civile salute 165 - Spedali Civili di Brescia

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civile salute 165 - Spedali Civili di Brescia
CIVILE
salute
TRIMESTRALE DI INFORMAZIONE SANITARIA DELL’ASST DEGLI SPEDALI CIVILI DI BRESCIA - ANNO 19 - N 165

BREAST UNIT
165
dicembre 2016
IL DIABETE A BRESCIA
BANCA DEL LATTE
RICETTA ELETTRONICA
REPORTAGE EVENTI
SUL
TE
ttia cronica,
ò portare gravi
rti su di te
GIORNATA
MONDIALE DEL
DIABETE
7-13 NOVEMBRE 2016
10 DICEMBRE 1950:
L’INAUGURAZIONE
DEL NUOVO
OSPEDALE
NUMERI UTILI
Prenotazione
visite ambulatoriali
SPEDALI CIVILI
via Corsica 145, via Biseo 17
PNEUMOLOGIA E CENTRO SENOLOGICO
via Marconi 26
POLIAMBULATORI PEDIATRICI
tel. 030.224466* • LUN/VEN 7.30-19.30 • SAB 8-13
OSPEDALE DI GARDONE V.T.
tel. 030.8933500 • LUN/VEN 8.30-12.30 e 13-15*
OSPEDALE DI MONTICHIARI
tel. 030.9963357 • lun/ven 8-15.30*
*oppure 800.638.638 (da lunedi al sabato dalle 8 alle 20)
Numero verde per disdire tutte le prenotazioni
e per prenotare screening ATS
800.620.760 dalle 8.30 alle 17.30 • LUN/VEN
SERVIZIO PRELIEVI
Via Ducco 91 - Brescia
LUN/SAB 7.15-11 senza prenotazione
 dalle 12 alle 13
SERVIZIO PRELIEVI ADULTI E PEDIATRICI
via Corsica 145 - Brescia
LUN/VEN 7.45-10.30 senza prenotazione
SAB 7.45-9.30 senza prenotazione
 tel. 030.2442649-605 • LUN/VEN 10.30-15
PRELIEVI OSPEDALE DI MONTICHIARI
LUN/VEN 7.30-9.30 • SAB 8-9
 tel. 030.9963322 • 10.30-16.00
PRELIEVI OSPEDALE DI GARDONE V.T.
LUN/SAB 7-10.30
 tel. 030.8933212
IN QUESTO NUMERO
Breast Unit,
insieme per le donne
4
Banca del latte
in arrivo all’Ospedale dei Bambini
8
A Brescia occhi sempre aperti
sul diabete
10
Giornata Mondiale del diabete
14
La ricetta elettronica: come funziona?
16
Amministrazione Trasparente:
situazione accessi al portale
18
I nostri talenti: Enrica Carrara
19
COMITATO DI REDAZIONE
Chiara Benedetti, Enrico Comberti, Federica Cottini,
Rossana Gardoni, Silvia Mentasti, Francesca Verga
Reportage degli eventi
20
REALIZZAZIONE GRAFICA e STAMPA
Centro Stampa Spedali Civili
Associazione San Cristoforo
22
10 dicembre 1950:
l’inaugurazione del nuovo Ospedale
23
PRENOTAZIONI RADIOLOGICHE
Spedali Civili - Radiologia di via Corsica
Ospedale di Montichiari e Radiologia Pediatrica
tel. 030.224466* • LUN/VEN 7.30-19.30 • SAB 8-13
Radiologia Ospedale di Gardone V.T.
tel. 030.8933214 • LUN/VEN 8-16
CIVILE SALUTE
Direzione e Redazione
p.le Spedali Civili
ASST degli Spedali Civili di Brescia
DIRETTORE GENERALE:
Ezio Belleri
EDITORE
ASST degli Spedali Civili di Brescia
Registrazione del Tribunale di Brescia
n.39 del 31 ottobre 1997
CHIUSO IN TIPOGRAFIA
Il 9 DICEMBRE 2016
L’attuazione della legge è stata impegnativa ed ha richiesto tempo ed energie
aggiuntive che si sono sommate a quelle
necessarie per continuare ad affrontare
e risolvere i quotidiani problemi di un’azienda complessa come ASST Spedali Civili di Brescia.
Il percorso è stato tuttavia particolarmente stimolante: essere, infatti, protagonisti
di un cambiamento così importante nella
modalità di erogazione delle prestazioni
sanitarie e socio-sanitarie rappresenta
una grande opportunità di crescita personale e professionale per coloro che ne
sono coinvolti.
Abbiamo fattivamente avviato tutte le iniziative necessarie per passare dal curare
al prendersi cura dei nostri pazienti, con
l’obiettivo di non lasciarli mai soli e di accompagnarli durante tutto il percorso assistenziale.
Stiamo attuando una complessa revisione
dell’assetto organizzativo dell’Azienda con
il preciso obiettivo di consolidare il nostro
ruolo di struttura di ricovero ad alta specializzazione ed intensità assistenziale e
nel contempo di agevolare l’integrazione
dei servizi ospedalieri con quelli della rete
territoriale grazie soprattutto alla determinazione, alla voglia di fare, alla passione ed alla professionalità di tutti i collaboratori.
Desideriamo sottolineare che il nostro è
un ospedale d’insegnamento, nel quale
sono presenti più di 500 medici in formazione specialistica e diverse centinaia di
studenti iscritti ai corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia, Odontoiatria e delle
Professioni Sanitarie che stanno comple-
tando il proprio percorso formativo e saranno i Medici, gli Infermieri ed i Tecnici
Sanitari di domani, figure fondamentali
per il nostro futuro.
Approfittiamo di questa occasione per
ringraziare i cittadini che ogni giorno ci
danno fiducia e si rivolgono alla nostra
Struttura e nel contempo per esprimere
riconoscenza a tutti i collaboratori che
con competenza e passione, mettendo
sempre al centro la salute, il benessere e
le esigenze del cittadino contribuiscono a
rendere Spedali Civili di Brescia una delle
più qualificate Strutture Sanitarie dell’intero panorama nazionale.
Certamente rimane ancora molto da fare,
tuttavia gli incoraggianti risultati raggiunti
in questo periodo ci inducono ad affrontare con grande fiducia i prossimi impegni.
Nell’attesa siamo particolarmente lieti di
augurare a tutti Voi ed alle Vostre Famiglie
di trascorrere un Sereno Natale ed un Felice
Anno Nuovo.
Il Direttore Generale
Ezio Belleri
Il Direttore Amministrativo
Primo Fogassi
Il Direttore Sanitario
Frida Fagandini
Il Direttore Sociosanitario
Roberta Chiesa
EDITORIALE
S
i chiude un anno impegnativo nel
corso del quale abbiamo dovuto superare prove particolarmente difficili, ma, nel contempo, si chiude un anno
stimolante. Il 2016 ci ha trovati pronti e
preparati ad affrontare una nuova ed importante sfida: dare pratica applicazione
della Legge
Regionale n. 23 dell’ 11 agosto 2015 di
evoluzione del Sistema Socio Sanitario
Lombardo evitando di causare disagi o
difficoltà nell’ erogazione dell’attività assistenziale; non è stato facile, ma ce l’abbiamo fatta.
civilesalute
Breast Unit
insieme per le donne
4
dicembre 2016
F
are rete è molto importante
e lo è ancora di più in tema
di salute Quando si tratta di
donne affette da neoplasia mammaria, poi, l’attenzione e la collaborazione tra specialisti deve essere una priorità. Individualizzare
nel modo migliore il trattamento
di ogni singolo paziente, offrire un
percorso integrato di qualità e migliorare la continuità dell’assistenza
in sintonia con le linee guida disponibili, sono solo alcuni degli obiettivi della Breast Unit aziendale degli
Spedali Civili istituita nel novembre 2012. Ogni singolo caso clinico
viene discusso per scegliere le più
adeguate opzioni terapeutiche e gli
aspetti che riguardano la comunicazione, i quali devono essere valutati con grande attenzione affinché
la paziente si senta accolta, rassicurata e guidata in un percorso non
sempre facile, fatto di alti e bassi.
