15 . la stampa - Pearson College London

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15 . la stampa - Pearson College London
Domani in edicola con La Stampa
*
1
LE STAR A TORINO
INTERVISTA A BOLLE
VIOLA KO A NAPOLI
Che emozione
trovare lavoro
coi cartoon 3D
Oltre il balletto
“Un libro e un film
sulle bellezze d’Italia”
Un palo per parte
Tutto è pari
tra Inter e Juve
Penna e Ruffilli A PAGINA 27
Daniela Lanni A PAGINA 28
Servizi DA PAG. 32 A PAG. 36
LA
LA STAMPA
STAMPA
QUOTIDIANO FONDATO NEL 1867
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015 1 ANNO 149 N. 288 1 1,50 € IN ITALIA (PREZZI PROMOZIONALI ED ESTERO IN ULTIMA) SPEDIZIONE ABB. POSTALE - D.L. 353/03 (CONV. IN L. 27/02/04) ART. 1 COMMA 1, DCB - TO www.lastampa.it
*
Mentre i vescovi criticano l’esecutivo sulle unioni civili: “Dimentica la famiglia”. Ma la Boschi stempera la polemica
Manovra, scontro nel Pd sulle tasse
La minoranza del partito: dal governo misure che non aiutano lavoratori e pensionati
LA VISITA
Cosa chiede
la Turchia
alla Merkel
GIAN ENRICO RUSCONI
DE VINCENTI
MA LA SINISTRA “Ecco il piano
immagini dell’Italia
HA SEMPRE
FATTO LA DESTRA
MARCELLO SORGI
ANNI SESSANTA
L
a polemica della sinistra Pd e della Cgil
contro le cosiddette
caratteristiche di «destra»
della legge di stabilità, presentata da Matteo Renzi e
Pier Carlo Padoan, non accenna a scemare.
E anche se il ministro
dell’Economia, in passato
stretto consigliere di Massimo D’Alema, si sta dando
molto da fare, per spiegare
il senso delle misure, andando anche un po’ al di là
dei tweet del presidente del
Consiglio, la sensazione è
che l’ala bersaniana si prepari a contestare in Parlamento la manovra con
un’intensità simile, se non
superiore, a quella appena
usata per la riforma del Senato.
Ma a parte le difficoltà,
specie di questi tempi, di
definire chiaramente gli
orientamenti delle politiche
economiche (ci sono economisti di sinistra che non
hanno nulla da invidiare ai
«Chicago boys», e viceversa), l’aspetto sorprendente
di queste critiche è che vengono da una parte del partito che ha sempre volontariamente accettato, sottoscritto, e talvolta sollecitato, provvedimenti impopolari quanto indispensabili,
che hanno fatto sopportare
sacrifici duri, e tuttavia inevitabili, ai lavoratori a reddito più basso, ai pensionati
e agli strati meno protetti
della società.
CONTINUA A PAGINA 3
per il Sud”
Il sottosegretario: porti
e ferrovie per le merci
da Europa e Africa
INTERVISTA DI Paolo Baroni
A PAGINA 3
* sulle misure fiscali. L’affon- * vili «la politica italiana non
Finanziaria. Duello nel Pd
Lo scontro. Sulle unioni ci-
do contro Matteo Renzi è di
Pier Luigi Bersani: «In questo modo viola la Costituzione». La minoranza del
partito incalza il presidente
del Consiglio: dal governo
provvedimenti che non aiutano lavoratori e pensionati. E il premier convoca subito i gruppi di Camera e
Senato.
sia strabica». Così il presidente della Cei, monsignor
Galantino che aggiunge:
«Spero che si riesca ad avere un’attenzione alla famiglia fatta di madri, padri e figli». E Alfano attacca la Boschi: «La sua una provocazione gratuita».
Bertini, Galeazzi, La Mattina
e Lombardo ALLE PAG. 2, 3 E 5
VOLKSWAGEN
Maxi-causa
da 40 miliardi
I grandi azionisti pensano
di chiedere il risarcimento
per il crollo del titolo
Mastrolilli e Paolucci
A PAGINA 9
IL RACCONTO DEL NOSTRO CRONISTA TRA I VISITATORI RASSEGNATI ALLA LUNGA ATTESA MA FELICI
Expo, 5 ore di coda per vedere lo stand Italia
Vaccinazioni
Informare
non basta più
EUGENIA TOGNOTTI
O
DAVIDE SALERNO/FOTOGRAMMA
ccorrerà prendere
atto, e al più presto
che non basteranno
(solo) le tradizionali campagne d’istruzione e sensibilizzazione. E, neppure, la
minaccia di possibili sanzioni ai medici obiettori,
fonte d’informazioni scientificamente infondate ai
loro pazienti, ad avere la
meglio sugli agguerriti
movimenti vaccinofobi,
della cui enorme diffusione e capacità d’influenza
dà conto, tra l’altro, quel
moderno vaso di Pandora
che è Internet.
La marea umana nel penultimo weekend prima della chiusura: 8 addirittura le ore di fila per visitare il padiglione giapponese Corbi e Rizzato PAG. 10-11
CONTINUA A PAGINA 24
Perché siamo ancora tutti orfani di Steve Jobs
FRANCESCO GUERRERA
I
9 771122 176003
CONTINUA A PAGINA 24
L’EMERGENZA
A Silicon Valley arrivano grandi capitali ma si sente la mancanza di un leader carismatico
51019
P
er Angela Merkel l’incontro di ieri a Istanbul con i governanti
turchi è stata una delle sue
prove più difficili. Dagli
esiti ancora imprevedibili.
Probabilmente la cancelliera tedesca tranquillizzerà, almeno per il momento, molti (non certamente tutti) suoi connazionali impauriti dall’impatto materiale e culturale della massa dei profughi
cui lei ha generosamente
promesso asilo. Il flusso
sarà verosimilmente bloccato.
Ma il costo è alto e incerto.
l mondo della tecnologia è alla ricerca
di un nuovo leader spirituale. Come
una nazione giovane, una squadra di
calcio piena di talento o un’azienda in
grande crescita, Silicon Valley ha bisogno di una guida carismatica e sagace
per trasformare il fervore intellettuale e
l’entusiasmo in qualcosa di più duraturo.
L’idea mi è venuta mentre ero in uno dei
due cinema di New York che ospitano l’anteprima di «Steve Jobs», il nuovo, controverso, film
sul fondatore della Apple.
C’è una scena all’inizio della pellicola
in cui il protagonista si arrabbia con
un collega che non riesce a programmare uno dei primi computer dell’azienda californiana. «Avevi tre
settimane! L’universo è stato creato in un terzo del tempo!», urla
Jobs, interpretato da Michael Fassbender. «Beh, un giorno ci dovrai
raccontare come lo hai fatto», replica il
povero ingegnere.
CONTINUA A PAGINA 26
2 .Primo Piano
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Manovra, Bersani a Renzi
“Così si viola la Costituzione”
Duello nel Pd sulle tasse e il premier convoca i gruppi di Camera e Senato
CARLO BERTINI
ROMA
Cantone:
contrario
ai 3mila euro
di contante
Già in luglio quando Renzi a
Milano lanciò l’annuncio sull’abolizione della Tasi, subito i
«compagni» della minoranza si
sollevarono contro il regalo che
non avrebbe dovuto fare ai ricchi proprietari di case. Tre mesi dopo il copione va in scena
con tutta la drammatizzazione
del caso, la batteria del “fuoco
amico” accesa da Bersani, Cuperlo, Speranza spara ad alzo
zero. E il motivo è semplice: se
la battaglia sul Senato elettivo
quest’estate non ha scaldato gli
animi dei militanti di sinistra,
quella sulle tasse e sul contante
è altra cosa. I bersaniani non
solo sono indignati ma sono
convinti che una manovra «così
di destra» possa rivelarsi un
boomerang sul piano elettorale
alle comunali, perché «fa arrabbiare pensionati, lavoratori
dipendenti e tutta la nostra
gente». Il premier non teme
questo nuovo fronte, questa
settimana convocherà un’assemblea dei gruppi di Camera e
Senato sulla legge di stabilità.
E a fine mese si terrà una Direzione sui temi esteri. Per ora il
senso delle repliche dei suoi uomini a Bersani è che «la minoranza continua a fare il congresso su ogni provvedimento
del governo», per usare le parole di Andrea Marcucci
1 «Sono con-
trario, e l’ho
detto in altra
occasione, all’innalzamento a
tremila euro
della soglia per
l’uso del contante. Così come la
riduzione a 500
euro non ha
eliminato l’evasione fiscale.
Sono pannicelli
caldi. Così non si
fa lotta alla
evasione, c’è
bisogno di stabilità normativa».
Così è intervenuto il presidente
dell’Autorità
nazionale anticorruzione Raffaele Cantone a
Pescara, parlando della misura
contenuta nella
manovra. «Non
credo ha concluso Cantone - che
l’aumento sia di
per sé sbagliato,
è l’essere arrivati
a 500 e risalire a
3000 che dà la
impressione che
purché si spenda, va bene. La
questione è che
ogni anno le
norme vengono
sempre cambiate, ma non si può
fare questo solo
per risolvere
problemi di
bilancio».
Contentino su ville e casali
E quindi il Pd si ritrova di nuovo
diviso, stavolta sulla manovra,
con una prospettiva di conflitto
permanente di qui a fine anno.
Se Cuperlo chiede a Padoan
perché abbia cambiato idea sugli effetti negativi del contante e
Speranza chiede di consultare
gli iscritti Pd sul taglio delle tasse a tutti, Bersani addirittura
dice che la legge di stabilità viola la Costituzione: non bisogna
tradire la Carta sul principio
della progressività delle tasse,
mentre «qui chi ha di più paga
di meno. Si sfida l’intelligenza
degli italiani. Dire che, a parità
di welfare, abbassare le tasse è
buono e giusto, è come dire viva
la mamma. Nessuno può obiettare. Ma abbassarle prima di
tutti a chi, e come, e per che co-
il caso
ILARIO LOMBARDO
ROMA
Ernesto Carbone
Membro della segreteria
del Partito democratico
Sul contante il ministro
Padoan in un anno ha
cambiato idea. Ma che
cosa lo ha spinto a una
scelta così diversa?
Gianni Cuperlo
LUIGI MISTRULLI
Il premier Matteo Renzi con Pierluigi Bersani
sa?». Per Renzi parla il fedelissimo Ernesto Carbone, «siamo
alle barzellette. Citare l’articolo
53 della Costituzione? La prima
casa non si paga, ma chi è più
ricco paga, eccome. Abbiamo
abolito la tassa sulla prima casa, non sulla seconda o la terza». E perché Bersani «si concentra solo su Imu e contante e
non parla di altre misure? Per la
prima volta si interviene sulla
povertà, sul sociale, sul servizio
civile, sugli ammortamenti per
chi investe in azienda».
Gli uomini dell’ex segretario
ammettono che ad esempio gli
sconti sugli investimenti in
macchinari sono una buona cosa, ma sulla povertà no. Definiscono «i 600 milioni per bambini poveri una tipica misura da
destra compassionevole, una
proposta da teocon americani».
E già mettono in conto come
minima concessione del premier, «il ripristino della tassa
sulle prime case di extralusso,
ville e casali, tolta appositamente per poterci dare un contentino dopo».
Marchionne negli Usa
«L’Italia va nella direzione giusta
E ora facciamo lavorare Renzi»
1 L’Italia va nella direzio-
ne giusta, ma bisogna lasciare lavorare il governo.
E’ il messaggio dell’ad di
Fca, Sergio Marchionne, a
margine della serata di gala a Washington, dove sabato sera ha ricevuto il premio Special Achievement Award in International Business della National Italian American Foundation. Gli italo-americani lo hanno premiato come simbolo di successo nel loro paese d’origine, e lui ha commentato così: «E’
un piacere stare in questi ambienti. Qua c’è un’Italia che
funziona». Quella originale è un altro discorso: «In Italia
c’è quello che sapete, la conoscete meglio di me. Ma ci
sono delle cose». Segnali di ripresa e la nuova legge di stabilità: «Non l’ho nemmeno studiata. Credo si stiano facendo passi avanti. Poi non sono tutti perfetti, l’ho sempre detto, ma questo non sta a me giudicarlo. La direzione è quella giusta. Facciamo lavorare questo povero cristo, facciamolo lavorare veramente, e in pace».
[P. MAS.]
Statali, primi effetti della riforma Madia
Oltre 5mila pensionamenti obbligatori
C
anno dall’entrata in vigore del
dl sono 5.200 le uscite di questo
tipo, effetto dell’abolizione del
trattenimento in servizio e della risoluzione del rapporto con
il dipendente. In particolare,
per 2 mila e 200 persone l’uscita è avvenuta a 65 anni, scattato il cosiddetto limite ordinamentale. I numeri sono stati
forniti dal sottosegretario Angelo Rughetti, Pd, in risposta a
un’interrogazione della collega
di partito Marialuisa Gnecchi
che cocciutamente per mesi ha
raccolto malumori e ricorsi di
quelle donne mandate a casa
d’ufficio dopo aver festeggiato
il 65esimo compleanno, ma con
contributi minimi che assotti-
Ministro
Marianna
Madia titolare
del dicastero
della Pubblica
amministrazione
Leader della minoranza
del Partito democratico
Commissione e poi fiducia
Gnecchi: un’ingiustizia per le donne con pochi contributi
i sono donne che a 65
anni non vorrebbero
andare in pensione.
Nessuna foga lavorativa, non
stiamo parlando di questo:
ma dell’opportunità sfumata
di lasciare il proprio impiego
un po’ dopo e raggranellare
così qualche soldo in più. Sarebbe stato possibile se ci fosse stato uno sforzo di flessibilità del governo. Com’è noto,
invece, il decreto sul pubblico
impiego fissa il pensionamento coatto. Che si voglia o meno, uomini e donne che lavorano nella Pa vanno in pensione in un’età compresa tra 65 e
66 anni e tre mesi. Secondo i
calcoli del governo a quasi un
Con Bersani siamo
alle barzellette. Perché
non parla delle misure
su povertà, sociale
e sconti per chi investe?
gliano di molto l’assegno. «È
un’ingiustizia, una delle tante
contro le donne – dice Gnecchi
–: eliminando anche il limite ordinamentale, molte donne
avrebbero potuto sfruttare il
tetto della pensione di vecchiaia degli uomini, a 66 anni e tre
mesi. Non parliamo di grandi
cifre, ma almeno avrebbero
avuto un anno o due di stipendio normale in più». La legge,
invece, obbliga alla pensione a
65 anni chi al 31 dicembre 2011
aveva 60 anni di età, se iscritte
all’Inps, e 61, se iscritte all’Inpdap, costringendo così alcune donne a lasciare il lavoro
con soli 24 anni di contributi:
«E anche questa è un’altra in-
65
anni
È l’età in cui
le donne
vanno
in pensione
nella P.a.
3347
impiegati
Si sono ritirati
con 40 anni
di contributi.
Sono due
terzi delle
5200 uscite
giustizia» risponde Gnecchi,
dipendente Inps prima di entrare in Parlamento: «Infatti,
secondo me nei calcoli del governo la valutazione è stata limitata ai soli ministeri e iscritti
Inpdap, senza tener conto dei
dipendenti della scuola e degli
enti locali». E qui arriviamo al
vero nodo della questione. Rughetti ha mostrato una tabella
aggiornata al 31 ottobre 2015,
secondo la quale il pensionamento obbligatorio in un anno
ha riguardato solo quattro persone con meno di 30 anni di
contributi (un uomo e tre donne), pochissime rispetto a chi
ha lasciato con oltre 40 anni di
età (3.447, i due terzi). «I nume-
Questa settimana quando arriverà il testo, la sinistra presenterà un pacchetto di una decina
di emendamenti, una sorta di
contro-manovra: il più rilevante sarà quello di Fornaro per
mettere una franchigia a 400
euro, che esenta il 64% dei proprietari di prime case, per recuperare 1,5 miliardi. Gli altri saranno mirati a dare più soldi ai
poveri, più investimenti per il
lavoro e a togliere la norma sul
contante. Come finirà? Gli uomini di Renzi in Senato già prevedono che «si andrà in aula
con il testo varato in commissione. Tradotto in maxiemendamento, su cui come sempre
avviene con le leggi di stabilità,
sarà posta la fiducia». Anzi usano un’immagine, «dopo il passaggio in commissione, anche
noi avremo la nostra valigetta
rossa, come quella del cancelliere dello scacchiere inglese, il
ministro del Tesoro che arriva a
Westminster alla Camera dei
Comuni con una legge finanziaria prendere o lasciare».
ri non tornano – replica la deputata dem– perché solo nella
mia provincia, a Bolzano, ci sono stati tre ricorsi: una dipendente del Comune e tre dell’Inps. Inoltre abbiamo già sei
sentenze favorevoli di diversi
tribunali del lavoro. Per non
parlare dei tanti insegnanti…».
Gnecchi chiede di «riammettere in servizio tutte quelle
donne che dal novembre 2014
sono state collocate a riposo»,
ma è lei stessa ad ammettere
che, nonostante la disponibilità
avanzata da Rughetti, sarà difficile agganciare la legge di
Stabilità per una modifica. Modifica che, invece, sempre in tema di lavoro, ha promesso di
portare in sede di dibattito sulla manovra il deputato Pd Enzo
Lattuca, facendo propria la
proposta della Flepar Inail
(che riunisce avvocati, professionisti e tecnici sanitari) di inserire «riduzioni del premio assicurativo per i datori che investono in sicurezza. E, viceversa, l’aumento per chi non lo fa».
1
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Primo Piano .3
.
FINANZIARIA/MISURE E REAZIONI
Almeno 7 miliardi di euro saranno A Pierluigi Bersani ricordo che
destinati al Mezzogiorno. Il piano è la prima volta che un governo
sarà operativo da gennaio 2016 stanzia nella legge di Stabilità
più di un miliardo di euro
Aerospazio, elettronica, turismo, per i poveri e i disabili
siderurgia e agricoltura, i punti
Claudio De Vincenti
di forza per far ripartire il Sud
Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio
Intervista
PAOLO BARONI
ROMA
I
nfrastrutture, soprattutto
ferrovie e porti, e poi filiere
industriali, banda ultra larga, cultura e turismo: il Piano
per il Sud è quasi pronto e disporrà di fondi immediatamente spendibili. «Abbiamo attivato la clausola per lo 0,3% di Pil,
ossia per 5 miliardi di euro di
spesa nazionale, con un effetto
leva complessivo di oltre 11 miliardi di investimenti, di cui almeno 7 saranno destinati al
Mezzogiorno. Siamo stati realistici e al tempo stesso ambiziosi
- spiega il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti -. In passato
non si è mai realizzata in un solo
anno una spesa di questa portata su progetti cofinanziati».
“Turismo, porti, industria e Internet
Quindici patti per rilanciare il Sud”
Il sottosegretario De Vincenti: il Mezzogiorno un hub per le merci da Europa e Africa
Confindustria lamenta che il
Masterplan per il Sud è scomparso dai radar e che i soldi sarebbero pure pochi.
«Se 7 miliardi vi sembran pochi! E non ha senso dire che si
tratta di risorse già stanziate:
la clausola investimenti che abbiamo attivato crea gli spazi di
bilancio affinché quegli stanziamenti possano diventare
spesa effettiva, risorse insomma realmente a disposizione
del Mezzogiorno nel 2016, non
sulla carta. Abbiamo così creato la base finanziaria del Masterplan, che quindi non è per
nulla al palo: la sua elaborazione non è un esercizio accademico ma il frutto del confronto
con i presidenti di Regione e i
sindaci con cui stiamo costruendo i 15 Patti per il Sud,
parte decisiva del Masterplan.
Firmeremo i patti tra novembre e dicembre insieme con la
definizione del Piano. Tutto sarà operativo da gennaio 2016».
FRANCO CUFARI /ANSA
Il porto di Gioia Tauro. La logistica è una delle priorità del governo al Sud
sieme dell’economia del Mezzogiorno. Si tratta di un progetto
che non cala dall’alto ma fa leva
sulle capacità e sulla voglia di
mettersi in gioco dei cittadini e
delle istituzioni meridionali: non
più “cattedrali nel deserto” ma
un tessuto produttivo stabilmente vitale e dinamico».
Filosofia, obiettivi? A cosa si
punta?
Un capitolo importante, le infrastrutture. Cosa si fa e perché?
«Si parte dai punti di forza e di
vitalità del tessuto economico
meridionale – aerospazio, elettronica, siderurgia, chimica,
agroindustria, turismo, solo
per citarne alcuni – per collocarli in un contesto di politica
industriale e di infrastrutture
e servizi che consenta di far diventare le eccellenze meridionali veri diffusori di imprenditorialità e di competenze lavorative per una ripresa dell’in-
«Per la mobilità, l’obiettivo è
duplice: accelerare le connessioni Sud-Nord e migliorare la
mobilità interna al Mezzogiorno. Per limitarmi ad alcuni
esempi: velocizzazione dell’asse ferroviario adriatico (fino a
Lecce) e di quello tirrenico, alta
velocità Napoli-Bari-Taranto,
la Salerno-Reggio Calabria e la
Catania-Palermo, la statale Jonica. E c’è poi il tema della logistica e della portualità, dove vo-
gliamo fare del Mezzogiorno e
dell’Italia un hub per intercettare e veicolare verso l’Europa i
flussi di merci che verranno dal
raddoppio del Canale di Suez.
Ma non ci sono solo le infrastrutture di trasporto: la banda
ultralarga, cui il Cipe ha già dedicato un primo stanziamento
di 3,5 miliardi, è essenziale per
collocare a pieno titolo il Mezzogiorno nel contesto nazionale
e internazionale».
Si riparla di ponte sullo Stretto,
anche solo ferroviario...
«Non è all’ordine del giorno. Non
può però diventare oggetto di una
battaglia ideologica: il tema va collocato nel quadro di ciò che è prioritario per sveltire i collegamenti
tra la Sicilia e il resto del Paese».
Cultura e turismo si diceva tempo fa sono il nostro “petrolio”. È
ancora così?
TONY VECE/ANSA
Matera, la città dei sassi. Meta di turismo internazionale
3,5
miliardi
Le risorse
stanziate per
sviluppare
Internet
veloce,
soprattutto
al Sud
«Col “Programma operativo
nazionale Cultura” adottiamo
un approccio nuovo, basato sugli attrattori culturali per sviluppare filiere produttive centrate sulla fruizione dello straordinario patrimonio artistico
del Mezzogiorno. E poi dobbiamo salvaguardare le bellezze
naturali di cui il Sud è ricco perché da questo dipende lo sviluppo del turismo che oggi appare
nettamente sottodimensionato
rispetto alle potenzialità».
In Parlamento aspettano il testo finale della legge: quando
arriva?
«Il testo era già pronto all’inizio
della discussione in Consiglio
dei ministri. Il Consiglio lo ha
approvato rinviando al coordinamento che, in base al regolamento, si rende necessario per
tenere conto di quello che poi è
Ciampi, Amato e Prodi, la sinistra
ha sempre fatto manovre di destra
MARCELLO SORGI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
U
n atteggiamento assai responsabile sebbene alternato a
bruschi ripensamenti -, attraverso il quale la sinistra politica non estremista negli ultimi quarant’anni si è pienamente legittimata ai compiti di governo.
Fu Enrico Berlinguer,
l’ultimo grande segretario
del Pci, e non certo un leader di destra, a lanciare la
parola d’ordine dell’«austerità», in un convegno al
Teatro Eliseo di Roma del
1977. Senza quella svolta,
Andreotti, alla guida, dal
’76 al ’79, dei governi di unità nazionale, con l’appoggio
degli stessi comunisti, non
avrebbe potuto bloccare la
scala mobile e sostituirla,
nelle buste paga, con buoni
del Tesoro di cui si sviluppò, subito, negli uffici pubblici e privati, un fiorente
mercato nero.
E se certo non poteva essere considerato di sinistra
il taglio della scala mobile,
allo stesso modo non lo erano le grandi privatizzazioni
(in qualche caso tra l’altro
fatte a prezzi forse eccessivamente convenienti), avviate da Amato e Ciampi, e
poi proseguite da Prodi e
D’Alema nella prima metà
degli Anni Novanta. Con le
banche pubbliche, poi con
Telecom, con Eni ed Enel,
fino a oggi alle Poste, la sinistra riformista rinunciava meritoriamente verrebbe
da aggiungere, e a costo di
divisioni interne con la sua
ala radicale - allo statalismo, un altro dei caposaldi
della sua impostazione economica. D’Alema provò a
spingersi più in avanti,
quando toccò a lui guidare il
governo, progettando una
sorta di ristrutturazione di
Cgil, Cisl e Uil in un sindacato unico che, proprio perché imposto dal governo e
dall’alto, non si realizzò.
Successivamente, anche
in epoca di centrodestra, la
sinistra ha continuato a dare un notevole contributo a
manovre economiche fondate sul rigore e mirate al risanamento dei conti pubblici,
seppur ad alto costo sociale.
Accadde, ad esempio, nel
’96, quando il governo Dini,
nato dal ribaltone parlamentare voluto da D’Alema
per disarcionare Berlusconi, mise a segno la riforma
delle pensioni che, introducendo il sistema contributivo al posto di quello retributivo, veniva per la prima volta a colpire la categoria considerata più debole degli exlavoratori ritiratisi per an-
stato deliberato. Questo è quanto si sta appunto facendo in
queste ore. E mi lasci sottolineare che siamo coerenti con l’impostazione che ci siamo dati fin
dalla Stabilità dell’anno scorso.
Una manovra con effetti espansivi nel quadro di una gestione
rigorosa del bilancio pubblico:
rafforzamento delle misure per
la crescita, riduzione delle imposte su imprese e famiglie, attenzione ai più deboli».
7
miliardi
Il valore
complessivo
del piano
del governo
per far
ripartire
il Sud Italia
Per Bersani però la legge di Stabilità viola la costituzione. «Chi
ha più paga meno», sostiene.
«Ricordo che questo governo,
come primo atto, ha fatto con
gli 80 euro una riduzione secca
dell’Irpef sui lavoratori. E aggiungo che è la prima volta che
un governo stanzia in finanziaria più di un miliardo per i poveri e i disabili».
zianità. Va detto che la riforma fu varata con l’accordo dei sindacati, che avevano e hanno tra i pensionati
la maggior parte dei loro
iscritti, e fu l’ultima volta
che la Cgil consentì, sia pure a denti stretti, a far passare un intervento del genere. Poco dopo, tornato Prodi
al governo, fu proprio Bersani a lanciare la sua famosa
«lenzuolata» di liberalizzazioni, che provocò, che com’era già accaduto in Francia, uno sciopero generale
dei taxisti,
un tempo in buona parte
di sinistra, e da quel giorno
schierati a destra.
La lista degli interventi
di destra fatti dalla sinistra,
come si vede, è piuttosto
lunga e abbraccia periodi
diversi. Naturalmente, per
ciascuna di queste scelte,
va tenuto presente il contesto in cui venivano prese ad esempio la vigilia dell’ingresso nel sistema dell’eu-
ro, o la necessità di rompere
il monopolio pubblico dei
servizi, per abbassarne il
costo a favore degli utenti e lo sforzo di una sinistra
elettoralmente minoritaria,
anche quando vinceva le
elezioni, di legittimarsi di
fronte a quella parte di elettorato che non l’aveva votata e restava sensibile al richiamo della propaganda
anticomunista berlusconiana. Né più né meno quel che
in questi giorni cerca di fare
Renzi, che tra l’altro è andato al governo senza avere alle spalle un passaggio elettorale e deve prepararsi al
prossimo.
Più in generale, quando è
stata al governo negli ultimi
vent’anni, la sinistra ha saputo fare i conti con una verità, difficile da accettare,
che oggi la minoranza Pd
sembra aver dimenticato:
governare, infatti, è soprattutto fare ciò che si deve;
non ciò che si vuole.
4 .Primo Piano
Il raduno
M5S
1 A Imola ieri
è stata la giornata conclusiva
della kermesse
del Movimento
cinque stelle. Un
po’ più di 20
mila persone di
sabato, ma
certamente non
le 200 mila di cui
hanno parlato
gli organizzatori
1 Il cofonda-
tore del M5S ha
assicurato: «A
ridosso delle
elezioni, anche
quelle comunali,
saranno gli
iscritti a decidere i candidati
con le votazioni
online». Ma
questo significa
che tutto passerà sotto il rigido
controllo della
Casaleggio
Associati
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Casaleggio stoppa Di Maio
“Non passiamo il testimone”
E Grillo lo avvisa: perché candidare gente per mezzo della tv?
Reportage
MARCO BRESOLIN
INVIATO A IMOLA
a un lato Grillo che, da
attore consumato, finge
di annunciare grandi
cambiamenti e storiche aperture. Dall’altro il pragmatismo di
Casaleggio che fa capire con
chiarezza chi porta - e continuerà a portare per un po’ - i
pantaloni in casa Movimento 5
Stelle: «Non passiamo il testimone a nessuno». Se fosse un
hashtag, il messaggio rivolto
agli aspiranti leader Di Maio e
Di Battista suonerebbe più o
meno così: #comandiamonoi.
«Perché candidare le persone
per mezzo della tv?», domanda
malizioso Grillo.
Ma ai militanti, e soprattutto
agli elettori, il segnale da mandare è un altro. Opposto. Ci
pensa il front-man, Grillo: «Non
avete bisogno di un guru (Casaleggio, ndr) o di un elevato (così
si è ribattezzato ironicamente
lui stesso, ndr), adesso tocca a
voi» ha rassicurato i fedelissimi
arrivati a Imola nonostante la
pioggia (nella giornata conclusiva di Italia 5 Stelle erano più
D
GIUSEPPE CACACE/AFP
dei ventimila di sabato, ma certamente non i 200 mila annunciati). Ed è per questo che ha
buttato lì l’ipotesi - l’altra sera
aveva parlato di «un sogno» - di
togliere il suo nome dal simbolo
del M5S. Già dalle prossime elezioni? «Può darsi», si tiene vago
l’ex comico, che in realtà non ha
alcuna intenzione di fare questo
passo. Il blog e il Movimento
continueranno a essere una cosa sola. Ma soprattutto candidature e liste continueranno a
passare sotto il rigido controllo
della Casaleggio Associati. Il
“guru” assicura: «A ridosso delle elezioni, anche quelle Comunali, saranno gli iscritti a decidere i candidati con le votazioni
online». Già, ma chi detiene il
Grillo
Grillo a fine
show, sul palco,
dove c’era solo
la fazione Di
Maio, ha scherzato ma mica
tanto: «Pensate
cosa eravate
due anni fa,
niente, senza di
me, siete dei
miracolati»
controllo della famosa piattaforma? Ovviamente la Casaleggio. E allora la domanda è
d’obbligo: siete disposti ad affidare la gestione della piattaforma ai militanti? «Ora devo
andare». E il fino a quel momento loquace Casaleggio
evita di dire quel che pensa:
non se ne parla proprio.
Su questo fronte punta il
dito il solito Pizzarotti, unica
voce critica in un Movimento
che - almeno nelle dichiarazioni ufficiali - non osa contraddire i due capi. «Va bene
la consultazione online, ma
questo è un metodo che ha i
suoi limiti. Bisogna incontrarsi, discutere. Il mondo è fatto
di persone, non è virtuale». E
I soldi
Sempre alla
fine, sul palco, Grillo,
verso Di Maio:
«Due anni fa
non guadagnavate
niente e ora
prendete
stipendi
meravigliosi»
Enel
Official Global Partner
lancia l’idea di «un grande meet-up nazionale», che si occuperà - tra le altre cose - di scrivere
il programma. Ne avrebbe discusso ieri in un incontro riservato con Luigi Di Maio e la perfetta sintonia tra i due è riscontrabile anche nelle parole al
miele che il sindaco di Parma ha
dedicato al vicepresidente della
Camera: «In questo momento
Luigi è il meglio che il Movimento possa offrire».
Ma allora, se i grandi capi vogliono continuare a tenere tra le
loro mani il bastone del comando (Casaleggio ha già fissato le
priorità del governo a 5 Stelle:
«Lotta alla corruzione e abolizione della prescrizione»), perché Grillo continua a promettere «che questo Movimento è
proiettato verso il cambiamento» e che lui e Casaleggio si faranno da parte? Il motivo è
chiaro: gli ultimi sondaggi dimostrano che l’effetto-traino
del leader ha avuto un effetto
esplosivo sul M5S nella fase iniziale, ma ora sta scemando. Addirittura pare essere diventato
un ostacolo. Sondaggisti e politologi ritengono che Grillo sia
troppo divisivo. Per non parlare
delle tante ambiguità su questioni come l’immigrazione e le
unioni civili. Il capogruppo in
Senato, Gianluca Castaldi, ha
confermato la disponibilità a
votare il ddl Cirinnà: «Ho chiesto di iniziare a discuterla martedì e chiuderla giovedì, ma il
Pd non vuole». La posizione di
Grillo è un po’ diversa e anche
per questo ieri, a precisa domanda, non ha risposto.
Meglio farsi da parte e mandare avanti i volti nuovi, giovani
e “preparatissimi”. Meglio lasciare il palcoscenico (ieri sera
niente comizio conclusivo, ma
solo un saluto a ritmo di blues) e
passare dietro le quinte. Dove
c’è la vera stanza dei bottoni.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Primo Piano .5
.
MOVIMENTI E PARTITI
GIACOMO GALEAZZI
CITTA’ DEL VATICANO
Quattro mesi fa a piazza San
Giovanni il «Family day»
aveva dato voce alla protesta della base cattolica: associazioni, comitati spontanei, gruppi parrocchiali.
Adesso lo stop arriva dal
vertice della Chiesa. «Con il
ddl Cirinnà si mette all’angolo la famiglia». Altolà dei
vescovi.
Il segretario Cei, Nunzio
Galantino chiede che «la politica non sia strabica: non si
può pensare a un governo
che sta investendo tantissime energie per queste forme
di unioni particolari». E «di
fatto sta mettendo all’angolo
la famiglia tradizionale che
deve essere un pilastro della
società». Alla trasmissione
di Rai 3 «In mezz’ora», Galantino boccia il ddl Cirinnà.
«Se potessi farei una legge
sulla famiglia e per la famiglia, non farei questo». Ma
nessuna riedizione delle
pressioni anti-Pacs del 2007.
Non ci sarà attività di lobby
in Parlamento per non far
passare la legge. La Cei si rivolge a tutti, trasversalmente contro le unioni civili.
Unioni civili, i vescovi attaccano
“Il governo dimentica la famiglia”
La Cei: non siate strabici. E Boschi va in piazza San Pietro ad ascoltare il Papa
ferma -. Spero in un Parlamento che non ha bisogno del
vescovo o del Papa che glielo
dicano». Senza lobbying.
Fermezza senza crociate
Appello ai parlamentari
«Non mi piace parlare di lobby per non far passare la legge - precisa -. Voglio fare un
appello ai cattolici, ma non
solo, perché togliamoci dalla
testa che la famiglia fatta da
padre, madre e figli sia un
problema della Chiesa. La famiglia che assicura il futuro
alla società è una realtà, presente nella Costituzione e riguarda tutta la società». Nessuna ingerenza ma fermezza.
Un appello «non per non
fare, ma per fare». Invece «si
ALESSANDRA TARANTINO/AP
Boschi
In tv ha
chiarito:
«Sulla
stepchild
adoption ci
sono opinioni
trasversali. Il
Pd lascerà
libertà di
coscienza su
questo tema»
Retroscena
AMEDEO LA MATTINA
ROMA
dà l’impressione che in Italia
ci sia solo il problema delle
coppie di fatto e non i problemi delle famiglie normali. A
noi non va bene». La Cei non
invade il campo della politica,
però «vuole capire con quali
attività si può arrivare a efficaci interventi, rispettando i
livelli». Sempre.
Insomma, evidenzia Galantino, «come credente e cit-
Ncd
Secondo fonti
vicine ad
Angelino
Alfano, il
chiarimento
della Boschi è
stato apprezzato dal
leader del
Ncd
tadino gradirei che si mettesse in atto quanto dice l’articolo 29 della Costituzione sulla
famiglia fatta di padre, madre e figli». La Cei non si rivolgerà ai parlamentari cattolici per ottenere la loro
obiezione di coscienza sulla
legge. «Spero che il Parlamento non ne abbia bisogno,
non serve un Parlamento al
giogo del prete di turno - af-
«Spero che si riesca ad avere
con chiarezza attenzione alla
famiglia fatta di padre, madre e figli e che il governo stia
attento anche ad altre realtà
che hanno bisogno di essere
accompagnate - sottolinea il
numero due della Cei -. Il governo non è la Chiesa. Ma io
chiedo che la politica non sia
strabica. Non si può pensare
a un governo che sta investendo tantissime energie
per queste forme di unione
particolari e dall’altra sta
mettendo all’angolo con la
politica fiscale la famiglia fatta di padre, madre e figli che
deve essere il pilastro della
società». In piazza San Pietro
ad ascoltare il Papa parlare
di famiglia, anche il ministro
delle Riforme, Boschi. La Cei
fa appello alla coscienza dei
parlamentari, indica come
priorità la famiglia tradizionale, però riconosce che il governo può «essere attento ad
altre realtà, che hanno bisogno di essere accompagnate». E avverte: «Quanto fatto
per la povertà non basta».
Nessun diktat. Collaborazione per il bene comune.
Alfano al telefono con Renzi
“Da Boschi provocazione gratuita”
E il premier induce il ministro a stemperare: “Non ci sarà rottura”
temperare, abbassare i
toni, evitare che ad Alfano scoppi il partito in
mano. Ci sarebbe stata una telefonata tra Renzi e il suo ministro dell’Interno nonché
leader di Alleanza popolare in
fibrillazione sulle unioni civili.
Così interviene il vicesegretario del Pd Guerini e soprattutto Maria Elena Boschi che
corregge il tiro e apre a una
possibile mediazione. Ma si
tratta solo di un assist formale
per evitare di alimentare la fuga di senatori centristi al seguito di Quagliariello, proprio
al Senato dove i voti sono sul
filo del rasoio. Infatti sul punto dolente delle adozioni non
c’è alcuna apertura da parte
della Boschi. La sua è una correzione parziale quando ammette l’evidenza, cioè che ci
sono opinioni diverse e trasversali. «Probabilmente il Pd
lascerà libertà di coscienza.
Non ci sarà nessuna rottura
del governo e di maggioranza,
ci confronteremo ed è possibile trovare un accordo».
Non ha ripetuto che la legge passerà anche senza i voti
dei centristi alleati («faremo
alleanze con altri»), come aveva detto il giorno prima scatenando la reazione avvelenata
di Alfano che in questa uscita
della Boschi vedeva un’entrata a gamba tesa. Uno schiaffo
che avrebbe potuto alimentare le uscite in corso dei sena-
S
tori Quagliariello, Giovanardi,
Augello e Di Giacomo al grido
«siamo subalterni a Renzi».
Uno sgarbo ad un alleato che
non ha mai creato grossi problemi a Palazzo Chigi e si appresta a votare una legge di stabilità che contiene molte cose di
destra. Almeno secondo Alfano. Il quale ha chiesto spiegazione allo stesso Renzi della
«provocazione gratuita» di Maria Elena.
Tra l’altro Alfano sa che il
premier non condivide le adozioni nelle coppie gay (gli stessi
sondaggi vanno in questa direzione) e non la pensa come il
suo ministro per le Riforme,
molto sensibile alle richieste
del movimento omosessuale: a
settembre è stata accolta come
una star al Pride Village di Padova. Ma Renzi non è si esposto, non ha fermato la relatrice
Pd Cirinnà in commissione dove si è arrivato a un braccio di
ferro tra gli opposti oltransisti
della maggioranza.
Non condivide le adozioni da
parte delle coppie gay, ma usa le
unioni civili come carota per i
dissidenti della minoranza Dem
sul piede di guerra contro la
legge di stabilità e lo snaturamento del Pd nel partito della
Nazione. Ieri però avrebbe
chiesto alla Boschi di smorzare
i toni e lei lo ha fatto parlando di
libertà di coscienza. È intervenuto a buttare acqua sul fuoco
anche il vicesegratrio del Pd
GIUSEPPE LAMI/ANSA
Il ministro per le riforme Maria Elena Boschi ieri in San Pietro
Guerini. « Il tema delle unioni
civili è complesso e delicato.
Noi dobbiamo procedere con
buon senso. Non è una materia
di governo, ma tutti possiamo
dare una mano, senza porre ve-
ri e propri aut aut. Sul 90% ci
siamo, sui punti ancora aperti
ci sarà libertà di coscienza». Un
assist per Alfano in difficoltà. Il
leader di Ap apprezza le parole
del ministro Boschi e ribadisce
il no all’equiparazione al matrimonio e alla adottabilità dei figli
da parte delle coppie dello stesso sesso.
Ci sarà un accordo sull’adozione che diventerà un semplice affido, sbarrando la porta all’utero in affitto? Oppure si circoscriverà l’adozione a casi specifici? Il capogruppo di Ap
Schifani spiega che non ci sono
trattative in corso («se ne parlerà dopo l’approvazione della
legge di stabilità, il prossimo
anno»). Il capogruppo Ap alla
Camera Lupi non è disposto al
dialogo sulle adozioni. Cicchitto
replica a Forza Italia e a Quagliariello, ma se la prende pure
con gli «opposti estremisti» del
Pd e del suo partito: «La senatrice Cirinnà non ha svolto la
funzione di mediazione. Ad alcuni amici dell’Ncd va invece
detto che l’eccesso di ostruzionismo in Commissione non ha
favorito un dibattito sul merito». Quagliariello però continua
ad accusare Alfano di essere subalterno all’«arroganza» di
Renzi.
Nonostante il clima più addolcito, le distanze restano.
L’unica via è lasciare libertà di
coscienze e il voto segreto. Boschi punterà ai voti dei 5 Stelle
e dei senatori di Verdini, mentre Alfano, presentando un
emendamento contro l’adozione, si propone come portabandiera di tutto il centrodestra e
parte dei dem cattolici.
Camere
con vista
CARLO
BERTINI
In commisisone
il braccio di ferro
governo-grillini
sulle auto blu
5stelle riaprono il
fronte della lotta alle
auto blu: esigono dal
governo un censimento
di quelle ancora in circolazione e propongono il
divieto tout court di acquistarne altre per tutte
le amministrazioni pubbliche, quindi pure authorities, regioni ed enti
locali. È partita la scorsa
settimana e andrà avanti
ancora la battaglia ingaggiata dai grillini nella prima commissione di Montecitorio.
Oggetto, una proposta
di legge presentata in luglio da tutto il gruppo dei
5 stelle, da Sorial a Di Maio a Di Battista, per vietare l’acquisto di auto di servizio o di rappresentanza
a ministeri e organismi
vari - pena multe salate - e
per dismettere all’asta
quelle esistenti. Con l’aggiunta di un divieto anche
a stipulare contratti di leasing, pratica diffusa da
quando si è cominciato a
sforbiciare il parco auto e
a limitare i costi, evitando
il turn over delle quattro
ruote. Il problema è che
proprio questi tagli, cominciati dieci anni fa e
proseguiti con interventi
più drastici fino al 2014, a
detta del governo stanno
producendo risultati. Già
la scorsa settimana se ne
è discusso in commissione e a perorare le ragioni
del governo c’era il sottosegretario Angelo Rughetti: prima di introdurre un’altra disciplina in
materia, sarebbe opportuno completare l’attuazione delle misure assunte finora, che stanno conducendo ad una effettiva
riduzione del parco auto.
Un nuovo censimento
va adeguato alle «recenti
novità normative» e verrà completato dalle pubbliche amministrazioni si
spera entro la fine dell’anno. E dal due gennaio
quelle che non si adeguano subiranno delle sanzioni. Questo il succo del
suo intervento. Ma il relatore dei 5stelle, Cecconi,
non si arrende: chiede al
governo dati per avere un
quadro generale della situazione per poter andare avanti con l’esame della legge. Il governo è intenzionato a fornire tutti
i numeri all’insegna della
«massima trasparenza».
Ma «non serve un’altra legge, la normativa
produce effetti molto
buoni», fa notare Rughetti. «Questo è un altro
esempio delle battaglie
fatte dai grillini solo per
la vetrina, ma lontane da
quanto in realtà avviene.
Non difendiamo le amministrazioni che fanno le
furbe, che vogliono usare
auto in dotazione per
servizi interni, ma vogliamo mettere alla prova gli effetti delle norme
varate».
I
6 .Primo Piano
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
I RIFUGIATI E LA GUERRA IN SIRIA
Per fermare i profughi
la Merkel apre le porte
della Ue alla Turchia
Hanno
detto
La cancelliera a Istanbul: riprendiamo i negoziati
per l’adesione, Ankara sola nella crisi dei migranti
MARTA OTTAVIANI
ISTANBUL
La Turchia ha ricevuto
finora poca
assistenza per il
grande lavoro svolto
nella crisi dei migranti
Angela Merkel
Cancelliere
della Germania
La crisi dei migranti
non si potrà
risolvere senza
la fine del conflitto
in Siria
Ahmet Davutoglu
Primo ministro
della Turchia
Angela Merkel arriva in Turchia e la parola d’ordine degli incontri con il premier Ahmet Davutoglu e il presidente della Repubblica, Recep Tayyip Erdogan, è una sola: Siria. Aleppo sta
per diventare il teatro di una
battaglia all’ultimo cantone fra
Isis e le truppe filo governative.
La Mezzaluna, dal 2011, si è fatta carico di una crisi migratoria
senza precedenti, arrivando a
ospitare sul suo territorio fino a
due milioni di rifugiati. Se la
Merkel parla di «crisi fuori controllo», Davutoglu dal canto
suo, ha insistito sul piano di creazione di una «safe zone», bonificata dalle milizie dello Stato
islamico che funga da rifugio
per i siriani in fuga dal califfato
e dal regime di Assad, «che permetta a tanta gente di essere al
sicuro, dissuadendola dal tentare il viaggio verso l’Europa»
In previsione dell’ennesima
ondata di migranti dalla Siria
Ankara ha pensato di giocare al
meglio le sue carte, chiedendo
all’Unione europea di avere un
ruolo più incisivo nell’emergenza umanitaria, ma non solo. Ed è
significativo che sia il leader della Germania, da sempre uno dei
Paesi contrari all’adesione della
Turchia al club di Bruxelles, a
portare un messaggio a nome
dei Ventotto appena tre giorni
dopo il vertice Ue nel quale i leader hanno approvato un piano
di aiuti e sostegno alla Turchia
in cambio di un rafforzamento
dei controlli alla frontiera e alle
politiche di accoglienza.
L’apertura
Merkel ha lanciato messaggi
concilianti nei confronti della
Mezzaluna, dichiarando che la
Germania è pronta ad accelerare il processo di adesione della
Turchia alla Ue in cambio di un
aiuto di Ankara nella crisi dei
migranti. In particolare, potrebbe essere dato nuovo im-
pulso all’apertura dei capitoli
17, che riguarda le politiche economiche e monetarie e avviare
una discussione sui capitoli 23 e
24, che riguardano le libertà civili e che potrebbero causare allo Stato candidato più di un
problema, con Berlino che ha
già manifestato dello scetticismo in proposito. La cancelliera
ha riconosciuto l’impegno di
Ankara sulla questione rifugiati. «La Turchia – ha detto in
conferenza stampa – ha ricevuto finora poca assistenza dalla
comunità internazionale per il
grande lavoro che ha svolto nella crisi dei migranti».
Un’occasione d’oro, che
Ankara non intende lasciarsi
scappare. Per questo, il primo
ministro Davutoglu oltre all’apertura dei tre capitoli negoziali, ha elencato altre tre condizioni: la liberalizzazione dei
visti per i cittadini turchi, 3 miliardi di euro come aiuto nella
gestione dei rifugiati e l’estensione ai turchi dell’invito ai
summit europei.
AP
Dopo l’incontro con Davutoglu, la cancelliera Merkel ha visto il
presidente turco Erdogan nel palazzo presidenziale
Verso la battaglia in città, si teme un milione di sfollati
Raid russi e duemila soldati iraniani
Così Assad va all’assalto di Aleppo
islamici dell’Esercito della Conquista andando incontro ad una
resa dei conti militari che, secondo fonti diplomatiche
Isis
turche, può portare all’esodo forzati di un terzo della popolazione rimanente di quasi tre
milioni di anime.
CORRISPONDENTE
DA GERUSALEMME
Le truppe siriane convergono su Aleppo sostenute
da intensi bombardamenti russi e dall’arrivo sul terreno di oltre
duemila soldati iraniani. «Questa è la
battaglia che vi avevamo promesso» affermano fonti militari a Damasco.
Da quando i Sukhoi
del Cremlino posizionati
a Latakia hanno iniziato i
raid contro i ribelli siriani, il
30 settembre, le forze di
Bashar Assad hanno lanciato
quattro offensive di terra per
riconquistare la provincia di
Idlib ed ora sono all’attacco su
un fronte di 16 km, marciando
da Sud verso Aleppo, la più
popolosa città del Paese contesa fra più fazioni. È Al-Manar, la tv di Hezbollah, a far sapere che i siriani «avanzano
Chi controlla
Aleppo
Regime
siriano
Ribelli
Fonte:
The Carter
Center
da Sud» e contemporaneamente hanno catturato Hweija, a
Nord di Aleppo. Ciò significa
posizionarsi per l’assalto ai
quartieri controllati dallo Stato
Islamico (Isis), Al Nusra, emanazione di Al Qaeda, e dai ribelli
Manovre alleate
Fonti militari occidentali fanno sapere che
«in Siria sono già arrivati oltre duemila soldati iraniani». Si tratta del
maggiore contingente di
terra di Teheran schierato in
Siria dall’inizio della guerra civile. Per Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah in Libano alleato di Teheran, «siamo impegnati nella battaglia definitiva e
più importante» ovvero l’offensiva di terra nelle province di
Hama, Idlib, Latakia e Aleppo
per liberare Damasco dall’assedio dei ribelli e al contempo
aprire la strada ai governativi
verso Aleppo. Catturare Aleppo serve ad Assad per troncare
i rifornimenti ai ribelli che arrivano dalla confinante Turchia.
«Non siamo mai stati così presenti per qualità, quantità e tipo di armamenti» sottolinea
Nasrallah, i cui Hezbollah hanno già avuto dal 2011 almeno
500 vittime nei combattimenti.
I raid russi continuano ad un
ritmo di circa 60 ogni 24 ore,
martellano le posizioni ribelli
davanti ai siriani e a Salma
avrebbero, per Hezbollah, «distrutto la base di un gruppo sostenuto dall’estero». Un’ulteriore indicazione dell’accelerazione militare in atto viene da
Putin che, dal Kazakhstan,
chiede alle ex Repubbliche asiatiche dell’Urss di «contribuire»
in tempi stretti alla «guerra al
terrorismo di Isis» al fine di eliminare «fra 5000 e 7000 cittadini ex-sovietici che combattono coi jihadisti».
[M. MO.]
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LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Primo Piano .7
.
LA TERZA INTIFADA
La mediazione
Usa in campo
Kerry vedrà
Netanyahu
e Abu Mazen
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A WASHINGTON
MAHMOUD ILLEAN/AP
Palestinesi
Un muro a Gerusalemme
per separare arabi ed ebrei
Un gruppo
di giovani
palestinesi
mentre assiste
alla posa delle
barriere bianche
di cemento
alte quasi
tre metri
per separare
il quartiere arabo
da quello ebraico
La barriera per isolare la zona da dove sono partiti più attacchi
Israele: misura temporanea. Minacce dell’Isis: decapitate i sionisti
MAURIZIO MOLINARI
CORRISPONDENTE DA GERUSALEMME
GERUSALEMME
r St
Quartiere
arabo
JABEL
MUBAKER
Raz
iel S
t
Ala’
Quartiere
ebraico
AMON
HANATZIV
Divisione
Era dalla «guerra
dei 6 giorni»
del 1967
che
Gerusalemme
non veniva divisa
in modo netto
Israele inizia a costruire una
barriera di cemento a Gerusalemme Est nel giorno in cui l’Intifada dei coltelli passa ai proiettili e Isis incita l’Intifada
a «decapitare gli ebrei».
I due quartieri
I camion della polizia
posizionano i primi
blocchi di cemento
poco dopo le 17. Il luogo è il confine fra il
quartiere arabo di Jabel Mubaker e quello
ebraico
Amon HaNaziv.
m
co
s.
w
Nelle ultime settimane si
ne
4
s
ap
è dimostrato il punto più vulm
nerabile del sistema di sicurezza: da qui sono passati almeno
quattro terroristi che hanno
causato due morti e 16 feriti.
