I Vicentini che contano in Italia e nel mondo

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I Vicentini che contano in Italia e nel mondo
e 0,50
DIRETTORE EDITORIALE GIOVANNI COVIELLO
Sei uomini di potere
vicentini, un capitale di tutti
Da Scaroni all'Eni a Mincato alle Poste, da
Rosso alla Diesel a Calearo a Federmeccanica, da Diamanti nell'informazione a
Romano nella diplomazia: sei vicentini, di
grande profilo nell'economia, nella moda,
nella cultura, sono quelli su cui oggi accendiamo i riflettori di VicenzaPiù arrivata al
n.9 di un'impresa sempre più emozionante e incoraggiata da chi ci legge, sempre di
più. Sei uomini di Potere che Vicenza ha
nel suo patrimonio e che potrebbe sfruttare. Perchè la lobby più naturale sarebbe
proprio quella con i propri concittadini che
gestiscono di tutto, dal petrolio ai servizi
postali e bancari, dalla produzione e
gestione delle idee a quella della moda.
Un'opportunità o un'occasione mancata di
guardare fuori dai Colli Berici? Dal bello di
questa provincia, che però troppo spesso
si richiude su se stessa, condannandosi al
provincialismo e dimenticando di avere
risorse di cultura e imprenditoria tali da
averle disseminate per il mondo intero?
Una e l'altra, ma c'è ancora il tempo perchè Vicenza possa sfruttare, sì, sfruttare,
senza ipocrisia, i suoi vicentini migliori,
che poi sono anche i più potenti. Quelli che
dalle stanze giuste del Potere potrebbero,
lecitamente e in maniera illuminata, fare
da volano per tante situazioni locali, frenate se non bloccate dalla pigrizia mentale di chi non guarda fuori dall'orto e da chi
ha interesse a che tutto cambi perché nulla
cambi.
Signori, Vicenza gestisce il petrolio e le
Poste! Ci basta così? Mah, consoliamoci,
aspettando di risponderci, con le Sick
Girls, eros e ironia made in ... VicenSa, leggendo le poesie 'rosse' di Daniela Sbrollini, indossando i caschi della Dainese, studiando di sera, aspettando gli alpini ad
Asiago, insegnando volley e professionismo al Sol levante e basket ai giovani di
qui. E, soprattutto, sperando, il 25 aprile,
di essere liberi, veramente e per sempre,
anche se a Vicenza mancano i giudici, per
assolverci o condannarci.
Giovanni Coviello
Spedizione in A.P. - 45% art.2 comma 20/b legge 662/96 Filiale di Verona
I Vicentini che contano
in Italia e nel mondo
Paolo Scaroni, Vittorio Mincato, Sergio Romano, Ilvo Diamanti, Massimo
Calearo e Renzo Rosso: sei uomini illustri cha fanno sentire la voce di
Vicenza nel mondo dell'economia, dell'informazione e della politica.
a pagina 6
Da sinistra: la giocatrice Ivana Djerisilo e la presentatrice Emanuela Gentilin
Alpini, Asiago si
prepara
all'invasione
delle penne nere
Sick Girls, eros
ed ironia
per le pin up
del 2000
a pagina 5
a pagina 13
Vecchio
tribunale, crisi
di spazi e anche
di giudici
a pagina 4
Anno 1 nr. 9 - Sabato 22 aprile 2006
25 aprile,
una festa
quotidiana
a pagina 17
SABATO
22 APRILE 2006
SETTIMANARIO
3
15
il Codice della strada, e il terzo
l'Edilizia privata. A breve usciranno altri due quaderni: uno sul
tema dell'autocertificazione, l'altro sui diritti e i servizi per le persone diversamente abili.
Cambiano i plateatici,
le regole dalla Soprintendenza
MERCOLEDÌ
19
Comincia il check-up del Teatro
Olimpico
La Soprintendenza ai beni culturali di Vicenza, tramite l'assessorato allo sviluppo economico,
comunica le nuove disposizioni
sui materiali e sui colori dei plateatici del centro storico del capoluogo. In sintesi, gli esercenti
dovranno limitarsi a usare tavolini e sedie in ferro battuto con
ombrelloni dai colori tenui. Al
bando pedane, cartelloni, colori
sgargianti e eventuali stravaganze, in modo da salvaguardare
l'armonia del contesto monumentale e storico delle vie del
centro.
DOMENICA
16
Pasquetta casalinga per i vicentini: la maggior parte di loro ha
preferito restare in città o andare appena fuori porta, optando
per gli spazi verdi vicini. Andando a fare una passeggiata in riva
al lago di Fimon, o salendo a
Monte Berico, o girando per i
Colli Berici. Molti hanno preferito invece i parchi come il Querini o il Retrone per un pic-nic, e
una vera e propria ressa c'è stata
in Gogna.
MARTEDÌ
18
Bilancio del difensore civico
Pecori
Regalo di Pasqua: centrobus
e autobus gratis ogni domenica
www.vicenzapiu.com
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Direttore Editoriale
GIOVANNI COVIELLO
[email protected]
Direttore Responsabile
ROBERTO BERTOLDI
Decisa dal Cisa (Centro Internazionale di Studi di Architettura
Andrea Palladio) la squadra di
esperti che esaminerà le condizioni del Teatro Olimpico. Sono
Lionello Puppi, Franco Barbieri,
Maria Elisa Avagnina, Fernando
Bandini, Guido Beltramini e
Howard Burns. Un team di storici, restauratori e tecnici che sottoporrà l'opera del Palladio e del
suo allievo Scamozzi a un checkup di tredici mesi al termine del
quale presenteranno al Comune
un'istruttoria che farà da lineaguida al restauro che avverrà nel
2008.
GIOVEDÌ
A Pasqua parte la nuova iniziativa dell'assessore Claudio Cicero:
centrobus gratuito tutte le domeniche e i festivi fino a fine anno
e idem per gli autobus di linea,
le cui corse saranno scontate nei
giorni feriali. Così d'ora in poi si
pagherà 1 euro al posto di 1,05 in
ambito urbano, e 1,60 anziché
1,65 per l'intera rete. Agevolazioni rese possibili da un finanziamento regionale di 370 mila
euro.
LUNEDÌ
Lunedì
dell'Angelo,
niente esodo fuori città
17
Il difensore civico di Vicenza
Massimo Pecori fa il bilancio
della sua attività e in particolare
dei tre "Quaderni Bussola", i
vademecum realizzati in collaborazione con la cooperativa "La
linea dell'arco" per orientare
meglio i cittadini alla tutela dei
loro diritti e doveri. "Siamo stati
i primi in Italia a creare il sito
internet istituzionale, premiato
nel 2002 come miglior sito internet di difesa civica locale. I "Quaderni Bussola" vogliono dare
spiegazioni, consigli pratici e le
informazioni necessarie per facilitare e rendere maggiormente
accessibile il rapporto con il
Comune e la burocrazia. Il primo
affronta il tema del Diritto di
accesso agli atti e ai documenti
del Comune, il secondo riguarda
20
Ospedali del Vicentino, il sindacato protesta contro i tagli al
personale
Contro la delibera regionale del
28 marzo scorso, con cui l'assessore alla sanità Flavio Tosi fissava per tutte le asl del Veneto le
quote di personale consentite dal
bilancio, Cgil, Cisl e Uil dalle 13
alle 14 organizzano presidi e
assemblee del personale sociosanitario delle Ulss del Vicentino
per sensibilizzare dipendenti e
cittadini sul blocco delle assunzioni, con striscioni, manifesti e
volantini.
"Il blocco delle assunzioni che la
delibera stabilisce per il 2006,
2007, 2008", denunciano i sindacati, "denota la chiara intenzione
di tagliare la sanità pubblica a
favore del privato, visto che le
Ulss saranno costrette a chiudere servizi ospedalieri e territoriali".
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22 APRILE 2006
ATTUALITÀ
4
Quest'anno il via ai lavori per il nuovo Palazzo di Giustizia,
ma secondo gli avvocati l'emergenza è un'altra
Tribunale, il vero problema è la mancanza di giudici
DI
ALESSIO MANNINO
Il nuovo tribunale si farà. Ma
intanto la giustizia a Vicenza è sepolta dall'annoso problema della carenza di magistrati e cancellieri. Il popolo degli avvocati è unanime:
è questa la priorità assoluta
per chi lavora al Palazzo di
Giustizia.
Il presidente dell'Ordine dei Perry Mason
nostrani, Lucio Zarantonello, traccia un
quadro preoccupante della situazione:
"Vicenza è il fanalino di coda nel Triveneto riguardo agli spazi della giustizia: le sedi
del tribunale, della procura, del gip e del
giudice di pace sono disseminate per la
città, le aule non sono abbastanza grandi e
l'accessibilità per i cittadini non è delle
migliori. Ma il problema numero uno è la
mancanza di magistrati: attualmente ce ne
sono 25, mentre ce ne dovrebbero essere
almeno una trentina". Ancora più esplicito l'avvocato Paolo Doria, membro del consiglio dell'Ordine: "La giustizia a Vicenza
versa in condizioni gravissime. Per arrivare a un'udienza devo aspettare due anni,
mentre a Venezia, per dire, ci vogliono due
mesi. L'organico dei giudici è quello di 50
anni fa, quando Vicenza era una cittadina
agricola. Questo comporta un carico di
lavoro enorme per il civile". Il penale è infatti più "tranquillo", dato che la città del Palladio, fortunatamente, non è caratterizzata da una particolare incidenza di criminalità organizzata. E, cosa curiosa in un
periodo storico segnato da forti tensioni
nel mercato del lavoro, la sezione giuslavorista, rivela l'avvocato Andrea Pilati, "è
una piccola oasi felice, con processi dalla
lega Doria: "Vicenza è l'ultima città d'Italia nel rapporto fra popolazione e
numero di magistrati: questo è il problema primario, perché pochi magistrati significa processi lunghi. Quello degli
spazi è invece nettamente secondario".
Almeno il nuovo tribunale razionalizzerà la dislocazione degli uffici giudiziari sparsi per il centro. "Sì" risponde
Zarantonello, "ma dovrà sottostare a
certe condizioni che noi non abbiamo
mancato di segnalare: la viabilità, molto
critica a Borgo Berga; la presenza di un
parcheggio pubblico; corridoi interni
vivibili e una struttura tale da agevolare la comunicazione fra gli uffici". Gli
più litigiosa di un tempo, ma i giu- avvocati nei primi del Duemila avevano
dici presenti a Vicenza sono di proposto la sede Aim: "e al Comune ce l'hanprim'ordine. E il nuovo tribunale no bocciata senza mai farci capire davvero
La sede attuale del Tribunale in pieno centro stori
darà una risposta almeno alla que- il perché" dice. "Perché l'ex Cotorossi era
stione degli spazi", chiosa Michele la soluzione più agevole per rispettare i
tempistica accettabile". Il civile, al contra- Dalla Negra, assessore di Forza Italia non- tempi del finanziamento statale" replica
rio, è un 'problema': "La società di oggi è ché membro civilista del foro. Ribatte il col- Dalla Negra. Il finanziamento di più di 10
milioni di euro promesso dal
ministro della Giustizia uscente
Roberto Castelli in visita a Vicenza nel 2002 è confermato ora dall'onorevole Mauro Fabris, Udeur
(centrosinistra): "Se qualcuno nel
centrodestra diffonde sospetti
una convenzione firmata nel nale sul Bacchiglione. Nell'ottoQuest'anno dovrebbe aprire il
sulla volontà del nuovo governo
bre 2005 si è concluso il bando
2004, si sono così accordati: in
cantiere del nuovo tribunale, un
di mandare avanti l'opera fa tercambio dell'area, il privato potrà di gara per l'appalto del nuovo
complesso a cinque piani per un
rorismo politico. Se Castelli i
Palazzo di Giustizia, che vede
totale di quasi 16 mila metri qua- costruire un nuovo quartiere con
soldi li ha messi davvero, il pro19 mila metri quadrati di abita- gareggiare 13 imprese da ogni
drati e un costo di 23 milioni di
getto sarà realizzato". Soldi dunzioni, 14 mila di uffici e 12 mila parte d'Italia (fra cui la Vittaeuro, realizzato sul terreno delque: è questo il vero grattacapo
dello che sta costruendo il
l'ex fabbrica Cotorossi a Borgo di negozi, incluse delle opere
per il futuro Guardasigilli, che
Nuovo Teatro) tuttora al vaglio
Berga, in parte del Comune in pubbliche per un valore di 8,6
dovrà trovarli sia per il nuovo triparte della Finvi, società del milioni di euro, tra cui una pista della commissione tecnica.
bunale che per la drammatica
A.M.
gruppo Fininvest, che, grazie a ciclabile e una passerella pedoinsufficienza di personale giudiziario.
Nuovo tribunale: il progetto
L’ OSSERVATORIO
ECONOMICO
BREVILAUREE.
Il Magnifico rettore dell'Università di Padova ha
scritto giorni fa che le lauree brevi sono poco efficaci.
Ed è stato ,ma non poteva essere diversamente,troppo buono.
Ma vediamo il perché.
La riforma del cosiddetto"3 + 2",che ha cambiato
profondamente la struttura dei percorsi formativi
dei nostri atenei,era originata principalmente dall'esigenza di rendere le lauree più facilmente e più
rapidamente spendibili sul mercato del lavoro.
Beh,se questo era l'obiettivo e pur riconoscendo che
il periodo di sperimentazione dello strumento non
è ancora concluso, forse ci si è sbagliati.
Dati alla mano,infatti,nemmeno il dieci per cento
degli assunti risulta essere provvisto di laurea
breve.
La laurea tradizionale la fa insomma ancora da
padrona.
Pare sia aumentato il numero dei brevilaureati , ma
è indubbio che pochissimi tra questi vengano assorbiti dal mondo del lavoro.
In compenso,l'introduzione delle brevilauree ha
sicuramente comportato una frammentazione dell'offerta didattica ,di cui l'università non aveva certo
bisogno.
E,oltre a ciò,si è ridotto forse eccessivamente l'utilizzo delle vecchie lauree cosiddette"di base",quel-
le toste, per cui i cinque anni e le difficoltà intrinseche dei vari piani di studio continuano a scoraggiare più di qualcuno.
Ho sentito un vecchio ingegnere, il quale mi ha
detto che le brevilauree sono un'autentica iattura :
dopo tre anni di corso uno che studia ingegneria
ha le componenti di base ma manca in tutto o anche
solo in parte di quelle specialistiche e dell'esperienza connessa ad alcune applicazioni.
Per altro verso,e sempre secondo il"nostro",molti
giovani vengono abbagliati dal"pezzo di carta"rapido, e si chiedono per quale motivo proseguire nel
biennio conclusivo e non invece cercare di planare nel complesso mondo del lavoro .
Eppoi, i brevilaurei come diavolo si dovrebbero
chiamare ? Forse brevingegneri ?E a che albo professionale si dovrebbero o potrebbero iscrivere ? E'
vero, i vecchi,un po' come accadeva con Bartali,
ritengono facilmente "tutto sbagliato e tutto da rifare".
Eppure , il fatto che un Rettore sollevi il duplice
problema di un'applicazione scarsa dello strumento e di una conseguente frammentazione eccessiva dell'offerta scolastica vorrà pur dire qualcosa
! Ho provato a chiedere ad un imprenditore se dava
o aveva dato o avrebbe dato lavoro ad un laureato"breve"e mi ha risposto di no.
Ho cercato di approfondire il motivo di un rifiuto
così deciso e mi sono sentito rispondere che preferiva un' ingegnere intero ad uno solo parziale.
E detto così è magari anche troppo cinico . . . purtuttavia ,qualcosa continua a non quadrare e s'impone una verifica,questa sì a breve, di tutto lo scenario relativo al diploma in parola.
Io però questa verifica non la farei dal versante
didattico,bensì da quello imprenditoriale , ribaltando così anche i fattori.
E cioè , prima valuterei indicazioni chiare circa i
profili di potenziale accesso nel mondo del lavoro
in termini di competenze,funzioni ed indirizzi dello
strumento che stiamo analizzandoe solo poi interverrei sul fronte didattico ; specializzando magari
anziché frammentare e rendendo breve solo ciò che
anche in un panorama più ampio rispetto ai confini del nostro Paese,è ritenuto tale.
Il rischio altrimenti è di creare dei laureati "delle
terre di mezzo",di per sé non facilmente e/o utilmente collocabili.
Con ciò,non solo disperdendo ulteriormente talenti,ma anche impattando negativamente su di un
mondo universitario che cerca di evolversi tra mille
difficoltà.
Speriamo che il nuovo Governo non disperda ulteriore tempo ed avvii in fretta una verifica non più
differibile delle brevilauree . . .ne saranno grati gli
studenti,gli imprenditori ed anche i Rettori.
Carneale
22 APRILE 2006
ATTUALITÀ
5
L'altopiano di Asiago si prepara ad accogliere la 79ma Adunata Nazionale degli Alpini
Asiago, conto alla rovescia per l'invasione
di 300mila penne nere
DI
LUCA MATTEAZZI
Nelle vetrine del centro iniziano a
far capolino cappelli con la penna
nera e cartoline della Grande Guerra, mentre sui prati appena lasciati liberi dalla neve si sta cominciando a preparare il terreno per la
grande tendopoli che tra poco più
di due settimane coprirà i pascoli dell'Altopiano.
