Autonomia e Raccomandazioni cliniche all`esame del

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Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma1, DCB Torino - Contiene inserti pubblicitari
Anno VII n. 3
Marzo 2011
Medicina Legale
Euro 3,00
Attualità
Corso Teorico-Pratico
LA CONCILIAZIONE
Alcuni degli argomenti:
 Occlusione Ideale, Settori
funzionali delle arcate, Linee
funzionali e caratteristiche di una occlusione ideale (teoria e
pratica)
 Rapporto tra occlusione ideale e quella del paziente
 Sistemi di analisi occlusale
 Montaggio in articolatore con arco facciale e cere (teoria e
pratica)
 Analisi dei modelli montati in articolatore
 Determinazione della dimensione verticale rispetto alle
caratteristiche scheletriche del paziente mediante l’utilizzo di
analisi cefalometrica (parte teorica e pratica)
Per informazioni ed iscrizioni
www.aignatologia.it
IN CAMPO SANITARIO
SUI BANCHI DELLE
FACOLTÀ ODONTOIATRICHE
Anche in campo odontoiatrico
il fenomeno della conciliazione
non ha tardato a manifestarsi,
comportando in pochi anni un
incremento pari al 4% rispetto al
numero dei dentisti.
> pagina 6
Una mini-inchiesta sul cosiddetto
“esilio odontoiatrico” scolastico:
studenti che decidono di iscriversi a Facoltà straniere, ma anche
giovani che scelgono l’Italia per
le sue eccellenze.
> pagina 8
Autonomia e Raccomandazioni cliniche
all’esame del Consiglio Nazionale Andi
Segreteria Organizzativa c/o Studio Tanteri 011 728316
Si è svolto sabato 5 febbraio,
a Roma, il Consiglio Nazionale
Andi, con la partecipazione di
oltre 100 Presidenti provinciali e
regionali dell’Associazione.
PRESIDENTE Dott A. Bracco
VICE-PRESIDENTE Dott. E. Tanteri
SEGRETARIO Dott N. Margolo
TESORIERE Dott. P. Lodo
IDS, la vetrina più importante
a livello mondiale
dell’innovazione dentale
Pubblichiamo l’intervista a Oliver P. Kuhrt, vicepresidente esecutivo della Koelnmesse, e a Martin
Rickert, presidente dell’Associazione dei prodotti
dentali tedeschi (VDDI).
da 55 Paesi diversi che parteciperanno a IDS 2011. Grazie
al numero crescente di partecipanti, l’organizzazione e la
VDDI saranno lieti di replicare
il successo della manifestazione 2009, in cui più di 100 mila
visitatori sono venuti a Colonia
da tutto il mondo.
Le iscrizioni per il prossimo
International Dental Show
di Colonia sono in pieno
svolgimento. Dopo il successo dell’edizione 2009, quanti
espositori e visitatori pensate di avere quest’anno?
Oliver P. Kuhrt: Ci aspettiamo
Molti produttori presentano
i nuovi prodotti prima di
IDS Colonia. Questo fatto
va a influire sul numero di
visitatori?
Martin Rickert: Non faccio
previsioni in quanto IDS è la
vetrina principale per quanto riguarda l’innovazione nel
dentale a livello mondiale.
circa
aziende provenienti
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21-09-2010
Colgate Sensitive® Pro-Sollievo™ dentifricio è un Dispositivo Medico n° 0483. Leggere attentamente il foglio illustrativo e le istruzioni d’uso.
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Due le importanti tematiche
discusse sul futuro professionale: l’autonomia ordinistica della professione odontoiatrica e le
“Apre”
il Collegio
Docenti
Si apre a Firenze (Palazzo
Vecchio) giovedì 14 aprile ore
15.30 con una cerimonia, una
Lettura inaugurale sul sistema immunitario e una Lectio Magistralis su Leonardo
il Congresso Nazionale dei
Docenti di Discipline Odontostomatologiche. Ispirato al
“La ricerca scientifica in
12:23tema
Pagina
Odontostomatologia: evidenze e controversie”, il Congresso si terrà nelle giornate di
venerdì e sabato nel Policlinico “Le Scotte” di Siena, dove,
dopo vari momenti didattici
e collegiali di rilievo, si concluderà nella tarda mattinata
del 16 con la Conferenza dei
Presidenti dei Corsi di Laurea
e una Tavola rotonda.
In questo numero viene
dedicato un ampio servizio
al Congresso Nazionale dei
Docenti a pagina 18.
“Raccomandazioni
cliniche”,
predisposte per volontà del Ministero della Salute sulle corrette
modalità di esecuzione delle principali prestazioni odontoiatriche.
Sul tema dell’autonomia ordinistica – afferma un comunicato Andi – dopo un’ampia analisi
sul Progetto di legge di iniziativa
governativa ora al Senato, sono
stati presentati i risultati di un
sondaggio tra i Soci ponendo in
votazione la delibera proposta
dall’Esecutivo nazionale, che ha
ricevuto 178 sì e 15 no (12 astenuti). L’Associazione si batterà
in sostanza per la piena autonomia della componente odontoiatrica all’interno dell’Ordine dei
Medici. Sulle “Raccomandazioni
cliniche” predisposte con la collaborazione di tutte le componenti il mondo odontoiatrico si è
deliberato (con 174 sì, 11 no e 17
astenuti) di approvare il progetto
lasciando alle Sezioni provinciali
Andi di trasmettere, entro e non
oltre il 25 marzo, osservazioni e
proposte di modifica al testo per
rendere le Raccomandazioni più
applicabili alla realtà professionale. Verranno poi elaborate da
un gruppo di lavoro – continua il
comunicato – e trasmesse, come
richiesto, al Ministero della Salute. Discusse anche varie tematiche attinenti la professione, su cui
l’Andi è impegnata a difendere
gli interessi dei Soci: nuova convenzione con Cadiprof, proposte
di legge sulle Aso e l’Odontoiatra
di famiglia, Codice etico, comportamentale associativo, network Andi ecc.
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News e Commenti
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Editoriale
Autonomi, sì
ma solamente
nell’Ordine
Carissimi lettrici e lettori,
finalmente una
posizione ufficiale, rispetto
all’istituzione
di un Ordine
autonomo degli Odontoiatri, ovvero al mantenimento di un’autonomia all’interno dell’Ordine
dei Medici. L’ha presa l’Associazione nazionale dentisti
italiani, previo referendum ai
propri iscritti, come annunciato
nell’articolo di prima pagina a
cui si rimanda. Noi plaudiamo
a questa scelta e ne spieghiamo
le ragioni, come osservatori della categoria. Già nell’editoriale
del giugno 2010, su questa rivista si segnalava l’importanza di
questa categoria professionale
sostenendo: “[…] Ma ci siamo
chiesti quanto una categoria
così piccina potrebbe influenzare con cambiamenti positivi ed
equilibrati l’intera popolazione? Dagli avvocati, dai notai,
ma anche da un cardiologo, un
cittadino potrebbe non andare
o dover andare per tutta una
vita; invece tutti devono andare,
almeno una volta, dal dentista”.
Contestualizzando, un cittadino potrebbe non richiedere per
tutta una vita una prestazione
sanitaria da altro medico, se
non il dentista, il quale potrebbe avere l’onore e l’onere,
dopo un’accurata anamnesi, di
intercettare le malattie di un
paziente, di richiedere esami
diagnostici o indirizzarlo verso
lo specialista di competenza, di
dare grandi suggerimenti sugli
stili di vita, prima e durante il
piano di trattamento odontoiatrico. Essere e migliorare a
pieno titolo, dunque, la propria
posizione di specialista, ma in
quanto parte della categoria dei
medici! Un Ordine autonomo
conferirebbe, a nostro parere, un
prestigio operativo sì, ma generando nei pazienti confusioni su
una figura che potrebbe essere
riconosciuta quale tecnico super specializzato, alimentando
ulteriori “scambi” di figure
professionali, fin troppo note. A
volte, riflettere su queste grandi
decisioni fa bene per ripartire in
modalità progettuale. Recentemente, in un convegno in Italia,
Johan Galtung, uno dei padri
della peace research o peace
studies (le sue opere ammontano a un centinaio di libri e oltre
1000 articoli, le istituzioni internazionali si sono spesso rivolte a
lui per consulenze tecniche nelle
mediazioni di conflitti), divide i
Paesi in bambini, adolescenti,
adulti e in pensione. Un Paese
“in pensione” non ha progetti:
l’unico sforzo che fa è mantenere
la situazione presente. In Italia,
sostiene, non vedo un progetto,
ma vedo solo mantenere le cose
come sono. Cari professionisti,
cari Odontoiatri-Medici, da voi
può esserci un grande sostegno
per un’inversione di marcia.
L’Editore
Patrizia Gatto
[email protected]
Italian Edition
Ministero: ecco le nuove Linee guida
per la salute dei denti
Sul sito del Ministero della Salute sono state pubblicate le nuove Linee guida nazionali per la promozione
della salute orale e la prevenzione delle patologie orali in età adulta. Sono quattro, in particolare, i campi di
prevenzione: delle patologie dei tessuti duri dentari; della malattia parodontale; dell’edentulia; dei tumori
maligni del cavo orale.
Nuova iniziativa del Ministero della Salute per promuovere
la salute orale. Sul sito del dicastero sono infatti state pubblicate le “Linee guida nazionali per
la promozione della salute orale
e la prevenzione delle patologie
orali in età adulta” dedicate,
in particolare, alla prevenzione delle patologie dei tessuti
duri dentari; prevenzione della
malattia parodontale; prevenzione dell’edentulia; prevenzione
dei tumori maligni del cavo orale. “La promozione di azioni di
prevenzione delle malattie orali – spiega il Ministero nell’introduzione del documento – è
particolarmente necessaria ed
opportuna anche in considerazione del ruolo oggettivamente
limitato che il nostro Servizio
sanitario nazionale, ad oggi,
svolge per l’odontoiatria”.
Alla stesura del presente
documento hanno partecipato: Patrizio Bollero (Università
di Roma “Tor Vergata”); Felice
Roberto Grassi (Università degli
Studi di Bari); Antonio Federici (Ministero del lavoro, della
salute e delle politiche sociali); Enrico Gherlone (Università Vita-Salute San Raffaele,
Milano); Gianna Maria Nardi
(Università degli Studi di Roma
“Sapienza”); Michele Nardone (Ministero del lavoro, della
salute e delle politiche sociali).
L’aggiornamento delle linee
guida è previsto ogni 4 anni, “a
meno che – sottolinea il ministero – la base dell’evidenza non
subisca cambiamenti, così da
rendere le raccomandazioni o il
loro upgrading, obsoleti”.
Fonte: quotidianosanita.it
Istituzione del profilo professionale
di “Assistente di Studio Odontoiatrico”
Il Ministero della Salute ha convocato in data 17 febbraio i rappresentanti della Commissione Albo Odontoiatri, Collegio Nazionale Docenti di Odontoiatria, Andi, Aio, Unid, Aidi e Confimea per
la valutazione della proposta del Ministero inerente l’istituzione
del profilo professionale di “Assistente di Studio Odontoiatrico”, al
fine di uniformare quel profilo su tutto il territorio nazionale, stante legislazioni regionali non coordinate. Le componenti sindacali
odontoiatriche Andi e Aio si sono espresse su modifiche e integrazioni dei contenuti, tanto sovrapponibili da ritenersi possibile la stesura di un testo condiviso.
Anche le sigle sindacali degli Igienisti dentali sono sulla stessa linea per quanto attiene le mansioni delle ASO e si è, con loro,
instaurato un dialogo che ci ha permesso di condividere una serie
di valutazioni. Evidentemente la realtà di un’Odontoiatria moderna
e in rapida evoluzione, proiettata al futuro con scienza e coscienza,
esercitata in regime di libera professione, obbliga a riflessioni che
portano tutte le componenti sindacali del dentale ad assumere posizioni che inevitabilmente risultano convergenti su un ruolo occupazionale che necessita di chiarezza e definizione.
Fonte: Unid e Andi
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Anno VII Numero 3, Marzo 2011
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News e Commenti
Italian Edition
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Anno VII n. 3 - Marzo 2011
“La riforma dell’Università? Dipende…”
Le osservazioni di Antonella Polimeni
La neo Presidente del Collegio Docenti risponde ad alcuni quesiti che scaturiscono dalla recente approvazione della legge sulla riforma universitaria.
Quali sono le date significative della nuova legge sulla
Riforma?
Dal 29 gennaio, a 15 giorni dalla pubblicazione della legge
240/2010 sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 14 gennaio, la Riforma dell’Università è in vigore.
Gli Atenei avranno tempo 6 mesi
per adeguare gli Statuti secondo
la nuova normativa.
sono molte: dall’avvio delle procedure di abilitazione da Associato
e da Ordinario, alla revisione dei
settori scientifico-disciplinari,
indissolubilmente legata alle
procedura di reclutamento, l’avvio dei contratti di “tipo tenure”
per i ricercatori. Una considerazione finale: giusto far dipendere
l’erogazione del fondo premiale
per gli Atenei dalla valutazione.
Per questo è indispensabile che
l’ANVUR parta quanto prima.
m.boc
Le novità più rilevanti?
Come si diventa professori
secondo la nuova legge? E chi
lo decide?
La scelta della qualità
Punte Sonosurgery®
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I 29 articoli che compongono il
provvedimento ne introducono
diverse, sia sul fronte della governance sia su quello del reclutamento. In particolare, arrivano
i contratti “tenure track” per i
ricercatori a tempo determinato, articolati in due tipologie:
di durata triennale prorogabili
per 2 anni per una sola volta, e
triennali non rinnovabili per chi
ha già usufruito di contratti del
primo tipo ovvero di assegni di
ricerca, borse post-dottorato ecc.
Antonella Polimeni.
per osteotomia e rizotomia
sec. Dr. Ivo Agabiti, Pesaro
Con l’entrata in vigore, si introduce l’abilitazione scientifica
nazionale di durata quadriennale, condizione indispensabile per
accedere ai ruoli di Professore
Ordinario e di Professore Associato. La Commissione Nazionale sarà composta da 5 docenti di
cui uno straniero o italiano attivo
all’estero, sorteggiati da un elenco di Ordinari che presentano un
curriculum scientifico di qualità.
Un Decreto ministeriale determinerà i criteri per giudici e candidati secondo pareri del Consiglio
Universitario Nazionale (CUN)
e dell’Agenzia Nazionale di Valutazione degli Atenei (ANVUR),
la cui composizione del Consiglio Direttivo è stata approvata
il 21 gennaio dal Consiglio dei
Ministri. Sarà poi necessario il
passaggio alle Commissioni parlamentari ed al Consiglio di Stato. Sono previste modifiche all’età
pensionabile con la soppressione
del cosiddetto “biennio Amato”:
gli Ordinari andranno in pensione a 70 anni, gli Associati a 68.
Il suo giudizio sulla Riforma?
C’è stato un grande dibattito. Per
esprimere un giudizio definitivo occorrerà attendere il tempo
destinato ai Decreti delegati.
Speriamo in una tempistica adeguata. Se questa legge rappresenterà un’iniezione di vitalità per il
sistema, oppure la sua eutanasia,
dipenderà da due fattori: i finanziamenti e i tempi. Servono in
ogni caso le risorse per i concorsi
di Associato, per il Fondo per il
merito degli studenti, per il fondo premiale degli Atenei, per gli
investimenti nella ricerca scientifica. Senza queste risorse il rischio
enorme è “bruciare” le istanze
dei giovani capaci e vanificare in
maniera definitiva le aspettative
dei Ricercatori più motivati.
Le prossime scadenze?
Sui tempi abbiamo già detto. Le
scadenze previste dalla legge
Una marcia in più in chirurgia orale
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News e Commenti
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Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Italian Edition
IDS è la vetrina più importante a livello
mondiale per l’innovazione nel dentale
Oliver P. Kuhrt.
DT
pagina 1
I professionisti del settore hanno a che fare
con soluzioni complesse e applicazioni che
vanno oltre il valore della “novità” dei prodotti di consumo comune e, quindi, le innovazioni per lo Studio e il laboratorio non
perdono il loro appeal una volta che sono
state presentate. La decisione su come e se
integrare nuovi metodi nei nostri Studi si
basa su quanto siamo in grado di approfondire la questione. Nel complesso, IDS offre
ancora la panoramica più completa delle
innovazioni per dentisti e odontotecnici.
L’ultimo IDS ha visto un aumento del
numero di produttori asiatici. Vedremo la partecipazione di qualche nuovo
Paese anche quest’anno?
Oliver P. Kuhrt: Secondo l’ultimo sondaggio, tra gli espositori non è prevista la
partecipazione congiunta di alcun nuovo
Paese. I mercati con il maggior numero di
espositori sono tradizionalmente Germania, Italia, Corea del Sud, Svizzera e Stati
Martin Rickert.
Alcuni momenti catturati da IDS 2009.
Uniti. Inoltre, daremo il benvenuto anche
alle aziende di Paesi come: Argentina,
Australia, Brasile, Bulgaria, Cina, Giappone, Israele, Pakistan, Russia, Spagna e
Taiwan.
A IDS 2009 l’attenzione si è concentrata sulle soluzioni implantari e sulle
tecnologie CAD/CAM. Questo trend
continuerà anche nel 2011?
Martin Rickert: Ci aspettiamo tanti nuovi
prodotti e tendenze nel 2011, ma la digitalizzazione sarà sicuramente l’elemento precursore. Quest’ambito, che va dalle
scansioni di alta qualità alle numerose
elaborazioni di vari e nuovi materiali dentali, sta diventando sempre più importante. L’Implantologia è un segmento in forte
espansione da anni e nel corso del tempo
sono stati lanciati impianti sempre più
piccoli e corti. Anche i denti che mostrano
alti livelli di decadimento possono essere
riportati alla loro primaria funzionalità
per molti anni a venire. In Endodonzia,
la pulizia efficace dei canali radicolari
rimane uno degli argomenti basilari. Per
quanto riguarda nuovi modelli aziendali
mi viene in mente la sinergia tra laboratori, centri di distribuzione e industria.
Oggi, il laboratorio di un singolo operatore può offrire quasi gli stessi servizi di
quelli dotati di una manodopera maggiore. Oggi anche i laboratori gestito da un
solo professionista sono in grado di offrire quasi le stesse prestazioni di quelli con
largo numero di dipendenti. La tecnologia
digitale consente ai centri specializzati di
offrire a piccoli Studi un intero ventaglio
di prestazioni diagnostiche.
Quali ambiti di produzione indicano
le migliori prospettive?
Oliver P. Kuhrt: Abbiamo segnali di crescita in molti settori del dentale, quale risultato ottenuto dai costruttori nell’estendere
e integrare l’offerta di prodotti con soluzioni nuove e promettenti. I comparti più in
sviluppo saranno probabilmente quelli di
impianti dentali, profilassi, igiene dentale,
odontoiatria estetica e CAD/CAM. Tuttavia, abbiamo anche osservato una crescita
nelle attrezzature per Studi odontoiatrici
e nei sistemi funzionali per i laboratori
odontotecnici.
L’economia mondiale si sta riprendendo velocemente. Avete avuto
sviluppi analoghi nel settore dentale,
nonché sull’attività fieristica?
Martin Rickert: La domanda costante di
servizi odontoiatrici da parte dei pazienti conferma che la volontà di migliorare
la propria salute non è stata influenzata
negativamente da condizioni economiche
difficili. Molti sanno che gli investimenti
fatti nella salute sono per la loro qualità
di vita e, ultimo ma non meno importante,
per il proprio futuro.
A causa della recessione, l’industria
Usa del dentale sta lottando contro
molte difficoltà. Questo potrebbe avere un’influenza sul ruolo dell’IDS in
quanto la più grande fiera mondiale?
Martin Rickert: La posizione indiscussa
di IDS come spazio espositivo leader nel
dentale a livello mondiale è il risultato di
una strategia continua “target-oriented”
del dentale tedesco e del suo partner Koelnmesse. La forte presenza di espositori e
visitatori stranieri ha permesso di creare
una consapevolezza che fa di IDS quello
che è oggi: un centro internazionale del
dentale, indipendentemente dagli sviluppi
economici temporanei o locali.
Il primo giorno della fiera sarà ancora
dedicato a rivenditori e importatori?
Martin Rickert: Sicuramente! Secondo
la maggior parte di espositori e commercianti internazionali con cui ho parlato, il
“Dealer’s Day” del martedì è stato accolto
molto bene in passato. La maggior parte
dei rappresentanti dell’industria apprezza il fatto che in quel giorno gli specialisti siano disponibili no-stop per contatti e
trattative.
Cos’altro ci si può aspettare da questa
edizione di IDS Colonia?
Oliver P. Kuhrt: Oltre ai padiglioni 3, 4,
10 e 11, ci accingiamo ad aprire quest’anno
anche la Sala 2, con uno spazio espositivo
aggiuntivo di 143.000 m2. Grazie a questi
provvedimenti, tutti i padiglioni della fiera
si trovano ora uno accanto all’altro, facilmente accessibili attraverso gli ingressi
Sud, Est e Ovest per guidare in modo uniforme il flusso di visitatori.
Today international
DTI partner ufficiale
dell’iniziativa GCI by FDI
DTI è lieto di annunciare un altro
passo avanti per il Dental Tribune
International Publishing Group.
La FDI World Dental Federation ha
lanciato un’iniziativa nel settore statunitense della risoluzione delle malattie
non trasmissibili, al fine di ottenere un
cambiamento dei paradigmi attuali e
un approccio restaurativo per l’assistenza sanitaria odontoiatrica, basata sul
modello di prevenzione per la gestione
della carie e per fermare l’iniziazione
e la progressione della carie dentale
entro il 2020, attraverso un’azione coordinata basata su un’alleanza globale tra
pratica clinica, istruzione, ricerca, salute pubblica, industria e associazioni
nazionali del dentale. La Global Caries Initiative (GCI) sarà completata da
altre due iniziative sul cancro orale e
sulla prevenzione delle malattie parodontali in una fase successiva.
DTI è stato nominato partner ufficiale per l’attuazione dell’iniziativa
Unbenannt-9 1
04.02.2011 17:28:37 Uhr
GCI attraverso il Dental Tribune Study Club e la rete DTI a livello internazionale, regionale e nazionale.
In stretta collaborazione con il Comitato per l’Istruzione FDI, l’Associazione
internazionale per la ricerca dentale
(IADR) e la federazione internazionale degli educatori e delle associazioni
del dentale (IFDEA), verrà sviluppato
un sistema di istruzione continua universale con procedura di trasferimento
crediti, insieme ad un grande portfolio
web-based per lo sviluppo professionale continuo, offrendo formazione e
istruzione specifica intorno all’iniziativa GCI.
L’enorme impatto dell’iniziativa e i
dettagli sui mezzi di informazione e sul
partenariato formativo tra DTI e FDI
saranno discussi nel corso del Meeting
annuale DTI Publishers a Colonia.
Per ulteriori informazioni, consultare il
sito: http://globalcariesinitiative.org/
Fisco & Finanza
Italian Edition
5
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Gli strumenti anti-evasione:
spesometro e nuovo redditometro
anni), il contribuente dovrà
giustificare la provenienza delle proprie disponibilità liquide.
Naturalmente, per il Fisco una
discrepanza tra il reddito dichiarato e quello presunto induce il
sospetto di evasione e determina un accertamento fiscale.
Lo spesometro, introdotto per
la prima volta nel 2011, è un
sistema informatico che permette accertamenti fiscali automatici sui singoli cittadini.
Da
quest’anno,
infatti,
vige l’obbligo di trasmettere
all’Agenzia delle Entrate una
comunicazione per ogni spesa di
importo superiore a 3000 euro,
se viene emessa una fattura,
oppure superiore a 3600 euro
senza fattura (per es., scontrino o ricevuta fiscale). Ad ogni
comunicazione di spesa deve
essere associato il codice fiscale
dell’acquirente. In questo modo,
lo spesometro eseguirà automaticamente una comparazione
tra le spese sostenute e il reddito
dichiarato. Anche lo spesometro,
in caso di incongruità tra reddito dichiarato e reddito presunto
sulla base delle spese sostenute,
darà il via ad un accertamento
fiscale sintetico.
I controlli riguardano tutti i
cittadini e non soltanto i titolari
di partita Iva e saranno applicati
Anno nuovo, fisco nuovo...
anche quest’anno i contribuenti
devono aggiornarsi sulle ultime novità che l’amministrazione tributaria ha introdotto per
contrastare l’evasione fiscale.
Nel 2011, oltre a un rinnovato
“redditometro”, verrà introdotto uno “spesometro”. Si tratta
di due strumenti predisposti per
individuare i sospetti evasori in
maniera rapida e capillare.
