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Casa Editrice Publicomm S.r.l. - Savona - ISSN 1826-0985 - Anno VII - Numero 35 - 2011 - In caso di mancato recapito rinviare all’Ufficio Postale di Savona CPO, per la restituzione al mittente che si impegnerà a pagare la relativa tassa - Contiene IP
# 35
Aldo Cibic
Il progetto come
creazione che genera gioia
The project as a creation that generates joy
| Periodico di contract e design d’interni per spazi ad uso pubblico | Review of contract and interior design for spaces for public use |
CONCEPT
Gres porcellanato
effetto resina
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Slow
thinking!
editoriale
Simona Finessi
L
'editoriale di fine anno è sempre il più difficile perché il rischio della
banalizzazione è in agguato. Si traggono bilanci, si auspicano buoni
propositi, sempre all’insegna del “Peace and Love”. Spero di smentire
questa tendenza. Tuttavia come ignorare le difficoltà dei nostri tempi: chi deve
entrare nel mondo del lavoro non ci riesce. Chi c’è già, non riesce ad uscirne; oppure
viene sbalzato improvvisamente fuori senza possibilità di alternativa. Trovare
ritrmi lavorativi costanti, quelli che ti permettono una minima pianificazione del
presente prossimo è la vera Chimera dei nostri tempi. Tutto ciò, seppure in forme e condizioni differenti, va in
un’unica direzione: la morte della qualità. Qualità del lavoro, qualità della vita, qualità dei rapporti umani. E
su questo ultimo aspetto vorrei fare una riflessione di fine/inizio anno. Recentemente ho letto un volumetto (il
diminutivo è riferito al formato e non certo al valore dell’opera) che mi ha aperto nuovi orizzonti e che vi consiglio
come primo atto di buon proposito per il 2012. Si tratta di “Slow Architecture istruzioni per l’uso” di Enrico
Frigerio (edizione Libria, ottobre 2009). Il libro, con una romantica introduzione di Carlo Petrini, fondatore di
Slow Food, indaga il concetto di “slow architecture”, chiedendosi che programmi abbia, cosa voglia ottenere.
el tempo e trae
In sintesi, spiega l’autore: “…un’architettura progressiva che vive nel
sempi del
dal contesto le risorse per la sua definizione. Slow si àncora agli esempi
itmi di
gran teatro del paesaggio e addita in particolare la scansione dei ritmi
onimo
tutto ciò che avviene naturalmente. In architettura slow non è sinonimo
cesso
di lentezza: sigla le modalità con le quali dev’essere affrontato il processo
del progettare e del costruire, nell’esplicito richiamo a quel sistemaa
circolare che, mentre permette alla natura di crescere armonicamente
senza sprechi, consiglia all’architetto di progettare con ponderata
Clay Snail by MandarinMoonArt
consapevolezza. Si declina in questo modo una concezione della professione,
fatta di esperienza applicata”. Lo sviluppo del tema, mi ha portato a traslare questi concetti a sistemi più allargati,
riflettendo sul valore dell’aggettivo Slow che ha in sé non soltanto il significato letterale di ‘lento’, ma un concetto
più complesso e ipertestuale che si rifà ad una filosofia della non-velocità. Come saggiamente scrive Carlin Petrini:
“La velocità è diventata la nostra catena, tutti siamo in preda allo stesso virus: la Fast Life, che sconvolge le nostre
abitudini, ci assale fin nelle nostre case, … Ma l’uomo sapiens deve recuperare la sua saggezza e liberarsi dalla
velocità che può ridurlo a una specie in via d’estinzione. Perciò, contro la follia universale della Fast Life, bisogna
scegliere la difesa del tranquillo piacere materiale. Contro coloro, e sono i più, che confondono l’efficienza con
la frenesia, …». Devo a questo libro l’identificazione del mio buon proposito per il nuovo anno: la ricerca della
giusta velocità per elevare la mia vita, personale e professionale, a dimensioni sempre maggiormente qualitative.
Non è una strada difficile, perché è concorde con la mia indole; si tratta, però, di perfezionare il processo per
garantirne il risultato. Questo è il buon pensiero che regalo a voi con la speranza che possa germogliare buoni frutti.
E per il 2012, quindi, auguro a tutti tanta e rinnovata qualità!
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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Arch. Luca Scacchetti
editorial guest
Disegno a tempera per trompe l'oeil, Luca Scacchetti, 1979
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
una mattina
marchigiana
U
na mattina marchigiana alcuni anni fa in
un albergo di categoria molto incerta e
che sicuramente necessitava di una decisa
ristrutturazione ebbi un risveglio particolare.
Colpevole di aver lasciato la porta del bagno semi
aperta fui svegliato da un forte e netto raggio di
sole che battendo sulle piastrelle rigonfie di smalto
bianco delle pareti si distribuiva in tutta la stanza,
pulviscolando luce dappertutto.
Quelle piastrelle così comuni, conosciute, prevedibili,
dozzinali, con il loro lieve arrotondamento ceramico con
quel sole, geometrico e fresco mi riportavano a memoria
di altri spazi e luoghi pensati, già visti o meglio visti in
continuazione in luoghi diversi.
Luoghi che appartengono all’esperienza reiterata e senza
tempo degli spazi domestici, qualcosa di inseparabile
dalla memoria stessa della casa, dell’abitazione.
Era evidente che mi trovavo di fronte ad un interno, che
per coincidenze temporali e solari, e sicuramente anche
autobiografiche, era divenuto bellissimo,
o, meglio ancora, era patria e riassunto stesso di una
possibile definizione di ciò che è “bello”.
Iniziai lì a riflettere sul principio del bello e sul principio
del riconoscimento, della possibilità e soprattutto
della necessità estetica di ritrovare anche nel nuovo un
aggancio, un riflesso, un rimando a ciò che già c’era o che
già si era visto e conosciuto.
Mi rendo conto quanto forse la questione del “bello”,
oggi, possa apparire di fronte a masse di architetti dagli
abiti sempre cupi e neri e pronti solo a sposare stranezze,
storture e forme sghembe, possa apparire alquanto fuori
moda ed inattuale e soprattutto anche qualora avesse
senso parlarne, il bello, sicuramente sarebbe inteso ed
apparentato immediatamente con ciò che è nuovo,
inedito, o meglio con ciò che è più nuovo del nuovo.
Novità sembra essere la parola chiave, e far stupire
e creare stupefazione la ricetta dell’architettura
contemporanea; sì proprio quella “magnifica
stupefazione” già auspicata dai testi barocchi e ricercata
da cicisbei settecenteschi sembra tornare ad essere
la frivola soluzione del mondo.
Nulla di più lontano dal bello, come riconoscimento,
da ciò che per un qualcosa: un dettaglio, un materiale,
un colore, una forma, una luce - può parlare anche di ciò
che è già conosciuto di ciò che c’era già.
Bello perché riconosciuto e bello poiché inserito dentro
un evoluzione in cui, per frammenti anche minimi,
puoi rispecchiarti o rispecchiare la tua esperienza
e ritrovare senso e traccia alle forme che hanno
accompagnato la tua vita.
Ciò non nega assolutamente il nuovo, ma quel
frammento o rimando al già conosciuto diviene
ingrediente imprescindibile del progetto, della sua
ricetta, per resistere nel tempo e avere ancora un
senso collettivo e condivisibile.
Oggi la crisi economica e di valori che preme, tende
a dismettere certe meraviglie inutili ed effimere e la
novità ad ogni costo più non vale, oggi, forse dopo tanti
archistar e archi-cretini si ritornerà lentamente alle cose
ben fatte, fatte con un poco più di riflessione, fatte per
durare e meno legate ad un consumismo effimero tutto
luminoso e degno di Las Vegas.
Forse oggi allora potremmo incominciare a riparlare e
ricercare nuove strade per un lavoro ed una architettura
diversa, dove quel riconoscere potrebbe dare un senso
ai nostri sforzi e dare senso al nostro lavoro svolto anche
per gli altri e per il territorio.
Quel bello generato da sciocche ma sicure piastrelle
bianche sotto il sole delle Marche può acquistare una
ragione e può accompagnarci su strade nuove,
tutte da costruire, ma in ogni caso un po’ più serie
e nobili e capaci di riconoscere nel già fatto almeno
la propria genealogia.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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# 35
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Editoriale
Concept innovation e physical-brand-design
(GLWRULDO
Concept Innovation And Physical-Brand-Design
Editorial guest
W Hotels Worldwide debutta in Russia
(GLWRULDOJXHVW
W Hotels Worldwide makes its debut in Russia
Sommario
Contenitore e (è) contenuto
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Content and (is) content
Current Affairs|Attualità
8
20
Il tema
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Social housing: risparmio ed
ecosostenibilità per l'edilizia del futuro
Reviews|Rassegna
“Why design now?” A reflection on the role of design
Tendenze
At the origins of creativity
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Storia di copertina
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Eventi
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News
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Profilo smart: The track for the future
102 In breve
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Speciale MADE
Speciale Showroom
112 Focus
116 Ambienti
118 Real Estate
122 Agenda
124 Master
126 Libri
128 Indirizzi
)RFXV
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Projects|Progetti
Il progetto raccontato
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Racconto Urbano
Urban Tale
Il piacere esperienziale si traduce
in qualità di vita
Plesure reflected in the experiential quality of life
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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Retail Visions: POPAI Italia IV Edizione
Convegno Retail Design
4
Il futuro secondo Autodesk
Arte
The project as a generator of joy
46
3URILOHV
The future according to Autodesk
Il progetto come generatore di gioia
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Vegetecture. Greener and greener Architecture:
nature becomes building material
Arte Povera 2011: a tribute to a real form
of democracy
40
90 Materiali
94 Awards
96 Profili
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Arte Povera 2011. Omaggio ad una vera
forma di democrazia
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Vegetecture. Architettura sempre più
green: la natura diventa materiale da
costruzione
28
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Scenari
“Why design now?” Una riflessione sul
ruolo del design
24
76 Anteprime
81 Exhibition design review
86 Designer
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MILANO 23 novembre
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Direttore Responsabile / Editor in Chief
Simona Finessi - [email protected]
Direttore Editoriale / Publishing Director
Chiara Dadda - [email protected]
Cover photo by Enrico Basili
Direttore Creativo / Creative Director
Angelo Dadda - [email protected]
A+D+M architettura design materiali
Anno VII numero 35 - 2011
Registrazione Tribunale di Savona n. 559 dell’8 marzo 2005
ISSN 1826-0985
Editore / Publisher
Publicomm S.r.l.
Via D. Cimarosa 55r - 17100 Savona - Italy
tel. +39.019.83841.1 - fax +39.019.83841.41
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A+D+M è associato a
Progetto Grafico / Graphic Project
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Impaginazione / Desktop Publishing
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Redattori / Editors
Barbara Arnaboldi, Paolo Di Motoli,
Paola Ferrario, Anna Masello, Anna Nosari,
Sara Pizzorno, Cristina Rivadossi
Pubbliche Relazioni Architetti / Public Relations Architects
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Traduzioni / Translations
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Fotografo / Photographer
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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IL TEMA
Text by
Anna Nosari
Photos by
Enrico Basili
Luca Casonato
SOCIAL
HOUSING:
B
asso impatto ambientale, costi ridotti, risparmio
energetico, architettura e design funzionale: sono
le parole d'ordine del social housing, la nuova
frontiera dell'edilizia sociale. I termini “social housing”
o “housing sociale” assumono significati leggermente
diversi in base al Paese o ai soggetti coinvolti. Secondo il
Comitato europeo per la promozione del diritto alla casa
(Cecodhas) è “l’insieme delle attività atte a fornire alloggi
adeguati a famiglie che hanno difficoltà nel trovare un
alloggio alle condizioni di mercato perché incapaci di
ottenere credito o perché colpite da problematiche
particolari”. In Italia il contesto è più circoscritto: sono
gli interventi di politica abitativa di interesse pubblico
a cui concorrono soggetti privati e non profit, oltre i
confini tradizionali dell'edilizia residenziale pubblica.
Sono progetti rivolti prevalentemente a tutte quelle
persone - giovani, singoli, famiglie, anziani, di cultura
medio/alta, consapevoli e sensibili all'ambiente e alla
società - che, pur non rientrando nelle categorie più
disagiate, non sono in grado di rivolgersi al mercato
immobiliare per risolvere le proprie esigenze abitative.
Secondo una ricerca del CERTeT Bocconi, 7 milioni di
giovani tra i 18 e i 34 anni vivono con i genitori e 3 milioni
di nuclei famigliari si scontrano con l'impossibilità di
comprare casa. Il social housing può rispondere alle
richieste di questa particolare fascia - la domanda,
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+D
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MAGAZINE
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RISPARMIO ED ECOSOSTENIBILITÀ
PER L'EDILIZIA DEL FUTURO
solo in Lombardia, supera il 40% - e contribuire a
movimentare il settore edilizio. Per i prossimi anni,
secondo i dati FederlegnoArredo, si prevede in Italia
una disponibilità finanziaria di circa 10 miliardi di
euro, tra pubblico e privato, che potrà servire per
50.000 nuovi alloggi. In base al
monitoraggio EIRE (Expo Italia
Real Estate), quest'anno i progetti
presentati in Italia sono stati
157, con la Lombardia a fare da
traino (con oltre il 30%), seguita
da Umbria (17,7%), Piemonte
(11,4%). Emilia Romagna (8,9%),
Toscana e Veneto. Ogni progetto
comprende in media 80 alloggi,
con spazi per il verde pubblico
di oltre 30.000 mq. Quasi 500
i soggetti coinvolti, tra Comuni,
cooperative, gestori, progettisti e
imprese di costruzione. Al costo
contenuto si accompagna l'attenzione alla sostenibilità:
la fascia di classe energetica in cui si collocano le nuove
costruzioni è di solito piuttosto alta. Quasi 7 progetti su
10 sono in classe A, oltre un quarto in classe B e solo poco
più dell'1% in classe C. Con queste premesse, si può
prevedere che il social housing diventerà nei prossimi
anni una realtà diffusa e condivisa e cambierà il mercato
immobiliare. La grande attualità del tema è confermata
dall'attenzione dedicata a questa evoluzione dell'edilizia
sociale, ai suoi modi e strumenti di attuazione, dagli
eventi di settore. Tra questi, MADE expo di Milano
ha riservato con “Social Home
Design - Abitare il Futuro” un
importante evento espositivo, per
la prima volta in Italia, organizzato
da My Exhibition - che opera da
oltre 11 anni nell’organizzazione
di fiere e mostre e da 4 cura il
progetto HS DESIGN - e dedicato
al confronto tra gli operatori,
a proposte e interpretazioni di
progettisti e studi di architettura
sul tema del Social Housing.
Nell'ambito di “Social Home
Design - Abitare il Futuro”
A+D+M Network ha organizzato
tre giornate di convegni incentrati su questa stimolante
tematica che hanno visto la partecipazione di alcuni tra
i maggiori attori del settore oltre ad istituzioni e studi
professionali di grande rilievo, il cui scopo è stato quello
d'indagare e scoprire quali siano le novità e lo stato
dell’arte nel settore dell’edilizia residenziale sociale.
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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HOUSING SOCIALE E COLLABORATIVO:
UN PROGETTO NAZIONALE
GIORDANA FERRI
RESPONSABILE DELL'AREA PROGETTO E SVILUPPO
DELLA FONDAZIONE HOUSING SOCIALE
WWW.FHS.IT
La Fondazione Cariplo ha affrontato per la prima volta il tema del disagio abitativo
nel 2000, contribuendo alla realizzazione di progetti rivolti alle fasce più fragili della
popolazione. Consapevole del limite delle risorse disponibili per le erogazioni a fondo
perduto, la Fondazione ha iniziato la sperimentazione di un modello innovativo che
si basa sui principi della sostenibilità e dell’investimento responsabile per ampliare la
gamma dei possibili strumenti di intervento e per associare alle proprie iniziative di
sostegno del territorio lombardo anche altre istituzioni pubbliche e private.
Sono nati così il Progetto Housing Sociale e la Fondazione Housing Sociale (FHS),
la cui attività si è sviluppata lungo quattro assi principali: la promozione della finanza
etica, e in particolare di fondi immobiliari dedicati all’ housing sociale, lo sviluppo di
modelli gestionali non profit, valorizzando il contributo che questo settore può dare
rispetto al bisogno abitativo, l’elaborazione di strumenti finalizzati alla progettazione
degli interventi, da condividere con tutti gli operatori del settore e il partenariato con
la Pubblica amministrazione, cercando di elaborare i contenuti delle iniziative in modo
coordinato e sussidiario rispetto alle politiche pubbliche per la casa, sociali e in generale
di sviluppo del territorio.
FHS svolge per Cassa Depositi e Prestiti Investimenti Sgr un’attività di promozione
e valutazione preliminare di interventi di Edilizia Privata Sociale su tutto il territorio
nazionale, per verificare il soddisfacimento dei requisiti richiesti dal FIA (Fondo
Investimenti per l’Abitare), oltre ad assistere in qualità di Advisor tecnico–sociale i
soggetti deputati all’attuazione degli interventi e/o dei fondi immobiliari locali istituiti
dalle diverse Sgr. Attraverso questa attività FHS ha avuto l’opportunità di mettere a
punto pratiche e procedure che riguardano la progettazione finanziaria.
10
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
L’ABITARE TRANSITIVO:
APPUNTI SUL FUTURO DEL SOCIAL HOUSING
STEFANO ANFOSSI
PIERANDREI ASSOCIATI
WWW.PIERANDREIASSOCIATI.IT
In questo inizio di secolo, la società è profondamente mutata. Ideali, desideri e bisogni
sono cambiati. Viviamo nella "società creativa", intreccio sempre più instabile e mutevole,
in cui lo sviluppo tecnologico permette a persone, culture e economie di relazionarsi tra
loro in maniera fino ad oggi impensabile, generando nuovi comportamenti e rituali.
Ognuno di noi è al contempo "attore intangibile" di più "community" virtuali
(facebook, myspace, twitter, ecc) e soggetto tangibile di svariate tribù (la famiglia, la
scuola, il lavoro,...) in cui vediamo crescere le nostre potenzialità cognitive e la nostra
capacità di creare.
Come progettisti dobbiamo essere in grado di riconoscere le nuove esigenze della società
e darne risposta nel nostro lavoro, soprattutto quando si affronta un tema che investe la
sfera privata come l'abitare.
Qual è il senso dell'abitare nella società contemporanea? Come influisce lo spazio
abitativo sulla nascita di una nuova generazione di stili di vita? Come possiamo
progettare mettendo al centro l'uomo, non come figura generica, ma come soggetto
urbano, attivo, individualista e al tempo stesso partecipativo dei nostri tempi? La
risposta sta nell'abbattere le dimensioni del semplice "spazio", individuando i modi in
cui possa trasformarsi in luogo e come tale possa influire sulla comunicazione e i rapporti
tra le persone, aiutando la costruzione di una comunità.
L'architettura non può essere "lasciata sola", ma deve essere pensata come parte
integrante di un sistema complesso che doni allo spazio tridimensionale una ulteriore
dimensione, quella in-tangibile delle relazioni tra le persone.
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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ABITARE IL FUTURO:
LA VISIONE DI MARCO PIVA
MARCO PIVA
STUDIO MARCO PIVA
WWW.STUDIOMARCOPIVA.COM
È fondamentale che condizioni limitative dal punto di vista economico non si
trasformino in condizioni di vita coercitive: anche chi non ha disponibilità economica
deve poter vivere bene, in un ambiente ricercato sia dal punto di vista del design che
della vivibilità.
La procedura è la medesima della progettazione sui grandi investimenti: una forte
ricerca sui materiali, sulle tecnologie e sull’ambiente circostante.
Le risorse a disposizione oggi permetterebbero di creare situazioni di grande efficienza,
in tempi gestibili, anche con budget controllati. Penso alle nostre periferie e credo che
con gli stessi investimenti avrebbero potuto essere progettate diversamente.
Basterebbe volerlo.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
LA CASA DEI NUMERI
LUCA SCACCHETTI
STUDIO LUCA SCACCHETTI
WWW.SCACCHETTI.COM
L’evoluzione dell’abitazione urbana in Italia nell’ultimo secolo può essere riassunta in
un progressivo passaggio dalle definizioni architettoniche tipologiche riferite alla forma
degli edifici e alla loro qualità formale alle definizioni di tipo puramente numerico
e quantitative, con la supremazia assoluta del numero dei locali e del metro quadro
sulla forma.
In questo apparente e reale disfacimento della
tradizione tipo-morfologica “classica” si innestano, in
realtà, tutte le più interessanti ricerche contemporanee
sull’abitare e sulla città e “la casa dei numeri” diviene
occasione per nuove esperienze progettuali.
Contemporaneamente a questa apparente uscita di
scena di valori formali per una predominanza di
valori quantitativi, la qualità della forma, di fatto,
si libera da luoghi sociali specifici o dalle tipologie
tradizionalmente ad essa legate (edifici pubblici, case
di lusso, ville, ecc.) e si distribuisce come valore
indipendente calabile su ogni oggetto edilizio.
Così il progetto di housing sociale può essere
inteso, non solo come possibilità di maggior accesso
all’abitazione per ceti sociali più deboli, ma anche e,
per me, soprattutto, come progressivo allargamento
e ridistribuzione di una qualità estetica, costruttiva,
funzionale a quante più persone possibile.
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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IL SOCIAL HOUSING IN ITALIA:
DOVE E COME. RISULTATI DI UN MONITORAGGIO
ANGELA AIROLDI
RESPONSABILE AREA ECONOMIA URBANA E
IMMOBILIARE DEL CERTET BOCCONI
WWW.UNIBOCCONI.IT
Con l’obbiettivo principe di avere un quadro aggiornato e in progress dei
progetti di Social Housing che si sviluppano in Italia è stato promosso
da GE.FI. e Fondazione Housing Sociale un Monitoraggio permanente
degli interventi promossi in Italia: i risultati dell’Osservatorio sono stati
presentati ad EIRE 2011. Le iniziative censite nel corso del primo anno
di monitoraggio sono 181, distribuite in 13 regioni.
Sono stati presentati i principali risultati ottenuti dal monitoraggio
che ha affrontato, come prima difficoltà, l’individuazione di una
definizione di Social Housing. Si è scelto di far riferimento alla
definizione internazionale proposta da CECODHAS – Comité
Européen de Coordination de l’Habitat Social e quindi di escludere
tutti gli interventi finalizzati alla vendita sul libero mercato, alla realizzazione di edilizia
sovvenzionata e di edilizia convenzionata se in vendita e anche se rivolte a fasce di
reddito contenuto. Sono state poi descritte le varie voci presenti nel data base realizzato
ed illustrate le caratteristiche dei progetti individuati e dei soggetti protagonisti delle
trasformazioni in fase di progetto, in corso di realizzazione o concluse dopo il 2010.
Fanno parte delle informazioni censite, oltre alla tipologia e provenienza dei soggetti a
vario titolo coinvolti nelle iniziative, anche i costi ed i tempi di realizzazione, i canoni di
locazione adottati, l’attuale stato di avanzamento del progetto.
Una parte del data base è dedicata ai bandi per la progettazione o per l’assegnazione
degli alloggi ultimati. Anche in questo caso le informazioni raccolte comprendono il
promotore, i destinatari ed i tempi di realizzazione.
Photos by courtesy of Ge.Fi. SpA - riproduzione vietata
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
HOUSING SOCIALE
DA UN BISOGNO UN’OCCASIONE DI SVILUPPO
MARCO TAMINO
PRESIDENTE INGENIUM RE
WWW.INGENIUMRE.IT
Il destinatario dell’Housing Sociale appartiene ad una vasta e crescente parte della
nostra società che trova un comune denominatore nella ridotta possibilità economica e
di accesso al credito, ma che comprende un’area eterogenea di soggetti che include età,
provenienze geografiche ed etniche, condizioni sociali e culturali e anche aspettative
estremamente differenziate. Quello che è certo è che la trasversalità di questo soggetto
non contiene assolutamente i presupposti della marginalizzazione sociale e culturale che
eravamo abituati ad associare ai destinatari dell’edilizia popolare e che hanno prodotto i
ghetti residenziali delle periferie urbane.
L’Housing Sociale è rivolto ad un mix sociale che esprime precarietà e instabilità ma
che contiene anche un forte dinamismo, aspettative di
cambiamento, di creatività e di disponibilità verso nuove
forme di comunicazione e di vita associata che portano a
ridefinire i confini e il rapporto tradizionale tra residenza
e servizi, tra individuale e collettivo, che prefigurano in
sostanza un nuovo progetto sull’abitare.
Gli insediamenti dell'Housing Sociale non saranno
un’occasione perduta, se oltre a proporre una risposta ad
un bisogno sapranno essere l'opportunità per avviare una
nuova progettualità, per pensare nuovi modelli insediativi
e nuove forme di sviluppo della città che mettono al
centro la dimensione sociale e per dare origine a quelli
che saranno forse i luoghi più vitali ed espressivi della
contemporaneità.
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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SOCIAL HOUSING:
BEST PRACTICE E VISIONI FUTURE
EDITH FORTE
FORTEBIS GROUP
WWW.FORTEBIS.IT
Il Social Housing del futuro è nato ieri nelle nostre periferie. Riteniamo importante fare
un passo indietro, partendo dalle nostre città, dall’eredità che ci hanno lasciato i nostri
padri ed un’intera generazione di architetti.
L’Architettura in Italia ha una responsabilità importante e se vogliamo fare bene in
futuro dobbiamo capire cosa è avvenuto fino ad oggi, provare a trasformarlo e su questo
costruire la nuova storia.
Le definizioni di “scempio architettonico”, “bronx”, “quartiere malfamato della città”,
“serpentone di cemento”, “ecomostro” fanno pensare a un triste primato, e nello stesso
istante al degrado sociale e culturale che emana da quelle abitazioni. Il binomio cattiva
architettura/degrado sociale diviene un marchio di fabbrica indelebile di queste nostre
aree urbane difficilmente risanabile. Nel concept dell’intervento di Social Housing è
fondamentale pensare all’utilizzatore, a chi abiterà quegli spazi. Social Housing oggi
non è sinonimo di casa economica e popolare, il target è mutato.
Risponde alla aspettativa di casa di tutti coloro che non riescono a soddisfare sul
mercato il proprio bisogno abitativo, per ragioni economiche o per assenza di un’offerta
adeguata. L’architettura deve essere nuovo strumento per ricreare in quei luoghi un
nuovo brand, l’identità, senso di appartenenza, la visibilità.
Per modificare lo spazio di questi alveari basta pensare a come farlo, il costo è sostenibile
e si possono sviluppare anche operazioni autoliquidanti.
In questa nuova dimensione l’Architettura assolve un ruolo sociale, il binomio si
capovolge, lo spazio edificato è opportunità di comportamenti e condivisioni, cultura
dello spazio in relazione ai modi possibili di viverlo, fino ad essere strumento che
influenza i comportamenti d’uso.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
SOCIAL HOUSING:
INVESTIRE IN SERVIZI E FACILITAZIONE
ILARIA MARELLI
ILARIA MARELLI STUDIO
WWW.ILARIAMARELLI.COM
Nel dibattito sul Social Housing si sente parlare di costi/opportunità riferiti al solo
investimento edilizio, mentre l’aspetto di socialità spesso resta inquadrato nell’ambito
dei “buoni propositi”, senza che sia tema di uno specifico investimento economico e
progettuale.
