Kerala - Istituto Piccole Operaie dei Sacri Cuori

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Kerala - Istituto Piccole Operaie dei Sacri Cuori
. La posizione geografica del Kerala
Il Kerala è uno dei più piccoli stati dell'India. Ha una superficie di circa 38.863 kmq e
occupa soltanto l1,1%[1] della superficie totale dell'India. Si configura in una striscia litorale stretta
limitata dai Ghats occidentali ad est e dal mare arabicot, denominato anche mare di Lakshadweep, a
ovest.
La striscia litorale è molto fertile ed è lunga circa 550 km. Il Kerala confina a nord con lo
Stato Karnataka e si unisce a sud con lo Stato Tamil Nadu. A nord ha una latitudine di 8° 18’ e una
longitudine di 74° 52 ' e 77° 24’. Il Kerala è situato alla punta estrema del sud del subcontinente
indiano, si trova vicino al centro della piastra tettonica indiana e perciò, la maggior parte dello Stato
è poco sismica e vulcanica. La topografia presenta una pianura litoranea calda e bagnata che
aumenta gradualmente in altezza fino alle alte colline e montagne dei Ghats occidentali.
Il Kerala ha influenzato considerevolmente il corso della storia, grazie alla sua posizione
geografica; infatti, spesso, è descritto come un bambino favorito dalla natura. Come lo stato del
Kashmir nel nord, esso nel sud è famoso per la sua strabiliante bellezza naturale.
Può essere diviso in tre regioni geografiche: (1) le “low lands” della costa, (2) le fertili
“Midlands” (3) e le “high lands”[2], cioè le terre basse, le terre fertili centrali e le terre alte.
(1) low lands della costa: sono le pianure della linea costiera, di natura principalmente
sabbiose, con le palme e le mangrovie di noci di cocco che crescono sulle spiagge bianche e le
risaie che guarniscono il delta e le rive dei fiumi. In questa zona si trovano le industrie del pesce e
di altre industrie.
(2) le fertili Midlands: sono le colline centrali con valli, punteggiate qua e là da altre
colline isolate. Questa regione è fertile e quindi è la più ricca di raccolti agricoli. Nelle valli
vengono seminati il tè, il caffè e le spezie con una varia gamma di frutta e di ortaggi. La vasta
piantagione del cardamomo, che prende nome dalle colline del Cardamomo si estende[3] nel
Kerala, mentre lo zenzero, la gomma, il pepe e la curcuma o zafferano fioriscono nei territori più
bassi.
(3) le high lands: sono altipiani, collocati all’estremo est e sono una gamma di montagne
ricoperte di foreste con un'altitudine media di 1000 m, ma raggiunge anche 2690m con il Monte
Anamudi che è il più alto dello Stato.
I monsoni frequenti e la nebbia ricorrente rendono questa terra perfetta per tutti gli esseri
viventi. Infatti, la flora e la fauna in India sono molto varie[4]. Ci sono oltre 15.000 specie di piante
che costituiscono il 25% delle specie totali delle piante in India. Queste includono le erbe, le
orchidee, le spezie e le piante medicinali.
Il Kerala, inoltre, ha una ricca vita animale. Ci sono circa 100 specie di mammiferi,
compresi gli elefanti e le numerose scimmie, 550 specie di uccelli e 169 specie di rettili.
L'Eravikulam, il Periyar e il Silent valy sono i tre grandi parchi nazionali. Il Kerala ha circa
45 fiumi che formano una rete di circa 1900 km, con laghi e lagune.
Il più grande fra questi laghi è il Vembanad, con una superficie di 200 Kmq, che si apre nel
mare arabo fino a Cochin. Gli altri laghi importanti sono: Kadhinam, Anjengo (Anju Thengu),
Edava, Nadayara, Paravoor. Ashtamudi (Quilon). Tra i più importanti dei 45 fiumi del Kerala, sono
da ricordare il Periyar, lungo 244 km, il Bharathapuzha di 209 km, il Pamba di 176 km, il
Kadalundipuzha di 130 km e l’ Achancoil di 128 km.
L'agricoltura contribuisce, per la maggior parte, al reddito del settore primario. Lo Stato
esporta principalmente fibre di cocco e di anacardio[5], come pure i prodotti del mare che
costituiscono un buon reddito. Tra le spezie, nell'esportazione, il pepe è il prodotto più importante,
essendone il Kerala il primo paese al mondo come produttore. Sono inoltre esportati il cardamomo e
lo zenzero[6].
1. 3. La storia del Kerala
La formazione nel Kerala fu molto organizzata fin dai primordi, perché il sistema
governativo ne curava lo sviluppo. Testimonianza di ciò sono le molte opere letterarie e le poesie
molto antiche, per la maggior parte risalenti al periodo di Sangam[7], tra le quali ci sono diverse
opere scritte da donne. Da ciò si comprende che accanto alla formazione rivolta ai maschi, era
sviluppata e tenuta in considerazione anche quella delle donne[8].