Il redditometro è uno strumento con cui l’amministrazione tributaria verifica alcune
categorie di spese sostenute da
un contribuente e la consistenza
dei suoi beni (si veda box). Sulla
base di tali spese e sui presumibili costi di manutenzione di
tali beni, l’amministrazione stima il reddito minimo presunto,
al di sotto del quale non sarebbe possibile per il contribuente
sostenere le spese in oggetto. Il
redditometro, inoltre, terrà in
considerazione anche elementi
inediti, come la composizione
del nucleo familiare (per es., un
single o una coppia sposata con
figli) e la posizione geografica
(per es., area metropolitana o
rurale, Nord o Sud). Se i redditi
dichiarati risultano essere inferiori del 20% al reddito presunto (con il vecchio redditometro,
lo scarto era del 25% per due
già alle dichiarazioni dei redditi
2009. Tuttavia, in caso di accertamento, il contribuente potrà
dimostrare di essersi procurato
lecitamente le somme che vengono contestate. Vediamo quali
sono i quattro più validi argomenti difensivi. Innanzitutto,
la maggiore disponibilità economica potrebbe essere dovuta
a redditi esenti oppure già tassati attraverso ritenute fiscali.
In questo modo la differenza
tra il reddito dichiarato e quello presunto potrebbe scendere
al di sotto della soglia del 20%,
facendo decadere il presupposto
per l’accertamento.
In alternativa, si può dimostrare di non essere i titolari di
tutti i beni che il Fisco ci attribuisce. In questo modo, il reddito presunto dovrà essere ridotto
proporzionalmente, riportando
ad uno scostamento inferiore al
20%. Una terza possibilità consiste nel dimostrare che il bene
è stato acquistato da terzi (per
es., attraverso una donazione).
Infine, si può dimostrare che la
maggior disponibilità deriva dai
propri risparmi, per esempio a
seguito del disinvestimento di
titoli o fondi, della liquidazione di fine rapporto di lavoro, di
indebitamento (per es., mutui o
leasing) o del rimpatrio di capi-
tali ‘scudati’. In passato, il redditometro presumeva che alcune
tipologie di beni che aumentano
stabilmente il patrimonio del
contribuente (per es., immobili) venissero acquistati in quote
costanti ripartite, oltre che sul
reddito dell’anno di acquisto, sui
quattro anni precedenti. In altre
parole, l’acquisto di un apparta-
mento da € 100.000, determinava un reddito presunto di €
20.000 per cinque anni. Oggi
non è più così e l’intera presunzione di reddito ricade nell’anno
di acquisto, fatta salva naturalmente la possibilità di replicare
al Fisco come detto sopra.
Alessandro Lanteri
Redditometro: alcune spese oggetto di verifica
Rate di mutuo
Canoni di leasing
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Assicurazioni
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6
Medicina Legale
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Italian Edition
La conciliazione in campo sanitario
per una soluzione veloce delle controversie
Valeria Melca.
Il saluto più in voga per salutare i medici, ormai, pare sia: “Ci
vediamo in tribunale”, come se
fosse divenuto un luogo terapeutico, dove iniziare una terapia o
proseguire una cura, quasi una
sorta di terme ove curare i danni di chi cura. L’ormai malcelata
diffidenza dell’utente/paziente
verso il professionista sanitario
ha dato vita a una nuova caccia
all’errore, a volte ingiustificato,
e alla “causa facile”. Si è passati
quindi dall’“accusa di un male”
al “male d’accusa”. Germe della
nuova patologia, oltre all’attenzione riposta ai cosiddetti episodi di malasanità, è la presa di
coscienza del paziente riguardo
alla tutela della salute e al progresso tecnico-scientifico, che
comporta l’obbligo anche di un
risultato certo, influenza la crescita del contenzioso e riduce i
margini di giustificazione da
parte dell’operatore sanitario.
Tutto ciò ha comportato una
serie di conseguenze negative, quali aumenti delle polizze
assicurative per medici e ospedali, un reciproco senso di precarietà e di non tutela da parte
degli utenti e degli operatori, e
la cosiddetta medicina difensiva, una sorta di cura preventiva
alla cura stessa, posta in essere
dai medici e strutture sanitarie,
per evitare attacchi frontali dai
pazienti e loro avvocati.
Anche in campo odontoiatrico il fenomeno non ha tardato
a manifestarsi, comportando in
pochi anni un incremento pari
al 4% rispetto al numero dei
dentisti, con un rapporto di 3 a
1 rispetto ai contenziosi medici. Considerata la peculiarità di
questa specializzazione, e senza
volersi addentrare nei meandri
della responsabilità medica,
ciò che si richiede al professio-
nista odontoiatra è il risultato
estetico, al di là della soluzione
tecnica del problema. Se delusa,
l’aspettativa estetica comporta
uno stato d’animo tale da indurre il paziente a chiedere un
risarcimento danni per carenza
di risultato.
Il mancato risarcimento delle
assicurazioni dà adito all’instaurazione di procedimenti civili e
o penali nei confronti dei professionisti sanitari. Soggetti, tuttavia, ai tempi tecnici (lunghi)
della Giustizia e ai suoi costi,
tali procedimenti generano in
chi li subisce un sempre maggior senso di diffidenza, sconfitta e delusione per la Sanità e la
stessa Giustizia, accrescendo il
senso di malessere in chi li ha
intentati.
Ciò considerato – partendo
dal concetto che una struttura
sanitaria non potrà mai considerarsi a-conflittuale – si auspica il contenimento del rischio/
errore e, quindi, del contenzioso,
attraverso un maggior coinvolgimento e responsabilizzazione
di tutti, oltre all’uso di adeguati
mezzi di risk management.
Per quanto attiene il contenimento dei giudizi in tribunale,
invece, è intervenuta la nuova riforma del processo civile.
Proroghe permettendo, a marzo
2011 dovrebbe prendere il via la
procedura della conciliazione,
entrata in vigore con il d.lgs.
28/2010, uno strumento idoneo
a comporre i contenziosi e a raggiungere una soluzione stragiudiziale soddisfacente, eludendo
la lentezza dei tribunali ordinari: un utile strumento, insomma,
di tutela per l’apparato sanitario
e l’utente finale.
La responsabilità medica è un
materia per cui il tentativo di
conciliazione sarà obbligatorio
prima di adire le vie giudiziali
(ex art. 5, legge 24.3.2010): “Chi
intende esercitare in giudizio
un’azione relativa a una controversia in materia […] da responsabilità medica […], è tenuto
preliminarmente ad esperire il
procedimento di mediazione ai
sensi del presente decreto […].
Tale esperimento è condizione
di procedibilità della domanda
giudiziale”.
Il procedimento di conciliazione si svolge nella più totale
riservatezza, con costi contenuti
e, comunque, sempre predeterminati. Implica tempi brevi,
al massimo 120 giorni, non più
4 mesi (ex art. 6, d.lgs 28/10),
azzera i costi di giustizia; il verbale di conciliazione, se omologato, avrà il carattere di titolo
esecutivo come una vera sen-
tenza. La legge detta tempi precisi per uno svolgimento che è
snello e veloce rispetto a quelli
del giudizio civile. Infatti, il primo incontro con il mediatore è
previsto non oltre 15 gg. dalla
presentazione della domanda di
mediazione, prevedendo, in casi
in cui vengano richieste specifiche competenze, la figura di
un mediatore ausiliario esperto
nella materia oggetto della controversia.
Al raggiungimento dell’accordo si redige un verbale cui
si allega il testo dell’accordo. In
caso di mancato raggiungimento, il mediatore comunicherà
alle parti, per iscritto, una proposta conciliativa che esse saranno libere di accettare o rifiutare
entro 7 giorni dal ricevimento.
In caso di mancata accettazione,
il mediatore redigerà un verbale di mancato accordo e la parte
che ne avrà più interesse potrà
adire il giudizio civile.
In conclusione, si può affermare che con un utilizzo delle strategie di gestione e della
conciliazione si potrà tornare a
salutare i medici con un “arrivederci”!
Avv. Valeria Melca
Studio Legale
TDMB & Partners
L’Odontoiatria legale è una specialità necessaria
(lo dimostra il caso segnalato dal nostro collaboratore)
C’è proprio bisogno di un professionista dedicato all’Odontoiatria legale? Dopo
aver letto la “storiella” seguente, la risposta è immediata. Trattasi un caso reale,
recentissimo, che fa capire l’importanza della disciplina e dei professionisti che
se ne occupano, al di là (forse meglio?) di qualsiasi forbita digressione teorica
di livello culturale e scientifico. L’Odontoiatra legale, con adeguata conoscenza
teorico-pratica della Medicina legale e dell’Odontoiatria clinica, riunisce infatti
sinergicamente in un’unica figura professionale il giusto approccio metodologico
nel valutare i singoli casi con una logica rigorosa basata su criteri scientifici. Una
figura indispensabile per la risoluzione di controversie, anche ordinarie, in particolare quelle relative a presunta responsabilità professionale.
Il fatto
Sono incaricato di difendere
una simpatica signorina di 17
anni, il cui babbo aveva richiesto al precedente odontoiatra la
restituzione della parcella. In
effetti, la minore aveva iniziato
nel 2000 una terapia ortodontica, con apparecchiature prima
mobili e poi fisse, ma dopo circa tre anni di trattamento non
aveva sortito alcun apprezzabile
beneficio.
Nel corso del trattamento era
stato estratto un laterale da
latte (52), definito un “inutile
sovra-dente”, e il canino superiore destro (13) – non ancora del
tutto erotto all’epoca dell’inizio
trattamento – era stato posizionato in posizione 12. Infatti, la
minore aveva un’agenesia del
12, ma nessuno le aveva detto
nulla a riguardo né era stato
mai discusso, letto e firmato un
modello di consenso informato
al trattamento proposto, con le
possibili alternative ed eventuali complicanze. Dopo un inutile
tentativo di avvicinare le parti,
arroccate – come spesso accade
– su rigide posizioni, si giunge
alla fase giudiziaria, con richiesta di una consulenza tecnica
d’ufficio (CTU).
Le operazioni iniziano alle
ore 9, presenti 12 persone in sala
d’attesa. Il CTU, affacciatosi, ad
un tratto, dice: “Io vado a prendere un caffè; vi lascio soli così
potete discutere un poco e trovare un eventuale accordo(!)”.
Non avendo tuttavia alcuna
intenzione di discutere con la
controparte, con la scusa di essere in crisi di astinenza da caffeina, lo accompagno al bar. Ci
segue anche il medico odontoiatra consulente di controparte
(cioè del professionista accusato),
forse per paura di un accordo in
itinere. Durante il breve percorso verso il caffè, cerco di anticipare sinteticamente al CTU e al
consulente di controparte la mia
posizione sui profili di responsabilità, sul problema legato
all’assenza del consenso, sulla
restituzione della parcella da
inadempimento del contratto…
Riflessioni
Quale strada seguire?
1.Aspettare il deposito della
relazione e presentare note
contro deduttive?
2.Cercare di ricondurre il tutto, ove possibile e non senza
difficoltà, nei canoni della
correttezza, competenza e
metodologia medico-legale
adeguata?
Ho scelto la seconda strada,
confidando nell’infinita bontà
divina e nelle sante intercessioni. Mi è costato un po’ di lavoro
in più: ho dato una mano per la
stesura del verbale, suggerito la
procedura da seguire, presentato delle note preliminari scritte
al CTU (fogli di lume) in cui ho
raccomandato atteggiamento
più attento, puntualizzando gli
elementi i focali della discussione per un’adeguata valutazione del caso. Santa Apollonia
è intervenuta, perché siamo riusciti a ricondurre il tutto ad una
serena analisi e ad una conclusione rapida ed equa (restituzione della parcella).
Non è un’autocelebrazione
né credo di essere un luminare
dell’Odontoiatria legale. Vengo
solo sorretto dall’esperienza di
base che mi permette di affron-
tare il caso specifico con una
definita metodologia. Dopo circa 25 anni di pratica, in qualità
di odontoiatra e di medico-legale, ritengo sia il minimo.
L’ovvia conclusione: sono
sacrosanti gli appelli ad una
maggiore professionalità dei
consulenti – sorretta da un adeguato percorso formativo – e
ad una maggiore attenzione da
parte del giudice nella scelta
degli ausiliari, con l’impiego di
criteri che vadano oltre la semplice conoscenza personale.
Mario Aversa
Medico-legale, odontoiatra
Libero professionista in Salerno
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Attualità
Italian Edition
III Congresso Nazionale
I Meeting Internazionale
7
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
PISA - 6-7 maggio 2011
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A tutti gli igienisti dentali sarà successo che pazienti
appena trattati da altri presentino lesioni che, trattate nuovamente da un altro, vadano a
posto o migliorino.
Di qui la necessità di un
controllo qualità della prestazione come premessa per
l’affermazione di una Scienza
dell’Igiene Orale, garantendo
al paziente la cura migliore.
Dobbiamo pertanto concentrare l’attenzione sulla pratica
professionale quotidiana e sulla disuniformità delle ricadute quale “guadagno di salute”
per il paziente.
Siamo ben coscienti che tale
valutazione, specie se si confronta il lavoro di strutture
e persone diverse, ponga problemi metodologici e debba
tenere conto dell’eterogeneità
dei pazienti. Occorre, quindi,
compiere ogni sforzo per eliminare le fonti di distorsione
nell’analisi dei dati.
Sebbene la dimensione
empirica e discrezionale della
Scienza della Salute sia ridimensionata da un approccio
basato su prove scientifiche,
rimangono ampie aree di
inappropriatezza. Cominciamo, pertanto, a ragionare su
strumenti per una “outcome research”(valutazione dei
risultati) della prestazione.
Protocolli rigorosi di terapia
e una ben costruita cartella
acquistano valore come mezzi indispensabili per conseguire di obiettivi di qualità.
Di qui l’obbligo, anche etico,
di strumenti informativi per
documentare l’intero processo
di lavoro dell’igienista. L’inquadramento concettuale e
metodologico del protocollo
favorisce l’adozione di modelli e processi utili alla crescita
della cultura e della Scienza
dell’Igiene Orale, perché la
valorizzazione della professionalità igientistica è collegata a
risultati “propri” delle nostre
terapie, basati su evidenze
scientifiche, da costruire e
dimostrare mediante sperimentazione e applicazione di
metodi e strumenti adeguati.
È la cosiddetta “strategia basata sul risultato” con
esplicitazione di un risultato
controllato dall’igienista, che
dovrà possedere competenza,
autonomia e responsabilità
per conseguirlo. Solo la gestione del risultato, non separata
dalle operatività concorrenti
al suo raggiungimento, impedisce la scissione fra aspetti
decisionali ed esecutivi che
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8
Attualità
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Italian Edition
L’Europa comincia sui banchi
delle Facoltà odontoiatriche
Il quotidiano La Stampa del 24 gennaio scorso ha pubblicato un servizio di Tiziana Longo sul fenomeno secondo il quale Torino, grazie alla Dental School, sia divenuta
polo di attrazione per gli studenti provenienti da quattro
città europee. Ma il flusso non è affatto a senso unico.
Vista la ben nota difficoltà degli esami di ammissione alle Facoltà di Odontoiatria in Italia, molti giovani
nostrani scelgono la via “dell’esilio odontoiatrico”.
La meta più conosciuta è Barcellona, ma non solamente la Spagna. Un comunicato di “Sicilia informazioni”
afferma, infatti, che sarebbero addirittura 1000 i ragazzi
italiani che stanno studiando nelle Facoltà di “Medicina dentaria” in Romania, Paese aderente alla Comunità
Europea dove esiste quindi l’obbligo di riconoscimento
della laurea.
Dove, fatto importante, la pratica è assai più sviluppa-
Agli studenti spagnoli (e non solo)
piace la Dental School di Torino
Il fenomeno si è intensificato a partire
dal 2008, quando è stata aperta la Dental School, diretta dal professor Stefano
Carossa. S’è registrata un’inversione di
tendenza, con l’incremento dell’afflusso
di studenti stranieri provenienti anche da
nazioni, come la Germania, che da meta
privilegiata dei nostri studenti è diventata punto di partenza alla volta della
nostra università. La tedesca Gottingen,
la vicina Lione e le spagnole Murcia e
Bilbao sono le quattro sedi universitarie
dalle quali sono partiti gli studenti universitari in Odontoiatria che hanno voluto svolgere l’Erasmus alla Dental School.
Adriana Montalvillo ed Elèna Abellar
hanno entrambe ventidue anni e concludono a Torino il corso di laurea iniziato
cinque anni fa in Spagna: a Bilbao la prima, a Murcia la seconda.
Da cinque mesi sono impegnate nello
studio, ma anche nel piacere di scoprire
una città “piena di cose da visitare e di
locali in cui divertirsi”. L’accento spagnolo è morbido con le “s” quasi soffiate,
ma l’italiano è impeccabile.
“Io l’ho imparato qui ai corsi dell’Università e grazie agli amici torinesi”, racconta Adriana, mentre Elèna aggiunge
di aver frequentato “un breve corso fullimmersion quando stavo a Murcia”. La
Mole Antonelliana – manco a dirlo – è
il monumento che eleggono a simbolo
“anche grazie al Museo del cinema, strepitoso”. Jogging lungo il Po, “che ricorda
il rio Nervion di Bilbao” e pic-nic nel parco del Valentino, rappresentano l’occasione di un svago all’aperto. Ma sono i locali
della movida, in centro, al Quadrilatero
o a San Salvario, a regnare come mete
incontrastate delle serate. A partire dalla
Drogheria – sia Elèna sia Adriana vivono
nei pressi di piazza Vittorio – e il Caffè
Elena, ad alcuni must del Quadrilatero.
Per l’aperitivo “tappa obbligata all’Obelix o al Km 5: si incontra un sacco di
gente ed è facile fare amicizia”. Da non
trascurare, poi, le serate in discoteca.
“Le notti, gratis apposta per noi studenti Erasmus – dice Elèna – sono divertenti. Tra le mie preferite ci sono il Lapsus
e lo Chalet”. E comunque, divertimento
sì ma senza esagerare: “La mattina siamo sempre puntuali per il tirocinio alla
Dental School”.
Perché l’avete scelta fra tante altre
facoltà europee? “È molto avanti per le
strumentazioni utilizzate – spiega Elèna
–; un’esperienza qui ti aiuta molto per il
lavoro. Certo, anche la città è importante: a Torino c’era già stata una mia amica
e si era trovata bene”. Per Adriana, poi,
“i mesi qui a Torino aprono la mente: mi
aiutano per gli studi, ma anche in generale per la vita. Non escludo di tornare
per cercare un lavoro. O qui o in un’altra
città del Nord Italia”.
Intanto, se il tardo pomeriggio può
essere dedicato a un gelato da Fiorio o un
aperitivo al Xò di via Po, alla mattina e al
pomeriggio si concentrano le ore di studio
e di tirocinio. Gli studenti dell’Erasmus –
il referente è il professor Francesco Bassi
– hanno l’opportunità di fare pratica in
una struttura che si sviluppa su due piani, per un totale di circa tredicimila mq
in cui, oltre alla formazione (che vanta
la presenza di docenti di grande professionalità, noti a livello internazionale), si
svolge soprattutto attività di assistenza
per casi complessi in pazienti con malattie sistemiche gravi. Pazienti che difficilmente trovano cure negli ambulatori
sul territorio. Un punto di eccellenza sul
fronte didattico-sanitario che attira tanti
giovani stranieri come Elèna e Adriana.
“Io tifo per l’Athletic Bilbao – conclude
quest’ultima – ma per l’inverno sto usando una sciarpa della Juventus”.
ta di quanto avviene in Italia, e per giunta negli ospedali
pubblici. E dove, dopo il terzo anno, c’è la possibilità di
prendere un attestato per lavorare presso Studi privati
come assistenti dentisti, circostanza che piace molto agli
studenti (forse un po’ meno ai pazienti).
Per dare un’idea di che cosa significhi studiare in Italia
(gli stranieri) o all’estero (gli italiani), riportiamo alcune
testimonianze.
Italiani e francesi, quasi il 70% degli
stranieri iscritti a “Odonto” in Spagna
Fu lo zio, dentista a Bra, ad ispirare ad
Antonino Mastrolia, 21 anni, di Eboli
(Salerno) la decisione di fare Odontoiatria all’Università. Ma quando, dopo aver
sostenuto a Chieti (ottobre 2007) l’esame
di ammissione alla Facoltà scoprì di non
essere tra i 300 “happy few” sui 1000 circa che erano riusciti a passare, fu ancora
lo zio a consigliargli di guardarsi attorno
e cercare uno sbocco altrove. In Spagna,
ad esempio, dove i problemi della lingua
pesano meno, e dove, in 5 anni, sarebbe
potuto diventare egualmente dentista,
in barba a qualsiasi invalicabile esame
d’ammissione italiano. Il titolo spagnolo,
infatti, è equipollente a quello nostrano,
grazie alla comune appartenenza dei due
Paesi alla Comunità Europea. Ma per
conseguirlo, soprattutto, non occorrono
esami di ammissione iniziali e, quel che
per uno studente non guasta, occorrono
solo 5 anni invece dei nostri 6.
Dopo un mese di familiarizzazione coatta con la lingua grazie al corso
sostenuto ad Alcalà de Henard (100 km
da Madrid), Antonino ha cominciato a
frequentare i corsi all’Università di Villanueva, a pochi km dalla capitale, una
cittadina universitaria di circa 10mila
abitanti, che vive praticamente sugli
studenti. Ora Antonino è al terzo anno,
dopo aver ha passato momenti difficili
d’ambientamento che l’hanno tuttavia
psicologicamente irrobustito. Ora condivide un alloggio con un compagno proveniente da Vallo della Lucania e, come
lui, sente palpabile il disagio di essere
uno dei tanti, troppi, italiani (e francesi)
che costituiscono il 65% della popolazione studentesca straniera dell’Università,
provocando se non una reazione di rigetto, perlomeno un’irritazione tra gli spagnoli, studenti e non.
“Ci trattano come intrusi”, dice Antonino. A tre anni dall’inizio si è anche in
grado di tirare le somme dall’esperienza.
Il suo primo confronto è tutto a favore
della Spagna “perché a Villanueva – dice
– i riuniti per la pratica abbondano: cinque o sei volte di più di quanto siano pubblicamente disponibili in Italia”.
Inoltre, le ore di pratica, infinitamente
più numerose in Spagna, consentiranno alla fine di poter esercitare con una
certa tranquillità sui pazienti che accettano di essere curati, a minor prezzo, da
(ancora) studenti vicini alla laurea, cosa
che in Italia non è consentita”. Antonino
avrebbe forse preferito rimanere nel proprio Paese a studiare, ma questo cruccio
appare decisamente attenuato dall’esperienza derivante dalla vita lontano dalla
famiglia, in un Paese e con una lingua
pur sempre stranieri, anche se per molti
versi simili ai nostri. Un’esperienza che
comunque ripeterebbe volentieri, proprio
per la maturità che dà l’affrontare tali
problemi. Quanto al confronto tra i livelli delle due scuole, per quanto egli possa
giudicare, “non c’è quella grande differenza. La differenza la fa il poter mettere
subito in pratica gli insegnamenti”.
“Alla fi ne penso che tornerò nello Studio di papà
per stare vicino alla gente cui voglio bene”
Sapendo che entrare a Odontoiatria in
Italia sarebbe stata una cosa impossibile, mi ero informata – racconta A.C., una
studentessa che preferisce mantenere
l’anonimato – su altre possibili opzioni.
La più soddisfacente è stata proprio l’Università di Madrid “Alfonso X El Sabio”.
Arrivata qui mi è apparso tutto quasi
come una vacanza-studio perché non realizzavo ancora che sarei dovuta rimanere
lontano da casa 5 anni. Non sapevo una
parola di spagnolo ma l’Università mi è
venuta incontro offrendomi un buon corso di lingua. Così che, in solo tre mesi,
ho potuto dare tutti gli esami con ottimi
esiti. Ora abito in un appartamento con
un’altra ragazza italiana e non più nella
residenza del College, per essere più autonoma. Pur essendo un’ottima Università,
sia a livello pratico che teorico, mi manca
tutto dell’Italia: gli amici, la famiglia, la
mia casa, la pallavolo. Trovo sia un’in-
giustizia che un ragazzo non possa proseguire l’attività del padre per colpa di uno
stupido test d’ingresso.
Sono partita studiando a fondo le istruzioni della lavatrice, della lavastoviglie ed
ora sono in grado di mandare avanti un
appartamento da sola. Pago le bollette e
mantengo tutto pulito e ordinato. Il costo
di vita qui è minore rispetto all’Iitalia,
perché costa tutto meno, nonostante io
viva in una capitale. Però la mia Uni-
versità è privata e quindi costa di più di
quella statale italiana. Ci sono parecchi
connazionali qui. Tutti studiano “Odonto”, alcuni anche Fisioterapia. È un’esperienza che consiglio a tutti i ragazzi che
sognano di diventare dentisti e non riescono ad entrare in Facoltà qui da noi.
Anche se, finiti gli esami, penso proprio
che me ne tornerò a casa, per prelevare lo
Studio di papà e stare vicino alla gente
cui voglio bene.
Attualità
Italian Edition
Protocollo di intesa
tra Coi e Unid
per agevolare i soci
nella formazione
Un protocollo di intesa
con il Coi (Cenacolo Odontostomatologico Italiano) è
stato siglato dall’Unid per
il 2011. Ne dà notizia un
comunicato
dell’Unione.
Tutti i soci Unid potranno
partecipare ai convegni e
corsi organizzati dal Coi alle
stesse condizioni dei suoi
soci e viceversa.
