MT_O001__0 manuale trafo in olio 2009

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MT_O001__0 manuale trafo in olio 2009
MT.O.001 rev.01
Installazione e manutenzione
Trasformatori di distribuzione
MT/BT in olio
con conservatore ed ermetici
MANUALE UTENTE
• italiano
BROLLO SIET S.r.l. – Via Mazzini, 24 – 31031 CAERANO SAN MARCO (TV) – tel +39.(0)423.6574 – Fax +39.(0)423.650.337
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MT.O.001 rev.01
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2
MT.O.001 rev.01
INDICE
1.
2.
2.1
2.2
3.
3.1
3.2
3.3
3.4
3.5
4.
4.1
4.2
4.3
4.4
4.5
4.6
4.7
5.
5.1
5.2
5.3
5.4
5.5
5.6
5.7
5.8
5.9
5.10
5.11
5.12
6.
6.1
6.2
6.3
7.
7.1
7.2
3
Pag.
INTRODUZIONE
5
ACCESSORI
5
Accessori Normali _______________________________________________________________ 5
Accessori Speciali (a richiesta) _____________________________________________________ 6
SPOSTAMENTI E GIACENZA
9
Trasporto e ricezione _____________________________________________________________
Sollevamento ___________________________________________________________________
Cambio della direzione dei rulli _____________________________________________________
Traslazione_____________________________________________________________________
Giacenza_______________________________________________________________________
9
9
9
9
9
INSTALLAZIONE
Montaggio dell’essicatore d’aria ___________________________________________________
Dispositivi di raccolta e di spegnimento dell’olio ______________________________________
Dimensione del locale ___________________________________________________________
Ancoraggio ____________________________________________________________________
Collegamenti di potenza _________________________________________________________
Messa a terra __________________________________________________________________
Collegamenti ausiliari____________________________________________________________
MESSA IN SERVIZIO
Pulizia ________________________________________________________________________
Rigidità dielettrica del liquido isolante ______________________________________________
Livello del liquido isolante ________________________________________________________
Aste spinterometriche ___________________________________________________________
Collegamenti __________________________________________________________________
Commutatore di prese___________________________________________________________
Funzionamento in parallelo _______________________________________________________
Essiccatore d'aria _______________________________________________________________
Dispositivo di protezione DGPT2 ___________________________________________________
Relé Buchholz _________________________________________________________________
Termometro a quadrante ________________________________________________________
Messa in tensione ______________________________________________________________
FUNZIONAMENTO
10
10
10
12
12
12
12
12
13
13
13
13
13
14
14
14
14
14
16
16
16
16
Sovraccarichi __________________________________________________________________ 16
Riduzioni di carico ______________________________________________________________ 17
Carico squilibrato _______________________________________________________________ 17
CAMBIO DELLE TENSIONI
18
Lato MT ______________________________________________________________________ 18
Lato BT_______________________________________________________________________ 18
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8.
8.1
8.2
8.3
8.4
8.5
8.6
8.7
8.8
9.
MANUTENZIONI
Livello del liquido isolante (unità con conservatore) ___________________________________
Sali dell'essiccatore d'aria (unità con conservatore)____________________________________
Pulizia degli isolatori ____________________________________________________________
Verifica del DGPT2 (unità ermetica) ________________________________________________
Verifica del relé Buchholz (unità con conservatore)____________________________________
Posizione delle aste spinterometriche _______________________________________________
Rigidità dielettrica del liquido isolante (unità con conservatore) __________________________
Filtrazione del liquido isolante (unità con conservatore) ________________________________
SCHEMI DI COLLEGAMENTO
4
19
19
19
19
19
20
20
20
20
21
-
BROLLO SIET S.r.l., in seguito designata solo come BROLLO SIET, si riserva il diritto di apportare modifiche al prodotto in
qualsiasi momento e senza comunicazione preventiva.
-
Il presente manuale si riferisce solo all’unità a cui è allegato e non può ritenersi riferito a simili unità ancorché prodotte da
BROLLO SIET.
-
Questo manuale non può essere riprodotto in qualsiasi forma o sua parte, oppure tradotto in altre lingue senza il preventivo
consenso scritto di BROLLO SIET.
-
BROLLO SIET non potrà essere ritenuta responsabile per eventuali danni causati a persone o cose a seguito di errori e/o
omissioni contenuti in questo documento.
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1.
