IO SONO IL BUON PASTORE Adorazione Eucaristica

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IO SONO IL BUON PASTORE Adorazione Eucaristica
In diretta dalla Chiesa parrocchiale di santa Lucia in Lisiera,
Giovedì 26 aprile 2012 - Ore 20.30
IO SONO IL BUON PASTORE
Adorazione Eucaristica
in preparazione alla quarta domenica di pasqua
Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni
Adorazione animata per Radio Oreb
dal gruppo “Insieme per adorarlo” della parrocchia di Santa Lucia in Lisiera
Questa settimana preghiamo:
-
Per le vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata;
Per tutte le intenzioni di questa settimana della Banca della preghiera;
Per la pace nel mondo,
Per le necessità materiali, morali e spirituali di Radio Oreb;
Perché possiamo uscire dalla crisi spirituale, morale ed economica;
preghiamo in particolare per quanti sono duramente colpiti da questa crisi
Per i cristiani perseguitati e in particolare per i cristiani di Terra Santa
N CAMMINO DI PREGHIERA
34^ LEZIONE: PREGARE IL SILENZIO (2)
Nella tradizione Ebraica, parlando della Bibbia, c'è un famoso detto Rabbinico conosciuto
anche come Legge degli spazi bianchi.
Dice così: “...Tutto è scritto negli spazi bianchi tra una parola e l'altra; il resto non
conta...”.
Oltre che al Libro Sacro, l' osservazione si applica alla preghiera.
Il più, il meglio, viene detto, o piuttosto non detto, negli intervalli intercorrenti tra una
parola e l'altra.
Nel dialogo d'amore c'è sempre un non-dicibile che può essere consegnato
esclusivamente ad una comunicazione più profonda ed affidabile di quella delle parole.
Prega, dunque, NEL silenzio.
Prega COL silenzio.
Prega IL silenzio.
“...Silentium pulcherrima caerimonia...” , dicevano gli antichi. Il silenzio rappresenta il
rito più bello, la liturgia più grandiosa.
E se proprio non puoi fare a meno di parlare, accetta tuttavia che le tue parole vengano
inghiottite nella profondità del silenzio di Dio.
Il sussurro di Dio
Il Signore parla nel rumore o nel silenzio?
Rispondiamo tutti: nel silenzio.
E allora perchè non facciamo silenzio qualche volta?
Perchè non ascoltiamo, appena si percepisce un qualche sussurro della Voce di Dio
vicino a noi?
E ancora: Dio parla all'anima agitata o all'anima quieta?
Sappiamo benissimo che per tale ascolto deve esserci un po' di calma, di tranquillità;
occorre un po' isolarsi da ogni eccitazione o stimolo incombenti.
Essere noi stessi, da soli, essere dentro di noi.
Ecco l'elemento essenziale: dentro di noi.
Perciò il luogo dell'incontro non è fuori, ma all'interno.
E' bene quindi creare nel proprio spirito una cella di raccoglimento perchè l'Ospite
Divino possa incontrarsi con noi. (dagli Insegnamenti di Papa Paolo VI)
2
INVOCAZIONE ALLO SPIRITO SANTO:
1L. Tu che riempi il silenzio di Dio di una pienezza di amore,
instaura questa pienezza anche nel nostro silenzio.
Fa' che cerchiamo nel silenzio una adesione più tranquilla e
più esclusiva al Signore.
2L. Riserva nella nostra vita quei momenti di riposo, in cui
possiamo avere l'opportunità di far silenzio soprattutto dentro
di noi per ascoltare la voce divina.
3L. Non permettere che il nostro silenzio sia un ripiegarci su
noi stessi, ma mettici di fronte al Signore per intavolare un
dialogo con lui.
4L. Poiché una presenza silenziosa è un modo per esprimere
l'amore, aiutaci, quando non sappiamo dir nulla a Colui che
pur vogliamo amare, a fargli dono semplicemente di questa
nostra impotenza.