Esempio: al Congresso
nazionale Coi, in programma per l’1 e 2 aprile a Bologna, i soci Unid in regola con
l’iscrizione 2011 potranno
partecipare gratuitamente.
L’accordo, nato dall’azione
congiunta dei due Presidenti (per il Coi-Aiog, Maria
Grazia Cannarozzo, e Gianfranco Sorgente per l’Unid),
è praticamente a costo zero
per gli appartenenti ad
entrambe le Associazioni.
Oltre a quasi raddoppiarsi, l’offerta formativa si è
quindi molto diversificata:
quasi tutte le sedi Coi-Aiog
in Italia organizzano infatti
anche eventi per gli igienisti dentali.
“Un modo concreto di
venire incontro alle esigenze
dei colleghi in questo periodo di crisi – dice il comunicato – che comunque non
esime da un aggiornamento
serio come quello erogato da
entrambi i gruppi imposto
da etica e deontologia”.
Tutti gli eventi, sottolinea ancora la nota, saranno
accreditati Ecm. L’accordo prevede inoltre che gli
igienisti che risiedano in
località difficili da raggiungere, o dove l’offerta
formativa è scarsa o nulla,
potranno (assieme agli altri
soci) acquistare una Card
(70 euro) per i corsi Fad con
25 crediti Ecm.
“Non esiste nessun corso
Fad per igienisti ad un costo
cosi contenuto – sottolinea
il comunicato – e che permetta di acquisire metà dei
crediti formativi per il 2011
(sono in totale 50). Era una
promessa fatta nel 2010 –
sottolinea la nota – e che ora
viene mantenuta a un costo
ancor più vantaggioso”.
9
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
L’Aio fi rma il suo impegno
internazionale contro il cancro
Il 7 febbraio scorso l’Aio – afferma un comunicato – ha firmato
la Dichiarazione Mondiale contro il Cancro redatta dall’Union
for International Cancer Control. Presentata in occasione del
World Cancer Day, tenutosi il 4 febbraio, si pone l’obiettivo di
contrastare la tendenza che prevede un aumento pari all’80% dei
casi di morte dovuti a tumori entro il 2030. Da sempre sensibile
alla prevenzione dei tumori del cavo orale e impegnata in diverse
iniziative in questo ambito, Aio sottolinea l’importanza che la figura dell’odontoiatra può rivestire nella raccomandazione ai pazienti di
adottare stili di vita più salutari e nella diagnosi precoce di eventuali
lesioni sospette a carico del cavo orale. La Dichiarazione Mondiale sul
Cancro può essere consultata e sottoscritta sul sito www.uicc.org.
10 News Internazionali
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Italian Edition
Con l’anestesia N2O più probabilità
di provocare attacchi di cuore
Hong Kong / Lipsia, Germania. Secondo una ricerca australiana, l’anestesia a
base di protossido di azoto
può aumentare la possibilità
di attacchi di cuore dopo un
intervento. Osservando i rischi
a lungo termine di eventi cardiovascolari, un team della
Royal Melbourne Hospital ha
rilevato che la somministrazione di protossido di azoto,
comunemente conosciuto come
gas esilarante, è stata associata
a infarto del miocardio.
I risultati potrebbero allarmare i
dentisti che ancora usano anestetici
all’ossido di azoto
per la chirurgia
dentale, comprese le
procedure semplici,
come l’estrazione di
un dente. Secondo
lo studio, un numero tre volte maggiore di pazienti che
avevano ricevuto
anestetici all’ossido di azoto è deceduto dopo 30 giorni
rispetto ai pazienti con sedazione diversa.
La prova includeva più di
2000 soggetti sottoposti a chirurgia non-cardiaca in diversi
ospedali in Australia e in Cina
tra il 2003 e il 2004.
Tuttavia, uno studio susseguente dopo tre anni ha
rivelato che il protossido di
azoto non ha aumentato né il
rischio di morte né di ictus tra
i pazienti che avevano rice-
vuto questo tipo di anestesia.
Segnali significativi e premonitori di morte sono stati l’età
avanzata, il sesso maschile, la
chirurgia addominale e utilizzo di Propofol. Inoltre, l’unico
coefficiente significativo di
ictus è stato l’età avanzata.
Si ritiene che il protossido di
azoto aumenti la concentrazione di omocisteina nel sangue,
provochi stress ossidativo e
destabilizzi potenzialmente
le placche coronariche che
rischiano di andare a bloccare
i vasi sanguigni.
Precedenti studi provano
che l’esposizione a lungo termine ad ossido di azoto da parte di medici e dentisti si associ
a intorpidimento, difficoltà di
concentrazione, parestesia e
disturbi dell’equilibrio.
Tipi di sedazione alternativa
per la chirurgia dentale comprendono la lidocaina, bupivacaina o articaina.
Daniel Zimmermann, DTI
Odontoiatri a rischio di perdita dell’udito
Dai semi di cacao la chiave
per trattare l’HPV?
Nuove ricerche scientifiche
provenienti dal New York Based
Cacao Biotechnologies (www.
cacaobiotech.com) ha scoperto
nuove potenziali applicazioni dei
semi di cacao, ricchi di antiossidanti, che potrebbero stimolare un approccio innovativo al
trattamento del papilloma virus
umano (HPV), precursore del
cancro orale e cervicale.
Al momento esistono vaccinazioni per il virus HPV, tuttavia
queste sono efficaci solo contro
un piccolo numero di ceppi ad
alto rischio del virus stesso, che
causano il cancro, e comunque
non sono scevri da gravi effetti collaterali, tra cui convulsioni e paralisi. Come indicato
nell’articolo della ricerca, “la
vaccinazione non può curare
qualcuno che è già stato infettato dal virus, quindi, anche con
massicce campagne di istruzione sulla salute pubblica, l’HPV
purtroppo non potrà essere
debellato così facilmente”.
Secondo Penny Hitchcock,
capo del settore “Malattie a
Trasmissione Sessuale” della
Divisione di Microbiologia e
Malattie Infettive del Governo
statunitense, sono fondamentali
ulteriori ricerche sui microbicidi topici e sui vaccini efficaci.
Basandosi sul lavoro dei cofondatori di Cacao Biotechnologies, i dottori Mark Guiltinan
e Siela Maximova della Penn
State University, gli scienziati
Randall Murphy e Daniel Preston di Cacao Biotechnologies
hanno sviluppato dal cacao una
suite di composti antiossidanti a
base di epicatechina. La ricerca
ha dichiarato che in base alla
forma e all’analisi delle molecole di cacao, alcuni oligomeri di
epicatechina dovrebbero avere
forti proprietà antivirali. I test
hanno dimostrato la loro teoria
corretta, tanto da aver sviluppato un potente composto antivirale specifico contro l’HPV.
Fonte: Smile-on
Dal dentista con le cuffiette
anti-trapano
(il rumore sostituito con la musica)
Tutti sanno che ci sono alcuni lavori che comportano un rischio
per la perdita dell’udito. Vengono immediatamente in mente i musicisti rock. O i lavoratori edili che fanno uso di martelli pneumatici.
E non dimentichiamo il personale aeroportuale che utilizza di quelle torce gialle per dirigere il traffico degli aerei. Secondo gli esperti,
anche i dentisti sono tra i lavoratori a rischio per problemi di udito.
La maggior parte delle persone non penserebbe mai a uno
Studio dentistico come un luogo
dove il rumore possa costituire un problema, ma la federal
Occupational Safety and Health
Administration (OSHA) prescrive che qualsiasi lavoratore esposto a livelli di rumore superiori
a 85 decibel è a rischio. L’esposizione continua ad alte frequenze da trapano dentale possono
peggiorare l’udito di chiunque.
Secondo gli esperti, i professionisti dentali dovrebbero utilizzare dispositivi di protezione
dell’udito.
Altre professioni che compor-
Deadline
for abstract submission
15-02-2011
M
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INVITED SPEAKERS
Baraldini V. (IT)
Cantatore G. (IT)
Gutknecht N. (D)
Nammour S. (B)
Parma Benfenati S. (IT)
Rocca JP. (FR)
Roncati M. (IT)
Shapira J. (IL)
Sculean A. (CH)
Sibbet W. (UK)
Stabholz A. (IL)
Wilder-Smith P. (USA)
light time
good time
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www.wfld-ed-rome2011.com
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tano rischi per la perdita dell’udito sono il settore dell’aviazione,
delle costruzioni e tutto ciò che
comporta l’uso di armi, come
per le carriere militari.
Secondo il National Institute
of Deafness, 36 milioni di americani soffrono di ipoacusia e le
persone esposte ad alta frequenza di rumore sono più a rischio.
Nella maggior parte dei casi,
gli individui sul posto di lavoro
non controllano mai il proprio
udito fino a quando non si verifica un danno vero. Gli apparecchi acustici possono servire dopo
che il danno si sia già verificato,
ma i professionisti raccomandano la protezione dell’udito se si
lavora in un ambiente con esposizione a suoni alti.
Ci sono molte aziende, come
ad esempio la Tactical Hearing
Co., che offrono strumenti di
protezione di alta valenza tecnologica. La Tactical Hearing
Co. utilizza le più recenti tecnologie avanzate e offre dispositivi per l’udito accessibili che
possono essere utilizzati anche
nelle industrie dell’odontoiatria,
nonché nei settori delle costruzioni, dell’aviazione e in quelli
militari.
Fred Michmershuizen, DTI
D’ora in poi un congegno sarà in grado di silenziare l’odioso
trapano del dentista, mettendo fine alle pene di molti pazienti.
Sviluppato dai ricercatori del King’s College di Londra, della
Brunel University e della London South Bank University, consiste in una semplice cuffietta (del tutto simile a quelle usate per
ascoltare la musica) capace di eliminare il rumore del trapano,
ma in grado di far ascoltare la voce del dentista e le canzoni
contenute nel proprio lettore portatile.
Il minaccioso sibilo del trapano è una delle ragioni per cui
molte persone vedono gli Studi dentistici come luoghi di terribili torture. Quella sottile punta che gira a velocità vorticosa
emette un suono, percepibile già dalla sala d’aspetto, che per
molti si trasforma in una vera causa di ansia. Il sistema messo a punto dagli esperti inglesi va incontro ai timori di tanti pazienti, in modo molto semplice: si basa su un particolare
tipo di chip, detto processore digitale di segnali, che analizza il
rumore prodotto dal trapano “ascoltandolo” grazie a un microfono. A questo punto l’apparecchio, ideato da Brian Millar del
King’s Dental Institute, produce un’onda sonora contraria che
annulla, in cuffia, lo sgradevole suono della trapanatura. Inoltre le cuffiette anti-trapano sono in grado di adattare la loro
resistenza alle variazioni di ampiezza e di frequenza delle onde
sonore che si verificano durante una normale trapanatura odontoiatrica. Realizzato dopo 10 anni di ricerche, l’apparecchio di
Millar consente di sentire la voce del dentista e connettersi con
il proprio lettore musicale portatile. “Il bello di questo gadget è
che costerà poco ai dentisti, ha dichiarato Millar. Ogni paziente in possesso di un lettore Mp3 potrà beneficiarne, senza costi
aggiuntivi”. Al momento il team di ricercatori inglesi è alla
ricerca di investitori che finanzino la commercializzazione del
loro sistema che, eliminando il temuto rumore, dovrebbe avvicinare le persone agli studi dentistici e a una corretta condotta
odontoiatrica. Quantomeno nelle intenzioni dei ricercatori.
Fonte:
corriere.it
Medicina Interdisciplinare 11
Italian Edition
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Russamento e apnea del sonno
Come possono influenzare negativamente le relazioni e la salute
Brock Rondeau , DDS, IBO, DABCP
Fig. 1 - Questo è ciò che accade a coloro che soffrono di apnea del sonno: la
lingua blocca completamente le vie respiratorie (Foto © Dr. Rondeau).
È stato stimato che circa 90
milioni di persone in Nord America soffre di disturbi del sonno
tra cui insonnia, russamento e
apnea notturna. Russare è estremamente comune nella nostra
società, basti pensare che è stato
stimato che il 60% degli uomini russa, così come il 40% delle
donne sopra i 50 anni. Il russamento si verifica quando vi è
una parziale ostruzione delle vie
aeree che porta i tessuti del palato a emettere una vibrazione.
Russare è un grave problema
sociale per il proprio compagno
di letto e va a deteriorare molte relazioni. Personalmente mi
capita di trattare molti pazienti
in cui il russamento rappresenta
un significativo fattore negativo nella loro vita. Alcuni studi
riferiscono che il sonno dei propri compagni di letto viene gravemente compromesso almeno
un’ora a notte, e ciò può avere un
effetto negativo sulla loro salute,
nonché rivelarsi la causa di mancanza di sonno adeguato (questa
problematica è simile agli effetti
negativi per la salute associati al
fumo passivo).
USA Today ha riportato che il
27% delle coppie oltre i 40 anni
dorme in camere separate. Penso che ci sia una correlazione
diretta tra questo dato e l’incidenza del russamento. Poiché la
rilevanza dell’obesità continua
ad aumentare nella nostra società, questi numeri sono destinati
ad accrescere. L’apnea notturna
è un disturbo medico che può
essere diagnosticato da uno specialista del sonno, in una clinica
del sonno. Il paziente deve essere
sottoposto a uno studio del sonno
durante la notte chiamato “polisonnogramma” che viene valutato dallo specialista.
Molti specialisti del sonno preferiscono prescrivere la CPAP
(pressione positiva continua di
aria), dispositivo per il trattamento delle apnee ostruttive del
sonno, e non apprezzano il ruolo effettivo che gli apparecchi
per via orale sono in grado di
fornire ai pazienti che mostrano una lieve o moderata OSA
(apnea ostruttiva del sonno) o
nei pazienti che non tollerano il
dispositivo CPAP.
Un significativo passo avanti
per la professione odontoiatrica
si è verificato nel 2006.
Nel numero di gennaio della
rivista medica Sleep, l’American Academy of Sleep Medicine
(specializzata in Medicina del
sonno) ha pubblicato delle linee
guida, affermando che per i
pazienti affetti da lieve a moderata apnea ostruttiva del sonno,
l’apparecchio orale si è dimostrato l’opzione n. 1.
Le linee guida, inoltre, dichiarano che gli apparecchi orali
sono una valida opzione di trattamento per i pazienti che non
rispondono alla perdita di peso
o hanno tentato di utilizzare il
dispositivo CPAP ma non sono
stati in grado di tollerarlo.
La diagnosi per l’OSA viene
realizzata utilizzando un indice
di apnea-ipopnea [in inglese AHI:
apnea-hypopnea index, NdR]. La
diagnosi viene effettuata durante uno studio del sonno durante
la notte passata in ospedale o in
una clinica del sonno privata.
Questo studio è noto come PSG
(polisonnogramma).
Il numero di eventi di apnea
e ipopnea sono rilevati come
segue:
Apnea del sonno: la lingua blocca
completamente le vie aeree
• apnea: la cessazione del
respiro per 10 secondi o più;
• ipopnea: il livello di ossigeno nel sangue diminuisce del 4% o più, cessazione
del respiro per meno di 10
secondi;
• apnea del sonno lieve (OSA):
5-15 eventi all’ora;
• apnea del sonno moderata
(OSA): 16-30 eventi all’ora;
• grave apnea del sonno (OSA):
più di 30 eventi all’ora.
Ci sono tre opzioni di trattamento per l’apnea ostruttiva del
sonno:
• apparecchi orali;
• dispositivo di CPAP (pressione positiva continua
dell’aria);
• rimozione chirurgica delle strutture che causano
l’ostruzione.
Le diagnosi dell’apnea ostruttiva del sonno possono essere
effettuate solo da un medico,
e di solito è uno specialista del
sonno. Pertanto, i dentisti devo-
Fig. 2 - Questo è ciò che accade a coloro che russano: la lingua blocca
parzialmente le vie respiratorie e porta i tessuti del palato a vibrare (Foto © Dr.
Rondeau).
no inviare i loro pazienti in un
ospedale o presso una clinica
privata del sonno per un polisonnogramma (16 canali di studio
del sonno durante la notte).
Solo dopo aver valutato la
relazione scritta da parte del
centro del sonno, il dentista può
procedere con la fabbricazione
di apparecchi orali. Il dentista
dovrebbe rivedere lo studio del
sonno con il paziente una volta
che l’AHI è stato determinato. I
pazienti cui viene diagnosticata
grave OSA dovrebbero essere
incoraggiati dal dentista e dallo
specialista del sonno ad indossare il dispositivo CPAP.
Questo dispositivo è costituito
da un compressore d’aria che sof-
fia aria su dal naso del paziente e
rinforza l’aria nei polmoni.
L’apparecchio risulta estremamente efficace quando viene
indossato fedelmente ogni sera;
il problema, però, è che circa il
60/70% dei pazienti dimostra di
non tollerare il dispositivo CPAP
dopo un anno di utilizzo. Se il
paziente mostra da lieve a moderata OSA, o non tollera la CPAP,
allora i dentisti sono invitati a
trattare questi pazienti con altri
strumenti orali. Vi è inoltre una
forte correlazione tra i pazienti che sono colpiti da GERD
(malattia da reflusso gastroesofageo)(1) e OSA.
Per quanto riguarda il diabete,
l’eccessivo succedersi di eventi di
apnea notturna può influenzare
la produzione di insulina, che
favorisce l’insorgenza di diabete
di tipo 2(2). Questi eventi di apnea
possono anche influire sulla permeabilità del rivestimento endoteliale delle arterie.
Ciò aumenta l’accumulo di
placca nelle arterie e la possibilità di complicazioni cardiovascolari, come un attacco di
cuore. L’indebolimento delle
pareti delle arterie aumenta il
rischio di rottura di queste ultime, che possono verificarsi in
seguito a colpi(3).
DT
pagina 12
12 Medicina Interdisciplinare
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Italian Edition
registrate su un computer(6).
Ostruzioni ipofaringee
Fig. 3 - Un faringometro (Foto ©
Solutions Group Sleep).
DT
pagina 11
Ostruzione nasale
Prima del trattamento, i
medici devono accertare se vi
siano eventuali ostruzioni nasali che potrebbero interferire
con la capacità del paziente di
respirare attraverso il naso. Se il
paziente è un respiratore con la
bocca cronico, allora deve essere affidato a uno specialista in
otorinolaringoiatria per verificare se dovessero esserci il setto deviato, i turbinati allargati,
polipi o altre ostruzioni nasali.
Una determinazione deve
essere effettuata anche nel caso
in cui la mucosa nasale si dovesse gonfiare a causa di allergie,
che potrebbero causare sempre
ostruzione nasale(4). Nel nostro
Studio, abbiamo un apparecchio
diagnostico, noto come “rinometro”(5), che è un dispositivo
di screening iniziale per determinare se vi è una ostruzione
nasale in entrambe le narici. Il
rinometro è un dispositivo preciso e non invasivo che valuta
il potenziale ostacolo, inviando
onde sonore su per il naso, e le
eventuali ostruzioni vengono
Il nostro Studio utilizza un
faringometro per diagnosticare le dimensioni delle vie aeree
durante il giorno e la notte(7).
Viene utilizzato durante la
prima visita per verificare le
normali vie aeree del paziente
(di giorno) e le vie respiratorie
collassate (riposo notturno).
Per valutare le dimensioni
delle vie aeree che collassano
durante la notte, il paziente viene indotto a espirare tutta l’aria
dai suoi polmoni e, in seguito,
viene presa una misurazione
delle sue vie aeree.
La dimensione normale di
un collasso delle vie aeree è di
2 cm. I pazienti con OSA hanno in genere una collasso delle
vie aeree molto più piccolo. Vengono prese delle registrazioni
occlusali in diverse posizioni per
vedere quanto le vie aeree possono essere aumentate.
Spostando in avanti la mandibola a diverse altezze verticali, si
determina se l’apparecchio orale
riesca ad aprire le vie aeree in
quella posizione in modo significativo.
Nella maggior parte dei casi,
quando una registrazione del
morso rivela che le vie aeree
si aprono in modo significativo perché l’apparecchio orale
è messo in quella determinata
posizione, il trattamento allora
avrà successo.
Apparecchi orali
Gli apparecchi orali sono
estremamente efficaci per eli-
minare il russamento e l’OSA,
in particolare nei pazienti con
patologia lieve o moderata(8). La
loro funzione si esplicita spostando la mascella inferiore, e di
conseguenza la lingua, in avanti
per liberare le vie respiratorie(9).
Essi permettono di tenere la
mandibola in avanti quando il
paziente dorme sulla sua schiena, mantenendo aperte le vie
respiratorie per tutta la notte.
La letteratura è piena di articoli che riguardano l’efficacia
delle diverse apparecchiature
per via orale(10). I pazienti trovano che gli apparecchi orali siano estremamente confortevoli
da indossare. Tre diversi apparecchi orali vengono utilizzati
per prevenire il russamento e
l’OSA, e comprendono: il Respire, l’EMA e l’apparecchio Suad.
Tutti questi apparecchi lavorano essenzialmente nello stesso
modo, spostando gradualmente
in avanti la mandibola con piccoli incrementi e con l’aumento della dimensione verticale
che, in ultima analisi, aumenta
le dimensioni della via aerea
faringea.
È doveroso che i dentisti
imparino a trattare i pazienti con lieve o moderata OSA e
anche coloro che non tollerano
la CPAP(11). Ci sono migliaia di
pazienti cui è stata diagnosticata l’OSA, ma che non possono
indossare la CPAP. La salute di
questi pazienti continua a peggiorare e la loro aspettativa di
vita viene ridotta, mentre la
professionalità dell’odontoiatra
racchiude in sé la chiave per un
corretto trattamento.
seconda PrimaVera
I segreti del volto
Conclusione
In collaborazione con
Direttore Prof. Dott. G.A.Favero
Master in Estetica dei Tessuti Orali e Perioriali in Odontoiatria
Università degli Studi di Padova
Con il patrocinio di
Dipartimento di Specialità Medico Chirurgiche
Direttore Prof. Dott. G.A.Favero
Università degli Studi di Padova
Direttore Prof. Dott. Edoardo Stellini
Sede
Aula Morgagni, Policlinico Universitario
Via Nicolò Giustiniani, 2 - Padova
Segreteria scientifica
POIESIS Perioral and Oral Integrated Esthetic Sciences Italian Society
in collaborazione con
Prof. Dott.ssa Maria Grazia Cocito
Direttore scientifico Master in Estetica dei
Tessuti Orali e Perioriali in Odontoiatria
Università degli Studi di Padova
Info e Iscrizioni
Segreteria organizzativa
PiErre Service srl
Ph 0583 952923- Cell. 333 9069390
Sig.ra Rossana Pezzotti
www.poiesisweb.eu/eventi.htm
Fig. 5 - Si tratta di un apparecchio di tipo dorsale composto da due pezzi (www.
respiremedical.com) (Foto © Dr. Rondeau).
Ho trattato molti pazienti
che soffrivano di gravi forme
di OSA e che non hanno potuto
indossare il dispositivo CPAP,
riducendo con successo le loro
manifestazioni di apnea sotto il
numero di cinque volte all’ora,
valore che rientra nella norma.
Questo trattamento migliora
certamente la loro salute e prolunga la loro vita, riducendo la
pressione sanguigna e la suscettibilità ad attacchi cardiaci,
ictus e diabete di tipo 2(12).
SABATO, 9 APRILE 2011
aula Morgagni - Università degli Studi di Padova
Clinica Odontoiatrica
Fig. 4 - Foto © Solutions Group Sleep.
U.N.I.D.
Unione Nazionale Igienisti Dentali
Programma
> Saluti: Prof. Dott. Gian Antonio Favero, Prof. Dott.
Edoardo Stellini, Dott. Ezio Costa
> Analisi estetica multisciplinare del viso e del sorriso
Dott. Ezio Costa, Dott.ssa Milvia Di Gioia, Sig. Franco Fares
> Il piano di trattamento nelle riabilitazioni complesse:
da dove partire?
Dott. Leonello Biscaro
> La fotogrammetria 3D per l’analisi estetica facciale
Prof. Ing. Luigi M. Galantucci, Dott.ssa Eliana Di Gioia
> Dettagli di estetica dentale
Dott. Orio Luca Riccardi
> L’Analisi Facciale dalla prospettiva in 2D alla
prospettiva in 3D
Prof. Dott. Roberto Deli e Dott.ssa Anna Borrelli
La prevalenza di OSA è estremamente elevata nei Paesi del
Primo mondo, principalmente a
causa dell’aumento del tasso di
obesità.
Si stima che circa il 25% dei
maschi e il 9% delle donne svilupperà apnea ostruttiva del
sonno nel corso della vita(13).
È importante per la professione dell’odontoiatra essere in
grado di educare i propri dipendenti e se stessi, in modo da
poter imparare a diagnosticare
e trattare questo tipo di patologia con adeguati dispositivi
orali. Il tasso di fallimenti con
la CPAP è vicino al 70%, il che
Fig. 6 - Uno dei tre apparecchi
utilizzati per prevenire russamento e
OSA. Applicazione dell’avanzamento
mandibolare elastico (EMA) (Foto ©
Dr. Rondeau).
significa che un gran numero di
pazienti cercherà in ogni caso
un trattamento alternativo. La
professione medica e odontoiatrica non avrà fatto, in tal caso,
un lavoro adeguato di educazione dei pazienti che mal sopportano la CPAP circa l’esistenza di
apparecchi orali in alternativa.
