Gli animali, la loro aura eg

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Gli animali, la loro aura eg
Sommario
Editoriale
Medicina Naturale
Tradizioni e Avvenimenti
Attività Associative
LaVia
Periodico dell’Associazione
Reiki Amore Universale
Via A. Chaniac 33/c - 20010 Pogliano M.se Mi
c/c postale n. 31921208
Centro: Via Lainate 26 - 20017 Rho (Mi)
Tel. 02.931.02.25 - Fax 02.935.00.612
E-mail: [email protected]
www.reikirau.com
Pag.
3
Storia reale o fantasia
4
Intervista a Giuseppe Zanella
6
Il Reiki e l’attività sportiva
8
Riflessologia Plantare
11
Acua e salute
12
Gli animali, la loro aura e gli effetti del Reiki
12
A lezione di energia
13
La naturale interazione tra cibo e colori
14
La camomilla
17
Alla ricerca dell’Io perduto
18
L’Oriente incontra l’Occidente
20
La Porta dei Cieli
22
Il tamburo dello sciamano
24
Storia dei cavalieri Templari
27
Al via il corso di OBNRR
30
Recensioni
31
Direttore Responsabile: Giuseppe Zanella
(Prezz l’Atomo) - Reiki Master
iscrizione Ordine dei Giornalisti n. 087162
Iscritto all’ordine europeo dei giornalisti
Art Direction: Elena Zanella
Hanno collaborato: Gabriella Artioli, Anna
M. Baiamonte, Massimo Bartolini, Emiliano
Federico Caruso, Riccardo Cecchini, Giuseppe
Colombo, Silvana Giorgiani, Rossella Maggio,
Elisabetta Porri, Susie Rossi, Maria Antonietta
Spaccini, Marilena Zanella, Alberto Zappolli.
Periodico registrato presso l’Ufficio di
Cancelleria del Tribunale Civile e Penale di
Milano (Ufficio Stampa) al n. 540 in data 1510-1994. Iscrizione presso l’uff. del Garante
per la Radiodiffusione e l’Editoria al n.
posizione 9010 • Roma •
Stampa: Segraf Srl, Via Vittorio Veneto, 81
26826 Secugnago (Lo)
ISSN 1126-6597
ASSOCIAZIONE CON SISTEMA DI GESTIONE QUALITA' CERTIFICATA UNI EN ISO 9001:2000
di GIUSEPPE ZANELLA
2005: grandi eventi
U
n altro anno è giunto al termine, un altro ancora è alla porta.
L’Associazione, avvalendosi dell’aiuto di tutti voi, ha raggiunto livelli sempre più elevati.
Il raggiungimento dell’obiettivo che l’Associazione si è prefissato fin dagli inizi, è sempre più vicino, sempre più realizzabile.
L’adesione al COLAP ci ha fatto inserire nell’importante ELENCO del CNEL per le associazioni non
regolamentate - settore CURA PSICHICA - e classificati con il Numero d’ordine 140 (unica
Associazione di esperti di reiki), a seguito del V° Monitoraggio chiuso al 31 dicembre 2004 e pubblicato nell’Aprile 2005.
Sempre nell’Aprile di questo anno, siamo diventati parte attiva del SINAPE-CLACS-CISL entrando
a far parte della Commissione Nazionale come esperti reiki e membri del Consiglio Nazionale, abbiamo aderito anche al CONDIB come coordinatori esperti di reiki in diverse regioni d’Italia.
L’Associazione ha raggiunto l’obiettivo di far inserire il Reiki nella Legge di Regolamentazione
Nazionale delle discipline bio-naturali che è in fase di approvazione alla Camera dei Deputati e che
prevede il riconoscimento della figura di Operatore bio-naturale esperto in Reiki.
Per il riconoscimento del Metodo Reiki R.A.U. e per l’accreditamento dell’Associazione come Ente
di Formazione, è stato attuato il programma formativo per il corso triennale di Operatore bio-naturale Reiki R.A.U.; il nostro sistema formativo ci ha portato alla certificazione del Sistema di Gestione
della Qualità secondo la UNI EN ISO 9001:2000.
Questo importante riconoscimento ha comportato da parte di tutti noi notevoli sacrifici perché abbiamo dovuto adeguare a questo sistema anche il nostro modo di gestire l’insegnamento del metodo
Reiki R.A.U. e i rapporti con l’utenza.
Contemporaneamente, l’Associazione, e per essa il Direttivo, ha approvato un Codice Deontologico
ed un Regolamento interno per disciplinare i principi generali per lo svolgimento dell’attività delle
figure professionali dell’Associazione R.A.U. ai quali gran parte dei Maestri operanti hanno aderito
nel rispetto dell’attività propria e di quella associativa.
Questo numero del periodico raccoglie varie testimonianze e partecipazioni a vari eventi con
reportage scritti e fotografici.
Come sempre e più che mai, La Via vuol risultare uno strumento di lavoro e di studio utile e prezioso,
un mezzo per far conoscere a tutti gli associati gli avvenimenti, i passi da gigante fatti
dall’Associazione per raggiungere l’obiettivo prefisso fin dall’origine ed i traguardi raggiunti.
Grazie per la costanza, la fedeltà e la fiducia nell’operato dell’Associazione dimostrata da tutti voi.
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La Via
STORIA REALE
O FANTASIA?
Può essere una storia vera o frutto di una fantasia, ma nell’ascoltarlo e nel leggerlo, nelle varie sfumature di tutto il
racconto, si può capire realmente quella che può essere
definita una e unica verità.
Un giorno Dio scese in terra, incontrò uno dei tanti suoi
figli e, osservandolo, vide che quell’energia luminosa della
quale era stato creato tutto il suo essere era nera. Chiese:
“Perché sei nero, quando Io, tuo Padre, ti ho creato luminoso e splendente? Cosa ti è successo in tutto questo tempo
in cui ti ho lasciato in questo mondo da Me creato? Ti ho
dato la possibilità, attraverso gli altri miei figli - il minerale, il vegetale e l’animale -, di essere, di essere continuamente luminoso ed essere nel Tutto, usando quello che
è più importante del tuo essere vivo.
Tieni presente che tutto di te è importante; ma tu hai avuto,
e hai sempre, un punto di partenza dal quale ti manifesti per
tua stessa volontà”.
Il figlio, nell’ascoltare le parole del Padre, Gli si rivolge,
tentando di spiegare, non cosciente, questo suo cambiamento energetico. Le sue risposte vengono generate dalla
sua mente. Sono vere e non vere. Sono le risposte che la
sua coscienza è in grado di dare: “Ho pensato che meditando su un oggetto o una situazione costantemente riuscivo a essere in contatto con il Tutto e avere la possibilità di
essere nel Tutto attraverso la mia mente staccata dal corpo.
Ho creato diverse situazioni nelle quali potessimo, io e i
miei fratelli, pregare maestri, oppure direttamente Te. Ho
creato ritualità di movimento, attraverso le mani, i piedi,
tutto il corpo, tralasciando le regole di vita che Tu stesso ci
hai insegnato. Ho usato sempre la mente. Attraverso di essa
ho abusato dei Regni che Tu ci hai donato. Ne ho abusato
senza rispettarne i processi. Facendo ciò, il mio corpo ha
subito, e continua a subire, mutamenti e stati di umore
squilibrati, ingerisce quelle sostanze del regno vegetale, del
regno minerale e del regno animale portandolo a trovare il
contatto diretto con Te.
Perché Tu dici che tutto il mio corpo è nero? Visto che Tu
sei il mio Creatore, Sei la mia vita! Dove ho sbagliato, se
ogni cosa che Tu mi hai dato è importante e va usata?
Ogni tanto vedo intorno a me e nel mondo in cui abito un
manifestarsi di Tuoi figli chiamati maestri, che portano
anche loro delle verità, delle leggi che noi, come Tuoi
figli, stiamo seguendo.
Un maestro dice: “Dovete meditare perché raggiungerete
l’illuminazione!”.
Un altro maestro ci dice: “Dobbiamo digiunare per manifestarci!”.
Un altro maestro ci dice: “Dovete bere il nettare dell’uva
per stimolare i vostri sensori!”.
Un altro maestro ci dice: “Dovete pregare!”.
Un altro maestro ci dice: “Dovete lavarvi tutti i giorni!”.
Un altro maestro ci dice: “Dovete fare sesso tutti i
giorni!”.
Un giorno Dio scese in terra,
incontrò uno dei tanti suoi figli
e osservandolo vide
che quell’energia luminosa
della quale era stato creato
tutto il suo essere era nero;
chiese: “perché sei nero, quando Io,
tuo Padre, ti ho creato luminoso
e splendente?...”
Dr. GIUSEPPE ZANELLA
Nell’altra pagina: L’Uomo Nuovo
Sotto: Il Guerriero Cosmico.
I dipinti sono stati realizzati da Marisa D’Annibale
Un altro maestro ci dice: “Dovete correre, dovete fare
almeno 10 km al giorno!”.
Un altro maestro ci dice: “Dovete alimentarvi!”.
Un altro maestro ci dice: “Dovete aiutare i bisognosi ed
essere come loro così avrete il regno dei cieli!”.
Un altro maestro ci dice: “dovete lavorare, dovete ‘raggirare’ un vostro fratello per elevarvi a livello commerciale!”.
Un altro maestro ci dice: “Non dare conoscenza perché
così puoi condizionare i tuoi fratelli a tuo piacere!”.
Padre, chi di loro ha ragione? Perché io sono diventato così
nero visto che ho seguito e seguito a seguire quello che
questi miei fratelli e maestri mi insegnano?”.
Il Padre risponde: “Figlio mio, quanto devi ancora
crescere e capire per ‘essere’. Nella semplicità più viva e
profonda di te c’è la verità. Se Io ti dicessi di usare l’acqua
come elemento per pulire una parte del tuo corpo, la useresti?”. Il figlio: “Sì. La userei. Ristabiliribbe, però, la
luminosità del mio essere?”. Il Padre: “Come elemento, ti
ho dato una sostanza che attraverso la sua fluidità e la sua
vibrazione purifica ogni cosa che ingerisci. Ogni cosa che
vuoi pulire per farla brillare nuovamente. Questo elemento è semplice e indispensabile per ogni essere del Creato.
E’ una sostanza riequilibrante e naturale. Non ha bisogno
di essere perché lei è così come ho voluto che fosse: un
elemento importante per ogni essere vivente. Per ritornare
ad essere divino come Io ti ho creato e per ristabilire
un’armonia che ti permetta di rivederti luminoso, devi
reinserire dentro di te la Mia Vibrazione. Essa gradatamente ti rigenererà.
Ti pulirà senza condizionarti o seguire schemi che tu stesso hai creato per condizionarti. Io intervengo nel momento opportuno, quando vedo che un Mio figlio si sta dirigendo verso la parte buia del Mio Essere, senza che possa
esserne cosciente. In quei momenti, egli ascolta la parte
che in lui è pervasa dalla paura. La paura è un sentimento
che fa deviare dal raggiungimento degli obiettivi che ci si
è prefissi di raggiungere.
Oggi, in un momento particolare per tutto il sistema
solare, per tutte le costellazioni e per ogni essere creato,
c’è la necessità di ritornare a Me. Sorge una Vibrazione
equilibrata. Una vibrazione che, entrando in te, ti trasforma. Una vibrazione naturale che non separa ma unisce
ogni essere, ogni filosofia, ogni credo, ogni sistema. Il suo
fine è comprendere e raggiungere più velocemente quella
che è la sua dimensione divina. Il suo fine è comprendere
cio che Io Sono. In Essa, potrai accelerare l’equilibrio dei
tre piani insiti in te e che lavorano all’unisono: il ‘Piano
del Cuore’ o ‘Amore’; la ‘Volontà’ che lavora nei piani
inferiori del tuo Essere; la ‘Conoscenza’ che apprenderai
durante le fasi della tua vita e che lavora nei piani superiori del tuo Essere.
Dalla loro unione comprenderai ciò che tu sei: il Mio
Riflesso Divino: il Reiki.
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5
La Via
INTERVISTA A GIU
PRESIDENTE
ASSOCIAZIONE
REIKI R.A.U.
Ognuno di noi ha un potenziale
di energia diverso, oltre il quale non
possiamo andare. Ecco la differenza
tra pranoterapia e reiki:
il pranoterapeuta è colui che trasmette
la sua energia personale; il reikista
diventa un mezzo per l’energia
vibrazionale che entra e trasforma
di RICCARDO CECCHINI e ANNA M. BAIAMONTE
Il dr. Giuseppe Zanella [a sinistra]
e il dr. Riccardo Cecchini durante l’intervista.
Foto di Anna Maria Baiamonte.
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Che cos’è il Reiki?
Il Reiki è il nome dato a una vibrazione equilibrata che permette all’individuo di trovare la sua unità di corpo, mente e
spirito; «rei» significa energia cosmica, mentre il «ki» è
l’energia prodotta dalla materia. Il nome è stato dato dal
prof. Mikao Usui Shiki Ryoho, che ha lasciato il corpo nel
1926.
Come e quando si è diffuso in Italia?
In Italia, per quello che so io, negli anni ’80. Io sono stato
uno dei primi sul piano nazionale ad essere iniziato, nell’89
sono diventato Maestro e da quel momento l’ho diffuso.
Quali e quanti livelli ci sono nel reiki?
Di base ci sono i tre livelli, quelli che Mikao Usui ha creato;
ci sono poi quelli creti da altri Maestri, e sono sette. In pratica, quindi, ci sono due linee: il reiki di tre livelli e quello
di sette; io, poi, insieme ad alcuni Maestri, ho rielaborato i
tre livelli di Mikao Usui creando un reiki di dieci livelli.
Ogni livello è una vibrazione, è una crescita necessaria per
un cambiamento globale dell’essere vivente.
Perché, secondo lei, non è un movimento religioso?
