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Commenti

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GLOBETROTTER
PERIODICO VOLVO ITALIA S.P.A. ■ N. 1 2008
COSTRUIRE FIDUCIA.
IL VALORE DELLE RELAZIONI PERSONALI.
LA SFIDA AMBIENTALE.
INTERVISTA A LEIF JOHANSSON.
VOLVO TRUCKS
AL SAMOTER DI VERONA
DAL 5 AL 9 MARZO
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GLOBETROTTER
contenuti n.1/2008
EDITORIALE
Samoter, vetrina
internazionale per Volvo
Trucks e Volvo CE
A
24 LA SFIDA AMBIENTALE
Intervista a Leif Johansson, presidente e CEO di Volvo.
8 LE RELAZIONI PERSONALI FAVORISCONO
LA CRESCITA
Il valore del ”person-to-person business”.
15 TRASPORTI AD ALTEZZE VERTIGINOSE
Un viaggio al limite delle possibilità dell’uomo e della macchina.
Marzo saremo presenti con Volvo
Construction Equipment al Samoter,
Salone Internazionale triennale Macchine
Movimento Terra da Cantiere e per l’edilizia,
vetrina al pubblico di ampie gamme di proposte ed
opportunità per il mercato delle costruzioni.
Opportunità che viene data anche alla nostra
organizzazione in Italia, per aggiornare la propria
Clientela circa le potenzialità di due realtà in costante
evoluzione. La gamma da cantiere di Volvo Trucks
rappresenta quanto di meglio si possa offrire ad
Aziende innovative e ambiziose di crescere o di
consolidare il proprio business fornendo a loro
volta valore aggiunto ai propri servizi offerti.
Presenteremo veicoli equipaggiati con i migliori
allestimenti e la migliore tecnologia di Volvo, quale
ad esempio, il sistema frenante VEB+, i cambi I-Shift
e Powertronic. La clientela avrà inoltre l’opportunità
di provare di persona in cava le performances di una
gamma di grande qualità. Vi aspettiamo quindi a
Verona al Padiglione 7, non mancate!
28 IL NORVEGESE COL VENTO IN POPPA
Incontro con Knut Frostad nuovo CEO di Volvo Ocean Race.
E INOLTRE: 3 START 23 IO E IL MIO VOLVO 30 VOLVO TRUCKS UPDATE
GLOBETROTTER PERIODICO VOLVO ITALIA S.P.A. - Anno 13 1/2008 Direzione,
Redazione, Amministrazione: Corso Europa 2, 24040 Zingonia-Boltiere (Bg) Tel: 035 88 91
11 Fax: 035 80 75 64 Direttore responsabile: Cristina Gmeiner Hanno collaborato:
Dario de Rosa, Daniele Pelosi, Raimondo Santucci Stampa: Trydells, Sweden Foto: Marco
Riva, Archivio Volvo Italia S.p.A. - Registrazione tribunale di Milano n° 83 del 12-02-96
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MARCO LAZZONI
AMMINISTRATORE DELEGATO
VOLVO ITALIA S.P.A.
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START
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semplice, che ha conservato l’atmosfera della vecchia Trattoria della
Cooperativa. Disposta su due piani, la Burnia offre piatti tradizionali,
presentati in modo informale ma sempre accogliente. Si comincia con
un ricco antipasto, per poi continuare con risotto ai formaggi, tagliatelle
con salsiccia o gnocchi al gorgonzola. Il secondo di carne è composto
da stufato d’asino, maiale o capretto al forno, coniglio coi peperoni
e spezzatino di vitello. Il tutto annaffiato dal vino della casa o da una
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I FRATELLI SCAVATORI
I FRATELLI
SCAVATORI
TESTO RAI MON DO SANTUCCI FOTO MARCO R IVA
Nel veronese, di solito, non si perde tempo. Mario Sartori, quarantenne
“veterano” del movimento terra, e di terra ne muove tanta, risponde alle
nostre domande direttamente presso il “deposito” dell’azienda: una montagna
di sabbia, ghiaia e materiali di risulta, accumulati in quindici anni di attività
col fratello Andrea.
Viso aperto, espressione sicura, Mario racconta come ci si muove tra scavi nei
campi e nell’edilizia, in una cornice di campagna e caroselli di mezzi d’opera
alle sue spalle.
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I FRATELLI SCAVATORI
C
i parli della sua attività, che cosa
vendete?
La nostra società esegue scavi e
livellamento terreni con asporto del materiale
di risulta, che in parecchi casi è ghiaia con
cui riforniamo le cave della zona dove viene
lavorato e rivenduto a terzi.
Quindi vi occupate di edilizia?
Edilizia e agricoltura, è con quest’ultima che è
partita l’attività.
Quando avete cominciato?
Nel dopoguerra: iniziò mio padre con i suoi
fratelli a fare livellamenti per l’irrigazione, era
il ’48.
Come si articola la vostra clientela?
Lavoriamo prevalentemente per l’agricoltura,
che rappresenta circa il quaranta per cento del
fatturato, completa il quadro una bella fetta di
edilizia privata.
Qual è il vostro cliente più importante?
Una cava a Valeggio sul Mincio.
Com’è il vostro mercato?
È faticoso e appare in peggioramento: è
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difficile prendere lavoro nuovo e anche
a portare a casa i soldi. Attualmente la
disponibilità di liquidi è veramente scarsa...
Che ritmi di crescita avete?
Nel 2007 abbiamo chiuso “stabili”, mentre
per il 2008 sarei già contento di conservare
quella posizione; il calo, nel nostro settore, è in
agguato.
Secondo lei si costruisce meno?
Rispetto agli ultimi tempi senz’altro sì. Due
anni fa, per esempio, qui a Mozzecane era una
giungla di gru!
Qual è il futuro dell’azienda, avete dei figli
che incalzano?
Sì, sono tre maschi: Nicolas, Mattia e Roberto,
carichi di entusiasmo! Due miei e uno di mio
fratello, la squadra è pronta.
Esistono problemi di natura ecologicoambientale nel vostro lavoro?
Oh mamma mia! Altroché! Anche se proprio
da ieri sono cambiate alcune normative che
ci riguardano: sono diventati un po’ più
permissivi, ci sono però sempre parecchi
paletti, per non dire vincoli, da rispettare.
Quanti dipendenti avete?
Quattro persone oltre a me e Andrea.
Come vi ripartite gli incarichi in azienda?
Mio fratello Andrea, più grande di me di
quattro anni, sta in ufficio per curare la parte
amministrativa, mentre io seguo più da vicino
il mondo delle macchine, dei cantieri e dei
ricambi. Tutto questo da quando non c’è più
nostro padre e cioè da nove anni.
La sede della nostra attività è qui a Mozzecane,
in provincia di Verona, molto vicina all’uscita
di Nogarole Rocca. A Pradelle disponiamo di
un capannone, dove ricoveriamo i camion e
l’attrezzatura e dove possediamo anche di un
impianto per “vagliare” la terra, separando
il materiale a seconda della differente
granulometria.
Grazie a questo impianto vendete
direttamente alle imprese edili?
Sì, in questo caso vendiamo alle imprese edili,
consegnando a volte con i nostri mezzi.
Come sono i vostri spostamenti,
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I FRATELLI SCAVATORI
affrontate anche tratte medio-lunghe?
No, siamo riusciti ad concentrare l’area di
interesse e perciò lavoriamo in zona: pochi
chilometri ma motore sempre acceso…
A proposito, qual è il vostro parco
macchine?
Abbiamo tre mezzi d’opera a quattro assi, tre
escavatori, 3 pale e due ruspe cingolate.
Siete arrivati a Volvo da poco tempo?
Da circa un anno e mezzo.
Com’è successo?
È successo grazie al venditore del Volvo Trucks
Center di Verona che, dopo vari contatti, ci
ha portato in un campo prove qui vicino: è
bastata una mezz’oretta per convincerci!
Vantaggi?
Il comfort, che non è poco per chi sta dieci
ore al volante di un mezzo d’opera e poi
lo straordinario cambio powertronic, che
trasforma il camion in una vettura. Dopo
averlo provato non si tornerebbe mai sui
modelli che non lo montano: si fa fatica a
tornare indietro quando si raggiunge un certo
livello.
Questo “gadget” potrebbe rappresentare
per voi un buon motivo per continuare?
Certamente! A tutt’oggi il camion ha
percorso 100.000 km e, se continua così…
continueremo così anche noi.
Tra non molto ci sarà il salone di Verona,
il Samoter, lei sarà presente?
Di sicuro, è sempre interessante vedere altre
realtà, e scoprire le novità nel mercato. Esserci
ne vale la pena.
