di un nuovo
terminal cargo nell'aeroporto cinese di Tianjin. I soci sono: Korean Air (47%), Sinotrans
Air Transportation Development (20%), Korea Airport Services (15%), Hanjin
Transportation (10%) e Tianjin Dongfang Credit Investment Company (8%). Si tratta di
uno dei maggiori accordi siglati tra soggetti cinesi e sudcoreani.
Continua inoltre il processo di consolidamento sul mercato europeo, soprattutto orientale.
West Air Europe e Atlantic Airlines, importanti compagnie cargo regionali svedese e
britannica hanno dato luogo ad una newco denominata West Atlantic, tramite scambio
azionario. L'operazione crea un soggetto di rango globale e consolida allo stesso tempo
l'offerta del settore aerocargo nell'Europa settentrionale.
In Russia, dopo il fallimento di alcune compagnie cargo – AirUnion, KrasAir, Samara – la
municipalità di Mosca e la società statale Russian Technologies hanno dato vita a Rosavia,
nuova società cargo con ambizioni di operatività su scala mondiale, che intende porsi sul
mercato come competitor della connazionale Aeroflot.
155
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Allo stesso tempo la statunitense Delta potenzia le proprie attività in Europa, con l’apertura
di uffici commerciali a Francoforte e Parigi per seguire i mercati di Europa, Medio Oriente
e Africa, abbandonando contestualmente la joint venture che aveva costituito in precedenza
con Air France Cargo e Korean Air Cargo per servire gli Stati Uniti. La strategia di
maggior presidio dei mercati europei da parte del player statunitense fa seguito alla fusione
tra Delta e Northwest Airlines, operazione che ha dato vita al primo operatore mondiale nel
comparto passeggeri.
Anche il primo vettore cargo mondiale, lo statunitense FedEx, nel 2008 ha rafforzato la
rete europea attraverso l’ampliamento dell’hub di Parigi-CDG e l’acquisizione
dell’ungherese Flying-Cargo Hungary (già partner), rafforzando così la propria posizione
sui mercati est-europei.
Infine, la tedesca DHL Express ha inaugurato il proprio hub europeo nell’aeroporto di
Lipsia, scalo con localizzazione strategica rispetto ai mercati dell’Est europeo. DHL in
realtà ha inaugurato diverse strutture: l’attenzione prevalente è per la Russia dove la
società ha programmato di investire quasi 162 milioni di euro entro il 2011. La controllata
di Deutsche Post continua così lo sforzo di presidio dei mercati emergenti, confermato
dagli accordi finalizzati ad investimenti in piattaforme logistiche nella parte meridionale
dell’India, in Arabia Saudita e a Panama.
Tab. 53.
Principali operazioni nel comparto del cargo aereo
Acquirente
ABX Air
(USA)
Anno Acquisita
2007 Cargo Holdings
International
(USA)
Tochiki Kisen
(Giappone)
2007
Nippon Airship
Corp.
(Giappone)
FedEx (USA)
2007
NYK
(Giappone)
2007
DHL Express
(DE)
2007
Flying-Cargo
Hungary (HU)
Jett8 Airlines
Cargo
(Singapore)
Polar Air Cargo
(USA)
156
Effetti rilevanti dell’operazione
La compagnia aerea cargo statunitense ABX Air ha acquisito
Cargo Holdings International per 350 milioni di dollari, dando
vita ad una società sotto il marchio di ABX Holdings, che avrà
una flotta di 135 aerei cargo. L'acquisizione crea uno dei più
grandi fornitori mondiali di servizi aircargo.
Il gruppo armatoriale Nippon Yusen Kaisha (NYK) ha ceduto
la propria partecipazione nella Nippon Airship Corp. (NAC),
compagnia aerea giapponese specializzata nel trasporto di
passeggeri e merci, alla Tochiki Kisen Co.
FedEx Express ha comprato la compagnia aerea privata FlyingCargo Hungary. Le due società collaborano fin dal 2003.
Il gruppo armatoriale giapponese NYK ha comprato una quota
azionaria della nuova compagnia aerea Jett8 Airlines Cargo di
Singapore con un investimento di 5 milioni di dollari.
Il gruppo DHL Express ha comprato il 49% del capitale
azionario della compagnia aerea Polar Air Cargo Worldwide per
150 milioni di dollari in contanti. La quota è stata ceduta dalla
Atlas Air Worldwide Holdings (AAWW), società a cui fanno
capo la Polar e la compagnia aerea Atlas Air. La transazione
include un accordo commerciale della durata di 20 anni.
(continua)
L’internazionalizzazione delle imprese
(segue Tab. 53)
Il gruppo armatoriale belga ha stretto un accordo con la
sudafricana Imperial Holdings per l'acquisizione della quota
che quest'ultima detiene nell'irlandese Air Contractors
Group (ACL), compagnia aerea di cui CMB è azionista.
Grazie alla transazione, diventerà azionista di maggioranza
dell'ACL.
Air China Cargo La compagnia aerea cinese acquista il 25% di Air China Cargo.
(Cina)
La compagnia di bandiera cinese Air China entra così nel
principale operatore cargo cinese. L'operazione avviene
attraverso la controllata China National Aviation, che ha
acquistato il 25% di Air China Cargo da Gold Leaf Enterprises
Holdings.
Compagnie
Maritime
Belge (CMB)
(BE)
2007
Air Contractors
Group (ACL),
(IR)
China
National
Aviation
(gruppo Air
China) (Cina)
2007
Air Menzies
International
(AMI) (gruppo
Menzies
Aviation)
(UK)
Lufthansa
Cargo (DE)
2007
Universal Air
Cargo (UK)
AMI, società interamente controllata dalla Menzies Aviation, a
sua volta controllata dalla società logistica britannica John
Menzies, ha acquisito la società di spedizioni Universal Air
Cargo (UAC) che opera in 11 località in Asia, Australia, Nuova
Zelanda e Stati Uniti.
2008
Jade Cargo
(Cina)
Lufthansa Cargo ha aumentato la sua partecipazione nella
joint venture asiatica Jade Cargo di cui finora deteneva il
25%. Gli altri soci della compagnia sono la cinese Shenzen
Airlines e il fondo tedesco DEG che appartiene alla banca
pubblica KFW.
(segue) Lufthansa Cargo rileverà le attività di vendita e
marketing della joint venture asiatica Jade Cargo, costituita con
Shenzhen Airlines in Cina.
Jade Cargo
(Cina)
West Air
Europe (SE)
2008
Atlantic Airlines West Air Europe e Atlantic Airlines, importanti compagnie
(UK)
cargo regionali svedese e britannica hanno dato luogo ad una
newco denominata West Atlantic, tramite scambio azionario.
L'operazione crea un soggetto di rango globale.
Delta Cargo
(USA)
2008
Menzies
Aviation
(UK)
2008
Northwest
Airlines Divisione Cargo
(USA)
MMA
Consolidators
(Sudafrica)
Abu Dhabi
Aviation (Abu
Dhabi)
2008
Maximus Air
Cargo (EAU)
Delta Cargo e la divisione cargo di Northwest Airlines hanno
siglato un accordo per la fusione.
La società logistica britannica John Menzies plc, attraverso
la divisione Menzies Aviation, ha acquisito il consolidatore
aereo sudafricano MMA Consolidators. La società di
Johannesburg sarà integrata nell'attività della Air Menzies
International (AMI), consolidatore aereo del gruppo
Menzies Aviation.
La compagnia aerea statale Abu Dhabi Aviation ha acquistato
il 95% del capitale di Maximus Air Cargo (MAC), principale
compagnia tuttocargo dell'area, specializzata in carichi
eccezionali. MAC manterrà il suo marchio e l'autonomia
operativa.
Fonte: Nomisma
Interessanti dal punto di vista dell’analisi del comparto sono le operazioni di filiera portate
a termine da gruppi armatoriali e logistici su vettori cargo. Di qualche rilievo da questo
punto di vista sono le strategie messe in atto dai maggiori player del settore, sia attraverso
takeover, sia con ingresso in partecipazione, nei confronti di compagnie che presidiano
157
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
mercati consolidati o in crescita. Si pensi ad esempio al gruppo armatoriale giapponese
NYK, nono operatore a livello globale, che è entrato in partecipazione in Jett8 Airlines
Cargo, compagnia di Singapore; e alle operazioni di DHL Express, di cui si è già parlato,
che ha acquisito il 49% del capitale di Polar Air Cargo.
In tema di accordi, molte alleanze hanno riguardato, dal 2007 al 2009, la regione cinese.
Si segnala infatti l’accordo strategico di Air France-Klm con China Southern Airlines per
una jont venture cargo euro-cinese, perfezionata grazie ad una collaborazione pluriennale,
che consentirà ad entrambe le parti l’accesso ai rispettivi network. In tal modo il colosso
franco-olandese potrà accedere ad un mercato di oltre 600 rotte domestiche e
internazionali.
Nel periodo di riferimento, la statunitense UPS, inoltre, ha inaugurato un hub aeroportuale
in Cina, nell’aeroporto Pudong di Shanghai, prima infrastruttura dedicata nel paese, di
proprietà di una società statunitense.
E sempre in Cina l’autorità che gestisce l’aeroporto di Hong Kong ha lanciato un
programma di sviluppo per le attività di cargo merci, assegnando la costruzione e gestione
dello scalo alla Cathay Pacific Services, società che segue i servizi a terra della compagnia
asiatica Cathay Pacific.
Ancora con riferimento alle strategie degli operatori leader sui mercati emergenti, si
segnala il dinamismo di Lufthansa Cargo: il vettore tedesco ha rafforzato la sua attività in
Kazakistan, regione che sta diventando sempre più centrale nella rete di collegamenti cargo
nelle rotte verso il Far East. Inoltre ha avviato una joint venture a Tianjin, finalizzata a
realizzare un hub aeroportuale dedicato: la compagnia tedesca detiene il 46% del capitale
della Tianjin Airport Hua Yu Air Cargo Terminal Co., mentre le altre quote sono ripartite
tra l'investitore taiwanese Hwa-Hsia International Holding (49%) e la Tianjin Airport
International Logistics Joint Stock Co (5%).
Da ultimo Lufthansa ha siglato un memorandum d’intesa con la russa Air Union e
l'aeroporto di Krasnojarsk per l'utilizzo dello scalo siberiano.
Tali accordi sono la prova del grande fermento negli accordi di filiera che interessano
intese di collaborazione tra operatori cargo e aeroporti che investono in hub cargo dedicati.
E’ questo il caso sopra citato di Lufthansa Cargo, ma anche quello di un pool di vettori
thailandesi con l’aeroporto di Monaco di Baviera; nonché quello della joint venture Tianjin
Cargo Transportation Cooperative Company, per la costruzione di un hub.
158
L’internazionalizzazione delle imprese
Tab. 54.
Principali accordi nel comparto del cargo aereo
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
Nippon Cargo Airlines (gruppo
NYK), NYK (Giappone);
Jett8 Airlines (Singapore)
NCA, filiale del gruppo armatoriale giapponese NYK, e la stessa
NYK hanno siglato un accordo di cooperazione con il nuovo
vettore aereo internazionale di Singapore, Jett8 Airlines.
2007
Air France-KLM (FR);
China Southern Airlines (Cina)
Le due compagnie hanno costituito una joint venture in Cina
dedicata al settore cargo. I due vettori cooperano da tempo sulle
rotte tra l'Europa e la Cina.
2008
Lufthansa Cargo (DE);
Air Union, aeroporto di
Krasnojarsk (Russia)
Lufthansa Cargo, Air Union e l'aeroporto di Krasnojarsk hanno
firmato un memorandum di intesa per l'utilizzo dell'aeroporto
siberiano da parte della compagnia tedesca.
2008
Air France-KLM (FR);
China Southern Airlines (Cina)
China Southern Airlines e Air France-KLM hanno siglato un
accordo per la costituzione di una joint venture nel settore
cargo. Entrambi i partners sono membri dell'alleanza globale
Sky Team.
2008
Emirates SkyCargo (EAU);
Globe Air Cargo (FR)
Emirates SkyCargo ha potenziato la presenza nell'Europa
dell'Est, nominando Global Air Cargo proprio agente in
Ungheria, Romania e Bulgaria. In queste regioni la compagnia
araba movimenta macchinari in export per Medio Oriente e
Australia.
Fonte: Nomisma
Tab. 55.
Principali accordi di filiera nel comparto del cargo aereo
Anno
2007
Partner
Leisure Cargo (DE);
Air Asia (Malaysia)
Oggetto ed effetti dell’accordo
Il vettore aereo malese AirAsia ha siglato un accordo con la
tedesca Leisure Cargo grazie al quale prevede di generare ulteriori
ricavi per 3,5 milioni di dollari dal settore del trasporto merci.
2007
Emirates SkyCargo (EAU);
DB Schenker (gruppo Deutsche
Bahn) (DE)
La compagnia aerea araba e quella logistica tedesca aprono una
rotta triangolare che collega Dubai, Francoforte e Toledo (Usa).
La compagnia aerea araba mette l'aereo, Schenker Logistics
(attraverso Bax Global) mette l'organizzazione logistica e la
distribuzione in Nord America.
2007
Korean Air (Sud Corea);
Sinotrans (Cina)
Korean Air e la compagnia logistica cinese Sinotrans
costituiranno una joint venture che avrà sede a Tianjin. Sinotrans
avrà il 51% delle quote. Gli altri soci sono società finanziarie.
2007
Thai Airways International,
Suvarnabhumi Airport, Thai’s
Cargo and Mail Commercial
business unit (Thailandia);
Munchen Airport (DE)
Thai Airways International, Suvarnabhumi Airport and Thai’s
Cargo and Mail Commercial business unit hanno siglato una
lettera d'intenti per costituire un centro di distribuzione merci
deperibili gestito da Thai nell'aeroporto di Monaco di Baviera.
2007
Korean Air, Korea Airport
Services (Sud Corea);
Sinotrans Air Transportation
Development (gruppo
Sinotrans), Hanjin
Transportation, Tianjin
Dongfang Credit Investment
Company (Cina)
I soci Korean Air (47%), Sinotrans Air Transportation
Development (20%), Korea Airport Services (15%), Hanjin
Transportation (10%) e Tianjin Dongfang Credit Investment
Company (8%) hanno costituito una jv, Tianjin Cargo
Transportation Cooperative Company, che investirà 43,85 milioni
di dollari nel nuovo cargo terminal di Tianjin.
(continua)
159
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
2007
2007
2008
2008
2008
(segue Tab. 55)
L'aeroporto di Brescia dal 2007 è l'hub nazionale delle Poste
Italiane. L'aeroporto accoglierà tredici voli cargo notturni. La
scelta di Brescia per Poste Italiane fa parte del ridisegno della rete
distributiva.
TNT Express (NL);
SEA, società che gestisce gli aeroporti di Milano, e TNT Express
Aeroporto di Milano Linate (IT) hanno siglato un nuovo contratto quinquennale sull'utilizzo di
Linate come base del corriere aereo per le attività del Nord Italia e
quelle legate alle spedizioni internazionali.
Lufthansa (DE);
Lufthansa e Deutsche Post World Net danno vita ad nuova
DHL (gruppo Deutsche Post
compagnia aerea cargo AeroLogic, con partecipazione paritaria,
World Net) (DE)
attraverso Lufthansa Cargo e DHL. L'investimento iniziale dei due
soci è di 15 milioni di euro. La attività del nuovo vettore aereo sarà
trasportare buste espresse e merci tra Europa, Usa e Asia.
Trust Forwarding (SAS Cargo) Birkart Globistics air+ocean, compagnia del gruppo Thiel
(SE);
Logistics, e Trust Forwarding, unità di business indipendente
Birkart Globistics air +ocean
della svedese SAS Cargo, hanno stretto un accordo di
(gruppo Thiel Logistics) (LU)
collaborazione per il piano sfruttamento dei network delle due
compagnie, con particolare riferimento alla Scandinavia.
Aeroporto di BresciaMontichiari (IT);
Poste Italiane (IT)
AFL (India);
Cardinal Aviation (Singapore)
Cardinal Aviation -private equity di Singapore- e la società di
logistica indiana AFL hanno costituito una joint venture
denominata QuickJet Cargo con sede a Bangalore.
Fonte: Nomisma
Lo scenario italiano
I risultati del settore italiano del cargo aereo per il 20087 evidenziano una riduzione di oltre
10 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Si tratta del primo risultato negativo dal
2000, con un volume complessivo di tonnellate movimentate inferiore ai livelli del 2005.
Tab. 56.
Il traffico cargo in Italia
Anno
2008
2007
2006
2005
2000
Cargo (tons)
919.935
1.022.285
974.397
922.592
801.885
var % su
anno precedente
-10,0%
+4,9%
+5,6%
+5,0%
+5,4%
var %
rispetto al 2000
+14,7%
+27,5%
+21,5%
+15,1%
-
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Assaeroporti, vari anni
Le uniche performance in controtendenza, di rilievo se considerate in relazione al
posizionamento dello scalo, sono quelle:
- dell’aeroporto di Venezia, 5° per movimentazione, che con una crescita annua del 28%,
ha aumentato la propria quota di mercato di 1 punto percentuale;
- dell’aeroporto di Bologna, 6° per movimentazione nel 2008, che con una crescita pari
al 42% ha aumentato la quota di mercato dall’1,8% al 2,9%, guadagnando, rispetto
7
Ultimi dati annuali disponibili.
160
L’internazionalizzazione delle imprese
all’anno precedente, due posizioni nella graduatoria nazionale.
Venezia e Bologna rappresentano gli unici risultati di segno positivo all’interno dei primi
dieci scali, che complessivamente gestiscono il 92,6% del traffico aerocargo.
Primi nella classifica nazionale rimangono i due hub di Malpensa e Fiumicino, con una
quota di mercato rispettivamente pari al 45,2% e al 16,7%; Bergamo-Orio al Serio si
accoda come terzo scalo merci, sebbene nel 2008 sia stato interessato da un decremento di
quota di mercato (13,3% contro il 14,4% dell’anno precedente). Il livello di concentrazione
del mercato aereo italiano si conferma pertanto immutato rispetto al 2006, e in capo ai tre
scali principali che, complessivamente, movimentano il 75,2% del traffico nazionale cargo.
Tab. 57.
Aeroporto
Il traffico cargo negli aeroporti italiani, anno 2008
Rank 2008
Rank
2007
1
2
3
4
5
8
6
7
11
10
13
9
12
15
14
16
17
18
19
20
21
24
22
26
25
23
27
28
30
29
-
Cargo (tons)
Milano MXP
1
Roma FCO
2
Bergamo-Orio
3
Brescia
4
Venezia
5
Bologna
6
Milano LIN
7
Roma CIA
8
Torino
9
Pisa
10
Catania
11
Treviso
12
Verona
13
Ancona
14
Napoli
15
Genova
16
Cagliari
17
Palermo
18
Bari
19
Pescara
20
Lamezia Terme
21
Firenze
22
Rimini
23
Alghero
24
Trieste Ronchi L.
25
Olbia
26
Reggio Calabria
27
Brindisi
28
Trapani
29
Forlì
30
Parma
Perugia
Crotone
Cuneo
Bolzano
Foggia
Siena
Totale
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Assaeroporti, 2009
415.952
153.206
122.398
39.967
30.682
26.497
20.006
19.644
11.798
11.459
8.808
8.646
7.514
6.441
5.800
5.311
4.891
4.320
3.901
3.339
1.978
1.927
1.884
1.308
1.115
802
180
131
26
4
0
0
0
0
0
0
0
919.935
var%
2008/2007
-14,5%
-1,0%
-9,0%
-15,2%
28,0%
41,7%
-14,9%
-14,6%
-13,7%
-24,1%
-0,1%
-50,9%
-18,0%
5,1%
-26,2%
-7,6%
-2,2%
-1,5%
-3,4%
1,5%
-4,9%
37,7%
18,0%
69,0%
-8,2%
-46,7%
-46,3%
-48,8%
-7,1%
-89,2%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
-10%
quota di
mercato 2008
45,2%
16,7%
13,3%
4,3%
3,3%
2,9%
2,2%
2,1%
1,3%
1,2%
1,0%
0,9%
0,8%
0,7%
0,6%
0,6%
0,5%
0,5%
0,4%
0,4%
0,2%
0,2%
0,2%
0,1%
0,1%
0,1%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
100,0%
161
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Nel mercato italiano, alcune vicende hanno interessato Cargoitalia, compagnia all-cargo,
che nel 2007, a circa tre anni dalla nascita, aveva guadagnato una quota di mercato pari al
4,5% dell’export cargo italiano, posizionandosi al quinto posto in termini di volume
trasportato alle spalle di Air France-KLM, Alitalia, Cargolux e Lufthansa.
Nel 2008, infatti Cargoitalia è stata acquisita da ALIS Aerolinee Italiane, nata nel 2007,
che grazie a questa operazione ha acquisito il diritto ad operare sul mercato, anche
stringendo rapporti di collaborazione con i maggiori player internazionali. ALIS sta
perseguendo una strategia finalizzata al raggiungimento di una posizione leader nel settore
italiano del cargo: nel febbraio 2009 è stata infatti formalizzata l’offerta per l’acquisto
della divisione all cargo della vecchia Alitalia, per un controvalore di 14,5 milioni di euro,
offerta per la cui accettazione, in marzo 2009, è arrivato il nulla osta del Ministero dello
Sviluppo Economico.
Intanto Cargoitalia ha stretto un accordo di codesharing con Etihad Crystal Cargo – del
gruppo Etihad Airways - per un’operatività congiunta sulle rotte nord-sudamericane, e
quelle di India, Medio Oriente, Africa Orientale, gestite rispettivamente dalla compagnia
italiana e da quella araba.
Le compagnie arabe mostrano di fatto un grande interesse per l’Italia: Etihad Airways ha
infatti stretto accordi per sette slot sull’aeroporto di Fiumicino e sette slot su quello di
Linate. L’intesa ha risvolti istituzionali: l’accordo fa infatti parte delle intese tra il
Ministero dello Sviluppo Economico italiano e il Ministero dell’Economia degli Emirati
Arabi Uniti, siglate congiuntamente all’incremento degli slot in Italia concessi alla
divisione cargo della compagnia di bandiera araba, Emirates Sky Cargo, che ha aumentato
la presenza sugli scali di Roma, Milano Malpensa e Venezia, eleggendo l’Italia ad hub
continentale per l’Europa.
La lussemburghese Cargolux, intanto, ha istituito la divisione italiana, Cargolux Italia, che
inizierà a operare su Malpensa nel 2009 con l’obiettivo di coprire 45 destinazioni
internazionali tra cui l’Asia e gli Stati Uniti. Nello stesso tempo anche Lufthansa Cargo
sviluppa l’operatività dello scalo milanese, attivando voli all cargo per New York e
Chicago, dopo avere raggiunto nell’ultimo trimestre 2008 una rilevante quota di mercato
italiano, pari al 14%. Sempre su Malpensa il vettore asiatico Cathay Pacific Cargo ha
raddoppiato le frequenze per Hong Kong, passando da tre a sei voli la settimana.
In tema di handling aeroportuale, invece, si segnala che Aeroporti di Roma (AdR) ha
ceduto le attività cargo sullo scalo di Fiumicino ad Argol, società che opera nel settore
162
L’internazionalizzazione delle imprese
della logistica, con una transazione del valore di 1,5 milioni di euro. La cessione si
inserisce nel piano di focalizzazione sul core business di AdR, che già nel 2006 aveva
ceduto l’handling passeggeri.
Tab. 58.
Principali operazioni nel comparto del cargo aereo
Acquirente
Anno Acquisita
Effetti rilevanti dell’operazione
Argol (IT)
2008
Cargo Merci
Fiumicino (IT)
Aeroporti di Roma ha ceduto l'attività di handling cargo sullo
scalo di Fiumicino alla Argol Spa, società che opera nel settore
della logistica, per 1,518 milioni di euro.
NGC Medical
(IT)
2008
Avionord (IT)
NGC Medical ha acquisito l'intera partecipazione di FNM
Group in Avionord, società operante principalmente nel
servizio aereo di trasporto d'organi, per un importo pari a 3,2
milioni di euro. La cessione del vettore da parte di FNM è in
linea con la strategia di concentrarsi sul core business.
ALIS (IT)
2008
Cargoitalia (IT)
ALIS, compagnia all cargo di recente costituzione ha acquisito
l'intero capitale di Cargoitalia da Air Logistic Holdings.
Fonte: Nomisma
Tab. 59.
Principali accordi intrapresi da vettori aerei nel comparto cargo sul mercato
italiano
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
Alitalia Cargo (IT);
Centurion Air Cargo (USA)
La divisione Cargo di Alitalia ha aperto una nuova rotta
aeromerci tra Malpensa e l'aeroporto di Miami, in accordo con
Centiruion Air Cargo, che consentirà ad Alitalia di raggiungere i
mercati del Centro e Sud America. Centurion Air Cargo,
insieme a Cielos del Perù e alla brasiliana MTA, fa parte del
gruppo AMC, il più grande network cargo dell'America
meridionale.
2008
Cargoitalia (IT);
Etihad Crystal Cargo (EAU)
Cargoitalia e la compagnia araba Etihad Crystal Cargo hanno
stretto un accordo di codesharing. Cargoitalia servirà le rotte
nord e sudamericane e il vettore di Abu Dhabi quelle di India,
Medio oriente, Africa orientale.
2008
Etihad Airways (EAU);
Aeroporti di Roma e Milano
Linate (IT)
La compagnia araba Etihad ha siglato accordi per sette slot sullo
scalo di Roma e sette slot su quello di Milano. L'accordo fa
parte delle intese tra il Ministero dello Sviluppo Economico
italiano e il Ministero dell'Economia degli Emirati Arabi Uniti,
siglate congiuntamente all'aumento degli slot in Italia per la
compagnia di bandiera araba, Emirates.
2008
Emirates SkyCargo (EAU);
Aeroporti di Roma, Milano
Malpensa, Venezia (IT)
La compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti, Emirates,
ha siglato accordi per un significativo aumento di slot della sua
divisione cargo negli aeroporti di Roma, Milano Malpensa e
Venezia, eleggendo l'Italia ad hub continentale per l'Europa.
Fonte: Nomisma
163
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
2.
IL TRASPORTO PASSEGGERI
2.1. Il settore terrestre
Il trasporto pubblico locale e a media-lunga percorrenza
Come già per i Rapporti pubblicati negli anni 2005 e 2007, nell’impostazione
metodologica di questa sezione si è tenuto conto dei mutamenti di scenario imputabili
all’apertura dei mercati del trasporto pubblico locale (Tpl) e all’ingresso di operatori
ferroviari e su gomma esteri nei diversi mercati nazionali.
Tale dinamica ha fatto sì che la tradizionale distinzione operata tra Tpl e trasporto a medialunga percorrenza, su ferro e su gomma, abbia perso la sua ragione d’essere se affrontata
dal punto di vista degli operatori e dei loro processi di internazionalizzazione, integrazione
o concentrazione. Nel corso degli ultimi anni, i grandi player europei hanno sempre più
messo in atto le proprie strategie indistintamente sia sui mercati locali che su quelli a
media-lunga percorrenza.
Pertanto, in un quadro di riferimento generale che vede ancora sostanzialmente chiuso il
mercato ferroviario a lunga percorrenza e che assiste alla messa a gara congiunta - si pensi
soprattutto al caso italiano - di servizi di interesse locale e regionale, ha senso dare conto
delle dinamiche in atto dal punto di vista delle strategie e non tanto da quello dei mercati di
ingresso.
Lo scenario internazionale
Con riferimento all’internazionalizzazione del comparto, in Europa, nel periodo di
riferimento, non si è arrestato il processo di concentrazione dei maggiori player,
progressivamente entrati in molti mercati nazionali. Arriva International, Transdev, Keolis
e RATP hanno infatti intensificato le operazioni di acquisizione e gli accordi con imprese
che potevano vantare un presidio consolidato sui mercati di destinazione.
-
164
La multinazionale britannica Arriva International ha potenziato la propria presenza in
particolare nella penisola iberica, in Danimarca e nell’Est europeo. In Portogallo, la
compagnia ha acquisito una quota ulteriore del 10% di Barraqueiro, operatore che
detiene circa il 20% del mercato interno portoghese, per un controvalore di circa 50
milioni di euro. Si ricorda che nel maggio 2006 Arriva aveva già rilevato il 21,5%
dell'operatore portoghese, che porta in dote all’acquirente britannica anche una
L’internazionalizzazione delle imprese
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partecipazione del 34% all'interno della società di gestione della metropolitana di
Lisbona. In Spagna, invece, il gruppo ha acquisito Esfera, facendo così l’ingresso sul
mercato di Madrid.
Nel Nord Europa, Arriva ha acquisito Veolia Denmark, filiale di Veolia Transport, con
l’obiettivo di costituire una posizione di rilievo sul mercato danese; e allo stesso tempo,
sul proprio mercato, ha ottenuto fino al 2016 la più vasta concessione ferroviaria del
Regno Unito, la New Cross Country.
Nell’Est Europa, invece il player britannico ha completato l'acquisizione dell'80% di
Interbus Invest, holding che fa capo a Eurobus Invest, che opera in Ungheria e
Slovacchia, operazione per la quale si è reso necessario il nulla osta della Slovak
Merger Authority. E da ultimo, Arriva è entrata nel mercato polacco, costituendo una
joint venture con PCC Rail, operatore cargo tra i maggiori del paese, grazie alla quale
ha ottenuto un contratto triennale per operare servizi ferroviari nella Polonia nordoccidentale.