Non è un movimento religioso perché è una «vibrazione»:
ogni essere vivente può diventare un «canale» [di energia],
crederci o non crederci non ha importanza, l’importante è
«essere». Poi, attraverso la pratica, può capire realmente
quello che ha ricevuto; che poi sia cattolico, protestante,
islamico, ateo o buddhista non è importante, questa è una
cosa esterna rispetto alla vibrazione equilibrata che permette all’individuo – o alla
materia che noi trattiamo attraverso le mani
o la mente – di trovare
la sua unità di corpomente-spirito.
L’appartenenza
religiosa è soggettiva, non è
«puro reiki»: il «puro
reiki» è soltanto un
canale.
Faccia un identikit del
praticante reiki: a
quale fascia sociale
appartiene?
I reikisti appartengono a
tutte le fasce sociali; il
reiki non fa distinzione
tra il mendicante, l’o-
USEPPE ZANELLA
peraio, l’imprenditore o l’industriale, perché ogni essere
vivente, diventando un canale, può trovare qui quell’unità
che cerca, all’interno di se stesso. Mente e spirito lavorano
in unità, perché il «bambino interiore» - cioè colui che trova
questa serenità – si proietta all’esterno usando quello che
l’esterno gli può dare, ma non diventandone condizionato.
Non esiste, quindi, una fascia privilegiata: l’importante è
che tutti diventino canali, e proprio per questo stiamo lavorando in questi giorni affinchè lo Stato italiano riconosca le
medicine bio-naturali, di cui fa parte anche il reiki, perchè
diventi un mezzo di terapia per autogestirsi e aiutare.
A livello internazionale, esiste qualche scuola cui si fa
riferimento oppure ciascuno può fondare la sua scuola,
magari in base a dei principi comuni, unanimamente
riconosciuti?
Ognuno può fondare una scuola, come io ho creato la
R.A.U., Reiki Amore Universale, l’unica scuola reiki
riconosciuta a livello giuridico, sia regionalmente che
nazionalmente, e abbiamo fondato un iter da seguire
affinchè chi partecipa diventi un canale e per evitare che
chiunque si inventi il proprio metodo.
Non esistono dei testi? Non è stato lasciato nulla di scritto?
No, è stato tutto verbale, e solamente gli allievi hanno riportato quello che è stato detto da Mikao Usui. Io, poi, come
Maestro, ho messo a disposizione quello che so e in cui io
credo per le persone, non condizionandole, perché se la
gente fosse condizionata non comprenderebbe quello che è
il «puro reiki». Ciascuno, comunque, può compiere la sua
ricerca: si può andare in Giappone e andare a visitare la
tomba di Mikao Usui.
Chi era Mikao Usui?
Era un teologo cattolico. La sua ricerca è iniziata quando
un suo allievo gli chiese come mai Gesù, imponendo le
mani, riusciva a curare le persone. Allora è andato in Tibet,
nelle zone dove vi erano culture che si dedicavano a queste
pratiche, ed è venuto a conoscenza che esistono delle simbologie che permettono all’individuo di canalizzare questa potenzialità. Da quel momento ha avuto la cosiddetta
illuminazione, o conferma del cosmo; dopo 21 giorni di
meditazione l’Universo gli ha mostrato questi simboli e da
quel momento li ha usati, notando i cambiamenti delle persone. Per anni ha diffuso il reiki a livello teorico e pratico,
non insegnando ma «imponendo», ma le persone non cambiavano; allora ha insegnato, e da quel momento è iniziato lo sviluppo [in forma di dottrina] del reiki.
Cos’è la camera Kirlian?
La camera Kirlian è stata inventata da Kirlian, un russo,
negli anni ’30, da quando hanno scoperto che attraverso
delle lastre di piombo che venivano impregnate di energia si
creavano degli aloni; da quel momento è stato possibile
riscontrare scientificamente quello che, prima, era solo frutto delle visioni di qualcuno, ovvero i campi di energia
attorno agli individui. Io porto avanti il discorso della
Camera Kirlian da 25 anni, in base a quello che ha detto il
dott. Mandel, uno dei diffusori della camera Kirlian e la foto
dell’aura, secondo un test diagnostico e un test pranico: con
il test diagnostico posso evidenziare quali sono le malattie
in corso, o che si verranno a manifestare, con il pranico
invece si può vedere quanta energia la persona ha. Secondo
un discorso «aurico», si possono vedere gli stati emozionali
che l’individuo emette nel momento in cui viene fotografato, ma gli stati emozionali possono variare continuamente.
Ognuno di noi ha un potenziale di energia diverso, oltre il
quale non possiamo andare. Possiamo, invece, raggiungere
un grado minimo, per cui è necessario ricaricarsi. Ecco,
allora, la differenza tra pranoterapia e reiki: il pranoterapeuta è colui che trasmette la sua energia personale usando le
sue mani e la sua conoscenza, invece il reikista diventa un
mezzo per l’energia vibrazionale, una vibrazione equilibrata – né positiva né negativa – che entra e trasforma.
Come e quando è nata la sua scuola reiki e quali difficoltà ha riscontrato nella sua iniziativa con particolare
riferimento al rapporto con le istituzioni?
Io ho fondato la scuola Reiki Amore Universale nell’’89, da
quando sono diventato Maestro, anche se già era in progetto dagli anni ’80. Ho trovato difficoltà, soprattutto perché
per far riconoscere l’associazione a livello giuridico ho
dovuto presentare una grossa quantità di documenti che
sono stati sottoposti ad analisi, e il 7 marzo ’94 è stata
riconosciuta dalla regione Lombardia. Però non mi bastava,
volevo un riconoscimento a livello nazionale. E allora nel
2002 ho ripresentato la documentazione e il 9 luglio 2002
abbiamo ottenuto il riconoscimento giuridico nazionale.
R.A.U. è l’unica scuola reiki riconosciuta; molte altre
scuole sono onlus, ma è un’altra cosa, perché ci sono onlus
che si appoggiano ad altre associazioni riconosciute ma che
non hanno niente a che fare con il reiki. Noi, invece, siamo
un’associazione senza scopo di lucro in cui le persone entrano per imparare, in seguito a un iter, e diventare dei professionisti. Adesso stiamo lavorando affinchè il reiki venga
riconosciuto dallo Stato italiano per legge come medicina
bio-naturale. Un salto di qualità non da poco.
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7
La Via
IL REIKI E L’ATT
QUALI RELAZIONI?
Il Reiki favorisce, aiuta, migliora,
consolida, fa emergere quello che
veramente è giusto per noi, e, tramite
un percorso e una maggior conoscenza
di noi stessi, favorisce la piena
consapevolezza del Valore dello Sport;
ci aiuta ancor di più ad essere Atleti
e a superare, con grande Volontà,
i limiti personali, per il raggiungimento
e la realizzazione di obiettivi importanti
per la nostra crescita.
di MASSIMO BARTOLINI, Reiki Master R.A.U.
La prestazione sportiva è una delle manifestazioni più spettacolari dell’attività motoria umana; si può anche affermare
che essa non è che una delle tante manifestazioni della
motricità e della capacità di espressione dell’uomo.
Per comprendere meglio quali sono, in generale, i fattori
che condizionano una performance sportiva di qualità, possiamo provare a suddividerli nel modo seguente:
A) fattori invariabili;
B) fattori variabili.
I fattori invariabili “A” sono:
• di struttura (morfologici organici*, percettivi);
• di qualità (organici*, muscolari, percettivo – cinetici).
I fattori variabili “B” sono:
• flessibili;
• sensibili ad un trattamento o ad una manipolazione.
I fattori invariabili riguardano, soprattutto, il contributo dell’ereditarietà a livello morfologico, organico, funzionale e
percettivo – cinetico; mentre i fattori variabili rivestono un
aspetto ancor più interessante nella prospettiva del Reiki.
8
* sistema circolatorio, respiratorio, nervoso, digestivo, endocrino,
immunitario; strutture, organi e sistemi che assicurano il funzionamento fisiologico interno intervenendo nel mantenimento dell’omeostasi e
nella produzione di energia metabolica.
MA QUALI SONO IN REALTA’
I FATTORI VARIABILI:
Sono quei fattori che influenzano la prestazione sportiva e
che possono essere modificati o trattati nell’ambito della
strategia di allenamento; hanno influsso sulla prestazione,
non si presentano sempre nello stesso modo e non intervengono sempre con la stessa intensità. Fra questi ci possono
interessare particolarmente i seguenti:
1) la condizione fisica generale dell’atleta;
2) il livello di preparazione psicologica dell’atleta di
fronte alla prestazione sportiva da realizzare;
3) i fattori complementari che agiscono direttamente
sulla prestazione, fra i quali l’alimentazione;
4) l’influenza del riposo, del rilassamento, della
ricreazione e del tempo libero sulla disponibilità dell’atleta, di fronte alla prestazione da realizzare.
I fattori che abbiamo evidenziato sono, chi più chi meno,
influenzati non tanto dalla parte dell’allenamento cosiddetto “visibile” più spettacolare ed evidente ma, soprattutto, da un’altra forma molto meno evidente, ma non meno
importante, che possiamo qualificare come allenamento
“invisibile”.
Una strategia di allenamento completa dovrà tenere di conto
di entrambe le parti.
Analizziamoli brevemente:
LA CONDIZIONE FISICA GENERALE
DELL’ATLETA:
La condizione fisica generale può essere influenzata da un
programma di allenamento appropriato che ne determina il
rendimento; deve appoggiarsi principalmente su una buona
efficacia del sistema di trasporto di ossigeno, un buon grado
di sviluppo muscolare e una scarsa percentuale di grasso nel
peso corporeo.
Esistono vari metodi di allenamento per incrementare la
condizione fisica generale, basati su dominante organica
(prevalenza degli apparati cardiocircolatorio e respiratorio),
muscolare (con prevalenza dell’incremento della potenza e
della massa muscolare), organica e muscolare (misti).
IL LIVELLO DI PREPARAZIONE PSICOLOGICA:
L’aspetto psicologico è una variabile importante nella determinazione d’una prestazione sportiva. Molte volte si è potuto assistere ad una disfatta inaspettata di un atleta sebbene
IVITA’ SPORTIVA
BREVE NOTA SU ALCUNI BENEFICI DEL REIKI*
MESSI IN RELAZIONE AI FATTORI VARIABILI:
In relazione ai fattori organici e alla condizione fisica
generale:
Il Reiki potenzia e regolarizza la circolazione energetica
in tutte le aree del corpo, avvia processi di disintossicazione per l’eliminazione delle tossine, allieva il dolore
acuto e cronico, rigenera i tessuti e induce a uno stato di
profondo rilassamento; riattiva i sistemi endocrino, linfatico, circolatorio, digerente e urinario, rivitalizza i sistemi nervoso e neurovegetativo, rafforza il sistema immunitario.
In relazione alla preparazione psicologica, al riposo e al
rilassamento:
Ripristinando l’equilibrio energetico generale dell’organismo, contrasta efficacemente gli effetti legati ad errata
alimentazione, inquinamento e stress.
Smuove le forze di guarigione che sono dentro di noi, il
corpo, le emozioni, i pensieri e lo spirito raggiungono una
condizione di armonia e di perfetto equilibrio.
Il reiki cosmico potenzia e amplifica il piano del cuore (4°
chakra), dal quale la vibrazione si espande nei piani inferiori della materia (3°, 2°, 1° chakra) e nei piani superiori
dello spirito (5°, 6°, 7° chakra), portando l’individuo ad
un equilibrio reale.
In relazione all’alimentazione:
Il cibo può essere trattato per aumentarne la digeribilità e
la gradevolezza. Se esso contiene sostanze nocive, come
antiparassitari o conservanti, l’energia le neutralizzerà. Si
possono trattare i cibi prima della loro cottura: in tal caso
perderanno in misura minore le vitamine e le proteine,
rimanendo freschi più a lungo. Trattare i cibi già cotti,
invece, serve ad attenuarne la pesantezza e aumentarne la
digeribilità.
■
* tratto dal libro Reiki, il vortice della vita di Giuseppe Zanella.
favorito: dopo aver analizzato quanto avvenuto, spesso,
viene riscontrata una preparazione psicologica non adeguata all’evento sportivo per sovra o sottoeccittamento.
Talvolta si verifica il caso inverso: un atleta quasi ignorato
nei pronostici riesce a prevalere su altri maggiormente
accreditati. In tal caso vengono evidenziate le maggiori
qualità mentali, la spinta motivazionale, l’eccezionale determinazione…
La preparazione psicologica, quindi, assume un ruolo fun-
zionale, per favorire nell’atleta uno stato mentale ottimale di
fronte ad una prestazione da realizzare.
Secondo R. Desharnais (Dipartimento Educazione Fisica Università Québec), in seguito ad un programma di adeguata preparazione psicologica, l’atleta dovrebbe trovarsi in
condizione di:
• favorire lo sviluppo massimo del suo potenziale motorio,
volto all’acquisizione di un dominio sempre più grande dell’attività cui si dedica;
• effettuare un transfert positivo di prestazione da una situazione d’allenamento ad una di competizione. Quello che
distingue una situazione di allenamento da una situazione
competitiva è la somma delle pressioni psicologiche
(interne ed esterne) esercitate sull’atleta; l’ansietà provocata dalla situazione competitiva si manifesta al livello di
comportamento sia con uno stato di sovreccitazione o, al
contrario, con uno stato di apatia più o meno pronunciata.
Anche il rapporto con l’allenatore e la sua influenza sulla
personalità dell’atleta costituisce un fattore in grado di
provocare effetti positivi o negativi.
L’ALIMENTAZIONE:
Partendo dal presupposto che “non esistono cibi particolari
che migliorano la prestazione, ma solo una sana alimentazione garantisce il rendimento ottimale”, devono essere
tenute presenti, per ogni disciplina sportiva, le necessità
quantitative e qualitative degli alimenti ed i principi alimentari di base, come:
- igiene;
- digeribilità;
- rispetto delle abitudini e dei gusti personali.
E’ necessario quindi:
- raggiungere un sufficiente apporto calorico;
- assicurare un ottimale apporto di glucidi, protidi, grassi, vitamine, sali minerali e acqua;
- condire i cibi in modo da renderli il più possibile
appetibili, così da migliorarne la digeribilità e l’assorbimento. A questo concorre anche una sufficiente masticazione.
