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17 Malasanit
Anelli.qxp
12/07/2007
10.46
Pagina 1
Sindacati
Le colpe della malasanità
scaricate solo sui medici
Richiamo ad una più corretta “Informazione”
Filippo Anelli*
S
crivo dopo l’ennesimo episodio di violenza compiuto ai danni dei medici nella nostra regione
per lanciare un appello a tutte le forze sociali e
politiche pugliesi, nonché a tutti i cittadini, per
avviare un’opera di forte sostegno nei confronti del nostro servizio sanitario regionale che
garantisce a tutti, ricchi e poveri, il diritto alla salute previsto
dall’articolo 32 della Costituzione.
L’uso e l’amplificazione strumentale – spesso per fini politici
– di alcune disfunzioni che, in un sistema così complesso
come quello sanitario, possono – anche se non dovrebbero –
verificarsi, contribuisce in maniera errata, secondo noi, a
screditare oltremodo un sistema che sinora ha garantito e
garantisce elevati livelli di tutela della salute pubblica.
In conseguenza ne scaturiscono forme di intolleranza e di
violenza contro gli operatori sanitari.
Ieri – (24 maggio 2007 NdR) – è stata la volta del dottor
Giampiero Esposito, noto e stimato cardiochirurgo – primario
di cardiochirurgia della clinica Città di Lecce – ridotto in fin di
vita da un anziano signore che lo ha colpito alla testa con un
cacciavite, a seguito della morte di sua moglie di cui lo riteneva, erroneamente, responsabile.
Un episodio gravissimo che è solo l’ultimo di una serie di atti
di intimidazione e di violenza che in questi giorni hanno colpito i medici.
I colpi di arma da fuoco sparati contro la sede della Guardia
medica di Porto Cesareo nonché l’aggressione subita dai
medici di Guardia di Modugno sono soltanto gli ultimi di innumerevoli atti di violenza che siamo costretti a registrare.
Oggi – (25 maggio 2007 NdR) – si riunirà, alla Prefettura di
Bari, il Comitato per la sicurezza, per affrontare questi problemi.
Sebbene le azioni di repressione esercitate dalle forze dell’ordine siano fondamentali, bisognerebbe a nostro avviso
avviare un percorso culturale e politico che, pur nel rispetto
del diritto all’informazione e del dibattito politico, preservi
comunque un sistema che persegue solidarietà ed equità,
garantendo le stesse prestazioni sia ai disoccupati sia a coloro che versano i contributi per sostenerlo.
Sarebbe opportuno ricordare anche che il medico non ha
poteri soprannaturali e che la medicina non può assicurare
sempre ed in ogni caso la guarigione dalle malattie.
Amplificare le aspettative dei cittadini, nascondendo i limiti
oggettivi delle conoscenze scientifiche, che caratterizzano l’esercizio dell’attività medica, significa creare i presupposti per
Bicicletta portabarella (Museo delle “Misericordie”)
le reazioni esasperate ed ingiustificabili che spesso si traducono in atti di violenza contro il medico.
I dati sullo stato di salute nella Regione Puglia indicano «in
crescita i decessi per tumore, per infarto del miocardio e per
malattie del sistema nervoso centrale (queste ultime comprendenti le diverse forme di demenza) nell’ultima fascia di
età (più di 80 anni). In discesa risultano invece le morti per
malattie dell’apparato respiratorio negli ultrasessantenni. In
diminuzione, anche, nei soggetti di età compresa fra 60 e 79
anni, le malattie dell’apparato cardiocircolatorio, con particolare riferimento ai disturbi circolatori del circolo cerebrale».
In definitiva si può affermare che l’aspettativa di vita dei cittadini pugliesi è in aumento e conseguentemente aumenta
l’età media con tutte le patologie correlate.
Il sistema sinora ha fatto fronte egregiamente alle esigenze
sempre più crescenti della popolazione e pertanto ha dato
prova di efficacia.
Sarebbe irresponsabile, specialmente per coloro che hanno il
compito di gestire e di programmare, screditare il sistema
per fini meramente di parte, in quanto ciò si traduce in un
danno al bene comune che può colpire in prima battuta gli
operatori ma che in realtà si ritorce sempre e comunque contro il cittadino.
* Segretario Regionale della Federazione medici di famiglia
Notiziario luglio 2007
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