Il sistema dei media locali in Sardegna

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Il sistema dei media locali in Sardegna
Consiglio
Regionale
Sardegna
Comitato regionale sardo
per il servizio radiotelevisivo
della
Il Sistema Dei Media Locali nella Regione Sardegna
Uno studio dell’Istituto di Economia dei Media (IEM) della Fondazione Rosselli
per il Corerat Sardegna
1
Direttore di progetto
Flavia Barca
Coordinatore di progetto
Andrea Marzulli
Gruppo di ricerca
Lorenzo Principali e Beatrice Sammarco
2
Presentazione
Uno studio sul sistema dei media nella regione Sardegna è compito non facile ma sicuramente
di grande interesse. Non facile perché esistono realtà editoriali poche conosciute, ma non per
questo meno importanti; di grande interesse perché finora non ci risulta sia mai stato programmato
né portato a buon fine un esame ragionato dell’esistente. Sebbene consapevoli di addossarci una
gravosa responsabilità ci siamo dunque convinti, come Corerat Sardegna, che l’indagine da noi
commissionata alla Fondazione Rosselli nel dicembre del 2007 sarebbe stata per le Istituzioni e
gli operatori del settore di indubbia utilità. E nella certezza che il nostro mandato fosse più o meno
giunto a termine per l’accelerazione data all’iter di formazione del nuovo comitato – accelerazione
da noi sempre sollecitata- abbiamo altresì considerato che un’analisi dei principali media operanti
nella nostra isola avrebbe costituito un’efficace strumento operativo per chi fosse venuto dopo di
noi.
Per una felice coincidenza la presentazione di questo nostro lavoro avviene nel momento in
cui sono in avvio le procedure per l’elezione del nuovo Corecom, cui la legge assegna compiti più
ampi dell’attuale Corerat. Da parte nostra non possiamo che esserne soddisfatti soprattutto perché
la presentazione di questo volume rappresenta di fatto l’atto conclusivo del nostro mandato. In altre
parole è la sintesi dell’attività svolta in questi anni dal Corerat, in particolare nell’ambito radiotelevisivo che è in rapida trasformazione e che ci ha impegnati a fondo nell’acquisire interessanti
esperienze nel settore tecnico professionale (è sufficiente ricordare a questo proposito, il digitale
terrestre e la sperimentazione tuttora in atto in Sardegna).
Siamo infine consapevoli che questa ricerca della Fondazione Rosselli è solo un primo rapporto
affidato soprattutto alla forza dei numeri. È facile prevedere che altri ne seguiranno, dato che i
media rivestono nella nostra isola una non secondaria importanza, sia per gli aspetti economici e
sociali che questa ricerca ha messo in luce - vedi posti di lavoro e alte specializzazioni - sia per il
peso che esercitano radio e televisioni e giornali nella formazione dell’opinione pubblica.
Antonio Ghiani (Presidente Co.Re.Rat.)
Vice Presidente Giorgio Atzori, Paolo Baggiani, Paolo Campana, Davide Madeddu, Fabio Meloni, Valter Bruno Pallavisini
3
Fondazione Rosselli
La Fondazione Rosselli è un istituto di ricerca indipendente e no-profit che opera nell’ambito delle
scienze sociali, economiche e politiche coniugando la cultura laica e liberale con quella empiristica
di stampo anglosassone.
Finalità della Fondazione Rosselli è promuovere lo studio delle politiche pubbliche con il contributo di tutti quegli studiosi di scienze sociali ed economiche che credono nelle potenzialità di un
approccio cognitivo interdisciplinare. Attraverso costanti occasioni di incontro tra economisti, politologi, psicologi, epistemologi, studiosi dell’intelligenza artificiale e delle neuroscienze la Rosselli
punta a fornire risposte alle complesse problematiche di fronte alle quali si trovano le istituzioni di
governo e il sistema produttivo nazionale.
In questa ottica, ponendo la ricerca al servizio della crescita della società civile e facendo acquisire
valore strategico alla conoscenza quale vantaggio competitivo per il Paese, la Fondazione Rosselli
compie la sua missione indipendentemente da appartenenze ideologiche, politiche o finanziarie.
Istituto Di Economia Dei Media (Iem) Della Fondazione Rosselli
L’Istituto di Economia dei Media (IEM) della Fondazione Rosselli è nato nel 1991 con l’obiettivo
di studiare il sistema delle comunicazioni e dei media e di porsi come punto di riferimento per la
ricerca sui problemi tecnici, economici, istituzionali e sociali collegati.
Ad istituzioni, operatori ed esperti, lo IEM fornisce gli strumenti necessari per l’analisi, l’interpretazione e la previsione dello sviluppo del sistema della comunicazione su scala internazionale.
L’Istituto opera mediante ricerche qualitative e quantitative, consulenze strategiche, monitoraggi,
osservatori, studi e pubblicazioni. Tra i principali terreni di indagine: perimetro e dimensioni del
mercato dei media; l’impatto dell’industria dei media e delle comunicazioni sul tessuto sociale ed
economico del paese: dalla produzione alla formazione, dalla cultura alla garanzia del pluralismo;
lo sviluppo tecnologico e i processi di convergenza, sul piano tecnologico, economico e di evoluzione dei linguaggi; le strategie di business dei gruppi media; il concetto di servizio pubblico e la
sua rimodulazione nel nuovo habitat digitale; normative e legislazioni relative ai nuovi prodotti e
servizi.
L’Istituto pubblica un Rapporto sull’industria della comunicazione in Italia che è l’unico esempio
in Italia di analisi sistematica, quantitativa e qualitativa, a cadenza annuale, su questo tema. Il
Rapporto esamina il peso dei singoli mercati (dalla tv alla stampa alle tlc) analizzandone risorse e
utenza, nonché i trend più significativi in atto sia a livello settoriale che trasversale, con particolare
attenzione al tema dell’innovazione e della competitività italiana.
Sede legale Fondazione Rosselli:
Corso Giulio Cesare 4 bis/B 10152 Torino
tel. +39 011 19520111 fax +39 011 19520188
Sede operativa Istituto di Economia dei Media della Fondazione Rosselli:
Palazzo Corsini, Via della Lungara 10, 00165 Roma
tel. +39 06 6869502 fax +39 06 68131759
www.fondazionerosselli.it
4
Indice
Oggetto e metodologia di analisi
1. Il profilo dei media in Sardegna pag. 7
pag. 11
1.1
1.2
Le imprese attive Natura giuridica pag. 11
1.3
Distribuzione geografica pag. 18
1.4
Anno di nascita
pag. 22
1.5
I contenuti pag. 23
pag. 18
2. Il valore del mercato pag. 27
1.1
Ricavi pag. 34
1.2
I gruppi editoriali pag. 45
1.3
Il mercato pubblicitario pag. 48
3. La diffusione pag. 51
4. La sfida del digitale pag. 71
5
6
Oggetto e metodologia di analisi
Questo lavoro, commissionato dal Comitato regionale sardo per il servizio radiotelevisivo
(Corerat) all’Istituto di Economia dei Media (IEM) della Fondazione Rosselli, si propone
di scattare una fotografia del mercato dei media1 in Sardegna alla vigilia del passaggio
dall’analogico al digitale.
Per realizzare tale obiettivo si è proceduto a costruire un database ragionato dell’emittenza
radiotelevisiva e dell’editoria locale attraverso una approfondita ricerca anagrafica.
A questo fine le informazioni emerse da fonti istituzionali – l’elenco dei soggetti beneficiari
di concessione e/o autorizzazione alla diffusione radiotelevisiva nelle Regioni, tenuto dal
Ministero delle Comunicazioni; l’elenco dei quotidiani e dei periodici locali, tenuto dall’Ordine
dei Giornalisti della Sardegna e dall’Associazione della Stampa Sarda; gli elenchi dei soggetti
beneficiari di contributi ministeriali – sono state confrontate con altre fonti quali riviste
specializzate, annuari, elenchi forniti dalle associazioni di categoria, database Iem.
Tali fonti sono poi state esaminate in modo critico tramite uno scrupoloso esame dei siti
web e di tutte le informazioni disponibili su Internet, nonché verificate attraverso contatti,
interviste telefoniche e de visu agli operatori e agli esperti del settore.
Il database è stato quindi declinato in 3 sub-universi:
 le emittenti televisive locali attive nella Regione;
 le emittenti radiofoniche locali attive nella Regione;
 l’editoria quotidiana e periodica a diffusione regionale e locale.
Riguardo al primo sub-universo si è quindi proceduto all’elaborazione dei principali dati
economici e strutturali dell’industria. Il punto di partenza è stato un’analisi dei fatturati
delle società televisive locali nell’arco degli ultimi 5 anni e cioè dal 2002 al 2006. Non è stato
possibile fare una valutazione di tutte le 20 società, in quanto i dati di bilancio di alcuni
esercizi non sono disponibili. Si tratta, comunque, di dati riguardanti società editrici di
piccole emittenti, il cui basso fatturato non incide sui risultati più rilevanti dell’indagine2.
Le imprese titolari delle emittenti televisive locali della Regione Sardegna sono state suddivise
in classi di fatturato al fine di ottenere una panoramica più indicativa delle caratteristiche
economiche delle società. Tale suddivisione è stata operata sulla base del Decreto Ministeriale
del Dicastero delle Attività Produttive del 18 Aprile 20053.
1
Dal perimetro di analisi sono stati esclusi alcuni settori pur rilevanti all’interno del mercato della comunicazione,
come quello della produzione di contenuti, il settore musicale, le telecomunicazioni (quest’ultimo, in particolare,
di grande impatto sul sistema economico regionale a fronte della presenza del gruppo Tiscali). Il mandato di questo
lavoro riguarda, infatti, strettamente l’analisi dei mezzi a contenuto editoriale. Sono inoltre esclusi dall’analisi i
media nazionali, se non per un raffronto con la penetrazione dei media locali e per segnalare quei contenuti del
servizio pubblico radio-televisivo declinati specificatamente per l’audience locale.
2
Se per il 2006 si dispongono informazioni relative a 15 società televisive, il perimetro per gli anni precedenti non
è costante. Nel 2005 e nel 2004 le rilevazioni riguardano 13 società; 9 nel 2003 e 7 nel 2002.
3
In base alla raccomandazione della Commissione Europea 2003/361/Ce del 6 maggio 2003, relativa alla definizione
delle microimprese, piccole e medie imprese, pubblicata sulla G.U.U.E. n. L124 del 20 maggio 2003. Da tale norma
si può desumere la seguente classificazione:
• La categoria delle grandi imprese è costituita dalle società che (1) hanno più di 250 occupati e (2) hanno
un fatturato annuo superiore a 50 milioni di euro, oppure un totale di bilancio non superiore a 43 milioni di euro.
7
La classificazione per i soggetti coinvolti nell’analisi prende in considerazione tre fasce di
fatturato:
 imprese titolari con fatturato da 2.000.000 ad 10.000.000 di euro, definite
“piccole imprese”;
 imprese titolari con fatturato da 500.000 a 2.000.000 di euro, definite “micro
imprese di classe A”;
imprese titolari con fatturato da 0 a 500.000 euro all’anno, definite “micro
imprese di classe B”.
Nell’ultima fase dell’indagine si è proceduto ad un’approfondita verifica field durante la
quale sono state intervistate 9 emittenti televisive, 3 emittenti radiofoniche e 3 quotidiani,
rappresentativi dell’universo di riferimento, al fine di evidenziare le caratteristiche e le
criticità del settore e di conoscere aspetti non emersi dall’indagine desk. È stato possibile, in
questo modo, raccogliere informazioni funzionali a descrivere i fenomeni in atto nel settore
locale, tra i quali i processi di ristrutturazione di molte imprese alla luce dei mutamenti
introdotti dal passaggio alla tecnologia digitale.
I criteri utilizzati nella selezione delle emittenti televisive da intervistare sono stati:
I.
II.
Fascia di fatturato di appartenenza:
2 Piccole imprese: 2-10 M€ fatturato
4 Micro imprese di classe A: 0,5-2 M€ fatturato
3 Micro imprese di classe B: <0,5 M€ fatturato
Zona operativa: si è cercato di rappresentare l’intero territorio regionale per
comprendere le diversità che intercorrono tra una provincia e l’altra;
III. Ascolti delle emittenti: sono state selezionate le emittenti che, sulla base dei
dati Auditel purtroppo limitati ad un limitato numero di emittenti, incontrano
maggiormente i gusti del pubblico sardo.
Per le emittenti radiofoniche si è effettuato un campionamento in base alla
ripartizione geografica, mentre per i quotidiani si è proceduto a selezionare le tre
principali testate.
Per la rilevazione degli ascolti televisivi si è fatto riferimento ai dati forniti dalla società
Auditel. In particolare, gli indicatori utilizzati per l’indagine sono:
− l’ascolto medio, dato dal rapporto tra la sommatoria dei telespettatori presenti
•
La categoria delle medie imprese è costituita dalle società che hanno (1) un numero di occupati che varia
da 50 a 250 e (2) hanno un fatturato annuo compreso fra 10 milioni e 50 milioni di euro, oppure un totale
di bilancio annuo compreso fra 10 milioni e 43 milioni di euro.
• La categoria delle piccole imprese è costituita dalle società che hanno (1) un numero di occupati che
varia fra 10 e 50 e (2) hanno un fatturato annuo oppure un totale di bilancio che varia fra 2 e 10 milioni
di euro.
• La categoria delle microimprese è infine costituita dalle società che hanno (1) meno di 10 occupati e (2)
hanno un fatturato annuo oppure un totale di bilancio inferiore a 2 milioni di euro.
I due requisiti del numero degli occupati e dei tetti di fatturato, secondo la normativa, sono cumulativi, cioè devono
sussistere entrambi per affermare l’appartenenza della società a una determinata categoria. In questa sede tuttavia
la classificazione farà riferimento unicamente ai dati riguardanti i tetti di fatturato, non essendo disponibili dati
sufficientemente dettagliati relativi all’altra variabile.
In questa sede la categoria delle microimprese è stata ulteriormente suddivisa in due fasce (classe A e classe B)
per affinare ulteriormente l’analisi, vista la presenza di imprese che appartengono solamente alle categorie delle
piccole e delle micro imprese.
8
− in ciascun minuto di un dato intervallo e il numero di minuti dell’intervallo
considerato;
− lo share, cioè la quota percentuale di ascolto, data dal rapporto fra gli ascoltatori e
il totale degli ascoltatori nell’intervallo temporale considerato;
− contatti netti, tutte le persone, diverse tra loro, che vedono almeno un minuto di
un certo programma o emittente in un determinato intervallo di tempo. Si contano
una volta sola.
Per gli ascolti radiofonici sono stati utilizzati i dati elaborati dall’Audiradio, ovvero:
− l’ascolto nel giorno medio (ieri), per cui viene considerato ascoltatore nel giorno
medio colui che ha dichiarato di aver ascoltato la radio, almeno per un quarto d’ora,
nel corso della giornata precedente l’intervista (che si compone di 24 ore). Per
giorno medio (ieri) si intende la giornata di ieri composta di 24 ore, dalle 06.00 della
mattina precedente l’intervista alle 06.00 della mattina successiva.
I dati relativi alla lettura dei quotidiani fanno riferimento all’elaborazione di due società
distinte, l’Audipress e l’ADS - Accertamenti Diffusione Stampa.
L’Audipress è stato utilizzato per ottenere i dati riguardanti il numero di lettori (nel) giorno
medio. Con tale definizione si intende indicare il numero delle persone che sfogliano il
quotidiano X almeno una volta in un giorno medio del periodo di rilevazione: sia persone che
leggono il numero del giorno di lettura, sia persone che leggono un numero arretrato; sia
lettori che leggono una copia da essi stessi acquistata, oppure avuta in prestito, trovata, ecc.
Non importa se la lettura ha avuto luogo in casa, o fuori casa, o in un luogo di lavoro, locale
pubblico, ecc. I lettori nel giorno medio vengono stimati calcolando la media delle persone
che hanno letto il quotidiano in ciascuno degli ultimi 7 giorni.
Grazie ai dati forniti dalle 3 aziende sopracitate (Auditel, Audiradio e Audipress) è stato
possibile procedere ad una lettura trasversale dei dati di rilevazione sui tre mercati media
oggetto d’indagine. Gli indicatori utilizzati riguardano, infatti, tutti la quantità di utenti che
si è accostata ad un determinato mezzo in un giorno medio. Attraverso l’indicatore della
penetrazione, e quindi la quota percentuale ricavata dal rapporto fra gli ascoltatori/lettori
e l’universo di riferimento, è stato possibile osservare come la popolazione sarda si divide
tra il consumo dei 3 mezzi, sia locali che nazionali.
