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ASD KIM LONG – VIET ANH MON
VIET ANH
MON
COS’È IL VIET ANH MON
Lo stile Viet Anh Mon, termine che si può tradurre come “la gloriosa porta dell’arte marziale
vietnamita (Viet = il popolo Viet, ma anche l’arte marziale viet; Anh = eroico, glorioso; Mon = la
porta), è il risultato della lunga esperienza del Maestro Fondatore Tran Ngoc Dinh nella pratica
delle arti marziali vietnamite e cinesi, e trae origine dalla tradizione millenaria di un popolo che ha
sempre dovuto combattere in difesa della sua libertà ed autonomia.
La caratteristica fondamentale del Viet Anh Mon è l’estrema varietà delle tattiche di
combattimento, che vede l’alternanza tra tecniche dure, dirette (duong, yang = “positive” nella
filosofia taoista) e quelle morbide, circolari (am, yin = “negative”), alla ricerca dell’armonia e
dell’equilibrio. Il fine supremo del Viet Anh Mon è la conoscenza di sé, del proprio potenziale fisico
e mentale, attraverso lo studio di diversi stili di combattimento, di origine vietnamita e sinovietnamita, noti con i nomi generici di Viet Vo Dao e Kung Fu.
Viet Vo Dao è il termine utilizzato in Occidente per indicare le arti marziali vietnamite. Dal
punto di vista letterale, quest’espressione significa: Viet = trascendente, ed è anche il nome del
popolo Viet; Vo = arte marziale; Dao = la Via che porta alla saggezza: Viet Vo Dao, quindi, si può
tradurre come “la Via suprema delle arti marziali vietnamite”. Kung Fu, che letteralmente significa
“risultato di un duro lavoro”, è invece il termine comunemente utilizzato per indicare le arti marziali
cinesi.
Il programma del Viet Anh Mon prevede un primo approccio al combattimento attraverso lo
studio di stili statici, “esterni”, che insegnano al principiante l’uso della forza e della contrazione, per
proseguire con lo studio di stili caratterizzati da una maggiore rapidità e da una distanza più
ravvicinata, culminando nell’approfondimento delle strategie più “interne”, che si manifestano con
movimenti più morbidi e circolari.
A livello pratico nel Viet Anh Mon vengono utilizzate tecniche di percussione (calci, pugni,
ginocchiate, gomitate, colpi a mano aperta, ecc.), tecniche di atterramento (spazzate, proiezioni,
forbici) e tecniche di bloccaggio dell’avversario (cam na, in cinese chin-na, ovvero prese e pressioni
su muscoli, tendini, articolazioni). Oltre alle tecniche a mani nude, nel Viet Anh Mon vengono
studiate numerose armi, di tradizione militare e contadina, presenti nel bagaglio tecnico dei diversi
stili.
DIVISA E STEMMA
Nel Viet Anh Mon i praticanti indossano un kimono nero (chiamato vo phuc) stretto in vita
da una cintura a fascia, i cui colori contraddistinguono il livello tecnico raggiunto.
I gradi dei praticanti adulti vanno dalla Bianca del principiante, alla Blu, alla Nera, alla
Rossa, con livelli intermedi contrassegnati da strisce del colore del grado superiore. Al di sopra della
cintura Rossa, i gradi superiori sono contrassegnati da strisce di colore Giallo.
I gradi dei bambini fino a 13 anni vanno dalla Bianca del principiante, alla Gialla, alla
Verde, con livelli intermedi contrassegnati da strisce del colore del grado superiore: una volta
compiuti i 14 anni (età minima necessaria per accedere all’esame di cintura Nera), gli allievi passano
al sistema di gradi degli adulti.
