Hotel e risparmio energetico dalle forme tradizionali

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Hotel e risparmio energetico dalle forme tradizionali
SPECIALE ENERGIE
Job in Tourism - Anno XII - Gennaio 2009 - n° 1
®
Poste Italiane Spa - Spedizione in Abbonamento Postale - 70% DCB Lombardia - COPIA OMAGGIO
APPROFONDIMENTI, FOCUS E TREND DI SETTORE PER I MANAGER E I PROFESSIONISTI DEL TURISMO
Hotel e risparmio
energetico dalle
forme tradizionali
alle energie
rinnovabili
INTERCONTINENTAL
CASE HISTORY
LEGGI
PAGINA 3
PAGINA 15
PAGINA 31
Il vento gonfia le
vele dell’economia
turistica
Saint Moritz,
tra jet set
ed eco-efficienza
Il quadro normativo
e i finanziamenti
agevolati
e
L’editoriale
Nuovi
risparmi
e nuovi
guadagni
Come evitare il caro bolletta
e salvaguardare l’ambiente
e Emilio De Risi
L’
È
innegabile, tra i maggiori costi di
una struttura alberghiera figurano
quelli legati al consumo
energetico. Nei nostri continui dialoghi
con albergatori e manager del settore
abbiamo percepito una forte necessità
tesa ad ottenere informazioni in tema
di risparmio energetico ed energie
rinnovabili.
È interessante scoprire che legata a
una coscienza sociale i professionisti
del comparto turistico abbiano
individuato delle opportunità di
business: innanzitutto il saving sui
costi di struttura sviluppato grazie
alle fonti rinnovabili e ai sistemi di
efficienza energetica. Inoltre, alcuni
professionisti, creano nuove
prospettive puntando su clienti, che
nel loro processo decisionale,
considerano l’importanza di strutture
ricettive eco-friendly .
Le opportunità, però, devono essere
percepite su due vie. Se da un lato i
professionisti del comparto turistico,
iniziano a comprendere la necessità
di un approccio al risparmio
energetico, anche i fornitori di
queste tecnologie devono
comprendere meglio il linguaggio
alberghiero portando soluzioni che
siano sempre più dedicate a clienti
particolari come le strutture
alberghiere ed extra-alberghiere.
In questo numero, che per forza di
cose non può essere esaustivo del
fenomeno, vogliamo disegnare uno
scenario e degli strumenti operativi:
parlando con specialisti del risparmio
energetico, raccontando interessanti
case history e fornendo un quadro
dei principali strumenti normativi.
Nel momento in cui chiudiamo
questo numero veniamo a
conoscenza di un nuovo fatto che
potrebbe mutare la situazione
attuale, la possibilità che vengano
ridotte alcune agevolazioni legate al
risparmio energetico. Ancora non
sappiamo quale sarà la forma
definitiva del provvedimento; ad
ogni modo siamo certi che
contenimento dei costi, sviluppo di
nuovi mercati e sostegno
dell’ambiente siano valide ragioni
affinché si continui ad investire in tal
senso.
2
Scenari futuri
Italia, secondo le recenti dichiarazioni del ministro per lo
Sviluppo Economico Claudio
Scajola, importa l’86% del proprio
fabbisogno energetico: un costo oneroso, che entro la fine del 2008, peserà sui contribuenti per 60 miliardi
di euro. Un salasso confermato anche
da una recente indagine dell’Authority che ha appurato che gli Italiani
hanno pagato, nel secondo semestre
del 2007, bollette della luce maggiorate del 35-40% rispetto agli altri
cittadini europei.
La soluzione? Alleggerire la pressione dei prezzi puntando sulle
energie rinnovabili. L’Italia in questi
anni ha raccolto la sfida: in tutto il
Belpaese continuano a fiorire le iniziative e a moltiplicarsi gli investimenti. In Sicilia, per esempio, nel
comune di Cimmina (Pa) i primi mesi del 2009 inizieranno i lavori del
più grande campo fotovoltaico d’Europa, che si estenderà su una superficie di 15 ettari e produrrà circa 10
milioni di kWh all’anno, soddisfacendo la domanda elettrica di circa
4 mila famiglie. L’impianto, che verrà
realizzato dall’azienda umbra Energia Futura, e prevede un investimento di 40 milioni di euro, consentirà
di risparmiare all’anno 2 mila tonnellate di petrolio e di evitare l’emissione di 6 mila tonnellate di anidride
carbonica e 13 mila kg di ossidi
d’azoto. A utilizzare il sole come
fonte di energia (si calcola che ogni
anno sulla terra le radiazioni solari
potrebbero produrre l’energia equivalente a quella contenuta in 25
mila miliardi di tonnellate di petrolio)
e
(fonte: GSE)
sono anche i ricercatori dell’Enea che
coordinati dal premio Nobel Carlo
Rubbia stanno lavorando al progetto
“Archimede”. Si tratta di un’evoluzione del solare termodinamico, che
combina la tecnologia dei sistemi a
collettori parabolici lineari e dei sistemi a torre. In pratica enormi specchi (ne servono circa 360) concentreranno i raggi del sole su un tubo ricevitore dentro il quale scorre un
Il triplice vantaggio
delle fonti rinnovabili per l’albergatore
1 Ridurre i consumi di risorse a pagamento con conseguente diminuzione delle bollette di fornitura di
energia, gas o metano.
2 Ricorrere ad energie “pulite” permette di accedere a finanziamenti e
forme di incentivi (comunitari, nazionali, regionali, provinciali o comunali) sia per ciò che concerne la
realizzazione dei nuovi impianti e
la successiva immissione in rete
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
dell’energia elettrica prodotta, sia
per gli interventi sull’involucro.
3 Certificare la propria attività dal
punto di vista ambientale consente non solo di ridurre gli sprechi,
quindi le spese, ma altresì di identificare sul mercato la struttura ricettiva come elemento preferenziale per un pubblico sensibile a
queste tematiche, accrescendo i
proprio clienti.
fluido termo vettore (una miscela di
nitrati di sodio e potassio) che raggiunge la temperatura di 550° C. Il
caldo accumulato sarà immagazzinato, poi, in due serbatoi di stoccaggio
di grandi dimensioni e inviato a uno
scambiatore dove cede una parte di
calore con il quale viene generato il
vapore, ad alta pressione che, convogliato nelle turbine, produrrà energia
elettrica. L’impianto potrà erogare
una potenza elettrica costante
nell’arco delle 24 ore, a ciclo continuo anche di notte, indipendentemente dalla variabilità della fonte
solare. Il prototipo sviluppato
dall’Enea in collaborazione con Enel,
troverà una prima applicazione
nell’arco del 2009, presso la centrale
di Priolo Gargallo (Sr) dove prenderà
vita, il primo progetto al mondo di
integrazione tra un ciclo combinato
al gas e un impianto solare termodinamico, con il risultato di ridurre le
emissioni di CO2 di 7.300 tonnellate
all’anno, di risparmiare 2.400 tonnellate di petrolio e abbattere del 75%
gli ossidi di azoto.
S
ogno o utopia? Un albergo al 100%
ecocompatibile, che non inquina e
non danneggia l’atmosfera, ma anzi
contribuisce a preservarla. A promuovere il
progetto dell’Innovation hotel è la catena
alberghiera Intercontinental (appartenente
al gruppo Ihg proprietario anche dei marchi
Crowne Plaza e Holiday Inn) che getta la
sfida e smuove le coscienze degli attori del
comparto turistico allo scopo di generare
un pubblico dibattito e di aprire un tavolo
di confronto alla ricerca delle soluzioni più
idonee per combattere l’effetto serra. Sul
sito dedicato all’iniziativa (www. ihg.com/
innovation) si trovano non solo alcuni dei
migliori progetti che l’industria turistica può
sviluppare nell’ambito della sostenibilità
ambientale, ma anche un compendio di
comportamenti virtuosi che hanno come
unico scopo la salvaguardia del pianeta.
Qualche esempio? Utilizzare solo mobili e
accessori realizzati con materiali riciclati,
arredare le strutture ricettive con opere
d’arte create da artisti locali per assicurare
una bassa “impronta al carbonio”, educare
i clienti all’uso di contenitori per il riciclo
dei rifiuti. Ma non solo: evitare gli sprechi
consegnando a istituzioni benefiche o
banchi alimentari tutte le materie prime non
utilizzate in cucina. L’olio scartato, poi,
potrà fungere da bio- combustibile per generare energia e calore mentre gli avanzi di
cibo possono essere lavorati e trasformati in
un ricco fertilizzante da usare sulle piante
e sui prati dell’hotel. Sul tetto dell’albergo
(dove saranno installati i pannelli solari e i
serbatoi per la raccolta di acqua piovana),
infatti, troverà spazio anche un’area verde
con un giardino pensile che servirà a migliorare le performance termica dell’edificio contribuendo a mantenerlo fresco
quando la temperatura esterna è alta e a
isolarlo in inverno. Le piante e il sottile
strato di terra fungeranno anche da barriera
per il suono, specialmente quando sono
umidi, aiutando così a ridurre l’inquinamento acustico. La plastica in quest’oasi
ecologica naturalmente è bandita: tutta la
segnaletica sarà composta da insegne in
pietra lavica naturale.
«Le persone che fanno qualcosa per l’ambiente quando sono a casa sono interessate
a fare la stessa cosa quando alloggiano in un
hotel», commenta David
Jerome, senior vice President della Corporate responsibility di Ihg che
conclude, «il turismo responsabile sta crescendo
in modo tale da renderlo
rilevante per il nostro business, facendo contemporaneamente qualcosa
di utile in termini di impatto sull’ambiente e sulla
comunità. Vogliamo scoprire quali caratteristiche
“verdi” sono importanti
per i nostri ospiti prima di
renderle parte degli standard dei nostri brand,
dando così la possibilità ai
I nuovi progetti verdi di Intercontinental
Il vento gonfia le vele
dell’economia turistica
A sinistra e sotto,
tre immagini
del Bora Bora
Intercontinental
Thalasso spa, lo
splendido resort nella
Polinesia francese,
che attinge l’acqua
fredda, dalle
tubazioni
sottomarine,
per climatizzare
tutta la struttura
clienti di partecipare con le proprie idee».
Il gruppo Ihg (antesignano nel settore,
avendo distribuito già nel 1991 degli opuscoli nei suoi hotel con le linee guida “eco”,
in occasione della fondazione Ihei, International hotels and environmental initiative)
con la proposta dell’Innovation hotel conferma la sua attenzione alle tematiche
ecologiche: non è un caso se a Bora Bora,
nella Polinesia francese, sorge il resort InterContinental Thalasso spa, che presenta le
più profonde tubazioni sottomarine del
A sinistra e sopra, una suite e la
sontuosa hall dell’hotel Intercontinental
Willard a Washington, alimentato
al 100% da energia eolica
mondo che forniscono l’acqua fredda necessaria a climatizzare tutto l’hotel. L’acqua
del mare viene pescata a 900 metri di profondità, ad una temperatura di 5°, e convogliata in un sistema di aria condizionata
ecologico in grado di far risparmiare all’hotel il 90% di elettricità, 2.5 milioni di litri di
carburante e di ridurre 6.700 tonnellate di
CO2 all’anno.
Utilizza una fonte pulita anche l’elegante e raffinato InterContinental Willard a
Washington interamente alimentato da
energia eolica: l’uso di questa fonte ecologica consente di coprire l’intero fabbisogno annuo dell’albergo, 7.1 milioni di kilowatt ora di elettricità, a zero emissioni di
diossido di carbonio. Risparmio energetico, per Ihg, è la parola chiave del futuro: i
200 prototipi di nuove strutture a marchio
Holiday Inn in apertura (o ancora in costruzione) hanno comportato, rispetto
all’edilizia tradizionale, un utilizzo del
30% in meno di materiali edili e un 20%
in meno di energia per il funzionamento
della strutture.
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
3
trend
Al contrario delle comuni
lampadine, quelle fluorescenti
di classe A costano di più
ma hanno il vantaggio
di durare più a lungo.
S
econdo l’Omt (Organizzazione
Mondiale del Turismo) la percentuale di consumatori che richiede
pacchetti di viaggio sostenibili cresce con
una media annua del 5%, mentre l’ecoturismo ricopre il 20% del mercato turistico
mondiale. Un appeal, quello del turismo
“verde”, che attrae soprattutto i visitatori
provenienti dal Regno Unito, Germania e
Olanda, ma anche dagli Stati Uniti. Un
recente sondaggio ha stimato, infatti, che
58.5 milioni di viaggiatori americani (il
38% del totale) sarebbero disposti a spendere di più per alloggiare in strutture ricettive eco-friendly. L’esplosione di questa
tendenza viene spiegata dal quotidiano
The Guardian che afferma “praticare
l’ecoturismo significa fare esperienze diverse, sintonizzarsi più profondamente
con la natura o con la comunità locale.
Si tratta di aprire gli occhi la mattina e
realizzare davvero dove ci si trova piuttosto che vedere l’anonimo arredamento di
una catena di alberghi”. E proprio con la
finalità di opporsi al turismo di massa e
preservare la natura è nato, lo scorso
novembre, un nuovo player dell’ospitalità: Eco WorldHotel, il primo brand tutto
italiano, che riunisce alberghi, B&B,
agriturismi, resort, ostelli con un unico
comun denominatore: essere amici
dell’ambiente. Il gruppo con sede a Milano, non si limita al consociativismo, ma
si configura come un vero e proprio marchio di qualità ambientale, certificando
le strutture ricettive eco-sostenibili che
ottimizzano i costi, risparmiano sui consumi e rispettano la biosfera. Ognuna
delle 50 strutture associate diffuse capillarmente in tutta Italia, infatti, ha ottenuto un’ecofoglia (corrispondente alla stelletta degli hotel, da un minimo di 1 a un
massimo di 5) non solo a seconda dell’impegno ambientale profuso (un punteggio
è calcolato in base al soddisfacimento dei
15 requisiti obbligatori e dei 75 facoltativi), ma anche in base all’esito delle visite
degli ispettori inviati dalla casa madre che
periodicamente verificano la congruità
dei parametri. «Il nostro progetto ha fon-
Quando
l’ospitalità si fa bio
è nato il nuovo brand che raggruppa le strutture amiche dell’ambiente
Sopra, Alessandro
Bisceglia
amministratore
delegato di
EcoWorldhotel;
a destra,
una struttura
affiliata al brand:
l’hotel Castelir a
Panchià (Tn)
damentalmente due obiettivi: promuovere un turismo responsabile, attento
all’ecologia e ridurre l’impatto delle attività correlate alla gestione di un hotel sul
territorio», afferma Alessandro Bisceglia,
amministratore delegato di Eco WorldHotel e albergatore. Per ottenere questi risultati bisogna lavorare su due fronti forman-
Un altro hotel
Ecoworld, L’Ariana
sull’isola
di Salina (Me)
nell’arcipelago
delle Eolie
4
Infatti ogni volta che si
accendono, consumano 5 volte
in meno di quelle tradizionali
consentendo un notevole
risparmio in bolletta
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
do sinergicamente cliente e operatore
turistico.
Da una parte, infatti, occorre coinvolgere in questa filosofia che mescola
ecoturismo allo sviluppo sostenibile,
anche l’ospite dell’hotel, che si troverà in
camera oltre a una cartelletta informativa
con le linee programmatiche degli
EcoWorldHotel, anche un set linea cortesia con contenuto vegetale e affissi in
bagno, avvisi che responsabilizzino sulla
frequenza dei lavaggi degli asciugamani.
Dall’altra parte l’albergatore dovrà “sensibilizzare“ i clienti incentivandoli a utilizzare i mezzi di trasporto pubblici o di
biciclette per raggiungere l’hotel o i luoghi
di interesse limitrofi e si impegnerà a
promuovere il territorio, proponendo
nella propria cucina i prodotti tipici locali, alimenti biologici e equosolidali.
Le strutture ricettive affiliate a EcoWorldHotel, inoltre, si impegneranno ad
adottare piccoli, ma efficaci, accorgimenti per ridurre i consumi (come sostituire
le normali lampadine a incandescenza
con quelle fluorescenti di classe A, ridurre la quantità di rifiuti e procedere alla
raccolta differenziata, adottare misure per
evitare inutili dispersioni energetiche,
usare carta riciclata). I membri di
EcoWorldHotel, poi, saranno supportati
anche attraverso attività di marketing e
pubblicità nel rafforzamento della propria
immagine: «A questo scopo», prosegue
Bisceglia, «abbiamo creato il sito
www.ecoworldhotel.com dove è possibile prenotare on-line, presso le strutture
ricettive dei nostri soci, il proprio soggiorno “verde” avvalendosi anche dell’ecocard, un utile strumento per fidelizzare i
clienti; un’altra sezione del sito è dedicata all’eco-shop che consentirà agli albergatori di acquistare prodotti ecologici e
bio». Tutto dedicato all’informazione
professionale e riservato agli addetti ai
lavori è, invece, l’altro sito del gruppo,
www.ecoworldhotelgroup.com, con
consulenze degli esperti, aggiornamenti
in materia ambientale e sugli incentivi
economici che favoriscano l’impiego, da
parte dei membri, di tecnologie ecocompatibili. «A breve poi, ci serviremo
solo di energia verde derivante da fonti
rinnovabili, grazie a un recente accordo
stipulato con il Consorzio acquisti prodotti energetici di Trento, che attualmente raggruppa oltre 500 alberghi, dando la
possibilità a tutti gli affiliati del gruppo di
accedere alla fornitura anche del 100%
di energia proveniente da fonti alternative, usufruendo così di sconti sulla fornitura di elettricità e di gas». «L’altro fronte
su cui stiamo concentrando i nostri sforzi», conclude Bisceglia, «è la campagna
contro lo spreco di acqua. Uno dei maggiori costi che un albergatore deve sostenere, infatti, è quello legato al consumo
idrico, tra i più impattanti sull’ambiente.
