dal progetto alla gestione Il Decimo bilancio social

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dal progetto alla gestione Il Decimo bilancio social
PIANETA UNIECO - Novembre 2009 - n. 3 - Rivista Trimestrale - “Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento Postale - 70% - DCB - Reggio Emilia
Efsa: cantiere aperto
per la nuova sede a Parma
Citta Sant’Angelo Outlet:
dal progetto alla gestione
Il Decimo bilancio sociale
“vive” con il corso per i nuovi soci
Unieco Green:
nuove soluzioni per il rugby
3
2009
Il calendario del 2009
Gennaio
Febbraio
Marzo
Aprile
Debutta il
Consorzio Stabile
Eureca
Piano Poliennale
2009-2012Budget 2009
Fidenza Shopping
Park cresce
ancora
Brebemi nel 2009
partono i cantieri
Agosto
Settembre
Ottobre
Unieco alla fiera
EIRE con i grandi
progetti
Unieco in Brasile:
un asilo a belo
horizonte
Dicembre
Assemblea di
Bilancio
-Città
Sant’Angelo Village
Assemblea
bilancio sociale il
10°
Nuova sede efsa
“cantiere in
corso”
Novembre
Giugno
Unieco e CMB al
decollo di Porta
Nuova Varesine a
Milano
inaugurazione
Campo rugby Unieco Green
Tempio per la
cremazione a
Parma
Stati Generali
Costruzioni a
Roma
Maggio
Luglio
Arcaland: una
scuola per
l’Abruzzo
Concerto di Luca
Barabarossa e
Neri Marcorè
House Organ di Unieco
Ora pensiamo al 2010...
Dodici mesi “in salita” ma anche segnali positivi per il “saper fare” Unieco.
Il valore della esperienza cooperativa nella difesa del posto di lavoro “stabile”
Perché l’Italia è entrata prima degli altri Paesi nella recessione?
E perché, nonostante non abbia subito il fallimento di grandi
banche e l’esplosione della bolla immobiliare, sta vivendo la
crisi per molti versi peggio di altri Stati? Cosa ci attende quando
finalmente il mondo ripartirà? Sapremo uscire non solo dalla
recessione, ma anche dalla stagnazione in cui ci dibattiamo
da oltre quindici anni?
Sono interrogativi aperti che l’economista Tito Boeri solleva
nel volume La crisi non è uguale per tutti (edito da Rizzoli) e
che la politica economica sembra ignorare. Sono interrogativi
che ogni giorno sono sotto gli occhi di tutti. Di chi lavora, di chi
guida le imprese, di chi “targato Italia” si affaccia sui mercati
esteri. Sono interrogativi che anche il movimento cooperativo
sta affrontando con un preciso intento: difendere il valore del
lavoro e del lavoro “non precario”. Bene ha fatto il presidente di
Legacoop Emilia Romagna Paolo Cattabiani a ribadire che: “Le
imprese cooperative dell’Emilia Romagna aderenti a Legacoop
(sono circa 1.600 con un fatturato 2008 di 25mila milioni di
euro e un numero di occupati pari a 152mila) utilizzano lavoro
che, per il 92 %, ha il carattere della stabilità, con un 60 %
di occupazione femminile”. L’attenzione all’occupazione e
l’impegno per rapporti di lavoro regolari e stabili nel tempo sono
una caratteristica costitutiva dell’impresa cooperativa e fin dalle
origini l’obiettivo lavoro era al primo posto quando nasceva una
cooperativa. E lo è ancora, pur nella innovazione delle relazioni
industriali che ha riguardato, ovviamente, anche le imprese
cooperative che operano nel mercato e oggi, purtroppo, nella
condizione generale di crisi in cui versa l’economia mondiale.
E “poiché la crisi colpisce i settori produttivi a macchia di
leopardo – afferma ancora Cattabiani – anche tra le imprese
cooperative formazione e mobilità possono dare una mano a
contrastare i colpi della crisi”. Unieco ha dato il suo contributo
e come si legge (da quest’anno solo su www.unieco.it) nel
Editore:
Mauro Casoli
Direttore responsabile:
Bilancio Sociale anche nel 2008, l’occupazione in UNIECO
conferma il tasso di crescita dell’ultimo biennio, di poco
superiore al 4,2%, grazie ad un incremento di 24 unità che ha
riguardato impiegati e quadri. Continua la lenta ma costante
diminuzione percentuale del personale operaio, sceso al
31,5% sul totale. Queste dinamiche si evidenziano all’interno
di una minore intensità dei movimenti di personale, in entrata
e in uscita, confermata da una diminuzione di 4,3 punti del
tasso di turnover. Il personale femminile si incrementa di 13
unità, grazie al fatto che il 30,61% delle assunzioni, nel 2008,
ha riguardato donne. La percentuale dei laureati sul totale
dell’organico aziendale è pari al 18%, con una crescita di
quattro punti percentuali nel quadriennio.
Unieco, nello specifico aziendale, sta vivendo un 2009
importante. E’ l’anno di avvio del nuovo Piano Poliennale che
guarda al 2012. E’ l’anno delle sfide complesse su fatturato e
margini. E’ l’anno dove ribadire la centralità del socio, l’impegno
verso tutti gli stakeholder (non è un caso che quello del 2008
è il decimo Bilancio Sociale di Unieco) , verso la sostenibilità
ambientale ma anche verso lo sviluppo. Grandi cantieri come
la BreBeMi, la sede Efsa a Parma, nuovi progetti che uniscono
alla progettazione e costruzione la gestione come il tempio
crematorio di Parma e l’outlet Città Sant’Angelo, l’espansione
all’estero del settore ferroviario e dei laterizi, i nuovi progetti
che puntano al waste to Energy per la divisione ambiente.
Tante sfide e altre, nuove, si preparano. Nel 2010 Unieco
dovrà rinnovare l’impegno sulla qualificazione delle risorse
umane e sulla specializzazione nei segmenti di mercato dove
si possono realizzare marginalità importanti. Tante sfide da
vincere INSIEME con una marcia in più, quella del ‘saper fare
cooperativo’ che è capace anche di reggere le crisi… In più di
cent’anni ne abbiamo viste tante. Buon 2010!!
Il consiglio di amministrazione Unieco
Adriano Milelli
Elena Messori
Monia Scaltriti
Cristina Campani
Donatella Galloni
Via Meuccio Ruini, 10
Reggio Emilia
Tel. 0522-795036
[email protected]
Focus
Bilancio Sociale Unieco:
“anno decimo”
Avviato un corso di formazione
per i nuovi soci che faranno
crescere la cooperativa nei
Pag. 5
prossimi anni
Il Bilancio Sociale 2008
“in pillole”
Pag. 8
Scenari
Progettazione e editing:
Artoni Grafica
Montecchio Emilia
Fotografie:
Superstudio (RE)
Massimo Manini
Stampa:
Bertani&C
Via C.A. Dalla Chiesa, 4
42025 Cavriago (RE)
Autorizzazione
del Tribunale di RE
n° 1047 del 16/08/2001
Tito Boeri Economista
Paolo Cattabiani
Sommario
Sommario
Stefano Catellani
Redazione:
Unieco Servizio Comunicazione
“Questa crisi non e uguale per tutti.
Molti sono stati lasciati indietro.
Ma e proprio in tempo di crisi che
si possono fare riforme ambiziose,
per non rassegnarsi
al declino del nostro paese.”
Ricette d’autore per
“crescere cooperAttivi”
Levorato & Matteucci
incontrano i Soci Unieco
Pag. 9
Strategie
Il Consorzio Eureca vince un
appalto da 363 milioni
Genova realizzerà il passante
ferroviario
Eventi
ANCPL:
lo sguardo sul futuro
Via Emilia “roccaforte”
A Reggio l’assemblea delle
cooperative di produzione e
lavoro di Parma, Reggio e
Piacenza
Un outlet per sognare
Inaugurato in Abruzzo il “Città
Sant’Angelo Village”
CLF: sviluppo a 360°
Firenze viaggia in Tram
Torino ritorna “capitale
ferroviaria”
Luca Barbarossa e Neri
Marcorè
Festa di Fine anno al Palasport
Pag. 14
Pag. 16
Pag. 25
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Novità
Nuovo look in casa Unieco
Ora, dopo il trasferimento
della sede di Legacoop
Reggio, la sede Unieco occupa
interamente due torri del
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direzionale di via Ruini.
Arcaland:
Una scuola per l’Abruzzo
Legacoop con l’Abruzzo
Pag. 28
Pag. 31
Pag. 36
Pag. 52
Progetti in corso
Pag. 54
TEM:
la nuova grande occasione per
Pag. 34
Milano
Innovazione
Pag. 18
Pag. 21
Fiere
Ecomondo:
vetrina mondiale
UNIECO:
idee per la green economy
SEDE EFSA:
Cantiere aperto
BreBeMi:
Via libera ai lavori
Nasce Solaria
L’edificio residenziale più alto
di Milano
Barricalla “atto IV°”
L’impianto piemontese si
posiziona tra le strutture di
smaltimento più importanti
e tecnologicamente avanzate
d’Italia
Pag. 50
Solidarietà
Pag. 38
Lavori in corso
Pag. 40
“SEMPRE AVANTI”... con
Unieco Green
La Rugby Reggio ha un nuovo
Pag. 34
campo in erba sintetica
News
Pag. 22 - 23 - 24
Pag. 41
Pag. 47- 48
UNIECO: BILANCIO SOCIALE 2008
Focus
Pianeta Unieco
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UNIECO: BILANCIO SOCIALE 2008
AV V I AT O U N C O R S O D I F O R M A Z I O N E P E R I N U O V I S O C I
C H E F A R A N N O C R E S C E R E L A C O O P E R AT I VA N E I P R O S S I M I
ANNI: AL PRIMO INCONTRO HANNO PARTECIPATO
4 0 G I O VA N I A S P I R A N T I I M P R E N D I T O R I C O O P E R AT I V I
“anno decimo”
Il report fotografa forti
legami con i territori
dove la cooperativa
opera in settori
diversi: dai lavori
ferroviari ai laterizi,
dalle costruzioni
all’ambiente e apre la
strada verso il futuro
I nuovi “imprenditori Cooperativi” che dovranno far
crescere Unieco nei secondi cent’anni di vita crescono,
anno dopo anno, grazie ai corsi di formazione sociale e
l’avvio del corso 2009 ha coinciso con la presentazione
del 10° bilancio sociale. “Il Bilancio Sociale è una porta
aperta, consente a tutti di entrare in Unieco, di conoscerla
e di conoscere gli impegni presi ma anche i risultati
ottenuti – commenta il presidente di Unieco Mauro
Casoli – è un impegno forte ribadito anche nel piano
poliennale 2009-2012. Il tratto unificante è l’investimento
sui nuovi imprenditori cooperativi, sui nuovi soci e sul
Pianeta Unieco
Focus
Bilancio
Sociale
Unieco:
5
UNIECO: BILANCIO SOCIALE 2008
Focus
Pianeta Unieco
6
rinnovamento. E’ per centrare questo obiettivo che
quaranta giovani neo assunti hanno iniziato, in occasione
della presentazione del bilancio sociale un percorso di
formazione che consentirà ad alcuni di loro di diventare
soci cooperatori di Unieco”.
All’interno del corso sociale molta attenzione è riposta ai
modelli di gestione e alla partecipazione attiva, soprattutto
quest’anno in cui si è avviata una riflessione per rivisitare
la governance di Unieco, che sarà poi portata all’esame
dell’assemblea dei soci all’ inizio del 2010. Ecco perché
nell’incontro di apertura, fatto coincidere con la convention
di presentazione del Bilancio Sociale, è stato invitato il
Prof. Mario Viviani (DTN Consulenza) a parlare della figura
del socio e del suo ruolo nella governance cooperativa.
Nel 2008 Unieco ha commissionato a DTN consulenza
di Bologna un’indagine sulla propria Governance con il
metodo “VGR, Valutazione sistematica sul funzionamento
della governance e sui rischi connessi” per definire
un profilo più analitico, un confronto con il settore di
riferimento.
La Convention Sociale 2009 per la presentazione del
bilancio sociale si è svolta a Reggio Emilia ma con
collegamenti in video conferenza con tutte le sezioni
soci (Bologna, Milano, Brescia oltre a quelle reggiane a
Correggio e Felina e ai soci onorari). I soci Unieco sono
complessivamente 1206, erano 1143 nel 2005 ma i soci
cooperatori sono 360 (erano 316 nel 2005) gli altri sono
soci sovventori oppure soci onorari.
Dal 1999 Unieco ha scelto di dare concretezza ai valori
che identificano la Responsabilità Sociale dell’Impresa
(RSI), abbinando al Bilancio Contabile il Bilancio Sociale
e il Bilancio Ambientale. Gli indicatori più rilevanti del
Bilancio 2008 segnano un nuovo punto di partenza per
un dialogo tra Unieco e gli stakeholder. La coerenza
dei risultati rendicontati rispetto agli obiettivi è il filo che
unisce dieci bilanci sociali e che indicherà la strada
anche per i prossimi anni. Con una novità. “Da quest’anno
il Bilancio Sociale è disponibile solo on line (www.
unieco.it e nel portale aziendale “Uni&Co”) – spiega il
responsabile sviluppo politiche sociali Adriano Milelli – è
un segnale di attenzione alla sostenibilità totale, partendo
da piccole scelte concrete come l’eliminazione del
supporto cartaceo che invece rimane per l’Annual report
che abbiamo presentato in occasione della convention
insieme al bilancio sociale on line ”. In Unieco la raccolta
e lo sviluppo dei dati si avvalgono in larga misura del
sistema di indicatori per la responsabilità sociale “CSRSC”, definito dal Ministero del Welfare, allargandosi
anche ad aspetti ulteriori che sono specifici di una realtà
imprenditoriale cooperativa.
UNIECO: BILANCIO SOCIALE 2008
Focus
Pianeta Unieco
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BILANCIO SOCIALE ON LINE
ANNUAL REPORT 2008
NEL SEGNO DELLA
TRADIZIONE
Da QUEST’ANNO il bilancio sociale di Unieco è
disponibile solo on-line (www.unieco.it).
Ha mantenuto invece il tradizionale aspetto del
volumetto stampato l’Annual report 2008 che
fotografa Unieco e le società controllate nel 2008.
Altre novità sono in cantiere per dare una migliore
visibilità all’immagine di Unieco nelle relazione
esterne.
UNIECO: BILANCIO SOCIALE 2008
Focus
Pianeta Unieco
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Il Bilancio
Sociale 2008
“in pillole”
Il Patrimonio Netto Unieco
era di 139 milioni all’inizio
piano poliennale (nel 2005),
è arrivato a 247 milioni fine
piano nel 2008.
Il prossimo Piano Poliennale
2009 - 2012 parte da questi
“pilastri”.
Il Capitale sociale di Unieco segna un + 19,3% nell’ultimo
anno. L’utile netto prodotto tra 2005 e 2008 ammonta a
142 milioni di euro. Anche il Valore Aggiunto distribuito
nei quattro anni del Piano Poliennale appena concluso
raggiunge livelli record: 349,14 milioni di euro (78 milioni
solo nel 2008, nel 2003 era di 51,8) e va ad aumentare sia
la remunerazione dei soci e del personale, sia il patrimonio
indivisibile destinato alle generazioni future. La distribuzione
è per la quota più rilevante in remunerazione del personale
32,2 milioni (il 41,5% del totale) seguono il consolidamento
patrimoniale 23,4 milioni e le tasse: quasi 10 milioni.
08
Il Consiglio di Amministrazione di Unieco è composto da 15
Consiglieri e nel corso dell’anno 2008 si è riunito 18 volte
con una partecipazione media del 90% dei componenti.
Nel 2008 il 78,5% dei soci ha partecipato ad almeno 6
delle 8 assemblee che si sono svolte nel corso dell’anno.
Anche nel 2008 l’occupazione in Unieco ha confermato il
tasso di crescita dell’ultimo biennio: di poco superiore al
4,2% grazie ad un incremento di 24 unità che ha riguardato
impiegati e quadri.
Continua la lenta ma costante diminuzione percentuale
del personale operaio sceso al 31,5% sul totale. Ecco
“la squadra”: 590 addetti in Unieco e 1361 in totale se si
conteggiano le società controllate.
La percentuale dei laureati sul totale è pari al 18%, con una
crescita di quattro punti percentuali nell’ultimo quadriennio.
Complessivamente gli interventi formativi realizzati in
Unieco nel 2008 sono stati 135 (20 in più rispetto al 2007).
Il numero di persone che hanno preso parte ad almeno
un momento formativo è pari al 64,41 % dell’organico
aziendale. Unieco è “un buon posto anche per fare carriera”:
complessivamente sono stati 71 i passaggi di livello, 134
riconoscimenti retributivi e 7 nomine a quadro. Le iniziative
di corporate living ammontano a oltre 1 milione di euro nel
quadriennio 2005 2008.
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UNIECO: BILANCIO SOCIALE 2008
LEVORATO & MATTEUCCI INCONTRANO I SOCI UNIECO
Scenari
Pianeta Unieco
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Ricette d’autore
per “crescere
cooperAttivi”
Nella elaborazione del piano poliennale 2009-2012 di Unieco
molta attenzione è stata dedicata ai modelli di governance e
alla partecipazione attiva dei soci anche in vista del rinnovo del
Consiglio di Amministrazione in programma a metà 2010 (con
l’assemblea di bilancio) e della rivisitazione della governance che
sarà portata all’esame dell’assemblea dei soci all’inizio del 2010
(assemblea di budget).
“Anche per questi motivi nel corso di formazione
sociale 2009 – spiega Adriano Milelli, responsabile
sviluppo politiche sociali di Unieco - abbiamo
inserito un confronto con scelte operative diverse
dalla nostra: quella di Manutencoop di Bologna
(modello dualistico con Consiglio di Sorveglianza e
il Consiglio di Gestione in una Spa operativa mentre
la cooperativa controllante ha un modello di gestione
classico) e quella del CMC di Ravenna (modello
legato al consiglio di amministrazione classico ma
integrato con un Comitato Strategico dove siedono
presidente amministratore delegato e direttore
generale abbinato a una direzione operativa”.
Ne hanno parlato i presidenti Claudio Levorato e
Massimo Matteucci.
Claudio Levorato
D Le nuove dimensioni
delle società cooperative
unite a scenari competitivi
in rapida evoluzione nei
diversi settori di attività quali
scelte di governance hanno
consigliato a Manutencoop?
R Noi abbiamo fatto la
scelta di distinguere la
proprietà cooperativa e
il momento associativo
nell’ambito della proprietà
cooperativa dall’attività
di impresa. Ovvero la
cooperativa ha affidato a delle società controllate le attività
industriali. Le Spa operano nell’ambito di indirizzi che vengono
fissati dalla cooperativa e dai suoi organi (assemblea dei soci
UNIECO: BILANCIO SOCIALE 2008
Pianeta Unieco
10
e Cda) perseguendo obiettivi industriali applicando principi
e valori del proprio fare impresa che sono quelli tipici della
cooperazione. Questa scelta ci ha consentito la possibilità
di aprire a soci di capitale che hanno apportato risorse (180
milioni di euro in capitale di rischio) necessarie per mettere a
segno operazioni di sviluppo (acquisizioni) in tempi rapidi e
cogliendo gli andamenti dei mercati dove operiamo. La società
di capitali è quindi “strumento” di realizzazione della mission
cooperativa dove il driver fondamentale è la crescita per offrire
opportunità di lavoro.
D La Governace Duale che vantaggi sta dando?
