ww com Clara Morgane

Transcript

ww com Clara Morgane
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ÍPLIOTR^CA MUNICIPAL
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GO/TO/O ATÉO FIM
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SET TIM AN ALE UM0BI8TIÇ0 - MONDANO - ILLU8IRATO
ESCE OGNI SABATO
200 reis
Anno XXXI - N. 1.404 - S. Paolo, 29 Maggio, 1937 - Uffici: Rua José Bonifácio, 110 - 2.a Sobreloja
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dal dentista
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Diaegno di Donato Plastlno - Parole dl Giannandrea Cazzamini - Musica di Martino Frontini
(Ü BeUo).
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E adesso mi raccomando: stia buona e non urli.
Traparió?
No: bacione!
Avete assaggiato
ii FERNET
GINZANO?
ass agg iá tel o e non ne u sere te altri!
la pagina piu scema
co1pi d 'occh io in a1bèrgo
rassicurazioni
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— Ma guarda ehe scostumati! Possibile che uno che
passa e mette per un momento Pocchio a! buco delia serratura, debba vedere certe cose?!...
Usi
sempre
:j ¦— Stanotte ho sentito dei rumori in camera vostra.
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Cera forse qualche estraneo?
~ No, signora! Nessun estraneo: era suo marito.
"AURORA " la
migliore
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quando la rigattiera é buona
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stoffa!
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LA RÍiGATTIERA — Ecco, signore: con la gonna PQSso fare 15 milreis...
IL gMSftTE GALANTE — E senza gonna?
LA TtJflTTIERA -jçJUolto, ma molto di piú.
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LA CAMERIERA — Signore, uni meraviglio! Suonare il
campaneüo alia sua etá!
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IB-HI
Con^ recente decreto dei Governo Feder ale delia cellenti doti e per il suo adamantino carattére, con
Repubblica degli Stati Uniti dei Brasile, su proposta vero gradimento, ed é servita a rafforzare ancor piu'
diS.E.illfiinistro degli Esteri, e stato nominàtoCa- i sentinienti di gratitudine delia Colônia, italiana- di
valière Ufficiale ãelVOrdine dei Cruzeiro do Sul il S. Paolo verso il grande Paese che çi ospita.
Noi, che contiamo tra le nostre sincere amicizie
Sig. Vicente Amato Sobrinho,
.nostro connazionale,
"Vicente
Amato Sobrinho & Cia.".. quella dei Cav. Uff .Vicente Amato Sobrinho, ci consócio.delia Ditta
L'onorificenza, che com'é noto é una delle piu' gratuliamo vivamente e sinceramente con lui per la
ambite deWAmerica, dei Sud, é stata ricevutanella meritata onorificenza, facendo voti che Vavvenire gli
collettivitá italiana,di S. Pqolo, ove il Sig. Vicente riservi quelle ricompense che merita la sua intensa e
Àmàto Sobrinho é tanto noto e stimato per le sue ec- lineare attivitá.
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confesso
Ebbenè, si, io confesso, ucciso io! lo! Io l'ho ucciso!;
Còn queste mani! Ma l'ha vosono «tato io! -: yZyy
Sono stato-ló che hó .ucciso luto lui! Quei sorriso.y. bef far r
Lui¦..
quei eklumlere che, quando do lo rivedo ancora.
aindavo á comprare *un po' di LUi... quei cinicO.... lo saaffettaito, tagliava,
tagliává, peva, si ló sapeva che davanti
O poi mi diceva sempre: "Cé alia gente, io mi vergoghavo
"Le ho
mezzo etto di piú; lo lascia-.. di dire risolútamente:
chiesto un etto di prosciutto é
mo?"
etto esatto!".
Si, signor presidente: l'ho ne voglio un
ümano, siessere
ucciso io! Ma l'ha voluto lui, Qualunque
mi deve '-..credere..'. •. i/ihà vo- * gnor presidente, qualunque
essere uinano si* sarebbe: verluto lui.
QuellMnfáme m'adíirlo. Lui, l'infaveva reso impossibile la vi- gognato di tutto
me, sapeva.
questo e se
ta... Ecco, signor presiden- ne approfittava.
E come se ne
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te... Lo rivedo ancora, quan-'
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approfittava! Perché lei non
do, con quei suo ghigno saría
ffjE-f i ^rBBBBBBt^r Tn^
il resto, signor presidente;..
\^y^^^^^^mmmmm^m\mm\mO*^^
\à\^úf\\
nico mi diceva:
? Cé mezzo ea
non sa- che man mano il
Lei
etto idi piú; lo lasciamo?".
saluimiere s'era fatto piú pre*-*
E che, ero forse padTone di potente, e quando gli chiedepretendere da quei salumiere vo un etto * di prosciutto, lui
un etto giusto di prosciutto? me. ne rifilava, per . non dir*
A volte mi ráccomandávo che, con quiél suo sorriso bef. úmilmente*. "Per favore / — fardo, me ne imponeva anche
'--l! *'*^w7 V
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gli dicevo con un sorriso che
se-mpre perché
— due o tre etti,
rendere
di
dolce,
cercavo
mi
vergognavo di
che
|*' ,í',*US^j mmmmj \^^Zf$rít?4, vorrei mn etto di prosciutto, sapeva "Ne
voglio uh etto e
Idirgli:
ma un etto preciso, la prego,
\: 7\
basta!".
non un grammo di piú • • * " •
Lui mi lanciaiva una fuigace
occhiiata sdegnosa e com-inParmigiano Stravecchione
ciava ad aífettare il proqciUtKG. 19$000
, to. E quando 16 vedevo taglia-*
Mercadinho Duque
CASA FONDATA NEL 1900
: re, identro di m& mi struggemi
de Caxias, 207
vo. Poi, quando lo pesava, "Cé
l'immancabile:
diceva
Maechine da scrivere, maechine registratrici, di calcolo
mezzo etto di piú; lo lasciae di somme.
Un giorno.:. . Triste giormo? A„ E mentre diceva queCasseforti e Arcbivi di acciaio e in lègno per sprittoio
rio,
si
intorhò
sto,
pei*
quello....... Fu il giorno faguardava
ií
in génerale.
'
RicOrdo che nella satale...
cliensentire
farsi
dagli,
altri
Grande assortimento di maechine ricostruite.
ti é mi fissava con un sorriso lumeria c'era tanta ' gente..;.
• beffardo, con un'espressione II ealtimiere tento il colpo
Praça da Sé, 12-A Telefono: 2-2214
di sfida, per farmi capire che grosso. GÜ avevo chiesto uh
S. PAULO.
se gli ayessi chiesto dí. tpglie- etto di prosciutto. Lui... l'in¦ re quei mezzo etto che c'era famo cominció ad a.ffettare.
in piú, ci, avrei fatto la figura Àffetta tu che affetto io, dodéllo stracciorie.
po un (bei po* di tempo mi di"Cé mezzo maíale di piú;
No.''-»' v Non mi faceio ill-u*- ce:,
siorii,
signor presidente... lo iasciamo?". FU allora, siSo quial*é la sorte che. mi gnor presidente... Si, fu al^*
CONFIANÇA
aspetta... Ma preferisco tren- , lora che vidi tutto rosso, ej
*
RAN0EZ
t'anni di galera piuttosto che giú..; menai!
la tortura lenta e spietata di
CARANTJA
VIMPUTATO
quei mezz'ettò di piú! Si, l'ho
^BBBBBBB^B^
AO MOVELHEIRO
E VENDE
COMPRA
PODENDO,
L
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SETTIMANALE UMORISTICO - MONBANO
ESCE OGNI SABATO
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Proprietário
OAKFÀNO 0RI9TALDI
Responsablie ,
ANTONINO CARBONABO
ANNO XXXI
NUMERO 1.404
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con un.{solletic(f
mi balza in petto...
Ma il monão é stupião,
l'ho sempre detto:
s'affanna e tribola
senza cosirútto. y'-.
•
Iããio benéfico .
tutto:
ha
ãátó
gli
,
gli ha .'dato nn'anima,
gli ha dato un cuore,
il cielo límpido,
la- terra in fiore,
gli ha dato gli alberi,
compreso il fico,
e quelVeccetéra
che non vi dico;
gli ha dato i pampini,.
Ia Ince, il sole,
l 'ariá, le femmine...,•-.
Di piú che vuole ?
. Con tutti i comoãi
che Dio gli feee,
potrebbe vivere
trang;uillo; e. invece
.. s'affanna e s'agita
come un inferno:
il mondo é stupião,
lo riconfermo...
Guarãate gli uomini,
dal cuór ribelle,
che non apprezzano
le cose belle,
ne hàn fatto il simbolo
ãi cérte iãee
per çui finiscesi
nelle trincee.'..
'
¦
*
"
Ma via, si scuotano,
meitan giuãizio .
sulVorlo trágico
dei precipizio,
lascino perâère
e restin muti:
Uai "SanfAnna"
o'ê Cario Butil.
NINO CANTARIDE
mãá
r a 9 agli a
Riceviamo e, — grati delia briUa-nte collaborazione, -- pubblichiamo;
VeãOile femmine
che vanno a zonzo,
eã il vécchissimo
mio cnor ãi bronzo
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S. Pado, 29 Maggio, 1937
NUMBRO:
8. .Paolo.. 800 rela
Altri iUti. SOO rela
— Ridi sempre peusando al sig. "Asse" che
non vuol essere confuso
col sig. "Diaframma"?
..— Macché! Penso alIa "imminente** capitolazione di Bilbao!
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£wiv& 7$uüL,
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UPPIdJ:
E. JOSÉ* BONIFÁCIO, 110
3.» SOBRILOJA
.'. TOL. 2-05.»
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¦
ABBONAMKNTI 8. PAOLO
APPBTTToeo, anno.. 30$
LUSSORIoeo, anno.. 50$
SATIRIACO, aano... 100$
ILLUSTRATO
Versa una cuechiaiata di Marinetti ,un etto
diMiirger, due pizidebi di Kim e agita disordinataniente. Poi farbollire a parte un'abbondante
fetta di Lúcio d'Ambra. Rimescola il tutto e lasciâ raffreddare. Avrai cosi un ottimo Anton
Giulio Bragaglia.
Anton .Giulio.é una istituzione romana. Come
"supplí"
con regaglie, com© gli spaghetti alia
i
matriciana. Con Ia differenza che mo^i supplí o *
molti spaghetti possono anche far male, mentre
Anton Giulio hon fa male a nessuno, perché
non ha,nemici.
"Aver dei nemici — egli asserisce — rappresenta una perdita di tempo ed una fatica P«
combatteifli o per dirne ma'e. Ed io non ho tempo © non voglio Javorare inutilmente."
Perché Bragaglia, a differenza di Trilussa,
lavora molto. H lavoro per lui é una necessita
mooltreché econômica, psicológica. Bragaglia é
ai
lavoro
il
vimento: Trilussa é statica. QuaVé
Bragaglia? Nessuno potrebbe dirlo con precisione giacché Bragaglia fa tutto. Ma non é uomo
di affari.
"Se fossi un uomo d'affari, confidó adun suo
amico, comincerei col saper salvaguardai*© bene
i miei, ed aliora non starei qua, in S. PaoW.
Vice versa non li salvaguarda. Ma lavora.
Giornalista, fotografo, direttore di compagnie
drammatiche, regista teatral© e cinematográfico,
cultore d'arte e...
Una volta Antonio Giulio diveritó fittuario di
un sottosuolo dei palazzo Tittoni in Roma. B ne
feee una esposisdone di quadri. Questo dopo quindici giorni di personale lavoro per incõllare carta colorata sui muri
per rendere innocuo e
f
praticabile il pavimento.
Ma i quadri richiamarono pochi amatori. Allora don Giulio aHaorgó il campo e sottò i ouadri
itlispose dei tavoli con marmo. Servizio di bar.
Poi visto che il pubblico tardava ad incanalarsi
nella grotta, allargó ancora e vi aggiunse íin «servizio di "restaurant". Notturno. Ció indusse
mo1 te signorine delle ore piceole a frequentare
Ia catacombá e le signorine richiamarono i gio"esprèsvanotti i quali erano larghi pae*atori di
si"i di sciroppi al "seltz" e di pagnottelle imlM>ttite,
E Anton Giulio, melanconicamente seduto in
un ango^, guardava.
Un amico affrontó una será Ia discesa nella
cava e dopo aver osservato gli domando:
-^- Beh, ma che fai adesso?
i-Lo vedi, rispose Anton Giulio, faccio il
postribolaro.
'Ma
anche questa faccenda ando presto in ago-
nia, per cui Anton Giulio si decise a tramutarla
"Teatro
in ún teatro sperimehtale. E fondó il
degli Indipendenti", teatro che spesse volte potette essere scambiato per Ia grande tettoia deiIa stazione ferroviária di Miiano allorché quattro treni sono per partire e quattro.per arrivare.
Gli indipendenti dimostarono di non voler dipondere da nessuna delle viéte norme che regolano Parte, Pestetica, il teatro, Ia grammatica e,d
il buon senso, il che indusse Brag^lia ad imitare Scipione ed a rifiutare le proprie ossa al
&ottèrraneo. E parti per Parigi dove ráceolse entíisiasmi, consensi e simpatle. Perché ia natura
sbaglió nel far liascere Bragaglia in CJiociaria.
Bragaglia.sarebJbe dovuto nascere in Parigi, in
pieno Montparnasse. Bragaglia é francese sin
nelle ossa ad onta di tutte íe cure che ha fatto
per il passato.
E da Parigi non ritornó col cappellone alia
Rodolfo e col mantello alia Colune, bensi €leSicuro:
gantissimo. Baffi a vermicélli: pelliccia.
pelliccia. Fine per giunta.
E si sretíó nella tíhèmatografia. Suecesso d*
stima. Rinculó, ritornando ag1! antichi amori: il
teatro. B teatro é il lume intorno a cui Bragatanto in ta»glia ha sempre girato lasciandovi di
to un pó di ali che, fortunataménte, ha sempre
dei Venere,
preso a prestito. Ozeà é un,autorítâ movimento
un quasi gerarca. Fra tutto questo
trova sempre il tempo di scrivère. Bi che? Di
tutto e sempre in maniéra da: farsi leggere con
arte; di cosmopiaeere. Dl tutto egÜ sçrive: di
e di ricette
politismo, di musica, di chiromanzia
culinariè.
.
abbia
dovè
dire
saprebbe
e
Nessuno potrebbe
fine-Jia
principio Ia dilui cultura e dove abbia
cintura di Braif?a«lia é come Ia sua etá: i""*»1"
ia
nib«e. In nolitica non ha idee precise perché
ner Inl Ci
politica non ha avnto mai attráttJve
Ma-^
rimasto.
é
si é sentito sempre fuori e vi ci
o «U
Un puro. in nuanto é incapace di pens»^
una
porchena.
cõmmettere una srorrettezza o
compromessi
'ni
ammett«
non
La idealoiria di
con le cose di questa bassa umanita.
"poAnche auando faceva — secondo lui — il
stribo^To" non era 1'uomo dei postribolo. Era
Anton Giulio che si trovava, senza sapere il perohé, ad essere il motore a scoppio di una combinazione a base di donnine aUegre e di giovanotti squattrinati.
"MarInfine In matéria di. donne é stato un
e senza
quis de Priola" senza convincimento
"'postribolaro".
avere responsabilltá«. (Come; pel
E questi é Anton Giulio Bragaglia.
CONTE GUIDO BOMANELLI
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Nella campagna e
nella cittá
DaRpertuitto si vedono cose
che; causano allegria e cose
che causano tristezza. Pelici
coloro ehe sono contenti deila loro situazione sia in campagna come in cittá. Vi sono
perBone, tuttavia, che non seno mai
soddisfátte dei loro
stato e vogliono sempre tro-*
varsi dove non sono. Se in cittá, i vogliono stare in campa-gna, Se in campagna vogliono
stare in -cittá. Quelli chè vivono nelllntecno; hon devono
mai dimenticare; i vantaggi e
1 v ifácilitazioni ohe godono in
quegli ambienti tranquilli.
Nelle cittá móvimentate ài
consuma moita piú energia
nervosa.
I rumori, 1 pericoli delia
strada, il via-vai continuo esaufiscono ed irritano, sopratutto le persone che lavorano
senza riposo né método.
