nicaragua - Caritas Ambrosiana

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nicaragua - Caritas Ambrosiana
NICARAGUA
1
INDICE
1. Scheda paese
p. 4
2. Contesto regionale
p. 6
3. Storia del paese
p. 9
4. Situazione atuale
p. 14
4.1 Ordinamento dello Stato e politca
4.2 Società
4.3 Lingua e religione
4.4 Educazione
4.5 Situazione economica
4.6 Territorio e risorse
5. Cultura e tradizioni locali
p. 26
6. Caritas Ambrosiana in loco
p. 34
7. Descrizione del contesto dove si svolge il campo
p. 36
7.1
Consigli pratci
8. Approfondiment tematci
p. 43
8.1 Migrazioni
8.1.1. Povertá e migrazioni economiche
8.1.2. Migrantes transcontnentales: di passaggio in Nicaragua
8.1.3. “Wet foot, dry foot”: i migrant cubani su suolo nicaraguense
8.2
Violenza di genere
8.3
Dalla rivoluzione alla farsa: la politca nicaraguense atuale nelle parole
della scritrice Gioconda Belli
2
9. Testmonianze
p. 57
9.1
Prima che la sveglia suoni
9.2
Sulle sfumature del verde
9.3
Nicaragua: 5 mesi di servizio civile
9.4
Nicaragua: Non sarà sempre tuto rose e fori però, per ora,
che rose e che fori ragazzi! :)
10. Alle falde del Momotombo
p. 67
11. Glossario
p. 81
12. Riferiement
p. 84
3
1. SCHEDA PAESE
Nome ufficiale
República de Nicaragua
Superficie
129.494 km²
Popolazione
5.907.881
Capitale
Managua
Lingua
Spagnolo (ufficiale e predominante).
Sulla costa atlantica si parla miskito, sumo, garifuna e inglese
Gruppi etnici
La maggioranza dei nicaraguensi (69%) discende dalla fusione fra indigeni e spagnoli. Il
17% è di origine europea, il 9% è di origine africana e c’è una minoranza indigena (5%)
formata dalle etnie miskito, sumo e rama.
Religione
Cattolica (72,9%); protestanti (15,1%); altre (3,5%); nessuna (8,5%)
Ordinamento dello stato
Repubblica parlamentare
Presidente
Daniel Ortega (dal 2006)
Moneta
Córdoba
Controvalore in Euro
31,93 córdobas per 1Euro
Clima
Tropicale
Fuso orario
UTC -7
4
Nicaragua ed Italia a confronto
INDICATORI SOCIO-ECONOMICI
Nicaragua
Indice di sviluppo umano
Classifica indice di sviluppo umano
(su 187 Paesi)
% di popolazione che vive al di sotto della soglia
di povertà
(secondo i parametri nazionali)
Aiuti ufficiali allo sviluppo ricevuti ($ pro capite)
Aiuti ufficiali allo sviluppo ricevuti (% sul PIL)
PIL ($ pro capite)
Concentrazione della ricchezza (indice di Gini %
sul reddito medio nazionale)
Crescita annua del PIL (%)
Debito estero (in Miliardi di $)
Tasso di inflazione (%)
Tasso di disoccupazione (%)
Lavoro minorile (% dai 5 ai 14 anni)
Importazioni (in Miliardi di $)
Esportazioni (in Miliardi di $)
Spesa educativa (% del PIL)
Iscritti scuola primaria
(tasso netto iscrizioni)
Iscritti scuola secondaria
(tasso netto iscrizioni)
Analfabetismo adulto (%)
Spesa per la Sanità (% PIL)
Posti in ospedale (per 1000 abitanti)
0,631
Italia
0,873
125
27
29,6
29,9 (2012)
72
3,7
430 Milioni $
5,000
n.d.
35.800
40,5
31,9
4
10,19
3,1
6,1
14,9
5,902
4,492
4,4
0,8
2,459 trilioni
0,3
12,2
389,2
454,6
4,3
117
99
69
99
18
8,4
0,9
0,8
9,1 (2013)
3,4 (2011)
n.d.
INDICATORI SOCIO-CULTURALI
Nicaragua
Popolazione Urbana (%)
Crescita annua popolazione (%)
Mortalità (su 1000 abitanti)
Denutrizione infantile (% bimbi 0 - 5 anni)
Speranza di vita alla nascita (anni)
Rete stradale pavimentata (km)
Totale rete stradale (km)
58,8
1
19,65
5,7
72,98
3.346
23.897
Fonti:
The world factbook, CIA: https://www.cia.gov/library/publications/the-world-factbook/geos/it.html
Human Development Report 2015 (e/o precedenti): http://hdr.undp.org/en/content/table-1-humandevelopment-index-and-its-components
Banca Mondiale – World Development Indicators: http://wdi.worldbank.org/table/6.11
5
Italia
69
0,27
3,29
82,12
487.700
487.700
2. CONTESTO REGIONALE
La complessità della regione è palese fn dalla defnizione dell’estensione della stessa.
Comunemente si parla di America latna abbracciando tut i paesi a sud degli Stat Unit
D’America, ma si parla di Meso America per Messico, Guatemala, Belice, Salvador,
Honduras, Nicaragua, Costa Rica e Panamà. Mentre si usa la dicitura Centro America per
indicare: Guatemala, Salvador, Honduras, Nicaragua e Costa Rica, paesi quest che hanno
avuto una serie di afnità socio-politche sin dall’indipendenza dalla Spagna coloniale
avvenuta nel 1821. Afnità che riguardano tanto l’ordinamento costtuzionale come il
sistema eletorale presidenziale sul modello USA (fata salva l’ultma modifca legislatva
nicaraguense).
Il processo di globalizzazione degli scambi economici e la caduta del mondo bipolare, nel
quale Stat Unit e Unione Sovietca si contendevano aree del mondo, ha innescato
processi nuovi in America Latna e in Centro America. In passato, a causa della forte
ingerenza degli Stat Unit nell’area, sia in campo politco che economico, questa regione
veniva defnita il “giardino di casa” degli Stat Unit. La situazione è cambiata: la regione
sperimenta maggiore autonomia economica e politca già da alcuni anni.
La vitoria di partt e personalità di sinistra nelle elezioni degli ultmi anni sono, allo stesso
tempo, motore ed espressione di questa indipendenza relatvamente nuova. I più not
sono Russef (successore di Lula) in Brasile insieme ai più radicali Evo Morales in Bolivia, il
venezuelano Maduro e l'ecuadoregno Rafael Correa, ma anche Ortega in Nicaragua, Lugo
in Paraguay e il neo eleto Sanchez (elezioni marzo 2014) nel Salvador.
L’afermazione di quest governi e la forza dei moviment sociali latnoamericani hanno
alimentato un’inversione di rota rispeto alle politche radicalmente neoliberiste
promosse nella regione dal Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. Tutavia
gli atori più potent non hanno messo in discussione il modello capitalista in quanto tale.
Paesi come il Cile, il Brasile e l’Argentna giocano nell’arena internazionale con l’intento
aperto di essere inclusi a pari dignità tra i paesi economicamente più ricchi.
Molt in America Latna contnuano a lavorare per un mondo più giusto. Nel Forum sociale
mondiale 2009 di Belém, in Brasile, la società civile ha dimostrato vitalità e lucidità. Il
dibatto si è concentrato sulle strategie di intervento politco per un nuovo mondo
possibile, promuovendo il forum da spazio di semplice confronto a strumento di azione
politca concreto: un passo signifcatvo per uno spazio che nasce espressamente come
non decisionale e non deliberatvo.
A dimostrare un interesse più marcato per le strategie politche, al forum erano present
ben cinque president di paesi latnoamericani: Lula Ignacio da Silva (Brasile), Evo Morales
(Bolivia), Hugo Chávez (Venezuela), Rafael Correa (Ecuador) e Fernando Lugo (Paraguay).
La loro presenza ha espresso una volontà di dialogo critco con governi potenziali alleat
per la costruzione di una società più inclusiva e giusta.
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Comunque i problemi sociali del subcontnente restano pesant, in alcune aree, addiritura
drammatci. La povertà rurale e urbana, la disuguaglianza sociale da record, una strutura
economica fragile e la mancanza di lavoro, l'instabilità politca e il non rispeto dei dirit
sono il quotdiano di molte persone in molt paesi.
La condizione di vita delle popolazioni indigene è allarmante. Secondo la Banca Mondiale
(dato 2004) più dell’80% dei 28 milioni di indigeni latnoamericani vive in condizioni di
povertà estrema. In Ecuador mentre la metà della popolazione lavora legalmente, appena
l’8% di tut gli indigeni del paese ha un posto di lavoro.
Secondo la Banca Mondiale il basso livello di educazione impedisce agli indigeni di
conseguire impieghi più remuneratvi e di otenere dagli isttut di credito prestt da
investre nell’acquisto delle macchine agricole, cosa che si ritorce contro lo sviluppo
economico.
Rispeto ai problemi che da sempre afiggono l’America Latna tuta, il Nicaragua non
rappresenta un’eccezione. Ha vissuto come gli altri paesi, secoli di dominio coloniale
spagnolo, ha soferto allo stesso modo l’onnipresente politca imperialista del vicino nord
americano. Condivide gli stessi problemi carateristci della regione, come la fame, le
malate, la spaventosa diseguaglianza economica, l’insanabile gap tecnologico ecc…
Tutavia, analizzando atentamente il suo processo storico, il Nicaragua presenta alcune
peculiarità non trascurabili che si diferenziano dal modello latno americano tpico e che
forniscono alla società nicaraguense, una insolita e partcolare fsionomia. In primo luogo
va segnalata la costante ingerenza statunitense atraverso numerosi intervent armat che
cominciarono subito dopo l’indipendenza e contnuarono fno alla prima metà del
ventesimo secolo. In secondo luogo una ditatura sanguinaria pluridecennale che
nascondeva al proprio interno i desideri di Washington e che è riuscita a sopire per più di
quarant’anni gli impulsi che premevano per una maggior modernizzazione. Il terzo e più
importante fatore è rappresentato dalla straordinaria longevità dei gruppi aristocratci
locali, il cui mimetsmo gli ha permesso di sopravvivere atraverso perturbazioni
economiche e militari catastrofche, e per di più a rigenerarsi persino dopo una rivoluzione
di caratere socialista. Questa oligarchia, presente in tut i paesi del sub contnente
americano, assume in questo paese un valore che appare immutabile e senza la cui
comprensione non è possibile capire questa società e spiegare quali siano le dinamiche
che lasciano ancorata una buona parte della economia alla prima metà del secolo XIX.
Se prendiamo in analisi l’intero blocco latno americano e ne approfondiamo le dinamiche
economiche e sociali, notamo che è proprio negli ultmi trenta anni, ossia
successivamente alla caduta di Somoza che questo paese prende una via diversa rispeto a
quasi tut i suoi vicini. Per meglio specifcare, risulta più correto afermare che diversi
paesi di questa regione hanno conosciuto un notevole grado di sviluppo in partcolar
modo negli ultmi dieci anni, mentre il Nicaragua rimane ancora legato a un modello
7
semifeudale nelle sue struture portant. Benché con innumerevoli difcoltà, la regione ha
cominciato un percorso di una nuova indipendenza, ricercata atraverso meccanismi di
natura macro-economica, che la sta portando piano piano verso un modello occidentale.
Questo sta riuscendo possibile atraverso la nascita di una borghesia nazionale che si
appropria di una parte della sovranità politca e che inizia a produrre sul suolo nazionale
per vendere sul suolo nazionale. Ben lungi dal poter afermare che l’oligarchia e il
latfondo siano fenomeni appartenent ad un passato recente, è altresì vero che questo
storico binomio non rappresenta più la totalità del potere politco e non riesce pertanto a
malleare queste società a propria immagine e somiglianza, cosa che ha contnuato a
esercitare per secoli e che contnua tutora a esercitare in Nicaragua.
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3. STORIA DEL PAESE
Le prime tracce di insediament umani in Nicaragua sono le orme di Acahualinca,
impronte di esseri umani e animali diret verso il Lago di Managua conservate per 10 mila
anni soto strat di ceneri vulcaniche. Ulteriori tracce ancora indecifrabili sono i
petroglifos, difusi in buona parte del paese e che ancora nascondono i loro segret.
Mentre nel periodo stretamente antecedente allo sbarco degli spagnoli il paese era reto
dal Cacique Nicarao, tributario dei vicini Maya.
Cristoforo Colombo avvistò la costa caraibica nel 1502 e nell’aprile del 1523 i soldat
spagnoli entrarono atraverso il sud del Nicaragua. Fu l’inizio di un incontro, spesso
violento, fra due culture diferent.
Il primo ad avventurarsi e ad addentrarsi per quelle terre fu il capitano Gil Gonzalez
Devila. Poco dopo Francisco Hernandez de Cordoba fondò, nel 1524, le due prime cità
spagnole in terra nicaraguese: Granada e León. I britannici si insediarono sulle coste
caraibiche mentre gli spagnoli colonizzavano le coste del Pacifco.
Leon fu distruta a causa dell’eruzione del Vulcano Momotombo nel 1610, e fu ricostruita
invadendo e sfrutando il vicino al municipio indigeno di Subtavas. Gli spagnoli la
nominarono capitale della provincia coloniale. Granada si trasformò in una regione ricca,
agricola e commerciale.
La diferenza tra la ricchezza di entrambe le cità e la supremazia della più povera provocò
confit interni. León si trasformò in un centro intelletuale simpatzzante del Partdo
Liberal difendendo l’unifcazione del Centroamerica; inoltre appoggiava riforme inspirate
alla rivoluzione nordamericana e a quella francese. Granada fu il centro del Partdo
Conservador.
Dopo tre secoli di Colonia, e numerose lote di caratere popolare, l'Indipendenza del
Nicaragua e gli altri quatro paesi dell'istmo venne fnalmente proclamata il 15 setembre
1821 a Cità del Guatemala, ma in realtà era conseguenza di un progeto messicano che
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tendeva a organizzare in un solo Stato tute le province del Vicereame della nuova
Spagna. Il piano venne però sconfto dall'opposizione delle province stesse, reste a
subordinarsi all'antco centro coloniale e dai confit interni d'interesse che seguirono
all'Indipendenza messicana. Si costtuì quindi una Repubblica federale che comprendeva
tut i popoli centroamericani, ma anche questa ben presto si sgretolò a causa dei confit
fra le antche province spagnole. Il Nicaragua si proclamò stato indipendente nel 1839 e si
dotò di una Costtuzione nel 1854.
Per porre fne alle rivalità tra Leon e Granada nel 1855 la piccola cità di Managua (che
sorge su una faglia sismica) venne nominata capitale del paese.
Fin dagli albori della repubblica lo schieramento dei conservatori si impegnò a tutelare gli
interessi dell’oligarchia ricca e dei grandi proprietari terrieri, in opposizione ai liberali,
difensori delle piccole proprietà e del libero commercio.
Gli Stat Unit mantennero da sempre un grande interesse per il Nicaragua in quanto
rappresentava uno sbocco appetbile per l’espansione verso ovest. Ebbero via libera
fnché al governo si mantennero i conservatori, ma quando nel 1893 si assistete al
trionfo del Partto Liberale, molte delle richieste avanzate dagli Stat Unit furono rifutate
e iniziò una nuova occupazione statunitense.
Augusto Cesar Sandino fu il generale che oppose un’eroica resistenza a questa invasione
iniziando una guerriglia con l’appoggio di tremila persone, un esercito popolare che tenne
testa ai dodicimila marines per più di sei anni mentre l’aviazione e l’oligarchia nicaraguese
appoggiavano gli invasori.
La lota di Sandino servì a far capire agli USA che il metodo delle occupazioni militari
aveva fallito. Terminata l’invasione militare però, quella economica e politca contnuò a
tormentare il paese e i suoi abitant. Di Sandino, assassinato nel 1934 dalla guardia
nazionale, soto l’ordine dell’ambasciata americana, rimasero il sacrifcio, l’esempio e le
parole.
“La mia causa non è solamente
mia e del mio popolo, ma è la
causa dell’America Latna e di tut
gli oppressi del mondo”.
(Cesar Augusto Sandino)
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Quando sembrava infat che Sandino potesse far deporre le armi fu vitma di un agguato
e fu ucciso da Anastasio Somoza, comandante della Guardia Nazionale, in occasione di un
incontro con l’allora presidente Sacasa. Somoza desttuì il presidente e passò a condurre
personalmente un regime ditatoriale per più di vent’anni. Durante il quale prese totale
potere sull’economia nazionale insieme alla sua streta cerchia di seguaci. Un patriota nel
1956 uccise Somoza, ma il potere passò nelle mani di suo fglio e poi del nipote,
perpetrando la ditatura e la repressione.
Negli anni 60’ nacque il Fronte Sandinista di Liberazione (FSLN), che pur restando nella
clandestnità seppe organizzare e sviluppare azioni di guerriglia armata antsomozista per
ben diciassete anni. Nel 1978 ci furono numerose sommosse, guidate dal FSLN, ma solo
l’anno dopo il fronte sandinista si ricompatò e poté metersi alla guida dell’opposizione
nella cosiddeta “ofensiva fnale”, per mezzo della quale uno sciopero generale,
un’insurrezione di massa, la lota armata e un’intensa atvità diplomatca all’estero,
costrinsero Somoza a scappare dal paese e a lasciare il posto alla nuova Giunta di
ricosttuzione nazionale.
Le terre e le industrie di proprietà della famiglia Somoza, pari circa al 40% dell’economia
nazionale vennero nazionalizzate, la guardia nazionale venne sosttuita con l’Esercito
popolare sandinista, ma le cinquantamila vitme che aveva già fato la ditatura non
vennero dimentcate e la situazione economica nazionale postbellica non lasciava certo
buone speranze.
Gli Stat Unit approftarono largamente delle catve condizioni in cui versava il Nicaragua
per sferrare un nuovo atacco con fni di occupazione. All’interno del paese intanto si
assisteva ad una guerra di logoramento contro i marines appoggiat dai controrivoluzionari
(“contras”) che agivano dal vicino Honduras e a numerose azioni volte a reprimere
qualsiasi iniziatva flo-statunitense.
