Il confezionamento della stomia Una finestra sulla SIUCP

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Il confezionamento della stomia Una finestra sulla SIUCP
Numero 3
In primo piano – Il confezionamento della stomia
Una finestra sulla SIUCP – Lettera ai soci
Curiosità – Slow food
SIUCP
Società Italiana Unitaria
di Colonproctologia
www.siucp.org
Presidente
Angelo Stuto
Presidente Eletto
Giuseppe Spinoglio
Past President
Antonio Longo
Vice-Presidente
Giuliano Reboa
Segretario
Angelo Caviglia
SIUCP NEWS
Notiziario della Società
Italiana Unitaria di Colonproctologia
Anno III - Numero 3
Luglio-Agosto-Settembre 2009
Registrato presso il Tribunale di Roma
con il n.° 110/2007 del 5 aprile 2007
Direttore responsabile
Roberto Dino Villani
Direttore editoriale
Pasquale Talento
Sintesi Grafica s.r.l.
Numero chiuso in redazione 28 settembre 2009
Consiglieri
Flaminio Benvenuti
Angelo Filippini
Cristiano Finco
Francesco Gabrielli
Gabriele Naldini
Pasquale Talento
Tesoriere
Giuseppe Ferulano
Revisori dei Conti
Segreteria SIUCP
Lunedì-Venerdì 10.00-13.00 / 14.00-18.00
Tel. e fax: +39 0645422450 Int. 211
e-mail: [email protected]
Contributi
Per scrivere alla redazione inviare una mail
al capo redattore Roberto Dino Villani:
[email protected]
Antonio Capomagi
Giuseppe Spidalieri
Coordinatore Nazionale UCP
Adolfo Renzi
Coordinatore Nazionale Delegati SIUCP
INDICE
Danilo Tarroni
Garanti
Vincenzo Landolfi, Roberto Dino Villani, Antonio Longo
Delegati Regionali SIUCP
Abruzzo Carmine Pietrantoni
Campania Giovanni Angelone
Emilia Romagna Giampiero Ucchino
Lazio Bruno Masci, Massimiliano Varriale
Liguria Marco Gipponi
Lombardia Giuseppe Calabrò, Guglielmo Giannotti
Marche - Molise Rodolfo Piazzai
Piemonte - Valle D'Aosta Luciano Abbo
Puglia - Basilicata Angelo Di Pascale
Sardegna Antonio Pintus
Sicilia - Calabria Francesco Longo, Antonio Ciccolo
Toscana Umberto Ferro, Azzam Khader
Triveneto Mauro Volpato, Antonio Caminiti
Umbria Andreino Tassi
Editoriale
“Il nuovo anno lavorativo”
p. 2
Curiosità
Slow food
p. 4
In primo piano
“Il disegno preoperatorio in
un paziente candidato al
confezionamento di una stomia”
p. 7
Una finestra sulla SIUCP
“Lettera ai soci”
p. 10
Bacheca – In evidenza
p. 12
Anno III - Numero 3
Roberto Dino Villani
Responsabile Struttura Semplice di
Chirurgia Proctologica e Riabilitazione
del Pavimento Pelvico
Nuovo Ospedale Civile di Sassuolo
Cari Amici,
al rientro dopo la pausa estiva, anche se ormai per molti un
“lontano” ricordo, ci troviamo ad affrontare un nuovo anno
lavorativo. L’autunno, come sempre, vede un programma
congressuale molto intenso e mi auguro quindi possano
esserci momenti di incontro con molti di Voi dai quali vorrei
raccogliere pareri favorevoli o contrari sulla nostra rivista. Fin
dal primo numero della “nuova generazione” ho chiesto il
Vostro aiuto ma, purtroppo, pochi mi hanno dato finora
suggerimenti o contributi. Siamo tutti molto presi dai nostri
impegni, ma Vi chiedo un piccolo sforzo.
Cosa è successo in questi mesi per la nostra Società? Direi due
fatti molto importanti: il passaggio di consegne presidenziali
tra Antonio Longo e Angelo Stuto e l’elezione del Presidente
2011/2013, Giuseppe “Pinuccio” Spinoglio.
Antonio Longo nel suo discorso in occasione del World
Congress ha confessato di non essere riuscito a fare quello
che avrebbe voluto nei suoi due anni di presidenza; posso dire
che lo capisco in quanto lo stesso era successo a me due anni
fa. Probabilmente un biennio di presidenza è poco per poter
realizzare tutti i propri progetti, ma qualche cosa si riesce a
fare e credo che Antonio abbia lasciato un importante segno
specie per quanto riguarda la gestione della Società. Un
“grazie” ad Antonio ed un “buon lavoro” ad Angelo Stuto, il
più giovane Presidente che le Società di Coloproctologia
abbiano avuto, indipendentemente dai vari cambiamenti e
vicissitudini. Angelo ha percorso tutto il cammino ed ha
atteso il suo momento accumulando un’esperienza non
indifferente. Sono certo quindi che non possa fallire dando un
contributo indiscutibile al progredire continuo della SIUCP.
Angelo Stuto è molto conosciuto anche dai Colleghi non solo
oltreconfine, ma anche oltreoceano e quindi potrà continuare
l’opera di Antonio nel diffondere la popolarità della nostra
Società Scientifica.