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INTRODUZIONE
Le presenti istruzioni riguardano i trasformatori di distribuzione immersi in liquido isolante (olio minerale,
liquido siliconico), con raffreddamento naturale, aventi le seguenti caratteristiche:
— Tensione massima di esercizio inferiore o uguale a 36 kV
— Potenza nominale da 100 a 5.000 kVA
nelle due versioni costruttive:
— respirante con conservatore (costruzione standard)
— ermetico a riempimento integrale (costruzione su richiesta).
Le caratteristiche elettriche di riferimento sono riportate sulla targa, montata su ogni trasformatore. Esse
sono:
Potenza in kVA: è la potenza che il trasformatore può erogare in servizio continuo;
Matricola: identifica il trasformatore in modo univoco e viene riportata su ogni documento che lo
accompagni (DDT, certificati di collaudo);
Anno: anno di fabbricazione;
N° fasi: indicazioni del numero di fasi del sistema di alimentazione;
Frequenza: deve essere identica alla frequenza della linea di alimentazione;
Primario (tensione primaria): è la tensione nominale alla quale è predisposto il trasformatore;
Secondario (tensione secondaria): è la tensione alla quale è predisposto il trasformatore:
Livello di isolamento: FI = tensione nominale di tenuta a breve durata a freq. industriale; IA =
tensione nominale di tenuta ad impulso atmosferico;
Classe di isolamento termico: B o F (B = 80°K; F = 100°K);
Tensione di corto circuito: impedenza del trasformatore;
Gruppo di collegamento: Es. DYn11: Collegamento primario – collegamento secondario – neutro
indice di sfasamento orario;
Protezioni IP: grado di protezione del trasformatore;
Peso: peso totale del trasformatore.
Norme di riferimento:
CEI 14-4
CEI 14-28
EN 60076
IEC 60076
2.
CEI 14-13 (1993)
ACCESSORI
2.1.
Accessori Normali
Isolatori di MT e BT — Permettono l'allacciamento del trasformatore a linee sia in rame sia in alluminio.
Sono normalmente montati sul coperchio del trasformatore con l'interposizione di una guarnizione elastica
per ridurre l'entità degli sforzi che possono localizzarsi sulla porcellana e per assicurare una perfetta tenuta.
Gli isolatori MT possono essere provvisti, su richiesta, di aste spinterometriche.
Commutatore di prese — Ha lo scopo di adeguare la tensione primaria del trasformatore alla effettiva
tensione di linea. Deve essere manovrato solo a trasformatore disinserito dalla rete. La manopola di
comando è munita di tacche d'arresto, di un indice di posizione per evitare errate manovre e di un foro per il
montaggio di un lucchetto che impedisca manovre non autorizzate.
Targa delle caratteristiche — Riporta, in conformità alle Norme CEI, la potenza nominale, le tensioni e le
correnti primarie e secondarie, la tensione di corto circuito, la frequenza, i collegamenti ed il gruppo CEI, il
peso, il numero di matricola.
Pozzetto termometrico — Permette l'applicazione di un termometro per la misurazione della temperatura
negli strati superiori del liquido isolante. Per una rilevazione precisa, il pozzetto deve essere riempito di olio.
Dispositivo di scarico dal trasformatore del liquido isolante.
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Morsetti di terra — Permettono l'allacciamento della cassa del trasformatore alla rete di terra dell'impianto
e sono in numero di due. Il morsetto che risulta più vicino deve essere collegato alla rete di terra. I morsetti
sono in acciaio inossidabile.
Anelli per il sollevamento del trasformatore completo o della sola parte estraibile.
Ganci per l’ancoraggio del trasformatore durante il trasporto.
Valvola di scoppio — Accessorio normale per i trasformatori a riempimento integrale, viene montata solo
su richiesta sulle unità con conservatore. Garantisce l’integrità meccanica della cassa in caso di
sovrapressioni interne.
Carrello con rulli di scorrimento a fascia piana, girevoli nelle due direzioni perpendicolari.
Conservatore — E’ montato sulle unità respiranti ed ha lo scopo di consentire le variazioni del volume del
liquido isolante conseguenti alle condizioni di esercizio.
Il conservatore è completo di:
— indicatore di livello;
— dispositivo di riempimento e di aerazione;
— tappo di scarico;
— attacco maschio per essiccatore sali.
2.2.
Accessori Speciali (a richiesta)
Essiccatore d'aria — Montato solo sui trasformatori in versione respirante con conservatore, ha lo scopo di
ridurre il tasso di umidità dell'aria che entra nel trasformatore. In genere viene spedito smontato dalla
macchina.
