Istituto Comprensivo Statale - IC Don Milani

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Istituto Comprensivo Statale - IC Don Milani
Istituto Comprensivo Statale
di Scuola dell’Infanzia – Primaria e Secondaria di I grado
“DON LORENZO MILANI”
San Martino Valle Caudina (AV).
Anno scolastico 2013/2014
“Dall’accoglienza alla formazione del cittadino
per un nuovo umanesimo”
“Gli uomini passano ma gli ideali restano e continueranno a camminare sulle gambe
di altri uomini”
Giovanni Falcone
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PRESENTAZIONE
PIANO OFFERTA FORMATIVA APPROVATO DAL COLLEGIO DOCENTI
IL 12 /11 /2013 E VALEVOLE Fino all’ ANNO SCOLASTICO 2014/2015
Il Piano dell’Offerta Formativa del nostro Istituto è stato redatto dal Gruppo di Progetto interno, con il concorso dei
Genitori eletti in seno al Consiglio d’Istituto e di tutte le agenzie e contropartite formative presenti sul territorio
La nostra è, perciò, una “progettazione partecipata” che individua negli accordi e nelle intese di programma la
formalizzazione di processi articolati di concertazione socio istituzionale.
I Comuni di San Martino Valle Caudina, Pietrastornina , Sant’Angelo A Scala e tutte le altre agenzie territoriali
diventano coprotagonisti delle scelte formative, seguendo un modello operativo che ha visto l’attivazione di una vera e
propria negoziazione.
Partendo da una prima identificazione e mappatura degli attori sociali significativi, dalla diagnosi e dalle prospettive di
sviluppo sociale del territorio, nel gruppo integrato di progetto, si è discusso sul nuovo ruolo che oggi ricopre la Scuola,
come sottolineato anche nelle ultime Indicazioni Nazionali per il curricolo.
Ciò ci ha consentito non solo di raccogliere elementi utili alla redazione del nostro POF, ma anche di intessere relazioni e di
affermare una volontà di visibilità della scuola a rappresentare una forma di autonomia funzionale, impegnata, cioè, a
costruire e condividere la progettualità locale.
Il Piano dell’Offerta Formativa del nostro Istituto, per gli anni scolastici dal 2012/13 al 2014/15, ha come filo
conduttore per tutte le attività curricolari ed extracurricolari “Cittadinanza e Costituzione”.
Il presente Piano, a decorrere dal corrente anno scolastico, viene integrato anche a seguito degli esiti di rilevazioni
condotte fra gli utenti o gli operatori.
Le proposte di modifica/integrazione/aggiornamento vengono predisposte, eventualmente anche su propria iniziativa, dallo
Staff di direzione che a questo scopo si riunisce almeno tre volte all’anno.
Ha titolo di presentare proposte di modifica e/o integrazione anche il team di lavoro formato dai docenti che ricoprono le
Funzioni Strumentali.
Le proposte stesse vengono inviate al Collegio dei Docenti e al Consiglio di Istituto per la successiva approvazione.
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Una breve premessa. Ovvero …
IL POF: IL SENSO DI UN DOCUMENTO
La Scuola dell’Autonomia deve individuare proprie strade per gestire la complessità, ricercando e ricostituendo
linee di evoluzione e di equilibri che mantengano una sostanziale continuità con le esperienze sociali positivamente
consolidate.
L’attenzione si sposta, inevitabilmente, da riflessioni su modelli astratti alla concretezza delle disposizioni destinate al
funzionamento delle scuole, onde accortamente individuarne e circoscriverne finalità, assetti organizzativi, risorse,
procedure, azione interna ed esterna, potenzialità operative, obiettivi e risultati da perseguire, attraverso strumenti pertinenti
, evitando che possa tacere ciò che si interroga.
E’ importante formulare scelte coerenti con le caratteristiche del proprio territorio, creando le premesse per orientarne lo
sviluppo attraverso un Piano, un atto politico, una dichiarazione del contributo che la scuola intende dare al suo sviluppo.
L’elaborazione e l’adozione del Piano dell’Offerta Formativa , il POF appunto, da parte delle scuole è disciplinata dal
Regolamento sull’Autonomia didattica, organizzativa, di ricerca, sperimentazione e di sviluppo, il DPR 275/’99 che, come è
noto, è stato emanato in attuazione dell’art. 21 della legge n.59 del 15 marzo 1997, meglio conosciuta come legge Bassanini
.
Attraverso l’adozione del POF la scuola autoregola le proprie attività, nel senso che ,mediante la partecipazione di tutte
indistintamente le sue componenti, progetta e programma la propria azione amministrativa e formativa ed effettua scelte in
ordine agli indirizzi contenutistici, metodologici, organizzativi e gestionali che si propone di seguire.
L’elaborazione e la definizione del POF avviene , infatti, mediante un procedimento partecipativo che, direttamente o
attraverso meccanismi rappresentativi, vede coinvolte le componenti della Scuola che si autoregola in ordine allo
svolgimento delle sue attività.
Le scelte adottate trovano attuazione attraverso il PIANO ANNUALE DELLE ATTIVITÀ, deliberato dal Collegio dei
docenti, che definisce gli impegni del personale docente in funzione alla pianificazione progettuale riversata nel POF. La
realizzazione di quanto in esso contenuto prevede intese di programma con gli Enti locali e con il Territorio in generale
attraverso accordi di rete, associazione con altre scuole, convenzioni, adesione a consorzi pubblici e privati, conferenze di
servizi…
Le scuole, pertanto, guadagnano una maggiore capacità di iniziativa nel campo amministrativo, organizzativo, didattico e
della ricerca, prerogative riassunte nel concetto di “autonomia funzionale”.
Il punto di forza del Regolamento è, quindi, rappresentato dalla configurazione del Piano dell’OFFERTA FORMATIVA,
nel quale si sostanzia L’IDENTITÀ CULTURALE E PROGETTUALE di ogni scuola poiché esso rende esplicita la
progettazione curriculare, extracurriculare, educativa ed organizzativa delle scuole, e dovrà coniugare la dimensione
nazionale del curricolo con quella locale.
Le attività opzionali, da scegliersi all’interno di un quadro di offerte nazionali, o quelle elettive, che potranno essere
direttamente programmate dalla scuola (es. progetto di laboratorio informatico-giornalistico) costituiscono, infatti IL
VALORE AGGIUNTO che ogni scuola autonoma si impegna a produrre, per meglio rispondere alle specifiche domande
dei suoi utenti e della comunità in cui è inserita, perché l’autonomia possa incidere sui compiti formativi fondamentali della
istituzione scolastica.
Il termine flessibilità di cui è ricco il testo del Regolamento riassume il senso e lo spirito dell’autonomia stessa. Esiste la
possibilità di variare la quantità dei tempi, e la loro distribuzione, destinati alle discipline, di articolare le unità di
insegnamento in tempi diversi (es.ore di 50 minuti),prevedendo il recupero della quota oraria residua attraverso lo
svolgimento di attività aggiuntive, scomporre il curriculum annuale di una disciplina, una sorta di smontaggio logicosequenziale, in MODULI, sequenze significative adatte alle caratteristiche, ai bisogni, espressi o inespressi, ai livelli
conoscitivi degli allievi, una riorganizzazione dell’impianto didattico delle discipline che favorisce un effettivo processo di
individualizzazione e di sostegno alla motivazione. Flessibilità vuol dire anche superare il riferimento alla classe, intesa
come unica modalità di aggregazione degli allievi, in favore di soluzioni più articolate e mobili ( piccoli gruppi, gruppi di
interesse, laboratori, classi aperte). E’ necessario, al fine di dare senso all’autonomia organizzativa e didattica, collegarsi
strettamente ai cosiddetti “saperi essenziali” (Commissione dei Saggi), cioè al quadro delle conoscenze e delle competenze
che un moderno sistema formativo dovrà garantire alle nuove generazioni. Al centro sta il successo formativo di ogni
ragazzo, ovvero la piena espansione delle sue opportunità di sviluppo culturale, sociale e professionale.
Di qui l’attenzione alle caratteristiche individuali di ogni soggetto, ai contesti di vita, ai bisogni locali, pur nell’ambito di un
richiamo ai compiti istituzionali generali del sistema di istruzione attraverso un solido progetto culturale ed educativo che
garantisca educazione, formazione e istruzione svolgendo un ruolo di “sviluppo” della comunità.
Il POF, d’altro canto, non può che essere la risultante di un’intensa attività di esplorazione, negoziazione e relazione con le
diverse realtà del territorio.
Lo studioso Franco Frabboni, Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Bologna , ha
recentemente affermato: “Il concetto di piano ha per me l’odore di PIANO DI VOLO, di un aliante, di un volatile, con
tutta la fantasia, la creatività , la flessibilità insita nel concetto di volo. Il Piano dell’Offerta Formativa significa anche che
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una scuola vuole mettersi in gioco interagendo costruttivamente con ciò che non è scuola, il cosiddetto sistema formativo
integrato (Istituzioni, Enti, Agenzie formative….), che è poi l’Ambiente.
La Scuola deve anche essere una sede organizzata per mettere a disposizione di ciò che non è utenza scolastica in senso
stretto, energie, conoscenze, possibilità, adottando una linea di massima apertura col territorio. E’ chiaro che il POF diventa
il manifesto pedagogico-istituzionale della Scuola; esso ne è l’”architettura” mentre il curricolo ne costituisce l’“arredo”…,
i contenuti e le strategie per l’apprendimento; per la socializzazione e per le relazioni costituiscono l’arredo mentre il POF
dice di quanti piani si vuole costruire una certa “struttura”, in un dato ambito scolastico. Tale struttura dovrebbe consistere
in sette piani, che poi si concretizzano in altrettante risposte, come segue:
1) Come si pone la Scuola rispetto al grave problema dei saperi che evaporano
2) Come si pone rispetto agli accessi (handicap, extracomunitari), laddove esiste il problema
3) Gestione della Scuola- organi di partecipazione (definizione di ruoli, competenze e quote delle componenti)
4) Tempi
5) Spazi
6) Uso dell’Ambiente
7) Il curriculo
Jacques Delors in “Nell’educazione un tesoro” afferma che “…Per riuscire nei suoi compiti, l’educazione deve
essere organizzata attorno a quattro tipi fondamentali di apprendimento….pilastri della conoscenza: imparare a
conoscere,cioè acquisire gli strumenti della comprensione; imparare a fare, in modo tale da essere capaci di agire
creativamente nel proprio ambiente; imparare a vivere insieme,in modo tale da partecipare e collaborare con gli altri in
tutte le attività umane; imparare ad essere ,un progresso essenziale che deriva dai tre precedenti…”.
Il che vuol dire che la didattica va rivisitata, sottoposta a smontaggio e rimontaggio, e va finalizzata ai profili formativi in
uscita (ogni alunno andrà dove potrà ).
Il rifiuto da parte degli studenti , secondo Piero Romei, è “legato al fatto che spesso le cose non vengono presentate come
segmenti di un percorso di SENSO”, con la conseguente dispersione.
L’Autonomia implica la ricerca in quanto senza di essa rischia di non essere un progetto vitale perché non alimentata da
idee.
In una fase tanto delicata della storia della scuola , il POF costituisce il Documento che attribuisce Senso all’Autonomia in
quanto “strumento” che consente di andare alla ricerca di ciò che si può costruire arricchendo di contenuto i segmenti del
Percorso che si può mettere in atto in una specifica realtà.
Il docente “artigiano”,sistematico e creativo allo stesso tempo, e il sistema flessibile, in un contesto organizzativo
adeguato, aprendo la “scatola nera” dei saperi, in definitiva, devono garantire ad ogni alunno di pensare con la propria testa
e sognare col proprio cuore. Un POF deve dare queste risposte cioè individuare i saperi, le conoscenze, le discipline con le
attività trasversali interdisciplinari .
LA DISPERSIONE: UN RISCHIO O UN PROBLEMA?
Il fenomeno della “dispersione” , intesa come dispersione di energie, potenzialità, saperi, competenze, abilità, capacità…..,
non è solo preoccupante in termini di risorsa sociale , ma soprattutto in termini di COSTRUZIONE DELL’ IDENTITA’ ,
patrimonio straordinario, anche biologico, ma soprattutto culturale fatto di storie, pensieri, di affetti che ognuno di noi
struttura durante l’arco dell’esistenza, non solo individuale ma nel senso dell’IDENTITA’ COLLETTIVA, della
consapevolezza di appartenere ad una determinata Cultura o contesto.
E’ chiaro che tale processo di costruzione è di crescita continua e si sviluppa attraverso le esperienze di essere soggetto per
ciascuno di noi e quindi matrice di pensieri, di opere la cui rilevanza è sociale e non puramente soggettiva e quella di essere
un “tu” per gli altri ed esserlo alla pari. Nelle nostre scuole assistiamo a “situazioni” di disagio come ansia, depressione,
aggressività, onnipotenza, con lo sconfinamento costante nei “territori” altrui ; spesso ci troviamo di fronte a casi di bambini
“adulti”, molto “bravi” a scuola, che non sono assolutamente meno preoccupanti. Oppure ci troviamo di fronte a ragazzi
timorosi ed emarginati , che vivono l’apprendimento addirittura come rischio, come chiusura. Quando un bambino di tre
anni arriva a scuola, porta dentro di sé un bagaglio di esperienze e di affetti che hanno già fortemente condizionato la sua
personalità e crescita: il CURRICOLO IMPLICITO, latente in ciascuno di noi con cui fare i conti , partendo non tanto da
un’analisi formale dei bisogni degli alunni, ma dalle categorie che hanno determinato lo sviluppo delle loro personalità : lo
spazio e il tempo. Intendendo per spazio un contesto vitale ma anche logico, concettuale, simbolico e per tempo quello
evolutivo, vissuto…quel tempo che si carica di valenze simboliche importantissime. Vogliamo lavorare per costruire
insieme una scuola che sappia assumersi tutta la responsabilità delle decisioni, che lavori tenendo sempre ben presente la
finalità primaria del SUCCESSO FORMATIVO degli alunni, del DIRITTO di ciascuno alla propria “eccellenza”.
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PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA DELL’ISTITUTO COMPRENSIVO
Il Piano dell’Offerta Formativa (POF) è il documento pubblico che definisce “… l'identità culturale e progettuale
dell’istituto ed esplicita la progettazione curricolare, extracurricolare, educativa ed organizzativa che la scuola adotta
nell'ambito della sua autonomia”.
L’offerta formativa del nostro Istituto, elaborata dal Collegio Docenti e fatta propria dal Consiglio di Istituto, esplicita le
modalità di erogazione del servizio scolastico, i propri progetti, gli obiettivi, le risorse finanziarie, i criteri di spesa.
IDEE GUIDA
dall’accoglienza...
Nella scuola i bambini e le bambine prima, i ragazzi e le ragazze dopo, tendono ad essere visti sul piano più
strettamente cognitivo, senza una pari attenzione alla dimensione relazionale e affettiva.
Si rischia in questo modo di impostare l’azione educativa non sulla persona nella sua interezza, ma solo su alcuni
aspetti limitati.
Le difficoltà nella nostra azione educativa quotidiana sono invece determinate dal fatto che abbiamo nelle nostre
classi bambini che vivono in situazioni di disagio socio-ambientale, di discontinuità di relazioni umane, di sovraccarico
psicologico.
Dobbiamo dunque puntare ad una scuola in grado di “accoglierli”, una scuola che sposti l’attenzione pedagogica
dai prodotti culturali, dai curricoli, al sostegno di quei processi educativi che si stanno compiendo nel bambino, nel ragazzo.
Guardarli nella loro complessità, nella loro interezza, per dare una lettura capace di coglierne i vari aspetti
(biologici, psicologici, culturali) e per dare loro una lettura ecologica.
alla formazione del cittadino…
La scuola deve essere la scuola degli alfabeti del fare , del vivere e del convivere.
I ragazzi hanno bisogno di trovare nella scuola occasioni che li aiutino a crescere, per costruire una positiva immagine di sé,
per acquisire la consapevolezza della propria identità personale e culturale, la capacità di convivere e di interagire con altre
identità.
La promozione e lo sviluppo di ogni persona stimola in maniera vicendevole la promozione e lo sviluppo di altre
persone: ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non basta convivere nella società, ma questa società stessa
bisogna crearla continuamente insieme.
Il sistema educativo deve formare cittadini in grado di partecipare consapevolmente alla costruzione di collettività
più ampie e composite, siano esse quella nazionale, quella europea, quella mondiale.
attraverso la motivazione …
Insieme al quadro dell’organizzazione dei saperi si deve porre particolare attenzione al ruolo della spinta
motivazionale nella conoscenza.
Infatti, a differenza degli altri esseri viventi, gli uomini non si adattano solo all’ambiente, ma hanno bisogno di
attribuire significati alle loro azioni: quindi non solo teoria della mente, ma anche della motivazione.
per un nuovo umanesimo….
Che insegni a ricomporre i grandi oggetti della conoscenza – l’ universo, il pianeta, la natura, la vita, l’umanità, la
società, il corpo, la mente, la storia- in una prospettiva complessa, volta cioè a superare la frammentazione delle discipline e
ad integrarle in nuovi quadri di insieme.
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ANALISI DELLA SITUAZIONE ESTERNA
L’analisi dell’ambiente e d’Istituto si pone come elemento di continua verifica e confronto per gli Organi
Collegiali che, di anno in anno, devono essere in grado di rispondere alla domanda formativa nei confronti della
Scuola.
SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICO-CULTURALE
DEL COMUNE DI SAN MARTINO VALLE CAUDINA
Contesto territoriale del Comune di San Martino Valle Caudina
S. Martino è un piccolo comune "di frontiera", situato tra le province di Avellino, Benevento, Caserta; esso, come
tale, presenta una permeabilità elevata rispetto agli stimoli provenienti dai grossi agglomerati urbani. Tale posizione
favorisce un interscambio che, pur creando un'apertura nella mentalità e nei diversi ambiti (sociali, economici, culturali
non comuni agli altri paesi dell' “interno”), non lo sottrae a “contaminazioni” negative.
Il territorio di S. Martino V.C. si estende su di un’area di 2.280 ha di cui 800 di territorio montano, altrettante di
territorio agricolo e la restante parte , corrispondente a 680 ha, di territorio urbano con un significativo frazionamento
della popolazione in numerose contrade e casali, disseminati soprattutto nelle zone rurali.
Il Comune appartiene alla Valle Caudina, un’area a sua volta molto frazionata in quanto i suoi undici comuni
appartengono a due diverse province, due diverse Comunità Montane (Partenio e Taburno), tre comprensori, tre distretti
telefonici, due distretti militari (Salerno e Caserta) ma ad un'unica Diocesi, quella di Benevento.
La sua posizione la rende crocevia di diverse Culture: Irpina, Sannita e Partenopea. Il suo borgo medievale rappresenta
ancora oggi il fulcro socio-abitativo del paese.
La situazione abitativa e igienico-sanitaria è buona e il tenore di vita può considerarsi soddisfacente. Il settore edilizio è in
sviluppo e questo fa prevedere un futuro aumento della popolazione.
 Realtà socio ambientale- culturale
Provincia
Avellino (AV)
Regione
Campania
Popolazione
Superficie
Densità
Popolazione
legale
Prefisso
CAP
4.730 abitanti(01/01/2011 - ISTAT)
22,79 km²
207,55 ab./km²
4.773 abitanti(censimento 2011 - dati provvisori)
4.704 abitanti(censimento 2001)
0824
83018
Dai dati emersi dagli ultimi censimenti si evince che negli anni ’60 si verificò una massiccia emigrazione verso il
Nord Italia (6352 e gli Stati Esteri (843), dato che negli anni 2000 si attesta attorno alle 4800 unità, cosa comunque
di non poco conto.
S. Martino ha risentito negativamente del fenomeno migratorio che ha contribuito all’ invecchiamento della
popolazione. Dato altrettanto rilevante è quello del decremento delle nascite che variano dalle 47 unità del 2997 alle
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32 del 2003 ( 68%). Su un totale di 4773 abitanti ci sono attualmente solo 654 bambini da 0 a 13 anni.
L’emigrazione , in quanto in gran parte dovuta ad esigenze di studio o di lavoro, impoverisce il tessuto sociale della
popolazione attiva..
SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICO-CULTURALE
DEL COMUNE DI PIETRASTORNINA
ll comune di Pietrastornina è situato nella regione Campania, in provincia di Avellino e conta circa 1.573 abitanti.
Il paese sorge a 515 mt. di altezza s.l.m., ed è diviso in 36 frazioni; il territorio di Pietrastornina si colloca nel Parco
Regionale del Partenio.
L'economia del paese è basata prevalentemente sull'agricoltura e in particolare sulla raccolta dell'uva che produce il vino
DOC Fiano d'Avellino.
Il santo patrono del paese è San Biagio e si festeggia il 3 febbraio.
 Realtà socio ambientale- culturale
Prefisso
Avellino (AV)
Campania
1.556 abitanti(01/01/2013 - Istat)
15,73 km²
98,93 ab./km²
064073
G629
0825
CAP
83015
Provincia
Regione
Popolazione
Superficie
Densità
Codice Istat
Codice catastale
SITUAZIONE SOCIO-ECONOMICO-CULTURALE
DEL COMUNE DI SANTT’ANGELO A SCALA
Comune montano in provincia di Avellino con circa settecentoquaranta abitanti. Situato alle pendici del monte Vallatrone,
versante nord occidentale del Massiccio del Partenio. Il comune è a pochi chilometri da Avellino. Da segnalare la
produzione di olive, castagne e nocciole, nonché dei vini Fiano e Aglianico .
 Realtà socio ambientale- Regione
Provincia
Avellino (AV)
Zona
Italia Meridionale
Popolazione Residente
744 (M 391, F 353)
Densità per Kmq: 71,0
Superficie: 10,48 Kmq
Codici
CAP 83010
Prefisso Telefonico 0825
Codice Istat 064091
Codice Catastale
I280 culturale
Campania
 L’economia
Anche nel 2012 l’economia nella provincia di Avellino ha mostrato segni di difficoltà soprattutto in tema di occupazionee
per le microimprese, nonostante le indicazioni positive tratte dal commercio internazionale lascino pensare che si possa
intraprendere la via della ripresa a patto di risolvere i fattori di debolezza quali il gap infrastrutturale ed il mancato accesso
al credito che di fatto limitano decisamente la capacità di sviluppo del tessuto imprenditoriale.
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Il sistema delle imprese è diventato più fragile, soffrendo particolarmente il clima di particolare incertezza e di sfiducia che
ormai si respira nel nostro paese: quasi 2.500 aziende locali nell’ultimo anno hanno preferito uscire dal mercato, con la
conseguente perdita non solo di posti di lavoro, ma anche di competenze e tradizioni importanti, mentre di converso ha
perso di vigore il fenomenodella natalità imprenditoriale.
Sul fronte dell’occupazione, osserviamo il dato più preoccupante per la provincia di Avellino: nel 2012 il tasso di
disoccupazione sale al 15,2% il livello più alto degli ultimi dieci anni, con un incremento rispetto allo scorso anno del 10%,
tenuto conto che i disoccupati nell’ultimo anno sono aumentati di 3.400 unità sfiorando la cifra complessiva di 25 mila
persone in cerca di lavoro. La maggioranza della popolazione svolge attività lavorative fuori dai Comuni di residenza,
dando luogo ad un accentuato fenomeno di pendolarismo
 Profilo degli alunni: ambiente di provenienza
Dalla tabulazione dei dati ricavati da questionari , sottoposti agli alunni della Scuola, risulta che questi ultimi
provengono prevalentemente da famiglie-tipo, composte mediamente da 4 persone. Da una recente indagine a campione,
svolta in fase di progettazione dei P.O.N., risulta che il 52% dei genitori ha conseguito il diploma di licenza media; il
37% è in possesso del Diploma di Maturità ( in gran parte conseguiti in istituti di tipo professionale), il 2% possiede una
Laurea mentre, dato non poco trascurabile, l’ 8 % dei genitori non avrebbe completato la scuola dell’obbligo. Tra questi
non mancano casi di totale analfabetismo anche tra genitori con età inferiore ai 40 anni. Non è certo trascurabile il dato
relativo alla “dispersione” degli alunni negli ultimi tre anni. Secondo quanto emerso dalla suddetta ricerca, la
percentuale di alunni che si è assentato per oltre il 40% dei giorni di lezione in un anno è stata del 4,40% nella
Scuola Primaria e dell’8,40% nella Scuola Secondaria di Primo Grado contro il 13,1% e il 13,9 % dei due anni
precedenti, di cui una percentuale molto alta di ragazze. In tale fenomeno affonda inevitabilmente le radici la situazione
emersa per gli adulti, degli insuccessi e degli abbandoni nei successivi ordini scolastici, situazione al momento ben
evidente ma non ancora adeguatamente monitorata. Iniziative sporadiche, prevalentemente estive, più ludiche che
culturali, denunciano una sostanziale carenza di una politica territoriale di promozione culturale.
La figura materna è predominante nell'educazione dei figli sia per disponibilità di tempo (infatti, come rilevato dai dati
raccolti, circa il 90% delle mamme risulta svolgere il ruolo di casalinga) sia per un maggiore coinvolgimento della
donna nelle attività della scuola. Dal punto di vista occupazionale risulta che le famiglie monoreddito sono nettamente
prevalenti rispetto a quelle che possono contare su più entrate. Considerato l’alto tasso di popolazione anziana si può
dedurre che un prezioso contributo al reddito familiare derivi anche dalla presenza di anziani nel nucleo familiare, da
pensioni, sussidi di accompagnamento. Nelle famiglie degli alunni, l'attività lavorativa prevalente si ripartisce più o
meno equamente tra impiegati e artigiani. Tra questi sono ormai quasi scomparsi mestieri quali sarti, bottai, calzolai,
falegnami, incisori, innestatori….. un tempo fonte di reddito e risorsa preziosa in termini di saperi locali. Diverse sono
le famiglie che esercitano attività autonome come il commercio, il trasporto privato e la gestione di locali pubblici.
 Tempo libero
Nel tempo libero i ragazzi si dedicano per lo più al gioco del calcio, utilizzando le strutture comunali. Le ragazze
trascorrono gran parte del tempo libero tra le mura domestiche, concedendosi, di tanto in tanto, come diversivo, il
“passeggio” per il corso principale. Una piccola minoranza pratica arti quali la musica o la danza, frequentando corsi a
pagamento in centri limitrofi. Un dato rilevante può essere colto nel fatto che più di una metà degli alunni testati ha
dichiarato di dedicarsi volentieri alla lettura ed allo studio in genere. Risulta, poi, ugualmente elevato il numero degli
alunni che preferisce "girare in moto o in bici" o "passare il tempo libero al bar con gli amici", luogo classico di ritrovo
per ragazzi, giovani e adulti. Insomma, si può concludere che il tempo libero venga gestito dai ragazzi in modo
spontaneo, piuttosto che affidato a strutture organizzate operanti sul territorio. Da qui l'esigenza di un prolungamento del
tempo scuola in alternativa al bar o alla strada e alla televisione. Non manca qualche esperienza di vita associata presso
le parrocchie locali e le associazioni presenti nei Comuni.
 Scuole
San Martino: Nel Capoluogo c’è la scuola dell’Infanzia intitolata a “Clementina Perone”, giovanissima insegnante di
un comune limitrofo immolatasi negli anni ’60 per salvare la vita agli alunni a lei affidati.
Nel Comune sono presenti:
 una Scuola Primaria intitolata a “Nicola Maria Abate” con 10 classi a “Tempo Modulare Lungo”, con un rientro
settimanale e 3 classi a “Tempo Pieno”.
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
una Scuola Secondaria di I Grado con cinque classi organizzate a “tempo normale” ed una classe prima a “tempo
prolungato”. Corsi di Strumento Musicale: pianoforte, violino, chitarra e clarinetto: lunedì, martedì, mercoledì e
venerdì dalle 14.10 alle 18.40 secondo le indicazioni dei docenti
 Pietrastornina: Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria “Amato Rizzo” riunite in un unico plesso
Scuola dell’Infanzia
MODELLO ORGANIZZATIVO: 40 Ore Settimanali ORARIO DELLE ATTIVITÀ: 8.00 - 16.00 dal lunedì al venerdì
Scuola Primaria: ORARIO DELLE ATTIVITÀ lunedì,mercoledì,giovedì,venerdì : 8,30 – 13,30
martedì: 8,30-16,30. sabato chiuso
Scuola Secondaria di Primo Grado: ORARIO DELLE ATTIVITÀ classi 1^,2^,3^ tempo pieno- lunedì e venerdì
8:30-16:30 martedì, mercoledì,giovedì,sabato: 8,30 – 13,30
Sant’Angelo a Scala:
Scuola dell’Infanzia
MODELLO ORGANIZZATIVO: 40 Ore Settimanali ORARIO DELLE ATTIVITÀ: 8.00 - 16.00 dal lunedì al venerdì
Scuola Primaria - martedì,giovedì,venerdì : 8,30-13,30; lunedì,mercoledì: 8,30 – 16,30 - sabato chiuso
Le scuole superiori si trovano nei centri più importanti che distano dai 5 ai 25 km (Cervinara, Airola, Montesarchio,
Benevento, Avellino) e sono discretamente serviti dai pullman di linea.
 Rapporti con le Amministrazioni Comunali
Il Comune dimostrano una forte e costante sensibilità alle problematiche collegate al mondo della scuola, finanziando
iniziative atte a soddisfare i vari bisogni degli alunni.
Le Amministrazioni Comunali collaborano con la scuola con vari progetti tra cui lo “scambio culturale” con una scuola ed
una comunità della Repubblica di Croazia. I Comuni, inoltre, hanno messo a disposizione delle Scuole le biblioteche
comunali e partecipano, economicamente, a tutte le attività cantierate per il c.a.s.
 La Polizia Municipale
I Comandi di Polizia Municipale offrono un validissimo contributo alla nostra scuola attraverso la realizzazione di
diverse attività, fornendo pacchetti didattici al Progetto Legalità ed al laboratorio “Sicuri per la strada”.
 Il Comando Stazione Carabinieri
I Comandi delle Stazioni dei Carabinieri mettono a disposizione della nostra Scuola una consulenza per la
realizzazione dei percorsi di “Educazione alla legalità ed alla cittadinanza”, direttamente collegati al Progetto
“Anticamorra” attivato ai sensi e per gli effetti della L.R. n. 39.
 La Parrocchia
Le Parrocchie collaborano con la Scuola per la realizzazione di diversi percorsi. A San Martino VC assumono
particolare rilievo l’ “Elezione del Sindaco Junior” e il “Memorial Don Ugo Della Camera” che coinvolgono gli alunni della
Scuola Primaria e Secondaria di I Grado.
 Risorse del territorio
La nostra scuola è inserita in un contesto che vanta una storia e una tradizione ricca di testimonianze di notevole
rilievo.
 Bisogni educativi e formativi degli alunni
I bisogni dei bambini sono diversi da quelli degli adulti, la differenza consiste nelle esperienze di ciascuno di noi.
L’adulto affronta le cose con una “mente esperta”, il bambino in modo “confuso” perché ha una molteplicità di interessi che
devono essere soddisfatti. E’ compito dell’insegnante perciò aiutarlo a discernere tra i tanti e a scegliere quelli che sono
veramente formativi. Oggi gli ambienti in cui la scuola è immersa sono più ricchi di stimoli culturali, ma anche più
contraddittori e l’apprendimento scolastico è solo una delle tante esperienze di formazione che i bambini e gli adolescenti
vivono, pertanto, compito della scuola è quello di dare senso alla varietà delle loro esperienze, al fine di ridurre la
frammentazione e il carattere episodico che rischiano di caratterizzare la vita dei bambini e degli adolescenti. La scuola,
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salvaguardando l’identità di ogni alunno, deve potenziare il conseguimento dei bisogni cognitivi, affettivi e relazionali e
deve garantire la continuità educativa tra scuola dell’infanzia, Primaria e Secondaria di I Grado. Una scuola così intesa si
pone, in stretta collaborazione con le famiglie, come privilegiato ambiente educativo e di apprendimento che, a partire dalla
piena accoglienza dell’alunno e delle sue culture di appartenenza, sostiene il processo di costruzione dell’identità culturale e
personale dell’alunno stesso.
Tale collaborazione va estesa a tutte le esigenze presenti sul territorio. In considerazione di tali premesse il nostro Istituto,
partendo dal rilevamento degli interessi, ha definito i bisogni più pressanti nei nostri alunni, per poter costruire su di essi i
progetti che si intende realizzare.
Ormai appartiene alla nostra storia il concetto che tra scuola e famiglia ci deve essere interazione e condivisione del
progetto educativo (rapporto non sempre realizzato e sotto alcuni aspetti in crisi), mentre si può definire recente il prendere
parte, alla progettualità della scuola, degli Enti Locali.
Il “progetto scuola” diventa così il risultato della collaborazione della famiglia, della scuola, della comunità.
L’obiettivo che ogni comunità si deve porre, in un’area come la nostra è quello di innalzare i livelli collettivi di
istruzione, per formare dei cittadini in grado di adeguarsi alle richieste sempre più innovative del mondo del lavoro.
Del resto l’insufficiente investimento nella scuola e nella formazione è all’origine del basso livello di competenza
dei giovani, che ha come conseguenza rilevanti costi economici, sociali e civili e difficoltà di integrazione in Europa.
Una società moderna è consapevole che la crescita non si determina attraverso il possesso di risorse economiche e
tecnologiche , ma perseguendo la crescita della persona umana, l’unica in grado di gestire e di valorizzare ogni altra risorsa.
Una scuola, quindi, che diventa agente sociale di sviluppo in quanto promotrice del successo formativo con particolare
attenzione ad una fascia significativa di ragazzi che va incontro ad una “dispersione” non sempre caratterizzata da
abbandoni veri e propri ma da fenomeni quali le frequenze irregolari, i ritardi, l’insuccesso scolastico, che determinano una
selezione al momento relativamente occulta, attraverso promozioni di carattere “formale”, non sempre reali che portano col
tempo ai fenomeni precedentemente esposti.
BISOGNI INDIVIDUALI
Bisogno di:
Identità - Conoscersi - Misurarsi con gli altri Competere ecc.
RISPOSTE
Creare situazioni che lascino spazio alla ricerca
personale, che si aprano al confronto ed alla
collaborazione con i compagni
Bisogno di:
 Sicurezza
 Autonomia
Valorizzare il positivo che si trova in ogni persona (per
alunni in difficoltà sottolineare i progressi anche
minimi).
Bisogno di:
 Appartenere
 Sentirsi parte del gruppo
Creare accanto al gruppo classe, anche gruppo lavoro,
squadra sportiva, gruppo amici.
Bisogno di:
 Conoscere la realtà in cui viviamo
Creare situazioni che portino ad una scopertaesplorazione attiva del territorio.
Bisogno di:
 Comunicare
Favorire situazioni in cui la comunicazione, intesa come
utilizzazione di tutti i linguaggi verbali e non, diventi
presupposto di sé con gli altri, con la realtà esterna.
La scuola, in quanto agenzia formativa , si propone di creare una cultura del “riscatto” attraverso:
la conoscenza e la consapevolezza delle proprie radici storico-culturali
la conoscenza e la consapevolezza delle potenzialità delle risorse del presente
la creazione di un nuovo forte senso di appartenenza, di rispetto e di impegno per la salvaguardia,
promozione della propria cultura e dello sviluppo del paese
la
la promozione di una cultura del “riscatto” e dell’essere potenziale protagonista del cambiamento
I fattori di qualità del servizio scolastico
10
Noi riteniamo che siano indicatori di un buon modo di fare scuola:
la condivisione delle scelte educative
la collaborazione di tutto il personale (docente, amministrativo e ausiliario) nella gestione dei problemi
organizzativi della scuola
la collaborazione e la compartecipazione alla redazione e realizzazione della nostra progettualità degli Enti
Locali e delle contropartite formative presenti sul territorio
il lavoro collegiale degli insegnanti
l'attenzione al tema della continuità
l’attenzione alla "diversità"
l’attivazione di percorsi di educazione alla cittadinanza e ai diritti umani
la suddivisione delle competenze disciplinari fra gli insegnanti
il raccordo interdisciplinare fra i docenti come strumento che possa garantire l'unitarietà dell'insegnamento
l'individualizzazione delle procedure di insegnamento
la definizione di traguardi irrinunciabili comuni e condivisi collegialmente
la disponibilità degli insegnanti a intendere la valutazione come una operazione finalizzata alla correzione
dell'intervento didattico più che alla espressione di giudizi nei confronti degli alunni
la flessibilità organizzativa
l’ utilizzazione razionale degli spazi educativi
il rapporto costante fra insegnanti e famiglie
la disponibilità degli insegnanti alla sperimentazione, alla innovazione didattica e all'aggiornamento
professionale
 Gestione delle risorse
Situazione interna dell’Istituto Comprensivo
STUDENTI
473 San Martino VC(Infanzia- Primaria- Secondaria Primo Grado)
137 Pietrastornina (Infanzia- Primaria- Secondaria Primo Grado)
40 Sant'Angelo a Scala (Infanzia- Primaria)
5 personale di segreteria
9 collaboratori scolastici
2 Ausiliari (ex LSU)
11 Docenti Scuola dell’Infanzia
30 Docenti Scuola Primaria
23 Docenti Scuola Secondaria di I Grado
4 collaboratori scolastici
2 Ausiliari (ex LSU)
5 Docenti Scuola dell’Infanzia
7 Docenti Scuola Primaria
13 Docenti Scuola Secondaria di I Grado
1 Ausiliari (ex LSU)
3 Docenti Scuola dell’Infanzia
6 Docenti Scuola Primaria
RISORSE UMANE E PROFESSIONALI
San Martino VC
RISORSE UMANE E PROFESSIONALI
Pietrastornina
RISORSE UMANE E PROFESSIONALI
Sant'Angelo a Scala
RISORSE STRUTTURALI











