Monica Bellucci - The James Bond 007 Dossier

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Monica Bellucci - The James Bond 007 Dossier
SPECIALE
GQ SPORT
Alex Zanardi
Russell Westbrook
Gregorio Paltrinieri
Federico Buffa
Marco Zaffaroni
Agosto 2015, N. 191
MONICA BELLUCCI, 50 ANNI
PRIMA CHE IN SPECTRE ,
SARÀ PROTAGONISTA DI
VILLE-MARIE , DEL GIOVANE
CANADESE GUY ÉDOIN
E S C L U S I VA
Monica
Bellucci
La nuova Bond Woman
«Mi sono divertita molto.
Ho preso tutto come un gioco. Il più bel gioco che un’attrice
e una donna possa fare a cinquant’anni.
Daniel Craig è un vero gentleman. Le ragazze di 007
non sono mai stupide. E io adoro le donne, lo sanno tutti.
Vuoi mettere una rotondina? Metti me.
Ho ancora voglia di mangiare
bere e fare l’amore»
VISTA DA
Bettina Rheims
Agosto 2015
N. 191
31
STORIE
Hulk Hogan
A 62 anni, il re del wrestling si dà una
regolata. Rimontando sul ring
PAG. 38
Chi la dura la Vince
Cioè Vaughn, che dice addio alle commedie
e si immerge nel noir di True Detective 2
PAG. 42
KTZ, ABITO DIOR HOM ME,
DOM INIK INDO SSA BOM BER
98
T BY HED I SLIM ANE . A PAG.
CAM ICIA SAIN T LAU REN
Caccia al tesoro bianco
Storia di un pacco di cocaina spiaggiato
su un’isola e ritrovato. Dalla polizia
PAG. 46
MAGGIO 1986, DI HELMUT NEWTON.
DA PIRELLI - THE CALENDAR. 50 YEARS
AND MORE (TASCHEN)
Speciale
Sport
08
15
137
57
P U RA V I DA
Il favoloso esilio dei Lambton
Come risorgere da uno scandalo sessuale
e diventare il re della Contea del Chianti
PAG. 138
Alex Zanardi
Nuota, scia, pedala con le mani e pensa già
ai Giochi di Rio: ma chi lo ferma più?
PAG. 59
La fine dell’Eden
Il Garden of Allah, dove la Hollywood
degli anni d’oro ha dato il peggio di sé
PAG. 144
L’Olimpiade del 1936
Maestosa e crudele: ce la racconta Federico
Buffa che, da settembre, la porterà in teatro
PAG. 66
Russell Westbrook
Il guerriero dell’Nba sta già pensando
al futuro: diventerà stilista
PAG. 74
MONICA BELLUCCI, FOTOGRAFATA DA
BETTINA RHEIMS/H&K. A PAG. 32
Ai confini dello spazio
Abbiamo provato la nuova Renault Kadjar
nei luoghi lunari delle Bardenas Reales
PAG. 152
Patrick Angus
Come scoprire su un telefono un artista
fantastico e perderci la testa
PAG. 124
Prima il vino, poi le bolle
Il miracolo del consorzio Franciacorta,
109 cantine associate e spumeggianti
PAG. 132
GREGORIO PALTRINIERI, IL FENOMENO DEL
NUOTO. AI MONDIALI SARÀ ORO? A PAG. 82
10
I 40 anni di C.P. Company
L’“uomo prodotto” Enzo Fusco festeggia
il successo a sei zeri dei suoi marchi
PAG. 134
LA DO LCE VITA
SPA GN OL A. A PAG . 148
107
GLI ESSENZIALI
DELLO SPORT IN
OTTO LOOK
PAG. 108
Andrea Gandini, Giovanni Del Brenna, Nacho Alegre, Taschen/Helmut Newton
The Fat Jewish
Fa ridere Josh Ostrovsky: è il primo
fenomeno comico lanciato da Instagram
PAG. 52
PRIMA CHE IN SPECTRE ,
MONICA BELLUCCI SARÀ
LA PROTAGONISTA DI
VILLE-MARIE DI GUY ÉDOIN.
