Un computer agli studenti

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Un computer agli studenti
Un computer agli studenti. Presentazione del progetto
17 marzo 2000 - Palazzo Altieri, ABI
Maurizio Sella, Presidente dell'ABI
Signor Presidente del Consiglio, Signor Governatore della Banca d'Italia, Signori
Ministri, Autorità presenti, Rappresentanti delle Banche, Signore e Signori, cari
ragazzi, siamo qui per presentare il progetto "un computer agli studenti". Le
banche hanno creduto fin dall'inizio in questa idea e hanno accolto con
grande convinzione la proposta della Presidenza del Consiglio. L'iniziativa ha
portato ad un accordo tra l'ABI, per conto del sistema bancario italiano, e il
Governo, diretto ad agevolare con prestiti d'onore, senza interessi, l'acquisto di un
personal computer. Le banche, liberamente e molto favorevoli all'iniziativa,
finanzieranno i genitori che si rivolgeranno loro per i propri ragazzi. Ciò
permetterà a 600 mila studenti che a settembre inizieranno il primo anno
delle scuole superiori di "navigare" in Internet e di essere i giovani
ambasciatori della new economy. Le banche, con il loro intervento, rendono
possibile alle famiglie l'acquisto di un computer, grazie ad un prestito che potrà
essere rimborsato, in due anni, in rate mensili di piccolo importo (50.000 / 60.000
lire).
Ad un progetto di tale portata non poteva mancare l'appoggio forte del
sistema bancario italiano che vuole in questo modo contribuire
concretamente al processo di formazione dei cittadini, di tutti i cittadini, e
di modernizzazione del Paese.
Si parte dai più giovani, che rappresentano le risorse dello sviluppo futuro, ma i
destinatari, ossia coloro che anche potranno operare sui pc, saranno i componenti
della famiglia dello stesso studente. I genitori, innanzitutto, che potranno trovare
un'occasione per crescere, con possibili risvolti di formazione personale che non
potrà non avere effetti professionalmente validi, nel mondo del lavoro.
Ma torniamo ai nostri ragazzi. La forza di questo progetto risiede nel
garantire a tutti loro identiche condizioni di accesso alle nuove tecnologie,
che sono lo strumento chiave per essere vincenti nel mondo di oggi e, quindi, in
quello di domani. In altri termini, la sfida non è solo quella di un futuro prossimo
venturo, ma quella che abbiamo davanti qui ed ora. La competizione, che è già
fortissima, sarà ancora più intensa nei prossimi anni. Possiamo vincerla oggi ed
essere, domani, protagonisti della società del nuovo millennio. La realizzazione
di questa idea consentirà a tutti i ragazzi di avere realmente le stesse
opportunità. Le singole famiglie vivono situazioni diverse, economiche e
culturali, che possono non favorire l'utilizzo di strumenti importanti per la
crescita e la formazione di ognuno, dei ragazzi, dei genitori e di tutti gli
altri componenti della famiglia. Le banche contribuiranno a rendere
possibile questo grande progetto di innovazione culturale.
Tre aspetti vanno sottolineati, la cultura, l'occupazione e la competitività.
La cultura, innanzitutto, che esalta il valore del capitale umano. Il computer e
l'accesso ad Internet rappresentano la possibilità di imparare in modo
nuovo, di allargare le proprie conoscenze al di là della famiglia, della cerchia di
amici, della stessa scuola, dei confini anche culturali del proprio Paese. Tutto ciò
significa l'opportunità di scambio di informazioni e di documenti in tempo reale,
anche se si trovano all'altro capo del mondo; significa flussi e scambi di idee che
da sempre rappresentano la chiave dello sviluppo dell'uomo, del cittadino, del
protagonista del mondo del lavoro. Con l'uso dei motori di ricerca si possono
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reperire le informazioni per apprendere, per essere al passo con i tempi in modo
approfondito su ogni argomento che interessi.
Il secondo aspetto da non sottovalutare è che con Internet si creeranno posti
di lavoro. I nuovi tipi di lavoro saranno tanti, tutti diversi dal passato. Nascono
oggi, e certamente si affermeranno e cresceranno domani, nuove figure
professionali che offriranno moltissime opportunità ai nostri ragazzi. Sono convinto
che Internet creerà molti più posti di quanti ne possa distruggere. Vorrei anche
ricordare che l'investimento delle imprese per operare in Internet è mediamente
soltanto del 20-25% in hardware ed in software, mentre il 75% è riferito a tutto il
resto.
Infine fatemi soffermare sulla competitività e le imprese. Qualsiasi sia la loro
dimensione, l'uso di Internet cambia l'organizzazione, il modo di produrre, di
vendere ai clienti, ma soprattutto di lavorare, di pensare, di comunicare all'interno
ed all'esterno delle imprese.
Credo sinceramente che l'iniziativa che presentiamo oggi possa
contribuire a colmare il divario che separa l'Italia, non solo dagli Stati
Uniti, ma anche dal resto d'Europa. Anche i nostri ragazzi supereranno questo
divario e avranno tutte le carte in regola quando entreranno nel mercato del
lavoro, senza essere svantaggiati rispetto ai loro coetanei di altri Paesi.
Sottolineo che l'opportunità offerta da Internet è la crescita dell'Italia, alla portata
del Nord e del Sud, adatta all'intelligenza e alla grande flessibilità degli italiani. E
ciò rappresenta un'ottima occasione per il Sud d'Italia. Si può ottenere, come
negli anni Cinquanta, uno sviluppo maggiore di quello medio europeo.
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