Quali sono le problematiche più evidenti
del mondo del cava e cantiere?
Le licenze nel settore cava, soprattutto qui da
noi nel Veneto, sono in via di esaurimento
e, in base alla legge regionale per cui ogni
comune non può superare una percentuale
di estrazione di ghiaia, non si possono aprire
altre attività estrattive.
Questo vi penalizza?
Nel nostro caso non direttamente, visto che
non gestiamo direttamente una cava.
Quando siete impegnati sul versante
edile, siete anche proprietari del terreno in
questione?
Si, se il terreno passa a “residenziale” in certi
casi lo acquistiamo; poi eseguiamo il lavoro
e rendiamo i lotti edificabili, offrendo un
servizio ai nostri clienti. Affrontiamo anche le
opere di urbanizzazione, così da trattare lotti
già frazionati e pronti per l’impresa edile che
costruirà.
In questo senso, nella nostra piccola realta’,
siamo anche immobiliaristi.
È stagionale la vostra attività?
Direi di no, non siamo legati alle stagioni. Se
anche d’inverno si riduce l’attività agricola,
compensiamo col “deposito” col quale
riforniamo le cave.
Potendo esprimere un desiderio, cosa
vorrebbe?
Snellire la burocrazia: ottenere le
autorizzazioni per lavorare è ancora troppo
complesso.
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AFFARI MIGLIORI
LE RELAZIONI
PERSONALI
FAVORISCONO
LA CRESCITA
I trasporti su strada non significano solo autocarri. Le relazioni
personali e la collaborazione tra i produttori dei mezzi e i clienti
sono fattori sempre più importanti. Siamo davanti a quello che
Volvo definisce “person-to-person business”.
TESTO J E N NY PALM FOTO AN DE RS B RYNG E L, KI R I LL OVCH I N N I KOV E MAG N US LAU PA
mmaginate di entrare in un negozio
per acquistare una TV. Comprate un
certo modello solo perché il venditore
ve lo indica? Probabilmente no. Ma
se trovate qualcuno che vi rivolge
domande pertinenti sulle vostre
esigenze specifiche e che vi guida illustrandovi
l’offerta, probabilmente sarete più motivati
all’acquisto della TV, e alla fine anche più
soddisfatti.
– In questo settore, le relazioni sono
molto più importanti di quanto si pensi, dice
Mikael Benzow, direttore del reparto Retail
Development di Volvo Trucks Europa.
– Spesso si parla delle grandi aziende
che acquistano 300 autocarri per volta, ma
I
8
molti dei nostri clienti sono piccole imprese
con due o tre mezzi. L’acquisto di un nuovo
autocarro è un grande investimento. In questi
casi, il valore di una relazione personale tra il
concessionario e il cliente è inestimabile.
Il concetto di “relazione personale” può
comprendere vari aspetti. Per Volvo significa
conoscere alla perfezione il cliente, in diverse
fasi.
– In un primo momento si deve offrire
un interlocutore competente a un cliente
interessato all’acquisto di un autocarro. È
importante cercare di capire quali sono le sue
esigenze. Di cosa si occupa? Quanti kilometri
percorre? In sintesi, tutti i dati relativi
all’attività. A questo punto si passa ad aspetti
non direttamente legati agli autocarri, spiega
Mikael Benzow.
Si tratta di sviluppare una relazione
personale e di dimostrarsi disponibili. Le
esigenze dei clienti cambiano per natura e si
evolvono con il passare del tempo.
– Oggi, ad esempio, i clienti sono più
interessati a conoscere i costi per kilometro
durante un certo periodo piuttosto che il
semplice prezzo d’acquisto dell’autocarro.
Un prezzo d’acquisto di 700.000 o 725.000
corone svedesi è certamente importante, ma il
fattore decisivo è il costo totale dell’autocarro
durante tutta la sua esistenza, unito agli utili
che è in grado di generare. Inoltre, il mercato
post-vendita ora è molto più importante che
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Investimento record nell’assistenza
Sapevate che Volvo Trucks si occupa attualmente
di formare 17.000 persone, l’intera rete Ricambi
e Accessori, in modo da migliorare ulteriormente
il servizio fornito al cliente? Secondo Torbjörn
Christensson, responsabile del settore Ricambi e
Accessori di Volvo Trucks, si tratta del maggiore
progetto di formazione mai intrapreso da Volvo.
1.100 concessionari in tutta Europa otterranno la
certificazione Volvo, che attesta il loro possesso delle
risorse e delle capacità richieste. Tutti i concessionari
devono essere in grado di tenere fede a una serie
di impegni presi con il cliente. Tra questi vi sono la
rapidità, la chiarezza, il servizio 24 ore e naturalmente
la qualità, sempre elevata e uniforme in qualsiasi
punto d’Europa.
– L’obiettivo di Volvo Trucks è diventare i numeri
uno nell'assistenza, afferma Torbjörn Christensson.
TRE CLIENTI
CHE CRESCONO
CONVOLVO
CONTINUATE A LEGGERE >>
20 anni fa. Il cliente deve sapere che qualsiasi
problema sarà risolto rapidamente e che gli
autocarri potranno essere sfruttati al massimo.
cliente da un
concessionario? Secondo Mikael Benzow,
l’aspetto principale è la capacità di capire le
esigenze di ogni cliente, per poter offrire il
prodotto ottimale.
– In un primo momento è naturale
concentrarsi molto sulle caratteristiche
tecniche, tra cui ad esempio il tipo di trazione
più adatto.
Conoscendo le esigenze del cliente si
possono poi indicare anche i servizi accessori
che possono facilitare l’attività quotidiana. Il
COSA PUÒ ESIG E R E I L
concessionario, inoltre, spesso può fornire un
calcolo dei costi/benefici analizzando l’attività
del cliente, spiega Mikael Benzow.
A questo punto, il concessionario può
proporre una parte del concetto Fuelwatch, ad
esempio la formazione per i conducenti, al fine
di ridurre ulteriormente i costi.
Esistono statistiche che mostrano come
Volvo contribuisce al risparmio dei propri
clienti.
– Il risparmio oscilla tra il 6 e il 7 per
cento. Può essere anche superiore, ma le cifre
verificate sono queste.
Benzow sottolinea anche l’importanza
dell’accessibilità delle officine. La diffusione
in tutta Europa dei centri di assistenza Volvo
(1.100 officine autorizzate) è motivo di
interesse per i clienti che percorrono tratte
internazionali.
– Quando si verifica un problema durante
una missione, è ovviamente fondamentale
risolverlo il più in fretta possibile.
I clienti crescono con Volvo: lo dimostra la
creazione di centri assistenza Volvo in Russia
nei punti richiesti da Coca-Cola all’interno del
suo progetto di espansione sovietica.
– Ovviamente è un esempio di assistenza
clienti piuttosto estremo, ma per noi era
importante soddisfare quella loro esigenza.
La Russia ha un potenziale incredibile e
assolutamente senza pari in Europa, afferma
Mikael Benzow. ■
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AFFARI MIGLIORI
MARTI N STOLP, FE LDSCH LÖSSCH E N, SVI Z Z E RA:
“Troviamo sempre una
soluzione comune”
Feldschlösschen di Feldschlösschen, la relazione dell’azienda con
fece un’analisi della propria flotta di autocarri.
il concessionario si rivelò determinante nella
L’anno dopo contava 200 nuovi veicoli Volvo.
scelta del fornitore.
– La nostra relazione con Volvo si basa sulla
– Le persone di contatto sono sempre rimaste
fiducia reciproca piuttosto
le stesse, e questo è un
che su un contratto, con
enorme vantaggio. Non è
Dati su Feldschlösschen
vantaggi per entrambi,
necessario tornare ogni volta
1970: In origine, Feldschlösschen era
dichiara Martin Stolp,
sulla stessa questione e
un’impresa costituita da varie piccole
aziende. La sua flotta comprendeva
responsabile della flotta
non ci si blocca sui dettagli,
autocarri di diverse marche.
di Feldschlösschen, il più
quindi è possibile dedicare
2007: Oggi è il principale fornitore
importante fornitore svizzero
tempo al quadro d’insieme,
svizzero di bevande, con una flotta di
200 autocarri Volvo.
di bevande. L’azienda fa parte
afferma Martin Stolp.
del gruppo Carlsberg, uno
La relazione personale
dei principali birrifici del mondo. Prima del 2002,
con il concessionario crea un rapporto di fiducia
la flotta era composta da autocarri di 15 marche
reciproca, spiega Martin Stolp.
diverse e dall’età media di dieci anni.