Penso serva focalizzarsi sul termine SOCIAL: in un momento critico come quello
attuale c’è una grande domanda di “comunità”– a cui serve rispondere in termini di
servizi disponibili e facilitazione sociale perché questi servizi vengano realmente fruiti e
diventino il plus di una comunità attiva.
Gli esempi critici dei quartieri dormitorio e dei quartieri ghetto da una parte ed
esperienze positive come il cohousing o l’autocostruzione dall’altra, dimostrano come
non basti “costruire” abitazioni con servizi ma serva una progettazione condivisa - in
modo non ideologico - con gli interlocutori, e un’organizzazione degli stessi servizi che
possa essere gestita in modo autonomo dagli utenti in un ottica non solo di risparmio di
costi, ma anche di creazione di comunità attive.
Dai gruppi di acquisto solidale, al bike e car sharing, dall’esperienza dei micronidi a
quella degli orti in città, fino ad arrivare a soluzioni come il cohousing o il condominio
solidale.
Nel corso del mio intervento presenterò in particolare il caso del cohousing che ho
indagato nel corso di una ricerca sul campo in California, e che poi ho contribuito a
comunicare, diffondere e innovare nella versione sperimentata in Italia, lavorando sui
punti critici del lungo processo che porta dalle buone intenzioni al vivere insieme in
un vero e proprio insediamento con servizi condivisi, per ottimizzare i tempi e l’uso di
risorse.
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17
EDILIZIA SOCIALE PUBBLICA
PER CONIUGARE SOSTENIBILITÀ SOCIALE,
AMBIENTALE ED ECONOMICA
GUELFO TAGLIAFERRO
VICEPRESIDENTE DELL’ ISTITUTO NAZIONALE
DI BIOARCHITETTURA
WWW.BIOARCHITETTURA.IT
Il tema dell’Housing Sociale vede l’Istituto Nazionale di Bioarchitettura impegnato da
anni con attività di sperimentazione progettuale e di comunicazione.
L’obbiettivo principale che abbiamo perseguito in questi ultimi anni è stato quello di
coniugare la sostenibilità sociale con quella ambientale ed economica, e siamo riusciti
a dimostrare che si può fare, con una progettazione molto evoluta per quanto riguarda
gli aspetti bioclimatici passivi.
Una progettazione attenta al contenimento dei costi nell’uso dei materiali da costruzione
e delle tecnologie costruttive, senza rinunciare alla qualità architettonica.
Un intervento da descrivere come esempio di questo modo di progettare è quello
completato l’estate dello scorso anno a Monterotondo (Roma), grazie all’impegno di
Lorenzo Cortesini, Alessandra Battisti e Fabrizio Tucci.
Si tratta di un intervento di edilizia residenziale pubblica di 1243 mq, finanziato con
fondi regionali e con un credito del Comune che, appaltato a corpo e a costo bloccato,
è stato realizzato con una spesa di soli € 800,00 al mq di costruzione, nonostante che il
progetto fosse stato impostato sulla ricerca dell’ottimale; la profonda padronanza della
bioclimatica da parte dei progettisti ha di fatto determinato l’adozione di tutta una serie
di soluzioni passive (torri di ventilazione, logge solari, elementi di accumulo termico,
buried earth pipes, oltre a involucri efficienti e serramenti a elevate prestazioni)che,
garantendo per via passiva la regolazione delle condizioni di confort interne, hanno
reso possibile calibrare l’impiantistica su un minor dimensionamento, tanto che il
fabbisogno energetico complessivo risulta essere pari a solo 10 Kwh/mq annui.
18
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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SCENARI
Text by
Anna Nosari
Images courtesy of
Cooper-Hewitt National Design Museum,
New York
A reflection on the role of design in a rapidly growing world:
projects, ideas and solutions on display in New York
“WHY DESIGN NOW?”
Una riflessione sul ruolo del design in un mondo in rapida
evoluzione: progetti, idee, soluzioni in mostra a New York
2200
A+D+M
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M|M
MAGAZINE
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5
· Masdar Development &LW\SODQ)RVWHU3DUWQHUV&OLHQW0DVGDU$EX'KDEL)XWXUH(QHUJ\&RPSDQ\8QLWHG$UDE(PLUDWHVDQG8QLWHG.LQJGRPH[SHF
WHGFRPSOHWLRQ5HQGHULQJ)RVWHU3DUWQHUV
„ Jardin Botanico-Orquideorama %RWDQLFDO*DUGHQ3/$1%$UFKLWHFWV0HGHOOtQ&RORPELD²3KRWR6HUJLR*yPH]
 bioWAVE 2FHDQ:DYH(QHUJ\6\VWHPSURWRW\SH7LPRWK\)LQQLJDQ%LR3RZHU6\VWHPV3W\/WG$XVWUDOLD²5HQGHULQJ%LR3RZHU6\VWHPV3W\/WG
A
cosa serve il design oggi? Quanto è importante
nell’affrontare i cambiamenti in atto nel
panorama mondiale e qual è la sua funzione?
Sono le domande che si stanno ponendo designer,
progettisti, architetti e creativi in tutto il mondo,
chiedendosi quale sia il ruolo del design nell’affrontare
le sfide che il nuovo secolo sta lanciando da ormai
più di un decennio. Le possibili risposte passano dalla
creazione di nuovi prodotti, prototipi, edifici, ma anche
servizi, messaggi e comunicazione in senso ampio.
Energia pulita, mobilità, materiali, risorse, pianificazione
urbana e del paesaggio: sono solo alcuni degli aspetti su
cui verte la riflessione collettiva del mondo del design. Con
un obiettivo unico: promuovere la salute, il benessere, la
vita per tutte le persone, in ogni angolo del pianeta, nel
rispetto dell’ecosistema globale in cui ci muoviamo.
Il Cooper-Hewitt National Design Museum di New York
ha dedicato al tema “Why design now?”, un’esposizione
che intende esplorare e celebrare il potere di
trasformazione del design sull’ambiente contemporaneo,
inteso in senso antropologico, urbano, naturale.
L’approccio creativo del “design thinking” è uno strumento
fondamentale per affrontare alcuni dei problemi oggi
più pressanti. Viene raccontato grazie ai 134 progetti,
provenienti da 44 Paesi, selezionati dai curatori e suddivisi
in otto grandi aree tematiche: energia, mobilità, comunità,
materiali, prosperità, salute, comunicazione e semplicità.
“Questa innovativa esposizione intende dare voce ad
una rivoluzione che si sta compiendo in ogni area
della pratica del design, a partire dal modo in cui
materiali e prodotti vengono concepiti a come beni e
servizi vengono realizzati, distribuiti e riciclati in tutto il
mondo”, spiega Cara McCarty, curatrice del museo, “Why
design now? getta uno sguardo sui progetti affascinanti e
ambiziosi che stanno dando forma a questa rivoluzione”.
Si passa da sistemi per la produzione di energia solare a
bioWave, un enorme macchinario sottomarino progettato
per catturare l’energia cinetica degli oceani, a Masdar, la città
sperimentale nel deserto, vicino ad Abu Dhabi, progettata
per diventare la più grande ed avanzata comunità ad
emissioni zero, basata esclusivamente su energie rinnovabili.
Nelle sale del Cooper-Hewitt vengono inoltre
presentate soluzioni per la mobilità - come il Columbus
Technologies’ Charge Point, un’imponente rete
di stazioni per ricaricare veicoli elettrici, o il treno
ad alta velocità autopropellente – o per affrontare la
crescita degli agglomerati urbani con i relativi problemi
di sovraffollamento e di precarie condizioni abitative.
Grande attenzione viene riservata allo studio e
all’utilizzo di materiali ecocompatibili, biodegradabili,
interamente riciclabili e a chilometro zero, privilegiando
l’impiego di prodotti locali e valorizzando la
tradizione e la manodopera di artigiani del posto.
In primo piano, inoltre, alcuni progetti per la tutela
della salute pubblica ed accessibile a tutti, soprattutto
nei Paesi in via di sviluppo o in situazioni di disagio e
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
21
· Cabbage Chair SURWRW\SH2NL6DWR1HQGR-DSDQ3OHDWHGSDSHU3KRWR
· SunShade SURWRW\SH/LDQQHYDQ*HQXJWHQ3URGXFW'HVLJQ7KH
0DVD\XNL+D\DVK
1HWKHUODQGV5HQGHULQJ/LDQQHYDQ*HQXJWHQ
di difficoltà. Tra questi si segnalano il Solvatten Safe
Water System, che usa i raggi UV per rendere potabile
l’acqua, un’incubatrice low-cost per neonati, realizzata
con parti di vecchie automobili, e lenti da vista con
potere correttivo variabile, grazie a differenti quantità
di un liquido versate all’interno di particolari occhiali.
Sul fronte della comunicazione, tecnologia e design
hanno cambiato il modo in cui riceviamo, usiamo e
produciamo informazioni. Non solo smartphones
e iPad, ebook o social network, ma anche computer
portatili per bambini, progettati da Yves Béhar, o
un orologio da polso in braille, fino ad una radio di
emergenza che funziona a manovella o ad energia solare.
L’indagine sul ruolo del design nell’affrontare
anche i temi più critici e nel contribuire a delineare
la società contemporanea continua con una seconda
esposizione, aperta al Cooper-Hewitt fino a gennaio
2012: “Design with the Other 90%: Cities”. Un
approfondimento che comprende oltre 60 progetti e
prodotti selezionati, raggruppati in sei sezioni, chiamate
Scambiare, Mostrare, Adattare, Includere, Prosperare e
Accedere. Il futuro del pianeta passa (anche) dal design.
22
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
W
hat is design for today? How is it important in facing the
changes taking place in the world scenario and what is its
function? Designers, planners, architects and creatives all around
the world ask themselves these questions, wondering what the
role of design is in facing the challenges the new century has
launched since more than a decade. The possible answers range
from the creation of new products, prototypes and buildings,
to services, messages and communication in a broader sense.
Clean energy, mobility, materials, resources, urban and landscape
planning: these are just some of the aspects covered by the
collective reflections of the design world. With a single goal:
promoting health, wellness, life for all people, in every corner of
the planet, respecting the global ecosystem in which we move.
The Cooper-Hewitt National Design Museum of New York
dedicated an exhibition to “Why Design Now?” theme,
aiming at exploring and celebrating the transformation power
of design on the contemporary environment, considered
according to an anthropological, urban and natural perspective.
The creative approach of “design thinking” is a key tool to
address some of today’s most pressing problems. It is told through
134 projects coming from 44 countries, selected by curators and
divided into eight broad areas: energy, mobility, community,
SCENARI
· Solvatten AB 3HWUD:DGVWU|PPDQXIDFWXUHGE\0lODUSODVW
· Touch Magazine 6HDQ'RQDKXH5HVHDUFK&HQWHUHG'HVLJQ86$2IIVHWOLWKRJUD
$%6ZHGHQ$%6SODVWLFDFU\OLF3KRWR'DYLG:DGVWU|P
SK\ZLWKLQNDQGWKHUPRJUDSKLFWDFWLOHSULQWLQJ3KRWR6HDQ'RQDKXH
materials, prosperity, health, communication and simplicity.
“This innovative exhibition aims at giving voice to a revolution
that is taking place in all areas of design practice, starting
from how materials and products are designed to how goods
and services are manufactured, distributed and recycled
all over the world”, Cara McCarty, curator of the museum,
explains, “Why design now? glances at the fascinating and
ambitious projects that are shaping this revolution”.
It ranges from systems for the production of solar energy
by bioWave, a huge underwater machine designed
to capture the kinetic energy of the oceans, in Masdar, the
experimental city in the desert near Abu Dhabi, designed
to become the largest and most advanced community with
zero emissions, exclusively based on renewable energy.
Some solutions for mobility are also presented in the rooms
of the Cooper-Hewitt, such as the Columbus Technologies’
Charge Point, a massive network of stations to recharge electric
vehicles, or the self-propelled high-speed train. Other solutions
deal with the growth of urban agglomerations with their
related problems of overcrowding and poor housing conditions.
Great attention is paid to the study and use of environmentally
friendly, biodegradable, totally recyclable and easily
available materials, favoring the use of local products
and enhancing the tradition and the work of local artisans.
In the foreground, in addition, some projects for the protection
of public health and accessible to all, especially in developing
countries or in situations of poverty and difficulty. Among
these, the Solvatten Safe Water System, which uses UV rays
to make water drinkable, a low-cost infant incubator, made
of parts of old cars, and lenses with variable corrective power
thanks to different amounts of liquid poured into special glasses.
In terms of communication, technology and design have changed
the way we receive, use and produce information. Not only
Smartphones and iPads, ebooks or social networks, but also laptops
for children, designed by Yves Behar, or a Braille wristwatch, up
to an emergency radio that works by crank or solar energy.
The investigation on the role of design in facing even the
most critical issues and in helping shape the contemporary
society continues with a second exhibition, open at the
Cooper-Hewitt until January 2012: “Design with the Other
90%: Cities”, an in-depth study that includes more than 60
projects and selected products, grouped into six sections called
Exchanging, Showing, Adapting, Including, Prospering and
Accessing. The future of the planet (also) passes through design.
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23
TENDENZE
Text by
Anna Nosari
Images courtesy of
Ateliers Jean Nouvel
Nemeton
UDG and Tengbom Group
Greener and greener Architecture:
nature becomes building material
VEGETECTURE
Architettura sempre più green:
la natura diventa materiale da costruzione
↑Museum of Human Evolution
E\$WHOLHUV-HDQ1RXYHO
%XUJRV6SDLQ
A
rchitettura e natura superano i
rispettivi confini, si intrecciano e
si compenetrano, per creare una
nuova frontiera della progettazione green.
È la Vegetecture, l’espressione più avanzata
dell’architettura internazionale: un incrocio
di vegetazione e progettazione architettonica,
sempre più al centro dell’attenzione del
panorama urbano contemporaneo. Il
verde diventa, secondo questo approccio,
elemento primario, organico e costitutivo
di edifici e costruzioni, superando il ruolo
di elemento “aggiunto”, di arredo urbano
o di semplice decorazione del costruito.
Il tema della “natura urbana” è di grande
attualità, anche per le importanti implicazioni
di risparmio energetico e di riduzione
24
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
dell’inquinamento, e può vantare importanti
contributi in tutto il mondo, coinvolgendo
i grandi nomi dell’architettura, da Rem
Koohlas a Renzo Piano e Zaha Hadid.
L’architettura che usa le piante come elemento
di costruzione rappresenta un’evoluzione
dell’idea del giardino pensile o del verde verticale
e punta ad affrontare concretamente i problemi
delle moderne metropoli. Il fenomeno è in
crescita - anche in considerazione del fatto che
nel 2050 più della metà degli abitanti del pianeta
vivrà in grandi contesti urbani - e si esprime tra
l’altro, dal punto di vista sociale, nel ritorno degli
orti urbani o nelle azioni di guerrilla gardening.
“Siamo testimoni in questi anni di un incontro
ravvicinato inedito”, ha commentato Gianluca
Cristoni, presidente di Promoverde, “che
· Sino-Swedish eco cityE\8'*DQG7HQJERP0,3,0$UFKLWHFWXUDO5HYLHZ)XWXUH3URMHFWV
$ZDUGZLQQHUV%LJ8UEDQ3URMHFWVFDWHJRU\
porta due mondi apparentemente distanti ad
intersecarsi e a collaborare, creando sinergie
e nuove possibilità di sviluppo. Il mondo del
verde si unisce a quello dell’architettura e
da questa sinergia nascono nuovi scenari”.
Si tratta di una tendenza sempre più diffusa,
come conferma lo spazio dedicato dal recente
MADE Expo al dialogo tra natura e cultura,
interno ed esterno, vegetazione e architettura.
Si parte dalla mostra “Vegetecture”, a cura
di Maurizio Corrado - autore, insieme a
Marco Ferrari, del volume dallo stesso
titolo di freschissima pubblicazione - che ha
raccolto realizzazioni e progetti da tutto il
mondo, ambientandoli in un grande cubo e
facendoli vivere grazie ad un coinvolgente
ambiente multimediale. Sono stati selezionati
lavori degli italiani Stefano La Rocca,
Walter Nicolino e Carlo Ratti, Archicura,
accanto a progetti di architetti e designer
inglesi, spagnoli, tedeschi, greci, belgi,
olandesi, austriaci, francesi, giapponesi,
statunitensi, canadesi, sudamericani.
“La nuova attenzione all’elemento vegetale
ha cambiato completamente la prospettiva”,
sottolinea Maurizio Corrado. “È un
mutamento che coinvolge l’agricoltura e
quindi l’alimentazione, l’architettura e il
paesaggio, il design e l’abitare”. Un approccio
globale e diffuso che non si limita ad integrare
la natura nell’architettura grazie a giardini
e parchi, ma che vuole abbattere i confini
↓House in the outskirts of Brussels E\3KLOLSSH6DP\QDQG3DUWQHUV
$UFKLWHFWV(QJLQHHUV%UXVVHOV%HOJLXP
· Medianera verdeE\-XOL&DSHOODDQG0LTXHO*DUFLD
%DUFHORQD6SDLQ
per portare il verde “dentro” l’architettura.
“Bring the forest in the city”, recita infatti
il titolo del convegno internazionale che
si è tenuto al MADE nell’ambito di A.A.A.
Agricoltura Alimentazione Agricoltura.
La terza edizione dell’High Green Tech
Symposium, che ogni anno fa il punto
sull’architettura “verde” ed ecosostenibile
più avanzata, ha presentato le testimonianze
di alcuni dei più noti esperti. Tra loro
gli olandesi MVRDV, l’architetto belga
Luc Schuiten e lo spagnolo Juli Capella
hanno tracciato un panorama della
progettazione “green” più innovativa e
gettato uno sguardo sulle evoluzioni in
atto nell’architettura in tutto il mondo.
↓FLORIADE 2012 E\095'95RWWHUGDP
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TENDENZE
↑Exclusive Luxury Holiday resort with Aston Martin hotel E\095'9*DOLMH0RQWHQHJUR
↓ SYMPOSIUM
E\/XF6FKXLWHQ
26
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
A
rchitecture and nature go over their
respective frontiers; they intersect and
penetrate, to create a new frontier in green design.
It's Vegetecture, the most advanced expression of
international architecture: a junction of vegetation
and architectural design, more and more at the centre
of the attention of the international contemporary
urban view. Green becomes, according to this
approach, a primary, organic and constitutive
element for buildings and constructions, going
beyond the role of "added" element of urban
planning or as a simple decoration for the built.
The theme of "urban nature" is of great interest,
even for the important implications of energy
saving and pollution reduction, and can count
on important contributions all over the world,
involving Architecture's great names, from
Rem Koohlas to Renzo Piano and Zaha Hadid.
The architecture that uses plants as building element
represents an evolution of the roof garden idea or of
the vertical green idea and directs to face concretely
modern metropolis problems. This phenomenon
is growing - even considering the fact that in 2050
more than half of the planet inhabitants will live in
great urban contests - and it express, form the social
point of view, in the return of urban vegetable
gardens or in the guerrilla gardening actions.
"We have been testifying during these years a new
closed encounter", commented Gianluca Cristoni,
Promoverde President, "that leads two apparently
distant worlds to intersect and cooperate, creating
synergies and new development chances. Green
world gets together with architecture world and
from this synergy some new scenarios are born".
It’ a more and more diffused trend, as confirms
the space dedicated at the recent MADE Expo
to the dialogue between nature and culture,
internal and external, vegetation and architecture.
We start from the “Vegetecture” exhibition;
edited by Maurizio Corrado – author, together
with Marco Ferrari, of the just published volume
with the same title – that has gathered together
realizations and projects from all over the
world, placing them in a big cube and making
them live thanks to an involving multimedia
environment. Works from the Italian Stefano La
Rocca, Walter Nicolino and Carlo Ratti, Archicura
have been selected together with works from
English, Spanish, German, Greek, Belgian,
Dutch, Austrian, French, Japanese, and American,
Canadian and South American designers.
“The new attention for the vegetal element has
completely changed the perspective”, underlines
Maurizio Corrado. “It’s a change that involves
agriculture and consequently feeding, architecture
and landscape, design and living”. A diffused
and global approach that it’s not limited in
combining nature into architecture thanks to
gardens and parks, but that want to tear down
borders in order to take green “into” architecture.
“Bring the forest in the city”, says in fact the title of
the international meeting that took place at MADE
inside A.A.A. Agriculture Feeding Agriculture. The
third edition of the High Green Tech Symposium
that every year studies the most advanced “green”
and eco sustainable architecture, has presented
the testimony of some of the most famous
authorities. Among them the Dutch MVRDV,
Belgian Architect Luc Schuiten and the Spanish Juli
Capella have traced a view of the most innovative
“green” project and they have taken a look on the
evolutions going on in worldwide architecture.
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Bologna, 24 settembre – 26 dicembre 2011
MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna
“Arte Povera 1968”
Roma, 7 ottobre 2011 – 8 gennaio 2012
MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo
“Omaggio all’Arte Povera”
Rivoli, 9 ottobre 2011 – 19 febbraio 2012
Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea
“Arte Povera International”
A TRIBUTE TO A REAL
FORM OF DEMOCRACY
Every life aspect is worth becoming
a work of art. The dialogue among a
group of artists deeply different from
one another but with a single common
denominator
Milano, 25 ottobre 2011 – 29 gennaio 2012
Triennale di Milano
“Arte Povera 1967-2011”
Bergamo, novembre 2011 - aprile 2012
GAMeC Galleria d’Arte Moderna e
Contemporanea
“Arte Povera in città”
Napoli, 11 novembre 2011 - aprile 2012
MADRE - Museo d’Arte contemporanea
Donnaregina
“Arte Povera più Azioni Povere 1968”
Roma, 7 dicembre 2011 – 4 marzo 2012
Galleria nazionale d’arte moderna
“Arte Povera alla GNAM”
Bari, 15 dicembre 2011 – 11 marzo 2012
Teatro Margherita
“Arte Povera in teatro”
Text edited by
Anna Masello
ARTE
POVERA 2011
OMAGGIO AD UNA VERA FORMA DI
DEMOCRAZIA
ARTE
Ogni aspetto della vita è degno di
divenire opera d’arte. Il dialogo tra
un gruppo di artisti profondamente
diversi tra loro ma con un unico
comune denominatore.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Allestimenti al Teatro Margherita, Bari
Photo courtesy of Teatro Margherita
Allestimenti alla Triennale di Milano
Photo courtesy of Castello di Rivoli
Mario Merz 2PEUHOOR
Giuseppe Penone 6FXOWXUHGLOLQID
L
'Arte Povera è una corrente che nasce nel 1967 come manifestazione artistica
ed estetica di un’urgenza di libertà. Di esprimere in modo sincero la semplice
verità della vita.
È un’arte onesta e democratica, lontana da idoli fittizi e rappresentazioni iconiche,
immersa nel reale dell’essere umano e del mondo che lo circonda.
Materiali naturali come il legno, l’acqua, la pietra, la terra, ma anche poveri e di
uso quotidiano come stracci e tubi di ferro diventano protagonisti e strumenti di
un linguaggio artistico nuovo, quotidiano, antitetico allo status convenzionale della
pittura nell’Action Painting e del Nuovo Realismo, e dell’immagine nella Pop Art.
La ricerca dei Poveristi è mossa da una forte spinta vitalistica, che essi ripropongono
attraverso il costante utilizzo delle forze fisiche presenti in natura, come la gravità,
ma anche attraverso l’uso della tecnologia come energia vivificante. Entrano in scena
luci al neon e corrente elettrica, a sottolineare la fluidità del divenire delle cose, la
vittoria del processo sull’oggetto.
Da settembre è in atto la grande mostra-evento Arte Povera 2011, curata dal critico,
nonché fondatore del movimento, Germano Celant.
Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, PierPaolo Calzolari, Luciano Fabro, Jannis
Kounellis, Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone,
Michelangelo Pistoletto, Emilio Prini, Gilberto Zorio si raccontano attraverso il
pluralismo linguistico che ha connotato il loro modo di comunicare, o meglio, di
intendere la totalità dell’esistenza.
Installazioni ambientali, video, fotografie, testi scritti testimoniano "un pensiero
che tende a consolidarsi in processi mobili e variabili (…) impegnato in un agire
che oscilla tra discorso metafisico e totalità sensoriale (…) che si muove in relazione
alla molteplicità delle situazioni temporali e spaziali" come spiega Germano Celant.
Il progetto Arte Povera 2011 coinvolge 8 tra enti culturali e Musei di tutt’Italia e 7
città, e si configura come un vero e proprio viaggio critico-temporale dal 1967 ad oggi.
Prospettive diverse, approcci differenti, modalità operative distinte con l’unico fine
di mettere a nudo tutte le sfaccettature di una ricerca estetica e sociale che, come
afferma Germano Celant, è stata riconosciuta, insieme al Futurismo, quale importante
contributo all’arte nel mondo.| www.admnetwork.it | follow us on |
Photo courtesy of Francesco Bolis Gilberto Zorio 6HQ]DWLWROR
Photo courtesy of Michele Sereni A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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Allestimento al Castello di Rivoli, Torino
Photo courtesy of Castello di Rivoli
Allestimenti al Teatro Margherita, Bari
Photo courtesy of Teatro Margherita
Allestimenti alla Triennale di Milano
Photo courtesy of Castello di Rivoli
Michelangelo Pistoletto
9HQHUHGHJOLVWUDFFL
Photo courtesy of Paolo Pellion
P
oor Art is a current that was born in 1967 as an artistic and urgent exhibition of an
urgent need for freedom, of expressing in a sincere way the simple truth of life.
It’s a democrat and honest art, far from fake titles and iconic representations, plunged into the
reality of the human being and the world that surrounds him.
Natural materials such as wood, water, stone, mould but also poor and of everyday use like
rags and iron pipes become protagonists and instruments for a language that is new, daily
and antithetic to the conventional status of painting in the Action Painting and New Realism
and of the image in Pop Art.
Poverists research is moved by a great vitalist drive that they re-propose with the constant
use of the physical forces present in nature, such as gravity, but also by using technology as
enlivening energy. Neon lights and electric current enter the stage, to underline the fluidity
of things becoming, the victory of the process on the object.
Since September the great exhibition-event Poor Art 2011 has been taking place, edited by the
reviewer and movement founder, Germano Celant.
Giovanni Anselmo, Alighiero Boetti, PierPaolo Calzolari, Luciano Fabro, Janis Kounellis,
Mario Merz, Marisa Merz, Giulio Paolini, Pino Pascali, Giuseppe Penone, Michelangelo
Pistoletto, Emilio Prini, Gilberto Zorio describe themselves with the linguistic pluralism that
has connoted their communicating way, or better, their way of intending the existence totality.
Environmental installations, video, photos, written texts testify "a thought that aims to
consolidate in moving and changing processes (…) engaged in an acting that swings between
metaphysical speech and sensorial totality (…) that moves in relation to the multiplicity of
time and space situations" as Germano Celant explains.
