sospensione delle forme nei dipinti di mirna bisulli lo spettacolo

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sospensione delle forme nei dipinti di mirna bisulli lo spettacolo
A LEZIONE
DAL
PROFESSOR
GNOMUS
LO SPETTACOLO
VAGANTE AL
COSPETTO DI
BENEDETTO XVI
SOSPENSIONE
DELLE FORME
NEI DIPINTI DI
MIRNA BISULLI
Campo de’ fiori
2
SOMMARIO
Editoriale:
Natale è ... Natale........................................3
L’intervista:
A LEZIONE DAL PROF.
GNOMUS.....................4
Lo spettacolo vagante
al cospsetto di
Benedetto XVI............6
Curriculum vitae:
Alessandra Bruno..........................................9
Roma che se n’è andata:
Barberini, Bernini e Borromini, artefici del
Barocco italiano.....................................10-11
Suonare Suonare:
Antonio Oleari - Renzo Stefanel..............12-13
La rete delle sorprese.............................14
Sentire bene fa bene alla famiglia ed alla
coppia......................................................15
Cine Parade:
Cosimo e Nicole...........16
“La pedofilia: come affrontarla”.............17
Ecologia e ambiente:
Il tempo del non tempo...............................18
Stato vince, gestore perde... fate il vostro
gioco...................................................20-21
Ancora sul senso dell’essere...................22
Come eravamo:
TURIDDO MADAMI ... questo sconosciuto....25
La malasanità ....................................26-27
La sospensione delle forme nei dipinti di
Mirna Bisulli.......................................28-29
Le trasformazioni di Civita Castellana...30
Trucco d’epoca:
Gli anni ‘70 ................................................31
Il probabile futuro dell’aviazione
civile........................................................33
Il Fumetto:
Proiettili di zucchero...................................34
Canto di Natale.......................................35
Un favola bellissima................................36
Una “Fabrica di ricordi”:
‘A tommala de Natale ................................37
Oroscopo di Dicembre ...........................38
La domenica del corriere.......................39
1° Concorso letterine..............................40
I nostri amici...........................................41
News.......................................42-43-44-45
Le proposte editoriali di Campo de’
fiori..........................................................46
Il calendario 2013 di
Campo de’ fiori........47
Agenda...............................................48-49
Messaggi............................................50-51
Roma com’era.........................................52
Album dei ricordi...53-54-55-56-57-58-59
Annunci gratuiti................................60-61
Selezione offerte immobiliari ..........62-63
Foto di copertina di STEFANO PAOLINI - www.caponzio.it
Sacra Famiglia - scultura lignea - collezione Idea Oro Gioielli
A Civita di Bagnoregio,
un Presepe come nessun
altro................................32
I NOSTRI RECAPITI UTILI
SEDE OPERATIVA : PIAZZA DELLA LIBERAZIONE, 2 - CIVITA CASTELLANA (VT)
TEL/FAX 0761.513117 - [email protected]
SEDE RAPPRESENTATIVA: VIALE MAZZINI, 140 - ROMA
Campo de’ fiori
3
Natale è ... Natale
S
empre, quando scrivo queste poche righe, ho il
timore di sembrare uno sciocco sentimentale,
ma è così che prendo ciò che passa nella mia
anima, e quanto ne esce vorrei che fosse sempre
comprensibile e condivisibile, di comune affetto.
In questa pagina ho sognato, ho fantasticato, ho
gioito e pianto, mi sono rammaricato e rincuorato,
ma ho sempre parlato con voi.
Mi sono affezionato a voi!
di Sandro Anselmi
La speranza, mai pretesa, è stata quella di incontrare i vostri consensi.
Sono entusiasmato dei vostri giudizi, pure immeritati ... e seguito a pensare.
Questa volta è Natale, e seguirà l’anno nuovo.
Quanta vita vissuta, quante immagini care si legano a queste
grandi feste. È commozione, nostalgia, e rimpianto per ciò che
di bello è passato, ma è anche delusione per le tante, troppe
cose che non sono andate, poi, per il verso che avrei voluto.
È che tutti vorremmo che la vita fosse quella che sogniamo, ma
il destino non è spesso benevolo e prende strade tortuose.
Si pensa, a volte, di ritirarsi dalle scene e lasciare al domani il
ricordo dei fatti.
Ma è il viaggio della vita e quando ti trovi nello stato che supera pensieri e sentimenti ed affanni, allora la fede e la speranza, sole, ci danno la forza di andare oltre, di superare.
Ed io che avevo sempre creduto, con la leggerezza degli anni
giovani, di aver combattuto le mie paure da solo?!
Ma solo non ero, non lo ero mai!
Nel mistero della continuazione, mi sento, ora, di testimoniare
e proseguire ciò che di meglio è stato fatto prima di me, e vorrei che così fosse per tutti, con amore ecumenico ed universale.
Tutto sarebbe più bello e più chiaro e gioioso!
Quale periodo migliore, allora, per riscoprire in noi l’animo
buono e perdonare, se mai, per essere perdonati, ed amare,
comunque, per essere riamati?
Fra le miserie ed i tormenti dell’anima, s’accende, adesso, una
luce speciale che ci guiderà nel nostro cammino e ci condurrà
in un porto sicuro, per regalarci pace, serenità e ricchezza.
Tutto quello di cui, ora più che mai, abbiamo bisogno!
Dieci Natali e dieci Capodanni sono già trascorsi dalla nascita
di Campo de’ fiori ed il mio augurio è , allora, dieci volte più
grande per le feste più belle e perché il 2013 possa essere
veramente l’anno fortunato!
Auguri a tutti voi ed a tutte le vostre famiglie, ai miei collaboratori ed ai loro cari ed a tutti gli sponsor che hanno creduto e
credono in questo mio sogno.
Auguri, auguri, auguri e grazie a tutti…
Campo de’ fiori
4
A LEZIONE DAL PROFESSOR GNOMUS:
“MARTE - VENERE, DALLA TEORIA ALLA PRATICA”
Al Teatro dei Satiri fino al 27 Gennaio
D
benissimo, il tutto con un
gradevole susseguirsi di
gag”.
E le coppie come
rispondono?
“Le coppie che vengono a
vedere lo spettacolo iniziano dandosi delle gomitate e dicendo: vedi,
vedi... te lo avevo detto...
ed alla fine si abbracciano
e si baciano tornando a
casa più innamorati di
Insomma una serie di lezioni serali
sempre. Infondo nell’
per coppie...
uomo e nella donna ci
“Innanzitutto va detto che lo spettacolo è
sono tante differenze che
divertente, non si può fare una lezione
potrebbero diventare, in
seriosa, ma qualche messaggio arriva. Si
ogni momento, fonte di
esce dalla sala sapendo qualcosa in più sul
complicità e di stabilità
rapporto di coppia, e soprattutto con più
nella coppia e non più
tolleranza nei confronti del partner.
generatrici di conflitti e
Questa mi sembra già una bella conquiincomprensioni”.
sta!”
Quasi quasi ci riveCome è nata l’idea?
Perchè
diamo lo spettacolo
“Tutto parte da un altro
spettacolo che ho portato gli uomini non stasera.... casomai ci
sfuggito qualin scena per circa sette
trovano mai i fosse
cosa... E voi, non
mesi a Roma, “Gli Uomini
calzini e le
perdetevelo, da soli o
vengono da Marte, le
in coppia va assoludonne da Venere”, con
donne non
un grande successo di
sanno leggere tamente visto!
pubblico. La cosa mi
le mappe?
Sandro Alessi
diede molta soddisfazione, tanto che decisi di
scrivere uno spettacolo
di
approfondimento
completamente diverso
ed anche più divertente del precedente che,
vorrei ricordare, non
avevo scritto io. In
scena sono con Sara
Adami,
splendida
attrice con cui lavoro
da oltre 10 anni, ed
insieme dimostriamo al
pubblico quello che
succede a casa loro e
che loro conoscono
opo il grande successo ottenuto con
“Gli Uomini vengono da Marte, le
donne da Venere”, Claudio
Gnomus porta in scena il nuovo spettacolo che vuol essere un approfondimento sul
tema: la differenza tra uomo e donna.
Fino al 27 Gennaio si potrà partecipare a
questa particolare terapia di gruppo al
Teatro dei Satiri, in Via di Grottapinta a
Roma: “Marte-Venere, dalla teoria
alla pratica”.
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Campo de’ fiori
Lo spettacolo vagante al cospetto di
Benedetto XVI
Sabato 1° Dicembre, udienza straordinaria per circensi, fieranti, artisti di strada, cantastorie,
gruppi bandistici e folkloristici provenienti da tutto il mondo
E
ra davvero tanto tempo che non
andavo al circo. L’ultima volta avrò
avuto dieci, dodici anni, non di più e,
con tutto il rispetto, i circhi che si fermavano e seppur più di rado, si fermano tutt’ora al mio paese, non sono certo di grandi dimensioni. Ma l’attrazione principale
per me, non erano tanto i clown o gli acrobati, quanto gli animali che portavano con
sé : leoni, tigri, dromedari, coccodrilli, che
non avrei potuto certo vedere da nessun’
altra parte. Dopo tanto tempo ci sono riandata, e che circo, anzi, che circhi! E già ,
innanzitutto perché ad ospitare i circensi
stavolta, non è stata una delle classiche
ed inconfondibili strutture a tendone,
bensì l’Aula Paolo VI in Vaticano, conosciuta anche come Sala Nervi, dal nome
dell’architetto che sotto il pontificato del
Papa a cui è intitolata, ebbe l’ordine di
progettarla. E poi perché ad esibirsi non
sono stati gli artisti di un solo circo, ma dei
più prestigiosi circhi d’Italia e del mondo,
che si sono alternati a gruppi folkloristici
provenienti da varie nazioni della terra,
sbandieratori, bande musicali, cori, majorettes, cantastorie, burattinai, trampolieri,
giocolieri, contorsionisti, giovani ballerine
alle prese con i lula hoop. Era questa,
infatti, l’udienza straordinaria concessa da
Benedetto XVI agli artisti di strada, organizzata nell’Anno della Fede ed in occasione del 25° anniversario della Fondazione
Migrantes, il 1° dicembre 2012. Gremita
l’enorme sala, che può contenere fino a
12.000 ospiti. In attesa dell’arrivo del
Pontefice, previsto per le ore 12 circa,
siamo stati intrattenuti da un entusiasmante spettacolo di quasi due ore, presentato da un personaggio dello spettacolo molto legato al mondo del circo, come
lei stessa ha tenuto a precisare più volte:
Ambra Orfei. Uno più bravo dell’altro gli
artisti ed i gruppi che si sono esibiti sul
palco, lasciando spesso i presenti a bocca
aperta e strappando loro numerosissimi
applausi. Accolto, e poi salutato, con grande fervore, anche il Santo Padre, che
durante la sua udienza ha voluto
incoraggiare più volte questi artisti
di strada a non demordere, nonostante le difficoltà che quotidianamente si trovano ad affrontare
per via del loro stile di vita nomade, non da ultimo l’istruzione dei
propri figli. Quando arrivava il circo
in paese, infatti, spesso ci ritrovavamo in classe un nuovo compagno, col quale convivere solo per
qualche giorno e proprio io mi
chiedevo come riuscisse a studiare
costretto a cambiare continuamente scuola e come anche gli
insegnanti potessero alla fine giudicarlo correttamente. Ma ci sono,
poi, anche i problemi legati al fatto
di riuscire a trovare lo spazio adatto per stabilirsi, in ogni paese, o di
ricevere tutti i permessi necessari
per esibirsi. Tenere costantemente
presenti le parole del Vangelo è
ciò che ha ricordato Benedetto
XVI a tutti gli artisti dello spettacolo vagante.
In piazza San Pietro, dove si sta
allestendo il tradizionale presepe
statico, era stato posizionato un
piccolo tendone da circo a strisce
bianche e rosse ed una delle classiche e sempre affascinanti giostre
con i cavalli e le carrozze.
Il mondo del circo, protagonista
principale di questa giornata, sembra essere sempre legato ai bambini, forse per via della figura del
clown, che ne è uno dei simboli
per antonomasia. Ma al suo interno si formano, invece, tanti artisti
con la “A” maiuscola, che sfruttando al massimo, soprattutto le qualità del proprio corpo, riescono in
dimostrazioni strabilianti, da
incantare anche i grandi. E se poi,
ma solo per pura ipocrisia, si vuol continuare a dire che sono “cose da bambini”,
sono ben lieta di aver fatto un bel tuffo
indietro ed essere tornata, ahimè per un
po’, bambina.
Ermelinda Benedetti
9
Campo de’ fiori
Curriculum vitae
ALESSANDRA BRUNO
L
a sua bellezza è sfolgorante quanto la
sua bravura e l’abbiamo notato subito
sul palco del Teatro Anfitrione.
Stavano terminando le repliche di
“L’amore per bene e per male”, commedia musicale di Silvestro Longo ed il
suo saper danzare e recitare con quel fisico da modella non è passato inosservato.
La incontriamo al termine dello spettacolo
e ci racconta dei suoi inizi, di quando,
bambina, si appassionava alla danza classica e moderna finché ad 8 anni decise di
provare anche la ginnastica ritmica e, con
passione e sacrifici, entra a far parte della
Nazionale Juniores di ritmica, partecipando a gare nazionali, europee ed internazionali. Ma dopo aver conseguito numerosi titoli, decide che il suo mondo deve
essere quello della danza, frequentando
con grande profitto la scuola di Renato
Greco ed entrando a far parte della sua
compagnia. Mentre continua a lavorare
come modella (makeup artist Valentina
Oliviero - Miss Fotogenia - Miss Cinema -
Miss Ragazza Number One - Miss
Intimo...) frequenta alcuni corsi di formazione teatrale con Carlo Ragone e perfeziona la danza, partecipando a corsi di
Modern Jazz con il coreografo/regista
Marco Sellati, presso lo Ials.
Quest’anno ha partecipato al film “Pazze
di me“ ed alla fiction “Che Dio ci aiuti”.
Ma il primo amore non si scorda mai, ed
infatti la troviamo come ballerina nel video
clip per i “The Giornalist”.
Quando le chiediamo del futuro, i suoi
grandi occhi si illuminano e ci anticipa la
partecipazione ad un musical, alle mattinee del Sistina con il coreografo Marco
Sellati, e al musical “ Romulus”, da aprile 2013 al Teatro Tendastrisce di Roma,
con le coreografie di Manolo Casalino e la
regia di Sandro Pecorelli Corelli.
Non ci resta altro che salutare Alessandra
Bruno augurando anche a lei un nuovo
anno pieno di soddisfazioni...
Sandro Alessi
Inviate il vostro Curriculum
vitae! Verrà pubblicato sulle
pagine della nostra rivista per
dare ancor più lustro al vostro
lavoro di attore, attrice,
cantante, suobrette. L’indirizzo è
[email protected]
Campo de’ fiori
10
Roma che se n’è andata: luoghi, figure, personaggi
Barberini, Bernini & Borromini, artefici del
C
orre l’anno 1623
quando
viene
eletto
Papa
Matteo Barberini, che
assume il nome di
Urbano VIII, 1623 –
1644, ed è proprio questo l’anno cruciale per
di Riccardo
le sorti di Roma dal
Consoli
punto di vista artistico.
Appena eletto, il nuovo Pontefice dimostra
di essere amante delle arti e grande ammiratore di Gian Lorenzo Bernini che considera l’artista ideale per la realizzazione dei
suoi ambiziosi progetti urbanistici, essenzialmente finalizzati a dare forma ed
espressione trionfale ai progetti della
Chiesa.
Ma procediamo con ordine: chi sono i
Barberini?
Originaria di Barberino, località in Val
d’Elsa, nel corso del XIII secolo la famiglia
si trasferisce a Firenze, ma nel 1530, dopo
la caduta della Repubblica Fiorentina e la
restaurazione dei Medici, a loro ostili, il
ricco mercante Antonio Barberino giunge a
Roma dove, però, viene quasi subito
assassinato da un sicario nella sua abitazione di Via Giulia.
E’ con il nipote Francesco che inizia la fortuna della famiglia. Questi, infatti, diventa
Pronotaro Apostolico e Tesoriere Pontificio
preparando, in tal modo, a Maffeo
Barberini la strada verso il Soglio
Pontificio.
Con Urbano VIII ha inizio il trionfo del
Barocco romano che si potrebbe verosimilmente sintetizzare nella “sfida” fra i due
maggiori artisti dell’epoca, Gian Lorenzo
B
arocco romano
Bernini e Francesco
Borromini. Sono questi due grandi architetti che riusciranno
a dare un contributo
determinante
alla
nuova
splendida
immagine che Roma
assumerà da lì in
avanti. Infatti, è proprio con il Barocco
che il centro storico
della città acquisterà
quell’aspetto
che
ancora oggi lo caratterizza.
A ben vedere l’arte Barocca è una rappresentazione scenica il cui scopo è quello di
attrarre e impressionare; le opere sono
caratterizzate dalla esuberanza teatrale e
dalla continua ricerca di un coinvolgimento emotivo dell’osservatore: colonne a tortiglione, temi mitologici rappresentati in
forme esasperate, Madonne e Santi in un
turbinio di vesti e di nuvole vaporose, il
tutto con grande impiego di ricchi stucchi,
legni pregiati e finiture in oro.
Bernini e Borromini lavorano insieme a
San Pietro e a Palazzo Barberini, ma ben
presto la competizione professionale, la
diversità di carattere, ma anche una diversa concezione artistica, determineranno
una violenta rottura che si trasformerà in
aperta rivalità . Alla personalità estroversa
del Bernini si contrappone quella introversa, ansiosa ed irrequieta del Borromini.
Di quest’ultimo artista ci siamo occupati in
altra occasione, per cui, in questa sede,
dedicheremo maggiore attenzione a Gian
Lorenzo Bernini, non soltanto perché il
preferito da Urbano VIII, ma soprattutto
perché egli è il vero, principale artefice
del Barocco romano.
Nasce a Napoli dallo scultore Pietro
Bernini; artista quanto mai precoce, trascorse quasi tutta la sua vita a Roma al
servizio di sette Pontefici, ottenendo un
enorme successo, anche grazie alla sua
capacità di intrattenere ottimi rapporti con
la committenza.
Artista dotato di personalità vivace e fantasiosa, grande abilità tecnica, è architetto, scultore, pittore, ma si occupa anche di
teatro, per il quale scrive parecchi testi e
crea sorprendenti macchine teatrali e spettacolari scenografie ed è proprio la ricerca
di effetti scenografici la componente che si
ritrova in molte delle sue opere. Egli, infatti, riesce ad imporre allo spettatore una
osservazione quanto più luminosa possibile.
Il sodalizio artistico fra Urbano VIII e
Bernini trova il suo incontro ideale nella
Basilica di San Pietro, edificata sul luogo
della sepoltura del principe degli Apostoli,
dove l’artista lavora per più di quarant’anni.
Secondo l’idea del nuovo Pontefice, la
Basilica dovrà rappresentare la rinascita
della Chiesa stessa, oltre che la sua rivincita morale e spirituale, vuole che il nuovo
Altare dovrà essere sormontato da un
enorme Baldacchino, recante il suo
Stemma che, appoggiato su basamenti di
marmo, si svilupperà su quattro colonne
tortili.
Piazza San Pietro, la regina delle piazze
italiane e probabilmente del mondo, costituisce il capolavoro di Gian Lorenzo Bernini
che la realizza fra il 1656 e il 1667 con lo
scopo di dare una degna cornice e un
solenne accesso al più grande Tempio
della Cristianità .
Una immensa ellissi con sullo fondo,
sopraelevata, la grande facciata della
Basilica Vaticana dietro la quale emerge
maestosa la Cupola di Michelangelo.
L’idea del Bernini è che la piazza dovrà
essere costituita da un ampio spazio adatto a raccogliere la moltitudine di fedeli che
qui arriveranno per ricevere la benedizione
del Pontefice, simbolicamente impartita a
tutto il mondo; la Loggia dovrà essere
perfettamente visibile a tutti e la stessa
forma della piazza dovrà poter esprimere
l’universalità della funzione.
Questi gli elementi essenziali del suo grande progetto architettonico: un primo spazio trapezoidale inquadrato da due ali
piene in prossimità della facciata, un
secondo spazio ovale in forma di colonna-
Campo de’ fiori
il potere acquisito nel mondo artistico
romano; i suoi detrattori lo consideravano
un cattivo architetto dal punto di vista tecnico e si vendicarono costringendolo a
subire l’umiliazione dell’abbattimento del
Campanile posto sulla facciata della
Basilica di San Pietro per presunti problemi statici.
to libero con due esedre, un asse trasversale arricchito da un obelisco e, ancora,
due bellissime fontane, di eguale disegno,
che lanceranno alti getti d’acqua allo
scopo di inserire una nota musicale nella
solennità dell’ambiente.
La scelta simbolica delle maestose braccia
del colonnato, quattro file di 284 colonne
e 48 pilastri di dimensioni colossali, sta ad
indicare le braccia materne della Chiesa,
come ebbe a precisare lo stesso Bernini
mentre, l’ellisse fu pensato staccato dalla
facciata della Basilica allo scopo di portare
l’osservatore alla distanza giusta per
apprezzare la Cupola di Michelangelo in
tutta la sua maestà .
L’interno della Basilica di San Pietro testimonia la grandiosità e magnificenza del
Barocco romano, segno della potenza del
Papa ed immagine del trionfo della Chiesa.
Nel 1627 il Bernini da corso ai lavori relativi al monumento sepolcrale di Urbano
VIII che sarà completato dopo parecchi
anni, collocato in posizione simmetrica
rispetto a quello di Paolo III, Alessandro
Farnese, 1534 - 1549, risalta la statua del
Papa benedicente con ai lati due figure
allegoriche della Carità e della Giustizia.
Gian Lorenzo Bernini, divenne ben presto
un architetto molto rispettato ma, come
spesso accade, anche temuto e odiato per
Alla morte di Carlo Maderno, gli viene conferito l’incarico per i lavori di completamento di Palazzo Barberini che, nel frattempo, era stato portato avanti da
Francesco Borromini ed è proprio in questa occasione che inizia una stretta collaborazione fra i due grandi architetti.
Il Palazzo, nuova residenza della famiglia
Barberini, che all’epoca abitava nella
cosiddetta “Casa grande” di Via dei
Giubbonari, realizzato con finanziamenti di
Urbano VIII, con la sovraintendenza del
nipote Francesco, domina l’omonima piazza, anche se l’ingresso è ubicato lungo Via
delle Quattro Fontane; la grandiosa
costruzione, sorge sui luoghi dove insistevano: la vecchia “Vigna Sforza” e antichi
edifici classici fra i quali il Tempio dedicato
alla “dea Flora”.