Le opere poetiche di Tamil Nadu, “Sanga sahidhiàm”, ci aiutano a conoscere la società del
Kerala antico[9]. Si tratta di 470 poeti del Tamil Nadu, considerati saggi, che lavoravano sotto il re
Panddian[10].
Le immigrazioni degli Aryans, intorno al 1000 a.C., portarono un grande cambiamento nel
Kerala. Il periodo successivo agli Aryans vide arrivare i Bràhmani e, dopo di loro, i Buddisti e i
Giansenist. Nel 52 d.C., l’Apostolo San Tommaso arrivò in Kerala e si iniziò la diffusione del
Cristianesimo[11]. Nello stesso periodo, si diffuse anche il Giudaismo a opera degli Ebrei e nel 700
e l’800 d.C. arrivò l’Islamismo.[12]
Quando i Brahmani iniziarono a sistemare 64 grammems (villaggi), lo fecero con il sistema
delle Caste. Prima delle immigrazioni dei Brahmani non si trova traccia di queste classi, invece,
dopo la loro venuta, la società venne divisa in quattro classi importanti: Brahman, Kshatriya,
Vaishya, e Shudra che nel loro insieme costituivano i “Savarnars". I Brahmani erano Sacerdoti, i
Kshatriyas erano giudici e militari, i Vaishars erano commercianti, i Shudras costituivano i
manovali. In seguito si formarono altre caste inferiori che comprendevano i più poveri, detti
“Avarners”[13].
Nel Kerala, secondo la tradizione, vi erano 72 tipi di Induisti e questi, a loro volta, erano
suddivisi in quasi 500 classi[14].
Gli Avarners erano suddivisi in: Chiogar[15], Ezhavar[16] e Adima giadikal. Gli Adima
giadikals, che vuol dire "schiavi", un tempo vivevano in India liberamente e successivamente venne
riconosciuta la loro condizione di schiavi e non era permesso loro di avvicinarsi alle altre classi più
alte.
Il 12 ottobre 1849 George Matten conobbe uno schiavo che gli parlò della sua grande
sofferenza e così, con dolore, egli stesso potè riferire di avere incontrato diversi schiavi in tutta
l’India, ma non aveva trovato mai tanta sofferenza come tra gli schiavi del Kerala.
Lo schiavo gli aveva infatti raccontato che i padroni avevano la possibilità di comprarli o
venderli come mucche e non avevano nessun rispetto verso la dignità umana, perciò, gli schiavi
tante volte diventavano ladri e rapinatori. Lo schiavo giustificava il suo operato, dicendo che era sua
convinzione di appartenere in precedenza alle caste dei Brahamani. Una volta i loro nemici
insistettero a far mangiare loro la carne e, dopo avergliela fatta mangiare[17], i Brahamani li tolsero
dalle caste più alte e per questo tra schiavi e Brahamani sorsero forti inimicizie e rancori[18].
Diverse persone hanno preso posizione contro il sistema delle caste e hanno dato grande
importanza alla formazione, perché convinte, che solo una adeguata formazione può portare alla
libertà. Diversi educatori hanno lavorato per il Kerala, per liberare il popolo dall’ignoranza, tra
questi è da sottolineare il lavoro dei missionari cristiani che hanno faticato instancabilmente per la
formazione e la costruzione di scuole[19].
Oltre ai missionari ci sono state altre persone che sono intervenute per incentivare la
formazione nel Kerala. Kennal Mannroy, ad esempio, tra il 1811 e il 1819, fu mandato da Londra,
dalla “British East India Company”[20], e lottò contro il sistema delle caste[21], apportando così,
un contributo molto rilavante.
Lakshmi Bai, Regina di Thiruvadamkoor quando iniziò a regnare, accettò, come un fratello
e consigliere, Kennal Manroy[22] e, così, all’inizio del suo regno, riuscì a togliere il grande
disordine che si era costituito nel Kerala. La regina Lakshmi Bai, morì nel 1815 e lasciò il suo
Regno alla sorella, Parvadhi Bai, che, aveva solo 13 anni[23]. Ella però governò attenendosi
fedelmente a sua sorella Lakshmi Bai e,in poco tempo, riuscì a dare una ripresa a Thiruvadamkoor.
Si notò subito più uguaglianza tra le caste e fu vietato anche il mercato degli schiavi.
È, da non dimenticare, che Kennal Manroy ebbe, anche il coraggio di prendere in gestione
i templi, che fino a quel momento, erano in mano ai Brahamani, i quali, al contrario dei poveri, non
pagavano alcuna tassa. Con Kennal Manroy questo sistema cambiò a favore dei poveri; egli, infatti,
non solo permise agli schiavi di entrare nei templi, ma tolse loro anche le tasse. Inoltre, aiutò anche
i Suriani cristiani, istituendo nel 1813 una commissione per studiare le loro difficoltà[24].
Dopo Manroy fu inviato da Londra il General Kallan[25] che si adoperò molto a favore dei
Savarnars e non allo sviluppo dei Thiruvathamcoor.
