Normativa OAC - Lombardia Informatica

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Normativa OAC - Lombardia Informatica
MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI
ISTITUTO CENTRALE PER IL CATALOGO E LA DOCUMENTAZIONE
Opere di Arte Contemporanea
Scheda OAC
Strutturazione dei dati delle schede di catalogo
2004
Scheda OAC - Opere di Arte Conteporanea
Coordinamento metodologico
Elisabetta Giffi, ICCD
Coordinamento scientifico
Gianna Piantoni, GNAM
Gruppo di lavoro:
Cinzia Virno, Stefania Fabri (Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma), Nicoletta
Boschiero (Museo D’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto), Giovanna Damiani (Soprintendenza
Speciale per il Polo Museale Fiorentino); Leri Risaliti, Silvana Barni (Centro Arti Visive Luigi Pecci di
Prato)
Cura redazionale
Elisabetta Giffi, ICCD
Stefania Frezzotti, GNAM
Si ringraziano per la cortese collaborazione : Giovanni Blumenthal, Maria Catalano, Claudio Crescentini, Maria
Letizia Mancinelli, Susanna Soldi, Sandra Vasco.
2
 ISTITUTO CENTRALE PER IL CATALOGO E
LA DOCUMENTAZIONE
Via di San Michele, 18 • 00153 Roma
Tel. +39 06 585521 • Fax +39 06 58332313 • www.iccd.beniculturali.it
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INDICE
Premessa, Elisabetta Giffi……………………………….…………………………………………………………5
Alcune considerazioni per la costituzione dei vocabolari controllati, Stefania Frezzotti………….…………..…..8
Modello di strutturazione dei dati…………………………………………………………………………………10
Per una lettura guidata della scheda………………………………………………………………………….….. 18
Norme per la compilazione …………………………………………………………………………………..….. 21
Appendice, Stefania Frezzotti, Cinzia Virno…………………………………………………………………….. 57
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Premessa
Il processo di elaborazione di una nuova scheda di catalogo pone di fronte a interrogativi che interessano
essenzialmente la natura del bene.
Definire la scheda di catalogo di una determinata tipologia di beni vuol dire in sostanza definirne il modello di
rappresentazione che, per quanto ricondotto alla nota sequenza di paragrafi, campi e sottocampi, resa necessaria dalle
esigenze della strutturazione e normalizzazione dei dati ai fini della loro gestione informatica, consente di descriverne
correttamente la natura propria.
Occorre cioè individuare in primo luogo quale siano i dati fondamentali che caratterizzano la natura di una determinata
tipologia di bene e quali gli strumenti d’indagine propri dello specifico ambito disciplinare che li interessa: se si tratta ad
esempio di beni territoriali o direttamente connessi ad un contesto territoriale o piuttosto sociale, se interessano l’ambito
della ricerca storica o richiedono un’analisi di tipo strutturale, se l’approccio è di tipo classificatorio piuttosto che non
legato agli strumenti dell’analisi stilistica, formale, compositiva, e così via.
Definire tali requisiti fondamentali vuol dire definire la forma generale del modello di rappresentazione; l’articolazione in
campi e sottocampi ne discende di seguito, direttamente e corrisponde all’esigenza di acquisire, sulla base di quella forma
generale stabilita, informazioni dettagliate e utili sul bene.
Per quanto riguarda le opere del contemporaneo il punto di partenza per la riflessione del gruppo di lavoro è
stata la scheda OA, certamente adeguata al rilevamento dei dati per le opere contemporanee legate alle forme espressive
tradizionali. L’insufficienza di tale modello rispetto all’esigenza di descrivere dettagliatamente i materiali –che non sono la
materia- nonché la strumentazione utilizzata dagli artisti dell’avanguardia, le modalità di allestimento e di funzionamento
di opere cinevisuali, assemblaggi ecc., ha segnato il punto di divergenza tra il modello OA e la nuova scheda per il
contemporaneo delineando nel contempo il carattere sostanziale che il suo modello di rappresentazione sarebbe andato
ad assumere.
Rispetto a schede relative ad altre tipologie di beni la scheda di arte contemporanea risulta essere una scheda “leggera”:
l’articolazione e sottodefinizione di una grande quantità di campi e sottocampi corrisponde alla possibilità di pervenire
ad una classificazione esatta e circostanziata di una determinata tipologia di beni sulla base di caratteristiche costitutive,
morfologiche e strutturali ricorrenti, che è possibile dunque riconoscere e analizzare nelle sue costanti tipologiche.
Non è evidentemente il caso dell’arte contemporanea che offre all’analisi una casistica di manifestazioni sempre aperta e
svolge la sua ricerca sotto il segno della sperimentalità e dove dunque solo una griglia “a maglie larghe” consente la
duttilità necessaria a modellare la descrizione rispetto alle opere via via prese in esame .
Si è trattato dunque di definire uno schema preordinato -la scheda di catalogo appunto- per la descrizione di opere, quelle
dell’avanguardia, che programmaticamente sfuggono a ogni possibile definizione data, tenendo ben presente l’esigenza,
ormai maturata da tempo, di “stringere” sulla materialità dell’opera sottraendola ad ogni possibile indeterminatezza,
poiché, a prescindere da ogni possibile distinguo critico, tale base conoscitiva è indispensabile per qualsiasi intervento
volto a valorizzare e salvaguardare le opere del contemporaneo.
Una strutturazione maggiormente articolata dei campi è presente dunque solo nella sezione informativa relativa ai dati
tecnici, al fine di consentire il rilevamento di tutte quelle informazioni relative al processo di realizzazione dell’opera che
sono poi necessarie alla sua corretta gestione in ambito museale, alla sua manutenzione –che per il contemporaneo
presenta problematiche specifiche- ed al restauro. Il livello di dettaglio definito per tale sezione è stato studiato in
previsione di una compilazione “assistita “ dall’artista stesso, come sarebbe auspicabile accadesse in realtà per la
compilazione della scheda nel suo complesso.
Come si vedrà il testo della normativa comprende anche, quale strumento di controllo per la compilazione del campo
OGTD-Definizione dell’opera, un primo insieme di termini adeguato a nominare le opere del contemporaneo sulla base di
un criterio univoco e riconoscibile. Si tratta di una prima base di lavoro, e va detto in proposito che il licenziamento del
modello di scheda per l’arte contemporanea, nel dare l’avvio ad una ricognizione sistematica in tale ambito conoscitivo,
costituisce il presupposto necessario per un approfondimento degli aspetti terminologici su cui , come anche per i campi
relativi ai dati tecnici, si aprono prospettive nuove di ricerca e di elaborazione metodologica.
5
Anche per l’arte contemporanea il lavoro del gruppo di specialisti costituito ha dovuto trovare inquadramento nel sistema
consolidato delle normative ICCD; fare i conti con la logica della strutturazione dei dati è sempre faticoso, ed anche per i
contemporaneisti ridurre la descrizione dell’opera dal registro discorsivo del linguaggio naturale alla scomposizione in
unità elementari di contenuto informativo definito ed omogeneo, quali sono appunto i campi della scheda di catalogo, ha
richiesto preliminarmente una riflessione collegiale sull’esigenza, alla fine unanimemente condivisa, di rendere realmente
fruibile in termini di ricerca il patrimonio informativo sulle opere del contemporaneo che si vuole costituire, riconoscendo
il carattere unicamente strumentale della scheda di catalogo.
Altro riconoscimento necessario da parte del gruppo di lavoro è stato quello relativo all’esigenza di integrare la
catalogazione del contemporaneo nell’ambito del Sistema Informativo Generale del Catalogo di cui l’ICCD, a livello
nazionale, cura la costituzione mediante la predisposizione degli strumenti metodologici e normativi per il rilevamento dei
dati e della documentazione relativa ai beni culturali e la definizione di standard e formati per l’acquisizione ed il
trasferimento degli stessi.
Integrare i dati relativi alle opere del contemporaneo nel Sistema Generale vuol dire nei fatti salvaguardare la possibilità
di gestire tali dati nel medesimo ambito operativo e conoscitivo che abbraccia l’insieme delle conoscenze sul patrimonio
nazionale, ripercorrendo i nessi che fanno di tale patrimonio un tessuto unitario, attraverso un sistema di relazioni definite
e codificate; richiede in contraccambio di adottare, anche per il contemporaneo, sezioni informative definite una volta per
tutte, trasversalmente per tutte le tipologie di scheda perché comuni ai diversi tipi di beni, quali quelle relative alla
localizzazione dei beni, alla documentazione multimediale o ai dati di natura amministrativa.
E’ importante sottolineare tale aspetto poiché lo si ritiene un obiettivo importante, sul quale nell’ultimo periodo di attività
l’ICCD ha concentrato gli sforzi: interessa -è evidente- ambiti di competenza più ampi di quelli museali ma già a livello
regionale le potenzialità conoscitive di un sistema informativo sui beni culturali vengono valorizzate enormemente se è
resa possibile la navigazione tra i dati di beni di natura diversa.
Elisabetta Giffi
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Alcune considerazioni per la costituzione dei vocabolari controllati
Stefania Frezzotti
CAMPO MTC-MATERIA E TECNICA
La scheda OAC riconosce la centralità dell’individuazione dei materiali e delle tecniche costituenti l’opera
d’arte contemporanea, anche ai fini di una definizione tipologica dell’oggetto, in un paragrafo molto articolato.
Caratteristica fondamentale e quasi univoca del lavoro artistico contemporaneo è l’incessante sperimentazione di
procedimenti tecnici e tecnologici, l’esplorazione di tutte le potenzialità fisiche ed estetiche della materia, la ricerca
di nuovi e più complessi linguaggi espressivi. A tal punto i materiali e i procedimenti tecnici usati hanno contato
nell’analisi di un’opera d’arte contemporanea, che termini come sacco, cretto, decollage, taglio, ready-made ecc.
definiscono, anche nel linguaggio comune, l’ ”oggetto” artistico stesso, lo contestualizzano in una poetica, quanto
dipinto e scultura per le categorie artistiche tradizionali. Il “funzionamento” e la “durata” di un oggetto artistico
contemporaneo pongono, d’altra parte, inevitabili problemi di gestione museale, espositiva, di conservazione.
L’ uso illimitato (praticamente infinito) da parte degli artisti di materiali sia di origine naturale e organica che
industriale, rende necessaria l’individuazione di tutte le componenti dell’opera negli specifici aspetti meccanici,
elettronici, fino al rilevamento dei dati relativi alla produzione industriale dei materiali, da cui desumere anche
informazioni circa la loro reperibilità sul mercato. Ai fini di un corretto e tempestivo intervento di manutenzione e
conservazione dell’opera, è stato più volte segnalato dai restauratori nel corso di recenti convegni come materiali
di produzione industriale identici possano avere nomi commercialmente diversi; come spesso i materiali originari
risultino usciti dalla produzione recente e debbano quindi essere sostituiti con materiali affini; può inoltre esser
dato il caso in cui l’artista è intervenuto sul prodotto modificandolo per particolari finalità estetiche, oppure aver
usato tecnologie avanzate e materiali di recentissima e innovativa produzione, senza che ne siano noti gli effetti nel
corso del tempo. Questa indicazione vale anche, all’opposto, nell’ambito più “poveristico” e concettuale, quando
l’artista ha usato materiali effimeri e velocemente deteriorabili di origine naturale e organica, accettandone
consapevolmente la futura distruzione e sostituzione.
L’uso da parte degli artisti di materiali extra-artistici, degradabili e non sempre conservabili, spesso da sostituire
integralmente o da riversare in un altro supporto, mette in discussione, nel dibattito attuale, l’assunto
dell’immortalità e unicità dell’opera nell’arte contemporanea, sottolineandone la vocazione di trasmissione di
valori concettuali più che di oggetti duraturi.
Questo è inoltre il caso dell’arte elettronica e multimediale, dove il rapporto con la tecnologia più avanzata e già
superata nel giro di pochi anni, è strutturale. Non c’è alcun dubbio che l’opera multimediale rappresenti un caso
particolare, ma ormai forse anche emblematico dello sviluppo dell’arte del futuro prossimo, in quanto il massimo
della tecnologia più complessa e sofisticata (al punto che si moltiplicano i gruppi e le collaborazioni tra artisti e
tecnici, ognuno dei quali contribuisce alla creazione dell’opera con il proprio apporto specifico) si fonde nella
massima “immaterialità” dell’espressione artistica: suono, immagini in continuo mutamento nello spazio e nel
tempo, interattività con il pubblico, immissione in rete, coinvolgimento delle sensazioni anche tattili dello spettatore,
realtà virtuale.
Per tutte queste considerazioni, e con l’obiettivo prioritario della conoscenza e tutela dell’opera, l’articolazione del
campo MTC nei sottocampi MTCI, MCTS, MTCZ e MTCV è stata necessaria per non rischiare di disperdere
nessuna preziosa informazione. Data la complessità dei dati richiesti, non sempre contestabili ad un esame diretto
da parte dello schedatore o restauratore, si raccomanda la compilazione del paragrafo, ove possibile, con l’artista
stesso, allegando documentazione scritta, registrazione, video ecc.; è indispensabile documentare le fasi di
montaggio e smontaggio dell’opera anche attraverso grafici, disegni, fotografie; descrivere con precisione i
meccanismi interni e il funzionamento; indicare le ditte produttrici dei componenti; segnalare le varianti di
allestimento previste e autorizzate dall’artista.
Nello stesso tempo, il campo MTC si deve porre come uno strumento particolarmente flessibile, essendo per sua
natura intrinseca la scheda OAC volta alla documentazione dell’arte del presente e soprattutto del futuro, di cui
possiamo solo intuire gli sviluppi. In mancanza di una specifica normativa al riguardo, finora le stesse istituzioni
preposte alla tutela del contemporaneo hanno documentato in maniera episodica e incompleta la funzionalità e i
materiali costituenti l’opera, mentre l’arte elettronica e digitale è ancora scarsamente rappresentata nelle collezioni
pubbliche, anche a causa degli alti costi delle attrezzature hardware e software che costituiscono comunque il
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valore base dell’opera. Non esiste ancora una casistica codificata di schedatura di tali particolarissime opere, per
cui la scheda OAC si propone come primo strumento per una catalogazione scientifica.
CAMPO OGT- OGGETTO
Il vocabolario proposto nell’ambito delle normative per la compilazione del sottocampo OGTD è inteso come una base di
lavoro per la costituzione di uno strumento filologico da rendere disponibile al catalogatore per procedere all’analisi
dell’opera, a prescindere dalla successiva lettura storico-critica.
Lo scopo è quello di indirizzare la ricerca in un sistema di riferimento, il più possibile esauriente, che incanali la
complessa e sfuggente fenomenologia dell’arte contemporanea, in cui spesso è connaturato il carattere di sperimentabilità
e metamorfosi.
Il tentativo di sistematizzazione dell’argomento deve tener conto anche di una certa dose di “concettualità” dell’arte
contemporanea che spesso sfugge volontariamente alla produzione di “oggetti” o “opere” d’arte riconoscibili in quanto
tali (dalla performance alla web-art alla realtà virtuale e interattiva) o dove, al contrario, la classificazione dell’oggetto è
definibile a volte più attraverso la strumentazione e i materiali di cui è composto che non per la sua appartenenza ad una
categoria generale.
Il vocabolario è pertanto inevitabilmente uno strumento di sintesi rispetto alle complesse vicende storico-artistiche del
contemporaneo e ad un linguaggio in continua evoluzione. Per tale ragione, non può avere un carattere stringente di
categoria a priori; non esclude, ma integra le nozioni tradizionali di dipinto, scultura ecc. e andrà a sua volta
incrementato nel tempo osservandone i criteri di base.
Si è operata una selezione di voci che tenesse conto anche delle esigenze di omogeneità di termini in vista di una
strutturazione informatica che permettesse, in seguito, una ricerca esaustiva di tutti gli oggetti tra loro, in qualche modo,
assimilabili.
Punto di partenza è stata la constatazione che non esiste a tutt’oggi un dizionario terminologico che definisca gli “oggetti”
d’arte contemporanea nella loro specificità, ma, frequentemente, dizionari relativi a movimenti e artisti da cui desumere
termini usuali e ricorrenti .
La verifica in campo internazionale, attraverso i dizionari di recente pubblicati in lingua inglese e gli scambi di
informazioni con musei d’arte contemporanea europei, non ha condotto (al momento) ad esperienze di catalogazione
assimilabili alla situazione italiana.
Il vocabolario che qui si propone è nato:
- dall’ampia casistica offerta dalle già effettuate campagne di catalogazione, dalle dirette esperienze connesse alla
gestione museale delle opere (che esige definizioni, classificazioni e inventariazioni);
- dalla collazione di dati desunti dalla bibliografia storico-critica ed espositiva relativa a movimenti e artisti tra i più
rilevanti, in particolare le rassegne espositive che offrono uno spaccato delle tendenze del contemporaneo (quali ad
esempio le Biennali di Venezia, Quadriennali di Roma, Documenta di Kassel), con particolare riferimento alla situazione
artistica italiana dal secondo dopoguerra ad oggi.
I termini per l’identificazione dell’oggetto seguono criteri che non si escludono tra di loro:
1) in primo luogo per tipologia dell’oggetto riscontrabile ad un esame oggettivo dell’opera; tipologia che determina
l’oggetto in base alle sue funzioni, destinazione, conformazione esterna;
2) in secondo luogo sulla base della materia, della tecnica e della modalità di esecuzione, quando tali procedimenti sono
a tal punto determinanti da identificare l’oggetto, anche tipologicamente. E’ constatazione universalmente accettata
che materiali e procedimenti caratterizzano in modo peculiare la ricerca artistica contemporanea e le diverse
poetiche.
3) In più rari casi, sono stati presi in considerazione termini (anche coniati dall’artista) nati in un preciso contesto
artistico e critico, ma ampiamente storicizzati e accettati dal linguaggio comune, non definibili con sinonimi della
stessa evidenza.