Laboratori informatici
Dotazioni audiovisive
Strumentazioni musicali
Aula di musica
Laboratorio scientifico
Laboratorio di ceramica
Biblioteca scolastica
Sala Riunioni
N° 6 Lavagne Interattive Multimediali
N° 1 Lavagna Interattiva Multimediale
Palestra
si
si
si
si
si
si
si
si
si
si
si
in tutte le sedi scolastiche
in tutte le sedi scolastiche
in tutte le sedi scolastiche
Scuole Secondarie di I Grado
Scuole Secondarie di I Grado
Scuola Secondaria Pietrastornina
in tutte le sedi scolastiche
Campus Scolastico San Martino VC
Scuole Secondarie di I Grado
Scuola Primaria San Martino VC
Campus Scolastico
11
Articolazione del tempo scuola
SCUOLA PRIMARIA “Nicola Maria Abate”
SCUOLA PRIMARIA "Amato Rizzo"
SCUOLA PRIMARIA Sant'Angelo a Scala
SCUOLA DELL’INFANZIA “Clementina Perone”
SCUOLA DELL’INFANZIA "Amato Rizzo"
SCUOLA DELL’INFANZIA Sant'Angelo a Scala
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO di San Martino
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO di Pietrastornina
29 (+ 1 ora di mensa) ore settimanali, dal lunedì
al sabato
40 ore settimanali, dal lunedì al venerdì
(h 8.30 / 16.30)
lunedì,mercoledì,giovedì,venerdì : 8,30 – 13,30
martedì: 8,30-16,30. sabato chiuso
martedì,giovedì,venerdì : 8,30-13,30;
lunedì,mercoledì: 8,30 – 16,30 - sabato chiuso
Turno antimeridiano e Pomeridiano (08.3016.30) dal lunedì al venerdì. Sabato (8.3012.30)
Turno antimeridiano e Pomeridiano (08.00 16.00) dal lunedì al venerdì
Turno antimeridiano e Pomeridiano (08.00 16.00) dal lunedì al venerdì
30 ore settimanali, dal lunedì al sabato
36 ore settimanali, martedì e venerdì 08:1016:10
Lunedì, mercoledì, giovedì e sabato 8:10-13:10
Strumento Musicale: lunedì, martedì, mercoledì
e venerdì dalle 14.10 alle 18.40 secondo le
indicazioni dei docenti di Pianoforte, violino,
chitarra e clarinetto.
36 ore settimanali, lunedì e venerdì 8:30-16:30
martedì, mercoledì,giovedì,sabato: 8,30 – 13,30
 Documentazione e verifica del lavoro
Valutazione
La valutazione precederà, accompagnerà e seguirà i percorsi curricolari. Attiverà le azioni da intraprendere,
regolerà quelle avviate, promuoverà il bilancio critico su quelle condotte a termine. Essa assumerà una preminente funzione
formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo.
Sarà assicurato agli studenti e alle famiglie una informazione tempestiva e trasparente sui criteri e sui risultati delle
valutazioni effettuate nei diversi momenti del percorso scolastico, promuovendone con costanza la partecipazione e la
corresponsabilità educativa, nella distinzione di ruoli e funzioni.
La somministrazione di prove nazionali (INVALSI) ci permetterà di rilevare la qualità del nostro operato e ci
fornirà informazioni
sulla salute e criticità dei nostri curricoli.
Essere Istituto Comprensivo è un’opportunità per avviare una riflessione sulle competenze irrinunciabili nella
scuola di base, anche nell’ottica delle nuove indicazioni nazionali per il curricolo.
ANALISI DELLA SITUAZIONE INTERNA
 Analisi dell’Istituto
L’Istituto Comprensivo di San Martino Valle Caudina, nato nell’anno scolastico 2000/2001, è formato da Scuola
dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di I grado e che presentano diverse organizzazioni scolastiche in grado di rispondere
alle differenti richieste/aspettative famigliari.
12
ARTICOLAZIONE DEL TEMPO SCUOLA
Scuola Primaria "Nicola Maria Abate"
Tempo Prolungato 30 ore
DISCIPLINE
Italiano
Storia
Geografia
Matematica e Scienze
Inglese
Tecnologia
Arte – Immagine e Musica
Educazione Fisica
I. R. C.
Classe I
9
2
2
7
1
1
3
2
2
I biennio
8
2
2
7
2
1
3
2
2
II biennio
7
2
2
7
3
1
3
2
2
Tempo Pieno 40 ore
DISCIPLINE
Classi IA e
IB
10
2
2
10
2
1
1
3
2
2
5
Italiano
Storia
Geografia
Matematica
Scienze
Inglese
Tecnologia
Arte – Immagine e Musica
Educazione Fisica
I. R. C.
mensa
Scuola Primaria di Pietrastornina /Sant’Angelo
Curriculo + Mensa 28 ore
DISCIPLINE
Italiano
Classi Ie II
7/8
Classi III- IV-V
7
Storia
Geografia
Matematica
Scienze
Tecnologia
Musica
2
1
6/7
2
1
1
2
1
7
1
1
1
Arte e immagine
Scienze motorie
Inglese
Religione
Mensa
1
1
1/2
2
1
1
1
3
2
1
13
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO
Tempo Normale (Classi 1A-2A-3A-2B-3B "Carlo Del Balzo")
Discipline
Lettere
Storia
Geografia
Matematica/Scienze
Tecnologia
Inglese
Arte e Immagine
Educazione Fisica
Musica
Religione
Francese
Tempo settimanale
6 +1 (approfondimento)
2
1
6
2
3
2
2
2
1
2
Tempo Prolungato (Classe 1B"Carlo Del Balzo" e plesso "Amato Rizzo")
Discipline
Lettere Storia Geografia
Matematica/Scienze
Tecnologia
Inglese
Arte e Immagine
Educazione Fisica
Musica
Religione
Francese
Tempo settimanale
15 +1
9
2
3
2
2
2
1
2
Scuola Secondaria di I Grado di San Martino
Strumento Musicale: lunedì, martedì, mercoledì e venerdì dalle 14.10 alle 18.40 secondo le indicazioni dei docenti di
pianoforte, violino, chitarra e clarinetto
LE SCELTE EDUCATIVE
Tutti i documenti ministeriali pongono l’accento su una formazione di qualità dell’allievo, che deve essere critica,
articolata, per dare senso alla varietà delle esperienze di formazione che gli adolescenti vivono e, soprattutto, spendibile in
diversi contesti. Una formazione che miri alla promozione delle competenze culturali di base e che ponga nel dovuto risalto
le tecniche e gli strumenti per l’apprendimento, le strategie anche laboratoriali, la metodologia della ricerca e le forme del
lavoro di gruppo, nonché le attività extrascolastiche.
Muovendo dalla reale situazione di partenza degli allievi noi Docenti siamo chiamati ad aiutarli a riflettere, ragionare,
decidere, progettare e risolvere problemi, affinché sviluppino una identità consapevole e aperta.
Partendo da questi presupposti le Progettazioni didattiche delle singole discipline non possono disattendere i principi
enunciati nelle nuove INDICAZIONI PER IL CURRICOLO dove vengono tracciate le linee guida del PRIMO CICLO
(scuola primaria e secondaria di primo grado), la cui finalità è la promozione del pieno sviluppo della persona attraverso
l’acquisizione degli alfabeti di base della cultura (italiano, matematica, storia, geografia …) e soprattutto attraverso
l’educazione alla cittadinanza attiva nel rispetto dei diritti inviolabili dell’essere umano e nel rispetto delle diversità che non
debbono mai diventare disuguaglianze.
Principi enunciati nelle 4 MACRO-AREE a cui queste NUOVE INDICAZIONI fanno riferimento:
1. La scuola nel nuovo scenario
2. Centralità della persona
3. Per una nuova cittadinanza
4. Per un nuovo umanesimo
A) L’OBIETTIVO DELLA SCUOLA è formare saldamente ogni persona sul piano cognitivo e culturale affinché possa
affrontare l’incertezza e la mutevolezza degli scenari sociali e professionali, perseguendo una doppia linea
formativa:verticale ed orizzontale, che possa continuare per l’intero arco della vita e che si avvalga della collaborazione
degli attori extrascolastici (la famiglia in primo luogo).
14
B) Lo STUDENTE è al centro dell’azione educativa con tutte le sue dimensioni: cognitive, affettive, relazionali, corporee,
estetiche, etiche e spirituali.
C) Ognuno impara meglio nella relazione con gli altri. Non basta convivere nella società, ma questa stessa società bisogna
crearla continuamente insieme. Ogni scuola deve educare, quindi, alla CITTADINANZA ATTIVA attraverso la
valorizzazione delle diverse identità e radici culturali di ogni studente. Egli deve diventare cittadino d’Europa e del mondo.
15
D) La scuola dovrà promuovere i saperi di un nuovo UMANESIMO e cioè la capacità di risolvere problemi;
valutare i limiti e i pregi delle conoscenze; vivere e agire in un mondo in continuo cambiamento.
Alla luce delle riflessioni programmatiche citate, garante ufficiale di una formazione sistemica e personalizzata
sarà ogni docente della scuola, quale “professionista riflessivo”, che sottopone a continua verifica il proprio
operato così da scegliere l’itinerario più opportuno per consentire agli studenti il miglior conseguimento dei
traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola dell’infanzia e del primo ciclo dell’istruzione,
mostrando una particolare attenzione al sostegno delle varie forme di diversità, di disabilità o di svantaggio.
Finalità
Le finalità generali della scuola sono:
Assicurare il successo scolastico di tutti gli studenti
Offrire occasioni di apprendimento dei saperi e dei linguaggi culturali di base;
Far acquisire strumenti di pensiero necessari per apprendere a selezionare le informazioni;
Il nostro Istituto Comprensivo, in particolare, pone al centro della sua azione educativa le seguenti finalità:
l'accoglienza dei ragazzi, attraverso interventi che permettano:
la partecipazione delle famiglie e delle istituzioni presenti alla progettualità della scuola;
la diminuzione negli alunni del disagio emotivo vissuto nel passaggio tra diversi ordini di scuola;
la formazione del cittadino, con attività che favoriscano:
l'innalzamento dei livelli di istruzione e di formazione dell'individuo;
l'acquisizione di conoscenze e competenze disciplinari;
l'acquisizione di autonomie e competenze trasversali;
la costruzione di una positiva immagine di sé, per acquisire la consapevolezza della propria identità personale
e culturale e la capacità di convivere e interagire con altre identità;
lo sviluppo di capacità di convivenza e di integrazione con le diverse culture;
lo sviluppo della motivazione, che metta nelle condizioni il ragazzo di vivere serenamente l'ambiente scolastico e
di affrontare con piacere e il giusto senso di responsabilità le attività scolastiche, al fine di promuovere:
un nuovo umanesimo.
IL CURRICOLO ORIENTATIVO
La finalità generale di questo Istituto Comprensivo è quello di orientare i bambini, le bambine, i ragazzi e
le ragazze, fornendo strumenti per vivere attivamente nella società riuscendo a dare un contributo per modificarla
e costruirla.
L’intero percorso proposto dalla scuola deve essere orientante. Le discipline devono fornire il sapere e le
competenze per comprendere la realtà e superare la frammentarietà proveniente dai molteplici saperi che la
società fornisce.
I contenuti appresi devono essere sperimentati in modo da poter coniugare il “saper fare” con il “saper essere”.
16
AREE DI INTERVENTO DEL POF
Il Sociale





