Scarica qui il Pdf

Commenti

Transcript

Scarica qui il Pdf
Supplemento al n° 53 di Diamante Applicazioni & Tecnologia - Giugno 2008 - Spedizione in A.P. 45% - Art. 2 - comma 20/b Legge 662/96 - Filiale di Milano
A
&T
D
D
DESIGN, ART & TREND
Dal progetto su misura alla
posa in opera
[email protected] - www.ebmarmi.it
EB MARMI SRL
Via G. Matteotti, 6 - 20044 Bernareggio (Mi)
Tel.: +39 039 6900261 - Fax: +39 039 6093444
SHOW ROOM
Galleria di Piazza Marconi - 20059 Vimercate (Mi)
Tel.: +39 039 6082363 - Fax: +39 039 6611070
SUMMARY
SOMMARIO
Supplement
azioni
Diamante Applic
o al n° 53 di
- Spedizione
- Giugno 2008
& Tecnologia
- Filiale di Milano
66
a 20/b Legge 2/96
- Art. 2 - comm
in A.P. 45%
ver prova.qxd
18-06-2008
12:30
Pagina 1
A
D
D
&T
DE SI GN , AR
T & TR EN D
4
10
35
46
72
80
4
10
18
23
29
35
46
53
57
68
Espressione e purezza formale, Smail Zizi
Expression and formal purity, Smail Zizi
La leggerezza del marmo
The lightness of marble
Mostra: nuova architettura di pietra in Spagna
Exhibition: new stone architecture in Spain
“Puglia di Pietre” alla 42a Marmomacc
“Stone in Puglia” at the 42nd Marmomacc
Le Banleus parigine: dall’architettura al cinema
The Parisian Banlieus: from architecture to cinema
Il marmo Portoro / Portoro marble
Uno sguardo all’ambiente Bagno, destinato a
sorprendere / A look to Bathroom environment,
destined to overtake!
Hyperwave, Testi Fratelli
Il ‘Virgilius d’oro’ e l’architettura come percorso
multidisciplinare / ‘Virgilius d’oro’ and architecture
as a multidisciplinary course
Architetture tematiche per strutture turistiche ad
Antalya, Turchia / Thematic architecture of
tourism facilities in Antalya, Turkey
70 Silex and Shine, new materials by NovaBell
74 Alfalux e l’eleganza di Swarovsky: il nuovo lusso
si trasforma in superficie / Alfalux and the
elegance of Swarovski: new luxury comes in
ceramic form
78 Sichenia Gruppo Ceramiche lancia Tuareg,
collezione di piastrelle con fibre ottiche
Sichenia Gruppo Ceramiche launches Tuareg,
the fibre optic tile collection
80 Ceramica Serenissima presenta Timber City
82 Ceramiche CAPRI presenta la serie Concept
84 ARTINOX, diamo forma alle vostre idee
ARTINOX, giving shape to your ideas
86 Manzoni, Arte nell’arredo
Manzoni, Art furnishings
88 L’arte orafa di Castaldi Gioielli
Goldsmith’s art by Castaldi Gioielli
91 Le pietre sono gli accenti che fanno brillare il
canto delle città
Stones are the accents that make the city’s song
shine.
Editoriale
Dedicato all'Arte, all'Architettura ed
al Design di Tendenza
La collezione Diamante, l'Eccellenza della Tecnologia, si arricchisce di un supplemento che, in linea con la promozione editoriale svolta in questi anni, vuole
evidenziare, in una nuova Dimensione, la Materia viva nei suoi molteplici
aspetti, per prediligerne stilisticamente la scelta ed incrementarne le applicazioni nell'attuale contesto artistico ed architettonico.
Attraverso questa iniziativa, elegante ed originale, ammireremo la bellezza
della Materia che si affida all'Innovazione per ritrovare una rinnovata energia,
soluzioni d'avanguardia e conseguente valorizzazione.
Arte, nei e con i prodotti ottenuti secondo innovativi processi di lavorazione,
come intima manifestazione di tempi e di luoghi, come rivelazione di Bellezza
delle risorse umane e naturali.
Architettura e Design di Tendenza, ossia ampio e variegato spazio contemporaneo attraverso il quale la creatività e la progettazione si affiancano alla tecnologia per esprimersi al meglio, per far apprezzare il valore del prodotto di
alta qualità e favorirne l'applicazione, elaborando proposte sempre più entusiasmanti. In prima linea, dunque, la Materia viva, ornamentale e preziosa,
che grazie ad abbinamenti sempre più raffinati e ricercati, si rivaluta stilisticamente acquistando calore, leggerezza ed armonia.
Con questa iniziativa che troverà spazio in una serie di supplementi, desideriamo anche approfondire la conoscenza sulla struttura della materia e presentare ai Professionisti, che effettuano le scelte, prodotti e soluzioni di alta qualità,
sistemi applicativi, adeguati interventi di trattamento, ristrutturazione e conservazione.
Ringraziamo le Aziende e tutti coloro che hanno partecipato a questo progetto
per celebrare la cultura e l'utilizzo dei Materiali firmati dalla Tecnologia e promuovere il prodotto nelle sue espressioni più qualificate.
Renata Marchi
DESIGN, AR T & TREND
Supplemento al n°53/08 di
Diamante Applicazioni &
Tecnologia - ISSN 1824-5765
In Copertina / On Cover page:
EB MARMI SRL
Via G. Matteotti, 6
20044 Bernareggio (Mi)
Tel: 039 6900261
Fax: 039 6093444
[email protected]
www.ebmarmi.it
Editore / Publisher
Editorial and Advertising Office
G&M Associated Sas
Via Caracciolo n°26
20155 Milano - Italy
Tel. / Fax +39 02 314460
www.gmassdiamante.com
[email protected]
Direttore Responsabile:
Renata Marchi
Progettazione e realizzazione
grafica: G&M Associated Sas
Elaborazione testi:
Autori e Fonti indicate
Stampa: Alfa Print snc, Busto A.,VA
Autorizzazione del Tribunale di Milano
al n° 454 del 18/10/1993 Spedizione in
abb. postale 45% - art. 2 comma 20/b
legge 662/96
All rights for any form of reproduction or translation of
contents are reserved. The reproduction of an article, or
part of it, is forbidden without permission of the
Publisher and due references. The Publisher assumes no
responsibility for opinions expressed in editorial articles
or advertisements. Any manuscripts, photographs or
other material received will not be returned even if
published.
E SPRESSIONE
E
PUREZZA FORMALE
Smail
Zizi
E XPRESSION
AND
FORMAL PURITY
S
empre è in me presente il fascino ed allo stesso
tempo l'inquietudine avvertita verso la materia plastica, fusi in un sentimento che ha caratterizzato tutti i
miei anni di studi, iniziati presso la Scuola d'Arte di Algeri.
Ciò a tal punto che, quando decisi di frequentare
l'Accademia di Belle Arti, mi battei ed ottenni affinché
venisse creata la facoltà di Scultura (l'Accademia di Belle
Arti di Algeri non prevedeva tra i suoi studi la cattedra di
scultura). Il primo anno mi ritrovai solo con un insegnante
polacco, il secondo eravamo in quattro allievi e, col tempo,
arrivammo ad essere un gruppo abbastanza sostenuto,
molto attivo ed impegnato. Lavoravamo intensamente,
potevamo modellare, imparare le tecniche della formatura
in gesso e quelle per la fusione del bronzo.
Nonostante fossimo guidati da insegnanti competenti, sentivo la mancanza di qualcosa, senza capire altro.
Grazie ad una borsa di studio, ebbi l’opportunità di trasferirmi a Carrara; fu così che per la prima volta conobbi il
marmo e compresi il senso della mia insoddisfazione.
Il marmo mi offriva finalmente ciò che cercavo, coinvolgendomi emotivamente e fisicamente, rendeva vive e
trasformava le mie idee ferme nella creta, traduceva i miei
sentimenti materializzandoli davanti a me, mi rivelava i
suoi segreti mentre soffrivo nell'apprenderli.
Pur temendolo, ho imparato ad amarlo ed a rispettarlo, ad
assecondarlo nella sua propria natura per poter ottenere il
massimo dalle sue prestazioni.
Ed è con una simile “religiosità” che ancora oggi mi avvicino a questa materia: quando la scelgo, quando la taglio e,
soprattutto, nel momento in cui la figura inizia a formarsi
è come se tra noi ci fosse un patto che mi porterà fino al
compimento dell'opera... ed oltre.
Smail Zizi
I
must admit that the charm and the anxiety that I felt
towards plastics characterized my whole course of study.
Firstly at the Arts School in Algeri, then, when I decided to
attend the Academy of Fine Arts, I fought for the establishment
of the Faculty of Sculpture and I managed it (the Academy of
Fine Arts of Algeri didn’t offer the teaching of sculpture).
In the first year I was the only student followed by a polish
teacher, in the second year, we were four students and
afterwards we became a quite solid and active group.
We worked hard, we could model and learn the chalk
moulding and bronze fusion techniques.
We had qualified teachers but I felt that it wasn’t enough.
I was lacking in something but I didn’t know what it was.
Then I won a bursarship so I went to Carrara, where, for the
first time, I got to know the marble.
The marble gave me what I had looked for: it involved me
physically and emotionally.
It transformed my ideas, which were limited to clay, it
translated my feelings into substance and it revealed me its
secrets, making me suffer. I learned how to love and respect
the marble, although I was afraid of it. I learned how to follow
its nature in order to make the most of it.
I still approach the marble with this sense of religiousness,
when I choose it and when I cut it. When the figure develops,
there is a kind of bond between us that leads me to the
completion of the work and … further.
Smail Zizi
Milano Architettura Design Edilizia
Fiera Milano, Rho 04_07 Febbraio 2009
M.C. Escher’s “Relativity” © 2007 The M.C. Escher Company-Holland. All rights reserved. www.mcescher.com
La prima fiera internazionale sull’architettura,
l’edilizia e le nuove tecnologie del costruire
•
•
•
•
•
•
Strutture, Sistemi Costruttivi e Materiali • Involucro Edilizio
Architettura e Finiture d'Interni • Impiantistica ed Energie Rinnovabili
Progetto e Servizi per la Filiera delle Costruzioni
Software e Hardware per il Progetto e la Costruzione
Attrezzature Tecnologie e Soluzioni per il Cantiere
Impiantistica Sportiva, Piscina, Fitness e Arredo Urbano
Infinite prospettive
MADE expo
è un’iniziativa di
MADE eventi srl
Federlegno-Arredo srl
Organizzata da
MADE eventi srl
tel. 0516646624
tel. 0280604440
[email protected]
Promossa da
www.madeexpo.it
Smail
E SPRESSIONE
E
PUREZZA FORMALE
DEL
I
P ROF. PAOLO N ERBI
l lavoro di Smail Zizi muove da un forte impulso a
realizzare una forma perfetta: se non proprio per
adesione a canoni astratti, si muove certo sulla
linea di una valutazione gestaltica, sempre mirata alla
forte pregnanza, fondata sull'equilibrio che il Nostro
cerca di realizzare nelle situazioni compositive, le più
difficili, addirittura spericolate.
Dimostra di conoscere le qualità del marmo e le tecniche per ottenere risultati che non di rado sorprendono
lo spettatore. Certo, il suo universo formale non si
fonda su ascendenze classiche, ellenistiche, quelle che
ancora ispiravano un elaboratore raffinato come
Francesco Messina.
Leggendo la sua opera ci si avvede che il suo linguaggio, sempre armonico, è intonato a forti accentuazioni,
deformazioni di gusto ipermanieristico.
Si tratta di figure focalizzate in una posa che è spesso
ostentata, volutamente conquistata.
Zizi opera queste scelte per creare una galleria di nudi,
che non sono solo il semplice frutto del rapporto scultore-modella, tradizionalmente inteso; piuttosto sono
anche e poi soprattutto nudi, figure, come ci sono proposti e trasfigurati dal potente filtro dei mass-media.
In "Tabù", quasi per contrasto alla visione edulcorata e
spettacolare che il mezzo mediatico comunica, l'autore
Zizi
E XPRESSION
AND
FORMAL PURITY
BY
P ROF . P AOLO N ERBI
T
he work of Smail Zizi originated from the
strong impulse which aimed at the realization
of a perfect form.
It does not only share abstract canons, it moves on
the line of a figurative valuation, is always aimed at
meaning, is based on the balance that he tries in
order to accomplish the hardest composing, and often daring situations.
His knowledge of the marble, and the techniques for obtaining results, are shocking
to the spectator. His formal universe is not funded on classical and Hellenistic
ancestors which inspired a refined artist such as Francesco Messina.
Reading his work, we perceive that his always harmonic language is in tune with
strong accentuations and deformations of hyper-manneristic style.
His work consists of figures focussed in an often ostentatious pose but purposely
obtained. Zizi makes these choices in order to create a gallery of nudes which are
not only the result of the traditional sculptor-model relationship.
They are nudes, they are figures presented and transformed from the powerful filter
of mass media. In “Taboo”, with the aim of opposing the sweetened and spectacular
vision that the media transmits, the author marks the figure by means of a
gasmask, a kind of anchorage which prevents us from the definitive wreck in the
virtual space.
Yet the main theme is the spectacular of the figure in which the dancer becomes a
sort of idol. The work of Zizi does not mean to sacrifice the formal results for the
advantage of the content and their implications. These works are not meant only for
making considerations on the condition of women (even though it is good).
What is interesting and involving about
Zizi is his effort towards the final result.
If there is a ground where media spectacularity has to be fought, and so
underlined, this place is the aesthetic
sphere.
All the expressive skills are forced
from the inside by the sculpture, and
the sculpture presents itself such as
virtuosity.
Only in this way can it unveil the
vacuum of virtuality whereas the
Design, Art & Trend | 7
caratterizza la figura facendo loro indossare una maschera antigas...una sorta di ancoraggio onde evitare il naufragio definitivo
nello spazio virtuale.
Comunque, il tema fondante resta la spettacolarità e la figura,
la danzatrice, ponendosi come tale, è subito idolo; non si fraintenda però, non è opera quella di Zizi che intende sacrificare gli
esiti formali sul piano dei contenuti e delle loro implicazioni:
queste opere non nascono soltanto per essere (anche se giusto)
veicolo di considerazioni sulla condizione dell'universo femminile. Ciò che interessa e coinvolge in Zizi è lo strenuo sforzo verso
l'esito formale: se c'è un terreno dove la spettacolarità dei
media deve essere combattuta (e quindi evidenziata) è la stessa sfera estetica: la scultura forza dall'interno tutte le proprie
capacità espressive, si pone come virtuosismo...solo così può
svelare la nullità del virtuale che è effimero, vacuo, mentre
"l'opera scultura" è sempre nobilitata dalla forza lavoro, dalla
sottostante perizia artigianale, dalla sua aspirazione ad esternarsi. Nella scultura c'è sacralità, al contrario dell'immagine virtuale che è vacua. Accennavo all'emblematicità dell'opera intitolata "Tabù", termine polinesiano il cui uso fu sottolineato da
J. Cook nel 1777: evidenzia nell'oggetto la compresenza di
sacro e profano, proprio come queste forme di Zizi che, appena
concepite, sono "tabù", poiché (usando il termine opposto,
sempre polinesiano) non sono mai state "noa" cioè generalmente accessibili. Esse, raccolta la sfida, pur mutuate dai mass
media, si sono subito allontanate dalla sfera dell'accessibile,
cioè del reale: solo nel lavoro del Nostro, però, come detto
sopra, raggiungono sacralità ed il loro fascino è proprio in questo misurare, nell'immediato della forma, in queste, talvolta
improbabili, impostazioni iper-manieristiche, la distanza che le
separa dal seppur potente ed affascinante mondo dei media che
resta certo produttore di immagini spettacolari, ma pur sempre
vacue e transeunti. Per certi versi Zizi si avvicina alla pop art,
ma se ne distingue per un motivo fondamentale: non intende
intervenire, nell'intimo del suo risultato formale, con i valori di
giudizio del mondo della comunicazione di massa e sulla produzione di immagini ad essa collegate. Il suo fine non è questo,
poiché resta preponderante la resa formale, creare forme-tabù,
cioè sacre, e come tali atemporali.
Una riflessione sui media non può certo escludersi dalla sua
opera, non ne rappresenta il motore primo, ma se c'è, dunque,
un significato, direbbe Lancan, esso è legato ad uno scivolamento incessante del significato sotto il significante.
sculpture is always ennobled by the strength,
by the crafty skill, and by its will to be
expressed. In the sculpture there is a certain
holiness, while in actuality the virtual image
is a vacuum. I referred to the meaning of the
work Taboo, which is a polinesian word
whose usage was underlined by J. Cook in
1777. It underlines the co-existence of the
holy element and the profane one in the
object like these formed by Zizi that are
Taboo because they were never “noa”, that
means accessible.
These forms, that are taken from the media,
depart from the sphere of the accessible or
from reality.
Only in the work of Zizi do they reach
holiness. Their charm lies in the measuring
of the distance which separates them from
the powerful and seducing world of media,
which produces empty spectacular images.
His work, which in some aspects, is similar
to pop-art, but differs from it due to a basic
motif. It doesn’t mean to interfere with the
opinions of the world of the media communication and the consequent production of
images.
This isn’t his goal because the result, which
is to create taboo-images, that is holy images, which are timeless, is more important.
Progetto di Evelina Bazzo con Andrea Ciotti / Project by Evelina Bazzo and Andrea Ciotti
P
er la sua 42°edizione, Marmomacc ha affrontato congiuntamente alle numerose implementazioni di attività, anche un riposizionamento della propria “mission” culturale, attraverso
la revisione del suo pay off “Arte e Cultura” già in
essere dal 1985. Con l’edizione 2007 quindi,
Marmomacc è diventata “Architettura e Design” e
ha aperto una nuova sezione: l’incontro con il
Design. Questo primo appuntamento è stato
sostenuto da dieci aziende già storicamente espositrici, leader e pioniere al tempo stesso e da dieci
designer ad alto tasso di riconoscibilità e valore
professionale e si rinnoverà di anno in anno trasformando via via, le attitudini del marmo da lavoro su misura a progetto di design.
“Marmomacc Incontra il Design” vuole avvicinare
professionisti, progettisti, designer e aziende del
marmo, con proposte adatte ad iniziare una storia
importante quanto il materiale utilizzato, che
attraverso una nuova agilità, nobiliterà molti
impieghi. Non un’iniziativa civetta quindi, ma un
impegno che nasce e che vuole diventare presto
un mondo di proposte.
“Marmomacc Incontra il Design” proporrà ogni
anno un tema progettuale che cercherà di cogliere
le indicazioni del “life style” e di captare gli spostamenti impercettibili e progressivi della società.
“La leggerezza del marmo” è stato il tema scelto
per l’edizione 2007. È stata una bella sfida la leggerezza, e non solo alla legge di gravità.
Per il marmo, che fa i conti tutti i giorni con il proprio peso specifico, la leggerezza può diventare un
errore, un’ossessione, ma anche un’aspirazione.
La leggerezza insieme alla pesantezza, fa parte
della nostra esperienza quotidiana. La leggerezza è
stata intesa nel brief di progetto, in senso ampio,
non solo peso ma anche colore e luce, freddezza e
pallidezza. Il tema ha voluto inoltre indurre i progettisti a pensare in termini di leggerezza anche in
rapporto all’enorme aumento della mobilità che sta
caratterizzando la nostra vita peggiorandola sensibilmente. Leggerezza e pesantezza sono quindi
due trend che viaggeranno insieme, anche se gran
parte della cultura progettuale degli ultimi anni è
stata un continuo tentativo di sottrarre peso, come
è già avvenuto in letteratura, a teatro, nella moda,
in arte, in cucina, in architettura, diventando nel
tempo sinonimo di contemporaneità.
A questo progetto hanno lavorato Riccardo Blumer
con CEDAL GRANITI, Aldo Cibic + Cibic&Partners
con GRASSI PIETRE, Odile Decq con ROCAMAT,
Michele De Lucchi + Philippe Nigro con PIBA
MARMI, Kengo Kuma con IL CASONE, Alberto
Meda con CAMPOLONGHI, Simone Micheli con
PIETRA DELLA LESSINIA, Marco Piva con SANTA
MARGHERITA, Denis Santachiara con TESTI
FRATELLI, Tobia Scarpa con AGGLONORD.
LEGGEREZZA
DEL MARMO
LA
MARMOMACC INCONTRA
IL DESIGN, 1aa EDIZIONE
L IGHTNESS
OF M ARBLE
THE
MARMOMACC MEETS
DESIGN, 1 ST EDITION
T
he 42nd edition of Marmomacc flanked
numerous special events with a review of its
cultural “mission” defined as “Art & Culture”
as long ago as 1985. The 2007 edition of
Marmomacc thus welcomed "Architecture and
Design" with the launch of a new section: Meeting
Design. This first appointment was supported by ten
leading, pioneering and historic exhibiting companies
and ten well-known and highly professional designers. In coming years, it will progressively develop to
reflect and transform natural stone from customised
processing through to design projects.
“Marmomacc Meets Design” aims to bring together
professionals, designers and companies in the natural stone sector through ideas intended to launch an
important approach to the material used, exploiting
new agility to help further improve many applications.
It is not an "eye-catching" event, then, but a commitment set in motion today with a view to a future world
of ideas. “Marmomacc Meets Design” every year will
propose a design topic that will attempt to grasp indications detailing life style and capture the imperceptible and progressive changes in society.
“The lightness of marble” was the theme chosen for
the 2007 edition. Lightness poses an exciting challenge - and not only to the law of gravity.
For marble, that every day has to cope with its specific mass, lightness may become an error, an
obsession or even an ambition. Lightness together with heaviness is part of our daily experience.
Lightness is inherent in the project brief in the broadest possible sense - not only weight but also colour and
light, coolness and paleness. The topic also aimed to encourage designers to think in terms of lightness
even in relation to enormous increase in mobility characterising - and significantly deteriorating - our life
styles. This project involved Riccardo Blumer with CEDAL GRANITI, Aldo Cibic + Cibic&Partners with
GRASSI PIETRE, Odile Decq with ROCAMAT, Michele De Lucchi + Philippe Nigro with PIBA MARMI,
Kengo Kuma with IL CASONE, Alberto Meda with CAMPOLONGHI, Simone Micheli with PIETRA DELLA
LESSINIA, Marco Piva with SANTA MARGHERITA, Denis Santachiara with TESTI FRATELLI and Tobia
Scarpa with AGGLONORD.
RICCARDO BLUMER
PER CEDAL GRANITI
L'idea della leggerezza è comunemente associata al galleggiamento. In occasione della 42a Marmomacc ho progettato per Cedal Graniti
dei recipienti di pietra che galleggiano. Come tutte le cose, non è mai in sè la loro caratteristica, ma nella relazione.
Infatti se il marmo galleggia è perchè l'acqua è pesante. Il prossimo passo potrebbe essere quello di farlo volare!
DIECI PROGETTI DI DESIGN PER LA
LEGGEREZZA DEL MARMO
DIECI DESIGNER INTERNAZIONALI IMPEGNATI IN
UNA RICERCA DI PROGETTAZIONE PER
INDIVIDUARE I POSSIBILI CARATTERI DEL
PRODOTTO INDUSTRIALE DI PIETRA
Riccardo Blumer lega l’idea della leggerezza al
galleggiamento e ha progettato per Cedal
Graniti recipienti di pietra che galleggiano.
Denis Santachiara ha trovato il modo di alleggerire il marmo rendendolo trasparente alla
luce, affilandolo come la lama di un coltello, ha
ideato per l’azienda Testi Fratelli un monoblocco da cucina luminoso, con coltelli anch’essi di
marmo.
Alberto Meda per Campolonghi ha realizzato
un tavolo luminoso per esterno, costituito da
un certo numero di anelli sovrapposti e degradanti di spessore e di diametro, dalle cui fessure traspare la luce posta nella cavità della
struttura.