Di tutto ciò potrà beneficiarne l’amico Pinuccio Spinoglio che
gli succederà tra due anni. Pinuccio ha avuto il suffragio dei
voti, dato importante anche se unico candidato ufficiale. Con
l’elezione di Spinoglio la SIUCP ha voluto dare il segnale forte
che non solo la chirurgia del pavimento pelvico e la
proctologia sono i punti di forza scientifici di questa Società,
ma anche la chirurgia del colon-retto, con relative novità,
deve essere tra i fondamenti. E’ stato pertanto designato
quale Presidente uno dei migliori chirurghi laparoscopisti del
colon che operano in Italia. Un segno importante, come
dicevo, a dimostrazione che continua quel percorso di
innovazione e attualità della SIUCP iniziato circa sei anni fa.
Durante la prima vera riunione del Consiglio Direttivo dell’era
Stuto, svoltasi a Roma il 17 settembre, sono state prese
importanti decisioni per quanto riguarda un rinnovamento
del Regolamento delle UCP, la formazione e la rivista
societaria di cui tutti verranno informati durante l’Assemblea
dei soci che si svolgerà il 19 novembre a Modena.
Nel numero che vi apprestate a sfogliare troverete un
piacevole articolo di costume, redatto dall’amico Riccardi di
Faenza e, tra l’altro, il primo contributo scritto da
un’infermiera. Questo per confermare che la nostra Società,
proprio perché Unitaria, è aperta anche nelle iscrizioni, agli
infermieri ed è quindi giusto lasciare loro uno spazio anche
nella rivista. Consiglio comunque anche i Colleghi di leggerlo
poiché interessante e possiamo apprendere qualche cosa.
Come di consueto una lettera del Presidente a tutti i soci
perché questo diventi un vivo strumento di comunicazione
ed infine i vostri annunci che vi ricordo aspetto numerosi.
In copertina
Il tortello sulla lastra
Slow food
PSYLLOGEL fibra
Il modo più naturale per allenare l’intestino e tonificare la muscolatura
del pavimento pelvico
PSYLLOGEL fibra
Integratore alimentare di fibra di psyllium
pura al 99%
PSYLLOGEL® fibra a base di fibra di psyllium rigonfia rapidamente in acqua (WHC: water holding capacity) e forma un
gel (bulking effect)(1) che migliora la motilità e la funzionalità intestinale, ottimizzando la sensibilità nell’evacuazione e facilitando la defecazione con un maggior controllo
della continenza.(2-6)
Psyllogel fibra è la fibra con la massima purezza e la massima efficacia per i disordini del pavimento pelvico.
Le persone che assumono Psyllogel® fibra, per la varietà
di gusti e per la possibilità di addizionarlo ad altri alimenti
come yogurt, spremute ecc., hanno la possibilità di avere
una maggiore compliance al trattamento.
“L’idratazione delle feci ottenuta con lo psyllium rappresenta un
meccanismo lassativo non comune per una fibra alimentare.” (5)
DISPONIBILE IN 5 GRADEVOLI GUSTI:
PSYLLOGEL® fibra, migliorando la consistenza fecale, la funzionalità dell’alvo e la qualità di vita, rappresenta un primo approccio nella terapia medica in tutti i casi di stipsi e di incontinenza anale.(2-3)
Arance rosse
Tè Limone
Riferimenti bibliografici
1. Marteau P. et al. Digestibility and bulking effect of ispaghula husks in healthy humans. Gut 1994; 35:1747-1752
2. Dodi G. and Cavallari R. Efficacia della terapia con psyllium nella stipsi e nella incontinenza anale. It J Coloproct 2002; 3: 67-69
3. Interisano A. and Dodi G. I disordini funzionali pelviperineali: validità dell’approccio terapeutico con dieta ad alto residuo di fibre e probiotici. Pelvi-Perin. RICP 2004; 23: 109-114.
4. Ternent C. A. et al. Practice parameters for the evaluation and management of constipation. Dis Colon Rectum. 2007 Dec;50(12):2013-22
5. Marlett J.A. et al. An unfermented gel component of psyllium seed husk promotes laxation as a lubricant in humans. Am J Clin Nutr 2000; 72: 784-789
6. EMEA 2007 Assessment report on plantago ovata forssk., seminis tegumentUM. Doc. Ref. EMEA/HMPC/165838/2006.
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SIUCP NEWS - Notiziario di Informazione della Società Italiana Unitaria di Colonproctologia
Anno III - Numero 3
Curiosità
Slow food
a cura di Riccardo Riccardi
P.O. di Faenza (RA)
LA GOTA - La storia
In particolari zone del Casentino
(Vallesanta – Chiusi della Verna), ed in
remoti lembi della Romagna, da
sempre la lavorazione delle carni suine
ha portato alla realizzazione di un
fotogota2
salume molto particolare, ottenuto
dalla guancia del maiale: “la Gota”. Una
carne “grassa”, sapida e con eccellenti
caratteristiche organolettiche adatta a
chi nei duri lavori dei boschi e dei
campi aveva bisogno di un notevole apporto di calorie a basso
costo. La gota si ottiene a seguito di due settimane di salatura e
viene conservata appesa al “trave” di una stanza non umida dove
rimane a stagionare per almeno un mese.
