un decalogo contro la pena di morte - Stefano Gentili

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un decalogo contro la pena di morte - Stefano Gentili
UN DECALOGO CONTRO LA PENA DI MORTE
Pubblico il testo integrale del messaggio dei vescovi toscani in occasione
dell’anniversario dell’abolizione della pena di morte in Toscana.
Il giorno 30 novembre ricorre l’anniversario dell’abolizione della pena di morte in
Toscana, prima abolizione della pena di morte in Toscana, prima abolizione della
pena di morte in Europa e nel mondo.
Noi vescovi della Toscana riteniamo importante ricordare e celebrare tale
momento, significativo di una profonda svolta nella storia della legislazione
penale, momento che onora la nostra Toscana.Per questo accogliamo l’invito del
Presidente del Consiglio regionale di far suonare le campane della Regione alle
ore 17,00 del giorno 30 novembre e ne diamo mandato a tutti i parroci e rettori
delle nostre Chiese. Intendiamo motivare questa nostra scelta con la seguente
dichiarazione
1. Per il cristiano ogni vita umana è un progetto di Dio che crea e che salva, un
progetto che – dal suo accendersi nel seno materno al suo temine naturale – mai è
dato all’uomo di interrompere.
Riteniamo pertanto che la pena di morte sia moralmente inaccettabile in
qualunque caso e in qualunque situazione e ci sentiamo così uniti a tutti coloro
che in ogni parte del mondo si dichiarano sinceramente difensori dei diritti
dell’uomo – come sanciti nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’uomo
delle Nazioni Unite (1948) – e riconoscono nella tutela della vita il primo e
supremo diritto di ogni essere umano.
2. Sappiamo bene che nei secoli scorsi la Chiesa si è spesso trovata a esercitare
un potere temporale, lasciandosi anche coinvolgere in una logica sociale e
giuridica talvolta contrastante con la lettera e con lo spirito del Vangelo: di questo
il santo Padre ha solennemente chiesto perdono nel corso dell’attuale Giubileo e
noi vescovi della Toscana vogliamo associarci a questa richiesta di perdono, nella
speranza che il prossimo millennio possa vedere nuovi traguardi per una sempre
più autentica convivenza umana.
3. Una più profonda comprensione del Vangelo nella Chiesa, e una più matura
esperienza umana forgiata dalle tante tragedie del secolo scorso, ci spingono oggi,
insieme a tutti gli uomini di buona volontà, a considerare inaccettabili sia sul
piano morale che su quello giuridico tutte le ragioni che hanno sostenuto la pena
di morte e che ancora in molti Paesi della terra vengono addotte per giustificarla.
Il Papa Giovanni Paolo II, nell’Enciclica Evangelium Vitae, ha chiesto non solo
un’applicazione assai limitata ma anzi una totale abolizione della pena di morte.
IRC Un decalogo contro la pena di morte
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4. La pena di morte non è di per sé una pena: è pena invece il periodo angoscioso
in cui il presunto reo attende l’esecuzione e spesso anche la macabra
sceneggiatura che lo caratterizza; poche altre realtà sono altrettanto disumane e
disumanizzanti per chi le subisce come per chi vi assiste.
5. La pena di morte non può essere assimilata alla legittima difesa della società.
In tutta la tradizione etica di ispirazione o di radice cristiana si può parlare di
uccisione per legittima difesa, del singolo o della comunità, solo quando vi sia
un’aggressione in atto e non solo in progetto. Lo Stato può uccidere un reo solo
dopo averlo catturato, e quindi nel momento in cui egli non è più in grado di
aggredire.
6. La pena di morte non può essere considerata una difesa della società da
potenziali delinquenti, non è un deterrente: non esiste alcuna indicazione statistica
che colleghi la pena di morte con una diminuzione di reati gravi, mentre esistono
evidenze statistiche che indicano l’irrilevanza della pena di morte sul numero dei
reati gravi: alcuni studi comparativi poi rilevano che tale pena sembra costituire
un incitamento all’omicidio, in quanto lo Stato omicida può costituire una
giustificazione psicologica dell’omicidio privato.
7. La pena giudiziale ha sempre avuto nella tradizione etico-giuridica
occidentale, sia civile che canonica, una primaria finalità medicinale: si è sempre
considerato, insomma, che una società si difende proprio nella misura in cui è
capace mediante una pena, di restituire il reo a quell’ordine giuridico e morale che
egli ha violato. Il sistema penale attuale ovunque nel mondo ha ben poco di
medicinale, ma la pena di morte ne esclude ogni possibilità.
8. La pena di morte ha dunque solamente un carattere vendicativo, in contrasto
però con la grande tradizione giuridica che attribuisce alla «vindicatio» una
rilevante funzione sociale, quella cioè del ripristino nella sensibilità collettiva di
un ordine giuridico-morale violato; tale funzione viene però completamente
negata dalla pena di morte.
9. La pena di morte è l’unica pena irreversibile e non appare in nessun modo
giustificabile: la giustizia umana infatti, anche nei sistemi giuridici più avanzati,
presenta sempre un margine di incertezza, o circa la responsabilità del condannato
o sulle condizioni oggettive e soggettive in cui il reo ha agito. Solo Dio conosce il
cuore dell’uomo, e può esserne il giudice ultimo e infallibile. Il cristiano, per
quanto offeso possa sentirsi, non potrà mai invocare l’uccisione per chi ha ucciso
e, ricordando che il Signore ha duramente rifiutato la legge del taglione, dovrà
sempre perdonare sinceramente. Potrà desiderare e anche chiedere alla pubblica
autorità una giusta pena per chi si rende colpevole di un reato, ma tale pena,
proprio per essere giusta, non dovrà mai violare i diritti essenziali del reo, il quale
resta comunque una persona umana che in ogni caso ha diritto alla sopravvivenza,
magari nella speranza di un futuro umanamente accettabile, forse anche in grado
di risarcire almeno in parte il male compiuto.
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Firenze 21 novembre 2000
Silvano Card. Piovanelli
Arcivescovo di Firenze
Gaetano Bonicelli
Arcivescovo di Siena - Colle V.E. - Montalcino
Alessandro Plotti
Arcivescovo di Pisa
Bruno Tommasi
Arcivescovo di Lucca
@ Alberto Ablondi
Vescovo di Livorno
Simone Scatizzi
Vescovo di Pistoia
Luciano Giovannetti
Vescovo di Fiesole
Eugenio Binini
Vescovo di Massa Carrara - Pontremoli
@ Edoardo Ricci
Vescovo di San Miniato
Giacomo Babini
Vescovo di Grosseto
Gastone Simoni
Vescovo di Prato
Vincenzo Savio
Vescovo ausiliare di Livorno
Giovanni De Vivo
Vescovo di Pescia
Gualtiero Bassetti
Vescovo di Arezzo-Cortona-Sansepolcro
Mario Meini
Vescovo di Pitigliano - Sovana - Orbetello
Giovanni Santucci
Vescovo di Massa Marittima - Piombino
Mansueto Bianchi
Vescovo di Volterra
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Rodolfo Cetoloni
Vescovo di Montepulciano - Chiusi - Pienza
Michelangelo Tiribilli
Abate di Monte Oliveto Maggiore
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