La natura multidisciplinare del
percorso di diagnosi e cura della paziente affetta da tumore della mammella richiede il coinvolgimento e l’attività integrata di
diversi professionisti, con specifica
formazione e competenza nel trattamento della patologia.
L’équipe è costituita da radiologi
senologi, chirurghi senologi, chirurghi plastici, medici nucleari, anatomo-patologi, oncologi medici, radioterapisti oncologi.
Sono presenti infermieri specificamente incaricati alla gestione delle
pazienti in questo percorso. Non
solo ci sono anche il medico fisiatra, il fisioterapista, lo psico-oncologo e il dietista che intervengono
in base alle necessità delle signore.
È disponibile nella nostra Breast
Unit anche la figura del genetista
che assume un ruolo fondamentale nella valutazione del rischio genetico eredo-familiare. Per le nostre pazienti è stato predisposto un
programma diagnostico, di controllo ed eventuale trattamento in caso
di mutazione genetica. Sono inoltre presenti associazioni di volontari dedicati alla patologia mammaria
che aiutano e sostengono i pazienti
della struttura.
Il nostro gruppo di lavoro si riunisce regolarmente due volte alla
settimana. Questa collaborazione
tra figure professionali migliora i
tempi di attesa dell’iter diagnostico terapeutico, fissa degli standard
aziendali, ottimizza i livelli di qualità delle cure prestate.
È sempre più necessario porre l’attenzione sulla patologia mammaria. A parlare i numeri: ogni anno
sono oltre 500 i pazienti che si rivolgono agli Spedali Civili. Secondo
le stime più recenti dell’Associazione dei Registri Tumori in Italia circa
500 mila donne hanno avuto, nel
corso della loro vita, la diagnosi di
questa malattia, ciò significa che
1.869 donne su 100.000 residenti
hanno una storia di tumore della
mammella.
Secondo i dati Istat nel 2010 la patologia mammaria è stata la prima causa di mortalità determinando oltre il 17% di tutti i decessi
per causa oncologica (12.111 su
72.636). La differenza tra prevalenza e mortalità è causata dall’elevata
sopravvivenza, che si attesta intorno all’85% a 5 anni dalla diagnosi.
L’incidenza nell’ATS di Brescia è di
circa 140 su 100.000 con un numero complessivo di circa 1000 nuovi
casi all’anno.
È stato dimostrato con certezza che
la diagnosi precoce rappresenta
un’arma fondamentale nella lotta
contro il tumore al seno: permette di aumentare notevolmente le
probabilità di guarigione delle pazienti.
5
civilesalute
Breast Unit: la storia
L
e delibere europee, nazionali e regionali rendono necessaria l’istituzione delle Breast
Unit. In occasione della prima European Breast Cancer Conference
nel marzo 1998 è emersa la raccomandazione che il trattamento delle pazienti avvenga all’interno delle Unità Operative Specialistiche
con caratteristiche multidisciplinari e multiprofessionali e che tutti i
servizi dedicati al trattamento del
cancro della mammella abbiano
un programma di monitoraggio di
qualità.
Nel 2006 un’altra risoluzione del
Parlamento Europeo invita gli stati membri a costituire entro il 2016
centri multidisciplinari per la cura
del tumore della mammella.
Il Parlamento Italiano, in una mozione del Senato del 15 ottobre
2003 e della Camera del 9 luglio
2003 e del 3 marzo 2004, ha sottolineato la necessità di garantire a
tutte le donne malate il diritto ad
essere curate in una rete di centri
di senologia certificati e interdisciplinari che soddisfino standard di
qualità ed efficacia della cura.
A partire dal 2005 alcune regioni
hanno formalizzato, con una legge
regionale, l’istituzione dei centri di
senologia.
Nel 2011 la XII Commissione Permanente del Senato (Igiene e Sanità) ha svolto un’indagine conoscitiva sulle Malattie ad andamento
degenerativo di particolare rilevanza sociale con specifico riguardo al
tumore della mammella, alle ma-
6
lattie reumatiche croniche ed alla
sindrome HIV. Tale indagine ha permesso di far emergere la necessità
di costituire le Breast Unit secondo
i requisiti europei ed ha portato ad
una delibera del 6 aprile 2011, che
impegna il governo ad invitare le
Regioni a ridurre l’utilizzo dei cen-
tri di senologia che non superano la
soglia dei 150 casi trattati all’anno.
Le direttive regionali hanno indicato come priorità delle Aziende
Ospedaliere l’implementazione locale di un PDTA per ottimizzare la
gestioni dei pazienti affetti da patologia mammaria.
dicembre 2016
DigniLife
R
affreddare la cute durante una seduta di chemioterapia “congelando” i bulbi
può evitare la perdita dei capelli.
DigniCap può essere la soluzione per prevenire la perdita di capelli durante la
terapia, una grande sfida che aiuta le donne ad avere una percezione più serena della
malattia.
Una tecnologia di elevata utilità sia per
l’immagine che per i potenziali benefici che
può avere sull’atteggiamento delle signore nei
confronti del trattamento.
Un grande aiuto per i pazienti che si trovano
ad affrontare questa dura battaglia: si
sentono meno malati e più agguerriti verso
la guarigione. Per ora il casco è studiato ed
approvato solo nel caso di chemioterapia
adiuvante per il tumore al seno.
L'alopecia è una delle più comuni e
psicologicamente devastanti conseguenze della
chemioterapia. Fin dal 1970 sono stati utilizzati diversi sistemi di raffreddamento per
prevenire la perdita dei capelli, ma con scarsi risultati. Grazie al miglioramento della
tecnologia, il sistema DigniLife è oggi l’unico strumento per il raffreddamento del
cuoio capelluto ad essere utilizzato in diversi centri di eccellenza in Italia ed Europa,
con sempre maggior interesse per il benessere della donna oltre la malattia.
Dal Gennaio 2016 ad inizio Ottobre sono state arruolate 47 pazienti tra i 30 ed i 78
anni. Il trattamento risulta nel complesso ben tollerato, la maggior parte delle signore
riferisce un risultato estetico soddisfacente e inoltre nelle aree dove avviene la caduta
dei capelli il sistema DigniLife sembra favorire una più rapida ricrescita.
Siti utilizzatori del sistema DigniLife:
• ASST degli Spedali Civili di Brescia
• Istituto Europeo di Oncologia, Milano
• Fondazione Policlinico Gemelli, Roma
• Ospedale Perrino, Brindisi
• Fondazione Poliambulanza, Brescia
• Ospedale Maggiore, Trieste
• Istituto Oncologico Veneto, Padova
• Ospedale Santa Croce, Fano
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civilesalute
Banca del Latte
in arrivo all’Ospedale dei Bambini
B
uone notizie per i piccoli che
non possono essere allattati
dalle loro mamme. Da gennaio 2017 la Banca del Latte Donato, detta BLUD, sarà operativa all’Ospedale dei Bambini. Avrà sede nel
reparto di Terapia Intensiva Neonatale e sarà punto di riferimento per
tutta l’area della Lombardia Orientale, diventando così la quarta realtà in Regione dopo quella di Milano.
Per “Banca del Latte Umano” si intende un punto di raccolta del latte donato da madri volontarie, che
poi verrà distribuito, dopo opportuno trattamento, ai neonati che
ne hanno necessità.
Il Servizio offerto consente di soddisfare le esigenze dei piccoli ricoverati nati pretermine e dei bambini affetti da specifiche patologie,
che non possono essere nutriti dalla propria mamma.
L’allattamento al seno rappresenta la norma per l’alimentazione
dei neonati sia a termine che pretermine. Il latte della mamma è un
elemento unico ed essenziale che
svolge una funzione importantissima con vantaggi di tipo nutrizionale ed immunologico insuperabili. È
un tessuto biologico dinamico che
si adegua alle esigenze del bambino, per questo è necessario averlo
a disposizione nelle prime fasi di
vita.