LA MELATA D'ABETE - La storia
Quella della melata d’abete è
sicuramente una storia più recente
rispetto alla maggioranza degli altri
mieli presenti sul mercato. È la storia di
un prodotto legato alla coltivazione di
una delle piante simbolo del Parco
Nazionale, l’abete bianco. Le api,
infatti, possono produrla solo in
prossimità di boschi di questa pianta e
in presenza di particolari condizioni
climatiche. La particolarità di questa “melata” consiste non nella
trasformazione del nettare in miele, ma della linfa stessa che
fuoriesce dalle piccolissime cavità prodotte dagli afidi. Assieme alla
linfa le api raccolgono anche le resine che la pianta espelle per
cicatrizzare le ferite. L’unione della linfa alle resine permette quindi
di ottenere un miele con proprietà balsamiche ed espettoranti
veramente particolari.
4
IL RAVIGGIOLO - La storia
Nel 1515 il Magistrato Comunitativo
della terra di Bibbiena portò in dono, a
Papa Leone X, alcuni raviggioli
presentati in un canestro ricoperto di
felci; è la prima testimonianza storica
di questo formaggio frutto della
caseificazione con caglio senza
rottura. L’Artusi, nel suo “Manuale
pratico per le famiglie ….” inserisce il
“cacio raviggiolo” come ingrediente
per i cappelletti all’uso di Romagna indiscutibile testimonianza
della valenza culinaria di un prodotto fresco ottenuto dalla
caseificazione di latte, oggi in prevalenza vaccino.
LA SALSICCIA MATTA CIAVAR - La storia
Per la salsiccia matta o ”ciavar” valgono le stesse considerazioni
fatte per tutti gli altri prodotti alimentari di origine suina. Da
sempre nulla va sprecato di questo utile animale; tutto deve servire
ed i più abili macellai hanno sempre ottenuto delizie dall’attenta
“partitura” delle carni. La storia del
ciavar si perde nei racconti dei vecchi
abitanti delle valli romagnole, e
dentro a questo insaccato si
conservano le virtù del territorio e dei
suoi generosi abitanti. Questo
prodotto è ottenuto grazie alla
lavorazione delle carni meno pregiate
del maiale, quali lingua, cuore,
guancia e frattaglie della disossatura
della testa; vengono macinate e
pazientemente impastate con sale e
pepe, abbondante aglio e buon sangiovese. L’aglio e il Sangiovese
sono i due ingredienti chiave di questo particolarissimo prodotto, in
quanto ne esaltano e ammorbidiscono il sapore rendendolo da
sempre un insaccato unico e irripetibile.
IL TORTELLO SULLA LASTRA - La storia
A quanto risulta non si trovano
testimonianze storiche scritte del
tortello sulla lastra. Da sempre
considerato una delle prelibatezze
delle terre di confine fra Romagna e
Toscana, è sicuramente uno dei
migliori alimenti “poveri” ottenuti
dalla felice combinazione dei prodotti
delle magre terre del crinale
appenninico. Farina di grano tenero e
acqua di cottura della zucca per la sfoglia, con aggiunta di zucca,
patate, aglio, cipolla, pancetta, lardo e pecorino per il ripieno: questi
gli ingredienti base del tortello a cui oggi normalmente si aggiunge
anche il parmigiano reggiano. Il nome del prodotto trae origine dal
sistema di cottura su “lastra” di pietra arenaria che, con la sua
particolare ruvidità e con un’uniforme distribuzione del calore, ne
ottimizza la cottura.
LA RAZZA ROMAGNOLA - La storia
“Non fu creata in un attimo, né uscì
perfetta come Minerva dalla testa di
Giove, ma è frutto del lavoro paziente,
intelligente, appassionato, di tutta una
schiera di allevatori che da circa mezzo
secolo le hanno prodigato le loro cure
……”. Con queste parole Dino Sbrozzi
descrive nel 1930 la razza gentile
romagnola. Con mirabile sapienza
Alberto Silvestri nel 1975 ne narra la
splendida storia. Figlia delle terre della Cina (razza delle steppe) si è
inserita prima in Mongolia e poi nell’Est Europeo fino a raggiungere
le terre di Romagna. Nel 1876 a Lyon vengono pesati otto buoi, il
più pesante è 801 kg. il più “leggero” 700. A Parigi, all’esposizione
mondiale del 1900, ottiene la sua consacrazione ufficiale
attribuitagli per l’elevato valore zootecnico. È stata fonte di
ispirazione di tanti artisti tra cui spiccano Pascoli, Carducci, Guerra,
Spallicci e Marchini. Ma fortunatamente la storia continua, ed oggi
nei Comuni del Parco viene ancora allevata al pascolo per garantire,
al consumatore, una qualità superiore.
Riassunto delle caratteristiche del prodotto.
1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE: ANTROLIN 0.3% + 1.5% crema
rettale. 2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA: 100 g di
crema contengono: Principi attivi: Nifedipina 0.3 g, Lidocaina
cloridrato 1.5 g. Per gli eccipienti vedere 6.1. 3. FORMA FARMACEUTICA:
crema rettale. 4. INFORMAZIONI CLINICHE. 4.1 Indicazioni
terapeutiche: trattamento della ragade anale e proctalgie in genere
associate ad ipertono sfinterico anale. 4.2 Dose, modo e tempo di
somministrazione: per applicazioni endorettali e perianali. Applicare
la crema 2 volte al giorno per almeno tre settimane (vedere la
Sezione 6.6). 4.3 Controindicazioni: Ipersensibilità ai principi attivi ed
in particolare verso la lidocaina (e gli altri anestetici locali ad analoga
struttura di tipo amidico) o ad uno qualsiasi degli eccipienti.