The project Poor Art 2011 involves 8 among cultural boards and Museums all over Italy and
7 towns and it has been making out as a real critical-temporal trip from 1967 up to nowadays.
Different perspectives, different approaches, different operating modes with the only goal to
lay bare all the facets of an aesthetical and social research that " has been recognized, together
with Futurism, as an important contribution in world art" as Germano Celant states.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
31
|
COPERTINA
|
Text edited by Cristina Rivadossi Photos by Enrico Basili
|
Aldo Cibic
il progetto come
generatore di
gioia
the project as a generator of joy
“
Ho
cominciato a lavorare a 22 anni nel 1977
da Sottsass, nel 1980 Matteo Thun,
Marco Zanini ed io siamo diventati soci,
c'era con noi anche Michele De Lucchi, era il nostro
fratello più vecchio, che non era socio ma stava con
noi. Nel 1981 nasceva Memphis di cui ero uno dei soci
fondatori”. Così racconta il suo esordio Aldo Cibic,
triestino di origine, veneto e milanese di adozione, che
si divide tra lo studio di Milano e quello di Vicenza. Un
uomo legato alla sua terra ma desideroso di scoprire
il mondo, due aspetti che per lui sono complementari.
E con un'idea precisa legata alla felicità.
Come scrive in un piccolo testo per Lei le idee sono
come semi. Cosa intende?
Chi è Aldo Cibic, Lei come si definisce?
“L'ispirazione può arrivare dalle parti più disparate,
tante volte dalla lettura di giornali o di libri, da i fatti
quotidiani osservando cosa succede alla gente intorno
a noi: ovvero cercando di capire se si può fare qualcosa
per migliorare la realtà che ci circonda. Mi sento un pò
come un producer: con Rethinking Happiness o con
Designing our Future ci siamo inventati delle narrazioni
che possono originare dei progetti, tutto ciò da l’idea
“Sono stato molto fortunato: avere un maestro come
Sottsass è stato un privilegio, ci ha sempre stimolato
ad avere una visuale molto aperta sull'idea della
sperimentazione. Quello che ho fatto mio, quello che
conta, da una parte è un approccio culturale al progetto
e dall'altro sentirsi sempre parte di quello che si fa.”
32
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
“Che i semi sono sempre un inizio, una speranza che
ci ricorda che ogni cosa ha una sua origine e che le
idee sono come semi; questa metafora per me sta a
significare che bisogna credere nelle idee, coltivarle e
svilupparle perchè siano generatrici di progetti in grado
di migliorare noi e chi ci sta intorno.”
Aldo Cibic personaggio poliedrico. Da dove nasce
per Lei l'ispirazione?
Rethinking
Happiness, fai agli
altri quello che
vorresti fosse
fatto a te
Rethinking Happiness,
do the others what you
would like to be done
to you
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
33
COPERTINA
di creare delle opportunità economiche sia per il
produttore che per il fruitore. Quello che credo stiamo
cercando di fare è di provare a tradurre in progetti
concreti la nostra ricerca ed è un atteggiamento di cui
tuttosommato c’è bisogno oggi. Rehinking Happiness
è un esempio di un’idea di progettualità che intercetta
criticità e opportunità rispetto ad un mondo che cambia.
Quando mi sento chiedere da giovani designer dei
consigli su cosa potrebbero fare mi trovo a rispondere
che, nonostante le condizioni non facili che viviamo,
bisogna da una parte diventare degli acuti osservatori,
e dall’altra essere dei collettori di informazioni utili al
fine di individuare i progetti possibili rispetto a questo
futuro.”
In un testo del libro di Rethinking Happiness Lei
racconta di cos’è “un bel posto” citando ad esempio una
condizione in cui i bambini possono giocare in sicurezza
e in cui c’è una dinamica di rapporti tra le persone
animata dal rispetto.
“Non ho la presunzione e l'arroganza di chi pensa di
poter cambiare il mondo, credo però si tratti di capire
come si possano organizzare le strategie articolate
che coinvolgano sia le persone interessate che altre
competenze per porre i presupposti per progettare
pensando a come la vita si può svolgere in un modo
migliore.”
Quanto è importante per Aldo Cibic che il progetto
crei un'emozione?
“Personalmente provo una grande gioia quando
qualcosa che ho progettato procura a chi lo vede
una sensazione piacevole o addirittura se strappa un
sorriso.”
34
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
↓ ↑ Staff Diesel 1RYHQWD9LFHQWLQD9,B&LELF3DUWQHUV
↑ ↗ Rethinking Happiness1;,,RVWUV,QWHUQD]LRQDOHGL$UFKLWHWWXUD%LHQQDOHGL9HQH]LD
↓ ↑ Designing our Future$ELWDUHLO7HPSR9HURQD95
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
35
↓ ↑ La Rinascente0LODQR'XRPRB&LELF3DUWQHUV
Quali sono i progetti nei quali si identifica di più?
“Sono quelli in cui riconosco un senso: possono essere
dei piccoli gesti poetici, come gli oggetti per la tavole
che disegno per PaolaC., come le nuove comunità che si
intravedono in Microrealities o Rethinking Happiness”.
Ed è questo infatti il sogno di Aldo Cibic raccolto anche
in un volume dove ci parla di felicità, dal titolo Rethinking
Happiness e dall'altrettanto eloquente sottotitolo
"Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te.
Nuove realtà per nuovi modi di vivere". Il progetto,
realizzato per la Biennale di Architettura 2010, nasce da
una riflessione riguardante il periodo storico che stiamo
vivendo che “ci pone di fronte a condizioni e a sfide che
possono generare cambiamenti sostanziali nel modo
di concepire un approccio diverso e più contemporaneo
alla progettualità”.
36
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Qui si illustrano quattro idee progettuali legate a
nuovi modelli di fare comunità.
Un saggio autentico che, attraverso l'utilizzo di
parole, immagini, modelli, illustrazioni e
suggestioni, descrive il suo pensiero legato
a un modo diverso di fare architettura. “Una
progettualità che cerca di creare – parole di
Aldo Cibic – un miglioramento nella qualità di
vita delle persone a livello sociale, economico
e ambientale” con una consapevolezza che
“l'architettura, a prescindere dagli stili, sia il
supporto per raccontare una storia, per creare
un luogo dove ci sia la condizione in cui la
← ↓ ↑ Uffici Dalla Verde0RQWHFFKLR0DJJLRUH9,B&LELF3DUWQHUV
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
37
‡ ↓ ↑ More with Less 6DORQHGHO0RELOH0LODQR0,
bellezza si ritrova ”. E nel volume si racconta di
quattro idee progettuali: nuove comunità, nuove
polarità; campus tra i campi; urbanismo rurale;
superbazar. Nuove comunità, nuove polarità
descrive il quartier generale di un'azienda
internazionale nella zona industriale di un paese
ai piedi delle Alpi, ripensato in un'area dismessa
come uno spazio per integrarsi e diventare una
risorsa per il territorio. O ancora come Campus
tra i campi dove un giovane gruppo impegnato
in start-up innovative decide di occupare un
terreno agricolo circondato da acqua nella
laguna di Venezia per creare una condizione di
↓ Caraffa Piggy3DROD&
38
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
↓ Caraffa Foxy3DROD&
autosufficienza energetica e ambientale. Oppure
Urbanismo rurale in cui si immagina, nei pressi di
Shanghai, un parco rurale con residenze a bassa
densità dove la sfida è quella di creare un modello
di comunità con servizi condivisi, nuove attività
e relazioni in sintonia col territorio. Ed infine
Superbazar, un luogo dove vivere, incontrarsi,
comprare, vendere, scambiare immaginato nella
periferia di Milano, nei pressi dell'incrocio di
infrastrutture di mobilità, che diventa l'occasione
per inventare un nuovo spazio pubblico che ospita
attività funzionali alla vita del quartiere.
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↓ Caraffa Polly3DROD&
|
I started to work for Sottsass in 1977 when
I was 22; in 1980 Matteo Thun, Marco
Zanini and I became partners. There also
was Michele De Lucchi with us, he was
our older brother, he was not a partner
but he stayed with us. Memphis was born
in 1981 and I was one of the constituent
members. This is how Aldo Cibic started
out; coming from the Trieste province and
adopted by the Veneto region and Milan, he
works between the Milan and the Vicenza
studios. A man tied to his land but eager
to discover the world, two complementary
aspects for him. And with a precise idea
linked to happiness.
Who is Aldo Cibic, how you define
yourself?
“I have been very lucky: having a master
as Sottsass has been a privilege, he has
always stimulated us towards a very
open-mined viewpoint on the idea of
experimentation. What I converted into my
own view, what really counts, is a cultural
approach to the project on the one hand
and the idea of always feeling part of what
a person does on the other hand.”
As you write in a small book, you believe
that ideas are like seeds. What do you
mean?
“That seeds are always a beginning, a hope
that reminds us that everything has its
own origin and that ideas are like seeds;
this metaphor means that we must believe
in the ideas, make them grow and develop
them so that they can generate projects
capable of improving ourselves and the
people surrounding us.”
Aldo Cibic is a versatile person. Where
does inspiration arise for you?
“Inspiration can arise from the most
varied aspects, many times from reading
newspapers or books, from daily facts
by observing what happens to the people
surrounding us: that’s to say, trying to
understand if it is possible to do something
in order to improve the reality around us. I
feel as a sort of producer: with Rethinking
Happiness or Designing our Future we
invented some narrations that can give
life to projects; all this conveys the idea of
creating economic opportunities both for
the producer and for the user. What I think
we are trying to do is translating our search
into concrete projects: this attitude is needed
today. Rethinking Happiness is an example
of an idea of planning ability that intercepts
critical aspects and opportunities in front
of a changing world. When young designers
ask me for advice regarding what they could
do, I answer that, in spite of the not easy
conditions we live in, it is necessary, on
the one hand, to become acute observers
and, on the other, to collect useful pieces
of information in order to identify potential
projects regarding this future.”
In a text taken from Rethinking
Happiness, you describe what “a beautiful
place” is, quoting for example the
condition in which children can safely
play and in which the relationships among
people are based on respect.
“I do not have the presumption and the
arrogance of those who think to be able
to change the world, but I believe that the
point here is trying to understand how
complex strategies can be organized so as
to involve both the interested people and
other competences in order to place the
premises needed to plan, thinking about
how life can be lived in a better way.”
How much is it important for Aldo Cibic
that the project creates an emotion?
“Personally, I feel a great joy when
something I planned makes other people
feel a pleasant sensation or if it gets a
smile out of them.”
Which are the projects you identify the
most with?
“Those in which I perceive a meaning: they
can be small poetical gestures, such as the
objects for the tables I design for Paola C.,
or the new communities that can be seen in
Microrealities or Rethinking Happiness”. As
a matter of fact, this is Albo Cibic’s dream,
also described in a volume where he speaks
about happiness, titled Rethinking Happiness
and with the equally eloquent subheading “Do
unto others as you would have them do unto
you. New realities for new lifestyles.” The
project - realized for the Architecture Biennial
2010 - was born from a reflection regarding
the historical period we are living now that
“makes us face conditions and challenges that
can generate substantial changes in the way of
conceiving a different and more contemporary
approach to the planning ability”.
Four design ideas tied to new models of
creating a community are shown here.
Through the use of words, images, models,
illustrations and suggestions, this authentic
essay describes his thought linked to a
different way of doing architecture. “A
planning ability that tries to improve - in Aldo
Cibic’s words - the quality of people’s life on
a social, economic and environmental level”
with the awareness that “architecture, apart
from styles, is the means to tell a story, to
create a place where there is the condition
in which beauty is to be found again”. Four
design ideas are described in the volume: new
communities, new polarities; a campus in the
fields; rural urbanism; superbazaar.
New communities, new polarities describe the
headquarter of an international company in
the industrial area of a town at the foot of
the Alps, redesigned in an abandoned area
as a space to integrate and to become a
resource for the territory. Or as a Campus in
the fields where a young group committed
to innovative starts-up decides to occupy an
agricultural land surrounded by water in the
Venice lagoon to create a condition of energy
and environmental self-sufficiency. Or Rural
Urbanism, near Shanghai, with a rural park with
low-density residences where the challenge is
to create a model of community with shared
services, new activities and relationships
in tune with the territory. And to conclude,
Superbazaar, a place where to live, meet,
buy, sell, exchange, imagined in the outskirts
of Milan, near the transport infrastructures
crossing. It becomes the occasion to invent
a new public space housing activities
that are functional to the life of the district.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
39
RETAIL
Text by
Sara Pizzorno
EVENTI
VISIONS:
Photos by unophoto.com
and courtesy of POPAI Italia
U
← Immagine tratta dalla presentazione di Alasdair Lennox
40
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
na location d’eccellenza ha ospitato lo scorso 10
Novembre il Convegno Annuale POPAI Italia sul
Retail Design. La IV Edizione si è infatti tenuta nel
Salone d’Onore de La Triennale di Milano, dove si è discusso
di concept, di retail visions e di scenari strategici e progettuali
nella costruzione dello store.
Scopo dell’evento è stato quello di analizzare - col respiro
internazionale che da sempre contraddistingue Popai e con
un occhio di riguardo al consumatore - l’intero scenario
strategico e progettuale del retail concept. Il dibattito ha
visto coinvolti i più rilevanti profili professionali del settore e
dalle loro testimonianze è emerso che la soddisfazione delle
esigenze estetiche, informative ed esperienziali del cliente è
ormai un elemento fondamentale di cui i retailers devono
tener conto e la scelta di un concept, a discapito di un altro,
può determinare differenti esiti in termini di coinvolgimento.
Attraverso le loro testimonianze, sono emerse le
problematiche attuali che si riscontrano nella costruzione
dell’esperienza e dell’ambiente di vendita, discutendo di
idee e soluzioni che possano realmente rendere lo store una
reale piattaforma di comunicazione con il consumatore, di
narrazione di una storia che lo coinvolga nella retail vision
del brand. Come più volte è emerso, conoscere il proprio
consumatore diventa indispensabile per fronteggiare questa
complessità, così come il mettere a sua disposizione un’offerta
POPAI ITALIA IV EDIZIONE CONVEGNO RETAIL DESIGN
HOW TO BUILD A SUCCESSFUL RETAIL BRAND
IN A FAST GROWING MARKET - VISIONI E STRATEGIE
PER LA COSTRUZIONE DI UN’INSEGNA DI SUCCESSO
· Simona Finessi
· James Damian
· Matteo Bressanin
· Renato Montagner
· Simone Domenella
· Alasdair Lennox
sempre più vicina alle sue esigenze. Ecco che i luoghi di
consumo devono trasformarsi in contenitori di emozioni e
di esperienza e, in quest’ottica, diventano di fondamentale
importanza leve come il design, il visual merchandising
ed i servizi accessori, leve che devono sapientemente
essere integrate in una visione progettuale olistica. L’intero
appuntamento ha rappresentato un momento di incontro,
di confronto e di scambio tra i diversi attori del mondo
del retail, offrendo informazioni e stimoli su potenzialità e
sviluppi futuri. La partecipazione di oltre 220 attori della
business community e operatori del settore sottolinea il vivo
interesse per gli argomenti trattati e per le strategie in grado
di individuare le nuove e significative opportunità per il
settore. Per l’evento è stato scelto come Moderatore Simona
Finessi, Direttore responsabile delle testate A+D+M e P.O.;
la scelta suggella una partnership instaurata ormai diversi anni
fa fra Popai e la casa editrice Publicomm e testimonia il ruolo
di opinion leader che l’importante associazione internazionale
riconosce alle testate rappresentate dal nostro Direttore
Simona Finessi. | www.admnetwork.it | follow us on |
Sono intervenuti in qualità di relatori:
Matteo Bressanin
International Retail Manager Nestlé NESPRESSO SA
Simone Domenella
Managing Director CARLO PAZOLINI
James Damian
Former Senior Vice President, Chief Design Officer BEST BUY
Alasdair Lennox
Creative Director FITCH Europe & Russia
Renato Montagner
Art Director Pirelli PZERO
POPAI Italia è il centro di competenza del retail che considera il
Punto di Vendita un mezzo di comunicazione, quello più vicino al
consumatore, unico nella fase in cui il cliente diventa acquirente.
L’impegno di POPAI ITALIA è quindi quello di promuovere e
valorizzare il ruolo chiave del Punto di Vendita avvalendosi degli
strumenti più idonei e attuali grazie alla sua collocazione di privilegiato
osservatorio internazionale. www.popai.it
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
41
PGYU
PRESENTATO ALLA TRIENNALE L'ADI DESIGN INDEX 2011
La pubblicazione annuale
ADI Design Index costituisce
preselezione per il Premio
Compasso d’Oro ADI triennale.
Presentata alla Triennale di
Milano lo scorso 30 novembre,
l’edizione 2011 segna una
svolta nel modo di comunicare
con imprese, professionisti e
appassionati di design. Dopo
il successo della XXII edizione
del Compasso d’Oro, nel
prossimo ciclo di selezione
(2011, 2012, 2013) ADI Design
Index cambia radicalmente
fisionomia. Il progetto grafico,
interamente rinnovato, è stato
affidato allo studio ZUP Design
(XXII Compasso d’Oro per il
progetto di comunicazione
per l’Icograda Design Week
di Torino 2008). Ma il nuovo
ADI Design Index prevede
soprattutto novità di struttura
e di progetto editoriale:
alla tradizionale edizione
a stampa si aggiungono i
media digitali: la qualità
dei prodotti, che rimane
l’elemento distintivo della
selezione, potrà essere così
comunicata a un pubblico più
ampio, accrescendo il valore
informativo del sistema
costituito da ADI Design
Index e Premio Compasso
d’Oro ADI. Un layout innovativo
www.adidesignindex.com
che introduce la modalità
interattiva QR di consultazione
del volume, per aprire nuove
possibilità di comunicazione a
vantaggio di tutti i selezionati.
Un modo per offrire un servizio
nuovo e di conferire a questa
pubblicazione lo stesso spirito
visionario e rivoluzionario del
design italiano.
A BOLOGNA PALAZZO PEPOLI: 20 MILA METRI QUADRATI DI MUSEO DIFFUSO
dall’architetto Mario Bellini,
e il progetto grafico, curato
dall’architetto Italo Lupi,
rendono la visita al museo
un’esperienza unica. Palazzo
Pepoli. Museo della Storia di
Bologna (via Castiglione 8 –
40136 Bologna) verrà aperto
al pubblico da sabato 28
gennaio 2012.
www.genusbononiae.it
Genus Bononiae. Musei nella
Città è un percorso culturale,
artistico e museale articolato
in edifici nel centro storico
di Bologna, restaurati e
recuperati all’uso pubblico:
la Biblioteca d’Arte e di Storia
di San Giorgio in Poggiale,
con un prezioso patrimonio
librario a partire dal 1500;
San Colombano; la Chiesa di
Santa Cristina; Santa Maria
42
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
della Vita, ove è collocato
il il capolavoro scultoreo
Compianto sul Cristo morto;
Palazzo Fava. Palazzo delle
Esposizioni; Casa Saraceni;
San Michele in Bosco. E
infine Palazzo Pepoli. Museo
della Storia di Bologna,
cuore del percorso Genus
Bononiae, il museo dedicato
alla storia, alla cultura e alle
trasformazioni di Bologna,
dalla Felsina etrusca fino
ai nostri giorni. Le alterne
vicende della comunità
locale sono qui raccontate in
modo innovativo e dinamico,
con tecniche espositive
scenografiche ed interattive
suggestive e per molti versi
inedite nel nostro Paese. La
splendida cornice del palazzo
medievale, reinventato,
restaurato e allestito
Gillo Dorfles, nato a Trieste
nel 1910, è una tra le più
importanti figure di artista e
di intellettuale nel panorama
italiano dal dopoguerra ad
oggi. Sino al 12 febbraio 2012
al Mart di Rovereto è possibile
visitare la mostra “Gillo
Dorfles. Le opere recenti”
OUTSIDE THE BOX
a cura di Luigi Sansone e
con la collaborazione di
Daniela Ferrari. La mostra
non è una celebrazione,
ma la presentazione di una
produzione molto vasta, con
un’attenzione particolare ai
suoi ultimi lavori. Il percorso
espositivo tocca i momenti
salienti della sua ricerca, che
ha inizio negli anni Trenta, nel
solco dell’espressionismo e
del surrealismo.
Professore di estetica
e figura di primo piano
nell’ambito della storia e
della critica d’arte, Dorfles è
stato contemporaneamente
uomo di teoria e di prassi. La
dimostrazione più eclatante
www.mart.tn.it
PGYU
GILLO DORFLES AL MART DI ROVERETO
di questo la si ebbe nel 1948,
quando insieme a Bruno
Munari, Atanasio Soldati e
Gianni Monent, Dorfles fondò
un gruppo d’avanguardia - il
Movimento Arte Concreta
- che si poneva un compito
ambizioso: quello di indirizzare
la pittura lontano sia dalla
figurazione che dall’astrazione
postcubista. Prima di tutto
questo, Gillo Dorfles è stato
un pittore originalissimo e
prolifico, benché riservato, ma
soprattutto è stato fedele a
una precoce ispirazione e allo
stesso tempo pronto a rivedere
anche radicalmente, nel corso
della sua lunga carriera, gusti
e presupposti teorici.
www.contanima.com
Low and High Technologies for the Emergencies 2011
Sino al 15 gennaio 2012 è
possibile partecipare ad
“OUTSIDE THE BOX_Low
and High Technologies for
the Emergencies_2011”,
il concorso internazionale
di architettura che ricerca
idee progettuali in grado di
risolvere i diversi problemi
che nascono in situazioni
seconda fase (Bernardina
Borra, Luca Bullaro,
Lucy Bullivant, Martyn
Hook, Zaira Magliozzi,
Graziella Trovato) sceglierà
i tre vincitori. Al primo
classificato andrà un premio
di 10.000 dollari, al secondo
di 4.000 dollari e al terzo di
resto del mondo. La sfida
3.000 dollari. Sarà inoltre
è coniugare sostenibilità e
istituito un premio “Giuria
design parametrico.
popolare” di 5.000 dollari
La giuria della prima fase
assegnato al progetto,
di emergenza causate
(Mario Cucinella, Nancy
uno tra i dieci finalisti, che
ad esempio da fenomeni
naturali. Il Box è una piccola Goldring, Hans Ibelings, Neil avrà ottenuto maggiori
Leach, William Menking,
preferenze dai visitatori del
struttura temporanea che
Luis Moya Gonzalez,
sito www.contanima.com
può essere al contempo
Luigi Prestinenza Puglisi,
Analist Group provvederà
work-station e centro
Massimo Russo, Patrik
inoltre allo stanziamento
informazioni aperto al
Schumacher) selezionerà
di 10.000 dollari per la
pubblico e che permette
realizzazione di un modello
alla popolazione di rimanere dieci progetti finalisti tra
i quali poi la giuria della
del progetto vincitore.
sempre in contatto con il
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
43
PGYU
DISEGNO E DESIGN. BREVETTI E CREATIVITÀ ITALIANI
Sino al 29 gennaio 2012
presso il suggestivo spazio
della Rotonda di via Besana a
Milano sarà possibile visitare
la mostra “Disegno e Design
- Brevetti e creatività italiani”
prodotta dalla Fondazione
creatività italiana applicata
alla produzione industriale
e l’importanza che riveste
una corretta tutela della
proprietà industriale per
mantenere la competitività
del sistema paese nei mercati
internazionali. La mostra
ospita centinaia di brevetti,
disegni e marchi - conservati
presso l’Archivio Centrale
dello Stato e l’Ufficio Italiano
Brevetti e Marchi - che
testimoniano l’evoluzione e
Valore Italia e dal Ministero
l’espansione della creatività
dello Sviluppo Economico e
italiana degli ultimi cento
promossa dall'Assessorato
anni. La tappa milanese di
alla Cultura, Expo, Moda e
“Disegno e Design” attualizza
Design del Comune di Milano. ed amplia i contenuti già
L’esposizione presenta sotto
presentati a Roma nel 2009
una luce nuova il valore della ed a Shanghai nel 2010, in
PIER LUIGI NERVI. L'ARCHITETTURA MOLECOLARE
La sapienza di coniugare
arte e scienza, tecnica
ed eleganza, senza mai
perdere di vista funzione
e costi, è la cifra che ha
contribuito a fare di Pier
Luigi Nervi uno dei più grandi
architetti del Novecento.
Sino al 29 gennaio 2012 è
possibile visitare presso la
44
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Galleria Carifano di Fano la
mostra “Pier Luigi Nervi.
L'architettura molecolare”.
La mostra mette in luce,
attraverso fotografie e
progetti, la complessa attività
di Nervi che si manifesta
in molteplici aspetti che
vanno dall’ideazione alla
realizzazione delle sue
opere di ingegneria e di
architettura. Da architettoartista privilegiava materiali
come il calcestruzzo e il
ferro-cemento che riusciva
a plasmare con grande
abilità grazie alla sua
profonda conoscenza delle
tecniche costruttive. La
mostra si sviluppa intorno
a circa 150 riproduzioni,
in alta definizione, di
materiale documentario,
fotografico, progettuale e
grafico relativo alla figura
dell’architetto e alle sue
opere più significative.
L’Itinerario marchigiano di
Pier Luigi Nervi è parte di
un più ampio progetto di
ricerca coordinato da Fausto
Pugnaloni e Antonello
www.disegnoedesign.com
occasione dell’Esposizione
Universale, rappresentando
un ulteriore contributo
alla politica di diffusione di
una corretta cultura della
proprietà industriale che
vede impegnata, ormai da
molti anni, la Direzione
Generale per la Lotta alla
Contraffazione del Ministero
dello Sviluppo Economico.
Dalla nascita dell’idea alla
realizzazione della stessa,
con un’attenzione particolare
ad un aspetto sinora poco
indagato della produzione
industriale e che costituisce
invece il valore aggiunto del
fenomeno del Made in Italy:
l’unicità e irripetibilità del
modello.
www.sistemamuseo.it
Alici del dipartimento
DICEA, Università
Politecnica delle Marche e
finalizzato al censimento
e alla valorizzazione
dell’architettura del
Novecento nelle Marche.
Photos courtesy of Fabrizio Stipari
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
45
www.ttdesign.it
ph. Alberto Parise
46
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Blend Building - Generali Properties0LODQRSURMHFWE\$$SKRWRVFRXUWHV\RI(UQHVWD&DYLRODDQG*LXVHSSH0DULWDWL
Racconto Urbano
Urban Tale
Progetto vivo e dinamico,
elemento cangiante che vibra
e si muove insieme alla città,
riflessa nelle sue vetrate.
An alive and dynamic project, a changing
element that vibrates and moves together
with the city, reflected in its windows.
L
'intervento vuole essere un chiaro racconto
urbano della città, svolto tramite i riflessi dei suoi
monumenti, dei suoi molteplici contesti e del cielo.
Finalità dell'opera è concepire un nuovo prospetto
attraverso la reinterpretazione contemporanea della
stratificazione classica (basamento, elevazione,
coronamento), rendendo graduale e unitario il passaggio
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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tra le geometrie esistenti dei tre blocchi.