Relè Buchholz — Montato solo sulle unità con conservatore, serve a segnalare eventuali formazioni di gas
dovute a scariche elettriche all'interno del trasformatore. Il relè viene normalmente fornito con due contatti
elettrici NA/NA.
Dispositivo di protezione DGPT2 — Montato solamente sui trasformatori a riempimento integrale,
realizza una protezione completa della macchina.
Termometro a quadrante — Misura la temperatura negli strati superiori del liquido isolante. Il termometro
viene normalmente fornito con due contatti elettrici NA/NA.
CARATTERISTICHE ELETTRICHE DEI CONTATTI
Potere di interruzione
Apparecchio
Corrente
nominale
(A)
Tensione
circuiti
ausiliari
(V)
In corrente
alternata
(A)
DGPT2
2
110
220
3
2
1
-
1
-
RELE’
BUCHHOLZ
2
110
220
10
5
1
0.6
0.5
0.25
TERMOMETRO
1
110
220
0.40
0.25
0.1
-
0.25
-
In corrente continua
Carico ohmico
Carico induttivo
(A)
(A)
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VERSIONE RESPIRANTE CON CONSERVATORE
Fig. 1 – Disposizione accessori (versione con conservatore)
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VERSIONE ERMETICA A RIEMPIMENTO INTEGRALE
Fig. 2 – Disposizione accessori (versione ermetica)
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3.
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SPOSTAMENTI E GIACENZA
3.1.
Trasporto e ricezione
I trasformatori vengono spediti dalla fabbrica pronti per l'installazione.
Per ridurre i pericoli di danneggiamento durante il trasporto, i trasformatori devono essere fissati con funi,
utilizzando gli appositi ganci predisposti sulla macchina. Le funi dovranno essere disposte in modo da non
interferire con i radiatori.
In ogni caso, all’arrivo a destinazione, si raccomanda di esaminare accuratamente il trasformatore per
verificare che non abbia subito avarie durante il trasporto. Eventuali reclami debbono essere notificati
immediatamente al trasportatore, informando il ns. Ufficio Spedizioni.
3.2.
Sollevamento
II sollevamento può essere effettuato usando gli appositi anelli, avendo
cura di usare funi sufficientemente lunghe, in modo che H (vedi Figura 3)
non sia mai inferiore a L. Servirsi sempre di tutti gli anelli esistenti e non
di una sola parte di essi.
Piccoli sollevamenti possono essere realizzati anche con martinetti
idraulici, applicando sotto la cassa opportune piastre di appoggio.
Fig. 3 – Sollevamento di un trasformatore
3.3.
Cambio della direzione dei rulli
Per cambiare la direzione dei rulli occorre sollevare il trasformatore, svitare i dadi della forcella portarullo,
sfilare detta forcella e rimontarla ruotata di 90° bloccando accuratamente i dadi.
L'operazione va effettuata sulle quattro ruote.
3.4.
Traslazione
Per effettuare lo spostamento, utilizzare le traverse dei rulli o spingere appoggiandosi al coperchio o al fondo
della cassa (evitare dì fare forza sui radiatori o sugli isolatori).
Se il trasformatore è provvisto di slitte, farlo scorrere su rulli di legno o di ferro.
3.5.
Giacenza
Se il trasformatore non viene installato immediatamente, può essere conservato in locali coperti o all'aperto
opportunamente protetto.
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4.
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INSTALLAZIONE
Per l'installazione, attenersi anche alle vigenti "Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro”.
4.1.
Montaggio dell’essicatore d’aria
Nel caso che l'essiccatore sia stato spedito smontato dalla macchina, è necessario avvitarlo al posto del
tappo filettato sistemato sotto il conservatore in corrispondenza del lato M.T.
4.2.
Dispositivi di raccolta e di spegnimento dell’olio
La Norma CEI 64-8 del 2007 parte 4 paragrafo 422.5 stabilisce che i componenti elettrici che contengono
liquido infiammabile in quantità significativa (25 litri) siano alloggiati in un locale con caratteristiche atte a
limitare ed estinguere le fiamme e la propagazione dell’incendio.
Tale norma restringe quanto previsto dal DPR 547 che faceva obbligo di costruire pozzetti o vasche od altre
opere atte ad impedire il dilagare dell'olio infiammato all'esterno delle cabine o dei recinti, per trasformatori
installati in cabine non isolate e contenti una quantità di olio superiore a 500 kg.