Questo Palazzo, con la sua maestà e bellezza, indica in maniera chiara quali altezze raggiunse il Barocco romano; alla sua
realizzazione parteciparono, dando il
meglio di se, Carlo Maderno, Francesco
Borromini, Gian Lorenzo Bernini e Pietro
da Cortona; da parte sua la nobile famiglia
Barberini non fu da meno, infatti, per la
realizzazione dei suoi progetti, spogliò la
città di marmi e bronzi di epoca classica
per realizzare una grande quantità di statue, cibori e baldacchini.
Il Cardinale Francesco aggredì letteralmente il Colosseo e il Pantheon per estrarre le pietre e le tegole occorrenti per la
costruzione del Palazzo e lo stesso Papa
prelevò le travi in bronzo dello stesso
Pantheon, gesta che attirarono loro il
notissimo epigramma di Pasquino; “Quod
non fecerunt Barbari, fecerunt Barberini” e
quando il Pontefice arrivò a tassare il vino
per finanziare i lavori di “Fontana di Trevi”,
sempre Pasquino: “Poiché Urbano di tasse
aggravò il vino, ricrea con l’acqua il popol
di Quirino”
A Piazza Barberini, posta in prossimità
della famosa Via Veneto teatro della
“Dolce vita” di Federico Fellini, che si scontrano i diversi stili e le diverse personalità
dei due maggiori artefici del Barocco
romano, quì oltre a Palazzo Barberini,
anche la “Fontana del Tritone”, opera del
Bernini, una delle più belle di Roma.
Nell’anno 1644, con la morte di Urbano
VIII, la fortuna di Gian Lorenzo Bernibi
sembra fermarsi improvvisamente, comincia il Pontificato di Innocenzo X, Giovanni
Battista Pamphjli, 1664-1655, molto più
austero del suo predecessore anche a
causa della crisi economica dello Stato
Pontificio così , da questo momento, alcune delle commissioni più ambite finiscono
11
ai suoi rivali.
Proprio all’inizio del suo Pontificato
Innocenzo X decide di far trasferire l’obelisco che nel corso del IV secolo d.C.
l’Imperatore Massenzio aveva fatto collocare nel Circo dallo stesso realizzato sulla
Via Appia come monumento inaugurale
del suo Pontificato. Decisione, questa, che
suonava come un affronto per il Bernini
che aveva previsto l’utilizzo di quell’obelisco nella “Fontana dei Quattro Fiumi” in
Piazza Navona; ma come fare per richiamare l’attenzione del Pontefice?
Gli viene incontro un amico con un suggerimento destinato ad avere successo. Il
Bernini realizza un modellino in argento
della fontana così come l’aveva pensata,
ossia con l’obelisco, che consegna alla sua
conoscente Donna Olimpia Maidalchini
cognata del Pontefice e non solo.
L’idea si dimostra vincente: Papa
Innocenzo, assiduo frequentatore della
casa di Donna Olimpia, finisce per notarlo,
rimase favorevolmente colpito, rinuncia
alla sua primitiva idea, convoca il Bernini e
gli affida la realizzazione della magnifica
fontana.
Fra i romani divampa immediatamente
una polemica a causa dell’eccessivo costo
della stessa, tremila scudi sono considerati una somma di denaro enorme per quei
tempi, al punto, da determinare l’aumento
delle tasse e il prezzo del pane.
Scoppia la protesta con numerosi tafferugli e le immancabili Pasquinate, una delle
quali echeggia le Sacre Scritture: “Signore,
se solo queste pietre si mutassero in
pane”.
Campo de’ fiori
12
di Carlo Cattani
Antonio OleariRenzo Stefanel
Il Libro /STORIA DI UN MINUTO
Il primo disco di PFM
S
i era nel
1971
Al Citofono: Brrrrrr.. brrrrr….
La mia Mamma: Sii !
Tecnico: Bongiorno ... so er “tennico”
della SIP …pe a filodiffusione…che piano
state signò?
La mia Mamma: Al terzo …ascensore di
sinistra..scala b ..interno … grazie!
Campanello di casa: Driiin …
La mia Mamma: Buongiorno …si accomodi
Tecnico: ‘Ngiorno ….che posso entrà ?
..’Ndove che c’ha la presa der telefono
signò ?
La mia Mamma: Prego, in fondo al
corridoio ….Carlo.. mostra al signore
dove dobbiamo mettere la filodiffusione….
IO: Qui ,qui!! ..la presa è qui e la mettiamo su questo tavolinetto vicino all’abatjour!
Tecnico: Sicuro che a voi qui regazzi?
…perché doppo nun la potete più spostà senza chiedelo a noi de la Sip.. e l’intervento doppo se deve da pagà !
IO: Si, si ..va bene qui! (con l’indice della
mia mano destra ben rigido verso l’angolo
basso dietro il tavolino) …così la sentiamo
da tutte le stanze!
Tecnico: Bene …mò scommetto che voi
vedè come a famo funzionà sta cosa
……scusa me poi accenne la luce che nun
ce se vede? Bene … mò te faccio vedè io
come famo …..Carlo, te chiami, giusto?
Damme cinque minuti che smontamo sta
presa e ce inserimo ‘sto filtro, collegamo
‘sti du fili, sardamo ‘sto cosetto a quest’artro (un mini jack a un cavetto) …(e cinque
minuti dopo…) ..A Cà ..famme er piacere
… passeme un po’ quea scatola vicino alla
borsa delli ferri e tiè sto sardatore …ma
pialo qui e nun te spostà co la mano
…ahò ..nun te brucia è ..che se nò tu
madre me te fa ripaga pe novo! ..straagg
..straag ..straag …frrrrr (è lo squarcio praticato sulla scatola contenente l’apparecchio) …ecchece qua
…tutta rossa
….gajarda è ? Ancora un attimino che je
mettemo er coso qui (il jack), attaccamo
a spina alla corente …fatto …niente scossa e a lucetta rossa …s’è appicciata!
….Bene, mò spingi uno de ‘sti cosi neri e
poi te dico a che te serveno tutti li bottoni
qui davanti e i buchetti (uscite) che ce
stanno qui de dietro … ‘che dopo tu lo dici
a mamma …. ok? Dunque…o vedi questo
.. click: qui poi sentì er primo (RAI,
ovviamente), qui er seconno, click, qui er
terzo programma, click, …. an senti che
palla (!!!)… e poi ce stanno quest’artri pe
er quarto er quinto er sesto (in sequenza,
click, click, click) canale de a filodiffusione
…qui c’è er volume e questi so li bassi e
l’arti ....capito? ... aspetta che ancora nun
ho finito …vedi qui de dietro? ..qui ce metti
‘sto cavetto….te lo regalo io, così lo attacchi a un coso …a un registratore …te l’ha
comprato tu padre un registratore?…io
l’ho regalato a mi fia più grande!
IO: Si, per la mia festa!
Tecnico:…bene! ..quant’ anni che c’hai?
IO: quasi dieci e mezzo!
Tecnico: beh.. all’età tua allora lo sai fa
sicuramente funzionà ! metti lo spinotto
da ‘sta parte e pure da quest’artra parte e
poi …..registri quello che te pare! Ma a te
te piace a musica? A me me piace l’operetta ma pure, Claudio Villa …ciò parecchi
dischi a casa de ‘sto genere …ma me sa
che a te te piace artra robba …vero?
IO: già …!
La mia Mamma: Lo prende un caffè ?
Tecnico: Si grazie signò ….pure che è
er quarto pe stamattina ….lo prenno
volentieri …ah ..ho spiegato tutto ar
regazzo..…mò sa come se deve da fa pe
accenne …pe sentì è facile….serveno le
recchie! Vai co a musica Carlè !
La mia Mamma: non ho dubbi, è da
piccolo che traffica con musicassette e
microfoni ..fili dappertutto …un giorno di
questi non li vedo … inciampo e …saluti
a mamma!
Tecnico: …a scatola a butto io signò …a
garanzia sta qua dentro alla bustina de
plastica… quarsiasi problema all’apparecchio chiama all’assistenza SIP ….si nun
stò in ferie o so malato… torno sempre io
…vado che c’ho nartra casa da visità qua
pe vicino ….bona giornata signò e.. vai
co a musica a Carlè! (affettuosa stropicciatina ai miei capelli da parte “der tennico”).
Campo de’ fiori
Tornando ai giorni nostri, rassicuro
tutti che …mamma non cadde mai sulle
mie “trappole” da ricercatore sul campo di
suoni ma…ma forse, a ripensarci bene,
qualche disturbo all’udito, alla gola e
parecchi mal di testa li deve aver sofferti
per la pressoché costante accensione di
quell’apparecchio e al suo volume non proprio tenuto a livelli moderati. D’altra parte
“er tennico” era stato c a t e g o r i c o:
vai co a musica Carlè ! Quella filodiffusione, una SIT Siemens Diffy ELA43-16,
così si chiamava, dalla sottile forma a
parallelepipedo, laccata rosso fuoco, perfettamente in linea con il design più avanzato di inizii anni ’70, è stata la mia “palestra musicale” in età puberale, avendomi
consentito di allenare l’orecchio a generi
diversi e stimolato la curiosità verso tanti
soggetti musicali. L’esposizione costante
alle “sonorità ” della filodiffusione, soprattutto nei suoi canali di pura programmazione musicale, unita alla precoce lettura
della mitica rivista CIAO 2001
(http://digilander.libero.it/ciao.2001/), inizialmente propostami dal figlio sedicenne
del portiere del mio stabile, (Sabatino lui e
Domenico il padre…che fantasia!!) costituiscono, così , le “fonti” arcaiche del mio
sapere in campo musicale. Da quell’
infuocato “musical box” installato all’angoletto del corridoio di casa, le orecchie mi si
arrossavano e i timpani “tambureggiavano” indefessi sottoposti com’erano alle
scalette di “mamma Rai” che diffondeva
tramite i fili del telefono brani per tutti i
gusti. Scolpiti nella mia mente restano le
hit di quel periodo, i brani celebri dei gruppi pop rock esteri e Italiani, ripetutamente
passati all’interno di precise fasce orarie i
cui contenuti venivano riportati, giorno per
giorno, dal Radio Corriere TV. Così , mi
capitava spesso di aspettare, al pomerig-
gio dopo i compiti, seduto sullo sgabellino
posto accanto all’apparecchio, la selezione
che conteneva quei brani da me più
apprezzati. Tra quelle proposte che attiravano particolarmente la mia attenzione
figurava la nostrana Premiata Forneria
Marconi anche abbreviata in PFM
(www.pfmpfm.it), il gruppo rock Italiano
per eccellenza, ancora oggi in smagliante
attività e ampiamente noto all’estero, che
veniva ripetutamente trasmesso con tre
brani tratti dal loro primo album, “Storia
di un minuto”: “Impressioni di settembre”, “ La carrozza di Hans” ed “E’ festa”.
Sono trascorsi 40 anni dalla pubblicazione, avvenuta ai primi di gennaio del 1972,
dell’album “Storia di un minuto”, opera
fondamentale del rock Italiano e tra le più
apprezzate di quei primi anni ’70 anche a
livello internazionale, con una ricorrenza
celebrata in vari modi: discograficamente
parlando, la Sony ha pubblicato un
triplo box set (in versione cd e vinilica) intitolato «Celebration 1972 2012» che include i primi due lavori
discografici del gruppo, «Storia di un
minuto» e «Per un amico», aggiungendo un terzo cd o lp , «Road
Rarities» con versioni inedite dal vivo
di dodici brani ed “accessoriando” la
pubblicazione con un volumetto di
32 pagine che racconta la storia
della band. Sul fronte della carta
stampata non si è da meno perché
SUPERENALOTTO
13
per le edizioni AEROSTELLA(www.aereostella.it) è da qualche settimana disponibile il libro “Storia di un minuto –il primo
disco di PFM” scritto a “quattro mani” da
Antonio Oleari e Renzo Stefanel, entrambi
già autori di diverse pubblicazioni a rispettivo nome, conduttori radiofonici e titolari
di spazi giornalistici su alcune quotate riviste musicali Italiane.
Frutto di un meticoloso lavoro di raccolta
di documenti e interviste ai protagonisti
dentro e fuori il gruppo, il libro, in 123
pagine ripercorre le fasi pre fondazione
della PFM, al tempo delle attività dei singoli membri come musicisti “di turno” in
dischi altrui; ci documenta dei primi passi
discografici a nome dei “QUELLI” e apre
finestre di curiosità e aneddoti sull’intensa
e forgiante attività dal vivo in locali qui e
là sparsi per l’Italia, fino all’approdo discografico nel ’72, finalmente “fermando“ la
propria musica come Premiata Forneria
Marconi. Si tratta, come riporta Antonio
Oleari dal suo blog <di una piccola ma
densa opera che dice e racconta tutto
dei primi anni di vita di quella band
che, anche quando ancora non si
chiamava Premiata Forneria Marconi,
aveva già iniziato a scardinare il rock
Italiano con la propria musica>.
Voglio concludere riportando il pensiero di
un ragazzo che ho “tagliato” da un commento ad un filmato vintage del brano
“Impressioni di settembre“ su You Tube :
<Io ho 16 anni, credo che ovviamente non potranno esserci degli altri
PFM o un altro Peter Gabriel. Ad
esempio, ditemi, c’è mai stato un’altro Mozart? Ma proprio perchè queste persone magiche esistono una
volta sola noi continuiamo ad ascoltare le loro opere anche 500 anni
dopo….>. Per dirla “alla PREMIATA” …
E’ FESTA! E allora, Auguri !!!
Carlo Cattani©Dicembre 2012
14
Campo de’ fiori
La Rete delle sorprese!
Consigli utili su come sfruttare internet per i nostri regali di Natale
A
nche quest’anno
sullo stesso. Vi segnalo, sempre
arrivano i doni
restando nella Rete, i Buoni Regalo
natalizi
sotto
che si possono acquistare sul sito
forma di tecnoregali:
dell’Apple Store (store.apple.com),
un negozio on-line dedicato alla
smartphone e tablet
multimedialità . Stanno andando a
andranno a ruba, a
ruba le Easy Gift Card di Media
sentire le ultime news
World, anche per il semplice fatto
dal mondo della Rete!
di Patrizia
che possono essere emesse ad un
Ma ci sono tantissimi
Caprioli
valore superiore ai 200 Euro e ciò
altri modi per sfruttare
permette di poter scegliere tra i
questo spazio virtuale
regali un po’ più costosi.
a nostro piacimento per comprare doni,
Andando sul personale possiamo
creare una wishlist (una lista di desideri) e
anche decidere di visitare dei siti
mandare auguri a tutti i nostri amici e
online che possono rendere unico
parenti.
il nostro dono: tipo i servizi che si
Incominciamo la nostra carrellata di buoni
occupano
di
personalizzare
propositi in Rete iniziando col dire che, se
magliette, gadget e quant’altro per
proprio non riusciamo a capire cosa poter
rendere inimitabile il nostro regalo! Tra i
regalare ad una persona, possiamo indatanti vi segnalo Crearti (www.crearti.eu),
gare sulle pagine del suo profilo Facebook
che trasforma una foto in
per sfruttare questo
social network per car- Stilare una wishlist un vero e proprio quadro
stile pop art!
pire i desideri dei nostri
per i propri desideri Ho trovato per voi anche un
amici.
sito che potrebbe interessaSe anche questo metoe sbirciare sul
re a chi ha dei bambini. Se
do non dà risultati sodprofilo dei propri andate su www.libelluscoldisfacenti, oppure semplicemente il nostro amici per scegliere lection.com potete creare
una vera e propria favola
amico non ha un profilo
il giusto regalo!
dove i protagonisti sono i
su nessun Social, posvostri figli!
siamo continuare l’apEd ecco una chicca per chi invece deve
proccio regalandogli un “Buono Regalo”,
ricevere regali e non vuole sorprese! Si
che dà la possibilità di acquistare un
stanno creando in Rete una serie di servioggetto particolare del valore indicato
zi che permettono di realizzare vere e proprie Wishlist, liste dei desideri che possono essere inviate ai nostri contatti tramite
e-mail oppure condividendole nei nostri
Social Network, come si può fare andando sul sito www.listadeidesideri.it. Altri
due siti per creare Wishlist su misura per
voi, e del tutto gratuitamente, sono
www.regalamiquesto.it ed www.lamiawishlist.com.
E se alla fine di tutto, la mattina di Natale
quando, scartando i regali ancora tutto
insonnoliti, ci accorgiamo che uno di essi
non ci è gradito, niente panico … c’è
Ebay!
Buon tecno-Natale a tutti!
Glossario di Informatika Moderna!!
Mini-spazio dedicato ai termini più in uso nel mondo
della Tecnologia e della Rete!
A cura di Patrizia Caprioli.
Browser: Un browser è un programma che fornisce uno strumento per navigare e interagire con i
contenuti che si trovano nel World Wide Web. Programmi del genere sono Internet Explorer,
Mozilla FireFox, Google Chrome.
Campo de’ fiori
15
Sentire bene fa bene alla famiglia e alla coppia
Stabilito che l’unica soluzione è l’apparecchio acustico, bisogna intervenire subito
per evitare l’istaurarsi di altre difficoltà
Scordatevi il parlare a tavola, perché chi
hi si ricorda di quei
non sente bene ha difficoltà a capire
tempi dove c’era il
quando ci sono più persone che parlano
piacere di conversainsieme o ci sono rumori di sottofondo, e
re in un salotto silenzioso
dimenticatevi anche di vedere un bel film
tra amici o in famiglia dove
nello stesso tempo, perché la necessità di
si ascoltava e si parlava
volumi di ascolto diversi rende praticauno per volta, dove non
mente il tutto impossibile.
del Dott.
c’era la televisione o una
In uno studio del “Hearing is Living” sulStefano
musica accesa in sottofonl’argomento, è stato dimostrato che tra le
do?
Tomassetti
persone con problemi di udito, chi utilizza
E dove sono quei bei
un apparecchio acustico conduce una vita
momenti tipici, propri delle famiglie italiadi coppia e di famiglia migliore, e di conne, in cui si raccontano i fatti accaduti
seguenza risultano più soddisfatte.
nella giornata e si scambiano consigli?
E quei bei momenti
Ecco alcuni dati imporOggi la televisione di
dove, alla fine di una
tanti da conoscere:
giornata, o durante
sottofondo è un intruso
- il 36% degli intervistaun weekend, ci si
continuo che occupa i
ti che usa l’apparecchio
ritrova a vedere un
acustico ha una vita
nostri
sensi,
sia
dell’udito
bel film insieme? Non
amorosa, più soddisfasono bei momenti?
che della vista, e non ci
cente, in quanto dice di
C
permette di concentrarci
stanno
In questi tempi, dove
su quello che ci
la comunicazione è
diventata sempre più
dicendo
veloce e frammentata, si sono un po’ perse queste piacevoli
abitudini.
Oggi la televisione di sottofondo è un
intruso continuo e con i suoi suoni e rumori, a volumi variabili, talvolta davvero fastidiosi, occupa i nostri sensi, sia dell’udito
che della vista, e non ci permette di concentrarci su quello che ci stanno dicendo
nostra moglie, marito, padre, madre o
figlio.
Quante volte abbiamo sentito queste frasi:
“Ma mi stai ascoltando?”, “Tu non mi capisci”, “Ne abbiamo già parlato”?
Queste situazioni accadono oggigiorno un
po’ a tutti e sono già causa di discussioni
più o meno frequenti, ma immaginiamo
cosa succede se poi una persona soffre
anche di problemi di udito, in questi casi
oltre alle discussioni, spesso si frappone
un muro fatto di silenzi, risentimenti, nervosismi ed incomprensioni.
sentire meglio;
- il 70% degli intervistati riporta un beneficio
generale nella relazione
di coppia, grazie al miglioramento delle
capacità uditive;
- l’81% dei partner delle persone con perdita uditiva, accetta o gradisce che il compagno usi l’apparecchio acustico;
- il 52% degli intervistati che usa l’apparecchio acustico, trova che sia facile fare
nuove conoscenze.
Una volta, però , che il problema di udito
non ha possibilità di guarigione, l’unica
soluzione è migliorare la situazione con
l’apparecchio acustico. Bisogna muoversi
presto perché con il tempo si istaurano
altre difficoltà , e intervenire dopo anni di
abbassamento di udito, come spesso accade, è assai più difficile e complicato.
Il consiglio quindi è di agire. Se avete problemi di udito, o un vostro famigliare,
amico, compagno ne è afflitto, aiutatelo a
provvedere: migliorerà la sua relazione
con voi e con tutti gli altri, rendendolo più
felice.
16
Campo de’ fiori
COSIMO E NICOLE
Genova, 2001 : un ragazzo italiano, Cosimo, ed una
ragazza francese, Nicole, si incontrano per caso durante
una carica di polizia al G8. E’ subito colpo di fulmine.
Dopo aver vagabondato l’Europa, decidono di ritornare
proprio a Genova. Iniziano a lavorare per un loro vecchio
amico, Paolo, che si occupa di montare palchi per i concerti. Quando un immigrato clandestino cade dal palco…
TITOLO: COSIMO E NICOLE
REGIA: Francesco Amato
INTERPRETI PRINCIPALI:
Riccardo Scamarcio ...
Cosimo
Clara Ponsot
...
Nicole
Paolo Sassanelli ...
Paolo
Souleymane Sow ...
Alioune
Giorgia Salari
...
Nadia
Andrea Bruschi ...
Chief Inspector
Jo Prestia
...
Jean
Thierno Thiam ...
Thierno
Angela Baraldi ...
Patty
Albert Jeunehomme ...
French Cop (as
Jeunehomme Albert)
Claude Lebas
...
Il giudice
ORIGINE: ITALIA
DISTRIBUZIONE: BOLERO FILM
DURATA: 101’
PREMIO L.A.R.A. A PAOLO SASSANELLI, PREMIO PROSPETTIVE ITALIA A FRANCESCO AMATO ALLA VII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL FILM DI
ROMA (2012.
Francesco Amato , 34-enne torinese, è enfant prodige del cinema italiano.
Nel 2001, con il corto di esordio, “Figlio di Penna”, prende il premio Fice a
“Visioni Italiane” a Venezia e sarà l’unico corto italiano presente al successivo Festival di Cannes, alla “Semaine de la Critique”. Ha poi conseguito l’invidiabile singolarità che il suo saggio di diploma al centro sperimentale di cineSOGGETTO: DRAMMATICO
matografia, “Ma che ci faccio qui”, del 2006, ha talmente impressionato da
essere distribuito nelle sale come un film vero e proprio. Incassando persino
VII EDIZIONE DEL FESTIVAL INTERNAZIONALE
una bellissima recensione positiva da parte del decano dei critici italiani, Gian
DEL FILM DI ROMA (2012) NELLA SEZIONE
Luigi Rondi. Questa sua opera seconda, “Cosimo e Nicole”, conferma la mae‘PROSPETTIVE ITALIA’.
stria del giovane autore. Che torna ancora a girare un road movie. Che questa volta è anche una tenera ed appassionata storia d’amore. Convincente. Garbato. Con alcune cose veramente belle.
