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studio ++
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w w w. s t u d i o p l u s p l u s . i t
[email protected]
F a b i o C i a r a v e l l a ( P a . 1 9 8 2 ) , U m b e r t o D a i n a ( P a . 1 9 7 9 ) e Vi n c e n z o
Fiore (Pa. 1981) si formano alla Facoltà di Architettura di Firenze
dove fondano Studio plus plus nel 2006. La ricerca del collettivo si
concentra sulla formulazione di un metodo di analisi e rappresentazione
della realtà in stretto e simbiotico legame con i concetti di ‘relazione
di limite’ e ‘tempo rinviato’. Le proprietà intrinseche dei materiali
e le leggi fisiche a cui sono sottoposti, le relazioni tra le nuove
tecnologie con la quotidianità contemporanea, il progetto, sono i
principali strumenti adoperati per costruire nuovi impianti cognitivi
e nuovi dispositivi fascinativi di perdita dei sistemi di riferimento
c o n v e n z i o n a l i . L’ a t t i v i t à d e l c o l l e t t i v o s i è r i v o l t a i n o l t r e a f o r n i r e
attraverso un confronto con il mondo accademico, un contributo nella
discussione contemporanea sul paesaggio e sullo spazio pubblico,
ponendo il linguaggio dell’arte come possibile mediazione nella
canonica dicotomia tra l’impostazione scientifico-oggettiva e quella
estetico-percettiva dello spazio.
Fabio Ciaravella (b. Palermo 1982), Umberto Daina (b. Palermo
1 9 7 9 ) a n d Vi n c e n z o F i o r e ( b . P a l e r m o 1 9 8 1 ) s t u d y i n g a t t h e F a c u l t y
o f A rc h i t e c t u re i n F l o re n c e w h e re t h e y f o u n d S t u d i o p l u s p l u s i n 2 0 0 6 .
T h e re s e a rc h o f t h e c o l l e c t i v e f o c u s e s o n t h e f o r m u l a t i o n o f a m e t h o d o f
a n a l y s i s a n d re p re s e n t a t i o n o f t h e re a l i t y i n a c l o s e s y m b i o t i c c o n n e c t i o n
w i t h t h e c o n c e p t s o f t h e ‘ re l a t i o n s h i p o f l i m i t ’ a n d ‘ p o s t p o n e d t i m e ’ .
T h e i n t r i n s i c p ro p e r t i e s o f m a t e r i a l s a n d t h e v e r y p h y s i c a l l a w s t o
w h i c h t h e y a re s u b j e c t e d , t h e u s e o f n e w t e c h n o l o g i e s i n re l a t i o n w i t h
t h e c o n t e m p o r a r y o f e v e r d a y l i f e a s w e l l a s t h e p ro j e c t a re t h e m a i n
tools used to construct new cognitive frameworks and new captivating
d e v i c e s f o r t h e l o s s o f c o n v e n t i o n a l re f e re n c e s y s t e m s .
T h e a c t i v i t y o f t h e c o l l e c t i v e h a s a l s o b e e n t o p ro v i d e , t h ro u g h a
comparison with the academic world, a contribution to the contemporary
debate on landscape and public spaces, having the language of art as
a possible form of mediation in the canonical dichotomy between the
s c i e n t i f i c a n d o b j e c t i v e a p p ro a c h a n d t h e a e s t h e t i c a n d p e rc e p t i v e o n e
of space.
Selected solo exhibitions
2014
Breathing as a revolutionary message, Cortile della Dogana di Palazzo Vecchio, Firenze. A cura di Pietro Gaglianò;
Come un quadrato nel mare, Project wall Galleria Francesco Pantaleone, Palermo. A cura di Agata Polizzi.
2013
1+t Gam, Galleria d’Arte Moderna, Palermo. A cura di Agata Polizzi;
2010
Spot #02, STUDIo, Pistoia. A cura di Pietro Gaglianò;
Display, Museo Marino Marini, Firenze. A cura di Alberto Salvadori;
2009
Tensioni Rinviate, Galleria 42contemporaneo, Modena. A cura di Valerio Borgonuovo;
2008
Italian Wave, Artissima 15, Torino. A cura di A.Bellini e C. Alemani.
Selected group exhibitions
2013
Open Studios, Villa Romana, Firenze. A cura di Angelika Stepken;
Clouds, Leopold Museum, Vienna. A cura di Tobias G. Natter;
Incontri, Tenuta Dello Scompiglio, Vorno (AR). A cura di Lorenzo Bruni.
2012
Sprezzatura. Homo faber, homo dialecticus, galleria Zelle, Palermo. A cura di Alberto Zanchetta;
Special projects for Binnenkant21 Foundation, Amsterdam. A cura di Lorenzo Bruni;
MadeinFilandia 2012, ex fabbrica della Filanda, Arezzo;
Riva, intervento sulla riva dell’Arno, Firenze. A cura di Valentina Gensini;
carta bianca_Firenze, Museo d’Arte Contemporanea Villa Croce, Genova. A cura di Lorenzo Bruni;
On the river - The Wall archives, Villa Pacchiani, Santa Croce sull’Arno (PI). A cura di Pietro Gaglianò in collaborazione con Ilaria Mariotti.
2011
-Cities- Zoom Festival, Teatro Studio, Scandicci (FI). A cura di Pietro Gaglianò;
Rinascenze, La Rinascente, Palermo. A cura di Museo Riso, Palermo;
The Wall archives, Nosadella2, Bologna - Reload, Roma. A cura di Pietro Gaglianò.
2010
The Wall archives, Private Flat#6, Firenze. A cura di Pietro Gaglianò;
VISIONIDICITTA’, Florens 2010, Istituto Russell Newton, Scandicci (FI). A cura di Pietro Gaglianò;
ATTENTION! BORDER CROSSING/2, Museum of Contemporary Art, PERMM. A cura di G.L.O.W. Platform;
ATTENTION! BORDER CROSSING, Biennale di Mosca, Winzadov Contemporary Art Center, Mosca. A cura di G.L.O.W. Platform;
Niente da vedere tutto da vivere, Biennale di Carrara, Istituto del Marmo Pietro Tacca, Carrara. A cura di Lorenzo Bruni;
Officinedellumbria 2010 e Premiata Officina Trevana 2010, Palazzo Lucarini, Trevi. A cura di M. Coccia, M. Martinetti, M. Predicatori;
Italian Classic, KaBe contemporary, Miami (FL). A cura di Valerio Borgonuovo.
Works in permanent collections
2013
Lucem demonstrat umbra. Villa Romana, Firenze;
Rocinha, 25 maggio 2009. Aula 4 S. Teresa, Facoltà di Architettura di Firenze;
1+t GAM. Galleria d’Arte Moderna, Palermo.
2012
Il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di tutti quelli che lo stanno ad ascoltare. Facciata di Palazzo Belmonte Riso, museo d’arte contemporanea per la Sicilia, Palermo.
Lectures
2014
Diverso da fuori. Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura, Labortorio di progettazione I, corso di Giovanni Bartolozzi;
La smaterializzazione dell’arte: New Media, spazi pubblici e paesaggio urbano. Riso Museo D’arte Contemporanea per la Sicilia, Palermo, a cura di Laura Barreca.
2013
Stratificazione e accumulazione come generatori di bellezza: Rocinha, Rio de Janeiro. Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura, corso di Giovanni Bartolozzi;
Un tipo di approccio poetico alle nuove tecnologie. Accademia di Belle Arti Palermo, corso di Laura Barreca;
1+t GAM: dall’intervento processuale all’opera materica. Accademia di Belle Arti Palermo, corso di Francesco Pantaleone;
Arte progetto e territorio. Accademia di Belle Arti di Bologna, corso di Emanuela Ascari;
Idee sulla condizione pubblica dell’opera. Accademia di Belle Arti di Brera, corso di Vittorio Corsini;
Spazio pubblico arte pubblica e monumento. Università degli Studi della Basilicata, Facoltà di Beni Culturali, Progetto Walking on The Line a cura di Francesco Marano.
2012
Divenire: progettare con il tempo. Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura, corso di Giovanni Bartolozzi;
Dell’arte sul paesaggio: alcune opere di Studio ++. Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura, corso di Francesco Ventura;
Teresa Cos / Gianni Pettena / Studio ++ . Art Verona 2012, I Benandanti a cura di Andrea Bruciati, talk with Lorenzo Bruni;
Piano con Paesaggio, Teatro Studio di Scandicci (FI), a cura di Pietro Gaglianò;
Il terzo paesaggio e il suo negativo: un progetto per la diga di S. Piero in Campo. Centro per lo studio del paesaggio e del giardino Fondazione A. Tagliolini, S.Quirico D’Orcioa (SI).
2011
Spazio pubblico e arte pubblica: un progetto per Miami. Università degli Studi di Firenze, Facoltà di Architettura, corso di Leonardo Chiesi.
selected
works
breathing as a revolutionary message
2014
_ i n s t a l l a z i o n e v i d e o , C o r t i l e d e l l a D o g a n a P a l a z z o Ve c c h i o , F i r e n z e _
_ v i d e o i n s t a l l a t i o n , C o r t i l e d e l l a D o g a n a P a l a z z o Ve c c h i o , F i r e n z e _
Qualcuno con un megafono vicino alla bocca nel bel mezzo di uno spazio
pubblico crea un’azione destabilizzante per la routine di ogni giorno: ma
qual è il messaggio? Ideologie? Uno sciopero di lavoratori? Un’accattivante
strategia di marketing? Un allenamento sportivo?
E se fosse solo un respiro?
L’ i d e a d i r e s p i r a r e a t t r a v e r s o u n m e g a f o n o n e l l o s p a z i o p u b b l i c o u n i s c e d u e
modi di essere presenti nel contesto pubblico: il modo in cui viviamo, ogni
giorno, silenziosamente ed intimamente; e il modo in cui dichiariamo la
nostra esistenza, il modo in cui possiamo rivendicare e intendiamo spiegare
al paesaggio sociale in cui viviamo, la profonda prossimità di esseri umani
con il resto della gente che vive e condivide ogni giorno gli stessi spazi.
Respirare nello spazio pubblico, farlo attraverso un megafono per creare
un’attenzione ed un’immagine allo stesso tempo, è un dialogo circa il
punto di partenza dal quale dovremmo ripartire per ricostruire significati e
prospettive per una muova, e forse più profonda, identità pubblica e qualità
di vita.
In questo senso Respirare è come un messaggio rivoluzionario.
Someone holding a megaphone in his hands in the middle of a public space
c r e a t e s a d e s t a b i l i z i n g a c t i o n f o r e v e r y d a y l i f e r o u t i n e : b u t w h a t ’s t h e
m e s s a g e ? I d e o l o g y, w o r k e r s s t r i k e , r i o t , s m a r t c o m m e r c i a l s t r a t e g y, s p o r t
training, or something else?
W h a t i f n o t h i n g u s u a l b u t s i m p l y a b re a t h ?
A s m e s s a g e , b re a t h i n g t h ro u g h a m e g a p h o n e i n t h e p u b l i c s p a c e j o i n s t w o
w a y t o b e p r e s e n t i n t h e p u b l i c a r e n a : t h e w a y i n w h i c h w e l i v e , e v e r y d a y,
s i l e n t l y a n d i n t i m a t e l y ; a n d t h e w a y i n w h i c h w e d e c l a re o u r b e i n g , t h e
w a y i n w h i c h w e c l a i m a n d w e e x p l a i n t o t h e s o c i a l l a n d s c a p e w h e re w e a re
living in, our deep connection as humans together with the other people that
a re u s e t o w a l k b e s i d e o f u s .
B re a t h i n g i n p u b l i c s p a c e i s a d i a l o g u e a b o u t t h e s t a r t i n g p o i n t f ro m w h e re
w e c o u l d b e a b l e t o re b u i l d m e a n i n g s a n d p e r s p e c t i v e s f o r n e w ( d e e p e r ? )
public identities and an alternative quality of life.
come un quadrato nel mare
2014
_installazione specifica, Project wall Galleria Francesco Pantaleone,
Palermo_
_ s i t e s p e c i f i c i n s t a l l a t i o n , P ro j e c t w a l l G a l l e r i a F r a n c e s c o P a n t a l e one, Palermo_
Come un quadrato nel mare è un progetto che attraverso due lavori,
un’installazione ambientale ed una coppia di fotografie, accompagnati da
un dialogo con la curatrice, usa l’evidenza dei Palazzi storici abbandonati
di Palermo per trattare della percezione di instabilità esistenziale nel nostro
tempo.
I palazzi abbandonati nel loro essere simboli di un’assenza e della scomparsa
di una vita che li ha creati e giustificati, dichiarano senza lasciare molti
dubbi la temporaneità delle azioni dell’uomo, anche delle più grandi, anche
di quelle che si solidificano nei monumenti.
Questa dichiarazione ha un valore intenso perché tocca la dimensione più
intima dell’uomo e trasforma i sontuosi palazzi di Palermo in dispositivi
che continuamente ci ricordano la sensazione di instabilità in cui viviamo e
una certa impotenza nel non essere in grado di riempire o arginare qualcosa
che ci sfugge e sfuggendo ci nega.
La volontà che ha costruito i Palazzi palermitani per celebrare uomini
e società passate e che si mostra così drammatica nel loro abbandono,
sembra fare lo stesso dei quadrati nel mare che boe rosse disegnano per gli
stabilimenti balneari.
Entrambi tentano di arginare una materia in continuo cambiamento, senza
nessuna speranza di andare oltre la forma e il segno.
Così dentro questa metafora quotidiana, l’instabilità e le contraddizioni
dei Palazzi rilevano un’assenza ed un’inesorabile trasformazione: i palazzi
come un quadrato nel mare e l’uomo come una boa che segna un punto
inevitabilmente instabile.
C o m e u n q u a d r a t o n e l m a re ( L i k e a s q u a re o n t h e s e a ) i s a p ro j e c t m a d e b y
t w o w o r k s : a n i n s t a l l a t i o n a n d a c o u p l e o f p i c t u re s , c l o s e d b y a d i a l o g u e
between curator and artists.
S t a r t i n g f o r m t h e h i s t o r i c a l a b a n d o n e d b u i l d i n g s i n P a l e r m o t h e p ro j e c t
t a l k s a b o u t o u r t i m e e x i s t e n t i a l p e r c e p t i o n o f i n s t a b i l i t y.
B e c a u s e o f a re s y m b o l s o f a b s e n c e , s y m b o l s o f l o s t l i f e w h i c h c re a t e d a n d
j u s t i f i e d t h e m s e l v e s , a b a n d o n e d b u i l d i n g s s t a t e h u m a n a c t i o n s t e m p o r a l i t y,
w h i c h i n v o l v e s a l s o t h e g re a t a c t i o n s t h a t a re a b l e t o c re a t e m o n u m e n t s .
That statement has an intense value because it touches everybody intimate
and existential side. In that way abandoned buildings in Palermo become
re m i n d e r d e v i c e s a b o u t t h e i n s t a b i l i t y f e e l i n g b o n d e d t o t i m e a n d p l a c e s w e
live in and a kind of sense of impotence in not be able to fill them or to stem
something that slips and slipping deny ourselves.
T h e w i l l w h i c h b u i l t P a l e r m o ’s b u i l d i n g s t o c e l e b r a t e m e n a n d p a s t s o c i e t i e s
t o d a y l o o k s s o d r a m a t i c b e c a u s e o f t h e a b a n d o n ; i t re m i n d s t o s q u a re s i n t o
t h e s e a d re w b y re d b u o y s i n t h e s e a re s o r t .
B o t h t r y t o s t e m a c h a n g i n g m a t t e r h o p e l e s s t o b e m o re t h a n a s h a p e o r a
sign.
I n s i d e t h a t e v e r y d a y m e t a p h o r, P a l e r m o ’s h i s t o r i c a l b u i l d i n g s i n s t a b i l i t y
and contradictions show a emptiness and a incessant transformation: those
b u i l d i n g s a re l i k e a s q u a re o n t o t h e s e a a n d m a n i s a b u o y p o i n t i n g o n a
unstable point.
rocinha, 25 maggio 2009
2013
_ i n s t a l l a z i o n e p e r m a n e n t e , a u l a 4 S . Te r e s a F a c o l t à d i A r c h i t e t t u r a d i
Firenze_
_ p e r m a n e n t i n s t a l l a t i o n , 4 c l a s s r o o m S . Te r e s a F a c u l t y o f A r c h i t e c t u r e
i n F l o re n c e _
Il tempo ha le sue forme di bellezza.
Tr a q u e s t e s e n z a d u b b i o l a f o r m a u r b a n a : e s i t o d i u n l e n t o e c o n t i n u o
stratificarsi della storia socio-culturale dell’uomo e del suo disporsi nello
spazio.
Forma in movimento fatta di parti, piccole azioni dei singoli e grandi scelte
collettive, compromessi con la morfologia del luogo e con il senso delle
relazioni che vivono al suo interno.
Gli insediamenti informali estremizzano questa bellezza legata ai processi
di trasformazione urbana. In modo particolare la forma e il valore dei
loro spazi pubblici sono l’affermazione della necessità esistenziale di una
comunità di creare una gerarchia urbana e un equilibrio nel rapporto tra
società e spazio, anche in condizioni di grande difficoltà.
Osservata con questa sensibilità, l’articolazione di pieni e vuoti nello
spazio pubblico di una favela ci aiuta a capire le regole profonde delle
relazioni tra vivere sociale e lo spazio urbano. Oggi, queste forme e questi
spazi possono essere la metafora di una nuova visione politica dell’uso e del
progetto della città, una nuova forma di bellezza.
Abbiamo chiesto ai cinquanta studenti del corso di farsi carico ognuno del
ridisegno vettoriale di una parte delle favelas più grandi del mondo: Rocinha
a Rio de Janeiro. In questo modo abbiamo voluto innescare un processo
di “formalizzazione” di un insediamento informale, nel quale il metodo
stesso di disegno ripete il legame tra particolare e forma complessiva di una
città, rende forma il processo e viceversa processo la creazione della forma,
richiamando così il senso della città come opera d’arte collettiva.
Ti m e h a s h i s o w n s h a p e o f b e a u t y.
Wi t h o u t a n y d o u b t o n e o f t h e s e i s t h e u r b a n o n e , w h i c h r e s u l t s b y t h e s l o w
and continuous layering of historical and socio-cultural changes in the
space.
It is a moving shape made by part, by small individual actions as well main
s h a re d d e c i s i o n s , b y c o m p ro m i s e s d e p e n d i n g f ro m t h e p l a c e m o r p h o l o g y a n d
t h e s e n s e o f i n n e r s o c i a l re l a t i o n s h i p .
Informal settlements radicalize this kind of beauty bonded to urban changing
p ro c e s s e s . P a r t i c u l a r l y t h e i r p u b l i c s p a c e s h a p e s a n d v a l u e s e x p re s s t h e
c o m m u n i t y e x i s t e n t i a l n e e d t o c re a t e u r b a n h i e r a rc h y a n d e q u i l i b r i u m
b e t w e e n s p a c e a n d p e o p l e i n s p i t e o f g re a t d i f f i c u l t i e s c o n d i t i o n s .
Wa t c h i n g w i t h t h a t s a m e f e e l i n g , f a v e l a e m p t y a n d f u l l p u b l i c s p a c e
a r t i c u l a t i o n h e l p s t o u n d e r s t a n d d e e p r u l e s i n t h e re l a t i o n s h i p b e t w e e n
s o c i a l l i f e a n d u r b a n s p a c e . To d a y, t h e s e s h a p e s a n d t h o s e s p a c e s c a n b e
t h o u g h t a s a n e w u r b a n u s e a n d d e s i g n p o l i t i c a l m e t a p h o r, a n e w m o d e l , a
n e w s h a p e o f b e a u t y.
We a s k e d e a c h o f t h e f i f t y a r c h i t e c t u r e s t u d e n t s i n t h e P r o f . B a r t o l o z z i
c o u r s e a t t h e U n i v e r s i t y o f F l o re n c e t o t a k e c h a rg e o f re d r a w i n g , b y C A D
a p p , a d i f f e re n t p a r t o f o n e o f t h e g re a t e s t f a v e l a i n t h e w o r l d : R o c i n h a i n
R i o d e J a n e i ro .