L'edificio è situato in piazza IV Novembre, di
forma prevalentemente quadrata, connessa
attraverso l'angolo nord ovest con l'estesa area
di piazza Duca D'Aosta, su cui s'affaccia il fronte
principale della stazione centrale di Milano.
Il concetto di dinamismo è centrale in questo
intervento e si ritrova sia negli aspetti più
visibili - la facciata, i materiali, la luce - sia in
quelli più tecnici legati agli impianti, studiati
per essere adattati in modo semplice e veloce
al variare delle esigenze dei diversi locatari.
L’edificio composto da 11 piani fuori terra e 3
interrati, si sviluppa intorno a una struttura
centrale in cemento armato in cui si trovano i vani
scale e ascensori, i bagni e i locali di servizio.
Dismesso da poco tempo, la sua funzione
principale e originaria era quella di edificio
per uffici, mantenuta nell’attuale progetto, anzi
resa ancora più definita dall’eliminazione degli
spazi commerciali esistenti al pian terreno.
La decisione dei progettisti è stata quella di non
intervenire in modo intrusivo sul preesistente
modificandone i volumi esterni o stravolgendone
la natura, quanto piuttosto di dare una nuova
lettura di quanto già edificato, riabilitando
l’edificio tramite l’elemento che lo rende
riconoscibile e integrato nella città, la sua facciata.
Una facciata a doppia pelle concepita per
massimizzare l'efficienza energetica e il comfort
termico, visivo e acustico degli utenti e che,
grazie alla composizione combinata di vetri di
differente colore e composizione (float, specchio,
extrachiaro), conferisce un'identità precisa
all’edificio rendendolo intrinsecamente dinamico.
La pelle esterna vetrata dell'edificio è
caratterizzata da quattro tonalità di colori,
dal più scuro verso l'angolo in alto a sud,
a uno sfondato verso il centro scendendo in
diagonale (ottenuto grazie ad una maggioranza
di vetri extrachiaro) per ricomporre il colore
e la matericità verso l'angolo nord basso.
Benché in posizione defilata, il progetto di
caratterizzazione della facciata la rende segno
evidente, percepibile e significativo su tutto l'arco
degli spazi pubblici, grazie soprattutto al duplice
effetto della riflessione e della mutazione del
colore che determinano, con il succedersi delle
sequenze temporali giornaliere e stagionali, e
delle diverse condizioni metereologiche, differenti
effetti di colore, trasparenza e luminosità.
Essendo uno dei fondamentali spunti progettuali,
il trattamento dei vetri della pelle esterna
raccoglie le potenzialità urbane e le trasforma in
un sistema di partecipazione e di valorizzazione
dello spazio. L'utilizzo di questo tipo di materiali
conferisce un'identità precisa all'edificio e al
contesto urbano dopo la sua trasformazione.
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48
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
49
YEAR OF FOUNDATION
1995
(5+1 Architetti Associati)
2005
(5+1AA Agenzia di Architettura)
NO. OF COLLABORATORS
Around 50
CONTACT
Via Interiano 3/11
16124 Genova
[email protected]
www.5piu1aa.com
5+1AA
Arch. Alfonso Femia, Arch. Gianluca Peluffo
CORE BUSINESS 5+1AA affronta la
città, il suo superamento e la sua
riaffermazione, confrontandosi con la
trasformazione e la descrizione della
realtà, perseguendo azioni quali il
dialogo con la realtà del banale e del
”brutto”, l’estetica della “povertà”, l’etica
della percezione.
MAIN PROJECTS 1998 e il 2005: Foro
di Aquileia, Campus Universitario di
Savona, Padiglione Wyler Vetta a Basilea,
Direzioni del Ministero degli Interni a
Roma, Low Emission Building di Savona,
Palazzo del Ghiaccio e dei Frigoriferi
Milanesi a Milano, Retail Park di Assago,
Villa Sottanis e Centro espositivo di
Casarza Ligure, Blend Building e Blend
Tower per Generali Properties a Milano,
Marina residence a Cotonou (con Peia
Associati). Dal 2005: Nuovo Palazzo del
Cinema di Venezia con Rudy Ricciotti,
Master Plan per l’Expo 2015 e le Nuove
strutture direzionali di Fiera Milano,
Riqualificazioni dei Docks di Marsiglia,
Officine Grandi Riparazioni Ferroviarie di
Torino, Complesso residenziale Generali
SGR a Milano, Museo del Giocattolo e
del Bambino a Cormano, le residenze a
San Giuliano di Puglia. Attualmente in
costruzione: sede dell’Agenzia Spaziale
Italiana a Roma; Area Metalmetron di
Savona, complesso residenziale “CM”
a Brescia, Centro Deledda e area della
Caserma Beleno a Venaria Reale.
AZIENDE / COMPANIES
arredi piano terra/furniture ground floor
DA.FLA
facciata a doppia pelle, vetrate, serrande /
double-skin facade, glass wall, claddings
SE.PA.M.
cartongessi/plasterboards
Knauf Milano
pavimenti sopraelevati/overhead floor
Joint Venture Production
porte interne/indoor doors
Lualdi Porte
tendaggi motorizzati/powered curtains
Model System Italia
elevatori/elevators
Colombo & C. Ascensori
corpi illuminanti/lights
Norlight progetto luce
50
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
CORE BUSINESS 5+1AA tackle, supersede
and reassert the city by confronting reality and
how it changes and is described, taking action
like dialoguing with the bland and “ugly”, the
aesthetics of “poverty” and ethics of perception
MAIN PROJECTS 1995 and 2005: Foro di
Aquileia, Savona University Campus, Wyler
Vetta Pavilion in Basel, headquarters of the
Ministry of the Interior in Rome, Low Emission
Building in Savona, Palazzo del Ghiaccio
e dei Frigoriferi Milanesi in Milan, Assago
Retail Park, Villa Sottanis and Exhibition
Centre in Casarza Ligure, Blend Building
and Blend Tower for Generali Properties in
Milan, Marina Residence in Cotonou (with
Peia Associati). From 2005: Nuovo Palazzo del
Cinema in Venice with Rudy Ricciotti, Master
Plan of Expo 2015, new Fiera Milano business
headquarters in Milan, Marseilles Docks,
Officine Grandi Riparazioni Ferroviarie in Turin,
Generali SGR residential complex in Milan,
Toys and Arts Factory in Cormano, Residences
in San Giuliano in Puglia. Currently under
construction: headquarters of the Italian Space
Agency in Rome, the Metalmetron area in
Savona, “CM” residential complex in Brescia,
Deledda Centre and Beleno Barracks area in
Venaria Reale.
T
he intervention aims at being a clear urban tale
of the city, described through the reflections of
its monuments, its multiple contexts and the sky.
Thepurposeoftheinterventionistoconceiveanewfaçade
through a contemporary reinterpretation of the classical
stratification (basement, elevation, superstructure),
making the passage among the existing geometries
of the three blocks gradual and homogeneous.
The building is located in IV Novembre Square and it is
mainly square-shaped, connected through the northwestcornertotheextendedareaofDucaD'AostaSquare,
on which the main front of Milan central station faces.
Theconceptofdynamismiscentralwithinthisintervention
andisfoundinboththevisibleaspects-façade,materials,
light - and in the more technical aspects related to
the installations, designed to be quickly and easily
adapted to the changing needs of the different tenants.
The building includes 11 floors above ground and 3
basements, and develops around a central structure
made of reinforced concrete where there are staircases
and elevators, bathrooms and utility rooms. No
longer in use, its main and original function was of an
office building, maintained in the current project and
made even more defined through the elimination of
the commercial spaces existing on the ground floor.
The decision of the designers was not to intrusively
intervene on the existing building by modifying the
external volumes or distorting their nature, but
rather to give a new reading of what has already
been built, rehabilitating the building through
the element that makes it recognizable and
integrated into the city, that’s to say, its façade.
The double skin façade is designed to maximize the
energy efficiency and the thermal, visual and acoustic
comfort of the users, and thanks to the combination
of glasses of different colours and composition
(float, mirror, extra-clear), it gives a precise identity
to the building, making it inherently dynamic.
The glass outer skin of the building features four
shades of colours, from the darkest one in the
upper south corner, to the sfondato technique used
diagonally towards the centre (obtained thanks to a
majority of extra-clear glasses) to reconstruct colour
and materiality towards the north bottom corner.
Although hidden from direct view, the characterization
project of the façade makes it a clear, perceptible
and meaningful element considering the whole
public spaces, mainly thanks to the double reflection
effect and the colour change they create, with the
succession of daily and seasonal sequences,
with the different weather conditions, the different
effects of colour, transparency and brightness.
Being one of the basic design ideas, the treatment of
the outer skin glasses collects the urban potentials
and transforms them into a system of participation
and valorization of the space. The use of this type
of materials gives a clear identity to the building
and to the urban context after its transformation.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
51
il progetto raccontato
52
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Le Terrazze&DULWjGL9LOORUED79SURMHFWE\0DUFR3LYDSKRWRVFRXUWHV\RI$QGUHD0DUWLUDGRQQD
Il piacere esperienziale
si traduce in qualità di
vita
Plesure reflected in the experiential quality of life
Recuperare una struttura
esistente destinandola a
funzioni abitative e di servizio,
in una nuova concezione di
edificio polifunzionale.
Demonstrate that an existing structure
can be retrieved, giving it a totally new
concept of a polyfunctional building.
U
n cantiere incompiuto incombeva, col suo scheletro di
cemento, su quella porzione di marca trevigiana situata
a nord di Treviso, tra il centro di Villorba e la Statale 13
Pontebbana, importante arteria di collegamento del territorio
veneto. Da oltre sedici anni questa presenza ingombrante,
originariamente destinata ad accogliere un grande centro
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
53
commerciale, versava le sue ombre grigie e lugubri
sul contesto circostante. Grazie all’approvazione del
piano integrato di riqualificazione urbana e ambientale,
la progettazione architettonica è stata assegnata ed
eseguita dallo Studio di Architettura Marco Piva.
Le Terrazze combinano lo spazio abitativo con la fruizione
di numerosi ambienti destinati alla collettività. Un
albergo, un auditorium per manifestazioni culturali, un
centro benessere, un ristorante, un’area commerciale
e artigianale, un residence con varie tipologie abitative,
si rivelano strutture adatte ad aggregare gli abitanti del
complesso ma anche ad agevolare i rapporti esistenti
tra edificio, città e territorio. È una soluzione, questa,
che mira al rafforzamento delle relazioni sociali nel
rispetto delle tradizioni abitative e culturali del luogo.
Dal recupero del passato nasce un progetto dal pensiero
54
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
innovativo, piacevole da vivere o, semplicemente, da
fruire. Un’opportunità per accrescere i servizi destinati
a residenti, imprenditori, turisti. Un ambito ricco di
stimoli dove abitare, lavorare, socializzare, fare acquisti
o rilassarsi. Le Terrazze si articolano su più piani
orientati a diverse destinazioni d’uso, al tempo stesso
distinte e collegate tra loro. La maglia strutturale di
pilastri e travi che caratterizzava fortemente l’impianto
preesistente è stata tradotta in un edificio a volumi
digradanti, dove le terrazze sfruttano gli arretramenti
delle facciate, mentre ascensori, scale, collegamenti
verticali solcano i dislivelli volumetrici e garantiscono
efficienza alla struttura. Il tema del verde fornisce il
trait d’union tra il contesto bucolico circostante e quello
iperattivo della Pontebbana su cui affaccia la struttura.
Disegnato come un landscaping omogeneo, stimola
il rapporto simbiotico col territorio e offre occasioni
di socializzazione. La grande “piazza” a cielo aperto
polarizza la vita del complesso, come un’antica corte
che si impreziosisce di elementi attrattivi. E poi gli
innumerevoli e diversificati servizi: i parcheggi per gli
abitanti della struttura, coperti e scoperti, la palestra, il
ristorante, gli uffici commerciali, il centro fitness.
“I nuovi concetti architettonici, talvolta derivati dal
riutilizzo di strutture industriali e commerciali dimesse,
possono rendere soluzioni formali e funzionali
talmente avanzate e innovative da attribuire nuove
qualità alla vita residenziale nelle aree suburbane,
anche attraverso l’utilizzo di nuove tecnologie e nuovi
sistemi gestionali, come nel caso de Le Terrazze di
Treviso, nate dal recupero di un cosiddetto “ecomostro”.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
55
YEAR OF FOUNDATION
1984
NO. OF COLLABORATORS
30/40
CONTACT
Via Maiocchi
20129 Milano
[email protected]
www.studiomarcopiva.com
STUDIO MARCO PIVA
Arch. Marco Piva
CORE BUSINESS Marco Piva definisce
il suo linguaggio emozionante, fluido e
funzionale, firmando le proprie realizzazioni
legate all’architettura, al product e
all’interior design. Viaggiatore prima ancora
che progettista, studia e crea soluzioni
progettuali intrise di libertà stilistica,
gli oggetti si caricano di emozionalità e
nuova simbologia, i colori contrastano ogni
intellettualismo e rigidità. Ha realizzato
numerosi progetti di architettura e interior
design, in Italia come all’estero.
MAIN PROJECTS In Giappone, a Osaka,
complesso residenziale Next 21.
Laguna Palace a Mestre, il Port Palace a
Montecarlo, l’Hotel Mirage a Kazan, l’Una
Hotel di Bologna, il THotel di Cagliari, Il
Move Hotel a Mogliano Veneto, il complesso
multifunzionale Le Terrazze a Treviso.
Per il Gruppo Boscolo realizza le Suites
dell’Exedra di Roma, il B4 Net Tower di
Padova ed il Tower Hotel di Bologna. A
Dubai, su Palm Jumeirah, ha progettato il
Tiara Hotel, l’Oceana Hotel e il complesso
Porto Dubai. In Russia sta progettando
il nuovo complesso del Porto fluviale di
Novosibirsk. Recentemente è coinvolto
nella progettazione del complesso
residenziale Rawdhat Residential
Buildings ad Abu Dhabi. Intanto in Italia sta
portando avanti il progetto architettonico di
ristrutturazione ed ampliamento dell’Hotel
Excelsior Gallia a Milano.
CORE BUSINESS Exciting, fluid, functional.
This is the language that distinguishes Marco
Piva’s architectural creations, product design
and interior design. A traveller and a designer,
an innovator who is educated in rational
approaches, Marco Piva studies and creates
design solutions which are pervaded by stylistic
freedom and compositional sobriety. He has
done many interior and architectural projects,
both in Italy than abroad.
MAIN PROJECTS In Japan, in Osaka
residential complex Next 21.
Laguna Palace in Mestre, the Port Palace in
Monte Carlo, the Hotel Mirage in Kazan, the
Una Hotel in Boulogne , the T Hotel in Cagliari,
The Move Hotel in Mogliano Veneto and the
multifunctional complex Le Terrazze in Treviso.
For the Exedra Boscolo Group had creates the
Suites of Exedra in Rome, the B4 Net Padova
Tower and the Tower Hotel in Bologna. In
Dubai, on Palm Jumeirah, has designed the
Tiara Hotel Oceania Hotel and complex Porto
Dubai. In Russia is designing the new complex
of the river port of Novosibirsk. Currently, he is
engaged in the construction of the residential
complex Rawdhat Residential Buildings in Abu
Dhabi and on the architectural and interior
design project of the Hotel Excelsior Gallia in
Milan.
AZIENDE / COMPANIES
tutta la ferramenta/all the hardware
lattoniere/tinsmith
Officine Meccaniche Cenedese
S.I.L.L
impresa edile/building contractor
serramenti esterni/external claddings
CEV Impresa di Costruzioni Edili
Finstral-Officine Cenedese
impianti elettrici/electrical implant
Maber
sanitari e rubinetterie/external claddings and
faucets
luci/light
Ideal Standard
Flaver
porte/doors
pavimenti in gres/flor gres ground surface
Zanini
Florinvest
portoncini blindati/armor doors
tamponamenti esterni, cartongessi,
tinteggiature/external plugging, plasterboard,
paintwork
Zanini
Ediltecno
56
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
porte REI/REI doors
Ninz
A
n unfinished construction site hung with its cement
skeleton, between the center of Vollorba and SS 13
Pontabbana, the main street in the Veneto region.
For over sixteen years this bulky presence, originally
intended to accommodate a large shopping center,
poured dark gray shades on the surrounging context.
Due to the approval of the integrated plan for urban and
environmental regeneration, the architectural design of
this area was assigned to the Italian architectural Studio
Marco Piva.
The aim was to create a multi-functional building to
combine living spaces with common areas: an hotel,
an auditorium for cultural events, a wellness center,
a restaurant, a business and a commercial area, a
residence with different houses typology.
A suitable solution for aggregate the residents of the
complex, to strengthen social relations but also for
facilitate the relations between the building, the city, and
the surrounding territory, respecting the housing and
cultural traditions of the place.
From the recovery of the past has been created a
new innovative project, a pleasant place to live or
simply to enjoy. An opportunity to increase services to
residents, business people, tourists. A highly stimulating
environment to live, work, socialize, shop or relax.
A new scenographic implant in the Treviso area.
Le Terrazze is divided on several levels geared to
different uses, distinct and connected at the same time.
The structural grid of columns and beams that strongly
characterize the existing system has been translated
into a building with a sloping volumes, where the
terraces take advantage of the setbacks of the facades,
while elevators, stairs and vertical connections run
through the different volumetric levels and guarantee
efficiency to the structure.
The theme of the green provides the link between the
environment and the bucolic surroundings of hyperactive
Pontebbana on which the structure faces. Designed as a
uniform landscaping, stimulates symbiotic relationship
with the land and offers opportunities to socialize.
A big open-air "square" polarizes the life of the complex,
as an ancient courtyard. And then the many and varied
services: parking for the residents of the building, indoor
and outdoor, gym, restaurant, commercial offices, a
fitness center.
The new architectural concepts, derived from the reuse
of abandoned industrial and commercial structures, may
bring formal and functional solutions so advanced and
innovative to give a new quality at the residential life in
suburban areas, as in the case of Le Terrazze in Treviso,
arise from the recovery of a so-called "eco-monsters".
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
57
il progetto raccontato
58
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Air Bank, PragaSURMHFWE\&UHD,QWHUQDWLRQDOSKRWRVFRXUWHV\RI&UHD,QWHUQDWLRQDO
Concept innovation e
physical-brand-design
Concept Innovation and Physical-Brand-Design
Un nuovo modello di servizio
che diventa vero e proprio
marchio di scelta
nel panorama bancario.
A new model of service that becomes a real
brand of choice in bank panorama.
C
ommissionata da PPF, uno dei più importanti gruppi
finanziari e di investimento in Europa centrale e dell’est,
Crea International, la società italiana di retail design,
è stata coinvolta nella progettazione di un nuovo standard
bancario che fosse unico, innovativo e del tutto nuovo. Un vero
e proprio store bancario che trasgredisse i temi progettuali
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
59
tradizionali e che portasse un’aria nuova nel retail
banking del centro europa, un mercato ancora
ancorato a stereotipi tradizionali. Un innovative
concept che facesse chiaramente intuire di volere
conoscere i desideri e le aspettative dei propri
clienti, che li potesse far sentire a loro agio e
sicuri di come potersi muovere e cosa fare, in un
ambiente amichevole, familiare, fatto di rapporti
tra le persone, di interazione e condivisione, per
poter vivere la banca in un clima sempre positivo.
Air bank nasce proprio da questi valori con l’intento
60
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
di essere notata ed ammirata. Un negozio più che
una banca dove trasparenza, eleganza e semplicità
coesistono armoniosamente per creare un design
concept dove potersi muovere in libertà. Un “bank
store” di consulenza più che di transazioni, dove la
tradizionale esperienza del correntista all’interno
dell’istituto assume nuove connotazioni: il cliente
protagonista di un viaggio dove potersi sentire
libero, sempre con la consapevolezza che la banca
si muove per lui, con lui. Approcciandosi alla
realizzazione del progetto con la metodologia di
Physical-Brand-Design, il team creativo è partito
dall’analisi del mercato, in uno scenario sempre più
digitale dominato dalla continua crescita di nuove
tecnologie atte a sviluppare nuovi linguaggi per
banche sempre più tecnologiche ed informatizzate
a discapito delle relazioni con i propri clienti.
Questa tendenza ha creato una crescente perdita
di fiducia nella banca come istituzione. È nata
così l’esigenza di creare un design concept senza
fronzoli ma essenziale dove poter rendere più
facile il dialogo tra la banca ed i suoi clienti. Un
nuovo modello di servizio, aperto, libero dalle
costrizioni della banca tradizionale. Caratteristiche
visibili anche nel logo stesso della banca, pulito,
essenziale in un mix di colori dal verde al nero
che creano una decisa alternanza tra vitalità,
freschezza, rigore e sicurezza. Questo nuovo
interior design prende ispirazione dall’”Agorà”,
nella Grecia antica una piazza di aggregazione,
dove lo staff e il cliente possono stare fianco a
fianco. Ne risulta così un ampio spazio aperto
con al centro un’area multifunzionale con
sofisticata tecnologia interamente circondato
da un anfiteatro multigradino con postazioni
su vari livelli, tutte affacciate verso il centro.
Massimo Fabbro, cofondatore e ceo della società
milanese, commenta così l’ambizioso progetto:
“Credo che il concept di Air Bank rappresenti
un nuovo inizio nello scenario del retail banking.
Un negozio vero e proprio dove potersi sentire
alla pari con la banca, semplice e senza fronzoli
che accoglie il cliente in un ambiente inaspettato
e amichevole. Un ringraziamento speciale a
PPF che ci ha dato l’opportunità di creare un
concept del quale siamo profondamente fieri”.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
61
YEAR OF FOUNDATION
2001
NO. OF COLLABORATORS
20
CONTACT
via Voghera 7
20129 Milano
[email protected]
www.creainternational.com
CREA INTERNATIONAL
Arch. Alberto Pasquini (President) e Arch. Massimo Fabbro (Ceo)
CORE BUSINESS Crea International
è una società di retail design che
opera da anni con una metodologia
progettuale chiamata Physical Brand
Design® per cui la missione è di creare
progetti di design ad alto contenuto
di branding e definire un modello
di relazione e di servizio innovativo,
specifico per il brand. Operiamo
soprattutto nei settori bancari e di
telefonia ed in altri come food, fashion
and beauty, commercial center. Ci
definiamo design storyteller per la
capacità unica di raccontare una storia
di visione della marca e disegnarla
attraverso le forme e il modello di
servizio creando unicità e valore per il
brand.
MAIN PROJECTS
Retail Banking:
Barwa Bank (Doha- Qatar): The Most
Progressive Sharia Compliant Bank
Air Bank (Czech Republic): Agora
Concept
Extrabanca (Italy ): Multiethnic Bank
Chebanca! (Italy): Natural Tech
Telecommunications:
Tim (Italy): Warm Tech
Wind (Italy): Empathicspherical Flagship
Store
Vodafone (Italy): All Around You
Food:
Lavazza (Italy): We Are Italian, We Are
Eclectic!
7 Nana (Asia): Glam Chic
Airways:
Saudi Arabian Airlines (Kingdom
Of Saudi Arabia): Discovering The
Other Side Of The Moon: The Saudi
Experience
AZIENDE / COMPANIES
interni e mobilio/interior and furniture
A-Typ
insegne/signage
Optimo Vista
illuminazione/lights
Halla
62
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
CORE BUSINESS Crea International is an
Italian design company working through the
unique method of Physical Brand Design®:
our strength lies in integrating our extensive
knowledge and experience in the delivery
of strategically relevant and commercially
successful brand experiences for our
clients, by bringing the spirit and philosophy
of the brand "to life" within the space,
expressing its true soul.We have developed
this innovative design concept mainly in
banking,telecommunications and in other
different fields such as food, fashion and
beauty and commercial center. We define
ourselves design storyteller for the unique
ability to tell a story of the vision of the brand
through the forms and the service oriented
design, because we believe in the courage
to innovate and create unique value for the
brand.
MAIN PROJECTS
Retail Banking:
Barwa Bank (Doha- Qatar): The Most
Progressive Sharia Compliant Bank
Air Bank (Czech Republic): Agora Concept
Extrabanca (Italy ): Multiethnic Bank
Chebanca! (Italy): Natural Tech
Telecommunications:
Tim (Italy): Warm Tech
Wind (Italy): Empathicspherical Flagship
Store
Vodafone (Italy): All Around You
Food:
Lavazza (Italy): We Are Italian, We Are
Eclectic!
7 Nana (Asia): Glam Chic
Airways:
Saudi Arabian Airlines (Kingdom Of Saudi
Arabia): Discovering The Other Side Of The
Moon: The Saudi Experience
C
ommissioned by PPF, one of the most important
investment and financial groups in Central and
East Europe, Crea International, the retail design
Italian society, has been involved into the project of a
completely new , innovative and unique banks standard.
A real bank store that infringed the traditional project
themes and that could bring new air in retail banking
in Centre Europe, a market that is still anchored to
traditional stereotypes.
An innovative concept that could clearly make guess to
know desires and expectations of its own customers,
that could make them feel at their ease and sure about
what to do and how to move, in a friendly and familiar
environment, made of relationships among people,
interaction and sharing, in order to live the bank always
in a positive atmosphere. Air bank is born from these
values with the goal to be noticed and admired.
A store more than a bank where transparency, elegance
and simplicity coexist in harmony to create a concept
design where it is possible to move freely.
An advice “bank store” more than a transition one,
where the traditional experience of the account holder
inside the institute assumes new connotations: the
customer as the protagonist of a trip where he can feel
free, always with the consciousness that the bank in
moving for him and with him.
Approaching the project realization with the PhysicalBrand-Design method, the creative team has started
from the market analysis, in a more and more digital
panorama dominated by the constant growth of new
technologies destined to develop new languages for
banks more and more technological and computerized
to detriment for the relations with customers. This
trend has created a growing loss of faith in the bank as
an institution.
That’s how the exigency of creating a new concept
design was born, a plain but essential concept where
to make easier the dialogue between the bank and its
customers. A new model for service: open, free from
the constrictions of traditional banks.
Characteristics that are visible even in the bank logo
itself: clean, essential in a colour mix from green to
black that create a resolute alternation between vitality,
freshness, rigour and safety.
This new interior design takes inspiration from “Agora”,
in ancient Greece an aggregation square where the
staff and the customer can stand side by side.
The result is an open space with a multifunctional
area in the centre with a sophisticated technology
totally surrounded by a multi-steps amphitheatre with
positions in different levels, all looking at the centre.
Massimo Fabbro, co-founder and CEO of the Milanese
society, comments the ambitious project as follows:
“I think that the Air Bank concept represents a
new start in the retail banking panorama. A true
store where to feel at par with the bank, easy and
plain that receives the customer in a friendly and
unexpected place. A special thank to PPF that gave us
the chance to create a concept we are very proud of”.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
63
il progetto raccontato
6464
A+D+M
A+D+M||MAGAZINE
MAGAZINE||2011
2011||##35
35
W-Hotel Saint PetersburgSURMHFWE\$QWRQLR&LWWHULR3DWULFLD9LHO3DUWQHUVSKRWRVFRXUWHV\RI:+RWHO
W Hotels Worldwide
debutta in Russia
W Hotels Worldwide makes its debut in Russia
L’ultimo capolavoro del
programma di rapida
espansione globale del marchio,
mirato a diventare una potenza
mondiale delle strutture di
lusso fondate sull'eccellenza del
design.