È da tener presente che la quantità sopradetta è quella complessiva contenuta in una o più macchine
installate nella cabina. Inoltre, il pozzetto per la raccolta dell'olio dovrà essere costruito, non solo quando
nella cabina venga collocata una macchina che contenga tale quantitativo d'olio, ma anche quando nella
cabina vengano predisposti gli spazi atti ad accogliere più macchine, anche se, in un primo tempo, l'esercizio
sia previsto con un trasformatore contenente una quantità di olio al di sotto del limite.
Le fosse di scarico sono necessarie anche se i trasformatori sono riempiti in liquido siliconico.
Il quantitativo di olio contenuto nel trasformatore è indicato nella targa delle caratteristiche applicata sul
trasformatore stesso.
Indichiamo alcuni tipi dei pozzetti o vasche normalmente usati.
Un primo tipo, generalmente usato per piccole potenze, è un dispositivo prefabbricato, in cemento armato
vibrato, i cui particolari costruttivi sono indicati nella Figura 4. Questo manufatto si definisce “recuperatore di
olio a sifone” e consta di un vaso cilindrico, che può essere in un solo pezzo oppure diviso in due metà per
facilitarne il trasporto e la posa. All'interno del vaso sono previste tre staffe di sollevamento per agevolare la
discesa del cilindro nella fossa. Due coperchi, con anelli concentrici contrapposti e sfalsati, creano un
labirinto attraverso il quale l'olio infiammato è costretto a passare e a subirne l'azione di spegnimento per
mancanza di ossigeno. Un cappellotto grigliato impedisce che del materiale vada ad ostruire il passaggio
dell'olio. In alto, a sinistra, è previsto un foro per la fuoriuscita dell'aria, al quale va applicato un tubo di ferro
uscente dal pavimento in corrispondenza di una parete del locale. La bocca del tubo è rivolta verso il basso
ed è provvista di una piccola griglia, in modo da evitare eventuali occlusioni che comprometterebbero il
funzionamento del complesso.
Un altro tipo di pozzetto è quello indicato in Figura 5. Esso va costruito in concomitanza con le altre opere
edilizie. L'olio infiammato viene convogliato per una leggera pendenza del pavimento, verso un chiusino che
realizza un sifone. Una variante a questo sistema è quella indicata nella Figura 6, dove la vasca può essere
comune a più macchine e ad essa viene convogliato l'olio dai singoli pozzetti mediante una tubazione a
sifone.
I dispositivi sopra descritti sono adatti per l'installazione in cabina, in quanto, all'esterno, le fosse si
riempirebbero di acqua piovana.
Nel caso di installazione all'esterno si può adottare la soluzione prevista nella Figura 7. La vasca è
normalmente piena d'acqua a filo dello stramazzo. L'olio scende attraverso i tubi 3 e risale per minore peso
specifico, spegnendosi per mancanza di ossigeno. La parte eccedente tracima dallo stramazzo, mentre il
livello interno resta pressoché invariato. In questo caso, però, l'olio non si può recuperare in quanto si
scarica insieme all'acqua.
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Fig. 4 – Pozzetto a sifone prefabbricato
Fig. 5 – Pozzetto realizzato in loco
Fig. 6 – Pozzetto realizzato in loco con vasca comune
Fig. 7 – Pozzetto realizzato in loco
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4.3.
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Dimensione del locale
Per non ostacolare il raffreddamento, è necessario che il trasformatore venga installato ad una distanza non
inferiore a 30 cm dalle pareti e non inferiore a 60 cm da altri trasformatori.
Il locale, inoltre, deve essere tale da consentire un ricambio d'aria di almeno 5-6 m3/min per ogni kW
di perdite (perdite a vuoto più perdite a carico del trasformatore).
4.4.
Ancoraggio
Ancorare il trasformatore provvisto di rulli di scorrimento con zeppe per impedire qualsiasi movimento.
4.5.
Collegamenti di potenza
I collegamenti alle linee MT e BT vanno eseguiti rispettando l'indicazione delle fasi riportata su ogni isolatore
e facendo in modo che il peso delle connessioni non gravi sulla porcellana degli isolatori stessi.
4.6.
Messa a terra
Collegare saldamente il morsetto di terra più vicino alla rete di terra dell'impianto (ogni trasformatore ne
possiede due) in accordo alle vigenti Norme.
4.7.