I diversi colori della cintura corrispondono ai 5 elementi taoisti: bianco = metallo, blu (verde)
= legno, nero = acqua, rosso = fuoco, giallo = terra. La cintura viene annodata con un fiocco, a
sinistra per gli uomini, a destra per le donne: nella filosofia taoista, infatti, la forza negativa (di
contenimento) racchiude quella positiva (di espansione), quindi, in base alla teoria dei meridiani,
negli uomini il lato sinistro (negativo) copre il destro (positivo), mentre nelle donne al contrario è il
lato destro (negativo) che copre il sinistro (positivo). Sul petto, a sinistra per gli uomini, a destra per
le donne, viene posto lo stemma del Viet Anh Mon.
Lo stemma del Viet Anh Mon è composto dal simbolo del Tao, inscritto in un fiore di loto, a
sua volta inserito in un pentagono, al di sotto dei quali compare la scritta VIET ANH MON, in
caratteri latini e cinesi. Il disegno simbolicamente rappresenta:
-
Tao: alternanza di tecniche dure (duong, yang) e morbide (am, yin)
-
Loto: fiore simbolico per eccellenza; essendo un pianta acquatica, il fiore
che emerge dal fango rappresenta simbolicamente l’uomo che si eleva dalla
sofferenza verso la felicità; come, secondo tradizione, gli stami e il frutto
crescono contemporaneamente, così, in senso figurato, il praticante possiede
contemporaneamente motivazione e risultato
-
Pentagono: rappresenta i 5 diversi tipi di rapporti sociali (padre/figlio,
marito/moglie, inferiore/superiore, superiore/inferiore, amicizia) connotati
da umanità, gratitudine, etichetta, fiducia, saggezza
-
Colori: i 4 colori (verde = aria, rosso = fuoco, giallo = terra, bianco =
acqua) rappresentano nel buddismo i 4 elementi di base dell’universo
IL MAESTRO FONDATORE
Il fondatore dello stile Viet Anh Mon è il Maestro Tran
Ngoc Dinh, un Vietnamita residente in Italia dal 1971,
esperto di arti marziali vietnamite e cinesi. Il Maestro
Tran Ngoc Dinh nasce a Nam Dinh, nel Vietnam
settentrionale, il 29 dicembre del 1951. Nel 1954 si
trasferisce a Vinh Long, nel Sud Vietnam, dove inizia ad
apprendere i primi rudimenti delle arti marziali
vietnamite, seguendo l’insegnamento di suo zio. Nel
1964 a Saigon (attuale Ho Chi Minh City) inizia lo
studio del Tae Kwon Do, nel quale raggiungerà il grado
di VI dan ITF (International Taekwondo Federation).
Nel 1971 si trasferisce in Italia per motivi di studio e
insegna Tae Kwon Do fino al 1976, anno nel quale entra
a far parte della neonata Federazione Internazionale di
Viet Vo Dao, che riuniva i principali maestri vietnamiti
di arti marziali operanti in Europa.
Nel 1980 lascia la Federazione Internazionale per continuare il suo percorso personale di
ricerca nell’ambito delle arti marziali vietnamite e cinesi. Cominciano i suoi viaggi di studio in
Vietnam, nel corso dei quali entra in contatto con i più importanti maestri anziani di arti marziali
tradizionali, a Ho Chi Minh City e ad Hanoi, sotto la cui guida si dedica allo studio approfondito dei
principali stili vietnamiti e sino-vietnamiti. Grazie alla profonda conoscenza acquisita, il Maestro
Tran Ngoc Dinh è considerato uno dei massimi esponenti delle arti marziali sino-vietnamite e,
nell’ambito della comunità marziale cinese in Vietnam, gli viene attribuito il soprannome Tran Kim
Long (Tran “drago d’oro”). Decide quindi di fondare la sua scuola, denominata inizialmente scuola
Kim Long.