D o i n g s o , w e w o u l d l i k e t o t r i g g e r a “ f o r m a l i z a t i o n p ro c e s s ” f o r a n i n f o r m a l
s e t t l e m e n t . I n t h a t p ro c e s s t h e d r a w i n g a c t re p e a t s t h e b o n d b e t w e e n d e t a i l
and main city shape, single action and public decisions.
F o r m a n d p ro c e s s h a v e b e e n e n g a g e d i n a d i a l e c t i c e x c h a n g e re m i n d i n g t h e
deep sense of the city as a collective work of art.
lucem demonstrat umbra
2013
_ i n s t a l l a z i o n e p e r m a n e n t e Vi l l a R o m a n a , F i r e n z e _ : i n c i s i o n e s u s p e c chio Ø 50cm x 80cm
_ p e r m a n e n t i n s t a l l a t i o n Vi l l a R o m a n a , F i r e n z e _ : e n g r a v i n g o n m i r r o r
Ø 50cm x 80cm
Il lavoro è una riflessione sul tempo che mette a confronto la sua misurazione
ciclica ad una visione lineare.
Creando un ossimoro tra materiali e forme, lo specchio annulla la leggibilità
convenzionale ciclica della meridiana orizzontale e trasforma quel tipo
di lettura (che ne giustifica la posizione orizzontale) in strumento di
rilevazione continua dello scorrere degli attimi e della loro inafferrabile
non replicabilità.
A questo principio, nel gioco degli opposti, il basamento di specchio associa
un ulteriore contrapposizione che giustifica la dimensione scultorea del
lavoro.
Specchiando la terra, grazie alla sua leggera inclinazione, il basamento
aggiunge allo specchio rivolto al cielo una condizione immanente dello
scorrere del tempo.
I l l a v o r o è s t a t o p e n s a t o a p p o s i t a m e n t e p e r g l i s p a z i d i Vi l l a R o m a n a a
Firenze e ne è entrato a fare parte della collezione permanente.
L a s u a p o s i z i o n e n e l g r a n d e e d a r t i c o l a t o g i a r d i n o d e l l a Vi l l a d e r i v a d a u n a
lettura dello spazio che vuole esaltare la silenziosità dell’intervento, la sua
invisibilità come presenza celata che nel suo rivelarsi svela una condizione
esistenziale dell’uomo, presente ed effimera come l’opera nel giardino.
T h e w o r k i s a re f l e c t i o n o n t i m e t h a t c o m p a re s i t s c y c l i c m e a s u re m e n t w i t h
a linear vision.
C re a t i n g a n o x y m o ro n b e t w e e n m a t e r i a l s a n d f o r m s , t h e m i r ro r e r a s e s t h e
conventional cyclic legibility of the horizontal meridian, and transforms
t h a t k i n d o f re a d i n g ( w h i c h j u s t i f i e s t h e h o r i z o n t a l p o s i t i o n ) i n t o a n
instrument for the continual detection of the flow of moments and their
u n g r a s p a b l e n o n - r e p l i c a b i l i l t y.
I n t h e p l a y o f o p p o s i t e s , t h e m i r ro r b a s e a s s o c i a t e s w i t h t h i s p r i n c i p l e a
further opposition that justifies the sculptural dimension of the work.
B y m i r ro r i n g t h e g ro u n d d u e t o i t s s l i g h t l y a n g l e d p o s i t i o n , t h e b a s e a d d s t o
t h e m i r ro r f a c i n g t o w a rd s t h e s k y a n i m m a n e n t c o n d i t i o n o f t h e f l o w o f t i m e .
T h e w o r k w a s c o n c e i v e d s p e c i f i c a l l y f o r Vi l l a R o m a n a a n d h a s b e c o m e p a r t
of the permanent collection.
I t s p o s i t i o n i n t h e Vi l l a ’s l a r g e , c a r e f u l l y a r r a n g e d g a r d e n s t e m s f r o m
a re a d i n g o f t h e s p a c e t h a t s e e k s t o a c c e n t u a t e t h e q u i e t n e s s o f t h e
i n t e r v e n t i o n , i t s i n v i s i b i l i t y a s c o n c e a l e d p re s e n c e w h i c h , i n s h o w i n g i t s e l f ,
re v e a l s a n e x i s t e n t i a l h u m a n c o n d i t i o n , a s p re s e n t a n d e p h e m e r a l a s t h e
w o r k i n t h e g a rd e n .
1+t Gam
2013
_installazione specifica per il chiostro di Sant’Anna, Galleria d’Arte
Moderna Palermo_
_ s i t e s p e c i f i c i n s t a l l a t i o n f o r S a n t ’ A n n a ’s k i o s k , G a l l e r y o f M o d e r n
Art Palermo_
L’ i n t e r v e n t o 1 + t G A M , p e n s a t o p e r i l c h i o s t r o d i S a n t ’ A n n a , r i f l e t t e s u l l a
capacità del giardino e dell’arte di trasmettere significati etici e sociali
della cultura contemporanea attraverso la bellezza e il dinamismo della
natura.
L’ o p e r a s i b a s a s u l l a p i a n t u m a z i o n e i n t e n s i v a d i u n f i o r e , i l M y o s o t i s o N o n
ti scordar di me, come innesco di un processo simbolico d’espansione della
pianta legato alle regole biologiche e alla stessa osservazione dell’opera
d’arte.
Av v i c i n a n d o s i a l q u a d r a t o d i M y o s o t i s l ’ o s s e r v a t o r e f a v o r i s c e p o t e n z i a l m e n t e
la diffusione della pianta (e quindi la sua sopravvivenza), verso gli altri
tre riquadri del giardino e verso l’esterno del complesso museale. In tal
modo una regola semplice alla base dell’evoluzione della natura, diventa
metafora del rapporto tra creazione, fruizione e diffusione dell’opera d’arte
coinvolgendo attivamente lo spettatore nella sua definizione formale e di
significato.
A Palermo un giardino di matrice francescana è stato scelto come il luogo
adatto dove trattare questi temi, poiché testimonianza del patrimonio storico
di legami politico-sociali tra l’ordine francescano e la città.
La vita del Myosotis, fiore della memoria, e la partecipazione del pubblico
nella determinazione dell’opera dichiarano la possibilità di un approccio
dinamico al patrimonio culturale, punto di riferimento dal quale partire per
dare nuove forme in trasformazione al mondo che viviamo.
Il movimento del giardino e la sua lenta contaminazione vengono rilevati
costantemente dall’opera video-live posta al pian terreno del museo
mettendo a confronto due diversi modi di rappresentare il paesaggio: la
visione contemporanea che lo concepisce nella sua trasformazione e quella
del passato dove una bellezza riquadrata nei dipinti ce ne propone una
lettura simbolica.
L’ o p e r a c h e e n t r a a f a r p a r t e d e l l a c o l l e z i o n e p e r m a n e n t e d e l l a g a l l e r i a
d’arte moderna, sfrutta un sistema di video sorveglianza per creare un livevideo del chiostro ripreso dai quattro angoli. Il lavoro si colloca tra le
opere sul paesaggio di Francesco Lojacono e quelle di carattere politico
sull’esperienza del risorgimento in Sicilia.
La collocazione interna riprende così il senso etico-sociale e politico che
il paesaggio, e il giardino come sua sintesi, assumono per la nostra cultura.
T h e e x h i b i t i o n 1 + t G A M e x e c u t e d f o r S a n t ’ A n n a ’s k i o s k , a l l o w s t h e g a r d e n
t o t r a n s m i t e t h i c a n d s o c i a l m e a n i n g s o f c o n t e m p o r a r y c u l t u re t h ro u g h
n a t u r e ’s b e a u t y a n d d y n a m i s m . T h e w o r k i s b a s e d o n t h e i n t e n s i v e p l a n t i n g
o f a f l o w e r, t h e M y o s o t i s , a l s o k n o w n a s “ N o n t i s c o r d a r d i m e ” ( “ D o n ’t
f o rg e t a b o u t m e ” ) , a s a b o o s t e r o f a s y m b o l i c p ro c e s s o f p l a n t g ro w t h l i n k e d
to the biological rules and observation of the work of art.
G e t t i n g c l o s e r t o t h e M y o s o t i s s q u a re , t h e o b s e r v e r b e n e f i t s f ro m t h e
s p re a d o f t h e p l a n t ( s o i t s s u r v i v a l ) t o w a rd s t h e o t h e r t h re e s q u a re s o f t h e
g a rd e n a n d t o w a rd s t h e o u t s i d e o f t h e m u s e u m c o m p l e x . T h e re f o re , a s i m p l e
b a s i c r u l e o f n a t u r e ’s e v o l u t i o n b e c o m e s a m e t a p h o r o f t h e r e l a t i o n a m o n g
c re a t i o n , f r u i t i o n a n d d i f f u s i o n o f t h e w o r k o f a r t , a c t i v e l y i n v o l v i n g t h e
spectator in his formal definition and meaning.
A g a rd e n o f F r a n c i s c a n o r i g i n h a s b e e n c h o s e n i n P a l e r m o a s t h e m o s t
suitable place to exhibit these topics, being evidence of the cultural
h e r i t a g e ’s s o c i a l - p o l i t i c a l b o n d s b e t w e e n t h e F r a n c i s c a n o r d e r a n d t h e c i t y.
T h e l i f e o f M y o s o t i s , t h e m e m o r y f l o w e r, a n d t h e a u d i e n c e ’s p a r t i c i p a t i o n
t o t h e w o r k ’s i n t e n t i o n , r e p r e s e n t a d y n a m i c a p p r o a c h t o w a r d s t h e c u l t u r a l
h e r i t a g e , t h e l a n d m a r k f ro m w h i c h n e w s h a p e s i n t r a n s f o r m a t i o n a re g i v e n
to the world in which we live.
T h e g a r d e n ’s m o v e m e n t a n d i t s s l o w c o n t a m i n a t i o n a r e d e t e c t e d c o n s t a n t l y
t h ro u g h t h e v i d e o l o c a t e d o n t h e g ro u n d f l o o r o f t h e M u s e u m , s h o w i n g t w o
d i f f e re n t w a y s o f re p re s e n t i n g t h e l a n d s c a p e . T h e c o n t e m p o r a r y v i s i o n
c o n c e i v e s i t s t r a n s f o r m a t i o n a n d t h e p a s t o n e , w h e re b e a u t y i s c o n f i n e d i n
p a i n t i n g s , g i v e u s a s y m b o l i c re a d i n g .
The work that becomes part of the permanent collection of modern art
g a l l e r y, t a k e s a d v a n t a g e o f a v i d e o s u r v e i l l a n c e s y s t e m t o c r e a t e a l i v e
v i d e o t a k e n f r o m t h e f o u r c o r n e r s o f t h e c l o i s t e r. T h e w o r k i s a m o n g t h e
w o r k s o n t h e l a n d s c a p e o f F r a n c i s L o j a c o n o a n d t h o s e o f a p o l i t i c a l n a t u re
o n t h e e x p e r i e n c e o f t h e R i s o r g i m e n t o i n S i c i l y.
I n o t h e r w o rd s , t h e i n s i d e s e t t i n g re c a p t u re s t h e s o c i a l - e t h i c a n d p o l i t i c a l
s e n s e t h a t t h e s c e n e r y, a n d t h e g a r d e n a s i t s s u m m a r y t a k e o n f o r o u r c u l t u r e .
croce
2012
_Palermo via Gioeni / vicolo Nuovo, intervento nello spazio pubblico_
:celle fotovoltaiche, struttura d’acciaio 48 x 30cm
_Palermo via Gioeni / vicolo Nuovo, intervention in public
spaces_:solar cells, steel frame 48 x 30cm
senza titolo
2012
_installazione specifica per MadeinFilandia 2012 _:2700 m di corda
di nylon
_site specific installation for MadeinFilandia 2012 _:2700 m nylon
ro p e
solo se
2012
_Salvitelle (SA), intervento nello spazio pubblico_ :panchina ruotata
e verniciata
_Salvitelle (SA), intervention in public spaces_:bench turned and
painted
I l p a e s e d i S a l v i t e l l e d o m i n a i n m o d o e m o z i o n a n t e l a Va l l e d e l Ta n a g r o .
Dal suo punto più panoramico, posto in corrispondenza della sede del
Comune quasi come uno stemma, si vedono campi a ulivo, il greto del
fiume, la lunga linea di un ponte, i monti e i paesi vicini e tra questi
prospettive profondissime.
Ta n t a r i c c h e z z a è i m m e r s a n e l l a p r o b l e m a t i c i t à d e l m e r i d i o n e d ’ I t a l i a ,
dove per molto tempo, questi campi sono stati esclusivamente il luogo
di lavoro e di fatica dei paesi che li sovrastavano, ma dove soprattutto
un terribile terremoto e l’avidità dell’uomo hanno creato una sofferenza
nell’intimo rapporto tra gli abitanti e questi luoghi.
Oggi, non c’è ancora nella popolazione locale quel riconoscimento
culturale che fa del Paese un Paesaggio e del Paesaggio una risorsa.
Non c’è in altre parole una relazione diversa rispetto al periodo
agricolo che consenta di guardare con serenità al panorama e goderne
in tutta la sua forza.
Forse perché quelle immagini sono anche momenti di dolore, una ferita
aperta, e guardarla rinnova un sentimento pungente che rende ancora
più profondo il valore di questo paesaggio.
Nel piazzale del belvedere, come accade in molti comuni a tradizione
agricola in Italia, le panchine pubbliche sono rivolte verso la strada e
danno le spalle al panorama.
Si realizza in questo modo una spontanea negazione del paesaggio,
a tratti sbalorditiva, che trova nella storia di questi luoghi una sua
legittima giustificazione.
Il nostro intervento consiste nel ruotare e dipingere di bianco una di
queste panchine.
Con questo un semplice gesto vogliamo parlare di tutte quelle cose che
abbiamo sotto gli occhi, delle bellezze che fanno parte della nostra
esistenza e che accade di dimenticare nella quotidianità.
Ma vogliamo anche riflettere su tutte le parti della nostra vita, belle
e dolorose, che non abbiamo affatto dimenticato, ma che è difficile
guardare con serenità.
Il nostro lavoro invita a trovare un luogo di riflessione intima dove il
riconoscimento personale e collettivo convergono nel riconoscimento
del paesaggio che contribuiamo a creare ogni giorno.
T h e v i l l a g e o f S a l v i t e l l e d o m i n a t e s i n a n e x t r a o r d i n a r y w a y t h e Va l l e y
o f Ta n a g r o .
F ro m i t s m o s t p a n o r a m i c v i e w r i g h t n e x t t o t h e t o w n h a l l , a b i t a s i f i t
w a s t h e c o a t o f a r m s , w e c a n s e e f i e l d s f u l l o f o l i v e t re e s , t h e b e d o f
t h e r i v e r, t h e l o n g l i n e o f a b r i d g e , t h e m o u n t a i n s , a n d t h e n e i g h b o r i n g
villages and in between these very deep views.
S u c h r i c h n e s s i s i m m e rg e d i n a l l t h e p ro b l e m s t h a t c o n c e r n t h e S o u t h
o f I t a l y. H e r e f o r a l o n g t i m e t h e f i e l d s w e r e t h e p l a c e i n w h i c h a l l
t h e h a rd w o r k o f t h e v i l l a g e s a b o v e t h e m w a s d o n e , b u t m o s t o f a l l t h e
p l a c e w h e r e a t e r r i b l e e a r t h q u a k e a n d m e n ’s g r e e d h a v e c r e a t e d p a i n i n
t h e i n t i m a t e re l a t i o n s h i p b e t w e e n t h e p e o p l e a n d t h i s a re a .
To d a y i n t h e l o c a l p o p u l a t i o n t h e r e s t i l l i s n ’t t h e c u l t u r a l r e c o g n i t i o n
t h a t m a k e s a v i l l a g e b e c o m e a l a n d s c a p e a n d a l a n d s c a p e a re s o u rc e .
I n o t h e r w o r d s t h e r e i s n ’t a r e l a t i o n s h i p , a p a r t f r o m t h e o n e w i t h t h e
agricultural period, that permits to look peacefully at the landscape
a n d e n j o y a l l i t s p o w e r.
Maybe also because those images bring back to memory painful
moments, an open wound, and looking at it carries bitter emotions; all
t h i s m a k e s t h e v a l u e o f t h i s l a n d s c a p e e v e n m o re p ro f o u n d .
I n t h e s q u a re o f B e l v e d e re , a s i t i s i n m a n y v i l l a g e s t h a t h a v e a n
a g r i c u l t u r a l t r a d i t i o n , t h e p u b l i c b e n c h e s l o o k t o w a rd s t h e s t re e t a n d
t u r n t h e i r b a c k t o t h e v i e w.
In this way a spontaneous denial of the landscape is achieved; this
denial at time astonishing finds in the history of these places its
legitimate justification.
O u r w o r k i s t o ro t a t e a n d p a i n t i n w h i t e o n e o f t h e s e b e n c h e s .
Wi t h t h i s s i m p l e a c t i o n w e w a n t t o t a l k a b o u t a l l t h e t h i n g s w e c a n s e e
e v e r y d a y, a b o u t a l l t h e b e a u t y i n o u r l i f e a n d t h a t d a i l y w e h a p p e n t o
f o rg e t a b o u t .
Nevertheless we want to meditate on all the moments of our life, the
b e a u t i f u l a n d p a i n f u l o n e s , t h a t w e h a v e n ’t f o r g o t t e n a t a l l , b u t t h a t a r e
t o u g h t o l o o k a t w i t h s e r e n i t y.
We w a n t e d t o i n v i t e p e o p l e t o f i n d a p l a c e f o r a n i n t i m a t e m e d i t a t i o n
w h e re p e r s o n a l a n c o l l e c t i v e re c o g n i t i o n c o n v e rg e d i n re c o g n i z i n g a
l a n d s c a p e t h a t e v e r y o n e c o n t r i b u t e s t o c r e a t e e v e r y d a y.
navigare
2012
(installazione web) _video live in streaming_
( w e b i n s t a l l a t i o n ) _ v i d e o l i v e s t re a m i n g _
h t t p : / / w w w. s t u d i o p l u s p l u s . i t / n a v i g a r e . h t m l
Navigare é una ripresa in diretta della prua di una nave da crociera
intercontinentale. Il filmato viene catturato da una web-cam installata
sulla nave per poi essere condiviso su internet.
La nostra operazione é di decontestualizzare il filmato dal luogo
(virtuale) per il quale nasce e renderlo il racconto di un viaggio. In
questo modo il racconto diventa a sua volta una metafora sul modo di
percepire e conoscere il mondo nel nostro tempo.
Navigare é una parola, ma é anche un’idea antica, originaria, che
l’avvento di internet ha permesso di declinare in maniera contemporanea
e che per questo oggi é ancora in grado di evocare i percorsi verso la
conoscenza. Nel racconto del viaggio si esplicita la “mediatezza” della
contemporaneità, dove la verità e le convinzioni rimangono in bilico
tra i filtri culturali e le potenzialità tecnologiche a nostra disposizione.
In quella prua che ci porta a vedere il mondo, accanto al fascino senza
tempo della navigazione, si descrivono le condizioni del racconto per
riportare una verita? oggettiva e con questa il dubbio sull’autonomia
delle nostre consapevolezze.
“ N a v i g a re ” ( S a i l i n g ) i s a l i v e re c o rd i n g o f t h e p ro w o f a n i n t e rc o n t i n e n t a l
cruise ship.
T h e v i d e o w a s c a p t u re d b y a w e b c a m i n s t a l l e d o n t h e s h i p , t o b e t h e n
s h a re d o n t h e i n t e r n e t .
O u r w o r k w a s t o d e - c o n t e x t u a l i z e t h e m o v i e f ro m t h e ( v i r t u a l ) l o c a t i o n
f o r w h i c h i t w a s c re a t e d a n d m a k e i t b e c o m e t h e a c c o u n t o f a j o u r n e y
I n t h i s w a y t h e s t o r y i t s e l f b e c o m e s a m e t a p h o r t o p e rc e i v e a n d l e a r n
a b o u t t h e w o r l d i n w h i c h w e l i v e t o d a y.