Collegamenti ausiliari
Se il trasformatore è corredato di dispositivo di protezione DGPT2, di relè Buchholz e/o termometro, eseguire
i collegamenti ai morsetti della cassetta di centralizzazione cavi o, se questa non esiste, direttamente ai
morsetti degli apparecchi. Nella tabella sottostante è riportata la normale disposizione dei contatti e la
numerazione per l'individuazione dei corrispondenti morsetti.
Apparecchio
DGPT2
RELE’
BUCHHOLZ
TERMOMETRO
Funzione del contatto
Tipo di
contatto
Numerazione dei
morsetti
livello
scambio
1-2-3
pressione
scambio
4-5-6
temperatura
(allarme)
scambio
7-8-9
temperatura
(sgancio)
scambio
10-11-12
allarme
NA*
1-2
sgancio
NA*
3-4
allarme
NA*
1-2
sgancio
NA*
3-4
* altri tipi di contatto sono disponibili su richiesta
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5.
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MESSA IN SERVIZIO
Prima di mettere in servizio il trasformatore è necessario eseguire i seguenti controlli.
5.1.
Pulizia
Se il trasformatore è rimasto in giacenza per lungo tempo, procedere alla pulizia generale della macchina ed
in particolare a quella degli isolatori (vedi paragrafo 8.3).
5.2.
Rigidità dielettrica del liquido isolante
Se il trasformatore è rimasto in giacenza per più di sei mesi in clima normale o per più di un mese in clima
umido, è opportuno controllare la rigidità dielettrica del liquido isolante, prima di procedere alla messa in
servizio.
Contattare i ns. uffici per il prelievo del campione e per l’invio dello stesso per l’esecuzione della prova.
La nostra azienda offre anche un servizio di essiccazione e filtraggio dell’olio.
5.3.
Livello del liquido isolante
Eventuali aggiunte di liquido isolante devono essere fatte esclusivamente con liquido avente le
stesse caratteristiche di quello usato nel trasformatore e la necessaria rigidità dielettrica.
Contattare il nostro servizio di assistenza post-vendita per ricevere l’olio necessario per il rabbocco.
Per una corretta esecuzione dei rabbocchi, seguire le sottostanti istruzioni:
— trasformatori respiranti con conservatore.
Innanzitutto, è necessario che il trasformatore sia a temperatura ambiente. Svitare il tappo di
riempimento posto sopra il conservatore. Eseguire il rabbocco fino a che l'indice del livello d'olio
corrisponde alla tacca relativa a +20°C.
Se il trasformatore è munito di relé Buchholz, è necessario sfiatare il relé stesso.
Richiudere quindi il tappo di riempimento.
— trasformatori a riempimento integrale.
In questo tipo costruttivo, l'olio non è soggetto ad evaporazione per cui non sono normalmente
necessari rabbocchi d'olio.
Infatti, queste unità non sono munite di livello d'olio: la sua visualizzazione avviene solo con il
montaggio del dispositivo di protezione DGPT2.
Qualora, a seguito di qualche anomalia, sia necessario eseguire un rabbocco di olio, chiedere le
relative istruzioni al nostro Servizio Assistenza post-vendita.
5.4.
Aste spinterometriche
Controllare che la posizione delle aste spinterometriche montate sugli isolatori MT corrisponda alla classe di
isolamento, come indicato in tabella.
Classe di isolamento
A
(mm)
B
(mm)
12
70
≥ 15
17.5
85
≥ 15
24
100
≥ 15
36
220
≥ 15
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5.5.
14
Collegamenti
Controllare che i collegamenti alle linee MT e BT, i collegamenti di terra ed i collegamenti ausiliari siano
eseguiti correttamente.
5.6.
Commutatore di prese
Controllare che il commutatore sia nella posizione corrispondente alla tensione più prossima a quella
effettiva di rete; in tabella sono riportate le posizioni tipiche dei commutatori dei trasformatori con primario
20 kV e regolazione ± 2x2.5% e ± 5%.
Per tensioni diverse o macchine speciali fare riferimento ai rapporti indicati nel certificato di collaudo ed in
caso di dubbio contattate i ns. uffici.
Posizioni commutatore
regolazione ± 2x2.5%
5.7.
Tensione
(V)
Posizioni commutatore
regolazione ± 5%
Tensione
(V)
++
1
21.000
+
2
20.500
+
1
21.000
0
3
20.000
0
2
20.000
-
4
19.500
-
3
19.000
--
5
19.000
Funzionamento in parallelo
Controllare che i morsetti corrispondenti di MT e BT del trasformatore siano collegati nella stessa fase
dell'impianto e che i commutatori di prese siano nella posizione corrispondente allo stesso rapporto di
trasformazione.
