Sam Havadtoy Beauty is Mystery

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Sam Havadtoy Beauty is Mystery
Sam Havadtoy
Beauty is Mystery
Sam Havadtoy
Beauty is Mystery
Essay by Arturo Schwartz
Sam Havadtoy, ovvero la presenza dell’invisibile
Sam Havadtoy, or the presence of the invisible
Sarebbe utile dire due parole sul nostro artista, prima di parlare della sua arte, tanto più
First we should say something about the artist, before discussing his art, especially
che, al momento, è quasi del tutto sconosciuto in Italia. Sam Havadtoy è un personaggio
because at present he is almost unknown in Italy. Sam Havadtoy is a singular personality,
particolare, dalla carriera – se di carriera si può parlare – altrettanto singolare. Tanto più è
with an equally singular career, if the latter term applies. So Mudima deserves credit for
meritoria la Mudima nel presentare questa nuova espressione artistica, intrigante quanto po
presenting this new artistic expression that is as intriguing as it is poetic. Havadtoy was
etica. L’artista è nato a Londra 53 anni fa, ma è stato cresciuto nell’Ungheria allora stalinista.
born in London in 1952, but grew up in Hungary when still under Stalinist rule. In 1956,
Nel 1956, quando aveva 4 anni, il padre decise infatti di tornare nel proprio paese d’origine,
when he was four years old, his father decided to return to his native country, before the
prima che il sollevamento popolare fosse schiacciato dai carri armati russi. Ebbe un’infanzia
popular uprising that was crushed by Soviet tanks. He had an unhappy, impoverished
povera e infelice. Sam ricorda che, essendo il minore di tre fratelli, dormiva con le lunghe
childhood. Sam remembers that he slept, as the youngest of three siblings, with his long
gambe che sporgevano da una culla presa in prestito dalla madre, ma troppo piccola per lui.
legs protruding from an undersized cradle his mother had borrowed from someone. His
I genitori divorziarono e, con i fratelli abbandonati dal padre, finirono in un orfanotrofio. Da
parents divorced. The father abandoned the family, and the children were sent to an
qui scapparono per andare a vivere, in condizioni molto precarie, con la madre. L’abitazione
orphanage from which they escaped, returning to live with their mother in very difficult
era costituita da una singola camera, un minuscolo semi-interatto di 4 metri per 4.
conditions. They lived in a single room, a tiny basement flat measuring 4x4 meters.
Finita la scuola superiore fece il cameriere in un ristorante dove, per arrotondare il magro
After finishing high school he worked as a waiter in a restaurant. To make ends meet
stipendio, acquistava valuta ai turisti che rivendeva ad uno zingaro. Questa conoscenza fu
on a small salary, he acquired foreign currency from tourists and sold it to a gypsy. This
provvidenziale: la moglie dello zingaro gli procurò un visto per la Bulgaria. Sulla via della
acquaintance was a boon: the gypsy’s wife got him a visa to go to Bulgaria. On the way
sua destinazione, Sam si fermò in Jugoslavia, dove il suo passaporto inglese era riconosciuto,
Sam stopped in Jugoslavia, where his British passport was valid, with the idea of going
potendo così raggiungere Londra, via Italia. Qui il secondo colpo di fortuna: dopo dieci mesi
to London via Italy. This led to another stroke of luck: after ten months working as the
passati a servizio, come maggiordomo, di un generale francese – a Londra in missione per
butler of a French general — who was in London to develop the Concorde supersonic
sviluppare il Concorde supersonico – Sam incontrò, nel 1972, un antiquario americano che gli
transport — in 1972 Sam met an American antique dealer who offered him a plane
offrì un biglietto aereo per New York e un lavoro, più consone alle sue inclinazioni artistiche,
ticket for New York and a job closer to his artistic leanings, in the dealer’s interior design
nel proprio studio di interior design. Passano gli anni, e avviene il terzo colpo di fortuna
studio. They years went by, and then a third lucky break arrived, which would change
che cambiò il corso della sua vita: si ritrovò a decorare le case di John Lennon e Yoko Ono.
the course of his life: he found himself decorating the homes of John Lennon and Yoko
Iniziò così un sodalizio che durerà oltre 20 anni. Da amico della coppia, Havadtoy diventerà il
Ono. This was the start of a relationship that would last for over 20 years, first as a friend
compagno di Yoko Ono nel 1980, dopo l’assassinio del marito per mano di un fanatico.
of the couple, and then as the companion of Yoko Ono, starting in 1980, after Lennon
A New York, nel 1975, Havadtoy, che lavorava, come si è ricordato, come interior designer,
was murdered by a deranged fan.
inizia a cimentarsi con la pittura. L’amore di Havadtoy per l’arte l’aveva accompagnato sin
In 1975 in New York, Havadtoy, while still working as an interior designer, began to
dalla prima gioventù, quando era un visitatore assiduo di musei e gallerie d’arte. Con il suo
concentrate on painting. Havadtoy’s love of art had been constant since his early youth,
solito tempismo fortunato, Havadtoy arrivò a New York al momento giusto, quando la scena è
when he made frequent visits to art museums and galleries. With his usual good timing,
effervescente e attivissima; frequenta _ oltre ai protagonisti della galassia americana dell’arte,
Havadtoy reached New York at the right moment, when the scene was very lively and
non solo pittorica, quali Jasper Johns, Agnes Martin, Yoko Ono, Rauschenberg, Warhol _ anche
vibrant; he spent time with the protagonists of the American art world, like Jasper Johns,
il compositore John Cage e la coreografa Mercy Cunningham, e i nuovi talenti emergenti,
Agnes Martin, Yoko Ono, Rauschenberg, Warhol, as well as the composer John Cage,
Basquiat, Keith Haring, ecc. Per rimanere in campo pittorico, ricorderò che Havadtoy ha una
the choreographer Merce Cunningham, and emerging talents like Basquiat, Keith Haring,
predilezione per i pittori surrealisti; tra questi, Dalì, Magritte e Tanguy.
L’artista che lo affascinò maggiormente, non solo a livello artistico ma anche come persona, fu
Warhol. Mentre i pittori che più ama e dei quali ha subito la maggiore influenza sono Giorgio
Morandi, del quale ammira la qualità del dipingere per il piacere del dipingere e la ripetitività
sia della tavolozza sia del soggetto; e Alexej Jawlenskij: di questo, in particolare, lo seducono
le opere della stagione più tardiva, quella delle teste astratte del 1931, dove meditazione,
introspezione ed essenzialità giocano il ruolo maggiore. Un altro particolare che ferma la
sua attenzione è che, con entrambi questi artisti, un’immagine, anche di piccole dimensioni,
può diventare un grande dipinto; mentre tra gli artisti che Havadtoy frequentava era nata
invece l’esigenza di comporre opere sempre più grandi, a volte gigantesche – sembrava quasi
che la bellezza di un dipinto fosse direttamente proporzionale alle sue dimensioni! Havadtoy
etc. In the field of painting, we should mention that Havadtoy has a particular love of the
Surrealists, including Dalí, Magritte and Tanguy.