8
SCHEDA OAC – OPERE DI ARTE CONTEMPORANEA
SCHEMA DELLA STRUTTURA DEI DATI DELLE SCHEDE DI CATALOGO
Lo schema della struttura dei dati
Legenda
CD
PARAGRAFO
NCT
CAMPO STRUTTURATO
NCTR
ESC
Sottocampo
Campo semplice
obbligatorietà
ripetitività
lunghezza
vocabolario
CD
CODICI
SI
TSK
Tipo scheda
SI
4
SI
LIR
Livello ricerca
SI
5
SI
NCT
CODICE UNIVOCO
SI
NCTR
Codice regione
SI
2
SI
NCTN
Numero catalogo generale
SI
8
NCTS
Suffisso numero catalogo generale
2
SI
ESC
Ente schedatore
SI
25
SI
ECP
Ente competente
SI
25
SI
EPR
Ente proponente
25
SI
RV
RELAZIONI
RVE
STRUTTURA COMPLESSA
RVEL
Livello
RVER
Codice bene radice
25
SI
25
RVES
Codice bene componente
SI
RSE
RELAZIONI DIRETTE
SI
25
RSER
Tipo relazione
SI
70
RSET
Tipo scheda
SI
10
RSEC
Codice bene
SI
ROZ
Altre relazioni
AC
ALTRI CODICI
ACC
ACS
SI
25
SI
25
Altro codice bene
SI
25
SCHEDE CORRELATE
SI
ACSE
Ente
SI
25
ACSC
Codice
SI
25
ACSS
Specifiche
100
9
SI
AU
DEFINIZIONE CULTURALE
AUT
AUTORE
NUCN
Codice univoco ICCD
AUTN
Nome scelto
SI
100
AUTA
Dati anagrafici
SI
70
AUTH
Sigla per citazione
SI
AUTR
Ruolo
AAU
ALTRI AUTORI
AAUN
Nome
SI
AAUR
Ruolo
SI
ATB
AMBITO DI PRODUZIONE
ATBD
Denominazione
SI
50
ATBR
Riferimento all’intervento
SI
50
EDT
EDITORE
EDTN
Nome editore
EDTR
Ruolo
50
EDTE
Data di edizione
10
EDTL
Luogo di edizione
CMM
COMMITTENZA
SI
CMMN
Nome
SI
CMMD
Data
25
CMMC
Circostanza
100
OG
OGGETTO
SI
OGT
Oggetto
SI
OGTD
Definizione
SI
OGTN
Denominazione
SI
8
8
50
SI
100
50
SI
SI
70
SI
50
70
100
SI
100
QNT
QUANTITA’
QNTN
Numero
3
QNTO
Numero d’ordine
10
SGT
IDENTIFICAZIONE TITOLO/SOGGETTO
SGTT
Titolo dell’opera
SI
250
SGTT
Identificazione
SI
250
LC
LOCALIZZAZIONE
SI
PVC
SI
PVCS
LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO -AMMINISTRATIVA
ATTUALE
Stato
PVCR
Regione
SI
PVCP
Provincia
PVCC
Comune
PVCL
PVCE
50
25
SI
SI
3
SI
SI
50
SI
Località
50
SI
Altra ripartizione amministrativa o località estera
250
PVL
Altra località
PVE
Diocesi
LDC
COLLOCAZIONE SPECIFICA
LDCT
Tipologia
SI
250
50
SI
SI
50
10
LDCQ
Qualificazione
LDCN
Denominazione
50
50
LDCU
Denominazione spazio viabilistico
250
LDCM
Denominazione raccolta
70
LDCS
Specifiche
250
LDCV
Sito Internet/posizione
250
UB
UBICAZIONE
INV
INVENTARIO DI MUSEO O SOPRINTENDENZA
INVN
Numero
SI
250
INVD
Data
SI
10
INVC
Collocazione
SI
50
SI
STI
STIMA
STIS
Stima
SI
25
STID
Data stima
SI
50
LA
ALTRE LOCALIZZAZIONI
TCL
Tipo di localizzazione
PRV
LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA
SI
40
SI
SI
PRVS
Stato
PRVR
Regione
SI
50
25
SI
PRVP
Provincia
SI
3
SI
PRVC
Comune
SI
50
SI
PRVL
Località
50
SI
PRVE
Altra ripartizione amministrativa o località estera
250
PRL
Altra località
SI
250
50
PRE
Diocesi
PRC
COLLOCAZIONE SPECIFICA
PRCT
Tipologia
50
PRCQ
Qualificazione
50
PRCD
Denominazione
50
PRCU
Denominazione spazio viabilistico
250
PRCM
Denominazione raccolta
70
PRCS
Specifiche
250
PRCV
Sito Internet/posizione
250
PRD
DATA
PRDI
Data ingresso
25
PRDU
Data uscita
25
GP
GEOREFERENZIAZIONE TRAMITE PUNTO
GPL
Tipo di localizzazione
SI
GPD
DESCRIZIONE DEL PUNTO
SI
SI
SI
40
GPDP
PUNTO
SI
GPDPX
Coordinata X
SI
12
GPDPY
Coordinata Y
SI
12
GPC
CARATTERISTICHE DEL PUNTO
SI
11
GPCT
Tipo
50
GPCL
Quota s.l.m.
12
GPM
Metodo di georeferenziazione
SI
70
SI
GPT
Tecnica di georeferenziazione
SI
70
SI
GPP
Proiezione e Sistema di riferimento
SI
12
SI
GPB
BASE DI RIFERIMENTO
SI
GPBB
Descrizione sintetica
SI
GPBT
Data
SI
GPBO
Note
RO
RAPPORTO
ROF
RAPPORTO OPERA FINALE/ORIGINALE
ROFF
Stadio opera
SI
ROFO
Opera finale/originale
SI
ROFT
Titolo opera finale/originale
100
ROFA
Autore opera finale/originale
70
ROFD
Data opera finale/originale
25
ROFC
Collocazione opera finale/originale
100
DT
CRONOLOGIA
SI
DTZ
CRONOLOGIA GENERICA
SI
DTZG
Secolo
SI
50
DTS
CRONOLOGIA SPECIFICA
DTSI
Da
SI
15
DTSV
Validità
25
DTSF
A
15
DTSL
Validità
MT
DATI TECNICI
MTC
MATERIALI/ALLESTIMENTO
MTCI
Materiali, tecniche, strumentazione
MTCS
Indicazioni specifiche
MTCZ
Funzionamento/Allestimento
MTCV
Varianti di allestimento
MIS
MISURE
MISU
Unità
MISA
Altezza
6
MISL
Larghezza
6
MISP
Profondità
6
MISD
Diametro
6
MISN
Lunghezza
6
MISS
Spessore
6
MISG
Peso
6
MISH
Durata
6
MISB
Memoria
6
MISI
Ingombro
15
20
10
250
50
50
SI
SI
25
SI
SI
SI
SI
SI
100
100
500
SI
SI
500
6
12
MISV
Varie
MIST
Validità
SI
CO
CONSERVAZIONE
STC
STATO DI CONSERVAZIONE
STCC
Stato di conservazione
STCS
Indicazioni specifiche
500
STCM
Modalità di conservazione
500
RS
RESTAURI
RST
RESTAURI
RSTD
Data
25
RSTT
Descrizione intervento
50
RSTE
Ente responsabile
RSTN
Nome operatore
SI
250
RSTR
Ente finanziatore
SI
250
DA
DATI ANALITICI
SI
DES
DESCRIZIONE
SI
DESO
Descrizione dell’opera
ISR
ISCRIZIONI
ISRS
Tecnica di scrittura
ISRP
Posizione
ISRI
Trascrizione
STM
STEMMI, MARCHI
STMC
Classe di appartenenza
STMI
Identificazione
STMP
Posizione
NSC
Notizie storico-critiche
TU
CONDIZIONE GIURIDICA E VINCOLI
SI
6
3
SI
50
SI
SI
50
1000
SI
50
100
1000
SI
SI
SI
50
SI
100
70
1000
ACQ
ACQUISIZIONE
ACQC
Costo acquisizione
50
ACQT
Tipo acquisizione
50
ACQN
Nome
50
ACQD
Data acquisizione
25
ACQL
Luogo acquisizione
50
CDG
CONDIZIONE GIURIDICA
CDGG
Indicazione generica
50
CDGS
Indicazione specifica
SI
250
CDGI
Indirizzo
SI
250
NVC
PROVVEDIMENTI DI TUTELA
SI
NVCT
Tipo provvedimento
SI
50
NVCE
Estremi provvedimento
SI
25
SI
13
NVCD
Data notificazione
ALN
ALNT
MUTAMENTI
DELLA
CONDIZIONE
MATERIALE DELL’OPERA
Tipo evento
25
ALND
Data evento
25
ALNN
Note
250
ESP
ESPORTAZIONI
GIURIDICA
SI
O
25
SI
SI
ESPT
Tipo licenza
SI
50
ESPU
Ufficio
SI
25
ESPD
Data emissione
SI
25
CPR
DIRITTI D’AUTORE
CPRN
Nome
150
CPRI
Indirizzo
250
CPRD
Data di scadenza
50
DO
FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
SI
SI
SI
SI
FTA
DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
FTAX
Genere
SI
FTAP
Tipo
SI
FTAA
Autore
FTAD
Data
25
FTAE
Ente proprietario
250
FTAC
Collocazione
FTAN
Codice identificativo
FTAT
Note
250
FTAF
Formato
25
25
SI
50
50
50
25
SI
SI
DRA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA
DRAX
Genere
SI
25
DRAT
Tipo
SI
50
DRAO
Note
DRAS
Scala
25
DRAE
Ente proprietario
250
DRAC
Collocazione
50
SI
250
DRAN
Codice identificativo
DRAA
Autore
25
50
DRAD
Data
25
VDC
DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
SI
SI
VDCX
Genere
SI
25
VDCP
Tipo
SI
50
VDCR
Autore
50
VDCD
Data
25
VDCE
Ente proprietario
250
VDCA
Titolo
50
VDCC
Collocazione
50
VDCN
Codice identificativo
25
VDCT
Note
REG
DOCUMENTAZIONE AUDIO
REGX
Genere
SI
SI
250
SI
SI
25
SI
14
REGP
Tipo
REGA
Autore
50
50
REGD
Data
25
REGE
Ente proprietario
250
REGZ
Titolo
250
REGC
Collocazione
REGN
Codice identificativo
REGT
Note
SI
50
25
SI
250
FNT
FONTI E DOCUMENTI
FNTP
Tipo
FNTA
Autore
50
FNTT
Denominazione
250
FNTD
Data
FNTF
Foglio/Carta
FNTN
50
SI
SI
25
Nome archivio
SI
250
FNTS
Posizione
SI
50
FNTI
Codice identificativo
SI
ADM
ALTRA DOCUMENTAZIONE MULTIMEDIALE
ADMX
Genere
SI
ADMP
Tipo
SI
ADMA
Autore
25
25
SI
25
SI
50
50
ADMD
Data
25
ADME
Ente proprietario
250
ADMC
Collocazione
ADMN
Codice identificativo
ADMT
Note
50
25
SI
250
SI
BIB
BIBLIOGRAFIA
BIBX
Genere
BIBF
Tipo
50
NUCN
Codice univoco ICCD
8
BIBA
Autore
SI
250
BIBD
Anno di edizione
SI
10
BIBH
Sigla per citazione
SI
BIBN
V., pp., nn.
BIBI
V., tavv., figg.
BIL
Citazione completa
MST
MOSTRE
MSTT
Titolo
SI
MSTL
Luogo
SI
MSTM
Sede
MSTD
Data
SI
AD
ACCESSO AI DATI
SI
ADS
SPECIFICHE DI ACCESSO AI DATI
SI
ADSP
Profilo di accesso
SI
1
ADSM
Motivazione
SI
70
ADSD
Indicazioni sulla data di scadenza
25
SI
SI
8
50
50
SI
500
SI
250
SI
50
SI
100
SI
25
SI
25
15
CM
COMPILAZIONE
SI
CMP
COMPILAZIONE
SI
CMPD
Data
SI
CMPN
Nome
SI
RSR
Referente scientifico
FUR
Funzionario responsabile
AGG
AGGIORNAMENTO - REVISIONE
AGGD
Data
SI
4
AGGN
Nome
SI
70
AGGE
Ente
SI
4
SI
70
SI
70
SI
70
SI
70
AGGR
Referente scientifico
AGGF
Funzionario responsabile
ISP
ISPEZIONI
ISPD
Data
SI
4
ISPN
Funzionario responsabile
SI
70
AN
ANNOTAZIONI
OSS
Osservazioni
SI
SI
70
SI
70
SI
5000
16
NORME PER LA COMPILAZIONE
17
Note introduttive
CD-Codici, RV-Relazioni
I codici costituiscono una sezione informativa comune a tutte le schede. Identificativi numerici individuano
univocamente all’interno del catalogo nazionale il bene catalogato, l’ente che lo ha catalogato, quello
responsabile della tutela ecc.; rimandi numerici stabiliscono inoltre le relazioni definite tra i beni catalogati,
consentendo di ripercorrere in fase di ricerca i nessi che legando, ad esempio, il bene mobile all’immobile
contenitore, il reperto al sito in cui è stato rinvenuto, la parte componente all’insieme, ristabiliscono l’unitarietà
del tessuto culturale in cui si collocano anche le opere del contemporaneo.
I campi relazione sono RVE, RSE, ROZ; nella schedatura di opere contemporanee è possibile utilizzarli quando si
individua una relazione che sarà di volta in volta circostanziabile (significativa) con chiarezza tra opere distinte e
catalogabili singolarmente (ROZ), quando occorre differenziare i dati descrittivi di componenti di un’opera
complessa ma avente carattere di unitarietà, o di opere seriali riconducibili ad un concetto unitario (quale può
essere ad esempio anche il titolo di una serie) (RVEL) o ancora qualora l’opera di cui si tratta si trova in una delle
relazioni definite dal vocabolario del sottocampo RSER con un altro bene catalogato, anche di tipologia diversa
(ad esempio con l’immobile contenitore catalogato con la scheda A).
AU-Definizione culturale
E’ il paragrafo che - dopo i codici - apre la scheda, ed in ciò viene segnata una differenza fondamentale rispetto
all’intero corpo delle normative emanate da ICCD, che si aprono tradizionalmente con i dati relativi alla
localizzazione del bene, o con quelli relativi alla sua identificazione. Sottratto per il contemporaneo ad ogni
possibile indeterminatezza, l’autore è certo e l’opera acquista valenza artistica solo all’interno del percorso di
ricerca dell’artista.
Il paragrafo è strutturato inoltre per comprendere informazioni relative non solo all’artista propriamente detto, ma
anche a tutte le figure che concorrono con uno specifico, se pur circoscritto, apporto professionale (musicista,
programmatore, performer, ecc.) alla realizzazione e/o esecuzione dell’opera.
La stessa entità autore acquisisce comunque una valenza diversa rispetto al ruolo tradizionale: viene infatti
riconosciuto da una parte il ruolo unicamente ideativo dell’artista, del tutto sganciato dalla dimensione operativa
del “fare”, dall’altro viene pienamente assimilato all’autore e gestito come tale il “gruppo autore” precostituito,
della cui vita artistica viene isolata la durata temporale.
Venuta meno anche la tradizione, e i concetti, di scuola e bottega, il campo ATB, viene riferito all’ambito di
produzione o di realizzazione inteso in senso manifatturiero e industriale, di particolare interesse nel caso delle
opere di design, mentre non sono presenti tutti quei campi che nelle schede relative ai beni “storici” danno conto
della fonte dei dati cronologici ed attributivi (DTM, ATBM, ecc), poiché la loro acquisizione è fondata nel
presente e può avvalersi di informazioni di prima mano fornite dall’artista stesso.
OG-Oggetto
Si tratta di uno dei paragrafi centrali della scheda ed uno dei più problematici per le questioni di carattere
metodologico che pone la compilazione del sottocampo OGTD-Definizione dell’opera. Viene dato un primo
vocabolario aperto di termini adeguato a nominare, sulla base di un criterio univoco e riconoscibile, le opere del
contemporaneo ai fini della trattazione informatica dei dati relativi ad esse ed avviare, unitamente alla
ricognizione sistematica di tale patrimonio, la normalizzazione del lessico di settore. Rispetto alla scheda OA,
all’interno del campo SGT viene ovviamente ribaltato il rapporto di priorità tra i sottocampi SGTI, relativo
all’identificazione iconografica del soggetto, e SGTT relativo al titolo dell’opera, che assume nel contemporaneo
valenza centrale.
MT-Dati tecnici
L’articolazione di tale paragrafo e del campo MTC in particolare, si differenzia in maniera sostanziale rispetto al
complesso delle schede storico artistiche emanate dall’ICCD e viene a caratterizzare fortemente la scheda OAC. Il
campo MTC infatti è stato strutturato in una serie di sottocampi -MTCI, MTCS. MTCZ, MTCV- che consentono
di analizzare nel dettaglio le caratteristiche materiche, compositive, funzionali delle opere contemporanee. Ciò in
considerazione da una parte della centralità che assume per gli artisti contemporanei la “sperimentazione di
18
procedimenti tecnici e tecnologici, l’esplorazione di tutte le potenzialità fisiche ed estetiche della materia”,
dall’altra dell’estrema deperibilità dei materiali e dunque dell’esigenza di assicurare da fonte di prima mano –
l’artista stesso- tutte le informazioni necessarie a provvedere alla conservazione, alla “manutenzione”, al restauro
dell’opera.
Da un punto di vista fortemente orientato dai problemi conservativi e di gestione museale posti dal
contemporaneo, è stata dunque studiata una struttura articolata utile ad acquisire informazioni circostanziate sia
sulla caratteristiche dei materiali e le specifiche tecniche di realizzazione, sia sulla loro reperibilità sul mercato,
sia sulla strumentazione tecnica e tecnologica –SW compresi- utilizzata per la sua realizzazione, sia sulle
modalità di allestimento e/o funzionamento e sulle varianti di allestimento previste.
Anche la sezione informativa relativa alle misure tiene conto delle caratteristiche diversificate delle opere del
contemporaneo prevedendo campi relativi all’ingombro dell’opera (utile nel caso delle installazioni), alla sua
durata (per la videoarte), all’occupazione di memoria (per le componenti sw ed i formati digitali).