IL RIPOSO E RILASSAMENTO:
E’ dimostrato da molto tempo, talvolta attraverso la ricerca e la pratica, che questi fattori possono avere una
influenza determinante sia sulla ricettività dell’atleta,
davanti ad un programma intensivo d’allenamento, che
sulla sua disponibilità nel corso d’una stagione intensiva
di competizione. E’ dunque importante assicurarsi che
riposo e rilassamento ricevano una sufficiente attenzione
nel quadro di una giusta preparazione alla prestazione
sportiva.
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La Via
NOTA PERSONALE SUI CHAKRAS NELLO SPORT
Vivere lo sport e l’attività sportiva con il Reiki significa
anche e soprattutto ricercare costantemente l’equilibrio nei 7
principali centri energetici, che si trovano all’interno di ogni
essere vivente, per agire nella loro vibrazione amplificata.
Questo può avvenire se l’atleta decide di iniziare un percorso personale, sottoponendosi all’apertura dei suoi canali
energetici Reiki, partecipando al corso di 1° livello.
Inizialmente potrà essere di aiuto stimolare il soggetto con
una serie di trattamenti, che lo porteranno a comprendere
meglio la semplicità e la potenzialità di questo straordinario
Strumento.
1° Chakra: Accettazione
Accettare la sconfitta, accettare le decisioni arbitrali,
accettare gli errori personali e di eventuali compagni di
squadra, accettare le decisioni dell’allenatore, accettare le
difficoltà nell’allenamento e in gara, accettare le reazioni
agonistiche di compagni e avversari…
2° Chakra: Comprensione
Comprendere i motivi di una sconfitta o di un risultato
imprevisto, comprendere le decisioni dell’allenatore o di chi
è responsabile del gruppo, comprendere le diversità fra i vari
componenti della squadra, comprendere i motivi di difficoltà
nell’allenamento o in gara, comprendere i motivi di una vittoria o un risultato positivo senza eccessiva esaltazione…
3° Chakra: Volontà
Lavorare con volontà su tutti gli aspetti riferiti ai chakra
precedenti, lavorare con volontà in relazione ad obiettivi di
allenamento e di gara, lavorare con volontà per migliorare
gli aspetti tecnici o di condizione fisica, lavorare con volontà in situazione di affaticamento psico-fisico, per mantenere
costante la motivazione che spinge l’atleta a voler raggiungere il risultato prefissato…
4° Chakra: Armonia e Amore Cosmico
Ricercare l’armonia e l’equilibrio con i compagni e con l’allenatore, ricercare l’armonia e l’equilibrio nei propri gesti e
nell’approccio alle varie situazioni agonistiche, per dare la
giusta rilevanza alle situazioni difficili in allenamento e in
gara; Amare il proprio corpo, Amare lo sport, Amare tutto
ciò che fa parte della Vita…
5° Chakra: Comunicazione
Comunicare in modo equilibrato con compagni, allenatore e
avversari; saper ascoltare i consigli di chi ha più esperienza,
saper ascoltare le parole di chiunque partecipi all’attività
sportiva, saper comunicare le proprie impressioni in allenamento e in gara; comunicare con chiarezza e senza ansia…
6° Chakra: Intuizione
Valutare in modo approfondito e con obiettività i risultati
negativi o positivi, senza fermarsi alla prima impressione;
trovare eventuali soluzioni per migliorare la propria condizione fisica o tecnica ed intuire, in una gara, le migliori
scelte tattiche (a livello individuale o di gruppo); vedere gli
obiettivi da perseguire in modo chiaro e senza fermarsi alla
prima difficoltà…
7° Chakra: Realizzazione
Riuscire a concludere in modo desiderato un programma di
allenamento o di gare, per raggiungere gli obiettivi prefissati;
sentirsi bene e in piena forma tecnica e fisica nei momenti
importanti di una stagione sportiva; sentirsi bene con compagni di squadra e allenatori, anche nei momenti più difficili
della stagione; sentirsi pronto e motivato ad intraprendere
una nuova stagione sportiva…
Quanto è stato finora detto può essere, per alcuni atleti e persone di sport, un qualcosa che caratterizza almeno in parte
ciò che loro stessi pensano sia giusto. Non sempre però riusciamo a tradurre quotidianamente le nostre idee e intenzioni,
pur idealizzando questo o quel comportamento. Spesso
rimangono soltanto intenzioni, che, sollecitate da situazioni
esterne imprevedibili, non abbiamo la capacità di mettere sul
“campo”.
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Bibliografia: C. Bouchard -J. Brunelle – P. Godbout “La preparazione
di un campione” Soc. Stampa Sportiva; AtleticaStudi “Attività giovanile: manuale per l’allenatore” FIDAL Centro Studi & Ricerche;
Giuseppe Zanella “Il Vortice della Vita” Ed. Atlantide.
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CD: Logos10® propone una selezione di musica strumentale, miscelata con suoni naturali, per rendere più
rilassanti e intensi gli attimi del tuo cammino meditativo, favorendo l’armonia individuale.
VIDEO REIKI R.A.U.: tutte le tecniche e le varianti
del 1° Livello, l’utilizzo ottimale del 2° Livello e il
percorso del terapeuta Reiki attraverso la materia e
lo spirito per ritrovare il giusto equilibrio, per sé e
per gli altri.
10
Distribuiti da LOGOS 10®
Benessere dei piedi, benessere del corpo
Riflessologia Plantare
La riflessologia è una tecnica vecchia di millenni, documentata con dei dipinti scoperti in tombe egizie già nel lontano 2300 a.C. che riproducevano l’applicazione del massaggio riflessogeno alle mani e ai piedi. Solo all’inizio del
secolo scorso, introdotta in Europa da William Fitzgerald, la
riflessologia è perfezionata con delle mappe tanto precise
che oggi chiunque si impegni seriamente può ottenere risultati fantastici e aiutare come minimo i suoi cari con una terapia che ha pochissime controindicazioni e tanti vantaggi.
Come tutte le terapie, esistono delle particolari situazioni in
cui la manipolazione è sconsigliabile: nelle donne nei primi
giorni del ciclo mestruale, nei primi tre mesi di gravidanza,
in presenza di rilevanti gonfiori ai piedi o di varici nella
zona dorsale dei piedi, nelle affezioni cardio-vascolari, in
presenza di pace-maker, in caso di stati febbrili.
Tenendo in considerazione quanto sopra citato, si possono
ottenere risultati a livello di tutti gli apparati del corpo
umano, riequilibrando tutti i sistemi, così ottenendo dei
benefici reali.
La tecnica di base della riflessologia consiste nell’esercitare, con l’ausilio del polpastrello del pollice, delle
pressioni sull’epidermide dei piedi, avanzando in modo
continuo senza mai retrocedere (il movimento ricorda l’an-
Con la riflessologia si possono
ottenere risultati a livello di tutti
gli apparati del corpo umano,
riequilibrando tutti i sistemi
e ottenendo dei benefici reali
di GIUSEPPE COLOMBO
datura di un lombrico) e nello stimolare punti di riflesso
molto piccoli con delle compressioni rotatorie, il tutto per
circa 15 minuti su bambini o persone molto anziane, ad un
massimo di 45 per un adulto.
Sapendo che un organo ammalato si evidenzia sul piede
con una risposta più o meno acuta a seconda della gravità,
in proporzione al dolore stesso, si procede alla stimolazione
sino alla scomparsa del sintomo, avendo così aiutato la parte
corrispondente del corpo.
Su come eseguire il massaggio riflessogeno si possono dare
dei consigli di carattere generale, specialmente se il massaggio è eseguito in
famiglia o tra amici, con lo scopo di eliminare piccoli problemi o solamente per
rilassamento. Lasciatevi guidare dall’istinto, cercate di trasmettere cosa gradita a chi riceve il vostro tocco, con una
pressione sempre bilanciata, tanto da non
provocare dolori eccessivi, che sarebbe
contrario al carattere di questo trattamento che è senz’altro non violento. E’ probabile che ci si senta stanchi dopo il primo
trattamento, ma è una reazione normale
conseguente all’eliminazione di tossine;
per ottenere il completo benessere
bisogna tenere conto di vari fattori: i disturbi di recente origine svaniranno in
tempi sicuramente più brevi di quelli
cronici, che si attenueranno fino alla
scomparsa con la fiducia e la costanza nel
massaggio.
■
11
La Via
ACQUA E SALUTE Gli animali, la loro aura e g
di GABRIELLA ARTIOLI
12
L’acqua è fondamentale per l’uomo e per il pianeta; come
elemento può essere considerata seconda per importanza
solo all’Ossigeno. Il 55/75% del corpo di un adulto è composto d’acqua e questa inevitabilmente è determinante nel
regolarne le funzioni. Cervello e cuore, considerando i singoli organi ed apparati, sono composti d’acqua per il 75%,
mentre sangue e polmoni per l’85% circa. La maggioranza
delle persone, pur vivendo con standard igienico-sanitari di
elevata qualità, non è consapevole appieno di ciò che l’acqua significhi e di quali straordinari effetti possa avere sul
benessere fisico.
Una corretta idratazione rappresenta la condizione essenziale per mantenersi in buona salute. L’acqua trasporta i
nutrienti, gli ormoni, gli oligoelementi col sangue alle cellule e negli spazi intercellulari, aiuta la digestione degli
alimenti, regola la temperatura corporea attraverso la respirazione e la sudorazione. Mantiene e regola i sistemi del
corpo, tonifica i muscoli, mantiene la pelle elastica, lubrifica le articolazioni e mantiene vigile la mente. Un orologio di alta precisione fatto di cellule in sincronia che
vivono ed interagiscono in un mare di acqua: è così che
funziona la vita.
Il Centro Studi & Ricerche Cosmòs di Milano di cui faccio
parte, da ormai 18 anni raccoglie e studia le acque vibrazionali provenienti da siti particolarmente energetici o legate a
particolari momenti cosmici.
Infatti, in determinati momenti quali il Plenilunio e il
Novilunio, è più facile percepire le energie che arrivano dal
cosmo e l’acqua è in grado di ‘registrarle’.
Possiamo esporre una ciotola di acqua alle energie del cosmo
affinché possa ‘caricarsi’, memorizzando e trattenendo le
vibrazioni in sé per sempre. Potremo poi utilizzarne le possibilità terapeutiche, fisiche e spirituali, per portare aiuto a
noi stessi e agli altri.
L'acqua proveniente dai santuari o resa sacra con l’esposizione al cosmo, assunta in ragione di tre gocce alla volta,
andrà a colloquiare con quella contenuta nel nostro corpo,
innescando il processo di guarigione. Rispetto alle altre
acque, le vibrazionali hanno qualcosa di diverso, sia quelle
che sgorgano nei luoghi ove si sono verificate apparizioni
mariane - come Lourdes o Medjugorjie -, sia quelle che
fotografano l'energia quando vengono esposte ai raggi
della luna e degli astri in occasione di pleniluni ed altri
momenti cosmici ben definiti.
Questo ‘indefinito qualcosa’ chimicamente non è rilevabile
(si tratta sempre di H20), ma fisicamente presenta la
vibrazione tipica della luce, ovvero le 7 frequenze dello
spettro luminoso. Quando la cellula malata ascolta il sug-
la Redazione
Anche gli animali, come tutti gli altri esseri viventi, sono energia,
hanno bisogno di energia ed emettono un proprio campo aurico.
L'aura è rappresentata da un sistema energetico complesso, con
differenti frequenze vibratorie e di colori e questo è visibile grazie al russo Kirlian, che costruì un apparecchio in grado di
fotografare su carta le emissioni di fluido da parte dei corpi.
Questa scoperta avvenne grazie a un fortunato caso che vide l'inventore stesso vittima di un incidente di laboratorio, investito da
una potente scarica elettrica ad alta tensione ma a basso amperaggio, sufficiente però a dar luogo a un fenomeno di luce che si
impressionò sulla carta fotografica e dimostrò la presenza dell'energia vitale.
Da quel momento la scienza era in grado di dimostrare ciò che
alcune persone, a occhio nudo, riuscivano a vedere intorno a ogni
essere vivente e non.
Tutto ciò fece sì che vari autori eseguissero studi più approfonditi sull'aura e classificassero i vari strati da cui è composta. Negli
animali si è constatato un maggiore sviluppo del corpo eterico e
del corpo emotivo, mentre meno sviluppato risulta il corpo
astrale.
Non bisogna confondere l'aura con il corpo eterico:
La prima è rappresentata da un alone azzurrognolo che circonda
gerimento di salute che le viene dall'acqua sacra, comincia
a risuonare a quella stessa frequenza e lentamente si riporta al suo primitivo stadio di salute.
Durante il ‘riequilibrio dell’uomo’ con le acque vibrazionali,
poniamo una specifica acqua su un determinato punto o
chakra ed attendiamo che essa porti il suo contributo. Sarà
l’energia vitale, intelligente per natura, a portare l’informazione suggerita dall’acqua laddove vi è il centro della
Volontà che condurrà l’uomo alla scelta di voler migliorare,
di voler “guarire”. Il trattamento di base viene fatto con le 7
acque di Luce: Lourdes, Montichiari, Asbesto, Prima, San
Damiano, Medjugorije e Luce.
Le acque variano in base alle diverse patologie:
- Lourdes è adatta alla purificazione e alla protezione, molto
utile nelle patologie della pelle, è calmante del sistema nervoso centrale;
- Medjugorije è utile al miglioramento fisico e spirituale,
permette l’elevazione dell’uomo ed è legata al VI chakra o
“terzo occhio”;
- Montichiari è utile per la nutrizione e l’assimilazione degli
alimenti e dell’ossigeno.
Questi sono solo alcuni esempi di come può operare l’acqua
che e stata informata mediante grandi eventi spirituali. Io utilizzo e suggerisco di utilizzare queste acque nella pratica
quotidiana.