E poi le lampade di marmo e le case di marmo
e pietra di Michele De Lucchi con Philippe Nigro
per Piba Marmi, oppure l’ambiente dove pareti,
pavimento, tavolo e lampada sono costituiti da
diverse texture, sfruttando al meglio le capacità compositive delle lastre in quarzo, un progetto di Marco Piva per Santa Margherita.
Sempre nell’ambito della riproducibilità tecnica
un modulo mobile che da elemento totemico
può divenire infinito attraverso l’uso della pro-
gettazione, sono le superfici articolate di
Simone Micheli per esaltare la materia di Pietra
della Lessinia.
Nella direzione della modularità anche il celebre Kengo Kuma innamorato della pietra
Serena de Il Casone, già utilizzata da
Michelangelo per le proprie sculture, presenta
un progetto basato sulla forma del triangolo
che assemblato a tre a tre e sovrapposto,
viene a creare una struttura tridimensionale
molto stabile. Per questo progetto la pietra
Serena verrà tagliata il più sottile possibile e
oltre alla leggerezza apparirà anche la trasparenza nella sua bellezza.
La presenza femminile nel gruppo, la mitica
Odile Decq, presenta una micro architettura
per Rocamat, realizzata con le più moderne
tecnologie produttive di trasformazione, un
oggetto tridimensionale a tutto tondo di grandi
dimensioni che sfida le leggi della gravità e che
abbraccia le discipline dell’architettura, del
design e della scultura.
Aldo Cibic vuole trasformare la percezione
della pietra di Vicenza in qualche cosa di lieve
ed etereo con un allestimento contemplativo
realizzato da una doppia quinta di sottili lamelle orizzontali che costituiscono parte dell’allestimento di Grassi Pietre.
E infine Tobia Scarpa, grande manipolatore di
materiali, utilizza frammenti di varie misure di
marmo dalle forme ben definite, li mescola e
impasta con resine e leganti cementizi per
ottenere un nuovo blocco che, levigato e
tagliato in sezioni diverse, darà origine a nuovi
paesaggi marmorei di Agglonord.
ALDO CIBIC
PER GRASSI PIETRE
La “scommessa” che sta alla base del nostro progetto è trasformare la percezione della pietra di Vicenza, un materiale lapideo
storicamente utilizzato per volumi architettonici pieni e compatti, in un qualcosa di lieve ed etereo. In tal senso, proponiamo un
allestimento “contemplativo” che inviti a riflettere sulle possibilità e sulle suggestioni di leggerezza che tale pietra può produrre.
Una doppia quinta costituita da sottili lamelle orizzontali delimita lo spazio allestitivo: un'isola realizzata in corteccia lignea su cui è
posto un percorso sinuoso, costituito da elementi svasati. Il percorso non è piano, né inerte, ma contribuisce con dolci inclinazioni ad
accrescere l'effetto di leggerezza prodotto dalle due pareti perimetrali. Un monolite lapideo posto al centro dell'allestimento enfatizza,
per contrappunto, la levità dell'insieme.
TEN DESIGNERS FOR THE
LIGHTNESS OF MARBLE
TEN INTERNATIONAL DESIGNERS ENGAGED A
DESIGN RESEARCH TO ENVISION THE POSSIBLE
FEATURES OF INDUSTRIAL PRODUCTS MADE OF
MARBLE
Riccardo Blumer linked lightness to floating
and designed a bunch of buoyant stone
containers for Cedal Graniti.
Denis Santachiara made marble transparent and sharp in order to design for Testi
Fratelli an illuminated kitchen desk holding
a set of marble knives.
The stand of Santa Margherita by Marco
Piva fully developed the range of possible
uses of slabs of quartz, whose varying
textures animated walls, floors, tables, and
lamps.
Michele De Lucchi with Philippe Nigro
illuminated a group of stone house models
with a marble suspension luminaire for Piba
Marmi.
To highlight the qualities of Pietra della
Lessinia, Simone Micheli conceived a
modular device which can apply both to
simple display and to raw material for the
building up of a whole space.
Kengo Kuma really appreciated the features
of the pietra serena, the same Michelangelo
used for his sculptures. He created a three
dimensional module made of three slabs as
thin as possible mounted in triangles.
This building modules produced a firm,
see-through and transparent structure for
the stand of Il Casone.
Alberto Meda created an illuminated
outdoor table for Campolonghi, simply
piling up several marble rings of shrinking
dimensions in order for light to filter through
the slots.
Odile Decq presented a miniarchitecture for
Rocamat, produced through the most
up-to-date technologies in transformation
and manufacturing: a three dimensional, all
round, and imposing object, defiant of the
law of gravitation and compounding
architecture, design, and sculpture.
Aldo Cibic switch the perception of the
pietra of Vicenza to lightness: his exhibit
design for the stand of Grassi Pietre
encompasses a stone garden enclosed with
two curtains of stone blades.
Tobia Scarpa manipulated fragments of a
variety of marbles, mixed with various
aggregates bonded using Portland cement.
The new block is then cut into slabs producing brand new textures for Agglonord.
Design, Art & Trend | 13
MICHELE DE LUCCHI
CON PHILIPPE NIGRO
PER PIBA MARMI
Queste piccole case di marmo e pietra sono dei modelli per progetti di case che non saranno mai realizzate. Sono idee per volumi,
forme e materie di architetture che non possono corrispondere alle esigenze dell’uomo d’oggi, non possono essere prodotti per il
mercato dei costruttori, non sono abitazioni, non sono uffici, non sono spazi commerciali, negozi né altro.
Sono però belle costruzioni, belle forme, bei volumi di un mondo che non possono appartenere a questo momento storico, a questa
epoca e a questa civiltà. Ma ci sono familiari, ce le sentiamo vicine, come se le conoscessimo e le avessimo sempre viste.
Che appartengano loro come noi ad un altro mondo?
ODILE DECQ
PER ROCAMAT
Una micro architettura realizzata in pietra, dinamica, evidente. Una presenza che caratterizza lo spazio, ideale per ambienti indoor e
outdoor. Realizzata utilizzando le più moderne tecnologie produttive di trasformazione, è un progetto che abbraccia le discipline
dell’architettura, del design e della scultura. Il progetto è connotato da evidenti linee di forza che delineano i cambiamenti di direzione
e inclinazione delle superfici. Un oggetto che deve essere osservato nella sua tridimensionalità a tutto tondo, un oggetto di grandi
dimensioni che sfida le leggi della gravità, un’icona, un simbolo, un oggetto multifunzione come semplice presenza scultorea o come
elemento d’arredo che connota ambienti pubblici, urbani e anche privati. Un progetto pensato con l’azienda Rocamat partendo
dall’ossimoro che caratterizza il tema dell’edizione 2007 di Marmomacc Incontra il Design: “La Leggerezza del Marmo”.
KENGO KUMA
PER IL CASONE
La Pietra Serena ci ha illuminato per le sue proprietà. Sebbene questa pietra sia pesante nella sua sostanza, il suo colore verde-grigio e la
neutralità della sua superficie le donano un senso di estrema trasparenza. Queste sue caratteristiche hanno indotto probabilmente
Michelangelo ad utilizzarla per I suoi capolavori. In un’epoca dove si era impossibilitati ad usare massivamente e liberamente il vetro, egli
pensò di rendere il concetto dell’architettura attraverso l’impiego della Pietra Serena. Anche io ho deciso di utilizzare la Pietra Serena per
spiegare il mio progetto. Un progetto basato sulla forma del triangolo. Assemblando 3 moduli triangolari delle stesse dimensioni, si viene a
creare una struttura triangolare tridimensionale molto stabile. Sovrapponendo tra loro I moduli triangolari, siamo in grado di formulare e
generare un mondo massivo. Possiamo ottenere un mondo di innumerevoli forme solo grazie alla stabilità strutturale del triangolo.
Ho pensato di trasmettere la bellezza di questo principio utilizzando la Pietra Serena. Per assolvere a questo principio, la Pietra Serena sarà
tagliata il più sottile possibile. Realizzando sottili moduli di pietra, la trasparenza apparirà in tutta la sua bellezza, avvicinandosi al concetto
astratto che mi ero prefissato per questo progetto.
SIMONE MICHELI PER
PIETRA DELLA LESSINIA
“Un modulo mobile, articolabile, per generare superfici variabili, emozionate, vive, allegoriche, eccitate. Un modulo per esaltare la materia e
per lanciare un messaggio di continuità, di semplicità, di bellezza, di verità. Un modulo per la nostra nuova architettura che osmoticamente
dall’esterno migra verso sognati interni e viceversa. Un modulo sincero che da totemico elemento può divenire infinito attraverso l’uso
dell’intelligenza”.
Design, Art & Trend | 15
ALBERTO MEDA
PER CAMPOLONGHI
Il progetto che stiamo realizzando con Campolonghi è un tavolo "luminoso" per esterno. La riflessione sulla "leggerezza" del marmo
suggerisce di lavorare su due aspetti, quello del peso "fisico" e quello del peso "visivo". Per Il primo, piuttosto difficile da combattere,
date le proprietà della materia cioè il suo peso specifico piuttosto elevato, una possibilità è quella di ridurre al minimo la quantità
impiegata. Per questo la struttura del tavolo è costituita da un certo numero di anelli sovrapposti, (cavi al loro interno) che partono da
un diametro di base, degradano di spessore e di diametro seguendo l'andamento degli sforzi per poi aumentare a sostenere i momenti
flettenti dovuti al piano (anch’esso il più possibile sottile). Per esprimere l'idea di leggerezza visiva gli anelli hanno una seria di fessure
a 120° da cui dovrebbe trasparire la luce emessa da una fonte luminosa posta all'interno della cavità della struttura.
MARCO PIVA PER
SANTA MARGHERITA
Leggerezza, trasparenza e modularità rappresentano le linee guida di questo progetto nato dalla collaborazione tra l'arch. Marco Piva e
l'azienda Santa Margherita. Il materiale utilizzato è un agglomerato di quarzo ad alta resistenza prodotto in lastre, che nello specifico
sono state lavorate utilizzando nuove tecnologie del taglio al laser e stampa digitale. Il progetto è di duplice respiro ed investe sia
l'ambito dell'interior design sia quello della realizzazione di prodotti d'arredo. Infatti, entrando più nello specifico, il progetto consiste
nella realizzazione di due ambienti dove pareti e rivestimenti texturizzati su lastre in quarzo creano due possibili ambiti che
rappresentano lo scenario per l'inserimento di un tavolo e di una lampada anch'essi realizzati utilizzando al meglio le capacità
compositive delle lastre in quarzo.
DENIS SANTACHIARA
PER TESTI FRATELLI
Trovare forme leggere per il marmo è in questo progetto trovare il modo di renderlo trasparente alla luce e affilato come una lama
di un coltello. Il marmo è anche un materiale tradizionalmente da cucina adatto a lavorare gli alimenti e ad impastare.
Da queste osservazioni ho pensato a un piccolo piano cucina in monoblocco scavato in modo che possa essere attraversato dalla
luce con un piano attrezzato per contenere un set di coltelli di marmo.
TOBIA SCARPA
PER AGGLONORD
Impasti di marmi, con frammenti di varie misure dalle forme ben definite, uniti da resine e leganti cementizi sono trasformati in blocchi che,
levigati e tagliati in sezioni verticali orizzontali e diagonali, danno origine a nuovi paesaggi marmorei per una visione diversa del materiale.
Un progetto innovativo nell’interpretazione delle modalità di produzione, adatto alle tecnologie di Agglonord, che potrà essere utilizzato
sottilissimo per i rivestimenti navali, applicato in architettura per pareti ventilate, oppure per oggetti di forme lineari e complesse.
Design, Art & Trend | 17
Â_ËâàxÜÉ |Ç tyy|ààÉÊ? ÑÉÜy|wÉ? ÅtÜÅÉ w| VtÜÜtÜt? ÉààÉÇx
ÂexÇàxw ãÉÅuÊ? ÑÉÜÑ{çÜç? VtÜÜtÜt ÅtÜuÄx? uÜtáá
{ vÅ HH? ECCJ @ w| B uç VÄtâw|É VxÜÅtÜ|t
Â_t ÅxÇàxÊ? ÅtÜÅÉ uÉàà|v|ÇÉ x uÜÉÇéÉ
Âg{x Å|ÇwÊ? uÉàà|v|ÇÉ ÅtÜuÄx tÇw uÜÉÇéx
{ vÅ IG? ECCJ @ w| B uç VÄtâw|É VxÜÅtÜ|t
Mostra a cura di Vincenzo Pavan
MOSTRA: NUOVA ARCHITETTURA
DI PIETRA IN SPAGNA
“La natural seducción de la piedra”
L
a mostra inserita negli eventi di Marmo Architettura Design con la collaborazione di ICEX
(Instituto Español de Comercio Exterior), ha illustrato una selezione delle migliori opere
realizzate in pietra nell’ultimo decennio dai principali protagonisti dell’architettura spagnola contemporanea, comprendente: Anton Garcia Abril, Artengo-Menis-Pastrana, Alberto
Campo Baeza, Carlos Ferrater, Madridejos-Osinaga, Francisco Mangado, Rafael Moneo, Juan
Navarro Baldeweg, Palerm & Tabares de Nava, Paredes+Pedrosa, Picado-de Blas, Cesar Portela,
RCR Arquitectos, Vicens-Ramos.
Le opere esposte riguardavano edifici pubblici, uffici, housing e interventi urbani (piazze, parchi
ecc.) nei quali la pietra è stata utilizzata in modo esemplare. Da due decenni la Spagna occupa
un posto chiave nel rinnovamento dell’architettura contemporanea. Grazie a una intelligente e
creativa rielaborazione dei principi del Movimento Moderno e all’opera di geniali personalità
internazionalmente riconosciute, questo paese sta percorrendo un proprio originale e straordinario percorso nella cultura architettonica odierna. Uno degli elementi unificanti dei diversi linguaggi e tendenze che caratterizzano il panorama della recente architettura spagnola è il ricorso ai
materiali lapidei come elemento fortemente identificativo di una cultura costruttiva di grande
qualità, da sempre presente su tutto il territorio. L’architettura di pietra, profondamente radicata
nella tradizione spagnola, è emersa come punto di forza in cui maggiormente si esprime la creatività dei grandi maestri come dei giovani architetti di questo paese. Attraverso i materiali lapidei
la nuova architettura si rappresenta più compiutamente nella propria materialità esprimendo il
senso luminoso e solare delle città e del paesaggio delle diverse aree regionali. Come è consuetudine nelle mostre di architettura di Marmomacc sono stati allestiti, insieme alla documentazione grafica e fotografica, un’esposizione di campioni di
grande formato dei materiali
lapidei utilizzati nelle opere
esposte, con trattamento di
superficie identico a quello
messo in opera.
Della mostra sarà realizzato
un esaustivo catalogo bilingue (spagnolo-inglese) che
illustrerà le opere esposte
con testi critici e scientifici,
foto, disegni.
RAFAEL MONEO
Ampliamento del municipio di
Murcia / Town Hall Murcia
© Duccio Malagamba
Curator of the exhibition Arch. Vincenzo Pavan
Exhibition:
New Stone
Architecture
in Spain
“The allure of natural stone”
T
he exhibition included in the events at
Marble Architecture and Design in collaboration with ICEX (Instituto Espanol de
Comercio Exterior) aimed to illustrate a selection
of the best works in stone completed over the
last decade by the leading protagonists of contemporary Spanish architecture comprising:
Anton Garcia Abril, Artengo-Menis-Pastrana,
Alberto Campo Baeza, Carlos Ferrater,
Madridejos-Osinaga, Francisco Mangado,
Rafael Moneo, Juan Navarro Baldeweg, Palerm
& Tabares de Nava, Paredes+Pedrosa, Picadode Blas, Cesar Portela, RCR Arquitectos and
Vicens-Ramos.
The works on show illustrated public buildings,
offices, housing and urban planning (squares,
parks, etc.) where stone has been used in an
exemplary manner.
Over the last two decades, Spain has come to
occupy a key position in the updating of
contemporary architecture.
Thanks to an intelligent and creative review of
the principles of the Modern Movement and the
work of inventive and internationally-famous
figures, Spain is experiencing its own highly original and extraordinary approach to current
architectural culture. One of the elements unifying the different
languages and trends that characterise the
panorama of recent Spanish architecture is the
use of stone materials to ensure significant identification of the high-quality building culture that
has always been the hallmark of the country.
Stone architecture boasts deep-rooted traditions
in Spain and has re-emerged as a strong-point
encouraging the creativity of great masters and
young architects alike.
Through stone materials, new architecture
appears more fully in material terms and expresses a bright and sunny character in cities and
landscapes in different regional areas.
In keeping with the architecture shows at
Marmomacc, graphic and photographic documentation will be joined by large format samples
of the stone materials used in the projects exhibited with surface processing identical to the
products
effectively installed. A bilingual catalogue of the
exhibition will be published in Spanish and
English illustrating the works on show with critical and scientific essays, photos and drawings.
ARTENGO-MENIS-PASTRANO
Palazzo della Presidenza, Santa
Cruz de Tenerife, 2001
Presidential Palace, Santa Cruz de
Tenerife, 2001
LARREA SALA RUBIO
Museo etnografico,
Etnographic museum
© Andres Solana
PICADO DE BLAS
Teatro e Auditorium
San Lorenzo de El Escorial,
Madrid, 2006
Theatre and Auditorium
San Lorenzo de El Escorial,
Madrid, 2006
© Miguel de Guzman
PALERM E TABARES DE NAVA
Atelier e foresteria della
Fondazione Manrique,
Lanzarote, 2004
Cesar Manrique Foundation,
Lanzarote, 2004
© Roland Halbe
JUAN NAVARRO
BALDEWEG
Passeggiata sul fiume
Guadalquivir, Cordova, 2005
Promenade along the River
Guadalquivir, Cordova, 2005
© Hisao Suzuki
MADRIDEJOS-OSINAGA
Municipio e centro civico,
S. Fernando de Henares, 1999
Town Hall and civic centre,
S. Fernando de Henares, 1999
© Hisao Suzuki
PAREDES E PEDROSA
Museo Archeologico,
Almeria, 2003
Archeological Museum,
Almeria, 2003
© Luis Asin
VICENS E RAMOS
ARQUITECTOS
Casa unifamiliare,
Las Encinas, Madrid, 2004
Single family home,
Las Encinas, Madrid, 2004
© Eugeni Pons
Design, Art & Trend | 21
MORE STONE
FOR
MORE DESIGN
43 International Exhibition of Stone
Design and Technology
Verona Italy October 2-5 2OO8
organized by
in cooperation with
with the patronage of
Ministero dello Sviluppo Economico
Ministero del Commercio Internazionale
Consiglio Nazionale degli Architetti,
Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori
Consiglio
Nazionale degli Ingegneri
Puglia di Pietre
alla 42a edizione di Marmomacc
L A R EGIONE P UGLIA H A CONFERMAT O LA SUA PARTECIPAZIONE ALLA FIERA E D H A ORGANIZZAT O UNA MOSTRA E D
U N CONVEGNO PER RACCONTARE L EVOLUZIONE DELLE PIETRE PUGLIESI E DELLE ARCHITETTURE C H E L E CARATTERIZZANO.
Otranto, particolare del rosone della cattedrale / Otranto, detail of the cathedral
Stone in Puglia at the
42nd Marmomacc
T H E R EGION P UGLIA WILL ONCE AGAIN ATTEND THE SHOW AND I S ORGANISING A N EXHIBITION AND A CONVENTION T O
OUTLINE THE EVOLUTION O F LOCAL STONES AND THE ARCHITECTURES WHERE THEY ARE CHARACTERISTICALLY USED.
Trani, Cattedrale, particolare
delle mensole sul lato mare
Trani, detail of the cathedral
Cimitero di Parabita, Lecce
Cemetery of Parabita, Lecce
D
a quando l’uomo ha iniziato a
segnare la modificazione del
paesaggio con il gesto primor-
diale di alzare pietre (dolmen) a testimonianza del proprio passaggio, la Puglia ha
sempre svolto un ruolo fondamentale
nella realizzazione di opere che hanno
caratterizzato la storia dell’architettura
fino ai nostri giorni.
Ne sono un valido esempio i resti delle
costruzioni greche e romane diffuse sul
territorio, e la forza delle opere romaniche e gotiche in pietra di Trani, dalle straordinarie cattedrali alle possenti fortificazioni militari, all’eleganza del Rinascimento e dei suoi palazzi e
chiese, per passare al barocco leccese caratterizzato dal virtuosismo insito della pietra tenera
delle cave di Cursi e ancora fino alle sperimentazioni strutturali in pietra di Apricena del progetto di Renzo Piano per l’Aula Liturgica di Padre Pio. Altrettanto valida la modificazione continua e spontanea delle architetture minori che pure segnano in maniera indelebile il paesaggio pugliese, dai trulli ai muri a secco della valle d’Itria, alle chiese rupestri dell’area messapica, alle masserie ed ai grandi borghi rurali dell’area garganica, fino alla sistemazione di spazi
ed edifici pubblici della contemporaneità. Tutto il territorio di Puglia è segnato dalla forza
della pietra e dalla sua capacità di raccontare, attraverso le sue lavorazioni, la storia delle
trasformazioni del paesaggio e delle architetture che lo caratterizzano.
La partecipazione all’edizione 2007 della Mostra Internazionale dei Marmi di Verona, è
partita da questa premessa per realizzare un progetto in grado di presentare il carattere della
Regione nel rapporto strettissimo che lega le pietre alla modificazione del paesaggio, dalle
origini ai nostri giorni. Sulla scorta del successo delle precedenti edizioni, la Regione Puglia,
Assessorato allo Sviluppo Economico e Innovazione Tecnologica, ha infatti confermato la partecipazione istituzionale alla 42° edizione di Marmomacc, mostra internazionale di marmi,
pietre e tecnologie. L’appuntamento si è tenuto a Verona, dal 4 al 7 ottobre.
“È stata un’occasione irrinunciabile - spiega Sandro Frisullo, Assessore allo Sviluppo
Economico e Innovazione Tecnologica - per tutti i produttori, gli operatori e i decision makers
che vogliono affermarsi in un contesto sempre più specializzato e competitivo.
Il sistema Puglia non poteva mancare, non solo per far conoscere le sue pietre di eccellenza,
ma anche per diffondere la storia delle tradizioni territoriali legate alla loro lavorazione e
E
ver since Man began to mark his modifications of the landscape with the primal gesture of raising stones (dolmens)
bearing witness to his passage, Puglia has always played a
fundamental role in the creation of works that have characterized the
history of architecture through to modern times.
Superb examples include the remains of Greek and Roman buildings
all over the territory, the imposing Romanesque and Gothic works in
Trani stone, extraordinary cathedrals and mighty military
fortifications, the elegance of the Renaissance and its palaces and
churches, not to mention the Baroque in Lecce characterised by the
inherent virtuosity of the "tenera" stone from the Cursi quarries and
no less the structural experiments in Apricena stone in the project by
Renzo Piano for the "Aula Liturgica" dedicated to Padre Pio.
Another equally valid aspect concerns the continual and
spontaneous modification of the minor architectures that nevertheless indelibly mark the Pugliese landscape - the "trulli" and dry walls
of Valle d'Itria, the craggy churches in the Messapia area, the
farmsteads and large rural hamlets in the Gargano area, till to the
contemporary redevelopment of public spaces and buildings.
Puglia the whole region is hallmarked by the power of stone and by
its capacity to narrate - through the way it is processed - the history
of changes in the characteristic landscape and architecture.
The idea of attending the 2007 edition of the Verona International
Natural Stone Exhibition started from this introduction to develop a
project to highlight the character of the Region and the close
relationship that has always linked stone and landscape modifications from the remote past to our own days.
In the wake of huge success at previous editions, the Puglia Region
(Department for Economic Development and Technological
Innovation) has reconfirmed institutional participation at the 42nd
edition of Marmomacc, the International Natural Stone and
Technology Show. The event was scheduled in Verona 4-7 October.