5L. Insegnaci a percepire, in ogni ora di silenzio, i passi del
Diletto che si avvicina, e a rallegrarci della solitudine che ci
permette di appartenergli. Donaci di sperimentare sempre di
più, nel silenzio, la soavità di Dio e facci penetrare sempre più
avanti nella divina intimità.
6L. Fa 'che scopriamo la ricchezza del silenzio, l'abbondanza
di beni spirituali che vi nascondi, l'energia divina che tu puoi
suscitare nell'anima che, vuotandosi di se stessa, si lascia
riempire da te.
3
INTRODUZIONE:
3S. L’annuncio pasquale può espandersi in noi e trasformarci
solo tenendo lo sguardo fisso su Gesù, autore e perfezionatore
della nostra fede. Gesù è il pastore delle nostre anime. Un
pastore paziente e misericordioso, disposto a sacrificare la sua
vita per noi. Siamo chiamati a rinnovare la fiducia,
l’accoglienza, l’adesione a Cristo che spalanca a noi la porta
del Suo Cuore per ammetterci alla gioia ed alla pace che non
hanno fine. Mentre guardiamo a Lui, che offre la Sua vita per
noi, Suo gregge, presentiamogli il profumo della nostra
preghiera perché confermi tutti i battezzati nella loro
vocazione sacerdotale, profetica e regale, e perché doni alla
Chiesa, sparsa nel mondo, numerosi e santi Pastori, che
svolgano il loro ministero ad immagine di Lui, Pastore grande
dell’unico gregge.
SALUTO:
G. Nel nome del Padre , del Figlio e dello Spirito Santo.
T. Amen
G. Carissimi, vedete quale grande amore ci ha dato il Padre
per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!
T. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha
conosciuto lui.
G. Carissimi, noi fin d’ora siamo figli di Dio, ma ciò che
saremo non è stato ancora rivelato.
T. Sappiamo però che quando egli si sarà manifestato, noi
saremo simili a lui, perché lo vedremo così come egli è.
Amen. Maranathà, Vieni Signore Gesù.
CANTO DI ESPOSIZIONE: SURREXIT CHRISTUS - 190
IL VANGELO
3S. All’evangelista Giovanni sta a cuore mettere in luce la
bontà del pastore, la sua dedizione, il suo amore
incondizionato per le pecore. E lo fa sottolineando il contrasto
che sussiste tra Gesù e il comportamento di coloro che si
proclamano guide del popolo e che invece cercano solo potere
e successo personale.
4
S1. Il buon pastore offre la vita per le sue pecore.
G. Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 10,11-18)
In quel tempo, Gesù disse: “Io sono il buon pastore. Il buon
pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che
non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede
venire il lupo, abbandona le pecore e fugge e il lupo le rapisce
e le disperde; egli è un mercenario e non gli importa delle
pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie
pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco
il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore che non
sono di quest’ovile; anche queste io devo condurre;
ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un
solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la
mia vita, per poi riprenderla di nuovo. Nessuno me la toglie,
ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il
potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto
dal Padre mio”.
DAVANTI A GESÙ EUCARESTIA
S3. Tu, Gesù, ci proponi un criterio molto semplice per
distinguere il buon Pastore dal mercenario: è nel momento
della prova e del pericolo che tutto si manifesta con chiarezza.
Il buon Pastore affronta il lupo, il mercenario fugge e
abbandona il gregge; il buon Pastore offre la sua vita, il
mercenario pensa solo a se stesso; il buon Pastore ha a cuore
la sorte delle sue pecore, al mercenario interessa solo il suo
guadagno. Così, Gesù, tu ti fai riconoscere: non solo come
colui che guida, ma come colui che ama fino a rischiare la
propria vita, come colui che conosce ognuno per nome fin
nelle pieghe profonde dell’anima, come colui che non si
accontenta delle pecore radunate nell’ovile, ma va in cerca
delle disperse, desidera raggiungere le più lontane. Per
questo, Gesù, è bello lasciarsi condurre da te, perché in
qualsiasi frangente abbiamo la certezza del tuo Amore. Anche
quando sbagliamo per stupidità o per debolezza, anche
quando ce ne siamo andati sbattendo la porta della tua casa,
anche quando siamo fuggiti il più lontano da te, tu non ci
abbandoni al nostro destino, tu ci vieni incontro, ci cerchi,
perché ci vuoi bene.
