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QUINDICINALE DI ATTUALITA’, CULTURA, SPORT E TRADIZIONI
8 Comuni
l’Altopiano
La voce degli
www.giornalealtopiano.it
ASIAGO CONCO ENEGO FOZA GALLIO LUSIANA ROANA ROTZO
“IL PRIMO ED UNICO GIORNALE DELL’ALTOPIANO”
N. 287 - ANNO XI - EURO 1,50
I SAPORI
DELLA
TRADIZIONE
SABATO 7 FEBBRAIO 2009
Verena e Campolongo avranno l’energia elettrica
e il Bike Resort di Fontanella diventerà una realtà
Grazie alla Comunità Montana, la Regione elargisce quasi due milioni di euro a fondo perduto
I Comuni e i P.A.T.
ASIAGO
Tracce per il futuro
L’appello della
Parrocchia
“Aiuto per
pagare i
lavori in
patronato”
La tutela dell’ambiente il nodo centrale.
I dubbi degli imprenditori: “Il blocco
delle seconde case minaccia l’economia”
Via dell’Artigianato 243/245 Asiago
tel. 0424 460.660 fax. 0424 460.768
Gallio
pagine 2-3-4
Foto di Cristiano Carli
Lusiana
pagine 13
E’ emergenza cinghiali
E la Provincia autorizza la caccia
Enego
Il rilancio della
Marciabianca
pag. 3
Tutte le novità
dell’evento
Grafica Altopiano
pag. 12
Treschè Conca
pagine 9
Gli alpini in festa
presentano il nuovo direttivo
PERSONAGGI
Pazza Inter,
la grande
passione di
Michele
pagina 10
Ancora irrisolto il
problema canonica
e il parroco non
abita più qui
STOCCAREDDO
La ricerca sui Baù svela novità
sui reni e aiuta la medicina
pagina 11
Nuova Rubrica
Storie di
emigranti
Le vicende di
chi ha lasciato
l’Altopiano per
poter vivere
pag. 16
pag. 3
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Sabato 7 febbraio 2009
ATTUALITA’
Il Piano di Assetto Territoriale è una nuova forma di pianificazione urbanistica introdotta da una normativa regionale del 2004. Uno strumento
territoriale che prevede il
superamento degli attuali Piani Regolatori Generali (PRG)
e suddiviso in due livelli; il primo di disposizioni strutturali
contenute nel PAT, il secondo
in disposizioni operative, contenute nei futuri Piano degli
Interventi (PI) che di volta in
volta saranno votati in consiglio comunale.
Questa legge regionale, la 11/
2004, stabilisce criteri, indirizzi, metodi e contenuti che gli
strumenti di pianificazione devono avere tra cui la promozione e realizzazione di uno
sviluppo sostenibile e durevole, la tutela delle identità storico-culturali e della qualità degli insediamenti attraverso le
operazioni di recupero e
riqualificazione, la salvaguardia e valorizzazione dei centri
storici, del paesaggio e delle
aree naturalistiche, la difesa dai
rischi idrogeologici ed il coordinamento con le politiche di
sviluppo di scala nazionale ed
europea. Tutto il resto è veramente in mano al Comune.
Tant’è che l’assessore regionale alle Politiche per il Territorio Renzo Marangon ha
spesso sottolineato l’importanza della nuova direttiva dove
ai Comuni viene riconosciuto
la responsabilità diretta della
gestione del proprio territorio
per lo sviluppo della comunità
locale finalizzato a migliorare
il processo decisionale e la
successiva gestione. Una scelta che dovrebbe garantire la
semplificazione dei procedimenti amministrativi e la loro
trasparenza ma che nello stesso tempo carica di responsabilità decisionale le amministrazioni e di responsabilità di vigi-
l’Altopiano
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La pianificazione futura dell’Altopiano
tra scelte strategiche e piccole curiosità
lanza i residenti. In pratica il
territorio è vostro e dovete
gestirlo in maniera matura ed
oculata; sono finiti i tempi dove
si scaricava sulla Regione le
colpe di lottizzazioni o di non
edificabilità, le colpe di decisioni di sviluppo errati, le colpe di cattiva gestione del territorio. Sull’Altopiano sono
quattro i Comuni con PAT in
stato avanzato di definizione,
anzi Gallio ha già concluso
l’iter e presentato il documento finito diventando il primo
Comune altopianese ad avere
il suo PAT. I documenti che
accompagnano il PAT sono
numerosi in quanto lo strumento di sviluppo deve concepire
tutti gli aspetti dello sviluppo
territoriale e non solo quello urbanistico, dal turismo all’artigianato, da infrastrutture a
nuovi indirizzi per le attività
produttive. Chiaramente l’edilizia ed il turismo sono le due
voci più consistenti dei PAT
altopianesi. A Gallio dove al
turismo si è cercato di dare un
aspetto ecologico e si punta
sullo sviluppo di infrastrutture
turistiche, si è posto mano all’edilizia tagliando di metà i volumi di edificato previsto dal
PRG. Sfogliando il documento, ci si imbatte nella valutazione d’incidenza ambientale,
uno studio di come lo sviluppo
previsto incide sull’ambiente.
Qui, se ci vuole fantasia a pensare che il Martin Pescatore
possa svernare sull’Altopiano,
questa fantasia si esaurisce
quando tra le specie animali da
proteggere si trova la Trota
Mormorata o lo Scozzone, ma
appunto il PAT è un documento complesso. Anche Asiago
per il turismo punta sulle infrastrutture e indica anche delle
filiere produttive da attuare per
il comparto artigianale. Per
l’edilizia si è fatto invece una
scelta più drastica, il taglio
netto a qualsiasi nuova
lottizzazione e lo stralcio di
quelle lottizzazioni previste dal
PRG e non ancora sviluppate, puntando solamente sulle
ristrutturazioni.
Una scelta che però potrebbe mettere in difficoltà i giovani e le famiglie prive di casa
perché, come sottolinea l’opposizione, se lo sviluppo edili-
zio potrà essere solo di
ristrutturazione i prezzi degli
immobili aumenteranno vertiginosamente come successe
a Cortina con lo spopolamento
di buona parte del paese, a guadagnarci forse i Comuni limitrofi dell’Altopiano che vedranno un aumento di residenti. Roana nel suo documento
preliminare, curiosamente non
più consultabile online, pone
l’accento sulla sua peculiarità
suddivisa com’è in sei frazioni, che saranno gestite come
se fossero sei nuclei centrali
d’uguale importanza e che
dovranno mantenere la loro
caratteristica d’area urbana
polarizzata impedendo che lo
sviluppo edilizio provochi una
saldatura tra le diverse frazioni. Sarà previsto anche infrastrutture telematiche con il
cablaggio dell’intero territorio
sperando così anche di favorire l’insediamento di nuove
attività produttive da collocare in una zona PIP adiacente
con la zona produttiva del Comune di Asiago. Per l’edilizia
Roana va controcorrente confermando il dimensionamento
del piano regolatore generale
vigente aumentato del 25%,
cioè il 25% in più di edificato
non riscontrando evidentemente i problemi di consumo
del territorio al centro dei PAT
di Asiago e Gallio.
Infine Lusiana, che presenta
problematiche diverse dai Comuni della conca centrale, si
concentra sulla popolazione,
sui bisogni dei cittadini e delle
realtà produttive presenti e
sullo sviluppo di condizioni favorevoli per trattenere le giovani coppie dall’esodo in pianura.
Gerardo Rigoni
Sapor d’acqua natìa
L’analisi imprecisa di don Camillo
Don Camillo guardò in su verso il Cristo dell’altar maggiore e disse: “Gesù, al mondo ci
sono troppe cose che non funzionano”. “Non mi pare - rispose il Cristo - Al mondo ci
sono soltanto gli uomini che
non funzionano. Per il resto
ogni cosa funziona perfettamente”.
E Giovannino Guareschi - il
papà letterario del parroco più
famoso d’Italia - aveva
assaporato nell’esperienza del
lager il punto massimo della
follia di cui si capacita l’uomo
quando tenta di sostituirsi a
Dio. Così, munito di baffi
corvini, della sua camicetta a
quadrettoni e del suo giubbone
di frustagno, passò la vita a
raccontare - con le parole
semplici dei bambini poggiate
sulle labbra di personaggi simpaticissimi - come funziona la
vita. Ma, soprattutto, come
decidersi di vivere quando
tutti ti suggeriscono la morte come soluzione abbreviata e indolore. O la rassegnazione, che altro non è se non
una morte versata in comode rate giornaliere.
Solo gli uomini non funzionano. Pare proprio che le
parole risuonate nella navate di quella chiesa della Bassa Padana siano la sintesi di
questi giorni in cui la stampa, le notizie e gli approfondimenti portano alla luce storie di stupri violenti e premeditati, di aggressioni organizzate e barbare, di delirio di
onnipotenza, di divertimenti
spasmodici fino a bruciare
un clochard dopo una notte
di alcoll e droga: “n’idea pe’
divertisse un po’” - si è giustificato uno dei giovani aggressori. “Teste vuote” - li
ha definiti uno degli investigatori che ha partecipato all’interrogatorio. Ogni cosa
funziona perfettamente, solo
l’uomo non funziona. E non
funzionando, blocca il funzionamento della Creazione
stessa.
Impensierisce e procura una
tenera paura la giovinezza
nascosta dietro quei visi, dietro quelle mani, dietro quei
cuori che inanellano tutta
questa serie di violenze.
Quasi la vita fosse un grande videogioco che, una volta persa una partita, si
riazzera la schermata e si riprende una nuova manche.
Senza nessuna conseguenza per chi gioca. Ma la vita
è tutt’altro che una partita
virtuale: ogni esistenza è la
somma di un’infinità d’in-
contri che, seppur impercettibilmente, lasciano un piccolo
mattoncino come segno del
loro passaggio. E mattone
dopo mattone, incontro dopo
incontro, s’innalza una storia
che porta un’infinità di firme.
Perchè ognuno è responsabile del futuro del fratello che
gli cammina accanto. La pesantezza di uno stupro sta
certamente nell’atto di compierlo, ma ancor più nelle
conseguenze ch’esso comporta. Chissà se quelle ragazze sapranno ancora gustare
la bellezza di un rapporto che
trasmette l’amore, la dolcezza di una carezza, il sapore
di uno sguardo. La serena
passione dell’essere abbracciate ad un amato e di
lasciarsi abbracciare. Ma
chissà anche se gli
stupratori sapranno cos’è
l’amore, quei sussulti del
cuore che anticipano
un’emozione, il fremito di
uno sguardo che accende
l’anima. Chissà: perchè
troppe volte la violenza di
un gesto che si consuma
in pochi attimi ruba la
possibilità di gustare il
resto della vita. Se la
chirurgia estetica
c’annuncia la possibilità
di
reinventarsi sempre di nuovo (fino
ad apparire ridicoli) l’anima non ammette ritocchi: rimane
quella che si costruisce
giorno dopo giorno. Il
gesto violento di uno
stupro ci consegna due
pensieri, che noi pensavamo conquiste.
Oggi l’importante è
consumare. Una volta era
la produzione quello che si
cercava, oggi è il consumo.
E il consumo chiede velocità, eccesso e scarto: non
importa più la durata, ciò che
affascina è la novità. Si consumano le cose e i pensieri.
Ma si consumano anche le
persone. E il secondo pensiero è figlio del primo: dove tutto
si consuma, tutto diventa oggetto. Oggetto che, procurato
il divertimento, va gettato. O
tutt’al più riciclato abbassandone il prezzo. Quando saremo noi le vittime di questo gioco consumistico, avvertiremo
lo squallore di gesti che nascono da un cuore annoiato. Che
non sa più guadagnare ma solo
consumare.
Lasciando un
corpo umiliato
come traccia
del bracconaggio.
don Marco
Pozza
www.sullastradadiemmaus.net
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
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Dall’economia dei beni a quella dei servizi
ATTUALITA’
“Ogni cittadino deve esprimere un proprio parere sul
PAT in via di definizione. Ogni
suggerimento può aiutarci a
migliorare questo documento, perché credo che vi siano
possibilità di miglioramento e
ritengo che sia essenziale che
questo documento sia visto
non solo dai tecnici, da quelle associazioni, dagli enti, previsti dalla normativa regionale, ma da tutta la città; vogliamo che i cittadini abbiano
conoscenza di quelle che sono
le scelte urbanistiche, perché
riteniamo che siano le scelte
strategiche più importanti che
fa l’amministrazione comunale.” Così il sindaco Andra Gios
nel commentare questa fase
di
confronto
e
di
concertazione del PAT di
Asiago, lo strumento
programmatico di sviluppo territoriale che andrà a sostituire
il vecchio Prg come previsto
dalla legge regionale. Per dare
la possibilità alla popolazione
di prendere conoscenza delle
decisioni che influenzeranno il
futuro prossimo di Asiago,
l’amministrazione ha già realizzato una stampa del Documento Preliminare che sarà
recapitata a tutte le famiglie
di Asiago.
“Sicuramente il PAT subirà
qualche modifica su segnalazione dei cittadini o delle associazioni o anche della stessa amministrazione nelle ulteriori verifiche. Alcune incoerenze stanno già emergendo
Il Pat di Asiago è nella fase di concertazione. I cittadini potranno prenderne visione
attraverso la stampa del documento preliminare che sarà inviato a tutte le famiglie
in sede di analisi dei vari problemi. Nel Documento Preliminare qualche aspetto è stato forse sottovalutato – spiega
Gios – Sono cose che succedono proprio perché abbiamo
voluto realizzare un Documento Preliminare dettagliato e
puntuale perché era nostra intenzione, come Giunta, dare
delle direttive precise ed indicare binari abbastanza rigidi all’interno dei quali poi i soggetti
che si troveranno a valutare e
a decidere le scelte relative del
PAT siano costretti a correre.
Credo che questo Documento Preliminare identifichi già
una volontà politica ben precisa, scelte programmatiche e
scelte a tutela del territorio
molto marcate e, devo dire, in
controtendenza rispetto alla
pianificazione precedente del
Comune di Asiago”.
I principi fondamentali su cui
si basa il documento preliminare sono: lo sviluppo sostenibile, una pianificazione territoriale che possa essere restituita alla medesima integrità che
aveva prima dell’intervento, la
dotazione di infrastrutture a
sostegno dell’economia turistica, con l’adeguamento del sistema infrastrutturale alle necessità di un turismo moderno, la valorizzazione del settore agricolo ed agroalimentare
e la valorizzazione infine del
settore ricettivo.
“Vogliamo passare da un turismo dei beni ad uno dei servizi
modificando le scelte economiche del nostro territorio –
spiega Gios - Sulla base di queste finalità, abbiamo individuato
quelle che sono le strategie che
emergono da questo documento programmatico il primo dei
quali è l’imprescindibile necessità di evitare ulteriori espansioni delle seconde case: la
nostra amministrazione ritiene
che il sistema delle seconde
case attualmente vigente, il
numero di seconde case attualmente disponibili nel Comune di Asiago, sia abbondantemente superiore alla capacità dei servizi presenti nel territorio, per cui c’è la necessità
Lettera aperta a Beppino Englaro
Salve signor Beppino, lei non
mi conosce ma io voglio esserle vicino in un momento
così drammatico.
Non tema, non intendo giudicarla né consigliarla, perché
rispetto la sua scelta e perché
la mia opinione sarebbe come
una goccia d’acqua che cade
nel mare degli appelli e delle
dichiarazioni che riguardano il
destino di sua figlia. Sono passati diciassette anni da quel
infausto giorno di gennaio del
1992 e mi sono chiesto quanti
ne avrà passati di giorni al capezzale di Eluana, sperando
che si trattasse solamente di
un sogno orrendo. Chissà
quante volte avrà supplicato
Dio per un miracolo. Chissà
quante volte Gli avrà chiesto
dov’era il giorno dell’incidente. Solo, nel silenzio di una stanza, davanti ad un volto sul quale
l’ombra aveva preso il posto
del sorriso, avrà avuto il tempo di capire quanto sia effimero e di circostanza il dolore
della gente, quella gente che
non sa, che non può capire, ma
s’illude d’insegnare e pretende di giudicare. Le sarà venuta voglia di gridare, d’imprecare e maledire il mondo intero ed oltre, ma la sua dignità le
ha sempre impedito di lasciarsi andare. Nel 1993, un anno
dopo l’incidente, i medici le
hanno detto che il cervello di
Eluana aveva subito una degenerazione definitiva. Lei ha
visto il male e il tempo che devastavano il viso di sua figlia
ed ha deciso di porre fine al
suo calvario. Ma la gente non
può capire, perché i giornali e
la tv mostrano l’immagine di
una giovane bella e sorridente, ma chi non vede, e non tocca con mano la realtà, non può
capire il dolore di un uomo che
veglia il corpo inerme di sua
figlia che non si sveglierà mai
più. Lei vuole mettere fine
alle sofferenze di Eluana
perché sa che lei non sopporterebbe mai di vedersi
in quelle condizioni e glielo
chiederebbe con tutte le
sue forze, se potesse parlare. Io non sono in grado
di commentare la sua scelta, ma le stringo forte la
mano e sono sicuro che
sua figlia non potrebbe
avere un padre migliore.
Renzo Cappozzo
di bloccare, di fare una
moratoria, sullo sviluppo delle
seconde case, in attesa di
riequilibrare le cose. Sì invece
al recupero dell’esistente.
Una stima abbastanza attendibile dice che, nell’ambito
della conca dell’altopiano e
segnatamente, limitatamente
ai comuni di Asiago, Gallio e
Roana, esistevano nel 2001
oltre 13.500 seconde case:
partendo da questo dato è facile stimare che, ad oggi, queste 13500 seconde case, siano diventate 15.000, quindi è
evidente che dobbiamo lavorare nel recupero di tutte queste
seconde
case,
nell’ammodernamento,
nell’adeguamento ai nuovi criteri di costruzione, mirando
soprattutto al contenimento
energetico e dobbiamo pensare che per un po’ dobbiamo
assolutamente bloccare la
costruzione di nuove seconde case che andrebbero ad
invadere territori, terreni, ambiti che oggi sono a destinazione agricola e che possono
ritornare a destinazione agricola. In questo ambito riusciremo a soddisfare le esigenze di lavoro di tutte le aziende
artigiane che operano nel settore dell’edilizia oggi; e non è
vero, come qualcuno va dicendo, che questa scelta di
bloccare le seconde case, avrà
una ricaduta negativa sull’occupazione locale, anzi probabilmente proprio questa scelta
darà nuova linfa alla stessa,
perché mentre gli interventi di
grossi condomini, le grosse
lottizzazioni da 100 appartamenti, per motivi economici ed
imprenditoriali vengono affidati
a grosse imprese, spesso
esterne al territorio locale, i piccoli interventi di ristrutturazione
potranno soddisfare quella platea di imprenditori locali, che
possono fare solo interventi
piccoli, di limitati estensione,
secondo le caratteristiche e le
dimensioni della loro azienda
artigiana: questo è un punto
fondamentale. Se prima, con
la grande espansione lavoravano uno o due architetti, una
o due o tre imprese locali, con
questo sistema lavoreranno 20
architetti, 10 geometri, 20 ingegneri, ma lavoreranno soprattutto tutte le imprese artigiane che sono qui e che sono
il tessuto vero della nostra economia.”
“Oltre all’edilizia il PAT si concentra sul rilancio turistico che
richiede lo sviluppo delle infrastrutture pertanto nel documento programmatico si prevedono particolari interventi
per lo sviluppo delle aree pedonali, delle aree ciclabili, per
lo sviluppo degli impianti sportivi, in primis vanno considerati gli impianti per lo sport del
golf, dello sci nordico, che possono andare a braccetto, ma
anche per lo sviluppo dello sci
alpino che è una condizione
imprescindibile per caratterizzare una località turistica di
montagna – conclude Gios –
Trasformare il modello economico nostro attuale di forte
impatto ambientale ad uno di
fecondità ripetuta nel rispetto
dell’ambiente, una trasformazione che richiederà tempo e
la buona volontà di tutti dai privati alle amministrazioni. Creare un economia che può dare
da vivere a tutti, questa è la
sfida.”
Gerardo Rigoni
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l’Altopiano
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Le prime valutazioni di Industriali, Commercianti, Artigiani e Coldiretti
ASIAGO
Così le categorie economiche sul PAT
Sotto la lente soprattutto le scelte urbanistiche e i criteri di sostenibilità ambientale
di Gerardo Rigoni
Le future pianificazioni territoriali e programmazioni urbanistiche dell’Altopiano tengono
impegnate le varie associazioni
di categoria e sociali che compongono il tessuto economico
altopianese. Un impegno che la
stessa legge regionale 11 del
2004, quella appunto che introduce i PAT nel pianificazione
territoriale in sostituzione dei
Prg, impone. Infatti la legge
indica “L’amministrazione comunale assicura, altresì, il confronto con le associazioni economiche e sociali portatrici di
rilevanti interessi sul territorio
e di interessi diffusi, nonché
con i gestori di servizi pubblici
e di uso pubblico invitandoli a
concorrere alla definizione degli obiettivi e delle scelte strategiche individuate dagli strumenti di pianificazione”.
In questo contesto si inseriscono quindi tutte le associazioni
che uniscono le categorie economiche. Ha iniziato la Federazione Provinciale Coldiretti di
Vicenza con una lettera inviata
al Presidente della Regione
Giancarlo Galan, all’assessore
regionale all’Urbanistica Renzo
Marangon e a tutti i consiglieri
regionali per fare un richiamo
perché la tutela dell’ambiente
montano sia identificato con la
tutela delle aziende agricole che
con il territorio sono in “azione
simbiotica”.
“Sull’Altopiano operano 230
aziende agricole ed è vitale per
queste aziende che il loro strumento di lavoro, il territorio, sia
tutelato. E’ ora di dire basta alla
continua distruzione del territorio a causa della speculazione edilizia; in Altopiano abbiamo esempi di aziende agricole
che in passato avevano scelto
di allontanare il proprio centro
aziendale dai centri abitati ma a
distanza di qualche anno si sono
visti ricircondare da zone abitate che li mettono nuovamen-
Renzo
Maragon
assessore
regionale
te in difficoltà nello svolgere il
proprio lavoro – si legge nella
lettera – E’ evidente che l’eccessiva urbanizzazione va a ridurre la qualità del territorio che
poi è l’unico motivo di attrazione del turismo così come è
evidente che se non saremo in
grado di preservare il territorio
che i nostri padri ci hanno lasciato anche la maggior fonte
di reddito del nostro Altopiano
ne risentirà in modo grave ed i
turisti si orienteranno verso altre località che meglio di noi
stanno operando per mantenere ciò che di più prezioso hanno, ossia il loro territorio e la
naturalità dei luoghi.”
Dopo la presentazione del documento preliminare del PAT
nel Municipio di Asiago
Assoindustria, Assoartigiani e
Ascom hanno fatto anche le
loro considerazioni. “L’analisi
sviluppata nel documento preliminare al PAT è per molti
aspetti stimolante ed è in linea
di principio condivisibile
l’obiettivo del riequilibrio del
territorio su cui poggiare le future politiche di pianificazione
– esordiscono Industriali, Artigiani e Commercianti
dell’Altopiano - Il Documento,
peraltro, non sempre risulta
convincente nel legame che
istituisce tra la sostenibilità am-
bientale e quella
economica e sociale. Il territorio
non ha una
valenza solo
ambientale, ma è
anche un’attrattiva turistica,
fonte di benessere per l’economia locale. L’intenzione di dare
spazio a un uso
sostenibile della
risorsa territorio
deve avvenire
puntando sulla
qualità degli interventi piuttosto
che sulla semplice conservazione dell’esistente. I criteri di un’edilizia sostenibile sono molto selettivi, soprattutto nelle aree montane, e
hanno generato un’innovazione molto spinta nell’uso dei
materiali, nelle tecniche
costruttive, nelle tecnologie di
fornitura energetica e termica.
Asiago potrebbe essere uno dei
poli più significativi, almeno nel
Veneto, per l’edilizia sostenibile. Non solo, ma anche per le
modalità di acquisizione dei
materiali, per le strategie di coltivazione dei boschi, si potrebbe sposare un’attenzione alle
risorse rinnovabili con una gestione del paesaggio che risponda ai criteri di attrattività.”
In seguito l’Ascom di Asiago
ha fatto ulteriori considerazioni
spostando il punto focale dalla
sola edilizia al rilancio turistico
nel suo insieme. “Tutto il consiglio condivide in linea di massima il documento preliminare
approvato dall’Amministrazione Comunale di Asiago, apprezzando le finalità di valorizzazione
del patrimonio ambientale e di
riequilibrio del territorio, nonché l’obiettivo più volte richiamato nel documento di rilancio
del turismo – dice il presidente
della delegazione Ascom di
Asiago, Franco Bissaro - Ora
continueremo le nostre verifi-
Il programma di “Asiago…fiocchi di luce”
Venerdì 20 febbraio, ore
21.30, Laghetto Lumera.
Esibizioni artistiche con performance di grande impatto
e suggestione. Proiezioni sullo sfondo degli alberi e letture dalle storiche guide turistiche di Asiago. Al termine,
prima serata dello spettacolo
piromusicale.
Sabato 21 febbraio, ore
21.30, località Bellocchio.
Esibizione dal trampolino delle vecchie glorie del salto
asiaghese e degli allievi della
Scuola di salto con gli sci di
Gallio. Esibizione delle maschere nella tradizionale Kopa
Karucola. Proiezione sullo
sfondo degli storici filmati girati al Bellocchio dall’Istituto
Luce e spettacolare fiaccolata
sulla neve dei maestri della
Scuola Sci Asiago. Al termine, seconda serata dello spettacolo piromusicale.
Domenica 22 febbraio, ore
22, Aeroporto Romeo Sartori.
Gran serata conclusiva dello
spettacolo piromusicale e di
Asiago... Fiocchi di Luce
2009. Il programma potrà subire variazioni in caso di pioggia, forte vento o nebbia, con
rinvio delle serate a data da
destinarsi. Gli eventi si svolgeranno invece regolarmente
in caso di neve. L’evento è
organizzato da Comune di
Asiago e Pro loco Asiago-Sasso, in collaborazione con Regione Veneto e Provincia di
Vicenza e il contributo di
Rigoni di Asiago, Manaly
Standeventi, Burro De Paoli,
Cassa di Risparmio del Veneto,
Consorzio Vini Vicentini,
Gemmo.
che e presenteremo autonome
osservazioni al Pat quando l’iter
di elaborazione e di confronto
con le categorie economiche verrà pienamente attivato. Qualora
poi si arrivasse ad elaborare una
posizione comune tra tutte le organizzazioni di categoria, condividendo osservazioni e obiettivi
del Pat, allora sì che unendo le
forze si potrà davvero dare un
valido contributo allo sviluppo
dell’economia di Asiago.”
Già il Consiglio ha individuato
molti aspetti positivi del documento preliminare. Il rilancio del
turismo che secondo il Pat dovrà
avvenire attraverso il rilancio del
comparto alberghiero supportato
anche da incentivazioni ed il vietare nuovi insediamenti per la
grande distribuzione. Qualche riserva invece è stata espressa sui
progetti viabilistici poiché il tema
è di importanza vitale sia per lo
sviluppo del commercio che del
turismo e merita, quindi, di essere affrontato con cautela per le
sue ricadute su questi fondamentali settori dell’economia locale.
“E’ chiaro che trattandosi di un
primo approccio alla futura possibile programmazione del territorio, il giudizio non può essere
definitivo – conclude il presidente - Sono molti gli aspetti che meritano un attento approfondimento, soprattutto riguardo alle modalità che si vorranno impiegare
per raggiungere gli obiettivi stabiliti”.
Gerardo Rigoni
Percorsi per le ciaspole…in centro città
“Va ben che van di moda le
ciaspole, ma forse non è il caso
fare un percorso in centro”.
Questa la battuta che gira tra i
residenti di alcune strade appena più in là delle vie commerciali di Asiago. Un ritornello che
ad ogni nevicata i residenti esasperati dalla cattiva pulizia delle
loro strade si sentono ancora
più beffati notando che lungo il
Corso sono stati già asportati i
cumuli di neve mentre le loro
vie sembrano percorsi appunto da ciaspole o da sci fuori pista.
Tra le vie più “imbronciate”, per
così dire, quelle attorno alla rotonda delle Poste; la parte inferiore di via Scajaro, via
Carducci, ecc. “Ancora una
volta ci sentiamo cittadini di serie B. Queste sono strade molto abitate da asiaghesi e ci si
preoccupa di più di portare via
i mucchi di neve dal Corso prima di rendere la viabilità decente attorno al centro” è il lamento degli abitanti. La difesa d’ufficio arriva prontamente per
spiegare che si è pienamente
consci delle problematiche di
quelle vie ma la loro pulizia è
difficoltosa perché sempre occupate dalle auto sia nelle ore
diurne sia in quelle notturne in
quanto sono le vie più prossime al centro dove il pagamen-
to del ticket è obbligatorio solo
nei giorni festivi.
Una spiegazione che gli stessi
residenti riconoscono come
veritiera, ma aggiungono: “Basterebbe chiuderle con un’ordinanza, nessuno pretende che
siano le prime ad essere pulite,
ma nemmeno che si debba attendere il disgelo per poterle
nuovamente transitare; a meno
che il Comune non ci dia in dotazione le ciaspole”.
G.R.
E verso il Kaberlaba si fa...
...slalom sull'asfalto
E' quello che debbono fare autovetture e pedoni che
percorrono la strada che porta al cimitero comunale,
passa per Via Morar e prosegue verso la Coda e il
Kaberlaba. No comment. Anche se non rende del
tutto, l’immagine parla da sola.