The last masterpiece of the brand’s
rapid global expansion program,
aimed to become a world power in
luxury structures founded on design
excellence.
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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W
Hotels Worldwide, il marchio che
ha sfondato le demarcazioni di
categoria degli hotel e ha rigenerato
il settore alberghiero, fa ingresso in Russia
con l'inaugurazione dell'attesissima struttura
W St. Petersburg. L'hotel W St. Petersburg,
proprietà di Real Estate Development Ltd,
offre un'esperienza di vita moderna integrata
che si manifesta in tutti gli ambienti curati
nei minimi dettagli, dal layout degli spazi alla
scelta delle finiture fino agli arredamenti
su disegno (millwork). Firmato dallo studio
milanese Antonio Citterio Patricia Viel and
Partners che hanno tratto ispirazione dalla
tradizione architettonica della città e delle
tonalità delle gemme caratteristica delle
famose Uova Fabergé, strato dopo strato
l'hotel W di San Pietroburgo vi fa scoprire
elementi ambiziosi e sorprendenti.
L’Interior fit-out realizzato da Antonio Citterio
Patricia Viel and Partners esalta il colore, la luce,
l'effetto visivo e il comfort per trasferire all'interno
66
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
dell'hotel l'atmosfera stimolante e ammaliante
e la tonalità vivace dell'architettura iconica della
città. Ispirandosi all'Uovo Fabergé, la struttura W
di San Pietroburgo si apre strato dopo strato
per manifestarsi al visitatore. Circondata
da siti architettonici simbolici, la concenzione
modernissima differenzia la struttura dallo stile
storico e rococò della città.
Situato al cuore della "Venezia del Nord", l'hotel
W di San Pietroburgo è destinato ad incrementare
l'atmosfera stimolante di una città che da secoli è
una delle mete preferite dai viaggiatori più raffinati
e dall'aristocrazia. L'hotel si trova a pochi passi dai
punti di riferimento più importanti della città quali
la Cattedrale di Sant'Isacco, il Palazzo d'Inverno
che ospita il famoso Museo dell'Ermitage e il
maestoso fiume Neva che conferisce alla città
un fascino particolare. W St. Petersburg offrirà
un'esperienza di stile di vita moderno corredato
da servizi esaurienti e completi. Delle 137 camere
dell'hotel, vi sono 10 suite e una suite Extreme
WOW (l'interpretazione di W della tradizionale
Suite Presidenziale), tutte contraddistinte da
arredi individuali ornati di particolari briosi
esclusivi a San Pietroburgo. L'hotel offre anche
un ristorante distintivo miX, un bar e una
lounge sulla terrazza firmati da Alain Ducasse,
e una spa esclusiva con piscina coperta e
un attrezzatissimo centro fitness SWEAT®
equipaggiato Technogym. Gli ospiti potranno
inoltre usufruire del servizio iconico "Whatever/
Whenever" offerto da W che mette a disposizione
dei clienti qualsiasi servizio possano richiedere
(da un paio di scarpette per correre fino a un jet
privato) e in qualsiasi momento lo desiderano.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
67
YEAR OF FOUNDATION
1999
NO. OF COLLABORATORS
65
CONTACT
Via Cerva 4
20122 Milano
[email protected]
www.antoniocitterioandpartners.it
ANTONIO CITTERIO PATRICIA VIEL AND PARTNERS
Arch. Antonio Citterio & Arch. Patricia Viel
CORE BUSINESS Antonio Citterio con
Patricia Viel sono i soci fondatori della
società con sede a Milano. Lo studio
opera a livello internazionale sviluppando
programmi progettuali complessi, ad
ogni scala ed in sinergia con un network
qualificato di consulenze specialistiche.
Queste le tipologie progettuali realizzate:
piani urbanistici, complessi residenziali
e commerciali, stabilimenti industriali,
ristrutturazioni conservative di edifici
pubblici, pianificazione di spazi per il lavoro,
uffici, showroom, alberghi. La società di
progettazione è inoltre attiva nel settore
della comunicazione aziendale e realizza
progetti di immagine coordinata ed
allestimenti.
MAIN PROJECTS Tra i progetti recenti:
l‘edificio milanese nuova sede corporate
del gruppo Ermenegildo Zegna; il Bulgari
Hotel di Milano e Bali, uffici e asilo
aziendale a Verona per la multinazionale
farmaceutica GlaxoSmithKline, il progetto
di sviluppo Cascina Merlata a Milano,
edifici residenziali a Milano, Hong Kong
e Singapore, il progetto per il Centro
Culturale di Milano, la conversione
dall’Ex Palazzo delle Poste a Milano in
un importante centro per il terziario, il
Museo del Design alla Triennale di Milano.
Lo studio ha partecipato e partecipa a
numerosi concorsi a inviti nazionali e
internazionali ed è certificato UNI EN ISO
9001:2008.
CORE BUSINESS Antonio Citterio and Patricia
Viel are the founders of Antonio Citterio Patricia
Viel and Partners, headquartered in Milan.
The studio operates at international level
developing complex long-term projects, all
scales and in synergy with a qualified network
of specialist consultants. Among the several
typologies of projects realized are: urban
plans, residential and commercial complexes,
industrial establishments, conservative
restructuring of public buildings and planning
of spaces for work, offices, showrooms and
hotels. The firm is also active in the sector of
corporate communication and implements
projects for temporary events and exhibitions.
MAIN PROJECTS Recent projects include:
the new Ermenegildo Zegna Group corporate
headquarters in Milan, the Bulgari Hotels in
Milan and Bali, offices and company nursery
for multinational pharmaceutical company
GlaxoSmithKline in Verona, the Cascina
Merlata development project in Milan, private
homes in Milan, Hong Kong and Singapore,
the Milan Cultural Centre project, conversion
of Milan’s former Post Office Building into
an important service industry centre and the
Triennale Design Museum in Milan.
The firm has taken part, and continues to take
part, in numerous national and international
competitions and invitations, and is UNI EN
ISO 9001:2008 certified.
AZIENDE / COMPANIES
allestimento e arredi aree pubbliche/completion and furniture for public areas
B&B Italia Contract
allestimento e arredi su disegno stanze/completion and rooms furniture
Poliform Contract
attrezzi da palestra/fitness equipment for gym
Technogym
68
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
W
Hotels Worldwide, the brand that has broken
through hotels rates demarcations and has
re-generated hotel trade, enters Russia with the
opening of the eagerly awaited structure W St.
Petersburg.
The Hotel W St. Petersburg, property of Real
Estate Development Ltd, offers an integrated
modern life experience that shows up in each
ambient made with attention to the smallest detail,
from layout spaces to finishing, up to millworks.
Signed by the milanese studio Antonio Citterio
and Patricia Viel and Partners who have been
inspired by the town’s architectonical tradition
and by the gems’ tone main characteristic of the
famous Faberge Eggs, coat by coat the W hotel in
St. Petersburg makes you discover ambitious and
stunning elements.
The interior fit out realized by Antonio Citterio and
Patricia Viel and Partners exalts colours, light,
visual effect and comfort to transfer into the hotel
the stimulating and enchanting atmosphere
and the bright tone of town’s iconic architecture.
Getting inspired by Faberge Eggs, St. Petersburg W
structure opens coat by coat in order to show itself
to the visitor.
Surrounded by symbolic architectonical sites, the
very modern conception differentiates the structure
from town’s historical and rococo style.
Placed in the heart of “The northern Venice”, the
W Hotel in St. Petersburg is destined to increase
the stimulating atmosphere of a town that has
been, for ages, one of the favourite destinations for
very refined travelers and aristocrats. The hotel
is situated a short way from the most important
reference points in town such as Saint Isaac’s
Cathedral, The Winter Palace that houses the
famous Heritage Museum and the majestic river
Neva that gives a particular charm to the whole
town. W St. Petersburg will offer a modern life
style experience equipped with complete and
exhaustive services. Among the 137 rooms of the
hotel, there are 10 suites and 1 Extreme WOW suite
(the W interpretation of the traditional Presidential
Suite), all characterized by individual furnishings
decorated with exclusive, particular and vivacious particulars
from St. Petersburg. The hotel also offers a distinctive miX
restaurant, a bar and a lounge on the terrace signed by Alain
Ducasse, and an exclusive spa with a covered swimming pool
and with a very well equipped fitness centre SWEAT® supplied
by Technogym. The guests can also benefit of the iconic service
"Whatever/Whenever" offered by W that places at disposal of
the customers any kind of service they may require (from a
pair of shoes for running up to a private jet) at any time they
desire. | www.admnetwork.it | follow us on |
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
69
il progetto raccontato
70
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Glas Italia Headquarter0DFKHULR0%SURMHFWE\/LVVRQL$VVRFLDWLSKRWRVFRXUWHV\RI/LVVRQL$VVRFLDWL
Contenitore e (è)
contenuto
Content and (is) content
Una rivisitazione
contemporanea tutta
home-made, attuata quasi
totalmente con materiali e
arredi firmati Glas.
A contemporary home-made rivisitation,
almost totally accomplished with objects
signed by Glas.
I
l nuovo centro di produzione delle Industrie vetrarie Emar-Glas è
il risultato dell’ampliamento della vecchia sede situata a Macherio
in provincia di Monza Brianza.
L’edificio è caratterizzato da una pelle di rivestimento esterna che
oltre a ricoprire parzialmente l’edificio preesistente si estende ed
integra tutto il perimetro del nuovo complesso.
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
71
La pelle di rivestimento esterna è stata realizzata miscelando in
maniera casuale lastre verticali di U-glas di tre differenti dimensioni
in larghezza. L’effetto finale è quello di una grande scatola traslucida
che raggiunge il massimo effetto di notte quando si illumina
completamente. La scatola è interrotta, sul lato nord, da un volume
realizzato con lastre sabbiate in cemento armato, un preciso omaggio
a Carlo Scarpa. La struttura cubica ospita l’ufficio per il ricevimento
merci al piano terra ed una spettacolare sala riunioni al livello
superiore. Oltre a questo volume altri elementi rompono la sequenza
irregolare delle lastre di U-glas: lunghi e stretti tagli realizzati in
lamiera di acciaio nero mascherano i serramenti a lamelle di vetro,
atti a garantire la corretta ventilazione degli ambienti interni.
Un camminamento in lastre di cemento sabbiato di differenti
misure conduce alla zona accoglienza, attraversando un giardino
ornamentale sempreverde, al cui centro è stata posizionata una
pianta d’alto fusto. La reception si affaccia, attraverso l’ampia vetrata
sul giardino e si sviluppa a tutta altezza (circa 9 mt). Quasi al centro
della reception si trova la grande scala-scultura, in acciaio e vetro
72
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
autoportante, che conduce al livello superiore dove
sono situati gli uffici, le sale riunioni, lo showroom e
la caffetteria. Le partizioni in vetro tra gli ambienti che
si affacciano su giardini/cavedio dai quali traggono
aria e luce naturali, creano un’atmosfera ariosa ed
enfatizzano l’eleganza dell’edificio. Tutti gli arredi
utilizzati fanno parte della collezione Glas, fatta
eccezione per quelli tecnici al servizio degli uffici
e quelli realizzati su disegno da Lissoni Associati.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
73
YEAR OF FOUNDATION
1986
NO. OF COLLABORATORS
60 apx
CONTACT
via Goito 9
20121 Milano
[email protected]
www.lissoniassociati.com
LISSONI ASSOCIATI
Arch. Piero Lissoni
CORE BUSINESS Il lavoro dello studio
Lissoni Associati comprende progetti
d’architettura, disegno industriale e grafica,
dall’arredamento agli accessori, dalle
cucine ai bagni, dall’illuminazione alla
corporate identity, pubblicità, cataloghi e siti
web per hotel, showroom, stand fieristici,
case private, negozi e barche.
Lo studio, dove lavorano circa 70 persone
progetta per Alessi, Artelano, Boffi,
Cappellini, Cassina, Fantini, Flos/Antares,
Fritz Hansen, Glas Italia, Kartell, Knoll
International, Lema, Living Divani, Lualdi,
Matteograssi, Olivari, Poltrona Frau, Porro,
Sabattini e Thonet.
MAIN PROJECTS Oltre a numerosi
showroom per Boffi, Porro, Cassina e
Tecno, Piero Lissoni ha completato la sede
di Living Divani ad Anzano del Parco(2007),
le sedi Glas (2010) e Matteograssi (2010)
nei dintorni di Milano; la sede per il gruppo
La Rinascente a Milano (2006), lo store
Benetton di 8 piani a Istanbul (2009).
I progetti inaugurati di recente includono la
ristrutturazione della Club House Ferrari
nella pista di Fiorano; le sale rinnovate
e l’Atelier di Pasticceria del ristorante
Filippo La Mantia all’interno dell’Hotel
Majestic a Roma; appartamenti e ville
private a Milano e in Toscana; Studio M
Hotel a Singapore, Hotel Bellariva , in un
antico palazzo riconvertito in hotel di lusso
sul Lago di Garda; le suites principali per
The Pierre Hotel a New York e per The Taj
Palace Hotel a Mumbai.
AZIENDE / COMPANIES
mobili d’arredo /furniture
Glas Italia
74
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
CORE BUSINESS The work of the studio
embraces architecture, graphic and industrial
design projects, ranging from furniture,
accessories, kitchens, bathroom and lighting
fixtures to corporate identity, advertising,
catalogues and packaging. Interior design
projects include hotels, showrooms, trade
stands, private houses, shops and yachts.
The studio currently employs over 70 people,
comprising architects, designers and
graphic designers and creates solutions
for international clients: Alessi, Artelano,
Boffi, Cappellini, Cassina, Flos/Antares, Fritz
Hansen, Glas Italia, Kartell, Knoll, Lema ,
Living Divani, Lualdi, Matteograssi, Olivari,
Poltrona Frau, Porro, Sabattini and Thonet.
MAIN PROJECTS In addition to showrooms for
Boffi, Cassina, Porro and Tecno, Piero Lissoni
re-designed the headquarters of Living Divani
in Anzano del Parco (2007), headquarters
for Glas Italia (2010) and Matteograssi (2010)
near Milan; La Rinascente Group new offices
in Milan (2006) and a building for Benetton
Flagship store in Istanbul (2009).
Numbered among the more recently
inaugurated projects include the principal
suites for the Pierre Hotel New York and for the
Taj Palace Hotel in Mumbai, the Studio M Hotel
in Singapore, Hotel Bellariva on Garda Lake at
Gardone Riviera; the renovation of Ferrari Club
House on Fiorano race track; new rooms and a
“Pastry Atelier” at Filippo La Mantia restaurant
inside the Majestic Hotel in Rome; apartments
and villas in Milan and Tuscany.
T
he new production centre of Emar-Glas glass
industries is the result of the enlargement of
the former headquarters located in Macherio,
in the province of Monza Brianza. The building
features an external coating skin. In addition
to partly covering the pre-existing building, it
extends and integrates the entire perimeter of
the new complex. The external coating skin has
been made by randomly mixing vertical U-glass
slabs of three different widths. The final effect
is that of a big translucent box reaching the
maximum effect at night when it lights up
completely. The box is interrupted, on the
north side, by a volume made of sandblasted
reinforced concrete slabs, a clear tribute to
Carlo Scarpa. The cubic structure houses the
office for the receipt of goods on the ground
floor and a spectacular meeting room on the
upper floor. In addition to this building, other
elements break the irregular sequence of
U-glass slabs: long and narrow cuts made of
black steel sheet mask the glass reed windows,
in order to ensure the proper ventilation
of indoor environments. A walkway made
of sandblasted concrete slabs of different
sizes leads to the reception area, through an
evergreen ornamental garden, at the centre of
which a high-trunk tree has been placed. The
reception area overlooks the garden through
the large window and develops from floor to
ceiling (about 9 metres). Almost in the middle
of the reception area there is the big stairsculpture, made of steel and self-supporting
glass, leading to the upper floor where the
offices, meeting rooms, showroom and coffee
shop are located. The glass divisions among
the environments overlooking the gardens/
skylight well from which they get natural air
and light, create a breezy atmosphere and
emphasize the elegance of the building. All the
furniture used is part of the Glas collection,
except for the technical furnishings for the
offices and the ones designed by Lissoni
Associati. | www.admnetwork.it | follow us on |
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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CPVGRTKOG
Emozioni e tecnologia: nuova visione del Retail a Kuwait City
Un nuovo concetto di retail sviluppato dal gruppo Al Riyash, che introduce multi brand, multi solution,
prodotti di qualità nel mercato di Kuwait City.
Emotions and technology: a new vision of retail in Kuwait City
A new retail concept developed by Al Riyash group, which introduces multi brands,
multi solutions and quality products in Kuwait City market.
Diviso in diverse specialità, casa,
living, luce, paesaggio, mondo
del mosaico, wellness, facciate e
tecnologia, la show room è uno
studio che propone soluzioni di
pietre per interni ed esterni.
Il progetto si basa sul concetto
di emozioni e tecnologia, dove
l’acqua è l’elemento predominante
e, completandosi con gli elementi
della natura e integrato alla luce,
crea aree sensoriali.
All’esterno una seconda pelle in
vetro ricopre la facciata alzandola
di un piano: nell’intercapedine
tra, il muro esistente ed il vetro
sono alloggiate file di led che
illuminano il vetro e, programmate
per cambiare colore e sfumature,
trasformano la facciata e le vetrine
del piano terra in un enorme
quadro scenografico.
All’interno, al piano terra, lo
spazio è diviso in aree emozionali:
area naturale, l’area lounge e
living, l’area spa e benessere;
tutte queste zone sono disegnate
abbinando i vari materiali e prodotti
che Arrai vende. Al primo piano
si giunge grazie ad una scala di
vetro, un passaggio suggestivo
in un’atmosfera di luce bianca,
trasparente e naturale grazie ad
una cascata d’acqua che scorre
lungo un muro semicircolare
ed illuminato. Touch screen
programmati su tavoli e pareti
e un quasi “hollywoodiano“
megaschermo di vetro colorato da
un moderno sistema di led prima
dell’ingresso alla show room a
preannunciare lo spettacolo.
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76
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Divided into different special
elements - house, living, light,
landscape, mosaic world, wellness,
façades and technology - the
showroom is a studio that offers
stone solutions for interior and
exterior spaces.
The project is based on the concept
of emotions and technology,
where water is the predominant
element, and by combining with
the elements of nature and being
integrated to the light it creates
sensory areas.
Outside, a second glass skin covers
the façade raising it one floor. LED
rows are placed in the hollow space
between the existing wall and the
glass. In this way, they lighting
up the glass and, since they are
programmed to change colours
and shades, they turn the façade
and the ground floor windows into
a huge stage painting.
Inside, on the ground floor, the
space is divided into emotional
areas: natural, lounge and living,
spa and wellness. All these areas
are designed by combining the
materials and products sold
by Arrai. People reach the first
floor through a glass staircase,
an evocative passageway in an
atmosphere of white, clear and
natural light thanks to a waterfall
flowing along a semicircular and
lighted wall.
The show is preannounced by
touch screens programmed on
tables and walls and an almost
“Hollywoodian” huge glass screen,
coloured by means of a modern
LED system before entering the
showroom.
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Project
Showroom Arrai
Location
Kuwait City
Design by
Marcello Albini
Un Museo della memoria a cielo aperto per l’anniversario della Grande Guerra
Tre ambiti di intervento nel Carso Goriziano, specifici progetti fortemente relazionati
tra di loro e inseriti in una visione strategica di scala territoriale.
Location
Altopiano Carsico
Designed by
Studio Burgi
An open-air museum of memory for the anniversary of the Great War
Three areas of intervention in the Goritian Karst. Specific projects highly related to each other and considered according
to a strategic vision on a regional scale have been proposed.
1) Museo di San Michele.
Il nuovo museo viene collocato
all'interno della collina di riporto che
corrisponde all'attuale parcheggio.
La collina ha un declivio naturale
che permette di portare il paesaggio
all'interno delle sale espositive, nelle
quali l'osservatore si accosta ad un
passato ricco di storia e di valore.
1
2
3
2) Castellazzo e Doberdò del lago
In una prima fase viene risistemato un
tratto di sentiero esistente e,
grazie ad un perimetro netto e
ad una ringhiera dal design
contemporaneo, si definisce un
semplice spazio dal quale si gode di
un'ampia vista sul lago. Si interviene in
seguito tagliando la terra e scendendo
tra le due pareti carsiche, toccandole,
sperimentando l'entrare dentro
questa roccia che normalmente
si vede solo affiorare tra l'erba e la
vegetazione.
3) Redipuglia
Si vuole restituire integrità al Bosco
dei cipressi: questa macchia verde
e compatta riporta per assonanza
l'immagine originaria del colle, dove al
posto dei cipressi vi erano le croci dei
caduti. Si immagina per chi arriva
all'area del belvedere, la possibilità
di trovare uno spazio ampio,
ombreggiato, sereno, che suggerisca
l'esistenza di un futuro oltre la
memoria e porti ad un atteggiamento
non solo di ricordo, ma anche di
leggerezza e di speranza, grazie alla
vista sul paesaggio, ai colori della
vegetazione, alla spazialità dell'area.
1) San Michele Museum
The new museum is located inside
the filling hill corresponding to the
current car park. The hill features a
natural slope that allows to bring the
landscape inside the exhibition halls,
in which the viewer approaches a
past rich in history and value.
2) Castellazzo and Doberdò del Lago
A section of the existing path is
rearranged in the first phase. A
simple space where you can enjoy
a wide view of the lake is defined
thanks to a net perimeter and to a
handrail with a contemporary design.
The following intervention consists
in cutting the ground and going
down between the two karstic walls,
touching them and experimenting
the act of entering this rock that
people usually see emerge among
the grass and plants.
CPVGRTKOG
Project
Carso 2014
3) Redipuglia
The goal is to return integrity to
the cypress tree forest: this green
and compact patch brings back by
assonance to the original image of
the hill where, instead of cypress
trees, there were the crosses of the
fallen. Those arriving to the belvedere
area can find a wide, shady and calm
space which suggests the existence
of a future beyond memory and leads
not only to remember, but also to feel
lightness and hope, thanks to the
view on the landscape, the colours of
the plants, the spatiality of the area.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
77
CPVGRTKOG
Lusso e tecnologia all’insegna della natura
Interpretare il sogno del cliente: trasformare un luogo naturale inavvicinabile in
un’esperienza raggiungibile e di qualità
Luxury and technology characterized by nature
Interpreting customer’s dream: transforming an inaccessible natural place into an accessible and quality experience
CMR ha progettato, per il gruppo
Purple Jade, un hotel di alta
classe inserito nel singolare
scenario delle Changbai
Mountains, rendendo reale una
combinazione di tecnologia verde
e risparmio energetico.
Lo scopo di questo progetto
è quello di creare un contatto
con la natura, preservandola ed
enfatizzandone tutti i meravigliosi
aspetti. L’uso di materiali speciali,
come rocce vulcaniche e legno
grezzo, esprimono un’armonia
tra uomo e natura, creando un
equilibrio tra l’ambiente interno
dell’hotel e il meraviglioso
paesaggio naturale circostante.
Gli scalini dell’ingresso, le luci
e i materiali speciali regalano
una sensazione di ampiezza e
luminosità ai visitatori, mentre
il design unico della “stanza
ghiacciata” della hall proietta i
visitatori in un mondo candido.
Nel progetto per il wine bar e per
la sala KTV sono stati utilizzati
colori scuri capaci di esprimere
una sensazione di calma e
silenziosità, e il wine bar presenta
caratteristiche della tradizione
cinese riproponendo un antico wine
bar in grado di riportare indietro
nel tempo. Uno stile elegante e
lussuoso distingue i ristoranti nei
quali, scegliendo tra le diverse
sale caratterizzate ognuna da un
particolare design, è possibile
gustare cibo delizioso apprezzando
la spettacolare vista delle
Changbai Mountains.
Oltre alle confortevoli guest
room, sono presenti: una SPA,
una palestra e una piscina,
che forniscono ai visitatori
un’esperienza di lusso e comfort
firmato Progetto CMR.
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78
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
CMR has planned, for Purple Jade
Group, a high class hotel placed in
the particular background of the
Changbai Mountains, making real
a combination of green technology
and energy saving. The goal of this
project is to create a contact with
nature, preserving and underlining
all its wonderful aspects.
The use of special materials, such
as volcanic rocks and raw wood,
express harmony between man
and nature, creating a balance
between the hotel internal
space and the wonderful natural
landscape around.
The entry steps, the lights and the
special materials give a sensation
of wideness and brightness to the
visitors, while the unique design of
the “icy room” in the hall casts the
visitors in a white world.
In the project for the wine bar
and for the KTV room some dark
colours have been used in order to
express a sensation of quietness
and silence, and the wine bar
presents characteristics from the
Chinese tradition re-proposing an
ancient wine bar able to take you
back in time.
An elegant and luxury style
distinguishes the restaurants
where, choosing among the
different rooms each one
characterized by a particular
design, it is possible to taste
delicious food appreciating the
amazing view of the Changbai
Mountains.
Apart from the comfortable guest
rooms, there are also: a SPA, a
gymnasium and a swimming pool,
that give the visitors an experience
of luxury and comfort signed by the
CMR project.
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Project
Northem Shore Hotel
Location
Changbaishan, China
Designed by
Progetto CMR
;/,4(2,:0;>692
Loox, il brand che fa di Häfele un protagonista nel settore
dell’illuminazione. La tecnologia LED valorizza il design
e la funzionalità di ogni ambiente e con Loox,
Häfele propone prodotti innovativi, semplici e razionali.
Entra nel mondo Loox e illumina le tue idee.
www.hafele.com
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
79
80
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Deutsche Bank | Arch. Mario Bellini
altamira-ad.it
best communication & brand identity
a+d+m exhibition design review
Il legno protagonista.
Per vestire gli spazi e per isolare.
Oltre la superfice.
Text by
Angelo Dadda
Wood as a protagonist. To dress spaces and insulate. Beyond surface.
BAUMEC BIOLIFE BIOTECH CERSAIE DNA ITALIA EIMA MADE
MARMOMACC MARMOTEC KEY ITALIA KLIMAHOUSE SAIE SALONE
NAUTICO GENOVA SANA SIA GUEST SMAU SUN KEY ITALIA BAUMEC
BIOLIFE BIOTECH CERSAIE DNA ITALIA EIMA MADE MARMOMACC
MARMOTEC KEY ITALIA KLIMAHOUSE SAIE SALONE NAUTICO
GENOVA SANA SIA GUEST SMAU SUN KEY ITALIA BAUMEC BIOLIFE
BIOTECH CERSAIE DNA ITALIA EIMA MADE MARMOMACC
MARMOTEC KEY ITALIA KLIMAHOUSE SAIE SALONE NAUTICO
GENOVA SANA SIA GUEST SMAU SUN KEY ITALIA BAUMEC BIOLIFE
BIOTECH CERSAIE DNA ITALIA EIMA MADE MARMOMACC
MARMOTEC KEY ITALIA KLIMAHOUSE SAIE SALONE NAUTICO
GENOVA SANA SIA GUEST SMAU SUN KEY ITALIA BAUMEC BIOLIFE
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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LISTONE GIORDANO - THIS IS MY FOREST
Project by Arch. Filippo Raimondo, Studio ABDR Roma
Concept and Graphic Design by Marco Tortoioli Ricci/Bcpt Associati Perugia
A
llo scorso MADE abbiamo apprezzato in modo particolare
l'allestimento espositivo di Listone Giordano. In un contesto in
cui tutti i competitor hanno puntato sull'esposizione di più prodotti
contemporaneamente, il concept generale e l'atmosfera creata da
Listone Giordano ci hanno favorevolmente colpiti per essere riusciti,
invece, a trasmettere emozioni. Molto curato, inoltre, il sistema luce
mirato a valorizzare anche i piccoli dettagli.