Scenari
R La scelta è legata al percorso di preparazione all’ingresso
in Borsa (la quotazione a Piazza Affari di MFM Spa ndr). Anche
se l’arrivo della bufera finanziaria ci ha spinto a rimandare la
quotazione, abbiamo attivato tutte le procedure di controllo
e di gestione previste per la Borsa e questo è un vantaggio
operativo. Ci stiamo allenando. Il sistema dualistico è funzionale
alla trasparenza richiesta dai mercati finanziari. Il consiglio di
sorveglianza nomina il consiglio di gestione. E’ dotato del potere
di revoca di amministratori che non rispettano le regole. E’ quindi
Manutencoop (Bologna)
Il Gruppo Manutencoop opera dal 1938
nel mercato dell’Integrated Facility Management. Guidato da Manutencoop
Società Cooperativa, offre, sull’intero
territorio nazionale, tutto l’insieme dei
servizi ausiliari al core business di enti
pubblici, strutture sanitarie e grandi
gruppi privati.
Opera attraverso due società controllate:
Manutencoop Facility Management
S.p.A., attiva nel settore dell’Integrated facility management, l’erogazione
di servizi integrati rivolti alla gestione
di beni ed attività di terzi. E’ questa la
società che ha visto l’ingresso di capitali
di rischio privati (i fondi di investimento
con una quota del 28%) e chi avvia alla
quotazione in Borsa. Per la governance
è stato scelto il modello duale: il Consiglio di Gestione (con 2 indipendenti) e
il Consiglio di Sorveglianza (10 membri
indipendenti) per dare spazio ai consiglieri indipendenti richiesti dal mondo finanziario per creare trasparenza
operativa. I due consigli rimangono in
carica 3 anni. MFM ha realizza il 90%
dei ricavi 2008. Al 30 giugno 2009, il
Gruppo MFM ha conseguito ricavi pari
a 568,9 milioni di euro, in crescita del
69% , rispetto ai 335,9 milioni di euro
registrati nel primo semestre dell’eser-
un vero cambiamento rispetto alla governance tradizionale.
D Quale ruolo, in questo scenario, per i nuovi soci?
R Da “vecchio” della cooperazione negli anni ottanta ho
cominciato a lavorare attorno a un progetto che mirava a
trasformare l’adesione “idealistica- ideologica” (anni 70/80)
alla cooperativa che mostrava un evidente logoramento a un
impegno su basi imprenditoriali dei soci. La cooperativa “mi
serve “ se mi farà star meglio .. dicevano i nostri soci negli anni
’80 dell’edonismo reganiano. Noi abbiamo un forte turn over nel
personale e questa era una ulteriore complicazione. Abbiamo
così deciso di togliere gli automatismi tra l’essere al lavoro in
cooperativa e l’essere socio. Sono iniziati così i primi processi
selettivi ‘seri’ per l’ammissione a socio (la quota sociale non era
più simbolica). Poi abbiamo inserito il ristorno che si abbina al
dividendo e questo è un passaggio importante: legare ai risultati
economici un effettivo ritorno. Ieri come oggi non basta però dire
la cooperativa è tua . Ora andiamo avanti con grandi investimenti
su formazione e preparazione all’assunzione di quella che deve
essere a tutti gli effetti una responsabilità imprenditoriale. I corsi
per poter diventare socio sono la strada giusta.
www.manutencoop.it
cizio 2008. L’Utile Netto del Gruppo nel
corso del primo semestre dell’esercizio
2009 ha raggiunto i 13,9 milioni di
euro, in crescita del 51% rispetto ai
9,2 milioni di euro al 30 giugno 2008.
Manutencoop Immobiliare S.p.A., gestisce lo sviluppo di iniziative immobiliari destinate alla vendita e il patrimonio
strumentale del Gruppo.
La terza società opertiva Manutencoop
Servizi Ambientali S.p.A., società che
opera nel settore dei servizi ambientali
fornendo servizi di raccolta rifiuti urbani
e ospedalieri, spazzamento stradale,
realizzazione e gestione di piattaforme
ecologiche e discariche è stata ceduta al
gruppo Biancamano nel corso del 2009
(vale un fatturato di oltre 100 milioni).
Manutencoop ha circa 15.000 addetti
(post cessione servizi ambientali)e 700
soci. Nel 2008, prima della cessione
dei servizi ambientali, ha fatturato 718
milioni di euro con un tasso di crescita
medio ponderato dal 1999 del 17%. Nel
2008 l’utile netto è stato di 14,6 milioni
di euro Nella cooperativa la governante
è tradizionale. Il Consiglio di Amministrazione di Manutencoop Società
Cooperativa viene eletto dall’Assemblea
dei Soci e dura in carica 3 anni.
D Quattrocento soci e una dimensione di grande player
Massimo Matteucci
D Il 12 giugno di quest’anno
mondiale. Si riesce a fare cooperazione anche con queste
dimensioni?
R Sì. Svolta resa necessaria
R Dobbiamo riuscire a esaltare il valore della partecipazione,
dobbiamo fare partecipare i soci. E’ impegno notevole,
importante ma siamo in qualche modo “condannati a farlo”
perché l’essere cooperativa, il volere continuare ad essere
cooperativa in condizioni, anche logistiche, di questa natura
e questa dimensione comporta naturalmente scelte e sforzi
di un certo tipo. C’è in effetti la necessità di ampliare questa
visione perché riuscire ad avere tante persone significa anche
pensare alla loro valorizzazione professionale e sociale e non
sempre è facile.
nell’organi-gramma di
CMC sono entrati un
amministratore delegato
e un direttore generale.
Svolta?
dalla evoluzione dei
mercati. Evoluzione in
termini di complessità ed
evoluzione anche in termini
di governance. Per noi infatti
il filone dello sviluppo della
governance cooperativa
con la separazione tra la rappresentanza della proprietà (i
soci) dalla gestione economica dell’impresa in un mercato
come quello delle costruzioni , tremendamente complesso,
che per CMC significa anche operare su scala mondiale ha
determinato questo tipo di scelta.
D Catena decisionale corta e necessità di implementare i livelli
di controllo. Come si coniuga quello che chiede il mercato con
quello che chiede la cooperazione?
R E’ una sfida che abbiamo messo in campo con Organismo
di Vigilanza e Comitato Strategico e che stiamo accettando
con grande determinazione. Accorciare la catena del comando
rendendo rapida e tempestiva la nostra capacità decisionale è
UNIECO: BILANCIO SOCIALE 2008
D Portare con orgoglio la “maglia CMC “ e un prerequisito per
tutti .. ai soci cosa chiedete?
R E’ basilare avere nuovi soci perché senza nuovi soci
facciamo fatica a immaginare una cooperativa. In CMC questo
è un dibattito che si è sviluppato da molti anni. In passato, ad
esempio, gli impiegati non potevano diventare soci. La nostra
è una azienda fortemente operaista dove gli impiegati hanno
atteso 74 anni per essere ammessi a soci. Quando sono entrato
in CMC questo dibattito era ancora aperto. La dimensione del
lavoro e della competenza però era e rimane alla base di questi
ragionamenti. La qualità del lavoro è sempre stata al centro
della vita in CMC e di questo siamo orgogliosi. Se CMC vale
è perché vale il lavoro di ognuno di noi. Le performance che
la gente CMC ha messo in campo sono il nostro ‘passaporto’
: per entrare tra i soci e per vincere sul mercato.
La Cooperativa Muratori e Cementisti – Cmc di Ravenna da moltissimi
anni è tra i leader assoluti nel settore
delle costruzioni. E’ stata fondata a
Ravenna nel 1901 e da più di 50 anni
lavora all’estero. Cmc di Ravenna si è
collocata al 135° posto nella classifica
dei principali 225 contractor inter-
www.cmc.coop
nazionali che la rivista statunitense
Engineering News Record pubblica
annualmente. Realizza oltre il 90% del
fatturato consolidato annuo, superiore
nel 2008 ai 700 milioni di euro (di cui
252 milioni all’estero), nel settore delle
costruzioni con un risultato prima delle
imposte pari a 13,5 milioni.. A segui-
Mauro Casoli
D Unieco è cresciuta e sta
affrontando nuovi scenari.
Il piano poliennale indica
una strada anche in tema di
Governance?
R La Governance, per noi di
Unieco, non è riconducibile
ad un mero schema
organizzativo o ad un elenco
di procedure formali, ma è
qualcosa di più profondo. E’
un insieme di processi volti
ad individuare le strategie,
con l’obiettivo di valorizzare
le persone, i soci della cooperativa nella definizione e nel controllo
delle stesse, finalizzando il tutto alla salvaguardia nel tempo del
valore dell’impresa ed a tutelare gli interessi degli stakeholders,
ma non solo. La nostra governance trae ragione d’essere
dai valori cooperativi: democrazia economica, responsabilità
individuale, trasparenza, etica, regole, rendicontazione sociale,
intergenerazionalità, solidarietà, tendere alla eccellenza
d’impresa che sfida il mercato.
Se volessimo enunciare i principi ispiratori della Governance
Unieco, dovremmo risalire alla nostra Missione che, se volessimo
tradurla in una specie di “Costituzione della Governance”,
li troveremmo nella Costellazione dei Valori, fondata sulla
“Centralità della Persona e Identità Unieco”. Ma, volendo
essere meno concettuali, come interpretiamo la Governance
giorno per giorno e quali limiti dobbiamo superare? Serve una
premessa:considerati i risultati di questi ultimi anni saremmo
tentati a dire che va bene così! . Ma non è vero….
Siamo consapevoli che la Governance è qualcosa di dinamico
ed è stata la sua evoluzione nel tempo una delle ragioni del
successo di Unieco o, quanto meno, la sua evoluzione è stata
tale che non ha creato intralci.
to dell’adozione di un nuovo modello
di governante (con un Organismo di
Vigilanza e un Comitato Strategico
che affiancano il Cda), il Consiglio di
Amministrazione di Cmc ha deliberato
nel giugno di quest’anno la nomina
di Dario Foschini ad Amministratore
Delegato della Cooperativa e di Roberto
Macrì a Direttore Generale. Cmc occupa
circa 5.700 persone delle quali quasi
500 compongono l’organico fisso, fra
queste ultime 377 sono soci. Il Codice
Etico di Cmc è stato adottato dal Consiglio di Amministrazione in data 10
ottobre 2003.
Siamo consapevoli che il Piano Poliennale 2009-2012 ed il rapido
mutamento dello scenario esterno (crisi, ma non solo) richieda
un’accelerazione di questo processo evolutivo nella Governance
e, soprattutto, c’è convinzione che debba essere essa stessa il
propulsore del cambiamento, non semplicemente un insieme
di ingranaggi che si adeguano.
Noi dobbiamo creare e liberare energia su 4 livelli:
- il socio che delega meno “sulla fiducia” e condivide
consapevolmente le scelte, attraverso partecipazione reale
e formazione sociale;
- l’amministratore che interpreta la volontà strategica della base
sociale e ne controlla più efficacemente la corretta messa in
pratica. A tal fine, crediamo che i lavori del C.diA. possano
trarre giovamento dal contributo delle Commissioni Consiliari
di recente istituzione.
- Un management delle Divisioni e delle Direzioni Centrali che
sappia coniugare responsabilità individuale e lavoro di gruppo
ed esprimere un sapere collettivo che riesca a trasmettere al
mercato l’eccellenza dell’impresa;
- Un gruppo dirigente (concetto ampio) che sia in grado di
valorizzare ed implementare valori ed identità di Unieco come
insieme. La parola magica è SINERGIA. Una esperienza in
corso è quella dei Comitati interdivisionali.
E infine tanto… tanto investimento sui giovani e sull’innovazione,
quale condizione indispensabile per riempire di contenuti altre
due parole magiche : SVILUPPO e RICAMBIO GENERAZIONALE.
Se vogliamo, nella parola Governance ci stanno tanta cultura
e tante azioni, che si devono legare in un binomio equilibrato.
Se prevale la prima rischia di scadere nella “accademia”.
Se prevalgono le seconde rischia di diventare solo “gioco di
potere”. Noi pensiamo, invece, che la Governance rappresenti il
combustibile… che fa vivere l’identità …. che fa viaggiare verso
il futuro ! La risposta, pertanto, non sta nel fatto che il Piano
Poliennale indichi una strada anche in tema di Governance
ma, piuttosto, che il veicolo su cui può viaggiare il nostro Piano
Poliennale sia una Governance che abbia inciso su tutti e quattro
i livelli citati in precedenza.
Scenari
CMC (Ravenna) 11
Pianeta Unieco
una necessità. E’ un elemento assolutamente propedeutico agli
obiettivi di redditività e di risultato che dobbiamo assolutamente
perseguire.
UNIECO: ASSEMBLEA DI BILANCIO
Novità
Pianeta Unieco
12
Nuovo look
in casa Unieco
Quando la famiglia cresce la casa si adegua
…. E anche la sede centrale di Unieco aveva
bisogno di nuovi spazi. E’ stato completato il
riassetto della distribuzione delle divisioni e
dei servizi e dopo l’apertura del Nido aziendale
intercooperativo Aguas Claras ora c’è anche
un nuovo ingresso. E’ in fase di completamento
e oltre a una nuova sala riunioni nel nuovo
ingresso ci saranno più servizi per chi entra
nella “casa Unieco”.
Ora, dopo il trasferimento della sede di Legacoop Reggio, la sede Unieco
occupa interamente due torri del direzionale di via Ruini.
Ogni Piano ha 2 sale riunioni da 6/8 persone
Ogni torre da 2 sale Riunioni da 20/25 persone
Ogni torre ha 1 Sala Attrezzata per Videoconferenza.
Saranno progressivamente sviluppati ma già ora c’è una nuova mappa che
consente di localizzare facilmente le divisioni e i servizi.
UNIECO: ASSEMBLEA DI BILANCIO
La distribuzione dei piani
13
PIANO PRIMO TORRE C:
Ufficio acquisti Divisione
Costruzioni Italia ed Emilia
e Ufficio preventivi Divisione
Costruzioni Italia
PIANO SECONDO TORRE C:
Archivio
PIANO TERZO TORRE C:
Area produzione e
progettazione Divisione
Costruzioni Italia
PIANO QUARTO TORRE C:
area produzione e
progettazione Divisione
Costruzioni Emilia, ufficio
preventivi Divisione
Costruzioni Emilia
PIANO QUINTO TORRE C:
area consulting, immobiliare,
commerciale e direzione
Divisione Costruzioni Emilia
PIANO SESTO TORRE C:
area consulting, immobiliare,
commerciale e direzione
Divisione Costruzioni Italia
TORRE C
PIANO TERRA TORRE A:
Servizi generali
PIANO PRIMO TORRE A:
Direzione Amministrazione
Finanza e Controllo
PIANO SECONDO TORRE A:
Servizi generali
PIANO TERZO TORRE A:
Ufficio legale e ufficio gare,
Area edilizia specialistica e
Bonifiche Divisione Ambiente
PIANO QUARTO TORRE A:
area impianti e area
Tecnologia e sviluppo
Divisione Ambiente
PIANO QUINTO TORRE A:
area smaltimenti, area
consulting e Direzione
Divisione Ambiente
PIANO SESTO TORRE A:
Direzione Persone,
Organizzazione e
Comunicazione
PIANO SETTIMO TORRE A:
Presidenza
TORRE A
Novità
PIANO TERRA TORRE C:
Divisione Costruzioni EmiliaProduzione
Pianeta Unieco
PIANO TERRA:
Hall/accoglienza ospiti
ANCPL: LO SGUARDO SUL FUTURO
Eventi
Pianeta Unieco
14
COSTRUZIONI - INDUSTRIA E MANIFATTURE - IMPIANTISTICA- INGEGNERIA E RICERCA
ANCPL:
lo sguardo
sul futuro
A Bologna in due giornate l’assemblea nazionale delle
cooperative di produzione e lavoro.
Carlo Zini
confermato
presidente
Carlo Zini, ingegnere, 54
anni, nativo di Modena
ma residente a Carpi
in cui ha sede la CMB,
la Cooperativa da lui
presieduta, è stato
acclamato Presidente della
ANCPL, l’Associazione
Nazionale delle Cooperative
di Produzione e Lavoro
aderente a Lgacoop al
termine dell’Assemblea
Congressuale .
Gli oltre 300 delegati, nella
seconda giornata di lavori,
hanno eletto la nuova
Direzione dell’ANCPL,
composta da 129 membri,
di cui 18 donne.
Carlo Zini, presidente di ANCPL,
aprendo a Bologna la due
giorni di assemblea nazionale
dell’Associazione cooperative di
produzione e lavoro che fanno
riferimento a Legacoop ha lanciato
messaggi precisi: “ La crisi economica
più grave degli ultimi decenni ha avuto
riflessi su tutti i settori produttivi e le
cooperative ne sono coinvolte come
l’intero sistema delle imprese. La
reazione migliore è quella che punta
al cambiamento, nel senso di una
convergenza di politiche concrete per
il superamento delle aree improduttive
e non più competitive”.
Alla due giorni bolognese di ANCPL
hanno partecipato 400 delegati e
hanno portato contributi il presidente
nazionale di Legacoop Giuliano
Poletti, il presidente dell’AGI Mario
Lupo, l’assessore ai trrasporti della
Regione ER Alfredo Peri, il segretario
del PD Pierluigi Bersani, il segretario
generale della Fillea CGIL Walter
Schiavella, Pierluigi Stefanini,
presidente UGF e Adrian Zelaja
segretario generale di Mondragon
Corporacion Coopertiva (Spagna).
Ancpl ha presentato a Bologna una
ricerca sugli andamenti del primo
semestre 2009 e sulle previsioni
2009/2010 dei Settori: costruzioni
ma anche industriale, impiantistica
e ingegneria.
Ancpl è presente sull’intero territorio
nazionale e con due sedi principali, a
Roma e a Bologna. E’ tra i membri della
Cecop, la confederazione europea
delle cooperative di produzione e
lavoro ed è rappresentata da 859
cooperative e 6 consorzi (511
ANCPL: LO SGUARDO SUL FUTURO
LE PREVISIONI
L’onda lunga del maxi portafoglio ordini
(18 miliardi a fine 2008) continuerà
anche per parte del 2010 a garantire
la tenuta del settore costruzioni
mentre per la progettazione sul 2010
i dubbi sono maggiori e il livello di
produzione potrebbe scendere.
Il settore industriale che perderà il
20% di fatturato nel 2009 dovrebbe
recuperarlo in parte già nel 2010
(le previsioni variano a seconda dei
settori) anche se sarà difficile tornare
subito ai livelli pre-crisi.
LE STRATEGIE
Nel settore industriale servirà alla
cooperazione una dimensione
aziendale più adeguata mentre per
le costruzioni è tempo di consolidare
le relazioni e le “imprese a rete”
anche per rispondere alle esigenze
di internazionalizzazione sempre più
pressanti. Per l’area progettazioneconsulting-beni culturali sono
necessari processi di integrazione e
sviluppo dell’intersettorialità.
Tre le parole d’ordine lanciate da Zini:
intersettorialità, ristorno e governance.
Tutte e tre linee da sviluppare.
15
Pianeta Unieco
delle cooperative industriali, anche
se in lieve flessione nel 2009: 4,1
miliardi contro 4,2 nel 2008 ma in netto
sviluppo rispetto ai 3,7 miliardi del
2005. Le cooperative di progettazione
nel 2009 chiuderanno a 120 milioni
(come nel 2008).