Noi offriamo concrete e reali soluzioni:
sui entrambi i nostri siti si trovano in
vendita prodotti idraulici che diminuiscono i consumi d’acqua, come i riduttori di
flusso nei rubinetti, timer per docce,
erogatori di acqua depurata utili nei bar
e ristoranti».
ENERGIE RINNOVABILI E SOLARE E CASE HISTORY
È possibile che all’interno
di alcuni centri storici
non venga rilasciata
l’autorizzazione ad installare
pannelli solari:
L’energia solare, termica o elettrica, viene prodotta sfruttando direttamente l’energia irradiata dal Sole
verso la Terra: in ogni momento il
Sole trasmette sull’orbita terrestre
1.367 watt per mq (l’irraggiamento
solare medio è, alle latitudini europee
di circa 200 watt/mq); moltiplicando
questa potenza media per metro
quadro per la superficie dell’emisfero
terrestre, istante per istante esposto
al sole, si ottiene una potenza maggiore di 50 milioni di Gw (un Gw è
l’energia prodotta a pieno regime da
una grande centrale elettrica a gasolio o nucleare). La quantità di energia
solare che arriva sul suolo terrestre è
quindi enorme, circa 10 mila volte
superiore a tutta l’energia usata
dall’umanità nel suo complesso.
è bene informarsi presso
il comune di residenza,
soprattutto se si risiede
in una zona con vincoli
paesaggistici o ambientali
Il villaggio del sole:
il turismo diventa ecoattivo
Con il fotovoltaico l’Igv risparmia 35 mila euro all’anno
Tre immagini dell’Igv Club Marispica,
ubicato a Santa Maria del Focallo.
Il villaggio ha inaugurato
lo scorso agosto un impianto
fotovoltaico di 50 kW.
N
ell’estremo sud della Sicilia, sul
litorale ispicese ancora primitivo
e selvaggio, dove il mare cristallino si fonde con la macchia mediterranea, è stato inaugurato, pochi mesi fa, un
villaggio vacanze alimentato con l’energia solare. Si tratta dell’Igv Club di Marispica, di proprietà dei Grandi Viaggi,
operativo già da una ventina d’anni e
ubicato nella località di Santa Maria del
Focallo (Rg), antica colonia greca. La
struttura circondata da un’ampia vegetazione ha una capienza complessiva di
826 posti letto e si estende su una superficie di 50 mila mq. L’impianto fotovoltaico di circa 50 kW, entrato in funzione il
5 agosto scorso, è composto da 314 moduli monocristallini ad alta efficienza
costituiti da celle piramidali posizionate
su una tettoia sovrapposta a uno dei capannoni di servizio nel retro del villaggio,
una tecno-struttura progettata in loco che
ha permesso la completa integrazione dei
moduli creando così una pergola fotovoltaica che rimanda all’immagine di una
6
vela. La struttura è in lamiera zincata con
supporti in acciaio, progettata in un unico
blocco che si estende sui 400 mq di superficie della pergola (l’orientamento è
completamente a sud con un’inclinazione di 29º). Tanti i vantaggi offerti da
questo tipo di soluzione a impatto zero:
in primis il risparmio energetico. L’energia
elettrica prodotta e immessa in rete consentirà, infatti, di evitare in un anno
emissioni di CO2 pari a 54.100 kg corrispondenti a circa 10 ettari di rimboscamento, di risparmiare 18,4 tonnellate di
petrolio con un abbattimento della spese
della bolletta di circa 35 mila euro all’anno. E poi i finanziamenti: questo tipo di
impianto (costato 330 mila euro) è supportato dalle incentivazioni del “Conto
Energia” (0,46 centesimi di euro a kWp),
SPECIALE ENERGIE E Gennaio 2009
approvato in Italia nel 2007, che dà diritto a un contributo per 20 anni dalla
messa in funzione dell’impianto. Così nel
giro di pochi anni si potrà non solo ammortizzare l’investimento, ma anche rivendere energia. Tra i più
ferventi sostenitori di questa iniziativa c’è il direttore
dell’Igv Club Marispica,
Giorgio Pini: proprio le sue
argomentazioni hanno
convinto il management
dei iGrandi Viaggi a procedere all’acquisto dell’impianto fotovoltaico. «Il
villaggio si trovava in una
posizione geografica ottimale (50 km più a sud di
Tunisi) per non cogliere al
volo l’occasione di sfruttare la fonte solare come energia. I benefici soprattutto
economici (risparmio in bolletta e conto
energia) di questo tipo di operazione
erano sotto gli occhi di tutti», afferma
Pini «In futuro poi, tra 2-3 anni, in vista
della ristrutturazione del tetto del corpo
centrale del villaggio, pensiamo di implementare i pannelli fotovoltaici arrivando
a una potenza totale di 150-200 kW»,
conclude il direttore. Ma il nuovo impianto, per la produzione di energia pulita, è
solo l’ultimo dei comportamenti virtuosi
tesi a ridurre al minimo l’impatto sull’ambiente circostante, messi in atto dal club
Marispica, che da anni è impegnato nella
raccolta differenziata, producendo circa
130 mila Kg/litri ogni 4 mesi di stagione
estiva. Inoltre tutta la zona servizi lato
spiaggia (che ha ottenuto per il settimo
anno consecutivo il riconoscimento Bandiera Blu di Legambiente) del villaggio
con un fronte di circa 350
metri è servito da condotta
fognaria regolarmente autorizzata che recupera sia
l’acqua di scarico delle
docce al rientro dal mare
che quelle dei servizi igienici e tecnici (bar e griglie
cucina). L’approvvigionamento di acqua (per uso
sanitario e irriguo), poi, del
villaggio è garantito da un
pozzo artesiano che garantisce la piena autonomia e fabbisogno dell’immobile.
Il gruppo iGrandi Viaggi del resto, che
possiede già due strutture certificate Iso
14001 (i nuovi villaggi Igv Club di Santaclara e Santagiusta in Sardegna), è particolarmente orientato nel promuovere un
turismo “ecoattivo”: «questa iniziativa
rappresenta in Italia un forte segnale per
lo sviluppo del turismo ecosostenibile»,
dichiara il presidente dei I Grandi Viaggi,
«un progetto innovativo che parte dalla
Sicilia e continuerà anche nelle altre strutture, grazie alle ultime tecnologie sviluppate nel campo delle energie rinnovabili
che consentiranno di unire il divertimento
ai benefici per l’ambiente e la natura».
VILLAGGI
energie rinnovabili e solare
C
clg, con sede a Forlì, è da oltre
trent’anni, leader nella progettazione e realizzazione di impianti elettrici nei settori civile, industriale e nautico. Nel 2004 il presidente della società romagnola Enzo
Cortesi, fu tra i primi ad intuire la
necessità di investire nelle energie
rinnovabili: sostenne, attraverso la
presentazione di numerosi progetti,
l’iniziativa “10 mila tetti fotovoltaici”
promossa dalla Regione Emilia Romagna e qualche tempo dopo diede vita
a Cclg Energy.
«Le fonti energetiche terrestri come
il petrolio, il metano e il carbone,
sono state sfruttate in modo così intensivo che si stanno esaurendo.
Inoltre la combustione di queste risorse determina picchi d’inquinamento
molto pericolosi per l’uomo e l’ecosistema», spiega Cortesi che prosegue, «come azienda desideravamo
dare un contributo concreto alla causa ambientale, attraverso l’uso e le
applicazioni delle energie rinnovabili. Fra queste il sole rappresenta
senz’altro la migliore opportunità disponendo di una quantità illimitata di
energia pulita e non inquinante. Il
risultato poi è sempre garantito: le
celle assorbono l’irraggiamento solare
(sottoforma di ultravioletto) anche con
il cielo nuvoloso». In questi anni di
lavoro e di ricerche la promessa
dell’azienda di contribuire alla salvaguardia dell’ambiente è stata mantenuta. La conferma arriva dai dati: sino
ad oggi la Cclg Energy ha installato
più di 160 impianti fotovoltaici che
coprono 5 mila kWp, producono 6
milioni di kWh all’anno con una riduzione di Co2 di 4 mila tonnellate. Tre
sono le tipologie di impianti installati:
integrati, semi-integrati e non integrati. Le differenti soluzioni sono determinate dall’inclinazione del tetto che
può comportare un intervento poco
impattante, come nel caso dei pannelli integrati che sono un tutt’uno con
la copertura, non implicano alcuna
variazione di spessore nella struttura
Un impianto fotovoltaico
sul tetto di un’azienda
progettato dalla Cclg
Fotovoltaico e domotica:
la scelta vincente
La Cclg progetta e realizza impianti elettrici e di automazione
A sinistra, Enzo Cortesi, presidente di Cclg,
nelle foto alcuni esempi degli impianti fotovoltaici installati da Cclg:
le celle assorbono l’irraggiamento solare (sottoforma di ultravioletto)
anche con il cielo nuvoloso
e garantiscono la tariffa più conveniente del conto energia. Al contrario,
sono concepiti come un corpo estraneo rispetto allo stabile i moduli non
integrati montati sul tetto mediante
una struttura autoportante; queste tipologie di celle si rivelano tuttavia tra
le più duttili, e possono essere posizionate anche in terra o nei campi.
«Una soluzione che si rivela particolarmente adatta ai nostri clienti albergatori è l’installazione di pannelli
fotovoltaici sulla tettoia del parcheggio destinato alle auto che prevede un
duplice vantaggio: un’ombreggiatura
sotto cui le macchine stanno più fresche e il perfetto funzionamento
dell’impianto a energia solare senza
alcun danno estetico per l’hotel. Inoltre questa tipologia di intervento
consente di ottenere la massima tariffa incentivante», afferma Cortesi che
continua «a rassicurare gli albergatori poi, soprattutto quelli che dirigono
strutture ubicate sulle isole è la garanzia, certificata per 25 anni, della tenuta dell’impianto fotovoltaico - che
progettiamo, collaudiamo e installia-
mo - anche nel caso di un vento che
soffia sino a 120 Km all’ora».
Si rivela particolarmente idonea
alle strutture turistiche ricettive, infine, anche l’altro fronte su cui è impegnata la Cclg Energy: la domotica.
Con un solo click si possono attivare:
il riscaldamento, la climatizzazione,
l’illuminazione, l’apertura e chiusura
delle porte, delle tapparelle e delle
tende. Ma non è tutto: dal monitor
touch screen è possibile controllare
la temperatura degli ambienti, i sensori antiallagamento e incendio, le
fughe di acqua o gas, così da evitare
sprechi in un’ottica di razionalizzazione delle risorse energetiche. Si
possono inoltre inserire telecamere
senza l’aggiunta di cavi e monitorare
da remoto, attraverso un qualsiasi
cellulare, senza bisogno di recarsi in
hotel.
«Gli scenari (ovvero i comandi sul
pannello) sono infiniti, siamo in grado
di progettare l’hardware e il software
dell’impianto domotico su misura per
le specifiche esigenze dei singoli alberghi, tenendo sempre presente però
il principio della biocompatibilità»
prosegue Cortesi. «In sostanza la
tecnologia e l’energia sono utilizzate
solo laddove sono necessarie: il sistema infatti è in grado di inserire e disinserire automaticamente gli elettrodomestici evitando così il superamento della capacità energetica prevista
dal contratto di fornitura ed eventuali
blackout. In questo modo i consumi,
che incidono moltissimo tra i costi
sostenuti da un albergo, si riducono
sensibilmente» conclude Cortesi.
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
7
energie rinnovabili e solare
È
uno dei business più vantaggiosi che offre il mercato. Garantisce un rendimento elevato
(dal 7 al 12% annuo), duraturo (le
tariffe incentivanti sono riconosciute
per 20 anni), sicuro (si tratta di contributi già stanziati) ed ecologico. La
materia prima, poi, non solo non si
esaurirà mai, ma si conserverà immutata nei secoli. Ha investito tutto sul
sole e le altre fonti rinnovabili anche
Myenergy la società milanese composta da ingegneri e professionisti,
che mettono a disposizione knowhow e information technology, per la
progettazione di impianti fotovoltaici, solari termici ed eolici. «Il nostro
obiettivo», dichiara Roberto Canu,
uno degli amministratori delegati
dell’azienda, «è quello di contribuire
fattivamente allo sviluppo del settore
in Italia, cogliendo le opportunità
offerte dalle nuove politiche d’incentivazione a livello regionale, nazionale ed europeo». Operativa dal
2006, Myenergy ha già all’attivo ben
52 installazioni e si prefigge entro la
fine del 2008 di raggiungere un MW
di impianti allacciati alla rete elettrica nazionale. Il 2009 vedrà, invece,
impegnata la società nella progettazione e realizzazione, in Puglia, di
uno dei più grandi impianti fotovoltaici d’Italia della potenza complessiva di 16 MW.
Myenergy, poi, può vantare consulenze sull’efficienza energetica per
importanti aziende nazionali e corsi
di formazione per specialisti del settore, organizzati con i consorzi di
categoria come l’Aper (Associazione
Produttori Energia da Fonti Rinnovabili) e la Fast (Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche),
nonchè docenze per il Politecnico di
Milano e le università di Genova e
Pavia.
Con la collaborazione, invece,
dello staff scientifico dell’ateneo di
Milano Bicocca, la società milanese,
ha promosso e finanziato insieme a
Il sole fa bene
(anche al portafoglio)
Fotovoltaico: garantisce rendimenti elevati, duraturi e sicuri
e
Un servizio chiavi in mano
«Solleviamo il cliente da qualsiasi incombenza riguardante la realizzazione dell’impianto, seguendo tutte le fasi
del progetto dalla A alla Z. Proponiamo soluzioni “chiavi
in mano” incaricandoci di gestire tutto l’iter: dal sopralluogo iniziale con relativo studio di fattibilità, per verificare il
potenziale energetico dell’edificio e
disegnare una soluzione su misura, al
progetto definitivo, sino all’installazione e il collaudo finale dell’impianto»
precisa Canu. «Ci occupiamo», prosegue l’ad, «anche della parte burocratica, preparando tutti i documenti necessari per accedere alle agevolazioni fiscali nazionali e regionali e al conto
energia. Offriamo inoltre una consulenza gratuita per la scelta dei migliori finanziamenti bancari disponibili sul
mercato e delle coperture assicurative ad hoc».
Al termine dei lavori Myenergy rilascia, come richiesto
dalle normative vigenti, la certificazione energetica (con
evidenziata la classe di efficienza dell’edificio, dalla A, la
più virtuosa, alla G), che è divenuta obbligatoria a partire
dal primo luglio di quest’anno anche per le costruzioni
sotto i mille metri quadrati, in caso di compravendita
dell’intero complesso residenziale. Dal primo luglio 2009,
invece, il certificato di efficienza energetica sarà una conditio sine qua non anche per la compravendita dei singoli
appartamenti indipendentemente dalla metratura. «Questo
Solene (un’azienda valdostana che
opera sempre nel campo delle rinnovabili, realizzando impianti fotovoltaici, solari termici e di co-trigenerazione) un progetto di ricerca,
della durata di 2 anni, che ha come
obiettivo la realizzazione di un impianto ibrido che integri pannelli
Nelle due immagini,
impianti fotovoltaici
progettati dalla
società milanese
Myenergy
8
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
attestato è in grado di aumentare il valore dell’edificio sul
mercato immobiliare anche del 15-20% con ricadute molto importanti sulle future quotazioni nel business del realestate» nota Canu.
«Grazie a partnership consolidate con aziende leader
nel settore della produzione di materiali per energia rinnovabile», osserva Canu, «garantiamo,
poi, ai nostri clienti forniture e installazioni a prezzi vantaggiosi, con la
possibilità di effettuare ordini anche
sul web attraverso il sito myenergystore.it: una vetrina commerciale, di
semplice utilizzo per gli utenti, ricca
di prodotti e dettagliate schede tecniche utili per verificare in tempo reale
la corrispondenza tra prodotto desiderato e offerto». È così possibile acquistare on-line tutta la componentistica
necessaria alle installazioni: pannelli, collettori, inverter
(che trasformano la corrente continua in alternata), kit
solari termici a circolazione forzata per integrare la produzione dell’acqua calda sanitaria. Ma sul sito si trovano
anche oggetti di tendenza, come borse e zaini fotovoltaici dotati di celle che trasformano la radiazione solare in
energia elettrica con cui è possibile ricaricare diversi dispositivi (cellulari, lettori Mp3, fotocamere digitali e Gps).