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ATTUALITA’
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Un milione di euro per portare
l’energia elettrica al Verena
Con i Patti territoriali, grazie alla Comunità Montana verrà finanziato, con 900 mila euro a fondo perduto,
anche il progetto “Fontanella Bike Resort”. Bortoli: “Una conferma della bontà dei progetti”
“La Comunità Montana
Spettabile Reggenza dei Sette Comuni è l’unica della
Regione Veneto ad avere
sempre
ottenuto
finanziamenti per progetti
presentati all’interno dell’Intesa Programmatica d’Area.
Anche
quest’anno
sull’Altopiano arriveranno
quasi 2 milioni di euro dai
Patti Territoriali a riprova
della bontà dei nostri
proponimenti e la scrupolosità
della
nostra
progettualità.”
E’ decisamente orgoglioso
del risultato ottenuto
Giancarlo Bortoli, presidente della Comunità Montana,
che vede due progetti su tre
presentati finanziati dalla
Regione che vedrà oltre il
completamento del centro
servizi sportivi “Fontanella
Bike Resort” in Comune di
Lusiana
anche
l’elettrificazione
dei
comprensori turistici di
Campolongo e del Monte
Verena.
Il “Fontanella Bike Resort”
dovrebbe diventare un centro servizi di supporto alle attività sportive, delle aree di
sosta e di percorso turistico
in particolare per gli appassionati di mountain bike ma
non solo. Nella località
lusianese trovano il loro fulcro numerose discipline sportive dallo sci di fondo d’inverno all’escursionismo d’estate. Su una spesa complessiva di 1.134.000 euro il progetto sarà cofinanziato dalla
Regione con quasi 900 mila
euro, una cifra incrementata
di oltre 250 mila euro dal primo stanziamento ipotizzato
grazie alla revoca di finanziamento di un progetto di un
altro Comune.
Anche l’elettrificazione dei
comprensori turistici di
Campolongo e di Monte
Verena, sarà supportata con
un consistente finanziamento regionale; su una spesa
complessiva di quasi un milione e mezzo di euro, un milione arriverà dalle casse regionali. Il progetto è stato ritenuto importante sia sotto il
profilo turistico sia sotto quel-
Bando per due settimane
di studio in Inghilterra
Scade il 23 febbraio, alle
12.00, il termine per la presentazione delle domande
per partecipare ad un periodo di studio di due settimane
comprensivo di corsi intensivi d’inglese dal 28 giugno
all’11 luglio 2009. L’iniziativa è rivolta agli studenti di
Asiago frequentanti la quarta superiore. La scuola individuata dal Comune di
Asiago è la Totnes European
School, situata a Totnes, ridente località del Devon, nel
Sud Ovest dell’Inghilterra.
L’Amministrazione Comunale interverrà con una borsa di studio pari ad • 773,40
a studente per la copertura
delle spese di alloggio in famiglia e corso intensivo di
inglese per i ragazzi residenti
ad Asiago. Il modulo di richiesta può essere ritirato
presso l’Ufficio del TurismoCultura del Comune di
Asiago. In caso di esubero
delle domande verrà stilata
una graduatoria basata sui
seguenti parametri: priorità
agli studenti che non hanno
mai partecipato alle iniziative
denominate “I giovani incontrano l’Europa”: progetti inseriti nel percorso culturale
attivato dal Comune di
Asiago; merito scolastico: gli
interessati dovranno allegare
alla richiesta di adesione copia della pagella riferita al
primo periodo dell’Anno Scolastico 2008-2009; reddito
familiare che verrà richiesto
solo in caso di parità di merito scolastico. L’esposizione
della graduatoria avverrà
martedì 3 marzo 2009, alle
ore 12.00, presso il Municipio di Asiago.
Per eventuali ulteriori informazioni pregasi contattare
l’Ufficio Turismo-Cultura del
Comune di Asiago ai seguenti
numeri: 0424-464081 0424/
600203 oppure visitare il sito
www.asiago.to.
L’INAUGURAZIONE DEI NUOVI LOCALI
DELLA SCUOLA REGINA MARGHERITA
Il 19 febbraio, giovedì grasso, alle 17 si terrà l’inaugurazione dei nuovi locali
della scuola per l’infanzia e asilo nido integrato Regina Margherita di Asiago, alla
presenza delle autorità religiose e civili. Dopo la benedizione e i discorsi ufficiali,
prenderà il via la grande festa di carnevale alla quale parteciperanno tutti i bambini della scuola con i loro genitori e che sarà aperta anche ai parenti degli alunni
e a tutta la cittadinanza. Un ‘occasione per stare insieme e visitare la struttura
oggetto nell’ultimo anno di un grosso lavoro di ristrutturazione.
lo ambientale considerato
che attualmente l’energia
elettrica alla stazione sciistica
e al centro fondo viene fornita da generatori a gasolio,
un sistema inquinante e rumoroso che con la realizzazione
del elettrodotto sarà
definitivamente tolto.
L’unico progetto non ammesso dalla Regione è stato il
recupero funzionale e la
riqualificazione di un plesso da
adibire a Istituto Europeo per
la Montagna da realizzare all’ex stalla modello detta “Cattedra” situata nella frazione
roanese di Canove. Il motivo
della non ammissione è stato
che la qualità progettuale non
è adeguata alla funzionalità
dell’opera e non risulta accertata la sua valenza europea
“Siamo decisamente soddisfatti per la risposta positiva della
Regione che ha accolto due
nostri progetti – commenta il
presidente della Comunità
Montana Giancarlo Bortoli –
Con questo Patto Territoriale
promosso dalla Comunità Montana ci vengono assegnati quasi due milioni di euro di contributo a fondo perduto, una
somma che fa seguito agli
svariati milioni ricevuti in questi anni per finanziare strutture ed opere a valenza turistica”.
Gerardo Rigoni
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
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Patronato, avanti con i lavori
ASIAGO
E’ stato portato a termine il
primo stralcio dei lavori, iniziati nei primi giorni di novembre dello scorso anno e
relativi all’ambizioso progetto fortemente voluto dalla Parrocchia di Asiago, di
ristrutturazione dei locali
dell’ampio piano terra del
patronato.
La nuova distribuzione
strutturale dei locali, secondo il progetto dell’ingegner
Paolo Lorenzi, permetterà
di fare del nuovo “Bar” del
Patronato un “punto di riferimento” permanente, una
sorta di base di partenza per
tutti i giovani della nostra
comunità che condividono i
valori pieni ed intensi dell’amicizia, dello stare assieme in un ambiente sano e
nello stesso tempo stimolante, condividendone valori ed
obiettivi altamente formativi; il nuovo bar diverrà così
il punto di collegamento tra
il cinema, la nuova sala giochi e gli impianti sportivi situati nella parte posteriore
del fabbricato, ovvero il
campo di calcio, il cui manto erboso è stato completamente rigenerato lo scorso
anno, i campi di pallavolo,
di pallacanestro e di calcio
a 5.
La prima fase dei lavori è
consistita nello smontaggio
e demolizione totale della
struttura precedentemente
esistente, creando così un
unico ampio locale che si
collegherà direttamente con
le varie ali del fabbricato. In
questi giorni inizierà la seconda fase dei lavori, costituita dalla posa dei vari
impianti tecnologici, ovvero
impianto idro-termo-sanitario, impianti elettrici e telefonici.
Una volta finite queste ope-
Prosegue l’opera di ristrutturazione dell’edificio di via Matteotti. La Parrocchia si appella
alla comunità per riuscire a far fronte all’ingente impegno economico richiesto
re, si procederà dunque con
la terza fase, comprendente gli interventi di finitura,
ovvero intonacatura, posa
della pavimentazione e
tinteggiature, dopodiché la
struttura sarà pronta per
l’ultima, complessa e costosa fase dei lavori, ovvero l’allestimento interno del
nuovo bar e sala giochi.
L’intera ristrutturazione
dovrebbe indicativamente
terminare verso la fine dell’estate prossima e, se non
sorgeranno particolari problemi in fase esecutiva dei
lavori, si può ipotizzare che
la nuova struttura potrà essere inaugurata, ed aprire
finalmente i battenti, entro
la fine di quest’anno.
L’impegno economico a
carico della Parrocchia di
Asiago previsto per portare a termine tale progetto
risulta essere ad oggi pari
a circa 300.000 euro, una
somma molto consistente
ed impegnativa che ci chiama tutti indistintamente a
contribuire, ognuno nella
maniera e possibilità che gli
sono consone, per realizzare in breve tempo questo
ambizioso progetto, peraltro ad oggi appena agli inizi
della sua fase esecutiva, di
alto spessore umano ed
educativo per la nostra comunità.
Tale aiuto potrà avvenire
con un’offerta straordinaria
“una tantum” effettuata
esplicitamente per tale ope-
ra, oppure con una “Adozione a favore del Patronato”, ovvero un impegno
eseguito da singoli e/o famiglie di versare una certa
somma per un certo tempo
a favore del Patronato. Le offerte potranno essere consegnate in
canonica o personalmente ai sacerdoti o versate
direttamente sul
conto corrente
della Parrocchia
n
°
IT86Q057286013
0058570005095
con causale “lavori Patronato”;
nel caso di “adozione” è
possibile ritirare in parrocchia
un
modulo
preimpostato.
A tale proposito informiamo che, a partire dal pros-
simo mese, sarà allestito
mensilmente in Chiesa
un apposito “banchetto”
dedicato
alla
ristrutturazione del patronato di Asiago, banchetto in
cui si potranno avere informazioni esaustive circa
l’aggiornamento dello stato dei lavori sopraindicati, la
situazione finanziaria esistente e le modalità per un
eventuale sostegno finanziario su cui la Parrocchia
è fiduciosa di poter contare in maniera significativa,
in considerazione dell’ingente impegno economico
intrapreso.
Alessandro Cunico
Gli appuntamenti dell’Unitalsi
Febbraio ricco d’appuntamenti per L’Unitalsi
Altopiano di Asiago. Si inizia domenica 8 con una raccolta di offerte nelle Parrocchie per le iniziative del
gruppo benefico. Segue poi
mercoledì 11 febbraio, nella Parrocchia di Tresché
Conca, con la collaborazione del Vicariato di Asiago,
un incontro di preghiera e
considerazione in occasione del 17° Giornata Mondiale del Malato ricordando anche l’anno di Santa
Bernardetta. Il momento di
preghiera e di riflessione incomincerà alle ore 20 con il
Santo Rosario a cui seguirà alle 20,30 la Santa Messa e la Processione con le
fiaccole. L’Unitalsi ha predisposto un servizio di pullman che tocca un po’ tutto
l’Altopiano, da Stoccareddo
con partenza alle ore 19 e
Foza con partenza alle
19.15 fino a Rotzo con partenza alle ore 19.25. Altro
incontro
organizzato
dall’Unitalsi sempre con la
cooperazione del Vicariato
di Asiago è fissato per sabato 14 febbraio alle ore
20,30 alla sala Grillo
Parlante dove il dott. Antonio Diella, presidente
nazionale
Unitalsi,
relazionerà su “La
centralità della persona
umana nella malattia”.
L’incontro è aperto a tutta la cittadinanza e si rivolge in particolar modo
agli operatori socio sanitari. L’incontro sarà preceduto alle 18 dalla Santa Messa con parola e
servizio dello stesso diacono Antonio Diella.
G.R.
Antonio Diella
Eugenia Barbierato
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Sabato 7 febbraio 2009
ATTUALITA’
E’ difficile il mestiere di genitori di figli in età adolescenziale,
ma è altrettanto faticoso essere adolescenti. Così come impegnativo è stato recepito
l’obiettivo proposto dal tema
della tavola rotonda tenutasi nell’aula magna della “Ragioneria”
di Asiago, nel secondo appuntamento degli incontri organizzati dal Comitato dei Genitori
dell’Istituto di Istruzione Superiore. La stessa relatrice, dottoressa Gabriella Coi, ha
esordito precisando come “Creiamo insieme la felicità dei nostri
figli” le fosse parso subito un titolo arduo, quasi impossibile.
l’Altopiano
Gabriella Coi: “Non esistono ricette e soluzioni preconfezionate, ma solo strumenti utili per
giungere a una maggiore consapevolezza”. Nel prossimo incontro organizzato dal Comitato dei
Genitori la dottoressa Danieli del Sert parlerà di vecchie e nuove droghe
“Ma raccogliendo il suggerimento della professoressa Polato, che
mi ha espresso la sua idea di come
sia necessario porsi obiettivi grandi e positivi – ha commentato –
ho riflettuto su come in fondo,
nel crescere i nostri figli, l’intenzione sia sempre quella di renderli
felici”. La psicologa, responsabile dell’Unità organizzativa età
evolutiva e riabilitazione psicosociale dell’Ulls 3, si è presentata
anche, e soprattutto, come mamma di figli in età di quelli dei geni-
tori presenti, sottolineando come
teorie e studi debbano poi essere
calati nella vita, dove le situazioni
possono risultare differenti, e
come il suo intervento non si proponesse di dire quali siano le cose
giuste da fare, offrire soluzioni
“confezionate” o ricette, bensì
delle indicazioni e una maggiore
consapevolezza di quella che può
essere la giusta strada da percorrere. “Una cosa però mi sento di
dire con certezza – ha aggiunto –
ed è quella che bisogna pensare
Domenica 8 febbraio si terrà il pranzo annuale di soci e simpatizzanti
za. Nell’ottobre del ‘44 il
sottotenente partigiano Antonio “Toni” Guerra, della Divisione Ortigara della Brigata Mazzini, assieme ad un
gruppo di partigiani, organizzò un’azione contro una caserma delle brigate nere a
Marostica per rastrellare
armi. L’esito della spedizione però fu negativo mettendo Toni Guerra e i suoi uomini in fuga. Un paio di giorni più tardi i nazifascisti si
misero alla ricerca dei partigiani che nel frattempo si rifugiarono a San Giorgio di
Perlena. Con il nemico alle
costole Toni fuggì verso
Breganze dove entrò d’istinto
in una casa con la porta aper-
ta trovando la giovane
Ortensia alla quale spiegò in
poche parole la sua situazione. Ortensia non esitò a nasconderlo nel granaio del piano
di sopra per poi scendere per
farsi interrogare dai soldati tedeschi. I militari insistevano sul
fatto che la ragazza stava dando rifugio ad un partigiano, ma
Ortensia ostentò una tal sicurezza nell’affrontarli che questi, dopo un po’, si allontanarono e Toni aveva salva la vita.
Solo sessant’anni dopo Toni
Guerra e Ortensia Parise si
sono incontrati nuovamente e
sarà proprio il gesto di coraggio di Ortensia ad essere ricordato e premiato dal gruppo locale dell’Anpi. Gerardo Rigoni
La Regione Veneto sensibile alla storia della Prima Guerra Mondiale
Un dvd agli studenti per
ricordare la Grande Guerra
Diecimila cofanetti per raccontare la Prima Guerra
Mondiale ai ragazzi delle superiori. L’opera e realizzata
dalla Regione Veneto in collaborazione con i “Musei all’aperto 1915/1918", con la
Biblioteca Bertoliana e il Coro
Edelweiss Monte Grappa.
“Il federalismo va inteso anche sotto l’aspetto scolastico come approfondimento,
attraverso i programmi della
scuola, di ciò che ha contribuito a formare la nostra
7
Adolescenza e rapporto genitori-figli
“Il cambiamento è sempre possibile”
L’Anpi premia Ortensia e Toni
protagonisti della Resistenza
Un pranzo per ricordare e
celebrare la Resistenza Partigiana. Lo propone la sezione altopianese dell’Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia, per domenica
8 febbraio. Al conviviale incontro, che viene ripetuto
all’inizio di ogni anno per
proporre un momento di aggregazione per soci e simpatizzanti, quest’anno parteciperanno Ortensia Parise di
Breganze e Antonio Guerra
di Bassano, protagonisti di
una vicenda del periodo della
Resistenza che li ha legati in
modo profondo e indissolubile. A loro l’Anpi
dell’Altopiano consegnerà
un attestato di riconoscen-
www.giornalealtopiano.it
identità, di ciò che è avvenuto
sul nostro territorio e che ci
rende consapevoli dei legami
sociali, culturali e di appartenenza”. È quanto ha affermato Elena Donazzan Elena
Donazzan, assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro
del Veneto, in occasione della
presentazione del cofanetto
“La grande guerra. Storia di
una terra e del suo popolo”,
nell’aula del complesso universitario San Nicola di Vicenza.
“Studiare la storia della gran-
de guerra – ha aggiunto l’assessore – di più e meglio di
quanto non si faccia attraverso i libri in dotazione alle nostra scuole, significa per la
Regione dare un forte impulso
culturale e di consapevolezza in
particolare dei momenti fondanti
la nostra società e la nostra storia. Nel 2008 – ha concluso l’assessore- abbiamo ricordato i 90
anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale combattuta in larga parte nelle province venete.
Il 4 novembre 1918 si è sancita
l’unità d’Italia fissata nella storia come la vittoria di Vittorio
Veneto, il cofanetto aiuterà gli
studenti a costruire la loro identità attraverso la storia e la cultura”. Il volume multimediale
sarà inviato a tutte le quinte superiori, ai Comuni, e Associazioni d’Arma con sede nel territorio regionale.
Daniel Finco
che è sempre possibile il
cambiamento”. L’incontro è stato un piacevole
insieme di informazioni,
esperienze, risultati di ricerche, anche recenti, che
hanno offerto nuove conclusioni su quelle che sono
le tappe di crescita e di
maturazione dei ragazzi. Un
cambiamento lento e complicato se visto nel globale,
ma allo stesso tempo rapido, con una trasformazione che viene vissuta tutti i
giorni, sia dal corpo che
dalla mente, tanto da far sentire
gli adolescenti spesso strani e fuori posto, mentre noi siamo portati, per la loro fisicità, a vederli
già adulti. Cambiamenti che, valutati dopo la visione offerta dagli
esperti, possono spiegare meglio
i motivi di malumori e le difficoltà, a volte impossibilità, a trattenersi. E se è vero che la vita d’oggi
rende più difficile per i genitori
dare regole e porre limiti, è altrettanto vero che a molti bambini e
ragazzi si tende risparmiare
l’esperienza della difficoltà, mentre per loro è necessario imparare, sperimentare. “Dare delle soluzioni sempre pronte, togliere
loro la possibilità di misurarsi
con le proprie capacità di affrontare le frustrazioni – ha detto la
dottoressa Coi – non è aiutarli,
anzi è come comunicare l’idea
di una debolezza, dirgli “non lo
sai fare”, invece i ragazzi devono allenarsi ad affrontare i pro-
blemi, sperimentare l’ambiente
esterno senza perdere la protezione della famiglia: i genitori non
debbono essere troppo protettivi,
ma neanche lasciare i ragazzi
soli.” La comunicazione, la coesione, l’adattabilità sono stati indicati come elementi centrali del
funzionamento familiare, tra gli
spunti offerti dalla relazione quelli
di porre domande anziché dare
direttive, spingendo i ragazzi ad
esprimere il loro parere o preferenza; spiegare i suggerimenti,
non imporli; evitare le
generalizzazioni, non criticare solamente, ma fare proposte positive; non rinvangare il passato, dare
il giusto peso alla discussione,
darsi del tempo e … usare l’umorismo, con il quale è più facile catturare l’attenzione dei figli. Così
come in modo spiritoso e
sdrammatizzato sono stati proposti dalla dottoressa degli esempi
di confronti e scontri fra quelli più
comuni tra genitori e figli, in cui
ci siamo tutti ritrovati, in particolare nelle cose che NON si dovrebbero fare. Ma se nell’ascoltare ci siamo sentiti inevitabilmente
impreparati, inadeguati al nostro
ruolo, percependo quasi come impossibili da mettere in pratica certi
suggerimenti, quanto recepito è
sicuramente utile per capire
meglio l’adolescente e le nostre
possibilità di aiutarlo a vivere
questo periodo della sua vita.
Un contributo che ci potrà pervenire anche dal prossimo incontro organizzato dal Comitato
dei Genitori, programmato per
le ore 20.30 di mercoledì 18
febbraio, sempre presso l’Aula
Magna dell’Istituto Tecnico
Commerciale di Asiago, quando la dottoressa Daniela Danieli,
responsabile del Sert dell’Ulls 3
relazionerà sul tema “Vecchie e
nuove droghe – educhiamo i figli”.
Silvana Bortoli
L’Avis in assemblea
Sono programmate per il 13 febbraio le assemblee straordinaria e
ordinaria elettiva dell’Avis Altopiano di Asiago. Il ritrovo è fissato
alle 19.45 presso il ristorante pizzeria Bowling in via
Rendola. Alla fine dei lavori, dopo le votazioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo per il quadriennio 20092012, ci sarà un buffet con pizza, crostoli e frittelle.
Concluderà la serata il ballo con orchestra.
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
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Hotel Europa Residence, storica struttura ricettiva
con tante offerte anche per la gente del posto
Prenotando la serata di SanValentino al ristorante St.Hubertus in omaggio un coupon da utilizzare al centro benessere
E’certamente una delle
strutture ricettive più affermate e prestigiose
dell’Altopiano, un albergo
storico che vanta più di
cento anni di vita e la cui
attività è cresciuta di pari
passo con il turismo ad
Asiago, di cui in questo
periodo si festeggiano i
100 anni. “Agli inizi del
1.900 nostro nonno
Marcantonio Mosele
Poslen – spiega il nipote
che porta lo stesso nome,
attuale proprietario del locale insieme al fratello Vito
– decise di abbandonare
in parte il suo tradizionale
lavoro di boscaiolo, per
iniziare l’attività turistica,
inizialmente a livello di
ristorazione e successivamente anche come alloggio. E’ con l’annessione dello stabile che si affaccia su piazzetta Pertile,
che nasce poi l’Albergo
Europa, sviluppatosi nel
tempo con una continua
evoluzione, grazie al lavoro portato avanti da diversi familiari. Con l’ultima
ristrutturazione, avvenuta
nel 1997, il vecchio fabbricato, completamente rinnovato, è stato attrezzato
dei migliori comfort, apprestandosi ad accogliere
la clientela più esigente,
offrendo il meglio di quanto si possa chiedere a un
albergo di prestigio”. Un
elegante ed esclusivo arredamento in stile montano, curato nei minimi dettagli, conferisce un tocco
caldo, caratteristico e
molto accogliente all’intera struttura ricettiva, che
comprende bar, il ristorante St. Hubertus e l’Osteria,
l’Hotel, il Residence, il
Centro Benessere ed
Estetico. Le camere e le
junior suite, alcune delle
quali si affacciano sul Corso, sono tutte dotate di frigo bar, Tv satellitare, radio, cassaforte, telefono,
internet connection, phon,
box
doccia
con
idromassaggio. Visitando
la struttura, proprio al centro di Corso 4 Novembre,
viene voglia di passarci
almeno un week-end, pur
abitando in Altopiano! Ma
l’atmosfera riservata, raffinata ed unica che si respira all’Europa non è solo
prerogativa degli ospiti
dell’albergo, anche la gente del posto vi può gode-
re. “Il bar, i ristoranti e il
nuovissimo “Beauty &
Wellness”, centro benessere e centro estetico,
sono aperti a tutti – spiegano i fratelli Mosele - Al
bar, che dispone anche di
un bellissimo spazio
esterno con numerosi tavolini, si possono gustare
tante specialità, in particolare gli aperitivi rinomati
per la loro varietà. Per
identificare il ristorante,
presente nelle principale
guide enogastronomiche,
lo abbiamo chiamato “St.
Hubertus”. I nostri chèf,
Alessandro Dal Degan
(che più volte si è visto
conferire importanti premi
o onorificenze, tra cui la
stella Michelin), e Alessio
Longhini, propongono
menù all’insegna dei migliori e ricercati piatti tipici
locali ed internazionali. C’è
poi l’Osteria, aperta stagionalmente, ambiente ideale per una colazione o un
pasto rapido in compagnia, con la sua atmosfera rustica ma ricercata.
Chi desidera un ambiente confortevole e tranquillo, adatto anche per abbinare un momento conviviale ad esigenze di lavo-
ro, può disporre dell’elegante e sobria “Saletta del
Cacciatore”, arredata in
stile rustico montano,
dove è possibile anche
parlare d’affari in tutta discrezione. Infine, con
l’apertura del centro estetico abbinato al centro benessere, chiunque lo desideri può trascorrere qui dei
momenti rigeneranti in tutta
riservatezza,
beneficiando di sauna
finlandese, bagno turco,
aroma terapie, doccia a
nebbia fredda e doccia tropicale, e di tutta una serie
di massaggi e cure specifiche per ritrovare bellezza
e benessere, sia del corpo
che dello spirito. Ai residenti
in Altopiano riserviamo degli sconti particolari su tutti i
trattamenti “. Tra poco è S.
Valentino, Festa degli Innamorati, la proposta che arriva dall’Europa è quella di tra-
scorrere la serata più romantica dell’anno al St. Hubertus,
con speciale menù degustazione con abbinamento di vini
di propria selezione. A chi prenoterà un tavolo per questa
occasione, sarà dato in
omaggio un coupon da utilizzare successivamente
presso il centro estetico
“Beauty & Wellness”. Informazioni maggiori si possono avere chiamando il n.
0424 462659.
Beauty & Wellness, il
centro estetico aperto a tutti
Un relax completo, in un
ambiente ospitale e riservato, con proposte e promozioni sempre nuove, e
varie agevolazioni riservate ai residenti, è così che il
centro benessere ed estetico “Beauty & Wellness” dell’Hotel Europa di Corso 4 Novembre ad Asiago si sta proponendo alla clientela locale. E chi si è già affidato alle
cure di Luisa Rossi, responsabile del centro, ha potuto
apprezzarne la bravura e la
professionalità, traendone un
immediato vantaggio, tanto
da decidere di scegliere un
ciclo completo di trattamenti, facendosi consigliare il più
indicato fra i tanti proposti.
“Oltre che per combattere i
rigori di quest’inverno, questo
è il momento ideale per iniziare i trattamenti e arrivare
in forma alla prossima estate – commenta Luisa – per
questo, nelle nostre promozioni offriamo cure e terapie
mirate, dai trattamenti per il
viso, ai fanghi termali alpini,
riducenti e tonificanti, agli
abbinamenti scrub e bagno
turco. La possibilità di sfruttare i servizi del centro benessere, abbinandoli alle cure
estetiche, consente di ottenere risultati migliori. Ricordo
che grazie agli abbonamenti
i trattamenti sono particolarmente convenienti e che è
possibile prevedere pacchetti
personalizzati a seconda delle esigenze”. Potremmo elencarvi una lunga serie di trattamenti e massaggi, tradizionali e innovativi, ma ci limitiamo a suggerirvi di fare una visita al centro estetico Beauty
& Wellness per rendervi conPAGINA REDAZIONALE
to personalmente di quanto
vi offre, informarvi su disponibilità e orari, valutando assortimento e convenienza.
Informazioni telefoniche si
possono avere al n. 0424
462659.
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l’Altopiano
Sabato 7 febbraio 2009
ROANA
Il pomeriggio del 12 dicembre scorso non se lo scorderà facilmente la ventina di
soccorritori intervenuti per
fermare un soldato statunitense che voleva farla finita
gettandosi dal ponte di
Roana. Il soldato alla fine si
era lasciato cadere nel vuoto ma da una posizione che
lo ha fatto finire tra gli alberi
salvandogli la vita. Solo il lavoro d’insieme di sei reparti
diversi di pubblica sicurezza
e di soccorso ha scongiurato il peggio e ha permesso
9
Nella festa degli Alpini di Treschè Conca
presentati il nuovo direttivo e i programmi
Il Carnevale dei bambini
Si svolgerà sabato 21 febbraio dalle ore 15.00 la 13^
edizione del Carnevale
Roanese completamente
dedicato ai bambini presso il
Palazzetto dello Sport, tra
Roana e Mezzaselva.
La festa, voluta dall’Amministrazione Comunale e organizzata dall’Ufficio Cultura e Turismo del Comune di
Roana con la collaborazione
della Pro Loco di Roana,
proporrà gonfiabili giganti, un
parco giochi colorato, laboratori creativi, postazioni
truccabimbi, uno spettacolo
di varietà e magia, baby
dance, musica, pupazzoni dei
cartoni animati e molto altro
ancora.
La giornata sarà allietata
anche dalla distribuzione dei
dolci tipici del carnevale.
Inoltre, la macchina dello
zucchero filato e colorati palloncini saranno a disposizio-
www.giornalealtopiano.it
ne di tutti i bambini. L’ingresso è gratuito. Il Comune di
Roana patrocina, inoltre, una
piccola sfilata di carri e di
gruppi mascherati che avverrà lo stesso giorno a Cesuna,
a partire dalle ore 14.00.
L’evento, indicato per maggiori di anni 12, è organizzato
dal Gruppo Folk di Vezzano
Ligure e, dopo la sfilata che
partirà dal piazzale della
Chiesa e si concluderà in centro paese, si esibiranno le
Bande Musicali di La Spezia,
Chiuppano e Cesuna. Seguiranno spettacoli e giochi
carnevaleschi, mentre un
buffet con prodotti tipici liguri
sarà aperto a tutti. Si ringraziano le Pro Loco di Roana e
Cesuna, la Protezione Civile
del Comune di Roana, la Polizia Locale, il Comando Carabinieri di Canove, il Corpo
Forestale dello Stato (Comando Stazione di Roana e
di Cesuna), il Gruppo Folk di
Vezzano Ligure, le Bande
Musicali di La Spezia,
Chiuppano e Cesuna e tutti i
volontari che renderanno possibili questi gioiosi momenti di
festa.