IN QUESTA FOTO:
CORSETTO CADOLLE
Gentlemen’s
Quarterly
STORIE
L’estate
di Monica
È la sua grande
stagione: a 50 anni,
sexy per l’eternità,
sta per esplodere come
nuova Bond Woman
(e qui ci racconta
com’è andata), va a
girare in Bosnia con
Kusturica ed è in lizza
per Venezia con il film
di un nuovo fenomeno
canadese
Testo di CARLA BARDELLI
Foto di BETTINA RHEIMS / H&K
33
Gentlemen’s
Quarterly
STORIE
«Ho voglia di assaporare la vita, mi piace
ancora molto mangiare, bere e fare l’amore: questa per me è la bellezza, il resto
sono solo dettagli che ognuno aggiusta
come vuole. Dimagrisci, ingrassi, mezza
ruga: tutte stupidaggini!». Comincia con
una risata l’intervista a Monica Bellucci, la
prossima Bond Girl: classe 1964, mai liftata, ancora sensualissima, in total look nero,
con pantaloni aderenti come una seconda
pelle, infilati in uno stivale da corsaro.
Sono le dieci del mattino, a Parigi, dalle
parti di Saint-Germain, quando scende da
una berlina scura con autista. I capelli raccolti in una coda di cavallo le danno un’aria
sofisticata, che viene smentita dalla voglia
di giocare con il suo personaggio e con
quell’immagine di sex symbol assoluto che
si porta dietro da quando era ragazzina.
«Vedo donne perfette, che pesano 40
chili, non hanno una ruga o un filo di grasso, ma quando ci parli ti viene la depressione. Vuoi mettere una rotondina che infila in bocca un bel quadretto di cioccolato
e ha un’espressione di beatitudine? Diventa immediatamente seducente». Forse sta
parlando di se stessa, perché è sicuro che
di quei quadretti di cioccolato ne deve fare
un certo consumo, visto che non pesa 40
chili (anzi!). E le cuciture dei pantaloni
e i bottoni della camicia sono messi a
dura prova mentre beve un cappuccino
con molta schiuma, seduta sul divano più
nascosto del bar dell’Hôtel de l’Abbaye.
«La cosa peggiore che ti possa
capitare è diventare cinica»
Secondo quello che dice, il suo è un momento particolarmente intenso. Finite le
riprese di Spectre, l’ultimo capitolo della
saga dell’agente segreto più famoso al
mondo, è partita per la Bosnia profonda,
dove ha passato le tre ultime estati a girare
On the milky road di Emir Kusturica.
L’autunno scorso, invece, Guy Édoin
l’ha voluta in Canada, per il suo film VilleMarie, in lizza per partecipare alla Mostra
del Cinema di Venezia (dal 2 al 12 settembre). «Un film d’autore di immenso livello»,
dice Monica. «Guy mi ha dato il ruolo della
madre, che non vorrei essere. Un’attrice in
grave conflitto con il figlio, che si protegge
con il proprio mestiere da situazioni di fragilità, a volte insostenibili».
Tre registi diversi, per tre film molto
complementari, che raccontano tre donne
«che passano dalle tenebre alla luce, attraverso percorsi a volte estremi».
Lo dici come se stessi parlando di
qualcosa che hai vissuto?
«La donna dà alla luce, penso che faccia
parte della femminilità. Siamo capaci di
reinventarci e di vivere molte vite nello
stesso tempo. La cosa peggiore che ti può
«ADORO LE
FEMMINE:
DA S E M P R E
MI ISPIRANO
PIÙ DEGLI
UOMINI»
capitare è diventare cinica. Hai presente
Jep Gambardella, nella Grande Bellezza?
Ecco, io in questo momento sono l’opposto di uno come lui. Ho ritrovato l’entusiasmo, l’energia e la capacità di apprezzare
anche le piccole cose».
Il ruolo della Bond Girl è arrivato come una ciliegina sulla torta. Che
cosa ti è piaciuto di questa avventura?
«Mi sono divertita molto. Ho preso tutto
come un gioco: il più bel gioco che un’attrice e una donna possa fare a cinquant’anni.
Ma è stata anche una bella avventura umana. Daniel Craig è un vero gentleman, ed è
chiaro che quando devi girare scene forti,
intime, è meglio avere una certa alchimia
con il tuo partner».
A proposito di scene forti: è vero
che Lucia Sciarra, il tuo personaggio,
è bisex? Hai avuto una certa alchimia
anche con Léa Seydoux e Stephanie
Sigman?
«Che meraviglia! Davvero si dicono
queste cose?».
È stato scritto dal magazine francese
LGBT Têtu.
«Che simpatici. Non è vero, ma mi diverte che la gente pensi a certe cose. Del
resto non è la prima volta».
E tu cosa rispondi?
