Pavia e provincia: Pavese, Oltrepò Pavese, Lomellina

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Pagina inziale » Università » Articolo n. 4859 del 16 novembre 2006
Ricercatori pavesi su Nature
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Un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Pavia (il prof. Roberto
Bottinelli ed il dr. Giuseppe D’Antona della sezione di Fisiologia Umana e il dott. Maurilio Sampaolesi e la Prof.
Gabriella Cusella De Angelis della sezione di Anatomia Umana Normale) insieme a ricercatori del San Raffaele e in
collaborazione con la Scuola Veterinaria francese di Maisons-Alfort, ha pubblicato su “ Nature” l’articolo
“ Mesoangioblast stem cells ameliorate muscle function in dystrophic dogs".
È l’esito di anni di lavoro - finanziato da Telethon e coordinato dal prof. Giulio Cossu, direttore dell’Istituto di
ricerca sulle cellule staminali del San Raffaele - dedicati a dimostrare l’efficacia di particolari cellule staminali
adulte, dette “mesoangioblasti”, nella cura della distrofia muscolare di Duchenne, una malattia genetica
degenerativa dei muscoli che dipende da difetti nel gene della distrofina.
La distrofia muscolare di Duchenne è una malattia ereditaria senza cura e che limita la motilità e l’aspettativa di
vita nei bambini affetti da questa patologia. I ricercatori dell’ Università di Pavia e del San Raffaele che in
precedenza avevano ottenuto notevoli successi utilizzando i mesoangioblasti nei topi distrofici, hanno ora
dimostrato che queste cellule iniettate per via sistemica migliorano la funzione muscolare anche nei cani affetti
da distrofia muscolare.
La sperimentazione sui cani affetti da distrofia - portata avanti presso la Scuola Veterinaria francese di Maisons-Alfort - è particolarmente
rilevante. Infatti, i cani della razza Golden Retriever, che si ammalano spontaneamente di una distrofia da mancanza di distrofina - sovrapponibile
dal punto di vista genetico e clinico alla distrofia muscolare di Duchenne umana - pongono problemi terapeutici molto più complessi di quelli posti
dai topi distrofici ed in tutto simili a quelli che si dovranno affrontare nell’uomo. Sono state utilizzate cellule staminali, ottenute da biopsie
muscolari, sia da donatore sano che dallo stesso animale distrofico che si intendeva curare. In quest’ultimo caso le cellule staminali, prima di
essere utilizzate, sono state oltre che espanse in vitro anche corrette geneticamente mediante utilizzo di vettori virali codificanti per la
microdistrifina, una forma ridotta della distrofina ma biologicamente funzionale.
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Il trapianto per via sistemica delle cellule staminali nei cani distrofici ha portato all’espressione della distrofina nelle fibre muscolari e ad un
recupero morfologico e funzionale dell’apparato muscolare, confermato da analisi molecolari e da misure di forza di contrazione delle singole
fibre muscolari trapiantate. Il risultato è un miglioramento e una conservazione dell’attività motoria dei cani distrofici trattati.
I cani trattati hanno ereditato il gene malato responsabile della distrofia dalla madre. Dopo cinque iniezioni a distanza di un mese l’una dall’altra,
i cani distrofici hanno mantenuto o migliorato significativamente la deambulazione e la forza muscolare; inoltre, una percentuale delle loro fibre
muscolari, variabile tra il 10 ed il 70%, ha prodotto la versione normale della distrofina e ha recuperato interamente la forza contrattile.
Questi esperimenti qualificano i mesoangioblasti come candidati ideali per future applicazioni cliniche di terapia cellulare nei pazienti affetti da
distrofia muscolare. Questo non significa che la terapia possa essere tasferita immediatamente all’uomo e occorre molta cautela. Ulteriori studi
sono infatti necessari per l’analisi dei mesoangioblasti umani per verificarne la sicurezza, le capacità migratorie e differenziative prima di
procedere a sperimentazione clinica sull’uomo.
Il Ruolo dell’Università di Pavia
“ Da diversi anni - spiega il prof. Roberto Bettinelli - il mio laboratorio di Fisiologia e Biofisica muscolare collabora strettamente con il
laboratorio del Prof. Giulio Cossu con il compito di valutare l’efficacia terapeutica delle cellule staminali nel migliorare la struttura e, soprattutto,
la funzione del muscolo scheletrico di modelli animali di distrofia muscolare umana. In questi anni, sia affinando tecniche sviluppate in
precedenza che mettendo a punto nuove tecniche, abbiamo definito un approccio integrato che ci permette di valutare la funzionalità del tessuto
muscolare in modo molto completo sia in vivo che in vitro. In questo studio, frutto di una intensa attività sperimentale durata un triennio e a cui
hanno dato un contributo determinante anche la dott. Orietta Pansarasa e la dott. Chiara Rinaldi, abbiamo valutato in vivo la forza sviluppata dai
muscoli dell’arto posteriore di cani sani, distrofici e distrofici trattati con cellule staminali ed in vitro la forza sviluppata da singole cellule
muscolari isolate da biopsie muscolari degli stessi cani. Entrambe le determinazioni hanno indicato un miglioramento funzionale significativo e
strettamente dipendente dalla espressione della distrofina indotta dai mesoangioblasti confermando a livello cellulare e molecolare i significativi
miglioramenti della motilità degli animali in vivo” .
“ L’articolo pubblicato sulla prestigiosa rivista “Nature” - aggiunge il dott. Maurilio Sampaolesi - è il frutto di frenetica attività sperimentale
durata tre anni. Il mio laboratorio, inserito nella Sezione di Anatomia Umana del Dipartimento e che prepara e forma scientificamente gli studenti
di Biotecnologie dell’Università di Pavia, ha fornito l’apporto e le competenze di biologia cellulare e ingegneria tissutale per l’analisi delle
cellule staminali di cane, la preparazione di costrutti lentivirali utilizzati per trasdurre le cellule distrofiche e l’analisi morfologica dei tessuti
muscolari trapiantati. Il lavoro è stato svolto in collaborazione con il laboratorio tessuti ibridi cellularizzati della Prof. Gabriella Cusella De Angelis
coinvolto di recente nella creazione del Centro di Ingegneria Tissutale”.
Comunicato Stampa
Pavia, 16/11/2006 (4859)
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