Nel secolo XIX un altro personaggio molto importante, Father Kuriakos Elias Chavara
(1805- 1871) lavorò per lo sviluppo del Kerala[26]. Egli sosteneva che Dio ha dato dei doni a tutti
gli uomini e perciò tutti gli uomini sono importanti davanti a Lui. Spesso faceva riferimento al
versetto biblico: “Tu sei prezioso ai miei occhi perché sei degno di stima e io ti amo”[27]. E
sottolineava: "Tutti, quindi anche noi, dobbiamo dare importanza a ciascuna persona; se Dio non fa
differenza tra gli uomini, perché noi dobbiamo fare differenza tra avarners e savarners?". Questa
differenza era motivo di sofferenza per Padre Elias fin da quando era piccolo, perciò volle lottare
contro di essa in prima persona. A tale proposito racconta una sua esperienza, quando da bambino
andava a scuola e alcuni Savarners cercavano di allontanarlo, perché era un Siriano Cattolico. Egli,
inoltre, notò più volte che i bambini provenienti dai Savarnars non volevano giocare con lui[28].
Questi avvenimenti lo segnarono così profondamente che da grande volle fondare una
Congregazione, con ramo maschile e femminile, dedita alla formazione, convinto che, solo
educando i bambini, si può fare scoprire loro il vero senso della dignità umana.
Anche Sri Narayanaguru (1856- 1928), altro personaggio di rilievo per la rottura del
sistema delle caste[29], lavorò per gli Avernars (Ezhava). Nell’anno 1888, nel giorno della festa
induista chiamata “Shivaratri”[30], egli guidò un rito religioso denominato “Shivalinga Predishtta”
che solitamente era celebrato dai Brahmani, che erano i soli ad avere il permesso di guidare questa
festa per la loro appartenenza alla casta sacerdotale.
Sri Narayana Guru faceva parte della casta degli Avernnar e il suo gesto irritò molto i
Brahamini, i quali lo giudicarono indegno di celebrare, soprattutto perché temevano di perdere il
loro privilegio di casta. Ma egli rispose loro: “Noi abbiamo voluto solo dare lode al nostro Dio
Ezhava”. A queste parole i Brahamani non seppero più rispondere e, quindi, se ne andarono,
lasciandoli continuare la loro preghiera.
Nel corso della sua missione terrena, Sri Narayana Guru favorì, insieme ad altre grandi
menti, come quella del “Mahatma Ghandi”, l’inserimento di altre caste nella società, specialmente
di quelle più basse. Egli si occupò della costruzione di diversi templi induisti al fine di riaprire la
strada agli schiavi per l'adorazione del loro Dio. Il suo grande insegnamento si riassume nelle sue
stesse parole: “Si può professare qualsiasi religione, ma l’importante è portare il valore della
dignità dell’uomo al di sopra di tutto”.
Oltre alla costruzione dei templi, Sri Narayana Guru si dedicò anche alla costruzione delle
scuole, nodo importante per l’educazione dei fanciulli Keraliani[31]. Egli predicò la moralità e la
religiosità universale[32] e diede vita al gruppo carismatico“The Sree Narayana Dharma
Paripalana Yogam,” (SNDP) che iniziò, nel 1903, a diffondere i suoi insegnamenti[33]
Abbiamo citato soltanto tre personaggi importanti che hanno lavorato proprio nel Kerala
per combattere le divisioni delle caste, ma ci sono state migliaia di persone che hanno dedicato la
loro vita a questa causa fino a portare il Kerala all’attuale situazione.
Questi cambiamenti non solo avvennero nel Kerala, ma anche in diversi stati dell’India,
per esempio al Nord del paese Ambedkar,[34] nel 1935, consigliò agli Avernars di rinunciare alla
religione induista, per poter scegliere qualsiasi altra religione.[35] Infatti tanti erano induisti solo di
nome, mentre nella pratica erano discriminati dalla classe Savernars, ossia dai Sacerdoti stessi
dell’Induismo.
In seguito Munshi diede il permesso agli Avarners di abbracciare la religione dei Sikkims,
ma non il Cristianesimo e l'Islamismo. Anche Mahatma Gandhi è intervenuto contro il sistema delle
caste in India[36]. Questi movimenti si estesero poi anche nello Stato del Kerala, ove un gruppo di
persone accettò la religione dei Sikkims, invece altri scelsero di entrare nella religione cristiana, non
tanto per la fede in Cristo, ma perché erano in contrasto dei Savernars. Per questo motivo, non
furono accettati dai cristiani e il gruppo degli Ezhevas iniziò uno sciopero. A questo punto
intervenne il Governo nel 1936 che con la legge “shettra prevessana vilambarum[37]” diede il
permesso a tutti di entrare nei templi[38].