Un dentista può migliorare
significativamente la salute di
questi pazienti e devono essere
coinvolti ora, quando il bisogno
è così critico.
La bibliografia è disponibile
presso l’editore.
> Studio estetico dei muscoli facciali mimici e scheletrici e
punti di iniezione della tossina botulinica
Dott. Alessio Redaelli
> Valutazione Estetica Del Sorriso: Il Gummy Smile
Autore
Dott. Antonio Cesta, Prof. Dott.ssa Maria Grazia Cocito
> Workshop Teorico-praTico LIVE
La previsualizzazione del piano di trattamento in
odontoiatria.
La documentazione fotografica del volto: una semplice
guida per il clinico.
Dott. Roberto Favero
KOSMO
w w w. p o i e s i s w e b . e u
mail: [email protected]
Il dottor Brock Rondeau è uno dei più ricercati clinici e conferenzieri
(più di 100 all’anno) di tutto il Nord America. È un formatore veterano,
certificato dall’Associazione Internazionale per l’Ortodonzia di cui è stato
anche presidente nel passato.
Più di 19.000 dentisti hanno frequentato i suoi corsi negli Stati Uniti, Canada, Cina, Australia, Inghilterra e Polonia. Si è occupato del trattamento dei pazienti con problemi ortodontici, di russamento e apnea del sonno
e di problemi di ATM. Rondeau è diplomato al Collegio Internazionale di
Ortodonzia e all’American Academy of Craniofacial Pain.
Per ulteriori informazioni sui suoi seminari e per contattarlo, potete visitare il suo sito: www.rondeauseminars.com.
Anno V n. 1
Marzo 2011
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Anno VII, n. 3 - Marzo 2011
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vi sia una sempre più stretta
collaborazione tra medico e
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IL CONTRIBUTO DI JOHN
HUNTER ALL’ORTODONZIA
Interessante case report riguardante la Prima classe molare con
affollamento in paziente adulto
e conseguente trattamento con
estrazione dei secondi premolari
in tecnica low fiction.
> pagina 4
Paolo Zampetti e Damaso
Caprioglio propongono ai lettori
un excursus storico della figura di
John Hunter, considerato, insieme a Berdmore, il fondatore della
scuola odontoiatrica inglese.
> pagina 6
paziente, per quanto riguarda
sia la condivisione degli obiettivi di terapia sia le modalità per
il raggiungimento degli stessi e
non solo per la gestione dei casi
più complessi.
La
corresponsabilizzazione del paziente/cliente parte
innanzitutto dalla comprensione da parte dell’ortodontista
delle sue esigenze e aspettative,
che potranno così tradursi, dopo
adeguato inquadramento e analisi del problema, in un piano
di cura quanto più aderente, se
possibile, ai bisogni espressi inizialmente e a quelli successivamente evidenziati.
Da qui emerge la sempre
maggior necessità di migliorare le modalità di dialogo con
il paziente, non solo quando il
divario informativo e di conoscenze con il medico specia-
lista è rilevante o quando si
evidenzino condizioni di disinformazione, false aspettative o
confusione in merito al problema in oggetto o alla percezione
dello stesso, più frequenti di un
tempo, grazie alle indicazioni
fornite dai media o alle informazioni acquisibili dal web
“senza filtro”.
OT
pagina 7
Damaso Caprioglio
intervista Giuliano Maino
Ai primi di aprile si terrà
a Bologna il III Congresso
Nazionale dell’Accademia Italiana di Ortodonzia (AIDOr).
Quali i programmi?
Ho avuto il piacere e l’onore
di avere Giuliano Maino come
allievo specializzando, e poi fra
i più affezionati e validi collaboratori, all’Università di Cagliari,
e poi a Parma come professore
a contratto, incarico che ha tuttora all’Università degli Studi
dell’Insubria.
Specializzatosi
alla Boston University, divenuto uno degli allievi prediletti di
Tony Gianelly, Maino fu chiamato oltre 15 anni fa a far parte
della Angle Orthodontic Society,
di cui è divenuto uno dei membri più influenti. Attualmente è
Presidente dell’Accademia Italiana di Ortodonzia, che accoglie solo gli specialisti Italiani
fra i più preparati e della quale
cui mi onoro di essere socio onorario e aver ricevuto un premio
alla carriera. Per le sue ricerche
Maino è anche uno degli speakers più invitati ai Congressi
dall’American Association of
Orthodontics. Quest’anno sotto
la sua presidenza si terrà il 3°
Congresso mondiale sull’Implantologia in Ortodonzia e di
cui curerà l’organizzazione.
Quanto al III Congresso mondiale sull’Implantologia in
Ortodonzia è un grande onore
per l’Ortodonzia italiana e per
l’Accademia ospitare l’evento
per la prima volta in Italia e in
l’Europa. Quali le tematiche?
OT
pagina 2
facile da aprire e da chiudere,
biomeccanicamente versatile,
confortevole per il paziente.
PP10/03-IT
Giuliano Maino.
L’attacco self-ligating passivo,
L’Accademia organizzerà due convegni; il primo a Bologna all’Hotel
Centergross (31 marzo - 2 aprile)
su “La gestione degli spazi edentuli ed estrattivi”, argomento consolidato ma sempre delicato nella
pratica ortodontia e su “Facilitazione del movimento ortodontico:
approccio chirurgico”, appartenente alle frontiere più avanzate della
professione. In entrambe prendono
la parola oratori di fama, tra cui
(venerdì) Marco Rosa, Andrea
Bazzucchi, Antonello Pavone,
Francesco Amato, John R. Bednar,
Gabriela Marquez e José Chaques.
Sabato, in primo piano Edward
H. Segal, Giovanni Zucchelli,
Stefano Parma Benfenati, Susan
Balqui e Raffaele Spensa. Ancora
venerdì l’AIOT (Accademia Italiana Odontotecnici) organizza
la giornata “Expansion day” con
intervento di Massimo Luppoli,
Claudio Lanteri, Raffaele Spena,
Giovanna Maino, Sara Martinez
e Paolo Carletti, tra i relatori.
LEONE S.p.a Ortodonzia e Implantologia
Via P. a Quaracchi, 50 • 50019 Sesto Fiorentino • FIRENZE
Tel. 055.30441 • Fax 055.374808 • [email protected] www.leone.it
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2
Fatti e Opinioni
Anno V n. 1 - Marzo 2011
Italian Edition
Editoriale
Il nuovo presidente Sido, Lanteri,
un interprete ideale
di diverse esigenze e problematiche
Al Congresso
Sido (Società
italiana di Ortodonzia) di
fine novembre,
Claudio Lanteri,
nostro
Direttore scientifico, è stato
eletto Presidente. La Direzione della Rivista ne è orgogliosa e felice vedendo premiata
una carriera dedicata con passione, entusiasmo e competenza alla disciplina ortodontica,
e gli porge gli auguri più calorosi di ben operare.
Col nuovo Statuto Sido, la
sua presidenza durerà 6 anni,
avendo fatto parte del Consiglio Direttivo, prima come
Presidente eletto per 3 anni,
poi un anno come Presidente
in carica ed altri due come
Past President Junior e Senior. Ha quindi davanti 6 anni
di responsabilità, impegno,
rapporti nazionali e internazionali, incontri multi ed
interdisciplinari di rilievo.
Come decano degli specialisti
italiani in Ortodonzia e socio
dalla fondazione, vorrei dargli alcuni consigli. Sappia innanzitutto essere il Presidente
di tutti, moderando i personalismi, uomo di pace ed equilibrio fra le componenti Sido, in
cui confluiscono ormai circa
3500 soci e ben 13 Società ortodontiche, e che ospita il gruppo IBO (Italian Board Of Orthodontics) degli ortodontisti
clinicamente più qualificati.
Ho avuto la fortuna di aver
Lanteri vicino per quasi un
ventennio, prima allievo specializzando, poi Professore a
contratto a Cagliari e a Parma
oltreché collaboratore di molte
ricerche e pubblicazioni scientifiche: in particolare, coautore principale di “Ortodonzia
Intercettiva” in italiano e in
inglese, che m’impegnò per
due anni sabbatici. Allora potei apprezzarne le sue doti di
entusiasmo, energia e competenza per l’Ortodonzia: dalla
ricerca alla clinica, dalla sperimentazione alla validazione
dei risultati, dalla didattica al
saper restare studente per la
vita, cercando ogni giorno di
migliorare le proprie competenze.
La lunga militanza nei consigli Sido lo rendono esperto
nelle responsabilità: l’essere al
tempo stesso ottimo professionista e collaboratore docente
con l’Accademia (è Professore
a contratto presso l’Università
dell’Insubria) ne fanno l’ideale interprete di diverse esigenze e problematiche. Sarà suo
compito collimarle e coltivare la simbiosi che da sempre
lega le due anime Sido. Stiamo vivendo tempi calamitosi
sul piano sociale e economico.
Domina la propaganda della
terapia “low cost” e delle convenzioni con prezzi stracciati,
mortificanti per la disciplina.
Il neo eletto dovrà stimolare
il Consiglio ad una campagna
intensa, in difesa dello specialista in ortodonzia, della qualità ed eccellenza delle terapie
ortodontiche e, soprattutto, della
verifica della stabilità dei risultati e dei pericoli a lungo termine
della “malpractice”. Dovrà adoperarsi per una campagna di motivazione e sostegno verso i giovani
soci perché si preparino al “model
display” e a specializzarsi per accedere tra i soci attivi Sido (ora,
solo il 25%), stimolandoli a perfezionarsi a costo di sacrifici, attese e
intenso lavoro di preparazione, ma
anche ricco di gratificazioni. Dovrà sviluppare il rispetto dell’etica
e diffonderne il valore.
Come uomo dedito alla solidarietà (Lanteri da decenni partecipa
a varie attività in Africa), gli sarà
facile portare avanti l’ottima iniziativa della “Solidarietà Sido”,
ideata dal Past President Alberto
Laino e sviluppata da altri Presidenti, grazie alla quale un socio
si fa carico di uno o più ragazzi
senza mezzi, effettuando cure gratuite fino alla fine della crescita e
donando loro un sorriso. Già circa
1000 soci hanno oggi aderito. Gli
suggerisco di estendere la campagna di solidarietà su altre iniziative: uno dei migliori investimenti
per valorizzare l’immagine Sido
tra i media.
L’ultima mia soddisfazione è aver
condiviso con Lanteri l’appartenenza al Monferrato. Lui, ligure,
è monferrino d’adozione da oltre
30 anni con tutti gli aspetti migliori della nostra gente: onestà intellettuale e morale, rispetto degli
impegni, senso della solidarietà,
passione per lavoro e sacrificio,
attaccamento alla nostra terra, il
mantenimento della parola data:
basta una stretta di mano che ha il
valore di un atto notarile. Per tutto questo sono ancor più certo che
Lanteri saprà ben operare. Spero
che trovi anche il tempo per continuare a seguire la nostra rivista,
con l’attaccamento di sempre.
Damaso Caprioglio
Terzo Congresso sull’Implantologia
in Ortodonzia: intervista a Maino
OT
pagina 1
Organizzato dall’AIDOr a Verona, nel Palazzo
della Gran Guardia, si svolgerà il 6-8 ottobre. In
occasione del VII Congresso Nazionale, l’Accademia Italiana di Ortodonzia, ospiterà il III WIOC
(World Implant Orthodontic Conference), ossia il
Terzo Congresso Mondiale di Impianti in Ortodonzia: “Applicazioni cliniche , vantaggi e sviluppi
futuri degli ancoraggi scheletrici”. Si darà inoltre
spazio a altri due importanti argomenti; giovedì 6
ottobre verranno affrontati: “Tecniche ortodontiche a confronto: stato dell’arte” e “Tecnologie 3D e
Cad Cam”. Gli oratori (F. Weiland, M. Cozzani,
A. Caprioglio, A. Secchi, A.M. Kuijpers, F. Garino,
G. Cordasco, A. Gracco, L. Lombardo, C. Katsaros,
G. Farronato) focalizzeranno le presentazioni sui
recenti sviluppi delle tecniche ortodontiche e dei brackets e sul crescente impatto delle tecniche 3D sulla
diagnostica e gestione clinica degli studi. Il sabato,
il Congresso WIOC si concentrerà su “Applicazioni
cliniche , vantaggi e sviluppi futuri degli ancoraggi
scheletrici”.
Come verranno suddivise ed impostate le varie
relazioni?
Ci saranno 6 differenti sessioni. Ecco i titoli: 1)
Dispositivi di ancoraggio oggi ancora disponibili; 2) Il trattamento ortopedico; 3) Biomeccanica e
applicazione degli ancoraggi temporanei (TADs);
4) Il controllo 3D dei denti; 5) Trattamenti senza collaborazione; 6) Approcci interdisciplinari e
TADs. Avremo l’occasione di ascoltare più di 36 oratori internazionali (J. Sugawara, S. Kuroda, H. De
Clerck, E. Roberts, B. Melsen, Y. Park, E. Liou, B.
Wilmes, C. Luzi, A. Darendeliler, P. Ngan, J. Faber,
A. Giancotti, T. Buyukyilmaz, A. Puigdollers, W.
Moon, F. Weiland, H.M. Kyung, A. Gracco, N. Derton, S.H. Kim, H. Suzuki, F. Uribe, M. Musilli, G.
Scuzzo, L. Favero, A.M. Kuijpers, G. Farronato, C.
Katsaros). Attraverso le loro parole e immagini si
potranno vedere la ricerca, l’innovazione e l’applicazione clinica di tutte le forme di ancoraggio scheletrico che il mondo ortodontico oggi propone.
Per la prima volta verrà in Italia il famoso
prof. Sugawara. Quali tematiche innovative
presenterà?
Esporrà il suo approccio ai casi combinati ortodontico-chirurgici con il concetto di “Chirurgia prima” del trattamento ortodontico, mostrando come
si possano ottenere ottimi risultati e una riduzione
dei tempi di trattamento attraverso una programmazione attentamente studiata, e il controllo delle
fasi del trattamento ortodontico con ancoraggi scheletrici.
Quali altri oratori prestigiosi saranno presenti
e quali temi presenteranno?
Anche lui per la prima volta in Italia, Kuroda
mostrerà dei casi di open bite severi con il solo utilizzo di ancoraggi scheletrici e presenterà i risultati delle sue ricerche comparative tra trattamenti
di open bite con approccio combinato ortodonticochirurgico e con i soli ancoraggi scheletrici.
H. De Clerck illustrerà i risultati sorprendenti del trattamento delle terze classi scheletriche
con un nuovo approccio interessante per tutto il
mondo ortodontico. A.M. Kuijpers e C. Katsaros
porteranno la loro esperienza sulle tecnologie 3D,
mentre Farronato presenterà la prima analisi
cefalometrica 3D; F. Weiland farà un excursus e
un confronto sulle innovazioni tecnologiche introdotte con i brackets self-ligating comparandoli coi
rackets convenzionali.
Sarà presente un “parterre de roi” mai visto
prima. Come è nato il WIOC?
Una passerella mondiale che si svolge per la prima
volta in Europa. Il WIOC sorse agli inizi del 2000
come un convegno limitato a tre Paesi (Giappone,
Corea, Taiwan), dove l’interesse per questa nuova
forma di ancoraggio era più sentita. Il WIOC è
l’espressione culturale della WIOA (World Implant
Orthodontic Association) nel cui consiglio direttivo
siedono 26 professionisti reclutati tra gli esponenti
più prestigiosi a livello mondiale, tra cui anche un
rappresentante Italiano nella persona dell’attuale presidente AIDOr, Il primo congresso WIOC si
tenne a Seoul (Corea), il secondo a Taipei (Taiwan),
il terzo si svolgerà a Verona (Italia), quindi per la
prima volta in Europa.
L’Accademia Italiana di Ortodonzia è orgogliosa di
poter organizzare un congresso le cui prossime edizioni si terranno in Australia e negli Stati Uniti.
Quali occasioni si aprono per gli ortodontisti
Italiani?
Ad essi e a quelli europei l’unica, grande, occasione:
per assistere alle presentazioni dei più famosi esperti della materia, partecipare ai workshop intercongresso e porre direttamente domande agli oratori in
una speciale “Lounge Session”.
Il programma scientifico verrà affiancato anche da
un programma cultural-gastronomico con la partecipazione di due Associazioni: “La Confraternita del Baccalà” e “L’Accademia del Recioto”, due
importanti testimoni di eccellenza che si uniranno
all’eccellenza mondiale dell’Ortodonzia per dare un
tocco particolare all’evento.
Damaso Caprioglio
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Supplemento n. 1 di Dental Tribune Italian Edition - Anno VII, n. 3 - marzo 2011
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Attualità
3
Anno VII n. 1 - Marzo 2011
Italian Edition
Igiene orale e Ortodonzia
Abstract a cura di Giampietro Farronato, Presidente Corso di Laurea di Igiene Dentale e
Direttore Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia - Università degli Studi di Milano, Facoltà di
Medicina e Chirurgia
La placca dentaria, biofilm,
considerata oggi la principale
causa locale responsabile della
carie, è un’aggregazione microbica che si attacca alla superficie
dello smalto mediante una pellicola di origine salivare che si
forma in base a:
- diminuzione pH locale;
- diminuzione della concentrazione di ioni Calcio;
- modificazione dei componenti salivari ad opera dei
batteri.
La composizione della placca
batterica (che comprende batteri aerobi e anaerobi legati a
una matrice intermicrobica) è
molto variabile e comprende
numerose famiglie di germi: se
ne distinguono oltre 300 specie,
soprattutto streptococchi, spirilli, lactobacilli, actinomiceti.
Si può considerare come un
deposito costituito da:
- microrganismi;
- cellule;
- acqua (80%);
- matrice intermicrobica.
Quando sul dente si è formata
la pellicola inizia la colonizzazione batterica attraverso due
meccanismi:
- crescita e moltiplicazione
dei batteri che hanno aderito alla pellicola;
- aggregazione continua di
microrganismi della saliva,
soprattutto streptococchi.
Questi meccanismi vengono
favoriti sia da fattori endogeni,
provenienti dallo stesso paziente
(per esempio scarsa salivazione),
sia da fattori esogeni o ambientali (per esempio l’alimentazione). Il saccarosio (il comune
zucchero da cucina) è un disaccaride e rappresenta la fonte di
nutrimento preferita dai batteri della placca dentaria, che
tuttavia metabolizzano anche
monosaccaridi (come il glucosio,
il galattosio e il fruttosio) e polisaccaridi (glicogeno e amido).
Grazie a questi zuccheri di cui
si nutrono, i batteri proliferano,
continuano ad aderire tenacemente alla superficie dentaria, a
produrre le sostanze in grado di
disgregare lo smalto dei denti.
La saliva, tra i suoi compiti, ha anche quello di dilavare
(rimuovere) la placca batterica
contribuendo a mantenere una
corretta igiene orale. Questa sua
funzione può però essere ostacolata da circostanze come la
scarsa salivazione o dalla respirazione orale che comporta una
minore quantità di saliva circo-
lante in bocca. La stessa saliva,
però, può essere veicolo di metaboliti (sostanze prodotte durante un processo metabolico) che
vanno ad aumentare e alimentare la placca batterica: soprattutto i metaboliti da carboidrati,
grassi e proteine. Un aspetto,
questo, che non ha avuto in passato grande attenzione ma che
oggi merita di essere ben valutato e studiato. Per mantenere
una condizione di salute orale
soddisfacente è quindi sempre
consigliabile una visita odontoiatrica generale che tenga conto
dei diversi fattori e valuti le specifiche esigenze della persona.
Senza dimenticare il ruolo fondamentale che l’alimentazione
svolge nell’eziogenesi (formazione) della placca: gli zuccheri
assunti con la dieta condizionano infatti il suo sviluppo e la sua
velocità di progressione.
In ogni caso, tranne situazioni particolari, è sempre utile
una seduta di igiene professionale, dal dentista, ogni 6 mesi.
Ci sono infatti zone della bocca
in cui è difficile arrivare con lo
spazzolino o col filo interdentale
per assicurare, a casa, una corretta igiene orale.
Oltre una pulizia più completa e corretta, il dentista può
individuare una eventuale mal
posizione dentaria che va esaminata dall’ortognatodonzista,
lo specialista che si occupa di
tutte le anomalie di posizione,
conformazione e sviluppo dei
denti e delle ossa mascellari.
È ovvio che, come una malposizione dentaria, anche un trattamento ortodontico di tipo fisso
rende più difficoltosa la pulizia
dentale. Quando però il trattamento ortodontico termina e i
denti sono in posizione corretta,
l’igiene domiciliare sarà facilitata e l’adesione della placca
ridotta.
Focus sulla placca
È evidenza scientifica, entrata ormai nella consapevolezza
comune, che una corretta igiene orale è indispensabile per
conservare la salute della bocca, evitare l’accumulo di placca
sui denti. La placca batterica va
rimossa regolarmente dopo ogni
pasto attraverso l’uso di spazzolino e filo interdentale. Pochi
minuti per un impegno costante che serve al benessere di tutto il corpo. Già pochi minuti
dopo aver spazzolato i denti per
la normale pulizia, infatti, i
batteri ricominciano ad aggre-
garsi ed attaccarsi tenacemente
ai denti appena puliti. Succede
proprio in seguito alla formazione della pellicola (la base su cui
si attaccano i germi) costituita
da mucoproteine, sostanze contenute nella saliva. Trascurare
l’igiene orale significa aprire la
porta allo sviluppo di patologie
quali la carie e la parodontite,
l’infiammazione del parodonto, l’insieme cioè dei tessuti di
sostegno del dente: il cemento,
il legamento periodontale, l’osso alveolare, i tessuti gengivali.
Oltre 15 italiani adulti su 100
soffrono di parodontite, causa
principale di perdita dei denti
(piorrea) e sempre più spesso
richiamata dagli studi scientifici come concausa di malattie
sistemiche. Se le gengive sanguinano mentre ci si lava i denti
è un primo segnale di infiammazione da non trascurare.
Dettagli sulla Ricerca
multicentrica
Ruolo dello zucchero esogeno ed
endogeno nella proliferazione dei
batteri della placca dentaria
Glucosio nel sangue e glucosio
nella saliva: un percorso e un
rapporto che possono dire molto sullo sviluppo della carie e
sull’insorgenza di altre malattie
del cavo orale, come quella parodontale. Non solo in chi ha problemi di iperglicemia o mangia
molti carboidrati, ma soprattutto in chi sta bene, osserva una
dieta alimentare equilibrata,
pratica normalmente una corretta igiene orale e ha una bocca sostanzialmente sana. Anche
in questi casi, come risulta dalle
ultime acquisizioni scientifiche,
c’è comunque glucosio nella
saliva. Più ce n’è, maggiore è la
concentrazione, più c’è il rischio
di carie e di parodontite.
Ecco dunque un nuovo importante campo di ricerca: monitorare attraverso un protocollo
standardizzato il normale flusso del glucosio dal sangue alla
saliva nell’arco delle 24 ore e
indagarne l’andamento, per
individuarne poi gli effetti a
carico dei denti e della bocca.
Saranno selezionati soggetti fra i 16 e i 45 anni, in buona
salute generale, con almeno 24
denti sulle due arcate e che non
abbiano problemi parodontali
(nessun sito con PD* o CAL** ≥
4mm) o abbiano ricevuto trattamenti parodontali. L’ampiezza
del campione sarà tale da garantire una adeguata significatività
statistica (sample size).
*PD: profondità di sondaggio.
**CAL: livello clinico di attacco, distanza tra la giunzione smalto-cemento e il margine libero gengivale.
Una consulenza ad hoc
A colloquio con Claudio Chimenti, Presidente S.I.D.O.
La domanda che spesso i genitori fanno a se
stessi è: “Conviene trattare ortodonticamente
mio figlio quando è molto piccolo, nella fase
adolescenziale o nell’età adulta?”
La risposta a questa domanda non è semplice anche perché il tempo in cui è preferibile
trattare un paziente in crescita può variare da
persona a persona a seconda dei problemi da
risolvere. Inoltre, non esiste un unico apparecchio dentale per risolvere tutte le problematiche di allineamento dentale e per tutti i piccoli
pazienti alla stessa età.
Dunque, il comportamento più idoneo che
può assumere un genitore, quando è colto da
questo dubbio, è quello di affidarsi al proprio
dentista che lo indirizzerà presso un ortodontista, oppure rivolgersi direttamente ad un ortodontista ricercandolo nel portale della Società
Italiana di Ortodonzia (www.sido.it).
L’ortodontista, dopo aver visitato il bambino,
farà una diagnosi in seguito alla quale deciderà
quale sarà l’età migliore per iniziare la terapia e
quale sarà la terapia più adatta a risolvere quel
problema specifico.