Gravidanza, accertata o presunta, ed allattamento (vedere la
Sezione 4.6). Gravi stati ipotensivi e di insufficienza cardiovascolare.
4.4 Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso: l’applicazione topica
del medicinale in dosi eccessive e/o per prolungati periodi di tempo
può dare origine a fenomeni di sensibilizzazione e reazioni locali di
iperemia e sanguinamento, che scompaiono alla sospensione del
trattamento. Nel corso della sperimentazione clinica non sono stati
riportati effetti indesiderati conseguenti ad un possibile assorbimento
sistemico del farmaco. ANTROLIN crema rettale deve comunque
essere usato con estrema cautela nei pazienti che abbiano mucose
gravemente danneggiate e flogosi nella regione da trattare, in
quanto, in tali situazioni si potrebbe verificare un eccessivo
assorbimento dei principi attivi. Il medicinale, inoltre, deve essere
impiegato con cautela nei pazienti diabetici o in quelli con grave
insufficienza epatica e/o renale. Il trattamento con ANTROLIN crema
rettale deve essere effettuato sotto controllo del medico nei pazienti
molto anziani, come pure in quelli di età inferiore ai 18 anni
e nei pazienti in trattamento con farmaci Beta-bloccanti
o antiipertensivi. Si consiglia di controllare la pressione arteriosa
all’inizio e periodicamente durante il trattamento. In caso di
insuccesso della terapia (assenza di miglioramento o peggioramento
della sintomatologia), è necessario sospendere il trattamento
e consultare il Medico per altri provvedimenti. Attenzione: ANTROLIN
crema rettale contiene metile p-idrossibenzoato sodico e propile
p-idrossibenzoato che possono causare reazioni allergiche, anche
ritardate. Inoltre, ANTROLIN crema rettale contiene glicole propilenico
e alcool cetostearilico che possono causare reazioni locali della
cute (ad esempio dermatite da contatto). TENERE IL MEDICINALE
FUORI DALLA PORTATA E DALLA VISTA DEI BAMBINI. 4.5 Interazioni con
altri medicinali: per la presenza della nifedipina, l’effetto di farmaci
antiipertensivi potrebbe essere potenziato dall’uso di ANTROLIN
crema rettale. Il propanololo prolunga l’emivita plasmatica della
lidocaina e aumenta i livelli plasmatici della nifedipina. La cimetidina
può innalzare i livelli plasmatici della lidocaina e della nifedipina.
La contemporanea somministrazione di ANTROLIN crema rettale
in pazienti in trattamento con digossina può determinare un aumento
dei livelli plasmatici di digossina. 4.6 Gravidanza e allattamento:
la nifedipina e la lidocaina attraversano la barriera placentare
e vengono escrete nel latte materno. Negli studi condotti su ratti
e conigli la nifedipina si è dimostrata in grado di provocare effetti
teratogeni. La lidocaina non ha messo in evidenza rischi per il feto.
Si raccomanda, comunque, di non utilizzare il prodotto nelle donne
in gravidanza ed in allattamento. 4.7 Effetti sulla capacità di guidare
e di usare macchinari: la nifedipina, se assunta per via orale
contemporaneamente a bevande alcoliche, può ridurre la capacità
di reazione. Nel caso di ANTROLIN crema rettale, il prodotto
è destinato ad essere somministrato e ad agire localmente.
Non sono prevedibili, pertanto, effetti che possano condizionare
la capacità di guidare o di usare macchinari. 4.8 Effetti indesiderati:
possono verificarsi localmente reazioni quali dolore, bruciore, prurito,
iperemia e sanguinamento. Tali effetti regrediscono dopo la
sospensione del trattamento. In casi molto rari, l’applicazione locale
di preparati a base di lidocaina ha causato reazioni allergiche (nei
casi più gravi, shock anafilattico). Durante la fase di sperimentazione
clinica non sono stati evidenziati effetti indesiderati dovuti ad un
possibile assorbimento sistemico dei due principi attivi (cefalea,
vertigini, vasodilatazione periferica, ipotensione, capogiri e tremori).