La svolta venne grazie all’intervento degli altri stat sudamericani, impaurit per le
crescent dimensioni dello scontro, i quali avviarono le tratatve diplomatche per una
risoluzione negoziata del confito. Nel 1984 ebbero luogo le elezioni alle quali si
presentarono l’82% degli avent dirito al voto, decretando la vitoria schiacciante del
FSLN. Per tuta risposta l’anno dopo, Reagan decretò l’embargo commerciale nei
confront del Nicaragua. Se gli accordi di pace sedarono progressivamente il confito
armato, certo a livello ideologico non vi fu nessun avvicinamento fra le politche del FSLN
e quelle degli Stat Unit, quest’ultmi contnuarono ad appoggiare la guerriglia dei
“contras” con fnanziament economici e azioni politche di disturbo nei confront del
fronte sandinista.
Alle elezioni del 1990 inaspetatamente il FSLN uscì sconfto lasciando la presidenza a
Violeta Chamorro, vedova di Fernando Chamorro, leader dei controrivoluzionari, la quale
però dovete accetare di rispetare la nuova costtuzione vigente, le isttuzioni e le
conquiste sociali della rivoluzione sandinista, procedendo quindi al disarmo dei “contras”.
Gli anni di governo della Chamorro furono anni di grandi discussioni e disaccordi
all’interno delle alleanze politche e degli stessi partt che rimanevano spetatori di
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un’allarmante crisi economica la quale aveva le sue maggiori ripercussioni sulla società
nazionale più povera e indifesa.
Nonostante l’intervento della Banca Mondiale e del FMI per saldare il debito pubblico e
l’infazione, il Nicaragua non riuscì a risollevare la sua situazione economica, mentre le sue
dipendenze dagli Stat Unit contnuarono ad essere molto fort: le esportazioni
nicaraguesi nei loro confront nel 1997 raggiunsero i 375 milioni di dollari con un
incremento del 30% rispeto a due anni prima.
I Nicaraguensi, delusi anche dal governo centrista della Chamorro, elessero il candidato
della destra, il neosomozista Arnoldo Alemán Lacayo, rappresentante della grande
proprietà terriera, guardato con simpata dalle gerarchie ecclesiastche locali. Assunta la
carica nel gennaio 1997, Alemán confermava la politca economica delle privatzzazioni
adotata dall'amministrazione precedente e cercava di trovare una soluzione legale alle
richieste di quant, primi fra tut la famiglia Somoza, si erano vist confscare le proprietà
durante il periodo della rivoluzione sandinista. La politca neoliberista di Alemán e la
drastca riduzione del defcit del Paese, atuata per realizzare il rigido programma
struturale imposto dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale, facevano
però precipitare il Nicaragua in uno stato di grave recessione economica. Il
peggioramento della situazione economica e sociale del Paese spingeva l'ex presidente
Ortega a ricandidarsi alle elezioni presidenziali del 2001. Favorito in un primo tempo,
Ortega, comunque, non riusciva a far dimentcare il suo passato e la destra riconquistava
la presidenza della Repubblica con il candidato Enrique Bolaños. Nel gennaio 2005, dopo
alcuni mesi di crisi politca e isttuzionale, è stato frmato un accordo tra il presidente
Bolaños e l'opposizione sandinista, che ha consentto al governo di portare a termine la
legislatura. Nel giugno dello stesso anno il Paese ha otenuto dal G8 la cancellazione del
debito estero. Nel novembre 2006 si sono svolte le elezioni presidenziali, vinte da Daniel
Ortega con il 38,07% dei vot, che ha sconfto al primo turno il candidato liberale Eduardo
Montealegre, appoggiato da Washington, che ha otenuto il 29%.
Atualmente il Nicaragua è governato dal FSLN grazie alle elezioni del 2011 che l'hanno
visto vincente. Il partto di Ortega (presidente rieleto) ha otenuto il 63% delle
preferenze. Gli scrutni hanno proclamato secondo candidato Fabio Gardea, condutore
radiofonico a capo di un'alleanza di esponent della destra e sandinist dissident, che ha
conquistato il 30%. Solo il 6% ha otenuto invece l'ex presidente liberale Aleman.
Durante le elezioni si son verifcat alcuni episodi di violenza e gli osservatori degli stat
americani hanno accusato il governo di aver ostacolato, almeno in parte, il loro lavoro.
La conseguente denuncia di brogli da parte dell'opposizioni è però caduta nel nulla.
La storia polito-sociale del Nicaragua inoltre si fonde inevitabilmente con le catastrof che
hanno segnato l'ultmo secolo. Si trata di due terremot ed un uragano che hanno colpito
con violenza il centro nevralgico del paese: la capitale Managua e la costa pacifca.
Il 31 marzo 1931 un terremoto di magnitudo 5.8 (scala Richter) distrugge la capitale ed
uccide migliaia di persone. Le font del tempo non riescono a specifcare meglio il numero
delle vitme. Ciò che sappiamo è che, secondo alcuni sismologi, le scosse furono
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relatvamente lievi, ma la distruzione totale di Managua fu il risultato di diversi fatori
causat da moviment tellurici.
Quarantuno anni dopo, il 23 dicembre 1972, un nuovo sisma, questa volta di magnitudo
6.2 (scala Richter), seguito da due repliche, sconvolge la capitale, distruggendone
completamente il centro storico.
Tra i pochi edifci che si salvano c'è la Catedrale centrale, tut'oggi traballante simbolo
della Managua che resiste. Il triste conteggio delle mort raggiunse quota diecimila, con un
numero di ferit doppio. Il nuovo tremendo terremoto, con epicentro nel Lago Xolotlan (o
Lago di Managua), fu così disastroso a causa delle fragili condizioni delle abitazioni e
dell'assoluta inesistenza di precauzioni antsismiche.
La terza grande catastrofe che ha colpito il Nicaragua è stato l'Uragano Mitch alla fne del
XX secolo.
L'Uragano Mitch è stato la tempesta più potente della stagione degli uragani atlantci del
1998 e uno dei più potent mai registrat nell'Oceano Atlantco. È stato il secondo più
mortale degli uragani atlantci in quanto ha ucciso tra le 11.000 e le 19.000 persone in
America Centrale.
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4. SITUAZIONE ATTUALE
4.1 Ordinamento dello Stato e politca
Nel 2007 è salito al potere il Frente Sandinista de Liberación Nacional (FSLN) con il suo
leader storico Daniel Ortega. Da subito il nuovo presidente ha dichiarato che il suo
programma avrebbe afrontato alcuni grandi temi come la fame, l’educazione, la salute e
avrebbe infuso nuova speranza nella popolazione cancellando la corruzione degli ultmi
decenni. Il FSLN si è rivelato negli anni come un partto egemonico, controllato da Ortega
e da sua moglie. In questo senso la terza amministrazione di Ortega è arrivata vicino a
stabilire una sorta di “autoritarismo eletorale” con pochissime opposizioni nella sfera
politca.
Dopo diversi anni questo governo sandinista ha perso molt consensi tra la popolazione.
La mancanza di risultat visibili, rispeto ai proposit di redistribuzione delle ricchezze e di
riduzione della fame nel Paese, ha accresciuto il malcontento dei nicaraguensi. La
situazione si è aggravata già con le elezioni municipali del novembre 2008 quando Ortega
ha vinto conquistando 105 dei 146 municipi in cui si votava. I risultat sono stat
ampiamente contestat dal Partdo Liberal Consttucionalista (PLC) e diverse zone del
Paese sono state teatro di scontri di piazza e di violent disordini, incluse situazioni di alta
tensione nella capitale. Qualche anno dopo la situazione si replica e il candidato
dell'opposizione nicaraguense per le elezioni del 2011 si è rifutato di riconoscere la
vitoria del presidente D. Ortega per un terzo mandato, accusandolo, insieme alla
commissione eletorale, di frodi eletorali. Tutavia, il sandinista Daniel Ortega è stato
riconfermato e dal novembre 2011 è alla presidenza del Paese. Quest moviment
eletorali, 2008, 2011 e 2012 hanno difuso il tmore d’involuzione democratca rispeto al
modo in cui il FSLN ha usato (a suo benefcio) l’amministrazione eletorale e le risorse
statali. Le prossime elezioni presidenziali sono atese per novembre 2016 e non sono
poche le manifestazioni per chiedere che alle prossime elezioni partecipi un osservatorio
eletorale per garantrne l'atendibilità. A Managua, diversi membri dell'opposizione
(perlopiù membri del PLC) si riuniscono tut i mercoledì davant alla principale stazione di
polizia della cità protestando contro le varie ingiustzie dell'orteghismo. Di queste
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proteste e manifestazioni pochissime vengono poi raccontate dai media, quasi a voler
nascondere all'opinione pubblica l'esistenza di un'opposizione/alternatva politca, che di
fato è talmente debole e divisa da non poter rappresentare un serio pericolo per il FSLN.
Il ttolo di proprietà per entrare in possesso di terreni e il dirito alla casa è stato, e
contnua ad essere, uno dei punt fondamentali della politca del presidente Ortega e di
sua moglie, Rosario Murillo. La leader sandinista Murillo ha riferito che ogni setmana
verrà consegnata la documentazione necessaria ad atestare il passaggio di proprietà, e
che a benefciare di questo progeto saranno sopratuto le donne. La Murillo ha
chiaramente sotolineato l'importanza di infondere questa nuova cultura che abbata i
vecchi retaggi maschilist e machist con cui la popolazione locale si trova costantemente a
confronto. Ma nei fat poi la politca di Ortega sembra andare in tut'altra direzione, ad
esempio con le ultme revisioni della Ley 779 sulla violenza di genere (vedi situazione
sociale), e la stessa Murillo nei suoi discorsi giornalieri (come portavoce del governo)
sotolinea i valori tradizionali della famiglia e della donna che si prende cura dei suoi fgli e
di suo marito. La pratca dell'aborto rimane atualmente ancora proibita nel paese, anche
in caso di violenza o pericolo di vita per la madre.
Ad oggi la presidenza di Ortega si è caraterizzata per una progressiva politcizzazione della
pubblica amministrazione, del sistema di giustzia e della Corte Suprema. Allo stesso
tempo, il ruolo crescente della frst lady, Rosario Murillo, è diventato molto evidente
come anche la concentrazione nelle mani della famiglia Ortega delle risorse strategiche
del paese, come i fussi di aiuto dal Venezuela o le principali compagnie di comunicazione.
L’opinione pubblica contnua a discutere la concessione ad una compagnia cinese della
costruzione di un canale interoceanico. L'area coinvolta consiste in tre segment di scavo:
25,9 chilometri dal Pacifco al lago Nicaragua; 106 chilometri di drenaggio atraverso il
lago (che andrà abbassato di ben 14 metri), cui si aggiungono 126,7 chilometri fno alla
costa orientale. Negli accordi tra lo stato e la Cina sono previst, oltre ai port ai due
15
imbocchi, delle nuove autostrade, una zona franca, un villaggio turistco e un aeroporto
internazionale, tuto a gestone cinese.
Nell'ultmo anno ci sono stat diversi tentatvi da parte del governo nicaraguense d'
imporre limit e controlli sempre più severi alla cooperazione internazionale sopratuto
nei confront della gestone dei fondi delle ONG straniere operant sul territorio nazionale.
Gli atrit che ne sono scaturit hanno portato alla recente rotura con le Nazioni Unite,
dallo stesso presidente accusate di ingerenza politca, di aver sostenuto economicamente i
partt di opposizione e di aver modifcato di proposito dat legat allo sviluppo del paese
con l'intenzione di farlo sfgurare.
Passat ormai più di trentanni dalla rivoluzione sandinista che ha visto la caduta della
dinasta ditatoriale dei Somoza, l'atuale governo si direbbe essere pericolosamente
propenso a ripetere gli stessi errori del passato: il suo mostrarsi cieco e sordo al
malcontento dei nicaraguensi e la tenacia con la quale auto-celebra se stesso raforzano le
perplessità sulla matrice e sulla priorità dei suoi interessi.
Questa sensazione di “distanza” dai valori e dagli ideali che ha condiviso con il popolo
durante gli anni della Rivoluzione, è stata recentemente consolidata dalla completa
assenza della famiglia Ortega in occasione dei funerali di Fernando Cardenal, fgura di
spicco della lota sandinista, nonché ideatore di una delle più riuscite riforme del postrivoluzione, la famosissima Crociata per l'Alfabetzzazione del paese.
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4.2 Società
La maggior parte dei nicaraguensi discende dalla fusione delle popolazioni spagnole e
indigene e la cultura del Paese rifete l'eredità mista Ibero-europea e indigena. Solo
alcune popolazioni della parte est del Paese sono rimaste etnicamente distnte e
mantengono in certa misura usanze e lingue tradizionali. Una consistente minoranza di
origini africane, inoltre, è concentrata lungo la Costa Caribe. A metà degli anni '80 la metà
est del Paese fu suddivisa in due regioni autonome, che garantscono tutora un certo
grado di autonomia. La maggior parte della popolazione è urbana e vive nella parte ovest
del Paese, sul versante del Pacifco.
Nell’ultmo censimento del 2005 la popolazione era di poco superiore ai 5 milioni di
persone, che ne fa il paese meno popolato dell’America Centrale. Il tasso di crescita è
comunque altssimo e la popolazione è molto giovane (poco più di 20 anni l'età media),
quasi il 75% ha meno di 30 anni.
Le problematche sociali più fortemente present derivano principalmente dalla povertà
difusa.
La famiglia nicaraguense è generalmente molto destruturata e frammentata, composta in
molt casi solo dalla madre, a cui è afdata la cura e il mantenimento dei fgli ed
eventualmente anche dei nipot, considerate l'elevatssimo numero di madri adolescent,
l'assenza di pianifcazione familiare e di educazione sessuale. Le fgure maschili sono poco
present o instabili, spesso dedite all'alcol. Si calcola che circa i 2/3 dei bambini
nicaraguensi siano stat abbandonat dal padre o sofrono maltratament familiari.
A questo si aggiunge la preoccupante realtà della violenza contro le donne e del
'machismo' difuso. La realtà delle donne nicaraguensi, infat, è spesso di violenza tra le
mura domestche e di discriminazione e disuguaglianze nell'ambito pubblico. Si contano,
nel 2013, 65 omicidi riconosciut come 'femminicidi', casi di donne assassinate per motvi
derivant dal loro 'essere donne'.
Pur essendo considerato uno dei Paesi più sicuri del Centroamerica, in alcune regioni del
Paese e nella capitale si registra un livello più elevato di violenza e criminalità.
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4.3 Lingua e religione
Lingua
Lo spagnolo è la lingua predominante. Sulla costa atlantca si parla sopratuto creolo
inglese, ma sono present anche fort comunità di lingua miskito, sumo e garifuna.
Religione
La religione cristana catolica è la prevalente, professata da circa il 60% della popolazione,
ma il protestantesimo evangelico ha visto una rapida crescita nell'ultmo decennio,
fenomeno comune a gran parte dell'America Centrale. Le numerosissime chiese
evangeliche rappresentano circa il 20% della popolazione. Sulla Costa Caribe si trovano
fort comunità anglicane e morave. Piccole comunità delle religioni musulmana, buddista
ed ebraica si trovano nella capitale e nelle maggiori cità dell'area del Pacifco.
18
4.4 Educazione
Il sistema educatvo in Nicaragua sofre di diverse critcità. I centri scolastci sono difusi
sul territorio, ma la qualità dell'insegnamento rimane molto bassa. Il salario é basso (circa
150/200 dollari al mese) e le condizioni d’insegnamento sono abbastanza difcili: le classi
ospitano da 50/60 allievi, le infrastruture sono precarie, e il materiale educatvo e
didatco per i ragazzi è totalmente a carico delle famiglie, per le quali quindi il sistema
educatva risulta un costo insostenibile più che un investmento sul futuro del proprio
Paese.
Anche in questo ambito, l'intervento degli aiut internazionali supplisce alle carenze
interne, e l'educazione di 'di qualità' viene delegata a ONG o benefatori privat stranieri.
Inoltre i governi liberali degli anni '90 avevano privatzzato il sistema educatvo, ristabilito
come pubblico e gratuito dal Governo Sandinista di Ortega dopo il 2006.
19
Un grave problema è il tasso di abbandono della scuola primaria da parte dei bambini: il
tasso di iscrit alla scuola primaria è del 87%, ma si calcola che solo il 63% dei bambini
iscrit alla primaria arrivi al quinto anno.
“Il lavoro minorile è stretamente vincolato alla povertà. Una famiglia povera non può
avere i mezzi per pagare le tasse scolastche e tute le altre spese legate alla scuola.
Inoltre, la famiglia può dipendere dalla contribuzione che la bambina o il bambino
lavoratore apporta alle entrate familiari ed atribuire maggior importanza a queste
entrate che alla sua educazione. Così quando devono fare la scelta d'inviare uno dei loro
bambini a scuola, sono spesso propense a privilegiare i maschi a danno delle femmine”.
(documento difuso ILO-IPEC per la Giornata Internazionale contro il Lavoro Minorile
2008).
Secondo l'ultmo censimento realizzato dal Ministero del Lavoro (MITRAB) nel 2005,
sarebbero 238.827 i bambini, bambine ed adolescent lavoratori, il 13,7% dei bambini tra i
5 e i 17 anni. Il 43% di loro non frequenta la scuola.
Altra emergente problematca legata ai minori è l'aumento dello sfrutamento sessuale
dei minori, fenomeno ancora poco indagato e in crescita dagli anni '90, stretamente
legato alla situazione di difusa povertà delle famiglie. La legislazione in merito è ancora
molto scarsa, e afdata a tribunali locali (facilmente corrutbili) e sotoposta sopratuto a
pene pecuniarie.
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4.5 Situazione economica
Il Nicaragua è uno tra i paesi più poveri dell'America centrale, dopo Hait, caraterizzato
dalla più disuguale distribuzione del reddito pro capite nel mondo. L'economia è da
sempre principalmente agricola, ma negli ultmi anni la globalizzazione ha dato una spinta
allo sviluppo industriale; il paese però contnua a dipendere dagli aiut internazionali, dalle
rimesse degli emigrat e dagli investment stranieri diret, provenient sopratuto da Stat
Unit e Asia. Questo, ovviamente, ha delle important ricadute sulla politca economica.