1. 4. Breve storia del periodo dei portoghesi, degli olandesi e dei
britannici nel Kerala
Il Kerala non ha solo affrontato il problema delle caste, ma anche quello del dominio degli
stranieri. Nel 1498, arrivò Vasco di Gama a Kozhikode e fu questo un evento limite nella storia
dello Stato indiano[39]. I Portoghesi portarono alcune facilità commerciali a Cochin e a Cannanore.
e arrestarono i rapporti commerciali degli arabi con l’India. Nel 1503 - 1504, con l’aiuto del re di
Cochin, sconfissero Zamorin[40] ed ebbero il permesso di fortificare, ancora di più, Cochin e
Cannanore.
Successivamente, Albuquerque[41] riuscì a fare la pace con Zamorin e fecero un trattato
che fu firmato nell’anno 1513, con il quale diede ai Portoghesi il permesso di costruire una fortezza
in Cochin e di continuare il commercio. In seguito, i successori di Albuquerque, incompetenti e
corrotti, condussero al declino i rapporti tra il Kerala e i Portoghesi. È da notare che, nonostante
tutto, questi hanno avuto un effetto rilevante sulla qualità educativa e culturale dello Stato indiano,
soprattutto con l'introduzione della stampa.
Intanto, sul litorale occidentale atterrarono gli Olandesi che aprirono all'India una grande
possibilità di commercio. I vari trattati firmati nel 1608 e nel 1610 definirono le facilità commerciali
con gli Olandesi, mentre con il trattato del 1619 gli Olandesi e i Britannici si unirono per eliminare
la concorrenza dei Portoghesi.
Gli Olandesi fortificarono e monopolizzarono il commercio delle regioni di Purakkad, di
Kayakulum, di Quilon e di Travancore entro il 1662. Uno dei successi più singolari del contingente
olandese in India fu la conquista di Cochin nel 1663. Il loro declino iniziò con il progresso dei
Britannici, specialmente dopo la conquista, da parte di questuatimi, di Travancore, sotto il re
Marthanda Varma[42] e l'invasione di Mysore. Gli Olandesi vennero inoltre privati di Cochin,
Cannore, Parur e Trichur da parte del re Zamorin.
Travancore o Venad[43] occuparono la fase centrale della scena politica del Kerala a causa
degli atti di Marthanda Varma e Rama Varma. Nel corso della sua vita, Marthanda Varma annesse
anche con successo i territori che erano sotto il dominio degli Olandesi.
Successivamente, il re Rama Varma, conosciuto anche come Dharma Raja, ascese al trono
ed effettuò un'operazione di abile gestione. Egli nel periodo del suo regno ebbe due ministri
Ayyappan Marthanda Pillai e Raja Kesava Das che si distinsero, perché lo aiutarono con molto
impegno e responsabilità. nell'amministrazione del suo regno. Rama Varma ha dovuto sopportare
l'invasione di Haider Ali[44] e di Tipu Sultan[45].
I Britannici, intanto, erano riusciti a ottenere il permesso dallo Zamorin di utilizzare tutti i
territori dei Portoghesi nel Kerala e nel 1664 fortificarono Kozhikode. Durante gli anni seguenti,
Travancore e Tellicherry, rientrarono sotto il controllo dei Britannici, ma dovettero affrontare
l'opposizione considerevole dei Francesi e degli Olandesi.
Tippu Sultan riuscì ad annettere l'intero Malabar del sud nel 1783 e, soltanto nel 1790 si
riuscì ad aprire un varco con la linea di Travancore. Con il Trattato di Srirangapatnam del 1792,
Tippu Sultan diede Malabar ai Britannici[46]. Parecchie sommosse si sono succedute durante il
Diciottesimo e l'inizio del Diciannovesimo secolo con la sfida delle autorità britanniche.
Travancore fu un regno abbastanza fortunato poiché fu governato da molti re e regine
validi, come Velu Thampi, la regina Gouri Lakshmi Bai, Gouri Parvati Bai, Swati Tirunal, Ayilyam
Tirunal, Sri Mulam Tirunal, che fecero fiorire la scienza, l'arte e la cultura in Travancore.
Intanto nel Karala si formarono varie estrazioni politiche, come la Federazione Nazionale
Indiana I.N.C., guidata da Mahatma Gandhi in Thiruvananthapuram; la lega Musulmana guidata da
Abdul Rahman e da Ali Raja, che la presiedevano, in Cannore, e il partito comunista, che mise le
sue radici nel 1939 in diverse zone. Questi politici costituirono una base pronta per la direzione
dello Stato alla sua indipendenza dei Britannici.
Dopo l’indipendenza indiana, dai Britannici, nel 1947, le tre province di Travancore,
Cochin e Malabar si misero insieme e nel 1956 il Kerala fu costituito Stato autonomo
dell’India[47].
1. 5. Brevi cenni sull’alfabetizzazione nel Kerala
Il Kerala, per primo, fra tutti gli Stati dell’India, nel 1989, ha programmato
l’alfabetizzazione per tutte le classi dei cittadini. Successivamente, il 18 aprile del 1991, la missione
di alfabetizzazione è stata estesa a tutti gli Stati. Attualmente il tasso di alfabetizzazione del Kerala
è del 100%[48], e ciò lo pone al di sopra di tutti gli altri Stati e, non solo per i successi avuti nel
campo della formazione scolastica, ma anche per lo sviluppo sociale e il miglioramento della
qualità della vita.