In alcuni casi è di gran lunga preferibile
attuare una terapia in età evolutiva. Infatti, le
malocclusioni hanno spesso un percorso evolutivo ingravescente, dunque è molto importante
risolvere determinati problemi in età precoce
in modo da evitare che questi possano peggiorare nel tempo o anche dare il via ad altre problematiche dentali.
Il corretto accrescimento delle basi ossee
è determinante per far ottenere al giovane
paziente una corretta respirazione, una corretta masticazione e una corretta deglutizione e
fonazione.
Infatti le più importanti funzioni alle quali assolve l’apparato stomatognatico possono
essere alterate da un allineamento dentale non
corretto. In altri casi, se il bambino è troppo
piccolo per rispondere in maniera adeguata alla
terapia, sarà l’ortodontista a decidere il momento più adatto per iniziare.
In tal modo, affidandosi al giudizio di un
ortodontista, il genitore sarà certo che suo figlio
comincerà la terapia più adatta nel momento
più adatto, evitando quella risposta che tutti
temono di ricevere per il proprio figlio: “Caro
genitore, suo figlio è ormai grande per poter
svolgere una terapia ortodontica poco invasiva
per la risoluzione della sua malocclusione”.
In ultima battuta sarebbe opportuno far
effettuare la prima visita di controllo ortodontico intorno ai 6 anni di età, in modo da mettere l’ortodontista nelle condizioni ideali per
decidere nei casi di necessità di cominciare la
terapia precocemente. Iniziative come il Mese
della Salute Orale Colgate - S.I.D.O. consentono
di attirare l’attenzione degli adulti, in qualità
di genitori e di diretti interessati, sul problema
della malocclusione come principale responsabile di importanti funzioni come la masticazione, la respirazione, la fonazione, eccetera.
L’applicazione di apparecchi correttivi sia
in età infantile sia in età adulta implica tra i
portatori una maggiore sensibilità e attenzione
verso l’igiene orale per contenere l’inevitabile
accumulo della placca a detrimento della salute
di denti e gengive.
4
Case Report
Anno V n. 1 - Marzo 2011
Italian Edition
Prima classe molare con affollamento
in paziente adulto - Trattamento con estrazione
dei secondi premolari in tecnica “low fiction”
Diagnosi e piano di trattamento
Paziente di 23 anni a inizio trattamento.
Prima classe molare bilaterale con affollamento severo in entrambe le arcate.
Presenza in arcata dell’elemento 85 e agenesia del 45.
Al fine di risolvere l’affollamento si è ritenuto necessario ricorrere a delle estrazioni. La scelta è caduta oltre
che, ovviamente, sul deciduo 85, sugli elementi 15-25-35,
sia per questioni di simmetria sia per influire il meno
possibile sul profilo della paziente, già armonioso prima del trattamento. Come ben visibile dalla sovrapposizione cefalometrica, si è potuto usare lo spazio fornito
dalle estrazioni per allineare in distale i canini e i primi
premolari e per riposizionare leggermente l’incisivo inferiore. Grazie all’utilizzo dell’apparecchiatura autolegante
a bassa frizione (Quick Forestadent - slot .022” - prescrizione Roth), non è stato necessario utilizzare ancoraggi
intraossei o extra-orali, né effettuare una preparazione di
ancoraggio; la muscolatura periorale ha infatti consenti-
to di evitare la vestiboloversione degli incisivi inferiori
durante l’allineamento, mentre il differenziale di ancoraggio dei denti stessi ha permesso di decidere di volta in
volta su quali far esprimere le forze applicate. La terapia
è durata 18 mesi; è stata utilizzata per 6 mesi una placca
di Hawley come contenzione notturna superiore, mentre
è stato incollato uno splintaggio sugli elementi 33-32-3141-42-43 che rimarrà in sede per un anno.
Filippo Cipriani Noce
Fig. 1
Fig. 2
Fig. 3
Fig. 4
Fig. 5
Fig. 6
Figg. 1-6 - Foto prima del trattamento.
Fig. 7 - Ortopantomografia della paziente prima del trattamento. Sono ben visibili l’agenesia del 45 e la presenza in arcata del dente
deciduo. Al momento della prima visita, la paziente ha riferito di essersi già sottoposta all’estrazione dei denti del giudizio, sia superiori
che inferiori.
Fig. 8 - Teleradiografia pre-trattamento; la leggera disclusione
presente non è stata ritenuta tale da inficiare l’esame che, quindi,
non è stato ripetuto.
Case Report
5
Anno V n. 1 - Marzo 2011
Italian Edition
Fig. 10
Fig. 10 - Valori cefalometrici nel complesso nella norma. Leggera iperdivergenza e piccolo aumento dell’angolo ANB.
Fig. 9
Fig. 9 - Tracciato cefalometrico pre-trattamento.
Fig. 11
Fig. 12
Fig. 13
Figg. 11-13 - Una delle fasi finali della terapia. Chiusura spazi di estrazione nell’arcata inferiore e step di intercuspidazione in quella superiore.
Fig. 14
Fig. 15
C
M
Fig. 17
Y
Fig. 18
CM
MY
CY
CMY
K
Figg. 14-19 - Foto della paziente a
fine trattamento. La prima classe
molare e canina si accompagnano
all’allineamento delle arcate e alla
coincidenza delle linee mediane.
Il viso mostra una buona linea
del sorriso e il mantenimento
dell’armonia del profilo.
Fig. 19
BIOQUICK_OK2.pdf
1
01/03/11
12:48
Fig. 16
6
Case Report
Anno V n. 1 - Marzo 2011
Italian Edition
Fig. 20 - Ortopantomografia a fine trattamento. Buon parallelismo radicolare e assenza di rizalisi.
Fig. 22 - Tracciato cefalometrico a fine trattamento.
Fig. 21 - Teleradiografia a fine trattamento.
Fig. 23 - Valori cefalometrici sostanzialmente invariati. La
differenza nella divergenza è dovuta probabilmente dalla
differente postura mandibolare durante l’esecuzione dell’esame.
Unico cambiamento nell’inclinazione dell’incisivo inferiore,
modificata per centrarlo al meglio all’interno della sinfisi
mandibolare.
Fig. 24 - Sovrapposizione cefalometrica. In nero il tracciato di
inizio trattamento, in blu quello finale.
Il contributo di John Hunter (1728-1793)
all’evoluzione dell’Ortodonzia e della Gnatologia
John Hunter (1728-93), considerato assieme a Berdmore il fondatore della scuola
odontoiatrica inglese, nacque a Glasgow
ed iniziò lo studio della medicina sotto la
guida del fratello maggiore William (171883), celebre chirurgo e anatomico. Divenuto egli stesso abile chirurgo, si dedicò alla
professione pratica esercitando la sua materia in tutte le sue branche, non trascurando
nel contempo studi e ricerche di anatomia
comparata ed anatomia patologica.
Nel 1771 scrisse e pubblicò il trattato
The Natural History of the Human Teeth,
frutto di personali osservazioni, che andò
a colmare una grande lacuna nelle opere
precedenti, aventi pressoché tutte un taglio
eminentemente pratico.
Hunter orientò le sue analisi in quel settore odontostomatologico comprendente
anatomia, anatomia patologica, istologia,
embriologia e fisiologia del cavo orale, dei
muscoli della masticazione e dell’articolazione temporo-mandibolare, apportando
geniali contributi che presentano validità
ancora attuale. Bisogna però notare che
egli fu chirurgo generale con poche cognizioni pratiche e scarsa casistica personale
di odontoiatria; pertanto, affrontò tale
disciplina più da scienziato che da clinico,
impostando la sua opera più teoricamente e scientificamente che da un punto di
vista terapeutico, a differenza di Fauchard
e Pfaff che erano esclusivamente chirurghi-dentisti. Per questo motivo, come nota
Guerini, “nel campo della pratica questo
autore cade più volte in contraddizione, e
i suoi giudizi su importanti punti di vista
terapeutici sono spesso incerti e titubanti”.
Anche l’opera successiva, Practical treatise
on the diseases on the teeth, edita a Londra nel 1778, presenta un contenuto più
orientato verso la fisiopatologia che verso
la pratica professionale.
Ciononostante, il grande merito di Hunter fu quello di aver dato una connotazione
di stampo scientifico, al pari di altri rami
della scienza medica, all’odontostomatologia: non solo inglese, ma anche europea, contribuendo alla sua elevazione nel
toglierla dal limbo della ciarlataneria ove
era confinata.
Nel suo più celebre trattato, The Natural
History of the human teeth, l’Autore dedica gran parte dei capitoli ad una minuziosa e dettagliata dell’anatomia dei denti, del
cavo orale, della lingua, dei muscoli della
masticazione, dell’A.T.M. In particolare,
per quanto concerne i denti, coniò i termini di cuspidati per i canini e bicuspidati
per i primi molari. La fisiologia masticatoria viene trattata molto estesamente e
viene riconosciuto un ruolo determinante
all’articolazione temporo-mandibolare,
della quale sono descritti tutti i possibili
movimenti.
Affermò che: “[…] l’articolazione è composta da una cavità e da una eminenza
presenti nell’osso temporale, nella quale si
inserisce il condilo. La superficie articolare
in forma di cavità è ricoperta da una crosta cartilaginosa, continuata, liscia. Tanto
la cavità come l’eminenza servono al moto
dei condili della mascella inferiore”.
Per quanto concerne quest’ultimo argomento, offrì sicuramente spunti molto
all’avanguardia per l’epoca; descrisse, infatti, la possibilità della rotazione, della translazione e dello scivolamento dei condili,
che possono compiere tale operazione in
modo complementare in avanti e in addietro, consentendo così la possibilità, durante
la masticazione, di separare i frammenti di
cibo più grossi, in modo da poter essere triturati dai molari. Fu il primo che individuò
le funzioni del disco articolare, che indicò
come “una cartilagine mobile comune
alla cavità e al condilo, che accompagna i
movimenti di quest’ultimo. La sua struttura è legamentoso-cartilaginea”. Descrisse,
inoltre, seppur genericamente, i legamenti
articolari. Da notare poi che in quest’opera
sono presenti ben tre capitoli relativi alle
malocclusioni; ne viene proposto anche un
tentativo di classificazione, anche se, come
è noto, questa verrà effettuata tempo dopo
da Georg Carabelli. Si può tuttavia considerare che in questo testo l’Ortodonzia
viene trattata ed esposta organicamente
e con criterio; tenendo conto che Hunter
non era un dentista, ma un divulgatore e
un ottimo rielaboratore di precedenti teorie, ciò acquisisce una valenza particolare.
Si occupò anche di denti sovrannumerari e di malposizioni dentali, consigliando
l’avulsione dei denti decidui solamente in
caso di reale necessità; il raddrizzamento, da effettuare con le bande o fasce tipo
quelle proposte da Fauchard e da Bourdet,
dovrebbe essere iniziato solamente quando
sono erotti tutti i bicuspidati.
Per la cura del prognatismo introdusse
un apparecchio composto da una doccia che
ricopriva i denti inferiori; su di essa vi era
un piano inclinato, in corrispondenza dei
canini, che andava a battere lingualmente
sotto gli incisivi superiori e permetteva ai
due mascellari una giusta occlusione.
Ai meriti di Hunter va ascritto anche
quello di aver sostenuto la necessità della
formazione di personale qualificato per
intraprendere la professione odontoiatrica
non avulsa dalla medicina generale con
corsi teorico-pratici di apprendistato.
Paolo Zampetti,
Damaso Caprioglio
Pratica & Clinica
Anno V n. 1 - Marzo 2011
Italian Edition
Il consenso illustrato
in Ortodonzia
Matteo Beretta , Odontoiatra, Specialista in Ortognatodonzia,
Libero professionista - Casale Monferrato (AL)
OT
pagina 1
Un’adeguata forma di comunicazione con il paziente è il presupposto fondamentale perché
si generino le condizioni per un
“chiaro e libero consenso informato” alla terapia proposta.
Il valore intrinseco del consenso informato emerge, infatti, dal
diritto di ciascuna persona, prima di esser sottoposta a qualsiasi
trattamento sanitario, ad essere
correttamente informata sul proprio stato di salute, sulle opportunità di cura e sui rischi ad esse
eventualmente connesse. Risulta
a questo punto opportuno parlare
di “informazione” e “consenso”,
sottolineando la distinzione tra i
due momenti, il primo condizione necessaria perché il secondo
sia adeguatamente accordato.
Il Codice di Deontologia medica(1,2) in vigore attesta all’articolo 33 che il consenso del
paziente deve prevedere “la più
idonea informazione”, mentre
all’articolo 35 ribadisce che deve
essere “esplicito e informato”.
Il sottoporre un consenso informato al paziente non prevarica
assolutamente la sua volontà. In
realtà il consenso informato è
uno degli strumenti più potenti
che il paziente possiede per accedere serenamente alle cure di cui
necessita.
Dalla prima visita al piano di
trattamento
La prima opportunità per il
paziente e per il medico, in questo caso l’ortodontista, di rendere
effettive queste condizioni si deve
realizzare già a partire dalla prima visita.
In qualche caso il paziente,
prima di giungere alla nostra
attenzione per un colloquio preliminare compie un vero e proprio
percorso ad ostacoli:
- è consapevole o percepisce di
avere un problema oppure
glielo fanno notare;
- pensa e valuta se questo è
importante per sé;
- decide di fare qualcosa;
- si informa su cosa si può fare
e chi se ne possa occupare;
- pensa e valuta ancora una
volta;
- sceglie a chi rivolgersi, magari tra varie possibilità, spesso
per passaparola;
- decide di prendere un appuntamento;
- prende contatti con lo Studio;
- si ricorda di presentarsi
all’appuntamento;
- finalmente…prima visita.
In occasione del primo incontro con il paziente è importante
innanzitutto ascoltarlo, sentire i
suoi problemi, magari la sua storia clinica pregressa o i resoconti
di precedenti consulti con altri
colleghi, percepire le sue emozioni a riguardo, quando ci chiede di
aiutarlo, di dargli delle risposte.
Fondamentale è annotare,
anche in maniera sintetica, tutte
queste informazioni, che saranno
utilissime per formulare una corretta diagnosi e un piano terapeutico “cuciti su misura”. La visita
7
dovrebbe, quindi, procedere con
una preliminare valutazione clinica, senza buttarsi a capofitto in
cavo orale (no channel division),
ma con un approccio più globale,
mettendo al centro delle nostre
attenzioni il paziente e non i suoi
denti o l’apparecchio, secondo
noi, più giusto per lui. Successivamente, se questo è possibile e
non a rischio di generare aspettative fuorvianti, possono essere
fornite al paziente delle risposte
indicative ai suoi quesiti ovvero
illustrate le ipotetiche possibilità
di trattamento, magari attraverso
un supporto informatico (schermo, pc portatile, tablet di ultima
generazione) e una presentazione
multimediale sintetica, comunicando il messaggio: si può fare, ci
possiamo occupare di te (Fig. 1).
Questo permette da subito, esaminando la sua risposta, anche
emotiva, di avere indicazioni più
precise in merito ai “suoi obiettivi” e quindi di confrontarli
subito con quelli che potrebbero
essere i nostri o quelli oggettivamente utili per lui. La raccolta
della documentazione necessaria
per l’analisi del caso, compresa
una eventuale valutazione clinica più accurata, può essere un
altro e importante momento di
dialogo e scambio con il paziente,
in occasione del quale potranno
emergere ulteriori dettagli utili
per una diagnosi completa e un
piano di terapia personalizzato.
La successiva programmazione per la discussione del piano
di trattamento con il paziente
e/o con i genitori dello stesso
deve tenere in considerazione la
complessità del caso e quindi è
necessario prevedere un adeguato tempo in agenda da dedicare
a questo momento, tempo per il
paziente. L’ideale sarebbe disporre di un ambiente tranquillo e
dedicato, non all’interno delle
zone operative o peggio con il
paziente seduto in poltrona, dove,
utilizzando uno schermo di adeguate dimensioni e rivolto verso
il paziente, illustrare e analizzare insieme la documentazione del
caso. La presentazione dovrebbe
essere costruita per obiettivi,
ovvero in modo tale che ad ogni
problema noto o rilevato corrisponda una soluzione esemplificata, focalizzando l’attenzione
sul problema principale, che non
necessariamente potrà coincidere con quello per cui il paziente si
è presentato alla nostra attenzione. Se possibile, dovranno essere prese in considerazione anche
una o più alternative, con pro
e contro dell’una rispetto all’altra, per esempio la soluzione più
confortevole, la più veloce, la più
estetica e anche quella più economica o di compromesso.
Lo spazio dedicato a “domande e risposte” deve essere idoneo
alle richieste del paziente e commisurato alla sua possibilità o
capacità di comprensione.
È necessario, quindi, sin
dall’inizio utilizzare un linguaggio semplice, nella maggior parte
dei casi per non addetti ai lavori.
L’eccesso di terminologia specialistica, nozioni e informazioni,
Fig. 1
infatti, rischia a volte di generare confusione senza migliorare la
comprensione. La conoscenza da
parte nostra di chi ci sta di fronte,
avendo già testato prima anche le
sue risposte emotive, ci permette
di tarare sul paziente le modalità
di espressione che potremo adottare ed essere così più efficaci nel
comunicare, permettendogli di
comprendere meglio. Al termine
del colloquio il paziente riceve un
documento contenente un “Programma di Terapia Ortogna-
todontica” su misura (Box 1-3),
dove sono evidenziati, in maniera
sintetica e comprensibile, tutti gli
aspetti diagnostici, le possibilità
terapeutiche valutate, gli eventuali limiti e i tempi di trattamento. Un ausilio importante per
consolidare la sua comprensione
e permettere al paziente di fare
la scelta giusta per sé può essere
un modulo pieghevole allegato,
che chiamiamo “cartella clinica
visiva” (Figg. 2a, b), contenente
le sue fotografie, radiografie e le
immagini esemplificative delle
apparecchiature e delle terapie
proposte. In caso di presenza di
più alternative, queste ultime
vengono contrassegnate da un
box per apporre un segno di spunta di conferma visiva della scelta
effettuata, quindi è presente uno
spazio per la data di accettazione
e la firma del paziente, così come
sul Programma di Terapia.
Il preventivo di spesa, a sua
volta, dovrà essere strettamente aderente al piano terapeutico
illustrato, per quanto riguarda
la terminologia e la possibilità
di associare le eventuali varie
voci alle alternative previste.
Tutti i documenti sono in duplice copia, una per lo Studio e una
per il paziente. L’obiettivo deve
essere la chiarezza, senza peccare in superficialità né eccedere in
ridondanza di informazioni, disorientando il paziente.
La decisione non deve essere forzata ma guidata, fornendo
tutti gli elementi utili affinché
avvenga in maniera consapevole
e ponderata, dando al paziente la
possibilità di pensarci per il tempo utile e provvedendo successivamente a dare indicazioni circa
le modalità di inizio cura (cosa
devo fare quando decido?).
OT
pagina 8
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Pratica & Clinica
8
Anno V n. 1 - Marzo 2011
OT
pagina 7
Questa modalità di informazione documentata può permettere di ridurre la necessità di
ulteriori chiarimenti in merito
non solo alle caratteristiche delle proposte terapeutiche e ai loro
relativi costi ma anche durante
il corso del trattamento, grazie
all’ottenimento di un consenso
vero e proprio che oltre ad essere
informato diventa così “illustrato”, in maniera tangibile, associando sin dall’inizio immagini
alle parole.
Grazie alle nuove tecnologie diagnostiche disponibili,
come la radiologia e la fotografia digitale, immediatamente
fruibili dal paziente anche in
Italian Edition
corso di terapia, il medico può
comunicare in modo sempre
più efficace con il paziente, che
può comprendere ancora meglio
anche l’evoluzione della cura.
Il paziente e lo Studio traggono notevole vantaggio dal
miglioramento dell’organizzazione delle attività e questo deve
essere sempre più inteso non solo
come lo svolgimento della prestazione ma come tutto ciò che
vi sta intorno, prima e dopo, con
sempre maggior attenzione alle
esigenze specifiche del paziente,
per cui non esiste quasi più una
e una sola giusta terapia. Se poi
quella sola, a nostro parere, non
siamo in grado di poterla concretamente valutare o gestire
dobbiamo saper onestamente
indirizzarlo verso chi per formazione, esperienza e competenza
se ne possa prendere cura, adottando così un modus operandi
più eticamente sostenibile.
Bibliografia
1. Il Codice di Deontologia Medica. Fnomceo.
2. Puccini C. Istituzioni di Medicina Legale. Casa Editrice Ambrosiana,
1999.
Consigli pratici
1.Può essere utile una doppia firma da parte del paziente, in due momenti differenti. La prima dopo aver condiviso la
discussione del caso, la seconda dopo che ha riletto attentamente a casa i documenti che gli abbiamo consegnato, ci
ha ripensato e può così realmente dichiarare di essere consapevole ed avere avuto tutti i chiarimenti necessari.
2.Il trattamento ortodontico, la situazione clinica e i bisogni del paziente possono richiedere variazioni per cui può risultare opportuno e necessario aggiornare il piano terapeutico e il consenso.
3.Una casistica ortodontica ben documentata, oltre che importante dal punto di vista medico-legale e per la rivalutazione
continua dell’andamento della terapia, diventa un’insostituibile e potente strumento di comunicazione con i pazienti.
Box 1
Programma di Terapia ortognatodontica
Gentile Sonia,
il suo desiderio di una miglior salute e di una migliore estetica della sua bocca l’ha indotta a consultarci e perciò noi ci
impegneremo a mettere in atto tutti i mezzi disponibili per ottenere il massimo risultato possibile. La moderna Ortodonzia, o meglio Ortognatodonzia, consente di ottenere significativi benefici che non si limitano al corretto allineamento dei
denti. Equilibrio estetico delle labbra e del volto, efficacia della funzione masticatoria, salute dei denti e dei tessuti che li
sostengono e stabilità nel tempo dei risultati ottenuti sono gli obiettivi che cerchiamo di realizzare a conclusione di ogni
trattamento ortodontico. Nel corso delle visite precedenti abbiamo eseguito accertamenti clinici e radiografici che ci hanno consentito di giungere ad una diagnosi precisa e quindi di predisporre un programma di cura personalizzato.
Diagnosi
Malocclusione di I Classe - Canini superiori inclusi - Presenza di iniziale riassorbimento radicolare degli incisivi superiori
sinistri e dei premolari superiori e inferiori - Morso coperto
Piano di Trattamento
I risultati degli esami eseguiti, le valutazioni estetiche del volto, la previsione di crescita e le condizioni attuali della bocca
ci inducono a proporre il seguente piano di trattamento:
OBIETTIVI
- Recupero dei canini inclusi
MEZZI
- Apparecchiatura ortodontica fissa superiore (eventuali attacchi estetici) e inferiore
- Aprire il morso
oppure linguale
- Armonizzare forma e funzione delle arcate - Recupero ortodontico chirurgico dei
canini inclusi
- Contenzione fissa
- Mantenere i risultati
TEMPO
- 30 mesi
Dichiarazione di consenso alla Terapia ortodontica
Box 3
Io, sottoscritto _________________ nato a __________ il _________
dichiaro di aver pienamente compreso il Piano di Trattamento propostomi:
• Dichiaro di aver ricevuto tutti i chiarimenti necessari e tutte le spiegazioni
da me richieste.
• Sono consapevole che l’esito della terapia può essere condizionato da fattori biologici non prevedibili e non controllabili e che il trattamento potrà
subire modificazioni, nel mio esclusivo interesse.
• Ho compreso che la durata del trattamento può subire variazioni anche
molto ampie rispetto alle previsioni a causa di fattori non sempre controllabili.
• Sono informato della necessità di eseguire esami radiografici, sia a scopo
diagnostico sia al fine di controllare il decorso della terapia.
- Indeterminato
La posizione del canino di sinistra si presenta particolarmente problematica, pertanto dovrà essere monitorata la salute degli incisivi
contigui, a rischio di ulteriore riassorbimento. Al termine della terapia verrà effettuata una rivalutazione dei denti del giudizio per eventuale estrazione.
PRECAUZIONI NECESSARIE
Figg. 2a, b
Box 2
1) Igiene orale: Nelle fasi preliminari e durante tutto il trattamento dedicheremo tutta l’assistenza necessaria all’insegnamento delle tecniche più appropriate per mantenere la bocca nelle migliori condizioni igieniche. La placca batterica è
il peggiore nemico dei denti e delle gengive e il suo accumulo provoca danni permanenti allo smalto (macchie, carie,
decalcificazioni…) e infiammazione della mucosa (gengiviti, perdita dei tessuti che sostengono i denti, alito cattivo
ecc.). La presenza di apparecchi rende più difficoltoso lo spazzolamento e richiede molto impegno per ottenere una
buona detersione della bocca. È assolutamente necessario che i genitori si accertino che i bambini si spazzolino con
cura i denti dopo ogni pasto, in particolare la sera, e sorveglino che dopo la pulizia non vengano assunti alimenti o
bevande contenenti zucchero.
2) Alimentazione: Gli apparecchi fissi possono facilmente deteriorarsi se si masticano cibi molto duri o se si fa uso di
chewing-gum e di caramelle gommose. È consigliabile non addentare con entusiasmo cibi come mele o panini ma
piuttosto affettarli o spezzarli e masticare piuttosto lentamente. Una alimentazione varia e sana è di grande aiuto nella
conservazione di un buon stato di salute della bocca.