“ N a v i g a r e ” S a i l i n g i s a w o r d , b u t i t ’s a l s o a n a n c i e n t , o r i g i n a r y i d e a ;
the advent of the web has made possible to decline it in a contemporary
w a y a n d f o r t h i s re a s o n t o d a y i t i s s t i l l c a p a b l e o f e v o k i n g t h e p a t h s
t o w a rd s k n o w l e d g e .
In narrating this journey the “immediacy” of contemporaneity unfolds
l e t t i n g t r u t h a n d b e l i e f s re m a i n s u s p e n d e d b e t w e e n c u l t u r a l f i l t e r s a n d
the technological potentials available to us.
I n t h a t p ro w t h a t l e t s u s s e e t h e w o r l d , a l o n g s i d e t h e n e v e r e n d i n g
charm of sailing, we describe the conditions of the story to try and
bring out an objective truth, but also the doubt on the autonomy of our
a w a re n e s s .
paesaggi
Città del Vaticano / 43°46’57’’ N, 11°17’14’’ E
2012
_scatola e fotografia stenopeica_: 29x29x21 cm
_box and pinhole photography_: 29x29x21 cm
I paesaggi ritratti in questa serie fotografica sono stati ripresi dal
nostro studio di Firenze.
Essi rappresentano le immagini in diretta delle sei webcam che la Città
d e l Va t i c a n o h a d e c i s o d i c o n d i v i d e r e s u l s u o s i t o u f f i c i a l e .
La tecnica usata è quella del foro stenopeico che consente alla luce
di questi paesaggi, filtrata da quella del web, di imprimersi senza
mediazioni sulla carta fotografica.
Pensiamo all’atto di volontà che porta a condividere un paesaggio
sulla rete come ad un gesto di auto-rappresentazione che manifesta,
attraverso il paesaggio, una delle identità contemporanee.
L’ i n t e r v e n t o v u o l e f a r v e d e r e , r i f i g u r a r e , a f f e r m a r e l ’ a u t o r i a l i t à d i u n
paesaggio non solo come priorità dell’arte (necessaria), ma anche come
principio di riconoscimento collettivo della comunità che lo percepisce
e decide di comunicarlo.
Come sostiene Alain Rogér il paesaggio non esiste. O almeno non esiste
fino a quando qualcuno non lo esplicita definendolo, riquadrandolo,
rendendolo manifesto in un’unione dialettica di significante e
significato. Fino a prima di quel momento esistono solo paesi.
E’ con un processo di riconoscimento culturale, l’Artialisation, che
l’artista lo “inventa” caricando quell’unione dinamica di spazio e attività
dell’uomo di un valore quasi sempre profondamente esistenziale. Ogni
epoca ha creato i suoi paesaggi riversando le proprie idee nel rapporto
in continua trasformazione con i luoghi. Luce, forme e colori diventano
strumenti sintattici che articolano sempre nuovi significati. La nostra
epoca non si sottrae a questa continuità.
Il racconto del paesaggio in questa prospettiva è un atto di volontà,
della volontà di creare delle descrizioni di ciò che siamo qui ed ora
attraverso lo spazio che viviamo mostrando agli altri quello che si vede
dalla nostra finestra.
Oggi, come pensa Luisa Bonesio, il riconoscimento di un paesaggio
ha un valore profondamente sociale ed è ancora la volontà di
territorializzare, ovvero di segnare con gesti culturali l’appartenenza
ad un preciso luogo, che l’uomo esprime nella determinazione di un
paesaggio.
Come per lo Stimmung dei paesaggisti romantici, oggi esiste ancora una
sintonia armonica con lo spazio che abitiamo sempre più carica di valori
s o c i a l i c h e n o n p o s s o n o p r e s c i n d e r e d a l c o n c e t t o d i c o m u n i t à . L’ e s i s t e n z a
di una comunità globale che raccoglie e condivide webcam da tutto
il mondo e crea la potenzialità di riquadrarne frammenti rendendoli
significativi è un fenomeno contemporaneo che impone di ripensare ai
linguaggi che abbiamo usato fino ad adesso per creare
o rendere visibili i paesaggi. Ripensamento che nasce sia perché
l’atto decisionale di mostrare ciò che vediamo dalla nostra finestra
svela la volontà di comunicare la propria esistenza, sia perché questa
comunicazione si avvale di paradigmi dello spazio che fino all’avvento
del web non erano possibili.
Possiamo potenzialmente dire a chiunque quale sia il nostro paesaggio,
possiamo farlo anche se chi ci sta ascoltando non vi si trova di fronte
e infine lo facciamo mostrandone il movimento e quell’ininterrotto
percorso di trasformazione endemico a cui ci stanno abituando le idee
sul paesaggio contemporaneo.
Tu t t e a s s i e m e l e i m m a g i n i c h e c i a r r i v a n o d a l l e w e b - c a m s o n o u n a
sorta di tentativo inconsapevole e quasi automatizzato di costruire un
paesaggio diffuso che osservato da lontano è un’immagine significativa
del mondo che stiamo vivendo.
La nostra scelta è di riquadrare quest’immagine del mondo per
rappresentare un valore esistenziale in cui pensiamo di essere
pienamente coinvolti.
La luce è quindi quella dello schermo, l’immagine quella di chi ha
deciso di comunicarla, il paesaggio che rendiamo palese è globale. Il
nostro atto di volontà consiste nel raccogliere questi frammenti per
renderli paesaggio contemporaneo.
Abbiamo deciso di raccoglierli senza mediazioni, lentamente con delle
pose stenopeiche, i fogli sensibili si imbevono della luce del mondo
mediata da quella della tecnologia lasciando che lo scorrere di questi
luoghi crei una traccia che è forma e movimento.
T h e l a n d s c a p e s ’ p o r t r a i t s i n t h i s s e r i e s o f p h o t o g r a p h s w e re t a k e n f ro m
o u r s t u d i o i n F l o re n c e .
T h e y a r e l i v e i m a g e s o f t h e s i x w e b c a m s t h a t t h e Va t i c a n h a s d e c i d e d t o
s h a re o n i t s o f f i c i a l w e b s i t e .
The technique used is the one of the stenopeic hole which allows the
l i g h t o f t h e s e l a n d s c a p e s , f i l t e re d f ro m t h e w e b , t o i m p r i n t i t s e l f o n
graphic paper without mediation.
We t h i n k t h a t t h e a c t o f w i l l t h a t l e a d s t o s h a r e a l a n d s c a p e o n t h e
n e t w o r k i s a g e s t u re o f s e l f - re p re s e n t a t i o n t h a t m a n i f e s t s t h ro u g h
l a n d s c a p e a c o n t e m p o r a r y i d e n t i t i y.
T h e p r o j e c t i n t e n d s t o s h o w, r i f i g u r a t e , c l a i m t h e a u t h o r s h i p o f a
landscape not only having art as the priority (need), but also as a
p r i n c i p l e o f c o l l e c t i v e c o m m u n i t y re c o g n i t i o n t h a t t h e c o m m u n i t y i t s e l f
p e rc e i v e s a n d d e c i d e s t o c o m m u n i c a t e .
A s A l a i n R o g e r s a y s t h e l a n d s c a p e d o e s n o t e x i s t . O r a t l e a s t i t d o e s n ’t
u n t i l s o m e o n e e x p l i c i t l y d e f i n e s i t , m a k i n g i t p i c t u re , m a n i f e s t i n a
d i a l e c t i c a l u n i o n b e t w e e n s i g n i f i e r a n d s i g n i f i e d . U p t o t h a t t i m e t h e re
a re o n l y c o u n t r i e s .
I t ‘ s a p ro c e s s o f c u l t u r a l re c o g n i t i o n , t h e A r t i a l i s a t i o n t h a t t h e a r t i s t
“ i n v e n t s ” i t c h a rg i n g t h a t d y n a m i c u n i o n b e t w e e n h u m a n a n d s p a c e
of a value which is almost always deeply existential .Every age has
c re a t e d i t s l a n d s c a p e s t r a n s f e r r i n g i t s o w n i d e a s i n t h e e v e r- c h a n g i n g
re l a t i o n s h i p w i t h p l a c e s . L i g h t , s h a p e s a n d c o l o u r s b e c o m e s y n t a c t i c
tools that articulate new meanings. Our age is no exception to this
c o n t i n u i t y.
T h e s t o r y o f t h e l a n d s c a p e i n t h i s c o n t e x t i s a n a c t o f w i l l , t h e d e s i re t o
c re a t e d e s c r i p t i o n s o f w h a t w e a re h e re a n d n o w t h ro u g h t h e s p a c e t h a t
w e l i v e , s h o w i n g o t h e r s w h a t w e s e e f r o m o u r w i n d o w.
To d a y, a s L u i s a B o n e s i o t h i n k s , t h e r e c o g n i t i o n o f a l a n d s c a p e h a s
a p ro f o u n d l y s o c i a l v a l u e a n d m a n s t i l l e x p re s s e s , d e t e r m i n i n g a
landscape, the will of territorialising, to mark the cultural affiliation
t o a s p e c i f i c p l a c e t h ro u g h c u l t u r a l g e s t u re s .
A s f o r t h e S t i m m u n g o f ro m a n t i c l a n d s c a p e , t o d a y a h a r m o n i c t u n e w i t h
t h e s p a c e w e l i v e i n s t i l l e x i s t s , m o re a n d m o re f u l l o f s o c i a l v a l u e s
t h a t c a n ’t t r a n s c e n d f r o m t h e c o n c e p t o f c o m m u n i t y. T h e e x i s t e n c e
o f a g l o b a l c o m m u n i t y t h a t c o l l e c t s a n d s h a re s w e b c a m s a ro u n d t h e
w o r l d a n d c re a t e s t h e p o t e n t i a l f o r m a k i n g s i g n i f i c a n t p i c t u re s i s a
c o n t e m p o r a r y p h e n o m e n o n t h a t re q u i re s re t h i n k i n g t h e l a n g u a g e w e
h a v e u s e d u n t i l n o w t o c re a t e
or show landscapes.
R e t h i n k i n g a t t h e f a c t t h a t i t a r i s e s f ro m b o t h t h e d e c i s i o n t o s h o w
t h a t w h a t w e s e e f ro m o u r w i n d o w re v e a l s a w i l l i n g n e s s t o c o m m u n i c a t e
our own existence, and also because this communication uses space
p a r a d i g m s t h a t w e re n o t p o s s i b l e b e f o re t h e a d v e n t o f t h e w e b .
We c a n p o t e n t i a l l y t e l l a n y o n e w h a t o u r l a n d s c a p e l o o k s l i k e , w e c a n
d o t h i s e v e n w i t h t h o s e w h o a r e l i s t e n i n g , b u t c a n ’t s e e ; a n d t h e n w e
do it by showing its movement and the endemic transformation to which
w e a re g e t t i n g u s e d t o t h a n k s t o t h e i d e a s o n c o n t e m p o r a r y l a n d s c a p e .
. A l l t o g e t h e r t h e i m a g e s t h a t c o m e t o u s f ro m t h e w e b - c a m s a re a k i n d
of unconscious and almost automatic attempt to build a landscape that,
o b s e r v e d f ro m a d i s t a n c e , b e c o m e s a s i g n i f i c a n t i m a g e o f t h e w o r l d w e
a re l i v i n g .
O u r d e c i s i o n i s t o s q u a re t h i s i m a g e o f t h e w o r l d s o t h a t w e c a n
re p re s e n t a n e x i s t e n t i a l v a l u e i n w h i c h w e t h i n k t o b e f u l l y i n v o l v e d .
T h e l i g h t y o u s e e i s t h e o n e o f t h e s c re e n , t h e i m a g e b e l o n g s t o w h o
has decided to communicate it, the landscape is global. Our act of will
is to gather these fragments and make them become a contemporary
landscape.
We d e c i d e d t o c o l l e c t t h e m f i r s t h a n d , s l o w l y w i t h s t e n o p e i c e x p o s u r e s ;
the sensitive sheets absorb the light of the world mediated by technology
a l l o w i n g t h a t t h e p a s s a g e o f t h e s e p l a c e s c re a t e s a t r a c k w h i c h i s s h a p e
and movement.
terzo giardino
2012
_installazione sulla riva dell’Arno di Piazza Poggi, Firenze_
_ i n s t a l l a t i o n o n t h e A r n o r i v e r s i d e , F l o re n c e _
Il nostro intervento si basa sulla ricchezza biologica e il valore
paesaggistico delle rive dell’Arno.
Ricchezza biologica come capacità spontanea della natura di creare
bellezza, valore paesaggistico delle rive come principio di interazione
tra uomo ed evoluzione biologica che interviene attivamente in questa
bellezza.
L’ o b i e t t i v o è p e r q u e s t o d i c r e a r e u n o s p a z i o i n c u i i m m e r g e r s i n e l
paesaggio per comprenderlo e allo stesso modo entrare a farne parte.
Lavorando per sottrazione vengono tracciate nel folto manto vegetale
dell’area d’intervento dei percorsi. Forma, dimensioni e struttura
di questi percorsi nascono per far osservare e comprendere sia la
vegetazione che il rapporto di questo spazio con la città.
Il richiamo formale e funzionale è al Giardino dei Semplici come
esperienza culturale e storica per l’osservazione e lo studio della
n a t u r a , q u e l l o t e o r i c o c o n c e t t u a l e s i l e g a a l l e t e o r i e s u l Te r z o P a e s a g g i o
di Clément e alla Convenzione Europea firmata a Firenze nel 2000.
Al centro dell’area viene creato uno spazio circolare che richiama
una piazza e che si connette visivamente con quella della Biblioteca
Nazionale stabilendo un rapporto tra due punti di conservazione ed
evoluzione della cultura.
Il paesaggio si fa metafora della realtà e l’arte strumento per leggerla
e comprenderla.
Il ruolo dell’uomo osservando e percorrendo chiarisce (simbolicamente)
il valore attivo del suo ruolo nel paesaggio, si svincola da mero
osservatore e ne diventa co-autore.
O u r p ro j e c t i s b a s e d o n t h e b i o l o g i c a l r i c h n e s s a n d l a n d s c a p e v a l u e o f
t h e b a n k s o f t h e r i v e r A r n o . B i o l o g i c a l r i c h n e s s a s t h e a b i l i t y o f n a t u re
t o c r e a t e b e a u t y, s c e n i c v a l u e a s t h e
principle of interaction, between biological evolution and man, actively
involved in this
b e a u t y. T h e g o a l i s t o c r e a t e a s p a c e t h a t a l l o w s t o p l u n g e i n t o t h e
landscape, to understand it and at the same time become part of
i t . Wo r k i n g b y s u b t r a c t i o n w e h a v e p l o t t e d s o m e p a t h s i n t h e b e a c h b e l o w
P i a z z a P o g g i w h e re t h e v e g e t a t i o n m a n t l e i s t h i c k a n d s p o n t a n e o u s .
S h a p e , s i z e a n d s t r u c t u re o f t h e s e p a t h w a y s a re c re a t e d t o o b s e r v e a n d
understand the
v e g e t a t i o n a s w e l l a s t h e r e l a t i o n s h i p b e t w e e n t h i s s p a c e t h e c i t y.
T h e f o r m a l a n d f u n c t i o n a l re m i n d e r i s t h e G i a rd i n o d e i S e m p l i c i a s a
cultural and historical experience for the observation and the study of
n a t u re , t h e t h e o re t i c a l l y i t b i n d s t o t h e t h e o r i e s o n t h e T h i rd L a n d s c a p e
o f C l e m e n t a n d t h e E u ro p e a n L a n d s c a p e C o n v e n t i o n s u b s c r i b e d i n
F l o re n c e i n 2 0 0 0 .
T h e g a rd e n p a t h s b r a n c h o f f f ro m a s p a c e t h a t f a c e s t h e N a t i o n a l
L i b r a r y o n t h e r i v e r, t h i s e s t a b l i s h e s a r e l a t i o n s h i p b e t w e e n t w o p o i n t s
o f o b s e r v a t i o n a n d c o n s e r v a t i o n o f t h e c u l t u re .
Wa l k i n g t r a i l s a n d i m m e r s i n g h i m s e l f , m a n e x p l a i n s t h e a c t i v e r o l e i n t h e
composition and in the landscape transformation with a contemporary
sense and expands the meaning of observation.
T h e l a n d s c a p e b e c o m e s m e t a p h o r o f t h e re a l i t y a n d a r t t h e t o o l n e e d e d
to understand.
Wa l k i n g a n d i m m e r s i n g o n e s e l f i n t h e s e r o u t e s m a n c l a r i f i e s w i t h
a c o n t e m p o r a r y m e a n i n g t h e a c t i v e ro l e i n t h e c o m p o s i t i o n a n d t h e
transformation of the landscape and widens the meaning of observation.
confronto con l’impianto del giardino dei semplici
il mare non ha paese nemmeno lui, ed è di
tutti quelli che lo stanno ad ascoltare
“Giovanni Verga, I Malavoglia 1881”
2012
_ A u g m e n t e d re a l i t y i n s t a l l a t i o n , P a l e r m o P a l a z z o B e l m o n t e R i s o _
Lat: 38°6’54.47” N
Long: 13°21’35.93” E
Il lavoro è visibile grazie all’app il mare non ha paese ... disponibile
sull’App Store, dopo averla scaricata basta puntare il proprio iPhone sul
portone d’ingresso al museo e la scritta apparirà grazie alla tecnologia
della Realtà Aumentata.
Il museo RISO e il suo recente percorso istituzionale sono per la città di
Palermo un grande contenitore di significato, simbolo di contraddizioni
che investono su diversi piani le complessità urbane e quelle legate al
m o n d o d e l l ’ a r t e . Ta l v o l t a q u e s t i s i f o n d o n o r e n d e n d o s i i n d i s t i n g u i b i l i .
Il nostro intervento vuole agire in questo spazio di connessioni tra
riconoscimento pubblico e intimità sociale, tra significante e ricerca
al suo interno di un significato, tra ruolo civico e di affermazione
culturale del Museo che coinvolge l’artista nella sua definizione
d’identità.
Le opere d’arte per lo spazio pubblico sono in grado di dare profondità
alle percezioni civiche della società e rafforzare il legame tra la gente
e i luoghi. Esse chiariscono quel limite dell’esperienza nella città che
si gioca tra l’oggettivo valore spaziale e funzionale degli edifici o
delle piazze e l’intimo (anche in senso collettivo) valore simbolico che
queste rappresentano.
Se l’arte è in grado di amplificare le tensioni simboliche che gli spazi
pubblici contengono, allora il messaggio è condiviso, trasversale,
diventando proprietà collettiva e valore proprio degli abitanti.
Il principio di condivisione appartiene al nostro tempo in modo
particolare perché nello spazio virtuale che creano le nuove tecnologie si
ampliano gli spazi pubblici e le possibilità d’intervento ed espressione.
La realtà aumentata, che si sovrappone come un velo alla realtà “reale”,
permette di aggiungere agli spazi pubblici dei contenuti che nella loro
decisa evanescenza, diventano metafora dell’intimità sociale e dei
significati simbolici nascosti nelle città.
T h e w o r k c a n b e s e e n t h a n k s t o t h e a p p : i l m a re n o n h a p a e s e . . .
a v a i l a b l e o n t h e A p p S t o re , a f t e r d o w n l o a d i n g i t y o u j u s t h a v e t o p o i n t
y o u r I p h o n e t o t h e f ro n t d o o r o f t h e m u s e u m a n d t h e w o rd s w i l l c o m e o u t
thanks to the technology of the Realtà Aumentata (Extended Reality).
T h e M u s e u m R I S O a n d i t s re c e n t i n s t i t u t i o n a l j o u r n e y / ro u t e a re f o r t h e
city of Palermo a container full of meaning, a symbol of contradictions
t h a t i n v e s t s o n d i f f e re n t l e v e l s , t h e u r b a n c o m p l e x i t i e s a n d t h e o n e s
re l a t e d t o t h e a r t w o r l d .
Sometimes these complexities melt becoming indistinguishable.
Wi t h o u r p r o j e c t w e w a n t t o t a k e a c t i o n i n t h i s a r e a w h e r e t h e c o n n e c t i o n s
b e t w e e n p u b l i c re c o g n i t i o n a n d s o c i a l i n t i m a c y a re s t ro n g , a s m u c h a s
t h e o n e s b e t w e e n t h e s i g n i f i e r a n d t h e s e a rc h f o r i t s m e a n i n g ; t h e c i v i c
r o l e a n d t h e M u s e u m ’s c u l t u r a l a f f i r m a t i o n w h e n i t i n v o l v e s t h e a r t i s t
i n h i s o w n d e f i n i t i o n o f i d e n t i t y.