La Persona
accoglienza – inserimento alunni con
handicap
accoglienza e integrazione alunni
immigrati – Protocollo accoglienza
valorizzazione delle culture diverse
intercultura
attività di rinforzo/recupero





la sicurezza con sé, con gli altri e
nell’ambiente
il piacere di imparare ad imparare
ed. alla libertà
ed.stradale
attività motoria
I Linguaggi


DALL’ACCOGLIENZA
ALLA FORMAZIONE
Valutazione




Valutazione INVALSI
Griglie di valutazione
ed autovalutazione
degli alunni
Registri e scrutini on
line
Valutazione d'Istituto
DEL CITTADINO





PER UN NUOVO
UMANESIMO
Lingue e linguaggi –
attività teatrale
laboratori di lettura
mostra del libro
Lingua inglese
Scuola Primaria
Bilinguismo Scuola
Secondaria di I
Grado
Corsi di Latino
Insegnamento ad
alunni stranieri
dell’italiano come
L2
Nuove Tecnologie



laboratori e attività
di informatica
computer nella
didattica
LIM Primaria e
Secondaria di I
Grado
L’Ambiente e il Territorio




Visite alle realtà
produttive
Visite guidate
Viaggi di istruzione

Continuità


Dell’Infanzia/Primaria
Primaria/Secondaria di
I Grado


17
Orientamento
Curricolo
orientativo
Guida alla scelta
della Scuola
Secondaria di II
Grado
SAPERI
TERRITORIO
Formare per orientare
Attività Laboratoriali






Aree di Progetto
 Laboratorio indagine
ambientale
Laboratorio informazione e
comunicazione (Giornalino)
Laboratorio tecnico-pratico
Laboratorio informatico
Laboratorio teatrale
Laboratorio artistico
Laboratorio musicale








 Educazione alla salute
Educazione ambientale
Educazione alla sicurezza
Educazione stradale
Educazione alla legalità
Educazione alla lettura
Giocare con i bambini
Progetto latino
Gruppo folk
AREA DI INTERVENTO: LA PERSONA
Ciascuno di noi può e deve progettare la propria esistenza nella massima libertà
possibile ma con il massimo rispetto per sé stesso e per gli altri.
Adesione agli impegni assunti e senso di responsabilità caratterizzano ogni
comportamento umano autenticamente libero.
La comunità scolastica rappresenta un luogo fondamentale per la crescita dei ragazzi.
La discussione e il confronto sono strumenti che favoriscono non solo lo sviluppo
sociale e affettivo, ma anche quello cognitivo.
18
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Acquisizione di una positiva immagine di sé
LABORATORIO: Educazione stradale
ATTIVITA’
Sicuri per la strada
Sicuri per la strada
REFERENTE: Prof. Colucci Michele
PLESSI
Secondaria I Grado “C.
Del Balzo”
Primaria “N.M.Abate”
Scuola dell’Infanzia
CLASSI
Tutte le classi
Docenti di ed. Fisica –
3^-4^-5^
Docenti di
storia/geografia/italiano
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Acquisizione di una positiva immagine di sé
LABORATORIO: Educazione alla salute
ATTIVITA’
Ed.sessuale
Prevenzione
tossicodipendenze
AMBITO
REFERENTE: Doc. di classe........
PLESSI
Secondaria I grado “C.
Del Balzo”
Secondaria I grado “C.
Del Balzo”
CLASSI
AMBITO
3^ Secondaria di I Grado
Docenti di scienze
3^ Secondaria di I Grado
Docenti di Italiano/scienze/
esperti esterni
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Acquisizione di una positiva immagine di sé
GIOCHI STUDENTESCHI: Avvio alla pratica sportiva nella REFERENTE: Prof.ssa. Ciriello
scuola Secondaria di I Grado
Ins. Palma Marica
Avvio alla pratica sportiva nella Scuola Primaria
ATTIVITA’
Pallavolo – Calcio – Rugby –
Pallatamburello e Giochi a
squadre
Atletica Leggera
Tornei sportivi “Memorial
Don Ugo Della Camera”
Scuola sulla neve
(fino a 5 gg. Con i 2/3 della
classe)
PLESSI
Primaria /
Secondaria I
grado “C. Del
Balzo”
Secondaria I
grado “C. Del
Balzo”
Primaria /
Secondaria I
grado
Secondaria I
grado “C. Del
Balzo”
CLASSI
4^ / 5^
1^ / 2^/ 3^
AMBITO
Docenti
Educazione Fisica
1^ /2^/ 3^
Docenti
Educazione Fisica
4^ / 5^
1^/ 2^ /3^
Docenti
Educazione Fisica
1^/ 2^ / 3^
Inss. della scuola
(Costi a carico delle famiglie)
AREA DI INTERVENTO:
IL SOCIALE
Spesso sono presenti nella scuola condizioni di svantaggio culturale dovute
a situazioni famigliari deprivate, a scarsa scolarizzazione pregressa, a
provenienza culturale diversa.
Da ciò derivano, da parte dell’alunno, difficoltà ad adottare comportamenti
pertinenti al contesto educativo e il rischio di insuccesso scolastico. Noi
riteniamo che la scuola debba creare le condizioni per l’uguaglianza,
offrendo servizi adeguati ai bisogni di chi è socialmente e/o individualmente svantaggiato:in particolare riteniamo che la
scuola si debba adoperare per impedire che le diversità di sesso, etnia, lingua, religione, condizioni psicofisiche e
socioeconomiche possano in qualche modo limitare l’esercizio effettivo del diritto all’istruzione.
L’arricchimento del percorso formativo è finalizzato a garantire a tutti uguali opportunità di crescita culturale.
19
Acquisizione di conoscenze e
competenze disciplinari
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Attività di potenziamento/recupero Scuola Primaria e Secondaria di I
Grado
ATTIVITA’
Tutte le discipline dando
priorità a “Italiano”
“Matematica e scienze” “Area antropologica”
ORDINE DI SCUOLA
Scuola Primaria e Scuola
Secondaria di Primo Grado
REFERENTE: Consiglio di Interclasse
e classe
CLASSI
Tutte
AMBITO
Docenti di Interclasse e Classe
Sviluppo di capacità di convivenza e di
integrazione con le diverse culture
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
AREA FUNZIONE STRUMENTALE:
REFERENTE: Consigli di Classe
– Interclasse
LABORATORIO: Alfabetizzazione linguistica per stranieri
ATTIVITA’
Supporto linguistico
Laboratorio linguistico
PLESSI
Scuola Primaria e Secondaria di I
Grado
Piano di Zona - / ASL
20
CLASSI
MATERIA
gruppi
Docenti interni
Singolo
Esperti ASL
INTEGRAZIONE ALUNNI CERTIFICATI
L’inserimento degli alunni portatori di handicap nelle classi è finalizzato alla piena
integrazione di ognuno. Offrendo agli alunni disabili ogni possibile opportunità formativa,
la scuola si propone l’obiettivo di consentire a ciascuno il pieno sviluppo delle proprie
potenzialità. L’integrazione degli alunni con handicap impegna docenti, alunni e genitori
nel percorso di accettazione della diversità e rappresenta un importante momento di crescita
personale e umana per ogni componente della comunità scolastica.
Le attività di integrazione riguardano tutta la classe o tutto il gruppo in cui è inserito
l’alunno con handicap ; le attività di tipo individuale sono previste nel piano educativo del
Consiglio di Classe.
Acquisizione
di
conoscenze
competenze disciplinari
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
AREA FUNZIONE STRUMENTALE:
LABORATORIO: Attività di progettazione/coordinamento.
ATTIVITA’
AREA 3
Incontri con servizi
territoriali e Gruppo
Interistituzionale
PLESSI
REFERENTE: Consiglio di classe
CLASSI
Scuola Primaria: “N.M.Abate”Tutte
“A. Rizzo” e “S.Domenico Savio”
MATERIA
Docenti di classe
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
AREA 1 FUNZIONE STRUMENTALE:
Ins. Tiseo Maria Sofia
LABORATORIO:Attività di progettazione/coordinamento
dell’Istituto.
Attività di progettazione/coordinamento Progetto “Legalità e
Anticamorra”. L. R. 39.
ATTIVITA’
AREA 1
REFERENTE: Ins. Tiseo Maria Sofia
PLESSI
CLASSI
Scuola Primaria “N.M.Abate”,
Tutte
“A. Rizzo” e “S.Domenico Savio”
Scuola Secondaria di I Grado “C
Del Balzo”, “A.Rizzo”
MATERIA
Docenti di classe
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
AREA 4 FUNZIONE STRUMENTALE:
Ins. Prof.ssa Ciriello Maria
LABORATORIO: Attività di progettazione/coordinamento.
ATTIVITA’
REFERENTI: Prof.ssa Ciriello Maria
PLESSI
CLASSI
Scuola Primaria “N.M.Abate”,
Tutte
“A. Rizzo” e “S.Domenico Savio”
Scuola Secondaria di I Grado “C
Del Balzo”, “A.Rizzo”
21
MATERIA
Docenti di classe
e
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
AREA3 FUNZIONE STRUMENTALE:
Ins. Troiano Maria Cristina ,Turtoro
Angela
LABORATORIO: Attività di progettazione/coordinamento.
ATTIVITA’
AREA 3
REFERENTE: Consiglio di classe
PLESSI
CLASSI
Scuola Primaria “N.M.Abate” Tutte
“A. Rizzo” e “S.Domenico Savio”
MATERIA
Docenti di classe
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
AREA3 FUNZIONE STRUMENTALE: Ins. Turtoro Angela
LABORATORIO: Attività di progettazione/coordinamento.
ATTIVITA’
AREA 3
PLESSI
Scuola dell’Infanzia
REFERENTE: Consiglio di classe
CLASSI
Tutte
MATERIA
Docenti di classe
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
AREA 3FUNZIONE STRUMENTALE:
Prof. Troiano Maria Cristina
LABORATORIO: Attività di progettazione/coordinamento.
ATTIVITA’
AREA 3
PLESSI
Scuola Secondaria I Grado “C.
Del Balzo” -“A. Rizzo”
REFERENTE: Consiglio di classe
CLASSI
Tutte
MATERIA
Docenti di classe
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Sviluppo di capacità di convivenza e di
integrazione con le diverse culture
PROGETTO: Reti territoriali
REFERENTE: Dirigente Scolastico
ATTIVITA’
CTI coordinamento integrazione
handicap
Intercultura
Tutti
CLASSI
Tutte
Tutti
Tutte
Orientamento in rete
Scuola Secondaria I G.
PLESSI
22
III
ZONE
AREA DI INTERVENTO: I LINGUAGGI
L’essere umano è inserito in un fluire continuo di molteplici
linguaggi, iconici e verbali. Nel confronto con gli altri ci si
arricchisce continuamente di stimoli, idee e sentimenti. La scuola
deve mettere in condizione i bambini e le bambine, i ragazzi e le
ragazze, di cogliere la pluralità di sollecitazioni e la complessità
che emergono dal mondo esterno.
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Acquisizioni di autonomie e di
competenze trasversali
LABORATORIO lettura: Scoprire il piacere della lettura
RESPONSABILI: Docenti incaricati
ATTIVITA’
PLESSI
CLASSI
lettura di libri e storie
conversazioni e riflessioni
Primaria e secondaria
Un concorso
Primaria e Secondaria
Tutte
MATERIA
Interdisciplinare
3^/4^/5^Prim.
1^/2^/3^Secondaria Docenti di classe
di I Grado
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Acquisizione di conoscenze e competenze
disciplinari
LABORATORIO potenziamento lingua straniera
REFERENTI: Docenti Lingua Straniera
ATTIVITA’
PLESSI
CLASSI
Lingua inglese
Tutti
Tutte
2^ lingua straniera
Scuola Secondaria di I
Grado
tutte
AGENTI
Docenti di lingua
inglese
Docente di francese
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Acquisizione di conoscenze e
competenze disciplinari
LABORATORIO: potenziamento lingua latina
REFERENTE: Prof.ssa M.C. Troiano
ATTIVITA’
Lingua latina
PLESSI
cl.3^
CLASSI
(gruppi)
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Acquisizioni di autonomie e di
competenze trasversali
LABORATORIO: Attività Teatrale
ATTIVITA’
Teatro in lingua inglese e
francese
AMBITO
Organizzazione interna
Docenti di
Italiano
REFERENTI:Prof.ssa Maria
Ciriello
PLESSI
CLASSI
Sc.Secondaria di I Grado
23
Sc.Secondaria di I
Grado
AGENTI
Docenti di lingua stran.
Esperti esterni
Costo a carico delle
Teatro
famiglie
Docenti della scuola
Docenti della scuola
Esperti esterni
Docenti della scuola
Docenti della scuola
Tutte
Progetto Musica
Scuola dell’Infanzia – Primaria Tutte
Festa di Natale
Festa di fine anno
Tutti
Tutti
Tutte
Tutte
LABORATORIO: Arte e immagine
ATTIVITA’
REFERENTI: Docenti di classe
PLESSI
Scuola Primaria
Scuola Secondaria di I
Grado
Educazione artistica
CLASSI
DOCENTI
Interessate
Docenti classi interessate
Arte e immagine
L’educazione all’arte e all’immagine si delinea come attività diretta al conseguimento della competenza espressiva
in un messaggio , conoscendo e utilizzando i vari sistemi di segni, suoni,forme.
Attraverso il percorso formativo di tutto il primo ciclo, l’alunno impara a utilizzare e fruire del linguaggio visivo e
dell’arte, facendo evolvere l’esperienza espressiva spontanea verso forme sempre più consapevoli e strutturate di
comunicazione. Il percorso permette agli alunni di esprimersi e comunicare sperimentando attivamente le tecniche
e i codici propri del linguaggio visivo e audiovisivo; di leggere e interpretare in modo critico e attivo i linguaggi
delle immagini e quelli multimediali; di comprendere le opere d’arte; di conoscere e apprezzare i beni culturali ed
il patrimonio artistico.
AREA DI INTERVENTO: COMPETENZE DIGITALI
Le nuove tecnologie didattiche rappresentano un elemento di innovazione nel sistema
scolastico per i seguenti motivi:
la cultura e l’operatività necessarie al dominio della tecnologia riveste un ruolo
fondamentale nel processo formativo;
la multimedialità non è un semplice insieme di procedure e strumenti, ma costituisce
essa stessa una dimensione culturale dalla quale non si può prescindere nel processo
formativo
l’educazione alla multimedialità comporta un uso attivo e creativo delle tecnologie
l’uso delle tecnologie contribuisce al miglioramento dei processi di insegnamento e apprendimento.
L’uso delle LIM arricchisce la pratica didattica
Per questi motivi, nella nostra scuola è stato predisposto un curricolo in verticale relativo all’uso delle nuove
tecnologie didattiche.