CO-Conservazione
Il paragrafo è fortemente integrato col precedente in quanto corrisponde alla medesima fondamentale esigenza di
registrare ogni elemento utile alla conservazione e manutenzione delle opere dell’avanguardia; si evidenzia in
proposito come nel campo STC sia stato previsto uno specifico sottocampo STCM-modalità di conservazioneutile a registrare le informazioni relative alle modalità conservative adeguate alle caratteristiche previste per
ciascuna opera.
LC-Localizzazione
I dati di localizzazione relativi al contemporaneo, trattati uniformemente a quanto avviene per tutte le altre
tipologie di beni (si tratta di un’area informativa di cui è richiesto l’allineamento per tutte le tipologie di beni su
una medesima struttura dei dati), prevedono in normativa anche la trattazione delle informazioni relative agli
eventi, facendo riferimento dunque all’unità geografico-amministrativa relativa non solo alla collocazione fisica
dell’opera (o alla sua provenienza) ma anche quella in cui è stata eseguita una performance.
La compilazione dei campi necessari al trattamento geografico di tali dati, con il relativo posizionamento su base
cartografica, non sono richiesti per le opere collocate all’interno di un contenitore architettonico (che costituisce
il punto di riferimento per la georeferenziazione dei beni contenuti), quanto per le opere poste direttamente al
suolo, in esterno.
DO-Fonti e documenti di riferimento
Il paragrafo prevede il trattamento delle informazioni relative non solo alle immmagini fotografiche, ma anche ai
video e al sonoro che documentano l’opera, ed a cui si richiede il livello di accuratezza necessario a registrare le
modalità di montaggio, funzionamento, allestimento dell’opera. Occorre tenere sempre ben presente, nel caso di
installazioni audio, video, ecc., la distinzione tra l’opera vera e propria e la sua documentazione. Il vocabolario
dei campi relativi ai dati di archivio e di bibliografia prevede ovviamente il trattamento di fonti contemporanee
(interviste, dichiarazioni e lettere autografe, filmati, ecc.), di documenti che nascono spesso insieme all’opera e
che consentono di raccogliere intorno ad essa le parole dello stesso artista, parole che andranno a costituire il
fondamento “filologico” dell’intero processo conoscitivo. Per quanto riguarda i dati relativi alla bibliografia,
garantito l’allineamento alle strutture consuete, e la gestione dell’authority file Bibliografia, è stato introdotto il
campo BIL che consente di mantenere all’interno della scheda relativa al bene tutti i dati di natura bibliografica.
Esigenza questa diffusa, se la soluzione elaborata dal gruppo di lavoro della scheda OAC è stata già fatta propria
da quello per la normativa relativa ai beni numismatici, ed il campo BIL compare già nella scheda NU appena
pubblicata.
19
CD - CODICI
TSK
Tipo scheda
Sigla che contraddistingue il modello di scheda previsto per il bene catalogato.
Vocabolario
OAC
_________________________________________________________________________________
LIR
Livello ricerca
Sigla che individua il livello di indagine effettuato in sede di schedatura: inventariale (I), di catalogazione (C).
Vocabolario
I
C
__________________________________________________________________________________
NCT
CODICE UNIVOCO
Individuazione, in forma univoca, del collegamento fra la scheda ed il bene. La concatenazione dei due sottocampi Codice
Regione e Numero catalogo generale individua le singole schede. La concatenazione dei tre sottocampi Codice Regione,
Numero catalogo generale e Suffisso numero catalogo generale (qualora ne ricorra la necessità) determina un valore
univoco associato all'oggetto secondo il modello proposto.
NCTR
Codice regione
Numero di codice che individua la Regione in cui ha sede l'Ente competente sul bene catalogato (v. Appendice A).
Vocabolario
Serie di numeri da 01 a 20
NCTN
Numero catalogo generale
Numero di otto cifre assegnato dall'ICCD a ciascuna scheda di catalogo secondo l'ordine progressivo relativo ad una
determinata Regione.
Vocabolario
Serie di numeri da 00000001 a 99999999
NCTS
Suffisso numero catalogo generale
Codice di una lettera. Questa voce è necessaria per la memorizzazione, secondo il modello elettronico proposto, delle
schede di catalogo redatte sui modelli cartacei tradizionali.
Nel caso in cui una scheda cartacea di vecchio modello descriva diversi oggetti aggregati tra loro, che siano cioè da porre in
relazione orizzontale, le informazioni vanno distribuite su più schede elettroniche che conservano lo stesso numero di
catalogo generale della vecchia scheda cartacea con l’aggiunta di una lettera dell’alfabeto (A, B, C, ecc.) nelsottocampo
"NCTS Suffisso numero di catalogo generale". Nel caso in cui esistano schede relative a più oggetti da connettere ad una
scheda di complesso mancante si deve creare ex novo una scheda elettronica di complesso (scheda madre) che porti il
numero di catalogo della prima scheda cartacea relativa ad un componente con l'aggiunta di una lettera dell'alfabeto, in
questo caso "A", nelsottocampo relativo all’"NCTS Suffisso numero catalogo generale"
Vocabolario
20
Lettere dell'alfabeto da A a Z
__________________________________________________________________________________
ESC
Ente schedatore
Indicazione in codice dell'Ente che ha curato la compilazione della scheda. Nel caso di Soprintendenze e Istituti speciali si
utilizza il codice in Appendice C, facendolo precedere dalla lettera S. Nel caso di regioni si utilizza il codice in Appendice
A, facendolo precedere dalla lettera R. Nel caso di comuni si fa riferimento ai Codici ISTAT (aggiornamento 2000) con
prefisso C; per quanto riguarda le Diocesi si fa riferimento ai codici forniti dalla CEI.
Es.: R08
S21
Vocabolario
Codici Regioni (v. Appendice A) con prefisso R
Codici Soprintendenze e Istituti speciali (v. Appendice C) con prefisso S
Codici Comuni con prefisso C
Nel caso di campagne di catalogazione condotte da soggetti privati a seguito di atto di concessione ministeriale, (es.: art. 15
L.41/86 o L.160/88) il soggetto schedatore deve essere contrassegnato dalla sigla C e dal numero di progetto indicato sulla
Gazzetta Ufficiale da cui risulti l'elenco dei progetti approvati per la concessione, seguiti entro parentesi dal numero e anno
della legge relativa. Per eventuali altri Enti schedatori si definiranno le codifiche da parte dell'ICCD.
Es.: C1 (L. 41/86)
__________________________________________________________________________________
ECP
Ente competente
Indicazione in codice delle Soprintendenze o degli Istituti, statali o di quelli delle Regioni a Statuto speciale, sotto la cui
competenza, territoriale o per materia, ricade la tutela o la delega alla tutela del bene catalogato (ai sensi degli art.148 e 149
del D. L. 31 marzo 1998 n. 112, e del D.L. 20 ottobre 1998, n. 368). In questo caso si utilizza il codice in Appendice C
facendolo precedere dalla lettera S.
Es.: S08
Vocabolario
Codici Soprintendenze e Istituti speciali (v. Appendice C) con prefisso S
__________________________________________________________________________________
EPR
Ente proponente
Per le opere di proprietà privata sottoposte a vincolo, indicazione dell'Ente (Soprintendenze o Ufficio Esportazione) che ha
proposto il provvedimento amministrativo, qualora sia diverso dall'Ente competente. Nel caso di Soprintendenze e Istituti
speciali si utilizza il codice in Appendice C, facendolo precedere dalla lettera S.
Es.: S08
S36
Vocabolario
Codici Soprintendenze e Istituti speciali (v. Appendice C)
Nel caso di Ufficio Esportazione si usa la sigla UE seguita dal nome della città in cui ha sede l'ufficio stesso.
Vocabolario
UE Agrigento
UE Ancona
UE Bari
ecc.
21
RV - RELAZIONI
RVE
STRUTTURA COMPLESSA
Il campo struttura le relazioni tra gli elementi componenti dei beni di natura seriale o complessa, per i quali è necessario
assumere un unico numero di catalogo generale (NCTN) a riferimento sia dell'insieme che delle parti componenti.
Tale strutturazione consente di trattare unitariamente i dati comuni a tutti gli elementi componenti la serie o l’opera
complessa ed in modo differenziato i dati che individuano specificatamente ciascun componente.
La scheda viene a tal fine articolata in una scheda detta madre, recante le informazioni comuni all’opera, e in schede dette
figlie, recanti le informazioni relative a ciascun componente dell'opera seriale/complessa. Scheda madre e schede figlie
contengono dunque informazioni differenziate.
Nell’ambito di tale campo è obbligatoria unicamente la compilazione del sottocampo RVEL.
- Cane CapoVolto, Il futuro è obsoleto, 1992-95.
La video-opera realizzata dal gruppo Cane CapoVolto è composta da otto cortometraggi con durata e titolo diversi.
In questo caso verranno realizzate: una scheda madre recante le informazioni comuni all'insieme dei cortometraggi che
costituiscono l'opera nella sua unità (nel caso specifico: autore, data, luogo di collocazione ecc.), e otto schede figlie
relative ai dati propri di ciascun componente (nel caso specifico: titolo, durata, colonna sonora, mixaggio ecc.).
- Landi Donatella, We want to keep you safe, 1997-98.
L'insieme dell'operazione artistica prevede due video della singola durata di 32 minuti ca., realizzati a Varanasi e
montati in periodi diversi e da tecnici diversi. Anche nel presente caso sono da compilare: una scheda madre per le
informazioni comuni (nel caso specifico: autore, durata, anno ecc.) e due schede figlie relative ai dati propri di ciascun
componente (nel caso specifico: colonna sonora, mixaggio ecc.).
- Panamarenko, Papavero, 1991.
Installazione composta da due elementi differenziati, a cui l'artista ha conferito anche autonomia significativa:
1. Papavero - struttura in etilene-propilene colorato, a forma di papavero, gonfiata ad elio e posta su un sostegno.
2. Capanna - sostegno, a forma di capanna, realizzato in metallo e legno. Nel presente caso occorre procedere alla
compilazione di una scheda madre per l'istallazione completa, in cui saranno fornite, oltre al titolo dato all'insieme, le
informazioni relative al montaggio dei due componenti, al luogo di collocazione ecc., e di due schede figlie relative ai
componenti, di cui saranno da rilevare i dati specifici (titolo, materia e tecnica ecc.).
RVEL
Livello
Indicazione numerica della posizione di ciascuna scheda all'interno del sistema relazionale definito dalla strutturazione
complessa:
- nel caso di scheda madre il campo viene compilato sempre con valore 0
- nel caso delle schede figlie il campo viene compilato con valori numerici progressivi 1, 2, 3 ecc.
- nei casi, sporadici, di un’ulteriore strutturazione di elementi componenti, il campo viene compilato
da una successione numerica, intercalata da un punto, sulla base della seguente logica:
- 1.1 nel caso si tratti del primo componente di un elemento schedato con una scheda figlia con RVEL = 1;
- 2.1 nel caso si tratti del primo componente di una scheda figlia con RVEL = 2 ecc.
RVER
Codice bene radice
"Codice univoco" dell'oggetto principale della gerarchia descrivente un oggetto complesso. La struttura di questo campo è
la stessa di "Codice univoco NCT", ma i valori dei sottocampi NCTR, NCTN, NCTS vanno trascritti di seguito.
Es.: 0200000378
1100002539A
RVES
Codice scheda cartacee componente
"Codice univoco NCT" delle eventuali schede cartacee corrispondenti, nel modello proposto, agli oggetti componenti.
22
Es.:
0300005317
RSE
RELAZIONI DIRETTE
Tale campo consente di descrivere e gestire informaticamente relazioni individuate tra il bene in esame e beni di tipologia
diversa catalogati. Tali relazioni, descritte nel capo RSER, possono dunque riferirsi a schede relative:
− al luogo di collocazione del bene catalogato (edificio, piazza, giardino, ecc.)
− alla sede di provenienza del bene catalogato (edificio , piazza, giardino, ecc. in cui bene era collocato)
− alla foto, catalogata, che rappresenta il bene catalogato
− all’esecuzione o evento che coinvolge il bene catalogato
− al bene catalogato che lo utilizza quale sua parte componente
− al bene catalogato con cui è in relazione urbanistico ambientale
Il campo è ripetitivo.
RSER
Descrizione della relazione
Definizione della relazione che intercorre tra il bene in esame ed il bene catalogato il cui codice identificativo è
indicato nel sottocampo RSEC.
Vocabolario
luogo di collocazione/localizzazione
sede di provenienza
sede di realizzazione
fonte di rappresentazione
esecuzione/evento di riferimento
bene composto
relazione urbanistico ambientale
RSET
Tipo scheda
Indicazione del tipo scheda del bene relazionato.
Vocabolario aperto
A
PG
D
MI
OA
S
F
RSEC
Codice
Codice univoco della scheda relativa al bene con cui il bene in esame è relazionato.
Es.: 1200003527
ROZ
Altre relazioni
Tale campo struttura le relazioni tra opere diverse, catalogate singolarmente e contrassegnate da numeri di catalogo
generale (NCT) diversi. Si utilizza nel caso di opere diverse ma evidentemente interrelate dal punto di vista funzionale o
concettuale in quanto contraddistinte dalle medesime caratteristiche relativamente a forma, misure, materia e titolo. Presa a
riferimento una determinata opera, tutte le altre opere che si intendono correlare ad essa fanno riferimento all' NCT di
quell'opera che, a sua volta, manterrà la connessione solo con se stessa. Tale numero di riferimento deve essere inserito nel
campo ROZ di tutte le opere da aggregare in riferimento relazionale.
23
Es.:
- Pietro Consagra, 1971 Piana n. 1
Piana n. 2
Piana n. 3
Ogni opera viene dunque catalogata distintamente e contrassegnata da un distinto NCT. Il campo viene compilato
in ciascuna delle opere correlate con valore ricorrente uguale all' NCT di una di tali opere preso a riferimento (la struttura
di questo campo è la stessa di “Codice univoco NCT”, ma i valori dei sottocampi NCTR, NCTN, NCTS, vanno trascritti di
seguito). Il campo è ripetitivo.
AC - ALTRI CODICI
Il paragrafo va compilato nel caso in cui gli Enti schedatori abbiano l’esigenza di assegnare alle schede di catalogo un
codice identificativo all’interno della propria banca dati, oppure nel caso in cui sia necessario evidenziare la presenza di
schede di altro tipo (di vulnerabilità, di restauro, ecc.) contenute in altre banche dati, correlate alla scheda catalografica.
ACC
Altro codice bene
Altro codice che identifica la stessa scheda di catalogo, ma nell’ambito di un sistema locale, provinciale, regionale, ecc. Il
campo è ripetitivo.
ACS
SCHEDE CORRELATE
Informazioni sui codici identificativi di schede di altro tipo, correlate a quella catalografica. Il campo è ripetitivo.
ACSE
Ente
Nome per esteso o in acronimo dell’Ente che ha prodotto la scheda.
Es.: ICR
ACSC
Codice
Codice identificativo della scheda da correlare.
Es.: 14965
ACSS
Specifiche
Indicare in maniera non strutturata informazioni utili all’individuazione o alla specificazione della scheda che viene
collegata a quella catalografica ICCD.
AU - DEFINIZIONE CULTURALE
AUT
AUTORE
Dati individuativi ed anagrafici relativi all'artista o al gruppo autori dell'opera intendendo come autore unicamente
l’artista o il gruppo che ha la responsabilità ideativa e creativa dell’opera. Il campo è ripetitivo.
Via via che si immettono nuovi nomi di artisti o gruppi va inoltre elaborata a parte una scheda specifica, secondo il
modello definito per la costituzione dell'Archivio controllato degli Autori.
NCUN
Codice univoco ICCD
Numero di 8 cifre assegnato dall’ICCD a ciascuna scheda di authority file.
24
AUTN
Nome
Indicazioni che si riferiscono alla denominazione dell'artista o del gruppo autori dell'opera, nella forma "cognome,
nome” “sigla”. Il nome può eventualmente essere seguito dall'aggettivo sostantivato e/o da "detto" e quindi, se
esistente, dallo pseudonimo e/o sigla.
Il sottocampo è da utilizzare anche nel caso di gruppo artistico pre-costituito da inserire nella forma scelta dal gruppo
stesso (es.: serie di cognomi, nome del gruppo, sigla ecc.).
Per quello che riguarda le informazioni sui dati relativi ai singoli partecipanti all'attività del gruppo, andranno riportate
di seguito, successivamente all’indicazione del gruppo autore.
Es.: Botto e Bruno
Airò-Bartolini
Cane CapoVolto
Pulmcake
ecc.
AUTA
Dati anagrafici
Indicazioni che precisano la data di nascita e la data di morte con i rispettivi luoghi, nella forma "Comune (Provincia/
Nazione - solo se diversa dall'Italia)", o il periodo noto di attività dell'autore preceduto dal termine "Notizie". Nel caso
di artista vivente il secondo termine cronologico sarà sostituito dal valore "vivente".
Nel caso di un gruppo o coppia autore dovranno essere forniti i dati relativi al periodo di formazione e/o di attività
documentata di questi.
Es.: Milano 1920/ New York (U.S.A.) 1986
Zurich (CH) 1946/ vivente
AUTH
Sigla per citazione
Sigla corrispondente al codice univoco della scheda relativa all’autore all’interno del repertorio dell’Ente schedatore che
provvede a numerare in sequenza ogni scheda biografica redatta per l’archivio controllato degli autori. La sigla è costituita
dal numero progressivo di otto cifre del biografico locale.
Es.:
00000015
AUTR
Ruolo
Informazione che indica il ruolo avuto dall’autore nella realizzazione dell’opera catalogata; tale campo è da valorizzare
qualora due artisti, che non costituiscono una coppia autore, collaborino in ruoli distinti alla realizzazione dell’opera.
Vocabolario aperto
progettista
disegnatore
scultore
ecc.
AAU
Altri autori
Dati relativi agli autori diversi che concorrono alla realizzazione dell'opera in ruoli di carattere eminentemente tecnico
e/o con interventi di portata limitata rispetto all'intero processo creativo.