The artist that fascinated him most, not only in terms of work but also on a personal
level, was Warhol. The painters he loves best, who have influenced him greatly, are
Giorgio Morandi, for his way of painting for the pure pleasure of painting, and for the
repetitive quality of his colors and subjects; and Alexej Jawlenskij, especially for the later
works, the abstract heads of 1931, where meditation, introspection and essentialism
play a major role. Another factor that captured his attention in the work of both these
artists was that one image, even a small one, could become an important painting; while
among the artists Havadtoy had gotten to know in New York, a need was felt to make
bigger and bigger, even gigantic works — as if the beauty of a painting were directly
condivide la forma mentis dei pittori che ammira e pensa che, anche in campo letterario, la
concisione paghi – un singolo verso di una poesia può, a volte, dire di più di un intero capitolo
d’un romanzo; così come un aforisma può esprimere maggior saggezza di un intero trattato.
Havadtoy ha iniziato a dipingere seriamente – anche se la sua professione di interior designer
lo aveva già familiarizzato con il disegno e la pittura – quando uno degli assistenti di Warhol,
che aveva sviluppato il procedimento delle serigrafie, lo prese in simpatia e insegnò al giovane
Havadtoy i trucchi del mestiere e, con questi, la voglia di cimentarvisi personalmente. Però,
Havadtoy si dedicherà a tempo pieno a quella che diventerà la sua unica attività solamente
poco più di dieci anni dopo, nel 1986.
L’arte di Havadtoy s’ispira ad una tripla esigenza – concisione, discrezione, essenzialità. La
concisione si esercita sia nella dimensione del formato sia nella densità del messaggio; sembra
obbedire alla regola dettata da Mayakovskij: “Il regime di economia in arte è la norma principale
e perenne di ogni produzione di valori estetici” . La discrezione nasce invece da una pulsione
archetipica – velare per meglio svelare --– ma svelare solo a coloro che riescono a mettersi in
sintonia con l’autore. Havadtoy la pensa come Duchamp; dopo tutto, aveva osservato il padre
dell’arte moderna, “Sono gli spettatori a fare il quadro” . L’essenzialità s’ispira invece alla
poetica Zen, come vedremo più avanti.
La tecnica di Havadtoy è nata invece da un’esigenza psico-terapeutica. Colpito da una
profonda depressione, seguì un breve trattamento psicanalitico. Il suo terapeuta gli consigliò
di scrivere le ragioni delle sue insoddisfazioni per liberarsene. Inizia così a vergare un testo
autobiografico, che poi riassume in storie sempre più concise che, a loro volta, assumeranno
proportional to its size! Havadtoy shares the forma mentis of the painters he admires,
and believes that conciseness pays, even in literature — a single line of a poem can,
at times, say more than a whole chapter of a novel; an aphorism can express greater
wisdom than an entire treatise.
Havadtoy began to paint in earnest — though his profession as an interior designer had
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already made him familiar with techniques of drawing and painting when one of Warhol’s
assistants — who had helped to develop the procedure of the silkscreens — took a liking
to the young decorator and decided to teach him the tricks of the trade. Havadtoy,
however did not begin to work full-time on what would become his sole activity until a
bit more than ten years later, in 1986.
Havadtoy’s art is based on a triple need — conciseness, discretion, essentiality. The
conciseness is evidenced in both the size of the works and the density of their message,
in seeming obedience to the rule formulated by Mayakovsky: “The regimen of economy
in art is the main, eternal standard of any production of aesthetic values.” The discretion
comes from an archetypal impulse — to veil in order to better unveil — but to unveil only
to those who are able to put themselves in tune with the artist. Havadtoy agrees with
Duchamp; after all, had not the father of modern art observed that “the viewers make
the painting”? The essentiality, on the other hand, is based on the Zen poetic, as we
shall soon see.
Havadtoy’s technique, instead, is born out of a psycho-therapeutic need. Struggling with
deep depression, he underwent a short period of psychoanalysis. The doctor suggested
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presto una valenza autonoma. Non desidera che questi esercizi letterari siano letti (e qui si
that he write down the reasons for his unhappiness, to free himself of those concerns.
ripresenta il fattore discrezione). Ma questa era la strada che doveva condurlo a ideare brevi
Thus he began to write an autobiographical text, which he then summarized in ever
racconti che poi continua a ridurre in testi sempre più brevi e più densi, ispirandosi ai mini
more concise stories that, in turn, soon took on a life of their own. However, he did not
racconti di Istvan Örkeny, uno dei suoi scrittori preferiti. Nasce allora l’idea di trascrivere,
want anyone to read these literary exercises (discretion, again). But this was the path that
con pennello sottile e pittura fluida, i suoi testi su una tela. Quando il racconto è troppo
led to the short stories he continues to reduce into even pithier, denser texts, inspired
lungo per starci interamente entro il formato del quadro, continua a trascriverne il testo
by the mini-stories of Istvan Örkeny, one of his favorite writers. Then came the idea of
sovrapponendolo a quanto già vergato. Una volta terminata questa prima operazione copre il
transcribing his texts on canvas, with a slender brush and liquid paint. When the story
tutto con uno strato di colore. Subentra l’ultima fase preliminare, l’applicazione di un lembo di
is too long to fit onto one canvas, he continues to write on top of what he has already
merletto, a sua volta dipinto. Il pizzo, così rielaborato, diventa l’opera in sé e per sé – quando
written. When this first operation is finished, he covers it up with a coat of paint. Then
non subirà interventi successivi – oppure costituirà la tela di fondo sulla quale nascerà l’opera
comes the last of the preliminary phases, the application of a layer of lace, which is also
definitiva. Ogni opera è quindi una storia nuova sia a livello semantico sia a livello estetico, e
painted. The lace thus reworked becomes the work, in and of itself — without further
ciò nonostante l’apparente permanenza del motivo cromatico e iconografico.
intervention — or it becomes the background for the definitive work. So every work is a
Fermiamoci su due elementi di questa complessa procedura – il pizzo e l’occultazione del
testo. Non credo sia casuale la scelta del merletto che funge da collegamento tra l’idea che
new story, both on the semantic level and on the aesthetic level, in spite of the apparent
permanence of the chromatic, iconographic motif.
si solidifica nel racconto – a sua volta, momento esistenziale dell’artista – e la concretezza
Let’s stop to examine the two elements of this complex procedure — the lace and the
dell’opera d’arte, che esprime la pulsione estetica di Havadtoy. Prima di esaminare il rapporto
hiding of the text. I don’t think that the choice of the lace was a random one. Let us
dialettico tra questi due poli complementari dell’opera – l’Idea e il Concreto – diamo uno
remember that it functions as a connecting link between the idea that materializes in
sguardo alla valenza simbolica del pizzo.
the story — which, in turn, is a moment of the artist’s existence — and the concreteness
Questo tessuto, oltre ad essere un elemento connettivo – tra l’infrastruttura calligrafica e la
sovrastruttura pittorica – ha anche un carattere fondamentale – nel senso architettonico della
parola, essendo il fondamento sul quale l’opera sarà elaborata – carattere al quale si aggiunge
of the artwork, which expresses Havadtoy’s aesthetic impulse. Before examining the
dialectical relationship between these two complementary poles of the work — the Idea
and the Concrete — let us have a look at the symbolism of the lace.