Eventi
nell’industria, 258 nelle costruzioni
e 96 nella progettazione). Tra queste
imprese cooperative molte operano
stabilmente sui mercati esteri. Il volume
di affari consolidato delle imprese
associate a Ancpl, nel 2008, è stato
pari a 12.600 milioni di euro. Nelle
imprese associate lavorano 36.995
addetti, di cui 24.400 soci lavoratori (il
66%). Sono dati in incremento rispetto
all’anno precedente, che mantengono
un trend che nell’ultimo quinquennio
ha registrato una crescita di oltre
il 25% del valore complessivo del
fatturato e del 6% degli addetti. A
livello di fatturato le cooperative vedi
costruzioni nel 2009 fattureranno 5,9
miliardi,come nel 2008 e con uno
stacco sensibile dal 2005 quando
era a 5 miliardi. Analogo l’andamento
VIA EMILIA “ROCCAFORTE”
L’ECCELLENZA DELLE IMPRESE, IL SAPER FARE… AL CENTRO DELLE RIFLESSIONI
Eventi
Pianeta Unieco
16
Via Emilia
“roccaforte”
A Reggio
l’assemblea
delle
cooperative
di produzione
e lavoro
di Parma,
Reggio e
Piacenza
“L’eccellenza d’impresa come
fattore prioritario per l’uscita dalla
crisi, l’attualità e la modernità
dell’esperienza cooperativa, la
partecipazione dei lavoratori agli utili
d’impresa”.
Era questo il tema del meeting che
ha riunito alla Sala degli Specchi del
Teatro Valli di Reggio Emilia l’ssemblea
dei Consigli d’Amministrazione e dei
Gruppi Dirigenti delle Cooperative di
Produzione e Lavoro di Reggio Emilia,
Parma, Piacenza.
L’apertura dei lavori è stata affidata
a Ildo Cigarini, presidente di
Legacoop Reggio Emilia e a Rossano
Rimelli, direttore generale di Ancpl
che ha spiegato le proposte delle
cooperative di produzione e lavoro
per far fronte alle difficoltà dei
mercati: “I temi salienti di questa
tornata di assemblee sono almeno
due. Analizzare lo stato di salute delle
cooperative associate e indicare linee
di azione che sostengano le imprese
in questo difficile momento, decidere
un governo dell’Associazione ANCPL
che veda le cooperative effettive
protagoniste”.
Quello che è uscito è una conferma:
in tempi di crisi la cooperazione
acquista valore: ”non abbiamo
perso posti di lavoro in questo 2009
- spiega Zini (nella foto) - anche in
presenza di un calo di fatturato del
10 -15% . Confermiamo radicamento,
efficacia operativa e capacità di
costruire relazioni virtuose con i
VIA EMILIA “ROCCAFORTE”
In base alla ricerca, più di sette italiani
su dieci – il 74% - intravedono nel
mondo cooperativo la possibilità
di rendere il mercato più vivo, più
dinamico, più ricco di opportunità.
Protagonisti dell’incontro Raffaello
Vignali, già presidente della
Compagnia delle opere e attuale
vice presidente della X Commissione
Attività produttive, commercio e turismo
della Camera dei Deputati, Andrea
Tomat, presidente di Confindustria
Veneto e presidente di Lotto Sport
Italia, Azio Barani, co-direttore
dell’Ufficio diocesano di Pastorale
sociale di Reggio Emilia e Carlo
Zini, presidente nazionale di Ancpl
nonché presidente della cooperativa
Cmb. “Le eccellenze dell’impresa
cooperativa e dell’impresa privata
devono cercare di lavorare unite su un
obiettivo condiviso– ha ribadito il vice
presidente di ANCPL Demos Salardi
– ovvero cercare soluzioni in grado
di rispondere ai bisogni del Paese
e mettere in campo azioni comuni
e condivise per garantire continuità,
sicurezza e stabilità ai lavoratori”.
Pianeta Unieco
17
Eventi
sistemi territoriali locali e anche
con le imprese private che spesso
sono partner e/o committenti”. Solo”
frasi di circostanza” scambiate in
un convegno? No. La maggioranza
dell’opinione pubblica crede che
le imprese cooperative abbiano un
elevato potenziale per il mercato
del nostro Paese e che esse
dovrebbero operare in qualsiasi
ambito economico. Cala la quota di
chi dà contro al mondo cooperativo
sostenendo che, le imprese che ne
fanno parte, godono di vantaggi fiscali
ingiusti. Anzi, ben il 65% dei cittadini è
dell’idea che la detassazione in vigore
per le imprese cooperative dovrebbe
essere estesa anche alle imprese
private che reinvestono gli utili in
azienda. Questi i principali risultati
di una recente indagine realizzata
dall’istituto SWG su 2.000 cittadini
residenti sul territorio nazionale.
ANCPL a Reggio Emilia,
Parma e Piacenza
Sono circa 40 le imprese cooperative
di produzione e lavoro di Reggio
Emilia, Parma e Piacenza, che
aderiscono ad Ancpl, all’interno di
Legacoop. Tra le principali, a Reggio
Emilia, Ccpl, Cooperativa Muratori
Reggiolo, Coopsette, Cormo,
Orion, Tecton, Unieco; a Parma,
Bruno Buozzi; a Piacenza, Ceap e
Costruzioni Edili della Val D’Arda.
Il fatturato consolidato complessivo
di queste imprese, nel 2008, è stato
di oltre 3 miliardi di euro. Al proprio
interno trovano occupazione 6500
addetti, di cui circa 2200 sono soci
lavoratori. Nel 2009 il comparto
riflette l’andamento generale dei
mercati, segnando una flessione del
fatturato che, a fine anno, potrebbe
raggiungere il 20%.
da sinistra
Rossano Rimelli
Raffaello Vignali
Andrea Tomat
COOPERAZIONE IN ABRUZZO
A GORIANO SICOLI
Arcaland:
una scuola
per l’Abruzzo
Solidarietà
Pianeta Unieco
18
A fine settembre i ragazzi di Goriano Sicoli, paese abruzzese di 600 abitanti
in provincia dell’Aquila devastato dal terremoto hanno visto l’avvio delle fasi
di montaggio delle strutture in legno di Arcaland di Reggio Emilia (società
controllata da Unieco) per la loro nuova scuola. Il 12 dicembre la scuola
è stata ufficialmente inaugurata. Un doppio evento dopo la demolizione
del precedente edificio reso inagibile dal sisma della scorsa primavera.
Antonio Ciacchi,
Sindaco del Comune di Goriano Sicoli
Oltre 400 metri quadrati di
superficie, 5 aule per alunni delle
classi elementari, 1 aula per
bambini della scuola materna, una
cucina, una mensa, spogliatoi e altri
spazi comuni. Potrà ospitare 100
bambini. Sono le caratteristiche
essenziali dell’edificio scolastico,
un prefabbricato antisismico,
costruito nel comune di Goriano
Sicoli (L’Aquila) con un intervento
che ha visto impegnate le
cooperative di abitanti, di
costruzioni (Legacoop Piemonte,
le cooperative che hanno
contribuito alla sottoscrizione:
Chronos,Mediatell, La Nuova
Cooperativa, La Valdocco,
Novacoop, Unieco, Viridia) e Coop
Consumatori Nordest di Reggio
Emilia, finanziato interamente
con fondi raccolti all’interno del
mondo cooperativo che fa capo a
Legacoop.
La realizzazione dell’opera, del
costo di circa 830mila euro, è stata
affidata alla Cooperativa edilizia
torinese “Antonino Monaco”, che
ha sottoscritto la convenzione
con l’amministrazione comunale
e Legacoop, e che proseguirà
poi la propria attività sul territorio
abruzzese contribuendo a
sviluppare la cooperazione in
Abruzzo. La nuova scuola di
Goriano Sicoli è stata progettata,
in legno e con tecnologie
ecosostenibili e antisismiche,
dagli architetti Cristiano Picco e
Ingeborg Weichart dello studio
Picco architetti di Torino.
L’apertura della scuola è prevista
entro la fine dell’anno nell’intento
di far tornare al più presto alla
normalità le popolazioni colpite
dal sisma. Sandro Antonio
Ciacchi, Sindaco del Comune di
Goriano Sicoli, dove il terremoto
ha danneggiato alcuni edifici del
centro e provocato il crollo di parte
della scuola, ha espressamente
ringraziato per la realizzazione
della struttura che ospiterà la
COOPERAZIONE IN ABRUZZO
600 abitanti a soli 50km da L’Aquila
che, proprio per questo, rischia di
essere marginalizzato dalle logiche
economiche e quindi trascurato
nell’opera di ricostruzione”.
Parla emiliano anche la nuova
collocazione per la sede di
Legacoop a L’Aquila. Il box che
Tante le iniziative di solidarietà, per
NON DIMENTICARE, che saranno
organizzate anche nei prossimi
mesi.
19
Pianeta Unieco
comune - ha ricordato - di appena
ospita gli uffici dell’organizzazione
è stato messo a disposizione
dalla CMB di Carpi. E’ allestita al
Centro Commerciale “L’Aquilone”,
Parcheggio B 1, nella zona
industriale Pile del capoluogo.
Solidarietà
scuola materna ed elementare: “un
COOPERAZIONE IN ABRUZZO
Solidarietà
Pianeta Unieco
20
Le strutture in legno in
zona sismica
Una esperienza di alto valore che Arcaland
sta consolidando in tutta Italia
Già nell’Ordinanza del Presidente
del Consiglio dei Ministri n. 3274
del 20 Marzo 2003 si riconosceva
esplicitamente la necessità di
emanare regole nazionali dedicate al
calcolo e alla verifica della sicurezza
delle strutture di legno, nonché alla
progettazione antisismica di queste
ultime. Le raccomandazioni, emanate
dagli organi competenti dell’Unione
Europea, portano inevitabilmente a
considerare gli Eurocodici come la
principale fonte normativa sulla quale
devono basarsi i codici di pratica
nazionali di tutti i Paesi aderenti al CEN
(Comitato Europeo di Normazione).
Anche in Italia, pertanto, la nuova
normativa relativa alla progettazione
delle strutture di legno non potrà
non recepire i contenuti presenti
nelle Norme Europee “Eurocodice
5, progettazione delle strutture di
legno” ed “Eurocodice 8, indicazioni
progettuali per la resistenza sismica
delle strutture”. Se la situazione
relativa allo stato delle normative è
piuttosto chiara e ben delineata nei
suoi contorni, non altrettanto si può
dire sullo stato di preparazione delle
categorie professionali più direttamente
interessate alla progettazione ed
esecuzione di strutture lignee. La
scarsa diffusione delle conoscenze
relative al legno strutturale, ha fatto
sì che intere generazioni di tecnici
progettisti trascurassero questo
materiale, sia per la realizzazione di
nuove costruzioni che per il restauro di
strutture esistenti. Ora, anche grazie
all’impegno di Arcaland si tenta di
recuperare il tempo perduto.
www.arcaland.com
COOPERAZIONE IN ABRUZZO
All’inizio di ottobre il mondo
Legacoop, presso la sala
dell’Accademia delle Belle Arti
a L’Aquila, ha presentato alla
comunità abruzzese i progetti
per l’Abruzzo avviati di intesa
con le comunità locali, con un
impegno complessivo di risorse
di circa 2,5 milioni di euro.
Le cooperative aderenti a Legacoop
sin dalle ore successive alla scossa
sismica del 6 aprile che ha distrutto
L’Aquila hanno attivato le loro reti di
solidarietà coinvolgendo i propri soci.
Dapprima nell’invio degli aiuti nella
fase di emergenza e poi nella raccolta
fondi finalizzata alla realizzazione di
progetti rivolti al futuro, ai giovani, alla
creazione di nuove opportunità.
per progetti sostenibili, operando in
maniera trasparente e rendicontata
per non lasciare ombre ed in simbiosi
con le culture territoriali”.
Presenti all’inizitiva, oltre ad autorevoli
esponenti delle istituzioni locali, i
rappresentanti Legacoop di settore,
territoriali e di cooperative tra cui: Marco
Pedroni, Presidente Coop Nordest,
Susanna Bianchi, Presidente Coop.va
Archeologia, Antonio Di Ferdinando,
Amministratore delegato Conad
Adriatico, Daniele Casotto, Legacoop
FVG Responsabile Produzione
lavoro Energia e Ambiente, Luciano
Caffini, Presidente Legacoop Abitanti,
intervenuti a concludere l’evento
portando la loro diretta testimonianza
e per ringraziare tutti i soci che
attraverso gesti di sostanza hanno
espresso il loro supporto, e ribadendo
la volontà di stabilire dei rapporti solidi
e continuativi.
- Progetto Cives: servizi alla persona
e per l’abitare sostenibile anche
all’Aquila, sviluppato dalla cooperativa
Tecno Habitat
“I bisogni sono tanti e diversi – ha
concluso Giuliano Poletti, Presidente
Legacoop nazionale –e l’impegno
quello di costruire risposte adeguate
e qualitative. Immediate nella fase
di emergenza e di lungo termine
Ecco i progetti che sono stati
avviati finora:
- Da Unipeg, Boorea e Legacoop Reggio
Emilia 50.000 euro per i bambini di
Rocca di Mezzo
- Dalle cooperative del mondo Legacoop:
progetti per il sostegno e il rilancio
dell’economia cooperativa in Abruzzo
dopo la fase di emergenza
- Aule e stage formativi per gli studenti
abruzzesi, Università di L’Aquila che
realizzerà Simgest
- Realizzazione di una struttura
dell’Università dell’Aquilla, con il
contributo offerto da Conad
- Sportello cooperativo, Comune di
L’Aquila per promuovere la costituzione
di cooperative di abitanti in vista della
prossima ricostruzione
- Locali per la facoltà di Scienze
Ambientali. Università di L’Aquila,
Comune di Penne a cura della Coop
Cogecstre
- Legacoopsociali e Legacoop a sostegno
dell’asilo RugaTartaruga, Comune di
L’Aquila
- Progetto di sensibilizzazione per il
rilancio del turismo in Abruzzo
- Progetto Tecnoville, Comune di Fossa
a cura delle cooperative friulane
- Progetto di formazione per il recupero
e la valorizzazione del patrimonio
artistico ed archeologico abruzzese
seguito dalla cooperativa Archeologia
di Firenze
- Dalle cooperative di abitanti, di
costruzioni e Coop Consumatori
Nordest, un edificio scolastico per
elementari e materna a Goriano Sicoli,
L’Aquila.
Pianeta Unieco
Presentati a L’Aquila i primi
progetti per le zone colpite
dal terremoto
21
Solidarietà
LEGACOOP CON L’ABRUZZO: VICINI ALLE PERSONE, PER LA CULTURA,
LA FORMAZIONE, L’ECONOMIA
NEWS
Unieco
news
Unieco news
News
Pianeta Unieco
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ECONOMIA:
Premio Nobel economia a
Elinor Ostrom
Poletti (pres. Legacoop): i suoi studi sull’associazionismo
confermano la bontà del modello imprenditoriale cooperativo
“Sono davvero lieto dell’assegnazione del premio nobel per
l’economia ad Elinor Ostrom (insieme a Oliver Williamson),
non solo perché è la prima volta che questo riconoscimento
viene attribuito ad una donna, ma anche perché viene così
valorizzato un contributo scientifico all’affermazione del ruolo
da protagonisti che i cittadini possono svolgere nella gestione
delle attività economiche: un elemento che costituisce il cardine
centrale della forma imprenditoriale cooperativa”.
Ad affermarlo è Giuliano Poletti, Presidente di Legacoop, che
aggiunge: “Gli studi della Ostrom, in quanto dimostrano come
l’associazionismo tra cittadini, nel caso di specie per quanto riguarda il patrimonio pubblico, garantisca una gestione efficiente
e di successo, sono, sotto un profilo più generale, una significativa conferma della bontà del modello di impresa cooperativa,
la cui missione è proprio quella di associare delle persone che
vogliano trovare insieme una risposta ai loro bisogni”.
“La storia dell’impresa cooperativa” -conclude Poletti- “mette in
luce come le persone che assumono la responsabilità condivisa
di portare avanti un’attività all’insegna dell’efficienza e della
solidarietà riescono a farlo quasi sempre con successo; per
quanto riguarda il nostro paese, lo dimostrano in modo concreto i risultati ottenuti dalle cooperative nel campo della tutela
del potere d’acquisto, dei servizi sociali, dell’accesso al bene
casa, della cultura, della produzione e gestione dell’energia”.
DONNE MANAGER,
poche e con stipendi piu’ leggeri
Sono ancora solo il 10% e guadagnano il 7% in meno degli
uomini
Le donne manager in Italia faticano a conquistare terreno nel
privato, negli ultimi anni il loro numero è aumentato, ma sono
ancora solo il 10%, 13 mila su un totale di 125 mila dirigenti.
E per il loro lavoro vengono anche pagate in media il 7% in
meno rispetto ai colleghi maschi. E’ questa la fotografia dello
‘status’ della donna manager nel settore privato scattata dalle
associazioni di categoria, Federmanager e Manageritalia, nel
corso di un’audizione alla Camera dei deputati, dove è in esame
il decreto attuativo della direttiva europea sulle pari opportunità
nel mondo del lavoro. Così mentre nel settore pubblico i piani
alti hanno spalancato le porte alle amministratrici, che hanno
colmato lo svantaggio nei confronti degli uomini; nel privato le
manager arrancano, anche se con delle differenze. Le difficoltà
maggiori sono nell’industria, specialmente nelle piccole e medie
imprese: qui sono l’8%, 6.720 su una popolazione complessiva
di 84.000; e la retribuzione media è inferiore a quella degli uomini
di circa il 9%. Certo la cifra è sempre alta: 108 mila euro lordi
per le donne e 120 mila per gli uomini. Se si guarda, poi, alla
retribuzione variabile, che pesa per il 15% circa sullo stipendio,
lo scarto è del 6,6%. Un po’ meglio va nel comparto dei servizi, qui le manager sono il 15% del totale, 3.500 su 25.000. La
più consistente rappresentanza dà anche un maggiore potere
contrattuale: la paga è sì decurtata ma meno rispetto a quanto
avviene nell’industria, i tagli non superano il 5%. Mentre nel
terziario la remunerazione variabile è molto più leggera, e la
differenza è pari al 25%. Di fronte alla crisi però tutti i dirigenti,
indipendentemente dal loro sesso, sono stati trattati alla pari. E le
aziende hanno preferito non assumere piuttosto che licenziare.
Infatti, nei primi nove mesi del 2009, rispetto allo stesso periodo
del 2008, gli esuberi sono rimasti stabili, mentre le nuove nomine
sono state 455 in meno (da 2.960 a 2.505). La Grande Recessione ha inferto così una battuta d’arresto all’aumento, seppur lieve,
della percentuale di assunzioni per donne manager sul totale:
dal 18,5% dell’anno scorso si è passati al 16,7% di quest’anno.
Se si guarda poi alle differenze territoriali, al Sud le manager
quasi scompaiono, anche perché al Mezzogiorno la percentuale
generale di dirigenti è molto bassa. Secondo Federmanager il
70% della categoria si trova nelle aziende industriali del Nord,
il 22% al centro e l’8% al Sud. Nel settore dei servizi, che conta
circa 25 unità, come afferma Manageritalia, in tutto le dirigenti
del meridione sono solo 50.