Per combattere le depressioni nervose, la peridita . di
fosfato, la mancanza di disposizione per il lavoro fisico
e mentale, si raccomanda un
mcidicinale a hase di fósforo..
Tra i pM-consigliati si distac*ca il Tonofosfan delia Casa
Bayor,- che viene largamente
uisáto per curare adulti e bambini, con i migliori .risultati.
s
u
q
n
o r t i o a r i a
Abbi sempre un signaro e
una sedia da offrire alPospite
inatteso: specie se il sigaro
non tira é se la sedia é rotta.
* #
L'esperienzaé una moneta
che in mano dei suo possessore é buona, ma, passata da lui
in tue mani, diventa falsa e
tenteresti invano di spenderla.
*
•***•
:'¦;
¦
7^7'
Nél-Pordine dei giorno dei
Segretariato delia Società dei1« Nazioni, oltre al noto progetto sulla riforaia dei ca'éndario, é inscritta anchte una',
proposta ide-r delegato austrlallano per 1-adozione di, una
lingua universale con Tint^o-
duzione delPinsegnamento deiPesperanto in tutte le scuole
dei mondo.
Questo puó dimostrare che a
Ginevra spira un'aria piuttosto
babelica, ma ci fa anche venire in niente un veoohio proverMo, piuttosto volgare ma sommamente ptttoresco, che dice:
"Chi vive esperanto, muore.....
durante una seduta delia
S. d. N.V ãAf-A
*
*
*
Nello stato di Hofankú si
impièga un. curioso procedimento per uccidere le mosche,
procedimento basa to sulPenorme suseettibiiitá di questo
insettov Si allestiscono, cioé,
ACCADEMIÀ PAULISTA DE DANSAS
Rua Florencio de Abreu, 20-Sobr.
Telef. 2-8767
, Alfredo Monteiro
Direttore-Professore
CORSO GENERAIL-E — Lunedi,
mercoledi • venerai. Dalle 20
ali» 24.
X)RS0 PÂRTICOIiAJUB — Martedi,
giovedí e sabato. Dalle 20 aUe 24.
Lezioni particolari ogni giorno dalle
8 di mattina alle 24 — Corso com.
pleto in 10 lezioni.
SAPATBADO AMERICANO", mensalitá 501000.
'
SÜ buono se vuoi essérlo,
ma f a in modo che nessuno se
ne .accorga, altrimenti sei fregato.
#
*
'AièSr:
*
•*?
J -
Alia Grande Esposizione per il Oinquantenario deiTEmigrazione Ufficiale (un suecessone- piú di 50Ò.000
persone 1'Kanno yisitata in pochi giorni) é stato visitatisshno lo Stand dei prodotti PAN (cioceolatto, carameP.e,
bombons ed altre de'izie).
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;'-. ;.'
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- •-•
H nostro clichê mostra il Conte Romanelli in abito
sportivo, mentre applica il suo acuto aguardo al Telescopio deWOsservatorio Astronômico dello Stand, Telescópio
che ha sbalordito innumerevoli persone con le sue/sorprendenti rivelazioni.
¦
•¦'
*,*
...
"7.
':..'
Andando al1.'Esposizione, applicateci 1'occhio.
,:
v .
#
Benché, la stramberia nel
mondo regni, ——mi sembra
próprio il Cíjso di stupirsi —che un professore a Nuova
York insegni — come le donne debbano j svéstirsi. — Ma
escogiti lezioni un po' piú
adatte! — Le donne in questo sono autodidatte...
*5t
;-**V''f
*
Mistinguett che si trova a
Londra ha dichiarato di odiare
la stampa perché 1 giornalisti
si ocoupano poço delle sue
gambe e troppo delia sua etá*.
— Ho soltanto cinquanfanni — ha detto mostrando le
sue gambe lnnghe e snelle.
Ciniquanfanni?! Mava!
Ci semlbra troppo forfe
e mlostra in veritá
che la bugia non ha
sempre ie gambe corte.
y
* .#'-.
•'¦"
deg'i, altri nanostrr errori, é
nascono spesso
altrui.
*
signor
II
Paippagianni,
senza colpo ferir, dl punto in
bianco, ha avuto un figlio
maschio a settanfanni e Pha
chiamato Franco, n compare
gli disse: "iPorta ie'la dare il
nome dei babbo ad un bambino...".
"Oh
Pappagianni rispose:
questa é bella! Io non
mi
chiam© Franco, io son Martino...". Gli -rispose il compare:
"Mi, lo so anch'io! Ma ricorda che Franco é il nome
mio...r\
*
*. #
f. #
#
A Hofankú, i reggimenti
femminili — vengono sciolti in
modo inaispettato; — deponendO gli zaini ed i fucili — le
soldatesse hanno esclamato: —
"Non ce ne importa se ci mandan via: — dlormiremo lo stesso... in compagnia".
#
.'
Corden Hull, ministro degli Stati Uniti, ha dichiarato
che i "quattro pilastri" sui
quali deve poggiare la pace
mondiale, sono i seguenti: .
1*1 riabilitazione delia legge internazionale;
2) ritorno alia moralltá;
3) non intervento negli interessi delle altre Nazioni;
4) riduzionevclel'e barriere
doganali e paritá di trattamento econômico.'
Giusto: La pace dei mondo
deve poggiare su questi quàttro pilastri; hia i pilastri, di
grada, dove debbono poergiare? Perché "si puó anunettere
sul momento che i .pilastri siano dessi; ma che 1'ultimo dei
fessi sa che manca... il basamento!
L'esperienza
sce spesso d'^1
i nostri errori
dalPesperienza
#
Io non ho mai capito perché
le donne debbano regalare a«H
uomini cravatte che, indossate, paralizzano la circolazione
stradale e fanno emettere' urli
di ferocia alle folie.
comuni trappole da topo con
dentro il souto pezzo di formaggio, e le mosche che vi
entrano, benché liberissime di
gustare il f ormaggio ed uscirné poi indistnrrbate, muoiono
di vergogna appena si accorgono di esser cadute in una
trappola destinata ai sorci...
Se non ci credi, impiecati.
;•'.-
Nessun proprietário di un
ristorante appena decente si sognerebbe di far pagare al
cliente un biechier d'acqua.
Scaldarla, metterla in una
scodePa é dárle il nome di bro.
do, oostituisce, naturalmente,
una cosa dei tutto diversa.
*
1
.
¦ -
*¦*¦¦'
"*,:*:
A Hofankú le spose hanno
acquisito -— i! diritto d'avere
anche un amante, — purché
questi, peré, paghi al marito
— una tassa piuttosto esorbitante. — Ma per vedere un
fatto cosf strano, —- non serve próprio andar cosf lontano...
*
*
*
Non sbagliare mai, nia
dovetssi farlq per il gusto
far sbagliare coloro che
diurno la briga di imitarti,
die Ia tua vita sia tuttoerrore.
*, *•
se
di
si
fá
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*
Secondo quanto assicura un
matemático, alcuni gruppi di
numeri rlcorrono con una sin. WÊÈ
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goiare frequenza.
Specie quelli dei conti che .,£';§
abbiamo ancora da pagare.
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ecco cosa v% o dir vi
"Mi ricondo behissimo il
giorno nel quale rinventore
presente ai puibbllcp i risultati
delia sua scopertà. Oh! data
memoranda!
'"In nn grande salone, affollaito di cospicue personalitá
e dl f oltissime íbarbe,; s'éra dato convegno IU fiar fiore delia
cittadinanza locale e di passaggio, che, pni* di assíótere
alia grandiosa esperieniza, avedispiutaito, a colpi dl bigliet^
va
Oommestibiliitaliani
ti di banca i posti delia sala.
Mercadinho Duque
"Patto segno a calorosisside Caxias, 207
mi apip^ausi ^il (Pistagni avreb«be idOyuto eptrare nella .sala.
Ma.invece non entro, per cui
teci a capo freddo, e vedret*1 rientrarono. anche gli applause ího torto!...
si. Oomunque tutti dicevanp
*SMi Ticordo che una volta, di conioscère la serietá dell'inquando era ancora fanciul.o, Ventore ed asserivano che,
vi fu un tale che invento le quialora un incidente quaíuritasche ial"'e giacchette' ed ai que g.";i avesse impedito di presènziare la riunione, egli apaétrani...
sicunamente avvisato
vrebbe
".Non vi merayigH la cosa.
tempo.
Ma inVece egli non
per
Pino a quei momento chi ave- aveva
avvertito nessuno ed
va da impostare una lettera, era príobabile. che gli fosse ca•pitato qualche disgrazia...
"A faria breve, un comitato di cittadini si reco a prender notizie alia sua abltazioI • I «^ •0.\WS-m*25mmWmmmW
ne,
e lo trov6 che se ne stava
-\ "A* «fr '"51 a_rC9^__«5Hi a sgavazizare
inutilmente, in/i\
W <* I l__H________fAfllifc&$
sua famembri
/ *V J L \-¥
BmlyZmS sleme ai "lMa io delia
scritto
ho
miglia.
—
sanon
che oggi
gridava
rei pptuto intervenire alia. riamione... Ho çeriito ai ipresidente, diiceiiidto ch«. essendo l'onomastico dei capostipite deila mia famig,'ia, intendevo dedieare tutta ia giornata ai festeggiamenti privati in onore
suo...".
"Poi, cedendo alle 'preci dei
comütato, prese il capEPeilo, si
infiló ij pastrano e sirecó ove
3a folia plaudente' ,1o at tendeva con impazienza.
A presteza no barbear não
"Egli si presentô súbito ai
depende, apenas, do rapidez
com que se maneje a navalha,
presidente de^a commissione
mas, sobretudo, da excellendei tecnici per deplorare il
cia da lamina utilizada. Para
máncato arrivo delia corrieconomia de tempo, exija,
Sjponidenza Tiginairdante ü rinportanto, a legitima.mmm^. CS
vlõ deFa iprova; ma nel deplorare la cosa, gli venne1 fatio
¦ÇjtHmtvdi.mettere mna mano in tasca
e di tirar fuori propiiio quella
.":. ., ma badaite bene ehe si
tratta dela pura veritá e non
d'una stqpidaggine qualunque.
"Sulle prime, certamente,
voi non mi comprenderete,
perché io. sono lun precursor©
e voi, siete gente:—- cómé diceva .11 iPòeta — 1'cud fa notte
innanzi será"... Ma ripènsa-
%,WVmWt^Jjmmm\ mmmmmm^^^^^T
it
1
ã
Rapidez-
GILLETTE AZUL
da fare sua, telegramma, da'.
conse-gnare un plico, camminava recando in mano la letterá, il modulo, il plico, fino
a ehe non ,1o aveva por tato a
destimaaione. Ma un certo PistagniiSdel quale non ricòrdp
pM neanche il nome di battesimo, penso che qtiesto viagr
giareLCon delle lettere in. mano, fosse lievemente acomodo.
'Ed alüora invento le tasche
alie giacchette ed ai pastrani.
"Pu >un Buccessp! Non appèna le gazzette diffufcero ai
qu»ttfò venti la- notizia delia
strepitosa irivenzloné, tutti
gridaronò ai miracolov
Bu,
iy
-,,;
^_______L!_______
*y^.^to$mmmmmmmie-m-mÊÊ^^m\
_mwKS__\\__\___\_____\WmKmmm^mmW
^^W
m^^Sm^mm^
7
LA
SALUTE
Oil
iNCIULLI
^~AmmTK^' mWm\-\
W^^^^
m.fm\
,\.m< «MO»»
EMULUQNE
SCOTT
lettera che egli s'€ira dimenticato d'imjpostiare...
/"Io giá mMmmaginàyo che
il pubblico avesse cubito capito ché le tasche rappresentavano i'í pM serio perácolo per
Pinoltro célere delia corrispondenza. Ma si!. . . Gli aPpláusi piú fragorosi <e piíi
soroscianti accolsero il gesto
col qua^e il Pistagni eàtrasse
la . lettera dalla tasca delia
giacca. Mi azzardai a far ri-
levare, con una punta di sarcasmo, rasst-rdo dela in venzione delle tasche: ma dovetti tacere, giacché altrimenti
mi avrebbero linciato!
. "II pubblico continuava ad
apiplaudir^' enitusiasta.
"Disgiraziaitii!
"(Ma io 1'avevo vista
giusta?".
ARMANDO TEDE8CHI
Mai
EO
¦«+..'
DAQUELLE QUE USA O
TONOPHYL
TÔNICO DO CEREBftO, GERADOR DAS FORCAS
PHYSIO& EMEHTMS, fSTMUÍAHTE DA
ESPHERA NEUfiO SEXUAL
V i'05ir 4
*KEl
üqca'.
i_-H>~siL£ifrAi
-\ni:>r>\qa<;,2i -mo
EM SAO PAULO: DROGARIA MORSE - |otè Bonifácio. 129,
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de I 8M ^**N,^^___?^
•—-Signorina, il numero dei dottor Saverio Hermann? Sí*
Saverlo Hermann: "s" come "essenza".... "ti" come "acicafle»
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* # #
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Medicina e Chirurgia in generale
Trattamento specializzato, ulcere varicqse*
eczemi,; cancri esterni,, variei' emorroidi,;;
malattie veneréo sifilitiche, gonòrrea e sue
complicazioiíi; ASMA e IMPOTENZA.
Cons.: Rua Xavier de Toledo 13, sobrado
Telefono 4-13-18
Consulte a qua1unque ora ;;
1
P RIM A
Personaggi: ?
IL CLIENTE RICCO.
IL NEGOZIANTE.
SEC ONDA
Personaggi:
PRIMO AMioO,
SECONDO AMICO,*
(La soena si svolge in un
negozio di chincaglieria; al1'alzarsi dei sipario IL CI_IENTE RICCO sta trattando
col NEGOZIANTE racquisto
di un vaso).
IL NEGOZIANTE — Le
assicuro che non glielo possá dare per meno.
IL CLIENTE RIOCO —
Veramente è un po' caro.
IL NEGOZIANTE — La
ho fatto il prezzo di costo.
SCENA PRIMA
Dott. Guido Pannain
.:^"'';*;:^VÍ-'í
a
c
due commediole screanzate
v.V yvv*.VV'_3 .;
'
I
n
1 Chimrgião-Dentista
Exprofessore -delia. Facoltà
L. di Farmácia e Odontologia dello Stato di S. Paolo
RAGGI X
R. Barão Itapetininga, 79
4. ° pian-x — Sala 405
Chiedere con antecedenza
l'ora delia consulta per.
TELEFONO 4-2808
,
IL CLIENTE RICCO (esamina attentamente il vaso
girandoseio e rigirandosek)
nelle mani; ad un tratto il
vaso gli-casca a terra e va
ín frahtumi) -- Dio mio, mi
rincresce muitíssimo! (...
IL NEGOZIANTE (visibilniente cohtrariatõ) :•¦»-»; Rincresce molto anche a me, ságnore.
IL CLIENTE RÍCCÕ —
Va bene, vuol dire che lo
pagheró; eccole 00 milreis
(tira fuori il portafogli) *Le dó cento mureis; mi dia
il resto.
1.L NEGOZIANTE (prende
il foglio da cento, va alla'
cassa) — Mi scusi, signore;
non ho ií resto.
Àdessja
cambieró ,in qualche negozio qui accanto.
IL CLIENTE RICCO
No, non si disturbi. Faremo
'afferra, un
cosi...
vaso
idêntico al primo e lo seaglia per terra, rompendolo).
CALA LA TELA
(La scena rappresenta
una strada,; airalzarsi dei
sipario il PRIMO AMICO e
il SECONDO AMICO s'incontrano.
PRIMO AMICO — Vorresti farmi un favore?'
SECONDO AMICO —-• Di
che si tratta?
PRIMO AMICO — Dovresti prestar mi un libro.
SECONDO AMICO — Mi
rincresce, ma i libri non ii
presto a nessuno; peró se c'é
un libro che ti interessa,
puoi leggerlo a casa mia,
puoi guardarlo quanto ti
pare.
SCENA SECONDA
(La scena rappresenta una
strada:; allJalzarsi dei sípario il PRIMO e il SECONDO AMICO s'incontrano;
tra- la; prima e ia seconda
scena sono":pái-sati 7a alcuni
giórriD,.:
"AMICO'--- f.