Con molto entusiasmo e qualche piccola preoccupazione, ad Asiago e dintorni stanno ormai entrando nel vivo i preparativi per l'appuntamento con la
79ma Adunata nazionale degli alpini che tra il 13 e il
14 di maggio chiamerà a raccolta trecentomila persone, trasformando una cittadina di montagna di settemila abitanti nel ritrovo di un esercito di penne
nere in arrivo da tutto il mondo.
Un evento che sarà ricordato per anni e per il quale
si è messa in moto da mesi una macchina organizzativa imponente. Gli alberghi e gli appartamenti
sono al completo da un pezzo e proprio in questi
giorni si sta cominciando a lavorare per trasformare
in aree attrezzate a campeggio un milione di metri
quadrati di pascoli e prati sparsi in tutto l'Altopiano, dalla zona di Rotzo a quella di Foza. Grande
Alcuni momenti di un'Adunata sul Pasubio
attenzione è stata dedicata anche alla viabilità, per
evitare che l'afflusso di migliaia di persone trasfor-
mi l'Altopiano in un enorme ingorgo: la circolazione
attorno alla zona centrale di
Asiago sarà dunque vietata,
mente i collegamenti saranno assicurati da una rete di
bus navetta che faranno la
spola tra il centro e i grandi parcheggi individuati al
Turcio, a Tresche Conca,
all'Aeroporto e in molti altri
punti.
A garantire che tutto si svolga regolarmente ci penseranno 1200 operatori della
protezione civile, 180 vigili
urbani e un numero imprecisato di agenti della altre
forze dell'ordine. In zona
saranno inoltre allestiti un
grande ospedale da campo
dell'Associazione Nazionale Alpini (lo stesso che è
stato in missione in Afghanistan e nelle aree colpite dallo tsunami, con tanto
di sala operatoria), tre ospedali da campo più piccoli
e una serie di punti di pronto soccorso con ambulanza.
Notevole anche l'impegno dei commercianti, che già
da tempo stanno accumulando provviste e si stanno organizzando per avere rifornimenti freschi ogni
giorno (sull'Altopiano, solo per fare un esempio, arriveranno circa 400 quintali di pane ogni giorno).
Molti, soprattutto bar, ristoranti e negozi di alimentari, resteranno aperti praticamente 24 ore su
24 da giovedì notte a lunedì mattina. E tanti hanno
aderito all'iniziativa "Re Alpino", lanciata dall'Ascom
per evitare speculazioni e rialzi ingiustificati dei
prezzi: all'entrata dei negozi, degli alberghi, dei bar,
dei ristoranti e degli altri punti vendita che aderiscono al progetto un simpatico adesivo con la faccia
di un alpino sorridente saluterà i clienti e garantirà
prezzi calmierati e servizi trasparenti.
Uno sforzo enorme, ma solo dopo il 14 maggio si
potrà dire con certezza se l'altopiano sarà stato in
grado di assorbire senza traumi l'assalto di centinaia
di migliaia di persone. "Non bisogna fare allarmismi
- conclude Guido Carli, l'assessore del comunque di
Asiago che ha seguito tutta l'organizzazione -. Ci
saranno sicuramente dei disagi ma, sperando che non
piova, l'adunata sarà una bellissima festa che porterà
vantaggi a tutti".
Gli alpini ritornano sui luoghi della Grande Guerra e della prima adunata, svoltasi nel 1920
Monte Ortigara, 86 anni dopo la prima volta
Per gli alpini l'appuntamento di Asiago è un ritorno a
casa dal significato ben preciso. Proprio sull'Altopiano, infatti, per la precisione sul Monte Ortigara, si svolse nel 1920 la prima adunata nazionale delle penne
nere, e i vertici dell'Associazione Nazionale Alpini
hanno voluto tornarci per la prima adunata dopo l'abolizione del servizio di leva volontario.
Pochi luoghi, del resto, sono legati alla storia degli alpini come i boschi e le montagne di Asiago, che ancora
oggi portano ben visibili i segni lasciati dal primo conflitto mondiale. Tra il 1915 e il 1918, infatti, e in modo
particolarmente violento dall'estate del 1916 in poi,
tutto l'Altopiano fu sconvolto da durissimi combattimenti, con i soldati austriaci e quelli italiani che si fronteggiarono in una estenuante guerra di trincea. Alla
fine della guerra i paesi della zona erano ridotti a qualche brandello di muro, le foreste rase al suolo, i pascoli devastati da trincee, reticolati e crateri di proiettili.
I nomi del Monte Ortigara, di Monte
Zebio o della zona di Lemerle, alcuni dei
teatri di battaglia più contesi, sono parte
integrante della storia della Grande
Guerra e restano legati indissolubilmente alle vicende dei tanti alpini che
vi combatterono, spesso a costo della
vita. Molti di loro oggi riposano nel grande ossario monumentale di Asiago
davanti al quale passerà la sfilata del 14
maggio e in cui sono raccolti i resti di
54mila caduti.
Luca Matteazzi
Il programma dei tre giorni di manifestazioni
Cori, sfilate e mostre d'arte
La 79 edizione dell'adunata nazionale degli alpini si
apre venerdì 12 maggio alle 9, con l'alzabandiera
congiunto in tutti i comuni dell'altopiano, a cui faranno seguito una serie di
incontri ufficiali, l'arrivo della bandiera
di guerra degli alpini (alle 20) e uno spettacolo pirotecnico (alle 23).
Sabato 13 l'adunata entra nel vivo con la
celebrazione della messa a cima Ortigara (alle 10,30), il lancio di paracadutisti
(alle 12), i saluti delle autorità e una serie
di concerti di cori e fanfare che continuerà fino a sera. Domenica 14, infine, è il giorno
della grande sfilata che per tutto il giorno attraver-
serà le vie di Asiago fino all'ammainabandiera che
scriverà la parola fine sulla festa.
Il programma, inoltre, prevede anche un
fitto calendario di cori e fanfare e una
serie di manifestazioni di contorno, tra
cui spiccano l'esposizione di opere di
artisti del periodo della prima guerra
mondiale al museo delle ex carceri (con
nomi come Guttuso, Marinetti, Boccioni, Balla e Depero) e un paio di mostre
dedicate alle copertine realizzate da
Guido Beltrame per La Domenica del
Corriere.
L.M.
22 APRILE 2006
INCHIESTE
6
Scaroni, Mincato, Calearo, Romano, Diamanti e Rosso
sono nomi "pesanti" a livello nazionale e non solo
Vicentini eccellenti, i magnifici sei
Dall'Eni alle Poste, da Repubblica al Corsera, passando per la stanza dei bottoni di Confindustria e i laboratori dove si inventano le tendenze del domani. Indagine sui vicentini che contano anche fuori dai confini della provincia, tra top manager
che guidano le più grandi aziende statali, opinionisti ascoltati da chi decide le sorti del paese e creativi che hanno inventato
un nuovo stile di vita.
Paolo Scaroni, un vicentino fra Berlusconi e Putin
DI
ALESSIO MANNINO
AltrocheFrancoPutìn,l'industriale di Costabissara. Il
vero "russo" di Vicenza, il
terzo uomo nel triangolo
con Roma e Mosca è Paolo
Scaroni, l'amministratore
delegato dell'Eni. Il sessantenne manager vicentino è
stato messo alla guida del cane a sei zampe dal
governo Berlusconi nel giugno 2005, alla vigiliadellagrandimanovreinternazionalisulmercato energetico, che vede la Russia di Vladimir
Pùtin primo fornitore di gas dell'Europa (come
ha rivelato la crisi russo-ucraina due mesi fa).
Lo sfruttamento del gasdotto della società di
Stato russa Gazprom e dei giacimenti petroli-
feri siberiani è uno dei business miliardari che
Scaroni è chiamato a gestire. Una questione in
cui si mescolano affari e politica, come prova
il coinvolgimento dell'azienda che affianca
l'Eni nei rapporti con Mosca e che è di proprietà di Bruno Mentasti, imprenditore dato
per vicino a Berlusconi. Eppure nel curriculum
di Scaroni non ci sono tracce di oro nero: laurea alla Bocconi e master alla Columbia University di New York, dopo aver lavorato in multinazionali come la McKinsey, la Chevron, la
Saint Gobain, nel 1985 approda alla Techint
(impianti industriali), di cui diventa vicepresidente. Nel 1992 viene arrestato dal pool Mani
Pulite per aver pagato tangenti al partito socialista in cambio di appalti dall'Enel, accusa per
cui verrà condannato a 1 anno e 4 mesi nel 1996
con un patteggiamento che gli evita il carcere.
Se ne va in dorato esilio a Londra, da dove assume la presidenza del Vicenza Calcio per due
anni, dal 1997 al 1999. Nel 2002 torna in Italia
a dirigere ("ironia della sorte", commenta il
FinancialTimes)propriol'Enel.Nel2005sostituisce al timone della sesta compagnia gaspetrolifera mondiale un altro vicentino, Vittorio Mincato, all'Eni per quarant'anni e poco
"malleabile" ai progetti berlusconiani con la
Russia. Scaroni considera carbone e nucleare
due vie da battere per ridurre la dipendenza
energetica italiana, un problema che lo riguarda in quanto l'Eni, nonostante la privatizzazione, rimane pur sempre una società a parte-
cipazione statale al cui comando c'è ancora il
governo (da cui Scaroni ha ricevuto mandato
e stock options). Oggi il ricco manager (tra Eni
ed Enel è riuscito a mettere assieme un gruzzoletto da 10,3 milioni) può essere orgoglioso
dei bilanci della multinazionale che fu di EnricoMattei:73,7miliardidiricavieunutilerecord
di 8,78 miliardi. Molto meno orgoglioso, invece, sarà stato della recente condanna che il tribunale di Rovigo gli ha inflitto per i danni
all'ambiente e alla salute degli abitanti di Porto
Tolle, dalla cui centrale Enel uscivano emissioni e scarichi di cui sono stati giudicati
responsabili Franco Tatò, al tempo delle indagini presidente dell'Enel, e il suo successore,
Scaroni.
Vittorio Mincato, l'uomo dell'Eni Renzo Rosso, 50 anni
di "successful living"
ora guida le Poste Italiane
Dopo una vita passata all'Eni, per quasi dieci anni alla
scrivania che fu di Enrico
Mattei e ora è del vicentino Scaroni, da un anno a
questa parte è entrato dalla
porta principale nella stanza dei bottoni di un altro
colosso dell'economia statale. Vittorio Mincato,
altro top manager vicentino, ha infatti accettato nel
giugno scorso la carica di
presidente delle Poste, e
oggi guida un'azienda di
150 mila dipendenti nel difficile percorso verso la privatizzazione.
Una sfida niente male per
un uomo di poche parole nato
settant'anni fa a Torrebelvicino
e cresciuto nel cuore dell'industria vicentina, in quella Lanerossi in cui era entrato nel 1957
come impiegato con un diploma
dell'istituto commerciale Fusinieri e da cui è uscito nel 1977
con la carica di direttore amministrativo. Da quell'anno Mincato ha lavorato per l'Eni, con
un'ascesa che negli anni '90 lo
porterà alla guida, nell'ordine,
dell'azienda Meccanotessile
Savio, di Enichem Agricoltura,
dell'Enichem e infine, dal 1998,
alla nomina ad amministratore
delegato dell'Eni ricevuta direttamente dalle mani dell'allora
ministro del tesoro Carlo Azeglio Ciampi.
Sotto la sua direzione, l'Ente
Nazionale Idrocarburi va incontro ad una crescita senza precedenti e inanella una serie di
bilanci da record che lo consacrano come uno dei giganti mondiali del settore del petrolio e del
gas, mentre Mincato scala la
classifica
dei
personaggi
influenti e si guadagna sul
campo due lauree ad honorem,
la prima da parte del politecnico di Milano, la seconda dalla
facoltà di economia di Torino. Tutto ciò non basta
comunque, ad evitargli
quello che in molti hanno
giudicato un "siluramento"
da parte del governo Berlusconi, che, nella primavera
del 2005, ha deciso tra mille
polemiche di sostituirlo
con un altro amministratore di lungo corso delle
aziende parastatali come
Paolo Scaroni (come detto
e guarda caso anche lui
vicentino). Mincato, come
al solito, ha preferito non
commentare e far parlare i
fatti, forte di una considerazione e di una stima
costruite con pazienza nel corso
degli anni. E tra tante offerte, alla
fine, ha accettato, azzerando con
i fatti anche i precedenti gossip
di siluramento, la proposta di
passare alle Poste. Sempre
comunque, al vertice, come conferma anche la classifica dei
paperoni di Piazza Affari che lo
vede al terzo posto in Italia, con
una retribuzione che nel 2005 ha
superato gli 11 milioni di euro.
Meglio di Marco Tronchetti
Provera e Luca Cordero di Montezemolo.
Luca Matteazzi
Quando parlano di
lui lo descrivono
come l'uomo che è
riuscito a vendere i
jeans agli americani. Che è come dire
vendere colbacchi
ai russi o tabacco ai
cubani. Di sicuro, il
patron della Diesel
Renzo Rosso è oggi
uno dei vicentini
(solo in parte in
realtà, perché Rosso è nato a Brugine,
nella Bassa Padovana) più noti ai quattro angoli del mondo: un creatore di
mode che può permettersi di festeggiare il cinquantesimo compleanno insieme ai Rem e ai Duran Duran in un attico di Manhattan e poi regalare un week
end alle Maldive ad una trentina di amici.
E tutto senza perdere nulla della semplicità che aveva venticinque anni fa,
quando ha mosso i primi passi nel mondo
dell'abbigliamento come socio di un
laboratorio tessile di Molvena in cui lavoravano una quindicina di dipendenti.
Il segreto? Tanta passione ("La Diesel
non è un modo per fare soldi, è la mia
vita" è una delle sue frasi più citate) e
qualche idea geniale. Come la creazione
del marchio della Diesel, un pellerossa
metropolitano con la pettinatura punk,
in cui le atmosfere di quel far west che
ha reso celebri i jeans si mescolano con
le tendenze più giovani e innovative.
Oppure come tante
campagne pubblicitarie che in questi
anni hanno portato,
senza mai urlare e
senza mai sconfinare
nel cattivo gusto, il
marchio Diesel ai vertici della moda mondiale, associandolo
ad uno stile di vita
fatto di libertà, indipendenza e creatività.
Oggi la Diesel - quasi duemila dipendenti, quindici filiali sparse in tutti i continenti e centinaia di milioni di euro di
fatturato - è una delle marche di riferimento per quanto riguarda i jeans e l'abbigliamento casual, con una gamma di
prodotti che spazia dalle magliette agli
occhiali da sole, dalle scarpe agli orologi. Nella quartier generale di Molvena
lavorano decine di creativi e designer
arrivati da tutto il mondo, in un'atmosfera informale e stimolante che ha fatto
scuola anche per quanto riguarda l'organizzazione del personale. E all'orizzonte ci sono già nuovi traguardi oltre
al Bassano Calcio da far decollare. Come
la creazione di una linea di alberghi marchiati Diesel, che dovrebbe partire nel
2007. Perché l'importante, e in questo
Renzo Rosso è un maestro, è essere sempre un passo davanti agli altri.
Luca Matteazzi
22 APRILE 2006
INCHIESTE
7
Massimo Calearo, il piccolo imprenditore
che ha scelto la grande industria
Nel 2004 è arrivato al vertice di
Federmeccanica, categoria storica
dell'industria italiana, grazie all'appoggio dato al "cavallino rampante"
Luca Cordero di Montezemolo nella
corsa per la guida di Confindustria,
preferito al suo primo candidato,
Nicola Tognana, imprenditore
veneto come lui. Massimo Calearo,
51 anni, tre figli, laurea in Economia
e Commercio, dal 2003 a capo di
Assindustria vicentina, ha puntato
sul rampollo della grande industria,
erede di Giovanni Agnelli alla presidenza Fiat, abbandonando così il
consueto immobilismo politico
delle piccole e medie imprese venete. La sua strategia è inserire Vicenza nel "salotto buono" del capitalismo italiano attraverso un'alleanza
delle Pmi del Nordest con le grandi
imprese. Di qui il suo totale allinea-
mento alla parola d'ordine dell'era
Montezemolo "fare squadra": un
modo per dire "anche noi, piccoli
veneti, vogliamo giocare e contare".
Ma non andando allo scontro coi
grandi nomi capitanati da Montezemolo, bensì mettendosi al loro
servizio. Così, da titolare di un'azienda produttrice di antenne per
auto con sede a Isola Vicentina, oggi
è nel gotha del capitale italiano e
conduce trattative di valore politico primario come quella dello scorso gennaio sul contratto dei metal-
Sergio Romano, il Montanelli
misconosciuto alla natìa Vicenza
C'è un intellettuale italiano di prima
grandezza nato a Vicenza ma che pochi
vicentini conoscono: forse solo il presidente dell'Accademia Olimpica Bandini
che gli conferì il premio "Il Piovene del
nostro tempo" nel 2004 e qualche altro
ben informato. E' Sergio Romano, classe 1929, grande firma di Panorama e del
Corriere della Sera in cui ha ereditato la
rubrica di risposte ai lettori che fu di
Indro Montanelli. Chissà se il sindaco
Enrico Hüllweck lo ha messo in lista per
la "Penna d'oro" da regalare a personaggi, vicentini e non, che danno lustro e
pubblicità a Vicenza nel mondo.