I dati ADS - Accertamenti Diffusione Stampa, hanno permesso di ottenere una informazione
più dettagliata e puntuale sul valore quantitativo della stampa in Sardegna. Gli indicatori
presi in considerazione fanno riferimento alla cosiddetta diffusione, ovvero al numero delle
copie di un quotidiano X diffuse in Sardegna e in ogni provincia delle regione tramite:
− i canali previsti dalle vigenti disposizioni di legge e gli abbonamenti a pagamento
(diffusione pagata);
− le vendite in blocco;
− gli abbonamenti da quota associativa;
− i coupon gratuiti, gli abbonamenti gratuiti e gli omaggi (diffusione gratuita).
È stata, infine, approfondita la tematica relativa allo switch off dal sistema analogico che la
Regione Sardegna sta attualmente affrontando, in anticipo rispetto alle altre regioni italiane.
A riguardo, sono state poste sotto esame le modalità di trasmissione delle emittenti locali,
specialmente per quanto riguarda gli orari della giornata dedicati alle trasmissioni digitali
(verificando come, in molti casi, questi restino ancora confinati nelle ore notturne attraverso
sperimentazioni). Si è cercato, inoltre, di comprendere le difficoltà che le emittenti televisive
9
locali stanno affrontando per rispettare i tempi previsti per il completamento del passaggio
alla nuova tecnologia. A tal fine si è fatto riferimento soprattutto alle testimonianze dirette
delle tv locali, raccolte durante le interviste field.
10
1.
Il profilo dei media in Sardegna
1.1
Le imprese attive
Le testate editoriali attive in Sardegna sono complessivamente 535. Si tratta di soggetti
operanti nei settori dell’emittenza radiotelevisiva locale e dell’editoria cartacea ed on
line locale.
tv
radio
stampa
20
50
465*
Testate editoriali in Sardegna (%)
Fonte: Elaborazione Iem su Ordine dei Giornalisti della Sardegna
La popolazione giornalistica sarda, ossia il livello dei giornalisti “occupati”4 nel settore dei
media locali nella regione Sardegna nel 2007 è di 358 unità, ossia una percentuale sul dato
totale nazionale pari al 2%.
* Si tratta di tutte le testate a mezzo stampa registrate presso il tribunale di riferimento. Secondo stime Iem
desunte dalla ricerca sul campo, il numero delle testate effettivamente attive rispetto al numero di quelle registrate
si riduce di una percentuale variabile compresa tra un terzo e la metà. L’analisi concentrerà l’attenzione solo su
alcuni soggetti, in particolare saranno oggetto d’indagine i maggiori quotidiani locali e le testate on-line.
4
Si tratta dei giornalisti effettivamente occupati presso le redazioni e non degli iscritti all’Ordine, il cui numero
è decisamente più alto. Gli iscritti all’Albo dell’Ordine dei Giornalisti in Sardegna sono 2.014, di cui: professionisti
498; pubblicisti 1.282; praticanti 78; iscritti all’elenco speciale: 156. Considerando che in Italia gli iscritti all’Albo
sono circa 100mila (secondo informazioni dell’Ordine dei Giornalisti), i giornalisti iscritti in Sardegna rappresentano
circa il 2% del dato nazionale.
11
Giornalisti attivi nelle regioni italiane, 2007
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D’AOSTA
LOMBARDIA
VENETO
TRENTINO A.A.
FRIULI V. G.
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
MARCHE
TOSCANA
UMBRIA
ABRUZZO
LAZIO
CAMPANIA
CALABRIA
PUGLIA
BASILICATA
SICILIA
SARDEGNA
MOLISE
NON INDICATA
TOTALE ITALIA
TOTALE
NUMERO
%
828
4,62%
67
0,37%
5.034
28,07%
707
3,94%
435
2,43%
324
1,81%
407
2,27%
1.015
5,66%
291
1,62%
790
4,40%
244
1,36%
212
1,18%
4.686
26,13%
895
4,99%
275
1,53%
505
2,82%
131
0,73%
677
3,77%
358
2,00%
51
0,28%
4
0,02%
17.936
100,00%
Fonte: INPGI
Livello occupazionale dei giornalisti nelle regioni italiane, 2007 (% sul totale Italia)
Fonte: INPGI
12
In Sardegna sono presenti 4655 diverse testate giornalistiche6, che vanno dai giornali di
grandi dimensioni, diffusi nell’intera regione, fino a entità piccolissime che si interessano di
aree molto ridotte quali quartieri cittadini o singole parrocchie.
Il mercato della stampa quotidiana è rappresentato nella Regione da 5 soggetti.
Quotidiani cartacei regionali (2008)
N.
QUOTIDIANO
PROVINCIA
COMUNE
1
IL SARDEGNA
CA
CAGLIARI
2
IL NORD SARDEGNA
SS
SASSARI
3
L’OBIETTIVO
CA
QUARTU
S.ELENA
4
L’UNIONE SARDA
CA
CAGLIARI
5
LA NUOVA SARDEGNA
SS
SASSARI
L’elevato numero di testate giornalistiche locali è un primo indicatore, come verrà più oltre
ribadito, della forte domanda, da parte dell’utenza sarda, di cultura e informazione locali
e dell’attenzione alle proprie specificità regionali, attenzione che fa dei media locali una
piattaforma molto importante di dialogo tra istituzioni, industria e cittadini.
I quotidiani distribuiti in Sardegna vengono stampati all’interno di 4 centri stampa, due al
sud, nella provincia di Cagliari, e due al nord, a Sassari e Macomer (Nu).
Centri stampa in Sardegna
CENTRI STAMPA
SEDE
UNIONE SARDA S.P.A.
CAGLIARI
NUOVA SARDEGNA S.P.A.
SASSARI
NUOVO SARPRINT S.R.L.
MACOMER (NU)
PRINTINGSHOP S.R.L.
CAGLIARI
Fonte: Prima Comunicazione
Il centro stampa de L’Unione Sarda è, inoltre, utilizzato per la stampa di alcuni fra i maggiori
quotidiani nazionali che vengono distribuiti sul territorio locale: Il Corriere della Sera, La
Gazzetta dello Sport, La Stampa, Il Giornale, Il Sole 24 Ore, Il Messaggero, Il Corriere dello
Sport.
Sia L’Unione Sarda che La Nuova Sardegna hanno diverse sedi sul territorio regionale, con
6 redazioni dislocate su tutta l’isola. Il Sardegna, aveva inizialmente un’unica redazione a
5
Vedi appendice. La suddivisione delle testate fa riferimento alla catalogazione dell’Ordine dei Giornalisti della
Sardegna, che identifica come quotidiano anche il TG3 Rai regionale.
6
È stata esclusa dall’elenco RAI – Regione TG3, anche se inserita fra le testate locali quotidiane dall’Ordine del
Giornalisti della Sardegna e dall’Associazione Stampa Sarda. All’interno della ricerca si parlerà comunque della
testata Rai della Sardegna.
13
Cagliari e uffici di corrispondenza a Nuoro, Sassari, Oristano, Carbonia, Macomer, Lanusei
e Olbia. A partire dal 19 settembre 2005, con il lancio dell’edizione dedicata al nord della
Sardegna, sono state aperte altre due redazioni, una a Sassari e l’altra ad Olbia.
Redazioni giornalistiche dei principali quotidiani regionali
L’UNIONE SARDA
LA NUOVA SARDEGNA
IL SARDEGNA
CAGLIARI
SASSARI
CAGLIARI
NUORO
CAGLIARI
SASSARI
OLBIA
NUORO
OLBIA
ORISTANO
OLBIA
QUARTU S. ELENA (CA)
ORISTANO
SASSARI
IGLESIAS
Fonte: IEM su dati operatori.
Gli uffici di corrispondenza delle due storiche testate locali vanno a coprire quelle zone che
tipicamente sono oggetto di interesse dei propri lettori, con una profonda presenza della
Nuova nella provincia di Sassari e dell’Unione al sud, specialmente i piccoli centri nei quali
non ha sede un vero e proprio ufficio di redazione.
Uffici di corrispondenza dei principali quotidiani regionali
L’UNIONE SARDA
LA NUOVA SARDEGNA
CARBONIA
ALGHERO (SS)
IL SARDEGNA
NUORO
IGLESIAS
PORTO TORRES (SS)
ORISTANO
LANUSEI (OG)
OZIERI (SS)
CARBONIA
SANLURI (CA)
TEMPIO PAUSANIA (OT)
MACOMER (NU)
MACOMER (NU)
LANUSEI (OG)
ROMA
Fonte: IEM su dati operatori.
Dal 2000, L’Unione ha avviato un nuovo piano editoriale finalizzato a rafforzare la presenza
sul territorio attraverso quattro edizioni: Cagliari, Provincia di Cagliari, Oristano, Nuoro/
Sassari.
Risultano essere maggiormente diversificate le edizioni de La Nuova, che riserva uno spazio
per ognuna delle seguenti province: Sassari, Cagliari, Nuoro, Olbia, Oristano.
Oltre all’approfondimento delle cronache locali, le edizioni locali contengono:
• pagine dedicate ad informazioni utili per chi viaggia e per il tempo libero;
• pagine di servizio che contengono informazioni sugli orari degli aerei, dei treni, degli
autobus e delle navi;
14
• inserti diversi per ogni giorno della settimana centrati su: sport, impresa e lavoro,
spettacoli/moda/gossip, week-end, lettura.
Edizioni locali dei principali quotidiani regionali
L’UNIONE SARDA
LA NUOVA SARDEGNA
IL SARDEGNA
CAGLIARI
SASSARI
CAGLIARI
PROVINCIA DI CAGLIARI
CAGLIARI
SASSARI
ORISTANO
NUORO
NUORO/SASSARI
OLBIA
ORISTANO
Fonte: IEM su dati operatori
Il settore radiofonico è costituito da 50 emittenti.
Emittenti radiofoniche locali attive nella regione Sardegna
N.
EMITTENTE
PROVINCIA
COMUNE
1
EMME DUE RADIO
CA
CAPOTERRA
2
RADIO ANTENNA 2000
SS
SASSARI
3
RADIO ARCIPELAGO
OT
LA MADDALENA
4
RADIO ARCOBALENO
CI
IGLESIAS
5
RADIO BARBAGIA
NU
NUORO
6
RADIO BELLAVITA
SS
SASSARI
7
RADIO BONARIA
CA
CAGLIARI
8
RADIO CLUB NETWORK
CA
SINNAI
9
RADIO CUORE
OR
ORISTANO
10
RADIO DEL GOLFO
SS
PORTO TORRES
11
RADIO EVANGELO SARDEGNA
CA
QUARTU S.ELENA
12
RADIO GOLFO DEGLI ANGELI
CA
QUARTU S.ELENA
13
RADIO IGLESIAS
CI
IGLESIAS
14
RADIO IN
CI
S.ANTIOCO
15
RADIO INTERNAZIONALE
OT
OLBIA
16
RADIO KALARITANA
CA
CAGLIARI
17
RADIO LA VOCE
CA
MURAVERA
18
RADIO LUNA
CI
CARBONIA
19
RADIO MACOMER CENTRALE
NU
MACOMER
20
RADIO MAMBO
CA
CAGLIARI
21
RADIO MARISTELLA
CI
CARLOFORTE
15
22
RADIO MASTER
CA
UTA
23
RADIO NORA
CA
PULA
24
RADIO NOSTALGIA
CA
UTA
25
RADIO NOVA
SS
SORSO
26
RADIO NOVANTAPUNTOSETTE
SS
SASSARI
27
RADIO NUORO CENTRALE
NU
NUORO
28
RADIO NURAGHE STEREO
SS
ALGHERO
29
RADIO ONDA STEREO
SS
ALGHERO
30
RADIO PLANARGIA
NU
BOSA
31
RADIO PRESS
CA
CAGLIARI
32
RADIO RAMA SOUND
OG
TORTOLì
33
RADIO SAN PIETRO
CI
CARLOFORTE
34
RADIO SANT’ELENA
CA
QUARTU S.ELENA
35
RADIO SARDINIA
MC
S.GAVINO MONREALE
36
RADIO SINTONY
CA
CAGLIARI
37
RADIO STAR
CI
CARBONIA
38
RADIO STELLA
OG
TORTOLì
39
RADIO STUDIO 101 - STUDIO ERRE
OG
TORTOLì
40
RADIO (BOOMERANG) STUDIO 2000
OR
TERRALBA
41
RADIO STUDIO 4 STEREO
MC
VILLACIDRO
42
RADIO STUDIO 96
CA
QUARTU S.ELENA
43
RADIO STUDIO ONE
CA
SESTU
44
RADIO SUPER SOUND
MC
GUSPINI
45
RADIO VENERE
SS
SASSARI
46
RADIO VENERE 2
SS
SASSARI
47
RADIO VERGINE DEL CARMINE
OG
ELINI
48
RADIO VITA NUOVA
SS
PORTO TORRES
49
RADIO X
CA
CAGLIARI
50
RADIOLINA
CA
CAGLIARI
Fonte: elaborazioni Iem su Ordine dei Giornalisti della Sardegna, SardegnaHertz e rilevamento diretto.
16
Per quanto riguarda il settore televisivo i diversi livelli di verifica sull’universo in esame
hanno messo in luce una realtà di 20 emittenti attive in Sardegna, controllate da altrettante
società titolari di autorizzazione / concessione.
Emittenti televisive locali attive nella regione Sardegna7
N.
EMITTENTE
IMPRESA TITOLARE
PROVINCIA
COMUNE
1
ANTENNA 1 SARDEGNA
ANTENNA 1 SARDEGNA
SS
SASSARI
2
AZZURRA TV
AZZURRA TV
NU
NUORO
3
CANALE 40
TELESTAR
CI
CARBONIA
4
MEDIAWEB SOCIETA’ CORPORATIVA
SS
ALGHERO
TESAR
OT
OLBIA
n.d. (GRUPPO BARBAGLI)
OT
OLBIA
TELESAT BROADCAST
CA
SESTU
8
CATALAN TV
CINQUESTELLE
SARDEGNA
GALLURA CHANNEL SAT
INFOCHANNELTV
SARDINIA
NOVA TV
AMAL SRL
OR
ORISTANO
9
SARDEGNA 1 TV
SARDEGNA UNO
CA
CAGLIARI
10
SARDEGNA CHANNEL SAT
n.d. (GRUPPO BARBAGLI)
OT
OLBIA
11
SULCIS TV
SULCIS TV PICCOLA
CI
S.ANTIOCO
12
SUPER TV ORISTANO
NAIK RADIOTELECOMUNICAZIONI
OR
GUSPINI
13
TCS
T.C.S. TELECOMUNICAZIONI SARDE
CA
CAGLIARI
14
TELEGI
EDIMEDIA
SS
SASSARI
15
TELEGOLFO SARDEGNA
TELERADIO CENTER
OT
OLBIA
16
TELEMARISTELLA
ASSOCIAZIONE STELLA MARIS
CI
CARLOFORTE
17
TELEREGIONE
ARDEA
OT
OLBIA
5
6
7
18
TELESARDEGNA
TELESARDEGNA
NU
NUORO
19
TELETIRRENO SARDEGNA
TELETIRRENO SARDEGNA
OT
OLBIA
20
VIDEOLINA
VIDEOLINA
CA
CAGLIARI
Fonte: Iem su varie.
7
Le emittenti in tabella sono riportate in ordine alfabetico. Fonti: Iem; consiglio.regione.sardegna.it; www.odg.
sardegna.it; www.sardegnahertz.it; www.otgtv.it/sardegna.html.
17
1.2 Natura giuridica
Le 18 emittenti televisive di cui è stata identificata la natura giuridica si dividono tra imprese
che hanno una forma societaria a carattere cooperativo (17%), Società a responsabilità
limitata (67%) e Società per azioni (17%).
Le radio8 sono prevalentemente Società a responsabilità limitata (46%), Società in
accomandita semplice (30,8%) e Società in nome collettivo (19,2%). Nessuna emittente
radiofonica si presenta come Società per azioni.
Natura giuridica delle imprese media locali (valori assoluti)
Fonte: Elaborazione Iem su Ordine dei Giornalisti della Sardegna
Dei 5 quotidiani analizzati, soltanto 1 ha una struttura societaria a responsabilità limitata.
Le altre 4 testate si presentano come Società per azioni, il che evidenzia l’importanza che
hanno i quotidiani locali anche a livello economico.
1.3 Distribuzione geografica
Dall’analisi del sistema dei media locali emerge che più della metà delle imprese di settore
si concentra nella zona di Cagliari9. Il capoluogo sardo può vantare il maggior numero di
emittenti radiofoniche e di testate giornalistiche, mentre per ciò che concerne il comparto
8
La rilevazione riguarda un campione di 26 emittenti radiofoniche, pari al 52% dell’universo di riferimento,
costituito da 50 operatori.