SECONDO
Mi
":
faresti un favore?
PIUIVIO .A&flGO"/.:•'-^•.¦••"¦Dl* ohe
si tratta?1-; ¦
m
SÈiDpNDO AMICO:;—Dovrestd preòtarmi 5Ò0, mazzoW.yk
C AVALIIE IR O J
SOPOR
JO*
AO ÊAUCIA
O IMPERADOR Dk MODA
Aua Direita. 15
PRIMO AMICO -rr- Mi rin-
cresce, ma i quattrini non li
presto a nessuno; peró se
ci sono 500 mazzoni, che
t .-nteressano,
'tç puoi venire. Ja,
CjEisá mia:
:.U•¦•'fàceió guar-r
quanto ti pare; çjtâ&Mi
CALA LA ''TBfaÁ-, '¦¦i
Luigi Bertoldo
Reumatismo acuto crônico, gottoso, deformante, selatica, nevralgie, lombaggine, eezema. — Trattamento dei
casi piú ribelU medicamentose e fisioterapico, ambulatorio senza febbre e shock. — RADIO DIAGNOSTICO:
poimpni, stomaco, cuore, intestini, ecc. — RADIO TERAPIA
SÜPERPIcaALE E PROPONDA* tübtercolbsi estenia,
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delia Clinica Chirurgica delia R. Univer.
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Umberto I e chirurgo delia Beneficenza Portoghese di S»n
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VERGUEIRO. 207, Tel. 7-0482.
1
n
M
1
*
WmWmmfmm^SSMmVSmmmWW*.
morbo contagioso
¦;
;'^'!ÍSai_Í__A^^ Capitârip; ab..Mamo trovato questa strana
•pergáínéna.
scavándo sottobòabáb!
quel
MORG__N.^ Strana...... e
perché mal?.;;.
SP ALLA, —:¦:. Perché a
;niente úVüoriiò nón ricordo di
%arer mai letto si strano lin•/güaggio! -Y*
v/ iMORGAiN. —/For-e Russo, /
ditetnl: forse Russo?...
SPALLA. -- E chi vi ba
siete svedetto cbe.russate?...
'¦¦¦-"¦
v glissimo," siete! — Gaglioffo e
MORGAN.
sçioccheréllo! Iritendevo dire:
fòrsé il papiro é vergato in
(lungua russa?...
-, < SPALLÀV —¦" Nossigripre.....
má, guárdáte, guar date voi!
MORGAiN. (leggerido) —
"Crimà bi. dòrire, bento il si.èpgno
'bisteratodi gáriciare .un attello
a covui ché stóbrici
sgualcita.
servamerià
questa
:. Jo. cuoio, cu-pio; tra agr oci stache
ísimi di un morbo catale
¦
ha
goduto
fia ibédigina non
. 'saggero
bombattere. Lunghi da té fesla mia bomba! Essa
éYinvetta! "il povero brodoM.
SPALLA. -— Ditem! la vesritá,
cl capite qua'cosa voi?
MORGAN. — Che peste mi
oolgasebo,mai conosc-uto una
lingua simile!...'E che vorrá
.significa, e Quella firma "povero brodò".?... ...
SPALLA. -r- Sembrerebbô
roba da mangiare./.
MORGAN. — Non dite fesserie..! ,È la "'bomba invetta"?
.¦SPALLA'. — Per tutti i cavoli! Forse corriamo un berio
':.sericolo!...
'-. :*M*ORGAN; — Come dite?
SPALLA. — Un seVip me• ricolo , forse .Ia forte ci assende!
MORGAN. — Ma che cavolo state dicendo,?....:¦.-,
SPALLA. — Baledizione-! Io
YStb parlando some caria il mas-,
saggiò cisterioso!
MORGAiN. — Qui sotto ci
dev-essere qualche altra diavo»
leriadi'questa isola máledetta,
bensí lussoreggiante di vegetazione!
SPALLA. — lo-gemo solpito
'giá da .questo riialefico borgo...
mi paghitè?...
. MOiRGAiN, — A malapena,
ma vi capisco. Siete solpito da
un corbó bat ale... da uri forbo
cát;.. Fuoni e tulmini!,.. Chiafate cubito il;sédico di sordo! '
&PMJLA:. ^—Come dite?...
MORGAN (iKKJchegglanclo).
— ...il Medico di bordo!
SSP__LLA. — Vago e vendo!
(si allontana correndo per ritornare dopo qualche istante
coirinsigne scienziato).
IL DOTTORE. — Ebbene.
Capo, cosa vi suecede?...
IMÒRGAN. — Seno bolchito
da riria calattia,.. Parla tu, mio
fidoSpalla!
SPALLA. -~ Un sorbo, un
sorbo ch«. non merdona!
r>DTJTX>_l_l. — Diavolo!...
Siate mono llcenzioso e scurrlle!
__tl»
%*:'%?
\TíImw*****mmMmmmmlmW^
II B__l
___-_/¦___- ___¦ B*?-____\lllQIPra__T_R
ÍB^™__-W-_---tea^M
i*mm*m _-.•-•:-•••.-.<'. ''-*______¦.-.-.• •__•..• i_v.. :»:• te«-.v-_ *.•:.•.».
__^_!-•_!|•^_v_¦•_^_¦•»?¦-•*^•^_,•_•'^ -?c^-»n________________________Pé*. •*.•*-•*¦•••_••*••_••
R_l§sllillÍfe^^
?•_••*.•••••»••••
••••_-__• *•?••?*_*••*• ••••_t«_* ••.»?•
¦hpdhmi
^
ACQÜA di COLORIA
_**_!^_**-_n?**_\^l-*'w'-*>_'-*_'v,*_n_-**_-
-m**^^^^^—m**"—^^*-mm—~~*mmm~mmmm-wmmmm-w^m^mamÊ^^^
v>%v%_S3__^o>_-3_i _r<''••>
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.•:V/*i?li5«_$S_SI_____PP.,í.,*'-:
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BRILLANTINA
CREMA
tOZIONE ~
PASTA DENTIFR10A
CIPRIA
SAPONE LIQUIDO
SAPONE
TALCO
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_^-^-^-^-^-^_B
-^-^-^-1 m*W ******m
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_^_^_^_^_^_l
_H
^_^r u*****************************\
m****m***mMWmwSmiSl!S
MORGAN. -^- Cario io, cario
io! Si gratta... si gra... si trat;ta.;./.Y.':;
-pOTTORE. — Ho capito: si
'tratta
dei funesto morbo "delia
stampa quotidiana", sparso in
molte. isole tropicali, compresa
la nostra, dà una crociera or¦'¦''A-1' *=' ¦¦ <¦'
-A;i':.r-
ganizssata anni or sono dalla lega dei Proti disoecupati!
MORGAN. — E ci potremo
sal dare?....
SPALLA. — Presto, dite*
ci: . si sgrapperete alia sorte,
alia será parca?...
DOTTORE.— Vorre*e dire;
la morte, la nera Parca!... íla
sic-uro, faro tutto il possibile,
'
calmatevi!
—
Borca simeria,
MORGAN.
sorca biseria, porca ntiseria!
(si abbatte slnghiozzando sotto
la tenda).
PIPINO, 1'estotico.
..>»
m
UN
CÁLICE
Dl LECITTIMO
___
^^
ECCITA l ArTETlTO-AIDTA IA DIGE/Tl€NC
'
_
lí»
i
í
u
esporte
¦IV'
VARIAÇÕES
SOBRE
em
O FRIO
Ójrfrio.parece qué vemu rigoroso este anno da graça.de
1937.;Çomo sóe ppiitificar o exeqUivel Tarantino, a temperatura -baixa pára p futebol constitue um àuthentico "buraco" sem
fiuindo'.):(Puzemos o ital de buraco com aspas para evitar íalsas
interpretações.
Mas como iamo® dizendo, o frio vem e já estárigoroso.
Não sabemos como andiai a temperatura Já pelo Paraná, mas p
certo é que as coisas ná terra dos plniheiraes se mostraram
mteio cáíientes..
!"Riés non verba" — já o disse o profundíssimo Enio Juvenal Alves. Com effeito, com o frio palavrass hão aidianitam;
O que íse quer vêr e "money"airodo emtrar pelas caixas para
concertar esse paupérrimo futebol que não suipportá tempo**
toumidbs e írigidós. 7
Pr,azia aos céos que quando se iniciarem os campeonatos
idas dluas co-irmãs (lei-se cão e gato) Liga & Apea, o tempo
melhore de "forid en comble".
Tenho dito.
* # *
fazia meias
Nos tempos de antigamente, quando Sócrates"ifootling"
ma
o
fazer
Xantippa
ia
de lã com duias agulhais e
mesmo.
Deppi3
chumbo
rua Direita, pau era pau e chumbo era
do trovão vinha mesmo a tempestade. Agora7 as coisas m'udaram. Houve trovões, raios ,e coriscas no firmãmente da Liga por
causa daquelle "maledettov ponto (vide Palestra x Corinthians
no Parque Antarctica, 2.° volume dos tre») mas a tempestade
não desabou na careca idos incautos.
Bem dizia Dante que marmellada demais enjoa. . .7
#
* *
.',*-'
7.
'".¦'¦'„
n
n
pílulas
não agüento ui o repuxo e . o . modéstia nossa) endereçouclube de Villa Marianna, mes- nos o seguinte telegramma: :
mo jogando mal, yenceu-o por . A' secção esportiva dp yi¦2..á'l."-;.¦'¦. ¦ ,
brante órgão, secção que ê P
sustentáculo dà Lido
verdadeiro
piraserá
Amanhã
a vez
¦
«ga
Apea
e da
.
(a propósito cotiningá!¦'..'.
mo vão ellas, bem?) o meu
7 # # *
7 7
cordial hurrah!
Adiaram..
Vejam ahi os meus collegas
.
Portugueza ** Santos hão se endireitam esse futebol qiie
merecendo um banho de
terceiro está
quizeram chegar ao
'
"carolina"
"melhor
do
, 3||
capitulo 'da serie
SaLuti
tres". Só porque o tempo nâo
TéffeV
eajudou, trataram de adiar
foram jogar... pingue^pon# * #
guie! 7-7 7; ;.7#;
Será ique futebol é jogo dfi Nova directoria
"mocinhos:ibonitos"?.. .
* *
do Juventus1
*
Más novidades
do Paraná
A excursão do Corinthians
em Clurityba não se revestiu
de successo. A primeira partida não terminou; a segunda
redundou num empate; e a
terceira venceu a selecção por
2 à;0.
Como definir esta excursão do "passeio" do Palestrai!...
.0 Juiventus, ionde cotuitiamos
com bons amigos e aidmiTadores, acalba de formar, sua nova directoria, assim constituida:
Presidente, Conde Adriano
Crespi;
1.° vice-presidente,
Armando Lorenzoni;! 2.° vice-*
presidente, Roberto Ugolini;
secretario geral, Ângelo Agarelli; l.0- secretario, Tranquil^
lo Fioravanti Nétto; 2.° secre-,
tario, Arnaldo Cabral; thesouretro, Jiacomo Cardenuto; vice-thesoureiro, Maximiliano d^
Marchi; director de" esportes,
Armindo Reis; Directores au,xiliares:r Francisco P* de Sou
za, Leonel Romanato, Alberto
Grassia; Commissãò die Esportes: íCaetano Gal di, JCarlos Érra, Luiz Notrispe/- Luiz Lobéllò.
.
(Em materia de futebol anda-se num seio de Abrôa (mulher de Abrahão). -O remanso dias águas não é inquietado nem
por ulina brisa bohemia e vagabunda.
Àté o C&podagliò anda tão quieto e scismiarento que fí
Um telegramma de
mm'gosto vel-o. O Pimenta Netto roe as unhas mas não resTeffé áo "H Pasqüirip^
mungai O Ragognetti anda satisfeito da vilda. (Palestra uber
laiiles!) o Nage, como não tem onde metter o> paru,. deslcasca
0 grande volante Manoel de
batata?. O. Parisi descansa sobre as glorias. (Sorte é que ellas Teffé, ; reconhecendo no "Il
armado!)
são de, cimento
Pasquino" o único jornal que
'quem
anda agitado é o Janicelli porque ninguém pro- conta com uma sétíçãp esporSo
'
a charuto... .%
move miais "comidas'!, regadas
tiva de verdade, (isto não.é
'
'
a
;M\
•Qué phlainbéil!;'• ; V
\
á toa. ]vT0 jogo de domingo;
Mineiro nem com
por exemplo, Jurandyr deu
e sain edi guida
': .só
Camerasomnéca;
uma
verde...
a ';' camisa
,:;
'.'''.
"
"deu
:
"
-.a:M%
7;'.;^:;Xvi|^í';7'
'.¦' '7-f
em cima" de Niginho.
.
.'
a''..
„'
.
Dizem! as más linguas que
Begliomine jogou com' uma
camisa; ¦ véráe assusta muita perna amarrada; Tunga deu
gente; bamba. | Fei assim sem- lambugem; Dudu* demonstrou
pre, com efeito, coin; o Pales- ser o centro quie" nós queretra, (oi de,cá). ,Só á vista da- mos"; Del Nero correu pouco;
"pixo- Novamanuel acertoui o chute;
queíla. côr fatiflica os
tes" se põem a suar frio, nem Luizinho foi "camarada" em
Moacyr, idem; Roque íajja caíor 200 grãos, aci- excesso;
ma de1" zero. Pois bem. O Pa- lando esteve num dia pesado
lestra ide Minas desfez essa e Imparato só assistiu ao jolenda. Nem com a camisa ver- go!
* # *
de os cordeirinhos viraram
'"'
>a:.;:
,leão. E o resultado foi aquella
a
*»
A Portugueza suou
tunda que nem a camaradagem da" linha da "bianco-verfrio...
de" não pôde evitar. Esta,
O 1.° de iMaio demonstrou
que de verde só tinha as
"dia do trameias, para não dar muito na que mão é só no
balho" que sabe jogar. Deu
vista marcou só 5 gpals...
ruins
.sustipairnhos na Portugue— Chi se ne frega?
za, que só pôde vencel-o por
1 a 0.
Os clubs apeanos, ao que
os
Andam v- assoalhando,
"amjgos" ido Palestra (e são parece, estão afíiando as garmuitos!), qüe houve combina- ras. Antes assim. Teremos, por
um campeonato mais
o Palestra perde certo,
Quaniido
ção.
movimentado
"não dá nada";
que o do anno
em-,
quando
pata "é sorte"; quando ganha passado.
"é. .. tapeação"!
# * *
'-.,
Será que só na cadeia tem
Entre amadores
gente ruim?¦: ' ¦; f ¦•
O Guanabara continua a fa¦•, í •
.'¦.
' ¦ * ;# ...
*
7
zer bonito. Está com vontade
O Palestra daqui affirmou de abiscoitar este oampeona- ..
XfMTRÜTTORE — Signorina, badi, l« ic^ dei cambio
é*5'
não
iarga
assim
to.
biscoito
O Funecionarios tambem alia sinistra!
que
mm*ém\'T*SíffSP''
-(.
^^^gS*
mmmsaigm-As
a k
WàfâÊi
;''
¦•
-
,
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(KtStiEiw&im
v»í**£ÍTr*f*^'^'?
.Y-Yn-. Y..tj
«"aMl**^;^
im
n
wt
¦•¦
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,g Articoii di Qualitá
>.,
s
«, *-*•
x
m
TUTTI DEVONO ESAMINARE IL NOSTRO GRAS' DIOSO ASSORTIMENTO DI INVERNO
:
...r
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PREZZI
P0P0LARISSIMI
Rua Direita,! 6-18
Schaedlich, Obert & Cia.
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,
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7
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¦¦-..,.
¦'...'
..1.
piu' fessi ãi voi. E quanti tubi,
tubicini, cellule,. glanãole, tutte
portanti come fiumi ãi vita il
líquore miracoloso al buco ãel
cuore, che voi potete anche ,toccarvi con mano'e sentirne le vibrazioni.
Ora pigliatevi un pezzo ãi pelle, uno qualunque e osservatelô
al microscópio: poi pigliatevi i
vestiti altrimenti vi pigliate anche un raffreããorè e carrete, liVeramente, sulle aiuole fiorite ãei
giarãini pubblici, sotto le gronãaie; sáltate sui marciápieãi quanão passano gli antobus e cercatc
ãi goãervi la vita: questo supremo
bene che una volta partito non
torna piú, come diceva quel cittaãino vedenão passare ãi notte,
l'ultimo antobus.