Sergio Romano, a dirla tutta, è un vicentino sui generis: se ne andò da Vicenza
quando aveva appena tre anni, e dopo
visse sempre a Milano. Tuttavia, se è lecito dirlo, la sua figura elegante e il suo
modo pacato ma incisivo di porsi (e di
scrivere) fanno pensare alla compostezza tipica della borghesia vicentina d'antan ormai scomparsa. Una virtù che gli
ha sicuramente giovato nella carriera
diplomatica, intrapresa dopo gli anni
giovanili votati al giornalismo. Nel 1954
entrò al ministero degli esteri per concorso, lo vinse e da allora girò il mondo
rappresentando l'Italia, fino a diventare
direttore generale degli affari culturali
degli Esteri (1977-1983), rappresentante
alla NATO (1983-85), e infine ambasciatore a Mosca durante i cruciali anni della
perestrojka, dal 1985 al 1989, anno in cui
diede le dimissioni. Negli anni '90 si
dedicò alla storia, materia che aveva vissuto di persona nei quarant'anni precedenti, sfornando libri sull'Otto-Novecento italiano ed europeo. E tornò a scrivere sui giornali con la sua penna lucida
e sferzante, benchè sempre equilibrata.
Anche troppo secondo i suoi detrattori
che lo accusano di essere un opinionista
"désengangé", un commentatore disimpegnato attento a non sporcarsi le mani
prendendo posizione. Lui infatti fa pare
della schiera dei "terzisti", quello sparuto gruppo di intellettuali che si rifiutano di difendere a priori le ragioni di una
parte politica. E per questo nel 2003 si
beccò la satira di Roberto Herlitzka che
lo imitava col nome di "Professor Cerchiobot" (con chiara allusione al suo terzismo-cerchiobottismo) nella trasmissione di Sabina Guzzanti "Raiot". Nel
libro autobiografico "Memorie di un conservatore", attraverso il suo passato e le
sue esperienze, traccia un ritratto politico-filosofico di ciò che lui è: un liberalconservatore vecchio stampo, di quella Destra che in Italia non ebbe mai un
grande seguito ma che tuttavia poté contare su grandi intelligenze. Come quella
di Montanelli, di cui gli manca la vena
sanguigna del polemista ma di cui continua il filone di pensiero liberale, ghibellino e conservatore.
Alessio Mannino
meccanici (partito con un'offerta di
60 euro, giurava che non avrebbe
mai concesso più di 99 euro; alla fine,
usando la piazza, vinsero i sindacati, e Calearo firmò per 100 euro di
aumento mensile). La sua importanza si è misurata di recente nella
scelta di Vicenza, della cui Assindustria è presidente, come sede del
convegno confindustriale con
annesso duello elettorale fra Prodi e
Berlusconi. Un indubbio successo
di visibilità, rimasto però a metà:
Calearo infatti ha dovuto subìre
impotente l'invettiva del Cavaliere
contro la dirigenza dell'associazione in prima fila alla Fiera di Vicenza, scatenando le ire di Montezemolo e Pininfarina. Forse mettendo
in pericolo il suo progetto di creare
il terzo gruppo editoriale italiano,
che prevede la fusione di Athesis, la
società cui fa capo il Giornale di
Vicenza e del cui Cda fa parte, con
il Gazzettino e la Stampa (che è della
Fiat, cioè di Montezemolo). Ora
Calearo è preso tra due fuochi: da
una parte deve seguire la linea
sostanzialmente filo-Prodi del vertice confindustriale; dall'altra deve
tenere a bada la base imprenditoriale vicentina, all'80% schierata
con Berlusconi. Per prendere un po'
d'ossigeno forse vorrebbe "delocalizzarsi" un po' anche lui, seguendo
quelle imprese vicentine che licenziano qui ed emigrano nell'Est europeo, dove la manodopera costa un
decimo. Per Calearo, volente o
nolente, "fare squadra" sarà ora una
bella prova di equilibrio o ... equilibrismo.
Alessio Mannino
Ilvo Diamanti, il professore che spiega
agli italiani cos'è il Nord Est
Professore di sociologia all'università di Urbino,
fondatore del centro di studi politici e sociali LaPolis, insegnante all'Ecole Doctorale di Parigi, oltre
che responsabile scientifico della società di indagini statistiche Demos e firma di punta del quotidiano "La Repubblica". Basta dare un'occhiata ad
alcuni degli incarichi ricoperti da Ilvo Diamanti
per farsi un'idea di quanto il professore di Caldogno sia una delle voci più ascoltate quando si parla
di cambiamenti della società e della politica italiana, e del perché i suoi commenti siano tra i più
ricercati dai grandi quotidiani e dai salotti televisivi nazionali. Figlio di vicentini emigrati nel
Triangolo Industriale, vissuto a lungo prima in Piemonte e in Liguria, poi nelle Marche, Diamanti non
ha mai perso i contatti con una realtà come quella vicentina a cui si sente profondamente legato.
"Io ho la testa, il mio riferimento, la mia localizzazione in Veneto, a Vicenza: mi accorgo che sebbene io viva pochissimo in Veneto, che è forse il posto
in cui sto di meno, è quello che mi dà l'ancoraggio" ha dichiarato qualche tempo fa nel corso di un
incontro con gli studenti. E al Veneto Diamanti
ha dedicato buona parte dei propri studi. È stato
tra i primi, agli inizi degli anni '90, a capire l'importanza del fenomeno Lega Nord, a
cui ha dedicato due dei propri libri,
"La Lega, geografia storia e sociologia
di un nuovo soggetto politico" e "Il
male del Nord: Lega, localismo, secessione". Sempre di Veneto Diamanti si
è occupato tra il 1999 e il 2003, quando è stato direttore della Fondazione Nordest, il prestigioso istituto di
ricerca che tiene sotto controllo l'economia e le dinamiche sociali del
nostro territorio. Oggi Diamanti è
considerato uno degli osservatori più
attenti della vita politica nazionale,
capace di spiegare ai segretari di partito quali sono i problemi della gente
comune e di descrivere alle casalinghe di provincia i retroscena della vita
parlamentare. Sperando che non gli
capiti un'altra giornata come quella
del 10 aprile, quando per tutto il
pomeriggio ha commentato in diretta nazionale exit poll rivelatisi poi
clamorosamente sballati.
L.M.
REGIONE
8
22 APRILE 2006
Il progetto sarà presentato pubblicamente ai cittadini
Siglati nuovi piani territoriali
L'assessore Marangon: "I comuni rispondono bene alla novità"
Accelera, in Veneto, il ritmo
delle sottoscrizioni degli
Accordi tra la Regione del
Veneto e gli Enti Locali per
la definizione e realizzazione dei Piani di Assetto
Territoriale (i PAT) e dei
Piani di Assetto Territoriale Intercomunali (I PATI),
due delle principali novità
previste dalla nuova legge
regionale
urbanistica,
attraverso le quali i Comuni "concertano" con la
Regione la loro futura pianificazione
territoriale,
partendo dallo studio dell'esistente e delle peculiarità presenti, per arrivare a
nuove previsioni urbanistiche valutando tutti gli
aspetti che interagiscono
sulla qualità della vita,
della residenzialità, dell'ambiente e dello sviluppo
economico di ogni singolo
Ad oggi sono pervenute 300 richieste, 130
sono le procedure avviate, e 95 gli accordi
siglati.
territorio.
A palazzo Balbi, sede della
Giunta regionale a Venezia,
l'Assessore alle Politiche
per il Territorio Renzo
Marangon ha sottoscritto
gli Accordi per il PATI dei
Comuni di Codognè, San
Fior, Gaiarine, Orsago e
Cordignano (Treviso); per
il PATI di Mareno di Piave,
Santa Lucia di Piave e Vazzola (Treviso); e per i singoli PAT dei Comuni di
Capodarsego
(Padova),
Spinea (Venezia), Arcole e
San Martino Buonalbergo
(Verona).
"Una novità - sottolinea
l'Assessore Marangon - ben
accolta dai Comuni,
tanto che già 300 hanno
fatto richiesta di avviare la copianificazione;
130 procedure sono in
corso (70 PAT e 60
PATI); 50 PAT e 45
PATI hanno già visto la
sigla dell'Accordo formale tra Regione ed
Ente Locale". "Anche
gli importanti Comuni
trevigiani, padovani,
veneziani e veronesi
che hanno firmato oggi
- aggiunge con soddisfazione Marangon - hanno
così imboccato positivamente la strada indicata da
una legge che rivoluziona
l'approccio culturale alla
pianificazione territoriale,
che rafforza la collaborazione tra Regione ed Enti
Locali, che affida a questi
ultimi più responsabilità,
ma anche maggiori possibilità di gestire oculatamente il proprio territorio, che avvicina i cittadini a questa materia così
complessa, e che semplificherà i tempi e i modi delle
risposte ai piccoli problemi urbanistici della gente
comune".
Gli Accordi sottoscritti
oggi a Venezia, comprendono anche un preciso
cronoprogramma,
nel
corso del quale è prevista
un'ampia partecipazione
dei cittadini attraverso la
presentazione pubblica
del lavoro e una chiara
procedura di osservazioni, terminate le quali arriverà l'approvazione definitiva prima in sede comunale e poi in quella regionale.
L'assessore Valdegamberi incontra i rappresentanti del Haut-Jura
Parchi regionali in primo piano
La regione punta sulla valorizzazione dell'identità locale
come valore aggiunto
per il territorio e motore
di sviluppo per aree
spesso considerate marginali e quindi bisognose di nuove opportunità.
"I Parchi - ha sottolineato Valdegamberi - sono
strumenti formidabili
per dare competizione al
territorio e in questo
contesto saranno messe
in atto particolari iniziative di promozione,
"Rappresentano un valore aggiunto per il territorio e un motore di sviluppo per aree spesso
considerate marginali e quindi bisognose di
nuove opportunità"
Entro giugno sarà proposto ai
quei Comuni, il cui territorio
di competenza ricade all'interno dei Parchi regionali, un'ipotesi di regolamento con il
quale la Regione intende caratterizzare queste aree quale
esempio di sviluppo urbanistico sostenibile, nell'ambito del
quale trovino ampio uso
soprattutto le fonti di energia
alternativa.
Lo ha annunciato l'Assessore
regionale ai Parchi e Aree protette, Stefano Valdegamberi,
nel corso di un incontro, tenutosi a Venezia nella sede della
Giunta di Palazzo Balbi, con i
rappresentanti del Parco Naturale francese del Haut-Jura, in
Veneto per uno scambio di
esperienze con i colleghi del
Parco Altobellunese, loro partner nel progetto transnazionale Leader Plus.
Valdegamberi ha poi precisato che questo progetto, per il
quale sono previsti anche
incentivi regionali, rientra
nella politica della Regione che
ritiene l'ambiente elemento
vitale per lo sviluppo sociale
ed economico di un territorio.
Ed è in questa logica che uno
degli obiettivi è proprio quello di valorizzare i Parchi, non
solo come strumento di conservazione, ma soprattutto
come quella dei prodotti del
parco contraddistinti da un
marchio specifico.
La finalità è quella di puntare
sull'identità locale - ha aggiunto - legando il prodotto al territorio per dare quel valore
aggiunto in grado di fare la differenza in un mercato globale
e avere ricadute positive anche
per il tessuto socio-economico
di queste aree, già di per sé rilevanti sul piano ambientale e
naturalistico".
Sarà predisposto il piano regionale per realizzare i segnali turistici
La nuova segnaletica stradale
La Giunta veneta, su proposta
del VicePresidente e Assessore
alle politiche dell'agricoltura e
del turismo Luca Zaia, ha deliberato di predisporre il Piano
regionale di segnaletica turistica stradale. Ne dà notizia lo stesso Zaia: "Il piano - ha detto risponde alla politica da me
avviata di rilancio del Veneto
sul piano turistico e che passa,
per l'appunto, attraverso l'identificazione unitaria del prodotto turistico veneto.
Per questo l'iniziativa ha una
regia regionale e ha come oggetto la progettazione grafica e la
strutturazione di un'idonea cartellonistica stradale (compresa
la segnalazione delle vie d'accesso al Veneto), l'individuazione dei siti di interesse turistico e la loro collocazione. Ciò
avverrà in armonia con il servizio di ideazione e realizzazione
della campagna di comunicazione integrata per la promozione dell'immagine turistica,
previsto dalla deliberazione
regionale dell'agosto 2004, e con
la generale attività di promozione dell'offerta turistica della
Regione e delle Province". La
Veneto Strade spa è stata incaricata dell'elaborazione del
piano regionale che dovrà essere realizzato entro sei mesi dall'attribuzione dell'incarico; per
parte loro, la Regione e le Province attueranno il Piano (realizzazione e collocazione della
segnaletica). Per la concreta rea-
lizzazione del Piano le risorse
disponibili ammontano a complessivi 3 milioni di euro di cui
1 milione 920 mila a favore della
concessionaria regionale Veneto Strade spa, 80 mila euro sempre a favore di Veneto Strade
spa per l'elaborazione del Piano,
poco più di 1 milione di euro a
favore delle sette Province venete (a ognuna di esse spetterà il
contributo di circa 144 mila
euro) corrispondente al 70%
della spesa ammissibile.
22 APRILE 2006
REGIONE
9
Un grande progetto transnazionale che riguarda le aree alpine
Incontri nelle fattorie didattiche
Il vicepresidente zaia ha illustrato il progetto Neprovalter
"La cultura e l'attività rurale nell'area alpina vanno
salvaguardate e valorizzate, anche come fattore
essenziale per la presenza
attiva dell'uomo. E' questo
il significato del progetto
Neprovalter - ha sottolineato il vicepresidente della
Giunta regionale Luca Zaia
- che vede il Veneto protagonista di un'iniziativa
transnazionale finanziata
nell'ambito dei programmi
comunitari Interreg, finalizzata proprio a promuovere
le produzioni specifiche e le
tradizioni della cultura e del
lavoro contadino di queste
aree difficili".
"Il progetto Neprovalter - ha
aggiunto Zaia - si articola in
tre segmenti: uno dedicato
alla produzione di carne
biologica nell'area alpina;
un altro dedicato alle produzioni locali; il terzo dedicato appunto alla creazione
sicurezza alimentare.
Dopo il primo appuntamento tenutosi nella
provincia di Treviso
giovedì 20 aprile, nella
Fattoria Didattica "Le
Colline", in località
Cozzuolo di Vittorio
Veneto (Via S. Mor,13),
e quello di Verona che
si è svolto venerdì 21
aprile, alla Fattoria
Didattica "Tosetti" in
via Pistoza,8 di Illasi, gli
incontri proseguiranno
in provincia di Vicenza
mercoledì 26 aprile alla
Fattoria Didattica "Le
Valli", in Via Valli, 2 di
San Germano dei Beri-
"Sono "normali" aziende agricole o agrituristiche,
attrezzate però per svolgere anche attività di insegnamento e di divulgazione nei confronti di chi voglia
saperne di più sull'agricoltura e su come questo settore opera".
di un Network transnazionale delle fattorie didattiche
alpine. I risultati del lavoro
finora svolto su quest'ultimo essenziale settore saranno presentati nella terza
decade di aprile nel corso di
quattro incontri in altrettante fattorie didattiche:
una per ciascuna delle province venete dove insistono
territori montani. Nell'occasione saranno presentati un
DVD che propone, ad uso
degli operatori del settore,
alcuni percorsi didattici, e la
nuova guida delle circa 140
Fattorie Didattiche venete
iscritte all'Elenco Regionale
della qualità". "Queste ulti-
me - ha spiegato Zaia - sono
"normali" aziende agricole o
agrituristiche, attrezzate
però per svolgere anche attività di insegnamento e di
divulgazione nei confronti
di chi voglia saperne di più
sull'agricoltura e su come
questo settore opera. Lo
scopo è di avvicinare gli abitanti della città al mondo
rurale, ma soprattutto di
spiegare ai più giovani che
latte, formaggi, frutta, salumi, pasta e in generale le
materie prime di tutti i prodotti agroalimentari non
nascono nelle fabbriche ma
appunto nelle fattorie".
Agli incontri di presenta-
zione interverranno insegnati e dirigenti scolastici,
amministratori locali, operatori delle altre Fattorie
Didattiche, esponenti delle
organizzazioni professionali agricoli, responsabili
delle aziende Ulss per la
ci.
Il ciclo di incontri si concluderà con la provincia di
Belluno, giovedì 27 aprile,
nella Fattoria Didattica
"Albero degli Alberi" di
località Valle di Seren del
Grappa, in via Montesort,8.
Assegnati 950 mila euro per interventi di sviluppo agricolo
Finanziamenti alle comunità montane
"Puntiamo ad incentivare la permanenza degli abitanti"
La Giunta regionale, su proposta del
Vicepresidente e Assessore alle politiche dell'agricoltura e del turismo
Luca Zaia, ha deliberato di ripartire
950 mila euro di fondi, inseriti nel
bilancio regionale 2006, a favore delle
Comunità Montane per iniziative
destinate al consolidamento e sviluppo dell'agricoltura di montagna.
"Con questo provvedimento - spiega
Zaia - intendo consolidare e sviluppare l'agricoltura nei territori montani e attenuare gli squilibri sociali,
strutturali ed economici tra la montagna ed il restante territorio regionale oltre che tra zone diverse della
montagna stessa".
"Uno degli scopi - ha aggiunto Zaia
- è quello di incentivare la permanenza degli abitanti e di coloro che in
particolare esercitano l'attività agricola in zone del nostro territorio in
cui, con la loro presenza, tra le altre,
garantiscono manutenzione e controllo dell'ambiente".