Come la scena dell’ingresso dei due protagonisti nella comu- VALUTAZIONE SINTETICA (in decimi)
nità dei guineani, con il silenzio che cala. Ed il concerto di Leggenda: CAPOLAVORO**** quattro stelle: equivalente in decimi: 10
Marlene Kunz, uno dei simboli della musica indipendente del- DA NON PERDERE*** tre stelle: equivalente in decimi: 8
l’ultimo decennio, organizzato proprio per girare il film. DISCRETO** due stelle: equivalente in decimi: 6
EVITARE* una stella: equivalente in decimi: insufficiente: meno di 6
Notevole
a cura di
Catello Masullo
6.5/7
FRASI DAL CINEMA
“Io benedico questo palco nel nome del punk, del blues e del rock and roll!”. (Paolo Sassanelli)
“Abbiamo sempre avuto un rapporto assoluto , bello, chiuso : Cosimo e Nicole!”. (Clara Ponsot all’interrogatorio).
“Il problema di separarsi è come se ti portassero via un pezzo di te. Nella mia vita senza Nicole, quello che mi mancava di più, non
era Nicole, ma era quel pezzo di me!”. (Riccardo Scamarcio all’interrogatorio).
“E’ strano il mondo: abbiamo ucciso un uomo ed abbiamo guadagnato un lavoro, quando invece abbiamo cercato di salvarlo ci sbattono in galera!”. (Clara Ponsot all’interrogatorio).
Campo de’ fiori
17
“La pedofilia: come affrontarla”
Primo convegno internazionale organizzato dall’Associazione “Giovanna d’Arco”
A
rgomento scottante quello della
pedofilia, ma che è stato affrontato
con grande professionalità in occasione del Primo Covegno Internazionale
“La pedofilia: come affrontarla”, organizzato venerdì 16 novembre 2012, presso la
Sala
Conferenze
in
Montecitorio,
dall’Associazione “Giovanna d’Arco”, da
anni impegnata su questo fronte. L’evento
ha visto protagonisti personaggi di notevole spessore che, con le loro testimonianze,
hanno messo i presenti di fronte alla crudezza di questo fenomeno, e, con i loro
progetti, si stanno impegnando nella lotta
contro un crimine tanto aberrante. La
purezza di un bambino deve rimanere
tale!
Dopo l’uscita del numero di ottobre della
nostra rivista, sulla quale avevo avuto il
piacere di pubblicare la mia intervista alla
scrittrice Laura Scanu, autrice del libro
Prima che cali il silenzio, in cui si affronta
il problema attraverso gli occhi del pedofilo stesso, che consapevole del suo male
dal quale non riesce a liberarsi, giunge ad
una conclusione tragica, sono stata raggiunta in redazione dalla telefonata del
collega, seppur non posso paragonarmi al
suo livello, Franco Bucarelli, che avrò il
piacere di intervistare prossimamente.
Membro dell’associazione, dopo aver letto
l’articolo, esprime il desiderio di voler invitare la scrittrice all’evento e mi invita personalmente a partecipare.
Fin dalla mattinata si sono susseguiti inter-
venti di autorevoli personalità sia
del mondo ecclesiastico che laico,
introdotti
dal
moderatore
Franco Bucarelli,
appunto. Tra di
essi il Dott. Matco
Sanini, della Procura del Tribunale
di Torino, che ha
portato
come
esempio alcuni
paradossali casi di pedofilia, dove, in un certo
senso, le vittime sono
diventate addirittura carnefici; il Dott. Carmelo
Cantone, Provveditore
degli istituti di Pena della
Toscana, che ha illustrato il comportamento del
pedofilo carcerato, silenzioso ed appartato; il
Prof. Nino Marazzita,
avvocato penalista del
Foro di Roma, e, tra le
altre cose, presidente
onorario di un’altra
importante associazione
contro la pedofilia, “La
caramella buona” e molti
altri ancora. Anche Laura
Scanu ha potuto portare
la sua voce, non solo
presentando brevemente
il suo libro, ma cercando
di spiegare le motivazioni per le quali ha scelto
di provare ad indossare i
panni dell’”orco”. Ad
aprire e chiudere il convegno l’Avv. Maria Pia
Capozza, presidente dell’associazione organizzatrice, soddisfatta di questa prima esperienza.
Importante è prevenire attraverso l’informazione, ed ancor più importante è aiutare quei bambini che, nella loro ingenuità ,
si fanno oggetto inconsapevole di abusi
sessuali. Le conseguenze vere, le pagheranno soprattutto dopo, proprio quando,
ormai grandi, prenderanno conoscenza di
ciò che hanno subito.
Evitiamogli questo dolore!
Ermelinda Benedetti
Campo de’ fiori
18
Ecologia e Ambiente
“Il tempo del non tempo”
N
on c’è dubbio
situazioni di vita quotidiache viviamo il
na che sfuggono continostro tempo in
nuamente e non sono
maniera del tutto frepiù un’armonia con ciò
netica.
Stando alle
che li circonda.
previsioni dei Maya
Farò un esempio: per
sembrerebbe che il
anni abbiamo succhiato
cammino o percorso
alla Madre Terra intere
dell’ uomo che si svirisorse in
termini di
di Giovanni
luppa
e
muta
dentro
petrolio,
gas,
minerali e
Francola
un ciclo che inizia e
materia prima di ogni
che poi finisce, sia arrivato ad un punto
genere, inquinando inechiamato “Katun” (cioè gli ultimi venti
vitabilmente acqua, aria
anni) un tempo questo molto importante
e terra, per appagare la
in quanto considerato il tempo della connostra “voglia di proclusione di un “ciclo”, la fine di un’epoca.
gresso” e pur comprenIl “tempo del non tempo” lo consideravadendo del male inferto, si è
no i Maya, quello spazio crepuscolare in
continuato nella folle corsa allo scippo di
cui non è giorno e non è
queste risorse naturali,
Per appagare la
notte. Questo dovrebbe consenza porre alcun fine a
cludersi appunto il 21 dicemquesti scempi di civiltà .
nostra “voglia di
bre del 2012. Come ho già
Mi chiedo dove condurrà
progresso” e pur
scritto in un recente articolo,
questa nostra bramosia,
comprendendo del mi domando per quale
su questa data sembrerebbe
che sia stato detto di tutto e
ragione
si continua a
male inferto, si è
di più, chi sostiene scenari
mercificare e stuprare
continuato nella folle interi territori, disboscanapocalittici, chi non crede
corsa
allo scippo delle do immense aree, “polaffatto all’avvicinarsi di un
grande cambiamento per l’umoni naturali del nostro
risorse naturali!
manità , chi invece assume
pianeta”, senza minimaatteggiamenti di paura e apprensione, solo
mente arrestare tali azioni, quanto male ci
al pensiero che tale data sia così prossistiamo facendo? Basta vedere questi ultima. Ogni uno è libero di credere a ciò che
mi nubifragi per capire a che livello abbiavuole, certo è che il calendario dei Maya
mo ridotto i nostri territori. La continua
redatto da sacerdoti in veste di scienziati,
disapprovazione e resistenza da parte di
filosofi e astronomi, è talmente preciso,
persone o associazioni che operano localche l’eclissi solare dell’11 agosto 1999 si è
mente o in larga scala, non è sufficiente a
verificata con 33 secondi di ritardo rispetfare da massa critica al grande strapotere
to al tempo previsto dai Maya, considedelle lobby, che con i loro enormi capitali
rando che questa previsione sia stata fatta
si possono permettere qualsiasi propaintorno al 3000 a.C, lascia davvero un
ganda a loro favore, al fine di continuare
grande stupore.
indisturbati nei loro piani.
Ma non è mia intenzione fare una compleCosì intere popolazioni, anche maggiorita analisi su questa profezia, ma resta il
tarie e contrarie a tali scelte, subiscono
fatto che molti scenari forniti sono molto
ogni conseguenza, “carestie, alluvioni, sicsimili o premonitori con tutto ciò che
cità , ecc.”, come se un destino sia già
avviene nei nostri giorni, un insieme di
scritto, come se il processo di accanimen-
to, impoverimento e inquinamento debba
necessariamente continuare per la sua
assurda corsa. Per arrivare a quale conclusione?
Per mettere fine a tutto questo, occorre
che l’ uomo rivoluzioni se stesso, il proprio
pensiero, raccordarsi di nuovo al quel
ritmo cosmico per poi acquisire una nuova
coscienza individuale e collettiva.
E forse in questo che i Maya avevano previsto che il nostro attuale ciclo in corso,
che ha avuto inizio il 6 settembre del 3114
avanti Cristo sarebbe arrivato al termine,
iniziando appunto il nuovo ciclo, una
nuova Era. Su questi problemi l’uomo si
interroga, si pone domande ma poi si colloca come unico interlocutore di tutto l’insieme, al centro dell’universo, senza pensare che è soltanto una minima parte del
Creato, una piccola cosa fragile e complessa che è si in grado di modificare a
proprio piacimento materia e pensiero, ma
alla fine ne rimarrà vittima e corresponsabile del proprio destino. Ebbene, fino a
quando l’umanità potrà continuare e resistere a questi eventi contrari e destabilizzanti? “Il tempo del non tempo” è solo un
segno, un appuntamento forse che ci darà
una nuova dimensione e prospettiva per il
futuro che verrà .
20
Campo de’ fiori
STATO VINCE, GESTORE PERDE ...
FATE IL VOSTRO GIOCO.
Scontrino fiscale o Lotteria del resto?
M
eno di un anno
fa è stata stilata
dall’attuale
governo Monti una
maximanovra definita
Salva-Italia in cui sono
stati chiesti, attraverso i
lacrimoni di qualche
di
Ministro, dei grossi
Giuseppe Ferone sacrifici ai cittadini italiani. Sacrifici enormi, che
significano aumento dell’iva e reintroduzione dell’imposta sulla prima casa (Imu).
Forse l’Italia a causa di questa manovra
riuscirà negli anni a risanare il deficit.
Questo sì.
Ma il cittadino cosa guadagna? Quale sarà
la sua ricompensa?
È questa qua: lo Stato offre al cittadino
nuovi sistemi di investimento. Un investimento che il cittadino può fare “divertendosi”. Attraverso il gioco, che d’azzardo
sembra non essere più. La “Lotteria del
resto”, infatti, è una nuova trovata ludica
che permetterà al giocatore di scommettere anche nelle casse dei supermercati. Il
meccanismo consiste nel far scegliere al
cliente se tenere il resto della spesa oppure di convertirlo in uno scontrino che varrà
come ricevuta di partecipazione alla lotteria, la quale permetterà al giocatore-cliente di vincere fino a migliaia di euro. Ma il
grande boom dello Stato, oltre al guadagno ricavato dai numerosi tipi di gioco,
resta il monopolio delle slot machines. Le
cosiddette “macchinette”, presenti ormai
in ogni bar o sala-giochi. Questi diabolici
marchingegni sono capaci di rovinare intere famiglie. Ma come di preciso?
Campo de’ fiori è andato ad ascoltare
diverse parti: un tecnico che programmava e riparava i vecchi videopoker ed un ex
gestore di circoli ludici che è stato costretto, a causa della normativa statale, a chiudere la sua attività . Un tempo, infatti, le
slot machines legali in Italia pagavano
quanto stabilito dal gestore della sala da
giochi senza leggi precise. Da qualche
anno a questa parte sono state invece attivate delle regole piuttosto ferree
dell’AAMS ed è nato il gioco “sicuro”.
Stiamo parlando di una formula che tiene
conto delle esigenze di tutti e riesce a suddividere in maniera “equilibrata” il denaro
tra i giocatori, il casino online e lo stato.
Ma è davvero una maniera equilibrata?
Ascoltando le diverse parti sembrerebbe
proprio di no.
percentuali fisse di vincita. Questo è vero.
La cosa di cui però non ha tenuto conto,
o forse non ha voluto farlo, è che il giocatore continuerà sempre ad inserire soldi.
Anche vincendo più spesso. Per evitare il
problema del gioco eccessivo l’unica soluzione è solo quella di togliere le videoslot
definitivamente”.
Un ex tecnico di macchinette videopoker ci
ha svelato il segreto che ha intuito lo
Stato. Il motivo per cui, pur legalizzando e
controllando il gioco, non si è riusciti a
porre fine ai numerosi casi di famiglie
cadute in rovina e giocatori che finiti per
strada.
Signor Roberto, lei è stato un tecnico
esperto di “macchinette” ai tempi dei
famosi videopoker, quando non era
lo Stato a controllarne il monopolio
ma i gestori dei bar e delle sale-giochi. Cosa è cambiato da allora? “Lo
Stato capì che il cosiddetto monopolio
delle macchinette era davvero importante.
I videopoker di allora potevano essere
tarati con delle percentuali di vincita. Ho
visto alcuni gestori disonesti che taravano
le macchine anche al di sotto del 50% di
vincita, cosicchè il giocatore inseriva una
gran quantità di denaro senza vincere
mai. Lo Stato, invece, ha impostato delle
Il signor Remo Grassetti ci ha raccontato
invece la sua esperienza. Da storico gestore di circoli e salette ludiche in diverse borgate romane è stato costretto, dopo moltissimi anni, a chiudere la sua attività e la
sua passione per via delle nuove normative statali che lo hanno messo in condizione di non poter più continuare la sua attività economica.
Signor Remo, per quanto tempo ha
gestito la sua saletta ludica?
“L’ultima che ho avuto qui in questo quartiere l’ho tenuta per undici anni. Ma già
due anni prima sono stato nell’ambito di
circoli e sale-giochi”.
Gli affari della sua attività andavano
bene o c’erano delle difficoltà da
subito?
“Difficoltà da subito ci sono sempre state.
O lavoravi in un certo modo, oppure se
cercavi di accostarti alle direttive dello
Stato in tema di videoslot e videopoker,
ossia mettendo le macchinette in regola,
non potevi assolutamente andare avanti
poiché il guadagno era molto scarso”.
Il guadagno principale dell’attività ,
però , proveniva proprio dalle macchinette?
“Certamente si. I videopoker prima, e le
slot machines negli ultimi anni, erano la
fonte principale del guadagno dell’attività ”.
Com’è cambiata, nel corso degli anni,
la legge statale che oggi controlla
totalmente il gioco?
“E’ cambiata sicuramente in peggio per noi
gestori. Lo Stato ha iniziato a scoprire la
presenza di bische clandestine e macchinette taroccate e, monopolizzandolo, ha
cercato di “aggiustare il tiro” delle videomacchine. Pensi che una volta c’era addi-
Campo de’ fiori
rittura un telecomandino che permetteva
di cambiare la percentuale di vincita da
lontano mentre il cliente stava ancora giocando. Più di dieci anni fa lo Stato affermò che le vincite potevano avvenire soltanto in consumazioni, giocattoli, gadget o
prodotti gastronomici. Le vincite infatti
uscivano dalle macchinette sotto forma di
ticket che il cliente poteva poi cambiare
alla cassa scambiandoli con alcuni prodotti. Questo non è mai successo. Infatti, a
meno che non c’era un agente incaricato
di fare controlli al momento della vincita, i
ticket venivano scambiati sempre in denaro. Negli anni poi, il guadagno proveniente dalle videomacchine ha iniziato ad
aumentare a dismisura tanto che nel giro
di tale attività sono cominciati a subentrare cosche mafiose e criminali, italiani e
cinesi”.
Anche le videomacchine cambiavano?
“Certo. Andando avanti negli anni uscivano sempre nuove macchine e il giocatore
pretendeva di giocare solo nelle macchine
di ultima generazione. Ed aveva ragione.
Le vecchie videomacchine infatti non potevano pagare più di una certa somma di
denaro, mentre in quelle di ultimo tipo che
sono cominciate a circolare dieci anni fa
potevano pagare anche fino a 500 euro”.
E sono cambiati, con le macchinette,
anche i sistemi di controllo statali?
“Già . Con la nuova normativa, infatti, il
gestore è obbligato a tenere le slot di ultima generazione per non incorrere nel controllo della Guardia di Finanza che, attra-
verso uno strumento applicato direttamente sulle videomacchine, controlla in tempo
reale lo sviluppo del gioco, anche quando
la macchinetta è ferma o è guasta. Il
gestore è stato quindi obbligato a mettersi in regola. Ed il nostro guadagno è scemato mostruosamente. Tuttavia, posso
confermare, che nonostante la nuova normativa e i moderni sistemi di controllo, ci
sono migliaia e migliaia di videomacchinette che non sono sotto controllo. E neanche
la Guardia di Finanza è in grado di rilevarlo per diversi motivi. Il primo di questi è la
mancanza di personale. Il secondo motivo
sono sicuramente le talpe interne”.
Questo, dunque, è il principale motivo per cui lei, come molti altri gestori, sono stati costretti a porre fine
alla propria attività e passione?
“Io in particolare sono stato costretto a
lasciare proprio per questi motivi. Sono un
vecchio gestore che è rimasto attaccato
all’orgoglio dei suoi vecchi
principi ed ho preferito non
comprare le nuove videomacchine di ultima generazione.
Ma il mio guadagno, con il tipo
di macchinette del vecchio
stampo, e la nuova normativa
dello Stato, era diventato
quasi nullo, anche se avessi
deciso tenerle non in regola. Il
giocatore moderno conosce
tutte le macchinette. Quelle
più generose, quelle più divertenti e quelle che invece non
pagano abbastanza”.
21
Quindi per guadagnare oggi, attraverso la gestione di videomacchine,
basta possedere delle videoslot di
ultima generazione?
“Assolutamente no. Anche avendo gli ultimi prodotti del mercato in campo di
videoslot, un gestore è costretto a tenere
le sue videomacchine non in regola per
guadagnare qualcosa. Tenere le videoslot
in regola significa infatti che devono offrire una restituzione pari al 75% delle puntate in vincita, mentre il restante 25%
viene diviso tra il gestore e lo Stato. Il
12% di guadagno, dunque, va diviso tra il
gestore della sala-giochi e il proprietario
delle slot. Alla fine, facendo i calcoli, si
incassava circa il 6%. Per guadagnare 60
euro, quindi, si dovevano incassare 1000
euro. E siccome oggi non si lavora neanche più come si lavorava una volta, sono
stato costretto a porre fine alla mia attività di gestore”.
Campo de’ fiori
22
Ancora sul senso dell’essere
Questa filosofia ha il compito di portare alla luce ciò che altrimenti
rimarrebbe nascosto, ossia la verità.
N
el nostro tempo
è passata l’idea
che la metafisica
è finita, che abbia cioè
terminato il suo compito. E con essa la filosofia. Tant’è che ce ne
siamo occupati e continuiamo ad occuparci
del Prof.
della cosa dal momenMassimo
to che siamo i fautori
Marsicola
di una ripartenza su
basi nuove della filosofia dopo che questa
è scaduta, proprio a causa della presunta
sua consunzione, nella mera opinione.
Abbiamo scoperto, leggendo e rileggendo
i testi di autori che, forse frettolosamente,
o forse ansiosi anch’essi di proclamare la
fine di qualcosa, si sono allineati su questo
fronte. Una lettura più attenta di
Heidegger, per esempio, suggerisce di
prendere in considerazione una significativa novità . In Tempo ed essere
(Micromegas, 1988, p. 88) si legge: “la
storia dell’essere è finita” nel senso,
beninteso che il pensiero stando: “in e
davanti a Quello, che ha destinato le diverse figure epocali dell’essere” sta in e
davanti a Quello che “di per sè non è storico, meglio: non sottostà al destino”. Che
tradotto significa: “la manifestazione dell’essere, avvenuta nel corso della storia
attraverso le figure che esso stesso ha
prodotto, è giunta al termine giacchè ,
adesso, si sente il bisogno della manifestazione non tanto di “una delle sue figure”, quanto del luogo originario dal quale
scaturiscono:
dall’essere
stesso.
Insomma: nel nostro tempo si sente il
bisogno della manifestazione dell’essere
nella sua originarietà e pienezza. Che fuor
di metafora significa: “si sente un gran
bisogno di sapere come davvero stanno le
cose”. C’è un bisogno di verità . C’è bisogno di ordine. C’è bisogno, dunque, di filosofia. La storia della metafisica non è
giunta a compimento. L’attuale tappa chiede l’originale, non la copia, l’origine, non il
prodotto, la sostanza, non la funzione. E si
può ben dire che, poichè il luogo della
manifestazione dell’essere, quanto al
significato, è lo spirito umano, ciascuno
può deliberatamente orientarsi verso di
esso facendo spazio al silenzio che custodisce la parola, preliminare, necessario
passo per poterla ascoltare.
Alcuni, tra gli snob del pensiero, hanno
tentato di scrivere una pagina di filosofia
riguardante il nulla. Si, perchè essendo
conclusa la metafisica, si sono detti, poichè l’essere rimane muto, nascosto, obliato, meglio rivolgersi al nulla. Il problema è
che coloro che hanno tentato questa via
hanno scritto una pagina di non filosofia. Il
loro tentativo può persino apparire elegante, chic, persino di moda, ma di sicuro
è un panegirico che non serve a niente;
non serve cioè , neppure il niente. Filosofia
dell’essere, dunque? E quale altra filosofia
si potrebbe scrivere? La filosofia è dell’essere in quanto da esso deriva, di esso è
manifestazione, ad esso conduce. Dire
“filosofia dell’essere” non significa aggettivarla, come ad esempio si farebbe se uno
dicesse “filosofia politica”, “filosofia del
diritto”, “filosofia della scienza”, ecc. Dire
“filosofia dell’essere” equivale ad indicare
la natura stessa della filosofia nella sua origine, nella sua esposizione e nella sua
finalità e conclusione. Conclusione che si
avvicenda di tempo in tempo, di epoca in
epoca giacchè la filosofia dell’essere ha il
compito di portare alla luce ciò che altrimenti rimarrebbe nascosto, ossia la verità .
E, come tutti possono comprendere, da
Pareyson in poi, essendo la verità “inesauribile”, la filosofia ha bisogno del tempo
per portare alla luce le essenziali verità . Si
capisce allora che le varie filosofie, sono,
per così dire sottoprodotti di un’unica filosofia, e tutte concorrono al disvelamento e
all’affermazione della verità . Ma indugiare
in una di esse, assumerne la prospettiva,
sarebbe cadere nel relativismo, nell’assolutizzazione del particolare.