DOTT. ESCULAPIO
.
ÜmmíÉIêlÉi
COnsiglí mediei gratuita
mm
Tufti noi ppssèãiamo, per súpremo bene delia viatura, tin corpo
umano: ma quanti sono ãi noi a
cáiíóscere
'di il perfeito funzionameritó
guesto niaghifico apparecohio cjie cipérmette ãi amare,
bibere, ãi mangiare e ãi anãàre
in campagna la ãomenica? Pochi.
áiizi pochissié^i.
JB' gmqdi necessário chei ognuno cerchiiãi ^êtudiarsi, ãi capite,
ãi conosoersi.; Trenãetevi una
gambá, alzqteveia, guarãaievéla
attentajnentê, vi sembra solo una'
gambá e kierift) altro, vero? Invè¦,'eè
quanti -tubicini, quanti péli,
quante çèílulè ijninute e mistériope. Ora pigliatevi uri braccio e faie Xo stesso:'come'¦ é miraculoso
tutto ció !
Osservate il giuoco nieravigliosp ãelle ãità ãellà mano che pos-.
sono contrarsi ¦ bruscamente .--e,,
ammolíqre uno sganassone al ràgazzino o àfferrar elo stipenãio
alfa fine ãel mese, o rattoppare
i calzoni sfondati sui quali seãete inténti dl vostro lavoro !
Ora mettetevi ãinanzi aã uno
specchio; ; quali '¦ è- quante altre
.*'
PULLOVEHS, SCI ARPE, GUANTI, BERRETTÍ, CALZE,
ÀCCÀPPATOI, PIGIAMI, CAMICETTE ECC.
sono offerti dí accordo con la noistra nuova orientazione di vendite
cioé, a
199IOOO
¦: i\
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di tessuto di pura lana
finda
,.:-.<¦
'
.
SOPRÀBITI
¦ ¦
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meraviglie.'! Ecco Vòmbellico,
senza il quale i vostri intestini
giácerebbero sparsi per le stanze
come gli siracci ãella' lavánãaia,
e il toracé, questo. torace che
cnst.oãisce il cuore, i polmoni, la
milsa e il. fegato con il quale vi
roãete ãi non pigliare al mese
quanto pigliano tanti inãiviãui
íPANCESCO
LE.TTIERE
IL SARTO DEGLI ELEGANTI
IR
t*wl'
s^Hii\
y^v
j^mWLwil!
^¦^v
"-:ví
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60% delle
¦
i.
cattive carnagioni
provengono dall'uso di saponette non perfette!
La SAPONETTA ECIA
é stata creata per le
pelli delicate.
La SAPONETTA ECIA
crea pelli delicate.
mm$$ PCRfU Ni
AMwUrV
AL FAl,ATAtj
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Rua SãorYYYBento, 470 - sob. — 3.° piano
§S Telef. 2,0961 — SAO PAULO
Edanee
12
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per im$>edire aliei donne di
'(güidíare?''-?
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3-ispose VigiSemplice
giáni; il npfltro car-ó amico e
¦:,:-y. iffiK
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^'\ .^••'
co^eglonarip —•: nina legge
:rr'
-O chitarra. ròmainaaaaa
sapesse che son venuto a bru- che .__ tabUipsè la possibilita di
Accompagnamituuuuuu!!...
ciar questi marusehi, per sen- guida-re soltítoto alie donne
'
• .•- .¦*.**
tire i bragaglieschi, -'—- vedre- che abbiano superáto I tren. .'.,-[.'
Se non vuol accompagnare me, «ti, che nespole... *
fanni.
* * *
o imperial chitarra romana,
* # ;
'}di
accompagma i bragaglieschi : /Fra. gli ammlratori di-Lau-. - Rella,
tutte le flaineiullç
pM
"téatrologhi" dei Municipale.
ra Adani c'é il dott. Arturo i
[bella,
Zapponi, il quale ;ha fatto di Bella vendttrice di banane
' Ohe .ne hanno tanto, ma lei la depositaria delle sue
[glaUeeee...
{; -y
-tanto .bisogno.
•caníidenze. Durante uri inter..;-*l;'# *,
* #
valío, Madonna Laura se ]o
Giannetto Bettolioni raieconA propósito: non si potreb- vide: ©omparire nel camerino
be chiedere a Ruitl ché vada, a coin unharia corrueciata che táva. a Giàcinto Tebialdi l'avcantare qualche canzohetta ai non gli aveva máiconosciúto. venuto matrimônio di un Ioto
Municipale? ' ">"y,',''¦¦'] ; :-— 'Ma clie cosa vi é acca- comiumé amico con una signoSe no, la "propaiganda arti- düto? -— gli -chiese. — Avete fina mOltóipiôvera.
'—> Ménp male — commenta
stica", malgrado gli ordini'.e, una .faccia. nerá ¦ da funerale...'
le eircoiari, finisce che la veOh, non próprio da in- Giaeintó ;^ehaLdi.
•__i Come meno male?
dremo fare aPe poltrone. .
nerale... '
x
— E' morto un cliente?
Oltre, sMntende, che ai pol¦";r—' Eh ;sí rr- continua Te— II cliente sta benissimo;.. v.bEtlidl — perché. fino a quando
ir oni.
* *
So'tanto che, dopo. aver gli sal-;; si sposano quiel^ povere, le
Renzo Ricci, alPinizió delia vata la vita, si rifiutá di/pa- rieche restáno idisponibili!
sua carriera, ha per la.prima garmi.
..
d. R. — Facciamo notaE vi anigosciate per aue- re N.a Giaeintó Teibaldi che atvolta una parte importante.
Ha comperaito una ibera
'.&'"é cami- 8t6? -r— si provo, a consolar lo triibuendogli questa 'barzelletdu,ro,
cia col petto
fatto Madonna Laura, -— Pensate ai ta
facciamo faro un figumarsina
imprestare ,1a
da un tanti clienti che vi hanno pa- ronegli come uomo spiritosó.
; Soltanto con gli Orologi
amiço, i ibòttoni con la petla 'gato, pur. avendoci rlmesso la Tutto
gr,ati_j.
comprati nella
dal .brillante idella, Compagnia, pelle!
•
> •!* * *.
* *
Ie scarpe lucide dai caratteriTina íCapriolo, la nota filosta. Ha induigiato .dieci minuCASA MASETTI
Grazia Del Rio, lo sanno dramática, ,há una sua serena
ti dinanzi alio specchio per tutti, ha fatto dei1 a clnematoirosofia ohe lo ía vedere Ü
esaminarsi da capo a fondo. Sli
Al Castello Malatestiagrafia.
"Conmondo -e i feuoi abitatori nelé fatto ún paio di gargarismi no di Gradara si gira
giuèta. Recentemente
per rischiararsi la você. Ha d-ottieri". In ivina pausa dei la-, la luce
:
mallnconico di
un
autdréii
mensalripétuto
sua
la
parte,
la Del Rio, che da alcu" dramimi mai rappresentati le
QGGETTI per REGALI
mente per lo meno una dozzi- voro,
ni giorni veste abiti rn.asi.hiii, diceva che ij* mondo e pleno di
fine,
di
Alia
voiiíé.
na
giuuta
Svariato assortiinento df
iuteripretando ja ipar^è di un ingratii,.. : ;j
in
sceria.
1'ora
entra
ai
Orologi da Poiso, da Tasca,
giovaine paggio, si rivolge
-;
.Fo^la^lnviitaiti.
La
— Perché considerate il
contes.£.',
attori
da
da Tavola e dá Parete.
regista
attorniato
mondo da. uri punto di vista
sa riceve,. iiii?. giovaine attore ' assisténti.:
•—=¦ lij inter: non vede il momento di piro—r- Sa iO-he a fúria di andi^r cosi pessimista?
IMPORTANTE: — I nonunziáre' la sua .batituta jbhe véstita «osi, meta delia Com- TÜppe Tina. —- Se ei sono deStripregiati clienti riceve.dice ?cOsí:;;-r-f-: Si, contessá. pagnia mi prende .per un uiò" gli ingrati VU.OÍ dire che ci
ranno gratuitamente dalla
sono a^trettanti benefattori.
um bic- mo?
prérideró v voletótieri
''.•'v'..
,:.
,:.;."
nostra casa, un "coupott"
"whisky".
1 .*..'#-.¦'#-.
—
eliierino
idi.
ribatStia
,
tiranquilla!
numerafO} che dá diritto a.
L.a padròna dl casa lo saiu- te il regista col suo sorriso-a
Üria? bella e splritos.a. attriconeorrere. ai sorteggio dei
ta con la mano egli phiede: fior di laibbra;. — IVtrà me- ce non
próprio . giOvániasima,
§ RICCHI PREMI esposti
—- Evpi, mareheae, come stauna (ecco
l,ei
é
ohe
benissimo
tá
sa
perché non ne facciamo ;
nelle vetrine e che sara ef' donna.,.'''- .
;
te?
»
.
il riom'e) atnava te^neramente
fettuato con la Lotteria Fesi confonde. Pensa a
Renzo
marina: graun ufficiáleftpO di -ma
derale dei .29 Maggio corLúcia
Mbndélla.
Tutta
ia
precosi gio-/
rente., (Carta Patente n.°
Aleuini attori. delia: Cpmpa-. zioso, elegante,
vá. all'aria e non
parazione
facilmente^;
ijntuife
da
va^ie
120).
sapendo che dire mormora:— gnia Italiana d'Arte. Dramma- com^ non ;avesse ancora la
Aprofittate. dei nostri
Sí, volentieri, contessá, pren- tica discuitevano sugli acçi-; stoffa di un ámmiraglio.
denti automoibilistici caüsati
deró un .bisoherino di vice hi. . 'daí-e
piani nonché dei sistema
í_'attricè\fáppresentava una?
dipnne ehe guidano, apr
* # *
creditar io in 10 pagamènti.
eaídopo aver letto nel coriímedia a isüccesso dove
Sbagliando «'impara, Non punto
"Paniuilla" di u'n..»imile infor- trava un vàscello ehe doveva -;
Visitate la
sempre! Qualche anno dopo lo
figurare dijuavigare in maré
stesso attore doveva dire:— tuinio un po' piu drámmát/>o agltato. Dono dieci sere con-r
Chi piechia alÍ'uscio di qua?, degli altri.
secuitive chp l'u.ftielaletto asEva Magni, ch© possiede isisteva
Chi piechia aTuseio di lá?
allá rappresentazione
Ma anche questa volta si . uin'automobile e perció ha an- 1'attrice -gH*; disse:
:
nelle sue nuové instàllazioni
impaperó.e disse: — Chi pi- che la possihi^tá. di poterlá;
—
mio,
hai
giá potv
An\òr
RUA DO SEMINÁRIO,
sca álpucchio idi qua? Chi pi- guidare un .giorno, -t trovava to íairti un'idea delia marina?
131-135
tutti gli áçc-ómodamènti e scusca alPucchio
dl? IA?
'•
*
*.
#,-'
sàva le guidatriei. Coloro che
Tel. 4-2703 e 4-1017
.Pascoltavano
-¦¦'¦^[¦U:-:
nòn
sa
Ma la mamma mia
erano' intramsi;-S|top.:"
Al prossimo numero, pizza
Ma la mamma mia non saaa...
i-Come si potrebbe fare: alia napolitana, meta con -la:\
.
# # *
Perché se la mamma mia -rr doniiainJdld .Ernesto Sabatini, mozzarella, © meta stasio.
¦¦¦¦¦¦¦i
sciocchezzaio coloniale
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IHONTUALIDADE?|
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bijoüterie fine
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Casa MASEÜÜI
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atlântico
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prodotto delia
la siçjareiia aromatica
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düllalbum dí manon lado
f^jfào^M Yespie YpUohârm:
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<f é wút) sp0çhip idi imrer a che si chiama-
FEI_g£M>&&*3_LÍfekl
. Sppr$tMzw^^ tersaii
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gdUeggian gli asfoúeli e lè rned/use
Ptàallü0àche^
!¦: .-¦¦
*yí-; .. .
•**-fi!« V
a y ^Pe^é-w«^^M^gMccwkE ^-ima prugm,
ipàrle àçcese di müle iridesçenzef
salgon dalle abissali tasparenze:
dove dqrmono Tóstrica e lai spv0iai{
'¦;-»''-''ii*í.'--f*','i
ímmrAA.T A A
ABàiiümdime che sulfódo passi a
00M^
raccoglie
itésori imfoènsi per placar sue voglie,
soZ che ía mano, camminando, abbassi.
, Q fantástico maré
io ripeto il tuo dohe
io che le perle adoro
fin da bambina, non
delle perle,
nome: Ito!
ed ho patito
potendo averle...
^H:'-_:_:
NM mio"lettino ad una piazza sola
lungole ore delia notte lente,
ad oechi apérii, ininterrottamente
sogno il mar íto sotto le lenzuola!
a
^3#^kS££^3Ê?Í^H
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SOPRABITI
COSTUMI
di casimira su misura fin;
fin da
WMmé
MANON LADO'
a
tífôtt^SíS^Kfc
138$0 0 0
99Í8O0
SCELTA DIFFICÍLE
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il sole
II Sole scendê appieco sopra i tetti
e incendia le soffitte egli.abbatini:
sHnóltra in una serva di camini,
saltando
comimni'•¦:''-¦
e paparetti;
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Non so próprio quale scegliere.,. Lei, cavaliere,
v ';
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^ consigHerebbe?
— Ifacilissimo! I prezzi delia "A INCENDIARIA",
QUINA DO BARULHO^ sono tali' che le permettono di
dere i due tqgli di alíito con la certesesa di pagare il valore
:-'í'''.a..aa-aíA
di uno so!o. v
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quale
"ESprenreale
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qua e lá si sçioglie in mille rigoletti, t
ch'han fwgoni abbagliawti di zecchini,
irroventa le sògliolè e i pradini, .
sHndugia sotto i verdi pargoletii.
¦
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¦'¦.-'
Giu pei galli deseiiAiVí^ .r
quasi un immane^ J^roccpí di ^éíd^o,
rovesciato daúwforho esèúnãescènte;
¦
e tutta la Termopili, a distanza,
pat,. sotto un ampio cortigiano giaüo,
indrappellata principescamente.
UT&
CLARA WEISS
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¦¦/** • ¦ *.OULLE ,;-••-; Pasguate *—: Isolina Addeo
Dntfante la settimana scor- : Bastiglia — iGriovaíniii Serricy's&, i^no-'n^tl!,ijn. S. Paulo: Su*- chio di Francesco — prof. G-asétta ©ueri*n;;iài Gtiacinto --—* •briele Zucchi —- Lina Larocx Norma •Mèzzàicappa di Giüsep* ca idii Vincenzo — Nair Spqs-i*to di IMlchele— Rodolfo DroP^x.i-yYY-^jZ:,.'
gheifcti — Giovanni pizzotiti
Dott..,ALBERTO AK-JBROSIO — Iara Trepiccione dei prof.
.', Xi&r}i irá..fiesteggiato 11 sino •Ernesto.
'-., genetliaco il caríssimo amico
e distinto, connaziiònale dott.
NOZZB LOFRESE-UGUORI
Alberto* Ámiiw-osió, simpatacaOggi, * nel
si
mente inoto n-etya societá ita- rèializfzeranno iepomeriggio,
nozze delia
lo-ípaòli3taín'à per la sua bra- leggiadra e avvenente signorivura prof^sioaale.
na Elivlria Loirèse, figüa \ ál
íl '"PasqUin© iC;òl;òiriiàa^ in- nostro egrégio connázionale
via ál valoroso medico; sincere sig. Clav. Vicente Lofresé, è il
fe-licitaziòni ,e viviiissimi auguri 'distinto giovane Oscar Liguodi liungá e prospera esisitenza.
ri, figlio degli egregi connazionali -donna Annita Sanso-CX)*MiPLHANNI
netti Liguori e sig. Gav. CarBurante la setit-imana scor- m*> ©'Arena "Liguori..
sa, ihan.no fôstèggiato il loro
La ibèrimonia religiosa avrá
compleatorío in $.. Paolo, i sç- luoigo nella Chiesa N. S. "da
-guenfá connazionali:Bôa Morte, aMe ore 17.30;,
iRosa iÇallegari — -Norma
II "Pasifl-uino lOoloniale"
Cajt&biano <di *Oarme*Ío— Ve- mientre si corigrafcuila con le
lia 'Pácini — Anna Addeo di
rispettive famiglie >per ,1a be-
.**¦; ne ámspicata unione, invia alla prossima eliegante coppia i
'Piiú
idi pérentíe
sinceri auguri
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'Y'ZzYzz':'YY-'-:.