L’esperienza maturata in anni di studio e di insegnamento lo conduce alla fondazione dello
stile Viet Anh Mon, che rappresenta la sintesi di un lungo percorso di ricerca, la sua “Via” (Dao) e il
suo lascito dal punto di vista tecnico e filosofico alle future generazioni di allievi. Negli ultimi anni si
è progressivamente allontanato dall’insegnamento ordinario per seguire il suo sentiero spirituale, che
lo ha condotto nel dicembre 2008 a prendere i voti come monaco buddista di tradizione tibetana
GLI STILI
La conoscenza di sé e dell’avversario sono fondamentali per il praticante: per questa ragione
nel Viet Anh Mon vengono studiati stili diversi. La principale differenza tra questi stili consiste
nella strategia di combattimento che li caratterizza: a seconda degli stili, infatti, avremo posizioni
statiche o passaggi in rapida progressione, tecniche dure o morbide, lunga o corta distanza,
movimenti rettilinei o circolari, secondo il dualismo tipico della filosofia taoista.
- BINH DINH: è uno stile vietnamita originario della regione di Binh Dinh, nel centro Vietnam.
Nasce alla fine del XVIII secolo, quando l’imperatore Quang Trung, considerato il patriarca dello
stile, respinse l’invasione del Vietnam settentrionale da parte delle truppe cinesi. Comprende quyen a
mani nude e con diverse armi (bastone lungo e corto, spada farfalla, lancia, sciabola, ecc.). La
strategia di questo stile si basa sul principio di contrapposizione: corta distanza contro lunga distanza,
morbidezza e flessibilità contro durezza, mobilità contro staticità.
- THAI CUC DUONG LANG (T’ai Chi Tang Lang): è la scuola di T’ai Chi della Mantide
Religiosa del Nord. Si tratta di uno stile sino-vietnamita, elaborato in Vietnam dopo la 2° Guerra
Mondiale da un Maestro cinese esperto di T’ai Chi e Tang Lang. La caratteristica che distingue il
Thai Cuc Duong Lang dagli altri stili della Mantide Religiosa è la fusione fra elementi propri delle
scuole tradizionali di Tang Lang ed elementi derivati dal T’ai Chi Ch’uan: nell'ambito di un’unica
scuola troviamo sia quyen caratterizzate da rapidità di spostamenti e da scioltezza di movimenti, con
repentini cambiamenti di assetto e attacchi portati in veloci sequenze, sia quyen eseguite con
movimenti lenti e continui, tipici degli stili cosiddetti “interni”.
- THIEU LAM CHU GIA (Shao-lin Zhou Gar = Shaolin della famiglia Zhou): è uno stile sinovietnamita che fa parte del gruppo degli stili del Sud. Arriva in Vietnam nel 1937 grazie ad un
Maestro cinese, fuggito dalla Cina in seguito allo scoppio della guerra sino-giapponese, e viene
insegnato ai Vietnamiti solo dopo il 1975. Nasce da una sintesi tra elementi propri degli stili Hung
Gar, Choy Gar e Wing Chun. E’ uno stile caratterizzato da posizioni basse e molto stabili, ottime per
irrobustire gli arti inferiori, e da un lavoro di braccia in cui si privilegia l’uso della forza esplosiva, al
fine di ottenere la massima potenza nei colpi. A questi elementi, tipici peraltro dello stile Hung Gar,
si aggiungono tecniche sulla lunga distanza mutuate dallo stile Choy Gar e tecniche derivate dal
Wing Chun, che contribuiscono a rendere le forme estremamente variegate.
- VINH XUAN (Wing Chun): è uno stile sino-vietnamita, il cui nome deriva da Yim Wing Chun
(radiosa primavera), la prima allieva della monaca Ng Mui, che, secondo la leggenda, creò questo
stile ispirandosi alla lotta fra una gru ed un serpente.
La scuola vietnamita, distinta da quelle cinesi, si sviluppa grazie a un
Maestro cinese trasferitosi in Vietnam durante la 2° Guerra Mondiale. Il
Vinh Xuan è uno stile che esalta le posizioni corte ed il combattimento a
distanza ravvicinata. L’allenamento comprende quyen a mani nude,
eseguite singolarmente e in coppia, quyen di respirazione e quyen al
cosiddetto “uomo di legno”. Caratteristiche sono le tecniche di
sensibilizzazione, come il Tam Kieu (in cinese Chi Sau) o “mani
incollate”, per lo studio della direzione della forza dell’avversario.