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una valenza estetica: il labirintico disegno del merletto, quel gioco permanente del pieno e
This fabric, besides being a connective element — between the calligraphic infrastructure
del vuoto che ne è la caratteristica diventerà, infatti, l’elemento strutturale dell’immagine. Per
and the pictorial superstructure — has a fundamental characteristic — in the architectural
tornare al suo significato simbolico, si noti che il pizzo condivide – anzi rinforza – quello del
sense of the term — as the foundation on which the work will be built, a characteristic to
tessuto. Secondo Gilbert Durand, il tessuto è qualcosa che “si oppone alla discontinuità […]
which is added an aesthetic value: the labyrinthine design of the lace. That permanent
collega fra loro due parti separate” . Qui il merletto – oltre ad esercitare il rapporto connettivo
play of emptiness and fullness will become, in fact, the structural element of the image.
tra infra- e sovra-struttura – richiama il rapporto olistico tra l’artista (espresso dal racconto) e
To get back to its symbolic meaning, we may note that lace shares, and even reinforces,
l’opera (l’immagine); allora il creatore (l’artista) si riflette nella creatura (l’opera), così come la
the symbolic meaning of fabric. According to Gilbert Durand, fabric is something that
creatura ne è l’immagine metaforica. Un rapporto che, abolendo lo iato tra creatore e opera,
“opposes discontinuity […] it connects two separate parts.” Here the lace — beyond its
rimanda alla rivoluzionaria formula spinoziana dove la natura ‘naturante’ (qui l’artista) è anche
role as a link between infra- and super-structure — calls forth the holistic relationship
natura ‘naturata’ (l’opera).
between the artist (expressed by the story) and the work (the image); thus the creator
Altri aspetti secondari del merletto, rilevanti nel nostro caso, meritano di essere segnalati. Il
merletto è il prodotto di un’attività prevalentemente – se non unicamente – femminile, e allude
alla bisessualità, particolarmente pronunciata nella psiche del creatore. L’androginia essendo,
infatti, la condizione primaria del demiurgo, il quale, per il solo fatto di avere raggiunto la
(the artist) is reflected in the creature (the work), just as the creature is its metaphorical
image. This relationship abolishes the gap between creator and work, and therefore
reminds us of the revolutionary formula of Spinoza, where ‘naturing’ nature (the artist,
in this case) is also ‘natured’ nature (the work).
perfezione, non può essere solo maschile o solo femminile, la perfezione implicando il possesso
Other secondary aspects of lace, but relevant in our case, should be mentioned. Lace is
d’entrambi gli aspetti – complementari e non conflittuali – della personalità. Altra circostanza
the product of a prevalently — though not exclusively — feminine activity, and it alludes
degna di nota, il merletto ha anche un uso funereo, quando è utilizzato per coprire la faccia del
to the bisexuality that is particularly pronounced in the psyche of the creator. Androgyny,
defunto. Pratica, questa, non sfuggita a Havadtoy che, nel coprire il testo con questo tessuto,
in fact, is the primary condition of the demiurge, which for the sole fact of having
lo occulta e, in qualche modo, lo sotterra. Si è alluso prima al fatto che, strutturalmente, il
reached perfection cannot be only male or only female. Perfection implies possession of
pizzo è l’esito di una sintesi di polarità – del pieno e del vuoto – un’unione dei contrari. Per
both of these complementary, non-conflicting, aspects of the personality. It should also
il pensiero cinese questi contrari si identificano con la terra e il cielo e, per estensione, alla
be pointed out that, when used to cover the face of the deceased, lace has a funerary
donna e all’uomo. Metafora, quest’ultima, che rimanda, nuovamente, alla bisessualità. Infine
function. This practice has not escaped Havadtoy’s attention; when he covers the text
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il pieno e il vuoto è omologato al suono e al silenzio che costituiscono l’essenza del sistema
with this fabric he conceals it and, in a way, buries it. As we have seen, in structural terms
musicale, a sua volta epifania del ritmo sessuale, cosa che rimanda pure al ruolo erotico del
lace is the result of a synthesis of polarities — full and empty — a union of opposites. In
pizzo nell’abbigliamento femminile. Eros e Thànatos, anche qui, si danno la mano.
Chinese thought these opposites are identified with the earth and the heavens, and
Per Havadtoy il merletto assume tutt’altro significato. In una dolorosa riflessione autocritica,
che leggiamo sul risvolto della copertina di un suo catalogo recente, rivela: “Nel corso degli
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ultimi cinque anni ho raccolto vecchi frammenti di merletto. Sento una strana affinità con la
loro condizione. Una volta erano amati, viziati, onorati. Però quando invecchiati, strappati o
by extension with woman and man. This latter metaphor takes us back to bisexuality.
Finally, fullness and emptiness are comparable to sound and silence, the essence of the
musical system, which in turn is the epiphany of sexual rhythm, a reminder of the erotic
role of lace in women’s dress. Eros and Thanatos, here again, go hand in hand.
macchiati, diventano inutili e sono scartati. Ho la stessa sensazione pensando alla mia vita, ho
For Havadtoy lace also assumes quite another meaning. In a painful, self-critical reflection
voluto utilizzare i frammenti di merletti per esprimere la mia propria inutilità, sperando che,
that we find on the cover of one of his recent catalogues, he reveals: “Over the last five
nel farlo, io riesca a far rinascere la loro bellezza, e dare ad entrambi una vita nuova. Siamo
years I have collected old lace fragments. I feel a strange affinity with their condition.
tutti soltanto frammenti l’uno dell’altro” .