8
dicembre 2016
Avrà sede nel reparto
di Terapia Intensiva Neonatale
e sarà punto di riferimento
per tutta l’area della Lombardia Orientale
Nei bambini prematuri la somministrazione di latte umano aumenta la possibilità di sopravvivenza e
ne favorisce l’accrescimento e lo
sviluppo perché fornisce tutte le
sostanze nutritive di cui hanno bisogno, nella forma più assimilabile
e nelle proporzioni esatte. Ci sono,
però, particolari situazioni cliniche
dove il latte della mamma non è
disponibile e pertanto nasce la necessità di averlo a disposizione in
altro modo. Per questo nascono
le Banche del Latte Umano Donato che selezionano le donatrici,
raccolgono, controllano, trattano
e conservano in condizioni di sicurezza il latte e lo distribuiscono
gratuitamente per specifiche necessità mediche ai piccoli pazienti.
Viene garantita l’assoluta sicurezza
dal punto di vista infettivologico e
tossicologico, per questo è necessario che il latte sia il più sicuro
possibile alla “fonte”, da ciò deriva l’importanza di selezionare solo
donne sane, la cui idoneità deve
essere accertata mediante una accurata anamnesi e valutazione di
dati clinici e sierologici oltre che
dello stile di vita. Le mamme, disponibili alla donazione, vengono
educate, istruite e dotate del materiale necessario per il prelievo del
latte, che verrà poi ritirato a casa
della mamma dal personale dell’Ospedale e consegnato alla Banca
del Latte, dove verrà pastorizzato,
congelato e conservato negli appositi congelatori pronto all’utilizzo
in caso di bisogno. La BLUD dell’Ospedale dei Bambini sarà operativa
grazie all’apporto di Regione Lombardia che garantirà l’assunzione di
medici ed infermieri e al contributo
di Centrale del Latte di Brescia che,
in aggregazione con altri imprenditori, contribuirà all’acquisto della
strumentazione necessaria.
Nel 2015 sono nati oltre 3750 bambini negli Spedali Civili di Brescia
e, secondo le previsioni, nell’anno
2016 saranno oltre 3500 i nuovi
nati. L’anno scorso sono stati ricoverati 560 neonati prematuri nel
Reparto di Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale dei Bambini
provenienti anche dalle province di
Cremona e Mantova. Si stima che
ogni anno 100 bambini, nati prematuri, potranno beneficiare del
nuovo servizio.
Le banche del latte, e quindi la disponibilità di latte umano donato,
costituiscono un importante valore
aggiunto a supporto delle terapie
nei reparti di Terapia Intensiva e
Patologia Neonatale.
Dai recenti studi è emerso come sia
importante alimentare il neonato
con il latte umano per favorire:
-protezione contro le infezioni soprattutto respiratorie acute e gastrointestinali;
-migliore stato nutrizionale;
-miglior acuità visiva;
-prevenzione obesità, ipertensione
arteriosa, allergie e malattie croniche (es: diabete insulino dipendente, morbo di Crohn).
Questo aspetto ha determinato,
nel corso degli anni, la necessità
di sviluppare l’organizzazione delle
Banche del latte umano donato, sia
a livello nazionale che internazionale.
L’Italia risulta essere, ad oggi, uno
tra i Paesi più attivi in Europa con
ben 32 banche del latte operative
distribuite nelle diverse Regioni.
9
civilesalute
A Brescia occhi
sempre aperti
OCCHI SUL
sul diabete
DIABETE
Il diabete è una malattia cronica,
degenerativa, che può portare gravi
complicanze.
L’impegno
delle complicanze, per la definizioTieni gli
aperti sued
di ilteloro eventuale
neocchi
diagnostica
degli Spedali Civili e sui tuoi
cari!
trattamento. È inoltre molto imnella lotta al diabete
portante sviluppare una adeguata
e alle sue complicanzeOltre tre milioni
terapia
educativa
all’aue mezzo
di personefinalizzata
in Italia
coadiuvato da
tutte
le altre figuDIABETE
re specialistiche senza le quali l’assistenza diabetologica non può mirare
all’eccellenza (infermiere specializTi
aspettiamo
nelle
hanno il diabete
di tipo 1 oconsapevole
di tipo 2. Ha un costo
togestione
della
mazato, dietista,
psicologo..). Per una
molto elevato per le persone e la società.
piazze
italiane...
’Unità Operativa di Diabetoloparte
malattia complessa l’organizzazione
Previeni illattia
diabeteda
di tipo
2 e ledel
sue paziente.
complicanze.
Informati, mantieni uno stile di vita sano,
gia dell’A.S.S.T. Spedali Civili,
Il
diabete
è
una
malattia
“complesnon più
può
chea te!
essere un elemento
Scopri quella
vicina
controllati. Scegli di stare bene.
rappresenta oggi un imporcura necessita
cardine, dove ogni attività del sinwww.giornatadeldiabete.it
Il diabetesa”,
di tipola
1 ècui
una malattia
autoimmunedi diverse
soprattutto bambini
facebook.com/giornatadeldiabete
tante centro di riferimento perchelacolpisce
competenze,
di une ragazzi.
team specializzagolo professionista risponde ad un
Impara a riconoscerlo: sete intensa, urinazione
Cura e la Formazione della persona
tosonnolenza.
dove il medico rappresenta cer- preciso elemento del percorso di
frequente,
Una diagnosi tempestiva salva la vita e la salute
affetta da diabete mellito. Da soli
2
tamente
il responsabile e coordina- quel paziente in quel preciso modi tuo figlio.
medici e un infermiere (senza una tore della gestione ma deve essere mento.
Media partner:
Con il patrocinio di:
propria sede), attualmente, l’Unità
Consiglio dei Ministri
Ministero della Salute
è costituita da un team di 7 mediMinistero del Lavoro e delle Politiche Sociali
ci (Direttore Umberto Valentini), 9
I principali percorsi erogati
infermieri (Coordinatrice Stefania
dall’U.O. Diabetologica
Vacchi), una dietista, 3 operatori
sanitari di supporto, 1 amministradegli
Civili riguardano:Si ringrazia:
Con il contributo non
condizionanteSpedali
di:
tiva, una psicologa borsista. Questo
1-Diabete Tipo
1: primo accesso e percorso di presa in carico.
abcd
team lavora su 2 sedi: la centrale,
2-Diabete tipo 1: percorso della transizione (da Pediatria
situata al Satellite Est, piano terra e
il Centro Diabetologico del presidio
a struttura dell’adulto).
Poliambulatoriale di via Biseo.
3-Diabete Tipo 1: controlli di follow up .
La principale attività dell’UOD è
4-Diabete Tipo 2: primo accesso e successivo percorso
quella di garantire ai pazienti seguidifferenziato in funzione della presa in carico o rinvio al
ti un adeguato trattamento della
Curante.
malattia, la prevenzione, la diagno5-Diabete Tipo 2: controlli di follow up (diversificati in
si precoce ed il trattamento delle
funzione della gravità e complessità della malattia).
complicanze acute e croniche. Per
6-Prevenzione e cura del Piede Diabetico (differenziato nel
far questo è necessario nel singolo
percorso di cura e di prevenzione della recidiva).
paziente, in base al tipo di malattia e di trattamento, predisporre un
7-Gravidanza in paziente diabetica.
piano complessivo per impostare
8-Ambulatori multidisciplinari: nefrologo, pediatra, ortopedico.
una adeguata terapia, verificarne
9-Area delle tecnologie nella cura del diabete.
l’efficacia, predisporre lo screening
L
Croce Rossa Italiana
10
GIORNATA
MONDIALE DEL
7-13 NOVEMBRE 2016
dicembre 2016
Il ruolo del paziente, l’importanza
dell’educazione terapeutica e
di un approccio globale alla cronicità
N
egli anni in ambito
della cronicità si è
sviluppata l’educazione terapeutica, approccio fondamentale per la
condivisione terapeutica e
la gestione della malattia
cronica. L’innovazione più
rilevante nel campo delle cure delle malattie croniche è stata insegnare ai
pazienti come gestire il
proprio trattamento.