-
Nello stesso periodo Veolia ha invece diversificato gli investimenti con operazioni di
diversa portata geografica. In Francia, ha acquisito Voyages Dewitte, azienda di Tpl
del nord del paese, mentre in Germania, nel comparto su ferro, si è aggiudicata la
concessione della rete ferroviaria regionale tedesca che collega Brema e la Bassa
Sassonia, grazie alla propria filiale tedesca NordWestBahn (NWB).
La compagnia ha mostrato anche ambizioni extracontinentali, di ampia portata
strategica, se si considerano i paesi target: India e Cina. Veolia si è infatti aggiudicata,
in joint venture con l'indiana Reliance Infrastructure, la gestione della metropolitana di
Mumbai; e in Cina, ha siglato una partnership –la prima di questo genere in territorio
cinese- costituendo una joint venture con la società di Tpl Nanjing Zhongbei, per la
gestione delle reti di trasporto in sei città cinesi, con durata trentennale.
Inoltre, il gruppo ha costituito con la connazionale RATP Développement una joint
venture paritetica per sviluppare il mercato asiatico, soprattutto in Cina, Corea del Sud
e India. E in Marocco - in consorzio con i partner domestici Groupe Bouzid e Groupe
Hakam - si è aggiudicata la gestione del servizio di trasporto collettivo di Rabat, Sale e
Temara, di durata quindicennale.
-
Contemporaneamente, Transdev, operatore partecipato per il 68% dalla Cassa Depositi
e Prestiti francese, ha vinto la gara per la privatizzazione di Connexxion, primo
operatore di trasporto passeggeri nei Paesi Bassi. La gara, che riguardava la cessione
del 66,67% del capitale della compagnia, è stata vinta in consorzio da Transdev e
BNG, banca delle comunità locali dei Paesi Bassi, con quote rispettivamente pari al
165
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
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75% e 25%. Con l'operazione Transdev – che, si ricorda, in Italia si è aggiudicata il
49% del capitale di ATM Genova - diventa il quarto operatore d'Europa.
Di nuovo la penisola iberica si conferma un mercato appetibile. Lo conferma il fatto
che l’operatore francese ha costituito con la portoghese Joalto una joint venture denominata Holding Joalto Transdev (HJT) - che si candida a divenire il secondo
gruppo di trasporto pubblico su gomma in Portogallo.
-
Diversa è invece la strategia di RATP Développement. Dopo un biennio trascorso a
perseguire sentieri di espansione nei mercati europeo e asiatico, nel periodo di
riferimento, la compagnia, controllata al 75% dalla parigina Ratp, ha convogliato gli
investimenti sul consolidamento della presenza sul mercato domestico, attraverso
alcune operazioni di diversificazione del proprio business. E’ infatti divenuta il
secondo azionista di Tourexcel, primo operatore turistico francese, con una quota del
10%, entrando in questo modo nel settore della mobilità turistica nell'area parigina;
inoltre ha acquisito l'intero capitale di Jacquemard & Cie, uno tra i principali operatori
nel Dipartimento francese dell'Eure, rafforzando la propria posizione nel Tpl al di fuori
dell'Ile-de-France.
-
Keolis, operatore ferroviario leader nel settore del Tpl, partecipato per il 45% dalla
compagnia nazionale SNCF, ha invece condotto principalmente strategie di
diversificazione del business, rafforzando sensibilmente la propria presenza nell'area
centro occidentale della Francia: con l’acquisizione di ETASSE Tourisme, ha
rafforzato la propria presenza nel settore dei trasporti scolastici e di servizi occasionali
di turismo nel Calvados e nella Manica; con l’acquisizione di Delion, nel settore dei
collegamenti ferroviari con gli aeroporti di Roissy e Orly e verso Parigi; infine con
l’acquisizione di TPN e Sofitra, nel trasporto urbano ed extraurbano delle regioni
dell’Auvergne e del Poitou-Charentes.
Gli investimenti di Keolis sui mercati esteri hanno invece riguardato i Paesi Bassi, con
l’acquisizione del 50% della compagnia ferroviaria olandese Syntus, e il Belgio, dove
la compagnia è arrivata a detenere il 71% di Eurobus Holding, che con un processo di
rebranding diventerà Keolis Vlaanderen. Quest’ultima operazione è rilevante sia in
considerazione della dimensione dell’acquisita, sia del socio di minoranza, la società
regionale Wallonne de Transport, che possiede il 29%. Tra i mercati target vi è anche
quello tedesco, dove la compagnia si è aggiudicata la gestione della rete ferroviaria
regionale di Maas Rhein Lippe Netz, con una concessione di 16 anni.
Si riportano di seguito, in dettaglio, le operazioni e gli accordi di rilievo per il settore
166
L’internazionalizzazione delle imprese
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internazionale che hanno avuto luogo nel periodo di riferimento.
Tab. 60. Principali operazioni riguardanti operatori di Tpl sul mercato internazionale
Acquirente
Anno Acquisita
Effetti rilevanti dell’operazione
Arriva (UK)
2007 Esfera (ES)
Arriva ha acquisito Esfera, operatore spagnolo che opera a
Madrid. L'operazione complessivamente vale circa 4,7 milioni
di euro.
Veolia Denmark
(gruppo Veolia)
(DK)
2008 Interbus Invest
(SK)
Transdev-BNG
(FR)
Keolis (FR)
Veolia
Transport (FR)
Arriva ha acquisito Veolia Denmark da Veolia Transport
Northern Europe.
Arriva ha completato l'acquisizione dell'80% di Interbus
Invest, holding che fa capo a Eurobus Invest, che fornisce
servizi di trasporto autobus in Ungheria e Slovacchia.
L'operazione era subordinata al nulla osta della Slovak Merger
Authority.
2007 Connexxion (NL)
Il governo olandese ha privatizzato Connexxion, primo
operatore di trasporto viaggiatori nei Paesi Bassi. La gara
d'appalto, riguardante la cessione del 66,67% del capitale, è
stata vinta dal consorzio Transdev-BNG (Banca delle
comunità locali dei Paesi Bassi), con quote rispettivamente del
75% e del 25%.
2007 ETASSE Tourisme Keolis ha acquisito ETASSE Tourisme che si occupa di
(FR)
trasporti scolastici nel Calvados e nella Manica e di servizi
occasionali di turismo. La società ha un fatturato annuale di
oltre 2 milioni di euro.
Delion (FR)
Keolis ha acquisito la società Delion, che presidia i
trasferimenti da e verso gli aeroporti di Roissy e Orly e i
collegamenti ferroviari di Parigi.
TPN (FR)
Keolis acquista TPN, gruppo fra i maggiori attori del trasporto
nell'Auvergne, attiva anche nel trasporto extraurbano.
Syntus (NL)
Keolis ha acquisito il 50% di Syntus, compagnia ferroviaria
olandese.
2008 Eurobus Holding
(BE)
Keolis ha acquisito il 60% della belga Eurobus Holding
arrivando a detenere il 71% del capitale. Il restante 29% è di
proprietà della Società regionale Wallonne de Transport. Il
gruppo fiammingo cambierà nome in Keolis Vlaanderen.
2008 Sofitra (FR)
Keolis ha acquisito il gruppo Sofitra, operatore di rilievo del
trasporto pubblico di Poitou-Charentes, Limousin e Auvergne.
2008 Boyages Dewitte
(FR)
Veolia Transport ha acquisito Voyages Dewitte, azienda di
Tpl della Francia del Nord.
RATP
2008 Tourexcel (FR)
Développement
(FR)
RATP Développement, controllata al 75% dalla parigina
RATP, diventa il secondo azionista di Tourexcel, primo
operatore turistico francese, acquisendo una quota del 10%.
Jacquemard & Cie. RATP Développement ha acquisito l'intero capitale di
(FR)
Jacquemard & Cie, uno dei principali attori del trasporto nel
dipartimento francese dell'Eure.
Fonte: Nomisma
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L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
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Tab. 61. Principali accordi tra operatori di Tpl sul mercato internazionale
Anno Partner
2007 Arriva International (UK);
PCC Rail (PL)
Arriva International (UK);
Governo Regno Unito (UK)
2007
Keolis (FR);
Amministrazione Ruhr (DE)
2007
Transdev (FR);
Joalto (PT)
2008
Veolia Transport (FR);
Governo Germania (DE)
Veolia Transport (FR);
Nanjing Zhongbei (Cina)
2009
Veolia Transport, Reliance
Infrastructure (FR);
Mumbai Metro One (India)
Veolia Transport (FR);
RATP Développement (FR)
Veolia Transport, Groupe
Bouzid, Groupe Hakam (FR);
Municipalità di Rabat
(Marocco)
2009
AutoPostale (Svizzera);
Municipalità di Macon (FR)
Oggetto ed effetti dell’accordo
L'operatore britannico Arriva è entrato nel mercato polacco
costituendo una joint venture con PCC Rail, operatore cargo tra i
maggiori della Polonia. Il consorzio PCC-Arriva ha ottenuto infatti
un contratto triennale per realizzare servizi sulla linea KujawskoPomorskie-Voidvodship nel Nord-Ovest della Polonia (circa 1,75
milioni di km anno).
Il governo britannico ha assegnato ad Arriva la concessione
ferroviaria della New Cross Country, la più vasta del Regno Unito.
La concessione sarà attiva fino al 2016.
Keolis si è aggiudicata la gestione della rete ferroviaria regionale di
Maas Rhein Lippe Netz in Germania. Il contratto ha una durata di
16 anni per un fatturato totale di 557 milioni di euro.
Transdev e la portoghese Joalto hanno costituito una joint venture
per operare congiuntamente nel mercato portoghese. La jv, Holding
Joalto Transdev (HJT), si candida a divenire il secondo gruppo di
trasporto pubblico su gomma in Portogallo.
Veolia Transport si è aggiudicata la gestione della RER di Brema.
NordWestBahn (NWB), filiale tedesca di Veolia, gestirà a partire
dal dicembre 2010 la totalità della rete ferroviaria regionale tedesca
(RER) che collega i Länder di Brema e della Bassa Sassonia. La
concessione ha una durata di 11 anni.
La compagnia francese Veolia Transport ha firmato un accordo di
partenariato con la società cinese Nanjing Zhongbei. L'accordo,
primo in territorio cinese, prevede la creazione di una joint venture
per la gestione delle reti di trasporto in sei città cinesi per la durata
di 30 anni.
Veolia Transport si è aggiudicata in joint venture con l'indiana
Reliance Infrastructure, la gestione della metropolitana di Mumbai in
India. La società concessionaria del progetto è la Mumbai Metro One.
Veolia Transport e RATP Développement hanno costituito una joint
venture paritetica per sviluppare il mercato asiatico, soprattutto in
Cina, Corea del Sud e India.
La francese Veolia Transport, in consorzio con i partner marocchini
Groupe Bouzid e Groupe Hakam, si è aggiudicata la gestione del
servizio di trasporto collettivo delle città di Rabat, Sale e Temara, in
Marocco, per una durata di 15 anni. Veolia detiene il 51,04% del
consorzio.
La svizzera AutoPostale si è aggiudicata l’appalto per 21 linee
nell’agglomerato di Mâcon, per la durata di 8 anni. AutoPostale
conferma la validità della propria strategia di crescita all’estero e
ottiene un importante successo sul mercato francese.
Fonte: Nomisma
Nel periodo di riferimento, le attese relative alla prossima apertura del mercato ferroviario
passeggeri hanno apportato un certo dinamismo anche al comparto a media-lunga percorrenza.
In tema di normativa si segnala infatti che nel settembre 2007 il Parlamento europeo ha
approvato il terzo pacchetto ferroviario che prevede, tra le altre cose, l’apertura dei servizi
di trasporto viaggiatori transfrontaliero il 1° gennaio 2010. Ciò che è più interessante è che
tale misura comprende il diritto di cabotaggio tra due stazioni di uno stato estero sulla linea
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L’internazionalizzazione delle imprese
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percorsa, provvedimento che fa sì che su una determinata tratta il vettore internazionale
possa entrare in competizione con il vettore domestico.
In tale contesto, il comparto ha visto la nascita della prima alleanza internazionale del
settore ferroviario: nove società ferroviarie mitteleuropee, tra cui alcune di primaria
grandezza, hanno infatti costituito l’alleanza Railteam Alliance, mettendo in comune le
proprie reti ad alta velocità su scala continentale, allo scopo di entrare in diretta
competizione con la modalità aerea. L'alleanza, il cui modello è mutuato evidentemente
dalle alleanze globali del settore aereo, è formata da sei società ferroviarie nazionali e da
tre joint venture internazionali: tra le prime, la tedesca Deutsche Bahn, l’olandese NS,
l’austriaca Obb, la svizzera Sbb, la belga Sncb e la francese Sncf; tra le seconde, Eurostar,
Thalys e Tgv Lyria.
La possibilità di una prossima competizione sul mercato ferroviario ha stimolato il
maggiore vettore aereo europeo a stringere accordi di integrazione verticale. Air FranceKlm ha stretto accordi con Veolia Transport per la creazione di una società ferroviaria nel
comparto dei servizi ad alta velocità. Questa tipologia di intesa potrebbe modificare
profondamente la struttura del mercato del trasporto aereo a corto raggio, come già
accaduto sulla tratta Parigi-Francoforte o come sta accadendo sulla tratta Milano-Roma a
seguito dell’introduzione del servizio Frecciarossa di Trenitalia.
Allo stesso tempo Deutsche Bahn ha manifestato interesse per entrare nel consorzio
franco-belga-britannico Eurostar, gestore del servizio ferroviario ad alta velocità, che
collega Londra con Parigi e Bruxelles attraverso la Manica. L’accettazione è subordinata
all’eventuale veto della compagnia nazionale francese SNCF, in quanto proprietaria del
62% del pacchetto azionario del consorzio. L’interesse della compagnia nazionale tedesca
per il mercato britannico fa evidentemente parte di piani strategici che riguardano sia il
trasporto intercontinentale che quello nazionale: il gruppo Deutsche Bahn è entrato infatti
proprio sul mercato britannico con l’acquisizione di Laing Rail, società inglese che
possiede l'intero capitale azionario dell'impresa ferroviaria Chiltern Railways e il 50%
delle imprese ferroviarie London Overground Rail Operations (LOROL) e Wrexham,
Shropshire & Marylebone Railways Company (WSMR).
Tab. 62. Principali operazioni riguardanti operatori ferroviari passeggeri
Acquirente
Anno Acquisita
Effetti rilevanti dell’operazione
Deutsche Bahn (DE)
2008 Laing Rail
(UK)
Deutsche Bahn ha acquisito Laing Rail, società inglese che
controlla l'impresa ferroviaria Chiltern Railways e il 50%
delle imprese ferroviarie LOROL e WSMR.
Fonte: Nomisma
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L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
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Tab. 63. Principali accordi intrapresi da operatori ferroviari passeggeri
Anno Partner
2007 Deutsche Bahn (Germania),
NS (Paesi Bassi), Obb (Austria),
Sbb (Svizzera), Sncb (Belgio),
Sncf (Francia);
Eurostar, Thalys, Tgv Lyria (jv
internazionali)
Oggetto ed effetti dell’accordo
Sei società ferroviarie nazionali e tre internazionali, nate da
joint, venture hanno siglato un accordo per la creazione
dell’alleanza Railteam Alliance.
Tra le prime: Deutsche Bahn (Germania), NS (Paesi Bassi),
Obb (Austria), Sbb (Svizzera), Sncb (Belgio) e Sncf
(Francia); tra le seconde: Eurostar, Thalys e Tgv Lyria.
Fonte: Nomisma
Da ultimo, in tema di privatizzazioni, si dà notizia del fatto che il governo romeno intende
procedere alla privatizzazione della compagnia ferroviaria CFR Marfa, attraverso la
cessione totale delle quote pubbliche.
Lo scenario italiano
Nel settore del Tpl, le aziende continuano a condurre strategie di concentrazione, pur
trovandosi in un quadro di incertezza normativa che caratterizza il comparto italiano da
oltre un decennio – si ricorda che la riforma del Tpl ha avuto inizio con d.lgs. 422/97
“Burlando” -.
Il 31 dicembre 2007 era scaduto, infatti, senza proroghe, il periodo transitorio entro il quale
si sarebbero dovute completare le procedure di gara ad evidenza pubblica per l’affidamento
di tutti i servizi di Tpl gestiti da concessionari o da società derivanti dalla trasformazione
delle aziende speciali in virtù di affidamenti diretti. Nel 2008, la legge 133/2008 ha
riaperto, per i servizi pubblici locali, il periodo transitorio (fino al 31 dicembre 2010) ed ha
ripristinato la possibilità del ricorso agli affidamenti in house, introducendo più di
un’incertezza sul rapporto con la disciplina di settore.
Il comparto italiano è stato comunque teatro di operazioni e accordi di portata rilevante.
Alcune importanti aziende dell’Emilia Romagna hanno intrapreso percorsi di aggregazione
o di parziale privatizzazione.
- Il primo è il caso della fusione tra ATC Bologna e ACFT Ferrara, operazione che dà
vita ad un soggetto di capacità superiore a 123 milioni di passeggeri trasportati con un
bacino di utenza di 1,3 milioni di residenti.
- Sul versante romagnolo invece, tre aziende portano avanti un percorso di
concentrazione attraverso l’integrazione dei bacini: E-bus, Setram e Saces, che
gestiscono il trasporto in Provincia di Forlì-Cesena, hanno siglato un accordo di
fusione, costituendo un unico soggetto che prenderà il nome di AVM (Area Vasta
170
L’internazionalizzazione delle imprese
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-
Mobilità).
Un percorso di privatizzazione è stato invece intrapreso da ATCM Modena, che ha
portato avanti una strategia finalizzata alla ricerca di un socio industriale privato, sulla
falsariga del modello genovese (si ricorda che ATM Genova è partecipata al 49% dalla
francese Transdev). Per l’acquisizione della quota hanno manifestato interesse sia
gruppi nazionali - ATC Bologna, ATM Milano – sia grandi player internazionali - la
britannica Arriva e le francesi Transdev e RATP Développement -. Quest’ultima si è
poi confermata capofila della cordata vincitrice, cui partecipano Ferrovie Emilia
Romagna (FER), Compagnia Toscana Trasporti (CTT) e Nuova Mobilità, gruppo di
operatori privati locali.
Come per Modena, nel periodo di riferimento, altre società a capitale pubblico sono state
oggetto di percorsi di parziale privatizzazione, condotti attraverso la selezione di un socio
privato di minoranza attraverso procedura ad evidenza pubblica. La tornata delle
privatizzazioni e la candidatura delle società europee alle gare evidenzia di fatto un
rinnovato interesse per il Tpl italiano e una nuova propensione dei controllori pubblici a
creare sinergie grazie al know how apportato dal partner industriale privato.
Si segnala, al proposito, la gara in atto per l’acquisizione di una quota del 45% di APAM
Esercizio di Mantova, per la quale hanno manifestato interesse la britannica Arriva
(attraverso la partecipata italiana Sab di Bergamo), due grandi cordate pubbliche (guidate
rispettivamente da ATM Milano e ATV Verona) e il gruppo Zoncada. Interesse è stato
manifestato anche da Ferrovie Nord Milano (tramite FNM Holding), la più importante
compagnia ferroviaria del paese dopo Ferrovie dello Stato.
Al termine della procedura, la quota è stata aggiudicata al raggruppamento formato da
ATM Milano, ATB Bergamo e Brescia Trasporti, che deterranno rispettivamente il 75%, il
24% e l’1% della partecipazione.
Lo stesso iter di privatizzazione parziale è stato intrapreso da ATV Verona, nata nel 2007
dall’integrazione tra le due società veronesi AMT e APTV che per diversi decenni hanno
gestito il servizio di trasporto urbano e quello extraurbano.
Nel periodo di riferimento, non sono mancate le operazioni di fusione e acquisizione e
altre, di portata rilevante, sono state avviate.
Tra queste ultime si segnala il grande progetto di fusione - non ancora concluso – che ha
interessato il settore nel corso dell’ultimo anno e che riguarda le due grandi ex
171
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
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municipalizzate ATM Milano1 e GTT Torino. L’aggregazione tra le due compagnie
darebbe vita alla maggiore società di Tpl a livello nazionale, in grado di competere, per
dimensione, con i grandi player europei2.
Nel frattempo, in Veneto, la compagnia veneziana ACTV si è aggiudicata il 12% del
capitale di ATVO, società di trasporti del Veneto orientale, grazie ad un'offerta di 3,3
milioni di euro, sottraendo le quote alla francese Transdev che aveva manifestato interesse
all’acquisizione.
Si segnalano tuttavia anche operazioni volte a ridurre l’internalizzazione. Dopo una
collaborazione durata due anni, Autoguidovie (Agi) – con un’operazione di management
buy back – ha riacquisito il 40% del proprio capitale dalla francese Transdev, allineandosi
al recente processo in atto tra le ex municipalizzate lombarde di opposizione ai grandi
gruppi stranieri. Allo stesso tempo Transdev è interessata alle partecipazioni di Agi nelle
società miste in Veneto e Liguria, compresa una quota del 40% di Dolomitibus (e la
relativa governance), partecipata dalla Provincia di Belluno e da diversi Comuni.
In tema di gare per l’affidamento di servizi di Tpl su ferro, il Friuli Venezia Giulia intende
bandire la gara per il gestore unico del servizio integrato gomma-rotaia-mare, il cui
progetto ha riscosso da subito l’interesse di operatori di prima grandezza, tra cui, ad
esempio, la compagnia ferroviaria tedesca Deutsche Bahn.
Tab. 64. Principali operazioni riguardanti operatori di Tpl sul mercato italiano
Acquirente
Macerata Bus (IT)
Anno Acquisita
2007 Contram Mobilità
(IT)
Ominibus
Partecipazioni
(consorzio FNM e
Sab) (IT)
2007
Ratp (FR)
2008
1
Effetti rilevanti dell’operazione
Macerata Bus si è aggiudicata tramite gara la posizione di
socio di minoranza di Contram Spa, che gestisce il Tpl
extraurbano della Provincia di Macerata e urbano di alcuni
comuni marchigiani.
SPT Linea Como
(IT)
Omnibus Partecipazioni, società costituita da FNM e Sab
Autoservizi, ha acquisito il 49% di SPT Linea di Como,
tramite gara. L'operazione ha preceduto la costituzione di
una nuova società, la ASF Autolinee, che prende il posto
di SPT Linea.
Autolinee Toscane Ratp ha rilevato Autolinee Toscane, azienda della
(IT)
Provincia di Firenze che opera nell'area del Mugello.
L'operazione segue l'ingresso dell'operatore francese in
Lfi.
(continua)
Nel frattempo, ATM Milano ha siglato con TPM Monza un protocollo di intesa per avviare la fase di
valutazione del possibile ingresso della compagnia nel gruppo milanese.
2
Nel 2008 inoltre l’ipotesi di aggregazione è stata allargata ad ATM Genova, con la quale le due compagnie
hanno sottoscritto una lettera d'intenti per l'inserimento della società ligure nel piano di fusione.
172
L’internazionalizzazione delle imprese
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Transdev-BNG
(FR)
2008
Ranza Spa (IT)
2008
ACTV Venezia
(IT)
2008
ATC Bologna
(IT)
2008
Ratp
Développement,
Fer, Nuova
Mobilità, Ctt (FR)
2009
(segue Tab. 64)
I tre soci di Dolomitibus (Provincia di Belluno, Comune di
Belluno e Autoguidovie SpA) hanno dato il nulla osta alla vendita da parte di Autoguidovie SpA della propria quota azionaria, pari al 39,50%, alla sua partecipante Transdev Italia srl.
Autoguidovie (IT) La società per azioni Ranza, azionista di maggioranza di
Autoguidovie, ha riacquisito l'intera partecipazione
azionaria del gestore di Tpl in possesso della francese
Transdev.
ATVO (IT)
ACTV Venezia si è aggiudicata il 12% di ATVO, società
di trasporti del Veneto orientale con un'offerta di 3,3
milioni di euro.
ACFT Ferrara (IT) ATC Bologna e ACFT Ferrara hanno portato a termine il
processo di fusione, che dà vita ad una società da 123
milioni di passeggeri l'anno su 46 milioni di km.
ACTM Modena
Il colosso parigino Ratp, in cordata con la FER, Nuova
(IT)
Compagnia Mobilità e Ctt si è aggiudicato l'acquisto del
49% di ATCM Modena. L'operazione è perfezionata
mediante aumento di capitale per il quale il
raggruppamento vincente verserà 10,2 milioni di euro.
Dolomitibus (IT)
Fonte: Nomisma
Tab. 65. Operazioni finalizzate alla costituzione di consorzi di Tpl sul mercato italiano
Anno Partner
2008 52 aziende (IT);
Consorzio Traveco (IT)
2009 COER Bus (IT);
Cooperativa Trasporti,
SAC, Cosmobus (IT)
Oggetto ed effetti dell’accordo
52 aziende di Tpl venete, lombarde e friulane hanno dato vita al
consorzio Traveco per partecipare alle gare per il trasporto pubblico
locale di linea. Le aziende accorpate contano 600 dipendenti, 730 mezzi e
un fatturato annuo complessivo di 85 milioni di euro.
Il consorzio ravennate COER Bus, di cui fanno parte numerosi soci,
allarga la propria base associativa con l'ingresso della Coop. Trasporti di
Riolo Terme, di SAC di Cervia e di Cosmobus di Rimini. L'aggregazione
dà vita ad una capacità aziendale di 500 mezzi e un fatturato di 30 milioni
di euro per 100 imprese associate.
Fonte: Nomisma
Tab. 66. Affidamenti e concessioni di servizi di Tpl urbano ed extraurbano su gomma e su
ferro nel mercato italiano
Anno Partner
2007 ATM Milano (IT);
Ansaldo (IT)
2008
2008
2008
Ferrovie Emilia-Romagna (FER) (IT);
ACTM Modena (asset) (IT)
Ustica Lines (IT);
Regione Siciliana (IT)
STIE (IT);
Comune di Rho (IT)
Oggetto ed effetti dell’accordo
ATM e Ansaldo gestiranno attraverso la joint venture Immetro
la metropolitana automatica di Copenahgen, che trasporta 25
milioni di passeggeri anno. La jv è partecipata rispettivamente
al 51% e 49%.
FER ha rilevato da ACTM Modena la gestione della linea
ferroviaria Sassuolo-Modena.
Ustica Lines si è aggiudicata la gara per i collegamenti marittimi
veloci per le isole Eolie e Egadi bandita dalla Regione Siciliana.
Il contratto di servizio avrà durata di cinque anni per un importo
pari a 11,7 e 20,4 milioni di euro per il servizio erogato
rispettivamente per le isole Egadi e per le Eolie.
STIE si aggiudica la concessione quinquennale per il trasporto
pubblico locale di Rho (Milano). Il valore economico del servizio
ammonta a 666.900 euro su base annua per oltre 357 mila km.
Fonte: Nomisma
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L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
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Con riferimento ai servizi ferroviari di interesse non locale, si segnalano alcune operazioni
che hanno avuto luogo sul mercato domestico, effettuate da operatori che si preparano alla
competizione nel mercato liberalizzato.
La compagnia NTV ha subito alcune operazioni di riassetto societario che hanno visto
protagonisti un investitore e un partner industriale di prima grandezza. Una quota del 20%
del capitale della compagnia è stata infatti acquisita da Intesa San Paolo, che inoltre
garantirà la linea di credito per consentire l’operatività della società. Allo stesso tempo, il
gruppo ferroviario francese SNCF ha acquisito una quota equivalente, divenendo così il
partner industriale della compagnia. Più recentemente, inoltre, una quota del 5% è stata
rilevata da Mais, holding di partecipazioni industriali e finanziarie.
Nel frattempo, è stata costituita la seconda società ferroviaria regionale per dimensione in
Italia. Le emiliane FER e ATC Reggio Emilia hanno sottoscritto un accordo per uno
scambio azionario che vede il conferimento degli asset ferroviari di ATC a FER e la
partecipazione di ATC nel capitale di FER con una quota pari all’11,6%.
Nel 2008, ha preso avvio in Italia una stagione che vede le Regioni procedere
all’affidamento dei servizi ferroviari regionali in un unico lotto.
La prima Regione ad inaugurare tale pratica è stata l’Emilia-Romagna che ha affidato tutti
i servizi di propria competenza al consorzio Trasporti Integrati, costituito da Trenitalia e da
una società consortile formata da FER, ACT Reggio Emilia e ATCM Modena.
Allo stesso modo, la Regione Campania e la Provincia Autonoma di Trento hanno stipulato
con Trenitalia un nuovo contratto di servizio per il periodo 2009-2014.
In tema di accordi internazionali, si segnala l’intesa tra Ferrovie dello Stato e le ferrovie
vietnamite finalizzata alla cooperazione per lo sviluppo del sistema ferroviario del paese asiatico.
Tab. 67. Principali operazioni riguardanti operatori ferroviari passeggeri sul mercato
italiano
Acquirente
Anno Acquisita
Effetti rilevanti dell’operazione
Intesa Sanpaolo (IT)
2008 NTV (IT)
SNCF (FR)
2008 NTV (IT)
MaIS (IT)
2009 NTV (IT)
Intesa San Paolo ha acquisito una quota del 20% del capitale di
NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori). Il resto della società è
detenuto da Luca di Montezemolo, Diego Della Valle e Gianni
Punzo (24% ciascuno) e Giuseppe Sciarrone (4%).