– Quando c’è una relazione personale, ci si
– Una situazione simile implica costi di
siede a chiacchierare con calma. A volte siamo
riparazione molto elevati e un grande rischio di
noi ad adattarci, a volte si adatta Volvo. Ma
blocchi totali, racconta Martin Stolp.
troviamo sempre una soluzione comune.
La distribuzione di bevande in Svizzera
Cita come esempio il caso di un vecchio
prevede distanze brevi, tratte di poche miglia e
autocarro in cui si verificò la rottura del motore e
lunghe soste per le operazioni di scarico presso
non era chiara quale fosse la responsabilità del
i clienti. Feldschlösschen desiderava un partner
conducente.
che capisse esattamente le sue esigenze.
– Invece di impantanarci in una discussione
– Ci servono soluzioni integrali, non solo
sulle responsabilità secondo il contratto,
autocarri.
decidemmo di vendere l’autocarro con il
Alla fine la scelta è caduta su Volvo, e ora
motore danneggiato. In quel modo risolvemmo
il problema con un vantaggio per entrambi,
l’azienda ha in leasing 200 autocarri. Oltre al
racconta Martin Stolp.
contratto offerto da Volvo, adatto alle necessità
N E L 2002, LA DITTA SVI Z Z E RA
Martin Stolp è
il responsabile
dei 200 autocarri
Volvo del birrificio
Feldschlösschen e
ritiene fondamentale
la relazione personale
con Volvo.
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AFFARI MIGLIORI
Professionalità,
partnership e
fiducia: così Andrey
Bornyakov descrive
la collaborazione
con Volvo.
AN DR EY BOR NYAKOV, TK CE R B E R, R USSIA:
“È come se sapesse cosa ci serve ancora prima di noi”
L’AZ I E N DA R USSA TK CE R B E R descrive la
probabilmente sarebbe cresciuta anche senza
relazione con Volvo con le parole “professionalità, Volvo, ma la collaborazione ha infuso efficacia e
partnership e fiducia”.
dinamismo all’attività. Volvo ha offerto i prodotti
– Questa collaborazione ci consente di sfruttare ottimali, ma oltre a questo secondo Bornyakov
appieno il nostro potenziale, dice il direttore
l’aspetto principale è l’atteggiamento propositivo
generale Andrey Bornyakov.
del concessionario.
Passare da una piccola impresa
– È come se sapesse cosa ci
Dati su TK Cerber
a un’azienda con 200 dipendenti
serve ancora prima di noi, sia per
1997: Una piccola impresa
capace di mantenersi solidamente
quanto riguarda gli autocarri che
con cinque autocarri.
2007: TK Cerber oggi è una
sul mercato russo richiede molte
per l’assistenza e le soluzioni
solida presenza sul mercato
cose. Alla base ci sono ovviamente
finanziarie. Il concessionario è la
russo con un totale di 112
una buona idea commerciale e
ciliegina sulla torta, dice.
autocarri, di cui oltre il 50%
Volvo.
prodotti di qualità, ma è necessario
– Un’altra azienda forse
anche un appoggio su cui
avrebbe ignorato i nostri problemi
sviluppare le idee commerciali e i prodotti.
“piccoli” e “semplici”. Sento che Volvo ci dedica
Secondo Andrey Bornyakov, TK Cerber
tutto il tempo necessario quando discutiamo di
qualcosa. E anche quando sorge un problema,
cosa che succede, tutto si risolve rapidamente.
È questo qualcosa in più che rende Volvo così
unica, spiega.
– Avere un unico fornitore in grado di offrirci
soluzioni di trasporto integrali, dall’autocarro agli
aspetti economici, è incredibilmente importante
per la nostra attività. In questo modo possiamo
dedicare ad altro le nostre energie.
– E se conoscete qualcuno che non
preferisce avere una relazione amichevole con
il concessionario, fatelo conoscere anche a me!
Scherzi a parte, la strategia individuale di Volvo
è stata proprio uno dei motivi principali alla base
della nostra scelta. E così l’azienda è cresciuta,
dice Andrey Bornyakov.
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ALI N POPA, E DY G ROU P, ROMAN IA:
“La nostra relazione assicura un beneficio a entrambi”
I N ROMAN IA, come in molti altri paesi, i camionisti
esperti sono pochi. Si trattava di un grave problema
per Edy Group, la maggior azienda di trasporti del
paese. Era necessario anche sviluppare l’attività,
relativamente limitata, ma non si sapeva bene
come fosse meglio agire. Nel 1996, Edy Group
contattò Volvo, presentò le sue specifiche esigenze
e trovò la collaborazione perfetta.
– Tra noi e Volvo esiste più una partnership
strategica che una semplice relazione cliente/
fornitore. La nostra relazione assicura un
beneficio a entrambi. La nostra crescita negli
ultimi anni è stata impressionante, dice Alin
Popa, fondatore di Edy Group.
Non usare mai autocarri più vecchi di quattro
anni, avere a disposizione le ultime tecnologie
come Dynafleet Online – Edy Group è il maggior
utente europeo di questo strumento – e
conoscere gli autocarri e le soluzioni tecniche.
investire molto, ad esempio, nella formazione dei
Ed Edy Group ha ricevuto conferma del
conducenti si è rivelato una ricetta vincente.
fatto che gli investimenti sono andati a
– Avendo accesso a soluzioni
frutto. Durante il 2007, sei
economiche vantaggiose grazie
conducenti dell’azienda sono
Dati su Edy Group
a Volvo Financial Services,
stati premiati dall’International
1992: Edy Group era
possiamo disporre di una flotta
Road Transport Union. E i
una piccola azienda a
sempre nuova. Questo ci dà un
requisiti per l’assegnazione del
livello locale. La flotta
era composta da cinque
vantaggio sulla concorrenza, ma
riconoscimento sono severi:
autocarri Volvo.
ci consente anche di fidelizzare
in 20 anni e su un milione di
2007: Oggi Edy Group
i nostri conducenti, dato che un
kilometri percorsi non deve
utilizza 1.200 autocarri Volvo
e ha ampliato l’attività sul
autocarro nuovo rappresenta un
essersi verificato nessun
piano internazionale.
buon ambiente di lavoro.
incidente grave.
In collaborazione con Volvo,
– Il premio conferma che
Edy Group ha sviluppato un centro di formazione
abbiamo adottato un approccio vincente. L’alta
in cui i conducenti in generale, e in particolare
qualità del nostro servizio si basa su dipendenti
quelli più giovani e meno esperti, imparano a
preparati e motivati, dice Alin Popa.
Con l’aiuto di Volvo,
l’azienda di Alin Popa,
Edy Group, attira i
giovani conducenti al
settore dei trasporti
su strada.
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SULLE CIME DEL PERÙ
TRASPORTI
AD ALTEZZE
VERTIGINOSE
Ripidi pendii che scendono a picco. Curve a gomito.
Traffico aggressivo e aria rarefatta che costringe i
polmoni a lottare come se fosse in gioco la vita stessa.
Tutti i giorni, José Astete Torres si inerpica con il suo
Volvo FH fino a 5.000 metri di altitudine per prelevare
zinco dalle miniere delle zone montane interne del
Perù. Benvenuti a un viaggio che spinge al limite le
possibilità dell’uomo e della macchina.
TESTO TOB IAS HAM MAR FOTO PONTUS JOHANSSON
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SULLE CIME DEL PERÙ
È
mattino presto e su Lima si
sono addensate come sempre
le nubi dell’Oceano Pacifico. La
metropoli peruviana è coperta da
una fitta coltre che trasforma in
sfumature di grigio tutti i colori.
Quasi tutti.
Una piccola aquila applicata sotto il faro di
un Volvo FH giallo oro risplende dei colori
dell’arcobaleno, come se da sola chiamasse su
di sé i raggi del sole. Al termine delle consuete
verifiche di sicurezza sull’autocarro, è quella
piccola aquila che riceve l’ultima occhiata di
José Astete Torres prima di entrare in cabina
per una nuova giornata di lavoro.
– È il mio rituale scaramantico, dice
sorridendo tranquillo. Spiega:
– L’aquila è il simbolo della forza e della
precisione. Può scendere in picchiata dall’alto
su una preda in fuga, per poi alzarsi di nuovo
in volo con il peso della vittima tra gli artigli.
Sono le stesse caratteristiche che deve avere il
mio autocarro, ed è per questo che l’aquila ha
un significato speciale per me.
Tra qualche ora capirò cosa intende. Ma per
adesso, avere un portafortuna per il lavoro non
mi sembra così importante. Ci troviamo in un
garage recintato adiacente al porto industriale
di Lima. Il pianale è vuoto e il serbatoio
pieno. È una mattina tranquilla, anche se il
crescente brusio proveniente dalla metropoli
fa prevedere che le cose tra poco cambieranno.