Il 45% della popolazione nicaraguense vive soto la soglia di povertà assoluta (1,25$ al
giorno). La disoccupazione si atesta formalmente intorno all'8%, ma si stma che la
sotoccupazione (cioè quando i reddit da lavoro non consentono di soddisfare i bisogni
primari) sia intorno al 53%. Bast pensare che il costo stmato del paniere basico mensile è
circa quatro volte maggiore al valore dello stpendio minimo legale. Inoltre il 70% dei
lavoratori nicaraguensi è impiegato in atvità economiche informali (ben evidente dal
numero di venditori ambulant e piccole atvità casalinghe) e la previdenza sociale
riguarda poco più di 600.000 persone, sui 2 milioni di lavoratori del Paese.
Si difondono in questo clima le proposte di un lavoro instabile e sotopagato, con
condizioni salariali e contratuali inumane: è il modello delle maquilas (fabbriche di
assemblaggio, sopratuto tessili) che nascono nelle zone franche dell’area metropolitana
intorno alla capitale. Queste sono zone industriali, appositamente isttuite per atrare
investment stranieri (generalmente statunitensi ma sempre più anche asiatci),
sotoposte quindi a tratament fscali privilegiat ma anche esent dalla legislatura
nazionale, con minori controlli sul rispeto delle norme a tutela delle condizioni del lavoro.
Basso salario, orari pesant e norme rigide si aggiungono alle precarie condizioni sociali in
cui si trovano lavoratori e lavoratrici (bassa scolarizzazione, difcile accesso ai servizi
sanitari, habitat sociale di grande povertà).
Durante l’anno 2011 il prodoto interno lordo del Paese è leggermente cresciuto rispeto
all’anno precedente con un tasso del 4,7% (stma 2011) grazie anche all’aumento delle
esportazioni. Nel 2011 le esportazioni sono cresciute del 23% e ammontano a 2.346
milioni di dollari. Ai primi dieci post della classifca dei prodot esportat troviamo: carne,
cafè, oro, zucchero, arachidi, gamberi, formaggio, late, aragoste, oli vegetali. Le prime
due voci, carne e cafè, rappresentano il 37% di tute le esportazioni nazionali. Se
aggiungiamo l’oro arriviamo al 52%, e con lo zucchero al 59%. Appare evidente come il
grosso dell’economia del Paese, oltre a essere dipendente da poche voci, é puramente
estratva: non c’é valore aggiunto.1
L’infazione nell’ultmo anno è aumentata, visto l’aumento dei prezzi internazionali del
petrolio e di altri prodot di base, cui si sono aggiunt quello delle tarife dei trasport
pubblici, del combustle e di alcuni prodot agricoli.
1 Dati TheWorldFactBook, CIA, 2011
21
Il consumo privato è stato, come negli altri Paesi della regione, favorito dall’invio di
rimesse degli emigrant (12,5% del PIL)2 e, in minor misura, dall’aumento dei credit
concessi per l’acquisto di beni di consumo e di abitazioni. L’economia nicaraguense
rimane largamente dipendente dall’arrivo di capitali esteri siano essi investment diret o
rimesse familiari degli emigrant; tale fusso permete, infat, di fnanziare il defcit della
bilancia pubblica.
Il Nicaragua rimane comunque un Paese prevalentemente agricolo; l'agricoltura
rappresenta il 60% delle esportazioni totali, sopratuto basata sulle esportazioni di
colture da reddito, come banane, cafè, canna da zucchero e rum. Anche l'allevamento e
in parte la pesca (sulla costa Atlantca in partcolare) riestono un certo peso. Dagli anni '80
la produzione del cotone, uno dei principali prodot d'esportazione in era somozista, si è
ridota drastcamente a causa del forte impoverimento dei terreni e dalla siccità causat da
questa monocoltura intensiva.
L’infazione è in costante aumento, legata all’aumento dei prezzi internazionali dei
prodot agricoli e di altri prodot di base. Anche l'aumento del prezzo del petrolio incide
profondamente sul costo della vita, con aument periodici dei cost della benzina e quindi
dei trasport.
La moneta nazionale, il córdoba (C$), subisce una svalutazione programmata del 5% ogni
hanno rispeto al dollaro (Il cambio con il dollaro è di 25. 715 C$).
nonostante gli aiut internazionali siano molt, sono comunque insufcient a colmare i vari
defcit di un paese povero qual è il Nicaragua.
La generale mancanza di investment ha lasciato una produtvità molto bassa: la maggior
parte della popolazione rurale si basa sulla coltvazione di auto sussistenza non lasciando
nulla per il mercato. Solo per quanto riguarda l'agricoltura, ad esempio, il Nicaragua ha un
defcit commerciale: ossia importa più prodot agricoli di quelli che esporta, ma questo si
può dire anche riferendosi agli altri setori (come aziende manifaturiere o di industria
pesante) .
La scarsa produtvità,la generale assenza di investment unit ad un costo della vita
2 UNDP, Rapporto sullo Sviluppo Umano, 2011
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relatvamente elevato fa sì che gran parte della popolazione si trovi in uno stato
economico disagevole e sia pertanto costreta ad abbandonare la propria terra
allontanandosi dalla propria cultura e dalla propria famiglia nella speranza di sgravarla dal
peso della povertà.
Le rimesse familiari, ovvero il denaro inviato in patria da parte delle famiglie degli
emigrant che trovano lavoro principalmente nel vicino Costa Rica o negli Stat Unit,
rappresentano la principale fonte di denaro del paese senza la quale l’intera economia
nazionale crollerebbe nel giro di pochi mesi. Le diferenze salariali tra il paese di
provenienza e i paesi ospitant permetono al lavoratore emigrante di inviare parte del
salario in patria e con esso contribuire al sostentamento di un nucleo familiare.
Il totale delle rimesse familiari raggiunge cifre spaventose se si pensa che sono il doppio
del totale degli aiut internazionali.
Questo fusso costante di denaro rappresenta un' importante fonte di reddito che si
trasforma essenzialmente in spesa per consumi e quasi nulla in investment. Chiarendo
meglio: in virtù di tali entrate, questo fenomeno consente al governo di ignorare i
problemi struturali, gli permete di benefciare sulla costanza della spesa per i consumi e
nello stesso tempo disincentva le famiglie ad una spinta verso la produzione il che,
evidentemente, non contribuisce allo sviluppo economico del paese (che rimane povero,
ma si aggiudica il ruolo di grande consumatore): tuto ciò unge i già ben oliat ingranaggi
del consumismo, ma lascia la popolazione in uno stato di povertà obbligandola ad
abbandonare il proprio paese per sfuggire agli abusi del capitalismo e alla violenza che
afigge la dignità negata.
In generale il contrasto fra i pochissimi ricchi e i moltssimi poveri è molto evidente in tuto
il paese.
23
4.6 Territorio e risorse
Il Nicaragua è il più grande stato centroamericano e si afaccia sul golfo caraibico ad ovest
e sull’oceano Pacifco ad est.
La zona del Nicaragua è ricca di vulcani a causa della sua morfologia geologica. Il
territorio, infat, è atraversato da una catena montuosa nata da un'intensissima atvità
vulcanica che portò alla separazione del Mar dei Caraibi dall'Oceano Pacifco.
Qui si trovano i cosiddet Marabios, circa una ventna di vulcani sort in epoca neozoica. Il
territorio del Nicaragua, quindi, ad est è ancora soggeto ad un assestamento tetonico e a
fenomeni erutvi e sismici con un arco vulcanico che da Panama arriva al Messico.
La zona orientale del Nicaragua è ricca di laghi che si allungano alle pendici della catena
dei Marabios. I due più grandi laghi del paese formano un bacino idrico unico in quanto, in
passato, dovevano essere un'insenatura della costa dell'Oceano Pacifco che si è andata a
separare in seguito alle eruzioni e al deposito di materiale lavico.
Il clima è tropicale, molto piovoso sul versante orientale e più secco su quello occidentale,
dove si concentra la popolazione.
24
Il Paese è caraterizzato da una ricchissima biodiversità, concentrata in un territorio
relatvamente piccolo, minacciata negli ultmi 50 anni dallo sfrutamento intensivo dei
terreni e dalla deforestazione di vaste zone del Paese. Diverse specie già sono considerate
estnte dagli anni '90, e altre sono considerate a rischio. Dalla fne degli anni '90, la
situazione sta lentamente migliorando, grazie alla creazione di zone protete e parchi
naturali.
Anche dal punto di vista delle energie rinnovabili, il Nicaragua sta rapidamente evolvendo,
puntando alle grandi risorse geotermiche della zona vulcanica e sulle centrali
idroeletriche.
25
5. CULTURA E TRADIZIONI LOCALI
In Nicaragua convivono diverse anime culturali, che rispecchiano l'avvicendarsi delle
presenze umane e l'alternanza e la fusione fra le tradizioni indigena, spagnola, africana,
statunitense.
Negli ultmi decenni lo stle di vita occidentale, fate salve le diferenze causate dalla
diseguale difusione della ricchezza, è sempre più predominante. Ciononostante, l'eredità
dei natvi è ancora relatvamente forte nelle manifestazioni del folclore e della spiritualità,
e, in generale, il popolo nicaraguense è molto orgoglioso della propria identtà culturale e
della propria tradizione leteraria, artstca/artgianale
5.1 El Güegüense
El Güegüense (anche conosciuto come Macho Ratón) é un dramma satrico e fu la prima
opera teatrale della leteratura nicaragüense.
L’opera del Güegüense é una sintesi della fusione della cultura spagnola e indigena che
combina il teatro, la danza e la musica e viene considerata come l’espressione folklórica e
leterale piú distntva dell’era coloniale in America Latna.
Esiste anche un monumento in suo onore in una delle rotonde delle strade di Managua.
El Güegüense viene rappresentato durante la festa patronale di San Sebastano a
Diriamba (dipartmento di Carazo) dal 17 al 27 gennaio. L’opera incorpora test, Balli,
gesta, salt e suoni al ritmo del atabal e al pito.
El Gueguense fu creato per prendere in giro gli spagnoli che, non conoscendo il signifcato,
ridevano moltssimo nel vederlo rappresentato.
26
Origini:
L’opera teatrale fu scrita da un autore anonimo
nel XVI secolo, diventando la piú antca opera di
teatro indigena dell’Emisfero Occidentale. Si
tramandó oralmente durante molt secoli fno alla
sua scritura e pubblicazione, avvenuta in un libro,
nel 1942.
Secondo la prima versione scrita dell’opera, essa
contene 314 parlamentos e fu originariamente
scrita in Nahuat e spagnolo.
Etmologia:
Il nome dell”opera proviene dal personaggio
principale, El Güegüense, il quale deriva dalla
parola Nahuat "huehue", che signifca «vecchio" o
«saggio".
Storia:
"El Güegüense" rappresenta il folklore del Nicaragua, per questo, l”UNESCO lo proclamò
«Patrimonio Orale e Immateriale dell”umanità» nel 2005, facendo diventare il Nicaragua l
unico paese dell America Centrale e uno dei sei dell America Latna ad avere due opere
maestre riconosciute dall”UNESCO.
5.2 Leteratura
Il Nicaragua nutre una smisurata passione per la propria leteratura, e in partcolare per la
poesia.
La composizione epica più antca del paese è il El güegüence, poema burlesco del XVIII
che descrive in modo allegorico le vicissitudini di un uomo d'afari indigeno, che afronta
le corrote e inete autorità spagnole riuscendo ad avere la meglio soltanto grazie alla
propria astuzia.
27
La storia leteraria del Nicaragua ha veramente inizio con il poeta Rubén Darío (1867 –
1916), considerato dai nicaraguensi un vero e proprio eroe nazionale, al punto da
inttolagli il suo paese nato (Ciudad Darío, il teatro nazionale e l'intera catena montuosa
della Cordillera Dariense. Il poeta viaggiò moltssimo e divenne famoso anche all'estero,
sopratuto in Cile, Argentna e Europa. In italiano sono disponibili i Cant di Vita e di
speranza (Passigli, Bagno a Ripoli-Firenze 1998; traduzione a cura di M.Fantoni Minnella),
che tra le varie opere di Darío rappresentano il momento culminante della sua parabola
poetca.
Tra gli autori contemporanei, i più rilevant sono Pablo Antonio Cuadra, ex-diretore della
Prensa, poeta intenso e legato alla propria terra (El jaguar y la luna, 1959), nonché
saggista e drammaturgo di spicco (Pastorela, Satanás entra en escena, Por los caminos
van los campesinos) e sopratuto Ernesto Cardenal, cui si devono raccolte poetche,
poemi narratvi di denuncia civile e politca e saggi storico-sociologici che ne testmoniano
l'appassionata partecipazione al dibatto culturale internazionale. Poeta, rivoluzionario e
prete, Ministro della Cultura durante il governo sandinista dal 1979 al 1990, Cardenal è
considerato il primo “teologo della liberazione” del Nicaragua, nonché una delle fgure
vivent più carismatche ed impegnate del panorama latno-americano. In italiano è da
poco uscito Nicaragua mondo universo. Antologia poetca (Letere di Firenze, 2009) un
omaggio al lungo ed eccezionale percorso artstco del poeta, con l'inclusione della sua
opera massima, Canto Cosmico (1989).
Una delle autrici più interessant del panorama leterario del paese, molto amata in Italia,
è Gioconda Belli. Le sue opere, che riscuotono grande successo in tuto il mondo, tratano
di sessualità e ribellione, e si rivelano un otmo strumento per conoscere il Nicaragua
degli ani '70. Tra i suoi romanzi più famosi, La donna abitata e il romanzo autobiografco Il
paese soto la pelle. Memorie di amore e guerra (vedi bibliografa in fondo).
5.3 Musica, danza e spetacoli tradizionali
Come tut gli indios americani, gli
autoctoni nicaraguensi avevano danze e
rappresentazioni di caratere religioso e
rituale, accompagnate da cant e musiche
che divennero con il passare del tempo
element della tradizione. Su questo
tessuto, si innestò il ricco repertorio di
feste religiose e profane, balli folcloristci,
recite di romanze, ecc. che gli spagnoli
difusero nel Paese come esito culturale
della colonizzazione.
Di conseguenza, rispeto al periodo precolombiano e coloniale risulta arduo separare le
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rappresentazioni esclusivamente religiose da quelle secolari o da spetacoli di altra
natura, in quanto intrisi allo stesso modo di aspet del folclore di matrice india, miscelatsi
alle usanze introdote dagli europei.
Tutora vivi e frequent sono in Nicaragua gli
spetacoli popolari tpicamente metcci che
hanno luogo nelle solennità religiose
(Setmana Santa, Immacolata, Corpus Domini,
feste di San Giovanni ecc.) e comprendono
danze carateristche con costumi sgargiant,
maschere, mimi, coreografe e corridos. Uno
dei “pezzi fort” eseguit più di frequente da
artst di strada e compagnie professionali è la
Gigantona, una burla inscenata da due
maschere che rappresentano una donna
spagnola assai corpulenta (metafora della
Spagna colonizzatrice) e un minuto uomo
nicaraguense (il natvo colonizzato). Molto
difuso è anche il ballo di El Viejo y La Vieja, in
cui un anziano gentluomo corteggia una
tenera vecchieta, ma appena lei mostra segni
di cedimento inizia a rivolgere le proprie
atenzioni alle giovani donne present nel
pubblico. Dal XIX sec. in avant, sull'infusso
delle tendenze europee e statunitensi, le forme
di spe ta c o lo si so no d iv e r si f c at e e
perfezionate nei generi classici della danza, del
teatro, dell'opera.
Tra i celebri compositori del passato si ricordano Alejandro Vega Matus, a cui è atribuita
la musica dell'inno nazionale, Luis A. Delgadillo, che è l'autore ufciale dell'inno, e Camilo
Zapata, celebre per il Solar de Monimbó.
La forma musicale più importante è forse la marimba, protagonista delle festas popolari
ed eseguita con strument di antca origine come gli xilofoni realizzat in legni preziosi.
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5.4 Pitura e scultura
La tradizione artstca più antca del Nicaragua è la
produzione ceramica, che nacque atorno al 2000
a.C, con la realizzazione di recipient semplici e
funzionali, e che verso il 300 d.C. iniziò a evolversi
in vere e proprie rappresentazioni scultoree.
All'arrivo degli spagnoli le ceramiche nicaraguensi
erano ormai diventate opere d'arte complesse,
spesso destnate a scopi cerimoniali, recant una
forte infuenza atzeca tanto nelle forme quanto
nelle decorazioni.
Quasi altretanto antca è la scultura lapidea, difusasi probabilmente verso l'800 d.C.,
quando gli indigeni si accorsero che il morbido basalto vulcanico poteva essere modellato
con gli utensili di ossidiana provenient da Messico e Guatemala. Le incisioni rupestri (o
petroglif), di solito semplici disegni lineari scolpit sulla superfcie di una pietra, sono
present in tuto il paese e in partcolare nelle Isole Ometepe e Zapatera e nei pressi di
Matagalpa, Granada e Masaya. Alcune di esse posseggono un profondo signifcato
spirituale, altre sono probabilmente semplici antesignane degli scarabocchi.
Altre forme d'arte precolombiana,
probabilmente risalent a 1200-1400 anni fa,
sono le statue in pietra, espressive, fguratve e
alte fno a 4 metri, che si trovano nei musei di
Managua, Granada e Juigalpa.
La pitura sembra essere giunta in Nicaragua con gli spagnoli (anche se è dimostrato che le
antche statue e le incisioni rupestri erano già colorate a tnte vivaci) e le tendenze
principali sono state a lungo detate dagli event storico politci: l'evangelizzazione,
l'indipendenza, la rivoluzione ecc. Negli anni '70 Ernesto Cardenal fondò una colonia di
artst sull'Arcipelago delle Solentname. Questo luogo è noto a livello internazionale per i
dipint naïf e le sculture di balsa che riproducono in modo assai pitoresco ed accurato,
con colori vibrant e linee sicure, le bellezze di questo paesaggio tropicale (arte
primitvista).
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Altra forma artstca carateristca sono i murales, arte di strada predileta negli anni '70 e
'80 e present in ogni cità ma sopratuto a León, Estelí e Managua. Spesso opere di
grande bellezza, i dipint murali rivestrono un ruolo assai importante nella propaganda
sandinista antecedente alla crociata per l'alfabetzzazione di massa: servivano infat a
difondere il messaggio rivoluzionario a un pubblico che non sapeva leggere.