"Particolare attenzione - ha detto il
VicePresidente - è stata posta nella
ripartizione del finanziamento utilizzando quale criterio il grado di
svantaggio di ciascuna Comunità
Montana. Così sarà assegnata una
somma minima di 10 mila euro per
le Comunità con un basso indice di
svantaggio, in modo da garantire un
importo minimo necessario per attivare una significativa azione nel ter-
"Particolare attenzione - ha detto il VicePresidente - è
stata posta nella ripartizione del finanziamento, utilizzando come criterio il grado di svantaggio di ciascuna
Comunità Montana.
ritorio di competenza". Alla Comunità Montana Belluno - Ponte nelle
Alpi sono stati assegnati 15.061,65
euro; alla Valbelluna 42.541,20 euro;
all'Agordina 82.339,18 euro; all'Al-
pago 47.563,33 euro; alla Comunità
Montana Cadore - Lonaronese - Zoldano 11.555,64 euro; alla Cadore Centrale 28.706,66 euro; alla Comelico Sappada 44.436,34 euro; alla Feltrina
115.977,95 euro; alla Valle del Boite
29.180,45 euro; alla Grappa 15.345,92
euro; alla Prealpi Trevigiane
85.939,95 euro; alla Lessinia 81.865,40
euro; alla Comunità Montana del
Baldo 27.569,58 euro; all'Agno Chiampo 51.164,10 euro; all'Alto
Astico e Posina 62.629,71 euro; alla
Comunità Montana Dall'Astico al
Brenta 10 mila euro; Dall'Astico al
Brenta 26.622,02 euro; Leogra Timonchio 46.047,21 euro; alla Sette Comuni 125.453,71 euro
Il vicepresidente Zaia incontra il Ministro Alemanno
Aviaria, nuove risorse al Veneto
"Possiamo attivare in tempi rapidi le risorse destinate al comparto in crisi"
"Abbiamo chiesto ed ottenuto dal Ministro di
poter decidere autonomamente i tempi e i
modi per andare in soccorso degli allevatori
veneti messi a dura prova dal panico da aviaria scatenatosi tra la gente a causa di una, talvolta, poco accorta campagna mediatica" - ha
dichiarato il Vicepresidente della Giunta
Regionale del Veneto, Luca Zaia, al termine
del confronto avvenuto a Roma con il Ministro delle Politiche Agricole e Forestali, Gianni Alemanno, nell'ambito del Comitato tec-
nico Stato-Regioni. "È un risultato importante per la Regione Veneto - ha detto Zaia - perché noi, a differenza di altre realtà, abbiamo
già in essere provvedimenti legislativi notificati alla Comunità Europea e dunque, agendo autonomamente, possiamo attivare, in
tempi molto più rapidi, le risorse da destinare a questo comparto in crisi". "Il riparto delle
risorse previste dalla legge 81 sarà deciso in
base al numero di capi allevati e al PLV (Prodotto Lordo Vendibile) avicolo regionale - ha
aggiunto il Vicepresidente - ma quel che contava era riuscire ad affrettare i tempi per andare in aiuto degli allevatori. Il Veneto aveva
tutte le carte in regola per poterlo fare e l'autorizzazione, portata a casa da Roma, a procedere in modo autonomo con la ripartizione, è un'ottima notizia che va ad aggiungersi a tutte le iniziative a supporto, non solo
degli allevatori, ma anche di tutti gli altri soggetti della filiera da noi promosse in questi
mesi".
15 APRILE 2006
ECONOMIA
10
La rassegna si è svolta dal 6 al 10 aprile a Verona
Al Vinitaly 144 mila visitatori
Aumentati del 10 per cento i buyer dall'estero
Un Vinitaly mondiale ha chiuso cinque giorni di contatti e contratti con
buyer in aumento del 10% sul 2005;
gli esteri hanno rappresentato il 23%
sul totale delle presenze, che hanno
raggiunto le 144 mila unità (143 mila
lo scorso anno).
Un risultato che fa raggiungere a
Veronafiere, organizzatrice di Vinitaly, l'obiettivo che si era posta nei
confronti della rassegna, divenuta
fiera della domanda e sistema integrato di promozione del vino sui
mercati internazionali; i prossimi
appuntamenti saranno a maggio
Vinitaly Russia, in ottobre Vinitaly
Usa, a novembre Vinitaly Japan e
Vinitaly Cina.
Positivo il commento raccolto girando negli 80 mila metri quadrati netti
di superficie espositiva, tra i 4.200
espositori provenienti da 30 Paesi.
Secondo analisi operative, per quanto riguarda il sistema della viabilità
e dei parcheggi, sensibile è stato il
miglioramento rispetto alle edizioni
di qualche anno fa, tenuto conto
anche del rilevante afflusso di visitatori ed espositori. L'assetto definitivo di Verona Sud, l'area sulla quale
sorge il quartiere fieristico, nel contesto della definizione del PAT
(piano di assetto del territorio, già
piano regolatore generale), prevede
lo sviluppo della nuova viabilità.
Soddisfazione tra gli espositori per
l'edizione 2006 di Vinitaly. Per Lamberto Vallarino Gancia "quest'anno
sono stati presenti a Vinitaly molti
più operatori, soprattutto dell'export, e meno consumatori finali e ciò
ha permesso di avere contatti di
maggiore qualità". Oltre ai clienti italiani Vallarino Gancia ha registrato
Conclusa con un nuovo successo la 40^ edizione
della manifestazione enologica più importante del
mondo. Apprezzamento da espositori e operatori
per la qualità dell'organizzazione e dei contatti.
la presenza di operatori provenienti da tutti i Paesi, in particolare Usa,
Paesi Baltici, Giappone, Francia,
Svizzera, Indonesia, confermando
quindi la sensazione di ripresa che
si è respirata nel corso di tutta la
manifestazione. "Solo nel Regno
Unito - ha puntualizzato Vallarino
Gancia - si sente la competizione dei
Paesi del Nuovo mondo e per superarli dobbiamo lavorare su qualità,
territorio e indicazione geografica,
che sono un patrimonio che dobbiamo far capire, ma sempre con un
occhio di attenzione al prezzo". Per
Renzo Cotarella, direttore della cantina Antinori, "c'è una rinnovata
fiducia nel mondo del vino e ora si
guarda al futuro con positività. È
stato un gran buon Vinitaly - ha affermato - al quale era presente tutta la
filiera e in particolare buyer e ristoratori qualificati e appassionati".
Apprezzamento per i risultati ottenuti dall'organizzazione sono venuti da Gianni Zonin: "Abbiamo assistito a una ulteriore crescita della
manifestazione sia in qualità che in
quantità per quanto riguarda le presenze - ha affermato -, grazie allo
sforzo sostenuto da Veronafiere per
portare Vinitaly ad essere la prima
manifestazione di settore al mondo".
"Il miglior Vinitaly degli ultimi 30
anni, con ottimi contatti e un'orga-
nizzazione molto buona" è l'opinione di Angelo Gaja, mentre Sandro
Boscaini dell'Azienda Masi conferma la presenza di buyer esteri in
numero maggiore rispetto al passato, "pure da Paesi quali Caraibi,
America Centrale e Latina e dall'A- perché si è dimostrata una manife- in particolare da Germania, Svizzesia 'minore' (Corea e Vietnam), che stazione vivace. In crescita l'interes- ra, Canada, Russia, Cina. Molto
sono comunque mercati importan- se degli operatori, con molta soddi- apprezzate le novità, perché la gente
ti; grande presenza pure di giappo- sfazione per il nostro reparto esteri, è curiosa e aperta al nuovo".
nesi, indiani e di
operatori del Nord
America, con l'Italia che sta dando
segnali positivi.
Quest'anno,
comunque - ha concluso Boscaini - si è
E' quanto emerge da un'indagine realizzata tra le 600 azienassistito a un Vinide iscritte al "Buyer Club" del sito www.vinitaly.com. Intetaly del realismo,
ressanti sbocchi anche in Giappone, Russia e Cina, tappe
dove chi propone
del Vinitaly Tour a maggio e novembre
buona qualità al
giusto
prezzo,
unita a prodotti
legati al territorio,
Sono gli Stati Uniti il mercato di riferi- Russia e Vinitaly China.
ha in mano la carta
mento per l'export delle aziende presen- Per quanto riguarda le tipologie di bevangiusta per competi a Vinitaly. Lo rivela un'indagine effet- da proposte alla manifestazione, il 61.3%
tere serenamente
tuata sulle 600 aziende iscritte al "Buyer delle imprese del "Buyer Club" via Interanche con il Nuovo
Club" del sito www.vinitaly.com, dalla net hanno promosso in stragrande magMondo".
quale emerge che per il 20.4% degli inter- gioranza, a buyer e consumatori, il vino
"Piena soddisfaziovistati gli Usa rappresentano la piazza pri- rosso, che precede il bianco (23.2%) e lo
ne per questo Vinivilegiata per l'export, seguiti dalla Ger- spumante (6.8%).
taly" è stata espresmania (17.3%) e dalla Gran Bretagna Tra le denominazioni a farla da padrone
sa da Etile Carpené
(11%). Di particolare interesse vengono sono le Doc (Denominazione di origine
Malvolti, "anche
ritenuti anche Giappone (9%), Russia controllata) con il 50.5% dei vini presen(5.3%) e Cina (4.8%), stati nei quali a tati, mentre al secondo posto, con il 27%,
novembre (il 21 a Tokyo), a maggio (il 25 si collocano le bottiglie Igt (Indicazione
e 26 a Mosca e il 27 a San Pietroburgo) e geografica territoriale) e al terzo (17.5%)
ancora a novembre (dal 23 al 25 a Shan- le Docg (Denominazione di origine conghai) si svolgono Vinitaly Japan, Vinitaly trollata e garantita).
Il vino italiano conquista gli Usa
Nuova autostrada Nogara-Chioggia
Costerà 1 miliardo e 93 milioni e sarà pronta nel 2013
Approvata dalla Regione la nuova
autostrada che collegherà la Pianura
Padana all'Adriatico. Verrà creata una
sorta di A4 più a sud, partendo da Cremona e arrivando al mare. Si tratterà
di un asse che raccoglierà tutto il traffico che va da ovest ad est che attualmente grava sulla Brescia Padova e al
tempo stesso costituirebbe una rete
scorrimento veloce per le zone a sud
della Lombardia che si sono in questi anni sviluppate. Parte così l'iter
autorizzativo per il project financing, presentato nel 2004 dalla Confederazione autostradale presieduta da Aleardo Merlin. La finanza di
progetto è già stata utilizzata nel
Veneto dalle società autostrade
interessate sia per il passante di
Mestre (finanza di progetto promossa dalla Padova-Venezia, Autostrade S.p.A. e Autovie Venete) sia
per la Pedemontana veneta le cui
società autostradali promotrici sono
Brescia-Padova, società Autostrade
e Autovie. Il costo complessivo del-
l'opera è di un miliardo e 93 milioni,
che saranno recuperati con una concessione di 40 anni, il costo al chilometro del pedaggio è previsto in
0,087335 euro, circa il 15% inferiore a
quello della tratta Cremona- Mantova.
Per chi risiede nella zona c'è una novità:
si viaggerà gratis per un raggio di 15
chilometri e verranno inoltre applicati
forti sconti nei cinque anni successivi.
I caselli verranno eliminati dato che il
pagamento avverrà attraverso l'innovativo sistema dell'esazione dinamica;
si potranno così registrare notevoli
effetti positivi per l'inserimento dell'opera nel territorio e per il traffico. Per
82 chilometri ci saranno tre corsie, (una
è quella di emergenza) in ogni senso di
marcia, fino ad Adria e alla Romea commerciale. I Comuni veronesi interessa-
ti saranno Casaleone, Cerea, Gazzo
Veronese, Legnago, Nogara, Sanguinetto, Sorgà, Castagnaro e Villa Bartolomea: quindi si passa all'area polesana. L'autostrada dovrebbe essere pronta per il 2013 ed ora l'iter prevede che
il proponente debba predisporre la
valutazione di Impatto ambientale per
accedere alla legge Obiettivo (quella
che regola le grandi opere). "Sentiremo
tutti gli enti locali interessati e convocheremo la Provincie, perché facciano da capofila nella fase del confronto" ha commentato l'assessore
regionale Renato Chisso. "Sono soddisfatto, perché dei 100 milioni inseriti in bilancio, la metà è stata destinata a Verona" ha detto Tiziano
Zigiotto, presidente della Commissione Urbanistica regionale. "Le
grandi opere venete stanno partendo e mi auguro che la popolazione
locale accolga l'opera con serenità.
Non ci saranno solo disagi di cantiere, ne verranno invece benefici
per tutti".
15 APRILE 2006
AZIENDE
11
Ad un anno dalla crisi, procede lo spostamento della produzione nello stabilimento di Almisano.
La speranza, però, è di evitare i licenziamenti
Fiamm, Montecchio chiude
ma senza drammi
DI LUCA MATTEAZZI
Il trasferimento
della produzione da Montecchio Maggiore
ad Almisano è
già cominciato,
ma lo spauracchio di decine di licenziamenti sembra un po' più lontano.
A quasi un anno dall'esplosione di un caso che ha destato
scalpore in tutto il Veneto, la
riorganizzazione
della
Fiamm, una delle industrie
simbolo del vicentino, sta
procedendo secondo i tempi
previsti, e senza la drammaticità che ha accompagnato la
fine della primavera 2005.
Era la fine del mese di maggio
dell'anno scorso quando l'azienda annunciò a sorpresa
l'intenzione di chiudere sia lo
storico stabilimento di Montecchio Maggiore, sia quello di
Almisano, lasciando a casa
qualcosa come 420 dipendenti. Oltre a gettare nello
sconforto centinaia di famiglie, la decisione, dettata dalla
necessità di reggere la concorrenza a basso costo in arrivo dall'Europa dell'Est e dall'Estremo Oriente, fu una
brutta botta per tutto il sistema produttivo della provincia,
che rischiava di perdere quello che per decenni era stato
uno dei propri fiori all'occhiello.
Nata nei primi anni quaranta
come ditta produttrice di
accumulatori elettrici per
autocarri, la Fiamm è infatti
diventata col passare degli
anni un punto di riferimento
a livello mondiale per quanto
riguarda le batterie e i segnalatori acustici per autoveicoli. Sua, ad esempio, la tromba
che appariva in primo piano in
tante scene di un film indimenticabile come "Il sorpasso". Ancora oggi l'azienda è il
numero uno al mondo per
quando riguarda i meccanismi
acustici per le auto, con una
produzione di milioni di pezzi
ogni anno che va ad equipaggiare tutte le principali case
automobilistiche italiane ed
europee. Undici gli stabilimenti attivi in sei differenti
nazioni, per un totale di circa
tremila dipendenti e un fatturato che nel 2004 ha sfiorato i
cinquecento milioni di euro.
Un colosso che dopo qualche
scricchiolio è entrato in crisi
l'anno scorso, quando la proprietà ha deciso di spostare la
Alcune delle numerose manifestazioni degli operai della Fiamm
produzione dal vicentino alla
Repubblica Ceca e in Cina, nel
tentativo di ridurre il costo del
lavoro. Immediata è scattata la
protesta dei sindacati e dopo
un mese di scioperi e di confronto molto duro, in cui sono
intervenuti anche il vescovo e
la Provincia, lavoratori e
azienda sono giunti ad un
accordo: la fabbrica di Montecchio Maggiore sarebbe
stata chiusa, mentre quella di
Almisano avrebbe continuato
a lavorare e avrebbe assorbito
anche una parte dei lavoratori di Montecchio, facendo emigrare all'estero solo le produzioni a basso valore aggiunto.
Il numero di esuberi si è così
ridotto a 130 (dai 440 inizialmente previsti) e per tutti è
stata prevista una "via di fuga"
verso la pensione o verso un
nuovo lavoro.
È proprio questo disegno che
adesso sta entrando nel vivo.
Due linee produttive sono già
state spostate da Montecchio
ad Almisano, le altre le seguiranno nel giro di un paio di
mesi. Ed entro giugno il trasloco dovrebbe essere completato. Resta da definire dove
verranno sistemati i laboratori e gli uffici tecnici, c'è qualche ritardo nel trasferimento
delle produzioni più
semplici da Almisano
alla
Repubblica
Ceca, ma nel complesso il progetto
concordato un anno
fa è rispettato e
anche il reinserimento dei lavoratori "di
troppo"
procede
come previsto.
Se ci sono delle incognite, caso mai, sono
legate al cambio di
proprietà dell'azien-
da, che a dicembre è passata
dalle mani della famiglia Dolcetta a quella della Palladio
Finanziaria. "Questo mantiene un po' di preoccupazione,
perché le cose sono ancora in
movimento - spiega un rappresentante delle Rappresentanze sindacali unitarie -. La
nuova proprietà ha approvato
il piano industriale, ma non è
difficile immaginare che vorrà
rivedere qualcosa. Comunque,
anche se lentamente, tutto sta
andando secondo l'accordo".
Intanto, la ripresa del mercato dell'auto fa registrare alcuni segnali incoraggianti per il
futuro: negli ultimi mesi le
richieste sono aumentate e la
produzione del 2006 potrebbe anche superare i 9,7 milioni di pezzi venduti nel 2005.
"Il lavoro non manca, i presupposti per ripartire ci sono.
Speriamo bene", conclude il
sindacalista.