5.8.
Essiccatore d'aria
Se esiste l'essiccatore, accertarsi che i fori per il passaggio dell'aria siano liberi e controllare che i sali di
silicagel siano del colore indicato nella targhetta apposta sull’essicatore.
Qualora i sali siano da considerare non utilizzabili, contattare il nostro servizio post-vendita per la
sostituzione dei sali.
5.9.
Dispositivo di protezione DGPT2
Funzioni:
1.
Il ruolo principale del DGPT2 consiste nel rilevare la formazione di gas, causata di un guasto interno
del trasformatore:
L'azione comprende due fasi:
• Apparizione del galleggiante rosso, in caso di leggero calo del livello;
• Intervento elettrico (sgancio), in caso di notevole calo del livello.
2.
Il DGPT2 rivela anche un calo del livello del dielettrico. Esso è visualizzato tramite galleggiante
indipendente.
3.
Il DGPT2 permette la visualizzazione della temperatura dell'olio mediante un termometro a
quadrante con scala 0/120°C (precisione ± 5 °C), posto sul fronte dell'apparecchio.
Inoltre due termostati con contatto in commutazione realizzano rispettivamente le funzioni di allarme
e sgancio. Essi possono essere regolati da 30° a 120°C (precisione ± 3° C). Valori consigliati da
impostare per la temperatura di intervento: 85°C (max 95°C) per l’allarme e 95°C (max 105°C) per
lo sgancio.
4.
Il DGPT2 segnala la pressione eccessiva avvenuta all'interno della cassa del trasformatore. Il
pressostato che presiede a questa funzione viene opportunamente tarato dal costruttore al momento
del suo montaggio.
5.
Il DGPT2 è dotato nella parte superiore di una presa campione e di un tappo speciale con rubinetto
attraverso il quale possono essere fatti dei rabbocchi d'olio.
Vedere Figura 8.
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Fig. 8 – Schema di funzionamento DGPT2
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15
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5.10.
16
Relé Buchholz
Per evitare interventi intempestivi, procedere accuratamente all’operazione di sfiato del relé agendo sui
rubinetti di cui è corredato. Se, durante la messa in servizio o nelle prime ore di funzionamento, il relé
Buchholz dovesse segnalare formazione di gas, prima di ritenere che si sia verificato un guasto nel
trasformatore, ripetere l’operazione di sfiato.
5.11.
Termometro a quadrante
Controllare che le temperature di intervento del termometro siano adeguate alle condizioni di esercizio
desiderate.
Valori consigliati da impostare per la temperatura di intervento: 85°C (max 95°C) per l’allarme e 95°C (max
105°C) per lo sgancio.
5.12.
Messa in tensione
Dopo il controllo generale dell'impianto, si può chiudere l'interruttore di alimentazione lato MT.
È opportuno lasciare il trasformatore alimentato a piena tensione, ma senza carico (interruttore lato BT
aperto) per circa due ore, per consentire l'eliminazione delle eventuali bolle d'aria nei dispositivi di
protezione.
Trascorso tale periodo, verificato che nel dispositivo DGPT2 o nel relé Buchholz non ci sia stato accumulo
d'aria, si può inserire il carico chiudendo l'interruttore BT.
6.
FUNZIONAMENTO
La potenza nominale di un trasformatore in liquido è riferita, secondo le Norme CEI, ad una altitudine
inferiore ai 1000 metri sul livello del mare, ad una temperatura ambiente massima di 40°C e ad una
sovratemperatura massima dell'olio di 60°C (temperatura massima dell'olio, quindi, 100°C).
6.1.
Sovraccarichi
I valori dei sovraccarichi sotto indicati si intendono non consecutivi e non ripetibili prima che la macchina
non sia ritornata in condizioni di regime.
1)
2)
I nostri trasformatori possono sopportare i seguenti sovraccarichi senza superare le
sovratemperature ammesse dalle Norme CEI, considerando una temperatura ambiente massima di
40°C.
Carico precedente a
regime espresso in %
della potenza nominale
10%
Durata ammissibile di un sovraccarico
espresso in % della potenza nominale
20%
30%
40%
50
3 ore
1,5 ore
1 ora
30 min.
15 min.
75
2 ore
1 ora
30 min.
15 min.
8 min.
90
1 ora
30 min.
15 min.
8 min.
4 min.