9
L’universo di riferimento è composto da 75 imprese, delle quali 5 sono testate giornalistiche, 50 emittenti
radiofoniche e 20 televisive.
18
televisivo il primato spetta alla provincia di Olbia Tempio.
Distribuzione geografica delle testate locali sul territorio sardo (valori assoluti)
Cagliari Sassari
Olbia
Tempio
Nuoro
Oristano
Carbonia
Medio
Ogliastra
Iglesias Campidano
tv
4
3
6
2
2
3
radio
18
11
1
4
2
7
3
4
stampa
3
2
Totale
25
16
7
6
4
10
3
4
Distribuzione geografica delle imprese media (%)
Fonte: Elaborazione Iem su Ordine dei Giornalisti della Sardegna
Nello specifico il mercato locale dei quotidiani si concentra nella provincia di Cagliari,
dove vengono distribuiti 3 quotidiani, tra cui L’Unione Sarda, una delle maggiori testate
del settore, che si contende la leadership con La Nuova Sardegna, storico quotidiano della
provincia di Sassari.
I due principali gruppi editoriali si dividono il territorio sardo, con una maggiore penetrazione
dell’Unione Sarda al Sud e della Nuova Sardegna al Nord.
Per quanto riguarda il settore televisivo, in generale, come si evince dalla cartina che
segue, il numero delle emittenti televisive nella regione è tra i più bassi dell’intera penisola
italiana e corrisponde ad appena il 2,2% delle emittenti locali attive nel nostro paese10.
10
I dati presi qui in esame fanno riferimento all’ultimo studio del settore locale italiano di FRT che risale al 2005,
mentre la nostra elaborazione si rivolge alla situazione attuale. Si ritiene comunque attendibile il dato FRT in quanto
negli ultimi 2 anni e mezzo i mutamenti del perimetro del settore non sono tali da inficiare la comparazione. Se-
19
Il rapporto tra emittenti e popolazione (1 emittente ogni 127.000 abitanti) conferma lo
scenario di un territorio coperto da pochi canali, indice assieme di un mercato più consolidato
che in altre regioni ma anche di una saturazione delle risorse legata ad un sistema economico
più chiuso ed autoreferenziale.
condo lo studio (Federazione Radio Televisioni, Studio economico del settore televisivo locale italiano. Anno 2005,
Luglio 2007) nell’anno 2005 le emittenti locali italiane erano 584. La maggiore concentrazione si registra al sud del
Paese (45%), nonostante una minore popolazione e un più basso reddito pro-capite rispetto al nord. Ciò comporta
inevitabili svantaggi per la solidità del settore. La presenza di operatori del settore locale al centro e al nord si
attesta su un valore percentuale più o meno equivalente, rispettivamente del 26% al centro e del 28% al nord.
20
Numero di abitanti per tv locale nelle regioni italiane, 2005 (in migliaia)
Fonte: elaborazione Iem su dati Istat 2006 e FRT 2005
All’interno della Sardegna le emittenti sono concentrate maggiormente ad Olbia Tempio (6)
e a Cagliari (4) 11.
Distribuzione geografica delle emittenti televisive
PROVINCIA
N.EMITTENTI
OLBIA TEMPIO
CAGLIARI
COMUNE
VAL.%
6
Olbia: 6
30
4
Cagliari: 3
Sestu: 1
25
11
Si fa riferimento alla sede legale. La sede operativa, all’interno della quale avviene l’effettivo esercizio
dell’attività economica, infatti, coincide sempre con la sede legale fatta eccezione per Nova Tv che possiede una
sede operativa (Cagliari) distinta da quella legale (Sestu).
21
SASSARI
3
Sassari: 2
Alghero: 1
15
CARBONIA IGLESIAS
3
Carbonia: 1
Carloforte: 1
S.Antioco: 1
15
NUORO
2
Nuoro: 2
10
ORISTANO
2
Oristano: 2
5
MEDIO CAMPIDANO
0
0
0
OGLIASTRA
0
0
0
TOTALE
20
20
100
Fonte: Elaborazione Iem su Ordine dei Giornalisti della Sardegna
Anche rispetto al mezzo radiofonico Cagliari e Sassari risultano le città che possono vantare
il maggior numero di unità.
Distribuzione geografica delle sedi legali delle emittenti radiofoniche locali
Fonte: Elaborazione Iem su Ordine dei Giornalisti della Sardegna
1.4
Anno di nascita delle imprese media
I decenni nei quali sono nate il maggior numero di testate locali nella regione sono quelli
degli anni ’70 (23 operatori) e degli anni ’80 (22 operatori)12.
12
Le imprese per le quali è stato rilevato il dato sono complessivamente 66: 5 quotidiani; 18 televisioni; 43 radio.
22
Anno di nascita dei media locali
Fonte: Elaborazione Iem su Ordine dei Giornalisti della Sardegna
Tale dato riguarda esclusivamente le emittenti radiofoniche (34 operatori, pari al 79% del
totale delle radio per le quali è stato rilevato il dato) e quelle televisive (11 operatori, pari
al 61% dell’universo di riferimento).
Per quanto riguarda i quotidiani, si evidenzia che le due testate di maggior rilevanza,
L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna, hanno avuto origine alla fine dell’800, a conferma della
grande tradizione che li contraddistingue. È solo nel 1998, ben 100 anni dopo la fondazione
delle due storiche testate, che nel mercato dei quotidiani locali fa il suo ingresso un nuovo
soggetto, L’Obiettivo.
Circa la metà delle emittenti radiofoniche analizzate ha avuto origine negli anni ’70, in
coincidenza con l’esplosione del fenomeno delle “radio libere” e la fine del monopolio
radiotelevisivo pubblico a livello locale. Seguono gli anni ’80, periodo in cui sono nate 13
emittenti.
La metà delle televisioni su cui è stata operata la rilevazione sono nate nel corso degli anni ’80.
1.5 I contenuti
Le imprese di comunicazione della Regione trovano il proprio punto di forza nella capacità
di saper offrire un prodotto fortemente caratterizzato. Si rileva, infatti, dall’analisi dei
palinsesti radiotelevisivi e della stampa quel senso di mission e di identità locale che si
riscontra normalmente nelle regioni di confine, con minoranze linguistiche e forti tradizioni
locali che i media contribuiscono a preservare.
In generale la maggioranza dei programmi e dei servizi offerti all’utenza sono fortemente
connotati a livello territoriale. In questo modo le emittenti più piccole riescono ad essere
competitive all’interno dei propri circoscritti territori di competenza. Sono loro, infatti, ad
occuparsi delle notizie di maggiore prossimità. Le informazioni veicolate riguardano lo sport,
la cronaca, la politica, l’agricoltura, la religione, le manifestazioni e gli eventi locali. Se è
vero che le emittenti regionali trasmettono un’informazione capillare riguardanti i principali
avvenimenti dell’isola, è altrettanto vero che gli eventi maggiormente localizzati vengono
23
trattati dalle emittenti più piccole. La concorrenza a livello di contenuti tra televisioni
locali in questo modo si riduce e addirittura si creano opportunità di collaborazione. Spesso,
infatti, si instaura un rapporto di interscambio tra le piccole tv e le due emittenti locali più
grandi per quanto riguarda i contenuti, i materiali e le immagini che permette di tagliare i
costi su alcune spese.
Lo spazio dedicato alle televendite si aggira intorno alle 5 ore al giorno. Vanno in onda
soprattutto la mattina e il primo pomeriggio. Gli spazi riservati alle televendite hanno
costi più elevati rispetto a quelli degli spot pubblicitari e rappresentano, per le televisioni,
un’importante fonte di finanziamento, soprattutto in un momento in cui queste lamentano
un calo dei finanziamenti provenienti dall’amministrazione regionale.
Gli aiuti più concreti alla programmazione, secondo le dichiarazioni delle emittenti, arrivano
oggi dalla provincia, dalle associazioni agricole o industriali locali, che occasionalmente
sponsorizzano alcuni progetti.
Graduatoria dei contributi per programmi radiotelevisivi in lingua sarda
EMITTENTE
DENOMINAZIONE E TIPOLOGIA
PROGRAMMA
CONTRIBUTO
ASSEGNATO
Sardegna Uno
Zente (itinerario storico culturale)
29.040,00
Nova Tv
Sa Limba Nostra (itinerario scolastico)
21.000,00
TCS
Mannigos de memoria (itinerario storico culturale)
21.000,00
Radio Macomer Centrale
Manos Imbenteras (itinerario storico culturale)
16.800,00
Videolina
Pani e Casu (itinerario storico culturale)
12.600,00
Radiolina
Vocabolariu Sardu (itinerario scolastico)
12.000,00
Radio Press
Genti de Geniu (itinerario storico culturale)
12.000,00
Radio Nuoro Centrale
Artes Antigas (itinerario storico culturale)
12.000,00
Radio Stella
Nara su Becciu…Il vecchio racconta (itinerario
infanzia)
12.000,00
Radio X
E’NZA’? Concorso radiofonico di rap in limba
(itinerario scolastico)
12.000,00
Radio Sintony
Sambene Sardu (itinerario storico culturale)
11.400,00
Telegì
Li Saori de Li Tempi Antigghi - Viaggio nella memoria
della cucina sarda (itinerario storico culturale)
11.088,00
Radio Cuore Oristano
Facca a Eris (itinerario storico culturale)
10.032,00
Canale 40
Is Contus (itinerario infanzia)
9.240,00
Radio Luna
Minatori, vita di miniera nel Sulcis Iglesiente (itinerario
storico culturale)
8.520,00
Radio Internazionale
Cantadori e Cantadores attualità e cultura (itinerario
storico culturale)
7.200,00
Radio Barbagia
Biddas Tuas (itinerario storico culturale)
Totale
6.000,00
223.920,00
Fonte: Regione Sardegna
In generale tutti i media sardi dedicano molto spazio alla cultura locale e alcuni si occupano
direttamente di valorizzare la lingua sarda attraverso la propria programmazione. Esistono,
infatti, diverse trasmissioni dedicate alla Lingua e alla Cultura sarda e le migliori di queste
24
ottengono i contributi dalla Regione Sardegna13.
I progetti che hanno ottenuto i finanziamenti dalla Regione Sardegna nell’anno 2007 sono
trasmissioni fruibili in radio, in tv e sul web14.
Graduatoria dei contributi per quotidiani e periodici cartacei e web in lingua sarda
EMITTENTE
DENOMINAZIONE E
TIPOLOGIA PROGRAMMA
CONTRIBUTO
ASSEGNATO
Sa Republica Sarda
Mannigos de memoria (itinerario
storico culturale)
28.800,00
L’Unione Sarda
S’istòria antiga de sos sardos
27.000,00
Omines e fèminas de gabbale
Sa Limba Nostra (itinerario
scolastico)
21.000,00
Sardegna Oggi News
Caccia al tesoro
18.000,00
Paraulas
Contus, biddas, animalis e froris
16.665,00
L’Obiettivo
Colende is annos Setanta
15.000,00
L’Unione Editoriale
La chiesa sarda tra credenze e
superstizioni
15.000,00
Il Caglairitano
Memoria di Sardegna
14.718,00
Làcanas
Versos e pinturas
12.705,00
Voce del Logudoro
Sa poesia in sos premios literarios
4.500,00
Totale
168.888,00
Fonte: Regione Sardegna
Si evidenzia l’alta qualità di alcuni prodotti radiofonici e l’uso facile ed immediato di strumenti
come il web che permettono a tutti di riascoltare e scaricare le puntate già realizzate.
13
Sul sito web della Regione Sardegna, www.regione.sardegna.it, sono consultabili i documenti relativi ai programmi finanziati con i contributi regionali.
14
Per esempio, Radio Macomer Centrale propone diverse produzioni in lingua sarda. La trasmissione Manos imbenteras si può ascoltare anche in streaming. Radio Luna sta portando avanti un progetto per una trasmissione
sui minatori della zona di Carbonia in lingua sarda. Catalan Tv, emittente televisiva di Alghero, offre al pubblico
numerosi programmi in lingua catalana, che è molto diffusa in questa zona della regione. Il telegiornale viene tradotto dall’italiano al catalano ogni giorno. La messa viene ripresa in lingua catalana e il pomeriggio viene trasmesso
un programma molto seguito che manda in onda le foto di Alghero con le musiche tradizionali in catalano come
sottofondo. Catalan Tv ha anche rapporti con la tv pubblica catalana Tv3, la quale fornisce alcuni contenuti alla tv
di Alghero. Tra i progetti di Catalan Tv c’è quello di comprare un ricevitore satellitare e fare da ponte per ricevere
il segnale di Tv Tres de Catalunya ed irradiarlo con i propri impianti nella zona di Alghero, così come tanti anni fa
facevano quelli di Mtv. Un’altra emittente che si occupa delle minoranze linguistiche sarde è la prima tv di Nuoro Telesardegna, che trasmette 3 telegiornali al giorno in lingua sarda. Produce inoltre il telegiornale per i sordomuti, che
va in onda sempre 3 volte al giorno e che è un servizio sociale utile in una regione che registra uno tra i più alti tassi
di sordomuti in Italia. Sono inoltre i referenti di Mediaset per le riprese degli eventi che avvengono nel nuorese.
25
Le radio non si limitano a trasmettere musica, contenuto facilmente fruibile attraverso
diversi canali di distribuzione. La musica viene infatti scaricata da internet sempre più
frequentemente, è possibile ascoltarla sul satellite, ma anche sui canali televisivi musicali in
chiaro. Gli operatori del settore locale reputano, quindi, che il loro valore aggiunto risieda
nella capacità di coinvolgere i cittadini attraverso una partecipazione attiva, che il più delle
volte si traduce in interventi telefonici in diretta.
Anche la stampa, infine, si occupa soprattutto di informazione locale, a tutti i livelli: dalla
politica alla cronaca agli eventi culturali che avvengono all’interno delle province.
Risulta, infine, necessario sottolineare le iniziative portate avanti dal servizio regionale di Rai
Tre, mirate alla valorizzazione della lingua sarda e della storia locale. Nella Sede Rai della
Regione Sardegna è, per esempio, attivo il servizio “Teche Aperte”, che permette l’accesso
all’archivio multimediale della Rai e che contiene materiale radiofonico e audiovisivo
prodotto in circa 50 anni di attività delle sedi Rai di Cagliari e Sassari. È possibile consultare e
visionare oltre 365.000 ore di materiale televisivo e 512.000 di materiale radiofonico, 15.000
ore di telegiornali regionali e 35.000 fotografie, tutta la raccolta del “Radiocorriere” dal 1925
al 1995, 80.000 copioni e 2.500 manifesti d’epoca. Un altro progetto portato avanti dalla
sede locale del servizio pubblico radiotelevisivo è “Gli Archivi della Memoria”, raccolta di
materiali radiotelevisivi riguardanti la Sardegna, realizzarti dall’azienda di Stato negli ultimi
sessant’anni. Si tratta di documenti raccolti in 9 dvd e 21 cd che erano custoditi nell’archivio
regionale e in quello nazionale del servizio radiotelevisivo pubblico. Questo archivio ha per
la Sardegna un’alta funzione culturale che ripercorre la storia più recente dell’isola.
Sul televideo regionale Rai è, inoltre, attivo uno strumento per leggere le notizie locali. Si
tratta di “Oggi in” Sardegna - Notizie dal Televideo, finestra informativa quotidiana sui
principali avvenimenti della regione curata dall’agenzia ASE - Mandragola Group.
Nell’aprile 2008, la Regione Sardegna ha firmato un accordo con la Rai per la produzione di
programmi radiofonici in lingua sarda15. La chiusura dell’accordo prevede per la prima volta
l’attuazione della legge n. 482/199916 per la produzione di trasmissioni in lingua sarda. A
partire dal mese di maggio vanno in onda su Radio Rai Sardegna trenta minuti quotidiani
dedicati a temi di attualità, cultura, ambiente, storia, problemi sociali e di interesse generale.
La fascia oraria è quella tra le 12:30 e le 13:00, tra l’informazione regionale del Gazzettino
sardo e il Gr1, che registra ascolti elevati.
15
Era dai primi anni ’90 che mancavano sul canale regionale della Rai produzioni in “limba”, cioè in lingua sarda.
16
La legge prevede la tutela e la valorizzazione elle minoranze linguistiche storiche.
26
2.
Il valore del mercato
Tra il 2002 e il 2006, il Prodotto interno lordo nazionale e quello sardo (a prezzi correnti) sono
cresciuti a ritmi sostanzialmente analoghi. L’economia sarda, cioè, e con essa la ricchezza
prodotta nella regione, si trova in una fase di crescita molto moderata, rimanendo assestata
su valori del 2,2% della ricchezza nazionale.
Incremento PIL Italia e Sardegna, 2002-2006
Fonte: elaborazione IEM su dati Istat.