Non mancano, poi, le lampade fotovoltaiche da giardino,
dal design accattivante, con accumulatore e accensione
automatica.
fotovoltaici e collettori solari termici,
abbinando in questo modo in un
unico apparato la produzione di
calore e di corrente elettrica. «Questo prototipo avrà un’elevatissima
resa con costi di produzione molto
più contenuti di quelli attualmente
esistenti sul mercato» spiega Canu.
«Questa esperienza dimostra che
anche in Italia, seppur con difficoltà,
si possono sviluppare attività di ricerca che sono fondamentali in un
settore, come quello delle energie
rinnovabili, dove molto si è fatto, ma
molto di più si può ancora fare» ribadisce Canu.
energie rinnovabili e solare
e
Una case history nel settore alberghiero
L’esperienza maturata nel campo delle energie
rinnovabili da Myenergy si rivela particolarmente
proficua per il settore dell’hotellerie: «gli alberghi
sono sempre più attenti ai consumi energetici, che
rappresentano una delle spese più consistenti per
una struttura ricettiva. Laddove è possibile proponiamo sistemi integrati (fotovoltaico e solare termico, a cui si aggiunge un intervento di efficientamento energetico) per una maggior razionalizzazione delle risorse», afferma Roberto Canu. «Una
soluzione che consigliamo», aggiunge «a quegli
alberghi che non hanno spazi molto estesi sul
tetto è l’integrazione degli impianti fotovoltaici e
S
econdo la mitologia classica il dio
Giano presiedeva a tutti i passaggi: quelli attraverso le porte, le
gallerie e i portici. Allo stesso modo la
Janus Energy di Fabriano (An) sorveglia
le “soglie” da cui filtra il calore. La “porta d’accesso” privilegiata dell’azienda
marchigiana è il pannello solare scoperto, in polipropilene copolimero estruso,
distribuito in Italia ed all’estero con il
marchio Sunnyday. Il prodotto, privo di
vetratura e isolamento termico, è utilizzato per il riscaldamento dell’acqua sanitaria (35-40°C), delle piscine coperte
(28°C) e scoperte (25°C) limitatamente
al periodo estivo (mentre è possibile
destagionalizzare per tutte quelle strutture ubicate nei Paesi, in cui Janus
esporta, che godono di un clima caldo
tutto l’anno). «Per gli hotel, stabilimenti
balneari e i campeggi dislocati lungo le
coste della penisola italiana il consumo
di acqua sanitaria è limitato ai pochi
mesi dell’estate, mentre d’inverno i fabbisogni si riducono sensibilmente» osserva l’ing. Stefano Meloni, amministratore unico di Janus Energy, che prosegue
«a queste condizioni l’investimento più
conveniente per un albergatore che vive
del turismo balneare è quello dei pannelli solari scoperti.
Quelli vetrati, infatti, sono molto più
costosi, a causa del
vetro anteriore, ultra-trasparente ed
infrangibile e dell’isolamento termico, e
prevedono tempi lunghi per il montaggio
anche per la necessità di orientarli in
solari termici su tettoie,
per sfruttare, per esempio, le aree dei parcheggi. Il
vantaggio in questo caso è molteplice: ottimizzazione degli spazi, minimo impatto estetico e massimo vantaggio in termini di conto energia che
prevede la tariffa più vantaggiosa, grazie alla totale integrazione dell’impianto».
Ha optato per questa scelta, anche un cliente di
Myenergy: un hotel nel cunese che dispone di una
novantina di stanze, che ha fatto installare l’impianto fotovoltaico proprio su una pensilina integrata, posizionata all’ultimo piano dell’edificio per
poter essere usata come tettoia. L’impianto di 20
kWp, che farà ridurre le emissioni di Co2 di 12
mila chilogrammi all’anno, beneficerà di un incentivo in conto energia di 0.46 euro per kWh, per un
ricavo totale annuo di circa 12 mila euro (in 20
anni si supereranno i 240 mila euro), a cui si aggiungeranno poi 3 mila euro all’anno di risparmio
sulla bolletta elettrica. «Prevediamo inoltre per
questo albergo un intervento di recoibentazione
del tetto e l’installazione di un impianto solare
termico, per l’abbattimento dei costi di energia
legati al riscaldamento dell’acqua» dichiara l’ad di
Myenergy. «In un hotel, infatti, tra aprile e ottobre,
l’energia solare può supplire all’85-90% del bisogno pro capite di acqua calda sanitaria, utilizzata
dal cliente per la propria igiene e usata dal personale per lavare indumenti, biancheria e stoviglie
(gli elettrodomestici dell’ultima generazione prevedono la possibilità di servirsi di acqua preriscaldata)» prosegue Canu «con un impianto solare
termico è possibile stimare un risparmio pari a
circa 170-220 m3 annui pro capite, considerando
anche il completo spegnimento della caldaia per
circa 6-7 mesi».
«Un’altra opportunità per alcuni hotel edificati
nel passato», riferisce Canu, «è quella di beneficiare di una maggiorazione del 5% della tariffa
incentivante del conto energia, nel caso dello
smaltimento di amianto, che ha provocato seri
danni alla salute. Myenergy è in grado di fornire
un’offerta completa che include l’eliminazione
dell’ethernit e la sua sostituzione con impianti
integrati nelle coperture».
«Un’ultima considerazione», conclude Canu,
«come dimostrano recenti indagini, i clienti italiani o stranieri sono sempre più attenti alle tematiche
ecologiche premiando e fidelizzando in particolare quelle strutture ricettive che si rivelano rispettose dell’ambiente, tant’è che sempre più spesso si
parla del successo del “green marketing” e della
sua capacità di catturare un sempre maggior numero di green consumer».
Il pannello solare
che assicura “giorni felici”
Al calduccio e con un risparmio in bolletta del 92%
Una distesa
di pannelli solari
scoperti in
polipropilene
copolimero
estruso
modo ottimale tramite telai di sostegno;
in più, visto che possono raggiungere i
140°C è necessario
prevedere scambiatori di calore tra
pannelli solari ed
acqua di utilizzo
(che altrimenti otturerebbe rapidamente i pannelli con depositi calcarei) e collegamenti con tubazioni, isolate termicamente, di acciaio
zincato; tutto ciò fa lievitare la spesa
anche del resto dell’impianto». L’isolamento termico e la
vetratura, di cui
Sunnyday è sprovvisto, si rivelano, poi,
del tutto inutili
d’estate visto che
non ci sono praticamente dispersioni
termiche dal momento che scaldando
l’acqua dei tubi dai 15 ai 40°C, la mag-
gior parte del tempo il pannello solare è
più freddo rispetto all’aria esterna (che
va dai 25 ai 35°C).
Inoltre gli scambiatori di calore riducono le prestazioni
dell’impianto ed
altrettanto fa la copertura vetrata riflettendo parte della
radiazione solare.
(segue)
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
9
energie rinnovabili e solare
(continua)
Dati alla mano, un albergo della costa
adriatica romagnola aperto da maggio a
settembre ha un consumo di punta, in
alta stagione, di circa 6 mila litri al giorno di acqua calda a 40°C. Un impianto
composto da 65 mq di pannelli solari
Sunnyday distesi sulle terrazze dell’albergo, collegato con tubazioni di Pehd a due
serbatoi di accumulo per complessivi 4
m³, assicura un risparmio in bolletta del
92%, con un costo di poco meno di 15
mila euro. Mentre un impianto solare con
pannelli vetrati piani come SnowDrop
(che Janus Energy commercializza per le
strutture che necessitano di acqua calda
sanitaria per tutto l’anno) fornisce allo
stesso hotel identiche prestazioni energetiche con l’installazione di una minor
quantità di pannelli solari (50 mq invece
di 65) ma ad un costo che supera i 40
mila euro. Una spesa che non si ammortizza se l’impianto è utilizzato solo
d’estate.
A far propendere, poi, per i pannelli
Sunnyday che rappresentano il core business dell’azienda marchigiana, leader
nella produzione in Italia e all’estero, con
2 mila mq l’anno, sono le loro numerose
caratteristiche positive. Innanzitutto la
Le piscine dell’hotel OASIS a Sunny Beach-Nesebar in Bulgaria dove sono stati
installati i collettori Sunnyday
leggerezza (2,17 kg/ mq) e l’elevatissima
tenacia del materiale (sopporta 3 bar a
80°C) che è anche totalmente riciclabile
e non tossico. In virtù di queste peculiarità Sunnyday è idoneo ad usi alimentari
e non necessita dello scambiatore di
calore; si adatta, poi, a tutte le situazioni,
senza provocare traumi estetici o strutturali agli edifici. I pannelli Sunnyday, infatti, invisibili dal basso e calpestabili,
possono essere installati in tempi brevissimi (un giorno e mezzo per un impianto
composto da una batteria 100 mq di
10
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
pannelli) ovunque: distesi su terrazze,
gazebi, tetti o qualsiasi altra superficie,
piana o in pendenza. Non temono inoltre
intemperie (sono resistenti agli UV e a
temperature sino a -25°C) né l’attacco di
agenti chimici o incrostazioni calcaree.
Ad accrescerne il valore nel comparto
solare termico, infine, è anche la garanzia
del prodotto Sunnyday per 10 anni (mentre il ciclo di vita è di 20-25 anni) e
l’omologazione dell’Enea, che gli consente di accedere ai finanziamenti pubblici.
ENERGIE RINNOVABILI E SOLARE E CASE HISTORY
D
al fascino retrò ma anche dotato
di tutte le più moderne tecnologie. L’hotel Galles Milano, il
quattro stelle nel cuore commerciale
della città meneghina, entrato a far parte
negli anni‘90 della famiglia Best Western, ha sede in un antico palazzo
dell’Ottocento. Le atmosfere del passato
si ritrovano anche nelle 188 stanze,
eleganti e raffinate, arredate con mobili
d’antiquariato. Molte le attenzioni riservate agli ospiti, che hanno a disposizione una Smart per girare in città, una
“cigar room” dove assaporare sigari e
liquori di qualità e un “menù di guanciali” tra cui scegliere i cuscini più confortevoli per il proprio riposo. Ma a far
parlare dell’hotel, ultimamente, sono
state soprattutto le sue iniziative ecofriendly: dalla raccolta differenziata
all’utilizzo di pannelli solari.
«L’impianto solare termico inaugurato
lo scorso settembre, costituito da 35
collettori, è costato complessivamente
100 mila euro, una spesa che verrà ammortizzata in soli 2-3 anni, anche grazie
alle detrazioni fiscali introdotte dall’ultima Finanziaria. Mi auguro che questo sia
l’impianto- pilota per altri alberghi della
catena Best Western che vogliano seguire il nostro esempio» dichiara l’amministratore unico del Galles, Filippo Seccamani. L’impianto è stato fornito dalla
Viessmann, azienda tedesca leader mondiale nella produzione di sistemi e componenti per il riscaldamento, che conta
8 mila dipendenti occupati in 35 Paesi.
La società che ha chiuso il 2007 con 1500
milioni di euro di fatturato e un trend di
crescita del 25% (rispetto al 2006), produce sia caldaie murali e a basamento
sia tutti i sistemi di riscaldamento alimentati dalle energie rinnovabili. «I collettori solari termici installati sul tetto dell’hotel Galles Milano, copriranno il 50% del
Milano si candida a
capitale della sostenibilità
L’hotel Galles inaugura l’impianto solare termico
A sinistra, pannelli solari termici sul tetto dell’Hotel Galles
di Milano; sopra, uno degli appartamenti dell’albergo
consumo totale di acqua calda sanitaria,
fornendo le maggiori prestazioni nei
mesi compresi tra aprile a ottobre. In
questo modo si eviteranno oltre 16 tonnellate di emissioni di Co2 all’anno
con un risparmio
stimabile di circa
7 mila m3 di metano» afferma Mauro Farina, product
marketing manager energie rinnovabili di
Viessmann. Il mercato del solare termico
sta crescendo molto rapidamente come
confermano anche i dati della Viessmann:
nel 2007, in Italia, sono stati installati,
dall’azienda, più di 8 mila impianti per
La sede di Viessmann ad Allendorf (Germania). La sede italiana invece è a Balconi di Pescantina (Vr)
BUSINESS HOTEL
un totale di 35 mila mq con un incremento del fatturato del 100% rispetto
all’anno precedente.
«L’altra opzione che garantisce un
sostanziale risparmio energetico per gli hotel
che possono godere del sole per
buona parte
dell’anno è l’impianto fotovoltaico che permette di risparmiare fino a 590 grammi di CO2 per
kWh elettrico generato» continua Farina
«Viessmann utilizza moduli in silicio
dall’ottimo rendimento e di semplice
installazione, fornendo ai clienti anche
un kit completo per il montaggio su tetti
verticali e orizzontali». Promette bene
anche la geotermia, settore in cui Viessmann è presente sul mercato con la
gamma Vitocal. «Grazie alla tecnica
messa a punto negli anni le nostre pompe di calore funzionano in maniera del
tutto indipendente, senza necessità di
abbinarle ad un generatore di calore
convenzionale. Le unità garantiscono in
qualsiasi momento del giorno e della
notte sia il riscaldamento dei locali e la
produzione di acqua calda sanitaria,
(anche con temperature esterne a -20°C)
sia il raffrescamento e la deumidificazione degli ambienti, in abbinamento al
sistema Active Cooling» conclude Farina. Innovazione e tecnica sono anche i
“combustibili” delle biomasse, settore in
cui l’azienda ha investito molto negli
ultimi anni. Viessmann, proprio di recente, al fine di creare un polo della bionergia, ha acquisito i gruppi austriaci Mawera e Kob, produttori di caldaie a legna
e di Bioferm, leader tecnologico negli
impianti per la produzione di biogas. Ma
nei laboratori della Viessmann, la ricerca
tecnologica non si ferma, e da anni si
procede allo sviluppo di sistemi di riscaldamento domestici con cogenerazione
e a celle di combustibile. Insomma
un’azienda, la tedesca Viessmann, fondata nel 1917, a cui sta a cuore l’ambiente: come dimostra anche il nuovo quartier generale di Allendorf collegato a una
innovativa centrale termica che farà risparmiare il 40% di energia di origine
fossile e ridurrà di un terzo le emissioni
di CO2. In prossimità dello stabilimento,
poi, si trovano piantagioni di pioppi a
ciclo breve che consentiranno all’azienda di coprire per metà il proprio fabbisogno totale di 7 mila tonnellate di
biomassa.
SPECIALE ENERGIE E Gennaio 2009
11
ENERGIE RINNOVABILI E BIOMASSE E CASE HISTORY
Con il termine bioenergia, si intende l’energia utile ottenuta - direttamente o indirettamente - dalle
sostanze organiche derivate dalla
fotosintesi clorofilliana, cioè dalla
biomassa.
Biomassa è un termine che riunisce una varietà di materiali di natura
estremamente eterogenea, designando in generale, ogni sostanza
organica - di origine vegetale o animale - da cui sia possibile ottenere
energia attraverso processi di tipo
termochimico o biochimico.
Un’isola di relax
riscaldata con le biomasse
Benessere e lusso, ma anche rispetto per l’ambiente al nuovo Lefay
A sinistra, una
veduta notturna
del Lefay;
sotto, un dettaglio
degli interni
H
a aperto i battenti i primi di agosto a Gargnano (Bs), il nuovo
Lefay resort & spa, un cinque
stelle affacciato sul lago di Garda tra le
colline e gli ulivi della Riviera dei Limoni. Fiore all’occhiello dell’hotel è il
centro benessere di 3 mila mq dove si
alternano piscine, grotte, laghetti e saune. La struttura, che si estende su un
parco di 11 ettari e dispone di 220 posti
letto tra camere e suite, è di proprietà
della famiglia Leali, che nel 1989 fondò
Air Dolomiti.