LISTONE GIORDANO Uno scenario abitativo in cui la pavimentazione
acquisisce nuova personalità e diventa protagonista, connotandosi per
eleganza e modernità. Listone Giordano porta in scena al MADE 2011 un nuovo
layout “esperienziale” più che espositivo di oltre 200 mq all’interno del quale
si “incastonano” a sorpresa cellule tematiche, ambientazioni di spazi vissuti
82
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
che descrivono e incorniciano le novità prodotto di ultima generazione; sintesi
ideale di oltre cento anni di passione, attenzione e cultura nella produzione dei
pavimenti in legno, proiettando un senso di continuità tra indoor e outdoor, tra
orizzontale e verticale, tra bidimensionale e tridimensionale.
Uno spazio che è stato immaginato partendo dalla volontà di mettere in scena
ogni prodotto come superficie da vivere, non da guardare. Ogni nuova proposta
è presentata nella sua condizione di uso e di vita, lasciando spazio all'azione
delle persone, all'imprevisto, a un disordine 'controllato'. È stato immaginato
uno spazio collettivo, da cui 'affiorassero' stanze distinte, ciascuna animata
dai propri materiali e dalla propria storia, capace quindi di dare vita a tante
narrazioni dal forte carattere relazionale. Suggestioni, riflessioni e spunti
creativi per plasmare una “materia” viva, portatrice di valori e di una storia
che da sempre ha guardato da vicino quella dell’uomo.
a+d+m exhibition design review
D
uring the last MADE we have particularly appreciated the
expository staging by Listone Giordano. In a contest where all
the competitors have pointed on the exposition of several products
at the same time, the general concept and the atmosphere created
by Listone Giordano have favorably impressed us since they have
succeeded, on the contrary, in giving us emotions.
Particularly painstaking, furthermore, the lighting system aimed to
exploit the little details, too.
LISTONE GIORDANO A living background where flooring acquires
a new personality and becomes protagonist, distinguishing itself for
elegance and modernity. Listone Giordano puts on the stage at MADE
2011 a new “experiential” , more than exposing, layout of over 200 square
metres where inside some surprising thematic cells “set”, backgrounds of
lived spaces that describe and frame the news product of last generation;
ideal synthesis of more than a hundred years of passion, attention and
culture in wood flooring production, projecting a sense of continuity
between indoor and outdoor, between horizontal and vertical, between
bi-dimensional and tri-dimensional. A space that has been imagined
starting from the wishes of putting into the scene every product as a
surface to be lived, not to be seen. Every new proposal is presented in its
condition of use and life, leaving space to people’s action, to unforeseen, to
a “controlled” disorder. It has been imaged a collective space, from where
some different rooms could “appear”, each animated by their proper
materials and history, able to give life to many narrations with a strong
relational character. Suggestions, reflections and creative hints to shape
a living “matter”, bearer of values and of an history that has always been
close up to man’s life.
www.listonegiordano.com
www.abdr.it
www.bcpt.com
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
83
PREAM
Project by Studio Pampanoni and Gabriele Verducci
Graphic Design by Alessandra Morcella
Photos by Studio Amati Bacciardi
V
isitando MADE 2011 ci ha favorevolmente colpito l’eleganza graficocompositiva dello spazio espositivo di Pream. Un’azienda così
tecnicamente qualificata che ha raccontato il proprio brand, il suo mondo
e i suoi prodotti attraverso un contenitore proiettore di luce e intelligente
barriera acustica di rispetto, al tempo stesso, per gli ospiti ed i visitatori.
PREAM, creatrice di forme innovative per la fonoassorbenza, ha
partecipato al MADE 2011 con l'installazione di un “castello di carte”
fatto di porzioni di pannelli acustici in legno, rettilinei e curvati, che è
contemporaneamente elemento segnaletico, installazione concettuale,
allestimento espositivo, estratto di architettura, luogo di gusto e comfort.
L’allestimento è stato organizzato in uno spazio di 100 mq con tre lati liberi,
separati dai corridoi di circolazione attraverso le scenografiche pareti da
84
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5 m create da pannelli curvi e lineari che hanno determinato una piacevole
ed efficace divisione acustica dal resto della fiera. All’interno, infatti, si
è ottenuto un ambiente chiuso al suono e comunque aperto alla vista,
riservato ma comunque visibile dall’esterno. Lo spazio espositivo, indiviso,
è stato caratterizzato da una tribuna da auditorium con sedute tecniche da
conferenza, da un bancone centrale ad isola su cui svolgere tutte le attività
operative di contatto con i clienti, da due piccoli angoli riunione separati
da schermi autoportanti. Nessun controsoffitto, se non una porzione
della nuova soluzione a pannelli curvati con vani di inserimento di corpi
illuminanti e bocchette d’aria. La luce, infine, ha unito l’intera composizione
caratterizzando sia l’interno che l’esterno dello stand, fino a creare un effetto
lanterna di grande suggestione. Ogni elemento installato è stato progettato
per essere recuperato integralmente e reimpiegato in altri allestimenti,
applicando realmente le logiche di sostenibilità e recupero.
a+d+m exhibition design review
V
isiting MADE 2011 the graphic-constituent elegance of Pream’s
exposing space has positively struck us.
A company so technically qualified that has explained its own
brand, its own world and products with a light container projector
and an intelligent acoustic barrier of respect, at the same time,
for guests and visitors.
PREAM, creator of innovative forms for sound absorbing, has
taken part to MADE 2011 with the installation of a “cards castle” made
out of portions of wooden acoustic panels, rectilinear and curved, it
is at the same time a signaling element, a conceptual installation, an
exposing staging, an architecture extract, a place of taste and comfort.
The staging has been organized in a space of 100 square metres
with three free sides, separated by circulating passages through the
scenographical walls of 5 m created by curved and linear panels that
have determined a pleasant and efficacious acoustic division from
the rest of the exhibition. Inside, in fact, there is an ambient closed to
sound but anyway opened to vision, reserved but that can be seen from
outside. The exposing space, undivided, has been characterized by
an auditorium stand with technical seats for conference, by a central
isle counter where to make all the operating contact activities with
customers, by two little meeting corners separated by self-carrying
screens. No false ceiling, if not just a portion of the new curved panels
solutions with spaces for insertion, lightning and air openings. Light,
in the end, has unified the whole composition characterizing both
the stand interior and exterior, up to create a lantern effect of great
suggestion. Every installed element has been projected to be totally
recovered and re-used for other preparations, really applying the
logics of supportability and recovering.
www.pream.it
www.pampanoni.com
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'(6,*1(5
Photo by Jill Leonardi
↑ Materasso Italy0RUIHXV
86
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7H[WHGLWHGE\Paola Ferrario
Roberto Semprini
Una mente aperta
verso il futuro
Alla ricerca
dell'equilibrio
Nel suo linguaggio progettuale
l'emozione segue la funzione
A mind open to the future
In search of balance
Within his design language,
the emotion follows the function
La sua casa ideale non ha barriere: è un luogo in cui l'interno e l'esterno si incrociano in un
connubio armonico. Gli oggetti di design che firma si accostano a quelli del passato e convivono.
Dalla sperimentazione utopica come punto di partenza per la ricerca all'omaggio al nostro Paese
con un'esposizione all'insegna del tricolore. Roberto Semprini, architetto e designer di fama
internazionale, si racconta sulle pagine di A+D+M in questa intervista.
Qual è il suo concetto di casa?
Amo le case luminose, con un buon rapporto con l'esterno. L'interno è la scena teatrale in cui i miei oggetti
di design dialogano tra di loro ed esprimono la mia filosofia. Mi piace anche accostare la loro modernità
con pezzi di memoria, magari di antiquariato. Mi diverte molto la ricerca dell'equilibrio tra il nuovo e il
passato, tra esterno ed interno.
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87
↑ Divano Sandy %UXPD6DORWWL
Nel 2008 ad “Abitare il Tempo” ha presentato una casa senza porte.
Ci spiegherebbe il significato di un progetto così insolito e utopico?
All'interno della sezione “Architetture di interni” ogni studio presentava il proprio
concept di casa. L'ho interpretato come uno spazio di sperimentazione e ricerca.
Credo che l'utopia sia uno strumento per conoscere il futuro, per mettere un
piede in ciò che sarà. Il mio sogno è una casa senza porte o, magari, con porte
leggere e spostabili. Non amo le tapparelle, le serrature, tutto ciò che divide.
Come descriverebbe i suoi progetti?
Sono sempre alla ricerca di un equilibrio tra la forma estetica e la funzionalità
dell'oggetto.
Quali sono le logiche che guidano la sua progettazione?
Partendo dall'equilibrio tra estetica e funzione, vado alla ricerca dell'emozione. Se
la scuola Bauhaus affermava che la forma segue la funzione, l'attuale evoluzione
è l'inserimento dell'emozione che segue la funzione. Ormai l'anima tecnologica è
scontata, è la forma che seduce.
Nel 2009 ha realizzato la Green Home dando spazio a un problema molto
sentito dal settore, l'ecosostenibilità...
Credo che sia un tema importantissimo a prescindere dal nostro lavoro di
designer. Deve essere una forma mentis: l'attenzione per l'ambiente deve partire
dai piccoli gesti quotidiani. Solo partendo da questo presupposto, si può creare
oggetti a basso impatto ambientale.
In occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia ha celebrato il Made in Italy
con un'installazione in via Montenapoleone: ci parlerebbe di questo
progetto?
Era un tema attuale che ho sentito molto e mi sono divertito ad interpretarlo.
Ho realizzato una doppia lettura: una a livello cromatico con i colori della nostra
bandiera, e una a livello scenico con oggetti che rappresentavano l'Italia quali ad
esempio il materasso a forma di stivale, le lettere che formano la parola Italia che
sono state trasformate in lavandini...
In passato ha collaborato con alcuni giornali. Quali sono le differenze e quali le
affinità tra scrivere un articolo e disegnare un progetto?
Nessuna. L'iter progettuale è identico. Bisogna riuscire a sintetizzare attraverso le
parole o la forma la propria creatività.
Attualmente è Docente di ruolo e Coordinatore del Corso di Progettazione Artistica
per l'Impresa all'Accademia di Belle Arti di Brera. A fine anno se le dovessero
chiedere “cosa ha trasmesso ai suoi ragazzi”, cosa vorrebbe rispondere?
Un concetto semplice e un po' difficile al giorno d'oggi: “con la volontà si realizzano
i propri sogni”. Cerco di essere comunque concreto con i miei ragazzi e li sprono,
attraverso collegamenti con realtà del settore, realizzando ad esempio workshop
con le aziende. E comunque, i ragazzi che sono riusciti a realizzare i loro progetti
sono stati coloro che ci credevano fino in fondo.
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Photo by Jill Leonardi
↓ Lavabi Italia ,O&DVRQH
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'(6,*1(5
Photo by Mathew Goradesky
← Scala Rolling(GLOFR
His ideal house has no barriers: it is a place where inner and outer
spaces cross in a harmonious union. The design objects he signs are
combined with those belonging to the past and they live together. From
the utopian experimentation as a starting point for the research to the
tribute to our country with an exhibition dedicated to the Italian flag.
Roberto Semprini, internationally renowned architect and designer,
tells about himself in the pages of A+D+M with this interview.
↓ Divano centrale Tatlin
(GUD
↓ Sedia Jocker 3HGUDOL
↓ Cucina Mondrian70,WDOLD
↓ Poltrona Mies
3HGUDOL
What is your concept of house?
I love bright houses, with a good relationship with the outside space.
The interior space is the theatrical scene in which my design objects
interact with each other and express my philosophy. I also like to
combine their modernity with pieces of memory, perhaps antiques. I
really enjoy the search for balance between the new and the past, the
exterior and the interior.
In 2008 at “Abitare il tempo” you presented a house without doors.
Would you explain us the meaning of so an unusual and utopian
project?
Within the “Interior architecture” section, each studio presented its
concept of house. I interpreted it as a space of experimentation and
research. I think utopia is a tool to know the future, to have a look at
what will be. My dream is a house without doors or, perhaps, with light
and movable doors. I don't like shutters, locks, everything that divides.
How would you describe your projects?
I’m always looking for a balance between aesthetics and functionality
of the object.
What is the logic that guides your design?
Starting from the balance between aesthetics and functionality, I
search the emotion. If the Bauhaus school stated that the form follows
the function, the current development is the inclusion of the emotion
following the function. Now the technological soul is predictable, what
seduces is the form.
In 2009 you created the Green Home giving space to a problem much
felt by the sector, that's to say, sustainability...
I think it’s a very important topic regardless of our work as designers.
It must be a cast of mind: the concern for the environment has to start
from small daily actions. Only starting from this premise, it is possible
to create objects with a low environmental impact.
On the occasion of the 150 years of the Unification of Italy,
you celebrated the Made in Italy with an installation in via
Montenapoleone: could you speak about this project?
It was a topical theme that I felt a lot and I enjoyed to interpret it. I made
a double reading: one on a chromatic level with the colours of our flag,
and a one on a scenic level with objects representing Italy such as the
mattress shaped like a boot, the letters forming the word ‘Italy’ that
have been transformed into sinks...
In the past you collaborated with several newspapers. What are the
differences and what are the similarities between writing an article
and designing a project?
None. The design process is identical. You must be able to synthesize
your own creativity through words or the form.
Currently, you are a tenured teacher and coordinator of the
Progettazione Artistica per l'Impresa course at the Accademia di Belle
Arti of Brera. If they asked you “what did you pass on to your boys?” at
the end of the year, what would you answer?
A concept which is simple and a bit difficult nowadays: “with the will
you can fulfil your dreams”. However, I try to be practical with my boys
and I encourage them, through links with the reality of the industry, for
example by organizing workshops with companies. Anyway, the boys
who managed to implement their projects have been those who fully
believed in them. | www.admnetwork.it | follow us on |
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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MATERIALI
Molte e sorprendenti
le vite del cemento
Text by
Anna Nosari
Many and surprising
cement’s lives
Innovativo, leggero,
elegante e poetico,
il cemento rivela
le sue nuove anime
nelle interpretazioni
dei designer di tutto
il mondo
Innovative, light, elegant
and poetic, cement
reveals its new souls
through worldwide
designers’ interpretations
90
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
È uno dei materiali più semplici, ver-
materiale “intelligente”, che può essere usato
satili ed economici.
sia per interni, ad esempio per lavabi e bagni di
Protagonista dell’architettura moderna, dalle
strutture alberghiere, che per esterni, magari
più recenti realizzazioni di Toyo Ito, Tadao Ando
in spazi pubblici da ravvivare nelle giornate di
o Zaha Hadid fino al padiglione Italia all’Expo
pioggia, con risultati spettacolari e sorpren-
di Shanghai realizzato in i-light, la partico-
denti.
lare formula trasparente messa a punto da
Si presenta invece come una carta da parati
Italcementi, che consente il passaggio della
Concrete Blond, la soluzione pensata da Eric
luce attraverso le pareti degli edifici, il cemen-
Barrett. Il designer inglese propone una sua
to ha oggi conquistato ampi spazi anche nel
reinterpretazione del materiale, portando sulle
design.
pareti – ma anche sui pavimenti o su altre
Si trasforma in poesia, e fa dimenticare l'idea
superfici – i motivi grafici e l'aspetto tipico di
tradizionale di una superficie grigia e uniforme,
una carta da arredo. Ma con tutti i vantaggi del
grazie a Solid Poetry, il progetto sviluppato da
cemento: robustezza, resistenza alla corrosione
Susanne Happle e Frederik Molenschot del
e al fuoco, isolamento termico e sonoro. Il volto
gruppo olandese Droog Design. Le piastrelle,
romantico del cemento, esplorato da Barrett,
trattate con inchiostri termocromici, al contatto
si rivela anche in alcune particolari soluzioni
con l'acqua rivelano dettagli decorativi perso-
di pavimentazione, con elementi di vetro o altri
nalizzabili, motivi floreali e delicati grafismi. Il
materiali incastonati nella superficie.
processo è reversibile: non appena si asciuga,
Texture, disegni e pattern di ogni tipo caratte-
la superficie ritorna all'aspetto originario. Un
rizzano Concrete Mission, il progetto di mate-
riali ed elementi in calcestruzzo nato dalla
collaborazione di Magnetti con il designer
Ronen Joseph e presentato al MADE 2011.
Per superfici verticali o orizzontali, questi
blocchi in cemento permettono la massima
libertà creativa, consentendo realizzazioni e
rivestimenti architettonici di ogni tipo.
↑ Cutout *LJL5RVVL,O&DQWLHUH
La versatilità di questo materiale, caldo o
algido, massiccio o leggero, si esprime bene
in interno: le sue caratteristiche hanno ispirato
← Aplomb 3DROR/XFLGL/XFD3HYHUH)RVFDULQL
interpretazioni di oggetti e arredi di designer
e progettisti in tutto il mondo, dai Concrete
Plates dell'israeliano Nir Meiri ai vasi ispirati
‡ Solid Poetry 'URRJ'HVLJQ
alla tradizione giapponese del designer Xiral
6XVDQQH+DSSOHDQG)UHGHULFN0ROHQVFKRW
Segard, fino ai tavoli di Davide Vercelli per
LiberoStile, che abbinano il cemento al vetro
temprato per un risultato che unisce artigianalità, eleganza e rigore, e ad Aplomb, la lam-
↓ Concrete Mission 5RQHQ-RVHSK0DJQHWWL
3DYLPHQWD]LRQL0XUDWXUH
pada in cemento disegnata per Foscarini da
Paolo Lucidi e Luca Pevere. Ideale per progetti contract, l'affusolata sospensione esprime
la sua personalità soprattutto nella versione
grigia, che mantiene ed esalta l'aspetto del
materiale grezzo.
Non mancano, infine, le sedute, perfette per
essere collocate in spazi pubblici: da Cutout,
creata da Gigi Rossi per Il Cantiere, alla Chair
One di Magis con base in calcestruzzo; da
Queen, progettata in piuma-cemento da
Angelo Micheli per Domodinamica, fino alle
sculture di Lovecement e a Dune di Rainer
Mutsch, che unisce al cemento fibre di cellulosa per ottenere un materiale interamente
riciclabile.
A+D+M
A
A+D
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+D+M
D+M
+M | MA
MAGAZINE
MAG
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↑ Cuneo Concrete Mission 5RQHQ-RVHSK
0DJQHWWL3DYLPHQWD]LRQL0XUDWXUH
↓ Strutturasei Concrete 'DYLGH9HUFHOOL
/LEHURVWLOH
92
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
It’s one of the simplest and most versatile and
economic materials.
Protagonist of modern architecture, from the
most recent realizations by Toyo Ito, Tadao Ando
or Zaha Hadid up to Italy’s stand at Shangai
Expo realized with I-light, the particular
transparent formula made by Italcementi, that
allows the light to pass through buildings
walls, cement has nowadays conquered huge
spaces even in design.
It turns into poetry and makes you forget
the traditional idea of a grey and uniform
surface, thanks to the Solid Poetry, the project
developed by Susanne Happle and Frederik
Molenschot of the Dutch group Droog Design.
The tiles, treated with thermo chromic inks, in
touch with water reveal decorative details to
be personalized, flower themes and delicate
graphic elements. The process is reversible
: as it gets dry, the surface goes back to its
original aspect. An “intelligent” material, that
can be used both for interiors, for example for
washbasins and bathrooms for hotels, and for
exteriors, even in public spaces to be revived
in rainy days, with spectacular and surprising
results.
Concrete Blond shows up as wallpaper, the
solution conceived by Eric Barrett.
The English designer proposes his material
re-interpretation, bringing on the walls – but
on floors or other surfaces, too – the graphic
themes and the typical aspect of a decorating
paper.
But with cement’s advantages: strength,
corrosion and fire proofing, soundproofing
and heat insulation. Cement’s romantic
facet, explored by Barrett, reveals in some
particular flooring solutions too, with glass
elements or other materials set on the
surface.
Texture, design and pattern of every kind
characterize Concrete Mission, the project of
materials and elements made in concrete born
by the cooperation of Magnetti with designer
Ronen Joseph and presented during MADE
2011. For vertical and horizontal surfaces,
these concrete blocks allow the maximum
creative freedom, permitting realizations and
architectural coverings of any kind.
This material versatility, hot or icy cold,
massive or light, is perfectly expressed in
interiors: its characteristics have inspired
interpretations of objects and furniture by
designers and planners all over the world,
from Concrete Plates by Israeli Nir Meiri to the
pots inspired by the Japanese tradition made
by designer Xiral Segard, up to the tables by
Davide Vercelli for LiberoStile, that combine
cement with tempered glass for a result
that gathers together handcrafts, elegance
and rigour, and to Aplomb, the cement lamp
designed for Foscarini by Paolo Lucidi and
Luca Pevere. Ideal for contract projects, the
tapered suspension expresses its personality
most of all in the grey version, that keeps and
exalts the raw material aspect.
There is no lack, in the end, for the sittings,
perfect to be collocated in public spaces: from
Cutout, created by Gigi Rossi for Il Cantiere,
to Chair One by Magis with concrete base;
from Queen, projected in cement-plume by
Angelo Micheli for Domodinamica, up to the
sculptures by Lovecement and Dune by Rainer
Mutsch, that combines to cement cellulose
fibres in order to obtain a completely recyclable
material.
% 68 ) %' ' ) 7 7 - & - 0 )
IV EDIZIONE
SPAZIO EVENTIQUATTRO
GRUPPO IL SOLE 24 ORE
Via Monte Rosa, 91
20149 - Milano
12-13-14-15 APRILE 2012
ORARI:
12 APRILE 2012 dalle ore 19.00 alle ore 24.00 (inaugurazione)
13/14 APRILE 2012 dalle ore 12.00 alle ore 22.00
15 APRILE 2012 dalle ore 11.00 alle ore 20.00
ingresso gratuito
www.arteaccessibile.com
[email protected]
Arte Accessibile, evento organizzato da ARTE IPSE DIXIT Ltd
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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WAF 2011 WORLD BUILDING OF THE YEAR PER IL MEDIA-TIC DI CLOUD 9
AWARDS
Edited by
Chiara Dadda
Dopo la Nuova Bocconi di Grafton Architects e il MAXXI di Zaha Hadid, il Media-TIC di Barcelona, progettato dagli spagnoli di Cloud 9, ha vinto il World Building of the Year 2011 alla 4° edizione del World Architecture Festival. Il progetto è
stato commissionato dal Consorzio de la Zona Franca e @22Barcelona, un distretto sperimentale della città e si basa
sul concetto di città modello basato sull’informazione, la comunicazione e la tecnologia. L’edificio offre spazi per uffici a
grandi e piccole società, start-up e un auditorium in cui si tengono corsi e programmi per i cittadini. Paul Finch, direttore
del festival, ha detto che l’edificio è stato premiato perché è stato in grado di interpretare un movimento emergente
della città ma anche per le sue altissime prestazioni in termini di contenimento dei consumi: -95% di emissioni di CO2
grazie al sistema di riscaldamento, al tetto fotovoltaico, alla facciata dinamica in Etfe che funziona da filtro solare e a un
sistema di sensori. Per Enric Ruiz-Geli (nella foto assieme al figlio Iago che ha scelto il colore verde che domina l'edificio)
di Cloud 9 l’edificio vuole essere un prototipo dell’architettura per le prossime generazioni.
www.ruiz-geli.com
www.worldarchitecturefestival.com
COMPASSO D'ORO ADI PER LAB 03 BY KOS
Lo scorso luglio Lab 03 by Kos si è aggiudicato il Compasso d’Oro ADI 2011. Il più antico
e autorevole premio mondiale di design consacra questo innovativo progetto a vera e propria icona del bathroom design contemporaneo. Selezionato tra oltre 450 progetti, Lab 03
è stato scelto per “l’immediatezza dell’immagine”. La sua estetica è infatti definita e compatta, immediatamente riconoscibile, unica nel settore. Lab 03 ha rivoluzionato l’immagine canonica del lavabo: per la prima volta ad un sistema free standing viene integrato il
porta asciugamani. Grazie alle sue dimensioni contenute (48,5 x 40 x h 89 cm) Lab 03 è
ideale per ambienti piccoli e per un uso contract: consente di sfruttare al meglio lo spazio,
arricchendolo di design e funzionalità. “Con Lab 03 abbiamo voluto innovare l’archetipo
del lavabo. – hanno dichiarato Ludovica+Roberto Palomba designer – Abbiamo integrato
la maniglia porta asciugamani al corpo del lavabo studiando un sistema di raccordi, di
pieni e di vuoti. Le curve morbide degli angoli si fondono e generano una linea continua
tra vasca e porta asciugamani. Nasce così un monoblocco rigoroso, dall’aspetto materico
e al contempo sinuoso e scultoreo.”
www.kositalia.com
www.adi-design.org/compasso-d-oro.html
LO STUDIO OBR OPEN BUILDING RESEARCH VINCITORE OVERALL DEL LEAF AWARDS 2011
www.obr.eu
www.leaf-awards.com
94
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Giunto al suo nono anno, il LEAF Awards (Leading European Architects’ Forum) premia gli
architetti che, grazie alle proprie proposte e soluzioni innovative, si sono maggiormente distinti
fino a diventare punto di riferimento della comunità internazionale di architettura. Nelle precedenti edizioni il prestigioso LEAF Awards è stato assegnato, tra gli altri, a Zaha Hadid, David
Chipperfield, SOM e Steven Holl. OBR, studio di architettura fondato nel 2000 da Paolo Brescia
e Tommaso Principi, già allievi di Renzo Piano, è stato premiato per il progetto del complesso
residenziale Milanofiori Nord ad Assago alle porte di Milano, che ha ricevuto il primo premio
nella categoria "The Residential Building of the Year", aggiudicandosi anche il premio Overall
Winner LEAF Awards. Secondo le intenzioni di Paolo Brescia e Tommaso Principi, il progetto
delle residenze ricerca la simbiosi tra architettura e paesaggio, affinché dalla sintesi degli elementi artificiali e naturali si possano generare la qualità dell’abitare e il senso di appartenenza
da parte degli abitanti. La cerimonia di premiazione si è tenuta lo scorso settembre presso il
Landmark Hotel di Londra.