4.9 Sovradosaggio: non sono stati segnalati casi di tossicità sistemica
da sovradosaggio con ANTROLIN crema rettale. Nell’eventualità di
intossicazione dopo applicazione topica del prodotto, gli effetti
sistemici dovrebbero essere analoghi a quelli solitamente indotti dai
principi attivi con altre vie di somministrazione. Nei casi di grave
intossicazione da nifedipina si possono manifestare disturbi della
coscienza fino al coma, calo della pressione arteriosa, alterazione
del ritmo cardiaco e shock cardiogeno. Per quanto riguarda il
trattamento possono essere utilizzati farmaci beta-simpaticomimetici
per i disturbi bradicardici del ritmo cardiaco e, in caso di grave
ipotensione, calcio gluconato (10-20 ml di soluzione al 10%
lentamente per via endovenosa) ed eventualmente dopamina o
noradrenalina. Gran parte delle reazioni tossiche agli anestetici locali
ed alla lidocaina interessano il SNC; si avverte una sensazione
di “testa leggera” e capogiri, seguiti spesso da disturbi visivi ed uditivi,
quali difficoltà di accomodazione e tinnito. Nei casi più gravi possono
manifestarsi depressione del SNC e convulsioni. Il trattamento
è sintomatico. 5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE. 5.1 Proprietà
farmacodinamiche: Gruppo farmacoterapeutico: codice ATC
C05AX - Altri antiemorroidali per uso topico. Il meccanismo d’azione
di ANTROLIN è di tipo sinergico. La nifedipina, una diidropiridina ad
azione calcio-antagonista, esplica, se impiegata localmente,
un’azione rilassante sulla muscolatura liscia periferica. Essa agisce
riducendo l’ipertono del muscolo sfinterico anale interno. L’azione
della nifedipina viene integrata nel prodotto dalla presenza della
lidocaina, un anestetico locale di superficie. 5.2 Proprietà
farmacocinetiche: le proprietà farmacocinetiche di ANTROLIN
crema rettale sono state studiate su volontari sani. La determinazione
dei principi attivi nel sangue, effettuata con metodo analitico
convalidato, ha dato esito negativo, non essendo stata rilevata in
nessun siero la presenza di nifedipina. Inoltre, solo tracce minime di
lidocaina sono state riscontrate in 2 soggetti su 12. Queste bassissime
concentrazioni (al di sotto dei limiti di quantizzazione della metodica)
sono in ogni caso molto inferiori a quelle terapeuticamente efficaci
riscontrabili dopo somministrazione sistemica. Pertanto, è ragionevole
escludere che l’applicazione locale di Antrolin possa provocare la
comparsa di effetti sistemici conseguenti all’assorbimento dei suoi
principi attivi. Ad ulteriore conferma di ciò, durante gli studi clinici
non sono stati evidenziati effetti indesiderati conseguenti
all’assorbimento sistemico dei due principi attivi da parte della
mucosa anorettale. 5.3 Dati preclinici di sicurezza: uno studio di
tossicità acuta, eseguito sul ratto, non ha rilevato effetti tossici o letali
fino alla somministrazione di 50 volte la dose terapeutica singola.
Le prove di tossicità subacuta hanno dimostrato che ANTROLIN
crema rettale non modifica in modo significativo i parametri
ematochimici degli animali trattati ed è ben tollerato. In uno
studio sul potenziale irritante del medicinale, condotto sul coniglio,
Antrolin è stato classificato come “non irritante”. 6. INFORMAZIONI
FARMACEUTICHE. 6.1 Elenco degli eccipienti: Vaselina bianca; glicole
propilenico, gliceridi semisintetici liquidi; polietilenglicolstearato;
alcool cetostearilico; glicerilmonostearato; metile p-idrossibenzoato
sodico; propile p-idrossibenzoato; acqua depurata. 6.2 Incompatibilità:
poiché non sono stati condotti studi di compatibilità, il medicinale
non deve essere miscelato con altri prodotti. 6.3 Periodo di validità:
Confezionamento integro: 3 anni. Dopo prima apertura: 30 giorni. 6.4
Speciali precauzioni per la conservazione: Conservare in confezione
ben chiusa, a temperatura non superiore a 25°C. 6.5 Natura e
contenuto del contenitore: tubo in alluminio da 30 g di crema con
cannula, in astuccio di cartone. 6.6 Istruzioni per l’impiego e la
manipolazione: sdraiarsi sul letto sul fianco sinistro, svitare il tappo dal
tubetto ed avvitarvi la cannula, fare uscire una piccola quantità di
crema per lubrificare la cannula ed inserirla nell’ano. Premere
l’estremità del tubetto, far uscire la crema contenuta in circa un
centimetro di tubetto (un centimetro del tubetto contiene circa 2,5
- 3 g di crema). 7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN
COMMERCIO: New.Fa.Dem srl Farmaceutici e chimici con sede
legale ed officina di produzione in Viale Ferrovie dello Stato zona
A.S.I. Giugliano in Campania NA. Concessionario esclusivo per la
vendita in Italia: Bracco S.p.A. - Via Egidio Folli, 50 - Milano. 8. NUMERO
DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO: (A.I.C.):
35396011. 9. REGIME DI DISPENSAZIONE AL PUBBLICO: Da vendersi
dietro presentazione di ricetta medica.
10. TABELLA DI APPARTENENZA DPR 309/90: Non pertinente.
11. DATA DI PRIMA AUTORIZZAZIONE: Aprile 2004.
12. DATA DI REVISIONE DEL TESTO: Aprile 2004.
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Anno III - Numero 3
Protezione della cute interamente in silicone.