JOSÉ ASTETE TORRES lavora come conducente
di autocarri per Simsa, un’azienda che in
soli 65 anni è diventata uno dei maggiori
produttori di zinco e piombo del Perù, con
65.000 tonnellate prodotte ogni anno e inviate
alle industrie metallurgiche di tutto il mondo.
Il garage è il punto di partenza di José. Ogni
giorno esce di qui per andare a prelevare il
concentrato di zinco, una sorta di minerale
raffinato di zinco, dalle miniere dell’azienda a
San Ignacio, oltre 300 km verso l’interno del
paese. O meglio: verso l’alto. Per raggiungere la
miniera, infatti, José deve salire fino a quasi 5.000
metri di altezza. Deve attraversare i picchi andini,
superare tre fasce climatiche e farsi largo nel
traffico caotico, per usare un eufemismo, prima
di poter riprendere la strada di casa con il carico.
E tutto nel giro di poche ore.
Il lavoro inizia appena lasciamo il garage.
José si muove lentamente tra le strette strade del
quartiere portuale. Nonostante questo, spesso
è costretto a frenare per schivare le buche
del manto stradale o per non sbattere contro
qualche altro conducente che ha deciso di
rubargli il posto nella caotica corsa mattutina.
– Il traffico è la parte più difficile del
mio lavoro, in particolare gli autobus, dice
indicando un minibus bianco che corre a
tutto gas con i passeggeri fuori dal finestrino
e sbanda in obliquo fermandosi solo a pochi
metri dal grande muso del Volvo.
– Molti autisti degli autobus non hanno la
patente, hanno tutti sempre fretta e quando
girano spesso non si preoccupano di usare le
frecce o altri metodi di segnalazione. Di solito
pianifichiamo il percorso in base alle rotte dei
bus. È molto più sicuro seguirli piuttosto che
incontrarli quando sono in servizio a caccia
di clienti!
Dopo più di un’ora superiamo il limite urbano
di Lima. Man mano che la città scompare dietro
di noi, l’aria si rischiara. Fa capolino il sole.
L’inclinazione verso l’alto del mezzo, sempre più
decisa, indica chiaramente dove siamo diretti: su
per i famosi pendii montuosi delle Ande.
“Sospensioni, servosterzo, sedile
conducente, letto: guidare un
nuovo Volvo in questo ambiente
è un vero lusso.”
JOSÉ ASTETE TOR R ES, CONDUCENTE DI SIMSA
16
Nei colorati abiti tradizionali, nelle geniali
curve dei pendii terrazzati e nei nomi delle
località che interrompono il paesaggio scopro
costantemente l’eredità della millenaria cultura
inca del Perù. Qui, nel cuore dell’America del
Sud, gli indigeni inca diedero vita a una civiltà
avanzata molto prima che arrivassero gli
spagnoli e i portoghesi dalla lontana Europa.
Giunti a poco più di metà strada su per
la montagna, a circa 3.000 metri sul livello
del mare, l’aria inizia all’improvviso a farsi
sensibilmente più leggera. Ogni movimento
comporta fatica, ogni battito cardiaco ricorda
la rigidezza degli elementi oltre il finestrino.
Davanti a noi, un Volvo N7 vecchio e usurato
ci mostra come potrebbero essere le cose. La
sua lotta per arrampicarsi lentamente sulla
montagna a pieno carico tra i ruggiti del motore
riflette stranamente la crescente inquietudine
che sento nelle profondità dei miei polmoni.
Quando José gli scivola accanto senza
difficoltà con il suo nuovo e fiammante Volvo
FH, lo sottolinea aprendo ancora una volta il
suo largo sorriso.
– Anch’io ero così. Ho iniziato a guidare
autocarri nel 1975, con un modello
proprio come quello. Da allora ho guidato
praticamente di tutto. In tutti questi anni ho
dovuto combattere per conquistare ogni metro
di altitudine; a volte quasi strisciavo lungo la
strada. Ora invece sono veloce sia in salita che
in discesa. E non parliamo della comodità,
dice, iniziando a contare con le dita:
– Sospensioni, servosterzo, sedile
conducente, letto: guidare un nuovo Volvo in
questo ambiente è un vero lusso.
MA LE INEDITE COMODITÀ sono
comunque
trascurabili rispetto al dettaglio che ha
davvero cambiato la sua realtà quotidiana.
L’autocarro di José è dotato di VEB, il potente
freno motore di Volvo, che riduce i tempi di
viaggio del 25% offrendo a José la possibilità
di guidare in modo più veloce e preciso in
discesa sui ripidi pendii delle Ande.
12, 13 ore di guida pericolosa si sono ridotte
oggi a dieci ore comode e sicure, un dato che
sottolinea con una nota seria nella voce.
– Risparmio tempo che posso dedicare
al riposo e a controlli di sicurezza ancora
più accurati. In questo modo, la guida è
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La rotta di José Astete
Torres attraversa tre
fasce climatiche e lo
spettacolare passo
montano di Abra
Anticona, a 4.818 metri
sul livello del mare.
L’aquila portafortuna e la
griglia sopra i fari di José
Astete Torres tengono
lontani i ladri in cerca di
pezzi originali Volvo.
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SULLE CIME DEL PERÙ
La strada che si arrampica sulla montagna è attraversata in vari punti da ponti ferroviari. In un paese montuoso come il Perù,
il trasporto delle merci fa molto affidamento sia sugli autocarri che sui treni.
>>
decisamente più sicura. Inoltre sono meno
esposto ai furti e alle aggressioni lungo la
strada. Soprattutto di sera, il rischio di rapina è
un problema grave, hai sempre il cuore stretto
in una morsa. Ora raggiungo sempre le zone
di pernottamento molto prima che faccia buio.
La collaborazione di Simsa con Volvo Perù
va avanti dalla metà degli anni ’90. Un fortunato
test con gli autocarri Volvo nelle miniere
dell’azienda fece sì che Volvo fosse scelta anche
per gli autoarticolati da usare sul terreno. Oggi
l’azienda ha una flotta composta da 31 autocarri,
23 dei quali con il marchio Volvo. Tra poco
arriveranno altri sette nuovi autocarri, un dato
che rispecchia fedelmente l’elevata domanda da
parte dell’industria mineraria globale.
– Lo sviluppo del nostro settore ora è
stimolato da una congiuntura mondiale
favorevole. Ma non è stato sempre così, dice
Jorge Best, CFO di Simsa, e prosegue:
– ALL’EPOCA DEL nostro passaggio a Volvo, sia
i prezzi che la domanda dei nostri prodotti
erano ai livelli minimi. Allora, la vita media
dei nostri autocarri da miniera era di soli tre
anni. Con Volvo sono diventati cinque, e in
questo modo siamo riusciti a sopravvivere alla
congiuntura negativa.
E Simsa non è l’unica azienda a pensarla
così. Il Perù è forse la nazione in cui, più che
18
in qualsiasi altro luogo del
mondo, Volvo è considerata
sinonimo di autocarri robusti
e resistenti. La quota di
mercato superiore al 30%
parla da sola, ma la vera
dimostrazione è il fatto che
Jorge Best.
il nome “Volvo” viene spesso
usato in termini colloquiali come sinonimo
di “autocarro”, proprio come “thermos”, “goretex” e “nescafé” sono diventati nomi collettivi
che raggruppano i rispettivi segmenti di
prodotto nei mercati di tutto il mondo.
Si tratta di un fattore storico. Per svariati
decenni, Volvo è stato l’unico produttore di
autocarri con uno stabilimento proprio in Perù.
Gli autocarri assemblati qui erano più resistenti
e configurati meglio rispetto a quelli della
concorrenza, un dettaglio che è rimasto nella
memoria dei peruviani. Oggi tutta la produzione
è stata spostata in Brasile, ma i nostri autocarri
sono ancora considerati “i migliori del mercato”.
José Astete Torres lo dice a modo suo:
– You know: Volvo is Volvo!
Abbiamo raggiunto la cima. Un vento
impetuoso e gelido conferma che l’umido
clima costiero di Lima è da molto tempo alle
nostre spalle. Un grande cartello annuncia:
4.818 metri sul livello del mare – e in sole
quattro ore di strada!
Da qui, José deve guidare ancora verso est,
fino alla giungla sull’altro versante della catena
montuosa, dove si trova la miniera di zinco
di Simsa. Lì lo aspettano una temperatura di
30 gradi, strade d’argilla e zanzare...