■
gli effetti del Reiki
il corpo fisico; il secondo rappresenta invece la matrice energetica, lo stampo su cui si trasforma il corpo fisico. Così, nel gatto e
nel cane, lo spessore aurico misura circa 2 cm, mentre il corpo
emotivo si estende per circa 30/40 cm e può presentare i più
svariati colori, a seconda dello stato emozionale e di salute dell'animale.
Se i toni del rosso sono particolarmente accesi in un animale
aggressivo, il grigio risulta predominante in uno con forti carenze energetiche, mentre un bel colore rosa-verde accompagnerà un
animale che allatta i suoi cuccioli e si trova, per tanto, in uno stato
di benessere.
L'animale emette i suoi stati emozionali più sul campo aurico che
sul suo aspetto fisico. L'aura è un'emanazione dei processi metabolici che viene influenzata dai pensieri, dalle emozioni, dall'ambiente, dalle abitudini alimentari.
Esistono particolari situazioni in cui le auree di uno o più animali,
entrano in uno stato di profondo e intimo contatto, per cui i
soggetti si muovono, respirano, interagiscono e vivono situazioni
in una condizione di esperienza collettiva. Ecco che il Reiki,
essendo amore, ci unisce e ci fa comprendere quello che, se per
noi è separato, per l'universo è unione, perchè il tutto è vita.
Il libro "Reiki applicato agli animali", aiuta a comprendere e
apprezzare maggiormente quella che è la vita energetica dei nostri più fedeli amici: gli animali.
■
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Patologia:
1) Adattamento
2) Allergie
3) Antisettico
4) Apparato respiratorio
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6) Depressione
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8) Ferite
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A lezione di energia
Scopriamo il Reiki, disciplina per imparare ad utilizzare
l’energia in maniera appropriata, in una serie di seminari
alla Uildm.
Il Reiki, è uno dei sistemi terapeutici più semplici che
l’uomo possa conoscere e può integrarsi straordinariamente con le altre terapie.
Questo metodo serve ad alleviare e trasformare gli
squilibri energetici a cui il nostro corpo è soggetto.
Attraverso il Reiki l’uomo può ricevere e imparare a usare
l’energia sia a livello manuale che mentale, stimolando
l’autoguarigione. A differenza di altre discipline, permette
di non assorbire le disarmonie delle persone trattate. Non
servono particolari qualità tecniche o infarinature di medicina poiché si tratta energia universale.
Il Reiki è una metodologia bioenergetica di cui si fa menzione fin nelle più antiche civiltà; riscoperta dal giapponese Mikao Usui Shiki Ryoho alla fine del 1800 e diffusa in Occidente ai primi del Novecento e oggi rielaborata dal dott. Giuseppe Zanella.
La parola Reiki si compone di due sillabe: ‘Rei’ è l’energia universale, mentre il ‘Ki’ è l’energia emanata dalla
materia; l’unione di queste due energie permette all’individuo di risalire all’origine dei propri squilibri energetici,
riequilibrandoli con il riscontro di un beneficio fisico, in
quanto materia e spirito fanno parte della stessa sostanza.
Nell’Universo tutto è uno, tutto è vibrazione, tutto è movimento. A volte, per noi esseri umani abituati a seguire le
ideologie e gli schemi di vita che la società offre, può
essere molto difficile percepire la sottile vibrazione che a
tutto ci ricollega. Tanto più siamo lontani da questa
vibrazione, tanto più le difficoltà e i dolori si manifestano
nel nostro essere. Il Reiki Cosmico ci porta in sintonia con
questa vibrazione ed è aiuto concreto e pratico nella strada che ogni persona può percorrere per ottenere benessere
fisico e psicologico. L’energia utilizzata, durante il trattamento, è in grado di operare su tutti i tipi di patologie alleviando sia il dolore acuto che quello cronico.
L’Associazione Rau (Reiki amore universale) ha qualificato persone operanti nel settore del benessere. L’opera di
questi professionisti, affiancabile, in caso di malattie, a un
lavoro medico-terapeutico, non è mai sostitutivo di questo
e deve essere considerata in modo distinto e autonomo.
Nei giorni 27 e 28 novembre passati, il Reiki Master
Giuseppe Zanella e altri tre maestri Rau, ospitati dalla
Uildm nella sala convegni hanno tenuto il corso di primo
livello. Buona è stata l’adesione e ottima la partecipazione: sono state registrate cinquanta presenze. A conclusione del corso è stato consegnato a tutti i convenuti un
attestato di primo livello.
Susie Rossi, FinestrAperta
13
La Via
Cibi e frequenza vibratoria; la naturale interazione tra cib
Mangiamo sano, mangia
L’uomo è un composto di materia ed essenza; in sé è racchiuso il regno minerale, vegetale e animale.
Nel medesimo istante della fecondazione dell’ovulo, vi è
un’altra fecondazione, quella energetica.
Mentre si sta manifestando come materia, si allineano i centri di forza; i maggiori si suddividono in :
1 – Accettazione: rosso
2 – Comprensione: arancione
3 – Volontà: giallo
4 – Piano del cuore/Amore: verde
5 – Comunicazione: blu
6 – Intuizione: indaco/viola
7 – Realizzazione: viola/bianco oro
La materia è un concentrato di energia ed un composto di
codici. Questi codici sono: linee, punti e forme geometriche,
inerenti a un Sistema Binario Ondulatorio, che origina il
movimento.
Dal momento della nascita l’uomo ha bisogno di due apporti energetici fondamentali:
• la Respirazione: mondo della forma
• l’ Alimentazione: mondo dell’essenza
L’alimentazione non consiste solo nei carboidrati, grassi e
proteine, ma nell’apporto di energie elettromagnetiche
anche attraverso le frequenze vibratorie della luce visibile e
dei suoi colori.
La luce è vita ed il colore è una vibrazione polare tra luce ed
oscurità.
Tutti gli studi hanno evidenziato che la Frequenza della radiazione e la sua energia viaggiano di pari passo.
La Frequenza è inversamente proporzionata alla lunghezza
d’onda, quindi:
< Minore è la lunghezza d’onda > Maggiore è l’energia.
RICONOSCIMENTO NAZIONALE:
L’Associazione Reiki Amore Universale
ha acquisito personalità giuridica
mediante la concessione del riconoscimento (ex art. 11 comma 1 lett. A, D.P.R.
10 febbraio 2000 n. 361) e iscrizione,
in data 9 luglio 2002, nell’apposito registro dell'ufficio territoriale del Governo di
Milano, (al numero d’ordine 269, pag.
SEDE OPERATIVA
524, volume 2°)
Via Lainate, 26
20017 Rho (Milano) - I Tel. 02.931.05.25
Fax 02.935.00.612
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RICONOSCIMENTO REGIONALE:
Con delibera della Giunta della
Regione Lombardia n.48836 del 7
marzo 1994.
www.reikirau.[email protected]
bo e colori
amo colorato
di MARILENA ZANELLA, Reiki Master R.A.U.
Nel campo della fisiologia umana ed animale c’è “LA
LEGGE DELLA RISONANZA “ in base alla quale se l’onda energetica che investe una sostanza biologica è uguale a
quella della sostanza ricevente, quest’onda incrementa lo
stato vibrazionale della ricevente e quindi il suo potere energetico. Esempio: il colore rosso vitalizza le ossa e quindi
queste sono in risonanza con tale colore.
Colore Rosso: vitalità, dinamismo, forza.
Zona anatomica: genitali, gambe, piedi, scheletro
Malattie: cattiva circolazione, gonfiore agli arti, stitichezza,
varici, emorroidi, sciatalgia, obesità
Cibi: Carni e Proteine; per ritrovare le basi, ritornare con i
piedi per terra.
Sono le proteine ad essere più importanti per il tessuto strutturale associato a questo zona. La mancanza può farci sentire
incostanti, distratti. La carne richiede una digestione lunga,
perché resta più a lungo nel tratto digestivo.
Gli alimenti ricchi di proteine sono: i legumi, le uova e i
prodotti caseari.
I frutti rossi servono per eliminare le carenze di ferro a livello degli eritrociti (globuli rossi) e possono contrastare le
secrezioni mucose dell’albero respiratorio.
I Legumi non contengono tutti gli amminoacidi essenziali e
per questo è consigliato assumerli con cereali (pasta-fagioli,
riso-lenticchie, pasta-ceci). Il peperoncino rosso regola la
funzionalità intestinale, controlla i processi di fermentazione
dell’intestino, attiva la circolazione del sangue e in estate fa
sopportare meglio il caldo.
Alcuni esempi alimentari: uva, crostacei, peperone rosso,
fragole, rosa canina, susine rosse, ribes nero, azuki rossi.
Colore Arancione: ha un effetto tonificante sul sistema
immunitario. La sua energia elettromagnetica si trova sulla
stessa frequenza vibratoria della doppia spirale del DNA.
Può, quindi, risultare utile per favorire il concepimento.
Zona anatomica: intestino crasso, reni milza, gonadi
Cibi: liquidi
Malattie: problemi uterini, vescicali, prostatiti, pelle, capelli, problemi renali, sistema circolatorio, squilibri mestruali,
impotenza, frigidità e sterilità.
I liquidi passano, attraverso il corpo, più rapidamente dei
solidi e aiutano a pulire i reni, impedendo loro il sovraccarico di tossine. Acqua, succhi e tisane favoriscono questo
processo.
Alcuni alimenti: carote (carotene, che l’organismo trasforma
in vitamina A, è essenziale per la crescita, la pelle, la vista);
albicocche, arance, mandarini, cachi, lenticchie rosa-arancioni, nespole, tuorlo d’uovo, zucca.
Colore Giallo: tonificante intestinale
Zona anatomica: plesso solare, fegato,cistifellea, stomaco,
colon, duodeno.
Malattie: diabete, ipoglicemia, ulcera, gastrite, calcoli alla
cistifellea, emorragie, coliti, problemi al fegato, difficoltà
digestive, indigestione.
Cibi: gli amidi sono elementi energetici facilmente convertibili (cereali, pasta, patate,castagne).
Alcuni alimenti. Il limone favorisce la digestione, è un dissetante per eccellenza, l’elevato contenuto di vitamina C lo
rende utile per assimilare il ferro e per rinforzare le difese del
sistema immunitario. Ha proprietà depurativa e antisettica.
La zucca gialla, frutto invernale dalla polpa solare.
Ananas, camomilla banane, birra, burro, limone, mais,
pesca, pere gialle, pompelmo, cedro, miele, olio, patata,
melone, cereali, grano.
Colore Verde: Equilibrio.
Zona anatomica: cuore, polmoni, bronchi.
Cibo: Verdure
15
La Via
Malattie: asma, malattie polmonari, cardiache e sanguigne,
angina pectoris, infarto, miocardia, allergia, ansia, tachicardia, carenza di difese immunitarie.
I vegetali sono un prodotto della fotosintesi, qualcosa che il
nostro corpo è incapace di produrre. Essi racchiudono l’energia vitale della luce solare, oltre ad un buon equilibrio da
terra, aria, sole e acqua.
Alcuni alimenti. Asparagi (vitamina A e C), azuki verdi, zucchine, spinaci, olive verdi, cavolo cappuccio, basilico, cetriolo, prezzemolo, broccoli, carciofo, sedano.
Colore Blu: Calma.
Zona anatomica: gola, laringe, orecchio.
Cibo: Frutta.
Malattie: ipo e ipertiroidismo, obesità, magrezza, laringite,
otite, faringite, sbalzi d’umore, mal distribuzione di calcio e
fosforo.
La frutta rappresenta uno dei gruppi alimentari più ricchi di
vitamine, acqua, sali minerali, zuccheri di rapida assimilazione e grassi, nella frutta secca o oleosa. Gli zuccheri passano attraverso il sistema più rapidamente e sono particolarmente benefici nello stimolare la regione della gola. La frutta viene usata anche per uso esterno (maschere di bellezza)
e prodotti cosmetici.
Alcuni alimenti: alghe mirtilli, more, prugne, pesce azzurro.
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Colore Indaco/Viola: Sedativo.
Zona anatomica: occhi, terzo occhio, fronte.
Malattie: mal di testa, cecità, vista sfuocata, incubi, disfunzioni ghiandolari, fragilità immunitaria.
Cibo: digiuno.
Alcuni alimenti: il mirtillo contiene vitamina A per la vista e
vitamina C per la fragilità capillare. Adatto a persone che
viaggiano di notte. Ribes nero, fagioli neri, fichi neri tartufo
nero, pepe. La liquirizia è sedativa, espettorante, mucolitica,
antinfiammatoria. Il Tè nero è utile se l’intestino lavora male
e troppo in fretta, se lo stomaco è teso e dolorante per un
colpo di freddo, se la digestione è abitualmente lunga e difficile, se si devono sostenere fatiche fisiche e intellettuali, se
si ha un senso di stanchezza generale e se è necessario che i
reni lavorino di più.
Fonte delle foto in queste pagine:
www.5aday.gov/tools/assets/photos_fv.html
Colore Viola/Bianco: Pacatezza.
Zona anatomica: sommità del capo.
Malattie: alienazione, tedio, mal di testa, incapacità di
apprendere e comprendere, depressione, insonnia.
Cibi: digiuno.
Alcuni alimenti. L’aglio concorre ad abbassare la pressione,
favorendo la diuresi, calma la tosse, agendo come antinfiammatorio ed espettorante, combatte la flora batterica
intestinale cattiva, favorisce l’espulsione dei vermi intestinali; aiuta ad abbassare la temperatura corporea e stimola la
funzione renale.
Inoltre: melanzana, carciofo viola, cipolla bianca, fiocchi di
cereali.
Elementi e colori, insieme, aiutano il nostro organismo a
vivere meglio e a regolarsi in modo efficace.
Assumere diverse tipologie di prodotti significa salute,
bellezza, armonia, e, perché no, efficienza.
■
Fonte: www.vdaoutdoor.it
Il più antico dei medicamenti
LA CAMOMILLA
di SILVANA GIORGIANI, Reiki Master R.A.U.
E’ indubbiamente il più popolare medicamento, lodato fin dall’antichità per le sue proprietà antispasmodiche .