Unieco
23
News
Pianeta Unieco
Unieco news
NEWS
CRISI:
Edilizia, Sudamerica al
top per aziende italiane
CRISI:
Edilizia fatturato estero +15%
Buzzetti (ANCE) a rischio
250 mila posti nel 2009
Hotel 5 stelle e Centro Commerciale a Khartoum (Sudan)
costruito da CMC Ravenna- importo lavori 100 milioniappalto da Lafico
Grandi opere, commesse da milioni di euro, nuovi cantieri e
infrastrutture: sì, ma solo all’estero. Per sopravvivere le aziende
italiane di costruzione puntano tutto sull’internazionalizzazione. Il
mercato interno, infatti, resta al palo. E il momento più buio della
crisi per l’edilizia deve ancora arrivare. Parola di Paolo Buzzetti,
presidente dell’associazione dei costruttori (Ance), che ribadisce il
suo grido d’allarme: senza interventi urgenti sono a rischio 250 mila
posti di lavoro, e centinaia di piccole e medie imprese potrebbero
chiudere. E’ questo il quadro a tinte fosche del settore, tratteggiato nel Rapporto Ance 2008 sulla presenza delle imprese edili
italiane nel mondo. Che viaggiano a due velocità: ferme le attività
sul mercato italiano, boom di quelle all’estero. Nel 2008 il fatturato
delle imprese di costruzione italiane proveniente dalle operazioni
su Paesi esteri è cresciuto del 15,1% rispetto all’anno precedente.
Il mercato interno è invece “cresciuto” solo dell’1,4%. E le attività
internazionali sono addirittura raddoppiate (+106,7%) in 4 anni,
sfondando quota 6,4 miliardi di euro. Insomma, l’intero comparto
viene “tenuto a galla” solo dai successi raccolti oltre confine. Secondo il Rapporto Ance, infatti, il 48,7% del fatturato globale delle
aziende di costruzione italiane proviene da commesse, progetti e
attività all’estero (con punte del 52,8% per le grandi imprese). Un
successo all’insegna del “fare sistema”, grazie a missioni all’estero
e alla stretta collaborazione con il ministero degli Esteri, quello
dello Sviluppo economico e l’Ice. Ma i dati lusinghieri sui successi
all’estero non bastano a nascondere le difficoltà del settore in Italia.
I segnali di debole ripresa dell’economia, infatti, non rincuorano i
costruttori: “noi stiamo entrando nella fase più dura, il peggio per
noi sta arrivando ora”, spiega Buzzetti. Che non può far altro che
lanciare ancora una volta l’allarme sui posti di lavoro a rischio:
“Senza interventi conferiamo la stima di 250 mila posti di lavoro
in meno entro fine anno: il portafoglio ordini delle nostre aziende sottolinea Buzzetti - si sta esaurendo, le pubbliche amministrazioni
pagano ormai con ritardi di più di 8-12 mesi, il mercato immobiliare
è fermo e anche quello delle grandi commesse soffre, con l’Anas
che non ha stanziato nessuno finanziamento aggiuntivo per il 2010”.
A rischio chiusura anche “centinaia e centinaia, se non migliaia, di
piccole imprese”. Per Buzzetti ora è urgente rendere operative le
scelte politiche, già annunciate, per sostenere il settore: “Abbiamo
apprezzato la delibera del Cipe dello scorso giugno, il piano per
le piccole opere e i diversi “piani casa” regionali, ma ora queste
decisioni politiche devono essere attivate, concretizzate. Inoltre conclude Buzzetti - bisogna realizzare sul serio la tanto promessa
semplificazione normativa per il settore dell’edilizia, e agire sulla
pressione fiscale, davvero troppo alta”.
Commesse per 40 miliardi di euro in più di 80 Paesi. Sta in queste
cifre la presenza delle imprese di costruzioni italiane all’estero. Aziende che hanno premuto sul pedale dell’acceleratore
dell’internazionalizzazione, e ora sono presenti in tutti e cinque
i continenti con contratti, commesse, acquisizioni e cantieri
aperti. Secondo il Rapporto 2008 dell’Ance sulla presenza delle
imprese italiane nel mondo, il mercato più importante per le
imprese nostrane resta il Sud America, con 10,1 miliardi di euro
complessivi (pari al 28% del totale), di cui ben 8,5 miliardi solo
in Venezuela per grandi lavori infrastrutturali ferroviari. Seguono
il Nord Africa (20% delle commesse totali), i Paesi extra-europei
(13%), quelli dell’Unione europea (12%) e il Medio oriente (10%
del totale). Di seguito due tabelle, tratte dal Rapporto Ance
2008, relative ai principali mercati esteri per le imprese italiane
(importo in milioni di euro) e alla classifica delle dieci principali
aziende costruttrici per attività estera. Nella Top Ten al primo
posto c’è sempre Impregilo seguita da Astaldi, Salini Ghella, Trevi
di Cesena, Bonatti di Parma, Rizzani De Eccher. All’ottavo posto
c’è il gruppo cooperativo CMC di Ravenna (Cmc di Ravenna
si è collocata al 135° posto nella classifica dei principali 225
contractor internazionali che la rivista statunitense Engineering
News Record pubblica annualmente. La classifica è redatta
sulla base dei dati relativi al bilancio dell’esercizio 2008), al nono
Todini e al 10° Socotherm.
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Unieco
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Unieco news
News
Pianeta Unieco
24
E’ partita la quarta
edizione del Mic,
il master per i dirigenti
cooperativi
Iscritti 22 manager di cooperative modenesi e reggiane.
Unieco con Davide Fontani e Alessandro Brighetti
Ha preso il via la quarta edizione del Mic, il master per manager cooperativi promosso da Legacoop Modena e Legacoop
Reggio Emilia e coordinato da Quadir. Il Mic – Management
per l’impresa cooperativa – ha ottenuto per ulteriori tre anni il
contributo di Coopfond, il Fondo di promozione delle cooperative aderenti a Legacoop.
Anche quest’anno la scuola di alta formazione di Legacoop
vede la partecipazione di numerose cooperative del territorio
reggiano e modenese, che hanno permesso la partecipazione
di 22 nuovi manager al corso. Oltre alla cooperativa Camelot
di Ferrara con il presidente Andrea Benini, le aziende aderenti alla quarta edizione sono: per Modena, Artecasearia srl (
Gruppo Granterre ) con Sara Bardulla, Parmareggio (Gruppo
Granterre ) con Claudio Viani, CET con Moreno Piccinini, Cmb
di Carpi con Paolo Andreoli, Coop Bilanciai con Stefano Riccio, Coptip con Valeria Cicutto, Cpl Concordia con Rita Villa e
Paolo Martinelli, Icea con Marco Marinelli, Riparte Cooperativa
Sociale con Luca Fedrigotti; per Reggio Emilia la cooperativa
sociale Ambra con Stefania Venturi, Boorea con Stefano Campani, Cir Food con Giorgia Del Torre, Cmr con Marco Caprara,
Ccpl con Pasquale Sicurezza, Coopbox, Legacoop Reggio
Emilia con Chiara Migliorin, Orion con Leonardo Di Pinto, Unieco con Davide Fontani e Alessandro Brighetti e infine Unipeg
con Vanni Borsari.
I primi due appuntamenti del corso si sono tenuti nei giorni
scorsi presso le sedi di Legacoop Reggio Emilia e Legacoop
Modena e hanno visto come docenti Giuliano Nicolini (membro dell’Aroc, Associazione Ricerche Sulle Organizzazioni
Complesse, presso l’Università di Bologna) con una lezione
sull’Impresa cooperativa, e Annarita Bergianti, coordinatrice
del modulo Sviluppo Potenzialità Individuali. Dal mese di ottobre partiranno gli appuntamenti con docenti esperti nel loro
settore, provenienti da diverse Università italiane (Ferrara, Bologna, Parma, Bocconi e Politecnico di Milano) che tratteranno
tematiche di diversa natura, dalla Corporate Governance al
Controllo di Gestione, dall’Innovazione alla Strategia, dal Public Speaking alla Comunicazione.
Numeri e considerazioni
sulle tre prime edizioni
del Mic.
Al termine della prima triennalità del Mic questi sono i numeri:
66 manager cooperativi formati, di cui 50 uomini e 16 donne
con età media intorno ai 41 anni. Tra i partecipanti al corso 5
erano presidenti di cooperative, 2 occupavano il posto di vicepresidente mentre gli altri occupavano tutti posti di direttori
di funzione e/o responsabili di settore. Dei 66 manager almeno
15 hanno avuto un avanzamento di ruolo contestuale, o subito successivo, al percorso del Mic. Questo, naturalmente ha
contributo a consolidare la partecipazione al master di Legacoop di altri allievi, che sempre di più l’hanno vissuto come
un segnale positivo da parte delle cooperative che li hanno
inviati al Mic.
Molto elevate sono le aspettative che da subito i partecipanti
alla scuola di Legacoop hanno dichiarato di avere dal progetto. A loro sarà richiesto un particolare impegno: infatti non
sono poche le 30 giornate di aula distribuite tra settembre e
maggio, per manager che ricoprono ruoli di responsabilità nelle rispettive cooperative.
UN OUTLET PER SOGNARE
Unieco oltre a progettare e
costruire ora gestirà con Europ
Invest e La Castelnuovese il
più grande Outlet della costa
adriatica
Per Halloween “stravestiti”
al Città Sant’Angelo Village.
Un invito allo shopping firmato Europinvest Unieco e
La Castelnuovese. E’ il segno distintivo di un impegno
innovativo: progettazione, costruzione ma anche gestione
di un grande outlet center. E’ il segno del cambiamento che
Unieco sta sperimentando nel nuovo polo commerciale
abruzzese che a poche settimane dall’inaugurazione (fine
settembre) sta accelerando sulla strada del successo
commerciale del primo factory outlet center dell’Abruzzo
e di tutto l’Adriatico Centrale. La prima sfida infatti era già
vinta il 25 settembre con il taglio del nastro inaugurale:
costruire in 18 mesi un outlet, il più grande sulla costa
Adriatica, su un’area commerciale di 30mila metri quadrati
che a regime (nel 2010) ospiterà 130 negozi “grandi firme”
, 2.500 posti auto con strade e piazze completamente
pedonali aggiungendo un po’ di fascino al polo turistico
pescarese che parte dalle spiagge adriatiche e arriva sui
monti nel parco del Gran Sasso.
Pianeta Unieco
Un outlet
per sognare
25
Eventi
INAUGURATO IN ABRUZZO IL “CITTÀ SANT’ANGELO VILLAGE”
UN OUTLET PER SOGNARE
Un nuovo borgo per lo shopping
ispirato, sotto il profilo architettonico, al
cuore storico di Città Sant’Angelo che
è appena entrata nel Club dei “Borghi
più belli d’Italia”. Pietre antiche che si
legano a “nuovi spazi” e a un progetto
di sviluppo di grande valenza per
l’area Abruzzese anche sotto il profilo
a catene importanti per la moda e per
l’arredo casa: Calvin Klein, Coveri, Guru,
Americanino, Arfango, Cinti ma anche
Bialetti e De Longhi che promettono
di attirare sull’outlet potenziali clienti
da una vasta area del centro Italia.
Una location ideale visto che è a pochi
chilometri dall’uscita dell’Autostrada
commerciali “grandi firme a prezzi
scontati” più rilevanti in Italia. Il secondo
outlet costruito da Unieco, il primo “di
confine” è il Palmanova Outlet Village
(aperto nel maggio 2008) e nella stessa
linea di sviluppo si inserisce il centro
commerciale Galassia a Legnago: “i
prossimi interventi nel settore dei grandi
dell’occupazione: l’outlet crea 800 posti
di lavoro.
La seconda sfida per la società italobelga Europ Invest, per la cooperativa
toscana La Castelnuovese e per Unieco
di Reggio Emilia, che nel nuovo outlet
hanno investito oltre 110 milioni di euro,
è invece iniziata subito dopo il taglio
del nastro: “Abbiamo consolidato la
capacità di dialogare con grandi gruppi
internazionali nella progettazione di
outlet, parchi e infrastrutture commerciali
– spiega Stefano Immovilli, direttore
della divisione Costruzioni Italia di
Unieco– con il Città Sant’Angelo Village
entriamo in una dimensione nuova: la
gestione. Il ritorno dell’investimento
sarà garantito dalla piena occupazione
degli spazi affittati a grandi marchi della
moda e della ristorazione. E’ una linea
di sviluppo che si inserisce pienamente
nel piano poliennale 2009-2012”. Il
primo opening corrisponde al 70% del
progetto: entro la fine del 2009 saranno
una novantina i negozi, bar e ristoranti
aperti (superfici di vendita comprese
tra 100 e 600 metri quadri) mentre nel
2010 è atteso il completamento
dell’outlet.
La società Città
Sant’Angelo Outlet
Village spa ha
ceduto gli spazi
A14 “Pescara Nord” e collegata anche
alla A24 e alla A25 (30 milioni di veicoli
l’anno in transito). Un bacino di 2milioni
di abitanti nel raggio di 30 minuti che
diventano 3 milioni in un’ora . Sono attesi
fino a 60mila visitatori nel weekend.
“Unieco si è rivelata il partner ideale in
questa operazione – commenta Ubaldo
De Vincentiis, presidente di Europ Invest
e della società Sant’Angelo Outlet
Village spa – una grande capacità
operativa unita a una grande solidità.
Stiamo centrando uno per uno gli
obiettivi e sono convinto che questo
progetto sarà importante per l’Abruzzo
e per il Centro Italia”.
“Con la Unieco collaboriamo da oltre 10
anni nel settore ambientale con impianti
in toscana (la STA – Società Toscana
Ambiente) – spiega il presidente della
Castenuovese Lorenzo Rosi – ora
abbiamo concentrato il nostro sviluppo
in Italia e anche all’estero (è attiva una
sede a Budapest e sono in costruzione
outlet in Serbia e in Belgio) sul settore
e commerciale dove realizziamo il
60% del nostro fatturato. Con Unieco
le opportunità di collaborazione sono
tante e contiamo di svilupparle anche
nei prossimi anni”.
Unieco ha già realizzato il Fidenza
Village (sulla A1 tra Milano e Bologna),
il primo outlet della
catena Value Retail
che si posiziona
tra i poli
poli commerciali – spiega Stefano
Immovilli, direttore della divisione
costruzioni italia di Unieco – sono
concentrati su due grandi progetti : Le
Officine a Savona e i recupero dei Silos
Asburgici a Trieste (entrambi cantieri
avviati) che diventeranno un vero
punto di riferimento nei recuperi mirati
all’utilizzo come spazi commerciali
innovativi di aree urbane degradate o
di aree industriali dismesse”.
Eventi
Pianeta Unieco
26
Passione in movimento.
L’idea di abbinare performance di danza
ai grandi cantieri e ai progetti di Unieco
al Città Sant’Angelo Village ha segnato
una nuova tappa: una performance
curata dal gruppo Let’s Dance di Reggio
Emilia dedicata alla moda. Immagini e
movimento. Brigitte Bardot e Alain Delon,
icone del fascino, hanno animato la
piazza centrale dell’outlet. Un successo
dopo le performance che Unieco ha
promosso alle Officine a Savona, a
Palazzo Aldegatti nel cuore di
Mantova e per il lancio dello
Stadio del nuoto di Albaro
a Genova.
UN OUTLET PER SOGNARE
EUROP INVEST
MANAGEMENT
Europ Invest è una società italo-belga con sedi a Maasmechelen
e Firenze attiva dal 1980. Sotto la guida di Ubaldo De Vincentiis
ha già realizzato due company store village (Valdichiana e
Massmetchen in Belgio) e ha lavorato alla fase di partenza di
Serravalle Outlet. I piani di espansione di Europ Invest sono
orientate per i “cantieri in corso” verso Est: il Kriz village è in
costruzione in Serbia vicino a Belgrado e sta decollando un
nuovo Village a Dison in Belgio (vicino a Maastricht). Ma c’è
spazio anche per l’Italia con un nuovo investimento a Reggello
(tra Firenze e Arezzo). Tra i progetti della Europ Invest oltre
a nuovi outlet a Marrakech, Casablanca e Atenedi c’è anche
“Via Montenapoleone Luxury Ship” il primo outlet galleggiante
al mondo con 35 negozi (3.900 metri quadrai) di vera moda
italiana a prezzi scontati su un nave di 120 metri che navigherà
nel Mediterraneo e nel middle east. Il varo è atteso nel 2102.
LA CASTELNUOVESE
Il gruppo LA CASTELNUOVESE è una cooperativa toscana.
La sede è a San Giovanni Valdarno (Ar). E’ attiva in 4 settori:
ambiente immobiliare, grandi opere e inerti. La Castelnuovese è
attiva dal 1956, unisce nel gruppo 40 aziende in 4 settori. La forza
lavoro supera le 1500 unità e i soci sono 465. Il fatturato viaggia
verso i 50 milioni di euro con una forte redditività (8milioni nel
2008) e una consistente patrimonializzazione (oltre 40 milioni).
Alla realizzazione di “Citta Sant’Angelo Village” ha collaborato
fin dall’avvio del progetto lo Studio Nataloni e Piangentini di
Figline Val d’Arno (FI) che ha coordinato gli aspetti finanziari
con Luciano Nataloni.
Carlo Maffioli, presidente della Promos di Brescia (è una property
managemet company) ha lavorato alla commercializzazione di
“Città Sant’Angelo Village” e valuta con grande attenzione le
opportunità di investimento anche all’estero: “E’ vero che c’è
ancora crisi ma ne usciremo e ci sono paesi nell’Est Europa
che dimostrano di avere una grande propensione verso il format
commerciale che l’outlet propone”. Promos che ha già lavorato
insieme a Unieco al Palmanova Outlet Village punta su un fase
di ulteriore sviluppo “Anche per Città Sant’Angelo Village –
commenta Maffioli – abbiamo ottenuto grande attenzione da
molte firme e catene commerciali prestigiose e questo è un
indicatore di grande importanza per la commercializzazione e
per la gestione di outlet, retail park e shopping center”
Eventi
I partner
Pianeta Unieco
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SEDE EFSA: CANTIERE APERTO
Lavori in corso
Pianeta Unieco
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SEDE EFSA:
cantiere aperto
La nuova struttura ospiterà l’Autorità Europea
per la Sicurezza Alimentare
Riccardo Mingori (Mingori Costruzioni) e Massimo Pinotti
(Unieco) hanno raccolto il testimone: “Lavoriamo sotto gli
occhi di Parma e dell’Europa e metteremo in campo le
nostre forze migliori”. “Forze – ha aggiunto Riccardo Mingori
– che derivano dalle sinergie tra due imprese che lavorano
insieme in altre occasioni e che sanno fare squadra”.
“Ora tocca alle imprese costruttrici che dovranno realizzare
in tempi rapidissimi il nostro sogno: la nuova sede dell’EFSA”:
Così Catherine Geslain Laneelle, direttore esecutivo Efsa
(Autorità Europa per la Sicurezza Alimentare) a metà
ottobre ha idealmente passato il testimone a Unieco di
Reggio Emilia e alla Mingori Costruzioni di Parma al termine
della cerimonia per la posa della prima pietra che ha portato
a Parma Androula Vassiliou, Commissaria europea per la
salute dei consumatori.
Un evento importante e una sfida. La prima è quella
dei tempi: 20 mesi per realizzare il “cervello” dell’Efsa
dove lavorano 400 persone con introno 1500 consulenti
scientifici. Un super team capace di dare 1500 pareri su
questioni legate alla sicurezza alimentare.