Y\\
jfolicitá.
"*
Y*.
*¦'*.:'
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•IsÓCTÉTA' DI (M»HCJÁ 12
.DI S. PAOLO
| FARiMACIA
Abiamo.il
|
piacer© -di àp-*
: jpremdlere che m-erco-^edí 20
jtx>rrentie é stalto imsediatò cojm© TiifcoílaJre dl iChimica Induetriiale delilla Societá di Chimi•pa © farmácia idi S. Piàolo 1'egregío Silg. 'Dott.. Pietro Baldassari noto é stiinato chimico e .farmacisita, Direttore dei
n-oitissami iStabiliinenitt Chimifci "GiroF.
L'inisiediamienito é avvemuto
ailila priesenza di nuimerosi pre*fèfisorí, soei e professionisti,
ai qmaii rivolsie la patfola il
S-egratario deito- soicietá, Prof.Gastro Pereira, che sa-ntó il
nuiovo titoilaire con oppoütune
e lusinglierie espressiòni, congratuHandosi con lui per l'o.
norifica aceita.
II Dott. Pietro Baildiassare.
evidentemente conwnosso, pronünció .infine am- discorso di
Dott.
Pietro
Baldassaii
LOGGIONE
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vringroalameinito J che fu molto
apip-audiito.
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Dúfcante Ia settimana* scorsa, si «ano spenitl in questa
Capitale, i segwenti eoíin&zio¦ ¦>l.^,--;.-: -'"%..¦'"";.¦ :\-4'
nali:
'^CUnsea^-iD^
Rose/—- -sAtflP'
:
Io Fontatoefti-~ iGrazieilavrCâ^
lattcbtelíií''• -^jtíljt^jÉt;.'-^! ¦ Amélia,
Pa^òlíií'Manw&L ^;^C$xv-.
mto^\~^iwçtâo
'¦&Á^e4:~rr:.pi^ -Aig&stiGalante
no
idí Binllio^;|Í^#tóna;; B
silo di Vinoenaô — * Agnese
- * •"•í;
Foraaa&iri fcanjaroU; •;
u
n
Domani, il Jòc&ey Clube
fará reallazaro nel confortabi1© Prado,da íMoóca uma interessanité riunione iturfistim.
III progranwna ::&í presenta
—
assai attraente é composto di
8 corsé íralequali si distac'<ja'j;tt
pitemibiGlassico "Oração
¦Pa^iiiftó;'' risenráito ai pirodofc
ti paojisti d©ll'ul!tima geraziome che sono: Bigueira —
Mjàifiái -—Campanelaf~'if>. PinhaL Puire iptereesanti ap.patònovi!:|pr«ahd. r— Bmnlá^io e
EhiSpBlor?; !':.
lia 1 .corsa avrá ihizio.alte
ÒTeíl 3,30 'j^íi^Bia^^^coh gúaIfonque, tempo.
h
.^-..•iAi^liátç^^^^^^PàsaúW^
palpites:
:^idía^mo^jip)pjs^:
:^l:..a; X!orsa^':Coi^:ad»;..r^-'
¦ -^tlaoíiftr:.-—.:JÍlol«fna12
.a~eorsa: iBstro ¦«—v Jaracati&í— JEícole .... 23
.a: corsa: Barthou: —:
^ ;Gálaitro — Volt .y..•'. 12'
iva corsa: Piminal — Mal-
DE|pU-NlClPALE:' .v\;
.
:/:
'
Impresa N. Viggiani
OGGI ALLE ORE 20 E ALLE ORE 22
F ES T A A R TIS TIC A D I
MA T ILOÈ
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BGNN I T O
CON
TRE NNÂMURATE
III
3 átti di OSCAR Dl MAIO E GRANDE
ATTO VARIATO con ARMANDINO — CATINA — GUGLIELMI ;J
VITTORIA — MORISI — DUOPINA — RUBINO
Domani in matnée alie ore 15
TRE
24
II
15
CAN20NE Dl NAPOLI
.5. ai corsa: Taster -—'•,¦... Mi']^Wu:t-.
• • 14
Tomate . .
—
In6>^-ç«írsa^ jBorona
viejòso -1 ^Raudera ..,. 23
7 a corsa: Agente — Aribolito — Galopador . 12
8.a corsa: Diccionario r—
Onda Cwrta -—Japão
—^«W—
i
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fa — Rijgüôiira ......
joefeey çtub
i:
NNÂMURATE
Di será alie ore 20 e alie ore 22
MAPPICCIÕ
A SIGARETTÁ
::TEATR0 BOA' VJSTÀ"
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maccfcó$| che doveva salutare Ia fine dei secondo atto, verrá eseguito dal suo sostituto, Cav.
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guerra, canzòni di
stornelli de'la terrir
bile eppur bella ívita d'üna
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càntati humerosi
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Marengo, ove hanno consumato un rancio, ' eon - giovanile
baldanza edi ammirevole vo.yV-
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Guerra , hanno voluto commemorare Al, giorno delia Vitto- •
ria, riunendpsi aMa Chácara
raciitá.
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Due aspetti dei rancio. Carlo Buti, accompagnato dal
coro degli intervenuti, intona
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vecchi canti di trincea.
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ch.e lã você di
Cario Buiti, che intervenne al
rancio. con
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ancorj|?iu' entusiastici'¦& belli.
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Pubbláchiamo alcunji Itópetti delia «be|la-gita, che rimáfrá
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indimentic,abile per tutti quei-:
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Buti, i reduci cantano inni di
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sbadiglia. A sinistra: Gruppo
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La settimana scorsa^
mentre{W:kBMmàwdç stava per entrare iri macçhi- ;
%a> gmnse la notizia delia
nomind . tfeJ Sig, Alfredo
De Mdrtinoa Comménddy
tore deílú Corona d'IttáiaFy
Dattí, Vesigúitá dei tempo, non ci fu passibile pubBicar e,: in. omaggio al nostro egrégio connazionale, v
che ún clichê, cón pochc
parole di ¦ sincere congratulazioni.
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Ripariamo oggi, dicendo sutta significazione di
tale nomina quei che andava detto: cWessa rápprcsenta la consacrazione dei
meriti di uh coloniale ch'é
stato un.luminoso esempio
non solo di dirittura morale, ma anche di modestiàt i '
Rari sono i connazionáli che con Vattivo morale
dei Comm. Alfredo De
Martinononsidiano delle
arie aventando delle esigenze talvolta assurde. -;E"
le esigenze; sempre inillustrátó eidecàniato bilüncio
ai valòrizzati meritif han
diffuso nel pubblico la cónvinzione che tutti gli htti
'dei
nostri prõminenii siano regótçài dalle maggiori
o minorfprobabilitâdi ricompensav—•- dalle piú o
meno fervide premesse di
premio.
Ebbene, chi conosce la
vita, le attitwdini e le abitudini, gli aiteggiamenti e
gli atti di Alfredo De Martino, —rsa non solo quanto desinteresse ci sia nelle
sue opere, ma anche quanto lontano dai suoi sospeU
íi fosse, durante la sita vitá coloniale, ,ü pensiero
che la sm attivi$á sarebbei ^íá^ íw ^tó^ cosi
spontaneamènte\>.*r i c onoJ^rcfiê^AÍfredo De Martino, tktto intento alia sua
attivitá iridustriale e alia
sua''fètàioífâitPrtóétáe-. ah
Vattivitá. coloniale soltanto
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IMesa . conte ríconoscimento, di questo suo specialissiiino mérito. Ia nomináíl sfataaccottaçon simpdiiãnon solo nella nostra
còítettivitá, ma anche tra
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i nostri ospiti, che - nel
Comm. Alfredo De Mafr
tino apprezzano ed amanp
il lavoratore onesto, ii" citiààino integro, lo stranie^
ro icorreito che cosi squisitamente ha saputo conciliáre il suo amore atta patria d'origine ai suoi doveri verso, la grande terra
osipitale.
;
Da parte nosirty con*çhè Warjkmente
fessiamo
noi ci çGngmtuliaiho: con
tantd sincefita còtyé. serir
tiamo di poter fare oggi,
con il nostro egrégio corír
nazionale ed amico 0omm,
Alfredo Alfredo D$ Mar•
tino.
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LA FREGÂTURA DJELLA PIRANDELLIGA SGEPSI
Adani eíl Eva, Bragaglia e Rieci con Ie spalle ál muro.
,r€fat? dé(la €om,I»^ia Italiana
di
Art«Di^JnJrÍm?
Arte
Dríammatica, a caporaoui
pella med©sima si son dati
dim?trafe <*• qi#la di quesfanno non
éla
"temiporaidà" a scopi
ÍÍmÍTu^61,
solta
fiuanziari, ma um disimteres«ato giro-di propaganda diante, italiana, mostrana im•
»
iperiale.
s'
v .
.'-Ieri será, ,per esempio, neij Bar dee^plauadã;
tr© sulcchiaviamo plflioidaTnenteunin.trug.lio che non meánomimiamo, iPerché noi reclame gratuita non me facciam©
manco a col<pi di üegno — ci fu possibiife èentire Maidoinna Laura Adani, iMádonna EvaiíMiagni © i MonsignoH Brar
gaglia e Ricci dar quattro spi$gazioni d'arte imiperiaie à
..'meia dúziiai" di estiereíiatti giornalisti locali.
Non appena Adani ed Eva'; ebbero «piegaito
çh© Bernsteiin, iBegoviic e Oowiair|di; non json© che dagli italiani
dei
BronnerO, — Bragagliae Ricci entrarono súbito hei1'amaro maré (nostr uim) pirandelliamo•
— Piirandello— dicevano fBragaglia © 'Ricci, ün po!
uno,
con pumteggiiatu.ra mímica di Adani ed Eva M
per
é un.dmmmiaturgo di fronte al quiai© túntiti i drammiiatuirghi der^umanitá, da Esctiil© al Principe dl MontenevOso,
ci fannqla figura diNa^oleóne II Piceolo ©Cola da Riènze di fronte afia Storia. Shaotospeaire, Ibsem, Andreiieiff,
di fronte ;aH'Arte, —- guiando 1'art© isí chiama Pirandeilló,
-- ci íaninolaíigura ch©
ci sta facendo Gic©io Franco di'nanzi a Madrid. Pirandolio é i'Altare dei Teatro, piram
deOo é^*Arte, tuititó ^AiTte, piü che l'Arte. Egli non un
uomo, mia un Dio. Molti credono che Pirandéllo, col é ipizzo, il «boechino © le fresconate per Miairta Abiba (di fronte
alia qua'!ef tra ipárenitesi, 'Eleonora Duse era 'una
vendola) che Pirandeilo, dieeyamo, fosse uin uomopeseiErrore. Pirandfello non iera un Uomo. ci rincrasice che Marta
sia nmiastia in Itália, se no potrebbe confermarveilo essa
st^sa, con ,1a sua insosptettahMe e melodiosa yoce.
Voi
pfcnsatoe Súbito che Pirandeil© non essendo un monto! fosse ium superuomo. Errore, ©rr ore, cari voi. Un superuomó
puó naippresentare quialich© cosa ín paesi di second'ordime
comio il Riegno Unito di Gran Bretagna e jatada,
dove'
quando qualche brocicolo cresce un ipo' ipiu.» di um ametro © eettamta, diventa Bernardo ,Shaw © tutti
gli lbattono
le mani comei ad un nieítaschiamo fenômeno. Mamei
Mediterramieo, ciari voi, um superuomo é una .persònia .comumé,
e
s.ii. quarantaqmattwo milioni di abitaiiti, una naaiono ha
sempre qualche milioncino idí geni còlloudati, <»ompr€«i e
consacrati. pemid Piriamidello, non essendo um Uonio,
perch^ l'afferma Marta, ç non essemdo un suipieruorno, pwcibé
illli
OURIOSO — Si, anche. F.essárdlep é stato fatto qualche
cosa. Ma da Rte a Commendatõre^ ,ci sembra che ci troviámo in discesa, © non in salita.
E' vero che, com© diceva quèl
filosofo periipáteitáco, ie discei s©, guairidat© dal basso, sembralmo sálite, — ma noi -r-. si:
sa -— guiairdiiamo sempre dal1'aJto. E daWalto, le discese,
sembrano próprio düsicese-.
GRAN SANTO — Maurelio, in
nome di ts1. Pellegrino, séguita
a, mestar© initrugü nel capace
© discreto .nptraceio dei sno
reitirobottegà .---da dove poi
"importai'* Jia magnesiia ch© ri-.
v©nid© a cass© ©d a prezzi ineniàrrábili. E siceome tutto ségulta ad andare nel miglior
modo, n©i miglior© dei mondi
•possiibili, —- .fesso lui se la
smiiptt©.
, MARTUSGELLI -— 500
• OONTAiDOR —-. mi nnovo
biiameio d©')l'umica, 1© spése
lodico to, Amtóm Giuliio BragagMá, Regista, -— doveva iésser© nocessariamienite um Pio. Cüi siámo?
7~ E come no! —- fecero Adánii ed <Eva, mentre Ricci
imimergeva ,1'indice nel naso Temnimaito il drenaggio, seTgitítd Ricci;
. -_ voi siapete qüal'é. Ia somma filosofia dei Teatro
dl I^iTamdèiiltó? Nò? Ebbeine, ve >ia dico io: la filosofia dei
Sommio, é la iSceipsí: scepsi estética, scepsi:'. ética, scepsi
lógica» scepsi metaifüsiciai: scéipsi itelluiriico^catastale (come
'.. in
"Oosí é, se vi
pare") sce-psi^ uterina.íc^e in ".Yfeijtirô
gli ignudi") sceipsi generale^ (comie^^ nei ViStel^ Persdhaggi")
scopsi farmacêutica, ibo^taniioa; © mineraílogicia, straitegiça,
gastrp-imtesitina.1!© ©f stratosferiüca. Aveté capito?
j—- Altro ch©! —- fecero( Adani ed Eiva, mentre Bra gagliafjsi ipuiHá ^'umighiia.
yy:rr- lior sigmori scusino tanto, —.fece timidiamente a
queist^^^ura^Um gioirmalista . ma per riaffermar© la non
«fSisitemza idbl critério di certezzá, c'©rà bisogno di rompere
1© scatole ar''umahit4 in Uma forma tianto rumorosa?
> —r. Questo carciofo non, capisce niente! — «'.imcaizzó
Bragaglia. —: Elgli non caipisice ch© la divinitá di Pirandello consiste appumto nciranrer scoperto ch© l'íinica veritá
assoluita é il dulWbio. .
—• Mica caro — fece ál gioirmallista. —. S© iá vei-itá é
iiiconosciibil©, opipiir©, se M duibbio é im ogni y©Cltá, lá Hevaitric© ddla iScuiolí), Niormale che coníinicialo studio diellá
lògicà elementar© .proitesta súbito il suo dubbio contro la
famosa veriitá p'ir|aind|elXilana• ch© vorrebb© «pacciajr© 'per;
asSdluito il dubbio 911 oigmi veritá. Oomie vede, tutta; la filosofia deu gênio d'Agrigeüito si ridncé ad juna bal1a idi sapom©, al solo luimejdi logiea, senza la necessita .di ricòrrétie ad esempi 'afaõj
prajtici di veritá /assoluta.
Bragaglia
la- fronte, ch'era china, sibarró gli occhi, tors© Ia bocca,.; sputó e disse:
— S© lei mi tfy un ©sempdo di veritá assoluta dentro
un miniuito le regiaicj uma "Maa". Mja, se hon' m© lo sà dare,
1© tiro um pugno iíi un oechio.
Passarono 2 fecóndi, cimQu©, venti, trenta secomdi,
quando l'impeTtin©nite giormalista, raggiante, esc^mó:
—Bureka: H <5àffé Pâraventi é il migfiorè idièl mondo.