Mi saluta con una risata quando mi lascia
sul ciglio della strada, bianco in volto e con
una battaglia che infuria nei polmoni.
– Soroche!, dice: “Contro i disturbi da
altitudine c’è solo un rimedio: coca-té e molto
riposo!”
Proprio mentre schiaccia l’acceleratore
colgo l’immagine dell’aquila sul muso
dell’autocarro.
Per un momento mi sembra che mi stia
facendo l’occhiolino. ■
Dati su Simsa
Q Azienda mineraria con sede principale a Lima,
Perù, specializzata nell’estrazione di zinco e piombo.
Q Da 35 anni ormai la produzione principale è
concentrata nella miniera di San Vicente, 300 km
a est di Lima.
Q Produce ogni anno 62.000 tonnellate di zinco e
3.000 tonnellate di piombo. La maggior parte dei
minerali è destinata all’esportazione.
Q Ha una flotta composta da 31 autocarri: 20
autoarticolati per il trasporto su strada e 11 dumper
per i trasporti in miniera. 12 degli articolati sono
Volvo FH. Tutti i mezzi da miniera sono Volvo FM.
Q Tutti gli autocarri sono garantiti da un contratto
di manutenzione.
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il futuro
Che suono desiderate sentire in cabina?
La presenza di fastidiosi rumori nella cabina
dell’autocarro ha raggiunto ormai livelli così bassi
che ricercatori e costruttori si stanno concentrando
sempre più sulla qualità del suono. In questa
prospettiva, è possibile che in futuro si riesca a
progettare un suono specifico per ogni cabina.
TESTO FLOR E NCE OPPE N H E I M FOTO KR ISTE R E NGSTRÖM
idurre al minimo il rumore
è stata e continua a essere
una delle priorità assolute
di Volvo Trucks. Il rumore stanca
il conducente, e una cabina
silenziosa e tranquilla è importante
sia dal punto di vista della
sicurezza che dell’ambiente. Ma
in futuro, la ricerca e lo sviluppo
punteranno in parte su altri aspetti.
R
– Analizziamo a fondo cosa
significhino per il conducente le
caratteristiche e i contenuti del
suono e studiamo il modo in cui
dirigere il suono affinché venga
percepito nella maniera migliore,
afferma Christina Keulemans,
responsabile tecnico dell’acustica
interna di Volvo Trucks.
Fa un paragone tra il volume
di un suono in decibel e la
temperatura di una minestra.
– La temperatura indica quanto
è calda la minestra, ma non dice
niente del sapore. Un suono può
essere percepito in modo diverso
a seconda di chi lo ascolta e della
situazione. Lavoriamo molto
sulla percezione soggettiva del
suono, su cosa sentiamo quando
siamo seduti in cabina e guidiamo
l’autocarro a diverse velocità e in
diverse condizioni.
LA STRATEG IA G E N E RALE di
Volvo offre al conducente un
ambiente silenzioso, ma ci sono
clienti che vogliono sentire anche
acusticamente tutta la potenza dei
cavalli sotto il cofano. Proprio per
questo, è possibile che in futuro
Volvo progetti l’acustica secondo
le esigenze del cliente. Un veicolo
ibrido elettrico, assolutamente
silenzioso, potrebbe richiedere
un’aggiunta acustica per fare in
modo che il conducente “senta” il
funzionamento del mezzo.
– Un motore da 600 cavalli ma
silenzioso non viene forse percepito
in tutta la sua potenza. La classica
Harley-Davidson è l’esempio
perfetto di un suono progettato
e ormai caratteristico. Il suono
studiato si baserà sulle percezioni
del cliente ma anche su ciò che
tale suono dovrebbe rappresentare
secondo l’opinione di Volvo. Un
suono silenzioso, basso e solido, ad
esempio, rappresenta il lusso ma
anche la qualità. In una porta, la
serratura e l’isolamento sono molto
importanti per il suono prodotto
quando tale porta si chiude. Una
delle questioni principali è attutire
e chiarificare vari tipi di suoni.
Nel laboratorio del suono
e della vibrazione di Volvo
Trucks si lavora allo studio e allo
sviluppo di queste tematiche in
vari tipi di sale di misurazione,
tra cui un simulatore acustico
composto da una cabina in cui è
possibile sedersi per sperimentare
e confrontare diversi suoni di
autocarro modulati in precedenza.
Inoltre, Volvo Trucks collabora e
finanzia le ricerche del Politecnico
Chalmers a Göteborg volte a unire
massima sicurezza e comfort con
la minore sensazione di stanchezza
possibile per il conducente.
– All’interno della cabina si
verifica una situazione simultanea
in cui tutte le impressioni
sono concentrate in uno stesso
luogo, dice Mendel Kleiner,
professore di acustica tecnica al
Politecnico Chalmers. Il suono
non deve essere invadente, ma
allo stesso tempo deve trasmettere
informazioni, e in alcuni casi fare
in modo che il conducente reagisca
immediatamente senza pensare. ■
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STORIA
Pensate se avessero
usato Volvo…
Il mondo è pieno di miracoli edili costati sangue, sudore
e fiumi di lacrime. Ma come sarebbero andate le cose
utilizzando autocarri Volvo? Applichiamo la tecnologia
attuale in tre dei più famosi cantieri edili della storia.
TESTO TOB IAS HAM MAR ILLUSTRAZIONI R I KAR D SÖDE RSTRÖM /SG B
… per erigere la piramide di Cheope
La piramide più famosa del mondo fu
costruita attorno al 2580 a.C. come
monumento funebre in onore del
faraone Khufu. Con i suoi 146 metri,
fu per oltre 4.000 anni l’edificio più
alto del mondo. Ma costruirla non fu
cosa facile. Secondo lo storico greco
Erodoto, per erigere la piramide
furono impiegati 100.000 uomini per
oltre 20 anni. Molti di loro morirono
durante i lavori. Il compito più difficile
fu trascinare fino in cima gli oltre
2,5 milioni di blocchi di pietra dal
peso medio di 2,5 tonnellate (fino
a un massimo di 15 tonnellate)
servendosi dei rudimentali strumenti
dell’epoca come rampe, gru e
20
semplici leve. E con la sola forza dei
muscoli.
Un autotelaio Volvo FM con
pianale 6×4 avrebbe potuto
svolgere il lavoro in modo molto
più pratico ed efficiente. Pensate
solo al guadagno in termini di
tempo: il pianale ha una capacità di
21 tonnellate. Un solo trasporto con
l’autocarro avrebbe fatto risparmiare
oltre otto faticose tratte a piedi.
Inoltre, impiegando un’escavatrice
VCE per scavare le gigantesche
fondamenta nella sabbia, si
sarebbero potuti ridurre al minimo
sia i tempi di lavoro che il numero di
schiavi utilizzati.
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…per costruire il Canale di Panama
Il Canale di Panama è una delle
opere di ingegneria più grandi e
complesse della storia dell’umanità.
Sulla carta può sembrare facile: una
diga lunga 77 km che attraversa
l’istmo di Panama nell’America
Centrale per collegare Oceano
Atlantico e Oceano Pacifico e
dimezzare la distanza tra New York
e San Francisco... Quanto potrà
essere difficile?
Abbastanza, come risultò all’atto
pratico. Il primo tentativo sotto i
francesi nel 1880 fu un completo
fallimento. La seconda volta, sotto
la supervisione americana, andò
meglio. Ma alla conclusione dei
lavori, nel 1914, erano comunque
oltre 27.500 gli operai morti
a causa delle zanzare, delle
malattie e delle terribili frane che
ostacolarono il progetto per tutta la
sua durata.
Con l’aiuto di alcuni autocarri Volvo
Heavy Duty specificamente adattati
alle condizioni d’uso americane,
la situazione sarebbe cambiata
in modo radicale. Un dumper
6×4 da 10 m³ ha una capacità di
carico di 16 tonnellate di argilla,
ghiaia e pietrisco, corrispondenti a
267 carriole trasportate a mano,
supponendo che un solo operaio sia
in grado di caricare e trasportare in
media 60 kg nel caldo asfissiante.
Un autocarro del genere, inoltre,
avrebbe potuto trasportare senza
problemi il materiale di scavo tra
i vari punti di un terreno difficile,
un’operazione che deve essere stata
incredibilmente complicata con le
semplici attrezzature dell’epoca.
Aggiungiamo escavatrici, gru e
betoniere VCE e avremo tutti gli
ingredienti per costruire il canale con
la massima sicurezza ed efficienza.
…per costruire la Tour Eiffel
Per far sì che la Tour Eiffel, simbolo di
Parigi, fosse pronta per l’esposizione
mondiale del 1889 ci vollero due
anni, due mesi e cinque giorni e
furono necessari 50 ingegneri,
100 fabbri e 121 operai edili
per unire correttamente le
18.000 diverse parti della torre.
