Le Riserve Naturali della Provincia Iblea

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Le Riserve Naturali della Provincia Iblea
Le Riserve Naturali della Provincia Iblea
All’interno dell’affascinante provincia di Ragusa sono state istituite due Riserve Naturali di immane
bellezza: la Riserva Naturale Speciale Biologica “Macchia Foresta del fiume Irminio” e la Riserva Naturale
Orientata del Pino d’Aleppo.
Per ciò che concerne, invece, la Riserva Naturale Integrale “Cava Randello” questa è stata definita
all’interno del “Piano Regionale Parchi e Riserve” con D.A. del 10/06/1991 ma non è ancora stata affidata
ad alcun ente gestore.
Lì dove tanta storia ci parla del passato dell’isola e della provincia anche la natura trova il suo posto per
esprimersi al massimo del suo splendore.
R.N.S.B. “Macchia Foresta del fiume Irminio”
La Riserva Naturale è stata istituita nel 1985 ed è gestita dalla Provincia Regionale di Ragusa.
L'intenzione del decreto di tutela è quello di preservare la specialità biologica della zona costiera, la
vegetazione di Macchia foresta del sopra e del retro duna e l 'ecosistema ripariale del fiume Irminio.
Ed in effetti la macchia-foresta, una fascia litoranea di vegetazione che per un km accompagna le dune
costiere, rappresenta un raro esempio di vegetazione naturale a "macchia-arborea" che di certo è il più
imponente
in
Sicilia.
Il fiume Irminio nasce dal Monte Lauro, sugli Iblei, ed è il fiume più lungo di tutta la provincia di Ragusa.
L'attuale paesaggio geomorfologico è quello di una costa bassa e sabbiosa dove sfocia un fiume a
prevalente carattere torrentizio: è presente un ampio arenile e un cordone dunale, con dune consolidate
prevalentemente sul lato destro. Al termine di questo cordone dunale la costa si innalza con piccole
falesie; a pareti verticali. Il retroduna era fino alla fine dell'ottocento occupato da acquitrini e pantani
costieri che andavano da Marina di Ragusa a Plaja grande. Oggi la palude non esiste: infatti, all'inizio del
novecento, tali aree vennero bonificate.
La Flora
In seguito all'evoluzione del paesaggio geomorfologico dell'area della foce, successivamente al medioevo
si sono venuti a formare lungo la costa dei cordoni dunali su cui si è insediata la tipica vegetazione. Tali
sistemi di dune caratterizzavano le coste basse sabbiose della Sicilia Sud-orientale in tempi anche
relativamente recenti, prima che l'Uomo intervenisse pesantemente ad alterarnel'aspetto. Dalla battigia
fino all'inizio delle prime dune sono presenti piante, quali la Salsola kali, la Calcatreppola marittima
(Eryngium maritimum), definite pioniere per la loro capacità di colonizzare ambienti estremi come le
spiagge sabbiose. Sulle dune alte è possibile trovare il Ravastrello comune (Cakile maritima) e il Giglio di
mare (Pancratium maritimum). Le dune consolidate sono caratterizzate dalla presenza di associazioni
vegetali evolute culminanti nella presenza di notevoli e molto vecchi esemplari di Ginepro coccolone
(Juniperus oxycedrus macrocarpa) in conformazione bassa o prostrata, spesso frammisto a esemplari di
Efedra fragile (Ephedra fragilis). In posizione leggermente più arretrata si trovano esemplari di Lentisco
(Pistacia lentiscus) anche di notevoli dimensioni, di Spina santa insulare (Lycium intricatun) ecc. Tali
arbusti e piccoli alberi sono tipici delle zone sabbiose e concorrono alla stabilizzazione delle dune. Insieme
ad esse troviamo altre piante tipiche della macchia foresta come il Thè siciliano (Prasium majus),
l'Asparago (Asparagus aphillus Asparagus acutifolius), la Brionia (Bryonia sicula), I 'Artemisia (Artemisia
arborescens), la Tamerice (Tamarix gallica). Nei retroduna è possibile trovare il Fiordaliso delle spiagge
(Centaurea sphaerocephala) e l'Ononide (Ononis natrix ramosissima). Avvicinandosi al fiume e intorno
alla foce di esso, la vegetazione cambia assumendo le caratteristiche tipiche delle aree paludose con la
Cannuccia di palude (Phragmites australis), il Giunco pungente (Juncus acutus), la Tifa (Typha
angustifolia). Lungo il fiume è presente la vegetazione riparia con alberi di Salice e Pioppo. Dove la costa
si innalza formando piccole falesie si rinvengono numerosi esemplari di Palma nana (Chamaerops humilis)
e Timo arbustivo (Thymus capitatus). Spesso è facile trovare specie esotiche ed infestanti come il
Tabacco bianco (Nicotiana glauca) o la Canna (Arundo donax).