Secondo un'indagine realizzata dai sociologi, l’indice umano di sviluppo del Kerala è
paragonabile ai paesi più sviluppati del mondo. Tutti i successi di questo Stato indiano sono in gran
parte dovuti al fatto che i suoi abitanti hanno capito il valore della formazione. Infatti, è stata data
una tale priorità alla formazione dei giovani, che le scuole nel Kerala sono diventate realmente il
nucleo del microcosmo sociale.
Comunque le radici della cultura di alfabetizzazione del Kerala possono farsi risalire agli
Indù del Diciannovesimo secolo. La formazione era tradizionalmente il dominio delle più alte caste:
Avarner e Cristiani siriani, ma, con il sopraggiungere dei missionari dall'Europa, furono costruite
scuole per istruire ed educare i membri dei ceti più bassi, particolarmente in Travancore[49].
In seguito la regina di Travancore ha voluto organizzare meglio il sistema educativo,
emanando un Regio Decreto nel 1817 con il quale affermava: “Il Governo dello Stato dovrà pagare
l'intero costo dell'educazione della propria gente, affinché non ci sia più arretratezza nella diffusione
di questo sistema educativo”. Così anche i missionari cristiani diedero una spinta ulteriore alla
formazione, costruendo scuole per i poveri e gli oppressi[50], eliminando, quindi, le forme
tradizionali che avevano privilegiato soltanto gli indiani delle caste alte, alle quali solo era permessa
la frequenza della scuola.
All'inizio del XX secolo, le riforme sociali dello Stato hanno continuato a interessarsi della
formazione delle caste più basse, specialmente delle ragazze[51]. Le associazioni delle caste,
miravano al miglioramento, perché avevano compreso il vero senso dell’educazione. Anche i
sindacalisti e i marxisti iniziarono a prendere in considerazione l’importanza dell’alfabetizzazione
per svegliare la coscienza del popolo. Nei villaggi furono aperti corsi di scrittura e di lettura agli
operai che vennero spinti a fare pubblicazioni per difendere il loro diritti. Così l'opera di
alfabetizzazione si trasformò in un movimento popolare.
Un gruppo di scienziati[52] nel 1970 formulò i codici per categorie di studio e i codici per
categorie di alfabetizzazione nei villaggi. Tutto questo ha dato al Kerala un risveglio positivo tra il
secolo XIX e XX, tanto da raggiungere il doppio del tasso di alfabetizzazione in confronto al resto
dell'India.
All'inizio del 1980, si arrivò ad avere nel Kerala circa 5.000 biblioteche. Oggi sono
presenti anche 400 giornali e pubblicazioni, cooperative di produttori che pubblicano 450 libri
all'anno nella lingua locale, Malayalam.
Le istituzioni aprirono poi a Thiruvananthapuram l'università di diritto (1874), l'università
di Ayurveda (1889), l'università di Sanskrit (1889), l'università di ingegneria (1939), l'accademia di
Swathi Thirunal, ora conservatorio di musica, (1939), il College di medicina (1951), l'università
agricola, (1955) e a Trichur il College di veterinaria (1955). Nel 1937 venne aperta l'università di
Travancore con sede in Thiruvananthapuram.
Nel 1957 la suddetta università venne riconosciuta come università del Kerala[53]. Con la
giurisdizione del 1968, venne stabilità l'apertura della nuova università di Calicut[54] per gli
studenti del nord - Kerala.
In seguito furono aperte le Università di Cochin, di scienza e di tecnologia, l'Università
agricola del Kerala a Trissur, l'Università di Mahatma Gandhi a Kottayam, l'Università di Sree
Sankaracharya Sanskrit a Kaladi e l'Università del nord Kannur a Malabar. Ciascuna di queste
Università comprende numerosi colleges.
Nel 1956, quando gli stati furono riorganizzati, il Kerala era formato da tre regioni
principali: Travancore, Cochin e Malabar[55], che avevano 28 college e 22.000 alunni; nel 1990
aumentarono a 168 college con 325.000 alunni[56] e nel 1996 si arrivò a 8.650 college e 640.000
alunni[57].
Il moderno Kerala nacque nel 1956[58] in seguito all'unione delle tre regioni, come detto
sopra, che erano separate dal 1800, quindi, la nascita ufficiale di questo Stato indiano si fa risalire al
1 novembre del 1956. In questo stesso anno con una nuova legge si fece la riorganizzazione degli
Stati su proposta della Commissione per la Riorganizzazione degli Stati, voluta anche dal governo
indiano[59]. Ogni anno, infatti il primo novembre in Kerala si festeggia la sua nascita e tutti gli
abitanti, indossano i vestiti tradizionali.
Il Kerala, per ragioni amministrative, è diviso in 14 distretti: Kasargod, Kannur, Wayanad,
Kozhikode,
Malapuram, Palakkad, Thrissur,
Ernakulam,
Idukki, Alappuzha,
Kottayam,
Pathanamthitta, Kollam e Thiruvananthapuram. Thiruvananthapuram è la capitale del Kerala.