AAUN
Nome
Indicazioni relative alla denominazione degli autori diversi che concorrono alla realizzazione/esecuzione dell’opera,
nella forma "cognome, nome”.
25
AAUR
Ruolo
Informazione specifica indicante la natura dell'intervento o il ruolo svolto da quanti concorrono alla realizzazione
dell’opera catalogata.
Vocabolario aperto
attore
compositore
fotografo
operatore
montatore
musicista
performer
programmatore
ecc.
ATB
AMBITO DI PRODUZIONE
Indicazioni di carattere generale riguardanti l’ambito produttivo cui può essere ricondotta la realizzazione dell’opera
catalogata. E’ da compilare contestualmente al campo AUT quando si tratta di un'opera di cui occorre indicare sia
l'autore/AUT, che l'ambito produttivo responsabile dell'esecuzione dell'opera. Il campo è ripetitivo.
ATBD
Denominazione
Indicazioni relative alla produzione/realizzazione dell’opera, qualora sia riferibile a un centro di produzione collettivo
quale studio, manifattura, ecc..
Es.: Centro Sociale Leoncavallo
Giugiaro Design
Manifattura Pozzi-Ginori
Kodac Color Industry
ecc.
ATBR
Riferimento all'intervento
Informazione che precisa la natura dell'intervento o dell'attività riferibile all'ambito culturale/produttivo indicato nel
sottocampo ATBD.
Es.:
allestimento
azione scenica
esecuzione
montaggio
realizzazione
ecc.
opera : Mare di marmo, 1985
AUT
AUTN: Plessi Fabrizio
AUTA: Reggio Emilia 1940/ vivente
AUTH: 00001523
ATB:
ATBD: Centro Polifunzionale di Ferrara
ATBR: allestimento
opera: Dialogo digitale con il corpo umano,1986
AUT:
AUTN: Toti Gianni
26
AUTA: Roma 1924/ vivente
AUTH: 00000689
AAU:
AAUN: Sani Nicola
AAUR: musicista
ATB:
ATBD: Video Est di Gianfranco Rados
ATBR: produzione
EDT
EDITORE
Notizie relative all’ente curatore, distributore, editore, produttore, stampatore, ecc.
Il campo è ripetitivo e si segue la comune norma del "cognome, nome", riportati in ordine alfabetico e/o cronologico
per le edizioni, distribuzioni ecc. avvenute in epoche successive e/o da ente diverso.
EDTN
Nome editore
Nome della persona o ente responsabile della cura, distribuzione, edizione, produzione, stampa, vendita, ecc.
Es. Mondadori
Giunti/La Repubblica
ecc.
EDTR
Ruolo
Ruolo rivestito dalla persona o casa editrice indicati nel sottocampo EDTN.
Vocabolario aperto
curatore
distributore
editore
stampatore
ecc.
EDTE
Data di edizione
Data di edizione e/o pubblicazione dell'opera.
EDTL
Luogo di edizione
Luogo di edizione e/o pubblicazione dell'opera.
CMM
COMMITTENZA
Informazioni relative alla committenza dell'opera.
Il campo è ripetitivo quando per un'opera si sono avute committenze diverse in momenti successivi o per specifici
interventi; se più di una si segue l'ordine alfabetico. Il campo è ripetitivo.
CMMN
Nome
Nome della persona o dell'istituzione o ditta ecc. committente/sponsor nella forma "cognome,
nome ". Il sottocampo è ripetitivo nel caso di una committenza legata a più nominativi.
Es.: Banca di Roma
Comune di Napoli
ecc.
27
CMMD
Data
Anno, con eventuali specifiche (v. "Cronologia specifica DTZ" e "Cronologia generica DTS"), in cui è stata
commissionata l’opera.
CMMC
Circostanza
Occasione in cui è stata commissionata l’opera.
Stalker, Tappeto volante di Ararat, 2000
CMM:
CMMN: Ministero degli Affari Esteri
CMMD: 2000
CMMC: Mostra itinerante “L’Islam in Sicilia”, Roma, Fondazione Olivetti, 2000.
OG - OGGETTO
OGT
OGGETTO
Informazioni che consentono la corretta e precisa individuazione, tipologica e terminologica, dell’opera catalogata. I
sottocampi relativi devono essere compilati sulla base dell’individuazione delle connotazioni tipologiche, morfologiche
e funzionali dell'opera.
OGTD
Definizione
Nome o locuzione che individua e determina l’opera in base alla tipologia e/o alla manifestazione espressiva adottata
dall'artista ed individuata come dominante e/o determinante nell'identificazione dell’opera. Si dà in Appendice una
descrizione del contenuto informativo dei lemmi sottoindicati, che si propongono quale prima base di partenza per la
costituzione di vocabolari controllati relativa al sottocampo OGTD.
Vocabolario aperto
assemblaggio
collage
computer art
dipinto murale
film
fotogramma filmico
fotografia
frottage
installazione
installazione ambientale
installazione audio
installazione video
installazione multimediale interattiva
libro d’artista
mobile
oggetto di design
opera cinetico-visuale
performance
ready made
realtà virtuale
28
video arte
ecc.
OGTN
DENOMINAZIONE
Campo da utilizzare nel caso di oggetti di design, per indicare il nome commerciale dell’oggetto.
Alessandro Mendini, Poltrona di Proust, 1977
AUT
AUTN: Mendini Alessandro
AUTA: Milano 1931/vivente
AUTR: designer
ATB
ATBD: Studio Alchimia
ATBR: produzione
OGT
OGTD: poltrona
OGTN: Poltrona di Proust
Guido Drocco e Franco Mello, Cactus, 1972
ATB
AUTN: Drocco Guido
AUTR: designer
AUTA: San Benedetto Belbo 1942 /vivente
ATB
AUTN: Mello Franco
AUTR: designer
AUTA: Genova 1945/vivente
ATBD: Gufram
ATBR: produzione
OGT
OGTD: appendiabiti
OGTN: Cactus
QNT
QUANTITA'
Informazioni relative alle quantità degli esemplari uguali o al numero d’ordine nella successione seriale.
QNTN
Numero
Quantità in cifre degli esemplari uguali o assimilabili all’opera oggetto della catalogazione, presenti nel medesimo
contenitore
Es: 3
QNTO
Numero d’ordine
Indicazione del numero d'ordine della singola opera all'interno di una serie complessiva.
Es.: nel caso dell’esemplare numero 6 di una fotocomposizione a tiratura seriale, numerata I/10
QNTO: 6/10
SGT
Identificazione titolo/soggetto
Informazioni relative al titolo/soggetto dell’opera, o della serie/insieme qualora all’interno di una struttura relazionale
(RVE) si stia compilando la scheda madre.
29
SGTT
Titolo dell'opera
Titolo dato dall'autore.
Es.: "Schermo bianco"
"Senza Titolo"
ecc.
Il sottocampo è ripetitivo quando un'opera è documentata con titoli diversi; ciascun titolo è da riportare per intero
seguendo l'ordine alfabetico.
Es.:
- Sergio Lombardo, SGTT: 30 aste
SGTT: Disporre un numero N di aste divise in un numero K di
colori entro uno spazio X secondo uno schema Y
- Luca Maria Patella, SGTT: Contaminazioni
SGTT: Braccia di Terre
SGTT: Terre animate
SGTI
Identificazione del soggetto
Dati relativi al soggetto dell'opera secondo le definizioni iconografiche tradizionali.
Il sottocampo è ripetitivo
Es.: - Sergio Lombardo, Gesti tipici, 1963.
(Opera rappresentante le sagome di John F. Kennedy e Amintore Fanfani.)
SGTI: John F. Kennedy e Amintore Fanfani.
- Sebastian Matta, Peinture, 1953-54
(Opera raffigurante una serie di segni aniconici contornanti una Crocefissione.)
SGTI: Crocefissione
LC – LOCALIZZAZIONE
PVC
LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA ATTUALE
Dati relativi alla localizzazione dell’opera/evento in base all’organizzazione amministrativo-territoriale.
PVCS
Stato
Nome dello Stato, possibilmente in lingua italiana, dove è localizzata l’opera/evento, solo se diverso dall'Italia (in caso di
catalogazione nel corso di missioni italiane all'estero o di opere di proprietà pubblica italiana in deposito presso ambasciate,
consolati, ecc.). Per i nomi dei paesi si farà riferimento alla lista dei Paesi secondo la Norma UNI-ISO 3166-1, 1997 (I).
PVCR
Regione
Nome della Regione, dove è localizzata l’opera/evento.
PVCP
Provincia
Sigla corrispondente alla Provincia in cui è localizzata l’opera/evento.
Vocabolario
Elenco delle sigle delle Province italiane (v. Appendice B)
PVCC
Comune
Nome del Comune in cui è localizzata l’opera catalogata, riportato senza alcuna abbreviazione. Per le aree bilingui si adotta
la denominazione in lingua italiana.
Vocabolario
30
Elenco dei Comuni, secondo i fascicoli ISTAT (aggiornamento 2000).
PVCL
Località
Denominazione della Località in cui è localizzata l’opera/evento. La denominazione deve essere riportata senza alcuna
abbreviazione. Si adotta la denominazione in lingua italiana anche in caso di varianti in altra lingua o dialetto.
Vocabolario
Denominazioni delle Località, secondo i fascicoli ISTAT (aggiornamento 2000).
PVCE
Altra ripartizione amministrativa o località estera
Indicazione della ripartizione amministrativa relativa a località estera seguita dal nome della città o località, utilizzando, ove
possibile, le forme italianizzate, ed in seconda istanza la lingua ufficiale dello stato di appartenenza, traslitterata se
necessario. IL sottocampo è da compilare in abbinamento al sottocampo Stato (PVCS) e in alternativa ai sottocampi
PVCR, PVCP, PVCC, PVCL.
PVL
Altra località
Denominazione della località nel caso di beni situati al di fuori dei centri o dei nuclei censiti dall'ISTAT con, tra parentesi,
l'indicazione della fonte documentaria utilizzata.
In mancanza di toponimi si deve riportare, quando possibile, quello della località più vicina seguito da "presso" dopo una
virgola. Il campo è ripetitivo.
Es.: Fangaglia (IGM)
Montefiore, presso
Ponterotto (catasto)
ecc.
PVE
Diocesi
Diocesi nel cui territorio di competenza ricade l’opera catalogata .
Vocabolario
Elenco ufficiale delle diocesi italiane diffuso dalla CEI
LDC
COLLOCAZIONE SPECIFICA
Indicazioni specifiche sulla localizzazione dell’opera/evento.
LDCT
Tipologia
Tipologia alla quale può essere riferito l’edificio ove è localizzata l’opera/evento.
Vocabolario aperto
galleria
museo
palazzo
piazza
stazione
studio
teatro
biblioteca
casa
caserma
chiesa
fabbrica
ecc.
31
LDCQ
Qualificazione
Aggettivo o locuzione che precisa, integra o caratterizza il contenitore dal punto di vista della condizione giuridicoamministrativa o funzionale.
Vocabolario aperto
LDCT
LDCQ
(museo)
civico, privato, regionale, statale, ecc.
(palazzo)
comunale, di giustizia, vescovile
(studio)
privato
(chiesa)
cattedrale, collegiata, parrocchiale
ecc.
LDCN
Denominazione
Nome proprio, completo, o denominazione corrente o titolo del contenitore, anche se la denominazione comprende lo stesso
termine usato nel sottocampo "Tipologia LDCT". Per la denominazione degli edifici si farà riferimento, ove possibile, a
fonti ufficiali, come ad esempio gli Annuari Diocesani per gli edifici ecclesiastici.
Es.: Aeroporto di Linate
Archivio Vinicio Berti
Palazzo della Banca d'Italia
ecc.
LDCU
Denominazione spazio viabilistico
Indirizzo del contenitore in cui è localizzata l’opera/evento. Il campo dovrà contenere il nome della via o piazza e relativo
numero civico, se esiste, o l'indicazione della progressione chilometrica, nel caso della viabilità extraurbana. Ove non siano
disponibili precedenti informazioni possono essere indicati in questa voce dati più generici riguardanti elementi ambientali
(geografici, topografici, architettonici, naturalistici, ecc).
Es.: via Vetulonia, 324
p.zza Grecia, 33
ecc.
LDCM
Denominazione raccolta
Nome ufficiale per esteso della raccolta o tipologia e denominazione della collezione. Si può fare riferimento al repertorio:
L'Italia dei Musei di D. Primicerio, Milano 1991. In caso di opere di proprietà privata va indicato il cognome e il nome del
proprietario o detentore, preceduto dalla dizione "collezione privata".
Es.: Galleria Comunale d'Arte moderna e contemporanea
Collezione privata Franchetti Giorgio
ecc.
LDCS
Specifiche
Informazioni peculiari sulla localizzazione dell’opera/evento all'interno del contenitore. La descrizione deve essere
dettagliata e tale da consentire l'esatta individuazione della posizione dell’opera, procedendo, secondo un percorso
prestabilito, dal generale al particolare, ed indicando, dove esista, la denominazione della sala ecc.
Es.: facciata
cortile
salone centrale, parete sinistra
ecc.
LDCV
32
Sito Internet/posizione
Indirizzo del sito Internet o indicazione relativa alla memorizzazione eventuale su supporto elettronico di opere di
"computer art", "video-arte", ecc.
Es.: - Chamberst Tom, Forever Roses, 1997.
LDCV:
HTTP://MEMBERS.TRIPOD.COM/ CHAMBERST/ INDEX.HTML
- Cardini Marco, Senza titolo, 1996.
LDCV:
HTTP://WWW.ZUCCA.IT/MAIN/ITALIANO/AMICI/COMA/CARDINI. HTLM
UB - UBICAZIONE
INV
INVENTARIO DI MUSEO O SOPRINTENDENZA
Informazioni relative all'inventario per gli oggetti appartenenti a collezioni o musei.
Poiché un oggetto complesso può avere più numeri d'inventario per le singole parti componenti, è necessario riportare tutti i
numeri. Poiché, inoltre, gli oggetti possono essere stati inventariati più volte, è necessario ripetere i dati riportando per
primo l'inventario attuale seguito dagli inventari storici, in ordine cronologico dal più recente al più antico.
Il campo è ripetitivo
INVN
Numero
Numero di inventario preceduto eventualmente dal nome o dalla sigla.
Es.: F3257
INVD
Data
Indicazione dell'anno di compilazione dell'inventario.
Es.: 1953
INVC
Collocazione
Luogo in cui é conservato l'inventario corrente, se diverso dalla raccolta museale o dalla Soprintendenza di pertinenza. Per
le Soprintendenze e gli Istituti speciali si utilizza la sigla corrispondente (v. Appendice C).
STI
STIMA
Informazioni inerenti la stima del bene, da riportare per i beni di proprietà statale e di enti pubblici. Il campo è ripetitivo per
consentire di registrare, dalla più recente alla più antica, le stime attribuite al bene nel corso del tempo.
STIS
Stima
Indicazione del valore di stima, preceduta dall’indicazione della valuta, quale proposta dall'Ente proprietario o desunta
dall'inventario o dal Registro Cronologico d’Entrata.
STID
Data stima
Indicare l'anno della stima.
LA - ALTRE LOCALIZZAZIONI
Dati relativi alla localizzazione di provenienza o di esecuzione dell’opera/evento. Il paragrafo è ripetitivo: consente dunque
di indicare tutti i passaggi precedenti dell'opera che sono da riportare in ordine cronologico, dal più antico al più recente.
TCL
33
Tipo di localizzazione
Indicazioni relative al tipo di localizzazione preso in esame in rapporto all'opera catalogata, se trattasi di luogo di
provenienza o di esecuzione o di deposito temporaneo. Il valore “esecuzione” può essere riferito anche
all’esecuzione/rappresentazione di eventi, performance, ecc.; dunque il paragrafo può essere utilizzato per registrare le
successive localizzazioni della esecuzione/ rappresentazione di un evento.
Vocabolario
luogo di esecuzione/fabbricazione
luogo di provenienza
luogo di deposito
PRV
LOCALIZZAZIONE GEOGRAFICO-AMMINISTRATIVA
Dati analitici relativi alla localizzazione di provenienza o di esecuzione dell'opera in esame. Per le modalità di compilazione
dei seguenti campi si fa riferimento a quanto indicato per i campi strutturati PVC e LDC.
PRVS
Stato
Nome dello Stato, possibilmente in lingua italiana, dove l’opera in esame era collocata o fu eseguita, solo se diverso
dall'Italia (in caso di catalogazione nel corso di missioni italiane all'estero o di opere di proprietà pubblica italiana in
deposito presso ambasciate, consolati, ecc.). Per i nomi dei paesi si farà riferimento alla lista dei Paesi secondo la Norma
UNI-ISO 3166-1, 1997 (I).
PRVR
Regione
Nome della Regione dove era collocata o fu eseguita l’opera in esame.
PRVP
Provincia
Sigla corrispondente alla Provincia in cui l’opera in esame era collocata o fu eseguita.
Vocabolario
Elenco delle sigle delle Province italiane (v. Appendice B)
PRVC
Comune
Nome del Comune in cui l’opera in esame era collocata o fu eseguita, riportato senza alcuna abbreviazione. Per le aree
bilingui si adotta la denominazione in lingua italiana.
Vocabolario
Elenco dei Comuni, secondo i fascicoli ISTAT (aggiornamento 2000).
PRVL
Località
Denominazione della Località dove l’opera in esame era collocata o fu eseguita. La denominazione deve essere riportata
senza alcuna abbreviazione. Si adotta la denominazione in lingua italiana anche in caso di varianti in altra lingua o dialetto.
Vocabolario
Denominazioni delle Località, secondo i fascicoli ISTAT (aggiornamento 2000).
PRVE
Altra ripartizione amministrativa o località estera
Indicazione della ripartizione amministrativa relativa a località estera seguita dal nome della città o località, utilizzando, ove
possibile, le forme italianizzate, ed in seconda istanza la lingua ufficiale dello stato di appartenenza, traslitterata se
34
necessario. IL sottocampo è da compilare in abbinamento al sottocampo Stato (PRVS) e in alternativa ai sottocampi
PRVR, PRVP, PRVC, PRVL.