La Fauna
Per quanto riguarda la fauna, sono gli uccelli ad attirare maggiormente l'attenzione dei visitatori della
riserva, in particolare quelle specie migratorie provenienti dalla vicina Africa, che utilizzano quest'area per
riposarsi e rifocillarsi dopo aver attraversato il mar Mediterraneo. Tra le specie di uccelli segnalate: il
Martin pescatore (Alcedo atthis), l'Airone cinerino (Ardea cinerea), il Cormorano (Phalocrocorax carbo), la
Garzetta (Egretta garzetta), la Nitticora (Nycticorax nycticorax), la Marzaiola (Anas querquedula), il
Tarabusino (Ixobrychus minutus), la Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), la Folaga (Fulica atra), il
Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), l'Occhiocotto (Sylvia melanocephala), lo Zigolo nero
(Emberiza cirlus), l'Upupa (Upupa epops), il Gruccione (Merops apiaster), la Ballerina gialla (Motacilla
cinerea), la Ballerina bianca (Motacilla alba), la Poiana (Buteo buteo), il Falco di palude (Circus
aeruginosus). Sono presenti anche interessanti rappresentanti dei rettili, quale il Colubro leopardiano
(Elaphe situla), il Ramarro (Lacerta viridis) caratterizzato dalla smagliante colorazione. Tra gli anfibi sono
segnalate la Rana verde (Rana esculenta) ed il Rospo (Buio bufo). Per i mammiferi è presente la Volpe
(Vulpes vulpes), il Coniglio (Oryctolagus cuniculus), la Donnola (Mustela nivalis). Numerosi sono anche i
rappresentanti degli invertebrati, tra cui il Granchio di fiume, varie specie di Isopodi terrestri, Coleotteri,
Lepidotteri.
R.N.O. “Pino D’aleppo”
Con il Decreto n. 536/90 l'Assessorato Territorio e Ambiente della Regione Siciliana istituiva la Riserva
Naturale Orientata "Pino d'"Aleppo" al fine di "salvaguardare le formazioni residue autoctone di Pinus
halepensis e di ricostituire la pineta nelle aree a gariga degradata per azione dell'uomo".
Il Pino d’Aleppo è una varietà di pino specifica della Sicilia, in via di estizione, residuo di un vecchio bosco.
L'albero, irregolare, può raggiungere anche i dieci metri di altezza. Per tutelarne la peculiarità, ed in
considerazione che quest’albero nasce qui spontaneamente, la regione Sicilia ha inteso proclamare, nel
1990, quest’area fra Vittoria, Ragusa e Comiso zona protetta.
La riserva occupa la parte bassa del corso del fiume Ippari e ricade geologicamente nella zona di
transizione verso l'avanfossa Gela-Catania, identificata come Piana di Vittoria, al limite sud occidentale
dell'altipiano ibleo. La morfologia del paesaggio è strettamente connessa con il diverso grado di erosione
delle rocce affioranti. Altimetricamente si passa dalla quota 40 metri s.l.m. di Contrada Cammarana a
quella di 180 metri s.l.m. sotto l'abitato di Vittoria. La valle del fiume, impostata su strutture tettoniche
(faglie) a direzione Sud Ovest - Nord Est, è ricoperta da depositi alluvionali. La sua particolare ampiezza
nell'area compresa tra l'abitato di Vittoria e la foce, ha consentito l'insediamento dell'Uomo che ha
utilizzato i terreni per l'agricoltura.
