Thiene - Vicenza è

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Thiene - Vicenza è
Thiene
cinefestival 2014
Parco di Villa Fabris
Orario d’inizio luglio ore 21.30 - agosto ore 21.00
Città di Thiene
Assessorato alla Cultura
Cine
festi
Parco
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Orario d’inizio:
luglio ore 21.30 - agosto ore 21.00
Biglietti
in vendita all’ingresso del cinema, da un’ora prima delle
proiezioni
Interi
E 5,00
Ridotti
E 4,00
Le riduzioni sono previste fino ai 14 anni,
e oltre i 65 anni
Abbonamenti
Abbonamento E 35,00 per 10 film
L’abbonamento può essere utilizzato per un massimo di 2 ingressi nella stessa serata. I film contrassegnati con il seguente simbolo fanno parte
del Minifest, la rassegna di teatro e cinema per gli spettatori più piccoli.
Informazioni
Ufficio promozione eventi culturali e turistici
tel. 0445 804745
[email protected]
www.comune.thiene.vi.it
URP tel. 0445 804921
In caso di maltempo le proiezioni vengono annullate.
La Direzione del Festival si riserva il diritto di apportare al programma i cambiamenti che si rendessero necessari per esigenze
tecniche o per cause di forza maggiore.
mercoledì 9 luglio
Il capitale umano
(Italia/Francia, 2014) di Paolo Virzì con Valeria Bruni Tedeschi,
Fabrizio Bentivoglio, Valeria Golino, Fabrizio Gifuni, Luigi Lo
Cascio, Giovanni Anzaldo, Matilde Gioli (durata: 109’)
A partire dall’omonimo romanzo di Stephen Amidon Paolo Virzì realizza un film
simbolico, paradigmatico, dove tutto è significante, confermando la sua forte
autoralità anche al di fuori del genere commedia. Nei pressi del lago di Como,
alla vigilia delle feste natalizie, un ciclista viene investito durante la notte.
L’evento e la dinamica dei fatti hanno conseguenze che cambieranno per sempre la ricca famiglia dei Bernaschi e quella degli Ossola sull’orlo del fallimento.
Scrutando da vicino le esistenze dei componenti dei due nuclei domestici, diventa evidente che l’ansia smodata per il denaro ha finito con il deteriorare ogni
altro legame. Paolo Virzì fa un salto in avanti nel suo personale viaggio politico
nell’Italia del presente. Puntando la bussola verso Nord trova un cuore nero che
non lascia scampo. Protagonisti Fabrizio Bentivoglio, Valeria Bruni Tedeschi,
Fabrizio Gifuni e Valeria Golino in una gara di bravura davvero imperdibile.
giovedì 10 luglio
Il passato
(Francia/Italia, 2013) di Asghar Farhadi
con Bérénice Bejo, Tahar Rahim, Ali Mosaffa, Pauline Burlet,
Elyes Aguis (durata: 130’)
Asghar Farhadi si è fatto conoscere grazie all’Orso d’argento vinto al Festival
di Berlino con “About Elly” e ha confermato le sue qualità con il successivo
“Una separazione”. Ora con “Il passato” offre un’ulteriore dimostrazione
delle proprie straordinarie doti di scrittura, oltre che di regia. Ahmad arriva
a Parigi da Teheran. Marie (Bérénice Bejo miglior attrice a Cannes 2013), la
moglie che ha lasciato quattro anni prima, ha bisogno della sua presenza
per la procedura di divorzio. Marie ha due figlie nate da altre relazioni e ha
un difficile rapporto con la più grande. Ahmad viene invitato a dormire a
casa dell’ex e ha così modo di scoprire che Marie ha una relazione con Samir
la cui moglie si trova in coma. Se Ahmad ha pensato che il ritorno in patria
lo separasse definitivamente da Marie si trova costretto a scoprire che non è
così. Perché Farhadi ci ricorda che per guardare avanti nelle nostre esistenze
è indispensabile prendere atto del passato. Un esempio di grande cinema
d’autore che scava nello spettatore e lo invita a riflettere. Da vedere.
venerdì 11 luglio
Rio 2 Missione Amazzonia
(Brasile/U.S.A., 2014)
di Carlos Saldanha
Film d’animazione (durata: 102’)
“Missione Amazzonia” è più avvincente, dinamico e spassoso del primo
capitolo (“Rio”, 2011). Blu e Gioiel, pappagalli Macao Blu che vivono con i
loro tre piccoli a Rio, scoprono che i padroni hanno trovato altri esemplari
della loro specie in via di estinzione in Amazzonia. Decidono allora di partire
anche loro per aiutarli nella ricerca, in un viaggio alla riscoperta delle proprie origini. Troveranno una vera e propria riserva popolata da uccelli come
loro, ma i pericoli sono dietro l’angolo. In questo viaggio verso le origini,
che comporta il passaggio da un mondo tecnologicamente avanzato ad un
immacolato angolo di paradiso, il regista-sceneggiatore Carlos Saldanha
intreccia diverse situazioni parallele, tutte piene di spunti e di divertimento,
in un’ora e mezza di grande intrattenimento per tutta la famiglia.