PRL
Altra località
Denominazione della località nel caso di opere provenienti o eseguite al di fuori dei centri o dei nuclei censiti dall'ISTAT
con, tra parentesi, l'indicazione della fonte documentaria utilizzata.
In mancanza di toponimi si deve riportare, quando possibile, quello della località più vicina seguito da "presso" dopo una
virgola. Il campo è ripetitivo.
PRE
Diocesi
Diocesi nel cui territorio di competenza ricadeva l’opera catalogata. Il campo è da compilare solo nel caso di beni che
ricadono sotto la competenza dell’autorità ecclesiastica
Vocabolario
Elenco ufficiale delle Diocesi diffuso dalla CEI
PRC
COLLOCAZIONE SPECIFICA
Indicazioni specifiche sul luogo di esecuzione o provenienza dell’opera in esame.
PRCT
Tipologia
Tipologia alla quale può essere riferito il contenitore dell'opera.
PRCQ
Qualificazione
Aggettivo o locuzione che precisa, integra o caratterizza il contenitore dal punto di vista della condizione giuridicoamministrativa o funzionale.
PRCD
Denominazione
Nome proprio, completo, o denominazione corrente o titolo del contenitore, anche se la denominazione comprende lo stesso
termine usato nel sottocampo "Tipologia LDCT". Per la denominazione degli edifici si farà riferimento, ove possibile, a
fonti ufficiali, come ad esempio gli Annuari Diocesani per gli edifici ecclesiastici.
PRCU
Denominazione spazio viabilistico
Indirizzo del contenitore dove l’opera in esame era collocata o fu eseguita. Il campo dovrà contenere il nome della via o
piazza e relativo numero civico, se esiste, o l'indicazione della progressione chilometrica, nel caso della viabilità
extraurbana. Ove non siano disponibili precedenti informazioni possono essere indicate in questa voce dati più generici
riguardanti elementi ambientali (geografici, topografici, architettonici, naturalistici, ecc).
PRCM
Denominazione raccolta
Nome ufficiale per esteso della raccolta o tipologia e denominazione della collezione. Si può fare riferimento al repertorio:
L'Italia dei Musei di D. Primicerio, Milano 1991. In caso di opere di proprietà privata va indicato il cognome e il nome del
proprietario o detentore, preceduto dalla dizione "collezione privata".
PRCS
Specifiche
Informazioni peculiari sulla localizzazione dell’opera/evento all'interno del contenitore. La descrizione deve essere
dettagliata e tale da consentire l'esatta individuazione della posizione dell’opera, procedendo, secondo un percorso
prestabilito, dal generale al particolare, ed indicando, dove esista, la denominazione, ad esempio della sala ecc.
PRCV
35
Sito Internet/posizione
Indicazione del sito Internet da cui è stata eventualmente “scaricata” l’opera di "computer art", "video-arte", ecc. in esame;
le modalità di compilazione sono le medesime del sottocampo LDCV.
Es.: - Chamberst Tom, Forever Roses, 1997.
LDCV:
HTTP://MEMBERS.TRIPOD.COM/ CHAMBERST/INDEX.HTML
- Cardini Marco, Senza titolo, 1996.
LDCV:
HTTP://WWW.ZUCCA.IT/MAIN/ITALIANO/AMICI/COMA/CARDINI. HTLM
PRD
DATA
Indicazioni cronologiche relative alla provenienza dell’opera; si indicano, quando possibile, gli estremi cronologici relativi
ad ogni passaggio dell'opera.
PRDI
Data ingresso
Data iniziale di presenza dell'oggetto nel luogo di provenienza o di deposito. La datazione può eventualmente essere
accompagnata dalla precisazione ca. preceduta da una barra di separazione.
Es.: 1930/ca.
PRDU
Data uscita
Data finale di presenza dell’opera nel luogo di provenienza. La datazione può eventualmente essere accompagnata
dalla precisazione ca. preceduta da una barra di separazione.
GP-GEOREFERENZIAZIONE TRAMITE PUNTO
In questo paragrafo vengono registrati i dati che permettono di georeferenziare il bene catalogato mediante la definizione di
un punto, individuato da una coppia di coordinate agganciate al sistema di riferimento specificato. Il paragrafo è ripetitivo,
in relazione alla possibilità di georeferenziare un bene con metodi e tecniche diverse, su basi differenti. E’ da utilizzare, in
via non obbligatoria, qualora il bene non sia collocato all’interno di un edificio, ma direttamente al suolo, come nel caso di
una scultura o installazione all’aperto.
GPL
Tipo di localizzazione
Indicare il tipo di localizzazione che viene descritta nel paragrafo.
Vocabolario
localizzazione fisica
GPD
DESCRIZIONE DEL PUNTO
Informazioni necessarie per la definizione del punto.
GPDP
PUNTO
Informazioni per la definizione del punto tramite coordinate agganciate al sistema di riferimento specificato nel campo
GPP.
GPDPX
Coordinata X
Indicare la coordinata “x” del punto.
Es.: 665789
GPDPY
36
Coordinata Y
Indicare la coordinata “y” del punto.
Es.: 321458
GPC
CARATTERISTICHE DEL PUNTO
Indicazioni sulle caratteristiche del punto
GPCT
Tipo
Indicazione, se utile, del tipo di punto che georeferenzia il bene catalogato. La definizione del tipo di punto, infatti, non è
univoca e dipende dalla conformazione e dalle caratteristiche del bene stesso. Si può individuare, ad esempio, un punto
collegato alla forma geometrica (baricentro, centroide), oppure un punto collegato ad una parte funzionalmente rilevante,
ecc.
GPCL
Quota s.l.m.
Indicare un valore di quota associato al punto. La quota, riferita al livello del mare, è espressa in metri; si possono utilizzare
i decimali, separati da numero intero mediante una virgola. Nel caso di valori negativi e per i siti sommersi, premettere il
segno “-”.
Es.: 135,4
- 5,5
GPM
Metodo di georeferenziazione
Indicare il metodo utilizzato per l’acquisizione del punto, se cioè sia stato individuato in modo esatto o approssimato.
Vocabolario
punto esatto
punto approssimato
GPT
Tecnica di georeferenziazione
Indicare la tecnica utilizzata per l’acquisizione delle coordinate del punto.
Vocabolario
rilievo tradizionale
rilievo da cartografia con sopralluogo
rilievo da cartografia senza sopralluogo
rilievo da foto aerea con sopralluogo
rilievo da foto aerea senza sopralluogo
rilievo tramite GPS
rilievo tramite punti d’appoggio fiduciali o trigonometrici
stereofotogrammetria
GPP
Proiezione e sistema di riferimento
Informazioni necessarie per individuare la proiezione ed il sistema di riferimento cui sono agganciate le coordinate del
punto specificate nel campo Punto (GPDP).
Lista di valori
UTM 32
UTM 33
GB1
GB2
ecc.
GPB
BASE DI RIFERIMENTO
37
Informazioni necessarie per identificare la base cartografica impiegata per la georeferenziazione.
Nel caso in cui le coordinate vengano acquisite tramite GPS, quindi senza l’ausilio di una base cartografica, è possibile non
rispettare le obbligatorietà previste per il presente campo strutturato.
GPBB
Descrizione sintetica
Indicazioni che consentono di descrivere sinteticamente la base di riferimento utilizzata. Il sottocampo presenta
un’obbligatorietà di contesto.
Es.: IGMI 144 ISO
CTR Toscana 1:10.000
GPBT
Data
Data di redazione della base cartografica utilizzata. Nel caso si tratti di una foto aerea, indicare la data della ripresa.
Es.: 1939
GPBO
Note
Eventuali informazioni che non è possibile inserire altrove: ulteriori indicazioni sulla base di riferimento o sul procedimento
seguito per l’acquisizione del punto, ecc.
RO - RAPPORTO
ROF
Rapporto opera finale/originale
Dati relativi allo stadio dell' opera oggetto di catalogazione, considerati in rapporto all'opera originale che ne è alla base
o che ne rappresenta la fase finale.
Tale opera (finale/originale) non costituisce dunque l'oggetto di catalogazione, ma un bene di riferimento di cui si
riportano di seguito i dati fondamentali relativamente a titolo, autore, datazione e collocazione.
I sottocampi seguenti sono analoghi ad altri campi o sottocampi descritti precedentemente, tuttavia non si richiede per
questi la strutturazione (possono quindi essere considerati campi a testo libero) anche se si raccomanda di inserire le
informazioni secondo quanto descritto per i campi strutturati e nello stesso ordine, separando informazioni diverse con
il carattere "/".
Il campo è ripetitivo
Marcel Duchamp, L.H.O.Q., 1919
ROF:
ROFF: derivazione
ROFO: dipinto
ROFT: La Gioconda
ROFA: Leonardo Da Vinci
ROFD: 1503/ca.
ROFC: Parigi, Louvre
ROFF
Stadio opera
Situazione dell'opera presa in esame considerata in relazione all'opera finale/originale i cui dati si riportano invece nei
sottocampi successivi.
Vocabolario aperto
bozzetto
calco
38
cartone
copia
derivazione
disegno preparatorio
modello
progetto
remake
replica
schizzo
ecc.
ROFO
Opera finale/originale
Definizione dell’opera con cui l’opera in esame è in rapporto. Per la compilazione di questo sottocampo si utilizza il
medesimo vocabolario del sottocampo “ OGTD - definizione ”; non va compilato nel caso di un’identità di valori con
detto campo.
ROFT
Titolo opera finale/originale
Titolo dell’opera con cui l’opera in esame è in rapporto. Le modalità di compilazione di questo sottocampo coincidono
con quelle del sottocampo “ SGTT- Titolo dell’opera”; non va compilato nel caso di un’identità di valori con detto
campo.
ROFA
Autore opera finale/originale
Autore dell’opera con cui l’opera in esame è in rapporto. Le modalità di compilazione di questo sottocampo
coincidono con quelle del sottocampo “AUTN-Nome ”; non va compilato nel caso di un’identità di valori con detto
campo.
ROFD
Datazione opera finale/originale
Datazione dell’opera con cui l’opera in esame è in rapporto. La datazione può essere eventualmente accompagnata
dalla precisazione ca. preceduta da una barra di separazione.
Es.: 1930/ca.
ROFC
Collocazione opera finale/originale
Localizzazione geografica e collocazione specifica dell’opera con cui l’opera in esame è in rapporto. Per la
compilazione di detto sottocampo si vedano le modalità descritte per la compilazione dei campi “Localizzazione
geografico-amministrativa” e “Localizzazione specifica” (le informazioni vanno separate da una “/”).
DT - CRONOLOGIA
DTZ
CRONOLOGIA GENERICA
Indicazione della fascia cronologica di riferimento. Questo campo può essere ripetitivo nei casi in cui un oggetto abbia
subito interventi successivi validi per il suo insieme (es.: superotto di L.M. Patella del 1963 ridigitato su VHS nel
1988).
DTZG
Secolo
Indicazione dei secoli in numeri romani. Due secoli sono separati da una "/".
Es.: sec. XX
39
sec. XX/XXI
DTS
CRONOLOGIA SPECIFICA
Datazione specifica in anni. Nel caso in cui la data sia un anno preciso, si compilano i due sottocampi "DTSI" e
"DTSF" con lo stesso valore. Il campo è ripetitivo contestualmente a "Cronologia generica DTZ", negli stessi casi.
DTSI
Da
Indicazione in anni della data iniziale dell'esecuzione dell'opera, eventualmente seguita da mese e giorno nella forma:
"anno/mese/giorno"
Es.: 1992/12/03
DTSV
Validità
Precisazioni relative alla data iniziale
Vocabolario
ca.
DTSF
A
Indicazione in anni della data finale dell'esecuzione dell'opera, eventualmente seguita da mese e giorno nella
forma:"anno/mese/giorno".
Es.: 1989/03/08
DTSL
Validità
Precisazioni relative alla data finale
Vocabolario
ca.
MT - DATI TECNICI
MTC
MATERIALI/ALLESTIMENTO
MTCI
Materiali, tecniche, strumentazione
Indicazione dei materiali e delle relative specifiche tecniche di lavorazione, degli oggetti e della strumentazione tecnica
di tipo meccanico, elettrico, informatico, cinevisuale ecc., costitutiva dell’opera. Il campo è ripetitivo per ogni materia
con relative tecniche di lavorazione.
MTCS
Indicazioni specifiche
Indicazioni specifiche sui materiali, sugli oggetti e sulla strumentazione che costituiscono l’opera, già indicati nel
sottocampo MTCI, relativamente a marca, origine, composizione, sostituibilità sul mercato; indicazioni sulla
strumentazione tecnica di tipo meccanico, elettrico, cinevisuale, informatico ecc., utilizzata per la realizzazione
dell'opera. Per le opere e/o componenti informatiche vanno indicati i formati e i SW utilizzati. Il sottocampo è
ripetitivo
MTCZ
Funzionamento/Allestimento
40
Descrizione di carattere specificatamente tecnico relativa al montaggio/allestimento dell'opera, al suo funzionamento, al
procedimento utilizzato per la sua realizzazione o delle singole parti che la compongono.
MTCV
Varianti di allestimento
Descrizione delle varianti di allestimento previste dall’artista per opere cinetiche, audiovisivi, ambienti, assemblaggi,
installazioni ecc.
Fabrizio Plessi, Mare di marmo, 1985
OGTD: Installazione video
MTC
MTCI: lastre e schegge di travertino
MTCI: 90 monitor
MTCI: riprese audiovisive
MTCI:3 registratori BVU
MTCI: centralina di missaggio
MTCS: registratori BVU Sony
MTCS: monitor Sony 27’
MTCZ: Nello spazio espositivo, nella penombra, nascosti in parte dalle lastre e schegge di travertino, si posizionano i 90
monitor a formare un quadrato. Il video viene distribuito dalla centralina di missaggio a cui sono collegati in ordine
alternato i monitor; la distribuzione leggermente ritardata del contributo dai tre registratori ai relativi gruppi di monitor deve
creare l’impressione del passaggio dell’acqua da un monitor all’altro.
MTCV: i monitor possono essere disposti in circolo.
Gianni Toti, Dialogo digitale con il corpo umano,1986
OGTD: Installazione video
MTC
MTCI: audiovisivo
MTCI: telaio metallico verniciato
MTCI: 21 monitor
MTCI: 3 registratori
MTCI: 1 centralina di montaggio
MTCS: monitor Antarex 17 pollici
MTCS: registratori VTR U-Matic Panasonic
MTCS: centralina di missaggio touch-screen
MTCS : post-produzione Sony 1 pollice VCR
MTCS: macchina effetti speciali MIRAGE della QUANTEL
MTCZ: I monitor posizionati all’interno del telaio metallico, sono collegati tra loro in tre serie di elementi che
rappresentano testa, tronco e arti di un corpo umano. La centralina di missaggio, costruita per l’occasione, sincronizza gli
audiovisivi di un “bip” in testa ai nastri.
DESO: Il telaio metallico riproduce schematicamente un corpo umano con testa, tronco e arti, e ogni serie di monitor
collocata al suo interno, corrisponde ad una parte del corpo. Nei monitor scorrono le immagini , accompagnate da musica e
voce narrante, relative a riprese di TAC e termografie di testa, tronco e arti montate in post-produzione.
Inizialmente tutti i monitor trasmettono lo stesso contributo relativo a “la testa”, quindi, mentre la prima serie di monitor
continua a trasmettere “la testa”, gli altri monitor trasmettono “gli arti”; infine, a completare il corpo, viene trasmesso “il
tronco”.
Mario Sasso, RaiSat, Foot Print, 1990
OGTD: video arte
MTC
MTCI: audiovisivo
MTCS: riprese video Rostrum Camera Video Robot System, obiettivo MACRO
MTCS: Paint Box
MTCS: montaggio centralina touch-screen Sony
41
DESO: è registrato un percorso attraverso i paesaggi della terra, dai deserti alle metropoli, rappresentati da una
successione di immagini satellitari. Ogni immagine satellitare si trasforma a sua volta in un’opera artistica del ‘900, da
Fontana a Mondrian, da Burri a Pollok.
Piero Gilardi, Survival, 1995
OGTD: realtà virtuale
MTC
MTCI: proiezione videografica
MTCI: ambiente in chroma totale
MTCI: telecamera raggi infrarossi
MTCI: sei sensori
MTCS: programma videografico Assembler su automa cellulare
MTCS: PC 486
MTCS: sistema di realtà virtuale ORAN
MTCS: SW grafico 3D STUDIO
MTCS: proiettore Sony
MTCZ: sei stalagmiti sono posizionate nell’ambiente in croma; ognuna ha un sensore leggibile dalla telecamera ad
infrarossi che permette di posizionarla nello spazio e di riconoscerla con il software di realtà virtuale; gli spettatori
spostandosi ne determinano il riposizionamento.
DESO: le stalagmiti che si vedono sullo schermo rappresentano gli edifici cardine di una metropoli in via di sviluppo; lo
spettatore muovendosi e riposizionando le immagini sullo schermo modifica lo sviluppo della metropoli.
Ennio Bertrand, Lux sonet in tenebris, 1992
OGTD: installazione audio interattiva
MTC
MTCI: circuiti digitali originali
MTCI: faro alogeno
MTCI: mattoni
MTCI: 96 piccoli altoparlanti
MTCI: 96 chip sonori
MTCS: faro alogeno 500 WATT
MTCZ : Gli altoparlanti collegati ciascuno ad un chip sonoro che ha la proprietà di generare una nota in mancanza di luce,
sono posti a terra su mattoni o cubi di porfido immersi in una luce che proviene da un faro che illumina la scena, quando
una persona transita davanti agli altoparlanti proietta la propria ombra sull’installazione, l’improvvisa mancanza di luce
attiva i chip sonori e gli altoparlanti emettono il loro suono.
Le persone con il loro movimento compongono insiemi di suoni elementari.