"¦¦:
'•:
#
#
'-xAffii
¦
M
¦
Tutti convemnípro che il Claffé Piánaventi aveva fregato in. piemo la scepsi, Piraindèllo, A;dani ©d Eva, Bra^gag'!ia © persino ií nostro cairo am|có © correligionário
Avvocato Viggiani, imipresario.
c p.
,f i;
A
m
p llii
quanjto riguiairda lia sua siicusezza, ii©i saprá ohje
he ia mostra
disoreziOn© é ormai proverbiiale.
1
FIIX)DRA»ÍATÍCÒ — I
vositoi colleghi delia CJontpaígnia 'Italiana li Arte Drammaticia", contrariamente a quianto si dice, non appairtengono
al Do^o^avoro di! Predappio.
Apiparteinigiomo invécé all'Arte
I^rammaitica Italiana la qualé, se come Sitell^ di Prima
Grandèzza contiené nientememe che uma Marta! Abba, ,puó
ipermiettersi benissimo ii lussò di pnasemtare Adami ed Eva1
com© la "dup'a'! ©reditaria
d©il© virifcu'' di Eleonora Dus©.
OOLONKALE — Noi avevamo esattamente previsto il
successo ch© sta ottenendo la
Gránd© Esposizione idel P»atrqu© iDom IPédro. La nostra profeizia era Jacile, iperçhé éranò
dl nostra conoscenza gli innum©reyoii impianti chesidesti.
niaivano sila alia (parte esposjiti-.
-
destinate ai "propagatori" aumentamo. Speriamo che ihon
emtri "na verba" ancheia
"ipropiaigazione" teatral©, se no
•la jpiarc©lla finiráf col diventare. astronômica. '¦[ PoVera tartassaia codomia!
a . SUBDOLO — AÍvanti, avamti, ayamiti, «l lapproplmgui alia
riba'íta: á noi jjiaice la gemt©
disinvo1^, senza reticemze,:
sotti|itesi © cuirv© ad1 8. Le offemsiy© su'bac^qu©e, idaila cáinpagna tèdesca in ,poi, sono diVitíntyt© definiitivamemte antápat^che.
. ANÔNIMO — Sá faccia co. ^
noscere; Non abbiamo niente
in " ifconitiriaírio a intrapremder©
una campagna, quando é ginsta ^basiata su <k)ntroliabiÍi dati di; fatto! Madi icosé évasive f
opin^bili © atinacchiabili noi
non ne aíferriamo mai, da. va, Sia ia. quella dei invertiquando sappiamo |th© leain- menti. Ma, deil resto, noi mai
gui'ile scivolano di mano che
é parliamo senza. .cognizion© di
:
una bellezza. Intanto, * iped* causisii ©id! ógni mostra aftèrmá-
zione é serapr© f rutto di ponderiait© riflessioni. Intanto, piu'
di 500.000 ipèrsone hanmo visitato, sino iad"oggi, la Grandie Esiposiziome, e tutto indica
chè questo nuimero idi visitatori sara qmadruplicato in meno di um mese. ,
ÍMPAZIXTE — Âsipetbarè,.
asipettaire, aspettar©: ©eco, il
seígreto. Quairidó noi diciamo
aspeittéite, é iperché c'é qualohé cosa da aisp©ttare.
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19
1
Episódio di caecia
Y;
Avévamò lasciato TomboctúY
da due settimane ed ora stavamo
seguendo la riva pallida ed emaçiata dello Zambesi.
Grandi uccelli sçorrevoli, dalle
piuine lapidarie, volteggiavano..
alti nel cielo, lanciando di quando in, quando,; strida; eloquenti e
significative.
Stavamo attr aver sando
Una
specie di palude caritatevoie e
pia, ed eravamo obbligati ad
aprirci il varco a traverso le canne palustri, con dei forbiti col'ascia, quando ad _ un tratto,
pi d
il mio amico Dik fece ún balzo
indietr o, Úmido e nerastr o, imbracciando la sua calda e spontaneá carabina.
Non tardai a capire la causa
di quell 'arresto improvviso e carrozzabile, aUorché, proveniente'
da un boschetto pallido ed emaeiato, udii per la prima volta
nella mia vita il ruggitò sassoso
e riarso di un leone.
Numeroso e compatyo, seguii
'1'esempio
dei mio amico;'^e; mi
gettai per terra, stringendo con
fértil e mano Ia mia fida carabina. .
Sentii nelle mie veiie, correre
un brivido cadenzato e marziale,
ma attesi turgido gli eventi.
Intanto: nel "boschetto árido e
brullo, la belva attendeya il momento prbpizio, per saltarei addosso con un balzo • mistiçp ed
austero. Io vedevo qualche foglia muoversi dritta ed ásf altata,
mentre
sentivo qualche ramo
sericchiolare * appassionatamente.
Anche i pòrtatori dellá spedizione, con mossa paludosa e malsana, si; erano gettati a terra, ed
ora attendevàno, fragpròiSi e
scroscianti, ja fine delia cávernosa avventura.
Ad un tratto due occhi Incidi
ed esaurienti, scintillàròno fra il
fogliame gránitico • ãel boschetto, mentre un ruggitò fresco e
ventilato, ci diceva chiaramente
che la belva era impazienté di
;
slanciarsi su di nói.
II momento fu lungo e còrdiaíe. Io Vidi il mio amico Dik, imbracciare la sua garrula arma e
'antisettiço
prendere di mira 1
*
animale. Vidi per un istante il
riflesse caritatevoie e pio delle
due canne luecicanti nel sole, poi
udii un colpo indelebile.
La belva, che aveva giá iniziato il suo fertile ed ubertoso
salto verso di noi, colpita in mezzo alia fronte, rovinó a terra
agonizzante.
Immediatamente . uno dei nostri pòrtatori le si avvicinó cordialissimo e f estante, per dar le
il colpo di grazia; ma questa,
con mossa galvanoplastica, con
una futile zampata, gli aperse
un rumoroso squarçio nel ventre. ,"
Vidi Dik spàanare: nuovaniente
'la sua mesta e solenne carabina \
•
ed udii ún altro sparo. r
La belva giacque schíetta éd.YY
aromatica ih una pozza di sanY
; Sne:¦ VY-;Y. ¦':;-¦',
; Grevi ed oscüri riprendemmo
il cammino.. lungo le' applaudite,..
rive dello Zambesi.
MIGUEL PINONI
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Milano, Firenze, Roma, Napoli, Palermo, aprendo una Radio Telefunken, stanno in casa vostra; le arie e le opere 'di Puccini o di
Verdi, i concerti sinfonici delle grandi basiliche vibrano e scintillano in tutte le loro sfumature.
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con la fede si vince
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Coloniale:
Oh, le forbici e i coltelli di
legno, direi quasi! Idea inimensa, idea somma, idéa su'
prema, in tutto degna delia
íjaia formidabile personalitá.
Come nacq ue; nell a mia mente
poliedrica 1'idea di una fabbricazione, su vasta scala, di
íorbici ,e coltelli di legno, dlrei quasi? VB' presto dettoTroppo a lungo 1'umanitá ha
súbito i malefici effetti di queàti utensili che, se in acciaio
o in altri metalli, si appalesano pericplos^ssimi perché taglienti, pungenti _• penetranti
Bisognava, una buona volta,
mettere Ja paroja "fine" alia
série idiei sinistri causati da taClienti lame di coltelli e di
íorbici, direi quasi. Bisognava
pur prendere un'e,nergicá dficisione in mérito, al postutto.
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lussuoso negozio, rúbõ un coltello di legno, uscídi corsa e
si avvemitó contro un distinto
passante, credendo di accoltellario con un coltello vero^Quando »i accorse che i suoi colpi
nòn avevano effetto, era giá
troppo tardi, direi quasi, poi-
Lo dice il vecchio e saggio
íenicio ehe suona:
provérbio
"Non é bel, non é bel, non é
bel, farsi male adoprando il
coltél". E' ^supérfluo dire che
di me si riée a lungo, il giorno in cui ittiziai la fabbricazione di forbici e coltelli di
legno. "C^e ci fará la getite
_ mi si chiese — di qüésti
utensili di legno?'?.. Risi, ;béf-.'
fardo. "Oh, voi, direi —
quasi!
Oh,
— risposi ai senza f «do.
voi, non sapete che Usando i
miei coltelli e le mie forbici
di legno, ;ia gente* non si taglierá piú?". La mia fabbrica
produceya migliaia di forbici
e migliaia di coltelli al giorno:
tali utensili, per meglio somigliar..' a quelli di acciaio, erano colorati con una porporina
árgentea; naturalmente la mia
«mercê veniva venduta al pubblico in ún lussuoso negozio
alpuopo creato. Non slmpossessó di me la fidUcia per il
fatto ch€{ mai nessuno venne
ad acqiuistare i miei coltelli e
le mi forbici di legno, che
riempivano enormi magazzini.
Altendevo il domani con fede.
Ün giorno accadde una sce.
na f ulmihea: un uomo dalPaspetto losco si precipito nel mio
____ ^_E^^vV
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In vendita in tutte le droghelie e profumerie
ché fu arrestato e ammanettato. íl distinto passante, che
éra un miliardario aggredito
a scopo di rapina, mi fu cosi
grato, e volle regalarmi dieci
mila contos di reis. Ond<*:
"Viva i coltelli ele forbici di
legno!",; gridai fiducioso.
CÂNDIDO.
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II celebrei ^báádito-,;nòh;:; áplebre poliziotto ar hon meno pena ebbe íásctàíto 'ilribri -meintencelebre bandito —
no celebre poliziotto ,se ne
" zione di. commettere.hai qualche
ando in .un cihematrografo e
"m •' ^^mS^*
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B BI¦¦¦^ÊiÊmmm^
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m. *dtV
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delitto, o.ggi?f
li 'passo u;íí paíb dtore diver:¦¦':'
V.
¦:.—¦ Vedró — rispose il cetendosi ad ammazzare con ra^S^v. _______ m^^Jan
im-JiSÔSí~3v^>\7^'
ra
lebre baniddito col mento fra le
perizia, nelPbscuritá, pulei
edi altri insetti immondi. Per
dita. Quasi quasi ammazaerei
una vecchia... oppure taglierei poço il celebre poliziotto, çhe
a pezzi una cameriera.... Ma- s'era travestito da scasraf aggio,
gari uri .fattorino di baricá -"- non trovo la morte sotto il
implacabile
tàllone dei suo
disse improyvisamente. Si, un
nemico. Terminato< lo. spettafattorino di banca-, é quello
colo, ií celebre bandito usei e
che'¦—mi occorre... .; .
mostra di
Non potreati rimàndara. ando a visitare una Il celebre
a domani — chiese il celebre pittuTá novecento.
che lo pedinaya
poliziotto,
poliziotto. Oggi arriva a casa travestito
dâ cane pe(.hinese,
il nonno e, sai com'é, debbo
nsargli dei riguiardi. Credo ebbe a un . certo^ mbjirento fa
che dovró accompagnarlo in sensazione chegli stesse pfr
commettere li il suo quotidiâgiro. Ê- una scocciátura!
non s'ingann|— Vuoi che gli faccia la rio niisfatto e dawero nell'inva perché era
pelle?..Senza complimenti, veh!
tènzione dei celebre .bandito
di açcoppare uno.idegli autori
Ventresca di Tonno
preseritr nella; «ala. Ma tutto
ando lisc.io e 1'ihsegüimento
Duque
Mercadinho
; duro fino a tarda notte interrottfttébltarito per un minuto
de Caxias, 207
tâ LI M Át) BUÀ V Ò E - B R.OMO ?Q Pt AA IO
o due, perché-il celebre bahdito, riusci a scivolare facendo
le sue trácee. Ma |il
¦ i
si offri il celebre bandito-con perdere
TRA Glil ELBMENTI INDIÔPBNS1ABM4 ALLA VITA,
célebre
Jo
meno
non
poliziotto
ún gesto amiichevole.
CE' L'AOQUA. TRA LE ACQUE, QUELLA INDISPENiquâsl
^W^e
pb^
ritrovó^
No, no — disse ilceleSARIL^Ei AD UNA OTTIMA DIOBSTIONE BV
era deserta trasse un
strada
la
troppo
bre poliziotto. Sarebbe
soapirò di sollievo, perché era
facile ed io scoprirei súbito
impossibile che il bandito
che sei státo tu, mentre, lo
avesse potuto commettere il
Bai, mi piace fare le indagini,
delitto promesso.
rlcostrudre il delitto e" attraLA PíUíPDBA DI TUTTE LB ACQUE NÂTURALI, ¦
verso il mio método indutti:;?'\;
*
*
#
vo, arrestare il colpevole....
CHE POSSilBDE ALTE QUAiLJTA' DIURETICHE.
Ah! ah! —ríse il celfc—«
IN "GARRAPOBe" E MEZZI LITRI
bandito
il
celebre
Quando
meDalli
coí
tüo
bre bandito.
rientró in casa a mezzanotte,
TELEF. 2-5949
todo. Ma se non vali nemmeno
ie
1'regó
si
celebre
if
poliziotto
1'ultimo bottone delia mia càmani per ia gioia e àndó adi
v.micia da notte! Che devi-scoíattendère l'autobus alia yicina
prire... il frescone che sei!
fermata.
'gli
Sta bene! — fece picca— Hai soppresso ancora
ché
autobus non.si, fermaauMa improwisamente uri
¦no com'é prèscritto! ..": •' to il celebre poliziotto. Me ne
qiiàlcunb? -r- chiese il celebre
dritveloce
.
tiro
tobus
:
nonno
e
mio
passo
frego di
impailidendo.
—.Ah! ahtjàh^^^^lê'' poliziotto
qúalun'.'::-rto. Ne passo un altro, che-tiro
di non arrestarGiúrámi
qué delitto tu possa commetallesu©
spalle.
sBra
^qualcuno
- ':'::Y-:\^.\';
tere prima di mezzanotte lo
mi!
dritto egualmente. Un terzo . il celebre bandito.
yMy
neppure fece la sua fermata
scopoiró!
— Te lo giuro! rt
—- Nessuno autobus si fer'
regolamentare, malgrado che mera — disse
Y::,~ Sta bene! — disse ü ce-—
—riprese
il
un
ceiEbbene
questi con
il celebre poliziotto agitasse sogjgliigno.
lebre bandito.
—
íbaaidi*
autobus
Gli
fatta,
Te,
rho;
—
Içbjfè
— Sta bene!. — ripeté ü ifreneticamerite ,le braccia.
iDorsó^ dí brpccòlo; malgrado?, i nbri'íermaní) piú qui, perché
— Faro un reclamo, corpo tuoj < pédinamenti ho çommes- io ho soppresso la fermata!
celebre poliziotto.
# * *
di Racco. Voglio sapere pér- so úin delitto tèrribile!
JO^BT OOLASUONNO.
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/ f^Lmí
yQDOPtBUEIBOZ
Agua Fontalis
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l
Quando Lina si preparo per
scendere s 'avvide delia mia mano. Un po' sorpresa i'aprí e la
lesse.
Son próprio vere tutte lè
cose che ho letto ? —-mi chiese
con un sorriso fra 1'incrédulo e
il tenero.
—r Verissime. Ossèrvate la linea deli'amore e quella dei cuore; marcatissime.
E piu' vi
approfondisi
guardo, piu' esse
scono.
Lina mi lasció il-süo indirizzo
perchè andassi a trovaria. Yi andai 1'indomani. Mi aprí la sua
cameriera che mi prego di atten-
^¦cose
V;deíe.:
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lbuone:
JMaccheroni
SEÇGHI
SECCHI
Éiscotti
Cioccolato
*
":
Amai Lina De Vita, la chiromante.
La vidi per la prima volta in
tramyai; mi piacque súbito. Sedutomi accanto a lei, atteài ché
ella voltasse 1'occhio da untaltra
parte e rapidamente le introdússi la mia mano nella borsetta.
Lemckel
jCasa
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K T_^mJIÍ^
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X ... x . x.'
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X"l<i. X'X'Y ,í-'~ yy-A'¦"
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ÀSS0 R TIM E N T 0I
*...
| Per letti da scapoli da
\ Per letti matrimonial! da .. .....
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*'¦•'•
II fante di cuori •— annunció awiandosi alPaltra stanza.