sabato 12 luglio
La mafia uccide solo d’estate
(Italia, 2013) di Pif con Cristiana Capotondi, Pif, Ginevra Antona,
Alex Bisconti, Claudio Gioé, Ninni Bruschetta, Barbara Tabita,
Rosario Lismaz (durata 90’)
Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, debutta al cinema con una storia scomoda,
che chiama in causa responsabilità collettive e costringe a interrogarsi
sull’identità culturale del Paese, sul suo passato e sul suo futuro. Palermo, anni
‘70. Il piccolo Arturo ha otto anni ma le prova tutte pur di conquistare il cuore
di Flora, la sua amata compagna di banco snob e ricca, che vede come una
principessa irraggiungibile. Mentre cresce e va incontro alla sua educazione civile e sentimentale, senza mai smettere di corteggiare Flora, Arturo è
testimone dei fatti di cronaca che sconvolgono la sua città, compresi i terribili
attentati di mafia che per vent’anni, quasi sempre d’estate, rendono Palermo
protagonista di una delle pagine più buie della storia d’Italia. Un’opera prima
premiata col David di Donatello, che attraverso il sorriso arriva fino in fondo,
fino a sentire e a far sentire un dolore lancinante, capovolgendo il comico in
tragico e ricordandoci che ribellarsi è sempre possibile.
domenica 13 luglio
Gravity
(U.S.A., 2012) di Alfonso Cuarón
con Sandra Bullock, George Clooney,
Eric Michels, Basher Savage, Paul Sharma (durata: 90’)
Il punto di forza di Alfonso Cuaròn è sempre stata una sensibilità particolare, che gli
ha permesso di avvicinarsi a più generi, pur rimanendo fedele ad un’idea, anche estetica, di cinema. In “Gravity” (premiato con ben 7 Oscar) il regista messicano sceglie
un immaginario perfetto per il suo gusto, raccontando lo spazio siderale attraverso
lunghi piani-sequenze e una sperimentazione tecnica instancabile. Sandra Bullock
è una brillante dottoressa alla sua prima missione a bordo dello Shuttle, mentre
George Clooney è un astronauta esperto al suo ultimo volo prima della pensione. Nel
corso del viaggio lo Shuttle viene distrutto, trasformando una missione spaziale di
routine in una catastrofe e lasciando i due membri dell’equipaggio completamente
soli e fluttuanti nell’oscurità. Nessuna epica, nesun eroismo, Cuaron elimina orgni
orpello anche narrativo, ogni ridondanza, e ci consegna la disperazione e la speranza di un’odissea nello spazio vissuta da gente come noi.
mercoledì 16 luglio
Bling Ring
(U.S.A., 2013) di Sofia Coppola con Katie Chang, Israel Broussard,
Emma Watson, Claire Julien, Taissa Farmiga, Georgia Rock,
Leslie Mann, Carlos Miranda, Gavin Rossdale (durata: 90’)
“Bling Ring” porta sul grande schermo la trasposizione degli eventi, avvenuti tra il
2008 e il 2009, che vide come reali protagonisti un gruppetto di giovani californiani
annoiati, tutti provenienti dalla medio-bassa borghesia americana. Questi, forse
per vivere una sorta di avventura adolescenziale, si intrufolavano nelle abitazioni di
personaggi famosi derubandoli di tutto e un po’, chiaramente ed esclusivamente oggetti griffati, per poi spassarsela con il bottino o con il denaro da essi ricavato. Esito
di tali scorrerie fu l’essere arrestati e sottoposti all’inevitabile giudizio della legge.
Sofia Coppola racconta il tutto come se fosse il montaggio di un servizio di moda
televisivo. Ecco quindi flash, capelli al vento, bella vita e tanta voglia di apparire.
Si spinge il pedale sull’estetica per far emergere il vuoto di pensiero che c’è dietro,
paradigma di una società occidentale che mitizza anche il più negativo dei modelli.