Campo de’ fiori
25
Come eravamo
Turiddo Madami... questo sconosciuto
La speranza di tornare a casa per Natale… l’ultimo
A
Turiddo avevano
promesso
una
licenza per quel
Natale del 1942, erano
mesi che aspettava, ed
in ogni sua lettera quel
desiderio era sempre
più vivo.
Diceva di godere ottima salute, i disagi ed il
di Alessandro Soli
freddo non lo impaurivano, consapevole dei
cambi che venivano effettuati, la sua era
più che una speranza. Sentite cosa scrive
al fratello Primo militare a Perugia:
fronte russo 4-12-42 Carissimo fratello ancora mi trovo qua ma giorno per giorno si
aspetta il cambio. Ma stai tranquillo che presto ci vediamo. Io sto molto bene, ma incomincia a fare molto freddo e molta neve. Ma io a questo poco ci penso, perché , fra pochi
giorni venco in Italia. Tu non scrivermi più. Te farò sapere le mie, e poi quando piglierò il treno te lo faccio sapere. Un forte abbraccio a tanti baci Turiddo.
Lo stesso giorno Turiddo scrive anche alla sorella Teresa: Cara sorella giorno per
giorno si aspetta per partire, molti sono già partiti e noi aspettiamo il cambio. Fatevi
coraggio che io sto molto bene. Sandra cara (la nipotina che aveva cinque anni) zio te
manna tanti bacetti, e poi presto venco e te porto tanta roba. Saluti a Arnoldo baci a
Sandra tanti a te tuo fratello Turiddo.
Ma i giorni passavano ed allora Turiddo
scriveva ancora a Teresa rivolgendosi alla
nipotina Sandra di cinque anni, che amava
tanto:
Sandra bella ai ragione di dire a nonno, che zi Turiddo dice
che viene e poi non viene mai. Ma stai tranquilla che zio presto viene e te porta tanta
roba. Cara sorella, dico che venco perché è una cosa sicura, si aspetta giorno per giorno
che viene il nostro cambio. Molti già sono partiti e presto partiremo anche noi. Il fatto
è che voi non state in pensiero, perché io sto bene. Saluti alli vicini di casa saluti a
Arnoldo, baci a te Turiddo. Quanto che parto da qua ve lo faccio sapere, state tranquilli, baci Turiddo.
fronte russo 10-12-42:
Natale si avvicinava e Turiddo si aggrappava alla speranza di ricevere da casa almeno un ultimo pacco prima delle feste. Era
abituato infatti a ricevere dall’Italia i pacchi che venivano inviati al fronte dai
parenti, perché , strano a dirsi, quel servizio funzionava, e lui, come gli altri commilitoni, avrebbe potuto godersi le piccole
richieste fatte per posta.
Carissimi genitori vengo di nuovo a farvi sapere mie notizie.
Sono ottime, la mia salute è ottimavi prego a voi tutti di famiglia di non stare in pensiero e di trascorrere le S. Feste tranquilli. Non ò ancora ricevuto il 4° pacco che mi
avete spedito dove dite che ci sono parecchie sigarette. Ma spero al più presto di riceverlo. Buon Natale a tutti un forte abbraccio e tanti baci vostro figlio Turiddo. Tanti bacetti a Sandra.
Fronte russo 19-12-42:
In partenza per il Distretto sul Treno Roma
Nord. Turiddo sul finestrino (primo da sx)
Cartolina del 04.12.1942 inviata da Turiddo al fratello
Vi sarete accorti che Turiddo in ogni sua
lettera rimarca il fatto di godere ottima
salute, e se pensiamo che la sua breve vita
venne stroncata dall’epidemia di tifo
petecchiale, contratto nei mesi di prigio-
Cartolina del 10.12.1942 inviata da Turiddo alla sorella
nia, ci rendiamo conto dell’ironia della
sorte toccata a questo nostro concittadino.
Lui, che amava Civita, i parenti, gli amici, i
vicini di casa, lui che non vedeva l’ora di
tornare e stringere a sé la piccola nipotina
Sandra, alla quale avrebbe portato “Tanta
roba”.
(continua)
26
Campo de’ fiori
La malasanità
Di chi sono le colpe?
Q
uesta volta parleremo
della
colpa professionale nei medici ed
ormai anche del personoale
esercente
professione sanitaria
in toto.
L’andazzo con cui
del Dott. Sergio
queste figure sono
Funicello
bersagliate da denunSpec. Medicina
ce,
comunemente
legale e delle
prive di fondamenta,
assicurazioni
ha una valenza negaSpec Chiururgia
tiva abnorme per la
d’urgenza e di P S società sia in termini
di COSTI, d’IMMAGINE ALL’ESTERO sia di
QUALITA’ DELLE CURE.
Ciò non porta ad una reale visione del
problema da parte di cittadini, che vanno
avanti “ a provarci” supportati anche da
strutture senza scrupoli che fanno vedere
loro il miraggio di un facile guadagno.
Se vi fosse certezza di una valutazione
equa , manca anche questa a dire il vero,
tante illusioni crollerebbero.
Vi è poi un altro aspetto partigiano, senza
fondamenta, legato sia pur a sporadici casi
nel “voler aiutare “ a tutti i costi anche
davanti
ad
evidenti
errori.
Quest’atteggiamento, certamente positivo
per il medico inquisito, sarà negativo per
la parte lesa e la società tutta, medici
compresi, divenendo un motivo di “scontro” tra utenza ed i sanitari.
Un giusto risarcimento fa notizia per poco
tempo e per raggi geografici limitati, un’ingiustizia travalica i confini provinciali e
regionali e da’ false etichette all’intera
categoria. Una giusta condanna nei pochi
casi di reale malpractice convincerebbe
coloro che, in mala o buona fede, ritengono di aver subito un torto a valutare
meglio il caso nella loro eventuale pochezza, perché ricrebbero come giusta la
marea di assoluzioni legate ad un oceano
di denunce fasulle. Posso dire di aver
accettato, nella carriera, solo il 4% dei casi
giunti alla mia osservazione. Esiste, poi,
una differenza tra malpractice e mala sani-
tà . Quest’ultima non è legata quasi mai al
medico o ad altri esercenti la professione
sanitaria (biologi, farmacisti, infermieri
professionali, tecnici nelle varie branche,
ostetriche, capisala in genere ecc.).
Spessissimo però , devo aggiungere, l’utente è innervosito da atteggiamenti di
“sufficienza” del professionista.
Porto un esempio accaduto da poco.
Una signora in un ambulatorio specialistico universitario, si è lamentata, ero presente, di aver atteso oltre 4 ore per essere visitata e lo ha fatto, alle 18.30, con
signorilità ed in maniera sussurrata.Un
medico ha ascoltato rispondendo “che
dovrei dire io che sono qui dalle 7 di questa mattina?” e, sempre in maniera sussurrata, l’utente ha controbattuto “ è il suo
lavoro dottore” e la cosa è finita lì .
Ora vi chiedo se quel sanitario avesse, nel
prosieguo, commesso un sia pur minimo
errore o presunto tale e la signora fosse
stata un po’ più “sanguigna” di quella in
oggetto, quanto sarebbero aumentate le
possibilità di una denuncia per pura ripicca?
Verosimilmente tutto sarebbe finito in un
“nulla di fatto”, ma intanto avrebbe avuto
un costo per gli attori e per la comunità .
Non possiamo, però , trascurare i media,
che adorano individuare nel medico “il
mostro da sbattere in prima pagina”.
Una recente trasmissione condotta dalla
signora Lorella Cuccarini ha riportato come
malpractice una decisione di una commissione invalidi civili con dovizia di stupidaggini tecniche, d’inesattezze e con qualche
verità . L’applauso che seguiva ad ogni
attacco, spesso assolutamente fuori d’ogni
realtà da parte del pubblico dimostrava
come lo stesso fosse condizionabile ed
idem i mugugni quando ad intervenire era
un medico in difesa dei colleghi.
Esistono poi avvocati o medici legali, questi ultimi spesso solo sedicenti tali, che
avendone un tornaconto economico,
vanno ben poco “per il sottile”.
Vi porto un esempio che mi riguarda.
Anni fa fui denunciato perché avevo
accompagnato una mia collaboratrice ine-
sperta a fare una visita
fiscale. L’accusa , ovviamente
caduta immediatamente, fu d’avere trasformato una visita normale in collegiale.
Visto il livello culturale specifico del denunciante è facile immaginare chi abbia ventilato la possibilità di un guadagno a questa persona?
Certo ho anche sentito consulenti d’ufficio
affermare, anzi giurare, cose indegne della
medicina e che sarebbero dovuto apparire
lapalissiane anche a chi medico non era e
che, invece, hanno portato all’assoluzione.
Sono convinto che il medico debba essere
anche utente sia nel valutare il comportamento rispettando certamente , ma anche
pretendendo rispetto. Esiste, a mio avviso,
una sorta, anch’essa raro, di comportamento dell’utenza che potremmo definire
malpractice dal cittadino verso il medico.
La mala sanità , al contrario, è legata a
strutture fatiscenti e a mancanza spesso di
un buon risk management che altro non è
che valutare le zone e le situazioni a
rischio e comportarsi ,se non per annullarle (sarebbe un’illusione), almeno per ridurle al minimo possibile. La malasanità prevede figure professionali che dovrebbero
permettere ai professionisti della salute di
lavorare in relax. Sarà dunque l’ingegnere
ed il tecnico in genere che dovranno
garantire l’uso corretto dei conduttori dei
gas, ad esempio, in sala operatoria e ,
nella disgraziata ipotesi un gas fosse incanalato in altra conduttura non sarà il
medico, nello specifico l’anestesista , fruitore di un servizio,ma colui che questa
condizione ha creato o nell’impostare la
tubatura o nell’uso della stessa. Tutto,
Campo de’ fiori
ovviamente, escludendo ogni ragionevole
dubbio nel professionista.
Un farmaco giunto in corsia con nome sbagliato e,ne consegue, capace di arrecare
lesioni o morte in un paziente avrà il colpevole nella filiera che dalla farmacia ha
portato alla somministrazione ovvero dal
farmacista a colui che materialmente lo ha
consegnato o inoculato e non nel medico
e, men che meno, nell’ultimo somministratore tranne che, per quest’ultimo e nelle
varie figure, non vi fossero eclatanti differenze che avrebbero dovuto insospettirlo.
Certamente il rifiuto di visita ,la sufficienza
nella stessa, la supponenza ,l’anteporre
altro al proprio dovere sarà colpa del
medico o del professionista operante in
prima persona. Teniamo presente che “la
vita è una malattia grave che conduce a
morte” e che non possiamo trovare colpe
ogni volta essa abbia a raggiungere il
capolinea.
Per
due
medici
mascalzoni,ignoranti o supponenti o tutti e
tre gli aspetti, ne esistono almeno 2.000
dediti al loro lavoro con abnegazione.
Evitiamo, signori utenti, di non distinguerli facendo di tutta l’erba uno sciocco fascio.
“Del senno del poi son piene le fosse” e se
non si capisce questo si rischiano spese
giudiziarie inutili.
Ricordiamo anche che questa “denuncia
facile”ha portato alla medicina difensivistica che invita il medico a crearsi, con esami
diagnostici al limite dell’utilità ed anche
oltre, una corazza di inattaccabilità assolu-
27
ta con spese e danni enormi per tutti comprendendo nei danni anche i tempi di attesa abnormi nei P.S. Deve esserci colpa nell’operato del medico e questa è presente
per l’inosservanza di quelle regole di condotta che hanno la finalità di prevenire il
rischio, e dalla prevedibilità , non adottando tali misure, ed evitabilità , adottandole,
dell’evento lesivo. Le ipotesi di responsabilità colposa, inoltre, possono derivare o
dalla inosservanza di leggi, regolamenti,
ordini, discipline che, mirano ad impedire
o prevenire una lesività e da imprudenza,
negligenza, imperizia. Avremo IMPRUDENZA quando il medico , oggi vale
anche per altre figure professionali, dovesse agire con avventatezza, con eccessiva
precipitazione, con ingiustificata fretta,
senza adottare le cautele indicate dalla
comune esperienza o dai protocolli scientifici. Si dovrà , dunque, essere prudenti
ovvero capaci i prevedere i possibili effetti
collaterali negativi (le complicazioni dannose) e di prevedere, sapendo ovviare le
possibili evoluzioni della situazione morbosa.
Altro punto base è la NEGLIGENZA la
differenza tra imprudenza e negligenza
consiste nel fatto che la prima è una fare
(commettere detto atteggiamento commissivo) oltre alle regole fondamentali che
la comune esperienza consiglia per tutelare la salute del paziente, la seconda, omissiva (atteggiamento omissivo) nel senso di
non fare ciò che la scienza medica consi-
glia come quello che va posto in essere
per controbattere una situazione di pericolo per la salute.
IMPERIZIA è legata al NON SAPER FARE
cose che si dovrebbero conoscere .
Ovviamente i titoli professionali e la cultura medica saranno direttamente proporzionali alle aspettative che si possono stimare da quel professionista.
Altro punto, come suaccennato, è
l’INOSSERVANZA DI LEGGI E REGOLAMENTI il cui significato è facilmente
intuibile.
Quando attaccate il vostro medico fatelo,se proprio volete, purchè siate convinti
dentro di voi che egli abbia sbagliato arrecandovi un grosso danno, ma esimetevi se
a farvi ragionare sarà solo il vostro cervello perché legato ad una , assolutamente
improbabile, speranza di risarcimento.
Questo , ripeto, per due motivi uno etico
perché sarebbe un atteggiamento mascalzonesco. L’altra pratica perché la tasca ,
con ogni probabilità , ne uscirà alleggerita
e non appesantita anche laddove vi dovessero promettere zero spese.
So che in molti penserete che io da medico scriva per i medici, ma …non è così .
A voi crederci o meno a me… la mia
coscienza di persona culturalmente onesta
un po’ meno, alla pari o un po’ più di voi
come accade sempre tra la gente
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Campo de’ fiori
28
Associazione Artistica Ivna
LA SOSPENSIONE DELLE FORME NEI DIPINTI DI MIRNA BISULLI,
GUERRIERA DI LUCE E DI PACE ATTRAVERSO I COLORI DELL’ENERGIA INTERIORE.
A
bbiamo conosciuto
Mirna
Bisulli,
Romagnola
doc,
dalla calda e affascinante
creatività atta a distinguere il bene dal male
come privilegio, come
grazia, un vero e proprio
della Prof.ssa
Maria Cristina dono ricevuto dall’Alto,
richiesto, urlato, cercato,
Bigarelli
accolto con tutto il suo
essere. Ecco come ci
appare Mirna , l’Artista dalle movenze
idealizzate e dalle idee concretizzate che
s’intersecano in un vissuto artistico che
diventa approccio all’Altro e all’Alto.
Ascoltare se stessa e la realtà , interpretarla per poi riprodurla, cambiando alcuni elementi, ponendoli in modo del tutto particolare, giocando oltre la fantasia, creando
maggiore suggestione, provando emozioni
vere e concrete del trascendente, dell’energia che, silenziosa, va e alimenta la
nostra psiche e il nostro spirito.
Un impulso visibile esterno che stimola,
un’ immagine che, accuratamente studiata, ci trasporta il più possibile alla realtà
strutturata in modo cromaticamente trasparente, facendo risaltare le forme e, con
essa, la trama vissuta
dell’esistenza, scivolando, senza cadere in
cerchi o fasci grinzosi
ma brillanti, tendenti
alla luce emergente da
fonte sicuramente più
scura della meta alla
quale gli animi anelano, come attratti da un
magnetismo sconcertante e rilasciati da
uno slancio energizzante, benefico e filantropo. L’operosità del
pennello di Mirna
Bisulli non termina con
il tocco, con il tratto,
ma va energicamente a muovere le forme
in una vitalità tendente al rinnovamento
dinamico della realtà . Le immagini dipinte
non perdono né volume, né peso, né
forme, né tanto meno la consistenza o l’identità . Tutto è riconoscibile, tutto è
identificabile nelle composizioni di amore,
di comunione, di pace, di emozioni e di
kryon, di elementi intimi e profondi, di
stati interiori ingranditi, di strumenti visibili… che per Mirna hanno un linguaggio
decifrabile nel contesto
cromatico naturale che
appartiene loro e che
convenzionalmente è
stato loro attribuito,
quello dei gialli, degli
ori, tipici della Luce.
Questo è il modo di
interpretare la natura
umana più silenziosa,
più nascosta che Mirna
cerca, scova, scopre e
vive: altro non è che
una natura viva, frutto
del mondo del colore
come
Energia
e
Guarigione. In questo la
Bisulli si ispira alla for-
mazione della scuola di Filosofia
Acquariana di Baba Bedy, che ha fortemente contribuito a fare di Mirna Bisulli la
pittrice contemporanea dalla sviluppatissima sensibilità atta a cogliere le circostanze e percepire oltre l’immanente.
Abbiamo, sì , conosciuto Mirna, una donna
dal nome singolare, profetico per la sua
missione di Artista, come lei sente; Mirna
nome di origine egiziana, Mrjt, che significa Amata… e da Amata attraversa differenti gradi del sentire e far sentire Amore,
tanto che in una sua opera in olio su tela
lei percepisce la voce “Io sono Amore”.
Un’Artista dall’animo creativo a 360° per
365 giorni l’anno, senza accusare stanchezza nell’essere donna né tanto meno
artista: una vera e propria Guerriera di
Luce, di Pace, una Putesse che si contrappone al mondo attuale materialista e spregiudicato…una donna di potere che ama e
vuol trasmettere amore, emozione! Dopo
sedici anni all’Accademia Romagnola di
Cesena, allena la mano, realizzando icone
sacre nell’approfondimento del figurativo e
di quel periodo appartiene “La Figlia di
Giairo”, che dal bianco e nero di Dore, l’artista ha voluto dare il colore in un gioco di
Campo de’ fiori
equilibri cromatici ben forniti; ha dipinto
un illuminato indiano, Yogananda, dagli
occhi particolarmente trasparenti. Fin da
quel periodo Mirna sente la “forza”; infatti, per esempio, nel concentrarsi sulla
“Pietà ” di Giotto, riesce a entrare in contatto con l’energia della stessa, quando
rifà il viso del Cristo o la veste della
Madonna, e sembra quasi incontrare quelle specifiche energie spirituali, che la arricchiscono, la elevano e la fanno stare bene.
Avverte il bisogno di esprimere l’immediatezza del suo sentire, così incomincia a
dipingere andando verso la MEDITAZIONE: lei stessa ci dice che “conoscendo
Baba Bady, ha cominciato a comprendere
cosa voleva significare interiorizzare, trovarsi nel silenzio.” NEL PASSAGGIO TRA IL
FIGURATIVO e lo stile meditativo c’è stato
un evolversi delle tecniche, dell’uso del
colore, prediligendo essenzialmente un
colore a olio molto brillante. Le sue opere
hanno bisogno di luce, ne è un esempio
“Io ti amo tanto così ” che ha dedicato al
Divino, al quale si è affidata, tanto che da
allora per lei dipingere significa portare
serenità , sorriso e luce. Attraverso le tecniche che Baba le aveva insegnato, Mirna
Bisulli ha la chiara percezione, interiorizzandoli, dei colori che materialmente non
sono realizzabili, perché si tratta di colori
di energie interiori, brillanti e caldi che
ognuno può vedere, anche se difficili da
riportare su tela. La tecnica che predilige,
quella della luce, sarà la chiave che le
aprirà la porta del mondo cromatico
lucente e splendente; da quel momento in
poi le tecniche saranno utilizzate da Mirna
con grande maestria attraverso il cuore,
assemblando magistralmente i colori. In
questo desiderio di rendere il mondo più
luminoso, colmo di pace e di amore,
l’Artista fa di se stessa il quadro più bello
per poi, con pennellate docili ma decise,
riprodurre quello stato sommerso nel
quale e per il quale si mette in ascolto,
riuscendo a percepire il messaggio della
realtà e delle persone a lei vicine. Nel quadro “Io sono amore” chiunque sia quel
bambino, qualunque razza rappresenti o
colore della pelle, il bambino nasce puro
ed è amore e quindi questo è per lei il
messaggio centrale. Tutti i bambini possono essere accolti e affidati, considerandoli un dono: soltanto così potremo credere e affermare che potranno avere fede,
fiducia in loro stessi, nel Divino, ritrovando
forza interiore che dice “Io sono”.
Una donna, una pittrice che vive dal ’90
un’esperienza artistica, psichicamente
coinvolgente, fatta di rilassamento, di
silenzio perché conscia che l’Arte nasce
dal silenzio e in esso
termina. Chi contempla l’Opera medita,
chi crea nella meditazione è volto all’ascolto interiore, chiedendo “concetti”, che
travalicano la mente
per approdare al concetto di rilassamento
attivo e vivace dal
quale Mirna riceve
Emozioni. La filosofia
di Baba Bedy, che
Mirna conosce personalmente, rende i
soggetti e i colori
delle sue opere, spe-
29
ciali! Essi sono il tentativo di “materializzare” senza snaturarne l’identità psichica, la
Gioia, l’Amore, la Speranza, la Felicità …
stati d’animo non privi di sofferenza, scaricati di dolore, purificati seppur carichi di
vissuto. “La ruota delle possibilità ” suggerisce di non gettare mai la spugna perché
le possibilità sono infinite, ci invita a credere e a sperimentare che non dobbiamo
seguire i nostri limiti e quelli della nostra
mente, ma confortati dal nutrimento dello
spirito, è bene affidarci agli eventi attendendo che essi maturino. “Emozioni” è l’opera ispirata all’interiorizzazione delle
emozioni con l’obiettivo di dare il senso
concreto della propria vita.
Dalla ricerca e dall’ascolto Mirna arriva al
QUID, arriva a porsi domande, dal dolore
arriva agli interrogativi: nel quadro l’artista, ancora una volta interiorizza emozioni, riuscendo a trasporle su tela ponendo
dei punti interrogativi che sorprendentemente a rovescio diventano delle orecchie
in ascolto, che nel contempo mostrano il
lato di un viso, di un urlo, intendendo il
dolore provato, poi scaricato, attraverso il
movimento della spatola, portata dal
basso verso l’alto in uscita dal quadro in
un’esplosione di Energia.