Il gruppo, ora guidato da Armando Panozzo, sempre
pronto a collaborare alle iniziative per il paese
Sabato 24 gennaio, presso
l’albergo Miravalle di
Treschè Conca, si è tenuto
l’incontro del Gruppo Alpini
locale, in occasione dell’annuale assemblea di fine
anno. Gli Alpini di Treschè
Conca si sono dunque riuniti per la cena, durante la
quale è stato presentato il
nuovo direttivo; quest’ultimo, instauratosi dopo il 14
luglio in conseguenza alle
dimissioni del Capogruppo
precedente, è composto dal
nuovo Capogruppo Armando Panozzo, il Consigliere
Sezionale Paolo Frigo, il Segretario Eder Panozzo
Teresele, il Revisore
Cristian Panozzo Mao e infine i Consiglieri Vasco
Berto e Andrea Sordello.
Nel corso della serata, organizzata anche per il rinnovo dei tesseramenti, il
direttivo ha presentato un
nutrito programma per l’anno in corso, con l’auspicio
della collaborazione da parte
La cerimonia alla Caserma Ederle di fronte alle massime autorità a Stelle e Strisce
Le forze di polizia premiate all’Ederle
pa, di concerto con il Colonnello Lorraine Breen, Comandante del Reparto Medico-ambulatoriale delle
Forze Terresti Statunitensi
di stanza a Vicenza, ha offerto un pranzo in segno di
riconoscimento nei confronti dei reparti intervenuti quel
Giulia Panozzo
Il nuovo direttivo del gruppo Alpini Treschè Conca
Premiati i soccorritori del soldato statunitense
che voleva gettarsi dal ponte di Roana
che il soldato tornasse, dopo
un periodo di convalescenza
in Italia, ad abbracciare i suoi
cari in California.
Il 29 gennaio il Generale di
Divisione William B. Garrett
III, Comandante della Forza
Tattica Dell’Esercito degli
Stati Uniti del Sud dell’Euro-
di tutti i soci alpini. Il Gruppo di Treschè Conca collabora infatti da anni con la
ProLoco e la Parrocchia,
contribuendo attivamente
alla realizzazione delle iniziative più varie riguardanti
il paese. Ringraziando i
presenti per la numerosa
partecipazione all’incontro,
il direttivo si augura di soddisfare tutte le aspettative
del proprio Gruppo.
giorno. A partecipare all’evento quattro agenti del
Corpo della Forestale dello
Stato, in rappresentanza del
coordinamento distrettuale
di Asiago e del Comando
Stazione di Roana, tre vigili del fuoco di Asiago, due
carabinieri della stazione di
Canove, due volontari del
Soccorso Alpino, due agenti
della Polizia Municipale di
Roana e due medici del
Pronto soccorso che hanno ricevuto un attestato di
riconoscimento per il servizio svolto e per il grado di
professionalità dimostrato e
apprezzato dagli stessi comandi statunitensi che hanno sottolineato come le operazioni di soccorso siano
state particolarmente delicate a causa della pendenza del terreno dell’anfratto
in questione, nonché della
folta vegetazione che rendeva il recupero estremamente difficile.
“Siamo qui quest’oggi per
esprimere il nostro ringraziamento nei confronti di
tutti i reparti che sono intervenuti nelle operazioni di
salvataggio del soldato,
nonché all’Ospedale Civile
di Asiago, il cui personale
ha svolto un lavoro medico
encomiabile nell’assistenza
pre-ospedaliera
e
traumatologica - ha dichiarato la Breen - È grazie alla
vostra professionalità ed
alla vostra competenza tecnica se il soldato è oggi in
vita e si sta rimettendo in
salute negli Stati Uniti; non
ci sono parole per esprimere la nostra gratitudine nei
vostri confronti”.
Gerardo Rigoni
8
l’Altopiano
Sabato 7 febbraio 2009
GALLIO
All’interno dell’ultimo numero dell’opuscolo “Platten”,
trimestrale a cura delle parrocchie dell’Altopiano, il pezzo: “Canonica: quale futuro?”
ha rinnovato una giustificata
curiosità. La mossa d’obbligo è stata contattare il protagonista, Don Lauderio Dal
Bianco, quivi definito “parroco senza fissa dimora”,
che ci ha sbolognato con un
no comment. L’altro interprete della querelle, l’Amministrazione galliese, si è invece resa disponibile a farci
consultare l’ultima missiva
(peraltro agli atti), datata 1
dicembre e indirizzata al Parroco, al Consiglio Pastorale
Parrocchiale e al Consiglio
Affari Economici Parrocchiale. Nella lettera, elencati
in ordine cronologico i dieci
incontri avvenuti fra le parti
in oltre 3 anni, nel tentativo
di risolvere la questione, che
qui di seguito riassumiamo.
Va però sottolineato, che il
primo incarico per la progettazione della ristrutturazione
della canonica, fu affidato
all’Ing. Paolo Lorenzi dall’allora Amministrazione (come
dallo stesso riferito) e risale
ad agosto 1995, con tanto di
delibere, destinazione di fondi (500 milioni all’epoca) previsione di inizio lavori…ergo,
10
“Chi troppo vuole…”: la questione,
ormai annosa, della canonica
questo affaire ha 14 anni di
invecchiamento e le date riportate di seguito sono riferite esclusivamente ai rapporti intercorsi con l’attuale
Amministrazione in carica.
Così, con la prossima, saranno tre le Amministrazioni
coinvolte in questo caso: una
che eredita dall’altra la patata bollente…dovere di cronaca!
Ed ecco, dopo 10 anni di silenzio,
la
recente
cronistoria…
Agosto 2005 - proposta dell’Amministrazione: trasferimento della canonica nell’excasa del Cappellano, composta da 2 stanze al pianterreno, un appartamento di 70 mq
con 2 camere da letto al primo e altre 2 al secondo con
bagno, ristrutturata a nuovo.
Il piano terra dello stabilecanonica, una volta ristrutturato, riservato alla Parrocchia e gli altri 3 piani, utilizzati dalla collettività galliese.
Settembre 2005: data la disponibilità dimostrata dal
Parroco, Gli viene chiesto di
far presenti le necessità, circa gli spazi da realizzare al
piano terra, ferme restando
le scelte riguardo gli altri 3
piani.
Novembre 2005: incontro per
dar disposizioni al tecnico
(Ing. Lorenzi) ancora una
volta scelto per il nuovo progetto preliminare.
Dicembre 2005: presentazione del progetto (integrato,
come da espresse richieste
del Don, di garage triposto,
cucina e ripostiglio, 3 aule e
sala polifunzionale con servizi). Soddisfazione - con riserva per consultazione col
Consiglio Pastorale - dello
stesso.
Natale 2005: riunione delle
controparti, stavolta in Patronato. Opposizione al progetto da parte di alcuni membri
del Consiglio Pastorale presenti: “niente spostamento
della canonica…”
Agosto 2006: consegna da
parte del Parroco, del niet del
Consiglio e dell’Ufficio Amministrativo Diocesano, circa lo spostamento dalla sede
parrocchiale all’ex-casa del
Cappellano,in un documento in cui si sottolinea lo jus
patronatus, introdotto dalla
stessa Amministrazione, allo
scopo di ristrutturare la scalinata della chiesa. (La susseguente proposta dell’Amministrazione, prevede: il piano terra dello stabile alla Parrocchia; il primo all’abitazione del Parroco; il secondo e
il sottotetto alla collettività,
oppure come extrema ratio,
la cessione del fabbricato alla
Parrocchia, con l’intento anche, di comprendere se Il
Consiglio Pastorale intendesse la proposta, come
acquisizione a titolo gratuito…
Settembre 2006: il Parroco
riferisce la volontà del Consiglio Pastorale Parrocchiale, di acquisire lo stabile, piuttosto che suddividerne l’uso
in due parti (2 piani alla Parrocchia, 2 alla collettività), in
quanto il 1° piano sarebbe
Le borse di studio intitolate ad Antonio Pertile e Sonia Sartori
La mattina del 24 gennaio
scorso nella sala consiliare
del Municipio galliese, alla
presenza della famiglia di
Antonio Pertile, del Sindaco
Stella, di alcuni membri dell’Amministrazione e di Direttori, Presidi ed Insegnanti
delle Scuole elementari, medie e superiori frequentate da
ragazzi residenti nel Comune
di Gallio, sono state consegnate le Borse di studio a studenti meritevoli di ogni ordine e grado, intitolate quest’anno, oltre che ad Antonio
Pertile, anche a Sonia Sartori.
Alle Scuole elementari di
Gallio e Stoccareddo, è stata
assegnata forfettariamente,
www.giornalealtopiano.it
una cifra rispettivamente di
600 e 300 euro, a beneficio
dell’intera scolaresca, mentre per le altre scuole il parametro di merito è stata la
media dei voti ottenuti. Gli
importi erogati: 130 euro per
le medie, 180 per le superiori, 500 per l’Università.
L’Amministrazione ha voluto inoltre donare a studenti e
scuole, alcuni libri rappresentativi del territorio e della sua
storia: “Magico Altopiano”,
“Toponomastica
e
microstoria di Gallio”, “Guerra 15-18 -immagini da ieri a
oggi”, “Libro dei Baù di
Stoccareddo”. Premiati per
le Medie: Elena Finco, Vale-
ria Rossi, Gabriele e Giulia
Troisi, tutti con media superiore all’otto; per le Superiori: Michael Lunardi, Stefania
Carli, Andrea Finco, Giacomo Troisi, Elisabetta
Paccanaro,
Martina
Grigiante, Stefania Agostini e
Valentina Finco, con medie
da 7,5 a 8 ed oltre; infine gli
universitari:
Matteo
Pernechele, studente in
“Scienze dei materiali” e
Chiara Sambugaro, studente
in “Scienze e tecnologie alimentari” entrambi iscritti all’Università di Padova. Viva
la soddisfazione dei genitori
e degli insegnanti presenti,
grande l’orgoglio degli studenti, che invece di scegliere il comodo “livellamento al
basso” hanno saputo distinguersi con quell’impegno e
quella serietà che oggi più
che mai son necessari per
farsi largo nella vita.
Beppa Rigoni Scit
Michele Troisi
Chiara
Sambugaro
Un alunno ritira il premio
assegnato alle scuole
Elementar di Gallio
dovuto diventare “office”
parrocchiale e il secondo abitazione del Parroco, mentre
nel sottotetto potevano essere
realizzati degli alloggi per sacerdoti presenti in loco in festività e periodi estivi.
Espresse inoltre richieste di
contribuzione da parte del
Comune
nella
ristrutturazione, mantenimento dello jus patronatus
e alloggio del Parroco nell’ex-casa del Cappellano,
durante
i
lavori.
Rivalutazione da parte del
tecnico, il solito noto Ing.
Lorenzi, circa le nuove richieste. (importo previsto:
600.000 euro).
Novembre 2006: l’Amministrazione comunica il costo
per la ristrutturazione e il
Segretario sttolinea le implicazioni legali di un intervento così oneroso per la
comunità, a favore esclusivo della Parrocchia.
2007: anno speso in toto, fra
relazione all’Ufficio lavori
pubblici, sopralluoghi, assestamento del bilancio con
riduzione di 590.000 euro.
Gennaio 2008: un breve comunicato sul foglio parrocchiale mette a conoscenza
l’Amministrazione, dell’allontanamento del Parroco
dalla canonica.
Febbraio 2008: incontro in
cui l’Amministrazione dichiara di voler ristrutturare
la canonica, ferma restante la proprietà del Comune,
con concessione d’uso alla
Parrocchia, fermo restante
l’investimento di 600.000
euro, e la messa a disposizione della collettività
galliese, del piano terra.
Novembre 2008: nuova bozza di convenzione predisposta dal Consiglio Pastorale
Parrocchiale, depositata in
Comune dal Parroco, in cui
si chiede all’Amministra-
zione di: “portare a termine
l’opera integrando le somme eccedenti l’importo destinato di 600.000 euro”;
“destinare l’intero immobile a canonica al parroco ed
eventuali
sacerdoti
coadiutori, a ufficio ed archivio parrocchiale e a sede
delle attività istituzionali
della Parrocchia”; “destinazione del piano terra a sede
della Caritas con garage e
cantina a uso esclusivo della
canonica. (…Come se collettività e parrocchiani
fossero 2 entità astratte e
disgiunte. Ndr). Testualmente riportata la dichiarazione del Comune: “Leggendo questa nuova bozza
di convenzione, dobbiamo
constatare che nonostante
tutti gli incontri, non siamo
giunti ad una convenzione
condivisa, che tenga conto
anche delle necessità della
collettività, che l’Amministrazione ha il dovere di
rappresentare in toto”.
Dicembre 2008: l’Amministrazione, essendo a fine
mandato, ha deciso di passare la palla, nell’intento di
non vincolare le future scelte amministrative alle attuali, tenendo comunque
ferma la disponibilità a concedere al parroco l’uso dell’ex-casa del Cappellano,
libera da persone, in attesa
che vengano dissipati dubbi e fraintendimenti, circa
l’oneroso esborso che l’intervento sullo stabile richiederà.
Inizio 2009: a tutt’oggi nessun riscontro da parte del
Consiglio Pastorale Parrocchiale, dal Consiglio Affari
Economici Parrocchiale e
dal Parroco.
“No comment”, stavolta, lo
diciamo noi…
Beppa Rigoni Scit
8
Sabato 7 febbraio 2009
GALLIO
Grazie ai Baù la scienza ha
potuto scoprire un meccanismo mai finora descritto per
comprendere il funzionamento del rene, e quindi capirne le
disfunzioni e le cause di
malfunzionamento.
Nell’ambito di una conferenza stampa tenutasi martedì 3
febbraio a palazzo Godi Nievo,
sede della provincia di
Vicenza, la fondazione malattie rare “Mauro Baschirotto”
ha reso noti i primi risultati
della ricerca condotta sulla
popolazione di Stoccareddo di
Gallio che, come ormai noto,
è composta prevalentemente
da Baù.
Lo studio comprende un’ampia gamma di nozioni, a partire dall’origine del paese (circa 1.200 d.C.), dalla possibilità di un unico fondatore maschio e dall’elevata aggregazione di Baù appunto.
Nel corso degli anni sono stati
raccolti numerosi dati clinici ed
anagrafici ed è stata compiuta una dettagliata anamnesi
delle malattie degli avi. Il tutto
è stato catalogato nei
database della fondazione.
I ricercatori Gilberto
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
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Dai Baù il segreto per sconfiggere
il malfunzionamento del rene
La fondazione Baschirotto ha reso noti i primi dati sulla ricerca effettuata sulla popolazione di Stoccareddo
Wimer Baù e Antonella Stella
durante la conferenza stampa
Andrighetto e Uros Hladnik,
in collaborazione con l’Università di Trieste, hanno illustrato i primi risultati degli studi condotti attraverso la risonanza magnetica nucleare
urinaria. Tecnicamente, l’analisi ha identificato tre gruppi nei
quali i valori di amminoacidi
sono apparentemente legati
tra loro, con ipotesi, in alcuni
casi, di nuovi network
amminoacidi. Tradotto, significa che è stato trovato un
meccanismo mai finora descritto per comprendere il funzionamento del rene, e quindi
capirne le disfunzioni e le cause di malfunzionamento.
Questo è stato possibile gra-
zie ad esami dermatologici, allo
studio delle preferenze alimentari e ad analisi del sangue e
delle urine condotti su 557 Baù
di Stoccareddo (300 femmine
e 257 maschi).
Si tratta di uno studio unico nel
suo genere. Su 184 persone
non è stata individuata alcuna
condizione patologica.
La ricerca è iniziata nel 2002
e in 6 anni sono state effettuate visite plurispecialistiche con
raccolta di dati clinici relativi a
pressione,
misure
antropometriche, stato di salute
generale,
terapie
farmacologiche in atto, abitudini alimentari, esami
audiometrici, prelievi di sangue
per studi genetici ed esami biochimici. Ben presto le caratteristiche che un isolato genetico hanno messo in rilievo
sono state talmente tante e
talmente interessanti da allargare il campo di studio.
I ricercatori hanno spiegato
che si tratta di un’importante
base per studi futuri, come è
avvenuto ad esempio per la
popolazione Hamish americana e le cui ricerche, a distanza
di 20 anni, ancora vanno avanti.
«Gli isolati genetici – hanno
spiegato i ricercatori
Andrighetto e Hladnik - costituiscono un prezioso e forse
irripetibile oggetto di studio per
le malattie multifattoriali, essendo potenzialmente in grado di mettere a nudo fattori
genetici e ambientali, come
diabete, cancro, ipertensione,
patologie
cerebrocardiovascolari e molti altri
aspetti clinici e non».
Sono anche iniziati gli studi sui
Baù emigrati ma si necessita
di ulteriori informazioni per
avere dati statisticamente ri-
levanti.
Presente alla conferenza stampa, oltre ad Anna Baschirotto,
i ricercatori e gli assessori provinciali Martini e Bonotto, anche il sindaco di Gallio
Antonella Stella e l’assessore
Vimer Baù.
«Ho stretto un bellissimo legame con Anna e Mauro
(Baschirotto, ndr) perché
sono due splendide persone
che hanno saputo trasformare il dolore della morte del fi-
glio in forza propulsiva per andare avanti – ha dichiarato
Antonella Stella – ed è un onore poter collaborare con loro».
La ricerca della fondazione è
stata infatti possibile anche
grazie al laboratorio distaccato sito a Gallio.
Provincia e Fondazione stanno organizzando una manifestazione per raccogliere fondi
in favore della ricerca. I dettagli saranno resi noti a metà
febbraio.
Luigi Frigo
SAN VALENTINO A GALLIO
Dopo il successo della “Sera nera” la “Pro Gallio”, in
collaborazione con i commercianti, gli Alpini e la parrocchia, organizza per il 14 febbraio la “Festa di S.
Valentino”. Il programma prevede alle 14 una gara di
slitte e bob al Sisemol con un concorso che vedrà premiata la slitta più bella e caratteristica.
Alle 18 sarà celebrata la messa alla quale sono invitate
le coppie che festeggiano il 5.°, 10°, 15°, 20° e più anni
di matrimonio. A seguire al ristorante “Concordia” si
svolgerà la cena con, direttamente da “Canale Italia”, il
gruppo musicale “Franco, Elisa e Walter” e annessa gara
di ballo. Il programma della “Pro” proseguirà con la
festa ai giardini per l’ultimo di carnevale e la gara di
“Tiro con i ovi” in piazza a Pasquetta che quest’anno
riserverà delle sorprese.
E.Z.
GRAZIE AGLI ALPINI E DONATORI DI CONCO
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l’Altopiano
Sabato 7 febbraio 2009
www.giornalealtopiano.it
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La Marciabianca c’è, con molte novità
ENEGO
Pagina a cura
di Stefania Simi
Febbraio, per il paese di Enego
è da molti anni ormai, il mese
della Marciabianca, fin dal
1973 quando nacque, prima
Granfondo d’Italia; tuttavia
quest’anno c’è grande attesa
per questo appuntamento sportivo, fissato per il 21 e 22 febbraio, ed i motivi sono vari.
Innanzitutto riprende vita dopo
due anni, nelle stagioni 2007 e
2008 infatti la manifestazione
è stata annullata per varie cause, fra le quali anche mancanza di neve. Quest’anno che la
neve ci ha deliziato e continua
a farlo con abbondanza, si torna in pista e come recita la frase che promuove l’appuntamento sulla bianca piana di
Marcesina: “la Marciabianca
c’è”. Una 37^ edizione all’insegna dell’innovazione, della
tecnologia, un’edizione che si
preannuncia come un momento di svolta rispetto al passato,
pur nel rispetto della tradizio-
L’appuntamento è fissato per il 21 e 22 febbraio - Il cronometraggio della gara per la prima volta
verrà effettuato tramite tecnologia chip - La piazza di Enego al centro della manifestazione
ne e si preannuncia decisamente più vivace, non fosse
altro che per l’appuntamento
più che altro ludico di sabato,
quando le piste saranno riservate alla gara dei più giovani:
Marciabianca Kids. Una competizione che viene rilanciata
e si rinnova, come hanno voluto in particolare il sindaco
Igor Rodeghiero e l’assessore allo sport e turismo Davide
Dalla Costa; nell’organizzazione, il posto trainante lo ha,
come di consueto il Comune
di Enego che tuttavia per la
prima volta si è affidato ad una
società specializzata nell’organizzazione di eventi sportivi, lo
Studio RX di Marostica. Nel
Comitato Organizzatore Locale poi, non sono poche le Associazioni che hanno dato il loro
contributo, e fra queste non
mancano nemmeno le associazioni storiche, ovvero quelle che da sempre si mobilitano
per questa gara: Scuola Sci
Fondo Enego, Polisportiva
Libertas Enego, Cassa Rura-
le Bassa Valsugana, S.E.L.E.
Sodalizio Eneghese Emigranti, Ass. Commercianti e Artigiani Enego, Ass. Soccoritori
Monte Lisser, Donatori Sangue Avis, Associazione Nazionale Alpini Sez. Enego, Associazione Nazionale Alpini sez.
di Bassano del Grappa/Santa
Croce, Albergatori Enego,
U.S. Enego Calcio, Pro Loco
Enego, Vigili Del Fuoco di
Tezze Valsugana. Un occhio
al sociale ed al benessere dei
bambini, non è mancato, ed in
effetti la Marciabianca ha voluto al suo fianco l’Associazione Mauro Baschirotto per la
Ricerca Malattie Rare e Telefono Amico Bassano. Come
sempre inoltre, non manca il
patrocinio di: Regione Veneto
e Provincia di Vicenza. Altra
novità, la Marciabianca, da
quest’anno, è uno dei tre eventi
che, con la Granfondo DOC
di ciclismo di Breganze, e la
Mezza Maratona del Brenta,
costituiranno il Primo Gran
Prix Endurance RX. Tra le in-
novazioni, quelle tecnologiche
risultano le più ghiotte e senza
dubbio la più importante è quella rappresentata dal sistema di
cronometraggio della gara che
per la prima volta verrà effettuato tramite tecnologia chip
offerta
dal
sistema
ChampionChip leader mondiale
nel cronometraggio di eventi sportivi. Si tratta di un bracciale da
caviglia, ogni concorrente ne
indosserà uno, che manda i dati
dei passaggi dei concorrenti e del
loro tempo, dai diversi punti di
rilevamento posizionati lungo il
tracciato, direttamente ai computer della segreteria di gara.
Un’ altra iniziativa, è rappresentata dal fatto che il centro di
Enego, ovvero Piazza S. Marco, non resterà più, come è sempre stato, al margine della manifestazione sportiva, ma sarà piuttosto il fulcro attorno al quale graviterà tutto il pre e post gara. In
piazza troverà posto un ampio
capannone che ospiterà le segreterie, dove dal pomeriggio di
sabato verranno consegnati i
pettorali, ma soprattutto sarà luogo di premiazioni, festa e vivace
vetrina per gli sponsor. Domenica poi, prima delle premiazioni,
alle 12:30, gestito dal gruppo
Alpini Enego/Bassano, per gli
atleti e per chiunque desideri partecipare, ci sarà il Pasta Party.
Ottimo e ben articolato infine è
anche il sito dedicato alla
Marciabianca, è esauriente e dà
ogni tipo di informazione, tanto
al curioso, quanto a chi, intenzionato a partecipare all’evento
sportivo, vuole iscriversi. Tutti i
servizi per gli atleti, ovvero l’accoglienza della domenica, spogliatoi, servizi di sciolinatura troveranno invece posto, come di
consueto, intorno all’area del rifugio Centro Fondo Enego in Val
Maron, che è anche luogo dove
saranno posizionati partenza ed
arrivo.
Per quanto riguarda la vera
e propria Marciabianca, il
percorso che è stato preparato al meglio dal team del
Centro Fondo Enego, coordinato dal responsabile tecnico Stefano Ipino e dal direttore di pista Roberto
Caregnato; già in autunno
era stato individuato il tracciato base che poi è stato valutato e rivalutato, anche in
seguito alle abbondanti nevicate. In pratica vengono proposti due percorsi: ai classici
50 km è stato affiancato un
percorso più breve, di 25 km,
un tracciato questo, davvero
alla portata di tutti, senza tuttavia togliere fascino alla
manifestazione, che anzi, così
facendo permette la partecipazione di un maggior numero di appassionati.
Nel percorso tradizionale i
partecipanti toccheranno alcuni dei luoghi più affascinanti della piana di Marcesina,
come
Casonetti
e
Campocavallo prima di raggiungere il Monte Cimone,
scenderanno nuovamente in
Marcesina con un giro attorno alla Piana per poi raggiungere località Barricata sconfinando così di 7/8 km in
Trentino. Un’ultima fatica attraverso la Valbrutta e le successive salite e quindi si approderà al traguardo finale.
Gli organizzatori sanno benissimo, che nell’anno del
rilancio non si può aspirare
ad avere un numero di iscritti come nei tempi migliori,
ma fondamentale è “rimettersi in pista”, rientrare nel
circuito delle Granfondo.
Anche se i migliori atleti nazionali saranno sicuramente
assenti, in quanto impegnati
nei Campionati Mondiali in
programma dal 12 febbraio
al 4 marzo, hanno comunque
assicurato la loro presenza
altri nomi di spicco, e soprattutto molti giovani emergenti
provenienti dai vari Corpi di
Polizia, Carabinieri, Forestali,
Finanza.
Nei tempi pionieristici, la
Marciabianca, veniva organizzata grazie ad un piccolo
gruppo di persone che tuttavia sapevano coinvolgere
l’intero paese, e che puntavano proprio sulla bellezza
selvaggia della piana di
Marcèsina per pubblicizzare
la Granfondo. Erano i tempi
eroici, dell’organizzazione
casalinga, in cui gli iscritti, fra
i quali molti stranieri, superavano il migliaio, in cui intere famiglie eneghesi si trovavano coinvolte nelle tante
mansioni necessarie per la
buona riuscita, non ultima,
preparare pentoloni e
pentoloni di minestrone e bro-
do che venivano offerti ai partecipanti, nei punti ristoro lungo il percorso. Nel Comitato
Organizzatore Locale (COL)
non mancavano le associazioni sportive e di volontariato che
rappresentavano il vero motore trainante dell’evento, e che
con la volontà e con tanto lavoro la crearono nel 1973, traghettandola fra mille difficoltà
fino ad oggi.
In passato, i partecipanti più
allenati e coraggiosi potevano
confrontarsi addirittura in un
percorso che superava i 100
Km di lunghezza. Il tracciato
veniva segnato con un sistema che oggi ci fa sorridere, un
aneddoto che lo testimonia, ri-
Tutti i dettagli dell’evento
Marcèsina, che in questo
periodo assomiglia molto ai
paradisi scandinavi, patria
dello sci di fondo, accoglierà
non solo il ritorno della
Marciabianca, ma nella giornata di sabato, dalle ore
15.00, anche una Mini marcia, una prova di pochi chilometri , 2 e 4, dedicata ai più
giovani, dai 7 ai 17 anni, che
da poco hanno conosciuto e
si sono appassionati a questa bellissima disciplina.
Per coinvolgere i mini atleti,
sono state invitate tutte le società delle provincie di
Vicenza e Trento e tutte le
scuole. Il pomeriggio sarà arricchito dalla musica e dai
colori del carnevale, sono
previsti i divertenti giochi
gonfiabili, ma anche simpatici animatori che organizzeranno giochi sulla neve. Tutto sarà all’insegna del Carnevale e quindi fondamentalmente un pretesto per fare
festa e per coinvolgere i bambini, di tutte le età, che saranno presenti.
Agli adulti invece, che gareggeranno il giorno dopo, è offerta l’ interessante opportunità di poter provare le attrezzature .
Alla sera, in paese, sempre
in piazza San Marco, verranno premiati i più giovani, consegnati i pettorali e si terrà la
presentazione dei top–ski,
ovvero i probabili vincitori
della competizione, infine
sarà offerto ai turisti e a tutti
coloro che vorranno partecipare un divertente spettacolo di cabaret. All’interno del
capannone troverà inoltre
posto, fin dal primo pomeriggio, l’expò, una vetrina per gli
sponsor tecnici della manifestazione, fra tutti Sportful, ma
anche Fischer, Swinx, Ski
Trab, Alpina, Madshus.
Note storiche
sale alla fine degli anni 80
(ieri!) quando per due anni,
la Marcia venne sospesa.
Allora alla base della scelta
c’era la neve, ma non la scarsità, piuttosto l’abbondanza,
che mise in difficoltà i modesti mezzi a disposizione. All’epoca, per segnare i binari
c’era un sistema che oggi, dati
gli attuali macchinari, risulta
davvero comico, si trainavano con il gatto delle nevi, due
uomini con gli sci ai piedi, lungo tutto il percorso; con quelle abbondanti nevicate, il sistema risultò insufficiente, gli
uomini al traino sarebbero
scomparsi, finiti sepolti dal
manto bianco!