Design, Art & Trend | 25
soprattutto, veicolare la conoscenza dell’evoluzione delle
tecnologie e delle architetture contemporanee che hanno
caratterizzato la loro trasformazione”. La Regione Puglia,
con l’Assessorato regionale allo Sviluppo Economico, si è
riproposta come grande protagonista di Marmomacc 2007
con la realizzazione di uno stand istituzionale che ha inteso
promuovere le eccellenze e le ampie potenzialità di sviluppo del settore lapideo pugliese. Nel rinnovare la grande
attenzione posta al confronto con gli operatori specializzati, nel corso della manifestazione, la Regione Puglia ha
promosso, un’importante mostra ed un convegno specialistico sulle tematiche legate al percorso delle Pietre di
Puglia, passando dalle architetture della tradizione che
caratterizzano il paesaggio storico alle opere dell’architettura contemporanea.
F. Baldassarre, Casa Terlizzi,
particolare della facciata
F. Baldassarre, Terlizzi house,
detail of the facade
La mostra, curata da Domenico Potenza, ha illustrato
attraverso una sezione introduttiva dei territori storici della Regione, quelle
opere di architettura degli ultimi anni, maggiormente significative dell’espressione del rapporto tra tradizione storica ed innovazione contemporanea, rappresentando i diversi territori con le peculiarità dei propri materiali, delle proprie lavorazioni e dei propri prodotti.
Per ognuno dei territori sono state selezionate opere di architettura contemporanea (tra quelle più significative per l’uso diffuso e consapevole dei
materiali lapidei). I territori sono quelli già individuati dalla Regione in
molte delle occasioni di promozione e valorizzazione dei prodotti lapidei, ed
in particolare le aree di Apricena, quella di
Trani, quella di Corato Minervino e quella di
Cursi e Lecce.
Ogni opera è stata rappresentata con quattro
pannelli nei quali sono stati evidenziati, con
particolare attenzione i dettagli costruttivi
nella utilizzazione dei materiali lapidei.
Ognuna delle singole sezioni è stata presentata da due pannelli introduttivi utili a spiegare il rapporto tra territorio, materiali ed opere
realizzate. Hanno completato la Mostra il
video che ha accompagnato i pannelli espositivi, per illustrare un’ideale viaggio nelle terre
di Puglia attraverso i luoghi e le opere di
maggiore interesse, mostrando con grande
attenzione il legame strettissimo tra la natura
delle sue pietre e l’immagine del suo paesaggio. Prodotto anche un catalogo che raccoglie, in un’unica pubblicazione, tutti i materiali della mostra, fornendo un supporto informatizzato di tipo interattivo per la riproduzione del video e per l’approfondimento di
aspetti specifici di ognuna delle opera presenti nella mostra. Il catalogo contiene un
saggio storico introduttivo di Amerigo
Restucci, una presentazione dell’opera di
Alessandro Anselmi per il cimitero di Parabita
R. Piano, Nuova Basilica San Giovanni Rotondo, particolare del sistema campanario
R. Piano, New Basilica of San Giovanni Rotondo
M. Saito, Casa Cifarelli,
interno
M. Saito, Cifarell house,
interior view
"Marmomacc was a vital occasion," said Sandro Frisullo, Councillor for Economic
Development and Technological Innovation, "for all producers, operators and decision
makers seeking to come to the fore in an increasingly specialised and competitive
context. Puglia and its 'system' attended once again, not only to enchance its excellent
stone materials but also to promote the history of territorial traditions associated with
their processing and, especially, communicate awareness of evolution in technologies
and contemporary architectures characterising their conversion."
The Puglia Region, through the Regional Department for Economic Development,
intended to play a major role at Marmomacc 2007 with an institutional stand to promote
excellence and the potential development scopes for the Pugliese stone industry.
The special focus on trade operators during the show saw once again the Puglia Region
promote an important exhibition and specialist convention dealing with topics involving
Puglia Stones, embracing the traditional architecture characterising the historic
landscape and works of contemporary architecture.
This exhibition, coordinated by Domenico Potenza, illustrated - through a section
introducing the historical territories in Region - those works of architecture over recent
years that best express the relationship between historic tradition and contemporary
innovation. The various areas were outlined to highlight the special features of their
materials, processing operations and products.
Each territory was exemplified by works of contemporary architecture (especially the
most important as regards widespread and informed use of stone materials).
These territories have already been identified by the Region on many occasions during
events promoting and valorising stone products and particularly focus on areas around
Apricena, Trani, Corato Minervino, Cursi and Lecce.
Every work was illustrated by four panels carefully highlighting construction details, concerning the use of stone materials.
Each section was presented by two introductory
panels to explain the relationship between territory,
materials and the works themselves.
The exhibition also included a Video alongside the
exhibit panels outlining an ideal tour around Puglia
taking in the places and works of most interest to
emphasise the strong bond between the nature of
local stones and the image of its landscape.
This was a short video (10 minutes) and provided
an introduction to exhibition prior to the display of
the panels. A catalogue was presented embracing
all exhibition materials complete with inter-active IT
support for playing the video analysing the specific
aspects of all the works included in the event.
The catalogue includes an historic introductory essay by Amerigo Restucci, a
presentation of the work by Alessandro Anselmi for Parabita Cemetery (Lecce) and an
introduction to the works of contemporary architecture by Alfonso Acocella.
Design, Art & Trend | 27
SOTTO L’ALTO PATRONATO DEL
TRANSMITTING ARCHITECTURE
XXIII UIA WORLD CONGRESS Torino 2008
architecture
is for everyone
Culture, Democracy, Hope
June 29th, July 3rd 2008
Torino
Transmitting the Landscape
Lingotto Multifunction Center
and Palavela
Special event: Paolo Soleri
Invited speakers: Benedetto Antonini,
Alberto Arenas Pizarro, Angelo Caruso di
Spaccaforno, Eduardo Elguezabal,
Fernando Sequeira, Hugo Storero
International Architectureal Critics
Committee
Hope
For the first time ever, the UIA World
Congress of Architecture will be held
in Italy, in Turin.
The program schedule is
extraordinary: more than 40 sessions
of round tables and discussions,
featuring over 140 speakers of
international standing, 20,000 m2 of
exposition space, thousands of
architects and architecture students
from 126 countries, cultural events
and spectacular architecture exhibits.
The Congress will highlight important
meetings with leading architects, but
also with artists, critics, writers,
sociologists and intellectuals from all
over the world. Will you be there too?
Programme
Culture
The Language of Contemporary
Architecture
Invited speakers: Aaron Betsky,
Massimiliano Fuksas, Kengo Kuma,
Marco de Michelis, Hani Rashid
Creativity and the profession
Invited speakers: Zhu Pei, Dominique
Perrault, Italo Rota, Mark Wiegly,
Richard Saul Wurman
Restoring 20th century
architecture
Material, site, construction
Young Architecture
Invited speakers: Gary Chang, Studio
Lo-Tek, Metrogramma, Luca Molinari,
Bevk Perovic
Transmitting the Industrial City
Invited speakers: Ewa Bergdahl, Louis
Bergeron, Wei Shaonong
The cultures of Architecture
Invited speakers: Eric Mumford, Juan
Navarro Baldeweg, Joseph Rykwert,
Carlos Sambricio
Learning to Understand: Educating
Architecture and Cities
Invited speakers: James Irvine, Pilar
Figueras, Koichiro Matsuura,
Alexandros Tombazis
Communicating Architecture:
Archives, Centers and Events
Invited speakers: Ole Bouman, Beatriz
Colomina, Lluis Hortet, Irina Korobina,
Peter Murray, Mirko Zardini
Invited speakers: El Montacir Bensaïd,
Jordi Bellmunt, Franco Zagari
By Joseph Rykwert.
Architecture and Architecture
Magazines
Invited speakers: Flavio Albanese,
Stefano Boeri, Marco Casamonti,
Cesare Casati, Jiang Jun, William
Menking, Carlo Olmo, Axel Sowa
Architecture and Newspapers
Modernist Architecture in global
context
Democracy
Lectio Magistralis
by Massimiliano Fuksas
Design, Mediation and Decision
The Cities in Crisis and the Hope of
Architecture
Invited speakers: Richard Burdett,
P.K.Das, Bernard Khoury, Christina von
Schweinichen
Architecture and Communication
Invited speakers: Beatriz Colomina,
Winy Maas-MVRDV, Toni Muzi Falconi,
Cino Zucchi
Not in my backyard. When
stakeholder communication and
trasformation of landscape collide
or coincide.
Invited speakers: Richard Burdett, Anuj
Dayal, Vittorio Meloni, Manoel Ribeiro,
Mario Virano
Slum[e]scape
Invited speakers: Marc Gossé, Rodney
Harber, Axel Kenya Abiko, Laura
Machado, Geoffrey Payne
Urban Centers Worldwide
Invited speakers: François de Mazières,
Diane Filippi, Rahul Mehrotra, Tarek
Naga, Carlo Olmo
Libraries: Places for Culture and
Democracy
Invited speakers: Mario Bellini, Sergio
Dogliani, Kengo Kuma, Peter WilsonBolles+Wilson
Architecture and Economics
Lectio Magistralis
by Peter Eisenman and Alvaro Siza
The Imagining Technique
Invited spekears: Odile Decq, Michele de
Lucchi, Zhu Pei, Michelangelo Pistoletto
Building for the Future
Invited speakers: Mario Cucinella, Mathias
Sauerbruch, Mark Anthony Wigley
Transmitting Sustainable Cities
Invited speakers: Thomas Herzog,
Michael Hopkins, Jaime Lerner
Landscape to Be
Invited speakers: James Corner, Wangari
Maathai, Alvaro Siza, Rohit Aggarwala
Tools for Governance
Invited speakers: Kees Christiaanse, Philip
Enquist
Innovative Materials, Systems and
Methods for a Better Future
Communicating Architecture Through
Photography
Invited speakers: Gabriele Basilico, Maria
Teresa Cerretelli, Gianni Berengo Gardin,
Roberto Mutti, Roberta Valtorta
Young Italian Architects
Invited speakers: Studio Baukhu, Studio
Ghigos, Francesco Librizzi, Studio MARC,
Studio SUBURBIA, Studio 2a+p
Technology and Social Demands
Invited speakers: Adam Greenfield,
Jeffrey Huang, Younghee Jung, Nicolas
Nova
Skyscrapers and Sustainability
Communicating Innovative in
Residential Architecture: case studies
in Brazil, China, India, Poland, Great
Britain
Invited speakers: Andrew Ogorzalek-PCKO,
Tagit Klimor-Knafo Klimor Architects,
Andrade Morettin Arquitetos Associados
Lectio Magistralis
by Terunobu Fujimori
Archi-citizens
Promoting Social Housing Quality
Worldwide
Invited speakers: William Alsop, Ole
Bouman, Flora Rochat
For registration:
www.uia2008torino.org
Con il patrocinio di:
MINISTERO DELLA GIUSTIZIA
MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE
In collaborazione con:
MINISTERO PER I BENI
E LE ATTIVITÀ CULTURALI
MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI
Le Banlieues parigine: dall’architettura al cinema
di Valentina Buccheri
D
ue o Tre cose che so di lei (1966), L’Odio (1995),
La Schivata (2003).
Un percorso che ci porta a tastare con mano il
disastro socio culturale causato da un piano
urbanistico e architettonico di cui le Banlieues parigine
sono, purtroppo, un esempio tutt’altro che isolato in
Europa. I tre film, a trent’anni di distanza il primo dal
secondo e a poco meno di dieci il secondo dal terzo,
possono essere letti come il succedersi delle diverse
fasi a cui risale l’inevitabile ondata di violenza che, da
anni ormai, sembra essere l’unica risposta possibile a
fenomeni come l’emarginazione e il razzismo, piaghe
che ancora oggi colpiscono gli abitanti delle periferie:
per lo più immigrati ormai di terza generazione!
È il 1966 quando Jean-Luc Godard gira “Due o Tre
cose che so di Lei” film che si distacca in qualche
modo dalla stagione della nouvelle vague e che vuole
essere un’inchiesta sui tempi che vedono la
ricostruzione di Parigi, l’irrompere del capitalismo e del
consumismo più sfrenato, la guerra in Vietnam, la
morte della bellezza…Film complesso e di non semplice
lettura, “Due o tre cose che so di lei” trasmette come
la sensazione di assistere ad un monito, ad un
presagio, per il tono poetico filosofico che sfocia, a
volte, in un’apparente mancanza di razionalità
linguistico semantica e che cozza con un’estenuante
realismo, visivo e sonoro. È una voce bisbigliante fuori
campo a dirci chi è Lei: è la regione parigina, una
periferia tutta in
costruzione negli
anni che vedono
esplodere il
boom della
grande edilizia
intensiva nelle
periferie della
The Parisian Banlieues: from Architecture to Cinema
by Valentina Buccheri
T
wo Or Three Things That I Know About Her (1966),
The Hate (1995), The Avoidance (2003).
A way that lead us to touch by hand the social
cultural disaster caused by an urban and architectural
plan of which the Parisian Banlieues are unfortunately an
example not at all insulated in Europe. The three films,
the first film at a distance of thirty years from the second
one and the second one at about less than ten years
from the third one, can be read as the sequence of the
different phases that lead to the unavoidable wave of
violence that from years by now seems the only possible
reply to phenomena as exclusion and racialism that still
today affect the inhabitants of the suburbs: most of all
immigrated people by now of the third generation.
It is 1966 when Jean-Luc Godard shoots "Two Or Three
Things That I Know About Her", a film that breaks off in
a certain way from the nouvelle vague season and that it
will be an inquiry on the times that see Paris
reconstruction, capitalism and the most unbridled
consumerism breaking into, Vietnam war, beauty
death...Complex film and not easy to be read, "Two Or
Three Things That I Know About Her" gives as a
sensation to be present at a warning or at a
presentiment, for the poetical philosophical tone, that
flows sometimes into an apparent lack of linguistic
semantic rationality, and that collides against an
exhausting visual and sonorous realism.
It is a whispering voice out of the field to tell us who it is:
it is the Parisian district, a suburb all in construction in
the years that see of the big intensive building boom in
capitale francese. Sono gli anni in cui il consiglio dei
ministri nomina Paul Delouvrier prefetto della regione
di Parigi che, a sua volta, diviene “una nuova e distinta
unità amministrativa”. Pochi anni prima, nel 1960,
Claude Parent, insieme con l’intero comitato di
redazione dell’Architecure d’Aujourd’hui, aveva chiesto
di poter essere ricevuto dal primo ministro Michel
Debrè per manifestare la propria perplessità e le
ragioni della sua opposizione alla costruzione delle
villes nouvelles, ovvero dei nuovi poli urbani, voluti
proprio da Paul Delouvrier e destinati a crescere
nell’Hinterland Parigino di lì a pochi anni.
Lei… è Juliette, una ragazza di origini russe che vive
nelle banlieues, di giorno lavora mentre di notte si
prostituisce; si muove in una Parigi il cui suono è
quello assordante delle gru e dei camion e il cui
paesaggio di grigio cemento armato “è il vero volto
delle cose”. “Nessuno sa come sarà la città del futuro”
ci dice Juliette guardando in camera “una parte del
significato che aveva in passato andrà perso …
certamente… forse… e il ruolo creativo e formativo
della città sarà sostituito da altre forme di
comunicazione… la televisione, la radio… è necessaria
una nuova lingua!”. È il totale annullamento della
personalità e della propria identità in una società dove
le parole, ormai, non sono che simboli e suoni
indecifrabili e al loro posto acquista senso l’immagine,
ma quella del degrado e della bruttezza, è il totale
the suburbs of Paris district that in its turn becomes a
"new distinct administrative unit". Few years before, in
1960, Claude Parent together with the whole editorial
committee of Architecure d’Aujourd’hui had asked to be
received by the first Minister Michel Debrè to express
his perplexity and the reasons of his opposition to the
building of the villes nouvelles or of the new urban poles
wanted just by Paul Delouvrier and which will have been
risen within few years from that time in the Parisian
hinterland.
She... is Juliette, a girl of Russian origin who lives in the
banlieues, by day she works and by night prostitute
herself, and she moves in a Paris whose sound is the
deafening one of cranes and trucks and whose the grey
reinforced concrete landscape is "the true face of
things". "Nobody knows how the town of the future will
be" Juliette says us looking into the camera "a part of
the meaning that it had in the past will be lost...
certainly...maybe...and the creative and educational role
of the town will be substituted by other communication
means as television, radio...a new language is
necessary". It is the total annulment of personality and
own identity in a society where words by now are only
indecipherable symbols and sounds and at their place
image takes meaning, but that one of degradation and
ugliness, it is the total life annulment in a society where
objects have a more real consistence than human
beings, the inanimate objects are always alive while
many living persons are already dead...".
In 1965 the French state charged architect Emile Aillaud
to think and design a new habitation centre at Grigny
about thirty kilometres far from the South of Paris: it is
the Grande-Borne. A great wall that alternates curved
elements to straight lines in such a way to form a great
labyrinth subdivided into seven zones, each one with
different decorations. Statues, decorative panels on the
annullamento della vita in una società dove “gli oggetti
hanno più consistenza reale delle persone, gli oggetti
inanimati sono sempre vivi, mentre molte persone
vive sono già morte…”
È il 1965 quando lo stato francese incarica l’architetto
Emile Aillaud di pensare e progettare un nuovo centro
abitativo, a Grigny, a circa trenta chilometri a Sud di
Parigi: si tratta della Grande-Borne. Una grande
muraglia che alterna elementi curvi a linee dritte così
da formare un grande labirinto, suddiviso in sette
zone, ognuna con decorazioni differenti.
Statue, pannelli decorativi sulle facciate delle
palazzine, grandi spazi verdi che ospitano i giochi per i
bambini ed è proprio pensando a loro che Aillaud
pensa alla Grande-Borne: ben 3775 alloggi!
Nel giro di pochi anni la popolazione di Grigny passa
da 3000 a 27000 abitanti, cittadini tagliati fuori dalla
vita della città a causa della totale mancanza di
infrastrutture e di un piano che ne regoli le attività
economiche: mancano le scuole, gli uffici, le poste…
inevitabilmente la città sprofonda nel più totale
degrado. Trent’anni dopo l’avvertimento di Godard e di
Parent e la costruzione della Grande-Borne, non può
che essere L’Odio a esplodere, L’Odio che nel bianco e
nero di Kassovitz e nei movimenti di macchina,
schiaccianti e nauseanti, porta all’inevitabile caduta
dell’individuo e della società tutta.
È l’immenso labirinto della Grande-Borne, con le
fronts of buildings, large green spaces which shelter
plays for children and just thinking to children that
Aillaud thinks to the Grande-Borne: that numbers more
than 3775 flats!
In the course of a few years the population of Grigny
increased from 3000 to 27000 inhabitants, citizens cut
off from the life of the town by the total lack of
infrastructures and of a plan that regulates economical
activities: schools, offices, post offices are missing
...inevitably town sinks into the most complete
degradation.
Thirty years after the warning of Godard and Parent and
the building of Grande-Borne, it is necessary that Hate
bursts out Hate that in the black and white of Kassovitz
and in the overwhelming and nauseating machine
movements leads to the inevitable fall of the individual
and of the whole society.
It is the immense labyrinth of Grande-Borne, with the
great overhanging images on the by now degraded
fronts and sculptures which make scenery alien,
distressing and almost surrealistic and seem to crush
protagonists making them victims of the same place
where they moves.
The new language of which Juliette spoke is the one of
Said, Hubert and Vincent, which from communication
tool becomes a defence tool from a hostile reality.
I remind the sequence of the opening of the Paris art
exhibition, where the three guys dash off in allurement
of two girls (who seem also to be favourably disposed to
get acquainted with them), but the total incapacity and
impossibility to get into relation with the others flows
immediately into the further explosion of verbal violence
that re-echoes through the whole film.
Kassovitz does not see any light gleam, it does not exist
any exit way not even for who, as Hubert, knows that
"hate brings hate", he will be just to aim the handgun
Design, Art & Trend | 31
grandi e sovrastanti immagini sulle facciate, e le
sculture ormai degradate che rendono estraneo,
desolante e quasi surreale lo scenario e che sembrano
schiacciare i protagonisti rendendoli vittime del luogo
stesso in cui si muovono.
La nuova lingua di cui ci parlava Juliette è quella di
Said, Hubert e Vincent, che da strumento di
comunicazione diviene strumento di difesa da una
realtà ostile. Mi viene in mente la sequenza
dell’inaugurazione della mostra d’arte a Parigi, in cui i
tre si lanciano nell’adescamento di due ragazze (che
sembrano anche ben disposte a fare la loro
conoscenza), ma la totale incapacità e impossibilità di
relazionarsi con gli altri sfocia, immediatamente,
nell’ennesima esplosione di violenza verbale che
riecheggia nell’intero film.
Kassovitz non vede spiragli di luce, non esiste una via
d’uscita neanche per chi, come Hubert, sa che “l’odio
porta l’odio”, sarà proprio lui a puntare la pistola e ad
averne una puntata contro a sua volta, mentre questa
società che precipita urla “fino a qui tutto bene, fino a
qui tutto bene…”
E dalla propria condizione non si può sfuggire neanche
per Abdel Kechiche che con “La schivata” ci racconta
dell’adolescenza vissuta nelle banlieues, dove persino un
amore semplice e ingenuo, come quello tra due
ragazzi, è ostacolato da un linguaggio e da un modo di
and to have one aimed at him at his turn while this
society that falls he howls "up to here all right, up to
here all right...".
And it is not possible to escape from one's own
condition not even for Abdel Kechiche who with "The
Avoidance" tells us about adolescence lived inside
banlieus, where even a simple and ingenuous love like
the one between two young people is obstructed by a
language and by a way to act that finds the only
possible solution in the force and constraint.
"The Avoidance" distinguishes itself just for the
language, very fast and variegated in the accents of the
young people different nationalities of origin, then a
documentary film besides in the choice of nonprofessional actors, in the choices of direction and in the
absolute lack of musical sound-track.
Young people stage on the background of the big
buildings of their suburb the impossibility to be someone
different from what their own social condition imposes
as in "The Play of Chance and of Love" by Marivaux: a
servant will be always a servant and a master will be
always a master.
But which responsibility does architecture take in all
this?
Claude Parent (the same Parent that so much was
opposed to banlieu building in 1960), who writes "The
Rebel Town" in 2005.
The causes on which encounters are based in the
agire che trova nella forza e nella costrizione l’unica
soluzione possibile. La Schivata si distingue proprio
per il linguaggio, velocissimo e variegato nelle cadenze
delle varie nazionalità di origine dei ragazzi, un film
documentaristico, dunque, oltre che nella scelta di
attori non professionisti, in quelle registiche e
nell’assoluta mancanza di colonna sonora.
È l’impossibilità di essere qualcosa di diverso da quello
che la propria condizione sociale impone come nel
“Gioco del caso e dell’amore” di Marivaux che i ragazzi
mettono in scena sullo sfondo dei palazzoni della loro
periferia: un servo sarà sempre un servo e un padrone
sarà sempre un padrone.
Ma che responsabilità ha l’architettura in tutto questo?
Ce lo dice Claude Parent (lo stesso Parent che tanto si
banlieues are surely of economical-social type but what
makes explosive such trouble situation is just the
architectural context that makes the theatre of all this.
Parent proposes as an architecture totally subdued and
in service of the industry produced dormitory towns
which reduce the living space to a few tens of square
meters inside a cube.
Also the creation of large empty spaces (which should
have been gardens or children places), when they
remain anonymous and unused, become "source of
despair for people less favourite. It is necessary to be
able to develop a structured thought and to have a
era opposto alla costruzione delle banlieues nel 1960),
scrivendo nel 2005 “La città ribelle”.