Once they were loved, pampered, honored. But when they have aged, and are torn
Torniamo al rapporto tra l’Idea e il Concreto al quale si è accennato prima. In un libro
affascinante , Edgar Morin sfida sia la concezione idealista che vede nell’Idea (per
Anassagora il nous: l’intelligenza ordinatrice della natura) un’entità astratta – alla quale
Platone e Aristotele assegnarono una superiorità sulla diánoia (la ragione discorsiva) – sia il
and stained, they become useless and get thrown away. I have the same sensation
when I think about my life. I wanted to use the fragments of lace to express my own
uselessness, in the hope that by doing this I can manage to revive their beauty, to give
us both a new life. We are all just fragments of one another.”
determinismo marxista per il quale la noosfera (il mondo delle idee) è una mera sovrastruttura
Let’s get back to the relationship between the Idea and the Concrete mentioned above.
dell’infrastruttura economica e sociale (anche se viene riconosciuta a questa sovrastruttura
In a fascinating book, Edgar Morin challenges both the idealistic conception that sees
una certa limitata interazione con l’infrastruttura). Per Morin è insostenibile che l’Idea sia
the Idea (for Anaxagoras the nous: the ordering intelligence of nature) as an abstract
un’entità autonoma, come teorizza l’idealismo amplificandone la portata, oppure un semplice
entity — to which Plato and Aristotle assign superiority over the diánoia (discursive
riflesso di determinate situazioni materiali, come afferma la visione riduttiva del marxismo.
reason) — and Marxist determinism, for which the noosphere (the world of ideas) is a
Egli propone invece di vedere nell’Idea una forma di vita che nasce nell’ecosistema mentale e
mere superstructure of the economic and social infrastructure (though a certain limited
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action between this superstructure and the infrastructure is acknowledged). According
to Morin it is incorrect to assert that the Idea is an autonomous entity, as theorized by
idealism, amplifying its scope, or that it is a simple reflection of given material situations,
as in the limiting perspective of Marxism. Instead, he proposes seeing the Idea as a life
form that comes from the mental and social ecosystem, and takes part in evolution. In
other words, the Idea and the Concrete are linked by an active, historical relationship.
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If we analyze the connection between external aspect (the Idea we make for ourselves)
and internal reality (the Concrete), we realize that since prehistoric times man has
established a magical relationship between these two poles, and subsequently between
the thing and its name. If red is universally associated with immortality it is because it
is the color of blood, and blood is the fluid of life. In many esoteric traditions form (or
color) is the reflection of essence, so much so that for the alchemists the problem of
the transmutation of bodies could be reduced to finding a “tincture” capable of giving
base metal the color of gold. In the De signatura rerum, Jacob Böhme stated: “The outer
visible essential world is an image of the inner spiritual world … The spirit of each thing
manifests its inner form … The inner holds the outer before it like a mirror in which to
contemplate the generation of forms.” All this to say that the images of Havadtoy that
seem “abstract” are not abstract at all; they are “an image of the inner spiritual world,”
and thus always have an autobiographical character at the level of the Idea that takes
form in the ecosystem of its creator.
Already in 1928, with his usual clairvoyance, André Breton wrote that “when the external
sociale e diventa partecipe dell’evoluzione. In altre parole, l’Idea e il Concreto sono legati da
un rapporto attivo e storico.
Se si analizza il nesso tra aspetto esterno (l’Idea che ce ne facciamo) e realtà interna (il Concreto)
ci si accorge che, sin dai tempi preistorici, l’uomo ha instaurato un rapporto magico tra questi
due poli, e, in un secondo tempo, tra la cosa e il suo nome. Se il rosso è universalmente
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associato all’immortalità è perché questo è il colore del sangue e il sangue è la linfa vitale.
In molte tradizioni esoteriche la forma (o il colore) è il riflesso dell’essenza, tanto che per gli
alchimisti il problema della trasmutazione dei corpi si riduceva a trovare una “tintura” atta a
conferire al vile metallo il colore dell’oro. Nel De signatura rerum, Jacob Böhme affermava: “Il
mondo esteriore visibile essenziale è un’immagine del mondo interiore spirituale… Lo spirito
di ciascuna cosa manifesta la sua forma interiore… L’interiore tiene innanzi a sé l’esteriore
come uno specchio, in cui contempla l’effettuarsi della generazione delle forme” . Tutto
questo per dire che le immagini di Havadtoy che appaiono “astratte” non sono affatto tali;
esse sono “un’immagine del mondo interiore spirituale”, e cioè hanno sempre un carattere
autobiografico a livello dell’Idea che si forma nell’ecosistema del suo creatore.
Già nel 1928, con la sua chiaroveggenza abituale, André Breton scriveva che, “in un momento
in cui il mondo esterno appare sempre più sospetto”, è impossibile continuare a ispirarsi a
esso, e quindi che “l’opera plastica, per rispondere alla necessità di revisione assoluta dei valori
reali sulla quale oggi tutti concordano, dovrà riferirsi a un modello esclusivamente interiore, o
non sarà” . Nello stesso paragrafo, Breton attaccava il concetto stesso della funzione mimetica
dell’arte nella quale molti vorrebbero ingabbiare l’immaginazione: “Un’idea molto limitata
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dell’imitazione, indicata all’arte come fine, è all’origine di un grave equivoco che vediamo
world seems increasingly suspect” it is impossible to continue to draw inspiration from it,
prolungarsi sino ai nostri giorni. Partiti dal presupposto che l’uomo sia capace soltanto di
thus “in order to respond to the necessity, upon which all serious minds agree, for a total
riprodurre, più o meno felicemente, l’immagine di ciò che lo tocca, i pittori si sono mostrati sin
revision of real values, the plastic work of art will either refer to a purely internal model
troppo concilianti nella scelta dei loro modelli. L’errore è stato di credere che il modello lo si
or will cease to exist.” In the same paragraph, Breton attacked the very concept of the
potesse trovare nel mondo esterno, o addirittura esclusivamente in esso. Certo la sensibilità
imitative function of art, in which many people would like to imprison the imagination:
umana può conferire all’oggetto a prima vista più banale un valore imprevedibile; ma resta
“The very narrow concept of imitation which art has been given as its aim is at the
il fatto che usa ben meschinamente del magico potere di figurazione di cui dispone chi lo
root of the grave misunderstanding that has managed to perpetuate itself right up to
adibisce alla conservazione o al rafforzamento di ciò che esisterebbe anche senza di lui. È
the modern era. In the belief that man is only capable of reproducing with any degree
un’abdicazione imperdonabile.”
of felicity the image of something that moves him, painters have shown themselves far
Un simile atteggiamento implica la fine delle scuole e delle mode, il ritorno all’individualismo,
poiché ogni individuo è un universo in sé, come ricorda William Blake. Oggi si fa urgente la
necessità di liberarsi dalle maglie della società organizzata, maglie che si restringono come
non mai. L’artista – per reazione al lavaggio del cervello ad opera dei media, come dai viaggi
di gruppo e dal turismo massificato – è un viaggiatore solitario, ma partecipe della condizione
umana. Egli ha il coraggio di spingersi in regioni ignote per farci condividere, insieme ai suoi
stupori e alle sue ansie, anche le sue speranze e i suoi sogni. Havadtoy lo dimostra perché
crede anch’egli che l’arte debba continuare ad essere emozione e poesia, debba essere un’eco
del “mondo interiore.”