Sessant'anni di accumulatori e batterie
prima dello spettro della crisi
La Fiamm è una delle principali imprese del vicentino. Creata nel 1942 per la
produzione di accumulatori, con il passare degli
anni l'azienda si è dedicata al settore delle batterie
e dei segnalatori acustici
per automezzi in cui è uno
dei leader mondiali. Il
gruppo può infatti contare su una decina di stabilimenti, sparsi in sei differenti nazioni: in Italia,
dove accanto alla sede
centrale di Montecchio, ci
sono le fabbriche di Almisano, Veronella e Avezzano; negli Stati Uniti, con
le fabbriche di Cadillac e
Waynesboro, e poi in Bra-
sile (a San Paolo), in Cina,
in India e in Repubblica
Ceca. In totale i dipendenti sono circa 3000
mila, e il fatturato del
2004 è arrivato a sfiorare
il 500 milioni di euro,
attestandosi a quota 497,
in crescita rispetto all'anno precedente.
Le perdite e l'indebitamento accumulati negli
anni precedenti, però,
pesano sui conti dell'azienda, che si trova anche
ad affrontare la concorrenza a prezzi stracciati
in arrivo dall'Estremo
Oriente. Il 2005 è così un
momento di profonda
crisi, culminato con l'an-
nuncio della chiusura
delle fabbriche vicentine
e la conseguente battaglia
sindacale. Dopo le preoccupazioni
dell'estate,
però, i dati di fine anno
sono incoraggianti: nel
primo semestre del 2005
la Fiamm è tornata ad
avere un utile operativo
per la prima volta dopo tre
anni di bilanci in rosso,
chiudendo la revisione di
metà anno con un margine operativo lordo di circa
14 milioni di euro e un
risultato operativo netto
di circa un milione di
euro.
L.M.
DONNE
12
22 APRILE 2006
La giovane segretaria dei Ds ha già scritto due libri. E nel tempo libero non si perde un film di Dario Argento
Daniela Sbrollini, una politica
con la passione della poesia
DI LUCA MATTEAZZI
Passa
dagli
incontri con i big
della
politica
nazionale alla
scrittura di poesie in cui svela i
propri
sentimenti più nascosti. Con un
unico filo conduttore, quello
della passione che, spiega,
"deve essere alla base di tutto
quello cha fai: anche della
politica, che va vissuta con la
pancia, fino a starci male fisicamente".
Il nome di Daniela Sbrollini,
pugliese di nascita ma vicentina d'adozione, è salito alla
ribalta nel 2001 quando, non
ancora trentenne, è diventata una delle poche donne a
guidare una federazione provinciale del più grande partito della sinistra italiana. "È
stata una scommessa mia e
del mio partito- racconta
adesso, a qualche anno di
distanza -, che in un momento di grande incertezza ha
fatto una scelta forse un po'
incosciente, ma coraggiosa e
rivolta al futuro".
Catapultata al centro della
mischia, Daniela Sbrollini ha
imparato sul campo a
destreggiarsi tra interrogazioni e campagne elettorali,
ben 11 negli ultimi cinque
anni. Consigliere provinciale
dal 2002, con un occhio di
riguardo per i temi ambien-
tali, da qualche
anno è anche all'interno della segreteria nazionale dei Ds,
dove siede allo stesso tavolo con Fassino, Bersani e D'Alema, e coltiva il
sogno nel cassetto
di vedere la sinistra
vincente a Vicenza e
una donna alla
guida del paese.
Intanto, cerca di
portare un po' di
novità
in
un
ambiente ancora in
gran parte maschile
come quello della
politica, partendo
magari dalle piccole
cose. "Una delle mie
conquiste è stata
quella di spostare le
riunioni della segreteria provinciale a prima di
cena - rivendica con una
punta di orgoglio -. Sembra
niente, ma vuol dire tornare a
casa alle dieci invece che
all'una di notte, e permette di
avere una vita un po' più normale, anche se per una donna
resta comunque più difficile
conciliare l'attività politica
con la vita privata".
Al di là delle riunioni di partito, Daniela Sbrollini ha
comunque molto da raccontare. A cominciare da una carriera letteraria partita quasi
di nascosto, con una raccolta
di poesie spedita all'insaputa
di tutti a Repubblica e che
adesso le sta regalando grosse soddisfazioni. Il primo
libro, "Pensieri Leggeri", ha
ricevuto un premio nella selezione dei poeti contemporanei, il secondo, "Fuoco all'anima", è arrivato alla terza
ristampa, il terzo è in cantiere e dovrebbe essere pronto
entro l'anno. "I miei poeti preferiti? Ungaretti è stato il
primo amore, e poi Neruda.
Ma mi piacciono molto anche
Alda Merini e Fernando Bandini, che secondo me è una
persona straordinaria: mi
piace per la passione che ha,
perché quando gli stai vicino
ti contamina, perché si accende sempre per tutto quello
che fa".
Lei, oltre che per la poesia, si
accende anche per i viaggi
("Anche se ne faccio molti di
meno di quello che vorrei"), e
per il cinema, con una predilezione per i grandi film in
bianco e nero degli anni 30 e
40, per Truffaut e per il cinema orientale alla "Lanterne
Rosse". E, sorpresa, per Dario
Argento: "Qualcuno mi prenderà in giro -confessa -, ma
sono una fan di Dario Argento, soprattutto dei primi film:
"Profondo Rosso" l'ho visto
quindici volte, e ce l'ho in
tutte le versioni immaginabili".
Determinata ed estroversa
("ma sono troppo ingenua, mi
fido sempre ciecamente" si
rimprovera), rimpiange di
aver lasciato a metà il corso
di laurea in giurisprudenza e
confessa una sola debolezza.
Anzi, due: la prima per la piccola nipote di tre anni, "l'unica persona che riesce a farmi
fare tutto quello che vuole",
la seconda per i colori bianconeri: "Sono una juventina
sfegatata: ho la bandiera
appesa la balcone, la mascotte sul divano di casa e la mattina faccio colazione con la
tazza della Juve. Così comincio bene la giornata".
GIOVANI
13
22 APRILE 2006
L'originale gruppo di giovani artiste che fanno spettacoli erotico-musicali si raccontano per la prima volta
Sick Girls, vicentine scatenate
alla conquista del mondo
DI ALESSIO MANNINO
Nate nel 2005 un po'
per gioco dall'iniziativa di un gruppo di
amiche di Vicenza e
Bassano del Grappa,
le Sick Girls sono
modelle e ballerine
che fra retrò novecentesco e stile rock alternativo
(tatuaggi, piercing e anticonformismo) si offrono al mondo dei media,
della pubblicità e dei locali per spettacoli e servizi fotografici all'insegna
dell'eccentricità, della stravaganza e
di un erotismo non scontato. L'intervista che potete leggere qui sotto,
rilasciataci da Giulia Rouge, la
"responsabile comunicazioni esterne" del team femminile, è perciò rigorosamente vietata alla signorine che
comprano griffato e all'ultima moda.
Domanda obbligatoria, per
cominciare: chi sono le Sick Girls?
Le ragazze della porta accanto che
hanno deciso di cambiare le regole
del gioco! Le Sickgirls sono le pin up
del 2000.
Perché Sick, "malate"?
E' così che si etichetta tutto ciò che
non si capisce o non si vuol capire
solitamente...!! Piuttosto di assumere farmaci per apparire "normali",
piuttosto di seguire la mandria per
stare nei binari preferiamo enfatizzare "la nostra malattia". Preferiamo
farne una bandiera!
Com'è nata l'idea?
L'idea nasce un anno fa dopo aver
posato per una serie di cartoline
che ritraevano delle crocerossine e
ragazze smarrite. Abbiamo in seguito deciso di mantenere il nome di
Sickgirl.
Che tipo di spettacoli fate?
Spettacoli burlesque!
Che cos'è il burlesque?
Un tipo di spettacolo che nasce dai
vaudeville show di fine Ottocentoprimi Novecento. Arrivò il momento il cui gli sketch diventarono un
po' più piccanti, le barzellette un po'
più sporche, le allusioni sessuali più
frequenti e le ballerine più discinte,
più ammiccanti. uno spettacolo nel
quale lo spogliarello è il numero più
atteso. Al punto che, negli anni Quaranta e Cinquanta, alcune star del
Burlesque, come Lily St Cyr, Sally
Rand e Tempest Storm, diventarono autentiche dive. Le Sickgirls propongono uno spettacolo burlesque
adatto sia al palco di un teatro che
al palco di un festival o di un piccolo club. Dai classici numeri proposti negli anni 50 a nuovi sketch in
chiave punkrock: il "neo-burlesque"
appunto. Un ballo tra erotismo e ironia, gag, musical performances e così
via.
La musica è l'elemento che più vi
caratterizza: che tipo di musica si
ascolta nei vostri spettacoli?
Direi che la musica è sicuramente un
fattore essenziale per le Sickgirls,
nei nostri spettacoli la musica è solitamente retrò: rock'n'roll, early jazz,
blues, punk, etc.
Quante ragazze siete?
Tante ... e ogni settimana contiamo
nuove reclute! (Secondo i nostri calcoli attualmente saranno tra le 10 e
le 20 ragazze, ndr)
Cosa bisogna fare (o come bisogna
essere) per diventare una di voi?
Diventare una Sickgirl è
semplice: basta fare
domanda.
Dove?
Sul
nostro
sito,
www.sickgirl.it. Non
abbiamo uno standard,
l'importante è l'attitudine. Come primo passo
comunque bisogna fare
un photoset, cioè farsi
fotografare. Il photoset
deve essere a contenuto
erotico, vestite o svestite
poco importa.
Ci sono altre esperienze simili alla vostra in
Italia?
Penso che le Sickgirls siano l'unico
gruppo al mondo che presenta la pin
up del 2000 in chiave "maccaronica".
La nostra visione di pin up infatti si
avvicina molto alla mentalità di Sergio Leone e dei cosiddetti "spaghetti western", ma dando prova ancora
una volta che gli Italiani possono
essere originali e stilosi (con stile,
ndr). Ci hanno infatti soprannomi-
nate le spaghetty pin up!
Vi piacerebbe avere un locale tutto
vostro, una specie di lap dance bar
in versione alternativa?
Un locale nostro magari! (ride).
Il paragone immediato è con le Suicide Girls (www.suicidegirl.com):
la differenza sta solo nel fatto che
voi siete da questa parte dell'oceano? Bah, giudicate voi: loro sono una
"spa", una società per azioni, noi
siamo una "diy" (do it yourself). Noi
siamo a budget zero, loro miliardarie.
Comunque la leggenda narra che
siano partite come noi…
C'è qualcosa di propriamente "vicentino" nelle
Sick Girls?
Il quartier generale a
Vicenza, e non dimentichiamo che le primissime
Sickgirls sono vicentine!
Potreste essere un "prodotto tipico" da esportare, che ne pensi? Siamo un
prodotto tipico da esportare!
Quale significato date
alla parola "provocazione"?
Una ragazza può ancora
provocare, oggi? Per noi è
importante scherzarci
sopra. La provocazione è
un fatto soggettivo.
Come sono state le reazioni del pubblico
vicentino?
Come al solito Vicenza è
coperta da una nube di sonnolenza.
Abbiamo avuto più successo fuori
Vicenza. Ma del resto si sa: Vicenza
è quel che è...
Cosa significa, per voi, "divertirsi"? Annoiare la noia.
I giovani di Vicenza sanno
divertirsi, secondo voi?
Chiedilo a loro no?
Probabilmente intendeva dire "no",
oppure l'intervista non la divertiva
più.
immagini
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La società in crisi per gli impianti: il PalaLaghetto è rinnovato ma insufficiente
mentre il Palasport sarà ristrutturato ma non omologabile per la serie A
DI NICOLA CIATTI
Il
Vicenza
Basket Giovane,
VBG, negli ultimi anni e specialmente dopo
la triste cessione
a Udine del titolo di A2 maschile appena conquistato da Vicenza, è diventata il punto di riferimento
del basket cittadino, per lo
meno al maschile. Il motore
di questa grande macchina
organizzativa
è
Enrico
Marin, attuale direttore
generale della società: "a battezzare il VBG, nel 1991,
siamo stati io, mio fratello
Umberto e Diego Canova, con
l'idea di dare vita ad un ambizioso progetto riguardante il
settore giovanile.
La nostra intenzione era
quella di avviare i ragazzi al
basket e, grazie anche alla
nostra esperienza accumulata negli anni precedenti con
l'allora Primigi, penso che i
buoni risultati siano evidenti. Dopo aver iniziato a far
crescere i giovani, siamo arrivati a coprire tutte le categorie e a cominciare a proporre
una prima squadra interessante che milita in C1 (anche
per "difendere" i diritti sportivi sui giovani per le normative federali al riguardo,
n.d.r.), ma continuo a ricordare che siamo partiti dalla
categoria più bassa fino a
risalire un po' alla volta".
Ora che avete una base interessante di praticanti, quali
sono i vostri obiettivi futuri?
"Appena avremo la certezza
della permanenza in C1 si
potrà programmare con
calma un futuro roseo per la
prima squadra, che faccia da
traino ai tantissimi giovani
che si avvicinano a questa
disciplina.
Il nostro desiderio è quello di
offrire ai nostri ragazzi la
massima qualità possibile
quando escono dal settore
giovanile.
Con la crescita della qualità
dei nostri giovani cercheremo di proporre una prima
squadra adeguatamente competitiva.
La speranza è che crescano a
tal punto da metterci nella
condizione di non aver scelta se non pensare di investire seriamente nella prima
squadra.
A livello giovanile il Veneto è
una delle regioni più organizzate e ne sono prova gli
ottimi risultati conseguiti
dalle rappresentative di categoria. A livello maschile, tra
l'altro, da due anni a questa
parte non abbiamo avversari
nei campionati nazionali.
Per questo si è deciso di inve-
Vicenza Basket Giovane:
volano regionale per la
pallacanestro giovanile
La squadra di punta del Vicenza Basket Giovane
stire principalmente sulle
squadre maschili rispetto a
quelle femminili, che comunque curiamo in modo adeguato. Certo, se dal nostro
vivaio uscisse qualche ragazza interessante le verrà data
la possibilità di misurarsi
con campionati di livello:
quest'anno
ad
esempio
abbiamo ceduto due ragazze
al Parma".
La nota dolente arriva però
dalla situazione logistica.
"Attualmente giochiamo le
nostre partite interne al PalaLaghetto, una strutture
all'altezza della situazione,
ma magari potessimo anche
allenarci con tutte le squadre
e non solo con quella di C1
presso questo impianto, che
è però condiviso con altre
otto associazioni, oltre che
con l'attività scolastica.
Per la preparazione ai match
delle altre squadre, dobbiamo invece arrangiarci con
palestre periferiche. Per noi
non è un problema irrisolvibile, visto che riusciamo a
garantire alle squadre allenamenti
adeguati,
quello che è evidente è però che alla
città mancano strutture adeguate all'attività sportiva professionale.
Nel nostro caso la
città potrebbe offrire strutture al massimo per una Serie
B". Anche il palasport di Via Goldoni, infatti, in via di
ristrutturazione
avrà il campo da
gioco allargato per renderlo omologabile per
categorie superiori ma,
paradossalmente, non
vi si potrà giocare dall'A2 in su per insufficienza di capienza: la
minima obbligatoria è
di 2.500 posti, quella
che avrà il palasport
comunale
messo
a
nuovo è di 1923 posti.
Stranezze dei progetti:
si allarga il palasport
per il basket, perdendo
posti sui lati lunghi, lo
si accorcia di conseguenza (rischiando di
perdere definitivamente anche il volley di A1,
almeno a livello internazionale) per recuperarli sui lati corti, ma il
basket potrà giocarvi al
massimo fino alla B1,
come al PalaLaghetto.
E il volley per disputare semifinali e finali
scudetto avrà bisogno
di una deroga per i 77
posti
mancanti
... L'interno del PalaLaghetto
Riprende Marin: "E'
impensabile ipotizzare una
Serie A di basket a Vicenza,
come accaduto, in maniera
fugace, a fine anni '80 e, poi,
all'inizio degli anni 90, con il
titolo poi ceduto appena conquistato, per problemi economici, ad Udine.
Qui non abbiamo impianti
adeguati.
Il problema maggiore, per
una società che aspira a
diventare grande come la
nostra, è quello di proiettarsi verso il futuro dal punto di
vista organizzativo ed economico.
Il Comune non è in grado di
supportare economicamente
un'associazione sportiva, ma
sarebbe auspicabile che, coi
contatti di cui dispone,
potesse intrecciare rapporti
con l'imprenditoria locale e
darci di conseguenza un ulteriore aiuto, in molte città
accade.
Solo in questo modo anche il
VBG, potrebbe pensare veramente in grande".
Pubblico e privato insieme?
E' un auspicio o un'utopia?