Le cause che stanno alla base degli scontri nelle balieu
sono sicuramente di tipo economico-sociale, ma ciò
che rende esplosiva tale situazione di disagio è proprio
il contesto architettonico che fa da teatro a tutto
questo. Parent fa presente come un’architettura
totalmente soggiogata e al servizio dell’industria abbia
prodotto delle città dormitorio, che riducono lo spazio
vivibile a poche decine di metri quadri all’interno di un
cubo. Anche la creazione di ampi spazi vuoti (che
avrebbero dovuto essere dei giardini o delle aree per i
bambini), nel momento in cui rimangono anonimi e
inutilizzati, divengono “fonte di disperazione per le
popolazioni meno favorite. Per abitare di fronte al
vuoto, anche di fronte a un vuoto vegetale, bisogna
essere in grado di sviluppare un pensiero strutturato,
occorre disporre di forza meditativa: la questione per
l’architettura è per forza di cose di natura culturale”.
La costruzione di palazzine che superino i cinque piani
e dunque interamente sviluppate in altezza, fa in
modo che il contatto sociale possa avvenire soltanto
attraverso la scala (o peggio l’ascensore), luogo dove
diventa impossibile la sorveglianza di alcun tipo,
persino quella tra genitore e figlio: per il genitore
diventa impossibile sorvegliare il bambino che gioca ai
piedi del palazzo. Ma ciò che più inquieta è il fatto che
“I blocchi sviluppati in lunghezza conservano per
immagine e dimensioni un anonimato assoluto,
omologano i luoghi e la vita di ognuno”.
Affermare se stessi e la propria individualità diviene
impossibile in un contesto siffatto e a tutto questo si
deve aggiungere il fatto che la totale mancanza di
infrastrutture rende difficile, se non impossibile, il
contatto con la città. Tra Parigi e le sue periferie esiste
una vera e propria barriera che rende tale situazione
abitativa una sorta di “incarcerazione territoriale”.
L’unica soluzione è “distruggere”, ma “distruggere in
piena coscienza, con l’obiettivo di risanare e inventare
la città futura” e, soprattutto, quella di non limitarsi
all’urgenza per pensare a lungo termine e alle
esigenze di questa generazione e di quelle future.
and dimensions, they homologate everybody places and
life".
Asserting ourselves and our own individuality becomes
impossible in such a context and the fact must be added
to all this that the total lack of infrastructures makes
difficult if not possible the contact with the town.
Just a real barrier exists among Paris and its suburbs
that makes such dwelling situation a kind of "territorial
imprisonment".
The only solution is "to destroy", but "to destroy in full
consciousness, with the objective to reclaim and invent
the future town" and moreover that one to not limit to
urgency for a long term thinking and to the requirements
of this generation and the future ones.
contemplative force for living in front of the empty space,
in front of the vegetable empty space too: the matter is
by force of cultural nature for architecture".
The construction of buildings, exceeding five floors and
therefore completely grown in height, causes that social
contact can happen by staircase only (or worse by lift),
place where it is impossible any kind of supervision,
even that one between parent and son: it becomes
impossible for parent to supervise the child playing at
the foot of the building.
But what worries more is the fact that "blocks developed
in length retain an absolute anonymousness for image
Design, Art & Trend | 33
ÂYÉÜÅxÊ? ÄxzÇÉ w| âÄ|äÉ @ ÂYÉÜÅáÊ? ÉÄ|äx ãÉÉw
{ vÅ IJ? ECCI @ w| B uç VÄtâw|É VxÜÅtÜ|t
Â_ËtÄuxÜÉ wxÄÄt ä|àtÊ? ÄxzÇÉ w| v|ÜÅÉÄÉ
Â_|yx àÜxxÊ? vxÅuÜÉ Ñ|ÇxãÉÉw
{ vÅ KF? ECCI @ w| B uç VÄtâw|É VxÜÅtÜ|t
di / by Stefano Pellegris
A
l confine tra Liguria e Toscana, attorno al
Golfo di La Spezia, un tempo nominato
Golfo Lunense dagli antichi Romani, si è
sviluppata, nel corso dei secoli, l’estrazione e la
lavorazione del Nero Portoro, uno dei marmi policromi italiani più apprezzati e richiesti in tutto il
mondo. Nell’antichità era noto come “mischio
giallo e nero” per via dell’intreccio di colori che lo
contraddistinguono, o come “marmo di Porto
Venere” in base al luogo di provenienza; i paesi
anglosassoni lo conoscevano sotto il nome di
“black and gold”. Soltanto in epoca recente, a
seguito dell’arrivo dei Francesi in Italia, viene
indicato con il termine di “porte d’or”, che, tradotto in italiano, diventa “porta oro”, da cui
Portoro. Il pacco di strati contenenti tale marmo
si sviluppa dall’isola del Tinetto a quella del Tino,
alla Palmaria, per poi interessare i rilievi della
terraferma attorno al promontorio di Porto
Venere, Monte Muzzerone, Monte Castellana, Monte
Coregna, Monte S.Croce, alcune zone sulla sponda
levantina del Golfo fino alla Punta Bianca (Fig.1).
L’andamento del banco principale è caratterizzato
dalla presenza di sistemi di faglie e di piani di
discontinuità che, in varie parti, hanno portato ad
una dislocazione degli strati e ad un profondo
cambiamento nella giacitura originaria dei medesimi, fatto che ha causato non pochi problemi agli
addetti ai lavori nella ricerca di nuovi siti di sfruttamento o durante la coltivazione in sotterraneo di
cave già attive. In alcuni casi, lo strato di marmo
mostra uno sviluppo quasi lenticolare, a causa
della fratturazione e dello stiramento provocati
dalla sollecitazioni tettoniche regionali.
Il Portoro in senso stretto proviene esclusivamente
dal territorio dello Spezzino; in particolare, le località storiche di escavazione sono quelle ubicate
sulla Palmaria, l’isola di fronte a Porto Venere, e
sulle circostanti isole del Tino e del Tinetto.
Nella fascia delle Alpi Apuane esistono, tuttavia,
altri affioramenti di marmi neri, già utilizzati in
epoche passate. Tra di essi, citiamo:
❒ Nero di Pescaglia o Nero del Passo del Lucese:
coltivato lungo le vallate del torrente PedognaBotro di Putrogoli, nel comune di Pescaglia, e in
corrispondenza del Passo Lucese, nel Comune di
Camaiore. In alcuni tratti le bancate di marmo
raggiungono lo spessore di un paio di metri;
❒ Nero di Castelpoggio: affiorante nell’area di
Castelpoggio-Tenerano (Carrara), si presenta in
strati con una potenza di circa 1,5 metri;
❒ Calcare Nero dei Bagni della Duchessa: sembra
provenire dal territorio di Uliveto Terme (Pi).
Fig.1 Il Golfo di La Spezia / La Spezia Gulf
I materiali sopramenzionati, pur rappresentando in
taluni casi delle pietre ornamentali di valido pregio
estetico, non hanno comunque mai raggiunto la
notorietà del Portoro, venendo così relegati ad un
utilizzo quasi esclusivamente locale.
Da un punto di vista geologico, la serie stratigrafica comprendente il Portoro è denominata Serie di
La Spezia; siamo dunque nell’Appennino
Settentrionale, e più precisamente all’interno della
Falda Toscana, costituita da una successione litologica passante da sedimenti calcarei alla base
(Calcari a Rhaetavicula contorta) a depositi arenacei (Macigno) alla sommità, più o meno accavallati
sugli strati costituenti l’Unità Umbro-Marchigiana
(Fig.2). Nel Carbonifero, nel Permiano e nel
Triassico inferiore i calcari sono piuttosto rari;
risulteranno invece molto diffusi nei sedimenti del
Trias medio-superiore in territori quali Veneto,
Lombardia, zona dell’Appennino, Sicilia e
Sardegna, fino a rappresentare il litotipo prevalente nelle formazioni del Giurassico e del Cretaceo
(Tab. 1). La Serie di La Spezia si imposta a tetto di
una successione di dolomie e di calcari dolomitici
scuri brecciati, che prende il nome di Calcare
Cavernoso. Lo strato basale della Serie è rappresentato dai Calcari a Rhaetavicula contorta, un
bivalve dalla conchiglia piegata a forma di virgola.
Questa formazione, diffusa in tutto il territorio
delle Apuane e databile a circa 200 milioni di anni
fa, è costituita da un gruppo stratificato di calcari,
calcari dolomitici e dolomie da grigio-scuri a neri,
A
t the border between Liguria and Tuscany,
near La Spezia gulf, in the past named
Lunense gulf by the ancient Romans,
extraction and manufacturing were developed of
Black Portoro, which is one of the most liked and
requested polychrome marbles in the world.
In the ancient times it was known as “yellow and
black mixture” due to the colours interconnection
which characterises it, or as “Porto Venere marble”
due to its origin; the Anglo-Saxon countries knew it
as “black and gold”.
Only in the recent times, due to the Frenchmen
arrival in Italy it is called with the words “porte d’or”,
which becomes Portoro, translated into Italian language. The packet of layers containing this marble
is developed from Tinetto island to Tino island at
Palmaria, then to interest the reliefs on the dry land
around Porto Venere promontory, Muzzerone Mount,
Castellana Mount, Coregna Mount, S. Croce Mount,
some zones on the West seaside of the Gulf till to
Punta Bianca (Fig.1). The trend of the principal
bench is characterised by the presence of systems
of faults and planes of discontinuity which have driven in various parts to a dislocation of the layers and
to a deep change in the original laying of the same,
which has caused many problems to the people
engaged in the search for new sites for exploitation
or during the underground growth of mines already
active. In some cases the marble layer shows a
development near lenticular, due to fracture and
stretching caused by tectonic and regional stresses.
Portoro marble comes precisely and exclusively
from the La Spezia territory; in particular the historical mining spots are placed at Palmaria, the island
in front of Porto Venere, and on the surrounding
islands of Tino and Tinetto. Nevertheless there are
other outcrops of black marbles in the Apuane Alps,
already used in past ages.
We mention among these:
❒ Black of Pescaglia (Nero di Pescaglia) or Black of
Lucese Pass (Nero del Passo del Lucese): cultivated along the valleys of Pedogna-Botro of Putrogoli
torrent, in Pescaglia town, and in relation of Lucese
Pass, in Camaiore town. The marble benches reach
about two meters thickness in some tracts;
❒ Black of Castelpoggio (Nero di Castelpoggio):
outcropping in the area of Castelpoggio-Tenerano
(Carrara), it shows in layers with a thickness of
about 1,5 meters;
❒ Black limestone of the Duchess Baths (Calcare
Nero dei Bagni della Duchessa): it seems to come
from the territory of Uliveto Terme (Pi).
Although the before mentioned materials represent
ornamental stones in some cases of valid aesthetical worth, anyhow they never reached the Portoro
notoriety, so being relegated to a nearly local use.
From a geological point of view, the stratigraphic
series including Portoro are named La Spezia
Series; then we are in the Northern Apennines and
more precisely inside the Tuscan Stratum, formed by
a lithological succession passing from the calcareous sediments at the base (limestones at
Rhaetavicula contorta) to sandy deposits (Macigno)
at the top, more or less overlapped over the layers
forming the Umbrian-Marchigian Unit (Fig.2).
In the Carboniferous, the Permian and the inferior
Triassic limestones are rather rare, on the contrary
they will appear very diffused in the middle-superior
Trias sediments in territories such as Venetia,
Liguria, Apennines zone, Sicily and Sardinia, till to
represent the prevailing lithotype in the Jurassic and
Cretaceous formations lithotype (Table 1).
Cava di Portoro della Palmaria / Portoro marble quarry of Palmaria
Design, Art & Trend | 25
intercalati a sottili livelli di marne scure
(rocce carbonatiche con un’alta percentuale
di materiale argilloso), la cui patina di alterazione assume un colore giallo. Sopra i calcari a Rhaetavicula contorta troviamo il
Calcare Massiccio, composto da calcari e calcari dolomitici compatti, talvolta grossolanamente stratificati, aventi tonalità variabili dal
grigio al grigio-scuro. In alcune zone emerse, come l’isola Palmaria, i depositi a
Rhaetavicula contorta, più antichi, sormontano quelli più recenti dei Calcari Massicci, a
testimoniare così un fenomeno di rovesciamento degli strati legato alle intense spinte
tettoniche dell’area. Lungo il contatto tra
Calcari Massicci e Calcari a Rhaetavicula
contorta, sono a volte presenti dei livelli
discontinui di calcari da neri a grigio-scuri
risalenti al Retico (circa 190-195 milioni di
anni), intensamente fratturati e ricementati
da vene di materiale dal giallo-ocra al bianco, di composizione marnosa. Sono proprio
tali orizzonti brecciati ad essere identificati,
da un punto di vista commerciale, con il
nome di Portoro se la venatura è giallo-ocra,
o di Portoro Argento se le vene sono prevalentemente bianche. L’ambiente deposizionale è tipico di mare calmo, con condizioni
di energia molto bassa, e poco ossigenato,
fattore questo che ha portato, in fase di
sedimentazione sul fondale marino, alla conservazione della materia organica scura presente all’interno del sedimento e al conseguente color nero del marmo. A seguito di fenomeni tettonici, l’originario strato di calcare nero ha subito un’intensa fratturazione; in un
Fig.2
Falda Toscana (non sono
rispettati spessori e geometria delle
varie unità)
Tuscan stratum ( thickness and geometry of the different units
are not respected)
Cava Portoro Palmaria
Portoro marble quarry of Palmaria
The La Spezia Series is takes
up a roof position of succession
of dolomites and dark gravel
dolomite limestones, which take
the name of Cavernous
Limestone. The basal layer of
the series is represented by
Rhaetavicula contorta
Limestones, a comma bended
shell bivalve. This formation, diffused over the whole Apuane
territory and datable from 200
million years ago, is formed by a
stratified group of limestones,
dolomite limestones and from
dark grey to black dolomites
inserted into thin layers of dark
marls (carbonate stone with a
high percentage of clayey material), whose alteration coat
assumes a yellow colour.
Massive Limestone can be found
over Rhaetavicula contorta limestones, made up by limestones
and compact dolomite limestones, sometimes
coarsely stratified, with variable from grey to dark
grey tonalities. The most ancient deposits of
Rhaetavicula contorta surmount the most recent
ones of the Massive Limestones in some zones, as
Palmaria island, such as to testify a layers upsetting
phenomenon due to the severe tectonic pushes of
the area. Sometimes there are discontinuous levels
of limestones from black to dark grey dating back to
the Rhaetic (about 190-195 million years) are present along the contact between Massive Limestones
and Rhaetavicula contorta Limestones, strongly fractured and recemented by veins of colour from yellow-ochre to white of marly composition.
Just these crushed stones horizons to be identified,
from a commercial point of view, with the name of
Portoro, if the vein is yellow-ochre, or Silver Portoro
(Portoro Argento), if the veins are mainly white.
The deposit environment is typical of a still sea with
very low energy conditions and not much oxygenized such as this factor originated the preservation
of the dark organic matter present inside the deposit
and consequently to the black colour of marble, in
the deposition phase on the sea depth.
Due to tectonic phenomena, the original black limestone layer was submitted to an intense breaking; in
a second time dolomite material was deposited
inside these fractures such as typical golden veins
were formed and re-compacted the starting stone.
Therefore Portoro results to be a calcareous breccia,
generally with a fine grain size, with a bituminous
body, i.e. rich of organic substances and therefore
black, and with dolomite golden yellow, reddish yellow or white veins and spots, which testify the presence of ferrous minerals such as pyrite and those
belonging to the lemonite group.
Dolomitization, whose development vein appearance
is bound, is a natural phenomenon which leads a
calcium carbonate, CaCO3 formula, to be transformed integrally or partially into dolomite, a calcium
magnesium double carbonate, CaMg(CO3)2: mineralizing solutions rich in ions Mg2+, infiltrated into the
fractured dark calcareous deposit, have destroyed
starting black organic matter, oxidizing it.
A similar process starts from the thin fracture lines
inside the layers and it is testified by reddish colour
oxidized residues, which are located along dissolution surfaces. Dolomitizated veins development
allows to distinguish a “fine spot” Portoro variety, if
stripings are thin, and a “large spot” one when vein
is thicker (Figs.3, 4). The Portoro lithologic succession, analysed more in detail, can be subdivided into
the following levels, listed from the top to the stratigraphic bottom:
● step: it is the first layer, on the roof of the deposit,
and it has a thickness between 80 and 90 cm;
● bench: over set by a small soil layer which separates it from the superior step, shows a variable
thickness from 1,20 to 1,50 cm;
Design, Art & Trend | 27
secondo momento, in tali fratture si è avuta la
deposizione di materiale dolomitico che ha così formato le classiche venature dorate e che ha ricompattato la roccia di partenza.
Il Portoro risulta pertanto essere una breccia calcarea, a grana generalmente fine, con una massa di
fondo bituminosa, cioè ricca di sostanze organiche
e pertanto nera, e con venature e macchie di dolomite giallo-oro, giallo-rossicce o bianche, che testimoniano la presenza di minerali ferrosi, quali la
pirite e quelli appartenenti al gruppo della limonite.
La dolomitizzazione, al cui sviluppo è legata la
comparsa della venatura, è un fenomeno naturale
che porta un carbonato di calcio, di formula
CaCO3, a venire del tutto o in parte trasformato in
dolomite, un carbonato doppio di calcio e magnesio, CaMg(CO3)2: soluzioni mineralizzanti ricche in
ioni Mg2+, infiltratesi nel sedimento calcareo scuro
fratturato, hanno distrutto, ossidandola, la materia
organica nera di partenza. Un simile processo
parte dalle sottili linee di frattura all’interno degli
strati ed è testimoniato da residui ossidati, di colore rossiccio, che si trovano lungo le superfici di dissoluzione. Lo sviluppo delle vene dolomitizzate
consente di distinguere una varietà di Portoro “a
macchia fina” se le striature sono sottili, e di una
“a macchia larga” nel caso in cui la venatura sia
più inspessita (Figg.3, 4).
La successione litologica del Portoro, esaminata più
in dettaglio, può essere suddivisa nei
seguenti livelli, elencati dall’alto verso
il basso stratigrafico:
● scalino: è il primo strato, a tetto
del giacimento, e ha uno spessore
compreso tra 80 e 90 cm;
● banco: sormontato da un piccolo
strato di terra che lo separa dal
sovrastante scalino, mostra una
potenza variabile da 1,20 a 1,50 cm;
● sottobanco: si presenta in livelli
dell’ordine del metro o poco più;
● zoccolo: si avvicina a spessori
massimi di circa 2,50-2,60 metri;
● sottozoccolo: alla base della successione, raggiunge uno sviluppo in
verticale superiore ai 3 metri.
In ambito commerciale, il Portoro era
venduto in otto qualità, alcune delle
quali oggi non più reperibili sul mercato (tale suddivisione è legata allo
sviluppo e alle dimensioni della
vena):
◆ Portoro Extra macchia larga: è una
delle varietà più pregiate in assoluto,
presenta un fondo nero scuro brillante su cui spicca una venatura larga di
colore oro intenso;
◆ Portoro 1° a macchia larga: accanto a vene
dorate, fa comparsa qualche macchia bianca su di
un fondo nero intenso;
◆ Portoro 2° a macchia larga: la pasta di fondo
mostra una tonalità dal nero al grigio scuro, la
vena è giallastra con qualche macchia bianca;
◆ Portoro 1° a macchia fina: il fondo nero scuro è
solcato da striature dorate molto sottili;
◆ Portoro 2° a macchia fina: è caratterizzato da un
fondo nero e da una sottile venatura mista giallooro e bianca;
◆ Portoro Argento: il fondo è grigio-nero tendente
al bardiglio, la vena è dorata con ampie porzioni
bianche;
◆ Portoro corrente: mostra una massa di fondo
grigio-topo e vene sul grigiastro;
◆ Portorino: quotato meno dei bardigli, ha fondo
grigiastro con vena stretta e scolorita.
Riportiamo in Tabella 2 la scheda tecnica della
varietà Portoro 1° a macchia larga (tratta dal
“Dizionario dell’Architettura di Pietra” di Giorgio
Blanco, Ed. Carocci). Da questi dati si ricava che il
Portoro è un marmo compatto e resistente, che
ben si presta ad essere sottoposto a qualunque
genere di lavorazione; ricordiamo inoltre che ha
una grana fine, indice che la massa di fondo è formata da granuli saldamente coesi tra loro.
Laddove necessario, per conferire una migliore
robustezza alle lastre, si può procedere ad una
Fig.3 Portoro a macchia fina
Fine spot Portoro marble
● under bench: it appears in levels of a meter
magnitude or slightly more;
● base: it gets near 2,50-2,60 m maximum
thickness;
● under base: at the succession base, it reaches a
vertical development larger than 3 m.
In a commercial ambit, Portoro vase sold in eight
qualities, some of which today can not be found on
the market (this subdivision is bound to vein development and dimensions:
◆ Best quality large spot Portoro (Portoro Extra
macchia larga): it is one of the most valuable variety
undoubtedly, it shows a dark black bright ground on
which there is a marked intense gold coloured vein;
◆ First quality large spot Portoro (Portoro 1° a macchia larga): near golden veins there are some white
spots over a intense black ground;
◆ Second quality large spot Portoro (Portoro 2° a
macchia larga): the ground paste shows a from
black to dark grey tonality, vein is yellowish with
some white spot;
◆ First quality fine spot Portoro: the dark black
ground is crossed by very thin golden stripings;
◆ Second quality fine spot Portoro: it is characterized by a black ground and by a thin mixed goldenyellow and white striping;
◆ Silver Portoro (Portoro Argento): ground is greyblack toward Bardiglio, vein is golden
with large white portions;
◆ Ordinary Portoro (Portoro corrente):
it shows a mouse-grey colour ground
mass and greyish veins;
◆ Small Portoro (Portorino): less
appreciated than Bardiglio marbles, it
has a greysh with a narrow and
colourless vein.
In the followings Table 2 the technical
card of First quality large spot Portoro
drawn from the “Dictionary of Stone
Architecture” by Giorgio Blanco,
Carocci Ed.. From these data we can
get that Portoro is a compact and
strong marble, which can be used well
to be submitted to any kind of manufacturing; moreover we remind that it
has a fine grain size, which is an
index that the ground mass is made
by grains firmly in cohesion each
other. It is possible, to apply a resin
coating where it is necessary, and
subsequently a net application, in
order to give a higher strength to the
slabs. Resin coating consists in the
pouring of a resin, into the existing fractures on the
slab plane, in order to avoid that fractures can be
opened further during the following material working.
In some cases, as a further reinforcement, it is possible the application of a synthetic fibre net on the
already resin coated slab back.
Such a modern strengthening technologies give very
good results also on very fractured materials; in
such a way worked rejected materials can be
minimized. Due to its large value, Portoro was
always used to create ambients of a great aesthetic
impact; nowadays it is used to build floors,
coverings, columns, bathroom tops, sculptures,
mosaics (Fig.5). In order to exalt its beauty, it is
preferred to cut slabs along the surface of the
“second”, both to avoid to the “contrary” typical tears
and fractures to propagate in the plane and to promote the development of the golden vein and of the
following colour plays with the black ground mass.
This marble is excellent for interior furnishing, while
it is less suitable for outside because it is attacked
by the atmospheric agents with the consequent
brightness loss not only of the ground mass but also
of the vein. From the past ages a great use of
Portoro was done as ornamental stone and as
building material. In pre-Roman age, inhabitants
made use of rather limited quantities recovered in
Fig.4 Portoro a macchia larga / Large spot Portoro marble
Design, Art & Trend | 29
resinatura e alla successiva retinatura delle medesime. La resinatura consiste nel far percolare,
all’interno delle fratture presenti sul piano della
lastra, una resina che impedisca alle fratture di aprirsi ulteriormente nelle successive
fasi di lavorazione del materiale.
In alcuni casi, come ulteriore rinforzo, si
può procedere alla retinatura, cioè all’applicazione, sul retro della lastra già resinata,
di una rete in fibra sintetica. Tali moderne
tecnologie di consolidamento danno ottimi
risultati anche su materiali intensamente
fratturati; in questo modo, si riducono al
minimo gli scarti di lavorazione.