MTCV: I mattoni possono essere sostituiti con blocchi di porfido
Luca Patella, Count Down, 1990
OGTD: computer art
MTC
MTCI: audiovisivo
MTCS: HW Silicon Graphics
MTCS: SW Softimage
MTCS: computer IRIS 3030
DESO: Nei 10 secondi del count-down un vaso fisiognomico con texture dorata e riflessi luminosi si compone in 3D per
rotazione sull’asse centrale; un movimento macchina lo percorre fino alla sommità, nella coppa appare allora l’immagine di
una bambina.
MIS
MISURE
Dimensioni massime dell'opera catalogata espresse generalmente in centimetri, in metri solo nel caso di opere di
dimensioni eccezionali. Il peso va espresso in grammi. Se il valore è decimale, è da separare con un punto.
42
Nel caso in cui si ritenga necessario fornire misure ulteriori o diverse da quelle previste si utilizzerà il campo ripetitivo
"Varie". Il campo è ripetitivo qualora sia necessario esprimere misure che fanno riferimento ad unità di misura diverse.
MISU
Unità
Indicazione dell'unità di misura.
Vocabolario aperto
mm.
cm.
m.
mq.
minuti
kg
byte
MISA
Altezza
Altezza massima dell'opera.
MISL
Larghezza
Larghezza massima dell'opera.
MISP
Profondità
Profondità massima dell'opera.
MISD
Diametro
Diametro massimo dell'opera.
MISN
Lunghezza
Lunghezza massima dell'opera.
MISS
Spessore
Spessore massimo dell'opera.
MISG
Peso
Peso dell'opera.
MISH
Durata
Indicazione sulla durata temporale di una performance, video, ecc.
MISB
Memoria
Indicazione della memoria occupata dall'opera informatica, espressa in byte .
MISI
Ingombro
Indicazione dell'ingombro complessivo di opere ambientali, installazioni, con riferimento all’area o al volume occupato
dall’opera.
43
MISV
Varie
Indicazione relativa sia al tipo di misura, che alla parte presa in esame, che al valore. E' possibile fornire le misure di
varie parti componenti, per cui il sottocampo è ripetitivo. In caso di schede di oggetti complessi o seriali con
componenti di misure diverse, nella scheda madre si utilizzerà il termine "varie".
Es: altezza piedistallo 45
MIST
Validità
Sigla indicante l’approssimazione di almeno uno dei valori sopra indicati.
Vocabolario
ca.
CO – CONSERVAZIONE
STC
STATO DI CONSERVAZIONE
Qualificazione dello stato di integrità e/o leggibilità, considerata in rapporto alla condizione originaria.
STCC
Stato di conservazione
Indicazioni sullo stato di conservazione attuale dell'opera.
Vocabolario
buono
cattivo
discreto
mediocre
STCS
Indicazioni specifiche
Segnalazione eventuale del dato più macroscopico causa delle modifiche nella forma e nella consistenza dell'opera
intervenute rispetto allo stato originario.
Es.: cadute di colore
ruggine sul motore
strappi nelle zone di stoffa
disintegrazione parti in paglia
ecc.
STCM
Modalità di conservazione
Indicazioni specifiche relative alle modalità di conservazione dell'opera, con particolare riguardo a componenti
dell'opera che siano eventualmente da sostituire o reintegrare.
Es.: - Pino Pascali, Cornice, 1967.
STCM: cura antitarme continua delle parti in paglia.
- Michelangelo Pistoletto, I visitatori, 1968.
STCM: le lastre di acciaio inox sono da spolverare quotidianamente e lucidare periodicamente senza utilizzo di
solventi.
RS - RESTAURI
RST
RESTAURI
Informazioni sugli interventi di restauro effettuati. Il campo è ripetitivo.
44
RSTD
Data
Anno in cui è stato effettuato il restauro. Nel caso di restauro durato più anni si indicano gli anni iniziale e finale
separati da una "/".
Es.: 1944
1963/1965
RSTT
Descrizione intervento
Descrizione degli interventi conservativi o di restauro effettuati sull’opera da catalogare
Es.: fascine lignee di abete in sostituzione di quelle deteriorate di ciliegio
lettore CD in sostituzione di lettore di nastro
ecc.
RSTE
Ente responsabile
Indicazione dell'Ente sotto la cui responsabilità è stata restaurata l'opera. Nel caso di Soprintendenza o Istituto speciale
si immette la sigla corrispondente (v. Appendice C). Nel caso di comuni si fa riferimento ai codici ISTAT
(aggiornamento 2000). Nel caso di Regioni si utilizza il codice in Appendice A, facendolo precedere dalla lettera R.
Vocabolario
Sigle Soprintendenze e Istituti speciali (v. Appendice C)
Codici Regioni (v. Appendice A) con prefisso R
Codici Comuni (sulla base dei fascicoli ISTAT, aggiornamento 2000) con prefisso C
Elenco delle Diocesi diffuso dalla CEI
ecc.
RSTN
Nome operatore
Nella forma "cognome, nome", oppure il nome dell'impresa. Il sottocampo è ripetitivo nel caso di più operatori.
Es.: Marchi Giovanni.
RSTR
Ente finanziatore
Nome dell'Ente che ha finanziato il restauro. Il sottocampo è ripetitivo nel caso di più Enti finanziatori.
Es.: Cassa di Risparmio di Novara
Società Olivetti
Banco di San Paolo di Torino
ecc.
DA - DATI ANALITICI
DES
DESCRIZIONE
Descrizione dell'opera, a testo libero e in forma sintetica.
Tale campo è da utilizzare nel caso di informazioni che non siano già state riportate in altri campi della scheda o al fine
di una esplicitazione delle medesime.
DESO
Descrizione dell'opera
Descrizione dell'opera nei suoi aspetti strutturali, morfologici e funzionali, quali si presentano alla fruizione.
Es:
Mario Sasso, RaiSat, Foot Print, 1990
45
DESO: è registrato un percorso attraverso i paesaggi della terra, dai deserti alle metropoli, rappresentati da
una successione di immagini satellitari. Ogni immagine satellitare si trasforma a sua volta in un’opera artistica
del ‘900, da Fontana a Mondrian, da Burri a Pollok.
ISR
ISCRIZIONI
Indicazioni relative alle iscrizioni presenti sull'opera. Il campo è ripetitivo.
ISRS
Tecnica di scrittura
Indicazione circa la tecnica di scrittura.
Vocabolario aperto
a caratteri applicati
a graffito
a grafica computerizzata
a impressione
a incisione
a matita
a pennello
a penna
a pennarello
a rilievo
a solchi
a traforo
digitale
ecc.
ISRP
Posizione
Posizione dell'iscrizione sull'oggetto.
Es.: in basso a destra
retro della tela
ISRI
Trascrizione
Trascrizione del testo dell'iscrizione.
STM
STEMMI, MARCHI
Indicazioni su stemmi, marchi, punzoni, che compaiono sull’opera. Il campo è ripetitivo.
STMC
Classe di appartenenza
Classe a cui appartiene la segnatura.
Vocabolario aperto
logo
marchio
punzone
stemma
ecc.
STMI
Identificazione
Identificazione del nome della manifattura, fabbrica, dello studio, ecc. a cui appartiene la segnatura.
46
STMP
Posizione
Posizione del marchio sull’oggetto.
Giugiaro Design, Servizio da sakè, 1992
STM:
STMC: marchio
STMI: ditta Garessio, Cuneo
STMP: lungo la base
NSC
Notizie storico-critiche
Sintetico inquadramento storico-critico dell'opera con motivazioni esplicative e ulteriori specifiche relativamente a
quanto affermato in altri campi della scheda.
TU - CONDIZIONE GIURIDICA E VINCOLI
ACQ
ACQUISIZIONE
Indicazioni relative alla circostanza e/o al titolo in base a cui l'opera è pervenuta e si trova nelle attuali condizioni di
proprietà o di detenzione.
S’intende con proprietà il diritto riconosciuto di disporre totalmente di un bene. S’intende con detenzione la
disponibilità effettiva della cosa con la consapevolezza che la cosa stessa appartiene ad altri (es. deposito, prestito ai
fini di esposizione, ecc.).
ACQC
Costo acquisizione
Indicazione in cifre del costo di acquisizione dell’opera espresso in Euro.
ACQT
Tipo acquisizione
Modalità con cui l’opera è stata acquisita. Il vocabolario che segue prevede le varie specie di acquisizione in
riferimento alle condizioni di proprietà e detenzione.
Nel caso di proprietà sono da considerarsi i casi di compravendita, alienazione, donazione (a titolo gratuito),
successione o legato (mortis causa), prelazione, acquisto all’atto dell’esportazione. Per un bene in detenzione si
considerano i casi di prestito, pignoramento, conferimento in società, usufrutto e uso, deposito, sequestro (a seguito di
atto giudiziario o a seguito di soppressione).
Nel vocabolario seguente si prevedono le modalità di acquisizione per un’opera di cui si sia proprietari o detentori.
Vocabolario aperto
acquisto dello Stato all’atto dell’esportazione
alienazione
assegnazione (a seguito di atto giudiziario, a seguito di soppressione)
comodato
compravendita
conferimento in società
deposito
donazione
legato
pignoramento
prelazione
47
premio
prestito
sequestro
successione
uso capione
usufrutto
ACQN
Nome
Nominativo della persona o dell'Ente fonte dell'acquisizione nella forma "cognome, nome" o forma aggettivata del
nome proprio.
Es.: ACQT donazione
ACQN Gian Tomaso Liverani
ACQD
Data acquisizione
Anno in cifre.
ACQL
Luogo acquisizione
Indicazione del luogo in cui è avvenuta la transazione. Per la compilazione si rimanda alle norme date per i campi
"Localizzazione Geografico-amministrativa PVC" e "Collocazione Specifica LDC", pur non richiedendosi la
strutturazione.
Es.: RM/ Roma/ Asta Finarte
RM/ Prima Quadriennale
CDG
CONDIZIONE GIURIDICA
Indicazioni relative all'attuale proprietà dell'opera catalogata.
CDGG
Indicazione generica
Indicazioni relative alla persona giuridica della proprietà; qualora la proprietà non sia accertabile va indicato il
detentore dell’opera catalogata.
Vocabolario:
proprietà Stato
proprietà Ente pubblico territoriale
proprietà Ente pubblico non territoriale
proprietà privata
proprietà Ente religioso cattolico
proprietà Ente religioso non cattolico
proprietà Ente straniero in Italia
proprietà mista pubblica/privata
proprietà mista pubblica/ecclesiastica
proprietà mista privata/ecclesiastica
detenzione Stato
detenzione Ente pubblico territoriale
detenzione Ente pubblico non territoriale
detenzione privata
detenzione Ente religioso cattolico
detenzione Ente religioso non cattolico
detenzione Ente straniero in Italia
detenzione mista pubblica/ privata
48
detenzione mista pubblica/ ecclesiastica
detenzione mista privata/ ecclesiastica
CDGS
Indicazione specifica
Denominazione specifica del proprietario, o eventualmente del detentore dell’opera. Il sottocampo è ripetitivo nel caso di
più proprietari o detentori della stessa opera.
Per le opere di proprietà dello Stato indicare l’amministrazione che ne ha l'uso.
Es.: Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Per le opere di proprietà degli Enti pubblici territoriali indicare con la denominazione Regione, Provincia, Comune
seguita dalle specifiche denominazioni:
Es.: Regione Marche
Provincia di Novara
Comune di Tivoli
Per le opere di proprietà degli Enti pubblici non territoriali indicare la denominazione (es.: Università, Banca d'Italia,
Fondo Edifici di Culto, Consorzio di comuni, Comunità montana ecc.), seguita dalle eventuali specifiche.
Per le opere di proprietà degli Enti ecclesiastici (di confessione cattolica) o di Ente di altra confessione religiosa,
indicare la denominazione (es.: Diocesi; Confraternita, Istituto religioso, Istituto secolare, Congregazione, Ordine
religioso, Comunità ebraica, Comunità valdese, ecc.), seguita da eventuali specifiche.
Es.: Ordine benedettino
Comunità valdese di Roma
Confraternita del SS. Sacramento
Per le opere di proprietà di Stati e Enti stranieri in Italia indicare la denominazione con le eventuali specifiche.
Es.: Città del Vaticano
Ambasciata del Brasile
Sovrano Militare Ordine di Malta
Per le opere di proprietà privata indicare il nome del proprietario nella forma "cognome, nome", o denominazione
della persona giuridica, specificando di seguito, entro parentesi, se trattasi di persona fisica o giuridica straniera.
Es.: Bianchi Giulio
Società Generale Immobiliare
Fondazione Peggy Guggenheim (persona giuridica straniera)
CDGI
Indirizzo
Indirizzo del proprietario dell'oggetto vincolato di cui al sottocampo precedente. Il sottocampo è ripetitivo, nel caso di
più proprietari, per indicare i singoli indirizzi.
NVC
PROVVEDIMENTI DI TUTELA
Dati sugli atti di vincolo amministrativo relativi a opere di proprietà privata. Il campo è ripetitivo per registrare i diversi
provvedimenti amministrativi.
NVCT
Tipo provvedimento
Tipo di provvedimento amministrativo relativo all’opera di proprietà privata con indicazione, entro parentesi, delle
leggi e dell'articolo in base al quale è stato imposto il vincolo.
Vocabolario aperto
DM (DL 490/1999, art. 6, comma 1)
Revoca DM ( 490/1999, art. 6, comma 1)
ecc.
NVCE
49
Estremi provvedimento
Data di emissione del provvedimento amministrativo nella forma anno, mese, giorno
(aaaa/mm/gg).Tale campo dovrà essere obbligatoriamente compilato solo se nel campo precedente (NVCT) sia indicato
un provvedimento di tipo amministrativo (DM, revoca DM)
Es.: 1988/02/15
NVCD
Data notificazione
Data di notificazione del provvedimento amministrativo al proprietario, nella forma anno, mese, giorno (aaaa/mm/gg).
Es.: 2003/65/08/13
______________________________________________________________________________
ALN
MUTAMENTI DELLA CONDIZIONE GIURIDICA O MATERIALE DELL’OPERA
Indicazioni relative ad eventi che abbiano determinato mutamenti nella titolarità dell’opera (proprietà o detenzione) o
che abbiano inciso sulla sua condizione materiale (distruzione).
Il campo è quindi ripetitivo e viene compilato ed aggiornato d'ufficio.
ALNT
Tipo evento
Tipo di evento che ha determinati il mutamento della condizione giuridica, la perdita o il recupero dell’opera.
Per quanto riguarda il vocabolario si fa riferimento a quanto indicato nel sottocampo ACQT, integrato dalle voci
riguardanti la perdita o il recupero dell’opera.
Vocabolario aperto
compravendita
conferimento in società
distruzione
donazione
furto
prelazione
successione
recupero
usufrutto
ecc.
ALND
Data evento
Data dell'evento nella forma anno, mese, giorno (aaaa/mm/gg).
Es.: 1970/11/04
ALNN
Note
Indicazioni supplementari ad integrazione di quelle precedenti, ad esempio sui contraenti e sul luogo di vendita, sulle
cause della distruzione, ecc..
Es.: alluvione
terremoto
ESP
ESPORTAZIONI
Tipo ed estremi degli eventuali provvedimenti di esportazione ed importazione: attestato di libera circolazione, licenza
comunitaria, licenza di esportazione temporanea, licenza di importazione temporanea e licenza di importazione
50
definitiva dell’opera in esame, indicando pure la sede dell'Ufficio Esportazione che ha rilasciato la licenza o posto il
veto. Il campo è ripetitivo.
ESPT
Tipo licenza
Indicazione del tipo di attestato o licenza.
Vocabolario aperto
attestato di libera circolazione
lic. di esportazione
lic. di esportazione temporanea
ESPU
Ufficio
Indicazione dell'Ufficio Esportazione con la sigla UE seguita dal nome della città in cui ha sede l'ufficio stesso.
Vocabolario
UE Agrigento
UE Ancona
UE Bari
UE Bologna
UE Cagliari
UE Firenze
UE Genova
UE Milano
UE Napoli
UE Palermo
UE Perugia
UE Pisa
UE Roma
UE Sassari
UE Torino
UE Venezia
UE Verona
ESPD
Data emissione
Data di emissione della licenza o del veto nella forma anno, mese, giorno (aaaa/mm/gg).
Es.: 1975/08/04
CPR
DIRITTI D’AUTORE
Indicazione del titolare dei diritti di autore dell’opera che si sta catalogando. Poiché il proprietario dell’esemplare e l’autore
dell’opera possono essere soggetti diversi occorre tenere presente che la proprietà dell’opera non comporta anche la
titolarità dei diritti di autore (art. 109 e 89 L. 22 aprile 1941 n° 633).
I diritti di autore si computano in settanta anni dalla morte dell’autore (art.25 l.a.); per le opere anonime o pseudonime la
durata si computa in settanta anni a partire dalla prima pubblicazione (art. 27 l.a.).
Il campo è ripetitivo per riportare eventuali diversi titolari dei diritti di autore.
CPRN
Nome
Indicazione nella forma “cognome, nome” del titolare dei diritti d’autore.
51
CPRI
Indirizzo
Se noto potrà essere indicato l’indirizzo del titolare dei diritti di autore.
CPRD
Data di scadenza
Nel caso sia nota la data di morte dell’autore dell’opera, potrà essere indicata anche la data di scadenza del diritto d’autore.
Nel caso questo sia già scaduto potrà invece essere compilato - in alternativa ai precedenti - con il valore “diritti decaduti”.
Nel caso l’autore abbia rinunciato a diritti di uso e/o riproduzione il campo può essere compilato con il valore “libera da
diritti”.
DO - FONTI E DOCUMENTI DI RIFERIMENTO
Indicazioni sulla varia documentazione che interessa l’opera, allegata alla scheda o depositata presso l’ente schedatore o
presso archivi diversi, con riferimento a: immagini grafiche e fotografiche, altra documentazione multimediale, sonora e
audiovisiva, fonti e documenti inediti, bibliografia, ecc.