Infne un'espressione artstca più “mistca” trova forma ogni anno in occasione della
Semana Santa nel quartere Subtava di León, quando vengono esposte le alfambras, ossia
scene accuratamente riprodote con segatura colorata che, al passaggio delle processioni,
si dissolvono mescolandosi l'una con l'altra.
31
5.5 Cucina tradizionale
Gli ingredient principali della cucina
nica sono arroz (riso), frijoles
(fagioli), platano (una specie di
banana), repollo (cavolo verza) e
farina di mais.
Il piato nazionale, col quale la
maggior parte dei nicaraguensi inizia
e fnisce la giornata, è il gallo pinto,
ossia riso e fagioli cot
separatamente e poi frit insieme,
spesso accompagnat da cipolle e
peperoni verdi. Per il desayuno
(colazione) la specialità viene servita
con uova, formaggio e maduro
(platani dolci e frit), mentre
all'almuerzo si presenta
accompagnato da carne e insalata di
repollo.
La cena... è pratcamente identca!
Altri piat tpici sono:
Vigorón: specialità di Granada, un piato a base di jucca e insalata di cavolo ricoperte da
chicharrones (cotenna di maiale frita);
Quesillos: una tortlla ripiena di mozzarella, insalata di repollo e panna acida, originaria del
nord-ovest;
Nacatamales: fagotni di foglie di banano ripieni di pastella di granturco, patate, carne di
maiale, pomodoro, cipolle e peperoncini dolci cot;
Frijoles molidos: crema di fagioli cot in un sofrito di cipolle, aglio e burro servita con
tacos
Tostones con queso: pezzet di platano frit accompagnat da formaggio grigliato
Il superalcolico più conosciuto del Nicaragua è il rum Flor de Caña, disponibile in sete
diverse qualità, da bere liscio con ghiaccio o accompagnato con coca-cola, gassosa ecc. Le
due birre nazionali sono la Toña e la Victoria. Molto amat dai nicaraguensi sono anche i
frescos, succhi di fruta fresca e la chica, una bevanda di mais di colore rosa.
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I l gallo pinto è il piato nazionale del
Nicaragua, un piato molto semplice che di
solito viene accompagnato da uova
strapazzate e platani frit. Molto spesso
viene mangiato a colazione ma in generale
si può gustare ad ogni pasto. La paternità
del gallo pinto è motvo di contesa con il
confnante Costa Rica: entrambi i paese ne
rivendicano infat l'autentcità!
Il nome poi è fruto di leggende diverse ma la più convincente e, se non altro, la più
curiosa e divertente, racconta che un ricco contadino nicaraguense avesse messo
all’ingrasso un gallo per ofrirlo a tuto il paese senza accorgersi che aveva invitato troppa
gente al bancheto e che il gallo, sebbene grosso, non sarebbe bastato. Così fece servire
riso e fagioli e divenne la barzelleta del villaggio per anni. La gente rideva e si chiedeva
“Te ha gustado el gallo pinto del don?” (“Ti è piaciuto il gallo colorato del signore?”).
Colorato (pinto) allude al fato che il riso bagnato con l'acqua dei fagioli rossi assume una
colorazione violeta.
Pare che il piato sia stato creato dagli schiavi africani portat sulla costa nicaraguense, che
preparavano questo piato perché non avevano altri aliment a disposizione.
Preparazione:
Metete a bollire i fagioli in una pentola con un po’ d’acqua, un pizzico di sale, uno
spicchio d’aglio e la foglia di alloro. Appena saranno pront, scolateli, conservando l’acqua
di cotura.
In una padella sofriggete, con poco olio, mezza cipolla e il peperoncino tagliat a listarelle.
Aggiungete poi il riso e lasciatelo tostare per 5 minut, mescolando per non farlo
ataccare. Quando sarà ben dorato, aggiungete 2 litri di acqua (il doppio del peso del riso),
coprite con un coperchio e lasciatelo cuocere per almeno 10 minut.
In un'altra padella sofriggete l'altra metà di cipolla tagliata a listarelle, poi aggiungete il
riso scolato e i fagioli. Mescolate bene, aggiungendo un po' d'acqua di cotura dei fagioli, e
cuocete per altri 10 minut, fno a far evaporare l’acqua.
Accorgiment:
Ricordate di metere i fagioli a bagno nell'acqua la sera prima per farli ammorbidire.
Idee e variant:
Il risoto deve essere piutosto asciuto. Se però preferite un gallo pinto più sugoso,
aggiungete più acqua di cotura dei fagioli. Potete servirlo accompagnato da formaggio o
uova strapazzate. Nella costa caraibica, quando si aggiungono i fagioli al riso, viene
aggiunto anche il late di cocco.
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6. CARITAS AMBROSIANA IN LOCO
A seguito dell’Uragano Mitch che nel novembre del 1998 si abbaté su diverse regioni del
Centro America (Nicaragua, El Salvador, Honduras e Guatemala) provocando la morte di
circa 20.000 persone e la devastazione di circa 2 milioni di abitazioni, la rete di Caritas
Italiana ha oferto un notevole aiuto di emergenza nei primi 6 mesi alla popolazione
colpita. Tali aiut, gestt in partcolare tramite il coordinamento delle Caritas
Internazionali, ma anche delle Organizzazioni Internazionali di Soccorso e della Croce
Rossa Internazionale, hanno raggiunto più di quindicimila persone nei quatro Paesi.
Successivamente, a partre da maggio 1999, Caritas Italiana ha gestto un programma
triennale mirato alla ricostruzione, alla riabilitazione ed allo sviluppo delle popolazioni
colpite: inserendosi nei cosiddet “Piani Globali” della rete di Caritas Internatonalis, ha
realizzato intervent per circa 6 miliardi di lire nell'area dell'abitazione, della salute,
dell'agricoltura e della prevenzione rispondendo alla carenza di bisogni primari che
l'uragano ha incrementato sopratuto a danno della popolazione più povera.
In Nicaragua, in partcolare, si sono privilegiat i seguent 3 ambit di intervento:
• fnanziamento a Caritas Nicaragua per le atvità di assistenza e promozione umana
(ricostruzione di abitazioni, proget di sviluppo agricolo, intervent sulla sanità di
base nelle zone rurali);
• fnanziamento alla parrocchia di Wiwilí, diocesi di Jinotega, per la ricostruzione dei
villaggi abbatut dall'uragano Mitch sulle sponde del Rio Coco - territorio della popolazione miskita - e per l'avvio della scuola di educazione popolare della medesima parrocchia;
• fnanziamento alla Conferenza dei religiosi - ARESONI per le atvità di solidarietà
nel quartere di Nueva Vida in Ciudad Sandino (sostegno ai corsi scolastci per
adult, ai laboratori professionali, al dispensario medico, al centro culturale).
E’ proprio a Ciudad Sandino, cità-satellite della capitale Managua, in partcolare nel
quartere Nueva Vida, che dal 2003 Caritas Ambrosiana si è impegnata in una
collaborazione con l’Associazione Redes de Solidaridad (Aresoni), collegata appunto alla
Conferenza dei Religiosi del Nicaragua (Confer).
Da allora in questo contesto si sono susseguit 29 volontari in servizio civile all’estero,
collaborando principalmente con ARESONI e l’omonimo Centro Redes de Solidaridad e, a
partre dal 2008, con l’Asociación Sin Barreras El Güis e il suo Centro diurno per disabili.
La presenza dei volontari sino ad oggi è stata preziosa per i nostri partner per raforzare
l’intervento con una speciale atenzione all’accoglienza dei destnatari e alla promozione
di un’atenzione socio-comunitaria delle fragilità present (bimbi denutrit, donne
maltratate, giovani in situazione di marginalità, bimbi e ragazzi disabili emarginat); al
contempo ha permesso di sensibilizzare il nostro territorio sul contesto nicaraguense e sui
34
dirit dell’infanzia, dei disabili e delle donne.
La cooperazione si è manifestata anche atraverso il fnanziamento di alcuni proget: nel
2005 si è collaborato con El Güis per la costruzione del “Refetorio del Centro per disabili
El Güis”; dal 2006 al 2010 si è sostenuta Redes de Solidaridad per il progeto “ Azioni per la
promozione della sicurezza alimentare, la salute, l’allatamento materno e la formazione
di madri gestant nel quartere Nueva Vida di Ciudad Sandino”; nel triennio 2007-2009,
sempre con El Güis, si è portato a termine il progeto “Una Nueva Vida per i disabili” che
ha raforzato la formazione degli operatori locali e contribuito ad una sempre maggiore
loro inclusione nella comunità locale.
Nel 2011 abbiamo lanciato con Redes il progeto “Nueva Vida si organizza” mentre nella
campagna di Quaresima 2012 il progeto “Adelante para los últmos” per un duplice
sostegno a Redes con i gruppi di donne impegnate in atvità generatrici di reddito e al
Güis per il sostegno delle atvità di fsioterapia e il servizio trasporto disabili.
Nel 2013 Caritas contribuisce con il “proprio matoncino” alle atvità di Redes de
Solidaridad e Güis. Mentre nel 2014 fnanzia un progeto di Redes de Solidaridad dal ttolo
“Giovani promotori de Nueva Vida” dedicato appunto a quest ultmi.
Nel 2015 fnisce la collaborazione di Caritas con il centro El Güis, per chiusura dello stesso,
mentre rimane atva quella con Redes de Solidaridad. A quest'ultma infat viene
fnanziato un progeto per la creazione di un'Agenda Comunitaria, scrita dalla gente di
Nueva Vida, analizzando le problematche del barrio e individuando possibili soluzioni per
migliorarlo dal punto di vista di sicurezza, educazione, salute e ambiente.
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7. DESCRIZIONE DEL CONTESTO DOVE SI SVOLGE IL CAMPO
Il quartere Nueva Vida è ubicato nel municipio di Ciudad Sandino, dipartmento di
Managua.
Ciudad Sandino nacque in seguito alla devastazione provocata dal terremoto del 1972, e
fu un distreto di Managua fno al 2000 quando gli concessero lo status di municipio
autonomo. Atualmente si caraterizza per avere un asse centrale di strade asfaltate (in
malo modo) che atraversano la cità da est a ovest. Da quest’asse centrale si diramano
strade non asfaltate con grandi barriere architetoniche, che portano ai vari quarteri,
principalmente di origine spontanea e semi abusiva, con le stesse carateristche di Nueva
Vida. Confna a nord con il municipio di Mateare, a sud con la cità di Managua, a est con
il lago Xolotlan e a ovest con la Villa Carlos Fonseca.
Secondo il censo nazionale del 2005, conta 75.083 abitant anche se altre stme parlano di
110.000 abitant solo nel casco urbano.
In Ciudad Sandino la popolazione che vive con meno di un dollaro al giorno rappresenta il
41% delle famiglie del Comune (dato che indica povertà estrema) ; questo dato va oltre la
media nazionale che si stma intorno al 17%. Se si aggiungono i nuclei famigliari che
vivono con un dollaro al giorno il dato sale a 71%. (Piano strategico di Sviluppo Economico
Municipale, PEDEL, 2006-2016).
L'analfabetsmo é intorno al 20% (9,1% uomini, 0,7% donne). Dalle ultme stme il numero
degli iscrit all'università è di 1 820.
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Il quartere Nueva Vida è situato nella periferia di Ciudad Sandino, capoluogo del
Distreto 1 di Managua. Esso nacque a fne 1998 a seguito della decisione del governo di
insediarvi una parte della popolazione sfollata per le devastazioni provocate dall’uragano
Mitch. Inizialmente, il progeto prevedeva l’insediamento di 100 delle 1.200 famiglie
sfollate ma successivamente si è ampliato e contnua tutora a farlo.
La percentuale di individui che vivono in condizioni di povertà è del 35,5%, mentre il
22,2% vive in condizioni di estrema povertà: si trata di 3.500 famiglie, per un totale di
20.705
persone.
Già da un punto di vista geografco il quartere si trova in una zona marginale della cità, a
fanco della discarica di Ciudad Sandino, a circa 2 km dal centro abitato. La rete stradale è
pressoché inesistente: senteri di terra batuta collegano Nueva Vida con Ciudad Sandino.
L’isolamento e una discreta concentrazione di bande delinquenziali fanno sì che dopo il
tramonto sia difcile trovare un taxi che da Managua o da Ciudad Sandino accet di
entrare
in
Nueva
Vida.
Nel quartere non esiste un sistema fognario e l’erogazione dell’energia eletrica e
dell’acqua è discontnua. Esiste un’unica cisterna per rifornire la popolazione quando
manca l’acqua corrente. Per quanto riguarda le abitazioni, oltre alle (poche) case in
muratura costruite con i fnanziament degli organismi internazionali, vi sono casupole
fate di eternit, lamiera, cartone e/o plastca. La maggior parte delle case è caraterizzata
da un ambiente unico in cui vivono in media 5/6 persone, spesso non pavimentato e
molte volte privo di element basilari come un tavolo, delle sedie, un leto. La vita si svolge
principalmente all’esterno, nel piccolo cortle, dove si trovano un lavabo, una strutura per
cucinare e una latrina.
Un’inchiesta di Redes de Solidaridad del setembre 2009 mostra che solo il 34% degli
abitant di Nueva Vida svolge un lavoro stabile, il 38% svolge un lavoro saltuario e
informale mentre il rimanente 28% è disoccupato.
La realtà del quartere presenta una forte destruturazione economica, sociale e familiare,
tpica dei quarteri periferici di Managua, poli di miseria ed emarginazione che vedono
aumentare la loro popolazione in maniera rapida e costante. Se a livello nazionale si
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atesta al 45,8% la percentuale di popolazione che vive soto la soglia di povertà, a Nueva
Vida questo dato raggiunge il 76,6%.
L’Associazione Redes de Solidaridad de Nicaragua (AReSoNi) è stata fondata da un
ordine religioso, la Compagnia di Maria, il cui impegno in Nicaragua risale appunto al
passaggio dell’Uragano Mitch.
Redes de Solidadridad è una isttuzione, nicaraguense, umanista, trasparente, lider nelle
promozione dello sviluppo integrale e sostenibile, che lavora con la popolazione di Nueva
Vida e in altri setori.
E' riconosciuta per la sua efcacia e la sua capacità di integrazione democratca con la
popolazione e con gli atori pubblici e privat, sia livello locale che internazionale.
"Redes" è in contnua evoluzione, apprende dalle sue esperienze e lavora appoggiando la
comunità, unica protagonista dello sviluppo del quartere.
L’esperienza di Redes ha come obietvo quello di promuovere capacità, valori e
opportunità delle famiglie di Nueva Vida, focalizzandosi sulle donne , bambini, adolesent
e giovani; in ambito educatvo, psicosociale, sanitario, economico e politco.
In più di 12 anni di presenza a Nueva Vida l’equipe di Redes ha raggiunto risultat
important, anche se i problemi con cui lota ogni giorno sono enormi e la loro risoluzione
dipende da molteplici fatori, tra cui anche un maggiore impegno da parte delle isttuzioni
statali.
Il centro ofre diversi tpi di intervent:
L'area di Educazione, costtuita da una scuola materna, una scuola elementare e una
scuola tecnica per la formazione professionale di giovani a rischio. Lo scopo di quest’area
è quello di promuovere la formazione come base dello sviluppo;
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L'area di Salute, che ofre un servizio di medicina generale e uno di infermeria, un
laboratorio di analisi clinica e un dispensario che vende medicinali a prezzi accessibili. Lo
scopo di quest’area è quello di dare assistenza medica alle persone più svantaggiate.
L'area di Organizzazione e Partecipazione Comunitaria (OPC) dedicata alle atvità che
riguardano gli ambit partcolari di educazione alla citadinanza atva e salute preventva
con atenzione all'ambiente.
Quest'ultma area gestsce e coordina anche un progeto di micro-credito rivolto a donne.
Ai canterist sarà chiesto un supporto nell'organizzazione e svolgimento delle atvità
condote dalle volontarie in servizio civile. Le possibili aree di intervento sono le seguent.
•
Salute preventva e cura dell'ambiente: marce di sensibilizzazione della
citadinanza per la prevenzione di malate comuni quali Dengue, Chikungunya,
Sika; controllo e miglioramento del progeto dei Botquines Comunitarios, cassete
di farmaci a prezzi agevolat gestte dagli abitant del quartere; favorire incontri di
promotori di salute per un'auto-organizzazione di quest'ultmi nel miglioramento
delle condizioni ambientali e di salute di Nueva Vida; organizzazione di laboratori e
corsi di aggiornamento per i promotori e i responsabili dei botquines su temi
legat alla salute; supporto nella gestone di atvità proposte dalla Red de Salud di
cui Redes de Solidaridad fa parte insieme ad altre ONG ed ent di salute locali;
•
Educazione alla citadinanza atva: ideazione e atuazione di una serie di lezionilaboratorio volt a promuovere l'importanza della citadinanza atva tra i bambini
che frequentano gli ultmi anni della scuola di Redes de Solidaridad; ideazione di
un laboratorio di scritura creatva sul tema dei dirit dell'infanzia e atuazione di
esso in coordinazione con la biblioteca della scuola e l'ora di educazione artstca
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con il fne di ofrigli possibilità di contnuità per il futuro; partecipazione nella
pianifcazione ed atuazione di un progeto sul “Dirito all'acqua” promosso da
Redes de Solidaridad e rivolto ai bambini e rispetve famiglie del centro
scolastco; organizzazione della partecipazione dei bambini di Nueva Vida nei
Cabildos (assemblee) infantli municipali di Ciudad Sandino.
•
atvità extra-scolastche rivolte agli alunni di Redes de Solidaridad, ma anche alle
loro famiglie: apertura della biblioteca per studiare o incontrarsi in un ambiente
proteto per avvicinare i più piccoli al mondo della letura; laboratori di
espressione corporea atraverso alcune pratche teatrali; cineforum;
organizzazione di giornate sportve e festval culturali.
Nella defnizione delle atvità si
cerca di coniugare le competenze
dei canterist e le necessità locali.
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7.1 Consigli pratci
Acqua
L'accesso all'acqua in Nicaragua rimane uno dei principali problemi per la popolazione.