Il gruppo ferroviario francese SNCF ha acquisito il 20% del
capitale azionario di NTV.
MaIS, holding di partecipazioni industriali e finanziarie, ha
acquisito il 5% del capitale di Nuovo Trasporto Viaggiatori (NTV).
Fonte: Nomisma
174
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 68. Affidamenti e concessioni di servizi di trasporto ferroviario regionale su ferro nel
mercato italiano
Anno Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2008
Consorzio: Trenitalia, FER, ATC Reggio
Emilia, ATCM Modena (IT);
Regione Emilia-Romagna (IT)
Il Consorzio Trasporti Integrati si è aggiudicato la gara
bandita dalla Regione Emilia-Romagna relativa a tutti i
servizi ferroviari.
2008
Trenitalia (IT);
Provincia Autonoma di Trento (IT)
Trenitalia e la Provincia Autonoma di Trento hanno
siglato un contratto di servizio di oltre 26 milioni di
euro per gli anni 2009-2014.
2009
Trenitalia (IT);
Regione Campania (IT)
Trenitalia ha siglato con la Regione Campania un nuovo
contratto di servizio per 218,2 milioni di euro. Il
contratto ha durata di sei anni (2009-2014).
Fonte: Nomisma
Tab. 69. Principali accordi intrapresi da operatori ferroviari italiani
Anno Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
Le ferrovie italiane e quelle vietnamite hanno firmato un
Memorandum of Understanding per la cooperazione su settori
quali sviluppo delle linee ferroviarie, alta velocità e convenzionali,
gestione, progettazione e costruzione.
Ferrovie dello Stato (IT);
Vietnam Railways (Vietnam)
Fonte: Nomisma
Da ultimo, con riferimento alle autolinee, si segnala che nel 2007 è stato anticipato3 il
processo di liberalizzazione dei collegamenti sia nazionali che internazionali, già avviato in
precedenza4, favorendo l’ingresso sul mercato di nuovi operatori su alcune linee in
partenza dal Mezzogiorno. La normativa, in particolare, ha soppresso le limitazioni
transitorie legate alle distanze dalle linee storiche per il rilascio di nuove autorizzazioni.
Il settore si sta preparando all’apertura del mercato attraverso lo studio di alleanze
commerciali e strategie di emissione di biglietti low cost, dirette ad erodere la quota di
passeggeri delle tratte aeree e ferroviarie tra il Nord e il Sud del paese. Si porta l’esempio
di Ibus, società di network commerciale nata da qualche anno dall’alleanza di tre grandi
compagnie – Baltour, MarinoBus e Intersaj – che è stata allargata lo scorso luglio ad altre
sei aziende e che ha in previsione trattative per l’ingresso di nuovi soci.
3
L. 2 aprile 2007, n. 40 - Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 gennaio 2007, n. 7,
(c.d. Decreto Bersani) recante misure urgenti per la tutela dei consumatori, la promozione della concorrenza,
lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese.
4
D.lgs. 21 novembre 2005, n. 285 – Riordino dei servizi automobilistici interregionali di competenza statale.
175
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
2.2. Il settore aereo
2.2.1. Il trasporto aereo
Lo scenario internazionale
Lo scenario internazionale del comparto aereo ha vissuto nel periodo di riferimento
vicende di grande rilevanza. I grandi player globali - pur in difficoltà a causa della crisi
internazionale esplosa nella seconda metà del 20085 - hanno indirizzato i propri sforzi nel
tentativo di aumentare il proprio posizionamento globale, attraverso alleanze, accordi di
code sharing, acquisizioni, o vere e proprie fusioni.
Alcune di queste operazioni hanno modificato la struttura competitiva del settore in virtù
del forte impatto procurato. E’ questo senz’altro il caso del takeover tutto interno al
mercato statunitense portato a termine da Delta Air Lines su Northwest Airlines
(rispettivamente terza e quinta compagnia statunitense). L’operazione, del valore di 3
miliardi di dollari, era finalizzata ad una fusione tra le due compagnie, da tempo
annunciata, che ha dato vita alla maggiore compagnia aerea del paese.6
Oltreoceano, ha avuto luogo anche un altro rilevante processo di concentrazione, che ha
visto il fondo Texas Pacific Group (TPG) portare a termine, attraverso la controllata
Midwest Air Partners, l’acquisizione di Midwest Air Group. TPG rafforza così la propria
presenza nell’industria aerea, in cui già vanta partecipazioni di grandi compagnie come
Continental Airlines, America West e Ryanair.
Anche in Europa, il mercato ha subito un nuovo assetto competitivo, grazie ad acquisizioni
ed alleanze siglate tra i principali vettori continentali.
Il colosso franco-olandese Air France-KLM, ad esempio, ha finalizzato l'acquisizione del
25% di Alitalia attraverso sottoscrizione di aumento di capitale riservato per una cifra di
323 milioni di euro, divenendo così il maggiore azionista della compagnia italiana.
La compagnia di bandiera francese ha inoltre effettuato il takeover su VLM Airlines, uno
dei vettori regionali europei maggiormente specializzati nel trasporto business. Da ultimo
5
Il trasporto aereo mondiale ha registrato una prima fase di declino già nel settembre 2008, che ha condotto
ad una diminuzione complessiva dei passeggeri del 2,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Nel marzo 2009, la diminuzione si è attestata su -11,1%, contro variazioni pari a -5,6% in gennaio e a -10,1%
in febbraio (fonte: IATA).
6
Si ricorda che, negli ultimi mesi del 2006, US Airways aveva tentato una scalata ostile (poi fallita) sulla
stessa Delta Airlines, in amministrazione controllata dopo il fallimento del 2005.
176
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
ha manifestato interesse per la compagnia di bandiera ceca, Czech Airlines, in via di
privatizzazione.
L'altro gigante europeo, British Airways, ha siglato un accordo di code sharing con Iberia e
American Airlines relativo ai voli transatlantici tra Europa e Stati Uniti. La compagnia
britannica ha speso energie nel periodo di riferimento per portare a termine la fusione - tuttora
non andata a buon fine - con la spagnola Iberia, compagnia in cui British Airways è presente
fin dal 1999.7 Nel biennio in esame il vettore britannico ha aumentato la partecipazione in
Iberia dal 10,1% al 13,2%, attraverso uno scambio per cui la compagnia spagnola è arrivata a
detenere il 7,3% di BA rispetto al precedente 6,1%. L’ostacolo sulla via della fusione tra le due
compagnie è di fatto, ad oggi, riconducibile al tema della corporate governance.
Protagonista per dinamismo, nel periodo di riferimento, è senza dubbio Lufthansa, che ha
acquisito alcune compagnie sia in ambito europeo, che extracontinentale. La compagnia ha
infatti rilevato la quota del 45% di Sn Brussels Airlines, principale vettore belga, con
un’opzione per acquisire il restante 55% dal 2011; l’operazione richiede il nulla osta della
Commissione Europea, dal momento che l’acquisizione può turbare in modo significativo
la concorrenza sul mercato unico, sulle rotte Belgio-Germania e Belgio-Svizzera.
Lufthansa ha inoltre acquisito i due vettori low cost Jet Blue Airways e Bmi, ottenendo da
quest’ultimo slot interessanti nello scalo di Londra-Heathrow.8
La compagnia tedesca ha poi tentato di acquisire Austrian Airlines, la cui vendita è tuttavia
stata sospesa dal governo austriaco, che intende mantenere una quota di capitale in capo ad
investitori domestici. Da ultimo, il colosso tedesco ha manifestato interesse per la
compagnia aerea scandinava SAS, che sta cercando sul mercato un partner industriale.
In un’ottica di ridimensionamento e ritorno al core business, SAS ha posto in vendita due
controllate, la spagnola Spanair e la lettone Air Baltic e ha ceduto all’azionista di
minoranza Teinver la propria quota di maggioranza nella compagnia spagnola di ground
handling Newco Airport Services.
Di seguito, si riportano gli accordi e le operazioni di M&A che hanno avuto luogo nel
periodo di riferimento, nel comparto aereo internazionale.
7
Si fa notare che - già nel 2007 - il consorzio composto dal fondo TPG e da British Airways aveva rinunciato
all’acquisizione di Iberia, ritirando l’offerta di 3,4 miliardi di euro.
Nel periodo di riferimento, British Airways e l’australiana Qantas hanno rinunciato al progetto di fusione in
atto, dalla cui unione sarebbe nata una delle maggiori compagnie a livello globale.
8
Di tali operazioni si darà maggiore conto nel paragrafo dedicato ai vettori low cost.
177
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 70. Principali operazioni riguardanti vettori aerei sui mercati consolidati
Acquirente
SAS (SE)
Anno
2007
Teinver (ES)
2007
Management buy-in
(Islanda)
2007
Air France - KLM
(FR)
2007
KLM (NL)
2008
Lufthansa (DE)
2007
2008
TPG Capital (USA)
2008
British Airways
(UK)
2008
Iberia (ES)
2008
Delta Air Lines
(USA)
2008
Consorzio del
Turismo di
Barcellona +
investitori spagnoli
(ES)
Fonte: Nomisma
2008
178
Acquisita
Spanair (ES)
Effetti rilevanti dell’operazione
SAS acquisisce il 100% di Spanair, rilevando il 5,1% delle
quote dall'azionista di minoranza Teinver. La mossa è
propedeutica alla cessione di Spanair da parte di SAS.
Newco Airport SAS ha ceduto a Teinver la propria quota di maggioranza
Services (ES) del 55% detenuta nella compagnia spagnola di ground
handling Newco Airport Services. Teinver detiene così
l'intero controllo della società.
Avion Aircraft La compagnia di navigazione islandese Eimskip ha ceduto
Trading (AAT) la restante quota del 49% nella connazionale Avion
(Islanda)
Aircraft Trading (AAT).
Air Atlanta
La compagnia di navigazione islandese Eimskip ha ceduto
(Islanda)
al management la quota di maggioranza nella compagnia
aerea Air Atlanta. La politica di Eimskip è quella di cedere
tutti gli asset relativi al trasporto aereo.
VLM Airlines Air France-KLM ha siglato un accordo per l'acquisizione
(NL)
totale di VLM Airlines, compagnia controllata dalla società
olandese Panta Holdings e uno dei vettori regionali europei
maggiormente specializzati nel trasporto business.
Martinair (NL) La compagnia aerea olandese KLM acquisirà il controllo di
Martinair, che opera sulle rotte tra madrepatria e Antille
Olandesi. KLM ha raggiunto un accordo con il gruppo
armatoriale A.P. Moller-Maersk per il trasferimento del
50% delle azioni della compagnia che ha base a Schipol.
Swiss
Lufthansa ha acquisito le restanti quote della compagnia
International
aerea Swiss International, arrivando così a detenere il
(Svizzera)
100% del capitale attraverso la società svizzera AirTrust.
Swiss continuerà ad operare come compagnia autonoma.
Il gruppo tedesco Lufthansa ha siglato un accordo per
Sn Brussels
acquisire il 45% del capitale azionario della Sn Brussels
Airlines (BE)
Airlines per 65 milioni di euro attraverso un aumento di
capitale. L'intesa include un'opzione a favore del vettore
aereo tedesco per l'acquisizione del rimanente 55% della
compagnia aerea belga a partire dal 2011.
Midwest Air
Midwest Air Partners, controllata di TPG Capital, ha
Group (USA) portato a termine l’acquisizione di Midwest Air Group,
società che controlla Midwest Airlines.
Iberia (ES)
British Airways ha aumentato la partecipazione in Iberia
dal 10,14% al 13,15%.
L'Avion (FR)
British Airways ha acquisito la compagnia francese
L'Avion, specializzata in voli di business class.
British
La compagnia aerea spagnola Iberia ha incrementato la
Airways (UK) propria quota nel capitale di British Airways al 7,3% dal
precedente 6,1%.
La compagnia aerea statunitense Delta Air Lines ha
Northwest
acquisito per 3 miliardi di dollari la connazionale
Airlines
Northwest Airlines attuando la fusione tra le due
Corporation
compagnie da tempo annunciata. L'operazione darà vita
(USA)
alla maggiore compagnia aerea a livello globale.
La compagnia scandinava SAS ha raggiunto un accordo
Spanair (ES)
per cedere il controllo di Spanair ad un gruppo di
investitori spagnoli, guidati dal Consorzio del Turismo di
Barcellona che diventeranno azionisti di maggioranza.
SAS resterà azionista e opererà come partner industriale.
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
I mercati emergenti
Nell’Est Europeo, la banca statale russa Vnesheconombank ha acquisito il 40% del capitale
di AirBridge, società che possiede il 99,95% della compagnia aerea ungherese Malev. Per
il governo russo l'operazione ha valore altamente strategico, dal momento che consente
l’ingresso nel mercato aereo comunitario. Per questo è previsto che la compagnia statale
Aeroflot diventi il partner strategico di Malev. Aeroflot, al pari di Air France-KLM, ha
inoltre mostrato interesse per la privatizzazione di Czech Airlines.
Nel frattempo, Deutsche Bank entra negli interessi russi, con l’acquisizione del 7% di
Aeroflot, arrivando così a detenere complessivamente l'8,8% del maggior vettore dell’Europa
Orientale e confermando ulteriormente la consolidata strategia di espansione verso l’Europa
dell’Est.
Tra gli accordi di portata intercontinentale, si segnala quello interessante tra l’australiana
Qantas e la araba Etihad (con sede ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi), che hanno stretto
una partnership per il code sharing sulle tratte tra Australia e Medio Oriente. Allo stesso
tempo Qantas ha acquisito il 30% della vietnamita Pacific Airlines, confermando la propria
strategia di espansione nelle aree emergenti.
I grandi mercati in crescita, India e Cina, hanno assistito a processi di concentrazione,
anche in conseguenza di spinte governative.
Dopo anni contrassegnati dall’ingresso di numerosi nuovi player, il processo di
consolidamento del mercato aereo indiano ha subito un’accelerazione con l’acquisizione di
Air Sahara da parte di Jet Airways, la più grande compagnia aerea privata del paese. Jet
Airways arriva così a controllare circa il 32% del mercato domestico, oltre a ricevere il
privilegio di poter volare all’estero, terreno su cui fino ad oggi si erano potute misurare la
sola Air Sahara (tra le compagnie private) e la compagnia di bandiera Air India.
E proprio Air India ha ultimato il progetto di fusione con Indian Airlines, entrambe a
controllo pubblico, perfezionando il processo di concentrazione caro al governo indiano.
Sul mercato cinese, invece, si consuma un’alleanza strategica tra Air China e China
Eastern Airlines (CEA), dopo che Singapore Airlines, una delle principali compagnie aeree
dell'Asia, ha acquistato il 24% di China Eastern Airlines, terza maggiore compagnia del
paese, a controllo statale.
E ancora – sui mercati asiatici – Air Asia, maggiore compagnia malese, ha acquisito una
quota del 20% in AirAsia X, vettore emergente nella regione, in conseguenza all'acquisto
179
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
del 20% di AirAsia X da parte del management della britannica Virgin, che assicura alla
compagnia tratte di collegamento con Australia Cina, India e Regno Unito.
Tab. 71. Principali operazioni riguardanti vettori aerei sui mercati emergenti
Acquirente
Anno Acquisita
Jet Airways (India)
2007 Air Sahara (India) L'indiana Jet Airways, maggiore compagnia aerea privata
del paese, ha acquisito Air Sahara.
2007 Pacific Airlines
Qantas ha siglato un accordo con la vietnamita State
(Vietnam)
Capital Investment Corporation per l'acquisizione di una
quota del 30% di Pacific Airlines.
2007 Air Asia X
Il management di Virgin ha acquisito il 20% della malese
(Malaysia)
Air Asia X, incrementando gli investimenti nell'aviazione
civile già realizzati in Gran Bretagna, Stati Uniti, Africa
e Australia.
2007 Air Asia X
Air Asia, maggiore compagnia malese ha acquisito una
(Malaysia)
quota del 20% in Air Asia X, vettore emergente nella
regione asiatica, in conseguenza all'acquisto del 20% di
Air Asia X da parte del management di Virgin.
Qantas (Australia)
Management di
Virgin (UK)
Air Asia (Malaysia)
Deutsche Bank (DE)
2007 Aeroflot (Russia)
Singapore Airlines
(gruppo Temasek
Holdings)
(Singapore)
Air India (India)
2007 China Eastern
Airlines (Cina)
Banca
Vnesheconombank
(Russia)
2007 Indian Airlines
(India)
2009 Air Bridge (HU)
Effetti rilevanti dell’operazione
Deutsche Bank ha acquisito il 7% della compagnia aerea
russa Aeroflot, arrivando a detenerne complessivamente
l'8,8%. Il governo russo detiene il 51,1% di Aeroflot,
maggiore compagnia aerea dell'Est Europa.
Singapore Airlines, una delle principali compagnie aeree
dell'Asia, ha acquistato il 24% di China Eastern Airlines,
terza maggiore compagnia a controllo statale in Cina.
Le due compagnie pubbliche Air India e Indian Airlines
hanno completato il processo di fusione.
La banca statale russa Vnesheconombank ha acquisito
dall’investitore russo Boris Abramovich il 40% del
capitale di AirBridge, società che possiede il 99,95%
della compagnia aerea ungherese Malev.
Fonte: Nomisma
In tema di privatizzazioni, oltre al processo che sta interessando Czech Airlines, grande
interesse ha suscitato l’annunciata privatizzazione della compagnia serba Jat Airways:
diverse compagnie hanno manifestato interesse, tra cui la russa Aeroflot e Air India.
Il governo greco invece intende privatizzare la compagnia di bandiera, Olympic Airlines.
La ricerca del partner privato ha destato l’interesse di Qatar Airways, che in tal modo
otterrebbe l’accesso al mercato comunitario.
Con riferimento agli accordi sul mercato aereo internazionale, i maggiori player hanno
dato vita a diverse intese strategiche.
Lufthansa non solo ha intensificato la propria posizione a livello globale - attraverso
acquisizioni di compagnie tradizionali e vettori low cost - ma ha anche rafforzato la propria
180
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
posizione in paesi emergenti, attraverso la stipula di partnership strategiche. Il vettore
tedesco ha mostrato interesse per il mercato mediorientale e africano, il mercato russo e
quello caucasico, stringendo accordi di code sharing con Egypt Air, Air Union (holding
russa seconda solo ad Aeroflot nel mercato domestico) e la cazaca Air Astana.
La svedese SAS indirizza invece la sua strategia ai mercati emergenti continentali siglando
un accordo di code sharing con Croatia Airlines per l’operatività di rotte tra la Scandinavia
e le città croate di Zagabria e Spalato, attraverso i propri hub in Austria e Germania.
In tema di alleanze di portata intercontinentale si segnalano alcuni rilevanti accordi di code
sharing, che hanno coinvolto:
-
Delta Air Lines e Air France, con un’intesa che fa piena leva sugli accordi Open Sky
tra Stati Uniti e Unione Europea, istituendo tre nuove rotte transatlantiche tra LondonHeathrow e i maggiori scali statunitensi;
-
British Airways, Iberia e American Airlines, con un accordo sui voli transatlantici, da
Europa e Stati Uniti per Messico e Canada, e Svizzera e Norvegia;
-
la finlandese Finnair e la cinese Cathay Pacific, membri dell’Alleanza globale One
World, con un accordo sulle rotte tra Hong Kong-Australia e Hong Kong-Bangkok.
Tab. 72. Principali accordi intrapresi da vettori aerei
Anno Partner
2007 SAS (SE);
Croatia Airlines (Croazia)
2007
2007
Lufthansa (DE);
Egypt Air (Egitto)
Lufthansa (DE);
Air Union (Russia)
2007
Lufthansa (DE);
Air Astana (Kazakistan)
2008
Finnair (FI);
Cathay Pacific Airways (Cina)
2008
Air France-KLM (FR);
Delta Air Lines (USA)
2008
British Airways (UK);
Iberia (ES);
American Airlines (USA)
Oggetto ed effetti dell’accordo
SAS e Croatia Airlines hanno siglato un accordo di code-sharing
sulle rotte di SAS dalla Scandinavia a Zagabria e Spalato
attraverso gli hub di Germania e Austria.
Lufhansa e Egypt Air hanno siglato una cooperazione strategica
che prevede un accordo di code-sharing.
Lufthansa ha concluso un accordo di partnership con la holding
statale russa Air Union. Air Union è costituita dai vettori KrasAir,
Domodedovo Airlines, Sibaviatrans, Omskavia e Samara.
Lufthansa e il vettore cazaco Air Astana hanno siglato un accordo di
cooperazione bilaterale. Air Astana, fondata nel 2001, è controllata
dal governo kazako per il 51% e da BAE System per il 49%.
Finnair e Cathay Pacific, membri dell'alleanza OneWorld, hanno
siglato un accordo di code-sharing sulle rotte tra Hong KongAustralia e Hong Kong-Bangkok.
Delta Air Lines e Air France hanno ufficializzato l'accordo di joint
venture che fa piena leva sull'accordo Open Sky tra Stati Uniti e
Unione Europea, istituendo tre nuove rotte transatlantiche tra
London Heathrow e Atlanta, Los Angeles, New York-JFK.
British Airways, Iberia e American Airlines hanno siglato un
accordo sui voli transatlantici. Le tre compagnie amplieranno il
code sharing in Europa e negli Usa cooperando sui voli
commerciali fra Stati Uniti, Messico e Canada e fra l'Unione
Europea, la Svizzera e la Norvegia.
Fonte: Nomisma
181
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Gli operatori low cost
Il consolidamento dei vettori low cost sul mercato rappresenta una forte minaccia per i
vettori tradizionali nel segmento del traffico a corto e medio raggio. Per contrastare
l’erosione di quote di mercato a vantaggio dei servizi low cost o per diversificare il proprio
core business, anche nel periodo in esame alcune compagnie storiche hanno acquisito
quote di compagnie low cost.
Lufthansa – ad esempio – ha portato a termine acquisizioni a livello extracontinentale,
internazionale e domestico:
- negli Stati Uniti il colosso tedesco ha acquisito il 19% della compagnia aerea
statunitense Jet Blue, seconda compagnia low cost del paese; l’operazione ha richiesto
il vaglio delle autorità statunitensi, dal momento che rappresenta la prima acquisizione
di un vettore low cost statunitense da parte di una compagnia europea;
- in ambito continentale, invece, ha acquisito il controllo della compagnia britannica
Bmi, divenendo così il principale vettore straniero sullo scalo di Londra-Heathrow,
secondo solo a British Airways;
- da ultimo, ha siglato un memorandum of understanding con il gruppo TUI e Albrecht
Knauf, finalizzato all’incorporazione di Hapag-Lloyd Flug e Hapag-Lloyd Express
(controllate di TUI) in Eurowings (controllata di Lufthansa) che, con la fusione della
propria controllata Germanwings, costituirà così holding indipendente.
Tab. 73. Principali operazioni riguardanti operatori low cost
Acquirente
Anno Acquisita
Effetti rilevanti dell’operazione
Norwegian Air
Shuttle (Norvegia)
2007
FlyNordic (SE)
George Soros
(USA)
2007
JetBlue (USA)
Finnair ha venduto la compagnia aerea low cost FlyNordic
alla Norwegian Air Shuttle, linea norvegese nel settore low
cost.
George Soros ha acquisito quote ulteriori della compagnia
low cost statunitense Jet Blue, arrivando a detenere l’11,5%
del capitale.
Lufthansa (DE)
2007
JetBlue (USA)
Lufthansa ha acquisito il 19% della compagnia aerea
statunitense JetBlue per circa 300 milioni di dollari.
2008
Bmi (UK)
Lufthansa acquisirà il 50% delle azioni della compagnia
aerea britannica low cost Bmi, di cui già possiede il 30%.
2008
Hapag-Lloyd
Fluggesellschaft;
Hapag-Lloyd
Express (DE)
TUI Travel ha siglato un’intesa con Lufthansa e Albrecht
Knauf Industriebeteiligung per fondere le compagnie aeree
Hapag-Lloyd Flug e Hapag-Lloyd Express, entrambe filiali
del gruppo TUI, con la compagnia aerea Eurowings,
controllata di Lufthansa e con la sua filiale Germanwings,
costituendo una compagnia holding indipendente.
Eurowings;
Germanwings
(DE) (Gruppo
Lufthansa)
Fonte: Nomisma
182
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 74. Principali accordi intrapresi da vettori aerei nel mercato dei voli low cost
Anno
2007
Acquisita
Air Asia (Malaysia);
Vinashin (Vietnam)
Oggetto ed effetti dell’accordo
Il gruppo navalmeccanico Vietnam Shipbuilding Industry Corporation
(Vinashin) e la compagnia aerea Air Asia hanno siglato intese per la
creazione di una compagnia aerea low cost in Vietnam (Vina Air Asia).
L'iniziativa prevede un investimento di 30 milioni di dollari. Vinashin
deterrà il 70% del capitale della joint venture, Air Asia il restante 30%.
2008
Iberia Handling (ES);
First Choice (UK)
Iberia Handling ha siglato un contratto con la compagnia aerea
britannica First Choice sul network domestico spagnolo.
Fonte: Nomisma
Nel periodo in esame alcuni vettori di grande portata – tra consolidati ed emergenti - hanno
fatto il proprio ingresso nelle alleanze globali.
-
Star Alliance: Continental Airlines, quarto vettore statunitense, ha lasciato l’alleanza
globale SkyTeam per passare a Star Alliance, di cui fanno parte la tedesca Lufthansa e il
competitor connazionale United Airlines; l’operazione è finalizzata ad aumentare il
presidio sulle tratte transatlantiche grazie alla partnership con Lufthansa e su quelle
asiatiche grazie a United. Allo stesso tempo Continental, con le stesse compagnie, ha
costituito una nuova joint venture (Altantica Plus-Plus) a cui partecipa anche Air Canada.
-
Star Alliance: Air India ha fatto il proprio ingresso nell’alleanza, contestualmente alla
propria fusione con Indian Airlines, che ha trasformato il vettore nella principale
compagnia del paese.
-
SkyTeam: la compagnia cinese China Southern Airlines è entrata nell'alleanza globale
come primo vettore cinese, portando in dote hub consolidati come l'aeroporto
internazionale di Pechino e il nuovo aeroporto internazionale di Baiyun.
Tab. 75. Composizione delle alleanze globali
Star Alliance
Air Canada
Air China
Air New Zealand
ANA – All Nippon Airways
Asiana Airlines
Austrian Airlines
Scandinavian Airlines
bmi
Continental Airlines
Shanghai Airlines
Lufthansa
Egyptair
LOT Polish Lines
SkyTeam
Aeroflot
AeroMexico
Air Europa
Air France
Alitalia
China Southern Airlines
Copa Airlines
CSA-Czech Airlines
Delta Airlines
Kenya Airways
KLM
Korean Air
Northwest Airlines
OneWorld
American Airlines
British Airways
Cathay Pacific
Finnair
Iberia
Japan Airlines (JAL)
LAN Airlines
Malev
Qantas Airways
Royal Jordanian Airlines
Compagnie affiliate
Air Nostrum
(continua)
183
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Singapore Airlines
South African Airways
Spanair
SWISS
TAP Portugal
THAI Airways International
Turkish Airlines
United Airlines
US Airways
Membri regionali
Adria Airways
Blue1
Croatia Airlines
(segue Tab. 75)
American Eagle
American Connection
BA Cityflyer
Comair
Dragonair
J-Air
JAL Express
JALways
Japan Transocean Air
Jetconnect
LAN Argentina
LAN Ecuador
LAN Express
LAN Peru
QantasLink
Sun-Air of Scandinavia
Fonte: Nomisma su fonti varie
Da ultimo, con riferimento alla normativa comunitaria, si dà notizia della recente
approvazione da parte del Parlamento Europeo (marzo 2009) del secondo pacchetto
legislativo per il Cielo Unico Europeo (Single European Sky II), che consente una
modernizzazione della gestione dello spazio aereo comunitario.
Contemporaneamente avanza il processo di apertura dei cieli europei e mondiali. Nel
periodo di riferimento, infatti, l’Unione Europea ha stretto alcune intese di grande portata,
nel quadro degli accordi Open Sky. Dopo l’accordo con gli Stati Uniti, si segnalano quelli
con gli Emirati Arabi e con il Canada.
Sono state inoltre firmate intese per limitare alcune restrizioni esistenti con Israele,
Armenia e India, mentre sono in corso trattative con la Georgia. L’Unione Europea sta
inoltre studiando un ambizioso quadro strategico comune con la African Union
Commission per lo sviluppo congiunto del trasporto aereo tra Europa e Africa.
Anche Stati Uniti e Cina hanno siglato un'intesa di portata storica, che prevede il
raddoppio dei voli passeggeri tra i due paesi e una più ampia liberalizzazione dei voli
cargo. La liberalizzazione sarà completata nel 2011.
Lo scenario italiano
Il settore aereo nazionale, nel periodo 2007-2009, ha visto come protagonista assoluta la
vicenda Alitalia, che si è sviluppata con lo scorporo della compagnia di bandiera in due
società: “la nuova Alitalia” e la cosiddetta bad company. La prima destinata ad essere
ceduta a investitori interessati al rilancio della compagnia, la seconda a dismettere gli asset
non produttivi e a collocare al meglio sul mercato quelli più interessanti (si pensi ad
184
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
esempio alle attività all cargo).