A r t i s t i c w o r k s c a n g i v e r i c h n e s s t o t h e c i v i c p e rc e p t i o n s o f t h e s o c i e t y
a n d s t re n g t h e n t h e b o n d b e t w e e n p e o p l e a n d p l a c e s . T h e y c l a r i f y t h e
l i m i t t h e re i s i n t h e e x p e r i e n c e o f a c i t y t h a t c a n b e s e e n b e t w e e n
the objective value of the spatial and functional buildings or in the
s q u a re s a n d t h e i n t i m a t e ( a l s o c o l l e c t i v e l y ) s y m b o l i c v a l u e t h a t t h e s e
re p re s e n t .
If art is capable of amplifying the symbolic tensions that public spaces
c o n t a i n t h a n t h e m e s s a g e i s s h a re d , t r a n s v e r s a l . I t b e c o m e s c o l l e c t i v e l y
owned, part of the values of the population.
The principle of condivision belongs to our times especially because in
t h e v i r t u a l s p a c e t h a t n e w t e c h n o l o g i e s c re a t e t h e p u b l i c s p a c e s e x p a n d
a s m u c h a s t h e p o s s i b i l i t i e s o f e x p re s s i o n a n d a c t i o n .
T h e e x t e n d e d re a l i t y t h a t o v e r l a p s , l i k e a v e i l , t h e “ re a l ” re a l i t y p e r m i t s
t o a d d t o p u b l i c s p a c e s c o n t e n t s t h a t i n t h e i r re s o l u t i o n i n e v a n e s c e n c e
become metaphor for the social intimacy and for the symbolic meanings
h i d d e n i n t h e s o c i e t y.
senza titolo
2011
_grafite su carta_: 29,7x21 cm
_ graphite on paper_: 29,7x21 cm
Sporcandoci le dita delle mani con la grafite, ripetiamo su normali
fogli in A4 alcuni gesti che derivano dal linguaggio tecnologico. I
gesti corrispondono a comuni comandi touch nell’uso quotidiano dei
computer come ruotare, spostare, ingrandire etc.
Le tracce di grafite sono l’immagine di un cambiamento in atto che sta
implementando il modo di pensare e di intervenire sullo spazio.
Wi t h t h e t i p s o f o u r f i n g e r s d i r t y w i t h b l a c k l e a d w e r e p e a t o n n o r m a l A 4
s i z e s h e e t s o f p a p e r s o m e o f t h e g e s t u re s w h i c h c o m e f ro m t e c h n o l o g i c a l
l a n g u a g e . T h e s e g e s t u re s c o r re s p o n d t o c o m m o n t o u c h c o m m a n d s i n u s e
such as moving, zooming and spinning or turning, etc.
T h e t r a c e s o f l e a d a re t h e i m a g e o f a t r a n s f o r m a t i o n i n a c t w h i c h i s
implementing the way we think and intervene in space.
_
estendersi
2011
_installazione con tablets_: dimensioni variabili
_ tablets installation_: size variables
Cosa spinge un uomo a mostrare al mondo cosa si vede dalla sua finestra?
Forse è il sentimento di condivisione che è spirito del nostro tempo. O
forse è solo il costante bisogno di comunicare che ricerca potenzialità
per creare nuovi messaggi.
Le tecnologie web hanno estremizzato e diversificato esponenzialmente la
comunicazione fornendo strumenti che permettono una rappresentazione
immediata di noi stessi e del mondo che ci sta attorno.
L’ e s i s t e n z a d i u n ’ a p p l i c a z i o n e p e r s m a r t h p h o n e s c h e p e r m e t t e a c i a s c u n o
di condividere una web cam e mostrare cosa si vede dalla propria
finestra deve avere a che fare con tutto questo. Dalle diverse parti del
mondo, gente diversa ha deciso di usare questa potenzialità creando
spontaneamente un archivio autoalimentato di immagini del mondo in
movimento.
Queste web-cam rappresentano generalmente paesaggi, città viste
dall’alto, lungomari, aeroporti visti dalle torri di controllo, strade di
normali quartieri residenziali americani. Ma in questo carnet eterogeneo
di immagini c’è qualcosa di più: una sorta di tentativo di autorappresentazione attraverso il paesaggio quotidiano che diventa sintesi
delle identità.
Il nostro progetto prevede di collegare dei tablets a questa applicazione
e per ognuno scegliere una diversa web-cam in un diverso punto
g e o g r a f i c o . L’ i m m a g i n e v i e n e p o i z o o m m a t a s u l c i e l o a r i e m p i r e l o
schermo. I tablets vengono disposti in orizzontale seguendo l’ordine
geografico delle immagini.
Il risultato è una fascia di colore in continuo cambiamento capace di
oltrepassare spazio e tempo grazie alla luminosità dei cieli di tutto il
mondo. La luce diventa così l’elemento unificatore di tutte le intimità
di coloro che hanno voluto condividere qualcosa che quotidianamente fa
parte della loro identità.
What makes a man want to show the world what he sees when he looks out
his window? Maybe the feeling of sharing which is in the spirit of our
time. Or maybe it is just the need to communicate that pursues potentials
f o r c re a t i n g n e w m e s s a g e s .
We b t e c h n o l o g y h a s b r o u g h t t o t h e e x t r e m e a n d e x p o n e n t i a l l y d i v e r s i f i e d
c o m m u n i c a t i o n , p ro v i d i n g i n s t r u m e n t s w h i c h a l l o w a n i m m e d i a t e
re p re s e n t a t i o n o f o u r s e l v e s a n d o f o u r s u r ro u n d i n g w o r l d .
The existence of an application for smart phones which allows everybody
t o s h a re a w e b c a m a n d s h o w w h a t t h e y c a n s e e f ro m t h e i r w i n d o w m u s t
b e a p a r t o f a l l t h i s . F ro m d i f f e re n t p a r t s o f t h e w o r l d , d i f f e re n t p e o p l e
h a v e d e c i d e d t o u s e t h i s p o t e n t i a l , s p o n t a n e o u s l y c re a t i n g a s e l f - f u e l e d
a rc h i v e o f m o v i n g i m a g e s o f t h e w o r l d .
T h e s e w e b c a m s g e n e r a l l y s h o w l a n d s c a p e s , c i t i e s s e e n f ro m a b o v e ,
s e a f ro n t s , a i r p o r t s s e e n f ro m c o n t ro l t o w e r s , n e i g h b o rh o o d s t re e t s i n
A m e r i c a n re s i d e n t i a l a re a s . B u t t h e re i s m o re i n t h i s h e t e ro g e n e o u s a r r a y
o f i m a g e s : a k i n d o f a t t e m p t t o re p re s e n t o n e s e l f t h ro u g h t h e l a n d s c a p e
w e s e e , w h i c h b e c o m e s a s y n t h e s i s o f o u r i d e n t i t y.
O u r p ro j e c t i m a g i n e s t o c o n n e c t t a b l e t s t o t h i s a p p l i c a t i o n a n d t o c h o o s e
a d i f f e r e n t w e b c a m i n e a c h d i f f e r e n t g e o g r a p h i c s p o t f o r e v e r y b o d y. T h e
i m a g e t h e n i s z o o m e d o n t h e s k y, f i l l i n g t h e s c r e e n . Ta b l e t s a r e t o b e
p l a c e d h o r i z o n t a l l y, f o l l o w i n g t h e g e o g r a p h i c o r d e r o f t h e i m a g e s .
T h e re s u l t i s a c o n t i n u o u s b a n d o f c o l o r i n c o n s t a n t t r a n s f o r m a t i o n ,
capable of going past space and time thanks to the luminosity of the
skies of the world. Light becomes the unifying element of the intimacies
o f t h o s e w h o c h o s e t o s h a r e s o m e t h i n g t h a t i s p a r t o f t h e i r i d e n t i t y.
r e a l t à a u me n ta b ile
2011
_serie fotografica_: 89x75 cm
_photographic series_: 89x75 cm
Lo spazio e la realtà non sono più soltanto ciò che riusciamo a capire
con i cinque sensi ma sono diventati supporti aumentabili da esperire
con tutte le estensioni cognitive di cui disponiamo.
L’ a v v e n t o d e l l a R e a l t à A u m e n t a t a è s i c u r a m e n t e u n o d e i p a s s a g g i d e l l a
cultura contemporanea che più di tutti tende a conciliare tecnologia e
realtà affrontando a viso scoperto il problema dell’identità dell’uomo
e i cambiamenti della percezione del mondo.
La serie di fotografie Realtà Aumentabile nasce da queste riflessioni
e h a l o s c o p o d i r i - o s s e r v a r e f r a m m e n t i , a t o m i d e l r e a l e . Vo g l i a m o
riportare parti significative della realtà in un contesto di osservazione
puro, silenzioso ed intimo per permettere di concentrarsi sulla necessità
ormai inevitabile di cercare con lo sguardo oltre le possibilità della
vista.
S p a c e a n d re a l i t y a re n o l o n g e r o n l y w h a t w e a re a b l e t o p e rc e i v e w i t h
our five senses but they have also become an augmentable support to
experience with all the cognitive extension we have at our disposal.
T h e i n t ro d u c t i o n o f A u g m e n t e d R e a l i t y i s c e r t a i n l y o n e o f t h e p a s s a g e s o f
c o n t e m p o r a r y c u l t u re t h a t m o re t h a n e v e r t e n d s t o re c o n c i l e t e c h n o l o g y
a n d r e a l i t y, f o r w a r d l y f a c i n g t h e p r o b l e m o f m a n k i n d ’s i d e n t i t y a n d t h e
c h a n g e s i n t h e p e rc e p t i o n o f t h e w o r l d .
T h e p h o t o g r a p h i c s e r i e s o f A u g m e n t e d R e a l i t y o r i g i n a t e s f ro m t h e s e
re f l e c t i o n s a n d i t s g o a l i s t o re - o b s e r v e f r a g m e n t s , a t o m s o f w h a t i s
re a l . O u r i n t e n t i o n i s t o p ro p o s e m e a n i n g f u l p o r t i o n s o f re a l i t y i n a
c o n t e x t o f p u re o b s e r v a t i o n , s i l e n t a n d i n t i m a t e , i n o rd e r t o a l l o w
c o n c e n t r a t i n g o n t h e f a c t t h a t t h e re i s a n i n e v i t a b l e n e c e s s i t y o f l o o k i n g
beyond the possibilities of sight.
anno luce
2011
a u g m e n t e d re a l i t y i n s t a l l a t i o n ;
R o m a L a t . 4 1 ° 5 4 ’ 0 8 , 11 N L o n . 1 2 ° 2 7 ’ 2 9 , 6 6 E
Anno Luce è un lavoro che prevede di posizionare una linea lunga un
Anno Luce (9.460. 800.000.000 Km) nel punto in cui si toccano piazza
S. Pietro e la città di Roma. Questo punto di tangenza collega due
identità culturali ed esistenziali diverse è un luogo di incertezza, uno
spazio di transizione.
Il varco aperto verso la città dal portico del Bernini è un passaggio
simbolico che collega la città di Dio alla città dell’uomo, per noi
rispettivamente lo spazio della fede (che aggiunge alla realtà il valore
concettuale della religione) e lo spazio della materia (basato sui sensi
e la tangibilità oggettiva).
La linea è creata con un programma di disegno vettoriale, viene
geolocalizzata con gli strumenti disponibili su internet e resa visibile
nella piazza sfruttando le potenzialità della Realtà Aumentata (AR).
La scelta della misura della linea nasce dalla volontà di posizionare
nello spazio un elemento scultoreo che mette insieme la forma e il
tempo. Poichè la luce è un elemento fondamentale per la comprensione
della scultura e poichè un anno luce definisce la distanza coperta dalla
velocità della luce in un anno, il lavoro permette di pensare che la
completa visione della scultura sia rimandata nel tempo.
Queste condizioni non essendo realizzabili in concreto devono essere
mediate necessariamente dalla tecnologia della Realtà Aumentata
attraverso la quale allo spazio vengono aggiunte potenzialità
proprie dell’ambiente virtuale che rendono possibile in questo caso
rappresentare una linea che ha la dimensione del tempo.
Si procede perciò ad una sovrapposizione tra due contesti spaziali:
quello vettoriale (che assumiamo come teorico) e quello tridimensionale
della realtà, mettendo in risalto come l’evoluzione tecnologica possa
rendere sensibile un concetto teorico/scientifico integrandolo in una
dimensione sensibile.
Il lavoro vuole argomentare alcune delle domande che l’evoluzione
tecnologica porta all’attenzione dell’uomo contemporaneo. Le
dimensioni della realtà e della virtualità vedono ogni giorno ridefinire
i limiti che li separano.
La netta distinzione tra fisico e virtuale diventa sempre più problematica
in ragione di un confronto tra le parti che viene continuamente
aggiornato dalle nuove tecnologie. La Realtà Aumentata ha fatto
fare a questi cambiamenti un balzo verso un terreno particolarmente
accidentato dalle incertezze e dalle ambiguità.
Questa tecnologia ha il grande merito di avere rafforzato alcune
domande fondamentali sulla identità dello spazio contemporaneo e su
tutti i suoi attributi tra i quali il nostro lavoro ha scelto di affrontare
quello della scultura. Poichè attraverso la AR lo spazio può essere
implementato di contenuti virtuali, resi esperibili nella realtà fisica,
con questo lavoro vogliamo anche comunicare il dubbio su quale sia oggi
il limite che segna la differenza tra realtà e virtualità. Questo limite
coinvolge domande parallele e dicotomie antiche che le nuove accezioni
di spazio mettono in discussione. Siamo interessati particolarmente
a quei confini sempre in divenire che separano le idee, la loro
rappresentazione e la loro realizzazione. Ci chiediamo quali siano i
concetti e le condizioni virtuali che possono entrare attivamente a fare
parte dello spazio fisico e quali siano invece quelle caratteristiche del
mondo digitale e della rete che possono essere solamente sovrapposte
senza che i due sistemi (realtà e virtualità) perdano la loro identità
“classica”.
La scultura è il mezzo che usiamo per riportare queste domande mettendo
in discussione che la tridimensionalità dell’oggetto sia l’elemento
primario per la definizione scultorea.
Light year is a work that plans to position a line long one light year
( 9 . 4 6 0 . 8 0 0 . 0 0 0 . 0 0 0 k m ) i n t h e p o i n t w h e re t h e y t o u c h t h e s q u a re S .
P i e t ro a n d t h e c i t y o f R o m e . T h i s t a n g e n t p o i n t c o n n e c t s t w o d i f f e re n t
c u l t u r a l i d e n t i t i e s a n d e x i s t e n t i a l a n d ‘ a p l a c e o f a n a re a o f u n c e r t a i n t y
tranzizione.
T h e o p e n g a t e t o t h e c i t y f ro m t h e p o r t i c o o f B e r n i n i i s a s y m b o l i c
passage that connects the city of God to the city of man, for us
re s p e c t i v e l y t h e s p a c e o f f a i t h ( w h i c h a c t u a l l y a d d s t o t h e c o n c e p t u a l
v a l u e o f re l i g i o n ) a n d t h e s p a c e o f m a t t e r ( b a s e d o n t h e s e n s e s a n d
tangible objects).
T h e l i n e , c re a t e d w i t h a v e c t o r d r a w i n g p ro g r a m , i s g e o l o c a l i z e d w i t h
instruments available on internet and made visible in the Piazza using
Augmented Reality (AR).
T h e c h o i c e o f t h e l e n g t h o f t h e l i n e o r i g i n a t e s f ro m a w i s h t o p o s i t i o n
in space a sculptural element that puts together shape and time. Since
l i g h t i s a e s s e n t i a l e l e m e n t f o r t h e c o m p re h e n s i o n o f s c u l p t u re a n d
s i n c e a l i g h t y e a r d e f i n e s t h e d i s t a n c e c o v e re d b y t h e s p e e d o f l i g h t i n
a y e a r, t h i s w o r k a l l o w s t h e c o n s i d e r t h a t t h e c o m p l e t e v i s i o n o f t h e
s c u l p t u re i s p o s t p o n e d i n t i m e .
S i n c e t h e s e c o n d i t i o n s c a n n o t b e a c h i e v e d i n c o n c re t e t e r m s t h e y
must necessarily be mediated by Augmented Reality (AR) technology
t h ro u g h w h i c h t h e p o t e n t i a l s o f a v i r t u a l e n v i ro n m e n t a re a d d e d t o
s p a c e , m a k i n g i t p o s s i b l e i n t h i s c a s e t o re p re s e n t a l i n e t h a t h a s t h e
dimension of time.
T h e re f o re t h e re i s a n o v e r l a p p i n g o f t w o s p a t i a l c o n t e x t s : t h e v e c t o r
o n e ( w h i c h w e a s s u m e a s t h e o re t i c a l ) a n d t h e t h re e - d i m e n s i o n a l c o n t e x t
o f r e a l i t y, h i g h l i g h t i n g h o w t e c h n o l o g i c a l e v o l u t i o n c a n b r e a k d o w n a
s c i e n t i f i c / t h e o re t i c a l c o n c e p t i n t e g r a t i n g i t i n t o a s e n s i t i v e d i m e n s i o n .
The purpose of this work is to discuss some of the issues that
t e c h n o l o g i c a l e v o l u t i o n b r i n g s t o c o n t e m p o r a r y m a n ’s a t t e n t i o n .
T h e l i m i t s t h a t s e p a r a t e t h e d i m e n s i o n s o f re a l i t y a n d v i r t u a l i t y a re
r e d e f i n e d c o n t i n u a l l y. T h e c l e a r d i s t i n c t i o n b e t w e e n p h y s i c a l a n d
v i r t u a l i s m o re p ro b l e m a t i c a l b e c a u s e o f a c o m p a r i s o n o f t h e t w o s i d e s
which is constantly updated by new technologies. Augmented Reality
p u s h e d t h e s e c h a n g e s t o w a rd s a t e r r a i n m a d e b u m p y b y u n c e r t a i n t y a n d
a m b i g u i t y.
T h i s t e c h n o l o g y h a s t h e g re a t m e r i t o f h a v i n g re i n f o rc e d s o m e
fundamental questions concerning the identity of contemporary space
and all of its attributes, among which our work has chosen to deal
w i t h t h e s c u l p t u r a l . S i n c e t h ro u g h A R s p a c e m a y b e i m p l e m e n t e d w i t h
v i r t u a l c o n t e n t s , a n d t h u s a b l e t o b e e x p e r i e n c e d i n p h y s i c a l r e a l i t y,
w e w i s h t o c o m m u n i c a t e t h ro u g h t h i s w o r k t h e d o u b t o n w h a t t h e l i m i t
i s t o d a y b e t w e e n r e a l i t y a n d v i r t u a l i t y.
This limit involves parallel issues and ancient dichotomies which the
new meanings of space place into question.
We a r e p a r t i c u l a r l y i n t e r e s t e d i n t h o s e c o n t i n u a l l y e v o l v i n g l i m i t s
w h i c h s e p a r a t e i d e a s , t h e i r r e p r e s e n t a t i o n a n d t h e i r r e a l i z a t i o n . We
wonder which concepts and virtual conditions can actively be a part
o f p h y s i c a l s p a c e a n d w h i c h a re i n s t e a d t h o s e c h a r a c t e r i s t i c s o f t h e
digital world and of the web that can only be superimposed without the
t w o s y s t e m s ( r e a l i t y a n d v i r t u a l i t y ) l o s i n g t h e i r “ c l a s s i c a l ” i d e n t i t y.
S c u l p t u re i s t h e m e d i u m t h a t w e u s e t o b r i n g f o r w a rd t h e s e i s s u e s
c o n s i d e r i n g w h e t h e r t h e t h re e - d i m e n s i o n a l i t y o f t h e o b j e c t i s t h e
primary element for sculptural definition.
circa uguale/CU
2011
_timbro in realtà aumentata_ : 7x7x10 cm
_ s t a m p i n a u g m e n t e d re a l i t y _ : 7 x 7 x 1 0 c m
Ci sono cose che raccontiamo sempre con una certa difficoltà, cose
inafferrabili fatte di emozioni cangianti, cose che vorremmo riportare
così come le stiamo pensando perchè le loro descrizioni sembrano
sempre insufficienti: il cielo è tra queste.