Intere zone del paese non sono ancora connesse alla rete di distribuzione della Empresa
Nicaragüense de Acueductos y Alcantarillados Sanitarios (ENACAL) e molte altre
contnuano a dover sopportare un pessimo servizio, ricevendo l’acqua solo in alcune fasce
orarie della giornata. A Managua e in Ciudad Sandino può capitare che venga a mancare
l’acqua, ma negli ultmi anni la situazione è molto migliorata.
Energia eletrica
La somministrazione di energia eletrica è discontnua purtroppo come quella dell’acqua.
Atualmente le interruzioni di energia nella capitale sono diminuite rispeto al passato
anche se in alcune zone periferiche di Managua o di Ciudad Sandino, come ad esempio
Nueva Vida, contnuano gli apagones (tagli di corrente). La mancanza di energia non è
all’ordine del giorno ma a volte può mancare anche per tuto il giorno. La conservazione di
cibi o di bevande nei frigoriferi è quindi afdata un po’ al caso. E’ importante tenerne
presente quando si andrà a fare la spesa.
Sanità
Il centro di Redes de Solidaridad dispone al suo interno, di un ambulatorio medico dove
lavorano una dotoressa, un infermiera e un tecnico di laboratorio per esami del sangue e
altri. Se ci dovessero essere dei piccoli problemi di salute ci si può rivolgere diretamente
al dispensario di Redes, in caso di patologie più serie è invece consigliabile recarsi in
ospedale a Managua, Hospital de Salud Integral.
Vaccinazioni
Non si richiede nessuna vaccinazione obbligatoria. Si rimanda alla propria ASL di
competenza.
Prevenzione e igiene
Per periodi di permanenza brevi è meglio adotare alcune precauzioni: non mangiare in
comiderías de la calle (bancarelle per la strada).
Prima di mangiare verdura o fruta lavarla bene con acqua e cloro. È consigliabile bere
acqua imbotgliata.
È utle l’uso del repellente per zanzare per prevenire il malate ed infezioni legate a
questo inseto.
Raccomandazioni e consigli
Nel barrio di Nueva Vida è consigliabile non girare da soli e comunque mai di sera. Per
quanto riguarda le atvità svolte nel barrio i ragazzi saranno sempre accompagnat dalle
coordinatrici o da altri colleghi che sono conosciut dalla comunità locale.
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E’ importante che i volontari mantengano un abbigliamento sobrio senza indossare
orologi o ogget di valore durante l’atvità direta nel barrio. È sempre d'obbligo seguire
le indicazioni degli accompagnatori e non uscire mai soli dai due Centri.
Un’altra raccomandazione è venire con scarpe comode, sportve e chiuse perché si possa
camminare in giro per il barrio anche durante la stagione delle piogge, periodo nel quale
le strade diventano fangose.
Anche i vestt sarebbe importante che fossero comodi e sopratuto facili da lavare (si
lava a mano e non esiste acqua calda).
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8. APPROFONDIMENTI TEMATICI
8.1 Migrazioni
8.1.1. Povertà e migrazioni economiche
In generale i governi centroamericani non dispongono di solide politche in tema di migra zioni che sarebbero invece necessarie per tutelare i migrant dalle condizioni, spesso annichilent, del trasporto, della deportazione, oltreché per agevolarli nell’inserimento nelle
società che le accoglieranno. È proprio l’assenza di politche adeguate, oltre alla volontà di
segregare ed “espellere” una povertà ritenuta sgradevole e sgradita, che fa sì che il numero di migrazioni cresca e che gli stessi migrant siano costret ad afrontare rischi e fatche
senza la minima garanzia legale.
Prima di addentrarsi in tema di migrazioni, è doveroso fare una precisazione: a tale propo sito, in Nicaragua, ci si riferisce principalmente all’emigrazione, perlopiù direta a Stat
Unit e Costa Rica, detata da ragioni economiche.
La popolazione nicaraguense è povera, lo è a prescindere dalle statstche edulcorate che
pretendono di resttuire l’immagine di un governo atento alle necessità di tut e atvo
nella promozione di politche rivolte, in primis, agli interessi di tut i citadini.
L’ultma inchiesta realizzata nel 2014 dall’ Inide (Insttuto nacional de información de desarrollo) resttuisce dat positvi: in soli cinque anni (dal 2009 al 2014) il tasso di povertà
del paese risulta essersi ridoto del 13% nelle aree urbane come in quelle rurali. La pover tà sembra vicina all’essere costreta, le percentuali sono incoraggiant: solo poco più
dell’8% della popolazione vive in stato di estrema degenza, mentre meno del 30% è da
considerarsi povero. Nessuna obiezione, ma la soglia di povertà estrema è stata fssata
soto il dollaro al giorno, mentre quella di pobreza general non arriva ai due dollari al giorno: dat rassicurant, dunque, e per renderli tali non è stato necessario far altro che abbassare i parametri, “ritoccare” le unità di riferimento per otenere risultat migliori.
La stessa inchiesta, inoltre, riporta un generale miglioramento delle condizioni socio-eco nomiche, le abitazioni sono meno afollate e i servizi basici sono meglio distribuit tra i loro
occupant. Può sembrare un detaglio di scarso rilievo ai fni di questo argomento, ma non
lo è.
Il presidente della Banca centrale del Nicaragua e il rappresentante della Banca mondiale
in Nicaragua si dichiarano entusiast di questo successo e lo atribuiscono alle politche del
governo sandinista, ma Carlos Sobrado, specialista statstco della Banca mondiale precisa
che quest dat, tanto la riduzione della percentuale di povertà, quanto quella del sovraffollamento abitatvo sono dovut, tra l’altro, all’aumento dell’emigrazione e alle rimesse
dei migrant.
La povertà non piace. Un paese, come il Nicaragua, disposto a molto per resttuire
un’immagine pulita e progressista di sé stesso, non può accetare che la sua popolazione
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contnui ad essere, nonostante i suoi intervent efcaci o presunt tali, così povera.
Laddove non si è riuscit a sconfggere la povertà, è bene che questa esca di scena, o che
provi a cercare di ripulirsi da sola, altrove.
La generale mancanza di investment ha lasciato una produtvità molto bassa e, seppur
signifcatvi, gli aiut internazionali sono insufcient a colmare i vari defcit di un paese po vero qual è il Nicaragua: la maggior parte della popolazione rurale si basa sulla coltvazione di auto sussistenza non lasciando nulla per il mercato. La coltvazione del principale alimento nazionale, il riso, è stata del tuto abbandonata in favore della sua importazione (si
deve tener conto che ci troviamo in presenza di un mercato con il costo di mano d’opera
più basso del contnente): tuto questo rappresenta un ricco afare per i proprietari terrieri, ma lascia la maggior parte della popolazione nella difcoltà economica.
La scarsa produtvità, la generale assenza di investment unit ad un costo della vita rela tvamente elevato fa sì che gran parte della popolazione si trovi in uno stato economico
disagevole e sia pertanto costreta ad abbandonare la propria terra allontanandosi dalla
propria cultura e dalla propria famiglia nella speranza di sgravarla dal peso della povertà.
Le rimesse familiari, ovvero il denaro inviato in patria da parte delle famiglie degli emigrant che trovano lavoro principalmente nel vicino Costa Rica o negli Stat Unit, rappresentano la principale fonte di denaro del paese senza la quale l’intera economia nazionale
crollerebbe nel giro di pochi mesi. Le diferenze salariali tra il paese di provenienza e i paesi ospitant permetono al lavoratore emigrante di inviare parte del salario in patria e con
esso contribuire al sostentamento di un nucleo familiare.
Il totale delle rimesse familiari raggiunge cifre spaventose se si pensa che sono il doppio
del totale degli aiut internazionali.
Questo fusso costante di denaro rappresenta un’importante fonte di reddito che si trasforma essenzialmente in spesa per consumi e quasi nulla in investment. Chiarendo meglio: in virtù di tali entrate, questo fenomeno consente al governo di ignorare i problemi
struturali, gli permete di benefciare sulla costanza della spesa per i consumi e nello stesso tempo disincentva le famiglie ad una spinta verso la produzione il che, evidentemente,
non contribuisce allo sviluppo economico del paese (che rimane povero, ma si aggiudica il
ruolo di grande consumatore): tuto ciò unge i già ben oliat ingranaggi del consumismo,
ma lascia la popolazione in uno stato di povertà.
Ma quale sorte aspeta gli emigrant nicaraguensi? Lo studio più recente, basato sul censi mento nazionale del 2005, riporta che il 57% vive in un vicino paese centroamericano e
che il 47% si concentra in Costa Rica.
Tale scelta risulta imputabile alle trascorse relazioni tra i due paesi: durante gli anni 90,
infat, il Costa Rica ha concesso tre diverse amniste migratorie, l’ultma delle quali,
avvenuta nel 1998 (e con lo scopo di soccorrere le vitme dell’uragano Mitch), ha
regolarizzato tut gli immigrat clandestni provenient da paesi centroamericani. Negli
ultmi anni, però, non si sono più verifcate simili azioni e, atualmente risulta che i
nicaraguensi irregolari in Costa Rica superino i duecentomila, tut potenzialmente
sanzionabili e deportabili.
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Nel 2005 il Nicaragua, siglò l’adesione all’artcolo 8 della Convenzione internazionale a
protezione dei dirit dei lavoratori migrant e dei loro famigliari che sancisce il dirito ad
uscire liberamente da tut i paesi, incluso dal paese di origine. Pertanto il consolato
nicaraguense dovrebbe fornire ai suoi citadini i document adeguat perché quest
possano uscire dal paese e stabilirsi in un altro, adempiendo ai loro dirit: senza
document non esiste dirito a migrare. I migrant nicaraguensi irregolari diret al Costa
Rica sono in contnuo aumento e atorno a loro proliferano gli sciacalli, avvocat dalla
scarsa etca e coyotes, atrat dai facili guadagni che chi migra in cerca di nuove speranze
rappresenta. Sono molte le testmonianze di chi è caduto vitma di quest impostori e vi ci
si è afdato correndo gravi rischi.
Racconta Wilbert (Revista Envío, 2009): “Me deportaron tres veces. Pero la últma vez que
me deportaron fue la propia migración y sin derecho a entrar. La deportación fue de esta
manera: yo fui y saqué en el consulado nicaragüense un pasaporte provisional, que le
llaman. Allí me dieron ese pasaporte provisional y con eso anduve. Con eso a mí me decían
que fuera a sacar documentos. Una vez yo me atreví y me fui a migración. Entonces fui y sí
me ayudaron y me dieron documentos. De ahí me dijeron que sí me iban a hacer los
trámites y tenía cita cada mes, pero en el transcurso de un año me dijeron los de
migración que había llegado la frma y la orden para que me deportaran directamente
desde San José porque no habían aprobado mi solicitud, mi trámite. Entonces ahí nomás
me quitaron mis documentos y llamaron a la ley para que me llegaran a traer. Me
llegaron a traer, me deportaron y me dijeron que no podía entrar hasta que pasaran diez
años. Que, si yo entraba antes de los diez años, entonces yo estaba violando las leyes y me
echarían preso”.
“Sono stato rimpatriato tre volte. Però l’ultma volta lo fece la stessa polizia migratoria,
non mi riconoscevano il dirito ad entrare. Il rimpatrio avvenne così: io sono andato al
consolato nicaraguense dove mi hanno dato il cosiddeto pasaporte provisional. Me lo
hanno dato e con quello sono andato. Mi han deto di ritrare in document. Una volta ho
osato e sono andata all’ufcio migrazioni. Quindi ci sono andato e mi hanno aiutato e
rilasciato i document. Mi hanno deto che potevo atraversare e che dovevo rinnovare
ogni mese, ma dopo un anno mi hanno deto che era arrivato l’ordine per la mia
deportazione diretamente da San José perché la mia richiesta non risultava essere stata
approvata. E allora lí su due piedi mi tolsero i document e chiamarono la polizia perché
venisse a prendermi. Vennero a prendermi, mi rimpatriarono e mi dissero che non sarei
potuto rientrare per i prossimi dieci anni. E che, se fossi entrato, avrei infranto la legge e
mi avrebbero arrestato.”
Emigrazione verso il Costa Rica quindi, ma anche verso gli Stat Unit d’America nei
confront dei quali il popolo nicaraguense sembra nutrire sentment contrastant: se da un
lato li identfca come “nemici”, non solo storicamente parlando ma anche
contrapponendovisi culturalmente, dall’altro anela ai suoi simboli, desidera condividerne
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la presunta ricchezza e abbondanza, tentando spesso di imitarne lo stle di vita o,
quantomeno, l’immagine mediatca che ne riceve.
Le ultme statstche reperibili risalgono al 2009, anno nel quale gli Stat Unit efetuarono
oltre setantanove mila deportazioni di immigrat centroamericani, di cui quasi tremila
nicaraguensi.
All’epoca (purtroppo i dat statstci più aggiornat cui siamo riuscite ad avere accesso,
sono relatvi ai primi anni 2000) il Servicio Jesuita para Migrantes de Centroamérica, in
collaborazione con la Iniciatva Kino de Nogales, l’Università di San Francisco e il Servicio
Jesuita para Migrantes de México hanno raccolto ed elaborato una serie di dat
sconcertant che testmoniano le bruture e i soprusi a cui sono stat sotopost i migrant.
Qui di seguito alcuni esempi:
Il 3.7% entrò negli Stat Unit in possesso di visto regolare e fu deportato appena dopo la
scadenza;il 78% pagò più di 3 mila dollari al coyote (4 volte in più rispeto al costo di un
biglieto medio per la trata Managua-Miami); durante il tragito verso nord il 26% fu
aggredito, l’11% ricatato ed estorto, quasi il 4% segnala maltratament da parte della
polizia di frontera.
Al momento dell’arresto, il 26 % dichiara di non essere stato informato dei suoi dirit, né
di aver ricevuto informazioni riguardo il processo di estradizione che lo atendeva e tra
quelli che ricevetero tali informazioni, circa l’8% non le ha comprese perché fornitegli in
inglese; il 60% non ha ricevuto udienza prima del processo, né ha otenuto l’assegnazione
di un avvocato d’ufcio; circa il 90% ha frmato document (in inglese) nei quali si dichiara
colpevole di avere atraversato le frontere in maniera irregolare, violando le leggi degli
Stat Unit. Di quest ultmi, la metà dichiara di essere stata costreta a frmare con la forza.
Durante la reclusione quasi il 20% denuncia condizioni sanitarie inadeguate delle celle;
solo alla metà è stato concesso di contatare il proprio consolato; solo il 7% fu informato
riguardo la possibilità di contatare un servizio legale gratuito.
Nonostante le ingiustzie e i soprusi rivolt ai migrant, il fusso di chi tenta di migliorare le
proprie condizioni e quelle delle proprie famiglie non accenna ad arrestarsi. Il fenomeno
migratorio in questone ha poco a che vedere con l’emergenza umanitaria atualmente in
corso dovuta a guerre e confit, ma ne condivide alcuni aspet: parte della popolazione
risulta essere obbligata ad abbandonare il proprio paese per sfuggire agli abusi e alla
violenza che la povertà e la dignità negata afiggono.
“El empeño tozudo de los migrantes nicaragüenses -y de todos los migrantes-, cruzando
fronteras contra viento y marea, nos indica que ni son ni debemos verlos como víctmas.
Son pioneros de una nueva forma de desobediencia civil. Ellos saben que violan la legali dad, pero su transgresión, en nombre de la justcia, porque “van buscando vida” anuncia
rasgos de otro mundo posible: un mundo más equitatvo y más libre.”
José Luis Rocha, giornalista, Revista Envio, 2012
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(“L’impegno ostnato dei migrant nicaraguensi -e di tut i migrant-, che atraversano
frontere sfdando vento e marea, ci dice che non sono, né dobbiamo considerarli come
vitme. Sono pionieri di una nuova forma di disobbedienza civile. Loro sanno che violano
la legge, però la loro trasgressione avviene in nome della giustzia, per la quale vanno “cercando la vita” e pronostca il proflo di un altro mondo possibile: un mondo più equo e più
libero.”)
8.1.2. Migrantes transcontnentales: di passaggio in Nicaragua
L’emigrazione non è il solo fenomeno migratorio che interessa il Nicaragua, di fato il pae se ospita anche un considerevole numero di immigrat provenient da diversi paesi: si tratta perlopiú di erano migrantes transcontnentales, cioè di passaggio. Sono migrant provenient da regioni africane, Somalia, Etopia ed Eritrea in testa, ma se ne annoverano di
provenient dalla Cina, dalla Cambogia, dal Nepal, dal Marocco, dal Bangladesh, dall’Irak,
dal Camerun… Tra quest circa il 30% sono donne. Nonostante la gran parte di loro riesca
ad imparare la lingua durante i mesi di detenzione, pochi hanno la possibilità di negoziare
per la loro libertà, in primo luogo a causa dell’assenza, in territorio nicaraguense, dei loro
consolat: il Nicaragua è un paese piccolo e di scarsa importanza geopolitca e la maggior
parte dei migrant non può rivolgersi a consolat o ambasciate che li rappresentno. A ciò
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va aggiunto il costo esoso dei rimpatri: le risorse a disposizione sono poche e l’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (OIM) può tardare mesi nel concedere contribut.
I prolungat periodi di detenzione e la frustrazione che ne deriva, fanno sì che esplodano
episodi di violenza ed intolleranza anche gravi.
La polizia nicaraguense dichiara di stare facendo il possibile per aiutare i rimpatri ed i transit rispetando le pratche e gli accordi politci che li regolamentano. Per questa ragione,
unita alla lota contro trata e narcotrafco, dicono di analizzare a lungo e minuziosamente caso per caso tut i migrant, transitori o meno, che raggiungono la frontera. Risultano
numerosi i casi di migrant costaricensi e honduregni (ritenut sospet) tratenut per mesi
al confne mentre si indaga sulle loro relazioni e identtà vagliando ogni possibile indizio di
eventuali irregolarità.
La rivista Envìo fornisce una pitoresca descrizione dei centri nicaraguensi di accoglienza ai
migrant, qui di seguito viene riportata per intero.