Dato il suo grande pregio, il Portoro è stato
da sempre utilizzato per creare ambienti dal
grande impatto estetico; attualmente lo si
impiega per realizzare pavimenti, rivestimenti, colonne, top per bagni, sculture,
mosaici (Fig.5). Per esaltarne ancor più la
bellezza, si preferisce tagliare le lastre
lungo la superficie del “secondo”, sia per
impedire agli strappi e alle fratture tipici del
“contro” di propagarsi nel piano sia per
favorire lo sviluppo della venatura dorata e dei suoi
conseguenti giochi di colore con la massa di fondo
nera. Tale marmo è ideale per l’arredamento
d’interni, mentre è poco adatto per gli esterni, in
quanto verrebbe aggredito dagli agenti atmosferici
con la conseguente perdita di brillantezza non solo
della massa di fondo ma anche della vena.
Fin dai tempi passati, è stato fatto un grande uso
del Portoro come pietra ornamentale e come materiale da costruzione. In epoca preromana, le genti
del posto si servirono di quantità piuttosto limitate,
recuperate nei punti in cui il materiale si distaccava
più facilmente dalla massa rocciosa compatta.
È con l’arrivo degli antichi
Romani, da sempre affascinati
dalla bellezza delle pietre naturali, che lo sfruttamento dei giacimenti di Portoro subisce un
forte incremento.
Ne sono testimonianza i resti
dell’antica città di Luni, situata
sulla riva sinistra del Magra, per
la cui edificazione vennero
impiegati in larga misura i
marmi provenienti dalle Alpi
Apuane e dalla zona di Porto
Venere (Fig.6).
I primi documenti ufficiali risalgono comunque alla fine del XVI
secolo, quando il Senato di
Genova diede la concessione
per utilizzare tale pietra allo scultore Domenico
Casella.
Un certo Morello poi, nel secolo successivo sottoscrisse un contratto con la congregazione degli
Olivetani, i monaci proprietari di vasti appezzaTabella 2 / Table 2
menti di terreno, grazie al quale ottenne di poter
estrarre il Portoro senza limiti di quantità con il
semplice versamento ai monaci di tredici soldi
genovesi per ogni carrata di materiale escavata.
Fu così che i blocchi provenienti da queste cave
vennero utilizzati per impreziosire il palazzo dei
marchesi di Castagnola e per il battistero della
chiesa di Santa Maria a La Spezia.
Alla fine del ‘700, un grande naturalista, l’abate
Lazzaro Spallanzani, si recò in visita a Porto
Venere e nelle zone limitrofe. La sua permanenza
nel paese, durata circa due mesi e mezzo, gli per-
Fig.5 Scultura in Portoro, foto da archivio IMM Carrara
Sculpture in Portoro, picture by IMM Carrara
the places where material was detached from the
compact stone mass more easily.
Portoro mines exploitation was strongly increased
by the arrival of Romans from ever fascinated by
natural stone beauty. The remains of the Luni
ancient town, placed on the left side of Magra river
for which building largely the marbles coming from
Apuane Alps and Porto Venere zone were used,
testify this fact (Fig.6). Anyhow the first official documents dated to the end of the XVI century, when
the Genoa Senate gave a concession to use this
stone to Domenico Casella sculptor.
Then a certain Morello, in the following century
signed a contract with the Olivetan congregation,
monks who owned large pieces of ground, due to
which he was allowed to extract Portoro without
any limit of quantity by the simple payment of thirteen Genoese coins for each cart-load of excavated material. In such a way the blocks coming from
these mines were used to make precious the
palace of the marquises of Castagnola and for the
baptistery of St. Mary church at La Spezia.
At the end of ‘700, a great naturalist, abbot
Lazzaro Spallanzani, visited Porto Venere and surrounding areas. His stay in the town, two and half
months, gave him the opportunity to accomplish
some naturalistic researches and a deep analysis
on the coast-lines and mountainous reliefs of the
territory. Therefore Spallanzani was the first to provide a precise and detailed report on the geological
characteristics of this area and to give us a
detailed description of Portoro and of the stones
over it was mounted. In this period it was widely
used to embellish palaces and churches at La
Spezia, Genoa, Palermo, Pisa and other Tuscan
and Ligurian towns.
The definitive consecration of this marble to ornamental stone of very high value happened in the
second half ‘800, when blocks, till that time sold
only in Europe, were unloaded on the US harbours
and they were used, among the others, to cover
the Paramount projection room. Extractive activity
was strongly enhanced as it is demonstrated by
the number of mines on the territory: from five at
the beginning of the XIX century, they become 30
in 1862.
Mines location can be very different in very narrow
rooms; from extractive sites under the open sky
and over sea level to others at half -way up to the
hill and others underground too.
The marble extracted from under the open sky
mines, which are superficial, shows a larger fracture grade in respect to the one coming from more
deep deposits. Due to an exploitation of the marble-bearing levels lasted for about a century and of
an environmental impact always more evident (in
fact the most of the stone layers interesting from
an economical point of view are under the sea
level), at the beginning of 1980 local authorities
decided to close a large parte of the extraction
sites.
At present Portoro is extracted from few mines,
especially underground, and worked in limited
quantities, about ten thousand tons per year.
Extolled by Gabriele D’Annunzio in his Lauds
(“Laudi”), this poly-chrome marble fascination,
envied by the whole world and undamaged passed
through the darkest centuries of the history, underlines, once more, the everlasting beauty of the natural stone, from ever used to build monuments
symbols of open challenge to deities wrath and to
nature irrational forces, in the eternal struggle
between man and oblivion, which obliterates everything by the slow but unavoidable time wearing on.
Fig.6 Anfiteatro di Luni
Amphitheatre at Luni
Design, Art & Trend | 31
Il marmo estratto da cave a cielo aperto, che sono
mise di compiere delle ricerche naturalistiche e un
superficiali, mostra un maggior grado di fratturaapprofondito esame sui litorali e sui rilievi montuozione rispetto a quello proveniente da giacimenti
si del territorio. Lo Spallanzani fu pertanto il primo
più profondi. A seguito di uno sfruttamento dei
a fornire un resoconto preciso e dettagliato sulle
livelli marmiferi durato circa un secolo e di un
caratteristiche geologiche dell’area e a darci un’acimpatto ambientale sempre più evidente (la magcurata descrizione del Portoro e delle rocce incasgior parte degli strati rocciosi interessanti da un
santi. In questo periodo se ne fa grande uso per
punto di vista economico sono infatti sotto il livello
abbellire palazzi e chiese di La Spezia, Genova,
del mare), agli inizi del 1980 le autorità locali deciPalermo, Pisa e di altri centri toscani e liguri.
sero la chiusura di buona parte dei siti di coltivaLa definitiva consacrazione di questo marmo a piezione. Attualmente il
tra ornamentale di
Portoro viene estratto
altissimo pregio si ha
in poche cave, spenella seconda metà
cialmente in sotterradell’800, quando i
neo, e lavorato in
blocchi, fino ad allora
quantità limitate,
venduti solo in
circa diecimila tonnelEuropa, sbarcano nei
late all’anno.
porti degli Stati Uniti
Decantato da Gabriele
e vengono utilizzati,
D’Annunzio nelle sue
tra l’altro, per rive“Laudi”, il fascino di
stire la sala di proiequesto marmo polizione della
cromo, invidiatoci da
Paramount.
tutto il mondo e pasL’attività estrattiva
sato indenne attravervenne notevolmente
so i secoli più bui
incentivata, come
della storia, sottolidimostra il numero di
nea, ancora una
cave presenti sul terFig.7 Pianta di Porto Venere (M.Vinzoni, 1773)
volta,
l’immortale belritorio: da cinque agli
Plan of Porto Venere (M.Vinzoni, 1773)
lezza della pietra
inizi del XIX secolo,
naturale, da sempre usata per erigere monumenti
si arriva nel 1862 a 30. L’ubicazione delle cave può
simbolo di aperta sfida all’ira degli dei e alle forze
variare di parecchio in spazi molto ristretti; si
irrazionali della natura, nell’eterna lotta tra l’uomo
passa così da siti di estrazione a cielo aperto e
e l’oblio, che tutto cancella con il lento ma ineluttasopra il livello del mare ad altri a mezza costa ad
bile scorrere del tempo.
altri ancora in sotterraneo.
Particolare di un
obelisco realizzato
in portoro da Del
Guerra Enrico,
Querceta, Lucca
Vasi in portoro realizzati
dalla società Eurasiam di Massa
Portoro marble vases made by
the company Eurasiam, Massa, Italy
Detail of a portoro marble obelisk made
by Del Guerra Enrico, Querceta, Lucca, Italy
Nuovo Amore
Eccoti, nuova come il vento,
inatteso, penetrante.
Sorpreso a guardarmi con occhi stranieri,
ti parlo tra gente che si mischia,
che mi mischia e mi possiede,
pietre d’una spiaggia ligure,
scomode, dolorose, difficili…estranee,
ma al loro posto immutate dal tempo, numerose.
Nel tutto tumultuoso tendo l’orecchio,
cerco il tuo rumore,
che non è tuono,
non è furia fischiante,
non è silenzio vuoto e disarmante.
Fresca folata di vento nel soffocante
quotidiano, coinvolgente…. e la voce mi lascia,
tacere mi basta.
Cerco il tuo rumore.
Che è come sospiro, lieve e delicato,
lento cadere d’una foglia di quercia,
natura che cerca il suolo,
lontano, ma insanamente desiderato,
come il giorno del nostro prossimo
incontro.
Erminio e Dida
Uno sguardo all’ambiente Bagno,
destinato a sorprendere
S
pa. Salus per
acquam. L’acqua
come fonte di salute
e benessere, ispiratrice di architetture pensate per
ospitare questo indispensabile elemento naturale.
La valorizzazione delle qualità terapeutiche dell’acqua vede oggi il suo naturale compimento nella
realizzazione di numerosi centri termali.
Lo stesso principio ispiratore muove oggi le maggiori tendenze nel settore del design dell’arredo
bagno dove il tentativo di creare un’oasi di benessere, all’interno del nucleo protetto della casa,
trova la più significativa realizzazione.
Il bagno assume in questi ultimi anni un’importanza centrale all’interno della creazione degli spazi di
vita domestici, proprio grazie alla sua vocazione al
benessere, alla sua capacità di essere uno spazio
intimo nel quale i ritmi vorticosi possono essere
abbandonati per riappropriarsi di momenti di
libertà, di cura del proprio corpo e della mente.
Il design dell’arredo evolve verso le forme suggerite dall’arredo delle spa, traducendo in spazi più
contenuti il desiderio di avere atmosfere ed ambiti
propri delle oasi di relax: vasche con forme ampie
od organiche, box doccia dotati di sofisticati sistemi di erogazione in grado di trarre piacere e stimoli dal contatto con l’acqua sulla pelle, dal suono
emesso, nonché dal vapore generato.
In linea con le attuali tendenze dell’interior design
per gli altri ambiti domestici, nel bagno l’arredo si
semplifica, all’insegna di maggior essenzialità, per
non confondere sguardo e sensi, creando le migliori condizioni per ritrovare se stessi.
Arch. Gioia Lupi
BAGNO
IN
A look to Bathroom environment,
destined to overtake!
Spa. Salus per acquam. Water as a source of health
and wellness, inspiring architectures thought for host
this necessary natural element. The exploitation of
water therapeutic properties finds its natural fulfilment
in building thermal centres today. The same inspiring
principle moves the major trends today in the bathroom
furniture design sector where the aim to create an
oasis of wellness inside the protected core of the house
finds the most significant realization. In these last years
bathroom assumes a central importance inside home
living room creation just due to its wellness vocation, to
its capability to be an intimate room in which the vorticous rythms can be left to keep again of free-time
moments to take care of our own body and mind.
Furniture design evolves towards the shapes suggested by spa furniture, translating in more small rooms
the desire to have atmosphere and places typical of the
relax oases: basins with wide and organic forms,
shower boxes with sofisticated regulation systems
capable to give pleasure and stimulations from the contact with water on the skin, from the emitted sound,
from the generated vapour. In line with the present
trends of interior design for the home places, forniture
is simplified inside bathroom, for higher essentiality in
order not to confound the view and sensations, creating
the best conditions to find ourselves.
Arch. Gioia Lupi
ROSSO ALICANTE
È uno dei bagni realizzati per l'Hotel de La Ville di Monza.
Il Rosso Alicante, con finitura lucida, permette di valorizzare al meglio tale ambiente grazie al colore intenso e
avvolgente del marmo e ai giochi di luce tra la massa di
fondo rosso intenso e la venatura bianca.
Di grande impatto estetico, coniuga perfettamente
funzionalità ed eleganza.
BATHROOM
IN
ALICANTE RED MARBLE
It is one of the bathroom made for Hotel de La Ville at
Monza. Alicante Red, with polished finishing, allows to
exploit at the best this environment due to marble deep
and wrapping colour and to its light plays among deep red
background mass and white vein. It perfectly conjugates
functionality and elegance of a great aesthetical impact.
BAGNO IN TRAVERTINO
ALABASTRINO
Pietra di uso storico in Italia, il travertino
alabastrino, dall’inconfondibile colore beige chiaro tendente al bianco, riempie di luce ogni angolo del nostro bagno. La vasca mostra un rivestimento dalla sezione curva, sagomato da un
blocco unico di travertino. La linea è essenziale,
sobria ma al tempo stesso calda e luminosa.
BATHROOM IN ALABASTRINE
TRAVERTINE
Stone of historical use in Italy, alabastrine travertine of the characteristic clear beige colour tending
to white, fills each corner of our bathroom with
light. Basin shows a curved section lining, shaped
from a unique travertine block. Line is essential,
simple but at the same time warm and bright.
BAGNO
IN
CALACATTA ORO
E INSERTI DI
AMMONITI
La vena dorata, che si sviluppa attraverso la porzione bianco
latte, richiama alla memoria lo splendore delle dimore arabe.
Il Calacatta oro, lucidato, viene ulteriormente valorizzato dalla
posa “a macchia aperta”, che permette di avere a contatto fra
loro due porzioni di marmo perfettamente speculari.
Molto suggestivi gli inserti di ammoniti nel piatto doccia.
È un meraviglioso tripudio di colore e di luce.
BATHROOM IN GOLD CALACATTA
AMMONITES INCLUSIONS
AND
Golden vein, which develops through milk
white portions, reminds arab residences
splendour. Polished golden Calacatta is
further on exploited by "open spot" placing,
which allows to have in contact between
them two marble portions perfectly specular.
Very evocative ammonites inclusions inside
the shower plate.
It is a wonderful colour and light tripudium.
Design, Art & Trend | 45
BAGNO
IN
TRAVERTINO GIALLO
Dalla tinta forte e profonda, il travertino giallo si mostra
in tutto il suo fascino sottolineato dall’intreccio di colori
tra il giallo ocra e il marrone intenso delle venature. La
finitura lucida delle pietre riflette perfettamente la luce,
conferendo all’ambiente una grande luminosità.
BATHROOM IN
YELLOW TRAVERTINE
Strong and deep colour yellow
travertine shows itself in all its
glamour underlined by intense
brown of veins and ochre yellow
colours interlacing. Stone polished
finishing reflects light perfectly,
giving a great brightness to
environment.
BAGNO IN
VERDE ALPI
Il verde intenso della massa di fondo
si smorza nelle screziature bianche
della sottile venatura tipica di questo
marmo. La fine lavorazione presente
sulla costa del top e del lavello
impreziosiscono ulteriormente questo
bagno dell’Hotel de La Ville a Monza.
BATHROOM IN
ALPS GREEN
The deep green of background mass
tones down into white specklings of
the thin vein typical of this marble.
Fine work on top and basin rib makes
precious further on this bathroom of
Hotel de La Ville at Monza.
BAGNO IN TRAVERTINO ALABASTRINO
Protagonista è ancora il travertino alabastrino, tagliato in modo da permettere alle
vene bianche e ocra intenso di svilupparsi per tutta la lunghezza della superficie che
vanno a ricoprire. Semplice ma elegante il top monoblocco.
BATHROOM
IN
ALABASTRINE TRAVERTINE
Protagonist is again alabastrine travertine cut in a way to allow white and deep ochre
veins to develop over the whole surface which they cover. Simple but elegant
mono-block top.
BAGNO
IN
BOTTICINO
Il beige delicato di tale marmo, a volte
intersecato da una sottile venatura
dorata, ci regala una sensazione di
completo relax. Ogni minimo dettaglio
trova la sua giusta collocazione
all’interno di questo bagno.
BATHROOM
IN BOTTICINO
The light beige of that marble,
sometimes crossed by a thin golden
vein, gifts us a feeling of complete
relax. Each minimal detail finds its right
place inside this bathroom.
Design, Art & Trend | 47
BAGNO IN FIOR DI PESCO CARNICO, ROSA PERALBA,
BIANCO CARRARA, VERDE GUATEMALA
Ambiente dalle sfumature cromatiche vivaci ed accoglienti,
semplice ma elegante. Per pavimento e rivestimento sì è
utilizzato il marmo Fior di Pesco Carnico lucidato.
Lavelli, cornici e listelli del pavimento e del rivestimento in
Rosa Peralba, marmo rosso arancio intersecato da una
sottile venatura bianca e da macule grigie. Il pavimento presenta un intarsio di fiori in Verde Guatemala e Bianco Carrara
che ben si sposano con i colori circostanti.
BATHROOM IN FIOR DI PESCO CARNICO, ROSA PERALBA,
BIANCO CARRARA, VERDE GUATEMALA
Simple but elegant environment
with chromatic bright and welcoming shadings. Polished Fior di
Pesco marble has been used for
floor and facing. Wash-basins,
frames and floor and facing
bands were made by Rosa
Peralba red orange marble intersected by a thin white vein and
grey spots. Floor shows a flowers
inlay made by Verde Guatemala
and Bianco Carrara which well
wed to the surrounding colours.
D
a sempre attenta al minimo dettaglio, la EB
Marmi srl si avvale delle più moderne tecnologie per realizzare qualunque oggetto o finitura
d’arredo che possano essere concepiti in pietra naturale. Il parco macchine consta di macchinari a controllo numerico dell’ultima generazione, in grado di
sagomare piani cucina e lavelli scavati a massello,
colonne di qualunque forma e dimensioni, sezioni in
curva quali rivestimenti di una vasca da bagno o
alzate di una scalinata, edifici di culto, intarsi.
Il lavello in Giallo Atlantide qui mostrato è solo un
piccolo esempio di quanto si può creare con la
tecnologia di cui la EB Marmi srl dispone.
E
B Marmi srl, from a long time always careful to
the minimal detail, avails itself of the most
modern technologies to manufacture any object
or forniture finishing which can be designed to be made
by natural stone. Available machine are Computerized
Numerical Control Machines of the latest generation
capable to shape kitchen top and wash-basins hollowed
from a block, columns of any shape and sizes, curved
sections as linings of a bath-basin or elevations of
stairs, cult buildings, inlays Wash-basin by Giallo
Atlantide shown here is only a small example of what
can be created by technology owned by EB Marmi srl.
HYPERWAVE
TESTI FRATELLI
HYPERWAVE
È LA SUPERFICIE TRIDIMENSIONALE CHE RIV OLUZIONA LA
CONCEZIONE ESPRESSIVA DELLE PAVIMENTAZIONI E DEI RIVESTIMENTI IN
PIETRA NATURALE , UNA REALIZZAZIONE INNOVATIVA CON APPLICAZIONI IN
ARCHITETTURA SIA PER INTERNO CHE PER ESTERNO
I
l progetto è nato dalle indagini accademiche dirette dal Prof. Christian R. Pongratz alla
University of Texas di Austin e dalla collaborazione tra lo studio PONGRATZ PERBELLINI
ARCHITECTS e la ditta TESTI FRATELLI S.r.l. di Verona.
I rivestimenti tradizionali vengono eseguiti utilizzando pannelli di pietra con uno spessore costante
e offrono variazioni solo nella scelta del materiale e delle dimensioni. Il design e il processo produttivo a tre dimensioni invece rivoluzionano l’intero settore delle costruzioni. Attraverso l’uso dei
più recenti software per 3D-design e di
tecnologie CAD/CAM infatti, è possibile
per ciascun architetto e designer creare in ogni edificio, sia all’interno che
all’esterno, una pelle di pietra unica,
limitata unicamente dalla creatività del
designer.
La TESTI FRATELLI S.r.l. propone sul
mercato superfici 3D in marmo e pietra
in moduli ripetitivi che permettono di
realizzare pareti senza limiti in lunghezza e in altezza, essendo per di più
HYPERWAVE IS THE NEW
SERIES OF 3D SURFACES
WHICH CHANGES THE
EXPRESSIVE CONCEPT OF PAVING
AND WALL CLADDINGS IN
NATURAL STONE, AN INNOVATIVE
CREATION WITH POSSIBLE
APPLICATIONS BOTH FOR
EXTERNAL AND INTERNAL USE
T
he project started from the
studies of Prof. Christian R.
Pongratz at the University of
Texas in Austin and from the
co-operation between PONGRATZ
PERBELLINI ARCHITECTS and the
Company Testi Fratelli S.r.l.
The traditional claddings are made
using stone panels of a constant thickness, thus, the client is limited to only choose different
materials and dimensions. The design and the production process in 3 dimensions indeed revolutionise the entire building industry. Through the use of the most recent CAD/CAM technologies in
fact, architects can create in every building, both internal and external, a unique “stone skin”, limited
only by the designer’s creativity.
TESTI FRATELLI S.r.l. proposes 3D surfaces in marble and natural stone in standard modules, that
enables the creation of walls without length and height limits, remaining furthermore easy to install.
The client can choose among 6 different designs of the collection: “BREEZE”, “DUNES”, “MOON”,
“TIDE”, “STREAM” and “FLOWER”. Many architect studios all over the world have already
appreciated this innovative proposal. The ability of this new aesthetic language to arouse sensations,
di facile installazione. Il cliente può scegliere tra 5 diversi modelli della collezione: “BREEZE”,
“DUNES”, “MOON”, “TIDE”, “STREAM” e “FLOWER”.
Numerosi studi di architettura di tutto il mondo hanno già apprezzato questa proposta senza precedenti. La capacità di questo nuovo linguaggio estetico di suscitare sensazioni, cambia la percezione dell’ambiente, soddisfando il desiderio di unicità di ogni persona.
Queste superfici decorative di alto design danno vita alla pietra, la quale assume un’espressione
emozionale che stimola un’esperienza tattile unica e sensuale.
Le applicazioni sono senza limiti: rivestimenti di pareti e di colonne, banchi di reception, muri
divisori, centri commerciali, fontane, facciate e hall di ingresso, per citarne solo alcuni.
Si sta inoltre studiando una pavimentazione tridimensionale per piscine che reca benefici effetti a
chi la calpesta. Hyperwave porta la finitura di superficie ad un nuovo livello di stile.
HYPERWAVE SHOWER COLLECTION 2008
Testi Fratelli sceglie ancora una volta la vetrina di Abitare il Tempo per presentare le sue più
importanti novità: “Hyperwave Shower Collection 2008”. La rivoluzionaria serie Hyperwave by
Testigroup reinventa il “rito della doccia” proponendo una collezione innovativa di docce in pietra
naturale con superfici decorative 3D di alto design. L’antico dualismo della pietra e dell’acqua, che
ci riporta ogni giorno alla ricerca della naturale armonia tra anima e corpo, rivive in Shower
Collection: la pietra assume un’espressione emozionale che stimola un’esperienza tattile intima e
sensuale. Avvolti da sinuose superfici
di pietra morbide al tatto e coccolati
dal rilassante scrosciare dell’acqua, si
ha la percezione di vivere in una nuova
dimensione travolti da intense sensazioni di benessere.
I design digitali unici e innovativi by
Pongratz Perbellini Architects, uniti alle
moderne tecniche di lavorazione e alla
centenaria tradizione italiana nel
settore della pietra naturale e del
changes the perception of environment
and satisfies the wish of uniqueness of
every person.
These high-end design decorative
surfaces give life to the stone through
unique tactile emotions.
The applications have no limits: wall
claddings and columns, reception
counters, fountains, facades, pool
surrounds and lobby walls, among
many. TESTI FRATELLI S.r.l. is
furthermore studying a 3D paving for
swimming pools, with beneficial effects
when walking barefooted on it.