5
Tutti:
Gesù, ospite divino e mendicante d’Amore alla porta del
cuore umano, fa’ che nulla ci sia più dolce, nulla più
desiderabile che camminare con te e in te dimorare.
Ora, nelle stagioni della transumanza, nelle inclementi
stagioni delle vicende umane, poi nella durata dei secoli
eterni, nei soleggiati pascoli del cielo. Fa’ tutto questo
per Amore del tuo nome, per manifestare la tua gloria
nella gioia della nostra salvezza. «Felicità e grazia ci
saranno compagne» lungo il viaggio della presente vita,
non perché più nulla ci accadrà di penoso, ma perché
tutto con te sarà grazia, vissuto con serenità e pace.
Cristo nostra Pasqua è risorto! Si, veramente è risorto! E’
vivo! E’ vivo in mezzo a noi, è vivo nella Chiesa!
Canone: Jubilate Deo - 285
1° momento
“IO SONO!”
G. Attraverso Mosè, sul Sinai, Dio si volle presentare al popolo
col suo nome proprio, e disse: "IO SONO" - Jahvè! Ma non
diede una definizione di Sé; disse: Io sono quel che mi vedrete
ora fare per voi. Vi libererò dall'Egitto. Israele ha riconosciuto
così il suo Dio dai fatti, dai gesti di salvezza compiuti per lui.
1L. Quando venne Gesù anche lui disse: IO SONO, a dirci la
sua identità col Dio di Israele, traducendo poi in gesti precisi
e significativi le varie immagini di questo Dio che si china a
interessarsi degli uomini.
S1. Io sono la luce, io sono la vita, io sono l'acqua, io sono il
pane vivo...
1L. Oggi ci dice:
S1. "Io sono il buon pastore che offre la vita per le sue
pecore".
1L. Un Dio che da' la vita per noi.
2L Mai come oggi Gesù è pungente, incalzante e combattivo.
Sullo sfondo sta la tragedia di un mondo guidato da
6
"mercenari" non da pastori, un mondo di uomini sfruttati e
imbrogliati, cui non è offerta la vita ma è loro tolta e resa più
difficile. A tal proposito Gesù arriva a dire:
S1. “Tutti coloro che sono venuti prima di me, sono ladri e
briganti” (Gv 10,8)
3L. Anche san Paolo ricorderà ai cristiani di Efeso che ci
saranno anche dei "lupi rapaci” di fronte ai quali è necessario
vigilare.
S2. “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al
quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la
Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. Io so
che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che
non risparmieranno il gregge” (Atti 20,28-29)
3L. Al contrario Gesù s'interessa delle pecore, gl'importa di
loro, e quando subentra il pericolo eil rischio non si tira
indietro:
S2. "Avendo amato i suoi, li amò sino alla fine" (Gv 13,1).
4L. Dio ama tanto gli uomini fino a rimetterci la pelle per loro.
La croce ne è l'immagine parlante. E' scelta voluta, non
incidente di percorso, questa di dare la vita per i suoi amici:
S1. "Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso"
5L. Dovremmo meglio dire: scelta gratuita, cioè non meritata
in niente da noi, perché la sua motivazione sta soltanto
nell'amore gratuito del Padre che Gesù è venuto a realizzare:
S1. "Per questo il Padre mi ama: perché offro la mia vita;
questo comando ho ricevuto dal Padre mio"
6L. Lì è la sorgente della nostra salvezza e della nostra
grandezza: il cuore del Padre, il cuore di Dio che Gesù è
venuto a mostrare. Gl'importa di noi, contiamo per lui:
finalmente abbiamo scoperto Qualcuno cui appoggiare la
nostra fragile precarietà e solitudine!