La pelle è l’organo più esteso del corpo e solitamente costituisce una barriera eccellente. Per i pazienti stomizzati e incontinenti, tuttavia, è
difficile mantenere la pelle sana. Silesse™ è ipoallergenico perché utilizza la più moderna tecnologia a base di silicone per proteggere la pelle,
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Cura della stomia – sacche
Utilizzato ad ogni cambio di sacca, grazie alla sua formula Silesse™ crea una barriera confortevole e duratura tra la pelle e la placca adesiva. A
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Anno III - Numero 3
In primo piano
ll disegno preoperatorio
in un paziente candidato
al confezionamento di
una stomia
a cura di Lucia Mensi
Infermiera Stomaterapista
Ambulatorio di Stomaterapia e Riabilitazione del
Pavimento Pelvico
AS 3 GENOVESE Presidio Ospedaliero Metropolitano
Ospedale VILLA SCASSI Ge-Sampierdarena
La capacità di convivere con una stomia, soprattutto nelle prime
fasi dopo l’intervento, dipende dalla possibilità di gestire
“facilmente” il nuovo organo: la persona stomizzata deve essere in
grado di vedere e toccare la propria stomia, di poter applicare
autonomamente un presidio ed avere la sicurezza che lo stessa
permanga in situ per dei tempi prestabiliti.
Uno strumento importante per poter raggiungere questi obiettivi è
il disegno pre-operatorio, ovvero la localizzazione della sede ileale
della stomia.
Gli scopi del disegno preoperatorio sono:
Æindividuare il punto ideale in cui verrà confezionata la stomia
Æfavorire la gestione del presidio
Æprevenire le complicanze da malposizionamento
Le zone che devono essere evitate sono le sporgenze ossee (arcate
costali, creste iliache), le cicatrici pregresse, le neoformazioni
cutanee e le pliche (fig. 1). Questa prima fase del percorso
riabilitativo viene messa in atto dallo
stomaterapista in collaborazione con
il chirurgo da 1 a 3 giorni prima
dell’intervento chirurgico, in quanto
variabile che costituisce il fattore più
importante sul piano della successiva
morbilità (Yeo H. e altri autori)1.
La percentuale di complicanze
rilevate nella popolazione afferente al
gruppo sottoposto a disegno
preoperatorio è stata del 43,5%,
contro l’incidenza del 32,5% del
gruppo non sottoposta a disegno
fig.1
preoperatorio. (Barr e aa.)2.
Le complicanze maggiormente riscontrate sono: alterazione
dell’integrità cutanea peristomale, perdite ed infiltrazioni del
presidio, ernia parastomale, retrazione, stenosi e fistole
(Erwin-Toh)3.
Procedura per l’esecuzione del disegno preoperatorio
Con il soggetto supino ad addome scoperto si rilevano i punti
corrispondenti a creste iliache, arcate costali, linea alba e linea della
vita.
Si reperisce il muscolo retto dell’addome, facendo tossire il
paziente, oppure facendogli sollevare la testa o gli arti inferiori
contemporaneamente (di circa 10 cm. rispetto al piano del lettino) e
si disegna un primo punto.
Una corretta esecuzione della tecnica chirurgica, infatti, non può
prescindere dal passaggio dello stoma attraverso i fasci del muscolo
retto dell’addome per prevenire una delle complicanze più
frequenti quali l’ernia parastomale (Erwin-Toh)4.
Identificata la potenziale sede della stomia vi si posiziona un
cerotto.
Successivamente il paziente viene invitato ad assumere la posizione
seduta, eretta ed accovacciata, verificando che in tutte le posizioni,
lo stesso possa vedere il cerotto, indicandolo con un dito.
Es. di disegno pre-operatorio per colostomia
7
Es. di disegno pre-operatorio per ileostomia
Se non sono necessarie variazioni, si applica una placca e si fanno
ripetere al cliente, i movimenti di cui sopra. Se il punto rilevato è
idoneo, in corrispondenza dello stesso si disegna un cerchio di circa
2 cm di diametro con un pennarello indelebile e si eliminano
dall’addome eventuali segni tracciati precedentemente.5
Si intende sede idonea quando la stomia è posizionata in una zona
piana dell’addome non inferiore a 10 cm ( che di fatto corrisponde
alla misura standard di una placca).
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Anno III - Numero 3
In primo piano
Di seguito vengono illustrati 2
casi di malposizionamento.
Nel primo caso la prima foto (A)
illustra la stomia a paziente
supino.
Si osservi come nelle successive
posizioni,
modificando
la
dinamica addominale, la stomia
venga nascosta dal grembiule
A Colostomia
addominale (B, C) e addirittura Foto
Pz. in posizione supina
scompaia fra le pliche in
posizione seduta (D). Nell’ultima immagine il paziente solleva con le
mani l’addome per evidenziare la stomia (E).
8
Foto B Colostomia
Pz. in posizione eretta laterale
Foto C Colostomia
Pz. in posizione eretta frontale
Foto D Colostomia
Pz. in posizione seduta
Foto E Colostomia
Pz. in posizione seduta
In questo caso la prima foto (F) mostra la persona in posizione
eretta e la stomia risulta troppo laterale e all’interno di una plica
cutanea. In posizione seduta (G) la stomia viene nascosta dalla plica
cutanea.
Foto F
Foto G
Conclusioni
Il disegno preoperatorio in una persona candidata al
confezionamento di una stomia, dovrebbe essere incluso nei
protocolli preoperatori ed eseguito di prassi, per evitare che la
stomia venga considerata un intervento invalidante.