Acquisizioni di autonomie e di
competenze trasversali
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Responsabili:Prof.ssa Piantedosi
Maria Fatima, Lombardi
Carmela, Palma Marica e
Ciriello Maria
LABORATORIO: informatica
LIM
ATTIVITA’
Messa in rete
PLESSI
Primaria e Secondaria di I
Grado
24
CLASSI
tutte
AMBITO
interdisciplinare
Supporto ai docenti
Mantenimento aule d’informatica
Alfabetizzazione di informatica
Primaria e Secondaria di I
Grado
Uso delle LIM
Tutte
Tutte
Tutte
interdisciplinare
interdisciplinare
interdisciplinare
Tutte
interdisciplinare
AREA DI INTERVENTO: LA VALUTAZIONE
La valutazione è parte integrante della programmazione, non solo come controllo
degli apprendimenti, ma come verifica dell'intervento didattico al fine di operare
con flessibilità sul progetto educativo.
La valutazione accompagna i processi di insegnamento/apprendimento e consente
un costante adeguamento della programmazione didattica in quanto permette ai
docenti di:
offrire all'alunno la possibilità di aiuto per favorire il superamento delle
difficoltà che si presentano in itinere;
predisporre collegialmente piani individualizzati per i soggetti in situazione
di insuccesso.
Tale valutazione, di tipo formativo, assolve funzione di:
rilevamento, finalizzato a fare il punto della situazione;
diagnosi, per individuare eventuali errori di impostazione del lavoro;
prognosi, per prevedere opportunità e possibilità di realizzazione del progetto educativo.
I docenti di Scuola dell’Infanzia, della Scuola Primaria e della Scuola Secondaria di I Grado, in sede di
programmazione, prevedono e mettono a punto vere e proprie prove di verifica degli apprendimenti che possono
essere utilizzate:
o in ingresso
o in itinere
o nel momento terminale.
Il nostro Istituto aderisce al progetto INVALSI di valutazione Nazionale.
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Acquisizioni di autonomie e di competenze
trasversali
Responsabili:
Tiseo Maria Sofia /
Pisaniello Francesca/
Parrella Antonio/ Pagnozzi
A.M. /Piantedosi M.Fatima
/ Taddeo Bonifacio
VALUTAZIONE DEGLI ALUNNI
Registri e scrutini on line e cartacei
Autovalutazione d'Istituto
INVALSI
ATTIVITA’
PLESSI
CLASSI
AMBITO
2^-5^
Scuola
Primaria
Italiano/Matematica
3^
Secondaria
di I Grado
Somministrazione prove INVALSI
Scuola Primaria e Scuola
Secondaria
Questionario di sistema
Valutazioni intermedie
In tutti i plessi
Tutti
trasversale
Predisposizione di un piano triennale di autovalutazione del servizio
scolastico
Autovalutazione d'Istituto
25
AREA DI INTERVENTO: L’AMBIENTE E IL TERRITORIO
L’obiettivo è quello di valorizzare le molteplici risorse sul territorio, allo scopo di
realizzare un progetto educativo ricco e articolato, affinché l’offerta formativa
della scuola non si limiti alle sole attività curriculari e assuma un più ampio ruolo
di promozione culturale e sociale.
Offrendo ai bambini ed alle bambine, così come alle ragazze ed ai ragazzi,
occasioni per conoscere e sperimentare direttamente quanto appreso in aula si
completa il percorso didattico.
Innalzamento dei livelli d’istruzione e di
formazione dell’individuo
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Laboratorio per la valorizzazione delle risorse del territorio e per il
recupero delle tradizioni locali.
Docenti di classe
ATTIVITA’
“Laboratorio per la valorizzazione
delle risorse del territorio e per il
recupero delle tradizioni locali”
Viaggio di 1 giorno
PLESSI
Scuola dell’Infanzia e
Primaria
CLASSI
Tutte
INSEGNANTI
Docenti di classe
Viaggio di 1 giorno
Scuola Secondaria di I
Grado
1^/2^
Docenti di classe
3^
Docenti di classe
Viaggio di 2/5 giorni
26
AREA DI INTERVENTO: LA CONTINUITA’


I programmi della scuola di base definiscono la continuità del processo educativo condizione
essenziale per assicurare agli alunni il positivo conseguimento delle finalità di istruzione
obbligatoria. Sia la scuola Primaria che Secondaria di I Grado devono garantire la continuità
con i due ordini che la precedono e la seguono.
Le finalità individuate vanno promosse progettando un curricolo verticale di istituto
che programmi l'attività scolastica nel rispetto delle caratteristiche di ogni fascia d'età;
che garantisca l'unitarietà dell'insegnamento e la continuità del processo educativo, la ricerca e
il confronto su obiettivi, metodologia e valutazione
Nel concreto gli strumenti utilizzati per la continuità saranno:
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Acquisizione di una positiva immagine di
sé
PROGETTO: Continuità scuola dell’Infanzia/Primaria
REFERENTI: Ins. Turtoro Angela-
ATTIVITA’
PLESSI
Stesura di un curricolo comune fra la
scuola dell’Infanzia e Primaria
Infanzia- Primaria
CLASSI
Alunni di 5 anni di
scuola dell’Infanzia /e
alunni Cl. 1^ Primaria
Acquisizione di una positiva immagine di
sé
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
PROGETTO: Continuità Primaria/ Secondaria di I Grado
REFERENTI: Troiano Maria Cristina
PLESSI
CLASSI
Primaria - Secondaria
Orientamento
DOCENTI
Classi quinte Primaria e Docenti di classi quinte
classi prime Secondaria I Primaria e di classi prime
Grado
Secondaria di I Grado
PROGETTO: Orientamento in rete
ATTIVITA’
Docenti di classe prima e
quinta
Docenti di Scuola
dell’Infanzia e docenti di
classe quinta Scuola
Primaria
Formazioni classi
ATTIVITA’
Confronto tra gli obiettivi di
uscita della scuola Primaria e
d’entrata alla scuola Secondaria
di I Grado
MATERIA
REFERENTE: Prof.ssa Troiano M.Cristina
PLESSI
Sc.Secondaria di I Grado
Collegamento curricolare
27
CLASSI
3^Secondaria di I
Grado
DOCENTI
Docenti di classe
LA FORMAZIONE
La scuola viene definita con un termine tecnico “learning organization”, ovvero
organizzazione che apprende. Con questo si intende sottolineare la particolarità della
scuola che è in continuo movimento perché lo sono i suoi componenti.
Contrattualmente si è affermato che l’aggiornamento/la formazione è un diritto,
sottolineando così quella componente di necessità che è sotteso al diritto. L’obbligo,
inteso in senso etico, alla formazione continua, fa parte della deontologia
professionale.
Del resto l'aggiornamento professionale dei docenti è un importante elemento di
qualità del servizio scolastico: esso è finalizzato a fornire ai docenti strumenti culturali
e scientifici per aggiornare la didattica quotidiana e sostenere le innovazione didattiche.
L’aggiornamento è finalizzato all'arricchimento professionale in relazione alle modifiche di ordinamento previste
dal nuovo contesto dell'autonomia, allo sviluppo dei contenuti dell’insegnamento (saperi essenziali, curricoli
disciplinari, linguaggi non verbali, tematiche trasversali), ai metodi e all’organizzazione dell’insegnare,
all’integrazione delle tecnologie nella didattica e alla valutazione degli esiti formativi.
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
Innalzamento dei livelli d’istruzione e di
formazione dell’individuo
PROGETTO: Corsi di formazione
REFERENTE: Dirigente
ATTIVITA’
Insegnamento Italiano per stranieri
Corso Sicurezza e Primo Intervento
Corso a sostegno delle innovazioni:
informatica (registro e scrutini on line)
N°
N°
N.
Nuove Indicazioni nazionali per il curricolo
Tutti
INS.
ENTE ORGANIZZ.
Scuola
Medico Competente
(Nostro Istituto)
AREA DELLA COMUNICAZIONE E DELL’INFORMAZIONE
Il “Giornalino” del nostro Istituto esce, da diversi anni, come inserto mensile di un quotidiano a tiratura
locale. Negli anni è stato più volte premiato come mezzo di formazione ed informazione non solo scolastica,
ma dell’intera comunità di San Martino Valle Caudina e dei comuni vicini.
diffondere la cultura della lettura del
giornale
OBIETTIVO DEL PROGRAMMA ANNUALE:
PROGETTO: Giornale Scolastico
ATTIVITA’
Redigere il giornale d’Istituto
Docenti
Gruppo di redazione
28
ENTE ORGANIZZ.
Scuola
CURRICOLO DI ISTITUTO
Per l’anno scolastico 2013/2014, il Collegio dei Docenti del nostro Istituto Comprensivo Statale ha ritenuto
opportuno formulare un curricolo verticale, strutturato per obiettivi di apprendimento disciplinari ed
interdisciplinari (conoscenze ed abilità); competenze e traguardi per lo sviluppo delle competenze.
Nel mese di Ottobre si è costituita una rete di scuola per la realizzazione di un Progetto di Formazione e
Ricerca previsto dalle Misure di Accompagnamento 2013- 2014 per le nuove Indicazioni Nazionali per il Curriculo.
Il progetto coinvolge diverse discipline: Campi di esperienza, Italiano e Matematica per lo sviluppo di un
curricolo verticale.
Il presente lavoro nasce dall'esigenza di dare risposta alla frammentazione del sapere e di rendere efficace l'interazione tra
cultura individuale e cultura sociale intesa come sistema di conoscenze.
Esso delinea, infatti, un processo unitario, graduale e coerente, continuo e progressivo, verticale ed orizzontale, delle tappe
e delle scansioni d’apprendimento dell’allievo, in riferimento ai traguardi per lo sviluppo delle competenze e agli obiettivi
di apprendimento da acquisire, in termini di conoscenze e abilità, indispensabili per raggiungere i traguardi previsti al
termine della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado.
Lavorando in quest'ottica i docenti dell'Istituto, riuniti in commissioni di Dipartimenti con sviluppo orizzontale e verticale,
hanno determinato per gli alunni un percorso formativo unitario che si sviluppa dai Campi d'esperienza della scuola
dell'Infanzia alle Discipline della scuola Primaria e
della scuola secondaria di 1°grado.
In questo percorso viene seguito un graduale approfondimento degli elementi caratterizzanti, fondendo ed intrecciando
processi cognitivi, relazionali ed organizzativi dell'alunno, indicando obiettivi strategici per lo sviluppo delle competenze e
traguardi che aiutano a finalizzare l'azione educativa.
In allegato: i curricoli per la scuola Primaria e per la Scuola Secondaria di Primo Grado ed i curricoli verticali in
continuità, per entrambi gli ordini scolastici.
La struttura curricolare ha il suo fondamento in una stretta correlazione tra gli elementi costitutivi che concorrono
ad articolare una serie progressiva di campi di esperienza, ambiti, e discipline verso i quali vanno orientate tutte le attività
della scuola. Di qui la necessità di elaborare una progettazione aperta e flessibile da costruirsi in progressione e lontana da
schematismi, coerente con il dinamismo dello sviluppo infantile e capace di sollecitare tutte le potenzialità, i linguaggi e le
forme di intelligenza.
Compito fondamentale della nostra programmazione è di contestualizzare e concretizzare le esigenze di
educazione e di apprendimento dei bambini e dei ragazzi, rispondendo alle esigenze formative del nostro contesto
territoriale. Nell’anno scolastico 2012/2013, nella Scuola Secondaria di I Grado “C.Del Balzo” è stata istituita la
sperimentazione per lo strumento musicale e sono stati attivati gli insegnamenti di chitarra, pianoforte, violino e clarinetto.
CURRICOLO SCOLASTICO
Scuola Secondaria di I Grado
PREMESSA E MOTIVAZIONI
Il Curricolo della Scuola Secondaria di I Grado è il documento nel quale si rende esplicita la progettazione dei percorsi
formativi correlati alle finalità e agli obiettivi della Scuola, tenuto conto degli obiettivi generali indicati nel POF d’Istituto,
dei contenuti del “Contratto Formativo” e di quanto espresso nel “Patto educativo di corresponsabilità” stipulato con i
genitori degli alunni.
Una scuola che intende educare istruendo non può ridurre tutto il percorso della conoscenza alla semplice acquisizione di
competenze. Compito della scuola è educare “la persona” istruendo le nuove generazioni. Questa persona può essere
educata a conoscere solo entrando in rapporto con la realtà che la circonda. L’arte, la storia, le letteratura, le scienze non
29
sono che strade tracciate da uomini per capire, scoprire, conoscere questa realtà. Educare istruendo significa
essenzialmente tre cose:
petenze indispensabili per essere
protagonisti all’interno del contesto economico e sociale in cui vivono;
faticoso processo di costruzione della propria personalità.
Obiettivo della scuola è quello di far nascere la curiosità, lo stupore della conoscenza, la voglia di declinare il sapere con la
fantasia, la creatività, l’ingegno, la pluralità delle applicazioni delle proprie capacità, abilità e competenze. È necessario
dedicare particolare cura alla formazione della classe come gruppo, alla promozione dei legami cooperativi fra i suoi
componenti, alla gestione degli inevitabili conflitti indotti dalla socializzazione. La presenza di studenti con radici culturali
diverse è un fenomeno ormai strutturale. Occorre, quindi, educare alla cittadinanza proprio attraverso la valorizzazione
delle diverse identità e delle radici culturali di ogni studente. Fondamentale è l’interdisciplinarità delle materie di studio. Al
termine del ciclo degli studi, vengono individuati traguardi per lo sviluppo delle competenze, riferimenti che aiutano i
docenti a finalizzare l’azione educativa allo sviluppo integrale dell’alunno. In quest’ottica, gli obiettivi di apprendimento
saranno strategici per raggiungere i traguardi per lo sviluppo delle competenze. Finalità della scuola del primo ciclo è la
promozione del pieno sviluppo della persona. Essa deve favorire l’alfabetizzazione culturale di base e l’educazione alla
cittadinanza. La scuola deve:
pprendere
PROGETTAZIONI DIDATTICHE
Sulla base dei Traguardi letti e condivisi nell’ambito dei Dipartimenti disciplinari, ogni docente elabora la propria
Progettazione didattica i cui interventi divengono parte integrante della Piano redatto dall’equipe pedagogica. I Piani di
lavoro vengono stilati tenendo conto del seguente modello predisposti e accettati collegialmente.
I piani di lavoro sono elaborati tenendo conto delle seguenti voci:
PRESENTAZIONE DELLE CLASSI
situazione di partenza della classe (estrazione socio-culturale, scolarizzazione, pos-sesso dei prerequisiti)
gruppi di livello (individuati attraverso la somministrazione di prove di ingresso e da una prima fase di
osservazione sistematica tesa ad evidenziare partecipazione, impegno, metodo di lavoro e socializzazione)
casi particolari (alunni svantaggiati, diversamente abili, stranieri)
strategie didattiche (comuni e per gruppi di livello, di compito, ecc.
eventuali attività laboratoriali
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE
Singole discipline
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Singole discipline
OBIETTIVI TRASVERSALI
Comuni a tutte le discipline
UNITÀ DI APPRENDIMENTO
30
MODALITÀ DI METODOLOGIA
VERIFICA E DI VALUTAZIONE
Tutti gli operatori scolatici espletano la propria funzione tenendosi costantemente aggiornati sulla normativa vigente e su
tutte le indicazioni ministeriali relative allo svolgimento dell’azione didattica. Per tanto le Progettazioni disciplinari
saranno costruite sui principi enunciati nelle Indicazioni per il Curricolo per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di
istruzione, che individuano, per ogni disciplina, i traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di
apprendimento al termine della scuola secondaria di primo grado e
suggeriscono finalità specifiche:
-re e selezionare le informazioni
vere negli studenti la capacità di elaborare metodi e categorie che siano in grado di fare da bussola negli
itinerari personali
concreti bisogni formativi
La scuola si impegna per favorire il successo scolastico di tutti gli studenti attraverso l’azione quotidiana dei docenti e una
costante attenzione alla qualità dell’apprendimento, con una particolare attenzione al sostegno delle varie forme di
diversità, di disabilità e di svantaggio.
CITTADINANZA E COSTITUZIONE
Dalle Indicazioni nazionali per il curricolo si legge che è compito peculiare del primo ciclo di istruzione porre le basi per
l’esercizio della cittadinanza attiva. L’educazione alla cittadinanza viene promossa attraverso esperienze significative che
consentano di apprendere il concreto prendersi cura di se stessi, degli altri e dell’ambiente e che favoriscano forme di
cooperazione e di solidarietà, ed è responsabilità di tutti i docenti garantire il raggiungimento di questi obiettivi. Per questo
motivo il Curricolo per le tre classi sarà organizzato perseguendo obiettivi validi per tutte le discipline.
Obiettivo
Classi
CLASSI PRIME:
coesione sociale e solidarietà
-
tutela dell’ambiente e sviluppo sostenibile
CLASSI SECONDE
rispetto delle diversità, dialogo interculturale e globalizzazione.
CLASSI TERZE
31
CURRICOLO SCOLASTICO
Scuola Primaria
PREMESSA E MOTIVAZIONI
Il Curricolo della Scuola Primaria basa la pratica educativo - didattica sulle seguenti linee – guida:
La Scuola nel nuovo scenario
Centralità della persona
Per una nuova cittadinanza
Per un nuovo umanesimo
Partendo dal presupposto che lo studente è al centro dell’azione educativa con tutte le sue dimensioni, sarà compito della
scuola formare saldamente ogni alunno sul piano cognitivo e culturale, affinché possa affrontare l’incertezza e la
mutevolezza degli scenari sociali e professionali.
Il curricolo è articolato in cinque Unità di Apprendimento”.
Attraverso le prime quattro, suddivise per bimestri, i singoli alunni, ciascuno con i suoi personali livelli, ritmi e stili,
acquisiranno conoscenze, abilità e atteggiamenti, essenziali per la piena realizzazione della loro personalità affinché
diventino uomini, cittadini, lavoratori, nel rispetto delle loro identità culturali, sociali e professionali. Saranno messe in
atto tutte le strategie necessarie per una scolarizzazione completa, basata soprattutto sull’acquisizione delle regole del
vivere civile ,al fine di poter condividere ruoli e valori in un mondo sempre più globalizzato caratterizzato da una
molteplicità di linguaggi e da numerose interconnessioni .
La quinta unità, valida per tutto l’anno,oltre che a costituire un grande bagaglio culturale per lo sviluppo delle
competenze relative alla cittadinanza attiva,solleciterà gli alunni a rintracciare le radici remote del loro presente,
a educarli a uno sguardo prospettico della realtà, fatto di curiosità e immaginazione; infatti rivalutando il passato
di vita quotidiana di un popolo, si riscoprono fatti, luoghi della memoria che magicamente assumono un volto
pieno di significato per la storia presente.
32
U.A.n°1
U.A.n°2
Titolo
Periodo
Io e il mio piccolo mondo
Settembre-
LEP:Conoscere le formazioni sociali(famiglia,scuola),i ruoli in esse presenti e le loro
Ottobre
funzioni.
Novembre
Conosco il mondo per crescere
Dicembre
LEP:Valorizzare il senso della cultura come punto di partenza di un’educazione in
Gennaio
continua evoluzione
U.A.n°3
Un mondo di amici
Febbraio
LEP:Favorire l’attuazione di un sistema di vita e di rapporti interpersonali basati sulla
Marzo
cooperazione, lo scambio e l’accettazione produttiva delle diversità.
U.A.n°4
Vorrei un mondo di legalità
Aprile
LEP:Sviluppare nell’alunno il senso di appartenenza ad una comunità,alla cui vita sociale
Maggio
egli deve contribuire in modo attivo e competente secondo le regole proprie della
Giugno
democrazia.
U.A.n°5
Conosco il passato per vivere il presente e migliorare il futuro
Intero anno
LEP:Conoscere la storia del proprio territorio di appartenenza per vivere
scolastico
consapevolmente il presente e costruire un mondo migliore
PRESENTAZIONE DELLE CLASSI
_______________________________________________________________________________________________
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO DELLE COMPETENZE AL TERMINE
DELLA CLASSE …..
ITALIANO
LINGUA INGLESE
33
LINGUA FRANCESE
MATEMATICA
______________________________________________________________
SCIENZE
_______________________________________________________________________________
STORIA
______________________________________________________________
GEOGRAFIA
_________________________________________________________________________________
TECNOLOGIA
ARTE E IMMAGINE
EDUCAZIONE FISICA
_______________________________________________________________________
MUSICA
UNITÀ DI APPRENDIMENTO N.
Nome disciplina (da compilare per ogni disciplina)
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
CONOSCENZE
ATTIVITÀ/CONTENUTI
ABILITÀ
.
OBIETTIVI TRASVERSALI
ARTE E IMMAGINE
ITALIANO:
SCIENZE.
METODOLOGIA
MODALITÀ DI VERIFICA E DI VALUTAZIONE
VISITE GUIDATE E VIAGGI DI ISTRUZIONE
Firma del docente
34
Insegnamento della Religione Cattolica
La trasmissione delle competenze fondamentali del messaggio religioso avverrà
attraverso metodologie che si gradueranno all’età degli alunni e che nel corso
dell’anno andranno arricchendosi sempre più.
Gli alunni che non si avvalgono dell’insegnamento della religione cattolica saranno impegnati in attività
alternative in sezioni e/o classi parallele.
Scuola dell’Infanzia – Scuola Primaria – Scuola Secondaria di I Grado
COMPETENZE