Per quanto riguarda il trasferimento della documentazione in formato digitale allegata alle scheda di catalogo l’associazione
del valore del sottocampo relativo al “Codice identificativo” di ciascuno dei seguenti campi al codice univoco NCT
dell’opera catalogata determina, per ciascuna tipologia di allegati (foto, video, CAD, ecc), il file di correlazione schedamultimediale.
FTA
DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA
Indicazioni sulla documentazione fotografica, anche in formato digitale, dell'opera catalogata, allegata alla scheda di
catalogo o esistente e depositata presso l’Ente schedatore o in altre raccolte. Il campo è ripetitivo in quanto ogni
documento va indicato singolarmente, elencando nell’ordine quelli relativi a riprese generali dell’opera, e quindi quelli
relativi a particolari e/o componenti dell’opera.
FTAX
Genere
Indicare se si tratta di documentazione allegata alla scheda di catalogo o di altra documentazione nota relativa all’opera
in esame.
Vocabolario
documentazione allegata
documentazione esistente
FTAP
Tipo
Tipo di documentazione allegata e/o esistente.
Vocabolario aperto
fotografia b/n
diapositiva b/n
diapositiva colore
fotografia colore
fotografia a raggi infrarossi
fotografia digitale
FTAA
Autore
Autore della documentazione nella forma "cognome, nome" o denominazione dello studio fotografico.
Es.: D’Orazi Giulio
Schiavinotto Giuseppe
52
Studio Chianese
FTAD
Data
Data della documentazione, espressa nella forma "anno/mese/giorno". Nel caso in cui si conosca solo l’anno, il giorno e il
mese andranno indicati con due zeri.
FTAE
Ente proprietario
Ente proprietario della documentazione, se diverso dall’Ente schedatore.
Es.: SA BO
FTAC
Collocazione
Luogo in cui è conservata la documentazione, se diverso dall’Ente schedatore.
FTAN
Codice identificativo
Codice identificativo della documentazione allegata o esistente; ai singoli codici identificativi è da premettere (senza
spazi o segni d'interpunzione) la sigla delle Soprintendenze o Istituti competenti (si veda Appendice C) o il nome di
altri enti o privati.
Es.: SBAPPSAD
FI 404511
Alinari 3280
MART 25372.
FTAT
Note
Indicazioni specifiche sulla ripresa.
Es. particolare
prima del restauro
progetto grafico
studio preparatorio
veduta laterale
ecc.
FTAF
Formato
Il sottocampo può eventualmente essere compilato con l’indicazione del formato della fotografia di documentazione.
Es. 6x6
13x18
35 mm
21x27
ecc.
DRA
DOCUMENTAZIONE GRAFICA
Indicazioni sulla documentazione grafica relativa al bene catalogato, anche in formato digitale, allegata alla scheda di
catalogo o esistente e depositata presso l’Ente schedatore o in altre raccolte. Il campo è ripetitivo.
DRAX
Genere
Indicare se si tratta di documentazione allegata alla scheda di catalogo o di altra documentazione nota relativa all’opera in
esame.
Vocabolario
documentazione allegata
53
documentazione esistente
DRAT
Tipo
Tipo di documentazione esistente.
Vocabolario aperto
CAD bidimensionale
CAD tridimensionale
disegno grafico
ecc.
DRAO
Note
Indicare le specifiche di documentazione.
Es. progetto di allestimento
disegno preparatorio
ecc.
DRAS
Scala
Scala adottata per il disegno.
Es.: 1:50
DRAE
Ente proprietario
Ente proprietario della documentazione grafica, se diverso dall'Ente schedatore.
DRAC
Collocazione
Luogo in cui è conservata la documentazione, se diverso dall'Ente schedatore.
DRAN
Codice identificativo
Indicare il codice identificativo della documentazione allegata o esistente; ai singoli codici identificativi è da
premettere (senza spazi o segni d'interpunzione) la sigla delle Soprintendenze o Istituti competenti (si veda Appendice
C) o il nome di altri enti o privati.
DRAA
Autore
Autore della documentazione grafica nella forma "cognome, nome".
DRAD
Data
Data di esecuzione del disegno, nella forma "anno".
VDC
DOCUMENTAZIONE VIDEO-CINEMATOGRAFICA
Indicazione della documentazione video, anche in formato digitale, dell'opera catalogata, allegata alla scheda di catalogo o
esistente e depositata presso l’Ente schedatore o in altre raccolte. Il campo è ripetitivo
54
VDCX
Genere
Indicare se si tratta di documentazione allegata alla scheda di catalogo o di altra documentazione nota relativa all’opera
in esame.
Vocabolario
documentazione allegata
documentazione esistente
VDCP
Tipo
Tipo di documentazione originale.
Vocabolario aperto
film 35 mm.
film 16 mm.
film super 8
video VHS
video super VHS
video U-MATIC
video BVU
video Betacam
video 1 pollice
ecc.
VDCR
Autore
Autore della documentazione nella forma "cognome, nome".
VDCD
Data
Data della documentazione, espressa nella forma "anno/mese/giorno". Nel caso in cui si conosca solo l’anno, il giorno e il
mese andranno indicati con due zeri.
VDCE
Ente proprietario
Ente proprietario della documentazione se diverso dall’Ente schedatore.
VDCA
Titolo
Titolo del documento videocinematografico.
VDCC
Collocazione
Luogo in cui è conservata la documentazione, se diverso dall’Ente schedatore.
VDCN
Codice identificativo
Codice identificativo della documentazione allegata o esistente; ai singoli codici identificativi è da premettere (senza
spazi o segni d'interpunzione) la sigla delle Soprintendenze o Istituti competenti (si veda Appendice C) o il nome di
altri enti o privati.
Es.: SBAPPSAD FI 404511
GNAM 7245
VDCT
Note
Indicazioni specifiche sulla ripresa
55
REG
DOCUMENTAZIONE AUDIO
Indicazione della documentazione audio, anche in formato digitale, dell’opera catalogata, allegata alla scheda di catalogo o
esistente e depositata presso l’Ente Schedatore o in altre raccolte. Il campo è ripetitivo.
REGX
Genere
Indicare se si tratta di documentazione allegata alla scheda di catalogo o di altra documentazione nota relativa all’opera
in esame.
Vocabolario
documentazione allegata
documentazione esistente
REGP
Tipo
Tipo di documentazione
Vocabolario aperto
nastro magnetico
cassetta audio
ecc.
REGA
Autore
Autore della documentazione nella forma "cognome, nome" .
REGD
Data
Data della documentazione, espressa nella forma "anno/mese/giorno". Nel caso in cui si conosca solo l’anno, il giorno e il
mese andranno indicati con due zeri.
REGE
Ente proprietario
Ente proprietario della documentazione, se diverso dall’Ente schedatore.
Es.: Discoteca di Stato
REGZ
Titolo
Titolo del documento audio.
REGC
Collocazione
Luogo in cui è conservata la documentazione, se diverso dall’Ente schedatore.
REGN
Codice identificativo
Codice identificativo della documentazione allegata o esistente; ai singoli codici identificativi è da premettere (senza
spazi o segni d'interpunzione) la sigla delle Soprintendenze o Istituti competenti (si veda Appendice C) o il nome di
altri enti o privati.
Es.: GCAMC 2982
REGT
Note
Indicazioni specifiche sulla registrazione.
56
FNT
FONTI E DOCUMENTI
Fonti e documenti d’archivio in cui l’opera è menzionata, in ordine cronologico, e riferimento alle relative schede
storiche. Il campo è ripetitivo.
FNTP
Tipo
Categoria di appartenenza della fonte archivistica.
Vocabolario aperto
lettera
memoria
atto notarile
scheda storica
dichiarazione autografa
relazione di restauro
ecc.
FNTA
Autore
Autore della fonte d’archivio/documento inedito/scheda storica.
FNTT
Denominazione
Titolo della fonte archivistica.
FNTD
Data
Data della fonte, documento, scheda storica in esame, ad annum o per più ampio periodo cronologico.
FNTF
Foglio/Carta
Numero di foglio o di carta del documento.
Es. fol.1251 v.
FNTN
Nome archivio
Nome dell'Archivio e/o dell'Istituzione, seguito dal nome del fondo separato da una "/".
Es.: Archivio Generale delle Schede di Catalogo/ICCD
FNTS
Posizione
Posizione inventariale o l’identificativo numerico della fonte archivistica.
FNTI
Codice identificativo
Codice identificativo della documentazione. Tale codice alfanumerico deve avere carattere di univocità a livello locale
e potrà essere determinato, ad esempio, dalla sigla dell'Archivio e/o dell'Istituzione di cui al sottocampo FNTN più il
valore numerico (senza spazi o segni d'interpunzione) indicato al sottocampo FNTS.
Es.: AGS25382
57
ADM
ALTRA DOCUMENTAZIONE MULTIMEDIALE
Indicazioni sulla documentazione multimediale in formato digitale relativa all’opera catalogata, realizzata in formati
non compresi dalle norme ICCD, allegata alla scheda di catalogo o esistente e depositata presso l’Ente schedatore o in
altre raccolte. Il campo è ripetitivo in quanto ogni documento va indicato singolarmente, elencando nell’ordine quelli
relativi a riprese generali dell’opera, e quindi quelli relativi a particolari e/o componenti.
ADMX
Genere
Indicare se si tratta di documentazione allegata alla scheda di catalogo, o di altra documentazione nota relativa
all’opera in esame.
Vocabolario
documentazione allegata
documentazione esistente
ADMP
Tipo
Tipo di documentazione allegata e/o esistente e tipo di formato utilizzato per la sua produzione e memorizzazione.
Vocabolario aperto
Realtà virtuale (VRLM)
File musicale (MID)
ADMA
Autore
Autore della documentazione nella forma "cognome, nome" o denominazione dello studio fotografico.
ADMD
Data
Data in cui è stata effettuata la documentazione, espressa nella forma “anno, mese, giorno” (aaaa/mm/gg). Nel caso in cui si
conosca solo l’anno, il giorno e il mese andranno indicati con due zeri.
ADME
Ente proprietario
Ente proprietario della documentazione, se diverso dall’Ente schedatore.
ADMC
Collocazione
Luogo in cui è conservata la documentazione, se diverso dall’Ente schedatore.
ADMN
Codice identificativo
Codice identificativo della documentazione conservata dall’Ente schedatore; ai singoli codici identificativi è da
premettere (senza spazi o segni d'interpunzione) la sigla dell’istituzione (si veda Appendice C) o il nome di altri enti o
privati.
ADMT
Note
Indicazioni specifiche sulla ripresa.
BIB
BIBLIOGRAFIA
Dati relativi alla bibliografia riguardante specificatamente l'opera, o la bibliografia essenziale di confronto, inclusi i
cataloghi di mostre. Il campo è ripetitivo.
La bibliografia va riportata in ordine rigorosamente cronologico e in forma abbreviata.
58
BIBX
Genere
Indicare se si tratta di bibliografia specifica sull'opera in esame o di bibliografia di confronto.
Vocabolario
bibliografia di confronto
bibliografia specifica
BIBF
Tipo
Categoria a cui appartiene la bibliografia citata.
Vocabolario aperto
volume
catalogo on line
quotidiano
CD Rom
ecc.
NCUN
Codice univoco ICCD
Numero di codice che individua il testo in modo univoco a livello nazionale; il numero è assegnato dall’ICCD.
BIBA
Autore
Autore del testo nella forma “cognome, iniziali nome”; nel caso di più autori, i nomi vanno separati da una barra (“/”). In
presenza di più di tre autori o in totale assenza, si riportano le prime due parole del titolo (senza articoli e preposizioni).
BIBG
Titolo della pubblicazione
Trascrizione, per esteso, del titolo completo della pubblicazione.
BIBD
Anno di edizione
Anno di edizione dell’opera o del contributo.
BIBH
Sigla per citazione
Codice univoco della scheda relativa al testo citato all’interno del repertorio bibliografico dell’Ente schedatore che
deve provvedere a numerare in sequenza ogni scheda bibliografica redatta per l’Archivio Controllato della
Bibliografia.
Es.: 00000151
BIBN
V., pp., nn.
Eventuale volume in numeri romani, pagine e/o i numeri di catalogo in cui è fatta specifica menzione dell'opera in
esame o delle opere citate per confronto, nella forma redazionale indicata negli esempi.
Es.: v.I pp. 35-36; v.II p. 41 n. 50
BIBI
V., tavv., figg.
Volume e riferimento alle tavole o figure che riproducono l'opera in esame o opere citate per confronto, nella forma
redazionale indicata negli esempi.
Es.: v.I t. v. ff.6-8, 10
59
BIL
Citazione completa
Citazione per esteso della voce bibliografica di riferimento, completa di tutti i dati che identificano il riferimento
all’opera. Il campo è ripetitivo.
MST
MOSTRE
Mostre in cui è stata esposta l'opera in esame, anche se già riportate in bibliografia. Il campo è ripetitivo.
MSTT
Titolo
Titolo della mostra.
MSTL
Luogo
Città in cui la mostra à stata allestita. Il sottocampo è ripetitivo, nel caso in cui una stessa mostra sia stata allestita in luoghi
diversi.
MSTM
Sede
Indicazione della sede o manifestazione espositiva in cui l’opera è stata esposta.
Es. Galleria dell’Oca
Biennale
MSTD
Data
Data della mostra. Il sottocampo è ripetitivo, nel caso in cui, in relazione ai diversi luoghi dove la mostra è stata allestita,
vadano indicate date diverse.
AD- ACCESSO AI DATI
In questo paragrafo viene individuato il livello di accesso ai dati riservato all’utenza generica.
ADS SPECIFICHE DI ACCESSO AI DATI
Indicazioni relative al profilo di accesso ai dati, alla motivazione che ha portato alla scelta di tale profilo, ad eventuali date
di scadenza previste per consentire la visibilità completa delle informazioni sul bene.
ADSP
Profilo di accesso
Indicare il profilo di accesso in cui ricade la scheda con il numero cui la definizione scelta si riferisce.
Vocabolario
1 [intera scheda visibile]
2 [limitazione per privacy e tutela]
ADSM
Motivazione
Motivazione che ha determinato l’adozione del profilo di accesso specificato nel precedente sottocampo ADSP.
Vocabolario aperto
scheda relativa a bene di proprietà privata
scheda relativa a bene a rischio
ADSD
Indicazioni sulla data di scadenza
60
Indicazione dell’eventuale data di scadenza per il profilo di accesso specificato nel sottocampo ADSP, nella
forma “anno/mese/giorno” (aaa/mm/gg). Nel caso in cui si voglia indicare solo l’anno, il giorno e il mese
andranno indicati con due zeri.
CM - COMPILAZIONE
CMP
COMPILAZIONE
Informazioni sulla compilazione della scheda di catalogo. Il campo è ripetitivo.
CMPD
Data
Anno di compilazione della scheda.
CMPN
Nome
Indicazioni sul compilatore della scheda nella forma "cognome, nome".
Il sottocampo è ripetitivo nel caso di più compilatori.
RSR
Referente scientifico
Indicazione del referente scientifico della catalogazione nella forma “cognome, nome”, qualora tale figura non coincida
con quella del funzionario responsabile. Il campo è ripetitivo.
FUR
Funzionario responsabile
Indicazione del funzionario dell’Ente schedatore responsabile della catalogazione nella forma “cognome, nome”. Il
campo è ripetitivo, nel caso di più funzionari responsabili.
AGG
AGGIORNAMENTO - REVISIONE
Aggiornamento del contenuto della scheda a seguito di sopralluoghi, di studi storico-critici, di eventi (furti, passaggi di
proprietà ecc.). Il campo è ripetitivo.
AGGD
Data
Anno di aggiornamento della scheda.
AGGN
Nome revisore
Indicazioni sul revisore che ha eseguito l'aggiornamento nella forma “cognome, nome”.
AGGE
Ente Indicazione dell’Ente che ha curato l’aggiornamento-revisone della scheda. Nel caso di Soprintendenze e Istituti
speciali si utilizza il codice in Appendice C, facendolo precedere dalla lettera “S”. Nel caso di regioni si utilizza il codice in
Appendice A, facendolo precedere dalla lettera R. Nel caso di province si utilizzano le sigle. Nel caso di comuni si
utilizzano i codici dei fascicoli ISTAT (aggiornamento 2000), facendoli precedere dalla lettera C. Nel caso di campagne di
catalogazione condotte da soggetti privati a seguito di atto di concessione, il soggetto schedatore deve essere contrassegnato
dalla lettera “C” e dal numero di progetto indicato sulla Gazzetta Ufficiale, seguiti entro parentesi dal numero e anno della
legge relativa. In caso di soggetti diversi da quelli evidenziati, la codifica è da individuare in accordo con l’ICCD.
Es.: S08 R08 NA
61
AGGR
Referente scientifico
Indicazione del referente scientifico dell’aggiornamento/revisione nella forma “cognome, nome”, qualora tale figura
non coincida con quella del funzionario responsabile.
AGGF
Funzionario responsabile
Indicazione del funzionario responsabile dell’aggiornamento/revisione nella forma “cognome, nome”.
ISP
ISPEZIONI
Ispezioni effettuate per constatare lo stato dell'opera catalogata.
Il campo è ripetitivo.
ISPD
Data
Anno dell'ispezione.
ISPN
Funzionario responsabile
Indicazioni sul funzionario responsabile dell'ispezione nella forma "cognome, nome".
AN - ANNOTAZIONI
OSS
Osservazioni
Brevi note aggiuntive per altre informazioni acquisite per le quali non possano essere utilizzati i campi previsti.