La storia della camomilla risale ai tempi più remoti, dagli
antichi Egizi dove troviamo scritto nel celebre “Papiro di
Erbes” consacrarono la camomilla al Dio Sole in segno di
riconoscenza per la sua efficacia .
La troviamo poi inserita nella collezione di medicamenti di
Ippocrate, Galeno la usò come febbrifugo, mentre Alberto
Magno cercò di dare alla camomilla la sua informazione:
“conforta lo stomaco perché il suo calore è uguale al calore del
corpo umano”.
Chi più decantò la camomilla fu un medico romano Astore
Durante che descrisse gli innumerevoli impieghi di quel
momento e ne elencò le proprietà:” riscalda, dissecca nel
primo grado, ha il principio di giovare nelle lassitudini più che
ogni altra cosa... risolve, digerisce, mollifica, mitiga i dolori, è
antispasmodica nei dolori della vescica e dell’utero, dei reni e
del ventre, è antiepilettica, vulneraria e febbrifuga”.
Nella nostra epoca, la camomilla purtroppo è stata largamente
sostituita da farmaci più veloci e viene usata come sedativo
per bambini irrequieti, ma sicuramente questo è l’ultimo delle
sue innumerevoli proprietà, anche perché l’effetto tonificante
di questa pianta porta spesso ad allontanare il sonno, tanto è
vero che dare la camomilla a bambini come sonnifero si
rischia che questi facciano la notte completamente svegli.
La pianta camomilla è governata dall’Astro Solare e come tale
risiede nel cuore, e presiede, al centro del sistema endocrino,
tutte le funzioni ormonali. Il cuore, ovvero il nostro centro
spirituale, distribuisce forze vitali, calore, ossigeno, consapevolezza, i messaggi ormonali in ogni parte del corpo. Infatti
sono state riconosciute nel fitocomplesso di camomilla proprietà ormono-simili, per l’attivazione del sistema ipofiso-surrenalico con sprigionamento di ACTH. Da ciò deriva una
spinta corticotropa che in taluni casi porta all’aumento di produzione di cortisone endogeno, perciò questo riconoscimento
scientifico conferma le proprietà, antidolorifiche, antinfiammatorie, antiallergiche, riparatrici tissutali, emmenagoghe
della camomilla. Inoltre ha proprietà , analgesiche, antinevralgiche, antisettiche. Impiegata con successo nei disturbi dell’apparato uro-genitale(endometriosi, cisti-ovariche, cistite
purulenta, ecc.) oltre a sedare i dolori da nevralgie del trigemino, odontalgie, sciatalgie, reumatismi, cefalee premestruali e
mialgie in generale. E’ anche efficace come antispasmodico,
antiputrido gastro-intestinale, amaro-toniche-digestive, blando diuretico, e sedativo nervoso.
Esaminando l’habitat di camomilla vediamo che ama riunirsi
in folte confraternite, sentirsi protetta da un ordine definito per
spiegare le ali alle tracce del mistero, la camomilla è l’espansione del sentimento d’amore, l’occhio aperto sulla finestra
del cuore, la sua forma o immagine archetipa è nel ricordo del
singolo e, in diversa misura, nel presente di tutti. Se esaminiamo il dettaglio psicologico del “tipo camomilla” emergono
sentimenti di ipersensibilità, insofferenza legata a stati emotivi
dal bisogno di emergere, di essere protetto dalla collettività ma
al tempo stesso di esprimere la sia individualità, è l’espressione del cuore in espansione verso se stesso e verso l’universo, nel suo composito fiore di uno splendido giallo solare e
ligule di petali candidi come raggi che si prostrano all’insegna
della purezza.
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USI DELLA CAMOMILLA
Uso interno:
tisane, macerati, alcoolito, enolito.
Uso esterno:
olio essenziale, oleolito, decotti ecc.
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La Via
Entrare in contatto con se stessi per raggiungere la consapevolezza
Alla ricerca dell’Io perduto
18
La vita della maggior parte degli esseri umani è regolata da
strategie per affrontare il cosiddetto “mondo esterno”, apprese fino dai primi anni di vita. Si tratta di difese,trasformatesi in abitudini, che da un lato continuano a produrre e
a sostenere uno stile di vita patologico, comune da millenni
all’intero genere umano, dall’altro generano quello che
Reich ha definito “corazza caratteriale”,un baluardo e un filtro che censura, deforma, altera le esperienze, finendo per
determinare il modo in cui percepiamo il mondo e ad esso
reagiamo, ed impedendo ogni possibilità di risposta reale,
come pure qualsiasi esperienza diretta dell’esistenza, della
realtà delle cose.
Questo filtro, detto anche “mente”, porta col tempo a
credere che si esista in quanto separati dalla totalità dell’esistenza, e ad agire di conseguenza.
Il profondo senso di separazione, così generato, può arrivare
ad essere insopportabile, anche perché impone una vita
regolata da automatismi, da schemi e modelli che tolgono
all’ esistenza ogni sapore, ogni sorpresa, ogni meraviglia. In
un simile contesto, non si potrà mai giungere ad una vera
realizzazione e si continuerà a fantasticare, a sognare, a
desiderare, creando così un futuro di speranza che non
arriverà mai, mentre il presente si riduce ad un semplice
consolidamento del passato.
In questa dimensione “temporale”, prodottasi artificialmente, solo a volte, e solo raramente, qualcuno riesce ad
entrare in contatto con la realtà della vita, la cui natura intima resta un’ assoluta assenza di tempo, un’eterna vibrazione
estatica che é di per sé pienezza e realizzazione. Accade,
nostro malgrado, in alcuni brevi attimi: l’incontro improvviso con la persona amata, un istante di stupore davanti alla
travolgente presenza della natura, un minuto di quiete nell’assoluto silenzio della notte…
Sono esistiti, però, in ogni tempo, esseri umani che con la
loro vita hanno testimoniato come questo processo esistenziale limitante non sia l’inesorabile destino dell’uomo e
come sia possibile vivere pienamente, immersi nel semplice
fluire della realtà.
Alcuni di loro hanno poi tentato di condividere questa loro
esperienza con altri uomini, venendo spesso considerati
pazzi, o quantomeno eccentrici, mentre in realtà ci indicano
un sentiero di reintegrazione che permette di uscire dalla
caverna psicologica in cui siamo costretti a vivere in
un’eterna “età della pietra”.
Su un tempio di Venere
si trova la seguente iscrizione:
“Possiedi te stesso,
spogliato di tutti gli irrigidimenti,
e in più ti verrà dato il cosmo.”
di ELISABETTA PORRI
Nella dimensione cui tutti, consciamente o inconsciamente,
aspiriamo, si ha la certezza di aver adempiuto il proprio destino; in essa ogni agitazione del mondo che siamo e creiamo,
della nostra mente, delle emozioni e delle sensazioni, si
acquieta in uno spazio di silenzio, puro ed essenziale.
In quel silenzio è possibile sperimentare la vita nella sua
realtà, il proprio essere nella sua intima verità, in quel silenzio si vede affiorare la propria qualità più essenziale: la consapevolezza, solo raggiungendo la quale si entra nuovamente in contatto con uno stile di vita nuovo e diverso, non
più fondato sulla lotta per la sopravvivenza e sulla sensazione di essere un io separato, in costante conflitto con l’
ambiente e, in ultima analisi, con le proprie radici interiori.
Si acquista così la certezza che, al di là di ogni possibile e
facile integrazione, esiste in ogni individuo un’aspirazione
segreta che accompagna l’umanità dalla notte dei tempi e
che certamente finirà solo con l’ultimo uomo, o quando
l’ultimo uomo giungerà alla realizzazione del proprio
essere, del suo reale destino di essere umano.
■
Fonte: www.lavanchy-corner.com
Comunicare
senza conflitti,
Comunicare senza confini
di ROSSELLA MAGGIO
Fonte: www.satyacenter.com/health/meditation
Esiste un modo di comunicare che mette d’accordo, che crea
unione?
Il conflitto, il disaccordo in generale, le lunghe discussioni che
non portano ad un risultato creativo e, in maniera più estesa,
il razzismo, i pregiudizi, le lotte, il disaccordo fra le varie religioni, sono prodotto della mente, e dell’ego che cerca con-
tinuamente di affermare se stesso, cioè la propria volontà, in
rapporto alle programmazioni che ha ricevuto nella vita e nel
corso dei secoli. Esiste un modo di comunicare che non è dell’ego: è attraverso l’energia del cuore e si applica nella vita
secondo i principi delle leggi di Dio. Questo modo di comunicare va bene per tutte le forme dell’universo, perché va alla
sostanza ed essa è tale e uguale in tutti e in tutto
l’universo.Tutto è amore quando si conoscono e si mettono in
atto le leggi di Dio , che non è in cielo, ma permea e plasma
tutto sulla terra, se l’uomo gli dà questa possibilità. Tale possibilità esiste in un atto di volontà da parte di una mente
cosciente ed esso viene formulato proprio lì come pensiero.
Dall’uomo e fra gli uomini queste leggi possono estendersi a
tutto l’universo perché l’amore è in tutto ed è così perché Dio
è in tutto il creato. Posto l’asserto della volontà, le esperienze
conseguenti porteranno ad unire scienza e conoscenza e
queste diventeranno in noi, nel nostro mondo interiore, sapienza, e non potremo dare ciò agli altri, se anche essi non formuleranno in sé tale atto di volontà. E ciò che si dice: quando
il discepolo è pronto, il maestro appare.
■
19
La Via
L’ORIENTE INCONT
INSIEME PER COSTRUIRE
di MARIA ANTONIETTA SPACCINI, Reiki Master R.A.U.
20
Da Assisi a Rishikesh, da San Francesco a Gandhi!
Proseguendo il processo evolutivo per la costruzione di una
civiltà di Pace, nella sempre più crescente necessità di
sviluppare tematiche per la diffusione di solidarietà, di
rispetto di diritti umani e per una cooperazione tra popoli
d’Oriente ed Occidente di ogni credo e razze.
Il Mandir della pace, in persona della sua fondatrice
Gabriella Lavorgna, annualmente promuove il meeting
“L’Oriente incontra l’Occidente” e anche quest’anno dall’8
all’11 settembre 2005 ha realizzato l’ottava edizione in
Assisi (Italia), patria di San Francesco, universalmente
conosciuto come simbolo di ecumenismo e di Pace, ha proposto il 1° Meeting Internazionale in gemellaggio con
l’India, patria di Gandhi, che si è svolto a Rishikesh
(Himalaya) dal 25 ottobre al 7 novembre 2005, in collaborazione con l’Università di Uttaranchal ed il Ministero della
Cultura indiano, avvalendosi del Patrocinio del Comune di
Assisi, della Provincia di Perugia e dell’Associazione Assisi
for Peace TV per i servizi di comunicazione.
L’iniziativa è nata con lo scopo di avviare un dialogo
costruttivo tra paesi culturalmente diversi e per alcuni aspetti apparentemente antitetici, per giungere ad una integrazione propositiva attraverso i molteplici canali dell’arte,
della cultura e della comunicazione, espressioni che contribuiscono allo sviluppo di un processo di Pace.
Il Convegno è stato inaugurato lungo la riva del fiume
Gange, all’imbrunire, alla presenza di varie autorità locali,
di un Ministro e di varie autorità religiose che presenzia-
vano la cerimonia serale, alla luce di torce e lumini e fiori
affidati alla corrente del fiume insieme ai propri desideri.
Durante le varie giornate in cui si è svolto il Convegno,
varie tavole rotonde hanno animato il convegno stesso e si
sono alternate a rassegne di arti visive, danze, canti. Si sono
susseguiti vari relatori italiani e indiani con argomenti che
coprivano il campo Etico – Spirituale – Scientifico –
Culturale – della Comunicazione per dare una identità a
nuovi modelli di cooperazione mondiale. La partecipazione
del pubblico ha manifestato la voglia di fratellanza e unità.
In India erano presenti una delegazione di 41 persone in
rappresentanza di vari Enti e di varie Associazioni culturali.
L’Associazione R.A.U. era rappresentata dal Presidente, dr.
Giuseppe Zanella, dai Maestri
Pasquale Iannone, Maria Antonietta
Spaccini, Fiorella Mirabassi, Brunella
Manetti e dall’Istruttore R.A.U. Adele
Giuntini.
Al Convegno, il Presidente dr.
Giuseppe Zanella ha partecipato alla
tavola rotonda sul tema “L’Unità
nella diversità: un percorso verso
l’Uno” con la relazione “Il risveglio
della coscienza dell’uomo nuovo”
ampliando quanto già esposto nella
propria relazione “I figli della luce –
Preghiera, miracoli, connessione col
divino, “exursus” tra fedi e culture da
Oriente a Occidente”, con la quale
aveva partecipato alla tavola rotonda
TRA L’OCCIDENTE
E UNA CIVILTA’ DI PACE
“Il sentiero unico delle religioni: Dalla Mente al Cuore” del
Meeting di Assisi edizione 2005.
Nell’ottica di apportare nuovi modelli di cooperazione
mondiale, nel principio della non violenza da Francesco
d’Assisi a Gandhi, nel Settore Etica/Valori Umani/Scuole di
educazione, ha portato un suo contributo anche il Maestro
R.A.U. Maria Antonietta Spaccini relazionando su “Scuola
di Pace: Educazione e informazione”.
Il Meeting si è concluso con la cerimonia di consegna del
premio “Mandir della Pace” già assegnato a Sonja Gandhi
in occasione del Mandir della Pace di Assisi, con la consegna di vari premi ai partecipanti al Convegno sia italiani che
indiani, e con la promessa di rivedersi tutti alla prossima
edizione dell’Anno 2006.
Un ringraziamento particolare
alla fondatrice e presidente del
Mandir, dott.ssa Gabriella
Lavorgna, per l’organizzazione e l’importante lavoro
svolto per la diffusione di una
cultura di pace, di solidarietà
per i diritti umani e per una
cooperazione tra popoli
d’Oriente ed Occidente al di
sopra del credo e delle razze.