Il Kerala oggi
Attualmente il Kerala ha 31,8 milioni di abitanti[60] ed è uno degli Stati della Federazione
indiana con un livello sociale altissimo. Secondo le statistiche è il primo Stato al mondo in cui un
partito comunista sia andato al potere, nel 1957[61], con elezioni democratiche. La conduzione
dello Stato continua ancora oggi a essere orientata verso il sociale come lo fu nel passato, e il
Kerala resta lo Stato del subcontinente indiano nel quale i partiti di sinistra sono più forti.
Lo Stato ha il più basso tasso di mortalità infantile e il più alto tasso di età media, 70,4 per i
maschi e 75,9 per le donne[62]. Questo certamente è dovuto al suo sviluppo generale.
Il Kerala ha registrato uno sviluppo generale, dovuto in gran parte alla crescente
alfabetizzazione delle donne[63]. Infatti, esso ha raggiunto un tasso di alfabetizzazione di maschi e
femmine vicino al 100%, il più elevato dei tempi antichi[64].
La religione più praticata è l'induismo (56,1%), seguono l'islam (24,7%) e il cristianesimo
(19%)[65]. Sebbene siano presenti queste diverse religioni, tutti si trattano con rispetto e si
accolgono reciprocamente, perché condividono i grandi valori e mettono sullo stesso piano le
diverse fedi.
Il Kerala, ospita anche una piccola comunità di Ebrei che, secondo la tradizione, vi
giunsero nel 587 a.C., in seguito alla presa di Gerusalemme da parte di Nabucodonosor. Nello Stato
si trovano, così, molti templi, chiese e moschee di una certa importanza. A Kochin vi è inoltre la
Sinagoga Paradesi, la più antica di tutto il Commonwealth britannico.
Nel Kerala è sviluppata l'industria, e similmente, l'agricoltura locale; inoltre, ha molti
professionisti, richiesti anche da varie parti del mondo. Per cui se si chiede una spiegazione della
crescita economica, anche la gente del posto risponde: “In ogni famiglia c'è qualcuno che lavora
all'estero, in Europa, nel Golfo, in America ecc.” Il Kerala, si può dire è, veramente globalizzato,
perché ospita cittadini provenienti da varie parti del mondo e la sua gente occupa posti di lavoro e di
responsabilità anche nei diversi continenti[66].
Questo stato sforna ogni anno 16.000 nuovi diplomati in informatica. ed è conosciuto per
la sua cultura e l'enfasi sulla formazione, vanta oggi eccellenti scuole e istituti educativi. La
medicina ayurvedica[67] vi si é sviluppata fin dai tempi antichi[68], ed é largamente praticata e
insegnata nel mondo.
Inoltre, l'arte e la danza del Kerala sono veramente speciali e differenti dagli altri Stati
dell'India. Le statue sono scolpite in modo semplice, ma con colori vivaci e in bello stile. Gli
strumenti musicali che troviamo in tutta l'India vengono usati e suonati in modo particolare ed è
stata perfezionata l'arte del raccontare storie attraverso le rappresentazioni Kathakali[69], che
combinano la recita, la danza e la musica.
Dunque, il Kerala ai nostri giorni sta vivendo uno sviluppo economico, sociale e culturale
che lo rende ancora uno degli Stati dell'India più visitati dai turisti. Esso cammina a passi rapidi
verso il progresso tecnologico e fornisce ai suoi abitanti concrete possibilità di ulteriore crescita
culturale ed economica.
[1]GOVERNMENT OF KERALA, Humen devolpment report 2005 Kerala, State Planning
Board, Thiruvananthapuram 2006, p. 9
[2]Ibidem, p. 9
[3] Cardamomo in lingua malayalam “elam ” è una pinata di spezie che si coltiva nel
colline del Kerala detta “Elakadu”
[4]Cfr. SUMMA ROSE, C.M.C., polity, society and Women carmel international publishing
house, Thiruvanamthopuram 2004, p. 25
[5] albero che produce una specie di pere di colore giallo- rosso, dalla polpa dolciastra; i
veri frutti sono detti anche “mandorle indiane”.
[6]Cfr. GOVERNMENT OF KERALA, op. cit., p. 45
[7]The period of the three academies of Tamil covering a period of roughly 1700 years upto 800 A.D. This is
considered to be the Golden Age of Tamil Literature. The literature, predominantly poetry is fresh, born out of fertile
imagination takes the briefest of forms to present a picturesque panorama of the lives and times. (Trad. da
S.