. Dopo qualche minuto entro Lina, bellissima nella sua ampia
*. vestaglia
azzurra
ricamata a
• stelle;.mi guardo con amore c mi
prese le mani.
—- Si ;— disse dopo breve riflessione—• Vedo che la mia linea di vita é fatta per incontrarsi con la tua.
xx
S ^
-, ¦.:'¦;
¦ *B*3bJjj
.'.-¦¦* •. ¦:) ¦¦¦''¦.
Mi condussé a un piccolo ta-,
volino e, sedutasi anche lei, prc-A
se un mazzo di carte'.
,
Una, due, tre, qüáttro, cinque: Una donna di cuori \'r-r, cominció a dire — Una, due, tre,
quattro, cinque: Próprio per te.
Una, due, tre, quattro, cinque:
Ih casa e in vita e pensiero. Una,
due, tre, quattro, cinque: C'é la
malattia e il trionfo.1.'.
— Cara — dissi prendendole
una mano — 0'é ¦ dunque ü
trionfo
í
Le mie carte non sbagliano mai — fecé Lina risentita.
La guardai negli occhi e le carezzai la manina.
Fammi vedere la tua linea
'
di vita — le dissi.
Oh ! Essa é dritta c
perfettà come una lancia' — rispose
lei —Vedi? Questo é il Eome
di. Giove, questo il monte di Saturno, questo il monte di Marte. Tutti chiari e precisi.
Mostrami il monte di Ve—
nere
implorai abbracciandola. :VxX;'
vx.ífv.v-xx J--.^fe v.
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.y.
ÍWBm
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in trenó
in tram
al maré
in casa
a letto
a tavola
a scuola
al bar
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in campagna
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1 e gg et e
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Noi sia trascnrate
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Oerchi di baidare, oon ogni
curai, al buon funzionamento
delPapiparato gastro-intestinaJe, esaminando bene io stato
degli a1!menti *oh© ihgerisce.
Eviti ,gli alimenti esposti alia
.polvere, alie mosche o detè-"
rioírati dál calores Non si Iasoi ingannare dalla Mona appairenza <yhè alie volte presentano. Malgrado il buon aspetto possono contenéro pericolosi tossiiíi praveiiienti dalla
decompòsízione. Cbinbatta ia
tentazione di ingerire ghidttpneriè fujori orario. Lo stomaço ba ibisogno di riposo tra
le principali refezlonl. chi
¦mangia sempre diviene soggetto ialla diapepsia ed ha crisi pertiodlòbe di diarree. Contro queste vengono consigliate Ia dieta idrica da dodici a
sediici ore e l'iu fco del*1,e compressie Byyet di ©ldoformio,
che correggono le deieziórii
liquide o semi-liquide, comibaJttono le f ermentazioni e difendono le mucose intestinal!
daíUe irrítazioni.
Ma sé è da mezz'ora che ci
hai messo il dito sopra ! — fece
Lina sorridendo;.
Èra vero. Le poggiavo il dito
sulla palma delia mano, próprio
sottp il pollice.
Andàvo a trovaria tutti i giorni e tutte lè sere. Ella mi veniva incontrò. e mi diceva:
Hai visto una donna. Chi
_.e •"
Oppure:
— Famnú leggere quella letterá ce hai ricevuto stamattina.
(Quella donna sapeva o indovinava ogni cosa che mi riguardasse. Appena prendevo lo stipendio Lina mi veniva incontrò e
mi domandava dei re di denari
con cui avevo parlato Ia mattina.
Seduti sotto Ia lâmpada, spesso si stava a leggere insieme .Io
il Pasquino, Lina le mie o le sue
mani. Ma alia fine si stufó.
Senti — mi disse una será
— Perché non mi porti qualcosa
di nuovo da leggere ?
Risposi che io piu' di quello
non avevo.*
nolh hO mai trovato . una mano
cosi ; ben scritta e tanto divertente? Piu' Ia leggo e piu' mi
Ando a f inire ehe spesso il ihio
amico Giacomino dovette restare
tutta Ia notte con lei, perché gli
sembrava male portarsi via . Ia
mano e interrompere Ia lettura
sul piu' bello. Io me né tornavò
a casa solo.
Ma una notte che mi ero dimenticàto 1'ombrello, tomai indietro,1 a riprenderlo. Trovai Lina distesa sull'ottomana e col
libro di Giacomino in grembo.
Furioso, cürsi al tavolino e
presi il mazzo delle carte.
— Uno, duej tre, quattro, einqüe — cominciai. — Una (lonna
di cuóri. Ütíoy due, tre, quattro,
cinque: Üh farite di pieche. Una,
due, tre, quattro, cinque: Proprio in casa. Una, due, tre, quattro, cinque: Un fànte di basto:
ni in vità, in gambá, e.'nell'acV.
cidente che vi spacca. Uno, due,
tre, quattro, cinque: Próprio per
voi, con Ia malattia e un fracco
di legnate da orbi.
Le carte non sbagliano mai
disse Lina
parando alcuni
cólpi dei mio resistentissimo ombrello.
Prima di uscire af ferrai Giaconiino, per Ia crayatta-e gli
sbattei sul; muso Ia mia lettera
d.'amore a Lina.
Mario Mango D'Aragona
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Signorino, ecco ser vita Ia cena!
Non comincio a mangiaré se prima non
mi portate le mie "Lassative Dallari"!
. Alludü alie rinomate ".Lassative Dallari", il purgante senza dieta, il miglior regolatore deli'intestino.
interp reta *io ni
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Specialitá Italiane
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Mercadinho Duque
de Caxias. 207
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'-;,.' .
— Potresti dirlo a qualche tuo
amico, peró -— fece Lina sbadiguando.
Pregai diversi miei amici di
accompagnarmi a casa di Lina.
Essi accondiscesero molto volentieri a prestare le loro mani. Con
quella dei mio amico Giacomino,
poi,' Lina si spassó un mondo.
— Ma sai ^- mi diceva ^^ che
y • - y?
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—jESh,' Clara 6 nata con Ia camicia! — Sí, ma si vede che non cl tiene. Se Ia ieva sempre!
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.'-— Si, sono fatto próprio
cosi'.. Mi xàace rendermi
conto personálmente d*ogr_i
cosa —- sentenzió Andérsen
lo svedese che non voleva
essevs stropicciato.
-— Sei un savio —. osservó
Busnigher il ©uo fedele discepolo.
Certo. VBdi, su quel
negczio c'é scritto "Uova di
giornata, si roznpóno in faccia agli. áyventari". Andiamo a, sincerarcène.
Andiamp.
-'.ii— Dopo qualche minuto
usbirono :ir.iséguiti jdalFiovivendpla; che gridáva: — Mi
ávete fatto; rpmpere dieci
uova e nòh volete pagarnie-
>í.r.í".'
>'-'«. '
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di sughero
e con punta
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tro Ê>utiferio. Al printó piá^
no c'era Tuomo chefinsègnava a andare in bicicletta
ma le lezicni si dai vario sul-^
la strada. i
\
Busnigher .trascinó via
lo svedese che cprreva. il
rischió di prenderlé da un
tipo di brutalone, che riòn
amava essere sfottuto per
degli erroii di sintassi. •
. Andersen a poço á poço
convinceva il distíepòlo. Gli
dimostravrt con adorna pa^
rola che san Tomaso aveva
ragione, che nella vita ¦ blsogna prova re ^er credere.
'¦___
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yu^u
Sicuro.
Ce le..avete
• rótte sotto gli occhi.
E dove volevate che ve
Ie.; rompes.!? Sul muso?
Precisamente. In fâqcia,, cara, sighorà. In fáccia, jcpme dice il caiítéllo.
-. Allungarono il passo. Lo
svedèse catechizzava l'amico. Gli diceva: — Constatare, de .visvi. Non c'é.. altro
a questo mondo per évitare
le illusioni e gli imbrogli. —
un amico
dice
Quando,
"Sdnó stato a vederemiun film
, di R%helll, ,E! .un -huon lar
voro". ío non discuto, couro
súbito al cínematografo. Se
il film mi piace abbraccio
Tamico, se non ini va lo
sca2Ksottp.
:'y— Ménerai spesso le mani?, — chiese Busnigher, soprapensiero..
Bqjpo lessermi sincerato. Toh, guarda queü'inse,-:-gna'. %Ohe-dice/?,:.'
'rVr "Si danno. lezioni di bicidetita ál primo piano".
—/'Saliamo:
súbito. Voglio
"¦ „
vedeis come' fanno.
Sàliròhb. Successe unal-
VIGNOLI
ÓTICA
DC PRECISÃO
OCulOS
'
¦..''-.ÁAU'
. OiNCE-iNK
lOPGnOnS
D? J.VIGNOLI
OTOMETWlSTA
*/«<ieo ne bras-.
RUA U&BADARQ65
S.PÁULO
Diventa seguáce dei
rendersi conto e non ti faranno fesso — aggiungeva
con calore — Non lasciarti
sfuggire Toccasione di ristabilire la veritá. . Ama la
veritá sopra ogni altrâ cosa e te ne troverai sempre
Icbnterito.
Sei dfaotiordp
con, me?
t- D'accordo! — esclamó
Busnigher convinto ed entusiasta.,
IProvamelò.
ANALISI CLINICHE
Piana Princesa Izabel, 16 (giá Largo Guayanam)
Telefono: 5-3172 — Dalle ore 14 alie II
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Pr- ALESSANDRO DONATI
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IL t'iUKLH«0 — D allora percké vil son fatto pagare
prina?
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Matrice: S. PAOLO Filiale: SANTOS
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j-_-_----i-------3g--_ltt-5-B_e mi i_r___B_--______gia.i ¦ r r-n rsan-_*a-pn_g_3_8Mw_M_Bas
-í- »u due piedll Guarda! za ti diró che dopodomani
i ; ___._.._ __L.
ss "toto-____im-____-___M-___ImtommmmmtoOF.
*spòs6
Si allontanó dl qualche
una bella ragazza.
passo e abbordó un paio di
pàvvero? Dove abita?
Perché?
signore che uscivano in quel
FEMINA_** 3mkémmá«ú^.
—¦..Eh>. voglio sincerarmi
momento da una mercerià.
PLUX
—• -Jcusino, signore, han- ch'é Veramente bella.
mk Ets__Ü BTym
no"—comperato calze?
.-— Hai rágione. Éccoti
II grande regolatore
Si'..* Perché?
l'_ndirizzo. Vâi a salutarla
Allora loro sono delle da parte mia.
^,'y*mtommr- -Sm* mm
ii_i_aH
signore
traforateü
La
sera
i
due
amici
;^U WÊif; \ IjÊ WÊto.
si in'¦¦.'**—
La vostra tranquilliMascalzone!
mm\ WSmm\Sá% tèizmm __H
c on trarono di nuovo.
tá signora, si . rias_^B
__________
' >™mm\\\\\\\\\\\\\\\mm
— I miéi: rallegramenti
r:— Piano cogii insulti. I
¦ v_l
mWmk
W
-.casi sono tííü-e. O loro vo- Andersen
disse . Busnig^
sume in una cápsula
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Wm?^è^^ãm0ÊmWÊÊ:!^U
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gliono nesare ció ch'é di her.
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Di che?
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pubtílica ragione o ü mer- '
H_-_^_l_-__8_^_i_Pf_^_i mm
—- Delia tua fidanzata.
ciaio é un mentitore.
^B toV^^^mmU WmW^
"FEMINASi spieglii, imbecille.
L'ho vista..* E' un magnífico
pezzo di figliuola.
M toWÊÊmmmf
U matrimônio awenné. 31
FLUI
viaggio di nozze ebbe luo___K::-'?^_H .^V^
COLCHOARIA
Dopo un paio di mesi
"GUCLIELMETTr logo. svedese
al mese
elogio con Busnigher le attráttive dèlla sposinâ.
CREME NI(*ON
APODIX
IJna donna impagabile.
La meraviglia delia pelle
Tônico nervino
I suoi baci sono la migliore
delizia che vi sia in queIMPALUX
VERMIPAN
sto mondo.
-- Ah! ~ íece Busnigher
contro la malária
/ermifugo per ti"tte le etá
pensieroso.
,
^B^Bj _____?-_Ffci*__r'fef^l-____i
mW
—• Di li a qualche giorno
POMADA HEMOTANICA
¦'YVY^
Andersen rincasando incontro Fámico che usciva dal
Emorroidi
suo domicilio coniugale..
Sei stato a far visita a
mia mogiie? -r--chiese in toDISTRIBÜTORI
no allegro.
Si'.
I suoi baci sono
COLCHÕES. ACOLCHOADOS
una
buona cosa, peró
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E TUDO QUE SERELACnfecON
tú esageri quando siOí.tieni
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che non c*é niente di maRua da Liberdade, 280
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glio al mondo.
Io esagero!? Mi offendi! Li hai provati?
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'
Certo.
Si vede che non èri ín
Non cé nulla dâ spie- çohdizione di apprezzáre
PREPARADOS DE VALOR DA
gare. Ossérvino la scritta una delizia simile. E' una
che
nella vetrina donna di cui non se ne puó
"Qui troneggia
si vendono calze per fare próprio a meno: renditene conto.
signore traforate".
Non 1'avesse mai detto!
Le due donne si allontaBen -prpsto ricevette il senarono ridendo.
RUA SAO PEDRO N.° 38
RIO DE JANEIRO
A{ndersen abbracció Bus- guente bielíetto: "Hai ranigher e disse mezzo sofío- pione. é prpnrio una donna
CARUBA,
CARPASINA
cato dalla giòia: — Grande! di cui non se ne ouó fare
Preparado
de plantas exO melhor medicamento
Sei. veramente grande! Ti a meno. l-'ho constatato de
efficaz
na
o
pectorantes,
estômago
para
especialnomino vice-maestro delia v*su e adenso non mi resta
asthma
e
asthbronchites
mente
na
disgastralgia e
lega dei renderei conto. So- che nortfirmela. via. Ciao,
matica.
lenta.
flatu
pepsia
nó sicuro che terra! sempre maestro J&jsnipher."
CHA' MINEIRO
Fu casi' fh» lo svedese rifede ai nostri principii.
JURÜPITAN
Lo gluro.
mase stroniccíato dai suo.
indicado contra o rheuE dal momento che stessi prinr.inii.
Combate as eólicas e matismo e arthritismo, mocongestões de figado, os lestias de pelle, figado e
siamo entrati in confidenGustavo Pergola.
M
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»;.-.-r,'. i
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vengp su questa pubblicá ipiazza a sottoporvi Ogni giorno
ridentica mercanzia. No, si-*
gnori e signore. Io vi porto
ogni giorno nuovi articoli...
ra>g.az_ino, lásciami lavorare...
ogni igioirnò niuidvi articoli,
ogni giorno nuove sorprese.
Si, o isignori: ogni giorno è
una sorpresa. B anche stamane ne' abbiamo registrata
un^altrà: la surpresa delPesattore;;. ragazaino, Jàsciámi lavorare...'¦ la isorpreisa dell'esattore, che mi ha tagliato la fornitura deila luce e dei gas,
perché non avevo. pagato la
.
boUetita.1
i&ighiori e signore, l'iarticolo
che vado adesso a presen tar vi
non é uno dei soliti imbrogli
che potreb.be offrirvi un qualsiáíSii; YOlgare ciarlatano: no,
signori: qiulesto articolo é ún
ártico/o di mia- esjclúáiva fab-*
bricaziorte e sarebbe quindi
inutile
perfeitamente
çlié
di andare a
cercasse
qualcuno
farsi tu-rluipinate da uh altro.
Attenti con gli oechi..., ragaWino, ti ho detto,¦' íasciami'
lavorare... attenti con gli occhi, e-vi frego con le mani.
Sapete voi, b signori, che
idifférenzia, :pa.ssa tra le lettere
ideiralfabeto grecó e i calvi''
Tira le lettere delPalfabèto
g.rèco e i caíjvi, o signori, cré
qluiesta preedsa diíí erenzá, chs
le lottere deli'alfabeto greco
sono pe' tgreci e i calvi sono
pélatini.
A propósito dei pélatini, ricorderó, o siginiori, un uomo.
dal crânio estremiáiinenté pelato che, ai tempi dei mio bisnonno, era incaricato di eseguire le sentenze di morte
contro i bríganti.
iLo chiamavano, signori p
signore, il pelatone d'eéecuzioine.