Nella sua personalità di pittrice appassionata e originale non manca in lei la consapevolezza della dignità dell’artista. In tal
senso ha goduto del privilegio non comune di essere inserita in un contesto sociale nel quale l’arte e la sua cultura artisticopittorica aiutano l’Essere a migliorare la
vita relazionale, spirituale dell’Uomo dandogli una marcia in più nel progresso, nel
dialogo tra gli umani, tra gli umani e il loro
ambiente, tra gli umani e i loro sogni, tra
gli umani e l’universo: Essa, l’Arte porta
armonia, porta benessere, ci allontana
dagli incubi della violenza, ci erudisce perché espressione dello sviluppo del bello
sgorgante dalla Creazione in senso biblico
e arcaico.
Campo de’ fiori
30
Le trasformazioni di Civita
Castellana... verso lo sviluppo
A
gli
inizi
del
Seicento lo Stato
Pontificio aveva
esigenza di comunicare
con le fortezze, compreso il Forte San Gallo.
Poiché
l’accesso a
Civita Castellana non
era diretto, papa Paolo
di Francesca
V fece costruire, nel
Pelinga
1609, la variante
della Flaminia in
modo che la città fosse collegata con la
vecchia via consolare, dalla valle del bivio
per S.Oreste (Pian Paradiso), arrivava al
fiume Treia e, dopo il tempio di Giunone
Curite, raggiungeva Borghetto.
Questo provocò opposizione da parte
degli Orsini che, lungo le sponde del fiume
Tevere, avevano numerose osterie e ricoveri per la notte. Ci furono anche delle
lotte di sangue fra gli abitanti di Foglia e i
civitonici; infatti i fogliani, forti della protezione degli Orsini, organizzavano scorribande, rompendo in più tratti la nuova
strada. I nostri concittadini insorsero ed
ebbero la meglio. Gli Orsini intervennero e
la pace fu stipulata nell’osteria di Stabia.
La variante fu fatta e venne emanato un
bando in cui chiunque si fosse trovato con
scariole, muli o quant’altro a transitare
sulla vecchia via, sarebbe stato multato di
200 scudi e 3 frustate.
Nel 1700, per volere di papa Clemente XI
(Giovan Francesco Albani), venne costruito il ponte Clementino. Fu realizzato
dall’architetto Filippo Barigioni ed i lavori,
iniziati nel 1702, terminarono nel 1709.
Nella prima costruzione il ponte aveva sei
arcate superiori e quattro arcate inferiori
per un altezza di 48 metri; aveva una torre
quadrata con una porta d’ingresso dalla
parte di via della Repubblica. Fu ricostruito nel 1870 in seguito all’alluvione del Rio
Maggiore nel 1861, con un’arcata centrale
piu grande e con una monumentale porta
che fu abbattuta nel 1911 per il passaggio
della tranvia.
La costruzione del ponte Clementino
segnò una svolta per Civita che venne
inserita nel traffico di due importanti arterie: la Flaminia e la via Nepesina o
Lauretana. Vennnero costruiti i palazzi dei
marchesi
Andosilla,
Grotti-Gremigni
(palazzo Onorati), palazzo Morelli; venne
restaurato il duomo da Mons.Tenderini.
Nel 1792, la Camera Apostolica, concede
l’estrazione nel territorio civitonico dell’argilla, per la fabbricazione della terraglia ad
uso inglese, a Giuseppe Valadier e ai fratelli Mizzelli. Inizia la nascita dell’artigiana-
to ceramico civitonico.
Durante l’impero di
Napoleone
furono
distrutti quasi tutti gli
stemmi sui palazzi, la
popolazione si dimezzò poichè molti giovani morirono in
guerra, infatti nel
1816 Civita contava
1825 abitanti.
Con la fine dell’impero francese fu di
nuovo restaurato il
Cartolina originale proveniente dall’achivio
potere dello Stato
del Sig. Roberto Felicetti
Pontificio e
nell’Ottocento il forte Sangallo divenne la
chiesa di San Giorgio all’attuale sito.
Bastiglia Pontificia, dove furono rinchiusi e
Nel 1906 fu inaugurata la tramvia, collegamorirono molti patriotti.
mento diretto con Roma. Nacquero poi le
Con l’unita d’Italia, e quindi la fine dello
prime cooperative di muratori, agricoltori.
Stato Pontificio, ci fu una regressione nelIl sindaco Midossi volle realizzare il primo
l’economia civitonica che aveva usufruito,
edificio scolastico, l’attuale Istituto d’arte;
fino a quel momento, della sua posizione
nacquero nel contempo le prime industrie
strategica; infatti, sia con la variante, che
della ceramica che diedero, per molti,
con la costruzione del ponte, vi era stato
anni benessere ai civitonici.
un grande passaggio di viaggiatori e mercanti che avevano portato benessere.
Contribuì al declino anche il ritiro della
guarnigione del Forte. Cominciaro così le
emigrazioni, prima verso il Brasile poi
verso l’America del Nord.
Nel 1890, esattamente il 15 settembre, s’inagurò l’illuminazione elettrica con la
centrale costruita dalla ditta Paolelli sul Rio
Maggiore. Per i privati erano concesse
lampade a tre candele. Nel 1895, il 21
maggio, venne impiantata la prima linea
telefonica; venne trasferito il cimitero dalla
Campo de’ fiori
31
Trucco depoca
Trend degli ultimi sessantanni...
Make-up,outfit,acconciatura,manicure,figura della donna
di Ilaria Palanga
Anni ’70: La donna nella lotta femminista
Il ‘68 è l’poca della rivoluzione sessuale, della contestazione giovanile, del “Peace&Love”. Sono di moda due stili molto diversi: quello
degli Hippy o Figli dei Fiori (Flower Power) più in armonia con la Natura, e quello sgargiante della Disco Queen. Gli anni ‘70 sono gli
anni della libertà , della trasgressione, delle lotte politiche; esplodono la voglia di creatività e di progresso a tutti i costi e delle lotte politiche. I giovani sono impegnati in politica, sono degli attivisti, dei “Fricchettoni” (dalla parola inglese Freak, che significa anomalo,
strambo). Nel ‘78 inizia l’era della disco-music. Nasce il movimento dei Punk, la discodance. Nel ‘79 nasce il primo Walkman della Sony.
Figura della donna: La donna risulta aggressiva, impegnata nelle lotte femministe per la parità dei sessi. Si vuole costruire una società che tenga conto delle peculiarità femminili garantendo allo stesso tempo l’egualianza dei diritti tra uomo e donna. Le ragazze si rendono conto di essere relegate ai margini ed a ruoli subalterni all’interno dei movimenti stessi; optarono, quindi, per una politica separatista. Combattevano anche per il ruolo secondario della donna nel processo produttivo e nel settore industriale per raggiungere la parità di stipendio con gli uomini e quindi per la tutela del lavoro femminile e l’importanza del lavoro extradomestico della donna non vista
più solo come essere aggiuntivo per la riproduzione dell’umanità in nome del progresso sociale e civile.
Out fit: Vanno di moda i pantaloni a zampa d’elefante (stretti sul ginocchio e svasati alla caviglia) a vita alta, le camice che escono fuori
dalla cintura e le zeppe come calzature. Ci sono sia caratteristiche legate ancora agli anni ’60, che già anticipazioni degli anni ‘80. I colori dai tessuti forti e i jeans a campana rappresentavano la nuova tendenza che si identificano con gli “Hippy”. Tessuti adornati da fantasie floreali sia piccoli che grandi, o con colori sgargianti e appariscenti disegni geometrici multicolor. Va di moda il velluto a coste e il
jeans; per quanto riguarda la maglieria le camice larghe con le maniche svasate. I gilet di pelle chiara con le frange, e
frange sulle borse. Le calzature cult erano le zattere e le zeppe di stretta derivazione dello zoccolo con il tacco, che nel
corso del tempo ebbero la tendenza ad alzarsi. Ralph Lauren detta moda a New York, in Italia Elio Fiorucci, che intuisce i
bisogni di una generazione rivoluzionaria, era un anarchico che preparava capi fuori dagli schemi. Sono in voga look appariscenti per i patiti della disco che osavano per essere notati a tutti i costi fatto anche di tutine aderenti, zatteroni e capelli afro. I bijoux avevano linee geometriche o facevano riferimento a motivi indiani. Le borse erano per lo più borselli con
tracolla unisex (la parità dei sessi era riflessa anche nella moda e nel modo di vestire), spaziose, dalle forme geometriche
e squadrate. Gli occhiali da sole sono molto ricorrenti in questo periodo e forse è ciò che di più rappresenta la peculiariStefania Sandrelli
tà di questo decennio. Questo è tutto quello che oggi si fregia l’appelativo di Vintage, assai ricercato nei mercatini.
DIVE/ICONE: Edwige Fenech, attrice francese naturalizzata italiana, nota per aver interpretato numerosi film appartenenti al genere della commedia erotica all’italiana. Bo Derek (nome d’arte di Mary Cathleen Collins), attrice statunitense di origini irlandesi, tedesche e olandesi. Farrah Fawcett (all’anagrafe Farrah Leni), attrice statunitense, icona della cultura pop e sex symbol degli anni ‘70, divenne una star internazionale nel 1976, grazie al ruolo di Jill Munroe nella serie
televisiva Charlie’s Angels. Barbara Bouchet (pseudonimo di Barbara Gutscher), attrice tedesca naturalizzata italiana,
diventata famosa in Italia nel periodo d’oro della commedia sexy all’italiana. Gloria Gaynor (nome d’arte di Gloria Fowles),
cantante statunitense, esponente di spicco della Discomusic famosa per “I will survive”e “Never Can say goodbye”. Donna
Summer (nome d’arte di Ladonna Adrian Gaines), cantante statunitense, la cui notorietà è dovuta a successi musicali Gloria Gaynor
degli anni ‘70 che le valsero il titolo di “Queen of Disco” (Regina della Discomusic). Nada (Nada Malanima), cantante e
scrittrice italiana. Laura Antonelli deve la sua popolarità anch’essa grazie alla partecipazione delle pellicole erotiche di
questo periodo. Catherine Deneuve, attrice francese. Caterine Spaak, attrice francese naturalizzata italiana di origine
belga. Claudia Mori (pseudonimo di Caludia Moroni), attrice italiana, moglie di Adrinao Celentano e madre di Rosita,
Giacomo e Rosalinda. Raffaella Carrà (nome d’arte di Raffaella Maria Roberta Pelloni), conduttrice televisiva, attrice, ballerina, cantante, showgirl e autrice, lancia un nuovo stile scattante e moderno di condurre i programmi televisivi. Gloria
Guida tra le principali interpreti delle commedie sexy all’italiana, attuale compagna di Jhonny Dorelli (pseudonimo di
Giorgio Guidi). Stefania Sandrelli, attrice italiana, ex compagna di Gino Paoli e madre di Amanda.
Celentano e Claudia Mori
Copia il look (trucco,acconciatura e manicure)
Terra di sole o basi molto calde, che davano l’aria di essere esageratamente abbronzate artificialmente. Uso feroce del mascara (comincia ad abbandonarsi l’uso delle ciglia finte). Ombretti perlati o meglio madreperlati con uso più evidente del colore: azzurro, verde, tonalità calde come il marrone, i colori della terra, del mare, del sole, del bosco. L’occhio veniva leggermente meno bordato rispetto agli anni
‘60, la piega della palpebra molto accentuata, con l’uso di moltissimo mascara. C’è un’alta definizione della piega della palpebra, con l’ombreggiatura che segue fino agli angoli dell’occhio, la bordatura non era troppo evidente. Sopracciglia “non pulite”, perchè non considerate, ma lasciate naturali, infatti non hanno una forma ben precisa lasciate “selvagge”. La bocca veniva schiarita col fondotinta, poi contornata con la matita marrone con un tratto deciso e riempita solo con il lucidalabbra. Il fard era dato in maniera geometrica e risultava
molto spigoloso, per “scavare” lo zigomo, con colori caldi o marroni. I capelli
erano lunghi con le punte rivolte all’indietro sia per l’uomo che per la donna
(anche l’uomo inizia a schiarirsi i capelli con le mechè s), onde ampie e morbide
molto voluminose arricicate verso l’esterno come quelle di Farah Fawcett che
incorniciavano il viso e la parte alta dei capelli cotonati. Acconciature che donavano un fascino unico accompagnate da favolosi colori di tinte forti e decise come
il nero,il rosso,il marrone o il prugna. Gli hippy si ispiravano ad uno stile naturale
e selvaggio con i capelli fluenti, le labbra neutre e le guance rosate, mentre i disco
queen sfoggiavano ombretti perlati e sgargianti con poleri sature di colori metallici come oro, bronzo, rame, argento, le scarpe con la zeppa e i ricci selvaggi.
Molto in uso unghie lunghissime e spesso finte, smalti con colori madreperlati.
Campo de’ fiori
32
A Civita di Bagnoregio
UN PRESEPE
COME NESSUN ALTRO
I
mmaginate di salire
Gesù, il re-inizio della nostra storia,
su per il ponte di
portando con voi le scorie della stoCivita
di
ria del mondo. In quella salita, illumiBagnoregio, portando
nata da fasci di luce multicolore, vi trosulle spalle un pesante
verete di fronte alla nascita e alla morte
fardello: i vostri crucci,
del Cristo, la vostra memoria oscillerà fra
le vostre frustrazioni, i
la vita e la morte, tra la grotta di
vostri
insuccessi.
Betlemme ed il picco del Golgota. Sarete
Camminate lentamente
voi i testimoni di questo passaggio che ha
di Secondiano
e
ogni
tanto
ripensate
segnato per sempre il mondo. Conoscendo
Zeroli
a quella che è la vostra
la fatica dell’ascesa, toccando il rullare
vita. Le illusioni che vi hanno spinto a
delle vostre tempie avrete svelato ai vostri
compiere azioni arrischiate,
cuori la magia del Natale e la
le incomprensioni con famitragedia
della
Pasqua.
26-29 e 30
gliari, amici, superiori, colQuello di Civita non è infatti
Dicembre 2012
leghi di lavoro. Nel salire e
un Presepe come tanti altri:
nel pensare, quando la fatiquello di Civita è il Presepe
1-5 e 6
ca si fa più opprimente,
che squaderna la vita, che la
Gennaio 2013
vedrete squarci del vostro
mette su un tavolo e la
vissuto, momenti della
mostra al mondo. Chi vi parvostra azione quotidiana, la sofferenza per
tecipa è protagonista d’una storia tragica,
ciò che non potete avere, la vita passata
d’un susseguirsi di eventi che hanno dato
e quella presente, miscelata nella vostra
senso e sostanza alla immagine del
testa che pesa sempre di più man mano
mondo. Le luci, i colori, l’atmosfera ci
che la meta si avvicina. Immaginate che
ricordano la nostra vita, ci fanno riflettere
sia così quando vi avvierete su per l’erta
sulla nostra esistenza. Non è blasfemo il
di Civita per godere dello spettacolare
ricordarlo ancora: si vive il Natale e lo si
Presepe vivente, che, sul piccolo isolotto
tufaceo, viene annualmente organizzato e
che quest’anno regalerà emozioni ancora
più intense. Ma è nella fatica del vostro
procedere, nella cadenzata immagine delle
vostre gambe che si muovono lentamente,
oscillando leggermente all’indietro, che si
coglie il tremore dell’emozione, il messaggio puro della vostra devozione. Perché
voi andrete a conoscere la nascita di
soffre, pensando alla Pasqua. I due eventi
estremi dell’esistenza . E’ questo il messaggio che ci riempie il cuore, visitando il
Presepe vivente di Civita di Bagnoregio.
Campo de’ fiori
33
IL PROBABILE FUTURO
DELL’AVIAZIONE CIVILE
P
di Arnaldo Ricci
[email protected]
remessa: questo articolo tratta solo il probabile futuro dell’aviazione
civile;
quella
Militare non è trattata; essa è già nel
futuro!
Nel titolo di questo
articolo vi è la parola probabile perché
mai si può sapere con certezza lo sviluppo della tecnologia futura.
Come potrebbero essere gli aerei passeggeri? Innanzitutto avranno una sagoma
diversa da quelli attuali; essi potrebbero
collegare qualsiasi parte del mondo con un
volo che al massimo sarà di quattro ore! Si
presume che voleranno ad un’altezza
prossima dai 30 ai 40 mila metri, cioè
all’estremo confine dell’ atmosfera terrestre, ad una velocità circa 5 volte quella
del suono ( 5 o 6 mila chilometri orari ).
Ovviamente saranno utilizzati solo per i
voli intercontinentali! Per i voli nazionali
credo che per i prossimi trenta anni rimarranno in servizio gli aerei con l’attuale tecnologia. Quindi per arrivare in quota di
crociera ( sempre nei voli intercontinentali
) non sono più utilizzabili i motori attuali, i
quali consumerebbero una tale quantità di
carburante con conseguente inquinamento atmosferico non più accettabile ( si
pensi al Concorde che superava di poco la
velocità del suono ).
Probabilmente verrà utilizzato un motore
all’idrogeno ad impatto zero, per l’ambiente atmosferico! La tratta Roma – New York
potrebbe essere coperta in un’ora e mezza
( si potrebbe fare il pendolare come noi lo
abbiamo fatto verso Roma o Viterbo, a
bordo dei leggendari treni della Roma
Nord! ). Su questi aerei potremmo collegarci in volo, tramite internet o eventuali
reti di telecomunicazioni future, con qualsiasi utente, esattamente come facciamo
adesso da casa sulla rete fissa o in mobilità su quella mobile.
Credo che la tendenza attuale di costruire
aerei sempre più grandi e di conseguenza
più capienti nell’ospitare passeggeri (vedi
Airbus A380) verrà abbandonata
(sempre per i voli transoceanici)
mentre rimarrà per i voli nazionali.
Molto probabilmente questi aerei
non avranno più il pilota umano
ma solo quello automatico.
Ovviamente credo che a bordo vi
sarà sempre un pilota in carne ed
ossa, per le situazioni di emergenza; secondo la mia esperienza, penso che un sistema compuNel 2050 un aereo passeggeri potrebbe essere come in
terizzato, sofisticato che sia, non
questa immagine
potrà mai sostituire sempre e
completamente l’uomo negli infiniti ed
re su di un nastro trasportatore fornito di
imprevedibili eventi che possano accadere.
sensori adatti a leggere le informazioni
dell’etichetta, con conseguente istradaOvviamente saranno riprogettati e modifimento automatico verso l’aereo in partencati tutti gli aeroporti che dovranno ospitaza. Gli esperti dicono che tutti gli errori
re questi nuovi velivoli.
causati dall’uomo nel maneggiare i bagagli
I futuri aeroporti saranno comunque diversaranno eliminati. In pratica si annullerebsi dal punto di vista dell’accoglienza e serbe la possibilità di smarrimento o errato
vizi per i passeggeri; per esempio l’operasmistamento bagagli.
zione di Check-in sarà di gran lunga più
L’aumento medio mondiale del traffico
veloce di quella attuale; per quanto riguarpasseggeri è stato stimato di circa l’ 8%
da questa operazione preliminare di
annuo, con punte del 23% nei paesi emerimbarco, si può affermare che all’aeroporgenti ( brasile, Cina, India…etc..etc..). La
to internazionale JFK di New York siamo
stima è
stata fatta dalla IATA
già nel futuro! Si arriva e si è immediata(International
Air
Transportation
mente invitati a fare il check – in appogAssociation) che riunisce in associazione la
giando il passaporto aperto in un monitor
maggior parte di tutte le compagnie di tratouch screen che legge tutti i dati in esso
sporto aereo del mondo.
contenuti, comprese le impronte digitali,
E’ evidente che l’aumento di passeggeri
rilasciando in meno di un secondo la docustimato dalla IATA (e non da un Pinco
mentazione d’imbarco sia del passeggero
Pallino qualsiasi! ) ha come conseguenza,
che del bagaglio!
l’aggiornamento e l’implementazione conQuesto che avviene al JFK è solo l’inizio;
tinua di qualsiasi aeroporto; presumo che
fra qualche anno, le impronte digitali
ne conseguirà aumento di occupazione,
saranno confrontate con le informazioni
lavoro e sviluppo economico per i territori
dell’iride oculare del passeggero, il quale
limitrofi, sia nel campo dell’edilizia,
dovrà solo guardare l’apparato di lettura
impiantistica, alberghiero, trasporti ferroed immediatamente gli saranno stampati
viari e viari…etc…etc….
tutti i documenti d’imbarco ( sempre a
Per questi motivi ritengo che l’adeguacondizione che le informazioni catturate
mento verso il servizio di traffico passegdal lettore di iride, corrispondono con i dati
geri ( l’aeroporto Militare esiste già fin dal
di prenotazione precedente! ).
1936 ) del nostro aeroporto di Viterbo, sia
Per quanto riguarda i bagagli, l’etichetta
una notevole conquista, in termini di prostampata dopo la scansione dell’iride,
gresso futuro per le popolazioni della
verrà incollata al bagaglio dal passeggero
Tuscia.
stesso, dopodiché esso si potrà deposita-
34
Campo de’ fiori
“Il Fumetto”
LETTERATURA PER IMMAGINI CHE EMOZIONA
PROIETTILI DI ZUCCHERO di Kazuki Sakuraba e Iqura Sugimoto.
Edito da Panini Comics – 2 volumi, conclusa
N
agisa è solo alle medie, ma ha già perso sogni e speranze. È
disillusa. La vita, con lei, non è stata generosa. Un giorno di
settembre nella sua classe arriva una nuova studentessa,
bella, stramba e ricca. Diventa subito l’attrazione principale dell’istituto. Nagisa la ignora, infastidita. Ma le due ragazze sono destinate a vivere un’avventura intensa e drammatica. Le autrici di questa miniserie in due volumi tratta da un romanzo ci raccontano che
la vita è caos, che forse è inutile fare progetti, convincersi di un’idea. Il pericolo è sempre dietro l’angolo e può cambiare tutto.
(trama ripresa dal sito dell’editore).
di
Daniele Vessella
A tratti angosciante e malinconico, il fumetto parte in sordina per
poi colpirti allo stomaco… un colpo violento che ti lascia senza
fiato. Ma in questo modo si respirano emozioni forti, ed è questo che deve trasmettere una qualsiasi opera d’arte.
In Proiettili di Zucchero non si sorride mai, non c’è posto per sdrammatizzare… è un
crescendo di situazioni dolorose fino alla tragedia finale. I personaggi sono costruiti in
maniera ineccepibile, in soli due numeri raggiungono uno spessore di alto livello che si
mantiene tale fino alla fine. Una perla per chi vuole suggestioni potenti da una storia
semplice, ma che non passa inosservata.
Lascio l’indirizzo del mio blog: http://danielevessella.blogspot.com/
ECCO UN OTTIMO REGALO DI NATALE!!!
ORIGINALE E SICURAMENTE MOLTO GRADITO!