Perfetto il cast, tra cui spicca l’ottima performance di Emma Watson.
giovedì 17 luglio
Two Mothers
(Francia/Australia, 2013) di Anne Fontaine con Naomi Watts,
Robin Wright, Xavier Samuel, James Frecheville, Ben Mendelsohn, Sophie Lowe, Jessica Tovey, Gary Sweet (durata 100’)
Prendendo spunto da un racconto del premio Nobel Doris Lessing la regista Anne
Fontaine costruisce un film intimo, capace di portare l’attenzione sulla complessità
del sentire e su come il trascorrere del tempo influisca sul coinvolgimento emotivo,
anche sul piano sessuale. Roz e Lil, due donne adulte e affascinanti, vivono in una
piccola comunità sul mare. Sin da bambine Roz e Lil sono inseparabili e il loro
affetto è cresciuto da quando, in segreto, entrambe hanno cominciato a provare
attrazione l’una nei confronti del figlio dell’altra. Impaurite dal giudizio della gente, vivono per anni le loro relazioni di nascosto fino a quando un giorno tutto viene
scoperto. Di fronte alla minaccia di una vita distrutta per sempre, madri e figli
dovranno decidere se continuare ad assecondare i loro desideri o vivere un’esistenza più consona alle comuni regole morali. Un film che non teme di affrontare i
tabù, anche grazie a due attrici belle ed esperte come Naomi Watts e Robin Wright,
capaci di dare voce ai sentimenti più privati con una sincerità commovente..
sabato 19 luglio
American Hustle L’apparenza inganna
(U.S.A., 2013) di David O. Russell con Christian Bale, Amy Adams,
Bradley Cooper, Jeremy Renner, Jennifer Lawrence, Jack Huston, Louis C.K., Michael Peña, Alessandro Nivola (durata: 138’)
Dopo “The Fighter” e “Il lato positivo” David O. Russell sceglie quattro dei suoi attori feticcio (Christian Bale, Amy Adams, Bradley Cooper e Jennifer Lawrence) per
interpretare gli ormai tipici personaggi “fuori dal coro” e metterli come sempre
di fronte agli ostacoli che le proprie debolezze pongono per il raggiungimento di
una vittoria reale, metafora di una più profonda redenzione spirituale. Durante
gli anni Settanta, l’esperto di truffe Irving Rosenfeld e la complice Sydney Prosser
sono costretti a lavorare con Richie Di Maso, agente federale fuori controllo, per
far luce su altri truffatori, mafiosi e politici, e ribaltare la loro posizione. Completa
il quadro Rosalyn. L’apparentemente inoffensiva moglie di Irving è in realtà colei
che più di ogni altro ha in mano le fila del gioco. Dividendo per quattro le istanze
solitamente portate da una coppia, il regista trova la chiave migliore per esaltare
al massimo la componente principale del suo cinema: una recitazione di profondo scavo del personaggio... e gli esiti sono davvero memorabili!
mercoledì 23 luglio
Venere in pelliccia
(Francia/Polonia, 2013) di Roman Polanski
con Emmanuelle Seigner, Mathieu Amalric
(durata: 96’)
Dopo il quartetto di “Carnage” Roman Polanski torna con un duo ad affrontare
un testo teatrale. Thomas è un regista che sta cercando l’attrice giusta per il
ruolo di Vanda nel suo adattamento per le scene del romanzo di Leopold Von
Sacher-Masoch. Arriva in teatro fuori tempo massimo Vanda, un’attricetta
apparentemente del tutto inadatta al ruolo se non per l’omonimia. La donna
riesce a convincerlo all’audizione e, improvisamente, Thomas viene attratto dalla
trasformazione a cui assiste. Dopo poche battute si accorge che nessun’altra può
aderire come lei al personaggio. Ha così inizio un sottile e ambiguo gioco a due.
Un film che mette a nudo non i corpi ma le anime con il loro lato oscuro, con
le verità non dette, con i ruoli che uomini e donne si trovano a recitare in quel
copione non scritto su cui si costruiscono le relazioni.
giovedì 24 luglio
Questione di tempo
(U.S.A., 2013) di Richard Curtis
con Domhnall Gleeson, Rachel McAdams, Bill Nighy,
Tom Hollander, Margot Robbie. (durata: 1123)
Richard Curtis ha al suo attivo, come sceneggiatore, diversi memorabili successi
della produzione britannica. Per comprendere quanto la sua sia una firma di
assoluto rilievo basti citare “Quattro matrimoni e un funerale”, “Notting Hill”
e “Il diario di Bridget Jones “. In questa sua prova da regista Curtis racconta
la straordinaria vicenda di Tim, un ragazzo di 21 anni piuttosto impacciato.