E’ impossibile infatti che
medici, infermieri, dietisti, fisioterapisti, psicologi possano
assistere giorno dopo giorno i pazienti cronici nella gestione della propria malattia. Questi devono perciò imparare a
curarsi da sé, a monitorare la propria condizione ed aggiustare la terapia, confrontandosi e cooperando con i curanti
con continuità. Tutta l’attività clinica dell’assistenza diabetologica erogata dall’UOD è perciò costruita su percorsi diagnostico terapeutici in cui il paziente diventa l’attore principale che deve essere educato all’autogestione. Nella Tabella
sono elencati i principali percorsi educativi strutturati. Tutto
il personale della UOD ha partecipato a percorsi formativi
di preparazione all’educazione terapeutica anche di livello
internazionale. Solo un paziente adeguatamente formato e
motivato potrà gestire quotidianamente la propria malattia,
avere un buon controllo ed evitare così le complicanze. Perciò la struttura è denominata fin dalla sua istituzione “Unità
Operativa di Diabetologia per la Cura e la Formazione della
persona con Diabete”.
La malattia cronica può comportare una condizione psicologica di stress, ansia, depressione, rabbia che sembra intaccare le capacità e la volontà del paziente nella gestione della
malattia e nei comportamenti di cura. Nell’UOD di Brescia è
stata introdotta da alcuni anni la figura dello psicologo con
competenze specifiche nella gestione della cronicità e degli
stati ansioso depressivi. Lo psicologo ha il compito di supportare il paziente e l’équipe nella gestione delle situazioni di
empasse terapeutica, nella gestione delle “complicanze psicopatologiche” del paziente attraverso approcci e strategie
innovative di aumento della consapevolezza quali la terapia
cognitivo comportamentale e la mindfulness.
Percorsi individuali
Percorso prima diagnosi diabete tipo 1
Percorso prima diagnosi diabete tipo 2
Percorso di transizione dalla Pediatria
Percorso per l’autogestione della terapia
insulinica intensiva
Percorso di formazione alla terapia
con microinfusore insulinico
Percorso terapia con monitoraggio in continuo
della glicemia/sistema integrato
Percorso terapia nutrizionale per diabete tipo 1
Percorso terapia nutrizionale per conteggio dei
carboidrati
Percorso terapia nutrizionale per diabete tipo 2
Percorso per la gestione dell’esercizio
fisico/attività sportiva nel diabete tipo 1
Percorso per la programmazione di gravidanza
Prevenzione del piede diabetico
(piede a basso rischio /piede ad alto rischio)
Attività collettive (gruppo)
Corso ambulatoriale sulla gestione della terapia
insulinica intensiva (5 incontri)
Corso residenziale (3 giorni) di formazione alla
gestione della terapia intensiva e dell’attività
motoria
Percorso di formazione al conteggio
dei carboidrati
Incontri ambulatoriale monotematici
Prevenzione del piede diabetico
Prevenzione e correzione dell’ipoglicemia
Gestione attività fisica
Utilizzo delle funzioni superiori del microinfusore
(diversi modelli)
Utilizzo del sistema di monitoraggio in continuo
Utilizzo del sistema integrato infusore-sensore
(SAP)
Utilizzo di strumenti per il calcolo del bolo
Check annuale della gestione della terapia
con microinfusore
11
civilesalute
Principali attività relative all’uso delle tecnologie
nella diagnosi e cura del diabete mellito erogate dall’UOD.
- Percorso di addestramento e formazione all’utilizzo
del microinfusore insulinico sottocutaneo
- Ambulatorio dedicato a pazienti portatori di microinfusore
- Monitoraggio Continuo della Glicemia ad uso professionale
- Monitoraggio Continuo della Glicemia ad uso del paziente
- Percorso di addestramento e formazione all’uso
del sistema integrato infusore/monitoraggio in continuo
- Ambulatori dedicati all’uso dei sistemi integrati
- Incontri di formazione ed approfondimento all’uso di diverse tecnologie:
•Sistemi di controllo della glicemia con calcolatori di bolo
• Diverse tipologie di microinfusori
• Diversi sistemi di monitoraggio in continuo della glicemia
e diversi sistemi integrati di infusione/monitoraggio
Percorso di transizione del giovane adulto con diabete di tipo 1
dal centro di diabetologia pediatrica alla diabetologia dell’adulto.
Percorsi Individuali
• Ambulatorio congiunto con il pediatra, il diabetologo e il team (IP, psicologa)
• Ambulatorio con il diabetologo
• Percorso nutrizionale
(verifica CHO fissi, dieta a scambi, conteggio dei carboidrati) con dietista.
Attività collettive (gruppo)
• Incontri (2) con dietista su argomenti pratici da effettuare al passaggio definitivo
all’ambulatorio dell’adulto.
Attività ambulatoriale per la prevenzione, diagnosi, trattamento
e follow up del piede diabetico.
Tale attività si articola attraverso percorsi dedicati e diversificati in base ai bisogni dell’utente:
• identificazione del piede a rischio e sua categorizzazione attraverso l’ispezione periodica e l’esame del piede
• educazione terapeutica strutturata,
individuale e di gruppo, per la prevenzione
delle lesioni e per la prevenzione delle
recidive rivolta ai pazienti, famiglie,
personale sanitario
• diagnosi e trattamento delle lesioni;
consulenza congiunta strutturata con
specialista ortopedico
• attività di consulenza per pazienti
spedalizzati o in carico al Pronto Soccorso
• follow up delle lesioni guarite
12
dicembre 2016
Percorso per la programmazione e
gestione della gravidanza in diabetica.
- Attività ambulatoriale specialistica di programmazione di gravidanza
in donne con diabete pre-gestazionale: ottimizzazione del controllo
glicemico (con eventuale avvio a terapia con microinfusore/sistema
integrato) e della restante terapia, valutazione complicanze preconcepimento.
- Attività ambulatoriale specialistica di monitoraggio materno e fetale
durante la gravidanza con impostazione e monitoraggio della terapia
insulinica intensiva, anche con ausilio di microinfusori di insulina e
sistemi integrati, prevenzione delle complicanze acute in gravidanza e
monitoraggio di quelle croniche; impostazione schemi insulinici peri
e post partum; attività di raccolta e registrazione esiti post partum
materni e fetali.
Attività dello psicologo presso l’UO Diabetologia.
- Colloqui individuali con persone all’esordio della patologia e con persone in fase difficile di gestione della
malattia (diabete tipo 1 e tipo 2)
- Attività di gruppo: “La gestione della terapia insulinica intensiva: tra strategie ed equilibri non solo glicemici” relativo alla conoscenza della patologia, alla sua gestione ed al riconoscimento delle proprie emozioni.
- Corso residenziale per operatori sanitari e pazienti: “Emotion tra attività fisica ed emozioni”. L’occasione
residenziale facilita, infatti, la conoscenza e i rapporti empatici tra le persone e favorisce la sperimentazione
di attività nuove - sportive e fisiche - in un clima stimolante e protetto.
- Percorso formativo- esperienziale di gruppo di MINDFULNESS (MBSR- mindfulness based stress reduction)
finalizzato ad apprendere strategie e modalità per aumentare la consapevolezza di sé attraverso esercizi di
attenzione e di meditazione con l’obiettivo di ridurre i livelli di stress, ansia e depressione e consentire una
più serena gestione dei propri bisogni e delle propri cure.
13
civilesalute
14 novembre
Giornata Mondiale
del Diabete
I
stituita nel 1991 dall'International Diabetes Federation e dall’Organizzazione Mondiale della
Sanità, la Giornata Mondiale del
Diabete in Italia viene organizzata
dal 2002 da Diabete Italia per sensibilizzare e informare l’opinione pubblica sulla prevenzione e gestione
del diabete. La Giornata cade il 14
novembre di ogni anno, quest'anno
gli eventi si sono concentrati nella settimana dal 7 al 13 Novembre.