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Campo de’ fiori
35
Langolo del Collezionista
A
Canto di Natale
ffido i miei
auguri
di
Buone Feste a
questo famoso racdi Letizia Chilelli
conto, con la speranza che la tenerezza della gioia e della felicità della
famiglia Cratchit possa scaldarci il
cuore: ai più grandi con il ricordo del
dolce e malinconico sapore di quel
Natale che ormai, purtroppo, non c’è
più.. ai più piccolini con l’augurio di
poter assaporare, o magari avvicinarsi, proprio a quel dolce sapore del
Natale che a guardar bene era proprio Natale…
“
Scrooge era un vecchio avaro, infelice
e senza cuore. L’unica cosa di cui si
curava erano i soldi.
Il Natale, diceva, non era che una grande
frode e lui non voleva averci nulla a che
fare.
Ma, un giorno di Natale, appunto andarono a fargli visita tre fantasmi: il Fantasma
del Natale Presente, quello del Natale
Passato e quello del Natale Futuro.
Ciascuno portò con sé Scrooge in un
viaggio fantastico: il primo fantasma gli
mostrò le tristi scene della sua stessa fanciullezza e giovinezza; il secondo fantasma
gli mostrò come la gente gioiva e festeggiava il Natale; il terzo gli indicò il misero
sepolcro in cui sarebbe giaciuto un giorno,
se non avesse cambiato il suo modo di
vita.
Dopo queste visioni, Scrooge capì di essere diventato un miserabile, incapace di
vivere come gli altri. Allora decise di diventare buono e generoso e riuscì finalmente a godere della serenità e felicità del
giorno di Natale.
Questa è una della scene mostrate dal
Fantasma del Natale Presente che riuscirono a toccare l’arido cuore di Scrooge e che
lo aiutarono a cambiare la sua infelice vita:
una povera famigliola riunita per festeggiare il Natale con un misero pranzo.
Una famiglia veramente povera, ma dove
tutti erano felici come mai Scrooge era
stato in tutta la sua esistenza.
La famigliola era quella di Bob Cratchit, un
impiegato sfruttato e sottopagato da quell’avaro di Scrooge. Uno dei bambini di Bob,
Tiny Tim, era storpio. Così Dickens descrive ciò che Scrooge vide:
La signora Cratchit stava facendo riscaldare il sugo, precedentemente preparato in
una casseruolina; Peter rimestava le patate con grande vigore; Belinda metteva lo
zucchero nella salsa di mele; Marta spolverava i piatti caldi; Bob aveva preso Tiny
Tim accanto a lui, in un angoletto della
tavola; mentre i due più giovani preparavano le sedie per tutti, ficcandosi i cucchiai
in bocca, per tema di lasciarsi sfuggire uno
strillo all’arrivo in tavola dell’oca.
Finalmente i piatti furono sistemati e la
preghiera recitata. Ci fu un attimo di assoluto silenzio, durante il quale la signora
Cratchit impugnò lentamente il grosso tritacarne preparato per essere conficcato
nel petto della grassa oca: ma quando il
tanto atteso schizzo di ripieno odoroso
apparve, un mormorio deliziato si fece
udire da tutti i commensali. Perfino Tiny
Tim, sobillato dai due fratellini, diede un
colpo sul tavolo con il manico del suo coltello e gridò debolmente un flebile
«hurrà !».
Non avevano mai avuto un’oca come quella! Tutti magnificarono la tenerezza della
carne e il gusto squisito. Con la salsa di
mele e le patate era un piatto sufficiente
per tutta la famiglia: infatti, come ebbe
modo di osservare la signora Cratchit (sorvegliando un ossicino rimasto su di un
piatto) non erano neppure riusciti a mangiarla tutta!
Ciascuno ne aveva avuto a sufficienza e i
due più giovani Cratchit erano imbrattati
di salvia e cipolla fino alle sopracciglia!
Ma ora Belinda doveva cambiare i piatti,
mentre la mamma andava a prendere il
pudding
E se non fosse cotto abbastanza? E se si
fosse rovinato togliendolo dallo stampo?
E, se qualcuno l’avesse rubato dalla finestra sul retro del cortile? In pochi attimi
ogni sorta di supposizioni catastrofiche
furono immaginate.
Finalmente! Un gran sospiro di sollievo
salutò il pudding che, sul piatto di portata, emanava un delizioso profumino!
La signora Cratchit entrò accaldata e sorridente, reggendo il pudding simile ad una
palla di cannone screziata, così solido e
fermo, circondato dalle fiammelle del
brandy cui era stato dato fuoco, e decorato in cima con un grazioso rametto natalizio.
Oh che fantastico pudding! Bob Cratchit
osservò con grande serietà che, sicuramente, era il miglio risultato ottenuto dalla
signora Cratchit da quando erano sposati.
La signora Cratchit si schermì dicendo che
non era certa di aver usato il giusto quantitativo di farina.
Tutti ebbero qualcosa da osservare sul
pudding, ma nessuno disse o pensò che
era in realtà un pudding troppo piccolo
per una famiglia così grnde!
Quando il pranzo finì , i piatti furono lavati, il focolare spolverato e i fuoco acceso.
La bevanda nella caraffa fu definita perfetta; mele e arance furono messe in tavola
e una manciata di castagne sul fuoco. Poi
tutta la famiglia si dispose attorno al focolare, in quello che Bob definiva un circolo,
volendo significare un semicerchio; e Bob
Cratchit prese tutti i bicchieri disponibili,
due gotti e una ciotola senza manico, che
comunque tenevano bella calda la bevanda, altrettanto bene che se fossero stati
calici preziosi.
Bob, con gli occhi scintillanti di gioia, servì
la bevanda dalla brocca, mentre le castagne sul fuoco scoppiettavano allegramente.
Poi il capofamiglia disse:
« Buon Natale a tutti, mie cari e che Dio ci
protegga!»
A questo augurio fece eco tutta la famiglia.
« Dio ci protegga!» concluse da ultimo
Tiny Tim.
”
(Canto di Natale da Charles Dickens. Tempo di
Natale, Arnoldo Mondadori Editore, Milano)
Campo de’ fiori
36
Una favola bellissima.
I provini.
Storia di una piccola società diventata, poi, una delle più grandi della nostra provincia
... continua dal numero 97
La bellissima figura
fatta al Torneo “Mario
Frustalupi” di Orvieto e
gli ottimi risultati del
nostro settore giovanile,
che dal 2000 al 2009 ha
di Sergio Piano
sempre
partecipato
nelle
categorie
Esordienti e Pulcini alle
“Feste Finali” Provinciali, Interprovinciali e
Regionali, ci permise di farci conoscere
(come società ) anche in ambito regionale
e nazionale, tantochè la mia scrivania era
quasi sommersa dai tantissimi fax inviatici
dalle più disparate società professionistiche di serie A e B, che richiedevano la partecipazione di nostri ragazzi alle varie
prove di selezione (i cosiddetti “provini”),
organizzati in collaborazione con società
della provincia e della regione.
Era per noi motivo di orgoglio, e di grandissima soddisfazione, far partecipare i
nostri ragazzi a queste prove, perché questo ci ripagava dei tantissimi sacrifici che
facevamo per portare avanti i nostri progetti. Le prove si svolgevano sui campi più
disparati della provincia e della regione, a
volte distanti anche 100-150 chilometri,
ma il solo pensiero che qualcuno dei nostri
ragazzi potesse farcela ad entrare nell’elite del calcio professionistico, ci ripagava di
ogni sforzo fatto.
Molte volte, dovendo trovarci su campi
molto distanti, in orario pomeridiano
(14,30), per l’inizio delle prove chiedevamo ai genitori e al responsabile scolastico
di far uscire i ragazzi prima della fine delle
lezioni, per permettere loro di presenziare
all’evento.
All’orario stabilito andavamo a prenderli
direttamente a scuola e ci mettevamo in
viaggio, spesso anche senza mangiare.
Le frequenti partecipazioni a queste prove,
ci permisero di conoscere e farci conoscere da tantissime persone: dirigenti di grandi società , direttori sportivi, osservatori
etc…. Queste persone svolgevano il loro
lavoro, girando l’Italia in lungo e in largo,
alla ricerca di ragazzi che un domani
avrebbero potuto diventare campioni.
Ebbene, dopo tantissime prove e provini,
fummo contattati da un dirigente della SS.
Lazio, che ci disse che loro, come tutti gli
anni, organizzavano uno stage di una settimana presso la struttura di Pievepelago e
avrebbe avuto il piacere di avere un nostro
ragazzo.
Pensammo subito ad uno scherzo, ma
dopo quella telefonata arrivò il fax di conferma con la richiesta ufficiale e con tanto
di nome e cognome del ragazzo.
Il ragazzo in questione si chiamava, e si
chiama, Jacopo Sciamanna, classe 1990,
attaccante e dopo quella prova fu preso e
fece tutta la trafila di squadre nel settore
giovanile della Lazio, fino alla squadra
Primavera, dove diventò vicecampione
d’Italia di categoria.
Da sx: Iacopo Sciamanna ed il presidente,
Antonio Ricci.
Indossò anche le maglie della Nazionale
Italiana Under 15, Under 16 e Under 17,
con nostra grandissima soddisfazione.
Dopo qualche anno fummo di nuovo contattati da una società di serie A, la AS.
Roma, che voleva due nostri ragazzi:
Romeo Shainas e Danilo Martinozzi, classe
1996 e, in brevissimo tempo, i ragazzi si
trasferirono alla AS. Roma, dove, ancora
oggi, giocano nella squadra degli Allievi
Nazionali.
Che ne dite? Niente male è ?
In bocca al lupo ragazzi.
... continua sul prossimo numero
Campo de’ fiori
37
Una “Fabrica ” di ricordi
Personaggi, storie ed immagini di Fabrica di Roma
‘A TOMMALA DE NATALE
ni consunti e sconnessi, ed i ragazzini contenti che finalmente si inizia
a giocare, si siedono tutti vicini.
Inizia il gioco e le pedine di legno
con i numeri in rilievo, cominciano a
riempire il tabellone.
All’uscita del 77, tutti in coro:
– ‘E cianche de vecchie.
Esce il 47 e:
– O morto che parle.
Il 90:
– ‘A paura.
Il 16:
– Se dice.
Il 69:
– Su e giù .
L’1:
– O più grosso.
L’11:
– I zeppetti.
Il 22:
- ‘E carrozzelle...
Fabrica di Roma - 1963. Donatella Anselmi, Marisa Ianni, Assunta Ricci, Tommaso Ianni, Sante Ricci,
Massimo Ricci, Dante Ricci, Luigi Ricci, Laura Bartolocci, Annunziata Mattioli,
Franca Bartolocci, Claudio Ricci
Intanto i chicchi di granoturco riempiono pian piano i numeri delle cartelle.
- Terno! – urla la nonna Nunziata, ed i
’ la notte di
midori! (il vino incomincia a fare il suo
nipoti scoppiano a ridere perché ha scamNatale del 1963,
effetto).
biato il 6 con il 9.
e nel vicolo del
- Si mejo tu che c’hai ‘e labbra tutte frezE le partite si susseguono l’una all’altra, tra
Forno, su alla Rocca,
zate e i geloni t’hanno bottato tutte ‘e
chi vince e chi perde, chi si accanisce al
molta gente si ritrova
deta, ‘sto tatoccio! - Gli rispondono in
gioco ed aspetta di fare tombola, e chi
a casa di Tomassino
coro.
sbadiglia per il sonno.
per giocare a tombola.
Sul fuoco, intanto, arrostiscono le castaS’avvicina, poi, la mezzanotte e gli uomini
Parenti e vicini hanno
gne che qualcuno ha portato, ed il profusi preparano per andare a messa. Si imbascelto di incontrarsi lì,
mo riempie la stanza.
di Sandro Anselmi
cuccano tutti ed escono per recarsi in chiedopo cena, perché la
- Fermi tutti che Gigi ha da tira’ un brindisa. I vicoli, illuminati dalla luna, sono batcasa ha una stanza
se … - esclama Marisa.
tuti da una tramontana gelida e tagliente.
molto grande con un bel camino, ed il pro- Mo che ‘e castagne so’ cotte, se magne
L’ombra della torre si staglia lunga sulla
prietario è davvero simpatico ed ospitale.
e se beve ‘nfinente a mezzanotte!
chiesetta di San Carlo e prosegue giù,
Si sono portati le sedie da casa, e Giggi,
Un applauso si leva e parte un altro brinverso la Cella, per scomparire là, nel
che lavorava a Roma qualche tempo prima
disi.
Cunicello, fra grappoli di stelle.
ed aveva comperato una tombola, è , per- Bello o foco cu i tizzi ardenti, viva
Il gruppo s’avvia ed incontra altre persone
ciò, l’ospite più desiderato.
Tomassino e tutti i presenti.
che sbucano dai vicoli adiacenti.
Con l’euforia propria dei ragazzini, i pre- Bravo Sante, mo aritocche a Dante……
- Attente che se scivele…
senti esortano l’inizio del gioco, ma
- Giggi a tommala ha da pijà e tutti ‘nseme
- Mazza che pizzarulli l’a funtana…
Tomassino vuole prima offrire un bicchiere
c‘amo da gioca’.
- Bonnatale … …
di vino ai più grandi.
Tutte le sedie si avvicinano al tavolo cerSi sono già spogliati dei poveri, vecchi
cando un equilibrio fra quei vecchi mattocappotti che indossano e, illuminati dal
bagliore del grande focolare che riempie la
scena, sbattono gli spessi bicchieri per un
brindisi. Incomincia Dante:
- Mo che avemo magnato e avemo sete, è
mejo sta’ chi che sta’ a mete.
- E’ mejo beva e ‘ntegne o gargarozzo che
seccasse a gola e po’ me strozzo – risponde Sante.
Il piccolo Massimo, eccitato da quelle
schermaglie in rima, esclama:
- Ommele le site rosci, parete tutti pum-
E
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Oroscopo di Dicembre
Campo de’ fiori
by Cosmo
ARIETE 21 marzo - 20
aprile E’ tempo di modificare
l’idea che hai sulla tua persona
e di rispondere agli stimoli
interni ed esterni con rinnovate modalità , solo questo potrà
modificare le risposte dall’esterno, aprendo
nuove possibilità . L’anno 2012 sta terminando
è il momento giusto per lasciare la vecchia
maschera e indossarne una più. Rinnovamento!
TORO 21 aprile - 20 maggio Chiusura dell’anno faticosa. Siete vincolati a condizionamenti che nascono da una
forma di rigidità , cristallizzazione che necessità di essere
rotta affinché possiate fluire serenamente nella
vita raggiungendo le circostanze interne ed
esterne appaganti e soddisfacenti. Uscite dallo
scontato mondo manifesto e lanciatevi in nuove
sfide.
GEMELLI 21 Maggio - 21
giugno Il momento è fervente. Ci sono una serie di
possibilità che si schiudono
favorendovi su diversi piani.
Non è il momento di stare a
guardare, ora è possibile realizzare i vostri scopi
o meglio c’è da seminare. Essere presenti senza
esagerare. Investite seriamente le vostre energie e ne trarrete grandiosi risultati.
CANCRO 22 giugno - 22
luglio La fragilità delle unioni, mostra la definizione dei
partner. La relazione, qualunque tipo di rapporto sia, è la
cartina tornasole delle risorse e della maturità
degli individui coinvolti. Quando non funziona
una relazione e non si ha il coraggio di ammetterlo, si tradisce principalmente se stessi.
Riflessioni in atto.
LEONE 23 luglio - 22
SAGITTARIO 22 novem-
agosto Non ci si può permettere di abbassare la guardia che giungono colpi bassi
da tutte le parti. La vita vi
chiede di rispondere più che
adeguatamente alle richieste d’impegno, serietà , ordine e disciplina. Siete certamente costellati di opportunità ma dovete sapervi gestire
bene. Ne uscirete certamente bene, ma bando
alla pigrizia.
VERGINE 23 agosto - 22
settembre Avete due strade da percorrere, una che vi
salverà , l’altra che vi continuerà a confondere e non vi
porterà lontano. Dovete attivare insieme alla capacità di discernimento che
normalmente vi contraddistingue, quell’intuizione utile a fiutare la via da percorrere senza perdere altro tempo.
BILANCIA 23 settembre - 22 ottobre Qualcosa
non fila, fermatevi. Se si
continua a procedere indistintamente sempre nella
stessa direzione, è difficile
che quella parte della vostra vita che non funziona possa migliorare. Cambiate, agite diversamente, ri-inventatevi, fate finta di essere un
altro, qualsiasi cosa ma cambiate!
SCORPIONE 23 ottobre - 21 novembre Non
è cosa da poco essere e
mantenersi coerenti, ma è
lo sforzo necessario per
andare lontani. Siete in una
posizione di privilegio per molti aspetti, avete
dalla vostra parte grandiose risorse dovete solo
metterle in atto. Le prove non mancano, le tentazioni sono tante ma dovete offrire il meglio.
bre – 21 dicembre Siete
sulla buona strada, avete
capito abbastanza ma dovete
metterlo
in
pratica.
Mantenere una linea deve
essere il vostro vero sforzo, fare una scelta e
perseguirla. State in balia di deliri, paure che vi
fanno perdere ogni passo fatto in avanti. C’è
ancora da fare qualche fatica. Procedere, nessuno può rimanere fermo se vuole crescere.
CAPRICORNO 22 dicembre - 19 gennaio Dovete
cominciare a far scivolare via
quello che non vi serve più
senza farvene una malattia.
Date la benedizione a ciò che
è stato ed è andato e guardate oltre. Potete
fare e osare tante cose, ma ve lo dimenticate
troppo spesso. Ricordatevi della forza e della
tenacia che possedete.
ACQUARIO 20 gennaio 18 febbraio I sospesi pesano
e non vi potete permettere
proprio voi, tanto audaci e
fuori le righe di aver timore di
affrontare le circostanze passate e presenti non definite o lasciate ambiguamente. Avete la capacità di capitolare e fare del
vostro meglio per mostrare la forza, la disponibilità e l’onestà che sapete.
PESCI 19 febbraio - 20
marzo Siete particolarmente
sensibili alle influenze, sia
alle energie attive nel vostro
inconscio che alle sfumature
e alle sensazioni che riuscite
abilmente a captare dall’ambiente circostante.
Dovreste semplicemente rimanere aderenti a
ciò che sentite, come quando avete fame e
sapete di dover mangiare.
Buon 2013 a tutti... dalle stelle!!!
A Natale regala e regalati
un abbonamento!
Campo de’ fiori
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Vi proponiamo una singolare pagina pubblicitaria tratta da La domenica del
Corriere, del 9 Ottobre 1902, in omaggio agli abbonati del Corriere della Sera.
ERRATA CORRIGE
Sul precedente numero di Campo de’ fiori (97, del mese di Novembre 2012) è stata erroneamente
riportata la data di una delle foto inserite all’interno della rubbrica Album dei ricordi (pag. 59). La data
non è 1966, ma 1960. Nella rubrica Nel cuore (pag. 35), inoltre, in riferimento alla dedica “Uno zio
straordinario” di Paola Merlini, è stato omesso il nome di Sergio Smargiassi, destinatario della dedica
stessa, recentemente scomparso.
40
Campo de’ fiori
1° Concorso Letterina di Natale
per
Campo de’ fiori
Queste sono le tre letterine selezionate, tra quelle pervenuteci in redazione,
che hanno partecipato al concorso “Letterina di Natale”.
Ai tre vincitori andrà in regalo un abbonamento per dodici numeri alla nostra rivista!
Grazie bambini... continuate a segurici!
Questa è la
letterina di
Beatrice,
3 anni, da
Fabrica di
Roma,
l’amore di
zio Marco e
zia Nadia!
Ciao a tutti!
Mi chiamo Letizia ho 6 anni
e frequento la prima elementare. Nella mia classe la
maestra ha messo un bel salvadanaio ed ha invitato noi
bambini a donare dei soldini,
cosi’ per la festa del Santo
Natale anche i bambini, meno
fortunati, potranno sorridere!
Mi piacerebbe salutarli su
Campo de’ Fiori e dargli un
consiglio: comprate tanti
pennarelli cosi’ potrete creare
un mondo a colori e pieno di
gioia!!
Buon Natale!
Campo de’ fiori
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PROGETTO “Gli animali domestici: conoscerli, rispettarli, viverli in sicurezza”
L’idea del progetto nasce dalle problematiche
legate al randagismo e all’abbandono degli
animali da affezione. L’intento è quello di
guardare in modo diverso alle situazioni esistenti nei canili, cercando soluzioni che puntino a favorire le adozioni degli animali in
buono stato di salute ed evitare così la loro
perdurante e spesso definitiva degenza presso quelle spesso orrende strutture. La ricerca
di una corretta relazione uomo-animale
riguarda tutti noi, sotto vari aspetti: etico,
sociale e ambientale; in tal senso, come sempre quando si tratta di indurre comportamenti virtuosi, il giusto approccio non può che partire dal mondo scolastico. La conoscenza e
l’intervento nelle realtà spesso difficili in cui vengono a trovarsi i “fedeli amici dell’uomo”
quando non soddisfano più ai nostri bisogni, assumono un significato formativo per i giovani e al contempo una valenza sociale per la collettività . Questo progetto, partendo dal coinvolgimento delle scolaresche può rappresentare l’inizio di un nuovo rapporto con il territorio che i singoli studenti e le loro famiglie possono poi alimentare con il proprio impegno
personale.
FINALITÀ Il progetto vuole fornire l’opportunità ai bambini e ai ragazzi di prendere coscienza della realtà degli animali abbandonati entrando anche in contatto con le strutture che li ospitano attraverso l’adozione a distanza; è
stata coinvolta l’Associazione INCROCIAMOLEZAMPE che provvederà ad illustrare il progetto presso le Scuole aderenti.
Attraverso incontri programmati si vuole offrire agli alunni e agli insegnanti delle scuole di ogni ordine e grado, l’opportunità di conoscere le situazioni esistenti sul proprio territorio e di interagire positivamente con le strutture di ricovero degli animali anche attivando
una raccolta su base volontaria di piccole offerte destinate a migliorare il loro benessere. Occuparci dei nostri animali significa occuparci del nostro ambiente, del nostro sistema di vita, della nostra città , e in fondo di noi stessi. Sviluppare una sempre maggiore consapevolezza e
assunzione di
responsabilità
potrà assicurare un clima di
reciproca convivenza tra uomo
e animale, fondata nel rispetto della vita di
ogni
essere
vivente anche
diverso da noi.
Sono quattro meticcetti
di taglia medio-piccola,
2 maschi e 2 femmine.
Adottabili da metà
dicembre 2012.