Sono lastre di cemento biancastre, alte quasi tre metri, con la
scritta «Barriera temporanea». Micky Rosenfeld, portavoce della polizia, parla di
«provvedimenti necessari per
proteggere i cittadini» ed Emmanuel Nachshon, portavoce
del ministero degli Esteri, li definisce «temporanei in aree limitate» per sottolineare che
non si tratta di una marcia indietro rispetto al principio di
Gerusalemme «città unica e indivisibile». Resta il fatto che
nasce, per la prima volta dal
1967, una linea divisoria dentro
la città. Parte dal cosiddetto
«balcone», dove le abitazioni
ebraiche quasi toccano quelle
arabe, e corre verso Sud lungo i
confini di Jabel Mukaber fino al
posto di blocco con Talpiot Est,
un altro quartiere ebraico. Per i
palestinesi è «una divisione che
ci renderà la vita impossibile dice il 43enne Munir - perché
andare a lavorare a Ovest sarà
impossibile». Ma c’è anche chi
reagisce diversamente come
Isham, titolare di un piccolo negozio: «Meglio stare dalla parte
dei palestinesi, è la nostra, preferisco non vedere più gli israeliani, come chi vive a Ramallah». La polizia non precisa se
simili barriere sorgeranno in
altri quartieri arabi ma l’Associazione israeliana per i Diritti
Umani parla di «11 strade già
chiuse» che potrebbero anticipare l’arrivo dei blocchi di cemento. Fra i deputati della destra che sostengono il governo
di Benjamin Netanyahu serpeggia il timore di «concessioni
su Gerusalemme» e il sindaco
Nir Barkat, ribadisce: «Questi
blocchi hanno l’unico fine di garantire la sicurezza». Fanno
parte di misure «eccezionali»
che includono la possibilità di
«fermare e perquisire» chiunque sul modello della legge
«stop and frisk» che Michael
Bloomberg emanò da sindaco
di New York.
Il fronte jihadista
L’operazione-barriera è iniziata da neanche 120 minuti quando due palestinesi attaccano la
stazione degli autobus di Beer
Sheva, nel Sud. Entrambi hanno coltelli, uno di loro strappa
l’arma a un soldato e fa fuoco
sulla folla. Il bilancio è di un
morto e 7 feriti, di cui tre in gravi condizioni. Si spara anche a
Qalandya, poco fuori Ramallah,
e ciò suggerisce lo scenario di
un passaggio dell’Intifada dai
coltelli ai proiettili. Ad Abu Dis,
quartiere arabo di Gerusalemme Est, la gente in piazza
festeggia l’attacco di Beer Sheva. Un militante delle Brigate
Al Aqsa, di Al Fatah, parla da
Qalandya alla tv israeliana:
«Questa terra vi è proibita».
L’accelerazione militare è percepita dalle cellule dello Stato
Islamico (Isis) che postano
online un video «Messaggio ai
Mujaheddin di Gerusalemme»
celebrando gli attentati ed
esortando «i martiri» a compiere un salto di qualità: «Dovete decapitare gli ebrei». Uno
dei terroristi dell’attacco a Beer Sheva viene ucciso mentre
l’altro è gravemente ferito: a
fermarli è stato Ziad, sorvegliante arabo-israeliano che diventa seduta stante un eroe nazionale.
Dalla speranza di rilanciare in
qualche maniera il dialogo, all’emergenza di provare quanto meno a bloccare il ciclo delle violenze. È la parabola della
posizione americana sul conflitto israelo-palestinese, culminata nell’annuncio fatto ieri dal segretario di Stato Kerry che in settimana incontrerà il premier Netanyahu in
Germania, e poi andrà nella
regione per vedere Abu Mazen e il re giordano Abdullah.
Nei mesi scorsi il presidente Obama aveva chiesto ai
suoi collaboratori di immaginare iniziative da prendere
per rilanciare il negoziato di
pace, nonostante gli attriti
provocati dall’accordo nucleare con l’Iran. Sul tavolo
c’erano diverse ipotesi, fra cui
quella di una risoluzione all’Onu sulla necessità di proseguire nella creazione di due
stati, o quella di un nuovo tentativo di mediazione americana. Quando il «Quartetto» si
era riunito al Palazzo di Vetro
durante l’ultima Assemblea
Generale, la decisione congiunta era stata quella di partire con un obiettivo meno
ambizioso: riprendere l’applicazione di piccole iniziative su
cui c’era già accordo, per tentare di ricostruire un minimo
di fiducia fra le parti.
Ora però è scoppiata «l’intifada dei coltelli», e quindi
Kerry ha dovuto programmare la nuova missione per fermare le violenze. Il suo obiettivo però resta quello di inserire la mediazione nel quadro
di una ripresa del dialogo, ma
su questo punto è già partito
col piede sbagliato. Nei giorni
scorsi infatti ha notato che lo
stallo nei negoziati, e l’occupazione di Gerusalemme, sono fra gli elementi che hanno
favorito le nuove violenze.
Senza citarlo per nome, gli ha
risposto l’ambasciatore israeliano a Washington, Ron Dermer, che ha definito «folle»
credere a un simile legame di
causa ed effetto, fra l’assenza
di negoziati e gli attacchi terroristici.
1234567897ABBACD47EF8 LA STAMPA LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Primo Piano .9
.
LO SCANDALO DEI MOTORI DIESEL
Air France
I tagli
saranno
circa mille
1 Air France
assicura che gli
esuberi previsti
per il 2016 saranno meno di mille
e che comunque
non si tratta di
licenziamenti ma
di uscite volontarie. L’ad di Air
France-Klm,
Alexandre de
Juniac cerca di
stemperare la
tensione, dopo
che giovedì
scorso sono
scattate le prime
sanzioni disciplinari contro i
dipendenti
accusati di aver
aggredito alcuni
dirigenti durante
una riunione del
comitato d’impresa. In una
intervista radiofonica ha garantito che le uscite
saranno «meno
di un terzo» dei
2.900 posti di
lavori ritenuti a
rischio e che non
ci saranno licenziamenti. Il
programma di
riduzione della
forza lavoro
procederà secondo un piano
di «uscite volontarie e non di
licenziamenti»,
ha spiegato de
Juniac.
MARCELO DEL POZO/REUTERS
I grandi soci di Volkswagen
verso maxi-causa da 40 miliardi
I fondi contro il crollo delle azioni. Perquisizioni nella sede francese del gruppo
L’ira del sindacato Ig Metall: pronti a dare battaglia sui tagli a carico dei lavoratori
TORINO
Nuove perquisizioni, questa
volta in Francia. Una maxi
azione legale in preparazione.
Il taglio dei contratti a termine
e il potente sindacato tedesco
dei metalmeccanici, Ig Metall,
Così negli ultimi mesi
Titolo Volkswagen a Francoforte
-53,3%
200.00
1 giugno
217,01
150.00
100.00
15 ottobre
101,27
Giu
Lug
Ago
Set
Ott
- LA STAMPA
Personaggio
PAOLO MASTROLILLI
INVIATO A WASHINGTON
che minaccia battaglia. I guai
di Volkswagen sembrano non
dover finire. Venerdì scorso,
ma la notizia è emersa solo oggi, la polizia francese ha perquisito il quartier generale di
Volkswagen France a VillersCotterets nel quadro delle indagini sullo scandalo dei test
sulle emissioni. Sarebbe la seconda indagine penale in Europa sul gruppo tedesco dopo
l’iniziativa della procura di Verona della settimana scorsa.
Da Londra arriva invece la
notizia di uno studio legale
americano e di un gruppo australiano che stanno cercando
di coalizzare i grandi azionisti
di Volkswagen per una causa
legale collettiva che, secondo i
legali che stanno cercando di
promuoverla, stima danni per
gli azionisti fino a 40 miliardi
di euro. Tra i legali ci sarebbe,
riporta il Sunday Telegraph,
anche lo studio Quinn Emanuel, che ha vinto cause per
quasi 50 miliardi di euro per
clienti e rappresentanti di importanti gruppi, come Google,
Sony e l’Irs, il fisco Usa.
Azione risarcitoria
A promuovere l’azione legale
è però il gruppo australiano
Imf Bentham, quotato alla
Borsa australiana, la cui attività è quella di finanziare cause legali e risarcitorie, anche
collettive, contro grandi gruppi. Da poco sbarcato in Europa, dove ha promosso un’azione contro la catena britannica
di supermercati Tesco, la sua
attività e quella di altri fondi
simili - che a fronte del finanziamento delle cause legali
prendono poi una parte consistente dei risarcimenti ottenuti in caso di vittoria - è peraltro al centro di una indagi-
ne del Congresso in Usa, dove
il gruppo è presente da tempo
con uffici a New York, Los Angeles e San Francisco. Secondo il comunicato emesso dal
fondo australiano, avranno titolo a partecipare alla class
action tutti gli azionisti che
hanno o hanno avuto azioni
tra il primo gennaio 2007 e il
18 settembre scorso. I legali
coinvolti hanno anche contattato i grandi investitori come
il fondo sovrano norvegese e
quello del Qatar.
Sindacati in allarme
Ma il danno maggiore, almeno
per ora, è quello che minaccia i
lavoratori. Secondo le indiscrezioni, i lavoratori tedeschi
del gruppo con contratti a termine rischiano di non essere
rinnovati, mentre la stampa
tedesca stima almeno 6000
esuberi come effetto dello
Quinn, l’avvocato del diavolo
che fa tremare le multinazionali
Lo studio legale Usa promuoverà la “class action” a Vw
C
ome vi sentireste, se vi
capitasse di affrontare
una causa contro lo studio legale più temuto d’America? E’ la sensazione di disagio
che probabilmente sta avvertendo in queste ore la
Volkswagen, dopo aver scoperto che il gruppo Bentham
ha assunto Quinn Emanuel
Urquhart & Sullivan per presentare una class action, con
cui spera di portarle via 40
miliardi di dollari.
Il titolo di essere uno degli
studi più temuti al mondo è
stato assegnato ufficialmente
alla “firm” di Los Angeles da
Law360, un sito specializzato
del settore, ed è solo l’ultimo
in una lunga serie di ricono-
scimenti. Del resto, per capire
la forza di questo colosso delle
cause, basta guardare l’elenco
dei suoi clienti. La Fifa lo ha assunto per difendersi, dopo lo
scandalo che ha distrutto la reputazione del presidente Blatter. Google lo ha scelto, per sostituire un altro studio che le
aveva fatto perdere una causa
milionaria sui brevetti. A Quinn
Emanuel si sono rivolti anche la
Sony, la Cisco, la Qualcomm, e
persino l’Irs, il terribile fisco degli Stati Uniti, che lo aveva assoldato per fare l’audit della Microsoft. Ne è seguita una causa
nella causa, perché l’azienda
fondata da Bill Gates era così
terrorizzata dalla prospettiva
di scontrarsi con questo studio,
1
2
Google
Microsoft
Il colosso di
Mountain View
lo ha assoldato
dopo aver
perso una maxi
causa sui brevetti costata
milioni di dollari al motore di
ricerca
Ha avuto contro
Quinn in una
causa intentata
dal Fisco Usa
Il più temuto
John Quinn
uno dei fondatori dello studio Quinn
Emanuel (foto).
Secondo
Law360 il suo
studio è «il più
temuto»
d’America
3
Fifa
Si sono rivolti a
Quinn per difendersi dalle
accuse di corruzione in Usa
che aveva messo in discussione
la legalità del suo impiego da
parte dello stato.
La “firm” più temuta al mondo è stata fondata nel 1986 a Los
Angeles da John Quinn, Eric
Emanuel, David Quinto e Phyllis Kupferstein. Adesso ha 17 sedi in tutto il mondo, da Hong
Kong a Mosca, da Sydney a Monaco di Baviera, e impiega circa
700 avvocati. Oltre il 35% dei dipendenti si è laureato a Yale,
Harvard, Columbia, Stanford o
Nyu, cioé le migliori facoltà di
legge degli Stati Uniti. Nel 2013
ha generato ricavi per quasi un
miliardo di dollari. Dietro a
questo mostro di bravura, c’è
soprattutto la mano di John
scandalo emissioni che ha investito la casa tedesca.
Uno scenario che metterebbe in grande imbarazzo la cancelliera Angela Merkel che per
garantire sostegno ai lavoratori si troverebbe costretta a varare una formula ad hoc che
consenta il ricorso agli ammortizzatori sociali. Ma che intanto ha già provocato l’ira del sindacato Ig Metall. Per il sindacalista Joerg Hofmann, i lavoratori non hanno alcuna responsabilità nello scandalo e
«il sindacato farà tutto il possibile per garantire che gli impiegati non debbano pagare per i
danni provocati dai manager».
Intanto l’ex amministratore
delegato Martin Winterkorn,
il manager al centro dello
scandalo, dopo l’addio a
Volkswagen ha lasciato anche
le redini di Porsche Automobil
Holding.
[G. PAO.]
Quinn, uno dei fondatori che è
regolarmente nelle classifiche
dei migliori avvocati americani
stilate dal National Law Journal. John viene da Harvard, dove ha diretto la Harvard Law
Review come il presidente Obama, e dal 1976 si è specializzato
nella corporate law.
Quinn è preparatissimo,
precisissimo, e chiede sempre
il massimo ai suoi dipendenti,
però pensa pure che la chiave
del successo stia nella rilassatezza dei modi e l’informalità
delle abitudini. Il suo studio, infatti, è forse l’unico al mondo
che non possiede un “dress code”. In altre parole, puoi presentarti anche in ciabatte e costume da bagno, o magari con
la barba lunga, a patto che poi
fai bene il tuo lavoro. Vincere è
l’unica cosa che conta. Come
arrivarci, poi, è relativo alle
qualità di chi conduce la causa.
L’opposto, probabilmente, della mentalità regnante alla
Volkswagen, che renderà molto difficile per la casa tedesca
capire il suo avversario.
10 .Primo Piano
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Una
giornata
da
«infiltrato»
1 Nonostante
l’apertura di
qualche ingresso all’Expo sia
alle 10, c’è chi
arriva tre ore
prima, prevedendo l’assalto
all’evento, che
chiuderà il prossimo 31 ottobre
1 Spicca la
presenza di
intere famiglie
che comprendono più generazioni: avvistata
anche una sedia
pieghevole
portata per la
nonna
1 Inevitabile
la presenza di
qualcuno che
tenta di aggirare la fila: i primi
a provare e - a
fallire - sono sei
francesi, rimessi
al loro posto
dalla reazione di
chi è in coda
LUCA MATARAZZO/FOTOGRAMMA
Conversazione tra famigliari, amici o sconosciuti, lettura e cellulari: le attività per resistere in coda
Tutti pazzi per l’Expo
Oltre 5 ore di coda
per il padiglione Italia
Rassegnati ma felici come a una gita con gli amici
Il racconto del cronista de La Stampa tra i visitatori
Reportage
STEFANO RIZZATO
MILANO
primi arrivano che è ancora
scuro. Alle 7.10 davanti ai
tornelli. «Ieri abbiamo visto
13 padiglioni, ma oggi vogliamo
il Giappone», dicono due ragazzi di Cuneo, sguardo pronto a
tutto, al buio e al freddo. Da
quel lato Expo dovrebbe aprire
alle 10, ma ormai sono saltati
tutti gli schemi. Alle 8.30 i metal detector si mettono in moto.
Via libera. Inizia una giornata
in coda davanti ai padiglioni,
per il bagno, per un toast, per la
navetta. Ma tutti, quasi tutti, lo
accettano senza una piega. Felici pure davanti ad attese di
ore. Un mistero.
I
Il biscione
Noi all’ingresso di Expo ci mettiamo in fila alle 9.30, per vedere l’effetto che fa. Per entrare ci
basta un quarto d’ora. A fianco
ci sfila una famiglia trigenerazionale, con sedia pieghevole
per la nonna. Entrati, puntiamo
verso Palazzo Italia. La fila è un
biscione enorme a «U». Arriva
fino al retro del padiglione europeo, disegnato da transenne
e fettucce. Ci accodiamo alle 10.
Gli addetti al servizio d’ordine
sentenziano: ce n’è per cinque
ore e mezza. «Fate come vi pare
- dice uno - ma guardate: c’è un
IL FASCINO
DEL
GIAPPONE
8
All’Expo sono presenti ottanta padiglioni, ma i Paesi che partecipano sono 145
chilometro di coda. Lo so che
poi vi incazzate».
Ogni gruppetto che si avvicina fa un mini-referendum.
Molti desistono. Altre volte la
via democratica non funziona.
«Chi non vuole venire è libero,
io vado», dice la signora Chiara. Il suo è un gruppetto di
Avellino: tre mogli, tre mariti,
una bimba con gli occhiali tondi. Alla fine gli uomini rinunciano e mollano le donne lì.
«Fanno sempre così. Non amano la fila. Mio marito manda
me dal medico, alla posta, mi
lascia da sola pure alla cassa
del supermercato».
Felici
ore
L’ingresso al
padiglione del
Giappone è
stato chiuso
quando sono
state raggiunte le otto ore
di attesa per
entrare
DAVIDE SALERNO/FOTOGRAMMA
Ma come si fa ad accettare la
prospettiva di un’attesa che durerà - se va bene - almeno cinque ore? È questa la domanda
di questo finale di Expo. La risposta è nella tipologia dei visitatori. Gli scettici: «Cinque ore?
Ci vorrà molto meno!». I patriottici: «È il padiglione del
mio Paese, devo vederlo!». E soprattutto gli entusiasti: quelli
che sono stati a Expo e sono
tornati, quelli convinti dagli
amici, quelli che seguono la
corrente e ci credono. Se tutti
ci vanno, e si mettono in coda,
perché noi no?
Le prime due ore d’attesa sono tutti sorrisi. Si chiacchiera
in famiglia, in coppia, tra amici.
E poi tra sconosciuti. Si parla di
sigarette elettroniche, tisane
alla cipolla, droghe leggere, ecstasy, nuove pasticche, genitori
che sgridano gli insegnanti e di
tragedie come quelle dei ragazzi in gita precipitati da un hotel.
L’eccezione
C’è da stupirsi per quanto ordinata, placida e ottimista scorra
- ma non troppo - la fiumana. Le
eccezioni ci sono, ma sono poche. Il punto critico è una curva
meno transennata, a metà biscione. I primi che provano a
saltare la fila sono sei francesi,
respinti con unanime sdegno e
spontanea collaborazione. Ma
alla fine qualcuno penetra. Il
traditore è italico, ha calvizie
mal camuffata, zainetto orrendo e cellulare per fare il finto
tonto. Tempo mezz’ora e a fianco compare la fidanzata, con
pizza fumante che i due sbafano di fronte a famiglie intere a
digiuno. Per poi passare a bir-
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Primo Piano .11
.
LA KERMESSE DI MILANO
“Disposti a qualsiasi cosa
per dire di esserci stati”
Il sociologo: i media hanno creato un evento
al quale sembra non si possa mancare
Domenico
De Masi
intervista
Professore
di Sociologia
del lavoro
all’Università
La Sapienza
di Roma
MARIA CORBI
ROMA
omenico De Masi, sociologo, segni particolari: non è un fan dell’Expo. e di chi si «flagella con
ore di attesa». «Siamo in presenza di un fenomeno sociologico da manuale», dice dall’altro capo del telefono. E tu immagini che scuota la testa in
segno di disapprovazione.
D
Cioè?
LUCA MATARAZZO/FOTOGRAMMA
(nella foto la fila per visitare lo spazio della Polonia)
ra, pop corn, biscotti.
Nell’odio generalizzato per
l’intruso si arriva alla quarta
ora di coda. La schiena urla, la
fame morde, il freddo si fa sentire. Il buonumore si spegne.
Si parla solo di quanto tempo
si è già passato in piedi. Gli ultimi 20 minuti sono eterni. Un
coro di voci bianche viene
messo a cantare, orribilmente,
davanti all’ingresso del padiglione. Qualcuno finalmente
ammette: «A saperlo, che davvero ci volevano cinque ore e
passa, rinunciavo». Ma poi si
apre la fettuccia, finalmente si
entra. E la meraviglia prende il
posto della fatica.
All’uscita sono le 16.03.
Non c’è nemmeno tempo per
chiedersi se, poi, ne valesse
la pena. Bisogna mettersi in
fila per il «pranzo». E poi per
un altro padiglione. E poi per
lo spettacolo dell’Albero della Vita. Fino a tornare a casa,
esausti. E felici di esserci
stati, nonostante tutto, anche noi.
«Un caso di manipolazione
mediatica. Si spingono le persone a identificarsi, attraverso la fruizione di qualcosa,
con qualcosa di eccezionale,
Ognuno di noi ha sete di eccezionalità».
Quindi si è spinti a fare la fine
per poter rispondere in un salotto «sì, sono stato all’Expo».
«Esattamente: si è creata
un’attesa tale prima e una
tensione poi, attraverso la comunicazione, che le persone,
almeno quelle che hanno bisogno di conferme. Accettano di
soffrire in fila per ore pur di
dire “ci sono stato”».
Lei è troppo severo. Non potrebbe essere la semplice curiosità
alla base di questo interesse?
«Potrebbe, ma adesso siamo in
presenza di un sacrificio esagerato rispetto al “premio” che se
ne ricava.Per giustificare una
fila di 4 ore ci vorrebbe dall’altra parte un miracolo, o almeno
un’opera d’arte come la pietà di
Michelangelo, o la cappella Sistina. E anche in quel caso saremmo in presenza di comportamenti anomali».
Tutta colpa dei media allora?
«Soltanto voi giornalisti siete
convinti di non avere alcun potere. L’expo è stata comunicata
come un evento a cui non si poteva assolutamente mancare.
Ed ecco le file».
Ma la gente è entusiasta, almeno molti dei visitatori.
«In molti non ti sanno dire esattamente cosa hanno visto. Ma
si sentono parte di un evento
importante. E non ragionano
sul fatto che hanno visto delle
cose talmente preziose che tra
qualche giorno, salvo poche eccezioni, verranno smantellate».
Appunto. Sono gli ultimi giorni
per vedere l’Expo e quindi si fa la
fila. Non è comprensibile?
«Tutto quel tempo in fila, dentro e fuori l’Expo non può essere comprensibile se non come
l’effetto di una suggestione. E
badi bene questa non è una critica all’Expo».
Però lo sembra.
«E’ attrazione per l’effimero. La
comunicazione crea continuamente allettamenti effimeri».
Ci andrà?
«No. Se io fossi un sociologo oggettivo come Max Weber sarei
andato a guardare le fila. Se invece fossi un sociologo impegnato, andrei lì per convincere
la gente ad arrabbiarsi e ad andarsene».
12 .Estero
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
IL BLOCCO POPULISTA POTREBBE CONQUISTARE UN ALTRO SEGGIO NEL CONSIGLIO FEDERALE
La paura dell’immigrazione
fa volare la destra in Svizzera
Gli anti-europeisti di Blocher al 28% vincono le elezioni legislative
FRANCESCO IANNUZZI
La Svizzera chiamata al voto per eleggere il nuovo Parlamento, come da previsioni, ha sterzato nettamente a
destra. L’Udc-Svp (Unione
democratica di centro-Partito popolare Svizzero), il
partito della destra più conservatrice e antieuropeista
di Christoph Blocher, ha superato il 28 per cento dei voti e incassa 65 seggi, 12 in
più rispetto al 2011. I Liberali radicali del Plr, sono
riusciti a superare il 16% e
portano a casa 32 seggi
(+4). I socialisti hanno tenuto, ma gli altri partiti del
centrosinistra
perdono
molto terreno lasciano sul
terreno sei seggi.
65
Una sola priorità
Del resto tutta la campagna elettorale si era focalizzata sull’immigrazione e il diritto d’asilo e, in
un Paese dove un quarto degli otto milioni di abitanti è straniero,
la destra populista ha avuto gioco facile a puntare sulle paure e
sulle debolezze dell’Europa. Pare
quasi certo che i populisti riusciranno ad ottenere la maggioranza del Consiglio Nazionale composto da 200 rappresentati e del
Consiglio degli Stati (46 seggi).
poltrone
L’Udc-Svp
si conferma
primo partito
con 64 seggi
su 200
50
L’opposizione
milioni
I socialisti resistono, con il
18,6%, e si confermano secondo
partito del Paese con 43 seggi,
ma ne perdono due rispetto al
2011. Calano in modo consistente invece i Verdi ed ecologisti che perdono sei seggi.
Il costo
della campagna elettorale
che ha suscitato molte
polemiche
Ripercussioni ci saranno anche per quanto riguarda il
prossimo Consiglio Federale
(governo composto da 7 componenti) dove normalmente
vengono eletti rappresentanti
dei primi quattro partiti: Il
Partito borghese, di centrodestra moderato, rischia di perdere il suo seggio a favore dell’ultra destra.
Costi molto elevati
Caratteristica di questo voto è
stato l’elevatissimo costo che,
secondo alcune stime, ha superato i 50 milioni di euro e ha
sollevato anche grandi polemiche perché in Svizzera non esiste nessuna vera disciplina sulla trasparenza dei finanziamenti ai partiti o ai singoli candidati e quindi ci si affida alla
buona volontà dei singoli per
sapere la provenienza e l’entità
degli stessi.
Una nota di colore di queste
elezioni è che la figlia del fondatore dell’Udc Christophe Blocher, Magdalena Marullo, è stata eletta deputata per cui molti
hanno paragonato la sua ascesa
a quella di Marine Le Pen, leader del partito francese di
estrema destra nazionalista
Front national e figlia del fondatore del movimento, Jean-Marie Le Pen. Si spera, però, che i
loro rapporti restino civili.
LA RIMOZIONE DI SADDAM
Guerra in Iraq
Blair disse sì
a George Bush
un anno prima
ALESSANDRA RIZZO
LONDRA
Mancava un anno alla guerra
in Iraq, ma Tony Blair nel
marzo del 2002 aveva già garantito a George W. Bush il
suo appoggio ad un intervento
militare per rovesciare il regime di Saddam Hussein. È
quanto emerge in un memo
del Dipartimento di Stato
americano pubblicato dal
«Mail on Sunday».
Il documento venne scritto
dall’allora segretario di Stato
Colin Powell e inviato alla Casa
Bianca una settimana prima
dell’incontro tra Blair e Bush,
considerato strategico ai fini
della preparazione alla guerra,
nel ranch dell’ex presidente
Usa in Texas. «Blair sarà con
noi se un’operazione militare
diventasse necessaria», scrive
Powell. Secondo il documento,
datato 28 marzo, Blair era convinto che la minaccia fosse re-
PETER KLAUNZER/AP
GERMANIA
Eletta sindaco
di Colonia
la candidata
aggredita
BERLINO
La Germania dell’accoglienza e
della solidarietà ai profughi ha
vinto su quella del razzismo.
Henriette Reker, che sabato è
stata vittima di un’aggressione
xenofoba perché responsabile
delle politiche per l’integrazione, è stata eletta sindaco di Colonia. Una vittoria che arriva
nel giorno in cui la cancelliera
Angela Merkel è volata ad
Istanbul per chiedere l’aiuto
della Turchia nella gestione
della crisi promettendo in cambio il sostegno di Berlino ad accelerare il processo di adesione
di Ankara all’Unione europea.
AP
Henriette Reker
La notizia ha raggiunto
Reker in ospedale, dove era
stata sottoposta ad un intervento chirurgico. L’aggressore
l’ha ferita al collo con un coltello mentre si trovava in un mercato della città per partecipare
ad un evento elettorale. La ferita riportata era grave ma i medici sono convinti che il neo sindaco si riprenderà completamente.
Stando ai primi risultati, ha
ottenuto il 52% dei consensi.
Candidata come indipendente
ma appoggiata dalla Cdu di
Angela Merkel e da altri due
partiti, data come favorita da
subito, Reker è stata alla guida
del dipartimento che si occupa
di affari sociali e integrazione e
responsabile del reperimento
di alloggi per i rifugiati. Ed è
stato questo suo ruolo, presumibilmente, ad aver scatenato
la furia del suo aggressore, un
tedesco di 44 anni.
Blair, premier fino al 2007
ale e che un successo in Iraq
avrebbe portato benefici a tutta la regione. Sebbene Powell
non citi direttamente le armi
di distruzione di massa, spiega
però che l’ex premier avrebbe
offerto a Bush gli argomenti da
usare per convincere l’opinione pubblica globale della necessità di un’invasione.
La difesa
Il Parlamento britannico
avrebbe votato a favore dell’intervento solo un anno dopo.
Blair ha sempre negato di essersi precipitato in guerra, o di
aver stretto un «patto di sangue» con Bush durante l’incontro di Crawford. «Non ho preso
nessun impegno del genere»,
ha scritto nella sua autobiografia. «Ho enfatizzato una via
che passasse attraverso le Nazioni Unite e il mio discorso in
Texas fu perfettamente coerente con le mie altre dichiarazioni pubbliche». Secondo un
portavoce di Blair, le rivelazioni contenute nel memo sono in
linea con quanto dichiarato
dall’ex leader laburista nel
2010 di fronte alla commissione Chilcot, che sta indagando
sulle cause della guerra. Ma la
disastrosa avventura irachena
ha macchiato in maniera indelebile l’eredità politica di Blair,
ormai inviso anche a gran parte del suo partito.
Se il documento dimostra
come Blair fosse ormai deciso
a seguire gli Usa, accresce anche la pressione sulla commissione Chicolt, che da mesi
rimanda la pubblicazione delle sue conclusioni sul conflitto
iracheno. La commissione sta
indagando da sei anni, attraverso decine di testimonianze
e 150mila documenti. Il rapporto finale, atteso per l’inizio
del prossimo anno, probabilmente costringerà Blair a ulteriori spiegazioni.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Xi Jinping vola a Londra
tra imbarazzi e buoni affari
Il leader cinese incontrerà la regina Elisabetta a Buckingham Palace
ma il principe Carlo non ci sarà per le politiche di Pechino in Tibet
il caso
VITTORIO SABADIN
20,5
miliardi
Gli investimenti promessi dalla
Cina in Gran
Bretagna
Presidente
Xi Jinping è
segretario
generale
del Partito
Comunista
di Cina dal
15 novembre 2012
a regina Elisabetta è
considerata da tutti la
migliore ambasciatrice
del suo regno, ma domani sera
dovrà mettere alla prova tutte
la propria diplomazia durante
il banchetto ufficiale a Buckingham Palace in onore del presidente cinese Xi Jinping. Il principe Carlo non sarà infatti presente nemmeno
questa volta.
Personale amico
del Dalai Lama,
Carlo boicotta
da anni cene e ricevimenti con i
dirigenti cinesi
per protestare
contro la politica
repressiva di Pechino in Tibet.
Come se non bastasse, Jeremy Corbyn, il nuovo bellicoso leader dei laburisti, ha invece fatto sapere che
al banchetto ci sarà, per discutere con Xi Jinping di diritti
umani e libertà religiosa.
Non sono argomenti che di
solito vengono trattati a tavola con Elisabetta.
L
dei 30 avvocati cinesi difensori dei diritti umani di cui mancano notizie da mesi. Un confronto davanti a Sua Maestà è
però impensabile e la Regina
avrebbe ottenuto che un incontro tra i due avvenga prima di cena, in un salottino. Ma
non è detto che basti: Corbyn
sarà nervoso per le scontate
risposte evasive di Xi Jinping,
che odia ogni imprevisto nei
programmi delle visite ufficiali, e per essere obbligato a indossare il primo frac con cravatta e gilet bianco della sua
vita, al posto della solita giacca stazzonata.
Corbyn, che vuole abolire la
monarchia, dovrà però rassegnarsi ad avere rapporti più
civili con Buckingham Palace:
per il suo snobistico rifiuto di
partecipare alla prima riunione del Privy Council, l’organismo che consiglia la Regina e
di cui fa parte per tradizione
anche il leader dell’opposizione, ha ricevuto numerose critiche, così come non è piaciuto
che non abbia cantato davanti
a Elisabetta l’inno nazionale
alla cerimonia per il 75° anniversario della Battaglia d’Inghilterra.
Gli investimenti
FRANK AUGSTEIN/AP
Gli obblighi della Corona
La Regina ha sempre ricevuto
con ineguagliabile stile ogni
leader straniero che il suo governo le ha chiesto di ospitare.
Ha pranzato con i Ceausescu
e persino con i Mugabe, evitando all’ultimo momento che
la signora Grace si facesse arrostire dai cuochi del palazzo
un cane che si era portata apposta dallo Zimbabwe. Carlo
non ha questa infinita pazienza e con i cinesi è ai ferri corti
da tempo. Nel 1997 aveva definito i dirigenti comunisti «orribili statue di cera»; nel 1999
si era rifiutato di partecipare
a un ricevimento all’amba-
sciata cinese di Londra; nel
2005 aveva disertato la cena
di stato e nel 2008 si era rifiutato di andare in visita alle
Olimpiadi di Pechino. Clarence House ha precisato che il
principe incontrerà comunque Xi Jinping per un tè, ma i
cinesi capiscono bene qual è la
differenza.
Il leader laburista
Jeremy Corbyn ha invece accettato l’invito. Vuole assolutamente discutere con Xi
Jinping della sorte di Liu Xiaobo, il Nobel per la Pace arrestato nel 2008 e ancora rinchiuso in un carcere segreto, e
Preparativi
Tutto pronto
a Londra
per l’arrivo
domani
del leader
cinese
in visita
ufficiale
La visita di Xi Jinping avviene 10 anni dopo quella di Hu
Jintao, ed è troppo importante perché qualcosa vada storto. Sono in ballo 20,5 miliardi
di investimenti cinesi in Gran
Bretagna e una riconciliazione, importante per entrambi
i paesi, dopo l’irritazione di
Pechino per l’incontro tra il
premier David Cameron e il
Dalai Lama. Anche per questo, a Carlo è stato impedito
di incontrare il leader spirituale tibetano quando è venuto in visita a Londra lo scorso
mese, e il principe William è
stato spedito a marzo in Cina
in visita ufficiale, a fare dimenticare i continui sgarbi
del padre.
.
Estero .13
INTESA SUL NUCLEARE
Obama: pronti
a togliere
le sanzioni
all’Iran
WASHINGTON
L’accordo sul nucleare iraniano è entrato ufficialmente in
vigore. E nel rispetto degli impegni assunti con Teheran,
Barack Obama ha ordinato alle agenzie federali Usa che
vengano mossi i primi passi
per la rimozione delle sanzioni. «Ho dato indicazioni a tutti
i maggiori dipartimenti e alle
maggiori agenzie di iniziare i
preparativi per l’attuazione
degli impegni presi dagli Stati
Uniti, incluse le sanzioni legate al nucleare», ha annunciato
Obama, sottolineando che
l’accordo è un’importante pietra miliare che si tradurrà in
«straordinari benefici per la
nostra sicurezza nazionale e
per la pace e la sicurezza nel
mondo. Monitoreremo da vicino il rispetto degli impegni
da parte di Teheran».
Il processo di rimozione
delle sanzioni sarà lungo, di
certo durerà qualche mese.
Lo smantellamento nucleare
più ampio e difficile della storia inizia così nell’ «adoption
day», a 90 giorni esatti dalla
storica firma dell’intesa. Gli
ingegneri iraniani hanno assicurato che ultimeranno il lavoro a tempo record, così da
consentire che le sanzioni da
oltre 100 miliardi di dollari siano rimosse. I leader di Teheran hanno puntato tutto proprio sulla rimozione delle sanzioni per convincere i politici e
l’opinione pubblica iraniana
[E. ST.]
ad accettare l’intesa.
14 .Cronache
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Il figlio: “Ho pagato io il killer
Temevo di essere diseredato”
Savona, “Avevo paura che mio padre lasciasse tutto alla compagna”
No, non ci voglio
credere. Ma se è
davvero così mio figlio
non lo voglio più
vedere. Sono
abbattuto, cerco di
non rendermi conto di
quanto successo.
Eppure me lo dicono
tutti…Io l’ho sempre
rassicurato sull’eredità
il caso
CLAUDIO VIMERCATI
SAVONA
L’
eredità del padre: la
casa, un modesto alloggio nella periferia di
Savona, e i suoi risparmi, i soldi messi via, in una vita di lavoro in Ferrovia. Erano diventati un’ossessione per Rinaldo
Costa, il figlio. Temeva che alla morte del genitore a beneficiarne fosse Sheila, origini
delle Isole Mauritius, di trent’anni più giovane del padre,
sua compagna. Era sicuro che
alla fine avrebbe preso tutto
lei. Un tarlo, che lo rodeva.
«Già .- si ripeteva - è entrata
nella sua vita, si occupa dei
conti di casa...Ora si prenderà
anche l’eredità».
Ucciderlo prima
E allora ecco il piano diabolico. Uccidere il padre, prima
che potesse fare testamento,
in modo da restare unico erede che all’altra non rimanesse
nulla, niente di niente . E magari vendere la casa e con quei
soldi andare a vivere in Thailandia «dove - aveva confidato
proprio a Sheila - ci sono ragazze carine e molto disponibili». Ora Rinaldo Costa, 52
anni, è in carcere con l’accusa
Reazione
Rinaldo Costa
ha pagato un
amico per
eliminare il
padre che,
però, ha
messo in fuga
il malvivente
Rinaldo Costa, 52 anni
Aggredito
Renato Costa
dopo l’aggressione ha
urlato e i
vicini hanno
pensato ad
un malore.
Ma non è
stato così
Sms
Rinaldo, dopo
aver lasciato il
padre, ha
mandato un
messaggio al
complice sul
telefonino:
«Sta
arrivando...»
di tentato omicidio in concorso
con un amico, Andrea Invincibile, assoldato per fare il lavoro
sporco, dietro a un compenso di
diecimila euro. Ha confessato ai
carabinieri quel piano che sembrava così perfetto, o così pensavano. Un’aggressione in casa,
simulando una rapina. E poi il
padre è cardiopatico, ha un pacemaker, magari sarebbe bastato spaventarlo e il suo cuore,
già malconcio non avrebbe retto. Sabato mattina, Renato Costa è uscito di casa per l’irrinunciabile colazione al bar con
Sheila e il figlio. Un rito di tutti i
giorni. Sono stati insieme un
paio di ore, hanno letto i giornali, parlato del Savona, la squadra di calcio di cui l’anziano ex
ferroviere è tifosissimo. Poi la
LA TRAGEDIA AL LARGO DELLA LIBIA
L’allarme
I migranti
sopravvissuti
sono stati
soccorsi da
un’imbarcazi
one
impegnata
nell’operazio
ne Triton
Vittima del tentato
omicidio voluto dal figlio
1 Lei,
Messaggio al complice
Poi ha mandato un messaggio
al complice sul telefonino: «Sta
arrivando...». Il «killer» era già
nascosto in casa e quando l’uomo ha aperto la porta ed è entrato, si è avventato su di lui.
Non ha fatto però i conti con la
reazione dell’anziano, che cuore malconcio o meno, ha ingaggiato una lotta con il suo aggressore mentre questi (passamontagna e guanti di lattice per
non lasciare impronte) cercava
di soffocarlo con un cuscino, do-
Renata Altissimo Pitacco
Migranti, un’altra strage
Otto morti sul gommone
Renato Costa
Ferrara
Colpisce con l’ascia
il marito che dorme
donna è andata a fare la spesa e
padre e figlio si sono incamminati verso casa. «Ciao papà, ci
vediamo domani alla partita» lo
ha salutato, dandogli un bacio
sulla guancia. Il suo addio.
Ci ha lasciati in un vuoto immenso.
Insostituibile moglie, mamma e
nonna eccezionale. Ti piangono con
infinita tristezza e ti ricorderanno
sempre Sergio, Franco, Paolo, Cristiana e i nipotini Aimone, Edoardo,
Vittoria e Olmo. Grazie dott. Tamponi e prof. Tarella. Le Esequie si terranno a Moncalieri nella chiesa di
Santa Maria della Scala martedì 20
alle ore 14,30. Il Rosario a Torino
nella chiesa della Madonna Addolorata del Pilonetto (piazza Zara) lunedì 19 alle ore 18.
- Torino, 17 ottobre 2015
Genta dal 1848 - Torino
Cara NONNA ci hai insegnato ad
ascoltare e ad essere altruisti. Ci hai
insegnato la saggia pazienza e
l’amore incondizionato. Il tuo esempio ci accompagnerà con il tuo rassicurante sorriso, sempre.
Facebook
Renato Costa,
in ospedale,
ha saputo
dell’arresto
del figlio e del
suo piano per
eliminarlo
grazie al
social dove,
nonostante
l’età, ha un
profilo
Cara RENATA, vorrei poterti ancora
testimoniare tutto il mio affetto. Ti
abbraccio amica carissima. Franca.
Caro Paolo ti abbracciamo convinti
che la forza e l’esempio di tua
MAMMA vi aiuteranno a superare
tutti insieme questo doloroso passaggio. Ti siamo vicini. Andrea e
Francesca.
Francesco e Alida abbracciano affettuosamente Sergio Franco e Paolo.
Gli amici di sempre Silvia Pacces,
Paola e Tin Cuccodoro.
Marilena Semenza partecipa con
profondo dolore al lutto della famiglia per la scomparsa della signora
Renata Altissimo Pitacco
- Torino, 18 ottobre 2015
Mariella con Francesca, Vittorio e
Marieli si stringono a Paolo, Cristiana e ai cugini nel grande dolore
p e r l a s c o m p a r s a d e l l ’a m a t a
RENATA.
ROMA
Otto cadaveri sul fondo del
gommone, in parte già sommersi dall’acqua, stesi in
mezzo ai vivi: dall’Egeo al
canale di Sicilia continua
inesorabile la strage di migranti.
L’ennesima tragedia si è
consumata 130 miglia a sud
est dell’isola di Lampedusa,
dunque a poche decine di miglia dalle coste libiche dalle
quali, appena il mare lo consente, continuano a partire i
gommoni e i barconi carichi
di disperati che tentano di
raggiunge l’Italia. Perché è
vero che negli ultimi mesi,
soprattutto per i siriani, la
rotta principale è diventata
quella che attraversa i Balcani. Ma è anche vero che per
migliaia di esseri umani provenienti dai paesi dell’Africa
sub sahariana, dall’Africa oc-
cidentale e dal corno d’Africa,
l’unica via di fuga dalle guerre
e dalla fame restano le spiagge
libiche, dove le organizzazioni
di trafficanti di uomini continuano a dettar legge. E a spedire i barconi della morte nel
Mediterraneo.
I cadaveri degli otto migranti, sette donne e un uomo,
erano a bordo di un gommone
in difficoltà, che ha lanciato
l’allarme alla centrale operativa della Guardia Costiera, già
impegnata a coordinare i soccorsi poiché nella zona erano
presenti altre imbarcazioni
cariche di migranti.
Verso il gommone si è diretta nave Bersagliere, della Marina Militare, che ha iniziato il
soccorso nel primo pomeriggio. E quando tutti i 112 migranti vivi erano stati trasferiti sulla nave, i militari hanno
recuperato i corpi delle otto
vittime.
Una ZIA pazzesca. Sempre con noi.
Sara, Barbara e Carola.
Cugini vi vogliamo bene. Cocò e
Tommy.
Costanza e Paolo abbracciano forte
Sergio, Franco, Paolo, Cristiana e i
ragazzi in questo momento di incredulità e tristezza.
Ambra e Alessio con rispettive famiglie piangono la scomparsa della cugina RENATA.
Piera, Antonella, Fulvia, Carlotta
partecipano affettuosamente al
grande dolore dei cugini.
Carla, Viviana e Vanessa con le rispettive famiglie ricordano con affetto RENATA e si stringono a Sergio, Franco, Paolo e famiglia in un
forte abbraccio.
Renato Costa assieme alla compagna Sheila
Gian Luca, Mauro, Corrado, con le
loro famiglie, si stringono con affetto a Paolo, Franco e Sergio.
Cara
Renata
per un lungo periodo della mia vita,
quello più spensierato, sei stata
come una seconda mamma, e come
tale mi hai sempre trattato. Mi sentivo accolto come a casa mia.
Quante partite a paroliamo e a canasta. Sarai sempre nel cuore del
mio cuore. Paolo, Franco e Sergio,
vi sono vicino. Marco.
- Lugano, 18 ottobre 2015
Franco e Francine, con Max e Marzia, sono affettuosamente vicini a
Sergio, Paolo e Franco e a tutta la
famiglia.
Soci e collaboratori dello Studio
Dante & Associati partecipano sentitamente al dolore dei familiari.
casalinga
60enne, ha colpito il
marito di 62 anni con
un’ascia, in piena notte, mentre lui stava
dormendo. Lui è ora
ricoverato con lesioni
varie, guaribili in una
quindicina di giorni.
La donna è in arresto
all’ospedale di Cona,
nel reparto diagnosi e
cura, piantonata per
lesioni aggravate e
tentato omicidio. È accaduto la notte scorsa
in un appartamento di
via del Lavoro a Goro,in provincia di Ferrara. Attorno alla mezzanotte, la donna ha
aggredito il marito
colpendolo con l’ascia
agli arti ed alla testa.
Troppo presto ci ha lasciato
ing. Claudio Cismondi
Affranti lo annunciano la moglie
Giuliana, la figlia Cristina, il genero
Emanuel e le adorate nipotine Luisita e Matilda. Si uniscono al dolore
il fratello Roberto con la moglie
Piera e famiglia. Rosario lunedì 19
ore 17,45. Funerali martedì 20 ore
10 chiesa Gesù Adolescente, via Luserna 16 Torino. Non fiori ma offerte per la ricerca sul cancro.
- Torino, 17 ottobre 2015
Ciao CLAUDIO, con affetto e rimpianto. Domenico, Imelda, Elisa e
Maurice.
Ognuno di noi ha ricordi splendidi.
Abbracciamo CLAUDIO amico carissimo e siamo vicini a Giuliana, Cristina e Emanuel con grande affetto:
Giorgio e Patrizia Aruga
Vittorio e Margherita Balbo
Guido e Grazia Camerlo
Gianrenzo e Liliana Cerutti
Ennio e Miliana Cesca
Pino e Lucia Cioccarolo
Paolo e Marina Dal Sasso
Giorgio e Clelia Destefanis
Romeo e Rita Giudici
Bruno e Giovanna Maiorano
Giuseppe e Adele Margara
Bruno e Marica Molinari
Enzo e Giuliana Panzeri
Mauro e Paola Veltri
po aver provato, inutilmente, di
provocargli un infarto premendo con forza sul petto. Poi le urla, le grida di aiuto sono state
sentite dai vicini che hanno
chiamato i soccorsi, pensando
che l’uomo stesse male, avesse
avuto un infarto. Ma era tutta
un’altra storia. E l’epilogo ha
sconvolto tutti. Primo fra tutti
Renato Costa che è ricoverato
all’ospedale San Paolo di Savona. I medici, temendo per il suo
cuore, non volevano che lo venisse a sapere. Ma lui lo ha scoperto con il telefonino, su Facebook, perchè, nonostante l’età,
ha anche un profilo su internet.
«Sono incredulo No, non ci voglio credere. Ma se è davvero
così. Allora mio figlio non lo voglio più vedere. Sono abbattuto,
cerco di non rendermi conto di
quello che è successo. Eppure
me lo hanno detto tutti…». E il
pensiero va all’eredità al centro
di questa vicenda: «Io l’ho sempre rassicurato sull’eredità - aggiunge Renato - Io gli dicevo che
lui veniva prima di tutto. A
Sheila avrei lasciato qualcosa
però la maggior parte del ’’malloppo’’ sarebbe stato suo, la casa sua. Cosa voleva? Perché?»
Dopo una lunga vita ricca di interessi, di entusiasmo e di amore per
la sua famiglia è mancata all’affetto
dei suoi cari
Ines Olivetti
Ghisotti
Ne danno il triste annuncio i figli
Sandro con Simonetta, Chicco con
Carla, Silvia con Franco, i nipoti Eleonora con Emiliano, Giovanni con
Evelina, Lorenzo, Alberto con Giulia,
Marzia. Per orario Funerale telefonare Impresa Genta tel.
011.542158.
- Torino, 18 ottobre 2015
Genta dal 1848 - Torino
Zio Gigi con Paola Elena e Claudia,
con le loro famiglie, sono vicini a
Sandro Enrico e Silvia nel ricordo
della cara INES.
Grazie INES per l’affetto e la gioia
che ci hai regalato. Non ti dimenticheremo mai. Roby e Maria.
Novella ed Enrico Salza profondamente commossi sono vicini alla
moglie Gemma, ai figli Monica e Andrea e alla famiglia tutta per la
scomparsa dell’amico carissimo
Alfredo Cellerino
- Torino, 19 ottobre 2015
La famiglia Betti si stringe forte a
Gemma, Monica e Andrea per la
scomparsa di
Alfredo
E’ mancato il
dott. Clemente Gozeni
anni 95
Lo annunciano i figli Mario, Micaela
e Enrico con le rispettive famiglie.
Funerali in Cafasse martedì 20 ottobre ore 10 in parrocchia.
- S. Maurizio C.se, 17 ottobre 2015
O.F. Tibone - tel. 0123.41316
- Torino, 17 ottobre 2015
E’ mancata
Giuse Visca Beccaria
Lo annunciano Mario, Chiara e famiglia, parenti tutti. Funerali martedì 20 ottobre ore 10,30 parrocchia
Sacro Cuore di Gesù.
- Torino, 18 ottobre 2015
ANNIVERSARI
1989
Abbiamo perso una cara AMICA di
tutta una vita. Condoglianze alla famiglia. Piergiorgio e Costanza.
2015
Corrado Borio
Ricordandoti sempre. Tua Fernanda.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Giallo di Brescia, l’operaio
trovato cadavere nel bosco
Scomparso una settimana dopo la sparizione del suo titolare
scomparsa del suo principale.
«Conoscendolo era andato a godersi quegli splendidi posti per
godersi la montagna e basta – assicura una nipote, Francesca
Ronchi -. Ne ha approfittato visto
che la fabbrica era chiusa (da
martedì è sotto sequestro probatorio, ndr) -. Non perdeva un
giorno di lavoro. Era molto provato da quanto accaduto al datore di lavoro, lo stimava molto».
Vero rompicapo
la storia
BEATRICE RASPA
BRESCIA
Cautela
La prima
ispezione
sul cadavere
non avrebbe
rivelato
segni di
violenza
evidenti
Autopsia
I carabinieri
non si sbilanciano
aspettano
che a parlare sia l’esame del
corpo già
disposto
ra prono, accasciato a pancia in giù, ai piedi gli stivaloni antipioggia, in mano
un bastone, di quelli che servono
durante le camminate in montagna. La perfetta tenuta del cercatore di funghi. Giuseppe Ghirardini, l’operaio cinquantenne della
fonderia di Marcheno scomparso
mercoledì, sei giorni dopo la sparizione del suo titolare, ieri è stato trovato morto. Un decesso all’apparenza per cause naturali.
L’addetto ai forni della Bozzoli
srl, uno dei tre dipendenti presenti in fabbrica la sera di giovedì
8 ottobre alle sette, quando uno
dei titolari Mario Bozzoli è sparito nel nulla, era tra i boschi di
Ponte di Legno, in un canalone vicino a un torrente.
E
Soccorso alpino
A scoprirlo alle 14,30 è stata una
squadra del soccorso alpino in località Case di Viso, a un’ora e
mezza di passeggiata dal luogo in
cui aveva posteggiato la sua
Suzuki Vitara marrone rinvenuta venerdì sera e ora nelle mani
del Ris. A stroncarlo sembra essere stato un malore. La prima
ispezione sul cadavere non
avrebbe rivelato segni di violenza
ANSA
evidenti. I carabinieri non si sbilanciano aspettano che a parlare
sia l’autopsia. Ma nel frattempo
la vicenda della fabbrica del mistero, con due scomparsi nel giro
di sei giorni, non smette di riservare colpi di scena, arricchendosi
di un nuovo capitolo del quale
non è ancora chiara la conclusione. Davvero Ghirardini è vittima
inconsapevole di uno sconcertante incastro di coincidenze ed
era uscito da casa solo in cerca di
porcini? Oppure è sparito perché
aveva delle informazioni che sono morte con lui? I familiari si
scagliano contro chi sospetta che
l’uomo si fosse dileguato perché
in qualche modo coinvolto nella
Ponte
di Legno
Giuseppe
Ghirardini
è stato
trovato
in un bosco
dove si era
recato forse
a cercare
funghi
Il pm Alberto Rossi e i carabinieri
si trovano di fronte a un rompicapo. Ghirardini si era allontanato
da casa mercoledì proprio il giorno in cui avrebbe dovuto essere
riascoltato la seconda volta in
merito alla serata in cui Mario
Bozzoli alle 19,15 aveva chiamato
la moglie («Mi cambio e arrivo»)
e poi era scomparso. L’industriale a casa non ci è mai arrivato, è
come se si fosse volatilizzato. La
sua Bmw X5 non ha mai lasciato
il parcheggio dell’azienda di via
Gitti. Gli abiti erano appesi nello
spogliatoio. In fabbrica gli operai
di turno, Ermes Maggi, il senegalese Abu e appunto Ghirardini,
l’addetto ai forni, hanno detto di
non avere visto nulla. L’uomo
martedì scorso aveva peraltro
fatto da guida a Patrizia Scalvi,
l’avvocato al legale della famiglia
Bozzoli, la moglie Irene e i figli
Claudio e Giuseppe, che si era recata in fabbrica per un sopralluogo e sollecitare. «Sì, in teoria una
persona può essere spinta lì dentro» aveva risposto impassibile
all’avvocato che gli chiedeva conto del terribile sospetto legato alla sparizione dell’imprenditore.