E’ interessante notare, però, come i media sardi incontrino grandi difficoltà nella crescita,
con valori decisamente inferiori. Se i quotidiani17 mostrano comunque, nel 2006, valori
superiori al 2002, ma ben lontani dai tassi di incremento del PIL regionale, le televisioni
locali mostrano una flessione dei ricavi commerciali abbastanza netta, avendo perso oltre il
13% nel periodo considerato.
17
Si fa riferimento, in questo caso, ai soli Unione Sarda e Nuova Sardegna.
27
Incremento PIL Sardegna, quotidiani sardi, tv sarde, 2002-2006
Fonte: elaborazione IEM su dati Istat, Fieg e operatori.
Il dato televisivo in Sardegna diventa ancora più vistoso se paragonato ai tassi di crescita
del mercato locale in altre regioni. Il mercato tv nazionale nel suo complesso (canone,
pubblicità, abbonamenti) ha guadagnato il 35% fra il 2002 e il 2006. Questa crescita è stata
principalmente trainata dalla pay-tv, dal momento che la pubblicità nazionale mostra un
incremento ben più ridotto (meno del 20% nei cinque anni) mentre quella sulle televisioni
locali di tutta Italia segna un +60% dal 2002, con un tasso superiore di quasi il doppio all’intero
mercato tv e di oltre il triplo rispetto al totale della pubblicità, pur in presenza di dati di
ascolto sostanzialmente stabili.
28
Incremento mercato tv nazionale e sardo, 2002-2006
Fonte: elaborazioni IEM su Agcom, Assocomunicazione, Frt e dati operatori.
Le tv locali, quindi (in contrasto con l’immagine che spesso ne viene data, di settore in crisi
e schiacciato dalla concorrenza), rappresentano uno dei segmenti del mercato più vitali e in
espansione e il confronto con le altre regioni rende l’andamento delle tv sarde ancora più
negativo, testimoniando, al momento, l’estrema difficoltà ad attrarre consistenti flussi di
ricavi pubblicitari.
Considerando gli abbonamenti al servizio pubblico radiotelevisivo, si evidenzia che la
Sardegna è al quint’ultimo posto tra le regioni italiane per percentuale di abbonati paganti
sul totale delle abitazioni (quasi il 69%).
29
Numero abbonamenti Rai per regione, 2007 (valori assoluti e %sul totale famiglie)
DENSITA’ ABBONAMENTI RAI PER REGIONE (%)
TV USO PRIVATO
REGIONI
NUMERO
DENSITA’ PER 100 FAMIGLIE
PIEMONTE
1.362.163
70,48
VALLE D’AOSTA
41.667
72,51
LOMBARDIA
2.924.183
71,81
TRENTINO ALTO ADIGE
294.851
72,83
VENETO
1.344.274
70,24
FRIULI VENEZIA GIULIA
391.612
73,12
LIGURIA
582.140
75,39
EMILIA ROMAGNA
1.365.033
74,02
NORD
8.305.923
72,02
TOSCANA
1.161.333
75,67
UMBRIA
253.573
72,02
MARCHE
455.970
75,31
LAZIO
1.498.887
68,51
CENTRO
3.369.763
72,00
ABRUZZI
369.038
72,19
MOLISE
91.458
73,22
CAMPANIA
1.030.920
50,86
PUGLIA
1.111.726
75,08
BASILICATA
157.941
70,86
CALABRIA
428.376
57,61
SUD
3.189.459
62,41
SICILIA
1.077.410
55,60
SARDEGNA
444.629
68,80
ISOLE
1.522.039
58,90
ITALIA
16.387.184
68,54
Fonte: Rai. Dati aggiornati al 31 dicembre 2007.
30
Densità abbonamenti Rai per regione, 2007 (%)
Fonte: Rai. Dati aggiornati al 31 dicembre 2007.
Il calcolo del numero di abbonamenti sottoscritti per il valore del canone Rai 2007 (euro
106,00) mostra come le famiglie sarde contribuiscano al canone radiotelevisivo per
47.130.674 euro (dodicesimo posto fra le regioni).
31
Ricavi abbonamenti Rai per regioni, 2007 (valori assoluti)
VALLE D'AOSTA
MOLISE
BASILICATA
UMBRIA
TRENTINO ALTO ADIGE
ABRUZZI
FRIULI VENEZIA GIULIA
CALABRIA
SARDEGNA
MARCHE
LIGURIA
CAMPANIA
SICILIA
PUGLIA
TOSCANA
VENETO
PIEMONTE
EMILIA ROMAGNA
LAZIO
LOMBARDIA
4.416.702
9.694.548
16.741.746
26.878.738
31.254.206
39.118.028
41.510.872
45.407.856
47.130.674
48.332.820
61.706.840
109.277.520
114.205.460
117.842.956
123.101.298
142.493.044
144.389.278
144.693.498
158.882.022
309.963.398
Fonte: Elaborazioni Iem su dati Rai
Analizzando la situazione degli abbonamenti all’interno delle varie province sarde, risulta
che la popolazione maggiormente ligia al pagamento del canone è quella della provincia di
Carbonia Iglesias (76,4%).
Numero abbonamenti Rai per provincia, 2007 (valori assoluti e %)
ABBONAMENTI E DENSITA’ NELLE PROVINCE SARDE
TV USO PRIVATO
TOTALE PROVINCIA
DI CUI CAPOLUOGO
PROVINCE
NUMERO DENSITA’ PER 100 FAMIGLIE NUMERO
DENSITA’ PER 100 FAMIGLIE
CAGLIARI
150.337
70,07
49.824
72,18
CARBONIA IGLESIAS
37.839
76,40
9.296
80,73
MEDIO CAMPIDANO
28.226
74,46
2.333
75,48
NUORO
39.408
63,03
9.491
65,73
OGLIASTRA
13.417
57,83
1.413
67,74
OLBIA TEMPIO
36.242
58,65
11.554
54,34
ORISTANO
46.653
73,75
9.207
75,12
SASSARI
92.507
69,29
35.995
68,95
SARDEGNA
444.629
68,80
129.113
69,46
Fonte: Rai. Dati aggiornati al 31 dicembre 2007
32
Densità abbonamenti Rai per provincia in Sardegna, 2007 (%)
Fonte: Rai. Dati aggiornati al 31 dicembre 2007
A livello di ricavi, la provincia che versa la somma più elevata è Cagliari, la più popolosa, con
euro 15.935.772, pari al 34% del ricavo complessivo da abbonamenti Rai della regione.
Ricavi abbonamenti Rai per province sarde, 2007 (valori assoluti)
Fonte: Elaborazioni Iem su dati Rai
33
1.1 Ricavi
Nel 2006 il settore dei media in Sardegna ha fatturato circa 86 milioni di euro18.
Dall’analisi comparata dei tre principali mezzi di comunicazione emerge la netta
preponderanza della carta stampata, che raccoglie quasi l’80% del totale del mercato.
Le televisioni locali hanno una quota del 14,6%, dato che va valutato anche considerando che
la prima emittente televisiva sarda, Videolina, è una delle principali televisioni locali italiane.
La radio rappresenta il mezzo relativamente più debole, attestandosi intorno al 7%.
Il mercato risulta, inoltre, fortemente concentrato, laddove i due maggiori quotidiani sardi
vantano più del 70% dei ricavi complessivi di tutti i media regionali, mentre Videolina fattura
da sola oltre la metà del proprio mercato di riferimento (quello televisivo locale).
Ricavi dei media locali in Sardegna
Note: dati in euro, relativi al 2006 per tv e stampa, al 2004 per la radio.
Fonte: elaborazioni e stime IEM su Fieg, Frt e dati operatori.
18 Tale valore è una stima Iem, comprensiva del risultato del fatturato delle 15 emittenti televisive di cui è disponibile il dato del 2006, del valore complessivo del mercato radiofonico locale rilevato da Frt relativamente alle
società di capitali, del quale è stato preso l’anno 2004 perché considerato maggiormente affidabile, cui sono stati
aggiunti i fatturati dei quotidiani L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna e una stima del fatturato pubblicitario locale
de Il Sardegna. Si stima che la stampa locale di minori dimensioni, le tv e le radio a carattere non commerciale,
escluse da tale valore, non contribuirebbero a portare il valore del mercato oltre i 100 milioni di euro.
34
Nel 2006 il settore televisivo locale sardo ha fatturato complessivamente 12,5 milioni di
euro19.
Emittenti tv per fascia di fatturato, 2006
EMITTENTE
FATTURATO
VIDEOLINA
SARDEGNA 1
CINQUESTELLE SARDEGNA
TCS
NOVA TV
JOLLY TV NOTIZIE
ANTENNA 1 SARDEGNA
CATALAN TV
TELEGI
TELESARDEGNA
CANALE 40
TELETIRRENO SARDEGNA
TELEMARISTELLA
SULCIS TV
INFOCHANNEL TV SARDINIA
TOTALE FATTURATO
6.520.556
2.477.896
810.260
780.069
591.948
355.833
221.914
213.531
156.236
155.705
149.140
64.074
36.000
35.632
13.030
12.581.824
NOTA: le società che appartengono alla fascia delle piccole imprese sono evidenziate in
blu scuro, quelle della fascia micro imprese “A” sono evidenziate in blu chiaro, quelle che
appartengono alla fascia delle micro imprese “B” sono evidenziate in celeste.
Fonte: Elaborazione Iem su dati Cerved
Il leader del mercato è Videolina, che raccoglie più della metà del fatturato di settore (il
52%).
19 Ricordiamo che tale dato fa riferimento alle sole 15 emittenti televisive di cui si è reso disponibile il dato di bilancio ma si valuta, come altrove argomentato, che si tratti di un valore molto vicino a quello complessivo dell’universo. Si fa presente inoltre che, nella sua rilevazione annuale, Frt indica un dato generalmente più elevato pur in
presenza di un numero inferiore di società rilevate. I dati di bilancio utilizzati nella nostra indagine sono, infatti, al
netto dei contributi in conto esercizio (pari, in Sardegna, a 3,8 milioni di euro nel 2005).
35
Numero di imprese e fatturato per fascia di appartenenza, 2006 (%)
Fonte: Elaborazione Iem su dati Cerved
Se al fatturato di Videolina si aggiunge quello di Sardegna 1, le due emittenti assieme
raggiungono una quota del 71,5%: come si evince dal grafico, quindi, le imprese al vertice
della piramide, nonché le uniche due appartenenti alla fascia delle piccole imprese (vedi
metodologia), raccolgono quasi i ¾ (oltre 8,9 milioni di euro) del valore del mercato televisivo
locale.
Rileva l’entità delle micro-imprese di fascia B, cioè quegli operatori con un fatturato
inferiore ai 500.000 euro. Sono quasi il 70% del mercato ma la loro quota di fatturato supera
di poco il 10% (1,4 milioni di euro). Di queste, inoltre, 4 su 10 raccolgono annualmente meno
di 70.000 euro.
36
Fatturato tv locali sarde, 1999-2006
2006
2005
2004
2003
2002
2001
2000
1999
TOTALE
ANTENNA 1 SARDEGNA
221.914
320.814
399.641
321.866
252.472
242.039
221.440
266.152
2.246.338
CANALE 40
149.140
143.999
247.217
-
-
-
-
-
540.356
CATALAN TV
213.531
121.684
19.365
-
-
-
-
-
354.580
CINQUESTELLE
SARDEGNA
810.260
626.123
466.057
627.179
1.479.418
798.088
629.136
521.425
5.957.686
INFOCHANNELTV
SARDINIA
13.030
0
0
-
-
-
-
-
13.030
JOLLY TV NOTIZIE
355.833
-
-
-
-
-
-
-
355.833
NOVA TV
591.948
448.948
537.058
414.324
446.169
355.503
139.743
162.067
3.095.760
SARDEGNA 1 TV
2.477.896
2.575.920
2.513.465
2.159.657
2.160.403
2.066.247
2.225.941
2.344.690
18.524.219
SULCIS TV
35.632
20.837
37.426
24.223
-
-
51.421
-
111.276
TCS
780.069
644.513
769.533
1.012.546
1.004.244
743.821
708.767
726.853
6.390.346
TELEGI
156.236
190.564
287.884
83.507
-
-
100.327
37.480
377.550
TELEMARISTELLA
36.000
14.500
12.000
-
-
-
-
-
62.500
TELESARDEGNA
155.705
130.026
160.195
214.377
55.331
82.541
83.125
241.105
1.122.405
TELETIRRENO
SARDEGNA
64.074
-
-
-
-
-
-
-
64.074
VIDEOLINA
6.520.556
6.448.718
7.119.474
5.792.795
7.241.373
5.692.023
5.386.147
5.373.728
49.574.814
TOTALE
12581824
11475245
12244005
10771785
12993939
9.980.262
9.546.047
9.673.500
Note: dati in euro./Fonte: elaborazioni IEM su dati Cerved.
A livello diacronico il fatturato complessivo delle società televisive locali della regione
Sardegna è rimasto più o meno stabile nell’arco degli ultimi 5 anni, anche se con diverse
oscillazioni fra un anno e l’altro, tra un minimo di 10,7 e un massimo di 13 milioni di euro.
Fatturato complessivo delle società televisive locali 2002 – 2006
Note: dati in euro. Si tenga conto che il perimetro delle emittenti varia di anno
in anno a seconda della disponibilità dei dati di bilancio.
Fonte: Elaborazione Iem su dati Cerved.
37
Il dato è confermato da un esame dell’andamento a perimetro costante20 che evidenzia una
certa stabilità negli ultimi 4 anni.
Esaminando, però, l’andamento delle imprese per fasce di fatturato, si evince una vistosa
tendenza negativa per quelle imprese il cui fatturato si colloca tra 0,5 e 2 milioni di euro, a
conferma di una più generale configurazione del mercato locale italiano che vede in maggiore
sofferenza tutte quelle imprese che non appartengono né alla fascia più bassa di “pura
sopravvivenza” né alla fascia più alta con modelli di business più consolidati.
Incremento del fatturato delle imprese televisive per fascia di appartenenza, 2003-2006 (%)
Note: crescita del fatturato a perimetro costante
Fonte: Elaborazione Iem su dati Cerved
I contributi assegnati alle emittenti locali sarde, erogati dal Ministero delle Comunicazioni
20
20
Per verificare il reale tasso di incremento dei ricavi si è provveduto a isolare quelle società per le quali si dispone di
dati di bilancio per ciascuna annualità esaminata (7 società tra le quali sono comprese quelle di maggior fatturato)
38
sulla base delle graduatorie predisposte dal Corerat, rappresentano, oltre ai ricavi
commerciali (o “fatturato”), l’altra grande fonte di entrata per le emittenti21. Nel 2006 i
contributi assommavano a circa 3,2 milioni di euro, in calo rispetto all’anno precedente, che
ha rappresentato l’apice di una crescita quasi decennale di questa risorsa.
Contributi alle emittenti locali sarde, 1999-2006
Note: dati in euro.
Fonte: elaborazione Iem su dati Frt e Ministero delle Comunicazioni.
Dal punto di vista del risultato d’esercizio, il mercato televisivo locale mostra risultati
negativi fra il 2002 e il 2005 (con una punta negativa nel 2003). Il 2006 è l’unico anno in cui
il mercato televisivo mostra un dato positivo (per quasi 1,5 milioni di euro).
21
L’ammontare dei contributi non è incluso a bilancio nei ricavi commerciali ma nella voce “altri proventi – contributi in conto esercizio” che contribuisce, insieme ai ricavi, a formare il “valore della produzione” della società.
39
Utili/Perdite del mercato televisivo locale sardo, 2002 – 2006 (valori assoluti)
Fonte: Elaborazione Iem su dati Cerved
Prendendo in considerazione il rapporto tra il fatturato e la distribuzione delle imprese
televisive sul territorio, emerge chiaramente che le due emittenti maggiori sono localizzate
nella provincia di Cagliari. È qui che si concentra dunque il 77,8% del fatturato complessivo
della regione Sardegna. Il restante 22,2% viene spartito tra le altre province con una netta
prevalenza della provincia di Olbia Tempio (9,8%).
Fascia di fatturato emittenti tv per provincia, 2006 (valori assoluti)
Fonte: Elaborazione Iem su dati Cerved
Per quanto riguarda il mercato radiofonico, sono stati rilevati i ricavi di 21 emittenti gestite
da società di capitali nel 200422, per un fatturato complessivo di 6,2 milioni di euro.
Per l’analisi del mercato della carta stampata locale sono stati presi in esame i risultati
economici dei due maggiori quotidiani regionali, La Nuova Sardegna e L’Unione Sarda.
22
Dati Frt 2006. Il 2004 è l’ultimo dato attendibile dato che risulta, esaminando il 2005, un forte calo del settore
(da 6,2 a 1,9 milioni di euro), forse a causa di una diversa ponderazione dell’universo.