Nel gennaio 2009, è stato firmato il contratto di compravendita di asset di volo della
compagnia di bandiera, per un controvalore di 1,052 miliardi di euro. L'intesa è stata
siglata tra Alitalia Linee Aeree Italiane, Alitalia Servizi, Alitalia Airport, Alitalia Express,
Volare, da una parte, e Compagnia Aerea Italiana (CAI), CAI First e CAI Second
dall’altra, come previsto dall'offerta vincolante del 19 novembre 2008. In particolare, CAI
First ha acquisito gli asset oggetto di cessione da parte di Alitalia Express, mentre CAI
Second ha acquisito gli asset di Volare9.
Nel marzo 2009, è stato suggellato l’ingresso nella compagnia italiana del gruppo Air
France-KLM, attraverso un aumento di capitale di 323 milioni che ha consentito al gruppo
di divenire il primo azionista della compagnia, con il 25% delle quote. L’accordo tra CAI e
il colosso franco-olandese prevede investimenti congiunti per 720 milioni di euro in 3 anni.
La compagnia di bandiera italiana diventerà il vettore di riferimento del gruppo francoolandese per i voli verso il Sud America.
In precedenza, CAI aveva già siglato con AP Holding, società controllata dal Gruppo Toto,
l'intesa per rilevare Air One, Air One CityLiner, Eas (European Avia Service) e Air One
Technic. L’operazione prevede che il Gruppo Toto reinvesta 60 milioni di euro nella nuova
compagnia.
Dopo l’ingresso di Air France–KLM in Alitalia, il leader tedesco Lufthansa ha avviato una
strategia di presidio del mercato italiano attraverso la creazione di un nuovo brand,
Lufthansa Italia, che offrirà da Milano-Malpensa otto collegamenti diretti per l’Europa. Si
tratta di una operazione nuova per la storia di Lufthansa, che per la prima volta lancia una
nuova compagnia aerea al di fuori della Germania.
Lufthansa inoltre ha siglato con SEA uno slot agreement per gli spazi lasciati liberi da
Alitalia nello scalo di Malpensa, per l'utilizzo di sei aerei della controllata Air Dolomiti.
Con riferimento agli accordi, si segnala la poca dinamicità delle compagnie domestiche o
estere nel periodo di riferimento. Tra le notizie degne di nota, si ricorda l’accordo di code
sharing stipulato tra Iberia e Meridiana per i voli all'interno del territorio italiano.
9
Si ricorda che Alitalia aveva acquisito Volare nel 2006, superando la concorrenza di Air One e di
Meridiana-Eurofly. Il vettore aveva portato in dote alla compagnia di bandiera, tra le altre, 12 coppie di slot
di Milano-Linate, di cui 10 dedicati alle destinazioni nazionali e 2 alla tratta Parigi-Orly. Tale asset è tuttora
di particolare interesse per i nuovi acquirenti dal momento che il city airport milanese, rappresenta un
mercato-chiave per la competizione con la modalità ferroviaria ad alta velocità.
185
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 76. Operazioni riguardanti vettori aerei italiani
Acquirente
CAI (IT)
Anno Acquisita
2008 Air One
(IT)
CAI (IT)
2008 Alitalia
(IT)
Air France-KLM
(FR)
2009 Alitalia
(IT)
Effetti rilevanti dell’operazione
Compagnia Aera Italiana (CAI) ha siglato con AP Holding, società
controllata dal Gruppo Toto, l'intesa per il passaggio di proprietà a
CAI di Air One, Air One CityLiner, Eas (European Avia Service) e
Air One Technic. Il Gruppo Toto reinvestirà 60 milioni di euro in
CAI.
CAI e Alitalia hanno firmato il contratto di compravendita di asset
di volo della compagnia di bandiera italiana, per un controvalore di
1,052 miliardi di euro.
Il gruppo franco-olandese Air France-KLM ha acquisito da CAI il
25% di Alitalia per 323 milioni di euro. L’accordo prevede
investimenti congiunti per 720 milioni di euro in tre anni.
Fonte: Nomisma
Tab. 77. Accordi intrapresi da vettori aerei sul mercato italiano
Anno Partner
2007 Mistral Air (IT);
Opera Romana Pellegrinaggi
(Stato Vaticano) (Stato del
Vaticano)
2008 Iberia (ES);
Meridiana (IT)
Oggetto ed effetti dell’accordo
Mistral Air, compagnia aerea di proprietà del gruppo Poste Italiane
e il vettore dell'Opera Romana Pellegrinaggi hanno siglato un
accordo quinquennale per tariffe low cost dall'Italia alle più
importanti mete religiose.
Iberia e Meridiana hanno siglato un accordo di code-sharing per
voli all'interno del territorio italiano.
2008
Lufthansa ha siglato con SEA uno slot agreement per gli slot
lasciati liberi da Alitalia nello scalo di Malpensa. L'accordo
prevede l'utilizzo di sei aerei di Air Dolomiti, controllata di
Lufthansa.
Lufthansa (DE);
Aeroporto di Milano Malpensa
(IT)
Fonte: Nomisma
2.2.2
L’attività aeroportuale
Lo scenario internazionale
Gli ultimi dati disponibili relativi al traffico passeggeri nei primi 30 scali internazionali
(dati luglio 2008) indicano un identico posizionamento dei primi cinque aeroporti rispetto
all’anno precedente. Sono diverse, tuttavia, le performance registrate dal momento che
Atlanta, primo scalo mondiale con oltre 89 milioni di passeggeri l’anno, ha registrato una
interessante crescita (+5,3%), mantenendo la propria quota di mercato, mentre Chicago e
London-Heathrow non hanno sostanzialmente aumentato il volume dei passeggeri.
Il sistema aeroportuale europeo vanta tassi di crescita superiori a quelli statunitensi e
asiatici: i primi cinque aeroporti europei (nell’ordine London-Heathrow, Paris-Charles De
Gaulle, Francoforte, Madrid e Amsterdam) hanno infatti registrato un traffico passeggeri
complessivo superiore di 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente, contro i 4,2 dei
primi cinque scali asiatici e i 2,3 di quelli statunitensi.
186
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 78. Il traffico passeggeri nei primi cinque aeroporti di ciascuna area geografica – Anno
2007*
Area geografica
Passeggeri
Stati Uniti
337.103.045
Europa
282.070.033
Asia-Pacifico
245.361.134
Totale
1.430.086.038
* Ultimi dati disponibili (luglio 2008).
Fonte: elaborazioni Nomisma su Airport Council International, 2009
Var. %
2007/2006
2,3%
5,0%
4,2%
4,0%
Quota di
mercato
24%
20%
17%
100%
Passando all’analisi dei singoli aeroporti, si segnala che alcuni scali hanno messo a segno
tassi di crescita a due cifre recuperando posti nella classifica mondiale: Pechino, nono
scalo mondiale, ha registrato un aumento di traffico di oltre il 10%; Madrid (+13,9%), ha
guadagnato tre posizioni in classifica, con una quota di mercato del 3,6%; New York
(+11,9%), è passato dalla 17° alla 13° posizione; Tokyo-Narita (+11,4%). Tra gli scali dei
mercati emergenti si segnala la grande performance di Dubai, entrato nel 2007 nella lista
dei primi 30 scali, che mostra un tasso di crescita annuale pari al 19,3%.
Tab. 79. Il traffico passeggeri nei primi 30 aeroporti a livello mondiale – Anno 2007 *
Rank Rank
Passeggeri
2007 2006
Atlanta, GA (ATL)
USA
1
1
89.379.287
Chicago, IL (ORD)
USA
2
2
76.177.855
London-Heathrow (LHR)
Regno Unito
3
3
68.068.304
Tokyo-Haneda (HND)
Giappone
4
4
66.823.414
Los Angeles, CA (LAX)
USA
5
5
61.896.075
Paris-Charles De Gaulle (CDG)
Francia
6
7
59.922.177
Dallas/Ft Worth Airport, TX (DFW) USA
7
6
59.786.476
Francoforte (FRA)
Germania
8
8
54.161.856
Pechino (PEK)
Cina
9
9
53.583.664
Madrid (MAD)
Spagna
10
13
52.122.702
Denver, CO (DEN)
USA
11
10
49.863.352
Amsterdam (AMS)
Paesi Bassi
12
12
47.794.994
New York, NY (JFK)
USA
13
17
47.716.941
Hong Kong (HKG)
Cina
14
14
47.042.419
Las Vegas, NV (LAS)
USA
15
11
46.961.011
Houston, TX (IAH)
USA
16
16
42.998.040
Phoenix, AZ (PHX)
USA
17
18
42.184.515
Bangkok (BKK)
Thailandia
18
15
41.210.081
Singapore (SIN)
Singapore
19
22
36.701.556
Orlando, FL (MCO)
USA
20
23
36.480.416
Newark, NJ (EWR)
USA
21
21
36.367.240
Detroit, MI (DTW)
USA
22
19
35.983.478
San Francisco, CA (SFO)
USA
23
25
35.792.707
Tokyo-Narita (NRT)
Giappone
24
27
35.478.146
London-Gatwick (LWG)
Regno Unito
25
24
35.218.374
Minneapolis/St Paul, MN (MSP)
USA
26
20
35.157.322
Dubai (DBX)
Dubai
27
> 30
34.348.110
Monaco (MUC)
Germania
28
> 30
33.959.422
Miami, FL (MIA)
USA
29
26
33.740.416
Charlotte, NC (CLT)
USA
30
> 30
33.165.688
Totale
1.430.086.038
* Ultimi dati disponibili (luglio 2008).
Fonte: Airport Council International, 2009
Aeroporto
Paese
Var. %
2007/2006
5,3%
-0,1%
0,8%
1,1%
1,4%
5,4%
-0,7%
2,6%
10,1%
13,9%
5,4%
3,8%
11,9%
7,3%
3,2%
1,1%
1,8%
-3,7%
4,8%
5,3%
2,1%
0,0%
6,6%
11,4%
3,1%
-1,3%
19,3%
10,4%
3,7%
11,7%
4,0%
Quota di
mercato
6,2%
5,3%
4,8%
4,7%
4,3%
4,2%
4,2%
3,8%
3,7%
3,6%
3,5%
3,3%
3,3%
3,3%
3,3%
3,0%
2,9%
2,9%
2,6%
2,6%
2,5%
2,5%
2,5%
2,5%
2,5%
2,5%
2,4%
2,4%
2,4%
2,3%
100,0%
187
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Nel sistema aeroportuale europeo London-Heathrow si conferma il primo scalo con un
volume annuo di passeggeri pari a 68 milioni, seguito da Paris-Charles de Gaulle (circa 60
milioni) e Francoforte (54 milioni). Come già fatto notare, in Europa rimane del tutto
interessante la performance di Madrid (+13,9%), che nel biennio precedente aveva
inaugurato il suo quarto terminal.
Per quanto questo rapporto si occupi di registrare operazioni e trend dell’ultimo biennio,
non si può in questa fase storica non evidenziare come nel marzo 2009 la stampa di tutto il
mondo parlasse di una crisi senza precedenti per il settore, assai peggiore di quella del
2001. Allora in Europa il traffico passeggeri era sceso di 0,5 punti percentuali, mentre le
previsioni indicano una diminuzione del 5% per i voli passeggeri e -15% per il cargo. La
crisi giunge alla fine di un ciclo espansivo che ha visto i passeggeri crescere, dal 2002 al
2008, del 40% negli aeroporti europei.
Nel biennio di riferimento10, il ritmo delle operazioni di M&A è lontano dal dinamismo
degli anni passati. Tuttavia si è assistito ad un notevole sforzo di internazionalizzazione
delle società europee, soprattutto verso i mercati asiatici.
Tra i protagonisti dello scenario internazionale nel periodo di riferimento si trova Fraport,
impegnato in una strategia di espansione su mercati emergenti. Il gestore dell’aeroporto di
Francoforte è stato il primo operatore aeroportuale a fare l’ingresso nel capitale di uno
scalo cinese: ha infatti acquisito una partecipazione di minoranza (25%) dell'aeroporto
Xi'an, situato nella Cina centrale, con un investimento di circa 50 milioni di euro,
compiendo così il primo passo di un programma di espansione della propria attività nel
mercato cinese. La società tedesca ha inoltre vinto in consorzio la gara per la realizzazione
e gestione del nuovo scalo di Dakar in Senegal, con un contratto di gestione
venticinquennale.
Sempre sul mercato asiatico, l’operatore logistico statunitense UPS ha siglato un accordo
con la Shanghai Airport Authority per la costruzione del suo primo hub in Cina, che
rappresenta il primo hub aeroportuale realizzato nel paese da un vettore statunitense. UPS
prosegue così nella strategia di espansione sul mercato cinese, dove ha investito negli
ultimi cinque anni circa 600 milioni di dollari. Le due operazioni confermano la
progressiva apertura del mercato cinese agli investimenti internazionali.
Negli Stati Uniti, la compagnia aeroportuale Porto di New York-New Jersey ha rilevato lo
10
1 aprile 2007 – 31 marzo 2009.
188
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Stewart Airport; la compagnia ha un ruolo rilevante dal momento che gestisce gli aeroporti
JFK, Newark, LaGuardia e Teterboro e il Downtown Manhattan Heliport.
In Europa, invece, ha avuto luogo un’operazione di grande portata.
ADP (Aéroports de Paris) e gruppo Schiphol -che possiede lo scalo internazionale di
Amsterdam- hanno siglato uno scambio azionario creando così la prima alleanza a livello
mondiale nel settore degli aeroporti. L'operazione si posiziona come naturale evoluzione
della fusione tra le due compagnie di bandiera francese e olandese, che ha dato vita al
gruppo Air France-KLM.
Lo scambio azionario fra ADP (controllato al 68,38% dallo Stato francese) e Schiphol,
sotto controllo pubblico olandese, rappresenta di fatto una scelta strategica, che mira ad un
risparmio di 71 milioni di euro l'anno dal 2013, e un taglio di 18 milioni agli investimenti
previsti, grazie alle sinergie attese.
Non è questa l’unica riorganizzazione in Europa.
A seguito di una decisione dell’antitrust britannica, Baa, gestore dei sette maggiori
aeroporti del Regno Unito –ad oggi controllato dal gruppo spagnolo Ferrovial- dovrà
cedere gli scali londinesi di Stansted e Gatwick e uno scalo scozzese a scelta tra
Edimburgo e Glasgow. Il provvedimento è stato preso per risolvere l’assenza di
concorrenza tra gli aeroporti della società, dal momento che Baa gestisce circa il 91% del
traffico passeggeri nell'Inghilterra sudorientale e l'84% in Scozia. Interesse per gli scali
in cessione è stato manifestato da alcuni tra i maggiori investitori globali del settore, tra
cui: il gruppo Fraport, Hochtief, Ryanair, il fondo Global Infrastructure Partners (joint
venture di Credit Suisse e di General Electric), il Changi Airports International di
proprietà dello stato di Singapore, il Manchester Airport Group e la società australiana
Macquarie Group.
In merito agli accordi di ground services siglati nel periodo di riferimento si fa notare il
dinamismo di Iberia Handling che ha portato a termine diversi contratti: il primo con la
marocchina Atlas Blue per lo scalo di El Prat; in seguito con la brasiliana TAM per
Madrid-Barajas e con Turkish Airlines per lo scalo di Barcellona. Allo stesso tempo
Malaysia Arilines e SAS Ground Services hanno siglato un accordo per la gestione dei
servizi di terra di Londra-Heathrow.
189
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 80. Principali operazioni nel comparto aeroportuale internazionale
Acquirente
Fraport (DE)
Anno Acquisita
2007 Xi'an Airport
(Cina)
Effetti rilevanti dell’operazione
La società aeroportuale tedesca Fraport ha siglato un
accordo per acquisire il 24,5% del capitale azionario
dell'aeroporto Xi'an, situato nella Cina centrale, con un
investimento di circa 50 milioni di euro.
Dakar Airport
(Senegal)
Fraport ha vinto in consorzio la gara per la realizzazione e
gestione del nuovo scalo di Dakar in Senegal. Il contratto di
gestione è di 25 anni.
Porto di New York-New Jersey ha acquisito lo Stewart
Airport. Porto gestisce i primari scali statunitensi di JFK,
Newark, LaGuardia e Teterboro e il Downtown Manhattan
Heliport.
ADP (Aéroports de Paris) e gruppo Schiphol hanno siglato
uno scambio azionario creando la prima alleanza a livello
mondiale nel settore degli aeroporti.
Porto di New York
- New Jersey
(USA)
2007
Stewart Airport
(USA)
Aéroports de Paris
(ADP) (FR)
2008
Schiphol (NL)
Fonte: Nomisma
Tab. 81. Principali accordi riguardanti società aeroportuali e di servizi aeroportuali
internazionali
Anno
2007
Partner
SAS Ground Service (SE);
Malaysia Airlines (Malaysia)
Oggetto ed effetti dell’accordo
Malaysia Arilines e SAS Ground Services hanno siglato un
accordo per la gestione dei servizi di terra di Londra
Heathrow.
2008
Iberia Handling (ES);
Atlas Blue (Marocco)
Iberia Handling ha siglato un nuovo contratto di ground
handling con la marocchina Atlas Blue nello scalo di El Prat.
Iberia Handling (ES);
TAM (Brasile)
Iberia Handling ha siglato un accordo di ground handling con
la brasiliana TAM, nello scalo di Madrid-Barajas.
Iberia Handling (ES);
Turkish Airlines (Turchia)
Iberia Handling ha siglato un nuovo contratto di ground
handling con Turkish Airlines nello scalo di Barcellona.
Fonte: Nomisma
Dopo un fiorente biennio, nel periodo di riferimento si sono arrestati i processi di
privatizzazione. Emblematico è il caso del governo olandese che è retrocesso sulla
privatizzazione di Amsterdam Schiphol, che resta per il 75% sotto il controllo statale e per
il 25% partecipato dalla municipalità di Amsterdam.
È sempre più evidente il rapido sviluppo del sistema aeroportuale anche di alcuni paesi
emergenti, condotto attraverso lo stanziamento di ingenti investimenti di modernizzazione
e potenziamento dei sistemi aeroportuali.
- In Libia, ad esempio, sono stati avviati i lavori per la costruzione di un nuovo
aeroporto a Tripoli per un investimento pari a circa un miliardo di euro, che potrà
movimentare, a regime, un traffico annuo di 20 milioni di passeggeri;
- in Cina, il governo ha programmato la costruzione di 97 scali regionali entro il 2020,
190
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
-
con un investimento di 62,5 miliardi di dollari, per fare fronte ad un traffico interno
merci e passeggeri che secondo le previsioni aumenteranno rispettivamente ad un
tasso medio annuo del 15% e 11,4%;
a Pechino, inoltre, nel 2008, è stato inaugurato il nuovo terminal realizzato in
occasione delle gare olimpiche; lo scalo ha una capacità di movimentazione di oltre 70
milioni di passeggeri l’anno, grazie ad un investimento di 2,7 miliardi di euro.
Da ultimo, si riporta l’aggiornamento sulla politica europea di incentivazione dello
sviluppo degli aeroporti regionali, condotta attraverso erogazione di finanziamenti pubblici
destinati agli investimenti nelle infrastrutture aeroportuali in deroga a quanto previsto dalla
normativa sugli aiuti di stato. Dopo il noto caso dell’aeroporto belga di Charleroi e del
sistema degli aeroporti regionali tedeschi e irlandesi, molti sono stati infatti i nulla osta agli
aiuti di stato tra il 2007 e il 2009, concessi dalla Commissione Europea.
Nel 2009 –per citare uno tra i casi più recenti– le autorità europee hanno autorizzato
finanziamenti per otto aeroporti polacchi inseriti nella programmazione delle reti
transeuropee dei trasporti (TEN-T).
Tab. 82. Aiuti di stato e finanziamenti pubblici autorizzati dalla Commissione Europea per lo
sviluppo degli aeroporti regionali o la costruzione di nuovi aeroporti in aree deboli
Anno
Aeroporto
Paese
2007
Tortoli Arbatax
Italia
3 milioni
2007
Augusta
Germania
9 milioni
2007
Memmingerberg
Germania
15 milioni
2007
Lodz
Polonia
4,9 milioni
2007
Tallin
Estonia
67 milioni
2007
Newqay Cornwall
Regno Unito
65 milioni
2007
Rzeszow Jasionka
Polonia
8,6 milioni
2008
Lublin Swidnik
Polonia
84,1 milioni
2009
Ostrava
Varsavia, Gdansk, Wroclaw, Poznam, Sxczecin,
Rzeszow, Cracovia, Katowice
Repubblica Ceca
11,15 milioni
Polonia
251,5 milioni
2009
Investimenti (euro)
Fonte: Nomisma
Si dà inoltre notizia del fatto che la Commissione Europea intende presentare, entro la fine
del 2009, un piano generale per il potenziamento delle capacità aeroportuali per la
realizzazione di nuove strutture nelle vicinanze degli scali già congestionati.
191
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Lo scenario italiano
Nel 2008 (tab. 83), il sistema aeroportuale italiano ha sperimentato una modesta variazione
annuale negativa nel volume di passeggeri movimentati (-1,8%); la performance diventa
tuttavia significativamente negativa se riferita al primo trimestre dell’anno in corso11 (13,4%). Al risultato negativo complessivo ha contribuito in misura determinante il dato
registrato dallo scalo di Milano-Malpensa, caratterizzato da un traffico passeggeri inferiore
di quasi il 19,5% rispetto all’anno precedente. Se il risultato dello scalo è principalmente
imputabile alle vicende della compagnia di bandiera Alitalia e allo spostamento dei voli
sull’hub di Fiumicino, sul risultato negativo del primo trimestre 2009 (-31,2%) un ruolo
importante è giocato dalla crisi globale in atto.
Il segmento che su scala nazionale ha registrato la migliore performance complessiva è
quello del sistema dei piccoli aeroporti regionali12 che ha messo a segno un incremento di
traffico pari al 4,9% su base annuale. La performance è da ricondurre principalmente
all’insediamento dei vettori low cost in questi scali, su cui convogliano rilevanti volumi di
traffico.
Tab. 83. Traffico passeggeri negli aeroporti italiani per classificazione comunitaria e
variazione sull’anno precedente, anno 2008 (in ordine decrescente di passeggeri)
Passeggeri
Var. %
2008
54.447.983
2008/07
-4,2%
2008
2007
Grandi aeroporti comunitari
40,7%
41,7%
Aeroporti nazionali
34.339.122
-0,8%
25,7%
25,4%
Grandi aeroporti regionali
39.201.318
0,0%
29,3%
28,8%
Piccoli aeroporti regionali
5.814.922
+4,9%
4,3%
4,1%
133.803.345
-1,80%
100,00%
100,00%
Totale Italia
Quota di mercato
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Assaeroporti, 2009
Tra i grandi scali, al primo posto (tab. 84), è saldamente posizionato Roma-Fiumicino, con
una quota di mercato del 26,3%, seguito da Milano-Malpensa e Milano-Linate, che
detengono rispettivamente il 14,4% e il 6,9% del mercato nazionale. Venezia rimane al
quarto posto (5,2%) malgrado una variazione negativa annua (-2,6%). Il sistema milanese,
nel 2008, ha nel complesso perso volumi di traffico, con la positiva eccezione di BergamoOrio al Serio (+12,9%), che ha raggiunto il quinto posto della classifica nazionale, con una
quota di mercato del 4,8%.
11
12
Rispetto al I trimestre 2008.
Così definiti secondo la classificazione comunitaria.
192
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 84. Traffico passeggeri negli aeroporti italiani e variazione sull’anno precedente, anno
2008 (in ordine decrescente di passeggeri)
Classificazione
comunitaria
Grandi aeroporti
comunitari
Aeroporti
nazionali
Grandi aeroporti
regionali
Piccoli aeroporti
regionali
Aeroporto
Roma Fiumicino
Milano Malpensa
Milano Linate
Venezia
Bergamo-Orio al Serio
Catania
Napoli
Roma Ciampino
Palermo
Bologna
Pisa
Torino
Verona
Cagliari
Bari
Firenze
Olbia
Treviso
Lamezia Terme
Alghero
Genova
Brindisi
Trieste-Ronchi L.
Forlì
Reggio Calabria
Trapani
Rimini
Ancona
Pescara
Parma
Brescia
Perugia
Crotone
Cuneo
Bolzano
Foggia
Siena
Totale
Rank Rank
2008 2007
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
35
36
37
1
2
3
4
7
5
6
8
9
10
11
13
12
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
28
27
29
31
30
33
32
35
34
36
37
Passeggeri
Var.
2008/07
Quota di
mercato
35.226.351
19.221.632
9.266.152
6.893.644
6.482.590
6.054.469
5.642.267
4.788.931
4.446.142
4.225.446
3.963.717
3.420.833
3.402.601
2.929.870
2.493.333
1.928.432
1.807.078
1.709.008
1.502.997
1.380.762
1.202.168
984.300
782.461
778.871
536.032
533.310
434.487
416.331
402.845
288.190
259.764
114.072
92.586
84.598
72.034
29.770
5.271
133.803.345
6,9%
-19,5%
-6,7%
-2,6%
12,9%
-0,5%
-2,3%
-11,3%
-1,4%
-3,1%
6,4%
-2,5%
-3,1%
9,7%
5,3%
0,5%
0,4%
10,4%
3,0%
6,2%
6,5%
5,9%
5,4%
9,9%
-8,2%
5,2%
-12,8%
-16,8%
8,5%
97,5%
36,7%
17,6%
-12,8%
31,9%
-13,5%
216,9%
-28,7%
-1,80%
26,3%
14,4%
6,9%
5,2%
4,8%
4,5%
4,2%
3,6%
3,3%
3,2%
3,0%
2,6%
2,5%
2,2%
1,9%
1,4%
1,4%
1,3%
1,1%
1,0%
0,9%
0,7%
0,6%
0,6%
0,4%
0,4%
0,3%
0,3%
0,3%
0,2%
0,2%
0,1%
0,1%
0,1%
0,1%
0,0%
0,0%
100,0%
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Assaeroporti, 2009
Sul fronte delle operazioni di M&A, il mercato italiano ha registrato una certa dinamicità
nel periodo analizzato, sia internamente al mercato domestico, sia con riferimento
all’internazionalizzazione passiva.
In tema di riorganizzazione degli assetti societari, si segnalano le operazioni che hanno
riguardato Aeroporti di Roma: nel periodo di riferimento, infatti, il gruppo australiano
193
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Macquarie ha ceduto l'intera quota in proprio possesso (circa il 45% del capitale) a Gemina holding cui fa capo il controllo di AdR- per oltre 1,2 miliardi di euro. Tale operazione ha
contestualmente visto l'uscita della famiglia Romiti, con la cessione del proprio 5% alla
finanziaria Investimenti Infrastrutture, che detiene, a sua volta, il 23,9% della stessa Gemina.
Per la gestione dell’aeroporto regionale del Friuli Venezia Giulia si va verso la costituzione di
una nuova società che sarà controllata al 51% dal Consorzio con la regione, attraverso Friulia,
al 49%.
SAB, gestore dell’aeroporto di Bologna, alla fine del 2008, ha proceduto alla scelta del
nuovo partner industriale Gh. Napoli (gruppo Alisud) che, attraverso un aumento di
capitale, arriva a detenere una quota di minoranza del 15,38%. E sempre SAB ha ceduto il
40% del capitale di Bas, società di handling, ad Ata Servizi Aeroportuali, società del
gruppo Acqua Marcia, che già detiene il restante 60%. La strategia di Sab mira a
razionalizzare i rapporti con i gestori dell’handling.
Protagonista di alcune operazioni di acquisizione di scali minori è la cordata italo-argentina
formata dal gruppo Corporacion America -società leader di gestione aeroportuale
dell’America Latina, partecipata dal gruppo SEA, gestore di Linate e Malpensa- e da Miro
Radici Finance, che controlla un vettore cargo italiano. I due investitori stanno aggredendo il
mercato italiano degli scali minori: ne è prova la proposta di rilancio dell’aeroporto di
Genova che prevedeva l'acquisizione del 15% del capitale del gestore dello scalo già
detenuta da AdR. La campagna acquisti ha riguardato sostanzialmente il Sud Italia, con
l’ingresso negli scali di Crotone e Trapani, e con mire di espansione, oltre che su Genova,
anche su Parma e Reggio Calabria. Le due società hanno infatti rilevato in cordata il 10% di
Infrastrutture Sicilia -holding di imprenditori a cui fa capo il controllo del 19% di Airgest,
gestore dello scalo di Trapani- e il 46% della società di gestione dell’aeroporto di Crotone.
Malgrado le mire dei due investitori, in realtà, è stato il fondo austriaco Meinl Airports
International, specializzato in strutture aeroportuali nell’Europa orientale e in Turchia, ad
aggiudicarsi la quota di maggioranza di Sogeap, società di gestione dell'aeroporto di
Parma, con un investimento di circa 100 milioni di euro.
Il settore aeroportuale rimane un settore target per gli investitori internazionali anche di
primaria grandezza.