Mercoledì mattina Ghirardini voleva uscire per una battuta di
caccia poi sfumata per il maltempo. All’alba ha pubblicato su Facebook alcuni oscuri messaggi
(«Guardati bene le spalle sempre, le pugnalate arrivano da chi
meno te l’aspetti») si è messo al
volante della sua auto e ha imboccato la strada per la Valcamonica. A Marcheno, però, non è più
tornato.
Cronache .15
.
A COSENZA
Aggredito
con un’ascia
per il parcheggio
Un giovane di 29 anni di Pedace (CS), è stato arrestato
dai carabinieri per lesioni
personali aggravate. Il giovane, la notte scorsa, ha litigato con un altro abitante
del suo paese, nella presila
cosentina, per un parcheggio. Il giovane, dopo il diverbio, ha lasciato il posto al
contendente, allontanandosi. Più tardi è però tornato
sul luogo, armato di un’ascia.
Con questa ha colpito più
volte il rivale, ferendolo.
L’uomo è stato portato nell’ospedale di Cosenza. Non
versa in pericolo di vita.
A FIRENZE
Vittima dei bulli
a 9 anni
fugge da scuola
Un ragazzino di 9 anni è fuggito da scuola, dopo aver scavalcato una recinzione. Alla
madre ha raccontato di essere scappato perché era stato
picchiato dai compagni durante una partita di pallone.
Il fatto, che sarebbe accaduto
in un istituto scolastico fiorentino, è stato raccontato
dalla madre. La donna ha riferito di aver sporto denuncia anche perché non sarebbe stato l’unico caso di bullismo nei confronti del figlio.
1234567897ABBACD47EF8 LA STAMPA 8
CON
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
IL RAPPORTO
INVESTIMENTI
MADE IN ITALY
TUTTOSOLDI
In Europa
un esercito
di 12 milioni
di disoccupati
Incognita
petrolio,
la scommessa
con gli Etf
Arcaplanet
Qualità
e passione
per gli animali
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
A PAGINA 18
A PAGINA 19
A PAGINA 21
.
17
NUMERO 141
A CURA DI:
TEODORO CHIARELLI
REDAZIONE:
GIUSEPPE BOTTERO
LUCA FORNOVO
LUIGI GRASSIA
[email protected]
www.lastampa.it/tuttosoldi/
tutto SOLDI
P
LAVORO IN CORSO
Ogni anno 25 mila furti di identità
e le insidie non sono solo in Rete
MARCO
POLO
Anche le carte nei cestini dei rifiuti svelano ai truffatori i nostri dati sensibili
SANDRA RICCIO
Chi subisce più frodi informatiche
C’
è la studentessa che
pochi mesi dopo un
colloquio per un lavoro di babysitter si è ritrovata
con un prestito di 10 mila euro
da ripagare che però non aveva mai richiesto. Oppure c’è il
pensionato che scopre di avere sul groppone una cessione
del quinto del proprio stipendio ma di cui non sapeva niente. Sono tutte vittime di furti
d’identità, un fenomeno in forte crescita nel nostro Paese, e
che consiste nella clonazione
della nostra identità per chiedere finanziamenti o fare acquisti a nostra insaputa. L’anno scorso, dicono le rilevazioni Crif, gli episodi di questo tipo sono stati oltre 25.500 con
un danno calcolato in 171 milioni di euro. I più colpiti sono
gli uomini (62%) e la fascia di
età bersagliata è quella tra i 41
e i 50 anni, quella dei soggetti
che hanno maggiori disponibilità economiche.
Attenti ai social network
L’intervista
Le trappole sono tante. Il primo pensiero di molti va subito
a Internet e ai social network.
Pochi sanno però che anche la
vita off-line di tutti i giorni offre molte occasioni ai ladri. Lo
sa bene Eleonora L., 48 anni di
Cuneo, che un bel giorno ha
Dati in percentuale in base all'età
26,1%
24,3% 24,7%
2014
25,1%
2013
23,2%
20,1%
17,4%
14,9%
12,7% 11,2%
18-30 anni
31-40
41-50
Fonte: CRIF
51-60
>60
- LA STAMPA
scoperto di aver acquistato
un’auto a rate a sua totale insaputa. Qualcuno si era presentato in concessionaria con una
carta d’identità falsificata e una
busta paga con tutti i suoi dati,
estremi del conto corrente inclusi. A fornire tutte le informazioni era stata lei stessa, inconsapevolmente. L’aveva fatto con
un semplice gesto quotidiano,
quello di buttare nella spazzatura le carte di casa, le ricevute
di pagamento, le bollette e le
vecchie buste paga. I pericoli
non stanno soltanto in rete. Anche nella vita «reale» forniamo
ai ladri tutti i dati per richiede-
re un prestito, un mutuo, per
aprire un conto corrente o per
intestare ad altri utenze elettriche, gas e telefono. Molte volte
le nostre pattumiere sono una
vera miniera per i furti d’identità. Il fenomeno si chiama
Trashing (dal termine inglese
spazzatura, appunto).
Documenti gettati integri
Qualche tempo fa questa particolare tecnica di clonazione è
stata oggetto di uno studio del
Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità (Rissc) per
conto di alcuni operatori finanziari. Sono stati analizzati i
comportamenti di 954 famiglie.
Il risultato? In ogni sacchetto
domestico sono stati trovati
mediamente 2,29 documenti
con informazioni sensibili.
L’85% percento dei dati proveniva da documenti integri o al
massimo strappati in due parti
e si trovavano praticamente intatti soprattutto nella carta da
riciclo. Le informazioni riguardavano soprattutto dati personali (30%), assicurazioni (30%),
conti correnti bancari (10%),
ma in mezzo alla spazzatura sono stati rinvenuti anche codici
Pin e ricevute di acquisto di
bancomat e carte (3%). Il consi-
glio? Meglio riflettere bene su
quel che si sta per buttare.
Occhi aperti anche in rete
però. Sulle insidie che nasconde la rete l’attenzione è ben più
alta che nell’off-line. «Però la
consapevolezza dei rischi non
porta a maggior cautela - afferma Beatrice Rubini, direttore
della linea MisterCredit di Crif
–. Tanto che sono i giovani, nonostante la maggiore familiarità con Internet a sottovalutare
di più il pericolo». E’ quanto
emerso da un recente studio
condotto da Mister Credit - la
divisione di Crif specializzata
nelle soluzioni a tutela dell’identità personale e a supporto del benessere finanziario dei
consumatori. Quasi metà degli
intervistati dice di temere i furti di identità ma un quinto non
fa nulla per proteggersi.
Ma come ci si difende da queste insidie? Il primo suggerimento è di porre la massima attenzione a ciò che viene condiviso online: infatti, spesso i ladri
di identità ricorrono a informazioni che noi stessi abbiamo
pubblicato su siti e social
network. Un esempio semplice?
Se si condivide una foto del proprio cane e il suo nome è utilizzato come password della casella di posta elettronica o dell’internet banking si rischia di
fare un grande regalo ai malintenzionati.
“Openjobmetis,
con noi il lavoro
sbarca in Borsa”
LA QUOTAZIONE
IL RISIKO
Abbiamo presentato
la domanda
di ammissione
sul segmento Star.
Se sarà tutto ok,
entro l’anno saremo
la prima agenzia per
l’occupazione a
sbarcare a Piazza Affari
Il mercato è libero
e aperto. Se ci sarà
chi vorrà comprare
lo valuteremo in quel
momento. Finora però
abbiamo acquisito
diverse società con
l’aiuto del fondo Wise:
da In Time a Metis
FRANCESCO RIGATELLI
M
entre si pensa alla conversione delle miniere
di Cogne in un museo,
già meta di trekking sulla via della magnetite lungo il versante del
Monte Creya, sabato e domenica
la miniera d’oro Chamousira di
Brusson e quella di solfuri, ferro
e rame Servette di Saint-Marcel
aprono le porte ai visitatori dopo
la riqualificazione, uno stabilimento siderurgico continua dal
1909 la sua storia valdostana e
internazionale.
Fu all’inizio del secolo scorso
che si pensò di costruire quella
che è oggi la Cogne Acciai Speciali ad Aosta, vicino alle Alpi da
dove provenivano i minerali ferrosi. L’idea di uno stabilimento
siderurgico vicino ai giacimenti
di Colonna, Liconi e Costa del Pino venne all’imprenditore belga
Charles van der Straten Pontoz.
Ma il merito del progetto è dell’italiano Pio Perrone, che portò
a termine durante la Prima
guerra mondiale un’acciaieria
elettrica, alimentata dalla magnetite di Cogne e dall’energia
elettrica delle centrali di Aymavilles, Chavonne e Champagne.
Da allora molto è cambiato e,
passate tante crisi, con la gestione del gruppo Marzorati dal 1994
sono aumentati gli uffici di vendita e di distribuzione all’estero,
dal Brasile alla Corea, e da pochi
giorni è stato inaugurato un secondo impianto a Dongguan in
Cina. Questo stabilimento impiega 130 persone e nasce dall’esigenza di aumentare la capacità produttiva del precedente.
L’impianto di Dongguan, una
volta a regime nei prossimi tre
anni, produrrà sino a 10mila tonnellate di acciaio.
twitter @rigatells
Direzione Acquisti
AVVISO
PER RETTIFICA BANDO DI GARA
Si rende noto che la presentazione
dell’offerta relativa alla GPA n. 2015/S/47T,
per il Servizio di “Realizzazione Impianto di
illuminazione di bordo con introduzione
di lampade a LED su n. 261 vetture
Frecciabianca della Divisione Passeggeri
Long Haul di Trenitalia” - CIG 63487756DD,
con scadenza 19.10.2015, viene prorogata
alle ore 13:00 del giorno 03.11.2015.
WALTER PASSERINI
A PAGINA 20
Cogne Acciai
il futuro sarà
anche in Cina
Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis
Il Responsabile del Procedimento
Alessandro Strinna
18 .Lavoro in corso
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
lavoro
Il Salone del franchising a Milano
Sei mesi nella multinazionale Kraft
Un giro d’affari di 23 miliardi di euro sviluppato
dalle 950 aziende franchisor e dai 51mila negozi
affiliati, che dà lavoro a 180 mila persone (dati
2014). Il fatturato era a 21,5 miliardi nel 2008.
Positiva la creazione di occupazione. Per saperne
di più: Salone Franchising Milano, 23-26 ottobre
nel quartiere fieristico di Rho.
Kraft Heinz, gruppo nel food&beverage, cerca
laureandi (laurea magistrale) in economia ed
ingegneria, per iniziare un viaggio di sei mesi in
uno dei suoi team. Si ricercano 10 candidati. La
sede di lavoro è il quartier generale a Segrate,
Milano. Scadenza 10 novembre 2015. Il sito per i
Cv è: www.heinzcareers.it.
LE TRE STRADE
DEI CONTRATTI
COLLETTIVI
WALTER PASSERINI
C
ontrattare ai tempi
della deflazione non
è facile. Ma questi sono i tempi che corrono.
L’economia è rattrappita su
se stessa. L’inflazione, lo
spauracchio di molte stagioni, oggi è stentata e non
fa da volano. Per chi contratta non c’è pane da dividere, si centellinano i pochi
margini.
Nel frattempo, il contratto nazionale di lavoro è
abiurato da Confindustria,
che coglie la nuova stagione
e ne dichiara il de profundis, mentre all’orizzonte si
profila un esangue salario
minimo garantito. Oggi
senza rinnovo contrattuale
sono 7 milioni di lavoratori:
dai meccanici agli alimentaristi nei privati, insieme
ai dipendenti pubblici. Questi ultimi sono senza rinnovo dal 2009, tanto che la
Corte costituzionale ne ha
intimato l’incostituzionalità, suggerendo una nuova
tornata almeno triennale.
L’Italia è il paese delle
piccole imprese, per molte
delle quali il contratto nazionale è l’unico baluardo,
per i dipendenti e per gli
imprenditori, che preferiscono le certezze alla conflittualità latente. Nel frattempo i contratti nazionali
negli anni della crisi sono
quasi raddoppiati passando da 400 a oltre 700. Che
fare? Il primo compito è
quello di semplificare e accorpare.
Inoltre nessuno può pensare di abolire il contratto
nazionale, che deve ritrovare un ruolo. Poi, per chi potrà, verranno la contrattazione aziendale per aumentare la produttività, e la
contrattazione territoriale,
perché il welfare non è solo
d’impresa ma anche per la
comunità.
La storia
È
scattato il countdown
per gli incentivi rivolti ai giovani e alle
donne che vogliono avviare
micro e piccole imprese.
Dal 13 gennaio 2016 parte
infatti la misura Nuove imprese a tasso zero, che mette a disposizione 50 milioni
di euro.
Le nuove agevolazioni, gestite da Invitalia, sono valide
in tutto il territorio nazionale
e finanziano progetti d’impresa con spese fino a 1,5 milioni di euro. Riparte così una
nuova stagione per favorire
la nascita di nuove imprese
da parte dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa di proprietà del mini-
Il rapporto
REUTERS
Un esercito da troppo tempo senza occupazione
Disoccupati di lunga durata in Europa
+12 mesi
+24 mesi
49,5
Europa
Svezia
Regno Unito
Il confronto in Europa e in Italia
Italia
Europa
2005
2008
30,1
18,9
+12 mesi
8,8
+24 mesi
35,8
19,5
1.966,0
2014
2000
3,8
3,1
7,8
4,1
2,6
5,1
2,4
1,9
5,0
2,4
1,5
3,1
2005-2014 crescita
+1.062,6 +708,6
1500
903,4
In % sulla popolazione attiva
42,7
Francia
Disoccupati di lunga durata in Italia
+12 mesi +24 mesi
44,3
Germania
+12 mesi
30,2
49,8
45,7
45,9
49,5
500
560,04
39,4
73,5
Grecia
+24 mesi
31,5
28,0
26,9
48,6
In % sul totale disoccupati
1000
61,4
37,2
61,4
ITALIA
1.269,0
752,5
21,4
39,4
21,5
458,0
30,1
2005
In % sul totale disoccupati
2008
2014
0
In valori assoluti
Fonte: EUROSTAT
- LA STAMPA
Dodici milioni di disoccupati
alla ricerca di un posto nell’Ue
In Italia 2 milioni sono senza lavoro: una sfida per servizi all’impiego e Anpal
S
ono la bestia nera nella
lotta alla disoccupazione,
lo zoccolo duro dell’impotenza dei servizi al lavoro, una
massa di persone che sta diventando insostenibile. Un esercito
di 12 milioni di disoccupati da
più di un anno si aggira nell’Europa. Il loro numero è raddoppiato negli anni della crisi, tra il
2007 ed il 2014, e rappresenta la
metà del totale della disoccupazione. In Italia i disoccupati da
oltre 12 mesi sono quasi due milioni (1.966.000), sono cresciuti
di oltre un milione negli anni
della crisi e rappresentano quasi due disoccupati su tre. E’ l’altra faccia della Garanzia giovani che ora ha scoperto un’altra
categoria a rischio. Per questo
l’Europa lancia un Piano di investimenti per creare milioni di
nuovi posti di lavoro, anche se
per i disoccupati di lunga durata è molto difficile riuscire a
rientrare nel mercato del lavoro. Per queste persone, spesso
avanti con gli anni e over 50, risalire sulla giostra del lavoro è
quasi impossibile.
Raccomandazione
I disoccupati di lunga durata in
Europa rappresentano attualmente il 5% della popolazione
attiva e la metà dei disoccupati.
L’Italia è messa peggio: rispettivamente il 7,8% della popolazione attiva e il 61,4% del totale
disoccupati. Le quote variano
tra i diversi paesi: si va dall’1,5%
e dal 27,2% dell’Austria al 19,5%
e al 73,5% della Grecia. Per questo, l’Europa lancia una forte
raccomandazione e propone un
piano, che prevede che tutte le
persone in cerca di lavoro disoccupate da più di 12 mesi siano oggetto di un esame individuale e di un accordo di reinserimento in un posto di lavoro,
offrendo loro un piano concreto
e personalizzato per tornare al
lavoro. Quanto più passa il tempo e le persone rimangono
escluse dal mercato del lavoro,
tanto è più complicato che vengano nuovamente assunte. Dei
12 milioni di disoccupati di lunga durata della Ue, più del 60%
sono senza lavoro già da più di
due anni consecutivi. E ogni anno, una persona su cinque getta
la spugna e va a infoltire l’esercito degli inattivi.
La sfida
La nuova sfida dei servizi al lavoro in Europa e in Italia è molto ardua, anche perché non tutti i paesi hanno esperienza di
vere politiche attive del lavoro.
Prevalgono spesso le politiche
passive, che offrono un’indennità di sostegno al reddito ma
scarsi servizi. In Italia questa è
una delle patate bollenti che finiranno in mano alla nascente
Agenzia Anpal (Agenzia nazionale per le politiche del lavoro),
prevista dal Job Act (Dlgs.150
del 24 settembre), che vedrà la
luce e l’operatività nel primo
Due anni
Il periodo
dopo il quale
molti disoccupati si scoraggiano, smettono di cercare un impiego
e passano
ufficialmente
nella categoria degli
inattivi
trimestre 2016. La proposta europea prevede azioni specifiche
per i disoccupati di lunga durata da parte dei servizi all’impiego: incoraggiare l’iscrizione dei
disoccupati di lunga durata
presso un servizio all’impiego;
fornire a ciascun disoccupato di
lunga durata una valutazione
individuale approfondita e un
bilancio di competenze entro e
non oltre i primi 18 mesi di disoccupazione; offrire un’opportunità di reinserimento in un
posto di lavoro a tutti i disoccupati di lunga durata iscritti entro 18 mesi.
Se i disoccupati di lunga durata corrispondono alla metà
dei disoccupati totali, solo il
20% dei programmi europei sono loro destinati e in vari paesi i
disoccupati di lunga durata non
hanno accesso a servizi personalizzati. I programmi offerti a
questa categoria di disoccupati
spesso non riescono a coinvolgere i datori di lavoro.
[W. P.]
INCENTIVI PER I NEO-IMPRENDITORI
Cinquanta milioni a tasso zero per giovani e donne
stero dell’Economia. Finora
Invitalia ha gestito e finanziato
52 contratti di sviluppo, 2.020
imprese create con l’autoimprenditorialità e 604 startup
innovative. Molti hanno usufruito dei servizi di Invitalia.
Come Sara Vaccarezza, genovese, che aveva due passioni: la
chimica e la veterinaria.
Un’insegnante alle superiori le suggerisce di unirle. E così
prima si diploma come perito
chimico, poi ottiene una laurea
in medicina veterinaria e la
specializzazione in Patologia
generale e diagnostica di laboratorio. Incontra in un laboratorio locale Alberto Franceschi, che diventerà più tardi
suo socio, anche lui veterinario. Alberto le suggerisce di fa-
Dal 13
gennaio
Parte l’iniziativa «Nuove
imprese a
tasso zero»
per chi vuole
avviare
un’impresa
re domanda a Invitalia per
aprire una microimpresa: sul
territorio mancava una società in grado di fornire servizi innovativi in un settore molto
tradizionale. In fondo, Sara i
requisiti li aveva e il know how
anche.
Nel 2012 nasce La Lanterna,
un laboratorio di analisi chimico-cliniche in campo veterinario a scopo diagnostico e di ricerca. Oggi l’azienda è cresciuta e può vantare partnership
con alcuni dei maggiori laboratori di analisi e diagnostica del
territorio ed è diventata un
punto di riferimento a livello
nazionale. Di Invitalia hanno
usufruito anche i fratelli Mario
e Sonia Cerase, che hanno lanciato la Mcs Hydraulic di Aria-
no Irpino, che oggi progetta e
produce raccorderia in acciaio
inossidabile per tubi flessibili e
rigidi; così come la Rotalactis,
la società di Colleretto Giacosa
(Torino), che opera nel settore
degli integratori alimentari e
che ha fatto domanda a Invitalia per ottenere gli incentivi
per la valorizzazione economica dei brevetti. La nuova tornata di incentivi è rivolta a imprese partecipate in prevalenza da donne o da giovani tra i
18 e i 35 anni. Le imprese devono essere costituite in forma di
società da non più di 12 mesi.
Anche le persone fisiche possono richiedere i finanziamenti, purché costituiscano la società entro 45 giorni. Le agevolazioni sono concesse nell’am-
Domande
online
L’unica forma
ammessa per
candidarsi è
quella digitale
attraverso
il sito di
Invitalia
bito del regolamento de minimis e prevedono un finanziamento agevolato a tasso zero
della durata massima di otto
anni, che può coprire fino al
75% delle spese totali. Le imprese devono garantire la restante copertura finanziaria.
Sono finanziabili le iniziative
per produzione di beni nei settori industria, artigianato e
trasformazione dei prodotti
agricoli; fornitura di servizi alle imprese e alle persone; commercio di beni e servizi; turismo. Le attività turistico-culturali e l’innovazione sociale
sono considerate di particolare rilevanza. La domanda può
essere inviata dal 13 gennaio
2016 esclusivamente online,
sul sito di Invitalia.
[W. P.]
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
.
Lavoro in corso .19
Unique Lights purifica l’aria
Cover 50, ricavi a 13 milioni
La Lidl ha inaugurato ad Arcole (Verona) il suo
Centro d’infanzia capace di ospitare fino a 120
bambini, dai 3 mesi ai 6 anni, figli dei
collaboratori della catena di distribuzione.
La struttura è di 4.000 metri quadrati, e
garantisce un consumo energetico sostenibile
con un impianto fotovoltaico di 30KW.
Unique Lights Italia lancia sul mercato italiano
Acll (Air Clean Led Lighting), una innovazione
nel campo dell’efficienza energetica e della
purificazione dell’aria. Il sistema è pensato
per strutture di cura, residenze per anziani,
farmacie, ambulatori pubblici e privati,
scuole e altri ambienti pubblici.
Cover 50, l’azienda specializzata nei pantaloni
di alta gamma, archivia i primi sei mesi del 2015
con 13 milioni di euro di ricavi, di cui il 60% dal
mercato estero. Il 69% delle vendite è costituita
dalla linea uomo (PT01, foto a sinistra) che ha
raggiunto i 9 milioni (+ 6,2%) mentre 1,3
milioni vengono dalla linea PT01 Woman Pants.
Le materie prime
Lidl apre il Centro d’infanzia
Incertezza sul petrolio nel 2016
Morgan Stanley vede il rimbalzo
“È ora di tornare a puntarci”
Ma Goldman Sachs e altri analisti restano scettici
SANDRA RICCIO
MILANO
I
l prezzo del petrolio si è un
po’ ripreso dalla caduta di
agosto quando aveva raggiunto i minimi dal 2009 a quota 45 dollari. Da allora i valori
sono risaliti intorno ai 50 dollari. Difficile dire come si muoverà in futuro l’oro nero, di certo nel recente passato ha mostrato di poter arrivare a livelli
molto più bassi: nel 2008 quotava a 37 dollari, stessa area
segnata nel 2004. Di sicuro
contro una ripresa rema l’eccesso di offerta, insieme alla
frenata dell’economia cinese e
alle tensioni per le crisi internazionali.
In settimana, la Iea (Energy
Information Administration)
ha detto di vedere un rischio di
rallentamento della domanda
di greggio nell’intero 2016, un
fattore che, unito al probabile
ritorno sul mercato internazionale dei barili di greggio iraniani, potrebbe mantenere un
eccesso di offerta anche per
l’anno prossimo. «Oggi la produzione giornaliera è di 98 milioni di barili mentre i consumi
si fermano a 95 milioni che
vuol dire un eccesso di 3 barili
– dice Massimo Siano di Etf
Securities -. I nuovi accordi
con l’Iran potranno, entro il
2020, far salire questa eccedenza a 7 milioni di barili».
Gli analisti non concordano sul futuro dell’oro nero.
Qualcuna delle grandi case
azzarda già un ritorno delle
materie prime, greggio incluso. La scorsa settimana Morgan Stanley, per prima tra le
grandi società Usa, si è
espressa a favore di un impegno sul fronte delle commodity suggerendo che è arrivato
la
settimana
dei
cambi
CARLO ALBERTO DE CASA*
«Occasioni in Corea
e a Singapore»
5
domande
a
Gian Paolo Bazzani
ad di Saxo Bank
Gian Paolo Bazzani, amministratore Delegato di Saxo Bank
Qual è la vostra scommessa sui
mercati, da qui a fine anno?
ANSA EPA
il momento di ricominciare a
investire in questo comparto.
Pochi giorni prima Goldman
Sachs aveva invece ribadito
di non vedere nessun segnale
positivo per i metalli industriali, l’oro e il petrolio.
Per gli investitori, l’oscillazione del prezzo del petrolio,
può significare un’opportunità. La strada più battuta è
quella degli Etc legati al petrolio che scommettono sia sul
rialzo sia sul ribasso dei prezzi. Gli Etc, ovvero gli Exchange
traded commodities, sono
strumenti che replicano l’andamento delle materie prime
sottostanti come Brent o Wti.
A Piazza Affari sono quotati
quasi una trentina di questi
strumenti, sono altamente
Eccesso
di offerta
Prima o poi il
mercato
riassorbirà
i troppi barili
ce si accumulano ma per
ora i segnali
sono deboli
speculativi, adatti a chi conosce a fondo la materia. Chi di
recente ha utilizzato un Etc
per scommettere sulla caduta
del prezzo dell’oro nero ha portato a casa rialzi anche superiori al 50% in un mese.
Per chi vuole scommettere
sulla ripresa del settore petrolifero, la strada consigliata dagli esperti è quella degli Etf
che investono sul settore energetico. Nel loro paniere hanno i
titoli legati all’andamento del
petrolio con in più una storia
societaria dell’azienda che
spesso fa da paracadute alla
volatilità. A Milano sono disponibili Etf sullo Stoxx Oil
and Gas e sull’indice mondiale
energetico, oltre che sull’indice settoriale dell’S&P500.
«Guardiamo oltre l’Europa e
lontano dagli Stati Uniti. Crediamo piuttosto nelle opportunità che offrono i Paesi
emergenti, con Singapore e
Corea del Sud in cima alla lista dei nostri preferiti. E’ su
queste due aree che abbiamo
puntato gran parte della nostra quota azionaria in portafoglio. Pensiamo che faranno
meglio di altri Paesi e che, a fine anno, il rapporto prezzo/
utile delle società quotate su
questi listini sarà migliore di
quello degli Usa. Samsung è
l’azienda che ci piace di più».
Perché non l’Europa?
«Perché nei prossimi mesi pagherà le difficoltà nella ripresa che stenta a ingranare e dovrà fare i conti con le pesanti
conseguenze dello scandalo
Volkswagen che contribuirà a
deprezzare i mercati europei.
Quello che è stato definito
“diesel-gate” finirà per bruciare posti di lavoro, specie
tra le aziende fornitrici del colosso tedesco. Le conseguenze si avvertiranno anche sulla
fragile ripresa».
Cosa prevedete per l’Italia?
«I segnali positivi che si vedono in questi mesi sono legati a
fattori eccezionali, come l’ab-
bondante disponibilità di liquidità grazie al Qe, ai tassi bassi e
al greggio a buon mercato. Serviranno riforme radicali per
evitare che, una volta che questa finestra favorevole si sarà
richiusa, il Paese non venga di
nuovo stritolato sui mercati. La
riforma del lavoro va nella direzione giusta ma non basta, servono seri interventi sulla pubblica amministrazione, sul fisco, sul lavoro e sulla scuola. Ci
vuole tempo, certo, ma diciamo
che se entro cinque anni non si
saranno fatti progressi radicali
sul piano delle riforme, allora
l’Italia rischierà di trovarsi sullo stesso binario della Grecia».
Piazza Affari quindi è fuori dai
vostri radar?
«Sul listino di Milano ci piacciono le micro tendenze che vediamo emergere e che potranno
dare soddisfazioni anche agli
investitori. Mi riferisco alle piccole idee imprenditoriali di cui
il nostro Paese è ricco. Anche le
popolari, con la riforma in corsa, potranno offrire opportunità interessanti con possibili aggregazioni in arrivo».
L’Ipo di Poste Italiane vi sembra
un’opportunità?
«Non vediamo grandi spunti. Si
tratta di un’operazione con dei
punti interrogativi. A partire
dall’efficienza del business che
non sembra al pari di quello di
molti concorrenti anche più
piccoli. E poi si tratta di vedere
se le attività finanziarie, che il
gruppo oggi offre e che rappresentano una fetta importante
del giro d’affari pari al 40%, potranno davvero restare inglobate nel business del gruppo».
IN ATTESA DELLE MOSSE DI DRAGHI
I mercati guardano alla Bce e premiano il dollaro
Le due valute
L'andamento del cambio euro-dollaro nell'ultimo mese
1,14950
C
ontinua l’altalena sul cambio
euro/dollaro, con il rapporto
fra le due valute che ha concluso, venerdì sera, le contrattazioni a 1,1350, ancora all’interno dell’ampio canale laterale fra 1,08 ed
1,15 che ha caratterizzato l’ultimo
semestre.
Nella prima parte della scorsa ottava i prezzi erano arrivati in area
1,15, scontando ancora le aspettative per ulteriori ritardi nel rialzo dei
tassi di interesse da parte della Federal Reserve. Nelle sedute di giovedì e venerdì gli operatori hanno
invece concentrato maggiormente
la loro attenzione sull’ipotesi relati-
mercati
e gestori
1,14603
1,13475
1,14950
17
set
20
Set
22
Set
24 27
Set Set
29
Set
1
4
6
Ott Ott Ott
2015
Fonte: Piattaforma MetaTrader - ActivTrades
8
11
Ott Ott
13 15
Ott Set
1,15005
1,14815
1,14825
1,14430
1,14235
1,14045
1,13850
1,13660
1,13475
1,13275
1,13080
1,12890
1,12695
1,12506
1,12315
1,12120
1,11930
1,11735
1,11545
1,11350
1,11160
1,10965
1,10775
Le candele giapponesi sono
il metodo più usato in borsa
per analizzare le quotazioni in
quanto includono 4 valori per
ogni seduta: apertura, chiusura,
massimo e minimo.
Il corpo della candela è dato
dai valori dell'apertura e della
chiusura della seduta.
Candela verde: quando la
chiusura di seduta è ad un
valore superiore rispetto a
quello dell'apertura. Candela
rossa: se la chiusura è ad un
valore inferiore rispetto a
quello dell'apertura. I due
estremi, definiti tecnicamente
"shadow" rappresentano il
massimo di giornata (la linea
sul lato superiore della candela)
e il minimo di giornata (al di
sotto di ciascuna candela). In
caso di chiusura sui minimi o
sui massimi la candela sarà
priva di una (o entrambe)
le shadow.
- LA STAMPA
va a un possibile ampliamento del
Quantitative Easing da parte di Draghi, tornando ad acquistare dollari.
Dopo alcune settimane di debolezza, è tornata ad essere oggetto di forti
acquisti anche la sterlina, dopo i dati
sulla disoccupazione nel Regno Unito, ai minimi da 7 anni (5,4%). Il pound
inglese è così risalito oltre quota 1,54
nei confronti della banconota verde,
Acquisti anche
sulla sterlina
Metalli preziosi
in rimonta
riportandosi, al tempo stesso, oltre
quota 1,36 sull’euro.
I riflettori restano però accesi anche sui metalli preziosi, con oro ed argento che continuano a spingere sull’acceleratore. Il metallo giallo ha recuperato circa dieci punti percentuali dai minimi toccati nello scorso luglio, risalendo da 1.070 a 1.180 dollari
l’oncia, avvicinando così la prima significativa resistenza in area 1.200.
Conferma positiva anche dal palladio, che ha chiuso le contrattazioni
sopra quota 700, mentre il platino,
oggetto di forti vendite a fine settembre sulla scia del dieselgate, ha invertito la rotta, tornando sopra la soglia
dei 1.000 dollari l’oncia. In calo il petrolio, con la quotazione del Wti a
47,26 dollari, mentre il Brent viaggia
poco sopra i 50 dollari al barile.
*Capo analista ActivTrades Londra
20 .Lavoro in corso
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
made
in
Italy
IL JOBS ACT
IL CAPORALATO E LE AGENZIE
Il contratto a tutele crescenti
non ha danneggiato le agenzie,
la somministrazione sia a tempo
determinato che indeterminato
ha ancora molte potenzialità
Chi fa il furbo non ha diritto
di cittadinanza nel nostro settore.
Mi rammarico che anche per
la legge sul caporalato nessuno
abbia avuto l’idea di ascoltarci
L’intervista
L’azienda in cifre
46
per cento
Filiali in Italia
Fatturato
2014
400 milioni di euro 38
10
in Lombardia
La percentuale
dei clienti
di Openjobmetis
attivi da almeno
tre anni
in Piemonte
Ebitda
2014
119
13 milioni di euro
8
totale
Massa di clienti
milioni
Lavoratori
somministrati
nel 2014
5.000
Pronti per Piazza Affari
Centodiciannove filiali, 400 milioni di fatturato e 570 dipendenti. Sono i numeri di
Openjobmetis che dopo una serie di acquisizioni punta adesso a quotarsi a Piazza Affari. L’ad
Rosario Rasizza conferma di aver presentato la domanda di ammissione sul segmento Star di
Borsa Italiana. Sarà prima agenzia di lavoro a puntare sul mercato azionario
Dipendenti
Il valore di euro
in corsi
di formazione
professionale
erogati all’anno
40.000
570
- LA STAMPA
L’AGENZIA PER L’OCCUPAZIONE
“Openjobmetis farà incontrare
giovani e imprese innovative”
Il presidente Vittorelli: in Italia vogliamo diventare la prima piattaforma
che aggrega i servizi delle risorse umane per start up e piccole aziende
La storia
WALTER PASSERINI
MILANO
Openjobmetis
nasce nel
2012 dalla
fusione tra
Openjob e
Metis.
Entrambe le
aziende erano
state fondate
all’inizio degli
anni 2000
avevo anticipato a
luglio, ora lo confermo: abbiamo
presentato alla Borsa italiana
la domanda di ammissione alla
quotazione presso il mercato
telematico azionario (Mta) sul
segmento Star. Con noi il lavoro va in Borsa. Se tutto procede, entro l’anno saremo quotati». È soddisfatto Rosario Rasizza, classe 1968, amministratore delegato di Openjometis,
la prima agenzia per il lavoro
italiana a scommettere sul
mercato azionario.
«L’
Quindi puntate anche su nuove
ulteriori acquisizioni?
«Nella nostra vita abbiamo acquisito diverse società del settore con l’aiuto del fondo Wise:
da Pianeta Lavoro a In Time,
da QuantoccoRre a Job. La
svolta è stata l’acquisizione di
Metis che vede la nascita di
Openjobmetis dal gennaio
2012. In seguito abbiamo acquisito Corium nell’outplace-
Le agenzie hanno anche un
compito di sviluppo delle culture del lavoro.
«Si, certamente. Prendiamo il
tanto bistrattato lavoro manuale: noi crediamo che sia
una grande risorsa. Tra l’altro
i mestieri manuali sono tra i
più ricercati: è una specializzazione che riguarda molti, pasticceri, meccanici, idraulici.
Siamo un sostegno ai migliori
mestieri artigiani che sono
un’eccellenza italiana».
Fate molta formazione professionale. C’è un corso che ricorda?
«Quello che ricordo con emozione è un corso per calzaturieri a Empoli. L’azienda stava
chiudendo. Abbiamo organizzato un corso di formazione
professionale per 25 ragazzi,
che hanno imparato e prodotto centinaia di paia di scarpe,
che poi abbiamo regalato alle
associazioni di volontariato».
Ma perché, insieme al presidente Marco Vittorelli e agli azionisti, avete pensato alla quotazione?
«Il mercato della somministrazione di lavoro in Italia è
molto frammentato e offre ampi spazi e opportunità che intendiamo cogliere anche grazie alla quotazione. Abbiamo
un progetto di sviluppo in Italia: vogliamo diventare la prima piattaforma che aggrega i
servizi del lavoro e delle risorse umane, puntando sull’italianità, non in modo astratto, ma
a sostegno delle splendide piccole e medie aziende italiane
che sono in risveglio».
diritto di cittadinanza nel nostro settore. Mi rammarico
che anche per la legge sul caporalato nessuno abbia avuto l’idea di ascoltarci. Ecco,
ci sentiamo inascoltati e non
veniamo mai convocati nel
tavoli dei centri decisionali,
non per fare lobby, ma per essere ascoltati, vista la nostra
esperienza del mercato del
lavoro. A gennaio come Assosomm, una delle due associazioni delle agenzie, faremo
un grande incontro sull’illegalità nel lavoro agricolo e
sul caporalato».
ment. Oggi abbiamo 119 filiali,
con 400 milioni di fatturato e
570 dipendenti».
Nel mercato circola la voce che
la quotazione è la precondizione per essere acquisiti da un
grande gruppo mondiale. Da
cacciatore diventerete preda?
«Noi andiamo avanti nel nostro progetto di rafforzamento che comprende tutta la filiera del lavoro e delle risorse
umane. Il mercato è libero e
aperto. Se ci sarà chi vorrà
comperare lo valuteremo in
quel momento».
Certo che il Job Act con il contratto locomotiva a tutele crescenti ha eroso il campo delle
agenzie del lavoro.
«Non direi, anzi, la somministrazione sia a tempo determinato che indeterminato ha
molte potenzialità: come è
successo negli altri paesi potremmo arrivare al 2%. Concordo sul fatto che il contratto
a tempo indeterminato sia la
formula migliore, ma se un
imprenditore assume solo
perché ci sono gli sconti e gli
sgravi allora per lui è una rovina. Se invece crede nell’azienda e nel prodotto allora è giusto che lo faccia».
La leggenda narra che la somministrazione crea precarietà e
costa meno.
«Niente di più sbagliato, è una
bufala. Noi costiamo di più
perché offriamo un servizio
professionale ad alto valore
aggiunto. Risolviamo con rapidità i problemi di picco di
un’azienda aiutandola a trovare le risorse migliori. Lavoria-
mo sulla filiera media e corta
della flessibilità. Il nostro settore ha il miglior welfare categoriale che ci sia, che paghiamo di tasca nostra: formazione, sostegni al reddito e così
via. Ci sentiamo paladini della
buona flessibilità».
Ma molti ancora diffidano e vi
definiscono mercanti di persone.
«Ma non è affatto così. Non
facciamo pura intermediazione, offriamo servizi. Ci sono
molte buone leggi nel campo
del lavoro, l’importante è applicarle bene; se poi c’è qualcuno che se ne approfitta abbiamo il dovere di colpirlo».
Nella vicenda del caporalato è
stata coinvolta qualche agenzia.
«Ripeto, chi fa il furbo non ha
6
acquisizioni
Openjobmetis
ha fatto
shopping più
volte: da
Pianeta Lavoro a In Time,
da QuantoccoRre a Job.
La svolta
è stata
l’acquisizione
di Metis
che vede
la nascita di
Openjobmetis
dal gennaio
2012. Poi è
stata acquisita Corium
Che cosa consiglia ai giovani
che per la prima volta cercano
un lavoro?
«Innanzitutto dico loro: venite,
entrate in un’agenzia, non cercate occasioni solo con Internet. Ovviamente i giovani devono lavorare sul loro curriculum, deve saper fare qualcosa che li distingua dagli altri.
Apprezzo curriculum di taglio
culturale o umanistico, ma
credo che per entrare nel mondo del lavoro sia necessario
avere un obiettivo e una finalità di tipo pratico».
Che cosa le piace di più del suo
lavoro?
«Conoscere, girare l’Italia e
scoprire la bellezza delle piccole e medie imprese, ascoltare le loro storie e la sana follia
di imprenditori che, venuti dal
nulla, hanno creato e messo in
moto il patrimonio e il successo dell’impresa italiana».
1
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
.
Lavoro in corso .21
Harmont & Blaine apre a Parigi
I gioielli Damiani promuovono gli atleti e le
manifestazioni sportive dell’Aeronautica
Militare. Presso la Casa dell’Aviatore a Roma,
Damiani e Aeronautica hanno firmato un
accordo di collaborazione che impegna la casa di
gioielli a valorizzare l’immagine dell’arma aerea,
con attenzione alla squadra di equitazione.
Harmont & Blaine ha aperto a Parigi la prima
boutique. Si tratta della prima tappa del piano
di lancio del marchio del Bassotto in Francia. La
boutique su due piani si trova al 35 di Boulevard
des Capucines, una delle principali vie dello
shopping parigino e ospiterà le collezioni
Uomo, Donna e Junior del marchio italiano.
L’azienda
Damiani si allea con l’aeronautica Pedersoli assiste Exor per l’Economist
Lo studio legale Pedersoli e associati ha
assistito Exor nel perfezionamento
dell’acquisto delle azioni ordinarie (27,8%) e
delle azioni speciali B (100%) del gruppo The
Economist da Pearson per 287 milioni di
sterline (392 milioni di euro). Exor passerà dal
4,7% al 43,4% del gruppo The Economist.
LA RETE DI SUPERMARKET SPECIALIZZATI
Stile, qualità e amore per gli animali
La passione vincente di Arcaplanet
Il gruppo cresce del 20% all’anno e punta a espandersi all’estero
In crescita
L’AZIENDA FESTEGGIA 125 ANNI
L’interno
di un supermercato
Arcaplanet
Nella foto in basso
l’amministratore
delegato
Michele Foppiani
I biscotti Gentilini
raddoppiano la sede
e puntano sulla Cina
GIUSEPPE BOTTERO
U
ent’anni fa c’erano un
gruppo di amici, la passione per i cani, un’idea:
visto che i supermercati continuano a crescere, perché non
crearne uno interamente dedicato ai prodotti per animali?
Oggi l’amore per i quattrozampe - soprattutto per i setter irlandesi - è intatto, ma ai
primi due punti vendita, aperti
ad Alessandria e Chiavari, se
ne sono aggiunti 145, in tredici
regioni d’Italia. «Entro il 2017
arriveremo a quota 200» sorride il fondatore e amministratore delegato Michele Foppiani.
A quel punto, i negozi a marchio Arcaplanet sbarcheranno
anche in Europa. Sulla cartina
geografica dell’ad, al momento, ci sono tre Paesi: Francia,
Austria e Svizzera. «Il modo
più semplice sarebbe fare
qualche acquisizione - dice -.
Ci stiamo guardando attorno,
ma non è semplice».
V
Daniela Brignone
125 anni di bontà
(1890-2015)
PALOMBI EDITORI
Partner ha rilevato la maggioranza del gruppo da Credem
Venture Capital, confermando
Foppiani alla guida. A quel punto, con una struttura più solida,
il manager ha spinto sull’acceleratore. La leva? Prodotti e stile
made in Italy, un valore aggiunto, ragiona il manager, anche
quando si parla di animali.
Fatturato +20
Il gruppo, 135 milioni di fatturato nel 2014 (+20% sull’anno precedente), si appresta a chiudere
il 2015 di corsa: Foppiani stima
di raggiungere i 210 milioni di ricavi nel giro di due anni. Lo sviluppo, racconta, passa dai nuovi
punti vendita e dall’accelerazione sul web. Nelle ultime settimane, sulla mappa Arcaplanet,
si sono aggiunte Milano, Roma,
n libro per raccontare il passato, un
investimento da 20 milioni per proiettarsi nel futuro. I biscotti Gentilini festeggiano i primi 125 anni di attività e
rilanciano, raddoppiando gli stabilimenti.
«Abbiamo appena acquistato un terreno
di 6 ettari vicino a Roma dove costruiremo
un nuovo polo in cui produrre le nostre fette biscottate», racconta Paolo Gentilini,
presidente e amministratore delegato che
rappresenta la terza generazione del
gruppo fondato da
Pietro Gentilini.
Una realtà che oggi fattura circa 30
milioni l’anno e impiega 90 dipendenti
tra fissi e stagionali,
«passata attraverso
due guerre mondiali», dice l’ad con orLa copertina
goglio. I biscotti a
Il libro “Biscotti
base di farina, zucP. Gentilini”
chero, burro, miele e
(Palombi Editori)
vaniglia venduti nelle iconiche scatole di
latta restano il «marchio di fabbrica», ma
nel tempo si sono aggiunte linee salutistiche, e altre dedicate ai bambini. Per crescere, racconta Paolo Gentilini, l’azienda
sta puntando anche su nuove forme di distribuzione, a partire dai «temporary
shop» all’interno delle stazioni. «E’ un
modello che funziona - dice - Soprattutto
a Roma Termini, una delle più trafficate
d’Europa».
I biscotti «made in Roma», però viaggiano anche all’estero. «Abbiamo scelto la politica dei piccoli passi, ma stiamo crescendo, soprattutto in Cina e in America del
Nord - spiega l’ad -. Inoltre i nostri biscotti
sono in vendita negli store Eataly». [G.B.]
La formazione
Trieste. «Presto toccherà a Varese e Bolzano», prosegue.
Il peso dei fondi
La scossa è arrivata nel 2010,
quando il fondo Motion Equity
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Il 90% dei 138 fornitori - dal cibo agli accessori - ha base in
Italia. E per garantire un servizio all’altezza gli oltre 700 addetti - età media, trent’anni vengono formati in una scuola
interna all’azienda. «Abbiamo
aperto una “Academy” in cui
ogni nuovo assunto, per due
mesi, entra in contatto con i nostri valori e la nostra. I clienti
vanno seguiti, vezzeggiati»,
spiega Foppiani.
Lo sprint sul web
Il gruppo, da quest’anno, ha
cambiato marcia anche sul
web, puntando con forza sull’ecommerce. Gli ordini arrivati
su Internet vengono smistati ai
due centri di logistica: il primo,
ventimila metri quadri, è a Tortona (Alessandria), l’altro, più
piccolo, a Castel Romano.«È un
canale che va sviluppato - dice
l’ad -. Vogliamo investire molto,
e sarà un driver di crescita importante».
22 .Lavoro in corso
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
La posta
di Maggi
A CURA DI GLAUCO MAGGI
[email protected]
COORDINAMENTO DI AGNESE VIGNA
[email protected]
Le lettere vanno spedite alla redazione
di TuttoSoldi in via Lugaro, 15
Le garanzie del fondo
obbligazionario
È importante che la diversificazione di titoli sia ampia
in termini di rischio-rating e di rischio-Paese
1 Ho un fondo
Obbligazionario Euro
Governativo a Breve
Termine, della Pioneer
Investment Management
Sgr, che avevo acquistato
nella convinzione che non
potesse mai avere un
rendimento negativo, anche
perché’ mi era stato
presentato come “sicuro”
dal promotore. Ho
controllato a inizio ottobre
sul sito della Borsa e ho
scoperto che sta invece
perdendo lo 0,04% a un mese
e lo 0,22% da inizio d’anno.
Come può capitare?
C. M.
Succede, e non è misterioso
soprattutto di questi tempi.
Diverse emissioni di bond
governativi tedeschi, ma
anche finlandesi e olandesi,
forti della loro Tripla A,
“nascono” addirittura già con
un interesse effettivo negativo.
Tanti gestori li comprano
comunque, perché ne
apprezzano l’estrema
sicurezza. In un contesto di
tassi bassissimi anche per
emittenti non a Tripla A
(come l’Italia) e di potenziale
ed estrema volatilità, per
esempio, se la Grecia fallisse o
ci fosse qualche altra forte
crisi, la corsa a rifugiarsi nei
Bund tedeschi aumenterebbe
la quotazione di questi ultimi
bond, e il portafoglio ne
avrebbe un beneficio. Il segno
meno sul rendimento di questo
fondo da un anno a questa
parte, insomma, potrebbe
essere considerato un “costo”
che ha l’aspetto positivo di
offrire una sorta di
assicurazione. Analizzando il
dettaglio del portafoglio si
nota poi che la
diversificazione di titoli è
ampia in termini di rischiorating e di rischio-paese, e ciò
comporta una certa volatilità
delle quotazioni e la possibilità
di un risultato complessivo
negativo. Il benchmark
dichiarato del fondo è per il 50
per cento l’Mts Bot Lordo ex
Banca d’Italia (indice
dei titoli di Stato italiani a
breve) e per il 50% il Citigroup
EuroBig (indice Broad
Investment Grade, un largo
universo di bond con rating da
investimento) a 1-3 anni.
Questa seconda componente
è fatta per il 22% da titoli
governativi o aziendali con
rating S&P AAA, per
il 36,5% AA, per il 10,2% A, per
il 31,3% BBB. La
diversificazione geografica è per
il 22% in emissioni francesi, per
il 17% tedesche, per il 16%
italiane, per l’11% spagnole,
per il 6% olandesi, e il resto
in altri paesi dell’Ue.
?
il
quesito
conduce una forte battaglia
per una legge che consenta
ai datori di lavoro
di scaricare integralmente il
costo del lavoro (paga e
contributi) dalla propria
denuncia dei redditi. A essi si
chiede di essere “datori di
lavoro” ma senza i
riconoscimenti concessi a tutti
gli altri. E tutto sta sulle spalle
e tasche della famiglia!
Docente
di scuola media
Il costo del lavoro
domestico
1 Sono nato il 22 novembre
1 Il lavoro di colf e badanti
ha raggiunto cifre forti e
garanzie che nessun giovane
laureato appena assunto può
raggiungere. I contributi Inps
spesso sono versati a vuoto
perché poche badanti
avranno la pensione minima.
Molti assumono in nero, però
con tutti i rischi che ciò
comporta. Tutta la materia
dovrebbe essere riesaminata
valutando anche le esigenze
dei datori di lavoro, quasi
sempre persone anziane la
cui pensione è la metà di
quanto devono pagare.
G. O.
È per questi motivi e per altri
collaterali e simili che
l’associazione Assindatcolf
1952, lavoro come docente in
una scuola media statale da
febbraio 1975. Quando potrò
andare in pensione?
F. C.
Nell’anno 2017, raggiungendo
in quell’anno il requisito, chiesto
dalla legge, di 42 anni + 10 mesi
di anzianità contributiva.
Pensione
a 70 anni
Ho diritto a un vitalizio? Ho
70 anni e 14 di contributi
effettivi versati dal 1999. Sono
proprietaria della prima casa
e sono in comunione legale dei
beni con mio marito che già
riceve la sua pensione.
C. O.
Le condizioni per dire
addio al riscaldamento
centralizzato
La riforma del condominio
(art.1118 cod. civ.) prevede che
il singolo condòmino possa
staccarsi dall’impianto centralizzato di riscaldamento (solo)
se dal suo distacco non derivino notevoli squilibri di funzionamento dell’impianto o aggravi di spesa per gli altri condòmini (letteralmente, il «notevoli» parrebbe non riferirsi
anche agli aggravi).
Il condòmino distaccatosi
deve solo (più) contribuire alle
spese per la manutenzione
straordinaria, per la conservazione e per la messa a norma
dell’impianto (questione delicata nel caso di lavori costosi all’impianto centrale rimasto in
funzione, anche con riferimento all’obbligatoria contabilizzazione entro il 31.12.2016).
Il distaccante si procurerà
una relazione tecnica idonea a
dimostrare la sussistenza delle condizioni suddette e ne darà comunicazione all’amministratore (che avrà cura di convocare un’assemblea per informare i condòmini); il condominio potrà ovviamente
controbattere con proprie relazioni tecniche idonee a di-
mostrare il contrario, per opporsi al distacco, specie per
distacchi ulteriori rispetto al
primo, atteso -a quel punto- il
probabile notevole squilibrio
termico o aggravio di spesa.
E se il distacco è vietato da
un regolamento condominiale
contrattuale ?
Un orientamento ritiene che,
poiché il nuovo art. 1138, comma 4, cod. civ. non prevede l’inderogabilità dell’art. 1118, comma 4, ne discenderebbe che il
regolamento condominiale può
vietare il distacco dall’impianto
centralizzato; già prima della
La possibilità della pensione
a 70 anni per la quale basta un
solo quinquennio di
contribuzione è riservata solo
alle persone che hanno
titolo alla pensione calcolata
esclusivamente con il
metodo contributivo, vale
a dire a lavoratori che
hanno iniziato l’attività dopo
l’anno 1995. Lei ha perciò
diritto alla pensione calcolata
con il sistema contributo
e quindi a 70 anni di età
(più gli aumenti legati
alla speranza di vita) avrà
la pensione.
All’Inps fanno
gli scherzi?
1 Nato a dicembre ’72,
inizio a lavorare nel novembre
’88, fra un mese avrò 27 anni
di contributi versati. Ho
chiesto all’Inps il calcolo della
futura pensione ed ecco il
responso con due opzioni: la
prima nel 2034 con 46 anni
versati e 62 anni di età,
pensione solo al 62% con
rimessione del 38% a titolo di
penalità; la seconda opzione
sposta l’anno nel 2042 con 70
anni di età e 54 anni di
contributi, con pensione
all’88% e con 12% di penalità.
È così o all’Inps scherzano?