I»ò sapete voi, signori, che
differemiza passa tra la donna
fedele e la bistecca?
La donna fedele, o signovi,
é costahte e lá bistecca é cor
stata.
E lo sapete voi, o signori,
che diiferenaa passa tra il
baúle e la nonna scruipo ¦ osa?
II baule, o signori, é il baule, e la nohna scrupolosa t é
1'ava-íigia.
Ma non é finiita. o signori.
Non é finita. Ragazzino, se
non ,.à smetti, ti idiró come fu
che tuo ndnnoi ¦ricontando una
será la, sua proUv ci trovo ih
piú tuo padre e un altro paio
dei .tuioi zlil... Noin é finita, signori, dicevamo.
iLo sapete, voi, o signoriv
qual'é il colmo per iun món-
nosca i vèrbi, perché sono co- \ '
iniuigati.
iSignori, questo, é rarticoio.
a pigüarlo al negoi9e andàté
"ci
iperdete voi e ci iperdo
zio
io. iSe invece lo ipigliate da me
cd Iperdete soltanto voi. Signori e signore, io non* amo le
chiácchiere; Alie chiacchiere
io preferisco i íàtti. Fatti, signori, fatti... Fatti in lá, ra?
gazzdno delia ma,1 ora... _e. mi
ofírite cinquíe milareis, io me ü
vado. a bere alia vostra salute,
A
e sospendo Ma vendita.
VENDpNSI
Ricetto nuove per vini
nazionali cho poMono gareggiaro con vini itranierl,
utilitMindo lo vinacce per
tino fino da pasto. -— Per
diminuire 11 gnsto e 1'odore
di fraigola. /.
Fare 1'enocianina: (CoIorante naturale dal vino).
-Vini bianchi finieeimi. Vini di canna e frutta.
Birra fina che non,lascia
fondo nelle bottiglle, Liquori di ogni qualitá. Bibite spumanti senza álcool.
Acato, Oitrato di magneeia,
Saponi, profumi, miglioramento rápido dei tabacco •
nuove industrie lucrose.
Per famiglia: Vini Manchi e bibite igieniche ehe
costano pochi réis il litro.
Non oceorrono apparecchi.
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28. S. Paolo.
N. B.—-Si rendono buoni
i vini nazionali, stranièri,
acidi, con muififa, ecc.
-.
m
m
1
i
1
;A
Perché questo meraviglioso
....
articolo, io ]!_o.offerto, fino a
pochi mittuti fa; a cinquanta
milreis, ,e tutti mi hànno riso
in faocda e mi hanno doman- •ftta
m
dato se ero idiyentato scemo. s_
Si,' o signori, scemo, poiché a
cinquanita milreis questa robá
non si veimde. Ma-se mi date
meno di due milireis, quanfé
vero- che ntíb padre non si é
piú mosso dal letto, il giorno
stesso delia sua morte; quan- A%
t'é vero che mio figlio é costretto a camminare con Ie
mani e coi piedi quando pasaá «.otto luma stacoionata;
quanfé vero che níia moglie ?
é scema, perché vuole ché io
le.compri.um abito miovo... se
mi date meno di diie níilreis,
p siginori, il mio articolo non
lo pigliate. B che possa arrivarmi il parone fino ai piedi,
quando assisto a una partita a;M
di cálcio, se non ci rimêtto. Ii'..
primo che parla, ii primo che,
golo?
•'_'¦..'
alza ]a mano, se lo porta via^
Mangiar e gli spaghetti coh A idiue mazzoní... a d!ue maz- ¦
le móngole.
A-'aA-AAAA^
zohi...
¦A,'ii
B il1 colmo per uno spazzi'rfíi
due'mazzoni
a
solamente,
no?
'¦'',.';:¦
con la baila ,e lo spaghetto...
Rovinarai con la scopa.
B il colmo per una madre quanfé verocl rimetto, -i:
ê
ci ririietto per mia fé...
moralista?
Non tolere che la figlia co- -A'Á-%a- XL CANTASTQRIE
1
.¦;*
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¦-.•¦>¦¦-.i
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46
iffnrtrilp mtditd dl
tUüatità
Ma un
Ia "Suãafnca-yTribune^se
"Le Cap giorno
ãu Soir" usciròno con una notiziaClie sor prese Giuãi e ãivertí il monão: Teodoro Zweifel, üre ãel bluff, Í'uomo che avevá visto scénãere le azioni, quasi a zero, il
trnstman ãei commerci bizzarri, il "Dio ãello
Scherzartikel", come lo avevano soprannominatdin Gérmania, colui che nel paese piú conservatore ãelld vecchia Europa aveva creato
un'prganizzazione ãig impronta
americana;
Ihiomo ruzzolato ãalVaitò ãei settanta metri
ãèl suósbuilãing, era caãutoin picai, pe^azio^
.ni ãellq Buããa Soèièty avevano rigúaãagnator
in ún^ora trecentô punti. II famoso John:
Tenneãy, il -giornalista ãi' Pittsburggclie ave-'
vá scatenato contro Zweifel Ia. campagna ãi
ripelázionÇ aveva fatio una rivelazióne \ piu'
sensazionale ancora, ia piu' sensazionale ãelfy sua earriera giornalistica. Tutto diveniva
cfiiaro: il momentâneo crollo ãellè Buããa allá, borsa ãi New Yórh era una operazione ãi
?.?r Zweifel; le rivelqzionitsui. commerci. equivoci
ãi Zweifel ter ano staie volute ãa Zweifel: il
processo non-era stato perãúto: si era volúto
...
,.
perãerlo.
"
In queka circostanza Pietro Saint-Silvain
era stato ãavvero lo stuntman ãi Zweifel.
Dopo Ia famosa telefqnata sugli uccelli
(mai
i.cavi ãelVOceano Atlântico avevano trasmès-.'Pietro
so oonversàzione cosi assurãá!)
SaintSilvain aveva ricevuto un lungq cablogramma
cifrato, con un incarico temerário: avvicinare
John Tenneãy. Tuttavia Pietro si
provo. II
giornalista John Tenneãy ascoltó senza rea-.';./; gire le parole che Pietro ãiceva a Mim e che
Mini gli traãuceva:
^¦-'Voi, signor 'Tenneãy, avete vinto Ia causar centomila ãollari e il trionfo sono peró
qualcosa ãi limiiato' e definitivo. I centomila
ãollari li spenderete presto; fra qualche mese
piú nessuno ricorãerá il vostrp granãe colpp
giornalistico. Voi avete bisogno âitãilatare ia
vostra attivitá. Legare il próprio nome a
un'opera ãi ãemólizióne sará piacevole; nia ê
meglio legarlo a un'opera ãi creàzione. Ebbene, Ia Buããa Society oltre ai centomila dollari che vi deve, ve ne offre altri centomila e
vi nomina suo. capo ufficio stampa e propagánãa,, con. uno stipenãio che fissereie voi
stesso.' Se accettate, reãigiamo il contratto
súbito, con Ia ãata ãi un anno fa.
.— Con quale vantaggio?
—~ Che vi ver ser ó súbito un anno di stipen-.
dio arretrato.
— E con quali oneri i
¦'— La.avete giá capito, signor Tenneãy. Voi
vi impegnate a riconoscere che le vicenãe
scánãalistiche,
giuãiziarie, finanziarie ãella
Buããa Society ãi questi ultimi mesi furono Ia
piú chiassosa montatura pubblicitaria ãel secolo, Stuãiata ãa noi e ãa voi eseguita. •
John Tenneãy svitó Ia stilografica.
Jl giorno dopo Ia stampa ãi tutto il monão
pubblico Ia fotografia ãi Zweifel e ãi John
Tenneãy, iisuo capo uf ficio pubblicitá, il.giariíalista americano ãalle iãee inarrivabil\,,'ia
creatura ãi Zweifel. Lã Compagnia Raãio installó i microfoni sulla scrivania ãi Zweifel,
nel suo stuãio, come si fa con i re.
II monão era impaziente ãi uãire atiraverso
le''parole ãello stesso Zweifel Ia spiegazióne
ãel granãe trueco pubbliçitario;
Zweifel spiegó: •
,;.— Da varii mesi Ia Buããa Society era insiãiata dá piecoli ãiffamatori e da ricattatori
móleti. Bisqgnava intervenire; ma un esempio
isolato non avrébbe costituito una minaccia
per gli altri. Per ãimostrare ali'universo che
non v'é campagna ãi stampa, rúé: processo,-né
manovra ãi borsa che possa travolgere quella
che é una ãelle piú salãe.-cosiruzioni ãeWinãustriq e, ãel commércio europeo; per ãimostrare che essa: sfida ogniy giuãizio, ogni ãifogni calunnity abbiamo ripetuto
famazione,
su noi stessi l'esperim'entõ\ãi Mitriãate. Mitriãate si aHtuó: a forti ãosi ãi vèlerío -per togliere a chiechesssia ilcapnccio ãi avvelenarlo.
Abbiamo voluto/ãimosfrarè' Ia nostra sóliâitáí
corne Vatleta..chè non trovqnão un avversark
degnó ãi júiy si.batté cori i pugni sul toracc
per -Jãimostrare ajytempo stesso Ia própria forM ;éíiò própria resistenza'.,;.
Le ' ãichiar azioni ãi Zweif ei,- udite ãa centi-.
naia-ãi migliaia ãi oreccM, giunseró 'fiiiò o
Giuãi, fino a Mim. La sua você aveva una
certa teatralitá. Ma ãue volte sHnceppó in
una sillaba; a un tratto appaYve esitante; ri
" costruzione". Non
pété a. fatica Ia parola
riusci a pronunciare correttamente Mitriãate.
•¦': Mitnãüte_ é unaZãi
"parole ãi
prova"
guetle
che gli psiçhiatri fanno dire ai sóspetti 'di' paráliisi progressiva.
.Quando ebbe finito, c i tecnici delia radio
ebbero portato via i microfoni, Zweifel rftha,se solo nel suo stuãio.. Gli 'parevaã'essere ancora,piú in alto. Giro- intorno lo sguarão sidlá cittá: .1 'ombra ãel grattacielo scenãeva. fino ai pieãi ãella collina. La fiumana degli impiegati e degli operai usciva compatta ãagli
uff iei e dai labor atori.
. . >
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y\®mi
<v 1 . \A\-/ju\
L-.I
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'SáK.
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TI ••• • 1 J/%vS-*/i
x*¥S"***5<**fr,i
feíííf••••••«í ^ssssaaav
• n ? \i • à
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Nijtf à^k*t\^k*MÊ0^^0j ff*Y y 1
¦^
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*
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*Tri-||-Jiir«*r*fi-M'' "
•— Che donna, amico miò, quella di destra! Ieri aveva una vestaglia che come
PaveVa messa non pote va** stare meglio di
cosi!
. }: -—¦¦ E come 1'aveva messa?
—¦ Dentro l'armadip. Lei, addossoi, non
¦.'
''>¦„-'¦
portava niente.; g
L'ombra ãel grattacielo ãi cui egli, lassú in
alio, era come lá' coniinuazione, noti giungeva
fino al bianco collegio che aveva rifiutato Cinci: non giungeva fino al cimitero dove egli,
Zweifel, sarebbe finito un giorno. Aveva giá
comperato. una conces&ione perpetua,', e Vaveva voluta nel gran campo ãei poveri, nell'angolo piú remoto. Se sui venti piani ãel grattacielo se ne fossero costruiti altri venti, Vom-
27
.bra. non lo avrebbe raggiunto. Aveva s.tuãiato, per esserne certo, con l'aiuto ãei numeri e:'
ãei çompassi, il movimento ãel sole nelle varie
stagioni. E aveva disposto che intorno alia.
sua tomba si lasciasse;.ãello -spazio, senza ãire
per chi, senza pensare per chi.'Per Ia sor eiIa? Per... Gli sarebbe piaciuto, un giorno:
lontanissimo, conãurséla per mano, Ia sua co- '
'nel
scienzay
E~qvMa lasciato..
gr.an:viaggiõ.
scritto'ché non si inciãessèro nomi, non'si'col- ¦.
locasserõ staiue, né côlowne infrànie,'ma che
"si
sulla'terra
seminasse ãeVmiglio, ãel grano.'
"Cosi
gli uccelli verrano a trovarmi". E aveva ra,ccqmaiãaio:..'"Nonmetteteci le mani.'
voi ! Non lasciate che si avvicinino quei masellai vegetali che sono i giarãinieri! Lascia-y
te Che le piahte vengano su spontaneamente,.
"nel •'•; loro ãisorãine,
nel loro intelligente provi-1
glio, ..co% i loro ospiti e i loro parassiii. La.
mia sepoltura batterá in magnificenza queiIa ãi Sarãanapalo. -Gli stupidi oltrepasseranno senzà guardare. Che onore ! O ãiranno che
é brutto. In natura non c'ê nulla ãi brutto né .
ãi gropesco né discioeco. La forma (leile nu- ¦
vole, le linee ãellè foglie, i colori degli insetti ü canto ãègli .'Uccelli ignoranô le ãisarmonie, . ignoranô le stonature. Confronta — ái-.\
ceva" — ¦" uno stile qualunque^ 'pompeiàno, barocco, Luigi Filippo, con le. curve ãi un'onãa':
che si rompe o<":gli arabeschi - che'fa-il vento
nella polvere ãella straãa.. Confronta Ia politica c Ia soeiologiaãegli uomini col genio or-\
ganizzativo- degli'insetü. . Pare che il Paãre
Eterno, ãopo'aver fatto tutto perfetto (com:preso; -forse,'anchfi' lTuomó), abbia detto al1'uomo: le cose brutte le farai tu.
"Sulla mia tomba'non Voglio
il monumento.,
Voglio.la giungla".,
Nel giro ãi qualche giorno egli aveva ri'
cuperato tutta Ia sua energia. Era ãi nuovo.il paáronè'êi qiièáo'paese senza iãéali, dal.
Vamore ãi 'Zpa,lria rarefatto, ãalla fede affie'•
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volitá.' ¦, ¦¦¦ •"
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II suo sguardo si poso sulla villa rosea, proleila' "dii "úná fítiã 'rete 'ãi "piãHiücelle'rampícanti; cerco via Jansenius, Ia straãa áove Cinci
¦ áveva -i 'sim ¦ granai amici,¦ -l'agente ãall'enorme
'Iticonobbe guanto. bianco, il tosacani chie...
Ia chiesa ãella collina, ãistinse Ia
fontana: allayqualei aveva pevusto. Piceola chiesa ãeserta, ricercata piú per Ia sua fontana
che. per Jl suo altare. Piceola chiesa, ãove il
¦troncojãellè elemosine non renãeva ãiche
pagare le canãele.
Molte volte, alia. será, il sacrestano, nell 'a- •
prirlo, ávevagtrovaio uno scellinó, mezzo'scelUno, qualche pfennig. •.
. Una. volta trovo- un solo pfennig. Ma 'quanão, umttiato, anão a portaria al vecchio cappellano, questi gli ãisse:
— II Re Salomone, durante un
festino, riceyette.;.i'ãoni dei suo popolo: canãelabri ãi
oro, stoffe sfarzose, spezie rare, spaãe ãal1'impugnaturá " scintillante diS gemme. Appar-'
"trãscinando
ve a un tratto una formicà,
una.
zampaãi cavallettà. Le ãomanãarono: "A chi
porii questa cosa ?". "A Salomone", ella rispose. "E che se ne fa Salomone ?". E Ia forviica si scusó: "Gli reco un ãono che non é
' alia
sua máestá, ma alie mie
proporzionato
forze".
y Ilysacrestano, uomó un po' semplice, soppesájiãÚ quella;.piecolaJ-moneta, rispose:
'-•—
Pít me é Ia feãe che se ne va...
Cin'tre'pfennige,
que pfennige,
un pfennig.
La será innanzi aveva irovato -quattro pfennige e un piccolo pacco rettangolare, legato
con una çorâicella azzurra e argento, su cui
èrastampato: "Livigstone, casa fonãata nel
18,40, fornitrice ãella Casa Granãucale, specia¦litã Inãianer Krapfeh,fòriãahts allá rosa bulgara, cioceolata alia noeciola.
(Continua).
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