Il Tour ha proseguito in pulman toccando varie località
dell’Uttaranchal per poter ammirare la maestosità della catena Himalayana con le sue nevi che prendevano i caldi colori
del tramonto, con le albe gelide ma piene di fascino. Dalle
rive del Gange al percorso himalayano, sei “ponti di luce”
sono stati fatti con la partecipazione di varie persone, alcune
delle quali hanno anche ricevuto il 1° livello Reiki R.A.U.
Il Maestro Prezz L’Atomo ha ricevuto due messaggi, molto
significativi, il 1° dal Mahatma Gandhi in occasione della
visita al suo ashram a Kausani, il 2° da San Francesco nella
Chiesa a lui dedicata al Lago di Nainital, a riprova e sostegno del lavoro da lui svolto in tutti questi anni.
■
Nelle prime tre colonne, alcuni momenti durante il viaggio in India.
In questa colonna. Sopra: Padre Anthony con il dottor Giuseppe Zanella.
Sotto: Padre Anthony durante il suo intervento al Congresso di Assisi.
21
La Via
Un’antica e misteriosa costruzione nel cuore di Roma
LA PORTA DEI CIELI
di EMILIANO FEDERICO CARUSO
A Roma, forse più che in ogni altra città italiana, la storia ama
fondersi con il mistero, l'alchimia con la medicina, e il passato
affonda spesso le radici nella leggenda, creando un insieme
affascinante e curioso che non manca di tenere vivo l'interesse
di chiunque abbia la curiosità e quel pizzico di perseveranza
necessaria a scoprire molti segreti della capitale. Uno dei
luoghi in cui si manifesta in modo apparentemente contraddittorio un tale insieme di curiosità è senza dubbio la
conosciutissima Piazza Vittorio Emanuele II, a un colpo d'occhio dall'ancor più famosa stazione Termini. Qui, quasi scomparsa tra bancarelle, discutibili restauri ed economici negozietti indiani e cinesi, fagocitata dal traffico e dal verde del
parco, si trova una delle più emblematiche, e purtroppo
sconosciute, testimonianze di quel passato dal sapore magico
di cui si parlava prima. Sorvegliata, per così dire, da marmoree
rappresentazioni dell'egizio dio Bes, quasi fosse stato elevato
al rango di eterno custode delle magica soglia, sorge la curiosa
Porta magica, o dei cieli. Circondato da simboli astronomici,
religiosi ed epitaffi latini, di cui vedremo più avanti la
traduzione, l'insolito uscio rappresenta ormai da anni un rebus
non inferiore al quadrato magico del Sator, agli enigmi di
Rennes le Chateau o, per restare in territorio nostrano, all'enigmatica Lapide di Nostradamus, a Torino. Ma dove sarebbe il
fascino della Porta se non fosse essa impreziosita da una storia altrettanto curiosa? Intorno alla seconda metà del '600,
viveva a Roma un certo marchese Massimiliano Palombara,
colto, dedito a studi di alchimia e proprietario, essendo di condizione agiatissima come si addiceva ai marchesi dell'epoca,
di una villa dotata di un vasto giardino, situata nell'area dove
oggi sorge la famosa piazza. A quei tempi si trovava nella capitale anche tal Francesco Giuseppe Borri, milanese di nascita (1627) ma romano d'adozione, avendo studiato e vissuto a
Particolare della "porta magica di Roma".
Fonte http://www.edicolaweb.net
Roma. Classica figura rocambolesca del tempo, il Borri condusse un'esistenza degna del migliore dei romanzi d'azione.
Espulso per comportamenti indisciplinati dal convento dei
gesuiti che, seppur con profitto, frequentava da ragazzo, si
dedicò con successo a studi di medicina e chimica, lasciando
nel 1654 la mondanità e la vita di enfant terrible per dedicarsi
a studi di teologia ed ermetismo. Ma il secolo dei lumi era
ancora lontano per il nostro avventuroso studioso, e l'inquisizione allungava ancora i suoi artigli rapaci e intolleranti
verso ogni esponente di quella libertà di pensiero scientifico
che avrebbe trionfato nel secolo successivo. Condannato nel
1661 per la sua linea di pensiero e per i suoi studi, Borri si vide
costretto a fuggire all'estero, solo per essere di nuovo catturato e ricondotto a forza a Roma. Vivendo quindi con lo spettro
dell'inquisizione che gli incombeva sopra la testa, pensò bene
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di presentarsi al nostro marchese Palombara, uomo anch'egli
di larghe vedute e vasta cultura. Entrato inizialmente nel giardino per cercarvi un'erba rara chiamata Moli (già descritta da
Omero), Borri si stabilì in pianta stabile nei possedimenti del
marchese, il quale, incuriosito dagli esperimenti del suo nuovo
ospite, gli mise a disposizione il proprio laboratorio. Dopo
aver operato, sembra con successo, complessi procedimenti
alchemici, arrivando anche a quella Grande Opera Alchemica
che ha aspetti sia materiali che metafisici, Francesco Giuseppe
Borri, fedele alla sua fama di avventuriero, sparì lasciando al
costernato marchese Palombara una quantità di criptici manoscritti.Il marchese, nonostante la sua pur vasta ed eclettica cultura, non seppe raccapezzarsi del significato degli appunti lasciati da Borri. Decise infine, con notevole buon senso (e modestia, nella speranza che studiosi più dotati di lui potessero
venire a capo dell'enigma), di farli incidere in parte sulla porta
di casa e in parte su stipiti e architrave della porticina della
chiesa di sant 'Eusebio, situata lungo il muro che chiudeva la
via dell'arco di Gallieno all'Esquilino, verso s. Giovanni in
Laterano. E' proprio quest'ultima la porta che oggi si trova
all'interno del parco di piazza Vittorio Emanuele II, dove
venne sistemata nel 1888 a scopo ornamentale, a quest'epoca
risale anche la sistemazione delle statue di Bes, provenienti
dagli scavi del Quirinale. Ma i simulacri della divinità egizia e
la forma stessa della porta, pur curiosa, attraggono l'attenzione
meno delle epigrafi e dei simboli che vi sono incisi, e che da
tre secoili ormai sfidano ogni tentativo d'interpretazione. Sul
frontone troviamo un cerchio con la prima delle iscrizioni:Tria
sunt mirabilia, deus et homo, mater et virgo, trinus et unus (Tre
sono le meraviglie, Dio e l'uomo, madre e vergine, uno e
trino). All'interno del cerchio è incisa una stella a sei punte,
formata da due triangoli sovrapposti, con sopra il simbolo
della terra, sul quale infine troviamo l'incisione Centrum in
trigono centri, ovvero "Il centro è nel triangolo del centro",
all'interno della frase vi è il simbolo della terra. Passiamo alla
porta vera e propria dove, dopo l'iniziale epigrafe, il cui riferimento all'uno e trino di biblica memoria ne tradisce il significato religioso, iniziamo a trovare frasi decisamente più criptiche. Al centro esatto dell'architrave troviamo l'ebraico Ruach
Elohim (spirito di Dio), al di sotto del quale, tra i simboli di
giove a destra, che alchemicamente parlando rappresenta lo
stagno), e saturno a sinistra, (il piombo), si legge Horti magici ingressum hesperius custodit draco et sine Alcide Colchicas
delicias non gustasset Jason (L'ingresso del giardino magico
delle esperidi è custodito dal drago, e Giasone non può, senza
Ercole, gustare le delizie della Colchide).In alto a destra troviamo incisa la frase Diameter sphaerae, thau circuli, crux orbis,
non orbis prosunt (Il diametro della sfera, il tao del cerchio, la
croce del globo non sono d'aiuto ai ciechi). Al di sotto ancora
troviamo il simbolo di Venere (rame) con inciso Si feceris
volare terram super caput tuum eius pennis acquas torrentum
convertes in petram, che tradotto suona come "Se farai volare
la terra al di sopra della tua testa, con le sue penne tramuterai
le acque dei torrenti in pietra".Infine in basso a destra, sotto il
segno rovesciato di Mercurio (antimonio) si vede Filius noster
mortuus vivit rex ab igne redit et coniugio gaudet occulto (Il
nostro figlio defunto vive, dal fuoco ritorna come re e si compiace di un'unione nascosta). Passiamo ora allo stipite sinistro.
In alto si legge “Quando in tua domo nigri corvi parturient
albas columbas tunc vocaverit sapiens” (Quando nella tua
dimora dei neri corvi genereranno delle colombe banche, allora sarai chiamato sapiente). Al di sotto troviamo subito il
segno di Marte (ferro) con l'ennesima scritta “Qui scit comburere aqua et lavare igne facit de terra coelum et de coelo
terram pretiosam”, ovvero “Chi sa bruciare con l'acqua e
lavare con il fuoco fa della terra il cielo, e del cielo terra
preziosa”. In basso a sinistra il simbolo di Mercurio (mercurio
anche come elemento) precede l'incisione “Azot et ignis dealbando Latonam veniet sine veste Diana” (Quando Latona
viene imbiancata da azoto e fuoco, Diana viene svestita). Sullo
scalino della porta, infine, ai lati del cosiddetto vetriolo (un
elaborato simbolo che ne riassume altri) si legge una sorta di
epitaffio: “Est opus occultum veri sophi aperire terram ut germinet salutem pro populo”, tradotta come “E' opera nascosta
del vero saggio aprire la terra affinché germini la salute per il
popolo”. Quest'ultima, più che un sibillino messaggio
alchemico, sembra una lode alla figura del contadino, il cui
‘aprire la terra’ può essere interpretato come un coltivarla allo
scopo di trarne cibo, ovvero ‘salute per il popolo’. Al di là di
interpretazioni e teorie senza fine, e del suo innegabile fascino, la nostrana Porta magica (della quale ne troviamo una
copia a grandezza naturale nell' altrettanto semisconosciuto
Museo storico nazionale dell'arte sanitaria, situato nell'ala
secentesca dell'Ospedale di s. Spirito in Sassia) è e rimarrà uno
dei misteri più affascinanti della nostra città, memento di un'epoca in cui era ancor labile il confine tra magia e scienza. ■
Altra veduta della Porta.
Fonte http://www.edicolaweb.net
23
La Via
ARTEM MUSICAM
Dal latino artem musicam, cioè arte delle
muse, la musica è una delle espressioni artistiche e culturali per eccellenza il cui scopo principale è, ed è sempre stato, la comunicazione.
I suoni vibrano, trasmettono stati d’animo,
hanno capacità curative e possono indurre a
stati alterati di coscienza. In molte culture la
musica è stata parte integrante dell’apparato
‘religioso’, mitico e rituale. In Grecia i miti
venivano cantati accompagnati da uno strumento musicale, canti e danze sono parte fondamentale della tradizione folklorica giapponese, le ‘tarantelle’ del nostro Sud venivano
suonate per esorcizzare il male e il disagio. A
partire da questo numero si inizierà un viaggio, le cui tappe si snoderanno in tempi e luoghi diversi, attraverso la musica e il ruolo da
essa assolto in particolari contesti culturali,
folklorici, religiosi.
di ANNA M. BAIAMONTE
24
Veduta delle montagne della regione altaica, a nord di
Cina, Mongolia e Kazakistan. qui, tra l'età del bronzo e
quella del ferro, si sono sviluppate brillanti civiltà che
hanno intrattenuto rapporti con l'Iran [Persia] e la Cina. A
livello linguistico, il ceppo altaico comprende popolazioni turche della Siberia occidentale e sud-occidentale,
gruppi mongoli e popolazioni, come gli Yacuti, che si
sono spinti fino all'estremo nord della regione siberiana.
IL TAMBUR
Con l’editto reale del 1685 il Regno di Svezia diede inizio a
un lungo periodo di persecuzione nei confronti degli sciamani delle popolazioni del nord Europa che rientravano sotto
il suo dominio – come i Lapponi, o Sami – e di conversioni
forzate al cristianesimo. Le testimonianze ci parlano di roghi
in cui venivano arsi i tamburi magici; e ad Arjieplog, in
Svezia, un Same fu bruciato vivo insieme al suo tamburo,
riporta lo studioso Pierre Marc in Nomades et rennes de
Laponie, a titolo di esempio. I tamburi del popolo lappone,
scrive Karsten, sono stati considerati una sorta di incarnazione della loro ‘idolatria’ e ‘superstizione’. Tra ‘600 e
‘700 sono stati i principali oggetti che hanno subito la mania
di distruzione dei missionari danesi e norvegesi. E se, anticamente, non c’era una casa dove non fosse presente questo
strumento sacro, già all’inizio dell’‘800 era difficile trovare
un tamburo in tutta la Lapponia [cfr. G. Mazzoleni, Same II,
la diversità relativa, Bulzoni, Roma 1982]. Instancabili, gli
evangelizzatori cristiani tentarono di estirpare quella che, ai
loro occhi, era opera ‘demoniaca’ e ‘pagana’, ovvero l’istituzione sciamanica il cui strumento rituale privilegiato era il
tamburo.
Ma tentiamo di capire, se non tutta la storia delle persecuzioni che gli sciamani delle più svariate culture hanno
subito, almeno cosa era uno sciamano, come operava, qual
era la sua funzione all’interno della comunità, gli strumenti e
le tecniche usate per assolvere ai suoi compiti.
Derivante da un lemma usato dal popolo dei Tungusi, in
Siberia, il termine _aman [xaman] sta a indicare un mediatore
rituale tra l’umano e l’extra-umano la cui caratteristica principale è la capacità di andare in stato di trance. Lo sciamano
opera in favore della comunità – una delle caratteristiche
principali, infatti, è il suo essere ‘positivo’ per il proprio gruppo -, ricopre uno status diverso dal resto della popolazione,
raggiunto in seguito a una ‘chiamata’, una visione, un sogno
in cui gli spiriti ausiliari gli rivelano il suo destino.