Ventinove anni
di contributi
LUSSIANA NADIR
1 Ho 60 anni di età ed ho
lavorato a partire dal 1977 fino
al 2005, poi mi sono ritrovata
a fare la casalinga. Avendo 29
anni di contributi e 60 di età
posso avere qualche
agevolazione per poter andare
in pensione prima o dovrò
aspettare fino al mio 67°
compleanno di età?
B. I.
Sono purtroppo latore di
cattive (per lei) notizie. Non c’è
alcuna norma che possa
anticipare il momento
della sua quiescenza e perciò
dovrà attendere la normale
età pensionabile.
Locazione
commerciale
1 Ho stipulato un contratto
riforma la giurisprudenza ritenne ammissibile un tale divieto (Cass. 18.9.2009, n. 20106).
Un’ordinanza del Tribunale
di Torino (20.1.2014) ha però
precisato che non osta al distacco dall’impianto la natura contrattuale del regolamento di
condominio che ne faccia (eventualmente) divieto; ha anche
escluso l’applicabilità delle norme regionali (ostative) alle cause in materia di distacco dall’impianto di riscaldamento
centralizzato. La questione è
delicata ed occorre quindi farsi
consigliare poiché, in certe Regioni (Piemonte, Lombardia ad
esempio), il distacco con installazione di un impianto individuale è assai ostacolato da norme regionali, amministrative e
tecniche e quindi rischioso.
PIER PAOLO BOSSO
CONFEDILIZIA
Previdenza
La colf incinta? Può essere licenziata
BRUNO BENELLI
ontrordine. Le colf e le badanti possono essere licenziate anche se aspettano un
figlio. La clamorosa notizia viene
dalla Corte di cassazione, sezione
lavoro, che con sentenza
17433/2015 ha convalidato il licenziamento di una colf nonostante
fosse incinta e questo stato fosse a
conoscenza del datore di lavoro.
Anzi, il licenziamento discriminatorio era avvenuto, a detta dell’interessata, proprio per la sola ragione della gravidanza.
Ma la suprema Corte non è di
questo avviso. Il testo unico delle
leggi sulla maternità e paternità
(decreto legislativo 151 del 2001)
estende alle lavoratrici addette ai
servizi domestici e familiari le
norme di carattere generale, ma –
e questo è il punto – non contempla il divieto di licenziamento dal-
C
l’inizio della gestazione fino al
compimento dell’anno di età del
bambino, previsto dal testo unico
ma per tutte le altre lavoratrici.
In realtà un divieto di licenziamento c’è. E’ previsto nel contratto collettivo nazionale del lavoro
domestico, ma in versione ridotta: lo scudo protettivo arriva al
termine del congedo obbligatorio.
In sostanza il blocco – in ogni modo il licenziamento è sempre ammesso ogni volta che ci sia una
Niente tutela
alle lavoratrici
del settore
domestico
giusta causa - va dall’inizio della
gravidanza fino al termine del
congedo di maternità, che può essere di tre mesi o di quattro nel
caso in cui la lavoratrice abbia
scelto e adottato la cosiddetta
maternità flessibile (cioè quella
che consente di lavorare fino a un
mese prima della data presunta
del parto e restare a casa per i
quattro mesi successivi alla nascita del bambino, in luogo del classico sistema 2+3).
La tutela è comunque condizionata dal fatto che la gravidanza
sia iniziata nel corso del rapporto
di lavoro. In altri termini se la colf
è incinta prima dell’assunzione
non può avere il sostegno del contratto di categoria.
Questa differenza tra colf e lavoratrici di altri settori è giudicata dalle associazioni dei datori
di lavoro, di fronte alle insofferenze dei sindacati, rispettosa
della posizione delle donne tenuto conto delle particolari condizioni del lavoro domestico, le cui
specificità escludono che la normativa contrattuale sia in tutto e
per tutto identica a quella degli
altri settori.
Ma ora con l’intervento a gamba tesa della Cassazione (che, si
badi bene, conferma le precedenti
decisioni di primo e secondo grado, prese rispettivamente dal Tribunale e dalla Corte d’appello della Capitale, il che fa capire che
questo indirizzo non è estemporaneo, ma sta radicandosi nella giurisprudenza) tutto viene rimesso
in discussione. Sarà interessante
vedere le prevedibili successive
decisioni in materia per capire se
i magistrati – di fronte a una situazione di estrema delicatezza come questa - vorranno di fatto applicare la posizione socialmente
più “umana” del contratto.
Nessuna delle due ipotesi.
Credo che lei parta da un
assunto sbagliato e cioè che la
pensione sia pari al 100%. Non è
così. Non c’è alcuna legge che
penalizzi le pensioni del 12 e del
38%. E l’Inps non potrebbe
“creare” penalità inesistenti.
Guardi poi la seconda
opzione: con essa lei avrebbe
una pensione persino
superiore all’80 per cento.
di locazione commerciale
della durata di 6 anni più 6.
Alla scadenza dei 12 anni, non
avendo comunicata la
disdetta il contratto si è
prorogato tacitamente di
ulteriori sei anni. È possibile
negoziare un nuovo canone?
N.T.
Per le locazioni di immobili a
uso diverso da quello abitativo il
contratto si rinnova
tacitamente per un periodo di
sei anni, a meno che non venga
comunicata disdetta da una
parte all’altra a mezzo di lettera
raccomandata con preavviso di
almeno 12 mesi. Allo scadere dei
sei anni si rinnoverà per
ulteriori sei anni alle stesse
condizioni a meno che le parti
prevedano di rinegoziare il
contratto consensualmente.
Hanno collaborato:
GIANLUIGI DE MARCHI
BRUNO BENELLI
SILVIO REZZONICO,
PRESIDENTE CONFAPPI
domande
e risposte
Coniuge superstite, posso chiedere
la riunificazione dei contributi Stato, Inps, Inarcassa per conto di mio
marito defunto?
V.S.
Si. Insieme alla domanda di pensione indiretta lei deve far presente la situazione contributiva frastagliata di suo marito e chiedere
che la pensione venga liquidata applicando i principi della totalizzazione gratuita.
In caso di richiesta di pensione sociale da parte di mia moglie vorrei
sapere se il Tfr preso quest’anno
concorre a fare reddito.
Biagio
Concorre. La legge considera tutti
i redditi “assoggettabili all’Irpef” e
in essi è compreso il trattamento di
fine rapporto o di fine servizio o
buonuscita che dir si voglia.
1234567897ABBACD47EF8 LA STAMPA E
24 .Lettere e Commenti
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
LA STAMPA
COSA CHIEDE
LA TURCHIA
ALLA MERKEL
GIAN ENRICO RUSCONI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
on è misurabile con i tre
miliardi di euro promessi alla Turchia per trattenere e gestire i milioni di profughi che ospita, provenienti
dalla Siria, dall’Iraq, dall’Afghanistan e desiderosi di proseguire oltre, verso l’Europa, verso
la Germania. Si tratta di un costo politico imprevedibile nelle
sue conseguenze. Esso è implicitamente contenuto, senza giri di parole, nella dichiarazione
del premier turco Ahmet Davutoglu in due frasi: «La Turchia
si aspetta un’accelerazione nel
processo di adesione all’Unione
europea» e «la crisi non può essere risolta se non si risolve prima il conflitto in Siria».
Sono affermazioni apparentemente ovvie e ragionevoli, ma
cariche di un potenziale di pressione, se non di ricatto nei confronti dell’interlocutrice tedesca che parla a nome dell’Europa. In maniera del tutto inattesa
infatti la Turchia si trova ad essere necessaria per risolvere o
ridimensionare (almeno a breve
e medio termine) il problema
drammatico dei profughi. E
avanza le sue controrichieste,
sintetizzabili nella domanda di
riconoscimento di nazione con
le carte in regola per accogliere
e gestire i profughi secondo tutte le garanzie di libertà richieste
dall’Europa. In una parola at-
N
VACCINAZIONI
INFORMARE
NON BASTA PIÙ
EUGENIA TOGNOTTI
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
er averne un’idea, basta una semplice
ricerca su Google, combinando variamente poche parole chiave in italiano
e in inglese - ad esempio vaccini, effetti collaterali, autismo, mercurio.
Ripercorrendo a ritroso la storia della
vaccinazione - risonante di vittorie su malattie, morte e disabilità, provocate da malattie prevenibili col vaccino - è possibile
trovare solo un precedente con cui è possibile confrontare, fatte le dovute distinzioni,
il movimento militante dei nostri giorni, in
preoccupante crescita. Si tratta di quello
che prese corpo, alla fine del XIX secolo nell’Europa della Belle époque, dove prende
vita la «Lega internazionale degli antivaccinatori» che, in particolare in Inghilterra,
conduce una vera e propria guerra contro il
vaccino antivaioloso. Il fatto che le agghiaccianti devastazioni prodotte da quel temutissimo flagello fossero quasi cessate – gra-
P
tende il riconoscimento di essere un Paese democraticamente
maturo. Ecco la scorciatoia per
l’entrata a pieno titolo nella Ue.
Ma, a questo punto, che ne è di
tutte le critiche e le riserve che da
anni vengono avanzate dall’Unione europea (e dalla Germania in
particolare) alla Turchia per le sistematiche infrazioni dei diritti
umani, della libertà di stampa e
dello Stato di diritto? Che ne è del
recente inaccettabile trattamento della minoranza curda o delle
azioni militari contro le forze curde che combattono l’Isis?
Sono sicuro che la cancelliera
Merkel ha ben presente questi interrogativi, che hanno reso la sua
visita a Istanbul intimamente
gravosa, forse penosa. Non sappiamo se nei colloqui con il presidente Erdogan (di cui Frau Merkel ha lunga conoscenza) ne abbia parlato e in che termini. La
cancelliera nelle settimane scorse ha messo in gioco, come non
mai, la sua statura morale e la sua
popolarità tentando l’impossibile
«quadratura del cerchio tra moralità e pragmatismo» ( come ha
scritto uno dei suoi molti ex-ammiratori ). Ma il risultato è stato
per lei frustrante. Ed è rimasta
sostanzialmente sola. Anche nella iniziativa che l’ha portata ieri a
Istanbul a nome di una Europa
che sostanzialmente sta a guardare come va a finire. Non sappiamo neppure come sarà accolta al
suo rientro in Germania.
Intanto però si annuncia un al-
zie all’obbligatorietà più che decennale della pratica - non scoraggiava gli attivisti, che
si facevano carico delle ammende dei «genitori» evasori che affrontavano persino il
carcere. La rete attraverso la quale i sostenitori della causa diffondevano i loro argomenti - opuscoli, giornali, conferenze, raccolte di denaro – assicurava, per il tempo, la
massima pubblicità: il vaccino predisponeva a malattie come difterite, tisi, febbre tifoide, sifilide. Comportava affezioni multiformi che influivano su quella che, al tempo,
era un’ossessione: la decadenza della razza,
la degenerazione della discendenza, spettro della degenerazione biologica.
Di alcuni motivi d’agitazione dei progenitori degli antivaccinatori contemporanei
sentiamo l’eco, come quelli della libertà civile e di quella di cura. Che, oggi, si accompagnano a temi come la sicurezza, l’efficacia, la medicina alternativa, la medicalizzazione della vita, la voracità delle multinazionali farmaceutiche, produttori di vaccini, la diffidenza nei confronti della scienza e
del governo. Per non parlare delle teorie
della cospirazione e del complotto, secondo
le quali i signori della terra, per potere e ricchezza - da Bill Gates a Rockefeller - si servirebbero dei vaccini - oltre che di sostanze
di uso alimentare modificate - per sfoltire la
popolazione del pianeta, naturalmente per
loschi interessi. Una parte dell’isteria antivaccini si nutre della perdita della memoria
dell’età in cui quel prezioso ausilio non era
La Stampa
REDAZIONE
AMMINISTRAZIONE TIPOGRAFIA 10126 Torino, via Lugaro 15, telefono 011.6568111,
fax 011.655306; Roma, via Barberini 50, telefono 06.47661, fax 06.486039/06.484885;
Milano, via Paleocapa 7, telefono 02.762181, fax 02.780049. Internet: www.lastampa.it.
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Arretrati: un numero costa il doppio dell’attuale prezzo di testata.
tro insidioso problema tutto geopolitico. L’affermazione ovvia del
primo ministro turco che la crisi
dei profughi si supera con la soluzione del conflitto in Siria, ha un
sottinteso che non è necessario
esplicitare. È noto che sulla questione siriana Turchia e Russia
hanno opinioni diametralmente
opposte, affidate anche ai pericolosi giochi aerei nei cieli confinanti. Su questo punto la Germania è
a disagio. La cancelliera Merkel
ha genericamente espresso la
sua preoccupazione per la natura
non chiara dell’impegno militare
russo in Siria. Ma si ha l’impressione che sia rimasta delusa dell’esito della sua mediazione (all’interno del Gruppo Normandia)
per la composizione del conflitto
russo-ucraino. Certo, tutti hanno
salutato con soddisfazione gli accordi per far cessare le ostilità
aperte e riprendere rapporti economico-energetici tra i due Paesi .
Ma nella sostanza politica il vincitore è Putin che si tiene irreversibilmente la Crimea, fa rimandare
sine die l’eventuale adesione dell’Ucraina alla Nato, esercita influenza sulle regioni ucraine ribelli, senza bisogno di esporsi militarmente.
L’ulteriore avvicinamento all’Unione europea da parte della
Turchia impegnata nell’area siriana e zone limitrofe è certamente un fattore di complicazione che
non renderà facile il ruolo della
cancelliera. Si sta aprendo una
nuova fase carica di incognite.
ancora entrato in scena e in cui tremende
malattie come vaiolo o poliomielite, ma anche parotite e morbillo - erano mali comuni
e spesso mortali. In qualche modo, insomma, il vaccino è vittima del suo stesso successo. Incubatore di disinformazione, Internet gioca un ruolo di primo piano nella
diffusione delle informazioni anti-vaccinazione, che, a dispetto di ogni evidenza
scientifica, si ostinano a sostenere il presunto legame tra vaccinazione trivalente e
autismo. E ad opporre ai fatti biomedici e
scientifici, modelli alternativi, una concezione olistica della salute, esercizi d’interpretazione sulla responsabilità genitoriale,
la diffidenza nelle competenze. Le forze
dell’irrazionalità sembrano avere la meglio: riconoscere depistaggio e disinformazione è difficile per cittadini confusi e frastornati da informazioni contraddittorie,
con poca o nessuna comprensione della
scienza e dell’importanza del metodo
scientifico che procede verso la verità attraverso prove e riprove, verifiche e conferme da parte della comunità scientifica.
L’istruzione è importante. Ma, al tempo di
Internet, per battere i militi della guerra alla vaccinazione, in servizio permanente effettivo, occorrerà mettere in campo nuove
strategie e nuovi mezzi. Non possiamo permetterci di erodere, anno dopo anno, la fiducia in quella che è probabilmente la misura di salute pubblica più efficace messa
in campo dalla scienza moderna.
Usa La Stampa (Usps 684-930) published daily in Turin Italy. Periodicals postage paid at L.I.C. New York
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LA TIRATURA DI DOMENICA 18 OTTOBRE 2015 È STATA DI 258.008 COPIE
TM
Il rito del pigiama party
MARCO
BELPOLITI
Minima
rancesca ha nove anni e chiede insistentemente
ai genitori di partecipare a un pigiama party. Le
sue amiche l’hanno già fatto. Cosa sia un pigiama
party lo sanno tutti quelli che hanno figli, ma non solo
loro. La moda del pigiama party si è diffusa e ora fa
parte delle tecniche di promozione di eventi e persino
attività commerciali.
Da dove nasce il termine? Da un film del 1964, «Pajma party», diretto da Don Weis con Tommy Kirk e Annette Funicello. Qualcuno sostiene che già nei film di
Stanlio e Ollio e Buster Keaton ci siano esempi di pigiama party. La pratica si è diffusa in America negli Anni
Settanta e in Italia negli Anni Ottanta. Dalla fine dei
Novanta è diventato quasi d’obbligo per i ragazzini. Cos’è il pigiama party? Una serata di gruppo in casa di un compagno di classe; indossando il pigiama si fanno
cose insieme. Un corto di Peppa
Pig esemplifica il rituale. Nel web
esistono manuali per realizzare
un pigiama party. Che si tratti di
un rito non c’è dubbio. Rito d’iniziazione o rito di passaggio? Probabilmente rito di passaggio, se è
vero che questo tipo di rito ha lo scopo di separare individui e gruppi da uno status per aggregarli in un altro
come ha spiegato Van Gennep, etnologo francese, nel
1909. Si tratta di uno di quei riti che si formano al di
fuori delle regole sociali dominanti, per sancire la creazione di una aggregazione che si colloca nella terra di
nessuno tra la classe dei bambini e quella degli adolescenti. Si fanno i pigiama party intorno ai dieci-dodici
anni, età in cui oggi inizia la pre-adolescenza. In quella
classe di età assume il significato di distacco dal gruppo
parentale e l’ingresso in quello degli amici.
Nel pigiama party a essere conquistata è la notte sin
lì sotto il controllo adulto, si apre agli altri la cameretta
(rifugio, caverna, capanna), si mangia e si beve (conquista della cucina e del libero cibo), rovesciando il rapporto tra veglia e sonno (si sta svegli a lungo), e si fanno
giochi nuovi (di ruolo sovente). Non è un rito d’iniziazione, perché non c’è una comunità adulta che accoglie
l’iniziato e lo promuove a un nuovo ruolo. Lévi-Strauss
ha notato come ogni rituale possieda sempre qualcosa
di maniacale e di disperato; qui è ben evidente. I sociologi parlano oggi dei riti come «metadiscorsi» che la
società fa su se stessa. Non è vero che i riti sono scomparsi. Hanno solo cambiato forma: sono più informali.
Una contraddizione in termini, ma è così.
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1
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Cacciari domani a Torino
Inquieto pensare è il titolo del libro che verrà
presentato domani alle 18 al Circolo dei lettori di
Torino da Emilio Carlo Corriero, Federico
Vercellone e Vincenzo Vitiello. Curato dallo
stesso Vitiello con Emanuele Severino, raccoglie
una serie di scritti in onore di Massimo Cacciari,
che nel 2014 ha compiuto 70 anni. In
conclusione, l’intervento del filosofo veneziano.
Tra gli statisti del ’900
uno dei più lucidi
è stato Roosevelt. Già
prima della guerra
accolse tantissimi
ebrei che i nazisti
stavano cacciando
dalla Germania.
Ma gli altri Paesi
da lui sollecitati
non lo seguirono.
Allora nessuno
immaginava i Lager
&
Un lungo
convoglio
di pickup
con a bordo
uomini armati
e incappucciati
che sventolano
le bandiere
nere dell’Isis.
La foto,
pubblicata
dal sito
jihadista
El Minbar,
è stata scattata
nel novembre
del 2014 nella
Cirenaica,
la regione
orientale
della Libia
ANSA / WEB / EL MINBAR
LEONARDO MARTINELLI
PARIGI
Isis? Gli occidentali non l’hanno
visto arrivare:
una forma di cecità di fronte
alla storia, anche la più recente. Perché già dalla rivoluzione iraniana era chiaro che l’integralismo islamico aveva un
solo obiettivo: distruggere gli
Stati-nazione per dominare il
mondo». Parla dall’alto dei
suoi 90 anni Marc Ferro, tra i
maggiori storici francesi.
Sommerso dai libri, nel suo
piccolo studio. «C’è anche l’atlante storico che pretesi come
regalo a nove anni, per aver
superato un esame di nuoto.
La storia è una vecchia passione». Grande specialista
dell’Urss («Mai stato comunista, né anticomunista, ma
sempre un uomo di sinistra»).
Ancora oggi l’uscita di un suo
libro è un evento a Parigi. L’ultimo si intitola L’aveuglement,
pubblicato da Tallandier, sull’accecamento dei grandi dirigenti o di persone molto normali rispetto alla storia che
stanno vivendo.
«L’
È l’ideologia che acceca?
«Non sempre: spesso è il razzismo a offuscare la mente. I
francesi nelle loro colonie, fino all’ultimo, non potevano
pensare che degli arabi, dei
malgasci, dei vietnamiti sarebbero stati capaci di organizzare e strutturare una sollevazione politica. Solo per
razzismo».
Ritorniamo all’Isis.
«La cecità rispetto all’integralismo islamico riposa su
una concezione europea della
Gamal
el Ghitani
era nato
in Egitto
nel 1945
FRANCESCA PACI
l celebre intellettuale palestinese Edward Said considerava la sua scrittura
un esempio della più «fine, pulita e tagliente prosa araba».
E scrittore di talento lo era
davvero Gamal el Ghitani,
I
25
CULTURA
SOCIETA’
SPETTACOLI
Marc Ferro è nato a
Parigi il 24 dicembre
1924. Specialista di
storia dell’Urss, ha
appena pubblicato
in Francia,
da Tallandier,
L’aveuglement
(L’accecamento)
Ai tempi della
rivoluzione iraniana
l’islam si allea
all’inizio con la
sinistra. In Occidente
sono sicuri che poi
si metterà da parte:
si pensa che lo Stato
si servirà della Chiesa,
come è sempre
accaduto, almeno
in Europa. E invece
avviene il contrario
.
“È la cecità
che muove la storia”
Parla il contemporaneista francese Marc Ferro: dal nazismo
all’Isis, gli errori dell’Occidente vittima dei suoi pregiudizi
storia. Ai tempi della rivoluzione iraniana l’islam si allea agli
inizi con i partiti della sinistra.
Nell’Occidente sono sicuri che
poi si metterà da parte: si pensa
che lo Stato si servirà della
Chiesa, come è sempre accaduto, almeno in Europa. E invece
avviene il contrario. È la prima
volta che l’islam giudica che lo
Stato-nazione è il nemico, che
va distrutto».
Perché?
«Perché gli Stati-nazione dividono l’islam. Quei leader islamici riprendono il ragionamento dei socialisti secondo i quali
gli Stati-nazione dividevano la
classe operaia. Vari anni dopo
sono andato a tenere una conferenza in un’università marocchina. Alla fine i docenti mi consegnarono un pacchetto: ecco
un regalo per te, mi dissero. Ma
avrei dovuto aprirlo solo al mio
ritorno a Parigi».
Cosa era?
«Un libro, dal titolo islamizzare
la modernità. Sulla copertina
c’era un immenso grattacielo,
composto di cifre, e in cima la
bandiera dell’islam. Insomma,
la dominazione del mondo. Era
il 1997, quattro anni prima delle
Torri gemelle».
In L’aveuglement lei cita anche i
casi di normali cittadini piombati in mezzo alla storia con la S maiuscola. E che restano inesorabilmente ciechi. Un esempio?.
«Ho ritrovato la lettera di un
medico delle SS, di quelli che facevano esperimenti sugli ebrei
nei Lager. Alla moglie descrive
il tran-tran quotidiano. Dice
che fa il suo “lavoretto”. Non si
rende conto che commette un
crimine contro l’umanità. È accecato, ma lo fa con grazia».
Lei fu uno dei primi storici a capire che l’Urss sarebbe crollata.
«Ma il primo in assoluto che fece quella predizione e in modo
matematico fu Emmanuel
Todd. Era la metà degli Anni 70.
Vide che la mortalità infantile
cresceva nell’Urss, in controtendenza rispetto agli altri paesi industrializzati. Capì che il
declino del colosso comunista
era iniziato».
Chi tra i grandi statisti del ’900
non è rimasto cieco?
«Franklin D. Roosevelt è stato
uno dei più lucidi. Prima della
Seconda guerra mondiale volle
El Ghitani, dall’Egitto con furore
Morto a 70 anni lo scrittore che combatté gli eccessi dei potenti nel suo Paese
scomparso ieri al Cairo a 70 anni dopo una lunga carriera che
lo ha visto anche dirigere la rivista letteraria Akhbar al-Adab.
Il suo romanzo del 1974 Zayni
Barakat. Storia del gran censore
della città del Cairo (Giunti) è affiancato a quelli di Mahfouz nella categoria degli affreschi sto-
rici dell’era post coloniale in cui
le speranze deluse nutrono quel
bisogno infantile di leader carismatici destinato a soffocare
nello Stato poliziesco. Lui stesso, accusato di simpatie comuniste, sperimentò col carcere il
destino degli oppositori di «papà» Nasser. Eppure, le idee di
sinistra, e il nazionalismo affinato facendo il reporter di
guerra in Sinai, ne hanno sempre fatto un ammiratore dichiarato dell’esercito.
Gamal el Ghitani, di cui in
Italia sono tradotti anche Al di
là della città (Ed. Lavoro) e
Schegge di fuoco (Jouvence), è
aiutare gli ebrei, già nel mirino
dei nazisti che però al momento
si limitavano a spingerli con
ogni mezzo fuori dalla Germania. I Lager allora non li immaginava nessuno. Roosevelt accolse tantissimi ebrei negli Stati Uniti. Organizzò alcuni vertici internazionali perché altri
paesi facessero altrettanto. Ma
nessuno li voleva. La lucidità di
Roosevelt è stata tale che ha accecato pure gli altri».
In che senso?
«Un sondaggio alla fine del ’39
indicava che solo il 2% degli
americani era favorevole a un
intervento degli Usa accanto a
inglesi e francesi. E il Congresso era isolazionista. Ma Roosevelt voleva aiutare le democrazie occidentali. Aveva già iniziato a parlare fin dal ’37 di una necessaria “quarantena” da imporre a certe nazioni, “perché
siamo minacciati da una peste
che è il nazismo”. Per lui le cose
erano chiare. Cercò di convincere i suoi connazionali senza
parlare esplicitamente di guerra: in un certo senso li accecò.
Poi i giapponesi attaccarono
per primi, ritenendo che gli
stato un intellettuale dell’establishment, che però non ha mai
risparmiato critiche ai potenti
crapuloni alle spalle del popolo
come il clan Mubarak. Dopo le
giornate di piazza Tahrir, quando sembrava che i carrarmati
sarebbero rimasti per sempre
accanto alla gente con i fiori nei
cannoni, scrisse diversi editoriali in sostegno del nuovo corso. Ma il vecchio era in agguato.
Oggi che l’Egitto lo piange c’è
chi ne ricorda gli attacchi furiosi ai Fratelli Musulmani, al pun-
americani mai e poi mai avrebbero partecipato a quel conflitto mondiale. Si fecero fuorviare
dall’atteggiamento ambiguo di
Roosevelt. Non solo, pensavano
che negli Stati Uniti avrebbero
guardato ai costi di un conflitto.
E avrebbero rinunciato, perché
consideravano quello americano un popolo troppo materialista, senza ideali. I giapponesi
non capirono Roosevelt e quella
realtà storica in movimento:
ciechi pure loro».
Altri visionari?
«Curzio Malaparte viaggiò a
Mosca nel 1928. Lo ricevette Olga Kameneva, la moglie di Kamenev e sorella di Trockij. Parlava come un disco rotto della
loro rivoluzione fatta dalla classe operaia. Malaparte non si lasciò abbindolare. Vedeva bene i
limiti del sistema».
Anche nella sua vita vissuta, lei si
è ritrovato al centro di tristi momenti della grande storia. Sua
madre fu deportata ad Auschwitz nel 1942 e non fece più
ritorno. Si arruolò a vent’anni
nella Resistenza nel 1944...
«... poi ho insegnato a Orano, in
Algeria, dal 1948 al ’56, in quegli
anni così difficili».
Si è ritrovato anche lei accecato
dinanzi alla storia? Rispetto alla
sorte di sua madre?
«Non ho immaginato un solo
istante che non sarebbe ritornata. Nel maggio 1945, come
molti altri, sono andato all’hotel
Lutetia di Parigi, dove si attendevano i sopravvissuti. L’avevano fermata per strada in città,
due anni prima, solo perché
aveva la stella di David messa
male sul vestito: solo per quello.
Per me mamma doveva tornare
a casa».
to da applaudire la «necessaria» repressione di piazza Rabi’a nel 2013, la più sanguinaria
dell’Egitto contemporaneo.
Criticò poi con veemenza l’allora leader dell’opposizione
Mohammed el Baradei per essersi preventivamente dissociato dall’emergente regime di
el Sisi e celebrò l’avvento del generalissimo nuovo presidente.
Restano i libri, a cominciare da
Zayni Barakat, pietre miliari da
rileggere anche per capire gli
sbandamenti del presente.
26 .Società
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
il caso
FRANCESCO GUERRERA
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA
teve Jobs era una divinità della tecnologia,
venerato sia dai secchioni del computer sia dai
guru del marketing, per non
parlare di Wall Street e dei
giornalisti.
La sua scomparsa, nel
2011, dopo una lotta segreta
e stramba contro il cancro
al pancreas, ha lasciato un
vuoto enorme in un settore
fondamentale non solo per
l’economia americana ma
per il progresso e il benessere del mondo intero.
S
Punto di riferimento
Quattro anni sono lunghi
nell’«information technology». Da quando Steve se ne
è andato, abbiamo avuto la
consacrazione e l’arrivo sui
mercati di social network
come Facebook e Twitter;
l’esplosione dell’«economia
della condivisione», personificata dai taxi di Uber e
dagli appartamenti in affitto di Airbnb; e la nascita di
una nuova industria - la «financial tecnology» o «fintech» - che vuole rivoluzionare il modo in cui la gente
risparmia, investe e spende
i propri soldi.
Nella Silicon Valley un
flusso di capitali senza precedenti sta conferendo valutazioni plurimiliardarie a
società senza tanta esperienza e creando una nuova
classe di milionari della tecnologia. Quello che manca è
una figura paterna. Un personaggio più anziano che
possa servire da punto di riferimento, stimolo ed esempio per i ventenni che vogliono creare le nuove Google, Microsoft e Apple.
Per più di un decennio,
Jobs aveva ricoperto quel
ruolo. Chi ne conosce la biografia, e chi andrà a vedere
il film - diretto da Danny
Boyle, che vinse l’Oscar con
«The Millionaire» -, noterà
subito l’ironia: un orfano
adottato come Jobs, che ha
avuto una relazione difficilissima con una figlia, è diventato il padre di un’intera
industria. Ispirando non solo i suoi successori, come
Tim Cook, l’attuale amministratore delegato di Apple,
ma generazioni e generazioni d’imprenditori più giovani, da Mark Zuckerberg di
Facebook a Jack Dorsey di
Twitter e a Travis Kalanick
di Uber.
Sono stato nella Silicon
Valley di recente ed è incredibile quanti giovani imprenditori ancora si vestano come Steve Jobs: girocollo nero, jeans e scarpe da
ginnastica. Sembra una stupidaggine, ma è un sintomo
dei fattori fondamentali del
capitalismo americano:
l’imprenditore non si costruisce nei tavolini dei laboratori, nei grattacieli di
Wall Street e nemmeno tanto nelle università prestigiose. Geni come Jobs crescono organicamente se il
sistema permette loro di respirare. Se nessuno dice loro che stare 12 ore nel garage a scrivere il codice dei
computer è una pessima
idea. Se riescono a trovare
investitori disposti a puntare soldi su idee inedite, non
collaudate e rischiose. E se
hanno esempi a cui ispirarsi, gente come loro che è
riuscita a raggiungere il
vertice.
Icona
Nel nuovo film
sul fondatore
della Apple
diretto da
Danny Boyle
Steve Jobs
ha il volto
di Michael
Fassbender:
la trama
si basa
sul best-seller
di Walter
Isaacson
UNIVERSAL PICTURES
Due scene
Il protagonista
con la prima
figlia Lisa
Brennan-Jobs
(interpretata
da Makenzie
Moss)
e con il cofondatore
della Apple
Steve Wozniak
(l’attore
è Seth Rogen)
FRANCOIS DUHAMEL/UNIVERSAL PICTURES
FRANCOIS DUHAMEL/UNIVERSAL PICTURES
Steve Jobs è tornato
al cinema, ma ci manca
tanto nella vita reale
Negli Usa esce il controverso film sul fondatore della Apple
E da Silicon Valley a Wall Street tanti cercano il nuovo “guru”
THE YOMIURI SHIMBUN/AP
Il culto di Jobs non si spegne: il ritratto esposto nel quartier generale
della Apple, a Cupertino, e un’istantanea scattata a Tokyo davanti
a un Apple Store il giorno della scomparsa del guru dell’informatica,
il 5 ottobre 2011
MARCIO JOSE SANCHEZ/AP
170,3
miliardi
di dollari
Per il terzo anno
Apple
si conferma
numero 1
per valore
del marchio
(Rapporto
di Interbrand)
Gadget per adulti
E quale miglior esempio di un
uomo che ha trasferito una disciplina complessa e arcana
in agognati gadget per adulti?
Un uomo che ha messo la
scienza del computer sui tavoli, le ginocchia e le mani di
miliardi di persone? Che era
ossessionato dall’idea che la
tecnologia potesse essere sia
bella che buona?
Poco importa che fosse una
persona arida, narcisista e
arrogante, come si vede nel
film di Boyle, da venerdì 23
ottobre in tutte le sale degli
Stati Uniti (in Italia arriverà
il 21 gennaio prossimo). Anzi,
per i tanti ragazzi e (le poche)
ragazze di Silicon Valley,
l’idea che un tipo così strano
fosse venerato dall’establishment tecnologico-finanziario
era un segnale incoraggiante,
una variante del sogno ameri-
cano in cui chiunque può fare
soldi, fortuna e, perché no,
fondare Apple.
Il desiderio di seguire un
eroe non è limitato alla tecnologia. Basta parlare con i tanti amministratori delegati
che ancora guardano a Jack
Welch, il leggendario capo
delle General Electric negli
Anni 80 e 90, o ai manager
che studiano ogni mossa di
Warren Buffett, il più famoso
13
milioni
I nuovi iPhone
6S e 6S Plus
venduti
nel primo
weekend
di commercializzazione
lo scorso
settembre
investitore del mondo. Ed è
un trend che va ben al di là del
mondo delle imprese: Roger
Federer ha scelto Stefan Edberg come allenatore, perché
era il suo idolo da bambino;
Kobe Bryant ha confessato
più volte di aver copiato i tiri
di Michael Jordan e Roy Hodgson, l’allenatore della nazionale inglese, una settimana fa ha detto al giovane trequartista Ross Barkley di
guardarsi i filmati di Roberto
Baggio e Francesco Totti.
Il problema è che Jobs non
c’è più. Ci sono tanti pretendenti al trono: Cook, Zuckerberg, Dorsey, Kalanick, Sergey Brin e Larry Page di Google e il genio e sregolatezza di
Elon Musk delle macchine
elettriche della Tesla. Ma
nessuno è riuscito a convincere Wall Street, il pubblico e la
manovalanza della tecnologia
di avere tutte le carte giuste
per guidarli verso il futuro,
per continuare il lavoro rimasto incompiuto con la scomparsa di Steve.
Momento delicato
Magari non importa. In molti
aborrono il culto della personalità, la cieca passione di
proseliti incapaci di vedere
che stanno adorando semplici esseri umani. Il film di Boyle è stato criticato dagli amici
di Jobs proprio perché drammatizza e getta una luce implacabile sui difetti di un uomo che non era «programmato bene», come dice Fassbender alla fine. È chiaro che le
grandi aziende - Google, Microsoft, Facebook e compagnia - andranno avanti a prescindere dall’arrivo del «nuovo Steve Jobs». Ma per il resto dell’industria, un tipo così
sarebbe utile. Questo è un
momento molto delicato per
la «information technology»,
perché siamo sull’orlo di una
bolla finanziaria. Dopo aver
ricevuto così tanto denaro da
investitori e mercati, società
come Uber, Airbnb, e persino
la più matura Twitter, dovranno giustificare gli investimenti con risultati forti,
solidi e sostenibili.
A Wall Street e nella Silicon Valley l’utile si unisce al
dilettevole solo se ci sono gli
utili. E non è chiaro se tutte le
grandi speranze di oggi diventeranno dollari e cent domani. In questo frangente,
un’industria costruita sulla
razionalità binaria dei computer ha bisogno di un leader
messianico.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
.
Società .27
Anteprima
«Snoopy& Friends-Il Film dei
Peanuts»:
un’esperienza
da vivere
a tre dimensioni
Evento
BRUNO RUFFILLI
TORINO
ntroduzione al Texturing con Substance
Painter», «La cultura
del gioco multiplayer», «Usare
paesaggi matte painting in
Nuke 3D». A leggere i titoli dei
seminari della View Conference un certo spaesamento è
comprensibile, e in effetti quella che si apre oggi non è una
manifestazione per tutti, come
invece era la View Fest, dello
scorso weekend. Il pubblico
viene a Torino per incontrare i
maestri dell’animazioni digitale, che per quattro giorni si
danno appuntamento per discutere e insegnare, ma non
mancano le anteprima, anche
mondiali, di film e cortometraggi per tutti, da «Snoopy &
Friends - Il Film dei Peanuts» a
«Kung Fu Panda 3», passando
per «Hotel Transylvania 2».
View Conference è la più
grande rassegna europea del
settore, e si tiene da sedici anni
con successo di pubblico crescente: per la scorsa edizione
circa diecimila persone, tra la
Conference vera e propria e la
View Fest. Sono soprattutto
giovani e ragazzi, curiosi e appassionati, ma anche studenti,
che hanno la rara opportunità
di confrontarsi con gli esperti.
Succede, ad esempio, mercoledì, quando i partecipanti al seminario di Mark Osborne potranno mostrargli le loro realizzazioni e ascoltare i consigli del
regista di «Kung Fu Panda» (e
«I
Che emozione trovare un lavoro
con la versione 3D di Snoopy
Alla View Conference di Torino le star mondiali dell’animazione digitale
ora del «Piccolo Principe»). Ma
anche giovedì ci sarà un’opportunità simile, con J. C. Cornwell,
l’uomo dietro gli effetti speciali di
film come «Matrix Reloaded», «I
Puffi», «Pixels» e tanti altri.
L’animazione digitale è ovunque: nei cartoni, nei film, nei videogiochi, siti web, nelle pubbli-
Com’è nata la collaborazione con Guillermo del Toro?
no ci sono la spagnola Ilion, Blue
Zoo di Londra e addirittura ImageWorks, ossia Sony Pictures».
Portare la vita in un puntino di
luce è una magia e un’arte, ma
anche un mestiere complesso,
con trucchi e segreti che si imparano in anni di esperienza. Così
si parlerà di luce, con il fotografo
«On Ice»
«Jurassic World»
Il classico che entra
nel mondo virtuale
Un corto con Google
tutto da esplorare
Effetti super-speciali
per il kolossal più visto
Domani alla View Conference
il regista Mark Osborne
racconterà come ha
trasformato il racconto più
famoso di Antoine de SaintExupéry in un film
d’animazione
Il corto di Shannon Tindle,
realizzato con la collaborazione
di Google, parla di un orso
gigante su pattini da ghiaccio. È
girato in 360° per dispositivi
mobili: gli spettatori possono
esplorare ogni angolo della storia
Venerdì da non perdere
l’incontro con Glen McIntosh
e Tim Alexander, che
racconteranno i segreti
dell’animazione e degli effetti
speciali del film più visto
dell’anno
“Il futuro? Uno spaghetti western
con la realtà aumentata”
L’autore di “El Tigre” racconta il prossimo progetto
NOEMI PENNA
TORINO
G
trovare un lavoro: come negli anni precedenti, infatti, saranno
presenti rappresentanti di aziende e software house per reclutare programmatori, designer e altre figure professionali. «È successo diverse volte - racconta
Maria Elena Gutierrez, ideatrice
della manifestazione - quest’an-
«Il Piccolo Principe»
Intervista
rande successo a Torino per Jorge Gutierrez, l’animatore messicano che ha conquistato Guillermo del Toro con il suo «El
Tigre»: ieri sera ha presentato «Il libro della vita» ma sta
già lavorando alla sua prossima opera: «Uno spaghetti western a realtà aumentata che
porterà il kung fu nella fantascienza. Uscirà nel 2018».
cità, nella realtà virtuale che sta
per arrivare. È uno dei pochi settori in cui la richiesta di personale specializzato aumenta da anni,
nonostante la crisi, e per questo
le scuole si moltiplicano in tutto il
mondo, Italia compresa. Alla
View Conference si impara molto, ma c’è anche la possibilità di
Oggi sono necessari
caschi e mascheroni
ma domani
basteranno occhiali
ultraleggeri
Jorge Gutierrez
Regista
e animatore digitale
«Stavo lavorando al mio film da
due anni e mi hanno chiesto
con chi mi sarebbe piaciuto collaborare. Come ogni buon messicano ho esclamato Guillermo
del Toro. Il mio lavoro l’ha conosciuto così: per 14 volte mi ha
detto di no, poi alla quindicesima ha ceduto. Sono andato a
casa sua a fargli vedere il mio
“El Tigre” finito e se n’è innamorato. Ha così deciso di produrmi e, poco a poco, è nata la
nostra amicizia».
Quanto lavoro c’è dietro a «Il
libro della vita»?
«Ho iniziato a sviluppare la storia quattordici anni fa, quando
ero ancora studente al California Institute of the Arts. Lì hanno studiato i più grandi, da Tim
Burton a Chris Miller, ed è stato per me un inizio importante.
Ma la storia era già nel mio cuore e a ispirarmi sono stati i miti
greci, in particolare l’amore fra
Orfeo ed Euridice, che ho fuso
con le tradizioni della mia terra. Il film è infatti ambientato
nel dias de muertos, la notte di
Ognissanti dove i vivi possono
incontrare i morti. E’ stato interamente realizzato con la grafica digitale, la stessa tecnica che
ho utilizzato per i precedenti lavori, ma adesso si cambia».
Che cosa ha in mente?
«La mia prossima animazione
si baserà sulla realtà aumentata. E’ il futuro, non solo per l’intrattenimento: nei prossimi
dieci anni prevedo che sarà abbinata a ogni settore, dallo
sport allo shopping. Questo
grazie alla tecnologia che sta
Michael Rubin di Adobe (l’azienda che produce Photoshop) o
con Michael Kurinsky, che ha lavorato a film come «Il gobbo di
Notre Dame», «Hercules», «Piovono Polpette» e altri, oppure
con Kim White, direttore della
fotografia della Pixar (sue le luci
di «Inside Out»). Ma in un film o
in un videogioco anche il sonoro
ha un ruolo fondamentale: lo racconterà Walter Murch, 72 anni e
tre Oscar alle spalle, il primo come sound designer per «Apocalypse Now». E c’è pure spazio
per una tavola rotonda sullo
storytelling e un incontro con
David Misch («Saturday Night
Live») sul rapporto tra commedia e moralità.
Nel ricco programma della
View Conference compaiono diversi nomi italiani, come ad
esempio Alessandro Carloni, coregista di «Kung Fu Panda 3».
Un segno che anche da noi le opportunità di lavoro esistono e
che le numerose scuole di grafica
e animazione 3D cominciano a
formare una generazione di giovani professionisti. «È un mondo
ancora dominato dagli uomini –
osserva Gutierrez - ma qualcosa
sta cambiando. Per questo domani, in un seminario tutto al
femminile, si discuterà di pari
opportunità nel settore dell’animazione digitale».
avanzando. Oggi sono necessari caschi e mascheroni, domani
basteranno occhiali ultraleggeri, anche usa e getta, direttamente collegati ai nostri smartphone, che ci permetteranno
di vivere in una realtà immersiva. Come genere passerò allo
spaghetti western: un salto stimolante».
Quanto può influire «View
Conference» nel suo lavoro?
«Penso che sia un evento di primo livello: dà il benvenuto a talenti mondiali e permette anche a noi registi di entrare in
contatto con un mondo in perenne evoluzione. Martedì (domani, alle 18 al Centro Congressi Torino Incontra) avrò l’opportunità di confrontarmi con
Mark Osborne e Shannon Tindle, anche loro impegnati nella
ricerca e sviluppo dello
storytelling interattivo».
28 .Spettacoli
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
«In realtà sto bene e non ho avvertito grandi cambiamenti.
Non mi ha destabilizzato. Almeno per ora. Forse perché sto
vivendo un periodo davvero
molto bello, intenso e ho ancora
tanti progetti in cantiere».
Cosa l’ha spinta verso questa disciplina?
«Mi piaceva ballare. A casa davanti alla tv quando c’erano le
sigle delle trasmissioni del sabato sera mi animavo. Poi
un’amica che andava a danza
mi ha fatto vedere ciò che le veniva insegnato. Mi ha incuriosito e ho deciso di provare. Inizialmente non accettavo le posizioni accademiche, la necessità che fossero così rigide. Volevo ballare sulla musica, in
maniera diversa, tutto qui.
Quando finalmente ho capito,
da Trino Vercellese, dove abitavo, sono andato all’Accademia
di Vercelli per tre anni prima di
arrivare alla Scala di Milano».
Come è stato l’impatto?
Qui sopra, Roberto Bolle fotografato a Pompei
da Fabrizio Ferri. Bolle è nato il 26 marzo 1975:
all’Accademia Teatro alla Scala dall’età di 11
anni, venne notato da Rudolf Nureyev, che lo
Roberto Bolle al Colosseo, foto di Luciano Romano tratta dal libro «Viaggio nella bellezza» (Rizzoli, pp. 157, euro 45) scelse per il ruolo di Tadzio in «Morte a Venezia»
“Mi alleno sette ore al giorno
per danzare ancora a lungo”
Roberto Bolle sul set dell’episodio da
lui diretto di «Milano 2015», film
collettivo firmato da sei registi
Roberto Bolle pubblica un libro di foto e dirige un film
“A 40 anni vedo il balletto protagonista della mia vita”
DANIELA LANNI
TORINO
oberto Bolle, icona della
danza nel mondo, incanta quando è sul palcoscenico. Unisce la leggerezza alla
potenza, l’equilibrio e la precisione all’armonia dei movimenti. Eppure, di persona, l’étoile
del Teatro alla Scala di Milano,
Principal Dancer presso l’American Ballet Theatre di New
York, Ambasciatore dell’Unicef, stupisce per la semplicità,
il sorriso genuino, lo sguardo
diretto e una gentilezza d’altri
tempi. «Sono felice perché ho
realizzato molti dei miei sogni,
tra cui un libro e un documentario». Inizia così il nostro incontro. Dai suoi ultimi impegni.
R
Un’immagine di «La fabbrica dei
sogni», in cui Bolle racconta
La Scala dietro le quinte
«Viaggio nella Bellezza» (Rizzoli)
è un libro fotografico con scatti
di Fabrizio Ferri e Luciano Romano, realizzati durante i gala «Roberto Bolle and Friends» nei siti
architettonici più belli d’Italia.
Come è nato questo progetto?
Le riprese degli allenamenti
all’Accademia della Scala
«Il viaggio parte dall’esperienza che ho fatto negli anni por-
Se non fosse riuscito ad affermarsi nella danza cosa farebbe?
«Mi sarei ugualmente avvicinato a qualcosa di interpretativo.
Quello che amo del mio mestiere è poter interpretare sempre
ruoli diversi. Vivo emozioni travolgenti che nella vita reale non
si hanno. Faccio tanti sacrifici,
lavoro almeno sette ore al giorno sulla perfezione fisica. E tutto questo per dare supporto all’espressione dei sentimenti dei
personaggi».
Quando deciderà
di smettere di danzare, cosa farà?
tando il gala in luoghi magici:
dal Colosseo alla Valle dei Templi, dall’Arena di Verona a Milano, Venezia e Napoli, fino agli
scavi di Pompei. Volevo sottolineare l’importanza del nostro
patrimonio culturale. Un bene
da salvaguardare e valorizzare
perché unico, è il meglio del nostro Paese».
«Nel futuro lontano vedo sempre la danza protagonista nella
mia vita. Sento il
desiderio di trasmettere ai giovani l’esperienza
che ho accumulato negli anni
nei più grandi teatri del mondo».
Il 2015 segna anche il suo debutto al cinema. Ha curato la regia
del documentario «La fabbrica
dei sogni» che fa parte di «Milano 2015», film collettivo presentato al Festival di Venezia.
«Una grande sorpresa anche
per me. Quando mi hanno proposto di far parte di questo progetto, scritto a sei mani, ho avuto molti dubbi. Temevo di non
essere in grado di fare un buon
lavoro. Poi mi hanno spiegato
che dovevo semplicemente descrivere il mio mondo e ho accettato. Ho raccontato la Scala
che non si vede, chi lavora dietro le quinte. Artigiani, sarte,
macchinisti, tecnici, falegnami,
fabbri, coloro che concorrono
«Difficile. Avevo solo 11 anni e
tanta nostalgia della mia famiglia. Mi sentivo solo in una realtà che mi era estranea. Milano
non mi piaceva. Era grande,
fredda. Stavo lì solo per la passione della danza e perché all’interno della Scala avevo la
sensazione di essere protetto».
Ma non sente la
necessità di fermarsi ogni tanto?
Nella valle
dei templi
Roberto
Bolle
ad Agrigento
fotografato
da Luciano
Romano
alla creazione di questo sogno
che è il teatro. E mi è piaciuto.
Ho creato qualcosa di mio che
rispecchia la mia sensibilità».
Cos’è per lei la danza?
«È la mia passione. Un’arte che
mi ha formato come uomo. Mi
ha dato disciplina, rigore e forza di volontà, valori che fin da
bambino mi porto dentro».
A marzo, ha compiuto 40 anni.
Ha sofferto questo passaggio?
«Vorrei ma non
posso. Comunque, ho fatto tre
settimane di vacanza quest’estate. Non è poco per me, perché
poi ho dovuto ricominciare subito con gli allenamenti».
Un consiglio per chi vuole fare il
suo mestiere?
«Iniziare presto in una buona
scuola. Anche a 5 o 6 anni, così
forgi il fisico. Avere tenacia.
Studiare, allenarsi e non mollare mai».
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Paolo Sorrentino svela il suo segreto
“Si può essere veri e anche belli”
.
Spettacoli .29
MASOLINO D’AMICO
Teatro
La famiglia
Il regista premio Oscar superstar alla Festa del cinema di Roma disunita
sulla soglia
E ci riesce anche un maestro
come Ang Lee, «persona timidell’Aldilà
da capace di mettere in moto
Personaggio
FULVIA CAPRARA
ROMA
F
8
ore
La durata
della serie
«The Young
Pope», che
Sorrentino sta
girando con
Jude Law:
«È un Papa
totalmente
inventato»
Il mio Papa
Jude Law,
scelto da
Sorrentino
perché «privo
di difetti»
rammenti di un discorso
cinematografico che
svela gusti, ricordi, ossessioni. Superstar alla Festa
del cinema, accolto da schiere
di cinefili e fan, soprattutto
giovani (ma non solo), Paolo
Sorrentino si racconta attraverso spezzoni dei suoi film
preferiti.
Il pubblico segue con attenzione, quasi con venerazione,
pronto ad applaudire ogni battuta, anche sommessa, ogni
ironia, anche solo accennata.
L’ultima riguarda una frase
con cui il direttore della Festa
Antonio Monda allude al buonumore del regista dovuto alla
vittoria della sua squadra del
cuore, il Napoli: «Ma come? scherza Sorrentino -, finora era
andato bene,
sembravo quasi
un intellettuale, e
tu adesso dici
queste cose...».
Prima della
p re s e n t a z i o n e
del corto La fortuna, realizzato
per il film collettivo Rio, ti amo
(«Bisognava girare rigorosamente in due
giorni, sono andato a Rio, ho seguito le regole,
poi ho scoperto che i registi
brasiliani hanno avuto molta
più libertà...»), Sorrentino dice
il meno che può sulla serie The
Young Pope: «Il mio Papa non si
ispira a nessuno, non è mai esistito un Papa come quello che
racconto. Per adesso non ho
Qui a fianco,
Paolo
Sorrentino, 45
anni, sul
tappeto rosso
della Festa del
cinema di
Roma, dove ha
parlato dei
registi che
l’hanno
formato, da
Antonioni a
Ang Lee,
passando per
Mendes, Lynch
e Burton: «Ma
ho passato
molto tempo
con i film di
Bud Spencer e
Terence Hill»,
ha aggiunto
ANSA
molto da aggiungere, sono a
metà della lavorazione e cerco
solo di arrivare ogni giorno alla fine delle riprese».
Il protagonista Jude Law è
stato l’attore a cui ha pensato
subito, senza incertezze: «Volevo un interprete portentoso,
giovane e bello, e lui risponde a
queste caratteristiche, è privo
di difetti». Ma il punto, nell’incontro ravvicinato con il premio Oscar e soprattutto nel
suo modo di fare cinema, è un
altro, e riguarda il rapporto tra
«il vero e il verosimile, dove il
primo è noioso, e il secondo è il
regno di chi inventa». Una relazione che, secondo Sorrentino, è spesso sottovalutata:
«Credo nella possibilità che si
possa essere aderenti al vero
senza rinunciare all’estetica».
Ci riescono i suoi autori prediletti, a iniziare dai tre grandi
padri della regia, citati dopo la
presentazione di una sequenza tratta dalla Notte: «Antonioni, Fellini e Bertolucci mettono
in scena come nessun’altro sa
fare, hanno una sapienza che
lascia stupefatti, non a caso
Martin Scorsese ha sempre
guardato molto al loro lavoro».
meccanismi complessi».