Pianificare, gestire e riabilitare offre la possibilità al paziente di
condurre una vita con livelli appropriati di qualità ed è presupposto
essenziale per un rapido reinserimento sociale e lavorativo.6
BIBLIOGRAFIA
1
Yeo H, Abir F, Management of parastomal ulcers; World J
Gastroenterol, 2006 May 28
2
Barr JE, Assessment and management of stomal complication: a
framework for clinical decision making; Ostomy Wound Manage,
2004 Sep
3
Erwin-Toh P, Ostomy pearls: a concise guide to stoma siting,
pouchuing system, patient education and more; Adv Skin Wound
Care 2003 May
4
Erwin-Toh P, Prevention and management of peristomal skin
complication; Adv Skin Wound Care 2000Jul/Aug
5
Gruppo di ricerca Mosè le Tavole; Gli strumenti operativi per
l’assistenza in stomaterapia; AIOSS-Hollister S.p.A. Italia 2003
6
Gruppo di ricerca AIOSS; Clinica Infermieristica in Stomaterapia –
Dalle Evidenze Agli Strumenti Operativi
Revisione della letteratura nazionale ed internazionale aggiornata
al primo semestre 2007; Italia 2007
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Anno III - Numero 3
Il trattamento del dolore post operatorio
L’emorroidectomia tradizionale con tecnica open o chiusa comporta un dolore post-operatorio assai intenso, tale da causare un notevole
stato di ansietà al paziente e di conseguenza al medico al punto da scoraggiare taluni pazienti dal sottoporsi all’intervento.
Le cause del dolore post operatorio in chirurgia ano-rettale sarebbero dovute alla presenza di incisioni sulla regione anodermica
intensamente innervata, alle legature dei peduncoli vascolari, ed a possibili sovra infezioni secondarie. Tuttavia lo spasmo dello sfintere anale
interno sembra giocare un ruolo assai rilevante non solo nella patogenesi della malattia emorroidaria, ma anche nel dolore dopo chirurgia
emorroidaria.
Uno studio condotto su 270 pazienti suddivisi in 18 centri ha dimostrato che la somministrazione della crema Antrolin applicata localmente
possa determinare una significativa riduzione dell’ipertono dello sfintere anale e del dolore dopo emorroidectomia, con una minima
incidenza di eventi avversi di tipo sistemico e l’assenza di significativi effetti emodinamici sulla pressione arteriosa e frequenza cardiaca.
Ciò ha permesso anche di ridurre il consumo di analgesici e di antidolorifici nel periodo postoperatorio.
9
Figura 2.13.
Studio Antro 01-05: andamento tabellare e figurativo della variazione dello score del dolore postoperatorio (Delta VAS) in mm vs livello basale nei due gruppi di
pazienti operati di emorroidectomia e trattati con crema Antrolin® o con crema di lidocaina
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Anno III - Numero 3
Una finestra sull’Associazione
Lettera ai Soci
a cura di Angelo Stuto
Come è ormai tradizione vi chiedo di non esitare ad inoltrare
suggerimenti e critiche, esortandovi, come sempre, ad essere parte
attiva della vita societaria. Anche grazie al vostro contributo la
SIUCP è società vitale, solida e che conta attualmente oltre 500 soci
in regola (prego i morosi di regolarizzare quanto prima!) ed oltre 80
UCP sparse nel territorio nazionale.
Approfitto per ricordare a tutti che la prossima Assemblea dei Soci
si terrà a Modena durante il 13° Meeting Congiunto di
Colonproctologia e Stomaterapia. Spero parteciperete numerosi
all’evento modenese organizzato da Roberto Villani ed
all’Assemblea societaria.
A presto
Carissimi,
il 17 settembre u.s si e’ svolto il Consiglio direttivo della SIUCP.
Sono state discusse ed approvate molte iniziative che la SIUCP
realizzerà nei mesi futuri. Di seguito alcuni dei punti sviluppati
durante il CD e che realizzeremo nei prossimi mesi.
Durante il CD sono stati presentati inoltre i risultati del survey che i
soci hanno compilato dopo il congresso di Roma, le iniziative che la
SIUCP produrrà nei prossimi mesi tengono ovviamente contro delle
richieste, osservazioni e critiche che i soci hanno espresso.
Uno dei punti a cui si darà priorità è sicuramente quello di rafforzare
il contatto trai i soci SIUCP e il board SIUCP attraverso il lavoro dei
coordinatori Regionali.
Tra le iniziative approvate ho il piacere di annunciare che la SIUCP
assegnerà annualmente diverse borse di studio e/o finanziamenti
ad obiettivo; la prima borsa ed il primo finanziamento verranno
assegnati durante il congresso del dr. Villani in occasione
dell’Assemblea dei Soci della SIUCP. Già dal prossimo numero e sul
sito societario potrete trovare le norme per poter partecipare
all’assegnazione delle borse di studio.
10
Il 2010, come approvato durante la riunione, sarà un anno in cui La
SIUCP promuoverà i Workshop territoriali: work shop che
tratteranno sia temi di proctologia e patologie del pavimento
pelvico sia di chirurgia avanzata coloproctologica. Ogni workshop
avrà un unico format approvato dal CD della SIUCP ed inoltre è in
fase di studio la possibilità che la SIUCP finanzi direttamente una
parte dell’organizzazione di tali workshop (es.: crediti ECM etc). I
soci interessati per l’organizzazione di un evento (rigorosamente di
una giornata!) possono fare riferimento ai propri coordinatori
regionali ed al Dr. Tarroni.