L’esperienza maturata nel settore dei
servizi dai Leali si è estesa anche al
comparto turistico con un ambizioso
progetto imprenditoriale: «la mission di
Lefay Resorts è diventare il brand italiano
12
di riferimento sul mercato internazionale nella vacanza benessere di qualità,
attraverso la creazione
di una collezione di
hotels “made in Italy”
che attinge allo sviluppo
ecocompatibile e sostenibile», spiega Alcide
Leali presidente del
gruppo. In linea con
questa filosofia è stato
realizzato anche l’impianto di riscaldamento
dell’hotel utilizzando le
energie rinnovabili e le
SPECIALE ENERGIE E Gennaio 2009
più sofisticate tecnologie. A firmare il
progetto che integra le biomasse, la cogenerazione, la trigenerazione, il fotovoltaico e il teleriscaldamento è stata la
Energytech, la società di ingegneria
di Bolzano, che ha
all’attivo molte altre realizzazioni ad
elevata efficienza
energetica, come per esempio, il più
grande impianto fotovoltaico ad isola
dell’Alto Adige (installato 10 anni fa in
una malga a Verano) o quello geotermico
dell’Hotel Garni del Sogno di Madonna
di Campiglio, l’unico albergo italiano
alimentato al 100% da questa tipologia
di energia pulita. «Il Lefay Resort», spiega l’ingegnere Norbert Klammsteiner,
titolare di Energytech, «è stato
costruito, su progetto dell’architetto Hugo Demetz specialista nella
realizzazione di strutture alberghiere di
lusso - in modo da massimizzare l’uso
razionale dell’energia con un minore
impatto ambientale ed una forte riduzione dei costi energetici di gestione, a
APERTURE
ENERGIE RINNOVABILI E BIOMASSE E CASE HISTORY
partire dal concetto architettonico di
integrazione dei singoli volumi nei pendii della collina e dall’esposizione a sud
che favorisce l’uso passivo dell’energia
dei raggi solari. L’edificio inoltre è stato
rivestito per intero da un involucro isolato termicamente che evita le dispersioni energetiche». «Obbedisce alla stessa
finalità, ovvero il risparmio energetico»,
prosegue Klammsteiner, «anche la centrale termica a biomas-
sa di 735 kW che è stata installata in un
locale a 150 mt dall’hotel, per agevolare
la manutenzione ed i trasporti di combustibile senza disturbare la struttura
principale». La caldaia è alimentata solamente dal cippato di legno bagnato e
asciutto, i cui frammenti si trovano anche
nei boschi limitrofi.
«Tutto il ciclo di produzione energetica avviene nel pieno rispetto dell’ambiente, a partire dalla materia
prima, il cippato, per l’appunto,
che costituisce lo scarto principale delle segherie» osserva Klammsteiner. «Le ceneri che derivano
dalla combustione vengono prodotte in minima quantità (2 m³ di
ceneri per 100 m3 di cippato consumato) e possono essere smaltite
come rifiuto normale ed in un futuro, su modello di alcuni Paesi
esteri, come la Germania, potranno
essere utilizzate per fertilizzare
boschi e campi con esiti molto
positivi sulla vegetazione». Il calore
A sinistra, la centrale termica a biomassa di
735 kW; sopra, la pergola fotovoltaica che
sovrasta il ristorante principale
che dalla centrale a biomassa (il cui investimento iniziale, in base ai costi attuali delle varie fonti energetiche, si
ammortizza in soli 6 anni) arriva all’hotel tramite le tubazioni interrate e isolate
di teleriscaldamento, consentendo di
riscaldare capillarmente tutto l’edificio,
comprese le piscine interne ed esterne,
coprendo così il 70% di fabbisogno
energetico della struttura con un risparmio annuo di circa 220 mila litri di gasolio e con una riduzione di emissioni di
CO2 di circa 600 tonnellate all’anno. Ma
non è tutto: la presenza nell’impianto di
due microturbine di cogenerazione permette la
produzione contemporanea di energia elettrica e
termica con il risultato di
disporre in inverno di
calore per il riscaldamento ambientale e per l’acqua calda sanitaria.
D’estate, tramite la raccolta di calore prodotto
dalle microturbine, invece, in una macchina frigorifera ad assorbimento, si
possono raffrescare tutti
gli ambienti del complesso alberghiero.
Inoltre sono stati installati dei pannelli
fotovoltaici (che coprono, in abbinata
alle microturbine, il 60% dell’energia
elettrica consumata dalla struttura) inseriti direttamente nella cupola di vetro che
sovrasta la sala del ristorante principale.
Questa soluzione ha il duplice vantaggio
di evitare un surriscaldamento dell’ambiente sottostante e di creare un ombreggiamento parziale della sala «così che si
ha la sensazione» conclude Klammsteiner «di trovarsi all’aperto e di mangiare
sotto una pergola».
ENERGIE RINNOVABILI E PROGETTI INTEGRATI E CASE HISTORY
S
orge tra le colline e i calanchi
del Montefeltro, nella provincia di Pesaro Urbino, una delle
poche strutture ricettive alimentate al
100% da energie rinnovabili: Ca’Virginia, un rustico padronale del 1400
che una scrupolosa ristrutturazione
ha trasformato in una fascinosa country house.
L’hotel, inaugurato lo scorso ottobre, dispone di 22 camere e tre appartamenti ricavati in quella che una
volta era la tabaccaia. Gli ospiti hanno a disposizione un ristorante dove
gustare specialità marchigiane, una
sala congressi con 180 posti a sedere
e un’attrezzata spa, che offre sauna,
bagno turco, percorso kneipp e una
vasca salina con cascata. A trasformare questa dimora rurale in un ecoresort, integrando geotermia, solare
termico e fotovoltaico, è stata la Energy Resources di Ancona che progetta
e realizza impianti “chiavi in mano”
in tutti i campi delle rinnovabili (compreso il mini eolico e le biomasse). Ma
non solo, al suo interno è attivo anche
il dipartimento di “Ricerca e Sviluppo”
per la messa a punto di nuovi prodotti e soluzioni tecnologiche sempre più
avanzate. E proprio nei laboratori di
Energy Resources sono state brevettate, in collaborazione con l’Università
Politecnica delle Marche e la facoltà
di Geologia dell’ateneo di Urbino,
due speciali sonde elicoidali di 5 e 25
metri «che registrano le stesse performance di quelle usate tradizionalmen-
COUNTRY HOUSE
In un rustico del ‘400
il risparmio è servito
La tavola è imbandita con geotermia, solare termico e fotovoltaico
A sinistra, una veduta notturna della Ca’ Virginia;
sopra, l’edificio esterno circondato da un parco di 100 ettari
te nella geotermia, a forma di u e
lunghe 150 metri», spiega Alessandro
Giuricin, responsabile marketing e
commerciale dell’azienda marchigiana «ma variando la geometria della
sonda per aumentare la superficie di
scambio del calore e, contemporaneamente, riducendo la profondità di
perforazione del terreno», nota Giuricin, «i nostri ricercatori sono riusciti
ad abbattere le spese di installazione
fino al 50%. La geotermia in Italia,
infatti, è ancora poco sviluppata, soprattutto per via dei costi decisamente alti. Noi abbiamo concentrato i
nostri sforzi per rendere disponibile a
tutti, a prezzi vantaggiosi, questa
tecnologia». A sfruttare il calore naturale del terreno, che ha una temperatura costante tutto l’anno di 12-14°C,
per produrre vapore acqueo da usare
nella generazione elettrica è stata
anche Ca’Virginia, che grazie alla
centrale geotermica di 214 kW dispo-
SPECIALE ENERGIE E Gennaio 2009
13
ENERGIE RINNOVABILI E PROGETTI INTEGRATI E CASE HISTORY
ne, dodici mesi all’anno, sia di acqua
calda sanitaria che dell’energia necessaria a riscaldare l’intera struttura (spa
e beauty farm comprese), con un risparmio annuo in bolletta del 60%
rispetto a un sistema di riscaldamento
a metano.
«Abbiamo utilizzato l’area del
parcheggio auto dell’hotel, per interrare un campo di 120 sonde, le stesse
che abbiamo brevettato, a spirale e
della lunghezza di 5 metri» prosegue
Giuricin «durante i mesi estivi poi,
l’impianto geotermico permette un
raffrescamento degli ambienti gratuito: le temperature
all’interno degli
edifici, infatti, sono
superiori rispetto a
quelle del terreno o
delle acque di falda
e le pompe geotermiche consentono
di utilizzare le sorgenti di calore naturali per ridurre la
temperatura e climatizzare».
Nei periodi, poi, in cui il fabbisogno di acqua calda dell’hotel sarà
minimo, la richiesta idrica verrà soddisfatta dai 12 pannelli solari termici
installati sul tetto del resort che hanno
una capienza massima di 3 mila litri
14
Sopra, Ca’ Virginia al tramonto; sotto da sinistra, un dettaglio della spa riscaldata
dall’impianto geotermico e il ristorante interno a resort
d’acqua.
«Il consumo elettrico derivante
dalla messa in uso della centrale
geotermica sarà completamente assorbito dall’impianto fotovoltaico
non integrato di 200 kW che abbiamo
posizionato a terra, sfruttando l’ampio parco di 100 ettari che circonda
SPECIALE ENERGIE E Gennaio 2009
la tenuta di campagna. L’estetica
della struttura è stata preservata collocando i pannelli solari dietro una
fitta siepe di alloro» continua Giuricin che aggiunge «siamo tra i pochi,
inoltre, a garantire l’impianto - che
sino al 25° anno di età produce ancora l’80% della sua potenza nominale - fino a dieci anni, un vantaggio
importante considerando che l’incentivo del conto energia ha una
durata ventennale». Ad investire
nelle fonti di energia alternativa, sono
stati anche gli sceicchi degli Emirati
Arabi, dove, entro il 2020, sorgerà,
ad Abu Dhabi, Masdar City, la prima
città alimentata completamente da
energie rinnovabili. Parteciperà a
questo grandioso progetto anche
Energy Resources «ci occuperemo
dell’impianto geotermico dell’università che ospiterà una succursale
del prestigioso Mit (Massachusetts
Institute of Technology), utilizzando
un sistema ingegneristico tra i più
interessanti: l’energy piles. In pratica
le sonde saranno installate nei pali di
fondamento che sorreggono l’edificio, cementando attorno ai piloni un
circuito chiuso costituito da tubi in
polietilene che scambiano calore»
conclude Giuricin.
COUNTRY HOUSE
ENERGIE RINNOVABILI E GEOTERMIA E CASE HISTORY
La terra assorbe circa il 47% dell’energia che riceve dal sole e la mantiene immagazzinata al suo interno sotto forma di
energia pulita e rinnovabile. Attraverso
una pompa di calore, è possibile sfruttare
il fatto che la temperatura del terreno, già
pochi metri sotto la superficie, si mantenga costante durante l’arco dell’anno.
Ciò permette di estrarre calore dal
terreno, d’inverno, per riscaldare, e di
cederlo al medesimo, in estate, per condizionare. In questa maniera, l’utente di un
impianto di questo tipo non necessita di
due elementi distinti, uno per riscaldare
ed uno per condizionare, ma ottiene lo
stesso risultato con un unico sistema, in
modo più efficace ed efficiente.
Saint Moritz,
tra jet set ed eco-efficienza
Al Badrutt’s l’impianto geotermico direttamente nel lago
A sinistra, una veduta
dell’hotel;
sotto, una delle 38
eleganti suite
dell’albergo
e Hans Wiedemann,
direttore del Badrutt’s;
in basso,
manutenzione
delle pompe di calore,
prima che siano
ancorate in fondo
al lago e la centrale
geotermica nei
sotterranei
dell’albergo
È
uno degli alberghi più chic ed esclusivi della Svizzera: dal 1896, anno
della sua fondazione, richiama teste
coranate e celebrities da ogni parte del
mondo. Ad aumentare l’allure del Badrutt’s
Palace (membro della catena The Leading
Hotels of the World) è anche la sua posizione: incorniciato dalle vette maestose
delle Alpi Svizzere si specchia nelle acque
cristalline del lago di Saint Moritz, in uno
scenario naturale di incomparabile bellezza. Ma la prestigiosa struttura si distingue
anche per le sue iniziative eco-friendly:
dalla linea di prodotti di bellezza a base
vegetale alle borse di stoffa al posto di
quelle di plastica, ben più inquinanti, usate
per il servizio della lavanderia o la distribuzione dei giornali. E ancora l’innovativo
sistema di riscaldamento, in uso da qualche
tempo, funzionante con energia rinnovabile, che consente all’hotel di risparmiare, in
un anno, 676 mila litri di carburante e di
ridurre le emissioni di anidride carbonica
di circa 1.200 tonnellate (-80% rispetto
all’uso di energia fossile).
«Nel 2005 avevamo inizialmente pianificato il risanamento delle caldaie, alimentate con olio combustibile, in funzione già da
40 anni», spiega il direttore del Badrutt’s
Palace, Hans Wiedemann, che continua «fu
in quell’occasione che l’Ewz, la Centrale
elettrica di Zurigo, ci sottopose il progetto
di un impianto per l’approvvigionamento
dell’energia che sfruttasse una risorsa naturale: l’acqua del lago antistante al nostro
hotel. Accettamo con entusiamo». Fu così
che in tempi record (i lavori iniziarono nel
marzo del 2006 e si conclusero a dicembre
dello stesso anno) venne realizzato e finanziato da Ewz, un impianto a pompa di calore, ubicato nel sottosuolo (mentre le tubazioni di condotta si trovano a una profondità di 35 mt sotto la superficie del lago) attraverso cui riscaldare l’albergo
(che dispone di 159 stanze, 38
suites, 7 ristoranti e 4 bar), ottenere acqua calda, ma anche
raffreddare durante la stagione
estiva l’ala Beau Rivage appena
ristrutturata, che ospita 22
nuove camere e suite. Il funzionamento dell’impianto è semplice: dal bocchettone (a cinquanta metri dalla riva del lago
INTERNAZIONALI
e la cui portata di aspirazione corrisponde
a circa 4 mila litri al minuto, circa la capienza idrica di un piccolo ruscello), l’acqua
viene condotta verso la riva per essere convogliata, al di sotto della strada cantonale,
verso la stazione di pompaggio termica.
All’acqua lacustre, qui raccolta, che ha una
temperatura media di 4°C viene sottratta
energia tramite le pompe di calore, che ne
elevano la temperatura fino a 70°C e la indirizzano verso un altro circuito termodinamico e uno scambiatore. L’acqua lacustre la
cui temperatura è stata abbassata in questo
modo di 1°C viene nuovamente convogliata
nel lago attraverso una seconda tubazione.
L’acqua torna così raffreddata, ma con inalterate proprietà e qualità nel lago - senza
effetti negativi sulla flora e fauna ambientale - tramite una tubazione a 300 mt dalla
riva. Il nuovo impianto a pompa di calore è
in grado di coprire l’80% (4 mila MWh /a )
del fabbisogno energetico totale dell’Badrutt’s che è pari circa a 5.600 MWh/a
all’anno. Altri 750 MWh /a di energia vengono prodotti, invece, dai gas di combustio-
ne dei prodotti di scarto dell’albergo. Al
piano -4 del Badrutt’s (lo stesso dove è ubicato anche il nuovo sistema di riscaldamento) si trova, infatti, l’inceneritore che è in
grado di bruciare qualsiasi tipo di rifiuto.
«L’ambiente incontaminato della Valle Engadina è parte integrante di ciò che
offriamo ai nostri ospiti, e per noi è importante dare un contributo concreto
alla sua protezione», conclude Wiedemann. Lo stesso obiettivo si prefigge Saint
Moritz, ritrovo del jet set internazionale,
ma anche località con una forte consapevolezza ecologica: l’amministrazione
comunale ha fatto installare in tutti gli
edifici in costruzione, un sistema di riscaldamento geotermico, mentre l’ente
del turismo ha promosso il “Clean Energy Tour”. Si tratta di un sentiero percorribile in treno che si snoda sino alla
vetta del Piz Nair (3057 mt s.l.m. dove è
presente un impianto fotovoltaico) attraversando tutti i siti alimentati da energia
rigenerabile: Chanterella e Corviglia
Bahn punteggiate da pannelli solari,
Munt Murezzan dove fanno capolino le
pale eoliche e Celerina, sede della centrale di biogas.
SPECIALE ENERGIE E Gennaio 2009
15
bioedilizia
Lo sapete che il vetro
è un materiale completamente
riciclabile?
Ogni tonnellata raccolta
consente un risparmio
“L
a casa è la terza pelle
dell’uomo” sostiene Karl
E. Lotz, uno dei fondatori
dell’architettura sostenibile. Fedele
a questo assunto CASAalquadrato,
l’azienda di Reggio Emilia specializzata nella costruzione di stabili
prefabbricati, progetta edifici che
“respirano”, “parlano”, e “palpitano” all’unisono con l’ambiente e la
natura circostante. Basta mescolare
con destrezza e maestria un pizzico
di bioarchitettura, bioedilizia, bioenergia e domotica.
Ma il tocco finale lo fornisce lo
staff di CASAalquadrato con la sua
dose di creatività «Il nostro si configura come un laboratorio di idee e
soluzioni dell’abitare: ingegneri,
architetti, artigiani e interior design
sono al servizio di un cliente che ha
sempre più pretese in termini di
benessere, comfort, risparmi energetici e sicurezza», spiega Marco
Lambertini, direttore vendite di CASAalquadrato. Esigenze che l’edilizia tradizionale non è più in grado
di soddisfare, se non a costi eccessivi e con tempi smisuratamente
lunghi. Al contrario i vantaggi che
offre la tecnologia messa a punto
dalla società emiliana (pareti prefabbricate con struttura portante in legno lamellare rivestite e isolate con
materiali naturali quali fibra di gesso
e fibra di legno) sono davvero molti.
In primis l’isolamento acustico e
termico (il legno ha un coefficiente
16
equivalente a:
200 kg di petrolio
700 kg di sabbia
150 kg di soda
150 kg di dolomite
Bioedilizia e rinnovabili:
gli edifici del futuro
Costruzioni prefabbricate a bassi consumi energetici
Il modello Margherita Moderna
realizzato da CASAalquadrato,
presenta pareti prefabbricate
con struttura portante
in legno lamellare isolate
con materiali naturali,
come fibra di gesso e fibra di legno.