Alla voce «Shamanism, techniques of ecstasy» della
Encyclopedia of Religion - curata da Mircea Eliade -, leggiamo che l’estasi sciamanica rappresenta il ‘volo’ dell’anima nel mondo sotterraneo dei morti, il suo vagare incorporeo
nel mondo materiale o, infine, nella sfera extra-umana dei
‘cieli’ [concetto che, in inglese, è espresso con la parola heaven, ma che non ha nulla a che fare con la nostra idea di paradiso cristiano]. Le ragioni per cui lo sciamano decide - o gli
viene chiesto - di intraprendere il periglioso viaggio possono
essere essenzialmente quattro: incontrare la ‘divinità celeste’
RO DELLO SCIAMANO
[celestial god, anche in questo caso senza implicazioni con il
nostro più familiare Dio] per convincerlo ad aiutare la comunità o parte di essa che, in quel momento, sta evidentemente
attraversando un momento di crisi; per cercare l’anima di un
malato che si crede vaghi lontano dal corpo, trattenuta da
spiriti malvagi contro cui lo sciamano dovrà ingaggiare una
vera e propria lotta; per guidare l’anima di un defunto presso
la sua nuova dimora, come una sorta di traghettatore al pari di
Caronte; per ampliare, infine, la sua conoscenza e la sua
saggezza. Spesso la ‘chiamata’ degli spiriti, ovvero la
vocazione di uno sciamano, si trasmette, scrive Eveline LotFalck ne Il tamburo dello sciamano, miti e racconti eschimesi [1989], di generazione in generazione, sia in linea paterna
che materna, in età anche molto giovane; le donne sciamano
non sono numerose come gli uomini, ma considerate altrettanto potenti. La parentela, tuttavia, non costituisce un obbligo, e la scelta può ricadere anche su un estraneo che posssieda le qualità richieste dagli spiriti. Attraverso l’iniziazione, lo
sciamano impara cosa deve fare quando abbandona il corpo:
prima di tutto, è fondamentale imparare a orientarsi nelle
sconosciute regioni la cui soglia è varcata con il sopraggiungere dell’estasi, imparare a esplorare nuovi piani di esistenza
e il modo in cui raggiungerli; acquisire, cioè, caratteristiche
proprie degli stessi spiriti come l’invisibilità, la capacità di
volare, la percezione di fatti, pensieri e persone anche a distanza. Presso le popolazioni siberiane e dell’Asia centrale, i
nomi dei tamburi sono direttamente connessi con l’idea del
viaggio; presso i Transbaikala Evelki, come scrive AnnaLeena Siikala, il tamburo viene chiamato ‘nave’, mentre gli
Yakuti, i Buriati e i Soyoti lo chiamano ‘cavallo’. In questo
caso, quindi, il tamburo è chiaramente un mezzo attraverso
cui lo sciamano ‘cavalca’, ‘vola’ o, comunque, intraprende un
cammino: in altre parole, raggiunge uno stato alterato di
coscienza. La cassa del tamburo, presso i popoli di
quest’area, è costruita con uno speciale albero - rappresentante dell’‘albero cosmico’ - indicato da uno spirito, mentre la
membrana è costituita dalla pelle di un animale anch’esso
scelto dallo spirito. Nelle regioni altaiche, l’animale da cui
viene ricavata la pelle del tamburo diviene spirito a sua volta,
e durante le cerimonie si ritiene che ‘torni in vita’ rivelandosi
alla comunità per mezzo dello sciamano e promettendo ai
suoi membri l’aiuto di cui necessitano.
L’induzione alla trance, spiega ancora la Siikala, è direttamente connessa con la chiamata degli spiriti ausiliari; il ritmico tambureggiare, il danzare e il cantare si fanno gradual-
mente più sommessi e lo sciamano, concentrato sul mondo
degli spiriti, raggiunge uno stato alterato. Gli effetti della stimolazione ritmica possono essere raggiunti anche in altri
modi: presso altri gruppi tribali siberiani come gli ObUgriani, ad esempio, le fonti etnografiche attestano l’utilizzo
del fungo amanita; altri metodi contemplano l’uso di erbe
particolari il cui fumo produce una lieve intossicazione o
ancora – ma più recentemente – attraverso il tabacco e l’assunzione di bevande alcoliche.
L’alcool ci riporta indietro, nel filo che abbiamo virtalmente
seguito fin qui, ai Sami, abitanti della Lapponia, e si interseca di nuovo con il tema della musica, delle tecniche estatiche
e delle progessive proibizioni che la cultura sciamanica ha
dovuto subire in seguito a quella che gli storici delle religioni
chiamano una ‘acculturazione’ – o ‘de-culturazione’ – forzata. Vediamo come.
Ufficialmente sconfitto, il tamburo come principale strumento rituale di induzione alla trance esce di scena, abbiamo
visto, a partire almeno dalla seconda metà del ‘600. Ma di lì
a poco più di un secolo – inizi ‘800 -, la cultura tradizionale
Ricostruzione di una decorazione su un tamburo
dell'area lappone, realizzata nel 1979. La raffigurazione
mostra i tre mondi [celeste, terreno e infero]
e l'axis mundi che li attraversa.
Foto fonte www.diagnosis2012.co.uk/ast.htm
25
La Via
Uno sciamano siberiano fotografato con il suo tamburo,
1882. nel ruolo di intermediario tra mondo umano ed
extraumano, lo sciamano deve essere in grado di attraversare le soglie del mondo materiale attraverso il raggiungimento di uno stato alterato di coscienza. tra le culture che ne fanno uso, il tamburo diviene quindi strumento rituale fondamentale su cui ruota l'intera tradizione
sciamanica. Foto fonte:
http://www.exoticindiaart.com/article/music
same e, in particolare, l’istituzione sciamanica subirà un’altra
dura prova, da cui uscirà, se non del tutto sconfitta, decisamente indebolita. Lars Levi Laestadius nacque nel 1800 in
Svezia, in una zona in cui risiedeva un gran numero di Sami.
Divenuto pastore luterano presso un villaggio same, la sua
ansia moralizzatrice nei confronti dei ‘dissoluti’ usi e costumi
tradizionali si fece sempre più energica, arrivando all’idea di
voler ‘salvare’ le anime dei suoi parrocchiani attraverso un
‘risveglio spirituale’ che prevedesse, prima di tutto, la rinuncia alle proprie tradizioni. I ‘peccati’ di cui si macchiavano,
secondo Laestadius, i Sami erano l’uso di alcool, il concubinato e il furto di renne. Ora, posto che le fonti dell’epoca –
redatte dagli uomini del pastore – risultano esagerate ad arte,
è vero che la popolazione faceva uso di bevande alcoliche, e
vedremo come, in realtà, l’intenzione ‘moralizzatrice’ di
vietare l’ubriachezza fosse solo una copertura per sradicare
quanto di più pericoloso ci fosse per un fervido evangelizzatore luterano: lo sciamanesimo. Assieme al ritmico battere sul
tamburo e all’uso di canti tradizionali chiamati joik [composti
da melodia, vuolle, e testo, luotte], infatti, lo sciamano perveniva a quello stato estatico che è alla base del suo operato
per la comunità, cioè il raggiungimento del mondo ‘altro’,
degli spiriti, in cui sarebbe riuscito a ottenere quanto
richiestogli. Johan Turi – scrittore same vissuto tra Otto e
Novecento che riportò la realtà della sua gente – scrive, come
riporta Mazzoleni in Same III, che «l’ultimo grande noaide
[termine lappone per sciamano, ndr] fu Dopar. Poteva vedere
tutto ciò che desiderava in una coppa di bränwin [acquavite]». Il ricorso agli alcolici non è stato impedito, dopotutto,
dallo zelante Laestadius; ancora oggi i giovani sami, disertando le cerimonie cristiane, sono soliti cantare i tradizionali
joik accompagnandosi con qualche bicchiere di alcolico, per
lo più bevande distillate direttamente in casa data la
proibizione di vendita e mescita che ancora vige nella
regione. L’offerta e l’assunzione di alcolici, un tempo rituale,
diviene ora il segno dell’insofferenza verso una cultura –
quella luterana – che in pochi secoli ha sradicato le tradizioni
locali, colpendo gli strumenti e le istituzioni su cui maggiormente si reggevano. La cultura tradizionale sembra quindi
aver trovato nuove vie di affermazione, e non possiamo che
esserne felici.
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Poveri Cavalieri di Cristo e del Tempio di Salomone 1103-1314
Storia dei Cavalieri Templari
Alla fine della prima Crociata conclusasi con la conquista di
Gerusalemme il 15 Luglio 1099, molti crociati considerarono esaurito il proprio compito e quindi ritornarono in
patria, lasciando però la difesa delle precarie conquiste ad
un esiguo contingente militare, letteralmente circondato dai
mussulmani. Fu così che nel 1103, durante il regno di
Baldovino I di Gerusalemme, un cavaliere di Pagani, nella
regione Italiana di Nocera, allora Basilicata, Ugo di Pagani
(m. 1136) e nove suoi compagni, andati a condolersi per la
mostre di Goffredo di Buglione, fecero voto di difendere i
viaggi dei pellegrini nel pericoloso tratto tra il porto di Jaffa
e la città di Gerusalemme. A causa della morte di uno di
loro, Alessandro Amarelli, rimasero in Nove.
Si potrebbe obbiettare che nove cavalieri erano un po’ pochi
per difendere il percorso tra Jaffa e Gerusalemme, ma
bisogna considerare che ciascun cavaliere aveva comunque
un discreto seguito di “fratelli attendenti” o “sergenti”, ossia
di cavalleria leggera.
Furono immediatamente e con gratitudine accettati da re
Baldovino I e dopo alcuni anni anche da Baldovino II e dal
Capitolo Aperto di Investitura
nella nobile Terra Laziali*
Terre d'Italia, 12 Novembre 2005 a.D. - 887 a.O.
Si è tenuto nel Castello di
Santa Severa (Roma), il
Capitolo Aperto di Investitura
dell'Ordre Souverain et
Militaire du Temple de
Jérusalem O.S.M.T.J. con
presentazione Ufficiale del
Gruppo di Protezione Civile
C.I.V.A.C.
La Cerimonia di Investitura
dei nuovi Chevaliers de
l'Ordre è stata perfettamente
organizzata dalla Commenda Roma, nel Castello di Santa
Severa alla presenza di S.E. il LtGM fr. Alberto Zampolli,
il Cancelliere Internazionale sr. Floriana Torelli, i
Precettori Nazionali fr. Giuseppe Perna e fr. Piero Martini.
Fonte: http://www.cavalieritemplari.it/italiano_main.html
di ALBERTO ZAMPOLLI
Patriarca Stefano de la Feré. Furono alloggiati presso la
moschea di al-Aqsa, dove una volta sorgeva il tempio di re
Salomone, e per i loro voti pronunciati e questa ubicazione
furono denominati Poveri cavalieri di Cristo e del Tempio di
Salomone o più semplicemente Templari. Nacquero così i
Monaci Guerrieri.
Nel 1128, al concilio di Troyes, voluto da Papa Onorio II
(1124-1130), i Templari furono riconosciuti come ordine e
San Bernardo di Chiaravalle (1090-1153) ne giustificò l’uso
delle armi e ne compilò la Regola, come quella dei
Benedettini, riformata dai Cistercensi. Similmente a questi
ultimi, i Templari portarono un mantello bianco, al quale nel
1147 fu autorizzata da Papa Eugenio III (1145-1153) l’aggiunta di una croce rossa Patente. I Templari incontrarono
immediatamente i favori sia dei Papi, ai quali giurarono
eterna obbedienza, che dei regnanti dell’epoca e, grazie alla
concessione di privilegi, lasciti e donazioni, il tutto esentasse, diventarono ben presto potentissimi e influenti. Essi
svilupparono un’organizzazione ben strutturata, comandata
da un Maestro dell’Ordine e divisa in province territoriali e
molti valenti cavalieri dell’aristocrazia europea fecero a
gara per entrare nei loro ranghi.
Svilupparono infine il primo sistema bancario del Medioevo
e garantirono per l’emissione delle prime lettere di credito
criptate con una chiave di forma triangolare.
La difesa della Terrasanta
I Templari si distinsero nelle varie battaglie che vennero
combattute contro i mussulmani negli anni successivi alla
fondazione del loro ordine e spesso i Maestri dell’Ordine
cadevano combattendo, come Bernardo di Tremelay
all’assedio di Ascalona nel 1153.
Il formidabile avversario, che essi si trovarono a fronteggiare, era il famoso sultano d’Egitto Salah Al-Din (Saladino)
(sultano:1176-1193), il quale in pochi anni riuscì a mettere
in ginocchio i regni cristiani in Terrasanta, approfittando
anche degli intrighi e congiure tra le file degli occidentali,
dai quali non erano esenti neanche i Templari stessi e gli
Ospitalieri.
Questi vanificarono gli sforzi di Raimondo III, conte di
Tripoli, di ottenere un patto di convivenza con gli arabi.
L’esito fu disastroso: nella battaglia del Monte Hattin del
1187 (seguita dalla caduta di Gerusalemme), l’esercito cris-
27
La Via
28
tiano fu pesantemente sconfitto e tutti i Templari presenti
furono massacrati, eccetto Gerard de Riderford.
I Templari allora cambiarono tattica: presidiarono i punti
nevralgici asserragliandosi nelle loro grandiose fortezze,
come il Krak dei Cavalieri e uscendone per compiere veloci
sortite, ma purtroppo anche azioni di vero e proprio taglieggiamento delle carovane di passaggio.
Negli anni successivi, dal 1189 al 1228, furono organizzate
altre 3 crociate (III, IV, V), ma, nonostante tutti gli sforzi,
nel 1244 il regno di Gerusalemme diventò definitivamente
mussulmano. Nello stesso 1244, i Templari, con il Maestro
Armand di Périgord, pur alleandosi momentaneamente con
gli odiati rivali dell’Ordine degli Ospitalieri e perfino con il
sultano di Damasco, non riuscirono ad evitare la sconfitta ad
opera dei Mongoli nella battaglia di Gaza , dove lasciarono
sul campo 312 cavalieri, compreso il Maestro stesso.
Le due ultime disastrose Crociate (VI e VII), organizzate
dal re (San) Luigi IX di Francia (1226-1270) accelerarono
la caduta dell’ultimo baluardo cristiano in Terrasanta di San
Giovanni d’Acri nel 1291. Molti Templari furono uccisi
durante l’assedio, compreso il Maestro Guglielmo di
Beaujeu, e i superstiti riuscirono a fuggire a Cipro.