40
Nel 2006 La Nuova Sardegna ha fatturato 28,4 milioni di euro e L’Unione Sarda il 25% in più,
per un totale di 64 milioni di euro. Se a questi si aggiungono 1,8 milioni di euro degli introiti
pubblicitari de Il Sardegna si arriva a stimare un mercato complessivo di circa 65,6 milioni.
Tra il 2002 e il 2006, l’andamento complessivo delle due principali testate mostra trend di
fatturato complessivamente stabili.
Andamento fatturato principali quotidiani sardi, 2002 – 2006 (milioni di euro)
Fonte: IEM su Fieg e Cerved
Le oscillazioni di fatturato de L’Unione Sarda sono probabilmente legate ai mutamenti nella
proprietà e all’entrata, nel panorama competitivo, del quotidiano in distribuzione mista
(gratuita e a pagamento ma a prezzo ridotto) Il Sardegna. Quest’ultimo è partito, infatti,
dall’ottobre 2004, con una distribuzione nel Sud dell’isola, laddove L’Unione ha portato
una netta riduzione del fatturato nel 2005 (di circa 4,6 milioni di euro, pari all’11,7% del
fatturato complessivo). Discorso simile può essere fatto per La Nuova Sardegna, anche se in
questo caso le perdite sono piuttosto ridotte, denotando una leggera flessione nel periodo
compreso tra il 2004 e il 2006 (Il Sardegna è edito nel Nord della regione solo da settembre
2005).
Dal confronto tra la crescita del fatturato dei quotidiani regionali italiani e di quelli sardi,
emerge la tendenza de L’Unione Sarda a seguire maggiormente l’andamento del mercato
nazionale, seppur con vistosi effetti moltiplicatori sia per ciò che concerne la crescita sia
per quanto riguarda le flessioni. Più costante e meno in linea con il trend nazionale risulta
invece La Nuova Sardegna.
41
Crescita annuale fatturato: principali quotidiani sardi e media dei quotidiani regionali
italiani, 2002 – 2006 (%)
Note: dati in percentuale/Fonte: IEM su Fieg e Cerved
Sotto il profilo della redditività (incidenza percentuale del risultato d’esercizio sul fatturato),
è interessante notare come le performance de La Nuova Sardegna si mostrino migliori anche
a fronte di un fatturato inferiore. Nel tempo il quotidiano mostra un andamento positivo e
piuttosto stabile, raggiungendo il suo picco più alto nel 2004 (20,8%) e si attesta negli anni
seguenti intorno al 12%.
Confronto tra la redditività de “L’Unione sarda” e de “La Nuova Sardegna”, 2002–2006 (%)
Fonte: Elaborazione Iem su dati Cerved
42
Dal punto di vista del rapporto tra ricavi derivanti dalle vendite e ricavi relativi alla
pubblicità, La Nuova Sardegna mostra un andamento estremamente regolare nel tempo,
che si attesta su una proporzione 55% (ricavi da vendita) - 45% (inserzioni). Nel complesso,
tra il 2002 e il 2006, ha visto crescere i propri introiti di circa 2 milioni di euro, equamente
ripartiti fra le due risorse.
La Nuova Sardegna: ricavi da vendite e pubblicità, 2002-06 (mil. di euro)
Fonte: Fieg
Più altalenante l’andamento dell’Unione che, nel 2005, ha visto i propri introiti derivanti
dalla vendite diminuire sensibilmente, attestandosi a quota 18,7 milioni nel 2006, con una
perdita rispetto ai due anni precedenti di oltre 4 milioni. Sul versante dei ricavi derivanti
dalle inserzioni pubblicitarie il quotidiano raccoglie dal 2003 circa 16 milioni di euro (con un
calo di circa 1 milione nel 2005, più che recuperato l’anno successivo).
43
L’Unione Sarda: ricavi da vendite e pubblicità, 2002-06 (mil. di euro)
Fonte: Fieg
I due quotidiani mostrano comunque un’incidenza delle risorse pubblicitarie sostanzialmente
in linea con la media dei quotidiani italiani (che è del 46,6%).
L’Unione Sarda - La Nuova Sardegna: incidenza dei ricavi pubblicitari sul fatturato 02-06 (%)
Fonte: Fieg
44
1.2 I gruppi editoriali
Come più volte ribadito, la Sardegna è un mercato geograficamente compresso e ciò comporta
dei limiti anche nella possibilità di far crescere gruppi alternativi a quello che di fatto è
l’unico gruppo editoriale puro consolidato sul territorio. Si tratta de “L’Unione Editoriale” di
proprietà di Sergio Zuncheddu23, di cui fanno parte: Videolina, Radiolina, L’Unione Sarda.
C’è poi TCS, emittente televisiva di Cagliari, che da sempre è molto vicina a Videolina, ma
di fatto ha un’altra proprietà. La piccola televisione spesso stipula dei contratti di servizio
con Videolina per ottenere prestazioni specifiche. Per esempio, si appoggia alla rete di
distribuzione della capogruppo per le postazioni delle frequenze.
All’interno del gruppo c’è anche l’agenzia pubblicitaria PBM, che si occupa della raccolta
pubblicitaria sui tre mezzi e anche su TCS (vedi infra).
Fatturato del mercato media locale e del gruppo L’Unione editoriale24, 2006
Fonte: Elaborazioni Iem su dati Cerved e Frt
23
L’avventura del gruppo ha inizio nel 1975, quando Nicola Grauso impianta a Cagliari l’emittente radiofonica Radiolina, tra le prime radio libere italiane. L’anno seguente, si allargherà all’attività televisiva, fondando Videolina.
Grazie al grande successo di ascolti delle due emittenti e all’acquisizione di una solida posizione economica, all’inizio degli anni Novanta entra a far parte del gruppo lo storico quotidiano di Cagliari L’Unione Sarda. Nel 1999 Grauso
cede le sue attività editoriali all’imprenditore immobiliare locale Sergio Zuncheddu, già co-fondatore de Il Foglio.
24
Il valore del fatturato del gruppo esclude la quota di Radiolina, per la quale non sono disponibili i dati. La
stima si considera comunque attendibile, in quanto la radio incide in maniera irrilevante sul fatturato complessivo
del gruppo.
45
Quasi la metà del mercato dei media locali si regge sul fatturato del gruppo cagliaritano che
incide per il 48,6% sui ricavi complessivi del settore. Questo dà un’idea ben precisa di quanta
importanza abbia nella regione tale soggetto, che si avvale di alcuni vantaggi dell’integrazione
orizzontale e verticale, specie nella raccolta pubblicitaria. Riguardo al prodotto, invece, è
interessante notare come spesso ci sia addirittura una forma di competizione tra le diverse
anime del gruppo, in particolare riguardo all’informazione.
In Sardegna operano poi altri gruppi editoriali, spesso con ramificazioni importanti fuori
dall’isola.
Sardegna 1, la seconda emittente sarda per fatturato, era di proprietà dell’imprenditore
locale Paolo Ragazzo, operante nel settore della sanità privata. Tre anni fa è stata acquistata
da Giorgio Mazzella, che si occupa principalmente di strutture alberghiere.
La Nuova Sardegna fa parte del gruppo editoriale nazionale “L’Espresso” e, negli anni, non
ha mostrato interesse a collegarsi ad altri soggetti media locali.
Il Sardegna nasce ad ottobre 2004 per iniziativa di Nicola Grauso, che crea una rete di quotidiani
regionali e locali, sotto la sigla nazionale di E-Polis, promossi attraverso un’aggressiva politica
di distribuzione gratuita. A luglio 2007 le pubblicazioni di tutti i 15 quotidiani del gruppo
vengono sospese. A settembre 2007 Grauso e il finanziere Alberto Rigotti rilanciano il gruppo
editoriale con un nuovo assetto societario. A gennaio di quest’anno Antonio e Gianni Cipriani,
rispettivamente direttore responsabile e condirettore dei quotidiani E-Polis hanno lasciato la
direzione dei quotidiani, al loro posto è arrivato il giornalista Vincenzo Cirillo.
Radio Luna e Canale 40 di Carbonia hanno la stessa proprietà. Si tratta di una gestione
familiare. La sinergia che esiste tra i due operatori è vantaggiosa soprattutto per quanto
riguarda la vendita degli spazi pubblicitari, che viene spesso fatta congiuntamente. Gli
agenti che si occupano della vendita degli spazi propongono di comprare pacchetti che
comprendono entrambi i mezzi.
L’emittente televisiva comunitaria Catalan Tv è l’unica ad avere l’autorizzazione a trasmettere
in lingua catalana. La tv algherese appartiene al gruppo della famiglia Giorico, che nasce
come impresa di costruzioni con la società Sfingi e si diversifica poi nel settore alberghiero
con la Giorico Hotel, proprietaria del Carlos Quinto Hotel di Alghero. Nel 2004 viene avviata
la società Mediaworld, con l’intento di sviluppare un’attività sul mercato dei media, della
quale fanno parte, oltre alla tv comunitaria, anche il sito internet algheronotizie.it.
È d’obbligo poi far riferimento alla presenza nella regione di alcune emittenti televisive
appartenenti all’editore toscano Barbagli. Tali emittenti sono: Teletirreno Sardegna, Gallura
Channel Sat, Telegolfo Sardegna, Teletirreno, Infochannel Tv Sardinia che, in alcune ore,
condividono lo stesso canale. Gallura Channel Sat ha sostituito Jolly Tv, anch’essa parte
del Gruppo toscano. Spesso trasmette la stessa programmazione di Teletirreno Sardegna.
Infochannel Tv Sardinia è la prima emittente satellitare per la promozione turistica della
Sardegna in Europa. E’ visibile in chiaro, non necessita di abbonamento e si rivolge in varie
lingue a tutti gli utenti che vogliono conoscere a fondo l’isola. L’emittente satellitare viene
ripetuta durante la notte e nei week-end sulle frequenze analogiche di Teletirreno Sardegna,
Telegolfo Sardegna e Gallura Channel Sat.
46
In generale, comunque, fatta esclusione per i casi sopra citati, non si rileva un elevato
grado di integrazione tra media diversi, e le sinergie tra stampa e televisione sono minime,
perfino all’interno dei pochi gruppi plurimediali attivi. Una sinergia tra settori sarebbe
possibile qualora le aziende vivessero una condizione di maggiore stabilità. Imprese di
piccole dimensioni come quelle dei media locali riescono a malapena a far fronte a tutte le
spese necessarie per mandare avanti l’azienda. I profitti, quando ci sono, sono limitati e non
consentono investimenti mirati all’espansione delle attività. Ciò determina una difficoltà
di fondo ad operare in maniera trasversale e una conseguente concentrazione delle risorse
all’interno della propria impresa. Solo il gruppo de “L’Unione Editoriale”, essendo una
realtà ben consolidata, ha avuto la capacità di intraprendere un percorso integrato nel
mercato dei media.
47
1.3 Il Mercato pubblicitario
La raccolta pubblicitaria dei media locali in Sardegna vale circa 46 milioni di euro.
La quota principale del mercato risulta appannaggio dei quotidiani locali, a cui affluiscono
oltre il 65% delle risorse complessive del settore (ossia 31 milioni), valore raggiunto dai
primi tre giornali regionali. Le emittenti televisive locali, invece, non raggiungono i 10
milioni25 di euro complessivi (il 23%). Il segmento radiofonico raccoglie circa 5,3 milioni,
pari a circa il 12% della torta complessiva.
Mercato pubblicitario dei media locali in Sardegna (milioni di euro)
Note: dati in milioni di euro. Elaborazioni e stime relative ai 3 maggiori quotidiani
(valori stimati per Il Sardegna), e stima della quota pubblicitaria sul totale ricavi delle
emittenti radio-tv, in base al valore medio nazionale. Anno 2006 per quotidiani e tv,
2004 per la radio (ultimo dato affidabile disponibile)
Fonte: elaborazioni e stime IEM su Frt, Fieg e dati operatori
Il mezzo cartaceo risulta quindi il leader indiscusso del mercato pubblicitario regionale.
L’Unione Sarda raccoglie da sola più della somma delle quote di tutte le emittenti radiofoniche
e televisive regionali, mentre gli introiti de La Nuova Sardegna superano quelli dell’intero
comparto televisivo locale.
25
Stima della quota pubblicitaria sul totale dei ricavi delle emittenti televisive locali.
48
Le due testate, che per lungo tempo si sono suddivise le risorse del mercato nelle rispettive
zone di competenza (Sud per l’Unione e Nord per La Nuova Sardegna) negli ultimi tre anni
hanno dovuto confrontarsi, come segnalato, con l’avvento de Il Sardegna e la sua aggressiva
campagna di marketing. Tale incremento della concorrenza sembrerebbe aver prodotto un
effetto di stimolo sul mercato pubblicitario, poiché il nuovo entrante è riuscito ad attrarre
nuovi inserzionisti con campagne mirate e costi più bassi. Questa strategia ha spinto anche i
due giornali storici ad abbassare i prezzi dei propri spazi.
Mercato pubblicitario dei quotidiani locali in Sardegna, 2006 (milioni di euro)
Note: per Il Sardegna stime su dati Epolis.
Fonte: elaborazioni e stime IEM su dati Fieg ed Epolis
Tra i diversi mezzi non sembra esserci molta concorrenza sulla pubblicità, che si segmenta
sulla base dei diversi target di riferimento, dei diversi bacini d’utenza e della disponibilità
di spesa. Per esempio un media come la radio locale punta molto sul costo estremamente
contenuto degli spazi ma anche sul suo forte legame con piccole porzioni di territorio, comuni
e frazioni, laddove il commerciante locale sa di rivolgersi ad una utenza meno indifferenziata
di quella di un grosso giornale o emittente locale.
La radio è quindi spesso il primo interlocutore per i piccoli inserzionisti, per via delle spese
più contenute. Ciò determina anche una struttura più “artigianale” nell’organizzazione della
raccolta.
Dall’analisi delle tipologie di raccolta pubblicitaria delle emittenti radiofoniche emerge,
infatti, la preferenza da parte delle radio a gestire in prima persona la raccolta delle risorse:
solo 2 emittenti su 13 rilevate26 si affidano a concessionarie esterne, cioè Radiolina e Radio
Club Network.
26
Delle 63 emittenti radiofoniche presenti in Sardegna sono disponibili dati relativi alla raccolta pubblicitaria di
13 emittenti.
49
TV e Radio: Modalità di raccolta pubblicitaria
Fonte: IEM su dati operatori
Delle 20 emittenti televisive presenti sul territorio sardo sono disponibili le rilevazioni
relative a 14 società. Come prevedibile la tv, rispetto alla radio, si appoggia maggiormente a
concessionarie esterne. Due emittenti, Videolina e TCS, fanno riferimento come Radiolina a
PBM, essendo collegate allo stesso gruppo (L’Unione Editoriale).
La PBM è una delle poche concessionarie pubblicitarie che lavora in modo integrato sui
diversi mezzi e ha un fatturato 2007 di 23.035.000 euro (dei quali 4.635.000 da Videolina, 17
milioni dal quotidiano e 541.000 dalla radio)27.
Le emittenti che raccolgono in proprio la pubblicità sono 9 (poco meno del 50%) mentre
la sola Telemaristella, emittente a carattere comunitario e religioso, non effettua alcuna
raccolta, essendo collegata alla parrocchia di S. Carlo Borromeo di Carloforte.
27
Fonte: interviste.
50
3.
La diffusione dei media locali
Delle 20 emittenti televisive locali, solo 5 hanno permesso, nel 2007, la pubblicazione dei
dati d’ascolto televisivi rilevati dall’Auditel.
Anche le emittenti radiofoniche locali della regione non sono solite affidarsi al servizio
dell’Audiradio. Sono 5 su 66 le emittenti monitorate nel 2007.
Per quanto riguarda la diffusione della stampa, l’Audipress dispone dei dati relativi ai due
maggiori quotidiani locali, L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna.
Dalle interviste effettuate sia telefonicamente che sul campo, alla domanda su quale fosse la
ragione di tale mancanza di fiducia da parte degli operatori verso i sistemi di rilevazione, la
risposta è stata unanime: i costi di tale servizio sono troppo elevati per piccoli soggetti come
possono essere le tv, le radio, i quotidiani e i periodici locali.
Inoltre, per quanto le rilevazioni d’ascolto siano uno strumento funzionale, per gli investitori,
a decidere su quali mezzi puntare per le campagne pubblicitarie, questo non è spesso vero
per imprese il cui bacino d’utenza è circoscritto ad aree territoriali piuttosto limitate. Il
riscontro, in questi casi, è possibile ottenerlo anche conducendo monitoraggi telefonici o di
altro tipo, tramite un contatto diretto con il pubblico.
Per il 2007 i dati disponibili riguardano, quindi, 13 operatori28 media.