Quando apprende dal padre che tutti gli uomini della sua famiglia possono fare
dei balzi indietro nel loro passato potendolo così modificare per poi tornare al
presente, Tim decide di utilizzare questo potere per cercare di trovare l’anima
gemella. Si tratta di Mary, una ragazza conosciuta in un ristorante al buio...
ma quando i giochi sembrano fatti un errore nel passaggio temporale sembra
rimettere tutto in discussione. Il film, grazie alla sorpresa narrativa e all’utilizzo
che ne viene fatto, è decisamente brillante e inanella situazioni che divertono in
modo sempre intelligente e garbato.
venerdì 25 luglio
Cattivissimo me 2
(U.S.A., 2013)
di Pierre Coffin e Chris Renaud
Film d’animazione (durata: 98’)
Per l’ex super cattivo Gru la vita è cambiata radicalmente. Ora nel suo orizzonte ci sono solo le tre dolci bambine che ha adottato e la conversione del
laboratorio segreto dei Minion in un’impresa legale di produzione di marmellate e gelatine. Questo finché non viene reclutato dalla vulcanica agente Lucy
Wilde, della Lega Anti Cattivi, per fingersi il gestore di un negozio di dolciumi
in un centro commerciale e smascherare così il criminale che sta per assoggettare il mondo ai suoi terribili scopi. C’è tanto materiale narrativo dentro
questa seconda parte di un grande successo d’animazione internazionale: c’è
la spy-story, la love-story, ci sono gli zombie, il vaudeville, c’è la bimba che
vuole una mamma e il papà che non vuole che la piccola cresca. All’interno di
un quadro narrativo originale che riprende i temi del primo film, “Cattivissimo
Me 2” è uno spettacolo che non annoia mai un minuto, che diverte senza se e
senza ma, e ribadisce la felicità creativa delle coppie Chris Renaud-Pierre Coffin alla regia e Cinco Paul-Ken Daurio alla sceneggiatura. Per tutta la famiglia!
sabato 26 luglio
The Wolf of Wall Street
(U.S.A., 2013) di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, Jonah
Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler,
Rob Reiner, Jon Favreau, Jean Dujardin (durata: 180’)
Un film rutilante in puro stile Scorsese, espressione di un marchio di fabbrica
insuperabile. Leonardo Di Caprio, all’ennesima candidatura agli Oscar, torna a
lavorare con il maestro italoamericano interpretando Jordan Belfort: uno capace
di guadagnare migliaia di dollari al minuto e di sperperarli con la stessa velocità
in droga, sesso e viaggi intorno al mondo. Passato dal vendere gelati ad essere il
capo di un ufficio di stockbroker, Jordan conduce la sua attività con metodi alquanto discutibili fino a quando, negli anni Novanta, il suo appetito insaziabile,
assecondato dal dissoluto designer di scarpe Steve Madden, lo mette nei guai.
Senza più l’alibi morale del crimine, la dipendenza del “lupo di Wall Street”
finisce per riguardarci tutti perché ricchezza e avidità creano un’assuefazione
contagiosa e inebriante che mette lo spettatore con le spalle al muro.
domenica 27 luglio
Still life
(Gran Bretagna/Italia, 2013) di Uberto Pasolini con Eddie
Marsan, Joanne Froggatt, Karen Drury, Andrew Buchan,
Ciaran McIntyre, Neil D’Souza, Paul Anderson (durata: 87’)
Favola nerissima che passeggia lieve a braccetto con la morte, “Still Life” è
un’amara riflessione sul posto che occupiamo nel mondo e su quello che occuperemo sotto terra. Meticoloso e organizzato al punto da rasentare l’ossessione, John
May è un lavoratore comunale incaricato di rintracciare il parente più vicino di
coloro che sono morti in piena solitudine. Quando il reparto per cui lavora viene
sottoposto a dei tagli, John deve sforzarsi per portare a termine il suo ultimo caso,
andando incontro a un liberatorio viaggio che gli permetterà infine di cominciare
a vivere appieno la sua vita. Il regista Umberto Pasolini conquista il pubblico con
un film minimale e trattenuto quanto i sentimenti del suo protagonista. Al resto ci
pensa Eddie Marsan, eterno caratterista, che qui regala al suo piccolissimo uomo
un’interpretazione magistrale. Nei panni di un personaggio che parla poco e
non alza mai la voce, ogni labbro contratto diventa precisa punteggiatura di un
discorso silente, e disegna un paesaggio interiore commovente.