3) Uso degli apparecchi: Gli apparecchi e gli ausiliari (elastici, trazioni extra-orali, ecc .) devono essere portati nei modi
e nei tempi che saranno indicati. Alla fine della cura attiva, secondo le specifiche esigenze del caso, può essere programmato un periodo di contenzione, con apparecchi generalmente più semplici e di uso più ridotto, che permettono
ai denti di stabilizzarsi nella nuova posizione. In alcuni casi i dispositivi adottati devono essere portati molto a lungo,
talvolta addirittura per tutta la vita, per opporsi alla possibile ricaduta. Un esempio tipico è rappresentato dagli incisivi
inferiori che mantengono una spiccata tendenza ad affollarsi, anche dopo molti anni.
4) Comportamento del paziente: Ci attendiamo pertanto puntualità agli appuntamenti programmati e di essere informati
prontamente in caso di impedimento. Se temete che si sia verificato un guasto nell’apparecchio, avete qualche dubbio
o qualche difficoltà, se compaiono dolori, sensazioni inconsuete o piccole ferite non esitate a mettervi in contatto con
noi: saremo sempre a completa disposizione per ogni necessario intervento o chiarimento.
5) Aspetti economici: Il preventivo di spesa è calcolato in base alla difficoltà del caso, alla prevedibile durata, al numero e
al tipo di apparecchi necessari e comprende tutte le visite programmate, gli interventi urgenti e le modifiche necessarie al raggiungimento dei risultati prestabiliti. Sono escluse le spese derivanti da sostituzione di apparecchi smarriti o
deliberatamente danneggiati e i costi delle cure dentarie o di interventi non prevedibili che si rendessero necessari. Il
pagamento prevede un acconto iniziale seguito da dilazioni rateali da concordarsi caso per caso. Se godete di qualche
forma di assistenza di carattere assicurativo vi preghiamo di comunicarlo tempestivamente per permetterci di predisporre gli opportuni adempimenti.
Ci auguriamo che quanto esposto risulti sufficientemente chiaro ed esauriente, e rimaniamo a vostra disposizione per
ogni eventuale approfondimento.
Mod. CL 06 REV 3 del 23/01/07
• Ho compreso che l’apparecchio ortodontico è formato da un insieme di
componenti soggette a scollamenti, rotture, distorsioni ed accetto l’eventuale reciproco disagio derivante da tali imprevisti.
• Sono a conoscenza che gli apparecchi e i materiali che saranno utilizzati
durante la cura ortodontica sono sottoposti ai controlli e alle certificazioni
prescritte dalla legge per la produzione e l’impiego dei dispositivi medicali.
• Sono informato della necessità di presentarmi regolarmente agli appuntamenti e a collaborare al buon andamento della terapia attenendomi alle
prescrizioni e ai suggerimenti che mi saranno dati.
• Sono consapevole che una cattiva igiene orale può provocare decolorazioni e/o macchie irrimediabili sui denti, lungo il bordo gengivale e/o intorno
agli attacchi, e che tale danno non è imputabile alla terapia ortodontica.
• Mi impegno ad informare tempestivamente i Responsabili dello Studio di
ogni significativa modificazione del mio stato di salute, con particolare riferimento a gravidanza e malattie infettive o comunque trasmissibili per contatto diretto o indiretto.
• Accetto che la terapia venga interrotta in caso di insufficiente collaborazione da parte mia mentre, qualora desiderassi io stesso cessare la cura, mi
impegno a darne tempestiva comunicazione ai Responsabili dello Studio.
• Consento che sia utilizzato il materiale di studio del mio caso clinico
(modelli, radiografie, fotografie ecc.) a scopo di ricerca, di insegnamento o
di pubblicazione scientifica, nel rispetto delle norme sulla privacy.
• Dichiaro di non essere in cura attualmente presso un altro Professionista
per la medesima patologia.
• Sono informato che il preventivo di spesa che mi è stato illustrato si riferisce
esclusivamente alla cura ortodontica e non comprende pertanto eventuali
cure per carie, interventi chirurgici, protesi o altre prestazioni odontoiatriche non espressamente specificate; si intende che ogni variazione che
dovesse rendersi necessaria mi sarà tempestivamente illustrata.
• Confermo di aver letto e compreso tutte le informazioni contenute nello
stampato che mi è stato consegnato.
• Autorizzo pertanto i Sanitari dello Studio a sottopormi alla cura ortognatodontica fino a che, a loro giudizio, sarà stato raggiunto il miglior risultato
possibile e mi impegno a rispettare le scadenze economiche concordate.
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14 L’Intervista
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
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Opinion Leaders Meeting
Intervista ad Andrea Venturelli, CEO Simit Dental
Lo scorso 22 gennaio, nella splendida cornice del Teatro Bibiena di Mantova, si è svolto il primo Opinion Leaders Simit,
che ha avuto come obiettivo la presentazione in anteprima del nuovo sistema di strumenti canalari NiTi Wave One, prodotti dalla Dentsply Maillefer. Presenti all’evento oltre 70 tra i migliori endodonzisti italiani.
prof. Elio Berutti e del dott. Marco
Martignoni relatori del convegno.
Con quanti professionisti collaborate?
Andrea Venturelli.
Sig. Venturelli, innanzitutto
partiamo del vostro incontro
con gli Opinion Leaders.
Volentieri, anche perché è una delle attività di cui andiamo più fieri.
Simit già dai primi anni di propria
attività ha iniziato una stretta collaborazione con i migliori professionisti orientata a creare un Network
di Opinion Leaders che potessero
collaborare con noi nella formazione del medico generico. Attività che ha premiato i nostri sforzi
quando, alla fine degli anni ’90,
furono introdotti sul mercato nuovi strumenti meccanici destinati a
cambiare radicalmente l’endodonzia e di cui la formazione tramite
corsi era parte fondamentale per
l’apprendimento di tali metodiche.
In occasione dell’Opinion Leaders
Meeting erano presenti oltre 70 tra
i migliori endodonzisti provenienti da tutta Italia che hanno potuto assistere alla presentazione del
Attualmente il nostro gruppo è formato da circa 80 Opinion Leaders,
suddivisi tra nazionali e internazionali; infatti, alcuni di loro collaborano oltre che con Simit anche
direttamente con la casa madre
Maillefer in tour mondiali: ulteriore testimonianza di come l’endodonzia in Italia venga considerata
come standard di qualità.
Quanti corsi di formazione
gestite ogni anno?
Questo è un dato estremamente
importante; infatti, solo nel corso del 2010 abbiamo organizzato e supportato oltre 200 corsi a
cui hanno partecipato oltre 1600
medici, dato che, se proiettato sulla nostra attività svolta da oltre 10
anni, porta un indotto che supera i
14.000 medici formati sulle nuove
metodiche endodontiche.
Ci può fare una piccola cronistoria del vostro percorso nel
mondo endodontico?
Nel 1996 Dentsply Maillefer, dopo
l’acquisizione di Tulsa Dental,
lancia sul mercato mondiale il
sistema NiTi ProFile™: il primo
strumento meccanico destinato a
cambiare radicalmente le abitudini dell’odontoiatra passando da
una classica preparazione canalare
manuale a quella meccanica, diminuendo i tempi e migliorandone la
qualità. Successivamente, nel 2001
fu introdotto con ProTaper il concetto di strumentazione a conicità
variabile, ancora oggi lo strumento più venduto al mondo. Questi
ovviamente sono solo due delle più
rappresentative novità, ma in questi anni Maillefer ha lanciato altri
numerosissimi prodotti orientati a
migliorare le performance dell’endodonzista, come GT Series X,
PathFile, Start-X.
Dai vostri dati quanti sono i
medici che a oggi utilizzano
strumenti meccanici?
Nel settore dentale è molto difficile avere dati precisi, ma da una
nostra recente ricerca di mercato valutiamo che oltre il 64% dei
medici usino quotidianamente
strumentario meccanico, con una
percentuale abbastanza importante di utilizzatori che lo associano
ancora a quello manuale.
Il restante è suddiviso per il 16%
di medici che si dichiarano non
interessati al cambiamento principalmente per motivi anagrafici,
mentre il 20%, pur essendo uti-
lizzatore di strumenti manuali, è
disponibile a un cambiamento.
Quali sono i motivi che bloccano un medico, ancora oggi
dopo 15 anni dall’uscita del
primo strumento meccanico,
ad abbandonare il manuale?
Penso che i principali motivi sono
due: il primo è la paura della rottura dello strumento all’interno
del canale, problematica che per il
medico generico (solitamente non
dotato di microscopio operatorio)
nei casi più complicati lo obbliga
ad inviare il proprio paziente da
un collega specialista per estrarre
lo strumento con un comprensibile
disagio. Secondo motivo è spesso la
complessità delle metodiche che in
questi anni hanno aumentato notevolmente il numero di strumenti
nella sequenza operativa.
Veniamo all’argomento del
Meeting: ci può anticipare le
caratteristiche peculiari di
questo nuovo sistema?
Penso che Wave One stabilisca il
nuovo standard dell’endodonzia in
risposta alle esigenze del dentista,
apportando semplicità, sicurezza
ed efficacia al procedimento di
sagomatura dei canali radicolari,
grazie all’uso, nella maggior parte
dei casi, di un unico strumento in
NiTi per ogni trattamento canalare. Come detto precedentemente, la
complessità delle procedure endodontiche può scoraggiare molti
professionisti ad adottare queste
nuove metodiche; Wave One, invece, introduce il concetto di semplicità in endodonzia, per un maggiore
risparmio di tempo e un maggiore
comfort, offrendo contemporaneamente una tecnica che assicura
trattamenti canalari di prima
qualità.
Wave One, infatti, sfrutta il “movimento alternato” (generato da un
apposito micromotore) cioè cambia
alternativamente la direzione di
rotazione in fase di sagomatura.
Il ricorso ad un’ampia angolazione di rotazione nella direzione
di taglio assicura un’elevata efficienza. Inoltre, l’utilizzo di un’angolazione inferiore in direzione
contraria aiuta lo strumento Wave
One ad avanzare lungo il canale, rispettandone l’anatomia. Le
angolazioni ottimizzate riducono
il rischio di avvitamento e di rottura dello strumento nel canale. Il
“movimento alternato” di Wave
One aumenta quindi la fiducia
del professionista e la sicurezza del
paziente. I vantaggi della tecnica
con “movimento alternato” sono
numerosi. Prima di tutto, permette
di sagomare la maggior parte dei
canali radicolari usando un solo
strumento durante la procedura di
sagomatura del canale radicolare,
assicurando così al professionista la
massima semplicità d’uso e diminuendo il tempo globale necessario per la sagomatura fino al 40%
rispetto alla tecnica rotante tradizionale con movimento continuo.
Da quando sarà disponibile
Wave One?
Da marzo il prodotto sarà disponibile presso tutti i depositi dentali, e
le nostre attività saranno orientate
principalmente alla formazione su
questo nuovo strumento. Inoltre, la
nostra forza vendite presente sul
tutto il territorio nazionale sarà
disponibile per dimostrazioni pratiche presso gli Studi dentistici.
L’Intervista 15
Italian Edition
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
L’opinione di un Consorzio di odontotecnici sulle
politiche per l’Odontoiatria in Italia
Intervista a Daniele Benatti, Presidente della Società Consortile Q.E.T., in risposta agli articoli di pagina 2 di Dental Tribune 12/2010
Presidente Benatti può spiegare ai nostri lettori di cosa si
occupa e come è organizzato
il vostro consorzio?
Il Q.E.T. nasce nel 2005 dall’idea
di un gruppo di otto Aziende
odontotecniche, sul mercato dentale da parecchi anni, che condividevano molteplici aspetti legati
al concetto d’impresa.
Criterio questo che nell’area
odontotecnica non ha mai trovato
una vera e propria praticabilità,
risultando talvolta uno dei limiti
maggiori della categoria.
L’acronimo Q.E.T. (Qualità Etica - Tecnologia) si posiziona
su parole impegnative che oggi,
più di allora, trovano importanti
riscontri nella pratica quotidiana per chi intende fare seriamente impresa in un sistema, quello
dentale, che sta trasformando
visibilmente i propri modelli operativi.
Senza qualità di prodotto, di processo e di gestione, non si governa lo sviluppo di un’attività, per
altro così specifica come la nostra,
e neppure senza la capacità di
creare valore e crescere per fare
investimenti sia in ricerca che
sviluppo.
Senza etica, per quanto l’etimologia della parola possa aprire
ampie strade di dibattito, non si
costruisce un futuro migliore e
adeguato alle generazioni che
dovranno continuare la nostra
attività imprenditoriale.
Senza tecnologia, e soprattutto
quella orientata all’innovazione,
ogni attività rimane orfana di
quel complemento necessario che
ha esaltato, anche in Odontotecnica, il modello più generale del
“Made in Italy”.
Il Q.E.T. si sviluppa prevalentemente dal 2008 in poi per consentire alle aziende consorziate di
restare nel mercato dentale, mercato che in questi ultimi anni si
sta trasformando profondamente e richiede che tutti coloro che
operano in questo contesto abbiano una elevata predisposizione
al cambiamento: dentisti, odontotecnici, fornitori-distributori,
produttori.
Abbiamo cominciato a dire pubblicamente che bisognava reinventare la filiera dentale, che
questa andava rimodellata, che
gli attori presenti al suo interno
si sarebbero dovuti impegnare a
lavorare insieme, che gli odontoiatri non potevano non superare
la logica della “professione liberale” e gli odontotecnici quella
della “qualifica di mestiere”; si
tratta di categorie superate dalla
realtà economica.
Nel frattempo abbiamo portato i
soci alla certificazione ISO, stia-
mo svolgendo per gli stessi un
corso paragonabile ad un Master
universitario sulla gestione
aziendale e sul marketing, e siamo intenzionati a metterlo sul
mercato, a disposizione di chi sa
di dovere crescere, odontoiatri e
odontotecnici.
Stiamo anche aprendo trattative
con primarie aziende produttrici, per concludere seri accordi di
partnership commerciale e insieme a questi costruire un modello
nuovo di welfare odontoiatrico
che coinvolga ovviamente anche i
nostri clienti medici e odontoiatri. Stiamo pensando ed agendo
come un moderno consorzio di
aziende.
Come siamo organizzati? In primo luogo i componenti del CDA
hanno ciascuno una responsabilità operativa, e poi abbiamo due
coordinatori del lavoro che collaborano direttamente con il CDA
e una sede autonoma; siamo
pronti a crescere e per semplicità
sottolineo che una visita al nostro
sito (www.qetgroup.it) può fare
comprendere meglio tanti aspetti
troppo dispendiosi in termini di
spazio da spiegare in una intervista.
Quali sono i plus dei vostri
laboratori?
Il plus vero, quello che ha un
peso, è che le oltre 20 aziende che
sono consorziate possono, insieme, soddisfare qualunque richiesta di dispositivi e servizi dentali,
in tutta l’Italia, sia per qualità
sia per quantità, e con standard
certi e certificati, oltre che con
tutte le possibili variabili in termini di economia del prezzo.
Poter garantire una produzione standard, con lo stesso livello
per tutte le commesse, è al giorno
d’oggi fondamentale.
Disponiamo delle stesse tecnologie, ci aggiorniamo insieme,
sappiamo insieme dove cerchiamo di andare; siamo in grado di
affrontare appalti di fornitura
pubblici o privati, possiamo trattare con le primarie aziende del
settore dentale. Questo è sicuramente il plus.
Ne aggiungo un altro che più che
un plus lo definisco un’opportunità che va incontro alle sollecitazioni costanti che il mondo della
produzione esprime. Aggregare,
capitalizzare e strutturare maggiormente le nostre aziende per
essere competitivi, sia in casa
nostra sia nel mondo globale.
Il nuovo frutto del Q.E.T. potrebbe più facilmente portare a ciò
ed essere, più di oggi, in grado di
strutturare progetti più concreti
di filiera, dove questa si rivolge
con più qualità anche economica
al cittadino Italiano che fa parte
di quel 60% che non va dal dentista. Poi un serio e attento progetto oltre confine con una filiera
organizzata, non vedo perché non
lo si possa attuare.
In una lettera inviata alla
redazione, commentando
l’articolo comparso sul n.
12/2010 di Dental Tribune
dal titolo “Quali politiche per
l’odontoiatria in Italia alla
luce delle evidenze disponibili”, trovavate molto importante intervenire in qualità di
ampia rappresentanza della
categoria degli odontotecnici
e dei laboratori. Può esternarci meglio la vostra opinione?
Questa è per me la domanda
centrale e sottolineo che non rappresentiamo la categoria, ma la
nostra Società consortile e le sue
idee. Vede, i consueti attori del
settore dentale italiano possono
rapidamente essere espropriati del loro ruolo storico, e, a mio
avviso, non ci vogliono molto anni
perché questo succeda.
Tutti conoscono alcuni nomi di
Aziende low-cost, che mirano
principalmente alla quantità e
che sono entrati nel mercato con
alle spalle grandi investitori;
DT
pagina 16
16 L’Intervista
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
DT
pagina 15
se uno passeggia per qualche città europea, potrà vedere sigle che
hanno decine di “punti vendita”
che fanno pubblicità aggressiva
(sta avvenendo anche in Italia),
che offrono condizioni di pagamento e prezzi molto appetibili,
che propongono sconti per famiglie, e via dicendo.
Queste aziende stanno mutando
il mercato, come lo hanno mutato i supermercati 20 o 30 anni fa.
Tutto questo, che probabilmente è un modello iperindustriale
valido, può risultare tale da can-
Italian Edition
cellare il nostro sistema dentale,
fatto di miriadi di piccolissime
aziende, flessibili, articolate, di
eccellenza tecnica, ma deboli
strutturalmente e finanziariamente.
La nostra proposta concreta è
di creare piccole vere imprese,
con non meno di 10-12 addetti,
integrate e certificate; il QET
è appunto questo, con rapporti strutturali e contrattuali con
le “aziende odontoiatriche”,
anch’esse modificate.
Si legge su un giornale molto diffuso nel mondo del dentale “…
con la crisi, molti dentisti sono
stati spinti a puntare sui super
sconti, pur di ampliare il proprio
bacino di utenza” e aggiungiamo
noi che molti dentisti oggi lavorano per il servizio pubblico, che
ha una sua onorevole e rispettabile qualità, con tariffe basse, ma
compensate da lavoro sicuro e in
quantità.
Quindi la nostra proposta, comprendo non facile da percorrere,
risponde all’esigenza di restare
sul mercato e costruire un futuro
per le aziende.
Viene da chiedersi perché grandi Organizzazioni sindacali di
artigiani, o la stessa Andi, non
spingano i loro associati a sviluppare questo fenomeno e aumentare l’interscambio fra di loro.
In questo contesto non posso non
sottolineare un’esigenza oramai
concreta nei fatti.
Il dentista, riconosciuto da tutti
come il capo della filiera, non può
più esimersi dal guardare la propria attività come un’impresa e,
in essa, il proprio paziente come
un cliente.
È un nodo critico, lo so, ma questa anomala resistenza non regge più il confronto con la realtà,
e fino a quando questa rigidità
verrà conservata, saranno morti
nel nascere diversi progetti che
potrebbero pesantemente aiutare
il rilancio e l’armonizzazione di
un settore.
Un settore che deve avere la consapevolezza di dover dare risposte di cura e qualità della salute
odontoiatrica a tutti, indipendentemente che questa avvenga
in ambito misto o no tra pubblico
e privato.
Il nostro giornale ama sempre
evidenziare tematiche e problematiche, ma anche fornire
concrete e positive soluzioni.
Voi state portando avanti una
proposta?
Quello che stiamo già facendo e
che cerchiamo di fare è la risposta, proprio per stare sul concreto:
certificarsi, aggiornarsi e confrontarsi continuamente insieme, partecipare a gare di appalto
pubbliche e private, utilizzando
la forza del gruppo, raggiungere accordi con le aziende principali della produzione; fare
marketing insieme; presentarsi
pubblicamente per sostenere le
proprie posizioni.
Il Q.E.T. nel 2008 ha tenuto un
Forum Internazionale a Bologna,
nel 2009 e 2010 ha partecipato
alla Fiera degli Amici di Brugg a
Rimini con stand importanti. In
quei contesti abbiamo anche ottenuto elevati contributi relazionali dalle figure più importanti del
settore, dalla Presidenza Andi a
quella dell’Unidi, a quella degli
Amici di Brugg, della S.O.C.I.
(Medici e Odontoiatri operanti
nel pubblico), dal mondo universitario e dallo stesso referente per
l’Odontoiatria presso il Ministero della Salute, Enrico Gherlone.
Oggi stiamo valutando l’iniziativa da svolgere verso la fine del
2011 che senz’altro si concentrerà
su un tema che deve indurre gli
attori a ragionare maggiormente in termini di “ fare sistema”
e potrebbe portare questo titolo:
“Protagonisti nella filiera dentale: il cliente-paziente odontoiatrico deve conoscere, competenze,
qualità e accessibilità, che la filiera made in Italy può esprimere
per lui”.
Un’ultima domanda. I laboratori italiani come si collocano
nel panorama internazionale?
Contiene immagini video, illustrazioni e disegni
animati che risultano gradevoli, considerando
l’occhioelasensibilitàdichilivisiona.
Si tratta quindi di un utile ausilio per il professionista,perchéconsentealpaziente,mentreèseduto
insalad’aspetto,diriceveregiàleprimeistruzioni
di igiene, sfruttando al meglio i tempi di attesa.
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La ringrazio per questa ultima
domanda, visto che non tutto è
grigio; ai laboratori italiani è
riconosciuta una sicura eccellenza per una qualità dei dispositivi
assai elevata. Questo è innegabile, ma cosa succede con una struttura di laboratori, che ancora nel
2010 era di 1,7 addetti per azienda?
Accade che spesso facciamo denti
quasi degni di un orafo, ma poi
il mercato dentale italiano non
supera il 30-40% dei cittadini
che hanno bisogno di riabilitazioni dentali.
Per cui il problema che ha tutta la filiera è di mantenere alta
la qualità, ma anche di industrializzarla; di mantenere la
flessibilità, ma di potere lavorare anche per numeri molto
più grandi; e poi è indispensabile portare quel 30-40% ad un
70- 80%, non solo con soluzioni
low-cost, ma fornendo protesi
di buona qualità a prezzi più
accessibili, certificando il prodotto e garantendo quel livello
di servizi che rispondano alle
nuove esigenze del cliente.
Patrizia Gatto
Speciale Meeting e Congressi 17
Italian Edition
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Convegno internazionale “Power for Oral Health 2010”
Oral-B offre un’esclusiva panoramica della sua ricerca
Oral-B sviluppa i suoi prodotti per l’igiene orale a stretto contatto con le Università e
gli Studi dentistici. A giugno
di quest’anno, nel centro internazionale di innovazione della
Procter & Gamble di Kronberg
e nel centro di produzione internazionale di Oral-B a Marktheidenfeld, si è tenuto il convegno
“Power for Oral Health 2010”,
che per due giorni ha visto riunito un gran numero di opinion
leader. I quasi cinquanta esperti
in profilassi e parodontologia,
soprattutto professori universitari, ma anche dentisti e igienisti dentali provenienti da tutta
Europa, sono rimasti molto colpiti, durante la visita al reparto di ricerca Oral-B di Taunus,
dall’innovativa organizzazione
e dalle sofisticate procedure di
prova impiegate nei vari laboratori. Molto apprezzato dai visitatori è stato anche l’alto livello
tecnologico dello stabilimento
di produzione Oral-B di Markheidenfeld.
Le relazioni esposte da ingegneri, medici e ricercatori
esperti in profilassi in merito
alla comprovata efficacia e sicurezza degli spazzolini elettrici,
seguite dai vari dibattiti, hanno
fornito un quadro più approfondito anche delle ultime scoperte scientifiche sulla pulizia
effettuata con uno spazzolino da
denti elettrico.
Il percorso, che va dal progetto iniziale di uno spazzolino
fino al prodotto pronto per essere immesso sul mercato, non è
breve. Lo sviluppo del prodotto
Oral-B si basa su un principio
olistico, che prevede tre aspetti: 1) la comprensione delle esigenze del consumatore; 2) gli
studi di laboratorio; 3) gli studi clinici. Nelle varie fasi dello
sviluppo di un nuovo spazzolino
elettrico vengono effettuati sia
esami di laboratorio (ad esempio test con robot) sia ricerche
in vivo, come ad esempio studi
sulla sensorialità e studi clinici.
Per analizzare le caratteristiche
meccaniche degli spazzolini, nei
vari laboratori se ne studiano le
proprietà meccaniche, elettriche
ed acustiche. Viene anche testato l’impatto meccanico degli
spazzolini elettrici per quanto
riguarda l’eliminazione della
placca oltre all’aspetto sensoriale: quale spazzolino elimina più
placca nel modo più dolce? Che
sensazione danno i vari spazzolini e le setole?