I segni fondamentali della religione cattolica
Comprendere il significato religioso del “dono”
Saper esprimere le proprie conoscenze sulla vita e le opere di Gesù
Comprendere la relazione esistente tra sé e gli altri e saper vivere in comunità
Riconoscere il ruolo della chiesa nel proprio quartiere e nel mondo in genere
CONOSCENZE




Individuare le caratteristiche del “dono” di Dio
Ricavare dai Vangeli informazioni circa il modo di vita del tempo di Gesù
La famiglia, la comunità scolastica, l’amicizia………
Rapporti tra la Chiesa Cattolica e le altre Chiese
CAPACITA’




Trascrizione del testo biblico, utilizzando facilitazioni della comprensione da parte degli alunni
Approfondire la conoscenza di Gesù
Analizzare i rapporti e i ruoli all’interno della famiglia
Approccio storico alle origini e allo sviluppo del Cristianesimo
AREA DELLA LINGUA LATINA
Referente : Prof.ssa Maria Cristina Troiano
La programmazione di un corso di latino sarà prevista compatibilmente con le attività
curriculari, tenendo presenti precise richieste dell'utenza scolastica e l’ esistenza nel
territorio del Liceo Classico, Scientifico e Psico-Pedagogico e, quindi, per rispondere a
precisi bisogni e la valenza culturale e formativa di detto insegnamento.
OBIETTIVI GENERALI



Prendere coscienza dell'evoluzione della lingua italiana in rapporto alla sua origine latina.
Avvicinarsi alla civiltà latina attraverso la lingua.
Arricchire la competenza semantica. Confronto tra la parola latina e italiana.
OBIETTIVI SPECIFICI




Individuare l'origine latina nel lessico italiano.
Riconoscere le modificazioni semantiche e fonologiche.
Pervenire alla corretta lettura e alla comprensione di semplici testi.
Conoscere le strutture morfologiche e sintattiche.
35

Conoscere gli usi, le tradizioni e i costumi della civiltà latina.
METODOLOGIA
1.
2.
Impostare la lezione in forma dialogica tra insegnante "Magister" e alunno "Discipulus", considerando che il
rapporto docente-discente è oggi, profondamente, mutato e che la lezione non più impartita "ex-cattedra"
segue nel suo svolgersi gli interessi, le curiosità, il desiderio di approfondimento degli studenti che
intervengono, chiedono, obiettano, criticano,
Partire da semplici testi per avviare gli alunni alla comprensione della struttura morfologica e lessicale del
latino, in quanto il metodo induttivo è il più rispondente alle necessità dei ragazzi che attraverso di esso
affinano le loro capacità logiche e ricevono un ulteriore contributo per la loro formazione intellettuale.
MEZZI E STRUMENTI
Libri di testo, vocabolari, videocassette sulla civiltà romana.
DESTINATARI
Gruppi di alunni di tutte le classi.
VERIFICA E VALUTAZIONE
Le verifiche dovranno valutare se sono stati raggiunti gli obiettivi prefissati. Saranno effettuate le verifiche
attraverso esercizi di controllo grammaticale
Esercizi di controllo grammaticale e sintattico
Semplici e brevi traduzioni di frasi o passi di autori latini
Questionari e conversazioni sulla civiltà latina.
TEMPI DI ATTUAZIONE
Intero anno scolastico
AREA PSICOPEDAGOGICA E DEL SOSTEGNO
ANALISI DELLA SITUAZIONE
Gli alunni diversamente abili presenti nei diversi plessi
dell’Istituto
Comprensivo “Don Lorenzo Milani”fruiscono tutti del supporto dell’insegnante
di sostegno.
Per gli alunni affetti da disturbi specifici dell’apprendimento (DESA). La
Scuola adotta il seguente Piano Didattico Personalizzato
36
Anno Scolastico 2013/2014
PIANO Didattico PERSONALIZZATO
Alunno/a: ……………..……………………………………..
Nato/a in: ………………………………………………………….…..
il …………………………………
residente a: …………………………………………………………….
in via: …………………………………………….…………………….
Classe: ………. Sezione …….
DATI RELATIVI ALLA PRECEDENTE SCOLARIZZAZIONE
ANNO
SCOLASTICO
SCUOLA FREQUENTATA CCLASSE
37
PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO
Anno Scolastico ………………
Scuola Primaria ……………………… - Classe…… Sezione …..
Cognome e nome
Data e luogo di
nascita
Diagnosi
specialistica1
Informazioni dalla
famiglia
Aspetti emotivoaffettivo
motivazionali2-3
Caratteristiche
percorso
didattico
pregresso4
Altre
osservazioni5
Redatta da ………………………………………………………………...
Presso
……………………………………………………………………..
In data …………………………………………………………………….
Interventi degli specialisti (educatoti – logopedisti ……)
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
Neuropsichiatra e/o Psicologo ……………………………………………
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
…………………………………………………………………………….
Note
1. Informazioni ricavabili da diagnosi e/o colloqui con lo specialista
2. Relazionalità con compagni/adulti (sa relazionarsi/ interagire, partecipa agli scambi
comunicativi) approccio agli impegni scolastici (è autonomo, necessita di azioni di
supporto…) capacità organizzative (sa gestirsi, sa gestire il materiale scolastico, sa
organizzare un piano di lavoro …)
3. Consapevolezza delle proprie difficoltà: ne parla, le accetta, elude il problema …
38
4. Documentazione del percorso scolastico pregresso attraverso colloquio e\o
informazioni desunte da griglie osservative ( continuità con ordini o classi precedenti
di scuola).
5. Rilevazione delle specifiche difficoltà che l’alunno presenta e dei suoi punti di forza.
2. DESCRIZONI DEL FUNZIONAMENTO DELLE ABILITÀ STRUMENTALI
Si fa riferimento alla diagnosi depositata agli atti della scuola.
3. CARATTERISTICHE DEL PROCESSO DI APPRENDIMENTO
…………………………………………………………………
Memorizzazione delle …………………………………………………………………
procedure
…………………………………………………………………
…………………………………………………………………
…………………………………………………………………
Recupero delle
informazioni
…………………………………………………………………
…………………………………………………………………
…………………………………………………………………
…………………………………………………………………
Organizzazione delle …………………………………………………………………
informazioni
…………………………………………………………………
…………………………………………………………………
Note
Informazioni ricavabili da: colloquio con i genitori e osservazioni dei docenti
1. Capacità di memorizzare procedure (filastrocche, poesie, date, definizioni, termini specifici delle discipline, formule,
strutture grammaticali, regole che governano la lingua, …)
2. Capacità di immagazzinare e recuperare le informazioni.
4.a STRATEGIE UTILIZZATE DALL’ALUNNO NELLO STUDIO
…………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………..
Strategie utilizzate (sottolinea, identifica parole–chiave, fa schemi..)
Modalità di affrontare il testo scritto (computer, schemi, correttore ortografico,…)
39
Modalità di svolgimento del compito assegnato (ricorre all’insegnante per spiegazioni, ad un compagno, è autonomo,…)
Riscrittura di testi con modalità grafica diversa
4.b STRUMENTI UTILIZZATI









Strumenti informatici
Fotocopie adattate
Schemi e mappe
Appunti scritti al PC
Registrazioni
Materiali multimediali
Testi con immagini
Testi con ampie spaziature
Altro
SEGNARE CON UNA CROCETTA
5. INDIVIDUAZIONE DI EVENTUALI MODIFICHE ALL’INTERNO
DEGLI
OBIETTIVI E/O ATTIVITÀ DISCIPLINARI PER IL CONSEGUIMENTO
DELLE COMPETENZE FONDAMENTALI
AREA LINGUISTICO-ARTISTICO-ESPRESSIVA
………………………………………………………………………………..
Italiano
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
Inglese
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
Musica
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
Arte e
immagine ………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
Scienze
motorie
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
40
………………………………………………………………………………..
AREA STORICO-GEOGRAFICA
………………………………………………………………………………..
Storia
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
Geografia
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
AREA MATEMATICO-SCIENTIFICO-TECNOLOGICA
………………………………………………………………………………..
Matematica ………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
Scienze
………………………………………………………………………………..
………………………………………………………………………………..
Tecnologia ………………………………………………………………………………..
6. STRATEGIE METODOLOGICHE E DIDATTICHE UTILIZZABILI
 Incoraggiare l’apprendimento collaborativo (“Imparare non è solo un processo
 favorire le attività in piccolo gruppo e il tutoraggio;
 promuovere la consapevolezza del proprio modo di apprendere “al fine di imparare ad
apprendere”;
 privilegiare l’apprendimento esperienziale e laboratoriale “per favorire l’operatività e allo
stesso tempo il dialogo, la riflessione su quello che si fa”;
 sollecitare le conoscenze precedenti per introdurre nuovi argomenti e creare aspettative;
 sviluppare processi di autovalutazione e autocontrollo delle proprie strategie di
apprendimento
 individuare mediatori didattici che facilitano l’apprendimento (immagini, schemi, mappe
…).
41
SEGNARE CON UNA CROCETTA
7. MISURE DISPENSATIVE
Nell’ambito delle varie discipline l’alunno viene dispensato:
 dalla presentazione contemporanea dei quattro caratteri (nelle prime fasi
dell’apprendimento);
 dalla lettura ad alta voce;
 dal prendere appunti;
 dai tempi standard (dalla consegna delle prove scritte in tempi maggiori di quelli previsti
per gli alunni senza DSA);
 dal copiare dalla lavagna;
 dalla dettatura di testi/o appunti;
 da un eccessivo carico di compiti;
 dallo studio mnemonico delle tabelline;
 dallo studio della lingua straniera in forma scritta.
SEGNARE CON UNA CROCETTA
8. STRUMENTI COMPENSATIVI
L’alunno usufruirà dei seguenti strumenti compensativi nelle aree disciplinari:
 tabelle, formulari, procedure specifiche, sintesi, schemi e mappe elaborati dai docenti
 calcolatrice;
 computer con videoscrittura, correttore ortografico, stampante e scanner
 risorse audio (cassette registrate, sintesi vocale, audiolibri, libri parlati, libri digitali …)
 software didattici free
 computer con sintetizzatore vocale
 tavola pitagorica.
SEGNARE CON UNA CROCETTA
9. CRITERI E MODALITÀ DI VERIFICA E VALUTAZIONE
Si concordano:
 interrogazioni programmate
 compensazione con prove orali di compiti scritti
 uso di mediatori didattici durante le prove scritte e orali
 valutazioni più attente ai contenuti che non alla forma
 programmazione di tempi più lunghi per l’esecuzione di prove scritte
 prove informatizzate
SEGNARE CON UNA CROCETTA
42
10. PATTO CON LA FAMIGLIA
…………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………..
Si concordano:
i compiti a casa (riduzione, distribuzione settimanale del carico di lavoro, modalità di presentazione
…)
le modalità di aiuto: chi, come, per quanto tempo, per quali attività/discipline segue il bambino nello
studio
gli strumenti compensativi utilizzati a casa
le interrogazioni.
Il presente Piano Didattico Personalizzato è stato sottoscritto per la scuola da:
NOME INSEGNANTE
MATERIA
FIRMA
Approvato in data ________________
Il Dirigente Scolastico
Dr. Giuseppe Orlando
Consegnato alla famiglia in data ______________
Firma del genitore ________________________________
43
Il nostro Istituto avrà particolare riguardo per quelle situazioni che dovessero presentarsi più rischiose, ad esse sarà
dedicata buona parte del tempo operativo al fine di rendere più accattivanti le ore trascorse insieme ai compagni ed
agli insegnanti evitando, in tal modo, ulteriori traumi a quelli già esistenti.
Il dipartimento dell’area psicopedagogica e sostegno, conscio di queste particolari situazioni di disagio, considera
prioritario progettare attività che mirino ai bisogni di questa particolare utenza.
RISORSE
UMANE
L’Istituto Comprensivo "Don Lorenzo Milani" dispone di 19 insegnanti di sostegno. I docenti curriculari
scambieranno con i colleghi esperienze, successi ed insuccessi, sottoporranno problemi per cercarne insieme la
soluzione che può venire soltanto da un pacifico e paritetico confronto d’idee.
La figura, di un esperto delle interazioni comunicative e relazionali che facilitano i processi formativi
nell'ambito dell’istituzione scolastica, è quella dell'operatore psicopedagogico, di cui avrebbe bisogno il nostro
istituto, per concretizzare la costituzione del gruppo interistituzionale completato dalla presenza dei genitori e dai
componenti dell’équipe psico-medico-pedagogica dell’A.S.L. d’appartenenza.
Nell’evoluzione delle risorse strutturali degli ambienti scolastici l’Amministrazione Comunale si sta attivando per
ottimizzare il processo di abbattimento delle barriere architettoniche. Non è, purtroppo, garantito il servizio
d’aiuto personale così come previsto dall’art. 9 della legge n. 104 del 92.
OFFERTA
FORMATIVA
Criteri
Obiettivi
Le attività integrative
Le verifiche
Al fine di attuare un’effettiva integrazione degli alunni svantaggiati e portatori di handicap saranno
adottati i seguenti criteri:
1.
2.
3.
4.
5.
Piena accettazione intesa come disponibilità alla ricerca di nuove forme d’approccio personale e
professionale.
Studio dei bisogni dell’alunno, dei suoi livelli e tempi di apprendimento.
Individuazione e sviluppo delle sue potenzialità.
Organizzazione dell’attività scolastica in modo tale da favorire la partecipazione alla vita della classe e della
scuola.
Flessibilità operativa in modo da permettere esperienze di apprendimento con gruppi a classi aperte.
OBIETTIVI
Gli insegnanti di sostegno operanti nella scuola, unitamente ai relativi docenti curriculari, favoriscono la
piena integrazione degli alunni svantaggiati e portatori di handicap nella comunità scolastica e nel territorio
attraverso un piano programmato di interventi psico-pedagogici e didattici.
ALUNNI DIVERSAMENTE ABILI
Dopo un’attenta osservazione del caso della diagnosi clinica si giunge alla formulazione della diagnosi
funzionale redatta dall’équipe psico-medico-pedagogica dell’ASL di appartenenza, in cui si evidenziano i caratteri
nella sfera cognitiva, psicomotoria ed affettivo-emotiva. La diagnosi è funzionale alla stesura del PEI (Progetto
Educativo Individualizzato) contenente:
1. Dati generali relativi all’alunno e all’équipe educativa;
2. Presentazione della situazione;
3. Analisi delle potenzialità;
4. Aspetti caratterizzanti relativi alle difficoltà individuate nella scheda osservativa;
5. Asse socio-affettiva, psicomotoria, cognitiva.
44
Il PDF (Profilo Dinamico Funzionale) è l’atto successivo alla diagnosi funzionale, indica in via prioritaria il
prevedibile livello di sviluppo che l’alunno dimostra di possedere.
FINALITA’
GENERALI
ALUNNI SVANTAGGIATI E DIVERSAMENTE ABILI
La scuola ritiene che l’integrazione dell’alunno con problemi sia uno degli obiettivi prioritari da raggiungere e si
propone le seguenti finalità generali:
1. Stare in rapporto = socializzare che si realizza come:
coscienza di sé;
coscienza dell’ambiente;
coscienza del mondo.
a) Esperienza personale corporea: sviluppo corporeo, sviluppo senso percettivo, sviluppo motorio
gestuale,
orientamento spazio-temporale.
b) Socialità come essenza dell’educazione alla vita comunitaria e al lavoro di gruppo: sviluppo dell’affettività
personale inteso come controllo emotivo, sviluppo dei sentimenti adattamento ed esplicazione dei rapporti
interpersonali fino alla partecipazione e collaborazione alla vita comunitaria del gruppo.
c) Linguaggio comunitario: sviluppo del linguaggio verbale e non verbale come strumento di crescita della
persona.
2.
Conoscere – capire = apprendere
che si realizza attraverso la conoscenza e l’uso dei diversi linguaggi:
Corporeo;
Iconico;
Simbolico;
Verbale;
Grafico;
Informatico;
a)
Conoscenza come sviluppo della capacità di osservazione attraverso esplorazioni ambientali, rilevazioni e
confronti, classificazioni e seriazioni;
b) Comprensione come processo attraverso l’azione: a livello motorio, percettivo e intuitivo per arrivare alla
definizione ed utilizzazione di conoscenze, concetti e regole.
3.
Essere = integrarsi, esprimersi
Che si realizza attraverso la motivazione a vivere serenamente ed a operare secondo i valori e le regole della
società.
a) Operatività con tutte le forme di organizzazione socio scolastiche: esecuzione di attività manipolatorie,
manuali e di vita, esecuzione pratica individuale e comunitaria di ricerche, giochi organizzati, di visite
guidate, di performance nelle quali gli alunni possono essere coinvolti come protagonisti;
b) Creatività come: forma di curiosità, di inventività nel gioco e nelle espressioni artistiche e musicali.
LE ATTIVITÁ PROGETTUALI EXTRASCOLASTICHE
Il gruppo dei docenti di sostegno e curriculari, dopo aver realizzato l’osservazione sistematica degli
allievi, organizza il lavoro di coordinamento all’interno dei singoli consigli di classe e/o interclasse/intersezione e
d’integrazione nell’ambito dell’istituto. Gli interventi sono finalizzati all’individuazione dei problemi emergenti
nell’ambito delle diverse classi ed alla ricerca di soluzioni che portano all’avvio ed alla prosecuzione di progetti
scolastici anche alternativi.
Le problematiche possono essere ricondotte fondamentalmente ai seguenti aspetti:
1. Disagi nelle relazioni interpersonali all’interno della classe (rapporti alunno – alunno; alunno – docenti);
2. Necessità di strutturare attività specifiche volte alla prevenzione del disagio.
45
LE MODALITA’
Viste le finalità della scuola, l’intervento formativo si attua secondo le seguenti modalità:
Lavoro di classe
Lavoro individuale
Lavoro di gruppo (laboratori)
Attività ludico e psicomotoria
Attività musicale
Attività a classi aperte
Attività sportive
Attività multimediali.
Le attività di laboratorio sono finalizzate all’acquisizione di abilità manuali e cognitive, con il vantaggio che anche
i più deboli si sentono responsabili del gruppo e vivono intensamente esperienze positive.
TEMPI E VERIFICHE
Gli interventi individualizzati si svolgeranno nelle ore di compresenza non utilizzate a sostituzione. Le
attività integrative si effettueranno in orario scolastico ed extrascolastico, a seconda dei progetti approvati.
Le verifiche avranno scadenza intermedie bimestrali allo scopo di valutare i progressi e non degli alunni
e, al tempo stesso, daranno l’opportunità agli insegnanti di verificare l’efficacia della loro azione educativa e
didattica. In caso di mancato successo permetteranno l’adeguamento di nuove strategie.
Gli incontri con i genitori si effettueranno ogni due mesi ed all’inizio dell’anno scolastico per arricchire il
quadro delle conoscenze psico-sociali sulla personalità degli alunni, sulle loro abitudini, preferenze ed interessi.
Al fine di evitare dispersioni ed allontanamenti, nonché offrire un servizio informativo più chiaro e
trasparente, ai genitori sarà consentito dialogare con gli insegnanti sulla base di un orario che sarà stabilito ed
affisso all’albo dei genitori.
L’impegno di pianificazione delle attività di sostegno si svolgerà secondo le modalità ed i tempi di
seguito definiti:
- Entro il 15 ottobre : analisi della situazione di partenza.
- Entro il 30 ottobre: presa d’atto dei piani didattici particolareggiati, predisposti a livello di classi
parallele.
- Entro il 12 novembre :
elaborazione di itinerari didattici differenziati per ciascun allievo
disabile.
- Le successive elaborazioni del P.D.D. (Piano Didattico Differenziato) saranno predisposte subito
dopo la verifica quadrimestrale dell’attività didattica.
Il Gruppo Interistituzionale (H) si riunirà ogni bimestre e ogni qualvolta dovessero verificarsi situazioni di
emergenza che richiedano interventi mirati.
46
FUNZIONI STRUMENTALI E RESPONSABILI
Il Sociale
La Persona
FUNZIONE
STRUMENTALE
Realizzazione di progetti
formativi
Ins. M. Sofia Tiseo
PROGETTI
Prog. Salute e sicurezza
Sicuri per la strada
Comando Polizia Locale
Progetto “Aree a rischio e a
forte processo immigratorio”
Elezione Sindaco Junior
FUNZIONE
STRUMENTALE
Interventi e servizi per gli
studenti: -Turtoro AngelaTroiano Maria Cristina
DALLA
ACCOGLIENZA
ALLA
FORMAZIONE
La Valutazione
-Valutazione INVALSI
Prof.ssa Piantedosi MF
Ins. Tiseo Maria Sofia Pisaniello F. - Parrella A.Pagnozzi
T A.M.
-schede valutazione alunni
Consigli di classe e di
interclasse
DEL CITTADINO
PROGETTI
Prog. Teatro
Realizzazione
Progetti
Prog. Lingua
inglese
Formativi d’intesa con Enti ed
e francese
Istituzioni esterne alla scuola
Prog.
Laboratori
Prof.ssa Ciriello Maria
ATTIVITA’ SPORTIVE
Docenti di Educazione
Fisica
Docenti Gruppo
Sportivo
POTENZIAMENTO
LINGUE
Progetto: Inglese nella
Scuola dell’Infanzia
NUOVE TECNOLOGIE
“Nuove tecnologie e
multimedialità nella
didattica curricolare”
Referente Prof.ssa
Piantedosi Maria Fatima.
Resp.li di Progetto
l’ambiente e il territorio
USCITE
Visite alle realtà
produttive
Visite guidate
Viaggi di Istruzione
Docenti delle classi
CONTINUITA’
Continuità Infanzia Primaria
Ins. Turtoro Angela –
qui
Continuità Primaria Secondaria
di I
Grado- i docenti delle classi quinte
della scuola primaria e delle classi
prime della secondaria Prof.ssa Troiano M.C.
ORIENTAMENTO
Curricolo orientativo
Guida alla scelta.
docenti delle classi
terze- Prof. Troiano
M.C.
47
TABELLA ORGANIZZATIVA
ATTIVITA’
Progettazione
Coordinamento
FIGURA DI SISTEMA
Dirigente
Primo Collaboratore
Staff di direzione
Comprende i Responsabili F/S e i
collaboratori / responsabili di sede