22 APRILE 2006
SPORT
15
La giapponese del volley, Miyuki Takahashi,
vista dalla giapponese della tv, Naoko Okada
DI NAOKO OKADA *
Servizio esclusivo
Il tema ormai non è più molto singolare. L'interesse mediatico verso l'Italia l'ha aperto il
calciatore Nakata, portandosi dietro sponsor
e giornalisti a frotte, ma oramai vi sarete accorti che noi giapponesi siamo tantissimi nel
vostro Paese: quasi ogni ristorante italiano
famoso ormai ha un aiuto cuoco mio connazionale, che impara per un anno e se ne ritorna in Patria, per aprire un suo ristorante Italiano. Ma in un anno cosa si impara? Vengono
a godersi un po' d'atmosfera italiana, solo per
poter dire che hanno fatto un addestramento
in Italia e fare un ritorno trionfale al proprio
paese? Questo almeno era il mio pensiero circa
i tanti ragazzi che arrivano dal Giappone, dove
ormai è quasi una moda andare all'estero ad
imparare "qualcosa". Lo era prima di venire a
Vicenza, dove nella squadra di pallavolo di A1,
la Minetti Infoplus, gioca da un anno una
ragazza giapponese, Miyuki "Shin" Takahashi,
che ho seguito durante il play off per conto di
una televisione giapponese, la Tbs (Tokyo
Broadkasting System, quella che ha i diritti
esclusivi dei prossimi mondiali di volley in
Giappone).
La aspettiamo davanti alla PalaCia: arriva Shin
con la sua macchina, trova subito la nostra telecamera e sembra essere un po' turbata.
"Buongiorno". Completamente struccata, con
il ciuffo ribelle, sembra pure assonnata. Eppure in Giappone lei è una star, è popolare soprattutto fra le donne proprio per questa sua spontaneità, a differenza delle tante altre sue colleghe che magari appaiono sulla TV o sulla
stampa super truccate con un comportamento un po' da "civetta".
In Giappone nel mondo dello sport è tuttora
abbastanza comune l'educazione spartana. Gli
allenamenti durano ore e ore, così ripetendo
la stessa mossa migliaia di volte il corpo impara automaticamente. Quello che conta di più
è la forza di volontà. L'allenatore urla in continuazione e ci sono anche regole molto severe: in alcuni team professionali è vietato persino fidanzarsi (il motivo è perché le ragazze
di distraggono!). Ma le rispettano tutte le
ragazze sul serio?
Qui l'allenatrice Manuela Benelli è sorridente,
calma, sintetica. Ma è proprio questa in realtà
la vera severità, secondo Shin.
"Qui dipende tutto da te, se scendi in campo
Shin Takahashi a spasso per la città
in forma con la massima concentrazione o
distratta. Non ti strilla nessuno. Anche se ti
sbagli in campo l'allenatrice magari non ti dice
nulla, ma dalla prossima volta non ti chiama e
finisce lì. Devi saper gestire tu le tue condizioni."
Individualismo. Autocontrollo.
La vera professionalità. Queste sono le qualità che Shin ha acquisito nella Minetti.
"Le compagne di squadra sono ragazze di
primo livello che provengono da tutto il
mondo. Sul campo ognuno deve fare il proprio lavoro, ti inveiscono pure contro se
commetti errori, qui non stiamo scherzando".
Qualche rimpianto per aver lasciato Giappone, dove sei una star?
"Sono andata pure alle Olimpiadi di Atene
ed ormai in Giappone ho un mio seguito e
certe posizioni acquisite. Sicuramente per
giocare tranquilla e coccolata mi faciliterebbe di più stare in Giappone, per lo meno
dal punto di vista materiale. Però volevo
cambiare, altrimenti non sarei cresciuta più
di tanto in quell'ambiente".
Ti senti cambiata, ora?
"Non so ancora, perché ogni giorno mi sto
sforzando al massimo, quando ci sei dentro
ancora non riesci a vederti obiettivamente.
Forse quando sarò uscita me ne renderò
conto di qualcosa cambiata in me …"
Vieni da un paese dove è considerata una virtù
non alzare la voce e non esprimersi con chiarezza, invece qui sei tu che spunti fuori all'
improvviso davanti agli italiani, forse sono loro
che si sentono imbarazzati, devi esprimerti per
forza per ottenere ogni minima cosa necessa-
ria.
"Sì, da quando sono qui ho imparato ad esprimermi ed insistere. I primi tempi non riuscivo neanche ad arrabbiarmi in italiano e mi irritavo, così urlavo in giapponese in campo e tutti
cominciavano a ridere…"
Non nasconde la sua difficoltà linguistica e la
gestisce con l'atteggiamento tipico di tanti
giapponesi all'estero: quello di quando non
capiscono e intanto sorridono e fanno finta di
aver capito per non offendere l'altro.
Pensi di stare meglio in Italia?
"Non è questione di stare meglio o peggio, è
solo questione di due culture diverse. Non
credo che portando il modo di fare italiano in
Giappone funzionerebbe, ma nemmeno il viceversa".
Sotto la sua patina educata, controllata, c'è un
fuoco, che esplode nelle sue schiacciate.
Lavora solo su di se per migliorarsi. Lei sa esattamente cosa vuole e deve fare.
Vicenza, l'intera città, è un museo architettonico, un luogo dall'atmosfera magica con la
gente sempre sorridente e generosa: la città e
la società le hanno offerto l'occasione di arricchire tantissimo il suo bagaglio culturale e professionale.
Ma quando vai in macchina, per favore, Shin
vai un po' piano …
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22 APRILE 2006
SPORT
16
Primo Piano sulle Federazioni Coni, quarta puntata
Tante racchette e buone lame roteano a Vicenza
DI ANDREA GENITO
Prosegue il nostro
viaggio all'interno
delle 48 Federazioni affiliate al
Coni Provinciale
di Vicenza con la
quarta puntata,
dopo che la prima, la seconda e la
terza, precedute da una visione
complessiva sull'Ente presieduto
da Umberto Nicolai, sono uscite
sul n. 3, sul n. 5 e sul. n. 6.
In questo numero, è il turno del
FIT (Federtennis) e della FIS
(scherma)
Se a livello nazionale, si fatica a
trovare gli eredi degli oramai lontanissimi Panatta e Barazzutti, a
Vicenza il tennis ha ripreso a marciare spedito. I quaranta circoli,
per un totale di oltre 4000 tesserati, sono infatti in continua crescita nel numero di iscritti, nonostante la concorrenza del calcio a
5, che ha sottratto spesso i campi
da gioco agli appassionati. "Molte
società hanno preferito riconvertire i campi, vista la maggiore redditività di questo sport- sottolinea Gianfranco Sanna, medico e
da 6 anni Presidente Provinciale
FIT-. Altri lo hanno fatto in parte,
per finanziare comunque il tennis,
creando nuove strutture. Per fortuna i campi ci sono (scivoloni
nella politica di gestione a parte
dell'assessorato allo sport cittadino criticato per lo sgambetto
subito da un club storico vicentino col circolo consegnato per
pochi euro nelle mani di Padova,
n.d.r.) e soddisfano le nostre esigenze. Vicenza è una provincia
molto considerata, tanto da essere da cinque anni dei cosiddetti
Piani Integrati di Area, una sorta
di laboratorio per futuri campioncini a cui aderiscono 10 circoli. I migliori risultati li abbiamo
colti con i maestri Fioravanzo e
Moretti, che hanno portato i loro
allievi Under 12 tra i primi otto in
Italia. Economicamente ci dobbiamo però arrangiare con piccoli sponsor, tra cui una banca che
ci ha finanziato un modesto corredo tecnico. Più interessante è la
convenzione
con dei
c o m mercialisti di Genova, che ci forniscono
aggiornamento e supporto fiscale,
visto che restiamo una realtà
dilettantistica Onlus. Come Federazione provinciale affianchiamo
l'organizzazione di 2 Tornei
Internazionali (da 10.000 $ di
montepremi), 3 Tornei Open, tra
cui quello storico di Valdagno e
varie competizioni di quarta categoria, tra cui spicca quella di
Costabissara, con oltre 100 iscritti ogni anno. Inoltre stiamo studiando l'istituzione di alcuni
corsi per qualificare i maestri
federali.
Un buon posto nel ranking nazionale, se lo stanno meritando anche
A P P U N T A M E N T I
CALCIO
Dopo il derby col Verona, il Vicenza
gioca ancora in trasferta in casa della
Triestina, in un altro incontro decisivo per la corsa alla salvezza. In serie D,
partita fondamentale in chiave salvezza anche per il Montecchio, impegnato contro la Manzanese, terzultima e
affamata di punti.
Partite di domenica 23 aprile
Serie D
MONTECCHIO MAGGIORE MANZANESE
Eccellenza
CARRARO CAVAZZALE - ARZIGNANO MORENO; LONIGO - BELFIORESE;
Promozione
CORNEDO - PRIX BOVOLONE;
CALCIO A 5
Mentre in serie A1 il Samia Arzignano
si prepara ad incontrare nei quarti di
finale la vincente della sfida tra Cesena e Lazio (la prima partita è in programma il 29 aprile), in A2 l'Unichimica Cornedo deve cercare di ribaltare la sconfitta subita prima di Pasqua
in casa della Marca Trevigiana. Prima
partita di playoff, invece, per il Castelli Montecchio (serie B).
Gara Playoff serie A2
Sabato 22 aprile, al PalaDegasperi di
Cornedo, ore 16,
UNICHIMICA CORNEDO - MARCA
TREVIGIANA
Gara Playoff serie B
Sabato 22 aprile: CASTELLI MONTECCHIO - VALPRINT
BASKET
Nei playoff per lo scudetto femminile
il Famila Schio ha giocato giovedì sera
contro La Spezia, mentre il Centro
Sport Palladio ha giocato, sempre gio-
a Vicenza si possono fare "stoccate" in tutte le discipline: sciabola,
fioretto e spada. "Fortunatamente abbiamo il supporto delle
rispettive Amministrazioni e
dalle scuole, insomma non ci sentiamo uno sport di serie B - spiega Luca Benetti, Presidente del
Circolo valdagnese - altrimenti
sarebbe difficile andare avanti,
visto che tecnici e dirigenti sono
tutti volontari. Gli unici rimborsi spese ci arrivano dalla Federazione nazionale, solo però se i
nostri atleti ci fanno accumulare
un numero di punti sufficiente
nelle varie manifestazioni agonistiche. Vicenza è una sede importante, utilizzata per le fasi Regionali e per le selezioni nazionali.
Ma di rilievo sono anche il Trofeo
Spada d'Oro di Valdagno e il Trofeo Pavesi, a Vicenza".
S P O R T I V I
vedì, contro Viterbo per il secondo
incontro dei Playout. Per tutte e due
l'eventuale gara tre dipende dall'andamento dell'incontro di giovedì. In serie
C1 Maschile, il Vicenza Basket Giovane incontra l'Iseo Serrature per l'ultima partita di campionato.
Serie C1 maschile
Sabato 22 aprile, ore 21, Palalaghetto:
VICENZA BASKET GIOVANE ISEO SERRATURE
Serie C2 Maschile
Domenica 23 aprile - MODERN
ARZIGNANO - ROVIGO
SERIE D maschile
Domenica 23 aprile - EUROGOMMA MONTECCHIO MAGGIORE
- COLOGNA; TRASTEVERINA
VICENZA - BORGO MI.
VOLLEY
i Circoli schermistici berici, 3 in
Provincia (Valdagno, Bassano e
Vicenza). Quasi un centinaio, i
tesserati, con le punte costituite
da Elisabetta Roberti, seconda
nazionale nella categoria Master,
e Andrea Corti, 25° nel settore
Allievi. "L'interesse aumenta
notevolmente in occasione delle
Olimpiadi - sottolinea il Presidente FIS, Roberto Pana- dato che
da sempre l'Italia raccoglie medaglie in queste competizioni ed è
indubbiamente la migliore scuola
al mondo, assieme alla Francia.
Purtroppo, però, alla straordinaria visibilità di quelle settimane,
segue un lungo oblio, nonostante
che le competizioni continuino ad
esserci lo stesso". Discreta la
situazione impiantistica con palestre dedicate in tutte e tre le realtà
dove si pratica scherma, ma solo
Partite in trasferta sia per la Minetti
Vicenza, impegnata nella seconda gara
di coppa di Lega, sia per la Novello
Vicenza. La Palladiogorup.it Vicenza
potrebbe invece festeggiare dopo la
partita casalinga contro Mirandola la
salvezza matematica.
Serie B1 maschile
Sabato 22 aprile, Palacia - PALLA-
DIOGROUP.IT VICENZA - MIRANDOLA.
Serie B1 femminile
Sabato 22 aprile
CAODURO CAVAZZALE - SAN
DONA'
A cura di L.M
CULTURA
17
22 APRILE 2006
L'ex partigiano Vescovi dice no alle strumentalizzazioni politiche della Liberazione
25 Aprile: lo festeggiamo ogni giorno
ma ce lo dimentichiamo
DI ALESSIO MANNINO
"Più importante
delle cerimonie è il
sentimento interiore verso una data
che è simbolo delle
radici ideali della
nostra Repubblica". E' questo il
modo giusto di guardare al 25
aprile, festa della Liberazione dal
nazifascismo, secondo l'ottantacinquenne Cavaliere Giulio
Vescovi, plurimedagliato ex partigiano, presidente dell'Associazione Volontari della Libertà e
vicepresidente dell'Istituto Storico della Resistenza di Vicenza.
Lui che ha parlato alcune volte
come oratore ufficiale è dell'idea
che più che le commemorazioni di
piazza, ciò che veramente conta
per mantenere attuale la memoria
di quel giorno del 1945 è ricordarne il significato dentro di sè:
"quello che veramente importa è
la coscienza del valore di questa
ricorrenza". Valore per nulla superato per Vescovi e che "sta tutto
nella Costituzione del '48, in cui
ci sono gli ideali per cui noi par-
Giulio Vescovi, presidente dell'Associazione volontari della libertà
tigiani combattemmo. Ossia l'unità nazionale, la libertà dall'invasore straniero (e qui la Resistenza fu il coronamento del
Risorgimento) e la solidarietà, la
giustizia sociale. Ideali, si badi
bene, universali: perché nella
Seconda Guerra Mondiale i confini da salvaguardare non erano,
come nella Prima, solo geografici.
Erano confini di coscienza". Unità
e solidarietà nazionale sono state
parole citate dal presidente del
consiglio comunale Sante Sarracco nel suo discorso per il 25 aprile dell'anno scorso, in cui invece
mai parlò di "Resistenza". Sarracco, ex Msi e ora esponente di An,
non fu certamente scelto a caso
come sostituto del sindaco Hullweck - quest'anno assente per la
seconda volta - come rappresen-
tante del Comune di Vicenza (due
medaglie d'oro, la prima città in
Veneto a organizzare la lotta antitedesca). Alleanza Nazionale,
infatti, ha riconosciuto i fondamenti resistenziali della Repubblica, ma nel contempo, in un'ottica che alcuni definiscono "revisionista", cerca di giungere a una
"pacificazione" fra gli italiani che
militarono nei due campi opposti,
fascismo e antifascismo. Proprio
attraverso una visione "unitaria" e
"solidale" di quel periodo. "La
pacificazione c'è già, c'è sempre
stata" ribatte Vescovi: "la Costituzione sancisce libertà e diritti
uguali per tutti, anche per gli allora reduci di Salò. Che infatti poterono organizzarsi nel Movimento
Sociale Italiano". Il problema politico del 25 aprile sta tutto qui:
nella possibile strumentalizzazione di una data che dovrebbe
unire tutti gli Italiani. E invece
l'anno passato proprio Vicenza
diede prova del contrario, con la
selva di fischi di disobbedienti e
noglobal che coprirono la voce
"ufficiale" di Sarracco. "E' la solita
storia degli opposti estremismi
che tentano di usare la Storia. Ma
la Storia è stata scritta e ha dato
il suo verdetto di condanna del
nazifascismo. E se oggi possiamo
scendere in piazza a festeggiare, è
proprio grazie alla sconfitta di
quei regimi". Negli anni immediatamente successivi alla guerra
Piazza dei Signori si riempiva,
toccando la carne viva di ricordi
recenti e dolorosi. Poi, ricorda
Vescovi, "il logoramento del
tempo, il revisionismo storico
incalzante, la mancanza di educazione civica nelle scuole o addirittura l'assenza di una sufficiente istruzione su quei fatti storici,
tutto ciò ha portato a una minore
partecipazione alla festa. Ma sono
i valori alla base della convivenza
di tutti i giorni a rimanere essenziali". Ve lo dice Giulio Vescovi, il
"bandenfuhrer" (capobanda, come
lo definivano i nazisti occupanti)
delle Fiamme Verdi partigiane
dell'Altopiano di Asiago: il 25
aprile è tutti i giorni. Anche se, per
chi non ha dovuto rischiare la vita
per la libertà - "come i giovani che
ora hanno la pancia piena e a cui
non manca niente", dice con un filo
di amarezza Vescovi - è un po' difficile capire questa verità.
SCUOLE
18
22 APRILE 2006
Scuole serali, una realtà che cresce tra corsi d'italiano per stranieri, inglese e internet per adulti
Chini sui banchi
ecco l'altro popolo della notte
DI ILARIO TONIELLO
Le scuole serali, realtà notturne e nascoste, vivono una
seconda giovinezza.
Nate da una
importante
vittoria sindacale negli anni
'70, "all'inizio - racconta
Giovanni Colpo, ex dirigente scolastico dell'istituto
comprensivo 9 - erano come
ispirate alle gesta di Alberto Manzi, il maestro dello
storico programma televisivo Non è mai troppo tardi,
e si concentravano sulla
lotta all'analfabetismo. I
programmi
prevedevano
lezioni per imparare a leggere e a scrivere e le nozioni base di matematica".
Le Serali hanno vissuto un
momento di crisi verso gli
anni '80 quando, grazie alla
scuola dell'obbligo e a un
maggior benessere nelle
famiglie italiane, sono venuti a mancare gli analfabeti.