Questa tecnologia permette di ridurre
drasticamente le spese sia quelle
relative alla costruzione degli edifici
che quelle inerenti i consumi energetici
di conduzione termica di soli 0,13
MK, mentre per il cemento è di 2,1.
Più basso è il valore, maggiore è la
capacità isolante) a cui si abbina
un’alta resistenza ai terremoti e al
fuoco sviluppata dai materiali così
miscelati. E poi la drastica riduzione
delle spese, sia quelle relative alla
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
costruzione degli edifici che quelle
inerenti i consumi energetici.
Occorre considerare, infatti, che i
tempi di realizzazione di un immobile prefabbricato sono assai brevi:
dai 3 mesi per le strutture più piccole (una villetta di 150 mq) ai 6 mesi
per i complessi più grandi (come per
esempio un hotel a tre piani).Va da
sé che l’impiego di manodopera in
un arco di tempo così limitato, incide in modo considerevole sui costi
finali, che sono molto più contenuti
rispetto a quelli, che lievitano sempre di più, dell’edilizia tradizionale.
Il risparmio energetico (che si tradu-
bioedilizia
Due esempi di costruzione Melo Classica e moderna. Gli edifici si contraddistinguono per un elevato isolamento termico e acustico
ce con un abbattimento in bolletta
del 60-80% delle spese a seconda
degli interventi) è garantito, invece,
dalla progettazione degli edifici realizzati da CASAalquadrato, secondo i principi della bioarchitettura
(che studia l’orientamento della
casa, la morfologia del terreno, il
percorso del sole, dell’acqua e dei
venti); e dall’utilizzo di tutte le energie rinnovabili per gli impianti di
riscaldamento e raffrescamento, installati e disegnati dalla stessa azienda.
Consentono di evitare dispersioni
termiche soprattutto le pareti che
mantengono durante tutto l’anno un
microclima ideale.
«Gli edifici che costruiamo non
hanno bisogno dell’impianto di aria
condizionata, perché le pareti che
montiamo producono un “ritardo
termico” (certificato)», prosegue
Lambertini, «in pratica il calore
della radiazione solare non è assorbito dalle mura e dal tetto nemmeno
dopo dodici ore, così la casa si mantiene fresca in modo del tutto naturale e senza costi aggiuntivi». Il risparmio energetico è garantito
inoltre dalla certificazione in cui rientrano
gli immobili costruiti
dalla ditta emiliana
che appartengono
tutti alle categorie A,
B e Casa Passiva.
Quest’ultima classe è
quella che presenta i
consumi più bassi
(inferiori a 15 Kw/mq
all’anno) e che rende
superfluo un impianto di riscaldamento alimentato da energie fossili:
il fabbisogno energetico annuo, infatti, per riscaldare un mq è di 1,5
litri di gasolio. In questo tipo di
struttura si usa sovente la geotermia
che sfrutta il sottosuolo (che ha temperature costanti tutto l’anno) come
serbatoio termico dal quale estrarre
calore durante la stagione invernale
e al quale cederlo durante quella
estiva.
E rispettosa
dell’ambiente è anche la scelta dei materiali usati da CASAalquadrato per la
costruzione degli immobili: provengono
tutti dalla bioedilizia
e sono privi di additivi chimici e completamente riciclabili. Queste peculiarità permettono
maggiori performance in termini di
salubrità degli ambienti (il legno
trattato in modo naturale ed essicca-
to, a differenza del cemento, ha la
capacità di assorbire l’umidità in
eccesso. Mentre un continuo ricambio di aria pulita è garantito dall’impianto di riciclo forzato dell’aria).
«Ma con la nostra tecnica costruttiva
non si edificano solo case, ma anche
grandi opere pubbliche: piscine
comunali, scuole e chiese», continua Lambertini. «Possiamo fare
molto anche per gli hotel. Stiamo
lavorando, ad esempio, al progetto
di ampliamento di un albergo, che
prevede l’aggiunta di una trentina di
camere, che verrano realizzate, in
circa 5 mesi, presso i nostri stabilimenti e una volta terminate, saranno
integrate nella struttura principale.
In questo modo l’albergo, durante i
lavori, non solo non dovrà chiudere
i battenti, ma riaprirà nell’arco di
una sola stagione completamente
rinnovato» conclude Lambertini.
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
17
trend
Lo sapete che riciclando
1.000 kg di giornali
è possibile preservare
l’ambiente e salvare
17 alberi?
è
la stanza d’albergo ideale: evoluta
da un punto di vista tecnologico,
seducente per quanto concerne
l’estetica, ma soprattutto rispettosa
dell’ambiente. A racchiudere tutte queste
caratteristiche è la Low Energy Room,
l’innovativo concept elaborato dall’architetto Renata Giacomini (www.lowenergyroom.com) - in concerto con un pool
di imprese - che si rivolge a tutte le destinazioni turistiche che necessitano di una
riqualificazione energetica e della riduzione del fabbisogno termico.
«L’obiettivo del progetto» spiega Renata
Giacomini «è quello di integrare tutte le
tecnologie disponibili sul mercato per ridurre drasticamente gli sprechi nel comparto alberghiero, che presenta bollette
sempre più gravose. Si stima, infatti, che
un hotel di categoria superiore ha un consumo medio annuo di 7.800 kW per camera». «Questo tipo di intervento si rivela
particolarmente vantaggioso, poi, da un
punto di vista economico, per quegli alberghi già esistenti, anche di vecchia data, con
pareti in laterizio e intercapedine o muratura piena» continua Giacomini «tutti i
lavori, infatti, che mirano all’efficienza
energetica vengono effettuati a secco,
senza quindi né demolizioni, né smaltimenti di materiali. Questo comporta,
chiaramente basse spese di installazione e
rapidità nell’esecuzione. Integrando inoltre al meglio tutte le applicazioni sostenibili si abbattono sensibilmente anche i
costi di gestione ed esercizio». «In pratica
l’albergatore decide su quale porzione
dell’edificio intervenire» prosegue Giacomini «le mura delle camere coinvolte
nella ristrutturazione, per prima cosa,
vengono rivestite “a cappotto” utilizzando
solo materiali naturali e non inquinanti
come fibra di legno e sughero. Il “tamponamento” delle pareti ha come risultato, il
miglioramento dell’efficacia isolante e
l’eliminazione dei ponti termici».
Per evitare migrazioni di calore, poi, si
18
Perché allora non prevedere
all’interno delle strutture
ricettive l’utilizzo di almeno
il 50% di carta ecologica
per gli usi di cancelleria?
La stanza d’albergo
a basso consumo
Il concept può essere applicato in strutture nuove o preesistenti
In alto, lo stand della Low Energy Room allestito in occasione di Host, salone
internazionale dell’ospitalità professionale;
sopra, due dettagli della stanza, dove si usano per illuminare, solo led
procede a sostuire le superfici trasparenti
con serramenti con triplo vetro termoisolante che garantiscono alti valori di isolamento termico. «Un’applicazione che si
rivela tra le più utili considerando che in un
edificio circa il 20% dell’energia è dispersa
attraverso le finestre» conclude Renata
Giacomini. A corredare i serramenti ci saranno poi, persiane fotovoltaiche, (montate
fisse, scorrevoli o a scomparsa) che presentano all’interno un modulo, che serve sia
per oscurare la camera sia per trasformare
la radiazione solare in energia elettrica. Il
passo successivo è la climatizzazione delle
stanze con pannelli radianti a parete e a
soffitto che forniscono, per via dello scam-
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
bio di calore per irraggiamento e della
bassa velocità dell’aria che circola nel locale, migliori condizioni di benessere rispetto agli impianti di riscaldamento che
operano per termoconvenzione. Questo
sistema, inoltre è tra i più ecologici e permette di abbattere in modo considerevole
l’inquinamento. D’inverno, infatti, l’impianto a pannelli radianti funzionando a
basse temperature d’esercizio del fluido
scaldante, può consentire un risparmio del
combustibile anche del 20-30%; d’estate,
invece, con funzionamento a temperature
del fluido più alte, permette di ridurre fino
al 40-50% dei consumi elettrici. Ad abbattere le spese in bolletta contribuisce anche
la ventilazione meccanica controllata a
sistema ecologico polivalente, un impianto
aeraulico che sfrutta il calore di condensazione della produzione frigorifera per
produrre acqua calda sanitaria con un recupero energetico del 50%. In questo
scenario, poi, non poteva mancare, un tipo
d’illuminazione ecosostenibile (tutti gli
impianti elettrici e meccanici di cui necessita la low energy room sono installati in
sovrapelle alla muratura originaria mediante l’uso del cartongesso e dei pannelli di
insonorizzazione) che utilizzerà solo led.
Queste sorgenti garantiscono la massima
efficienza luminosa disponibile sul mercato (con una media di 50 mila ore di durata
contro le 3 mila/10 mila delle luci alogene
o a fluorescenza) con un consumo massimo
di 470 watt per camera e un risparmio annuo pari al 66%. A presentare un basso
impatto ambientale sono anche i pavimenti in legno, costituiti da materiali provenienti da aree a riforestazione controllata nel
pieno rispetto, quindi, della natura. Lo
stesso discorso vale per gli arredi delle camere prodotti con piallacci naturali e certificati dal Forest Stewardship Council. Un
eco-design si ritrova, infine, anche nei bagni, corredati con rubinetterie predisposte
al risparmio idrico. La tecnologia consente,
infatti, di miscelare tre litri d’aria per ogni
litro d’acqua, di ridurre, tramite, un limitatore di portata, i consumi da 12 a 7,2 litri
per metro e di utilizzare le acque saponate
del lavabo per l’irrigazione dei giardini o il
risciacquo dei wc.
risparmio energetico e case history
Gli ospiti adorano i servizi
di cortesia delle sale
da bagno.
Perché non scegliere
solo prodotti di bellezza
a base vegetale
e con un basso contenuto
di sostanze chimiche
che non risultano dannose
per l’ambiente?
il “cappotto” che protegge
ambiente e investimenti
Efficienza energetica all’hotel Monza e Brianza Palace
Rendering dell’Hotel Monza e Brianza
Palace, a Cinisello Balsamo (Mi) che
aprirà i battenti nella primavera del
2009: da sinistra, la facciata esterna,
a destra, la reception
A
prirà i battenti la prossima primavera l’hotel Monza e Brianza
Palace, il nuovo quattro stelle
affiliato alla catena Best Western, situato a Cinisello Balsamo, alle porte di
Milano. L’albergo, che dispone di 115
camere e sarà collegato al capoluogo
lombardo attraverso la linea M5 della
riconVersioni
metropolitana, è destinato soprattutto a
una clientela Mice (meeting, incentive,
conference & event). Il fiore all’occhiello della struttura, interamente progettata
dagli architetti Alessandro Conca e Paola Caneva, infatti, è il suo centro congressi che ha una capienza massima di
280 posti a sedere e 4 sale per gli incon-
tri di lavoro dotate di moderne e sofisticate attrezzature hi-tech. Ma innovativa
è stata anche la ristrutturazione dell’edificio, che è stato riconvertito da complesso industriale in hotel, utilizzando
tutte le tecnologie disponibili sul mercato per ottenere il massimo risultato in
termini di confort e risparmio energeti-
co. A pianificare gli interventi durante
tutte le fasi di lavorazione e a definire le
soluzioni più adeguate, in base alle
esigenze costruttive, sul piano delle
prestazioni energetiche e acustiche, è
stata Rockwool Building School. La società, che ha sede a Milano, è attiva in
due settori: la consulenza energetica,
acustica, protezione antincendio e la
formazione nell’edilizia, con un’ampia
proposta di corsi specialistici
di settore, organizzati anche
in collaborazione con il dipartimento Best del Politecnico di Milano. Una delle finalità del progetto del Best
Western è stata quella di riqualificare l’edificio esistente
(una fabbrica che produceva
fanali e accessori per auto)
elevandolo a classi di efficienza energetica di eccellenza: a questo scopo tutto
l’involucro dell’albergo è
stato isolato con significativi spessori in
lana di roccia, di 100 mm, a doppia
densità, specifici per “cappotti”, applicati in continuo su tutta la facciata, con
conseguente eliminazione dei ponti
termici. Questo tipo d’intervento (unitamente al placcaggio interno) ha fatto sì
che la trasmittanza termica dell’involucro raggiungesse valori inferiori a 0,22
W/mqK, garantendo un sensibile abbattimento dei consumi per il riscaldamento invernale e attenuando l’ingresso
della radiazione solare durante l’estate.
(segue)
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
19
risparmio energetico e case history
(continua)
Inoltre, l’isolamento a cappotto, si rivela particolarmente vantaggioso nel caso
di ristrutturazioni perché consente l’esecuzione dei lavori in tempi rapidi e
senza alcuna perdita della superficie
abitabile.
La riqualificazione del prospetto principale e di una porzione che si affaccia
sulla corte interna, si è conclusa con una
facciata ventilata, che ha lo stesso valore di trasmittanza termica delle superfici
a cappotto, ma in più offre il vantaggio
della ventilazione che migliora le prestazioni durante la stagione estiva: la differenza tra la temperatura esterna e quella
dell’intercapedine, infatti, crea un movimento dell’aria, che smaltisce il calore
prima che questo venga assorbito dalle
pareti.
Anche in questo
caso le mura sono
state isolate termicamente mediante
pannelli ad alta
densità (dello spessore di 100 mm), di lana di roccia, che
essendo incombustibile riduce il rischio
di innesco e propagazione degli incendi.
A migliorare ulteriormente l’efficienza energetica del complesso
alberghiero contribuiscono sia il
placcaggio interno effettuato con
un pannello in
lana di roccia
dello spessore di
50 mm a densità
70 Kg/m3 pre-accoppiato con una
lastra in cartongesso, sia la
Due immagini della spa interna all’albergo, per alternare
coimbentazione
i momenti di lavoro a quelli di relax
effettuata su tutta
si estendono per 70 mq e che copriranla copertura per evitare gravose disperno il 55% circa del fabbisogno annuale
sioni di calore dall’alto. La prestazione
dell’albergo di acqua calda sanitaria con
dell’involucro traun risparmio di CO2 del 10-15% all’ansparente, invece, è
no. Ma la consulenza di Rockwool Bustato migliorato
ilding School all’hotel Monza e Brianza
attraverso l’uso di
Palace non si è limitata all’aspetto enerserramenti perforgetico, ma anche a quello acustico.
manti in doppio
L’obiettivo era quello di limitare al
vetro con camera ad argon. Contestualmassimo la rumorosità proveniente
mente ai lavori sul tetto, poi, sono stati
dall’esterno: l’albergo, infatti, si trova in
installati i collettori solari termici, che
prossimità di un’arteria viabilistica ad
elevata percorrenza. I requisiti di fonoisolamento sono stati garantiti dal placcaggio interno in lana di roccia che
grazie alla struttura a celle aperte favorisce il totale assorbimento delle onde
acustiche delle pareti, sfruttando il principio dell’effetto “massa-molla-massa”,
ovvero con il cartongesso come elemento massivo e la lana come elemento
elastico.
risparmio energetico e efficienza energetica
«I
costi dell’energia nella gestione di una struttura alberghiera
possono arrivare a incidere per
un 7-8% sul fatturato totale: il condizionamento, la produzione di acqua
calda a servizio sanitario, la piscina,
l’area wellness e il beauty center pesano sino al 35-40% nel consumo
totale», ammonisce Andrea Veggian,
direttore marketing di Blue Box
Group.
Trecentocinquanta dipendenti, 80
milioni di euro di fatturato, uno stabilimento centrale di produzione di 25
mila mq: questi i numeri di Blue Box
Group, la società veneta che opera da
oltre 20 anni in Italia e all’estero come
fornitore di unità di condizionamento
e refrigerazione (vendute in più di
cinquanta paesi nel mondo) e dotatedelle più moderne e sofisticate tecnologie.
Blue Box, pioniere del settore (fu il
primo in Italia, nel 1987, a progettare
gruppi frigoriferi con compressori a
vite) ha maturato in questi anni una
significativa esperienza anche nel
comparto turistico e annovera nel suo
portfolio clienti sia prestigiose catene
alberghiere come Radisson, Hilton e
Crowne Plaza sia boutique hotel di
charme come il Concordia a Venezia.
«Il settore dell’hotellerie dispone di
un grande potenziale in termini di riduzione dei consumi elettrici», continua l’ing. Luca Zordan, responsabile
vendite Comfort Italia di Blue Box. «Un
20
“Congela” i consumi
e riduce le emissioni
Sistemi di condizionamento funzionanti con gas ecocompatibili
La sede del gruppo
Blue Box
nel Veneto
aspetto molto importante riguarda
l’impatto ambientale diretto e indiretto legato alla fornitura di caldo/freddo:
i fluidi refrigeranti generano, infatti, un
effetto serra ogni qualvolta avviene un
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
loro rilascio in atmosfera (effetto diretto) che si somma, poi, all’effetto indiretto causato dall’emissione di anidride carbonica conseguente alla produzione di energia elettrica necessaria al
funzionamento dell’impianto».