La nuova sede dell’Autorità europea per la sicurezza
alimentare (Efsa) è l’opera più importante che viene
realizzata a Parma da oltre vent’anni. L’edificio, che
crescerà su un’area di 22mila mq, si svilupperà su dieci
piani (oltre il piano terra) più due livelli interrati e sarà a
bassissimo impatto ambientale: “le esigenze delle persone
che lavoreranno nella sede Efsa e la sostenibilità sono le
nostre parole d’ordine” ha detto l’architetto David Roulin
(Art & Build di Bruxelles, gli stessi che hanno realizzato la
sede della Commisione UE) che ha lavorato con Pooleng
project development di Conegliano (Tv), TIFS Ingegneria
di Padova, Art Ambiente Risorse e Territorio di Parma in un
team di progettisti coordinato dallo Studio Valle di Roma.
Il progetto è inserito in una più ampia riqualificazione del
quartiere che prevede interventi sulla viabilità, nuove zone
verdi, parcheggi e piste ciclabili, nuovi campi e impianti
sportivi. La sede dell’Agenzia crescerà su una superficie
che il Comune ha ceduto in proprietà ad Efsa a titolo
gratuito, parte della quale ospiterà verde pubblico e piste
ciclabili fruibili.
SEDE EFSA: CANTIERE APERTO
29
La struttura ospiterà anche parcheggi (200 gli stalli per auto,
più quelli per cicli e motocicli) e locali tecnici, un piano terra per
le attività di accreditamento e di meeting (sale riunioni, sale
conferenze) , ristorante con relativa cucina per duecento posti
seduti, una caffetteria ed infine uffici (400-450 tra impiegati,
funzionari e dirigenti). Il progetto prevede inoltre un arretramento
del muro di cinta presente in viale Piacenza e la costruzione di un
varco e di una cancellata che possano creare un collegamento tra la
nuova sede e quella istituzionale (palazzo Ducale nel parco Ducale).
Il costo dell’edificio è di 38.600.000 euro, che Efsa riconoscerà
alla STU in 25 anni mediante la corresponsione di un canone, con
possibilità di riscatto anticipato. I lavori sono stati appaltati all’ATI
Consorzio Cooperative Costruzioni – CCC Società Cooperativa
(mandataria) Mingori Costruzioni S.p.A. (mandante) che si è
aggiudicata l’appalto con un ribasso del 18.52% (circa 6 milioni)
e una riduzione dei tempi da 24 a 20 mesi. Il Consorzio CCC ha
incaricato la sua consorziata UNIECO Soc.Coop. di Reggio Emilia
dell’esecuzione della propria parte di lavori. La finanza necessaria
per l’operazione è stata fornita da Cariparma Credit Agricole.
I lavori sono stati consegnati il 3/6/2009 e devono completarsi entro
il 3/2/2011 (ovvero in 610 giorni naturali consecutivi).
L’edificio utilizza per la produzione di parte dell’energia necessaria
al funzionamento dell’edificio da fonti rinnovabili o a basso
impatto ambientale: in particolare gli impianti di riscaldamento/
rinfrescamento usufruiranno oltre che della rete cittadina di
Lavori in corso
Pianeta Unieco
AL LAVORO UNIECO DI REGGIO EMILIA E MINGORI COSTRUZIONI DI
PARMA PER ULTIMARE L’OPERA NEL 2011
SEDE EFSA: CANTIERE APERTO
Lavori in corso
Pianeta Unieco
30
teleriscaldamento, in espansione in
quella parte di città, di un campo
di sonde geotermiche, oltre che di
impianti solari e fotovoltaici. Per il
riscaldamento il 100% della domanda
di energia viene soddisfatta con fonti
rinnovabili (70% dal geotermico e 30%
dal teleriscaldamento) mentre per il
rinfrescamento la percentuale coperta
dalle sonde geotermiche arriva al 40%
di quella complessiva necessaria.
Per l’energia elettrica consumata
dall’edificio, una quota importante
della domanda energetica è coperta
dagli impianti fotovoltaici istallati sulle
parti di copertura dell’edificio, così
come sostanziale è l’energia prodotta
con pannelli solari per la fornitura di
acqua calda (copertura del 60% del
fabbisogno).
Al progetto relativo alla sola sede
EFSA si affiancano inoltre opere
di urbanizzazione del comparto
che completano la riqualificazione
dell’aerea di viale Piacenza e che
comprendono: nuova viabilità di
comparto, nuovo sottopasso della
linea ferroviaria, in fase di ultimazione,
per il collegamento con via Reggio ed il
Ponte Nord, nuove piste ciclabili, nuovi
percorsi pedonali e nuovi parcheggi a
raso, un parcheggio pubblico interrato
(120 posti), una nuova piscina coperta
in sostituzione di quella esistente, una
nuova area attrezzata a verde sportivo,
nuovo verde pubblico. Queste nuove
opere saranno realizzate in parte con
fondi finanziati con la Legge 164/2004,
quella per le azioni di miglioramento
delle infrastrutture per l’accessibilità
alla nuova sede Efsa, ed in parte con
fondi propri della STU, derivati anche
dalla vendita dell’area edificabile
presente all’interno del comparto.
“Oggi non posiamo solo la prima
pietra della nuova sede dell’Autorità
europea per la Sicurezza Alimentare,
ma aggiungiamo anche un nuovo
tassello al progetto che farà della
nostra città un Polo europeo per la
sicurezza e la qualità alimentare
- ha detto il sindaco Pietro Vignali
- Un’area ad altissima densità di
eccellenze, soggetti e funzioni legate
all’agro-alimentare. Un progetto che
nasce da una vocazione del nostro
territorio, che poggia sulla posizione
straordinariamente strategica della
nostra città e sulla presenza di istituzioni
come Efsa, il Ministero della Salute, la
Scuola Europea, che si svilupperà
attorno a due funzioni fondamentali:
la formazione e la ricerca legate
all’agroalimentare. Efsa di questo
progetto è un perno insostituibile e
l’Expo 2015 di Milano, che, non a caso
riguarderà l’alimentazione, sarà uno
straordinario acceleratore”. Molte delle
opere previste saranno ultimate entro
il 2011.
“La cerimonia di oggi segna un passo
decisivo per il radicamento dell’EFSA
nella città di Parma - ha dichiarato
Catherine Geslain Laneelle, direttore
esecutivo Efsa - è importante per
un’organizzazione scientifica europea
riconosciuta a livello internazionale
avere una sede di lavoro consona alle
proprie esigenze”.
“Siamo particolarmente lieti che
Androula Vassiliou, Commissaria
europea per la salute dei consumatori,
possa condividere questo evento
oggi con noi. Un ringraziamento
particolare va a tutte le autorità italiane
per aver permesso il raggiungimento
di tale obiettivo.” ha agguiunto il
vivcesindaco di Parma Paolo Buzzi
che segue direttamente il lavoro della
STU authority guidata da Francesco
Fochi.
BREBEMI: VIA LIBERA AI CANTIERI
UNIECO, CCC E PIZZAROTTI AL LAVORO PER 62 KM DI AUTOSTRADA:
LA PRIMA IN EUROPA IN PROJECT FINANCING
BreBeMi:
Lavori in corso
Pianeta Unieco
31
via libera ai lavori
Il Consorzio BBM realizzerà l’opera da 1,6 miliardi in tre anni
Parla emiliano la nuova BreBeMi, l’autostrada che alla fine del 2012 unirà Brescia
Bergamo e Milano con un asse supertecnologico (illuminazione su tutti i 62,1 km e
sistema free flow senza barriere ai caselli):
i soci costruttori di BreBeMi Spa infatti
sono la Pizzarotti di Parma e la Unieco
di Reggio Emilia con il CCC di Bologna.
All’avvio del cantiere, il 22 luglio, c’erano
Paolo Pizzarotti, il presidente della Unieco
Mauro Casoli e il vice presidente di CCC di
Bologna, il modenese Omer Degli Esposti.
La simbolica “prima pietra” è stato un vero
evento con il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi, il ministro Matteoli, il ministro
Bossi, i sindaci (Moratti per Milano, Bruni
per Bergamo, Adriano Paroli per Brescia)
e il presidente della Regione Lombardia
Roberto Formigoni.
E’ un cantiere che si è rapidamente messo in movimento da 10mila addetti che
produrrà effetti positivi sulla viabilità del
Nord Italia.
Il valore dell’intervento, 1,6 miliardi di euro
interamente in project financing, sarà ripagato dai pedaggi (7,9 euro per le auto e il
doppio per i Tir).
”Oggi è un giorno importante -ha detto Paolo Pizzarotti- che corona un lungo lavoro
preparatorio e che segna un punto alto di
collaborazione e sinergie per realizzare
opere importanti per il Paese”.
”Siamo impegnati in grandi progetti - ha
aggiunto il presidente di Unieco Mauro
Casoli - e anche la BreBeMi rientra nel
piano di sviluppo al 2012 che vuole posizionare Unieco tra i grandi general contractor
italiani”.
”Le esperienze di Project Financing che
abbiamo finora attivato - ha aggiunto Rita
Finzi per il CCC - sono la base di partenza
che ci consente di affrontare questa sfida
che è complessa”.
“Non saremmo qui oggi a posare la prima
pietra nel cantiere di Urago d’Oglio se
questo progetto non fosse stato sostenuto
da quel sistema bancario italiano, e sottolineo italiano, che oggi è tanto di moda
criticare”. E’ uno dei passaggi del discorso
di Giovanni Bazoli, presidente del consiglio
di sorveglianza di Intesa Sanpaolo.
Al termine della cerimonia il presidente
del Consiglio ha simbolicamente avviato
la gettata di cemento di un pilone di fondazione della nuova autostrada. Ora la sfida
è tutta nelle mani dei soci costruttori che
in tre anni tenteranno di ultimare l’arteria.
“Sono felice per questa giornata che
aspettavo da cinque anni quando
abbiamo presentato il progetto. Non
è un’opera necessaria ma è un’opera
indispensabile. Devo però dire che
cinque anni sono troppi, i tempi
devono essere molto più brevi e noi
ci impegneremo per ridurli”.
Silvio Berlusconi
Presidente del Consiglio
BREBEMI: VIA LIBERA AI CANTIERI
“La sfida ora è quella di accelerare la realizzazione della
tangenziale est esterna senza la quale Milano rischia
di andare in sofferenza” ha ribadito il sindaco di Milano,
Letizia Moratti.
Lavori in corso
Pianeta Unieco
32
I grandi lavori sull’area di Milano, in vista dell’Expo 2015,
sono un riferimento importante anche per Unieco: “il nostro impegno su BreBeMi – ha commentato il presidente
Mauro Casoli – è un punto di partenza concreto ma siamo
interessati anche alla realizzazione di altre opere previste
dal sistema delle tangenziali che dovrà dare un respiro
infrastrutturale Europeo a Milano. Crediamo che questo
ruolo di ‘attore attivo’ per una impresa come Unieco sia
necessario per sostenere il Paese nella fase di uscita
dalla crisi”. “E’ necessario che la tangenziale est esterna
sia pronta prima del 2014. I finanziamenti ci sono e sono
dentro le opere dell’Expo. Non c’é bisogno di una legge
speciale ma la volontà condivisa di tutti” ha concluso il
sindaco di Milano. “Quando nel ‘99 ho accettato la sfida
della Brebemi” ho affermato chiaramente la volonta’ di
non voler pesare sulle casse dello Stato” ha aggiunto il
governatore della regione Lombardia Roberto Formigoni :
“e così è stato grazie al Project Financing”. Formigoni ha
spiegato che “la regione Lombardia ha stanziato 11 mld
euro per le infrastrutture” ricordando che “in un momento
difficile come questo investire in opere infrastrutturali è
anticiclico e anticrisi”. Formigoni ha infine sottolineato che
“Brebemi assieme all’alta velocità è parte essenziale del
corridoio 5” fortemente voluto dal presidente del consiglio
Berlusconi e che “permetterà di agganciare il sistema
del trasporto delle nostre regioni all’Europa”. “Credo che
maggioranza e opposizione possano trovare un punto
d’accordo per snellire le procedure per le opere pubbliche
Brebemi assegna lavori
per 1 miliardo
«Posso comunicare ufficialmente che abbiamo sottoscritto
con il general contractor il contratto per i lavori della Brebemi».
L’annuncio è stato fatto a fine ottobre dal presidente della
società autostradale Francesco Bettoni. Il numero uno di
Brebemi ha spiegato che: “si tratta di un contratto da 1
miliardo, uno tra i più importanti mai realizzati in Italia”:
Ora Bettoni lavora al closing con il sistema bancario per il
finanziamento dell’opera che è atteso entro marzo 2010 “per
far girare a pieno ritmo i cantieri entro giugno 2010”.
senza eliminare i controlli” ha concluso il ministro delle
Infrastrutture, Altero Matteoli. “La crisi finanziaria è ormai
passata ha affermato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi, durante la cerimonia di inaugurazione dei lavori
della Brebemi, esortando gli italiani “ad andare in vacanza,
magari in Italia, e mantenere la domanda ai livelli pre-crisi
per sostenere la ripresa”.
A fine ottobre è arrivata una doppia buona notizia: La Cdp
darà garanzie per gli investimenti per realizzare l’autostrada
Brebemi. Lo ha detto il presidente della Cassa depositi e
prestiti Franco Bassanini parlando al convegno di Intesa
Sanpaolo su federalismo e infrastrutture. L’altra buona notizia è l’accordo per gli espropri. Un protocollo che definisce
criteri di valutazione condivisi e procedure semplificate per
gli indennizzi a chi dovrà subire un esproprio del proprio
terreno agricolo a causa del passaggio della Brebemi. Lo
hanno firmato gli assessori alle Infrastrutture e Mobilità e
all’Agricoltura della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo
e Luca Daniel Ferrazzi, insieme ai rappresentanti delle
organizzazione professionali agricole (Confagricoltura,
Coldiretti, Cia) e dei proprietari fondiari.
BREBEMI: VIA LIBERA AI CANTIERI
33
Pianeta Unieco
Il Presidente Bettoni ha
sintetizzato così le valenze
innovative dell’opera:
“Tecnologicamente avanzata, in
grado di contribuire a migliorare
la viabilità, a rendere più fluido
il traffico, meno costosi i
trasporti e capace di attirare
investimenti. Di avere insomma
positive ricadute in grado di
migliorare la vivibilità, la qualità
dell’ambiente e la vita di tutti
noi”.
Lavori in corso
Le procedure espropriative lungo l’asse dei 62 chilometri del tracciato della
Brebemi, interessano un totale di 495
ettari e circa 2.000 aziende, l’80%
delle quali sono agricole, di cui 250
interessate direttamente, mentre 1.170
si trovano all’interno di una fascia di
due chilometri dall’asse autostradale.
Il protocollo prevede la condivisione dei
criteri di valutazione degli indennizzi
a favore di chi subisce un esproprio
totale o parziale della propria azienda, ma anche a chi, pur non subendo
l’esproprio, subisce un danno dalla
realizzazione dell’infrastruttura.
SQUARE HA REALIZZATO
IL FILMATO IN 3D
DELLA BREBEMI
Molte le parole di apprezzamento per il
filmato realizzato in grafica 3D proiettato
durante la cerimonia di avvio dei lavori
della Brebemi - la nuova autostrada che
collegherà Brescia a Milano - alla presenza del
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Square post production, società del Gruppo
Mediacontech, ha ricreato in computer
grafica 3D l’intero tratto autostradale,
avvalendosi della preziosa collaborazione
degli ingegneri della Brebemi, che hanno
messo a disposizione i disegni tecnici e tutti
i dati del progetto da loro realizzati.
TEM: LA NUOVA GRANDE OCCASIONE PER MILANO
E’ NECESSARIO APRIRE I CANTIERI NEL 2010
Progetti in corso
Pianeta Unieco
34
TEM:
la nuova grande
occasione per
Milano
Unieco è nella cordata che realizzerà
la nuova Tangenziale Est Milano. Opera
strategica per l’Expo 2015
Stefano Immovilli,
Direttore Divisione Costruzioni
Italia di Unieco
TEM è la maxi commessa che
completa la prima parte della finanza
di progetto applicata al nuovo
sistema della viabilità Lombarda
inserita nel corridoio 5 (LisbonaKiev) e che ha avuto un ulteriore
impulso dall’Expo 2015 assegnato
a Milano. Si tratta di un processo
innovativo di totale finanziamento
privato per la progettazione,
costruzione e gestione di una
autostrada di cui BreBeMi e TEM
ne rappresentano la punta avanzata
e innovativa. A che punto siamo,
dopo l’appello del sindaco Moratti
per una ‘accelerazione dei tempi’?
“TEM – spiega Stefano Immovilli,
Direttore Divisione Costruzioni Italia
di Unieco – è nella fase avanzata di
definizione del progetto definitivo. Il
progetto è coordinato, come costruttori,
da Coopsette di Castelnovo Sotto,
Unieco di Reggio, Cmb di Carpi, Cmc
di Ravenna, Impregilo e Pizzarotti
di Parma che in A.T.I. (associazione
temporanea) si stanno dedicando alla
redazione sovraintendendo tutte le
fasi assegnate a una serie di studi
professionali”.
Le stesse imprese avranno poi il ruolo
di General Contractor per l’esecuzione,
gli espropri, lo spostamento dei
TEM: LA NUOVA GRANDE OCCASIONE PER MILANO
TEM potrebbe avviare le prime fasi di
esproprio dei terreni entro il prossimo
anno ma prima sarà necessario
arrivare al Closing Finanziario con
un Pool di Banche. Al lavoro come
arranger c’è Intesa San Paolo. Un
modello mediato sull’esperienza della
BreBeMi.
Il costo complessivo
della nuova arteria è
di circa 1,5 miliardi di
euro
Avvio dei lavori nel 2011
e conclusione nel 2014
-2015
Ci vorranno quattro/cinque anni per
la costruzione della Tangenziale Est
Esterna di Milano. I prossimi passi,
che porteranno alla realizzazione
dell’opera, saranno la presentazione
del progetto definitivo da parte del
Concessionario prevista nei prossimi
mesi, che sara’ seguita nell’ottobre
2010 dall’approvazione del progetto
definitivo. La partenza dei lavori
e’ prevista nel gennaio 2011 e la
conclusione nel dicembre 2014.
L’affidamento della concessione è
stato accolto con soddisfazione dal
presidente della regione Lombardia
Roberto Formigoni: “E’ un passo
fondamentale per l’approvazione
definitiva del progetto e l’avvio dei
lavori. La Cal completa il suo lavoro,
avendo assegnato le concessioni per
la realizzazione di BreBeMi e della
Pedemontana, il cui cantiere si aprirà
a dicembre di quest’anno”.
TEM non è solo un’autostrada, ma
prevede la realizzazione di un sistema
di mobilità di facilitazione del traffico
di scorrimento locale. Saranno infatti
realizzate 14 opere di viabilità locale
già previste, più altre 12 condivise
nell’Accordo di programma e 5 nuove
La firma con Concessioni Autostradali
Lombarde (Cal) della convenzione
per l’affidamento in project financing
della concessione per la realizzazione
della tangenziale Est Esterna di
Milano prelude alla costruzione di
un collegamento di 33 chilometri
fra l’autostrada A4 Milano-Venezia
con l’autostrada A1 MilanoBologna. Saranno realizzate tre
interconnessioni autostradali, sette
svincoli. La tangenziale si svilupperà in
rilevato per 23,6 chilometri, in trincea
per 5,5 km e saranno realizzati anche
un viadotto di 1,8 km e una galleria
di 2,1 km. L’opera sarà pronta in sei
anni e prevede un investimento di 1,5
miliardi di euro. La durata di gestione
dell’infrastruttura è stata fissata in 50
anni dall’ultimazione dell’opera. Si
prevedono ricavi dai lavori per 450
milioni di euro mentre, sulla base degli
studi di traffico, è stato calcolato un
ammontare di 2,4 miliardi di euro dalla
gestione dell’opera.