A supporto di questa insufficienza viene spesso la tecnologia e il web
in particolare.
Ma c’è anche un immaginario collettivo che ci fa pensare alla tecnologia
come qualcosa sempre un po’ distante, qualcosa di controllato da
macchine di cui ci sfuggono molti perchè.
Però la separazione tra quello che vorremmo trasmettere della nostra
esperienza e quello che possiamo comunicare con la tecnologia, è
sempre difficile da conciliare perchè quelle macchine sono troppo
diverse dalle nostre azioni e a volte le azioni sono troppo poco chiare.
Forse per questo l’uomo contemporaneo continua a ricercare i passaggi
giusti, le congiunzioni tra i due linguaggi che siano coerenti con la
s u a v i t a . L’ u o m o c h e s i m u o v e , c h e t o c c a , c h e s c e g l i e , p r e n d e e r i p o r t a
altrove vorrebbe avere nelle mani la chiarezza della tecnologia.
Noi abbiamo deciso di creare un timbro ad inchiostro che riporta un
marker di realtà aumentata al quale è associata l’immagine del cielo di
Firenze ripresa in diretta dal nostro studio.
Il marker permette di aggiungere al gesto fisico la potenzialità
t e c n o l o g i c a . Ti m b r a r e c o m e g e s t o a n t i c o d e l r a p p o r t o d e l l ’ u o m o c o n l a
comunicazione (ma anche come gesto di affermazione) diventa in questo
modo l’atto di passaggio con cui ci si appropria delle potenzialità
tecnologiche per aggiungere contenuti alla realtà.
Partendo dall’esperienza del nostro recente lavoro “Circa Uguale” in
cui lo stesso marker e lo stesso contenuto erano stampati sulla copertina
di una rivista diffondendo il cielo in un’esperienza collettiva, il timbro
riporta ad una dimensione più intima la dinamica della realtà aumentata.
Poter spargere con un gesto il cielo è la dichiarazione della
consapevolezza di un passaggio, accetta l’esistenza di un livello
aumentato della realtà dove tutto può essere ripensato come supporto
di comunicazione, come superficie di passaggio.
T h e r e a r e t h i n g s w e a l w a y s r e c o u n t w i t h a c e r t a i n d i f f i c u l t y, e l u s i v e
t h i n g s m a d e o f v a r y i n g e m o t i o n s , t h i n s w e w i s h t o t e l l j u s t a s w e a re
thinking them because their description seem insufficient: the sky is
one of these things.
T h i s i n s u f f i c i e n c y i s o f t e n s u p p o r t e d b y t e c h n o l o g y, a n d i n p a r t i c u l a r
the web.
T h e re i s a l s o a c o l l e c t i v e m i n d w h i c h m a k e s u s t h i n k o f t e c h n o l o g y a s
s o m e t h i n g t h a t i s a l w a y s a b i t d i s t a n t , s o m e t h i n g c o n t ro l l e d b y a m a chine of which we do not understand many things.
But the separation between what we would like to convey of our experie n c e s a n d w h a t w e c a n c o n v e y w i t h t e c h n o l o g y i s d i f f i c u l t t o re c o n c i l e
p re c i s e l y b e c a u s e t h o s e m a c h i n e s a re s o d i f f e re n t f ro m o u r a c t i o n s a n d
s o m e t i m e s o u r a c t i o n a r e n o t v e r y c l e a r.
T h i s m a y b e t h e re a s o n f o r w h i c h c o n t e m p o r a r y m a n c o n t i n u e s t o s a e rc h
f o r t h e c o r re c t p a s s a g e s , t h o s e c o n j u n c t i o n s b e t w e e n t h e t w o l a n g u a g e s
t h a t a re c o h e re n t w i t h h i s l i f e . T h e m a n w h o m o v e s , w h o t o u c h e s , w h o
c h o o s e s , p i c k s a n d b r i n g s e l s e w h e re w o u l d l i k e t o h o l d i n h i s h a n d s t h e
c l a r i t y o f t e c h n o l o g y.
We h a v e c h o s e n t o c r e a t e a n i n k s t a m p t h a t r e p r e s e n t s a m a r k e r o f A u g m e n t e d R e a l i t y t o w h i c h a n i m a g e o f F l o re n c e s h o t d i re c t l y f ro m o u r
studio is associated.
T h e m a r k e r a l l o w s t o a d d t e c h n o l o g y ’s p o t e n t i a l t o p h y s i c a l g e s t u r e s .
S t a m p i n g a s a n a n c i e n t g e s t u r e o f m a n ’s r e l a t i o n s h i p w i t h c o m m u n i c a t i o n – a n d a l s o a s a n a f f i r m a t i v e g e s t u re – b e c o m e s i n t h i s w a y t h e r i t e
of passage with which we get possession of technological potentials to
a d d c o n t e n t s t o r e a l i t y.
M o v i n g f ro m t h e e x p e r i e n c e o f o u r re c e n t w o r k “ C i rc a t h e s a m e ” , i n
w h i c h t h e s a m e m a r k e r a n d t h e s a m e c o n t e n t w e re p r i n t e d o n t h e c o v e r
o f a m a g a z i n e s p re a d i n g i n t o t h e s k y a c o l l e c t i v e e x p e r i e n c e , t h e s t a m p
re l a t e s t o a m o re i n t i m a t e d i m e n s i o n t h e d y n a m i c s o f A u g m e n t e d R e a l i t y.
To s p r e a d t h e s k y w i t h o n e g e s t u r e i s t h e d e c l a r a t i o n o f a n a w a r e n e s s
o f a p a s s a g e , a c c e p t i n g t h e e x i s t e n c e o f a n a u g m e n t e d l e v e l o f re a l i t y
w h e re e v e r y t h i n g c a n b e re t h o u g h t a s a s u p p o r t f o r c o m m u n i c a t i o n , a s
the surface of passage.
senza titolo
2011
_ i p h o n e v i d e o : 2 5 ’’ _
Un raggio di sole filtra da una persiana chiusa, la luce incontra un
foglio di carta bianco che ferma il suo percorso definendo uno spazio
i l l u m i n a t o . Tu t t o è r i p r e s o d a u n I p h o n e i l c u i s c h e r m o d i v e n t a l ’ u n i c o
mezzo di riferimento visivo per scrivere la parola attraverso.
L a c o n o s c e n z a d e l l a r e a l t à o g g i p i ù c h e m a i è m e d i a t a . Tu t t i n o i
impariamo a conoscere gran parte delle cose che esistono nel mondo
solo attraverso qualcos’altro che le rappresenta.
Se pensiamo quanto la realtà si stia espandendo, quanto la tecnologia
sia capace di creare nuovi livelli in grado di sovrapporsi allo spazio che
già percepiamo, non possiamo fare ameno di porre l’attenzione sullo
strumento che media tra noi e la conoscenza di questi nuovi luoghi.
L’ u o m o c o n t e m p o r a n e o s i t r o v a i m m e r s o i n u n a r e a l t à a u m e n t a t a d a
infiniti livelli paralleli dove lo strumento tecnologico diventa l’unico
deputato al contatto ed i rapporti con il nuovo reale.
E’ guardando attraverso che abbiamo la possibilità di accedere.
A r a y o f s u n l i g h t f i l t e r s t h r o u g h a c l o s e d s h u t t e r, t h e l i g h t h i t s a s h e e t
of white paper which halts its course defining an illuminated space.
A l l o f t h i s i s s h o t b y a n I p h o n e , w h o s e s c re e n b e c o m e s t h e o n l y v i s u a l
re f e re n c e p o i n t a c ro s s w h i c h t h e w o rd t h ro u g h i s w r i t t e n .
K n o w l e d g e o f r e a l i t y i s m e d i a t e d , t o d a y m o r e t h a n e v e r. We a l l g e t t o
k n o w a g re a t d e a l o f w h a t e x i t s i n t h e w o r l d o n l y t h ro u g h s o m e t h i n g
e l s e w h i c h i s re p re s e n t i n g i t .
I f w e t h i n k h o w m u c h re a l i t y i s e x p a n d i n g , h o w a b l e t e c h n o l o g y i s
i n c re a t i n g n e w l e v e l s c a p a b l e o f o v e r l a p p i n g t h e s p a c e w e a l re a d y
p e rc e i v e , w e c a n n o t a v o i d f o c u s i n g o u r a t t e n t i o n o n t h e i n s t r u m e n t o f
mediation between us and the knowledge of new spaces.
C o n t e m p o r a r y M a n i s a b s o r b e d i n a re a l i t y a u g m e n t e d b y i n f i n i t e
p a r a l l e l l e v e l s w h e re t h e t e c h n o l o g i c a l i n s t r u m e n t b e c o m e s t h e o n l y
d e p u t y t o w a r d c o n t a c t a n d r e l a t i o n s w i t h t h e n e w r e a l i t y.
L o o k i n g a t t h r o u g h w e a c c e s s t h i s n e w r e a l i t y.
quick response
2011
_ p r e m i o E X 3 To s c a n a C o n t e m p o r a n e a 2 0 11 _ : p r o j e c t
Pr oponiamo di po g g i a r e s u l p a v i m e n t o d e l l a s a l a u n Q R co d e r eal i zzat o i n
mos aico a tes s ere b i a n c h e e n e r e ( 3 x 3 m e t r i ) .
A ttorno al mos aico , a d e l i m i t a r e u n o s p a z i o r e t t a n g o l ar e ( 2 1 x 4 m et r i ) , v en g o n o
dis pos ti dei palett i u s a t i c o m u n e m e n t e p e r p e r i m et r ar e l e p av i m en t azi o n i
prezios e nelle chie s e o l e o p e r e d ’ a r t e n e i m u s e i co m e n eg l i sp azi p u b b l i ci . I
paletti s ono collega t i d a u n c o r d o n e r o s s o .
L’ intervento occup a i l c e n t r o d e l l a p r i m a m e t à d e l l a sal a.
L a parte in fondo v i e n e l a s c i a t a v u o t a .
A b biamo voluto co n c e n t r a r e i l n o s t r o p r o g e t t o s u u n a scal a d i co r r i sp o n d en ze
tra codici e conten u t i c o n l ’ i n t e n z i o n e d i r e n d e r e l ab i l e l a d i st i n zi o n e d ei
due ruoli. Ogni p a r t e d e l
n o s t r o i n t e r v e n t o vi en e co n t em p o r an eam en t e
riconos ciuta mezzo e f i n e , f o r m a e s e n s o .
L a s ala, nella pr o s p e t t i v a d ’ i n g r e s s o a p p a r e p er u n at t i m o v u o t a p er l o
sguardo abituato a c e r c a r e u n a c e n t r a l i t à d e l l ’ o p er a n el l o sp azi o esp o si t i v o .
E ntrando, il perime t r o t r a t t e g g i a t o d a i c o r d o n i r o ssi r i ch i am a l ’ at t en zi o n e,
dichiara la pres enz a d i q u a l c o s a d a o s s e r v a r e . I n q u est o i n t er n o p er cep i b i l e,
l’us o del mos aico v u o l e r i p o r t a r e l a l o g i c a c o m p o si t i v a d i g i t al e ad u n f ar e
profondamente fisi c o , s c u l t o r e o . Le t e s s e r e d e l mo sai co v en g o n o acco st at e
senza legami fis s i p r o p o n e n d o l a p o s s i b i l i t à d i u n ’ i n f i n i t a r i f o r m u l azi o n e d el
c odice, la bidimen s i o n a l i t à d e l l ’ o g g e t t o s i a p p i a tt i sce su l p i an o o r i zzo n t al e
della s ala.
In ques ta pos izion e i l QR c o d e è a l l o s t e s s o t e m p o co n t en u t o d el l o sp azi o
in quanto opera, e p o t e n z i a l e c o n t e n i t o r e d i u n messag g i o i n q u an t o co d i ce:
forma che rimanda a d u n s i g n i f i c a t o .
O u r propos al consi s t s i n l a y i n g o n t h e f l o o r o f t h e ro o m a Q R co d e crea t ed i n
the for m of a mos a i c i n b l a c k a n d wh i t e t e s s e r a e ( 3 m x 3 m ) .
A rectangular delimi t a t i o n a ro u n d t h e mo s a i c ( 2 1 m x 4 m ) i s f o rm ed b y p o l es
joined by a red ro p e , a s y s t e m g e n e r a l l y u s e d i n c h u rch es t o b a rri er p reci o u s
floor ing or in mus e u ms a s i n p u b l i c s p a c e s a ro u n d w o rks o f a rt . A red ro p e
c onnects the poles . Th i s wo r k wi l l o c c u p y t h e c e nt re o f t h e f i rst h a l f o f t h e
room. The s econd p a r t o f t h e ro o m i s t o b e l e f t e m p t y.
We decided to con c e n t r a t e o u r p ro j e c t o n a s c a l e o f co rresp o n d en ce b et w een
c odes and contents wi t h t h e i n t e n t i o n o f we a k e n i n g t h e d i st i n ct i o n o f t h e t w o
functions . Ever y p a r t o f o u r wo r k i s a t t h e s a me t i m e m ea n s a n d en d , f o rm
and s ens e.
Th e room, in the pe r s p e c t i v e p e rc e i v e d f ro m t h e e n t r a n ce, a p p ea rs m o m en t a ri l y
to be empty for ga z e s a c c u s t o me d t o l o o k i n g f o r a cen t ra l p o si t i o n o ccu p i ed
by a wor k of ar t in a n e x h i b i t i o n s p a c e . Up o n e n t e ri n g t h e ro o m , t h e red ro p e
w h ich delimits the mo s a i c a t t r a c t s t h e a t t e n t i o n o f t h e o b server, d ecl a ri n g t h e
pres ence of s ometh i n g t o o b s e r v e . I n t h e p e rc e i v a b l e i n si d e sp a ce, t h e u se o f
the mos aic refer s t h e d i g i t a l l o g i c o f c o mp o s i t i o n t o a p ro f o u n d l y p h ysi ca l
and s culptur al act . Th e t e s s e r a e o f t h e mo s a i c a re p l a ced n ext t o o n e a n o t h er
w ithout any phys i c a l c o n n e c t i o n , s u g g e s t i n g t h e p o ssi b i l i t y o f a n i n f i n i t e
refor mulation of th e c o d e , a n d t h e b i d i me n s i o n a l i t y o f t h e o b j ect i s f l a t t en ed
on the hor iz ontal pl a n e o f t h e f l o o r o f t h e ro o m.
In this pos ition th e QR c o d e i s t h e c o n t e n t o f t h e ro o m a s i t i s t h e exh i b i t ed
w o r k, and at the s a me t i me a p o t e n t i a l c o n t a i n e r o f a m essa g e i n i t s b ei n g a
c ode: a for m refere n c i n g t o a me a n i n g .
I codici sono strumenti per approfondire, per andare oltre la forma alla
ricerca di un significato. Li usiamo per comunicare velocemente per
dire che lì, celato dietro un segno c’è un messaggio. Sono porte ma
anche richiami, rimandi concordati, tesi a far permanere un messaggio.
A volte nel tempo diventano tracce di una cultura, veri e propri
contenitori che custodiscono il rapporto dell’uomo con l’espressione.
I codici sono articolazioni di elementi primari. Sono fatti da unità
estremamente semplici che disposte secondo una regola sempre diversa
contengono la potenzialità di esprimere tutti i messaggi.
Atomi neutri che collegano ad un contenuto attraverso la forma
seguendo la stessa regola degli elementi che compongono il mondo.
Ogni cultura genera codici e la nostra, quella del mondo digitale, non
si sottrae a questa necessità.
I QR code (letteralmente codice di risposta rapida) sono diventati
nella nostra quotidianità le forme che esprimono il concetto di
collegamento. Riportano il collegamento che più caratterizza la nostra
contemporaneità ovvero quello tra la realtà e il mondo virtuale. Queste
forme complesse eppure estremamente riconoscibili sono diventate
un linguaggio funzionale di quel percorso a cui tende la tecnologia
aumentando ogni giorno le possibilità di leggere il mondo.
Privati di un contenuto specifico, astratti dall’uso funzionale i QR
code sono forme di potenzialità.
C o d e s a re i n s t r u m e n t s t h a t a l l o w t o e l a b o r a t e , s e a rc h i n g f o r a m e a n i n g
beyond the form.
We u s e t h e m c o m m u n i c a t e q u i c k l y t h a t t h e r e i s a m e s s a g e h i d d e n
b e n e a t h t h a t s y m b o l . T h e y m a y b e p o r t s , a n d a l s o re f e re n c e s , a g re e d
upon meanings meant to convey a message. In time they may become
t r a c e s o f c u l t u re , p ro p e r c o n t a i n e r s t h a t w i t h h o l d t h e re l a t i o n s h i p o f
m a n a n d e x p re s s i o n .
C o d e s a re a r t i c u l a t i o n s o f p r i m a r y e l e m e n t s . T h e y a re m a d e o f
e x c e p t i o n a l l y s i m p l e u n i t s d i s p l a y e d a c c o rd i n g t o a n e v e r c h a n g i n g
r u l e c o n t a i n t h e p o t e n t i a l o f t h e e x p re s s i o n o f a l l m e s s a g e s .
N e u t r a l a t o m s w h i c h l i n k t o a c o n t e n t t h ro u g h a f o r m , f o l l o w i n g t h e
same rules of the elements which compose the world.
E v e r y c u l t u re g e n e r a t e s c o d e s , a n d o u r c u l t u re , t h e d i g i t a l w o r l d , i s n o t
i n d i f f e r e n t t o t h i s n e c e s s i t y. T h e Q R c o d e s ( l i t e r a l l y Q u i c k R e s p o n s e
c o d e s ) h a v e b e c o m e i n o u r d a i l y ro u t i n e f o r m s w h i c h e x p re s s l i n k e d
concepts. They carry the link which most portrays our contemporary
l i f e , w h i c h i s t h e l i n k b e t w e e n re a l i t y a n d t h e v i r t u a l w o r l d . T h e s e
c o m p l e x y e t h i g h l y re c o g n i z a b l e f o r m s a re t o d a y a f u n c t i o n a l l a n g u a g e
o f t h a t ro u t e t e c h n o l o g y i s t e n d i n g t o w a rd s , c a p a b l e o f i n c re a s i n g d a y
b y d a y t h e p o s s i b i l i t i e s o f re a d i n g t h e w o r l d .
Deprived of a specific content, abstracted of their function, the QR
c o d e s a re f o r m s o f p o t e n t i a l .
Qualcuno pensa che le opere d’arte contemporanea non siano nient’altro
che quello che vediamo. Nessun ingarbugliato senso nascosto, basta
solo guardarci bene dentro.
Di solito pochi ne sono veramente convinti; gli altri corrono subito a
cercare la didascalia.
Forse c’è un po’ di verità sia nell’affermazione che nel dubbio.
Noi pensiamo che un impalpabile senso di ricordo si aggiunga alla
lettura dell’opera come una sensazione che già conosciamo e che l’arte
ci richiama. Il Quick Response è un codice che ci collega rapidamente
ad un intimo significato, diventa il valore intrinseco della percezione
stessa dell’opera d’arte.
I luoghi religiosi di Firenze che accolgono simboli astronomici, le loro
pavimentazioni, la sorprendente affinità tra le navate di San Miniato
al monte e la sala grande dell’EX3, gli spazi istituzionali dell’arte e i
loro segnali, l’osservazione del mondo attraverso la tecnologia; chiese,
musei e web; luoghi spirituali, culturali e virtuali: per noi QR.
S o m e o b s e r v e r s b e l i e v e t h a t c o n t e m p o r a r y a r t w o r k s h a v e n o t h i n g m o re
to them than what meets the eye. No hidden and intricate sense, all that
is to be done is look at it.
U s u a l l y f e w a re c o n v i n c e d o f t h i s f a c t ; t h e o t h e r s r u n t o re a d t h e
caption.
T h e re m a y b e s o m e t r u t h i n b o t h t h e a f f i r m a t i o n a n d i n t h e d o u b t .