“El centro de retención de migrantes de Nicaragua aloja personalidades de variada catadura: peruanas que se hacen pasar por sordomudas, gringos que dicen dirigirse a Argentna para encontrarse con Dios y que son capturados durmiendo en un contenedor de basura, hondureños que purgaron en la cárcel de Tipitapa seis años de prisión por narcotráfco,
militares colombianos que no tenen quien les escriba ni les dé información sobre sus procesos y que estallan en improperios contra su negligente cónsul, y ecuatorianas que vivieron 15 años en Bélgica pero retornaron sólo para ser tmadas con la infumable patraña de
que es más fácil obtener la visa para España desde Nicaragua. Hay también impenetrables iraquíes, somalíes que se quejan a diario de no poder hacer llamadas telefónicas, empresarios pakistaníes que dicen haber resistdo a la extorsión de los ofciales fronterizos,
mexicanas no reconocidas por su consulado, chinos que recuperan súbitamente sus pasaportes y que en dos meses de detención aprenden español, chilenos casados con nicaragüenses que los han desplumado, dominicanos en pleno ataque de nervios a los que no
doblegan ni gritos ni la visión de las armas, canadienses con ostensibles crucifjos y cargados de libros, cubanas que enseñan español a sus compañeras de reclusión chinas, cantautores mexicanos con dos nacionalidades centroamericanas, salvadoreños híper tatuados a
los que acusan de ser mareros, y blufleños apátridas que se hacen pasar por mexicanos
para ser deportados y seguir rumbo al Norte. Son cientos de historias entrelazadas en una
prisión donde comparten horas, días, meses. Son vidas intensas y azarosas que deseando
el Norte serán regresados de nuevo al Sur.”
(“Il centro nicaraguense di detenzione di migrant, alloggia personalità tra le più varie:
peruviane che si spacciano per sordomute, gringo che dicono d’essere diret in Argentna
per trovare Dio e che sono stat caturat mentre dormivano in un cassoneto di
spazzatura, honduregni che hanno scontato sei anni di condanna per narcotrafco nel
carcere di Tipitapa, militari colombiani che non ricevono informazioni sul loro processo e
scagliano improperi contro il loro console ineto, ecuadoriane che hanno vissuto 15 anni in
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Belgio e sono rientrate per aver creduto alla fandonia che, dal Nicaragua, sia più facile
otenere un visto per la Spagna. Ci sono anche iracheni imperturbabili, somali che si
lamentano quotdianamente di non poter fare telefonate, imprenditori pakistani che
dicono di non aver ceduto alle estorsioni degli ufciali doganali, messicani ignot ai loro
stessi consolat, cinesi che recuperano immediatamente i loro passaport e che in soli due
mesi imparano lo spagnolo, cileni sposat con nicaraguensi che li hanno spennat,
dominicani in piena crisi di nervi che non si piegano né a forza di urla né alla vista di
un’arma, canadesi con vistosi crocifssi e stracarichi di libri, cubane che insegnano
spagnolo alle loro compagne di cella cinesi, cantautori messicani con due nazionalità
entrambe centroamericane, salvadoregni super tatuat accusat d’essere mareros (maras:
così sono chiamate le pandillas ne El Salvador) , gente di Bluefeld senza patria che si
spacciano per messicani per essere rimpatriat lì e proseguire verso nord. Sono centnaia
di storie interlacciate tra loro in una prigione dove condividono le ore, i giorni, i mesi.
Sono vite intense e azzardate che desiderano il Nord ma che saranno rispedite al Sud. “)
Dalla sola descrizione che la stampa ne fornisce, si intuiscono gli enormi pregiudizi e
stereotpi di cui sembra abbondare il paese, un paese per altro di forte emigrazione.
8.1.3. “Wet foot, dry foot”: i migrant cubani su suolo nicaraguense
Partcolare importanza riveste la situazione dei migrantes transcontnentales cubani:
ammassat a migliaia e da mesi sulla frontera nicaraguense di Peñas Blancas in condizioni
di privazione tali da portare gli altri governi centroamericani a defnirla emergenza
umanitaria.
Prima di addentrarci nel tema, ci pare opportuna una breve digressione per citare il
discorso che il presidente Daniel Ortega ha rivolto, nel novembre 2015, all’ambasciatrice
tedesca Koenig:
“Quiero decirle, querida Embajadora, aquí ante los Hermanos Embajadores, sobre todo de
Pueblos Centroamericanos como el Pueblo salvadoreño, que, cuánto admiramos y
reconocemos la frmeza, la valenta de la Canciller que ha abierto las puertas de Alemania
a la inmigración. O sea, la Canciller Merkel pagando los costos que ha tenido que pagar
frente a los que, con un pensamiento totalmente fuera de la Historia ya, piden la expulsión
y el cierre de la entrada de los inmigrantes”.
“Voglio dirle, cara ambasciatrice, qui in presenza dei fratelli ambasciatori, sopratuto dei
popoli Centroamericani come quello salvadoregno, che ammiriamo molto e riconosciamo
la fermezza, il coraggio della cancelliera che ha aperto le porte della Germania
all’immigrazione. Cioè, la cancelliera Merkel, pagando quello che ha dovuto pagare di
fronte a coloro i quali, con un pensiero assolutamente al di fuori della storia, chiedono sia
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negata l’entrata agli immigrat e che quest vengano espulsi.”
L’ultma frase non ha conclusione. Ma, in altre parole, il presidente dichiara che coloro i
quali espellono gli immigrant o gli chiudono le frontere scarseggiano di fermezza e di
coraggio e per di più si collocano, testuali parole “fuera de la historia”.
Questo discorso merita d’essere menzionato non tanto per l’ispirato messaggio, quanto
piutosto per la velocità con la quale, dopo due sole setmane, é stato pienamente
contraddeto.
Premessa: esistono normatve statunitensi redate nel periodo della Guerra fredda, che
permetono ancora oggi ai migrant cubani di avere uno status speciale rispeto a migrant
di nazionalità diversa, inoltre, da quando si sono allentate le tensioni tra Stat Unit e
Cuba, il numero di migrant cubani che atraversano l’America centrale è notevolmente
aumentato, circa 150 cubani arrivano in Costa Rica ogni giorno per cercare di proseguire il
loro cammino verso nord.
A metá di novembre 2015, oltre duemila cubani sono entrat legalmente in Ecuador (che
concede vist turistci in entrata ai citadini cubani), da dove hanno intrapreso il viaggio
verso gli Stat Unit. Mentre Panana e Costa Rica hanno concesso regolari vist di
passaggio, il governo nicaraguense ha inviato gruppi antsommossa, squadre dell’esercito
e una trentna di ufciali della Dirección General de Migración y Extranjería afnché li
respingessero, ricorrendo a sfollagente e lacrimogeni, aldilà della frontera di Peñas
Blancas.
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All’origine di queste grosse ondate migratorie ci sarebbe un’operazione della polizia
costaricana che, debellando una delle principali mafe che sfrutano il trafco di persone,
ha provocato il collasso del sistema illegale che permeteva a migliaia di persone di
incamminarsi lungo il Centroamerica verso gli Stat Unit. Così, centnaia di emigrant si
sono trovat all’improvviso senza un punto di riferimento e nel fretoloso tentatvo di
risolvere la situazione le autorità costaricane hanno rilasciato dei vist temporali, della
durata di una setmana, senza contare sulla reazione nicaraguense.
Va chiarito che,nonostante la perplessitá dei profughi cubani che credevano che
sarebbero stat accolt “el Presidente Ortega, él es muy hermano de Raúl Castro, pues
creímos que nos iba a dejar pasar, por qué no nos ayuda si sabe que no queremos
quedarnos en su país” (“Il presidente Ortega é un amico fraterno di Raúl Castro,
pensavamo ci avrebbe fat passare, perché non ci aiuta se sa che non intendiamo
fermarci nel suo paese?”). In realtá il Nicaragua, nonostante giudichi “fuori della storia e
senza fermezza né coraggio” chi chiude le frontere e respinge i migrant, è uno streto
alleato di Cuba e la sua amministrazione si è più volte lamentata del rilascio dei vist di
transito per i cubani da parte del Costa Rica che, così facendo, violerebbe la sovranità
nazionaledell’isola.
Probabilmente sospint dal tmore di un riavvicinamento tra Cuba e Gli Stat Unit,
migliaia di cubani stanno intraprendendo il viaggio verso gli U.S.A. prima che si verifchino
eventuali cambiament nelle normatve migratorie che li favoriscono. Dovuto a ció, il
numero di cubani in territorio costarricense ha contnuato ad aumentare con il passare dei
giorni.
Per fronteggiare l’emergenza umanitaria, alla fne di novembre 2015 a El Salvador si é
tenuto un Summit al quale hanno partecipato diversi Paesi dell’America centrale, tra cui
Cuba, Colombia, Ecuador e Messico durante il quale la Migración de Costa Rica ha
proposto la creazione di un corridorio umanitario per facilitare il transito dei migrant
atraverso l’America Centrale: il Nicaragua si é fermamente opposto.
Durante l’incontro, la portavoce del governo nicaraguense, la fst lady Rosario Murillo, ha
afermato con veemenza che “el Gobierno de Nicaragua exige que todos los migrantes
que se hallan cerca de las fronteras del País sean removidos” (“il governo del Nicaragua
richiede la rimozione di tut i migrant dalle aree vicine ai loro confni”) adducendo come
motvazione le scarse risorse economiche di cui si dispone per fronteggiare la “nueva
amenaza a nuestra seguridad nacional” (“nuova minaccia alla nostra sicurezza
nazionale”).
L’ondatra migratoria di profughi cubani e le fort divergenze a riguardo, hanno riacceso
alcune tensioni tra il Nicaragua e il Costa Rica i quali si accusano rispetvamente di
interferire nella sovranitá cubana appoggiando apertamente la fuga illegale dei suoi
citadini e di pretendere di risolvere il problema delle migrazioni irregolari ricorrendo alla
violenza verso uomini, donne e bambini indifesi. Se il Nicaragua rimprovera al Costa Rica il
rilascio di 1600 vist temporanei a cubani, quest’ultmo risponde accusando il vicino di non
stare rispetando i tratat internazionali relatvi ai dirit degli immigrat, assunto per altro
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confermato dall’Alto Commisariato delle Nazioni Unite per i Rifugiat (UNHCR) e
dall’Organizzazione Mondiale per le Migrazioni (OIM).
Mesi dopo, migliaia di profughi cubani restano ammassat sulla frontera nicaraguense: le
condizioni igieniche sono preoccupant (in zona si sono già registrat numerosi casi di
dengue); le mafe colombiane, venezuelane e ecuatoriane contnuano adinviare uomini,
donne e bambini, incurant dell’emergenza in corso e i coyotes ofrono di oltrepassare la
frontera per i senteri montagnosi a cambio di 150 dollari per persona, salvo poi
abbandonare i loro ‘client’ nelle mani dell’esercito nicaraguense.
La situazione dei profughi cubani sulla frontera di Peñas Blancas é condivisa da centnaia
d i migrantes transcontnentales provenient da altri paesi i quali, come accennato poco
sopra, restano rinchiusi per mesi in centri di accoglienza in condizioni precarie e
disdicevoli e il piú delle volte senza nemmeno avere la possibilitá di contatare i propri
rappresentant consolari.
La discriminazione e l’opposizione feroce che spesso si dirigono verso i migrant é sempre
deplorevole, ma risulta ancor piú paradossale se perpetrata da un paese con un cosí alto
tasso di emigrazione quale é il Nicaragua.
In un Mondo in cui i confni e le frontere sono più important delle persone, uomini,
donne e bambini, che desiderano o sono costrete ad atraversarli, il Nicaragua non fa
eccezione
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8.2 Violenza di genere
Come in molt paesi dell'America Centrale e Latna, il cosiddeto “machismo” è purtroppo
una realtà molto difusa che oltre a trasmetere la cultura di una donna sotomessa ed
inferiore all'uomo, la rende spesso vitma di violenza o di reat sessuali di vario genere.
In un rapporto recente della Red de Mujeres Contra la Violencia, si può leggere che
nell’anno 2015, a giugno, sono stat registrat 35 femminicidi, di cui 28 avvenut in
ambient famigliari e 4 su bambine al di soto di 10 anni. Ad aggravare il dato si aggiunge il
signifcato ufciale della parola femminicidio in Nicaragua che, per un decreto
presidenziale del 2014, identfca solo quei casi di omicidio in cui la vitma-donna aveva
un vincolo familiare o una relazione afetva forte con il suo assassino, escludendo così
dalle statstche tut i casi in cui donne vengono uccise da sconosciut o da partner non
ancora ufcializzat come tali.
Negli anni '90, i moviment femminist nicaraguensi, anche come conseguenza del
favorevole clima di riforme del periodo post-rivoluzione, erano riuscit a strappare
considerevoli vitorie al machismo endemico carateristco dell'America Centrale. Nel
novembre del 1993 era stata inaugurata a Managua la prima Comisaría de las Mujeres
(Commissaria delle Donne), fnanziata dai Paesi Bassi, ma presto seguita per volontà del
governo nicaraguense da moltssime altre in tuto il paese, perfno nelle regioni più povere
ed isolate. Con una gestone tripartta fra Polizia Nazionale, Movimiento de las Mujeres e
governo (tramite l'Insttuto Nicaragüense de la Mujer), le commissarie riuscirono, pur con
grandi difcoltà di organizzazione ed di limit impost da una società maschilista e legata ai
vecchi valori della famiglia, ad ofrire un servizio di assistenza ed accompagnamento
specializzato a le vitme di violenze piú o meno gravi che vi si rivolgevano. Per la prima
volta in Nicaragua le donne riuscirono ad otenere uno spazio riconosciuto a livello
nazionale, dove i loro dirit venivano presi in considerazione e le violenze subite
riconosciute e condannate.
Come conseguenza di questa
vitoria nel giugno 2012 entrò
in vigore la Ley 779, legge
che, in maniera completa,
tratava il tema della violenza
di genere, riconoscendone le
diverse forme, stabilendo le
conseguent sanzioni per i
colpevoli, e dichiarando la
responsabilità dello Stato nel
prevenirla e condannarla,
promuovendo e supportando
il lavoro delle commissarie.
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Purtroppo la sicurezza della legge durò poco poiché fu fn da subito ataccata da ogni sorta
di contestazione: da quelle maschiliste che la vedevano come uno strumento pericoloso
nelle mani di donne bugiarde e vendicatve, a quelle religiose che sostenevano la sacralità
della famiglia e del fato che rimanesse unita. Presto iniziò un progresso di aggiunto e/o
eliminazione di clausole con il fne di renderla più accetabile agli occhi di una citadinanza
maschile la cui forza di voto era fatore non trascurabile per il governo nicaraguense. A
quest cambiament é dovuto infat il nuovo signifcato di “femminicidio” o l’idea che per
salvaguardare l'unità familiare le isttuzioni debbano impegnarsi a favorire una mediazione
fra vitma e colpevole prima che giudicare e punire. In seguito si cominciò a distnguere
fra crimini gravi (l’omicidio) e crimini minori, quali per esempio il mancato pagamento
degli aliment o le minacce che rimangono solo parole.
Dal 2014 ad oggi il governo di Ortega si é reso responsabile di diversi indult che hanno
visto per la maggior parte dei casi la scarcerazione di uomini responsabili di violenze di
genere di forma minore. Molto scalpore é stato suscitato dall’ultmo caso di indulto
(febbraio 2016) dove hanno visto la libertà 845 uomini senza che prima fossero state
avvisate in alcun modo le loro vitme e il giudice che li aveva fat incarcerare (illegale
secondo la legge nicaraguense). L’ato va probabilmente connesso con le prossime
elezioni, previste per questo novembre 2016, dove Ortega tenterà guadagnare il suo terzo
mandato di seguito. Il governo non sembra infat preoccuparsi della scontentezza delle
vitme: 845 uomini e rispetve famiglie rappresentano un potenziale di 8.450 vot, contro
quelli di alcune donne che, ormai abbandonate dalle isttuzioni, hanno poche speranze di
poter far valere i propri dirit.
Fonte: Intervista a Ruth Marina Matamoros, psicologa membro de la Red de Mujeres
contra la Violencia, per la rivista “Envìo”, num. Di aprile 2016
8.3 Dalla rivoluzione alla farsa: la politca nicaraguense atuale nelle parole della
scritrice Gioconda Belli
Trent’anni dopo la rivolta sandinista che fece sperare l’America Latna, Daniel Ortega ha
imposto una svolta autoritaria al paese.
La scritrice Gioconda Belli racconta com’è cambiato il Nicaragua.
Per difendere i risultat delle elezioni amministratve del 9 Novembre il presidente del
Nicaragua, Daniel Ortega, non ha saputo far altro che abbandonare all’anarchia alcune
zone del paese. Appena l’opposizione ha denunciato i brogli, Ortega ha messo a tacere le
proteste della popolazione chiedendo ai suoi sostenitori di impedire lo scoppio della
rivolta a colpi di bastonate o lanci di sassi.
Chi negli anni setanta e otanta ha seguito da vicino la rivoluzione sandinista non riesce a
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spiegarsi quello che sta succedendo oggi nel paese.
Cos’è successo a Daniel Ortega? Perché è cambiato così?
Confesso che mi vergogno un po’ a rispondere.
Chi, come me, ha fato parte di quella massa coraggiosa che il 19 luglio 1979 ha rovesciato
la ditatura di Somoza, conosceva già le follie e i capricci di Ortega, anche se evitava di
parlarne.
La consacrazione di Daniel Ortega non avvenne in uno dei suoi moment trionfali, ma in
occasione della sconfta inatesa dell’FSLN alle elezioni del 1990, Ortega, riconoscendo la
vitoria dell’avversaria Violeta Chamorro, sotolineò che era importante accetare la
volontà popolare anche se la guerra aveva portato i citadini nicaraguensi alle urne con
una pistola puntata alla tempia.
Nessuno, tra quelli che lo ascoltavano, riuscì a tratenere le lacrime, per tristezza o per
sollievo. Il giorno dopo, però, Ortega cambiò il suo tono conciliante e davant a una folla
entusiasta promise di “governare dal basso”. Il dibatto su come doveva agire l’FSLN
all’opposizione fu all’origine della prima grande fratura interna al sandinismo. Ortega,
afermava che non avrebbe mai rinunciato al dirito di esercitare la violenza
“rivoluzionaria”, per non tradire il popolo. Gli altri, invece, pensavano che il partto
dovesse adatarsi alle nuove condizioni del mondo. Il paese aveva bisogno di una sinistra
moderna, che non usasse la violenza per risolvere il dissenso, e che scegliesse con
decisione la strada della democrazia.