50%
Possono sopportare i seguenti sovraccarichi con un aumento di 10°C delle sovratemperature rispetto
a quelle ammesse dalle Norme CEI, sempre considerando una temperatura ambiente massima di
40° C.
Carico precedente a
regime espresso in %
della potenza nominale
10%
100
4 ore
Durata ammissibile di un sovraccarico
espresso in % della potenza nominale
20%
30%
40%
2 ore
1 ora
30 min.
50%
15 min.
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3)
17
Se la temperatura ambiente massima fosse inferiore a 40°C, i trasformatori possono sopportare i
seguenti sovraccarichi senza superare le temperature massime ammesse dalle Norme CEI:
6.2.
1)
Carico precedente a
regime espresso in %
della potenza nominale
Temperatura ambiente
massima (°C)
Sovraccarico permanente
ammissibile espresso in % della
potenza nominale
100
0
40
100
10
30
100
20
20
100
30
10
100
35
5
Riduzioni di carico
Se la temperatura ambiente massima è superiore a 40°C, per non superare le temperature massime
ammesse dalle Norme CEI, è necessario ridurre il carico del trasformatore come segue:
2)
Carico precedente a
regime espresso in %
della potenza nominale
Temperatura ambiente
massima (°C)
Riduzione di potenza espressa in
% della potenza nominale
100
45
6
100
50
15
Se il trasformatore viene installato ad una altitudine superiore ai 1000 metri sul livello del mare, con
una temperatura massima ambiente di 40°C, per non superare le sovratemperature ammesse dalle
Norme CEI la potenza nominale deve essere ridotta del 2% per ogni 500 m o frazioni di 500 m al di
sopra dei 1000 m.
6.3.
Carico squilibrato
È buona norma che il carico si ripartisca uniformemente tra le tre fasi. Tuttavia, in caso di necessità, le
correnti delle tre fasi possono essere diverse, purché nessuna superi quella nominale di targa.
Il neutro di BT può normalmente portare un carico uguale al 100% della corrente nominale.
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7.
18
CAMBIO DELLE TENSIONI
Quando il trasformatore è previsto per funzionare con tensioni diverse, al momento del cambio della
tensione attenersi alle seguenti istruzioni.
7.1.
Lato MT
Se il trasformatore è munito di commutatore cambio tensioni, è sufficiente spostare la sua manovra nella
tacca corrispondente alla nuova tensione.
Se il cambio delle tensioni è previsto mediante morsettiera immersa in olio è necessario eseguire le
operazioni seguenti:
—
Abbassare il livello del liquido isolante fino a 4-5 cm sotto il coperchio della cassa, travasandolo in
recipienti perfettamente puliti;
—
Sollevare il coperchio, senza far emergere dal liquido isolante gli avvolgimenti, ed effettuare il
cambio dei collegamenti seguendo attentamente le indicazioni dello schema consegnato con la
macchina;
—
Richiudere il trasformatore facendo attenzione che la guarnizione tra cassa e coperchio sia nella
giusta posizione;
—
Riportare il liquido isolante al livello primitivo corrispondente alla temperatura ambiente.
In ogni caso, prima di ridare tensione al trasformatore è necessario controllare la resistenza
d'isolamento degli avvolgimenti per verificare l'idoneità della macchina al nuovo valore di
tensione.
Valori accettabili, con trasformatore a temperatura ambiente, sono i seguenti:
— BT e massa : 75 Mohm
— MT e BT
: 150 Mohm
— MT e massa : 300 Mohm
7.2.
Lato BT
Nel caso i morsetti siano sotto coperchio, procedere come nel paragrafo precedente. Fare molta attenzione a
serrare bene i morsetti; contatti incerti potrebbero danneggiare gravemente il trasformatore.
Nel caso i morsetti siano sopra coperchio, modificare i collegamenti in accordo allo schema che accompagna
il trasformatore al momento della spedizione. I collegamenti devono essere realizzati con un'ampia superficie
di contatto (densità di corrente non superiore a 2.5 A/mm2) con una sezione sufficiente (per conduttori nudi
di rame, densità di corrente non superiore a 2,5 A/mm2). Serrare bene i morsetti come detto sopra.
Qualora le operazioni dì cambio tensioni vengano eseguite durante il periodo di garanzia del
trasformatore è indispensabile, per il mantenimento della stessa da parte della Brollo Siet srl
seguire scrupolosamente le istruzioni suddette.
In caso di dubbi o incertezze consultare sempre il nostro Servizio Assistenza post Vendita.