8
l’Altopiano
Sabato 7 febbraio 2009
www.giornalealtopiano.it
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Allarme cinghiali, in pericolo orti e pascoli
LUSIANA
Pagina a cura
di Egidio Zampese
I cinghiali continuano a provocare danni ai terreni. Nelle notti scorse hanno preso
di mira un appezzamento della famiglia Pozza a sud di via
Casetta di Santa Caterina di
Lusiana. Alla ricerca di bulbi
di fiori o patate, gli animali
hanno scavato nei prati per
centinaia di metri quadrati rovinando il cotico erboso. Le
incursioni si sono ripetute per
varie notti e al mattino delle
bestie voraci non è stata trovata traccia. Per arginare questo fenomeno la Provincia ha
autorizzato i cacciatori ed eseguire alcune battute nell’area
Avvistati 16 esemplari che si aggirano in territorio di Lusiana creando notevoli disagi
La provincia ha autorizzato battute di caccia per tentare di risolvere il problema
presa di mira che va da
Laverda di Lusiana al monte
Xausa sempre in comune di
Lusiana. Dopo i danni registrati
nella zona di Sasso e Perarola,
altri prati e orti sono stati devastati e l’allarme è cresciuto
fino a spingere i cacciatori a
chiedere alla Provincia di eseguire battute con l’ausilio di
cani da caccia. Una prima
battuta, senza cani, aveva
fruttato l’abbattimento di due
esemplari mentre altre due
battute eseguite nelle scorse
domeniche non hanno dato
esito positivo. Nella zona
impervia e incolta di Laverda
gli animali selvatici trovano rifugio nei fitti roveti e stanarli
diventa un problema che potrebbe essere risolto solo con
l’ausilio dei segugi. Osservando da lontano la zona, i seguaci di Diana sono riusciti ad individuare più di un branco di
cinghiali per un totale di 16 animali. Un potenziale che mette
in allarme i proprietari di orti e
prati di una vasta zona gravemente danneggiati. Si teme
anche che le famiglie di cinghiali crescano ulteriormente se non viene attuata una
adeguata azione di riduzione
dei pericolosi animali che
dopo aver scorazzato per
anni tra la valle del Brenta e
Rubbio in comune di Conco
sono passati anche alla zona
del comune di Lusiana e comuni alle propaggini
dell’Altopiano creando notevoli disagi.
Lavori sulla carreggiata
per Mare di Lusiana
La Provincia, dipartimento
lavori pubblici e difesa del
suolo, sta realizzando alcune opere a Mare in comune
di Lusiana. I lavori riguardano la sistemazione di un tratto di strada che collega
Mare di Lugo a Mare di
Lusiana e Valle di Sopra. A
causa delle piogge, la scarpata verso la valle del
Chiavone aveva dato segni
di cedimento e si è reso dunque necessario rinforzare la
parte laterale della carreggiata. L’importo complessivo per l’esecuzione delle
opere è di 110 mila euro. Per
dare modo alle macchine
Il tratto di strada interessato
ai lavori a Mare di Lusiana
operatrici di svolgere lavori
di sistemazione della strada
e della scarpata, il tratto di
strada è stato chiuso per alcune ore e per alcuni giorni.
Covolo e S. Caterina. Per
tutti i partecipanti è stato un
momento importante per rivivere in un clima di serenità
e di amicizia gli ideali della
Aiuti alle famiglie affidatarie
Il Comune di Lusiana continua la sua attività anche nel
campo del sociale, grazie ad uno stanziamento della Regione Veneto, che ha assegnato un Fondo di quasi 8.000
euro a favore dei minori in situazione di disagio inseriti
presso famiglie o strutture tutelari. Ad occuparsi della destinazione effettiva dell’erogazione sarà l’Osservatorio
Regionale Nuove Generazioni e Famiglia, con sede presso l’ULSS di Bassano.
Un corso di primo soccorso
La Polisportiva Santa
Caterina, con la collaborazione dei Volontari del
Soccorso della Croce rossa Italiana, comitato locale di Thiene, organizza un
corso di Primo soccorso
(per un massimo di 25 aderenti). L’inizio delle lezio-
Soldi dalla Regione per la strada di Laverda
Si sta concludendo la gara
relativa all’appalto dei lavori
del 1° stralcio sulla strada per
Laverda per il miglioramento del tratto Laverda/
contrada Campanelli. Salvo
intoppi, l’affidamento dei lavori avverrà entro i primi di
marzo. Nei giorni scorsi poi
è giunta conferma ufficiale
che la Giunta Regionale ha
approvato anche il contributo per il 2° stralcio della strada Laverda - Bivio
Rameston per un importo pari
a 255.500 Euro. In tal modo
sarà possibile nel giro di un
paio di anni completare per
intero tutto il percorso di
questa importante arteria di
c o l l e g a m e n t o
intercomunale. Il prezioso
contributo corona uno sforzo importante fatto dall’amministrazione per poter garantire ulteriormente la sicurezza e la migliore funzionalità per i cittadini di
Laverda e per quanti utilizzeranno questa strada particolarmente ricca di fascino e di panorami molto suggestivi.
Quarant’anni di settino in Altopiano
A lavori ultimati i segnali che
indicano l’eventuale chiusura del tratto di strada verranno tolti sia a Velo che a Mare
di Lugo.
Alpini, rinnovo del tesseramento
Si sono svolte nelle scorse
settimane le feste per il rinnovo del tesseramento dei
gruppi alpini di Lusiana e
delle frazioni di Laverda,
L’area di via Casetta, nella zona a nord del monte
Xausa, devastata dai cinghiali nelle notti scorse.
ni è previsto per l’11 febbraio. Le lezioni si terranno ogni mercoledì alle
scuole elementari di Santa
Caterina. Le iscrizioni si ricevono presso i negozi di
alimentari “Azzolin” e
“Pane e non solo” della
frazione lusianese.
giovinezza
e
per
riconfermare l’impegno solidale a favore delle tante iniziative promosse a vantaggio
delle nostre comunità. La
grande simpatia che li circonda garantisce la grande importanza che i gruppi degli
alpini rivestono per il loro ruolo
di insostituibili artefici delle
più svariate iniziative di
volontariato e di solidarietà.
E’ iniziata la serie di gare
che vedono impegnati gli
appassionati di settino
dell’Altopiano con gare
che si svolgeranno a
Lusiana, Asiago, Gallio e
Foza. Si è iniziato alla
Baita ristorante ‘Al Fungo’” con 32 coppie in lizza. Hanno avuto la meglio
i settinisti di Lusiana che
hanno visto salire al primo
posto del podio la coppia
formata da Marco Cantele
e Delio Broglio. Secondo
posto per un’altra accoppiata lusianese formata da
Fabio e Gianni Pozza. In
terza fila il duo di Asiago
formato da Mariano
Mosele e Sandro Stefani.
Quarto il duo Pierino Rossi e Luciano Fraccaro.
Premi sono stati consegnati
alla coppia più giovane formata da Massimo Valente e
Roberto Finco di Gallio,
alla coppia più fedele formata da Silvano e Roberto
Gheller di Foza e un riconoscimento è andato a
Dino Ronzani e Dario
Broglio che hanno dato
vita al “Fungo”, 40 anni
orsono, alla prima gara
che ha visto sfide continuare per ben otto lustri.
Nella foto, le prime due coppie classificate al “Fungo” con
la valletta Alessandra Baù.
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
Gli Alpini e i donatori di Conco
pronti ad aiutare chi ha bisogno
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Conco 11 gennaio 2009:
particolare dell’altare preparato
per le festa degli Alpini
Donati in tutto 14 mila euro per la ristrutturazione dell’edificio parrocchiale
Una bella sorpresa ha accolto
gli Alpini di Conco in occasione della loro festa svoltasi
domenica 11 gennaio: la Chie-
sa addobbata con stelle alpine, genziane e, davanti all’altare, lo zaino con la corda e
la piccozza avvolti nella ban-
diera tricolore. Un segno di
ringraziamento in forma anonima e senza tanta pubblicità
come fanno loro nelle iniziati-
ve nei confronti degli anziani,
dell’asilo e della parrocchia. Il
capogruppo, Antonio Bertuzzi,
nell’illustrare il resoconto del-
La festa dei Mario di Conco e Crosara
Come di consuetudine i “Mario” di Conco e Crosara
si sono ritrovati al Ristorante Pizzeria Primavera per
festeggiare il loro onomastico. Alla domanda: quanti anni sono che vi ritrovate? l’immancabile organizzatore Mario Furlani precisa di aver superato i 30
anni e che il gruppo si è ormai consolidato perché
Crosara 19 gennaio 2009. I “Mario” in festa
non serve alcun invito scritto e il luogo della festa
per l’anno dopo viene deciso unanimemente alla chiusura della serata. Ovviamente sono sempre ben accolti tutti i Mario che volessero aggregarsi ricordando che l’allegria, accompagnata dal canto e dalla
musica, è garantita.
l’attività svolta nel corso dell’anno 2008 unitamente al
gruppo dei Donatori, fra le
varie iniziative e interventi effettuati in occasione dell’Adunata Nazionale di Bassano del
Grappa a cui hanno partecipato 50 volontari impegnati nel
trasloco di parte dell’archivio
del Comune di Bassano e nella gestione e custodia delle due
aree di sosta situate in viale A.
De Gasperi e viale A. Moro,
ha sottolineato l’ultima donazione di 4.000 euro quale contributo per l’acquisto di 120
sedie e 12 tavoli necessari per
l’arredo della sala ristrutturata dell’edificio parrocchiale
intitolata a “Don Italo Girardi”,
precisando che per questa
importante opera complessivamente sono stati consegnati
14.000 euro. Una cifra modesta rapportata al costo complessivo della ristrutturazione,
ma importante per i due gruppi
in quanto frutto del lavoro, di
sacrifici personali e risparmi di
piccoli contributi ricevuti da
Enti e Istituti di Credito.
Ha segnalato inoltre il lavoro
svolto per la pulizia dei sentieri comunali, l’annuale consegna dei pacchi natalizi agli anziani ricoverati presso le case
di cura, la tradizionale offerta
delle calze per la Befana ai
bambini dell’asilo, il contributo
donato al Rotary di Asiago per
l’acquisto di indumenti invernali a favore dei bambini di
Herat in Afghanistan tramite
la Brigata Alpina Julia, le svariate collaborazioni con altri
gruppi in concomitanza delle
varie manifestazioni e la festa
del gemellaggio con gli amici
Alpini e Donatori di Magnano
in Riviera. Alla fine del discorso tutti i presenti, ospiti compresi, hanno esternato con un
applauso il proprio orgoglio e
soddisfazione di appartenere o
di collaborare assieme al gruppo Alpini che sa distinguersi
per essere sempre presente
nei momenti di necessità e di
aiuto nei confronti dei più deboli.
Mario Colpo
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
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La “Prima del Torcolato”:
folla e folklore in piazza
Festa anche per il 40esimo della DOC e per “Breganze Città del Vino”
La festa della spremitura
pubblica del famoso
Torcolato - autentico vanto
dei viticoltori locali e orgoglio
della tradizione vinicola di
tutto il Veneto – è ormai entrata nel cuore dei
breganzesi, e da quattordici
anni nel cuore dell’inverno
attira nel vivace borgo della
Pedemontana Vicentina un
pubblico sempre più vasto,
dagli appassionati di
enogastronomia alle famiglie.
La “Prima” è stata preceduta nel mattino dal convegno
“Breganze: piccola DOC dal
grande fermento”, presso la
Cantina Beato Bartolomeo
da Breganze.
Il “fischio d’inizio” della “Prima” vera e propria si è avuto nel primo pomeriggio di
domenica 18 gennaio, con la
sfilata della “Magnifica
Fraglia del Torcolato” in
piazza Mazzini fra due ali di
pubblico festoso e l’arrivo dei
carri carichi d’uva passita.
Dopo la nomina di cinque
nuovi confratelli della Magnifica Fraglia, l’evento è proseguito in un “crescendo”
con l’inaugurazione della tabella
celebrativa
di
“Breganze Città del Vino”:
anche il borgo pedemontano
vicentino da quest’anno è
entrato infatti a far parte dell’associazione “Città del
Vino”, una rete di Comuni,
Province, Parchi e Comunità Montane a vocazione
vitivinicola decisi a fare
squadra con iniziative di for-
mazione ed informazione per
promuovere la qualità delle
proprie etichette.
Ma durante la “Prima” c’è
spazio sempre anche per la
solidarietà. Prima della
spremitura vera e propria infatti anche quest’anno sono
state battute all’asta a scopo
benefico tra tutto il pubblico le
bottiglie con l’etichetta d’autore creata da Dina Lievore Zaia
(vincitrice del concorso dell’anno 2006) della “Prima del
Torcolato 2006”. Il ricavato è
stato destinato all’associazione “Breganze Insieme” a favore di persone bisognose, con
l’impegno della Banca San
Giorgio e Valle dell’Agno –
Credito Cooperativo di raddoppiare con una propria offerta la somma ricavata dalla
vendita all’asta delle bottiglie.
Il pomeriggio è
proseguito con
l’attesa
premiazione del grande concorso “Etichetta Prima del
Torcolato Vendemmia 2008”,
promosso in queste settimane
dalla Strada per creare l’etichetta da apporre alle bottiglie
della spremitura pubblica: la
gara è stata vinta dall’artista
Giancarlo Marcuccio con
l’opera “Linea Intorcolata di
Armonica Freschezza”.
Infine, dopo i simpatici sketch
comico-teatrali dell’eclettico
Pino Costalunga, è iniziata la
tanto attesa “torchiatura”: i
grappoli di Vespaiola - conferiti dai viticoltori del Consorzio
dopo un appassimento di tre
mesi nelle soffitte delle aziende agricole - sono stati spre-
muti secondo
tradizione con
un torchio degli
anni ’30 del Novecento di proprietà di un socio della Strada,
Innocente Dalla Valle, completamente restaurato e reso idoneo alle norme odierne per
l’uso alimentare, alla presenza delle autorità della Regione, Provincia, Camera di
Commercio di Vicenza e dei
sindaci del comprensorio
pedemontano soci della Strada del Torcolato. Buona parte del mosto è stato assaggiato e apprezzato dalle centinaia di persone presenti in
piazza. La parte rimanente,
dopo le dovute lavorazioni,
verrà imbottigliata e andrà
venduta a scopi benefici fra
due anni.
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
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STORIE DI EMIGRANTI
ENEGO
La grinta di un giovane italiano
Marco Baù (Bragòla) nasce nel 1930 a Marostica dove si stabilirono i genitori scesi da Stoccareddo
qualche anno prima. Marco ora parla correttamente 6 lingue ed è un appassionato radioamatore.
Marco vive in Norvegia con la moglie Ragnhild attorniato da figli e nipoti. Ritorna in Italia almeno
2 volte ogni anno, non manca mai all’annuale Raduno Nazionale degli Alpini e una capatina in
Altopiano dove annovera molti amici. Lui stesso ci racconta la prima parte della sua storia
Attratto dalla vita di mare,
pur essendo un montanaro
doc, avevo lasciato la mia
Marostica nel marzo del 1948
e, dopo molto girovagare per
vie di terra e di mare, dalla
Patagonia Argentina alla
Baja di Hudson in Canada,
mi imbarcai a New York sulla bella nave passeggeri svedese Stockolm, che mi portò
a Goteborg, in Svezia. Era il
mese di agosto del 1951. Qui
presi il treno per Gavle, una
città situata 160 km a nord
di Stoccolma, dove avevo
delle conoscenze. Per circa
due mesi lavorai in una piccola fabbrica di gelati di proprietà della famiglia italiana
Palma. In autunno non si
vendono gelati perciò rimasi
senza lavoro.
Venni a sapere che c’era la
possibilità di guadagnarsi da
vivere come boscaiolo. Mi
presentai al vicino all’ufficio
regionale preposto al taglio
della legna. Il gestore dichiarò subito che c’era molto da
lavorare e mi chiese di che
nazionalità ero, Italiano risposi con orgoglio, giacché essere italiano in Scandinavia,
a quei tempi, era quasi una
novità. L’uomo, alto un metro e novanta, allargò le lunghe braccia e disse: - Italiano? E vuoi fare il boscaiolo?
Tagliare grossi pini ed abeti?
Ma sai cosa vuol dire? Non
saresti capace neppure di
guadagnare tanto da pagarti
il vitto e l’alloggio. - Beh, mi
lasci provare - risposi - ho
quasi 22 anni e sono forte.
Ho aiutato i muratori in Argentina, ho scaricato i barili di pesce a Brownsville, nel
Texas. Se proprio non sarò
all’altezza del compito ho
anche dei risparmi. -No, no
- ribatté quello con incredibile convinzione - te ne pen-
tiresti e faresti una
brutta figura con i
lavoratori di altre
nazionalità.
Dopo capii la sua
riluttanza nei miei
confronti, in realtà
aveva un po’ di ragione: i pochi italiani giunti da queste
parti, tra le due
guerre,
erano
suonatori
di
mandolino, cantanti, barbieri. Professioni scelte proprio
perché leggere.
Me ne stavo andando, triste, da
quell’ enorme bosco
statale, quando incontrai un
finlandese che, sentendo il
mio caso, mi disse:- Perché
non vai dalla moglie del gestore? E’’ una donna buona,
di origine finlandese. Aiuta
sempre noi finlandesi. Forse
Anche chi non può leggere
conoscerà le storie del Trenino
Fra qualche settimana il libro
“C’era una volta il Trenino”,
scritto da Giovanni Rattini,
entrerà a far
parte della biblioteca del
CILP (Centro
Internazionale del Libro Parlato) “A. Sernagiotto”
ONLUS di Feltre (centro
nato nel 1983 con lo scopo
di aiutare i non vedenti ad
accostarsi alla lettura)
e sarà quindi a disposizione
di quanti (non vedenti,
ipovedenti, dislessici,
distrofici, anziani e malati,
naturalmente
anche
scuole, case di riposo e isti-
tuti specializzati) vorranno
farne richiesta, telefonando
allo 0439/880425 oppure cercando informazioni nel sito
www.libroparlato.org. La
notizia arriva in coincidenza col 99^ anniversario dell’apertura ufficiale della linea Piovene RocchetteAsiago del 10 febbraio
1910, anche se l’inaugurazione vera e propria avven-
ne il 4 agosto
1910. “E’ una
piccola-grande soddisfazione che spero possa riempire le ore
sempre troppo
lunghe e vuote di persone
sole e in difficoltà – afferma l’autore del libro Giovanni Rattini - Tutto è nato
dalla proposta di una mia
amica che lo leggerà e
passerà
la
registrazione alla biblioteca di Feltre”. Il libro potrà
essere richiesto gratuitamente, presso la stessa biblioteca di Feltre, con diversi
supporti (mp3, CD, nastri).
Francesco Pulga in concerto
Sarà la sala Consiliare
del Municipio di Canove
ad ospitare sabato 7 febbraio alle ore 21 il concerto del pianista Francesco Pulga. Il nuovo appuntamento musicale è organizzato da Artemusica
di Roana, associazione
che da sempre ha creduto
e puntato su giovani artisti, dando loro la possibilità di esibirsi non solo nel
periodo estivo, all’interno
del cartellone della stagione concertistica, ma anche durante tutto il resto
dell’anno.
Francesco
Pulga, nato a Ferrara nel
1986, è iscritto al Conservatorio Arrigo Pedrollo di
Vicenza dove, sotto la guida del M° Riccardo Zadra,
sta concludendo l’ultimo
anno del triennio accademico sperimentale. Nel
2007 e 2008 è stato selezionato come migliore allie-
vo dello stesso Conservatorio per la musica da camera. Ha tenuto numerosi recital in Veneto e Lombardia
dove, lo scorso anno, ha vinto come solista il secondo
premio
al
concorso
pianistico
“Memorial
Mirella Codevilla Passoni”.
Le musiche saranno di
Bach, Chopin, Liszt-Wagner,
Rachmaninoff e Albeniz.
L’ingresso è come sempre
libero.
Giovanni Rattini
può fare qualcosa anche per
te? Mi indicò la casa e vi andai senza indugio. Bussai alla
porta. Apparve la signora e
le raccontai la mia situazione. Senza tanti preamboli mi
disse: Non preoccuparti, ci
penso io. Tu vai a cercare il
capo degli operai e digli che
ti mando io. Ti darà gli arnesi
necessari e poi ti ha assegnerà una parte di bosco da tagliare. Mi congedò con un
sorriso. Mi parve soddisfatta di aver potuto, ancora una
volta, contraddire le decisioni del marito. Il capo degli
operai mi disse che avrei potuto incominciare anche subito. Mi consegnò una sega
regolare, con tre lame di riserva, una scure e mi condusse nel bosco, a circa 3 km. di
distanza, per assegnarmi la
zona e indicarmi le piante da
tagliare. C’erano grossi abeti
e pini, altri 10-15-18 metri, con
il tronco del diametro di 20-30
cm. Mi sembrava di sognare,
ma quelle grosse piante erano
lì, di fronte a me, come una
sfida. E mentre guardavo tutta la loro possenza, con quella
piccola sega in mano, pensai
che nella mia casa di campagna, in Italia, quando si doveva tagliare una pianta simile
si usava il “segon” e ci volevano due uomini. Qui, invece, dovevo cavarmela da
solo. Per un attimo pensai
che, forse, il gestore del bosco aveva ragione di mettere in dubbio la mia capacità
di boscaiolo.
Il primo giorno di lavoro dovetti tornare alla mia baracca ancor prima di sera. Avevo già rotto tutte le tre lame
di riserva della sega. Nei
giorni successivi, con la pratica, imparai a fare meglio.
Lavoravo duro e con precisione. Partivo per il bosco
prima degli altri e tornavo tra
gli ultimi. Volevo e dovevo
dimostrare che anche gli italiani (ero l’unico lassù) sapevano lavorare e produrre
quanto gli altri stranieri.
Dopo una settimana di duro
lavoro, a meno di 10-15 gradi e con più di venti centimetri di neve per terra, passò il capo per controllare il
lavoro fatto. Compiaciuto e
sorridente mi disse che occupavo la seconda posizione in classifica, subito dopo
il finlandesi che, come si sapeva, erano i boscaioli migliori. Mi lusingai molto.
Lavoravo anche di domenica, pur sapendo che era proibito, per superare la produttività dei filandesi, arrivando a segare, spaccare ed accatastare, in media, oltre 8
metri cubi di legna al giorno.
Si guadagnavano 8 corone al
metro cubo. Moltiplicate per
8 erano 64 corone giornaliere. La paga di un operaio in
fabbrica era, a qui tempi, il
30 corone. Si capisce bene
perché valesse la pena fare
il boscaiolo, se si aveva la
forza e la volontà per farlo.
Al termine del primo mese il
gestore mi chiamò in ufficio
e, tutto sorridente, mi strinse
la mano e si congratulò con
me, confessando di essersi
sbagliato nel valutare gli italiani.
Posso affermare che, benché sia trascorso più di mezzo secolo da allora, ricordo
ancora adesso quel dialogo,
quella stretta di mano e il
complimento ricevuto dal dirigente svedese.
È stata certamente una delle più grandi soddisfazioni
della mia vita all’estero. Ebbi
anche un’altra soddisfazione
che non posso tacere. I vecchi svedesi della zona, addetti
al trasporto del legname, cominciarono a raccontarsi tra
di loro di un italiano che produceva più metri cubi di legna degli stessi finlandesi, loro
“odiati nemici” nel lavoro. Si
chiedevano se poteva essere proprio vero. Fu così che
gli stessi che prima fingevano di non vedermi, ora cominciavano a parlarmi e perfino ad invitarmi a casa loro
per bere il caffé, accompagnato da quei buoni dolci di
cui sono sempre stato ghiotto.
In quegli anni avevo un solo
grande desiderio: tornare a
viaggiare per conoscere altri
popoli e nazioni, così come
avevo fatto quando ero partito
da Marostica per la Argentina. No, non mi potevo permettere di formare una famiglia e
creare una “vedova giovane”. Per sposarmi dovevo almeno poter raggiungere i
trent’anni, come poi feci, in
Norvegia.
Così trascorsi tutto l’interno
1951-1952. Non lasciai subito
quel lavoro perché volevo assicurare il posto al mio amico
d’infanzia e di scuola Ido
Poloni, che stava raggiungendo la Svezia. Arrivò il 27 aprile
del 1952. Ido Poloni è molto
conosciuto tra gli alpini vicentini
per essere stato a lungo Presidente della Sezione Alpini
Nordica e coordinatore della
famosa Vasaloppet, 90 km di
fondo. Erano più di quattro
anni che non ci vedevamo e
ne avevamo di cose da raccontarci. Parlammo fino alle
cinque del mattino. Ci saremmo dovuti alzare alle 6 per andare a lavorare.
Nell’autunno del 1953 ripresi
il mare. Ma questa è un’altra storia della mia
vita.(continua)
Amerigo Baù
L
I
B
R
I
Un appuntamento segreto con
la persona amata apre il romanzo dello scrittore Renzo
Cappozzo. Col cuore in tumulto e con l’emozione di sempre, guardingo, evitando di farsi notare, con dei non-ti-scordar-di me sotto il giubbotto, il
protagonista si reca nel luogo
dell’incontro per chiarire un
equivoco che certamente ha
fatto soffrire la sua
“morosa”e per chiederle scusa. In attesa di essere completamente solo, ripercorre la
storia del loro amore. Il suo
pensiero va al momento in cui
si erano conosciuti, a quando
avevano fatto amicizia e alle
circostanze che li avevano fatti
innamorare. L’intesa fra di
loro era stata quasi immediata. Lei, la sua Maria Teresa,
lo aveva capito fin dal loro primo incontro e l’aveva accettato per quello che era; era
stata l’unica a penetrare pro-
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Sabato 7 febbraio 2009
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Solitudine e poesia ne “Il bosco
dei castagni” di Renzo Cappozzo
Il romanzo dello scrittore lusianese è giunto alla quinta ristampa
fondamente nel suo animo e a
vederne la bontà, la sofferenza e, soprattutto, la solitudine.
Nessuno, non la madre e la
nonna, non i fratelli, non il parroco del paese, che aveva cercato di aiutarlo, nessuno era
riuscito fino ad allora a colmare
il vuoto lasciato dalla tragica
perdita di suo padre, a vincere
la sua paura di amare e a domare il suo carattere ombroso, schivo e solitario. Solo
Maria Teresa aveva saputo
convincerlo con dolcezza e
pazienza che la sua vita un po’
selvatica, trascorsa con la fionda in mano tra i boschi, insofferente delle regole comuni,
poteva essere migliore, se fosse riuscito ad amare di nuovo
e ad abbandonarsi ai suoi sentimenti senza provarne paura
e vergogna. Solo lei aveva infine vinto la sua ritrosia, con la
Con gli autocannoni sui
fronti della Grande Guerra
I speciali reparti di artiglieria motorizzata
dalle memorie del conte Andrea Valmarana
Nel vasto panorama
storiografico dedicato alla
Prima Guerra Mondiale
mancava una ricerca sugli
autocannoni, lacuna colmata
dall’editore Rossato e a cura
dell’autore Claudio Gattera.
Il volume sviluppa il diario del
conte Andrea di Valmarana,
ufficiale di artiglieria durante il conflitto 1915-18, una
lunga ed esaustiva relazione
che il nobile nativo di Venezia suddivise in capitoli seguendo passo passo gli anni
della guerra. Conseguentemente al corso per artiglieri
di Spilimbergo, Valmarana
venne trasferito al 1° gruppo
autobatterie da 102 mm., reparto che all’epoca – 1917operava presso Doberdò. Il
diario quindi segue gli
spostamenti del raggruppa-
l’Altopiano
mento lungo i vari fronti: da
Tolmino al Flondar, dalla
Vallarsa-Pasubio
alla
Valsugana, passando per i
settori del monte Grappa e
dell’Altopiano di Asiago. Il
conte Valmarana venne pure
ferito durante un bombardamento dall’artiglieria austriaca, per essersi rifiutato di
abbandonare il posto di comando sarà più tardi decorato con la medaglia d’argento al Valor Militare.
Conclude il testo una stupenda sequenza di scatti d’epoca sulle autobatteria
Schneider da 102 mm, proveniente dall’archivio di Livio
Pesavento. Il territorio dei
Sette Comuni è ben citato
con alcuni scatti inediti.Ediz.
Gino Rossato. Prezzo: 20
euro
D. Finco
semplicità di un’anima candida e la bontà innata di un angelo, capace di comprendere
e di attendere. Lui aveva resistito a lungo al sentimento
che stava prendendo posto nel
suo cuore, ma alla fine si era
arreso. Lei, il suo primo amore, l’amore della sua vita. Il
lungo flash-back, a questo
punto, si fa via via doloroso e,
all’improvviso, prende una piega inaspettata. Gli eventi precipitano ed il lettore si trova
davanti ad una situazione di
indicibile sofferenza. Comincia a percepire che nel racconto del protagonista qualcosa non va, che sta per succedere un dramma, che c’è stato un capovolgimento della situazione iniziale, almeno rispetto a come se l’era immaginata. Ed eccolo, il dramma, ed
ecco, infine, i due innamorati
al loro appuntamento. Lui
esordisce: “Come hai potuto
dubitare..?”, ma tutto è chiaro, ormai, e al lettore non resta che osservarli col nodo alla
gola e le lacrime agli occhi.
Il bosco dei castagni non è
solo un romanzo d’amore, è anche una storia vera, la storia di
un dolore inconsolabile che una
vita intera non ha saputo lenire.
Renzo Cappozzo è uno scrittore
che ha già al suo attivo numerosi romanzi e raccolte di poesie.
Appassionato cantore della sua
terra, l’Altopiano di Asiago, ha
pubblicato nel tempo libri come
El merleto e altri racconti, El
vangelo secondo Jasinto e
Lacrime della mia terra.