S2. "In nessun altro allora c'è salvezza: non vi è infatti altro
nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale è stabilito che
possiamo essere salvati" (At 4,12)
7
1L. Per le cose che contano, non ci dobbiamo fidare di
nessuno, perché solo Dio - né uomini, né amori, né cose - può
capirci fino in fondo, amarci pienamente, soddisfarci con
totalità! Su di Lui, su Dio, sul suo Cristo, va impostata la
nostra sicurezza, anche se il mondo continuamente ci
sollecita a fidarci d'altro!
S2. "La pietra, scartata da voi costruttori, è diventata testata
d'angolo" (At 4,11)
2L. Egli è la pietra angolare e il suo l'unico nome nel quale
possiamo raggiungere la salvezza. Chi desideri capire se
stesso, non secondo criteri superficiali, bensì nella profondità
della sua esistenza, deve rivolgersi a lui, perché Cristo rivela
l'uomo a se stesso. Di più, Cristo rivela all'uomo l'amore del
Padre.
3L. E' davvero incredibile da una parte come Dio ci voglia
veramente bene, un bene che al solo contemplarlo, dovrebbe
riempire di gioia tutti, ma proprio tutti, noi mendicanti tante
volte delusi di un amico che sappia avere a cuore noi fino a
dare la vita, se necessario, come fa una mamma e dall'altra
parte, non si riesce a capire come mai in questa sete di
amicizia ci si affidi con facilità a quanti, troppe volte, ci
considerano "una merce da usare, non da amare".
4L. E' un meraviglioso dono del Padre quello di non
abbandonarci mai, anche quando gli voltiamo le spalle per
altri che si danno l'aria di "padri",
ma in effetti sono
mercenari, cui non importa nulla di noi, perché non gli
apparteniamo.
5L. Gesù, il grande pastore delle anime, sa molto bene come
noi possiamo essere vittime di mercenari. Comprende la
nostra debolezza, che cede facilmente nel fare parte di un
gregge senza amore e speranza. Ma Lui non rinuncia ad
amarci.
6L. Viviamo quindi in modo da poter essere in grado di dire,
insieme con il Salmista "E' meglio rifugiarsi nel Signore che
confidare nell'uomo”. Non perché Dio sia il più potente, ma
perché ci ama di più, ci ama veramente!
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Tutti:
(Sal 117)
Celebrate il Signore, perché è buono;
perché eterna è la sua misericordia.
È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nell’uomo.
È meglio rifugiarsi nel Signore che confidare nei potenti.
Ti rendo grazie, Signore,
perché mi hai esaudito, perché sei stato la mia salvezza.
La pietra scartata dai costruttori
è divenuta testata d’angolo; ecco l’opera del Signore:
una meraviglia ai nostri occhi.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore.
Vi benediciamo dalla casa del Signore.
Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.
Celebrate il Signore, perché è buono:
perché eterna è la sua misericordia.
CANTO: CELEBRAZIONE
Le meraviglie da te compiute
voglio celebrare o mio Signore,
voglio celebrare o mio Signore.
Le meraviglie da te compiute
sono la tua mano tesa verso noi
sono la tua mano tesa verso noi.
Trovo pace in te che rispondi al mio cercare;
non nascondermi il tuo volto o Dio d’amo - re.
Trovo aiuto in te che incoraggi la mia vita.
sei la roccia che garantisce, garantisce sicurezza.
Come acqua che disseta l’aridità del mio gridare.
Come ombra nel deserto sei tu Signore a tutti noi.
9
2° momento
QUALE GRANDE AMORE!