La Tour Eiffel pesa in totale circa
10.000 tonnellate, tre quarti delle
quali rappresentati dalla struttura
metallica composta da oltre
12.000 travi di ferro unite da più
di 2,5 milioni di chiodi. Il trasporto
dei pesanti materiali da costruzione
dalla fabbrica al cantiere richiese
uno straordinario impiego di
risorse. Le chiatte sulla Senna
erano certamente capaci di gestire
grandi volumi, ma a una lentezza
esasperante. E i carri tirati da cavalli,
usati per il successivo trasferimento
dei componenti dal porto al cantiere,
non erano molto più veloci. Inoltre,
un cavallo ha bisogno di riposo, erba
e sacchi di zollette di zucchero...
Con un Volvo FH 6×4 con cabina
notte e rimorchio, i lavori sarebbero
stati tutta un’altra cosa. Un passo di
3,6 m consente di ospitare dietro la
cabina una gru di grandi dimensioni,
con cui un solo conducente è in
grado di caricare anche le travi più
pesanti. Con l’autorizzazione delle
autorità parigine, l’autocarro avrebbe
trasportato facilmente 50 tonnellate
per tratta direttamente fino alle
gru di sollevamento e senza ritardi.
4 nodi sulla Senna corrispondono a
70 km/ora su strada... ed ecco che
la Tour Eiffel diventa un progetto
edile quasi come tutti gli altri.
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funzionamento
ESP – l’angelo custode
nelle curve strette
L’intelligente programma elettronico di stabilizzazione ESP
si rivela in molte situazioni l’angelo custode del conducente
e non si limita solo a rendere più stabile l’autocarro, ma fa
anche in modo che il mezzo abbia una maggiore velocità
di entrata nelle curve difficili senza ribaltarsi.
TESTO H E N R I K MOB E RG E R FOTO VOLVO TR UCKS
CON DUCE NTE
Il conducente è una persona in carne
e ossa, che può commettere errori: ad
esempio entrare in una curva a velocità
eccessiva o accorgersi troppo tardi che
la curva si fa sempre più stretta, oppure
scoprire che l’asfalto in quella curva è
ghiacciato o scivoloso. Il conducente
sta per farsi prendere dal panico. Sterza
quanto può e cerca di fermare il mezzo.
L’unico intervento utile è quello di ESP.
G U I DA
Il sistema ESP è dotato di sensori che
rilevano i movimenti del volante e dei
pedali da parte del
conducente e quelli
del veicolo nel
complesso. I calcoli
vengono effettuati
sulla base della
rotazione del
volante e della
rotazione del mezzo attorno all’asse
verticale (il semirimorchio sta per
ripiegarsi su se stesso?). Un sensore
misura l’accelerazione laterale (il mezzo
sta per sbandare o rischia di ribaltarsi?).
ADATTAB I LE
ESP è un componente dell’elettronica
dell’autocarro ed è strettamente collegato
alla parte elettronica del motore, a tutti
i componenti del sistema frenante e
all’elettronica del rimorchio. Quando
il veicolo si avvicina a una situazione
critica, ESP decide se è sufficiente ridurre
semplicemente la potenza del motore
e frenare con cautela o se è necessaria
una frenata improvvisa con tutti i mezzi
necessari, garantendo maggiore sicurezza
per il conducente.
SISTE MA FR E NANTE AVAN ZATO
L’autocarro è dotato dell’avanzato sistema frenante elettronico
Volvo EBS, con dispositivo antibloccaggio, ABS e il sistema
antiavvitamento TCS. Si tratta di sistemi dotati di numerosi
sensori che rilevano tutte le forze e i movimenti dell’autocarro
e delle ruote, accorgendosi ad esempio se un pneumatico
perde aderenza su un fondo scivoloso. In aggiunta, per gli
articolati con semirimorchio è disponibile il sistema ESP.
22
FR E NO MOTOR E
Quando l’autocarro è prossimo a una situazione critica, ESP
attiva il freno motore riducendo il momento torcente e inizia ad
applicare la frenata su una o più ruote del veicolo. Il sistema
sa esattamente quale ruota deve essere frenata in ogni
situazione, se si tratta di una ruota anteriore esterna insieme
a tutte le ruote del rimorchio (sovracorrezione in curva) o solo
delle ruote posteriori interne (in caso di sottocorrezione).
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io e il mio volvo
Carattere d’asfalto
Nome? Giorgio Cencin.
Età? 55.
Sposato?
Sposato con 2 figli (Alessandro 23 anni e Giorgia 26 anni).
Hobby?
La mia grande passione: il teatro, sono regista e attore di una
compagnia di teatro dialettale.
Che tratte percorre?
Como/Varese/Milano.
Che merci trasporta?
Inerti e macchinari vari (mi occupo di scavi, asfaltature e
strade).
Perché ha scelto Volvo?
Affidabilità, assistenza valida, la concessionaria è qui vicino e
quindi per me è molto comodo.
Presso quale concessionaria
è stato acquistato il veicolo?
Zeta Carri di Binago (Como).
DATI VEICOLO
Trattore: FM 13 VOLVO 480 HP, con gru
Cabina: Globetrotter
Cambio: manuale
Sospensione: balestra
Posteriore: balestra
Semirimorchio: cassone con gru
Che tipologia è: cava/cantiere
Indirizzo:
S.C. s.n.c - Pavimentazioni stradali
Via Fontanella
22070 Cagno (Como)
Tel. 031 808283
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La sfida ambientale
TESTO J E N NY PALM FOTO CH R ISTE R E H R LI NG
I
problemi climatici devono
essere presi in seria
considerazione, ma non
c’è motivo di creare inutili
allarmismi. Questa è l’opinione
di Leif Johansson, Presidente e
CEO di Volvo.
“Non dobbiamo cullarci nell’idea
che tutto si risolva da sé, perché
ciò purtroppo non si verifica.
Tuttavia, sono ottimista perché
credo che possiamo fare molto
riguardo questo problema”.
La grande sfida raccolta da
Volvo (e dal resto del mondo)
è la riduzione delle emissioni
di CO2, principale causa del
riscaldamento globale. Molto è
stato comunque già fatto.
Se volesse sottolineare un
obiettivo di successo a livello
ambientale raggiunto da Volvo
negli ultimi anni, a quale farebbe
riferimento?
“Sono estremamente felice e
orgoglioso di poter affermare
che quello di Ghent è il primo
stabilimento in cui si producono
veicoli a emissione zero di CO2.
Nel 2004 le emissioni di anidride
carbonica prodotte dal nostro
stabilimento ammontavano a
14.000 tonnellate, mentre oggi
siamo arrivati a zero. Ricorriamo
all’energia eolica e idroelettrica
e ricaviamo energia termica dai
pellet e dalle biomasse”.
C’è altro che secondo lei
merita ulteriore attenzione dal
punto di vista ambientale?
“Una tappa importante per il
Gruppo Volvo è stato in autunno
la presentazione dei sette
autocarri alimentati da sette
carburanti alternativi diversi.
Questa tecnologia è accessibile,
funziona ed è esattamente quello
che volevamo dimostrare agli
investitori, alle autorità pubbliche
e a tutti i responsabili in questo
ambito”.
Perché è stato così importante
24
porre in evidenza questa
tecnologia?
“Quando si parla di carburanti
alternativi, c’è ancora molta
incertezza in merito alle
tecnologie, all’economicità, alla
distribuzione e alla produzione.
Occorre investire grandi quantità
di denaro e tutto ciò che si può
fare per ridurre questa incertezza
è naturalmente positivo”.
Secondo lei, quando
i carburanti alternativi
sostituiranno le controparti
tradizionali?
“Ci vogliono ancora molti
anni. Per ora quello che conta
è concentrarsi sugli impianti
sperimentali che off rono un
potenziale di espansione per il
futuro. In altre parole, i test e
le sperimentazioni su piccola
scala potranno essere riprodotti
in futuro su larga scala. Per
il momento credo che sia
estremamente importante andare
avanti con la ricerca”.
Tuttavia la ricerca richiede
tempo e sembra che il tempo
sia l’unica cosa di cui non
disponiamo in grandi quantità,
se vogliamo fare qualcosa per
ostacolare le minacce al clima del
nostro pianeta.
“È vero ma una cosa non
esclude l’altra. C’è molto che
possiamo fare nell’immediato.
Ad esempio, già oggi siamo in
grado di aggiungere fino al 25%
di carburanti alternativi al diesel
che utilizziamo, riducendo in
tal modo le emissioni di CO2.