We b e l i e v e t h a t a n i n t a n g i b l e s e n s e o f m e m o r y a d d s i t s e l f t o t h e
i n t e r p re t a t i o n o f t h e w o r k o f a r t , l i k e a f a m i l i a r s e n s a t i o n t h a t a r t
calls out to. The Quick Response is a code which connects us rapidly
t o a n i n t i m a t e m e a n i n g , b e c o m i n g t h e i n t r i n s i c v a l u e o f t h e p e rc e p t i o n
itself of the work of art.
T h e re l i g i o u s s p a c e s i n F l o re n c e w h i c h a c c o m m o d a t e a s t ro n o m i c a l
symbols, the flooring of these places and the surprising likeness
b e t w e e n t h e n a v e s o f S a n M i n i a t o a M o n t e a n d t h e g re a t ro o m o f t h e
EX3, institutional spaces of art and their signals, the observation of
t h e w o r l d t h ro u g h t e c h n o l o g y ; c h u rc h e s , m u s e u m s , t h e w e b ; s p i r i t u a l ,
cultural and virtual spaces: for us this is QR.
qui e altrove
2011
(installazione web) _video live in streaming_
( w e b i n s t a l l a t i o n ) _ l i v e v i d e o i n s t re a m i n g _
Tr a i r u d e r i d i a n t i c o f a s t o c h e d i s t i n g u o n o i l p a e s a g g i o p a l e r m i t a n o ,
assieme alla vita che continua a svolgersi attorno, dentro e a volte
sopra di essi, da poco tempo ci sono anche le palme.
La nobilissima storia di questa pianta è legata alla città in modo unico,
dal più recente viale delle Palme ai giardini della Cuba Sottana fino
alla collezione mirabile del giardino botanico la palma è ed è stata da
sempre parte della quotidianità dei palermitani. Da pochi anni le palme
hanno iniziato a subire un’atroce attacco parassitario che ha ridotto
questi nobili monumenti al paesaggio urbano di Palermo in strazianti
resti vegetali.
Le palme, alte e antiche che testimoniavano la nobiltà delle passeggiate
ottocentesche e la capacità di Palermo di mantenere un legame sottile e
disinvolto con la storia, sono diventate anch’esse dei ruderi. Attorno,
a lato e sopra i quali la vita continua a scorrere come accadeva già da
tempo per gli edifici.
Ma non tutto è andato perduto. Alcuni palermitani si sono opposti
a questo processo degenerativo, dai giardini delle loro case o dalle
aiuole di fronte ai loro palazzi è partito un processo di rigenerazione:
curandole le palme sono rinate.
L’ e s i t o f o r m a l e d e l l e c u r e n e c e s s a r i e p e r q u e s t a r i n a s c i t a è m o l t o
chiaro: da un fusto alto ed evidentemente stratificato, una nuova e
vivissima palma ricresce come sulle spalle di un gigante. Sembra
l’immagine della storia.
Queste palme, nella loro silenziosa presenza, nel loro voler mantenere
viva una continuità del paesaggio, sono un’immagine condivisa di una
possibile metafora della rinascenza nella città.
Noi vorremmo mettere alla luce il valore simbolico di questo gesto
pratico come uno spunto di riflessione che collega i palermitani alla loro
città. Il nostro progetto vuole toccare il limite tra l’esperienza estetica
ed una profonda consapevolezza personale e collettiva: vorremmo far
riconoscere nella nuova vita della palma Palermo.
Il lavoro consiste nel mostrare l’immagine in diretta di una palma
palermitana (palma canariensis) in rinascenza (ovvero in un evidente
processo di ricrescita risultato delle cure successive all’attacco
p a r a s s i t a r i o ) . L’ i m m a g i n e v e r r à r i p r e s a i n d i r e t t a e r i p o r t a t a t r a m i t e
un collegamento internet su di uno schermo, saranno poste in
sovraimpressione latitudine, longitudine, ora e data della ripresa.
Queste coincidendo con il momento e (pressapoco) con il luogo
dell’osservatore, sono un’esplicitazione della relazione spazio/
temporale tra immagine e pubblico.
L’ i n s t a l l a z i o n e p r e v e d e i n o l t r e c h e a s s i e m e a l l o s c h e r m o v e n g a n o
dichiarati gli altri componenti tecnologici necessari per la realizzazione
d e l l ’ o p e r a ( c o m p u t e r, c a v i e d e v e n t u a l i s i s t e m i d i c o n n e s s i o n e i n t e r n e t ) .
Istante dopo istante l’immagine propone un processo di rinascita
esistente ma non rilevabile. Il media usato, il video streaming, dichiara
l’esistenza di questo movimento con l’intenzione di attribuirvi un
valore simbolico.
L’ a s p e t t o c h e p r o d u r r à l a w e b - c a m a s s i e m e a l l a d i c h i a r a z i o n e d e l
mezzo usato per la realizzazione dell’immagine, saranno elementi di
una composizione che vuole sottolineare il valore di contemporaneità
dell’immagine: contemporanea perchè ripresa nello stesso istante in un
altro luogo, contemporanea perchè la sua fruizione estetica la rende
icona di un modo di recepire le immagini oggi.
La rinascenza di cui si parla è un processo in atto che le nuove tecnologie
e le potenzialità del web possono rendere visibile e assoluto. La palma
sullo schermo smette di essere una in particolare, ma diventa anche la
possibilità di esserle tutte indistintamente.
E’ un auspicio verso la città intera.
F o r a s h o r t t i m e n o w p a l m t re e s h a v e b e e n a p a r t o f t h e r u i n s o f a n c i e n t
s p l e n d o r w h i c h m a r k P a l e r m o ’s l a n d s c a p e , t o g e t h e r w i t h l i f e w h i c h
c o n t i n u e s t o t a k e p l a c e a ro u n d , i n a n d s o m e t i m e s o n t o p o f t h e s e r u i n s .
T h e n o b l e h i s t o r y o f t h i s t re e i s u n i q u e l y c o n n e c t e d t o t h e c i t y ; f ro m
t h e m o r e r e c e n t Vi a l e d e l l e P a l m e ( P a l m Av e n u e ) t o t h e C u b a S o t t a n a
g a rd e n s , t o t h e a d m i r a b l e b o t a n i c g a rd e n t h e p a l m t re e i s a n d h a s
b e e n p a r t o f t h e i n h a b i t a n t s o f P a l e r m o ’s d a i l y l i f e . A f e w y e a r s a g o ,
p a l m t re e s s t a r t e d t o u n d e rg o a n a t ro c i o u s p a r a s i t i c a t t a c k w h i c h h a s
r e d u c e d t h e s e n o b l e m o n u m e n t s o f P a l e r m o ’s l a n d s c a p e t o a g o n i z i n g
p l a n t re m a i n s .
P a l m t re e s , t a l l a n d a n c i e n t w i t n e s s e s o f t h e n o b i l i t y o f n i n e t e e n t h
c e n t u r y w a l k s a n d P a l e r m o ’s c a p a b i l i t y t o k e e p a s u b t l e a n d c a s u a l
r e l a t i o n w i t h h i s t o r y, h a v e n o w t h e m s e l v e s b e c o m e r u i n s . L i f e c o n t i n u e s
t o t a k e p l a c e a ro u n d , i n a n d s o m e t i m e s o n t o p o f t h e m , s u c h a s w h a t
w a s h a p p e n i n g t o b u i l d i n g s f o r s o m e t i m e n o w. B u t n o t a l l i s l o s t . S o m e
o f P a l e r m o ’s n a t i v e s o p p o s e d t h i s d e g e n e r a t i v e p r o c e s s a n d g a v e s t a r t
t o a re g e n e r a t i v e p ro c e s s f ro m t h e i r g a rd e n s a n d t h e f l o w e r b e d s i n
f ro n t o f t h e i r h o m e s : o n c e t re a t e d , t h e p a l m t re e s w e re re b o r n .
T h e f o r m a l re s u l t o f t h e t re a t m e n t s n e c e s s a r y f o r t h e i r re b i r t h i s v e r y
c l e a r : a n e w a n d v e r y a l i v e p a l m g ro w s f ro m a t a l l a n d e v i d e n t l y
s t r a t i f i e d t r u n k a s i f i s r e s t e d o n a g i a n t ’s s h o u l d e r s .
A n i m a g e o f h i s t o r y.
T h e s e p a l m t re e s , i n t h e i r p re c i o u s s i l e n c e , i n t h e i r d e s i re t o m a i n t a i n
a l i v e a c o n t i n u a n c e i n t h e l a n d s c a p e , re p re s e n t a c o m m o n i m a g e o f
a p o s s i b l e m e t a p h o r o f t h e r e b i r t h o f t h e c i t y. We w i s h t o b r i n g t o
l i g h t t h e s y m b o l i c v a l u e o f t h i s p r a c t i c a l g e s t u re a s a s t i m u l u s f o r
r e f l e c t i o n w h i c h c o n n e c t s t h e i n h a b i t a n t s o f P a l e r m o t o t h e i r c i t y. O u r
p ro j e c t h o p e s t o t o u c h t h e l i m i t b e t w e e n a n a e s t h e t i c e x p e r i e n c e a n d
a p ro f o u n d p e r s o n a l a n d c o l l e c t i v e a w a re n e s s : w e w o u l d l i k e t o c re a t e
an identification between the city of Palermo and the new life of the
p a l m t re e . T h i s w o r k c o n s i s t s i n p o r t r a y i n g a l i v e i m a g e o f a P a l e r m o
p a l m t re e ( p a l m a c a n a r i e n s i s ) i n re b i r t h ( t h a t i s i n a n e v i d e n t p ro c e s s
o f g ro w t h t h a n k s t o t h e t re a t m e n t s f o l l o w i n g t h e p a r a s i t i c a t t a c k ) . T h e
i m a g e w i l l b e f i l m e d l i v e a n d d i re c t e d t h ro u g h i n i n t e r n e t c o n n e c t i o n
o n a s c re e n , w i t h l a t i t u d e a n d l o n g i t u d e , t i m e a n d d a t e s u p e r i m p o s e d
o n t h e i m a g e . T h e d a t a , c o i n c i d i n g w i t h t h e t i m e a n d ( ro u g h l y ) w i t h
t h e p l a c e o f t h e o b s e r v e r, a r e a n e x p l a n a t i o n o f t h e t i m e / s p a c e r e l a t i o n
between the image and the public.
T h e i n s t a l l a t i o n a n t i c i p a t e s f u r t h e r m o re t h a t , t o g e t h e r w i t h t h e s c re e n ,
the other technological components necessary for the piece of work
(computers, cables and possible internet connection systems). Second
a f t e r s e c o n d t h e i m a g e p ro p o s e s a p ro c e s s o f re b i r t h w h i c h e x i s t s b u t
i s n o t d e t e c t a b l e . T h e i n f o r m a t i o n m e d i u m u s e d , v i d e o s t re a m i n g ,
d e c l a re s t h e e x i s t e n c e o f t h i s m o v e m e n t w i t h t h e i n t e n t i o n o f a s s i g n i n g
it a symbolic value.
T h e a s p e c t t h a t t h e w e b c a m p ro d u c e s , t o g e t h e r w i t h t h e s t a t e m e n t o f
t h e m e d i u m u s e d t o c re a t e t h e i m a g e w i l l b e e l e m e n t s o f a c o m p o s i t i o n
that wishes to highlight the value of the contemporaneous quality of
the image: contemporaneous because it was filmed in the same instant
i n a d i f f e re n t p l a c e , c o n t e m p o r a n e o u s b e c a u s e i t s a e s t h e t i c u s e m a k e i t
a n i c o n o f a w a y o f r e c e i v i n g i m a g e s t o d a y. T h e r e b i r t h s p o k e n o f i s a
p ro c e s s i n a c t w h i c h n e w t e c h n o l o g i e s a n d w e b p o t e n t i a l s a re c a p a b l e
o f m a k i n g v i s i b l e a n d a b s o l u t e . T h e p a l m t re e o n t h e s c re e n i s n o t j u s t
o n e p a r t i c u l a r t r e e , b u t t h e p o s s i b i l i t y o f b e i n g a l l t r e e s i n d i s t i n c t l y.
T h i s i s a g o o d o m e n t o w a r d s t h e w h o l e c i t y.
monumento al futuro
2010
_installazione ambientale_: misure variabili
_ e n v i ro n m e n t a l i n s t a l l a t i o n _ : v a r i a b l e d i m e n s i o n s
La nostra contemporaneità è stata più volte descritta, a ragione, come
un periodo storico/sociale in cui le idee e i valori non riescono ad
affermarsi perchè cambiano continuamente. Da queste considerazioni
ne esce indebolita la possibilità di trovare un senso al monumento
contemporaneo come espressione di valori stabili da tramandare.
Rimane però aperta la discussione sull’idea della trasformazione come
processo di assestamento che può rappresentare la contemporaneità,
rimane l’occasione di fare proprio il dinamismo delle cose come
principio in cui riconoscersi.
Il Monumento al Futuro è un cumulo di terra di forma conica sul quale
viene piantato un albero giovane di Melo selvatico. Il cumulo che fa
da basamento, custodisce le radici. Queste cresceranno fino a quando
nel tempo non si riconcilieranno con la terra ed entreranno a fare parte
integrante del contesto. Con questa intenzione vogliamo sottolineare
un processo inverso del radicamento delle idee di un monumento.
Non radici estranee, già date che si impiantano artificialmente in un
contesto, ma radici che crescono in un luogo preciso, che si leggono in
un albero che si sviluppa, e che cercano la loro forma in un percorso di
evoluzione. Ma anche radici che solidificano un basamento, che armano
la stabilità di un simbolo e che lo affermano perché lo consolidano
nel tempo, simboli di un presente che si costruisce organicamente e
crea la forma del futuro. Monumento al Futuro si propone inoltre come
l’innesco di un processo di crescita dove elementi semplici (un albero
con le sue radici e della terra) assumono una valenza simbolica. La
forma del basamento nasce dalla volontà che i frutti maturi dell’albero
possano rotolare fino al suolo e disporsi caoticamente. Da questi frutti
potranno nascere altri alberi la cui disposizione sarà leggibile nel
t e m p o . L’ i n t e n z i o n e è d i c r e a r e l e c o n d i z i o n i a f f i n c h é l ’ a l b e r o g e n e r i
un bosco di meli la cui disposizione spiega il significato formale del
futuro.
Il futuro diventa uno strumento di rivalutazione dei processi dinamici,
usando elementi naturali vogliamo parlare dell’uomo e della necessità
di accogliere le trasformazioni come principio evolutivo.
T h e p re s e n t c o n t e m p o r a r y e r a h a s b e e n o f t e n a n d i n re a s o n re f e r re d t o
a s o c i a l / h i s t o r i c a l p e r i o d i n w h i c h i d e a s a n d v a l u e s a re n o t a b l e t o f i n d
e x p re s s i o n a s t h e y a re i n c o n t i n u o u s c h a n g e . A s a c o n s e q u e n c e t o t h e s e
considerations, the possibility of finding a sense to a contemporary
m o n u m e n t a s a n e x p re s s i o n o f s t a b l e v a l u e s t o p a s s o n i s c o n s i d e r a b l y
w e a k . T h e d i s c u s s i o n o n t h e i d e a o f t r a n s f o r m a t i o n a s a p ro c e s s o f
a d j u s t i n g w h i c h m a y re p re s e n t a c o n t e m p o r a r y s t a t e re m a i n s o p e n , a s
re m a i n s t h e p o s s i b i l i t y o f m a k i n g t h e d y n a m i c s o f t h i n g s a p r i n c i p l e i n
which contemporary man may identify himself.
T h e M o n u m e n t t o t h e F u t u re i s a c o n e s h a p e d m o u n d o f e a r t h o n w h i c h a
y o u n g c r a b a p p l e t re e h a s b e e n p l a n t e d . T h e m o u n d i s a b a s e m e n t w h i c h
t re a s u re s t h e ro o t s o f t h e c r a b a p p l e t re e . T h e s e ro o t s w i l l g ro w u n t i l
i n t i m e t h e y a re c o m p l i a n t w i t h t h e e a r t h a n d t h e y w i l l t h e n b e c o m e a n
i n t e g r a l p a r t o f t h e c o n t e x t . Wi t h t h i s p r o j e c t , o u r g o a l i s t o h i g h l i g h t
t h e i n v e r s e p ro c e s s o f t h e ro o t e d n e s s o f i d e a s t o w a rd s a m o n u m e n t . N o t
f o re i g n ro o t s , ro o t s t h a t a re a r t i f i c i a l l y i m p l a n t e d i n t o a c o n t e x t , b u t
ro o t s t h a t g ro w i n a p re c i s e p l a c e , w h i c h c a n b e re a d f ro m a t re e i n
d e v e l o p m e n t , a n d a re s e a rc h i n g f o r t h e i r s h a p e a n d e v o l u t i o n a r y p a t h .
B u t t h e ro o t s a l s o s o l i d i f y a b a s e m e n t , t h e y re i n f o rc e t h e s t a b i l i t y o f
a symbol and they affirm that symbol because they consolidate it in
t i m e , s y m b o l f a p re s e n t w h i c h b u i l d s i t s e l f o rg a n i c a l l y a n d c re a t e s
t h e s h a p e o f t h e f u t u re . M o n u m e n t t o t h e F u t u re o f f e r s i t s e l f a s a
t r i g g e r o f a g ro w t h p ro c e s s w h e re s i m p l e e l e m e n t s ( a t re e w i t h i t s
ro o t a n d s o m e e a r t h ) a d o p t s y m b o l i c v a l u e . T h e f o r m o f t h e b a s e m e n t
o r i g i n a t e s f ro m t h e i n t e n t i o n t h a t t h e m a t u re f r u i t s o f t h e t re e m a y
ro l l t o t h e g ro u n d a n d f i n d a c h a o t i c a r r a n g e m e n t . M o re t re e s m a y
o r i g i n a t e f ro m t h e s e f r u i t s , a n d t h e f i n a l p o s i t i o n o f t h e t re e s w i l l b e
c l e a r i n t i m e . T h e i n t e n t i o n i s t o c re a t e c o n d i t i o n s i n w h i c h t h e t re e
w i l l g e n e r a t e a f o re s t o f c r a b a p p l e t re e s w h o s e p o s i t i o n w i l l e x p l a i n
t h e f o r m a l m e a n i n g o f t h e f u t u re . T h e f u t u re b e c o m e s a n i n s t r u m e n t o f
re - e v a l u a t i o n o f d y n a m i c p ro c e s s e s , a n d b y u s i n g n a t u r a l e l e m e n t s w e
intend to discuss man and the need to welcome transformations as an
evolutionary principle.
senza titolo
2010
_intervento sulla diga di S. Piero in Campo (SI)_
_ S . P i e ro i n C a m p o ( S i e n a ) d a m _
Il progetto prevede di piantare lungo il perimetro dell’invaso
abbandonato di S. Piero in Campo circa 2000 semi di edera Helix a
distanza regolare. Poiché l’edera è una pianta infestante e poiché sono
note le sue capacità distruttive sulle costruzioni, l’obiettivo del gesto
è l’innesco di un processo in cui è accettabile prevedere che in un
orizzonte temporale molto lungo, le piante, dopo avere ricoperto la
diga, sgretolino il cemento armato cancellando l’infrastruttura.
“Se si smette di guardare il paesaggio come l’oggetto di un’attività
umana subito si scopre [...] una quantità di spazi indecisi, privi di
funzione sui quali è difficile posare un nome. Quest’insieme non
appartiene né al territorio dell’ombra né a quello della luce. Si situa ai
m a rg i n i . [ . . . ] Tr a q u e s t i f r a m m e n t i d i p a e s a g g i o , n e s s u n a s o m i g l i a n z a .
Un solo punto in comune: tutti costituiscono un territorio di rifugio
per la diversità. Questo rende giustificabile raccoglierli sotto un unico
t e r m i n e . P r o p o n g o Te r z o p a e s a g g i o , t e r z o t e r m i n e d i u n ’ a n a l i s i c h e h a
raggruppato i principali dati osservabili sotto l’ombra da un lato, la
luce dall’altro.”