Rilevazioni d’ascolto e diffusione nel giorno medio, 2007 (in migliaia)
Fonte: Elaborazione Iem su dati Auditel, Audiradio e Audipress
28
I dati forniti dall’Auditel per Antenna 1 Sardegna riguardano i mesi che vanno da gennaio ad agosto; per Cinquestelle Sardegna, da marzo a dicembre.
51
Il settore della radio mostra un reach giornaliero sensibilmente più basso rispetto agli altri
mezzi. L’emittente radiofonica locale che ha registrato gli ascolti più alti è Radio Sintony
International, leader del mercato.
Ascolti Audiradio delle emittenti radiofoniche locali, 2007 (valori assoluti)
Fonte: Audiradio
Volendo procedere ad una lettura trasversale e diacronica degli ascolti radiotelevisivi e della
lettura dei periodici della regione, è, invece, possibile far riferimento solo a 7 operatori29.
Isolando il dato eclatante di Videolina, che ha un’utenza nettamente più elevata rispetto agli
altri operatori, è evidente che il mezzo più diffuso è la stampa.
Rilevazioni d’ascolto e di diffusione nel giorno medio, 2003 – 2007 (in migliaia)
Fonte: Elaborazione Iem su dati Auditel, Audiradio e Audipress
Confrontando gli ascolti di Videolina con la penetrazione dei due più importanti quotidiani
29
Si tratta delle imprese che hanno acquisito la rilevazione in tutto il periodo considerato. I dati forniti dall’Auditel per Antenna 1 Sardegna riguardano per 3 anni solo alcuni mesi: 2003, da settembre a dicembre; 2006, da
giugno a dicembre; 2007, da gennaio ad agosto.
52
regionali, come fossero un unico soggetto editoriale30, è interessante notare che i due media
in qualche modo si equivalgono, nonostante il leggero primato della stampa e un allargamento
della forbice tra i due nel corso degli ultimi anni.
Ascolti di Videolina e penetrazione dei due maggiori quotidiani, 2003 – 2007 (in migliaia)
Fonte: Elaborazione Iem su dati Auditel e Audipress
Radio Sintony è l’emittente radiofonica che raggiunge il maggior numero di utenti, anche se
nel corso degli anni si è verificato un andamento negativo degli ascolti, che sono passati dai
132.000 del 2003 ai 116.000 del 2007, con un calo del 12,1%. Diretta concorrente di Radio
Sintony è Radiolina che si colloca qualche gradino sotto all’emittente leader, ugualmente
in calo nell’arco degli ultimi cinque anni (-29,8%). Anche se non è possibile avere una
proiezione dei dati lungo tutto il periodo preso in considerazione si noterà che anche per le
altre emittenti (Radio Italia Anni 60 e Radio Macomer Centrale) si registra una diminuzione
degli ascolti, in controtendenza con il dato della radio nazionale.
30
Si è scelto di paragonare gli ascolti della prima emittente locale (Videolina) con la penetrazione dei due maggiori
quotidiani regionali (L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna) poiché le due testate, come è emerso dall’analisi della
diffusione dei periodici sardi, si suddividono il territorio in due zone di competenza ( rispettivamente L’Unione al
sud e La Nuova al nord).
53
Ascolti nel giorno medio delle emittenti radiofoniche locali sarde, 2003–2007
Ascolti Audiradio
2007
2006
2005
2004
2003
RADIO SINTONY
INTERNATIONAL
116.000
121.000
130.000
130.000
132.000
RADIOLINA
73.000
88.000
92.000
88.000
104.000
RADIO
MACOMER
CENTRALE
33.000
32.000
-
- RADIO ITALIA
ANNI 60
19.000
22.000
28.000
-
- RADIO STUDIO
ONE
14.000
- -
- RADIO LUNA
-
-
20.000
-
- Note: ascoltatori nel giorno medio.
Fonte: Dati Audiradio
Ad una diminuzione degli ascolti delle radio locali corrisponde, infatti, un aumento di quelli
delle emittenti nazionali nella regione, che hanno sottratto loro ascoltatori.
Radio nazionali e locali - Ascolti nel giorno medio in Sardegna, 2005 – 2007
Note: dati in migliaia.
Fonte: dati Audiradio.
54
Focalizzando l’attenzione sui dati relativi all’ultimo anno (2007), si noterà che Radio Sintony
supera di poco gli ascolti di Rtl 102.5, mentre le altre radio nazionali registrano ascolti
decisamente più elevati. Sia Radio Sintony che Radiolina battono, però, la concorrenza delle
due emittenti locali extraregionali Radio Margherita e Radio Lattemiele.
Radio nazionali e locali – Ascolti nel giorno medio in Sardegna, 2007 (in migliaia)
Fonte: Dati Audiradio
Il discorso cambia se prendiamo in considerazione il solo mercato della televisione. In
Sardegna le emittenti locali registrano, infatti, degli ascolti superiori alla media nazionale
(7,88% il dato 2007 delle tv “altre terrestri” nell’isola contro il 6,45% che raggiungono a
livello nazionale), in crescita fra il 2003 e il 2007.
55
Share tv locali in Italia e Sardegna, 2003 -2007 (valore %, intero giorno)
Fonte: elaborazione IEM su dati Auditel
Le televisioni locali in Sardegna registrano gli ascolti più elevati (oltre il 12%) nella fascia
oraria mattutina (7:00-9:00), in cui la maggior parte delle emittenti trasmette il primo tg
della giornata. Il distacco con quanto accade nel resto del Paese è ancor più evidente qui
(+3,9%) rispetto allo share rilevato nell’arco dell’intera giornata (+1,4%).
Share tv locali in Italia e Sardegna, 2003-2007 (fascia oraria 07.00-09.00)
Fonte: elaborazione IEM su dati Auditel
56
Nella fascia oraria relativa al prime-time lo share delle tv locali subisce un certo
ridimensionamento anche in Sardegna, riportando i valori in linea con quelli italiani. L’unico
dato eclatante si registra nel 2006, anno in cui lo share delle tv locali in Sardegna ha superato
il dato italiano di 1,9 punti.
Share tv locali in Italia e Sardegna, 2003-2007 (valore %, fascia oraria 20.30-22.30)
Fonte: Elaborazioni Iem su dati Auditel
Anche il dato sui singoli canali nazionali e locali diffusi in Sardegna mostra la rilevanza dei
contenuti sardi.
Ascolto medio e share in Sardegna, 2007 (intero giorno)
Ascolto medio
Share (%)
Canale 5
83.137
22,39
Rai Uno
80.664
21,72
11,74
Italia 1
43.584
Rai Tre
36.567
9,85
Rai Due
33.301
8,97
Rete 4
28.486
7,67
Videolina
10.418
2,81
8.589
2,31
La7
Altre terrestri (esclusa Videolina)
18.848
5,07
Tv satellitari
27.730
7,47
Fonte: elaborazioni IEM su dati Auditel
57
Oltre al primato di Canale 5 su Rai Uno, il dato più rilevante risulta essere quello che riguarda
Videolina. L’emittente locale si colloca, infatti, al settimo posto nella graduatoria degli
ascolti, con uno share del 2,8%, superando la tv nazionale La7.
Share tv nazionali, locali, satellitari in Sardegna, 2007 (valore %)
Fonte: Elaborazioni Iem su dati Auditel
Rispetto allo share nazionale, che solitamente vede Rai Due davanti a Rai Tre, nella regione
sarda le posizioni sono invertite. Anche il valore dello share di Rete 4 si discosta da quello
nazionale (generalmente collocato intorno all’8-9%). La perdita di uno o due punti è
sicuramente da attribuirsi almeno in parte allo switch off al digitale terrestre di questi due
canali nazionali. Il passaggio ha interessato l’area di Cagliari e i comuni della provincia a
partire dal primo marzo 2007, e dal 15 novembre 2007 il resto della Regione.
Il dato “altre terrestri” comprende al suo interno gli ascolti relativi alle emittenti nazionali
minori (come Mtv e All Music), alle syndication (come 7 Gold e Odeon) e alle altre tv locali
sarde31. Per capire meglio come si distribuisce l’ascolto medio tra le emittenti di questa
categoria, sono stati isolati i dati relativi alle emittenti locali sarde.
31
Dal dato “altre terrestri” riportato nel grafico è esclusa Videolina il cui share è stato classificato separatamente.
58
Ascolto medio e share tv locali sarde, 2007 (intero giorno)
Ascolto medio
Share
10418
2,81
Tcs
2373
0,64
5 Stelle Sardegna
1082
0,29
Nova Televisione
970
0,26
14472
3,88
Videolina
Altre terrestri
Fonte: Elaborazioni Iem su dati Auditel
Prendendo in considerazione i dati d’ascolto del 2007, anno per il quale sono disponibili
informazioni per un maggior numero di emittenti, è possibile, infine, effettuare un parallelo
tra il numero di ascoltatori e il fatturato delle società32.
32
Non essendo disponibili, al momento di chiusura di questo rapporto, i fatturati delle società per l’anno 2007, si
è fatto riferimento ai dati di bilancio relativi all’anno precedente, il 2006. Tenendo conto che la fascia di fatturato d’appartenenza delle emittenti non dovrebbe variare da un anno all’altro, l’eventuale margine di errore non è
molto rilevante.
59
Ascolti tv locali nel giorno medio33 2007 per fatturato 2006 (in migliaia)
Fonte: IEM su dati operatori e Auditel.
Il risultato dimostra che esiste un rapporto direttamente proporzionale tra il valore del
fatturato e la quantità di ascoltatori raggiunti. Questo indica, almeno per le tv monitorate,
una buona valorizzazione della propria utenza in termini di ritorno pubblicitario.
A conferma del gradimento espresso dai telespettatori sardi per le tv locali (e per Videolina
in particolare), è stato operato un confronto con quanto accade nelle altre regioni italiane.
33
I dati relativi ad Antenna 1 Sardegna riguardano il periodo compreso tra Gennaio ad Agosto 2007, quelli di
Cinquestelle Sardegna il periodo Marzo-Dicembre 2007.
60
Penetrazione nel giorno medio dell’emittente leader sulla popolazione regionale, 2006 (%)
Emittente locale leader
Regione
Penetrazione
Videolina
Telenorba
7 Gold Telepadova
Telecapri
Telefriuli
Primocanale
Rttr
7 Gold Sesta Rete
Telelombardia
Italia 7
Antenna Sicilia
8 Video Calabria
Tv Centro Marche
Umbria Tv
7 Gold Telecity
Rete 8
Super 3
Sardegna
Puglia
Veneto
Campania
Friuli Venezia Giulia
Liguria
Trentino Alto Adige
Emilia Romagna
Lombardia
Toscana
Sicilia
Calabria
Marche
Umbria
Piemonte e Val D’ Aosta
Abruzzo e Molise
Lazio
35,2
30,7
21,5
17,1
16
15,2
14,9
14
12,1
10,5
10,4
10,3
9,6
9,5
9,2
7,4
4,6
Fonte: Mediaitalia
Risulta evidente la posizione di leadership di Videolina a fronte di una utenza consolidata e
diffusa.
Lo stesso gradimento mostrato dagli abitanti dell’isola per i media locali riguarda la stampa.
A tal riguarda è necessario, inoltre, sottolineare un generale elevato livello di accostamento
della popolazione locale al mezzo stampa, che si rivela essere tra i più alti dell’intera penisola
italiana.
Lettori di quotidiani per regioni, 2001 – 2007 (%)
REGIONE
PIEMONTE e V.d’AOSTA
LOMBARDIA
TRENTINO A.A.
VENETO
FRIULI VENEZIA G.
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO e MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
2001
PENETRAZIONE
%
2002
PENETRAZIONE
%
2003
PENETRAZIONE
%
2004
PENETRAZIONE
%
2005
PENETRAZIONE
%
2006
PENETRAZIONE
%
2007
PENETRAZIONE
%
41,8
46,7
46,4
46,2
53,7
50,9
51,3
47,4
39,3
37,6
45,0
33,5
27,5
25,0
29,7
29,1
26,6
42,0
37,2
46,9
44,5
45,6
56,0
49,7
55,9
51,3
37,3
32,9
41,6
29,8
22,2
22,3
28,5
24,4
25,3
47,4
37,8
46,9
45,8
48,0
55,7
56,3
59,5
51,9
39,7
42,0
40,5
31,1
25,9
27,2
30,5
27,9
27,4
44,8
39,8
47,8
49,2
47,9
57,0
57,1
61,4
52,3
39,9
43,3
40,9
30,4
24,8
28,1
30,0
28,7
28,3
46,6
38,8
47,4
47,2
49,7
56,3
58,8
58,7
51,9
44,7
41,9
38,4
33,8
28,2
27,7
27,8
31,1
29,0
48,0
38,1
45,2
47,2
45,2
60,5
58,9
56,9
52,6
42,6
46,6
42,6
31,5
29,1
29,1
27,8
33,5
29,4
53,6
41,3
50,1
44,2
49,1
55,1
55,9
57,7
51,2
43,9
47,5
50,1
32,4
32,4
33,2
29,0
32,0
28,6
50,6
Fonte: Fieg
61
Nel 2007, la Sardegna si colloca al quinto posto nella graduatoria delle regioni con il maggior
numero di lettori di quotidiani, in percentuale sulla popolazione.
Lettori di quotidiani per regione, 2007 (%)
Fonte: Fieg
Il dato è confermato dal numero di copie di quotidiani vendute all’interno della regione.
62
Vendite dei quotidiani per regione, 2004 – 2006 (valori assoluti e per 1.000 ab.)
REGIONE
PIEMONTE
VALLE D’AOSTA
LOMBARDIA
TRENTINO A.A.
VENETO
FRIULI VENEZIA G.
LIGURIA
EMILIA ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
MARCHE
LAZIO
ABRUZZO
MOLISE
CAMPANIA
PUGLIA
BASILICATA
CALABRIA
SICILIA
SARDEGNA
TOTALE ITALIA
VENDITE DEI QUOTIDIANI PER REGIONE (2004 - 2006)
COPIE VENDUTE
COPIE PER 1000 ABITANTI
2004
2005
2006
2004
2005
2006
391.542
365.361
383.513
93
84
88
14.462
13.532
12.657
118
109
101
1.126.151
1.096.373
1.117.012
120
116
117
135.570
138.931
134.713
139
141
135
458.614
447.923
423.477
98
95
89
178.407
174.153
179.762
148
144
148
264.258
260.404
271.832
166
162
169
553.778
532.677
545.552
133
127
129
420.210
425.565
354.952
123
118
98
72.340
69.874
73.749
84
81
84
132.634
128.197
131.939
87
84
86
639.961
621.359
639.714
121
117
116
90.889
87.605
100.977
70
67
77
12.814
16.859
12.942
40
53
40
262.421
265.007
271.829
45
46
47
213.796
208.063
213.991
53
51
53
30.088
29.128
28.914
50
49
49
110.068
108.555
111.303
55
54
56
273.811
267.791
286.901
55
53
57
213.995
204.454
214.597
130
124
129
5.617.620
5.461.811
5.510.325
96
93
93
Fonte: Fieg
Nel 2006 la regione sarda si colloca al quarto posto insieme all’Emilia Romagna per quantità
di quotidiani venduti, con una penetrazione di 129 copie ogni 1000 abitanti.
63
Vendite di quotidiani per regione, 2006 (%)
Fonte: Fieg
Ai primi posti nella graduatoria delle preferenze della popolazione sarda si trovano, infatti,
L’Unione Sarda e La Nuova Sardegna, con un notevole distacco nei confronti dei maggiori
quotidiani nazionali. La diffusione del Corriere della Sera, primo tra i quotidiani nazionali in
graduatoria, è pari a circa 1/5 di quella de L’Unione Sarda e de La Nuova Sardegna.
Diffusione dei quotidiani locali e nazionali in Sardegna, 2002 – 2006 (valori assoluti)
Fonte: Elaborazioni Iem su dati ADS
64
Si rileva, però, nel corso del quinquennio preso in esame, un calo dei lettori per entrambe le
testate locali. Ciò è vero soprattutto per La Nuova Sardegna che, nel 2006, registra il dato più
basso della serie storica, in concomitanza con un aumento dei lettori per alcuni quotidiani
nazionali come Il Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, Il Giornale. Sommando i dati
relativi alla diffusione dei due maggiori quotidiani locali si otterrà, comunque, un valore
sempre nettamente più alto rispetto alla somma della diffusione dei primi 7 quotidiani
nazionali in Sardegna.