Ma sono riuscite a sopravvivere alla loro stessa funzione reinventandosi.
"Si cominciò a parlare di
alfabetizzazione funzionale
- spiega il professor Colpo I corsi per la scuola media
che troviamo ancora oggi
conservano pochi elementi
dei programmi rivolti 'di
giorno' ai ragazzi.
Sono invece centrati sull'utilizzo delle nuove tecnologie informatiche e sulle lingue straniere, soprattutto
inglese e francese.
Mentre i corsi paragonabili
alla scuola elementare sono
frequentati
soprattutto
dagli stranieri.
Anche qui il programma è
stato adattato alle esigenze
dei nuovi alunni concentrando gli sforzi sull'apprendimento della lingua
italiana".
Quindi lo spazio educativo
serale è ora rivolto a una
varietà di alunni: stranieri
che imparano l'italiano,
anziani che vogliono utilizzare i computer o si impratichiscono con l'inglese, i
tanti giovani adulti che
hanno cominciato a lavorare subito dopo la scuola dell'obbligo e che ora vogliono
raggiungere la Maturità.
Una realtà ormai lontana da
quella di metà degli anni '70
e delle "150 ore", quelle che
i sindacati erano riusciti a
concordare con i datori di
Le scuole superiori serali
Istituto Classi Alunni totali
Rossi
9
223
Fusinieri 5
135
Da Schio 4
123 alunni
Montagna 3
101 iscritti
Canova 3
66 alunni
As 2005-2006, dati Csa
(Centro servizi amministrativi)
Le prime serali erano ispirate al programma Rai "Non è mai troppo tardi"
lavoro per poter tornare sui
banchi di scuola.
Al momento, grazie all'ultimo intervento ministeriale
del 1997, ci sono i Ctp, i Centri territoriali permanenti.
serali. In città li organizzano l'Its Rossi e Fusinieri, i
Professionali Da Schio e
Montagna e l'Istituto per
Geometri Canova.
I corsi mirano al consegui-
I corsi più seguiti dagli adulti sono quelli di inglese e informatica
In città sono due:
uno a Vicenza est
nell'istituto comprensivo 4 (Barolini), l'altro a Vicenza Ovest nell'istituto comprensivo 9
(con sede nella
scuola
media
Ambrosoli).
Pure gli studi per le
medie superiori si
sono evoluti.
Molti istituti superiori hanno corsi
mento della maturità, concentrando i programmi del
quarto e del quinto anno.
Oltre ai corsi classici sono
attivati tanti altri su argomenti specifici. Ai Ctp pos-
sono iscriversi tutti i cittadini italiani e stranieri che
abbiano già compiuto quindici anni. Gli stranieri devono essere in regola con il
permesso di soggiorno. I
corsi di alfabetizzazione e
di licenza media sono statali e quindi gratuiti e comprendono un contributo per
l'assicurazione, i materiali e
l'uso degli strumenti. Gli
altri corsi (i più gettonati
sono quelli di italiano base,
informatica e lingua inglese) prevedono una quota di
iscrizione variabile a seconda della durata e del tipo di
corso ma in genere si tratta
di poche decine di euro.
Per rispondere alle nuove
esigenze sono nati dei corsi
che uniscono pratica e teoria.
"Gli ultimi percorsi formativi in corso di attivazione anticipa Giovanni Colpo sono dei corsi che mescolano l'istruzione media superiore di base con quella degli
istituti professionali per
portare ad una qualifica
operativa e paragonabile
allo studio di due-tre anni
delle superiori".
Da semplici corsi dove si
imparava a scrivere nome e
cognome alle lezioni di spagnolo, arabo, inglese e a
quelle in cui arzilli vecchietti pigiano i tasti dei
computer.
Cosa penserebbe in queste
aule il Maestro Manzi?
Sicuramente la stessa cosa:
non è mai troppo tardi.
TEMPO LIBERO
19
22 APRILE 2006
Grazie al passaparola il film che documenta la vita nella
Grande Certosa di Grenoble è il caso del momento
Preghiere nel silenzio, i monaci
conquistano il grande schermo
esperienza. P. Groening, dopo diciannove anni
di attesa, ha avuto il permesso dai Frati Certosini della Grande Chartreuse sulle Alpi francesi vicino a Grenoble - la Casa Madre dell'Ordine - di passare con loro sei mesi, filmandone la vita. Rigidissime le regole che gli sono
state imposte: niente attrezzature (se non
un'unica camera, a mano), niente luci artificiali, niente suoni aggiunti (solo le musiche e
i canti liturgici) niente interviste o 'interpretazioni' da parte dei monaci, nessun commento parlato o scritto, a parte poche citazioni da
testi religiosi.
Il risultato è un documento raro e prezioso di
uno stile di vita immensamente lontano dal
nostro.
Povertà essenziale, ordine, silenzio, meditazione, fede assoluta.
DI Giuliano Corà
IL GRANDE SILENZIO (P. Groening, Germania/Svizzera, 2005)
Uscito in poche copie, questo film è divenuto,
solo per effetto del passaparola, una specie di
blockbuster, tanto da obbligare la produzione
a stamparne in fretta un'altra cinquantina.
Migliaia di persone sono andate a vedere un
film in cui non succede niente, non ci sono dialoghi né colonna sonora, non ci sono belle
donne da ammirare, e nemmeno una storia.
Più che documentario - mai come in questo
caso il termine sarebbe inadatto quanto avvilente - lo si potrebbe definire documento, ed
ancor meglio testimonianza, meditazione,
Non è importante 'quale' Dio preghino i certosini, ma l'intensità con cui si immergono nel
Divino, la certezza con cui lo percepiscono in
ogni gesto quotidiano.
Questo è il senso dell'arrestarsi, a volte, della
macchina su particolari apparentemente insignificanti: non inutili preziosismi estetici, ma
testimonianze della 'divinità' dei momenti e
del tempo.
Liberati dai legami della contingenza, i Certosini trovano l'essenzialità. In questo e in molto
altro ancora il pubblico ha trovato la ragione
per vedere questo film.
A questo, anche, è dovuto il silenzio religioso
che scende sulla sala durante la proiezione.
Un film di profondo valore morale e culturale,
una rara occasione che ci è data, un'esperienza spirituale da non perdere.
Vino, birra e liquori vanno presi a piccole dosi. Attenzione alle controindicazioni
Bevande alcoliche: sì, ma in quantità controllata
DI LARA SIMONE
In alimentazione, come in farmacologia, è la quantità che rende "buono o cattivo" un cibo.
Per il vino l'intervallo fra dose accettabile e dose
pericolosa è però abbastanza ristretto e condizionato da molteplici variabili come il sesso, l'età,
le modalità ed i ritmi di assunzione rispetto ai
pasti, che ne condizionano la velocità di assorbimento.
La dose quotidiana di alcol, che una persona in
buona salute può concedersi senza incorrere in
gravi danni, non può essere stabilita da rigide
norme, poiché le variabili individuali sono davvero tante: quella che è considerata una dose mode-
rata per un individuo può
essere eccessiva, invece, per
un altro. Un consumo moderato può essere indicato
entro il limite di due-tre
Unità Alcoliche al giorno per
l'uomo, non più di una-due
per la donna e non più di una
per gli anziani. Una unità
alcolica corrisponde a circa
12 grammi di etanolo, quantità contenuta in un bicchiere piccolo (130 ml) di vino di media gradazione o
in una lattina di birra (330 ml) di media gradazione o in una dose da bar (40 ml) di superalco-
lico. Ovviamente queste sono
le dosi di alcol "consentite"
durante i pasti a soggetti adulti, in assenza di problemi epatici, in buona salute fisica e
mentale. Deve essere evitata
del tutto l'assunzione di alcol
durante l'infanzia, l'adolescenza, la gravidanza e l'allattamento. Oltre questo limite
gli effetti negativi cominciano
a prevalere su quelli positivi
(riduzione del rischio cardiovascolare e possibili
effetti antiossidanti). Gli effetti negativi sono, per
le assunzioni occasionali, i ben noti effetti sul siste-
ma nervoso e sull'organismo in generale, che possono compromettere l'attenzione, l'autocritica e
la coordinazione motoria (sono noti a tutti gli esiti
della guida in tali condizioni). L'abuso cronico di
alcol è invece responsabile di una serie di danni a
vari organi ed apparati in particolare al sistema
nervoso, sia periferico (nervi) che centrale (cervello), all'apparato digerente ed al sistema cardiovascolare; può inoltre contribuire all'aumento
dei trigliceridi nel sangue e all'aumento del peso
corporeo.
Conviene sempre farsi consigliare dal proprio
medico, ovviamente, nel caso si assumano farmaci, per alcuni dei quali il consumo di alcol dovrà
essere ridotto o evitato.
Arriva in libreria la raccolta completa dei versi di una poetessa ancora troppo poco conosciuta
Le visioni poetiche di Elizabeth Bishop
DI Giovanni Magalotti
Elizabeth Bishop, Miracolo a colazione, Adelphi,
296 pp., Euro 27
La poetessa americana Elizabeth Bishop (1911-1979)
è certamente poco conosciuta in Italia, nonostante
la critica specializzata l'abbia spesso accostata ad
autrici di alto livello come Emily Dickinson ed Anne
Sexton, e nonostante Iosif Brodskij, autore delle
Fondamenta degli Incurabili, abbia parlato di lei
come della "Callas della poesia del '900". Adelphi
colma ora questa lacuna pubblicando Miracolo a
colazione, la raccolta completa, se si eccettuano
alcune prove giovanili, dell'opera poetica della
Bishop, tradotta da Damiano Abeni, Riccardo
Duranti e Ottavio Fatica, con una nota di quest'ultimo.
In vita, Elizabeth Bishop fu anima ondivaga e itinerante, schiva e appartata, e i suoi versi paiono
riflettere questa condizione di perenne inadeguatezza: il suo mondo poetico nasce da fatti casuali,
contingenze biografiche, taccuini di viaggio.
Eppure colpisce la freschezza delle sue composizioni, una spontaneità fatta di parole domestiche,
spoglie. Una naturalezza che solo in apparenza con-
trasta con la cura estrema nella scelta dei termini
più appropriati. La spiccata vocazione per la luce e
il colore si traduce, poi, nella preferenza accordata
a visioni quasi surreali in cui l'ordine e il disordine
viaggiano insieme fino all'epifania decisiva.
Come dimostra la poesia Insonnia:
La luna nello specchio del comò
guarda milioni di miglia lontano
(e forse, con orgoglio, a se stessa,
ma non sorride, non sorride mai)
via lontano lontano oltre il sonno,
o forse è una che dorme di giorno.
Se l'Universo volesse abbandonarla,
lei gli direbbe di andare all'inferno,
e troverebbe una distesa d'acqua
o uno specchio sul quale indugiare.
Tu dunque metti gli affanni in un sacco
di ragnatele e gettalo nel pozzo
nel mondo alla rovescia dove
la sinistra è sempre la destra,
dove le ombre in realtà sono corpi,
dove restiamo tutta notte svegli,
dove il cielo ha tanto poco spessore
quanto è profondo il mare e tu mi ami d'amore.
“CONNETTORE A SECCO AL-FER”
(BREVETTATO)
Il “connettore a secco AL-FER” nasce in tempi
recentissimi per migliorare, sotto tutti gli aspetti
di praticità, semplicità ed economia. Destinato a
sostituire così la maggior parte dei metodi utilizzati negli ultimi 20 anni.
Il “connettore a secco AL-FER” è composto da
un unico perno metallico ottenuto da una barra
ø16 opportunamente lavorata con filettatura per
legno nella parte da fissare sulla travatura. Nella
porzione corrispondente all’assito la barra rimane liscia, mentre torna con lavorazione a testa
esagonale dotata di scanalature nella parte da
annegare nel calcestruzzo.
Il “connettore a secco AL-FER” è costituito da
un unico perno opportunamente sagomato per
il miglioramento dell’aggancio meccanico al
legno e al calcestruzzo.
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Completo recupero statico della parte in legno.
Possibilità di migliorare l’isolamento termoacustico,
inserendo un pannello di materiale isolante tra i tralicci.
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4. Tutto il pre-esistente non viene assolutamente
danneggiato.
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6. Durante la posa non vengono adoperati liquidi (il getto o
boiacca sono tenuti separati da un telo impermeabile).
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21
Vivi l’Area Metropolitana
22 APRILE 2006
L’esposizione prosegue a Brescia fino al 4 maggio
"Grazie Giulio" Personale di Giulio Turcato
La Galleria PaciArte contemporanea di via C.Cattaneo 20/b, Brescia ospita, fino al 4 maggio, la
mostra Personale dedicata a Giulio Turcato dal
titolo "Grazie Giulio".
L'evento è un fatto concreto della Galleria per
rendere omaggio a uno
degli artisti culturalmente più poliedrici del secolo scorso, incontestabile
fautore d'innovazione
artistica nel suo modo
unico di comunicare
attraverso l'unione tra
colore e materia.
Al di là delle tappe fondamentali della vita di questo
grande artista, ciò che ha
stabilito che Turcato lasciasse una traccia indelebile
sulla strada dell'arte moderna e contemporanea è stato
il suo individualismo, il
nomadismo interiore che lo
ha portato a stabilirne un'unicità di linguaggio dove
vige imperante la sua formacolore.
Impegnato da sempre socialpoliticamente, appassionato
di scienze(dalla biologia,
all'entomologia, all'astronomia), viaggiatore, ricercatore,
personaggio fortemente ironico ed in continua evoluzione,
Giulio Turcato respira gli
eventi del suo tempo per trasportarli all'immortalità sulla
tela, con l'unicità di un linguaggio nuovo dove saggiamente dosa mescolanza tra
materiali inediti per la pittura(quasi ispirati ad una rievocazione dadaista)ed esplorazione nell'uso di nuovi soggetti.
Nel '50 le creazioni derivano
da esperienze vissute socialpoliticamente
(serie
dei
"Comizi", delle"Rovine" e delle
"Libertà")dove nello stile
ricorda ancora il post cubismo
e la tavolozza di Matisse.
Nel '60 è lampante la sua esal-
tazione nel seguire le imprese
spaziali ('57 Laika, bastardino
russo, primo essere vivente
lanciato nello spazio; nel'61
Yuri Gagarin primo essere
umano in orbita, e nel '69 Armstrong sbarca sulla luna…) che
faranno dell'arte di Turcato
strumento di sfogo nel sognare l'universo. Lui che farà della
sua tela luogo di conquista
interplanetaria, trasportando
pezzi di altri pianeti all'interno della sua realtà usando
strumenti inconsueti per la pittura e tuttavia efficacissimi per
il suo scopo, come la gommapiuma e le sabbie, l'unione del
catrame all'olio, le polveri
d'argento. "Superfici lunari" ,
"reticoli" ed "arcipelaghi" nacquero così, dal suo sbirciare
fuori dai finestrini durante i
viaggi in aereo, da studi di
astronomia, dai racconti e da
immagini dei tg.
Turcato non si
stancherà mai di
elaborare nuova
vita all'espressione attraverso la
"forma-colore",
studio che lo
accompagnerà
nel lungo viaggio
che dall'influenza di Balla lo guiderà all'astrattismo, attraversando con la sua polimatericità il colorismo. Gli effetti
cangianti e fluorescenti lo porteranno sempre più in là,
"oltre" ad ogni gruppo, al
di là d'ogni stile, nel superamento anche dell'informale.
Con Giulio Turcato tutto
diventa "pretesto", occasione per inventare nuove
forme e colori che possano
ridefinire l'immaginario,
la sua stessa vita è un'altalenante concentrazione/distrazione dove le
passeggiate senza meta né
appuntamenti lo trascinano a
nuove fonti d'ispirazione.
"Ciò che egli chiede per poter
dipingere è un'emozione,
un'emozione che esorbiti dal
limite del quadro, un'impulso
surrealista senza bisogno d'inconscio, capace non di dramma romantico ma di forma e
colore…" Così lo raccontava
Lionello Venturi, ora, ad undici anni dalla sua morte (Roma
1995) la Galleria PaciArte vive
la stessa ispirazione nel scegliere di dar vita a questa
mostra: l'Emozione.
Farsi trasportare "oltre" dall'emozione, per arrivare con le
opere di Turcato fino alla luna.
Orario: dal martedì al sabato
dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle
20; domenica 15.30-19.30
(possono variare, verificare
sempre via telefono). L'ingresso è libero.
TRENTO
Inaugurazione il 22 aprile alle 16 a palazzo Geremia
Arte, devozione e
antincendio a Trento
In mostra dal 22 aprile al 7 maggio
"Santa Barbara e San Floriano … pregate per noi. Arte,
devozione e antincendio in
Trentino" questo è il titolo
della mostra che da sabato 22
aprile a domenica 7 maggio
verrà allestita a Trento nei
locali di Torre Mirana a
Palazzo Thun (via Belenzani 3). La mostra sarà aperta
tutti i giorni sia festivi che
feriali (dalle 9 alle 12 e dalle
14.30 alle 19.30), sarà accessibile anche ai disabili, avrà
TREVISO
In mostra fino al 14 maggio nella Casa dei Carraresi
La storia della Cina
in mostra a Treviso
L'esposizione La
Via della Seta
continua a registrare un numero
crescente di prenotazioni:
per
questo motivo il
presidente
di
Fondazione Cassamarca, on. Avv.
De Poli, insieme
al curatore della
mostra, Adriano Màdaro, ha
deciso di posticipare la data di
chiusura a domenica 14 maggio
inclusa.