I dissident furono accusat di essere vigliacchi e traditori.
Ortega riprese i toni bellicosi degli anni otanta, ma questa volta contro i militant del suo
stesso partto. All’interno dell’FSLN, creò strete complicità, basate non più sugli ideali e
sui sogni, ma solo sugli afari e sullo scambio di favori. L’FSLN si appropriò di emitent
radio e canali tv.
Per assicurarsi la sopravvivenza politca Alemán, a quell’epoca presidente e leader del
Partto liberale costtuzionalista, una formazione di destra, indebolito da una serie di
accuse per corruzione, accetò di stringere un pato con Ortega. In questo modo Ortega
strappò ad Alemán una concessione chiave: diminuire la percentuale di vot necessari per
eleggere il presidente. Si passò dal 45 al 35 per cento.
Subito dopo inscenò il ritorno del fgliol prodigo tra le braccia della chiesa catolica, a cui
atribuiva un peso decisivo nelle sue precedent sconfte eletorali. All’improvviso i
discorsi di Ortega si farcirono di frasi bibliche e di lodi a Dio. Poi, come oferta fnale, il
leader sandinista si schierò a favore dell’abrogazione di un artcolo della costtuzione che
autorizzava l’interruzione di gravidanza in caso di pericolo per la vita della madre.
Nel novembre del 2006 l’ostnato comandante ha coronato il suo sogno di tornare alla
presidenza, con il 38 per cento dei vot.
Mentre scrivo queste righe la strada che porta a casa mia è bloccata dai gruppi d’assalto di
Ortega. Ieri metà Managua era bloccata per una manifestazione sui dirit dei
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lavoratori(siamo prossimi al 1 maggio), e Ortega nel suo discorso condannava coloro che
obbligavano i lavoratori a prestare il loro servizio per più di 8 ore al giorno, anche se poi
permete che nelle zone franche si sfrutno fno al midollo le persone.A novembre di
quest’anno(2011) ci saranno nuovamente le elezioni.
Per vincere il presidente Ortega sembra disposto a metere a ferro e fuoco il paese, come
fece Somoza nel 1979. Il rivoluzionario si è trasformato nel suo opposto.
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9. TESTIMONIANZE
..Nicaragua, Nicaraguita: ecco cosa scrivono di lei, di Redes de Solidaridad, di Nueva Vida
le volontarie e i volontari che l’hanno vissuta.
9.1 “Prima che la sveglia suoni”
Mi sveglio quasi sempre prima che la sveglia suoni, questa sì che è una notzia degna di
nota. Nessun gemito di disperazione, nessuna smorfa di fatca: non resto ad arrotolarmi
tra le lenzuola nel tentatvo di restarvi intrappolata. Ma nemmeno scato in piedi
cantcchiando, certo. E' che qui il sole tramonta molto presto: la Luce giovane delle sei del
matno ha già avuto abbastanza tempo per camufarsi in modo da sembrare un po' più
vecchia di quello che è, ma per fortuna il Caldo non l'ha notata, non si pavoneggia e tarda
ancora un poco. Diciamo che è un buon momento per alzarsi.
Arianna è già in piedi (dico in piedi, non sveglia) che trafca ai fornelli con la padella per il
tè (dico padella perché non abbiamo ancora trovato un pentolino, ma solo calderoni!) io
mi avvicino, le biascico un buongiorno in quella lingua ibrida che ormai abbiamo
cominciato a parlare e mentre taglio il pane mi chiedo se sia meglio metere prima il
pomodoro o il sale. Si, il pomodoro e sopra il sale, lo sanno tut... ma guardate che non
sono nemmeno le sei del matno, che volete!?
Dopo aver armeggiato per un po' con i lucchet del giardino riusciamo ad uscire: un saluto
a Dolores, la vicina e uno a Josè Francisco, il guardiano dell'isolato, prima di svoltare
l'angolo e trovarsi sulla strada che collega Managua a Ciudad Sandino. Gli autobus e i
camion sollevano la polvere mentre alcuni cavalli brucano a bordopista e le pecore del
serraglio qui vicino scampanellano mentre salgono la collina.
Nel fratempo il Caldo ha notato la sua signorina.
Arriva la ruta 133 e saliamo.
A destra, sul limitare di asfalto ed erba, un uomo pedala e spinge avant una bicicleta
scassata. Alla sua sinistra lo supera un carro trainato da un cavallo grigio-bianco, una moto
lo afanca, gli taglia la strada e va oltre incurante d'essersi inflata nel mezzo del sorpasso
di una camioneta nel cui cassone sonnecchiano sobbalzando alcuni operai. All'estrema
sinistra di questa matrioska di infrazioni passa il nostro bus: un vecchio scuolabus giallo
smaltato decorato di scrite, preghiere ed adesivi. Ma lo sprint dura poco, la Cuesta Plomo
non ha mai risparmiato nessuno e non lo fa nemmeno la salita che porta fno a lì, così ci
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ritroviamo ad arrancare dietro al ciclista che ci eravamo lasciat alle spalle poco fa.
Raggiunta Ciudad Sandino scendiamo per cambiare con la 113, direzione Nueva Vida...la
strada ora è sconnessa, devastata da buche e dossi.
Il paesaggio cambia. I muri delle case basse sono dipint con i colori sgargiant delle
pubblicità di biscot, lubrifcant, compagnie telefoniche... alcuni bambini giocano scalzi
per strada, fanno regate di sacchet di snack vuot nei rigagnoli di acque nere mentre altri
vanno verso scuole e collegi, vestt con le loro divise biancoblu e con i capelli raccolt in
trecce e chignon o petnat all'indietro con dosi massicce di gel, si atardano per comprare
un fresco dal colore brillante e lo bevono mordicchiando un angolino del sacchetno di
plastca. Dei polli razzolano legat a dei picchet di legno, i cani randagi ciondolano da un
lato all'altro della strada. Soto l'insegna di un'ofcina di saldatura tre uomini forgiano
barbecue e cancelli. Una signora cammina soto una grossa cesta piena di tortllas, grida la
sua merce ed elargisce sorrisi. Una giovanissima mamma spinge un'asse di legno a ruote
su cui ha inchiodato una cesta, porta a spasso una bimba piccolissima che chiacchiera con
un bamboloto. Alcuni ragazzi impigriscono appoggiat a un muro, probabilmente
resteranno lì fno a sera.
Il complesso di Redes è un'oasi in mezzo a questa Nueva Vida, che dopo 17 anni tanto
nuova non lo è più. Incontriamo Sergio che apre il cancello e spalanca un sorriso: Buenos
Dìas Muchachas.
Danilo e Roger: salopete, cappellino con visiera e stvaloni di gomma, rastrellano il cortle
e curano le piante: Buenos Dìas Muchachas. Dal despacho del Centro Escolar tuona la
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risata di Felix, il diretore: Buenos Dìas! E buongiorno a Brenda, a Catarina, a Marta, a
Raquel, a Jasmina, ad Haydee e ad Armando.
Nell'ufcio di O.P.C. Marcel ed Edwjin hanno già preso posto davant al pc: Entonces
Muchachas? Que tal amanecieron hoy?
Come ci siamo svegliate questa matna? Bene, prima che la sveglia suonasse, Arianna ha
preparato il cafè, ma io l'ho scordato sul tavolo in cucina.
Elisa
Marenco
Volontaria in servizio civile, novembre 2015
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9.2 Sulle sfumature del verde
Quant verdi esistono in natura?
Secondo Wikipedia sono 35, di cui tre sono asparago, mirto e polpa di lime... Beh, fno ad
ora non mi ero mai posta il problema, nonostante il verde sia sempre stato uno dei miei
colori preferit.
Poi sono piombata a Nueva Vida, baraccopoli di lamiere e matoni, nuova vita e speranza
per quasi 10.000 persone: famiglie fuggite dalle sponde allagate del Lago di Managua.
Madre Natura che si nutre: in quel caso con un uragano, novembre 1998, Mitch lo hanno
chiamato. Sono passat 17 anni e la gente di Nueva Vida è ancora là, in atesa di un futuro
migliore.
Ma il mio primo ricordo del barrio non sono le condizioni precarie delle case e delle
persone; non l'immondizia e sporcizia in mezzo alla quale i bimbi giocano scalzi; non le
strade di terra batuta circondate da rigagnoli d'acqua di un colore indefnito e a volte
interrote da pozze enormi; non la discarica e le donne e i bambini che vi si recano ogni
giorno a dividere “l'ancora vendibile” dal “per sempre perduto”; e nemmeno la puzza,
cert giorni fortssima, di fogna e di cose andate a male.
Il mio primo ricordo di Nueva Vida sono gli alberi. Alberi altssimi e fort, palme di ogni
tpo, cespugli dai colori sgargiant, tpi di cactus mai vist prima. Certe stradine sembrano
vere e proprie gallerie nella giungla con piante che si intrecciano a formare un teto, non
c'è casa che non abbia un arbusto o un cespuglio partcolare a protendere la sua ombra
sulla porta d'entrata.
Il verde, o meglio, i verdi sono ovunque in questo paese. Enrique, il diretore di Redes de
Solidaridad, dice che in Nicaragua la Natura nasconde la povertà. Ha usato un'espressione
molto bella per descrivere il conceto: “el verde que se come todo”. Il verde che si mangia
tuto. Me lo immagino un po' come il Nulla che ne “La Storia Infnita” inghiote territori e
spazi ad una velocità spaventosa, lasciando gli abitant di Fantàsia impotent difronte alla
sua forza. Solo che nel caso del Nicaragua l'efeto è piacevole.
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Tut i martedì e giovedì pomeriggio io ed Elisa apriamo la biblioteca del Centro Escolar di
Redes perché anche chi non studia nel Centro possa usufruire dei libri. Tut i martedì e
giovedì pomeriggio, terminat i compit, i bambini ci chiedono di poter disegnare. Tut i
martedì e giovedì pomeriggio mi ritrovo a collezionare disegni di vulcani e foreste, fumi e
laghi, fori e alberi. A volte ci sono case e persone, ma la natura è immancabile, come lo
sono le diverse sfumature di verde.
Il primo pomeriggio di biblioteca spiavo i piccoli artst aggirandomi per la stanza; uno di
loro teneva due pastelli verdi in mano, uno più scuro e l'altro più sgargiante, e li fssava,
pensieroso e concentrato. In quel preciso momento, per la prima volta in vita mia, mi
sono chiesta: “quant verdi esistono in natura?”
Poi mi sono resa conto che nonostante la semplicità della domanda sono dovuta arrivare
fno in Nicaragua per poterla formulare. E la cosa mi strappa un sorriso, che sicuramente
almeno una delle 35 sfumature di verde la contene.
Arianna Karpat
Volontaria in servizio civile, novembre 2015
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9.3 Nicaragua: 5 mesi di servizio civile!
Eccomi dopo 5 mesi a rifetere su questo intenso periodo. Tante immagini scorrono veloci
nella mia mente, già tant ricordi e tant cambiament. Mi sembra ieri quando, prima di
partre, mi ponevo come obietvo l'importanza di metermi in discussione, di sgretolare
tute le mie certezze per poter ricostruirmi. Oggi mi sembra quasi un gioco, eppure
inizialmente non era così facile e così scontato, sopratuto quando sei completamente
immersa in un'altra cultura, dove la tua quotdianità devi crearla perché non può e non
deve neanche essere la stessa di prima.
Quest mesi non sono stat facili, tante incomprensioni, non dovute alla lingua, ma
semplicemente perché le parole hanno colori diversi. Accolgo con grande gioia quest
nuovi giochi di colore; apprendo ogni giorno di più l'importanza di osservare, di prendersi
e di dare tempo.
Il mio primo passo è stato l'afdarmi alle persone con cui sono partta...e questo è stato
abbastanza facile dato che ho dei tesori accanto a me!
Il secondo passo è stato l'essere consapevole della fortuna che ho di vivere questa
esperienza e respirare questa sensazione sopratuto nei moment in cui mi sono sentta
più fragile.
Il terzo è stato accetare con un sorriso tut gli imprevist, perché il bello di questo
cammino è proprio questo: respirare profondamente la gioia di un piccolo traguardo ed
essere comunque felice anche quando si fanno dieci passi in dietro, perché è proprio in
quel momento che impari, cresci e t trasformi.
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Oggi vedo i limit non come muri, ma come motori che mi muovono, dandomi la
possibilità di vedere sfumature di colori mai vist prima.
Tuto ciò lo devo al servizio civile perché mi sta dando la possibilità di metermi al servizio,
cioè di metermi a 360 gradi nella posizione di amare senza avere paura.
Concludo riprendendo le parole di Giovanni XXIII:
"Non avró paura e specialmente non avrò paura di essere felice, di godere la vita, di
amare e di credere che quelli che amo mi amano."
Grazie!!!
Un caro abbraccio a tut,
Stefania Mureddu
Volontaria in servizio civile, luglio 2014
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9.4 Nicaragua: Non sarà sempre tuto rose e fori però, per ora, che rose e che fori
ragazzi! :)
Prima di salutare il Nicaragua per 3 setmane di pausa, formazione e servizio a Milano, mi
sento di condividere con voi un pensiero che da ormai molto tempo svolazza nella mia
testa. Ovvero, sono sempre più convinto che noi essere umani ci troviamo su questa Terra
per la più semplice delle ragioni: vivere a pieno le relazioni che abbiamo la fortuna di
incontrare sul nostro cammino.
La Treccani defnisce il termine relazione come: "Connessione o corrispondenza che
intercorre, in modo essenziale o accidentale, tra due o più ent (ogget e fat, situazioni e
atvità, persone e gruppi, isttuzioni e categorie, fenomeni, grandezze, valori, ecc...)".
Quello che la Treccani però non defnisce è la possibilità di poter scegliere l'intensità di
questa connessione. E che dire... io questa possibilità, tra i miei alt e bassi, cerco sempre
con voglia e determinazione di trasformarla in un'intensità di relazione altamente felice!
Quando decisi di fare domanda per questa esperienza, quando mi comunicarono di essere
stato selezionato, quando condivisi i miei pensieri durante la formazione pre-partenza e
persino quando mi ritrovai seduto sull'aereo che mi avrebbe portato qui in Nicaragua non
avevo molte aspetatve ma una sola certezza: "Sarà un anno partcolare e complesso ma
sicuramente stmolante, felice ed entusiasmante!".
Dopo quest primi 3 mesi sono assolutamente in grado di afermare che avevo torto... E'
stato molto ma molto più partcolare, complesso, stmolante, felice ed entusiasmante di
quanto avrei mai potuto immaginare! E tuto questo lo devo sopratuto alle relazioni che
cerco di coltvare al meglio durante tute le mie giornate.
Il fato è che, come dice il carissimo Roberto Benigni in "La tgre e la neve", per godersi a
pieno ogni atmo di vita ed ogni relazione bisogna innamorarsi...
"Innamoratevi!
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Se non vi innamorate è tuto morto.
Vi dovete innamorare e diventa tuto vivo, si muove tuto.
Dilapidate la gioia, sperperate l'allegria.
Siate trist e taciturni con l'esuberanza.
Fate sofare in faccia alla gente la felicità.
Per trasmetere la felicità bisogna essere felici e per trasmetere il dolore bisogna essere
felici. Siate felici!"
... ed io, qui in Nicaragua, mi sono innamorato e mi sento felice!
Mi sono innamorato dei miei compagni di viaggio e dell'amicizia creatasi con tute le
stravaganze, le risate, le problematche, gli innumerevoli pregi e i difet personali.
Mi sono innamorato di Managua, una cità senza centro (ri)costruita senza un'apparente
logica, dei cassoni dei pick up e della misa campesina.
Mi sono innamorato dei miei vicini di casa, della pulperia di Luis, del collegio di Las Brisas,
della parada dell'autobus che mi accoglie ad ogni viaggio, dei tassist più o meno normali
che mi hanno scarrozzato in ogni dove, di Claudia e Cicly del Todo Asado, di Erick il
vigilante e Josè il senzateto che «snifa» benzina tuto il giorno ma è sempre e pronto a
scambiare due chiacchiere su qualsiasi argomento e senza chiedert nulla in cambio.
Mi sono innamorato di Edu che vende «Agua y gas», dei venditori ambulant che passano
per las calles gridando ogni tpo di pietanza, bevanda e mestere; delle cassiere dei
supermercat, dei ragazzi della ferramenta, delle donne dei mercat che t salutano con
"Hola mi amor! Cosa estas buscando?", degli autobus molto più che sovrafollat, dei
viaggi tanto scomodi quanto incredibilmente divertent.
Mi sono innamorato nuovamente della mia famiglia, dei miei amici, di conoscent, di
sconosciut e di tute le persone che ho salutato prima di partre ma che sento sempre
vicino durante le mie giornate.
Mi sono innamorato dei concert musicali di ogni genere, del ballo e degli spetacoli
teatrali.
Mi sono innamorato delle indicazioni stradali folli e afascinant al posto delle vie, dei
tantssimi murales in giro per le cità, del grido «Agua agua agua" a Ciudad Sandino, del
barrio Nueva Vida e di tuta la sua popolazione.
Mi sono innamorato del refresco for de jamaica, del ron for de cana, del gallo pinto e del
queso frito.
Mi sono innamorato della comida di Silvya e Irma cucinata nel Ranchon, dei sorrisi
bellissimi di Heysel e sua madre (ragazza madre), dei colleghi, dei lavoratori, di tut i
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bambini, dei ragazzi del Grupo de Los Jovenes Promotores di Redes de Solidaridad, dei
custodi, dei giardinieri, delle signore della limpieza, delle professoresse, dello staf ed i
ragazzi di El Guis.
Mi sono innamorato delle serate con i numerosi amici e amiche nicaraguensi,
guatemaltechi, statunitensi, australiani, italiani, ecc... dell'oceano, del surf, delle spiagge,
dei tramont, dei vulcani, delle lagune, di tuto l'ambiente naturale, delle cità storiche, del
passato e della cultura di questo contnente.