G. Dio non ci ama a mucchio, ma personalmente. Gesù usa
parole delicatissime:
S1. "Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie
pecore conoscono me"
1L. C'è qui una reciproca comunione di conoscenza e
d'amore. Dice sant'Agostino:
S2. "Dio ama ciascuno come fosse l'unico"
2L. Ogni singolo individuo Dio chiama ad essere "figlio nel
Figlio", a entrare in quel giro singolarissimo di rapporti che
intercorrono tra il Padre e il Figlio Unigenito in seno alla
Trinità:
S2. "Come il Padre conosce me e io conosco il Padre".
3L. Il rapporto è diretto, da persona a persona, carico
dell'affettività sincera e totalizzante che deriva dal sapersi
amato con totalità. E' un rapporto trasformante, che mira a
conformarci al Figlio per avere parte con lui nella vita
Trinitaria, fino a divenire "simili a lui":
S2. "Carissimi vedete quale grande amore ci ha dato il Padre
per essere chiamati figli di Dio e lo siamo realmente!
Carissimi, noi fin d'ora siamo figli di Dio, ma ciò che saremo
non è stato ancora rivelato. Quando lo sarà, noi saremo simili
a lui, perché lo vedremo così come egli è". (1Gv 3,1-2)
4L. Diventiamo uno di Casa Trinità. Gesù l'aveva ben
promesso:
S1. "Come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch'essi in
noi una cosa sola". (Gv 17,21)
4L. Il nostro destino è quello di essere niente di meno che
come Dio, figli per dono quanto lo è il Figlio Unigenito per
natura. Destino alla fine offerto a tutti: la totalità dell'amore
non esclude l'universalità, come un genitore sa amare lo
stesso tutti i suoi bambini.
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S1. "E ho altre pecore che non sono di questo ovile; anche
queste io devo condurre"
5L. Nessuno si senta escluso da questa premura di Dio. Anzi
dirà Gesù:
S1. "Se uno ha cento pecore e ne perde una..., proprio quella
andrà a cercare, perché si fa più festa proprio per chi era
lontano ed è stato ritrovato" (Lc 15,4-7)
S2. "Dio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e
pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, è a lui
accetto" (At 10,34)
6L. Il sogno di Dio, e l'opera di Cristo, è di fare di tutti gli
uomini "un solo gregge e un solo pastore". La Chiesa, oggi, di
questo Regno di Dio che ha confini non visibili, è l'inizio
visibile, sicuro, e lo strumento privilegiato. Aderiamole come
membra vive, entusiaste e missionarie.
Tutti: Gesù, pastore e pascolo dei tuoi fedeli, guida sicura e
sentiero di vita, tu che conosci tutti per nome e ci chiami
ogni giorno a uno a uno, rendici capaci di riconoscere la tua
voce, di sentire il calore della tua presenza che ci avvolge,
anche quando la strada è angusta, impraticabile, e la notte
profonda, interminabile. Seguendoti senza resistenze e senza
paure, giungeremo ai prati verdeggianti, alle fresche sorgenti
della tua ora, dove tu ci farai bere e riposare. Amen
CANTO: IL SIGNORE È IL MIO PASTORE
Il Signore è il mio pastore: nulla manca ad ogni attesa,
in verdissimi prati mi pasce, mi disseta a placide acque.
E' il ristoro dell'anima mia, in sentieri diritti mi guida
per amore del santo suo nome, dietro lui mi sento sicuro.
Pur se andassi per valle oscura non avrò a temere alcun male:
perché sempre mi sei vicino, mi sostieni col tuo vincastro.
Quale mensa per me tu prepari sotto gli occhi dei miei nemici!
e di olio mi ungi il capo: il mio calice è colmo di ebbrezza!
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PREGHIERA PER LE VOCAZIONI
G. Domenica prossima “Giornata mondiale di preghiera per le
vocazioni”, la Chiesa ci invita a pensare e a pregare per le vocazioni
di speciale consacrazione al Regno di Dio: sacerdoti, missionari,
religiose, laici di impegno ecclesiale. Hanno la missione di
testimoniare e prolungare nell'oggi la premura salvifica del Buon
Pastore per tutti gli uomini. Guai se venissero meno le energie
fresche e totalitarie per annunciare il vangelo: il nostro mondo, già
così senza direzione e senso, perderebbe ogni speranza e verità!