(Sorride) «Adoro le donne, lo dico sempre perché ci credo. Mi piacciono molto
più degli uomini, per la forza che sono ca-
paci di esprimere. E anche nel mio lavoro
sono le attrici che mi ispirano. La femminilità di Monica Vitti, Gina Lollobrigida
e Anna Magnani mi interessa più della
virilità di Humphrey Bogart».
Vuoi dire che non ti piacciono più
gli uomini virili? Che tipo di uomo preferisci? Uno come Fabio Fazio o come
James Bond?
«L’amore non ha leggi, è soltanto una
questione di energie che si cercano, non
ci sono regole».
Com’è la tua vita da single?
«È chi ha detto che sono single» (ride).
Hai carta bianca per descrivere il
tuo nuovo amore. Tutte le pagine che
vuoi.
«Ho due figlie, che fra qualche anno saranno in grado di leggere i giornali, quindi
ho deciso di smettere di parlare della mia
vita intima».
Parlaci almeno dei tuoi rapporti
professionali, con gli uomini. Come
hai fatto a convincere Sam Mendes a
scegliere una James Bond Girl di cinquant’anni?
«Quando mi ha invitata a cena, a Londra, per parlarmi del suo progetto, era già
convinto della sua scelta. Me ne sono accorta quasi subito».
Come ti eri vestita?
«Petite robe noire, semplice».
Con gli stivaloni, come quelli che hai
messo questa mattina?
«No, scarpina con tacco a spillo».
Capelli sciolti?
«Sì».
Cosa hai ordinato per cena?
«Quante domande! Carne e insalata.
Mica puoi mangiare tutto quello che vuoi,
quando fai una cena di lavoro».
Hai sempre saputo venderti, come
modella e come attrice. Come si fa?
«Non si fa. Non ci si vende. Fare l’attrice è un mestiere violento, perché lo
strumento stesso del lavoro è la propria
persona. È diverso rispetto a una concertista che, per esempio, usa il violino. L’attrice è come una musa che ha bisogno del
talento del regista per esprimere quello
che ha dentro».
Dove avete cenato?
«In un posto carino. Ero molto intrigata, incuriosita dal suo progetto. Sam Mendes e Daniel Craig hanno creato
«Vedo donne senza una ruga o un filo di
grasso, poi ci parli e ti viene la depressione»
34
ABITO IN SETA
CARINE GILSON
35
CORSETTO CADOLLE,
GONNA DIOR
«L’amore non ha leggi, è solo una questione di
energie che si cercano. Io? Non sono single»
Gentlemen’s
Quarterly
STORIE
un James Bond, moderno, con una parte
dark. Ne hanno fatto un personaggio che
provoca la morte, che cerca la morte: quasi come se coltivasse in se stesso il male
di vivere. Sapevo che stavo per infilarmi in
una situazione prestabilita, con un regista
che protegge molto i suoi attori, come ha
fatto con me».
Com’è stata l’interazione con le due
altre attrici? Competizione serrata?
«Sam Mendes non ci ha fatte incontrare sul set, ma conosco molto bene Léa
Seydoux, una donna molto solare e molto
dark, allo stesso tempo. Bellissima, con
una bella anima. Spero di incontrarla, durante la promozione del film».
Una Bond Girl è una donna che arriva quasi al limite della volgarità per
essere sexy, ma non oltrepassa mai
la frontiera. È quello che si è detto, a
volte, di te.
«Ho sempre pensato che una donna
sexy diventa volgare quando la sua sensualità non è naturale. Quello che sono
non lo studio a tavolino, è il mio modo
di esistere. Le Bond Girl non sono mai
stupide, hanno obiettivi e capacità per
raggiungerli. Per quanto mi riguarda,
sono contenta che questa offerta sia arrivata mentre sto lavorando con registi
che rappresentano universi così diversi
fra di loro».
Hai trascorso le ultime tre estati
con Emir Kusturica a girare in Bosnia
On the milky road. Lui è davvero così
brutto, sporco e cattivo come si dice?
«Ma non è un brutto! È un uomo che
piace molto alle donne. Ha un potere mentale e un’emotività fortissimi, che di solito
non sono cose che vanno insieme. In lui
queste due qualità sono espresse alla massima potenza. Ho un’immensa stima per
Emir. Ha un carisma molto particolare,
che si esprime bene nei suoi film: si sente
lo scontro fra la forza e la poesia».
Cosa ti piace di quel film?