3455861588
[email protected]
Sollecitati da diversi nostri lettori, lanciamo un appello a tutti i possessori di cani, affinchè li tengano
al giunzaglio quando si trovano a passeggiare in luoghi pubblici, per evitare spiacevoli, imprevedibili incidenti.
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Campo de’ fiori
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Festa dell’ albero – Fabrica di Roma
Mercoledì 21 novembre 2012 ricorreva la III edizione della “Giornata Nazionale dell’ Albero”.
L’amministrazione comunale di Fabrica di Roma, nonostante sia stata recentemente costretta
a tagliare alcuni alberi esistenti nel proprio territorio al fine di garantire l’incolumità dei cittadini e per risolvere gravosi problemi di viabilità , essendo sensibile ai problemi del verde pubblico e dell’ambiente, ha deciso di ripristinare in
questa occasione la tradizionale “Festa dell’albero”.
Già da qualche giorno, il sindaco ha proceduto ad
incrementare e valorizzare il patrimonio arboreo del
Comune con una serie di iniziative, quali la piantumazione di alberi di leccio di circa quattro anni presso le scuole elementari di Via della Repubblica, presso la scuola materna di Viale Italia, presso la scuola
di Faleri e nei nuovi piazzali in località Le Vallette e
Materano. Inoltre, avvalendosi dell’aiuto dell’agronomo Luciano Schiavoni, nelle scuole si
sono tenute delle lezioni ambientali con grande partecipazione ed interesse da parte degli
alunni. Ieri mattina gli studenti sono stati infine i protagonisti, partecipando attivamente, della
messa a terra di altri sei lecci in via dell’ Ortale alla presenza del Vicesindaco Cimarra, di alcuni amministratori, del preside e dei rappresentanti di alcune associazioni locali. Grande è stato
l’entusiasmo dei bambini che hanno capito l’importanza del verde e si sono appassionati al
tema dell’ ambiente. L’iniziativa, conclusasi positivamente, è stata fortemente voluta dal sindaco Mario Scarnati e dal Cons. del. al patrimonio e all’agricoltura, Sigismondo Sciarrini.
Grande successo del progetto “Ambasciatore di sicurezza stradale”
Stanno ottenendo un grande successo a Civita Castellana i corsi di guida sicura offerti per tre anni dall’ ACI per gli stranieri che guidano nel nostro Paese.
I corsi che si svolgono a Civita Castellana sono sostenuti da Sara Assicurazioni
e da Aci Global in collaborazione con il comune di Civita Castellana –assessori Letizia Gasperini e Alessio Alessandrini- e con l’ associazione “Stranieri senza
frontiere”. L’ intento è quello di diffondere nelle proprie famiglie e nelle comunità nazionali il valore del rispetto del codice della strada. I primi due corsi si
è svolti il 24 novembre ed il 1 dicembre scorsi ed hanno visto la partecipazione di numerose persone della comunità straniera che hanno dimostrato la
loro disponibilità a recepire il messaggio di integrazione.
I prossimi appuntamenti con i corsi di guida sicuri a titolo gratuito sono programmati per il 15 e 16 dicembre e per partecipare bisogna rivolgersi allo sportello per l’ immigrazione di Civita Castellana. “Mi sembra una bella dimostrazione di interesse e impegno per avvicinarsi alle nostre regole sociali” - ha detto l’assessore ai servizi sociali,
Letizia Gasperini.
VITORCHIANO PER ALBINIA. RACCOLTI 15 SCATOLONI
DI GENERI DI PRIMA NECESSITA’
Esito positivo per la campagna di solidarietà . La consigliera Scorzoso: “Il merito è dei cittadini”
Quindici scatoloni pieni di generi di prima necessità per Albinia, con particolare riguardo a quelli
destinati ai bambini della frazione di Orbetello (Gr) colpita dall’alluvione di due settimane fa. E’ questo il risultato della campagna di solidarietà promossa dal Comune di Vitorchiano in collaborazione con i supermercati Superconti e Spesa Amica che si è svolta il 1° e il 2 dicembre. A ritirare materialmente il ricavato delle offerte sono stati due volontari di “Albinia nel cuore”, che
sono arrivati a Vitorchiano nella mattinata del 6 dicembre. Dai volontari parole di apprezzamento
per i cittadini di Vitorchiano, che con la loro generosità hanno permesso di ottenere questo risultato.
Secondo Alessandra Scorzoso, la consigliera comunale che ha seguito l’organizzazione, “il merito è solo della sensibilità dei vitorchianesi, che hanno risposto in massa all’appello. Rimarremo in
contatto con la popolazione di Albinia, l’emergenza non è ancora finita”. I generi di prima necessità finiranno alla Caritas e alla Croce Rossa e poi saranno smistati tra la popolazione.
Concerto di S. Cecilia alla Chiesa di S. Silvestro Papa di Fabrica di Roma.
In un’atmosfera quasi surreale e magica si è tenuto il concerto in onore di S. Cecilia presso la Chiesa di S. Silvestro di Fabrica di Roma.
Due elementi di primo piano hanno reso la serata carica di phatos ed suggestione: la Banda comunale “Raffaele Poleggi” diretta dal
M° Luigi Rampazzi, ed il Coro Polifonico “Abbondio Antonelli” diretto dal M° Bruno
Buoncristiani. La banda musicale si è destreggiata tra pezzi assai noti, come la
Danza degli Zufoli di Ciajkovskij al Canto alla luna di Dvorak, mentre il coro ha
saputo emozionare regalando ai presenti un bis della splendida canzone napoletana “Tu ca nun chiagne”. Un plauso va senz’altro fatto ai componenti dei due gruppi che si impegnano volontariamente e con passione per dare il meglio di loro stessi nelle loro esibizioni musicali ed artistiche.
Aggiungiamo che la volta della chiesa ha donato in più un’acustica spettacolare a
questo concerto in onore della Santa protettrice dei musicisti.
Patrizia Caprioli
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Campo de’ fiori
WS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS
LA NOTTE SANTA. Il gruppo teatrale della Pro loco, guidato da Norma Martelli
replica al teatro Fescennino di Corchiano.
Il gruppo teatrale della Pro loco di Corchiano, dopo il successo dello scorso anno,
torna in scena con lo spettacolo La notte santa, per la regia di Norma Martelli.
Cambia un po’ l’assetto del gruppo, e cambia anche la location. Ad ospitare la rappresentazione, infatti, non è stato il teatro dell’oratorio parrocchiale, ma il nuovo
teatro comunale. Il risultato è stato, però , lo stesso, complice anche l’atmsfera
natalizia nella quale siamo ormai
completamente immersi. Lo spettacolo, breve ma davvero intenso,
sprigiona una grande magia, in
grado di aiutare gli spettatotori a
preparare i propri cuori al Natale!
Ad impreziosire la rappresentazione della natività , le musiche del Maestro Nicola
Piovani, che , per imoegni lavorativi, non è però potuto essere presente nelle due
giornate di repliche, sabato 8 e domenica 9 dicembre. Soddisfatta la regista ed ancor
più gli attori, confortati anche dall’entusiasmo del pubblico che al termine delle performance si è complimentato a lungo con tutti. Chissà cosa ci serverà il grupo guidato da Norma Martelli per il futuro! Magari senza aspettare nemmeno fino al prossimo anno!
Ermelinda Benedetti
Arianna Occhipinti è NEXT IN WINE 2012
Il Premio riservato ai giovani talenti della Vigna Italia è stato assegnato
a Roma in occasione della presentazione della Guida Bibenda 2013.
Siciliana, carismatica e determinata nelle proprie idee. Le sue vigne, e la terra su cui
crescono, non sono piegati dalla tecnica ai voleri dell’uomo, ma interpretati e compresi per quello che sono, con sensibilità , coraggio, creatività e innovazione:
Arianna Occhipinti è la vincitrice della seconda edizione di NEXT IN WINE, il
premio assegnato ai giovani talenti under 35 della Vigna Italia da Simonit &
Sirch Preparatori d’Uva e dalla Scuola Italiana di Potatura della Vite, in collaborazione con Bibenda e Associazione Italiana Sommelier. Il premio (un quadro di
Gianpaolo Spagnoli, artista veronese emergente) le è stato consegnato da Marco
Simonit e Pierpaolo Sirch nel corso della presentazione della Guida Bibenda 2013,
svoltasi il 24 novembre all’Hotel Rome Cavalieri di Roma. Finalisti, con lei, si sono
piazzati il bresciano Enrico Togni dell’azienda Azienda Agricola Togni-Rebaioli di Erbanno e il friulano Cristian Specogna dell’azienda Specogna di Corno di Rosazzo. Istinto, coraggio e innovazione. Questi i denominatori comuni delle tante storie di giovani
viticoltori che si sono iscritti al concorso NEXT IN WINE 2012. Giovani appassionati, decisi ad affermarsi nel mondo del vino con idee
e progetti aziendali innovativi, capaci di guardare al futuro, mantenendo saldo il legame con le proprie radici.
“Non è stato facile quest’anno assegnare il premio NEXT IN WINE 2012. I candidati hanno tutti meritato, sebbene con motivazioni
diverse, di essere proclamati vincitori - spiega il prof. Attilio Scienza, presidente della giuria – Tante storie di giovani appassionati,
decisi ad affermare la loro idea di vino, consapevoli del significato che la produzione dell’uva ha nel rispetto dei valori della natura e
delle sue leggi, testimoni della grande originalità del vino italiano. Tra tutti è però emersa la personalità di Arianna Occhipinti, non
solo per la sua filosofia di produttrice che si ispira senza dogmatismi ai principi della antroposofia, ma soprattutto per il carisma e la
determinazione con la quale afferma le sue idee e comunica i suoi vini. Dotata di una solida preparazione scientifica e tecnica che le
proviene dalla laurea in viticoltura ed enologia conseguita all’Università di Milano, ha soprattutto usato l’istinto per andare alla ricerca della verità che le consente di rendere visibile in un vino l’invisibile che si nasconde nel rapporto complesso tra il vitigno e l’ambiente. Nella sua attività di viticoltrice tutto ha inizio dal territorio, che non è piegato dalla tecnica ai voleri dell’uomo, ma che è interpretato e compreso per quello che è , con i suoi limiti che gli provengono dalle sue origini, ma anche con i suoi misteri, dove si nasconde lo spirito del vino.”
Con Attilio Scienza, Presidente del Corso di Laurea in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Milano, hanno fatto parte della giuria
Franç ois Murisier Vice-presidente dell’Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino; Francesco Gagliano dell’Assessorato delle
Risorse Agricole e Alimentari SOAT della Regione Sicilia; Gianluca Macchi Direttore del CERVIM; Fabio Mencarelli dell’Università della
Tuscia; la giornalista Clementina Palese; Enrico Peterlunger dell’Università di Udine; Diego Tomasi del CRA – VIT di Conegliano.
Fotovoltaico nelle scuole di Civita Castellana: entro 60 giorni al via i lavori
Sono state definite le gare di appalto per gli impianti fotovoltaici sugli edifici scolastici della scuola media “Dante Alighieri”, della materna “Collodi” e della elementare “Gianni Rodari” a Civita Castellana. Le scuole scelte per questa prima fase funzionale, rispondono tutte
alle medesime esigenze di miglioramento delle prestazioni termiche legate alla struttura di copertura. Infatti sono accomunate da una
copertura in laterocemento, che necessita di un intervento risolutivo atto a scongiurare infiltrazioni meteoriche e alte trasmittanze termiche. Il finanziamento ottenuto è pari all’80% mentre l’amministrazione comunale copre il 20% residuo tramite mutuo, tale cifra sarà
ampiamente ammortizzata tramite il conto energia e il risparmio ottenuto sui consumi. Per l’impianto relativo alla Scuola Dante Alighieri
i lavori sono stati affidati alla SAIT srl di Civita Castellana che ha offerto un ribasso del 45% sulla base di gara di 79.128,54, il lavoro
consiste nell’istallazione di un impianto per la produzione di 20 kWp e lavori conessi alla sistemazione della copertura. Per l’impianto
relativo alla Scuola Elementare Gianni Rodari i lavori sono stati affidati alla ARPE APPALTI srl di Casalgiove (CE) che ha offerto un ribasso del 25.871% sulla base di gara di 253.715,10 , il lavoro consiste nell’istallazione di un impianto per la produzione di 40 kWp e lavori conessi alla sistemazione della copertura dell’edificio scolastico.Per l’impianto relativo alla Scuola Materna C. Collodi i lavori sono stati
affidati alla INGEGNERIA SOLARE srl di Fabrica di Roma che ha offerto un ribasso del 15 % sulla base di gara di 118.295,65 , il lavoro consiste nell’istallazione di un impianto per la produzione di 20 kWp e lavori conessi alla sistemazione della copertura dell’edificio.
Campo de’ fiori
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VI Meeting Internazionale del Servizio Aquiloni
Tarquinia - Si è concluso Domenica 11 Novembre presso la Cittadella di Semi di
Pace International ONLUS, tra il fermento costruttivo dei partecipanti, il VI Meeting
Internazionale del Servizio Aquiloni organizzato dall’Associazione con l’intento di valorizzare l’ambito del sostegno a distanza come progetto fondamentale di educazione
allo sviluppo. I Servizi Aquiloni, che in diverse parti del territorio nazionale e internazionale operano appunto come promotori del sostegno a distanza, hanno ribadito
il loro rispettivo impegno affinché questa forma di solidarietà sia sempre più abbracciata come strumento per la realizzazione dei diritti umani nel mondo e per lo sviluppo di una informazione che contribuisca alla conoscenza e al rispetto delle realtà
in difficoltà . L’obiettivo futuro sarà quello di favorire ulteriormente la garanzia per i
sostenitori che i progetti di sostegno a distanza diano ai beneficiari risposte efficaci e in linea con il contesto reale dell’intervento, incentivando la comunicazione con le comunità e la partecipazione ad esperienze sul campo.
Il Meeting che ha visto numerosi partecipanti provenire da Tarquinia, Roma, Viterbo, Canino, Vejano, Civitavecchia, Santa Marinella,
Montalto di Castro, Latina Tuscania, Piansano, Cupramontana, Mantova, Anacapri, Spagna-Barcellona e Innsbruck, è stata anche
un’occasione per presentare lo stato di avanzamento dei progetti in Repubblica Democratica del Congo, in Messico e in Perù, nonché
i relativi risultati che si intendono raggiungere nei prossimi mesi.
Un ampio spazio è stato riservato ai volontari che hanno partecipato alle recenti missioni e che hanno dunque esternato le proprie
emozioni. In quel contesto è stato possibile ricordare che Semi di Pace International è promotrice di viaggi solidali nelle zone del
mondo in cui sono attivi i progetti umanitari.
Un ringraziamento speciale va a Padre Paolo Maiello, Assistente Nazionale di Semi di Pace e Parroco di S. Gregorio VII a Roma, che
ha aperto i lavori del Meeting trasmettendo alla platea dei presenti un edificante messaggio di solidarietà fraterna e al giornalista
Giuseppe Carrisi che ha offerto un prezioso contributo sul fenomeno dello sfruttamento minorile e sulla violenza di genere in particolare riferimento al contesto africano, destando una riflessione approfondita sul tema dell’infanzia negata.
2^ Serata di Gala dinner a Londra a favore del Progetto Luce
nella Repubblica Democratica del Congo
Semi di Pace International in collaborazione con la Royal Bank of Scotland di Londra ha organizzato la seconda serata la seconda serata di Gala a favore del Progetto Luce nella Repubblica
Democratica del Congo per aiutare bambini ed adulti a vedere il mondo con i propri occhi.
L’evento si è svolto Venerdì 16 novembre dalle ore 19 a Londra presso il Centro Direzionale
dell’RBS 250 Bishopgate.L’obiettivo del progetto è :
- permettere a tutta la popolazione della zona e dei villaggi vicini di poter avere un controllo gratuito della vista e se, necessario, la prescrizione ed il confezionamento di occhiali correttivi;
- monitoraggio dei pazienti affetti da cataratta, tracoma ed oncocercosi;
- esecuzione di interventi chirurgici di cataratta, glaucoma e pterigio;
- formazione professionale di medici e di infermieri che operano in loco;
- aiutare i bambini dell’orfanotrofio ad avere una vita migliore.
La serata si è aperta con l’aperitivo, a cui è seguita la cena Bar&Musica dal vivo. Durante l’evento sono stati messe all’asta borse
donate da Bulgari e da Ferragamo nonchè gadget offerti da Balestra, Roberto Cavalli; il Courtyard by Marriott Rome Central Park
ha messo a disposizione un weekend nel prestigioso Central Park di Roma per due persone, l’Oleificio Ottaviani di Villa San Giovanni
in Tuscia, provincia di Viterbo, invece, ha fornito 120 bottigliette da 100 cc e bottiglie da un litro per la serata e il negozio “Gli Asfodeli”
di Tarquinia ha contribuito con omaggi vari. Le persone presenti sono state oltremodo generose, ma anche la Royal Bank of Scotland
ha dato il suo notevole contributo economico permettendo una raccolta fondi superiore alle aspettative. Il ricavato della serata finanzierà la due missioni in R.D.Congo previste per il 2013e sarà utilizzato per l’acquisto di attrezzature e suppellettili per sala operatoria oculistica,camici sterili per sala operatoria, garze sterili, telini sterili monouso.
La Yama Arashi G.p. e i suoi piccoli judoka a Palestrina (RM)
Domenica 28 ottobre 2012, alzataccia per la Yama Arashi G.p. e i suoi piccoli judoka. Alle
07.00 del mattino tutti pronti per dirigersi a Palestrina (Rm) presso il Palazzetto Pala Iaia. Dalle
ore 08,30 alle ore 09,30 i piccoli del team judoistico “Yama ArashiG.p. Civita Castellana(Vt)”:
Pedica Giuliano e Pistola Ares, si sono presentati in kimono per il controllo del peso, necessario per determinare i loro primi incontri con altri loro coetani judoka (anno di nascita compreso tra il 2003/2004), alla loro prima gara di Judo. Ansie e tensioni per questo “Trofeo del
Piccolo Samurai Judo“, ma anche voglia di mettersi in gioco per la parte finale della gara,
il momento di prendere la medaglia e salire sul loro primo podio! Si inizia. Pedica Giuliano, di
anni 9, per la categoria Fanciulli, con i suoi 28 kg, riesce a uscire vittorioso in un combattimento e atterrare il suo avversario. Il terzo posto al podio è suo, e corre gioioso dalla madre,
Simonetta Falcinelli, sempre presente ad ogni allenamento di Judo per supportare i figli. Il secondo incontro in mattinata, spetta al
judoka Pistola Ares, di anni 8, il piu’ piccolo combattente della Yama ArashiG.p., che si è presentato e ha sfidato il suo avversario in
ben due incontri di 1,30 minuti , per la categoria Fanciulli e con i suoi 38 kg. Il terzo combattente dell’associazione, il piu’ grande,
Alessandro Pilli, rientrante nella categoria Esordienti A, si è recato al controllo peso tra le 10,30 e le 11,30 per poi combattere in
due incontri anche lui, dopo le 13,00 circa. Sfortunatamente, il suo secondo incontro, ha dovuto svolgerlo con un avversario superiore di peso, poichè i ragazzi della sua categoria di peso, 45 kg, erano in numero dispari,. Pero’, non si è perso d’animo e lo ha affrontato. Tutti sul podio, dunque per venire premiati con il cappellino C.S.E.N. e la medaglia Bronzo, al terzo posto! Emozioni, lacrime,
applausi dei genitori presenti e voglia di rivincita. Tutto questo è stata la Yama ArashiG.p. che non mancherà con i suoi piccoli combattenti ai prossimi tornei di Judo ed ha aperto cosi’ con il Maestro tecnico federale Fijlkam Pistola Giuseppe, la stagione agonistica
dei bambini, futuri campioni, Yama ArashiG.p.!
Maila Pistola
Campo de’ fiori
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S NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS NEWS
VIII edizione del Trofeo “Terra Falisca “ di Judo
Ennesimo straordinario successo della ottava edizione del Trofeo “Terra Falisca “ di
Judo. Il collaudato team organizzatore composto dagli allievo del Maestro Domenico
Petti della Palestra Yama Bushi di Fabrica di Roma, dalla struttura del Comitato
Regionale Lazio FIJLKAM , settore Judo del Presidente Gennaro Maccaro, con l’importante supporto e Patrocinio del Comune di Fabrica di Roma, ha nuovamente centrato
l’obbiettivo. Di una manifestazione di alto livello tecnico e di una partecipazione delle
migliori scuole di Judo della nostra regione. Giovani atleti provenienti dalle attuali cinque provincie laziali si sono affrontati sui tatami allestiti nella palestra comunale di
Fabrica di Roma, dando vita ad una gradevole giornata di sport per giovani e giovanissimi. Oltre quattrocento agonisti, con una nutrita schiera di tecnici, accompagnatori e sportivi hanno fatto vedere quanto entusiasmo e interesse c’è tra i Judoka.
E quanto alta sia la attenzione del Comitato Regionale
Lazio nei confronti di Fabrica , che risponde sempre nel
migliore dei modi , con il Comune che agevola ed incentiva la pratica di questo sport. L’area della palestra già
dalla mattina presto era affollata di partecipanti i quali
hanno dato impulso anche a diverse altre attività locali
che hanno supportato l’evento. Alle premiazioni si sono
alternati dirigenti locali e regionali, in un podio che vedeva un continuo grande affollamento di ragazzi ansiosi di
avere al collo la medaglia conquistata. Al termine delle gare scambio di targhe tra gli organizzatori, per
suggellare una collaborazione che ha dato e darà soddisfazione a tutti. Da segnalare anche che nella
giornata precedente sempre a Fabrica si è svolta un corso di aggiornamento per tecnici MGA , necessario per avere le abilitazioni all’insegnamento. Per la prima volta, come in altre occasioni , Fabrica di Roma
ha avuto l’onore di ospitare una giornata di istruzione ufficialmente gestita dal CR Lazio del M° Maccaro
che anche in questa occasione ha gestito in prima persona il corso.
D. P.
Spettacolo “BarbaBlù”, prodotto per la Giornata Internazionale contro la
Violenza sulle Donne. Riflessione dell’Associazione Fab(b)rica delle donne
Per il 25 Novembre, Giornata Internazione contro la violenza sulle Donne, noi,
dell’associazione Fab(b)rica delle donne, volevamo fare qualcosa che non
fosse usuale, rituale, volevamo qualcosa che destasse interesse, attenzione,
discussione perché la violenza nei confronti delle donne, sia fisica che psicologica, non può esaurirsi con le denuncie di un giorno, ma va combattuta
sempre, ogni momento, in ogni azione, in tutti i luoghi e in tutte le realtà dove
si manifesta; e soprattutto va combattuta modificando la cultura,
superando gli stereotipi, le discriminazioni, le disparità esistenti, il
linguaggio, le immagini sessiste e la disinformazione che sono l’humus nel quale la violenza si alimenta, cresce, si giustifica.