Nella sua produzione, tuttavia,
spicca come un prezioso gioiello di narrativa poetica, a mio
parere, proprio Il bosco dei
castagni, ormai giunto alla
quinta ristampa,
e noi lettori ci
auguriamo che
ne seguano
molti altri di analoghi, ben contenti che
in questa nostra società, in cui si ha molto rispetto per il reddito e
poco per le persone, qualcuno ci venga a parlare dell’uomo e dei
suoi sentimenti
più autentici.
Andrea
Presciuttini
Renzo Cappozzo
Gio Batta Busa, partigiano di Lusiana
La figlia Adele, insegnante in pensione, ne racconta la storia in “Titta, il coraggio dei ricordi”,
libro stampato dalle grafiche Leoni di Fara Vicentino, nel mese di dicembre 2008
Busa
Gio
Batta,
soprannominato Titta, classe
1925, è nato alla Busa; e forse la sua famiglia ha preso il
cognome proprio dal luogo.
Si tratta una contrada nascosta fra le pieghe dei crinali
che scendono a sud
dell’Altopiano, dove una
dozzina di case, per metà
diroccate, sparse sopra e
sotto la strada, si stringono
intorno ad un capitello che
sorge accanto alla vecchia
fontana. Il torrente
Chiavone Bianco scorre
accanto alla borgata e tutto intorno cresce rigoglioso il bosco ceduo. Una
zona impervia dove la Resistenza ha alzato la sua
bandiera contro la feroce
occupazione tedesca, appoggiata dal regime fascista. Nel novembre
del 1943 Titta si avvicina al movimento
partigiano, Brigate
Mazzini, ideato da
Giacomo Chilesotti.
Ha un bel ricordo di
quei capi, dei loro ideali e della loro lealtà
anche col nemico. Vi
rimane fino al Maggio del 1944. Corre
voce che anche
nell’Altopiano qualcosa si stia muovendo e con l’amico Toni
dei Canaja, si reca in
Val D’Assa per incontrare uno dei capi
delle Brigate 7 Comuni. Qualcosa va
storto e viene catturato dai
nazifascisti sul monte
Verena. Lo portano in una
caserma di Piovene, dove
viene picchiato, torturato.
Egli non fa il nome di nessuno e così lo spediscono in
carcere a Vicenza. Non risultano indizi o sospetti nei
suoi confronti e l’intervento di Momi Pustin, segretario del Fascio a Lusiana,
convince gli aguzzini che il
ragazzo non è coinvolto
nella lotta partigiana. Lo
portano ad Asiago dove rimane un paio di giorni e poi
gli comunicano che sarebbe partito per una missione
segreta. Chiede il permesso di andare a salutare i
suoi e gli viene subito concesso; forse per metterlo
alla prova. Alla Busa lo cre-
devano morto nello scontro
a fuoco in montagna e
quando lo vedono sano e
salvo piangono di felicità.
Ritorna ad Asiago per evitare ritorsioni o vendette
contro la sua famiglia. Da
quel momento Viene considerato un soldato del Battaglione NP, Divisione Folgore della X Flottiglia
M.A.S. Viene spedito a
Palmanova per operazioni
di rastrellamento dei partigiani italiani e quelli slavi: i
Titini. Titta non si sente a
suo agio perché ha capito,
anche in terra friulana, che
il suo posto e dall’altra parte. Durante una libera uscita decide di scappare. Sale
sul treno e si ritrova alla
stazione di Vicenza dove
viene fermato da una ronda di commilitoni
della X M.A.S.
Non ha il permesso scritto, ma li
convince di essere partito sulla parola, per assistere
al padre morente,
e per sembrare
più credibile fa il
nome di un sergente che tutti conoscono. Gli credono col dubbio e
due di loro lo accompagnano sul
treno per Thiene.
Lungo il tragitto si
butta dal convoglio in corsa e poi
ritorna a casa
camminando di notte. Non
può vivere in casa perché
lo verrebbero a cercare, ed
anche i suoi si comportano
come se il figlio fosse lontano. Rimane nascosto per
un paio di mesi in abituri e
nei numerosi buchi, che lui
stesso aveva scavato sui
boschi vicino a casa, per
nascondere se stesso e i
compagni durante i rastrellamenti. Nel tardo autunno
del 1944 si mette in contatto col comandante Broca
ed entra nella Brigata
Fiamme Rosse, un manipolo
di partigiani che agisce nella zona di Lusiana fino al
maggio del 1945 e di cui, in
qualche occasione, non
condivide i metodi.
Egli provò amarezza all’indomani della Liberazione,
quando Villa Consolaro,
sede del comando tedesco
a Lusiana, fu saccheggiata
e i partigiani, anche quelli
dell’ultima ora, erano in prima fila per arraffare più
roba possibile. Dentro
c’erano ancora scorte di
cibo, coperte, mobili e vettovaglie. Lui, con alcuni
compagni di lotta, stava preparando un elenco delle famiglie più bisognose, per
dare a loro le derrate alimentari. “Ma come”, egli
continua a ripetere ancora
oggi, “non avevamo combattuto anche per un mondo migliore, senza povertà
e ingiustizie, oltre che per
la libertà?”
R.C.
8
Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
L’avvocato risponde – Domande, curiosità, approfondimenti di carattere legale
RUBRICHE
Il Consiglio dei Ministri ha approvato la riorganizzazione delle scuole per l’infanzia, elementari, medie e superiori il 18 dicembre scorso: si tratta di una
riforma organica di tutti i cicli
(elementari, medie, superiori), la
prima dopo la Riforma Gentile
del 1923. I cambiamenti avverranno per le elementari e medie
dal 1° settembre 2009, mentre
per le superiori dal 1° settembre 2010.
Sul sito del Ministero dell’Istruzione (www.istruzione.it)
gli interessati potranno trovare pubblicata la circolare che
fornisce le indicazioni per
l’iscrizione alle sezioni della
scuola dell’infanzia e a tutte le
scuole di ogni ordine e grado
per l’anno scolastico 2009/
2010.
Molte le novità (almeno nelle
intenzioni) introdotte da tale riforma: dall’introduzione del maestro unico per le prime classi
delle elementari, passando per
la previsione della possibilità
degli «anticipi» alla scuola per
l’infanzia e la primaria, all’introduzione dei voti al posto dei
giudizi, alla possibilità di scegliere il potenziamento dell’inglese alle scuole medie, sino a
giungere allo stabilire che con
5 in condotta non si è ammessi
all’anno successivo. Il provvedimento, inoltre, avvierà anche
la sperimentazione dell’insegnamento di «cittadinanza e
Novità sulla scuola: dall’iscrizione
alla valutazione della condotta
costituzione» come disciplina
autonoma.
Ma vediamo più nel dettaglio
le novità.
Innanzitutto occorre ricordare
che i genitori che dovranno
iscrivere i propri figli nella scuola dell’infanzia, alla prima classe della scuola primaria, secondaria di primo grado e secondaria di secondo grado dovranno presentare il relativo modulo predisposto dal Ministero
dell’Istruzione entro e non oltre il 28 febbraio prossimo.
L’iscrizione alle classi intermedie, invece, verrà curata delle
segreterie scolastiche.
La scuola dell’infanzia. Potranno richiedere l’iscrizione al primo anno i genitori dei bambini
che compiranno tre anni entro
il 31 dicembre 2009. Potranno
altresì essere iscritti i piccoli che
compiranno tre anni entro il 30
aprile 2010, ma quest’ultima
possibilità verrà subordinata ad
una serie di fattori, ovvero alla
disponibilità dei posti, all’esaurimento delle liste d’attesa, alla
disponibilità di locali e dotazioni idonei ad accogliere i piccoli
anticipatari ed alla valutazione
pedagogico didattica del collegio dei docenti. Ove ricorrano
le condizioni logistiche e
funzionali, continuerà anche
l’esperienza delle “sezioni primavera” per i piccoli di età compresa fra i 24 e i 36 mesi. L’orario di funzionamento normale
sarà di 40 ore settimanali, ovvero di 8 ore al giorno. Le famiglie potranno anche richiedere
un orario ridotto a 25 ore settimanali o prolungato di 50.
La scuola primaria. Hanno
l’obbligo di iscriversi in prima
elementare (con un modulo che
sarà a disposizione delle scuole) i bambini che compiono sei
anni entro il 31 dicembre 2009.
Mamme e papà potranno optare per l’anticipo, riservato ai piccoli che festeggiano il sesto
compleanno entro il 30 aprile
2010. Da ricordare che la domanda potrà essere presentata
in qualsiasi scuola (del territorio di appartenenza o non) e che
le istanze verranno accolte in
base ai criteri elaborati e resi noti
dagli organi collegiali della
scuola. Per le prime classi sarà
introdotto l’insegnante unico di
riferimento che avrà la responsabilità formativa globale dell’alunno. Nel modulo di domanda le famiglie dovranno indicare l’ordine di priorità delle 4 opzioni orarie: 24, 27, 30 o 40 ore
per il tempo pieno. Per l’orario
settimanale di 30 ore e per il tempo pieno di 40 ore verranno accontentati i genitori soltanto in
relazione alle disponibilità di organico della scuola. Per le classi successive alle prime, invece, continueranno i modelli orari
in atto.
La scuola media. L’iscrizione al
primo anno della scuola secon-
daria di primo grado avverrà tramite la scuola primaria frequentata dall’alunno. L’istanza andrà indirizzata alla scuola
prescelta e dovrà riportare l’ordine di preferenza delle tre opzioni orarie: 30 ore settimanali
(29 ore curricolari più un’ora di
approfondimento di Italiano),
tempo prolungato di 36 ore o
tempo prolungato di 40 ore a
settimana. I posti a disposizione per frequentare il tempo prolungato dipenderanno dalle dotazioni organiche che assegnerà il ministero alle singole scuole. Al momento dell’iscrizione le
famiglie potranno anche scegliere (con vincolo di non variare tale scelta per l’intero corso della secondaria di primo
grado) l’Inglese potenziato, ovvero 5 ore settimanali anziché
3, più due di una seconda lingua comunitaria. Per gli alunni
che frequentano gli istituti
comprensivi l’iscrizione in prima media verrà effettuata d’ufficio dalla segreteria scolastica.
La scuola secondaria di secondo grado. Coloro che terminano il primo ciclo, in base alle
norme sull’assolvimento dell’obbligo di istruzione, saranno
tenuti ad iscriversi al primo
anno della scuola superiore o a
frequentare un percorso di
istruzione e formazione professionale triennale. Le principali
novità previste dalla riforma per
l’anno prossimo, invece, riguar-
deranno, tra le altre cose, l’istituzione di due nuovi licei: scienze umane (ex-magistrali), musicale e coreutica (danza e musica) e di tre nuovi indirizzi per il
liceo artistico (figurativo,
design, new media).
Votazioni e valutazione del
comportamento. I voti relativi
alle singole discipline saranno
espressi in decimi (i voti inferiori a 6 saranno di insufficienza) sia nella scuola primaria che
nella scuola secondaria di primo e secondo grado. Pure l’esito complessivo dell’esame conclusivo del primo ciclo (terza
media) verrà espresso in decimi.
Nella scuola secondaria di primo e secondo grado vi sarà pure
una valutazione del comportamento, anche questa espressa
in decimi. La valutazione
espressa dal consiglio di classe su tale punto si riferirà a tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica e comprenderà anche gli interventi e le
attività di carattere educativo
posti in essere al di fuori di essa.
L’attribuzione di un voto inferiore a sei decimi, in presenza di
comportamenti di particolare e
oggettiva gravità, comporterà
l’automatica bocciatura. Con
una votazione inferiore a 6 lo
studente non verrà ammesso
all’anno successivo. Il consiglio di classe, però, potrà attribuire una valutazione insuffi-
18
Avvocato
Serena
Baù
I lettori
che
vogliano
sottoporre
domande
su
qualsiasi questione di
carattere legale al nostro
avvocato possono inviare
una mail all’indirizzo
[email protected]
o scrivere a
“L’avvocato risponde –
Giornale Altopiano,
Via Monte Sisemol, 9
36012 Asiago (Vi)”
ciente in condotta soltanto in
presenza di sanzioni disciplinari
che comportino l’allontanamento dalla scuola superiore
per 15 giorni e per quegli alunni
che a seguito di tali sanzioni
non abbiano dimostrato apprezzabili e concreti cambiamenti nel comportamento, tali
da evidenziare un sufficiente livello di miglioramento nel percorso di crescita e di
maturazione. Le scuole saranno comunque tenute a curare
con particolare attenzione sia
l’elaborazione del Patto
Educativo di Corresponsabilità,
sia l’informazione tempestiva
ed il coinvolgimento attivo delle famiglie in merito alla condotta dei propri figli.
Cittadinanza e costituzione
come disciplina autonoma.
L’insegnamento della disciplina “cittadinanza e costituzione”
partirà
come
sperimentazione organica per
poi entrare a regime nell’anno
scolastico 2010-2011. La disciplina avrà dall’anno scolastico
2009-2010 un monte ore definito ed una valutazione a parte
per le scuole che aderiranno alla
sperimentazione.
LA RUBRICA DELLA PSICOLOGIA
Essere schiavi del senso di colpa è un
modo per perdere la nostra libertà
Avete presente il senso di colpa? Immagino di sì. Del resto, si
tratta di un’emozione che scopriamo ben presto durante l’infanzia, anche se non proprio all’inizio. La colpa è un’emozione
complessa, di quelle dette “sociali”, che necessitano di una relazione significativa con un’altra
persona per manifestarsi; essa
compare solamente quando il
bambino è in grado di mettersi
nei panni degli altri e capisce di
aver commesso un torto che fa
soffrire il prossimo.
Per definizione, la colpa è un senso di tristezza misto alla paura
(due emozioni di base) che proviamo quando combiniamo qualcosa di sbagliato.
I genitori sono abili manipolatori
del senso di colpa. Addirittura, la
colpa viene utilizzata come strumento educativo e correttivo per
controllare i comportamenti dei
figli. In realtà, ciò è scorretto perché ci si rifà alla solita scappatoia della punizione, ovvero del
somministrare sofferenza all’educando per insegnargli a vivere,
piuttosto di rinforzare i comportamenti adeguati e premiare lo
stile quando esso è virtuoso.
Inizialmente (durante l’infanzia)
la colpa è il sentimento conseguente ad un danno che abbiamo arrecato ad altre persone o al
fatto di aver trasgredito una regola imposta dai nostri genitori.
In qualche modo, essa è il campanello d’allarme che suona
ogniqualvolta imbocchiamo una
strada che abbiamo imparato a
giudicare “sbagliata” o “riprovevole”. Man mano che cresciamo,
il processo di interiorizzazione
dovrebbe permetterci di compiere atti deliberati e volontari
assecondando le regole interne
che abbiamo fatto nostre piuttosto di rimanere dipendenti a vita
dalle aspettative altrui. Eppure,
molti adulti soffrono di un senso
di colpa patologico e rimangono
vittime passive di fronte alle pretese del prossimo. Queste persone hanno un mondo interno ancora immaturo e legato alle norme morali che avevano appreso
da bambini. Nel diventare adulti,
il senso di colpa dovrebbe servire solamente come segnale di
controllo per allertarci che stiamo sbagliando qualcosa, mentre
in genere dovremmo riuscire a
perseguire fini costruttivi
assecondando liberamente la
nostra indole di individui, piuttosto di vivere nella mortificazione. Per farvi capire quanta differenza c’è tra i due percorsi psicologici, mi agevolo il compito con
un esempio. Vi è mai capitato di
accettare delle richieste solamen-
te per la paura di perdere la considerazione altrui o di compromettere la vostra immagine sociale? Oppure, vi capita di agire
per dovere e non per piacere (evitando così la colpa di non essere
all’altezza dei vostri standard)?
Se lo avete fatto o lo fate, significa che siete sotto le grinfie del
senso di colpa e della nevrosi.
Chi è continuamente ansioso di
soddisfare le aspettative altrui o
è perennemente ipercritico nei
propri confronti, sta semplicemente seguendo le norme morali
apprese da bambino cercando di
evitare (spesso inutilmente o a
prezzi sconvolgenti) di non sentirsi in colpa.
Sono qui oggi a dirvi che vincolare la nostra esistenza al senso
di colpa è perfettamente inutile e
dannoso. Se pensate bene, sentirsi in colpa per aver rotto un
vetro con il pallone da calcio ha
una sola funzione: evitare di farlo di nuovo. Ma chi ripara la finestra? Chi deve impiegare energie
per ripristinare il tutto? Il genitore, non il bimbo colpevole! Mortificarsi ha solamente la funzione, in età precoce, di evitare i comportamenti lesivi. Purtroppo da
adulti mortificarsi non risolve
nulla, anzi: è perfettamente inutile piangere sul latte versato! Meglio asciugare il tutto e andare a
ricomprarlo. Questo insegnamento che si basa sulla riparazione
piuttosto che sulla punizione è
particolarmente utile in adolescenza, quando i figli necessitano di un rapporto educativo
costruttivo più che mortificativo.
Del resto l’educazione dovrebbe
servire ad interiorizzare le regole
di base della vita civile (i limiti del
reale) per sviluppare il senso di
realizzazione personale. Nulla di
più, o nulla di diverso.
A complicare il quadro psicologico di chi segue regole imposte
dagli altri o da uno spirito interno critico e irreprensibile, ci si
mettono i rapporti interpersonali.
Infatti, il senso di colpa può essere una dinamica frequente che
interviene quando tra due persone quando l’interlocutore abbraccia il ruolo del ricattatore. Il
ricatto morale è la situazione
relazionale più frequente che si
basa sul senso di colpa. Ad esempio, quando vostro marito vi dice:
“Esci pure cara stasera con le
tue amiche, non ti preoccupare
per me, mi fa piacere che tu abbia una vita sociale gratificante, io me ne resto qui solo ma
sono stanco perché ho lavorato
tutto il giorno. Vabbè, qualcosa
troverò in frigo…” Oppure dal
collega di lavoro: “Divertiti pure
in ferie, tranquillo, ci penso io
qui a finire tutto il lavoro che è
rimasto…in qualche modo ce la
farò anche se è un periodo tremendo…”. Questi sono i ricattatori morali. Spesso nemmeno si
rendono conto di far leva sul senso di colpa e il loro stile sembra
apparentemente
improntato sul rispetto; in realtà,
manipolano le nostre emozioni comunicando ben altro che
empatia. Se noi caschiamo nella loro trappola e ci facciamo manipolare
attraverso il senso di colpa
così cinicamente
instillato in noi,
ben presto cominceremo a
farci guidare
dagli altri e la
nostra autostima
si baserà più sulle
aspettative altrui che
sulle nostre scelte; e
vivremo una vita infelice. Vivere evitando i giudizi esterni o interni negativi è una nevrosi che dovremmo abbandonare. Per fare ciò,
dobbiamo affrontare una delle
più ancestrali paure che sono
insite nella nostra natura: perdere i legami affettivi significativi.
Vivere in maniera matura la nostra esistenza richiede di accettare che siamo naturalmente soli
e che appoggiarsi agli altri non
può essere una via di fuga dalle
insicurezze. Saper dire di no alle
pretese assurde, emanciparci dagli standard interni sadici che ab-
b i a m o
interiorizzato da
piccoli, avere il
coraggio di separarci dal
prossimo per
vivere autenticamente è
l’unica
strada percorribile
per abbandonare i nostri complessi e non farci soffocare dal
senso d’inferiorità e inadeguatezza. Cominciamo allora a pensare che sentirsi perennemente in debito con gli altri è inutile,
che sentirsi mortificati alimenta
la disistima di sé e che assecondare regole esterne ci rende passivi e dipendenti. Meglio partire
da soli, da zero, e costruirsi un’esistenza non paralizzati dal senso
di colpa o manipolati dagli altri!
Stefano
Rigoni,
Psicologo
Psicoterapeuta
Cognitivo
Comportamentale
Tel.
338.2919597 –
E-mail:
[email protected]
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
19
Kelle e la sua sfrenata passione per l’Inter
Si chiama Michele Rossi, è nato
ad Asiago il 18 gennaio 1979 e
lavora presso le scuole medie
della Reggenza come collaboratore scolastico.
Una persona come tante? Decisamente no. “Kelle”, com’è
soprannominato dagli amici, è
infatti lo “storico” dell’Inter
Club Altopiano Nerazzurro: ciò
che lo contraddistingue è una
memoria eccezionale, in grado
di fargli declamare senza problemi le date di nascita dei calciatori anche meno conosciuti, e
addirittura le formazioni più vecchie della sua squadra del cuore. Motivo per cui, nel nostro
Altopiano, Kelle è ormai diventato un personaggio.
Quando lo incontro per un’intervista insieme al Presidente
dell’Inter
Club,Vasco
Sambugaro, noto subito che il
nostro Kelle sfoggia l’orologio
e la spilla dell’Inter, accanto a
quella biancorossa. “Tifo anche
per il Vicenza”, si giustifica Michele, “ma di più per l’Inter!”.
Nato da un papà interista e mamma simpatizzante, la squadra
preferita di Kelle non poteva essere che la nerazzurra. “Fin da
piccolo mi sono innamorato
dell’Inter, tanto che quando
hanno stravinto il tredicesimo
scudetto nella stagione ’88-’89,
io che avevo solo 10 anni ho
fatto tutto il giro delle contrade
per festeggiare da solo, con la
maglietta, i calzoncini e la bandiera della mia squadra! Mi ricordo ancora tutto: il record di
58 punti ottenuti in quella stagione, con 26 vittorie complessive e 2 partite perse, una contro la Fiorentina e l’altra contro
il Torino...” e continua a recitare dettagli che nè Wikipedia né
gli archivi dell’Inter ricordano
ormai più...
La passione per l’Inter, però, è
aumentata insieme all’amicizia
con il Vicepresidente del Club,
Alessio Franquilli, che gli ha
dato “una spinta per diventare
un nerazzurro DOC”.
Così il presidente dell’Inter Club
si lancia nel racconto del primo
incontro con Kelle: “Era l’autunno del 2003 e io mi trovavo al
bowling di Asiago con la mia famiglia, quando ho visto questo
ragazzo con i pantaloni bianchi
e un maglioncino rosa che cantava al karaoke “Falco a metà”
di Gianluca Grignani...Eravamo
tutti colpiti dal suo look e dalla
sua interpretazione da grande
artista, ma io lo sono stato ancor
di più quando, alla fine della
canzone, ha acclamato al microfono il nome di Stankovic: a quel
punto, ho detto a mia moglie
Emanuela “È dei nostri!”. Ne
sono stato ancora più convinto
la seconda volta che l’ho incontrato, sempre al bowling: pensa
che mentre giocava a biliardo,
incitava le palle ad andare in
buca chiamandole ognuna con
il nome del giocatore interista
corrispondente al numero!”
L’amicizia con Vasco si è fondata in modo molto più radicato
nel 2006: linguaggio comune
per entrambi, sempre l’Inter, naturalmente. Kelle si lancia nei
ricordi, raccontando di quel
giorno che insieme sono andati
a Brunico per vedere i calciatori
interisti in ritiro estivo. “Dall’agitazione ho mangiato solo
cendo il Campionato dei giovanissimi.” Ritornando all’Inter
Club, che cosa rappresenta per
te?
“Per me l’Inter Club è motivo di
grande orgoglio, soprattutto
perchè sono stato uno dei primi ad
essere contattati per farne parte, e
quindi mi sento uno dei “portabandiera”. Da sempre mi chiedevo
quando sarebbe nato un Inter Club
anche da noi, e finalmente l’anno
scorso questa mia aspettativa si è
realizzata, grazie a Vasco
Sambugaro eAlessio Franquilli.Attualmente siamo al terzo posto per
un gelato in tutto il giorno, ero
veramente emozionato! Durante il viaggio non facevo che
guardare l’orologio e chiedermi quando saremmo arrivati,
anche perchè c’era una colonna enorme. Una volta a destinazione, il primo giocatore che
ho visto è stato Marco
Andreolli, che si allenava in
campo, poi Suazo, che era appena arrivato dal Cagliari, e infine
sono riuscito ad avere l’autografo di Julio Cesar, Gaudino e Della
Casa...”
“Ma la cosa più divertente di
quel giorno” , aggiunge Vasco,
“è stato quando abbiamo provato a entrare nell’hotel: naturalmente c’erano le guardie a impedire
l’accesso, quindi abbiamo scelto di tentare la via alternativa del
retro per incontrare i calciatori
che alloggiavano da quella parte; solo Kelle ha voluto rimanere
davanti all’accesso principale, e
quando noi siamo tornati, lui era
in mezzo a un capanello di gente
che gli faceva domande di tutti i
generi su calciatori e formazioni.
Il nostro amico ha saputo rispondere a tutte, addirittura a quelle
dei responsabili dell’Inter che
erano giunti appositamente per
sentirlo e che tentavano di metterlo in difficoltà. Erano tutti a
bocca aperta...Eh si, la memoria
di Kelle aveva colpito ancora!”
Un’altra giornata indimenticabile è stata quella in cui Michele ha
potuto realizzare il sogno che
aveva fin da bambino: incontrare tutti i suoi idoli. “Ho aspettato
due ore vicino a una transenna,
con un milanista...ma alla fine ne
è valsa la pena, ho toccato tutti i
calciatori mentre passavano, tranne Patrick Vieira, che si è spostato come ha fatto con tutti gli altri
fans!”
La passione di Kelle per l’Inter è
ormai un dato di fatto: ma conosciamo meglio la sua personalità
al di fuori del mondo nerazzurro...
Parliamo di te, Kelle: che tipo
sei?
“Sono un tipo “casalingo” tutta
la settimana, eccetto il sabato
sera. Mi piace uscire e incontrare i miei amici al Vittoria o al Vecchio Mulino, dove naturalmente
non mi faccio mai mancare la Gazzetta dello Sport! Il pomeriggio
invece mi piace fare qualche passeggiata in contrada Ave, al
Kaberlaba o al Villaggio degli
Gnomi, ma adoro anche rilassarmi guardando Studio Sport. Tempo per le fidanzate? Al momento
sono single, ma sono sicuro che
arriverà il colpo di fulmine anche
per me; la mia ragazza ideale dev’essere di media statura, intelligente, seria e, possibilmente,
interista!”
Miri alla perfezione, quindi! E
con la tua famiglia il rapporto
com’è?
È molto sereno. Vivo a casa con i
miei genitori, Bruno e Luisa, e mia
sorella, che purtroppo è
juventina! Però ci vogliamo bene
lo stesso...”
Ti piacerebbe essere un personaggio di spettacolo?
“Dipende. Intrattenere mi piace,
mi fa sentire realizzato: quando la
gente mi fa delle domande sono
contentissimo, è una soddisfazione constatare che sono in grado di lasciarli a bocca aperta. Ma,
d’altra parte, il mio sogno è un
altro...Infatti, ho già scritto una
lettera a Massimo Moratti per
tentare di realizzarlo: vorrei lavorare come cameriere al Centro
Sportivo Angelo Moratti di Appiano Gentile, nonostante mi abbiano riferito che è una vita molto stressante. In ogni caso io sarei disposto a tutto per questo!”
Attualmente lavori alle medie di
Asiago, prima cos’hai fatto?
“Dopo i 5 anni di Istituto Alberghiero ho lavorato nel mio settore, come cameriere in vari Hotel
dell’Altopiano: Paradiso, Milano,
Europa, Sporting, Lepre Bianca,
Valbella, President...ho anche incontrato dei calciatori nella mia
carriera, milanisti però: Franco
Baresi e Angelo Colombo, assieme all’ex medico sportivo della
loro squadra, Rodolfo Tavana.”
Per quanto riguarda la tua memoria, è sempre stata una tua
caratteristica o si è rivelata solo
ultimamente?
“Ho sempre avuto molta memoria, infatti anche a scuola mi è stata
utile” e, per dimostrarlo, recita
senza problemi tutti i Presidenti
americani, russi e italiani della storia. Risulta sempre più evidente
che il suo è un dono!
E come la alleni?
“A dire la verità non la alleno affatto, mi viene spontaneo, soprattutto con le date di nascita.
Sono la mia passione! Mi basta
leggerle due o tre volte per ricordarle e associarle a un nome in
qualsiasi occasione. Se poi una
data in particolare risulta difficile
da imparare, allora diventa una
sfida e mi appassiona ancor di più.
Si può dire che negli ultimi tre o
quattro anni è diventato quasi un
hobby!” e scherziamo sul fatto
che dopo “Il Collezionista di
Ossa”, la sua storia potrebbe diventarne il remake con il nome de
“Il Collezionista di Date”...
Ci sono altri sport che ti appassionano oltre al calcio?
“Ho fatto tre anni di avviamento
all’hockey da piccolo, quindi in
seguito mi sono appassionato
alle partite dell’Asiago, ma seguo
anche il ciclismo e la Formula 1 in
tv. Il calcio resta comunque il mio
sport preferito, ho giocato anche
con la squadra dell’Asiago vin-
numero di iscritti nella provincia,
dopo Basso Vicentino e Altavilla, e
spero che continueremo a crescere!”
Visto che siamo ancora all’inizio
di quest’anno, cosa ti auguri per
il 2009?
“Senz’altro che l’Inter vinca lo scudetto, poi magari anche la finale di
Champions League...insomma, che
per i nerazzurri sia un anno proficuo, in cui possano vincere tutto!”
Tutti i pensieri all’Inter...neanche
uno per te? “Non serve...è proprio
l’Inter che mi rende felice!”
Giulia Panozzo
Teo e Giovanni: nonna e nipote?
No! Gemelle…. belle!
Che cos’hanno in comune i due ospiti dello spazio riservato ai Rispaar di questo numero?