Quotidiani regionali sardi e principali quotidiani nazionali diffusi in Sardegna, 2002 – 2006
Fonte: Elaborazioni Iem su dati ADS
Diffusione dei quotidiani in Sardegna, 2002 – 2006
2002
2003
2004
2005
2006
L’Unione Sarda
65467
64677
66070
61919
64337
La Nuova Sardegna
61323
61413
61228
60055
58607
Il Corriere della Sera
12597
14168
14168
13458
13987
Repubblica
13814
13540
13110
12820
13506
La Gazzetta dello Sport
8163
7904
9442
8610
9260
Il Sole 24 Ore
6581
6163
6525
8276
6623
Il Giornale
4750
4475
4105
3980
4675
La Stampa
1860
1692
2207
5025
1438
Il Messaggero
1347
1360
1283
1300
1262
Fonte: Dati ADS
Interessante il dato del 2005 de L’Unione Sarda che registra il risultato peggiore del periodo
sotto esame. È probabile che su questo forte calo abbia inciso anche la nascita del quotidiano
locale Il Sardegna (vedi supra).
65
Diffusione dell’Unione Sarda, 2002 – 2006 (valori assoluti)
Fonte: Elaborazioni Iem su dati ADS
Anche La Nuova Sardegna riscontra la sua perdita più elevata nel 2006 (di circa 2.600
lettori), in seguito al lancio dell’edizione della testata di Grauso nel Nord della Sardegna
(fine settembre 2005).
Diffusione della Nuova Sardegna, 2002 – 2006 (valori assoluti)
Fonte: Elaborazioni Iem su dati ADS
66
E’ interessante, a questo proposito, mettere a confronto la diffusione dei quotidiani a Cagliari
e a Sassari.
Diffusione dei quotidiani a Cagliari, 2006
Fonte: Elaborazioni Iem su dati ADS
Diffusione dei quotidiani a Sassari, 2006
Fonte: Elaborazioni Iem su dati ADS
67
A Nuoro ed Oristano, invece, sembra che il mercato non abbia subito alcuna scossa dall’ingresso
de Il Sardegna (che non è distribuito, e si giova di una penetrazione residuale) e che la
concorrenza continui a giocarsi tra i due storici quotidiani locali, con una prevalenza nella
provincia più a nord de La Nuova Sardegna e dell’Unione Sarda al sud.
Diffusione dei quotidiani a Nuoro, 2006
Fonte: Elaborazioni Iem su dati ADS
Diffusione dei quotidiani a Oristano, 2006
Fonte: Elaborazioni Iem su dati ADS
68
È evidente però che la concorrenza tra i quotidiani avviene soprattutto sui mercati di Cagliari
e di Sassari ed è per questo che la diffusione de Il Sardegna si è qui concentrata per attaccare
la supremazia delle due testate storiche.
Diffusione dei quotidiani in Sardegna, 2006
Nota: La media giornaliera delle copie vendute di E-Polis in tutta Italia è di 4.187, ciò significa che il dato delle copie
vendute de Il Sardegna nella regione sarda non può superare quello nazionale e che quasi la totalità delle copie
diffuse nella regione sono distribuite gratuitamente.
Fonte: Elaborazioni Iem su dati ADS
Considerando la diffusione delle due testate storiche locali nell’arco dei mesi dell’anno
2006 (ultimo dato disponibile) si evidenzia un picco nel mese di Agosto, notoriamente mese
di grande turismo per la regione, con una certa predominanza dell’Unione sulla Nuova.
Entrambi i quotidiani registrano nel mese di Agosto un valore dell’11,2% superiore alla media
del periodo di riferimento.
69
Diffusione media giornaliera de L’Unione sarda e de La Nuova Sardegna, 2006
DIFFUSIONE MEDIA GIORNALIERA (I+E)
MESI
L’UNIONE SARDA
LA NUOVA SARDEGNA
Gennaio
62.525
57.176
Febbraio
63.523
56.678
Marzo
63.182
56.383
Aprile
64.124
56.790
Maggio
65.277
56.360
Giugno
63.099
57.694
Luglio
67.770
64.063
Agosto
72.825
68.433
Settembre
67.259
61.739
Ottobre
64.448
57.846
Novembre
64.337
56.188
Dicembre
64.379
56.056
Media periodo
65.260
58.860
Fonte: ADS – Accertamenti Diffusione Stampa
Diffusione media giornaliera de L’Unione sarda e de La Nuova Sardegna, 2006
Fonte: ADS – Accertamenti Diffusione Stampa
70
4.
La sfida della digitalizzazione
Nella partita che si gioca sul terreno della digitalizzazione la Sardegna occupa un ruolo di
primo piano.
Nel processo di switch-off a tappe che condurrà al definitivo spegnimento delle trasmissioni
analogiche nel 2012 sull’intero territorio nazionale, la Regione è stata scelta, unitamente
alla Regione Valle d’Aosta, come area in cui testare tutte le modalità di questo percorso.
La Sardegna rappresenta oggi, quindi, un laboratorio di sperimentazione tanto dal punto
di vista della distribuzione delle frequenze in modalità DVB-T quanto per la verifica delle
modalità di “addomesticamento”34 della nuova tecnologia da parte della popolazione. La
responsabilità della Regione in qualità di palcoscenico di analisi e di benchmark nel processo
che porterà l’Italia verso la completa digitalizzazione dell’industria televisiva costituisce una
sfida importante per l’isola, e allo stesso tempo rappresenta la possibilità di mettere ordine
nella configurazione dell’intero mercato locale dei media.
Dal punto di vista delle frequenze, la particolare conformazione orografica del territorio
ha reso la Sardegna il laboratorio migliore per sperimentare il progressivo spegnimento del
segnale analogico e la crescente copertura del nuovo segnale digitale.
La necessità di conciliare il sostegno degli investimenti con le garanzie dell’accesso a favore
delle emittenti minori ha portato alla creazione di un Tavolo Tecnico in cui sono presenti
tutti gli attori della transizione al digitale (tavolo composto da rappresentanti di AGCOM, del
Ministero delle Comunicazioni35, 8 broadcaster nazionali, 16 broadcaster locali).
Il conseguente accordo stipulato il 16 Gennaio 2008 tra l’Agcom e gli operatori televisivi,
nazionali e locali, presenti in Sardegna, prevede la suddivisione dello spettro elettromagnetico
in 29 frequenze, 21 delle quali copriranno l’80% del territorio e circa il 90% della popolazione36.
Fra queste, 7 spettano alle emittenti locali sarde di estensione regionale e verranno assegnate
“secondo criteri equi trasparenti e non discriminatori” dal Ministero delle Comunicazioni,
in attesa dell’esito delle negoziazioni internazionali che definiranno le risorse frequenziali
disponibili, mentre 10 con copertura subregionale (tra il 50 e il 70% del territorio) verranno
assegnate alle emittenti con estensione subregionale e pluriprovinciale.
Tale suddivisione è stata stipulata sulla base delle risorse di frequenze disponibili in
Sardegna, derivanti dalla Conferenza di Ginevra 2006, e secondo i criteri dettati dall’Agcom
nella delibera n. 603/07/CONS - tra i quali emergono l’assicurazione agli operatori nazionali
della copertura non inferiore, per ciascuna rete, all’80 per cento del territorio della
34
“L’addomesticamento della tecnologia si riferisce alla capacità di un gruppo sociale (un’unità domestica, una
famiglia, ma anche un’organizzazione) di assimilare manufatti tecnologici e sistemi veicolanti nella propria cultura
– i propri spazi e tempi, la propria estetica e le proprie mansioni – di controllarli, e di renderli più o meno ‘invisibili’
all’interno della routine della vita quotidiana”. R. Silverstone, Perché studiare i media?, Bologna, Il Mulino, 2002
35
Come noto, il Ministero delle Comunicazioni è stato inglobato dall’attuale Governo nel Ministero delle Attività
Produttive.
36
Il documento è disponibile all’indirizzo http://www.agcom.it/comunicati/cs_160108b.htm.
71
Regione Sardegna di tutti i capoluoghi di provincia e la riserva per operatori di rete locali,
legittimamente operanti ai sensi della normativa vigente, di almeno un terzo delle frequenze
disponibili nella stesso territorio sardo – anche grazie al lavoro di coordinamento svolto dalla
Fondazione Bordoni.
L’accordo è stato ufficializzato mediante la delibera n. 53/08/CONS dell’Agcom37, contenente
il Piano di assegnazione delle frequenze per il servizio di radiodiffusione televisiva in tecnica
digitale nella Regione Sardegna in previsione dello switch-off38.
Anche dal punto di vista dell’utenza, la Sardegna costituisce un banco di prova importante:
gli ultimi dati del Ministero delle Comunicazioni relativi ai decoder acquistati tramite i
contributi pubblici parlano di 241 mila set-top-box venduti in Sardegna, cui vanno aggiunti
quelli senza contributi. Lo spegnimento dei segnali analogici di Rai Due e Rete 4, avvenuto
il 10 Novembre del 200739, ha prodotto un notevole incremento delle vendite dei decoder,
anche se gli ascolti delle due emittenti registrano un prevedibile calo stimato intorno a 1,5-2
punti percentuali40.
In Sardegna si stanno portando avanti anche le sperimentazioni di servizi di pubblica utilità
per il cittadino attraverso la televisione, nel tentativo di verificare la praticabilità del
T-Government. Tale modalità consente di collegare direttamente il cittadino con la Pubblica
Amministrazione e di effettuare tutte le pratiche burocratiche attraverso il mezzo televisivo.
Infatti, l’interattività garantita dalla Tv in versione digitale permette all’utente sia di ricevere
sia di inviare informazioni, grazie alla presenza di un canale di ritorno che, nel caso del
digitale terrestre, utilizza la linea telefonica. Questa evoluzione trasforma radicalmente il
mezzo televisivo, che supera la canonica trasmissione in broadcasting (cioè da uno a molti) e
permette alla fonte dei contenuti (che può essere un’emittente televisiva, una banca o un ente
che fa capo alla pubblica amministrazione) di ricevere dati dagli utenti in tempo reale.
Anche per questi motivi, la Sardegna rappresenta un banco di prova importante e i risultati
delle sperimentazioni sono un esempio per la praticabilità delle nuove modalità di diffusione
e fruizione di contenuti e informazioni attraverso la televisione digitale.
La diffusione della tecnologia digitale è, infatti, un fenomeno pervasivo che investe l’intera
filiera audiovisiva. Oltre al rinnovo delle apparecchiature tecnologiche dell’intera industria,
lo switch-over impatta anche sulle abitudini di consumo degli utenti e, di conseguenza, sui
futuri modelli di business delle emittenti. Per quelle locali, in particolare, l’ammodernamento
degli impianti per la sperimentazione e la digitalizzazione delle strutture produttive
comporta investimenti che, seppure problematici nel breve periodo, dovrebbero condurre al
rafforzamento del loro modello editoriale.
37
Si noti che la recentissima legge n. 101, pubblicata il 6 giugno 2008, all’art. 8 novies, riprende i criteri della
delibera 603/07CONS
38
Nell’Annesso n.1 alla relazione tecnica della delibera n. 53/08/cons è presente l’elenco dei siti utilizzabili
nella regione Sardegna: Ala dei Sardi, Alghero, Arzana Barbagia, Campuspina, Capoterra, M. Ossoni, M.Limbara,
M.Ortobene, M.Serpeddì 1, M.Serpeddì 2, Marmilla, Narcao, Ogliastra, Osilo, Punta Badde Urbana, S.Antioco, San
Teodoro, Sassari M.Oro, Siniscola, Villasimius.
39
Lo switch off di Rai Due e Rete 4, iniziato il 31 Marzo nella zona di Monte Serpeddì, è proseguito gradualmente
area dopo area fino a interessare l’intera Sardegna da Novembre 2007.
40
Elaborazione IEM su dati Auditel Italia e Sardegna 2006 e 2007.
72
La nascita della figura dell’operatore di rete locale e la conseguente possibilità di fornire
capacità trasmissiva a terze parti, insieme alla prossimità con l’utente finale e alla relativa
autonomia dagli introiti pubblicitari classici, sono vantaggi competitivi di grande valore che
gli operatori locali possono e devono sfruttare al meglio.
Nonostante queste buone prospettive, la laboriosità del processo di assegnazione delle
frequenze ai singoli operatori, e la necessità di adattamento del piano di distribuzione delle
stesse alla Conferenza di Ginevra con le conseguenti problematiche relative alle interferenze
con le emittenti straniere confinanti, costituisce una seria criticità nella digitalizzazione delle
infrastrutture televisive, tanto per le emittenti nazionali quanto per quelle locali. Infatti,
la necessità di riconvertire gli impianti in modalità di diffusione su singola frequenza (SFN)
comporta una serie di ingenti investimenti che scoraggiano soprattutto i piccoli operatori. A
complicare la situazione è sopraggiunto anche il rinvio delle assegnazioni previsto per il 21 Marzo
2008. Considerando che la tempistica per l’aggiornamento degli impianti è stimata fra i 4 e i 6
mesi, appare improbabile che ad ottobre 2008 possa avvenire lo switch off della regione.
Tuttavia, le emittenti locali potrebbero giovarsi degli introiti pubblicitari che l’attuale
Governo starebbe per stanziare allo scopo di promuovere una campagna di sensibilizzazione
allo switch off sui media locali sardi. Il fondo previsto per l’iniziativa ammonterebbe a 4
milioni di euro, mentre da un sondaggio effettuato da ItaliaOggi presso gli stessi operatori
locali sardi, gli investimenti che restano da fare per ammodernare le infrastrutture vengono
stimati intorno ai 6,6 milioni di euro41.
Gli investimenti che mancano per completare lo switch off
EMITTENTE
Videolina
Sardegna 1
TCS
5 Stelle Sardegna
Nova Tv
Teletirreno Sardegna
Telesardegna
Telegolfo Sardegna
Sulcis Tv
Canale 40
Antenna 1 Sardegna
Telegi
Jolly Tv notizie
Olbia Tv
Catalan Tv
Tele Maristella
Totale
NUMERO IMPIANTI
50
42
37
18
9
8
8
7
1
3
1
1
2
1
1
1
190
INVESTIMENTO STIMATO
1.500.000
1.000.000
1.500.000
400.000
700.000
400.000
400.000
350.000
nd
100.000
0
100.000
100.000
50.000
50.000
0
6.650.000
Fonte: Elaborazione IEM su stime ItaliaOggi.
Note: i dati rappresentano le stime comunicate dagli editore al giornale
Ciò premesso, si stanno aprendo diverse possibilità di stimolo per la creazione di nuovi contenuti
prodotti per il digitale terrestre, non ultimi quelli provenienti dalle Pubbliche amministrazioni
locali. È auspicabile che tali prospettive possono aiutare a sbloccare la situazione attuale,
che attualmente vede la maggior parte delle emittenti limitare le sperimentazioni sulle
frequenze digitali alla proposizione dei programmi diffusi in analogico.
41
Cfr ItaliaOggi del 17 Luglio 2008
73
Emittenti locali: multiplex, canali, tipologia e postazioni che trasmettono in digitale
MULTIPLEX
EMITTENTI
PRESENTI
TIPOLOGIA
POSTAZIONI
Antenna 1
Cinquestelle
Sardegna
Antenna 1
Cinquestelle
Sardegna
Emittente regionale generalista
Monte Oro (Sassari)
emittente regionale generalista
Punta Villa (La Maddalena)
Nova Tv
Nova Tv
emittente regionale generalista
Monte Serpeddì (Ninnai)
Santa Rosa (Capoterra)
Oristano
Olbia Tv
Olbia Tv
emittente regionale generalista
Monte Oro (Sassari)
Poggio dei Pini (Capoterra)
Castello (Cagliari)
Monte Serpeddì (Sinnai)
Monte Limbara
(Tempio Pausania)
Monte Moro (Arzachena)
Monte Ortobene (Nuoro)
Punta Badde Urbana (Santu
Lussurgiu)
Sardegna 1
Sardegna 1
emittente regionale generalista
Super Tv
TCS
Super Tv
Videolina
Videolina 2
Videolina 3
Videolina 4
emittente regionale generalista
emittente regionale generalista
emittente regionale generalista
Informazione
informazioni sul digitale terrestre
comunicati commerciali
Videolina 5
Repliche programmi autoprodotti di Videolina.
Prove tecniche
Videolina Mosaico
Applicazione che consente nei ricevitori compatibili
di selezionare i canali trasmessi all’interno del mux
Radiolina
TCS
TCS 2
emittente radiofonica
emittente regionale generalista
canale test
TCS 3
Sport (repliche di autoproduzioni legate ad eventi
sportivi trasmessi in Sardegna)
TCS DVB
Telesardegna
TCS 5
TCS 6
Informazione (repliche dei programmi prodotti da
Telecostasmeralda)
Commerciale e test
canale test
Glamour Plus
Erotico a pagamento
Telesardegna
Teletirreno Sardegna
Gallura Channel Sat
Telegolfo sardegna
TCS
Videolina
Videolina 2
emittente regionale generalista
emittente regionale generalista
n.d.
emittente regionale generalista
emittente regionale generalista
emittente regionale generalista
Informazione
informazioni sul digitale terrestre; sperimentazione
EPG
TCS 4
Videolina 3
Videolina
Videolina 4
Comunicati commerciali; Prove Tecniche
Videolina 5
Repliche programmi autoprodotti di Videolina.