Sorrentino ha voluto mostrare un brano tratto da Tempesta di ghiaccio: «Un capolavoro, che parla di una famiglia
e di una tragedia senza rinunciare alla bellezza». I registi
veramente bravi, osserva ancora l’autore, lo sono sempre,
anche quando girano in territori sconosciuti, anche quando, come Sam Mendes, passano dal teatro al cinema popolare, fino alla saga di 007: «Di
Mendes mi piace tutto... Ho
scelto questa sequenza da Era
mio padre perché coniuga perfettamente il vero con l’artefatto, penso che, vedendola,
uno studente di cinema potrebbe risparmiarsi un paio
d’anni di lezioni, perchè contiene tutto, dice come si recita,
come si crea un’epoca, come si
usano la musica e il suono».
Anche queste immagini, come quelle tratte da Una storia
vera di David Lynch, parlano di
difficoltà nei legami familiari:
«Un capolavoro, parla della
forza, sottovalutata, dei gesti
insensati. E poi, sì, ho una passione per i film che mettono in
mezzo la famiglia».
Tra i titoli della carrellata
c’è anche Mars Attacks!, la
commedia nera di Tim Burton
con Jack Nicholson e Pierce
Brosnan: «Quando lo vidi mi
sconvolse. Poi ho saputo che
Nicholson, una volta letto copione, aveva dichiarato subito
che avrebbe voluto interpretare tutti i personaggi, e lo capisco». Se deve dire qual è il primo film che ha visto e che lo ha
più colpito da ragazzo, Sorrentino cita Incompreso, ma aggiunge anche subito di aver
passato molto tempo, durante
le vacanze, «con i film di Bud
Spencer e Terence Hill». Sorprese da Oscar, la platea scoppia a ridere.
Nella sitcom del futuro
ognuno avrà due volti
L’anteprima di “2 di noi” di Ivan Cotroneo
MICHELA TAMBURRINO
ROMA
Ma noi chi siamo? Gli animali
sociali, eleganti e intraprendenti che sfidano il mondo a
colpi di sicurezze o i pantofolai sciatti di casa, che si commuovono davanti alla tv e non
sanno affrontare il mondo?
Secondo Ivan Cotroneo che al
Maxxi, nell’ambito della Festa
del Cinema di Roma, ha presentato il «pilota» del suo progetto 2 di noi, «siamo degli insicuri che mettono una maschera glamour destinata a
falsare la nostra vita».
Così l’autore (fra gli altri di
Tutti pazzi per amore, È arrivata la felicità) esaspera il
concetto, lo rende visibilmente esplicito chiamando su ogni
ruolo due attori e come Giano
Bifronte li fa muovere, vivere,
fino a quando la medaglia non
sarà destinata a specchiarsi
su se stessa. E lì potrebbero
essere dolori. Che cosa può
accadere se una parte di noi
resta chiusa in una stanza e
l’altra senza più controllo, impazza? Che può accadere se il
nostro controcanto è di sesso
opposto? Di certo c’è che relazioni complicatissime per i socialmente giusti diventano facili e immediate per i timidi-goffi,
«perché la parte intima è quella
più vera».
Una sitcom in 12 puntate da
25 minuti, lunghezza sperimentale per l’Italia, prodotta da Indigo (che vanta un Oscar) e 21
con un gran cast, tecnico e artistico. A scambiarsi le facce,
senza effetti speciali ma sfruttando un gioco di macchina, sono le bravissime Carolina Crescentini (dai perfetti tempi comici nel ruolo della vamp) e la
dolce Giulia Michelini, l’affascinante Alessandro Roja e l’irresistibile goffo Stefano Fresi,
senza dimenticare Claudia Potenza e Orsetta De Rossi.
«Lo spunto - dice Cotroneo mi viene da Quell’oscuro oggetto
del desiderio di Buñuel. Lo vidi
da piccolo e non ci capii niente
perché la protagonista era in-
terpretata da due attrici. Qui
invece ho ideato i personaggi
proprio pensando al loro doppio e li ho scritti su questi attori.
Da produttori, non ci siamo interrogato sul dopo, non abbiamo cercato prima i partner come di consueto. Ci siamo andati
tutti d’entusiasmo e già ci hanno chiesto di co-produrre la serie. Pensare che il numero zero
l’abbiamo girato in 4 giorni».
La storia dello sdoppiamento è da subito palese. Vediamo
Anna dallo psicanalista, timida,
incerta, che si tocca continuamente i capelli ricci e neri e poi
la vediamo da broker disinvolta
e vorace con gli occhi azzurri e i
I doppi
Qui sopra,
Giorgio (interpretato da
Stefano Fresi e
Alessandro
Roja) e Anna
(Giulia Michelini
e Carolina
Crescentini), i
protagonisti di
«2 di noi»,
presentata ieri in
anteprima a
Roma
capelli biondi come letteratura
vuole una vincente. La verità è
che la Anna numero 1 si è presa
una cotta per Giorgio numero 2,
bello e sciupafemmine che non
la guarda, mentre impazzisce
per la maliarda Anna numero 2.
Vai a sapere poi che sarà proprio il Giorgio numero 1, grasso
e triste, a segnare con l’Anna timida l’unico punto a favore della coppia.
La morale della storia è che
tutti indossiamo una maschera
pubblica. Invece è quando siamo diretti, con i nostri difetti allo scoperto, che conquistiamo il
mondo. Ovviamente non è vero,
ma credere alle favole fa bene.
25
minuti
È la durata,
insolita per
l’Italia, dei
dodici episodi
di «2 di noi»,
che ora per
uscire cercano
partner
e co-produttori
Paola Quattrini e Ugo Pagliai
empeste solari, benvenuta novità di Luca De
Bei che porta avanti
l’innovativo programma dell’Eliseo di Roma, mostra i
quattro membri di una famiglia disunita più i partner,
precari, di due di loro. La famiglia è composta da un padre agli ultimi stadi di un male incurabile; dalla sua moglie separata di fatto, frivola
e prepotente; dalla figlia
maggiore, che si è liberata
dal marito dopo dieci anni
ma che non riesce a levarselo
dalla testa; dal figlio minore,
gay dichiarato, in analisi per
le sue carenze affettive.
L’ex marito della figlia è un
giornalista televisivo rampante e egoista, e la sua nuova ragazza, una fondamentalista che aggredisce il prossimo con prediche sul cinismo
delle multinazionali. I rapporti tra costoro sono descritti attraverso una serie di
incontri sempre a due. Si comincia con un battibecco tra
la figlia e l’ex marito. Poi la
madre, una finta bionda molto ritoccata, si sottopone a
un trattamento di riflessologia plantare somministrato
dalla ragazza di cui sopra.
Che, esasperata dalle tracotanti sciocchezze della cliente, finisce per parlarle fuori
dai denti e di conseguenza
perde il posto. Poi la figlia è al
capezzale del padre, che ha
sempre sentito lontano - nel
loro non amarsi, quei genitori hanno frustrato i figli, con
conseguenze dalle quali questi non si sono più ripresi.
Stavolta però, sulla soglia
dell’aldilà, il padre per la prima volta si mostra umano
con la figlia, e si lascia andare
fino a parlarle di sé. Poi la
madre incontra il figlio; la ragazza licenziata piomba negli
uffici della tv a aggredire il
compagno... E via dicendo, fino a un finale con la poetica
morte del padre e, per gli altri, con una maggiore comprensione di se stessi e delle
ragioni reciproche.
Come scrittore Luca De
Bei fa un figurone, i dialoghi
sono vivi e un paio di figurette sono rese mirabilmente,
soprattutto quella della signoraccia, impersonata da
un’impagabile Paola Quattrini. Però come regista, pur ottenendo eccellenti prestazioni da tutti, a partire da un delicatissimo Ugo Pagliai, è autoindulgente. Quasi tre ore
sono troppe. Molte scene
continuano per qualche minuto anche dopo aver fatto il
punto, e si arriva alle ultime
(non le meglio riuscite, vedi
quella con l’ex marito ubriaco), avendo suscitato nel pur
grato pubblico una stanchezza che una direzione più severa avrebbe potuto evitare.
T
TEMPESTE SOLARI
DI LUCA DE BEI, ALL’ELISEO DI ROMA
FINO AL 1° NOVEMBRE
****
30 .Spettacoli
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Programmi tv
I programmi settimanali completi delle principali tv satellitari, del digitale terrestre e delle radio su: www.lastampa.it/programmi
del 19 ottobre 2015
Rai 1
Rai 2
6.30 Tg 1
6.45 Unomattina Attualità
11.10 A conti fatti - La parola a
voi Attualità
12.00 La prova del cuoco Varietà Antonella Clerici e i
suoi ospiti preparano
ogni giorno nuove e
invitanti ricette
13.30 Telegiornale
14.00 Tg 1 Economia Attualità
14.05 La vita in diretta Attualità Cristina Parodi e
Marco Liorni sono
padroni di casa del
pomeriggio di Rai1
15.00 Torto o ragione? Il verdetto finale Attualità
16.40 La vita in diretta
18.45 L’eredità Game show
20.00 Telegiornale
20.30 Affari tuoi Game show
7.35 Protestantesimo Rubrica
religiosa Settimanale di
pensiero e cultura protestante
8.05 Le sorelle McLeod Serie
9.30 Tg 2 Insieme Attualità
10.30 Cronache animali
11.00 I fatti vostri Varietà
13.00 Tg 2 Giorno
13.30 Tg2 Costume e società
13.50 Medicina 33
14.00 Detto fatto Attualità
16.15 Senza traccia Telefilm
17.45 Rai Parlamento Telegiornale Attualità
17.55 Tg2 Flash L.I.S.
18.00 Tg Sport
18.20 Tg 2
18.50 Hawaii Five-0 Telefilm
19.40 NCIS Telefilm
20.30 Tg 2 20.30
21.00 Lol Serie
Rai 3
6.30 Rassegna stampa
7.00 Tgr Buongiorno Italia
7.30 Tgr Buongiorno Regione
8.00 Agorà Attualità
10.00 Spaziolibero Attualità
10.10 Mi manda Raitre
11.00 Elisir Attualità
12.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
12.45 Pane quotidiano
13.10 Il Tempo e la Storia
14.00 Tg Regione. Meteo
14.20 Tg 3. Meteo 3
14.50 Tgr Leonardo Attualità
15.00 Tg3 Lis
15.05 Tgr Piazza Affari
15.10 La casa nella prateria TF
15.55 Aspettando Geo
16.40 Geo Documentari
19.00 Tg 3. Tg Regione. Meteo
20.00 Blob Videoframmenti
20.15 Sconosciuti Attualità
20.35 Un posto al sole SO
21.20
Il giovane
Montalbano 2
21.15
Pechino Express
21.05
Amore criminale
REALITY SHOW. Nuova tappa del-
FILM-TV. Salvo e Livia stanno per
trasferirsi a Genova. Una volta
risolto un caso di morte apparentemente accidentale, il commissario è pronto
l’adventure game. Al timone,
Costantino della Gherardesca
conduce le coppie di concorrenti rimasti in gara lungo il
viaggio fino al Brasile
ATTUALITÀ. Nuovo appuntamento con il programma che
racconta storie di donne, vittime
della violenza maschile. Padrona di casa, come di consueto,
Barbara De Rossi
23.35 Porta a porta Attualità
1.10 Tg 1 - Notte. Che tempo fa
1.45 Cinematografo - Speciale
Festa del Cinema di Roma
2.15 Italiani con Paolo Mieli
3.10 La strada al chiaro di luna
Fiction
23.00 Tg 2
23.35 2Next - Economia e Futuro
0.40 Tg2
0.55 Sorgente di vita
1.25 Meteo 2
1.30 La fine è il mio inizio Film
(dramm., 2011)
Canale 5
Italia 1
6.00 Tg 5 Prima pagina
7.55 Traffico
8.00 Tg 5 Mattina
8.45 Mattino Cinque
11.00 Forum Attualità
13.00 Tg 5. Meteo.it
13.40 Beautiful Soap opera
14.10 Una vita Soap opera
14.45 Uomini e donne Talk
show
16.00 Grande Fratello Reality
show
16.10 Il segreto Telenovela La
serie ambientata nella
Spagna rurale dell’inizio
del XX secolo
17.00 Pomeriggio cinque
Attualità
18.45 Avanti un altro! Game
show
20.00 Tg 5. Meteo.it
20.40 Striscia la notizia Varietà
6.45 I Puffi Cartoni animati
7.15 Ascolta sempre il tuo
cuore Remì Cartoni
7.35 Belle e Sebastien Cartoni
8.00 Heidi Cartoni animati
8.25 Settimo cielo Telefilm
10.25 Royal Pains Telefilm
12.25 Studio Aperto
13.00 Grande Fratello Reality
show
13.25 Sport Mediaset Sport
14.00 I Simpson Cartoni
14.25 Futurama Cartoni
14.55 Big Bang Theory Sitcom
15.25 2 Broke Girls Telefilm
15.55 How I Met Your Mother
Sitcom
16.45 La vita secondo Jim Serie
17.40 Mike & Molly Sitcom
18.05 Camera Café Varietà
18.30 Studio Aperto. Meteo
19.25 CSI Scena del crimine TF
La 7
6.00 Tg La7. Meteo. Oroscopo.
Traffico
6.50 Omnibus Attualità
9.45 Coffee break Attualità
11.00 L’aria che tira Attualità
13.30 Tg La7
14.00 Tg La7 Cronache
14.40 Murder 101 Film-tv
16.30 Ironside Telefilm Protagonista della serie è
Raymond Burr che
interpreta un consulente della Squadra Omicidi di San Francisco,
costretto sulla sedia a
rotelle dopo essere
stato vittima di un
attentato
18.20 Il commissario Cordier
Telefilm
20.00 Tg La7
20.35 Otto e mezzo Attualità
6.50 Rescue Special Operations Telefilm
9.10 Cuore ribelle Telenovela
9.40 R.I.S. - Delitti imperfetti
Serie
10.45 Ricette all’italiana
Attualità
11.30 Tg 4 - Telegiornale
12.00 Detective in corsia TF
13.00 La signora in giallo
Telefilm
14.00 Lo sportello di Forum
Attualità
15.30 Flikken - Coppia in giallo
Telefilm Protagonista
della serie, una squadra
di poliziotti di Maastricht
16.35 Julie Lescaut Telefilm
18.55 Tg4 - Telegiornale
19.30 Tempesta d’amore Soap
opera
21.10
Unstoppable - Fuori
controllo
★★★
21.10
Le iene show
20.30
Quinta colonna
21.10
Grey’s Anatomy
VARIETÀ SATIRICO. Anche in que-
ATTUALITÀ. Protagonista del pro-
TELEFILM. Callie (Sara Ramirez)
FILM. (azione, 2010) con Denzel
sta puntata non mancheranno
i servizi di cronaca e attualità, le
inchieste e le interviste irriverenti. Padroni di casa Ilary Blasi
e Teo Mammucari
gramma di Paolo Del Debbio è
sempre la stretta attualità. Il
giornalista affronta i temi della
serata con ospiti e opinionisti in
studio
e Arizona hanno dei problemi
di coppia. Insieme decidono
di farsi aiutare da una consulente matrimoniale per cercare di risolverli
Washington. Regia di Tony Scott.
Una compagnia che produce
binari deve arrestare un treno che
rischia di polverizzare una città
23.30 Grande Fratello Reality
show
23.45 Downton Abbey V
Telefilm
1.40 Tg 5 Notte. Meteo.it
2.25 Striscia la notizia Varietà
satirico (Replica)
23.35 Il processo del lunedì
0.00 Tg3 Linea notte
1.05 Rai Parlamento Telegiornale Attualità
1.15 Fuori Orario. Cose (mai)
viste
3.00 Rainews 24
Rete 4
0.40 Tiki Taka Attualità
2.20 Magazine Champions
League
2.50 Premium sport Sport
3.15 Studio aperto - La giornata
3.45 Andata e ritorno Film
0.50 Tg La7
1.00 Otto e mezzo Attualità
Lilli Gruber conduce
una finestra quotidiana
aperta sull’attualità,
nazionale e internazionale (Replica)
0.30 Terra! Attualità Toni
Capuozzo riporta in tv
l’inchiesta giornalistica
vecchia maniera
1.30 Tg4 Night News
2.05 Ieri e oggi in tv speciale
Varietà
digitale terrestre
RAI 4
21
17.10 Rai News - Giorno
17.15 Robin Hood Serie
18.05 Beauty and the
Beast Serie
18.50 Reign Serie
19.40 Under the Dome
Serie
20.25 Marvel Agents of
Shield Serie
21.15 Zoo Serie
23.00 Kick Ass Film
0.55 Anica appuntamento al cinema
1.00 Carrie Lo sguardo
di Satana Film
RAI 5
23
18.10 Rai News - Giorno
18.15 Passepartout - La
Riva Sinistra del
Reno Rubrica
18.50 Un Lento Viaggio
Africano
19.45 Art Of... Russia
Rubrica
20.40 Passepartout Pablo Picasso
21.20 Teatro Assassinio Nella
Cattedrale Teatro
23.40 Icone - Carmelo
Bene e Paolo Poli
RAI STORIA 54
19.40 Eco della Storia.
L’era atomica
20.30 Il giorno e la storia
20.50 Il giorno e la storia - Mussolini e
le donne-Angelica
Balabanoff
20.55 Il tempo e la storia. Roma 410
d.C.-L’inizio della
fine
21.40 Cronache dall’antichita’
22.10 Italia:Viaggio
nella bellezza
RAI MOVIE
FAMILY
21.00 Sky Cine News Crimson Peak SKY
CINEMA 1
Dragon Trainer 2
Secondo capitolo dell’epica trilogia torna
con il fantastico mondo
di Hiccup SKY CINEMA
FAMILY
A piedi nudi nel parco
Jane Fonda accusa
Robert Redford di non
riuscire ad andare scalzo sul prato SKY CLASSICS
Amici come noi Due
amici inseparabili di
Foggia dovranno lasciare la loro amata città
SKY COMEDY
Mai così vicini I piani di
Oren vengono scombinati dal figlio che gli
molla la nipote SKY
PASSION
Caccia a Ottobre Rosso
Sean Connery, capitano
di un sottomarino
nucleare, non obbedisce più agli ordini SKY
MAX
21.10 Quantum of Solace
Daniel Craig veste per
la seconda volta lo
smoking di James Bond
SKY HITS
Il giovane favoloso La
breve vita di Leoparsi.
Introverso e triste, ma
capace di ironia e slanci
SKY CINEMA 1
22.40 Swingers Aspirante
attore viene mollato
dalla donna. Un amico
lo salva dalla depressione SKY COMEDY
Nell Nord Carolina:
Liam Neeson scopre
l’esistenza della selvaggia Jodie Foster SKY
PASSION
22.45 La guerra dei papà Due
padri disperati gareggiano senza esclusione
di colpi SKY CINEMA
FAMILY
22.55 Borsalino Belmondo e
Delon fanno società
per conquistare il controllo sulla malavita SKY
CLASSICS
23.00 Agente 007, vivi e
lascia morire James
Bond questa volta è
alle prese con il misterioso mondo dell’occulto SKY HITS
13.35 La polizia è sconfitta Film
15.30 I due vigili Film
17.18 Note di Cinema
Varietà
17.25 Il segreto di
Ringo Film
19.15 Renegade Telefilm
20.05 Walker Texas
Ranger Telefilm
20.59 Cuori in Atlantide
Film
23.45 I figli degli uomini Film
1.55 Dune Miniserie
serie tv
intrattenimento
18.10 Ghost Whisperer
FOX
LIFE
18.20 Criminal Minds
18.30 Friends FOX
19.00 I Simpson FOX
19.10 Grey’s Anatomy
19.35 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL
FOX
NATIONAL GEOGRAPHIC
CHANNEL
FOX
LIFE
20.10 The Joshua Tree ARTE
20.20 MasterChef USA SKY
UNO
FOX LIFE
The Walking Dead
FOX
21.50 Salem FOX
21.55 NCIS FOX CRIME
Il contadino cerca
moglie FOX LIFE
22.45 My Kitchen Rules UK
FOX LIFE
The Walking Dead
20.30 Come è fatto: grandi
idee DISCOVERY
CHANNEL
20.55 LAC Lugano Arte e
Cultura ARTE
Dubai. Il mega aeroporto NATIONAL
GEOGRAPHIC
21.00 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL
21.10 Vite da Star-Charlie
Chaplin ARTE
MasterChef USA SKY
UNO
21.30 Marchio di fabbrica
FOX
DISCOVERY CHANNEL
FOX
FOX
LIFE
21.55 Dynamo: magie
impossibili DISCOVERY
CHANNEL
23.45 NCIS FOX CRIME
0.30 2 Broke Girls FOX
0.35 Grey’s Anatomy FOX
LIFE
Bones FOX CRIME
2 Broke Girls FOX
Castle FOX
Ghost Whisperer
19.55 I maghi del garage
20.00 Come è fatto: grandi
idee DISCOVERY
20.10 2 Broke Girls FOX
20.35 2 Broke Girls FOX
21.00 NCIS FOX CRIME
My Kitchen Rules UK
22.50 NCIS FOX CRIME
23.35 Sons of Anarchy
23.40 Grey’s Anatomy
19.10 Street Art Master
ARTE
LIFE
19.15 Bones FOX CRIME
19.20 I Simpson FOX
19.45 I Simpson FOX
20.05 Bones FOX CRIME
Grey’s Anatomy
LIFE
19.05 Marchio di fabbrica
DISCOVERY CHANNEL
FOX
CRIME
0.40
0.55
1.20
1.30
22
16.00 Il fidanzato della
mia ragazza Film
17.30 Rai News - Giorno
17.35 1855 - La prima
grande rapina al
treno Film
19.30 Agenzia Riccardo
Finzi, praticamente detective Film
21.15 Il solitario di Rio
Grande Film
22.55 Roma Daily
23.10 Mississippi
Burning - Le radici
dell’odio Film
film
19.05 Ricatto d’amore Ryan
Reynolds lavora con
Sandra Bullock, una
potentissima dirigente
editoriale SKY CINEMA 1
19.10 Indovina chi viene a
Natale? È Natale e
Diego Abatantuono è
un imprenditore felice
del nord SKY COMEDY
19.30 Cattive compagnie Un
ragazzo scapestrato e
l’altro perbene si arrangiano durante la guerra civile SKY CLASSICS
19.35 Carlito alla conquista di
un sogno SKY CINEMA
IRIS
24
Man v viral
NATIONAL
GEOGRAPHIC
22.00 Charlie Chaplin - La
nascita di Charlot ARTE
MasterChef USA SKY
UNO
FOX
22.50 Yukon Men: gli ultimi
cacciatori DISCOVERY
CHANNEL
CIELO
MTV8
26
16.15 Agenti Speciali
Property - New
York Varietà
17.15 Buying & Selling
18.15 Love it or List it Prendere o lasciare Varietà
19.15 Affari al buio
20.15Affari di famiglia
Varietà
21.10 Henry Poole Lassù qualcuno ti
ama Film
23.15 I segreti del burlesque Documentari
8
15.45 Got to Dance Nati per ballare
UK Varietà
17.30 Hell’s Kitchen USA
19.15 Burn Notice
Telefilm
20.15 House of Gag
Varietà
21.10 Detention - Duro
a morire Film
23.00 Film
0.45 Weekly Rugby
World Cup Rubrica
1.45 Jersey Shore
Varietà
REAL TIME
31
15.45 Abito da sposa
cercasi Varietà
17.15 Quattro matrimoni USA
19.10 Chi diavolo ho
sposato?
20.10 Alta infedeltà
21.00 Vite divergenti Storie di un altro
genere
21.10 Tutto su mio
padre
22.00 Vite divergenti Storie di un altro
genere
DMAX
14.10 Incidenti di percorso
15.05 Nudi e crudi
15.55 Cacciatori di tesori
16.50 Man, Woman, Wild
17.45 Ultima fermata:
Alaska
18.35 Oro degli abissi
19.30 Rimozione forzata
20.20 Affari a quattro
ruote
21.10 Ciak, ti sfido!
22.00 Te l’avevo detto
Varietà
film
17.40 Capodanno a New
York I preparativi
durante i festeggiamenti dell’ultimo dell’anno a New York
PREMIUM CINEMA EMOTION
18.30 Il Pesciolino D’oro
PREMIUM CINEMA
18.40 American Dreamz
Condotto dal cinico
Hugh Grant, lo show
American Dreamz
recluta aspiranti star
PREMIUM UNIVERSAL
18.50 Animals United Gli animali della Terra in marcia per partecipare alla
Conferenza
dell’Ambiente PREMIUM
CINEMA
18.55 L’isola delle coppie
Quattro coppie decidono di passare le vacanze nella stessa isola tropicale PREMIUM COMEDY
19.30 Viaggio nell’isola
misteriosa Josh
Hutcherson deve cercare il nonno scomparso
su un’isola abitata da
mostri PREMIUM CINEMA
ENERGY
19.40 Una donna per amica
Quando Laetitia Casta
decide di sposarsi,
Fabio De Luigi si accorge di amarla PREMIUM
CINEMA EMOTION
20.20 Born To Be Wild
PREMIUM CINEMA
20.40 Filler Studio Universal
— a Noi Piace Corto
PREMIUM UNIVERSAL
20.50 Comedy College Fausto Brizzi PREMIUM
COMEDY
21.15 Il mio amico Nanuk
Luke fa di tutto per
ricongiungere un cucciolo di orso bianco con
la sua mamma PREMIUM
CINEMA
L’affare Blindfold Uno
scienziato coinvolge
Rock Hudson in
un’operazione di spionaggio PREMIUM
UNIVERSAL
I segreti di Brokeback
Mountain Delicata storia di un’amicizia che
diventa amore. Leone
d’oro e Golden Globe
PREMIUM CINEMA EMOTION
Die Hard - Duri a morire New York: Jeremy
Irons semina bombe e
l’agente Bruce Willis se
ne deve occupare
PREMIUM CINEMA ENERGY
Tammy Una donna
viene licenziata e scopre che il marito ha
un’amante PREMIUM
COMEDY
22.55 L’incredibile Storia di
Winter Il delfino 2
PREMIUM CINEMA
Poliziotti fuori - Due
sbirri a piede libero
Bruce Willis e Traacy
Morgan sono due poliziotti in coppia da anni
PREMIUM COMEDY
52
serie tv
14.15 Mike & Molly JOI
14.40 Hustle - I signori della
truffa JOI
14.55 Premium Anteprima
ACTION
15.15 Smallville ACTION
15.25 Distretto di Polizia 1
TOP CRIME
15.40 Chuck JOI
15.47 One Tree Hill STORIES
16.05 Do No Harm ACTION
16.30 Parks And Recreation
JOI
16.55 The Vampire diaries
ACTION
17.25 2 Broke Girls JOI
17.30 Er-Medici In Prima
Linea STORIES
17.50 Monk TOP CRIME
18.20 Due Uomini e 1/2 JOI
18.25 Premium Fuori Serie
ACTION
18.50 Smallville ACTION
19.05 Mike & Molly JOI
19.30 Una mamma per
amica JOI
Law & Order: Unita’
Speciale TOP CRIME
19.31 Suits STORIES
19.35 Revolution ACTION
20.20 New Girl JOI
21.10 Major Crimes TOP
CRIME
21.15 State Of Affairs
STORIES
Due Uomini e 1/2 JOI
Constantine ACTION
22.05 Allegiance STORIES
22.30 Baby Daddy JOI
22.50 Chicago Fire ACTION
The Closer TOP CRIME
22.57 Satisfaction STORIES
12
STEFANO SEMERARO
SEMIFINALISTE TUTTE DELL’EMISFERO SUD
Mondiale rugby
Sorpresa:
è sparita l’Europa
E non era mai
accaduto prima
Sorpresa: l’Europa è scomparsa. Non quella politica (anche
lì ci sono dei sospetti) ma quella ovale. Per la prima volta nella storia della Coppa del Mondo di rugby le semifinaliste –
Nuova Zelanda e Sud Africa,
Australia e Argentina - appartengono tutte all’emisfero
Sud. Questo Mondiale gli inglesi se l’erano organizzati in
casa con l’intenzione di vincerlo, invece sono usciti subito fra
i fischi, e ieri a Twickenham
hanno persino tifato per quegli
indipendentisti (ma europeisti
convinti) degli scozzesi, che
contro l’ Australia sono arrivati ad un punto dal risparmiare
all’emisfero Nord l’umiliazione. La vera trionfatrice di questa Coppa piena di sorprese
per ora è l’Argentina, a cui sono bastati 4 anni di lotte con le
sorelle maggiori del Pacifico
per imparare a giocare un
rugby completo (mentre all’Italia non ne sono serviti 15
nel Sei Nazioni). L’altra grande sconfitta è la Francia, che si
ritrova con il campionato più
ricco ma zeppo di stranieri, e
la nazionale in crisi di talenti. I
meridionali, insomma, se la ridono. Al Nord per anni si è badato soprattutto a reclutare
giocatori grandi e grossi, al
Sud si coltivano da sempre la
tecnica, la fantasia, la velocità
di cui gli All Blacks sono la
massima espressione. Morale:
peggio per l’Europa, meglio
per lo sport.
SPORTLUNEDÌ
San Zero
Risultati
8ª giornata
Atalanta-Carpi
Bologna-Palermo
Frosinone-Sampdoria
Genoa-Chievo
Inter-Juventus
Napoli-Fiorentina
Roma-Empoli
Sassuolo-Lazio
Torino-Milan
Verona-Udinese
3-0
0-1
2-0
3-2
0-0
2-1
3-1
2-1
1-1
1-1
Classifica
Fiorentina
Roma
Inter
Napoli
Sassuolo
Lazio
Torino
Atalanta
Chievo
Sampdoria
Palermo
Genoa
Milan
Juventus
Udinese
Frosinone
Empoli
Verona
Carpi
Bologna
18
17
17
15
15
15
14
14
12
11
10
10
10
9
8
7
7
5
5
3
Terza giornata
DOMANI ore 20,45
Bayer Leverkusen (Ger)
ROMA
Premium Sport
MERCOLEDI’ ore 20,45
JUVENTUS
Borussia
Moenchengladbach (Ger)
Premium Sport
Terza giornata
GIOVEDI’ ore 19
FIORENTINA
Lech Poznan (Pol)
Sky Sport 1
LAZIO
Rosenborg (Nor)
Sky Sport 3
Ore 21,05
Pari senza
gol (e un
palo a testa)
nel big match
tra Inter-Juve
Risultato più utile
ai nerazzurri
Midtjylland (Danimarca)
NAPOLI
AFP
Sky Sport 1
MOTOGP
GRAN PREMIO
DI MALESIA
a Sepang
Domenica ore 9
Sky Sport MotoGp
FORMULA 1
GRAN PREMIO
DEGLI USA
a Austin
Domenica ore 20
Rai/Sky Sport F1
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Il Napoli vince la sfida del bel calcio MotoGp, il Mondiale è un thriller
Fiorentina stesa da Insigne e Higuain Tra Rossi e Lorenzo solo 11 punti
GUGLIELMO BUCCHERI
INVIATO A NAPOLI
MATTEO AGLIO
PHILLIP ISLAND
C’è un allenatore di provincia che, adesso, sa
soltanto vincere. E c’è un tecnico dai gusti raffinati che ha perso, ma non è uscito bocciato
dall’esame più duro. Napoli brinda e lo fa perché Maurizio Sarri, tecnico azzurro, ha trasmesso al suo gruppo un modo di intendere il
calcio che non ammette fronzoli, ma concretezza al servizio di un’idea: ieri, in un San Paolo
in ebollizione come non si vedeva da tempo, Higuain e soci sono andati un po’ fuori giri nel
primo tempo.
È un finale da vivere in apnea, trascinati in un
ottovolante che si sposta per il mondo e centrifuga emozioni. La MotoGp non è uno sport
per cuori deboli e a Phillip Island si è espresso ai massimi livelli. Dal passaggio sul traguardo del vincitore Marquez all’arrivo di
Rossi al 4° posto è passato appena un secondo, dopo 27 giri vissuti pericolosamente. Il
piccolo diavolo e il Dottore hanno condiviso il
palco con Lorenzo e Iannone, in un Gp incerto
fino alla bandiera a scacchi.
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32 .Sport
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Il derby d’Italia
«Dobbiamo credere nello scudetto:
siamo la Juve, siamo i campioni d’Italia»
Pari senza gol a San Siro
La partita
Traversa di Brozovic
e palo di Khedira
Buffon ferma Jovetic
Inter
0
Juventus
0
Inter
Juventus
(4-4-2)
(3-5-2)
Handanovic 6; Santon 6, Miranda 6,
Murillo 6, Juan Jesus
5,5; Brozovic 6,5, Felipe Melo 6,5 (19’ st
Guarin 6), Medel 6,5
(47’ st Kondogbia
sv), Perisic 6,5; Jovetic 6,5 (47’ st Palacio
sv), Icardi 5
Buffon 6; Barzagli 7,
Bonucci 6, Chiellini
6,5; Cuadrado 6,5,
Khedira 5,5, Marchisio 6, Pogba 4,5, Evra
5,5; Zaza 5,5 (33’ st
Dybala sv), Morata 5
(26’ st Mandzukic sv)
ALL. Mancini
7 ALL. Allegri
4’ pt
Claudio Marchisio
CENTROCAMPISTA
DELLA JUVENTUS
Prima occasione
Occasione per la Juventus. Morata apre
a destra per Cuadrado, il colombiano
entra in area e calcia di destro sul primo
palo ma trova Handanovic pronto a volare e deviare il pallone in angolo.
11’ pt
Punizione appena fuori
Punizione per l’Inter da lontano: Jovetic
decide di battere direttamente in porta,
buca la barriera dei bianconeri ma la
palla esce di un metro alla sinistra di
Buffon, che pareva sulla traiettoria.
29’ pt
Gran tiro da lontano
Il volo di Buffon sulla traversa di Brozovic
14’
st Sinistro al volo
Inter vicina al gol. Calcio d’angolo dalla
sinistra, Jovetic batte corto per Brozovic che si gira e con un destro a giro scarica verso la porta di Buffon che intercetta in volo e devia contro la traversa.
6
L’Inter tenta da lontano. È Jovetic a scaricare un potente sinistro al volo da circa
venticinque metri, Buffon è ben piazzato
e riesce a neutralizzare in tuffo anche se
con qualche difficoltà, in due tempi.
RETI:
L’analisi
ARBITRO: Valeri 5.
AMMONITI: Marchisio, Felipe Melo, Khedira, Zaza, Evra, Brozovic, Miranda, Chiellini
SPETTATORI: 79.154
MASSIMILIANO NEROZZI
MILANO
Punto e (non) basta, per la Juve. Da buona nemica, con l’Inter si è divisa tutto: un legno
per uno (Brozovic e Khedira),
un tempo a testa, un punto
ciascuno. Solo che se con il
pareggio i nerazzurri restano
in quota, secondo posto a meno uno dalla vetta, i bianconeri perdono altri due punti da
Napoli e Roma. Una vittoria
non avrebbe cambiato la stagione, come diceva Massimiliano Allegri, ma almeno
avrebbe rimpolpato una classifica che continua a essere
striminzita. Per trovare la
continuità di risultati tanto
invocata, da qualche parte bisognerà pur vincere, specialmente se hai regalato punti a
Udinese, Chievo e Frosinone,
in casa. Dopo aver subito nel
primo tempo, la Juve ha avuto resistenza, fisica e mentale, venendo fuori nella ripresa, ma non ancora la forza di
prendersi queste partite, come aveva invece la scorsa stagione. Per questo la rimonta
bianconera, domenica dopo
domenica, diventa sempre
più difficile.
2’
st Cuadrado sfiora il colpo
24’
Palo della Juventus. Marchisio dalla destra
crossa su Evra, che di testa fa da sponda
per Morata. Lo spagnolo appoggia sulla
destra per Khedira che prova a spiazzare
Handanovic, ma colpisce il legno.
LA SUPERSFIDA
Punto
e (non) basta
Inter e Juve si annullano: un tempo e un palo a testa
Bianconeri meglio nella ripresa ma la vetta resta lontana
I nerazzurri resistono: il risultato piace di più a Mancini
I numeri della sfida
5
Avvio a tutto gas
Nel primo tempo molto meglio l’Inter e non solo per i pericoli che crea: Jovetic chiuso
sull’uscio di casa Buffon da
una scivolata di Chiellini, la
traversa di Brozovic. A volte
il calcio è un po’ come il cinema: non conta la realtà dei
fatti, ma come li si racconta.
E l’Inter pare più convincente in quello che fa vedere:
sbaglia, ma con una certa logica. Soprattutto senza l’approssimazione della Juve,
che commette errori da dilettanti, spedendo comodi passaggi in fallo laterale. Morata,
a parte un paio di assist, è in
quelle notti da bandolero
stanco e svogliato. Per non
parlare di Pogba, meno presente dello Yeti, perché quello almeno si racconta l’abbiano avvistato. Spunterà nella
ripresa, ma giusto per uno
spot. Non è un gran momento, per «la gauche»: Evra, non
pervenuto. Ma Alex Sandro
non ha il permesso di sog-
st Errore da due passi
Murillo perde un possesso su pressione
di Zaza, ne approfitta Cuadrado che entra in area e calcia di destro: la palla passa sotto le gambe di Handanovic ma
non centra di pochissimo la porta.
In una partita contro
la Juve un pareggio
lo mettevo in conto,
sono contento del
carattere dimostrato
dalla mia squadra
Dopo l’inizio stagione
non felice, ora non si
deve avere fretta:
recuperiamo metà
svantaggio per Natale
e il resto entro marzo
Roberto Mancini
Massimiliano Allegri
Allenatore
dell’Inter
Allenatore
della Juventus
giorno? Il resto sono duelli individuali: Perisic meglio di
Cuadrado, Brozovic più efficace di Pogba, Felipe Melo
più cattivo di Khedira, che
dentro una partita ordinata si
divorerà un gol enorme. Co-
me negli ultimi tempi, il modulo bianconero è un cubo di
Rubik, da comporre a seconda delle esigenze: al calcio
d’inizio la radiografia dice 35-2, ma in fase difensiva sarà
sempre 4-4-2. Il vero proble-
46
pali bianconeri
anni
Quello di Khedira
è stato il 5° palo
colpito dalla Juve,
record condiviso
con il Palermo
È dalla stagione
1969/70 che la Juve
non aveva meno
punti dopo otto
giornate in serie A
1
2
vittoria nerazzurra
tiri in porta
L’Inter ha vinto solo
uno degli ultimi
undici confronti con
la Juve in A, ottenendo quattro pareggi
Solo due tiri nello
specchio per l’Inter:
il minimo stagionale
come contro
la Fiorentina
24
54%
palloni in area
possesso palla
La Juve ha giocato 24
palloni nell’area di
rigore avversaria,
mentre l’Inter si è
fermata a cinque
La Juve ha avuto un
possesso palla superiore all’Inter. Contro
la Fiorentina i nerazzurri chiusero al 31%
Fonte: Opta
ma è attaccare, se la Juve è
quasi sempre costretta a farlo sulla destra, sperando nell’estro di Cuadrado. Se poi
Zaza s’inceppa sugli unici
palloni giocabili, tanti auguri.
Mancini s’era affidato a una
specie di 4-4-2, con Medel e
Felipe Melo in mezzo, Brozovic nell’inconsueto mestiere
di esterno: azzeccato.
Gioco duro e ironia
Oltre al pallone, le protagoniste della notte sono le caviglie: due ammoniti in sette
minuti, quattro dopo un quarto d’ora (Marchisio, Felipe
Melo, Khedira, Zaza). Valeri
sventola il giallo a chiunque
(a volte pure a richiesta...),
salvo poi salvare Melo dal
rosso, per fallo a metà campo,
neppure fischiato: mah. L’arbitro è terrorizzato dalla possibilità che la partita si faccia
saloon. Timore non del tutto
infondato: diciamo che non ci
si ama. Il sipario l’aveva tirato
su la curva interista, con irridente striscione: «Berlino, 6
giugno 2015, C’eri quasi...».
Poi: «...Continua a sognare...». A corredo le gigantografie delle coppe del triplete
e i tre della banda bassotti
dietro le sbarre, con scudetti
e la serie B. Commento dello
speaker, in preda al fair play:
«Inter, l’unico vero grande
triplete». Le certezze di San
Siro vacillano solo nella ripresa, quando la Juve prende il
comando e l’Inter resta decisamente in riserva. A parte il
palo di Khedira, però, Handanovic deve raccogliere briciole. Jovanotti cantava prima
dell’inizio: «In questa notte
fantastica è un inizio di mondo»: per la Juve, non ancora.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
79.154
SPETTATORI CON RECORD D’INCASSO
1 San Siro gremito come non mai ieri sera
per il derby d’Italia: il pienone ha portato il nuovo
incasso per una partita di serie A. Nelle casse
dell’Inter sono finiti infatti 3.740.051 euro.
2010
Sport .33
.
L’ULTIMO 0-0 PRIMA DI QUESTO
1 Era dall’ottobre 2010 che un match tra Inter e
Juve non terminava 0-0: anche in quell’occasione si
giocava a San Siro. Da quella partita la Juve aveva
sempre segnato all’Inter (9 partite) prima di ieri.
Brivido
Sami Khedira,
28 anni,
colpisce
il palo
con un tiro
di destro
dal centro
dell’area:
è la chance
più grande
capitata
alla Juve
a San Siro
FUORICAMPO
Non si è accesa
la fiammella
della rimonta
GIGI GARANZINI
n tempo ciascuno
non fa male a nessuno. In teoria. Alla fine
a rimetterci è la Juve che
non riesce ad accendere la
fiammella della rimonta proprio nell’occasione più importante. E anzi vede aumentare il distacco dalle rivali più credibili nella corsa
al titolo, che al momento si
direbbero la Roma per censo
e il Napoli per sostanza. Non
che un pareggio a San Siro
sia risultato da disprezzare.
Ma questa è una partita che,
dopo le sofferenze del primo
tempo, la Juve delle quattro
ultime stagioni nella ripresa
avrebbe certamente vinto.
L’Inter ridisegnata da
Mancini dopo le trovate autolesioniste spazzate via
dalla Fiorentina ha certamente giocato il miglior primo tempo di stagione. Con
qualche impaccio iniziale,
ma poi una superiorità costante alimentata in particolare da Medel a centrocampo e da Jovetic in attacco.
Brozovic non avrà i colpi di
Guarin, anche se quel destro
liftato meritava più della
traversa, ma a differenza del
colombiano almeno sai dove
trovarlo: e Perisic pur senza
trovare la giocata vincente è
uno che la manovra l’alimenta eccome. Insomma un’Inter che si pensava votata a
tener testa al centrocampo
della Juve, finalmente al
completo, e ha invece prima
conquistato e poi mantenuto un’inattesa supremazia
proprio in quel settore del
campo. Anche e soprattutto
per via, e qui cambiamo
sponda, che Marchisio ha un
passo fatalmente ancora assai diverso da quello dei
tempi migliori; Khedira e
Cuadrado dopo una buona
partenza sulla destra sono
andati via via spegnendosi,
mentre a sinistra Evra e Pogba non hanno cavato un ragno dal buco. Pogba in particolare è parso più che mai la
brutta copia del campione
che si ricorda. La baracca
insomma l’hanno tenuta in
piedi i soliti tre dell’avemaria, in particolare uno strepitoso Barzagli che ha difeso
a tre, ha difeso a quattro e in
un paio di circostanze ha difeso anche da solo.
Troppo brutta per essere
vera, la Juve si è scossa in
avvio di ripresa. Un po’ perché l’Inter ha allentato il
pressing, un altro po’ perché
Khedira e Marchisio avevano scaldato il motore, e persino Pogba si è degnato di
cominciare a giocare anche
per la squadra. Occasioni
poche, ma supremazia via
via più netta: anche quel palo clamoroso di Khedira su
cui il tedesco poteva certamente far meglio. Di sicuro
l’Inter è praticamente sparita dal campo, ma la Juve ci è
soltanto andata vicina: e
delle due era quella che
avrebbe avuto più bisogno
di vincere.
U
PEGASO
GIULIA ZONCA
MILANO
Pogba, gioca la sua controfigura
Ma dov’è finito quello vero?
Il numero dieci della Juve infila un’altra gara senza lasciare il segno
Non è un giocatore comune, per questo il suo momento no fa ancora più rumore
Ha solo 22 anni, non
possiamo addossargli
tutte le responsabilità
Per dare più qualità,
deve fare più intensità
Personaggio
Data della scomparsa 18 ottobre. Pogba ci mette un tempo
intero a dare segni di vita e
poi va a intermittenza, flebili
e scostanti attimi che lasciano intravedere quel che era e
sottolineano la domanda: ma
dove è finito Paul Pogba?
Fino a qui il rendimento
del francese poteva essere
condizionato dalla stagione
iniziata in salita, dalla Juve
che all’improvviso deve rivedere i meccanismi o dal ruolo
di leader che ancora gli sta
decisamente largo e lo intralcia più del previsto. Dura
muoversi bene se inciampi di
continuo nelle aspettative
troppo alte. Fino a ieri c’erano delle attenuanti, fino al 18
ottobre: serata umida d’autunno, sfida contro l’Inter,
con il centrocampo, lo stadio
e le motivazioni al completo,
la sera in cui i campioni brillano e in cui Pogba si perde.
Massimiliano Allegri
Allenatore della Juve sulla
partita di Pogba
Niente miracoli
Sì, è rientrato a tempo record
dall’infortunio alla caviglia
ed è riemerso dopo 45 minuti
di latitanza assoluta, è riuscito a scrollarsi di dosso la peggior partenza da quando sta
alla Juve, ma proprio perché
non è un giocatore comune,
perché ha già dato prova di
essere un fuoriclasse, è quasi
impossibile credere che questo Pogba sia quello vero. Anche facendo il bilancio tra il
primo tempo disastroso e il
secondo vagamente più promettente. Un tipo dinoccolato e talentuoso che ricorda
Vieira, che ha quel fisico, quei
numeri, le capacità innate
REUTERS
Paul Pogba, 22 anni, 1 gol in 11 gare nel 2015/16
che ha mostrato in abbondanza nelle ultime stagioni non
può essere il peggiore in campo. Anche se solo per mezza
partita. Per riprendersi davvero avrebbe dovuto fare miracoli veri dopo. Per cambiare voto,
impressione e faccia avrebbe
dovuto scalpitare e trascinare.
Invece ha solo abbozzato.
Mister 100 milioni
Questo non è Pogba, è la controfigura che gli aveva appicci-
cato addosso Ferguson solo
perché ai tempi del Manchester United non ci andava d’accordo. Somiglia al ragazzo svogliato con un potenziale più
grande di lui che il tecnico
scozzese ha descritto più volte
per giustificare la sua fuga a
parametro zero. L’uomo da
100 milioni, l’uomo che, visto
l’andazzo sregolato del mercato, li valeva tutti fino alla primavera scorsa ha qualche problema di identità. Non può essere diventato scarso e nemmeno può essere regredito
tanto. Magari prima gli mancava la continuità per essere
uno di quei giocatori che fanno
la differenza ma ci era davvero
vicino. Spesso vicinissimo e
quando hai da poco superato i
20 anni e stai già a un niente
dall’etichetta di fenomeno di
solito la strada è segnata.
Lunga la via del ritorno
Il Pogba di adesso esce con il
broncio da uno 0-0 ruvido e
scivoloso. Il risultato dimostra
a entrambe le squadre che la
via del ritorno è lunga e non
importa se l’hai persa da qualche mese o da 5 anni. Pogba
sperava di lasciare il segno, lascia solo una smorfia evidente
al fischio finale. Consapevole
di essere lontano dalla forma
migliore, forse sottomesso a
schemi con cui non fa che litigare e incapace di trovare intese con i nuovi ma pure con chi
c’è sempre stato. Dopo 15 minuti San Siro dice 0 gol, 4 cartellini gialli e 0 Pogba. Mentre
gli altri si ricordano a vicenda
che il Derby d’Italia fa pochi
sconti e, per dirla come Jovetic, «non ci sono scuse», uno
dei protagonisti designati
manca. Paul doveva uscire con
la classe dalle dimostrazioni di
forza invece non c’è. Quando
torna è poco ed è tardi. La data
della scomparsa c’è, si attende
quella del ritrovo.
34 .Sport
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Il derby d’Italia
56
Le pagelle
Trottola Jovetic
Felipe Melo morde
HANDANOVIC
6
SANTON
si sono affrontati in 225 partite ufficiali : bilancio a
favore della Juve con 101 vittorie
contro 68, mentre i pareggi sono 56 (42 in A).
Barzagli cassaforte
Morata non si vede
MILANO
LAURA BANDINELLI
MILANO
6
PAREGGI TRA INTER E JUVE IN 225 GARE
1 Nerazzurri e bianconeri, con quella di ieri,
6
BUFFON
7
BARZAGLI
La fascia sembra più libera rispetto al solito,
ma l’ordine di scuderia è soprattutto arginare.
Alla sua età diventa terzino destro e trasforma
un ruolo che non conosce in una cassaforte: lì dentro
non si entra.
6
MIRANDA
6
BONUCCI
6
MURILLO
Si scalda i guanti con il destro potente di Cuadrado dopo 4 minuti, poi se lo ritrova davanti a inizio della ripresa e stavolta rischia di cadere.
Due interventi nel giro di un minuto nel primo
tempo e poi una ripresa molto più rilassante.
L’impatto con il match fa tremare i polsi, poi
piano acquista sicurezza.
Un salvataggio provvidenziale su Zaza, poi
uno svarione difensivo da paura. Il bilancio è in pareggio, in serate così può anche andare bene.
5,5
JESUS
6,5
BROZOVIC
Contro le incursioni di Cuadrado è vita dura, spesso deve soffrire molto.
Mancini lo schiera a sorpresa e in una zona
atipica: sulla linea di destra del centrocampo a 4.
Esperimento riuscito, colpisce una traversa.
6,5
MEDEL
Il suo ritorno all’antico ruolo di centrocampista produce cose buone. La qualità è quella che è
ma fa ripartire l’azione e arpiona una marea di palloni (dal 47’ st KONDOGBIA SV).
6,5 MELO
Resiste solo 7’ prima di prendere un “giallo” e trasuda rabbia a ogni gesto. Però azzanna palloni ovunque, rischiando anche un po’ troppo. Ma
Qualche errore di superficialità ma tiene sempre la posizione giusta.
6,5 CHIELLINI
Mette tutto il suo fisico nella battaglia con
i
Il migliore
Stevan Jovetic
ATTACCANTE
a Mancini piace proprio per questo: prendere o lasciare (dal 19’ st GUARIN 6: un discreto impatto) .
6,5 PERISIC
In Nazionale continua a essere un altro giocatore, ma il suo processo di ambientamento sta
evolvendo nella migliore direzione.
6,5
JOVETIC
Trottola in perenne movimento che si ferma
solo con le maniere brusche. Non trova il tiro che fa
male, per il resto è impeccabile (dal 47’ st PALACIO SV).
5
ICARDI
Scarico, lontano dalla porta e poco incisivo. Dove è finito l’ammazza Juve?
Icardi.
6,5
CUADRADO
Quando decide di partire in velocità dà l’impressione di essere l’unico in grado di fare del male.
5,5 KHEDIRA
Queste dovrebbero essere le sue partite, per
intensità, ritmo e ordine tattico. Ha tra i piedi la palla
più preziosa e la stampa sul palo. Oro gettato al vento.
6
MARCHISIO
i
Andrea Barzagli
DIFENSORE
fare il Pogba non sembra neppure un lontano parente. Ci si accorge che esiste dopo 53 minuti, un paio di
lampi poi di nuovo buio. Peccato.
5,5 EVRA
Poco incisivo in fase di spinta, più attenzione
in fase di copertura.
Mancava dal 12 settembre scorso e questo influisce eccome. Doveva essere uno degli architetti
della manovra offensiva bianconera, invece, gioca
troppo semplice.
5,5 ZAZA
4,5 POGBA
5
All’inizio sembra che non tocchi neppure a
lui. Sta giocando un match dal fascino storico, ha gli
occhi di mezzo mondo puntati addosso e invece di
Il migliore
Nella fiera delle occasioni perde qualsiasi tipo di affare sprecando (dal 33’ st DYBALA SV ).
MORATA
Incide poco e si muove con lentezza quando
servirebbe il suo talento per saltare le difesa nerazzurra (dal 26’ st MANDUZUKIC SV) .
[L. BAN.]
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Corsa scudetto
Sport .35
.
«Perdere non può lasciarmi soddisfatto
ma sono orgoglioso dei miei giocatori»
Viola sconfitti al San Paolo
Paulo Sousa
ALLENATORE
DELLA FIORENTINA
Fiorentina ko, Napoli tra le grandi
Sarri vince la sfida del bel calcio con Sousa e vola al 4º posto: “Ma parlare di scudetto sarebbe folle”
Pipita
SEGUE DA PAGINA 31
Poi, ad inizio ripresa, hanno
raccontato al campionato come si fa a conquistare il bottino
pieno grazie alla voglia, alla dedizione, alla freschezza.