La Giornata Mondiale del Diabete
è la più grande manifestazione del
Volontariato in campo sanitario. In
circa 500 città e cittadine d'Italia si
svolgono centinaia di eventi organizzati da Associazioni di persone
con diabete, Medici, infermieri, altri professionisti sanitari e persone
di altre organizzazioni (Croce Rossa,
Alpini, Misericordia, etc.). Tutti prestano il loro impegno come Volontari. La Giornata Mondiale del Diabete
è una delle poche nel suo campo a
non sollecitare contributi, ma anzi a
offrire gratuitamente servizi. Ogni
anno la GMD ha un tema specifico:
quest'anno la campagna denominata OCCHI APERTI SUL DIABETE è la
prevenzione del diabete (individuazione delle persone a rischio ed interventi sugli stili di vita per evitarlo) e prevenzione della complicanze.
Per quanto riguarda il diabete di tipo
1 il tema è molto più specifico, cioè
14
la prevenzione
della chetoacidosi.
Perchè una Giornata Mondiale del
Diabete?
Nel 2035 le diagnosi
complessive di diabete potrebbero arrivare a 595 milioni di
casi. Una cifra in continua crescita per effetto della trasformazione
degli stili di vita e dell’alimentazione. Anche in Italia, nel 2030 ci potrebbero essere 5 milioni di diabetici. Oltre ai numeri della malattia,
anche le spese sanitarie connesse
al diabete, stimate per difetto, rappresentano oggi un peso estremamente gravoso per i sistemi assistenziali e difficilmente sostenibile
per il futuro: si va dai 263 miliardi
di dollari spesi nell’area Nord America e Paesi Caraibici ai 147 miliardi
dell’Europa. Secondo i dati pubblicati dal gruppo di lavoro sul Burden
of Disease sul diabete dell’IBDO
Foundation, in Italia oggi sono 3,6
milioni le persone affette da diabete (di cui oltre il 90% da diabete di
tipo 2), pari al 6,2% della popolazione con differenze nelle varie fasce di
età. A questi si aggiunge una quota
di persone che, pur avendo la malattia, non ne è a conoscenza. Si stima
che per ogni tre persone con diabete noto, ce ne sia una con diabete
non diagnosticato. Inoltre, si stima
che per ogni persona con diabete
noto, vi sia almeno una persona ad
alto rischio di svilupparlo perché affetto da ridotta tolleranza al glucosio o alterata glicemia a digiuno. In
Italia oggi sono almeno 3,6 milioni
le persone ad alto rischio. Se la crescita della prevalenza della malattia
continuerà ai ritmi attuali, entro 20
anni potrebbero essere oltre 6 milioni (9% della popolazione totale)
le persone affette da diabete. I numeri impressionanti danno un’idea
della dimensione del problema: in
Italia ogni 7 minuti c'è un infarto in
un diabetico, ogni 10 minuti un ictus e ogni 52 minuti un’amputazione. E ogni 4 ore un diabetico inizia
la dialisi. Nonostante esistano numerose strategie farmacologiche è
sempre più difficile garantire cure
adeguate e oggi oltre la metà delle
persone con diabete presenta livelli
di controllo metabolico ben lontani
dai target raccomandati per evitare
le complicanze.
dicembre 2016
La Giornata Mondiale a Brescia
La Giornata Mondiale del Diabete assume
a Brescia una rilevanza particolare: da singolo evento diventa Novembre il Mese del
Diabete grazie alla ricchezza delle manifestazioni divulgative nelle piazze, nelle diabetologie (degli adulti e della pediatria) e alla
4° edizione del Convegno Scientifico “Brescia Diabete”, realizzato dall’Unità Operativa di Diabetologia dell’ASST Spedali Civili di
Brescia diretta dal Dott. Umberto Valentini.
Il mese del diabete a Brescia è sempre
ricco di iniziative: tra queste la settimana
delle diabetologie aperte, la partecipazione con “Corri contro il Diabete”, ospiti della
CorriXBrescia e il tradizionale appuntamento in piazza realizzato dalla Associazione
dei Diabetici della Provincia di Brescia, che
quest’anno si è concluso con il Convegno
Brescia Diabete tenutosi il 25 e 26 novembre
a Villa Fenaroli. Il convegno rappresenta il
momento conclusivo di un mese ricco di occasioni di confronto, di conoscenza, e di dibattito tra persone con diabete, Istituzioni,
associazioni, professionisti e potenziali pazienti diabetici.
Il connubio e il sostegno che sul territorio
bresciano si sono creati tra il mondo dell’associazionismo e la realtà clinico/istituzionale per la prevenzione e la cura del diabete,
rappresentano un elemento positivo in considerazione dei preoccupanti dati epidemiologici riguardanti la malattia, che nel bresciano colpisce il 6% della popolazione e che
coinvolge fino al 10% della popolazione che
non sa di esserlo o è ad alto rischio.
15
civilesalute
La ricetta elettronica:
come funziona?
L
a dimentichiamo, non sappiamo dove metterla, non
ci ricordiamo dove la teniamo, stiamo parlando della ricetta
rossa o bianca che siamo abituati
a richiedere. Alcuni di questi problemi potranno non esserci più se
ci abituassimo ad un nuovo tipo
di ricetta, quella elettronica detta
anche ricetta medica online o medica dematerializzata. Introdotta per la prima volta con il Dpcm
del 26 marzo 2008 ha attraversato
una lunga fase di sperimentazione
portata a terminata il 1 novembre
di quest’anno. Oggi la ricetta medica elettronica è diventata realtà
per l'intero Servizio Sanitario Nazionale ed è spendibile in qualsiasi località d'Italia. Il medico
per rilasciare e compilare una ricetta medica elettronica si collega al sistema del Ministero delle
Finanze ed al sistema SISS/SAR
di Regione Lombardia. Una volta
eseguito l'accesso può effettuare
la compilazione della ricetta medica online utilizzando la propria
tessera SISS, la cui firma digitale
porta alla creazione di un codice
univoco NRE e di un codice di controllo IUP assicurandone la validità e l’impossibilità di utilizzarla altre volte o in regioni distinte.
16
Ma quali sono i principali
vantaggi per il cittadino?
Il progetto ha come obiettivo il
passaggio dal cartaceo all’elettronico, consentirà di ridurre gli
errori prescrittivi e di ottenere un
controllo dei costi più preciso.
Al momento della firma elettronica, il sistema verifica che tutti gli elementi siano corretti. In
caso di errori segnalerà immediatamente al medico proscrittore
l’anomalia.
Grazie al controllo delle ricette in
fase di emissione si ridurranno le
code alle accettazioni ospedaliere o in farmacia.
Caleranno anche tutti quei casi
che hanno portato in passato a
non poter accettare o a dover
fare pagare in più determinate
prescrizioni specialistiche o farmaceutiche.
Anche se il termine Ricetta Dematerializzata fa pensare alla totale mancanza di una prescrizione cartacea, in realtà non sarà
del tutto così, il paziente riceverà un promemoria che, pur non
avendo alcun valore legale, potrà
essere usato secondo le medesime modalità della Ricetta Rossa.
La stampa del promemoria con-
sentirà di risparmiare sui costi di
produzione, ma soprattutto permetterà ai cittadini di ristampare
in caso di smarrimento la ricetta,
accedendo al proprio Fascicolo
Sanitario Elettronico tramite le
credenziali GASS (Gestione Accesso Semplificato ai Servizi, che
si possono richiedere presso le
ASST o le ATS).
Vi ricordiamo, quindi, che eventuali annotazioni o altre indicazioni aggiunte a mano anche se
firmate e timbrate dal medico
proscrittore non hanno valore.
In caso ci si accorga di errori nei
dati indicati è necessario segnalare al medico proscrittore l’anomalia, solo questo può annullare
la prescrizione e permetterà di
procedere alla creazione di una
nuova ricetta.
Pur non essendo obbligatorio il
promemoria, i codici in esso contenuti sono fondamentali ed è
consigliabile portarlo con sè insieme alla Tessera Sanitaria.