E’ questo il caso di Morgan Stanley Infrastructure che, nel 2008, ha acquisito dall’italiana
Finanziaria Internazionale una quota pari al 16,4% di Agorà Investimenti, società che
194
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
controlla il 38,9% di SAVE, gestore dell’aeroporto di Venezia. Il nuovo assetto proprietario
vede Finanziaria Internazionale detenere una quota del 50,1% di Agorà. La
riorganizzazione degli assetti societari di SAVE era stata preceduta dall’acquisizione, da
parte della stessa Finanziaria Internazionale, di quote di Marco Polo Holding (da 63,83% a
87,17%), società che detiene a sua volta il 39% di SAVE.
E proprio la stessa SAVE manifesta ambizioni di internazionalizzazione. La società
concorre infatti alla gara per la gestione dell'aeroporto belga di Charleroi, dopo aver
sottoposto, in partnership con il socio belga Holding Communal, un'offerta alla regione
della Vallonia per l'acquisizione del 27,65% di Bsca (società che gestisce lo scalo belga),
operazione che prevede inoltre il diritto di prelazione di un ulteriore 21,24% del capitale.
Tra le operazioni domestiche, invece, si segnala che Banca Monte Paschi Siena ha
acquisito gran parte della quota detenuta da Aeroporti di Firenze nell'aeroporto di Siena,
pari al 19% del capitale. MPS arriva così a detenere il 42,8% della società aeroportuale
senese, mentre ad AdF resta poco meno del 2%, con le rimanenti quote di proprietà della
Camera di Commercio e degli enti locali. I nuovi azionisti intendono sviluppare lo scalo
attraverso investimenti infrastrutturali e accordi con altri investitori, anche internazionali.
A tale scopo è stato sottoscritto ad esempio un accordo con il fondo di private equity
Galaxy, partecipato dalla Cassa Depositi e Prestiti italiana, oltre che dalle casse francese e
tedesca e dalla Banca Europea per gli Investimenti (BEI).
Tab. 85. Principali operazioni riguardanti il comparto aeroportuale italiano
Acquirente
Regione
Toscana (IT)
Gemina (IT)
Investimenti
Infrastrutture
(IT)
Monte Paschi
Siena (IT)
Miro Radici
Finance,
Corporacion
America (IT)
Anno Acquisita
2007 Ala Toscana Aeroporto
dell'Elba (IT)
2007 Aeroporti di Roma
(AdR) (IT)
2007
2007
Effetti rilevanti dell’operazione
La Regione Toscana ha acquistato la quota di maggioranza di
Ala Toscana, aeroporto dell'Elba pari al 62,7% delle quote. A
Sat rimane il 32,3% delle quote dello scalo.
Il gruppo australiano Macquarie ha ceduto l'intera quota di
Aeroporti di Roma a Gemina per 1,237 miliardi di euro (pari
al 44,68%).
(segue) La famiglia Romiti ha venduto il 5% di ADR a
Investimenti Infrastrutture, società che ha il 23,9% di
Gemina.
Aeroporto di Siena Monte Paschi Siena ha acquisito gran parte della quota
(IT)
detenuta da Aeroporti di Firenze nell'Aeroporto di Siena, pari
al 19% del capitale.
Infrastrutture
Sicilia (IT)
Aeroporto di
Crotone (IT)
La cordata Miro Radici Finance e Corporacion America ha
acquisito il 10% di Infrastrutture Sicilia, holding di
imprenditori a cui fa capo il controllo del 19% di Airgest,
gestore dello scalo di Trapani.
La cordata Miro Radici Finance e Corporacion America ha
acquisito il 46% della società di gestione dell’aeroporto di
Crotone.
(continua)
195
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
(segue Tab. 85)
Finanziaria Internazionale ha portato il proprio capitale in
Marco Polo Holding da 63,83% a 87,17%. Marco Polo
Holding detiene il 39% di Save, società che gestisce
l'aeroporto di Venezia. La maggiore partecipazione del
23,34% proviene dalla finanziaria regionale Veneto Sviluppo
che così scende al 12,83% della holding.
Finanziaria
Internazionale
(IT)
2007
Marco Polo
Holding (IT)
Morgan
Stanley
Infrastructure
(UK)
2008
Agorà Investimenti Morgan Stanley Infrastructure ha acquisito da Finanziaria
(IT)
Internazionale Spa una quota pari al 16,4% in Agorà
Investimenti Srl, società che controlla il 38,9% del capitale di
SAVE - aeroporto di Venezia.
Meinl Airports
International
(Australia)
2008
Aeroporto di
Parma - Sogeap
(IT)
Il fondo austriaco Meinl Airports International, con sede nel
Regno Unito e specializzato in strutture aeroportuali in Est
Europa e Turchia, ha acquisito il 67% di Sogeap, società di
gestione dell'aeroporto di Parma. L'investimento ammonta a
100 milioni di euro.
Fonte: Nomisma
Con riferimento agli accordi nel comparto aeroportuale, si segnala un’intesa tra Gesar,
società di gestione dell'aeroporto di Olbia-Costa Smeralda, e l’Autorità Portuale di Olbia e
Golfo Aranci, che hanno firmato un protocollo finalizzato allo sviluppo del settore
crocieristico, della nautica da diporto e del sistema porto-aeroporto.
Si dà inoltre notizia del fatto che lo scalo di Brindisi, da demanio militare, è stato aperto al
traffico civile e intende avviarsi ad una stagione di investimenti.
Tab. 86. Principali accordi riguardanti società aeroportuali e di servizi aeroportuali italiane
Anno
Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
Banca Monte dei Paschi
Monte Paschi e Aeroporto di Siena hanno sottoscritto un accordo
(MPS) (IT);
per lo sviluppo dello scalo con il fondo di private equity Galaxy. Il
Fondo Galaxy (Internazionale) fondo è partecipato dalla Cassa Depositi e Prestiti italiana, oltre che
dalle omologhe francesi (CdC) e tedesche (KfW), nonché dalla
Banca Europea per gli Investimenti (BEI).
Fonte: Nomisma
2.3. Il settore marittimo passeggeri
2.3.1. La crocieristica
Lo scenario internazionale
Con riferimento al settore crocieristico, il periodo analizzato ha visto crescere i volumi di
traffico, secondo un trend che conforta anche le previsioni di crescita di medio periodo sui
mercati consolidati e su quelli emergenti.
196
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
I due maggiori mercati si confermano quello americano e quello mediterraneo. Secondo i
dati diffusi dalla Cruise Lines International Association (CLIA), nel 2008, il mercato
nordamericano ha totalizzato oltre 13 milioni di passeggeri: l’incremento complessivo, del
5,1% rispetto all'anno precedente, è stato caratterizzato da un incremento del 30% di
passeggeri stranieri, che nel 2008 hanno rappresentato circa il 23% circa della domanda.
In ambito europeo, invece, lo European Cruise Council (ECC) conferma come mercati
leader, nell’ordine, Italia, Spagna, Grecia, Francia e Norvegia; tra i mercati in crescita in
particolare emerge la Croazia, che nei primi otto mesi del 2008 ha registrato un aumento
del 43,2% delle presenze, principalmente negli scali di Dubrovnik e Spalato.
Il predominio del mercato mediterraneo e di quello baltico ha condotto quindici tra i
maggiori porti atlantici europei alla sigla di un accordo -la Atlantic Alliance- mirato a
promuovere gli scali del versante atlantico; al progetto aderiscono i maggiori scali del settore
crocieristico: Amburgo, Bremerhaven, Amsterdam, Anversa, Bordeaux, Brest, Cherbourg,
Ijmuiden, La Rochelle, Lisbona, Nantes, Rotterdam, Santander, St. Malo e Vigo.
Anche l’Asia rappresenta un mercato sempre crescente, per il quale è atteso un forte
sviluppo nei prossimi anni. Le previsioni riferiscono infatti di una crescita del 40% del
numero dei passeggeri che effettueranno crociere nell'area asiatica e del Pacifico entro il
2010. Per questo motivo, nel periodo di riferimento, il gruppo crocieristico statunitense
Royal Caribbean Cruises ha istituito una divisione per l'Asia e il Pacifico con sede a
Singapore, che si occuperà della commercializzazione nella regione dei tre marchi del
gruppo: Royal Caribbean International, Celebrity Cruises e Azamara Cruises. La
compagnia intende infatti entrare in seria concorrenza con la cinese Star Cruises, terza
compagnia al mondo dopo Carnival e Royal Caribbean, e leader sul mercato della regione.
Il boom mondiale che ha caratterizzato l’industria crocieristica negli ultimi anni ha reso
attraente il comparto anche per gli investitori che non appartengono strettamente al settore
dei trasporti.
- Apollo Management, ad esempio, fondo di private equity statunitense -noto nel settore
per avere rilevato la divisione logistica del colosso belga TNT ed averne operato il
rebranding in CEVA Logistics- ha rilevato la compagnia crocieristica Regent Seven
Seas Cruises (RSSC), di proprietà del gruppo turistico americano Carlson. Con la
transazione, del controvalore di circa 1 miliardo di dollari, la proprietà di Regent Seven
Seas Cruises passerà alla controllata Prestige Cruise Holdings.
- Il fondo ha inoltre completato l’acquisizione della quota del 50% di NCL Corporation,
ceduta da Star Cruises, società che possiede i marchi crocieristici Norwegian Cruise Line
197
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
-
e NCL America. La compagnia diventa quindi una joint venture 50:50 tra Star Cruises e
Apollo Management, che per ottenere la quota ha investito 1 miliardo di dollari.
Il gruppo britannico All Leisure Group, che controlla il marchio crocieristico Voyages
of Discovery, invece, ha acquisito il marchio greco Swan Hellenic, in un’ottica di
espansione, che ha permesso al gruppo di quotarsi alla borsa di Londra.
Il periodo di riferimento ha visto i maggiori operatori del comparto portare a termine
operazioni sul mercato internazionale, con chiari obiettivi di riorganizzazione o di crescita
per vie esterne.
- First Choice Holidays, società del tour operator tedesco TUI Travel, ha acquisito dal
partner, il gruppo americano Royal Caribbean Cruises, la restante quota del 50% nella
joint venture paritetica Island Cruises, arrivando così a detenere il controllo totale della
compagnia.
- Allo stesso tempo, la compagnia cipriota Louis ha siglato un accordo con il gruppo
crocieristico Star Cruises per l’acquisizione delle navi Norwegian Dream e Norwegian
Majesty, rispettivamente, per 218 e 162 milioni di dollari. La compagnia intende
sviluppare la propria attività nel Mediterraneo, portando avanti l’obiettivo con una
strategia di crescita per vie esterne.
Dal punto di vista delle alleanze, si segnalano, invece, due interessanti accordi di filiera.
Carnival UK, filiale britannica del gruppo crocieristico statunitense Carnival Corporation,
leader mondiale del settore, ha sottoscritto un accordo ventennale con Associated British
Ports (ABP), che gestisce lo scalo di Southampton, per dotare il porto di un quarto terminal
crocieristico; l’accordo prevede, da parte di ABP, un investimento di 19 milioni di sterline
e consente ad entrambi i partner di ampliare i propri mercati di riferimento.
Il gruppo tedesco TUI, invece, ha siglato un accordo con Royal Caribbean Cruises per la
costituzione di una joint venture paritetica -TUI Cruises- finalizzata al presidio del mercato
tedesco. L’accordo è di importanza strategica rilevante se si considera che supera quello
siglato precedentemente da TUI con Carnival Corporation e che aveva dato vita ad una
joint venture per la commercializzazione dei marchi AIDA Cruises del gruppo Carnival e
di TUI Cruises del gruppo tedesco.
198
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 87. Principali operazioni nel mercato internazionale del settore crocieristico
Acquirente
Anno
Acquisita
Effetti rilevanti dell’operazione
All Leisure
Group (UK)
2007
Swan Hellenic
(GR)
Il gruppo britannico All Leisure Group ha acquisito il
marchio di Swan Hellenic. Il gruppo opera nel settore
crocieristico con la filiale Voyages of Discovery ed ha in
progetto di quotarsi alla borsa di Londra.
Apollo
Management
(USA)
2007
Regent Seven Seas
Cruises (RSSC)
(gruppo Carlson)
(USA)
Il fondo di private equity Apollo Management ha comprato la
compagnia crocieristica Regent Seven Seas Cruises (RSSC),
di proprietà del gruppo turistico americano Carlson. La
transazione ha un valore di circa 1 miliardo di dollari. La
proprietà di Regent Seven Seas Cruises passerà alla Prestige
Cruise Holdings (PCH), società controllata dalla Apollo.
2008
NCL Corporation
(NCL) (gruppo
Star Cruises)
(Norvegia)
Louis (CY)
2008
First Choice
Holidays
(gruppo TUI)
(DE)
2008
Il gruppo crocieristico Star Cruises ha completato la cessione
del 50% della filiale NCL Corporation alla società di private
equity Apollo Management. NCL Corporation, che possiede i
marchi crocieristici Norwegian Cruise Line e NCL America,
è diventata una joint venture 50:50 Star Cruises-Apollo
Management. Per ottenere la quota l’acquirente ha investito 1
miliardo di dollari.
Star Cruises (Hong La compagnia cipriota Louis ha siglato un accordo con il
gruppo crocieristico Star Cruises per comprare le navi
Kong, Cina)
Norwegian Dream e Norwegian Majesty rispettivamente per
(asset)
218 milioni di dollari e 162 milioni di dollari.
Island Cruises
(DE)
Il gruppo americano Royal Caribbean Cruises ha ceduto la
propria quota nella joint venture paritetica Island Cruises al
partner First Choice Holidays, società del tour operator
tedesco TUI Travel che detiene il restante 50% del capitale.
Fonte: Nomisma
Tab. 88. Principali accordi intrapresi da operatori nel settore crocieristico sul mercato
internazionale
Anno Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2007
Carnival UK (gruppo Carnival
Corporation & plc) (UK);
Associated British Ports (ABP)
(UK)
Associated British Ports (ABP), che gestisce lo scalo di
Southampton, e Carnival UK, filiale britannica del gruppo
crocieristico statunitense Carnival Corporation & plc. hanno
sottoscritto un accordo di 20 anni per dotare il porto di
Southampton di un quarto terminal crocieristico. L'intesa prevede
un investimento di 19 milioni di sterline da parte di ABP.
2007
TUI (DE);
Royal Caribbean Cruises
(USA)
Il gruppo tedesco TUI ha siglato un accordo con l'americana Royal
Caribbean Cruises, secondo gruppo mondiale del comparto
crocieristico, per la costituzione di TUI Cruises, joint venture
crocieristica dedicata al mercato tedesco. La compagnia sarà
partecipata pariteticamente.
2009 AIDA Cruises (USA); Unikai
(DE)
La compagnia crocieristica AIDA Cruises, del gruppo Carnival, e
la società logistica Unikai, del gruppo terminalistico tedesco
HHLA, hanno costituito la joint venture HCC Hanseatic Cruise
Centers, per operare due terminal crociere del porto di Amburgo.
Fonte: Nomisma
Con riferimento agli interventi governativi, si segnala, da ultimo, il piano del governo
spagnolo che nel quadriennio 2009-2012 investirà 290 milioni di euro a sostegno del
199
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
traffico portuale crocieristico, forte del dato secondo cui nel 2008 gli scali domestici hanno
movimentato quasi 6 milioni di passeggeri, con una crescita del 16,9% sull’anno
precedente. Barcellona, in particolare, che per la prima volta ha superato la quota di due
milioni di croceristi, è divenuto nel 2008 il porto crocieristico leader d’Europa.
Lo scenario italiano
L’Italia si mantiene al vertice continentale per quanto riguarda il movimento passeggeri.
Come già segnalato, dai dati dello European Cruise Council (ECC) emerge infatti che il
paese è capofila del mercato crocieristico europeo, con una quota di mercato pari a circa il
16%. A questo si aggiunge, per l’Italia un positivo bilancio di chiusura del 2008, con una
crescita di passeggeri dell’11,6%.
Negli ultimi quattro anni, i primi otto porti croceristici su base nazionale hanno registrato
una crescita dei passeggeri complessiva pari a +51%, arrivando a movimentare oltre 7
milioni di passeggeri (tab. 89). A seguito della tendenza degli ultimi anni, si prevede che
siano soprattutto i grandi scali a consolidare i numeri previsti per il 2009, con
Civitavecchia al primo posto (che mostra una crescita dell’88% rispetto al 2005), seguito
da Venezia (+47%), Napoli (+33%), Livorno (+82%) e Savona (+8%).
Tab. 89. Passeggeri croceristi nei principali porti italiani (in migliaia)
Porti
Civitavecchia
Venezia
Napoli
Livorno
Savona
Genova
Bari
Palermo
Totale primi 8 porti
Rank
2009
Rank
2005
2009*
2005
2000
Var %
2009/2005
Var %
2009/2000
1
2
3
4
5
6
7
8
1
3
2
5
4
6
8
7
1.850
1.200
1.100
840
680
620
460
400
983
815
830
462
632
396
278
330
392
337
405
237
120
398
107
157
88%
47%
33%
82%
8%
57%
65%
21%
372%
256%
172%
254%
467%
56%
330%
155%
7.150
4.726
2.153
51%
232%
* Previsioni.
Fonte: elaborazioni Nomisma su dati Assoporti e Cermar
Anche in questa edizione del Rapporto, va segnalato che -nonostante la continua crescita
del mercato- il comparto italiano della crocieristica, nel periodo di riferimento, non ha dato
prova di vivacità in termini di operazioni di fusione e acquisizione.
Si evidenzia, tuttavia, una buona attività negli accordi, portati a termine soprattutto da
200
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Costa Crociere, compagnia italiana controllata dal colosso statunitense Carnival
Corporation, e finalizzati soprattutto a promuovere strategie di integrazione di filiera e
all’apertura di nuovi mercati. Riguardo al primo aspetto, infatti:
- è stato siglato un interessante accordo con Air France, finalizzato al rafforzamento
della sinergia commerciale a livello mondiale;
- è stata costituita una joint venture, Iberocruceros, con il gruppo turistico Orizonia, che
opera esclusivamente sul mercato spagnolo e di cui Costa detiene il 75% del capitale.
Da un punto di vista della strategia commerciale, invece, Costa ha siglato intese importanti
sui maggiori mercati emergenti, dal Medio Oriente all’Asia-Pacifico. In particolare, si
segnala:
- un accordo quinquennale con il Dubai Department of Tourism and Commerce (DTCM)
che prevede attività di co-marketing in tutto il mondo, l’apertura di un ufficio Costa a
Dubai e priorità di scalo per le navi della compagnia italiana e del gruppo Carnival
Corporation nel porto mediorientale;
- un accordo di collaborazione con il Singapore Tourism Board (STB), che prevede
iniziative di marketing congiunte in Europa, Asia e Australia per promuovere
Singapore come nuova destinazione crocieristica;
- un accordo con il governo cinese per operare tre crociere dirette tra Cina e Taiwan; si
segnala che Costa è stata la prima compagnia internazionale ad aprire il mercato delle
crociere in Cina.
Con riferimento ad alleanze con altri leader del mercato, si fa notare che il
raggruppamento formato da Costa Crociere, MSC Crociere e Louis Cruises ha ottenuto
dalla Commissione Europea il nulla osta per la gestione di un terminal crocieristico nel
porto di Marsiglia.
In tema di integrazioni verticali, inoltre, la compagnia crocieristica ha siglato un accordo
con il leader low cost Ryanair per la promozione degli itinerari che comprendono tratte
aeree, da e per i porti del Mediterraneo e del Nord Europa scalati dalla compagnia.
Con riferimento agli investimenti degli scali crocieristici italiani, si segnala che l’Autorità
Portuale di Ravenna nel periodo esaminato ha dato avvio alle procedure per l'affidamento
della gestione del nuovo terminal crociere di Porto Corsini. Sono state sette le
manifestazioni di interesse relative alla gestione del nuovo Terminal Crociere in corso di
realizzazione e per il quale nel settembre 2008 è stato assegnato il terzo stralcio dei lavori
per un valore di 20 milioni di euro.
201
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 90. Principali accordi intrapresi da operatori nella crocieristica riguardanti il mercato
italiano
Anno Partner
2007 Gesar (Aeroporto di Olbia
Costa Smeralda) (IT); Porto di
Olbia-Golfo Aranci (IT)
2007
2009
Oggetto ed effetti dell’accordo
Gesar Spa, società di gestione dell'aeroporto di Olbia-Costa
Smeralda, e Autorità Portuale di Olbia e Golfo Aranci hanno
firmato un protocollo d'intesa con l'obiettivo di sviluppare il settore
crocieristico, quello della nautica da diporto e il sistema portoaeroporto. Nel 2006, attraverso porto e aeroporto, sono transitati più
di 6,5 milioni di passeggeri.
Costa Crociere (IT);
Costa Crociere e Air France hanno siglato una lettera d'intenti con
Air France (FR)
l'obiettivo di rafforzare la sinergia commerciale tra le due società a
livello mondiale. L'accordo porterà ad un incremento considerevole
del numero di posti volo Air France riservati ai passeggeri Costa
per le destinazioni di imbarco in tutto il mondo.
Costa Crociere (IT); Dubai
Costa Crociere ha siglato un accordo quinquennale con Dubai
Department of Tourism and
Department of Tourism and Commerce (DTCM) che prevede
Commerce (Dubai)
attività di co-marketing in tutto il mondo, l’apertura di un ufficio
Costa a Dubai e priorità di scalo per le navi della compagnia
italiana e del gruppo Carnival Corporation nel porto mediorientale.
Costa Crociere (IT); Singapore Costa Crociere ha siglato un accordo di collaborazione con il
Tourism Board (Singapore)
Singapore Tourism Board (STB) che prevede iniziative di
marketing congiunte in Europa, Asia e Australia per promuovere
Singapore come nuova destinazione crocieristica.
Costa Crociere (IT); Orizonia
Costa Crociere e il gruppo turistico spagnolo Orizonia hanno
Corporacion (ES)
costituito la joint venture Iberocruceros, nuova compagnia
crocieristica che opererà esclusivamente sul mercato spagnolo. Il
capitale sarà detenuto per il 75% da Costa Crociere, filiale di
Carnival Corporation, e per il 25% da Orizonia.
Costa Crociere, MSC Crociere, Costa Crociere, MSC Crociere e Louis Cruises hanno ottenuto dalla
Lousi Cruises (Internazionale); Commissione Europea il nulla osta per la gestione di un terminal
Porto di Marsiglia (FR)
crocieristico nel porto di Marsiglia.
Costa Crociere (IT);
Ryanair (IR)
Costa Crociere e la compagnia aerea low cost Ryanair hanno siglato
un accordo per promuovere itinerari crocieristi che comprendono
tratte aeree. Ryanair supporterà la compagnia crocieristica con le 50
rotte collegate con i porti del Mediterraneo e del Nord Europa
toccati dalle navi di Costa Crociere.
Fonte: Nomisma
2.3.2. Il cabotaggio marittimo
Lo scenario internazionale
Diversamente da quanto accaduto nel biennio precedente, nel settore del trasporto
marittimo passeggeri sono state portate a termine interessanti operazioni intrasettoriali, che
segnalano un processo di concentrazione in atto. Molte operazioni di M&A sono infatti
relative a transazioni che riguardano acquisizioni di asset e finalizzate perciò
all’irrobustimento della flotta: è questo il caso della finlandese Stella Company Group,
della norvegese Color Line e di Corsica Ferries.
202
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Il mercato mediterraneo e quello baltico si confermano come più attivi.
Con riferimento ai processi di ristrutturazione, in Grecia, il gruppo armatoriale Attica
Holdings ha fuso per incorporazione le controllate Blue Star Maritime e Superfast Ferries
Maritime, mentre Sea Star Capital ha acquisito una quota di minoranza del capitale di
Hellenic Seaways, ceduta dalla greca Maritime Company of Lesvos (NEL Lines).
Nel Mediterraneo occidentale, invece, la compagnia di navigazione spagnola Balearia ha
effettuato il takover su Buquebus Espana, compagnia che opera sulla rotta Algeciras-Ceuta
con due traghetti ad alta velocità, direttrice sulla quale Balearia è già presente e su cui, con
questa acquisizione, intensifica il presidio.
Allo stesso tempo, nel Nord Europa, prendono corpo strategie di ritorno al core business o
finalizzate allo sviluppo di rami di attività. Nel periodo di riferimento varie vicende, infatti,
hanno interessato Scandlines, joint venture paritaria di Deutsche Bahn e del governo danese,
che è stata ceduta ad un consorzio partecipato dalle società di private equity 3i, Allianz
Capital Partners e dall'armamento tedesco Deutsche Seereederei. Allo stesso tempo
Scandlines Danmark, del gruppo Scandlines, ha siglato due accordi per la cessione del 30%
di Mols-Linien e del 100% di Scandlines Sydfynske a società controllate dal consorzio
marittimo danese Clipper Group. Scandlines ha infatti intrapreso un percorso di cessione dei
servizi traghetto per concentrare le proprie attività sulle rotte internazionali, lasciando spazio
sul mercato danese a Clipper, uno dei maggiori gruppi di flotte a livello globale.
L’appetibilità del settore è confermata dall’interesse suscitato negli investitori esterni al
comparto. Oltre all’operazione che ha visto protagonista 3i, infatti, ne sono prova gli
investimenti effettuati da Marfin Investment Group (MIG), che ha acquisito il 51% di Blue
Star Maritime (già controllata di Attica Holdings) e il 49,9% del capitale azionario del
gruppo Attica, che a sua volta possiede l'intero controllo della compagnia Superfast Ferries.
Nel Baltico, ancora, si da notizia dell’accordo siglato dalla norvegese Hurtigruten con
Torghatten Trafikkselskap, per la cessione dei servizi traghetto tradizionali e delle linee
veloci operate dalla compagnia, per un controvalore di 69 milioni di dollari.
Oltreoceano, invece, la statunitense New England Fast Ferry Company, che opera servizi
traghetto nel Rhode Island e nel Massachusetts, ha acquisito da Sea Containers (America),
la compagnia di trasporto marittimo passeggeri SeaStreak, aumentando così il presidio sul
proprio mercato.
Alcune operazioni sono state portate a termine da operatori appartenenti da altri comparti,
203
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
in un’ottica di sviluppo di filiera. La francese Veolia Transport, ad esempio, ha acquisito la
quota del 38% della compagnia di navigazione Société Nationale Corse Méditerranée
(SNCM) ceduta dal fondo Butler Capital Partners; in questo modo Veolia arriva a detenere
il 66% delle azioni della compagnia, il cui 25% è di proprietà dello Stato francese e il 9%
dei dipendenti della compagnia.
Nel pacifico Shanghai Inchon International Ferry, società che opera servizi traghetto tra
Cina e Corea del Sud, è stata rilevata da Shanghai Puhai Marine Transportation e Korea
Express, che detengono rispettivamente il 75,5% e il 24,5% del capitale.
Tra gli accordi di filiera si segnala inoltre l’alleanza tra il gruppo logistico danese DFDS e
la polacca Polish Baltic Shipping per l’operatività congiuntamente sulle rotte tra Polonia e
Svezia; DFDS espande così il proprio network nell’Est europeo che resta di fatto un
mercato estremamente interessante.
Con riferimento alle concessioni di servizi, la partnership formata da SNCM-CMN ha
ottenuto dal governo corso, per il periodo 2007-20013, la concessione relativa ai servizi
pubblici sulle linee tra Marsiglia e i porti della Corsica, alla cui gara ha partecipato anche
Corsica Ferries.
Tab. 91. Principali operazioni nel mercato internazionale del cabotaggio passeggeri
marittimo
Acquirente
Anno
Acquisita
Effetti rilevanti dell’operazione
La compagnia di navigazione Scandlines, jv 50:50 di Deutsche
Bahn e del governo danese, è stata ceduta ad un consorzio
partecipato dalle società di private equity 3i (quota 40%),
Allianz Capital Partners (40%) e dall'armamento tedesco
Deutsche Seereederei.
La compagnia di navigazione spagnola Baleària ha
formalizzato un accordo per comprare l'intero capitale
azionario di Buquebús España, compagnia che opera sulla
rotta Algeciras-Ceuta con due traghetti ad alta velocità.
La norvegese Color Group ASA, a cui fa capo la compagnia di
navigazione Color Line, ha ceduto il traghetto Color Festival,
costruito nel 1985, alla Medinvest Spa (Corsica Ferries) per 49
milioni di euro. La nave è impiegata sulla rotta Frederikshavn-Oslo.
La compagnia di navigazione Scandlines Danmark del gruppo
Scandlines ha siglato un accordo per la cessione del 30% del
capitale azionario della Mols-Linien a società controllate dal
consorzio marittimo Clipper Group, per un valore totale di
68,5 milioni di euro.
La compagnia di navigazione Scandlines Danmark del gruppo
Scandlines ha siglato un accordo per cedere il 100% del
capitale azionario della Scandlines Sydfynske a società
controllate dal consorzio marittimo Clipper Group.
(continua)
3i, Allianz
Capital Partners,
Deutsche
Seereederei
(UK)
Baleària (ES)
2007
Scandlines (DE)
2007
Buquebús España
(ES)
Medinvest Spa
(Corsica
Ferries) (FR)
2007
Color Line (asset)
(Norvegia)
Clipper Group
(DK)
2007
Mols-Linien (DK)
Scandlines
Sydfynske (DK)
204
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Marfin
Investment
Group (MIG)
(GR)
(segue Tab. 91)
La società di investimenti greca Marfin Investment Group
(MIG) comprerà il 49,9% del capitale azionario del gruppo
armatoriale ellenico Attica Holdings, che a sua volta possiede
l'intero controllo della compagnia Superfast Ferries e il
48,79% della compagnia Blue Star Maritime.