Nell'area della foce erano presenti in passato vaste zone paludose: attualmente dopo le bonifiche
dell'inizio del XX secolo, sono state prosciugate; sono stati inoltre costruiti argini artificiali del fiume per
evitare il dilavamento. Gli imponenti cordoni dunali presenti alla foce sono stati distrutti dall'uomo che ne
ha prelevato la sabbia.
La Flora
Uscendo dal centro abitato di Vittoria e dirigendosi verso S. Croce Camerina, si incontra, su terreni di
rocce biancastre e tenere (Trubi), una vegetazione particolare costituita essenzialmente da un sottobosco
di Rosmarino, Timo e Lentisco che accompagna un bosco di pini particolari, dal portamento contorto e
sofferente: i Pini d'Aleppo (Pinus halepensis). Lungo la valle del fiume Ippari, in particolare nelle zone più
impervie, questa specie non è rara e costituisce una pineta per la quale gli studiosi hanno ipotizzato un
origine autoctona e naturale.
Il Pino d'Aleppo, allo stato spontaneo, è oramai scomparso dal resto della Sicilia, solo in quest'area
localizzata lungo la valle dell'Ippari, vegeta con un rigoglio, un disordine ed un corteggio di specie minori
che ha permesso di ipotizzare che essa rappresenti un lembo relitto dell'originaria foresta che ricopriva in
passato il territorio.
E' un albero elegante e dal portamento estroso, più variamente e riccamente ramificato degli altri pini
litoranei (Pino domestico, Pino da pinoli). La chioma è più rada e di colore più pallido, tondeggiante in
alto, ma talvolta variamente suddivisa sui rami e sui tronchi contorti. Vive di preferenza sui suoli e sulle
rocce calcaree nella fascia più calda ed asciutta dei nostri litorali, là dove per ragioni climatiche non riesce
ad insediarsi il querceto.
L'areale del Pino d'Aleppo è mediterraneo, infatti comprende le coste più calde dalla Spagna all'Asia
Minore, dal Marocco alla Siria.
Lungo la vallata del fiume Ippari, oltre al Pino d'Aleppo, è possibile trovare rari, maestosi e secolari
esemplari di Lentisco (Pistacia lentiscus), di Ilatro comune (Phillyrea latifolia), di Alaterno (Rhamnus
alaternus). Sono stati rinvenuti esemplari isolati di Terebinto (Pistacia terebinthus) e Corbezzolo (Arbutus
unedo). Nella zona più prossima al mare vegeta la rara Quercia spinosa (Quercus coccifera), il Ginepro
rosso (Juniperus phoenicea), la Ginestra bianca (Retama raetam).
Altre specie rinvenute nel territorio della riserva sono l'Artemisia (Artemisia arborescens), la Palma nana
(Chamaerops humilis), l'Efedra fragile (Ephedra fragilis), varie specie di Euforbia (Euphorbia characias), la
Calicotome (Calicotome spinosa), il Timo (Thymus capitatus), l'Ononide (Ononis natrix ramisissima), il
Rosmarino (Rosmarinus officinalis), la Spazza forno (Thymilea irsuta), l'Erica (Erica multiflora), la Ferula
(Ferula communis), la Salsapariglia (Smilax aspera), varie specie di Orchidee e di Cisti.
Lungo le rive del fiume è presente la tipica vegetazione ripariale dei fiumi delle nostre latitudini: Pioppi,
Salice bianco, Salicone, ecc., anche se ciò che attira immediatamente la nostra attenzione è la presenza
di un folto e rigoglioso Canneto (Arundo donax).