La rimozione meccanica della placca viene testata prima su
un robot secondo determinate
condizioni. Più vicini alle situazioni in vivo, ma per natura più
difficilmente standardizzabili, sono invece gli studi clinici.
Un esempio è il metodo DPIA
(Digital Plaque Imaging Analysis) per l’analisi dell’eliminazione della placca(1), in cui vengono
utilizzate delle videocamere a
fluorescenza per visualizzare la
placca in immagini di vari colori; alcuni esperti si sono offerti spontaneamente di fare da
“cavia”, rimanendo favorevolmente impressionati da questo
metodo peculiare. I partecipanti
si sono mostrati particolarmente
interessati anche ai test di sensorialità dei vari spazzolini elettrici. L’estetica, l’ergonomia e il
design in generale contribuiscono notevolmente a far accettare
il prodotto dai pazienti e a farlo
entrare nella loro quotidianità.
Per quanto riguarda l’aspetto
scientifico, il prof. Fridus van
der Weijden, dell’Università
ACTA di Amsterdam, ha illustrato il quadro storico dello
sviluppo degli spazzolini elettrici e dei relativi studi scientifici
effettuati. Il sistema di pulizia
oscillante-rotante ha confermato in studi esaurienti la sua
sicurezza e la sua eccellente
efficacia rispetto agli spazzolini
manuali, grazie anche al lavoro
pioneristico svolto dallo stesso
professore.
Nonostante tutti i risultati positivi degli studi(2), ancora pochi pazienti utilizzano lo
spazzolino elettrico, riferisce
van der Weijden. Nella sua relazione, il professore conferma la
sicurezza dello spazzolino elettrico analizzando diversi studi
sull’argomento. Anche uno studio controllato randomizzato,
condotto durante un periodo di
sei mesi dal prof. dott. Christof
Dörfer della Clinica universitaria dello Schleswig-Holstein
di Kiel, in Germania, e dal suo
gruppo di lavoro, ha confermato
la sicurezza – anche per quanto
riguarda le gengive – e qualcosa
in più: rispetto ai valori iniziali,
secondo quando riferito dal prof.
Dörfer, non si è avuta alcuna
ulteriore recessione gengivale,
né tra coloro che hanno utilizzato la versione manuale né tra
coloro che hanno utilizzato
spazzolini elettrici. Al contrario,
i dati hanno mostrato addirittura una diminuzione della recessione gengivale(3) nel 40% degli
utilizzatori di spazzolini elettrici e nel 38% degli utilizzatori di
spazzolini manuali.
Il secondo giorno di convegno,
i partecipanti si sono trasferiti
a Marktheidenfeld, nella zona
del Taunus, per visitare lo stabilimento di produzione ad alta
tecnologia degli spazzolini elettrici Oral-B. Lo stabilimento,
specializzato nella produzione
di grandi serie di prodotti per
l’igiene orale, è diventato uno
dei più importanti siti del gruppo; qui, infatti, vengono prodotti quotidianamente, su linee
di produzione completamente
automatizzate,140.000 prodotti
che l’azienda esporta in tutto il
mondo.
Unanime è stata la soddisfazione di tutti i partecipanti per
l’esito del convegno “Power of
Oral Health 2010“, che ha permesso loro di condividere idee
stimolanti da trasferire nella
ricerca clinica.
La II edizione del Meeting internazionale
Link Team Days in Italia
Sulla scia del successo della prima edizione
tenutasi a Londra nel 2008, Neoss annuncia che il
secondo congresso scientifico internazionale Link
Team Days si terrà in Italia nella prestigiosa cornice dell’Hotel Regina Palace di Stresa, sul Lago
Maggiore, dal 30 settembre al 1 ottobre 2011. Dal
titolo “Science and Simplicity”, l’evento si propone come un importante momento di valutazione
dell’evidenza scientifica più attuale, con l’obiettivo
di coniugarne i risultati con la pratica clinica quotidiana. Nel presentare il Congresso, Neil Meredith,
CEO and co-fondatore di Neoss, ha affermato che
“si tratta di un evento importante che offre ai clienti Neoss di tutto il mondo un’opportunità di incontrarsi tra loro e con relatori di fama internazionale,
di assistere a relazioni scientifiche di alto livello e
di discutere su come migliorare il trattamento e i
relativi risultati per i propri pazienti. Invito, quindi, gli amici di sempre e tutti coloro che si vorranno unire a noi a partecipare in questa importante
occasione”.
Per ulteriori informazioni sul programma preliminare:
Neoss Italia Srl - [email protected]
ANDI ASTI pubb156x185 Asti dental day R01-02032011:Layout 1 02/03/11 17:28 Pagina 1
Programma della giornata
SNO-CNA
Ore 8,30
Registrazione dei partecipanti
Sindacato Nazionale
Odontotecnici
provinciale Asti
Ore 8,45
Apertura dell’Asti dental day e
saluto delle autorità
Benedetta Borasio
Presidente ANDI Piemonte
Ettore Cenciarelli
Coordinatore Nazionale SNO-CNA
Evento culturale aperto a:
Odontoiatri - Odontotecnici - Igienisti Dentali
ASTI dental day
L’odontoiatria
che cambia:
lo studio ed il laboratorio
tra problemi e opportunità
sabato 16 Aprile 2011
Chairman: Mario Contalbi,
Davis Cussotto, Francesca Ibertis
Ore 9,15
Roberto Rosso, Presidente Key Stone
Congiuntura negativa
o crisi strutturale?
Impatto su studi dentistici
e laboratori odontotecnici,
possibili risposte
strategiche e operative.
Ore 10,00
Lamberto Magnani
L’odontotecnico tra
presente e futuro analisi
del settore in Italia.
Ore 10,30
Consuelo Sanavia, Igienista Dentale
dirigente dell’Accademia il Chirone
Il collaboratore Igienista
dentale, qualità del servizio
erogato e vantaggi economici
apportati allo studio.
Ore 11,00
Salone delle Conferenze
della Camera di Commercio di Asti
Piazza Medici - ASTI
Comunicazione medico
paziente e studio laboratorio
Ore 11,45
Franco Tosco,
Presidente del CdA di Lessicom srl, società per l’organizzazione e il controllo
di gestione degli Studi odontoiatrici
Fare il dentista è un’Impresa
Ore 12,15
Norberto Maccagno, Giornalista
Fondi sanitari integrativi
Ore 12,30
Tavola Rotonda finale:
Lamberto Magnani, Roberto Rosso,
Franco Tosco, Consuelo Sanavia,
Valentino Zamara
risponderanno alle domande di
Norberto Maccagno
Ore 13,30
Riferimenti:
1. Sagel P, et al. Objective Quantification of Plaque Using Digital Image Analysis.
In Faller RV Assessment of Oral Health - Diagnostic Techniques and Validation
Criteria, Basel Krager, Monogr. Oral Sci. 2000; 17: 130-143.
2. Robinson PG, Deacon SA, Deery C, et al. Manual versus powered toothbrushing for
oral health (Review). The Cochrane Database of Systematic Reviews 2005; Issue 2:
1-67.
3. Dörfer CE, Joerss D, Wolff D. A Prospective Clinical Study to Evaluate the Effect of
Manual and Power Toothbrushes on Pre-existing Gingival Recessions. J Con¬temp
Dent Pract 2009 July; (10)4:001-008.
coffee break
Ore 11,15
Valentino Zamara,
Odontotecnico titolare della società di
consulenze Odocons.net
Chiusura dei lavori
Iscrizioni
Il workshop è a partecipazione gratuita ed aperto a Medici Chirurghi
ed Odontoiatri, Odontotecnici, Igienisti dentali. Previa iscrizione fino
ad esaurimento dei posti disponibili.
CRAVERO
ASSICURAZIONI
Sponsor dell’evento
Segreteria Organizzativa
Enti o Aziende patrocinanti
Provincia di
ASTI
Comune di
ASTI
OMCeO di Asti
Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi
e degli Odontoiatri di Asti
ANDI Asti - Via Goito 12 - 14100 ASTI
tel. 0141 321204 - fax 0141 592941
E-mail: [email protected]
sig.ra Carmen Gerbasio
cell. 366 3452330
18 Speciale Meeting e Congressi
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Italian Edition
Al Congresso del Collegio la ricerca di diverse Scuole
e l’intervento di significative Società scientifiche
Un evento scientifico molto atteso dal mondo odontoiatrico, organizzato dalle Università degli Studi di
Firenze e Siena, avrà luogo dal 14 al 16 aprile: il Congresso Nazionale dei Docenti di Discipline Odontostomatologiche.
Viene inaugurato nel prestigioso Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio di Firenze, con una lettura del
prof. Sergio Romagnani su “Il sistema immunitario
oggi”, e da una attraente lezione magistrale del prof.
Paolo Galluzzi dal titolo “L’ombra della luce. La mente
di Leonardo al lume di candela”.
I lavori vengono invece inaugurati a Siena nell’Aula
Magna del Policlinico “Le Scotte” da una lettura del
prof. Giovan Paolo Pini Prato, Direttore della Sezione di
Sanità Pubblica dell’Università di Firenze e della SOD
di Odontoiatria dell’Azienda ospedaliero-universitaria
Careggi di Firenze.
Il Congresso coincide con l’importante sinergia interateneo fra le Università di Siena e di Firenze, realizzata
con la costituzione di un Corso di Laurea Magistrale in
Odontoiatria e Protesi Dentaria unico federato – così
come ha dichiarato il Professor Marco Ferrari, Direttore
del Dipartimento di Scienze Odontostomatologiche ed
Oftalmologiche e Presidente del Corso di Laurea Specialistica in Odontoiatria e Protesi Dentaria dell’Università di Siena.
Il nuovo soggetto istituzionale, che rappresenta il terzo polo odontoiatrico italiano per numero di studenti
e docenti, costituisce un riferimento per la comunità
odontoiatrica internazionale per la sua notevole produttività scientifica.
Tema specifico del Congresso è “La Ricerca Scientifica in Odontostomatologia: Evidenze e Controversie”.
“Motore di tutte le discipline mediche, la ricerca verrà
proposta nei suoi aspetti più significativi, con le certezze
dovute ai risultati della letteratura scientifica, i dubbi e
controversie che fanno parte dell’evoluzione della scienza”, dichiara Pini Prato.
Il programma si presenta ricco di spunti di interesse e
discussione, in quanto – spiega la prof. Gabriella Pagavino, Presidente del Corso di Laurea Specialistica in odontoiatria e protesi dentaria dell’Università di Firenze – il
Congresso vede riunite le presentazioni dei risultati di
ricerca scientifica e clinica delle diverse Scuole nazionali e la partecipazione straordinaria di alcune delle più
significative Società scientifiche della disciplina, quali
Sicmf, Sicoi, Sido, Sidoc, Sidp, Sie, Sio, Sioi, Siopi, Sipmo,
che espongono le più attuali evidenze e controversie nei
rispettivi campi di interesse.
Particolare enfasi viene riservata, come nelle edizioni
precedenti del Congresso del Collegio, alle relazioni presentate dai più giovani colleghi e alla sessione dei poster,
tradizionalmente ricca di lavori scientifici, in collaborazione con gli studenti e laureandi della Facoltà.
Un’edizione quindi da non mancare, per la possibilità
di un attivo e puntuale aggiornamento per i colleghi più
e meno giovani, per
le occasioni di incontro, data la presenza
di personalità di
grande prestigio, la
bellezza dei luoghi
e delle sedi dove il
Congresso ha luogo.
Per informazioni:
Segreteria organizzativa
Promo Leader Service Congressi Srl
Via della Mattonaia, 17 - 50121 Firenze
Tel.: 055.2462201 - Fax: 055.2462270
E-mail: [email protected]
Michelangelo. Centauromachia. 1492.
rilievo in marmo. Firenze, Casa Buonarroti
Sedi del Congresso
Congresso nazionale dei doCenti
di disCipline odontostomatologiChe
La RiceRca Scientifica
in OdOntOStOmatOLOgia:
evidenze e cOntROveRSie
Firenze-Siena 14-16 aprile 2011
save the date
invio abstract
4 marzo 2011
iscrizione a quota ridotta
21 marzo 2011
Prenotazione alberghiera
21 marzo 2011
Sotto l’alto Patronato del Presidente della repubblica
e con il Patrocinio di:
Università degli Studi di firenze
Università degli Studi di Siena
Regione toscana
Provincia di firenze
comune di firenze
comune di Siena
Firenze
AFirenze,giovedì14aprile,laCerimoniaInauguralesisvolgeràpressoilSalonedeiCinquecentoinPalazzovecchio,apartiredalleore
15.30.Cennistorici:IlSalonedeiCinquecentoèlasalapiùgrande
epiùimportantesottoilprofilostorico-artisticotralesaledeipalazzi
fiorentini.QuestasalaimponentesitrovaalsecondopianodiPalazzo
vecchioesiaffacciasuPiazzadellaSignoria,inpienocentro.
Ilmirabilesoffittoacassettonipresentaunaseriedipitturesultema
dell’esaltazionediCosimoI,dellesueopereedellasuacasata,incorniciatedamagnificiintaglidorati.
Il Palazzo vecchio, commissionato nel 1299 ad Arnolfo di Cambio
dal Comune di Firenze per ospitare i Priori Maggiori di Firenze, fu
sede della Signoria nel XV secolo (da cui deriva il nome di Palazzo
della Signoria) e nel 1540 con Cosimo I dei Medici diventò dimora
dellafamigliagranducale;èunmonumentodigrandissimaimportanzaartisticaestorica;nelcorsodeisecolièstatoilcentropoliticoed
ilsimbolodellacittà.
www.collegiodocentiodonto2011.com
Per informazioni visitate il sito:
www.collegiodeidocentidiodontoiatria.it
maki-adv.it
Comitato promotore
collegio dei Referenti del collegio dei docenti di Odontoiatria
Comitato scientifico
giunta didattica del collegio dei docenti di Odontoiatria
In collaborazione con:
• la conferenza Permanente dei Presidenti dei corsi di Laurea magistrale
in Odontoiatria e Protesi dentaria
• la conferenza Permanente dei Presidenti dei corsi di Laurea in igiene dentale
• la conferenza Permanente dei direttori delle Scuole di Specializzazione in Ortognatodonzia e
chirurgia Orale
Comitato organizzatore locale
corso di Laurea magistrale in Odontoiatria e Protesi dentaria, firenze-Siena
Tuscan School of Dental Medicine, University of Florence and Siena-Italy
segreteria organizzativa
PROmO LeadeR SeRvice cOngReSSi Srl
via della mattonaia, 17 - 50121 firenze
tel. 055 2462201 - fax 055 2462270
e-mail: [email protected]
Siena
ASiena,venerdì15esabato16aprile,ilavorisisvolgerannopresso
il Centro Didattico del Policlinico Universitario Le Scotte.
Cennistorici:l’OspedalediSienaaffondalesueradiciinunpassato
ricco di storia e di tradizione. Il suo patrimonio storico, culturale e
scientificoèlegatoall’antico“Spedale”SantaMariadellaScalalecui
primenotizierisalgonoal1090.
Con il passare dei secoli, l’antico “Spedale”, collocato di fronte alla
Cattedrale,nonerapiùingradodifarfrontealleesigenzesanitarie,
la proposta di trasferire l’ospedale in un nuovo edificio fu formulata
perlaprimavoltanel1905daFabiobargagliPetrucciunaristocratico
senese studioso e cultore di arte e storia, ma solo agli inizi degli anni
Cinquanta,l’UniversitàdiSienapromosselacostituzionediunnuovo
policlinico.
Speciale Meeting e Congressi 19
Italian Edition
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Amici di Brugg verso il 54° Congresso
A colloquio con il presidente Iorio
Tra poche settimane (26-28
maggio) va in scena la 54a
edizione del grande evento
congressuale di Rimini organizzato dagli Amici di Brugg.
Al presidente Mario Iorio
chiediamo quali siano i tratti
essenziali.
Premetto che come unica Associazione italiana di odontoiatria
generale cerchiamo di inserire
nel programma argomenti variegati che tocchino diverse specialità, di interesse immediato. La
giornata “centrale” di venerdì 27
maggio è emblematica: vi troviamo la chirurgia piezoelettrica in
ortodonzia, dalla strumentazione endodontica si passa alla conservativa, un excursus di ricerca
verso i biomateriali e la rigenerazione ossea, “pescando” in un
bacino di temi molto ampio. Si
corre, tuttavia, il rischio di trattarli in modo generico o superficiale: la difficoltà sta nella
serietà dell’approfondimento con
cui si affronta la discussione.
Per quest’edizione disponiamo
addirittura di due corsi precongressuali; uno per chi pratica chirurgia ambulatoriale, l’altro per
chi si dedica principalmente alla
protesi. Entrambi i corsi saranno fruibili senza la necessità di
una scelta preventiva, cosa assai
importante per un’associazione
non specialistica come la nostra.
Qual è il programma della
componente odontotecnica
sempre così attiva all’interno
della vostra associazione?
Gli odontotecnici – affiancati dal maestro di protesi tedesco
Sieghert Witowski – completano
il discorso estetico del corso del
giovedì, approfondendolo sotto un profilo più squisitamente
tecnologico-applicativo. Protesi
rimovibile dopo la pausa pomeridiana con Antonio Zollo (denti
artificiali), Franco Fares (protocolli di applicazione alla struttura
implanto-supportata) e Francesco
Ravasini (panoramica sul rapporto tra clinica e laboratorio).
Il programma offre in chiusura
una seconda novità: l’intervento,
in rappresentanza di Unidi, di
Giuseppe Venturini sull’analisi
professionale della conduzione
del laboratorio. Tratterà dei costi
dell’azienda odontotecnica, aprendo un “sipario” manageriale
nella discussione congressuale di
grande interesse per il pubblico.
Il sabato, in seduta comune, s’avvia nel segno di Carlo De Chiesa,
il “ fantastico” presidente della
storia degli Amici che ci ha recentemente lasciato. Lo ricorderanno
in modo particolare Gian Carlo
Pescarmona e la Scuola di Saluzzo con Sergio Barale ed Ezio Bruna, richiamandosi alla sua eredità
clinico-scientifica con una relazione sulla riabilitazione protesica.
In senso più lato ritiene che
l’eredità di De Chiesa sia conquistata una volta per tutte
oppure debba essere il frutto
dell’impegno quotidiano di
qualsiasi presidenza presente
e futura? Per la sua, lo è? Non
solo dal punto di vista delle
risorse umane ed economiche, ma anche organizzativamente parlando?
De Chiesa indubbiamente è stato
il presidente della moderna svolta degli Amici, non solo per la
lungimiranza nell’intrecciare un
solido rapporto di collaborazione
con Unidi, dandoci serenità nella programmazione della nostra
attività culturale, ma anche per-
ché nella sinergia con l’industria
intravide sin dagli anni Ottanta
un sistema di relazioni ben più
profondo del rapporto economico.
La sua modernità si misura anche
sui tempi delle sue intuizioni.
DT
pagina 20
Iorio, Toffenetti e Pescarmona durante una precedente edizione di Amici
di Brugg.
20 Speciale Meeting e Congressi
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Italian Edition
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26 - 27
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28
magg
io 2011
1
DT
pagina 19
La sua presidenza terminò dodici anni fa, lasciando un’associazione impostata per gli anni
Duemila a Fabio Toffenetti, che
ha continuato in senso evolutivo.
Altrettanto sto cercando di fare
io su una strada già ben tracciata e, a mio parere, corretta,
proprio “organizzativamente”
parlando: il grosso cambiamento è avvenuto su quel fronte non
senza innegabili difficoltà. Ma
la modernizzazione richiede un
mutamento di mentalità a livello
di organizzazione.
Un tempo la gestione era familiare, e questo “taglio” nella “conduzione delle cose” è
rimasto. Senza arrivare ad una
spersonalizzazione della segreteria e dell’organizzazione in
generale (che almeno nel mio
mandato, non avverrà mai),
andava realizzata una maggiore razionalizzazione di compiti.
È stata compiuta.
Torniamo alle anticipazioni
sul Congresso: il sabato in
seduta comune...
...proseguirà con la programmazione della protesi estetica
con Pio Bertani, l’odontotecnico Biacchessi e il dottor
Generali. Infi ne, gran fi nale
con la diretta satellitare dallo
Studio di Gioachino Cannizzaro per parlare di “Toronto
bridge”, di cui Cannizzaro è
fra i massimi esperti.
Infine, igienisti e assistenti...
Anche quest’anno, preparate con
l’attenta regia di Gian Edilio
Solimei, avremo due sessioni
distinte dedicate alle due cate-
gorie. Per gli igienisti, nel pomeriggio di venerdì 27, Giancarlo
Garotti aprirà i lavori con una
relazione d’interesse, non solo
clinico ma pratico sull’utilizzo
dei materiali dentali.
A seguire, il corso monotematico
dove la Scuola di Milano terrà
banco; le relazioni verteranno sul
controllo dei fattori di rischio. A
parlare, un quartetto di relatori di differente estrazione: per
primo un odontoiatra, Roberto
Weinstein, Direttore della Clinica Odontoiatrica IRCCS - Istituto Ortopedico Galeazzi, poi uno
specialista di Medicina interna,
Massimo Pagani, quindi una
psicologa clinica, Daniela Lucini, e infine un geriatra, Luigi
Bergamaschini. Presidente di
seduta, l’insostituibile Carlo
Guastamacchia. Il sabato mattina, come sempre, sarà riservato
agli assistenti dentali. Per il programma 2011, la Commissione
culturale ha posto l’accento sulle
normative vigenti alla base di un
corretto svolgimento dell’attività
dello Studio. Proprio ad esse gli
assistenti sono deputati garantendo la qualità dell’operatività
quotidiana.
Negli ultimi sette anni Rimini
si è impreziosita anche con un
“corposo” programma tecnologico gestito direttamente
dalle aziende. Sarà così anche
nel prossimo maggio?
Ricordo innanzitutto che Unidi e
la sua grande mostra merceologica “aprono” nella mattinata del
26 sino a tutto sabato 28: una presenza rassicurante per lo sviluppo
tecnologico del dentale nazionale
e, per noi, il rinnovo di una serenità e di un’amicizia indispensabili.
La partecipazione di tanta parte
dell’industria è una caratteristica specifica del Congresso, al di là
dell’esposizione commerciale.
Mi riferisco espressamente agli
eventi a carattere promozionale
che Rimini ha tenuto a battesimo nello scorso decennio. Corsi
e workshop hanno affiancato il
programma scientifico mai interferendo, ma completandolo con
un’offerta tecnologica avanzata
e apprezzata. Da questo punto di
vista la 54a edizione non fa eccezione. Cambierà, tuttavia, la vetrina tecnologica per lasciar posto a
forme di collaborazione diverse,
più articolate e creative, che punteranno a un rapporto il più possibile diretto ed esclusivo con la
clientela seriamente interessata.
Allo scopo si utilizzano sale per
alcuni corsi dimostrativi, attraverso i quali il cliente può apprendere
nel dettaglio le procedure, l’utilizzo dei materiali, lo sviluppo della
tecnologia e decidere sull’acquisto
in piena consapevolezza.
Scompaiono corsi
e workshop?
No, assolutamente. Semplicemente ce ne saranno di meno, più
selezionati. Ad esempio, segnalo
a maggio il corso di Sweden &
Martina che illustrerà l’attività
dell’Istituto Stomatologico del
Tirreno dinanzi allo stesso chairman della struttura, Ugo Covani. Al corso Silfradent (chirurgia
piezoelettrica) parteciperà invece
per la prima volta uno staff universitario: la squadra clinica di
Enrico Gherlone del San Raffaele di Milano. Crescono addirittura i corsi per igienisti, a conferma
che la figura dell’igienista è sempre più determinante nell’“economia” professionale dello Studio
odontoiatrico.
Questo a grandi linee per
quanto riguarda il programma scientifico. Ma sappiamo
che ci sono importanti novità
anche in campo tecnico-organizzativo.
La novità maggiore riguarda i
crediti formativi ECM, per i quali
le disposizioni ministeriali prevedono una riduzione drastica per i
“grandi numeri”. Da qui, l’adozione di un sistema innovativo.
Le sessioni congressuali (al pari
di quanto avviene da quest’anno
anche per i corsi satellitari) vengono memorizzate e divulgate su
una piattaforma e-Fad, ossia in
rete su Internet, tramite una password rilasciata all’iscritto a fine
“Io, dentista a San Patrignano, dove l’Odontoiatria
si sposa alla solidarietà ed al recupero educativo”
Al Centro Medico di San Patrignano
vengo spesso presentato come il dr. Bruno Davide Pugliese, ma per tutti sono
Davide, perché in comunità ci si da del
tu. I miei genitori erano amici di quel
Vincenzo Muccioli contro cui si è scritto molto, un po’ bene e un po’ male, ma
solo chi ha visto i frutti della sua coraggiosa sensibilità può rendersi conto di
come abbia potuto cambiare la vita delle persone. Il week end nella campagna
romagnola – una mansarda con camino
sempre acceso, un tavolone sempre pieno
di nuovi invitati da Vincenzo – era quanto ai miei occhi di bambino appariva San
Patrignano, luogo ove commensali più o
meno abbienti siedono allo stesso desco,
sentendosi tutti uguali. Nel ’78 si vedevano tante stranezze tra i giovani: look
orientaleggianti, capelli sempre lunghi, orecchini, tatuaggi, grande cultura
musicale, idee e atteggiamenti ribelli,
ma anche sorrisi segnati da grande trascuratezza, lesi da denti iperpigmentati.