- BACH MI (Bak Mei = sopracciglia bianche): è uno stile sino-vietnamita, il cui nome deriva da una
caratteristica fisica del fondatore, un monaco taoista che aveva capelli e sopracciglia bianchi. E’ uno
stile del Sud, che nel 1955 si diffonde anche in Vietnam, dove inizialmente viene insegnato solo
all’interno della comunità cinese. Il Bach Mi è caratterizzato da una posizione frontale atipica
(gamba posteriore piegata e spalle curve in avanti, petto in dentro e ventre gonfio e spinto in fuori) e
da tecniche a corta distanza: è infatti un tipico stile della “mano corta”, in quanto le mani non
vengono mai riportate ai fianchi, ma la forza si esprime a corta distanza, al momento del contatto con
l’avversario. Uno degli attacchi tipici di questo stile, detto “pugno a occhio di fenice” (Phuong Nhan
Chuy), è portato colpendo il bersaglio con la nocca centrale dell’indice, ripiegato sul pollice.
I 10 PRINCIPI FONDAMENTALI DEL PRATICANTE
1.
Raggiungere il più alto livello dell’Arte per servire l’umanità.
2.
Essere fedele all’ideale Viet Anh Mon ed essere devoto alla sua causa.
3. Essere sempre uniti, rispettare i Maestri, gli anziani e amare i condiscepoli.
4.
Rispettare rigorosamente la disciplina Viet Anh Mon, porre l’onore al di sopra di tutto.
5. Rispettare le altre Arti e non utilizzare l’insegnamento della nostra scuola che per legittima
difesa.
6. Coltivare la conoscenza, forgiare lo spirito, progredire nella via.
7. Vivere con probità, semplicità, fedeltà e nobiltà d’animo.
8. Sviluppare una volontà d’acciaio, vincere le difficoltà.
9. Essere lucido, perseverante e attivo.
10. Essere maestro di se stesso, modesto, rispettoso, tollerante e progredire giudicando se stesso.
NORME DI COMPORTAMENTO
Le norme di comportamento da tenere in palestra si basano sul principio di rispetto:
-
rispetto per il luogo di allenamento: si esegue il saluto entrando e uscendo dallo spazio dedicato
all’allenamento, si utilizza un linguaggio corretto, si mantiene un comportamento dignitoso
-
rispetto per il Maestro/Insegnante: si esegue il saluto all’inizio e alla fine della lezione
all’insegnante e all’allievo di grado più alto; si esegue il saluto prima di formulare una richiesta e
per ringraziare dopo aver ricevuto la risposta; si chiede il permesso per uscire dal luogo di
allenamento e per rientrare; se si è in ritardo, si aspetta il permesso dell’insegnante per entrare; si
presta la massima attenzione durante la lezione; si obbedisce ai comandi
-
rispetto per i gradi superiori: indipendentemente dal tipo rapporti interpersonali al di fuori della
palestra, è dovuto rispetto per chi ha intrapreso la pratica da più tempo
-
rispetto per la divisa della scuola: mantenere in ordine il proprio abbigliamento (Vo phuc pulito e
ben tenuto, cintura correttamente allacciata, stemma nella giusta posizione)
LE POSIZIONI
Posizioni alte:
-
Chuan Bi Tan = posizione iniziale di “riposo”, piedi paralleli e alla larghezza delle spalle,
gambe tese, busto frontale
-
Lap Tan = posizione iniziale di “attenti”, piedi uniti, gambe tese, busto frontale
-
Hac Tan = posizione “della gru”, una gamba leggermente piegata, l’altra flessa e sollevata a 90°