2007
Attica Holdings
(GR)
2008
Blue Star Maritime
(GR)
Marfin Investment Group Holdings (MIG) ha acquisito il
51,557% di Blue Star Maritime, attraverso frequenti e
successive acquisizioni di azioni. Di tale quota MIG detiene il
2,762% direttamente e il 48,795% indirettamente, attraverso la
partecipazione in Attica Holdings.
New England
Fast Ferry
Company
(USA)
2008
SeaStreak (USA)
New England Fast Ferry Company, società che opera servizi
traghetto nel Rhode Island e nel Massachusetts, ha acquisito da
Sea Containers America, società interamente di proprietà della
Sea Containers Ltd., la compagnia di trasporto marittimo
passeggeri SeaStreak.
Sea Star Capital
(GR)
2008
Hellenic Seaways
(GR)
Sea Star Capital ha acquisito l'1,8% del capitale azionario della
Hellenic Seaways per un valore complessivo di 5,6 milioni di
euro. La quota è stata ceduta dalla greca Maritime Company of
Lesvos (NEL Lines).
Stella Company
Group (FI)
2008
Color Line (asset)
(Norvegia)
La norvegese Color Line ha ceduto il traghetto Christian IV
alla finlandese Stella Company Group, che lo impiegherà sulla
nuova rotta Helsinki-San Pietroburgo-Helsinkilater.
Celebration
Cruise Holdings
(USA)
2008
Color Line (asset)
(Norvegia)
La norvegese Color Line ha ceduto il traghetto Prinsesse
Ragnhild alla statunitense Celebration Cruise Holdings per
circa 23 milioni di euro.
Attica Holdings
(GR)
2008
Blue Star Maritime
e Superfast Ferries
Maritime (GR)
Il gruppo armatoriale greco Attica Holdings ha fuso per
incorporazione le due società controllate Blue Star Maritime e
Superfast Ferries Maritime.
Torghatten Nord
(Norvegia)
2008
Hurtigruten (asset)
(Norvegia)
La compagnia di navigazione norvegese Hurtigruten ha siglato
un accordo con la Torghatten Nord, società interamente
controllata da Torghatten Trafikkselskap, per la cessione dei
servizi traghetto tradizionali e delle linee veloci operate dalla
compagnia. La transazione ha un valore di 69 milioni di
dollari.
Veolia
Transport (FR)
2008
SNCM (FR)
La francese Veolia Transport ha acquisito la quota del 38%
della compagnia di navigazione Société Nationale Corse
Méditerraneée (SNCM) ceduta dal fondo Butler Capital
Partners. Veolia arriva a detenere il 66% delle azioni della
compagnia, il cui 25% di proprietà dallo Stato francese e il 9%
dei dipendenti della compagnia.
Shanghai Puhai
Marine
Transportation
(Cina)
2008
Shanghai Inchon
International Ferry
(Cina)
La Shanghai Inchon International Ferry, società che opera
servizi traghetto tra Cina e Corea del Sud, dopo una serie di
transazioni operate attraverso controllate di Shanghai Puhai
Marine Transportation, sarà partecipata con il 75,5% da
quest'ultima e con il 24,5% da Korea Express.
Fonte: Nomisma
205
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 92. Principali accordi intrapresi da operatori nel cabotaggio marittimo passeggeri e
riguardanti il mercato internazionale
Anno
2007
Partner
SNCM-CMN (FR);
Amministrazione
Corsica (FR)
2008
DFDS (DK);
Polferries (PL)
Oggetto ed effetti dell’accordo
La convenzione relativa ai servizi pubblici sulle linee marittime tra il porto di
Marsiglia e i porti della Corsica è stata affidata dal governo corso alla
partnership SNCM-CMN, compagnie che all'inizio dell'anno avevano
presentato un'offerta congiunta che è stata preferita a quella di Corsica
Ferries. La convenzione ha validità per il periodo 2007-2013.
Il gruppo armatoriale danese DFDS ha siglato un accordo con la polacca
Polish Baltic Shipping (Polferries) per operare congiuntamente rotte tra
Polonia e Svezia. In questo modo, DFDS espande il proprio network in
Polonia.
Fonte: Nomisma
Lo scenario italiano
Come già segnalato nell’edizione precedente di questo Rapporto, l’evidente difficoltà di
analizzare le strategie degli operatori a core-business “misto”, distinguendo le due
componenti di attività -cabotaggio merci e passeggeri- fa sì che, per esigenze di
completezza, alcune informazioni possano essere riportate sia in questa sezione, sia nella
parte relativa al trasporto marittimo non containerizzato.
È questo, in particolare, il caso di Grimaldi Napoli -oggetto di approfondimento
nell’edizione precedente di questo Rapporto– player primario sul mercato sia nel settore
merci che in quello passeggeri.
E proprio Grimaldi rimane il soggetto più attivo anche nel biennio in esame. All’inizio del
2008 il Gruppo ha condotto una strategia di riorganizzazione della propria presenza sul
mercato greco: attraverso uno scambio azionario con la società cipriota Sea Star Capital,
Grimaldi ha ottenuto, in cambio di una partecipazione nella greca Anek Lines, una quota di
Minoan Lines. Grazie ad una quota minoritaria già in suo possesso, Grimaldi è divenuto
così il principale azionista della compagnia cretese. In seguito, a conclusione dell'Opa
obbligatoria su Minoan Lines, il gruppo è arrivato a controllare quasi l’85% della
compagnia, con un’operazione che mette in luce una evidente strategia di sviluppo delle
rotte che interessano il Mediterraneo orientale.
Sulle tratte che interessano i porti domestici, invece, nel 2009 Grimaldi ha annunciato
l'apertura di nove Autostrade del Mare su rotte nazionali ed internazionali: i collegamenti
riguardano Sardegna e Sicilia in collegamento con Civitavecchia, Genova, Barcellona e Malta.
Nel Mediterraneo occidentale, e in particolare nei traffici Italia-Francia, Corsica-Sardinia
Ferries conferma nel 2008 la propria posizione di player dominante guadagnando una
quota di mercato del 64%, con un forte potenziamento di servizi sia dalla Francia che
206
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
dall’Italia. La compagnia ha proseguito inoltre nella strategia di investimento in Italia,
acquisendo dal fondo 21 Investimenti -che fa capo alla famiglia Benetton- oltre un quarto
del capitale di Strade Blu, compagnia marittima che opera un servizio di Autostrada del
Mare non accompagnata tra Genova e Termini Imerese.
Sul fronte degli accordi, alcuni operatori di primaria importanza hanno siglato contratti di
concessione: nello specifico, Grandi Navi Veloci (GNV) ha ottenuto la concessione per un
terminal nello scalo francese di Marsiglia per il proprio traffico ro-pax, mentre il consorzio
Metromare dello Stretto -costituito da RFI ed Ustica Lines- si è aggiudicato la gara per il
servizio di trasporto marittimo veloce tra Messina, Reggio Calabria e Villa San Giovanni.
Da alcuni anni, in questo Rapporto, viene ricordata la questione della ormai imminente
privatizzazione di Tirrenia di Navigazione. Si dà pertanto notizia del fatto che nel marzo
2009 il governo italiano ha approvato il decreto che definisce i criteri di privatizzazione e
le modalità di dismissione della partecipazione nella compagnia detenuta dal Ministero
dell'Economia. Gli armatori italiani, nel contempo, premono evidentemente affinché la
privatizzazione avvenga nei migliori tempi possibili. Tra i possibili sviluppi della
privatizzazione di Tirrenia vi è anche l’interesse, a più riprese palesato o negato, di quattro
Regioni -Sardegna, Campania, Sicilia e Toscana- che potrebbero rilevare le società del
Gruppo Tirrenia, e rispettivamente le compagnie Saremar, Caremar, Siremar e Toremar,
che effettuano servizio di traghetto nel proprio ambito regionale.
Tab. 93. Principali operazioni nel mercato italiano del cabotaggio passeggeri marittimo
Acquirente
Anno
Acquisita
Effetti rilevanti dell’operazione
Grimaldi
Napoli (IT)
2007
Anek Lines (GR)
2008
Minoan Lines
(GR)
Attraverso la controllata Atlantica di Navigazione, il gruppo
armatoriale Grimaldi di Napoli, ha acquisito una quota della
Anek Lines pari ad oltre il 14% del capitale azionario della
compagnia di navigazione greca.
Scambio azionario di Grimaldi effettuato con la società
cipriota Sea Star Capital per una quota rilevante del gruppo
cretese Minoan Lines, di cui il gruppo napoletano detiene già
una partecipazione minoritaria.
A conclusione dell'OPA obbligatoria, il gruppo armatoriale
napoletano Grimaldi ha acquisito un'ulteriore quota del
51,35% del capitale azionario della greca Minoan Lines. La
quota complessiva di Grimaldi nella Minoan Lines è salita
pertanto all'84,72%.
Corsica Ferries ha acquisito dal fondo 21 Investimenti, che fa
capo alla famiglia Benetton, la quota del 27% in Strade Blu,
compagnia marittima che effettua servizio di Autostrada del
Mare non accompagnata tra Genova e Termini Imerese.
La greca Attica Holdings acquisirà due navi ro-pax dalla
genovese Grimaldi (GNV), per un valore complessivo di 156
milioni di euro.
Minoan Lines
(GR)
Corsica Ferries
(FR)
2008
Stradeblu (IT)
Attica
Holdings (GR)
2008
Grimaldi Holding
(asset) (Genova)
(IT)
Fonte: Nomisma
207
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 94. Principali accordi intrapresi da operatori nel cabotaggio marittimo passeggeri
riguardanti il mercato italiano
Anno
2008
Partner
Grandi Navi Veloci (IT);
Porto di Marsiglia (FR)
Oggetto ed effetti dell’accordo
Grandi Navi Veloci ottiene la concessione per un terminal nello scalo
francese di Marsiglia per i traghetti ro-pax.
2008
Metromare dello Stretto
(IT);
Ministero Infrastrutture
(IT)
Il consorzio Metromare dello Stretto, costituito da Rete Ferroviaria
Italiana ed Ustica Lines, si è aggiudicato la gara per il servizio di
trasporto marittimo veloce tra Messina, Reggio Calabria e Villa San
Giovanni.
Fonte: Nomisma
208
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
3.
IL MERCATO ITALIANO DELLE M&A NEL CONTESTO GLOBALE: I
PROCESSI DI FUSIONE ED ACQUISIZIONE
3.1. Il mercato globale delle M&A: le dinamiche dei trasporti
3.1.1. I comparti trainanti a livello globale
Sono complessivamente 188 le operazioni di fusione e acquisizione di cui è stata data
notizia in ambito internazionale, registrate nel 2008, dalla Banca dati M&A Trasporti
gestita da Nomisma per Federtrasporto. I dati preliminari per il 2009 indicano inoltre che
nel I trimestre di quest’anno sono state portate a termine 26 operazioni, contro le 54 dello
stesso periodo dell’anno precedente (-52%) (tab. 95).
L’ultima rilevazione restituisce nel complesso una sostanziale diminuzione delle
operazioni nel 2008 rispetto all’anno precedente (-24,5%), tendenza che si accentua nel
primo trimestre 2009 (-51,9%). Il raffreddamento maggiore risulta a carico del comparto
aeroportuale, del trasporto marittimo merci e del settore portuale.
La consistenza maggiore di fusioni e acquisizioni rispetto al totale è da imputare al
comparto logistico e a quello del trasporto marittimo merci, per cui si registrano
rispettivamente circa un quarto delle operazioni totali.
Tab. 95.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, per settore – Anni
2006-2008 e I trimestre 2008 e 2009 (quote %)
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
10
16
3
1
1
Cargo aereo
5
10
11
4
1
Crocieristica
2
2
3
1
0
Logistica*
50
55
49
14
9
Porti
24
34
26
6
3
Trasporto aereo
15
18
14
3
2
Trasporto ferroviario merci
5
9
11
1
1
Trasporto ferroviario passeggeri
0
0
3
2
1
Trasporto marittimo merci
38
86
44
13
4
TPL
10
11
11
4
2
6
8
13
5
2
165
249
188
54
26
Comparto
Aeroporti
Traghetti
Totale
(continua)
209
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
(segue Tab. 95)
Comparto
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
Aeroporti
6,1%
6,4%
1,6%
1,9%
3,8%
Cargo aereo
3,0%
4,0%
5,9%
7,4%
3,8%
Crocieristica
1,2%
0,8%
1,6%
1,9%
0,0%
Logistica*
30,3%
22,1%
26,1%
25,9%
34,6%
Porti
14,5%
13,7%
13,8%
11,1%
11,5%
Trasporto aereo
9,1%
7,2%
7,4%
5,6%
7,7%
Trasporto ferroviario merci
3,0%
3,6%
5,9%
1,9%
3,8%
Trasporto ferroviario passeggeri
0,0%
0,0%
1,6%
3,7%
3,8%
Trasporto marittimo merci
23,0%
34,5%
23,4%
24,1%
15,4%
TPL
6,1%
4,4%
5,9%
7,4%
7,7%
Traghetti
3,6%
3,2%
6,9%
9,3%
7,7%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Totale
* Comprende integratori logistici, poste e operatori del trasporto su gomma.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Fig. 1.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, per comparto – Anni
2007 e 2008 (quote %)
TPL
4%
Traghetti
3%
2007
Aeroporti
Cargo
6%
4%
Crocieristica
1%
Marittimo
35%
Logistica
22%
Ferrov. Pax
0%
Aereo
Ferrov. merci
7%
4%
Porti
14%
Traghetti
7%
Aeroporti
2%
2008
Cargo
6%
Crocieristica
2%
TPL
6%
Marittimo
23%
Logistica
25%
Ferrov. Pax
2%
Aereo
Ferrov. merci
7%
6%
Porti
14%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
3.1.2. I processi di integrazione a livello globale
Nel 2008, si conferma a livello globale il sempre maggiore sbilanciamento del mercato
verso processi di integrazione orizzontale (di settore), che hanno interessato il 68,6% delle
operazioni, contro il 20,2% delle operazioni di integrazione verticale (tab. 96).
Diminuisce complessivamente il peso degli investitori finanziari e dei grandi operatori
infrastrutturali (11,2% contro il 22,9% del 2007) e si accentuano i processi di integrazione
di settore (64,2% nel 2006; 61,8% nel 2007; 68,6% nel 2008), trend che trova ulteriore
conferma nel primo trimestre 2009 (73,1%).
210
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 96.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, per tipologia di
integrazione – Anni 2006-2008 e I trimestre 2008 e 2009 (quote %)
Tipo di integrazione
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
Integrazione di filiera
25
38
38
9
3
Integrazione di settore
106
154
129
36
19
34
57
21
9
4
165
249
188
54
26
Tipo di integrazione
2006
2007
2008
2008
I trim.
2009
I trim.
Integrazione di filiera
15,2%
15,3%
20,2%
16,7%
11,5%
Integrazione di settore
64,2%
61,8%
68,6%
66,7%
73,1%
Altri investitori
20,6%
22,9%
11,2%
16,7%
15,4%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Altri investitori
Totale
Totale
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
In particolare (tab. 97), i settori in cui hanno principalmente luogo le operazioni di integrazione
di filiera sono il comparto marittimo (31,6% del totale) e quello della logistica (23,7%). Si fa
notare che nel 2008 diminuisce la quota delle operazioni del cargo aereo (10,5% contro il
21,1% del 2007), fino ad arrivare a zero operazioni nel primo trimestre 2009.
Tra le dinamiche di qualche interesse, si segnala il peso progressivo del comparto
ferroviario merci che –sempre in tema di integrazioni di filiera– nel 2008 pesa sul totale
per il 15,8% contro il 5,3% e il 4% dei due anni precedenti.
Tab. 97.
Operazioni di integrazione di filiera, a livello globale – Anni 2006-2008 e I
trimestre 2008 e 2009 e (quote %)
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
Aeroporti
1
1
0
0
0
Cargo aereo
3
8
4
3
0
Comparto
Crocieristica
0
0
0
0
0
11
8
9
2
1
Porti
1
3
1
0
0
Trasporto aereo
2
0
1
0
0
Trasporto ferroviario merci
1
2
6
0
0
Trasporto ferroviario passeggeri
0
0
0
0
0
Trasporto marittimo merci
5
15
12
3
2
TPL
0
0
0
0
0
Traghetti
1
1
5
1
0
25
38
38
9
Logistica*
Totale
3
(continua)
211
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
(segue Tab. 97)
Comparto
2006
2007
2008
2008
I trim
Aeroporti
2009
I trim
4,0%
2,6%
0,0%
0,0%
0,0%
Cargo aereo
12,0%
21,1%
10,5%
33,3%
0,0%
Crocieristica
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
Logistica*
44,0%
21,1%
23,7%
22,2%
33,3%
Porti
4,0%
7,9%
2,6%
0,0%
0,0%
Trasporto aereo
8,0%
0,0%
2,6%
0,0%
0,0%
Trasporto ferroviario merci
4,0%
5,3%
15,8%
0,0%
0,0%
Trasporto ferroviario passeggeri
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
20,0%
39,5%
31,6%
33,3%
66,7%
TPL
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
Traghetti
4,0%
2,6%
13,2%
11,1%
0,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Trasporto marittimo merci
Totale
* Comprende integratori logistici, poste e operatori del trasporto su gomma.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Fig. 2.
Operazioni di integrazione di filiera, a livello globale: contributo dei settori
principali al totale - Anni 2006-2008
100%
90%
Trasporto marittimo
80%
70%
60%
Trasporto ferroviario
50%
Porti
40%
30%
Logistica
20%
Cargo aereo
Aeroporti
10%
0%
2006
2007
2008
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Dal punto di vista delle integrazioni di settore, si evidenzia un aumento del ruolo del
comparto logistico nella dinamica complessiva del settore dei trasporti. Dopo il
raffreddamento del 2007, le operazioni di M&A portate a termine dagli integratori logistici
pesano nel 2008 circa il 30% del totale, quota che sale al 36,8% nel primo trimestre del
2009, pur in presenza di un forte rallentamento del mercato delle M&A conseguente alla
crisi globale.
La crisi ha infatti impattato sulla consistenza complessiva dei processi di M&A. Dopo il
212
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
boom del 2007 infatti – dove si contano 154 operazioni di integrazione orizzontale – nel
2008 sono state portate a termine non più di 129 transazioni (-16,2%). A conferma della
tendenza negativa del mercato, nel primo trimestre 2009 si è verificata un’ulteriore
diminuzione degli scambi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (-47,2%). Le
difficoltà maggiori sono state accusate dai comparti aereo e aeroportuale già nel 2008, e in
seguito, in modo più accentuato nel primo trimestre 2009.
Tab. 98.
Operazioni di integrazione di settore, a livello globale – Anni 2006-2008 e I
trimestre 2008 e 2009 (quote %)
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
5
1
1
33
12
12
3
0
27
9
3
4
2
1
42
18
16
5
0
50
11
5
2
5
1
38
19
11
4
2
29
11
7
0
0
0
11
4
3
1
1
9
4
3
0
1
0
7
3
1
1
0
2
2
2
106
154
129
36
19
Comparto
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
Aeroporti
4,7%
2,6%
1,6%
0,0%
0,0%
Cargo aereo
0,9%
1,3%
3,9%
0,0%
5,3%
Crocieristica
0,9%
0,6%
0,8%
0,0%
0,0%
Logistica**
31,1%
27,3%
29,5%
30,6%
36,8%
Porti
11,3%
11,7%
14,7%
11,1%
15,8%
Trasporto aereo
11,3%
10,4%
8,5%
8,3%
5,3%
2,8%
3,2%
3,1%
2,8%
5,3%
Comparto
Aeroporti
Cargo aereo
Crocieristica
Logistica**
Porti
Trasporto aereo
Trasporto ferroviario merci
Trasporto ferroviario passeggeri
Trasporto marittimo merci
TPL
Traghetti
Totale
Trasporto ferroviario merci
Trasporto ferroviario passeggeri
0,0%
0,0%
1,6%
2,8%
0,0%
25,5%
32,5%
22,5%
25,0%
10,5%
TPL
8,5%
7,1%
8,5%
11,1%
10,5%
Traghetti
2,8%
3,2%
5,4%
8,3%
10,5%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Trasporto marittimo merci
Totale
* Comprende integratori logistici, poste e operatori del trasporto su gomma.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Da ultimo, rispetto alla quota delle operazioni di fusione e acquisizione che hanno avuto
luogo nel 2008 (11,2%) e che è stato portato a termine da soggetti esterni al settore dei
trasporti (tab. 96), il 28,6% ha riguardato investimenti nel comparto portuale (tab. 99). Gli
investitori hanno mostrato crescente interesse, rispetto al passato, per il settore aereo
(merci e passeggeri) e per la crocieristica.
213
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 99.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, che coinvolgono
investitori non facenti parte del settore dei trasporti: tutti i comparti – Anni 20062008 e I trimestre 2008 e 2009 (quote %)
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
Aeroporti
4
11
1
1
1
Cargo aereo
1
0
2
1
0
Crocieristica
1
1
2
1
0
Logistica**
6
5
2
1
1
Comparto
Porti
11
13
6
2
0
Trasporto aereo
1
2
2
0
1
Trasporto ferroviario merci
1
2
1
0
0
Trasporto ferroviario passeggeri
0
0
1
1
1
Trasporto marittimo merci
6
21
3
1
0
TPL
1
0
0
0
0
Traghetti
2
2
1
1
6
34
57
21
9
10
Comparto
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
Aeroporti
11,8%
19,3%
4,8%
11,1%
10,0%
2,9%
0,0%
9,5%
11,1%
0,0%
Crocieristica
2,9%
1,8%
9,5%
11,1%
0,0%
Logistica**
17,6%
8,8%
9,5%
11,1%
10,0%
Porti
32,4%
22,8%
28,6%
22,2%
0,0%
Trasporto aereo
2,9%
3,5%
9,5%
0,0%
10,0%
Trasporto ferroviario merci
2,9%
3,5%
4,8%
0,0%
0,0%
Totale
Cargo aereo
Trasporto ferroviario passeggeri
0,0%
0,0%
4,8%
11,1%
10,0%
17,6%
36,8%
14,3%
11,1%
0,0%
TPL
2,9%
0,0%
0,0%
0,0%
0,0%
Traghetti
5,9%
3,5%
4,8%
11,1%
60,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Trasporto marittimo merci
Totale
* Comprende integratori logistici, poste e operatori del trasporto su gomma.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
3.1.3. Il livello di internazionalizzazione tra aree geoeconomiche
Il numero di operazioni di M&A siglate tra operatori di nazionalità diversa è indicatore
dell’internazionalizzazione dei vari mercati (paesi) che competono sul mercato
internazionale del trasporto. Nel 2008, circa il 63,8% delle operazioni concluse è stato
portato a termine da operatori di nazionalità diversa; tuttavia nel primo trimestre 2009, il
peso di tale operazioni sul totale diminuisce (57,7%) (tab. 100).
214
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 100.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, a livello
domestico e internazionale – Anni 2006-2008 e I trimestre 2008 e 2009 (quote %)
Operazioni concluse
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
2006
2007
n.
2008
2008
I trim
2009
I trim
%
Tra soggetti connazionali
72
90
68
16
11
43,6%
36,1%
36,2%
29,6%
42,3%
Tra soggetti di diversa
nazionalità
93
159
120
38
15
56,4%
63,9%
63,8%
70,4%
57,7%
165
249
188
54
26
100%
100%
100%
100%
100%
Totale
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Il rapporto tra le diverse aree geografiche ha visto negli anni recenti il progressivo
spostamento delle centralità economiche verso Oriente. E’ interessante pertanto misurare i
processi di internazionalizzazione di senso più lato (globalizzazione) rispetto a quelli più
sopra descritti. E’ stata pertanto calcolata l’incidenza delle operazioni di M&A tra soggetti
appartenenti ad aree geoeconomiche1 (e in parte geopolitiche) diverse, per comprendere le
dinamiche degli scambi che avvengono su scala globale.
Rispetto a quanto registrato in passato, nel 2008 è diminuito il peso delle operazioni
portate a termine da soggetti appartenenti ad aree diverse (39,9% contro il 43,8% del 2007)
(tab. 101). E’ inoltre di grande interesse il dato relativo al 2009 (primo trimestre) che, in
piena crisi globale, registra una forte contrazione delle transazioni tra aree diverse (15,4%)
e l’intensificarsi degli scambi sui mercati intra-continentali (84,6%), più stabili in termini
di valuta e più accessibili con riferimento al credito.
Tab. 101.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, tra aree
geoeconomiche – Anni 2006-2008 e I trimestre 2008 e 2009 (quote %)
Operazioni concluse
2006
2007
2008
2008
I trim
2009
I trim
2006
2007
n.
Tra soggetti connazionali
Tra soggetti di diversa
nazionalità
Totale
2008
2008
I trim
2009
I trim
%
122
140
113
30
22
73,9%
56,2%
60,1%
55,6%
84,6%
43
109
75
24
4
26,1%
43,8%
39,9%
44,4%
15,4%
165
249
188
54
26
100%
100%
100%
100%
100%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
1
Nota metodologica: le aree geoeconomiche considerate sono in Africa, Asia (Far East), Australia, Europa
dell’Est, Europa occidentale, India, Medio Oriente, Mediterraneo non europeo, Nord America, Sud America,
area scandinava, area baltica, area balcanica (ex Yugoslavia).
215
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Il dettaglio di figura 3 evidenzia le differenze nei comportamenti degli operatori delle
diverse aree, in considerazione del fatto che alcune di queste sono a maggiore vocazione
“acquirente” ed altre a maggiore vocazione “destinatarie di investimenti” (aree acquisite).
Si fa notare, a titolo di esempio, come soggetti provenienti dall’Europa occidentale siano
stati coinvolti in qualità di acquirenti e di destinatari di investimenti, rispettivamente, in 28
e 20 operazioni nel 2008.
Fig. 3.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, tra aree
geoeconomiche diverse*: operazioni effettuate da soggetti acquirenti e da soggetti
acquisiti – Anno 2008 manca il numero medioriente acquisito
0
5
Africa
15
10
4
25
30
13
Asia
Australia
20
14
1
2
Balcani
3
Baltico
1
Central Asia
3
2
Est Europa
8
Europa Occidentale
28
20
Medioriente
Mediterraneo
11
3
1
Nord America
8
Scandinavia
Sud America
Turchia
7
3
Area geografica acquirente
Area geografica acquisita
1
* Sono escluse le operazioni portate a termine all’interno della stessa area geoeconomica.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Alla luce delle elaborazioni effettuate, in Europa occidentale, si confermano come
principali paesi acquirenti Germania, Regno Unito e Francia, e nell’Europa dell’Est, la
Russia. In Asia, Cina e Giappone e in Medio Oriente, Dubai e Kuwait. Nell’area
scandinava, si consolida il ruolo della Norvegia (tab. 102).
216
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 102.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale: maggiori Paesi
acquirenti e principali destinatari di investimenti nelle diverse aree
geoeconomiche – Anno 2008
Aree
Principali Paesi acquirenti
Principali Paesi destinatari di M&A
Asia
Cina, Giappone, Singapore
Cina
Europa Occidentale
Germania, Francia, Regno Unito
Italia, Germania, Regno Unito, Paesi Bassi
Europa dell’Est
Russia
Russia
Medioriente
Dubai, Kuwait
Dubai
Nord America
Stati Uniti
Stati Uniti
Scandinavia
Norvegia
Norvegia
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Più in dettaglio, Stati Uniti e Danimarca hanno effettuato il maggior numero di operazioni
al di fuori della propria area geoeconomica, mentre tra i paesi emergenti, Dubai, Kuwait e
Cina si posizionano al pari di Germania, Paesi Bassi, Norvegia e Regno Unito (tab. 103).
Con riferimento alla concentrazione dei mercati, si segnala che i primi 10 paesi in
graduatoria hanno portato a termine il 62,2% delle operazioni di M&A.
Tab. 103.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, portate a termine
in aree geoeconomiche diverse da quella di appartenenza - I primi 10 paesi
acquirenti (Top 15) – Anni 2007-2008
Paese acquirente
2008
2007
Stati Uniti
7
10
Danimarca
6
1
Germania
5
11
Dubai
5
1
Cina
4
3
Kuwait
4
5
Paesi Bassi
4
7
Norvegia
4
7
Regno Unito
4
5
Francia
3
4
Totale Top 10*
46
54
Totale 30 Paesi rilevati*
74
-
% Top 10 sul Totale
62,2%
* Dato riferito al 2008
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
3.1.4. Il mercato globale per tipologia di operazione
Riguardo alla tipologia di operazione, si conferma nel 2008 la netta prevalenza di
operazioni di passaggio di controllo (149 operazioni su 249)2, che incidono sul totale degli
2
Il dato è riferito alla somma delle partecipazioni di maggioranza e delle acquisizioni di controllo tramite
acquisizione di quota ulteriore.
217
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
scambi per il 52,2% contro il 59,8% dell’anno precedente (tab. 104).
Nel 2008, aumenta l’incidenza percentuale delle fusioni (10,1%) e delle acquisizioni di
asset (11,2%) rispetto al passato, secondo un trend di crescita già riscontrato dal 2006. Le
tendenze descritte vengono confermate anche nel primo trimestre 2009 (fig. 4).