INDICAZIONI DI LAVORO
Monitorare l’andamento del piano
dell’Offerta Formativa

1.
Coordinamento delle attività
di alfabetizzazione in
riferimento agli alunni
stranieri
2.
Coordinamento delle attività,
con particolare riferimento
all’handicap.
3.
Coordinazione attività di
Valutazione




4.
Progetto Biblioteca e lettura
5.
Coordinamento nuove
tecnologie”
Laboratorio per la valorizzazione
delle risorse del territorio e per il
recupero delle tradizioni Locali


- collaborare con il dirigente
Gestire le problematiche relative
all’integrazione di alunni stranieri
Prof.ssa Piantedosi Maria
fornendo indicazioni di intervento didattico
Fatima
per l’alfabetizzazione
- coordinamento di docenti ed esperti
esterni.
- attività di integrazione
 collaborare con il dirigente
Gestire le problematiche relative sia
all’handicap sia agli alunni con difficoltà
relazionali e di apprendimento ed il
Ins. Palma Marica
coordinamento di più figure sia all’interno
Gruppo H –Docenti coinvolti
che all’esterno della scuola.
nell’inserimento di alunni
Predispone i piani educativi
certificati .
individualizzati e ne cura l’applicazione e
la valutazione
Collaborazione con docenti di classe e di
sostegno e ASL
 Collaborare con il dirigente
 Seguire e organizzare il progetto
dell'INVALSI
Prof.ssa Ilario M.A.- Villani
 Predisporre le griglie di valutazione
V.- Taddeo B. Ins. Tiseo
intermedie per la scheda di
Maria Sofia- Pisaniello F.valutazione della scuola Secondaria di
Pagnozzi A.M.- Parrella A.
I Grado
 Progettare alcune forme di
Autovalutazione dell'Istituto
 collaborare con il dirigente
- Promuovere il Progetto lettura nei due
ordini di scuola.
Docenti di classe
- Progettare e organizzare momenti
Docente referente
d’incontro nell’ambito extracurricolare per
avvicinare alunni e genitori alla lettura.
- Progettare un curricolo in continuità
relativo alle situazioni didattiche e alle
competenze da raggiungere nel campo
della lettura.

Prof.ssa Piantedosi Maria Fatima


Ins.: Pedoto Carmela
Prof.ssa Abate Silvana

collaborare con il dirigente
Offrire consulenza informatica ai colleghi.
Promuovere l’impiego dei mezzi
multimediali nella didattica curricolare,
anche suggerendo esperienze operative.
Curare la diffusione del curricolo verticale
relativo alla multimedialità e suo confronto
con i piani individualizzati (L53)
Predisporre un archivio di materiale per il
supporto didattico
 Conoscere il territorio di appartenenza
dal punto di vista fisico
 Conoscere tradizioni, usi e costumi dei
48

Progetto Attività sportive - Ed.
Stradale
Sicuri per la strada
Continuità Infanzia- Primaria
Continuità Primaria – Secondaria
I Grado
Continuità
Infanzia/Primaria/Secondaria I
Grado – Gruppo di miglioramento





Prof.ssa Maria Ciriello
Ins. Palma Marica
Prof. Colucci Michele
Comando Polizia Municipale
Comando Polizia Municipale







Ins. Turtoro A.
Ins. Docenti Sc. Dell’Infanzia
Ins. Classi I Sc. Primaria
Ins. Docenti Classi V Sc.
Primaria.
Prof. Classi I Sc. Secondaria I G.
Prof.ssa Troiano M.C.
Docenti: Cavaiuolo A.C./
Marchese A./ Pedoto C. /
Pisaniello F./ Leonino P.










propri paesi
Valorizzare i beni naturali ed
architettonici presenti sul territorio
Avvio alla pratica sportiva
Conoscere il codice della strada
Acquisire il patentino per il
ciclomotore
Conoscere il codice della strada
Conoscere e applicare le norme riferite
al pedone e al ciclista
Predisposizione scheda d’ingresso
Predisposizione progetto relativo alle
attività comuni
Predisposizione scheda d’ingresso
Predisposizione progetto relativo alle
attività comuni
Facilitare i passaggi, da un grado
all’altro della Scuola. Fornire supporto
e consulenza ai docenti
nell’organizzazione delle attività di
recupero, laboratori, accoglienza,
continuità; documentare le esperienze,
raccogliere le schede di monitoraggio.
Orientamento
Progetti di plesso
Progetti di classe/i, di ciclo/i



Prof.ssa Troiano M.C.
Responsabili di Progetto
Insegnante responsabile



Gruppo coordinatori della
programmazione

Coordinatori della
programmazione per aree
parallele

Progetto “Giornalino”

Gruppo di Redazione

Progetto “Nuoto”

Avviamento al rugby
Progetto attività strumentistica

Prof.ssa Maria Ciriello
Ins. Palma Marica
Prof.ssa Maria Ciriello e
Ins.Palma Marica
Docenti di educazione musicale

Progetto “Rugby e Scuola”



Realizzazione del giornale di Istituto
di informazione scolastica
Avviamento al nuoto

Progetto”Insegnare la storia del
XX secolo in dimensione
europea”

Avviamento allo studio dello
strumento musicale
Scambio culturale con un Istituto
Scolastico della Repubblica di Croazia
Progetto”Aree a rischio e a forte
processo immigratorio”

Ins. Annalisa Marchese Prof.sse 
- Ciriello Maria - Piantedosi
Maria Fatima -Troiano M.C. - Del
Balzo I.
Prof.ssa - Piantedosi Maria

Fatima - Ins. Maria Sofia Tiseo
supportati da commissioni di plesso
docenti di classe/i, di modulo/i, di
ciclo/i
Valuta insieme al Capo d’Istituto
l’andamento delle attività
Laboratori
Ogni docente funzione strumentale e referente predisporrà un sintetico piano delle attività che intende affrontare e in
riferimento al quale aggiornerà costantemente il Capo d’Istituto sullo svolgimento del proprio lavoro.
49
CURRICOLO UNITARIO VERTICALE
Le finalità individuate in premessa vanno promosse progettando un curricolo unitario
di istituto:
che programmi l'attività scolastica nel rispetto delle caratteristiche di ogni fascia d'età;
che garantisca l'unitarietà dell'insegnamento e la continuità del processo educativo
Secondaria di I Grado la ricerca e il confronto su obiettivi, metodologia e valutazione.
Il nostro Istituto Comprensivo pone i seguenti obiettivi generali, suddivisi nelle tre
aree socio - affettiva, cognitivo - espressiva e logico - formativa, sui quali costruire un
curricolo unitario verticale scuola dell'Infanzia- Scuola Primaria - scuola Secondaria
di I Grado, caratterizzato da gradualità e continuità nell'acquisizione, da parte degli
alunni, di competenze e di modi di essere:
AREA SOCIO – AFFETTIVA
Scuola dell'Infanzia e Primaria
Scuola Secondaria di I Grado
Comportarsi correttamente nei confronti degli
insegnanti, dei compagni e dell'ambiente scolastico;
partecipare alla vita scolastica in modo sempre più
consapevole, ascoltando, esprimendo la propria opinione
e intervenendo in modo opportuno;
imparare a collaborare rispettando le opinioni, le abilità
e le condizioni degli altri, cogliendo dal confronto il
valore della diversità;
lavorare con impegno e responsabilità, in relazione alle
proprie capacità;
cogliere nelle attività proposte l'occasione per sviluppare
la conoscenza di se stessi , da un punto di vista fisico e
interiore.
Comportasi correttamente nei confronti degli
insegnanti, dei compagni e dell'ambiente di lavoro;
partecipare all'attività scolastica in modo
consapevole e corretto;
vivere l'esperienza scolastica con spirito di
collaborazione, rispettando le opinioni, le abilità e
le condizioni degli altri, cogliendo dal confronto il
valore della diversità;
lavorare
con
impegno
e
responsabilità,
impegnandosi in modo pienamente rispondente alle
capacità personali e adeguato a soddisfare i propri
interessi;
cogliere nelle attività proposte l'occasione per
sviluppare la positiva consapevolezza della propria
identità personale, per star bene con sé e con gli
altri.
AREA COGNITIVO - ESPRESSIVA
Scuola dell' Infanzia e Primaria
Scuola Secondaria di I Grado
Acquisire e sviluppare conoscenze e abilità di base nel
graduale passaggio dai campi di esperienza alle
discipline attraverso le aree disciplinari;
acquisire i concetti guida per la comprensione del reale
(spazio, tempo, quantità; causalità e relazione in
semplici contesti o in modo guidato);
conoscere e comprendere lo specifico dei linguaggi
verbali e non verbali, (in modo guidato e graduale, in
semplici contesti);
conoscere e utilizzare in modo guidato nuovi mezzi
espressivi.
Comprendere e utilizzare i linguaggi specifici delle
discipline;
saper collegare i concetti acquisiti nelle diverse
discipline;
conoscere e usare consapevolmente nuovi mezzi
espressivi.
AREA LOGICO – FORMATIVA
Scuola dell'Infanzia e Primaria
Scuola Secondaria di I Grado
Osservare per raccogliere informazioni;
classificare le informazioni raccolte;
analizzare le informazioni, raccolte in semplici contesti,.
formulare possibili soluzioni nei confronti di semplici
problemi tratti dall'esperienza e chiaramente definiti;
raccontare il lavoro svolto rispettando l'ordine
cronologico delle diverse fasi
Raccogliere informazioni attraverso l'osservazione;
analizzare e classificare le osservazioni raccolte;
sintetizzare e mettere in relazione le informazioni
considerate;
formulare possibili soluzioni nei confronti di un
problema;
essere cosciente del lavoro svolto e valutarne la
validità
50
La progettazione di un curricolo unitario verticale sulla base dei precedenti obiettivi pone grande attenzione nei
confronti di competenze e di modi di essere fortemente orientanti, quali il senso di responsabilità, la capacità di
progettare, la disponibilità a collaborare e l'acquisizione di un metodo di studio. Poiché si tratta di elementi di grande
complessità, non vengono identificati con un preciso obiettivo, ma più obiettivi generali concorrono alla loro
acquisizione, che va intesa in un'ottica di progressione all'interno della continuità educativa e didattica.
51
I FATTORI DI QUALITA’ DEL SERVIZIO SCOLASTICO
DOCUMENTAZIONE E VERIFICA DEL LAVORO
Valutazione
Si lavorerà per promuovere una cultura della valutazione formativa che consenta
di incentivare la conoscenza dei processi di apprendimento e la comprensione delle
competenze, raggiunte dagli allievi, lungo l’intero arco della scuola di base.
Essere istituto Comprensivo è un’opportunità per avviare una riflessione sulle
competenze irrinunciabili nella scuola di base, anche nell’ottica dell’attuazione della
Riforma.
La valutazione del piano offerta formativa verrà attuata non solo attraverso i
questionari rivolti all’utenza, ma anche coinvolgendo direttamente i rappresentanti dei
genitori nelle sedi istituzionali e in incontri appositamente previsti.
Si ritiene che siano indicatori di un buon modo di fare scuola:
il lavoro collegiale degli insegnanti
il raccordo interdisciplinare fra i docenti come strumento che possa garantire l'unitarietà dell'insegnamento
il rapporto costante fra insegnanti e famiglie
la disponibilità degli insegnanti a intendere la valutazione come una operazione finalizzata alla correzione
dell'intervento didattico più che alla espressione di giudizi nei confronti degli alunni
la disponibilità degli insegnanti alla sperimentazione, alla innovazione didattica e all'aggiornamento
professionale
l'individualizzazione delle procedure di insegnamento
l’esistenza di traguardi irrinunciabili comuni e definiti collegialmente
sviluppare rapporti e relazioni interpersonali adeguati
integrare il curricolo tradizionale con attività che promuovano la pratica di linguaggi diversificati (musicale teatrale - ecc...)
disporre di adeguati momenti e spazi dedicati all'attività fisica, motoria e sportiva
disporre di momenti specifici per l'attività individualizzata e di recupero
praticare un primo approccio significativo alle nuove tecnologie informatiche
entrare in contatto con una seconda lingua
PROCEDURE
Gestione delle attività di progetto per l’accesso al Fondo di Istituto
Il Collegio dei Docenti dopo aver predisposto il Piano delle attività aggiuntive definisce i criteri e le modalità
di attuazione del Piano.
Ad ogni attività è assegnato un responsabile che dovrà costituire la commissione di lavoro, seguendo le
indicazioni del Collegio.
In itinere, il responsabile dovrà coordinare i lavori, relazionare l’attività al Dirigente e al Collegio e verbalizzare gli
incontri.
Alla fine dell’anno scolastico relazionerà e verificherà l’attività svolta e presenterà il consuntivo delle ore
aggiuntive ripartite per docente.
Le attività verranno progettate e programmate secondo le linee guida individuate dal Consiglio d’Istituto
Il Dirigente si impegna a controllare la tenuta del piano e l’applicazione delle norme e dei criteri in esso
stabiliti. Al piano verrà data la massima trasparenza.
Didattica e contenuti
Da definire nelle sedi progettuali delle commissioni coordinate dalle funzioni obiettivo e del collegio.
Rapporti con l’utenza
Nella scuola dell’accoglienza la comunicazione e l’informazione esterna riveste un ruolo prioritario.
52
E’ opportuno che la scuola affini gli strumenti di comunicazione con l’esterno per informare correttamente
l’utenza circa le caratteristiche organizzative e le modalità di funzionamento del servizio scolastico che viene offerto.
Nella sostanza, si tratta di rendere visibile all’esterno il “prodotto scolastico”, non tanto per fini promozionali,
quanto per migliorare la partecipazione delle famiglie alle vicende scolastiche.
Si farà ricorso ai seguenti strumenti di informazione:
a) sito web della scuola
b) comunicati;
c) fogli e fascicoli informativi per assicurare la corretta informazione riguardo: organi collegiali, regolamento, statuto
degli studenti, assicurazione, calendario scolastico;
d) schede di valutazione;
e) scheda del consiglio orientativo, adeguatamente motivato;
f) scheda calendarizzazione incontri rappresentanti genitori;
g) scheda riassuntiva incontri ed iniziative degli Istituti Superiori per l’Orientamento.
Collaborazioni e rapporti integrati con gli Enti Locali
La Scuola opera in sinergia con le agenzie e contropartite formative presenti sul territorio collaborando ed
interagendo nelle attività progettuali
Collaborazioni e rapporti integrati con istituti superiori
Molta importanza verrà data al rapporto con gli Istituti Superiori nel quadro delle attività previste dal Progetto
Orientamento.
L’Istituto partecipa ad un progetto in rete denominato “Insegnare la Storia del XX secolo in dimensione europea” che
prevede il raccordo con una scuola o più scuole secondarie di I grado dell’Est europea. Nel nostro caso il partner è la
Croazia.
Formazione e aggiornamento
Come dal prospetto inserito nel Piano di Offerta Formativa, il piano di formazione si inserisce direttamente nel
Piano dell’Offerta Formativa di istituto per diventare leva per il cambiamento.
La formazione prevista per questo anno scolastico si collega direttamente con il contesto operativo ed è
orientata alla crescita delle professionalità con un’ottica progettuale finalizzata al miglioramento dei risultati degli
allievi.
Per l’a.s. 2013/2014 è prevista una formazione in servizio per la compilazione dei registri e per gli scrutini on
line.
53
CONTRATTO FORMATIVO
Il Sig. / I Sigg,ri _______________________________________________________
genitore/i dell'alunno ____________________________________, frequentante nell'a.s. 2013/2014 la classe __ sez.
____ della Scuola _____________________________________________________________________
gli Ins.ti - Proff. ……………………………………………………………………………………..
…………………………………………………………………………………………………………
…………………………………………………………………………………………………………
a nome e per conto dell'Istituto Comprensivo Statale "Don Lorenzo Milani"
PREMESSO

Che il Collegio dei docenti, d'intesa con il Consiglio di Istituto si è impegnato ad elaborare , per l'anno scolastico
2013/2014, un ampio ed articolato progetto educativi che, attraverso una serie di azioni ed attività, curricolari ed
extracurricolari, intende promuovere in maniera determinante la formazione dell'uomo e del cittadino secondo i
principi della Costituzione, favorire il suo orientamento nel mondo della scuola, del lavoro … e sviluppare una
personalità autonoma, responsabile e rispettosa delle altrui idee;

Che ogni singola azione o attività è stata pensata per conseguire obiettivi didattici tesi al recupero, al potenziamento
o all'integrazione di conoscenze e competenze ed a sviluppare un metodo di studio autonomo e comportamenti
responsabili e rispettosi degli altri;

Che per la realizzazione dell'intero progetto saranno investite notevoli risorse umane, economiche, strutturali e
strumentali, sia interne che esterne alla Scuola;