Oltre a Impregilo l’associazione
temporanea d’impresa che si è
aggiudicata la Tangenziale Est Esterna
di Milano vede anche Tem (Tangenziali
esterne Milano), le società di gestione
Autostrade per l’Italia, Milano
Serravalle-Milano Tangenziali, Satap,
Biis, Itinera, Pavimental, Coopsette,
Unieco, Cmb, Cmc, Pizzarotti e le
società di progettazione Spea, Sina,
Milano Serravalle Engineering, Proiter,
Technital e Girpa.
Il progetto
E’ un progetto necessario
per intervenire concretamente sui problemi
di viabilità della zona
più trafficata d’Italia.
Un’opera che permetterà
di assorbire oltre 75.000
veicoli giornalieri, di cui
35.000 dal traffico locale
e risparmiare 9 milioni
di ore annuali di viaggio.
Una realizzazione
all’avanguardia per caratteristiche costruttive
e rispetto ambientale,
che lungo il suo percorso
prevede la collocazione
di ben 2,2 milioni di mq
di verde e assicurerà
l’abbattimento del 20%
di inquinamento.
www.temspa.it
35
Pianeta Unieco
Si prevede che nel corso del 2010 si
definisca il progetto e si indichino le
conferenze dei servizi per arrivare alle
deliberazioni del CIPE
piste ciclabili”. Contestualmente
alla TEM, verranno portati avanti i
prolungamenti delle linee della
metropolitana M2 (da Cologno
Monzese a Vimercate) e M3 (da San
Donato Milanese a Paullo) e della linea
suburbane S delle Ferrovie dello Stato”.
Progetti in corso
sottoservizi nell’ambito di un contratto
EPC con il concessionario TEM
NASCE SOLARIA
Lavori in Corso
Pianeta Unieco
36
A UNIECO e CMB
l’appalto per il 1° lotto
Porta Nuova Varesine
Nasce Solaria
l’edificio residenziale
più alto di Milano
A fine luglio Varesine Srl, società partecipata da Hines,
Galotti, FonSai, Imm.Lombarda, Premafin e Prima Sgr, ha
affidato l’appalto del primo lotto dell’area Porta Nuova
Varesine a due cooperative: Unieco e Cmb di Carpi.
L’affidamento è avvenuto al termine
di una gara ad inviti durata oltre 6
mesi. Il lotto affidato prevede la realizzazione dei primi 3 edifici previsti
nel progetto di Porta Nuova Varesine
per un Superficie Lorda di Pavimento
(Slp) complessiva di 43.000 mq, pari
a poco più della metà dell’intera Slp
privata edificabile nel lotto, e i relativi parcheggi. Gli edifici, che hanno
già ottenuto la pre-certificazione in
materia di sostenibilita’ ambientale
da parte di Leed (Leadership in Environmental and Energy Development) con rating Gold, includono una
torre di 29 piani alta circa 150 metri
e due palazzi di 10 piani. La progettazione e’ stata curata dallo studio
internazionale Kohn Pedersen Fox.
La durata stimata dei lavori è di 29
mesi. Il cantiere impiegherà direttamente circa 400 operai, ovvero 800
con l’indotto.
Per quanto riguarda gli altri bandi, nel
mese di luglio è stata avviata la gara
per l’affidamento del secondo lotto di
Porta Nuova Varesine, con destinazione residenziale, e dei lotti di Porta Nuova Isola.
NASCE SOLARIA
Lavori in Corso
Pianeta Unieco
37
Complessivamente gli appalti del progetto Porta
Nuova superano il miliardo di euro per oltre 100
imprese e 2.000 operai, 10.000 con l’indotto,
impegnati nella riqualificazione dell’area
Garibaldi Repubblica.
“La selezione di Unieco e Cmb, aderenti alla
Lega delle Cooperative, e’ un passaggio importante per il progetto Porta Nuova Varesine
che avvia i cantieri edili secondo le tempistiche previste. L’opera di riqualificazione urbana
dell’area storica di Garibaldi Repubblica rappresenta un esempio di collaborazione virtuosa tra pubblico e privato, tra investitori italiani,
internazionali e istituti di credito, tra professionisti e imprese. Si sta attuando un modello industriale di sviluppo del territorio e dell’economia
che potrà rappresentare una risorsa per progetti futuri”, ha dichiarato Manfredi Catella, a.d. di
Hines, capofila nella riqualificazione dell’area.
“Altra Sede” della
Regione Lombardia
IL PASSANTE FERROVIARIO DI GENOVA
Strategie
Pianeta Unieco
38
GENOVA REALIZZERA’ IL PASSANTE FERROVIARIO
Il Consorzio Eureca
vince un appalto da
363 milioni
“Eureca Consorzio Stabile” è risultato aggiudicatario
dell’appalto per i lavori di potenziamento infrastrutturale
Genova Voltri – Genova Brignole per un valore, a base
d’asta, di 363 milioni di euro.
“Eureca Consorzio Stabile”, che rappresenta
l’aggregazione imprenditoriale fra Unieco
Soc. Coop. di Reggio Emilia, C.L.F. S.P.A.
di Bologna e C.M.B. di Carpi (MO) ha vinto
la gara per la realizzazione del nuovo nodo
ferroviario di Genova; l’opera, del valore di
363 milioni di euro era attesa da almeno
trent’anni e prevede il potenziamento e
l’ammodernamento del passante ferroviario
di Genova. L’avvio dei cantieri è previsto già
per il primo semestre del 2010 ed il termine
contrattuale dei lavori è fissato per il 2015.
Il nodo di Genova rappresenta un punto
strategico della rete ferroviaria nazionale
ed internazionale in quanto costituisce un
polo di interscambio fondamentale fra il
sistema portuale e ferroviario sulle direttrici
Genova – Ventimiglia, Tirrenica e Milano –
Genova. La direttrice ferroviaria Genova
– Rotterdam (denominata “Corridoio dei
due mari”) è attualmente in fase di studio
avanzato da parte della comunità europea
ed è, evidentemente, di enorme interesse
per lo sviluppo e l’integrazione del porto
di Genova nell’intero sistema intermodale
europeo.
Contemporaneamente il complesso di linee
ferroviarie genovese costituisce il sistema
più efficiente per la mobilità pendolari
nell’ambito della vasta area metropolitana,
che, stretta fra mare e montagne ha una
ridotta capacità di sviluppo del reticolo
viario già esistente.
Il progetto di potenziamento del nodo
ferroviario di Genova è articolato nei
seguenti lotti di intervento:
1.Completamento della variante di tracciato
tra Voltri e Pegli, con sistemazione a PRG
della stazione di Voltri comprensivo della
nuova fermata a Palmaro;
2.Prolungamento lato levante della bretella
di Genova Voltri – via Busalla – con allaccio
verso est alla linea succursale dei Giovi
in prossimità del Bivio Polcevera, con
completamento del quadruplicamento
della linea Genova - Ventimiglia tra le
stazioni di Voltri e Sanpierdarena;
3.Specializzazione della parte sud della linea
dei Giovi al traffico locale (pendolare)
ed eliminazione dell’interferenza fra
le linee nell’ambito della stazione di
Sampierdarena;
4.Ripristino, raddoppio e collegamento
della galleria delle Grazie alle gallerie
Colombo e San Tommaso. Tale
complesso di interventi equivale di fatto
ad un sestuplicamento delle sedi ferrate,
per cui non vi saranno più interferenze
con gli itinerari fra Genova Principe e
Genova Brignole;
5.Sistemazione del piano del ferro (PRG)
della stazione di Genova Brignole (prima
fase) per il prolungamento del servizio
metropolitano da Genova Porta Principe
fino alla nuova fermata di Genova Terralba.
Il progetto contribuisce alla sistemazione
complessiva del nodo di Genova, che
si pone l’obiettivi del potenziamento e
della riorganizzazione dell’offerta relativa
al trasporto passeggeri ed al trasporto
merci. In particolare, si prevede la
realizzazione della separazione dei
flussi di traffico passeggeri del sistema
ferroviario metropolitano (pendolari) da
quelli delle lunghe percorrenze.
In
riferimento al settore del trasporto
merci, si intende potenziare il servizio
dell’intermodalità finalizzata soprattutto
ai collegamenti internazionali di supporto
ai traffici marittimi diretti al nord;
Il Nodo di Genova
rappresenta
un punto
strategico della
rete ferroviaria
nazionale e
internazionale
in quanto
costituisce
un polo di
interscambio
fondamentale fra
il sistema portuale
e ferroviario sulle
direttrici Genova
– Ventimiglia,
Tirrenica e
Milano – Genova.
Il nodo stesso
costituisce
altresì il sistema
più efficiente
per la mobilità
ferroviaria
nell’ambito
della relativa
vasta area
metropolitana.
IL PASSANTE FERROVIARIO DI GENOVA
“Il progetto appaltato da Italferr (società
che opera in nome e per conto di RFI – Rete
Ferroviaria Italiana) è inserito nella Legge
Obiettivo con finanziamento approvato dal
CIPE ed era il primo test operativo per
Eureca Consorzio Stabile. Unieco, CLF e
CMB hanno unito le forze per competere
meglio sulla fascia alta del mercato delle
Gli interventi previsti
mirano a:
separare i flussi di traffico: passeggeri a lunga
percorrenza e merci da passeggeri regionali e
metropolitani
realizzare un collegamento fra il sistema portuale
ligure e la rete fondamentale nazionale sia in
direzione est-ovest che, soprattutto, in direzione
nord-sud
potenziare e automatizzare le infrastrutture e gli
impianti del nodo per sviluppare l’offerta di mobilità
metropolitana
adeguare gli impianti di stazione nelle stazioni di
Genova Voltri, Genova Sampierdarena, Genova
Brignole, e i servizi nell’area di Genova Terralba
e, nella stazione di Genova Brignole, per favorire
l’interazione intramodale e intermodale.
Gli interventi sopra
richiamati si articolano sui
seguenti progetti:
potenziamento infrastrutturale Voltri-Brignole
costruzioni e delle infrastrutture. Stiamo
muovendo i primi passi su un mercato
complesso, ma che offre grandi opportunità
– spiega il Vicepresidente di Eureca, Stefano
Imovilli – sia in Italia che all’estero. Imprese
della nostra dimensione non possono
rinunciare ad internazionalizzarsi anche
se le reali possibilità operative debbono
necessariamente prevedere acquisizioni
in tempi medi. Si sta pensando di potere
diventare operativi entro il 2011 - 2012 e
si sta monitorando in tal senso il mercato
delle grandi opere relative ai paesi del
Nord Africa, all’area del Golfo ed anche
all’Europa dell’Est”.
potenziamento sistema di comando e controllo
del nodo di Genova (il progetto consiste: nel
telecomando delle linee del Nodo da un nuovo
Posto Centrale, ubicato a Genova Sanpierdarena
con attivazione di un nuovo SCC, nonché del
completamento degli interventi infrastrutturali e
tecnologici per la circolazione con marce parallele
sulle linee dei Giovi)
variante della linea Genova-Ventimiglia nella tratta
Pegli-Voltri
razionalizzazione impianti e fermate per il
potenziamento ferroviario regionale del nodo di
Genova
39
Pianeta Unieco
imprenditoriali e si sta partecipando ad
altre gare di appalto, anche nel segmento
di mercato che riguarda i grandi interventi
edili (centri direzionali, centri commerciali,
edilizia ospedaliera, ecc.). I veri risultati del
lavoro avviato dalle tre imprese si vedranno
nel 2010”.
Strategie
“E’ la prima gara alla quale ha partecipato
Eureca Consorzio Stabile e rappresenta
la prima assegnazione definitiva di un
grande progetto che sarà realizzato dalla
aggregazione imprenditoriale fra Unieco,
CLF e CMB!” commenta il Presidente
di Eureca Aldo Tognetti “Il lavoro è
particolarmente confacente ad una realtà
imprenditoriale che, con le tre diverse
componenti, rappresenta un’eccellenza sia
nel campo della costruzione di infrastrutture
stradali e ferroviarie, che nel campo delle
opere d’arte nel sottosuolo (gallerie), che
nel segmento dell’impiantistica ferroviaria
(armamento, trazione e segnalamento). Si
stanno comunque valutando altre opzioni
ECOMONDO: VETRINA MONDIALE
Fiere
Pianeta Unieco
40
Ecomondo:
vetrina
mondiale
Unieco ha partecipato
alla 13ª Fiera
Internazionale del
Recupero di Materia ed
Energia e dello Sviluppo
Sostenibile
Sono stati 63.332 i visitatori (-2,35% sul
2008) delle edizioni 2009 di Ecomondo,
Key Energy e Cooperambiente, la
kermesse ambientale di Rimini Fiera.
In forte incremento (35%) i visitatori
stranieri, saliti a 5.066. Ai seminari
scientifici di Ecomondo sono state
presentate 240 relazioni, delle quali il
30% di carattere internazionale, con
oltre 650 relatori; a quelli di Key Energy
sono intervenuti più di 280 relatori
e, a poche settimane dal vertice di
Copenhagen, si è rilevato il dinamismo
italiano (terza performance mondiale
per installazioni di fotovoltaico nel
2009) con la crescita del sistema
di produzione dedicato alle energie
rinnovabili.
Pur in un contesto economico difficile,
complessivamente oltre 1500 aziende
si sono proposte nei 16 padiglioni di
Rimini Fiera (1.050 per Ecomondo)
sui 110mila mq del quartiere (70.000
mq. per Ecomondo, su 13 padiglioni,
uno in più dello scorso anno).
La 13esima edizione di Ecomondo
con abbinate Kew Energy e la
seconda edizione di Cooperambiente
(quest’anno ben 110 le cooperative
in vetrina a Rimini) ha confermato
la sua valenza. Lo Spor tello
Infocoop, ad esempio, che rientra
nel progetto 1000 cooperative in
tre anni e ha offerto informazioni su
come creare nuove cooperative. I
visitatori di Cooperambiente hanno
potuto incontrare una significativa
ECOMONDO: VETRINA MONDIALE
Per il 2010, l´appuntamento col Sistema
Ambiente Rimini´ è dal 3 al 6 novembre.
idee per la
green economy
Insieme la divisione Ambiente e la
divisione Laterizi & Co… risparmio
energetico & ecologia al 100%
Il gioco di squadra è una carta
vincente e la presenza in tandem
della divisione Ambiente e della
divisione Laterizi & Co a Ecomondo
2009 è la prova che si può cambiare
formazione e rimanere vincenti.
Due stand: uno nell’area Cooperambiente e uno nella grande fiera
per dire che Unieco investe nella
sua ‘linea verde’.
Pianeta Unieco
Una delle novità di Ecomondo 2010
è stata già annunciata durante la
manifestazione appena conclusa. Si
tratta di Sinnova, una mostra-evento a
sostegno dell´ambiente, che punterà a
promuovere l´innovazione sostenibile
in tutti i campi dell´economia. Sinnova
valorizzerà i nuovi prodotti e i processi
che mettono al centro la persona,
senza minacciare la sopravvivenza
dell´ambiente e le prospettive delle
future generazioni.
UNIECO:
41
Fiere
selezione di nuove imprese ad alta
tecnologia basate sullo sfruttamento di
conoscenze maturate all´interno delle
principali università e centri pubblici
di ricerca a livello nazionale (spin-off
della ricerca pubblica).
ECOMONDO: VETRINA MONDIALE
Pianeta Unieco
42
Laterizi&Co: “non solo mattoni”
Quando il territorio si trasforma ogni
equilibrio deve essere ripensato: l’area
urbana, la riqualificazione dei centri storici
e delle periferie, diventano il luogo ideale
dove dimostrare rispetto dell’ambiente,
dell’ecologia e dell’efficienza energetica,
in una logica di sviluppo sostenibile.
da permettere un effettivo aumento di
valore dell’edificio di nuova costruzione o
riqualificato.
“L’area Ricerca Innovazione e Sviluppo di
Fiere
UNIECO Divisione
Laterizi & Co . – spiega
Francesca Pisi - è attivamente
impegnata proprio in questa direzione,
ovvero coniugare tradizione e
innovazione attraverso lo sviluppo
di sistemi costruttivi innovativi che
garantiscano efficienza e risparmio
energetico, nel rispetto dell’ambiente
e dell’uomo”. La prova era lo stand
allestito nel contesto del grande spazio
Cooperambiente voluto da Legacoop
che ha riunito le soluzioni innovative
che nascono in ambito cooperativo.
EKLISSE, è il sistema brisoleil facciavista
risultato di un attento programma di ricerca
e sviluppo della Divisione Laterizi & Co. in
partnership con TECHLEVER Engineering.
Coniuga innovazione tecnologica e
progettuale con la tradizione del mattone
facciavista di Fosdondo rispondendo alle
esigenze delle nuove normative in tema di
risparmio energetico in edilizia. Risolve, in
modo elegante e semplice, la problematica
legata ai vincoli di schermatura delle
partizioni verticali trasparenti. È un sistema
versatile, ben applicabile per interventi
di riqualificazione edilizia e per nuove
costruzioni. C’erano anche quelle firmate
Unieco:
ANEMOS, la facciata ventilata facciavista,
nata dalla collaborazione tra UNIECO
Divisione Laterizi & Co. e TECHLEVER
Engineering, è il primo sistema che permette
l’installazione di mattoni facciavista
tradizionali in una facciata completamente
“a secco”, la cui applicazione consente di
riqualificare sia architettonicamente che
energeticamente interi edifici, dove diventa
protagonista l’eleganza tradizionale del
facciavista UNIECO attraverso l’innovazione
tecnologica del sistema parete.
Arca Land, Il legno per
costruire, arredare e giocare!
PARASYSTEM, il sistema termoisolante
facciavista, è un prodotto innovativo
per costruire nel rispetto dell’ambiente
e dell’uomo. E’ un sistema costruttivo
di rivestimento termoisolante per pareti
esterne, dalle eccellenti prestazioni
acustiche e di isolamento termico nel
rispetto delle nuove normative sul risparmio
energetico. Nella progettazione di questo
sistema si sono mantenuti i canoni classici
del facciavista, che diventa il protagonista
indiscusso della facciata, seguendo la
tradizione e l’esperienza Unieco. Importante
è sottolineare i vantaggi economici indotti
da questo sistema, sia nella realizzazione,
che richiede tempi e costi contenuti, sia
nella riduzione dei costi energetici per il
mantenimento dell’edificio. Il risultato è
di grande pregio architettonico tanto
Opera da oltre un decennio nel settore della
lavorazione del legno Vivere il legno è oggi
una scelta che ci permette di reintrodurre
nelle nostre case e nelle nostre città, un po’
di quella natura che tante volte abbiamo
dimenticato. È una materia viva che respira
insieme a noi e che riduce l’inquinamento
elettromagnetico, le polveri e l’elettrosmog.
Una risorsa naturale, il legno, capace di
essere impiegato per molteplici usi.
L’impiego di legname, di cui si attesta la
provenienza da luoghi di riforestazione,
non danneggia l’ambiente, ma contribuisce
alla tutela degli ecosistemi forestali ed
ambientali.
ECOMONDO: VETRINA MONDIALE
È in grado di eseguire tutte le operazioni
necessarie per una moderna e corretta politica
forestale. Cofar è oggi in grado di “creare
il verde”, di garantirne la manutenzione, di
arredarlo. Movimenti di terra, camminamenti,
fornitura e posa a dimora di piante, fiori,
manutenzione, potatura, ingegneria e
rinaturalizzazione sono un insieme di
tecniche che consentono il raggiungimento
di un equilibrio naturale che caratterizza un
Divisione Ambiente:
le nuove soluzioni
Un maxi stand di 200metri quadrati. Una
grande visibilità e molti contatti.