C o s ì G i l l e s C l é m e n t a p r e i l s u o m a n i f e s t o d e l Te r z o p a e s a g g i o , u n a
riflessione destinata a condizionare notevolmente l’osservazione
c o n t e m p o r a n e a d e l l o s p a z i o . G u a r d a n d o l a Va l d ’ O r c i a d a l o n t a n o s i
scopre quanto siano vere le deduzioni del pensatore francese, in quel
territorio modellato “dall’organizzazione razionale” dell’uomo ai
margini dei campi, “nei recessi dimenticati dalle coltivazioni” lembi di
terra abbandonata, “residui”, evolvono indisturbati una vita autonoma.
Nello stesso sguardo rientra però un altro tipo di abbandono, quello della
diga di San Piero in Campo. Immobile, quest’infrastruttura dimenticata
si attesta sul paesaggio come una cicatrice di una violenza passata che
ha lasciato il segno. Anch’essa residuo di un’organizzazione razionale
dell’uomo, anch’essa abbandonata, assomiglia ai residui lungo i campi
ma nella sua inerzia alle trasformazioni della natura ne nega il valore
evolutivo.
S e i l Te r z o p a e s a g g i o è l ’ i n s i e m e d i q u e i r e s i d u i , f r u t t o d e l l ’ o r g a n i z z a z i o n e
razionale dell’uomo, che sono rifugio per la diversità, allora l’insieme
dei residui che nega la diversità e l’evoluzione è il suo Negativo. Noi
d e f i n i a m o N e g a t i v o d e l Te r z o p a e s a g g i o q u e l l ’ i n s i e m e d i s o m o g e n e o d i
residui nati dall’organizzazione culturale e razionale dell’uomo, quei
modi abbandonati di pensare il rapporto dell’uomo con lo spazio e il
tempo, che si oppongono alle dinamiche di trasformazione del mondo.
C o s ì c o m e “ l a s c o p e r t a ” d e l Te r z o p a e s a g g i o s i i n n e s t a a l l ’ i n t e r n o d e l
concetto di paesaggio come un approfondimento, allora l’idea del suo
Negativo vuole essere un’implementazione che permette di definire
quegli episodi di osservazione dello spazio che oggi sono sospesi
nella semplice caratterizzazione qualitativa. Definire l’idea di un
N e g a t i v o d e l Te r z o p a e s a g g i o è u n a t t o s t r u m e n t a l e . I n d i v i d u a r e l e
caratteristiche che accomunano molti episodi prepotenti sul territorio
è servito a chiarire di quali temi si poteva parlare attraverso la diga.
Nel rapporto di questa con il paesaggio intorno risultava evidente una
differenza di confronto con il tempo tra l’opera dell’uomo che agisce
con la natura e l’opera dell’uomo che vuole imporsi sulla natura. La
natura diventava una metafora del tempo e quella diga abbandonata era
il volto del drammatico rapporto che ha l’uomo con la degenerazione e
c o n l a s u a m o r t a l i t à . M e n t r e i l p a e s a g g i o d e l l a Va l d ’ O r c i a l e n t a m e n t e
si trasforma e si rigenera, l’opera dell’uomo che voleva sfidare le
trasformazioni si deteriora e degenera da strumento a rudere. E’ il
tempo il tema del lavoro, visto ad una scala più ampia del tempo
dell’uomo. Un tempo in cui le singole vite e i singoli gesti devono
essere consapevoli della loro relatività. Il tempo può trasformare o
d e g e n e r a r e l e c o s e . L’ u o m o h a s e m p r e c o m b a t t u t o c o n t r o q u e s t o a s p e t t o
e più lo scontro con il tempo è forte più è drammatico. Quando abbiamo
deciso di piantare l’edera sulla diga, abbiamo voluto sovrapporre due
c o n c e z i o n i t e m p o r a l i d i v e r s e . L’ e d e r a n e l s u o i n s i n u a r s i t r a l e f e s s u r e
della diga avrebbe trasformato quello spazio lentamente, così come fa
l ’ u o m o c o n l e c o l l i n e d e l l a Va l d ’ O r c i a .
T h e p ro j e c t p l a n s t o p l a n t a b o u t 2 0 0 0 s e e d s o f H e l i x I v y a l o n g t h e
p e r i m e t e r o f t h e a b a n d o n e d d a m n o f S . P i e ro i n C a m p o , a t re g u l a r
intervals. Since ivy is a weedy plant, and its destructive capacities
o n b u i l d i n g s a re w e l l k n o w n , t h e g o a l o f t h i s g e s t u re i s t o t r i g g e r a
p ro c e s s w h i c h i n a l o n g s p a n o f t i m e w i l l c a u s e t h e p l a n t s t o n o t o n l y
c o v e r t h e d a m n u p e n t i re l y b u t t h e y w i l l e v e n t u a l l y c r u m b l e t h e c e m e n t ,
re m o v i n g t h e i n f r a s t r u c t u re .
“If we stop looking at landscape as the object of a human activity
we immediately discover […] a quantity of spaces lacking function,
u n d e c i d e d , w h i c h a re d i f f i c u l t t o n a m e . T h i s s e t d o e s n o t b e l o n g t o t h e
territory of darkness, nor to that of light. It belongs to the edge. […] In
t h e s e f r a g m e n t s o f l a n d s c a p e t h e re i s n o re s e m b l a n c e . O n l y o n e p o i n t
i n c o m m o n : t h e y a l l f o r m a t e r r i t o r y o f a s y l u m f o r d i v e r s i t y. T h i s i s t h e
v a l i d a t i o n f o r g a t h e r i n g t h e m i n o n e t e r m . I s u g g e s t T h i rd L a n d s c a p e ,
t h e t h i rd t e r m o f a n a n a l y s i s w h i c h h a s g ro u p e d p r i n c i p a l re c o g n i z a b l e
d a t a u n d e r d a r k n e s s o n o n e h a n d a n d l i g h t o n t h e o t h e r. ”
Wi t h t h e s e w o r d s G i l l e s C l é m e n t o p e n s h i s m a n i f e s t o o f t h e T h i r d
Landscape, a consideration bound to influence noticeably contemporary
o b s e r v a t i o n o f s p a c e . L o o k i n g a t t h e Va l d ’ O r c i a f r o m a d i s t a n c e o n e
s e e s h o w t r u e t h e F r e n c h t h i n k e r ’s d e d u c t i o n w e r e , i n t h a t t e r r i t o r y
m o d e l e d “ o n t h e r a t i o n a l o rg a n i z a t i o n ” o f m a n o n t h e e d g e s o f t h e
f i e l d s , “ i n re c e s s e s f o rg o t t e n b y c u l t i v a t i o n ” , s t r i p s o f a b a n d o n e d
l a n d , “ re s i d u a l s ” l e a d i n g u n d i s t u r b e d a n a u t o n o m o u s f o r m o f l i f e . I n
t h e s a m e g l a n c e t h e re i s a l s o a d i f f e re n t k i n d o f a b a n d o n m e n t , t h a t o f
t h e d a m o f S . P i e ro i n C a m p o . I m m o b i l e , t h i s f o rg o t t e n i n f r a s t r u c t u re
lays on the landscape as a scar of a violent past which has left a mark.
I t i s a l s o a re s i d u a l o f t h e r a t i o n a l o rg a n i z a t i o n o f m a n k i n d , i t i s
a l s o a b a n d o n e d , a n d i t re s e m b l e s t h e re s i d u e s a l o n g t h e f i e l d s , b u t i t s
i n e r t i a t o n a t u re s t r a n s f o r m a t i o n s d e n i e s i t s e v o l u t i o n a r y v a l u e .
I f t h e T h i r d L a n d s c a p e i s t h e s e t o f t h o s e r e s i d u a l s , f r u i t o f m a n k i n d ’s
r a t i o n a l o r g a n i z a t i o n , a s y l u m f o r d i v e r s i t y, t h e n t h e s e t o f r e s i d u a l s
w h i c h d e n i e s d i v e r s i t y a n d e v o l u t i o n i s i t s N e g a t i v e . We d e f i n e N e g a t i v e
o f t h e T h i rd L a n d s c a p e t h e i n h o m o g e n e o u s s e t o f re s i d u a l s o r i g i n a t i n g
f r o m m a n k i n d ’s c u l t u r a l a n d r a t i o n a l o r g a n i z a t i o n , t h o s e a b a n d o n e d
w a y s o f t h i n k i n g o f t h e re l a t i o n s h i p b e t w e e n m a n a n d s p a c e a n d t i m e ,
which oppose themselves to the dynamics of transformation of the
w o r l d . A s t h e “ d i s c o v e r y ” o f t h e T h i rd L a n d s c a p e ” i n s e r t s i t s e l f i n
the concept of landscape as an elaboration, then its Negative intends
to be an implementation which allows to define those episodes of
s p a t i a l o b s e r v a t i o n w h i c h a re t o d a y s u s p e n d e d i n a s i m p l e q u a l i t a t i v e
c h a r a c t e r i z a t i o n . To d e f i n e t h e i d e a o f a N e g a t i v e o f t h e T h i r d
Landscape is an instrumental action. Individuating the characteristics
in common with many domineering episodes on the territory was very
u s e f u l t o w a rd s u n d e r s t a n d i n g w h i c h t h e m e s c o u l d b e d i s c u s s e d t h ro u g h
t h e d a m . I n t h e re l a t i o n s h i p b e t w e e n t h e d a m a n d t h e s u r ro u n d i n g
l a n d s c a p e a d i f f e re n c e o f c o n f ro n t a t i o n w i t h t i m e b e t w e e n t h e a c t i o n
o f m a n k i n d w i t h n a t u re a n d t h e a c t i o n o f m a n k i n d u p o n n a t u re b e c a m e
e v i d e n t . N a t u re w a s a m e t a p h o r o f t i m e , a n d t h e a b a n d o n e d d a m w a s
t h e a s p e c t o f t h e d r a m a t i c re l a t i o n s h i p o f m a n k i n d w i t h d e g e n e r a t i o n
a n d m o r t a l i t y. W h i l e t h e Va l d ’ O r c i a l a n d s c a p e s l o w l y t r a n s f o r m s
a n d r e g e n e r a t e s i t s e l f , m a n k i n d ’s a c t i o n , w h i c h i n t e n d e d t o d e f y
t r a n s f o r m a t i o n s , d e t e r i o r a t e s a n d d e g e n e r a t e s f ro m i n s t r u m e n t t o r u i n .
Ti m e i s t h e t h e m e o f t h i s w o r k , s e e n o n a l a r g e r s c a l e t h a n m a n k i n d ’s
t i m e . A t i m e i n w h i c h s i n g l e l i v e s a n d s i n g l e g e s t u re s m u s t b e a w a re o f
t h e i r r e l a t i v i t y. Ti m e c a n t r a n s f o r m o r d e g e n e r a t e t h i n g s . M a n k i n d h a s
a l w a y s b a t t l e d a g a i n s t t h i s a s p e c t , a n d t h e m o re i n t e n s e t h e c o n f l i c t
w i t h t i m e i s , t h e m o re d r a m a t i c i s t h e re s u l t . W h e n w e d e c i d e d t o
p l a n t i v y o n t h e d a m w e i n t e n d e d t o o v e r l a p t w o d i f f e re n t t e m p o r a l
concepts. The ivy with its insinuation in the cracks of the dam will
slowly transform the space, as mankind slowly transforms the hills of
Va l d ’ O r c i a .
senza titolo
2010
_ferro zincato, cristallo, acqua, aria, plexiglas_ : 120x35x80 cm
_ g a l v a n i z e d i r o n , g l a s s , w a t e r, a i r, p l e x i g l a s _ : 1 2 0 x 3 5 x 8 0 c m
Su un nastro di ferro zincato è stata poggiata una semisfera di cristallo.
Nella vasca, riempita d’acqua, galleggia un quadrato di plexiglass che
trattiene una bolla d’aria sott’acqua.
Il lavoro si basa sull’accostamento di materiali diversi disposti in
modo che stabiliscano tra loro pure relazioni di limite.
Poichè tra le parti non esiste alcuna intersezione, ma solo superfici
di contatto, sono le leggi della natura e le proprietà intrinseche dei
materiali a stabilire la forma complessiva del lavoro.
La scelta dei materiali vuole legare le singole parti in un sistema
unitario dove l’evaporazione dell’acqua è il processo che giustifica le
relazioni iniziali. Alla diminuzione del livello dell’acqua corrisponde
una variazione della curvatura del nastro di ferro zincato e dall’altra
parte una tensione verso l’annullamento delle condizioni che permettono
alla bolla d’aria di rimanere imprigionata nell’acqua. La dinamica di
questo equilibrio che si riassesta continuamente, sottolinea l’unità del
lavoro e propone di vedere la forma in continuo cambiamento.
A g l a s s h e m i s p h e re f i l l e d w i t h w a t e r o n a g a l v a n i z e d i ro n s t r i p .
I n t h e g l a s s b a s i n a s q u a re o f P l e x i g l a s h o l d s d o w n a n a i r b u b b l e u n d e r
t h e w a t e r.
T h i s w o r k i s b a s e d o n t h e c o m b i n a t i o n o f d i f f e re n t m a t e r i a l s a r r a n g e d
i n s u c h a w a y t h a t l i m i t re l a t i o n s o c c u r b e t w e e n t h e m .
S i n c e t h e d i f f e re n t c o m p o n e n t s o f t h e w o r k d o n o t e v e r i n t e r s e c t , b u t
t h e y a r e o n l y i n c o n t a c t w i t h o n e a n o t h e r, t h e l a w s o f n a t u r e a n d t h e
i n t r i n s i c p ro p e r t i e s o f t h e m a t e r i a l s t h e m s e l v e s e s t a b l i s h t h e g l o b a l
form of the piece.
The choice of materials is meant to bind the single parts in a unitary
s y s t e m w h e re w a t e r e v a p o r a t i o n i l t h e p ro c e s s t h a t j u s t i f i e s t h e i n i t i a l
re l a t i o n s . T h e g r a d u a l d i m i n u t i o n o f t h e w a t e r l e v e l c o r re s p o n d s t o a
v a r i a t i o n o f t h e c u r v a t u re o f t h e m e t a l s t r i p o n o n e s i d e a n d a s t r a i n
t o w a rd s t h e d i s s o l u t i o n o f t h e c o n d i t i o n w h i c h a l l o w t h e a i r b u b b l e t o
r e m a i n t r a p p e d u n d e r w a t e r. T h e d y n a m i c s o f t h i s e q u i l i b r i u m w h i c h i s
c o n t i n u o u s l y re a s s e s s i n g i t s e l f e m p h a s i z e s t h e u n i t y o f t h i s w o r k a n d
p ro p o s e s w a t c h i n g i t f o r m i n c o n s t a n t t r a n s f o r m a t i o n .
senza titolo
2009
_ p i o m b o s u c a r t a _ : 2 9 , 7 x 2 1 x 11 c m
_ l e a d o n p a p e r _ : 2 9 , 7 x 2 1 x 11 c m
Centinaia di fogli bianchi descrivono la traiettoria di un proiettile
scomponendola in istantanee del suo inafferrabile passaggio.
L’ e s i l e s u p p o r t o c h e c o n t i e n e l a p o t e n z a d e l l o s p a r o p e r m e t t e d i
leggere una variazione di equilibrio che si svolge all’interno del
blocco: sulla prima faccia colpita, il proiettile crea un foro netto che
rappresenta il prevalere della sua forza sulla carta, mentre lo strappo
caotico dell’altra facciata, in cui l’ultimo foglio blocca il proiettile,
è la traccia generata dalla prevalenza della carta sulla forza dello
sparo. Il contrasto tra i due segni rimanda a tutti gli infinitesimi spazi/
momenti di trasformazione custoditi e descritti dalle pagine bianche
che compongono il blocco di carta.
H u n d re d s o f w h i t e s h e e t s o f p a p e r d e s c r i b e t h e t r a j e c t o r y o f a b u l l e t ,
b re a k i n g i t d o w n i n t o p h o t o g r a p h i c s h o t s o f i t s i n t a n g i b l e p a s s a g e .
The slender support that holds the intensity of the gunshot allows an
insight to the variation of the balance in the block of paper: on the first
s h e e t , t h e b u l l e t c re a t e s a d e f i n e d p u n c t u re , re p re s e n t i n g t h e t r i u m p h
o f i t s s t r e n g t h o v e r t h e p a p e r, w h i l e t h e c a o t i c r i p o f t h e l a s t f a c e i n
which the bullet is obstructed by the paper is the trace generated by the
t r i u m p h o f p a p e r o v e r t h e f o rc e o f t h e g u n s h o t . T h e c o n t r a s t b e t w e e n
these two traces send back to the infinitely small spaces/moments of
t r a n s f o r m a t i o n s t o re d a n d d e s c r i b e d b y t h e w h i t e p a g e s
t h a t c o m p i l e t h e b l o c k o f p a p e r.
coraggio
2009
_ m a r m o , o r o l o g i o a l q u a r z o _ : 1 0 x 1 2 x 11 5 c m
_ m a r b l e , q u a r t z w a t c h _ : 1 0 x 1 2 x 11 5 c m
l legame che unisce i due elementi del lavoro, l’orologio e il blocco
di marmo che lo sostiene, riporta ad uno dei significati del coraggio;
quando coraggio significa continuare a tendere verso l’obiettivo che
diventa conferma della nostra esistenza anche contro limiti insuperabili.
Il marmo su cui batte insensatamente l’esile lancetta nel tentativo
ritmico e infinito di scolpire il blocco con il segno del suo ruotare,
ne asporta ad ogni tocco infinitesime parti che rimandano ad una
possibilità remota di riuscire nell’intento.
Il supporto in marmo è allo stesso tempo la condizione necessaria
d’esistenza per l’orologio e ostacolo non superabile che nega la sua
funzione primaria non permettendogli di completare la rotazione.
La natura dei due elementi mostra la sproporzione dell’accostamento
che viene continuamente forzata dall’impulso vitale.
The connection between the two elements of this work, the watch and the
marble slab that bears it, evokes one of the connotations of courage;
t h a t i s w h e n c o u r a g e m e a n s t o p e r s i s t t e n d i n g t o w a rd a n o b j e c t i v e
which is the authentication of our existence even against undefeatable
obstacles.
Infinite parts of the marble, which the thin hand of the watch beats
upon in a rhythmic and infinite attempt to sculpt the slab with the
t r a c e o f i t s ro t a t i o n , i s s h a v e d a w a y a t e v e r y t o u c h , re p o r t i n g a re m o t e
possibility of success.
The marble slab is at the same time a necessary condition of existence
for the watch and an insuperable obstacle that denies its primary
f u n c t i o n n o n a l l o w i n g f o r t h e c o m p l e t i o n o f t h e h a n d ’s r o t a t i o n .
T h e n a t u re o f t h e t w o e l e m e n t s re v e a l s t h e d i s p ro p o r t i o n o f t h e
a p p o s i t i o n , w h i c h i s c o n t i n u o u s l y f o rc e d b y t h e v i t a l i m p u l s e o f t h e
watch.
domani è un altro giorno
2009
(installazione web) _video pixel, durata: 2628000000000000 ‘_
(web installation) _video pixel, running time: 2628000000000000 ‘_
h t t p : / / w w w. s t u d i o p l u s p l u s w e b w o r k s . c o m / p l a y e r / p l a y e r. p h p
I l l a v o r o c o n s i s t e n e l d i s t e n d e r e l a d u r a t a d e l f i l m Vi a c o l v e n t o i n
un arco di tempo “infinito” (cinquemiliardi di anni), allungando ogni
singolo fotogramma fino a che quasi si perda la relazione col successivo
e allo stesso tempo la loro differenza.
Affinchè questa “infinita” successione abbia un senso, affinchè sia
possibile una relazione tra fotogramma (parte/visibile) e film (unità/
concepibile), è stato necessario trovare un contenitore che abbia in sé
una continuità temporale libera dalle limitazioni della realtà fisica.
Abbiamo riconosciuto nello spazio web l’unico contesto capace di
esprimere in maniera concreta il senso del lavoro, e nel tempo di
internet l’unica continuità oggi probabilmente infinita.
Così infine nella scelta del soggetto rappresentato si vuole creare
una suggestione ciclica che anche oltre l’ultimo istante di un tempo
“infinito” presupponga l’inizio di un altro ciclo, …domani e’ un altro
giorno.
The work consists in the lengthening of the duration of the movie Gone
with the wind to an infinite period of time (five billion years), extending
e a c h i n d i v i d u a l f r a m e a l m o s t u n t i l a l l re l a t i o n w i t h t h e f o l l o w i n g o n e
i s l o s t , a s i s t h e d i f f e re n c e b e t w e e n t h e t w o .