«Un passo nella direzione della tutela ambientale è da un lato l’utilizzo
di gas refrigeranti eco-compatibili e
dall’altro la scelta di soluzioni impian-
risparmio energetico e efficienza energetica
tistiche che ne riducano le quantità,
come avviene, per esempio, per gli
impianti che utilizzano acqua quale
fluido vettore rispetto a soluzioni meno “sostenibili” che impiegano gas
refrigerante, come i sistemi Vrv o Vrf»,
conclude Zordan. Ecco quindi che per
una struttura alberghiera la scelta del
tipo di macchinario con cui produrre
caldo/freddo diviene strategica per
pianificare un efficiente risparmio
energetico e tutelare l’ambiente. Molteplici e personalizzate sono le soluzioni che Blue Box è in grado di offrire in questo settore.
Nell’avvenieristico Atlantic Hotel
Sail City di Bremerhaven, in Germania,
costruito a forma di barca a vela, sono
stati installati recentemente i refrigeratori ad acqua chiamati “Sigma Eis”,
che offrono un’elevata efficienza energ e t i c a ( f a c e n d o r e g i s t ra r e u n
- 40/50% sulle bollette) attraverso un
sistema di “free cooling” integrato e
pompa a inverter: in pratica si utilizza
il freddo che arriva dall’ambiente
esterno direttamente per raffreddare
l’acqua delle utenze. Già ad una temperatura esterna di 8°C il Free Cooling
diventa efficente e a circa 3°C assicura una resa pari al 70% di
quella della macchi-
Le unità polivalenti
“Omicron V” che
producono in
contemporanea
freddo per
climatizzare e acqua
calda sanitaria con un
risparmio delle spese sino al 30%
L’hotel Crowne
Plaza di Tolosa,
nel sud-ovest
della Francia,
tra i clienti
di Blue Box
na in raffreddamento meccanico.
Inoltre, grazie alle caratteristiche costruttive di tale unità, sono state risolte le problematiche di spazio e di rumorosità (queste unità, infatti, per le
loro peculiarità sono particolarmente
adatte per essere installate in edifici
posizionati nei centri storici o dove
non sia possibile utilizzare sistemi di
tipo tradizionale).
L’ultima novità
del gruppo veneto, uscita da poco
sul mercato, si
chiama “Omicron V”, una
gamma specifica di unità “polivalenti”, (che
consentono un risparmio delle
spese sino al 30%), studiate per
rispondere specificatamente
alle esigenze energetiche del
settore alberghiero. Trattasi di
refrigeratori d’acqua modulari
ad alta efficienza, funzionanti
con gas eco-compatibile in
grado di produrre contemporaneamente “freddo” (per il trattamento dell’aria primaria e del
condizionamento di camere,
area congressi e centro benessere) e
acqua calda sanitaria. Quest’ultima
funzione viene eseguita all’interno
della logica di recupero totale
dell’energia (il
100%), ovvero in
forma assolutamente gratuita, e
questo è possibile
attraverso una soluzione tecnologica in grado di sfruttare il calore di
condensazione e l’energia elettrica
assorbita che altrimenti, con i sistemi
tradizionali, andrebbero dispersi in
ambiente. Non solo, le unità “polivalenti” includono anche un funzionale
sistema anti-legionella che, in parallelo a una caldaia a condensazione,
garantisce la fornitura del servizio
“acqua calda sanitaria” oltre al riscaldamento delle acque della piscina e
dei centri benessere, in qualunque
condizione climatica.
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
21
risparmio energetico e efficienza energetica
C
onta una rete capillare di consulenti
tecnici e installatori termoidraulici in
tutta Italia: la Idrosistemi di Conegliano Veneto (Tv) dal 1992 distribuisce i migliori componenti, disponibili sul mercato, per un
impianto idrotermosanitario completo, con
un occhio di riguardo alla sostenibilità ambientale. Un’ampia gamma di prodotti, dunque, che vanno dai collettori solari termici
piani e sottovuoto alle pompe geotermiche,
dagli impianti radianti alle caldaie a condesazione sino ai deumidificatori e ai tubi sfilabili, senza dimenticare i radiatori reclinabili
che consentono di pulire e tinteggiare la parete senza smontare il termosifone.
«I risultati più soddisfacenti, in termini di
risparmio energetico, si ottengono integrando i
diversi sistemi», spiega Mario Bertoni, uno dei
soci fondatori dell’azienda veneta, che prosegue, «a trarne maggiori benefici, sono soprattutto, quegli edifici di grandi dimensioni, come gli
hotel, che presentano consumi alle stelle». «Tra
le spese che incidono maggiormente sulla bolletta ci sono il riscaldamento e il raffrescamento», continua
Bertoni, «una delle
soluzioni più efficaci
per contenere i costi,
è quella dell’impianto geotermico, che si applica in tutti i terreni, a
tutte le latitudini e in pratica non richiede alcuna manutenzione». Le pompe prelevano energia
con una doppia modalità di funzionamento:
d’inverno trasferiscono il calore del sottosuolo
all’interno dell’edificio e d’estate, invece, operano come un chiller, facendo esattamente
l’inverso. Per evitare costi di perforazione per
l’installazione delle sonde si possono sfruttare,
laddove è possibile, l’acqua di falda e del pozzo come sorgenti termiche. I vantaggi che offre,
una cisterna geotermica sono molti: da un cop
(coefficiente di prestazione) maggiore (rispetto
al rendimento ottenuto con le classiche sonde
geotermiche) alla possibilità di sfruttare a pieno
il freecooling (ovvero la climatizzazione gratuita degli ambienti). «Le nostre pompe di calore
(da 7 a 370 kW/h) inoltre garantiscono l’acqua
calda sanitaria anche a temperature superiori a
65° grazie al desurriscaldatore. La pompa geotermica, ha, infatti, uno scambiatore dedicato
alla produzione dell’acqua tutto l’anno senza la
necessità di inversione del ciclo» osserva Ber-
22
Mix di sistemi
per un risultato garantito
Geotermia e collettori solari termici per ridurre i consumi
Due immagini dell’Hotel Beverly di Pinzolo (Tn) che ha installato
l’impianto radiante a pavimento di Idrosistemi
toni. «Per poter ottenere un’efficienza
ottimale dell’impianto geotermico è
necessario, però, accoppiarlo a un sistema di
distribuzione del calore adeguato», prosegue
Bertoni, «le prestazioni delle pompe di calore,
infatti, aumentano con il diminuire della differenza di temperatura tra la sorgente fredda e il
fluido caldo. Ne consegue che l’accoppiamento ideale si ha nel caso di sistemi a pannelli
radianti (Idrosistemi ne propone diverse tipologie che si possono applicare a pavimento, a
parete e soffitto) che richiedono temperature
inferiori a 40° per riscaldare e intorno ai 16° per
raffrescare». Gli impianti radianti, poi, regalano
il massimo comfort: si evitano allergie poiché
l’aria, non subisce “la carbonizzazione” del
pulviscolo atmosferico e l’ambiente è più salubre, dal momento che il calore si diffonde costantemente e dappertutto. Un’altra opportunità per riscaldare con bassi consumi, attingendo
da una fonte pulita, è quella dei collettori solari termici sottovuoto - distribuiti dall’azienda
veneta fin dal 1994 - che lavorano a tutte le
temperature e garantiscono oltre alla fornitura
di acqua calda sanitaria anche una notevole
integrazione al riscaldamento. In questi collettori solari l’isolamento è assoluto e garantito dal
vuoto che si crea tra il tubo e la lamina - con-
Pannelli solari termici sottovuoto, distribuiti da Idrosistemi, sul tetto
dell’Hotel Columbus di Lignano Sabbiadoro (Ud)
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
tenuta al suo interno - che, captando il fluido
termovettore, lo fa salire immediatamente di
temperatura anche con flebili raggi di sole. Non
essendoci dispersioni per effetto del sottovuoto,
tutta l’energia prodotta va effettivamente a beneficio dell’impianto. Assicura, infine, un abbattimento dei costi e dei gas nocivi all’atmosfera, anche il sistema di ricambio d’aria,
commercializzato da Idrosistemi, dotato di
speciali sonde che monitorano l’ambiente e
analizzano le sostanze inquinanti. L’impianto
inoltre provvede a rinnovare l’aria, in forma
ecologica, essendo munito di recuperatori che
evitano sprechi energetici e di apposite serrande che consentono di parzializzare o escludere
singole zone o locali dell’edificio. All’interno
del recuperatore l’aria calda in uscita e quella
fredda in ingresso, non entrano mai in contatto,
ma vengono convogliate dentro alcune piastre
che compongono la macchina. Lo scambio
avviene per conduzione garantendo così un’efficienza elevata. «Questo significa che un’importante percentuale di energia presente
nell’aria in uscita non verrà dispersa nell’atmosfera, ma sarà trasferita nel flusso in ingresso e
quindi riutilizzata con un considerevole risparmio energetico» conclude Bertoni.
risparmio energetico e case history
sul lago è sbarcato
un esercito di rinnovabili
Il residence integra le energie alternative per combattere gli sprechi
A sinistra, la facciata esterna del
Residence Montelago di Ternate (Va);
sopra, la sala colazioni
A
ffacciato sulle sponde del lago di
Comabbio (Va) - un piccolo specchio d’acqua che d’inverno gela
trasformandosi in una pista di pattinaggio
- il residence hotel Montelago è il luogo
ideale per rilassarsi a contatto con la natura. La struttura circondata dal verde offre
PICCOLE STRUTTURE
la possibilità di praticare numerosi sport
come: biking, sci nautico, canottaggio,
vela e pesca. L’albergo che dispone attualmente di 60 camere, ha subito, qualche
mese fa, lavori di ampliamento con l’aggiunta al corpo centrale di 27 stanze, che
occupano una superficie di 1.200 mq.
A pianificare l’intervento, tra i più originali per l’utilizzo di energie ecosostenibili e tecnologie poco impattanti per
l’ambiente, è stata la Sfp Tech, lo studio
associato di progettazione e consulenza
termotecnica che ha sede a Varese. Per
climatizzare l’edificio si è optato per due
pompe di calore a motore endotermico ad
alta efficienza: queste apparecchiature
necessitano di pochissima energia elettrica
e garantiscono un risparmio in bolletta del
30-50% a seconda degli interventi. L’impianto che è alimentato a gas metano, con
portata di fluido refrigerante variabile,
presenta come terminali ventilconvettori
pensili installati nel controsoffitto interno
delle camere, verticali a pavimento per gli
spazi comuni e a cassetta
per i corridoi di accesso
alle varie stanze. Il riscaldamento invernale e il
raffrescamento estivo si
otterranno mediante due
pompe di calore, con potenza modulante, raffreddate ad aria e dotate di
ventilatore elicoidale a
corrente continua. Il liquido del raffreddamento del
motore inoltre attiverà in
automatico il dispositivo
di sbrinamento che manterrà costante l’efficienza
del riscaldamento fino a
una temperatura esterna di -15°C.
Uno scambiatore di calore interno a
piastre, infine, riutilizzerà l’energia
dall’acqua di raffreddamento del motore
a combustione interna (con una media di
30 mila kWh all’anno di energia recuperata all’impianto) che servirà per produrre acqua calda sanitaria (appositamente
raccolta in bollitori di accumulo) con un
risparmio annuo di 3.900 m³ di gas me(segue)
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
23
risparmio energetico e case history
(continua)
tano e 7.460 kg di Co2.
A rafforzare la produzione dell’acqua
calda, soprattutto nel periodo estivo, saranno, poi, i collettori solari piani, installati sul tetto con orientamento a sud, che
si estendono per circa 26 mq e che genereranno in un anno mediamente circa
15.200 kWh di energia. Fornirà, invece,
elettricità (producendo annualmente
20.700 kWh e riducendo l’emissioni di Co2
di 14.490 Kg.), l’impianto fotovoltaico che
ha una potenza di picco di 18.45 kW ed
stato integrato architettonicamente nelle
falde disponibili: quella del tetto e quella
del parcheggio. «Questa soluzione offre
notevoli vantaggi economici: incominciando dal risparmio in bolletta di 3.100
euro all’anno. Tenendo conto, poi, che
questa tipologia di impianto consente di
accedere alla tariffa incentivante più alta,
quella di 0.46 kWh, dal conto energia si
otterranno 9.522 euro all’anno, con un
ritorno dell’investimento in soli 9 anni»
osserva uno dei progettisti della Sfp Tech.
A ridurre ulteriormente i costi di gestione (sino al 30% a seconda degli scenari
impostati) contribuirà anche l’impianto
domotico in dotazione all’albergo che
consentirà di interrompere l’alimentazione elettrica delle camere non utilizzate e
sospendere il funzionamento del riscaldamento o del raffrescamento quando si
aprono le finestre. Il sistema permetterà
inoltre di automatizzare l’illuminazione,
con gestione a zone, a seconda delle
specifiche esigenze. Ma la Sfp Tech ha
pianificato per l’hotel Montelago, non
24
Una delle sessanta camere dell’hotel
solo soluzioni volte a limitare i consumi
energetici, ma anche accorgimenti per
razionalizzare gli sprechi idrici. Come
dotare tutti i wc di placca con doppio tasto,
per interrompere il flusso di acqua e diversificare la portata di scarico in funzione
delle effettive necessità.
L’adozione di questo dispositivo consentirà un risparmio giornaliero di 6 litri
al giorno per camera e una riduzione dei
consumi del 30-35% all’anno. Eccetto i
wc, poi, tutti i sanitari (docce, lavabi e
bidet) delle nuove camere sono forniti di
limitatore di portata in grado di ridurre la
quantità di acqua erogata a parità di servizio reso all’utente: considerando un
consumo giornaliero a cliente di 100 litri
d’acqua al giorno, questo apparecchio
permette di ridurre gli sprechi di almeno
il 50%. La struttura è attrezzata, infine, con
un serbatoio (della capienza di 10 mila
litri) interrato per il recupero delle acque
piovane che saranno riutilizzate per il risciacquo dei wc e l’irrigazione delle aree
verdi esterne, con un ulteriore risparmio
di acqua potabile.
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
STUDIO ASSOCIATO
P. Ind. Sabbadin Mirko
Ing. Fiori Francesco
Via Hermada, 6 – 21100 Varese
Tel. 0332 830887 – Fax 0332 216447
E-mail: [email protected]
risparmio energetico e efficienza energetica
Q
uest’anno si festeggiano 40
anni di attività e di successi: la
Rhoss di Codroipo (Ud) è, infatti, uno degli attori più importanti
nel mercato del condizionamento e
della refrigerazione con la produzione
di unità per la climatizzazione a uso
residenziale e industriale.
Innovazione è la parola chiave
dell’azienda friulana che ospita al suo
interno un avveniristico laboratorio di
ricerca realizzato, con un investimento di 1,5 milioni di euro, per il collaudo di nuove tecnologie e per lo sviluppo di apparecchiature sempre più affidabili ed ecocompatibili. L’ultima
novità dei ricercatori Rhoss è Adaptive
Function Plus, un software di controllo brevettato in esclusiva dall’azienda
- in collaborazione con i dipartimenti
di Fisica e di Ingegneria dell’università di Padova - che è in grado di ridurre
il consumo di energia di refrigeratori
e pompe di calore. «Solitamente negli
impianti di climatizzazione i gruppi
frigoriferi operano a pieno carico solo
per un ridotto numero di ore mentre
lavorano a carico parziale per la maggior parte della stagione», spiega Attilio Masoch, responsabile marketing
della Rhoss «Adaptive Function Plus
agisce, invece, sul valore di set-point
aumentando l’efficienza dei compressori in relazione alle reali condizioni
di carico. In tal modo è possibile ottenere una sensibile riduzione dei consumi stagionali di energia rispetto a
refrigeratori e pompe di calore di pari
potenza con
l o g i ch e d i
controllo tradizionali. Il
risparmio sui
consumi arriva f i n o a l
36% nella stagione invernale e al 18%
Come dire addio
al caro petrolio
L’efficienza dei compressori riduce i consumi sino al 40%
L’hotel Cristallo a
Cortina d’Ampezzo (Bl)
dove è stato installato
l’impianto, prodotto
dalla Rhoss, costituito
da: ventilconvettori in
versione verticale e
orizzontale con mantello
e da incasso e un
refrigeratore con
condensazione ad aria e
ventilatori elicoidali,
con compressori scroll
in quella estiva». Ma la Rhoss dispone
di un’ampia gamma di prodotti tecnologicamente
ava n z a t i e
rispettosi
dell’ambiente che si rivelano particolarmente
adatti alle esigenze del settore alber-
ghiero. A partire da ExpSystems,
un’unità polivalente in grado di produrre, in modo combinato o indipendente, acqua refrigerata per la climatizzazione estiva e acqua calda sanitaria, consentendo un risparmio annuale in bolletta superiore al 35%. «La
capacità di soddisfare in contemporanea sia le esigenze di raffreddamento
che di riscaldamento riduce il numero
di fermate e riavvii del compressore
con un conseguente effetto benefico
sulla durata di tutti i componenti del
circuito frigorifero» prosegue Masoch
che aggiunge «questo ciclo inoltre
avviene nel pieno rispetto dell’ambiente, poiché nell’impianto è contenuta una minima quantità di refrigerante, e in virtù del risparmio energe(segue)
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
25
risparmio energetico e efficienza energetica
(continua)
tico, si riducono
sensibilmente anche
le emissioni di CO2».