Si è detto prima che l’arte di Havadtoy s’ispira ad una tripla esigenza – concisione, discrezione
ed essenzialità. Abbiamo parlato del primo termine, è ora di occuparsi degli ultimi due,
ricordando che, con Havadtoy, la discrezione nasce da una pulsione archetipica – velare per
too conciliatory in their choice of models. The error lay in thinking that the model could
only be selected from the external world […] Certainly human sensibility is capable of
conferring an entirely unforeseen distinction upon even the most vulgar-looking object;
none the less, to make the magical power of figuration with which certain people are
endowed serve the purpose of preserving and reinforcing what would exist without
them anyway, is to make wretched use of that power. In fact it constitutes an inexcusable
abdication”
A similar attitude implies the end of schools and fashions, the return to individualism,
because every individual is a universe, as William Blake reminds us. Today there is an
urgent need to get free of the chains of organized society, ties that bind as never before.
The artist — in reaction to the brainwashing practiced by mass media, package tours
and commercial tourism — is a solitary traveler, but one who is involved in our common
fate. He has the courage to venture into uncharted regions to enable us to share his
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meglio svelare. “Rendere visibile l’invisibile”: con questa formula lapidaria Paul Klee espresse
il desiderio divorante che l’ossessionò tutta la vita. L’intensa ambizione del nostro pittore è la
medesima: anche per Havadtoy questa volontà è ineludibile, ed ha determinato l’orientamento,
il logos e la praxis del suo intero percorso creativo.
Rivelare l’invisibile (il testo sommerso) significa coglierne la “risonanza spirituale” – come
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venne definita dalla poetica del periodo classico cinese. Dato che, forse senza conoscerli,
Havadtoy ha fatto propri i principi della poetica taoista e Zen, sembra necessario delinearli
per sommi capi. Il principio fondante dell’estetica cinese, come di quella Zen, non si propone
il raggiungimento della verosimiglianza fisica rispetto al modello – la sua apparenza – quanto
piuttosto l’espressione della sua intima essenza, del suo spirito. L’artista, quindi, dovrebbe
concentrare i suoi sforzi per realizzare, appunto, una “consonanza spirituale” con il modello.
E raggiungere questa meta aveva una tale importanza che Xie-he – pittore cinese del Sesto
secolo dell’era volgare – pensava che quella consonanza fosse “il primo dei Sei Elementi o
Leggi che un artista dovesse padroneggiare” .
Il modo in cui Havadtoy traduce nei suoi dipinti il ‘suono’ di questa “risonanza spirituale”
ricorda le caratteristiche della musica giapponese, che “è anzitutto una musica di reticenza
e di atmosfera” . Reticenza che, per il nostro artista, significa discrezione unita ad estrema
essenzialità. Quest’economia, nell’opera di Havadtoy, si manifesta mediante un minimalismo
concettuale che crea un’ “atmosfera” coinvolgente – per riprendere il termine di Tanizaki che,
a proposito della musica giapponese, precisa: “Preferiamo la voce sommessa, il minimizzare.
Le pause” . Se concisione, discrezione ed essenzialità sono gli elementi strutturanti delle sue
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amazement and his fears, as well as his hopes and dreams. Havadtoy demonstrates it,
because he too believes that art must continue to be emotion and poetry, and an echo
of the “inner world.”
We have seen that Havadtoy’s art comes
from a triple need — conciseness, discretion
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and essentiality. After discussing the first
term, it is time to focus on the other two,
recalling that discretion, for Havadtoy,
arises from an archetypal impulse — to
veil in order to better unveil. “To make the
invisible visible”: with this blunt formula
Paul Klee expressed the consuming desire
that obsessed him throughout his life.
The intense ambition of Havadtoy is the
same: this will is unavoidable for him too,
and has determined the orientation, the logos and praxis of his entire creative path.
To reveal the invisible (the buried text) means grasping the “spiritual resonance”— as it
was defined by the poetics of the Chinese classical period. Given the fact that Havadtoy,
perhaps without knowing it, has embraced the principles of Taoist and Zen poetics, it is
worth outlining them briefly. The founding principle of the Chinese aesthetic, like that of
Zen, does not seek physical resemblance with respect to a model — its appearance — but
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opere – che parlano sempre sottovoce e si limitano, volontariamente, a suggerire piuttosto
expression of its innermost essence, its spirit. Therefore the artist should concentrate
che a proclamare – la poesia e il silenzio diventano allora i fattori organizzativi dell’opera.
his efforts on finding a “spiritual consonance” with the model. It was so important to
Il primo ciclo di quadri ebbe come tema la rivoluzione musicale iniziata con i Beatles: ogni
quadro è dedicato a una stella del firmamento musicale della New York di quegli anni. Nella
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reach this goal that Xie He — a Chinese painter of the 6th century CE — thought that
consonance was “the first of the Six Elements or Laws the artist must master.”
prefazione al catalogo della serie, intitolato appropriatamente Legend of Legends (“Didascalie
The way in which Havadtoy translates the “sound” of this “spiritual resonance” in his
per [personaggi] leggendari”), Havadtoy osservava: “Un nuovo linguaggio era nato che divenne
paintings reminds us of the characteristics of Japanese music, which “is above all a music
una potente cultura religiosa. Era una forma di musica che tutti potevano comprendere […].
of reticence, of atmosphere.” Reticence that, for our artist, means discretion combined
Gli esecutori che facevano questa musica diventarono così popolari che divennero i nuovi Re
with extreme essentiality. This economy in Havadtoy’s work takes form through a
e Regine, e la musica diventò la loro religione” . L’elemento figurativo centrale di ogni quadro
conceptual minimalism that creates an engaging “atmosphere”— to use the term of
della serie è una stella a cinque punte, che rimanda allo status del personaggio, il cui sfondo
Tanizaki, who on the subject of Japanese music explains: “We prefer the soft voice, the
è costituito da un lembo di merletto, dal disegno sempre diverso, dipinto d’argento per John
understatement. Most important of all are the pauses.” If conciseness, discretion and
Lennon e Yoko Ono, e d’oro per tutti gli altri protagonisti. La stella si staglia su uno sfondo
essentiality are the structuring elements of his works — which always speak softly and
in varie gradazioni di marrone . In alto a sinistra, in grandi caratteri maiuscoli, il nome del
intentionally limit themselves to suggesting, rather than proclaiming — then poetry and
musicista o del gruppo, al quale è dedicata la stella. Le prime due attribuite, evidentemente,
silence become the organizing factors of the work.
ai sovrani della nuova musica. Il Re: John Lennon, e la Regina, Yoko Ono. Seguono poi i quadri
dedicati ai gruppi: The Beatles, The Rolling Stones, The Who, The Beach Boys, The Doors, i
Queen, i Led Zeppelin e ad alcuni dei più noti protagonisti di quella grande stagione musicale:
Chuck Berry, David Bowie, Sam Cooke, Bob Dylan, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Bob Marley, Elvis
Presley, Tina Turner e Steve Wonder.