Il tecnico dai gusti raffinati
che ha perso con tutti gli onori del caso è Paulo Sousa, capace di costruire una corazzata dove ognuno sa quello
che è il proprio compito, compreso far venire il mal di testa
all’avversario di turno: la Fiorentina, a Fuorigrotta, ha impressionato per la personalità da prima della classe con la
quale si è presentata al via,
con l’unica colpa di non aver
avuto gli occhi da tigre per
l’intera fatica.
Chi sale
Higuain 7,5
E
Chi scende
Jorginho 5,5
T
Gonzalo
Higuain,
27 anni,
esulta
dopo il gol
vittoria alla
Fiorentina,
il suo 6º
in questo
campionato:
gli altri
li ha segnati
a Sampdoria
(2), Lazio (2)
e Juve (1)
Higuain è anche più
forte di come me
lo aspettavo. Scudetto
o Europa League?
Non si può scegliere
Maurizio Sarri
Allenatore
del Napoli
PEGASO
Attacco con pochi rivali
Altra vittoria pesante
Sarri contro Sousa. Napoli e
Fiorentina sono legate da un destino che unisce il bello: saper
giocare a calcio e avere l’obbligo
di dimostrarlo. Alla fine, sulla
bilancia della sfida pesa di più la
capacità di fare squadra di un
attaccante, Higuain, che oggi partito Tevez - è il più forte della
Serie A: l’argentino sbaglia, ma
si rialza e mette sempre il piede
nel momento decisivo. Stessa
sorte sembra accompagnare il
folletto Insigne, a segno ieri come due settimane fa a Milano
(doppietta ai rossoneri) e ancora prima nella notte dell’incrocio con la Juve: ecco, Higuain
più Insigne, più il resto della tribù là davanti - Callejon, Mertens, Gabbiadini -, con la regia
avanzata di Hamsik, fanno del
Napoli l’astronave che si è accesa dopo il ko al debutto con il
Sassuolo (da allora 4 vittorie e
tre pareggi). «Non credevo che
una squadra di alto livello potesse essere tanto disponibile
verso un allenatore che arriva
dalla provincia», dice Sarri. Che
arriva da Empoli, la sua isola felice: ora, però, il lavoro del tecnico napoletano di nascita dimostra come nel calcio il concetto
di provinciale sia un luogo comune rapidamente smentibile.
Napoli sogna, ora che anche la
Fiorentina è al tappeto dopo i successi con Lazio, Milan e con i bianconeri. «Sarebbe una follia pensare a traguardi così importanti come lo scudetto, ma così lontani:
sarebbe - sottolinea Sarri - l’inizio
della fine...». Sarri sa che tenere a
freno l’entusiasmo della piazza sarà uno dei temi da qui alle prossime settimane. Piazza che, a Firenze, non può che applaudire il modo in cui i ragazzi di Sousa hanno
affrontato l’ostacolo. «Perdere
non mi può lasciare soddisfatto,
ma - sintetizza il tecnico viola - se
mi chiedete un giudizio sulla gara,
vi rispondo che sono orgoglioso
dei miei giocatori. La sconfitta è figlia di qualche errore, non dell’atteggiamento del gruppo: da questa partita usciamo con maggiori
convinzioni su noi stessi...».
Sousa ha ragione: la sua Fiorentina ha sbandato solo in occasione dei gol, e poco altro. Come
detto, il Napoli ha dato l’impressione di squadra già costruita per
un grandissimo obiettivo, mentre
al gruppo in viola quella convinzione manca, e non potrebbe essere altrimenti. Quando i valori sono
pressoché simili, ad avere la meglio è una ferocia agonistica che
parte da lontano: Napoli cerca, e
pensa, al traguardo non da oggi.
Insigne e Higuain
mettono la firma
Kalinic, gol inutile
La partita
L’analisi
GUGLIELMO BUCCHERI
INVIATO A NAPOLI
1’
La partita si accende grazie all’1-0
di Insigne quando non è ancora
passato un minuto del 2º tempo:
il folletto azzurro sfrutta un taglio
di Hamsik e beffa Tatarusanu.
Napoli
2
Fiorentina
1
Napoli
Fiorentina
(4-3-3)
(3-4-2-1)
Reina 6,5; Hysaj 6,5,
Albiol 6, Koulibaly 7,
Ghoulam 6,5; Allan 6
(46’ st D. Lopez sv),
Jorginho 5,5, Hamsik
7; Callejon 6, Higuain 7,5, Insigne 7
(16’ st Mertens 6,5,
34’ st El Kaddouri sv)
Tatarusanu 6; Tomovic 5 (34’ st Babacar
sv), Rodriguez 6,
Astori
6;
Blaszczykowski 6,
Vecino 5,5, Badelj 6,
Alonso 5,5 (10’ st
Roncaglia 6); Bernardeschi 5,5 (7’ st Ilicic
6), Borja Valero 6,5;
Kalinic 7
ALL. Sarri
st Ripartenza lampo
7 ALL. Sousa
9’
Chi sale
Kalinic
st Prima reazione
La Fiorentina non perde la bussula e va a un niente dal pari con Kalinic. È abile Ilicic a smarcare il
compagno d’attacco in area, è
bravo Reina a chiudere la porta.
E
Chi scende
28’
Tomovic
st Il pareggio
5
Stavolta Kalinic va a segno e i viola
pareggiano. È ancora Ilicic a innescarlo: l’attaccante viola è più veloce di Koulibaly e con un delizioso tocco d’esterno supera Reina.
T
6
RETI: st 1’ Insigne, 28’ Kalinic, 30’ Higuain
7
30’
st Dedica alla mamma
Il San Paolo fa festa: Ilicic perde
un pallone là in mezzo, Higuain
lo cattura e si invola verso la porta. Risultato? L’argentino dedica
alla mamma la rete del successo.
ARBITRO: Banti 6
AMMONITI: Badelj, Jorginho, Astori, Koulibaly, El Kaddouri, Rodriguez
SPETTATORI: 50 mila.
Colpo Sassuolo contro la Lazio, Sampdoria affondata a Frosinone. Bologna ancora ko: Rossi nei guai
Atalanta
3
Bologna
0
Frosinone
2
Genoa
3
Sassuolo
2
Verona
1
Carpi
0
Palermo
1
Sampdoria
0
Chievo
2
Lazio
1
Udinese
1
Atalanta
Carpi
Bologna
Palermo
Frosinone
Sampdoria
Genoa
Chievo
Sassuolo
Lazio
Verona
Udinese
(4-3-3)
(3-5-2)
(4-2-3-1)
(3-5-2)
(4-4-2)
(4-3-1-2)
(3-4-3)
(4-3-1-2)
(4-3-3)
(4-2-3-1)
(4-3-3)
(3-5-1-1)
Sportiello 6,5; Masiello 6, Toloi 7,
Stendardo 6, Dramè
6; Grassi 6 (37’ st
Carmona sv), De
Roon 6,5, Cigarini
6,5 (24’ st Kurtic 6);
Moralez 6,5, Pinilla
6,5, Gomez 7 (30’ st
D’Alessandro 6)
Belec 5; Zaccardo
5,5, Bubnjic 5, Gagliolo 5; Letizia 5,5
(27’ st Wallace sv),
Fedele 5,5 (10’ st
Lasagna 6), Cofie
5,5, Lazzari 5, Gabriel Silva 5; Matos
5, Borriello 6
Mirante 6; Ferrari 6
(40’ st Falco sv), Gastaldello 5,5, Rossettini 5,5, Masina 5;
Taider 5,5 (14’ st
Donsah 5), Diawara
5,5; Rizzo 5, Brienza
5, Mounier 6,5 (24’
Mancosu 5,5); Destro 4,5
Sorrentino 7; Struna
6, G. Gonzalez 6, Andjelkovic 6; Rispoli 6,
Rigoni 6,5, Maresca
6, Hiljemark 6,5 (7’ st
Chochev 5,5), Lazaar
6,5 (35’ st Daprelà
sv); Vazquez 6,5, Gilardino 6,5
Leail 6,5; Rosi 6,
Diakité 6,5, Blanchard 6, Crivello 6;
Paganini 7,5, Chibsah 7, Gucher 6 (35’
st Gori sv), Soddimo
6,5 (23’ st Sammarco
6); Dionisi 6,5 (42’ st
Carlini sv), D. Ciofani
5,5
Viviano 5,5; Pereira
5, Moisander 5,5,
Zukanovic 5 (38’ st
Cassani sv), Regini 5;
Ivan 5 (20’ st Correa
5,5), Soriano 5,5,
Carbonero 5,5; Cassano 6,5; Eder 6, Muriel 5,5 (39’ st Rodriguez sv)
Perin 7; Izzo 6,5, Burdisso 6, De Maio 6,5;
Rincon 6,5, Dzemaili
5, Costa 6,5 (33’ st
Ntcham 7), Laxalt 7;
Gakpè 7 (12’ st Cissokho 6,5), Pavoletti 7,
Perotti 7,5 (43’ st Tachtsidis 7)
Bizzarri 7; Mattiello
6,5, Gamberini 5, Cesar 6,5 Gobbi 6; Castro 6,5, Rigoni 7,
Hetemaj 6,5 (18’ st
Pepe 6); Birsa 7; Paloschi 7 (28’ st Pellissier
7), Meggiorini 7 (41’
st Inglese sv)
Consigli 6; Vrsaljko
6,5, Cannavaro 6,5,
Acerbi 7, Peluso 6;
Biondini 6 (26’ st Laribi 6), Magnanelli
6,5, Missiroli 7; Berardi 6,5 (37’ st Terranova sv), Falcinelli 7
(26’ st Defrel 6), Sansone 6
Marchetti 6; Basta 6,
Mauricio 5, Gentiletti
5,5, Lulic 6; Onazi 5,5
(1’ st Keita 6), Cataldi
5,5; Candreva 6 (31’
st Kishna sv), Milinkovic-Savic 5,5 F.
Anderson 6,5; Klose
5,5 (20’ st Matri 5)
Rafael 5; Sala 6, Marquez 6, Moras 6,
Souprayen 6; Greco
5,5 (41’ st Ionita sv),
Matuzalem 5,5 (11’
st Pisano 5,5), Hallfredsson 5,5; Siligardi 5,5 (30’ st Helander 6), Pazzini 6, Gomez 5,5
Karnezis 6; Wague
5,5, Danilo 6, Felipe
6 (30’ st Perica 6);
Edenilson 6, Iturra
5,5 (10’ st Thereau
7), Lodi 6, Marquinho 5,5 (18’ st Badu 6,5), Ali Adnan 6;
Fernandes 5,5; Di
Natale 6
ALL. Mandorlini 5,5
ALL. Colantuono
ALL. Reja
7 ALL. Sannino
5
RETI: pt 7’ Pinilla, 42’ Gomez; st 18’ Cigarini (rig.)
ARBITRO: Pasqua 6,5
AMMONITI: Fedele, Cofie, Bubnjic
SPETTATORI: paganti 3950, abbonati
10.529. Incasso 42.440 euro.
ALL. D. Rossi
5 ALL. Iachini
6
RETI: pt 24’ Vazquez
ARBITRO: Fabbri 6
AMMONITI: Vazquez, Hiljemark
SPETTATORI: 16.010 (di cui 12.734 abbonati) per un incasso di 234.322 (di cui
184.882 rateo abbonati)
ALL. Stellone
7 ALL. Zenga
5,5
RETI: st 9’ Paganini, 10’ Dionisi
ARBITRO: Irrati 6,5
AMMONITI: Zukanovic, Blanchard, Ivan,
Dionisi, Moisander, Carbonero
SPETTATORI: 7 mila circa
ALL. Gasperini
7 ALL. Maran
7
RETI: pt 1’ Paloschi, 13’ Pavoletti, 16’
Gakpè; st 32’ Pellissier, 48’ st Tachtsidis
ARBITRO: Mazzoleni 7
AMMONITI: Castro, De Maio, Pepe
ESPULSI: st 10’ Dzemaili
SPETTATORI: 19 mila circa
ALL. Di Francesco
7 ALL. Pioli
5,5
RETI: pt 7’ Berardi (rig.); st 15’ Missiroli,
22’ F. Anderson
ARBITRO: Guida 5
AMMONITI: Lulic, Milinkovic-Savic, Sansone, Mauricio
ESPULSI: st 48’ Cataldi
SPETTATORI: paganti 5.512 per un incasso
di 75.947 euro; abbonati 6.118 per un rateo
di 56.534 euro
6
RETI: pt 41’ Pazzini (rig.); st 39’ Thereau
ARBITRO: Gavillucci 6
AMMONITI: Wague, Felipe, Hallfredsson,
Marquez
SPETTATORI: 16.382
36 .Sport
.LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Retroscena
GIANLUCA ODDENINO
TORINO
Ventura e le metamorfosi granata: “Meno competitivi se non proponiamo gioco”
C’
è la «pugnalata alle
spalle», come da denuncia virtuale di
Alessio Cerci dopo i fischi dell’Olimpico, e poi c’è lo «schiaffo» che il Toro deve sempre
subire per poter iniziare a
giocare. Il pareggio contro il
Milan lascia lividi vistosi sulla
pelle dei granata, ancora più
rammaricati di aver perso sabato sera un’altra occasione
d’oro in una classifica così
corta, ma al mondo torinista
interessa soprattutto capire
perché ancora una volta la
squadra di Ventura abbia
cambiato volto nella ripresa
dopo aver preso un gol. «Facciamo tante reti nei secondi
tempi - analizza il tecnico - e
sono già otto i punti recuperati da situazioni di svantaggio. Non è poco, però noi siamo una squadra che, se non
propone, perde competitività. Per farlo sempre ci vuole
disponibilità e condizione di
tutti gli undici in campo. Contro il Milan c’era ansia e non
Gioca e segna solo nella ripresa
Il Toro alla ricerca dell’altra metà
3
gol
I fischi della Maratona
sono una pugnalata
alle spalle che mai
mi sarei aspettato
Alessio Cerci
Segnati
dal Toro
nei primi
tempi di
queste prime
8 giornate,
contro i 10
realizzati
nelle riprese
Attaccante del Milan
ed ex granata
13
SYNCSTUDIO
Esperto
Giampiero
Ventura,
67 anni,
sabato scorso
ha guidato
il Toro
per la 185ª
volta
eravamo al top: sappiamo di
dover migliorare, ma questo fa
parte della crescita. Dateci
tempo».
Pochi tiri nei primi 45’
La questione temporale è evidente. In questo Toro a metà la
differenza di prestazioni tra i
due tempi è sempre più marcata, anche perché figlia della tattica di Ventura che preferisce
controllare l’avversario nei primi 45’ - rallentando i ritmi - per
poi colpire nella ripresa. Si
spiegano così le 3 reti segnate
nella prima frazione contro le
10 della seconda, ma anche le 6
partite su 8 di campionato in
cui i granata hanno subìto gol
per primi. La partita con il Milan è lo spot delle partenze soft
(«Ripartiamo dal secondo tempo e andremo lontano», sottolinea il golden boy Daniele Baselli) e a livello di dati la spaccatura è evidente. Il Toro contro i
tiri
Effettuati
dai granata
in Toro-Samp
nei primi 45’
Nessuno,
invece,
nei primi 45’
con il Milan
Serie A Tim
Marcatori
6 reti: Higuain (Na), Insigne
(Na), Eder (Sa, 2 rig.).
5 reti: Kalinic (Fi).
4 reti: Bacca (Mi), Baselli (To),
Paloschi (Ch), Pjanic (Ro), Quagliarella (To), Salah (Ro).
3 reti: Allan (Na), Dionisi (Fr),
Floro Flores (Sa), Gervinho
(Ro), Hiljemark (Pa), Mounier
(Bo), Muriel (Sa), Pinilla (At),
Saponara (Em), Zapata D. (Ud),
Jovetic (In, 1 rig.), Dybala (Ju, 2
rig.), Ilicic (Fi, 3 rig.).
rossoneri nel primo tempo non
ha mai tirato (sei conclusioni,
invece, nella ripresa) ed è passato dal 41,6% di possesso palla
al 49,2%. Lo stesso andamento
si è registrato contro la Fiorentina, partita esemplare a livello
di reazione: dallo 0-1 dei primi
45’ al 3-1 finale si è visto un Torino che ha tirato di più nella ripresa (6 contro 4), ha aumentato il possesso palla e anche la
percentuale di duelli vinti e
passaggi riusciti.
L’inversione con la Samp
La controprova, invece, passa
dalla vittoria casalinga sulla
Sampdoria. Un mese fa il Toro
vinse grazie a un primo tempo
«mostruoso» con due gol, 13 tiri, 56% di possesso palla, 90%
di passaggi riusciti (ben 269) e
67% di duelli vinti. Un evento
unico, finora, ma capace di dimostrare che un altro Toro è
davvero possibile.
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Sport .37
.
Ordine d’arrivo
Domenica prossima
il Gp della Malesia
La storia
MATTEO AGLIO
PHILLIP ISLAND
1 MotoGp: 1. Marquez
alentino e Jorge si
giocavano il Mondiale, Marc e Andrea solo una gara ma nessuno ha
fatto sconti. Se prima della
partenza si cercava chi fosse
l’ago della bilancia, la gara
ne ha offerti due. Ironia della
sorte, i due contendenti al titolo sono stati battuti dai relativi connazionali.
Dopo un’infinita serie di
sorpassi, la classifica della
gara ha deciso la nuova faccia del campionato. Rossi ha
perso 7 punti e ora il suo vantaggio da Lorenzo si è ridotto a 7 lunghezze, con solo
due gare al termine. Il maiorchino, beffato all’ultimo
da un Marquez capace di
una rimonta incredibile nello spazio del giro finale, ha
trovato in Iannone un alleato. «Sabato lo avrei ucciso
per avermi soffiato una posizione in qualifica sfruttando
la mia scia, ma in gara è stata il mio migliore amico», ha
scherzato lo spagnolo. E dire
che il ducatista nella vita, tifa per Rossi. Scherzi del destino, per un campionato
tutt’altro che deciso.
V
La rabbia del Dottore
La volata per la vittoria in
Australia, riflette quella per
il titolo. «Ora sono più vicino
ad essere campione» si è affrettato a dichiarare Jorge.
Rossi rimuginava sull’occasione sprecata, su quanto gli
è mancato per fare girare la
ruota nella sua direzione.
«Sono orgoglioso di avere dato vita a un bello spettacolo,
ma mi girano le scatole per
non essere salito sul podio.
Avevo il potenziale per battere Lorenzo», ma non è accaduto e ora la gara in Malesia,
già domenica prossima, «è
tre volte importante» avverte Valentino. Perché l’avversario è uscito rafforzato da
(Honda), 2. Lorenzo
(Yamaha), 3. Iannone (Ducati), 4. Rossi (Yamaha), 5.
Pedrosa (Honda). Classifica: 1. Rossi 296, 2. Lorenzo
285, 3. Marquez 222.
Moto2: 1. Rins (Kalex), 2.
Lowes (Speed Up), 3. Baldassarri (Kalex). Classifica:
1. Zarco 318, 2. Rins 214,
3. Rabat 206. Moto3: 1.
Oliveira (Ktm), 2. Vazquez
(Honda), 3. B. Binder
(Ktm). Classifica: 1. Kent
244, 2. Oliveira 2014, 3.
Bastianini 188. Prossimo
Gp: Malesia, 25 ottobre.
52
sorpassi
Tra i primi
quattro
piloti
durante
i 27 giri di ieri
a Phillip
Island:
appena 1
secondo e 58
millesimi
all’arrivo tra
1º (Marquez)
e 4º (Rossi)
PHOTOPRESS
Marc Marquez, 22 anni, davanti a Jorge Lorenzo (28), Andrea Iannone (26) e Valentino Rossi (36)
Le volate
precedenti
2013
298
2012
334
280
330
330
2006
350
307
332
e
A 2 gare dalla fine
236
223
Hayden
Rossi
252
247
Hayden
Rossi
Alla fine
Marquez
Lorenzo
Marquez Lorenzo
Lorenzo
Pedrosa
Lorenzo
Pedrosa
Il Mondiale corre sul filo
Vale & Jorge all’ultimo respiro
MotoGp. show in Australia: vince Marquez che beffa Lorenzo (2°)
Rossi (4°) perde terreno: ora è a +11 sul compagno a 2 gare dalla fine
Phillip Island e se non si reagisce colpo su colpo i sogni di
gloria possono sciogliersi come neve al sole dei tropici.
La storia della MotoGp dice
che i recuperi negli ultimi due
Gp sono impossibili, ma le statistiche spesso mentono. In
teoria, il Dottore a Sepang
avrà il primo matchpoint ma
non crede troppo nel chiudere
il Mondiale in anticipo. «Penso che per scoprire chi sarà il
campione bisognerà aspettare Valencia - ha avvertito –. Il
favorito cambia dopo ogni gara, è così dall’inizio dell’anno».
«Devo essere più veloce»
La pista malese dovrebbe favorire Rossi ma certe previsioni sembrano fatte per esse-
Il gabbiano
Andrea
Iannone,
terzo
al traguardo,
ha centrato
con il casco
un gabbiano
fermo
al centro
della pista
re smentite, come successo in
Australia. Come si vince?
«Semplice, bisogna essere più
veloce dell’avversario, solo così gli si può mettere pressione», la risposta di Valentino
che trova concorde anche il
suo avversario. Pochi giorni
cancelleranno tutto ciò che è
stato fatto e «ricomincerà, ancora una volta, tutto da capo».
«Penso alla classifica»
Un finale ad alta tensione, che
mette alle prove le coronarie
tanto dei piloti quanto degli appassionati. «A volte, la prima
cosa a cui penso appena sveglio la mattina è quanti punti
ho di differenza da Jorge. È
stressante ma mi piace, sarebbe peggio stare tranquillo perché fuori dai giochi». Valentino
non può rinunciare all’adrenalina e nelle prossime due gare
ce ne sarà in abbondanza.
In breve
EUROPEI DI VOLLEY: BATTUTI I PADRONI DI CASA DELLA BULGARIA
L’Italia rialza la cresta e si prende il bronzo
Una dedica
per quest’altra
medaglia? A noi,
che ci siamo
ammazzati di lavoro
Verso Rio 2016
con il nodo ct: per
Blengini possibile
la riconferma
Ivan Zaytsev
ROBERTO CONDIO
INVIATO A SOFIA
L’oro continua a non arrivare,
ma due medaglie festeggiate
in 26 giorni sono un gran bel
modo per fare sapere a tutti
che l’Italia del volley c’è di
nuovo. Dopo l’argento in Coppa del Mondo, ieri è arrivato il
bronzo all’Europeo, strappato
con qualità e cuore alla Bulgaria padrona di casa. Zaytsev
(26 punti, premiato come miglior opposto) e Juantorena
(17) sono tornati a fare i fenomeni, servizio e muro hanno
ripreso a marcare la differenza e così il ko di sabato con la
Slovenia brucia ancora di più.
O forse no. Perché gli azzurri
lasciano Sofia con larghi sorrisi. Giustamente. «Non volevamo chiudere con la medaglia di legno - dice Zaytsev -. E
ancora una volta abbiamo dimostrato un grandissimo orgoglio». «Siamo onesti: 40
-LA STAMPA
SEGUE DA PAGINA 31
Opposto
azzurro
Festa
Sul podio:
per gli azzurri
è la seconda
medaglia
dopo
l’argento
in Coppa
del Mondo
giorni fa chi avrebbe scommesso su due nostri podi?», chiede
il libero Colaci. Il ct Blengini
chiude: «Sono straordinariamente contento: abbiamo vinto
15 partite su 18 in due tornei tostissimi e siamo gli unici europei ad aver già un posto per Rio.
Il che vuol dire poter dare il giusto riposo dopo la Superlega e
programmare serenamente i
Giochi. Mentre gli altri, tra gennaio e maggio, si scanneranno
per il pass».
Mirino sulle Olimpiadi
Mirino puntato sulle Olimpiadi,
allora. Con una squadra che ha
una storia di appena 77 giorni
ma già capace di sfoderare prestazioni che riempiono di fiducia. «È una gran bella base da
Slovenia d’argento
Oro alla Francia
È il primo titolo
1 Sesto vincitore diver-
so negli ultimi 6 Europei:
ieri ha trionfato la Francia,
che ha spento in 3 lunghi
set il sogno della Slovenia
di Giani. Per l’Italia, il
bronzo è la 13a medaglia
continentale: è l’unica
mai scesa dal podio dal
2011. Finali: 1° FranciaSlovenia 3-0 (19, 27, 27);
3° Bulgaria-Italia 1-3 (2025, 14-25, 25-23, 20-25).
cui ripartiremo - garantisce il titolarissimo Lanza -. E noi abbiamo una gran voglia di costruire
un gruppo ancora più forte».
Con i rientri di capitan Birarelli
e Parodi, quest’anno bloccati da
infortuni, e gli innesti di chi
emergerà nella Superlega al via
domenica. Con una questione
aperta: finito l’Europeo, ieri è
scaduto l’incarico part-time di
Blengini, promosso dopo le dimissioni di Berruto da vice a ct
titolare. E adesso? «Perdonatemi, ma non rispondo», dice il
tecnico che da domani prenderà
in mano la Lube. Lui, in effetti,
Rio se l’è guadagnata sul campo
e, inoltre, con la Federazione ha
un contratto da assistente fino
all’estate 2016. Aver già centrato la qualificazione olimpica, peraltro, toglie urgenza al problema. Di Italia si tornerà a parlare
non prima di metà maggio e, nel
frattempo, il n° 1 federale Magri,
che non accetta doppi incarichi,
avrà il tempo per parlare con
Macerata, diventata Civitanova, per liberare il torinese che
ha saputo far scattare così bene
il nuovo progetto. Insomma, nonostante voci su Stoytchev, bulgaro pigliatutto con Trento, il
futuro azzurro sarà ancora
Blengini. Giusto così.
Euro 2016: sorteggi playoff
C’è Danimarca-Svezia
1 Accoppiamenti per gli ul-
timi 4 pass agli Europei 2016:
Danimarca-Svezia, UcrainaSlovenia, Bosnia-Eire e Norvegia-Ungheria, andata il 12
novembre, ritorno il 17.
Serie B: posticipo 8º turno
Latina-Perugia 2-1
1 Latina-Perugia
finisce
2-1. Stasera alle 20,30 CesenaSpezia ( Sky Sport 1).
Tennis: finale a Shanghai
Djokovic batte Tsonga
1 Shanghai,
finale: Djokovic (Ser)-Tsonga (Fra) 6-2 6-4.
Doppio: Klaasen (Saf)/Melo
(Bra)-Fognini/Bolelli 6-3 6-3.
Basket: 3ª giornata di A
Brindisi passa a Sassari
1 Risultati:
Reggio EmiliaCantù 97-92, Torino-Venezia 6284, Trento-Pistoia 54-74, Bologna-Capo d’Orlando 64-76, Varese-Pesaro 88-81, CremonaCaserta 69-60, Sassari-Brindisi
78-95; oggi Avellino-Milano
(20,45 Sky Sport 2). Classifica:
Re. Emilia, Pistoia 6; Venezia,
Sassari, Capo d’Orlando, Trento
4; Brindisi, Torino, Milano, Avellino, Caserta, Varese, Bologna,
Cremona 2; Pesaro, Cantù 0.
12345367318
38
SPECIALE LA STAMPA/PUBLIKOMPASS
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Sui mercati esteri si moltiplicano
le grandi opportunità per crescere
L’impegno del nostro sistema per promuovere l’internazionalizzazione delle imprese, in particolare delle
Pmi, è molto intenso, sia a
livello centrale sia territoriale. Le aziende torinesi
possono inoltre contare sul
ruolo della presidente Licia
Mattioli nel suo incarico di
vice presidente di Confindustria per l’internazionalizzazione e gli investimenti
esteri.
Nei pochi mesi che ci separano dalla fine dell’anno sono
in programma ancora parecchie missioni commerciali all’estero: in Bulgaria, Giappone, Iran, Ghana ed Etiopia. E
già si ragiona delle destinazioni per il 2016, per il quale si
ipotizzano interventi in Corea del Sud, Oman e Kuwait,
Sud America - dove la presidente Mattioli tornerà con il
premier Matteo Renzi - e ancora Ghana ed Etiopia, nonchè in Vietnam con il quale si
sta perfezionando un accordo
sulla liberalizzazione tariffaria che costituisce una grande opportunità per l’industria italiana.
Dietro a ogni missione
c’è un lungo e meticoloso
lavoro preparatorio per
sensibilizzare le aziende, illustrare loro vantaggi ed
opportunità di business,
organizzare incontri B2B
con clienti, distributori, potenziali partner o appuntamenti con banche ed avvocati d’affari locali.
In vista della missione in
Iran, a Teheran, che si svolgerà dal 28 al 30 novembre
guidata dalla presidente
Mattioli insieme al vice ministro Carlo Calenda - rivolta
ai settori ambiente ed ener-
in breve
Tavola rotonda
Felice Mortillaro
1 La figura del sindacalista e
studioso Felice Mortillaro sarà
ricordata in occasione di una tavola rotonda sulla storia e l’evoluzione delle relazioni industriali che si svolgerà giovedì 22 ottobre alle 16.30 nel Centro Congressi di via Vela. Tra i relatori saranno presenti Carlo Callieri e
Giorgio Benvenuto insieme a
Marco Bentivogli della FIM Cisl e
Stefano Franchi, moderati da
Nunzia Penelope de il Diario del
Lavoro. Sarà anche l’occasione
per la presentazione del suo unico romanzo, inedito, «L’ingegnere d’anime», pubblicato
quest’anno da Edizioni Olivares,
una testimonianza particolare
del suo ruolo e del contesto storico economico di quegli anni.
Formazione
SalesCult
1 SalesCult, il percorso sulla
Nella foto in alto Licia Mattioli,
vice presidente
di Confindustria con delega
all’internazionalizzazione
gie rinnovabili, meccanica, apparecchiature e attrezzature
medicali, materiali edili e automotive - si è svolto, nei giorni
scorsi, qui a Torino, organizzato dalla nostra associazione,
un affollato seminario con oltre 150 imprese, per presentare le importanti novità che riguardano questo Paese che
vanta 80 milioni di abitanti, un
Pil di 400 miliardi di dollari,
secondo al mondo per riserve
di gas naturale e quarto per
giacimenti petroliferi. La svolta è recente e viene dalla sigla
degli accordi per l’alleggerimento delle sanzioni economiche a fronte di un comprovato
impegno per un ridimensiona-
mento del programma nucleare iraniano. Il Paese ha infatti
avviato una politica riformista, che include un piano di
sviluppo “market based” per il
periodo 2016-2021, incentrato
sulla crescita economica,
scientifico-tecnologica e culturale che per le nostre aziende, i cui prodotti sono molto
apprezzati - il nostro export
nei primi sei mesi è infatti cresciuto quasi del 30% rispetto
allo scorso anno - significa
un’opportunità di fronte alla
quale non esitare. E sempre in
novembre - dal 14 al 18 - ci sarà
un’altra importantissima missione, in Giappone, guidata ancora dal vice ministro Calen-
da, in occasione dell’assemblea dell’Italy Japan Business
Group e rivolta ai settori della
meccatronica, automotive e
tessile tecnico. Se le opportunità sono molteplici e si moltiplicano mano a mano che crescono gli attori ed i commerci
internazionali, anche i rischi
non mancano, come nel caso
della Cina che potrebbe acquisire nel 2016 lo status di “economia di mercato”.
È una prospettiva a cui occorre opporsi con fermezza,
perchè ciò comporterebbe un
contraccolpo di circa 7 miliardi
di euro sulla bilancia commerciale dell’Eurozona, di cui 600
milioni
riguarderebbero
l’export italiano.
Anche guardando a prospettive più ad ampio raggio
c’è da constatare che gli Usa,
proprio per contrastare lo
strapotere commerciale della
Cina, hanno privilegiato gli
accordi nell’area del Pacifico.
Al contrario temporeggiano su quelli che riguardano i
rapporti di apertura commerciale, tariffaria e d’investimento nei confronti dell’Unione Europea, i cosiddetti Ttip Transatlantic Trade and Investment Partnership – ove,
dopo la vicenda Volkswagen,
la vecchia Europa rischia di
affrontare la trattativa in condizioni di maggiore debolezza.
cultura della vendita, è giunto
alla sua decima edizione e propone incontri con ricercatori,
sperimentatori e studiosi su tematiche innovative utili nel settore vendite e marketing dell’azienda. Marco Berry, esperto
innovatore in campo televisivo,
l’11 novembre presenta “Mindshock”: un progetto messo a
punto dai più famosi pubblicitari e venditori che propone
tecniche e strategie per condizionare una scelta e avere sicuro successo in una trattativa
commerciale. Emilio Paolucci,
docente al Politecnico di Imprenditorialità e Business planning, il 20 novembre si occuperà di e-commerce, mentre il 4
dicembre, Pietro Trabucchi, coach e psicologo sportivo, parlerà della resilienza, la capacità
dell’essere umano di superare
gli ostacoli perseguendo i propri obiettivi. Per informazioni:
Skillab, tel. 011.5718561, email [email protected]
Workshop
Digilizza-TO
1 La scorsa settimana alla
L’iniziativa
Energia per le aziende,
con l’Unione si risparmia il 13%
Lo scorso 25 settembre
l’Unione Industriale di Torino ha stipulato un accordo con Iren Mercato S.p.A.
per la fornitura di energia
elettrica alle proprie associate, al quale si è aggregata
anche l’Associazione Industriali di Novara.
Per il prossimo anno l’intesa garantisce alle imprese
70 milioni di kWh a prezzi
fissi estremamente competitivi, inferiori del 13 per
cento rispetto a quelli in vigore nell’ambito della analoga partnership valida per le
forniture 2015.
Nell’ultimo quinquennio
gli accordi analoghi dell’Unione hanno fatto conseguire a oltre 300 siti produttivi un risparmio cumulato
sulla componente energia di
oltre il 40 per cento, equiva-
Iren
Per l’anno
prossimo
l’intesa
garantisce
alle imprese
70 milioni
di kWh
a prezzi
fissi
molto
competitivi
lente a quasi 2 milioni e 200
mila euro. L’iniziativa è prova
della particolare attenzione
che l’Unione Industriale Torino da sempre rivolge al contenimento dei costi delle aziende associate.
Il suo servizio energia
persegue infatti come obbiettivo primario l’ottenimento delle migliori condizioni economiche disponibili sul mercato elettrico, oltre a un monitoraggio continuo dei mercati energetici e
di quelli finanziari, dove
vengono scambiati i derivati
basati sull’energia stessa.
Ciò consente alle imprese
associate di cogliere tempestivamente il trend dei prezzi
e di conseguenza scegliere efficacemente tempi e strategie
di acquisto nelle gare che portano alla stipula di accordi come quello appena chiuso.
Le adesioni saranno possibili fino al prossimo 20 novembre, salvo esaurimento
del quantitativo di energia
disponibile.
Per maggiori informazioni: Servizio Energia, telefono
011 5718.228, e-mail: [email protected]).
Camera di commercio di Torino
è stata lanciata l’edizione torinese di Eccellenze in digitale,
progetto di Google Italia e
Unioncamere con l’obiettivo di
migliorare il livello di digitalizzazione delle Pmi per far conoscere in tutto il mondo le eccellenze del Made in Italy. L’iniziativa prevede laboratori, corsi di
formazione gratuiti e un supporto personalizzato, con incontri individuali tra l’azienda e
giovani esperti “digitalizzatori”
che consiglieranno le migliori
strategie per il web. Il percorso
formativo “Digitalizza-TO: trasformazioni digitali per la crescita di impresa” è realizzato in
collaborazione con Unione Industriale di Torino e Torino
Wireless. Per partecipare occorre presentare la propria candidatura entro lunedì 2 novembre sul sito www.to.camcom.it/
Eccellenzeindigitale.
Innovazione
Premio Odisseo
1 La cerimonia di premiazio-
ne del concorso rivolto alle
aziende alimentari che hanno
innovato in termini di prodotto,
tecnologia e comunicazione, si
svolgerà il 29 ottobre alle 11 al
Centro incontri della Regione
Piemonte in corso Stati Uniti 23.
Per info: tel. 0115718438.
9A
Gli autovelox della settimana
Oggi
Corso Grosseto
C.so Galileo Ferraris
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Corso Cosenza
domani
Corso Grosseto
C.so Galileo Ferraris
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Via Sansovino
Strada Pianezza
Corso Cosenza
Strada del Drosso
C.so Unione Sovietica
Corso Settembrini
Via Passo Buole
Via O. Vigliani
Corso Francia
Via De Sanctis
Corso Peschiera
Corso Trapani
INOLTRE
C.so
C.
LE POSTAZIONI FISSE
Via Mazzarello
Allamano
A
DI C.SO REGINA
Corso Rosselli
C.so Cairoli
C.
MARGHERITA 401/A
Corso Montelungo
Vi
Via Plava
E C.SO UNITÀ
D’ITALIA
C.so
C.
C.so Orbassano
Via Plava
U
Unione
Corso Cosenza
C.so Cairoli
So
Sovietica
C.so IV Novembre Corso Siracusa
Via Agudio
Corso Allamano Corso Tazzoli
C.so Trapani 23 ott
Corso Grosseto
C.so Galileo Ferraris
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Corso Cosenza
Lungo Stura Lazio
Via Botticelli
Corso Vercelli
Via De Sanctis
C.so Giulio Cesare
Via Passo Buole
Via O. Vigliani
Corso Francia
Corso Peschiera
21 ott
Che
tempo
fa
22 ott
SI RICORDANO
C.so
so Trapani
Via
a Mazzarello
C.so
so Rosselli
C.so Rosselli
Via
Mazzarello
24 ott
LA STAMPA
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Via Lugaro 15, 10126 Torino, tel. 011 6568111 B fax 011 6639003,
e-mail [email protected] B [email protected] B [email protected]
R A L
Corso Grosseto
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Via Sansovino
Strada Pianezza
Corso Cosenza
Strada del Drosso
Via Vigliani
C.so Unione Sov.
C.so Settembrini
Via Passo Buole
Corso Novara
Str. Traforo del Pino
Via Agudio
C.so Don L. Sturzo
Corso Francia
Via De Sanctis
Corso Peschiera
Corso Trapani
Via Mazzarello
Corso Rosselli
Corso Tazzoli
Corso Orbassano
Corso Cosenza
Corso Siracusa
Corso IV Novembre
Corso Grosseto
C.so Galileo Ferraris
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Via Sansovino
Strada Pianezza
Corso Cosenza
Via De Sanctis
Via Passo Buole
Via Onorato Vigliani
Corso Novara
Corso Grosseto
C.so Galileo Ferraris
Via Pietro Cossa
Corso Moncalieri
Strada Aeroporto
Corso Cosenza
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RICAMBI AUTO
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Aperto il Sabato
& PROVINCIA
Domani la delibera in giunta
La rivoluzione del commercio
Due (o più) negozi in uno
Dal parrucchiere si potrà aprire un bar. L’assessore: basta vetrine vuote
8° 17°
®
TORINO
Situazione
Il flusso di aria
umida del fine
settimana viene
sostituito da
correnti più
asciutte da
Nord-Est che
garantiranno un
inizio settimana
ben soleggiato.
12345367318
CINQUECENTO PARTECIPANTI IN PIÙ DELL’ANNO SCORSO NELLA SUGGESTIVA CORNICE DI VENARIA
In gran parte
soleggiato dal
mattino; temperature diurne in
aumento.
7° 17°
Domani
Generalmente
soleggiato con
aria frizzante al
mattino e
massime diurne
sui 15 gradi.
*
La delibera. Domani la
giunta comunale esaminerà la proposta dell’assessore Domenico Mangone che
modifica i criteri di programmazione dei negozi
sotto i 250 metri quadrati.
La Regione ha dato il via libera e così in un unico negozio ci potrebbero essere
titolari diversi con parrucchieri che vendono fiori, e
annesso bar, o alimentari
dove acquistare anche i
giornali.
Letizia Tortello
A PAGINA 40
IL CASO
6° 15°
Mercoledì
Restano condizioni soleggiate
con tendenza a
velature in
serata. Fresco al
mattino, massime diurne
stazionarie.
Case abusive
nei locali chiusi
Un fenomeno in crescita
La proposta: favoriamo
il cambio di destinazione
In settemila alla corsa del Re
Antonella Torra A PAGINA 49
Coccorese e Minello
A PAGINA 41
Salone del libro, la polemica
OGGI
Erri De Luca
una sentenza
che farà rumore
PAOLA ITALIANO
C
omunque vada, sarà
polemica. Istigatore al
sabotaggio o un intellettuale che ha espresso liberamene un’opinione? Lo dirà
la sentenza prevista oggi nei
confronti dell’imputato Erri
De Luca, per il quale la procura di Torino ha chiesto la
condanna a 8 mesi di reclusione per un paio di interviste del settembre 2013 in cui
diceva che «la Tav va sabotata». Parole che, secondo i
pm Antonio Rinaudo e Andrea Padalino, nella stagione di scontro che si stava vivendo in Valsusa erano in
grado di accendere gli animi
ed esortare a una protesta
violenta. Per gli avvocati
dello scrittore - e per gli intellettuali che si sono schierati dalla sua parte - il processo è «un processo alle parole» e quella di oggi è molto
più di una sentenza, bensì il
responso di un esame che
l’Italia sta affrontando sulla
libertà di pensiero.
De Luca, che si definisce
«testimone della volontà di
censura», si è detto stupito
«della differenza tra gli argomenti prodotti dall’accusa e
l’esiguità della pena richiesta». E oggi sarà come sempre in aula. Tornerà a parlare, come annunciato all’ultima udienza, per alcune dichiarazioni spontanee. Poi,
qualunque sarà la sentenza,
per De Luca la giornata proseguirà in Valsusa. Il movimento No Tav lo aspetta a
Bussoleno per un’assemblea
convocata alle 17.
Serie A di basket
C’ERA UNA VOLTA
IL PO
Tradizioni e cultura
popolare sulle rive
del grande fiume
in Piemonte
Storia, memorie e
stagioni della vita
quotidiana lungo
le rive piemontesi del Po.
REPORTERS
LAPRESSE
Milella replica a Picchioni Manital, nuovo ko in casa
“Una cortina sui debiti”
Il PalaRuffini è un tabù
Servizio A PAGINA 42
Domenico Latagliata A PAGINA 47
DAL 6 OTTOBRE
AL 3 NOVEMBRE
A 9,90 EURO IN PIÙ
Nelle edicole del Piemonte,
al numero 011.2272118
e su www.lastampa.It/shop
12345367318
40 .Cronaca di Torino
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Il Comune modifica la programmazione sotto i 250 metri quadrati. Sì della Regione
“Addio all’era della licenza unica”
In un unico negozio si potranno vendere fiori e servire caffè o acquistare pane e giornali
LETIZIA TORTELLO
Coworking
La rivoluzione degli spazi
commerciali voluta dal
comune di Torino
si ispira al coworking,
uno stile lavorativo che
coinvolge la condivisione
di un ambiente di lavoro,
spesso un ufficio,
mantenendo un’attività
indipendente. In genere
chi accetta questo
modello non fa parte
della stessa azienda. Si
tratta di liberi
professionisti che
condividono le spese di
gestione e di affitto
18
mila
I negozi della
città che hanno
una metratura
al di sotto
dei 250 metri
quadrati
e che possono
decidere se
usare o meno
il coworking
Il trasloco
Due negozi in uno. Per dividere
le spese, in base ai metri quadri
effettivamente occupati.
È la rivoluzione delle insegne
del commercio in città, che renderà possibile ciò che i negozianti chiedono da tempo: di poter aprire sotto lo stesso tetto,
dentro alle medesime vetrine,
più attività. Finora, ad ogni numero civico doveva corrispondere una sola partita Iva. Un solo imprenditore per ogni locale,
chi voleva aprire una nuova attività doveva cominciare da zero, sostenendo da solo le spese
di avviamento. L’assessorato al
Commercio del Comune guidato da Domenico Mangone ha
deciso di cambiare.
Il mercato
del libero
scambio
si trasferirà
dalla
prossima
settimana
in via
Monteverdi
Gli unici
a lamentarsi
sono
i baristi
di corso
Novara: gli
affari andavano bene
REPORTERS
C’è anche Striscia la notizia
Meno costi
«Creiamo la possibilità di far
nascere dei coworking aziendali tra imprenditori - spiega
Mangone, che martedì porterà
la delibera al vaglio della Giunta
-, per fare in modo che chi ha
spazi in esubero accolga altri
colleghi dentro il suo negozio. E
per consentire al nuovo imprenditore di avviare un’attività senza avere grandi costi. Il ragionamento contrattuale tra i privati,
poi, lo gestiranno direttamente
loro. Speriamo di dare un’opportunità in più, soprattutto ai
giovani creativi ma anche alla
vecchia imprenditoria, per tornare ad occupare le tante vetrine e i negozi sfitti, non solo in
centro, che sono una ferita per il
commercio». Insomma, potrebbero nascere parrucchieri che
vendono fiori, con annesso bar o
ristorantino, alimentari, panetterie o pasticcerie che vendono
giornali, abbigliamento e scarpe con due titolari diversi, e chi
più ne ha più ne metta, inventando le più diverse formule di
condivisione degli spazi e attrarre i clienti offrendo prodotti
o servizi diversi. Ci si rimette alla fantasia dei titolari e alle regole del mercato. La possibilità
di fare il coworking varrà solo
per i locali fino a 250 metri quadri, perché se si supera questa
soglia scattano una serie di vincoli commerciali, tipo che l’imprenditore deve garantire e monetizzare al Comune i cosiddetti
parcheggi.
REPORTERS
Meno spese
Il sistema permette di dividere le spese tra più imprenditori
La legge regionale
Zona Nord
Trasloca l’Auchan
di corso Romania
1 L’Auchan di corso
Romania trasloca e si
ingrandisce con nuove
attività commerciali di
fronte a stazione Stura. Il capannone di uno
dei supermercati più
grandi della città sposterà l’ingresso su corso Romania, ampliando i 12 mila mq. Il via libera dovrebbe arrivare oggi, i cantieri partiranno entro un anno. Il
trasloco dell’Auchan
costituisce il primo
passo per la trasformazione dell’area Nord,
che comprende la realizzazione del parco
dei laghetti Falchera e
la riqualificazione di
stazione Stura. [L. TOR.]
Finora, non si poteva condividere il negozio. «Eliminiamo
uno scoglio amministrativo»,
continua Mangone. È chiaro
che le attività che coesistono
dovranno rispettare tutte le
regole vigenti, ad esempio
quelle igienico-sanitarie, nel
caso siano presenti attività di
tipo alimentare. La norma che
impediva a due commercianti
di condividere il luogo di lavoro esisteva perché due negozi
nello stesso locale sono considerati supermercato. Il
coworking «è concesso se si
sta sotto i 250 metri quadrati», ha detto la Regione alla
Città dopo che il comune aveva chiesto un parere per cambiare i criteri di programmazione degli insediamenti commerciali. Sono circa 18 mila i
locali di questa metratura in
città e la delibera - che continuerà ad impedire la proliferazione dei supermercati vuole essere un modo anche
per consentire alle aziende di
pagare meno tasse in proporzione ai metri quadri effettivamente occupati.
Accorrono in mille
per l’ultima domenica
del suk in corso Novara
IRENE FAMA’
Per l’ultima domenica del suk
in corso Novara sono arrivati
quasi in mille. Tra cianfrusaglie, pane, uova e latte, la strada principale e le vie limitrofe
erano completamente occupate. Dalla prossima settimana il mercato del libero scambio si sposterà in via Monteverdi. La soluzione, però, non
soddisfa i residenti, scesi a
manifestare contro quello
che definiscono il trionfo dell’illecito e dell’abusivismo.
«Qui regna l’illegalità –
tuonano dal Coordinamento Comitati Spontanei Torinesi -. La zona ha già molti
problemi e il suk aggiunge
degrado al degrado. Ovunque si sposti il mercato, la
questione rimane». Numerose le petizioni che in questi giorni saranno presentate in Comune. Alcuni venditori cercano di spiegarsi.
«Sono in Italia da più di 10
anni e non ho un lavoro. Devo far mangiare mio figlio in
qualche modo», dice Assad.
«Potrebbero farci tornare a
Porta Palazzo», suggerisce
Artan.
Il confronto è impossibile.
Chi è arrivato per vendere non
vuole andarsene, chi abita in
zona vuole mandarli via. Alcuni osservano e documentano,
come i giornalisti di Striscia La
Notizia. Altri disapprovano.
Altri ancora tentano di strumentalizzare la situazione.
I baristi sono gli unici a sottolineare un aspetto positivo di
queste giornate di tensione.
«Sono tre domeniche che si lavora molto – dichiara Francesco della caffetteria di corso
Novara 81 -. Peccato che li spostino da un’altra parte».
Da domenica prossima si
cambia ma c’è chi ipotizza che in
questo modo il problema si sposterà da un’altra parte senza risolvere le tensioni. Tutti i presenti chiedono all’amministrazione comunale di trovare una
soluzione. Quale? Nella via dove
domina la confusione e la rabbia,
è il piccolo Eddi, 12enne rom, a
esprimere il paradosso della
speranza. «Ogni domenica vengo qui con il papà. Ma da grande
voglio fare il carabiniere».
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LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
.
Cronaca di Torino .41
LA CITTÀ CHE CAMBIA
In Comune una proposta per sostenere il cambio di destinazione
E i locali commerciali
chiusi dalla crisi
diventano case (abusive)
Retroscena
BEPPE MINELLO
ivere in vetrina. Se dagli studi del Politecnico
sembra emergere un
certo incremento delle licenze
commerciali (ma a una licenza non sempre corrisponde
un negozio), i dati che circolano negli uffici dell’Emergenza
abitativa del Comune dicono
che dal 1° gennaio 2010 al 19
settembre scorso sono cessate - dati Camera di Commercio - 15.036 attività commerciali e artigiane di prossimità.
Ma si è registrata la nascita di
circa 14 mila nuove attività.
Ballano, quindi, un migliaio di
locali commerciali rimasti desolatamente vuoti. A meno
che qualcuno non li abbia trasformati in casa «come accadeva già negli Anni 50 e 60
con le famiglie meridionali e,
oggi, soprattutto con gli immigrati stranieri» dicono Domenico Pauli, sindacalista Uil, e
Gianni Ventura, presidente
Pd della commissione Commercio del Comune. Entrambi fanno parte dell’Emergenza abitativa che ogni lunedì
mattina affronta il popolo degli sfrattati, di chi non riesce a
pagare l’affitto, di chi, pur
avendo i requisiti, non può godere del diritto di entrare in
una casa popolare e si presenta in Municipio per chiedere
un aiuto che li possa togliere
dalla strada. Lì, davanti a loro,
sono spesso emersi casi di famiglie senza un tetto che, fino
a poco tempo prima, avevano
trovato riparo in uno di quei
mille locali commerciali svuotati dalla crisi o dal declino del
quartiere che li ospita e trasformati, spesso illegalmente,
in case di fortuna dai proprietari. «Quando è capitato, abbiamo sempre denunciato la
cosa», dice Ventura, che ha
presentato una mozione per
V
chiedere che la Giunta «valuti
la possibilità di esentare dal pagamento degli oneri urbanistici
i proprietari dei locali che chiedono il cambio di destinazione
d’uso da commerciale a residenziale». Insomma, un regalo
ai proprietari che dovranno ripagare mettendo «quegli stessi
negozi-alloggio a disposizione
della città per l’emergenza abitativa con affitti concordati e
per almeno 5 anni».
Luce dalle serrande
Ventura ha girato di persona le
zone dove questo fenomeno è lì,
davanti agli occhi di tutti. In via
Don Bosco, via Capua o via Vicenza, le serrande abbassate sembrano denunciare solo un negozio
abbandonato: «Ma all’imbrunire
- racconta - è possibile vedere la
luce filtrare, qualcuno ha addirittura piazzato il campanello...».
Chi mette le mani avanti è Giovanni Magnano, il dirigente delle
Politiche sociali che meglio conosce il problema di chi cerca un tetto e si rivolge al Comune. Non dice no ai negozi, anche lui ricorda
la prima immigrazione, ma avverte: «Non è sufficiente esentare
il proprietario dal pagamento degli oneri (circa 2.400 euro per 50
mq, ndr) perché il locale deve avere anche determinate caratteristiche: una superficie non inferiore a 28 mq, finestre pari ad almeno un ottavo del pavimento» e le
vetrine, che non si possono aprire, non contano. E poi, servizi
igienici completi: tazza, lavandino e doccia anche a pavimento:
«Il minimo, insomma, che è sempre meglio di una baracca».
Barriera di Milano
Vivere al piano strada
“Tanto rumore, pusher
e una tenda sulla vetrina”
Intervista
PAOLO COCCORESE
ia Chatillon. Dietro la
saracinesca abbassata
non c’è solo la crisi del
commercio che ha desertificato le strade di Barriera di
Milano. C’è un bilocale di 35
metri quadrati, con «zona notte» sul soppalco, un bagno da
poco ristrutturato e un cucinino con fornello alimentato da
V
una bombola a gas. «Vivere a livello della strada ti obbliga a
convivere con i rumori del traffico. Ma offre qualche vantaggio: una persona anziana come
me non deve fare le scale per
raggiungere il pianerottolo», dice il padrone di casa, Giuseppe
Pagliarulo, 70 anni, ex operaio
Iveco e idraulico.