giovedì 31 luglio
Dallas Buyers Club
(U.S.A., 2013) di Jean-Marc Vallée con Matthew McConaughey,
Jared Leto, Jennifer Garner, Denis O’Hare, Steve Zahn, Griffin
Dunne, Dallas Roberts, Kevin Rankin (durata: 117’)
Storia vera e schiumante rabbia, quella raccontata dal regista Jean-Marc Vallée su
spartito dei semidebuttanti Borten e Wallack. Nel 1986 a Ron Woodroof, un elettricista del Texas, viene diagnosticato l’Aids e i medici gli prospettano pochi giorni
di vita. Frustrato dalla mancanza di terapie mediche ufficiali e non disposto ad
accettare una condanna a morte, Woodroof trova un’ancora di salvezza nell’uso
di farmaci illegali e alternativi e crea un giro di contrabbando per renderli
disponibili ad altri malati di Aids. Gli abomini delle multinazionali incrociano
la dimensione individuale del male, in un percorso che ha nel corpo di Matthew
McConaughey - dimagrito di 25 chili - il contrappunto visivo. Attorno a lui
figure archetipiche di un passato prossimo ancora vivo, per un film di scrittura e
interpretazioni. Superbi McConaughey e Jared Leto, entrambi insigniti del premio
Oscar come migliore attore, protagonista e non. Un gran film, da non mancare!
domenica 3 agosto
The butler Un maggiordomo alla Casa Bianca
(U.S.A., 2013) di Lee Daniels con Forest Whitaker, Oprah Winfrey,
Mariah Carey, John Cusack, Jane Fonda, Cuba Gooding Jr., Terrence Howard, Lenny Kravitz, Vanessa Redgrave (durata: 132’)
Approdato in sala dopo il “Django Unchained” di Tarantino e il “Lincoln” di Spielberg
e prima di “12 anni schiavo” di McQueen, “The Butler” completa l’ideale affresco di
una nazione perennemente indecisa fra opzione morale e violenza brutale. Cecil Gaines
ha imparato il mestiere di domestico nella Georgia degli anni Venti e nella tenuta
dell’uomo che ha ucciso barbaramente suo padre. Riservato e ben educato nelle case
dei bianchi, approda a Washington, dove viene assunto come maggiordomo alla Casa
Bianca. Cecil resta immobile e invisibile nella vita come lungo le pareti della stanza
Ovale. Solo sette presidenti e diverse tazze riempite dopo, saprà prendere coscienza
di sé e dei propri diritti, dimettendosi e scendendo in campo a fianco del figlio e di un
sogno che ha il volto di Barack Obama. Attraverso il narratore umile e schivo col volto di
Forest Whitaker, Lee Daniels firma un grande romanzo popolare intenso e avvincente.
giovedì 7 agosto
Smetto quando voglio
(Italia, 2013) di Sydney Sibilia con Edoardo Leo, Valeria Solarino, Valerio Aprea, Paolo Calabresi, Libero de Rienzo, Stefano Fresi, Lorenzo
Lavia, Pietro Sermonti, Neri Marcorè (durata: 100’)
L’esordiente Sydney Sibilia fa centro al primo colpo con un film che intercetta una
condizione sociale diffusa, il precariato d’eccellenza. A lui va riconosciuto il merito
di rifarsi al cinema contemporaneo di genere, soprattutto americano, creando una
strana combinazione, ovvero una storia tipica della commedia italiana messa in scena
come fosse un film hollywoodiano. Una scelta originale che premia al bottaghino e
conquista la critica. Uno straripante Edoardo Leo interpreta il ruolo di un ricercatore
universitario a cui viene negato il rinnovo dell’assegno di ricerca. Per non finire a fare
il lavapiatti in un ristorante cinese o il benzinaio da un gestore bengalese si ingegna
e scopre una possibilità ai limiti della legalità: sintetizza con l’aiuto di un amico
chimico una nuova sostanza stupefacente tra quelle non ancora messe al bando dal
ministero. La cosa in sé è legale, lo spaccio e il lucro che ne derivano no. Ma fa lo
stesso, i tempi sono questi. Una banda di soliti ignoti anni 2.000 davvero irresisitbili!
venerdì 8 agosto
Belle & Sébastien
(Francia, 2013) di Nicolas Vanier
con Félix Bossuet, Tchéky Karyo, Margaux Châtelier,
Dimitri Storoge, Medhi El Glaoui (durata: 98’)
Più di una generazione ricorda vividamente la serie animata per la tv, le corse di
Belle e Sebastien sui prati, il sapore francese, il mélo giapponese. Nicolas Vanier
fa ricredere anche i nostalgici più incalliti con quest’opera visivamente magnetica
e narrativamente forte, che si prende molte libertà rispetto al racconto originale
di Cécile Aubry, ma si riempie anche d’inedite implicazioni con la trasposizione
della storia al tempo della seconda guerra mondiale. Nei pressi di un piccolo
villaggio delle Alpi scosso dall’arrivo dei tedeschi, Belle, un grande cane ritenuto
pericoloso, scappa dal canile in cui era rinchiuso. Una taglia spinge i cacciatori a
inseguirlo per le montagne innevate ma Belle trova rifugio e protezione in Sébastian, un bambino di sette anni cresciuto senza genitori. Il loro destino si intreccerà
con quello di un uomo anziano alla ricerca del suo passato, di un partigiano alla
ricerca dell’amore, di una donna in cerca di un’avventura e di un tenente tedesco
in cerca di perdono. Un film bellissimo, sospeso tra fiaba e cruda realtà.