Posizioni medie:
-
Dinh Tan = posizione frontale, gamba davanti piegata con piede diritto, gamba dietro tesa con
piede a 45°, peso sulla gamba davanti, busto frontale; in vista frontale distanza tra i piedi =
larghezza delle anche
-
Duong Cung Tan = posizione di guardia, entrambe le gambe piegate, piedi a L (davanti diritto,
dietro a 90°) con i talloni sulla stessa linea, peso 60 % sulla gamba dietro, busto di profilo
-
Ky Ma Tan = posizione del cavaliere, entrambe le gambe piegate, piedi paralleli, peso al centro
(nota anche come Trung Binh Tan = posizione media)
-
Chao Ma Tan = posizione corta di difesa, peso sulla gamba dietro piegata con piede a 45°,
gamba davanti piegata in appoggio solo sull’avampiede, in linea con il tallone della gamba
dietro, busto frontale (nello stile della Mantide, piede dietro a 90° e busto di profilo, con funzione
analoga alla Duong Cung Tan)
-
Xa Tan = posizione corta “del serpente”, gambe piegate e incrociate, gamba davanti con piede a
90°, gamba dietro in appoggio solo sull’avampiede in linea con il tallone della gamba dietro,
busto frontale
-
Ta Ma Bo Tan (sx) – Huu Ma Bo Tan (dx) = posizione laterale, piedi paralleli, una gamba tesa,
l’altra piegata con ginocchio in linea con il piede, busto in linea con le anche
Posizioni basse:
-
Nhi Tan = posizione laterale bassa, piedi paralleli, una gamba tesa, l’altra completamente
piegata, busto piegato in avanti
-
Qui Tan = posizione in ginocchio, seduti sulla gamba davanti piegata, appoggiando il ginocchio
e il dorso del piede (in Shaolin appoggiando l’avampiede), gamba dietro piegata con il piede
all’altezza del ginocchio della gamba davanti, busto di profilo
-
Ma Tat Dinh Tan = posizione corta dello stile della Mantide, gamba davanti piegata, gamba
dietro piegata in appoggio solo sull’avampiede, busto frontale
POSIZIONI ALTE
POSIZIONI MEDIE
POSIZIONI MEDIE
POSIZIONI BASSE
GLOSSARIO
Vo Phuc = divisa del praticante
Quyen = “forma”, sequenza codificata
Dau Tu Do = combattimento libero
Vo Su = Maestro
Su Phu = Maestro “padre”
-
Numeri
Mot = 1
Hai = 2
Ba = 3
Bon = 4
Nam = 5
Sau = 6
Bay = 7
Tam = 8
Chin = 9
Muoi = 10
Muoi Mot = 11
Muoi Hai = 12
Hai Muoi = 20
Ba Muoi = 30
-
Comandi
Seduti:
Ngoi, si risponde Xuong
In piedi:
Dung, si risponde Len battendo la mano a terra
Saluto:
Nghi = riposo - Nghiem = attenti
Nghiem Le = prepara il saluto - Le = saluto
Rotazioni:
Ben Fai Quay (gira a destra), Ben Tray Quay (gira a sinistra),
Fai Tray Quay (faccia a faccia); Dan Sau Quay (gira a 180°)
Combattimento:
-
Animali
Long = drago
-
Thu = in guardia - Dau = combattere - Thoi = fermarsi
Ho = leone
Xa = serpente
Hac = gru
Bao = leopardo
Armi
Doan Con / Gian = bastone corto
Thuong = lancia
Te Mi Con = bastone ad altezza d’uomo
Dai Dao = alabarda
Roi = bastone “a coda di topo”
Luc Liem Dai Dao = bastone-spada
Luong Tiet Con = “nunchaku”
Phi Long Da = meteora
Kiem = spada diritta a due tagli
Cuu Tiet Mai Hoa Tien = catena a nove nodi
Dao = sciabola (spada-farfalla)
That Cuoc Mai Hoa Tien = catena a sette nodi

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