Hyperwave brings a new level of style to
surfaces.
HYPERWAVE SHOWER
COLLECTION 2008
The revolutionary Hyperwave series by Testi Group reinvents the “shower ritual” and poses an
innovative shower collection in natural stone with decorative high-end design 3D surfaces.
The ancient dualism of stone and water, and the search for natural harmony between body and soul,
comes to life the in “Hyperwave Shower Collection”: stone assumes an emotional expression which
awake a tactile, sensual and intimate experience.
Embraced by sinuous smooth surfaces in stone and cuddled by the relaxing sound of water, you
have the feeling of living in a new dimension, being swept away by a deep sense of wellbeing.
Innovative digital designs by Pongratz Perbellini Architects, together with modern fabrication tech-
vetro, hanno dato vita ad un prodotto per il bagno senza precedenti. Tutti i modelli sono modulari
per soddisfare ogni gusto o esigenza di spazio e permettono di creare ambienti personalizzati.
La parete e il piatto doccia possono essere ingranditi a piacimento su entrambi i lati e adattati per
gli accessori.
TESTI GROUP
Leader internazionale nel settore delle forniture di pietra naturale per progetti su misura, TESTI
GROUP è composto da 8 aziende, che consentono la produzione a ciclo completo.
Marmi e graniti da tutto il mondo arrivano in Italia per essere lavorati dopo essere stati testati dai
numerosi uffici acquisti. Collocati nei vari continenti, esperti collaudatori consentono al Gruppo di
mantenere un costante controllo e monitoraggio delle fonti di approvvigionamento.
La perla nelle lavorazioni artistiche è TESTI FRATELLI. Fondata nel 1910, è ormai diventata punto
di riferimento per prodotti di alta qualità destinati a ville, yacht e alberghi di lusso.
La gamma di prodotti include 320 tipi di marmi e graniti lavorati in pavimenti, scale, bagni, halls,
sale conferenze, monumenti, fontane, colonne, intarsi e decori, rivestimenti interni e lavorati
speciali.
Su richiesta del committente, l’azienda cura l’esecuzione del progetto dalla fase del rilievo
all’installazione finale. La ditta GRANITI MARMI AFFI è la ditta più grande del Gruppo e si occupa
principalmente di granito. Tra i suoi prodotti si trovano lastre in granito, pavimenti, rivestimenti
esterni e lavorati massicci. È inoltre
significativo il controllo diretto della
ditta su cave importanti in India,
Brasile, Sud Africa, Norvegia, Ucraina
ed Italia. Il Gruppo è proprietario di
cave di vari graniti in diverse zone
d’Italia come gli esclusivi London
White® e Duke White®, due graniti
italiani tra i più bianchi al mondo.
nologies and centuries Italian stone and
glass traditions, deliver to an unprecedented bathing product.
All the models are modular to satisfy
any individual taste or space requirement and allow to create personalised
environments. Shower wall and floor
size can be resized on all sides and
customised for most shower accessories.
TESTI GROUP
TESTI GROUP is one of the largest
processing group in Italy for marble and
granite and consists of 8 companies.
The original company, TESTI FRATELLI, was established around 1910 and its
production includes marble floors,
stairs, vanity tops, bathrooms, entrance halls, conference rooms, monuments, fountains, columns,
internal claddings and special patterns. The company makes use of the most sophisticated technologies such as waterjet cutting and profiling machines.
GRANITI MARMI AFFI is the largest company of the Group and mainly deals with granite.
The production includes random slabs, floors, external claddings and pavements.
The characters of this firm is the direct control of important mines in India, Brazil, South Africa,
Norway, Ukraine and Italy.
The Group owns some quarries of different varieties of granite around Italy such as the exclusive
LONDON WHITE® and DUKE WHITE®.
Design, Art & Trend | 17
Forme Artistiche
dal Design Unico
S
tudioformart è uno studio artistico specializzato
nell’ideazione, nella progettazione e nella produzione
di manufatti artistici e soluzioni su misura per
l’arredamento di interni ed esterni.
Studioformart realizza forme artistiche dal design unico e di
alto valore. La nostra produzione che comprende scultura
moderna, lampade, sculture di luce, tavoli, pavimenti
artistici, fontane, vasche, lavandini, contenitori d’arredo,
camini, cornici, portali, scultura moderna e oggettistica in
Scultura di luce quadroGrid: ceramica - ferro patinato
dim. 60x60x12, realizzata a mano da Andrea Dell’amico 2004
Light sculpture quadroGrid: ceramics and slick steel
dim 60x60x12 handmade by Andrea Dell'Amico 2004
genere, si propone anche con una serie di decori
architettonici e rivestimenti per finiture di pregio.
Dal classico al moderno, dal semplice al sofisticato, dall’oggetto
singolo, pensato con la sua linea unica, fino alle soluzioni articolate per l’arredo coerente di uno spazio abitativo o urbano, le
nostre proposte sono studiate per adattarsi al luogo ed al
contesto a cui sono destinate.
All’esperienza pluriennale nel campo della ceramica, delle argille
a diversa composizione, delle patinature, delle colorazioni a
smalto e degli smalti speciali (anche ad effetto metallico) si è
unita nel corso del tempo una innovativa ricerca nella
lavorazione e nella combinazione di materiali diversi quali
marmo, pietre, legno, ferro, acciaio, resina, gesso e cemento.
Originalità, funzionalità e qualità sono le prerogative di base che
distinguono e caratterizzano il nostro lavoro.
La cura dei dettagli, l’alta capacità manuale e artistica degli
operatori, la realizzazione diretta e non seriale di pezzi unici, la
ricerca e la sperimentazione di nuove soluzioni fanno di
Studioformart un progetto in continua crescita ed in continua
evoluzione.
Comignolo in muratura rivestito di
tassellini in ceramica colorati rifilati
durante la posa in opera con disco
diamantato. Realizzato da Simone
dell’Amico, 2007
Stonework chimney covered with
ceramics tiles trimmed with
diamond disk cutter. Handmade by
Andrea Dell'Amico 2007
Studioformart, fondato nel 1998 da Andrea e Simone Dell’Amico.
www.studioformart.it
Lavabo in galestro nero rivestito
esternamente con tesserine in marmo
tagliate a mano con flessibile a
disco diamantato
Sink in black galestro, externally
covered with marble tiles hand
cut with flexible disk cutter
M
antova ha ospitato, a Palazzo Te, la
prima edizione del Virgilius d’Oro
2007. L'onorificenza, nata da una ini-
ziativa della Monotile, azienda di riferimento
nella produzione di pavimenti sopraelevati in
monoblocco di marmo e graniglia è stata assegnata, il 6 Ottobre 2007, a due affermati architetti che operano in ambito internazionale: lo
Un nuovo orientamento ha spinto l’azienda a
svizzero Mario Botta e l’italiano Dante O. Benini.
predisporre il riposizionamento della sua produ-
I due professionisti hanno ricevuto il premio per
zione sulle indicazioni dei progettisti, migliorando
la loro capacità di governare un percorso pro-
la qualità del prodotto ed incrementando la
gettuale multidisciplinare che individua nel
ricerca e lo studio di soluzioni ottimali, adattate
dialogo e nella collaborazione con altri settori
a fronteggiare le esigenze tecnologiche delle
professionali i parametri per la determinazione
nuove architetture assoggettate ai canoni del
di soluzioni architettoniche che soddisfino le
comfort contemporaneo.
richieste della collettività.
L’iniziativa è stata inoltre promossa dall’Ordine
A partire dal 2007, il Virgilius d’Oro sarà un’ap-
degli Architetti di Mantova, con l’intervento degli
puntamento annuale e si propone di incoraggia-
Amici di Palazzo Te e dei Musei Mantovani, il
re l’incontro tra le culture del progetto orientate
patrocinio di Ala Assoarchitetti, IIDD Istituto
dalla multidisciplinarietà dei saperi.
Italiano Design Disabili e dalla rivista l’Arca.
La Monotile, che in questi anni si è aggiudicata
I sindaci di Mantova e di Asola, durante la
forniture importanti nell’ambito dell’architettura
cerimonia di consegna dei riconoscimenti, hanno
contemporanea europea, ha voluto con
voluto sottolineare l’importanza di questo evento
quest’iniziativa rafforzare il dialogo già avviato
come invito alla comunicazione interdisciplinare
con i professionisti di tutta Europa.
e multiculturale, auspicando che questi incontri
servano concretamente a sostenere il lavoro
degli operatori che ogni giorno mettono a disposizione la propria attività per migliorare la qualità dei processi costruttivi e di trasformazione
territoriale.
Costruire una città vivibile è compito anche delle
amministrazioni locali che in qualità di committenza pubblica devono invogliare i protagonisti
del mondo delle costruzioni, ed in particolare gli
architetti, a studiare e realizzare soluzioni
conformi alle esigenze dei cittadini e del territorio. Dante O. Benini e Mario Botta, chiamati
come relatori a testimoniare di una cultura
architettonica contemporanea ricca di prassi
multidisciplinari, hanno dato vita ad un dibattito,
M
antova, First edition of Virgilius
d’Oro 2007 in Palazzo Te.
On Oct. 6th 2007 Monotile, an
authoritative manufacturer of a new and
patented panel in marble-cement for
raised access floor system has assigned a
great distinction to two prestigious architects who operate on the international
scene: the Swiss arch. Mario Botta and
the Italian arch. Dante O. Benini.
Both architects have received the prize for
their ability to develop multidisciplinary
projects discovered through the dialogue
and the collaboration with other professional areas working at the standards which
satisfy the community.
From 2007, Virgilius d’Oro will be an
annual appointment and intends to encourage the meeting between cultures oriented towards the multidisciplinary
knowledge. Monotile which has increased its supply in the European
contemporary architecture means to intensify the dialogue between the
professionals of whole Europe. A new orientation has urged the
Company to reposition its production according to an increasing quality
and research and to face the technological demands of the new architectures submitted to the new fundamental rules of contemporary
comfort. This initiative has been promoted by the Ordine degli Architetti
of Mantova through the agency of the Amici di Palazzo Te and of Musei
Mantovani, the sponsorship of Ala Assoarchitetti, IIDD Istituto Italiano
Design Disabili and the magazine l’Arca. The mayors of Mantova and
Asolo during the ceremony of the Prizes have underlined the importance
of this event as an invitation to an interdisciplinary and multicultural
Arch. Mario Botta
Design, Art & Trend | 59
moderato da Cesare Maria Casati, che ha destato l’interesse del numeroso
pubblico. Per Dante O. Benini il recente sviluppo tecnologico ed il conseguente miglioramento dei materiali impiegati nelle costruzioni, deve essere reso accessibile al pubblico dei professionisti. L’architetto deve utilizzare al meglio le risorse messe a disposizione dalla ricerca e dalle industrie
di produzione, per offrire agli utenti spazi e servizi eccellenti.
Dante O. Benini, sollecitando una speciale attenzione per il progetto dei
luoghi del lavoro, uffici e strutture industriali, ha ricordato che in questi
spazi si vive gran parte della giornata ed è quindi necessario
curare in particolare il comfort ed il benessere ambientale.
La storia dei luoghi e delle architetture, secondo Mario Botta,
è uno dei momenti con i quali il progetto deve tendere al
confronto, perché è nell’identità collettiva che si riassumono i
valori civici della città. Oggi più di ieri il problema delle
memorie da salvaguardare non è solo prerogativa delle città
storiche dell’occidente. La questione si pone anche per quegli
enormi insediamenti umani che stanno crescendo a dismisura nel continente asiatico, in Africa e in America Latina.
La necessità di offrire momenti di continuità con la storia è
palese in ogni comunità, recente o di tradizioni remote, che
legittima la sua esistenza sulle opportunità di condivisione del territorio e
dei valori urbani ad esso legati. Mario Botta ha inoltre esortato i colleghi
architetti a non esibire tecnologie avanzate e dare sfoggio a sofisticate
macchinazioni futuribili là dove non è strettamente necessario l’utilizzo di
applicazioni estreme.
Mantova è il luogo ideale per lo svolgimento del Virgilius d’Oro.
Gli insegnamenti storici impartito dai maestri dell’arte e dell’architettura
italiana in un ambiente dove gli scambi culturali erano incoraggiati dalla
committenza, trovano in questa sede una valida ragione per innovare il
dialogo interculturale sulla costruzione della città del futuro che pone
l’uomo al centro del progetto.
L’eredità storica e culturale della città deve essere oggi salvaguardata
anche tenendo aggiornato il dibattito sulla questione contemporanea del
costruire l’architettura dei luoghi. Occasioni come questa sono testimonianza della volontà di concepire il futuro
puntando sull’innovazione, tendendo fede
alla continuità delle tradizioni e senza per
questo scadere nella ripetizione di valori formali come certi movimenti stilistici hanno
erroneamente favorito negli anni passati.
Il successo di pubblico ottenuto dalla manifestazione dimostra il crescente interesse
verso le tematiche della trasformazione territoriale che, allargate ad ambiti culturali differenti, creano momenti di coinvolgimento e di
partecipazione estremamente interessanti.
Fortunato D’Amico
communication. They hope these meetings are useful as a support for a
better quality of the construction processes and the territorial transformation.
Building a city fit to live in is the duty of the local administrations: encouraging
architects to further study and convert plans into solutions in agreement with
citizen’s hopes and territories needs.
Mario Botta and Dante O. Benini have given birth to a dialogue moderated by
Cesare Maria Casati. According to Dante O. Benini the recent technological
developments in the building process must be accessible to all professionals.
Architects must use at their best the resources to offer first class spaces and
services to their users or customers.
Dante O. Benini asks for a special attention in planning working places,
offices and industrial structures where workers spend most of the day, therefore the necessity to take care of the environment comfort.
The history of the places and of the architectures according to Mario Botta is
one of the challenging moments of the project because it is in the community
identity that the civil values of the city are condensed. Today more than ever
the problem of the memory to save is not only the prerogative of the western
historical cities.
The matter in hand is to question the huge human settlements which grow
overmuch in Asia, Africa and in South America. The necessity of offering
continuity with history is evident in each community of recent or remote
traditions and legitimate the opportunity
to share territories and urban values
linked to them. Mario Botta has urged his
colleagues not to exhibit advanced
technologies and sophisticated future
machinations where the use of extreme
applications is not strictly necessary.
Mantova is the idealistic place for the
Virgilius d’Oro Prize. The historical
lessons taughtby the masters of Art and
by the Italian architects in an environment
where the cultural exchanges were
encouraged by the clients justify the inter-
Arch. Dante O. Benini
cultural innovation in the construction of the future city which puts
the man in the middle of the project.
The cultural and historical heredity of the city must be saved and
the debate on the today’s question of building the places must be
updated. Similar occasions are a testimony of the will to conceive
the future aiming at innovation, keeping faith with the traditions
without ending up with the repetition of formal values as certain
stylistic movements have erroneously encouraged in the past years.
The success of public obtained at the Virgilius d’Oro exhibition
shows the growing interest towards the basic themes of the territorial transformation which extends to different cultural fields, creating
extremely interesting moments of involvement and participation.
Fortunato D’Amico
Design, Art & Trend | 61
Mario Botta
Nato il 1 aprile 1943 a Mendrisio, Ticino.
Dopo un periodo d’apprendistato presso lo
studio degli architetti Carloni e Camenisch a
Lugano, frequenta il liceo artistico di Milano e
prosegue i suoi studi all’Istituto Universitario
d’Architettura di Venezia, dove si laurea nel
1969 con i relatori Carlo Scarpa e Giuseppe
Mazzariol. Durante il periodo trascorso a
Venezia, ha occasione di incontrare e lavorare
per Le Corbusier e Louis I. Kahn. La sua attività
professionale inizia nel 1970 a Lugano.
Torre Kyobo, Seul, Corea del Sud (1989-2003).
Realizza le prime case unifamiliari nel Canton
Foto Young Chea Park
Ticino e successivamente numerosi progetti in
tutto il mondo. Da sempre impegnato in un’intensa attività didattica, nel corso
degli ultimi anni si è attivato come ideatore e fondatore dell’accademia di architettura di Mendrisio. Il suo lavoro è stato premiato con importanti riconoscimenti
internazionali tra i quali il Merit Award for Excellence in Design by the AIA per il
museo d’arte moderna a San Francisco, l’IAA Annual Prix
2005, International Academy of Architecture di Sofia per la
torre Kyobo a Seul, l’International Architecture Award del
Chicago Athenaeum Museum of Architecture and Design e lo
“European Union Prize for Cultural Heritage Europa Nostra”
per la ristrutturazione del Teatro La Scala di Milano.
Numerose sono le mostre dedicate alla sua ricerca.
Tra le realizzazioni vanno ricordate: il teatro e casa per la
cultura a Chambéry; la galleria d’arte Watari-um a Tokio; la
Cantina Petra, Suvereto, Italia (1999-2003).
mediateca a Villeurbanne; il SFMOMA museo d’arte moderna a
Foto Enrico Cano
San Francisco; la cattedrale della resurrezione a Evry; il museo
Jean Tinguely a Basilea; la sinagoga Cymbalista e centro dell’eredità a Tel Aviv; la
biblioteca municipale a Dortmund; il centro Dürrenmatt a Neuchâtel; il MART
museo d’arte moderna e contemporanea a Rovereto; la torre Kyobo a Seoul; gli
edifici amministrativi Tata CS a
Nuova Delhi e Hydrabad; il
museo Fondazione Bodmer a
Cologny; il centro pastorale
Giovanni XXIII a Seriate e la
biblioteca a Bergamo; la
ristrutturazione del Teatro
alla Scala di Milano, la chiesa
del Santo Volto a Torino e il
centro wellness ad Arosa.
Tra le opere in corso meritano di essere annoverati il
nuovo casinò di Campione
d’Italia, il complesso per uffici e residenze a Treviso, la
biblioteca universitaria di
Trento, il museo d’arte
Bechtler a Charlotte, la galleria e museo d’arte della
Tsinghua University in
Beijing, gli uffici Leeum a
MART, museo di arte moderna e contemporanea, Rovereto,
Seul, le stazioni della metroItalia (1988-2002). Foto Pino Musi
politana di Napoli, il nuovo
auditorio di Rimini, il museo dell’architettura a Mendrisio.
Architect
Mario Botta
Chiesa e centro pastorale “Papa Giovanni XXIII”,
Seriate, Italia (1994-2004). Foto Enrico Cano
Leeum-Samsung museo d'arte, Seul,
Corea del Sud (1995-2004). Foto Pietro Savorelli
Architect Mario Botta was born on April 1st 1943 in
Mendrisio, Ticino (Switzerland).
1949-1958 Primary and secondary school in Genestrerio
and Mendrisio (Switzerland).
1958-1961 Class of building Design at Carloni e Camenisch
Office in Lugano (Switzerland).
1961-1964 Secondary School in Milano (Italy).
1964-1969 Studies at the Universitarian Institute of
Architecture IUAV of Venice (Italy).
1965 Apprenticeship at Le Corbusier in Venice, with Jullian
de la Fuente and José Oubrerie.
1969 Collaboration with Louis I. Kahn in Venice (Italy).
Master of Arts at the IUAV in Venice with the supervisers:
Carlo Scarpa and Giuseppe Mazzariol.
1969 Beginning of the profession with a Studio in Lugano
(Switzerland).
1976 invited Professor at the Ecole Polytechnique Fédérale
EPFL of Lausanne (Switzerland).
1987 Visiting Professor at the Yale School of Architecture
New Haven, Connecticut (USA). Since 1983 Professor at
the Federal Polytechnic School in Lugano (Switzerland).
1982-87 Member of the Swiss Federal Commission of
Fine Arts.
1996 He elaborates the programme of the new Academy
of Architecture in Mendrisio-Ticino within the constitution of
the Italian Swiss University.
Since 1996 he has been teaching there.
2002/03 Director of Academy of Architecture in
Mendrisio-Ticino.
Projects and studies at present
• Nuovo Casinò di Campione, Italia
•Clinica pediatrica a Padova, Italia
•Ripari fonici lungo il Viale Galli a Chiasso, Svizzera
•Centro culturale a Leuk, Vallese, Svizzera
•Museo d’arte Bechtler a Charlotte, North Carolina, USA
•Chiesa parrocchiale a Seriate, Italia
•Chiesa Santo Volto a Torino, Italia
•Scuola materna a Rosà, Italia
•Uffici Le Monarch a Den Hague, Olanda.
Casino municipale, Campione, Italia (1990-2006).
Foto Pino Musi
Chiesa del Santo Volto, Torino, Italia (2001-2006).
Foto Enrico Cano
Design, Art & Trend | 63
Abdi Ibrahim Tower, Istanbul - La struttura inclinata esterna,
sistema di ombreggiamento a movimentazione automatica
Abdi Ibrahim Tower, Istanbul
Il gioco dei volumi della facciata nord
DANTE O. BENINI
Dante O. Benini si forma giovanissimo a Venezia con Carlo
Scarpa. Per ragioni di lavoro si trasferisce in Brasile dove
opera con Coper Sucar. Prosegue gli studi e si laurea
presso l’Università Federale e ha come relatore Oscar
Niemeyer, con il quale intraprende una profonda collaborazione. Durante lo stesso periodo è inviato da Coper Sucar
negli Stati Uniti, a Los Angeles, e ha come punto di riferimento lo Studio di Frank Gehry. Sempre per Coper Sucar ritorna successivamente in Europa,
dove dirige Ingex Architecture. Insegna in Austria dove effettuerà la reciprocità europea della
sua laurea, lo stesso avverrà nel Regno Unito, dove con un esame di stato effettuerà l’abilitazione alla professione. Lo stesso avverrà anche in Italia. A questo punto, aprirà i propri studi
di Milano e Londra con i rispettivi nomi di Dante O. Benini & Partners Architects Ltd e Dante
O. Benini & Partners Architects di Milano. Oggi lo Studio DOBP Architects opera a livello internazionale nel campo dell’architettura, della pianificazione e del design.
Suddivisi tra i diversi dipartimenti, progettazione architettonica, pianificazione urbana, architettura d’interni, design e design nautico, vi lavorano circa 60 persone tra architetti, ingegneri, specialisti e servizi generali, che operano, inoltre, con specialisti esterni in pieno accordo
con la multidisciplinarità ritenuta dallo Studio oggi assolutamente indispensabile.
Qui nascono progetti di interi quartieri urbani e sedi di
grandi gruppi, laboratori industriali e spazi commerciali,
fino a club esclusivi, case, yatch, oggetti e mobili di
design, in tutto il mondo.
Si evincono da un curriculum più esteso libri, pubblicazioni,
concorsi vinti, mostre e premi internazionali e nazionali,
non ultimi la prima edizione del premio di Architettura
“Virgilius d’Oro”, il RE Awards 2007 come Architetto
dell’Anno, Miglior Progetto Innovativo (Torno
Internazionale), Miglior Progetto Pubblico (Polo Provinciali
d’Eccellenza per la Formazione e il Lavoro) e il “Premio
Rappresentanza Italiana Commissione Europea” per il
progetto di restauro e riqualificazione interna dell’ex
edificio Olivetti, ICO Centrale, sito in Ivrea, assegnatole in
occasione della X Edizione 2007 del Premio Impresa
Cultura - Venezia 18 maggio 2007.
Mc Cann Erikson Group, Milano - Vista della scala verso l'ingresso principale
Abdi Ibrahim Tower - Vista della scala
"appesa" sulla lobby d'ingresso a tripla altezza
DANTE O. BENINI
Dante O. Benini was schooled in Venice by a young architect Carlo
Scarpa. He moved to Brazil for reasons of work where he worked
with Coper Sucar. He continued studies and graduated at the
Federal University with Oscar Niemeyer as a supervisor, with whom
he collaborated later on. In that period Coper Sucar sent him to the
United States, in Los Angeles, and as benchmark Frank Gehry’s
office. He returns later in Europe for Coper Sucar, where he
manages Ingex Architecture. He teaches in Austria where a genuine
European reciprocity reckons his degree, the same will happen in
the UK, where a qualification test make him pursue his career in
Italy, too. He opens offices in Milan and London as Dante O. Benini
& Partners Architects Ltd. and Dante O. Benini & Partners
Architects in Milan.