Le ricette cartacee continueranno ad essere utilizzate per la prescrizione di farmaci stupefacenti,
sostanze psicotrope, per la prescrizioni al domicilio degli assistiti ed in caso di indisponibilità del
sistema.
dicembre 2016
L’iter degli NRE (prenotazione,
presa in carico, erogazione, chiusura, annullamento) e anche il
loro tempo di validità è identico a
quello delle consuete ricette. Sia
la ricetta dematerializzata specialistica che farmaceutica sono
spendibili su tutto il territorio nazionale, come per la corrispettiva
ricetta cartacea RUR. Non è ancora possibile prenotare ricette dematerializzate utilizzando canali
esterni alle Strutture Ospedaliere
(ad esempio il Call Center Regionale e le Farmacie). Pertanto fino
al completo adeguamento del
sistema è possibile contattare i
CUP aziendali.
In conclusione, grazie al sistema
di ricettazione elettronica si chiude il cerchio cominciato con la
creazione del Fascicolo Sanitario
Elettronico e si pongono le basi
per dare ad ogni medico la possibilità di avere costantemente sotto controllo l’intera storia medica
del paziente.
Come presentarsi in ospedale
Oltre che con il promemoria della prescrizione, è sempre bene
presentarsi in ospedale muniti
anche della propria Tessera Sa-
Principali vantaggi per il paziente
della Nuova Ricetta Elettronica
 Possibilità di ristampare il promemoria
 Possibilità di verificare le proprie esenzioni attive
 Archiviazione automatica delle prescrizioni nel proprio
Fascicolo Sanitario
 Possibilità di richiedere l’oscuramento della prescrizione
 Migliore leggibilità
 Maggiore appropriatezza prescrittiva
 Possibilità di vedersi riconosciuto il Ticket della propria
regione di residenza in tutta Italia
nitaria, grazie alla quale in caso
di problemi gli operatori potranno verificare o allineare in sicurezza le informazioni contenute
nella prescrizione. Le esenzioni
inserite in ricetta dematerializzata associate all’assistito sono verificate a Livello Nazionale come
per le ricette rosse, ma il medico prescrittore può controllare le
stesse solo previa autorizzazione
dell’assistito e l’utilizzo della sua
Tessera Sanitaria. L’utente può
consultare il Portale Cittadino
per le proprie esenzioni attive e
rivolgersi agli uffici ASST o ATS
per chiedere ulteriori informazioni. Attualmente non è più ammessa la firma per autocertificare lo stato reddituale neppure in
ricetta rossa (RUR). Qualora si rientri nella condizione di reddito
prevista è necessario autocertificarsi on line, recandosi in farmacia o presso gli uffici ATS e ASST
per ottenere l’esenzione E30 (per
i cittadini assistiti affetti da patologie croniche e stato reddituale)
o E40 (per i cittadini assistiti affetti da malattie rare e stato reddituale).
17
civilesalute
Amministrazione
Trasparente:
situazione accessi al portale
F
orse molti dei lettori non addetti ai lavori si chiederanno
cosa si intende per “Amministrazione Trasparente”? Cerchiamo
di spiegarvelo. Si tratta di una sezione prevista nel sito web istituzionale di ciascuna Pubblica Amministrazione, all’interno della quale
sono contenuti dati, informazioni e
documenti pubblicati ai sensi delle norme vigenti. Favorire lo strumento della trasparenza vuol dire
prevenire fenomeni di corruzione,
innescare forme di controllo diffuso dell’operato della pubblica amministrazione nei confronti dei cittadini, rendere semplice e facilitato
l’accesso ai dati e alle informazioni.
Ciascun cittadino ha il diritto di
accedere direttamente e immediatamente alla sezione senza alcun limite e obbligo di identificazione. L’amministrazione aggiorna
costantemente i dati garantendo
la semplicità di consultazione e la
pubblicazione di questi in formato
“aperto”, affinché siano conoscibili
e utilizzabili da parte di chiunque. È
assicurato, nella raccolta e registrazione delle informazioni, il rispetto
della normativa in materia di protezione dei dati personali.
La sezione Amministrazione Trasparente del sito web dell’ASST
Spedali Civili di Brescia è consultata
e visitata ogni giorno da molti cittadini che possono trovare tutte le
informazioni relative alle proprie
18
esigenze. Nell’ultimo anno risultano particolarmente visitate le pagine relative ai dati sui servizi erogati dall’Azienda, sui provvedimenti
adottati e sul personale che opera
all’ interno dell’ASST Spedali Civili
nelle sue articolazioni organizzative.
Per accedere al sito: http://www.
asst-spedalicivili.it/Amministrazione_Trasparente/
PAGINE PIU’ VISTE NEL 2016
Personale
Servizi erogati
Provvedimenti
Dirigenti
Incarichi amministrativi di vertice
Bandi di gara e contratti
Organizzazione
Disposizioni generali
Altri contenuti
Piano di Organizzazione Aziendale
Pagamenti dell’amministrazione
2.295
2.186
1.616
1.519
1.518
931
601
529
432
413
284
30000
25000
20000
15000
10000
5000
0
2013
2014
Accessi a servizi della trasparenza
2015
2016
Accessi allAREA TRASPARENZA
In azzurro gli accessi alle pagine collegate all’Area Amministrazione Trasparenza
In arancio gli accessi alle pagine della Trasparenza passando attraverso il Banner
Amministrazione Trasparente in Home Page.
Enrica Carrara
Infaticabile atleta
Determinata, solare e talentuosa, sono gli aggettivi che più rispecchiano Enrica Carrara.
Forse non tutti lo sanno, ma Enrica oltre a lavorare da ventisei anni come operatore tecnico nella Farmacia degli Spedali Civili di Brescia è anche una bravissima atleta. Vive a Nave,
ha due figli e un marito con cui condivide la passione per la corsa. Andiamo a conoscerla
meglio.
Enrica, la tua passione per la corsa nasce da quando avevi 12 anni?
Sì, esatto. Ero bambina e già amavo correre. La passione mi è stata tramandata dai miei
due fratelli, che praticavano questa disciplina già da tempo. A scuola il primo approccio
con le corse campestri, da lì nacque la vera motivazione. Il primo ad incoraggiarmi in questo percorso fu il Professor Alfredo Febbrari, il quale un giorno al campo Morosini mi stimolò ad intraprendere il “mezzo fondo”. Mi convinse e diventò il mio primo allenatore.
Bellissimi momenti.
Cosa significa allenarsi da giovane?
Significa imparare fin da piccoli a lavorare con impegno e costanza. Ti aiuta a capire quali
sono i valori importanti, come la sana competizione e il rispetto per gli altri. Valori che
desidero trasmettere anche ai miei due figli. Non studiavo e lavoravo come commessa,
quindi mi allenavo in pausa pranzo o la sera. Era un modo per liberare la mente e la voglia
era quella di fare al meglio il mio lavoro.
Raccontaci il tuo percorso fatto di tante vittorie, ma anche di momenti difficili.
È vero, un percorso non sempre facile, ma così entusiasmante! Nel 1985 un momento indimenticabile, ho vinto il campionato italiano dei 3000 metri. La prima importante vittoria,
non me l’aspettavo. La dedicai a me stessa e all’allenatore. Era l’anno della nevicata, ma neppure questo mi aveva fermato. Poi arrivò l’ingaggio per una società torinese e facevo solo
atletica. Direi un sogno realizzato. Molte le gare, molti i successi e i buoni risultati. Non fu
sempre tutto “rosa” perché dopo due anni mi feci male: una bruttissima ernia al disco. Mi
curarono e poi tornò in me forte come un uragano la voglia di riprendermi. Molte le aspettative. A livello nazionale ero forte, ma dopo 6 mesi ancora una delusione. Il mio fisico non ce
la faceva, così mi sono fermata e ho ripreso a correre a 38 anni. A 43 anni un altro importante
traguardo, sono riuscita ad ottenere il tempo minimo, che mi ha permesso di partecipare ai
Campionati Italiani in pista nei 3000 siepi.