The theme of the first cycle of paintings was the musical revolution that began with the
Beatles: each painting was dedicated to one star of the musical firmament of New York
and America in those years. In the preface to the catalogue for this cycle, appropriately
entitled Legend of Legends, Havadtoy observed: “A new language [was born that]
evolved into the most powerful of religion-like cultures. It was a form of music that
Nel secondo ciclo di opere, Love is Hell (L’amore è un inferno), il testo invisibile è, anche
everybody could understand […]. The people who made the music were becoming so
qui, una storia autobiografica, come sempre ridotta alla sua nuda struttura. Nei primi quadri
popular that they became the new kings and queens of the land, and music became
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della serie il pizzo è solo apparentemente monocromo, e le tinte, pallide, sono ottenute
their religion.” The central figurative element of each painting in the series is a five-
con l’applicazione di molteplici strati di colore, a volte sino a 20 o 30, e vanno da un bianco
pointed star, a reminder of celebrity status. The background is a piece of lace, always
appena sporco a gradazioni di grigi e viola. L’intento è di farci scoprire la bellezza intricata del
with a different design, painted silver for John Lennon and Yoko Ono, and gold for all
tessuto. Poi le tinte diventano più decise, a volte drammaticamente scure quando, sul pizzo,
the other personalities. The star stands out against a background of varying shades of
si stagliano, in grandi lettere maiuscole, alcuni pensieri (spesso di difficile lettura), come HELL
brown . In the upper left, in large capital letters, we find the name of the musician or
IS BEING SCARED (L’inferno è l’essere spaventato); in un dittico, con un gioco di parole, il
the group to whom the star is dedicated. The first two are for the sovereigns of the new
quadro di sinistra riporta la scritta ANOTHER LIFE (Un’altra vita), quello di destra, ANOTHER
music. The King, John Lennon, and the Queen, Yoko Ono. Then come the paintings for
LIE (Un’altra bugia); altri esempi, dove l’importanza sta tutta nel messaggio trascritto, sono:
the groups: the Beatles, the Rolling Stones, the Who, the Beach Boys, the Doors, Queen,
REGRET NOTHING (Non rimpiangere nulla); I WANT TO BE WHAT I WAS WHEN I WANTED
Led Zeppelin, and some of the greatest soloists of that outstanding musical period:
TO BE WHAT I AM (Voglio essere quello che ero quando volevo essere quello che sono); a
Chuck Berry, David Bowie, Sam Cooke, Bob Dylan, Jimi Hendrix, Janis Joplin, Bob Marley,
volte una sola parola basta per esprimere il dramma della velocità del tempo: WRINKLES
Elvis Presley, Tina Turner and Stevie Wonder.
(rughe); oppure il motivo iconografico è costituito dall’ideogramma giapponese per il nome
di Havadtoy. Quando questo ideogramma è ritradotto in inglese, il suo significato diventa,
“un sogno realizzato.” La serie si conclude con una serie di riflessioni – anche amare e
contraddittorie – sull’amore: LOVE NEVER DIES (L’amore non muore mai) che si alternano con
LOVE IS HELL (L’amore è l’inferno) e LOVE IS FOREVER (L’amore è per sempre).
In the second cycle of works, Love is Hell, the invisible text is also an autobiographical
story, reduced as always to its naked structure. In the first paintings of the series the
lace is only apparently monochromatic, and the pale colors are obtained by applying
multiple coats of paint, at times even 20 or 30, ranging from off-white to gray and violet
tones. The aim is to make us discover the intricate beauty of the lace. Then the hues
La serie dedicata al gioco degli scacchi è stata provocata da un evento che si verificò dopo la
become more forceful, at times dramatically dark, when certain thoughts (often hard to
morte di John Lennon. Yoko Ono ricevette allora un numero considerevole di lettere; alcune
read) appear on the lace in large capital letters, like HELL IS BEING SCARED; a diptych
provenivano anche da detenuti delle prigioni e, tra queste, molte erano piuttosto offensive.
features a play on words, with the left panel bearing the words ANOTHER LIFE, while the
Havadtoy le smistava per evitarle ulteriori traumi. Le lettere dei prigionieri si distinguevano
right panel replies ANOTHER LIE; other examples in which the accent is on the written
subito per il colore marrone delle buste. Tra queste arrivò un giorno, con sua sorpresa,
message include REGRET NOTHING and I WANT TO BE WHAT I WAS WHEN I WANTED
una lettera dell’allora campione del mondo, Bobby Fisher, che conteneva una minuscola
TO BE WHAT I AM. At times just one word is enough to express the drama of the
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speed of time: WRINKLES. Or else the iconographic motif may consist in the Japanese
character for Havadtoy’s name. When translated into English, its meaning becomes “a
dream come true.” The series concludes with a series of reflections — including bitter,
contradictory messages — about love: LOVE NEVER DIES, alternating with LOVE IS HELL
and LOVE IS FOREVER.
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The chess series was triggered by an event that happened after the death of John
Lennon. Yoko Ono received many letters then, some of which came from prison inmates,
including many rather offensive messages. Havadtoy screened the letters to protect her
from further anguish. The letters from inmates were recognizable due to their brown
envelopes. One of the brown envelopes, to Havadtoy’s surprise, came from the world
chess champion, Bobby Fischer, and contained a tiny leather chess set. The letter urged
Yoko to turn to chess as a distraction, adding that Fischer felt he had found answers to
all the problems of life in the game. Havadtoy — who had learned the ‘game’ in Hungary,
where it is a national sport — taught Yoko the rules and they began to play frequent
matches. When they separated in 2000 chess became, for Havadtoy as well, a metaphor
of life and love relationships. So he decided to do a series of paintings on the third match
of the world championship between Fischer (the challenger) and Boris Spassky, holder
of the title. This match marked a decisive turning point in Fischer’s life. Fischer is half
Hungarian, and he too had had a tormented emotional relationship. Somehow Havadtoy
saw Bobby Fischer as an alter ego. And he was intrigued by the aesthetic impact of the
game.
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scacchiera di cuoio ed era accompagnata da una lettera nella quale, dopo avere espresso le
For Duchamp chess was a true artistic activity: “Objectively, a game of chess looks very
sue condoglianze, le augurava di riuscire a vedere negli scacchi un diversivo, aggiungendo che
much like a pen-and-ink drawing, with the difference, however, that the chess player
lui vi aveva trovato la risposta ad ogni problema della vita. Havadtoy – che aveva imparato il
paints with black-and-white forms already prepared instead of inventing forms as does
‘gioco’ in Ungheria, dove è un’attività nazionale – le insegnò le regole ed iniziarono a dedicarsi
the artist. The design thus formed on the chessboard has apparently no visual aesthetic
agli scacchi frequentemente. Quando si separarono, nel 2000, gli scacchi diventarono, anche
value, and is more like a score for music when it can be played again and again. Beauty
per Havadtoy, una metafora della vita e dei rapporti amorosi. Decise allora di dedicare una
in chess does not seem to be a visual experience as in painting.” In the series on the
serie di dipinti alla terza partita del campionato del mondo giocata tra Fisher (sfidante) e Boris
Fischer-Spassky match, Havadtoy has managed to disprove this latter phrase of Duchamp,
Spasski, il detentore del titolo, perché quella partita costituì una svolta decisiva nella vita di
creating a splendid series of paintings in which — for the enjoyment not only of chess
Fisher. Fisher, mezzo ungherese, aveva avuto anche lui un rapporto sentimentale tormentato.
players but also of aesthetes — all the moves of the third match of this historic contest
In qualche modo, Havadtoy aveva riconosciuto in Bobby un alter ego. A questo si aggiungeva
have been recorded, from the opening to the checkmate.
la valenza estetica del gioco.