Today DOBP Architects operates internationally in the field of
architecture, planning and design. In the various departments,
architectural design, urban planning, architecture, interior design
and nautical design about 60 architects, engineers, specialists and
general services, work with external specialists according to the
multidisciplinarity rules. He carries out projects of urban areas and
multinational firms, industrial laboratories and commercial spaces,
to exclusive clubs, homes, yachts, objects and furniture design, all
over the world. With his books, his publications, he won competitions. A special regard to his exhibitions and national and international awards, not least the first edition of the prize “Virgilius Gold”,
the IR Awards 2007 as an Architect of the Year, Best Innovative
Project (Torno International), Best Public Project (Polo Provinciale di
Eccellenza for the Education and Labor) and the “Premio
Rappresentanza Italiana Commissione Europea “for the project of
restoration and rehabilitation of internal building Olivetti, ICO
Central site Ivrea, assigned at the X Edition 2007 Prize Enterprise
Culture-Venice on May 18, 2007.
Abdi Ibrahim Tower - Passaggio vetrato in
corrispondenza del bow-window della facciata sud
Abdi Ibrahim Tower
Vista notturna della facciata nord
Mc Cann Erikson Group, Milano - Particolare della facciata lungo Via Valtellina
Design, Art & Trend | 65
AVANGUARDIA E TRADIZIONE
Monotile ha origine dall’esperienza trentennale nel
campo della produzione delle tradizionali mattonelle in
cemento e graniglia, ma dalla quale ben presto si
distingue per organizzazione, produzione ed immagine,
divenendo una realtà dinamica ed in continua evoluzione. L’importante eredità di esperienza nel settore
acquisita dalla prima azienda e l’entusiasmo di una
struttura rinnovata hanno concretizzato la prospettiva
di conquistare una posizione importante nel campo
della pavimentazione, percorrendo la strada non certo
facile dell’originalità e della differenza dagli altri
prodotti già conosciuti. Negli ultimi anni abbiamo infatti
assistito ad una evoluzione dell’interior Design verso
AVANT-GARDE AND TRADITION
spazi caratterizzati da linearità e pulizia delle forme.
Nulla è lasciato al caso. L’indispensabile si inserisce con
estrema discrezione senza turbare l’armonia degli
spazi. In quest’ottica nasce Tecnika, il pannello per
pavimentazioni sopraelevate caratterizzato da prestazioni eccezionali unite ad una estetica raffinata ed
esclusiva. I notevoli risultati ottenuti con lo sviluppo
nel sistema Monostrato hanno infatti permesso di
realizzare un prodotto assolutamente innovativo in un
mercato sempre alla ricerca di novità.
Il positivo riscontro che ha seguito le prime realizzazioni e il crescente interesse dimostrato da molte aziende
del settore sono i risultati tangibili delle scelta compiute dall’azienda negli ultimi anni.
Il deciso impegno che ha permesso di concretizzare
questo progetto prosegue oggi con la volontà di adeguare l’immagine della Monotile alle potenzialità del
proprio prodotto e collocarla ad una posizione di
vertice nel settore.
www.monotile.com
Monotile has thirty years of experience in the field of
producing traditional floor tiles in cement and marble
chips, but soon distinguished itself for organisation,
production and image, becoming a dynamic concern
in continual evolution. The important legacy of
experience in the sector gained by the first company
and the enthuasiasm of a new structure have given
substance to the prospect of conquering an
important position in the field of flooring and
following a strategic route, certainly not easy, of
originality and distinction from other already familiar
products. In fact in recent years we have seen
interior design evolving towards spaces characterised by linearity and cleanness of form.
Nothing is left to chance. What is indispensable is
incorporated with extreme discretion without
disturbing the harmony of the spaces.It is in this
context that Tecnika was invented, the raised floor
panel with exceptional properties combined with
refined exclusive aesthetics. The remarkable results
obtained with developments in the single-layer tiles
system have made it possible to create an absolutely new product in a market that is constantly looking
for innovation. The positive response to the first
products and the growing interest shown by many
companies in the sector are the tangible results of
the decisions taken by the company in recent years.
The determined commitment that has made it
possible to realise this project today with the desire
to adapt the image of Monotile to the potential of its
own product and place it in a position at the top of
the sector.
Archittetture Tematiche per
Strutture Turistiche ad Antalya,
Turchia
di Arch. Rabia Alga
WOW Topkapi Palace Hotel
I
l settore turistico è uno degli elementi trascinanti per l’edilizia in Turchia. Specialmente l’incremento delle strutture e
degli investimenti conferisce grande dinamismo, in particolare ad Antalya. In questa città le strutture turistiche sono circa il
60% di quelle dell’intera Turchia ed ogni anno nuovi progetti
vengono realizzati nella regione che, anche nel 2008, continuerà
ad essere la capitale del turismo turco in termini di investimento. Infatti, 25 fra i 61 progetti edilizi in alberghi di lusso, pianificati in Turchia nel 2008, saranno realizzati ad Antalya.
Le attrezzature turistiche sono progettate in due modi: in stile
tradizionale apparendo come condomini, oppure con temi surreali, per fare sentire l’ospite in un’atmosfera fiabesca.
La zona di Lara-Kundu ad Antalya è la costa più rinomata, ricca
di costruzioni turistiche progettate con architetture tematiche.
Si possono vedere il Titanic, il Concorde, il Kremlin Palace, il
Topkapi Palace, Venezia, Istanbul e molti altri alberghi di questa
zona costruiti con svariati temi. Il mare pulito, il sole splendente
e le belle spiagge non bastano più ai turisti per scegliere la
meta per le loro vacanze, ora preferiscono essere in un piano
del Concorde, soggiornare al Titanic o passeggiare fra le vie del
San Marco Palace. L’architettura tematica è iniziata nel 1999 con
il Topkapi Palace Hotel di Antalya, disegnato dall’architetto
Hasan Sokmen. Ora ci sono più di 20 alberghi di questo tipo, di
cui 8 sono stati progettati da lui. Il suo ultimo progetto, il
Mardan Palace Hotel, con Istanbul come tema, è stato inaugurato a fine maggio. Il complesso ha la terza più grande piscina al
mondo, di 2.400 metri quadri. La maggior parte degli hotel a
tema sono realizzati con investimenti stranieri.
Investitori russi, azerbaigiani, uzbechistani, kazachistani, tedeschi sono ancora interessati a nuovi alberghi. Antalya è una città
universale con un numero crescente di
turisti in arrivo e di investimenti di
società internazionali. Turismo e archiWOW Kremlin Palace Hotel
tettura sono sempre sull’agenda degli
architetti turchi per essere analizzati,
tuttavia in molti anni è stato organizzato
soltanto un simposio.
Nel “Simposio di Turismo e Architettura”,
tenutosi nel 2006, il punto principale è
stato l’architettura tematica, ma il fatto
divertente è stato il luogo dell’evento;
un hotel progettato con il tema “come
se fossero le famose scarpate di Antalya
verso il mare”.
Gli argomenti discussi sono rimasti teoria e sfortunatamente non sono stati
mai messi in pratica. Il trend è tuttora
la costruzione di nuovi alberghi con
architettura tematica; la ragione è che
al turista piacciono e che in essi si trova
bene. Per gli investitori il tema pone la
domanda “dovremmo realmente costruire gli alberghi nel modo richiesto dai
turisti? Oppure è arrivato il momento
per l’architettura di sviluppare nuovi
indirizzi, di tentare di progettare differenti stili nell’architettura turistica della
Turchia? L’“imitazione” non può mai
essere considerata “architettura”....
I turisti potrebbero fra breve stancarsi di
preferire il “come se fosse”.......
Thematic
Architecture of
Tourism Facilities in
Antalya, Turkey
by Arch. Rabia Alga
T
ourism sector is one of the major trailers in the
construction industry of Turkey. Especially the
growing number of tourism facilities and investments bring dynamism to the construction industry.
Tourism facilities in Antalya consist of almost 60% of all
facilities in Turkey, and each year new investments are
built in the region. Antalya will continue to be the tourism
capital of Turkey with its new facility investments in 2008.
25 out of 61 new luxury hotel investments planned in
2008 in Turkey will be built in Antalya. However, this
potential does not influence tourism architecture to flourish itself around the world. Tourism facilities are designed
in two ways: in traditional styles - look like apartment
blocks - or with surrealistic themes - make you feel in a
fairy tale. Lara-Kundu Region in Antalya is the most popular coast full of tourism facilities designed in thematic
architecture. You would see Titanic, Concorde, Kremlin
Palace, Topkapi Palace, Venezia, Istanbul in Lara-Kundu
Region and many hotels in interesting themes that you
may never imagine. The clean sea, shining sun and
beautiful sand are not enough for the tourists choosing
their holiday destinations, tourists now prefer to be in a
Concorde plane, spend their holiday in Titanic or walk up
the roads of San Marco Palace. Thematic architecture
started in 1999 with the Topkapi Palace Hotel in Antalya
which is designed by the architect Hasan Sokmen.
Now there are more than 20 hotels and 8 of them were
designed by him. His last design, the Mardan Palace
Hotel with Istanbul theme has launched at the end of
May. The complex has the world’s 3rd largest swimming
pool with 2.400 square meters. Most of the hotels in
themes are invested by foreign investors.
Russian, Azerbaijani, Uzbekistani, Kazakhstani, German
investors are still interested in Antalya for the new hotels.
Antalya is a universal city with increasing number of
tourist arrivals and tourism investments of international
enterprises. Tourism and architecture is always on
Turkish architects’ agenda to discuss, however only one
symposium had been organized since many years.
In the “Tourism and Architecture Symposium” that took
place in 2006, the main topic was thematic architecture
but the humorous thing was the venue of the event; a
hotel designed with a theme “as if Antalya’s famous
escarpments towards the sea”. The important subjects
discussed during the event stayed as a theory and unfortunately has not turned to practice. It is still an in trend to
build new hotels with thematic architecture; the reason is
that the tourist like it, enjoy staying in. For the investors
the theme makes the demand. Should we really continue
to build the hotels as the tourists require? Or is it the time
for the architecture to develop new trends, try to design
different styles in tourism architecture in Turkey?
The “imitation” can never be seen as “architecture”...
The tourists would get tired of preferring “as if ...”s soon...
WOW Topkapi Palace Hotel behind
WOW Kremlin Palace Hotel walls
Venezia Palace Hotel
Concorde Resort & Spa Hotel
Design, Art & Trend | 69
Si possono percorrere milioni di
chilometri in una sola vita senza
mai scalfire la superficie dei luoghi
né imparare nulla dalle genti appena
sfiorate. Il senso del viaggio sta
nel fermarsi ad ascoltare chiunque
abbia una storia da raccontare.
SILEX and SHINE,
New Materials
by NovaBell
SILEX è un Gres Porcellanato
colorato in massa nei formati, tutti
lappati e rettificati, 60x60, 30x60 e
15x60 ai quali vanno aggiunti i
Mosaici 5x5, 2,5x2,5 e i Mattoncini
1,4x9,7 tutti su rete, nel formato
30x30. Novabell si è ispirata ai
minerali che la natura trasforma
nei millenni.
L’atmosfera sicuramente contemporanea mescola e fonde assieme il
metallo e la terra.
I colori argento, bronzo ed ematite
fanno di questa serie un prodotto
adatto ad ambienti moderni sia
pubblici che privati con atmosfere
intense e personalizzate in uno stile
nuovo ed innovativo.
SILEX is a range of full-body coloured
porcelain tiles in the honed, rectified
sizes 60x60, 30x60 and 15x60, together
with the Mosaics of 5x5 and 2.5x2.5 and
the 1.4x9.7 Miniature bricks, all meshmounted in size 30x30.
Novabell has drawn its inspiration
from minerals which nature
transforms over the millennia.
The undeniably contemporary mood
mixes and merges metal and earth.
Its silver, bronze and haematite colours
make this series ideal for modern design
schemes in both public and private
contexts, with vibrant, highly personal
atmospheres in a new, innovative style.
SILEX
Silver, Bronze, Haematite Colours
Design, Art & Trend | 71
ORO
La sensazione di autenticità
trasmessa dalla materia può
interpretare alla perfezione lo stile
elegante di ambienti di classe, così
come le essenziali architetture degli
spazi di tendenza.
The feeling of authenticity conveyed
by material is able to interpret to
perfection the elegant style
of classy interiors, as well
as the essential architectural
elements of trendy areas.
SHINE
Precious surfaces
Una nuova materia, ricca di riflessi e profondità,
per l’interior design contemporaneo.
Cinque versioni colore evocano in chiave moderna
la ricchezza di metalli preziosi e pietre rare.
ARGENTO
Shine è forte ed originale, metallica
e riflettente; è utilizzabile sia per
pavimenti che per pareti: è raffinato
e prezioso come il miglior rivestimento, ma è compatto e solido
come un pavimento tecnico a tutto
spessore.
Shine is strenght and originality,
metallic effects and reflection.
It can be used for both floors and
walls, and is smart and elegant, as
only the best coverings are, but it is
also as compact and solid as a
hi-tech massive for floors.
LAPISLAZZULO
Il prestigio del 45x90 e 22,5x90 si
affianca alla classe del 60x60,
mentre la gamma è completa anche
di formati versatili come il 30x60
ed il 45x45.
The prestige of the 45x90 and
22.5x90 slabs is supported by the
class of the 60x60, and the range is
also completed by versatile sizes such
as the 30x60 and the 45x45.
TORMALINA
Grandi formati, grande
eleganza per una nuova
cultura dell’abitare
Big on size and big
elegance for a new
culture in livung.
ACQUAMARINA
Il trattamento di lappatura
restituisce una superficie dal sapore
intenso ed autentico, originato dal
corpo monolitico in gres porcellanato
a tutta massa.
Honing lends surfaces a rich,
authentic flavour that stems
from the monolithic quality of
full body porcelain tiles.
Design, Art & Trend | 73
ALFALUX E L’ELEGANZA DI
SWAROVSKY®: IL NUOVO LUSSO
SI TRASFORMA IN SUPERFICIE
E
siste uno stretto legame fra Alfalux e
il mondo dell’eleganza. Un connubio,
questo, che rappresenta da sempre
uno dei temi dominanti nelle collezioni di
Alfalux e che trova grande espressione in
Planet, Glitter, Karat, la linea di prodotti Star
System che nasce dalla collaborazione con
Strass® Swarovski® Crystal, una linea di
ceramiche pregiata ed elegante, destinata a
chi ama il lusso in tutte le sue forme.
Planet traduce il design minimalista del
cemento e lo accompagna ai riflessi esclusivi
di STRASS® Swarovski® Crystal, per una
preziosa seduzione adatta a spazi moda e
show rooms. In Planet la tecnologia è al
servizio della progettazione per realizzare
grandi spazi a misura d’uomo e l’eleganza si
sposa alla natura attraverso i colori della terra, per dare
PLANET
vita a una bellezza inimitabile.
Glitter, il progetto di Alfalux per un nuovo equilibrio
dello spazio tra luce e materia, ombra e colore: una
Gres Porcellanato colorato in massa
collezione pensata per un diverso concetto di eleganza,
Il design minimalista del cemento nel formato
in cui il dettaglio e il particolare danno valore allo stile.
rettificato unito ai riflessi esclusivi e di classe di
Progettata in sei colori e due varianti di superficie, gloss
STRASS® Swarovski® Crystal per una preziosa sedu-
e matt, Glitter è concepita per personalizzare gli
zione adatta a spazi moda e show rooms. Tecnologia al
ambienti secondo una nuova interpretazione dello
servizio della progettazione, grandi spazi a misura d’uo-
spazio.
mo e l’eleganza della natura nei colori della terra per
una bellezza inimitabile.
Karat, una collezione nella quale il nuovo concetto di
lusso si trasforma in superficie, una preziosa magia che
si rivela nel fascino di una linea attenta a riscoprire la
Porcelain stoneware coloured
throughout the tile body
lucentezza del cristallo e a dare prestigio all’eleganza
del gres porcellanato attraverso inserti preziosi.
The minimalist appeal of concrete in straight-edged tile
Progettata per rendere unico ogni ambiente, ideata per
form, teamed with the exclusive, sparkling glamour of
donare agli spazi uno stile ricercato, Karat è dedicata a
STRASS® Swarovski® Crystal, offers a sublime allure
that is ideal for fashion
settings and show rooms. Technology at the
service of engineering for the creation of
large-scale, people-oriented designs; a fusion of style
tutti coloro che hanno classe da vendere.
Alfalux racconta di una nuova estetica dell’abitare,
attraverso collezioni nate dalla tecnologia e dalla
passione per la materia, pensate per vivere la casa
da una nuova prospettiva.
and nature, in rich, earthy colours, that offers an
Il design, dunque, diviene superficie ceramica e disegna
inimitable beauty.
per lo stile uno spazio tutto nuovo, da godere e assaporare attraverso l’eleganza delle collezioni Alfalux e la
classe del marchio Strass® Swarovski® Crystal.
ALFALUX AND THE ELEGANCE OF
SWAROVSKI®: NEW LUXURY COMES
IN CERAMIC FORM
A
lfalux has close ties with the world of sophistication. Its collections have always been a by-word for style
and with Planet, Glitter and Karat the tile house has reached the epitome of elegance. Part of the Star
System product line, these models are the outcome of Alfalux’s partnership with STRASS® Swarovski®
Crystal and offer elegant, prestigious ceramics for those who love luxury in all its forms.
Planet recreates the minimalist appeal of concrete, contrasting it with the exclusive sparkle of STRASS®
Swarovski® Crystal, for a sublime allure that is ideal for fashion settings and show rooms. Planet offers engineering-oriented technology for the creation of large-scale, human-centred designs; style teams with nature in rich
earthy colours to offer an inimitable beauty. Introducing Glitter, the Alfalux project that features a new balance of
light and matter, shade and colour; a collection designed for a different concept of elegance, in which detail takes
style to new heights. Created with six colours and two surface options, gloss and matt, Glitter allows users to custom-design their interiors, unleashing a new interpretation of space.
Karat tiling that embodies a new concept of luxury; a transformation revealed by a stunning line in which brilliant
crystal inserts set off sophisticated porcelain stoneware. Designed to render every interior unique and lend subtle
style to any design, Karat’s allure is dedicated to users with style to spare.
Alfalux provides a new approach to home aesthetics with collections that embody technology and a passion for
ceramics, created to throw a new slant on interior
design. Design takes on a new - ceramic - form,
unleashing endless opportunities to create a whole
new space for you to enjoy and savour with the style of
the Alfalux collections and the elegance of STRASS®
Swarovski® Crystal.
GLITTER
È nato Glitter, il progetto di Alfa Ceramiche per un nuovo equilibrio dello spazio tra luce e materia, ombra e colore.
Glitter è una collezione pensata per un diverso concetto di eleganza, in cui il dettaglio e il particolare danno valore allo stile.
Sei colori e due varianti di superficie, gloss e matt, per personalizzare gli ambienti secondo una nuova interpretazione dello spazio.
Introducing Glitter, the Alfa Ceramiche project that offers a new balance of light and matter, shade and colour. The Glitter collection
is designed for a different concept of elegance, where detail takes style to new heights. Six colours and two surface options, gloss
and matt, allow users to custom-design their interiors, unleashing a new interpretation of space.
Design, Art & Trend | 75
KARAT
Gres Porcellanato colorato in massa
La linea di prodotti Star System nasce dalla
collaborazione con Strass® Swarovski® Crystal.
Una collezione pregiata ed elegante, destinata a chi ama il
lusso in tutte le sue forme, si compone di tre
collezioni per rivestimento, pavimento e contract: Glitter, Karat
e Planet. Un lusso nuovo che si trasforma in superficie, una
preziosa magia che si rivela nel fascino di una linea attenta a
riscoprire la lucentezza del cristallo.
Progettata per arricchire ogni ambiente, ideata per donare agli
spazi uno stile ricercato è dedicata a tutti coloro che hanno
classe da vendere.
Porcelain stoneware coloured
throughout the tile body
The Star System product line is the result of Alfalux’s
partnership with Strass® Swarovski® Crystal.
Elegant, prestigious ceramics for those who love luxury in all
its forms, it features three collections for walls, flooring and
also contract supplies: Glitter, Karat and Planet. Karat: tiling
that embodies a new concept of luxury, revealed by a stunning
line dedicated to the brilliance of crystal.
Designed to lend beauty and sophistication to any interior,
Karat is dedicated to users with style to spare.
www.alfaceramiche.com
COLLEZIONE IRIDIUM
www.alfaceramiche.com
IRIDIUM
GRES PORCELLANATO
COLORATO
IN MASSA
Una collezione progettata per
arredare la casa con l’eleganza
delle ceramiche decorate con
inserti preziosi.
Un’ampia gamma di decori e
mosaici per donare alla tua casa
lo stile ricercato firmato Alfalux.
IRIDIUM
COLLECTION
IRIDIUM
PORCELAIN
STONEWARE COLOURED
THROUGHOUT THE TILE BODY
A collection designed to bring
style to homes through ceramic
tiling embellished with precious
stone inserts.
Five designs, plus a rich
assortment of decorations and
mosaics, to lend your home the
sophistication of the Alfalux
brand of style.
SICHENIA GRUPPO CERAMICHE
lancia TUAREG, collezione di
piastrelle con fibre ottiche
Si chiama Tuareg, la nuova collezione che Sichenia Gruppo Ceramiche ha
lanciato: una linea intrigante tanto quanto gli occhi delle genti berbere,
affascinante quanto le notti del deserto illuminate dalla luce delle stelle, avvolgente quanto i colori della sabbia delle dune che cambiano forma con il vento.
Ispirata alle atmosfere del deserto,Tuareg rappresenta la nuova frontiera della
ceramica: superfici in gres porcellanato per pavimenti e rivestimenti.
Quattro colori che rivelano la profondità di una ricerca estetica attenta al dettaglio pregiato e tre formati che consentono di personalizzare ogni spazio, sono
accompagnati da decori a glitter e fibre ottiche illuminanti inserite nella ceramica con la tecnica a idrogetto. Una collezione che sorprenderà con i suoi giochi
luce, perfettamente orchestrati e arricchirà gli ambienti con un’eleganza nuova.
SICHENIA GRUPPO CERAMICHE launches
TUAREG, the fibre optic tile collection
Introducing Tuareg, the new collection from Sichenia Gruppo
Ceramiche: a line as intriguing as the eyes of the of the Berbers, as
enchanting as the starlit desert nights, as inviting as the sandy hues
of the ever-changing, wind-swept dunes. Inspired by the earth’s
barren regions, Tuareg represents the new frontier in porcelain
stoneware floor and wall tiling. Four colours that reveal the focus on
fine detail within the design research; three sizes that allow users to
add a personal touch to all their interiors; glitter accent tiles and
illuminated fibre optics embedded in the ceramic using hydro-jet
technology. A collection that will surprise with its stunning, perfectly
orchestrated use of light, and bring new elegance to all interiors.
PRODUCT SHEET
TUAREG COLLECTION
Tipologia: gres porcellanato
Type: porcelain stoneware
Finiture: lappata, rettificata
Finisches: lapped, straightened
Formati / Sizes: 60x60, 30x60, 15x60
Colori: blu notte, cacao, grigio, nero.
Colours: Night blue, Cocoa, Grey, Black.
www.sichenia.it
tuareg
Sichenia Gruppo Ceramiche S.p.A.
Via Toscana, 12 - 41049 Sassuolo (Modena, Italy)
Tel. +39 0536.81.84.11 - Fax Italia +39 0536.81.01.05 / export +39 0536.80.08.15
www.sichenia.it - [email protected]
CERAMICA SERENISSIMA
presenta TIMBER CITY
Una riproduzione artisticamente fedele del listone di legno grezzo più
ricercato, al quale la tecnologia Serenissima ha donato un gusto metropolitano,
moltiplicandone le possibili interpretazioni di arredo moderne.