Esistono inoltre soluzioni ibride
tra i motori elettrici e quelli
diesel, una tecnologia per cui
abbiamo già preso accordi con
alcuni clienti per eseguire dei
test sul campo. Questi motori
verranno prodotti in serie e
saranno disponibili a partire dal
2009”.
C’è altro che possiamo fare per
il momento?
“È molto importante assumere
un atteggiamento olistico verso
l’intera catena, dai parametri
più piccoli a quelli più grandi,
ma anche fornire ai conducenti
degli autocarri delle condizioni di
guida ottimali, che comprendano
sia strumenti tecnici di supporto
che soluzioni soft ware più
orientate verso l’uomo, come
ad esempio l’addestramento.
Tuttavia, dobbiamo ammettere
che il settore dei veicoli è solo
una parte del tutto e che spetta
poi a ciascuno di noi fare il resto.
Anche le varie autorità pubbliche
e gli stati devono prendersi le
loro responsabilità e investire
in infrastrutture come strade,
ferrovie e porti, in modo da
rendere il sistema dei trasporti
più efficiente e favorevole dal
punto di vista ambientale”.
Esistono altre sfide in merito
ai carburanti alternativi. Ad
esempio, dove dovrebbero essere
coltivate le materie prime per
il carburante in modo che non
entrino in competizione con
l’agricoltura a scopo alimentare?
“Non riesco a comprendere i
motivi per cui la situazione venga
descritta come uno scenario
terribile in cui l’agricoltura
subisce a livello mondiale un
calo vertiginoso, come se fossimo
minacciati di estinzione. Non
credo che sia questa la strada da
battere. All’inizio del XX secolo
gli esperti si dicevano certi che la
terra non sarebbe stata in grado
di produrre cibo a sufficienza
per al massimo due miliardi di
persone: oggi la popolazione
mondiale è salita quasi al triplo di
quella cifra ed eppure riusciamo a
gestire la situazione”.
Pur non dovendo adottare un
approccio catastrofista, di certo
bisogna ammettere che la terra
non è una risorsa illimitata e
che si dovrebbero coltivare aree
enormi per produrre carburanti
rinnovabili, dato che le materie
prime devono pur crescere da
qualche parte, non crede?
“Lei ha perfettamente ragione
ed è ovvio che dobbiamo
tenerne conto. Ciononostante,
oggi produciamo più cibo
del necessario e con una
maggiore efficienza potremmo
essere in grado di coltivare
sia per l’alimentazione che
per i carburanti senza alcun
problema”.
Lei ha adottato uno stile di
vita ecologico?
Per lavoro devo prendere
spessissimo l’aereo e c’è poco che
io possa fare in merito, ma nel
privato cerco di fare il possibile”.
Fa la raccolta differenziata dei
rifiuti?
“Sì, in una certa misura. Separo il
vetro e così via”.
Compra cibo biologico?
“Assolutamente sì!”
In che modo è possibile vivere
quotidianamente in armonia
con l’ambiente senza apportare
cambiamenti drastici al proprio
stile di vita?
“Prima di tutto, essendo molto
interessato alla tecnologia,
quando esce qualche novità che
consente di ridurre i consumi
energetici, sono il primo ad
acquistarla! Intendo qualsiasi
cosa, dalle lampadine a basso
consumo al frigo e ai nuovi
sistemi di riscaldamento che
consumano meno elettricità”.
In tutta onestà, quello che
ciascuno fa nel privato può
davvero fare la differenza?
“Naturalmente un lettore DVD in
standby non fa molta differenza,
ma 200.000 sì. Una persona non
può risolvere tutto, ma tutti
possono fare qualcosa ed è così
che si può avere un impatto
positivo sull’ambiente”.
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INTERVISTA A LEIF JOHANSSON
I consigli di Leif Johansson per uno stile di vita ecologico.
•
•
•
Ove possibile, sostituite i prodotti vecchi. I nuovi frigoriferi,
congelatori e termosifoni consumano molta meno energia.
Pensate a quello che mangiate! Acquistate cibo biologico.
Isolate le finestre in modo appropriato. In questo modo si può
ridurre il consumo domestico di energia.
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Volvo Trucks informa
Dalla mobilità alle merci, dalla logistica alle forniture.
Tutte le news dall’Europa per trasporti migliori.
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VOLVO TRUCKS INFORMA
AUTOCARRI PIÙ LUNGHI
PEDAGGI STRADALI
SENZA FRONTIERE
La Svezia sta considerando la possibilità di utilizzare in futuro
autocarri più lunghi rispetto agli odierni veicoli modulari da
25 metri. Questa possibilità è stata presa in considerazione
lo scorso novembre, quando alcuni stakeholder del settore
trasporti su ruota, tra i quali Swedish Road Administration,
Volvo e Schenker, si sono incontrati con il ministro
dell’ambiente, Andreas Carlgren, per discutere di come
rendere il trasporto su autocarro meno gravoso per l’ambiente
nel prossimo futuro.
Test con autocarri per il trasporto del legname più lunghi sono
già in corso nel nord del Paese. E il porto di Skandiahamnen a
Goteborg è già in grado di accogliere autocarri da 32 metri per
il trasporto di container.
Attualmente, il progetto RCI (Road Charging Interoperability),
in parte sovvenzionato dall’UE, sta collaudando formalmente
il prototipo di un equipaggiamento per il pedaggio stradale,
seguendo un itinerario dimostrativo attraverso sei paesi
membri dell’UE con due autocarri dotati di un’unità installata a
bordo.
I dati delle transazioni generati vengono raccolti per dimostrare
la compatibilità con le reti dei vari paesi dell’equipaggiamento a
bordo, che può attraversare facilmente le frontiere sia logiche
che nazionali senza interazioni da parte dell’utente e senza
richiedere alcun intervento di riconfigurazione.
LIBRO VERDE SUL
TRASPORTO URBANO
AVANTI CON GALILEO
Il Consiglio dell’Unione europea ha approvato lo sviluppo e
il finanziamento futuri del sistema di navigazione satellitare
europeo Galileo (una versione europea del GPS).
Grazie a questo accordo, il sistema dovrebbe essere operativo
entro il 2013.
La fase finale dello sviluppo avrà un costo di 3,4 miliardi di
euro e sarà finanziata con fondi comunitari.
Galileo sarà uno dei più vasti programmi per cui la
Commissione si sia mai assunta la responsabilità gestionale
diretta del progetto.
“Towards a new culture for urban mobility” (Verso una nuova
cultura della mobilità urbana) è il titolo del nuovo Libro verde
della Commissione europea dedicato al trasporto urbano.
Questo documento, adottato nel settembre del 2007, ha
aperto un dibattito sui principali problemi della mobilità urbana,
incluso il trasporto di merci.
Il Libro verde presenta un insieme di problematiche relative ai
criteri della mobilità urbana e prevede venticinque domande
aperte il cui obiettivo è la risoluzione di tali problemi. Questo
segna l’inizio di una nuova fase di consultazione e cittadini e
stakeholder sono invitati a condividere le proprie opinioni con
la Commissione, opportunità di cui potranno usufruire fino al
15 marzo 2008. All’inizio dell’autunno del 2008 seguirà un
piano di azione incentrato proprio sulla mobilità urbana.
FORNITURE PUBBLICHE CON COSTI ENERGETICI SUL LUNGO
PERIODO
NUOVO PIANO
DI AZIONE LOGISTICA
La Commissione europea ha presentato una proposta
emendata per una Direttiva che introduce il concetto di
economia sostenibile nelle forniture pubbliche di veicoli e
servizi di trasporto.
In base a questa proposta, al momento dell’acquisizione
dei veicoli le autorità pubbliche dovranno rispettare criteri
specifici relativi ai costi sul lungo periodo connessi a
consumo di energia ed emissioni di CO2 e agenti inquinanti.
Per quantificare tali costi, verrà applicata una metodologia
armonizzata.
L’analisi costi-vantaggi suggerita, che tiene in considerazione
la possibilità che i costi di investimento iniziali per i veicoli siano
superiori al risparmio derivante dalla riduzione dei consumi di
energia e delle emissioni di CO2 e agenti inquinanti, evidenzia
i potenziali e significativi profitti economici di cui gli operatori e
la società potranno usufruire.
Sulla base della stima secondo cui i volumi delle merci
trasportate in Europa aumenteranno del 50% tra il 2000
e il 2020, la Commissione europea ha adottato una serie
di iniziative il cui obiettivo è rendere il trasporto di merci
nell’ambito dell’UE più efficiente e sostenibile.