Prove tecniche
Videolina Mosaico
Applicazione che consente nei ricevitori compatibili
di selezionare i canali trasmessi all’interno del mux
Radiolina
emittente radiofonica
Fonte: elaborazione IEM su dati SardegnaHertz.
74
Punta Badde Urbara
(Santu Lussurgiu)
Monte Serpeddì (Sinnai)
Poggio dei Pini (Capoterra)
Impiega la piattaforma Pangea
all’interno di mux locali ma con
diffusione prevista per tutta l’Italia
Monte Ortobene (Nuoro)
Monte Limbara
(Tempio Pausania)
Monte Serpeddì (Sinnai)
Genna e Frongia (Arzana)
Monte Oro (Sassari)
Conca e su Monti (Arbus)
Monte Ortobene (Nuoro)
Poggio dei Pini (Capoterra)
Attualmente trasmettono sul digitale terrestre 12 emittenti generaliste regionali, ma solo
Videolina e Sardegna 1 coprono l’intera Sardegna, la prima con il proprio Mux e la seconda
tramite quello di La 7. Anche TCS gode di una buona copertura dell’isola, ad eccezione
della zona di Castel Sardo, in provincia di Sassari. Altre 4 emittenti generaliste (Cinquestelle
Sardegna, Nova Tv, Telesardegna e Teletirreno Sardegna) diffondono il proprio segnale
nella maggior parte del territorio regionale, ad esclusione di alcune zone, mentre Telegolfo
Sardegna, Super Tv e Gallura Channel trasmettono solo nelle rispettive aree di competenza.
Le emittenti di Olbia, Nuoro e Sassari trasmettono solo in territorio cittadino, mentre gli 8
canali aggiuntivi di Videolina e TCS sono ancora in fase sperimentale e hanno una copertura
limitata.
Ma la rivoluzione digitale non riguarda solamente il settore televisivo. È interessante notare
quanto si sia avviato, negli anni più recenti, un profondo processo di innovazione all’interno
di tutte le piattaforme di comunicazione.
La diffusione della banda larga è aumentata notevolmente negli ultimi anni, grazie agli
sforzi degli imprenditori e agli investimenti della Pubblica Amministrazione. Se appena 3 anni
fa l’Adsl raggiungeva solo il 25% dei comuni e il 67% popolazione, a gennaio 2008 i comuni
raggiunti erano il 67%, e la copertura presso la popolazione sfiorava l’82%. Anche se tali valori
rimangono al di sotto della media italiana, assestata su una copertura media regionale del
45% dei comuni e del 90% della popolazione, l’Accordo di Programma firmato dal Ministero
e dalla Regione Sardegna l’11 Aprile 2008 prevede la copertura di altri 97 comuni e 90 mila
cittadini grazie ai 36 milioni di euro stanziati da Regione e Governo42.
Grazie alla diffusione della banda larga si sta sviluppando anche il mercato televisivo via
web. Attualmente trasmettono con questa modalità 3 emittenti: Videolina, Nova TV e
SuperTv, le più interessate ad investire in una piattaforma che permette di raggiungere
nuovi utenti e ottimizzare la propria offerta ma, al contempo, ha dei costi aggiuntivi non
sempre recuperabili nel breve periodo. Maggiore è l’ampiezza di banda, infatti, migliore
risulta la qualità di ricezione e più grande è il numero di utenti che possono fruire del servizio
contemporaneamente. Tuttavia, tanto è più ampia la banda tanto più cresce il suo costo per
le emittenti.
Elenco emittenti TV in Streaming Video
EMITTENTE
SITO INTERNET
BIT-RATE
Videolina
www.videolina.it/
273 Kbit/s
Nova TV
www.novatelevisione.tv/diretta/index.asp
N.d.
SuperTv
www.supertvoristano.it/
141 Kbit/s
Fonte: elaborazione IEM su dati Sardegnahertz.
Anche la tecnologia DVB–S viene utilizzata in maniera crescente dai media sardi per espandersi
e raggiungere i propri spettatori più affezionati oltre i propri confini territoriali. Le emittenti
42
Il documento è disponibile in rete all’indirizzo http://www.comunicazioni.it/news/pagina317.html.
75
diffuse via satellite sono 4: Videolina, Sardegna 1, Sardegna Channel e Infochannel TV Sardinia,
tutte ricevibili attraverso la piattaforma Sky sotto la voce “altri canali”. Questo fa della
Sardegna la regione con il maggior numero di emittenti locali diffuse via satellite, insieme
a Lazio e Campania. Il dato è abbastanza comprensibile dal momento che le trasmissioni
satellitari permettono di superare i vincoli geografici della regione.
La tecnologia digitale sta suscitando una rinnovata attenzione anche da parte dei maggiori
gruppi editoriali. I periodici che hanno una versione on line della propria testata sono 25,
ovvero il 5,4% di quelli che compongono il mercato editoriale sardo.
Di questi, 10 vengono pubblicati esclusivamente sul web e la maggior parte viene aggiornata
quotidianamente.
Periodici sardi pubblicati esclusivamente sul web
PERIODICI ON LINE
PROVINCIA
CITTA’
INDIRIZZO INTERNET
AD MAIORA MEDIA
CA
Cagliari
www.admaioramedia.it/
2012 MAGAZINE
CA
ALGUER.IT
SS
Quartu
Sant’Elena
Alghero
www.2012magazine.info/
www.alguer.it/
EPULAE
CA
Cagliari
I SARDI.NET
CA
Cagliari
www.epulae.it/news.htm
www.isardi.net/
ALGHERO NOTIZIE
SS
Alghero
www.algheronotizie.it/index/.php
MANIFESTO SARDO
CA
Cagliari
www.manifestosardo.org/index.php
SARDEGNA OGGI NEWS
CA
Cagliari
www.sardegnaoggi.it/index.php
SARDINIA NETWORK
CA
Cagliari
www.sardinianetwork.it/
SASSARIWEB
SS
Sassari
www.sassariweb.info/
VOCEUROPEA
CA
Cagliari
www.voceuropea.it/
Fonte: Elaborazioni IEM su dati Ordine dei Giornalisti della Sardegna e Associazione Stampa Sarda
I periodici e i quotidiani che affiancano alla versione cartacea quella on line sono 15.
Si noti come tale duplice modalità di diffusione venga utilizzata soprattutto dalle testate
di Cagliari e Sassari, e in particolare da quelle con le maggiori tirature (L’Unione Sarda,
La Nuova Sardegna, Il Nord Sardegna e Il Sardegna) anche se le opportunità offerte dalle
nuove tecnologie digitali svincolano sia la fruizione che la diffusione dei contenuti dalla
collocazione geografica delle sedi dei giornali.
Le principali testate con versione cartacea e on-line
TESTATE ON LINE
PROVINCIA
COMUNE
INDIRIZZO
ALGHERO CRONACHE
SS
Alghero
www.algherocronache.it/
GAZZETTA DEL SULCIS
CI
Carbonia
www.gazzettadelsulcis.it/
IL SARDEGNA
CA
Cagliari
www.gds.sm/
IL NORD SARDEGNA
SS
Sassari
www.ins.sm/
76
IL PROVINCIALE
MC
San Gavino
Monreale
L’ALTRA VOCE
CA
Cagliari
www.altravoce.net/
L’UNIONE SARDA
CA
Cagliari
unionesarda.ilsole24ore.com/
LA NUOVA SARDEGNA
SS
Sassari
lanuovasardegna.repubblica.it/
NUORO OGGI
NU
Nuoro
www.nuorooggi.it/
NUOVO CAMMINO
OR
Ales
www.nuovocammino.it/
SARDINEWS
CA
Cagliari
www.sardinews.it/
www.ilprovinciale.it/
Fonte: Elaborazioni IEM su dati Ordine dei Giornalisti della Sardegna e Associazione Stampa Sarda
Per ciò che concerne il passaggio al digitale della radio, lo sviluppo del DAB è ancora molto
incerto, come evidenziano gli scarsi investimenti delle aziende ed una diffusione di soli 30.000
ricevitori nell’intera penisola italiana. Inoltre, recentemente si stanno sviluppando tecnologie
che irrobustiscono il segnale digitale quali il DAB+ (che migliora il rapporto tra qualità e
spazio utilizzato), il Visual Radio (che introduce elementi visuali e di interattività) e il DMB
(che consente di fruire di un vero e proprio canale multimediale radiofonico) e che rendono
i regolamenti del DAB fissati nel 2001 evidentemente obsoleti. L’Agcom sta effettuando degli
studi per stabilire un possibile piano di assegnazione di parte delle frequenze secondo uno
di questi nuovi protocolli di trasmissione. Al momento, tuttavia, non è stata presa alcuna
decisione circa la strada da percorrere nell’immediato futuro43.
Nel frattempo, però, il settore radiofonico sardo non è rimasto indifferente nei confronti
delle nuove tecnologie. Le radio che risultano avere un sito Internet sono 38, il 76% delle
emittenti radiofoniche locali. Di queste, 24 sono ascoltabili in modalità streaming attraverso
la rete internet.
Radio locali: disponibilità di sito internet e possibilità di ascolto in streaming
N.
EMITTENTE
PROV.
COMUNE
SITO
STREAMING
1
EMME DUE RADIO
CA
CAPOTERRA
www.capoterra2000.it/RADIO/
sì
2
RADIO ANTENNA 2000
SS
SASSARI
www.radioantenna2000.it
no
3
RADIO ARCIPELAGO
OT
LA
MADDALENA
web.tiscali.it/radioarcipelago/ www.
lamaddalenaonline.com/radio-arcipelago/radioarcipelago.asp
no
4
RADIO ARCOBALENO
CI
IGLESIAS
www.radioarcobaleno.it
sì
5
RADIO BARBAGIA
NU
NUORO
www.radiobarbagia.it
sì
6
RADIO BELLAVITA
SS
SASSARI
www.stereoquattro.it
no
7
RADIO BONARIA
CA
CAGLIARI
www.nsdibonaria.it
no
8
RADIO CLUB NETWORK
CA
SINNAI
www.radioclubnetwork.com www.clubnetwork.it
sì
9
RADIO CUORE
OR
ORISTANO
www.radiocuore.net
sì
10
RADIO DEL GOLFO
SS
PORTO TORRES
www.radiodelgolfo.net
sì
43
Cfr. lo studio redatto da Frt per l’Autorità di garanzia delle comunicazioni con il contributo di CrDab ed Eurodab Italia.
77
11
RADIO GOLFO
DEGLI ANGELI
CA
QUARTU
S.ELENA
www.radiogolfodegliangeli.it
no
12
RADIO IGLESIAS
CI
IGLESIAS
www.radioiglesias.com
sì
14
RADIO INTERNAZIONALE
OT
OLBIA
www.radiointernazionale.it
sì
15
RADIO KALARITANA
CA
CAGLIARI
web.tiscali.it/radiokalaritana/
no
16
RADIO LA VOCE
CA
MURAVERA
www.radiolavoce.info/index.html
sì
17
RADIO LUNA
CI
CARBONIA
www.radiolunacarbonia.net/portal/index.php
sì
18
RADIO MACOMER
CENTRALE
NU
MACOMER
www.radiomacomer.com
sì
19
RADIO MAMBO
CA
CAGLIARI
www.radiomambo.it
no
20
RADIO NORA
CA
PULA
radionora.spaces.live.com/
no
21
RADIO NOVA
SS
SORSO
www.radionovasorso.it
sì
22
RADIO
NOVANTAPUNTOSETTE
SS
SASSARI
www.novantapuntosette.fm
no
23
RADIO NUORO
CENTRALE
NU
NUORO
www.rnc.it
no
24
RADIO ONDA STEREO
SS
ALGHERO
www.ondastereo.com
sì
25
RADIO PLANARGIA
NU
BOSA
web.tiscalinet.it/radioplanargia
no
26
RADIO PRESS
CA
CAGLIARI
www.radiopress.it
sì
27
RADIO SAN PIETRO
CI
CARLOFORTE
www.tabarkindupaize.it
no
28
RADIO SANT’ELENA
CA
QUARTU
S.ELENA
www.parrocchiasantelena.com/content/view/31/45/
no
29
RADIO SARDINIA
MC
S.GAVINO
MONREALE
www.radiosardinia.it
sì
30
RADIO SINTONY
CA
CAGLIARI
www.sintony.it
sì
31
RADIO STELLA
OG
TORTOLì
www.radiostella.org
si
32
RADIO (BOOMERANG)
STUDIO 2000
OR
TERRALBA
www.radiostudio2000.it
sì
33
RADIO STUDIO 96
CA
QUARTU
S.ELENA
www.studio96.it
sì
34
RADIO STUDIO ONE
CA
SESTU
www.radiostudioone.it
sì
35
RADIO SUPER SOUND
MC
GUSPINI
www.radiosuxsound.it
sì
36
RADIO VITA NUOVA
SS
PORTO TORRES
www.radiovitanuova.org
sì
37
RADIO X
CA
CAGLIARI
www.radiox.it
sì
38
RADIOLINA
CA
CAGLIARI
www.radiolina.it
sì
Fonte: Elaborazioni Iem su Ordine dei Giornalisti della Sardegna
78
Poiché la diffusione in streaming del flusso radiofonico ha dei costi molto contenuti44, sembra
verosimile che questa modalità di trasmissione venga adottata nel prossimo futuro dalla
maggior parte delle radio.
Dall’analisi delle emittenti che trasmettono in streaming è emersa la presenza di 7 radio
ascoltabili esclusivamente via internet. Tale piccolo universo è composto sia da emittenti
dirette a target giovanili, e quindi più attente all’innovazione tecnologica, sia da radio
abbastanza seguite nel passato che, non avendo più i fondi per gestire la trasmissione
del segnale analogico, fanno sentire la p ropria voce via internet sfruttandone i costi più
contenuti (es. Radio Villaurbana).
Radio locali disponibili solo sul Web
EMITTENTE
SITO INTERNET
CONTENUTI E BIT-RATE
RADIO FUSION
www.radiofusion.it/
112 kbit/s in alta qualità ADSL e 24 kbit/s in bassa qualità
in mp3
SARDEGNA RADIO
www.sardegnaradio.it
web radio tematica sulla musica sarda
RADIO LEVEL ONE
www.radiolevelone.it
web-radio con musica Dance, Funky, House
RADIO STUDIO ON LINE
www.radiostudioline.it
web-radio che trasmette musica dance
RADIO LA VOCE DEL SULCIS
www.lavocedelsulcis.com
Web radio da Teulada con 32 Kbit/s
[email protected] MU$IC [email protected]
www.radiomusicgeneration.tk/
web radio cagliaritana, 128 Kbit/s per l’ADSL e 32 Kbit/s per
linee dial-up
RADIO VILLAURBANA
www.villaurbana.net/rvm/
n.d.
Fonte: elaborazione IEM su dati SardegnaHertz In conclusione, i media sardi si trovano di fronte ad una sfida importante: grazie al dialogo
diretto che hanno con i cittadini e al loro ruolo di custodi della cultura e dei linguaggi
regionali, possono costituire il punto di riferimento per tutta l’imprenditoria regionale e per
l’industria del turismo della Sardegna, nonché il loro tramite nella comunicazione al pubblico
in tecnologia digitale.
Pur garantendo un numero minore di contatti assoluti rispetto ai competitor nazionali, queste
imprese hanno dalla loro la presenza capillare nel territorio e l’abbondante produzione e
diffusione di contenuti locali. Esempi come quello di Videolina, che sta riqualificando tutto il
suo archivio dal ’79 ad oggi, pari a circa 20 mila ore di riprese per farne un canale trasmesso
in DTT, e come quello del progetto Sardegna DigitalLibrary45, l’archivio digitale della Regione
Autonoma della Sardegna che raccoglie tutti i contenuti digitali e multimediali riguardanti la
cultura, la storia, la letteratura, la musica, l’ambiente e le immagini dell’isola, dimostrano
quanto il digitale possa divenire uno strumento che innova rafforzando al contempo la mission
dei media locali sardi.
44
Con circa 50 euro al mese si trasmette con una banda sufficiente a consentire un ascolto di buona qualità a 50
utenti connessi contemporaneamente.
45
Sardegna DigitalLibrary è cofinanziato con fondi dell’Unione Europea attraverso la Misura 6.3, Azione H, del POR
Sardegna 2000-2006
79
Finito di stampare nel mese di settembre 2008 dalla SIGMAGRAF, Cagliari
80

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