The last two series of works are tributes to two artists Havadtoy admires very much:
Per Duchamp gli scacchi furono una vera e propria attività artistica: “Obbiettivamente una
Agnes Martin and Andy Warhol. In the first, the invisible text is by Agnes Martin, a
partita a scacchi somiglia molto a un disegno a penna, con la differenza che il giocatore di
painter very close to Havadtoy’s sensibility: Beauties, The Mystery of Life. At first glance
scacchi dipinge con forme bianche e nere già pronte, invece di inventare le forme come un
the works may seem quite monochromatic; but as in the first paintings of the Love
artista. Il disegno che si ottiene in questo modo sulla scacchiera non ha apparentemente un
is Hell series, a closer look reveals profound differences — though subtly shaded — in
valore visuale estetico, ed è piuttosto simile a uno spartito musicale che si può suonare più
every painting, color variations that have required the combining of about forty different
e più volte. Negli scacchi la bellezza non sembra una esperienza visiva come nella pittura” .
shades — a dozen different intensities of white, multiple shades of pink, grays, blues,
Nella serie dedicata alla tenzone Fisher–Spasski Havadtoy è riuscito a smentire quest’ultima
yellows. Havadtoy tells me that the aim was to “get under the skin of Agnes Martin, who
frase di Duchamp, elaborando una splendida serie di quadri nei quali – per nostro diletto,
spent an entire life creating her skillfully diaphanous paintings, which I think are sublime.
oltre che di giocatori, anche estetico – sono state fermate tutte le mosse della terza partita di
This was my way of interpreting her paintings, though mine are totally, absolutely
questo storico campionato, dall’apertura allo scacco finale.
different.” Given the emotional power of Havadtoy’s works, I think he has brilliantly
achieved this goal.
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Le ultime due serie furono motivate dal desiderio di manifestare la propria stima per due
In the second series — the last one, for the moment — The Monkey King, Havadtoy pays
artisti che Havadtoy ammira molto: Agnes Martin e Andy Warhol. Nella prima di queste
tribute to Andy Warhol. Here there is no concealed text, though the works are inspired
serie, il testo invisibile è quello di Agnes Martin, una pittrice molto vicina alla sua sensibilità:
by the Ramayana, the great Indian epic that contains the narrative of the adventures of
Beauties, The Mystery of Life (Bellezze, I misteri della vita). A prima vista le opere possono
the hero Hanumat, the Monkey King and loyal friend of the Indian prince Rama, with
sembrare abbastanza monocrome; ma, come succede per i primi dipinti della serie Love is Hell,
whom he is allied in the war against the demon Ravana. Ravana kidnaps Rama’s wife,
uno sguardo più attento noterà che profonde differenze – anche se molto graduate e sottili
Sita, who is then freed by Hanumat. The Monkey King, then, is seen as a generous,
– caratterizzano ogni quadro, tanto da richiedere, per ottenere queste varianti cromatiche,
reluctant hero. In the Japanese version of the Ramayana, Hanumat is also seen often as
la coniugazione di una quarantina di colori – da una decina di diverse intensità di bianco, a
the prototype of the collector. Andy Warhol was very generous and equally reserved,
molteplici sfumature di rosa, di grigi, di blu, di gialli. Il suo intento era, come mi dice Havadtoy,
and he was a maniacal collector of things. So it should come as no surprise that Havadtoy
di riuscire “ad andare sotto la pelle di Agnes Martin, che ha speso una vita intera per creare i
sees Warhol as a modern Hanumat.
suoi quadri, sapientemente diafani, e che ritengo sublimi. È stato il mio modo di interpretare i
suoi dipinti, anche se i miei sono totalmente e assolutamente diversi.” Penso, vista la potenza
emotiva dei lavori di Havadtoy, che sia riuscito brillantemente nel suo intento.
When I asked Havadtoy what relationship exists, for him, between Hanumat and Warhol,
he replied that the link was rather intricate. “When I first met Warhol”, he said, “he was
like the Monkey King who, in the Japanese version, is in stone, and needs to be woken
Con la seconda serie – l’ultima, per il momento – The Monkey King (Il Re scimmia), Havadtoy
up, brought back to life. At first Warhol, too, seemed completely closed up. He would
ha voluto rendere un omaggio a Andy Warhol. Qui non vi è un testo come sottofondo, ma
respond with just a single sound, ‘wow’, to anything you said. It took many meetings
le opere s’ispirano al Ramayana, il grande racconto epico dell’India, dove sono narrate le
before I discovered his vitality. Thanks to him I learned about silkscreening, and this led me
vicissitudine dell’eroe Hanumat, il Re scimmia, fedele amico del principe indiano Rama con il
to art and, thus, to life. When I got to know him better I discovered that he had a secret
quale sarà alleato nella guerra contro il demone Ravana. Questi infatti rapisce Sita, la moglie
life that no one knew about. He was a deeply human being and had a profound love
di Rama, che viene liberata da Hanumat. Il Re scimmia è visto quindi come un eroe generoso
for society’s outcasts. During the obligatory holidays, Thanksgiving or Christmas, instead
e schivo. Nella versione giapponese del Ramayana, Hanumat è anche spesso visto come il
of partying with friends he would go to work, anonymously, in soup kitchens, to feed
prototipo del collezionista. Andy Warhol fu molto generoso e altrettanto schivo, inoltre era
the homeless people in New York, bringing them food and encouragement. His altruism
anche un collezionista, addirittura maniacale. Non sorprende se Havadtoy abbia visto in
was just like that of Hanumat.” In this series — the first with a figurative character — the
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Warhol un moderno Hanumat – il quale era altrettanto generoso, schivo e collezionista.