Per le piscine coperte
e le spa, che sempre
più spesso fanno capolino negli hotel, la
Rhoss propone, invece, il deumidificatore
Dry Pool alimentato
con refrigerante ecologico R410A,
un’unica unità che soddisfa tutte le
esigenze di climatizzazione: riscaldare l’aria e assorbire l’umidità. Il deumidificatore può essere corredato anche di un modulo per la gestione del
free-cooling che, prelevando aria secca direttamente dall’esterno e immettendola in piscina, consente di deumidificare l’aria del locale in forma totalmente gra-
È
considerata “il petrolio del
prossimo millenio”: una fonte destinata a esaurirsi, preziosa e vitale per la sopravvivenza
del pianeta. Parliamo dell’acqua
che sprechiamo a litri nelle nostre
case e che scorre a fiumi negli alberghi, senza alcuna possibilità di
recupero. A catturare questa importante risorsa ci ha pensato Eureka
Systems, l’azienda ferrarese che dal
2001 utilizza la tecnologia per il
riciclaggio delle acque piovane e
grigie. «Ogni anno l’Italia viene
innaffiata da 300 miliardi di metri
cubi d’acqua. Una quantità impressionante, dovuta a una media di
80-120 giornate di pioggia all’anno
a seconda delle zone della penisola», afferma Edoardo Giusti, responsabile commerciale di Eureka
Systems. Le aree soggette a frequenti precipitazioni sono pertanto le
più idonee al recupero delle acque
piovane che possono essere riutilizzate per il risciaquo del wc,
l’irrigazione del giardino, le pulizie
degli edifici e il funzionamento
della lavatrice con un risparmio
idrico annuo del 50%. Per recuperare le acque pluviali, che scendono dalle grondaie, si usano serbatoi
di stoccaggio, con una capienza
variabile dai 3 mila ai 35 mila litri,
in polietilene, materiale che ha
un’elevata resistenza agli urti e
26
tuita con un risparmio di energia fino
al 20% annuo. Altrettanto ecologiche
sono le centrali di trattamento aria
(Cta), della gamma Advance, disponibili in 23 grandezze con portate comprese tra 1.000 e 82.500 m3/h. «Questa tipologia di impianto si rivela vita-
le per un albergo che deve smaltire una
grossa quantità di aria viziata. Ogni
soluzione però» osserva Masoch «deve essere
personalizzata a
seconda delle dimensioni e caratteristiche della struttura. Per questo motivo,
prima di procedere
all’installazione, compiamo uno studio termotecnico attraverso un software». Tanti i vantaggi offerti da questo macchinario:
all’interno, infatti, si trovano
silenziatori nonché pannelli
fonoassorbenti. Le Cta inoltre
sono dotate di recuperatori di
calore a flussi incrociati: in
pratica, oltre a
realizzare il cambio dell’aria, si ottiene sia d’inverno che d’estate il
recupero di una quota di energia prima di espellere l’aria.
L’offerta di Rhoss nel settore dell’hotellerie si completa con l’impianto a
pannelli radianti, a soffitto
o a pavimento, distribuito con il marchio Irtech:
grazie a questo sistema,
che non solleva polveri e non rende l’ambiente eccessivamente secco, è possibile riscaldare
d’inverno e raffreddare d’estate
tramite la circolazione
dell’acqua proveniente dalla pompa
di calore, consentendo un risparmio
sino al 40% di combustibile. «Tutte
le unità che realizziamo sono costruPompe di calore
ite per ottenere le migliori prestaziopolivalenti,
ni aerauliche, energetiche ed acustiventilconvettori ad che» conclude Masoch «i nostri
incasso e centrali di prodotti, inoltre, se utilizzati per un
trattamento aria. In intervento di “riqualificazione eneralto la facciata del getica del patrimonio edilizio esilaboratorio della
stente” sono soggetti alla detrazione
Rhoss Research & fiscale del 55% introdotta dall’ultima
Development
Finanziaria».
Eureka! Ecco come
recuperare l’acqua piovana
Per irrigare giardini, risciacquare wc e lavare il bucato
Il murale nella
hall dell’hotel
Casa Camper a
Barcellona nel
quartiere
multietnico
di Raval
compensa bene i movimenti del
terreno. Queste cisterne si possono
interrare ovunque (l’esposizione al
sole, infatti, è dannosa in quanto
favorisce la presenza di alghe e il
proliferare di batteri) ed è possibile
ricoprirle con una soletta di cemen-
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
to per rendere la zona carrabile.
All’interno dei serbatoi si trova un
sistema di pompaggio per il controllo elettronico della portata e
pressione dell’acqua e una nuova
tipologia di filtri (autopulenti e che
non necessitano di assistenza, sono
chiusi ermeticamente per garantire
una purezza ottimale dell’acqua
piovana) che sfruttano la velocità
di rotazione dell’acqua, e quindi la
forza centrifuga, per setacciare sui
lati, lasciando cadere al centro la
sporcizia e le impurità che vengono
risparmio energetico e efficienza energetica
incanalate successivamente in uno
scolo. Un’altra possibilità per limitare gli sprechi idrici, per le abitazioni o le strutture ricettive che si
trovano in aree poco piovose, è il
recupero delle acque grigie che
avviene indipendentemente dalle
condizioni atmosferiche.
Questo processo si verifica
grazie all’impianto Pontos
Aquacycle distribuito in Italia
in esclusiva da
Eureka Systems.
Ad abbracciare
questa soluzione ultimamente sono stati anche
due hotel: il prestigioso Starhotels
Savoia Excelsior di Trieste e il trendy Casa Camper di Barcellona
(dove nella hall si trovano le biciclette appese al soffitto in attesa di
essere utilizzate dai clienti!). «In
questi due alberghi abbiamo incanalato, attraverso una doppia tubazione, le acque saponate che provengono dalle vasche da bagno e
dalle docce reimpiegandole per il
risciaquo degli orinatoi delle camere e del ristorante», spiega Giusti
che prosegue,
«ma le acque
grigie hanno gli
stessi campi di
utilizzo dell’acqua piovana e
possono quindi
essere usate anche per le pulizie degli edifici,
l’irrigazione dei
giardini e per le
lavatrici». Il trattamento ecologico
(è una depurazione puramente
biologica che avviene senza l’aggiunta di additivi chimici) ed economico (il risparmio garantito è del
50% all’anno) avviene in tre fasi di
lavorazione a intervalli di tre ore:
nella prima l’acqua grigia raggiunge un filtro che trattiene le particelle più grandi come la lanuggine e i
capelli che finiscono nella rete fognaria; nel secondo stadio delle
saponette anaerobiche trattengono
l’acqua, rimuovendo il fango e rimettendola in circolo, tramite una
pompa, debaterrizzata e ossigeniz-
In alto, una camera
dell’albergo
Casa Camper;
a sinistra, il giardino
verticale che riveste
la facciata esterna e
l’entrata dell’albergo
nel centro storico di
Barcellona
zata. Dopo la sedimentazione, infine, l’acqua viene sterilizzata con
una lampada a raggi ultravioletti.
L’acqua così riciclata è priva di
odore può essere conservata nelle
apposite cisterne che si trovano
all’interno del monoblocco, l’impianto che ha le dimensioni di un
frigorifero, che si posiziona di solito nel locale caldaia.
«Pontos Aquacycle è in grado di
soddisfare qualsiasi fabbisogno
d’acqua: da 600 litri sino agli oltre
30 mila litri al giorno», aggiunge
Giusti, «il sistema prevede il reintegro automatico dell’acqua potabile alimentando le utenze anche
in caso di quantità idriche limitate.
Nell’eventualità, poi, di un accumulo che supera la domanda,
l’acqua viene trasportata mediante
un troppopieno nella fognatura
evitando l’eccessivo riempimento
dell’impianto». «Il macchinario
inoltre necessita di una manutenzione minima e comporta un consumo di corrente che è solo di 1,2
kW per m3 di acqua chiara depurata» conclude Giusti.
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
27
soluzioni assicurative e approfondimenti
Solitamente in un albergo
di medie dimensioni
i principali sprechi idrici sono
attribuibili ai consumi d’acqua
nelle seguenti aree:
O
ltre mille collaboratori, 730
agenti, un portfolio di oltre un
milione e mezzo di clienti:
questi i numeri del gruppo Zurich
Italia, presente sin dal 1902, nel settore danni, vita, previdenza e investimenti personali. Da più di un decennio la compagnia ha maturato anche
una significativa esperienza nell’assicurazione degli impianti che producono energia con particolare attenzione al settore delle fonti rinnovabili.
«Ai nostri clienti offriamo oltre alla
sicurezza di coperture assicurative
che proteggano i loro investimenti e
mettano al riparo le loro risorse, anche
l’assistenza del nostro staff tecnico,
altamente specializzato, composto da
una dozzina di ingegneri, che si occupano sia della valutazione tecnica
dei rischi sia dell’analisi del business
plan, il documento indispensabile per
accedere ai finanziamenti pubblici e
per esaminare minuziosamente le
problematiche legate all’interruzione
di esercizio» spiega Massimo Fedeli,
responsabile della divisione di Zurich,
Power & Engineering. «Siamo stati i
primi, nel panorama europeo, a proporci sul mercato delle energie alternative con prodotti ad hoc pensati
specificatamente per questo comparto
in continua evoluzione e sviluppo»
aggiunge Fedeli. E proprio per venire
incontro ad un settore, quello delle
rinnovabili, così dinamico, che è stato messo a punto “Zurich 4 Power
Renewables”, un prodotto studiato
28
Numero
Camere 37%
Cucina 21%
Bagni comuni 17%
Lavanderia 12%
Piscina 2%
Zurich Italia: il partner
per l’energia pulita
Le polizze all risks, coprono anche il fermo impianto e i danni a terzi
Le piattaforme flottanti del progetto offshore di Tricase (Le)
appositamente per gli impianti eolici,
fotovoltaici, idroelettrici e alimentati
da bioenergie. Tutte e quattro le polizze (Windfarm, SolarPower, Hydro e
Greenpower) offrono una copertura
modulare in funzione alle esigenze
speciale
G e nn a i o 2 0 0 9
del cliente e la formula “all risks”.
Vengono indennizzati, infatti, sia i
danni endogeni come guasti meccanici ed elettrici alle macchine con
fermo impianto, sia quelli esogeni
come calamità naturali, eventi atmo-
sferici di particolare intensità, incendi, furti e atti vandalici. «Siamo,
inoltre, in grado di assicurare, insieme
a pochissime altre compagnie in Italia
e all’estero, gli impianti che possono
considerarsi ancora in una fase di
prototipo» precisa Fedeli «tendenzialmente le coperture assicurative, infatti, vengono concesse solo per le apparecchiature “proven” ovvero quelle
che hanno svolto un minimo di 8
mila ore di funzionamento in assenza
di guasti. Ma un intoppo, può sempre
capitare e nella fase di start-up può
rivelarsi fatale per l’investimento effettuato». Un impianto fotovoltaico,
per esempio, che per qualche motivo
non funziona perde, durante il fermo,
automaticamente il diritto agli incentivi statali del conto energia. In questo
caso, durante tutto il periodo d’inattività della macchina, la polizza SolarPower, consente di risarcire all’assicurato, sia i mancati ricavi per la vendita di energia al gestore della rete
elettrica nazionale (Gse), sia la perdita di introiti dovuti alla non acquisi-
soluZIonI assIcuratIve e approfondimenti
zione dei certificati verdi e degli incentivi del conto energia. Ma non
solo: Zurich provvede a indenizzare
gli impianti fotovoltaici più grossi (con
una potenza di almeno 1 MW) anche
della mancata produzione di energia
elettrica causata dalla diminuzione di
insolazione. Un’eventualità coperta
da una particolare sezione della SolarPower chiamata “weather risk”, che
protegge i clienti assicurati, nel caso
di una minore o assente intensità dei
raggi solari che pregiudicano le prestazioni della macchina. Non vengono rimborsati, invece, i danni derivanti dai vizi di costruzione o i difetti di
installazione, di cui si fa carico il
fornitore dei pannelli solari, insieme
alle garanzie di performance.
Per beneficiare tuttavia della polizza dedicata agli impianti fotovoltaici,
ai clienti sono richieste delle garanzie:
la certificazione dei pannelli solari, i
requisiti di conformità di qualità e
sicurezza secondo la normativa standard europea (Uni En) e un sistema di
antifurto adeguato.
«Il fotovoltaico complice anche il
finanziamento del conto Energia che
ha erogato sino a oggi incentivi per 17
milioni di euro, sta crescendo sempre
più velocemente» osserva Fedeli «ma
altrettanto bene procedono gli investimenti nel settore eolico, al primo
posto in Italia, tra le energie sostenibili, per incremento di Gwh prodotti
e per numero di installazioni».
Sull’onda di questo successo è stata
creata la polizza Windfarm. Gli aerogeneratori di ultima generazione sono, infatti, pesantemente sollecitati
nella meccanica a causa delle continua ricerca della migliore prestazione, e sono inoltre sottoposti a situazioni meteorologiche, data la loro
posizione, particolarmente avverse.
Una grandinata molto intensa o una
tromba d’aria possono recare seri
danni alle turbine che possono avere
fermi per molti mesi. Per questo è
importante intervenire con una copertura assicurativa che paghi i danni per
l’interruzione di energia prodotta.
«Seguiamo con particolare interesse questo settore e siamo fieri di essere il partner assicurativo dell’Aper
Massimo Fedeli,
responsabile di Power& Engineering
(Associazione Produttori Energia da
Fonti Rinnovabili) e del primo parco
sperimentale mini-eolico d’Italia,
inaugurato a Trento, circa un anno fa,
che ha tra i suoi obiettivi l’apertura del
mercato all’autoproduzione di questa
energia anche a livello familiare» dichiara il responsabile di Power & Engineering . «I nostri esperti proprio in
questi mesi, poi, stanno predisponendo pacchetti assicurativi mirati a sostenere il primo impianto eolico offshore che verrà realizzato in Puglia:
24 unità con una potenza complessiva
di 90 MW, installate a poche miglia
dalla costa di Tricase, nel canale di
Otranto» continua Fedeli.
I lavori sono iniziati quest’estate e
saranno completati, secondo le previsioni, entro il 2012. Si tratta di un
progetto, svilippato dalla Sky Saver di
Santeramo in Colle (Ba), assolutamente innovativo teso a sfruttare l’enorme
potenziale dei mari della penisola,
dove i venti viaggiano a una buona
velocità, ma i fondali sono troppo
profondi per montare agevolmente
una fondazione fissa che funga da
base alla torre che sorregge la turbina.
Per ovviare a questo inconveniente si
utilizzerà una nuova tecnologia: in
mare aperto (a una distanza di 8-15
km dalla costa) saranno installate
delle piattaforme “flottanti”ovvero
galleggianti e non fisse ancorate al
fondale tramite cavi d’acciaio tenuti
costantemente in tensione, secondo il
principio di Archimede (un corpo
immerso in un fluido riceve una spinta dal basso verso l’alto). «Questa
tecnologia permetterà di installare
parchi eolici off-shore, non solo nei
mari d’Italia, ma anche in tutta Europa
e nel resto del mondo» dichiara Fedeli.
Promettono
scintille anche le
biomasse, che
presentano un
enorme potenziale di sviluppo,
soprattutto se utilizzate, per esempio, nella produzione di propellente pulito come il
biodiesel (si calcola che un milione di
ettari coltivati con scarti vegetali potrebbero produrre due milioni di
tonnellate di carburante ecologico) o
per alimentare impianti di riscaldamento.
«La produzione di energia attraverso la combustione di biomasse e la
termovalorizzazione dei rifiuti rappresenta un modo efficiente ed intelligente di sfruttare fonti combustibili immediatamente disponibili» sostiene Fe-
deli che aggiunge «ma questa attività
comporta dei rischi: innanzittutto
l’incendio a causa dei materiali fortemente infiammabili a contatto con le
centrali e il deterioramento a cui sono
sottoposti i fasci tubieri della caldaie
a seguito della presenza di agenti
corrosivi, che possono causare danni
estesi e di grave entità». Occore poi
considerare che le biomasse non sono
disponibili in tutti i momenti dell’anno: se si usano
come combustibili, colture stagionali come, per
esempio, barbiabietole, mais e
girasoli, bisogna
attendere per il
loro utilizzo il
periodo della raccolta. Lo stesso discorso vale anche
per il legno, che teoricamente dovrebbe essere sempre accessibile, ma solitamente viene tagliato soprattutto in
inverno, perché contiene meno umidità. «Proprio per queste ragioni nel
pacchetto Green Power, oltre ai danni
diretti (incendio, guasti alle macchine,
eventi naturali) garantiamo la copertura anche dei danni provocati dal
fermo impianto, rendendo così redditizio e sicuro l’investimento effettuato» conclude Massimo Fedeli.