Che l'azione educativa e didattica promossa dal Collegio dei Docenti dell'Istituto Comprensivo Statale di San
Martino Valle Caudina, tenuto conto dei bisogni dell'utenza, riesce a raggiungere pienamente e coerentemente le
sue finalità ed i suoi obiettivi soltanto con la partecipazione e l'impegno, attivo e responsabile, di tutti coloro che
sono coinvolti: Alunni, Genitori, Dirigente Scolastico, Personale Docente, Direttore e Assistenti Amministrativi e
Collaboratori Scolastici,
STIPULANO IL SEGUENTE CONTRATTO FORMATIVO
che vincola de due parti a rispettare tutti e ciascuno dei seguenti articoli
Art. 01 Le attività didattiche curricolari della Scuola Primaria e Secondaria si svolgeranno in non meno di 200 giorni e
per non meno di 891 ore, dal 16 settembre 2013 al 07 giugno 2014, secondo i seguenti orari:
San Martino: Scuola Primaria “Nicola Maria Abate” con 10 classi a “Tempo Modulare Lungo”, con un rientro
settimanale e 3 classi a “Tempo Pieno”; Scuola Secondaria di I Grado con cinque classi organizzate a “tempo normale”
ed una classe prima a “tempo prolungato”A ) Classi a tempo Ordinario - esteso: lunedì - mercoledì - venerdì 08.30 /
13.30; Classi a tempo Ordinario - esteso: giovedì e sabato 08.30/12.30; Classi a tempo Ordinario – esteso : martedì
08.30/16.30; Classi a Tempo Pieno – dal lunedì al venerdì con sabato libero08.30 /16.30
Pietrastornina: Scuola Primaria e Secondaria “Amato Rizzo” riunite in un unico plesso
Scuola Primaria: ORARIO DELLE ATTIVITÀ lunedì,mercoledì,giovedì,venerdì : 8,30 – 13,30
martedì: 8,30-16,30. sabato chiuso
Scuola Secondaria di Primo Grado: ORARIO DELLE ATTIVITÀ classi 1^,2^,3^ tempo pieno- lunedì e
venerdì 8:30-16:30 martedì, mercoledì,giovedì,sabato: 8,30 – 13,30
Sant’Angelo a Scala:
Scuola Primaria - martedì,giovedì,venerdì : 8,30-13,30; lunedì,mercoledì: 8,30 – 16,30 - sabato chiuso
Art. 2 - Il Collegio dei Docenti, i Consigli di Classe - Interclasse - Intersezione ed i dipartimenti disciplinari hanno
deliberato di effettuare in aggiunta alle attività curriculari
a. le seguenti attività extracurricolari ed extrascolastiche
a. le seguenti attività extracurricolari
ATTIVITA'
Laboratorio per la valorizzazione risorse del territorio per il
recupero delle tradizioni locali
Giornale scolastico “Otto Volante”
DESTINATARI
Alunni - Genitori - Comunità
Alunni
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Laboratorio informatico
Laboratorio espressivo - teatrale
Cineforum di arricchimento disciplinare
Laboratorio motricità
Progetto legalità e ambiente
Progetto cittadinanza – intercultura
Progetto nuoto (a carico dei genitori)
Progetto “Didattica della Storia del XX Secolo in dimensione
Europea” e scambio culturale con una scuola della Repubblica
di Croazia
Progetto Rugby a Scuola
Progetto Frutta a Scuola
ATTIVITA'
uscite didattiche sul
territorio
Visite guidate
Viaggi di istruzione e
scambi culturali
Alunni
Alunni
Alunni
Alunni
Alunni – Genitori
Alunni – Genitori
Alunni
Alunni – genitori – Comunità
Alunni
Alunni
DURATA
Orario scolastico
LOCALITA'
Nel Comune
1 giorno e fino a 5 visite
Più giorni
Da definire
Anche estero
b. le seguenti attività extrascolastiche
ATTIVITA'
Progetto “Giochi sulla neve”
Giochi della Gioventù
Progetto Area a rischio e a forte processo Immigratorio”
Partecipazione spettacoli teatrali o altri eventi significativi
DESTINATARI
Alunni
Art. 3 - Le intese circa i tempi e le modalità di realizzazione delle attività extracurricolari sono quelle stabilite nella
riunione di presentazione delle attività e di seguito annotate;
Art. 4 - La Scuola si impegna a realizzare tutte le attività, previste per l'intera scuola e per la singola classe, mettendo a
disposizione locali, strutture, strumenti in suo possesso ed eventualmente acquistando con i fondi in bilancio tutto
quanto occorre per la loro realizzazione;
Art. 5 - Qualora una singola attività extracurricolare non dovesse più rispondere ai bisogni dell'utenza o fosse
sistematicamente disertata dagli alunni, a giudizio insindacabile del Consiglio di Classe - Interclasse - Intersezione,
potrà essere sospesa temporaneamente o anche definitivamente, previa comunicazione del Referente dell'attività a tutte
le famiglie. Eventuali cambi di giorni o di orari saranno anch'essi comunicati alle famiglie, in tempi brevi con avviso
scritto;
Art. 6 - Il personale docente e non docente impegnato sarà retribuito, secondo le tabelle contrattuali, con il Fondo di
Istituto e/o eventuali fondi accreditati dall'Amministrazione o dall'Ente Locale, per tutte le attività, di insegnamento e
di non insegnamento, effettuate in orario eccedente quello d'obbligo;
Art. 7 Secondo quanto previsto dal Calendario Scolastico Nazionale e Regionale e quanto deliberato dal Consiglio di Istituto,
durante l'arco dell'anno scolastico nei seguenti giorni saranno SOSPESE LE ATTIVITÀ DIDATTICHE:
2 novembre 2013 commemorazione dei defunti - dal 23 dicembre 2013 al 06 gennaio 2014 festività natalizie; 04 marzo
2014, ultimo giorno di carnevale; dal 17 al 22 aprile 2014, festività Pasquali;
GIORNI DI VACANZA
tutte le domeniche – 1 novembre 2013, festa di tutti i Santi; 11 novembre 2013; Festa del Santo Patrono del nostro
Comune; 8 dicembre 2013 festa dell’Immacolata Concezione; dal 25 dicembre 2013 Natale; 26 dicembre 2013 S.
Stefano; 1 gennaio 2014 Capodanno; 06 gennaio 2014 Epifania, lunedì dopo Pasqua: 25 aprile, anniversario della
Liberazione; 1° maggio, festa del lavoro; 2 giugno, festa Nazionale della Repubblica.
Art. 8 - I genitori si impegnano a:
55
a) a far entrare il proprio figlio sempre in orario a scuola;
b) a giustificare tempestivamente assenze e ritardi utilizzando il libretto delle giustifiche o delle comunicazioni
scuola-famiglia;
c) a non prelevare il/la figlio/a prima del termine delle lezioni se non per casi eccezionali ;
d) ad accompagnare il/la figlio/a se richiesto dal Docente o dal Dirigente Scolastico nei tempi indicati;
e) a risarcire la Scuola nel caso in cui il(la proprio/a figlio/a abbia danneggiato suppellettili o strumenti dell'Istituto;
f) a rispettare gli orari di ricevimento della Segreteria;
g) ad evitare tutto ciò che può essere di intralcio all'attività didattica;
h) a rispettare quanto riportato nel Regolamento di Istituto
Art. 9 - La Scuola si impegna a garantire durante l'anno scolastico colloqui collegiali con le famiglie e colloqui con i
singoli insegnanti nei tempi e nei modi che verranno comunicati da ciascun docente;
Art. 10 - I genitori garantiscono che i propri figli parteciperanno assiduamente extracurricolari ed extrascolastiche
previste da ciascuna classe;
Art. 11 - I genitori, inoltre, si impegnano a fornire ogni utile collaborazione per il raggiungimento delle finalità e degli
obiettivi previsti dalle singole attività e per la loro migliore organizzazione;
Art. 12 - La Scuola si impegna a monitorare, a verificare, in itinere ed al termine ciascuna attività, ad effettuare
valutazioni intermedie e una valutazione finale oggettive, con il contributo dei genitori e degli alunni, ed a pubblicizzare
i risultati;
Art. 13 - Per tutto quanto non espressamente previsto, le parti firmatarie del presente contratto fanno riferimento alla
legislazione scolastica vigente ed al Regolamento di Istituto.
San Martino Valle Caudina, …………………
I GENITORI
ISTITUTO COMPRENSIVO
I DOCENTI DI CLASSE
56
Comportamento degli alunni e regolamentazione dei ritardi, uscite, assenze, giustificazioni.
come approvato dal Consiglio d’Istituto
ART. 1
ART. 2
ART. 3
ART. 4
ART. 5
ART. 6
ART. 7
ART. 8
ART. 8
Famiglia
La Scuola, in collaborazione con le famiglie, svolge un’azione educativa diretta a
promuovere i
doveri sociali.
Autodisciplina
Gli alunni assistiti quotidianamente dal Dirigente, dai docenti e dal personale A.T.A.sono indirizzati
verso l’autodisciplina.
Preingresso
Gli alunni devono trovarsi all’ingresso della Scuola almeno 5 minuti prima dell’inizio delle lezioni
mattutine e pomeridiane
Tutti attenderanno il suono della campana nel cortile interno e si disporranno in ordine, divisi
per classe, attendendo gli insegnanti che li guideranno alla propria aula.
Ingresso
Gli alunni devono entrare nella Scuola ordinatamente. Al termine delle lezioni l’aula
lasciata in ordine.
deve essere
Ritardi
I ritardatari saranno ammessi in aula con il permesso del Dirigente, da uno dei due Collaboratori o, in
loro assenza, dal Docente Coordinatore di Plesso.. I ritardi frequenti saranno oggetto di provvedimento
da parte del Consiglio di Classe.
Cartella e accessori
Ciascun alunno è invitato a portare con sé soltanto il materiale richiesto per lo svolgimento delle attività
didattiche ed è vietato, in caso di dimenticanze, richiederlo alla famiglia telefonicamente.
Il diario deve essere utilizzato esclusivamente per annotare le consegne ed è a disposizione di
insegnanti e genitori per il controllo.
Il libretto personale è obbligatorio averlo sempre con sé.
È opportuno che l’uscita dall’aula durante le lezioni sia limitata ai casi eccezionali, soprattutto se prima
dell’intervallo.
È vietato intrattenersi a conversare nei servizi, nei corridoi e fermarsi davanti alle porte delle classi.
Durante il cambio dell’ora i ragazzi non devono uscire nei corridoi.
Con il suo comportamento rispettoso dei diritti e del patrimonio altrui, l’alunno contribuisce a :
conservare pulita e ordinata l’aula e tutti i locali destinati all’attività didattica;
non disturbare il lavoro scolastico correndo lungo i corridoi e per le scale, o gridando entro o nei
pressi della scuola;
non arrecare danno al materiale didattico e di arredamento, né ai mezzi di trasporto;
non compiere scherzi pericolosi nei confronti dei compagni.
Durante le lezioni è vietato abbandonare l’aula senza il permesso del docente. Il
permesso a
lasciare la Scuola prima del termine delle lezioni deve essere richiesto dai genitori.
Rifiuti
Per i rifiuti devono essere usati gli appositi cestini per la raccolta differenziata.
Intervallo
Se l’intervallo avviene all’aperto, gli alunni si riuniscono nel cortile interno, utilizzano i servizi
del piano terra e, al termine, si dispongono come stabilito per l’entrata; se è disposto nei corridoi
non possono sostare nelle aule, né spostarsi dagli stessi senza una particolare motivazione.
Gli alunni devono mantenere un comportamento corretto e responsabile, evitando di correre, spingersi,
fare scherzi o gesti sconvenienti, di insudiciare il cortile con cartacce e rifiuti.
La vigilanza durante l’intervallo è garantita dagli insegnanti in servizio alla terza ora.
Uscita al termine delle lezioni – mensa
Al termine delle lezioni gli allievi usciranno ordinatamente accompagnati dai docenti.
Gli alunni, dopo il suono della campanella (Per la Scuola secondaria di I grado: il mattino ore 13.10 -, il
pomeriggio ore :17,30 – Per la Scuola Primaria: al mattino ore 12:30 (giovedì, venerdì, sabato); alle ore
13:30 (lunedì, mercoledì) il martedì alle ore 16.30, si recano all’uscita in modo ordinato accompagnati
dagli insegnanti.
Coloro che usufruiscono della mensa, devono recarsi ai servizi per lavarsi le mani sotto la
sorveglianza degli insegnanti
della quarta ora (per la Scuola Primaria) che poi li
57
accompagneranno negli ambienti mensa.
ART. 9
Intervallo dopo la mensa
Durante l’intervallo dopo la mensa, gli alunni possono sostare al pianterreno o nel cortile interno,
usufruendo dei servizi al pianterreno.
Gli alunni della Scuola Primaria, che pranzano a casa, possono entrare nell’atrio della scuola alle ore
13,25.
ART. 10
Uso delle aule speciali
Quando gli alunni si spostano per raggiungere le aule, le aule speciali si muovono ordinatamente,
silenziosamente, sempre accompagnati dagli insegnanti.
ART. 11
Assenze, permessi
L’alunno rimasto assente deve presentare al suo rientro a scuola la giustificazione scritta sul libretto
personale, recante la firma di chi lo ha convalidato, all’insegnante della prima ora.
Nello stesso modo deve essere giustificato qualsiasi ritardo.
Nel caso di assenza superiore a 5 giorni consecutivi per motivi di salute, l’alunno deve esibire, con la
giustificazione, un certificato medico attestante la sua ristabilita idoneità; se assente per altri motivi,
deve essere accompagnato da un genitore o da un suo delegato.
Il permesso di uscita o di entrata durante le ore di lezione, è richiesto per iscritto sul libretto personale e
deve essere vistato dall’insegnante dell’ora.
In caso di uscita prima del termine delle lezioni per indisposizione o altre cause, dopo averne
accertata l’effettiva necessità, gli alunni devono essere prelevati da un genitore o da una persona
autorizzata dallo stesso.
Ogni comunicazione o disposizione inoltrata dalla scuola alla famiglia deve avvenire tramite il
libretto personale che deve essere firmato per presa visione dai genitori e controllato
dall’insegnante della prima ora.
ART. 12
Procedimenti disciplinari relativi alle attività didattiche
Qualora lo ritenga opportuno, ogni insegnante comunica alla famiglia eventuali dimenticanze o la
scarsa puntualità nell’esecuzione dei compiti tramite il libretto personale.
In caso di ulteriori mancanze in più discipline, se ne discute in Consiglio di classe, che deciderà
eventualmente di convocare i genitori o di inviare una comunicazione scritta alla famiglia tramite
lettera.
Procedimenti disciplinari relativi al comportamento
In caso di inosservanza delle regole relative al comportamento gli insegnanti possono:
rilevare la mancanza;
richiedere l’intervento del Dirigente;
apporre una nota sul registro di classe per informare il Dirigente e il Consiglio di classe e
annotare sul libretto personale per informare la famiglia. Le note sul registro di classe devono
essere comunicate tempestivamente alla Dirigente e vidimate dalla stessa;
nel caso in cui la mancanza sia particolarmente grave, si chiede la convocazione straordinaria del
Consiglio di classe per valutare i provvedimenti da adottare.
ART. 13
ART. 14
ART. 15
ART. 16
Esonero Educazione Fisica
Gli alunni che per ragioni di salute non possono partecipare alle lezioni di Educazione Fisica devono
presentare una domanda indirizzata al Dirigente scolastico nella quale si chiede l’esonero; a tale
richiesta va allegato il certificato medico.
Agitazioni Sindacali
Nei giorni di sciopero generale o del personale della scuola le lezioni non saranno regolari. La
Dirigenza avviserà le famiglie con anticipo se sarà possibile.
Turbativa andamento scolastico
Agli allievi responsabili di fatti che ostacolano il regolare andamento della Scuola saranno applicate le
sanzioni stabilite dalle leggi in vigore.
Rientro dalla sospensione
Tutti gli alunni sospesi dalle lezioni prima di essere ammessi in classe devono essere accompagnati da
58
ART. 17
ART 18
ART. 19
un genitore o da chi ne fa le veci.
Arredo Scolastico
Gli alunni devono aver cura delle suppellettili scolastiche, devono avere serietà e contegno e rispetto
verso il personale della Scuola.
Uso dei servizi
L’accesso ai bagni, di norma, è consentito dalle ore 9.00 alle ore 12.30, ad eccezione dei giorni di
Tempo Prolungato e Tempo Pieno.
Custodia effetti personali
La scuola non si assume alcuna responsabilità per le biciclette o motorini depositati nei cortili, né per
eventuali smarrimenti di denaro o di oggetti lasciati incustoditi.
Chi danneggia il materiale e l’arredo scolastico è tenuto a pagare il danno.
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Statuto delle studentesse e degli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado
In merito alle disposizioni relative alle applicazioni dello statuto delle studentesse e degli
studenti della scuola secondaria, l’Istituto Comprensivo Statale di Scuola dell’Infanzia – Primaria e
Secondaria di I Grado
comunica
l’istituzione di un organo interno di garanzia così composto: il dirigente scolastico dottor Orlando
Giuseppe, il/la sig. …………………………………….. in qualità di rappresentante dei genitori e la
Prof. ssa ……………………………………. in qualità di docente.
PRINCIPALI NORME E DOVERI
DOVERI
1.
Gli studenti sono
tenuti
a
frequentare
regolarmente i corsi e ad
assolvere assiduamente agli
impegni di studio.
IN CASO DI MANCATA OSSERVANZA
FREQUENZA
A. Avvisare i genitori telefonicamente e per
iscritto
B. Informare il Comune – I Servizi Sociali e/o
il Comando della Stazione dei Carabinieri
IMPEGNI DI STUDIO
A. Annotare l’impreparazione sul registro
personale.
B. Avvisare la famiglia per iscritto.
RAPPORTI CON LE FIGURE PROFESSIONALI E CON I COMPAGNI
2.
Gli studenti sono tenuti ad
avere nei confronti del capo
d'istituto, dei docenti, del
personale della scuola e dei
loro compagni lo stesso
rispetto, anche formale, che
chiedono per se stessi.
Ammonimento verbale
Note sul registro di classe
Sospensioni con obbligo di frequenza dopo un
numero di 5 annotazioni.
3.
Nell'esercizio dei loro
diritti e nell'adempimento dei
loro doveri, gli studenti sono
tenuti
a
mantenere
un
comportamento corretto e
coerente con
i principi di cui
DOVERI
all'art. 1.
INTERVENTO
DIDATTICO
COMPORTAMENTALE:
Educare al senso di responsabilità, inteso
come conoscenza e rispetto dei diritti e
dei doveri.
4.
Gli studenti sono tenuti
ad osservare le disposizioni
organizzative e di sicurezza
dettate dai regolamenti dei
60
Si fa riferimento al regolamento interno
di Istituto.
5.
Gli studenti sono tenuti ad
utilizzare correttamente le
strutture, i macchinari e i sussidi
didattici e a comportarsi nella vita
scolastica in modo da non
arrecare danni al patrimonio della
scuola.
IN CASO DI MANCATA OSSERVANZA
Individuare possibilmente il colpevole e
convocare i genitori onde trovare una
soluzione
concordata
che
possa
prevedere la riparazione del danno e/o la
tramutazione in sanzione disciplinare.
Altrimenti
convocare
i
genitori
dell’intero gruppo di alunni individuati.
6.
Gli studenti condividono
le responsabilità di rendere
accogliente
l’ambiente
scolastico e di averne cura come
importante fattore di qualità
della vita della scuola.
INTERVENTI DIDATTICI
Educare alla legalità
Educare alla socialità
Va precisato che:
1) Gli studenti hanno diritto ad esprimere le loro motivazioni liberamente e prima di ogni decisone
dell’organo disciplinare.
2) La vita scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione e
sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e
condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.
N.B. E’ prevista l’elezione del sindaco della scuola che sarà effettuata in coincidenza con il
rinnovo del Consiglio d’Istituto previsto entro la fine del mese di novembre 2004.
IL DIRIGENTE SCOLASTICO
( Dr. Giuseppe Orlando )
61
Linee guida Ref. Multimedialità
MONDO VIRTUALE
Laboratori di informatica
Competenze digitali
Il quadro dei bisogni




Le spinte alla globalizzazione che arrivano dalla società portano verso un uso sempre più generalizzato
delle tecnologie dell'informazione e impongono l'utilizzo e la comprensione delle nuove tecnologie quali
discipline a sé, alla pari con l'alfabetizzazione e la matematica, vere e proprie chiavi d'ingresso nel
processo di apprendimento lungo tutto l'arco della vita
L'introduzione delle nuove tecnologie dell'informazione nell'ambito didattico richiede di ripensare le
strategie pedagogiche, i modelli organizzativi, la distribuzione di ruoli nella scuola e nella classe.
Le nuove tecnologie utilizzate nella didattica richiedono una progettazione formativa che governi la
velocità di ricambio dei contenuti cognitivi: importante non è più tanto la quantità di "cose che si sanno",
ma lo sviluppo e l'affinamento delle capacità di ricerca e di autoapprendimento.
L'intensità e la vastità del processo d'innovazione tecnologica investe con grande rapidità tutti i saperi
consolidati. Vengono messi in discussione i confini tradizionali dei campi di conoscenze, si impongono
sempre più forme di comunicazione tra discipline, spesso apparentemente lontane. Sono investiti metodi
e linguaggi tradizionali e si creano nuove forme di espressione legate a fondamenti del tutto rinnovati.
Le priorità formative





Procedere a un lavoro d'integrazione e d'implicazione reciproca tra nuovi linguaggi e "vecchi" saperi,
funzionale non solamente allo svecchiamento delle forme della didattica, ma anche e soprattutto a una
riorganizzazione della base contenutistica e metodologica dei saperi.
Trasformare la didattica tradizionale, da un sistema ripetitivo di conoscenze preordinate in programmi e
moduli di insegnamento, in un sistema di "ricerca educativa cooperativa che attivamente assuma il
compito e il ruolo di aggiornare, diffondere e integrare l'educazione della scuola con le conoscenze più
avanzate, generando in tal modo quell'osmosi tra scuola e sviluppo sociale e produttivo propria della
società contemporanea.
Favorire una reale integrazione delle tecnologie nei curricoli disciplinari.
Adottare una metodologia didattica nella quale il ruolo del "sapere" (cioè la conoscenza e
l'informazione) sia sempre più strumentale all'obiettivo primario del "saper fare" cioè alla acquisizione
di capacità - abilità di tipo operativo.
Insegnare e far apprendere non solo in una data situazione, ma insegnare e far apprendere "con" la
situazione, seguendo una concezione realistica dell'apprendimento, in cui le conoscenze non stanno solo
nella mente dell'insegnante che le trasferisce ma sono situate anche nell'ambiente circostante, negli
oggetti, nelle relazioni, …
Le competenze



Adeguato livello di padronanza delle tecnologie informatiche e multimediali.
Comunicare con i mezzi multimediali, elaborando, selezionando, enucleando, sintetizzando
conoscenze, informazioni, concetti,…
Fruire di prodotti informatici e multimediali
62
- linee guida Resp. di aree
MONDO INTERIORE
Educazione Fisica
Salute
Sicurezza della persona
Il quadro dei bisogni
La scuola, in quanto agenzia educativa per eccellenza, si deve far carico dell'educazione alla salute e alla
sicurezza, che sono aspetti non secondari dell'educazione globale della persona.
La salute è un bene prezioso e tutte le scelte comportamentali, individuali e collettive, devono essere
orientate alla tutela di tale bene.
Il concetto di salute oggi viene considerato promozione del benessere, raggiungibile attraverso un processo
educativo basato su un approccio positivo della dimensione dell'essere.
Per benessere si intende stare bene con se stessi (dimensione corpo/mente), stare bene con gli altri e stare
bene nell'ambiente in cui si vive.
Il benessere della persona si raggiunge anche attraverso lo sviluppo della cultura della sicurezza. Educare alla
sicurezza significa educare alla personalità, al concetto del rischio, al concetto di auto protezione e a quello
di protezione verso gli altri per sentirsi membri responsabili della propria comunità, compartecipi della stessa
sorte, compartecipi nel sistema più complesso di Protezione Civile.
Le priorità formative
Pertanto una scuola che “organizza” la salute e la sicurezza deve:
 progettare interventi formativi specifici rivolti agli operatori scolastici, agli alunni (Progetto studenti e
studentesse, …) ed alle famiglie (progetto genitori).
 favorire un clima complessivo di benessere, inteso come continua ricerca della qualità della vita, di cui
l’attenzione alla sicurezza costituisce una componente rilevante;
 promuovere la formazione di una coscienza sanitaria tanto nei singoli quanto nelle comunità locali;
 responsabilizzare i ragazzi riguardo la tutela della salute, sia propria che degli altri;
 fare nascere la fiducia in se stessi dando agli allievi la possibilità di conoscersi meglio, di conoscere
meglio gli altri in un contesto rassicurante
 renderli consapevoli dell’importanza della tutela dell’ambiente che li circonda, coinvolgendoli in un
ruolo attivo e responsabile
 esplicitare il binomio educativo autonomia – sicurezza, come progressiva acquisizione di comportamenti
nell’ambiente scolastico e non, che migliorino la sicurezza di ciascuno;
 individuare la prevenzione non come esasperata eliminazione dei pericoli, ma come educazione alla
conoscenza dei rischi, alla loro valutazione ed all’assunzione di comportamenti autonomi e sicuri per sè
e per gli altri;
Le competenze