Piermatteo Frigo “Teo”, è con i Rispaar dagli inizi
del gruppo, Giovanni Dellai “Boss” è una new
entry. Escluso il presentatore, Teo negli anni si è
cimentato praticamente in tutto, Giovanni invece
solo in recitazione. Ma lo spunto per presentarli
insieme è doppio: in “Tele Digo da Bertigo”, oltre
a interpretare la nonna Dorotea (Teo) e il nipotino
Faustino (Giovanni) sono stati anche i protagonisti dello spazio “bollente” nei panni delle “Gemelle Belle”. “Panni… imbarazzanti, anche se molto
divertenti!”- commentano. Minigonna nera, calze
di pizzo, guanti in raso, boa di struzzo, ciglia lunghissime, parrucca bionda, trucco marcatissimo,
a “conciarli” in quel modo ci hanno penato Anna
e Marisa, le costumiste, a loro poi non è rimasto
altro che…calarsi nella parte delle due vistose signorine anteposte a catturare l’attenzione dei telespettatori maschi, invogliandoli a comporre un
numero di telefono che altro non serviva se non a
far introitare il ricavato di lunghe e inutili telefonate. La registrazione, alla presenza di una decina di
persone, si è svolta in un clima bellissimo, e, tanto
per cambiare, i Rispaar prima di fare allietare gli
spettatori si son divertiti loro! “Il nostro timore –
scherzano Teo e Giovanni – era quello che, dopo
averci visti così travestiti, a qualcun venisse in
mente di chiederci per davvero il numero di telefono!” Lo sketch della hotline è stata una delle parti
registrate dello spettacolo, ma com’è invece la
“diretta”, sul palco, di fronte a tutto il pubblico?
Se lo chiedono spesso gli spettatori, in particolare nel vedere come si trasformano sul palcoscenico coloro che si è abituati a vedere in altri ruoli,
nella vita di tutti i giorni, come ad esempio Teo
vestito di arancione mentre rifà i segnali stradali
sulla carreggiata e Giovanni con le forbici in mano
che accoglie uno dopo l’altro i clienti sullo sgabello da barbiere. “Io ho iniziato dando una mano
per le luci, poi negli anni ho suonato, cantato,
ballato, e recitato, un po’ di timore l’ho avuto solo
la prima volta, poi sono sempre salito sul palco
con naturalezza e tranquillità. L’emozione c’è sempre, ma non per affrontare il pubblico, bensì per la
soddisfazione di quello che si sta facendo: aiutare
gli altri con i nostri spettacoli”. Giovanni con i
Rispaar ha esordito nello spettacolo dello scorso
anno, ma prima ha recitato con diversi gruppi,
a partire da quelli nati nell’ambito dell’asilo fra
i genitori dei bimbi, fino a quelli legati ai laboratori teatrali organizzati dai comuni di Asiago e
di Roana, come I Lacharen e Il Fiasco, con cui
ha portato in scena diversi spettacoli, rivelandosi attore dalle ottime capacità. Ciò nonostante, durante una serata di Tele Digo da Bertigo
passata dietro le quinte, l’ho visto impegnato
a concentrarsi e ripassare la parte ogni
qualvolta non era sul palcoscenico. “Ammetto
che quella con i Rispaar – dice – è un’esperienza diversa rispetto a quella che si faceva ai tempi
dell’asilo, ora in qualche modo sento la responsabilità di far parte di un gruppo come i Rispaar,
il fatto di trovare così tanta gente in gamba ti fa
venir voglia, nel tuo piccolo, di migliorarti, di
dare il massimo. Per me è un onore essere entrato a far parte di questo gruppo che mi ha
colpito molto per l’affiatamento e l’organizzazione, a questo proposito vorrei ringraziare tutti
per il lavoro che fanno, in particolare Silvano
ed Anna, il cui impegno penso sia veramente
importante. Recitare mi piace e mi diverte e ci
tengo soprattutto perché si fa qualcosa di concreto per gli altri. Molta soddisfazione ci danno poi i complimenti della gente”. Concludo la
nostra chiacchierata chiedendo a Teo se c’è
qualche episodio o spettacolo che ricorda più
degli altri. “Ogni spettacolo ha la sua soddisfazione – dice – così come tutti gli spettacoli
comportano lavoro e “sacrificio”. Ricordo con
emozione quando abbiamo consegnato la somma benefica alla Casa di Riposo di Asiago, è
stato un momento toccante. Personalmente fra
tutti, lo spettacolo che mi è piaciuto di più è
stato quello della scorsa estate, di fronte alla
nostra sede a Bertigo: lo scenario naturale meraviglioso, la gente numerosissima, e tutto che
è andato via liscio, senza che avessimo fatto
neppure una prova. Quello che in assoluto mi
piace di più fare, invece, è la costruzione dello
spettacolo, la parte di lavoro che la gente non
vede, in particolare quella manuale, quando ci
ritroviamo in compagnia, anche al freddo per
creare, costruire: l’appagamento che si prova
nel fare e nel vedere poi la realizzazione è veramente grande”.
Silvana Bortoli
Teo e Giovanni
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
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20
Hockey Inline
SPORT
Vipers all’inseguimento della vetta
In A1 la Rigoni di Asiago ha chiuso il girone di andata alle spalle dell’Edera Trieste; mentre in A2
il “farm team” cerca di rimanere nella scia della capolista Monleale, prossima avversaria
Il punto della situazione in casa
Asiago Vipers inizia, manco a
dirlo, dalla Serie A1 e da una
Rigoni di Asiago che ha completato il primo segmento di
regular season acciuffando all’ultima giornata la seconda
posizione, tre lunghezze in ritardo dall’Edera Trieste, regina d’inverno ed unica ancora
imbattuta. La formazione
altopianese, dunque, non è riuscita a ripetersi a distanza di un
anno, quando virò per prima
alla boa di metà stagione, complici i quattro punti lasciati per
strada sulla “Trieste (pareggio)-Vicenza (sconfitta)” nel
corso di un tribolato mese di
gennaio. Asiago, nonostante i
successi su Arezzo e Milano
(male il primo tempo; bene il
secondo) è ancora convalescente, ma, dopo la trasferta
nella capitale (contro lo spauracchio Civitavecchia, quarto
in graduatoria) di questo fine
settimana, c’è la possibilità di
smaltire gli acciacchi, anche
grazie ad un calendario decisamente in discesa fino al 21
marzo, quando ci sarà il primo
scontro diretto (in casa proprio
contro l’Edera) di un rovente
scorcio finale di regular season.
Praticamente un’anteprima
playoff. Con l’archiviazione del
girone di andata si è chiuso anche il mercato-trasferimenti.
Dall’Altopiano, contrariamente alle previsioni, nessuno si
è mosso. Tutti fermi al loro
posto. Anzi. Il tecnico Roberto Varotto avrà l’imbarazzo
della scelta, soprattutto sul
fronte offensivo, dove potrà
contare anche sui gemelli Andrea e Matteo Molteni, che
hanno declinato offerte più
allettanti per rimanere in maglia Vipers. Ma potrebbe non
finire qui, visto che è ancora
aperta pure la pista che conduce al duo statunitense formato da CJ Yoder e Brian
Yingling. Un attacco esplosivo, ma anche una possibile
polveriera. Turnover inevitabile, massiccio e per giunta
spietato. Asiago Vipers: “maneggiare con cura”.
Problemi diversi, invece, in
Serie A2, dove il “farm team”
degli Asiago Vipers pur essendo ancora imbattuto (quattro
vittorie e due pareggi che,
però, hanno lasciato l’amaro
in bocca) non è ancora riuscito ad esprimersi al meglio.
Ci proverà questo fine settimana, quando sarà impegnato nella trasferta di Monleale,
nella “tana” della capolista che
viaggia a mille, a punteggio
pieno e soprattutto con quell’entusiasmo travolgente di
chi sogna un posto tra le
“grandi”. « Abbiamo la possibilità di riaprire i giochi –
dice il capitano Andrea Benetti
– sia per noi che per le squadre che ci seguono in classifica. Sarà una partita difficilissima. Loro, a quanto
pare, hanno uomini di qualità ed esperienza. Per quel che
ci riguarda ce la giocheremo
a viso aperto: dovremo prestare attenzione alle penalità
e a non concedere troppo al
loro attacco. Se sistemiamo
qualche problemino visto in
recenti occasioni, possiamo
Sergio Rigoni e Massimo Stevanoni
Foto di Luca Forte
puntare ai tre punti. Sarà una
bella sfida ».
Chi non deve inseguire nessuno, invece, è una delle due formazioni altopianesi impegnate
nel campionato di Serie B. Gli
Asiago Vipers, o se preferite gli
“amatori” come vengono chiamati, continuano a dominare il
girone “C”. Qualificazione alla
fase promozione già in tasca
con tre turni d’anticipo. Uniche preoccupazioni a breve scadenza? Difendere il primato in
classifica e quello in casa, vi-
sto che il 15 febbraio (ore 19)
ci sarà il derby di ritorno con
l’altra formazione della “famiglia”, gli Asiago Black Vipers.
Per i “men in black”, purtroppo, un torneo al di sotto delle
aspettative.
La “stracittadina”, dopo il
rocambolesco 4-4 in rimonta
dell’andata, rimane però un’occasione di riscatto prima di affrontare la Coppa di Lega, riservata alle squadre escluse dai
giochi promozione.
La panoramica si completa con
il settore giovanile. L’Under 15,
dopo la vittoria esterna con il
Montebelluna, insegue il secondo posto, l’ultimo per accedere ai playoff. Decisiva la sfida
interna in programma domenica 8 febbraio (ore 11) contro i
Ghosts Padova, che all’andata
s’imposero di misura. A gonfie
vele l’Under 13, che ha disputato tre incontri vincendoli tutti. Prossimo appuntamento il 22
febbraio nel gironcino di
Vicenza.
Stefano Angonese
Emisfero Asiago alla caccia dei playoff
La pausa del campionato dà modo di fare il punto della situazione. Clima disteso e squadra
molto motivata - Aquino inserimento azzeccato: importante in campo, ma anche nello spogliatoio
Ultima pausa del campionato
prima della fase conclusiva della stagione e squadre impegnate a preparala nel migliore dei
modi. In casa Asiago, dopo la
trasferta di Brunico, tre giorni
di riposo ma da sabato tutti di
nuovo al lavoro. L’occasione
propizia per fare il punto della
situazione.
“Siamo in linea con quanto
programmato e con le attese –
ha dichiarato un soddisfatto
Presidente Mantovani – e si
delineano i frutti del lavoro
svolto; le individualità di questo gruppo, di questa squadra
sono tutte cresciute, compresi i
ragazzi del vivaio, e questo ci
fa ben sperare.”
Poi, guardando più in generale,
ha aggiunto “A livello nazionale Lega e Federazione stanno facendo fronte comune per
riorganizzare e dare stabilità e
crescita, un programma ed un
progetto all’intero movimento;
un primo risultato sarà che già
ad aprile, cosa mai accaduta
in passato, si saprà tutto della
prossima stagione”.
Tornando in casa Asiago il
coach giallorossa Camazzola si
dice soddisfatto ma precisa
subito “Si può fare di più e
meglio, anche se siamo migliorati molto, se i giovani in particolare hanno affinato la capacità di leggere la partita e se
in campo si vede molta più
voglia. Nella prima parte della stagione molte volte siamo
usciti dal campo battuti di
poco, e c’era la consapevolezza di non essere lontani dal salto, poi l’arrivo di Aquino, ottimo giocatore ma molto positivo anche per lo spogliatoio,
ha fatto di colpo aumentare la
grinta e la determinazione in
tutta la squadra, e questo ha
fatto cambiare le cose”.
Anche Bellissimo, tutt’ora statisticamente il miglior portiere
del campionato, condivide
“Avevamo la convinzione di
essere vicini al passare dalle
sconfitte di misura ai risultati
utili; l’arrivo di Luciano dato
una sterzata di energia fresca e
nuova che ha fatto impennare,
anche con i suoi gol, i nostri
risultati”. Dov’è il tuo tallone
d’Achille, abbiamo chiesto al
goalie giallorosso “Non credo di
avere un vero e proprio punto
debole, ma quel che è certo è
che devo ancora migliorare in
tutto, soprattutto nel giocare il
disco”. O forse nel limitare i
rebound, i rimbalzi da concedere agli avanti avversari “Vero,
anche se quest’anno la difesa
è più attenta ed efficace nell’aiutarmi in questi frangenti”.
“Anche se - aggiunge
Camazzola – dobbiamo consentire meno tiri verso di lui: 4550 a partita sono veramente
tanti”.
Altro testimonial di questo incontro con la stampa il gioiellino
locale Matteo Tessari, 19enne
attaccante letteralmente esploso in questo periodo sia in chiave tecnica che caratteriale “E’
evidente come il mio apporto
sia cresciuto, anche grazie alla
possibilità di giocare <titolare>;
la consapevolezza di essere importante e di godere della fiducia e la conseguentemente aumentata responsabilità mi hanno dato grossi stimoli. Giocare
in un contesto in cui ci si parla
molto ed in cui ti arrivano in
continuazione imput e consigli
positivi dai compagni di maggior esperienza ha fatto sì che
la mia crescita sia stata notevole”.
Squadra che sta affrontando in
questi giorni carichi di lavoro
pesanti, che verranno poi alleggeriti in vista della ripresa delle
ostilità “Alla pausa siamo arrivati stanchi, ma era lo stesso
per tutti – sottolinea Tessari - i
tre giorni di riposo ci hanno
fatto bene ed ora non abbiamo motivo per esserlo; siamo
invece convinti di arrivare
pronti al nuovo via perché stiamo facendo tutto quello che si
deve fare. Dopo la sconfitta di
misura a Brunico eravamo subito tutti pronti a rientrare in
campo; così come l’adrenalina
delle vittorie, anche la rabbia
di una sconfitta ti dà la carica
per aver subito motivo di fare
meglio”.
Una squadra che deve aumentare la continuità di rendimento
(caratteristica difficile da chiedere ad una squadra molto giovane) e, magari, l’efficacia di
un power play troppo spesso
<molle>; “magari riuscissimo
ad esprimerci con l’uomo in
più con la stessa pragmatica
efficacia che caratterizza il nostro penalty killing – sottolinea
Jimbo – ma stiamo lavorando
per renderlo più semplice ed intenso, con tiri da lontano e con
l’immediata aggressione dell’area piccola avversaria”. Dalla
sua questo Asiago ha un gruppo compatto e grandi motivazioni per tutti, nonché la convinzione di potersela giocare
contro chiunque, come ha dimostrato una striscia di dodici
risultati utili consecutivi che
non lascia spazio a dubbi.
L’ultima parola a coach
Camazzola per questo
Asiago che si prepara
alla caccia a playoff
“Sicuramente possiamo raggiungere
questo traguardo –
conclude l’ex difensore asiaghese
– anche se è <una
poltrona per tre>
da contendere a
Valpusteria ed
Alleghe, in una
classifica oggi
molto serrata.
Sarà fondamentale arrivare preparati e carichi al
punto giusto per
questo rush decisivo del Master
round (sette partite in 17 giorni)
che per noi si
aprirà con la dif-
ficile ed insidiosa trasferta a
Pontebba, squadra senza
pressioni e che non ha nulla
da perdere. Un successo vorrebbe dire lanciare al meglio
le due gare interne di fila
(ospiti Renon e Bolzano, ndr)
che seguono, al termine delle
quali la situazione potrebbe
essere decisamente più chiara
e definita”.
Cesare Pivotto
Luciano Aquino
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
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21
Sergio Rigoni campione italiano Under 23
SPORT
Il fondismo altopianese sta
vivendo un momento di transizione come, del resto, capita ad altre storiche “capitali” degli sci stretti. Una situazione da valutare attentamente da parte di chi gestisce i settori govanili a tutti i
livelli.
Ciò nonostante qualche buona notizia non manca. Nello
specifico riguarda Sergio
Rigoni, ventitre anni il prossimo 27 aprile, cresciuto nel
vivaio dell’Us Asiago Sci
sino alla categoria junior prima di traslocare nei ranghi
della “forestale”, al momento in qualità di aggregato, una
volta fatto l’ingresso fra i
senior.
Rimessosi da una recente
influenza, costatagli la meritata convocazione ai Campionati Mondiali Under 23,
sua attuale categoria di appartenenza, sta riprendendosi
in fretta in vista del suo ritorno in pista previsto proprio
alla Golf Arena sabato 7
Superata l’influenza, che gli è costata la partecipazione ai Campionati Mondiali, darà
prova di sé sulle nevi di casa nelle gare di Coppa Italia in programma questo weekend
febbraio in concomitanza
con l’ottava tappa della Coppa Italia circuito nel quale si
sta ampiamente segnalando.
La due - giorni “slegar” prevede anche gare giovanili e
rappresenta il cluo stagionale per quanto riguarda il
fondismo d’elite.
Nella classifica generale
dopo otto prove è ottavo con
365 punti ma primo fra gli
under 23. Suo miglior risultato un terzo posto nella 15
km tecnica classica di
Gressoney St. Jean.
Di rilievo anche i piazzamenti
ottenuti nella prima parte dei
Campionati Italiani “assoluti” di sci nordico: 11° nella 15
km tc corrispondente al titolo italiano di categoria e
10° nella sprint tecnica libera.
“Conto di far bene nella “50”
conclusiva – commenta l’interessato - gara cui ho già
preso parte. Sarà comunque
dura perché la pista
altoatesina di Slingia dov’è
prevista è in quota ed è pure
tecnicamente impegnativa.
Ciò nonostante conto di far
bene”.
“Mi dispiace molto – prosegue – per aver saltato il Mondiale under 23 ma sono inconvenienti che capitano.
Spero tuttavia in qualche convocazione per gare di Coppa
Europa e sono convinto che,
grazie al tempo ed al lavoro
duro cui mi sottopongo, altri
risultati verranno”.
Conta sull’onda lunga Sergio
Rigoni e fa bene perché, lo si
constata stabilmente, la
maturazione di un fondista
avviene quasi sempre dopo
duri anni di lavoro dei quali
comprende importanza e
insostituibilità.
L’asiaghese dimostra idee
chiare in proposito quindi dei
suoi prossimi risultati s ene
sentirà senz’altro parlare.
Magari già nel giro di poco
tempo. Come tutti si augurano, il diretto interessato per
primo. Renato Angonese
Salto e combinata nordica
5° Coppa Comune di Gallio
binata.. Sui trampolini del
Packstall è Giulio Bezzi
(Monte Giner) a far meglio
di tutti fra i mini-saltatori impegnati sul K20. Lo stesso
atleta della Val di Sole si ripete in combinata. Anche fra
i “ragazzi” è doppietta saltocombinata per merito del
gardenese Alex Insam forte
dal trampolino poi bravo nel
ribattere al ritorno di Luca
Giammoena (Us Lavazè) rivelatosi dunque ottimo
fondista. Dagli “allievi” due
podi allo Sc Gallio. Il friulano
Robin D’Iglio (Lussari) fa
suo il salto dove Thomas
Tagliaro è terzo e mentre
D’Iglio conserva il primato in
combinata lo stesso Tagliaro
cede il bronzo al compagno
di squadra Andrew Lunardi
inizialmente sesto dal trampolino. Nella categoria maggiore, quella degli aspiranti, Daniele Varesco (Dolomitica)
batte sul filo il figlio d’arte Federico Cecon (Lussari) mente in combinata è il suo compagno di squadra Paolo
Corradini fa da capofila su
Alessandro Vinante, stesso
team. Terzo Fabio Carli (Sc
Gallio) col miglior tempo nel
fondo.
(R.A.)
A Vancouver per le Olimpiadi 2010
Il Fan Club Enrico Fabris ricorda che è in fase organizzativa
la trasferta in Canada dal 19 al 28 febbraio 2010 in occasione delle Olimpiadi Invernali in programma a Vancouver. Gli
interessati a parteciparvi possono contattare per maggiori
informazioni Consuelo al n.347 1062140 o Fabio al n 339
8182530 entro il 15 marzo prossimo.
Nel corso del prossimo week-end si svolgeranno ad Asiago sulle piste della Golf Arena
due tappe di Coppa Italia e la seconda finale regionale allievi/ragazzi di sci di fondo. Nello
specifico sabato 07 febbraio 2009 avrà luogo la team sprint “Memorial Andrea Costa” in
tecnica classica di Coppa Italia con inizio alle ore 14. Domenica 08 FEBBRAIO 2009
prenderà invece il via la Coppa Italia ”Coppa Città di Asiago”, che vedrà le atlete affrontare
un percorso di km 10 e gli atleti km 15, il tutto in tecnica classica. A seguire ci sarà la
seconda finale regionale allievi/ragazzi “Coppa Asiago Ski by Guzzi Sport”. La manifestazione vedrà impegnati i principali giovani atleti del Veneto e molti atleti già affermati a
livello nazionale.
Una Festa sulla Neve con gara di slalom
gigante per i Lions e i loro familiari e amici
Sul podio
gli allievi
dello Sci
Club Gallio
La “nazionale giovani”, 5°
Coppa Comune di Gallio, va
all’Us Dolomitica, “storica”
società trentina in fatto di
salto e combinata nordica
con 1120 punti a fronte dei
715 mesi assieme dagli atleti friulani del Monte Lussari
ed ai 517 dello Sc Gardena.
Quinto posto per i padroni di
casa dello Sc Gallio organizzatore della manifestazione.
In gara aspiranti, allievi e
ragazzi oltre alla categoria
“promozionale” sotto l’occhio attento ed esperto di Ivo
Pertile direttore agonistico
del “pianeta” salto & com-
Nel weekend la Coppa Italia alla Golf Arena
Il Lions Club Asiago 7 Comuni organizza anche per
quest’anno il Campionato
Distrettuale di sci,con la gara
di slalom gigante. La manifestazione, giunta al suo 5°
anno, si terrà sulle piste del
Monte Verena alle ore 14.30
sabato 21 febbraio, ed è stata ideata con lo scopo di passare insieme una giornata di
festa sulla neve, non in modo
competitivo, bensì amichevole, perché l’amicizia, che è
una dei principali valori della
vita e dell’etica lionistica,
possa essere condivisa divertendosi. La gara di sci
prevede il “Gruppo A” che
comprende non classificati
FISI nelle varie categorie:
Super Baby/Baby maschile e
femminile per i nati negli 1999
e anni successivi, Cuccioli
maschile e femminile (anni
1997-1998) Ragazzi/Giovani
maschile e femminile (19961988) Seniores maschile e
femminile (1987-1973)
Amatori/Veterani maschile
(1972-1953) Pionieri maschile (1952 e precedenti) Dame
femminile (1972 e precedenti); il “Gruppo B”, classificati FISI e/o Maestri di Sci prevede due uniche categorie,
quella maschile e quella femminile. Oltre ai soci Lions,
coniugi, figli e nipoti appartenenti ai Clubs del Distretto
108TA1, sono ammessi anche amici ospiti, per i quali
verrà stilata una classifica a
parte. E’ prevista, oltre alle
premiazioni individuali, una
classifica per i “gruppi familiari”, che verrà calcolata
sommando i tre migliori tem-
pi dei partecipanti dello stesso gruppo familiare. Per qualsiasi maggiore informazione
sulle modalità di iscrizione e
partecipazione, ci si può rivolgere al n. 347 – 6898418, o
all’indirizzo
e
mail
[email protected]
Il Lions Club Asiago 7 Comuni invita coloro che non
sono intenzionati a partecipare alle gare, a prendere
ugualmente parte alla festa
sulla neve, facendo il proprio
tifo per gli sciatori in gara. Le
premiazioni individuali si terranno presso il Rifugio Verena
un’ora dopo il termine della gara
e la giornata sarà conclusa con
la “Cena dell’amicizia” alle ore
19.30 presso il Ristorante Milano diAsiago, con premiazione di
Club e Gruppi familiari durante
la serata.
S.B.
A MONTE CORNO IL CAMPIONATO
CITTADINI E MASTERS DI FONDO
Organizzate dal Centro Sportivo Bassano, domenica 18 gennaio, si è svolta sulle piste del
Monte Corno a Lusiana la 16^ edizione del campionato nazionale Cittadini e Master, gara
di sci da fondo maschile e femminile a tecnica classica. Buona l’affluenza dei partecipanti
che si sono complimentati con gli organizzatori per l’ottima preparazione delle piste e per le
caratteristiche di particolare rilevanza che consentono al comprensorio sciistico di Monte
Corno di qualificarsi tra i migliori circuiti del fondo nazionale in grado di attirare un numero
crescente di amanti di questo sport. Ricca la premiazione destinata a i vincitori ed a tutti i
partecipanti. Domenica 1° febbraio ci sarà invece un Challenge giovanile. La scelta del
territorio lusianese come teatro degli eventi conferma la qualità di strutture ed impianti e le
buone prospettive di sviluppo per il futuro anche sul fronte agonistico.
E.Z.
Nuoto
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
22
Cresce l’attività della Nuoto Altopiano
SPORT
L’acqua sembra essere diventata un elemento sempre più
importante nell’attività fisica e
sportiva del nostro Altopiano.
E la Nuoto Altopiano sembra
essere diventata una società
sempre più importante nel panorama sportivo del nostro
Altopiano.
« Il numero dei bambini
tesserati (circa una cinquantina) rispetto ad un
anno fa è stato confermato
– afferma con soddisfazione
Angelo Roffo, direttore della
Piscina di Canove – e questo
è un dato significativo che
va ad indicare l’importanza di questa disciplina nel
territorio. Sono contento
perché penso che si stia lavorando bene, con programmazione e metodo, senza comunque tralasciare
l’aspetto ludico e del divertimento. Fondamentale. I
ragazzi che si avvicinano al
nuoto, attraverso i corsi di
avviamento (a marzo al via
una nuova sessione), trovano uno staff preparato ed
appassionato, capace di
seguirli fin dalle prime bracciate e di condurli verso
uno svilippo sia fisico che
relazionale all’interno di un
gruppo. Per noi rappresenta la prerogativa più impor-
Buoni i risultati dei giovani atleti. Ad aprile l’esordio nelle gare Master
tante. Poi, grazie all’impegno e al talento, continuano ad arrivare anche i risultati in acqua e di questo non
possiamo che essere orgogliosi ».
Proprio così, perché se la scorsa stagione aveva regalato
gioie e soddisfazioni a ripetizione, anche questa sembra
cavalcare la stessa, travolgente onda. Merito dei piccoli atleti, ma anche dello staff tecnico guidato da Manuela
Pentassuglia e da Greta
Magnabosco, che si occupa
della preparazione atletica,
coadiuvate anche da Giulia
Rodeghiero ed Anna Frigo,
provenienti proprio dalla realtà Nuoto Altopiano. « In estate – esordisce Greta
Magnabosco, responsabile
della palestra situata al piano
inferiore della piscina – abbiamo effettuato una preparazione improntata essenzialmente sulla resistenza e sullo sviluppo della forza di
base. Da metà giugno fino
a metà settembre i ragazzi
hanno seguito un programma che prevedeva un’ora di
lavoro “a secco” (corsa,
bicicletta, …) ed una in acqua per tre volte la settimana. Poi si è passati ad una
serie di attività in palestra
preposte allo sviluppo muscolare, senza mai esagerare per non appesantire i ragazzi. Ad esempio, con una
specifica macchina, c’è la
possibilità di simulare una
bracciata subacquea. Il lavoro di questo periodo si
concentra prevalentemente
su dorso, braccia ed arti inferiori, senza però trascurare la mobilità articolare e la
fase di stretching, indispensabile per prevenire gli infortuni ».
Qui si lavora sul serio, insomma, ed i risultati sono sotto gli
occhi di tutti. « I nostri atleti
–
racconta
Manuela
Pentassuglia – stanno ottenendo davvero buoni risultati, sia in gara che a livello
di riscontro cronometrico
personale. Tutti stanno migliorando e solo nel mese di
gennaio sono arrivati una
pioggia di successi e
piazzamenti. Nella tappa di
Rosà dei campionati provinciali esordienti “B”, ad
esempio, Gabriele Carli ha
conquistato il successo nelle categorie 50 metri delfino (con un significativo tempo di 35" e 20 centesimi), 50
metri dorso (36" e 50 centesimi) e nei 100 metri misti (1’
e 22"), infliggendo distacchi
Manuela Pentassuglia Angelo Roffo e Greta Magnabosco
pesanti agli altri partecipanti. Ma anche Federico
Frigo, nella stessa categoria, si è distinto nei 100 metri rana, così come Franco
Pesavento (esordienti “A”)
nei 50 metri delfino. E che
dire dei “propaganda”. Nella gara di Schio i nostri ragazzi hanno monopolizzato
il podio, aggiudicandosi
anche le staffette. Quella
maschile composta da Filippo Robustelli (bronzo nei 50
metri stile libero), Fabio Ros-
si (bronzo nei 25 metri
rana), Johnny Proho (oro
nei 25 metri rana) e Federico Frigo. Quella “rosa”
composta da Melissa Vellar
(bronzo 50 metri stile libero), Giorgia Baù (4° posto
nei 25 metri rana), Giorgia
Rigoni (3° posto nei 25 metri rana) e Sabrina Rigoni
(argento nei 50 metri stile
libero). Senza dimenticare le
prestazioni di Alice Vellar e
Giada Morello (25 metri
dorso) ».
Ma la Nuoto Altopiano è anche una “cosa da grandi”. « A
marzo – conclude Manuela
Pentassuglia – inizieremo la
preparazione alle gare
“Master” del mese successivo. Al momento i partecipanti sono sei (l’età oscilla
tra i 30 ed i 45 anni), equamente divisi tra uomini e
donne, e con questo gruppo spero di riuscire ad avere altrettante soddisfazioni
».