In quei 20 anni?
Ho fatto la mamma e la moglie, ma il mio cuore batteva ancora per la corsa. Sai non volevo
smettere, ero stata obbligata.
Se ti dovessero chiedere perché corri….
È un’esigenza per stare bene, per sentirmi in equilibrio. Un benessere mentale e fisico. Un
senso di libertà assoluta. Chi corre sa cosa intendo!
Ad un passo dal traguardo dei 50 cosa significa allenarsi? So che ci tieni a dare questo
messaggio alle donne che ci leggono.
Mi impegno molto e sono sempre alla ricerca del miglioramento. Sono ancora più stimolata perché sento che posso e devo superare alcuni limiti. Mi fa sentire viva. Dico alle donne
di amarsi e credere in loro stesse.
Il rapporto con il dolore fisico?
Sento male, ma so che è frutto della mia passione e del mio impegno.
Cosa ti ha insegnato lo sport?
Ad affrontare molte cose nella vita. Qualsiasi ostacolo può essere superato, basta crederci
e non mollare.
Cos’è per te la competizione?
È con me stessa. Non ho paura delle avversarie, ma mi stimolano al miglioramento.
Hai corso all’estero?
A Valencia l’anno scorso,seconda maratona, la prima è stata a Brescia. Indimenticabile il
calore delle persone. Ho raggiunto l’obiettivo terminando i 42 km 195 in 3 ore e 04 minuti.
Direi che sono stata molto felice.
La tua passione la porti anche in famiglia?
Mio marito corre e i miei figli mi sostengono.
Emozioni che ti regala la corsa?
Divertimento, gioia, leggerezza e mi ha fatto incontrare persone fantastiche che condividono con me la corsa.
19
Reportage
Le medaglie di Rio
del “Dream Team Beretta”
all’Ospedale dei Bambini
La visita degli undici Olimpionici del tiro a volo ha
reso molto speciale la giornata dei piccoli del reparto
di Oncoematologia Pediatrica, Pediatria, Chirurgia
Pediatrica e Neuropsichiatria Infantile. La Fondazione
Beretta, organizzatrice dell’iniziativa ha regalato molte
emozioni ai bimbi ricoverati e lo ha fatto in occasione
della celebrazione del “Dream Team Beretta”.
I campioni capeggiati da Giovanni Pellielo hanno raccontato
le loro imprese, firmato autografi e scattato fotografie, ma non è
tutto hanno anche permesso
ai piccoli pazienti di indossare
le loro preziosissime medaglie
con l’auspicio che un giorno
possano essere proprio loro a
salire sul podio.
Ad accompagnare i nostri
“speciali ospiti” in questo
viaggio tra le corsie c’erano
il Direttore Generale Ezio
Belleri e il Direttore Medico
dell’Ospedale dei Bambini
Raffaele Spiazzi.
La Zebra Run
“Memorial Mauro Piccoli”
In una giornata calda con qualche goccia di pioggia,
Piazza Arnaldo si è colorata di giallo fosforescente
grazie alle 2500 magliette indossate dai podisti
che hanno partecipato alla manifestazione
organizzata dalla Zebra Onlus.
Aiutare la Radiologia Pediatrica
dell’Ospedale dei Bambini ad acquistare
nuove attrezzature e ricordare l’amato collega
Mauro Piccoli, erano gli obiettivi ben centrati
della vivacissima corsa bresciana.
Tra i numerosi sostenitori dell’evento podistico
c’era anche DJ Francesco che ha portato
un po’ di movimento in più e tanta allegria.
degli eventi
Angelo e le coccinelle
trionfano a Roma
Tra le corsie non manca la fantasia e la
creatività. Ne è dimostrazione “La gara
delle coccinelle”, il cartone animato creato
dai bambini ricoverati nei reparti pediatrici
sotto la sapiente guida dell’ Associazione
Avisco. Il video si è conquistato il premio
“Viver Sani e Sportivi”. A ritirarlo a Roma
nella sede del Centro di Alta Formazione
del Ministero degli Interni sono stati
Angelo ed una delegazione del Civile di
Brescia e di Avisco.
rubrica
San Cristoforo
Un ponte tra Ospedale e Territorio
I
ntercettare le esigenze delle persone bisognose di cure, aiutarle
nei loro spostamenti e sostenerle nel loro percorso, sono solo alcune delle attività dell’Associazione
Volontari San Cristoforo ONLUS.
Nata nel 1999 dall’intuizione della
Signora Longarato, Assessore del
Comune di Montichiari, l’Associazione non lascia mai soli i cittadini
in difficoltà e i loro famigliari.
“San Cristoforo” è il Santo “traghettatore”, protettore degli autisti e di
tutti coloro che utilizzano i mezzi
di trasporto. I volontari dell’Associazione fanno proprio questo:
trasportano le persone che per
necessità di cure hanno l’esigenza
di raggiungere gli Ospedali, le assistono, le aspettano e le riportano
a casa. A questo si aggiunge il trasporto quotidiano dei ragazzi diversamente abili verso i Centri Socioeducativi della zona ed il servizio di
trasporto dei medicinali chemioterapici dall’Ospedale Civile al Presidio di Montichiari.
Ogni mattina un volontario ritira
presso la sezione UMACA della farmacia dell’Ospedale Civile i farmaci
necessari per la somministrazione
delle cure ai pazienti oncologici e li
consegna prima delle 8 al Servizio
Oncologia del Presidio di Montichiari. Lo fanno calcolando il tempo, un fattore molto importante
per consentire l’erogazione della
22
prestazione al primo paziente e
garantendo un servizio importante
ed essenziale. Sempre più stretto,
quindi, il rapporto tra ospedale e
territorio di riferimento.
L’Associazione San Cristoforo agisce
su un vasto territorio della bassa
bresciana e, nel tempo, si è diffuso
in un’ampia zona grazie all’apertura di nuove sedi dell’Associazione
toccando Castiglione delle Stiviere,
Visano e Remedello.
Sono 10 i mezzi adeguatamente
attrezzati tra pulmini e auto che
consentono di effettuare tra i 25 e
30 viaggi giornalieri. Nel 2015 sono
state accompagnate ed assistite
11.300 persone e percorsi 150.000
km. Il tutto grazie al lavoro di 80 volontari tra autisti, accompagnatori,
addetti alla logistica, allo smistamento dei pazienti, all’organizzazione, alla generosità di chi ha donato i mezzi di trasporto e ai fondi
che garantiscono il mantenimento
dell’attività organizzativa dell’Associazione.
L’Amministrazione Comunale di
Montichiari mette a disposizione
del sodalizio, nell’ambito del Centro Diurno Casa Bianca, una sede/
ufficio con i relativi servizi oltre
al parcheggio per le autovetture,
inoltre la stessa garantisce l’assicurazione antinfortunistica per i volontari.
“Riceviamo più di quanto diamo –
ha detto la Presidente Luciana Rossi - siamo una piccola Associazione
fortunatamente radicata sul territorio, viviamo di passaparola e di riconoscimento da parte della realtà
in cui operiamo, il nostro obiettivo
è non fermarci mai. La gratificazione più bella è il ringraziamento che
riceviamo dai nostri compagni di
viaggio con i quali spesso si instaura un sincero rapporto di amicizia”.
Ricordiamo che l’ufficio dell’Associazione è a vostra disposizione per
le prenotazioni dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 12.
Tutte le informazioni di possono
trovare sul sito:
www.volontarisancristoforomontichiari.com
dicembre 2016
Chiara Benedetti
Bibliotecaria - Spedali Civili di Brescia
10 dicembre 1950:
l’inaugurazione
del nuovo ospedale
Il nostro Ospedale ha una storia
molto lunga: nato nel XV secolo assunse il nome di Spedali Civili nella
seconda metà del XIX quando l’Ospedale Maggiore si unì a quello
delle Donne.