Individuare e far fronte ai pericoli presenti nei diversi ambienti frequentati.
Svolgere attività motorie adeguate al proprio corpo
Costruire regimi alimentari personali
Fruire di spettacoli
63
- linee guida Funzione Obiettivo
INTER - MONDO
Continuità e supporto al
Lavoro dei docenti e degli
alunni. Integrazione.
Il quadro dei bisogni
In presenza di bambini con diverse potenzialità’ individuali si evidenzia la necessità di tempi di
apprendimento differenziati e di spazi strutturati adeguatamente: valorizzare il curricolo implicito, spesso
trascurato, per creare un ambiente accogliente, stimolante e motivante.
La famiglia nucleare e con sempre minori tempi dedicati alla comunicazione sta delegando alla scuola molti
aspetti educativi e non riesce ad essere regolativa nei confronti dei propri figli.
La presenza di alunni provenienti da altre culture ci pone sempre di più di fronte alla necessità di essere in
grado di accoglierli , non solo fornendo una prima alfabetizzazione, ma cercando di interpretare la
sofferenza, lo sradicamento che li porta talvolta alla negazione delle proprie origini.
Creare consapevolezza nelle classi che accolgono alunni di altri paesi e motivarli alla conoscenza delle altre
culture, per prevenire atteggiamenti di intolleranza o comunque di approssimazione sul piano della
conoscenza .
La globalizzazione del mercato del lavoro rende opportuno che i ragazzi sviluppino dentro di sé la
consapevolezza di essere ‘cittadini del mondo’.
Uscire dalla logica limitativa della continuità intesa come passaggio di informazioni tra i vari ordini di
scuola, per costruire dei percorsi educativo- didattici capaci di attivare processi mentali idonei a fornire le
competenze irrinunciabili ai ragazzi e alle ragazze.
Le priorità formative
Sviluppare un atteggiamento di attenzione all’autostima del ragazzo.
Sviluppare un’accoglienza capace di prevenire o contenere le conseguenze dovute alla diversità, sia di tipo
fisico, intellettuale o culturale.
Considerato che la scolarizzazione di massa non è stata di fatto capace di sconfiggere le differenze di
partenza, per cui buona parte dei ragazzi attraversano il percorso didattico con le stesse capacità e
motivazioni., individualizzare l’insegnamento creando, anche attraverso la flessibilità organizzativa, dei
percorsi differenziati e opzionali.
Progettare percorsi storici, geografici, letterari all’interno del curricolo, in grado di stimolare il confronto
con culture diverse, per uscire dal relativismo culturale.
Potenziare le abilità di comunicazione in lingue diverse dalla lingua madre.
Consolidare i percorsi in continuità, anche in vista del riordino dei cicli, coordinando l’azione didattica educativa sui diversi anni della scuola dell’obbligo. I curricoli dovranno evidenziare i saperi di base per
giungere alle competenze disciplinari e irrinunciabili per la formazione di una persona.
Attraverso un percorso continuo evitare ridondanze e ripetizioni sul piano disciplinare, che tolgono
opportunità all’attivazione di percorsi transdisciplinari.
Le competenze
Sviluppare il senso di appartenenza nei confronti della scuola anche attraverso la consapevolezza del proprio
percorso formativo, in un’ottica di continuità e di responsabilità nei confronti dei risultati.
Saper cogliere gli elementi nelle culture’ altre’, facendoli interagire con il proprio patrimonio culturale e
simbolico.
Saper comunicare con più lingue.
64
linee guida Funzione Obiettivo
MONDO REALE
L'ambiente e il territorio
Orientamento
Il quadro dei bisogni




La complessità caratterizza e pervade l'esistenza degli individui: essere cittadino oggi, nella realtà
sociale e lavorativa, significa affrontare e risolvere problemi complessi che richiedono competenze
progettuali significative.
In una società così aperta e in continua evoluzione, le possibilità di scelta sono innumerevoli, per cui
l'individuo ha bisogno di orientarsi e di essere orientato.
L'orientamento non è tanto l'aiuto esterno da parte di chi, conoscendo o credendo di conoscere
l'individuo, gli consiglia una determinata forma di vita, di lavoro, di scuola o di attività, quanto piuttosto
il processo mediante il quale la persona stessa si orienta, attraverso la costruzione della propria identità
individuale, sociale e professionale.
L'intervento orientativo della scuola, in quanto istituzione educativa per eccellenza, diventa necessario
per aiutare la persona ad utilizzare le proprie competenze e conoscenze per riconoscere le condizioni in
cui si trova, in modo da poter stabilire il proprio comportamento e ricercare, in base alle proprie
possibilità e alle condizioni dell'ambiente, la via migliore da seguire.
Le priorità formative






Favorire la partecipazione dei soggetti alle scelte sviluppando la cultura della reciprocità.
Incrementare il repertorio di situazioni operative per:
- fornire ai ragazzi opportunità di cimentarsi in contesti diversi e potersi osservare, misurare e
valutare sulle proprie attitudini e interessi.
- sviluppare consapevolezza, responsabilità e autonomia personale.
- sviluppare la cultura progettuale.
Formulare curricoli disciplinari e trasversali che portino i ragazzi a misurarsi con la realtà sociale,
economica e produttiva.
Porre l'attenzione, oltre allo sviluppo delle tradizionali abilità tecniche e disciplinari, alla valorizzazione
delle competenze di carattere sociale.
Compiere opzioni curricolari individuando la abilitazioni/competenze disciplinari indispensabili
all'esercizio della professione cittadino.
Conservare nei diversi modelli e contesti didattici attenzioni pedagogiche e metodologiche uniformi
nelle diverse discipline.
Le competenze





competenze di carattere sociale (relazionarsi, comunicare, confrontarsi, condividere,…);
competenze riferite alla pratica della cultura del lavoro (gestire strumenti, pianificare, ricercare,…);
competenze progettuali ed operative;
competenze tecniche e strumentali nelle diverse aree disciplinari;
competenze riferite a compiti reali (organizzare attività, leggere giornali, redigere il curricolo personale,
fare versamenti postali,…)
65
linee guida attività di progetto
INTER-MONDO
Attività di progetto
Attività di Progetto
–
Progetto Lettura
Fornire occasioni trasversali di lettura per migliorare la comprensione dei linguaggi specifici e le
competenze comunicative nella lingua italiana.
 Organizzare situazioni di lettura nei diversi ambiti disciplinari.
aree
di intervento del POF per la formazionePIANO DI FORMAZIO
 Organizzare raccolta di testi vari e quotidiani.
 Organizzare incontri con autori e giornalisti.
Laboratorio Artistico
 attività di Arte e Immagine
Laboratorio - Espressivo
 attività teatrale
 attività musicale
 attività di danza
Laboratori operativi
Attività di laboratorio, per gruppi classi e a classi aperte svolte, in orario curricolare ed extracurricolare,
durante tutto l’anno scolastico. La tipologia dei laboratori proposti, individuata all’interno delle aree
espressiva, ludico – motoria e tecnico – scientifica, tende a privilegiare ambiti inesplorati dalla didattica della
lezione frontale, con iniziative, originali e innovative, con forte rilevanza nella realtà.
Viaggi di istruzione
Le “visite ed i viaggi” entrano a pieno titolo nelle attività curricolari programmate nei consigli di classe interclasse - intersezione.
L’organizzazione del viaggio coinvolge gli alunni in prima persona nelle attività di progettazione,
programmazione e produzione di documentazione.
66
area didattico operativa
CORSO
CORSO
Competenze digitali
Integrazione e
cittadinanza attiva
DALL’ACCOGLIENZA
ALLA FORMAZIONE
DEL CITTADINO
PER UN NUOVO
UMANESIMO
area
professionalità docente
CORSI
“ Nuove Indicazioni per il
Curricolo della scuola
dell’infanzia e del primo ciclo
d’ Istruzione”
"Registri e scrutini on line"
area
organizzazione scolastica
CORSO
didattica
“diversificazione, continuità
ed unitarietà del curricolo”
"modalità di compilazione
dei registri e fasi degli
scrutini on line
67
INCARICHI E REFERENTI ANNO SCOLASTICO
2013/2014
Attività
Incaricati
Progetto ““Didattica della storia del XX Ciriello Maria – Marchese Annalisa - Piantedosi Maria Fatima Secolo in dimensione europea”” Referenti
Troiano M. Cristina- Del Balzo Immacolata
Referente Progetto Anticamorra (L. 39/85) – Assorbito dalla Funzione Strumentale Area 1 Tiseo Maria Sofia –
Progetto Legalità - intercultura
+ prima collaboratrice del DS Piantedosi Maria Fatima
Tutor Tirocinanti
Abate Silvana - Vitagliano Anna Maria
Referente Protezione Civile
Lanzotti Antonietta – Rosanio Anna
+ la funzioni strumentale Ciriello Maria
Referente Sicurezza
Rosanio Anna + la Funzione Strumentale: Ciriello Maria
Commissione Continuità e Orientamento
Assorbite dalle Funzioni strumentali area 3: Turtoro Angela
Troiano Maria Cristina + prima collaboratrice del DS Piantedosi
Maria Fatima
Referente “Laboratorio per la valorizzazione Assorbito dalla Funzione Strumentale Area 4
delle risorse del territorio e per il recupero
Pedoto Carmela – Abate Silvana
delle tradizioni locali
Referenti attività di animazione
Assorbito dalla Funzione Strumentale: Ciriello Maria
Referente sussidi audiovisivi
Funzione Strumentale Area 4: Ciriello Maria
Referente LIM
Piantedosi Maria Fatima
Referenti Laboratorio Informatica
Lombardi Carmela, Palma Marica e Ciriello Maria
Progetto “Il giornale scolastico”
Redazione: Ciriello Maria— Tiseo Maria Sofia ––Marino MariaVernillo Giovanna – Leonino Piero- Del Balzo Immacolata
Organo di garanzia disciplina alunni
Piantedosi Maria Fatima - Ciriello Maria
Coordinatore
(gruppo H)
Organo
Interistituzionale Palma Marica
Accoglienza Scuola dell’Infanzia
I docenti
Referente corso di nuoto
Ciriello Maria
Docenti accompagnatori corso di nuoto
1 docente ogni classe / sezioni partecipanti
Referente Progetto Neve
Ciriello Maria
Accompagnatori Progetto Neve
Solo con la partecipazione dei 2/3 della classe. Docenti coinvolti
Docenti responsabili gruppo sportivo
Ciriello Maria, Palma Marica
Referenti INVALSI
Tiseo Maria Sofia/Pisaniello Francesca./Piantedosi Maria Fatima
Parrella Antonio/ Pagnozzi Anna Maria/ Taddeo Bonifacio
Referente Progetto Trinity
Piantedosi Maria Fatima
68
Progetto Lingua Inglese Scuola Infanzia
Amato Adele
Referente Progetto Teatro
Ciriello Maria
Gruppo di progetto per la realizzazione della Marchese Annalisa –Tramaglino Anna - Vitagliano Maria Cristina –––
progettazione educativa
Vernillo Giovanna –- Lanzotti Antonietta - Ilario M. Antonietta –
Piantedosi Maria Fatima – Abate Silvana.
Progetto “Consiglio Comunale dei Ragazzi”
FS area 3: Troiano M.Cristina
GRUPPO OPERATIVO SICUREZZA
Marisa Pisaniello – Raffaele Parrella – Anna Marro – Domenico
addetti al servizio di prevenzione incendi,
Lanzilli – Carmela Pedoto – Anna Rosanio – Maria Cristina
primo intervento e pronto soccorso
Vitagliano- Esposito Biondina – D’Archi M.A. e Luongo M.
Preposti al servizio di prevenzione e
Amato Adele – Ciriello Maria – Pedoto Carmela– Pisaniello Francesca–
protezione
Vitagliano Maria Cristina- Pisaniello Pasquale– Rosanio Anna – Tiseo
Maria Sofia.
Accompagnatori Visite guidate 1 giorno
I docenti partecipanti
Accompagnatori Visite guidate più giorni
Referenti Laboratorio Scientifico Scuola
Secondaria di I Grado
Referente educazione alla sicurezza stradale
Referente Strumento Musicale
I docenti partecipanti
Abate Silvana
Colucci Michele
Marro Federico
COLLABORATORI – COORDINATORI DI PLESSO – COORDINATORI E SEGRETARI DEI
CONSIGLI DI CLASSE, INTERCLASSE, INTERSEZIONE
Primo Collaboratore
Coordinatore Scuola Secondaria di I Grado “ C. Del Balzo”
Coordinatorie Scuola Primaria “ N.M. Abate”
Referente e Coordinatrice Scuola dell’Infanzia “C. Perone”
Comitato di valutazione del servizio dei docenti
Piantedosi Maria Fatima
Ciriello Maria
Pedoto Carmela
Vernillo Giovanna
Membri Titolari: Simeone Alba Maria
Luongo Maria Abate Silvana e
Pisaniello Francesca risultano. Membri
supplenti le docenti Maiello Assunta e
Del Balzo Immacolata.
Coordinatori Consigli di Classe Scuola Secondaria di I Grado San Martino
V.C.
1^A Villani Vladia / 1^B Abate Silvana
/ 2^A Del Balzo Immacolata / 2^B
Leonino Piero / 3^A Ilario M.
Antonietta / 3^B Troiano M. Cristina
1^ D’Archi Maria Antonia/ 2^ Luongo
Maria/ 3^ Criscitiello Ersilia
Coordinatori Consigli di Classe Scuola Secondaria di I Grado
Pietrastornina
Presidenti Consigli di Interclasse Scuola Primaria San Martino
V.C.
Presidenti Consigli di Interclasse Scuola Primaria Pietrastornina
Presidenti Consigli di Interclasse Scuola Primaria Sant’Angelo
Presidenti Consigli di Intersezione Scuola dell’Infanzia San Martino
Presidenti Consigli di Intersezione Scuola dell’Infanzia Pietrastornina
Presidenti Consigli di Intersezione Scuola dell’Infanzia Sant’Angelo
Segretari Consigli di Classe Scuola Secondaria di I Grado San Martino
V.C.
Classi prime Marino Maria / Classi
seconde Tiseo M.Sofia / Classi terze
Pisaniello Francesca / Classi quarte
Marchese Anna Lisa / Classi quinte
Pedoto Carmela
Di Conza Maria
Pagnozzi A.Maria
Vernillo Giovanna –
Perrotta Loredana
Morante Marianna
. 1^ A Della Sala Aniello / 1^B
Iommazzo Paola / 2^A Ciriello Maria /
69
Segretari Consigli di Classe Scuola Secondaria di I Grado Pietrastornina
Segretari Consigli di Interclasse San Martino
Segretari Consigli di Interclasse Pietrastornina
Segretari Consigli di Interclasse Sant’Angelo
Segretari Consigli di Intersezione San Martino
Segretari Consigli di Intersezione Pietrastornina
Segretari Consigli di Intersezione Sant’Angelo
2^B Blasi Addolorata/ 3^A Pisaniello
Pasquale / 3^B Carella Francesca
1^ Parisi Silena / 2^ Taddeo Bonifacio/
3^ Di Paola Rosalia
Iuliano Anna Maria, Iuliano Antonietta,
Vitale Rossana, Simeone Alba Maria,
Cocozza Giovanna.
Sanseverino A.Maria
Mauriello E.
Lanzotti Antonietta
Grasso Ernestina
Cosentino Annunziata
FUNZIONI STRUMENTALI AL PIANO DELL’OFFERTA FORMATIVA
Area
1
3
3
4
Ambito
Gestione del POF
Interventi e servizi per gli studenti
Interventi e servizi per gli studenti
Realizzazione di progetti formativi d'intesa con Enti ed Istituzioni
esterne alla scuola
Cognome e nome
Tiseo Maria Sofia
Turtoro Angela –
Troiano Maria Cristina
Ciriello Maria
GRUPPO OPERATIVO SICUREZZA
addetti al servizio di prevenzione incendi, primo intervento e pronto soccorso
1)
2)
3)
4)
5)
6)
7)
8)
Prof.ssa Maria Ciriello nata S. Angelo a Scala (AV) il 18/12/1959
Ins. Antonietta Lanzotti nata a San Martino Valle Caudina (AV) il 14/06/1956
Ins. Anna Rosanio, nata a Cervinara il 18/12/ 1952
Assistente Amministrativa Marisa Pisaniello nata a Avellino il 29/01/1973
Collaboratore Scolastico Raffaele Parrella nato a San Martino Valle Caudina il 18/07/1948
Collaboratore Scolastico Lanzilli Domenico nato a S.Martino V.C. il 15/11/1951
Collaboratrice Scolastica Anna Marro nata a Cervinara il 17/ 05/ 1966
Collaboratore Scolastico Mario Pisaniello nato a San Martino V.C. il 24/10/1954
– gestione fondo di istituto – iter
70
DIRETTORE
AMMINISTRATIVO
COMMISSIONE
(suggerita dal C.d.D.)
(art. 54 e 71)
Formula la proposta per
il C.d.D. delle attività
aggiuntive
elabora proposte di
attività aggiuntive
calcola il fondo di
istituto
COLLEGIO DOCENTI
(art. 43 e 72)
Progettazione PEI
Proposta attività
aggiuntive e criteri di
verifica
Indicazione per incarichi
Indicazione del monte
ore
ASSEMBLEA ATA
(art.54)
individuazione
attività aggiuntive
delega il Preside a
riferire al C.d.I.
DIRIGENTE
(art. 43 e 72)
Stabilisce compensi
forfettari per ATA e
collaboratori
DIRIGENTE (art.72)
Elabora il piano delle
attività da incentivare da
sottoporre al C.d.I. e da
contrattare con R.S.U
CONSIGLIO DI ISTITUTO
Stabilisce il monte ore delle
attività da incentivare e
delibera il relativo
finanziamento
DIRIGENTE
(art.72,comma 2)
Comunica per iscritto gli
incarichi
Convoca le RSU e
illustra il piano di
ripartizione del FONDO
ATTUAZIONE DEL PIANO
DIRIGENTE
Verifica l’attuazione del piano
attraverso i criteri indicati
CONSIGLIO DI ISTITUTO
Opera eventuali tagli, sulla
base di precisi criteri, del
monte ore quando superiore
al fondo disponibile
delibera il pagamento
71
ELENCO DETTAGLIATO DEI PROGETTI E DELLE ATTIVITA’ CURRICOLARI ED
EXTRACURRICOLARI COLLEGATI AL P.O.F.
SCUOLA DELL'INFANZIA



Giornale Scolastico
Educazione alla legalità
Accoglienza e continuità
SCUOLA PRIMARIA
 Libri e linguaggi
 Accoglienza e continuità
 Giornale Scolastico
 Laboratorio informatico
 Educazione alla legalità
 Educazione alla sicurezza
 Progetto “Consiglio Comunale Dei Ragazzi”
 Progetto Palla tamburello
SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO “C. DEL BALZO”




















Accoglienza e continuità
Didattica della Storia del XX Secolo in dimensione europea
Il teatro nella scuola
Giornale Scolastico
Educazione alla legalità
Educazione alla sicurezza
Educazione alla salute
Educazione stradale
Orientamento
Alfabetizzazione informatica
Progetto "Il latino nella scuola"
Progetto “Consiglio Comunale Dei Ragazzi”
Progetto “Cittadinanza- Intercultura”
Progetto Palla tamburello
Progetto “Giochi sulla Neve”
Laboratorio musicale – artistico – scientifico – tecnologico
Laboratorio cineforum di arricchimento disciplinare
Laboratorio motricità
Attività sportive: pallavolo – calcio a 5 femminile ed a 11 maschile – atletica leggera, campestre e su pista
Giochi della gioventù – giochi studenteschi
PROGETTI E ATTIVITA’ COMUNI








Manifestazione Natalizia: “Natale è……”
Teatro a scuola
Progetto accoglienza
Giornale Scolastico
Progetto Nuoto (a carico dei genitori)
Laboratorio per la valorizzazione delle risorse del territorio e per il recupero delle tradizioni Locali
Uscite didattiche sul territorio – visite guidate – viaggi di istruzione.
Progetto Art.9 CCNL (Aree a rischio e a Forte Processo Immigratorio)
72

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