S o t h a t t h i s “ i n f i n i t e ” s e q u e n c e m a k e s s e n s e , s o t h a t t h e re l a t i o n
between the single frames (visible/part) and film (conceivable/unit) is
p o s s i b l e , a c o n t a i n e r t h a t p r e s e n t s i n t r i c a t e l y a t e m p o r a l c o n t i n u i t y,
f r e e f r o m t h e i m i t a t i o n s o f p h y s i c a l r e a l i t y, w a s n e c e s s a r y. We f o u n d
c y b e r s p a c e t o b e t h e o n l y c o n t e x t c a p a b l e o f e x p re s s i n g i n a c o n c re t e
m a n n e r a s e n s e o f e f f o r t , a n d t i m e a s e x p re s s e d i n i n t e r n e t t o b e t h e
o n l y c o n t i n u i t y t o d a y c l o s e t o i n f i n i t y.
T h e re f o re , i n t h e c h o i c e o f t h e s u b j e c t a s u g g e s t i v e c y c l e i s c re a t e d ,
which, beyond the last instant of “infinite” time, supposes the beginning
o f a n o t h e r c y c l e , … t o m o r r o w i s a n o t h e r d a y.
misura irrazionale
2009
_struttura di legno, ombra_ : 180x2x80 cm
_ s t r u c t u re o f w o o d , s h a d o w _ : 1 8 0 x 2 x 8 0 c m
Un numero irrazionale è quel numero reale la cui parte decimale non
termina mai e non si ripete in un periodo. Esemplificando il numero
3,1415926535897932384626433... è un numero irrazionale in quanto
la parte decimale è composta da infinite cifre e la cui sequenza non si
ripete.
Sforzandosi di collocare nello spazio geometrico un numero irrazionale
si osserverà che ad esso non corrisponde alcun punto preciso ma è
possibile solo fornirne una collocazione “approssimativa”.
L’ i n t e n t o d e l l a v o r o c o n s i s t e n e l r i p o r t a r e i n u n o s p a z i o r e a l e q u e s t o
concetto di intangibilità partendo da una sua matrice: il triangolo
rettangolo come forma che possiede regole di definizione di una misura
irrazionale, e a sua volta l’ipotenusa come sua rappresentazione.
Partendo da ciò è l’ombra prodotta da due cateti a rilevare il rapporto
causa/effetto, determinabile/indeterminabile che lega l’ipotenusa alla
misura dei cateti.
A n i r r a t i o n a l n u m b e r i s a re a l n u m b e r w h o s e d e c i m a l p a r t n e v e r e n d s a n d i s
n e v e r re p e a t e d . F o r e x a m p l e , t h e n u m b e r 3 , 1 4 1 5 9 2 6 5 3 5 8 9 7 9 3 2 3 8 4 6 2 6 4 3 3
is an irrational number as in its decimal is composed of infinite ciphers
w h o s e s e q u e n c e i s n o t re p e a t e d .
I n t h e i n t e n t o f p o s i t i o n i n g i n g e o m e t r i c s p a c e a n i r r a t i o n a l n u m b e r,
o n e m a y o b s e r v e t h a t i s d o e s n o t f i n d c o r re s p o n d e n c e i n a n y p re c i s e
p o i n t , b u t i t c a n o n l y p ro v i d e f o r a n “ a p p ro x i m a t e ” p o s i t i o n .
T h e o b j e c t i v e o f t h i s w o r k c o n s i s t s i n r a c i n g b a c k t o re a l s p a c e t h e
c o n c e p t o f i n t a n g i b i l i t y s t a r t i n g f ro m i t s m a t r i x : a r i g h t - a n g l e d
triangle as a shape that has rules that define an irrational length, and
t h e h y p o t e n u s e a s i t s re p re s e n t a t i o n .
M o v i n g f ro m t h i s , t h e s h a d o w p ro d u c e d b y t w o c a t h e t i i n d i c a t e s t h e
re l a t i o n s h i p b e t w e e n c a u s e a n d e f f e c t , b e t w e e n d e t e r m i n a b l e a n d
u n d e t e r m i n a b l e w h i c h t i e s t h e h y p o t e n u s e t o t h e m e a s u re o f t h e c a t h e t i .
distanza
2008
_magneti, teca di vetro_ : 12x17x33 cm
_magnets, glass case_ : 12x17x33 cm
Lo spazio tra due magneti che si respingono è la misura della forza che
si oppone all’attrazione gravitazionale.
Questo spazio contiene energia che lentamente degraderà fino non
essere sufficiente per sostenere il peso del magnete.
L’ a b b a s s a m e n t o c h e n e d e r i v a è i l s e g n o d e l l ’ i n v i s i b i l e t e n s i o n e t r a d u e
forze in continuo scambio: è una forma dell’entropia.
T h e d i s t a n c e b e t w e e n t w o m u t u a l l y re p e l l e n t m a g n e t s m e a s u re s t h e
s t r e n g t h o f t h e o p p o s i t i o n t o t h e f o r c e o f g r a v i t y.
T h i s s p a c e c o n t a i n s a n e n e rg y t h a t w i l l s l o w l y d e t e r i o r a t e t o t h e p o i n t
in which it will not be sufficient to bear the weight of the magnet.
The dwindling of the magnet is the sign of the invisible tension between
t w o f o rc e s i n c o n s t a n t i n t e rc h a n g e w i t h o n e a n o t h e r : i t i s a f o r m o f
e n t r o p y.
senza titolo
2008
_serie fotografica_: 10x15 cm
_photographic series_: 10x15 cm
l lavoro parte da una polaroid che ritrae un soggetto reale, questa foto
realizzata in analogico viene rifotografata in digitale e poi stampata.
La copia ottenuta viene a sua volta fotografata e poi ristampata. Il
risultato è una perdita di informazioni che altera il ritratto originale e
di conseguenza la percezione dell’immagine reale.
La perdita di informazioni è il pretesto per indagare sull’esistenza reale
di uno spazio virtuale che con altre regole ha la capacità di contenere
immagini.
T h i s w o r k s t a r t s o f f f ro m a P o l a ro i d p i c t u re o f a re a l s u b j e c t ; t h i s
a n a l o g i c a l p h o t o i s t h e n re - p h o t o g r a p h e d w i t h a d i g i t a l c a m e r a a n d
p r i n t e d . T h e c o p y t h a t re s u l t s f ro m t h i s p ro c e s s i s p h o t o g r a p h e d a g a i n
and printed again.
T h e re s u l t i s a l o s s o f i n f o r m a t i o n t h a t a l t e r s t h e o r i g i n a l p o r t r a i t a n d
t h e re f o re t h e p e rc e p t i o n o f t h e re a l i m a g e .
T h e l o s s o f i n f o r m a t i o n p ro v i d e s a p re t e x t t o i n v e s t i g a t e t h e re a l
e x i s t e n c e o f a v i r t u a l s p a c e t h a t , w i t h d i f f e re n t r u l e s , i s c a p a b l e o f
containing images.
distanze
2008
_ p r o j e c t s i t e - s p e c i f i c I t a l i a n Wa v e , A r t i s s i m a 1 5 , T u r i n 2 0 0 8 _
Gb/ cm³
2008
_disco rigido, etichetta adesiva_: 2x10x14,5 cm
_ h a rd d i s k , s t i c k e r _ : 2 x 1 0 x 1 4 , 5 c m
Il rapporto tra un oggetto e lo spazio che occupa fisicamente nella
realtà e’ qualcosa con cui ci confrontiamo costantemente.
0,8 Gb/cm³ e’ il risultato del rapporto matematico tra 200 Gb (memoria
virtuale dell’ hardisk) e 250 cm³ (volume reale dell’ hardisk), ma e’
anche una nuova relazione tra due spazi diversi che quotidianamente si
confrontano nella nostra realtà.
T h e re l a t i o n s h i p b e t w e e n a n o b j e c t a n d t h e s p a c e t h a t i t p h y s i c a l l y
o c c u p i e s i n re a l i t y i s s o m e t h i n g w h i c h w e c o n s t a n t l y d e a l w i t h .
0 , 8 G b / c m ³ i s t h e re s u l t o f t h e m a t h e m a t i c a l d i v i s i o n o f 2 0 0 G b ( t h e
v i r t u a l m e m o r y o f a h a rd d i s k ) b y 2 5 0 c m ³ ( a c t u a l v o l u m e o f t h e h a rd
d i s k ) , b u t i t i s a l s o a n e w re l a t i o n s h i p b e t w e e n t w o d i f f e re n t s p a c e s
t h a t d a i l y c o n f r o n t o n e a n o t h e r i n o u r r e a l i t y.
istante
2008
_magnete, struttura metallica_ : 35x15x25 cm
_ m a g n e t , m e t a l l i c s t r u c t u re _ : 3 5 x 1 5 x 2 5 c m
Il lavoro rappresenta una forma legata ad un tempo, più precisamente
ad un istante.
La calamita è attaccata alla struttura metallica grazie alla sua forza
magnetica, ma allo stesso tempo è attratta verso il basso dalla forza
gravitazionale. Questa tensione tra forze crea la forma e l’equilibrio
dell’oggetto. I due elementi convivono in un equilibrio precario
attendendo l’istante in cui la calamita, perdendo sempre più la sua
f o r z a m a g n e t i c a , c a d r à i n t e r r a . L’ i s t a n t e r i l e v e r à l a p r e v a r i c a z i o n e
della forza gravitazionale sulla forza attrattiva del magnete e stabilirà
così un nuovo sistema di forme in equilibrio stabile.
T h i s w o r k re p re s e n t s a f o r m b o u n d t o a m o m e n t i n t i m e , m o re s p e c i f i c a l l y
to an instant.
T h e m a g n e t i s a t t a c h e d t o a m e t a l l i c s t r u c t u re t h a n k s t o i t s m a g n e t i c
f o r c e , b u t a t t h e s a m e t i m e i t i s a t t r a c t e d t o w a r d s t h e g r o u n d b y g r a v i t y.
T h i s t e n s i o n b e t w e e n f o rc e s c re a t e s t h e s h a p e a n d e q u i l i b r i u m o f t h e
object. These two elements co-exist in an unstable balance, waiting for
t h e i n s t a n t i n w h i c h t h e m a g n e t , l o s i n g m o re a n d m o re o f i t s m a g n e t i c
f o rc e , w i l l f a l l t o t h e g ro u n d . T h a t i n s t a n t w i l l re v e a l t h e p re v a r i c a t i o n
o f g r a v i t y o v e r a t t r a c t i o n i n t h e m a g n e t a n d w i l l t h e re f o re e s t a b l i s h a
new system of shapes in a stable equilibrium.
self portrait
2008
_incisione su lastra metallica_ : 100 x 100cm
_engraving on metal sheet_ : 100 x 100cm
Self portrait è la trasposizione in codice binario di un file immagine
inciso su una lastra di metallo.
Il lavoro vuole aggiungere alla rappresentazione di un autoritratto il
carattere della permanenza nel tempo senza variare in alcun modo il
soggetto rappresentato. La fotografia infatti è strettamente legata ai
supporti che la contengono e che ci permettono di riprodurla. Questo
significa che la visualizzazione di un’immagine possiede un limite
temporale legato alla relatività fisica o tecnologica del mezzo su cui
viene visualizzata e archiviata.
Ad oggi un’immagine è precaria perchè non potrà essere riprodotta
“per sempre” sia che essa sia analogica che digitale. Quello che non
è precario è il codice binario che sta alla base di un file immagine
digitale. Prorpio in quanto codice il linguaggio binario è la componente
permanente del dato digitale che permette di superare il vincolo del
tempo dando la possibilità di ricomporre l’immagine in qualsiasi
momento.
Self portrait is the transposition of the file of an image engraved on a
metal sheet into a binary code.
The work intends to add a characteristic of permanency in time to
t h e re p re s e n t a t i o n o f a s e l f p o r t r a i t w i t h o u t m o d i f y i n g i n a n y w a y t h e
s u b j e c t o f t h e p o r t r a i t . T h e p i c t u re i s i n f a c t c l o s e l y b o u n d t o t h e
s u p p o r t s t h a t c o m p r i s e i t a n d t h a t a l l o w f o r i t s re p ro d u c t i o n . T h i s
implies that the visualization of an image has a temporal limit tied
t o t h e p h y s i c a l o r t e c h n o l o g i c a l re l a t i v i t y o f t h e m e a n s o n w h i c h i t i s
visualized and filed.
To t h i s d a y a n i m a g e i s p r e c a r i o u s s i n c e i t w i l l n o t b e a b l e t o b e
re p ro d u c e d “ f o r e v e r ” , w h e t h e r i t b e d i g i t a l o r a n a l o g i c a l . W h a t i s
n o t p re c a r i o u s i s t h e b i n a r y c o d e a t t h e b a s e o f a d i g i t a l i m a g e f i l e .
P re c i s e l y i n t h e q u a l i t y o f a c o d e t h e b i n a r y l a n g u a g e i s t h e p e r m a n e n t
c o m p o n e n t o f d i g i t a l d a t a t h a t a l l o w s t o o v e rc o m e t h e c o n s t r a i n t s
o f t i m e f u r n i s h t h e o p p o r t u n i t y t o re c o m p o s e t h e i m a g e i n a n y g i v e n
moment.
senza titolo
2008
_plexiglas, elastico, cornice_ : 50x3x25 cm
_plexiglas, elastic, frame_ : 50x3x25 cm
Un pieno e un vuoto definiti da una cornice bianca descrivono il
r a p p o r t o t r a d u e s t a t i d ’ e s i s t e n z a d i u n e l a s t i c o . Te n s i o n e e c a l m a
convivono all’interno dello stesso spazio generando contrasto ma allo
stesso tempo confronto.
A f u l l a n d e m p t y s p a c e w h o s e b o u n d a r i e s a re d e l i m i t e d b y a w h i t e
f r a m e d e s c r i b e t h e re l a t i o n s h i p b e t w e e n t h e t w o e x i s t e n t i a l s t a t e s o f a n
e l a s t i c . Te n s i o n a n d c a l m c o e x i s t i n t h e s a m e s p a c e g e n e r a t i n g c o n t r a s t
a n d a t t h e s a m e t i m e c o n f ro n t a t i o n .
esistere
2008
_stampa a getto d’inchiostro nero su carta nera_ : 21x29,7 cm
_black ink print on black paper_ : 21x29,7 cm
“È una situazione alquanto imbarazzante dover ammettere che non
riusciamo a trovare il 90 per cento [della materia] dell’Universo.”
Bruce H. Margon, 2001.
Esiste una parte di materia che non riusciamo a vedere perché oscura.
La sua esistenza tiene aperto il dibattito sulla materia dell’universo e
rimanda alla possibilità che assieme a quello che riusciamo a vedere ci
siano un numero inimmaginabile di elementi che lo compongono.
La materia oscura (come la definisce la scienza) non esiste solo
relativamente alla impossibilità di vederla, perché è nascosta nel buio.
Le ricerche scientifiche invece continuano a scoprire nuove particelle,
inesistenti fino al momento del loro rilevamento, suggerendo di
guardare al nero dell’oscurità come un insieme infinito di elementi
sconosciuti piuttosto che come la rappresentazione del vuoto.
“It is somewhat embarrassing having to admit that we cannot find 90
p e rc e n t [ o f t h e m a t t e r ] o f t h e u n i v e r s e . ”
B r u c e H . M a rg o n , 2 0 0 1 .
T h e re i s a p a r t o f m a t t e r t h a t w e a re n o t a b l e t o s e e b e c a u s e o f i t s
o b s c u r i t y. I t s e x i s t e n c e k e e p s t h e d e b a t e o n t h e u n i v e r s e ’s m a t t e r o p e n
a n d re f l e c t s t h e p o s s i b i l i t y t h a t t o g e t h e r w i t h w h a t w e a re a b l e t o
s e e t h e re i s a n u n i m a g i n a b l e q u a n t i t y o f e l e m e n t s t h a t c o n s t i t u t e t h e
u n i v e r s e i t s e l f . O b s c u r e m a t t e r ( a s s c i e n c e d e f i n e s i t ) d o e s n ’t e x i s t
o n l y re l a t i v e l y t o t h e p o s s i b i l i t y t h a t w e c a n n o t s e e i t b e c a u s e i t i s
concealed by darkness.
S c i e n t i f i c re s e a rc h c o n t i n u e s t o d i s c o v e r n e w p a r t i c l e s , i n e x i s t e n t u n t i l
the moment of their sighting, suggesting that the darkness of obscurity
s h o u l d b e re g a rd e d a s a n i n f i n i t e s u m o f u n k n o w n e l e m e n t s r a t h e r t h a n
t h e re p re s e n t a t i o n o f e m p t i n e s s .
senza titolo
2007
_acciao, vetro, plexiglas, terra acqua_ : 50 x 50 x 200cm
_steel, glass, plexiglas, water_ : 50 x 50 x 200cm
Ad un estremo un acquario, dentro l’acquario un pesce rosso; sotto,
all’altro estremo, un vaso colmo di terra, in mezzo alla terra un
germoglio.
Lentamente, con regolarità gocce d’acqua cadono dall’acquario verso il
vaso togliendo vita al pesce e donando vita al germoglio.
Un togliere e donare lento, reciproco e incessante; un confronto che
crea tensione tra due elementi: l’acqua e la terra come la vita e la
morte.
On one end an aquarium, and in the aquarium a goldfish; at the other
end a vase full of earth, and in the middle a shoot.
S l o w l y a n d re g u l a r l y d ro p s o f w a t e r f a l l f ro m t h e a q u a r i u m t o w a rd s t h e
v a s e , t a k i n g l i f e a w a y f ro m t h e f i s h a n d g i v i n g l i f e t o t h e s h o o t .
A s l o w g i v i n g a n d t a k i n g a w a y, r e c i p r o c a l a n d c e a s e l e s s ; a c o n f r o n t a t i o n
t h a t c re a t e s t e n s i o n b e t w e e n t w o e l e m e n t s : e a r t h a n d w a t e r a s l i f e a n d
death.
memorie di una stampante
2006
_stampa a getto d’inchiostro su A4 rilegata_
_ink print on A4 binded_
Dall’errore di una comunissima stampante a getto d’inchiostro che
casualmente inizia a stampare senza nessun comando nasce questa
riflessione sul paradosso dell’opera d’arte.
Il lavoro è composto da segni indecifrabili che si imprimono sulle pagine
scandendo ritmi precisi, esprimendo un messaggio incomprensibile; ma
nella struttura esiste una regola definita, creata dalla stampante in
piena libertà, con un impulso: una regola della macchina.
Un’imperfezione nell’infallibile sequenza logica della macchina
avvicina il risultato della stampante all’opera d’arte.
Come se fosse possibile creare un ideale parallelo tra la scrittura in versi
di un uomo e il delirio di una normale stampante a getto d’inchiostro.
T h i s re f l e c t i o n o n t h e p a r a d o x o f t h e w o r k o f a r t o r i g i n a t e s i n a n e r ro r
m a d e b y a v e r y c o m m o n i n k j e t p r i n t e r, t h a t a c c i d e n t a l l y s t a r t s p r i n t i n g
without any command. The work is composed of indecipherable signs
c h a t a re i m p r i n t e d o n t h e p a g e s f o l l o w i n g p re c i s e rh y t h m s , e x p re s s i n g
a n i n c o m p re h e n s i b l e m e s s a g e ; b u t i n t h i s s t r u c t u re t h e re i s a d i s t i n c t
r u l e c re a t e d b y t h e p r i n t e r i n c o m p l e t e f re e d o m , w i t h a n i m p u l s e : a r u l e
of the machine.
An imperfection in the infallible logical sequence of the machine brings
t h e re s u l t o f t h e p r i n t e r c l o s e t o a w o r k o f a r t .
A s i f i t w e re p o s s i b l e t o c re a t e a n i d e a l p a r a l l e l b e t w e e n t h e v e r s e s
w r i t t e n b y a m a n a n d t h e d e l i r i u m o f a c o m m o n i n k j e t p r i n t e r.
infinito singolare
2006
_serie fotografica_: 40x40 cm
_photographic series_: 40x40 cm

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