Quando li si vedevano riversi nelle piazze, li chiamavano “tossici”, ma per noi
no, erano “ragazzi”. In quel periodo, su
consiglio di mia madre, decisi di iscrivermi al corso di odontotecnico in un
Istituto di Rimini con alcuni ragazzi di
comunità che si erano lasciati alle spalle la droga. Mi venne anche affidata la
nipote di un noto professionista, ragazza
irrequieta, legata alla vita passata per
garantirne la correttezza negli studi e
nei comportamenti, allorché usciva dal-
La Comunità di San Patrignano.
la comunità per la scuola. Da una parte
questa difficile sfida e dall’altra lo studio
mi catapultarono in una dinamica dai
ritmi completamente nuovi. Strano, ma
chi meno ha, più ha.
In comunità litigi e tensioni erano frequenti, ma c’erano anche apertura e affetto, a cercar di risanare la ferita causata
dai propri errori. L’estensione della famiglia comunitaria aiuta a credere in chi
ti sta vicino e, soprattutto, nelle proprie
capacità. Negli anni ’80 avevo di fronte dei ragazzi interessati da gravi deficit
masticatori, che imponevano interventi e
riabilitazioni con protesi parziali o totali, per la grave mancanza di igiene orale unita ad una dieta ricca di dolci (per
compensare il deficit metabolico da epatopatie derivante dalle tossicodipendenze). L’ambulatorio odontoiatrico di allora
si occupava per lo più di urgenze, risolvendo sintomatologie da carie penetranti
attenuate dall’uso di oppiacei. Apprendere un mestiere in un centro caratterizzato da molti casi complessi, ha sempre
rappresentato un’allerta clinica, nonché
una straordinaria opportunità per chi
vi sia impegnato. Il Servizio Odontostomatologico, grazie agli Amici di Brugg,
lavori. Così, “Rimini dura tutto
l’anno”, secondo l’antico progetto
di rendere fruibile la tre giorni di
dibattito clinico e scientifico ben
al di là dello spazio temporale
dell’ultima settimana di maggio.
Insomma, si potrà approfittare
dell’opportunità preziosa di un
rivisitazione completa dell’intero
evento.
Quanto a crediti, riuscite così
a coprire l’intero fabbisogno
degli associati...
Certo, perché nel caso dell’e-Fad
(compresa nella quota di iscrizione al Congresso), la valutazione del Ministero è ben più
alta. Attribuisce 20 crediti agli
odontoiatri, 14 agli odontotecnici e 3,5 agli igienisti (per un solo
pomeriggio di convegno). Se consideriamo che ciascuno dei sette
corsi satellitari del programma
formativo 2011 “porta in dote” 5
crediti, unendoli a quelli “guadagnati”, si supererà a Rimini la
fatidica soglia di 50 punti annuali che il Ministero richiede agli
operatori della Sanità.
Al di là degli innegabili vantaggi pratici, non scorge il
pericolo di un adeguamento
verso una cultura virtuale che
non vi appartiene?
Non escludiamo il virtuale (perché mai?), qualora sia la prosecuzione del confronto diretto delle
persone; specie quando offra la
possibilità di consolidare il risultato del dibattito corale emerso
in un’occasione importante come
il Congresso di Rimini.
È quanto avviene, ad esempio,
nello svolgimento della nostra
Fad satellitare. I corsi vengono
“diramati” in tutta Italia nei
centri di ascolto, ove l’approfondimento da “verticale” fra
operatore e partecipanti diviene
“orizzontale” nella discussione
di gruppo. L’accesso a Rimini
virtuale – cioè sul computer di
casa propria – viene dato solo a
chi ha già vissuto in prima persona quell’edizione di Rimini nelle
tre giornate di programmazione
scientifica.
Bruno Davide Pugliese.
alle Aziende, Accademie e Istituzioni con
progetti di ricerca e culturali, in questi
anni è stato qualificato dalle prestazioni di cura e dalla formazione di nuovi
medici e assistenti: 10 ragazzi, infatti,
si sono laureati in medicina, 23 ragazze
hanno preso l’attestato di assistenti e 87
si sono diplomati odontotecnici. L’avvento delle sindromi da tossicodipendenza
(Hiv, Hbv e Hcv) ha inoltre esteso l’attività clinico-riabilitativa ad una terapeutica di confronto con altre figure
professionali (infettivologi, epatologi,
otorinolaringoiatri, dermatologi ecc.).
Sul piano della ricerca, per la prima volta, si è potuto dimostrare che la qualità
di vita influisca nella decontaminazione
del cavo orale affetto da HPV, un agente responsabile del CA Orale. Oggi ho
l’opportunità di coordinare un progetto
di solidarietà odontoiatrica in cui il lato
professionale segue uno scopo educativo
rivolto ai ragazzi impegnati nel recupero. Il rapporto con loro è fonte di grandi
sforzi, ma rappresenta la risorsa interiore
che si prova a spendere per sentirsi alla
fine di ogni giornata, un po’ più ricchi.
Bruno Davide Pugliese
Speciale Meeting e Congressi 21
Italian Edition
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Corso di aggiornamento SIO
con intervento
di chirurgia “live”
La Società Italiana di
Implantologia Osteointegrata
organizza per il giorno 7 maggio un corso di aggiornamento
sulle metodiche di rialzo del
seno mascellare.
A prima vista potrebbe sembrare il solito corso di formazione, in realtà in questo caso
la SIO ha voluto mettere in
campo tutte le potenzialità e le
tecnologie ad oggi disponibili
per far sì che questo corso possa dare al clinico il massimo in
termini formativi.
Per iniziare il programma
prevede la presenza di relatori
italiani, tutti di valore internazionale, che affronteranno
gli aspetti più rilevanti relativi a questa tecnica chirurgica
ricostruttiva.
Il corso inizierà con una
relazione della prof.ssa Dellavia, docente di Anatomia presso l’Università degli Studi di
Milano sugli aspetti anatomici
e fisiologici del seno mascellare; seguirà il prof. Del Fabbro
che ci indicherà, dal punto di
vista della evidenza scientifica,
l’affidabilità a lungo termine
di questa tecnica. Completeranno la sessione del mattino
il dott. Bianchi che relazionerà
sulle metodiche di rialzo del
seno mediante accesso crestale e il prof. Trombelli, docente dell’Università di Ferrara e
Past-President della SIO, che
presenterà una nuova metodica mini-invasiva di rialzo del
seno mascellare sempre con
accesso crestale.
Nel pomeriggio, il dott. Conforti farà il punto sulle metodiche di rialzo del seno mascellare
ad accesso laterale, cui seguirà,
in diretta televisiva dall’Istituto Galeazzi, una live surgery di
rialzo di seno eseguita dal dott.
Tiziano Testori.
Chiuderà la sessione del
pomeriggio il prof. Felisati,
docente di Otorinolaringoiatria dell’Università degli Studi
di Milano, con una relazione
sulla diagnosi e la gestione delle complicanze di questo tipo
di intervento ricostruttivo.
Il corso è stato accreditato
come Formazione a Distanza
(FAD), e sarà quindi in grado
di fornire ai partecipanti molti
più crediti formativi rispetto
all’accreditamento di un qualunque evento residenziale.
Sul sito della SIO verrà inserita la registrazione dell’intero
corso di aggiornamento, e tutti
i soci in regola per l’anno 2011
potranno accedere alla registrazione rivedendo tutte le
relazioni, compreso l’intervento eseguito in live surgery.
Peraltro, devo porre l’accento sul fatto che i soci SIO
potranno, nel 2011, rivedere
non solo le registrazioni del
Corso di Como, ma anche quella del Congresso tenuto a Bologna ai primi di febbraio e del
Corso che si terrà a Roma sul
procedimento diagnostico nel
novembre prossimo venturo.
Ultima peculiarità di questo Corso è che tutto l’evento
sarà trasmesso via satellite in
quattro sedi distaccate nelle
città di Bari, Salerno, Catania
e Cagliari.
In queste sedi distaccate
saranno presenti dei tutori,
che coordineranno i lavori nelle singole sedi e faranno da
tramite con la sede di Como,
inviando eventuali domande
dei partecipanti.
L’intento della SIO, attraverso questa proposta formativa,
e mediante la trasmissione
satellitare in sedi distaccate,
è quello di portare formazione
di altissimo livello cercando,
attraverso una proposta innovativa, di diffondere un forte
messaggio culturale in tutto il
territorio nazionale.
Obiettivo, inoltre, di questo corso è di dare il maggiore risalto possibile agli aspetti
clinici per offrire un contributo
pratico all’odontoiatra nell’attività di tutti i giorni.
chi cerca trova
COLLABORAZIONE
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dentistici seri Lecce, Brindisi, Taranto. Tel.:
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Eugenio Romeo,
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Presidente SIO
Per gli abbonati la pubblicazione è gratuita, per i non abbonati il costo di un singolo annuncio è di 10 Euro. Pagamento da effettuarsi sul c/c postale n.
65700361 o con assegno intestato a: TU.E.OR. da far giungere in redazione assieme all’annuncio, al seguente indirizzo:
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Indirizzo _________________________________________________________________________________________________________________
Città ________________________________________Cap ___________________ Prov. _ _______________________________________________
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scrivere in stampatello il testo specificando nome e cognome (o nome dello studio), indirizzo e numero di telefono.
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Ai sensi dei Decreti Legislativi 196/03 e 276/03 (Nuovo Codice in materia di protezione dei dati personali e “Legge Biagi”)
vi do il mio consenso per il trattamento dei dati sopra riportati.
Firma ____________________________________________________________
la direzione non si considera responsabile del contenuto degli annunci
Corso di Aggiornamento SIO
TECNICHE DI RIALZO
DEL SENO
Iscriviti on-line su
WWW.OSTEOINTEGRAZIONE.IT
mascellare
4 sedi collegate via satellite
Bari, Catania, Cagliari, Salerno
Como, 07 Maggio 2011
Politecnico, Via Castelnuovo, 7 - Como
Programma
08.15
08.45
SOCIETÀ ITALIANA
DI IMPLANTOLOGIA
OSTEOINTEGRATA
Con il patrocinio
Corso di Laurea Magistrale in
Odontoiatria e Protesi dentale
Università degli Studi di Milano
Registrazione dei partecipanti
Saluto delle autorità e del Presidente SIO Eugenio Romeo
FNOMCEO
Informazioni generali
Sedi del Corso
Sede Principale: Politecnico di Milano, Polo Regionale di Como,
Via Castelnuovo 7, Como
www.polo-como.polimi.it
Altre sedi collegate via web:
ANDI - Sezione Provinciale Salerno, Via Enrico Bottiglieri, 13 Salerno
ORDINE dei MEDICI Chirurghi e degli Odontoiatri - Prov. di
Catania - CATANIA MEDICA, Via Ruggero di Lauria, 81 Catania
HOLIDAY INN Cagliari - Mathesis snc, Via U. Ticca, 1 Cagliari
RPN SERVICE MANAGEMENT S.R.L., Prolungamento di via
Cuccari, 15 Bari
Crediti Formativi ECM
È stato richiesto l’accreditamento ECM FAD per la Categoria Odontoiatri.
Maggiorni informazioni su www.osteointegrazione.it
Segreteria Organizzativa e Delegata SIO
Via Marchesi 26 D - 43126 PARMA
Tel. 0521-290191 - Fax 0521-291314
[email protected] - www.mvcongressi.it
Moderatori: Alberto CAPRIOGLIO
Carlo MAIORANA
09.10 Claudia DELLAVIA
Anatomia e fisiologia del
seno mascellare
09.50 Massimo DEL FABBRO
Efficacia delle metodiche
di rialzo del seno mascellare.
L’evidenza scientifica.
10.30 Matteo CHIAPASCO
I biomateriali nel rialzo del seno
mascellare
11.10 Coffee Break
11.40 Andrea E. BIANCHI
Il rialzo di seno con accesso crestale:
le metodiche convenzionali
12.20 Leonardo TROMBELLI
Il rialzo di seno mascellare con
accesso crestale: le metodiche
minimamente invasive
13.00 Discussione
13.15 Pausa Lunch
Moderatori: Giulio C. LEGHISSA
Luca LEVRINI
14.30 Gianpaolo CONFORTI
Il rialzo di seno con accesso
laterale
15.10 Tiziano TESTORI
Intervento di Chirurgia
Live dall’Ospedale
Galeazzi - Milano
Il rialzo di seno con accesso laterale
e impiego di biomateriali
16.50 Giovanni FELISATI
Complicanze nell’intervento di rialzo
del seno mascellare
17.30 Discussione
18.00 Termine dei lavori
22 Dental Meeting e Congressi
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Italian Edition
Infopoint
- Dove: Istituto Stomatologico
ITALIA
CORSO PRATICO SU
PAZIENTE DI
STRUMENTAZIONE
PARODONTALE
NON CHIRURGICA
- Date: 3 incontri - ogni mese
verranno stabilite le date
Tirreno
Centro di Odontoiatria
dell’Ospedale della Versilia
Lido di Camaiore (LU)
- Contatti: dott.ssa Annamaria
Genovesi - Tel.: 0584.6059888
e 328.9850147;
dott.ssa Chiara Lorenzi
Tel.: 0584.6059888 e
339.3069046
I BIOMATERIALI E LA
LORO IMPORTANZA
COMBINATA NELLE
RIGENERAZIONE
OSTEO-TISSUTALE
L’ECCELLENZA
IN CHIRURGIA
IMPIANTARE A BASSO
IMPATTO BIOLOGICO.
IL BISTURI OSSEO
AD ULTRASUONI,
I FATTORI DI
CRESCITA AUTOLOGHI,
Livre surgery
- Data: 1-2 aprile
- Dove: Catania
- Contatti: Alice Bertolina
- Tel.: 340.6635578
- E-mail: [email protected]
htd-consulting.it
GESTIONE DELLE
URGENZE E DELLE
EMERGENZE NELLO
STUDIO
ODONTOIATRICO
- Data: 8-9 aprile
- Dove: Hotel Michelangelo
Milano
- Contatti: Geass srl
Chiara Passone
- Tel.: 0432.669191
- E-mail:
[email protected];
[email protected]
- Web: www.geasscampus.it
Accademia Italiana
di Odontoiatria Protesica
1861-2011
FONDAMENTI DI
IMPLANTOPROTESI
150° AnnIveRSARIO unItà d’ItAlIA
Corso di Aggiornamento AIC & Meeting Mediterraneo AIOP
presentano
Riccione, 15-16 aprile 2011
CoNservativa e Protesi:
esiste uN CoNfiNe?
Dott. Pascal Magne e Odt. Michel Magne
Dott. Roberto Speafico, Dott. Stefano Patroni,
Dott. Carlo Poggio, Odt. Roberto Bonfiglioli,
Dott. Davide Cortellini, Odt. Angelo Canale
Sinergia tra Odontoiatra ed Odontotecnico
per ottimizzare indicazioni ed utilizzo clinico
e tecnico dei nuovi materiali
Sessione Comune - 15 Aprile 2011
Palazzo dei Congressi Riccione
Sessione Odontotecnica - 16 Aprile 2011
Palazzo dei Congressi Riccione
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CONSERVATIVA E PROTESI:
ESISTE UN CONFINE?
AIOP - Meeting Mediterraneo
Corso di Aggiornamento AIC
- Data: 15-16 aprile
- Dove: Riccione
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Service Congressi
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- Fax: 0552.462270
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V. Piranesi, 14 - Milano
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Sessione Comune - 16 Aprile 2011
Palazzo dei Congressi Riccione
limite tra esigeNze CliNiChe
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Udine
- Contatti: Geass srl
Chiara Passone
Conservativa e Protesi:
esiste un confine?
Nuovi orizzoNti iN
odoNtoiatria restaurativa
- Data: 14-16 aprile
- Dove: Studio dott. Blasone
CORSO ANNUALE PER
ASSISTENTE ALLA POLTRONA DI STUDIO
ODONTOIATRICO (ASO)
- Data: inizio maggio 2011
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IMPLANTOLOGIA
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DAL DENTE SINGOLO
A FULL-ARCH BISTURI
PIEZO-ELETTRICO
E FATTORI DI CRESCITA
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DI STABILITÀ PRIMARIA
E GUARIGIONE
OSTEO-TISSUTALE
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Corso terorico-pratico
- Data: 13 maggio
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Dental Meeting e Congressi 23
Italian Edition
Anno VII n. 3 - Marzo 2011
Infopoint
PROTESI TOTALE
NEUROMUSCOLARE
IN LABORATORIO
per Odontotecnici
-Data: 13-14 maggio
-Dove: San Benedetto
del Tronto (AP)
-Contatti: I.A.P.N.O.R.
-Tel.: 0735.781520
-Fax: 0735.781521
-E-mail: [email protected]
-Web: www.iapnor.org
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DI STABILITÀ PRIMARIA
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CORSO PRATICO
DI CHIRURGIA AVANZATA E
TECNICHE
IMPLANTARI CON DISSEZIONE
ANATOMICA
DELLA BOCCA
Piezochirurgia
-Data: 19-21 maggio
-Dove:
Centre Hospitalier
Universitaire de Liege
(Belgio)
-Contatti: Dott. Luigi Grivet
Brancot
-Tel.: 011.5629674
-E-mail: [email protected]
RESTO DEL MONDO
CORSO SU PAZIENTE
DI CHIRURGIA
BASE AVANZATA
-Data: 30 aprile - 7 maggio
-Dove: Universidad de
Bone, Biomaterials & Beyond
Guided Bone Regeneration Symposium
Estomatologia
L’Avana (Cuba)
-Contatti: Geass srl
Chiara Passone
-Tel.: 0432 669191
-E-mail:
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BBB
1°
2011
Corso terorico-pratico
-Data: 14 maggio
-Dove: Como
-Contatti: Alice Bertolina
-Tel.: 340.6635578
-E-mail: [email protected]
ENDOTOUR:
NUOVE GENERAZIONI
DI STRUMENTI UNITI
PER UN’ENDODONZIA
SEMPLICE E DI SUCCESSO
Corso teorico-pratico
-Data: 20 maggio
-Dove: Hotel Caparena
V. Nazionale 189
Taormina (ME)
-Contatti: e20 srl
-Tel.: 010.5060362
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IV INTERNATIONAL
MEETING ACCADEMIA
“IL CHIRONE”
-Data: 16-17 settembre
-Dove: Dipartimento di
La risposta del tessuto osseo ai biomateriali collagenati “dual-phase”:
aspet ti biologici, tecniche chirurgiche ed evidenza clinica
Simposio Nazionale
Scienze odontostomatologiche
e maxillo-facciali;
Università di Roma
“Sapienza”
Via Caserta, 6 - Roma
Roma Hotel Crowne Plaza
Sabato 22 Ottobre 2011
EUROPA
DENTAL SALON
-Data: 25-28 aprile
-Dove: Mosca (Russia)
-Contatti: Dentalexpo
-Tel./Fax: +7.4959214069
-E-mail:
[email protected]
dental-expo.com;
[email protected]
-Web: www.dental-expo.com
PIEZOELECTRIC
BONE SURGERY
INTERNATIOANK
SYMPOSIUM
-Data: 5-7 maggio
-Dove: Convention Centre
P.zza Indipendenza, 4
Lugano (Svizzera)
-Contatti: Promo Leader
Service Congressi
-Tel.: 055.2462277
-Fax: 055.2462270
In attesa di accreditamento ECM - Provider ECM Medical Service n° ID. 176
Relatori
Antonio BARONE | Ugo COVANI | Ferdinando D’AVENIA | Marco ESPOSITO | Pietro FELICE | Paolo MARTEGANI | Ulf NANNMARK
Luca PAGLIANI | Maurizio PIATTELLI | Roberto PISTILLI | Walter RAO | Antonio SCARANO | Lars SENNERBY | Stefano VOLPE
Segreteria organizzativa
TUEOR SERVIZI s.r.l.
Tel. 011 0463350 - Fax 011 0463304
E-mail: [email protected]
-E-mail:
ROEN_bbb_A4.indd 1
4-03-2011 10:42:40
Notizie dalle Aziende
Italian Edition
Piezon Master Surgery di EMS
offre tre nuovi sistemi di strumenti
I nuovi sistemi implantari per
rendere più agevoli le procedure
chirurgiche.
Fin da quando è stata lanciata, la linea Piezon Master Surgery – basata sulla tecnologia
Piezon – ha sempre avuto un
track record notevole in molti
studi odontoiatrici.
Oggi EMS amplia il campo di applicazione clinica del-
la gamma di prodotti Piezon
Master Surgery. Con una maggiore offerta di prodotti – e con
strumenti speciali come Sinus
System (Sistema di rialzo di
seno) e Implant System (Sistema implantare) – i dentisti usufruiranno di tecnologie grazie
alle quali potranno operare in
maniera ancora più efficiente.
Con Piezon Master Surgery
sono disponibili oggi dei nuovi
strumenti per applicazioni specifiche: 4 strumenti parodontali
concepiti specificamente per la
chirurgia parodontale resettiva
Ems-swissqualitY.com
savE cElls
NuovE PuNtE Ems PER cHiRuRGia PREsERva il tEssuto coN lE ultimE iNNovaZioNi
NEll’imPlaNtoloGia
L‘inventore del metodo originale
Piezon ha vinto un’altra battaglia contro la distruzione di tessuto durante il
posizionamento degli impianti. La
parola magica ¯ doppio raffreddamento
– raffreddamento della punta sia internamente che esternamente, unito
alla simultanea asportazione dei detriti ossei e ad una efficiente preparazione chirurgica mascellare.
> EMS Swiss Instrument
Surger y MB6 - Punta operativa
con esclusivo disegno a spirale
ed irrigazione interna per una
bassissima temperatura del sito
chirurgico
e rigenerativa; 5 strumenti chirurgici avanzati per un rialzo
del seno delicato e uniforme; 6
strumenti esclusivi completamente diamantati per interventi
implantologici, con doppio sistema di raffreddamento ed eliminazione ottimale dei detriti.
Si tratta di strumenti particolarmente adatti a quattro tipi di
applicazioni cliniche:
• preparazione del sito implantare dopo l’estrazione;
• preparazione del sito implantare dopo l’osteotomia della
cresta alveolare;
• preparazione del sito implantare nelle aree posteriori;
• preparazione del sito implantare in zone compromesse
come quelle con cresta alveolare sottile.
In teoria, gli strumenti possono essere utilizzati a basse temperature operative, non superiori
ai 33 gradi centigradi e garantiscono una perforazione precisa
ed efficace dell’area mascellare.
L’intero metodo Piezon Master
Surgery si basa sulla tecnologia
piezoceramica a ultrasuoni, che
produce vibrazioni ad alta frequenza perfettamente lineari
(avanti e indietro).
Questo tipo di vibrazione
aumenta il livello di precisione
e di sicurezza delle applicazioni
chirurgiche, dichiara la EMS.
Gli strumenti a ultrasuoni
vengono utilizzati esclusivamente per il taglio selettivo dei tessuti duri. Il dispositivo garantisce
risultati affidabili negli interventi di chirurgia parodontale
e orale e in quelli di implantologia, anche grazie al pannello
di comando touch, ergonomico e
facile da usare.
il RaFFREDDamENto GuaRiscE
L‘esclusivo d iseg no a spira le e
l‘irrigazione interna, prevengono
l‘incremento della temperatura della
punta durante la fase chirurgica.
Queste caratteristiche si combinano
in modo efficace per consentire un‘
eccellente rigenerazione del tessuto
osseo.
EMS Swiss Instruments Surgery
MB4,MB5 e MB6, cilindrici e diamantati, ideali per la preparazione e la
finalizzazione del sito implantare. Il
disegno a spirale, combinato con
l’innovativo doppio sistema di raffreddamento rendono questi strumenti
unici nella chirurgia implantare.
il coNtRollo salva
Il controllo preciso della punta favorisce la preparazione implantare atraumatica e riduce al minimo ogni potenziale danneggiamento del tessuto
osseo.
la PREcisioNE RassicuRa
Il taglio selettivo riduce al minimo il
rischio di danneggiamento dei tessuti
molli (membrane, nervi, vasi sanguigni,
ecc.). L‘ottima visuale del sito chirurgico e il ridotto sanguinamento dovuto alla cavitazione (effetto emostatico), migliorano ulteriormente
l‘efficacia.
I nuovi EMS Swiss Instruments Sur-
gery rappresentano un‘ ineguagliabile
precisione ed innovazione svizzera a
beneficio dei dentisti e
dei loro pazienti – la
vera f ilosof ia abbracciata da EMS.
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Piezon Master Surgery: per chirurgia
dentale e del cavo orale.
Per informazioni:
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Chemin de la Vuarpillière 31
CH-1260 Nyon
Tel.: +41.22.99.44.700
Fax: +41.22.99.44.701
E-mail: [email protected]
www.ems-dent.com

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