Mi sono innamorato persino del caldissimo sole, dei manifest di «Daniel», delle prime
piogge e delle scosse di terremoto, della stanchezza di fne giornata, delle storie e gli
atmi di vita che t spaccano il cuore, dei miei dubbi, delle mie difcoltà, dei miei immensi
atmi di gioia, delle mille domande che rimetono sempre e comunque in discussione la
mia persona, il mio stle di vita, le mie sicurezze, le mie credenze, il mio passato, il mio
presente e il mio futuro.
In tuto questo oceano di emozioni ho cercato di costruire e coltvare relazioni che mi
hanno aiutato a vivere a pieno quest primi 3 mesi di esperienza. Contando che me ne
mancano
altri
7...
Che dire... Questa esperienza non sarà sicuramente solo rose e fori però, per ora,
CHE ROSE E CHE FIORI RAGAZZI! :)
Mateo Landoni
Volontario in servizio civile, maggio 2014
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10. Alle falde del Momotombo: de paseo por Nicaragua
Le vie del Norte: Esteli, Somoto, Matagalpa, Jinotega, Chinandega eil Golfo de Fonseca
Partenza da Managua al matno presto: mangeremo del gallo pinto in un ranchon per
strada, ma prima togliamoci dalla metropoli! Direzione Nord, abbiamo in mente di goderci
qualche giorno di fresco, di fare un bagno nel cañon di Somoto e di passeggiare nelle
riserve forestali.
Nel primo pomeriggio arriviamo ad Esteli, niente a che vedere con Managua: strade pulite
impreziosite da murales colorat, un bel parco di fronte al museo di archeologia (chiuso,
perché nel fne setmana e nei giorni di festa la maggior parte dei musei è chiusa) e
qualche bel locale con birra fresca e buona musica.
Lasciamo gli zaini in ostello, riempiamo le borracce e andiamo verso il Salto della
Estanzuela che rimane appena fuori cità, dopo una breve passeggiata arriviamo alla
cascata: non è imponente come dev’essere durante la stagione delle piogge e decidiamo
di non fare il bagno, ridiamo per gli spruzzi e le grida di due ragazzi più intraprendent di
noi.
La matna dopo saliamo sul nostro fuoristrada e ci avventuriamo verso la Reserva de
Mirafor dove ci aspeta Juan de Dios, il fatore di una delle numerose comunità contadine
della riserva, e dopo quasi tre ore di sterrato arriviamo alla sua fnca e partamo insieme a
lui e al suo cane per una passeggiata sui senteri che atraversano la comunità. Il
paesaggio è da faba, con pastes (piante rampicant simili a barbe di mago) che pendono
dai rami, alberi dalle radici enormi, sciami di farfalle scure e una vista mozzafato su una
foresta che si perde a vista d’occhio.
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Una volta rientrate alla fnca la moglie di Juan ci serve un pranzo goloso cucinato con e
verdure coltvate dalla famiglia, riposiamo sull’amaca, nos echamos un pelòn e ripartamo
verso Esteli.
Rinfrancate dalla bella passeggiata, terminiamo con una Victoria Clasica bien helada in un
bareto a due quadre dal nostro ostello, scherziamo su quanto ci mancassero le
passeggiate nella natura e stabiliamo la mossa successiva: sveglia presto (ma dai!) e via
verso Somoto, famosa per il suo canyon e le falesie vertcali.
Somoto è piccola, si gira in freta e così dopo pranzo pensiamo di salire a Las sabanas per
vedere il tramonto sulla croce in cima al monte, compriamo due sacchet di tajadas di
yucca e ci rimetamo su strada, diamo un passaggio a una famiglia di contadini che
rientrano a casa e chiacchieriamo insieme mentre, tornante dopo tornante, la veta si
avvicina. Nello spiazzo soto la croce dei ragazzi improvvisano una partta a pallone,
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restamo fno a che non ci assale un certo languorino.
La matna dopo siamo pronte per risalire il canyon con Fausto e la sua cagnolina
temeraria che passerà tuta la matna accoccolata sulle nostre schiene mentre nuotamo
tra una pozza e l’altra di acqua verde e fresca.
Da Somoto a Matagalpa. E in questa cità ci abbiamo lasciato un pezzeto di cuore. Un
saliescendi contnuo incastonato nella selva, pulperias e locali colorat, un ufcio turistco
che non sa che informazioni dare ed un museo del cafè dove, inspiegabilmente, i pannelli
su Ruben Dario superano di gran lunga quelli sui chicchi e sulla loro lavorazione. Ce la
godiamo tuta, in lungo, in largo e sopratuto in alto e in basso, nonostante non siamo più
abituate alle salite, pratcamente assent a Managua.
L’ennesimo ostello e l’ennesima sveglia presto, un salto ai banchi per riempire lo zaino di
fruta, pomodori e tortllas e via verso la Selva Negra dove perdersi tra senteri che, se
inizialmente sembrano facili, si inerpicano in salite di fango, sembra di risalire un toboga!
Sconvolte dalle risate (e dalle culate) ci godiamo ogni passo nella selva umida, stupite,
ancora una volta, dalla quanttà di sfumature che può assumere il verde.
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Da Matagalpa a Jinotega, ma costeggiando il lago con l’idea di trovare un bel posto dove
passare la note. Ahinoi! Quando, secondo i nostri calcoli, avremmo dovuto essere già
sulla sponda opposta ci accorgiamo che la strada costeggia il lago, ma su un unico lato e
non ci resta che ritornare sui nostri passi, un po’ confuse su che rumbo dare al nostro
itnerario… più tardi si vedrà, ora è meglio cercare un ristorante e una litera… il solito
languorino sta già gorgogliando!
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E quindi, che direzione prendere? Gli ultmi sono stat giorni di foreste, laghi e cascate… e
se tentassimo di rispondere all’annosa questone “mare o mont”? Ma dai, non ricordi, ci
hanno parlato del Golfo de Fonseca, se facessimo questa follia e andassimo lì? Dai, un bel
tufo al tramonto, no? Deto-fato, si parte rumbo a Chinandega e poi da lì si vedrà! Ore di
strada immensa, la mente divaga sulle leggende panamericane mentre noi vaghiamo sulla
mitca carretera panamericana cercando senza sosta una stazione radio che non balbet.
Chinandega quindi e da Chinandega a Jiquilillo. Una levataccia in montagna e la promessa
di un bagno in mare alla sera, cosa volere di più? Aftamo una capanna di lamiera in riva
al mare ad un prezzo stracciato e corriamo verso l’acqua! Dopo il bagno una doccia salata,
un paio delle solite Victoria Clasica bien e una serata in veranda a chiacchierare con
Danilo, il giovanissimo proprietario del lodge.
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La matna dopo decidiamo di andare verso il Volcán de Cosigüina dalla cui cima si
dovrebbero vedere tre paesi, Nicaragua, Honduras e Salvador. Si vedono davvero? È una
leggenda? Non abbiamo la risposta… dopo quasi tre ore su uno sterrato di sabbia e
polvere abbiamo desistto e, dopo una fatcosa manovra, siamo ritornate sui nostri passi.
E dire che tut ci dicevano che era giusto per di là! (E dire che tut ci chiedevano se
fossimo mate ad andarci sole!)
Quest giorni di Nicaragua on the road si chiudono così, con l’incognita del Volcán de
Cosigüina e la certezza di ritornare, di ritentare ed essere più fortunate. Per amor di
cronaca, s’intende!
Vamos a la playa (o- ooo-o!) Las Peñitas, Pochomil, San Juan del Sur e la Costa
Caribeña
In Nicaragua fa caldo, a Managua sembra faccia ancora più caldo, dev’essere per lo smog
e la polvere, ma il caldo si percepisce di più, è addiritura materico: pastoso e vischioso!
Ma sopratuto a rendere il caldo così caldo e l’aria polverosa così fastdiosa è la
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lontananza del mare. D’accordo, può essere che sta esagerando, ma io sono nata sulla
riva del mare e respiro meglio quando lo annuso.
Il Nicaragua ha laghi, lagune e laghet, “…hermosa terra de agua y volcanes…” ma si
allunga tra due oceani che, non me ne vogliano i sostenitori del canale, non si toccano,
non l’atraversano, non si mischiano ed è bene così.
Ma non divagherò! ed evitando di salpare per chissà quali ragionament, eccoci su alcune
delle spiagge nicaraguensi... Lunghe e sabbiose, strisce color ocra che si snodano tra la
vegetazione e l’immensità di un oceano che, a dispeto del nome che porta, Pacifco non
lo è mai: a volte alza e sbufa onde altssime, delle altre srotola corrent sotomarine che a
malapena increspano la superfcie ma insidiose come sgambet.
Playa El Coco, San Juan del Sur
E noi siamo andate in molte spiagge: a nord e a sud di Managua, a Las peñitas e a
Pochomil. E siamo andate ancora più a sud, svalicando il Crucero (dove congiungono tut
gli sfat dei vulcani di Managua e il cielo è sempre nuvoloso e l’aria sempre fresca),
atraversando Diriamba, Jinotepe, Nandaime e Rivas, sempre giù fno a San Juan del Sur,
una citadina di bed&breackfast e surfst con ville enormi e lussuose sulle colline che
scintllano per i rifessi di luce sulle vetrate e sulle piastrelle azzurre delle piscine. Ma se, al
bivio del Palì, si gira a sinistra, si supera la cancha de béisbol, si atraversano i barrios che
non luccicano afato e si segue lo sterrato si arriva a Playa hermosa e alla vicina Playa el
coco, dove una sera abbiamo visto una tartaruga di mare deporre le sue uova… e dei
pescatori rubargliele da soto, infdi e meschini soto al naso delle guardie della riserva
che, pochissime su chilometri di spiaggia, non hanno potuto fare nulla.
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Non c’è Pacifco senza Atlantco.
Il RAAS e il RAAN (Región Autónoma del Atlántco Sur e Región Autónoma del Atlántco
Norte) sono due regioni molto estese, coprono dal centro del paese al Mar del Caribe, la
natura la fa da padrona incontrastata e sono poco popolate ma multetniche: vi si
incontrano diverse popolazioni indigene, i Miskytos sopratuto, ma anche molt Creoles
afro discendent.
Purtroppo non è afato semplice muoversi per queste zone, i collegament via terra sono
apparentemente inesistent, con un breve volo aereo da Managua abbiamo raggiunto
Corn Island e da lì, dopo ore di atesa al porto, siamo salite su una lancia per raggiungere
l’isola piccola dove abbiamo oziato per un intero fne setmana.
Tuto su questo lato è diverso. Diversa la lingua, diversa la musica, diversi i volt, diverso il
pane. Litle Corn Island ha molt turist, perlopiù mochilleros, ma non sembra aver perso
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molto della sua autentcità. Si vanta d’essere isola verde, ha politche ecologiche brillant,
non vende acqua perché è bene universale, riduce, riutlizza e ricicla, rinuncia ad alcune
comodità in nome dell’ambiente.
Oto Beach, Litle Corn Island
Leon
Interessantssima pe la sua architetura coloniale e per la storia, qui c’è uno dei più
important musei della Rivoluzione sandinista.
Ben collegata a Managua da bus e pulmini, si raggiunge in un paio d’ore di sorpassi
spaventosi. Cità a misura d’uomo, dà la possibilità di passeggiare per le strade del centro
storico, scoprendo ogni volta nuovi detagli. Abbiamo avuto la fortuna di poter salire sul
teto del museo per vederla dall’alto, può sembrare banale, ma è stato emozionante salire
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oltre il quarto piano di un palazzo in un paese dove, per ovvie ragioni, la maggioranza di
case e palazzi supera i due piani di altezza. C’è un bel mercato coperto, dove si incontrano
moltssimi tpi di fruta e di verdura, repollos di ogni colore, guanabana, zapote, chayote,
camote, quequisque, popote, remolacha…
Masaya e Granada
A pochi chilometri da Managua, Masaya è una piccola cità con un bel mercato di
artgianato, ma la sua atratva principale resta senza dubbio, il vulcano da cui prende il
nome.
Durante il giorno, dopo una breve salita, ofre una bella vista di Masaya e di Managua, ma
è di note che dà il meglio di sé regalando scenari pazzeschi: il cratere si incendia e
splende nel buio, uccelli e pipistrelli volano tra gli sbuf di zolfo e, quasi invisibili a
Managua, si accendono migliaia di stelle.
A breve distanza da Masaya si può visitare la Laguna de Apoyo, formatasi dentro un
cratere estnto. L’acqua è piutosto calda e le spiagge sono sempre molto frequentate: su
una sponda abbondano bar e locali, regnano la cumbia e il merengue mentre sull’altra,
non raggiungibile, la folta vegetazione arriva fno al bagnasciuga e si confonde nel verde
della laguna.
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Una leggenda racconta che sul fondo del lago ci sia una fnca fantasma e che chiunque vi
faccia il bagno dovrà raggiungerla, una volta morto, e lavorarvi cento anni prima di
riprendere il suo viaggio.
Proseguendo di poco verso sud si raggiunge Granada, altra cità coloniale dai colori
sgargiant e dai molt mercaditos. Schiacciata sul Lago Cocibolca guarda al Volcán
Mombacho e alla miriade di isolot che sono nat da una delle sue esplosioni.
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Paese di laghi, vulcani, spiagge e selve il Nicaragua ofre una grande varietà di paesaggi e
di realtà.
Appena fuori Managua, poco lontano dalle sue strade ampie e caotche, si ritrova una
natura potente e rigogliosa che andrebbe sicuramente più curata e rispetata, ma che
resiste e prospera. Non troppo lontano dai centri commerciali, dai fast food e dai quarteri
troppo densamente abitat della capitale, ci si imbate nei più autentci ranchon e
mercaditos, le persone sono generalmente più ciarliere e bendisposte nei confront dei
viaggiatori fccanaso ed è facile rintracciare l’entusiasmo e la curiosità per esplorarlo e per
laciarsene atraversare.
Il Viaggio non si ferma qui (d’altronde non si ferma mai…) e mentre raccogliamo quest
appunt diamo un occhio alle mappe, prossima meta Ometepe… stay tuned!
Elisa e Arianna, volontarie in servizio civile 2015/2016
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11. GLOSSARIO NICA
Jincho: Zotco
(A la gran) Púchica: (porca) paleta/ puzzola
Chatel/chatela: bambino/a
Mae: tzio
¿Qué onda?: come va?
Tuani: fgo/grande
Roca/roco: Madre/padre
Chemi: camicia
Techo: cappellino
Caballo: pantalone
Chunche: oggeto
Jama: cibo
Barco: moltssimo cibo
Chamba: lavoro
Enculado/a: innamorato/a
Encachimbado/a: arrabiato/a
Sólo mate?: stai scherzando? Davvero?
Traido: nemico
Sipote: bambino
Gardel/a: bambino/a
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Chaparra/o: persona bassa
Chifetera/o: persona che parla troppo di altri in loro presenza
Piruca: bevitore
Guaro: liquore
Chibirisca/o: nervoso/a
Tamal: ladro
Gringo: sinonimo, abbastanza dispregiatvo, di americano
Chele: “bianchiccio”, parola per defnire le persone nica o straniere con la pelle più chiara
Dale pués: ok, va bene!
Chureca: discarica
Pichinga: botglieta
Cancha: campo da calcio
Reales, chinca: soldi
Pétaca: valigia
Bacanàl: festa
Chatarra: macchina
Chanter: casa
Grabadora: radio
Abanico: ventlatore
Tapudo: cialtrone
Machalá: pussa via!
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Diacachimba: (esclamazione) meraviglioso, pazzesco
Cachimbo: (palabrota) un mucchio, un sacco, tantssimo
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12. RIFERIMENTI
12.1 Bibliografa
Il paese soto la pelle. Gioconda Belli. (El País bajo mi piel). 2001, Edizioni e/o
La donna abitata. Gioconda Belli. (La mujer habitata). 1988,
Edizioni e/o
Nel paese delle donne. Gioconda Belli. (El país de las mujeres). 2011, Feltrinelli editore
Parque de las hamacas. Vicent Boix Bornay (htp://www.elparquedelashamacas.org)
Adiós Muchachos. Sergio Ramírez 2011, Prisa Ediciones
El Reino Animal. Sergio Ramírez 2007, Prisa Ediciones
Las hijas de Sandino: una historia abierta. Margaret Randall 1999, Anama Ediciones
Centroamericanos
12.2 Sitografa
www.caritasambrosiana.it
www.redesdesolidaridad.org
www.itanica.org
www.vianica.com
htp://internacional.elpais.com/
htp://www.worldbank.org
http://www.inide.gob.ni/
htp://www.envio.org.ni/
htp://www.laprensa.com.ni/
htp://www.elnuevodiario.com.ni/
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htps://www.youtube.com/watch?v=8b7hFuxNqAE
htps://www.youtube.com/watch?v=hRkHD_0_Cd4
htp://www.inide.gob.ni/
htps://migracionesnicaragua.fles.wordpress.com/2014/07/boletn.pdf
htp://confdencial.com.ni/migrantes-cubanos-no-tuvieron-compasion-por-nadie/
htp://www.rainews.it/dl/rainews/media/Migrant-cubani-confne-Nicaragua-Costa-RicaCHIUSA-LA-FRONTIERA-9f89f039-5d56-4da2-8e8a-17bc3d5c7a0d.html#foto-1
htp://www.laprensa.com.ni/2016/04/12/politca/2017046-cuba-nicaragua-ausentesreunion-crisis-migrantes-cubanos
htp://www.internazionale.it/tag/paesi/nicaragua
htps://migracionesnicaragua.wordpress.com/2013/06/28/perfl-migratorio-denicaragua/
12.3 Filmografa
La canzone di Carla (Carla's Song). Ken Loach - Gran Bretagna 1996.
Contras - Urla di guerra dal Nicaragua. Haskell Wexler - USA 1985.
La Yuma. Florence Juagey. Nicaragua 2009
Contracorriente. serie tv, Fondazione Puntos de Encuentro (www.puntos.org.ni) – 2011.
Sototro. Roger Spotswoode. USA 1983
Fire from the mountain. Deborah Shafer. USA 1987
Walker una storia vera. Alex Cox. USA 1987
The World is Watching. Peter Raymont. USA 1988
The World Stopped Watching. Peter Raymont. USA 2003
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