sabato 9 agosto
Gloria
(Cile/Spagna, 2013) di Sebastian Lelio
con Paulina García, Sergio Hernández, Marcial Tagle, Diego
Fontecilla, Fabiola Zamora (durata: 94’)
Sebastian Lelio dirige un film incantevole, che si svolge da sè davanti agli
occhi dello spettatore, con la naturale semplicità della vita vera. E’ la storia
di una cinquantenne che con compostezza e serietà vive come un’adolescente fuori tempo massimo. Divorziata da anni con due figli ormai adulti, un
nipote e un vicino molesto, Gloria cerca un nuovo equilibrio in feste, eventi
serali e discoteche nelle quali poter incontrare qualcuno della propria età,
un potenziale fidanzato. Quando però sembra averlo trovato questi si rivela
inaffidabile, misterioso e poco propenso a tener fede a quel che dice. Sul
corpo non più giovane di Gloria, sulle sue imperfezioni, sui diversi look, sulle
sue valorizzazioni e sulla potenza con la quale si regge in piedi e procede
nonostante tutto, è riconoscibile la forza di un personaggio travolgente. Un
ritratto di donna come raramente si ha la fortuna di vedere: completo, profondo, toccante, composto, onesto e sincero. Da non perdere..
domenica 10 agosto
Philomena
(Gran Bretagna/U.S.A./Francia, 2013) di Stephen Frears
con Judi Dench, Steve Coogan, Sophie Kennedy Clark,
Anna Maxwell Martin, Ruth McCabe (durata: 98’)
Adattando il romanzo “The Lost Child Of Philomena Lee” di Martin Sixsmith,
Stephen Frears torna a conquistare i favori di pubblico e critica, con il suo cinema
unico nel coniugare rigore, amarezza, ironia e geometrie formali. Quando è
rimasta incinta, ancora adolescente nell’Irlanda del 1952, Philomena Lee è stata
mandata nel convento di Roscrea per essere rieducata al pari di tutte le donne
come lei considerate perdute. Al momento del parto, il bambino appena nato le
venne strappato dalle braccia dalle suore per essere mandato in America e dato
in adozione. Per cinquant’anni, Philomena ha cercato il figlio invano, tanto che
ha quasi perso le speranze di ritrovarlo. A ridarle la forza per mettersi in viaggio e
andare in America è l’incontro con un cinico giornalista, grazie al quale scoprirà la
straordinaria storia del figlio e vivrà un’avventura sorprendente all’insegna delle
forti emozioni e del divertimento. Uno dei film più belli della stagione, impreziosito dalla toccante interpretazione di Judi Dench, nuovamente candidata all’Oscar.
giovedì 14 agosto
La sedia della felicità
(Italia, 2013) di Carlo Mazzacurati con Valerio Mastandrea, Isabella
Ragonese, Giuseppe Battiston, Katia Ricciarelli, Milena Vukotic,
Roberto Citran, Mirco Artuso, Natalino Balasso (durata: 90’)
Un grande maestro del cinema italiano come Carlo Mazzacurati si congeda dal cinema
e dalla vita, regalandoci un film all’insegna della leggerezza e del sorriso. Bruna
fa l’estetista e fatica a sbarcare il lunario. Fortuna vuole che riceva una confessione in punto di morte da una cliente, a cui lima le unghie in carcere, e che ha
nascosto dei gioielli in una sedia del suo salotto. Sprezzante del pericolo, Bruna
parte alla volta della villa restando bloccata dietro un cancello con un cinghiale.