In un mondo soffocato da tanto egoismo, guai se mancassero
anime consacrate a Cristo nel servizio dei fratelli più bisognosi, in
una dedizione profetica capace di tener vivo almeno un poco nel
cuore di tutti il senso dell'umanità e della solidarietà! Sarebbe
come spegnere la vita!
S3. Memori della raccomandazione di Gesù: “La messe è molta,
ma gli operai sono pochi! Pregate dunque il padrone della messe
che mandi operai nella sua messe!” (Mt 9,37), avvertiamo
vivamente il bisogno di pregare per le vocazioni al sacerdozio e alla
vita consacrata. Non sorprende che, laddove si prega con fervore,
fioriscano le vocazioni. La santità della Chiesa dipende
essenzialmente dall'unione con Cristo e dall'apertura al mistero
della grazia che opera nel cuore dei credenti. Per questo vorrei
invitare tutti i fedeli a coltivare un’intima relazione con Cristo,
Maestro e Pastore del suo popolo, imitando Maria, che custodiva
nell’animo i divini misteri e li meditava assiduamente (cfr Lc 2,19).
Insieme con Lei, che occupa un posto centrale nel mistero della
Chiesa, preghiamo:
Tutti
O Padre, fa’ sorgere fra i cristiani numerose e sante vocazioni
al sacerdozio, che mantengano viva la fede e custodiscano la
grata memoria del tuo Figlio Gesù mediante la predicazione
della sua parola e l'amministrazione dei Sacramenti,
con i quali tu rinnovi continuamente i tuoi fedeli.
Donaci santi ministri del tuo altare, che siano attenti e
fervorosi custodi dell'Eucaristia, sacramento del dono supremo
di Cristo per la redenzione del mondo.
Chiama ministri della tua misericordia, che, mediante il
sacramento della Riconciliazione, diffondano la gioia del tuo
perdono.
Fa', o Padre, che la Chiesa accolga con gioia le numerose
ispirazioni dello Spirito del Figlio tuo e, docile ai suoi
insegnamenti, si curi delle vocazioni al ministero sacerdotale
e alla vita consacrata.
Sostieni i Vescovi, i sacerdoti, i diaconi, consacrati e tutti i
battezzati in Cristo, affinché adempiano fedelmente la loro
missione al servizio del Vangelo.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.
Maria, Regina degli Apostoli, prega per noi!
Padre nostro (cantato)
CONCLUSIONE
G. Il dono della salvezza non ci è stato dato come un privilegio ma
come una vera e propria chiamata a partecipare della missione del
Pastore: salvare tutto il genere umano! È vero che è Dio che salva,
ma servendosi anche degli uomini! Tutte quelle pecore che non
sono ancora dell'ovile di Cristo come potranno essere salvate?
Invocando il nome del Signore, dice la Scrittura (cf Gl 3,5)!
"Ora, come potranno invocarlo senza aver prima creduto in lui? E
come potranno credere, senza averne sentito parlare? E come
potranno sentirne parlare senza uno che lo annunzi? E come lo
annunzieranno, senza essere prima inviati?" (Rm 10,14-15). Se
ogni cristiano, secondo il proprio dono ricevuto da Dio, risponderà
positivamente, presto si avrà un solo gregge e un solo pastore e
unico sarà il canto che si leverà dalla terra verso il cielo a Colui,
Dio, che solo è Santo e vive e regna per i secoli dei secoli. Amen.
S3. Ecco che oggi il Signore invia ciascuno di noi come messaggeri
di pace e di salvezza al mondo! Il Battesimo ci ha fatto figli di Dio e
suoi collaboratori. Su ciascuno di noi grava la responsabilità che
pecore, per le quali il Buon Pastore ha dato la sua vita, continuino
a perdersi perché nessuno le chiama, nessuno annuncia loro la
salvezza, nessuno le cerca, nessuno o troppo pochi hanno "come
calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace" (Ef
6,15) sia pure nel proprio ambiente! Oggi, ancora una volta, il
Signore alza la sua voce sull'umanità e chiede: "Chi manderò e chi
andrà per noi?". Il profeta Isaia risponde: "Eccomi, manda me!" (Is
6,8).