«È la storia d’amore fra due adulti che
non hanno più niente da perdere. È tutto
girato in esterni durante tre estati bosniache, in mezzo a una natura selvaggia piena
di foreste e di laghi. Un mondo arcaico
per raccontare una guerra che potrebbe
essere una qualsiasi, perché parla dell’eterna lotta fra la vita e la morte. Ho amato
profondamente questo film, carico di tutte
le energie di un regista che non ha girato
per cinque anni. Ha aspettato a lungo e in
questo tempo ha scritto libri, fatto concerti e nutrito la sua creatività di cose che lo
hanno arricchito».
Quale degli ultimi tre film che hai
girato ti è rimasto nel cuore?
«Sono in un periodo fortunato, perché
tutti e tre mi hanno dato molto, per motivi diversi. Essere la musa di un giovane
regista con il talento di Guy Édoin non
mi ha lasciata indifferente. Mi ha dato il
ruolo di una madre fragile, un’attrice che
si protegge dalla vita recitando. Adoro lavorare con giovani registi, come lui o Alice
«M I P I AC E
I L P I AC E R E :
SONO IN
UNA FASE
D I F E L I C I TÀ
A S S O L U TA »
Rohrwacher (Le meraviglie), mi piace la
complessità e l’energia di chi comincia».
Per te che sei una mamma al cubo,
sempre pronta a parlare dell’amore
e del piacere di questo ruolo, non
dev’essere stato dif ficile identificarti
nel personaggio.
«Non sono esattamente lo stesso tipo
di madre che ho interpretato nel film.
Per me, l’esperienza della maternità è
stata por tatrice di energie meravigliose, di forza, più che di fragilità. È stata
un’esperienza totalizzante: un salto che
ha fatto crescere molto il mio concetto di
amore. Un amore carnale e spirituale che
ti porta verso l’alto e ti cambia la vita. Gli
uomini non hanno la nostra stessa fortuna. Aiutano alla procreazione, è vero, ma
non possono avere le stesse sensazioni».
Non pensi che il tuo rapporto così
forte con la maternità abbia allontanato
il tuo ex marito? Succede spesso nelle
coppie.
«Quando ci si lascia non è mai colpa
di una sola cosa o di una sola persona.
C’è qualcosa che si interrompe, che non
esiste più. È un cammino diverso che
gli individui intraprendono e che porta
a prendere decisioni, a volte dolorose e
traumatiche, per continuare a crescere.
Si ha sempre paura del trapasso, delle
trasformazioni. Ma una volta che queste
sono avvenute, nuove energie benefiche
vengono a sanare le ferite e a ridarti nuova
linfa vitale».
Come si fa a continuare a sedurre?
«Andando alla ricerca di se stesse, per
scoprire parti sempre nuove. Sono ancora
molto curiosa di quello che può succedermi, sono una persona che si cerca ancora
e non dà niente per scontato».
Sei una donna che si vuole bene?
«Direi di sì. Ho sempre accettato i miei
difetti, anche fisici, e ora che ho 50 anni
non ne voglio dimostrare 40: non sono ossessionata dal tempo che passa. E i registi
vengono a cercarmi per offrirmi ruoli che
si addicono alla mia età, compreso quello
della James Bond Girl».
Com’è ora la tua vita? Quali sono i
tuoi piaceri?
«Adoro lavorare, viaggiare. Adoro le
mie amiche… E altre cose che non ti posso dire. Sai una cosa? In questo momento
apprezzo proprio tutto. Mi piace il piacere.
Può sembrare una frase fatta, ma ti assicuro che è proprio così».
Make-up: Christophe Danchaud
Hair: John Nollet
Stylist: Omaima Salem
AL FIANCO DI DANIEL CRAIG
NELLO SPECTRE DI MENDES
MONICA BELLUCCI È LA BOND
GIRL PIÙ ANZIANA DI SEMPRE IN
SPECTRE, CAPITOLO 24 DELLA
SAGA DI 007, IN USCITA IL 6
NOVEMBRE. È LA QUARTA VOLTA
DI DANIEL CRAIG (JAMES BOND),
LA SECONDA DI SAM MENDES
(IL REGISTA) E LA QUINTA DI
UNA ITALIANA, DOPO DANIELA
BIANCHI, LUCIANA PALUZZI,
MARIA GRAZIA CUCINOTTA E
CATERINA MURINO. NEL CAST,
RALPH FIENNES E NAOMI HARRIS.
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