Stefano Angonese
Il Circolo Pattinatori Altopiano
fa il pieno di piazzamenti
Il Circolo Pattinatori
Altopiano ha ripreso la
nuova stagione agonistica come aveva terminato quella precedente:
vincendo. Dopo aver
trascorso l’estate e l’autunno in allenamenti preparatori sia in palestra
sia
sul
ghiaccio
dell’Odegar, il CPA si è
subito distinto nella prima gara internazionale
del circuito, la “Coppa
dell’Amicizia” tenutasi a
Merano. Nella gara
spiccano il terzo posto
conquistato da Maria
Chiara Carli ed i
piazzamenti onorevoli di
Ylenia
Rossi,Giulia
Povoledo, Elisa Leone e
Diletta Busin nella categoria youngsters.
Risultati confermati anche nelle prime gare del
campionato Triveneto con
un terzo posto di Elisa
Leone ed un 6° di Diletta
Busin nella categoria
esordienti, un 4° posto di
Stefania Marte nella ca-
tegoria principianti, un
4° posto negli juniores di
Giulia Panozzo ed un 2°
e 3° posto nella categoria novices conseguito
dalle sorelle Ylenia e
Martina Rossi. E’ chiaro
che il livello raggiunto
dalle atlete altopianesi fa
ben sperare per il proseguo del campionato. Per
questa compagine di giovani, ma determinate atlete si attendono ulteriori soddisfazioni.
G.R.
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
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L’Asiago si allontana dal pericolo play-out
CALCIO
In inverno “sboccia” l’Asiago
Calcio Altopiano. Potrebbe
sembrare un paradosso, soprattutto per una squadra “di
montagna” come quella
giallorossa, che dovrebbe patire questo periodo, dove solitamente ci si allena meno e
neppure troppo bene.
E, invece, non è così. Almeno
da queste parti, dove con il
freddo e la neve ci si mette
quel quid in più per andare oltre le difficoltà di stagione.
La temperatura scende, ma
tempra, condizione, qualità e
pure classifica della formazione di Rudy Baù salgono. Il
2009 parla chiaro: quattro partite, un pareggio, tre vittorie di
Santino Rossi
Una serie di risultati utili e la formazione di Rudy Baù risale la classifica – Santino Rossi: “Per
risolvere i problemi che mano a mano si presentano, contiamo sul gruppo, la nostra arma in più”
fila e da domenica scorsa la
zona playout è alle spalle.
« Una volta recuperati tutti
gli elementi – commenta il
presidente Santino Rossi – la
squadra ha potuto lavorare
al meglio, crescendo e dimostrando il proprio potenziale. Credo che la posizione
attuale rispecchi abbastanza il nostro valore. La nostra
forza è il gruppo. Un mix di
giocatori esperti e di giovani passati e cresciuti attraverso
la
formazione
juniores, dove Marco
Fracaro e Romano Basso
hanno ben lavorato negli
anni contribuendo così a
garantire un futuro alla prima squadra. Il gruppo
è giovane, con molti elementi alla prima esperienza nella categoria,
ma questi ragazzi si
stanno impegnando
molto, lavorano sodo
durante la settimana e
adesso alla domenica
iniziano a raccogliere le
soddisfazioni che meritano ».
Come nell’ultimo turno,
quando i giallorossi sono
andati a violare (1-2 con
doppietta di Davide
Rigoni) il terreno del
Costabissara, in zona
playoff e da molti considerata una delle migliori
compagini del girone “E”
di seconda categoria.
« Siamo stati bravi – prosegue Rossi – perché far
risultato contro il
Costabissara non è impresa da poco. Abbiamo disputato un primo
tempo di contenimento, pagando forse un eccessivo timore reverenziale, ma nonostante ciò siamo andati al riposo avanti. Poi è arrivato
il pareggio, ma col passare
dei minuti abbiamo capito
che non eravamo inferiori e
che potevamo far risultato
pieno. Lo abbiamo voluto e
lo abbiamo trovato, vincendo con merito e pure con i
complimenti dei tifosi di casa
». Un momento magico, che
in casa Asiago viene vissuto
con la massima serenità, così
come era stato affrontato il tribolato inizio di campionato.
Basso profilo, ma idee chiare.
All’inizio dell’anno, nel pieno
della crisi, e pure adesso che
le cose stanno prendendo
un’altra piega.
« Ad un certo punto della
stagione – racconta il presidente giallorosso – ci sono
stati degli opportuni
chiarimenti tra dirigenza,
squadra ed allenatore. Con
schiettezza e fermezza. Ma
anche con quella tranquillità derivante dal fatto, e di
conseguenza dal vantaggio,
di conoscerci a fondo, di
essere in questo gruppo, o
meglio “famiglia”, da tanti
anni. Un aspetto fondamentale per affrontare e risolvere i problemi, prendendo le
necessarie decisioni in armonia. Lo ripeto, la nostra
arma vincente è il gruppo e
sono convinto che l’amicizia
ed il rapporto che ci unisce
possa fare la differenza ».
Unità di intenti, verso l’obiettivo comune. La salvezza. «
L’obiettivo resta quello, pos-
CLASSIFICHE E PROSSIMI IMPEGNI
Prima categoria Girone “C” (aggiornata alla 3a giornata di ritorno): S. Vito di
Leguzzano ** e Pove punti 31, S. Fortunato * e Azzurra Sandrigo 30, Elleesse * e Scledum
* 29, S. Eusebio * 25, Summania * 23, Dueville * 22, Canove * 21, Breganze * 18,
Travettore * 17, Cassola S. Marco * e Mussolente * 15, Poleo Aste ** 12, Angarano
Azzurra * 11. * partite in meno
Prossimi turni: 8 febbraio (ore 15) Canove-Travettore; 15 febbraio (ore 15) MussolenteCanove.
Seconda categoria Girone “E” (aggiornata alla 3a giornata di ritorno): Alto Astico
Posina ** punti 32, Orsiana * 31, Lugo Calvene ** 30, Malo ** 28, Costabissara ** 25,
Careciupan *** e S. Vitale Castelnovo * 23, Torre Valli ** 22, Asiago * e S. Giorgio
Perlena * 20, S. Tomio ** 19, Cà Trenta ** e Montecchio Precalcino ** 18, Valdastico
*** 16, Concordia ** 13, Cosfara ** 11. * partite in meno
Prossimi turni: 8 febbraio (ore 15) Asiago-Concordia; 15 febbraio (ore 15) Cà TrentaAsiago.
Seconda categoria Girone “F” (aggiornata alla 3a giornata di ritorno): S. Anna *
punti 40, Carmenta * 38, Cartigliano * 37, Giovanile Ezzelina 31, Campese ** 29, Juventina
Laghi * 27, Bp ‘93 * 26, S. Croce Bassano * 24, Vallonara 23, S. Vito Bassano * 20,
Lusiana Conco ** 19, Campolongo * 17, Junior Valbrenta * 15, Spf 12, Arsenal Cusinati
11, Colceresa MPM * 10. * partite in meno
Prossimi turni: 8 febbraio (ore 15) Lusiana Conco-S.Anna; 15 febbraio (ore 15) CartiglianoLusiana Conco.
Terza categoria Girone “Bassano” (aggiornata alla 3a giornata di ritorno): Union
98 Borso * punti 45, Quinto Vicentino * ed Eurocalcio * 42, Cusinati * 34, Longa 90 * 30,
Fellette ***, Real Stroppari * e Pedemontana * 23, Palladiana Vigardolo * 21, Gallio * 17,
Aurora S. Giuseppe ** 16, Virtus Colceresa * 15, Marchesane ** 14, S. Pietro Rosà * 9,
Villaggio S. Lazzaro ** 8, Fortitudo Bassano ** 7. * partite in meno
Prossimi turni: 8 febbraio (ore 15) Gallio-Virtus Colceresa; 15 febbraio (ore 15)
Marchesane-Gallio.
Nota: le partite delle formazioni altopianesi potrebbero subire variazioni di luogo.
sibilmente senza passare attraverso le forche caudine
dei playout – conclude Rossi
– e per raggiungerlo dovremo lottare ogni domenica.
Stiamo vivendo un periodo
positivo e dovremo cercare
di sfruttarlo il più a lungo
possibile, perché gli impre-
visti sono sempre in agguato. Anche se noi cercheremo
di essere pronti ».
Recuperi. Dopo il recupero
tra Asiago e Careciupan (seconda categoria girone “E”),
mercoledì 11 febbraio sarà la
volta del Lusiana Conco (2a
categoria girone “F”) che ospi-
terà il Campese. Infine domenica 22 febbraio gli incontri
Canove-S.Fortunato (1a categoria girone “C”), Lusiana
Conco-Colceresa MPM (2a
categoria girone “F”) e GallioPalladiana Vigardolo (3a categoria Bassano).
Stefano Angonese
IMMOBILIARE STELLA – ASIAGO calcio a 5
Girone di andata, bilancio positivo
Comincia il girone di ritorno della squadra asiaghese
L’ IMMOBILIARE STELLA – ASIAGO calcio a 5 ha
giocato martedì scorso a
Vicenza la decima ed ultima
partita del girone di andata
del campionato provinciale
MSP contro la forte compagine dell’Atletico Vicenza, conducendo una gara sempre all’attacco, ma non riuscendo a
recuperare il gol di svantaggio
accusato all’inizio della partita. Si chiude dunque con una
sconfitta (2 a 1), il girone di
andata della squadra
asiaghese, che si posiziona
comunque, al giro di boa del
campionato, nella parte centrale della classifica.
Mister Vasco Sambugaro fà
un primo bilancio della stagione agonistica: “Senz’altro positivo, perchè abbiamo iniziato
quest’avventura con una
squadra nuova, giovane,
che non aveva mai giocato assieme, se non in
rare occasioni; basti pensare che alcune formazioni, nostre avversarie,
con cui ci siamo
scontrati, giocano assieme, in alcuni casi, anche
da 6/7 anni, per cui, conoscendosi bene, molte
cose di per sé difficili, con
l’esperienza e l’amalgama divengono facili, e l’
apprendimento dei vari
meccanismi di gioco di-
ventano più agevoli, per cui le
vittorie sicuramente arrivano.
Fra poco cominceremo il girone di ritorno, da cui ci aspettiamo sicuramente qualche
soddisfazione in più, potendo
contare sia sull’esperienza fin
qui acquisita, sia su un numeroso gruppo di giocatori, un
gruppo che sta diventando
sempre più compatto, che comincia a conoscersi e con
molta volontà di crescere e
migliorare”. Sono sempre più
numerosi i giocatori di Asiago
e dell’Altopiano che chiedono
di cimentarsi in avvincenti partite presso il CENTRO
SPORTIVO COMUNALE
di Asiago, un numero che ha
per certi aspetti sorpreso positivamente la dirigenza della
società, che era inizialmente
partita con una rosa di una
decina di giocatori; in questo
momento i tesserati sono una
ventina. L’ IMMOBILIARE
STELLA ASIAGO – calcio
a 5 comincerà il girone di ritorno con due partite estremamente difficili, un inizio in salita, come si suol dire, andando
ad incontrare subito le prime
due della classe, affrontando
in trasferta a Vicenza la
temibile capolista MIKI PELL
ARZIGNANO, mentre giovedì 12 febbraio alle ore 21,15
arriverà ad Asiago, alla palestra IPSIA di Via Cinque, la
seconda compagine attualmente in classifica, la forte
squadra della FASOLO IMPIANTI di TORRI di
QUARTESOLO.
Alessandro Cunico
V
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l’Altopiano
Sabato 7 febbraio 2009
www.giornalealtopiano.it
24
P.G.S. CESUNA: 2^ DIVISIONE A SEGNO
Turno al tie-break per il volley Cesuna
Per i più giovani inizia il torneo “Braccio di Ferro” con due formazioni in campo: Nice team
Cesuna U12 e The Cesuna Arrows U13. Domenica 15 febbraio c’è la Festa del Minivolley
Anche questa volta il detto è
stato confermato: non c’è due
senza tre! Nei campionati di
federazione in 2^ Divisione
entrambe le squadre del Volley
Cesuna hanno dovuto contendersi la posta in palio al quinto set nelle ultime due giornate in calendario. Ad uscire
vincitrice, nelle tre sfide che
si sono susseguite, è stato
però solo il maschile. CesunaCaseificio Pennar impegnato
nel turno casalingo in programma sabato 24 contro il
Nove in una sfida fra contendenti all’accesso ai play-off:
inizia bene il Cesuna che si
porta avanti nel primo set 2519 pregustando troppo in anticipo il sapore della vittoria.
La rimonta del Nove si rivela
allora un boccone amaro da
ingurgitare: dopo aver perso
il secondo set 22-25 cedono
anche al terzo 24-26, nonostante in entrambi partissero
al pari sul 19-19.
Se a questo punto serviva una
prova di carattere
la squadra è riuscita a soddisfare
le esigenze del tifo
di parte: Cesuna
che riprende in
mano le redini del
match e, grazie
anche al contributo di un buon turno in battuta di
capitan De Guio
che riesce a sfruttare le debolezze
in ricezione del
Nove, va a conquistare senza storie quarto e quinto set 25-17
e 15-10. Una iniezione di fiducia in vista del finale di campionato avendo staccato le dirette concorrenti Nove e
Povolaro di tre punti nonostante il turno di riposo del
weekend scorso sostenuto dal
Cesuna. Classifica guidata dal
Thiene a 26 punti, segue Santa Croce Bassano a 19 e
Cesuna a 17.
Due sconfitte al tie-break, invece, per l’Holz Volley
Cesuna, la femminile impegnata in 2^ divisione che se
da un lato può vantarsi di essere stata l’unica squadra a fermare la corazzata Cogollo,
ancora sola al vertice della
classifica, nella partita casa-
VOLLEY ASIAGO ALTOPIANO
Bella striscia positiva per le Under 16
Le ragazze di Mister Munari consolidano la loro supremazia nella classifica del girone B
Non si ferma la striscia di vittorie consecutive delle ragazze
U16 dell’Asiago Altopiano. Contro il Santorso è arrivato l’ennesimo tre a zero secco (14-25, 8-25, 21-25 i parziali). Inizio
a rullo compressore per le altopianesi, con i primi due set senza storia, giocati bene con ordine e concentrazione, e con tutte
che sono entrate in campo (Francesca Rigoni, assente a lungo
per malattia queste settimane, ha avuto un po’ meno tempo
delle altre). Nel terzo set coach Munari lascia fuori Capitan
Veronica Galante per Vanessa Finco con il polso sinistro ancora
bloccato a causa di un incidente in allenamento e parte con Sofia
Paganin al posto di Sara Plebs. Con questi esperimenti la squadra
va un po’ in confusione, complice forse anche la svogliatezza di
un risultato dato ormai per acquisito, al punto che sul 10 a 5 per
il Santorso Munari chiama time-out. A rientro in campo le ragazze rapidamente risalgono la china fino al 14 a 13 per il Santorso.
L’aggancio e il sorpasso arrivano al rientro di Veronica dove la
squadra si porta fino al 24 a 18. Inaspettatamente cala di nuovo la
concentrazione con le ragazze che già pensavano probabilmente
ai festeggiamenti e il Santorso risaliva a 24 a 21. Secondo timeout! Al rientro il Santorso sbagliava la battuta chiudendo l’incontro. Vittoria anche contro la Polisportiva Perlena con il Volley
Asiago Altopiano U16 che consolida in maniera sempre più chiara la propria supremazia nel girone B, mantenendo la testa della
classifica e allungando sempre di più nei confronti delle dirette
inseguitrici. Questa volta le ragazze hanno dovuto faticare un
po’ di più per portare a casa un’altro 3 a 0 (25-23, 25-18 e 2518 i parziali) contro la seconda forza del torneo e squadra sicuramente tra le più competitive e l’unica, finora, ad aver battuto il
Volley Asiago Altopiano durante il girone di andata. Partita che ha
avuto il momento di massima difficoltà per le nostre ragazze du-
rante il primo periodo di gioco in cui si trovavano sotto addirittura di cinque punti, situazione alquanto inusuale per l’Asiago!
Sono bastati comunque un paio di time-out per rimettere ordine
in campo e nella testa delle nostre ragazze, riagganciare il Perlena
e superarlo nelle fasi finali. Sicuramente meno impegnativi per
l’Asiago gli altri due tempi dove hanno trovato anche molto più
spazio le ragazze fuori sestetto dimostrando, come sempre, grande personalità e segni di crescita sempre più evidenti. Le ragazze
U16 del Volley Asiago Altopiano danno appuntamento ai propri
sostenitori per il prossimo incontro che si terrà. Sabato 7 Febbraio (ore 16:00) a Thiene contro le pari categoria della
Polisportiva Robur Thiene.
Anche le Open sorridono
Le OPEN Asiago Altopiano, dopo un digiuno di risultati durato quasi due mesi, sono tornate alla vittoria. Era infatti dal 29
Novembre del 2008 che la compagine guidata da Mister Luciano Panozzo non otteneva un risultato positivo. A farne le
spese sono state le pari categoria del G.S. Costo che in casa
delle nostre ragazze si sono dovute arrendere a un 3 a 1 dopo
avere avuto la meglio nel primo e unico set vinto (23-25,2513,25-21,25-16 i parziali). Le ragazze dell’Asiago sono salite
prepotentemente in cattedra al secondo fischio d’inizio e hanno mantenuto la concentrazione necessaria per capitalizzare il
risultato finale, vera boccata d’ossigeno sia per la classifica
che per mantenere acceso il pur sempre vivo entusiasmo.
Non si è giocato invece l’incontro in programma venerdì 30
gennaio rinviato a data da destinarsi.
linga disputata
lo scorso sabato 24 gennaio,
di certo deve recitare il mea
culpa se ha lasciato sul campo dell’Altair a
Vicenza due
punti importanti per la classifica. Nella partita
interna, dopo
essere stata sotto di due set 1525 e 22-25 rimonta abilmente le capo-classifica portando
il conto in pareggio: 26-24 e 25-18. Purtroppo il calo di attenzione arriva proprio nel momento
meno opportuno, tanto che al
cambio di campo nel quinto
set il distacco si fa sempre più
incolmabile, col risultato di
concedere al Cogollo l’onore
della vittoria 10-15.
Di segno opposto la trasferta
di sabato 31 contro l’USD
Altair: dopo aver dominato letteralmente i primi due set 2025 e 20-25, le “Tigers” pensavano di trovarsi già al dopo
partita con le gambe sotto il
tavolo. La carica delle avversarie segna però il brusco risveglio delle nostre che agguantano punto su punto 3° e
4° set 25-23 e 26-24. Ancora
una volta al tie-break un appannamento generale lascia al
Cesuna il solo punto già conquistato al secondo set: finale
di gara 15-12 per le vicentine.
Non muta di tanto la classifica
per l’Holz Cesuna, visto cha anche le avversarie che la precedono hanno dovuto dividere la
posta al tie-break, unica eccezione il Cogollo (29 punti) che
ha fatto un sol boccone dell’US
Angarano, attuale seconda a
25, risultato a rendere ancora
merito alla prestazione del
Cesuna; seguono Rosà e Lugo
a 22 e Cesuna quinta a 18 punti. Prossimi impegni casalinghi sabato 7 e 14 alle 16,30
rispettivamente contro il San
Vitale Castelnuovo e U.S. Torri.
Monta intanto la polemica sulle
direzioni arbitrali con le reiterate
contestazioni su doppie e tocchi a muro, tanto da costringere la Federazione vicentina
a correre ai ripari con l’emanazione di un’apposita circolare: allo studio la dotazione
di sensori tattili che, grazie all’applicazione delle moderne
tecnologie, scongiureranno il
ripetersi di falli non fischiati:
sarà vera pallavolo? Il comitato vicentino interpellato sull’argomento non commenta
lasciando comunque il dubbio
sulla autenticità della missiva.
Di questi tempi!
Campionato Open AICS al
giro di boa con il Volley
Cesuna U20 che riprende il
cammino da dove si era fermata: vittoria casalinga contro il Real Recoaro 3 a 0 con
parziali di 25-16, 25-21 e 2515 che proiettano il Cesuna
con 26 punti a ridosso dello
Sporting Alto Vicentino, fermo a 27 in attesa di recuperare il match col Santorso.
Ottimo il campionato fin qui
disputato dal Cesuna che ha
dovuto arrendersi solo allo
Sporting nelle 10 partite disputate finora; la formazione
valligiana, del resto, partecipa con profitto (essendone
attualmente la quarta forza) al
campionato di prima divisione per cui la sfida si prospetta comunque impari. A parte
il valore del profitto, la varia
composizione delle squadre
avversarie ha consentito al
tecnico Bruno Frigo di impiegare tutta la rosa della atlete a
disposizione, con il risultato
di rendere più compatto il
gruppo. Vittoria interna anche
per l’U16 contro le pari età
dell’USD Altair di Vicenza 3 a
0 con parziali di 25-10, 2517 e 25-20, anche se le ragazze non hanno convinto
molto gli spettatori accorsi
avendo fornito una prestazione opaca. Il Cesuna raggiunge così il Grumolo
Pedemonte al 4° posto potendo ancora raggranellare punti
preziosi nelle tre partite ancora
da recuperare.
Secondo stop per l’Happy
Hippo Volley Cesuna nel campionato U14 che, facendosi
superare 3 a 1 nella trasferta
di Grumolo Pedemonte, concede agli avversari il 4° posto
in classifica. In vetta conduce la Pallavolo Arzignano con
27 punti, segue Sporting Alto
Vicentino a 24, U.S. Astico e
Grumolo a 21, poi il Cesuna
a quota 20; Cesuna che deve
però ancora recuperare la prima di campionato con il
Montebello.
Anche per i più piccoli ha avuto inizio il campionato: le categorie U12 e U13 possono
così mettere in mostra le capacità fin qui acquisite confrontandosi con i coetanei nel
torneo denominato “Braccio
di Ferro” che anche quest’anno coinvolge ben 40 formazioni di U12 e 36 di U13 di
tutto il vicentino divise in gironi: un ben augurante in Bocca al lupo alle nostre Nice team
Cesuna U12 e The Cesuna
Arrows U13. Per concludere è
programmata per domenica 15
febbraio alle 15,00 al
Palazzetto dello Sport di Roana
la Festa del Minivolley che ogni
anno riceve il plauso dalla Federazione per l’impeccabile organizzazione e che anche quest’anno riserverà piacevoli ricordi ai partecipanti.
8
Sabato 7 febbraio 2009
C’era una volta, al tempo dei
tempi, quando le stelle cadendo sulla terra si trasformavano in fiori e il vento cantava
la ninna nanna dondolando le
amache in cui riposavano i
bimbi, un luogo speciale, dono
degli dei agli uomini di buona
volontà.
Si trovava al limite della foresta, in una radura verde,
perennemente dissetata dal
fluire di una limpida cascata
gorgogliante.
L’erba era alta e rigogliosa,
gli alberi che la circondavano carichi di frutti succosi e
nessun serpente della giungla, nessun animale feroce si
avvicinava dalla vicina foresta: era come se avessero il
divieto di turbare la quiete
meravigliosa del luogo.
Al centro della radura si riunirono gli uomini e le donne
che la popolavano e decisero di ringraziare gli dei per
quel dono straordinario innalzando una collinetta su cui
costruirono una capanna in
cui ognuno poteva recarsi a
pregare e ringraziare il Signore del Creato per quanto
aveva loro concesso.
Gli anni si erano sommati agli
anni sino a giungere ai nostri
giorni.
Gli uomini seminavano ancora la tapioca e il mais, le donne mietevano e macinavano
i biondi chicchi e un nugolo
di bambini giocavano e cantavano attorno, sbrigando piccole faccende per le loro
mamme.
Fiona era una bambina bellissima: grandi occhi neri,
pelle color dell’ebano ed un
sorriso che illuminava il piccolo viso come se un sole si
fosse acceso all’improvviso
sul suo faccino.
Era un amore di bambina, la
gioia dei suoi genitori e dell’intero villaggio. La sua vocina intonata attirava i piccini e rallegrava i vecchi della
comunità che sorridevano
con la larga bocca sdentata
ricordando la loro infanzia.
A volte Fiona si sentiva triste e i suoi genitori, che
l’amavano molto, pensarono
di regalarle una sorellina o un
fratellino, una bambola vivente di cui occuparsi e che le
avrebbe fatto compagnia. La
ragazzina ne fu felice e il suo
canto si fece più limpido e
sereno.
Passarono alcuni anni e Fiona
era diventata per i suoi fratelli una piccola mamma: li
curava, li lavava, preparava
loro da mangiare, lasciando
alla madre più tempo da dedicare al lavoro nei campi.
Quando la nostalgia li prendeva, specie sul far della sera
e i genitori tardavano a rincasare, la sorella più grande
narrava loro delle storie, parlava delle tradizioni della loro
l’Altopiano
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Ai limiti della foresta
gente, insegnava i canti e le
preghiere che aveva a sua
volta imparato dalla madre e
dai missionari del villaggio.
Ben presto altri bambini si
avvicinarono accovacciandosi attorno a Fiona a formare
un circolo, prima timidamente, poi con sempre
maggior disinvoltura. Ascoltavano rapiti le storie raccontate con tanto calore e
ai richiami dei genitori, si alzavano di
malavoglia, sognando il momento che
avrebbero
potuto raggiungere
nuovamente quella che
per alcuni era sorella e per altri
amica.
Quando questa
terminò di narrare
le storie conosciute,
cominciò a inventarne di
nuove, ma nessuno dei piccoli ascoltatori se ne accorse.
La favola che Fiona ripeteva più frequentemente narrava di un vecchio saggio che
dimorava in una foresta lontana, molto diversa dalla loro,
con alberi di conifere altissimi, sui cui tronchi scorrevano perle d’ambra e ai piedi si
formavano soffici tappeti di
muschio verdissimo e profumato. Tutt’intorno s’affacciavano laghetti che catturavano fra le loro acque
pezzetti di cielo di un azzurro
carico odoroso di neve.
A questo punto i bambini si
facevano seri, sgranavano i
loro occhioni neri e chiedevano immancabilmente:
Fiona, cos’è la neve?
L’attesa sui loro visi si colorava di meraviglia e la ragazzina riandava col pensiero a
quel libro, pieno di illustrazioni
variopinte che aveva visto
alla missione e alle spiegazioni che le aveva dato la suora-maestra. Aiutata dal ricordo delle figure e delle parole
della religiosa, parlava di quei
paesi lontani dalla loro realtà, degli animali dalle lunghe
corna ramificate -cervi li
chiamavano-, diceva che facevano versi simili ai barriti
degli elefanti. Ricordava il
verbo bramire che veniva
usato anche per altri animali
come alci, stambecchi, renne. Questi animali vivevano
in luoghi di montagna che
spesso, anzi per buona parte
dell’anno, erano coperti di un
candido strato di farfalline
bianche che volteggiavano
nell’aria, danzavano festosamente, si rincorrevano per
posarsi infine lievemente su
ogni cosa: sui rami degli alti
alberi, sui villaggi, sulle cime
dei monti rocciosi, sulla groppa degli animali, persino sulla superficie dell’acqua e, na-
turalmente
sulla testa
già bianca del
v e c chio saggio. Quella era la
neve! Ed era fredda, anzi
gelida. Se la mettevi in bocca, provocava la stessa sensazione di fresco che avevano provato quella volta che
Padre Luigi aveva fabbricato il gelato con la sua macchina magica e li aveva invitati ad assaggiarlo.
Una bimba dalle fitte treccine
che le ornavano il visetto bruno, le chiese: - Cosa mangiano gli animali che hai nominato? E come fanno quando
c’è tanto freddo?
Un altro incalzò: - Vivono
protetti come gli animali della riserva vicina?
Fiona narrò che anche quegli animali del freddo venivano sfamati e curati da uomini attenti ed esperti che vigilavano perché nessuno facesse loro del male. Quando
c’era troppa neve, qualcuno
portava loro da mangiare ed
essi si avvicinavano tranquillamente, senza alcun timore;
riconoscevano il loro odore e
si lasciavano persino curare.
Fra tutti, un animale mai visto o immaginato aveva colpito Fiona: l’immagine di una
grande orsa bianca che allattava due orsacchiotti paffuti. Era come una qualsiasi
mamma di animale, guardinga, accorta, generosa aveva spiegato la suora - e la ragazza era
rimasta affascinata
a tal punto che nei
sogni della fantasia la vedeva correre possente confondendosi con tutto quel bianco, mentre i cuccioli le
caracollavano dietro. Nei
suoi sogni ad occhi aperti si
recava nella capanna del
vecchio che sapeva tutto di
uomini ed animali e gli rivolgeva mille domande, attendendo risposte
chiarificatrici
con la bocca
spalancata come
i
n
apnea.
E r a
dell’orsa,
d e l l a
grande,
morbida,
materna orsa
bianca che voleva sapere in
particolare.
Chissà perché
le sembrava di
vederla realmente e la paragonava a mamma tigre, a
mamma gazzella, a tutte le
mamme degli animali della
vicina riserva che venivano
lasciate crescere e riprodursi per evitare l’estinzione. Ricordava gli uomini del villaggio che parlottavano fra loro
e, a turno, si trasformavano
in volontari contro i cacciatori di frodo, i malvagi che uccidevano per riportare nei
loro paesi dei trofei o per contrabbandare l’avorio. Pure
suo padre e suo zio davano
una mano alle guardie della
riserva. Fiona ne era oltremodo orgogliosa.