Tab. 104.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, sul mercato globale, per tipologia di
operazione – Anni 2006-2008 e quota % sul totale
Tipologia di operazione
2006
Asset
Controllo tramite quota ulteriore
Fusioni
Minoranza
Paritarie
Maggioranza
11
12
10
36
4
92
2007
numero
19
17
18
54
9
132
2008
2006
21
11
19
43
7
87
249
188
Totale
165
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Fig. 4.
6,7%
7,3%
6,1%
21,8%
2,4%
55,8%
2007
quota %
7,6%
6,8%
7,2%
21,7%
3,6%
53,0%
2008
11,2%
5,9%
10,1%
22,9%
3,7%
46,3%
100,0%
100,0%
100,0%
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti sul mercato globale, per tipologia di
operazione - Anni 2007- 2008 e I trimestre 2008-2009
Controllo
tramite quota
ulteriore
7%
2007
Controllo
tramite quota
ulteriore
6%
Asset
8%
2008
Asset
11%
Fusioni
7%
Fusioni
10%
Minoranza
22%
Maggioranza
52%
Paritarie
4%
2008 I trim
Asset
6%
Maggioranza
49%
Controllo
tramite quota
ulteriore
6%
Fusioni
6%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Minoranza
23%
Paritarie
4%
2009 I trim
Maggioranza
23%
Asset
27%
Controllo
tramite quota
ulteriore
4%
Minoranza
29%
Paritarie
4%
218
Maggioranza
46%
Minoranza
38%
Fusioni
8%
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
3.1.5. Le strategie di acquisizione e cessione sul mercato globale
Con riferimento alle strategie di acquisizione sul mercato globale, i dati 2008 evidenziano
che le operazioni di M&A vengono portate a termine soprattutto con l’obiettivo di
rafforzare la propria posizione (30,3% dei casi), e in secondo luogo, per fare l’ingresso in
nuovi mercati (25,5%).
Di estremo interesse è il confronto tra gli anni 2007 e 2008 (fig. 5).
Se nel 2007, infatti, le acquisizioni a scopo di investimento –soprattutto portate a termine
da soggetti investitori estranei al comparto– rappresentavano il 20,5% delle M&A, nel
2008 questa tipologia di operazione incide solo per il 9,6% sul totale delle operazioni.
Questo può essere imputato all’inizio della crisi del credito che ha influenzato la
disponibilità ad investire già dal secondo trimestre del 2008. Di conseguenza, gli operatori
hanno intensificato le operazioni finalizzate all’espansione di network già avviati,
all’ingresso in nuovi mercati e, più genericamente, al rafforzamento della propria posizione
attraverso crescita per vie esterne.
Fig. 5.
Acquisizioni e fusioni nel settore dei trasporti, sul mercato globale, per strategia
adottata (quota % sul totale) - Anni 2007* e 2008
45%
40%
35%
30%
30,3%
25,5%
25%
20%
2007
2008
37,3%
15,7%
19,7%
15,7%
20,5%
12,8%
15%
9,6%
10%
7,1%
5%
2,1%
0%
Apertura nuovi
mercati
Espansione
nella regione
Investimento
Rafforzamento Rafforzamento
posizione
posizione
dominante
Percorso di
sviluppo
* Per il 2007, le quote restanti vanno imputate a strategie di “Espansione worldwide” e ad “Altre strategie” (voci non
rilevate nel 2008)
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Segue il dettaglio di alcuni comparti (logistica e trasporto marittimo) all’interno dei quali è
stato portato a termine un consistente numero di operazioni di M&A e che, pertanto, sono
stati terreno di diverso tipo di strategie (fig. 6).
219
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Fig. 6.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti sul mercato globale, per strategia
adottata, per i comparti della logistica e del trasporto marittimo merci – Anno 2008
Logistica
Rafforzam. posizione
dominante
9%
Apertura
nuovi
mercati
34%
Rafforzam.
posizione
23%
Rafforzam.
posizione
dominante
4%
T. marittimo merci
Sviluppo
7%
Apertura
nuovi
mercati
31%
Rafforzam.
posizione
Investim.
2%
Espansione
nella regione
32%
Espansione
nella
regione
13%
36%
Investim.
9%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
La strategia perseguita si differenzia nel caso in cui le operazioni vengano effettuate
all’interno della stessa area geoeconomica oppure tra aree diverse. Il 53,1% delle
operazioni che hanno avuto luogo all’interno della stessa area (60 operazioni su 113) è
stato effettuato con l'obiettivo di consolidare la posizione sul mercato del soggetto
acquirente: 19 di queste operazioni sono state portate a termine allo scopo di rafforzare una
posizione già dominante. Il 21,2% degli operatori ha invece acquisito partecipazioni in
altre società per entrare in nuovi mercati, quota che sale al 32% nel caso in cui le
operazioni siano state effettuate tra aree geoeconomiche diverse (tab. 105).
Tab. 105.
Operazioni
concluse
da acquirenti
Acquisizioni e fusioni nel settore dei trasporti, sul mercato globale, per strategia
adottata e per area omogenea - Anno 2008 e peso % sul totale
% sul totale
operazioni
All’interno della
stessa area
60,1%
Tra aree diverse
39,9%
Totale
100%
Strategia
Apertura nuovi mercati
Espansione nella regione
Investimento
Rafforzamento posizione
Rafforzamento posizione dominante
Percorso di sviluppo
Totale stessa area
Apertura nuovi mercati
Espansione nella regione
Investimento
Rafforzamento posizione
Rafforzamento posizione dominante
Percorso di sviluppo
Totale aree diverse
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
220
Operazioni
24
13
14
41
19
2
113
24
24
4
16
5
2
75
188
% sul totale area
21,2%
11,5%
12,4%
36,3%
16,8%
1,8%
100,0%
32,0%
32,0%
5,3%
21,3%
6,7%
2,7%
100,0%
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Al contrario, per quanto riguarda la cessione di impresa o di quote di impresa, dalle
operazioni censite nel 2008 emerge che il primo obiettivo della cessione è quello di
affrontare difficoltà finanziarie (superamento dell’indebitamento) o strutturali (evento che
riguarda circa il 39,9% dei casi) (fig. 7). Il 29,8% delle società ha invece ceduto proprie
quote o l’intero controllo assecondando un processo di aggregazione con soggetti più forti
in un’ottica di sviluppo delle proprie attività.
Nella maggior parte dei casi (52,6% delle operazioni di M&A) il soggetto cedente coincide
con la compagnia acquisita, che promuove il takeover ovvero la cessione di proprie quote:
queste transazioni vengono effettuate nel 44% dei casi per fare fronte a difficoltà strutturali
o finanziarie, ovvero (ancora nel 43% dei casi) per partecipare ad un percorso di sviluppo
dell’attività altrimenti non perseguibile.
Fig. 7.
70%
Operazioni di fusione e acquisizione, per motivo sottostante la cessione, sul mercato
globale – Anni 2007 e 2008
62,7%
2007
60%
2008
50%
39,9%
40%
29,8%
30%
17,6%
20%
10,8%11,7%
10,0%
9,6%
6,0%
10%
1,1%
0%
Difficoltà
finanziarie o
strutturali
Ritorno al core
business
Disinvest.
Privatizz.
Percorso di
sviluppo
* Per il 2007, la quota restante va imputata a “Altre strategie” (voce non rilevata nel 2008).
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Come già evidenziato, il soggetto cedente può coincidere con la società acquisita, ovvero
essere una società terza che intraprende, per varie ragioni, una dismissione. E’ stata
scorporata la prima categoria di soggetti dal totale, in modo da effettuare elaborazioni solo
sui soggetti che cedono attività terze. Lo scopo è quello di evidenziare come le decisioni di
cessione di una compagnia (o di quote azionarie in una compagnia) siano correlate ai
processi di integrazione di filiera e di settore. Dalla elaborazione dei dati emerge che:
-
a livello globale, nel 2008, sono 33 (pari al 17,5% del totale) le operazioni in cui il
passaggio di proprietà è avvenuto all’interno di uno stesso settore, cui fanno capo
soggetto acquirente, soggetto acquisito e soggetto cedente;
221
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
-
sono invece 11 (5,8%) le operazioni in cui la compagnia transata è stata acquisita da
un operatore dello stesso comparto, ma dismessa da un soggetto di un altro comparto:
in tal modo una proprietà già facente parte di un processo di filiera ritorna ad essere
una proprietà di settore; si assiste in sostanza, da parte del soggetto cedente, ad un
fenomeno di disinvestimento di attività, precedentemente avviate a scopo di
diversificazione, dovuto all’esigenza di reperire risorse ovvero ad una strategia di
ritorno al core business.
3.2. Il mercato delle M&A in Italia
3.2.1. Il mercato italiano dei trasporti per tipologia di operazione
Sul mercato italiano, nel periodo dell’ultima rilevazione effettuata (1 aprile 2007 – 31
marzo 2009) sono state registrate complessivamente 55 operazioni relative alle varie
tipologie considerate: di maggioranza, di acquisizione di controllo tramite quota ulteriore,
fusione, paritarie, di minoranza e di acquisizione di asset (tab. 106).
Ad un confronto tra i vari anni, il 2008 evidenzia un aumento delle operazioni di M&A sul
mercato italiano rispetto all’anno precedente (32 operazioni contro le 26 del 2007), che
riporta sostanzialmente il mercato sui più alti livelli del 2006 (tab. 107).
Tab. 106.
Operazioni di fusione e acquisizione sul mercato italiano nel periodo di
rilevazione (1 aprile 2007 – 31 marzo 2009)
Anno
Numero di operazioni
2007 (II, III, IV trimestre)
16
2008
32
2009 (I trimestre)
7
Totale periodo di rilevazione
55
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Tab. 107.
Operazioni di fusione e acquisizione sul mercato italiano - Anni 2006-2008
Anno
Numero di operazioni
Var. % su anno precedente
2006
35
-
2007
26
-25,7%
2008
32
23,1%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
La serie storica di figura 8 fa notare la sostanziale stabilità delle acquisizioni di minoranza
nel 2008 rispetto all’anno precedente, associata ad un aumento delle acquisizioni di
maggioranza e fusioni (18 operazioni contro 12).
222
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Negli ultimi cinque anni, è andato progressivamente aumentando il peso relativo delle
operazioni di minoranza sul totale (dal 12% nel 2004, al 29% nel 2005, al 38% nel 2006 e
al 47,8% nel 2007). Nel 2008, invece, il trend si inverte ripiegando su un’incidenza vicina
ai valori del 2006 (35,7%).
Fig. 8.
Acquisizioni e fusioni nel settore dei trasporti in Italia – Anni 1992-2008
60
Acquisizioni di maggioranza*
Acquisizioni di minoranza
50
28
40
30
19
19
16
18
23
12
20
25
15
11
19
16
15
16
7
11
1993
1994
9
8
7
11
11
10
2006
2007
2008
2
0
1992
18
15
16
10
6
12
17
27
11
10
18
20
1995
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
* Le acquisizioni di maggioranza includono anche le acquisizioni di controllo tramite quota ulteriore e le fusioni. I dati
non includono le operazioni di acquisizione di asset e le operazioni paritarie.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
La tabella 108 mostra in dettaglio le tipologie di operazioni concluse sul mercato italiano
in serie storica dal 1992 al 2008 (oltre ai dati relativi al I trimestre 2009).
Tab. 108.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti, in Italia, per tipologia di operazione –
Anni 1992-2008 e I trimestre 2009
Operazione
Acquisizione
di asset
Acquisizione di
controllo tramite
quota ulteriore
Fusione
Acquisizione
di minoranza
Acquisizione di
quota paritaria
Acquisizione
totale o di
maggioranza
Totale
92
93
94
95
96
3
3
4
1
2
5
1
1
97
98
99
00
01
02
03
04
05
06
07
08
09* Tot
4
3
2
1
1
3
1
4
5
3
3
1
2
1
5
2
2
6
5
1
6
1
38
1
5
1
3
4
1
2
20
11
9
8
2
7
11
11
10
3
2
2
1
2
19
6
7
2
5
14
24
8
43
39
22
1
16
27
10
15
16
16
3
2
2
1
16
11
12
17
16
23
20
8
13
15
9
13
5
15
1
240
33
26
29
41
38
57
38
27
33
19
28
35
26
32
7
573
1
5
44
1
206
25
*Dati riferiti al I trimestre.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
223
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Fig. 9.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti per tipologia di operazione, in Italia
ITALIA - Tipologia di operazioni: anno 2007
ITALIA - Tipologia di operazioni: anno 2008
2007
2008
Maggioranza
19%
Paritarie
0%
Asset
12%
Controllo
tramite quota
ulteriore
23%
Minoranza
42%
Fusioni
4%
ITALIA - Tipologia di operazioni: I trim 2008
Maggioranza
48%
Controllo
tramite quota
ulteriore
3%
Fusioni
6%
Paritarie
3%
Minoranza
31%
ITALIA - Tipologia di operazioni: I trim 2009
I trim 2008
Asset
3,7%
Asset
9%
I trim 2009
Controllo
tramite quota
ulteriore
5,6%
Fusioni
7,4%
Maggioranza
14%
Minoranza
22,2%
Maggioranza
57,4%
Paritarie
3,7%
Asset
14%
Minoranza
72%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
3.2.2. Il mercato italiano dei trasporti per settore
Come per le precedenti edizioni di questo Rapporto, di seguito vengono riportate, per
comparto, le operazioni di M&A che hanno coinvolto almeno un’impresa italiana del
settore dei trasporti. Il numero totale di acquisizioni e fusioni portate a termine nel 2008 è
pari a 32.
Nelle tabelle seguenti vengono considerate tutte le tipologie di transazione (estero/Italia,
Italia/estero e Italia/Italia). Dal conteggio sono escluse le 4 operazioni di M&A che
coinvolgono soggetti non facenti parte del settore dei trasporti (investitori, banche, gruppi
industriali o enti governativi).3
3
Nota metodologica: di queste operazioni non si tiene pertanto conto nelle tabelle 15 e 16.
224
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 109.
Acquisizioni e fusioni per comparto del settore trasporti in Italia - Anno 2008
Comparto acquisita
Aerop.
Comparto acquirente
Aeroporti
Cargo
Logistica
aereo
Porti
T. aereo
Ferrov.
T. maritt.
merci
Tpl
T. maritt.
Totale
pax
1
1
Cargo aereo
Logistica
1
1
1
5
1
Porti
7
2
2
T. aereo
2
2
T. ferroviario
2
T. marittimo
merci
1
2
2
1
2
Tpl
6
5
T. marittimo
pax
Totale
5
1
2
1
6
4
2
2
3
5
1
2
3
28
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Tab. 110.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti per comparto dell'acquirente in Italia Anni 1992 – 2008
Comparto / Anno
92
93
94
95
96
97
98
99
00
01
02
03
04
05
06
07
Logistica
12
20
8
4
8
2
10
8
8
10
3
9
5
7
8
3
5
1
2
6
2
3
1
1
T. Ferroviari
2
2
T. su gomma
2
1
3
3
2
1
4
3
7
Poste
T. Marittimi di cui:
4
6
- Crocieristica
2
3
- Attività portuali
2
3
1
8
4
2
1
- Navigazione
1
1
2
2
4
2
2
2
5
2
3
5
2
1
8
4
5
6
6
2
3
1
2
1
1
2
1
3
1
1
3
7
3
2
7
5
7
1
2
1
2
8
1
7
1
2
1
8
08 09*
2
Tot.
133
26
1
23
21
7 10
98
22
1
2
26
7
8
50
1
4
2
54
3
2
33
T. Aerei di cui:
2
2
1
5
4
6
4
3
3
5
1
2
9
- Vettori aerei
2
2
1
1
2
3
4
1
2
3
1
1
5
4
2
3
2
1
2
1
4
1
1
2
2
7
8
7
2
2
7
4
2
5
2
56
16
30
30
33
24
31
18
23
30
14 30
6
411
- Gestori aeroporti
TPL
Totale
3
25
3
28
15
20
13
25
21
* Dati riferiti al I trimestre.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
225
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 111.
Acquisizioni e fusioni nel settore trasporti per comparto dell'acquisita in Italia Anni 1992 - 2008
Comparto/Anno
92
93
94
95
96
97
98
99
00
01
02
03
04
05
06
07
Logistica
13
23
9
10
12
4
9
6
10
7
1
11
5
7
9
5
6
T. Ferroviario
2
1
1
1
1
3
2
3
1
1
2
T. su gomma
8
2
2
1
3
1
1
1
Poste
4
4
2
T. Marittimi di cui:
5
8
4
12
- Crocieristica
3
5
1
5
- Attività portuali
1
2
2
2
2
- Navigazione
1
1
1
5
4
T. Aerei di cui:
6
3
1
3
- Vettori aerei
5
3
1
3
- Gestori aeroporti
1
TPL
5
Totale
39
37
19
6
2
5
5
2
6
3
1
6
1
6
1
2
6
9
9
5
8
6
5
3
3
1
4
4
2
4
08 09* Tot.
147
1
23
46
20
1
9
8
2
9
8 10
124
30
1
1
1
3
1
1
4
34
60
2
1
7
3
2
1
1
8
4
2
7
7
6
13
9
9
9
6
8
9
1
4
11
8
8
3
111
7
6
5
4
3
4
7
1
1
4
4
2
60
6
3
4
5
3
4
2
3
7
8
4
1
51
2
5
2
70
24 31
6
541
2
1
1
3
5
12
8
8
2
2
8
4
26
26
27
41
35
48
36
29
37
19
26
35
* Dati riferiti al I trimestre.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
3.2.3. Il livello di internazionalizzazione dell’impresa italiana: le M&A
Per quanto riguarda il grado di internazionalizzazione delle imprese italiane, si segnala che
nel 2008 si è verificata una ulteriore diminuzione dell’incidenza delle operazioni interne al
mercato domestico rispetto al 2006 (40,6% contro 62,9%), accompagnata da un rilevante
aumento delle acquisizioni passive, che vedono nel ruolo di soggetti acquirenti grandi
compagnie estere che mirano a rafforzare la propria posizione nel mercato italiano (tab. 112;
fig. 10). Nel 2008, si affievoliscono anche le iniziative di internazionalizzazione attiva (9,4%
del totale M&A), che riguardano solo 3 operazioni sulle 32 censite.
Tab. 112.
Anno
Acquisizioni e fusioni sul mercato italiano per nazionalità dell’impresa
acquirente, suddivise per periodo di rilevazione – Anni 2006-2008 e I trimestre
2009
Estero su Italia
Italia su estero
Italia su Italia
Totale
n.
%
n.
%
n.
%
n.
%
2006
9
25,7%
4
11,4%
22
62,9%
35
100%
2007
6
23,1%
6
23,1%
14
53,8%
26
100%
2008
16
50,0%
3
9,4%
13
40,6%
32
100%
2009 I trim
2
28,6%
1
14,3%
4
57,1%
7
100%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
226
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
Fig. 10.
Acquisizioni e fusioni sul mercato italiano per nazionalità dell’impresa acquirente,
Anni 2007-2008
2007
2008
Italia su
estero
9,4%
Italia su
Italia
40,6%
Italia su
Italia
53,8%
Italia su
estero
23,1%
Estero su
Italia
50,0%
Estero su
Italia
23,1%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Di seguito, in dettaglio, si riportano i dati relativi alle acquisizioni estere in Italia
(classificate per comparto dell’acquisita, ovvero dell’impresa italiana) e quelli relativi alle
acquisizioni di imprese italiane all’estero (classificate per comparto dell’acquirente). I dati
sono aggiornati al 2008, con anticipazioni per il I trimestre 2009.
Tab. 113.
Acquisizioni e fusioni di imprese estere in Italia – Anni 1992-2008
Comparto/Anno
Logistica
92 93 94
1
15
2
95 96
1
97 98
3
1
3
99
4
T. Ferroviari
00 01 02
3
2
0
03 04 05
2
1
T. su gomma
1
Poste
T. Marittimi di cui:
2
- Crocieristica
2
1
1
3
1
2
3
3
2
- Attività portuali
1
- Navigazione
1
1
T. Aerei di cui:
1
- Vettori aerei
1
2
1
Totale
3
2
17
2
4
5
6
1
3
2
1
1
1
5
2
08
09*
2
52
2
6
10
4
3
1
2
1
1
Tot.
7
3
4
4
0
1
1
4
8
0
1
38
9
2
2
3
1
4
17
1
1
1
3
4
12
0
2
1
5
2
2
2
4
1
2
1
1
1
3
3
1
1
1
1
0
2
2
1
3
1
4
1
2
1
19
9
9
8
9
9
16
2
155
1
1
1
1
- Gestori aeroporti
TPL
2
3
06 07
2
1
14
15
11
0
10
2
6
1
23
1
11
12
* Dati riferiti al I trimestre.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
227
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
Tab. 114.
Acquisizioni e fusioni di imprese italiane all’estero – Anni 1992-2008
Comparto/Anno
Logistica
92
93
1
1
94
95
96
97
98
99
00
1
2
1
1
1
3
01 02
1
T. Ferroviari
1
T. su gomma
1
1
03
1
04
05
1
1
1
1
1
2
1
06
07 08 09*
1
16
5
1
5
Poste
0
T. Marittimi di cui:
1
1
- Crocieristica
1
1
3
- Attività portuali
1
2
1
1
1
1
1
3
4
3
20
5
3
3
- Navigazione
1
T. Aerei di cui:
1
- Vettori aerei
1
1
2
1
1
TPL
2
3
1
1
1
- Gestori aeroporti
Totale
Tot.
1
1
2
2
6
1
2
2
6
5
3
4
3
12
1
6
1
3
1
3
4
3
4
3
3
4
6
3
1
56
* Dati riferiti al I trimestre.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Con riferimento ai processi di internazionalizzazione passiva, nel periodo 1 aprile 2008 –
31 marzo 2009, si segnala che primari investitori esteri -leader nei settori di appartenenzahanno effettuato investimenti in Italia. Tra questi, nei comparti merci, si evidenziano alcuni
grandi player: l’olandese CEVA Logistics (già TNT), il gigante armatoriale MSC, i
terminalisti asiatici PSA e Hutchison Port, la compagnia ferroviaria Railion che fa capo al
gruppo Deutsche Bahn; per il comparto passeggeri, si segnalano la compagnia nazionale
ferroviaria francese SNCF, il gruppo Air France-KLM, la francese RATP e gli armatori
Attica Holding e Corsica Ferries (tab. A.1.1).
Il settore italiano, nel complesso, ha confermato la scarsa propensione
all’internazionalizzazione già rilevata nel 2007, dal momento che nel 2008 sono state
perfezionate solo 3 operazioni Italia su estero, che hanno avuto luogo nei comparti marittimo
e logistico (tab. A.1.2).
228
L’internazionalizzazione delle imprese
_____________________________________________________________________________________________________________
APPENDICE 1 - LE PRINCIPALI OPERAZIONI ITALIANE DI M&A
Tab. A.1.1.
Acquisizioni e fusioni realizzate da imprese estere in Italia nel settore dei
trasporti (periodo di rilevazione: 1 aprile 2008 – 31 marzo 2009)
Anno Acquirente (Paese),
Comparto
Acquisita (Paese),
Comparto
Tipologia di operazione
2008
Spedimacc (IT),
Logistica
CEVA Logistics ha acquisito l'italiana Spedimacc,
società già divisione di TNT Express, che opera
come technical courier specializzato nel trasporto
e movimentazione di prodotti fragili e di valore.
Transitalia (IT),
Logistica
CEVA Logistics ha acquisito l'italiana Transitalia,
trasportatore specializzato nella distribuzione
editoriale.
Grimaldi Holding
(asset) (Genova) (IT),
Trasporto marittimo
pax
Aeroporto di Parma Sogeap (IT),
Aeroporti
La greca Attica Holdings acquisirà due navi ropax dalla genovese Grimaldi, per un valore
complessivo di 156 milioni di euro.
CEVA Logistics (NL),
Logistica
2008
Attica Holdings (GR),
Trasporto marittimo
pax
2008
Meinl Airports
International (Austria),
Altri investitori
2008
Pacific Basin Shipping
(Cina),
Trasporto marittimo
merci
Grimaldi Napoli (IT),
Trasporto marittimo
merci
Pacific Basin, compagnia di navigazione di Hong
Kong, ha acquisito dalla napoletana Grimaldi
opzioni relative a due nuove navi ro-ro, per 174
milioni di dollari.
2008
MSC (Svizzera),
Trasporto marittimo
merci
Roma Container
Terminal (RTC) (IT),
Porti
La compagnia armatoriale svizzera MSC ha
acquisito le quote del Roma Terminal Container
(RTC) nel Porto di Civitavecchia detenute
dall’imprenditore Ferdinando Bitonte.
2008
Railion (Gruppo DB)
(DE),
Trasporto ferroviario
merci
NordCargo (IT),
Trasporto ferroviario
merci
Le ferrovie tedesche (DB), attraverso la
controllata Railion, hanno acquisito il 49% di
Ferrovie NordCargo, divisione merci del gruppo
Ferrovie Nord Milano. Il valore della transazione
è pari a 3 milioni di euro ed il perfezionamento
dell’operazione è previsto dopo il nulla osta da
parte dell’Autorità Antitrust.
2008
Corsica Ferries (FR),
Trasporto marittimo
pax
Stradeblu (IT),
Trasporto marittimo
pax
Corsica Ferries ha acquisito dal Fondo 21
Investimenti, che fa capo alla famiglia Benetton, la
quota del 27% in Strade Blu, compagnia marittima
che effettua servizio di autostrada del mare non
accompagnata tra Genova e Termini Imerese.
2008
SNCF (FR),
Trasporto ferroviario
NTV (IT),
Trasporto ferroviario
pax
Il gruppo ferroviario francese SNCF sarà il partner
industriale della nuova società ferroviaria italiana
NTV (Nuovo Trasporto Viaggiatori). Allo scopo
ha acquisito il 20% del capitale azionario di NTV.
Il fondo austriaco Meinl Airports International,
con sede nel Regno Unito e specializzato in
strutture aeroportuali in Est Europa e Turchia, ha
acquisito il 67% di Sogeap, società di gestione
dell'Aeroporto di Parma. L'investimento ammonta
a 100 milioni di euro.
(continua)
229
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
_____________________________________________________________________________________________________________
2008
PSA (Singapore),
Porti
Gruppo Investimenti
Portuali (GIP) (IT),
Porti
2008
Hutchison Port
Taranto Container
Holdings (HPH) (Cina), Terminal (IT),
Porti
Porti
2009
Air France - KLM (FR), Alitalia (IT),
Trasporto aereo
Trasporto aereo
2009
Ratp Développement,
Fer, Nuova Mobilità,
Ctt (FR),
TPL
ACTM Modena (IT),
TPL
(segue Tab. A.1.1.)
Il terminalista asiatico PSE di Singapore ha
scambiato quote azionarie con la genovese
Gruppo Investimenti Portuali (GIP). L'accordo
prevede l'acquisizione da parte di PSA del 40% di
Seber, società di GIP che controlla i terminal di
SECH e Bettolo, e l'acquisizione da parte di GIP
del 40% di Sinport, società di PSA che controlla il
VTE e il terminal Vecon di Venezia.
Il terminalista cinese, Hutchison Port Holdings
(HPH) ha acquisito il 50% del Taranto Container
Terminal (TCT) dalla taiwanese Evergreen,
ottenendone così il controllo paritetico. Taranto è al
centro della rotta Alessandria-Barcellona, dove
hanno sede gli altri due terminal mediterranei di
HPH. La Commissione Europea ha dato il nulla osta.
Il gruppo franco-olandese Air France-KLM ha
acquisito da Compagnia Area Italiana (CAI) il 25%
del vettore Alitalia per 323 milioni di euro.
L’accordo prevede investimenti congiunti per 720
milioni di euro in 3 anni. La compagnia di bandiera
italiana diventerà il vettore di riferimento del gruppo
franco-olandese per i voli verso il Sud America.
Il colosso parigino Ratp, in cordata con FER, Nuova
Compagnia Mobilità e CTT, si è aggiudicato l'acquisto del 49% di Atm Modena. L'operazione prevede
un aumento di capitale per il quale il
raggruppamento vincente verserà 10,2 milioni di
euro.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009 (aggiornata al 31/03/2009).
Tab. A.1.2.
Acquisizioni e fusioni realizzate da imprese italiane all’estero nel settore dei
trasporti (1 aprile 2008 – 31 marzo 2009)
Anno Acquirente (Paese),
Comparto
2008 Med Reefer Sud
America (Clerici
Logistics Group) (IT),
Logistica
Acquisita (Paese),
Comparto
XM Global
(Argentina),
Logistica
Tipologia di operazione
2008
Grimaldi Napoli (IT),
Trasporto marittimo
merci
Minoan Lines (GR),
Trasporto marittimo
pax
A conclusione dell'OPA obbligatoria, il gruppo
armatoriale napoletano Grimaldi ha acquisito
un'ulteriore quota del 51,35% del capitale
azionario della greca Minoan Lines. La quota
complessiva di Grimaldi nella Minoan Lines è
salita pertanto all'84,72%.