Mi racconta la storia di questo
negozio?
«Una volta era il deposito di un
rivenditore di giornali. Poi dieci
anni fa, lo acquistai per 62 milioni di lire come magazzino».
Poi, cosa è successo?
«Qualche difficoltà, la crisi...Ho
provato a rivenderlo senza riuscirci. Ora non vale niente. Ma
Un migliaio
Stando ai numeri di chiusure e nuove aperture, a Torino potrebbero esserci
almeno un migliaio di locali commerciali che vengono usati come abitazione
Giuseppe
Pagliarulo
Ha ristrutturato
il bagno e
creato una
zona notte in
un negozio in
via Chatillon
In Barriera ci sono tanti negozi
trasformati in abitazioni?
«È pieno, ci abitano gli stranieri. Una volta questa era la “Barriera del negozio sotto casa”.
Ora solo serrande abbassate».
Quali sono le difficoltà di vivere qui?
lei mi sembra interessato, vuole
acquistarlo?»
«C’è tanto rumore, e devi stare
attento a ladri e spacciatori che
nascondono la droga dietro la
saracinesca. Ma ci sono anche
vantaggi»
No, non è il mio obiettivo. E poi,
questo non è un locale commerciale?
«Non devi fare le scale. E gli
amici ti trovano subito».
«Il bagno c’era già, poi ho fatto
qualche lavoretto. Sul soppalco
c’è il letto, nel retro la cucina. Si
entra dal cortile».
Quali?
Davanti alla vetrina ha messo
una tenda.
«Per la privacy. Ma serve a poco
non alzo quasi mai la serranda».
Così l’ambiente è un po’ buio.
Quanto spende di elettricità?
«Abbastanza. Le uniche finestre danno sul cortile».
Pensa che sia giusto incoraggiare la trasformazione dei negozi
in abitazioni?
«No, devono rimanere tali per
non far morire i quartieri. Bisognerebbe abbassare le tasse
per non farli chiudere».
Ma non ha paura dei controlli?
«No, qui passo le giornate, ma
non dormo. Di notte, torno nel
mio appartamento».
Davvero ha una casa? Ma qui ci
sono il letto e la cucina.
«Lì vive la mia famiglia. Ma ultimamente abbiamo qualche
problema...».
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42 .Cronaca di Torino
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
In breve
La polemica tra il nuovo e il vecchio presidente
“Una cortina sui debiti del Salone”
Milella risponde a Picchioni: “Scelte condivise? Ma se ero in cda da pochi mesi”
Intervista
LETIZIA TORTELLO
La vittima aveva 57 anni
Motociclista si schianta
contro un’auto a Caluso
In sella alla sua moto,
percorreva la statale da Caluso verso Mazzè. Si è scontrato
contro un’auto ed è morto pochi minuti dopo l’arrivo del
118. La vittima si chiama Miledo Laurenne, cittadino tunisino di 57 anni.
Tra Falchera e Borgaro
La sua vettura si ribalta
muore in tangenziale
Presidente Giovanna Milella, il
suo predecessore Picchioni in
un’intervista a La Stampa l’ha
definita «un’irresponsabile in
malafede». Accuse dirette,
con nomi e cognomi, che l’ex
presidente della Fondazione
fa a lei, al cda del Salone del Libro e ai soci, dicendo che siete
tutti «corresponsabili delle
scelte su Librolandia» e della
situazione in cui versa la fiera.
Cosa risponde?
«Capisco le tensioni di questa
persona, ma gli insulti si commentano da soli. Quando si
passa all’insulto vuol dire che
non c’è più niente da dire. Non
voglio scendere su questo livello, quello che avevo da dire
l’ho detto nei giorni scorsi.
Questa persona è evidentemente a corto di argomenti.
Si trova in una situazione difficile, da indagato, ma ribadisco, chi si rifugia negli insulti
si commenta da solo e non
merita risposta».
Sì, però, Picchioni sostiene che
eravate tutti a decidere con lui.
Parla in particolare di lei e della
Cogoli, membri del Cda, e di
Fassino, socio di riferimento.
Perché non sono venuti fuori
Milella? Irresponsabile
in malafede. Ora
metterà tutto a posto
con i suoi poteri
salvifici...
Passaggio di
testimone
La scorsa
primavera
si è consumato il cambio
al vertice
del Salone
del libro
dopo 17 anni
di gestione
Picchioni
Giovanna
Milella
è diventata
presidente
della
Fondazione
Più volte il sindaco
Fassino davanti al cda
ha spinto per
l’accordo triennale
con il Lingotto
Rolando Picchioni
Ex presidente della
Fondazione per il Libro
Adrian Zecheru, 54 anni
di Settimo, è morto sulla tangenziale tra il quartiere Falchera e Borgaro. Ieri notte,
poco prima delle 23, ha perso
il controllo della sua Peugeot,
che si è ribaltata più volte ed è
stata colpita da un’altra auto.
Sequestrati dalla Forestale
Due cuccioli di puma
tra le ville della Mandria
A dare l’allarme è stato
un vicino, che ieri pomeriggio
si è trovato due puma, ancora
cuccioli, davanti al cancello
del suo giardino. I felini, dopo
il sopralluogo dei carabinieri,
sono stati prelevati dal corpo
forestale e trasferiti all’Oasi di
San Sebastiano Po. Il proprietario della villa, un imprenditore, è stato denunciato.
REPORTERS
solo adesso il buco di bilancio, le
cifre gonfiate dei biglietti?
«Prima di diventare presidente,
ero entrata da pochi mesi in consiglio. Qui si parla di una gestione
di 17 anni da parte di Picchioni.
Inoltre, sono stati mesi di continue emergenze, mesi molto vivaci, diciamo così. Prima il bando,
poi il contratto con Gl Events».
È vero che Picchioni aveva una
gestione personalistica?
«Non voglio entrare in discussioni inutili sul passato, che
fanno male alla Fondazione.
C’è un’inchiesta in corso e una
“due diligence”. Cosa c’è da
aggiungere? Aspettiamo le novità e nel frattempo lavoriamo
a testa bassa per la prossima
edizione».
Avevate accesso ai dati? Picchioni rivendica un’operazione di trasparenza. Dice che i bi-
lanci erano certificati, tutto
doveva essere rendicontato,
che i numeri dei visitatori erano disponibili e chiunque li poteva chiedere.
«È intollerabile che si confonda il prima e il dopo. Mi state
sottoponendo a una campagna ingiustificata e intollerabile. Se la mettiamo così, come mai sono emersi i debiti
economici pregressi, che io ho
scoperto? Vuol dire che ci sarà stata una cortina sopra.
Abbiamo sempre detto che bisognava sistemare la situazione. Di questo ci stiamo preoccupando».
E adesso?
«È un mese e mezzo che si va
avanti in una spirale che è sempre peggio. Ora lavoriamo per il
Salone, basta andare dietro a
quelli che sono solo insulti».
Operazione antidroga
I pusher del Valentino
viaggiavano sul tram
Due senegalesi arrestati
e 5 giovani denunciati. È il bilancio dei controlli dei carabinieri, sui tram della linea 16.
Che si sono concentrati sullo
spaccio di stupefacenti al Valentino. Pusher e “guardie del
corpo” raggiungevano i giardini tra i comuni passeggeri.
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LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
.
Cronaca di Torino .43
Regionale
Trinchero (Politecnico) incontra trecento delegati
Il disabile ha
chiesto di
salire su un
treno nella
stazione di
Mondovì,
dove però
mancava
il personale
per aiutarlo
nell’operazione. La situazione si è
sbloccata solo
dopo una
lunga
trattativa
Internet fai da te
Da tutta Italia
a lezione dal prof
“Ho ricevuto 2 mila mail, li ho invitati a Verrua”
Trenitalia: «Bisogna prenotare 12 ore prima»
La storia
Disabili sul treno
solo con preavviso
ANDREA ROSSI
VERRUA SAVOIA
P
uò sembrare un’impresa proibitiva, a sentirla
raccontare: serve un legale che aiuti a costituire
un’associazione, un commercialista, informatici e ingegneri per installare e gestire la rete, bisogna affrontare i burocrati del ministero per autorizzazioni e licenze e i colossi
delle telecomunicazioni per
acquistare la banda. Impossibile? No. A Verrua Savoia,
1500 abitanti a 50 chilometri
da Torino, ci sono riusciti: con
un’associazione no profit cui
hanno aderito 450 delle 650
famiglie del paese, hanno portato Internet ad alta velocità
(ma a bassissimo costo) nelle
venti e più borgate tra le colline, da cui le grandi compagnie
della rete si tengono alla larga.
Non conviene, non rende. E ai
cittadini non resta che fare da
sé. Come a Verrua, dove hanno fondato la prima associazione in Italia registrata come
provider, ovvero un fornitore
di servizi Internet.
La riscossa dei piccoli Comuni contro il divario digitale
passa da qui: ieri oltre 300 tra
esperti e amministratori locali provenienti da varie parti
d’Italia, si sono incontrati per
capire come replicare il modello. «Da quando abbiamo
fondato l’associazione ho ricevuto più di 2 mila mail», racconta Daniele Trinchero, professore del Politecnico di Torino e fondatore del laboratorio
i-Xem, che nel 2010 ha cominciato questa avventura utilizzando materiali di recupero
per portare Internet in paese.
E poiché la filosofia è diffondere e condividere, Trinchero
li ha invitati tutti a Verrua. E
Le antenne
L’esperimento
riuscito
a Verrua
Savoia
ha attirato
tecnici
e amministratori
da tutta Italia
per replicare
il modello
La disavventura di un uomo sulla sedia a rotelle
il caso
LETIZIA TORTELLO
Il mio Comune ha
preso accordi con una
società ma a caro
prezzo. Spiegherò
al sindaco che per lo
stesso servizio si può
pagare molto meno
Renato Righini
residente
a Castello d’Argile
ha messo a disposizione tecnici,
ingegneri, legali: tutto quel che
serve per mettere in piedi
un’associazione e diffondere Internet sul territorio. In 300 sono venuti, altri 200 hanno seguito i lavori in streaming.
Decisi a ribellarsi alla dittatura del «piccolo è svantaggioso». «Nelle nostre valli è facile
restare tagliati fuori», racconta
Alberto Oss, arrivato da Canezza, in Valsugana. Basta abitare
sul versante sbagliato. Con alcuni amici ha messo le sue competenze di informatico al servizio della comunità. In poco tempo l’associazione Gallianetwork
è arrivata a servire 100 fami-
«O
glie: «Ora vorremmo strutturarci, ecco perché siamo qui».
Lo stesso vale per Francesco
Zitelli, 26 anni, emissario dell’amministrazione appena insediata di Due Carrare, nel Padovano: «Si sono resi conto che la
difficoltà di accedere a Internet
e al bagaglio di informazioni
che diffonde è un problema primario». Lomazzo, provincia di
Como, ha inviato l’assessore
Graziano Polli, Lizzano in Belvedere (Bologna) il consigliere
Zeno Tamarri, 24 anni. Altri
amministratori sono arrivati
dall’Emilia, dalla Toscana, da
Latina e da Taranto, oltre che
da Liguria e Piemonte. Per non
parlare dei singoli cittadini,
decisi a tornare a casa con un
bagaglio di informazioni da riversare su sindaci diffidenti o
poco interessati. «Da noi il Comune ha preso accordi con una
società, ma c’è da spendere
tanto - , racconta Renato Righini, residente in una frazione di Castello d’Argile nel Bolognese -. Domani tornerò a
parlargli, perché si può avere
lo stesso a molto meno». A
Verrua, con il fai da te, una famiglia spende 80 euro l’anno.
ggi non possiamo
farla partire, capiamo che è
un’emergenza, ma doveva
prenotare 12 ore fa per salire
sul treno». Peccato che Gabriele Piovano, disabile motorio grave e vicepresidente della Consulta per le Persone in
Difficoltà, ieri mattina non
avesse alcuna intenzione di
prendere un treno che lo riportava a Torino.
Stava tornando in auto da
Savona con la sua compagna,
dopo una gita al mare. All’altezza di Ceva, il mezzo attrezzato sui cui viaggiava è andato
in panne. Intorno alle 11, la
macchina si ferma nel bel mezzo dell’autostrada. Piovano
non si è perso d’animo, ha
chiamato i soccorsi. Dopo aver
fatto portare la macchina dal
meccanico più vicino, si è fatto
accompagnare in stazione.
«Ho pensato che avrei potuto
prendere un treno da Mondovì, la stazione più vicina attrezzata per i disabili», spiega.
Per una persona in sedia a rotelle, prendere un treno significa prima di tutto chiamare la
Sala Blu, il servizio che gesti-
Ero in emergenza,
mi hanno risposto che
non avevo prenotato
Se non avessi
chiamato il capo del
servizio che conoscevo
sarei rimasto a terra
Gabriele Piovano
Vicepresidente
della Cpd
sce le prenotazioni per trasportare le carrozzine. «Per montare sul treno ci vuole un muletto
che ci solleva, il convoglio deve
avere posti a sedere più larghi»,
aggiunge. Ma la Sala Blu gli dà
la risposta che non si aspetta:
«Non avendo prenotato 12 ore
prima, in stazione non c’erano
gli addetti che potevano effettuare il servizio. Forse sarei potuto ripartire in serata, forse domani (oggi per chi legge, ndr)».
Peccato che fosse un’emergenza. «Prenotare un hotel a Mondovì? A parte l’assurdità, non
posso. Utilizzo l’ossigeno di notte per un’insufficienza respiratoria, non avevo nulla con me».
Infuriati per il disagio, Piovano e
la sua compagna hanno smosso
mare e monti. Dopo molte ore e
molte telefonate, hanno interpellato addirittura l’ingegner
capo del servizio Blu, che Piovano conosceva per via dell’attività dell’associazione, gli addetti
del muletto sono arrivati. Trenitalia si «scusa per quello che è
successo», ma la realtà resta
una: per salire su un treno un disabile deve deciderlo con 12 ore
di anticipo. «Le stazioni di Mondovì e Fossano sono inserite nel
circuito blu e offrono servizio
gratuito con prenotazione che
serve per allestire la carrozza e
mettere a disposizione il personale». Piovano commenta amaramente: «A me è andata bene,
ma chi non ha agganci come se
la cava?».
farmacie
Aperte tutti i giorni: piazza Massaua 1,
sempre aperta (24 ore su 24); atrio Stazione Porta Nuova, dalle 7,00 alle ore 19,30.
Orario minimo 9-19,30: corso Sebastopoli
202/b; via Monginevro 126; via Arnaldo
da Brescia 38; via Farinelli 36/9; viale dei
Mughetti 9/E; via San Tommaso 16; corso
Taranto 183/C; via Mazzini 40; via Vanchiglia 29/A; piazza Adriano 12; via Berlino 6;
corso Sommeiller 31; via Stradella 36; corso Romania 460.
Di sera (19,30-21,30): piazza Galimberti 7; via Foligno 69; via Sempione 112;
via San Remo 37; via Sacchi 4; corso Vittorio Emanuele II, 66; corso Traiano 73;
corso Francia 1/bis.
Di notte (19,30-9): via XX Settembre 5;
via Nizza 65; piazza Massaua 1.
Informazioni: www.farmapiemonte.org
1
Una lettrice scrive:
2 «Oggi pomeriggio ho tempo
per spedire un pacco in Portogallo, uno scatolone di circa 14 kg contenente vestiti: nei giorni scorsi
sono andata all’ufficio postale n.
38 di via Saluzzo 94/A, Torino, per
informarmi su come confezionare il pacco, costi, tempi, ecc. Mi
viene detto che: essendo per
l’estero, posso ricoprire la scatola
con della carta, che il peso da 10 a
15 kg costa 45 euro, tempo previsto non precisato. Mi segno tutto
per non dimenticare niente. Oggi,
quindi, dopo aver impiegato qualche momento a trovare, nei vari
siti proposti, un ufficio postale
non troppo distante da casa aperto nel pomeriggio (invito a visitare
alcuni siti che hanno numeri di telefono a cui non risponde nessuno,
oppure indicazioni di orari diversi
per lo stesso ufficio, ecc.), mi reco
all’ufficio postale n. 34 di via Genova 113. Entro, poso il pacco, aspetto il mio turno, finalmente un impiegato me lo fa posare in quella
specie di passaggio tra me e lui (lo
1234456789368A3B26
Un lettore scrive:
2 «Volevo mettere al corrente i
1
1234567859AB9C6D746EF67E6C37F34567719C72B6537BC7BC3AB7BE6C5B95377
19A3A6756E34595B67B743C379C67CE634B73C537718C9695B
1
scatolone è accettato con la carta) e
mi chiede se ho i moduli: loro ne sono sprovvisti (pacco ordinario per
l’estero). Non ci posso credere! Riprendo il mio pacco e, sbollita la rabbia, mi reco (dopo aver telefonato
per sapere se hanno i moduli, “Certamente!” è la risposta di un’impiegata) all’ufficio postale n. 18 di via
Principe Tommaso 3. Entro, poso il
pacco e alla mia richiesta di “Pacco
ordinario per l’estero” l’impiegata
mi dice: ”Ma siamo senza moduli”.
Oltre a ciò, mi fa togliere la carta da
pacchi (non è consentita) e mi dice
che il prezzo è di 75 euro (che non
avrei neanche potuto pagare col
bancomat “perché la banca ci im-
piega un mese a pagarci”: alla faccia
del “al servizio del cittadino!”). Invito a non comperare mai azioni di Poste Italiane e io domani spedirò il
mio pacco con un corriere, costa anche meno».
PATRIZIA ZANELLA
Un lettore scrive:
dieci anni: venite a vedere dal venerdì notte cosa succede a S.Pietro
in Vincoli/Canale Molassi. Forse in
fondo qui la pattumiera va bene, si è
deciso di far pagare il prezzo più alto
a questi cittadini di serie B. O forse
questa volta qualcuno volgerà lo
sguardo su chi davvero ha sopportato troppo».
2 «Che bella solidarietà vedere
tanta gente unita, impavida, addirittura scendere in strada contro un
commercio abusivo, senza controllo, senza rispetto di orari e regole,
senza condizioni di sicurezza e di
igiene. Resta purtroppo l’amarezza
che si faccia finta di niente verso chi
stia subendo tutto questo da più di
B.A.
Una lettrice scrive:
un chiarimento riguardo alle valvole termostatiche
che il signor Rigotti (Specchio del 9
ottobre) elogia. Come faccio io a trovare un risparmio così immediato
avendo dieci termosifoni (ho un ap-
2 «Vorrei
partamento di 120 mq) considerando il costo di ogni valvola (circa 140
€), il lavaggio dell’impianto per togliere dai termosifoni le incrostazioni e il costo della contabilizzazione che ogni anno la ditta appaltatrice, mi addebita. Io sono pensionata
e sono spesso in casa per cui il mio
riscaldamento è continuo, in quanto tempo ammortizzerò queste cifre? Certo potrà avvantaggiare chi
lavora, esce al mattino e arriva alla
sera.Ma le persone anziane, le
mamme con i neonati, come gestiscono la cosa? Non vedo tutto questo risparmio considerando il costo
iniziale e i tempi in cui viviamo».
GIOVANNA FIORINI
Lettori di una possibilità offerta
dal regolamento stradale della
città e forse anche dal comune
buon senso: nei giorni di pioggia
abbondante, come quelli autunnali, è consentito ai guidatori di
ogni tipo di veicolo, in special modo in presenza di pozzanghere e/o
pedoni, di ridurre in modo sensibile la velocità del veicolo guidato.
«Questo provvedimento tende
a proteggere chi cammina in vicinanza delle eventuali, per carità,
pozzanghere dall’essere inzaccherato dagli spruzzi che le ruote del
veicolo sollevano. Certa di aver
aperto uno squarcio su un argomento che quasi tutti ignorano,
porgo cordiali saluti e auguri di luminose e soleggiate giornate a tutti.
GIANFRANCA FRA
[email protected]
via Lugaro 15, 10126 Torino
Forum lettere su
www.lastampa.it/specchio
www.facebook.com/specchiodeitempi
12345367318
9ABCDE32F3117C382 LA STAMPA 12345367318
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
.
Cronaca di Torino .45
Oggi
Questa sera «L’ora del Rosario» al Colosseo
Scienza e innovazione,
cento appuntamenti
Da prete a uomo qualunque
Fiorello riabbraccia il teatro
Scienza e innovazione s’incontrano a Settimo. Da oggi al 25 ottobre la biblioteca Archimede di piazza Campidoglio 50 si trasformerà in un grande laboratorio dove andranno in
scena oltre cento appuntamenti: stasera alle
21 è atteso Maurizio Cheli, domani alle 16
Roberto Battiston con Mario Calabresi.
NOEMI PENNA
Stasera l’astronauta Maurizio Cheli a Settimo
Domani
Lingotto in musica
Dirige Mariotti
Michele Mariotti inaugura con Rossini la stagione di Lingotto Musica, alle 20,30 nell’auditorium Agnelli di via Nizza 280 con l’Orchestra
del Teatro Comunale di Bologna e un cast
vocale d’eccezione: Yolanda Auyanet, Veronica
Simeoni, Antonino Siragusa e Michele Pertusi.
Biglietti da 13 a 54 euro.
La stagione di Lingotto Musica apre con Rossini
Mercoledì
Sokolov a Torino
per l’Unione Musicale
La stagione concertistica dell’Unione Musicale si apre alle 21 nell’Auditorium del Lingotto con Grigory Sokolov: al pianoforte eseguirà pagine di Schubert e i notturni di Chopin.
Un regalo importante, per il settantennale
dell’associazione. Biglietti a 25 e 35 euro, su
prenotazione allo 011/56.69.811.
Duetti inaspettati
Sokolov eseguirà Schubert e Chopin
Giovedì
Stile e design
regno della moda
«Voce del verbo moda» parte dalle boutique
di Torino con le Fashion Pills: un pomeriggio
dedicato ai negozi di ricerca, per mappare la
città attraverso i tessuti che la compongono
(ore 17-20,30, gli indirizzi sono su www.circololettori.it). La rassegna proseguirà sino a
domenica con incontri e performance.
La rassegna proseguirà fino a domenica
30 appuntamenti
I biglietti costano da 30,60 a 56
euro in base al settore, in prevendita su www.teatrocolos-
seo.it. Il cartellone del più
grande teatro privato del Piemonte riserva quest’anno trenta date, fra spettacoli, concerti
e musical: «Racconteremo gli
ultimi vent’anni del teatro fra
grandi appuntamenti con artisti e autori di calibro internazionale e spettacoli di analisi
sulla società e la storia più recente, che lanciano uno sguardo al futuro», anticipa la direttrice Claudia Spoto. Ecco intanto i prossimi appuntamenti:
smontato il palco di Fiorello, il
26 ottobre arriva Malika
Ayane; il 29 è atteso Roberto
Vecchioni in versione «Il mercante di Lecce», il 30 Erri De
Luca con «La musica trovata».
Tornano i “Caffè Letterari”
Domani il debutto con Lagioia
Nuovo
ciclo
Insieme
a Sergio Pent,
alle 15 Lagioia
presenterà
al pubblico
torinese
«La ferocia»:
il libro,
pubblicato
da Einaudi,
gli è valso
il Premio
Strega
Svolta noir
La scorsa tournée ha superato 100 mila presenze
Sabato
Max sold out
Pezzali raddoppia
Doppia data per i fan torinesi
Domenica
60 anni di libri
con Boosta e Serra
Feltrinelli celebra i suoi 60 anni con la «Notte
Rossa»: a Torino appuntamento in piazza Cln 251
alle 21 con Boosta dei Subsonica e il suo libro, letto
e mai dimenticato. Dalle 22 a mezzanotte si «Balla
coi libri»: dj-set con la colonna sonora del catalogo
Feltrinelli e la consulenza di Michele Serra.
Enrico Cremonesi – composta
da Carmelo Isgrò al basso, Rino
Di Pace alla batteria e Antonello Corraduzza alle chitarre – e il
trio vocale «I Gemelli di Guidonia», lanciato a «Fuori Programma» su Radio Uno. Ma a
stupire saranno gli incontri musicali inediti, come quello fra
Orietta Berti e Vasco Rossi, con
Mina sulle note di «Baby it’s
cold outside» e Tony Renis, che
regalerà una versione molto
particolare della celebre
«Quando quando quando».
Iniziano con un fuori programma i «Caffè letterari»
dell’Unione Industriale. Sono un «classico» del lunedì,
ma il nuovo ciclo sarà inaugurato domani alle 15 nel
centro congressi di via Vela
17 da Nicola Lagioia, vincitore dello Strega 2015.
Logico in tour
Canta Cremonini
A 2 anni dal «Max 20» che ha collezionato
sold out in tutte le date, Max Pezzali premia i
fan torinesi con una doppia data: l’ “Astronave tour” atterrerà sabato e domenica alle 21
al Pala Alpitour. Biglietti da 39 euro: gli ultimi
disponibili per sabato saranno in vendita in
corso Sebastopoli dalle 16.
Nei panni del prete, poi in
quelli del «crooner», dell’uomo qualunque così come di
un’anziana super tecnologica:
le tante facce di Fiorello tornano in gioco come ai vecchi
tempi, con sferzate di attualità che andranno a colpire proprio tutti, dai vegani ai politici
nostrani. E scherza pure con
la morte, la sua, scomodando
Bruno Vespa e, per un dubbio
amletico, Roberto Giacobbo
di «Voyager». Ad accompagnarlo nell’impresa sono la
band capitanata dal maestro
REPORTERS
Nuovo spettacolo dello showman siciliano
Sei incontri all’Unione Industriale
Venerdì
Il «Più che logico tour» di Cesare Cremonini fa
tappa al Pala Alpitour: è la prima dopo la «zero» di
Mantova e il successo della scorsa tournée che ha
registrato oltre 100 mila presenze. E per la scaletta
saranno ripescate canzoni come «Hello» e «Qualcosa di grande». Biglietti da 41 euro, su Ticketone.
Stasera alle 21 scatta «L’ora
del Rosario». E se a recitarlo è
Fiorello, il sacro ci metterà un
attimo a diventar profano. Lo
showman siciliano è tornato
nella dimensione teatrale con
un nuovo spettacolo fatto di
aneddoti, canzoni e improvvisazioni, di cui è gran maestro.
Due ore di risate e musica che
inaugureranno in grande stile
il cartellone del teatro Colosseo di Torino. La regia è di
Giampiero Solari mentre per
i testi Rosario Fiorello si è avvalso della sua squadra del
cuore, formata da Francesco
Bozzi, Claudio Fois, Piero
Guerrera, Pierluigi Montebelli e Federico Taddia. L’appuntamento in via Madama
Cristina 71 è sino al 25 ottobre: sempre alle 21 tranne domenica (ore 18,30) e giovedì
(che si riposa).
Musica e libri per i 60 anni di Feltrinelli
Insieme a Sergio Pent, alle 15
Lagioia presenterà al pubblico torinese «La ferocia»: libro,
pubblicato da Einaudi, che gli
è valso l’ambito Premio Strega, con grande distacco dagli
avversari Mauro Covacich ed
Elena Ferrante. Per l’autore
pugliese, questo è il quarto libro: sullo sfondo c’è la stessa
Bari noir di «Riportando tutto
a casa», ma questa volta la
storia è ambientata ai nostri
giorni e descrive con minuzia
una città feroce, dove corruzione e abuso edilizio si mettono in contrasto con una morbosa storia d’amore. Clara è la
terzogenita di una ricca e potente famiglia barese di costruttori: i Salvemini. Cammina sul ciglio della statale BariTaranto nuda e piena di sangue: sarà poi travolta da un
camion e ritrovata morta ai
piedi di un autosilo. S’inizia
così la storia, e il crollo dell’impero economico dell’azienda di famiglia, che intrattiene rapporti foschi con
la politica. E «La ferocia» vuole rappresentare un vero grido d’allarme, per cambiare
rotta finché si è in tempo. I bi-
LAPRESSE
glietti d’ingresso, gratuiti e validi per due persone, si ritirano
nella segreteria di via Vela 17
(tel. 011/57.18.246) o scaricano
dal sito internet www.ccui.it.
Sei incontri
A organizzare la rassegna è
l’Associazione Culturale Torino
in collaborazione con la Fiera
Internazionale del Libro di Torino e TuttoLibri de La Stampa:
Lavazza offre il caffè mentre la
libreria Gulliver propone in
vendita i libri dell’ospite a prezzi speciali. Sino al 23 novembre
sono previsti altri cinque momenti d’incontro e dibattito sui
grandi temi della letteratura. Il
26 ottobre alle 15 Sveva Casati
Modigliani presenta «La vigna
di Angelica» (Sperling &
Kupfer) con Mia Peluso; il 3 novembre Margherita Oggero incontra alle 15 Giovanni Tesio
per parlare de «La ragazza di
fronte» (Mondadori). Il 9 novembre, alle 18, Vittorio Feltri
intervista Laura Gaetini, autrice di «Desiderare la donna d’altri» (Araba Fenice); il 16 novembre alle 15 si parla de «La felicità dell’attesa» (Mondadori) con
Carmine Abate e Bruno Quaranta e infine il 23 novembre alle 17,30 è atteso il Premio Campiello 2015 Marco Balzano, per
illustrare insieme ad Alberto
Sinigaglia «L’ultimo arrivato»
[N. PEN.]
(Sellerio).
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9ABCDE32F3117C382 LA STAMPA 12345367318
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
L’epica dello sport al Cap10100
Settimana culturale nella Capitale dello Sport.
Oggi alle 20,45 al Cap 10100 inaugura
«Pentathlon, cinque storie di epica sportiva»,
rassegna a cura del Salone del Libro. Si comincia
dal pugile Primo Carnera, domani si parla di
motori, giovedì del Grande Torino, venerdì di
ciclismo. Mercoledì alle 11 alla Cavallerizza si
discute di studenti-atleti in un convegno con l’ex
ct dell’Italvolley Berruto (www.torino2015.it).
Domenica mattina tocca al triathlon:
all’Aquatica (piscina e zona di cambio) si
svolgono le finali regionali giovanili. Al via 150
atleti dai 6 ai 17 anni, organizza il Cus.
[L. CAR.]
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47
PORT
S
Per le vostre segnalazioni [email protected]
BASKET
Venezia troppo forte per la Manital
Bechi: “L’obiettivo è la salvezza”
DOMENICO LATAGLIATA
Senza Mancinelli e White, la
squadra non è quella pensata in
estate. Da parte nostra, siamo
stati bravi a reagire dopo un inizio difficile e a lavorare meglio
in difesa. Faccio un plauso particolare a Ruzzier e Goss: il primo ha finalmente lasciato da
parte una certa timidezza e
mostrato che anche i giovani
italiani possono fare bene in regia, il secondo ha coinvolto i
compagni non limitandosi soltanto a segnare». Bravi tutti, gli
ospiti: con Green in panchina
solo per onore di firma e due
lunghi come Ortner e Peric che
hanno portato quasi sempre a
scuola Ebi e Ivanov.
Troppo forte la Reyer Venezia. Troppo fuori dalla partita
la Manital Torino. Che pure
non aveva cominciato male.
Peccato però che la benzina
sia durata 14’: troppo poco per
lottare fino alla fine contro
una squadra arrabbiata (tre
ko nei quattro match ufficiali
finora disputati) e reduce dalla semifinale scudetto dello
scorso anno. «La sconfitta
certo non ci fa piacere – le parole di coach Luca Bechi - ma
sapevamo che sarebbe stato
un confronto difficile. Il nostro obiettivo rimane la salvezza e i match da vincere a
tutti i costi sono altri, come
quello di Caserta che in effetti
abbiamo portato a casa».
La partita
Cosa non va
Verissimo. Il problema della
Manital – sconfitta al Ruffini
62-84 - non è però stato l’esito
finale del match, quanto l’atteggiamento certo non ottimale mostrato durante il match. E se buona parte del pubblico ha sempre incoraggiato i
propri beniamini invitandoli a
lottare anche quando erano
sotto di 20 punti, è stato a fine
gara lo stesso capitano Tommaso Fantoni a suonare la
sveglia: «La serie A dobbiamo
meritarcela tutti, da noi giocatori alla società e fino ai tifosi. Bisogna sporcarsi le ginocchia dal primo all’ultimo
minuto, alzare l’asticella delle
responsabilità individuali e
aiutarci sempre più. Non accuso nessuno: dico però che,
dopo tutta la fatica fatta lo
scorso anno per guadagnarci
la massima serie, serve ancora più voglia per mantenerla».
«Torino è al momento ingiudicabile – il parere di Recalcati, tecnico dell’Umana -.
REPORTERS
Torinesi battuti per 62-84
Manital quasi mai in partita, con Venezia a metà gara avanti di 8 punti e a +21 al 27’
Nella foto il 29enne bulgaro Dejan Ivanov, autore di 16 punti
SERIE A1 FEMMINILE
La Fixi a stelle e strisce
espugna il parquet della Geas
ALBERTO DOLFIN
Una Fixi Piramis a stelle e
strisce fa la voce grossa sul
parquet di Sesto San Giovanni. Le pantere torinesi si confermano la bestia nera del
Geas e si impongono in Lombardia per 75-58 nella terza
giornata dell’Almo Nature
Cup Serie A1.
Grandi protagoniste dell’impresa sono le due giocatrici statunitensi arrivate in
estate: Jenna Smith e Yvonne Anderson. La prima fa valere i suoi centimetri sotto
canestro e, oltre a realizzare
24 punti, mette a referto 16
rimbalzi (6 offensivi e 10 difensivi) per un impressionante 38
di valutazione della Lega, mentre la guardia texana semina il
panico con i suoi cambi di ritmo e, grazie a due triple, chiude a quota 22 punti.
Il match
La Fixi Piramis insegue nel
primo tempo (39-37), ma poi
trova il sorpasso grazie a un
ottimo terzo quarto (49-61): un
margine che poi diventa di 17
lunghezze alla sirena finale.
Per Manuele Petrachi è un successo fondamentale, perché
REPORTERS
L’americana Jenna Smith
ottenuto contro un’avversaria
diretta per la permanenza nella massima serie, così come
era accaduto nell’Opening Day
di Napoli contro Vigarano. E
pensare che le vittorie avrebbero potuto essere anche tre
su tre se nella sfida casalinga
contro Umbertide non ci fosse
stato il black out dei minuti finali. «Nei primi due quarti abbiamo giocato con troppo nervosismo, mentre il Geas non ha
sbagliato nulla. La chiave è stata la difesa di squadra e, pian
piano abbiamo sfruttato il “mismatch” che ci avvantaggiava:
catturando più rimbalzi di loro
(46 contro 33, ndr), la differenza si è subito vista in attacco –
spiega coach Petrachi -. Sono
molto soddisfatto di questo inizio di campionato e ora spero
di recuperare al meglio anche
Coen per le prossime partite».
A cominciare dalla sfida casalinga di domenica pomeriggio
(ore 18) al PalaEinaudi contro
il Lavezzini Parma, ieri vittorioso su Napoli per 82-72.
Torino ha retto fino al 27-22 del
14’, poi la luce si è spenta: Venezia arrivava a metà gara avanti
di 8 (31-39) e non si voltava più
indietro, allungando fino al 3960 del 27’ e chiudendo in scioltezza. Ciliegina sulla torta dei
lagunari, la tripla finale di Riccardo Visconti, torinese di nascita e crescita. «Dobbiamo fare tesoro di quanto accaduto in
campo – prosegue Fantoni – sapendo che ci aspetta una stagione difficile. Se qualcuno si
aspettava rose e fiori, ha sbagliato di grosso. Adesso pensiamo alla partita a Cantù di sabato, campo difficile dove però vogliamo essere protagonisti.
Non abbattiamoci, dobbiamo
trovare motivazioni e spirito da
combattenti».
Quello che ieri è parso mancare per esempio a Robinson:
svagato, impreciso, a tratti svogliato e comunque mai in linea
con quell’etichetta di «trascinatore» che ne ha sempre caratterizzato la carriera. Lo stesso
Ebi, super a Caserta, ieri si è
eclissato dopo un inizio gara
promettente: d’ora in avanti
servirà altro.
Le pagelle
IVANOV 5,5. Le cifre lo salvano
(6/9 da due punti), il plus minus no (-26). Servono più cattiveria vicino canestro sia in fase
offensiva che difensiva.
GIACHETTI 5,5. Si prende più tiri
di quelli che vorrebbe, ma non
può farne a meno visto che altri paiono non volere quasi la
palla in mano.
ROSSELLI 6. Ha un ginocchio in
disordine, ma non si tira mai
indietro e gioca anche da secondo lungo. Non è sempre
facile fare il boia e l’impiccato:
almeno ci prova, però.
FANTONI 6. E’ l’unico con il
plus minus positivo (+14),
pur facendo fatica sotto canestro e mancando a volte di
decisione. Lotta e recupera 9
rimbalzi.
ROBINSON 4,5. E’ sempre stato
un torello capace di sbattersi e
di sopperire con la volontà a
certi limiti tecnici. Nelle prime
tre partite di campionato non
è mai parso davvero dentro la
squadra: nonostante tutto, rimane in campo 32’ e risulta il
gialloblù più impiegato.
DAWKINS 5. Inizia con i fuochi
d’artificio piazzando tre triple
su tre. Poi si spegne, anche
perché poco aiutato dei giochi
offensivi. Patisce in difesa.
MILLER 4,5. In difesa non regge
nessuno, in attacco non ha
mai trovato la chiave giusta: la
serie A è un vestito complicato
da indossare.
EBI 4,5. Dopo l’exploit di Caserta e un inizio incoraggiante,
sparisce e viene dominato da
Ortner, che gli scappa ogni volta che lo punta.
SERIE B
Doppia pesante sconfitta
per Auxilium e Pms
Ancora due ko per le squadre
torinesi di serie B. L’Auxilium
Cus, che in settimana aveva
ricevuto la notizia della vittoria a tavolino sul campo di
Piacenza, ha ceduto in casa
contro San Miniato (60-81),
reggendo per lunghi tratti ma
patendo infine l’ormai cronica carenza sotto canestro dove i toscani hanno conquistato la bellezza di 25 rimbalzi in
più. A 5’ dalla fine il Cus era
sotto di 12 (60-72) e quindi
tutto sommato in partita: il finale però non ha avuto storia.
Miglior marcatore per gli
universitari, Maino: 23 punti,
7/8 da tre punti e 4 assist.
Auxilium Cus: Russano 4,
Blotto, Chiotti 9, Dello Iacovo
11, Bianco 4, Di Matteo 3, Maino 23, Orsini, Crespi 2, Pappalardo 4.
Sconfitta anche la Pms Allmag, in casa contro la quotata
Co.Mark Bergamo (54-66): decisivo il parziale negativo accusato nel secondo quarto (1021). Per gli uomini di Jacomuzzi, privi di Leone Gioria, in doppia cifra il solo Tassone (3/5 da
tre punti).
Pms: Agbogan 8, Tassone
14, Di Bonaventura, Trovato
2, Baldasso 8, Cattapan 3,
Conti 9, Pichi 8, De Ninno,
[D. LAT.]
Fontana 2.
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48 .Piemonte Sport
STAMPA
.LA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
VOLLEY FEMMINILE, SERIE A2
Per la Lilliput esordio amaro
Superata di misura da Forlì
OSCAR SERRA
Ha dovuto sporcarsi le mani
la corazzata Forlì per avere la
meglio su una Lilliput Settimo mai doma. Ne viene fuori
una battaglia durata cinque
set e chiusa a vantaggio delle
emiliane per 3-2 (18-25, 25-10,
24-26, 25-16, 15-10).
Non si guardi la sconfitta,
è più che positivo l’esordio
della squadra di Massimo
Moglio in A2, categoria mai
affrontata prima e con un
gruppo tutto made in Italy.
Di fronte c’era un team appena retrocesso che punta a riconquistare l’Olimpo del volley in rosa. Sugli spalti del
PalaSanBenigno oltre 400 tifosi pronti a sostenere le proprie ragazze per tutta la partita. Ci hanno creduto fino al
9-9 del tie break, poi un po’ di
inesperienza e forse di appagamento inconscio ha fatto
scivolare via il match, tra
qualche sbavatura di troppo
delle lillipuziane.
Le collinari hanno battuto il Lardini Filottrano per 3-1
In un PalaMaddalene
tutto esaurito
buon successo del Chieri ’76
REPORTERS
Al quinto set
Il sestetto
Nel sestetto base ci sono Silvia Bazzarone e Veronica
Minati in diagonale, Alessia
Midriano e Yasmina Akrari
al centro, Federica Biganzoli
e Laura Baggi (che vince il
ballottaggio con Erica Giacomel) in banda, Francesca
Parlangeli libero: un gatto,
quest’ultima, nel perimetro
della seconda linea. Dall’altra parte della rete una delle
squadre più quotate della
categoria, che può contare
su giocatrici come l’ex azzurra di origini cubane Taismary Agüero, 38 anni, capace ancora di attacchi fulminanti e di mettere a terra
complessivamente 18 palloni. Top scorer del match l’altra banda di Forlì Laura Saccomanni, con 20 punti, mentre tra le fila di Settimo spicca Minati con 19 punti, davanti ad Akrari (15, con 4
Le romagnole, retrocesse dalla A1 nella scorsa stagione, sul parquet di San Benigno
hanno sconfitto le lillipuziane (in maglia bianca) per 3 a 2 (18-25, 25-10, 24-26, 25-16, 15-10)
muri) e Biganzoli (13). I numeri dicono che la Lilliput ha
avuto soprattutto difficoltà in
attacco (28%), nonostante un
buon lavoro in ricezione (69%
di positiva e 46 di perfetta).
Il commento del coach
«C’è un po’ di rammarico – ammette Akrari a fine partita –
ma soprattutto c’è la consapevolezza che noi in A2 ci possiamo stare e possiamo giocarcela con tutti». Un’analisi condivisa anche da coach Moglio,
secondo il quale «c’è ancora da
lavorare sul muro e sulla gestione tattica del palleggio».
Buono anche l’esordio delle
due nuove arrivate, Minati e
Baggi: «Hanno fatto quello che
avevo chiesto loro».
HOCKEY
Serie B1
Esordio vincente per l’Eurospin
1 Nel fine settimana sono iniziati in giro per l’Italia i
campionati di serie B1 e B2, che proseguiranno con le
rispettive regular season fino al 7 maggio. Comincia
nel migliore dei modi il campionato di B1 femminile
per l’Eurospin Ford Sara Pinerolo, che tra le mura amiche ha battuto 3-0 (11,14,12) Orago. Grande prova in
trasferta per il Collegno Cus Torino, sempre nel girone
A, corsaro con lo stesso punteggio (26, 20,18) ad Albese con Cassano. In B2 la seconda squadra della Lilliput Settimo piega senza tanti complimenti 3-0
(27,23,16) Albisola, mentre sempre per 3-0 (20,12,22)
il Canavese cade malamente a Fiorenzuola. La B2 maschile inizierà invece nel week-end del 31 ottobre -1
novembre.
[EN. ZAM.]
Inizia con il piede giusto il
Fenera Chieri ’76 che nella
prima giornata del campionato di serie A2 di volley batte le marchigiane del Lardini
Filottrano per 3-1 (25-17, 2624, 22-25, 25-23).
Tutto esaurito al PalaMaddalene che torna così a
respirare l’aria della grande
pallavolo. Partono subito benissimo le nuove arrivate
Marta Agostinetto e Natalia
Serena, cui è stata affidata
la fascia da capitano: per loro rispettivamente 22 e 18
punti. Molto bene anche la
centrale Giulia Salvi con 14
(di cui 5 muri), mentre la
brasiliana Vivi Goes entra
nel secondo set e mostra già
un discreto feeling con il
campionato mettendo a terra sette palloni, con un 42%
in attacco. «Speravamo in
un debutto di questo tipo –
ammette il tecnico delle collinari Max Gallo -. Abbiamo
giocato di squadra e soprattutto abbiamo lavorato molto bene nella fase break».
Le avversarie
Nella formazione ospite il peso dell’attacco è tutto sulle
mani (efficaci) della giocatrice
greca Elena Kiosi, top scorer
del match con 27 punti. Un
buon punto di partenza, per
una squadra che aveva bisogno
di testarsi dopo aver cambiato
gran parte della sua rosa, rispetto allo scorso anno. Di quel
team, nel sestetto base spiccano la già citata Salvi, Ylenia
Migliorin (7 punti) e Valentina
Soriani (1 in un set e mezzo prima di essere sostituita).
Il match
Una partita iniziata sui binari
giusti e nella quale le chieresi
sono state brave a mantenere
i nervi saldi anche nelle fasi
più complicate. Come nel secondo parziale, quando si sono ritrovate sotto 20-24 e sono
state in grado prima di mettere a terra sei palloni consecutivi e portarsi così sul 2-0. La
dimostrazione di una maturità ormai acquisita, nonostante si tratti di una «matricola»,
come affermato dallo stesso
Gallo. Ma guai a montarsi la
testa: «Ogni domenica sarà
una battaglia – conclude il tecnico – dobbiamo continuare a
lavorare con questa intensità
in palestra».
[O. SER.]
RUGBY
Renon irresistibile
Non basta Bombonati
per una Valpe spuntata Il Cus battuto da Verona
MARCO BOBBIO
«La differenza? Loro hanno
un finalizzatore, noi no».
Marco Cogno, presidente del
Valpellice Bodino Engineering, fotografa così il divario
tra la sua squadra e il Renon,
che ha espugnato il Cotta
Morandini con il punteggio
finale di 4-1.
Il mattatore della serata è
stato infatti lo sniper Cook:
dopo il vantaggio dei padroni
di casa firmato da Della Rovere al 4’ del secondo periodo, e dopo il momentaneo pari di Tudin, l’attaccante canadese ha messo a segno la tripletta che ha piegato il match
a favore degli altoatesini.
In realtà, il gap tra le due
formazioni è dato anche da
altri fattori, a partire dal
fatto che il Renon è più
squadra, è fisicamente più
avanti, e ha un portiere, Engelage, quasi insuperabile.
Per contro ai Bulldogs manca
l’uomo capace di convertire
in gol il gioco espresso, a maggior ragione ora che Beca è
infortunato e Rohel non è stato confermato dopo il mese di
try-out. Per questo la dirigenza, dopo aver blindato la difesa con Canzanello (che potrebbe esordire giovedì) e Nicoletti (atteso dopo la pausa
di novembre), si guarda attorno alla ricerca di un innesto per il reparto offensivo.
Con questa sconfitta, i ragazzi di Curcio sono scivolati
in classifica al sesto posto
(12 punti), superati da Fassa
(14) e Asiago (13), mentre in
testa il Renon (25) guida davanti a Valpusteria (21) e Vipiteno (20).
ALBERTO DOLFIN
Comincia con una beffa nel finale la nuova stagione del Cus
Ad Maiora Rugby 1951. La
compagine torinese gioca bene, conduce il gioco per 68’ davanti al pubblico amico e poi si
arrende nella ripresa contro
un Cus Verona che approfitta
del vantaggio numerico e realizza la meta vincente a tre minuti dal termine. Il risultato
conclusivo recita 24-22 per i
veneti e l’unico punto conquistato dai ragazzi di Lucas
D’Angelo sta parecchio stretto perché quanto visto sul
campo faceva pensare ad un
epilogo diverso.
Già nei primi otto minuti
comincia il Luca Bombonati
show. Dopo aver colpito da
fermo al 5’, il 25enne mediano
d’apertura va prima in meta e
poi la trasforma al minuto numero 8, portando i padroni di
casa sul 10-0. La reazione di Verona però è subitanea con Innocenti che elude la difesa torinese e riporta sotto i suoi, grazie
alla successiva conversione di
Share (10-7). Prosegue però il
momento magico di Bombonati
che, con un altro piazzato e poi
con un pregevole drop alla mezz’ora, fa sì che il Cus Ad Maiora
aumenti il proprio margine:
16-7. Anche stavolta però gli
ospiti rispondono subito, sfruttando la maul e trovando la meta con Bergamin, trasformata
da Share (16-14).
Il sorpasso
È proprio l’apertura sudafricana a firmare il primo sorpasso
del match in avvio di 2° tempo
su calcio di punizione (16-17). A
ristabilire il vantaggio torinese
Bombonati ha segnato tutti i punti del 22-24 contro Verona
ci pensa il solito Bombonati,
una sicurezza da fermo con i
due calci che riportano avanti i
padroni di casa (22-17). Sembra
fatta, ma dopo il cartellino giallo combinato dal direttore di
gara a Ursache, il Cus Ad Maiora si sgonfia e subisce la seconda, letale meta di Innocenti. Il
punteggio è 22-22, ma ci pensa
Share a regalare il primo sorriso alla compagine veneta.
Serie B
Non è fortunata nemmeno la
prima del BEFeD VII Rugby in
B che si arrende per un solo
punto (13-14) al Rugby Parma
1931. Il VII torna dunque dalla
trasferta emiliana con un punto
in tasca, ma andrà a caccia di
un pronto riscatto a partire da
domenica prossima nel match
casalingo contro il Rugby Sondrio Sertori.
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LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
CANOTTAGGIO
Piemonte Sport .49
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ATLETICA
Dall’arte alla corsa
Settemila podisti
alla Reggia di Venaria
Tre gare nella suggestiva cornice del Parco
REPORTERS
L’otto maschile dell’Università ha battuto i rivali del Politecnico
Il fiume per tutti
Finisce pari la sfida
tra Università e Poli
E tra i para-rowing anche Peppiniello Di Capua
GIORGIA GARBEROGLIO
PARTNERS - Torino
Con il para–rowing e la 15ª
edizione della sfida tra universitari, si è chiuso un fine
settimana ricco di regate sul
Po. Battaglia serrata tra le
studentesse dell’Università
di Torino e l’equipaggio del
Politecnico. Con i quattro di
coppia si sono combattute a
colpi di remi: «È stata una gara tosta – dice Mauro Tontodonati, responsabile della sezione canottaggio del Cus e
anima di questa competizione – siamo arrivati a quattro
manche per decretare vincitrici le ragazze del Politecnico». A ritmo serrato anche
l’otto maschile, primi gli studenti dell’Università di Torino, contro il Politecnico.
«Questa gara – spiega Stefano Mossino, presidente del
comitato regionale – è anche
una prospettiva per un vivaio di
giovani promesse. Con la Federazione stiamo immaginando come succede all’estero – di
coinvolgere delle Università più
strettamente legate agli atleti».
Poi si cede l’acqua alle competizioni para-rowing, impegnati in diverse categorie. A fare da padrino Rossano Galtarossa, quattro medaglie olimpiche e responsabile del para–
rowing per la Federazione:
«Arrivare alla 10ª edizione è
una vittoria. Soprattutto per
chi ci ha creduto sin dall’inizio.
L’Armida, che ci ospita, è stato
il cuore pulsante. La bellezza di
questa manifestazione è – oltre
alle regate – l’opportunità di
diffusione sportiva e sociale.
Un omaggio a questi atleti che
gareggiano consapevoli dei loro
limiti, superandoli».
Ed è tornato in barca un timoniere dalla storia importante, Peppiniello Di Capua che dopo gli Abbagnale ha deciso di
rientrare con atleti altrettanto
speciali: «Un’esperienza bellissima. Con canottieri che s’impegnano oltre i loro limiti fisici». Tutti gli atleti para –rowing
sono stati premiati: «Un bel risultato per chi ha creduto in
questo progetto», chiosa il presidente dell’Armida Gian Luigi
Favero. E in acqua ci sono state
anche altre battaglie. I medici
della Città della Salute hanno
perso conto l’equipaggio degli
altri ospedali. Le donne master
Armida in rosa hanno sfidato
l’Otto Open Mind di Amsterdam e l’otto timonato da Peppiniello (che ha vinto). Tante gare
di equipaggi misti provenienti
da tutta Italia. Un fiume aperto
a tutti, senza limiti.
Un momento della Corsa del Re nelle vie del centro di Venaria
ANTONELLA TORRA
Un grande successo di pubblico certificato da quasi
7000 iscritti, 500 più dello
scorso anno. Questo il dato
più significativo della Corsa
da Re, la manifestazione podistica giunta alla quarta edizione che è andata in scena
ieri all’interno dei giardini
della Reggia di Venaria, del
Parco La Mandria e della Città di Venaria.
Una folla di partecipanti
suddivisi nelle tre categorie
della gara, ovvero sui tre differenti percorsi all’interno
dei Giardini della Reggia di
Venaria, nel Parco La Mandria e per le vie di Venaria: in
3.600 nella 10 km, 1.400 nella
21 km, 1.500 nella 4 km e circa 600 bambini il sabato alla
Corsa del Principino. Nell’af-
fascinante percorso tra natura
e bellezza, tutti i partecipanti
hanno potuto trascorrere una
piacevole giornata di sport, divertimento e benessere, facendo passare in secondo piano i
diversi livelli di allenamento.