Il nuovo piano di azione logistica presenta 30 proposte per
migliorare il trasporto di merci nell’UE. Tuttavia, nell’iniziativa
della Commissione i riferimenti al settore dei trasporti su
strada sono minimi, se non che “considerato il costante
aumento del livello di efficienza del trasporto su strada, anche
il trasporto ferroviario deve acquisire maggiore competitività”.
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VOLVO TRUCKS UPDATE
IL NORVEGESE
COL VENTO
IN POPPA
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LA TUA GUIDA ALLE NOTIZIE VOLVO TRUCK ITALIA
Dopo aver partecipato per quattro volte
al Whitbread/Volvo Ocean Race
adesso è al giro di boa.
Da marzo Knut Frostad è il nuovo
CEO di Volvo Ocean Race.
“Siamo orgogliosi di dare il
benvenuto a un uomo della
levatura di Knut nel nostro team e
attendiamo con ansia il momento
in cui collaboreremo con lui alla
preparazione e allo svolgimento
della regata. Per le sue capacità
sportive e professionali, Knut
costituisce una scelta eccellente
e siamo molto lieti del fatto che
abbia accettato la posizione
di CEO”, ha affermato Gerry
Keaney, Presidente del consiglio
di amministrazione di Volvo Event
Management.
Knut Frostad (40 anni), che ha
partecipato a Whitbread/Volvo
Ocean Race per quattro volte, di
cui due come skipper e manager
di suoi progetti, ha affermato che
la regata fa parte della sua vita da
15 anni e che questo è il lavoro
dei suoi sogni.
“Il mio interesse immediato è
la regata del 2008-09, che è
ormai definita a grandi linee. Il
mio compito è di garantire che
sia preparata con competenza
e che dia i risultati migliori e
più entusiasmanti possibili
man mano che procediamo
nell’organizzazione dell’evento.
Il team presente presso la
sede della regata è dotato
dell’esperienza e della
professionalità necessarie per
garantire una transizione priva di
problemi”.
“La regata 2008-09 sarà
caratterizzata dai cambiamenti di
percorso e di rotta più significativi
nella storia dell’evento, pertanto
sarà una sfida particolarmente
ardua ed eccitante per gli
organizzatori, i team partecipanti, i
porti e gli sponsor”.
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VOLVO TRUCKS UPDATE
Riduzione del 20% delle emissioni
di anidride carbonica
Volvo Trucks, attraverso Volvo
Logistics, sfida i suoi trasportatori
a ridurre del 20 percento le
emissioni di anidride carbonica
entro i prossimi due anni. Questo
impegno costituisce un ulteriore
elemento della strategia climatica
di Volvo Trucks che annovera tra i
suoi obiettivi anche una produzione
priva di anidride carbonica,
l’efficienza energetica, la
tecnologia dei carburanti alternativi
e il riciclaggio.
”Desidero che i trasportatori che
effettuano consegne di merci
tra i nostri principali stabilimenti
in Europa riducano del 20% le
emissioni di anidride carbonica
entro il 2010. Questo obiettivo
fa parte della nostra strategia
climatica”, afferma Staffan
Jufors, Presidente e CEO di
Volvo Trucks. ”Le emissioni
possono essere rapidamente
ridotte attraverso numerose
misure, ad esempio la riduzione
del consumo di carburante, una
logistica più efficiente, l’utilizzo di
biocombustibili e la sostituzione dei
veicoli obsoleti”.
Volvo Trucks offre già numerosi
prodotti e servizi nell’ambito
dell’iniziativa Fuelwatch, il cui
scopo è di ridurre il consumo di
carburante e, di conseguenza,
l’impatto ambientale esercitato dai
clienti di Volvo Trucks.
Volvo Logistics collabora con i
trasportatori.
Volvo Logistics, che è responsabile
dei trasporti di Volvo Trucks,
svilupperà una serie di misure
concrete in collaborazione con i
propri fornitori. ”Siamo pronti ad
affrontare la sfida che la riduzione
del 20 percento nelle emissioni
di anidride carbonica comporta”,
afferma Åke Niklasson, Presidente
di Volvo Logistics.
In concomitanza con la mostra
”Logistics & Transport” di
Göteborg, che avrà luogo dal 20
al 22 maggio, Volvo Logistics
presenterà il proprio piano di
azione per la riduzione delle
emissioni di anidride carbonica.
Il dimezzamento dell’impatto
sul clima: un obiettivo
comune.
Volvo Trucks ha annunciato la
sua sfida in concomitanza con
il seminario ”Klimatneutrala
godstransporter på väg” (Sulla
via del trasporto di merci privo di
effetti sul clima). Il seminario è
stato organizzato in collaborazione
con Schenker, Preem, la Swedish
Road Administration e la Chalmers
University of Technology, con la
partecipazione di Åsa Torstensson,
ministro per le infrastrutture. Le
parti coinvolte hanno un obiettivo
comune: dimezzare entro il 2020
l’impatto sul clima esercitato dal
trasporto di merci, avendo come
riferimento i dati del 2005. Nel
lungo termine l’obiettivo è di
rendere i trasporti di merci su
strada del tutto privi di emissioni di
anidride carbonica.
Al via la terza generazione di alcolock
Volvo Trucks sta ampliando la
propria offerta di alcolock nel
settore dei mezzi pesanti.
La terza generazione di
alcolock attualmente in fase di
presentazione è l’unico sistema al
mondo omologato per il trasporto
di merci pericolose.
Volvo Trucks è tra i partecipanti
al seminario di Tylösand di
quest’anno, che si terrà nel
prossimo autunno. L’azienda, tra
l’altro, presenterà il nuovo alcolock
per i veicoli commerciali. Volvo è
stato il primo produttore di mezzi
30
pesanti a offrire questo sistema.
Il nuovo alcolock disponibile in
Scandinavia dall’autunno del 2007
è stato ulteriormente sviluppato
e migliorato in numerosi modi. A
suo favore gioca il fatto che non
richiede la calibrazione del sistema
più di una volta all’anno. È il primo
alcolock al mondo in grado di
soddisfare i rigorosi requisiti definiti
per l’installazione negli autocarri
che effettuano il cosiddetto
trasporto ADR, cioè il trasporto di
merci pericolose.
”Volvo sostiene l’iniziativa del
governo svedese sull’introduzione
degli alcolock come standard nei
veicoli in tutta l’Unione Europea.
Siamo convinti che questo
dispositivo ogni giorno salverebbe
molte vite sulla rete stradale
europea”, afferma Lennart Pilskog,
responsabile Relazioni pubbliche di
Volvo Trucks.
”In particolare gli incidenti
stradali causati dall’alcol in cui
sono coinvolti gli autocarri che
trasportano merci pericolose
possono avere conseguenze
devastanti, in quanto spesso questi
mezzi trasportano grandi quantità
di gas esplosivi o liquidi corrosivi”.
L’alcolock è facile da usare e
presenta un dispositivo di blocco
dell’avviamento. Il sistema è
costituito da un’unità centrale e da
un telecomando palmare con un
boccaglio monouso e un display.
Se l’alito del conducente contiene
tracce di alcol, l’unità centrale
interrompe l’alimentazione elettrica
al motorino di avviamento, alla
pompa carburante o al sistema
di accensione, impedendo così la
partenza del veicolo.
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NUOVO
VOLVO FL
Il nuovo Volvo FL da 7 litri, con una capacità
di carico da 12 a 18 t, è stato progettato
per affrontare la giungla metropolitana.
Leggero e rapido, Volvo FL possiede un’eccezionale
manovrabilità ed è la soluzione ideale per la città,
dalla distribuzione delle merci alla raccolta dei rifiuti.
Il vostro Concessionario di fiducia vi
proporrà il mezzo che fa al caso vostro,
oltre a servizi specialistici di qualità,
contratti di assistenza e assicurazione.
Questo è un Volvo FL di nuova generazione,
questa è Performance Totale.
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COSTRUIRE SUCCESSO
Catena cinematica, telaio e cabina del Volvo FM formano uno
strumento professionale completo che migliora le prestazioni
in cantiere, dove pianificazione, logistica e fornitori sono fattori
di successo. Volvo offre sempre tutto il necessario, inclusa affidabilità,
durata e massima sicurezza ma, per aumentare ulteriormente il livello di
efficienza, Volvo FM è disponibile con gli avanzati cambi I-Shift e Powertronic
per esprimere il massimo dell’efficienza del veicolo. I clienti Volvo possono
inoltre contare su una rete di concessionari che garantisce tutto il
supporto necessario. Non esiste un metodo migliore per costruire successo.
Siamo presenti al SAMOTER di Verona
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