Anche gli animali del parco
montano dove si trovava la
grande orsa erano protetti ed
avevano fiducia nell’uomo.
Fiona si avvicinò mentalmente all’animale ed iniziò un dialogo virtuale con essa. Le
parlò del suo caldo paese, le
chiese se avesse troppo freddo e l’orsa le permise di carezzare la sua morbida calda
pel- liccia. Che
effetto
faceva la mano nerissima di
Fiona su quel mantello candido!
Sembrò che mamma orsa
avesse compreso il desiderio
improvviso ed irresistibile della ragazza e, dopo un attimo
di esitazione ed un insieme di
versi dolcissimi, le fece il gesto di stringerla a sé, allungò
la forte zampa attorno alle
spalle esili della bambina e la
tenne al caldo…cullandola.
Fiona s’addormentò serena,
mentre l’orsa le parlava dei
comportamenti animali che
diventavano cattivi e feroci
solo per reazione alle prepotenze dell’uomo. Allora veniva fuori la loro ferinità e potevano provocare ferite anche mortali.
Non tutti gli uomini per fortuna erano sciocchi e cattivi!
Un avvenimento davvero
brutto però era accaduto da
poco.
Le narrò di aver sentito dire
che, in un paese bellissimo
chiamato Italia, un luogo dove
le persone giungevano da
ogni parte del mondo per visitarne le bellezze, c’erano
oasi di pace come il loro parco. Si chiamavano Parchi
Nazionali. riserve che permettevano a molti fratelli animali di vivere tranquillamente. Ebbene, persino lì l’uomo
era stato capace di portare
la morte. C’era in uno dei
parchi un orso tranquillo, conosciuto ed amato da tutti.
Lo chiamavano Orso
Bernardo ed era considerato la mascotte di quelle terre; egli si muoveva libero e
fiducioso, intesseva dialoghi
con le guardie forestali e nel
suo linguaggio fatto di grugniti
e smorfie, li ringraziava per
il cibo, il fieno fresco, tutte le
cure che riceveva, parlava
loro della sua dolce compagna dalla pelliccia color miele e dei nuovi cuccioli che sarebbero arrivati di lì a poco.
Un triste giorno però lo trovarono disteso a terra, senza
vita, l’occhio implorante
come se volesse lasciare un
ultimo messaggio. La sua
compagna giaceva accanto
all’orso bruno. Non c’era
odio nel suo sguardo,
solo una sfumatura di
rimprovero per chi
aveva avvelenato
quel cibo forse
destinato a un
lupo che aveva
sbranato alcune pecore, suscitando le ire
del pastore. I
due orsi erano
rimasti avve-
25
lenati in momenti e luoghi diversi, ma proprio come due
innamorati, avevano voluto
riposare accanto per l’eternità.
Che bella lezione di vita ci stavano tramandando! Come
apparivano più umani di tanti
uomini!
Sebbene sembrasse addormentata, Fiona aveva ascoltato il racconto di mamma
orsa ed ora il suo visetto sensibile era inondato di lacrime
che l’orsa, proprio come una
mamma, si affrettò a leccare.
Il caldo di quella lingua
rasposa la riportò alla realtà.
Aveva visto con gli occhi
della mente, tanti luoghi: alberi ombrosi, cespugli, felci,
arbusti, pini del Mediterraneo,
abeti sempreverdi che le erano stati descritti come alberi
che venivano addobbati per
Natale con tante lucine e fili
d’oro e d’argento. E poi si
era avventurata tra decine e
decine di specie animali così
diversi da quelli che abitavano il suo paese che Fiona decise che avrebbe dovuto conoscerli ad ogni costo.
Avrebbe studiato, prima alla
scuola della Missione, poi
nella capitale del suo Stato ed
infine avrebbe viaggiato in altri paesi, per conoscere gli usi,
la storia, la fauna e la flora di
ogni parte del mondo. Desiderava tanto allargare le sue
conoscenze per poterle un
giorno mettere a disposizione di altri bambini, arricchire
la loro mente e il loro cuore
colmandolo di amore per i
doni del Creato.
Padre Luigi ripeteva costantemente che tutto ci è donato da Dio e Fiona ringraziava il Dio in cui credeva il suo
villaggio e il Dio di cui parlavano alla Missione perché
entrambi erano Dei buoni ed
insegnavano l’amore. Lei era
stata fortunata perché, oltre
alla sua famiglia, aveva una
signora lontana che le offriva la possibilità di studiare e
realizzare i suoi sogni. Le
scriveva che lei era come
una nuova nipotina e che, se
Dio le conservava la salute,
avrebbe continuato a sostenerla il più a lungo possibile
col suo amore ed una piccola rendita.
Fiona si sentiva grata e felice e ogni sera, al ritorno da
scuola, ultimate le faccende
domestiche, riuniva fratelli ed
amici e narrava, narrava…
Ben presto pensò che era
meraviglioso il metodo che
aveva adottato per intrattenere quei bimbi e vi si dedicò
con maggiore entusiasmo.
Fu così che Fiona si trasformò nella maestrina del villaggio.
Giuliana Sanvitale
8
Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
www.giornalealtopiano.it
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“Asiago, strade come alla Parigi-Dakar”
Gentile Direttore, Le scrivo a nome di numerosi cittadini di Asiago per
cercare di esprimere quello che è il pensiero diffuso in merito ai problemi
della spalatura della neve e alla situazione delle strade comunali del capoluogo dell’Altopiano. La “scintilla” che ha scatenato la voglia di
“formalizzare” in lettera al giornale il nostro pensiero è stato leggere nel
vostro sito internet la notizia secondo cui il Comune di Asiago ha chiesto
aiuto alla Regione per trovare le risorse finanziarie necessarie alla spalatura
della neve per la rimanente stagione invernale. Si leggeva infatti che già a
metà gennaio i fondi per la voce neve erano quasi esauriti e per questo si
presumeva a breve una situazione di emergenza finanziaria. Tutti noi siamo a conoscenza di quante perplessità e proteste abbia già suscitato
finora il servizio reso quest’anno dal Comune ai cittadini in merito alla
spalatura della neve: ritardi nel passaggio delle ruspe, pulizia carente,
strade impraticabili e pericolose, soprattutto nelle vie non centrali. Mai
come in questa stagione invernale residenti e non hanno trovato di cui
lamentarsi su tale questione. Ora però ci viene anche detto che i soldi
finora, non sono solo stati spesi “male” ma sono anche finiti prematuramente. Viene da chiedersi: sono cifre messe a bilancio da tecnici ed esperti
del Comune di Jesolo o da un comune montano com’è quello di Asiago?
Ci auguravamo allora che nevicasse quel tanto che sarebbe bastato per
passare le feste? Possibile che per iniziative turistiche o lavori pubblici
considerabili “secondari” vengano impiegati più fondi che per garantire la
percorribilità e la sicurezza delle nostre strade? Va precisato poi che non
tutte le strade comunali vengono pulite e liberate nella stessa maniera: in
alcune contrade e zone commerciali/artigianali alcune vie secondarie non
vengono spalate affatto, due macchine contemporaneamente ci passano
a fatica e non si trova un minimo di parcheggio quando invece in centro le
ruspe stanno già liberando quei posti auto in cui magari verremo poi
multati dagli ausiliari del traffico dopo quei 25 minuti di sosta “regalati” ai
residenti! C’è equità tra chi vive e lavora in centro e chi no? Altra cosa su
cui trovare da ridire è sempre la dichiarazione del sindaco Gios secondo cui
“a causa del continuo passaggio delle lame sgombraneve la quasi totalità
delle strade è ridotta in condizioni pietose… la riasfaltatura ci costerà
ulteriori 250-300 mila euro che assolutamente non abbiamo a bilancio”.
Che le lame sgombraneve possano danneggiare lo strato di asfalto è
pacifico ma che siano state loro a ridurre le strade nello stato in cui si
trovano attualmente suona come una presa in giro. Da quando negli ultimi
due anni sono iniziati (e finiti) i lavori per lo scolmatore e per il riscaldamento a biomasse le strade del centro e limitrofe sono diventate scandalose. E
il bello è che la cosa è stata buttata sul ridere anche dal sindaco stesso in
occasione delle rappresentazioni dei Rispaar. Altre strade come via Ceresara
e via Morar in direzione Kaberlaba (non interessate da alcun lavoro pubblico) o via Val Longhini/Pennar sono da anni omologate per la Parigi
Dakar. E, ce sia consentito, ci fanno un po’simpatia, quasi tenerezza i soliti
operai del comune che con i loro due motocarri sempre carichi di asfalto
“granulato” passano e ripassano dopo ogni temporale o ogni nevicata a
chiudere quelle centinaia di buche che si riformano sul manto stradale! Per
noi che viviamo e lavoriamo in queste vie vedere gli uomini vestiti di
arancione con la pala in mano è diventata una triste consuetudine dato
che alla fine, comunque, in quelle buche vanno a finire continuamente le
nostre tasse! E allora sarebbe il caso che assieme alla casa di riposo,
assieme alle rotonde, al Millepini e ai “Fiocchi di luce” si cominciasse a
pensare alla sicurezza delle nostre strade che solo in occasione del Giro
d’Italia o di un’adunata vengono sistemate. Chissà cosa costerebbe realmente al comune se tutti ci mettessimo a chiedere i danni dovuti alle buche
nelle strade o se qualcuno in moto o in bicicletta su una di quelle buche
cadesse, si facesse male o alle peggio (facciamo i dovuti scongiuri!) morisse. Ci auguriamo che il sindaco e gli assessori preposti possano leggere
questa lettera e chissà forse rispondere non solo a parole, ma soprattutto
anche con i fatti.
Un gruppo di cittadini asiaghesi
Pagare il canone Rai, istruzioni per l’uso
Buono tu buona la tv, buona la tv buono anche tu. Così tutte le reti Rai. Buono naturalmente chi ha pagato 107,50 euro entro il 31 gennaio. Beninteso
incluso il recente aumento di 1,50 euro. Invidiabile il sistema di far pagare i tributi; anzi un piacere perché collegato ad un concorso a premi riservato, come
dice il regolamento, a vecchi e nuovi abbonati; e ciò senza riguardi per lo sgradevole accostamento tra dovere e ricompensa. Un vero abbuonamento.
Gli inviti con allegato bollettino si sprecano; indirizzati a tutte le famiglie anche ai ciechi, a chi non possiede televisore o non riceve i segnali; chi ha
disdettato o intende farlo in termini. Tutti senza distinzione convocati dalla Rai per il suo mantenimento. L’antitrust ha richiamato la Rai per pubblicità
ingannevole: il canone non è dovuto in un’unica soluzione come vuole la emittente di Stato perché può essere pagato in quattro rate entro il 31 gennaio,
il 30 aprile, il 31 luglio e il 31 ottobre. Anche perché in tempi di crisi economica non tutte le famiglie sono in grado di anticipare l’intera somma del canone,
e dunque per il Garante, la Rai dovrà rifare gli inviti e modificare gli spot evidenziando la facoltà di rateizzare. Tuttavia nell’imminenza della scadenza ancora
non si vedono cambiamenti che ben potrebbero essere annunciati subito attraverso un lancio televisivo. Che si aspetta ancora? Non è tutto. Il decreto
che prevede l’aumento del canone ancora non è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale; e per questo la Rai non è autorizzata a chiedere l’aumento e
viceversa gli abbonati non sono tenuti a versarlo. Anzi in conseguenza dell’aumento, è consentito anche disdettare a valere proprio dall’inizio dell’anno.
Ma bisogna attendere la pubblicazione del decreto: e se questo vale per la disdetta ancor più deve valere per la rai che pretende la riscossione. Un bel
imbroglio di cui si sta interessando anche il Garante del contribuente appositamente sollecitato sullo specifico: intanto non pagare o versare solo la prima
rata depurata però dell’aumento e cioè (106:4=26,50 euro). E la politica? Tace. Mentre la Rai e gli uffici collegati impazzano trasgredendo anche le più
elementari regole macchè amministrative anche solo commerciali; un’azienda privata che si comportasse in quel modo non farebbe fortuna. Alle imprese
e agli uffici pubblici è consentito invece strapazzare i contribuenti e perfino abusare della posizione dominante. Forse si sentono spalleggiati dai politici?
Anche se non è evidente, proprio su queste vicende non nuove purtroppo, si misura la democraticità di un paese. Non con i proclami o le belle parole
pronunciate nelle sedi più alte ma la correttezza dei rapporti tra uffici e cittadini. Questo conta ma questo manca.
Giovanni Bertacche
l’Altopiano
Sabato 7 febbraio 2009
L’Altopiano srl - Società unipersonale
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Cece e Lisa, che traguardi!
Laurearsi e diventare genitori nel giro di pochi mesi. E’ stato
un periodo davvero intenso e ricco di eventi indimenticabili
per i nostri amici Cesare Rebeschini, firma brillante de
L’Altopiano (attualmente, speriamo ancora per poco, in pausa) e la sua fidanzata Lisa Bortoli. Cesare ha conseguito, con
un magnifico 110 e lode, la laurea in Lingue e letterature europee, americane e postcoloniali il 20 ottobre 2008 a Venezia,
mentre Lisa si è laureata in Consulenza Aziendale, il 20 novembre sempre a Venezia (108/110). Ma la gioia più grande e
il traguardo più bello è arrivato il 16 gennaio 2009 quando è
venuto al mondo il loro splendido Leonardo. A Cesare e a Lisa
le più affettuose e sincere congratulazioni da tutta la redazione. A Leonardo baci e strucotti e…un’Altopiano di felicità!
Domenica 8 febbraio
ASIAGO: AGIP – Via Verdi, 14
LUSIANA: IP – Via Europa, 50
Domenica 15 febbraio
ASIAGO: TOTAL – Via Autieri d’Italia
Dalle ore 8.45 di sabato 7 alle ore 8.45
di sabato 14 febbraio:
ASIAGO: Farmacia Chimica Bortoli sas del dr.
Vittorino Molini Ballici, Piazza II° Risorgimento
dalle ore 8.45 di sabato 14 alle ore 8.45
di sabato 21 febbraio:
LUSIANA: Farmacia del dr. Mario Balduzzo,
Viale Europa 27
ROANA: Farmacia della dr.ssa Maria Leda
Pizzolato, Piazza S. Giustina 23
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Il Giornale pubblica le Vostre lettere!
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Si ricorda che, per poter essere pubblicate, le lettere
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riserva anche eventualmente di ridurre, modificare o
non accettare eventuali testi di cattivo gusto.
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
Almanacco per 2 settimane
da sabato 7 a venerdì 20 febbraio 2009
Il 7 febbraio è il 38° giorno del Calendario Gregoriano, mancano 327 giorni alla fine dell’anno
Sabato 7 S. Teodoro
Domenica 8 S. Girolamo
Lunedì 9 S. Apollonia
Martedì 10 S. Arnaldo
Mercoledì 11 N.S. di Lourdes
Giovedì 12 S. Eulalia
Venerdì 13 S. Maura
Sabato 14 S. Valentino
Domenica 15 S. Faustino
Lunedì 16 S. Giuliana
Martedì 17 S. Marianna
Mercoledì 18 S. Simeone
Giovedì 19 S. Mansueto
Venerdì 20 S. Eleuterio
Un santo per volta: Santa Apollonia, patrona dei dentisti. Vergine e
martire, visse nel III secolo dedicandosi completamente all’apostolato.
Durante un massacro di cristiani fu catturata, per la sua determinazione e il coraggio dimostrato minacciarono di bruciarla viva. San Dionigi
narra che la santa, temendo di non avere le
forze per sopportare una simile tortura, si gettò nel fuoco di sua spontanea volontà. È stata tale la devozione per la martire Apollonia,
protettrice dei denti e delle relative malattie,
che dal Medioevo in poi si moltiplicarono i
suoi denti-reliquie miracolosi, venerati dai fedeli e custoditi nelle chiese e oratori sacri dell’Occidente; al punto che papa Pio VI (17751799), che era molto rigido su queste forme di
culto, fece raccogliere tutti quei denti che si
veneravano in Italia, raccolti in un bauletto e
pesanti circa tre kg e li fece buttare nel Tevere.
Questo episodio ci aiuta a capire quanta impressione, meraviglia e ammirazione, suscitò
il martirio della santa nel mondo cristiano,
per i suoi aspetti singolari.
Il suo martirio è riportato dallo storico Eusebio
di Cesarea (265-340), che nella sua “Historia Ecclesiastica” scritta nel
terzo secolo, trascrive un brano della lettera del vescovo s. Dionigi di
Alessandria († 264), indirizzata a Fabio di Antiochia, in cui si narrano
alcuni episodi dei quali era stato testimone. Il suo attributo
nell’iconografia è una tenaglia che tiene stretto un dente.
Eventi a breve scadenza: il Carnevale. La parola Carnevale deriva dal
volgare e significa “carne levare” riguardo al fatto che con il “carnevale” s’indicano i festeggiamenti, che precedono l’inizio della Quaresima quando poi è vietato mangiare carne. Il primo giorno del Carnevale è fissato in base alle prescrizioni ecclesiastiche. L’inizio può essere il 1°gennaio, il 17 gennaio (S.Antonio) o il 2 febbraio (festa della
Candelora), e si protrae fino al mercoledì delle Ceneri (nel rito
ambrosiano, fino alla prima domenica di Quaresima). Il Carnevale in
Europa è stato per secoli una festa di inizio dell’anno. I suoi scherzi e
i suoi riti rappresentavano la fine dell’anno vecchio e l’inizio del nuovo. Era una festa d’origine contadina: nella metà di febbraio moriva
l’inverno e si avvicinava la primavera e così con il carnevale un ciclo
di stagioni finiva e un altro ne incominciava. Un corteo di maschere
faceva parte delle celebrazioni di carnevale ed erano fantasmi o anime
di morti che stranamente rassicuravano la gente perché offrivano la
protezione ai vivi e al raccolto. Durante il Medioevo, il clero tollerò le
feste popolari, anche le più grossolane. Nella sua descrizione del
Carnevale di Roma Goethe mette in evidenza il carattere eccezionale
di questa festa che la rendeva diversa da tutte le altre feste religiose.”il
carnevale di Roma non è una festa che si offre al popolo ma bensì una
festa che il popolo offre a se stesso”. Il carnevale di Roma,
dunque, per Goethe non era una festa organizzata per
colpire il popolo ma era proprio il popolo ad avere l’iniziativa del divertimento. Durante tale festività tutti si consideravano uguali, il senso di estraneità spariva e si stabilivano forme di comunicazione che abolivano ogni
distanza sociale. A partire dal Quattrocento, il Carnevale subì una serie di attacchi. Dopo i tentativi
di cristianizzazione per merito di moralizzatori
come il Savonarola, sia la
Controriforma, sia le Chiese cercheranno di sopprimere questa festa
sicuramente troppo pagana. Durante i secoli, il Carnevale, ha stimolato la nascita di celebrazioni, in cui venivano evidenziate le lotte fra
varie parti di una stessa Città (quartieri, rioni, come ancor oggi avviene ad esempio nella battaglia delle arance di Ivrea), o fra classi sociali
diverse dei cittadini.
San Valentino e gli innamorati. L’ origine della festa degli innamorati
è il tentativo della Chiesa cattolica di porre fine ad un popolare rito
pagano per la fertilità. Fin dal quarto secolo A. C. i romani pagani
rendevano omaggio al dio Lupercus con un rito in cui I nomi delle
donne e degli uomini venivano messi in un’urna e opportunamente
mescolati. Quindi un bambino sceglieva a caso alcune coppie che per
un intero anno avrebbero vissuto in intimità . I padri precursori della
Chiesa che erano molto contrari a tutto ciò vollero trovare un uomo che
rappresentasse l’amore Così trovarono un candidato probabile in Valentino,
un vescovo che era stato martirizzato circa duecento anni prima.
ARoma, nel 270 D. C il vescovo Valentino di Interamna, amico dei giovani
amanti, fu invitato dall’imperatore pazzo Claudio II e questi tentò di persuaderlo a convertirsi nuovamente al
paganesimo. San Valentino, con dignità, rifiutò di rinunciare alla sua Fede e, imprudentemente, tentò di convertire Claudio II al Cristianesimo. Il 24 febbraio, 270, San Valentino fu
lapidato e poi decapitato.
Ricette stagionali: Fettuccine intriganti, o
pasta degli innamorati. Ingredienti: fettuccine
gr. 300, n.8 ostriche, n. 8 gamberi freschi sgusciati, Rugola , olio exstravergine di oliva , aglio
n.2 spicchi, sale e pepe. Aprite le ostriche privandole delle due valve conservando il frutto
e il suo liquido. In una padella antiaderente
dorate l’aglio con l’olio extravergine e a doratura avvenuta eliminatelo. Tagliate a listarelle
sottili i gamberi e il frutto delle ostriche, soffriggete il tutto nella padella con la rugola; aggiustare con sale e pepe macinato al momento e
aggiungete il liquido delle ostriche e un mezzo
mestolino di acqua di cottura della pasta, lasciate addensare l’intingolo.
Cuocete al dente la pasta e spadellate le fettuccine con la salsa preparata.
Disponete le porzioni guarnendole con le valve delle ostriche e ciuffi di
rugola fresca.
Cos’è la rugola? La rucola o ruchetta detta anche “erba lussuriosa”,
nome latino “eruca sativa”, era molto cara agli antichi sopratutto per le sue
proprietà curative. I Romani, che ne consumavano anche i semi, le attribuivano qualità magiche e la utilizzavano nei filtri amorosi, ritenendola il più
potente tra gli afrodisiaci. La sua coltivazione era spesso effettuata nei
terreni che ospitavano le statue falliche erette in onore di Priapo, dio della
virilità. Ovidio nella ArsAmatoria la chiamava “eruca salax” o herba salax”
cioè erba lussuriosa, sconsigliata in caso di delusioni d’amore. Columella
sosteneva: “l’eruca eccita a Venere i mariti pigri”. Plinio asseriva: “si ritiene
che il desiderio del coito sia stimolato anche dai cibi, come l’eruca…”.
Discoride, medico greco, affermava che mangiata cruda in abbondanza
“destava Venere”. Anche durante il Rinascimento si scrisse sugli effetti
afrodisiaci della rucola, e l’erborista Matthias de Lobel (XVI sec.) narrava
di certi monaci che eccitati da un cordiale a base di rucola, abbandonarono
il voto di castità. Oggi con il nome di rucola o ruchetta si intendono due
piante diverse: - la verdura coltivata a foglie più larghe, ingrediente d’insalate, risotti, pasta e contorni di carne; - l’erba aromatica selvatica a foglie
più piccole, che cresce spontanea nell’Italia mediterranea, dal livello del
mare fino agli 800 m d’altezza.
Erba ricca di vitamina C e sali minerali, viene utilizzata oltre che in cucina
anche per le sue qualità fitoterapiche, come rimedio per accrescere l’appetito, favorire la digestione, e stimolare l’organismo di chi si trova in uno
stato psico-fisico debole.
Successe il 16 febbraio: esattamente 30 anni fa (1979) nasceva
Valentino Rossi, pilota motociclista. Figlio d’arte, il padre Graziano
Rossi fu pilota motociclista negli anni 70. Iniziò con i go kart e, a
soli 9 anni, il 25 aprile 1990 vinse la sua prima gara: il Trofeo
città di Fabriano. Passò poi alle minimoto collezionando
negli anni molte vittorie, finché, nel 1993 iniziò a gareggiare con le moto vere, anche qui per pochi anni, il
tempo di vincere alcune di gare. Debuttò finalmente nel
motomondiale il 31 marzo del 1996, arrivò alla prima vittoria nel GP Repubblica Ceca a Brno il 18 agosto 1996, e
da lì i successi non si contarono più. I suoi 8 titoli mondiali:
con la 125 nel 1997, con la 250 nel 1999, con la MotoGP nel 2001,
2002, 2003, 2004, 2005 e 2008. Nel 2006 perse il titolo per un soffio:
all’ultima gara (Valencia 29 ottobre) cadde e arrivò tredicesimo.
Nicky Hayden arrivò terzo, e lo passò per soli 5 punti vincendo il
campionato. Il 2008 fu un anno fortunato per Valentino perché
eguagliò e superò il record di Giacomo Agostini (68 vittorie nella
classe regina - Valentino vinse la 69 gara a Indianapolis il 14 settembre) e Mick Doohan che fu 5 volte campione del mondo nella
classe 500 (che era la “top class” prima della Moto GP). Curiosità:
il numero 46 di Valentino Rossi fu da lui scelto perché fu lo stesso
numero che ebbe il suo babbo in una sua vittoria nel 1979.
Proverbi legati a questo periodo dell’anno: - L’amore di carnevale
muore in Quaresima.- A carnevale ogni scherzo vale. -Chi si marita male, non fa mai carnevale. -
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A spasso con Nat
I Nat-pensieri di Nicolò Caimi
Nel bosco, abeti abbattuti.
Decapitati, sfrondati, scorticati.
Non più alberi, ma già merce.
Strada alberata di campagna.
Una ragazzina con lo zaino cammina decisa
Verso una meta che è sicura di conoscere
Casetta, solitaria, abbandonata.
Basterebbe rifare il tetto, aggiungere una veranda…
Un sogno per domani.
ARIETE
Con Urano non si scherza, e lo sapete. Per
fortuna non dovrete affrontare subito le conseguenze dei cambiamenti che provoca. Il
pianeta sarà nel vostro segno abbastanza
per darvi il tempo (e le occasioni) per affrontare la svolta desiderata. Nell’amore
concedetevi una pausa di riflessione, vi restituirà slancio ed entusiasmo. Programmatevi le spese.
TORO
Siete alle prese con Nettuno, che in questo periodo è opposto a
Marte: questo vuol dire che fronteggerete pericolose illusioni, che
sarà meglio smascherare sul nascere. Verificate dunque attentamente la situazione nebulosa in cui siete incappati, sarà il solo
modo per fare un deciso passo avanti, sia in amore che nei rapporti
di lavoro.
GEMELLI
Giove nel segno vi mette finalmente nella condizione di risolvere a
vostro vantaggio una vecchia questione tuttora in sospeso, eliminando un ostacolo ormai facilmente superabile. Approfittatene per
fare un po’ di beneficenza ai bisognosi, vi aiuterà a sentirvi più
sicuri di voi stessi. L’amore, in crisi, affronterà un passaggio determinante sia in positivo che in negativo.
CANCRO
Permettetevi il lusso di parlar chiaro anche di fronte a chi non
conoscete, sarà il modo migliore per porre le premesse di un solido
e costruttivo rapporto. L’amore vi darà di più solo se saprete convincere il vostro partner, piuttosto riluttante, a condividere uno
svago insolito e costoso. Nel lavoro avete diritto a un riconoscimento: chiedetelo.
LEONE
Siete appena riusciti a superare un piccolo ma insidioso ostacolo,
e adesso potete tranquillamente rilassarvi, godendovi la vittoria
ottenuta. L’amore vi regala nuove sensazioni e per qualcuno è
persino giunto il momento di prendere una decisione importante.
Sul lavoro, invece, siate attenti e pazienti: non avete ancora sufficienti elementi di giudizio.
VERGINE
Affidatevi serenamente al destino, che con Giove e Nettuno favorevoli apre nuove porte e vi suggerisce nuove idee, brillanti ed
eccitanti, anche se non facilmente realizzabili. Non esitate a essere
generosi verso qualcuno che ha bisogno del vostro aiuto, vi aiuterà a sentirvi a vostro agio in una situazione difficile. In amore, per
fortuna, nessuna novità.
SCORPIONE
Con l’aiuto di Marte nel vostro segno, riuscirete a farvi ascoltare
da qualcuno che da tempo non vuol capirvi. Nelle faccende di
cuore siete in grado di conquistare un partner che tentenna, legandolo, se non per la vita, certo per un lungo periodo. E potreste far
valere le vostre ragioni anche in ambito lavorativo, dove ultimamente siete stati fraintesi.
SAGITTARIO
Venere si avvicina, e nell’attesa sognate pure ad occhi aperti, senza esagerare, si intende. Nell’amore non affrettate un incontro determinante, ma preparatevi a viverlo al momento opportuno, con la
massima disponibilità. Nel lavoro buone notizie in arrivo: incrementerete le vostre entrate, grazie a un gratificante imprevisto.
CAPRICORNO
Guardatevi intorno con ottimismo, accettate un invito promettente, potrebbe aprire a nuovi sviluppi. Sorridendo, riuscirete a risolvere un problema pratico rinnovando la vostra popolarità tra parenti e amici. L’amore, se c’è, vive nuove prospettive, e, se non c’è,
si profila all’orizzonte: state solo attenti, quando apparirà, a non
farvelo sfuggire.
ACQUARIO
Potete permettervi di riposare sugli allori che avete conquistato
con la vostra capacità professionale e il buon gusto. Raccogliete i
riconoscimenti che vi aspettano, evitando però di sollecitarli. Nel
lavoro avete molti crediti, tutti da incassare. In attesa di nuove
proposte, che giungeranno, provate comunque a chiarire la situazione attuale.
PESCI
Il sostegno di Marte vi permette di riparlare di una situazione dove,
a torto o a ragione, vi siete sentiti trascurati. Se l’ambito è quello
amoroso, ma non solo, fatevi però prima un onesto esame di coscienza e ponetevi alcune domande: siete abbastanza presenti nel
rapporto con il partner? E nel lavoro? Vi accorgete dei problemi di
chi vi vive accanto?
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Sabato 7 febbraio 2009
l’Altopiano
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