Esso era collocato in pieno centro
cittadino tra le attuali vie Gramsci,
Vittorio Emanuele II, Bulloni e Moretto.
All’inizio del Novecento si iniziò a
pensare all’ampliamento dell’Ospedale in quanto era diventato
assolutamente insufficiente per gli
aumentati bisogni assistenziali della città e della provincia. Nel 1904 la
Cassa di Risparmio delle Provincie
Lombarde aveva elargito trecentomila lire per l’ampliamento e l’ammodernamento delle infermerie e
di altri settori; ma gli amministratori capirono che l’ampliamento
progettato sarebbe stato un errore
economico e sanitario essendo assolutamente insufficiente al bisogno e quindi con un vantaggio assai
effimero.
Nacque l’idea della necessità di
costruire un Nuovo Ospedale in
un luogo adatto, fuori dall’abitato
urbano, in un edificio costruito secondo criteri moderni e razionali.
Infatti non dimentichiamo che l’Ospedale si trovava in un ex convento “riadattato” ai fini assistenziali (ad esempio: le corsie erano in
enormi locali colonnati, mal aerati,
umidi e malsani; la cucina era nel
piano seminterrato, ecc.).
Lo scoppio della prima guerra mondiale fece slittare lo spostamento
del progetto.
Il problema della vecchia sede
ospedaliera e della costruzione di
un nuovo Ospedale si ripropone
dopo alcuni anni.
Le giornate di degenza che nel 1896
si accertarono in n. 146.000 salirono nel 1905 a 220.000 e nel decennio 1930/40 ad oltre 300.000.
Le deficienze organiche e funzionali, la limitazione di aree per giardini
e cortili, l’insufficiente aerazione
ed illuminazione delle infermerie,
la sempre maggiore deficiente capacità, l’impossibilità di ampliamento dei fabbricati attuali furono
constatate anche da un Comitato
che si era costituito nel 1933 che
pure scelse la area su cui doveva
sorgere il Nuovo Ospedale.
Come abbiamo visto nel numero
scorso di Civile Salute il progettista
del nostro Ospedale fu l’ingegne-
re bresciano Angelo Bordoni. Egli,
incaricato di studiare il problema,
escluse la possibilità di ammodernare ed ampliare la sede del vecchio Ospedale e ne progettò uno
nuovo a San Rocchino (Mompiano), a nord della città, distante circa 3 chilometri dal centro storico,
in una zona quasi completamente
agricola e molto verde.
Qui venne acquistata una vasta
proprietà (quasi 166.000 metri
quadrati) dall’ex podestà di Brescia
Pietro Calzoni.
Il Consiglio Superiore di Sanità approvò il progetto e il piano finanziario che subì varie modifiche a
seconda delle soluzioni prospettate e del periodo di tempo in cui
venne studiato e predisposto. Calcolato su una prima spesa prevista di L.17.500.000 (1934) salì in
seguito a 21 milioni e poi alla cifra,
ritenuta definitiva, (1936-37) di
L.23.500.000 per n. 1.400 posti letto e con un conseguente costo, per
posto letto, di L.17.500.
Tale somma prevista dal piano finanziario sarebbe stata fronteggiata per L.12.500.000 mediante
contrazione di un mutuo ipotecario
trentennale con l’INFAIL (Istituto
segue
23
civilesalute
nazionale fascista per le assicurazioni contro gli infortuni sul lavoro)
e per la restante parte in alcuni accantonamenti, dalla vendita della
vecchia sede ospedaliera e dalla
alienazione di alcune aree periferiche di proprietà.
L’avvocato Luigi Mina, direttore amministrativo, in una pubblicazione
dal titolo Il problema del costruendo nuovo Ospedale Civile di Brescia
(settembre 1936) scriveva in merito al problema economico che “
si presentava relativamente facile
qualche anno fa, quando il costo
era previsto in meno di L. 20 milioni e quando il bilancio ospedaliero
permetteva di accantonare circa un
(Brescia, 1935)
24
milione all’anno per la costruzione.
Non altrettanto facile esso si presenta ora che l’aggiornamento del
progetto porterà la spesa relativa
ad oltre 25 milioni, mentre, già da
un paio d’anni, l’ammontare delle
rette spedaliere è rimasto invariato, nonostante l’aumentato costo
dei generi e dei servizi”.
Il progetto bordoniano venne approvato dall’Amministrazione degli
Spedali Civili, ma prima che il nuovo Ospedale potesse funzionare
occorsero alcuni decenni.
Il 28 ottobre 1938 venne posta la
prima pietra del nuovo Ospedale. I
lavori procedono spediti: dal 1939
il cantiere subì forti rallentamenti
a causa dello scoppio della guerra,
ma nel 1941 i muri dell’intero blocco ospedaliero sono già costruiti.
Anche sulla stampa dell’epoca apparvero numerosi articoli per sensibilizzare l’opinione pubblica e i
progetti del Bordoni, pubblicati
sulle riviste specialistiche di architettura ed ingegneria europee, ottennero grande successo.
L’ubicazione dell’Ospedale portò
ad una completa revisione urbanistica: nuove strade e linee tramviarie collegavano Mompiano al
centro cittadino e venne scavata
la galleria sotto il colle Cidneo e il
castello.
Commentari dell’Ateneo di Brescia per il triennio 1940-41-42
dicembre 2016
Cospicui finanziamenti statali e di
Istituti di credito, risorse accumulate dall’ospedale e l’aiuto generoso
della beneficenza bresciana fecero
si’ che si potesse completare il primo padiglione dell’Ospedale che
venne inaugurato il 10 dicembre
1950.
Oltre ad esso erano pronti tutti i servizi generali (sistemazione
dell’area, fognatura, centrale termica, impianti elettrici, cucina, impianti frigoriferi, ecc.) e come disse nel discorso inaugurale Mario
Marchetti, presidente dell’Ospedale, «L’area è circoscritta in un cer-
chio del diametro di oltre mezzo
chilometro e della lunghezza di m.
1600 ed ha l’estensione di 20 ettari, pari a 60 piò circa. La cubatura
dell’edificio è di 300.000 metri, pari
a 3.000 vani di abitazione civile. I
pavimenti hanno una superficie di
60.000 metri quadrati; pari, pres-
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civilesalute
sochè all’estensione, per lunghezza
e larghezza, della strada nazionale
nel tratto da Brescia a Virle Treponti e pari altresì, per dare un’idea
forse più efficace, a un nastro stradale largo un metro che, partendo
dai sobborghi di Brescia giunga fino
ai sobborghi di Verona.
Le giornate lavorative sono calcolate in 750.000. Il che significa che
se un solo uomo avesse ininterrottamente lavorato alla costruzione
dell’edificio, per giungere al punto
in cui oggi siamo, avrebbe dovuto
cominciare la sua fatica nell’anno
in cui nacque Cristo. […] Quanto
è costata l’opera, fin qui? Prima di
rispondere bisogna precisare che
il rinnovamento non è meramente esteriore: la semplice traslazione delle vecchie attrezzature non
era possibile; significava ripulire la
facciata. Di qui la necessità di arredamenti e attrezzature nuove che
hanno comportato un sensibile costo.
Bisogna altresì premettere che
l’indicazione di una cifra comporta necessariamente un’operazione
di ragguaglio, in quanto la spesa è
stata sostenuta in un lungo lasso di
tempo, durante il quale la nostra
lira ha compiuto acrobatiche evoluzioni. Perciò, ragguagliata al valore
attuale della moneta, può dirsi che
la spesa complessiva di quest’opera, nel punto in cui si trova, è stata
circa di un miliardo e mezzo […].
Non solo l’antico patrimonio dell’ospedale è intatto, ma si è arricchito
di questo complesso, che costituisce la ragione della sua esistenza».
Ringrazio il Dr. Antonio De Gennaro, Responsabile dell’Emeroteca Queriniana, per
la ricerca e la fornitura degli articoli dei
quotidiani.
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Pubblicazioni edite dall’Amministrazione dell’Ospedale
dicembre 2016
Giornale di Brescia (19-11-1950)
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