Il declino
Persa la Terrasanta, contrariamente agli altri ordini cavallereschi, i quali si posero un altro obiettivo geografico per
la difesa della Cristianità (i Teutonici a Nord-Est e gli
Ospitalieri di San Giovanni a Rodi), i Templari superstiti
rimasero militarmente “disoccupati”, se si esclude la
Spagna dove combatterono contro i Saraceni.
E sì vero che i Templari difesero Cipro, ma il processo in
Francia fece sì che a questa difesa venne data bassa priorità,
ed infatti già nel 1310 essi abbandonarono l’isola in seguito
alla riconquista del potere da parte del re Enrico II di Cipro
e Gerusalemme, spalleggiato dagli Ospitalieri.
In Francia incominciò a diffondersi l’idea che era stata
colpa dei Templari la perdita della Terrasanta e quindi che
era inutile mantenere in vita l’Ordine, idea corroborata
oltretutto dal fatto che la potenza dei Templari, veri e propri
banchieri mercantili, nella finanza e nella diplomazia
incominciava a dare fastidio a molti, soprattutto al re di
Francia Filippo IV detto il Bello. Inoltre la fedeltà esclusivamente verso il Papa fu invisa dal clero secolare, particolarmente dai vescovi, che mal sopportavano la loro totale
autonomia di azione sul territorio. Comunque il destino dei
Templari fu segnato dalle lotte tra il Papa Bonifacio VIII
(1294-1303) ed il re di Francia Filippo IV, detto il Bello
(1285-1314), scomunicato da Bonifacio nel 1302 per una
diatriba sui limiti dei poteri della Chiesa e dello Stato.
Era un momento negativo per Filippo, che, oltretutto, era
stato sconfitto dai Fiamminghi a Courtrai nel 1302 ed era
sull’orlo della bancarotta, dal quale si poté risollevare solo
attingendo a pesanti prestiti da parte dei Templari e fu proprio allora che Filippo concepì il suo piano: indebolire il
A dx.: LTGM. Fr. Alberto Zampolli
A sx.: Chevalier Giuseppe Zanella
papato ed incamerare i beni dei Templari. Per la prima parte
del suo piano, fece sequestrare e maltrattare Bonifacio nel
suo palazzo di Anagni (il cosiddetto “schiaffo di Anagni”)
da parte della sua anima nera, Guglielmo di Nogaret.
Benché Bonifacio venisse liberato dal popolo indignato,
morì per lo choc riportato qualche settimana dopo.
Il nuovo Papa, Benedetto XI (1303-1304) non durò molto:
morì infatti il 7 Luglio 1304 per una indigestione di fichi...
avvelenati con polvere di diamante da Guglielmo di
Nogaret.
Della morte fu ingiustamente incolpato il francescano
Bernard Délicieux, che aveva incautamente scritto al
medico del Papa, Arnaldo di Villanova, che dalle profezie di
Gioacchino da Fiore si poteva desumere la morte del papa
per il 1304.
In realtà il regista dell’assassinio fu il solito Filippo il Bello,
a cui era rimasta “indigesta” una bolla papale con una sua
condanna come mandante per il famoso episodio dello “schiaffo di Anagni”.
Finalmente un anno dopo Filippo riuscì a far eleggere il “suo”
Papa, Clemente V (1305-1314), un uomo debole e influenzabile, e a far trasferire la sede papale sotto la sua “protezione”
ad Avignone.
Con Clemente, Filippo giocò pesante minacciando di allestire
un processo per giudicare postumo Bonifacio, accusato di
eresia e magia nera. Pare che, pur di salvare l’onore della
Chiesa, Clemente acconsentì a procedere contro i Templari,
l’altra spina nel fianco di Filippo.
La fine.
Il 13 Ottobre 1307, un venerdì 13, tutti i Templari sul territorio francese, compreso il Maestro Giacomo di Molay
(1243-1314), furono arrestati su ordine di Filippo. L’accusa
fu di eresia, basata sulle farneticanti dichiarazioni di un tale
Esquieu de Floryan, testimone diretto di una “confessione”
di un Templari espulso dall’ordine e suo compagno di cella
nel carcere di Béziers.
Breve descrizione
dell’Ordre du Temple
O.S.M.T.J.
L’O.S.M.T.J. è attualmente la continuazione dell’Ordre du
Temple rifondato nel 1805 e si richiama alla registrazione
O.S.M.T.J. di Covias nel 1932 ed alla regolare registrazione in Svizzera del 1976 . E’ configurato in
Associazione ONLUS regolarmente registrata presso lo
Stato Italiano e Svizzero. L’Ordine è all’interno
dell’Associazione come anche il Corpo Volontari
Assistenza Civile C.I.V.A.C. L’Associazione ONLUS si
occupa, principalmente, di Beneficenza Nazionale ed
Internazionale con interventi rivolti sia alle singole Persone
che ai Beni Culturali di un certo rilievo. Pratica opere di
Carità Cristiana nei confronti dei meno abbienti e dei meno
fortunati giungendo anche alla distribuzione dei pasti e
medicinali ai Poveri ed ai Derelitti. Mantiene un Biblioteca
di buon livello con tomi anche rarissimi che sono serviti,
recentemente, a scrittori e ricercatori. Tutto questo senza
alcun intervento Statale ma soltanto con i propri mezzi.
Anche la promozione di Studi rivolti al periodo Medievale
sono parte integrante dei propri statuti.
L’Associazione è disponibile per la valutazione di ulteriore
possibile cooperazione con Istituzioni sia statali che parastatali che private, purché si parli a livello paritetico.
L’orientamento attuale dell’Associazione ONLUS è maggiormente rivolto verso gli interventi sui territori Nazionali.
Sia l’Associazione che l’Ordine che il Corpo Volontario
non hanno finalità politiche né orientamenti in tal senso.
L’Associazione, l’Ordine ed il C.I.V.A.C. sono di ispirazione decisamente Cristiana Cattolica e, come all’origine,
il Santo Padre è considerato, in ogni caso, come Unico
Referente. L’O.S.M.T.J. non è un Ordine iniziatico e tantomeno massonico, da cui prende, sempre ed in ogni occasione, le distanze. Accedendo ad alcune pagine del nostro
Sito ufficiale www.cavalieritemplari.it si potrà capire molto
da varie pagine del sito stesso da cui si evince sicuramente
quanto sopra accennato.
■
Questo ultimo aveva narrato di un cerimoniale basato sul
rinnegamento di Cristo, di sputi sulla Croce, di sodomia e
baci osceni, di riti magici e tanto bastò a Guglielmo di
Nogaret per imbastire un clamoroso processo a carico del
più potente Ordine religioso dell’epoca.
Iniziarono i primi interrogatori con ampio utilizzo della tortura, nonostante i deboli tentativi di protesta da parte di
Clemente V: tuttavia Giacomo di Molay si rivelò un osso
molto più duro del previsto, fermo nella difesa dell’ortodossia dell’Ordine.
Nel 1310 le prime vittime: 54 Templari ritrattarono le confessioni estorte con la tortura, vennero quindi considerati
relapsi e immediatamente bruciati sul rogo. Nel 1311 venne
indetto il Concilio di Vienne (nel Delfinato) per dirimere la
questione, ma durante il suo svolgimento, Clemente, che
non si decideva mai a prendere posizione tra il parere dei
vescovi favorevoli a mantenere l’Ordine e quello del re
favorevole ad una pesante condanna dell’Ordine, dopo aver
provveduto alla completa assoluzione di Jacques de Molay
e degli altri nel carcere di Cluny, decise nel 1312 per una
sentenza (bolla Vox in excelso) degna di Ponzio Pilato. Fu
infatti ratificata la soppressione (ma non la condanna)
dell’Ordine con passaggio dei beni dei Templari agli
Ospitalieri, che dovettero sganciare ben 1 milione di lire tornesi a Filippo per venirne in possesso. Tuttavia, a carico dei
principali responsabili, la commissione cardinalizia (tutti
fidati alleati di Filippo) emise il 18 Marzo 1314 un verdetto
di condanna al carcere a vita, previa confessione pubblica.
La sentenza fu letta a Giacomo di Molay e al gran precettore di Normandia, Geoffroy di Charnay, oltre ad altri due
Templari di prestigio, ma, a sorpresa, sia Giacomo che
Geoffroy presero la parola per ritrattare le loro confessioni
ottenute con le solite torture. Filippo allora, senza consultare
il Papa, convocò quel giorno stesso il consiglio di stato,
dove venne pronunciata l’immediata sentenza di morte per
i due capi Templari: essi morirono sul rogo la sera del 18 su
una isoletta sulla Senna, alle spalle di Notre Dame.
Una leggenda vuole che Giacomo predisse la morte sia di
Clemente che di Filippo prima della fine dell’anno ed effettivamente i due morirono rispettivamente nell’Aprile e nel
Novembre del 1314.
Negli altri paesi europei non si procedette con lo zelo dei
francesi, e spesso i re (per esempio Eduardo II
d’Inghilterra), solo dopo richiami ripetuti del Papa ai loro
doveri, imbastirono dei processi molto formali contro i
Templari, che furono di sovente assolti. In Spagna e in
Portogallo, per esempio, essi confluirono in due ordini religiosi: l’Ordine dei Cavalieri di Santiago (San Giacomo) e
l’Ordine dei Cavalieri di Cristo.
Le leggende.
Mai come nel caso dei Templari, dopo la loro scomparsa, si
poté dare libero sfogo a tutta una serie di leggende, fatti
curiosi o speculazioni più o meno fantasiose.
■
29
La Via - ATTIVITA’ ASSOCIATIVE
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Recensioni
Foto dell’aura
di una rosa
AURA
Un passo avanti nella conoscenza scientifica
Dr. Konstantin Korotkov
Il Dott. Konstantin Korotkov è un noto scienziato di fama
internazionale. Il suo metodo, chiamato Visualizzazione a
Scarica di Gas (GDV), sfrutta computer, tecnologie elettroniche e ottiche all’avanguardia per l’analisi delle cosiddette “caratteristiche di emissione” degli organismi viventi, compresi vegetali, semi, campioni di sangue e culture
microbiologiche. La tecnologia della Visualizzazione a
Scarica di Gas Computerizzata è basata sul cosiddetto
effetto Kirlian. Secondo Korotkov con uno speciale sistema di elettrodi si può creare un campo elettrico ad alta
intensità attorno a un oggetto (compresi sassi, piante e
metalli), il quale produce una scarica di gas la cui luminescenza può essere vista e misurata. Ogni essere biologico aggiunge a questo bagliore la sua caratteristica peculiare, cambiandone lucentezza, dimensione e colore.
In questo testo è presente una descrizione della tecnologia
GDV che in questi ultimi anni si è diffusa in tutto il
mondo. Dall’università tecnologica di Stato di S.
Pietroburgo SPIFMO, il Prof. Korotkov ha creato uno
strumento per osservare in tempo reale i cambiamenti
dell’Aura (il campo energetico umano). Secondo lo scienziato russo,< questo strumento ha straordinarie implicazioni per la Medicina, la Biofisica, le Scienze forensi,
l’Agricoltura e l’Ecologia. Korotkov spiega, inoltre, che
cosa è l’Aura, come si può misurare e come la tecnica del
GDV si relaziona alla fotografia dell’Aura. La maggior
parte dei concetti espressi nel testo sono ben lungi dall’essere accettati (o persino conosciuti) dalla maggior
parte degli scienziati e dei medici, ma molti di essi in
questi ultimi anni stanno ricevendo un’attenzione sempre
maggiore da parte della cosiddetta “Scienza ufficiale”.
Riccardo Cecchini
Note sull’autore: Il Dott. Konstantin Korotkov è laureato
in fisica e insegna fisica e biofisica a livello internazionale. Ha collaborato come Scienziato Ricercatore
Senior con molti Istituti e Centri di Ricerca, con più di 70
pubblicazioni nelle principali riviste russe e del CSI di
fisica e biologia, ha conseguito 12 brevetti nel campo della
biofisica ed è autore di quattro libri, tra cui: “La Luce dopo
la Vita. Esperimenti e idee sui cambiamenti delle immagini Kirlian dopo la morte”.
Il Prof. Korotkov ha portato avanti una carriera eccellente
per oltre 20 anni, combinando il rigoroso metodo scientifico con un’insaziabile curiosità per le cose dello spirito,
dell’anima e con profondo rispetto per ogni forma di vita.
È anche studente di filosofia.
Ha tenuto consulti privati, lezioni, seminari e sessioni
pratiche in Australia, Regno Unito, Germania, Messico,
Svezia, Finlandia, Perù, Sri-Lanka.
Contatti: Il testo si può richiedere presso la Casa Editrice
Logos 10, Via Lainate 11 – 20017 RHO (MI), Tel.
02.93502088, Fax 02.93504166, wwwlogos10.com –
[email protected]
Il dott. Giuseppe Zanella
con il prof. Konstantin Korotkov
Camera GDV
per fotografare l’Aura
31
Se tu potessi visualizzare il futuro di ciò
che può essere la tua esistenza, saresti
invaso dalla paura... Un timore legato
alla non conoscenza del Mio Disegno
Divino. Ti fermeresti per cercare di
modificare ciò che Io Stesso ho voluto
per Mia Volontà.
I vari cambiamenti che tu vedi, altro
non sono che modificazioni di onde
dovute al passaggio manifesto
e che influirà sull’umanità intera;
su ogni creatura vivente in questo
Mio mondo d’Amore.
Vivi, Accetta e Comprendi con la
Volontà e l’Amore questo Cambiamento
e valorizzerai in te l’Uomo Nuovo.
Egli si manifesterà unificando, in una
sola realtà, il suo percorso di essere
umano e, al contempo, Cosmico.
Che l’anno 2006 d.C. sia per tutti
l’anno del Risveglio.
Io Sono e Vi Amo Intensamente.
Il Padre

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