2009
Ambrogio Trasporti
(IT),
Logistica
BLS Cargo (Svizzera), Il gruppo Ambrogio Trasporti aumenta la
Trasporto ferroviario partecipazione nella compagnia ferroviaria
svizzera BLS Cargo, passando dal 2,3% al 3% del
capitale. Gli altri soci di BLS Cargo sono la
capogruppo BLS e DB Schenker (45%).
Clerici Logistics Group, attraverso la filiale Med
Reefer Sud America, ha acquisito una
partecipazione nella XM Global, azienda che fa
capo ad alcuni imprenditori logistici argentini, per
espandere le attività nel mercato argentino e cileno.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009 (aggiornata al 31/03/2009).
230
L’internazionalizzazione delle imprese
4.
IL MERCATO ITALIANO DEGLI ACCORDI NEL CONTESTO GLOBALE
4.1. Il mercato globale degli accordi: dinamiche in atto e paesi target
4.1.1. I processi di integrazione e i comparti trainanti: gli accordi
Gli accordi censiti a livello globale dalla Banca dati M&A Trasporti sono pari a 185 nel
2008 e a 32 nel primo trimestre del 2009. I comparti maggiormente coinvolti nel processo
globale delle alleanze sono quello logistico (che incide sul totale per il 29,7%), quello
portuale (28,1%) e il marittimo merci (16,2%) (tab. 115).
In particolare, il dato riferito al I trimestre 2009 indica un raffreddamento del settore, se
messo in relazione al risultato dello stesso periodo dell’anno precedente (-40,7%).
Tab. 115.
Accordi stipulati nel settore trasporti, sul mercato globale, per comparto – Anno
2007 e 2008 (quote %) e I trimestre 2007, 2008 e 2009
2007
2008
quota %
2007
quota %
2008
2007
I trim
2008
I trim
2009
I trim
Aeroporti
5
3
2,8%
1,6%
1
3
0
Cargo aereo
8
10
4,4%
5,4%
0
3
1
Crocieristica
7
3,9%
0,0%
1
0
3
Comparto
Logistica*
32
55
17,7%
29,7%
10
13
10
Porti
59
52
32,6%
28,1%
11
12
5
Trasporto aereo
12
6
6,6%
3,2%
1
4
1
Trasporto ferroviario merci
18
17
9,9%
9,2%
7
6
2
2
1
1,1%
0,5%
0
1
1
28
30
15,5%
16,2%
10
11
4
TPL
8
8
4,4%
4,3%
2
1
5
Traghetti
2
3
1,1%
1,6%
1
0
0
181
185
100%
100%
44
54
32
Trasporto ferroviario passeggeri
Trasporto marittimo merci
Totale
* Comprende integratori logistici, poste e operatori del trasporto su gomma.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Oltre la metà (54%) degli accordi stipulati nel 2008 sono stati conclusi tra soggetti
appartenenti allo stesso comparto, secondo la dinamica dell’integrazione di settore. 1
accordo su 5 è invece da ricondurre a strategie di integrazione di filiera (tab. 116).
I primi dati relativi al 2009, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, suggeriscono
un’intensificazione del processo di integrazione di filiera nella dinamica globale delle
alleanze (18,8% contro 16,7%) e una diminuzione delle alleanze di settore (46,9% contro
68,5%), in controtendenza con quanto registrato sul versante delle operazioni di M&A.
231
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Tab. 116.
Accordi stipulati nel settore trasporti sul mercato globale, per tipologia di
integrazione – Anni 2007 e 2008 e I trimestre 2008 e 2009
Anno
2007
2008
2008 (I trim)
2009 (I trim)
Anno
2007
2008
2008 (I trim)
2009 (I trim)
Integrazione
di filiera
44
37
9
6
Integrazione
di settore
91
100
37
15
Altri
investitori
7
3
3
1
Accordi enti
governativi
19
17
0
5
Contract
logistics
20
28
5
5
Integrazione
di filiera
24,3%
20,0%
16,7%
18,8%
Integrazione
di settore
50,3%
54,1%
68,5%
46,9%
Altri
investitori
3,9%
1,6%
5,6%
3,1%
Accordi enti
governativi
10,5%
9,2%
0,0%
15,6%
Contract
logistics
11,0%
15,1%
9,3%
15,6%
Totale
181
185
54
32
Totale
100,0%
100,0%
100,0%
100,0%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
4.1.2. Le tipologie di accordo prevalenti sul mercato globale
I settori che fanno maggiormente uso dello strumento dell’accordo sono il settore
marittimo merci (30 accordi su 185 censiti), il comparto logistico (28) e quello portuale
(24).1 E’ il comparto marittimo merci a ricorrere con maggiore frequenza alla costituzione
di joint venture, strumento che interessa in modo rilevante anche il comparto portuale e
logistico (tab. 117).
Tab. 117.
Accordi stipulati nel settore trasporti, sul mercato globale, per comparto e
tipologia di operazione – Anno 2008
Tipologia di operazione
Comparto
Aeroporti
Cargo aereo
Logistica
Porti
Trasporto aereo
Ferroviario merci
Ferroviario pax
Marittimo merci
Tpl
Marittimo pax
Totale
Accordo di
partnership
Concess. di
servizi
3
6
17
12
5
10
Contract
logistics
Costruz. e
gestione
terminal
Gestione
terminal
Joint
venture
14
4
11
12
1
4
27
14
1
2
1
14
1
1
69
6
1
8
16
1
28
16
1
15
49
Totale
3
10
55
52
6
17
1
30
8
3
185
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Riguardo alle tipologie di accordo, anche nel 2008 è confermata la prevalenza di accordi di
1
Per rendere comparabili le strategie in capo ai diversi settori, sono state qui considerate solo le forme più
tipiche di accordo (ovvero partnership e joint venture) e sono state esclusi dal conteggio gli accordi di
contract logistics e quelli di costruzione e gestione di terminal portuali, in quanto tali tipologie contrattuali
sono tipiche dei rispettivi settori. Tutte le tipologie di accordo sono tuttavia incluse nella tabella 117.
232
L’internazionalizzazione delle imprese
collaborazione e di code o slot sharing (accordi di partnership): questa tipologia ha inciso
sul totale degli scambi per il 37,3% (69 operazioni su 185) (tab. 118; fig. 11.1 e 11.2). Il
primo trimestre 2009 non conferma tuttavia la stessa preferenza degli operatori per tale tipo
di accordo.
Un contributo rilevante al totale è dato anche dagli accordi di costituzione di joint venture,
che riguardano 1 operazione su 4. Diminuisce invece, rispetto all’anno precedente, il peso
degli accordi per la costruzione e gestione di terminal portuali che passa da una quota
complessiva del 13,3% nel 2007 ad una pari all’8,6% nel 2008.
Tab. 118.
Accordi stipulati nel settore trasporti, sul mercato globale, per tipologia di
operazione – Anno 2007 e 2008 e I trimestre 2008 e 2009
Tipologia di operazione
2007
2008
% sul totale
2007
% sul totale
2008
var% 20072008
68
9
21
24
20
3
36
181
69
8
28
16
15
0
49
185
37,6%
5,0%
11,6%
13,3%
11,0%
1,7%
19,9%
100,0%
37,3%
4,3%
15,1%
8,6%
8,1%
0,0%
26,5%
100,0%
1,5%
-11,1%
33,3%
-33,3%
-25,0%
36,1%
2,2%
2008 I trim
2009 I trim
% sul totale
I trim 2008
% sul totale
I trim 2009
21
2
5
2
1
0
23
54
7
3
5
2
1
0
14
32
38,9%
3,7%
9,3%
3,7%
1,9%
0,0%
42,6%
100,0%
21,9%
9,4%
15,6%
6,3%
3,1%
0,0%
43,8%
100,0%
Accordo di partnership
Concessione di servizi
Contract logistics
Costruzione e gestione terminal
Gestione terminal
Intesa governativa
Joint venture
Totale
Tipologia di operazione
Accordo di partnership
Concessione di servizi
Contract logistics
Costruzione e gestione terminal
Gestione terminal
Intesa governativa
Joint venture
Totale
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Fig. 11.1.
Accordi stipulati nel settore trasporti sul mercato globale, per tipologia di
operazione –Anni 2007 e 2008 (quote %)
2008
2007
Joint venture
20%
Gestione
terminal
11%
Costruzione e
gestione
terminal
13%
Accordo di
partnership
38%
Joint venture
26%
Accordo di
partnership
37%
Gestione terminal
8%
Concessione
di servizi
5%
Contract logistics
12%
Costruzione e
gestione terminal
9%
Concessione di servizi
4%
Contract logistics
15%
233
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Fig. 11.2. Accordi stipulati nel settore trasporti sul mercato globale, per tipologia di
operazione – Anni 2007-2008 a confronto (%)
45%
38%
37%
40%
2007
2008
35%
30%
26%
25%
20%
20%
15%
12%
15%
13%
11%
9%
10%
8%
5% 4%
5%
2%
0%
Accordo di
partnership
Concessione
di servizi
Contract
logistics
Costruzione e
gestione
terminal
Gestione
terminal
Intesa
Joint venture
governativa
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
La scelta della tipologia di accordo è funzionale alla strategia di aggressione dell’area
target (tab. 119; fig. 12). In Asia e Medio Oriente, nel 2008, la tipologia di accordo più
praticata (54% e 50% degli accordi, rispettivamente) riguarda la costituzione di joint
venture, spesso siglate tra un partner occidentale, che ha mire di espansione nella regione,
e un partner residente nell’area. Nel Mediterraneo prevalgono, nel 2008, gli accordi per la
costruzione e gestione di terminal portuali (44% degli accordi), mentre in Europa il
contributo maggiore al totale delle operazioni è dato dagli accordi di partnership (44%) e
dai contratti di contract logistics (29%)
Tab. 119.
Accordi stipulati nel settore trasporti, sul mercato globale, per alcune tipologie di
operazione prevalente e per area target di investimento – Anno 2007 e 2008
(quote %)
Asia
Fig. 12. Accordi per area (ripartizione %) – Anno 2008
Tipologia di accordo
2007
2008
Accordo di partnership
Concessione di servizi
25%
6%
17%
0%
Contract logistics
Costruzione e gestione
terminal
Gestione terminal
Intesa governativa
18%
4%
16%
17%
6%
4%
8%
0%
Joint venture
Totale
25%
54%
100%
100%
Asia
Accordo di
partnership;
17%
Contract
logistics; 4%
Joint
venture;
54%
Costruzione
e gestione
terminal;
17%
Gestione
terminal; 8%
(continua)
234
L’internazionalizzazione delle imprese
(segue Tab. 119)
Europa
Tipologia di accordo
Accordo di partnership
Concessione di servizi
2007
46%
5%
2008
44%
10%
Contract logistics
Costruzione e gestione
terminal
Gestione terminal
Joint venture
16%
29%
11%
4%
5%
16%
0%
13%
100%
100%
Tipologia di accordo
2007
2008
Accordo di partnership
Concessione di servizi
Contract logistics
Costruzione e gestione
terminal
Gestione terminal
25%
0%
0%
22%
0%
6%
25%
22%
25%
22%
Joint venture
25%
28%
100%
100%
Tipologia di accordo
2007
2008
Accordo di partnership
33%
13%
Contract logistics
Costruzione e gestione
terminal
Gestione terminal
Intesa governativa
0%
13%
22%
13%
33%
11%
13%
0%
0%
50%
100%
100%
Totale
Joint
venture;
13%
Europa
Accordo di
partnership;
44%
Costruzione
e gestione
terminal; 4%
Contract
logistics;
29%
Concessione
di servizi;
10%
Mediterraneo
Totale
Mediterraneo
Accordo di
partnership
22%
Joint venture
28%
Contract
logistics
6%
Costruzione
e gestione
terminal
22%
Gestione
terminal
22%
Medio Oriente
Joint venture
Totale
Medioriente
Joint venture
49%
Intesa
governativa
0%
Accordo di
partnership
12%
Contract
logistics
13%
Costruzione
e gestione
terminal
Gestione 13%
terminal
13%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
4.1.3. Le strategie delle alleanze sul mercato globale
Le diverse tipologie di accordi stipulati riconducono alle strategie messe in atto dai diversi
operatori.
Con riguardo a ciò, le informazioni censite evidenziano che le principali motivazioni
sottostanti la stipula degli accordi –indipendentemente dalla tipologia– sono da ricondurre,
in primo luogo, all’apertura di nuovi mercati (37% dei casi) e, in secondo luogo, al
rafforzamento della propria posizione2 (30%). Questo è vero, in modo particolare, per gli
2
Sono qui considerati sia gli accordi perfezionati per rafforzare la propria posizione su un determinato
mercato, sia quelli finalizzati a rafforzare la posizione già dominante.
235
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
operatori portuali e per gli operatori ferroviari.
Il 5,4% degli accordi viene siglato per consolidare o espandere il proprio network su scala
globale, strategia messa in atto in modo particolare dagli operatori del comparto portuale, aereo
e marittimo merci, che operano di fatto su un mercato globale (tab. 120; fig. 13).
Tab. 120.
Accordi stipulati nel settore dei trasporti, sul mercato globale, per comparto e
per strategia adottata - Anno 2008
Strategia
Settore
Apertura
nuovi
mercati
Aeroporti
3
Cargo aereo
3
Espansione
Espansione
nella
worldwide
regione
Contract
Logistics
Rafforz.
posizione
dominante
Rafforz.
posizione
Totale
3
4
1
10
16
9
1
55
Porti
20
14
2
8
8
52
1
1
2
2
T. ferroviario
12
4
1
Logistica
Trasporto aereo
25
1
1
2
2
17
1
1
12
3
30
1
8
T. ferroviario pax
T. marittimo merci
7
TPL
4
3
T. marittimo pax
2
1
Totale
3
68
26
26
5
10
6
38
3
17
185
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Fig. 13.
Accordi stipulati nel settore dei trasporti, sul mercato globale, per strategia
adottata - Anno 2007 e 2008 (quote %)
50%
45%
40%
44%
2007
2008
37%
35%
30%
25%
21%
20%
17%
14%
15%
14%
14%
12%
10%
7%
6% 5%
9%
5%
0%
Apertura nuovi
mercati
Contract
Logistics
Espansione nella
regione
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
236
Espansione
worldwide
Rafforzamento
posizione
Rafforzamento
posizione
dominante
L’internazionalizzazione delle imprese
4.2. Il mercato degli accordi in Italia
4.2.1. Il mercato italiano degli accordi: le strategia di investimento
Concentrando l’attenzione sul mercato italiano, dalla Banca dati M&A Trasporti emerge che
sono 45 gli accordi siglati nell’anno 2008 e 10 quelli del primo trimestre 2009 (tab. 121).
Come per la parte relativa al mercato internazionale, la rilevazione degli accordi è stata
classificata per comparto, per tipologia (accordi di partnership, concessione di servizi,
accordi di contract logistics, costruzione e gestione di terminal e costituzione di joint
venture) e per area target di investimento.
Tab. 121.
Accordi stipulati nel settore trasporti che hanno coinvolto almeno un operatore
di nazionalità italiana, per comparto - Anni 2007-2008 e I trimestre 2009
Aeroporti
4
0
2009
I trim
0
Cargo aereo
1
3
0
Crocieristica
4
0
2
Logistica
9
18
3
Porti
6
3
1
Trasporto aereo
2
2
0
Trasporto ferroviario merci
5
5
1
Trasporto ferroviario pax
1
1
1
Trasporto marittimo merci
0
6
0
TPL
4
5
2
Trasporto marittimo pax
0
2
0
36
45
10
Comparto/Anno
Totale
2007
2008
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Nel 2008 gli operatori italiani hanno fatto ampio ricorso alle collaborazioni siglate
attraverso accordi di partnership (45%). Rilevante anche il ricorso alla costituzione di
nuove joint venture (16%) finalizzate all’apertura di nuovi mercati (tab. 122; fig. 14).
Tab. 122.
Accordi stipulati nel settore trasporti, in Italia, per tipologia di accordo – Anni
2007-2008 e I trimestre 2009
2007
2008
Accordo di partnership
18
20
2009
I trim
3
Concessione di servizi
1
6
1
Contract logistics
8
11
3
Costruzione e gestione terminal
2
0
1
Gestione terminal
1
1
0
Joint venture
6
7
2
36
45
10
Tipologia di accordo
Totale
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
237
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
Fig. 14.
Accordi stipulati nel settore trasporti, in Italia, per tipologia di accordo – Anni
2007-2008
Joint venture
17%
Gestione
terminal
3%
2007
Joint venture
16%
2008
Gestione
terminal
2%
Accordo di
partnership
49%
Costruzione e
gestione terminal
6%
Costruzione e
gestione terminal
0%
Accordo di
partnership
45%
Contract
logistics
24%
Contract logistics
22%
Concessione di servizi
3%
Concessione di servizi 13%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
In realtà, gli accordi stipulati sono in minor misura finalizzati all’apertura di nuovi mercati
rispetto al passato (33% delle intese, contro il 53% del 2007) e invece maggiormente tesi al
rafforzamento di una posizione già dominante nel mercato di riferimento (1 accordo su 5).
Si segnala, inoltre, che gli accordi tra integratori logistici e partner industriali (contract
logistics) rappresentano ancora il 22% del totale degli accordi stipulati in Italia (fig. 15).
Fig. 15.
Accordi stipulati nel settore dei trasporti, in Italia, per strategia adottata – Anni
2007-2008
60%
53%
2007
50%
40%
2008
33%
30%
24%
22% 22%
17%
20%
9%
10%
6%
9%
3% 2%
0%
0%
Apertura nuovi
mercati
Contratto di
contract
logistics
Espansione
nella regione
Espansione
worldwide
Rafforzamento Rafforzamento
posizione
posizione
dominante
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
4.2.2. Il livello di internazionalizzazione dell’impresa italiana: gli accordi
Contrariamente a quanto accaduto nel corso dell’anno precedente, nel 2008 gli operatori
italiani hanno mostrato una minore propensione all’internazionalizzazione attiva e sono
238
L’internazionalizzazione delle imprese
stati al contrario destinatari di investimenti da parte di operatori esteri.
Le intese estero su Italia, nel 2008, riguardano circa 1 accordo su 2 (47%), mentre
diminuisce non solo l’incidenza degli accordi di operatori italiani all’estero (20% contro il
25% del 2007), ma anche –e soprattutto- l’incidenza gli accordi siglati tra operatori italiani
(33% contro 61%) (tab. 123; fig. 16).
Tab. 123.
Accordi stipulati nel settore trasporti, per mercato target – Anni 2007-2008 e I
trimestre 2009
Anno
2007
Estero su Italia
5
2008
21
2009 I trim
4
Italia su Italia
22
Totale
36
9
15
45
2
4
10
Italia su Estero
9
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Fig. 16.
Accordi stipulati nel settore trasporti, per mercato target – Anno 2007
2007
2008
Estero su
Italia
14%
Italia su
Italia
61%
Italia su
Estero
25%
Italia su
Italia
33%
Italia su
Estero
20%
Estero su
Italia
47%
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009
Si riportano di seguito in Appendice 2, gli accordi commerciali e di partnership realizzati
tra imprese estere e italiane - sui mercati esteri e sul mercato domestico - nell’ultimo
periodo di rilevazione (1 aprile 2008 – 31 marzo 2009).
239
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
APPENDICE 2 – I PRINCIPALI ACCORDI SIGLATI TRA OPERATORI ITALIANI
ED ESTERI
Tab. A.2.1.
Accordi realizzati tra imprese estere e italiane sul mercato italiano (periodo di
rilevazione: 1 aprile 2008 – 31 marzo 2009)
Anno Partner
Oggetto ed effetti dell’accordo
2008
Lufthansa (DE);
Aeroporto di Milano Malpensa (IT)
Lufthansa ha siglato con SEA uno slot agreement per gli
slot lasciati liberi da Alitalia nello scalo di Malpensa.
L'accordo prevede l'utilizzo di sei aerei di Air Dolomiti,
controllata di Lufthansa.
2008
Palletways Italia (UK);
Miniero Trasporti (IT)
Palletways Italia ha acquisito un nuovo concessionario in
Calabria, la Miniero Trasporti, che copre le province di
Catanzaro e Crotone.
Palletways Italia (UK);
Gambino Group (IT)
Palletways Italia ha acquisito un nuovo concessionario in
Sicilia, Gambino Group, azienda di trasporto e logistica
con sede a Palermo.
2008
Laurtitzen Cool Logistics (LCL) (DK); Med Reefer Italia, società del gruppo Clerici Logistics, è
Med Reefer Italia (Clerici Logistics
stata nominata agente generale di Lauritzeen Cool
Group) (IT)
Logistics (LCL), colosso del reefer shipping mondiale.
2008
CEVA Logistics (NL);
Komatsu Utility (Giappone)
Komatsu Utility Europe ha siglato un contratto con Ceva
Logistics nell'ambito della logistica inbound degli
impianti italiani della multinazionale giapponese che
costruisce macchine per movimento terra. Ceva gestirà le
attività connesse alla preparazione.
2008
Interporto Campano (IT);
MSC Crociere (Svizzera)
MSC Crociere e Interporto Campano hanno siglato un
accordo di partnership, coadiuvato dalla Regione
Campania, in base al quale l'Interporto di Nola diventa la
nuova base logistica del polo del freddo della compagnia
crocieristica a servizio del Sud Italia.
2008
FM Logistics (FR);
Saiwa (IT)
La società francese FM Logistics ha siglato un accordo di
contract logistics con Saiwa. La logistica di Saiwa è
gestita dalla nuova piattaforma in provincia di
Alessandria.
2008
Gruppo Logistico LD (IT);
Wrigley Italia (USA)
2008
Emirates SkyCargo (EAU);
Aeroporti di Roma, Milano Malpensa,
Venezia (IT)
2008
Etihad Airways (EAU);
Aeroporti di Roma e Milano Linate
(IT)
Gruppo Logistico LD ha siglato un contratto con Wrigley
Italia per la gestione della catena logistica della società
dolciaria.
La compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti,
Emirates, ha siglato accordi per un significativo aumento
di slot negli aeroporti di Roma, Milano Malpensa e
Venezia, eleggendo l'Italia ad hub continentale per
l'Europa.
La compagnia araba Etihad ha siglato accordi per sette
slot sullo scalo di Roma e sette slot su quello di Milano.
L'accordo fa parte delle intese tra il Ministero dello
Sviluppo Economico italiano e il ministro dell'Economia
degli Emirati Arabi Uniti, siglate congiuntamente
all'aumento degli slot in Italia per la compagnia di
bandiera araba, Emirates.
(continua)
240
L’internazionalizzazione delle imprese
(segue Tab. A.2.1.)
Hamburg Sud ha costituito una joint venture con il
Gruppo Gallozzi di Salerno, denominata Hamburg Sud
Agency South Italy (HSASI). La nuova società raccoglie
l'eredità di due agenzie che cesseranno l'attività: Costamar
(agente di Costa Container Lines) e Joint Maritime
Agencies, precedente agente di Hamburg Sud.
2008
Hamburg Sud (DE);
Gruppo Gallozzi (IT)
2009
Kuehne+Nagel (Svizzera);
Emak (IT)
2009
DHL Exel Supply Chain (DE);
Alviero Martini (IT)
2009
Kuehne+Nagel (Svizzera);
Danone Italia (IT)
Il colosso svizzero Kuehne+Nagel ha siglato un contratto
triennale per la fornitura di servizi logistici con Danone
Italia, per la gestione delle attività di magazzino e
distribuzione nel Centro-Sud Italia.
Porti di Venezia, Trieste e Ravenna
(IT);
Porto di Koper (SL)
Le Autorità Portuali di Venezia, Trieste, Ravenna e
Capodistria hanno firmato una lettera d’intenti per avviare
una collaborazione operativa e commerciale finalizzata a
presentarsi sul mercato globale come un solo gateway per
il trasferimento delle merci verso l'Europa centrale ed
orientale.
2009
Emak, società del gruppo Yama, ha affidato a
Kuehne+Nagel la gestione della piattaforma italiana che
distribuisce macchine agricole.
DHL Exel Supply Chain ha siglato con la casa di moda
Alviero Martini un accordo di contract logistics per la
gestione delle attività di logistica. Con l'accordo il
fornitore tedesco rafforza la propria presenza nel settore
moda, che vale in Italia l'11% del fatturato.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009 (aggiornata al 31/03/2009)
Tab. A.2.2.
Accordi realizzati tra imprese estere e italiane sui mercati esteri (periodo di
rilevazione: 1 aprile 2008 – 31 marzo 2009)
Anno
2008
Partners (paese)
ETB Seafrigo (FR);
Med Reefer Sud America (Clerici
Logistics Group) (IT)
2008
Fortune International Trasnport (IT);
Pota Global Management (PGM)
(Australia)
2008
Bomi (IT);
Luft Express (Brasile)
2008
Porto di Taranto (IT);
Porto di Yingkou (Yingkou Harbor
Bureau) (Cina)
Oggetto ed effetti dell’accordo
La francese ETB Seafrigo, nota per il suo network
internazionale dedicato ai contenitori groupages di prodotti
alimentari, ha nominato la controllata del gruppo italiano
Clerici Logistics, Med Reefer Sud America, suo agente in
Argentina.
L'italiana Fortune International Transport ha attivato una
collaborazione con l'australiana P&O Trans Australia
(Pota) Global Management (PGM) per operare un servizio
di trasporto regolare tra Italia e Australia.
L'italiana Bomi e la brasiliana Luft Express hanno
costituito in Brasile una joint venture per la logistica dei
prodotti sanitari nell'America Latina.
Bomi gestisce il 25% della logistica farmaceutica
brasiliana.
Il Porto di Taranto e il Porto cinese di Yingkou hanno
siglato un accordo di gemellaggio. Il porto di Yingkou è il
nono porto della Cina per movimentazione, con 2 milioni
di teu/anno.
(continua)
241
L’internazionalizzazione del trasporto: la posizione dell’impresa italiana
2008
CEVA Logistics (NL);
Piaggio (IT)
2008
time:matters (DE);
Siemens Healthcare (NL)
2008
Fercam (IT);
Azkar (ES)
2008
Gruppo Grimaldi (Napoli) (IT);
Suardìaz (ES)
2008
Grandi Navi Veloci (IT);
Porto di Marsiglia (FR)
2008
Overseas Shipholding Group (OSG)
(USA);
Seaarland Shipping (Gruppo Zucchelli)
(IT)
2008
2009
(segue Tab. A.2.2.)
CEVA Logistics ha rafforzato il rapporto con Piaggio, che
ha affidato alla società olandese il trasporto dei prodotti
finiti di marca Piaggio e Aprilia presso la rete di rivenditori
di tutta Europa. Con questa estensione di contratto, CEVA
ha in mano la logistica completa del gruppo.
time:matters ha siglato un accordo con Siemens
Healthcare, che produce e distribuisce equipaggiamenti
sanitari, per la consegna espressa di ricambi in Scandinavia
ed in Italia.
Il trasportatore altoatesino Fercam e quello spagnolo Azkar
hanno siglato un accordo per attivare un collegamento
regolare quotidiano tra Italia e Spagna.
Il Gruppo Grimaldi e la spagnola Flota Suardiaz hanno
siglato un accordo per una joint venture finalizzata allo
sviluppo delle Autostrade del Mare tra Italia e Spagna, in
particolare tra i porti di Livorno e Barcellona. La nuova
società si chiamerà Grimaldi-Suardiaz.
Grandi Navi Veloci ottiene la concessione per un terminal
nello scalo francese di Marsiglia per i traghetti ro-pax.
L'americana Overseas Shipholding Group (OSG) e
l'olandese Seaarland Shipping Management (Gruppo
italiano Zacchello) hanno costituito il nuovo pool Suezmax
International, inizialmente dotato di quattro petroliere
Suezmax e successivamente di altre sette unità in
costruzione.
Zim Integrated Shipping Services
L'israeliana Zim Integrated Shipping Services ha stretto un
(Israele);
accordo con i porti italiani di Palermo e Catania per
Porto di Catania, Porto di Palermo (IT) operare il nuovo servizio feeder su base settimanale che
prevede la rotazione Catania, Palermo, Livorno, Napoli.
Costa Crociere, MSC Crociere, Lousi Costa Crociere, MSC Crociere e Louis Cruises hanno
Cruises (Internazionale);
ottenuto dalla Commissione Europea il nulla osta per la
Porto di Marsiglia (FR)
gestione di un terminal crocieristico nel porto di Marsiglia.
2008
Cargoitalia (IT);
Etihad Cargo Crystal (EAU)
Cargoitalia e la compagnia araba Etihad Crystal Cargo
hanno stretto un accordo di codesharing. Cargoitalia
servirà le rotte nord e sudamericane e il vettore di Abu
Dhabi quelle di India, Medio Oriente, Africa orientale.
2008
CEVA Logistics (NL);
JAL (IT)
CEVA Logistics ha siglato un contratto con l'italiana JAL,
secondo produttore mondiale di scarpe antinfortunistiche.
CEVA servirà la logistica di JAL a livello globale.
2009
Costa Crociere (IT);
Ryanair (IR)
Costa Crociere e la compagnia aerea low cost Ryanair
hanno siglato un accordo per promuovere itinerari
croceristici che comprendono tratte aeree. Ryanair
supporterà la compagnia crocieristica con le 50 rotte
collegate con i porti del Mediterraneo e del Nord Europa
toccati dalle navi di Costa Crociere.
Fonte: Nomisma, Banca dati M&A Trasporti, 2009 (aggiornata al 31/03/2009)
242

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