ELAVAMMOODU, op. cit., p. 14)
[8]Cfr. K.SIVARAJAN, education in the Emerging Indian Society, Calicut University,
Calicut 20014, p. 140
[9] Cfr. A. SREEDHARA MENON, Social and cultural History of India KERALA,
sterling publishers PVT LTD, New Delhi 1979, pp. 45 - 46
[10]Cfr. S. ELAVAMMOODU, op. cit., p. 14
[11]Cfr. P. VAZHEEPARAMPIL, The Making and unmaking of tradition, Marthoma
Yogam, Roma 1998 p. 379
[12]Cfr. A. SREEDHARA MENON, op. cit., p. 48
[13]Cfr. G.W. GLADSTONE, protestant Christianity and peoples Movement in Kerala
(1850- 1936), L. M. S. Publications, Trivandrum 1984 pp. 17 - 18
[14]Cfr. S. NELLIMUKAL, Keralathile samuhyaparivarthanam, KS Books, Kottayam
2003 pp. 15 - 16
[15]Chiogar era inclusa nella
casta di Shiudrar perché quest’ultima ha diverse divisioni e subdivisioni. Si
dedicavano ai lavori artigianali
[16]Ezhavar era una casta dei Shiudrar, suddivisa in Chiogors, Thiyian e Channan; nei primi tempi appartenevano alla
religione Buddista e, quando questa decadde si sono inseriti tra gli Indù, ma non potevano adorare il dio degli Indù, e non era loro
permesso avvicinarsi alle altre classi, perché venivano considerati classe bassa. Cfr. Dr. S. NELLIMUKAL, op. cit., p. 23
[17]I brhamini si alimentano solo di verdura e frutta
[18]Cfr. S. NELLIMUKAL, op. cit., pp. 26 - 27
[19]Cfr. GOVERNMENT OF KERALA, op. cit., p. 13
[20]The English East India Company evolved a committee from of government, which precluded the
arbitrary proceeding of individuals, howsoever highly situated. It sprang from the Cvompany’s corporate character and
commercial needs. Naturally suspicios of its servants operating in foreign dominions thousands of miles away from
London. The Company considered it inexpedient to concentrate power in the hands of a single functionary who might
misuse it to the prejudice of the Company’s intrest. This necessitated the establishment of a government by majority.
When the Company acquired territories in India the exective head of its Government was in time invested with powers
to annul a decision of his council. But the old rule of the majority continued in that he could not act except through the
council; for every decision taken against the views of the majority, he had to give reasons in writing which could be
altered, modified, or accepted by the Company in London.* B. B. MISRA The Indian middle classes , their growth
modern times, Oxford University press, Londen, New york, Bombay 1961 p. 70
[21]Cfr. S. NELLIMUKAL, op. cit., p. 65
[22]Cfr. V S SHARMA thiruvatdhamkoor Ragiavamssam 1992, p. 77
[23]Kerala had prevailed as three separate political entities since the beginning of colonial rule: Malabar, under direct
British rule following the defeat of Tipu Sultan in 1792; Travancore (known as Thiruvithamkoor in Malayalam); and Cochin (Kochi
in Malayalam), were allowed to continue as tributary princely states under their local kings, following treaties with the British .
GOVERNMENT OF KERALA, op. cit., p. 10
[24]Cfr. S. NELLIMUKAL, op. cit., pp. 85 - 88
[25]Ibidem, p. 94
[26]Blessed Chavara Kuriakose (1805-71) was one of the greatest socio- religious
reformers of the nineteenth centuary He found an Indian Religious Congregation for men, now
known as Carmelites of Mary Immaculate (C.M.I) Kerala. Educating women and ensuring their
participation in various aspects of social life were the motives of Blessed Chavara for founding a
religious Congregation for women:Congregation of the Mother of Carmel ( C. M. C.) *Cfr.
SUMMA ROSE,CMC, op. cit., p. 143
[27]ISAIA 43, 4
[28]Cfr. C.M.I C.M.PRAVERTAKA SAMIDHI Chavara vekdhiyum sidhiyum, St.joseph’s
Monstry, Mannanam, Kerala 1994 p. 126
[29]Cfr. SREEDHARA MENON, op. cit., p. 56
[30]È una grande festa del dio Shiva. Secondo gli Induisti Shiva è a un tempo, terribile e
benefico, dio della morte e della risurrezione, della distruzione e della liberazione, e la sua shakiti,
sotto diversi nomi, presenta aspetti differenti e complementari, contraddittori solo in apparenza
*Cfr. BORRMANS, PHICHT, PRATO, RONDOTO, ROSSANO, SHIH, SHIRIEDA E SPADA le
grandi religioni del Mondo, edizioni paoline, Torino 19889, p. 100
[31]Le sue testuali parole infatti furono: “Adesso fermiamo il lavoro dei templi e iniziamo
il lavoro per le scuole, perché il più grande tempio è la scuola”. Cfr. J.IDICULA, Irupathiyonnam