PROGETTO CMR VINCITORE DEL PREMIO CHINA AWARDS 2011
Si è tenuta a fine novembre, nella prestigiosa cornice dell’Hotel Principe di Savoia, la
sesta edizione dei China Awards, il premio promosso dalla Fondazione Italia Cina e
organizzato con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero
degli Affari Esteri che premia le realtà italiane e cinesi che meglio hanno colto le
opportunità nei due paesi. Anche quest’anno Progetto CMR è stata tra i protagonisti
dell’evento. A ritirare “l’oscar” come miglior studio di progettazione nel mercato
cinese, l’arch. Massimo Roj, Amministratore Delegato della società di progettazione
integrata. “Superare le distanze, valicare le barriere, creare scambio, integrare le
culture”: questa la filosofia dell’architetto Massimo Roj che, nel 2002, ha scommesso
sulla Cina accettando la sfida e trasformandola in una nuova fase di crescita e di
espansione per Progetto CMR che oggi ha uffici a Pechino e Tianjin dove lavorano in
sinergia architetti italiani e cinesi. Nelle foto: l'architetto Massimo Roj alla premiazione
e lo stadio multifunzionale Songjiang di Tianjin inaugurato lo scorso settembre.
www.progettocmr.com
www.italychina.org
FLUID, UNICO VINCITORE ITALIANO
DEL GOOD DESIGN AWARD 2011
FLUID, la collezione completa di miscelatori disegnata da Meneghello Paolelli
Associati per FIMA Carlo Frattini ha appena ricevuto un nuovo e prestigioso
riconoscimento internazionale: il GOOD DESIGN AWARD 2011 per la categoria
“house fixtures”, che segue il premio Design Plus 2011, nuova conferma della
qualità del design che contraddistingue questa linea nel mondo dei miscelatori per il
bagno e per la cucina. Il GOOD DESIGN AWARD, giunto alla 61esima edizione, è stato
istituito nel 1950 dal Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design con il
compito di selezionare e premiare i prodotti di design e le architetture più innovativi
ed originali a livello internazionale. Continuità di forme dinamiche in totale armonia
con lo spazio: questo è uno dei plus di FLUID, emblema perfetto della fusione di linee
morbide che si allungano e disegnano un continuum progettuale che esprime fluidità
già dal naming. Il conferimento del GOOD DESIGN AWARD testimonia nuovamente
il costante impegno di FIMA Carlo Frattini nella ricerca e nello sviluppo di soluzioni
uniche che combinano estetica evoluta a design e funzionalità.
A HYDROLINE DI TEUCO IL DESIGN AWARD 2011
Lo scorso ottobre Teuco, azienda sinonimo di alta qualità italiana al servizio del benessere, è stata
premiata al Lord’s Cricket Ground di Londra con il prestigioso Design Award 2011 nell’ambito
della categoria Bathroom Product Innovation of the Year - Gold Award. La Giuria ha conferito a
Teuco il premio per Hydroline, l’esclusiva tecnologia brevettata in cui le classiche bocchette sono
sostituite da sottili fessure che scompaiono alla vista, per un nuovo concetto di idromassaggio,
totalmente invisibile e silenzioso, grazie al quale assume un’estetica più accattivante che premia
il design ricercato della vasca e che non sottrae nulla all’efficacia del massaggio. Applicato per
la prima volta nel 2010 alle vasche Paper disegnate da Giovanna Talocci in Duralight®, Hydroline
è ora disponibile anche sulla vasca della nuova collezione Outline, firmata da Carlo Colombo,
anch’essa in Duralight® presentata all’ultimo Cersaie. Il conferimento del Design Award conferma
la straordinaria abilità progettuale di Teuco, che da quasi 40 anni guida lo sviluppo dell’ambiente
bagno grazie ad un atteggiamento culturale, prima ancora che imprenditoriale, che concepisce
la tecnologia al completo servizio del benessere.
www.teuco.it
www.thedesignermagazine.com/the-design-awards
www.fimacf.com
www.chi-athenaeum.org/gdesign
IL PROGETTO COLLINA DEGLI ELFI VINCE LA PRIMA EDIZIONE DEL SAN MARCO AWARD
Marco Poncellini con il Progetto Collina Degli Elfi è il vincitore della prima edizione di San Marco Award, il premio che
Colorificio San Marco con il Politecnico di Milano e lo Iuav di Venezia dedicano al colore in architettura. Così ha deciso
la giuria presieduta da Luca Molinari – curatore del Padiglione Italia alla Biennale Architettura di Venezia nel 2010
– e composta da Anna Barbara (Fac. di Arch. e Società Politecnico di Milano, polo Piacenza), Giancarlo Carnevale
(preside Fac. di Arch. IUAV Venezia), Aldo Cibic (Cibic&Partners), Cherubino Gambardella (Gambardella Architetti), e
Alessandrina Tamburini (Colorificio San Marco). “Il progetto della Collina Degli Elfi – che prevede la ristrutturazione e
riqualificazione dell’ex convento di Craviano in Piemonte in un centro per bambini malati di cancro – usa il colore non
solo ai fini estetici, ma anche sensoriali, introducendo una fenomenologia sensibile non solo agli edifici, ma anche
ai suoi abitanti. Il sostegno e il premio a una simile iniziativa progettuale riportano l'architettura a un ruolo etico
e sociale. L'assegnazione del premio rende possibile la realizzazione del progetto che si basa altrimenti sulla pura
sensibilità di una rete di volontariato” spiega Federico Geremia, presidente del Colorificio San Marco.
www.sanmarcoaward.com
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
95
PROFILI
Text edited by
Cristina Rivadossi
The future
according to Autodesk
UN APPROCCIO
INTEGRATO ALLA
PROGETTAZIONE
TRA SOSTENIBILITÀ
AMBIENTALE
E CLOUD
COMPUTING
AN INTEGRATED
APPROACH TO
PROJECT BETWEEN
ENVIRONMENTAL
SUSTAINABILITY AND
CLOUD COMPUTING
AUTODESK
Strada 4
Pal. 5 Milanofiori
20090 Assago (MI)
tel. 02 575511
www.autodesk.it
96
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Il futuro
secondo Autodesk
30
Diventare testimonial di se stessi,
sperimentando direttamente la validità del
proprio prodotto. E' questa la strada che ha scelto
Autodesk, leader mondiale nella fornitura di
software di progettazione e intrattenimento 3D. A
parlarne è Gianluca Lange, AEC Industry Manager
Autodesk Italia.
Che importanza ha la sostenibilità ambientale per
Autodesk?
Autodesk è quotata al Dow Jones Sustainability
World Index che prende in considerazione le
aziende che hanno iniziative interne per la riduzione
delle emissioni. Negli ultimi quattro anni abbiamo
ridotto la nostra impronta di carbonio del 34%.
Apparteniamo a una certa categoria di aziende che
investono molto nella sostenibilità. La maggior
parte delle sedi che stiamo acquisendo negli ultimi
anni sono a basso impatto o addirittura costruite
per ridurre le emissioni di CO2 anche durante la fase
costruttiva, come nel caso della sede della divisione
a Boston chiamata Trapelo Road, certificata LEED e
case study premiata.
Di recente avete promosso anche un'indagine sul
tema della sostenibilità. Che cosa ha evidenziato?
La sostenibilità ambientale è stata al centro di
un'indagine su scala europea commissionata dal
Gruppo che conferma come oggi consumatori
e responsabili di aziende siano più propensi ad
investire in sostenibilità per rendere le proprie
costruzioni più efficienti dal punto di vista
energetico.
Quali sono gli strumenti che avete messo in
campo?
Building Information Modeling (BIM) è il nostro
processo integrato dalla progettazione alla
costruzione in cui le diverse discipline coinvolte
nella filiera collaborano utilizzando strumenti
condivisi di progettazione, modellazione e
simulazione e dove ognuno contribuisce con
il proprio know how. L'architetto fa il progetto
architettonico, contemporaneamente lo
strutturista lavora al modello strutturale,
l'impiantista progetta l'impianto, chi si occupa delle
quantità delle parti estimative estrae le quantità
per l'analisi dei costi e così via. L'obiettivo è quello
di portare a monte del processo tante più decisioni
che impattano poi sui costi e sull'efficienza.
Cosa consente di valutare?
Contiene informazioni che consentono di realizzare
analisi di tipo energetico, con la possibilità,
ad esempio, di identificare il posizionamento
dell'edificio sul globo terrestre per capire come il
sole nelle diverse stagioni dell'anno impatta sulle
diverse pareti, oppure in caso di nuove costruzioni
si possono ottimizzare le esposizioni scegliendo
un tipo di facciata piuttosto di un'altra. Il modello
considera anche i dati che riguardano l'ambiente
esterno come la temperatura media, la piovosità,
i venti dominanti, etc. Tutto questo è possibile
attraverso l'integrazione dello strumento che
risiede nel computer, la piattaforma Revit, con
strumenti spostati su Cloud Computing. Si tratta
di un trend molto interessante per cui a partire
da un modello tridimensionale, che si ha a livello
locale sul proprio terminale, si può mandare al
nostro Cloud la richiesta di analisi legate a consumi
energetici o analisi strutturali e poi riceverle in
modo automatico mentre si continua a lavorare,
consentendo così di fare opportune valutazioni e,
se necessario, apporre cambiamenti.
Il trend secondo Autodesk sarà sempre più Cloud
Computing?
Sì. Il nostro approccio è legato a due aree: per fare
storage dei dati di progetto o personali oppure per
utilizzareapplicativi su Cloud, da quelliche funzionano
in ambiente Mobile o Android, od altri come
Homestyler per utenti non professionisti o ancora
applicativi di nicchia più legati al mondo tecnico.
Becoming testimonial of yourself,
directly experimenting the validity of your own product.
This is the way that Autodesk has chosen, world leader in
software supplying both projecting and 3D. It’s Gianluca
Lange, AEC Industry Manager Autodesk Italy, speaking.
How much is environmental sustainability important
to Autodesk?
Autodesk is quoted at Dow Jones Sustainability World
Index that takes into consideration the companies that
have internal initiatives for emissions reduction. During
the last four years we have reduced our carbon imprint
of 34%. We belong to a certain category of companies
that invest a lot in sustainability. The great part of the
branches that we have been acquiring during the last few
years have a low impact or are completely built to reduce
CO2 emissions even during the building phase, like in the
case of the Boston division called Trapelo Road, LEED
certified and prized by case study.
You have also recently promoted a study about
sustainability. What has it pointed out?
Environmental sustainability has been at the centre of
a research on a European range commissioned by the
Group that confirms how consumers and companies’
managers are nowadays more inclined to invest into
sustainability to make their own buildings more efficient
from the energetic point of view.
Which are the instruments that you have put into the
field?
Building Information Modeling (BIM) is our integrated
process from the project to the construction where the
different disciplines involved in the productive thread
cooperate using shared instruments for projecting,
modeling and simulating and where everybody
contributes with his know-how. The architect makes the
architectonical project, at the same time the structural
engineer will work at the structural model, the plant
engineer projects the plant, which is in charge for the
quantities of the estimative parts extracts the quantities
for cost analysis and so on. The goal is to take on top of the
process the highest possible number of decisions that
impact on costs and efficiency.
What does it allow to evaluate?
It contains information that allow to realize energetic
analysis, with the chance, for example, to indentify
the positioning of the building on the world globe to
understand how the sun, during the different year
seasons, impacts on the different walls, or in case of new
buildings it is possible to optimize expositions by choosing
a kind of wall instead of another. The model considers
also the data that concerns external environment
such as average temperature, rainfall, dominant
winds, etc. All this is possible with the integration of the
instrument that is placed inside the computer, the Revit
platform, with instruments set on Cloud Computing. It
is a very interesting trend through which, starting from
a tridimensional model that is on the proper terminal at
a local level, it is possible to send our Cloud an analysis
request connected to energy consumptions or structural
analysis and get it back automatically while going on
working, allowing to make the proper considerations
and, if necessary, make changes.
According to Autodesk will the trend be more and more
Cloud Computing?
Yes, it will. Our approach is linked to two areas: to
make storage of projects or personal data or to use
applications on Cloud, from those that work in a Mobile
or Android world to others like Homestyler for non
professional users or still niche applications more linked
to the technical world.
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· Revit Architecture 2012 Conceptual Energy Analysis
· Autodesk Cloud documents
· Autodesk Building Design suite Ultimate 2012
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
97
PROFILI
Text edited by
Chiara Dadda
LA NUOVA
FRONTIERA DEL
PROGETTO SUPERA
LE BARRIERE
IMPOSTE DALLA
MASSIFICAZIONE
PER CREARE
VERE E PROPRIE
OPERE D'ARTE
Alle origini
della
THE PROJECT’S
NEW FRONTIER
OVERCOMES
THE BARRIERS
IMPOSED BY
STANDARDIZATION
IN ORDER TO CREATE
REAL WORK ARTS
.exnovo
Via dei Masadori 46
38121 Trento - Italy
tel (+39) 0461 955411
www.exnovo-italia.com
98
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
At the origins
of creativity
creatività
.exnovo è l’innovativo marchio di
proprietà di HSL legato alla realizzazione
di prodotti di alto design – illuminazione, arredo,
oggettistica – con tecnologie di stampa 3D
per un concetto di progettazione innovativa,
istantanea ed assolutamente fuori da ogni
schema mentale. Il brand si avvale di un team
creativo di grande talento, fra cui lo stesso
titolare, l'ing. Ignazio Pomini che ci racconta la
sua esperienza “alle origini della creatività”.
Da cosa nasce HSL?
Gli atti di incoscienza sono destinati talvolta ad
avere successo. E così 22 anni fa è nata HSL
(allora Stelit). Alcune persone hanno creduto
in un potenziale fatto di conoscenza, passione,
tecnologia, voglia di cambiare e far cambiare.
Il paradigma è da sempre ruotato attorno
alla ricerca costante di soluzioni innovative,
alimentato dalla fiducia incondizionata nei
team. Nei primi anni 2000 si è concretizzata
la vocazione per la componente creativa: è
nato un Centro Stile con un team di 5 persone
interamente dedicato all’industrial design al
servizio delle aziende.
L’attività di servizio alle aziende continua a
rappresentare, ancora oggi, il baricentro del
progetto di HSL: è un elemento fondamentale
per mutuare esperienze e nuove conoscenze e
trasferirle anche nel progetto .exnovo.
.exnovo ha introdotto in Italia un concetto di
progettazione innovativa, istantanea. Ci può
parlare del rapporto con i progettisti?
Come tutte le rivoluzioni tecnologiche, anche
il 3D Printing deve essere "digerito" per
esprimere tutte le sue potenzialità.
Abbiamo iniziato il nostro percorso creativo
insieme a Janne Kittanen, pioniere mondiale
del 3D Printing Design, e stiamo facendo
crescere la nostra collaborazione con lui e
con Selvaggia Armani, designer capace di
interpretare le soluzioni tecnologiche con
uno stile diverso, lineare ed elegante. A tutti
i nostri creativi diamo in mano una nuova
matita e nuovi fogli di cui tracciamo solo i limiti
dimensionali, tutto il resto è lasciato alla loro
capacità di creare prodotti con valori forti e
inediti, prodotti che abbiano la loro naturale
collocazione all'intersezione tra arte e
tecnologia.
Come affronta il tema della sostenibilità?
L'innovativa concezione produttiva che
costituisce ogni prodotto di .exnovo segue
un binario che abbiamo battezzato green
production e che fa tendere allo zero gli scarti
e i costi di stoccaggio e attrezzamento. Il vero
magazzino di .exnovo è il suo archivio digitale,
i prodotti prendono vita fisicamente solo dopo
che sono stati realmente commissionati.
Le materie prime di cui sono composti i
nostri prodotti sono riciclabili ma ci teniamo
a precisare che le nostre creazioni sono
fatte per durare negli anni proprio perché
rappresentano una combinazione di tecnologia
e design e sono progettate per accompagnare
i loro proprietari attraversando i tempi che
stiamo responsabilmente anticipando.
Ci può anticipare qualcosa riguardo ai vostri
futuri progetti?
Stiamo preparando nuovi prodotti, che
presenteremo in anteprima a Parigi per
l'edizione di Gennaio 2012 di Maison & Objet,
mentre incontreremo il mercato italiano con
un importante evento a Milano durante il
Salone del Mobile. Inoltre stiamo lavorando
con un prestigioso costruttore automobilistico
per realizzare una lampada da tavolo
celebrativa per il modello di punta di prossima
uscita sul mercato.
.exnovo is the innovative brand
owned by HSL linked to the realization of
high design products – lightening, furnishing, gift
and fancy goods – with 3D printing technologies for a
concept of design that is innovating, immediate and
totally out of any mental norms. The brand can count
on a very talented creative team, the owner is part of
it too, Engineer Ignazio Pomini who tells us about his
experience “at the origins of creativity”.
What was HSL born from?
Sometimes unconsciousness actions are destined to
be successful. This is how 22 years ago HSL was born
(at that time Stelit). Some people have believed in a
potential fact of knowledge, passion, technology, and
desire to change and make change. The paradigm
has always turned around the constant research for
innovative solutions, fed by the unconditioned trust in
the teams.
During the first years 2000 the vocation for the
creative component has got real: a Style Centre was
born with a team of 5 people completely dedicated to
industrial design at companies’ service.
The activity of service for companies is still,
nowadays, the barycentre of HSL project: it is a
fundamental element to change experiences and
new knowledge and transfer them in the .exnovo.
project, too.
.exnovo has introduced in Italy a concept for
innovative, instant project. Can you talk us about the
relationship with the planners?
Like all technological revolutions, even 3D
Printing needs to be “stomached” to express all its
potentialities. We have started our creative process
together with Janne Kittanen, world pioneer in
3D Printing Design, and we are making grow our
cooperation with him and with Selvaggia Armani, a
designer able to interpret the technological solutions
with a different style: linear and elegant. We give all
our creative designers a new pencil and some new
papers where we only put the dimensional limits;
everything else is left to their capacity to create new
products with strong and fresh values, products
that have their natural collocation in the intersection
between art and technology.
How do you face the sustainability matter?
The innovative production conception that constitutes
every .exnovo product follows a rail that we have
named green production and that takes almost to
zero both rejects and stock and equipping costs. The
real .exnovo warehouse is its own digital archives, the
products turn into life only after they have been really
commissioned. The raw materials that compose our
products are recyclable but we want to stress that
our creations are made to last throughout the years
since they represent a combination of technology and
design and they are conceived to take their owners
into the times that we are responsibly advancing.
Can you anticipate something about your future
projects?
We are preparing new products that we will preview
in Paris for the Maison & Objet January 2012 edition,
while we will met the Italian market with an important
event in Milan during the Furnishing Show. We are
furthermore working with a prestigious motor
constructor to realize a celebrating table lamp for the
leading model of their next market exhibition.
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· Ignazio Pomini
|
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
99
PROFILI
Text edited by
Chiara Dadda
Photos by
Enrico Basili
FLESSIBILITÀ E
PERSONALIZZAZIONE: QUESTI I
CONCETTI CHIAVE
CHE STANNO ALLA
BASE DELL'IDEA
RIVOLUZIONARIA DI
PROFILO SMART
Profilo smart:
The track for the future
Profilo smart:
il binario del futuro
FLEXIBILITY AND
DESIGN: KEY
FEATURES WHICH
CHARACTERIZE THE
REVOLUTIONARY
IDEA OF PROFILO
SMART
PROFILO
SMART
Via Privata OTO, 23
19126 La Spezia (SP)
tel. 0187 1987220
www.profilosmart.com
100
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Un'azienda che, coniugando
design e funzionalità ad un nuovo modo
di progettare gli spazi, sta tracciando la strada
dell'innovazione. Ne parliamo con
Sonia Battaglia, responsabile sviluppo
internazionale e socia di Luca Mammi, creatore di
Profilo smart (assieme a lei nella foto).
Per quelli che ancora non conoscono Profilo
smart, ce ne può parlare?
Profilo smart è un concetto innovativo per la
progettazione di spazi modulari. È un “binario”
in alluminio che si installa a parete - dotato
di una copertura - che viene attrezzato con
accessori e complementi d’arredo sospesi sul
sistema e facilmente sostituibili. Il design della
copertura non è fisso, ma viene realizzato in base
all’ambiente circostante. La cover può essere
semplicemente verniciata in vari colori oppure
rivestita in marmo, mosaico, legno, corian, pelle...
le possibilità sono infinite. Profilo smart è una
soluzione che, combinando design e flessibilità,
permette di creare spazi modulari, dove tutto è
sospeso e facilmente accessibile. Collaboriamo
principalmente con architetti e interior designer,
in grado di valorizzare con i loro progetti i vantaggi
dell’impiego di Profilo smart, lasciandoli liberi di
esprimere in ogni realizzazione la loro creatività e
il loro stile personale.
Vorrei sottolineare che Profilo smart non è un
pacchetto chiuso ma un sistema che si adatta e
cambia da applicazione ad applicazione.
Il risultato finale deve essere un allestimento
funzionale, bello e ogni volta unico. L'obiettivo
è creare spazi in divenire facilmente
modificabili e sempre al passo con i trend
dell'arredamento e le necessità del cliente.
Essere parte di un processo libero e creativo
che non impone regole fa parte della nostra
mission.
In quali ambienti si è maggiormente
impiegato Profilo smart?
Innanzitutto Profilo smart si può adattare
a qualsiasi tipo di ambiente. Non ha limiti
di applicazione e si può trovare nei luoghi
pubblici, nei ristoranti, negli aereoporti, nelle
metropolitane, negli yachts, nelle strutture
sanitarie, negli uffici, nelle residenze private o
negli hotel.
Pensiamo che Profilo smart sia la risposta
ideale per showroom o negozi, dove
l’arredamento interno, il design e le necessità
cambiano molto velocemente. Si pensi anche
ad un nuovo modo di progettare le reception,
le gallerie d’arte, gli uffici, tutti ambienti in cui
gli elementi sospesi abbinati alla facilità di
spostamento e cambiamento, sono risorse
impagabili. Il profilo può essere anche arricchito
con led, musica o profumi, per renderlo
un’innovazione ancor più attraente.
Le prime realizzazioni con Profilo smart si
sono avute nelle stanze da bagno nel settore
dell’ospitalità dove Profilo smart si presenta
come la perfetta soluzione, perché permette di
avere stanze accessibili e modulari. Per gli hotel
di lusso, 4 o 5 stelle, offrire lo stesso standard
a tutti gli ospiti, rendendo accessibile, con il
cambio e l’aggiunta degli accessori, qualunque
stanza è un vantaggio notevole.
Ha un progetto sogno per Profilo smart?
Profilo smart ha ormai assorbito gran parte
della mia vita, tanto da sentirla come un figlio
in cui credo fermamente e del quale seguo con
passione la sua crescita nel mondo.
Senza alcun dubbio il mio sogno è il
rinnovamento di una stazione metropolitana
come quella di New York o Parigi!
Profilo smart è certamente il binario del futuro.
A company that, combining design
and functionality to a new way of projecting spaces, is
outlining the course of innovation. We talck about it with
Sonia Battaglia, business developer manager and Luca
Mammi's partner, creator of Profilo Smart.
For those who do not know Profilo smart yet, could you
tell us about it?
Profilo smart is an innovative concept of living spaces.
It materializes in a wall track system which allows
flexibility and design in any environment. Accessories
and furniture can be suspended and easily removed or
adjusted on the track. The track is also completed with
an extremely versatile cover so that any environment
can be refurbished either in a minimal stylish finish,
coated with marble, mosaics, wood, corian, design
patterns, leather and more or simply in various color
varnishing. It is really is a unique and refined solution
for adaptability combining design and flexibility. It is
important to understand that Profilo smart is not a
closed and wrapped up package but a system that
adapts and changes from application to application.
From the very beginning we have searched for a
tight collaboration with architects and designers
calling for their creativity and personal style. The best
characteristics of this new concept are freedom for
design and that everything is freestanding. The final
result must be functional design that looks good and
basically unique each time. The desire is to provoke
the experiment of a fluid space that can be modified
easily and that is capable of becoming a respectful
alternative following trends, needs and design. Being
part of a process and not necessarily guide it is what
distinguishes Profilo smart’s mission with the principle
that there is nothing that says that certain things must
be a certain way.
In which environments is Profilo smart most
implemented?
Profilo smart harmoniously matches all styles and
offers a functional asset at any time. Counting limitless
applications, it finds applications in the public facilities,
restaurants, airports, subway stations, yachts,
healthcare facilities, offices, private residences or hotel
industry. It is an ideal solution for projecting showrooms,
reception areas, boutiques, art galleries or cool offices
where everything is suspended and easy to move and
change. The track has also been studied to allow the
implementation of led lights, perfume diffusers or even
music setting. A new generation of projecting spaces;
contemporary, fresh, smart while evoking a glamorous
lifestyle inspired by our modern constant evolution. With
Profilo smart, any project can be both perfect and open.
Do you have a dream project for Profilo smart?
Profilo smart has taken such a big part of my life that I
almost feel it as my own child which I strongly believe
in and passionately help growing all over the world.
A dream, for sure! Without a doubt, the renovation of
a trendy metro station…who knows, maybe in New
York or Paris!
Profilo smart is surely the track for the future.
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· Profilo smart, Batimat, Parigi
Exhibition design by Arch. Marcello Albini
PROFILO SMART
by Gianni Arduini,
Arduini Design, Luca
Mammi selected ADI
DESIGN INDEX 2011
“Il progetto
risponde alle
caratteristiche
del Design for
All e rappresenta un modello innovativo
per flessibilità, design, funzionalità. Profilo
smart è un progetto in continuo sviluppo, con
innumerevoli possibilità future”.
“This project fulfils the brief for a Design for All
and represents an innovative model of flexibility,
design and functionality. Profilo smart is a project
that is continually being developed, with endless
possibilities for the future.”
↓ Luca Mammi, Sonia Battaglia
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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IN BREVE
Edited by
Chiara Dadda
SI RICONFERMA UNA VETRINA D'ECCELLENZA
SUL MONDO DELLE COSTRUZIONI,
DEL PROGETTO E DEI MATERIALI
LA FIERA INTERNAZIONALE DELL'ARCHITETTURA
E DELL'EDILIZIA PIÙ VISITATA IN ITALIA .
PROTAGONISTE LE SOLUZIONI PIÙ INNOVATIVE
AD ALTO CONTENUTO TECNOLOGICO E DI INNOVAZIONE.
SENZA DIMENTICARE GLI ASPETTI
DELLA SOSTENIBILITÀ, DELLA SICUREZZA E
DEL RISPARMIO ENERGETICO, AI QUALI
LA MANIFESTAZIONE DEDICA AMPIO SPAZIO.