Volevamo anche e soprattutto qualcosa che arrivasse al cuore e alla testa, che
facesse capire la banalità del male che non si nasconde negli angoli
bui, ma che si manifesta quasi sempre alla luce del sole, nella vita di
tutti i giorni, nei luoghi dove ci sentiamo più sicure/i e può colpire chiunque.
Volevamo anche un modo nuovo di raccontare che arrivasse sia ai ragazzi che agli adulti e questo spettacolo che abbiamo rappresentato ci è riuscito; ha rivisitato la fiaba di Perrault con leggerezza, con ironia per arrivare prima in punta di piedi e poi
sprofondare nell’orrore della violenza, dello stupro e dell’assassinio.
Lo abbiamo rappresentato la mattina agli alunni delle scuole medie e la sera al pubblico adulto e in entrambe le situazioni c’è stata
attenzione, emozione, coinvolgimento e ciascuno, pur nelle differenze dell’età e dell’esperienza, vi ha trovato motivo di riflessione e
partecipazione; particolarmente piacevole e gratificante è stato vedere il coinvolgimento e l’attenzione delle giovani
e dei giovani alunni.
Ci hanno detto che abbiamo avuto coraggio a rappresentare un teatro come questo, un teatro diverso, alternativo, visionario, e
parlare di violenza di genere, di violenza familiare, di violenza maschile sulle donne, noi invece crediamo che la denuncia civile, il confronto, la partecipazione siano la strada giusta per il superamento delle discriminazioni, per il raggiungimento del rispetto delle differenze siano esse di razza, sesso, religione e che il teatro sia uno strumento di grande efficacia.
Abbiamo avuto ragione e lo ha dimostrato un teatro quasi completamente pieno in un venerdì sera, con la presenza di tante donne, ma anche di tanti uomini e di giovani, presenza che fa capire che il silenzio è finalmente rotto.
Un teatro che è riuscito ad emozionare e a far pensare e questo grazie al nostro incontro con Sandro Nardi con la sua compagnia
teatrale Il Cerchio Invisibile che ha saputo creare uno spettacolo dove ironia , tragedia e denuncia si integrano e si
completano.
E allora un grande grazie a Sandro Nardi che ha capito e rappresentato, in maniera nuova e per questo maggiormente coinvolgente, il dramma della violenza e a tutti gli attori, le attrici e i tecnici che si sono impegnati con passione e fatica e se l’impegno
è stato tanto il risultato è stato bellissimo e applauditissimo; al successo hanno anche contribuito la scenografia minimalista,
ma efficace, le luci che segnavano le vicende, la musica particolarmente suggestive.
Un grazie a tutte le realtà del territorio presenti, l’UNICEF, la Consigliera di Parità ( non fisicamente, ma con un bel messaggio di sostegno e stima), la Consulta regionale Femminile del Lazio, il Distretto scolastico, l’associazione e Centro antiviolenza Erinna, il Comune
di Fabrica di Roma, ma soprattutto al pubblico, le tantissime persone presenti che ci hanno dato forza e appoggio, che ci hanno
ripagato dei sacrifici e delle inevitabili stanchezze con il loro totale e grande apprezzamento e che ci danno la voglia di continuare.
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Campo de’ fiori
Scegli tra i nostri libri il tuo regalo di Natale!
LE PROPOSTE EDITORIALI DELLE COLLANE DI CAMPO DE’ FIORI
Un dialogo filosofico-politico sulla crisi, che può anche essere rappresentato a
teatro (commedia in atto unico). Il primo di una serie di discorsi volti a dare un
nuovo impulso al dibattito culturale nel nostro Paese, giusto viatico per una
ripresa in ogni campo e settore produttivo. Utile per chi avesse a cuore un reale
rinnovamento della Politica e delle Istituzioni.
Il bullismo. Come riconoscerlo e combatterlo
è un libro unico nel suo genere.
Un manuale guida per cercare di arginare questo male dilagante!
E’ possibile averne una copia acquistandolo nelle librerie della zona, nelle edicole o
presso la nostra redazione. Potete anche ordinarlo versando l’importo di  10.00,
sul c/c postale n. 42315580, intestato ad Associazione Accademia Internazionale
d’Italia. E’ un’occasione da non perdere, soprattutto per gli insegnanti, che possono inserirlo nel P.O.F. d’Istituto e nella programmazione educativa annuale del
docente, ma anche per i genitori e per tutti gli educatori sociali.
L’apparenza, a volte, è la maschera perfetta di una realtà ben diversa. L’incontro con un giovane che racconta di
essere quello che non è , stravolgerà , almeno temporaneamente, la vita di una famiglia perbene, che si offre di accoglierlo ed ospitarlo. La fine di un vecchio amore da parte del protagonista, per la nascita di uno nuovo e non ricambiato, spezzerà il cuore della giovane che lo aspettava da tempo e spaventerà l’ingenua fanciulla, che diventa l’oggetto di un suo desiderio morboso. La descrizione accurata e particolareggiata che l’autore fa della storia, rende la
narrazione coinvolgente ed intrigante. Sembra di essere lì presenti, e, quasi come spettatori di una rappresentazione teatrale, i lettori possono immaginare i personaggi muoversi su di un palcoscenico ben allestito. Una storia
ambientata in un tempo neanche troppo lontano, che ci ricorda i racconti dei nostri nonni di campagna.
Ermelinda Benedetti
NOTA DELL’EDITORE
In questo romanzo Augusto Stefanucci narra il sentimento morboso e mortale di un personaggio fantastico della sua
Fabrica di altri tempi. La scrittura bella e diretta tratta la forza dell’egoismo di un amore ossessionato, che fa ineluttabilmente scivolare nella disperazione e nel dramma il protagonista. Qui c’è tormento, ambiguità e violenza, ma
Sandro Anselmi
soprattutto amor fatale!
A.I.D.I.
ACCADEMIA INTERNAZIONALE
D’ITALIA EDITORE
AVETE UN VOSTRO SCRITTO NEL CASSETTO
E VORRESTE VEDERLO PUBBLICATO???
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Campo de’ fiori
M
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ai come in questo momento c’è bisogno di solidarietà e sussidiarietà fra noi. Il nostro
Stato ha completamente fallito in ogni suo intento ed ancor più nei settori sensibili, in special modo nella sanità . Ora più che mai l’opera del volontariato assume un’importanza
basilare, insostituibile. Bisogna almeno tentare di angelicare l’attuale politica e questo è quello
che distingue “Una mano al tuo ospedale”, un’importante organizzazione che opera sul territorio da anni, e tanto ha fatto per la nostra collettività . Ha incentivato le aziende ed i tanti cittadini sensibili a realizzare progetti efficaci ed indispensabili, dotando il nostro ospedale di strumenti
ed attrezzature diagnostiche all’avanguardia. Il suo continuo impegno ha permesso a tante persone ammalate di riappropriarsi della propria dignità , spesso calpestata. Ha difeso il diritto insopprimibile di essere curati. La vita, anche di un solo uomo, deve valere sopra ogni cosa. Renderla
meno pesante nei momenti più bui e difficili è qualcosa di speciale ed altamente nobile.
Questo calendario sociale sta diventando di buon uso per tutti, ed è giunto già
alla sua quarta edizione. Il calendario, donato all’associazione “Una mano al tuo
ospedale”, verrà distribuito tra voi cittadini e tutto il ricavato delle offerte sarà
devoluto all’associazione stessa.Ringrazio, perciò, tutti per la notevole partecipazione ed in particolar modo le lodevoli aziende che, anche quest’anno, hanno
creduto ed appoggiato il progetto, permettendone la realizzazione.Auguro un
buon anno a tutti!
Sandro Anselmi
Il concorso attraverso il quale sono state selezionate le foto che lo corredano, ha avuto un enorme
successo di partecipazione. Fra gli innumerevoli fotografi che hanno inviato le loro istantanee, il comitato interno di redazione, presieduto dal fotografo Alessandro Bartolomei, ha selezionato quegli scatti che ha ritenuto più idonei ha rappresentare i mesi dell’anno a venire. Nulla da togliere al merito dei
tanti altri partecipanti.
Per la copertina è stata scelta una delle foto inviata da Don Maurizio Medici, per la sua originalità.
A Gennaio, le foto di Giuseppe D’antoni e Ylenia Zuccarino; Febbraio, Alessandro Parata e
Antonio Compagnucci; Marzo, GSG Bagnoregio e Domenico; Aprile, Marcello Rapiti e Noemi
Panci; Maggio, Fabio Fasanari e Samanta Cervesato; Giugno, Giorgia Ribelli e Stefania
Quintiliani; Luglio, Paola Merlini e Luisa Molinari; Agosto, Beatrice Spallacci ed Anna Maria
Pacelli; Settembre, Samanta Bartoloni e Noemi Ventura; Ottobre, Carlo Drogo e Michela
Midossi; Novembre, Anna Francola e Stefano Paolini; Dicembre, Giuliana Valeri e Roberto
Finesi. In fondo sono state inserite altre foto di partecipanti che non sono rientrate nelle venticinque
selezionate. La scelta è stata veramente ardua e sofferta, ma il risultato è sicuramente ottimo!
Appuntamento al prossimo anno, con il concorso “12 scatti per il 2013” (benchè, alla fine siano diventati molti di più), che ci ha permesso di visionare queste ed altre splendide foto, che avremo, magari
occasione in futuro di utilizzare per la nostra rivista.
Ancora grazie e complimenti a tutti!!!
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Campo de’ fiori
AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
Vitorchiano Mercatino di Natale nel
Paese arroccato sulla massa di peperino
Una serie di Mercatini di Natale si
svolgeranno a Vitorchiano, sulla
Piazza Umberto I, dinanzi alla fortificata porta di accesso al Paese. Si terranno nei giorni di sabato 8 e domenica 9, domenica 16, domenica 23
Dicembre 2012 e per finire alla grande, il 6 Gennaio 2013, giornata della
Befana.
Vitorchiano è a circa dieci chilometri da Viterbo e si raggiunge facilmente
dalla Statale 675, ossia quella a quattro corsie che da Viterbo conduce ad
Orte, in meno di un quarto d’ora. Un comodo bivio, dopo quello per Bagnaia,
immette proprio su Piazza Umberto I, arricchita dalla presenza di una storica fontana. Una vera passeggiata... una passeggiata per entrare nel mondo
medievale di uno dei Paesi più ben mantenuti in Italia, con case, palazzi,
torri, chiese, vicoli, che emanano il profumo dell’antico. Antico che ben si
amalgama col Mercatino di Antiquariato, Artigianato, Collezionismo e Prodotti
tipici, dove il vocio delle persone, il brillare dei monili, i sottofondi delle musiche, le misteriose lettere d’un tempo, le monete d’una volta, il sapore attuale dei prodotti tipici, sono festa per i nostri occhi, per il nostro palato.
Ma hai mai provato ad affacciarti dalla rupe che sostiene Vitorchiano?
Noooo! Beh allora non perdere l’occasione, ovunque ti affaccerai, ammirerai
una vallata intensa, infinita, acerba, ricca di colori: il verde, il marrone, il giallo, tutti di mille tonalità e... c’è anche
il “rosso”. Sì il rosso del tuo cuore
che comincerà a pulsare così forte,
da sollevati e farti volare, come un
uccello, al di sopra dei merli delle
mura castellane, delle torri, dominando così tu stesso, il panorama medievale, quale padrone del tempo, che
mai più tornerà , ma che resterà per
sempre dentro di te.
[email protected]
Campo de’ fiori
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AGENDA
Tutti gli appuntamenti più importanti
TORNA A FABRICA DI ROMA IL
MUSICAL DIVINA COMMEDIA
Il 14, 15 e 16 Dicembre, dopo aver riscosso a fine
novembre un grande successo al Teatro Roma, il musical
scritto e diretto da Antonio Spaziano torna a Fabrica di
Roma (Vt) al Teatro Palarte con le sue atmosfere
magiche. Interpretato da Marco Pasquetti, Serena
Troiani, Marco Gandolfi Vannini, Andrea Meli,
Pamela Scarponi, Eugenio Picchiani, Vita Rosa
Pugliese, Claudio Crisafulli coadiuvati dal corpo di
ballo formato da Antonella
Perazzo,
Roberta
Guerrini, Vincenzo Gambuzza ed Angelo Recchia coreografati dalla stessa Antonella Perazzo. Dante
Alighieri, Beatrice, Virgilio, Caronte, Paolo e Francesca, Lucifero sono alcuni dei personaggi che incontreremo nell’evolversi della discesa dantesca negli inferi e la risalita al purgatorio ed al paradiso. Tutta l’opera è un inno alla vita ed all’amore per la vita, un’affidarsi alla fede ed al Dio che “move il sole el’altre
stelle” esortando l’uomo ad essere artefice del proprio destino a saper reagire al dolore ed agli imprevisti della vita ma soprattutto dare e ricevere amore. Insomma 120 minuti che ci riconciliano con la vita e
con le piccole gioie terrene che sfuggono con la nostra breve vita. Crediamo tanto in questo spettacolo
che vogliamo augurare ad Antonio Spaziano ed al cast completo di arrivare col nuovo anno a ribalte che
meritano e che soprattutto l’idea iniziale, rischiosa e portata a termine, ci guida in reminiscenze scolastiche e sapori di vita quotidiana.
Sandro Alessi
Parrocchia San Giovanni
Battista - Fabrica di Roma
- Natale ad arte 20122013
Dal 25 dicembre al 6 gennaio nel salone parrocchiale. Mostra di:
Fotografie storiche della tramviaria Roma Nord nel centenario dell’apertura Civita Castellana Fabrica Di Roma,
di Roberto Felicetti

Pitture di artisti locali dal tema i fiori e la natura  Sculture in Legno, realizzate da Novello Pastorelli

Fotodinamismo musicale, di Doriano Pedica  Calendari dal 1915 ad oggi, di GiamperoMarcelli

Esposizione di reliquiari con relative autentiche e di ex voto
Dal 24 dicembre 2012 al 6 gennaio 2013, il salone parrocchiale, sottostante il Duomo di Fabrica di Roma, ospiterà
una straordinaria mostra fotografica in occasione del centenario dell’inauguarazione della tratta tramviaria Civita
Castellana - Fabrica di Roma, avvenuta il 9 Ottobre 1912. Le numerose fotografie, tratte dalla collezione privata del
Sig. Roberto Felicetti, riguardano, in realtà , tutto il tratto tramviario che aveva inizio in Piazza della Libertà , a
Roma, e terminava a Porta Fiorentina, a Viterbo. Alla mostra, organizzata sotto l’occhio vigile del parroco don
Terzilio Paoletti, prenderanno parte anche altri artisti locali. Vista la rarità delle foto e l’estro di tutti gli espositori,
sarà un’occasione da non perdere!

L’ASSOCIAZIONE “UNITI PER LORO” di Fabrica di Roma il 16 Dicembre 2012 organizza un
MERCATINO DI NATALE!
Il ricavato sarà destinato alla gestionedella neoassociazione stessa, costituita dai familiari
dei ragazzi disabili.
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Campo de’ fiori
La Redazione di Campo de’ fiori si associa agli auguri
Classe 1972 – Fabrica di Roma!
Prima fila da sx: Gianpaolo Carosi,
Stefano della Marchesina, Fabio Zallocco,
Fabio Calcinari, Fabio Baldassarre, Davide
Tombesi, Luigi Cencelli, Rosita Mercatelli,
Samantha Catinari, Raniero Anselmi, Nada
Di Giammartino.
Seconda fila da sx: Pier Giuseppe
Stefanucci, Riccardo Ripani, Patrizia
Caprioli, Gian Luca Alessi, Juna Anitrini,
Cinzia Peruzzi, Angelo Parmiggiani,
Emanuela Capparucci, Maria Rosa Maggio, Antonella Cecchetto, Monica Mariani, Daniela Ripani,
Katia Massacesi, Luana Sploverini, Monica Ottaviani, Roberta Galli, Luigi Rampezzi, Gianfranco
Donara, Accanto alla torta: Stefano Pacelli e Anna Maria Chiavari.
Per il mio primo
compleanno, il 10 dicembre, regalo
questo sorriso pieno
di gioia e allegria a
mamma Valentina,
papà Gianluca, lella
Valentina, ai nonni,
bisnonni e zii... Andrea
Gaspari
Tanti auguri a Marina
Calamanti che il 22
dicembre compie i suoi
primi 50 anni, da parte
della mamma, Irene,
Enrico, Alessio , Ebe e
tutti gli amici. Auguri!
Tantissimi auguri a
Michela Antonelli per
Un augurio al piccolo
i suoi meravigliosi 18 Dario Mazzasette che ha
anni che ha festegricevuto il dono del
giato il 17 Novembre, battesimo circondato da
dai genitori, dal fra- tutti coloro che gli vogliotello, i nonni, e tutti no un mondo di bene! Sei
i parenti.
l’amore di mamma e papà!
60 sul campo ...
20 nell’anima!
Paola, Lucia, Loredana,
Fabrizio, Giorgio, Maria
Rosaria, “‘Ntrippete”,
Amelia, Rita, Paola, Gianna,
Fabio, Maria Assunta, Anna
Maria, Luciana, Carla, Mira,
Gilda, Silvana (Rita), Marco,
Umberto, Vincenzo
(Capello’), Giorgio, Umberto,
Elena, Rosa, Sandro, Angelo,
Pasquale, Ugo, Renzo,
Rosanna, Claudio (Priz),
Giulio, Fernando, Antonio, Mario, Regina, Antonio, Anna Grazia, ..., Massimo, Mauro, Sandro...
Campo de’ fiori
Civita Castellana. ! Novembre 2012.
Pranzo dei cugini Molinari.
Un augurio speciale
pieno d’amore da
tutti i suoi nonnia
Michele Caccia che
il 30 settembre ha
ricevuto il
Sacramento del
Battesimo.
Congratulazioni vivissime ad Anna
Maria Troncarelli di Corchiano, che il
24 novembre ha vinto il primo premio
nel concorso nazionale “dolce con nocciola romana dop”. Brava! Bravissima!!
Dai suoceri Sergio e Laura e dalla
cognata Eleonora.
51
Un augurio particolare al
Maestro Giuseppe
Giustozzi, che l’11 Dicembre
compie i suoi meravigliosi
100 anni!!! In attesa di
poter festeggiare con tutta
la comunità di Corchiano, e
di
ospitare la sua
intervista nella nostra
rubrica “Vorrei
incontrarti fra
cent’anni”,
gli rivolgiamo anche
un sentito augurio di pronta
guarigione, dopo il piccolo
intervento che ha, di recente, subito! Coraggio Peppino,
ti aspettiamo tra noi! Hai
tante cose da
raccontarci...
Buon Natale e felice anno nuovo
a tutti i nostri lettori dalla
redazione e dai collaboratori di
Campo de’ fiori,
oltre che da tutti i nostri sponsor!
Campo de’ fiori
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Roma com’era
Campo de’ fiori
Roma - 1887.
Una veduta del Tevere prima della sua sistemazione, precisamente la sponda destra all’altezza di Ponte Umberto I.
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Civita Castellana. Anni ‘70. Un Ponte Clementino ed una Via della Repubblica d’altri tempi. Sulla destra spicca la caratteristica torre
della vecchia Ceramica Sbordoni, ormai inesistente. Sullo sfondo, alla sinistra, le ciminiere della Ceramica Marcantoni, uniche superstiti del complesso industriale anch’esso demolito per lasciar posto a nuove costruzioni.
Campo de’ fiori
Campo de’ fiori
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Album dei ricordi
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Civita Castellana - chiesa San Lorenzo. 14.12.1981. Cresima classe 1969. Foto di Ilaria Colletti
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Campo de’ fiori
Album de
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dei ricordi
Campo de’ fiori
Civita Castellana.
Anno 1940.
Davanti da sx:
Sergio Mossi, Alvaro Cerri
e Franco Fantera (Rapera).
Dietro da sx:
Memme Mossi, Augusto Fantera,
Peppe Agostinelli, Rolando Fantera
e Carletto Basili.
Campo de’ fiori
Civita Castellana.
14 Ottobre 1954.
Nazzareno Freddi ed Ersilia Caponi
nel giorno del loro matrimonio.
La bambina in basso a sx è Marina Freddi.
Fabrica di Roma - Anno 1978. Classe V elementare
Maestra: Linda Cristofari.
1° Fila, da sx: Giuseppe Pancia, Roberta Galli, Stefania Speranza, Silvia Alessi, Sabrina Mordacchini, Katia Massaccesi.
2° Fila, da sx: Alessandro Anitrini, Andrea Ciampricotti, Salvatore Rotella, Gianluca Iacurto, Maurizio Cecchini, Giampaolo Tosti, Andrea Sciosci.
3° Fila, da sx: Alessio Carosi, Andrea Morelli, Massimo Tabbacchini, Gianluca Iannoni, Maurizio Carosi, Paolo De Santis, Patrick Giorgi.
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Campo de’ fiori
Album de
Campo de’ fiori
57
dei ricordi
Campo de’ fiori
Fabrica di Roma.
Anni ‘60.
Da sx:
Salvatore Giaquinto,
Salvatore Chiossi,
Dante Ricci,
Arturo Anselmi,
Mario Proietti,
Gabrielli Meschino
(Salvatore),
O’ Cistarello.
Campo de’ fiori
Terminilo (RI) - Anni ‘60. Giovani fabrichesi in gita. Da sx Giorgio Francola, Sandro e Mauro Anselmi, Doriano Pedica,
Graziella Anselmi, ..., ..., Vania Antinori, Stefano Calabresi, ..., ... .
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Campo de’ fiori
Album de
Campo de’ fiori
Magliano Sabina.
Anno 1981.
Polisportiva Maglianese
Boxe.
All. Brusconi,
Stelvio Paiella,
Luciano Di Genova,
Pietro Ciambotti,
All. Fiorello Di Giacomo,
Pescetelli...., Pescetelli.....,
Narduzzi.... .
Sant’Oreste.
Anno 1936.
Giuseppe Fanciulli e
Domenica Della Rosa.
Campo de’ fiori
dei ricordi
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Campo de’ fiori
Corchiano.
Anni ‘40.
Bambini che giocano nel cortile
dell’asilo parrocchiale,
gestito dalle suore Pie Venerine.
Campo de’ fiori
Corchiano.
Anno 1961.
Da sx:
Maria Chiara Clericetti,
Geltrude Clericetti,
Sora Maria, la levatrice e
la piccola Paola nel giorno del suo
Battesimo.
Campo de’ fiori
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