Aggiungo all’elenco delle iniziative approvate il restyling del sito
societario con l’aggiunta di nuove attività e sezioni. Si attiverà una
sezione forum dedicata ai Soci e una dedicata agli utenti che
potranno rivolgere domande su temi di colonproctologia.
Prossimamente inoltre la SIUCP diventerà provider ECM e stiamo
valutando la possibilità di sviluppare corsi accreditati ECM
attraverso l’E-Learning.
Come vedete abbiamo inoltre deciso di mantenere “SIUCP News”
che ritengo importante strumento di informazione, conferendogli
un ruolo sempre più vivo e attivo tra e per i soci. Si avrà una versione
della rivista anche in formato elettronico che raggiungerà
capillarmente tutti gli associati (tipo Newsletter).
Assemblea dei soci SIUCP
19 novembre 2009
ore 18.00
c/o Forum Guido Monzani
Via Aristotele, 33 Modena
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Anno III - Numero 3
MFA Multi-Functional Anoscope: un nuovo strumento nella visita proctologica.
Dr. P.Meinero.
Sino ad oggi non esisteva uno strumento in grado di valutare la
funzionalità anorettale durante la prima visita proctologica per
patologie minori. In questi casi infatti, la manometria viene eseguita
solo quando vi sia un evidente motivo anamnestico non essendo
prevista in alcuna linea guida.
L'MFA si colloca tra l'attuale nulla e la manometria stessa
permettendo di rilevare i parametri di sensibilità rettale (First
Sensation, Defecatory Desire Volume, Maximum Tolerable Volume)
già durante la prima visita. Se alterati, questi parametri consentono
l'individuazione di pazienti con ipersensibilità o iposensibilità
notoriamente correlate con patologie concomitanti misconosciute.
E' costituito da un anoscopio graduato e da un catetere con
palloncino.
E' multifunzionale perchè oltre al Test di Sensibilità Rettale (TSR)
consente di effettuare, già durante la prima visita, il Balloon
Expulsion Test (BET), la Valutazione preoperatoria dell'Entità del
Prolasso (VEP) e la Misurazione della Lunghezza del Canale Anale
(MLCA). A seconda dell'esito di questi tests, lo specialista potrà
sospettare patologie concomitanti ed indirizzare il paziente verso
ulteriori approfondimenti diagnostici.
Nello studio personale, si dimostra la correlazione tra le alterazioni
della sensibilità rettale ed alcune complicanze postoperatorie che,
grazie all'utilizzo dell'MFA, possono essere prevenute. Con l'MFA si
può inoltre prevedere l'esito di un eventuale biofeedback.
Dida foto: MFA Multi-Functional Anoscope
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In evidenza
15 – 16 ottobre 2009
Chirurgia del Colon-retto-ano
Crema
Presidente: Guglielmo Giannotti
25 – 28 ottobre 2009
SIC – 111° Congresso nazionale
“Quale Domus per il Chirurgo”
Rimini
Presidente: Gianfranco Francioni
13 – 15 novembre 2009
ECTA - 1st Biennal Meeting
“New technologies in colorectal surgery”
Canton - Cina
Anno III - Numero 3
Bacheca
B.M.W. C 1 125
nero executive full optional
km. 32000 circa anno 2001
richiesta € 2.000,00
n.b. sono disponibili altri C1
con altri colori rosso e grigio
metallizzato c.c.125
Mario 06.86214315
B.M.W. 1200 G.S
nero/grigio con top case e
borsa dx. km. 8.000 circa
anno 2007
€ 11.500,00
Mario 06.86214315
Presidente: F. Seow-Choen
19 – 20 novembre 2009
13° Meeting Congiunto di Colonproctologia
e Stomaterapia
Modena
B.M.W. 1150 RT
blu con top case e borse dx. + sx. km. 74000 circa
anno 2003 € 6.300,00
Mario 06.86214315
Presidente: Roberto Dino Villani
Presidente Onorario: Gianluigi Melotti
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23 – 25 novembre 2009
ACOI – 19° Congresso nazionale di
videochirurgia
“inFORMAZIONE multimediale dalla
videochirurgia alla multimedialità”
Conegliano (TV)
Presidente: Gabriele Munegato
Milano-P.zza San Babila:
Loft con tutti i confort di 45 mq
1 letto matrimoniale + 1 letto
singolo, angolo cottura, terrazzino,
bagno e guardaroba affittasi per
brevi - lunghi periodi
tel. 335/6792956
(150/notte - 900/settimana - 2.500 /mese).
25 – 29 maggio 2010
Congresso Nazionale ACOI
“Chirurgia tra mito e scienza”
Paestum (SA)
Presidente: Ottaviano Petrillo
Inviate i vostri contributi alla redazione
[email protected]
30-11-2006
15:27
Pagina 1
Min. Sal. In data 13 ottobre 2004.
21x29,7 pp antrolin
La soluzione
con una marcia in più
Il primo trattamento etiologico delle patologie proctologiche.
PRESCRIVIBILE CLASSE C
ANTROLIN
®
ATC: C05AX
NIFEDIPINA 0,3% + LIDOCAINA 1,5%