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8.
19
MANUTENZIONI
II trasformatore non richiede, in generale, cure particolari per la sorveglianza e la manutenzione.
Comunque, per assicurare un esercizio tranquillo e sicuro, è bene effettuare periodicamente una serie di
controlli, la cui frequenza dipende dalle condizioni ambientali e di esercizio. In ambienti puliti, asciutti e con
condizioni di esercizio regolari ed uniformi, la sorveglianza può essere ridotta ed i controlli possono avvenire
ad intervalli di tempo più lunghi; in ambienti polverosi e umidi e quando si verificano variazioni frequenti e
violente del carico e della temperatura, la sorveglianza deve essere continua ed i controlli più frequenti.
Durante il primo mese di funzionamento è bene eseguire frequenti controlli, per stabilire un programma di
ispezioni sistematiche, la cui frequenza sia in relazione alle particolari condizioni di funzionamento.
Verifica connessioni
e serraggio viti
x
x
x
Filtrazione del
liquido isolante *
Pulizia generale,
compresi i cavi
x
Rigidità dielettrica *
Verifica presenza
vibrazioni anomale
Controllo eventuali
perdite olio
x
Verifica del DGPT2
o del relé Buchholz
x
Posizione delle aste
spinterometriche
ogni mese
Controllo e pulizia
degli isolatori
Frequenza
del controllo
ogni settimana
Livello del liquido
isolante *
Tipo di
controllo
Sali dell’essiccatore
d’aria *
Come esempio, riportiamo nella seguente tabella un programma per medie condizioni di funzionamento.
x
x
x
ogni trimestre
x
x
ogni semestre
ogni anno
ogni due anni
se la rigidità
dielettrica è bassa
x
* controllo necessario solo per i trasformatori con conservatore
8.1.
Livello del liquido isolante (unità con conservatore)
Se l'indicatore segna un sensibile abbassamento del livello, aggiungere liquido isolante come descritto al
paragrafo 5.3. Si tenga presente che nel primo periodo di funzionamento il volume del liquido può subire
una lieve contrazione.
Qualora l'apparecchio risultasse insensibile alle aggiunte di liquido, controllare che l'efficienza dell'indicatore
non sia compromessa da una falla nel galleggiante.
8.2.
Sali dell'essiccatore d'aria (unità con conservatore)
Controllare che il colore dei sali sia conforme a quanto riportato nell’etichetta apposta nel contenitore.
In caso contrario, contattare il ns. servizio di assistenza post-vendita per l’invio dei sali di ricambio.
8.3.
Pulizia degli isolatori
II deposito di polvere sugli isolatori può dar luogo ad una scarica superficiale lungo la porcellana, tra la parte
in tensione e la cassa del trasformatore, con conseguente danneggiamento della porcellana e degli
avvolgimenti. La porcellana si pulisce con stracci ed alcool.
8.4.
Verifica del DGPT2 (unità ermetica)
Per verificare l'efficienza del dispositivo di protezione procedere come da istruzioni allegate all'apparecchio.
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8.5.
20
Verifica del relé Buchholz (unità con conservatore)
Per verificare l'efficienza del relé, procedere come da istruzioni allegate all'apparecchio.
8.6.
Posizione delle aste spinterometriche
Controllare la distanza tra le punte come descritto al paragrato 5.4.
8.7.
Rigidità dielettrica del liquido isolante (unità con conservatore)
Contattare il nostro servizio di assistenza post-vendita per ricevere le istruzioni per il prelievo dell’olio e per
l’invio del campione da sottoporre ad analisi.
8.8.
Filtrazione del liquido isolante (unità con conservatore)
Ogni due anni è consigliabile eseguire il trattamento del liquido per eliminare i depositi, anche se la rigidità
dielettrica risulta ancora sufficiente.
Contattare il nostro servizio di assistenza post-vendita per concordare tempi e modalità dell’intervento.
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9.
21
SCHEMI DI COLLEGAMENTO
Per una chiara interpretazione tener presente che:
1) gli spostamenti angolari indicati sono ritardati della BT rispetto all’AT, quando il senso ciclico delle fasi sia
ABC; gli schemi che danno luogo ad uno stesso spostamento angolare sono riuniti nel medesimo gruppo.
2) i diagrammi vettoriali indicati suppongono che entrambi gli avvolgimenti di MT e BT siano avvolti nel
medesimo senso (entrambi a spirale destrosa o sinistrorsa).
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