62
Appendice
Campo OGTD - Vocabolario aperto
Il termine in grassetto è il termine preferenziale, il termine in corsivo è il termine equivalente, da non utilizzare per la
valorizzazione del campo OGTD.
assemblaggio
opera costituita da un insieme di materiali od oggetti diversi, anche di recupero, ma comunque tridimensionale; combine
painting.
collage
opera per lo più bidimensionale, costituita da sovrapposizione, “incollaggio” di materiali diversi (carta, legno, stoffa,
plastica ecc.) con possibilità di interventi pittorici; décollage, papier collé.
computer art
opera creata direttamente al computer o elaborata attraverso di esso; può trattarsi di una semplice immagine o di un lavoro
interattivo, non soltanto di tipo visivo ma anche sonoro; immagini di sintesi, computer grafica , computer animation, webart.
dipinto murale
opera realizzata mediante tecniche diverse di pittura su muro; murales, graffiti.
film d’artista
ripresa effettuata attraverso pellicola.
fotogramma
opera costituita da uno o più fotogrammi filmici variamente ingranditi, eventualmente modificati da un intervento
dell’artista.
fotografia
immagine realizzata tramite un procedimento di impressione di pellicola o altro supporto fotografico; fotomontaggio,
rayografia, solarizzazione.
frottage
opera realizzata attraverso lo strofinamento o tratteggio di una matita o altro mezzo pittorico-grafico su supporto per lo più
cartaceo appoggiato su una superficie ruvida in modo da evidenziale forme e immagini casuali.
installazione
opera complessa realizzata con materiali e tecniche diverse in cui acquista particolare valenza la collocazione
tridimensionale nello spazio, interno o esterno; installazione ambientale.
installazione audio
opera in cui l’elemento sonoro assume valenza dominante; installazione sonora.
installazione video
installazione che utilizza uno o più monitors o schermi; videoinstallazione.
installazione multimediale
installazione connotata dalla compresenza e interazione di più media, dalla presentazione integrata di testi, immagini, suoni
e animazioni, tramite qualunque mezzo tecnologico.
installazione multimediale interattiva
installazione multimediale che richiede l’interazione e la fruizione attiva da parte dello spettatore.
libro d’artista
opera in cui la forma libro, realizzata con materiali e tecniche diverse, costituisce la valenza dominante dell’opera stessa.
mobile
opera sospesa in equilibrio nello spazio, azionata dallo spettatore o da un elemento naturale.
oggetto di design
63
oggetto di produzione artigianale o industriale realizzato sulla base di una progettazione artistica.
opera cinetico-visuale
opera caratterizzata dal movimento di elementi diversi o da effetti di carattere ottico-percettivo; optical art, opera
programmata.
performance
manifestazione non oggettuale, basata sull’azione progettata dall’artista anche con l’ausilio di elementi visivi o sonori o
con il coinvolgimento degli spettatori; azione, evento, happening, evento performativo, comportamento.
ready made
opera realizzata attraverso l’estrapolazione e decontestualizzazine di un oggetto dalla realtà quotidiana; oggetto trovato,
oggetto di recupero, objet trouvé.
video arte
sequenza di immagini che, memorizzate su supporti diversi, sono fruibili attraverso monitor; audiovisivo.
realtà virtuale
situazione determinata all’interno di un ambiente virtuale interattivo; ambiente virtuale.
Bibliografia
De Marchis G., Piantoni G., Pinto S., Problemi di metodo per una scheda di “oggetti” di arte contemporanea, in “Metro”,
13, 1968, pp.48-53.
Harrison C. Wood P., Art in Theory 1900-1990. An antology of changing text and rtistic terms, Oxford-Cambridge, Mass.,
1992.
Arte contemporanea. Conservazione e restauro, a cura di S. Angelucci, atti del convegno, Prato 4-5 novembre 1994,
(Nardini ed.) Firenze 1994.
Stiles K. Selz P., Theories and documents glossar of contemporary art, London, California University 1996.
Heine R, Welson B., Artistic terms, London 1998.
Garassini S., Dizionario dei new media, Milano 1999.
Corgnati M., Poli F., Dizionario dell’arte del Novecento. Movimenti, artisti, opere, tecniche e luoghi, Milano 2001.
64
APPENDICE A
Codici Regioni
01
02
03
04
05
06
07
08
09
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
PIEMONTE
VALLE D’AOSTA
LOMBARDIA
TRENTINO ALTO ADIGE
VENETO
FRIULI VENEZIA GIULIA
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
65
APPENDICE B
Sigle delle Province
AG
AL
AN
AO
AP
AQ
AR
AT
AV
BA
BG
BI
BL
BN
BO
BR
BS
BZ
CA
CB
CE
CH
CN
CO
CR
CS
CT
CZ
EN
FE
FG
FI
FC
FR
GE
GO
AGRIGENTO
ALESSANDRIA
ANCONA
AOSTA
ASCOLI PICENO
L’AQUILA
AREZZO
ASTI
AVELLINO
BARI
BERGAMO
BIELLA
BELLUNO
BENEVENTO
BOLOGNA
BRINDISI
BRESCIA
BOLZANO
CAGLIARI
CAMPOBASSO
CASERTA
CHIETI
CUNEO
COMO
CREMONA
COSENZA
CATANIA
CATANZARO
ENNA
FERRARA
FOGGIA
FIRENZE
FORLI’-CESENA
FROSINONE
GENOVA
GORIZIA
66
GR
IM
IS
KR
LC
LE
LI
LO
LT
LU
MC
ME
MI
MN
MO
MS
MT
NA
NO
NU
OR
PA
PC
PD
PE
PG
PI
PN
PO
PR
PS
PT
PV
PZ
RA
RC
RE
RG
RI
RM
RN
RO
SA
SI
GROSSETO
IMPERIA
ISERNIA
CROTONE
LECCO
LECCE
LIVORNO
LODI
LATINA
LUCCA
MACERATA
MESSINA
MILANO
MANTOVA
MODENA
MASSA CARRARA
MATERA
NAPOLI
NOVARA
NUORO
ORISTANO
PALERMO
PIACENZA
PADOVA
PESCARA
PERUGIA
PISA
PORDENONE
PRATO
PARMA
PESARO
PISTOIA
PAVIA
POTENZA
RAVENNA
REGGIO CALABRIA
REGGIO EMILIA
RAGUSA
RIETI
ROMA
RIMINI
ROVIGO
SALERNO
SIENA
67
SO
SP
SR
SS
SV
TA
TE
TN
TO
TP
TR
TS
TV
UD
VA
VB
VC
VE
VI
VE
VT
VV
SONDRIO
LA SPEZIA
SIRACUSA
SASSARI
SAVONA
TARANTO
TERAMO
TRENTO
TORINO
TRAPANI
TERNI
TRIESTE
TREVISO
UDINE
VARESE
VERBANIO-CUSIO-OSSOLA
VERCELLI
VENEZIA
VICENZA
VERONA
VITERBO
VIBO VALENTIA
68
APPENDICE C
Lista Soprintendenze e Istituti speciali con indicazione dei relativi codici
REGIONE
SEDE
COD.
ICCD
ENTE
SIGLA
Torino
64
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte
SBA
Torino
65
Soprintendenza Speciale Museo delle Antichità Egizie
SMAE
Torino
66
Torino
67
Torino
201
Soprintendenza Regionale del Piemonte
SR
Torino
301
Soprintendenza Archivistica per il Piemonte
SAR
Valle d'Aosta
Aosta
77
Dipartimento Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali
DSBAC
Trentino Alto
Adige
Bolzano
79
Trento
91
Trento
304
Soprintendenza Archivistica per il Trentino Alto Adige
SAR
Padova
32
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Veneto
SBA
Venezia
71
Venezia
72
Verona
73
Venezia
75
Venezia
76
Venezia
101
Venezia
205
Soprintendenza Regionale del Veneto
SR
Venezia
305
Soprintendenza Archivistica per il Veneto
SAR
Venezia
472
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Veneziano
PM
Trieste
69
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico del Friuli SBAPPSAD
Venezia Giulia
Trieste
102
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Friuli Venezia Giulia SBA
Trieste
206
Soprintendenza Regionale del Friuli Venezia Giulia
SR
Trieste
306
Soprintendenza Archivistica per il Friuli Venezia Giulia
SAR
Piemonte
Veneto
Friuli Venezia
Giulia
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio del
Piemonte
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico del Piemonte
SBAP
SPSAD
Soprintendenza provinciale per i Beni Ambientali, Architettonici,
SBAAAS
Artistici e Storici di Bolzano
Soprintendenza provinciale per i Beni Ambientali, Architettonici,
SBAAAS
Artistici e Storici di Trento
Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Venezia
(SOPPRESSA)
Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Venezia
(SOPPRESSA)
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di
Verona, Rovigo e Vicenza
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di
Venezia (provincia), Belluno, Padova e Treviso
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico del Veneto
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di
Venezia e Laguna
SBAA
SBAS
SBAP
SBAP
SPSAD
SBAPPSAD
69
REGIONE
Liguria
Lombardia
Emilia
Romagna
Toscana
COD.
ICCD
SEDE
ENTE
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria
SIGLA
Genova
19
Genova
20
Genova
21
Genova
207
Soprintendenza Regionale della Liguria
SR
Genova
307
Soprintendenza Archivistica per la Liguria
SAR
Milano
25
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Lombardia
SBA
Milano
26
Milano
27
Brescia
74
Mantova
23
Milano
203
Soprintendenza Regionale della Lombardia
SR
Milano
303
Soprintendenza Archivistica per la Lombardia
SAR
Bologna
6
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Emilia Romagna
SBA
Bologna
7
Bologna
8
Modena
28
Parma
36
Ravenna
42
Bologna
208
Soprintendenza Regionale dell'Emilia Romagna
SR
Bologna
308
Soprintendenza Archivistica per l'Emilia Romagna
SAR
Arezzo
4
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di
SBAPPSAD
Arezzo
Firenze
15
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana
Firenze
16
Firenze
17
Firenze
18
Opificio delle Pietre Dure
Pisa
39
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Pisa,
SBAPPSAD
Livorno, Lucca e Massa Carrara
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della
Liguria
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico della Liguria
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di
Milano, Bergamo, Como, Pavia, Sondrio, Lecco, Lodi e Varese
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico di Milano, Bergamo, Como, Pavia,
Sondrio, Lecco, Lodi e Varese
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di
Brescia, Cremona e Mantova
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico di Brescia, Cremona e Mantova
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di
Bologna, Modena, Parma, Piacenza e Reggio Emilia
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico di Bologna, Ferrara, Forlì, Cesena,
Ravenna e Rimini
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico di Modena e Reggio Emilia
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico di Parma e Piacenza
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di
Ravenna, Ferrara, Forlì, Cesena e Rimini
Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici delle
province di Firenze, Pistoia e Prato (SOPPRESSA)
Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici delle province di
Firenze, Pistoia e Prato (SOPPRESSA)
SBA
SBAP
SPSAD
SBAP
SPSAD
SPAP
SPSAD
SBAP
SPSAD
SPSAD
SPSAD
SBAP
SBA
SBAA
SBAS
OPD
70
REGIONE
Umbria
Marche
Lazio
COD.
ICCD
SEDE
ENTE
SIGLA
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di
SBAP
Siena e Grosseto
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
SPSAD
Demoetnoantropologico di Siena e Grosseto
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di
SBAPPSAD
Firenze, Pistoia e Prato
Siena
60
Siena
61
Firenze
103
Firenze
209
Soprintendenza Regionale della Toscana
SR
Firenze
309
Soprintendenza Archivistica della Toscana
SAR
Firenze
417
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Fiorentino
PM
Perugia
37
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Umbria
SBA
Perugia
38
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico
SBAPPSAD
dell'Umbria
Perugia
210
Soprintendenza Regionale dell'Umbria
SR
Perugia
310
Soprintendenza Archivistica per l'Umbria
SAR
Ancona
2
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle Marche
SBA
Ancona
3
Urbino
70
Ancona
211
Soprintendenza Regionale delle Marche
SR
Ancona
311
Soprintendenza Archivistica per le Marche
SAR
Roma
44
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Lazio
SBA
Roma
45
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria Meridionale
SBA
Roma-Ostia
46
Soprintendenza per i Beni Archeologici di Ostia
SBA
Roma
47
Soprintendenza per i Beni Archeologici di Roma
SBA
Roma
48
Roma
49
Roma
50
Roma
51
Galleria Nazionale d'Arte Moderna
GNAM
Roma
52
Istituto Nazionale per la Grafica
ING
Roma
54
Museo Nazionale d'Arte Orientale
MNAO
Roma
55
Museo Nazionale di Castel Sant'Angelo (SOPPRESSO)
MNCSA
Roma
56
Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari
MNATP
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio delle
Marche
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico delle Marche
Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico
"Luigi Pigorini"
Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Lazio
(SOPPRESSA)
Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici del Lazio
(SOPPRESSA)
SBAP
SPSAD
SMPE
SBAA
SBAS
71
REGIONE
Abruzzo
Molise
Campania
SEDE
COD.
ICCD
ENTE
SIGLA
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
SBAPPSAD
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico del Lazio
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
SBAPPSAD
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Roma
Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma
SBAA
(SOPPRESSA)
Roma
104
Roma
105
Roma
A7
Roma
212
Soprintendenza Regionale del Lazio
SR
Roma
312
Soprintendenza Archivistica per il Lazio
SAR
Roma
450
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Romano
PM
Roma
ICR
Istituto Centrale per il Restauro
ICR
Roma
ICCD
Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione
ICCD
Chieti
13
Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Abruzzo
SBA
L'Aquila
22
L'Aquila
106
L'Aquila
107
L'Aquila
213
Soprintendenza Regionale dell'Abruzzo
SR
Pescara
313
Soprintendenza Archivistica per l'Abruzzo
SAR
Campobasso
11
Soprintendenza Archeologica e per i Beni Ambientali,
Architettonici, Artistici e Storici del Molise (SOPPRESSA)
SBAAAAS
Campobasso
108
Soprintendenza per i Beni Archeologici del Molise
SBA
Campobasso
109
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico del
SBAPPSAD
Molise
Campobasso
214
Soprintendenza Regionale del Molise
SR
Campobasso
314
Soprintendenza Archivistica per il Molise
SAR
Napoli
29
Soprintendenza per i Beni Archeologici di Napoli e Caserta
SBA
Napoli
30
Napoli
31
Salerno
57
Caserta
81
NapoliPompei
82
Salerno
83
Napoli
110
Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e
Storici dell' Abruzzo (SOPPRESSA)
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio dell'
Abruzzo
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico dell' Abruzzo
Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Napoli
e provincia (SOPPRESSA)
Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Napoli e provincia
(SOPPRESSA)
Soprintendenza per i Beni Archeologici di Salerno, Avellino e
Benevento
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per
il Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di
Caserta e Benevento
Soprintendenza per i Beni Archeologici di Pompei
SBAAAS
SBAP
SPSAD
SBAA
SBAS
SBA
SBAPPSAD
SBA
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di
SBAPPSAD
Salerno e Avellino
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
SBAPPSAD
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di Napoli
72
REGIONE
Puglia
Basilicata
Calabria
Sicilia
COD.
ICCD
SEDE
ENTE
SIGLA
Napoli
215
Soprintendenza Regionale per la Campania
SR
Napoli
315
Soprintendenza Archivistica della Campania
SAR
Napoli
431
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale Napoletano
PM
Bari
5
Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e
Storici della Puglia (SOPPRESSA)
SBAAAS
Taranto
63
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia
SBA
Bari
113
Bari
114
Bari
216
Soprintendenza Regionale della Puglia
SR
Bari
316
Soprintendenza Archivistica per la Puglia
SAR
Matera
24
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico della
SBAPPSAD
Basilicata
Potenza
40
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata
SBA
Potenza
41
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della
Basilicata
SBAP
Potenza
217
Soprintendenza Regionale della Basilicata
SR
Potenza
317
Soprintendenza Archivistica per la Basilicata
SAR
Cosenza
14
Soprintendenza per i Beni Ambientali, Architettonici, Artistici e
Storici della Calabria (SOPPRESSA)
SBAAAS
Reggio
Calabria
43
Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria
SBA
Cosenza
111
Cosenza
112
Catanzaro
218
Soprintendenza Regionale della Calabria
SR
Reggio
Calabria
318
Soprintendenza Archivistica per la Calabria
SAR
Agrigento
85
Catania
86
Messina
87
Palermo
88
Siracusa
89
Trapani
90
Enna
92
Agrigento
93
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della
Puglia
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico della Puglia
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio della
Calabria
Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico e
Demoetnoantropologico della Calabria
Soprintendenza regionale per i Beni Culturali e Ambientali di
Agrigento
Soprintendenza regionale per i Beni Culturali e Ambientali di
Catania
Soprintendenza regionale per i Beni Culturali e Ambientali di
Messina
Soprintendenza regionale per i Beni Culturali e Ambientali di
Palermo
Soprintendenza regionale per i Beni Culturali e Ambientali di
Siracusa
Soprintendenza regionale per i Beni Culturali e Ambientali di
Trapani
Soprintendenza regionale per i Beni Culturali e Ambientali di
Enna
Museo regionale di Agrigento
SBAP
SPSAD
SBAP
SPSAD
SBCA
SBCA
SBCA
SBCA
SBCA
SBCA
SBCA
MR
73
REGIONE
CataniaCaltagirone
RagusaKamarina
MessinaLipari
Sardegna
COD.
ICCD
SEDE
ENTE
SIGLA
94
Museo regionale di Caltagirone
MR
95
Museo regionale di Kamarina
MR
96
Museo regionale di Lipari
MR
Messina
97
Museo regionale di Messina
MR
Palermo
98
Galleria regionale Palazzo Abatellis di Palermo
GR
Palermo
319
Soprintendenza Archivistica per la Sicilia
SAR
Palermo
A1
Museo regionale di Palermo
MR
Siracusa
A2
Museo regionale di Siracusa
MR
Siracusa
A3
Galleria regionale di Palazzo Bellomo di Siracusa
GR
Trapani
A4
Museo regionale di Trapani
MR
Ragusa
A5
Caltanissetta
A6
Cagliari
9
Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari e Oristano
Cagliari
10
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di
SBAPPSAD
Cagliari e Oristano
Sassari
58
Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sassari e Nuoro
Sassari
59
Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio, per il
Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico di
SBAPPSAD
Sassari e Nuoro
Sassari
220
Soprintendenza Regionale della Sardegna
SR
Cagliari
320
Soprintendenza Archivistica per la Sardegna
SAR
Soprintendenza regionale per i Beni Culturali e Ambientali di
Ragusa
Soprintendenza regionale per i Beni Culturali e Ambientali di
Caltanissetta
SBCA
SBCA
SBA
SBA
74