Quando chiesi a Havadtoy che rapporto esistesse, per lui, tra Hanumat e Warhol, mi rispose
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figure of Hanumat is that of a Japanese monkey, bent, carrying a standard. Here too, the
figure stands against the usual background of painted lace.
che il legame era piuttosto involuto. “Quando ho incontrato Warhol per la prima volta”, mi
So thanks to Havadtoy, who has managed to hit two birds with one stone: to give us an
disse, “era come il Re scimmia che, nella versione giapponese è di pietra e deve essere svegliato
artwork in its own right, and to help us to appreciate the conceptual beauty of a game,
alla vita. All’inizio della nostra conoscenza, anche Warhol mi sembrò totalmente chiuso in se
thus confirming the recommendation of Marcel Duchamp: “Painting should not be only
stesso, rispondendo con il monosillabo uau a qualsiasi cosa gli si dicesse; ci vollero molti
retinal or visual; it should have to do with the gray matter of our understanding, not
incontri per scoprire la sua vitalità. Grazie a lui ho conosciuto la serigrafia e mi ha riportato
alone the purely visual.”
all’arte e, così, anche alla vita. Quando ebbi modo di conoscerlo meglio, scoprii che aveva una
seconda vita segreta, ignota a tutti. Era un essere profondamente umano e aveva un profondo
amore per i diseredati. Alle feste comandate, Thanksgiving o Natale, anziché festeggiare con
gli amici, andava a lavorare, anonimamente, nelle cucine popolari e aiutava i barboni di New
York, portando loro cibo e conforto. Il suo altruismo era proprio quello di Hanumat. In questa
serie – la prima con un carattere figurativo – la figura di Hanumat è quella di una scimmia
giapponese, curva e con in spalla uno stendardo. Anche qui la figura si staglia sull’abituale
sottofondo di pizzo dipinto.
Grazie quindi a Havadtoy che è riuscito a prendere due piccioni con una fava: darci un’opera
d’arte in sé e per sé, e farci apprezzare la bellezza concettuale di un gioco, confermando così
l’ingiunzione di Marcel Duchamp: “La pittura non dovrebbe essere solamente retinica e visiva;
dovrebbe avere a che fare con la materia grigia della nostra comprensione.”
Arturo Schwarz
settembre-ottobre 2007
Arturo Schwarz
September–October, 2007
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Notes
1 http: / / w w w.angelfire.com / games5 / chessodyssey /
chessterms.htm
2 David King, The Commissar Vanishes. The Falsification
of Photographs and Art in Stalin’s Russia. New York,
Metropolitan Books, 1997. pp. 18–21.
3 D. Edmonds and J. Eidinow, Bobby Fischer Goes to War.
How a Lone American Star Defeated the Soviet Chess
Machine. New York, HarperCollins, 2004. p. 39.
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4 Cf.: Daniel Johnson, “Cold War Chess,” Prospect
Magazine, Issue 111, June 2005.
5 Peter Myers, “Lenin, Trotsky, and Jewish Identity,” February
18, 2002; update March 16, 2006. At: http://users.
cyberone.com.au/myers/lenin-trotsky.html.
6 When Krylenko became the target of Stalinist purges,
the accusations concerned his mountaineering and chess
activities: “Comrade Krylenko concerns himself only
incidentally with the affairs of his commissariat. But to
direct the Commissariat of Justice, great initiative and
a serious attitude toward oneself is required. Whereas
Comrade Krylenko used to spend a great deal of time on
mountain-climbing and traveling, now he devotes a great
deal of time to playing chess. [...] At: http://en.wikipedia.
org/wiki/Krylenko#Krylenko.
7 Olimpiou Urcan, “From Pawn to an Executed
King,” Correspondence Chess News at: http://www.
romanianchess.org/magazin/ceausescu/html. retrieved on
June 29, 2006.
8 Ibid. p. 3.
9 Edmonds and Eidinow, op. cit. p. 89.
10 People became fascinated with the match of the century
in the most improbable areas. In 1974 the philosopher
Mark J. Pastin published a paper “About De Re Belief”
in Philosophy and Phenomenological Research. While
discussing “a widely held view that a person must be
’epistemically intimate’ with an object in order to have a
belief ‘about’ or ‘directed upon’ the object,” Pastin turned
to the following example: “Suppose that S believes the
proposition the world’s greatest chess player exemplifies
being a Communist. However, for S, the world’s greatest
chess player is a representation of Bobby Fischer, who, let
us suppose, is not the world’s greatest chess player, not of
Boris Spassky, who, let us suppose is the world’s greatest
chess player; that is –DUs (the world’s greatest chess
player, Bobby Fischer). Thus Es (the world’s greatest chess
player exemplifies being a Communist, Bobby Fischer,
being a Communist). By Def. 4 and Def. 5 it follows
that Bobby Fischer is believed by S to exemplify being a
Communist…” Vol. 34. No. 4 (Jun., 1974). pp. 572–573.
11 The 19 × 19 inch chessboard on the painting is a hidden
musical composition that remained unnoticed until the
time of the Noguchi Museum exhibition, when the musical
scores were discovered, deciphered and performed for
the first time. The Chess Pieces that provides the musical
background of The Game at OSA Archivum, stand for
Cage’s three life-long obsessions: painting, music and
chess.
12 Edminds and Eiddinow, pp. 313–321.
13 As there was no proper television archive in Belgrade,
Zagreb and Sarajevo at the time of the Balkan war, OSA
Archivum commissioned the monitoring and recording
of the nightly news program every day. The collection,
which contains television reports of the Fischer-Spassky
return match, provides a unique insight to the war from
the perspective of the three belligerent parties. At: www.
archivum.ws (HU OSA 307, 308, 309, 310)
14 Brad Wieners, “On the Internet Nobody Knows if You’re
Bobby Fischer,” Yahoo! Internet Life, 10880070. January,
2002, Vol. 8. Issue 1.
15 Ibid. p. 3.
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An artist is born. I am touched by the magnificence of his work. He has dipped into the old
Hungarian spirit and culture and created a work that is very now. It is very Hungarian, very Sam
Havadtoy and it is beautiful.
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I wish to thank the following for their generous and tireless assistance in helping me to realize this
catalogue:
The staff at Studio One for finding and forwarding the early version of my project to me.
Adrien Bojescu for his help and comfort after Bandi’s death.
Judith Rév for helping me to understand that living in Budapest is a wonderful responsibility.
András Tóth for rescuing me from my computer disasters.
István Rév, with special thanks, for believing in this project and for his research, which supplied me
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with invaluable information.
Eileen Boxer for making time between her many museum projects and always lavishing attention on
my catalogues. Her talent and patience continue to amaze me.
Adam Boxer for editing and proofing the texts and always offering me new ideas and support.
Éva Forgács, David Galloway and István Rév (again) for the essays they contributed to this catalogue.
All works herein are 40 × 40 inches, mixed media (lace, silkscreen on aluminium with acrylic paint).
Design: Eileen Boxer, BoxerDesign
Photography: Gabor Benedek, Arttypo Studio
Photo on page 103: John Gruen
Printing: Timp, Budapest
Printed and bound in Hungary
All works © Sam Havadtoy, 2006.
Texts © 2006 Éva Forgács; David Galloway; István Rév.
This catalogue was published by Galeria 56, Budapest.

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