In suo soccorso arriva Dino, il tatuatore della vetrina accanto, che finisce coinvolto nell’affaire. Scoperti il sequestro dei beni della defunta e la messa all’asta
delle sue otto sedie, Bruna e Dino rintracciano collezionisti e acquirenti alla
ricerca dell’imbottitura gonfia di gioie. Con garbo surreale, l’ultimo film di Mazzacurati ha il tocco ironico e caustico ideale per raccontare la provincia italiana
più glocalizzata in un’opera corale che diverte e fa riflettere.
venerdì 15 agosto
Frozen Il Regno di Ghiaccio
(U.S.A., 2013)
di Chris Buck e Jennifer Lee
Film d’animazione (durata: 100’)
Miglior film di animazione agli Oscar 2014 per la versione cinematografica di una
fiaba classica come “La regina delle nevi”, riveduta e corretta in salsa Disney. La giovane Anna, il cui regno è caduto sotto la maledizione di un eterno inverno, si unisce
in viaggio con Kristoff, un audace uomo di montagna, per rintracciare Elsa, la sorella
che ha causato accidentalmente il disastro, e porre fine all’incantesimo. Insieme
affronteranno una corsa contro il tempo per salvare il regno dalla distruzione, attraversando cime innevate e pericolose ed incontrando creature magiche ad ogni angolo. Accettarsi per ciò che si è, accettarsi senza timori: questo è il prezioso messaggio
che i protagonisti della storia vogliono lanciare in un film che è un vero e proprio
musical, arricchito da architetture nordiche e dello straordinario livello tecnico con
cui il digitale dà forma, luce e sostanza al ghiaccio. Tenera e avvincente, la narrazione raggiunge piccoli e grandi, accompagnandoli in un viaggio entusiasmante.
sabato 16 agosto
Zoran, il mio nipote scemo
(Italia/Slovenia, 2013) di Matteo Oleotto
con Giuseppe Battiston, Teco Celio, Rok Presnikar, Marjuta
Slamic, Roberto Citran (durata: 103’)
L’esordiente Matteo Oleotto interroga e diverte in questa riuscitissima opera
prima. Paolo, il meschino protagonista (un sublime Battiston sprezzante
del mondo e delle sue consuetudini) cresce con etilica lentezza, il cinismo
distillato in scorci di crudeltà autentica che le risate (fragorose e colpevoli)
non annacquano. Ex giocatore di rugby lavora come cuoco nella mensa di un
ospizio per anziani e trascorre le giornate all’osteria di Gustino. Le sue abitudini vengono rotte quando appare Zoran, uno strano nipote sedicenne che non
sapeva di avere. Essendo l’unica persona che può prendersi cura di Zoran, Paolo dovrà ospitarlo per il tempo necessario affinché i servizi sociali gli trovino
un’altra sistemazione. Scoprendo che Zoran è un fenomeno a freccette, Paolo
decide di sfruttare la dote del nipote per prendersi una rivincita agli occhi del
mondo. La felicità non è roba definitiva, pare ricordarci ogni inquadratura
sulla strada, ma il panorama - boschivo e umano - su cui il regista posa lo
sguardo è testimone di una profonda, commovente comprensione. Da vedere.
domenica 17 agosto
Royal Affair
(Danimarca/Svezia/Repubblica Ceca/Germania, 2012.) di Nikolaj
Arcel con Alicia Vikander, Mads Mikkelsen, Mikkel Følsgaard,
Trine Dyrholm, David Dencik. Cyron Bjørn Melville (durata: 128’)
Premiatissimo a Berlino, un sontuoso affresco d’epoca che mischia amore, follia,
ideologia e intrighi di corte con granade sapienza. Danimarca 1770, il re Christian VII,
dal temperamento ribelle e dalla mente poco lucida, ha preso in sposa la giovane
Caroline Mathilde, di origine inglese. Sin dai primi anni di matrimonio, il loro legame
procede tra liti e incomprensioni tanto che la giovane regina si lega segretamente
a Johann Struensee, l’idealista medico di corte, dando vita a un triangolo amoroso
che cambierà la storia dell’intera nazione. Diretto da un’autore della trilogia svedese
“Millennium” e prodotto da Lars Von Trier, il film risplende delle interpretazioni di un
terzetto d’attori in stato di grazia: il medico Mads Mikkelsen, la regina Alicia Vikander
e il re folle Mikkel Boe Følsgaard. Oltre la rigidità di corsetti e parrucche prendono
corpo tre figure rivoluzionarie che segnano un buio capitolo di storia, cesellate con
rara precisione da uno script incalzante che incolla lo spettatore allo schermo.
giovedì 21 agosto
Blue Jasmine
(U.S.A., 2013) di Woody Allen con Alec Baldwin, Cate Blanchett,
Louis C.K., Bobby Cannavale, Andrew Dice Clay, Sally Hawkins,
Peter Sarsgaard, Michael Stuhlbarg, Joy Carlin (durata: 98’)
Woody Allen consegna a Cate Blanchett un personaggio femminile gigantesco, che è
insieme tutte le attrici del celebrato regista e una protagonista senza precedenti, per
maturità di scrittura e resa interpretativa. Una prova magistrale che non a caso le è
valsa un meritatissimo Oscar come migliore attrice. C’era una volta Jasmine, reginetta
mondana di Park Avenue, sposata al carismatico Hal, uomo d’affari che la viziava e
lusingava. Ma Hal era anche un truffatore e un fedifrago e la fine del loro matrimonio
ha portato Jasmine alla bancarotta e all’esaurimento nervoso. Sola e in balìa degli antidepressivi, la donna si trasferisce a San Francisco per vivere con la sorella. La regia di
Allen, vibrante e sofisticata come non era da tempo, non nasconde la compassione e la
Jasmine di Cate Blanchett, che sullo schermo parla da sola, instaura un dialogo speciale
con la macchina da presa. Insieme, mantengono la leggerezza fino all’ultimo, mentre il
dramma si va lentamente affacciando e imponendo con una linearità impareggiabile.