E’ questo, per la divisione ambiente di
Unieco guidata da Giulio Manzini il bilancio
della edizione 2009 di Ecomondo.
“Quest’anno abbiamo cercato di dare
maggior evidenza a tutte le nostre attività
– spiega Manzini - L’organizzazione e la
gestione dell’area espositiva è stata curata
nei dettagli, e sviluppata con un percorso
espositivo e comunicativo che ha assicurato
ampio risalto a tutte le attività della Divisione
Ambiente, dalle Bonifiche agli Smaltimenti,
dalle Attività Industriali alla Produzione.
E’stata data inoltre maggiore visibilità
alle attività dell’Area T&SI, tecnologia e
sviluppo, il cui ruolo è diventato molto
importante per la nostra Divisione”.
In bella mostra all’interno dello stand
l’ultima nata in casa UCM la nuova
spazzatrice aspirante 20.4 per la prima
volta presentata in fiera affiancata alla
già collaudata spazzatrice elettrica 360
e a Torpedo, l’attrezzatura idrodinamica
Master Fluid per l’igiene
ambientale e la cura del decoro urbano.
Unieco 20.4 è la spazzatrice aspirante
compatta da 2 mc potente e versatile. Le
elevate prestazioni, la semplicità d’uso,
una grande capacità di carico riunite in un
veicolo agile e maneggevole dalle dimensioni
estremamente contenute, rendono Unieco
20.4 la soluzione più efficace per operare
con rapidità ed accuratezza anche nei piccoli
centri storici e negli spazi più ristretti.
360 Electrica è la prima spazzatrice
urbana ad “emissioni zero; ultra compatta
e completamente elettrica è concepita per
meccanizzare le attività di spazzamento
anche nelle situazioni dove generalmente
solo l’operatore manuale può lavorare
e per operare in tutte le aree ad elevata
sensibilità ambientale (centri storici, parchi
e giardini, superfici coperte), assicurando
elevati standard di pulizia, un significativo
contenimento dei tempi ed una migliore
qualità del lavoro per gli operatori, nel
totale rispetto dell’ambiente. 360 Electrica
è estremamente silenziosa e non produce
alcun tipo di inquinamento atmosferico, in
quanto movimentata da motori elettrici e
dotata di sistema di filtrazione delle polveri
con un grado di filtraggio del 99,8%. 360 è
disponibile anche con motorizzazione diesel
nel modello 360 Rider.
Torpedo, frutto dell’esperienza Master Fluid
nel campo delle attrezzature per l’igiene
ambientale e delle tecnologie idrodinamiche,
è il sistema ad alta pressione, ad acqua
calda e vapore, che assicura una gestione
innovativa, efficace ed ecologica delle
attività di manutenzione e cura del decoro
urbano. Senza l’impiego di detergenti ed
additivi chimici e con operazioni semplici e
rapide, consente l’asportazione di manifesti,
adesivi e graffiti, la pulizia e la sanificazione
di ogni tipo di superficie, arredi e strutture in
legno, metallo o plastica. L’azione del vapore
ad alta pressione è particolarmente efficace
per la rapida rimozione del chewingum da
ogni genere di pavimentazione.
Le dimensioni contenute e l’ampia
autonomia operativa, sia nella versione
skid sia nella versione carrellata, permettono
a Torpedo di lavorare in spazi ristretti, sotto
i portici, lungo le piste ciclabili e pedonali
e dove non è disponibile l’accesso alla rete
idrica.
opere dell’uomo. L’ingegneria naturalistica è
una disciplina tecnico-scientifica che studia
le modalità di utilizzo, quale materiale da
costruzione, di piante viventi spesso in unione
con materiali non viventi quali il legname, la
terra, la pietra. Cofar, attraverso le proprie
elevate professionalità, applica da tempo tali
metodologie in diversi ambienti: corsi d’acqua,
consolidamento e recupero ambientale di
pendici franose, rinverdimento di ex-cave ed
inerbimento di discariche, effettuate anche su
scarpate e svincoli di infrastrutture.
Nello stand Unieco a
Ecomondo si è fermato
anche il Sottosegretario
di Stato per l’ambiente
e la tutela del territorio,
On. Roberto Menia che ha
avuto modo di apprezzare
le nuove soluzioni firmate
Unieco Ambiente.
43
Pianeta Unieco
verde e per l’ambiente
Fiere
Cofar, un’impresa generale per il determinato contesto, mitigando l’impatto delle
“SEMPRE AVANTI” CON UNIECO GREEN
Innovazione
Pianeta Unieco
44
LA RUGBY REGGIO HA UN NUOVO CAMPO IN ERBA SINTETICA
“SEMPRE AVANTI” .
Rimarranno
sempre quelli
con “Le maglie
pesanti di fango
e il cuore pieno
d’orgoglio”.
Come nel 1946,
quando un
manipolo di giovani
avventurosi fondò
a Reggio Emilia la
“SEMPRE AVANTI”.
La passione per il
rugby da allora è
cresciuta, anno dopo
anno. Prima sotto le
insegne della Unione
Sportiva La Torre poi
con la Rugby Reggio,
quella attuale.
“Le maglie pesanti di fango e il cuore
pieno d’orgoglio” rimangono ma
oggi in via Assalini, nella “casa del
rugby reggiano” al campo da gioco
tradizionale si affianca un nuovissimo
campo da gioco in erba artificiale.
Lo hanno consegnato al presidente
della Rugby Reggio Giorgio Bergonzi
e al vice presidente Giovanbattista
Castagnetti il sindaco di Reggio Emilia
Graziano Delrio e l’assessore allo
sport Mauro Del Bue.
Una festa del rugby per Unieco
Green è stata l’ennesima occasione
per dimostrare i passi avanti della
tecnologia impiegata per la linea
Professional dedicata ai campi
sportivi, in discipline diverse ma
sempre ai massimi livelli.
“SEMPRE AVANTI” CON UNIECO GREEN
Quello del rugby con 30 giocatori
che “non vanno troppo per il sottile”
è un test importante. Giulio Manzini,
il direttore della divisione ambiente
di Unieco che comprende la Unieco
Green di Bergamo è soddisfatto.
E soddisfatti sono i rugbisti reggiani:
dai ‘piccoli’ del campo estivo fino
ai campioni che giocano in serie B
con la “Cosmo Haus Rugby Reggio”
passando dai Lupi di Canolo. Sono
diverse centinaia gli atleti che si
impegnano con la palla ovale alla
Canalina. Fino agli OLD BECK’S
RUGBY REGGIO “ (over 35) . Uno
sport per tutte le età.
Dalle strette sinergie di Unieco Green
con il mondo dello sport, dalla ricerca
applicata, dalla selezione di materie
prime di altissima qualità, da processi
produttivi evoluti, è nata la linea di
manti in erba artificiale Vision Green
Professional: l´alternativa funzionale,
prestazionale, estetica, economica, ai
manti in erba tradizionale. Le superfici
offrono prestazioni ottimali in tutte le
loro applicazioni sia all´aperto che
indoor. Studiato e testato per il Rugby
il prodotto VG 720 MONO TOP di
Unieco Green con un’altezza del pelo
di 72 mm. è la “quarta generazione”.
Come prescrive la FIR, la federazione
rugby è conforme alle specifiche IRB
(la Normativa 22).
Innovazione
... con Unieco Green
Pianeta Unieco
45
“SEMPRE AVANTI” CON UNIECO GREEN
“SEMPRE AVANTI” con Unieco Green
Innovazione
Pianeta Unieco
46
L’evoluzione della specie. Unisce alle positive
caratteristiche dell´erba naturale prestazioni superiori
in termini di omogeneità della superficie, elasticità,
rimbalzo e scivolamento del pallone.
Lo speciale filato, in polietilene ad elevata drenaratura,
lubrificato, antiabrasivo, regala nel gioco senzazioni
“naturali” e si distingue per eccezionali doti di resistenza
all´usura. L’intasamento, realizzato con sabbia silicea a
granulometria controllata e granuli di gomma permette
un ottimale assorbimento dello shock, consentendo di
ridurre i rischi di traumi muscolari ed una penetrabilità
del tacchetto regolare ed uniforme su tutta la superficie.
Non ci saranno più fango
ad appesantire le maglie
a strisce, maschere
melmose a trasfigurare
i volti dei giocatori,
calzettoni e scarpe simili
a stivali di mota scura.
Ma ancora e sempre
il rugby: 14 uomini che
lavorano insieme per
dare al quindicesimo
mezzo metro di
vantaggio.
Una volta acquisita la padronanza delle regole del
tries, scrums, line-outs e knock-ons, quando diventano
importanti l’abilità e la tattica l’erba artificiale offre
l’opportunità ideale di affinare e migliorare la tecnica
del rugby. In effetti le fibre artificiali conservano in tutte
le condizioni atmosferiche le stesse proprietà di gioco,
per cui i giocatori di rugby possono fare affidamento sulla
qualità del campo. Questo materiale e gli altri prodotti
usati per il riempimento, non irritano la pelle e sono
delicati per le articolazioni.
RANDALL BAL
si allena a Komodo
In settembre a Komodo (a Rubiera) il Primatista Mondiale dei
50 dorso Randall BAL ha sostenuto una sessione di allenamenti insieme alla nazionale italiana di nuoto. La struttura sportiva realizzata da Unieco ha superato brillantemente l’ennesimo
test e ha ottenuto gli apprezzamenti dell’assessore allo sport
del comune di reggio mauro del bue che lo definisce : “ un
centro da prendere ad esempio”. il network Komodo e’ sempre
piu’ punto di riferimento di atleti nazionali e internazionali. Sport
ma anche bellezza e benessere con la presenza delle Miss
nell’Open Day 2009. Un bel risultato per Sportiva S.r.L. che
gestisce attualmente, insieme ad altre realtà sportive, il centro
wellness Komódo di Rubiera (fitness, thermarium, solarium ed
estetica).
WWW.KOMODORUBIERA.IT
Il Tempio per la
cremazione:
una struttura che
mancava
A fine ottobre a Parma, in occasione della 14esima giornata della cremazione, la So.Crem di Parma guidata da Rocco
Caccavari ha fatto il punto sull’avvio del nuovo Tempio crema-
CASA:
ancora lunghi tempi
vendita, servono 5 mesi
Tempi ancora lunghi, e anzi in lieve aumento rispetto a quanto
rilevato a giugno, per chi vuole vendere casa. E’ quanto sottolinea un rapporto del Centro studi della catena di agenzie
“Tecnocasa”: per vendere un’abitazione nelle grandi città ci
vogliono circa 146 giorni (quasi 5 mesi); un dato in aumento
sia rispetto a quanto registrato a giugno 2009 (129 giorni), sia
rispetto ai 134 giorni di un anno fa. Il periodo analizzato va da
ottobre 2008 a ottobre 2009. I tempi si allungano ancor di più
se la casa da vendere è in provincia: in media ci vogliono 169
giorni (dato stabile rispetto al 2008). Nell’hinterland delle grandi
città per chiudere la compravendita ci vogliono addirittura 181
giorni (6 mesi).
“In un anno - sottolinea Tecnocasa - si evidenzia quindi una sostanziale stabilità dei tempi di vendita nei capoluoghi di provincia e nell’hinterland delle grandi città. Nelle realtà metropolitane
i tempi di vendita sono più brevi, a conferma di un maggiore
turn over”. Per vendere casa bisogna avere più pazienza se
si abita a Palermo, Verona e Milano, le città in cui i tempi sono
maggiori (rispettivamente 186, 173 e 155 giorni). Tra i capoluoghi di provincia è Enna la “maglia nera”, con attese che superano i 7 mesi e mezzo. Tra i comuni dell’hinterland, invece, i
tempi più lunghi per chiudere la compravendita si registrano in
provincia di Verona (in media 231 giorni, quasi otto mesi).
Pianeta Unieco
torio realizzato da Unieco Enìa e Ser.Cim. ecco i dati forniti da
Bruno Mazzoni,consigliere di Ade Spa.«All’inizio del 2000 nelle
sepolture l’incidenza delle cremazioni a Parma era del 6 o 7
per cento nel 2008 è arrivata a circa il 21 per cento».Nel 2008
infatti su un totale di 1.758 sepolture le cremazioni sono state
367,pari al 20,87 per cento. Il 64,73 per cento (1.138) delle
persone hanno scelto la tumulazione, mentre il 14,40 per cento
(253) hanno optato per l’inumazione. Una percentuale che ha
subito un aumento al 23 per cento dopo l’apertura del Tempio
di cremazione di Valera: nel periodo che va dall’1 gennaio 2009
al 31 luglio 2009 infatti la cremazione è stata scelta dal 23 per
cento delle persone,contro il 77 per cento di chi ha deciso per
altri tipi di sepoltura. Negli ultimi anni la cremazione sta assumendo una tendenza positiva anche per le esumazioni:il 31,80
per cento delle cremazioni riguarda salme inconsunte.Un trend
in crescita, soprattutto dopo l’apertura del Tempio di Valera.
«Dal 23 giugno al 24 ottobre - spiega Andrea Pirazzoli,dirigente
Ser.cim e responsabile del Tempio di Valera – abbiamo effettuato 468 cremazioni,di cui 227 feretri».La nuova struttura dunque
sta funzionando a pieno ritmo:dal Giardino del ricordo,dove
è offerta la possibilità di disperdere le ceneri, al cinerario
comune,fino alla sala del commiato,dove le persone possono
salutare i defunti secondo il rito che preferiscono.
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News
Unieco
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Unieco news
NEWS
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News
Pianeta Unieco
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Unieco
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Unieco news
L’edizione 2009
del Festival
dell’Architettura
lungo la via
Emilia
Unieco ha presentato
le ricerche frutto di
“Progetto Astrolabio”
Luoghi Comunitari:
spazio e società
La quinta edizione del Festival dell’Architettura, a fine ottobre, ha
presentato lungo la via Emilia con focus importanti a Parma e Reggio Emilia una riflessione su quanto si va realizzando, rispetto a
criteri di significatività comunitaria, nella trasformazione dei contesti insediativi dell’ambito emiliano, assunto quale laboratorio sperimentale di osservazione e progettualità. Dalla scala dell’architettura territoriale, per usare un termine caro a Lucio Gambi, a quella
urbana sino a quelle parti di città che ne contraddistinguono le
peculiarità funzionali quali quartieri, complessi specializzati, tipologie dello spazio pubblico e privato. L’ambito sperimentale scelto
dal direttore del Festiva, l’arch. Parmigiano Carlo Quintellli, è quello del sistema insediativo di CITTAEMILIA, da Piacenza a Modena.
In questo contesto si è inserita la riflessione di Unieco che, in collaborazione con alcune Università italiane, si è fatta promotrice del
progetto Astrolabio: una fucina di giovani ricercatori che hanno
lavorato, guidati da un Comitato Scientifico ed affiancati da tutor
aziendali, allo sviluppo di alcuni temi imprenditoriali legati al rapporto impresa-comunità. Il Comitato Scientifico del Progetto, composto dalla Direzione Strategica di Unieco e da docenti delle Facoltà di Architettura di Ferrara, Ingegneria di Bologna e SDA Bocconi
di Milano, ha delineato il percorso di lavoro scegliendo i cinque
temi da approfondire: il quartiere ad impatto zero, le residenze
per studenti, le case per anziani, le strutture per l’infanzia e la
casa evolutiva. Ognuno di essi risponde alla necessità di proporre una soluzione alle diverse problematiche delle comunità che
accolgono il lavoro di Unieco. L’obiettivo principale è di dare vita
e contenuti al progetto “Unieco per la comunità”, contenitore delle
risposte di Unieco alle necessità del contesto sociale in cui opera.
Al meeting è intervenuto Massimo
Pinotti, direttore della divisione
costruzioni Emilia di Unieco:
“Devo dire che quando ho letto l’argomento del Festival di quest’anno,
“Comunità e Architettura”, sono stato
piacevolmente sorpreso in quanto
come Unieco abbiamo in corso un
progetto che ha come focus “Unieco
e la Comunità”. Cercherò di spiegarvi i contenuti che hanno, ritengo, un certo grado di originalità.
1) un inserimento di nuovi dipendenti (in particolare quelli al primo
impiego) estremamente operativo fin dai primi momenti. I nuovi
colleghi si trovavano a montare su un treno in corsa (che andava anche molto forte) ed erano chiamati, pressochè immedia-
tamente, a “dare energia al treno”, ad un coinvolgimento molto
forte con l’attività quotidiana. Questo spesso non era il modo
più efficace di inserire risorse fresche e di potenziale qualità.
2) una difficoltà dell’impresa a fare ricerca e innovazione. Nonostante le 11.000 ore di formazione all’anno, solo in alcune aree
è possibile e attiva una vera ricerca proattiva. Nella maggior
parte dell’impresa la propensione al business, al budjet e al
contingente non rende possibile spazi non episodici di approfondimento innovativo.
3) una certa tendenza delle divisioni di Unieco (Costruzioni, Ambiente; Ferroviario; Attività Industriale) a massimizzare l’attività
specifica della divisione senza valorizzare fino in fondo le sinergie interdivisionali.
Astrolabio nasce dalla volontà di affrontare in un solo colpo
le tre tematiche.
Michele Bergonzini che è entrato in
Unieco con Progetto Astrolabio (percorso formativo e di ricerca) ha focalizzato il lavoro del gruppo che si occupa di futuro delle costruzioni: “Per
quanto riguarda la scala urbana - ha
detto al meeting - stiamo affrontando il
tema della sostenibilità dei nuovi quartieri residenziali con diverse soluzioni”.
Il quartiere ad impatto zero (responsabile di progetto Ornella Conte) parte dalla cogenerazione abbinata al teleriscaldamento piuttosto che le pompe di calore associate ai pannelli fotovoltaici o dalla micro
cogenerazione sono state al centro degli studi tematici.
I centri per l’infanzia (responsabile di progetto è Francesca Pisi)
sono un altro focus. Nel disegno Unieco lo spazio in cui si muove
il bambino è il risultato di un progetto che si articola in un programma pedagogico importante a cui si da forma attraverso una architettura ad alta efficienza energetica, a zero consumi ed emissioni,
che utilizza la tecnologia costruttiva del legno, materiali naturali ed
ecocompatibili e tempi di realizzazione brevi.
La residenza per studenti (responsabile di progetto è Michele
Bergonzini) è un problema particolarmente sentito in molte grandi
città sia dallo studente fuori sede che si trova spesso ad avere a
che fare con un mercato privato che offre soluzioni inadeguate a
carissimo prezzo, sia dalle amministrazioni comunali che vedono
crescere la tensione abitativa nelle loro città anche a causa ella
popolazione studentesca.
La casa evolutiva (responsabile di progetto è Francesca Pisi) si
presenta come una soluzione creativa, personalizzabile in cui le
sole parti fisse sono rappresentate dalle strutture portanti, mentre
tutto il resto è modificabile e trasformabile. La pianta libera, l’uso
di sistemi costruttivi a secco, ad esempio il legno, la presenza di
doppi volumi, che possono essere trasformati in nuovi vani abitativi, arredi e pareti mobili e tutti gli accorgimenti progettuali applicati
permettono di progettare 2, 3 case in una.
La casa per anziani (responsabile di progetto è Marco Bulgarini)
è pensata per garantire all’anziano una vita ‘facile’, ed è quindi
una casa arricchita da tutti quei piccoli accorgimenti progettuali
atti a garantire al suo abitante una vita autonoma ed attiva il più a
lungo possibile.