La Fauna
La fauna che è possibile rinvenire all'interno della Riserva è varia e composita, sebbene ancora non
sufficientemente conosciuta per mancanza di un organico e completo studio dell'area. Numerosi,
comunque, sono i rappresentanti sia tra i Vertebrati che tra gli Invertebrati. Tra i Vertebrati sono presenti
i rappresentanti dei Mammiferi, quale la Donnola (Mustela nivalis), il Riccio (Erinaceus europaeus),
l'Istrice , il Coniglio (Oryctolagus cuniculus), la Lepre (Lepus europaeus), la Volpe (Vulpes vulpes), il Topo
Quercino (Elyomis quercinus), il Ratto (Rattus rattus), l'Arvicola (Arvicola terrestris), varie specie di
Pipistrello, Gatti e Cani inselvatichiti. La classe degli Uccelli è degnamente rappresentata in quest'area da
specie tipiche della pineta, quali: il Cardellino (Carduelis carduelis), il Verzellino (Serinus canarius), il
Merlo (Turdus merula). Nelle zone più aperte è presente l'Upupa (Upupa epops). Sono state inoltre
segnalate altre specie, quali: il Colombaccio (Columbus palumbus), la Tortora (Streptopelia turtur), la
Gazza (Pica pica), la Gallinella d'acqua (Gallinula chloropus), la Ballerina gialla (Motacilla cinerea), la
Ballerina bianca (Motacilla alba).
Tra i rapaci diurni sono stati segnalati: la Poiana (Buteo buteo), il Gheppio (Falco tinnunculus), il Falco di
palude (Circus aeruginosus); tra i rapaci notturni sono presenti la Civetta (Athene noctua) e il
Barbagianni (Tyto alba).
Sebbene le paludi costiere siano state prosciugate dalle bonifiche, spesso è possibile osservare nei piccoli
stagni che si formano nelle depressioni del terreno esemplari di uccelli migratori provenienti dalla vicina
Africa: il Cavaliere d'Italia (Himantopus himantopus), l'Airone cinerino (Ardea cinerea), la Garzetta
(Egretta garzetta), il Germano reale (Anas platyrhynchos), la Marzaiola (Anas querquedula), la Volpoca
(Tadorna tadorna), il Piro piro piccolo (Tringa hypoleucos), il Martin pescatore (Alcedo atthis), il Gruccione
(Merops apiaster). Tra i rappresentanti dei Rettili, sono stati segnalati numerosi esemplari di Ofidi, tra cui
numerose specie di colubri, ad es. il Colubro leopardino (Elaphe situla).
Alcuni abitanti del luogo hanno segnalato la presenza di un grosso serpente in grado di ingoiare prede di
discreta dimensione. Se tali segnalazioni non sono alterate dall'immaginazione, si potrebbe attribuire tale
animale ad un esemplare di notevole dimensioni di Biscia.
Tra i Sauri sono presenti Lucertole (Lacerta sicula), Ramarri (Lacerta viridis) i cui maschi sono
riconoscibilissimi per la colorazione verde smeraldo del corpo e azzurro turchese della gola, Gongoli
(Chalcides ocellatus), Tartarughe (Testrudo hermanni).Tra gli Anfibi sono presenti Rane verdi (Rana
esculenta)e Rospi (Bufo bufo).
Tra i pesci, quando le acque del fiume erano sicuramente in condizioni di maggior equilibrio ecologico,
erano presenti Tinche, Anguille, e Noni. Alla foce del fiume per combattere la malaria, all'inizio del secolo,
è stata introdotta la Gambusia, un piccolo pesce che si nutre delle larve delle zanzare.
I rappresentanti della fauna invertebrata sono meno appariscenti ma ciononostante di notevole interesse
ecologico e biogeografico. Sono ben rappresentate tutte le classi di invertebrati, in particolare gli Insetti:
Lepidotteri, Coleotteri, Ditteri, Ortotteri.
Tra i crostacei è presente il Granchio di fiume (Potamon fluviatile), che in passato era abbondante lungo
le sponde del fiume e dei canali.
Come si può, quindi, constatare dall’analisi degli attrattori turistici naturalistici appena eseguita, si può
sicuramente asserire che il territorio progettuale coinvolto oltre alla presenza delle Cave iblee, che a
parere dei progettisti sono le aree più sconosciute della provincia e, di conseguenza, più affascinanti agli
occhi del turista, vanta di un ampio numero di attrattori naturalistici che potrebbero essere presi in
considerazione nell’assemblaggio dei pacchetti turistici nel lungo termine.

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