13
E tu che sei ben sazio dell'amore e del perdono del Pastore, che
rispondi? Lascerai che altri muoiano senza aver ricevuto neppure
una briciola di ciò che tu, senza tuo merito, hai avuto in
abbondanza? Risuonano in noi le parole del profeta Geremia…
"Ahimè, Signore, io non so parlare", ossia "mi sento inadeguato
davanti alle tue chiamate, sento di non essere in grado di
affrontare ciò che mi chiedi". Ma non possiamo scoraggiarci!
La Chiesa, comunità di coloro che credono all'amore di Dio, da
duemila anni si lascia chiamare da Dio. Siamo chiamati, nella
gioia, ad ascoltare le parole piene di fiducia da parte di Dio:
"Va' da coloro a cui ti manderò e annunzia ciò che io ti
ordinerò"(Ger 1,7).
Tutti
Grazie, o Gesù Buon Pastore. Grazie perché ci dici che tu sei il
pastore buono che ci conosci e che per noi dai la vita: sei il
pastore che ci ama in intimità, il pastore che dà se stesso.
Ma ci dici anche che hai altre pecore da cercare e da condurre.
E se ci dici tutto questo è perché attendi da noi una risposta.
Ti chiediamo che ogni battezzato sia aiutato dalla comunità in
cui vive a scoprire la propria chiamata e ad esservi fedele.
Che abbiano il tuo cuore e rendano visibili a tutti la tua
potenza, la tua saggezza, il tuo amore. Amen.
Cristo nostra Pasqua è risorto! Si, veramente è risorto!
E’ vivo! E’ vivo nella Chiesa, comunità dei credenti, Popolo
che Egli ama!
CANTO: SEME DELL'ETERNITÀ (Gen Verde)
Pane di vita offerto per noi, forza del nostro cammino;
cibo del cielo che il Padre ci dà,
per ogni uomo sei "Dio vicino".
In questa fonte di felicità c'è il tuo disegno divino:
sei tu che vieni a trasformarci in te,
questo è l'immenso nostro destino.
Tu sei la Luce venuta tra noi, l'Amore, Eterno Presente.
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Tu ci fai una cosa sola con te:
figli nel Figlio del Dio vivente.
Tu che ti sei fatto cibo per noi col Pane e con la Parola,
facci risorgere un giorno con te
da questa vita a vita nuova.
Tu sei la Vita, sei la Verità, tu sei la Strada sicura,
Pane che nutre in noi la carità,
certezza della vita futura.
Noi siamo i tralci nutriti da te con il tuo amore fecondo:
dacci il tuo Spirito e saremo con te
messe divina che nutre il mondo.
Hai messo il seme dell'eternità nel corpo che tu ci hai dato
e il nostro corpo un giorno riporterà
nella tua gloria tutto il creato.
BENENDIZIONE EUCARISTICA
CANTO FINALE: LE TUE MANI
1. Le tue mani son piene di fiori dove li portavi, fratello mio?
Li portavo alla tomba di Cristo ma l'ho trovata vuota, sorella mia.
RIT.
Alleluia, alleluia, alleluia, alleluia
2. I tuoi occhi riflettono gioia dimmi cosa hai visto, fratello mio?
Ho veduto morire la morte Ecco cosa ho visto, sorella mia. RIT.
3. Hai portato una mano all'orecchio dimmi cosa ascolti, fratello
mio? Sento squilli di trombe lontane
Sento cori d'angeli, sorella mia. RIT.
4. Stai cantando un'allegra canzone
dimmi perché canti, fratello mio?
Perché so che la vita non muore, ecco perché canto, fratello mio.
RIT
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