Noottandilekkulla upanyasangal, Sincere Publications town hall Building Pala 20052 , p. 115
[32]Cfr. G. WOODCOCK, op. cit., p. 36
[33]Cfr. GOVERNMENT OF KERALA, op. cit., p. 13
[34]Dr. Ambedkar(1891-1956) haild from a poor famly belonging to one of the Hindu untouchable
communities in India. Dr. Ambedkar Indian scholar and states man, leader and liberator and the Chief Architect of
Constitution of India. Having won her political independence, India now needs to be economic democracy; and the life
of no other political leader constitutes this message than the life of Dr. Ambedkar. Although his life, with all his
sacrifices, struggles and scholarship, is chiefly devoted to liberating six crores of people from their age- long bondage
and is a new era in the lives of those suppressed people it is no less a glorious fight for unshering in India a social and
economic democracy. Ambedkar has played the part of desting in the liberation of suppressed humanity in India.*
DHANANJAY KEER Dr. Ambedkar life and mission, Ramadas Bhatkal for popular prakashan Pvt. Ltd, Bombay,
19541, 199712, p. IX-1
[35] Cfr. DHANANJAY KEER, op. cit., pp. 252 - 253
[36]Cfr. MAHATMA GANDHI, atmakatha athava ente sathyanweshana pareekahnakatha
(an autobiography) malayalam translator G. IRUMBAYAM, poornodaya book trust, Gandhi
bhavan, Kochi 200218, p. 400
[37]The Temple Entry Proclamation issued by Maharaja Shri Chithira Thirunal Balarama
Varma in 1936 abolished the ban on the avarnas from entering Hindhu Temples in the state of
Travancore (now part of Kerala), the Temple Entry Movement in 1936, which opened all temples in
the State to all hindhu castes.*Cfr. GOVERNMENT OF KERALA, op. cit., p. 14
[38]Cfr. S. NELLIMUKAL, op. cit., p. 441
[39]Cfr. A. SREEDHARA MENON, op. cit., p. 53
[40] Zamorin is the anglicised version of Samoothirippadu or Samoothiri, a title of the
rulers of the erstwhile Hindhu state of Kozhikode (previously known as Calicut) (Nediyirippu
Swarupam), located in the present day state of Kerala, between the 14th and 18th century AD
[41]AFONSO DE ALBUQUERQUE, nacque a Alhandra 1453, morì a Goa (India) 1515. Fu navigatore e
conquistatore portoghese e Fondatore dell’Impero portoghese in Oriente
[42]Cfr. A. SREEDHARA MENON, op. cit., p. 55
[43]Al tempo del re Marthanda Varmma, Thiruvadamcoor fu chiamato Venadu
[44]Haidar Ali (d.C. 1722. - 1782), fu re del Regno di Mysore e soldato-avventuriero
musulmano.Che insiemea suo figlio Tippu Sultan divennero concorrenti asiatici più formidabili, in
India, contro gli inglesi
[45]Sultan Fateh Ali Tippu detto “Tippu Sultan”, fu denominato “Tigre di Mysore”
divenne re il 20 novembre 1750 a Devanhalli. Successivamente, il 4 maggio 1799, divenne re anche
di Srirangapatana. Questi fu il primo figlio di Haider Ali, nato dalla sua seconda moglie, Fatima o
Fakhr-un-nissa. Successivamente, dopo la morte di suo padre, nel 1782, divenne re del Regno di
Mysore. Tippu Sultan era un uomo dotto e un valido soldato, nonché, reputato un bravo poeta e
soprattutto un convinto musulmano
[46]Cfr. A. SREEDHARA MENON, op. Cit., p. 55
[47]Ibidem, p. 57
[48]Cfr. T. DYSON, R. CASSEN, L. VISARIA, Twenty-first centuary India,oxford
university press, New Delhi 20052, p. 134
[49]Cfr. GOVERNMENT OF KERALA, op. cit., p. 10
[50]Cfr. S. NELLIMUKAL, op. cit., p. 309
[51]Ibidem, p. 345
[52]The Kerala Peopel’s Science Movement
[53] Kerala university
[54] Calicut university
[55]Ibidem, p. 10
[56]Cfr. M. V.PYLEE, op. cit., p. 19
[57]Cfr. Ibidem, p. 230
[58]GOVERNMENT OF KERALA, op. cit., p. 10
[59]Cfr. A. PUDUCHERY, A challenge to educational rights in Kerala State:India, an
etico- juridical – examination of the Kerala education Bill 1957, india EXCERPTA EX
DISSERTATIONE AD LAUREAM IN ISTITUTO SCIENTIARUM SOCIALUM PONTIFICIAE
ONIVERSITATIS GREGORIANE 1962, p. 1
[60]GOVERNMENT OF KERALA, op. cit., p. 9
[61]A. PUDUCHERY, op. cit., p. 4
[62]GOVERNMENT OF KERALA, op. cit., p. 25
[63]Cfr. T. DYSON, R. CASSEN, L. VISARIA, op. cit., pp. 145 - 146
[64]Cfr. K. SIVARAJAN, Vidyabhyasam vikaswara Bharathathil (malyalam) Calicut
University, Calicut 20069 140
[65]GOVERNMENT OF KERALA, op. cit., p. 9
[66]Ibidem, p. 77
[67] medicine naturali
[68]Ibidem, p. 165
[69]UTPAL K BANERJEE, Indian performing Arts, vikas publishing house pvt ltd, New
Delhi 19922 p. 173

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