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Associato all’unione italiana
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presso i tribunale di Milano al n. 213
in data 23/03/1998
Redazione
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via della Pace 19, 20098
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speciale eNerGie e Gennaio 2009
29
leggi
Negli alberghi basterebbero
piccoli gesti per ottenere
grandi risultati.
Qualche esempio?
Effettuando ogni giorno
la raccolta differenziata
dei rifiuti è possibile
risparmiare ogni anno
circa 18 milioni
di tonnellate di petrolio
Il quadro normativo
e i finanziamenti agevolati
e
a cura dell’arch.
Manuela Redaelli*
N
ell’ultimo decennio, a livello europeo, il quadro delle politiche
energetiche è cambiato profondamente e rapidamente, anche se con ritmi
e
diversi e soluzioni parzialmente differenti nei vari Paesi comunitari.
La sede delle politiche energetiche si è
progressivamente spostata dai governi
nazionali ad altre sedi, con il convolgimento diretto di Regioni, Province e Comuni. In particolare, per ciò che concerne il settore turistico ricettivo, si segnala
agli operatori attivi sul territorio italiano,
i seguenti principali riferimenti del contesto normativo nazionale che costituiscono l’ossatura portante del nuovo sistema delle politiche energetiche. A ciò si
sovrappongono le normative regionali,
nonché quanto contenuto nei Regolamenti edilizi comunali.
La tabella che segue riporta i principali riferimenti legislativi, di cui si illustrano
sinteticamente i relativi contenuti, e fornisce indicazioni circa i soggetti interessati ed i siti internet istituzionali di riferimento per chi volesse approfondire le
singole tematiche.
I principali strumenti legislativi
Riferimento normativo
Contenuti
Soggetti d’interessE
D. Lgs. n. 192 del 19.08. 2005
“Attuazione della direttiva 2002/91/CE relativa al rendimento energetiche nell’edilizia”
Prevede un drastico taglio ai consumi energetici, imponendo un’importante
riduzione delle dispersioni termiche attraverso le pareti esterne dei fabbricati, il massimo sfruttamento dell’energia solare, il massimo rendimento termico degli impianti adibiti alla produzione ed alla distribuzione dei fluidi caldi o
freddi per la termoregolazione degli edifici e la produzione di acqua calda ad
uso sanitario.
Il decreto si applica a tutti i tipi di destinazione d’uso:
- Edifici ad uso residenziale;
- Edifici per servizi o terziario;
- Edifici pubblici: scuole, uffici, ospedali, etc.
- Edifici ad uso industriale, artigianale o agricolo, purché non vi
siano esigenze specifiche di processo produttivo o siano riscaldati utilizzando reflui energetici del processo produttivo non altrimenti utilizzabili.
Il Decreto prevede la certificazione energetica degli edifici di nuova costruzione e di ristrutturazione integrale, con classificazione dell’edificio in funzione
del suo consumo energetico.
D. Lgs. n. 311 del 29.12.06
“Disposizioni correttive ed integrative al
decreto legislativo 19.08.05 n. 192, recante attuazione della direttiva 2002/91/CE,
relativa al rendimento energetico nell’edilizia”
Rende più restrittivi i valori del fabbisogno di energia primaria limite per la
climatizzazione invernale ed i valori delle trasmittanze limite anticipando al
1° gennaio 2008 i livelli di isolamento termico attualmente previsti per il 1°
gennaio 2009 dal D. Lgs 192/05. Viene inoltre introdotto, dal 1° gennaio
2010, un livello di isolamento molto più rigoroso, in grado di garantire la riduzione dei fabbisogni termici dei nuovi edifici del 20-25% rispetto ad oggi.
Come sopra
Modifica l’introduzione dell’obbligo di certificazione energetica
D. Lgs. n. 115 del 30.05.08
“Attuazione della Direttiva 2006/327CE
relativa all’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici e abrogazione della
direttiva 93/76/CEE”
“Attuazione della Direttiva 2006/327CE relativa all’efficienza degli usi finali
dell’energia e i servizi energetici e abrogazione della direttiva 93/76/CEE”
Semplifica l’iter burocratico per l’installazione di pannelli solari termici, fotovoltaico e per la piccola media cogenerazione.
Per saperne di più
http://www. anit.it
http://www.ilrisparmioenergetico.info
h t t p : / / w w w. a g e n z i a e n t r a t e . i t / i l w w c m / r e s o u r c e s / f i l e /
eb82180abb10b53/GUIDA_risparmio_energetico.pdf
DM 19.02.07
Decreto attuativo della Finanziaria 2007
DM 26.10.07
Modifica del Decreto attuativo Finanziaria 2007
DM 07.04.08
Decreto attuativo della Finanziaria 2008 (vd. Box)
- proroga le incentivazioni fino al 31 dicembre del 2010.
Per saperne di più
http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/fin2007.htm
http://www.energia.in (sezione finanziaria)
http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/opus/casaevoluta_edifici.pdf
D. Lgs. n. 387 del 29.12.03
In Italia, dal settembre 2005, è attivo il meccanismo d’incentivazione in
“conto energia” per promuovere la produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici.
Il 19 febbraio 2007, i Ministeri dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio e del Mare hanno emesso un nuovo decreto ministeriale che ha introdotto radicali modifiche e semplificazioni allo schema
originario.
“Attuazione della direttiva 2001/77/CE relativa alla promozione dell’energia elettrica
prodotta da fonti energetiche rinnovabili nel
mercato interno dell’elettricità”
DM 28.07.05, DM 06.02.06
DM 19.02.07
“Nuovo Conto Energia”
Per saperne di più
30
Il nuovo DM 19/02/07, è subentrato ai precedenti DM del 28/07/2005 e
del 6/02/2006 in materia d’incentivazione dell’energia derivante da fonte
fotovoltaica.
Il nuovo decreto è diventato di fatto operativo solo dopo la pubblicazione
della delibera dell’AEGG n. 90/07, avvenuta il 13/04/07, che ha definito le
condizioni e le modalità per l’erogazione delle tariffe incentivanti.
http://www.energia.in (sezione conto energia)
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
Come sopra
Per chi intende usufruire delle detrazioni Irpef del 55% che favoriscono: la riqualificazione energetica di edifci esistenti, l’installazione di pannelli solari, impianti geotermici e caldaie a biomasse e la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.
Per tutti i dettagli vedi box a fianco
Per chi intende installare pannelli solari fotovoltaici, vedi box a
fianco
e
Conto energia
Il nuovo Conto Energia è il sistema d’incentivazione statale della
produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici, i cui
incentivi vengono erogati, per l’appunto, in “conto energia”anziché
in “conto capitale” cioè sulla base dell’energia elettrica prodotta e
venduta a tariffa agevolata al gestore nazionale (Gse). L’energia prodotta viene ceduta al gestore locale e conteggiata dal contatore che
rileva i chilowattora (kWh) immessi in rete. Si può immaginare la
rete nazionale come una batteria di capacità infinita dove il produttore immette l’energia prodotta e quando necessita la preleva.
I vantaggi a seguito dell’attuazione di questa nuova norma rispetto al passato, si possono sintetizzare essenzialmente in tre fattori:
- Tali incentivi sono a disposizione sia per le persone fisiche che
giuridiche (comuni, enti locali, aziende private etc.) e sono diventati
oggi più facilmente erogabili. Si può installare l’impianto fotovoltaico
sulla propria abitazione o in azienda in qualsiasi momento (rispettando solo alcune scalette burocratiche), in poco tempo e senza partecipare ad estenuanti gare di punteggio o affrontare pratiche pluriannuali.
- Oltre tutte le finalità etiche insite nel concetto di energia pulita,
grazie a questa novità chiunque può; decidere di utilizzare la produzione di energia come una forma pura di investimento. Gli incentivi,
e
come sottolineato prima, non vanno a sostenere i costi per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico ma mirano a far investire per
produrre energia elettrica da impianto fotovoltaico in un ottica di
investimento a medio-lungo termine.
- ll produttore di energia elettrica potrà vendere al gestore GSE
quanto prodotto a costi molto superiori rispetto ai prezzi di acquisto
attuali. L’energia prodotta dagli impianti verrà ceduta per 20 anni al
gestore ad un pari circa al doppio/triplo rispetto l’ammontare normalmente pagato (0,18 euro al kWwh) in ragione della potenza installata e della tipologia di impianto scelto.
L’Iva sugli impianti fotovoltaici è pari al 10%.
L’incentivazione in conto energia è illimitata?
Il decreto prevede un limite massimo cumulativo della potenza
elettrica installata di tutti gli impianti; tale limite è definito in 1.200 MW;
ciò vuol dire che verranno accettate tutte le richieste di incentivazioni
(conformi alle norme) per un totale complessivo di 1.200 MW.
Come si può accedere al conto energia?
Entro 60 giorni dall’entrata in funzione dell’impianto occorre inviare al gestore della rete:
• Documentazione di conformità dell’impianto fotovoltaico alle
norme CEI;
• Scheda tecnica dell’impianto fotovoltaico;
Finanziaria 2008 (fonte: Agenzia delle Entrate)
La legge finanziaria per il 2008 ha prorogato fino al 31
dicembre 2010 le agevolazioni fiscali spettanti ai contribuenti che sostengono spese per il conseguimento di risparmio energetico. I benefici consistono in una detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires) del 55% delle
spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo che varia a seconda della tipologia dell’intervento eseguito. Si tratta di riduzioni
dall’Irpef (Imposta sul reddito delle persone fisiche) e
dall’Ires (Imposta sul reddito delle società) concesse per
interventi che aumentino il livello di efficienza energetica
degli edifici esistenti. I limiti d’importo sui quali calcolare la detrazione variano in funzione del tipo di intervento,
come indicato in tabella.
Condizione indispensabile per fruire della detrazione è che
gli interventi siano eseguiti su unità immobiliari e su edifici (o su parti di edifici) residenziali esistenti, di qualunque
categoria catastale, anche se rurali, compresi quelli strumentali (per l’attività d’impresa o professionale). La prova
dell’esistenza dell’edificio può essere fornita o dall’iscrizione dello stesso in catasto, oppure dalla richiesta di accatastamento, nonché dal pagamento dell’Ici, ove dovuta.
TIPO DI INTERVENTO
DETRAZIONE MASSIMA
riqualificazione energetica di edifici esistenti (comprende tutti quegli interventi atti a ridurre il fabbisogno energetico per il riscaldamento, il raffreddamento, la ventilazione, l’illuminazione)
100.000 euro (55% di 181.818,18 euro)
involucro edifici (coperture, pavimenti, pareti, finestre comprensive di infissi, su edifici esistenti)
60.000 euro (55% di 109.090,90 euro)
installazione di pannelli solari (per la produzione di
acqua calda per usi domestici e industriali in edifici esistenti)
60.000 euro (55% di 109.090,90 euro)
sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (con caldaie a condensazione, pompe di calore ad alta efficienza, scambiatori per teleriscaldamento, impianti geotermici a bassa entalpia, caldaie a biomasse, impianti di cogenerazione)
30.000 euro (55% di 54.545,45 euro)
e
P+N Architettura e Ambiente*
Divisione ambiente
Via E. d’Adda, 20 - 22066
Mariano Comense (Co)
tel +39.031.743363/744.668
[email protected]
3 Equipe - Divisione energia
Via E. d’Adda, 20 - 22066
Mariano Comense (Co)
Via Passo Buole, 3
20135 Milano
tel +39.031.743363/744.668
[email protected]
www. 3equipe.it
• Certificazione di collaudo;
• Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà autenticata
Esistono forme di finanziamento?
E’ possibile ottenere un finanziamento a copertura dell’intero
costo (IVA inclusa) sostenuto per la realizzazione dell’impianto fotovoltaico.
I beneficiari possono essere i Privati, PMI, Enti Pubblici, 3° Settore in generale. Le condizioni di finanziamento in genere prevedono
un mutuo chirografario (per il quale non sono necessarie garanzie
reali ma la garanzia è costituita dal riconoscimento della tariffa incentivante), durata fino a 12 anni, importi fino a 150.000 euro per
privati e 1.500.0000 euro per aziende.
I tassi fissi o variabili, solitamente euribor a 3 o 6 mesi + spread
1.5 – 2 %.
Le tariffe (espresse in euro) del conto energia valgono per gli
impianti che entreranno in funzione nel 2007 e negli anni successivi sino al 2010 compreso.
Potenza
Non integrati
impianto
/ terra
Da 1 a 3 kWp
0,40
Da 3 a 20 kWp
0,38
Maggiore di 20 kWp 0,36
In relazione ad alcune tipologie di interventi, inoltre, è
necessario che gli edifici presentino specifiche caratteristiche quali, per esempio:
• essere già dotati di impianto di riscaldamento, presente
anche negli ambienti oggetto dell’intervento, per quanto
concerne tutti gli interventi agevolabili, ad eccezione
dell’installazione dei pannelli solari
• nelle ristrutturazioni per le quali è previsto il frazionamento dell’unità immobiliare, con conseguente aumento
del numero delle stesse, il beneficio è compatibile unicamente con la realizzazione di un impianto termico centralizzato a servizio delle suddette unità
• nel caso di ristrutturazioni con demolizione e ricostruzione si può accedere all’incentivo solo nel caso di fedele ricostruzione, ravvisando nelle altre fattispecie il concetto di
nuova costruzione. Restano quindi esclusi gli interventi
relativi ai lavori di ampliamento.
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa,
che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di
intervento.
In particolare, sono ammessi all’agevolazione:
• le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni
• i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone o di capitali)
• le associazioni tra professionisti
• gli enti pubblici e privati che non svolgono attività
Lo Studio di architettura P+N, opera nel settore della sostenibilità
ambientale di progetto, in particolare energetica, e nella Progettazione paesistico-ambientale, ivi compresa tutta l’attività di supporto
relativa alla Certificazione Ambientale iso 14001 e Regolamento Emas
che sempre più stanno interessando e coinvolgendo attivamente le
ns. realtà aziendali italiane e straniere per la promozione della propria
immagine sul mercato.
In particolare, la Divisione Energia fornisce i seguenti servizi:
•Progettazione architettonica ecosostenibile (edifici nuovi ed
esistenti)
•Diagnosi energetiche
•Attestati di certificazione Energetica e Attestati di Qualificazione
Energetica
•Pratiche incentivi detrazioni IRPEF 55%
•Pratiche Conto Energia
•Progettazione architettonica secondo gli Standard Casaclima
Parzialmente
Integrati
0,44
0,42
0,40
Integrati
0,49
0,46
0,44
commerciale.
Tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione
anche:
• i titolari di un diritto reale sull’immobile
• i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali
• gli inquilini
• chi detiene l’immobile in comodato
Sono ammessi a fruire della detrazione anche i familiari
(coniuge, parenti entro il terzo grado e gli affini entro il
secondo grado), conviventi con il possessore o detentore
dell’immobile oggetto dell’intervento, che sostengono le
spese per la realizzazione dei lavori, ma limitatamente ai
lavori eseguiti su immobili appartenenti all’ambito “privatistico”, a quelli cioè nei quali può esplicarsi la convivenza,
ma non in relazione ai lavori eseguiti su immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione.
Si ha diritto all’agevolazione anche nel caso in cui il
contribuente finanzia la realizzazione dell’intervento di
riqualificazione energetica mediante un contratto di leasing. In tale ipotesi, la detrazione spetta al contribuente
stesso (utilizzatore) e si calcola sul costo sostenuto dalla
società di leasing. Non assumono, pertanto, rilievo ai fini
della detrazione i canoni di leasing addebitati all’utilizzatore.
La detrazione d’imposta del 55% non è cumulabile con
altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di legge nazionali.
La Divisione Ambiente fornisce i seguenti servizi di consulenza:
•Landscaping (progettazione paesaggistica e valorizzazione a verde
di complessi turistici, industriali, residenziali e commerciali)
•Interiorscaping (opere a verde interne agli edifici)
•Progettazione ambientale (V.I.A., V.A.S, Rapporti Integrati di Impatto ai fini dell’ottenimento dell’autorizzazione commerciale)
•Pianificazione urbana e territoriale (analisi paesaggistiche e territoriali, autorizzazioni paesaggistiche, Piani del verde Urbano)
•Piani di Recupero ambientale (per la riqualificazione economicoambientale aree industriali dismesse, per la bonifica e recupero
delle discariche R.S.U., etc.)
•Consulenza per l’ottenimento delle Certificazioni ambientali (Iso
14001 e Regoalmento Emas)
Lo Studio è coordinato dall’Arch. Manuela Redaelli e si avvale
dell’esperienza di uno staff di specialisti e consulenti nelle diverse
discipline coinvolte.
SPECIALE ENERGIE e Gennaio 2009
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