Ceramica Serenissima presenta la nuova collezione Timber City in un unico
formato (15x60,8), arricchito da inserti in metallo, decori, mosaici e pezzi
speciali dal sapore “urbano”.
Collezione in gres porcellanato adatta a interni e esterni, residenziali e pubblici.
A faithful reproduction of the most
sought-after rough timber floorboards.
With the metropolitan flavour imparted
to this material by Serenissma technology, the potential it offers to create
modern interior designs is endless.
Ceramica Serenissima's new Timber
City collection offers one tile size
(15x60,8), enhanced by a range of
metal inserts, decorations, mosaics
and trims with an ‘urban’ flavour.
A porcelain stoneware collection
suitable for internal and external
architecture, in both the residential
and public sectors.
SCHEDA PRODOTTO ‘TIMBER CITY’
PRODUCTION SHEET ‘TIMBER CITY’
Tipologia / Type: gres porcellanato smaltato / glazed porcelain stoneware
Formati / Sizes: 15x60.8
Colori / Colours: 5 Colori: Black Cave (nero), Blue Falls (blu), Breeze Oak
(bianco), Green Island (verde), Vulcan Canyon (rosso) / 5 colours: Black Cave
(black), Blue Falls (dark blue), Breeze Oak (white), Green Island (green), Vulcan
Canyon (red)
Mosaici / Mosaics: 1 mosaico Veneziana 30,4x60,8, disponibile in tutti i colori dei
fondi / 1 Venetian mosaic tile (30.4x60.8) available in all the same colours as the
background tiles
Decori / Decorations: Fascia Timber City 15x60,8 disponibile in tutti i colori dei
fondi; Listello Fluid 4x60,8 / Timber City band (15x60.8) available in all the same
colours as the background tiles; Fluid listel (4x60.8)
Caratteristiche tecniche / Technical characteristics: ingelivo; resistente
all’abrasione; resistente all’attacco chimico (acidi e basi); resistente alle macchie;
resistente alla flessione; scivolosità: R 10 / withstands: frost, abrasion, chemicals
(acids and bases), stains, and bending; non-slip rating: R 10.
www.serenissima.re.it
Collezione Matite: 10x50 matita nera. 25x30 veneziana nera
Matite per il bagno, matite per la cucina, matite per il living… matite per arredare e per rivestire… matite, matite, matite e ancora matite…
Matite: 100% legno ceramico.
www.cir.it
CERAMICHE CAPRI
presenta la serie CONCEPT
Declinata anche attraverso i marchi Serenissima e Cir, Concept è la nuova
collezione di Ceramiche Capri che, attraverso la sua ampia gamma di colori,
formati e decori, traduce in gres porcellanato smaltato la nuova concezione
dell’abitare e moltiplica le possibili soluzioni d’arredo per ambienti moderni a
uso residenziale e piccolo commerciale.
Il metallo “si diffonde” leggero e delicatamente percettibile su una superficie
ceramica dalla trama rigorosa e dinamica.
Available across the
Serenissima, Cir and Capri
brands, Concept is Ceramiche
Capri’s latest collection.
Through its vast assortment of
colours, sizes and decorations,
the series turns glazed porcelain stoneware into a new living
concept, offering endless
design scope for contemporary
interiors in residential and small
retail projects. The metal ‘floats’
almost imperceptibly over this
austere yet dynamic tiling.
SCHEDA PRODOTTO COLLEZIONE CONCEPT
PRODUCTION SHEET CONCEPT COLLECTION
Tipologia / Type: gres porcellanato smaltato / glazed porcelain stoneware
Finiture / Surface finishes: lappata, rettificata / straightened, lapped
Formati / Sizes: 30x60; 30x30
Colori / Colours: 5 colori, Cupro, Ottone, Perla, Pirite, Titanio(/ 5 Colours, Cupro, Brass,
Pearl, Pyrite, Titanium
Mosaici / Mosaics: 2 soggetti mosaico disponibili su tutti i colori dei fondi
2 mosaic designs available in all the same colours as the background tiles
Decori / Decorations: 1 soggetto decoro /1 decoration design
Caratteristiche tecniche / Technical characteristics: ingelivo; resistente all’abrasione; resistente all’attacco chimico (acidi e basi); resistente alle macchie; resistente alla
flessione / withstands: frost, abrasion, chemicals (acids and bases), stains, and bending.
www.ceramichecapri.it
SPECIAL DESIGN
ARTISTIC FORMS
S
tudioformart is an art studio specializing in the conception, creation and production of ceramic art and interior
design projects for internal and external applications.
Studioformart creates artistic pieces based on unique designs
of the highest quality. Our product range carries lamps, sculptures with light, tables, artistic floors, fountains, baths, sinks,
fireplaces, window and door surrounds and design accessories
including boxes, vases and other small complimenting items.
Studioformart has also developed a series of architectural
designs and wall coverings for use in prestigious projects.
From Classical to Modern, from simple to sophisticated, from the
single piece with its unique design, to the creation of design
solutions suitable for living and urban spaces, our ideas are
developed to suit the select environment. Our experience in
the field of ceramics, the use of a variety of clays together with
the experimentation with patinas and coloured glazes has
enabled us to develop a number of special effects including the
creation of a metallic finish. Our constant innovative research
has enabled Studioformart to produce various lines harmonizing ceramics with a range of alternative materials such as marble, stone, wood, iron, steel, resin, plaster and cement.
Originality, functionality and quality are the basis that distinguish and characterize our work. The attention to detail, the
high standard of artistic and manual capability of our team, the
creation of unique pieces not in series, combined with the
research and experimentation of new solutions makes
Studioformart an art studio in constant growth and evolution.
Studioformart born in 1998, by Andrea & Simone Dell’Amico.
Lavabo - Scultura d’arredo, calotta in marmo statuario
congiunta al manico in legno iroko africano modellato
e rifinito interamente a mano.
Progetto IN-CA il contenitore, IN-CA COME IN
CARRARA di Andrea Dell’Amico Studioformat 2007
Sink - Furniture carving, statuario marble cap joined
with african iroko handle entirely handmade and
refined. IN-CA container project, INCA as
"IN CARRARA".
Andrea Dell'Amico, Studioformart 2007
Combinazione tra marmo e ferro.
Lavorazione meccanica e poi manuale della calotta
e del manico di Andrea Dell’Amico 2006
Marble and iron mix, mechanical manufacturing
followed by handwork of cap and handle.
IN-CA project, Andrea Dell'Amico 2006
www.studioformart.it
Lampada in ceramica con struttura in acciaio satinato fissata
a soffitto. Fatto a mano. A.D 2002
Ceramics lamp with satin finished steel structure, ceiling
mounting, hand made, A.D. 2002
Calotta di diametro 100cm in terracotta rivestita di tassellini
in marmo tagliati a mano durante la posa in opera con disco
diamantato montato su fresa a banco progetto IN-CA
di Andrea Dell’Amico 2007
Diameter cap, made of terra cotta, covered with marble
tiles handcut during the construction with diamond
cutter disk - solid wood sitting cut with diamond cutter disk in
bench IN-CA project, Andrea Dell'Amico 2007
Design, Art & Trend | 83
ARTINOX, diamo forma
alle vostre idee
Con esperienza, creatività e cura artigianale trasformiamo l’acciaio
inox in soluzioni su misura.
Piani di lavoro con vasche quadre a raggio minimo, le uniche con
superficie antigraffio: adatte per applicazioni integrate al piano, filo-top
o sotto-top disponibili nelle cromie antracite, bronzo e ottone, possono
essere personalizzate in dimensione, tipologia e finiture.
Il valore degli articoli viene proposto sulla base della tipologia e delle
quantità: il preventivo è sempre gratuito.
www.artinox.com
ARTINOX,
giving shape to your ideas
Transforming ideas into stainless steel
artistic pieces is our main goal.
Through our experience and creativity, we
give shape to everlasting pieces, we model
them with craftsmanship and make them
unique. Led by a philosophy of constant research, utilizing the most modern automated
facilities and with the best care to details, we offer solutions in stainless steel made to
measure. Worktops with minimum radius square bowls to be set under-mount, flash-mount
or to be welded. Also available in anthracite, bronze and brass coloured, with a scratch proof
surface, can be customized in size, type and finishing.
Please, contact us for free of charge quotations.
We care about inox
Tono Kamoto
Con esperienza,
creatività,
cura artigianale,
trasformiamo
l’acciaio
in soluzioni
personalizzate:
piani di lavoro
con vasche quadre
a raggio minimo,
le uniche
con superficie
antigraffio.
www. artinox.com
RTE
A
NEL L ’A RREDO
L
’azienda “Manzoni Luigi & F.” di Cantù è una ditta artigiana che da più di 60 anni
progetta e produce direttamente arredi d’arte con un alto standard qualitativo.
La grande tradizione artigiana, la manodopera qualificata, l’uso di legni pregiati,
le varie finiture a mano richieste, permettono di soddisfare le più complesse richieste di
arredi, sia classici che moderni. L’uso di solo “vero legno”, gli intarsi e intagli di alto
livello interamente lavorati a mano, l’utilizzo di tessuti pregiati per parti imbottite e tendaggi, il servizio, a richiesta, di
posa in opera con personale
specializzato, offrono ai clienti
la certezza di vedere realizzate
a “regola d’arte” tutte le tipologie di arredi desiderate, con
la massima sicurezza di aver
acquistato qualità, eleganza e
raffinatezza.
www.manzoniluigi.it
Sala ricevimento: boiserie in legno
di mogano Honduras e un lato di
divisorio di vetro stratificato a due
lati, con affresco e parti in legno
intagliate a mano
Party room: boiserie in Honduras’
mahogany wood and one side of
double-face stratified glass wall,
with painted fresco and wood
hand-carvings
Camera in noce: vista della
parete camino in noce, parti
intagliate a mano, con due ante
scorrevoli motorizzate per vano tv
sopra camino, tende motorizzate
pesanti e leggere
Bedroom in walnut: view of the
chimney wall in walnut, hand-carved
parts, with two motorized
sliding doors for tv-space
above the chimney, heavy and
light motorized curtains
A RT
F URNISHINGS
T
he company “Manzoni Luigi & F.” of Cantù
is an artisan factory that from more than 60
years directly projects and produces art
furnishings with an high standard of quality.
High artisan tradition, the qualified workers, the
use of precious woods, the various hand-finishing
required, allow to satisfy the most complex
requests of furnishings.
The use of only “real wood”, the inlays and the
carvings of high level all hand-made, the stuffed
pieces and the curtains with precious materials,
arriving even to the assembling on site with
qualified workers, offer to the customers the
certainty to see realized with “rules of art” all the
types of furnishing desired, with the maximum
security to have bought “quality” and “elegance
with good taste”.
Camera in noce:
particolari testiera letto
imbottita capitonè
e comodino, in legno
di noce con parti
intagliate a mano e
dorate
Bedroom in walnut:
particulars of capitonè
upholstered beh-head
and night-table, in
walnut wood with
hand-carved gilded
parts
Camera da letto: letto “king size” in legno di rovere con parti curve
dorate a foglia, copriletto in seta. Panchetto in legno di rovere con
seduta in seta imbottita capitonè
Bedroom: “king size” bed in oak wood with curved parts in gilded leaf,
silk bedspread. Bench in oak wood with silk upholstered capitonè seat
Sala ricevimento: particolare
divisorio di vetro stratificato
a due lati, con affresco e
parti in legno intagliato a
mano, laccato e dorato
Party room: particular of
double-face stratified glass
wall, with painted fresco
and wood hand-carving
lacquered and gilded
Design, Art & Trend | 87
L’arte orafa di
Castaldi Gioielli
Castaldi Gioielli ha realizzato i gemelli
che il Comune di Roma ha regalato al
Pontefice per celebrare la sua elezione.
L
a creatività, la fantasia ed il buon gusto italiano sono
concetti riconosciuti in tutto il mondo. Oltre a queste
qualità, per realizzare gioielli occorre acquisire tecniche di lavorazione che si differenziano tra loro attraverso
l’utilizzo di materiali e strumenti diversi.
Un esempio di come un gioiello possa diventare rappresentativo di una grande città come Roma sono i gemelli realizzati da Castaldi Gioielli per il Comune di Roma, che a sua
volta li ha donati al Pontefice Benedetto XVI per la sua elezione. Gemelli in oro bianco realizzati interamente a mano,
con incisione su supporto in oro giallo che rappresenta l’eleganza di Piazza del Campidoglio, costruita su disegno di
Michelangelo. La piazza è stata incisa a bulino su una lastra
d’oro realizzata artigianalmente a banchetto.
La tecnica dell’incisione è stata realizzata attraverso due
strumenti, il Bulino e la Ciappola. Il Bulino, formato da una
barretta d’acciaio tagliente e da un’impugnatura di legno, su
cui esercitare la pressione, produce un taglio acuto che va
ad incidere la lastra su un disegno precedentemente accennato con la matita, mentre la Ciappola può produrre un
taglio multiforme (tondo, piano, rigato).
L’artista-artigiano riesce, così, a reinventare il proprio
mestiere riuscendo a sintetizzare tradizione e innovazione.
I gemelli costruiti per Papa Benedetto XVI offrono un mix di
qualità, sobrietà e modernità.
Goldsmith’s art
by Castaldi Gioielli
Castaldi Gioielli made the cufflinks the Municipality of
Rome offered to the Pope to celebrate his election
talian creativity, imagination and good taste
are worldwide recognized concepts.
In addition to these qualities, in order to
create jewels it is necessary to learn processing
techniques which differ about type of materials
and used tools.
Cufflinks made by Castaldi Gioielli and offered
by Municipality of Rome to Pope Benedict XVI,
to celebrate his election, are an example of how
a jewel can becomes representative of a famous
city like Rome.
The cufflinks are white gold and handmade, with
an engraving on a yellow gold sheet representing the elegance of Piazza del Campidoglio,
which is based on a project by Michelangelo.
The square was engraved with a tool called
I
‘Bulino’ on a gold hand-crafted sheet.
The engraving technique was applied with the
use of two different tools, the ‘Bulino’ and the
‘Ciappola’ or Burin. The ‘Bulino’ tool, consists of
a sharp steel bar and a wooden handle; it makes
it easier to exert the pressure, thus producing a
sharp cut which engraves the sheet along a
pencil rough draft. The very similar ‘Ciappola’
tool comes in various shapes (rounded, flat,
lined) in order to create different effects.
Consequently the goldsmith artist is able to
reinvent his way of working synthesizing tradition
and innovation.
The cufflinks created for Pope Benedict XVI offer
a mix of quality, sobriety and modernity.
Design, Art & Trend | 89
Diamond
Collection
“Nel nostro Laboratorio di gioielleria esercitiamo,
con passione e dedizione, questa antichissima
arte, nella quale ritroviamo antiche radici, poiché
in essa è riposta una tradizione di famiglia.
L’attività è incentrata nella creazione e nella
realizzazione, esclusivamente artigianale, di ogni
singolo oggetto che prende forma e vita dalla
collaborazione tra il Cliente e la nostra passione,
unita all’esperienza, in modo che ogni opera risulti unica nel suo genere e strettamente personalizzata. La ricercatezza dei particolari, la meticolosa
cura delle finiture e le antiche tecniche di lavorazione sono le caratteristiche di una produzione di
rilievo dell’arte orafa italiana, rinomata e conosciuta in tutto il mondo.
Gioiello significa stato sociale sin dai tempi più
antichi, ma simboleggia anche un legame affettivo
come la nascita di un pargolo, un evento da ricordare, ed anche il nostro amore, per sempre...”.
www.castaldigioelli.it
“A jeweller’s shop, where we have been carryng
on the very ancient art of the goldsmith and
silversmith with great passion and dedication,
following a very old family tradition.
Our activity focuses on the handmade creation
and production of exclusive pieces resulting
from the combination of the customer’s desires
and ideas and our passion and experience.
Every product is thus unique in its type and
strictly personalized.
Great care over detail, attention to finishing and
ancient processing techniques are the main
features of our top quality production, deeply
rooted in the Italian goldsmith’s art, famous and
well-known all over the world. An original jewel
as always been a sign of high social status, but
it may also symbolize a link, the birth of a baby
or a love affair that is going to last forever...”.
“Le pietre sono gli accenti che
fanno brillare il canto della città”
ADOLFO NATALINI NELLA SUA CONFERENZA A CARRARAMARMOTEC ESALTA I MATERIALI
NATURALI E SPIEGA LA SUA FILOSOFIA PER UN’ARCHITETTURA ADATTA AI LUOGHI PENSANDO
AGLI ABITANTI.
E PENSA A UN PAVIMENTO DI MARMO PER I NUOVI UFFIZI
di Lorenzo Marchini, Ufficio Stampa CarraraFiere
U
na delle citazioni preferite da Adolfo Natalini è
quella in cui definisce l’architettura come
“lapsus tra lapis e lapide” e che sintetizza la
sua riflessione sulle ragioni del progetto, sul rapporto
tra il momento teorico del disegno e quello pratico
della realizzazione, dove la pietra ha un ruolo fondamentale. Su questi temi (e su tanti altri) si è svolta
una lezione avvincente dell’ “architettore” pistoiese,
docente alla facoltà di architettura di Firenze, oggi
uno dei maggiori esponenti della progettazione
italiana, che ha ricevuto a Carrara, nell’ambito di
CarraraMARMOTEC, un premio alla carriera per i
grandi risultati aggiunti nell’uso della pietra e per
avere riportato i materiali naturali, marmo in primis al
centro della progettazione e dell’impiego nei nuovi
edifici a partire dalla banca di Alzate Brianza che ha
segnato una svolta storica.
Nato a Pistoia, “città piena di pietre e segnata dalle
pietre” Natalini ha illustrato le caratteristiche di numerosi edifici realizzati negli ultimi trenta anni, in Italia
ed all’estero, nei quali “i materiali locali, prima di
tutto, trovano ampio impiego, un’architettura fatta
per gli abitanti delle città, adatta ai luoghi” e cercando di riportare il concetto e le caratteristiche di città
nei luoghi dai quali era stata estromessa.
“Per pensare ad un’architettura che possa proiettarsi
nel futuro si deve fare una progettazione che affondi
in un passato lungo almeno quanto il futuro che si
vuol dare ai nuovi edifici” ha detto fra l’altro Natalini,
“ed in questo il marmo e la pietra, sempre nel rispetto dei luoghi, dei materiali e delle declinazioni locali,
sono materiali indispensabili”.
Design, Art & Trend | 91
Stones are the accents that
make the city’s song shine
ADOLFO NATALINI,
IN HIS LECTURE AT
CARRARAMARMOTEC,
EXTOLS NATURAL MATERIALS
AND EXPLAINS HIS PHILOSOPHY FOR AN ARCHITECTURE IN HARMONY WITH THE PLACES, BEARING
THE POPULATION IN MIND.
AND
HE THINKS OF A MARBLE FLOOR FOR THE NEW
UFFIZI
by Lorenzo Marchini, Ufficio Stampa CarraraFiere
O
ne of Adolfo Natalini’s quotes is one in which he
defines architecture as a “lapse between lapis
and stone” which sums up his reflection on the
reasons behind design, the relation between the theoretical moment of design and the practical moment of the
execution in which stone plays a key role.
These and more subjects have been the focus of the
gripping lecture given by the Pistoia-born architect-painter,
who teaches at the Architectural Faculty of the University
of Florence, now one of the greatest names of Italian
design, who received in
Carrara, during
CarraraMARMOTEC, an
award for his career for the
great results achieved in the
use of stone and for bringing
natural materials, especially
marble, back in the limelight
in the design of new
buildings, such as the
epoch-marking Bank of
Alzate Brianza.
Born in Pistoia, “a city full of
stones and marked by
stones”, Natalini explained
the features of many buildings designed in the last thirty
years in Italy and abroad, in
which “local materials, first
and foremost, are lavishly
used, an architecture made
for the local populations,
suitable for the places”, trying to bring the concept and
features of the city back to the places from which they had
been cast out.
“To think of an architecture that may be projected into the
future, one must engage in a design that is rooted in a
past that is at least as long as the future one wants to give
to a new building”, said Natalini, “and, in this, marble and
stone, always in harmony with the local place, materials
and features, are essential materials”.
Perché le pietre, per Natalini “sono gli accenti che
fanno brillare il canto della città. Una città che è fatta
di luoghi e di persone vere, che hanno bisogno di
connotarsi anche fisicamente attraverso i materiali e
non solo attraverso l’effimero o il moderno a tutti i
costi”.
Oggi siamo di fronte ad una forma di globalizzazione
anche nell’architettura per la quale si ritiene che
abbia maggior valore l’edificio realizzato con materiali
e tecniche a forte valore tecnologico aggiunto.
“Spesso è sufficiente progettare bene, posizionare
porte e finestre in modo giusto, usare correttamente
la pietra per dare un grande valore aggiunto ad un
edificio” ha affermato l’architettore pistoiese, che ha
testimoniato rispetto e amore per la pietra tanto da
impiegarla a tutte le latitudini (ha lavorato per quindici anni in Germania ed Olanda) e che pensa di utilizzarla ancora anche nel progetto dei nuovi Uffizi che
pensa con un pavimento in marmo per dare ulteriore
valore alle opere esposte.
Una vera “Lectio magistralis” che si è conclusa con il
ringraziamenti del presidente di CarraraFiere, Giorgio
Bianchini, che ha consegnato a Natalini il premio alla
carriera e con un applauso scrosciante da parte di
numerosi professionisti presenti per ascoltare un
maestro che, pur a suo tempo esponente dell’avanguardia, riconosce i valori dell’architettura tradizionale che il più delle volte è utile, solida e bella anche
perché connotata da un materiale tradizionale e sempre moderno come la pietra.
Because stones, for Natalini, “are the accents that
make the city’s song shine. A city that is made of
places and true people that need to identify even
physically with the materials, not only through the
ephemeral or the modern at all costs.”
Nowadays, we see a form of globalisation even in
architecture, which believes a high-tech building is
more valuable. “More often than not, one only has to
design well, place doors and windows in the right
places, use stone properly, to give great added value
to a building”, stated the Pistoia-born architect-painter
who showed his respect of and love for stone to such
an extent that he used it anywhere (he worked fifteen
years in Germany and Holland) and who thinks of
using it again, even in the new Uffizi, where he would
like to design a marble floor to give more value to the
exhibits. A veritable “Lectio magistralis” which ended
with a thank-you from the president of CarraraFiere,
Giorgio Bianchini, who gave Natalini an award for his
career, and a thunderous applause from the many
professionals who were there to listen to a master
who, even though a former avant-garde artist, also
appreciates the values of traditional architecture,
which most of the times is useful, sound and
beautiful, as it is made of a traditional, timeless
material, stone.
Design, Art & Trend | 93
Produzione di alto livello
di abrasivi e mole
diamantate per Marmi, Graniti,
Vetro e Ceramiche.
Leader nella tecnologia
dello smalto di vetro.
THE SURFACE
FOR IDEAS
laminam.it
3 mm DI MATERIALE CERAMICO CHE COSTITUISCONO UNA SUPERFICIE TECNICAMENTE AVANZATA DI OLTRE 3 mq.
Laminam ® è materia di nuova concezione, l’ideale per rivestire o pavimentare ambienti esterni e interni. Trova infinite applicazioni anche nel
product design, grazie alla sua versatilità e alle diverse caratteristiche performanti delle sue versioni Lam’Slab ™ , Lam’S ™ , Lam’S 2 ™ , Lam’S 3 ™ .
Disponibile in una vasta gamma di colori, Laminam ® è resistente, lavorabile e soprattutto unico, originale. Laminam ® , the surface for ideas.
EB Marmi Srl - Via G. Matteotti, 6 - 20044 Bernareggio (Mi) - Tel: 039 6900261 - Fax: 039 6093444
Show Room - Galleria di Piazza Marconi - 20059 Vimercate (Mi) - Tel: 039 6082363 - Fax: 039 6611070
[email protected] - www.ebmarmi.it

Documenti analoghi