venerdì 22 agosto
The Lego Movie
(USA/Australia, 2014)
di Phil Lord, Christopher Miller
Film d’animazione (durata: 100’)
Un divertentissimo inno alla diversità sospeso tra “Matrix” e “Il signore degli
anelli”, passando da “The Truman Show” e “Transformers”, irrorato da un’ironia
irriverente, citazionista e un po’ folle. Mattoncini colorati che grazie agli incastri
riescono a creari un’infinità di mondi fantastici. Emmet, giovane omino Lego
rispettoso della legge e incaricato di costruire edifici seguendo tutte le istruzioni,
viene erroneamente identificato come la persona più straordinaria e speciale
del suo mondo, in grado di salvare chiunque dalle mire di un malvagio tiranno.
Aggregato a un gruppo di supereroi, dovrà difendere l’universo dei mattoncini
Lego in un’avventura avvincente. Il film è attraversato da straordinari colpi di genio che trasformano in “Lego mood” le icone pop, cinematografiche e televisive
entrate stabilmente nell’immaginario collettivo. Ma lo script ha anche una lettura
più profonda perché la lotta tra il malvagio Business (che rappresenta il mondo
adulto) e l’onesto e comune Emmet (l’infanzia), è una metafora sui grandi che
soffocano la creatività dei piccoli. Un invito a conservare l’anima bambina.
sabato 23 agosto
Storia di una ladra di libri
(U.S.A./Germania, 2013) di Brian Percival
con Geoffrey Rush, Emily Watson, Sophie Nélisse, Ben
Schnetzer, Nico Liersch (durata: 125’)
Tradotto in trenta lingue, il romanzo “La bambina che salvava i libri” di Markus
Zusak diventa un film diretto da Brian Percival, che opta per una regia classica
rendendo il film totalmente concentrato sul suo soggetto: la dittatura dell’incultura.
Adottata all’età di nove anni, Liesel vive con i genitori in un quartiere tedesco di
operai. Testimone degli orrori del nazismo, la ragazza trova conforto nei libri da
quando, dopo averne rubato uno, comincia a collezionare volumi e impara a leggere. Nel mentre i suoi genitori nascondono sotto le scale della loro abitazione un rifugiato ebreo... Un film comunicativo, in grado di catturare lo spettatore e donargli
un insegnamento sincero e sentito. Perché per Brian Percival i libri hanno un valore
rilevante, culturale e formativo. Insieme al cinema, possono veicolare contenuti importanti, farsi serbatoio dei capitoli della storia universale della formazione umana,
nutrimento dell’immaginario, ma soprattutto sono veicolo di emozioni uniche.
domenica 24 agosto
A proposito di Davis
(U.S.A./Francia, 2013) di Joel e Ethan Coen con Oscar Isaac, Carey
Mulligan, Justin Timberlake, Ethan Phillips, Robin Bartlett, Max
Casella, Jerry Grayson, Jeanine Serralles, Adam Driver (durata: 105’)
All’ennesimo, memorabile perdente nella loro galleria di figurine votate al
fallimento, i fratelli Coen fanno un dono imprevisto, quello dell’empatia. Nel 1961
Llewyn Davis (un efficace Oscar Isaac) è uno spiantato musicista folk di New York,
la cui vita è al bivio. Alle prese con la quotidiana sopravvivenza, con la sua chitarra al seguito lotta durante un rigido inverno contro gli ostacoli insormontabili
che gli impediscono di diventare il musicista che vorrebbe. Alla mercé di amici e
di estranei, Llewyn si muoverà dal Greenwich Village a un vuoto club di Chicago
con la speranza di ottenere un provino con il magnate della musica Bud Grossman. Bloccato in un circolo vizioso, incagliato fra il parto sciagurato di un disco
che non vende e la procreazione indesiderata di un figlio che non può crescere,
Llewyn Davis è un paradosso umanissimo, un antieroe in cerca della sua evoluzione, un personaggio davvero indimenticabile che conquista al primo sguardo.
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