L'esposizione di reperti inediti,
finora mai usciti dai caveaux dei
musei cinesi, sapientemente
selezionati dalle collezioni del
Museo Storico nazionale della
Cina, e dei Musei disseminati
lungo i percorsi della Via della
Seta; la promozione del progetto da parte di Fondazione Cassamarca, la partnership con
l'Accademia Cinese di Cultura
Internazionale, la collaborazione della Fondazione Italia-Cina,
l'alto patronato del Presidente
della Repubblica: tutto ciò ha
contribuito a rendere La Via
della Seta un evento di portata
internazionale, "il più importante evento in Europa nella
campo della collaborazione culturale", parafrasando il Prof. Lu
Tongliu, presidente dell'Accademia.
Puntare tutto sulla dimensione
scientifco-culturale, dare al progetto un significato più ampio,
inquadrandolo in un'ottica di
visite guidate e ingresso
gratuito per tutti. L'idea
della mostra nasce dalla
volontà di indagare la storia dell'antincendio e
della fede ad essa collegata privilegiando l'aspetto artistico attraverso
opere in grado di evidenziare il culto riservato in
terra trentina sia a san
Floriano che a santa Barbara.
In mostra verranno esposte dozzine di preziose
testimonianze d'arte e di
storia: statue, quadri,
libri, documenti d'archivio e foto d'epoca provenienti da collezioni pubbliche e private, laiche ed eccle-
collaborazione
tra i popoli, ha
premiato: oltre ai
visitatori tradizionali, questa
prima tappa del
ciclo espositivo,
ha suscitato - e
continua a suscitare - l'interesse
di studiosi ed
esperti di fama
internazionale che ne hanno
gratificato intenti e realizzazione.
Ad ulteriore riconferma della
risonanza internazionale dell'evento: la successione delle Dinastie legate a La Via della Seta,
raccontata attraverso l'esposizione di oltre 200 preziosissimi
pezzi, sta richiamando visitatori da tutta Italia e dalle principali capitali europee.
E' già in corso la preparazione
della seconda tappa dell'ampio
progetto che porterà a Treviso,
fino al 2012, l'intera storia della
Cina Imperiale: "Il tesoro dei
Mongoli", che sarà inaugurata
nel 2007 e sarà dedicata alle
Dinastie Liao, Jin e Yuan, con
una sezione riservata alla Dinastia Song, travolta dagli eserciti di Kubilai Khan all'epoca di
Marco Polo.
L'evento nella Casa dei Carraresi è riuscito a far interagire felicemente la città di Treviso con
la cultura cinese. L'interesse
suscitato dalla mostra ha fatto
registrare un incremento sensibile del turismo.
siastiche di tutta la provincia. Tali opere, volutamente
così diversificate, sono state
scelte con l'intento di esplorare, o piuttosto di saggiare
attraverso esempi, l'ambito
nel quale ci si muove e di fornire un'idea della sua
ampiezza cronologica, spaziale e tipologica.
Voluta dalla Federazione dei
Corpi dei Vigili del Fuoco
Volontari della Provincia di
Trento la mostra è curata dal
professor Pietro Marsilli e
dall'architetto Andrea Brugnara.
DI
PAGINA
ELENA BURRI
22 APRILE 2006
22 VICENZAPIÙ ATTUALITÀ
Bottoli:una comunicazione
per arrivare ai cittadini
L'avvocato Vittorio Bottoli, riconfermato recentemente difensore civico
regionale fino al 2010, ha spiegato
l'importanza di questa istituzione, al
servizio dei cittadini, affinché gli interessi e i diritti degli stessi siano tutelati e garantiti.
"L'attività del difensore civico regionale è caratterizzata principalmente
dall'ascolto delle istanze dei cittadini, che lamentano lesioni subite per
comportamenti da parte della Pubblica Amministrazione.
Quando l'istanza è degna di accoglimento il difensore civico si adopera affinché il caso venga risolto al
meglio".
Ma per promuovere la conoscenza
dei profili di questo organo e l'adeguata informazione sull'attività che le
è propria, è importante che vi sia una
corretta comunicazione? "Si. Lo
stesso legislatore che ha costituito la
difesa civica con la legge dell'88 ha
stabilito la necessità o meglio il dovere del difensore civico di fare, con i
fondi messi a disposizione dal consiglio regionale, una opportuna
comunicazione". In effetti la stessa
si propone due fondamentali obbiettivi. Da un lato, rendere edotti i cittadini dell'esistenza e della possibi-
lità di investire, per la tutela dei propri diritti presunti lesi, un'autorità
diversa da quella giurisdizionale ordinaria, caratterizzata dalla gratuità e
tempestività.
Dall'altro lato, la comunicazione deve
rivolgersi alla Pubblica Amministrazione facendone emergere l'attività
di collaborazione e di mediazione,
pur denunciandone talvolta le disfunzioni e gli abusi di determinati comportamenti.
"Questa comunicazione ha bisogno
di espletarsi attraverso dibattiti, conferenze e convegni che, in cinque
anni di esperienza,- ha commentato
Bottoli- abbiamo ravvisato essere
molto ben seguiti e molto ben accetti da parte dei cittadini, ai quali si spiega l'importanza di essere considerati titolari dei diritti e quindi sovrani".
All'opera della comunicazione si
accompagna inoltre la promozione
della cultura della difesa civica. Il cittadino non solo deve essere portato
a conoscenza dell'esistenza di questo strumento ma attraverso dibattiti e continui contatti, sviluppare una
nuova forma di cultura che non è
niente altro che la cultura dei diritti
della garanzia e tutela degli stessi.
Peraltro l'importanza della comuni-
cazione si ravvisa nel fatto che nel
secondo dopo guerra abbiamo assistito a due fenomeni epocali: da una
parte "l'internazionalizzazione" dei
diritti umani (dichiarazione dei diritti
dell'ONU), dall'altra la "moltiplicazione" degli stessi. Non si parla più
del diritto dell'uomo in senso astratto ma di "nuovi diritti" della donna,
del fanciullo, dell'anziano del
disabile; quelli che Norbeto Bobbio ha definito come "la nuova
era dei diritti" e il Cassese, noto
costituzionalista, "una galassia
in rapida e continua espansione".
"Non a caso -ricorda Bottoli- la
nostra regione insieme al FriuliVenezia Giulia ha dimostrato molta
sensibilità istituendo la figura del
pubblico tutore dei minori, una particolare forma di tutela e garanzia nei
confronti di classi più deboli. Promuovere queste forme di cultura conclude Bottoli- è fondamentale e
quindi è opportuno che i politici si
rendano conto che la rappresentanza per cui vengono richiesti fondi
importanti non è per avere una maggiore visibilità ma è assolutamente
essenziale per sensibilizzare i cittadini".
INTERVIENE NEI CONFRONTI DI
DIFENSORE CIVICO
Un servizio gratuito e veloce che garantisce
i diritti dei cittadini nei confronti della pubblica
amministrazione.
Il Difensore Civico
è stato istituito dal consiglio
Regionale del Veneto
Chiama il numero verde
800 294 000
UFFICIO DEL DIFENSORE CIVICO
CHI E' IL DIFENSORE CIVICO
Il Difensore Civico tutela i diritti dei cittadini nei confronti della Pubblica
Amministrazione
E' un organo di tutela dei cittadini istituito dalla Regione Veneto;
E' indipendente e non è soggetto ad alcun controllo
E' nominato dal Consiglio Regionale ogni 5 anni e può essere riconfermato
per una sola volta
E' tenuto a presentare una relazione annuale al Consiglio Regionale ed al
Parlamento
Regione e sue Aziende
Aziende sanitarie
Comuni, Province, Comunità Montane e loro Consorzi, laddove non sia
presente un Difensore civico locale
Altri Enti Pubblici operanti nel territorio regionale
Amministrazioni statali periferiche (per es.: prefetture, ufficio del registro,
motorizzazione civile, ecc.)
IN QUALI MATERIE INTERVIENE
Sanità ed igiene
Previdenza e Assistenza
Territorio e Ambiente
Tasse, Tributi, canoni, sanzioni amm.ve
Istituti di partecipazione e procedimento amministrativo
Attività produttive
Istruzione e formazione professionale
COSA FA IL DIFENSORE CIVICO
Interviene in caso di disfunzioni o abusi della Pubbliche Amministrazioni
Può chiedere l'esibizione di qualsiasi atto o documento anche se segreto
Promuove la costituzione di tavoli di confronto e di accordo (conferenze di
servizi)
Indirizza il cittadino verso le più idonee strutture e lo consiglia sulle iniziative
o i rimedi da adottare
Promuove la risoluzione conciliativa (mediazione) delle controversie
Svolge compiti di sollecitazione nei confronti dei responsabili dei procedi
menti
Può chiedere l'attivazione di procedimenti disciplinari a carico di funzionari
inadempienti
Svolge attività di impulso e di proposta nei confronti delle Pubbliche Ammi
nistrazioni
22 APRILE 2006
APPUNTAMENTI
23
A Vicenza Comincia la tradizionale rassegna primaverile di musica classica.
Ma il calendario della settimana offre anche grande jazz a Thiene e Paolo Portoghesi in Basilica
Brahms e Mozart, va in scena il Suono dell'Olimpico
MUSICA
Sabato 22 aprile
Ore 21, Teatro Olimpico.
Con una serata dedicata a Brahms
prende il via la rassegna "IL
SUONO DELL'OLIMPICO", la
serie di concerti di primavera
organizzata dall'Orchestra del
Teatro Olimpico in collaborazione con il Comune. Il programma
del primo appuntamento si apre
con un omaggio al compositore
milanese G. Zuini, seguito da due
brani di Johannes Brahms: il Concerto per pianoforte n. 1 in Re
minore e la Sinfonia n.2 in Re maggiore detta Pastorale. A dirigere
l'orchestra ci sarà il maestro
Francesco Di Mauro, mentre al pianoforte solista suonerà Brigitte Engerer.
Biglietti 20 e 15 Euro. Info:
Botteghino del Teatro
Olimpico
Tel.
0444/222801.
Ore 21, all'Auditorium di
Thiene.
Per la rassegna ALMA JAZZ
FEST, concerto del giovanissimo
sassofonista
FRANCESCO
CAFISO, uno degli interpreti più
VICENZAPIU’ VIVA
Vicenza Più Viva:
finalmente
la buona notizia
È la rubrica che mancava in città:
una pagina dove ogni settimana i
vicentini potranno annunciare la
gioia di un figlio, la celebrazione
di un matrimonio, il conseguimento della laurea.
Perciò forza genitori, sposini e
neo-laureati: chiamando al
numero 0444 923362 o inviando
un'e-mail all'indirizzo [email protected] potrete dare
a Vicenza una buona notizia… in
Più.
Tanti auguri
I compleanni
di questa settimana
Benvenuti
Lo spazio dedicato ai nuovi vicentini
Benvenuto Luca
Luca Paveglio è nato il 23 marzo
coreografie con 132 personaggi tra
comparse e solisti, organizzato
dal Cento Idea Danza. Nella parte
di Simba adulto c'è Samuel Peron,
il ballerino vicentino diventato un
volto televisivo dopo la partecipazione alla trasmissione di Raiuno "Ballando con le stelle". Ingresso 12 euro (6 il ridotto).
Ore 20,45, Teatro Busnelli di Dueville.
S.M.S. STARIA MEJO SENSA….
È questo il titolo dello spettacolo
cabarettistico portato sul palcoscenico dai SEVEN GNOMS, una
esilarante carrellata sui mezzi d
comunicazione vecchi e nuovi, dal
pony express ai videotelefonini.
Ingresso 7 euro, ridotto 5.
Domenica 23 aprile
Ore 21, Auditorium di Thiene.
Si conclude la rassegna ALMA
JAZZ FEST con il doppio concerto del MAX FERRAUTO QUARTET, e della LYDIAN SOUND
ORCHESTRA diretta da RICCARDO BRAZZALE. Ingresso
intero Euro 10,00 Ridotto Euro
8,00. Info: 0445/804745.
MANIFESTAZIONI
Mamma Gabriella e papà
Stefano sono felici di presentare il piccolo Luca che
ha deciso di allietare il
mondo con la sua presenza dal 23 marzo!
Confetti rossi
I neo “dottori” della città
22 aprile
Tanti auguri Mario
Festeggiamo insieme i 75 anni di
zio Mario Gallio. Tanti auguri,
gli amici e i parenti
Tanti auguri Diego
Il 22 aprile
Diego
Crestani
compie 5
anni. Auguri
affettuosi da
mamma
Dulce, papà
Emmanuele e
nonni Rita e
Gino
apprezzati sulla scena del jazz italiano, che per l'occasione sarà
accompagnato al pianoforte da
Riccardo Arrighini. Ingresso intero Euro 10,00 Ridotto Euro 8,00.
Info: 0445/804745.
Ore 20,30, all'Auditorium di
Marano Vicentino
Serata di musica e poesie dedicata alla memoria storica. Il programma prevede la presentazione
della canzone "A Silva" e del relativo video del cantautore LUCA
BASSANESE, la presentazione
del Cd multimediale di Sandro
Pupillo, dell'Istituto Storico della
Resistenza, e la lettura di poesie
di Carlo Pessotto. Ingresso libero.
Info: 0445/622897.
Auguri a Elena
Fortuna, neo
laureata in
Scienze dell'educazione
Sabato 22 e domenica 23 aprile
SAGRA DELL'ASPARAGO DI
MAROLA - Per due giorni, nel
piazzale della chiesa si Marola,
sono in programma serate danzanti e uno stand gastronomico
con specialità a base di asparagi.
Ore 22, alla Gabbia Music Club di
Pove del Grappa.
Concerto per gli amanti del metallo pesante, con l'esibizione dei
SADUS, il gruppo guidato dal bassista dei Testament e dei Death.
Suonano anche i GORY BLISTER
e i DARKANE. Info: 329/7435240
- 333/4388483.
Mercoledì 26 aprile
Ore 21 Teatro Olimpico
Il secondo appuntamento della
rassegna "IL SUONO DELL'OLIMPICO" prevede una serata
interamente mozartiana, in cui
l'Orchestra del Teatro Olimpico
proporrà l'ultimo concerto scritto dal musicista salisburghese, il
Concerto per pianoforte e orchestra n. 27 in Si bemolle maggiore,
e la Sinfonia n. 40 K 550 in Sol
minore, considerata
uno dei capolavori assoluti di Mozart. Direttore dell'Orchestra sarà
Jesus Medina, con la
pianista Cristina Ortiz
nel ruolo di solista.
TEATRO
Sabato 22 aprile
Ore 20,45, Teatro Arena
di Sandrigo.
Ritorna in scena il musical "IL RE LEONE", due
ore di danze, musiche e
Domenica 22
SAGRA DEI NANI
A Vicenza, Nella Valletta del
Silenzio, torna il tradizionale
appuntamento con la Sagra dei
Nani. Una giornata in allegria con
un programma fatto di passeggiate ecologiche tra i viottoli di San
Bastian, musica per i bambini e il
cabaret dei Seven Gnoms e dell'Anonima Magnagati per i più
grandi.
MOSTRE
PAOLO PORTOGHESI
È aperta dal 21 aprile in Basilica
Palladiana la retrospettiva dedicata ad uno dei più grandi architetti italiani e intitolata "Storia e
Natura, omaggio a Palladio". In
cinque sezioni, viene proposta
una carrellata a 360 gradi sull'attività del maestro romano, con
riferimenti anche alla sua attività
di storico, teorico e animatore culturale. Biglietto 7 euro, ridotto 5.
A cura di Luca Matteazzi
È divertente
diventare campioni
Camp estivi di perfezionamento nella pallavolo – Estate 2006
Nella prima e seconda settimana di luglio il Vicenza
Volley organizza i suoi campi
estivi, sessioni di allenamento dedicati ai ragazzi dai 6 ai
14 anni.
La costa Sorrentina e i
monti della Valsugana si
trasformeranno nei laboratori dove i futuri campioni potranno divertirsi ad affinare la
propria tecnica.
Due settimane intense con
gli stessi allenatori che
hanno portato ai massimi
livelli il settore giovanile del
gruppo sportivo vicentino.
Due settimane di divertimento, grazie all’animazione e ai
giochi che rendono la permanenza piacevole e appassionante.
Borgo Valsugana
(Trento)
dal 2 all’8 luglio
Vicenza Volley è un gruppo sportivo che schiera 14 squadre dirette,
tra cui la Minetti Infoplus Vicenza,
regina della A1 femminile, e la
Sant’Agnello di Sorrento
Palladiogroup.it Vicenza, forza
(Napoli)
emergente della B1 maschile, e
dal 9 al 15 luglio
affilia 25 società in tutta Italia, i
Vicenza VolleyCenter, sparsi da
Palermo a Pordenone.
Il settore giovanile è famoso per il
ricco vivaio, trampolino di lancio
per molte atlete (come Monica De
Gennaro, Isabella Zilio, Valentina
Fiorin, Paola Paggi, ecc.) che ora
giocano in A1, A2 e in nazionale. Le
giovanili del Vicenza Volley hanno
conseguito grandi vittorie, come 1
scudetto assoluto under 19, 1 scudetto di lega di A under 17, 2 scudetti di beach volley 4x4 under 17 e
tanti titoli e finali provinciali e regionali.
Per maggiori informazioni chiamate il numero 0444
922 766
o inviate una e-mail a [email protected]
www.vicenzavolley.it

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