Per quanto riguarda il risultato sportivo, nella 10 km femminile si è imposta Carla Primo di Base Running in 41 minuti, mentre nella categoria
maschile ha trionfato in 33 minuti Albert Nogueras Tarrero,
giovane atleta catalano in questi giorni in visita per turismo
a Torino. Nella 21 km, invece,
ha tagliato per prima il traguardo in 1 ora e 26 minuti Rosy Rullo della G.S. Des Amis
Giaveno; primo assoluto e vincitore di questa edizione di
Una Corsa da Re è stato Elio
Pagnutti di Unione Sport Atletica, che è salito sul gradino
più alto del podio con il tempo
di 1 ora e 15 minuti.
Ma i vincitori morali sono i
Maratonabili, un team molto
speciale composto da atleti dotati di fischietti e parrucche
colorate che correndo ha spinto le carrozzine dei ragazzi diversamente abili: tutto questo
nel panorama esclusivo della
Reggia di Venaria, con il pubblico che nel frattempo poteva
godere della bellezza, tra le altre cose, della mostra dedicata
a Raffaello.
Una conferma di come una
location incantevole e la capacità di Base Running di creare
format di gare adatte a tutte le
abilità sia la ricetta perfetta
per aumentare il numero di
partecipanti ogni anno, offrendo un’occasione di sport, festa
e divertimento in compagnia
di altri appassionati.
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LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Piemonte Sport .51
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SERIE D
Un Pinerolo da primato batte il Derthona
Girone A
Pinerolo
1
Derthona
0
Acqui-Chieri
2-1
Insubria C.-Borgosesia
1-1
Castellazzo-Lavagnese
1-0
Gozzano-Fezzanese
5-0
Ligorna 1922-Novese
0-2
Oltrepovoghera-Rapallobogliasco
2-1
Pinerolo-Derthona
1-0
Pro Settimo-Bellinzago
1-1
Sestri Levante-Bra
2-0
Vado-Argentina
0-3
Classifica
Pinerolo
Derhona
(4-1-4-1)
(4-3-3)
Zaccone, Assisi,
Pautassi, Mannai,
Grancitelli, Pantaleo
(16’ st Sardo) (39’ st
Rignanese), Esposito (16’ st Dalla Costa), Noia, Compagno, Gili, Begolo
Ferraroni, Mechetti,
Rubin, Procida, Natale Mbodj, Velardi,
El Khayari (45’ st Felicioli), Dolce (35’ st
Albeggiano), Varela, Draghetti (26’ st
Noschese), Scienza
ALL. Nisticò
ALL. Calabria
SQUADRE
Gozzano
Insubria C.
Pinerolo
Oltrepovoghera
Sestri Levante
Lavagnese
Argentina
Bellinzago
Chieri
Novese
Borgosesia
Derthona
Bra
Pro Settimo
Ligorna 1922
Acqui
Rapallobogliasco
Vado
Fezzanese
Castellazzo
RETI: st 34’ Dalla Costa (rig.)
ARBITRO: Monaco di Termoli
AMMONITI: Procida, Pantaleo, Rubin,
Assisi, Varela, El Khayari.
ESPULSI: Natale Mbodj al 46’ st per gioco
falloso.
SPETTATORI: Circa 200
PAOLO ACCOSSATO
Il brutto anatroccolo che a Caronno incassa senza lottare 5
gol si trasforma in cigno. Il Pinerolo riprende il filo interrotto mercoledì nel turno infrasettimanale e conferma che lo
scivolone lombardo è un episodio perché la regola quest’anno è quella di una squadra capace forse di capitomboli stordenti ma altresì di un feeling
con le vittorie (4 nelle ultime 5
partite) da primato. Tanto che
lassù al terzo posto svettano
proprio i ragazzi di Nisticò.
Tutto nero il Derthona,
quasi ad incutere paura ad un
Pinerolo inizialmente un po’
timido. Un po’ per scelta (Rignanese, Sardo, Dalla Costa
in panchina), un po’ per necessità (fuori il lungodegente
Grillo e Di Dio), il Pinerolo è
parecchio diverso dall’undici
abituale. Schema A del Derthona: palla lunga per la spizzata di Varela. Schema B: palla lunga per la corsa di El Khayari. Risultati, pochini.
P
21
21
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13
22
24
14
Prossimo turno
25/10: Bellinzago-Acqui, Borgosesia-Ligorna
1922, Bra-Pro Settimo, Chieri-Gozzano, Derthona-Castellazzo, Fezzanese-Insubria C., Lavagnese-Oltrepovoghera, Novese-Pinerolo, Rapallobogliasco-Vado, Argentina-Sestri Levante
Dalla Costa ha realizzato al 79’ su rigore il gol vincente del Pinerolo contro il Derthona
Compagno è grande e grosso, Natale Mbodj non è da meno
ed in più mena come un fabbro
ma la faccia contrita che sfodera davanti all’arbitro dopo ogni
fallo gli permette di procrastinare il sacrosanto giallo fino alla fine del tempo. Che il Pinerolo vincerebbe ai punti ma che si
chiude sullo 0-0. Più Pinerolo
anche nella ripresa perchè la
partita prova a vincerla già al
14’ in mischia con Noia migliore
in campo.
Nisticò ha qualche carta in
più da giocarsi dalla panchina:
dentro Dalla Costa e Sardo
per sfruttare la freschezza
delle due punte e due parate
sublimi di Ferraroni. Logico il
vantaggio al 34’: il fallo in area
è su Compagno, il rigore centrale di Dalla Costa. Ci sono in
una partita falli e falli: quello
di Varela su Sardo è proditorio e subdolo perché a palla
già passata e con l’intento
(riuscito) di far male. Sardo
esce portato via a braccia ma i
compagni resistono per lui e
arpionano i 3 punti.
Pro Settimo, il pareggio
arriva nel recupero
LUCIA CARETTI
Tutto in cinque minuti: i primi tre e gli ultimi due, o quasi.
La Pro Settimo Eureka ospita
il Bellinzago, comincia male e
finisce bene. Al primo calcio
d’angolo, pennellato da Magrin, Montante salta solo e
batte Gaudio Pucci, che più
volte salverà i suoi dal raddoppio. Ai novaresi non mancano solidità, pressing incalzante ed occasioni: «Sono
una corazzata», commenterà
Tosoni alla fine, che in questi
giorni ha sostituito il dimissionario Scola. Sull’altra panchina siede l’ex Siciliano e i
suoi pilastri provengono tutti
dalla Pro: Cacciatore, allenatore in campo, poi Gallace,
Barabino, Vingiano.
L’emozione del vecchio stadio, comunque, gioca brutti
scherzi: gli ospiti non riescono
ad arrotondare e allo scadere
arriva la beffa. E quando la gara
sembra addormentarsi definitivamente, i torinesi si risvegliano: una mossa d’orgoglio, dopo
l’espulsione severa del terzino
Alasia (è il 27’). Orofino e Parisi
trascinano il gruppo, ormai è
questione di cuore e di nervi: al
93’ il Bellinzago pasticcia su punizione e il subentrato Spoto ne
approfitta. Pareggio clamoroso: poco prima Massaro si era
divorato il 2-0. «È il nostro problema - commenta amareggiato Siciliano – dobbiamo imparare a chiudere le partite». Il nuovo mister della Pro, invece, comincerà a lavorare da domani:
si attende l’annuncio stasera.
Pro Settimo Eureka
1
Sporting Bellinzago
1
Pro Settimo
Sporting B.
(4-4-2)
(4-3-1-2)
Gaudio Pucci, Alasia, Menon, Ignico,
Niada, Balzo, Orofino, Piotto, Procaccio (24’ st Spoto),
Parisi, Visciglia (14’
st Taraschi)
Fonsato, Coviello,
Gallace, Magrin, Cacciatore, Barabino,
Carriero, Vingiano
(42’ st Rocchi), Massaro, Rolando Eugio
(1’ st Ciana), Montante (10’ st Ravasi). All.:
Siciliano
ALL. Tosoni
ALL. Siciliano
RETI: 3’ Montante, 48’ st Spoto
ARBITRO: Costanza di Agrigento
AMMONITI: Procaccio, Parisi, Vingiano
ESPULSI: Alasia
SPETTATORI: Circa 250
Per il Chieri
altra sconfitta
ad Acqui
ANDREA LUPO
Acqui alla ribalta, Chieri costretto a interrogarsi sul suo
futuro. I torinesi affondano a
sospresa all’Ottolenghi, mentre la squadra di Buglio rivede
la luce alla fine del tunnel: 2-1
il risultato finale. Sul campo la
differenza di valori quasi non
si vede, anzi la squadra di
Manzo viene ben contenuta in
avvio e poi messa sotto alla distanza dai termali, che colpiscono con l’azione personale
di Cleur e con un penalty realizzato da Anania.
Al Chieri non rimane che
recitare il mea culpa per la seconda sconfitta consecutiva,
ancora di misura dopo l’infrasettimanale col Bellinzago. I
collinari vogliono fare la partita, ma nei primi 30 minuti sono solo dei bianchi le conclusioni nello specchio della porta. Poco dopo il quarto d’ora
Masella sbaglia la marcatura
e Cerutti serve alla perfezione
il compagno di reparto Cleur
che sigla l’1-0. Torinesi scossi
e bravi a reagire con veemenza. Al 42’ arriva il pareggio di
D’Antoni (cross millimetrico
da Di Renzo) e nella ripresa
sembra che il risultato possa
essere ribaltato: per ben tre
volte l’attacco torinese prova
a superare Gaione, ma il portierino nega con grandi riflessi il gol a Simone e a Semioli.
Sul capovolgimento di
fronte è ancora Masella a
combinarla grossa. Cerutti gli
va via, lui lo abbatte e il sacrosanto penalty viene trasformato da Anania: un gol che fa
malissimo al team di Manzo,
che si catapulta in avanti in
maniera scomposta. L’Acqui
fa quadrato, resistendo una
decina di minuti in 10 uomini
senza l’espulso Genocchio. I 6
minuti di recupero vengono
gestiti non senza affanno ma
anche con pochi rischi dalla
squadra di casa.
PROMOZIONE
Girone D
BarcaSalus corsaro
sul campo del Pozzomaina
UMBERTO MANGIARDI
Dominio BarcaSalus sul campo di via Monte Ortigara, dove
il Pozzomaina non ingrana e
perde 3-0 senza opporre resistenza. Tra gli ospiti, Mascolo
sta trovando la forma migliore e cresce la compattezza nei
movimenti di squadra: difensori e centrocampisti si aiutano urlandosi le marcature da
rattoppare e gli spazi da coprire. Proprio Mascolo al 10’
punta la porta dal lato destro
dell’area di rigore: a contrastarlo prima uno, poi due, poi
tre; fallo e penalty. Il fantasista si incarica della trasformazione con un destro secco
all’angolino basso. Il Barcanova ha fiducia, complice la serie
positiva inaugurata da due
turni. Ed è anche fortunato,
perché al 22’ il destro da fuori
di Armocida sarebbe un buf-
Girone E
Girone F
Atletico Chivasso-Valdruento
1-0
Lesna Gold-Carrara 90
1-1
Bacigalupo-Pol. Montatese
0-0
Atletico Volpiano-Orione Vallette
1-1
Pol. Bruinese-Santa Rita
0-1
Cerro Praia-Cambiano
0-1
Bvs-Venaus
3-2
San Giorgio Torino-Perosa
0-0
Cmc Montiglio-Moncalieri
1-4
Cnh Industrial-La Chivasso
4-2
San Maurizio C.-F.c. Moncalieri
1-1
Nuova Sco 2005-Baldissero
1-1
P. River Mosso-Caselette
1-2
San Secondo-Nich. Hesperia
3-2
Pertusa B.-Atletico Santena
3-1
Real Leini-Bussoleno 2000
3-2
Vianney-Victoria Ivest
2-0
Pro Villafranca-Sommariva P.
3-3
San Mauro-Pianezza
3-0
Villar Perosa-Pinasca
1-0
Stella Maris-Pro Asti Sandamian.
0-1
S. Nolese-Esperanza
3-1
Villarbasse-Sp. Cenisia
3-0
Trofarello-Nicese
3-0
Classifica
REPORTERS
Gli ospiti si sono imposti per 3-0, con Mascolo protagonista
fetto dato in amicizia, ma Faggio non è in giornata e pasticcia
malamente: gol e gara finita.
Arrotonda sul 3-0 al 41’ Basiglio
con una cannonata di destro
dalla trequarti: il tiro è fortissimo ma centrale, e Faggio dimostra di non aver smaltito la papera, lasciandosi sorprendere.
La ripresa è pura accademia,
in cui Cuccari riesce a farsi cacciar fuori al 44’ per somma di
ammonizioni (davvero superflua, in una partita molto serena e corretta). Per il Barca tre
punti sul campo e molti in infermeria, visti i brutti tagli di Riccelli e Lo Baido. Il vicino ospedale Martini, in un certo senso,
ringrazia.
SQUADRE
Atletico Chivasso
S. Nolese
San Mauro
Real Leini
La Chivasso
Bvs
Pianezza
Valdruento
Cnh Industrial
P. River Mosso
Atletico Volpiano
Esperanza
Caselette
Orione Vallette
Bussoleno 2000
Venaus
P
24
20
19
17
13
13
11
10
8
8
8
6
6
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V
8
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4
4
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0
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7
F
17
22
18
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10
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9
S
4
8
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13
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8
13
13
16
16
14
19
18
18
21
Classifica
SQUADRE
P
19
Victoria Ivest
18
Villar Perosa
18
San Maurizio C.
14
San Secondo
13
Pol. Bruinese
13
Pinasca
12
Vianney
11
Villarbasse
9
Perosa
9
Lesna Gold
9
Santa Rita
8
F.c. Moncalieri
7
Carrara 90
6
Nich. Hesperia
San Giorgio Torino 4
4
Sp. Cenisia
Classifica
V
6
6
5
4
4
4
3
3
2
2
3
2
1
2
0
1
N
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0
3
2
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1
3
2
3
3
0
2
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0
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1
P
1
2
0
2
3
3
2
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2
3
5
4
3
6
4
6
F
15
17
15
13
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9
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5
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4
5
6
4
5
S
4
6
5
10
9
8
13
7
5
14
13
10
10
13
11
23
Prossimo turno
25/10: Caselette-Cnh Industrial, Esperanza-Bvs, La Chivasso-San Mauro,
Orione Vallette-Atletico Chivasso, Pianezza-S. Nolese, Valdruento-Real Leini, Venaus-Atletico Volpiano, Bussoleno
2000-P. River Mosso
SQUADRE
P
20
Trofarello
18
Pol. Montatese
Nuova Sco 2005 17
17
Moncalieri
16
Baldissero
13
Sommariva P.
11
Atletico Santena
11
Cambiano
10
Stella Maris
9
Pro Villafranca
Pro Asti Sandamian. 8
6
Pertusa B.
6
Nicese
5
Cerro Praia
4
Bacigalupo
4
Cmc Montiglio
V
6
5
5
5
5
3
3
3
3
2
2
1
1
1
1
1
N
2
3
2
2
1
4
2
2
1
3
2
3
3
2
1
1
P
0
0
1
1
2
1
3
3
4
3
4
4
4
5
6
6
F
21
11
19
19
14
12
8
7
11
11
6
9
5
3
4
7
S
9
2
10
11
6
8
9
8
13
11
13
14
15
14
8
16
Prossimo turno
Prossimo turno
25/10: F.c. Moncalieri-Pol. Bruinese, Nich. Hesperia-Lesna Gold, Perosa-Vianney, PinascaSan Maurizio C., Santa Rita-Villarbasse, Sp.
Cenisia-San Giorgio Torino, Victoria Ivest-San
Secondo, Carrara 90-Villar Perosa
25/10: Baldissero-Trofarello, CambianoPertusa B., Moncalieri-Cerro Praia, Nicese-Stella Maris, Pol. Montatese-Cmc Montiglio, Pro Asti Sandamian.-Bacigalupo,
Sommariva P.-Nuova Sco 2005, Atletico
Santena-Pro Villafranca
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52 .Piemonte Sport
.LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
ECCELLENZA
Il punto
PAOLO
ACCOSSATO
La prima contro l’ultima
Il Borgaro ne fa 6 al Volpiano
Borgaro
6
Volpiano
1
Borgaro
Volpiano
(4-2-3-1)
(5-3-2)
D’Angiullo; Erbì,
Moracchiato (24’ st
Riccio), Ferrarese,
Porticchio; Munari,
Zanchi; Pagliero
(34’ st Consiglio),
Sansone, Geografo
(21’ st Lasaponara);
Pierobon
D’Auria; Antoniotti
(13’ st Vardè), Boyomo, Celano, Lamce,
Caldarelli; Francone
(26’ st Zanzarelli),
Valsecchi, Salerno;
Rognetta, Pititto
ALL. Russo
ALL. Conta
Riscatto
Alpignano
Gassino
ancora battuto
Classifiche
Girone A
Il Borgaro sbrana il Volpiano e si vuole mangiare anche il girone visto
che sfrutta nel modo
migliore il pareggio lacustre dell’Orizzonti
United a Stresa e porta
così il vantaggio a quattro punti. Zero sconfitte, maggior numero di
vittorie (sette) e almeno
quattro punti gettati via
per due pareggi incassati quando la partita
era già vinta. Insomma,
qualche motivo per cui i
gialloblù stanno lassù ci
sarà, non ultimo il lavoro di mister Licio Russo.
Domenica la Virtus Verbania e poi i due scontri
diretti contro Orizzonti
e Stresa in cui si misurerà la nobiltà dei torinesi. A Varallo Pombia
l’Alpignano vince invece
per 3-1, ma il campionato di alto livello dell’undici di Grassi fa sì che il
successo sia quasi scontato. Un po’ meno quello
che accade sul campo:
al 42’ del primo tempo,
rigore per il Varallo e
Lazzarini tira fuori. Minuto 24 della ripresa, altro rigore e questa volta
Chisari intercetta il tiro
di Pascarolo. Al 37’ viene decretato il terzo penalty contro l’Alpignano: va Latta, calcia a lato ma l’arbitro fa ripetere. Morale: ancora fuori
per un record di tre rigori (e quattro tentativi) falliti.
RETI: pt 26’ Geografo, 30’ Pierobon,
33’ Salerno (V), 40’ Pierobon; st 15’ Pagliero, 27’ rig. Sansone, 48’ Sansone
ARBITRO: D’Ambrosio di Collegno
AMMONITI: Ferrarese, Boyomo, Valsecchi, Zanzarelli
SPETTATORI: Circa 100
PAOLO PONTI
Borgaro-Volpiano è un «clasico» del calcio piemontese che
conta, anche se quest’anno
propone un divario tecnico e
di obiettivi decisamente diverso. I gialloblù sono lanciati
verso risultati di prestigio
(guai a parlare di promozione), mentre le Volpi, rivoluzionate praticamente in toto,
navigano in lidi tempestosi
come fanalini di coda del girone con il triste record di peggior attacco e peggior difesa,
nel più classico, purtroppo,
dei testacoda di classifica. E il
risultato finale è eloquente:
un tennistico 6-1 che non rende onore agli sconfitti ma premia meritatamente l’organizzazione e il temperamento
dell’undici di Russo.
Nonostante le statistiche
sulla carta potessero far pensare ad un «no contest», sul
campo, almeno per i primi 45
minuti, gli ospiti hanno dato
vita ad una partita vera, com-
L’autore del primo gol
L’attaccante Alessandro Geografo, classe 1993, ha aperto le marcature nel 6-1
che il Borgaro ha rifilato al Volpiano, la peggior difesa del girone
battuta, giocata a fari spenti
cercando di fare comunque il
proprio calcio, trascinati da Pititto, Rognetta e Salerno che fino alla fine non si sono dati per
vinti, e che più di una volta hanno dato filo da torcere alla miglior difesa del campionato.
La differenza vera è stata
però nella determinazione
che il Borgaro ha messo in
campo quando c’è stato bisogno di sbloccare la partita,
nonostante il rigore sbagliato, anzi, parato splendidamente da D’Auria, con l’erogol di Geografo e il bomber
Pierobon che si è fatto perdonare per l’errore dal dischetto, reagendo tempestivamente all’unico errore difensivo
che ha permesso a Salerno di
Femminile
Luserna e Torino
difese colabrodo
1 Doppia sconfitta
nella prima giornata di
campionato. In serie A,
il San Bernardo Luserna a Verona ha pagato
dazio 7-1 contro le
campionesse d’Italia:
di Moretti il gol della
bandiera. Pesante passivo anche per il Torino
in B, che da Cuneo torna sconfitto 7-2.
accorciare le distanze sul momentaneo 2-1.
Anche nella seconda frazione i ragazzi di Russo non hanno
regalato nulla, e per due volte
nei primi minuti sono arrivati
vicinissimi al quarto gol con
Sansone, disinnescato dalle parate di D’Auria. A nulla è valso
l’estremo tentativo di Conta di
inserire la terza punta, che non
ha fatto in tempo ad entrare che
già Geografo aveva servito il rimorchio di Pagliero per il 4-1.
La partita si è chiusa virtualmente qui, e per i taccuini c’è solo da segnalare il rigore procurato da Pierobon e trasformato da
Sansone, e il traversone a tempo
ormai scaduto di Consiglio che
da destra ha trovato il liberissimo Sansone per il 6-1 finale.
Girone B
Nell’anticipo del sabato
il testacoda tra Valenzana e Gassinosanraffaele si risolve con la
vittoria degli alessandrini che ora guidano
solitari il girone. Il Settimo invece perde lottando a Tortona contro
una delle candidate ai
playoff, mentre il Cavour si fa raggiungere
proprio sul finale dal
Savigliano perdendo
un’ottima occasione.
Le altre partite
Tortona
2
Cavour
2
Varallo Pombia
1
Gassinosanraffaele
1
Ivrea Banchette
0
Settimo
1
Savigliano
2
Alpignano
3
Valenzana
3
Valle d’Aosta
1
Tortona
Settimo
Cavour
Savigliano
Varallo Pombia
Alpignano
Gassino
Valenzana
Ivrea Banchette
Valle d’Aosta
Murriero, Bardone,
Mazzocca, Magnè,
Boveri, Morabito,
Canepa, Temperino (28’ Manno),
Farina, Deideri (39’
st Calogero), Magnoni (43’ st Mandirola)
Pacarella, Ferraris,
Patrone, Zanellato,
Di Benedetto, Chiumente (22’ st Gualtieri), Rizzo, Rubino, Padoan, Schiavone, Maci (11’ st
Di Stefano)
Maiani, Re, Laganà
(44’ st Cuttini), Cristiano, Friso, Bonelli
S., Fiorillo, Cretazzo,
Gabella (28’ st Sellam), Atteritano, Valerio (36’ st Garetto)
Rosano, Giordanengo, Di Benedetto,
Giordana (28’ st Barbero), Chiambretto,
Passerò, Magnino
(11’ st Osella), Barbaro, Varvelli, Rosso
(41’ st Pagliero), Rostagno
Accordino, Freitas,
Tessitore (30’ st Borruto), Stangalini (39’
st Terzi), Salice, Caramanna, Latta, Pescarolo, Blanda, Lazzarini, Guarlotti
Chisari, Bellino, Valeri (32’ st Zancanaro), Moreo, Lerda,
Santoli, Vittone, Casassa, Santoro, Bonsanto (35’ st Meitre),
Liguori
Franceschi, Perazzolo, Capocchiano,
Mezzela, Celozzi,
Bettega, Abalsamo
(12’ st Vitale), Talamo, Gazzera, Cavazzi, Fassina L.
Teti, Francesco Bernardo, Ivaldi, Cappannelli (30’ st Gramaglia), Marelli, Serao, Rizzo, Davide
Bernardo, Ruberto
(12’ st Ilardo), Palazzo, Parodi (30’ st
Fiore)
Giarnera, Quilico
(42’ st Ferreri), Tigani, Gallo, Giacoletto, Sabolo, Maccioni, Giordana (37’ st
Romanello), Dominin, Rabbi, Chioso
(15’ st Vicario)
Costantino, Puglisi,
Bonel, Furfaro, Angiulli (27’ st Giannini), Balbis, Mazzei, Scala, Zlourhi,
Caputo (33’ st Pasteris), Grenier (17’
st Bisi)
ALL. Melchiori
ALL. Viola
ALL. Di Leone
ALL. Magliano
ALL. Ferrero
ALL. Grassi
ALL. Sorrentino
ALL. Pellegrini
ALL. Paonessa
ALL. Cusano
RETI: 42’Magnoni; st 26 Farina, 36’
Rizzo (rig.)
RETI: 11’ Rostagno, 30’ Cretazzo; st 18’
Atteritano (rig.), 40’ Rosso
ARBITRO: Lotonoto di Novara
AMMONITI: Boveri, Magnoni, Calogero,
Maci, Rubino, Gualtieri
ARBITRO: Azzaro di Aosta
AMMONITI: Laganà, Cretazzo, Cristiano,
Sellam, Passerò, Varvelli, Barbaro
RETI: 8’ Liguori, 10’ Lerda, 13’ Lazzarini;
st 21’ Bonsanto
ARBITRO: Papale
AMMONITI: Lerda
RETI: 36’ Marelli; st 8’ Ludovico Fassina,
15’ Parodi, 18’ Davide Bennardo
ARBITRO: Madonia di Palermo
AMMONITI: Parodi, Bettega, Gazzera,
Francesco Bennardo, Palazzo, Cappannelli,
Vitale
ESPULSI: Talamo al 46’ st
RETI: 5’ Mazzei
ARBITRO: Umbrella di Nichelino
AMMONITI: Giacoletto, Puglisi, Bonel, Tigani, Giordana, Angiulli
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17.25-19.50
Hotel Transylvania 2 3D
Sala 2
22.15
Sopravvissuto - The Martian Sala 3
16.00-19.05
Sopravvissuto - The Martian 3D Sala 3
22.10
Lo stagista inaspettato
Sala 4
16.45-19.30-22.15
Fantastic 4 - I Fantastici QuattroSala 5
17.40-20.05-22.30
Suburra
Sala 6
18.30-21.30
Maze runner - La fuga
Sala 7
16.45-19.35
Maze runner - La fuga 3D
Sala 7
22.25
Poli opposti
Sala 8
16.55
Padri e figlie
Sala 8
19.20
Black Mass - L’ultimo gangster Sala 8
22.00
Hotel Transylvania 2
Sala 9
16.50
Io sono Ingrid
Sala 9
19.00-21.30
CASCINE VICA - RIVOLI
DON BOSCO DIG. 01195.08.908.
Everest
21.15
CHIERI
SPLENDOR via XX Settembre 6, tel. 01194.21.601.
Everest
19.30
Poli opposti
21.30
CHIVASSO
POLITEAMA 01191.01.433.
Everest
21.00
CONDOVE
CONDOVE piazza Marteri della Libertà 13, tel. 01196.44.128.
Hotel Transylvania 2
21.15
CUORGNÈ
MARGHERITA 0124657.523.
Suburra
Teatri
21.30
20.00-22.15
19.30
21.15
MONCALIERI
UCI CINEMAS MONCALIERIvia Postiglione, tel. 899.788.678. Prezzi: € 6,00 int.; € 5,70 rid.; € 4,00 studenti. Proiezioni 3D: € 10,50 int.; € 8,50 rid.
Lo stagista inaspettato
P 14.00-16.45-19.30-22.15
Rosso Mille Miglia
P 14.15-16.40-22.20
Suburra
P 15.20-18.30-22.00
Suburra
P 19.15-21.15
Woman in Gold
P 14.05-16.55-19.30-22.10
The Lobster
P 14.10-17.00-19.45-22.25
Fuck You, Prof!
P 14.20-17.10-19.50-22.30
Maze runner - La fuga 3D
P 14.00
Maze runner - La fuga
P 16.50-19.40-22.30
Io sono Ingrid
P 17.45-20.15
(int. 11,00 - rid. 9,00)
Hotel Transylvania 2
P 16.45-19.10-22.10
Padri e figlie
P 22.20
Minions
P 14.45
Janis
P 17.20
The program
P 19.40
Reversal - La fuga è solo l’inizio V.M. 14 P 22.15
Everest
P 14.00-17.00-19.40-22.20
Poli opposti
P 15.00
Black Mass - L’ultimo gangster
P 15.30-18.30
Inside Out
P 14.00-16.40
Sopravvissuto - The Martian
P 19.10-22.10
Hotel Transylvania 2
P 15.00-17.45-20.00
Black Mass - L’ultimo gangster
P 22.25
Inside Out
P 15.30-18.30-21.30
Sopravvissuto - The Martian
P 16.20
Padri e figlie
P 19.40-22.20
PIANEZZA
LUMIERE 01196.82.088.
Black Mass - L’ultimo gangster
Inside Out
Maze runner - La fuga
Fuck You, Prof!
Sopravvissuto - The Martian
Hotel Transylvania 2
17.15-19.45-22.15
20.00
17.20-22.10
17.10-18.55-20.35
PINEROLO
HOLLYWOOD 0121201.142.
Suburra
MULTISALA 0121393.905.
Black Mass - L’ultimo gangster
Italia 200
Hotel Transylvania 2
Italia 500
RITZ 0121374.957.
Sopravvissuto - The Martian 3D
20.30
P 21.00
P 21.00
20.30
PIOSSASCO
SAN MAURO TORINESE
GOBETTI via dei Martiri della Libertà 17, tel. 01103.75.408.
Inside Out
P 21.15
SETTIMO TORINESE
PETRARCA via Petrarca 7, tel. 01180.07.050.
Suburra
Sala 1
21.30
Hotel Transylvania 2 3D Sala 2
21.10
Poli opposti
Sala 3
21.20
VALPERGA
AMBRA 0124617.122.
Black Mass - L’ultimo gangster
Uno
Lo stagista inaspettato Due
··· Commedia drammatica. Regia di Nabil Ayouch, con
Loubna Abidar e Danny Boushebel. Durata: 103 minuti. Le
notti brave di quattro giovani escort (Noha, Randa, Soukaina
e Hlima) a Marrakech. Pellicola censurata in patria (il regista
vive sotto scorta). (Nazionale)
NON ESSERE CATTIVO
··· Drammatico. Regia di Claudio Caligari, con Luca Marinelli e Alessandro Borghi. Durata: 100 minuti. I ventenni Vittorio e Cesare vivono di eccessi nella Ostia degli anni Novanta, tra notti in discoteca e spaccio di cocaina. Un giorno Vittorio incontra Linda e decide di cambiar vita: cercherà in tutti i
modi di convincere Cesare a fare altrettanto. Candidato italiano all’Oscar. (Massimo)
··· Drammatico. Regia di Gabriele Muccino, con Russell
Crowe e Amanda Seyfried. Durata: 116 minuti. Lo scrittore
famoso Jake Davis, rimasto vedovo e alle prese con un disturbo mentale, si dedica alla crescita della figlia di cinque anni.
La storia si snoda nell’arco di tempo di vent’anni a New York,
quarta esperienza americana per l’autore de «L’ultimo bacio». (Ambrosio, Reposi, The Space, Uci)
PER AMOR VOSTRO
··· Drammatico. Regia di Giuseppe M. Gaudino, con Valeria Golino e Massimiliano Gallo.Durata: 110 minuti. Suggeritrice in uno studio televisivo, Anna ha accettato una grigia
esistenza per il bene della famiglia. Un lavoro fisso la porterà
ad aprirsi al mondo, a non accettare più compromessi. Golino premio miglior attrice alla Mostra di Venezia. (Nazionale)
POLI OPPOSTI
21.30
21.30
VENARIA
P
P
P
P
P
17.30-20.00-22.30
17.45-20.15
22.30
17.45-20.15
22.30
VINOVO
22.20
17.30-19.30-21.30
MUCH LOVED
PADRI E FIGLIE
IL MULINO - UNIVERSITY FRIENDLY 01190.41.984.
La vita è facile ad occhi chiusi
21.00
SUPERCINEMA 01145.94.406.
Suburra
Inside Out
Black Mass - L’ultimo gangster
Hotel Transylvania 2
Sopravvissuto - The Martian
··· Azione. Regia di Wes Ball, con Nathalie Emmanuel e
Aidan Gillen. Durata: 132 minuti. Secondo capitolo della saga giovanilistica tratta dai romanzi di James Dashner con i
giovani protagonisti in fuga dagli zombi su un pianeta devastato da un’eruzione solare. (Lux, Uci, The Space)
AUDITORIUM DIGITAL 01196.51.181.
E’ arrivata mia figlia
21.00
·· Commedia. Regia di Max Croci, con Luca Argentero e Sarah Felberbaum. Durata: 115 minuti. Stefano è un terapeuta
di coppia, Claudia al contrario lavora come avvocato divorzista: in un primo tempo i due si detestano, mentre il figlio di
Claudia simpatizza con Stefano. Opera prima, otto sceneggiatori. (Reposi, The Space, Uci)
SOPRAVVISSUTO
···· Fantascienza. Regia di Ridley Scott, con Matt Damon
e Jeff Daniels. Durata: 141 minuti. Mark Watney è un astronauta che cerca di sopravvivere da solo su Marte in attesa che qualcuno lo vada a salvare. Dal romanzo di Andy Weir, dirige l’autore di «Blade Runner» e «Il gladiatore». (Centrale, Massaua,
Fratelli Marx, Ideal, Lux, Reposi, The Space, Uci)
LO STAGISTA INASPETTATO
··· Commedia. Regia di Nancy Meyers, con Robert De Niro
e Anne Hathaway. Durata: 121 minuti. Il pensionato Ben
Whittaker decide di tornare a lavorare e viene preso come
stagista in un’azienda di moda. Dall’autrice di «Tutto può
succedere». (Ambrosio, Massaua, Marx, The Space, Uci)
SUBURRA
del 19 ottobre 2015
AGIESSE - ALFA TEATRO via Casalborgone 16/I, tel. 011
81.93.529.Giovedì22ore21.30si
ride di nuovo con il Cabaret di Zelig lab on the road. Sabato 24 ore
21 la Compagnia Quarantaquattro presenta Frankestein,
lab-ominevole creatura
ALFIERI piazza Solferino 2, tel.
011 56.23.800. Prosegue la campagna abbonamenti per la stagione 2015-2016 di Torino Spettacoli e sono in vendita i biglietti singoli per tutti i cartelloni. Si
prenota per il Musical Pinocchio
in scena dal 10 al 15 novembre
AUDITORIUM RAI p.zza Rossaro,
tel. 011 81.04.653. Concerto Trio
d’archi. Alessandro Milani violino, Luca Ranieri viola, Pierpaolo
Toso violoncello. Musiche di J.
Haydn,F.Schubert,L.vanBeethoven. Domenica 26. Ore 10.30
CARIGNANO/TEATRO STABILE TORINO piazza Carignano 6, tel.
800.235.333. Martedì 20 ore
19.30 Vita di Galileo di B. Brecht,
diretto e interpretato da Gabriele Lavia
CASA TEATRO RAGAZZI E GIOVANI corso G. Ferraris 266/C, tel.
011 19.740.280. Stagione
2015/2016:Sabato24ore21edomenica 25 ore 16.30 Luigi Rignanese & le Quatuoraconte
presentano KNUP
COLOSSEO via M. Cristina 71, tel.
01166.98.034.Staseraore21Fiorello in L’ora del Rosario. Venerdì
30 Erri Del Luca in La musica provataconNickyNicolai,Stefanodi
Battista sax, Roberto Pistolesi
batteria, Andrea Rea pianoforte, Daniele Sorrentino basso
ERBA corso Moncalieri 241, tel.
011 66.15.447. Oggi ore 10 in scena “L’imbroglione” dallo Pseudolus di Plauto, di Gian Mesturino e Girolamo Angione con la
CompagniaTorinoSpettacoli,regia G. Angione. Ultima replica
GIOIELLO TEATRO via Cristoforo
Colombo31bis,tel.01158.05.768.
Daven23adom25ottobre,inscena il nuovo spettacolo - concerto “In vespa da Torino a New
York”, con le Blue Dolls
GOBETTI TEATRO/TEATRO STABILE
TORINO via Rossini 8, tel.
800.235.333. Prosegue in biglietteria e on-line la vendita
degliabbonamentiebigliettistagione Teatro Stabile, abbonamenti e biglietti Torinodanza.
Domani inizio vendita abbonamenti Il sabato al Carignano –
Speciale Over 65 solo in biglietteria via Rossini 8
I CONCERTI DEL POMERIGGIO
piazza Solferino 4.. Inaugurazionestagione: Vorreidanzarcon
te...Dall’operetta al musical con
SusyPicchiosoprano,FulvioMassa baritono, Massimiliano Brizio pianoforte. Mercoledì 4 novembre, ore 16
LBT- LA BOTTEGA TEATRALE corso Govone 16, tel. 0161 840.796.
Domenica 25 ore 16.30, al Teatro
EducatoriodellaProvvidenzaper
laDodicesimaStagionediTeatro
di Figura per famiglie e le Scuole Le figure dell’inverno la compagnia GUFOBUFFO di Torino
presenta lo spettacolo Favoleextraterrestri
MONCALIERI LIMONE FONDERIE
TEATRALI/TEATRO STABILE TORINO via Pastrengo 88, tel.
800.235.333. Martedì 20 ore
19.30 per Torinodanza festival
Coleccióntangocoreografia e direzionegeneraleLeonardoCuello, Compañia de Leonardo Cuello. A seguire, serata di ballo Milonga con ballerini della Compañia de Leonardo Cuello
MONTEROSA via Brandizzo 65,
tel.01123.04.153.Dal20Ottobre
aperturadellebiglietteriesututta la stagione teatrale e possibilità di acquisto degli “abbonamenti a 5 spettacoli a scelta”
TEATRO NUOVO corso M.
D’Azeglio17,tel. 65.00.200.Mercoledì 21 ore 20.45 C.ie Zerogrammi con Alcesti (o del suono dell’addio). Giovedì 22 e venerdì 23 ore 20.45 Balletto di
Roma con Il Lago dei cigni ovvero Il canto
PICCOLO REGIO GIACOMO PUCCINI. Le Conferenze del Regio:
mercoledì 21/10 ore 17.30 Il lungo cammino di Mahler verso la
“Resurrezione”, conversazione
e ascolti a cura di G. FournierFacio, in occasione del primo
appuntamento de I Concerti (24
ottobre ore 20.30). Ingresso libero
PICCOLO TEATRO PEREMPRUNER Grugliasco, tel. 011 787.780.
Aperte le iscrizioni ai corsi di
teatro per adulti il lunedì e il martedì dalle ore 20.30 alle ore 22.30
SOLFERINOpiazzaSolferino2,tel.
011 56.23.800. Novità assoluta
per i cartelloni low-cost di Tori-
no Spettacoli: dal 23 al 27 novembre, per “Mezzogiorno a
teatro”, la Compagnia Torino
Spettacoli presenta: “Non chiedermi come sei nata” dall’omonimo libro di Annarita Briganti
TANGRAM TEATRO via Don Orione 5, tel. 011 338.698. Giovedì
22 ore 21 Venerdì 23 ore 19, Sabato 24 ore 21, al Tangram Teatro(Torino)Natidallatempestadi
Bianca Teatro&L.art. Regia Silvia
Battaglio
TEATROAGNELLIviaSarpi111,tel.
011 30.42.808. Insolito – il 23 ottobre alle ore 21 Gabriele Romagnoli in “Solo bagagli a mano”. Domenicamattinateatro –
il25/10alleore11Ass.PaulValery
in “La casetta della Pimpa”
TEATROASTRA viaRosolinoPilo6.
Martedì 27 Tre sorelledi Cechov,
regia Emiliano Bronzino
TEATRO CARDINAL MASSAIA via
Sospello 32, tel. 011 257.881. Sabato24ore21eDomenica25ore
16.30 Compagnia TeatroMatto
in Il Principe Alì. Venerdì 30 e
Sabato31ore21GianCarloFantò
in The Jokerman
TEATRO CIVICO GARYBALDI DI
SETTIMO TORINESE via dei Parti-
giani4-SettimoTorinese,tel.011
80.28.501. Santibriganti Teatro
presenta la stagione teatrale
2015-2016 “Sotto un cielo di ferro e di gesso” da 7 novembre
con Cesar Brie, Giuliana Musso,
Mario Perrotta, Jurij Ferrini,
Arianna Scommegna
TEATRO GOBETTI via M. Libertà 17
- S. Mauro Torinese, tel. 347
25.47.687. Il Porto d0Arti in Lacena dei single a cura di Renato Liprandi. Giovedì 22. Ore 21
TEATRO IL MULINO via Riva Po 9 Piossasco, tel. 011 90.41.984. La
bisbetica domanta regia di Antonio Grazioli. Compagnia Teatrale Gost. Venerdì 23. Ore 21
TEATRO MARCHESA corso Vercelli 141.. Sabato 24 ore 21 e Domenica25ore16,Inaugurazione
della nuova stagione 2015/16
“BarrieraDanza”presentazione
del cartellone “Gran Galà di Stelle dello Spettacolo”
TEATRO REGIO. Ore 20 Ramón
Vargas and Friends, concerto benefico a favore dei bambini disabili di Haiti e Messico. Con R.
Vargas, B. Frittoli, F. Furlanetto,
G. Petean. Organizzano la Fondazione F. Rava - N.P.H. e il Fondo Memorial E. Vargas
···· Drammatico. Regia di Stefano Sollima, con Elio Germano e Claudio Amendola. Durata: 130 minuti. Un’intensa
settimana di affari intorno alla speculazione edilizia Waterfront, destinata a trasformare il litorale romano in una sorta
di Las Vegas: politici corrotti, zingari delle periferie, mafia,
faccendieri di ogni tipo, un reduce della Banda della Magliana. Dall’omonimo romanzo di Bonini e De Cataldo, dirige
l’autore delle serie televisive «Romanzo criminale» e «Gomorra». (Ideal, Reposi, Eliseo, Greenwich, Space, Uci)
THE LOBSTER
···· Drammatico. Regia di Yorgos Lanthimos, con Colin
Farrell e Rachel Weisz. Durata: 118 minuti. In un futuro imprecisato i single vengono arrestati e chiusi in un hotel: hanno 45 giorni di tempo per trovare l’anima gemella, altrimenti
saranno trasformati in animali e abbandonati in un bosco.
Premio della giuria al Festival di Cannes. (Massimo)
THE PROGRAM
··· Drammatico. Regia di Stephen Frears, con Ben Foster e
Dustin Hoffman. Durata: 104 minuti. L’autore dei pluripremiati «The Queen» e «Philomena» ricostruisce la storia dell’americano Lance Armstrong, il campione di ciclismo accusato di doping. Dal libro di David Walsh, la sceneggiatura è di
John Hodge («Trainspotting»). (Greenwich)
LA VITA È FACILE AD OCCHI CHIUSI
··· Commedia. Regia di David Trueba, con Javier Cámara e
Natalia de Molina. Durata: 104 minuti. Nella Spagna franchista degli anni Sessanta un professore insegna l’inglese agli
alunni facendo ascoltare le canzoni dei Beatles: saputo che
John Lennon è in Andalusia per un film, decide di partire per
andarlo a conoscere e durante il percorso offre un passaggio
a un sedicenne scappato di casa e a una ragazza. Da una
storia vera, opera pluripremiata in patria. (Fratelli Marx)
WOMAN IN GOLD
···· Drammatico. Regia di Simon Curtis, con Helen Mirren
e Ryan Reynolds. Durata: 110 minuti. Sopravvissuta all’olocausto, l’ebrea Maria Altmann decide di lottare per rientrare
in possesso di un famoso dipinto di Gustav Klimt sottratto
alla sua famiglia dai nazisti. Da una storia vera, dirige il cineasta di «Marylin». (Ambrosio, Due Giardini, Romano, Uci)
1
LA STAMPA
LUNEDÌ 19 OTTOBRE 2015
Il tempo
Torna il sole al Nord, piogge sull’Adriatico. Piogge sulla Campania da stasera
LE PREVISIONI DI OGGI
SITUAZIONE
Un fronte perturbato scorre
lungo la Penisola e interessa
oggi le zone centrali
adriatiche e dalla sera
avanzerà verso Sud portando i
primi temporali intensi sulla
Campania. Al Nord l’ingresso
di correnti più asciutte da
Nord-Est riporterà ampie
schiarite, che permarranno nei
prossimi giorni.
SOLE
NUVOLOSO
POCO NUVOLOSO
NORD
Al Nord-Ovest e su alta
Lombardia soleggiato dal
mattino, a parte
addensamenti lungo le
pianure del Po nelle prime
ore. Sul Nord-Est ancora
nuvoloso al mattino con ultimi
rovesci sulle Alpi orientali, ma
tendenza a schiarite e
passaggio a condizioni
abbastanza soleggiate con
addensamenti sparsi.
COPERTO
DOMANI
VARIABILE
Tempo .55
.
Sulla Toscana da parzialmente
nuvoloso ad abbastanza
soleggiato; altrove
irregolarmente nuvoloso o più
nuvoloso con rovesci e
temporali su Umbria e in
particolare tra Marche e
Abruzzo. In parte soleggiato
su Lazio. Su Sardegna ampie
schiarite su zone occidentali e
al Centro, nubi a Est.
PIOGGIA DEBOLE-MODERATA
IN EUROPA
Il Sole
CENTRO
PIOGGIA INTENSA
TEMPORALE
SUD
Sulla Campania variamente
nuvoloso con tendenza a
rovesci e temporali intensi
sulle zone Nord e interno
della regione; altrove
ampie schiarite con
passaggi nuvolosi sulla
Sicilia e nubi in aumento su
Molise, Sannio e Gargano
con rovesci e locali
temporali. Più soleggiato
su resto della Puglia.
NEBBIA
VENTO
NEVE
Sorge
alle ore
07.24
Culmina
alle ore
12.55
Tramonta
alle ore
18.25
PRIMO
QUARTO
La Luna
Si leva Cala
alle ore alle ore
23.08
13.02
20 OTT
MARE CALMO
POCO MOSSO
MARE MOSSO
Persiste il
maltempo piovoso
su Germania,
Polonia, Repubblica
Ceca, Slovacchia,
Ungheria, Slovenia;
nubi e piogge più
irregolari tra
Bielorussia, Ucraina
e Russia.
Irregolarmente
nuvoloso sull’Ovest
europeo con nubi e
piogge tra il Sud
del Portogallo e
l’Andalusia. In gran
parte soleggiato tra
Grecia, Turchia e
Romania.
MARE AGITATO
Le precipitazioni attese oggi
LA TENDENZA DELLE
TEMPERATURE
In calo sulle zone
adriatiche, in
aumento altrove.
Trento
Trieste
10 18
Aosta
Venezia
Milano
10 18
8 16
Bologna
12 16
Torino
8 17
12 16
13 17
Genova
12 19
Firenze
Ancona
14 21
Perugia
15 16
13 16
Nubi, rovesci e locali temporali al Sud, in
gran parte soleggiato al Centro-Nord, salvo
residui rovesci su Abruzzo.
DEBOLI
L‘Aquila
Roma
Campobasso
17 21
DOPODOMANI
12 18
Foggia
FORTI
MOLTOFORTI
Vigilanza meteo di oggi e domani
14 22
Bari
Napoli
16 26
17 21
Alghero
MODERATE
Rovesci e temporali tra Marche e Abruzzo,
tra pomeriggio e sera nubifragi sulla
Campania settentrionale fino al Sannio.
14 17
Potenza
10 18
16 23
Cagliari
Catanzaro
19 26
12 25
Palermo
Reggio Calabria
19 27
15 28
Catania
14 28
Nubi e rovesci ancora presenti su estremo
Sud, specie sulla zona ionica, più
soleggiato altrove.
NESSUNA
Acura di www.nimbus.it
ALGERI
ANKARA
BAGHDAD
BANGKOK
BEIRUT
BOMBAY
BRASILIA
BUENOS AIRES
CALGARY
CARACAS
CASABLANCA
CHICAGO
CITTÀ DEL CAPO
CITTÀ DEL MESSICO
DAKAR
DUBAI
FILADELFIA
GERUSALEMME
HONG KONG
IL CAIRO
JOHANNESBURG
KINSHASA
LA MECCA
L'AVANA
LOS ANGELES
MANILA
MELBOURNE
MIAMI
MONTREAL
NAIROBI
NEW YORK
NUOVA DELHI
PECHINO
SHANGAI
SINGAPORE
TOKYO
WASHINGTON
MIN °C MAX °C OGGI
19
13
20
26
23
25
17
14
5
26
21
8
16
12
28
27
-1
23
24
23
15
24
29
22
19
25
14
24
-5
16
3
22
7
17
28
17
-1
29
25
36
33
32
37
35
21
17
34
26
22
30
23
32
35
13
31
31
31
28
30
41
29
26
30
29
28
8
29
13
38
20
24
33
23
13
CITTÀ
AMSTERDAM
ATENE
BARCELLONA
BELGRADO
BERLIN
BERNA
BRATISLAVA
BRUSSELS
BUCAREST
BUDAPEST
COPENHAGEN
DUBLIN
EDIMBURGO
HELSINKI
ISTAMBUL
LISBONA
LONDRA
LUBIANA
MADRID
MOSCA
OSLO
PARIGI
PODGORICA
PRAGA
REYKJAVIK
ROMA
SARAJEVO
S. PIETROBURGO
SOFIA
STOCCOLMA
TALLINN
TIRANA
VARSAVIA
VIENNA
VILNIUS
ZAGABRIA
MIN °C MAX °C OGGI
10
16
17
12
8
6
11
8
10
11
7
11
7
2
14
14
10
11
15
4
3
5
12
7
5
17
7
5
11
2
6
13
8
8
6
10
12
27
20
16
10
8
12
11
20
12
9
12
11
9
19
18
13
12
20
7
7
11
23
10
8
21
17
8
23
9
10
24
11
10
11
11
ELEVATA
ESTREMA
Lunedì Che tempo farà
Tempo e temperature previsti nel mondo e in Europa
CITTÀ
MODERATA
Possibili situazioni alluvionali tra
Napoletano, Casertano, Benevento e
Sannio.
Arriva una settimana più tranquilla
dopo giorni di nubifragi e alluvioni
LUCA MERCALLI
I
l fronte nuvoloso giunto ieri al
Nord oggi scivola con le sue piogge
anche abbondanti sulle Venezie e
al Centro Italia, e domani al Sud,
mentre al suo seguito venti settentrionali riportano il sereno. Il tempo
soleggiato si consoliderà in settimana, salvo in Sicilia, sotto forti rovesci
mercoledì e giovedì. Notti fresche,
temperature minime intorno a 5 °C
nelle zone extraurbane della Valpadana, e 15-17 °C nelle ore centrali; oggi e
domani punte diurne oltre 25 °C all’estremo Sud, ma da mercoledì anche
lì si toccheranno a fatica i 20 °C.
La perturbazione atlantica di martedì 13 è stata molto attiva in Friuli e
tra il Levante ligure e l’alta Toscana,
con scrosci da 97 mm a Lignano (Udine), 157 mm sul Monte Pisano, allaga-
menti in Versilia e Lucchesia. Fronte
freddo esteso dal Nord-Est al Centro
mercoledì 14, mentre a Palermo si toccavano 31 °C, al contatto tra l’aria calda
nordafricana e quella fresca nordatlantica si sono formati nubifragi rigeneranti tra la Ciociaria e la Marsica,
con oltre 100 mm caduti intorno ai
Monti Prenestini: straripamento dell’Aniene, inondazioni, interrotta la ferrovia Roma-Cassino, due vittime per
frane, a Paliano (Frosinone) e Civitella
Roveto (L’Aquila), e una per un fulmine
sempre nell’Aquilano. Giovedì è toccato a Campania, Puglia e Sicilia: nel Beneventano fino a 160 mm di pioggia in 6
ore, grave esondazione dei fiumi Calore e Sabato, una donna annegata a Pago Veiano; alluvione-lampo anche a
Foggia, allagamenti a Palermo e dintorni (142 mm a Prizzi, sulle montagne
nei pressi di Corleone); intanto, giove-
dì sera, al passaggio di una depressione fredda dalla Valle del Rodano, estesi
temporali tardivi scaricavano 60-100
mm tra Torinese e Biellese con neve in
calo a 1000-1300 m sulle Alpi. Venerdì
16, manto nevoso di 70 cm allo Stelvio e
fiocchi a 1200 m anche sulle Dolomiti;
nubifragi tra Barese e Salento, inondata e paralizzata Taranto, qui con 215
mm, il 40% della pioggia media annua
in poche ore, treni fermi, allagata pure
l’Ilva. Situazione più tranquilla tra sabato e ieri, pur sotto molte nubi.
Dopo un semestre rovente, settembre 2015 è stato il primo mese leggermente fresco sulle Alpi e in Piemonte
(0,5 °C sotto norma a Torino), ma a livello nazionale ha ancora prevalso il
caldo con 0,9 °C in più rispetto alla media. Precipitazioni nel complesso normali, ma non senza estremi localizzati,
come l’alluvione del 14 nel Piacentino.
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