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Photo by Bohringer Friedrich
102
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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ECLISSE
Syntesis® Luce - La linea di sistemi scorrevoli senza finiture esterne di Eclisse sviluppa nuove funzionalità. Proposto
nelle versioni per una o due ante scorrevoli che spariscono all’interno della parete, il controtelaio Syntesis® Luce
permette configurazioni progettuali personalizzate e di sicuro impatto estetico. I profili a struttura integrata (forniti
già preintonacati o da stuccare), consentono di ottenere una perfetta omogeneità della finitura. Predisposto per
l’inserimento di cablaggi elettrici, direttamente sulla parete dove è alloggiato il controtelaio. Syntesis® Luce è
disponibile con larghezze a partire da 600 mm e altezze fino a 2700 mm, nella variante per muratura o cartongesso. Il
controtelaio consente di realizzare una parete finita di 15 cm di spessore.
www.eclisse.it
MANITAL
Alamaro - Oltre alla versione in ottone, la maniglia Alamaro è disponibile in lega di rame certificata “Antimicrobial
Copper CU+”, in grado di uccidere in due ore il 99,9% dei batteri e dei germi che causano la diffusione delle infezioni
nosocomiali. La versione in ottone è disponibile nelle finiture ottone lucido, ottone satinato, ottone bronzato, cromo,
cromo satinato, nickel satinato e, in aggiunta, per la prima volta nella finitura in nano-argento puro al 99,99%,
efficace contro la trasmissione delle infezioni perché elimina batteri, funghi e muffe. Realizzata anche nella finitura
“SDF”, “Super Durable Finish”, un trattamento di protezione ad elevate prestazioni per mantenere inalterati il colore
e la brillantezza delle finiture. Design: Mario Mazzer.
www.manital.com
NOVALINEA
Laser Wing - La scala che è contemporaneamente struttura, forma, immagine. Una linea grafica che sale sulla parete,
una scala ma anche un elemento che caratterizza uno spazio, quasi un quadro concettuale. La fascia laterale in metallo,
sagomata a laser, costituisce la struttura: ha uno spessore di 12 mm ed un’altezza di 60 mm. Per la completa pulizia
formale della linea, nessuna ferramenta e raccordo sono a vista: i gradini, sia in alzata che pedata, dello spessore di 60
mm, sono fissati internamente alla struttura.
Estrema eleganza anche nelle finiture: i gradini sono realizzati in legno di rovere a lista intera spazzolato, in pelle o rivestiti
in resina. Larghezza gradini: min 70 cm; max 120 cm. Profondità gradini: a misura.
www.novalineascale.it
MADE EXPO 2011: SEGNALI POSITIVI PER IL FUTURO
DELLE COSTRUZIONI
Chiude con segno positivo e entusiasmo il quarto
appuntamento con MADE expo: 253.533 le presenze
(+4,7%), di cui 31.905 stranieri con un significativo
incremento del 34%.
A un anno e mezzo dalla scorsa edizione di febbraio 2010 MADE expo si
conferma punto di riferimento per l’intero settore delle costruzioni e del progetto,
un successo ancora più forte considerando la crisi che tuttora indebolisce il
comparto dell’edilizia.
In evidenza una grande crescita dei visitatori stranieri, con un forte incremento
soprattutto dai paesi extra UE - +58% dalle Americhe, +14% dall’Asia (con
un +28% dalla Russia) e +19% dall’Africa - e una sostanziale tenuta degli
operatori europei. La manifestazione internazionale dedicata al mondo del
costruire moderno, tenutasi dal 5 all’8 ottobre in Fiera Milano Rho, si conferma
appuntamento imprescindibile per il calendario fieristico internazionale. Un evento
a 360 gradi che amplifica le logiche della semplice esposizione commerciale, per
offrire spazi di dibattito e confronto agli operatori per il rilancio del comparto.
segue‡
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
103
TERRADO VETRATO
STOBAG - La base di un moderno pergolato con copertura
in vetro è costituita da una struttura in alluminio solida e
resistente alle intemperie e dotata di un vetro integrato.
La versione senza telaio, offre una piena vista panoramica
verso l’esterno. Affinché la temperatura all’interno della
struttura non aumenti eccessivamente con il caldo
estivo, sono eventualmente disponibili diversi sistemi di
ombreggiamento, come l’impiego di una tenda a soffitto.
Inoltre sia la vasta gamma di colori per la struttura che
dei tessuti, consentono di adattare in modo ottimale la
struttura all’architettura e al paesaggio circostante.
La terrazza realizzata interamente in vetro vive
naturalmente della luce diurna che l’attraversa. Tuttavia
se il gradevole convivio prosegue fino a tarda notte, è
possibile trovare una soluzione anche per l’illuminazione:
sono infatti disponibili sistemi di illuminazione integrati
al soffitto.
I vantaggi:
• Ombreggiamento tramite tende verticali
• Pareti apribili all’occorrenza.
• La vetrata priva di telaio offre una vista panoramica
indisturbata
• È possibile scegliere tra diverse tipologie di vetro
verticale
www.stobag.it
NASCE BIOBAB, IL PRIMO PARQUET BIOLOGICO
MACCANI PAVIMENTI - Presentato in anteprima al
MADE il parquet biologico BIOBAB firmato Divisione Natura
della Maccani Pavimenti, è un nuovissimo pavimento
attento all’ambiente e al benessere, ideale per i progetti
bioarchitettonici, e disponibile in tre essenze: rovere,
olmo e larice. Si tratta di un prodotto innovativo poiché
è finito con una speciale vernice completamente naturale
composta di resine vegetali, di gomme naturali (come la
sandracca e il copale di Manila) sciolte nell’olio essenziale
di lavanda coltivata in Italia. Questa speciale finitura
104
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
agro-artigianale non contiene prodotti né di sintesi né di
derivazione petrolifera, è completamente vegetale ma ha
un’alta resistenza. È antimacchia, lascia traspirare il legno,
è antibatterico e repellente. Inoltre non aggredisce le fibre
e il colore naturale del legno, non crea ulteriore spessore
perchè la sua funzione di protezione del pavimento agisce
dall’interno, non è elettrostatica, evitando la formazione
di veli o di accumuli di polvere, spesso causa di fastidiose
allergie. Contrariamente agli altri prodotti di origine vegetale,
BIOBAB non richiede una particolare manutenzione.
www.maccani.it
ENERGIA PULITA DA SISTEMI SOLARI E FINESTRE
SCHÜCO - Sostenibilità ambientale coniugata alla
ricerca di design architettonico d’avanguardia, sono gli
elementi alla base del modo innovativo di concepire il
futuro dell’edilizia di cui Schüco è protagonista.
Da alcuni anni Schüco ha coniato “Energy2”, ovvero
“risparmiare energia e produrre energia”, un principio che
sintetizza la volontà di studiare e sviluppare prodotti per
risparmiare e, contemporaneamente, produrre energia
esclusivamente da fonti rinnovabili. Fedele a questo
principio, Schüco al MADE 2011 ha presentato la più
moderna tecnologia che consente di raggiungere elevati
livelli di comfort grazie ad un involucro edilizio adattivo:
il Sistema Schüco 2° che, composto da più layer,
è dotato di aperture intelligenti, ventilazione ibrida,
fotovoltaico integrato, schermature solari. La sua elevata
efficienza energetica contribuirà a raggiungere l’obiettivo
di contenere il riscaldamento del Pianeta blu entro
un limite massimo di 2 gradi. Il fotovoltaico integrato
all’interno del sistema è rappresentato dall’innovativa
tecnologia Schüco ProSol TF, l’unico modulo a film sottile
perfettamente integrabile nell’involucro edilizio che offre
applicazioni nei diversi settori, dal residenziale fino ai
grandi edifici dove le facciate, producendo energia pulita,
assicurano il ritorno dell’investimento.
www.schueco.it
‡segue
Innovazione tecnologica, materiali altamente performanti, offerta qualificata per
un parterre espositivo ricco di novità pronte a cogliere le sfide edili del futuro.
Significativo il riconoscimento da parte del mondo del progetto testimoniato dalla
presenza di importanti architetti di fama internazionale, durante gli eventi e in visita
ai saloni. “I dati positivi e soprattutto l’ampio consenso dimostrato dagli operatori e
dagli espositori - affermano gli organizzatori della manifestazione - in totale 1.950
su una superficie di oltre 96.000 mq, ci hanno dimostrato la grande tenacia e la
voglia di investire per reagire al difficile momento. La soddisfazione manifestata dalle
delegazioni internazionali presenti a MADE expo conferma che stiamo percorrendo
la giusta strada verso mercati ricchi di opportunità commerciali utili e di potenziali
investitori. MADE expo si è rivelato ancora una volta uno strumento efficace per le
aziende, che hanno trovato nella manifestazione importanti occasioni di business,
servizi e approfondimenti”.
Gli oltre 240 appuntamenti che hanno animato i quattro giorni di manifestazione
hanno messo in evidenza i temi più significativi per il mondo delle costruzioni.
“Il format innovativo di MADE expo si conferma il tratto vincente di una
manifestazione unica, in grado di unire offerta commerciale e momenti tecnicoculturali – proseguono gli organizzatori - MADE expo non si ferma ed è già al
lavoro per la prossima edizione, la quinta, che si terrà dal 17 al 20 ottobre 2012.
In questi mesi MADE expo continuerà a lavorare proponendo appuntamenti e
iniziative internazionali che scalderanno i motori in vista del prossimo anno. Impegno
prioritario di MADE expo sarà accompagnare le aziende verso la grande sfida
di Expo 2015, che ha scelto la manifestazione come punto di riferimento per il
sistema costruzioni, un settore protagonista nello sviluppo del pianeta in una nuova
prospettiva di sostenibilità e rispetto per l’ambiente e per l’uomo”.
Photos by courtesy of Made Eventi
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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IN BREVE
Edited by
Chiara Dadda
speciale
SHOWROOM
NON PIÙ SPAZI
DI MERA ESPOSIZIONE DI PRODOTTI
MA LUOGHI CHE SI CONFIGURANO
SEMPRE PIÙ COME SCENARI POLISENSORIALI
MIRATI A COINVOLGERE
TOTALMENTE IL VISITATORE
NELL'ATMOSFERA DI UN PRODOTTO,
DI UN BRAND, DI UN'AZIENDA.
IN QUESTO NUOVO CONTESTO
EMERGE LA TENDENZA A DELINEARE LUOGHI
CHE DIVENTANO VERI E PROPRI LABORATORI CREATIVI,
VOLTI A FAR SCOPRIRE
E INCONTRARE IN MODO ESPERIENZIALE
LA MATERIA.
| www.admnetwork.it
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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A BUDAPEST IL NUOVO CENTRO ESPERIENZIALE DELLA LUCE
Luce per creare ed esprimere emozioni, luce per
valorizzare e dare forma e vita a tutto ciò che ci
circonda: tutto questo è l’Edison Lighting Experience
Centre, il nuovo centro esperienziale della luce di
GE Lighting, progettato da Andrea Cerquiglini, noto
architetto e lighting designer italiano.
Inaugurato a Budapest a metà ottobre dal Ministro
dello Sviluppo Nazionale ungherese, l’Edison Lighting
Experience Centre rappresenta il più importante
investimento europeo di GE Lighting degli ultimi tempi.
Progettato dallo studio italiano Cerquiglini&Rossi, il
centro è stato pensato per essere vissuto in modo
emozionale. I visitatori vengono invitati ad una
piacevole passeggiata attraverso una magica foresta di
luce verso il cuore di ogni singola area applicativa che
pulsa con le tecnologie più innovative di GE Lighting.
Il centro offre un'esperienza interattiva straordinaria
di esplorazione della luce, toccando le più importanti
destinazioni d’uso: dal retail all’ufficio, dalla refrigerazione
all’illuminazione urbana. “L’Edison Lighting Experience
Centre rappresenta l’incontro tra tecnologia e design. commenta Phil Marshall, Presidente & CEO di GE Lighting
EMEA - Abbiamo sviluppato un ambiente unico nel quale
dimostrare le nostre capacità, per far vivere un’esperienza
vera ed emozionale che trasmetta la luce come una
necessità imprescindibile”.
GE Edison Lighting Experience Centre
Budapest - Hungary
www.gelighting.com
LAURAMERONI PER L'ALLESTIMENTO DI ATMOSFERE D'INTERNI
Laurameroni design collection, un marchio in costante
evoluzione nel mondo del design, nel suo semplice ed
elegante Spazio Permanente di Milano (inaugurato nel
2008 in concomitanza con il 47° Salone del Mobile)
espone elementi dal forte carattere, che avvolgono i
visitatori con le loro lavorazioni originali.
Il tatto diviene il senso essenziale per percepire in modo
concreto il valore e la consistenza dei prodotti, realizzati
grazie ad una collaborazione proficua tra gli architetti e
gli abili maestri artigiani.
Nello spazio in Via Durini si trovano complementi
d’arredo, porte e boiserie, le cui molteplici potenzialità
possono essere illustrate anche dall' ufficio tecnico,
che supporta il cliente (rivenditore o architetto) nella
realizzazione dei progetti, suggerendo inoltre alternative
maggiormente personali. Le linee guida dell’azienda
rimangono pertanto l’alta qualità dei materiali, la
cura del dettaglio soprattutto nella lavorazione delle
superfici e il servizio di personalizzazione, grazie al
quale ogni prodotto può essere modificato secondo
le esigenze del cliente. Laurameroni attraverso
l’allestimento di atmosfere d’interni desidera
trasmettere la sua filosofia nei riguardi di ciò che il
cliente può essere: differente e unico.
Show-room LAURAMERONI
Via Durini 19 (III piano)
20121 Milano
Visite su appuntamento
Tel. 02 39680085/ 031 761450
www.laurameroni.com
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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LA NUOVA FRONTIERA DELL'ABITARE
A Verona è nato un concept store dove è possibile scegliere l'immobile
desiderato, i suoi arredi ed oggetti
Text by Paola Ferrario - Photos by Diambra Mariani
Lo scorso settembre è stato inaugurato
nel centro storico di Verona Quality
Living, il primo concept store dedicato
a tutti coloro che vogliono ritrovare nello
spazio abitativo la risposta ai propri
bisogni o la soddisfazione ai propri
desideri, con scelte indirizzate sempre
ad un’alta qualità. Questa innovativa
idea porta la firma di Paolo Zanza,
presidente di Quality Living, e di Mario
Fedrigoli, vicepresidente di Quality
Living, i quali hanno deciso di unire
le rispettive esperienze imprenditoriali
familiari di Zanza Immobili e del Gruppo
Fedrigoli.
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A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
Quando e come nasce Quality Living?
Paolo Zanza. La mia famiglia e quella del
mio socio - Mario Fedrigoli - collaborano
da tantissimo tempo: la mia si occupa di
sviluppo immobiliare, mentre la famiglia
Fedrigoli è impegnata nel settore delle
costruzioni. In un momento di difficoltà
dello sviluppo immobiliare, abbiamo
avuto un'intuizione: combinare il
nostro know how per creare un nuovo
modo di abitare lo spazio. La qualità
avrebbe rappresentato quel quid in
più per distinguerci ed identificarci. A
quel punto abbiamo dato via ad una
serie di iniziative immobiliari sotto il
marchio Quality Living con i contenuti
necessari per promuovere la qualità
dell'abitare: risparmio energetico, utilizzo di
materiali ecologici, studio dell'ergonomia
distributiva degli spazi... Queste iniziative
necessitavano però di un veicolo che
potesse raccontarle al meglio. Ecco perché
abbiamo creato il nostro concept store.
Come è strutturato?
Mario Fedrigoli. Si sviluppa su cinque
piani dove esponiamo tutti gli aspetti della
qualità dell'abitare includendo gli arredi e
gli oggetti. Innanzitutto presentiamo due
model unit: "EASY HOME" e "PRESTIGE
COLLECTION".
EASY HOME rappresenta l'abitare
giovane ed è una collezione molto attenta
all'ambiente. Gli appartamenti sono
venduti al di sotto del 30% del prezzo del
mercato, includono il garage e sono già
corredati di cucina.
PRESTIGE COLLECTION sviluppa
invece l’abitare d'haute gamme. Le
proposte immobiliari sono situate in
location di prestigio in cui puntiamo alla
personalizzazione. Nel momento in cui
viene siglato il contratto preliminare,
l'acquirente riceve subito una serie di
servizi distintivi: ad esempio viene
affiancato anche da un interior designer.
Abbiamo inoltre concepito Quality Living
come uno spazio interattivo. Al suo
interno è infatti posizionato un Bookshop
dove il visitatore potrà consultare ed
eventualmente acquistare alcune tra
le più importanti riviste di architettura
internazionali e ricercate pubblicazioni su
temi dell’arte, del design e della fotografia.
Al primo piano è posizionata una cucina
dove uno Chef interagisce con i visitatori
introducendoli all’arte culinaria. In più, il
nostro concept store è sede di Verona
dello Slow Food e nelle ore serali mettiamo
a disposizione dei nostri clienti i 24 corsi
del Master of Food.
Come selezionate i marchi presenti nel
vostro store?
P. Z. Attraverso un benchmarking a livello
internazionale.
In quanto tempo avete realizzato il
progetto?
P. Z. Nove mesi.
Siete gli unici in Italia?
M. F. Con questa particolare formula
di ricerca sulla qualità che va dallo
studio dell’iniziativa immobiliare alla cura
dell’arredo, sì. Gli USA sono stati un punto
di riferimento per noi, soprattutto per la
scelta di rappresentare l’appartamento
attraverso le model unit che proponiamo
anche nel nostro store, per far toccare con
mano le future realizzazioni.
È possibile acquistare gli oggetti
indipendentemente dalle proposte
immobiliari?
P. Z. Assolutamente si.
Quality Living Concept Store
In futuro prevedete altre aperture?
M. F. È possibile. Per ora, ci piacerebbe
realizzare dei temporary shop a supporto
delle nostre iniziative, ad esempio sul Lago
di Garda. Se il format dovesse funzionare,
siamo propensi ad esportarlo.
Piazza F. Viviani 8
37121 Verona (VR)
www.qualitylivingverona.it
[email protected]
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UN LUOGO CAPACE DI RACCHIUDERE IN SÉ TUTTI I VALORI DI ALBED
Per il suo nuovo showroom a Lissone Albed ha scelto una location di grande impatto scenico, un edificio di quattro piani progettato dall’Arch.
Antonio Citterio che si sviluppa su 330 mq, in grado di offrire una panoramica completa della propria collezione.
Lo showroom, progettato dallo Studio Bestetti & Associati, è stato concepito come un luogo capace di racchiudere in sé tutti i valori dell’azienda
e i punti di forza della produzione. Per questo motivo si è
intervenuti nell’architettura con tagli ortogonali degli ambienti,
ottimizzandone gli spazi sia in verticale che orizzontale.
Particolarmente orientata al mondo degli architetti e dei
progettisti è l’area al primo piano dove vi sono numerose porte,
posizionate su due pareti, che illustrano le molteplici soluzioni
personalizzabili che Albed può garantire.
Showroom ALBED
Via Carducci 237
20851 Lissone (MB)
www.albed.it
UNO SPAZIO WORKING PROGRESS
Laboratorio permanente, territorio di incontri e confronti in dialogo con la città. Uno spazio aperto, in costante evoluzione, che cambia
periodicamente pelle grazie ad eventi ad alto tasso di creatività: WORKING PROGRESS è il nome scelto per una serie di iniziative che trasformano
lo showroom milanese di Laminam in un luogo vivo di cultura e formazione. In programma installazioni, interpretazioni della materia e dei valori
dell'azienda, incontri e workshop, mostre d'arte, d'architettura e di fotografia, occasioni di riflessione e aggiornamento, ma anche laboratori per
bambini secondo il metodo Bruno Munari e studenti delle scuole di design invitati a svolgere il loro lavoro “in vetrina”. MonoL, l'installazione
dello studio AstoriDePontiAssociati, ha inaugurato in occasione del MADE un fitto calendario per promuovere la cultura del progetto, pensato per
coinvolgere progettisti, stampa, studenti, pubblico e futuri architetti,
con un comune denominatore: la costante ricerca di tendenze e
innovazioni. Sino al 9 gennaio 2012 sarà possibile ammirare “A
Christmas Landscape”, la visione firmata Giulio Iacchetti, ispirata ad
un suggestivo borgo medievale dipinto da Pieter Bruegel.
Laminam Milano
Via Mercato 3
20121 Milano
www.laminam.it
UNO STORE PENSATO COME UNA “FABBRICA
IN CENTRO A MILANO”
Inaugurato a fine novembre nel centro di Milano un nuovo spazio dedicato a progettisti, architetti e
designer, che vede assieme due aziende leader a livello nazionale e internazionale come Cooperativa
Ceramica d’Imola per quanto riguarda la produzione di pavimenti e rivestimenti in ceramica e RedilcoMat
Italia per la fornitura e posa in opera di materiali per l'edilizia. Il nuovo showroom, progettato dall’architetto
Massimiliano Raggi, si sviluppa su due piani ed è stato pensato secondo il concept della “fabbrica in centro
a Milano”. E’ così nato uno spazio espositivo funzionale, dall’elegante design, che soprattutto si vuole
configurare come un luogo in cui innovazione, ricerca, sviluppo e tecnologie d’avanguardia si coniugano
per dare agli addetti del settore un supporto progettuale per la fornitura e posa in opera specializzata di
pavimenti e rivestimenti di qualità.
Via Baracchini 8
20123 Milano
www.beeitalian.it
www.redilcomat.com
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IL NUOVO SALOTTO DELL'ARCHITETTURA DI FIRENZE
DIECI ROSSO è il nuovo spazio dedicato al design,
inaugurato a Firenze a fine settembre, pensato per
diventare un luogo d’incontro privilegiato per addetti
ai lavori e appassionati di architettura, arte e design.
Nato dall’idea di tre giovani architetti, Mara Pasquini,
Marco Terconi e Carlo Tocco, DIECI ROSSO si propone
di reinterpretare i tradizionali canali di promozione dei
prodotti per l’architettura e il design, conferendo loro un
valore aggiunto.
Al DIECI ROSSO la parola d’ordine è qualità: le aziende
presenti (Ceramica Sant'Agostino, Glass Design, Kreon,
Oikos - colore e materia per l'architettura, Ponsi e
Ugolini), accuratamente selezionate in base al livello di
eccellenza raggiunto dai loro prodotti, vengono raccontate
attraverso allestimenti ed eventi a tema. In uno spazio
espositivo di 250 mq, organizzato su tre livelli, ogni
elemento è studiato e curato dal team di DIECI ROSSO
nei minimi particolari e presentato in modo inconsueto
e accattivante. La filosofia del DIECI ROSSO è proporre
il prodotto non soltanto dal punto di vista commerciale,
ma anche dando risalto al suo lato emozionale. Un vero
e proprio salotto dell’architettura dove è possibile andare
incontro alle nuove tendenze, analizzare materiali innovativi
ed appassionarsi alla materia.
DIECI ROSSO
Via de' Fossi 10r
50100 Firenze
www.diecirosso.com
L'AVANGUARDIA DELLA TRADIZIONE
Grazie all’esperienza maturata negli anni con gli studi
di architettura più importanti, l’azienda si propone come
partner ideale per progetti e forniture di architettura
d’interni, vantando una versatilità d’intervento in progetti
assai eterogenei tra loro, dalle residenze private al
mondo del luxury hospitality e dello yachting.
Tutta l'azienda è un percorso da visitare, a partire dal
laboratorio creativo - sviluppato all’interno di un’area di
3500 mq - in cui prendono vita le creazioni più esclusive
e in cui sono esposti alcuni pezzi unici, sino alla sala
espositiva, continuamente rinnovata, di 400 mq.
Nel nome I Vassalletti sono racchiuse tre
generazioni, e con loro il segreto di antiche tecniche
della tradizione artigianale toscana nella lavorazione
e nell'intaglio del legno di recupero e nel suo
abbinamento con una vasta gamma di materiali:
pietra serena, cotto, marmo, granito, metallo, cuoio,
pelli e cachemire pregiati. Cuore pulsante del brand,
i pavimenti, che narrano la storia di un’azienda,
rinomata in tutto il mondo, che trasforma le essenze
più pregiate - provenienti dai paesi d’origine - in veri
e propri gioielli dell'interior design contemporaneo.
Il marchio si apre inoltre a tutta una varietà di
prodotti per l’arredo (armadi, librerie, boiserie, etc...)
realizzati su misura per il committente.
I VASSALLETTI
Via Guido Reni 47
52027 San Giovanni Valdarno (AR)
www.ivassalletti.it
A+D+M | MAGAZINE | 2011 | # 35
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FOCUS
FR-One:
sogno
un
divenuto realtà
L'ENERGIA CREATIVA
CHE ANIMA FR-ONE
DIVIENE POESIA
NELLE IMMAGINI
RACCOLTE NELLA SUA
PRIMA ELEGANTE
PUBBLICAZIONE
Per il suo quinto anniversario
FR-One ha deciso di pubblicare la sua
CHRISTIAN
FISCHBACHER
Via Roggia Lubiana, 141
22040 Alzate Brianza (Co)
tel. 031 557801
www.fischbacher.it
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prima raccolta fotografica. Nella prefazione
il creatore del marchio, Olivier Delhomme,
descrive l’energia che anima questo
concept: “ la premessa di una fiorente maturità”.
Paolo Guidotti, General Manager di Christian
Fischbacher Italia, afferma: ”Questo libro illustra
perfettamente tutte le applicazioni possibili
dei tessuti antifiamma Classe 1 di FR-One.
Un prodotto altamente tecnico ma facile da
utilizzare. Oltre ad essere di facile applicazione
è anche di così semplice manutenzione da
poterlo confondere con un prodotto “easy care”
e da farci dimenticare che questi sono tessuti
“tecnici” che possiedono anche le caratteristiche
di eccezionale durata e sicurezza antifiamma
richieste dall’industria del contract”. “Sono
sempre meravigliato” – aggiunge – ”dalla
quantità di certificazioni mondiali collezionate da
FR-One, tante quante ne può avere un gioco per
bambini, un settore dove la severità è assoluta”.
Questo primo libro di FR-One con le sue 182
pagine di eleganti foto ci conferma che, pur
eccellendo nel campo della sicurezza, si può
innovare con stile, anche in un mercato saturo
di prodotti tessili.
Daniela Mauri, Responsabile Vendite Contract
di Christian Fischbacher Italia con entusiasmo
ci dice: ”È l’espressione di un sogno divenuto
realtà. Adoro come sfogliando queste pagine,
i fantastici tessuti FR-One risvegliano il nostro
senso estetico e ci dimostrano che la realtà è
ancora più bella dei sogni” e, pensando a tutti
quei progetti esclusivi dove questi tessuti sono
stati utilizzati, aggiunge: ”Noi siamo FR-One
ed io sono personalmente fiera di far parte di
questo magnifico progetto”.
E’ nei dettagli che possiamo apprezzare
pienamente l’eccellenza di tutto il team FR-One.
La penultima pagina ci rivela il loro segreto:
sono andati a cercare in Italia uno stampatore
rispettoso dell’ecologia! Il libro infatti è
stampato su carta fatta con i bozzoli della seta,
cosa che ha permesso di risparmiare: 1.859 kg
di rifiuti, 469 kg di CO2, 3.351 km percorsi da un
veicolo di medie dimensioni, 54.364 litri d’acqua,
5.022 kW/h di energia, 3.020 Kg di legna e,
come se ciò non bastasse, è un progetto a
impatto zero, grazie ai 3.000 alberi piantati per
creare la prima foresta FR-One.
Vi invitiamo a girare il mondo attraverso le
immagini di questa splendida pubblicazione;
ne vale la pena! Un'anteprima: siamo felici di
annunciarvi che la nuova collezione 2012 sarà
fotografata nel nostro bel paese.
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