CLF: SVILUPPO A 360°
CLF:
Il piano di sviluppo di
CLF che unisce anche
le specializzazioni di
Arfer e Sifel avanza a
grandi passi e oltre alla
espansione sui mercati
esteri con cantieri di
grande importanza avviati
in Algeria, Marocco e
Bulgaria – si concentra
sul mercato italiano dove
sono state colte dal team
guidato da Giuseppe Neri
importanti opportunità
fra le quali si evidenziano
: la Tramvia di Firenze e
il rinnovamento del nodo
di Torino inserito nel
progetto messo in campo
dalle Ferrovie dello Stato
in coincidenza con lo
sviluppo della rete Alta
Velocità che a fine anno
collegherà con molte
novità Torino e Salerno. E’
la “metropolitana d’Italia”
come la chiama l’Ad delle
Ferrovie Mauro Moretti
e crescerà anche
grazie all’apertura della
tratta Bologna Firenze
percorribile in 37 minuti e
senza il collo di bottiglia
tra Novara e Milano.
Mille chilometri con il
Frecciarossa.
Eventi
sviluppo a 360°
Pianeta Unieco
49
Firenze viaggia
in Tram
CLF ha realizzato l’armamento
della linea 1 Santa Maria Novella
Scandicci che è già in fase di test
Dal cuore di Firenze a Scandicci, in
pochi minuti, senza inquinare: 7,5 km
e 14 fermate .. in Tram. Un ritorno al
passato ma con le tecnologie del futuro.
La nuova Tramvia di Firenze, la linea
1, è in fase avanzata di collaudo e il
2009 per la città toscana rimarrà un
anno storico. Il sindaco Matteo Renzi ha
chiesto al ministro Matteoli di poter per
far partire il tram a Natale, anche se su
tratte parziali. L’entrata in pieno esercizio
invece è prevista nei primi mesi del 2010
ma i collaudi sono in fase avanzata e
‘l’effetto tram’ che sfilano nelle strade di
Firenze si vede già. Sulla “Tramvia” si
sono scatenate disquisizioni infinite ma
ora che i cantieri sono arrivati alla conclusione la valenza strategica dell’opera
appare in tutta la sua chiarezza e premia
l’impegno di chi l’ha voluta, progettata e
realizzata. In passato Firenze aveva già
posseduto una rete di tranvie urbane,
chiusa all’esercizio nel 1958. Il nuovo
Tram sarà gestito dalla GEST (acronimo
di Gestione del Servizio Tramviario),
una società per azioni di proprietà di
ATAF e dell’azienda RATP di Parigi.
“Nel grande cantiere della linea 1 che
collega Santa Maria Novella a Scandicci
– spiega il direttore tecnico di CLF Uber
Montermini - le squadre del gruppo CLF
di Bologna (la divisione lavori ferroviari
di Unieco) coordinate dal project manager Sandro Fortini, hanno lavorato
da dicembre 2007 a maggio 2009).
CLF: SVILUPPO A 360°
Eventi
Pianeta Unieco
50
Un appalto da circa 5 milioni di euro assegnato a CLF da Tranfir, società consortile
creata dalla CMB di Carpi (per conto del
Consorzio Cooperative Costruzioni di Bologna), Consorzio Etruria (per conto del
Consorzio Toscano Costruzioni ) e DICOS
S.p.A..
La realizzazione dell’armamento della linea 1, è consistito in circa 7,5 km di linea
a doppio binario, circa 2 km di binario in
corrispondenza del deposito e rimessaggio
di Vingone e la costruzione di 51 deviatoi.
Le particolari caratteristiche del tracciato
che interessa ponti e sottopassi stradali, il
ponte sull’ Arno, numerosi deviatoi, bivi e
curve a raggio stretto nonché l’ottenimento
delle rigide tolleranze costruttive richieste,
ha impegnato CLF nell’adozione ed impiego di metodologie di posa ed attrezzature
create ad hoc per il cantiere fiorentino.
Sul fronte delle caratteristiche costruttive
utilizzate sono state impiegate traverse
biblocco successivamente annegate sempre da CLF in una platea di calcestruzzo,
rotaie a gola, rivestimento in gomma delle
rotaie stesse per l’abbattimento della propagazione di rumori e vibrazioni, oltre alla
realizzazione in corrispondenza del Ponte
Arno di binario “Embedded”, senza l’impiego di traverse ma inglobando le rotaie in
materiale resiliente avente elevate caratteristiche di abbattimento delle vibrazioni”.
L’intera opera è stata realizzata nel suo
complesso dall’A.T.I. composta da CCC,
in qualità di Capogruppo, C.T.C, DICOS
S.p.A., CIET Impianti, Ansaldo Breda ed
Ansaldo TSF, richiedendo 5 anni di lavoro
(dal dicembre 2004) con un investimento
complessivo di 244 milioni. Lungo tutto il
percorso il tram marcia in sede riservata
a doppio binario, che in caso di necessità
può essere percorsa dai mezzi di emergenza. È in genere delimitata, rispetto
alla carreggiata della viabilità ordinaria, da
cordoli che proteggono il tram dai mezzi
su gomma senza costituire una barriera.
In tutte le tratte nelle quali gli edifici sono
vicini alla linea tranviaria, è stata utilizzata
la tecnologia di armamento a “platea flottante”, che garantisce un’elevata attenuazione delle vibrazioni (anche per effetto
del rivestimento in gomma delle rotaie). Su
circa 3,8 km dei 7,5 totali, inoltre, la sede
tranviaria è ricoperta con erba sedum, una
finitura che contribuisce alla riqualificazione ambientale e alla riduzione del rumore
richiedendo minima manutenzione. Tutti gli
incroci sono semaforizzati, con precedenza
al tram; inoltre anche gli attraversamenti
solo pedonali, mantenuti ad idonee interdistanze, sono tutti semaforizzati, per
garantire sicurezza ai pedoni e regolarità di
esercizio al tram. Parte delle fermate sono
coperte da pensiline e sono attrezzate
con panchine, illuminazione, display che
segnalano arrivi e tempi di attesa, altoparlanti, emettitrici di biglietti, telecamere
di sorveglianza collegate al Posto Centrale
di Controllo e telefoni di servizio. Le vetture
saranno del tipo Ansaldobreda Sirio, già in
uso in altre città italiane.
www.tramvia.fi.it
Torino ritorna
“capitale ferroviaria”
Arfer e Sifel impegnate nel grande
progetto sul nodo piemontese
dell’Alta Velocità
In Piemonte l’Alta Velocità sta arrivando a
piccoli passi ma importanti. In attesa delle
connessioni con la Francia è avviato un
importante investimento che trasformerà il
nodo e le stazioni di Torino, anche in vista
delle celebrazioni del 2011, il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e di Torino Capitale.
A metà ottobre l’amministratore delegato
delle Ferrovie Mauro Moretti ha sperimentato il nuovo tracciato sotterraneo che colle-
ga le stazioni di Porta Susa e Stura del Passante ferroviario urbano di Torino. Erano
presenti anche Bartolomeo Giachino, Sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti
e Antonio Saitta, Presidente della Provincia di Torino e il sindaco Chiamparino.
C’erano anche il presidente di CLF Giuseppe Neri e il presidente di Sifel Enrico
Peola perché nel progetto di sviluppo sono
coinvolte Arfer e Sifel con appalti su base
pluriennale che valgono complessivamente circa 30 milioni che CLF con Arfer e
Sifel sta realizzando. Quello inaugurato
è solo un tassello di un progetto di ampio respiro che si concluderà nel 2012
ma è importante anche per la SPT, la
società Passante Torinese che sta gestendo l’operazione per conto delle Ferrovie.
CLF: SVILUPPO A 360°
Consistente l’impegno di Sifel che è stata
citata dall’Ad Moretti in relazione all’innovativo sistema di illuminazione a Led installato nella stazione di Porta Susa. S.I.F.EL.
infatti sta realizzando in ATI con X-Fire Sistemi i lavori di realizzazione degli impianti
tecnologici civili, in particolar modo impianti
elettrici di illuminazione e forza motrice,
meccanici, controllo accessi ed antintrusione, impianti speciali, TVCC, antincendio,
SCADA per un importo complessivo di 20
milioni (quota Sifel circa 15 milioni) che
sono realizzati per quasi 9 milioni di euro.
S.I.F.EL. sta realizzando i lavori di costruzione degli impianti ferroviari di trazio-
ne elettrica delle opere della Macrofase
Ovest e della Macrofase Est, comprendenti
l’approntamento delle strutture metalliche
di sostegno ed i relativi aggrappamenti, la formazione delle nuove linee aree
di contatto con rimozione delle esistenti
condutture e strutture da dismettere, la
realizzazione dei sistema di alimentazione
3 kVcc delle stazioni costituite dalle apparecchiature di sezionamento e relative
linee di alimentazione e controllo, nonché la realizzazione del circuito di ritorno
dell’impianto compresa, altresì, la fornitura
di tutti i materiali occorrenti ad esclusione di
quelli forniti da “Ferrovie”, il tutto nell’ambito
degli interventi dì quadruplicamento del
nodo ferroviario di Torino tra Corso Vittorio
Emanuele II e Corso Grosseto con sottoattraversamento del fiume Dora Riparia. Un
appalto da 8,6 milioni che a fine ottobre è
stato realizzato per un valore di 5,5 milioni.
Il Passante ferroviario di Torino (un cantiere da 1,4 miliardi complessivi) attraversa
interamente la città con una lunghezza di
12 km, dei quali oltre 8 in galleria, collegando Lingotto a Stura con caratteristiche
tali da consentire di differenziare il traffico
nazionale a lunga percorrenza da quello
regionale e metropolitano, rendendo possibile l’incremento dell’offerta di trasporto
e la realizzazione di un vero sistema di
mobilità integrato con le altre modalità.
Pianeta Unieco
51
Eventi
ARFER ha realizzato i nuovi binari (in
gran parte in galleria) e sta procedendo
allo smantellamento delle vecchie linee
tra le stazioni di Susa e Stura al di sotto dei quali sarà realizzata la seconda
galleria che consentirà il potenziamento
del Passante. Una tratta di circa 8 km
realizzata in un anno (settembre 2008ottobre 2009)ha consentito lo spostamento
in sotterranea su due binari del traffico
ferroviario con la creazione di nuovi spazi
per i passeggeri (a porta Susa) mentre
lo smantellamento della vecchia linea in
superficie consentirà il quadruplicamento
della tratta. E’ un appalto che per Arfer vale
3,4 milioni di cui eseguiti per 2,1 milioni.
Veduta generale e vedute
degli spazi interni
FS: “alta velocita”
premiata a Londra
con il “Global
Award”
I Led di Porta Susa
E’ tra le primissime stazioni al mondo
che impiega la tecnologia a LED per
l’illuminazione e Porta Susa è un vero
“fiore all’occhiello”: 60mila LED. Guidato dalla Sifel, che gode di fama internazionale nel settore dell’installazione,
il progetto ha saputo rispondere alle
esigenze della committenza e della impresa Astaldi: fare in modo che questo
edificio venga annoverato fra le grandi
realizzazioni urbanistiche della nostra
era capaci di coniugare funzionalità ed
estetica. Il tutto con la collaborazione
della Schréder Italia. Le due argomentazioni principali sono il risparmio energetico generato dall’installazione LED
e la conseguente riduzione dei costi.
Le prime stime mostrano che è possibile risparmiare fino al 45% rispetto
a un’installazione standard a ioduri
metallici come quella che era prevista
nel progetto iniziale. Al problema del
risparmio energetico si sommano le
difficoltà di manutenzione. La stazione
di Porta Susa, situata 10 metri sotto il
piano stradale, ne è un perfetto esempio. Spesso per effettuare riparazioni e
interventi di manutenzione è necessario
chiudere l’area, con conseguente perdita di guadagni. La lunga durata dei LED
permette di ridurre drasticamente i costi
di manutenzione. Occorre poi aggiungere che la qualità della luce percepita è
migliore rispetto alle soluzioni classiche.
L’alta velocità di FS è stata premiata a
Londra con il Global Award del “World
Travel Market”.
Il prestigioso riconoscimento internazionale,
informa una nota, premia il successo
delle iniziative commerciali di Trenitalia
(Gruppo FS) che in dieci mesi ha portato
sull’alta velocita’ italiana oltre 10 milioni di
passeggeri, determinando un aumento della
market share sulla direttrice Roma-Milano
dal 32% al 50%. Elevato anche l’indice
di gradimento espresso dai viaggiatori
sul servizio AV, che ha raggiunto il 93%.
BARRICALLA “ATTO IV°”
Lavori in corso
Pianeta Unieco
52
Barricalla
“atto IV°”
L’impianto piemontese si posiziona a pieno titolo
tra le strutture di smaltimento più importanti e
tecnologicamente avanzate d’Italia
Unieco nel business ambientale è entrata da molti anni e
ha costruito molte storie di successo.
Per la Divisione Ambiente di Unieco inizia una sfida nuova:
consolidare quel modello ed estenderlo in altre aree .
Quella di Barricalla è davvero speciale.
L’impianto Barricalla, costruito dopo una attenta valutazione
di impatto ambientale (V.I.A.), ha una superficie di circa
150.000 metri quadri, un volume complessivo di 912.000
metri cubi ed è suddiviso in quattro lotti. Di questi 2 sono
esauriti e si è già avviata la procedura di riqualificazione
dell’area. Il quarto lotto, ora in fase di costruzione, verrà
inaugurato nel corso del 2010, anno in cui il terzo lotto,
con la sua sopraelevazione, si esaurirà.
A metà ottobre è partita la fase IV, l’ultima, che completerà
le potenzialità dell’impianto piemontese.
L’importo totale dei lavori è di 13,3 milioni di euro, dei quali
8,5 milioni rappresentano la quota di competenza della
Divisone Ambiente.
BARRICALLA “ATTO IV°”
All’interno e nelle immediate vicinanze dell’impianto è attiva
una fitta rete di sensori che permettono un monitoraggio
ambientale integrato a suolo, acqua e aria per prevenire
ogni forma di contaminazione da parte delle attività della
discarica.
Nasce nel 1984 ed è una società a capitale misto pubblico
e privato.
Il capitale pubblico per il 30% è detenuto da Finpiemonte
Partecipazioni S.p.A., il capitale privato (70%) è suddiviso
in egual misura tra Sereco Piemonte S.p.A (Unieco al
100%) e un altro partner industriale.
L’impianto
Barricalla:
il futuro
Barricalla non ha solo l’obiettivo di gestire in assoluta
sicurezza i rifiuti, ma anche di restituire alla zona circostante
e ai suoi abitanti un’area riqualificata e rinnovata.
Oggi il progetto di riqualificazione inizia a prendere forma
sull’area del primo lotto e del secondo lotto. Domani, esauriti
gli altri due lotti e previo assenso da parte della Provincia
di Torino, l’area sarà dotata di un parco fotovoltaico per la
produzione di energia rinnovabile.
53
Pianeta Unieco
I rifiuti, dopo un rigido controllo chimico e fisico in laboratorio,
eseguito su campioni di tutti i rifiuti in ingresso, vengono
conferiti in discarica mediante una coltivazione a strati.
Raggiunta la capacità massima della vasca si procede
alla sua sigillatura idraulica con l’impiego di materiali
impermeabili quali argilla ed HPDE ed alla riqualificazione
ambientale con terreno agrario e vegetazione autoctona.
Barricalla S.p.A. gestisce la principale discarica italiana
di rifiuti speciali, pericolosi e non pericolosi, a Collegno,
alle porte di Torino.
Lavori in corso
L’intera struttura è progettata per garantire la massima
affidabilità, con altissimi standard di sicurezza passiva.
FESTA DI FINE ANNO AL PALASPORT
Pianeta Unieco
54
A REGGIO EMILIA IL 17 DICEMBRE 2009
Luca Barbarossa
Neri Marcorè
Eventi
alla festa di Fine anno al Palasport
Dopo…
1997 con Roberto Vecchioni
1998 Gino Paoli
1999 Fiorella Mannoia ed Enzo iachetti
2000 Antonello Venditti
2001 Johnny Dorelli
2002 I Nomadi
2003 Beppe Grillo
2004 Gli Stadio
2005 Nicola Arigliano e Giobbe Covatta
2006 LIGABUE - Tre concerti per Reggio
2007 Elisa
2008 Giorgio Panariello
attenti a quei due
Sarà l’occasione
per i soci Unieco, le
famiglie e tanti ospiti
(stakeholder, partner
e clienti) di chiudere
un anno, il 2009,
difficile e complesso,
segnato dalla crisi,
con un segnale di
ottimismo: quello
basato sull’impegno
quotidiano e sul
lavoro.
FESTA DI FINE ANNO AL PALASPORT
Eventi
Pianeta Unieco
55
Sul palcoscenico il 17 dicembre al palasport di Reggio
Emilia ci sarà una “strana coppia”. Un cantautore
con il “vizio” del teatro, un attore con il “vizio” della
canzone. Luca Barbarossa e Neri Marcorè, ossia
“Attenti a quei due”.
E’ stato e sarà ancora un tour che li vede impegnati
nei teatri italiani. E’ un’amicizia nata da qualche anno
tra due artisti che hanno molte passioni in comune:
la musica ed il cinema, il teatro e la letteratura, la
poesia, il calcio e la politica. Soprattutto, la voglia
di divertirsi e di divertire, di emozionare e di far
conoscere al pubblico retroscena ed aneddoti dei
loro rispettivi percorsi, tra musica, cinema e teatro.
La “strana coppia”. Un cantautore con il “vizio” del
teatro, un attore con il “vizio” della canzone. Luca
Barbarossa e Neri Marcorè, ossia “Attenti a quei
due”, il tour che li vedrà impegnati nei teatri italiani,
tra marzo ed aprile. Un’amicizia nata da qualche anno
tra due artisti che hanno molte passioni in comune:
la musica ed il cinema, il teatro e la letteratura, la
poesia, il calcio e la politica. soprattutto, la voglia
di divertirsi e di divertire, di emozionare e di far
conoscere al pubblico retroscena ed aneddoti dei
loro rispettivi percorsi, tra musica, cinema e teatro.
Canzoni, ovviamente, imitazioni (Casini Gasparri
Di Pietro Ligabue e altri ancora), gags, ma anche
voglia di approfondire temi che riguardano l’attualità.
Il recital prende spunto dal nuovo disco di Luca
“Via delle storie infinite” per iniziare un percorso per
l’appunto fatto di musica e di parole.
L’irruzione a sorpresa di celebri personaggi dello
spettacolo e della politica interpretati da Neri Marcorè,
rendono lo spettacolo/incontro assolutamente unico
ed originale.
Luca Barbarossa, romano, canta dal 1981 quando
ha inciso il suo primo singolo “Roma spogliata” che
presentò al Festival di Sanremo. A fine 2008 è uscito
il nuovo album “Via delle storie infinite” che contiene
dodici brani inediti interamente scritti da Luca. La
realizzazione è curata da Adriano Pennino. Di questo
album vengono realizzati tre video : “Aspettavamo
il 2000”, “Via delle storie infinite” e “Un altro giorno”.
Neri Marcorè (Porto Sant’Elpidio, 31 luglio 1966) è un
attore, conduttore televisivo, doppiatore e imitatore
italiano. Così si legge nelle eniclopedie. Il resto, dal
vivo , ala radio e in Tv, sono solo risate e riflessioni
spesso molto profonde.
Buon 2010!!
Per informazioni
e vendite:
Tel. 0522-795.311
cell. 338-9694137
Au
guri
di buone
feste a tutti
i clienti di
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