Passo Manghen dalla Valsugana di Pietro Vidotto

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Passo Manghen dalla Valsugana di Pietro Vidotto
Alla fine domenica ho scelto per
il giro sociale al Manghen.
L’alternativa era il giro
Agordo, Falcade, P.si Valles –
Rolle – Cereda, F.lla Aurina,
Agordo, ma il solo pensiero di
trovarmi in mezzo a quello che è
ormai un “porcaio” di traffico e affollamento di quelle strade
(finchè non si decidono a mettere il pedaggio sui Passi delle
Dolomiti come del resto avviene sulle strade alpine
dell’Austria si andrà sempre peggio).
Anche se quest’anno il Manghen lo avevo fatto già 2 volte ho
deciso di fare un salto a trovare i “lupi del Passo”, facendo
però una “leggera” modifica al tracciato che Leo aveva
preparato al fine di rendere il profilo altimetrico più
interessante. Come mi avevi chiesto ti allego alcune foto.
Il percorso è stato questo: Borgo Valsugana, P.so Manghen,
Molina di Fiemme, Segonzano, Lasès, P.so Redebus, Pergine,
Vignola, Vetriolo Terme, Panarotta, Levico Terme, Roncegno
Terme, Borgo Valsugana. Totale 156 Km. dislivello +4.175 m.
Partecipanti al giro: 1, cioè mì!
Sveglia “de bon ora” e alle 08,00 ero in piazza a Borgo
Valsugana; rito del caffè con bicchiere di acqua minerale, due
parole con un vecchietto che mi chiedeva che percorso facevo
ed il suo augurio di buona giornata e prudenza.
Partenza ore 08,30, aria frizzante al punto giusto da
stimolare subito la circolazione sanguinea alle gambe e dare
carica. Del resto la salita al Manghen comincia dopo
pochissimi km.
Il cielo limpido e terso da cartolina, temperatura perfetta,
traffico accettabile rendono la salita incredibilmente
piacevole. Ma arrivati in cima al Manghen la poesia finisce:
ecco il “porcaio” di macchine e moto, passare il rifugio
appena sotto il passo è un’avventura.
Via subito dalla parte brutta del Manghen cioè la discesa. La
prima parte della discesa è ripida, con tornanti secchi,
strada stretta, poi si entra nel bosco fitto dove la luce
passa a malapena. La nota positiva è che il manto stradale è
ottimo. Raggiungo 2 auto, non ci penso nemmeno a passarle
perché le utilizzerò come mezzi apri corsa personali. Passata
la parte impegnativa la strada si allarga a 2 corsie e
finalmente Molina di Fiemme.
Giro a destra direzione Trento. Traffico scarso, asfalto
perfetto, dolci saliscendi permettono di ammirare il profondo
canyon che l’Avisio ha scavato nella valle e i boschi del
Parco del M.te Corno. Passo diversi paesi, per strada non c’è
nessuno, deserto. Arrivo all’accesso della Piramidi di
Segonzano mi fermo al banchetto dei prodotti tipici per
prendere l’acqua e bermi un ottimo succo a base di mele.
E’ stata una saggia decisione perché per strada non ci sono
fontanelle e i bar sono chiusi.
In località Fornace 640 s.l.m. giro a sinistra, da lì si va
per il P.so Redebus quota 1.445m. Salita lunga 15km, subito
secca e dritta con punte al 12% per quasi il 1°km., poi tutto
si tranquillizza con pendenze umane dal 4 al 6% sino alla
bella Baselga di Pinè, la strada prosegue con pendenze dall’1
al 2% vicino a laghi di Serraia e Piazze (molto belli e
turisticamente ben organizzati, sembra di essere in Austria).
Appena passato il lago di Piazze il cartello indica P.so
Redebus a destra; da qui sino al passo la faccenda si fa
tosta: 4 km. con pendenze dal 10 al 16% con pochissimi
tornanti (maledetto l’ingegnere che ha disegnato la strada!).
Al passo c’è un’osteria con di quei dolci ai
frutti di bosco e taglieri di speck e
formaggio da favola. Una fetta di strudel me
la concedo.
I 15 km. di discesa a Pergine sono
semplicemente fantastici! Asfaltatura da
pista di F1, curve perfettamente disegnate,
tornanti ben indicati, strada larga, zero
traffico. So che sono cose da lasciare solo
ai professionisti, ma…. massima posizione
aerodinamica seduto e giù disteso sul telaio
della bici… quando mai capitano situazioni
del genere. Arrivo a Pergine in un attimo, peccato fine del
divertimento!
Appena passato Pergine si gira per Vignola. Si parte da 539
s.l.m. arrivo a Panarotta quota 1.782 m. lunghezza di 15 km.,
pendenza media 8% max. 10% dislivello 1.243m.
La temperatura perfetta, traffico quasi assente, aiutano a
rendere questa salita meno pesante. Il cielo terso permette di
ammirare le Dolomiti del Brenta e più in là ancora i ghiacciai
dell’Ortles e Cevedale. La strada è pressoché deserta;
protetta dal sole da un fitto bosco. Se non fosse per
l’asfalto si direbbe di essere su un sentiero per MTB.
Cartello ultimo km, la “Flamme Rouge”! Arrivo al piazzale
degli impianti a fune di Panarotta qui termina la strada e le
salite di oggi.
Rapida la discesa a Levico terme, anche qui l’asfalto è
perfetto ma rispetto alla discesa di Pergine questa è un po’
più tecnica, quindi attenzione.
Passare Levico terme richiede attenzione al traffico e ai
pedoni.
Si riprende direzione Borgo Valsugana tutto a saliscendi
comunque non impegnativo. Da Roncegno terme si vede ormai il
castello e la chiesa di Borgo Valsugana, pochi km alla fine
del giro.
Arrivo in piazza a Borgo Valsugana da dove è partita questa
magnifica giornata ciclistica e per una mia sana usanza
riservata solo alle gare di G.F. e ai giri veramente
particolari il mio premio: una Weissen Bier da mezzo! E che
diamine basta cose chimiche come sali, gel e barette
energetiche, ci vuole anche qualcosa d sano e naturale!
E’ un giro che consiglio, fuori dalle zone usuali e ben note
ed in fondo a 100km. da Treviso, tanta salita e zero
“pianurazza” ma che non lo ritengo estremamente impegnativo e
le lunghe discese consentono di recuperare. Certo, un po’
allenati bisogna esserlo. Consiglio di farlo di sabato in modo
da dedicare la domenica al riposo.
Ciao.
Pietro Vidotto